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Sinistra, la coalizione necessaria


venerd, 13 marzo, 2015 13:25 0 commenti
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Autore:
Redazione
Tags:
Democrazia Landini Sinsitra

unnamedLa coalizione sociale che ci propone Landini, a nome della Fiom, loccasione s
ca che ci manca per far rinascere la sinistra in Italia. Coglierla un bisogno ed un
dovere. Giunge nel momento in cui lerede infedele del Pci esibisce la mutazione geneti
ca che ha subto trasformandosi nellopposto esatto del suo dante causa. E ubbidisce al
uo leader che, rottamando i valori della Resistenza, in luogo della democrazia costitu
onale che i comunisti italiani contribuirono fortemente e incisivamente a costrui
onendo a ritmi incalzanti un regime autoritario.

lo stesso leader che demolisce lo stato sociale, che comprime, distorce, disconosce u
o ad uno i diritti dei lavoratori, di quella classe la cui rappresentanza costituiva l
a ragion dessere del Pci.
Con luomo solo al comando, che le cosiddette riforme istituzionali, quella costituzio
e e quella elettorale, da sole ed insieme, mirano a realizzare, tutte le istituzioni d
ella Repubblica degraderanno a strumenti del capo del governo, diventando tutte esecut
ve del volere dellesecutivo che, a sua volta, si porr come esecutivo della ideologia d
ominante, quella del capitalismo neoliberista, tradotta nelle norme dei Trattati in
li, tra i quali Trattati primeggia quello sullUnione europea. Primeggia nel porre a fo
amento dellUnione, per la dinamica dellordinamento e come suo obiettivo, leconomia di
mercato aperta e in libera concorrenza. Quella specifica economia di mercato che sta
truggendo principi e diritti, quello di eguaglianza, innanzitutto, quelli sociali sop
rattutto.

Il cosi detto Jobs Act si pone, al termine della discesa degradante degli esecutivi,
come esemplare strumento di questa distruzione di civilt sociale e politica. Incremen
a il potere datoriale al massimo possibile, con la precarizzazione sostanziale del r
o di lavoro, mascherata da contratto a tutele crescenti eirraggiungibili. La subordin
ne umana nel rapporto di lavoro salariale raggiunge cos il suo apice. Larticolo 3 del
la Costituzione impone alla Repubblica il compito di rimuovere gli ostacoli di ordine
conomico e sociale che, limitando di fatto la libert e leguaglianza dei cittadini, imp
iscono il pieno sviluppo della persona umana e leffettiva partecipazione di tutti i l
atori allorganizzazione politica economica e sociale del Paese. Non dovrebbe sforzarsi
chi ne volesse formulare la negazione assoluta. Col Jobs Act vi ha gi provveduto Renzi

contro questo attacco mortale alle istituzioni della democrazia, alleguaglianza e a


ignit dei lavoratori, alla civilt dei rapporti umani che ci si deve mobilitare. La co
one sociale potrebbe diventarne lo strumento aggregante, perch opererebbe alla base d
sistema complessivo, partirebbe dal vissuto delle donne e degli uomini schiacciato dal
la crisi attuale del capitalismo neoliberista. Colmerebbe un vuoto agghiacciante, r
bbe ad una esigenza impellente, enorme per numero di chi la sente, profonda per i b
isogni che la sollecitano e che dal contingente si proiettano nel futuro umano.

Il come decisivo. Dire che il campo della coalizione da inventare quello della base
llordinamento, come dire che s, essa deve costruire innanzitutto solidariet attive,
t delle differenze a cominciare da quelle tra occupati e precari e tra tutti gli oppre
ssi dal neoliberismo e dalla compressione della rappresentanza nelle fabbriche, ne
in tutte le articolazioni della societ. Deve disegnare il senso dei destini di ciascu
no e di tutti. Deve operare per aggregare ed insieme per usare tutti gli strumenti
della democrazia di base e di inventarne di nuovi. Ce lo insegna la storia. Furono le
societ operaie di mutuo soccorso le prime istituzioni del movimento operaio, e le leg
e le antesignane dei sindacati. Si collegarono ed evolsero con non pochi sforzi, in n
pochi anni.

Noi partiremmo da una situazione di gran lunga migliore. quella che poggia su un mov
imento di massa gi strutturato, organizzato, forte dellesperienza delle lotte glorios
ondotte dalla Fiom. Che, per di pi, parte autonoma, anche critica, avanzata ma integr
nte della Cgil, la grande maestra della lotta del lavoro, lunica istituzione della s
inistra e del movimento operaio che in 110 dalla sua fondazione non ha subito scission
i, ed perci modello di pluralismo quanto ai mezzi e di coesione quanto ai fini. La c
ione sociale, partendo dalla Fiom, non pu non incontrare la Cgil. Non pu neanche non i
ncontrare, avere, comprendere la coalizione politica. Il programma proposto da Air
rcon, su questo giornale il 24 febbraio scorso, ampiamente condivisibile e, credo
questa fase, pu benissimo unire luna e laltra coalizione nellesercizio dei rispetti
mpiti.

Credo anche, ed auspico che il ruolo specifico della coalizione sociale sia quello alt
o, arduo e imperioso, di ricostruire la classe, la classe per s. la premessa fondam
. Da ricostruire dove si deve, nelle lotte, agendo in esse e riflettendo su di ess
e, e, con la classe, la coscienza di classe del XXI secolo, qui in Italia, dove s
iamo e possiamo.
Gianni Ferrara - il manifesto