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Appunti di Idrogeologia

6 C.F.U.

Andrea Gramazio (173/246)


Anno accademico 2014 - 2015

Argomento
Introduzione
Ciclo dellacqua
Fattori di condizionamento del circuito delle acque
Gli acquiferi, acque di ritenzione e acque gravifiche
Escursione alle sorgenti del Grassano
Deflusso nella falda
Esperienza di Reynolds
Legge di Darcy
Lenergia dellacqua
Equazione di Bernoulli
Tipi di permeabilit
Permeametro
Tipi di falda e gradiente piezometrico
Carte a curve isopiezometriche
Metodo grafico della triangolazione
Riconoscere elementi topografici del sottosuolo
Interconnessione idraulica diretta tra acque superficiali e sotterranee
Gli acquiferi alluvionali
Drenanza
La ricerca idrogeologica
Interpretazione di una carta a curve isopiezometriche
Carta idrogeologica della provincia di Avellino
Informazioni random
Gli acquiferi carbonatici (o carsici)
Le sorgenti
Opere di presa
Escursione a Cassano Irpino (Gioved 18 Giugno 2015)
Esercizi
Integrazioni e correzioni

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Sommario
~1~

Introduzione
LIdrogeologia la branca dellidrologia che si occupa dello studio delle acque nel sottosuolo, del loro moto
e del loro utilizzo antropico. In passato la captazione delle acque nel sottosuolo era affidata alla
rabdomanzia. Questa pseudoscienza fu screditata da un esperimento a Kassel nel 2004, in cui dei presunti
rabdomanti, posizionati su condotte la cui posizione era nota, in cui lacqua poteva scorrere o meno,
dovevano semplicemente notificarne leventuale passaggio.
Lidrogeologia utilizza sia il rilevamento geologico per conoscere le litologie (e quindi le loro caratteristiche
di deflusso) che il rilevamento idrogeologico vero e proprio, con lausilio di diversi strumenti.
Il sondino piezometrico una rullina che ci dice a che profondit si trova lacqua nel sottosuolo, in modo da
poter progettare opere di captazione e prelievo. costituito da un filo elettrico che si cala da pozzi o
piezometri (tubi che scendono a diverse profondit, secondo la stratigrafia). Il piezometro a tubo aperto
un tubo fenestrato con diametro di 10cm.
Il sottosuolo pu essere permeabile o impermeabile. Si definisce impermeabile una roccia in cui il flusso di
acqua impedito o talmente lento da non poter essere sfruttato ai fini antropici.
Nella sezione di sottosuolo permeabile lacqua meteorica pu infiltrarsi e muoversi. La permeabilit
funzione della granulometria. Largilla, ad esempio, molto porosa, ma la porosit efficace molto bassa,
per cui risulta impermeabile.
Il livello piezometrico la superficie (il pelo dellacqua) in cui lacqua in equilibrio con la pressione
atmosferica.
Allinterno dei pozzi e dei piezometri lacqua in equilibrio idraulico con la falda.
Quando il sondino piezometrico tocca lacqua il circuito si chiude, mandando un segnale luminoso o sonoro
in superficie.
Un altro strumento per il rilevamento idrogeologico il battellino per misurare la portata di sorgenti o corsi
dacqua. Il battellino calcola la velocit e la sezione dellalveo. La portata il prodotto di questi due
parametri (Q= v * A).
Altri strumenti utili al rilevamento idrogeologico sono infiltrometri, GPS, laser, impermeametri, sonde
parametriche (che calcolano temperatura, pH, azoto nitrico, azoto nitroso ed altri parametri chimici).
Il misuratore di interfaccia acquaolio un sondino piezometrico che pu emettere due segnali: il primo
quando trova una lente di idrocarburi (fase surnatante che, essendo pi leggera, galleggia sullacqua); il
secondo quando incontra lacqua. Perch si mantenga lequilibrio idrogeologico le acque captate devono
essere uguali a quelle infiltrate. Se la captazione maggiore abbiamo sovrasfruttamento. Unopera di
captazione si definisce irrazionale quando il prelievo idrico maggiore della potenzialit della risorsa.
La ricerca dacqua pu essere pura o applicata (se ai fini della captazione o della prevenzione e tutela della
risorsa; la tutela pu essere quantitativa, se serve a mantenere la captazione minore dellinfiltrazione, o
qualitativa, se serve a misurare la contaminazione e linquinamento).
Il comportamento idrogeologico si definisce omogeneo quando la permeabilit costante.
Nei carbonati la permeabilit per fratture e per carsismo; nei depositi alluvionali per porosit; nei flysch
di tipo misto.
Se c allagamento il livello piezometrico si definisce affiorante, e intercetta la superficie topografica.
Il rilevamento idrogeologico consta di osservazioni di campagna, carotaggi (fino a 30m) e analisi di
laboratorio. Quando il livello piezometrico in profondit si usa la pompa sommersa che, allinterno del
pozzo, solleva lacqua fino al piano campagna rendendola fruibile. Maggiore il flusso (portata di prelievo)
e maggiore il diametro del pozzo.

~2~

Ciclo dellacqua
Il 70% della superficie terrestre coperto dallacqua. Del volume di acqua presente sulla terra, il 70%
oceanico. Contenendo cloruro di sodio, questacqua inutile ai fini idropotabili, e non pu essere messa in
rete. Lacqua, per essere idropotabile, deve essere oligominerale. Il restante 30% costituito da acque
dolci. Dellintero volume di acque dolci, il 70% ghiaccio, e il 30% dato da falde, fiumi, laghi, et cetera.
Lacqua soggetta a un ciclo idrologico, il cui motore dato dallenergia solare e dalla forza di gravit.
Queste forze, variabili in tempo e spazio, provocano fenomeni che si ripetono sistematicamente. Lacqua
presente in superficie terrestre (continentale e marina) soggetta allevaporazione (per lenergia solare).
Nellatmosfera lacqua si condensa e ricade come precipitazioni (per la forza di gravit).
Il recapito finale delle precipitazioni sempre lidrosfera. Il mare (0m s.l.m.) , infatti, un limite a potenziale
imposto (potenziale = 0), per cui il recapito ultimo, dopo vari tragitti, da zone a potenziale maggiore
(montagne) a causa della forza di gravit. Prima di arrivare al mare lacqua pu emergere in superficie
(sorgenti) o avere un recapito intermedio in fiumi o laghi. Le precipitazioni possono cadere direttamente
sullidrosfera, concludendo cos il loro ciclo (ciclo oceanico o ciclo breve, inutile ai fini idrogeologici). Se le
precipitazioni, al contrario, cadono sul continente (litosfera), il loro percorso per lidrosfera diventa pi
lungo e lento, dando alluomo la possibilit di sfruttare quelle acque (ciclo continentale). Le acque che
cadono sulla litosfera in parte restano in superficie e in parte si infiltrano. Delle acque che restano in
superficie, una parte ritorna subito in atmosfera per evaporazione (da specchi dacqua liberi come fiumi,
laghi e mari), e unaltra parte scorre sulla superficie topografica (acqua di ruscellamento superficiale),
trovando recapito finale in mare. Delle acque che si infiltrano una parte trattenuta dal suolo superficiale
ed utilizzata dalle piante per la fotosintesi clorofiliana (evapotraspirazione), unaltra parte penetra in
profondit (acqua di infiltrazione efficace), alimentando fiumi, laghi, sorgenti e mari sotterraneamente. Le
acque di infiltrazione efficace possono arrivare allidrosfera o tramite percorsi poco profondi (acqua a
circolazione attiva) o tramite percorsi molto profondi (acque di fondo), con velocit di deflusso molto
bassa, che pu aumentare solo per particolari condizioni morfologiche o tettoniche. Ovunque ci sia
uninfiltrazione deve esserci unemergenza e, escludendo interventi antropici di captazione o ingresso di
acque (ad esempio da centrali geotermiche), le entrate devono coincidere con le uscite.
Se le precipitazioni sono maggiori della velocit di infiltrazione si forma il fronte saturo in avanzamento che
genera alluvioni e frane. Questo fenomeno associato a forti piogge estive (frana di Sarno a Maggio).
Se la superficie piezometrica coincide con la superficie topografica (saturazione del terreno superficiale
S=100%), lacqua, non potendo infiltrare, ruscella.
Scindere acque superficiali ed acque sotterranee un errore, in quanto i fiumi sono alimentati da falde
sotterranee e, se cos non fosse, alimentati solo dalle precipitazioni, avrebbero carattere torrentizio. Il ciclo
dura secoli.
Le acque fossili (o connate) sono le acque intrappolate nellacquifero sin dalla formazione della roccia. Sono
isolate dal ciclo idrologico e possono emergere, tramite polle sorgive, da faglie o fratture.
Le acque iuvenili sono quelle di origine profonda che entrano in ciclo per la prima volta. Hanno origine da
processi idrotermali di corpi magmatici in raffreddamento, per cui hanno un particolare chimismo, ad
esempio, sulfureo.
Altre porzioni dacqua sono quelle originate da processi chimico-fisici associati alla formazione o al
metamorfismo di minerali (da idrati ad anidri, per esempio).
Considerando lintera superficie terrestre e, trascurando lingresso di acque iuvenili o generate dai processi
chimico-fisici appena descritti, le acque di precipitazione devono coincidere con quelle di

~3~

evapotraspirazione (P = E).
Se consideriamo solo le aree continentali, invece, lequazione (detta equazione di bilancio idrologico)
diventa P = E + R + I, dove P lacqua di precipitazione, E lacqua di evapotraspirazione, R lacqua di
ruscellamento e I lacqua di infiltrazione efficace. Dellacqua che precipita sul suolo il 64% evapotraspira,
il 25% ruscella verso il mare e solo l11% si infiltra nel sottosuolo e, defluendo lentamente verso lidrosfera,
da la possibilit di essere utilizzata dalluomo tramite sorgenti o opere di captazione. Questequazione non
risulta pi valida nel momento in cui c unuscita o un ingresso antropico di acqua (passiamo da un sistema
chiuso ad un sistema aperto).
Nellequazione P rappresenta lingresso, E, R ed I luscita.
P si misura con pluviometri o pluvionivografi (lacqua raccolta in una cisterna cilindrica che riempie a sua
volta una vaschetta basculante; ogni volta che questa vaschetta si riempie, viene capovolta svuotandosi;
conoscendo la capacit della vaschetta e il numero di volte che si riempita e svuotata possiamo conoscere
la quantit di precipitazioni relativamente ad un periodo; si calcola in mm/anno). A parit di altri fattori,
chiaramente, maggiori sono le precipitazioni e maggiore linfiltrazione (nel 2002, col 73% di precipitazioni
in meno, si ebbe uneccezionale magra con conseguente crisi idrica). Le precipitazioni possono essere solide
(neve, grandine, brina) o liquide (pioggia o rugiada). Linfiltrazione maggiore, a parit di P, se la
precipitazione solida, in quanto, sciogliendosi lentamente, la neve d il tempo al terreno di assorbirla.
Viceversa piogge battenti troppo intense non favoriscono linfiltrazione ma il ruscellamento.
E si misura con evaporimetri.
R, funzione della permeabilit (infatti, terreni poco permeabili come le argille creano reticoli idrografici
molto pi fitti) si misura con le parcelle di ruscellamento.
I non pu essere calcolata direttamente. Questo il parametro pi importante in quanto, quando noto,
ci permette di non sovrasfruttare lacquifero con captazioni ed emungimenti antropici.
Regimi di alte temperature favoriscono levapotraspirazione.
Regimi di alta umidit, a causa dellalta pressione che intrappola lacqua, non favoriscono
levapotraspirazione.
Se il suolo gelato abbiamo ruscellamento.
Sono definite risorse idriche le quantit dacqua rinnovabili tramite acque meteoriche, e riserve idriche
quelle non rinnovabili.

~4~

Fattori di condizionamento del circuito delle acque


Oltre ai fattori metereologici di precipitazione, infiltrazione ed evaporazione, umidit, pressione, suolo
gelato, et cetera appena illustrati, il circuito sotterraneo delle acque condizionato da altri fattori.

Fattori morfologici
Escludendo il fattore permeabilit della litologia, in una zona pianeggiante, lacqua tende ad infiltrarsi quasi
per il 100%, e solo una minima parte evapotraspira tramite le radici delle piante. Nelle aree con pendenza
lacqua ripartita in due aliquote: una di infiltrazione e una di ruscellamento. A parit di litologia, maggiore
la pendenza maggiore il ruscellamento, con una conseguente scarsa ricarica dellacquifero.
A questo va aggiunto che le aree pianeggianti ospitano pi spesso zone ad alta urbanizzazione e
industrializzazione, per cui lacquifero pu essere inquinato da acque di infiltrazione contaminate. Nelle
zone montuose linfiltrazione e lurbanizzazione sono pi basse, per cui c meno contaminazione.
Uno spartiacque superficiale un alto topografico (una montagna, ad esempio) che separa le acque verso
diversi fondovalle, luoghi in cui, sempre a parit di litologia, favorita linfiltrazione. Gli spartiacque
superficiali sono visibili sulle carte topografiche.
Uno spartiacque sotterraneo un banco poco permeabile che separa il
deflusso dellacqua (che prosegue in lenti pi permeabili).
Una conca endoreica pu essere un inghiottitoio carsico collegato ad
un canale carsico ipogeo (un esempio la Piana del Dragone).

Fattori biologici
Tra questi fattori va annoverata e considerata principalmente la vegetazione. Lapparato radicale delle
piante (secondo il tipo, ad esempio fittonato) trattiene meccanicamente il sedimento, impedendogli di
franare.
Le frane, infatti, sono innescate sia da una causa (sismi, pioggia, variazioni di equilibrio, ad esempio, per
sbancamento ai piedi di un versante) che da una litologia predisponente.
I rami e le foglie ripartiscono, rallentandola, lacqua meteorica, aumentando laliquota dinfiltrazione. Il
taglio di un bosco aumenta il ruscellamento e diminuisce linfiltrazione.
Le radici sono responsabili dellevapotraspirazione.

Fattori antropici
La cementificazione inibisce linfiltrazione aumentando il ruscellamento, per questo motivo le strade hanno
le caditoie che portano lacqua in fogna.
I terrazzamenti, riducendo la pendenza del versante (aree pianeggianti piuttosto che pendenti) aumentano
linfiltrazione e diminuiscono il ruscellamento.

Fattori geologici
Un terreno pi drenante favorisce linfiltrazione nel sottosuolo. Un affioramento tettonicamente fratturato
favorisce linfiltrazione, fino a che non si raggiunge il grado di fratturazione milonitica (roccia quasi
macinata, ridotta a farina) che, vista la granulometria finissima, a pari delle argille, inibisce linfiltrazione.

~5~

Gli acquiferi, acque di ritenzione e acque gravifiche


Lacquifero una porzione di sottosuolo capace di ospitare falde idriche. Si divide in due parti: una zona
insatura (o di percolazione, detta anche zona di areazione), con movimenti subverticali per gravit; e una
zona satura (detta anche zona di saturazione), in cui lacqua fluisce o defluisce con movimenti
suborizzontali (questa zona la falda idrica sotterranea vera e propria).
Gli acquiferi porosi sono costituiti da sedimenti sciolti (sabbia, ghiaia, et cetera), gli acquiferi fratturati da
rocce litoidi (calcari, ad esempio).
Le acque meteoriche, come noto, giunte a contatto con la superficie
terrestre possono ruscellare, evapotraspirare o infiltrarsi. Non tutta
laliquota che si infiltra giunge alla falda, ma parte di essa rimane nella
zona insatura come acqua di ritenzione.
Le acque di ritenzione sono linsieme delle acque igroscopiche (b),
pellicolari (c) e capillari (d).
Lacqua igroscopica si fissa attorno alle particelle solide per
adsorbimento, e resta fissata per sempre attorno al granulo. Ha spessore micrometrico.
Lo strato di acqua pellicolare si aggiunge successivamente, quando il granulo gi inumidito dallacqua
igroscopica, formando un secondo strato (sempre micrometrico) per le propriet molecolari dellacqua.
Lacqua capillare si forma dopo quella igroscopica e quella pellicolare per forze di adesione e coesione.
Le acque di ritenzione non arrivano in falda, ma rimangono sospese nei pori non efficaci allinterno
dellinsaturo, risultando non sfruttabili ai fini idrogeologici, se non con costosi meccanismi come la
centrifugazione.
La risalita di acque capillari nei meati forma la cosiddetta frangia capillare, pi in alto rispetto la linea
piezometrica, caratterizzata da movimenti verticali dal basso verso lalto (opposti ai movimenti globali
gravifici).
Linfiltrometro o tensiometro misura la tensione con cui il suolo trattiene lacqua (suction o ritenzione).
Una volta soddisfatto il bisogno del terreno di acqua di ritenzione, lulteriore acqua che si infiltra
gravifica, ovvero soggetta alla forza di gravit, dunque
non
pi sospesa e ritenuta allinterno dellinsaturo.
Lacqua di ritenzione inamovibile, ed usata dalle
piante; lacqua gravifica quella libera di muoversi,
soggetta alla forza di gravit.
Unidrogramma un diagramma cartesiano in cui sono
confrontate la portata (sullasse delle ordinate), e i mesi
dellanno (asse delle ascisse). Esso ci illustra come un
acquifero si riempie e si esaurisce nel corso di un anno
solare. Si nota che il picco massimo conseguente alla
ricarica non coincide con il periodo di massime
precipitazioni, ma la ricarica della falda shiftata verso lEstate, nonostante le precipitazioni tendano a
diminuire in questo lasso di tempo, proprio perch in questo lasso di tempo che le acque infiltrate nei
mesi precedenti raggiungono la falda.
Fino a Marzo/Aprile le falde si ricaricano per le abbondanti precipitazioni avute nei mesi invernali (piena
idrologica).
Fino ad Agosto/Settembre le falde si esauriscono (magra idrologica).

~6~

C infatti un tempo di latenza, variabile secondo la litologia, la granulometria e lo spessore del terreno,
legato al soddisfacimento del bisogno di acque di ritenzione, superato il quale c la reale infiltrazione
dellacqua gravifica verso il basso a ricaricare la falda. Pi spesso linsaturo e pi acqua di ritenzione
trattiene, maggiore il tempo che impiega lacqua ad arrivare in falda. Questo tempo si chiama tempo di
risposta, per cui abbiamo le massime precipitazioni a Gennaio e la portata maggiore a Marzo, Aprile o
Maggio.
Inoltre, in inverno, oltre ad esserci una maggiore ritenzione, essendo le piogge a carattere temporalesco e
battente, danno una minore infiltrazione efficace.
Le precipitazioni che non hanno effetti sulla ricarica delle falde sono dette occulte. Per calcolare il
coefficiente di saturazione nella zona insatura usiamo lequazione (%) =

100.

Nella zona sotto il livello piezometrico, S=100%. Anche la zona immediatamente inferiore al livello
topografico pu avere un grado di saturazione del 100%, quando intense piogge battenti, impedendo
linfiltrazione in profondit, imbibiscono il terreno immediatamente superficiale, facendo ruscellare la
restante acqua meteorica.
Perch lacqua gravifica giunga in falda, i vuoti, fratture o pori che
siano, devono essere comunicanti. Questi vuoti sono detti efficaci.
Il volume totale dei vuoti la somma dei volumi dei vuoti efficaci e
dei vuoti non comunicanti. Nei vuoti non comunicanti lacqua
ristagna, e ai fini idrogeologici inutile. Largilla ha unelevata
porosit totale, ma impermeabile perch i vuoti non sono efficaci.
Le falde argillose, infatti, sono molto superficiali, e si concentrano
solo nella zona alterata non lamellare, fino ai 10m o ai 15m. Nei
vuoti non efficaci si concentra lacqua di ritenzione. La porosit
efficace la differenza tra la porosit totale e il volume di acqua di
ritenzione. Aumentando il diametro dei granuli il terreno via via pi drenante, cio la porosit efficace
aumenta a spese della ritenzione. La permeabilit, dunque, non legata alla porosit totale ma a quella
efficace, che a sua volta legata alla granulometria del terreno.

= P =

= ;
= P =

Pozzi di largo diametro intercettano falde a basse profondit (argille alterate, ad esempio). Pozzi di basso
diametro, invece, intercettano falde molto profonde.

~7~

Escursione alle sorgenti del Grassano (Mercoled 18 Marzo 2015)


Quelle del rio Grassano sono sorgenti carsiche, alimentate da un serbatoio carbonatico (monti del Matese).
Erogano 4000 - 4500l/s in media, dunque possono essere considerate molto produttive.
Si trovano vicino le terme di Telese, ma hanno caratteristiche chimico-fisiche diverse da queste. Mentre
queste ultime, infatti, sono sulfuree, indizio che le acque che le alimentano provengono da un serbatoio
molto profondo, quelle del Grassano sono bicarbonato calciche.
Sono in corso studi idrogeologici ed idrogeochimici per misurare la presenza e le concentrazioni di gas
radon, che ci permettono di studiare le profondit dei circuiti in cui scorre lacqua. Monitoraggi del genere
sono eseguiti anche per le sorgenti di Serino, Liri e Capodifiume.
Le sorgenti sono basali, ovvero attingono dalla falda basale, che nei complessi idrogeologici carbonatici la
falda pi profonda. Altri monitoraggi si eseguono mensilmente per la misura di portata mensile,
conducibilit elettrica e altri parametri
geochimici per capire il meccanismo di
alimentazione e ricarica dellacquifero
carsico. Nei monti del Matese alcune
porzioni carbonatiche (aquifer) non
affiorano a causa di dislocazioni dovute a
faglie. In affioramento, invece, si trovano
terreni impermeabili (aquitard).
Il flusso sotterraneo comunque
continuo da nord a sud, e in
corrispondenza della dislocazione,
abbiamo sifonamento: lacqua si
approfondisce (arricchendosi di radon),
andando in pressione tra un
impermeabile di tetto ed un
impermeabile di letto (acquifero
confinato).
La sorgente si ha in corrispondenza di
uno strato impermeabile abbastanza
sottile da poter essere scavalcato.
Le acque del rio Grassano sono ricche in
calcio e magnesio, con una elevata durezza. Le sorgenti di Telese hanno la stessa alimentazione, ma
nellemergere si arricchiscono di gas profondi (zolfo, anidride carbonica, et cetera). Sono sorgenti minerali
(non termominerali) che fuoriescono da faglie e fratture. Del rio Grassano solo una minima parte dacqua
captata prima della sorgente. Non viene utilizzata a scopi idropotabili. Dopo la sorgente ci sono alcuni
manufatti (paratoie) per captare acqua per irrigazione. Lacqua, come tipico per gli acquiferi carsici,
trabocca dal basso e non lateralmente (sembra ribollire). In queste acque presente radon (per
decadimento delluranio), indicatore di un circolo profondo. Per misurare la portata si usa il metodo
stazionario con il battellino.

~8~

Deflusso nella falda


A parit di volume dei vuoti totali, lacqua gravifica inversamente proporzionale allacqua di ritenzione. Le
piogge occulte sono le piogge estive che vengono consumate per soddisfare il bisogno di acqua di
ritenzione dei terreni, senza ricaricare effettivamente gli acquiferi. In un mezzo poroso lacqua sotterranea
segue percorsi suborizzontali tra i granuli. I percorsi dei filetti idrici corrispondono pressappoco al percorso
di deflusso generale, quindi facile, scavando un pozzo, capire il flusso globale dacqua, in
quanto c continuit idraulica. Al contrario in un mezzo litoide i filetti idrici che circolano
nelle fratture, possono avere anche verso diverso dal flusso globale dellacqua.
Unosservazione puntuale pu essere fuorviante (non c continuit idraulica). La permeabilit
si indica con k, che in ingegneria chiamata conducibilit idraulica. Sia la porzione satura
che linsatura hanno una certa permeabilit. Se non specificato diversamente, di solito, ci si riferisce alla
permeabilit orizzontale kx della porzione satura e non a quella verticale kz della porzione insatura. In
prossimit della superficie piezometrica c un movimento verticale che pu essere
opposto a quello globale dellinsaturo (dal basso verso lalto), a causa delle oscillazioni
stagionali dellacquifero. Anche la permeabilit verticale funzione della porosit efficace
[kz = f(Pe)]. La permeabilit la velocit con cui i filetti idrici defluiscono in una porzione
satura di acquifero. Un acquifero poroso un mezzo continuo, uno fratturato
discontinuo, essendo composto da canaletti in cui passa lacqua e parti litoidi in cui non
passa. Dellimmagine a destra il primo caso omogeneo ed isotropo, il secondo omogeneo
ed anisotropo e il terzo eterogeneo ed anisotropo. Per semplicit si ipotizza di lavorare
con mezzi continui, omogenei ed isotropi. Un mezzo tanto pi permeabile quanto
maggiore la sua porosit efficace. La permeabilit la capacit di un acquifero di lasciar
defluire le acque sotterranee e di consentire che le stesse possano essere captate a scopi
antropici (idropotabili). Una porzione di sottosuolo che non si lascia attraversare un impermeabile
relativo. Si definisce relativo perch nessuna litologia totalmente impermeabile (non lo neanche il
cemento armato), ma lo relativamente a litologie pi permeabili. Nella realt lacquifero pu avere
permeabilit diverse in direzione verticale (anisotropia) o orizzontale (eterogeneit), e pu essere continuo
(se poroso) o discontinuo (se fratturato). La portata di falda un parametro che si riferisce soltanto alla
porzione satura dellacquifero. il volume dacqua che passa in ununit di tempo attraverso una sezione
drenante. La sua unit di misura [m3/s]. Essa direttamente proporzionale allarea della sezione drenante
S [m2] e ai vuoti efficaci, quindi alla permeabilit [m/s]. Prendiamo, ad esempio, un tubo con una data
sezione. La portata in entrata la stessa in uscita: il sistema definito chiuso. Quando il sistema chiuso,
anche al variare della sezione la portata rimane uguale, variando, in maniera inversamente
proporzionale al variare della sezione, la velocit. A variare la portata possono essere solo
una perdita, una captazione o un ingresso dacqua (sistema idrogeologicamente aperto).
Senza variazione di sezione, in un sistema chiuso, la velocit costante. Aumentando la
sezione la velocit di flusso delle particelle diminuisce e, viceversa, diminuendo la sezione,
aumenta la velocit. Questo comportamento descritto dallequazione di continuit S1*v1=S2*v2. Quando
la velocit costante il moto uniforme, se la velocit varia, il moto vario. La permeabilit k, definita
qui come velocit darcyana, la velocit delle particelle nella porzione satura. La porosit, di cui la
permeabilit funzione, adimensionale. La permeabilit la capacit di un acquifero di lasciare infiltrare
e defluire le acque ad una velocit di flusso non trascurabile, ovvero tale da rendere lacquifero capace di
restituire le acque infiltrate. Questa velocit dipende dalla porosit efficace e dalla sezione drenante.

~9~

Esperienza di Reynolds
La velocit pu essere, in una situazione teorica, costante (moto uniforme). Pi verosimilmente il moto
vario. Varie sezioni, infatti, a parit di portata, comportano varie velocit, come visto con lequazione di
continuit. In particolare, abbiamo detto, la velocit inversamente proporzionale alla sezione. La sezione
drenante una superficie (h*L). La permeabilit deve tenersi al di sotto di un certo valore definito velocit
critica. Per conoscere questa velocit utile illustrare lesperienza di Reynolds.
Presa una vasca piena dacqua in cui il livello idrico tenuto costante da uno sfioro e dallimmissione
perpetua di acqua, mettiamo al suo interno un tubo con un rubinetto, in comunicazione con lacqua
presente allinterno della vasca. In questo
tubo iniettiamo acqua colorata. Aprendo il
rubinetto, entro una certa apertura (quindi
entro una certa velocit di deflusso), il filetto
idrico colorato rimane separato e rettilineo
da quello trasparente (moto laminare).
Aprendo ancora il rubinetto il moto diventa vorticoso. Aprendolo ulteriormente il moto diventa
estremamente disordinato (turbolento), mescolando totalmente lacqua colorata e quella trasparente.
Reynolds riconobbe tre velocit soglia.
Velocit critica inferiore: entro questo valore le particelle hanno moto laminare.
Fase di transizione: a questa velocit lacqua ha moto vorticoso.
Velocit critica superiore: oltre questa valore le particelle hanno moto turbolento.

Il numero di Reynolds : = , dove vc la velocit critica del fluido, d il diametro del condotto e
la viscosit cinematica del fluido, data dal rapporto / , dove la viscosit del fluido e il suo peso
specifico. Perch la legge di Darcy sia valida, il moto deve essere laminare (1<Re<10). Generalmente Re<4.
Se 60<Re<180 il flusso ha moto turbolento. Il regime rimane laminare pi a lungo quando la viscosit del
fluido maggiore (il fluido poco miscibile). I mezzi fratturati fanno eccezione: in essi pi ampia la
frattura, pi il moto tende ad essere turbolento, e anche in grosse fratture beanti il moto pu essere
turbolento.

~ 10 ~

Legge di Darcy
In un acquifero continuo, omogeneo ed isotropo, in cui il substrato impermeabile orizzontale, ed in cui
lacqua si muove con regime laminare, la portata equivale a:
=
in cui:
Q la portata [m3/s];
k la permeabilit [m/s];
S la sezione drenante [m2];
i il gradiente idraulico (adimensionale) (h/l).
Data una superficie piezometrica uniformemente inclinata di un angolo molto basso (cadente
piezometrica), e dati due punti presi sulla cadente piezometrica, i il rapporto tra la loro differenza
daltezza o di carico idraulico h e la distanza orizzontale che li separa l. Teoricamente non andrebbe
considerata la distanza orizzontale l, bens quella lungo la cadente piezometrica l1. In pratica, essendo in
natura langolo bassissimo, l e l1 possono essere considerati uguali. Il gradiente idraulico i il motore per
cui lacqua si sposta orizzontalmente, infatti se la superficie piezometrica fosse orizzontale (h=0, quindi
i=0) lacqua non si muoverebbe ma ristagnerebbe. proprio la pendenza della cadente piezometrica, di cui i
indice, a far muovere lacqua da una zona di potenziale a carico maggiore (una zona pi alta) ad una di
potenziale a carico minore (pi bassa), ed sempre questo il motivo per cui il recapito ultimo di tutte le
acque che precipitano sulla superficie terrestre il mare, sia che esse ruscellino sia che esse si infiltrino.
Langolo molto basso perch lacqua si muove con flusso laminare (Bernoulli).
La sezione che noi prendiamo in considerazione apparente, perch quella reale data dai soli vuoti
efficaci in cui lacqua circola, senza contare la porzione di solido che non attraversata dallacqua. La
velocit reale, che considera solo i vuoti efficaci , sempre per la legge di continuit, molto maggiore (la
sezione che consideriamo notevolmente ridotta).

= ; = ;

dove va la velocit apparente, ovvero la velocit darcyana nella sezione completa (solido + vuoto).
Dividiamo tutto per Pe, ottenendo:

=
; =
=

dove vr la velocit reale, ovvero la velocit nella sezione reale, in cui consideriamo solo i vuoti efficaci.
Lorizzonte piezometrico per comodit considerato lineare, ma in realt pu avere concavit o convessit.
Q la portata volumetrica [m3/s], q la portata unitaria [m2/s], qs la portata specifica [m/s], e se S e i
sono unitari, qs = k.
Fra i parametri idrogeologici il coefficiente di permeabilit sicuramente quello con la maggiore variabilit.
In natura pu assumere valori minori di 1*10-8m/s a maggiori di 1*10-2m/s, e pertanto si pu dire esistere in
natura terreni che sono 1.000.000 di volte pi permeabili di altri.

~ 11 ~

Lenergia dellacqua
Il carico idraulico unespressione dellenergia che ha lacqua lungo una verticale. Questenergia la
somma dellenergia cinetica (lenergia di flusso) e dellenergia potenziale (la quota dellacqua rispetto ad
un orizzonte di riferimento). Lenergia cinetica, a regime laminare, talmente piccola che pu essere
trascurata. Il potenziale totale il lavoro da fare per spostare lacqua dallorizzonte di riferimento alla quota
a cui si trova. unoperazione reversibile ed isoterma.
= + +
dove t il potenziale totale (lavoro) [g*cm2/s2];
g il potenziale gravitazionale;
p il potenziale di matrice o di suzione (la forza di ritenzione);
o il potenziale osmotico (che non viene considerato).
Lacqua diventa gravifica quando g>p. Man mano che soddisfatto il bisogno di acqua di ritenzione
diminuisce p ed aumenta g. g dipende dalla posizione. Al livello del mare g=0.
=
dove la densit del fluido [g/cm3];
V il volume del fluido [cm3];
g laccelerazione gravitazionale [cm/s2];
z laltezza del punto sulla superficie piezometrica rispetto allimpermeabile [cm].

~ 12 ~

Equazione di Bernoulli
Introduciamo largomento dicendo che in ogni punto di
un mezzo poroso saturato da un fluido avente peso
specifico , esiste una pressione P nel fluido tale che,
inserendo un tubo piezometrico, lacqua nel tubo risale
di unaltezza l =P/. Se si prende un piano di riferimento
generico il livello dellacqua allinterno del tubo sar
uguale a h = P/ + z.

La variazione di potenziale (carico o altezza)


avviene perch lenergia dellacqua,
defluendo, diminuisce per attrito.
Lequazione di Bernoulli ci dice a cosa equivale
la perdita di carico h. Consideriamo un
cilindro riempito di materiale poroso con un
fluido in movimento. Sia per il punto 1 che per
il punto 2 possibile ricavare lequazione di
Bernoulli.

2
+ +
=
+ +
+

dove PA/A la lunghezza che lacqua risale nel


tubo dal punto A, ovvero il rapporto tra la pressione in A e il peso specifico del fluido,
zA laltezza che separa il punto A dal piano orizzontale di riferimento;
vA la velocit reale nel punto A;
g laccelerazione gravitazionale;
h la differenza di altezza tra le due superfici di risalita ed la perdita di carico totale tra A e B, data
dallattrito tra il fluido ed il mezzo, e corrisponde ad una perdita di potenziale.
Essendo la velocit in A e B bassa possiamo trascurare VA e VB, ottenendo:

+ =
+ +

~ 13 ~

Tipi di permeabilit
Come abbiamo gi detto, la permeabilit pu essere dovuta alla porosit o fratturazione e carsismo.
Nei massicci carbonatici vicini (Taburno, Matese, Terminio) non ci sono fratture beanti, ma piccole fratture
molto fitte ed interconnesse. In questo caso si parla di acquifero poroso-equivalente, e possiamo
comunque applicare Darcy.
Altre litologie hanno un tipo di permeabilit diversa. Ad esempio le lave, raffreddandosi repentinamente, si
fessurano. Le lave generano acquiferi fessurati (diversi dai fratturati, in cui le fratture hanno origine
tettonica). Altre rocce, come il granito, massive e senza vuoti, possono diventare permeabili solo se,
portate a giorno, vengono alterate ed erose formando il sabbione granitico in cui si ha permeabilit per
porosit.
Ai piedi di un massiccio carbonatico frequente trovare detrito di versante in cui lacqua circola per
porosit.
Si definisce soggiacenza la distanza che separa la superficie topografica e la superficie piezometrica.

Permeametro
Il permeametro uno strumento che ci permette di calcolare la permeabilit di un terreno. costituito da
una colonna di vetro piena di terreno saturo, in cui lacqua pu percolare in basso permettendoci di
calcolare la permeabilit (calcolando il volume dacqua e il tempo che impiega). Il permeametro pu essere
a carico costante se il terreno rimpinguato dacqua continuamente ed il livello tenuto costante; o a
carico variabile in cui lacqua, defluendo, tende ad esaurirsi.

~ 14 ~

Tipi di falda e gradiente piezometrico


Nel caso A abbiamo lacqua che scorre a pelo
libero in un alveo cementificato inclinato.
Questa situazione, in natura, si ha con la falda
libera o freatica, in cui al di sopra della
superficie piezometrica c linsaturo e lacqua
non in pressione. Il pelo dellacqua in
equilibrio con la pressione atmosferica in ogni
punto.
utile ricordare che indipendentemente dalla
superficie dellimpermeabile inclinata o meno, la
superficie piezometrica sar sempre inclinata,
perch lacqua perde energia per lattrito
(Bernoulli).
Nel caso B abbiamo che lacqua scorre
allinterno di una condotta, ed in pressione,
non essendo sottoposta alla pressione
atmosferica, essendo la sezione della condotta
sempre bagnata. Unendo il serbatoio a monte col serbatoio a valle otteniamo la cadente piezometrica.
Bucando la condotta in un qualsiasi punto, lacqua, essendo in pressione, schizzer, arrivando allo stesso
livello della cadente piezometrica (l = P/).
In natura una situazione del genere si ha con la falda in pressione o confinata. Se la pressione cos
elevata da far zampillare lacqua oltre la superficie topografica avremo una falda artesiana (la cadente
piezometrica pi alta della superficie topografica). Lacqua confinata in alto da un impermeabile relativo
di tetto e in basso da un impermeabile relativo di fondo o di letto. In questo tipo di falda non esiste una
vera e propria superficie piezometrica, perch non c una superficie che sia in equilibrio con la pressione
atmosferica, essendo lintero volume dacqua in pressione.
Un caso intermedio quello in cui al tetto non c un impermeabile relativo ma uno strato con permeabilit
molto bassa rispetto alla falda (si definisce semipermeabile). Questa si chiamer falda semiconfinata. In
questa situazione c una superficie piezometrica, e si trova nello strato al tetto semipermeabile in cui
possibile che si dia origine ad un altro flusso orizzontale, sicuramente pi lento rispetto a quello della falda.
Si definisce semipermeabile un elemento litologico con permeabilit bassa relativamente allelemento
litologico permeabile.
Nella falda libera o freatica lacqua si infiltra dal piano campagna.
Nella falda confinata o in pressione, lacqua non pu infiltrarsi dallalto (impermeabile di tetto), ma ha una
zona di alimentazione a monte.
Nella falda semiconfinata lacqua potrebbe infiltrarsi dal piano campagna (strato semipermeabile), ma
essendo in pressione lacqua nello strato permeabile, inibita linfiltrazione. Lacqua che si infiltra dallalto
pu alimentare una zona di saturo pi alta.
Lo strato semipermeabile detto aquitard, quello permeabile detto aquifer, quello impermeabile detto
aquiclude o aquifuge.

~ 15 ~

Carta a curve isopiezometriche


La carta a curve isopiezometriche ci permette di conoscere il deflusso sotterraneo della falda, utilizzando
lequivalente delle curve di livello, con riferimento alla falda idrica sotterranea piuttosto che allandamento
topografico e morfologico. Rappresentare landamento della superficie isopiezometrica significa, in pratica,
raffigurare come si muove la superficie piezometrica, ovvero significa eliminare la porzione insatura da una
carta topografica, immaginando il top di falda. Le curve isopiezometriche uniscono punti a uguale carico
idraulico, per questo sono definite anche curve equipotenziali. Altri tipi di carte idrogeologiche possono
essere quelle con le curve isochimiche (punti con la stessa concentrazione, ad esempio, di ione cloro).

Metodo grafico della triangolazione


Per territorializzare i dati puntuali ci sono diversi metodi. In condizioni di falda libera conoscere laltezza
della falda dal livello del mare in tre diversi pozzi pu consentirci di disegnare la direzione del deflusso
idrico tra quei tre pozzi. I tre pozzi vanno ad essere sulla carta topografica i vertici di un triangolo
pressappoco equilatero. Essi sono distribuiti sul territorio di indagine (quello di cui dobbiamo conoscere
landamento delle curve piezometriche). Perch lerrore sia annullato, bisogna tendere a disegnare
triangoli equilateri, distribuendo equamente in tutte le direzioni eventuali errori. Creando carte a curve
isopiezometriche relative a diversi periodi, possiamo studiare le modificazioni antropiche e stagionali
naturali del livello piezometrico. Il metodo della triangolazione consta di diverse fasi:
1) Bisogna innanzitutto ottenere la carta topografica di riferimento, o al comune o sul sito dellISPRA.
Chiaramente la scala di lavoro sar funzione dellobbiettivo di ricostruzione piezometrica. Maggiore la
scala e minore sar il dettaglio, per cui per un comune useremo scale
da 1:5000 a 1:10000, mentre per la provincia da 1:50000 a 1:100000.
2) Poi viene la fase del censimento dei punti dacqua. Dovendo
sfruttare pozzi gi esistenti (costruirli da zero comporterebbe enormi
spese e tempi) si va sul territorio da indagare a vedere dove sono
ubicati i pozzi. Censiti i pozzi (o punti dacqua), questi vanno posti sulla
carta topografica.
Definiamo pozzo unopera di captazione ad approfondimento
verticale. Tramite una pompa sommersa preleva acqua portandola al
livello del piano campagna. Il pozzo pu terminare sul piano campagna
con un boccaforo o boccapozzo chiuso da una botola, ma pu anche
terminare al livello del suolo, quindi semplicemente con una botola. Il
pozzo viene approfondito con una macchina perforatrice che,
scavando, crea una parete di terra. Allinterno dello scavo viene
inserita la tubazione di mandata, composta da un tubo filtro e un
tubo cieco. Il tubo filtro intercetta la falda in profondit prelevando
acqua, che viene portata al piano campagna tramite la pompa elettrosommersa (gestita da un pannello
elettrico in superficie). Tra il tubo filtro e il piano campagna c la porzione di tubo cieco, che si utilizza sia
per risparmiare (costa molto meno rispetto al tubo filtro), sia per la sua funzione strutturale (
stabilizzante). Il pozzo si definisce completo quando la tubazione di mandata arriva fino allimpermeabile di
fondo. Tra la parete di terra e la tubazione di mandata c unintercapedine di dimensioni che va dai 3 ai 7
centimetri, in cui viene inserito del ghiaietto siliceo calibrato in corrispondenza del tubo filtro. Questo
materiale fa da prefiltro, impedendo alle particelle di sedimento in sospensione nellacqua di occludere il

~ 16 ~

tubo filtro o bloccare le eliche della pompa idrosommersa. Se si occludesse il tubo filtro si avrebbe una
riduzione di efficienza, riducendo la portata di prelievo fino al 50%.
Lintercapedine, in corrispondenza del passaggio dal tubo filtro al tubo cieco, riempita di bentonite
(minerale argilloso). Nei pressi del tubo filtro e del boccaporto lintercapedine riempita di cemento.
3) Di ogni pozzo si deve calcolare laltezza dalla falda. Loperazione si pu fare conoscendo laltitudine della
superficie topografica in corrispondenza del pozzo (con un GPS o con una carta topografica a piccola scala)
e calcolando la soggiacenza del pozzo con il sondino piezometrico. Questoperazione va fatta rapidamente,
successivamente alla seconda fase, per evitare di registrare fluttuazioni del livello di falda dovute a
variazioni stagionali. Addirittura, per essere precisi, anche la fascia oraria andrebbe standardizzata, visto
che la differenza tra le ore pi calde, in cui favorita levaporazione, e le pi fredde, potrebbe falsare i dati.
In ogni caso le ricostruzioni del livello piezometrico sono sempre riferite a periodi (di magra o di piena), e
non sono assolute. Laltezza della falda la differenza tra la somma dellaltezza topografica pi laltezza del
boccaforo (se presente) e la soggiacenza. Laltezza della falda detta
quota assoluta, ed al netto degli elementi morfologici e topografici.
4) Lultima fase quella della triangolazione vera e propria. Una volta
censiti i punti dacqua e una volta che se ne conosciuto il livello della
falda, si procede numerando i pozzi sulla carta topografica in ordine
crescente da sinistra verso destra, in modo che quelli a nord abbiano il
numero pi piccolo. Per una buona ricostruzione ci deve essere almeno
un pozzo per ogni chilometro quadrato. Per ogni pozzo va creata una
relativa scheda in cui se ne indica il numero, le coordinate (latitudine e
longitudine), la quota topografica, la quota piezometrica, uno stralcio
topografico, una fotografia e altre caratteristiche, definite tecniche,
quali diametro, profondit, profondit del tubo filtro, portata del
prelievo, tipo di acquifero, stratigrafia, et cetera. In assenza di altri
elementi (sorgenti,
corsi dacqua, et
cetera) lunica
prescrizione che i triangoli disegnati siano quanto pi
equilateri possibile.
Per la triangolazione consideriamo uno dei triangoli
disegnati, ad esempio quello con ai vertici i pozzi numero
5, numero 6 e numero 9. Al fianco del numero di ogni
pozzo scriviamo la quota del livello di falda. Sappiamo, ad
esempio in questo caso, che lacqua defluir da 9 verso 5
e 6 e da 6 verso 5. Per trovare la direzione precisa del
deflusso dobbiamo trovare, lungo i lati, le distanze
metriche intermedie. Per farlo possiamo usare il metodo del doppio triangolo o la proporzione
h : l = x : 1m
dove:

h la differenza di altezza piezometrica allinterno dei due pozzi presi come vertici del lato [m];
l la distanza tra i due pozzi sulla carta topografica (la lunghezza del lato) [cm] o [mm].
In questo modo ricaviamo x, ovvero la lunghezza in cm su cui si distribuisce una differenza di carico di un
metro. Dovendo plottare solo i numeri interi, se necessario, utilizziamo ulteriori proporzioni. Ad esempio,
per plottare le misure sul lato 9-6, utilizzeremo, come misure intermedie 66m, 65m, 64m, 63m, 62m, 61m,

~ 17 ~

60m, 59m e 58m. Per conoscere dove sar laltezza della falda di 66m, partendo da 66,6m, dobbiamo
conoscere su quanti centimetri si distribuisce la perdita di carico di 0,6m. Per questo utilizzeremo la stessa
proporzione, non con 1m, bens con 0,6m.
Conclusa questa operazione facciamo lo stesso per gli altri due lati, dopodich uniamo i punti ad uguale
potenziale, ottenendo rette equipotenziali o isopiezometriche. La direzione di deflusso sar quella
perpendicolare a queste rette, e sar definita direttrice di flusso, con verso rivolto al basso piezometrico.
Ripetiamo la stessa operazione per gli altri triangoli e riportiamo le varie direzioni di flusso e le varie rette
equipotenziali ottenute sulla carta topografica. In ogni caso esistono anche molti altri metodi (ad esempio:
metodo grafico).
utile ricordare che le curve isopiezometriche sono semplici ricostruzioni geometriche, sicuramente
indicative, ma non certe. Gli unici dati certi per laltezza della falda sono quelli dei pozzi.

Riconoscere elementi topografici del sottosuolo


Immaginiamo di avere ottenuto, con il metodo della triangolazione, una situazione come quella
rappresentata in figura. Complessivamente
possiamo dire che il flusso vada da Nord verso
Sud, ma sono evidenti delle rotture nelle linee
equipotenziali che generano delle concavit e
delle convessit, quindi degli elementi
morfologici (alti e bassi piezometrici). Dove la
concavit rivolta verso lalto piezometrico
possiamo dedurre che vi sia uno spartiacque
sotterraneo, da cui le acque si allontanano. Al
contrario, dove la concavit rivolta verso il
basso piezometrico
possiamo dedurre che vi sia
lequivalente di una valle,
verso cui confluiscono le acque, esattamente come accade per lacqua di ruscellamento
sulla superficie topografica. Le direttrici di flusso in prossimit degli spartiacque
sotterranei sono divergenti, mentre in prossimit delle valli
sono convergenti. Gli spartiacque si indicano come
raffigurato nellimmagine a destra. Le valli, o meglio zone di
drenaggio preferenziale, si indicano come raffigurato
nellimmagine a sinistra. Possiamo calcolare il
gradiente idraulico conoscendo h e sapendo
che l (definito interasse) la distanza tra le
due linee isopiezometriche (che ci possiamo
ricavare conoscendo la scala della carta).
Quando siamo allequilibrio idrogeologico, quindi quando non ci sono
emungimenti o ingressi di acque da parte delluomo, uno spartiacque
sotterraneo un ostacolo alla circolazione delle acque (un banco meno o per nulla permeabile), mentre la
zona di drenaggio preferenziale un banco pi permeabile verso cui le acque tendono ad accumularsi.
Escludendo parametri qualitativi, la zona migliore per situare un pozzo in corrispondenza della zona di
drenaggio preferenziale, dove lacqua perde meno carico idraulico.

~ 18 ~

In una situazione come quella raffigurata a destra, essendo l


costante lo anche il gradiente idraulico e quindi, a parit di
portata e sezione, anche la permeabilit rimane costante.
Al contrario, in una situazione come quella raffigurata a sinistra,
variando l, sempre a parit di portata e sezione, significa che ci sono diversi gradienti idraulici, quindi
diverse permeabilit. Possiamo dedurre che ci sia una permeabilit (o
una velocit) minore dove il gradiente idraulico maggiore, quindi dove
la lunghezza l minore (a
destra), mentre la
permeabilit (o velocit)
sar maggiore dove il
gradiente idraulico minore, quindi dove la lunghezza l
maggiore (a sinistra). La permeabilit, dunque,
direttamente proporzionale a l e inversamente
proporzionale al gradiente idraulico (come possiamo
facilmente dedurre dalla legge di Darcy). A destra sono
raffigurate le simbologie standard delle carte
isopiezometriche. Per curva isopiezometrica presunta o ipotetica si indicano le curve tracciate dove non
ci sono pozzi, o dove sono molto radi, soprattutto se in quella zona la litologia e la morfologia sono
eterogenee. Ad esempio pu avvenire in prossimit di corsi dacqua o nelle piane alluvional i, dove la
granulometria molto variabile.
Unultima operazione da fare quella di lisciatura, con cui smussiamo i vertici delle concavit e
otteniamo le curve invece delle rette. Questoperazione si pu fare manualmente o con programmi di
calcolo come QGis, ArcGIS, Surfer, inserendo il comando di smooth line. A questo punto la direttrice di
flusso in un punto sar perpendicolare alla tangente della curva. Per verificare che una zona sia
effettivamente uno
spartiacque se ne misura la
permeabilit sotterranea con
le prove di pompaggio.
Nellesempio raffigurato a
sinistra vediamo che il flusso
generale da Sud a Nord. Ad
una certa altezza, dove le
isopiezometriche intercettano
il piano topografico, la falda
da luogo ad un lago e ad un
fiume (zona di recapito
intermedio). Risollevandosi la
topografia le curve
isopiezometriche tornano a
scorrere nel sottosuolo (il fiume non pi, quindi, zona di recapito, bens zona di alimentazione). In
questo caso lalveo deve essere permeabile, quindi non incassato n tantomeno cementificato.

~ 19 ~

Una falda pu anche essere sotto un fiume senza esservi


collegata (falda subalvea). Questo tipo di falda pu alimentare il
fiume nel corso di un anno idrogeologico, magari nel periodo di
piena in cui il livello piezometrico si solleva e pu intercettare il
fondo dellalveo, alimentando il corso dacqua.
Con due sondini piezometrici possiamo conoscere il livello della
falda nei piezometri 1 e 3, mentre con una carta topografica
possiamo conoscere laltitudine delle sponde (quindi del corso dacqua). Questo valore pu essere meglio
ricavato da un ponte di cui si conosce laltitudine, e a cui va sottratta la soggiacenza che calcoliamo con
un sondino piezometrico calato dal ponte stesso. Conosciuti i livelli di 1, 2 e 3 possiamo dedurre se la falda
collegata o meno al fiume.

Interconnessione idraulica diretta tra acque superficiali e sotterranee


Una condizione necessaria affinch ci sia il rapporto di interconnessione idraulica diretta tra acque
superficiali e sotterranee che tra il pelo dellacqua superficiale e la superficie piezometrica ci sia una
distanza verticale di massimo 2 metri.
Nel caso rappresentato nellimmagine a destra, la
falda alimenta il fiume, che diventa una zona di
drenaggio preferenziale. Le direttrici di flusso sono
convergenti. In questa situazione la falda
invulnerabile dal punto di vista ambientale, in
quanto se lacqua superficiale viene contaminata, la
falda non ne risente. Per avere la conferma che il
fiume sia effettivamente alimentato dalla falda, la
portata del fiume dovrebbe aumentare verso valle.
Nel caso rappresentato nellimmagine a destra, il
fiume ad alimentare la falda. Dal punto di vista
ambientale questa situazione la pi esposta in
quanto, contaminando il fiume, la falda ne risente.
Per avere la conferma che la falda sia
effettivamente alimentata dal fiume, la sua portata
dovrebbe diminuire verso valle. Queste variazioni
devono essere nellordine di centinaia di litri al
secondo. Una variazione della portata del fiume di
pochi litri al secondo normale, e non per forza
legata allinterconnessione tra acqua superficiale e
falda.
In questo caso a monte la falda alimenta il fiume,
viceversa a valle. La falda a monte non
vulnerabile (salvo ingressi, trivellazioni, et cetera),
quella a valle, s. In questo caso bisogna conoscere
lo scarto tra la portata della falda in ingresso ed in
uscita. Se lingresso maggiore delluscita, la
portata del fiume aumenta verso valle; se minore,
diminuisce; se uguale, resta costante.

~ 20 ~

In questo caso ci sono due alvei (quindi due assi di


drenaggio preferenziali). Tra i due alvi vi uno
spartiacque sotterraneo. In questa situazione la
falda invulnerabile, visto che la falda ad
alimentare il fiume e non viceversa.

La linea piezometrica ha una leggera convessit


(intumescenza) verso lalto, essendo che lacqua
superficiale filtra parzialmente dallalveo verso il
basso. Sebbene ne simuli leffetto sulla carta a
curve isopiezometriche, non si tratta di un
impermeabile sotterraneo. In questa situazione la
vulnerabilit parzialmente ridotta dal filtraggio
dellacqua attraverso linsaturo. Leventuale
concentrazione di contaminanti provenienti dal
corso dacqua superficiale abbattuta dal
meccanismo di autodepurazione dellinsaturo
(insieme di processi chimici come ossidoriduzioni,
scambi di basi, et cetera). Chiaramente pi spesso
linsaturo e maggiore leffetto di
autodepurazione.
In questo caso abbiamo la falda subalvea
totalmente scollegata dal corso dacqua
superficiale che incassato. La falda
invulnerabile.

Chiaramente queste situazioni non sono stabili in quanto, come noto, la linea piezometrica soggetta a
fluttuazioni per cause naturali (sia giornaliere che stagionali) e antropiche (emungimenti o ingressi). Tra le
cause antropiche che possono modificare landamento della linea piezometrica vi il cosiddetto cono di
pompaggio. La pompa sommersa allinterno del pozzo costringe
le particelle idriche a indirizzarsi concentricamente verso lasse
del pozzo. Avvicinandosi allasse, la sezione, chiaramente,
diminuisce. Essendo la portata e la permeabilit costanti, il
conseguente aumento di velocit (legge di continuit) ci indica
che aumentato il gradiente idraulico. In pratica si genera un h
per il prelievo dacqua. Il cono di pompaggio dovuto al campo
di moto delle particelle. Questo disturbo si concentra in una certa
porzione di falda. Le dimensioni di questa porzione sono legate
alla portata, alla permeabilit e alla qualit di costruzione del
pozzo. Aumentando la portata di pompaggio aumenta il cono.
Una litologia poco permeabile genera un cono pi stretto, viceversa una litologia pi permeabile. Se il
pozzo non stato costruito perfettamente, per ottenere la portata necessaria, potrebbe creare un cono di
pompaggio maggiore a causa di perdite e cattivi filtraggi.
Se il cono di pompaggio intercetta lalveo, potremmo passare da una situazione come quella del primo a
caso ad una simile a quella del terzo caso, rendendo la falda vulnerabile verso la sponda dove c il pozzo.

~ 21 ~

Per evitare questa situazione costruire un pozzo nei pressi di un fiume sconsigliato. meglio mettersi pi
distanti o prelevare poca acqua per evitare che il cono di pompaggio intercetti lalveo, oppure, se la portata
deve essere alta, costruire pi pozzi invece di uno solo.
Flusso radiale convergente. Linterasse diminuisce lungo il flusso. Questa situazione
dovuta ad una zona di captazione antropica
Flusso radiale convergente. Linterasse aumenta lungo il flusso. Il gradiente idraulico
diminuisce o la sezione aumenta. La permeabilit aumenta. Questa situazione dovuta ad
una zona di drenaggio preferenziale naturale (zone a pi alta permeabilit, ad esempio).
Flusso radiale divergente. Linterasse
aumenta lungo il flusso. Questa
situazione non pu essere dovuta ad
uno spartiacque sotterraneo, visto che
linterasse sta aumentando, indice che
anche la permeabilit sta aumentando
(mentre in uno spartiacque sotterraneo
la permeabilit diminuisce). Questo
caso tipico degli spartiacque
sotterranei mobili. Questo non si ha a
causa di una diminuzione di
permeabilit, ma un cono di
pompaggio. una situazione che si
verifica di pari passo con il primo caso:
il prelievo da un pozzo comporta una situazione come quella del primo caso, ma in
prossimit si ha uno spartiacque mobile (vedi immagine in alto). Aumentando la portata di
prelievo lo spartiacque migra verso destra perch il cono di pompaggio si amplia.
Viceversa, riducendo la portata di prelievo, lo spartiacque migra verso sinistra.
Flusso radiale divergente. Linterasse diminuisce lungo il flusso. dovuto ad un fronte di
alimentazione. Questo si ha lungo un contatto tra litologie a permeabilit diverse. Lacqua,
defluendo dalla litologia pi permeabile alla meno permeabile crea, lungo lintero
contatto, un fronte sorgivo.
Quanto riportato finora valido solo per acquiferi prevalentemente porosi o poroso-equivalenti, non per
acquiferi litoidi fratturati. Nei mezzi porosi, inoltre, pi facile ricostruire le curve.

~ 22 ~

Gli acquiferi alluvionali


Si definiscono alluvionali acquiferi in piana alluvionale, generati dalle stesse fasi di alluvionamento e ritiro
del corso dacqua. Il fiume porta detrito di granulometria variabile da monte a valle, a causa delle diverse
energie cinetiche che lo caratterizzano in questi diversi tratti. La bassissima energia che si ha in piana, verso
il mare (potenziale imposto), crea i meandri. La variabilit granulometrica, oltre che verticale, anche
orizzontale: mentre in corrispondenza dellasse fluviale abbiamo una maggiore energia, spostandoci verso
le golene e gli argini, lenergia tende a diminuire sempre pi,
depositando materiale via via pi fine. Anche le alluvioni
portano i sedimenti pi grossi lontano e, ritirandosi,
depositano materiale via via pi fine.
Gli acquiferi alluvionali, quindi, sono caratterizzati da una
eterogeneit granulometrica longitudinale, trasversale e
verticale. Si tratta dunque di acquiferi anisotropi ed
eterogenei, e non necessariamente continui, in cui i
sedimenti si depositano sia come strati sia in forma di
deposito lenticolare, creando lenti a diversa permeabilit.
Sono acquiferi molto produttivi, strettamente collegati al
corso dacqua (la falda esiste solo se esiste il corso dacqua),
e molto sfruttati.
Come gi detto, sono tipici di zone
di piana, con falde poco profonde e
con un corso dacqua superficiale.
Questi scenari, per, sono gli stessi
che ospitano pi spesso grosse
citt, il che comporta che spesso gli
acquiferi alluvionali sono pi
vulnerabili, anche in virt della loro
alta permeabilit.
Un caso come quello raffigurato a
sinistra, ci mostra litologie a
diverse permeabilit. Nonostante
questo il carico idraulico
costante, quindi la falda unica e
libera. Le diverse permeabilit non
hanno effetti dal punto di vista
idrogeologico (lacqua che riempie
il piezometro in falda allinterno
delle sabbie).
Al contrario nel caso illustrato pi
in basso abbiamo tre diverse falde.
La prima, in alto, libera, mentre le altre due, pi in basso, sono in pressione.

~ 23 ~

Drenanza
Gli acquiferi alluvionali, in virt della loro anisotropia
ed eterogeneit, si prestano frequentemente al
fenomeno della drenanza. La drenanza un
movimento verticale (sia dal basso verso lalto che
viceversa), dovuto ai diversi carichi tra due falde
interconnesse, di cui una confinata. necessario,
dunque, che oltre allimpermeabile di fondo, ci sia
anche un impermeabile relativo o un
semipermeabile (un aquitard) che separa due falde e
carichi idraulici diversi tra le due falde.
Flussi di drenanza sono presenti nei due casi in basso
dellimmagine a sinistra. Qui infatti, le due falde
sono interconnesse, in quanto quella in basso in
pressione, e il suo carico idraulico ricade nel secondo
acquifero. Nel primo caso in basso, la differenza di
carico tra le due falde comporta una drenanza
dallalto verso il basso, oltre al normale deflusso
orizzontale in entrambe le falde. Nel secondo caso in
basso, la differenza di carico tra le due falde comporta una drenanza dal basso verso lalto.
Nel primo caso in alto, invece, abbiamo una falda sovrapposta (la falda in basso non confinata essendoci
una porzione insatura, quindi sono entrambe libere), in cui c un rapporto idraulico verticale di semplice
percolazione (gravitazionale, dunque dallalto verso il basso).
utile conoscere questi meccanismi per sapere, ad esempio, come va a disperdersi un contaminante.
Ad esempio nel caso della falda sovrapposta, quindi quella con sola percolazione, se si contamina la falda
in alto, la seconda falda vulnerabile, ma sar meno contaminata della prima per la capacit di
autodepurazione dellinsaturo. Lacqua, percolando, viene infatti filtrata dallinsaturo. La vulnerabilit
maggiore, in questo caso, della falda in alto.
Chiaramente se a contaminarsi la falda in basso, quella in alto non viene toccata dal contaminante.
Nel caso della drenanza dallalto al basso (primo caso in basso), se contaminata la falda in alto anche
quella in basso lo , ma stavolta senza lautodepurazione dellinsaturo.
Nel caso della drenanza dal basso verso lalto (secondo caso in basso), se contaminata la falda in basso lo
diventa anche quella in alto, ma in concentrazioni molto minori, a seconda dalla permeabilit dellaquitard.
utile specificare che situazioni come quelle raffigurate nei due casi in basso possono essere date sia da
diversi bacini di alimentazione sia da un unico bacino di alimentazione in cui ci sono banchi a diverse
permeabilit (quello con permeabilit minore ha un carico idraulico minore).
Inoltre la differenza di permeabilit tra laquifer e laquitard pu anche non essere enorme, ma comunque
ci sono velocit diverse per altri motivi, per cui si verifica la situazione di falda confinata.

~ 24 ~

La ricerca idrogeologica
Il primo passo conoscere la stratigrafia della territorio da indagare. Questa
recuperabile dai piani regolatori dei comuni o dallISPRA. Avvalersi degli studi
idrogeologici precedenti potrebbe essere fuorviante, essendo che potrebbero
essere indicativi di periodi idrologici diversi da quelli nel quale ci troviamo
durante lindagine.
Nellutilizzare pozzi preesistenti, per analisi in acquiferi alluvionali, per evitare
di registrare i livelli di falde diverse bisogna conoscere la profondit dei pozzi
in cui prendiamo le misure, per sapere da che profondit emungono acqua,
quindi di quale falda stiamo misurando il carico idraulico. In alternativa, per
conoscere di quale falda stiamo misurando il carico, possiamo usare
piezometri con diverse canne o il piezometro Casagrande.
In generale utile ricordare che pozzi con un boccaforo di largo diametro
hanno profondit minori, e viceversa. Inoltre possiamo sfruttare le conoscenze
territoriali: se nellarea di indagine, oltre alle altre falde, ce n una molto
superficiale, possiamo immaginare che i pozzi ad uso agricolo per piccole
utenze intercettino quella prima falda, necessitando di piccole portate, e
quindi potendosi accontentare del primo acquifero utile.
Nellimmagine a destra i due pozzi hanno sviluppo completo (giungono
allimpermeabile di fondo) e la stessa profondit. Nel pozzo 1, a sinistra, il pelo
dellacqua indica il potenziale idraulico della falda confinata (quella in basso).
Nel pozzo 2, a destra, il pelo dellacqua la somma dei potenziali idraulici di
entrambe le falde (quella confinata, in basso, pi quella libera, in alto). Per conoscere le differenze tra i
carichi idraulici il piezometro 2, quello di destra, dovrebbe essere cieco in corrispondenza dellacquifero in
alto.

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Interpretazione di una carta a curve isopiezometriche

Questa carta mostra lacquifero alluvionale della valle caudina. Il fiume (evidenziato in rosso) per un tratto
asse di drenaggio preferenziale. Quellasse di drenaggio preferenziale nel tratto precedente indice di un
paleoalveo, poi sepolto da nuovi sedimenti che hanno cambiato il corso del fiume, che ha dovuto
reincidere un tragitto diverso (variazione idrodinamica). I paleoalvei creano situazioni pericolose legate, tra
gli altri, ad amplificazione sismica, offrendo un banco di sedimento maggiore alle onde.
Linfittimento delle isopiezometriche in alto a sinistra, quindi un aumento di gradiente idraulico,
immaginando una permeabilit costante, pu essere dovuto soltanto ad un aumento di
portata. Quella zona infatti alle falde del massiccio carbonatico del
Taburno, che infatti porta molta acqua in falda.
Una situazione come quella a destra in natura impossibile. Si tratta
necessariamente di un cono di pompaggio.
Una situazione come quella a sinistra pu essere dovuta ad una
falda artesiana.
Una barriera dinamica un manufatto antropico. Consiste nella
costruzione di una fila di pozzi a monte di una sorgente di contaminante. I coni di pompaggio deviano il
flusso della falda, impedendo che si contamini, riportandola poi sul suo asse naturale pi a valle, oltre la
sorgente di contaminante.

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Questa la carta della falda della piana del Sele. C una doppia falda, una profonda in pressione ed una
libera in superficie. Ove c un incrocio di isopiezometriche ad
uguale carico non significa che la falda unica, ma significa che
quella confinata ha un carico di valore uguale a quella libera, ma
pi profonda, chiaramente in pressione.
Una situazione come quella a sinistra ci indica che c ingressione
di acqua marina (non possibile che lacqua dolce abbia carico
inferiore a 0). Le isopiezometriche sono riferite solo allacqua
dolce. Lingressione marina comporta la salinizzazione della falda,
molto frequente in Puglia, dove i forti emungimenti antropici
hanno comportato che linterfaccia acqua dolce acqua salata si
spostasse sempre pi verso linterno.

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Queste sono le carte della foce del fiume Tesino, nelle Marche. Si tratta, chiaramente, di un acquifero
alluvionale.
evidenziato, a nord del fiume Tesino, un asse di drenaggio preferenziale, presumibilmente un paleoalveo.
Sia la maggiore distanza tra le curve isopiezometriche, sia il loro shape che ci da direttrici di flusso
convergenti, ci suggerisce che nei pressi di quellasse di drenaggio preferenziale ci sia una permeabilit
maggiore.
Le curve isopiezometriche hanno un h di 5 metri, tranne che nella parte finale dove, a causa di un
aumento di l, h di 1 metro. A sud del fiume mancano le isopiezometriche, ma c una direttrice di flusso
che suggerisce che, verso la foce, il fiume
alimenta la falda, mentre in precedenza,
verso ovest, la falda ad aumentare il
fiume (si vede dalle direttrici di flusso e
dalle curve isopiezometriche). Le due carte
indicano le curve isopiezometriche a Luglio
e ad Agosto. presumibile che ad Agosto il
livello piezometrico si abbassi, e infatti sulla
carta vediamo che le linee isopiezometriche
slittano verso est. Questo fenomeno
comporta lingressione marina, tant che
lisopiezometrica 0 non coincide con la
costa, come dovrebbe, ma spostata nel
continente.
Linterfaccia acqua dolce acqua salata, in cui lacqua dolce, meno densa, galleggia su quella salata, non
una linea netta, ma unarea di transizione, una superficie, dunque, se vista in sezione.

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Quella che noi schematizziamo una ricostruzione statica ideale che esisterebbe se non ci fosse il flusso
dellacqua dolce.
Tracciando una sezione Est Ovest della carta vedremo che ad Agosto linterfaccia si sposta verso
linterno, come si vede anche dalla sua proiezione sulla carta (la curva isopiezometrica 0).

Tra lacqua dolce e lacqua salata si instaura quindi un equilibrio di pressioni, espresso dallequazione:
+ =
dove:
d la densit dellacqua dolce [g/cm3];
m la densit dellacqua salata [g/cm3];
hp laltezza della falda [m];
hm la distanza tra linterfaccia acqua dolce acqua salata e il livello 0 m s.l.m. [m].
Da questo si ricavato sperimentalmente che hm 37hp. Emungendo acqua da un pozzo,
si crea un cono di pompaggio, per cui hp diminuisce e, proporzionalmente, lo fa anche hm,
creando un cono opposto al cono di pompaggio, con un disturbo largo quanto quello
diretto del pozzo (immagine a destra).
In una situazione come quella rappresentata a destra ancora non c emunzione di acqua
salata. Lemunzione di acqua salata si ha quando hp = hm = 0m. Lampiezza dei due coni,
come noto, dipende dalla portata e dalla qualit di costruzione del pozzo. Per sapere se
lacqua che emungiamo salata o meno, si fanno prove di resistivit o conducibilit,
infatti lacqua salata, pi ricca di ioni, ha una conducibilit pi alta. Lingressione marina e
la salinizzazione della falda pu essere un fenomeno locale o regionale. Sulla piana di
Paestum, il pompaggio continuo da parte dei campeggi anche in Agosto, ha modificato
lequilibrio idrogeologico, provocando un abbassamento generalizzato della falda, e
uninvasione del continente da parte dellacqua marina. Questo ha comportato che
lacqua salata utilizzata per lagricoltura eutrofizzasse i suoli.
La carta della resistivit (Agosto) ci conferma che c uningressione marina.
Quando necessario costruire pozzi sulla costa, per evitare queste problematiche si pu diminuire la
portata, dislocare uno o pi pozzi, distribuire il prelievo su un numero maggiore di pozzi.

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Carta idrogeologica della provincia di Avellino


Una carta idrogeologica basata principalmente sulla carta geologica, che fa da base cartografica.
Allinterno della carta riportata la litologia, colonne stratigrafiche, sezioni, et cetera. Si definisce
complesso idrogeologico laccorpamento di litologie con permeabilit uguale per tipo e per grado, e con
ununivocit giaciturale e spaziale comprovata relativamente alla scala del rilevamento. A scala maggiore,
individuando pi dettagli, individuo anche pi complessi idrogeologici. Ogni complesso idrogeologico
caratterizzato da un relativo colore sulla carta e da un numero (per i daltonici). Ogni complesso
caratterizzato da una permeabilit di un grado (Estremamente basso, Basso, Medio, Elevato, Estremamente
elevato) e di un tipo (Porosit, Fratturazione, Fessurazione).
Il complesso alluvionale, in questa carta, ha colore grigio-azzurrino. Per leterogeneit che caratterizza
questo tipo di complessi, la permeabilit medio-elevata per porosit e fessurazione (ad esempio nei
depositi piroclastici della Piana del Dragone, che un complesso alluvionale)
Il complesso travertinoso ha origine terrigena (solitamente sorgenti, in cui il materiale organico ha creato i
vuoti).
Il complesso calcareo ha permeabilit tra lelevato e lestremamente elevato, per fratturazione e carsismo.
Il complesso calcareo-dolomitico (praticamente lesatto opposto del complesso alluvionale) ha
permeabilit elevata, per fratturazione e carsismo.
Il complesso dolomitico ha permeabilit tra il medio e lelevato, per fratturazione e carsismo.
Sia il complesso calcareo che il dolomitico sono composti da carbonati, ma mentre per il calcareo abbiamo
il carbonato di calcio, per il dolomitico abbiamo il doppio carbonato di calcio e magnesio. Essendo il
magnesio meno solubile del calcio, la dissoluzione delle dolomie pi lenta rispetta a quella del calcare,
ragione per cui il complesso caratterizzato da questa litologia meno permeabile.
Il complesso argilloso ha permeabilit tra lestremamente basso e il basso, come era facile aspettarsi, per
porosit.
Il complesso sabbioso arenaceo, quello argilloso calcareo marnoso, e quello arenario argilloso marnoso
sono composti da flysch (tipici dei bacini di avanpaese), con una permeabilit mista (per porosit e
fratturazione). Come con le rocce plutoniche, la permeabilit per porosit si ha nello spessore superficiale,
pi interessato dal weathering e dallerosione, in quello che il sabbione.
La simbologia standard, e ci indica i limiti amministrativi, geologici, tra i complessi, le faglie e i
sovrascorrimenti di interesse idrogeologico, et cetera. Mentre negli acquiferi alluvionali possono esserci
spartiacque mobili dovuti non ad una zona di bassa permeabilit ma alla vicinanza con pozzi, questo negli
acquiferi carbonatici, a causa delle discontinuit tettoniche, non pu accadere. Nelle zone del complesso
calcareo, come il Monte Terminio, la costruzione di pozzi impossibilitata sia per la natura aspra che per
limportante soggiacenza che si dovrebbe superare prima di incontrare il pelo dellacqua. Per questo motivo
non possibile costruire una carta a linee isopiezometriche, e le direttrici di flusso in questa zona vengono
tracciate osservando le sorgenti, che ci indicano senzaltro una zona di drenaggio preferenziale. Questi
complessi sono caratterizzati da un bassissimo gradiente, a causa della altissima permeabilit, circa
dell1. Negli acquiferi carbonatici le sorgenti si trovano al contatto (solitamente tettonico nellAppennino
centro meridionale, ma anche semplicemente stratigrafico) con la cintura impermeabile, nel punto
topograficamente pi basso (Caposele, Montella, et cetera). Fa eccezione la sorgente di Serino, che si trova
al centro della piana, sulla faglia lungo cui impostato lalveo del fiume Sabato. Evidentemente il contrasto
di permeabilit non tanto elevato da costringere lacqua ad emergere, per cui libera di continuare fino
alla piana alluvionale dove affiora. Nel monte Terminio una faglia inversa fa da spartiacque, generando due
diversi sottobacini, tra cui pu esserci interscambio dacqua (sempre dal punto a carico maggiore verso
quello a carico minore). La cintura (o letto) impermeabile unidrostruttura isolata. Lacqua che sorge a
Grottolella ha chimismo sulfureo.

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Informazioni random
utile specificare che il livello piezometrico non il top di falda, in particolare quando parliamo di una
falda confinata in cui il top di falda a una profondit maggiore del potenziale del pelo dellacqua.
Si definisce idroveicolato un contaminante che va alla stessa velocit dellacqua in falda.
Il consulente tecnico dufficio (CTU) interpellato da un magistrato in questioni tecniche. Lidrogeologo, ad
esempio, pu essere interpellato come CTU per capire se unattivit ha contaminato effettivamente una
falda danneggiando dei terzi.

Gli acquiferi carbonatici (o carsici)


Questo tipo di acquiferi caratterizzato da una permeabilit per carsismo e
fratturazione. Si tratta di rocce litoidi che compongono un sistema acquifero
fratturato. Questo tipo di acquifero molto presente nellAppennino centromeridionale. I complessi fenomeni chimici di dissoluzione e precipitazione in
ambiente carsico possono essere chimicamente cos sintetizzati: CO2 + H2O +
CaCO3 -> Ca(HCO3)2. Contrariamente al carbonato di calcio (CaCO3) praticamente
insolubile, il carbonato acido di calcio (Ca(HCO3)2) si dissocia in acqua in ioni Ca++
e HCO3- che vengono asportati dall'acqua dilavante. Quando il bicarbonato
diventa carbonato, quindi, si genera lallargamento di fratture preesistenti.
Essendo attinta lanidride carbonica dal suolo e dallatmosfera, in particolare nei
climi caldi ed umidi, il carsismo in superficie pi aggressivo. Inoltre in
superficie la pressione litostatica minore permette lesistenza di pi fratture, che
comportano una maggiore energia di superficie, dunque di nuovo maggiore carsismo.
Gli acquiferi carbonatici sono caratterizzati dallassenza di continuit, e non c una vera e propria
superficie piezometrica, pertanto difficile riconoscere una vera e propria falda di base. Per questi motivi
non si pu ipotizzare la presenza di acqua se non tramite un pozzo, a differenza degli acquiferi alluvionali in
cui possibile tracciare delle isopiezometriche.
Si definisce REV il volume elementare di riferimento, ovvero la porzione di terreno di cui ci occupiamo.
Zoomando il REV in un acquifero carbonatico possibile trovare volumi totalmente integri o volumi
fratturati senzacqua o volumi fratturati con acqua, dunque lacquifero discontinuo. Viceversa
diminuendo i REV in un acquifero poroso, a meno che non si arrivi a livello nanometrico, inferiore al
diametro di un granulo stesso (operazione inutile nellidrogeologia), statisticamente, troveremo sempre
granuli ed acqua, riuscendo sempre, ad ogni zoom a caratterizzare il mezzo, potendo continuare a definirlo
poroso. Gli acquiferi carbonatici sono mezzi fortemente disomogenei e anisotropi, in cui la permeabilit
pu variare nelle tre dimensioni.
Sia nei mezzi porosi che nei carbonatici limpermeabile di fondo (che permette laccumulo dellacqua) pu
essere costituito o da una litologia diversa o dalla progressiva diminuzione di porosit o fratturazione.
Verso gli 80 o i 100 metri di profondit, infatti, la porosit, per la crescente pressione litostatica, si riduce a
tal punto da permettere soltanto una permeabilit bassissima o nulla (la permeabilit, lo ricordiamo,
strettamente legata alla porosit efficace che funzione della porosit totale).
La circolazione dellacqua in un sistema carsico condizionata dalla dimensione delle discontinuit e delle
cavit, dalle perdite di carico che incontra spostandosi verso le sorgenti e dalla presenza o meno di una
zona satura. In base al tipo di circolazione, possiamo distinguere tre tipi di sistemi carsici: reti a dreno
dominante, reti a dreni interconnessi e reti a circolazione dispersiva. Queste sono semplici

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schematizzazioni, e non tutti i casi naturali sono necessariamente riconducibili ad una di queste tre
esemplificazioni.
Il primo tipo di sistema la rete a dreno dominante,
composto da fratture comunicanti (collettori) che
fanno da importanti vie di drenaggio, talvolta anche
da condotti sifonanti. assente una vera e propria
falda di base. Manca la zona satura come siamo
abituati a conoscerla, quindi anche la zona insatura.
Essenzialmente abbiamo pochi canali principali in
cui lacqua fluisce e circola libera o in pressione
(chiaramente da zone a potenziale maggiore a zone
a potenziale minore) piuttosto rapidamente. Essendo alimentata da fratture superficiali, ed essendo
assente un insaturo da attraversare, lidrogramma della portata dellacquifero quasi coincide con
lidrogramma delle precipitazioni, essendo minimo (pochi giorni) o addirittura praticamente assente il
tempo di latenza tipico dei mezzi porosi. Questo tipo di regime si definisce impulsivo. Date queste sue
caratteristiche (assenza di zona satura e regime impulsivo), questi acquiferi possono esaurirsi nel corso
dellanno idrologico. Inoltre, dato che nelle fratture beanti lacqua si muove velocemente, dunque secondo
un regime turbolento, essa si arricchisce di sedimenti e depositi, intorbidendosi. Essendo assente linsaturo,
non c lautodepurazione. Per questi tre motivi (possibile esaurimento, torbidit e assenza di
autodepurazione), questi acquiferi vengono difficilmente sfruttati ai fini antropici. La portata di questi
acquiferi dipende da quanto sviluppata la rete di fratture. Solitamente non elevatissima (per elevata
intendiamo centinaia di litri al secondo; questo tipo di acquiferi ha portate in media di 10 o 15 litri al
secondo, ma anche soltanto di 3 litri al secondo). Se un collettore ha lintera sezione bagnata (
interamente allagato), prende il nome di sifone, ed in esso lacqua circola in pressione. Questo sistema
tipico di sistemi carsici molto maturi.
Il secondo tipo di sistema la rete a dreni
interconnessi, in cui si aggiungono pi
fratture interconnesse. Anche qui non c
una falda, e la portata dellacquifero ha un
regime impulsivo, sebbene il tempo di
risposta inizi ad essere pi lungo rispetto a
quello delle reti a dreno dominante, in
quanto i dreni sono pi lunghi e contorti. Il
sistema caratterizzato dalla presenza di
numerose vie di drenaggio interdipendenti, da circolazione semidispersiva nella rete di condotti e fratture e
dallesistenza di zone sature con pi bacini semidipendenti. Anche per questo sistema lacqua circola
rapidamente, quindi trasportando torbidit (sebbene non come nel primo caso). La portata simile a quella
della rete a dreno dominante, e anche in questo caso, infatti, in assenza di precipitazioni, si annulla. Per
questi motivi questi sistemi sono raramente utilizzati a fini antropici. Questi primi due sistemi, a causa della
maggiore permeabilit e dellassenza dellinsaturo, sono pi vulnerabili.

~ 36 ~

Il terzo caso, il pi produttivo e


studiato, quello della rete a
circolazione dispersiva, il pi
diffuso in Italia centro-meridionale,
alimentando numerosi acquedotti.
Qui ci troviamo di fronte rocce
carbonatiche in cui il processo
carsico poco maturo. Sono infatti
assenti grossi canali, ma solo
fratture cos piccole e fitte da simulare un terreno poroso. Questi sistemi si definiscono, infatti, poroso
equivalenti, e dal punto di vista dello sfruttamento antropico presentano la circolazione idrica migliore. In
questo caso abbiamo infatti una falda a tutti gli effetti, con la zona insatura e la zona satura, con tanto di
livello piezometrico. Qui la zona satura definita falda di base, ed quella pi
bassa del massiccio carbonatico, differenziandosi dalle falde in quota. Sebbene
discontinuo, la presenza di numerose fratture lo rende continuo equivalente,
quindi vi si pu applicare, se gli altri fattori lo permettono, la legge di Darcy. un
sistema tipico dellAppennino centro-meridionale. Il recapito dei sistemi carsici
poroso equivalenti la sorgente basale. La portata dellacquifero da in grafico un
idrogramma a regime ed andamento modulato, senza picchi e decrementi rapidi
nello shape della curva, a causa della maggiore inerzia nel reagire alle piogge
(tempo di latenza). Maggiore il bacino di alimentazione, maggiore il tempo di
risposta, dovuto alla necessit di soddisfare la suction delle acque di ritenzione
(assente negli altri due sistemi date le grandi fratture beanti in cui si muove
lacqua, che impediscono i movimenti capillari, portando direttamente lintero
volume dacqua di precipitazione allacquifero). Tra il picco delle precipitazioni e il
picco della portata passano circa due mesi, e difficilmente questi acquiferi si
prosciugano. La portata dellacquifero funzione delle
piogge, dellestensione del bacino di alimentazione e
dellinfiltrazione.
Il livello base del carsismo (da non confondere con
laltitudine dellimpermeabile relativo di fondo) il livello
del mare. A causa dellalternanza di periodi glaciali ed
interglaciali nel Pleistocene, il livello del mare ha subito
varie oscillazioni, ragion per cui oggi alcune falde possono
raggiungere quote inferiori rispetto al livello del mare,
dando luogo eventualmente a sorgenti sottomarine di
acqua dolce.
Il recapito di un sistema carsico poroso equivalente la sorgente basale,
solitamente posta nella parte topograficamente pi depressa della cintura
impermeabile.
La sorgente si ha quando il colletto pi basso della piezometrica.

~ 37 ~

Allinterno del massiccio carbonatico una faglia pu comportarsi come


zona di drenaggio preferenziale o spartiacque. Un regime estensivo
genera faglie normali la cui fascia cataclastica funge da zona di
drenaggio preferenziale (sottraendo contrasto e pressione interna
aumenta la porosit o la fratturazione), mentre un regime compressivo
genera faglie inversi o sovrascorrimenti che, aumentando la pressione,
tendono a diminuire la porosit o la fratturazione, comportandosi come
spartiacque sotterraneo (situazione piuttosto comune nellAppennino
centro-meridionale, dove i carbonati non sono accompagnato da
inclusioni terrigene). Nel caso di faglie normali si vengono a creare veri e
propri coni di pompaggio lungo la piezometrica. Se il carico perso non eccessivo, la faglia non ha interesse
idrogeologico. utile ricordare che il detrito di faglia troppo fine (roccia milonitica) pu comportarsi da
litologia impermeabile, data la finissima granulometria. Ad esempio, nella figura a sinistra, la faglia inversa,
comportandosi da spartiacque sotterraneo, separa due bacini. Se tra questi due sottobacini c un
interscambio quantificabile (almeno 20 l/s), lo spartiacque sotterraneo si definir aperto. Viceversa se
linterscambio imponderabile, lo spartiacque si definir chiuso. Chiaramente lo spartiacque sotterraneo
e morfologico non devono necessariamente coincidere, anzi piuttosto raro. Se non ci fosse stata la faglia,
la sorgente di sinistra non sarebbe esistita. Se perforando incontriamo la faglia, zona non fratturata,
innestiamo un pozzo sterile. possibile renderlo produttivo stimolandolo, ovvero generando esplosioni con
la dinamite, sperando di rendere il pozzo comunicante con una frattura.
Il sistema a dreno dominante e quello a dreni interconnessi, mancando di una falda, mancano di una vera e
propria risorsa idrica e se non piove la sorgente si prosciuga. Nel sistema a circolazione dispersiva c una
falda di base che alimenta le sorgenti basali, solitamente di grossa portata.
Jean Margat nel 1972 individua il livello di base come il limite inferiore (superficiale o sotterraneo che sia)
di un acquifero carsico. Il livello locale pu essere una sorgente, un fiume o un lago. Il livello di base
generale rimane sempre il mare.
Gli acquiferi carbonatici centro-meridionali non sono quasi mai confinati. Pu succedere localmente,
sebbene sia molto raro. Al nord, dove al carbonato si intercalano strati terrigeni (arenacei, marnosi, et
cetera), possibile trovare acquiferi carbonatici confinati.
Oltre alle produttive falde basali possibile riscontrare la presenza di falde in quota, anche a centinaia di
metri di altezza rispetto alle sorgenti basali. Le sorgenti in quota possono trovarsi random o localizzate nei
pressi di faglie o sovrascorrimenti.
Dal punto di vista geomorfologico, come noto, lepicarso la porzione di un massiccio carbonatico pi
dissolta. Lanidride carbonica necessaria a innescare i processi di carsismo, infatti, prelevata dal
materiale organico presente nel suolo e dai primi metri di atmosfera, ragion per cui la parte superficiale
quella pi esposta, ed qui che il carsismo pi veloce.
La falda in quota pu avere tre origini.
Pu esserci infiltrazione dacqua nellepicarso fino allimpermeabile (zona meno fratturata per pressione
litostatica). Questa falda in quota pu essere perenne o effimera (la portata pu rispettivamente oscillare
senza arrivare a 0 l/s o arrivarvi). Se perenne o effimera dipende dallampiezza della zona di infiltrazione,

~ 38 ~

dal grado di
carsificazione e,
chiaramente dalla
quantit di
precipitazioni.
Una seconda origine
possibile legata alla
presenza di canali carsici
(come nella Piana del
Dragone), rinvenibili in zone endoreiche. Qui la portata della falda ha un regime molto pi impulsivo e
variabile, chiaramente legato strettamente alle precipitazioni. La sorgente di questo tipo di falde fa
emergere acque torbide e contaminate, e pu essere in pressione.
Unultima genesi possibile, molto simile alla prima descritta, quella di un sovrascorrimento o un
allineamento tettonico che isola una porzione di massiccio in quota, creando un bacino separato dalla falda
di base. Le sorgenti in quota impoveriscono la falda di base di un valore di litri al secondo pari a quello della
loro portata. Le sorgenti in quota sono pi soggette alla contaminazione essendo pi superficiali, ma
possono comunque essere captabili, come spesso accade per il fabbisogno di piccoli paesi montani
(sollevare un acquedotto da valle costerebbe, infatti, molto di pi). Tra le falde in quota e quella basale, a
seconda di quanto sia effettivamente impermeabile la struttura (tettonica, stratigrafica o litostatica che sia)
pu esserci un rapporto di percolazione.
In una conca endoreica non abbiamo infiltrazione diffusa ma concentrata. Al netto dellevapotraspirazione,
ci sar, chiaramente, solo infiltrazione, non potendo andare altrove lacqua. La conca endoreica di Piana del
Dragone (vedi carta idrogeologica della provincia di Avellino) pu allagarsi, in quanto il canale carsico
coperto da piroclastiti, per cui la falda nelle piroclastiti che alimenta linghiottitoio, e quando c
precipitazione maggiore dellinfiltrazione, ci sar allagamento.
Il grado di infiltrazione dipende dal vento (il versante sottovento maggiormente sottoposto alla pioggia),
dalla quantit delle precipitazioni, dalle fratture, dallinclinazione del versante, et cetera.
Di regola bisogna ricordare che le falde basali hanno un regime modulato, quelle in quota un regime
impulsivo.

~ 39 ~

Le sorgenti
La sorgente unemergenza naturale in superficie che non altera
lequilibrio idrogeologico. Una sorgente, dunque, permette di
captare la risorsa idrica al piano campagna senza manufatti e
senza ulteriori costi. Ovviamente non sempre conviene captare
una sorgente, ma bisogna analizzare la quota della scaturigine
rispetto alla quota dellutenza da servire (sollevare lacqua, creare
serbatoi daccumulo o dissipatori di carico idraulico costa); la
portata e il regime della sorgente relativamente alla richiesta
idropotabile; la qualit di base delle acque sorgive; e infine la vulnerabilit dellacquifero che alimenta la
sorgente.
Per valutare il regime si usa lindice di Meinzer:

=
100

e se Rv<25% la sorgente costante, se 25%<Rv <100% la sorgente sub-variabile, se Rv>100%, la sorgente


variabile.
Una prima classificazione possibile quella in base alle propriet chimico-fisiche. In base alla temperatura
abbiamo sorgenti normali (<20 C), ipotermali (20 35 C), mesotermali (35 50 C) e ipertermali (>50 C).
Marotta & Sica nel 1933 classificarono le sorgenti in normali, minerali, termali e termominerali. Le acque
minerali a loro volta potevano essere salse, sulfuree, arsenicali ferruginose, bicarbonate o solfate. Le acque
si definiscono minerali quando hanno una particolare concentrazione di Sali minerali. Questo si verifica
tramite il residuo fisso, distinguendo acque minimamente mineralizzate (RS< 50 ppm o mg/l), acque
oligominerali (50RS 500 ppm), acque minerali (500 RS 1500 ppm), acque ricche di sali minerali (RS
1500 ppm). Oltre le 2500 ppm abbiamo salamoie o salse. Il residuo secco (RS) o residuo fisso (a 180C)
fornisce la stessa informazione della TDS (Total dissolved Solids) ed la somma, espressa in mg/l, dei
cationi, degli anioni e della Silice.
Lincremento di temperatura dovuto a particolari gradienti geotermici. Le zone dellappennino sono
interessate dalla presenza di sorgenti perlopi normali. In Campania abbiamo la sorgente ipertermale di
Ischia (anche pi di 80 C).
Le acque termali quindi solitamente hanno un chimismo particolare, data la vicinanza dei loro circuiti, ad
esempio, a corpi magmatici in raffreddamento, ma non
necessariamente vero. Possiamo avere sorgenti minerali a
temperatura normali.
Le acque si definiscono oligominerali quando hanno una
concentrazione di sali bassa, quindi sono potabili, al
contrario delle acque minerali che, date le concentrazioni
maggiori di ioni, non andrebbero somministrate a vecchi e
bambini, poich possono essere dure, avere alte quantit
di solfati o propriet diuretiche.
La classificazione strettamente idrogeologica delle
sorgenti in base al meccanismo di emergenza.

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Sorgenti classe A (per limite di permeabilit)


Queste sorgenti si hanno in corrispondenza di un contrasto di permeabilit
stratigrafico, e si distinguono in sorgenti per limite di permeabilit definito e

indefinito.
Le sorgenti per limite di permeabilit indefinito (1) sono, ad esempio, quelle
alimentate da falde in quota per epicarso, in cui il passaggio da una
permeabilit ad unaltra non netto ma disegna una banda via via meno
permeabile a causa della maggiore profondit, che comporta una maggiore
pressione litostatica e una minore fratturazione. La variazione di
permeabilit, dunque, graduale, allinterno di una stessa litologia che
cambia le sue propriet fisico-volumetriche.
Le sorgenti per limite di permeabilit definito (2) sono, invece, quelle in cui la permeabilit varia
nettamente, ad esempio su un contatto stratigrafico tra due diverse litologie (marne con calcari, tipico nel
nord Italia, o argille con sabbie). Qui la superficie di seperazione netta.
Queste sorgenti, generalmente hanno un regime impulsivo ed una portata ridotta (< 7080 l/s), sebbene
talvolta risulti significativa.
La differenza tra queste due sorgenti sta nel metodo di captazione. Mentre per le sorgenti a limite di
permeabilit definito possiamo usare un pozzo, per quelle a limite di permeabilit indefinito non
possibile, visto che non essendoci limpermeabile non si pu innestare un pozzo completo, e una
perforazione potrebbe ulteriormente modificare la fratturazione, facendoci
perdere la falda.

Sorgenti classe B (per soglia di permeabilit)


A differenza delle sorgenti di classe A qui il passaggio da permeabile a
impermeabile relativo sempre netto essendo dovuto ad un contatto
tettonico piuttosto che stratigrafico ed inoltre, mentre nelle sorgenti classe A
il contatto orizzontale, per cui al di sotto dellorizzontale allaltezza della
sorgente non c acqua (la sorgente, in pratica, essendo collocata nel punto al
contatto topograficamente pi basso, fa chiaramente da recapito, dunque il
punto a potenziale minore a cui lacqua possa arrivare), nelle sorgenti classe
B, al contrario, sempre presente al di sotto dellorizzontale allaltezza della
sorgente una struttura a catino, ovvero terreno saturo, essendo il contatto
affiancato (vedi immagini 1, 2, 3, 4 e 5). Questo tipo di contatto affiancato, a
seconda della sua giacitura e immersione, pu darci limiti sovraimposti (3,
come il Grassano o Capovolturno), laterali (4, come Caposele Sanit) o
sottoposti (5).

~ 41 ~
5

evidente che nel caso della soglia sovraimposta un pozzo possa essere innestato sia a monte che a valle,
mentre con le soglie laterali o sottoposte solo a monte, poich non si intercetterebbe nessun acquifero
perforando a valle della sorgente, se non quelli nei primissimi metri alterati in cui potrebbe esserci una
piccola falda da intercettare con pozzi bassi e larghi.
Nei periodi di magra labbassamento della piezometrica comporta labbassamento del gradiente. Quando il
gradiente arriva a 0 (quando la piezometrica orizzontale, in pratica), la sorgente si estingue, ma rimane
integro il volume dacqua che occupa la struttura a catino. Questo volume dacqua indicato come
riserva permanente (WP). Si chiama riserva perch non rinnovabile tramite le precipitazioni, e
permanente perch non esaurisce nel corso dellanno idrologico.
Gli altri volumi dacqua visibili nella figura a destra sono la
riserva regolatrice (WR, che in realt non una riserva
nel senso stretto del termine ma gi una risorsa da cui si
attinge in periodi di magra eccezionale) e la risorsa
dinamica (WD).
chiaro che nelle sorgenti classe A, mancando la struttura
a catino, mancano le riserve permanenti. Ci saranno
senzaltro le risorse dinamiche e potranno o meno esserci
le riserve regolatrici, a seconda delle precipitazioni. Se
lidrogramma si annulla (Q=0) non ci sono riserve
regolatrici, altrimenti s.
Le sorgenti di classe B si prestano alluso dellacquifero
come serbatoio naturale di compenso, tramite lutilizzo di
opere di captazione integrate come i pozzi (che per la
soglia sovraimposta possono innestarsi sia a valle che a
monte, per la soglia sottoposta solo a monte, per gli
evidenti motivi spiegati precedentemente). Confrontando lidrogramma di una sorgente con la linea di
richiesta idropotabile (che nel grafico retta, ma in realt anchessa varia, aumentando nei mesi caldi)
possibile, come nel caso affianco, che la portata della sorgente in alcuni periodi sia maggiore della richiesta,
in altri periodi minore. Non potendo stoccare tonnellate dacqua da utilizzare in periodi di magra idrologica
si cerca di modulare il regime della portata della
sorgente. Per farlo, nei periodi di deficit si attinge alla
falda idrica sotterranea, eseguendo captazioni
aggiuntive rispetto alla portata dellacquifero. Captando
la sorgente con i bottini di presa, quando la sorgente
non eroga acqua a sufficienza, si pu intervenire con
unopera di captazione integrativa, ad esempio un
pozzo.
Unoperazione del genere, di base, sempre errata,
visto che si tratta di una captazione irrazionale,
sovrasfruttando lacquifero rispetto alla sua portata
naturale (che coincide con quella sorgiva,
chiaramente, sempre al netto di precedenti
emungimenti o immissioni). Operazioni del genere,
quindi, si fanno tenendo a stretto controllo
landamento delle precipitazioni e della portata.

~ 42 ~

Nel frattempo la sorgente continua ad erogare, visto che ancora non appiattiamo la piezometrica (ancora
non stiamo emungendo le riserve permanenti, ma quelle regolatrici). Il pozzo viene utilizzato solo nei
periodi di deficit, in questo modo abbassando la piezometrica, supponendo costanti le precipitazioni, le
piogge degli anni successivi tendono a modulare lidrogramma, trasferendo lentamente, anno dopo anno, i
volumi di surplus verso le zone di deficit, creando un regime artificialmente modulato.
chiaro che nel momento in cui le precipitazioni interrompono la loro costanza, con un anno di magra
eccezionale, il metodo della captazione integrata non pi efficace. Se piove di meno va necessariamente
sospeso lemungimento. Le precipitazioni superiori alla media ricaricano le riserve regolatrici.

Sorgenti classe C (per affioramento della piezometrica)


In questo tipo di sorgenti il fattore di controllo la topografia. necessario un acquifero poco profondo, in
cui portato a giorno il livello piezometrico. Queste sorgenti possono essere per affioramento di acquifero
a pelo libero o di acquifero in pressione.
Le sorgenti per affioramento di acquifero a pelo libero sono solitamente di tipo lineare, ad esempio
unincisione che porta a giorno il livello piezometrico.
Le sorgenti per affioramento di acquifero in pressione generano, ad esempio, laghi, come a Serino, in cui la
falda in pressione risale la faglia su cui impostato il fiume Sabato. Sono sorgenti difficili da captare

Opere di presa
Le opere di presa possono essere alla sorgente o in acquifero, a seconda che captino, rispettivamente,
polle sorgive, limitandosi a raccogliere la portata naturalmente erogata dalla scaturigine, o peschino dalla
falda idrica sotterranea, migliorando il rendimento, sempre entro limiti razionali. Unopera di presa deve
essere efficace (prelevare lacqua necessaria col minore dispendio economico), razionale (non deve
sovrasfruttare lacquifero, rispettando il naturale equilibrio idrogeologico senza prelevare pi di quanto le
precipitazioni possano reintegrare), sicura (non deve contaminare la falda e deve salvaguardarne le
caratteristiche chimico-fisiche), e infine completa (deve captare completamente lacqua, sempre nel
rispetto dellequilibrio idrogeologico).
Le opere di captazione si distinguono principalmente in opere a sviluppo orizzontale (gallerie o trincee
drenanti), verticale (pozzi), miste (pozzi raggiati, gallerie con pozzi), speciali (progettate per situazioni
particolari, come nel caso delle opere di sovrasfruttamento controllato). Le opere alle sorgenti hanno
generalmente sviluppo orizzontale, viceversa quelle in acquifero hanno sviluppo verticale. Potendo
decidere la portata di prelievo ottimale da emungere, le opere di
presa in acquifero sono indicate se la portata della sorgente non
sufficiente a soddisfare la richiesta idropotabile (opere di
captazione integrate).

Bottino di presa
Questopera di presa si utilizza per captare sorgenti. Si ripulisce la
parete e si scava un antro per ospitare la struttura nella roccia,
come in figura. La struttura piuttosto semplice, composta da
vasche scatolari prefabbricate.
1 = vasca di sedimentazione: incastrata nella parete di roccia
denudata per una perfetta tenuta;
2 = stramazzo: lacqua filtrata tracima attraverso questa apertura
di dimensioni note (in modo da poter calcolare la portata);
3 = vasca di carico;

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4 = scarico di fondo;
5 = scarico di troppo pieno;
6 = filtro ed inizio della tubazione di adduzione;
7 = camera di manovra;
8 = condotto di aerazione o sfiato (il ricambio daria e luce garantisce lasetticit dellacqua, impedendo il
formarsi di batteri e muffe);
9 = portello di ingresso.
Per la progettazione servono i dati di portata almeno di un intero anno idrologico, ma chiaramente di pi
anni si hanno i dati di portata e meglio , potendo calcolare un valore statistico. Le vasche, infatti, devono
poter ospitare il massimo storico. Le tubazioni che portano lacqua dallo scarico di troppo pieno al corpo
ricettore tendono a non avere spigoli, per evitare intrappolamenti daria. Nella camera di manovra vi sono
le valvole per chiudere le tubazioni di mandata in caso di manutenzioni o contaminazioni. La tubazione di
mandata ha un filtro e genericamente lavora in pressione. Se c il rischio di contaminazione per legge c
bisogno di due analisi di controprova in contraddittorio, effettuate dallacquedotto e dallASL. Se
confermata la presenza di contaminanti lacquedotto viene dichiarato fuori servizio. Nella camera di
manovra si fa anche la clorazione (obbligatoria), sebbene possa essere eseguita anche a valle.
La grandezza delle vasche deve essere tale, oltre che da poter ospitare il massimo storico, anche per
manutenerla facilmente. Le vasche non hanno spigoli vivi per questioni igieniche (se arrotondati gli spigoli
ospitano meno sedimento e sporcizia). La vasca di raccolta deve essere munita di apposito scarico di fondo
per consentire idonea manutenzione e di scarico di troppo pieno a funzionamento automatico. Il
dimensionamento degli scarichi deve essere tale da smaltire la portata massima evitando il pericolo di
tracimazione delle vasche. Tutte le parti metalliche dovranno essere realizzate in acciaio inox per evitare la
corrosione.
Nella camera di manovra a tenuta stagna il portello deve essere rialzato di almeno 20 cm dal piano
campagna onde evitare la possibilit dingresso delle acque di ruscellamento superficiale. Dovr essere
almeno di 50 cm di lato. La camera di manovra dovr essere asciutta ed eventualmente munita di
passerella al di sopra del piano dacqua.
Le condotte di adduzione devono essere realizzate in acciaio e/o in apposito materiale plastico. Va
assolutamente evitato il cemento-amianto (aeternit), devono essere poste, a partire dalla vasca di carico,
almeno 20 cm al di sotto del livello minimo raggiunto in concomitanza con la minima portata, ma almeno
20 cm al di sopra del fondo della vasca di carico per evitare il trascinamento di materiale detritico di fondo

Drenaggio addossato
Quando la sorgente non una
ma vi un intero fronte
sorgivo o diverse sorgenti si
utilizza il drenaggio addossato,
anchesso opera a sviluppo
prevalentemente orizzontale.
1 = vespaio: riempitivo
filtrante;
2 = canaletta in calcestruzzo
con feritoie;
3 = strato di argilla di protezione;
4 = riporto compattato in superficie, sistemato a prato, con canalette di scolo;

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5 = opere di raccolta e distribuzione.


I due canaletti che si vedono in sezione sono le canalette di scolo.
Il piedritto a monte, subito oltre il vespaio chiaramente un filtro attraverso il quale passa lacqua. Le
canalette in cemento abbracciano lintero fronte sorgivo e hanno forma a forcella con pendenza limitata,
ovviamente verso il bottino. Il riporto comppattato e
sistemato a prato riduce limpatto ambientale e stabilizza la
struttura.
Prima di mettere in funzione il bottino di presa o il
drenaggio addossato bisogna fare unanalisi completa delle
acque secondo la normativa vigente DPR 236/88 e D.Lvo
152/99, ora parte del D.Lvo 152/2006.

Trincee drenanti
Questo un tipo di opera di presa in falda. Queste opere di
presa deprimono la piezometrica aumentando il gradiente (gradiente indotto), quindi la portata. Per la
trincea drenante la falda non pu essere a profondit
maggiori di 6 o 7 metri rispetto al piano campagna (falda
subaffiorante).
Analizziamo ad esempio il caso di una sorgente in alveo
(figura in alto a destra). Si esegue uno scavo di forma
trapezoidale in cui inserire la trincea. La trincea forata a
monte, e lacqua filtrata da ghiaietto calibrato drenante.
Lo scavo si colma con argilla in cui si scava una canaletta
impermeabile (in cemento o acciaio inox) per le acque di
ruscellamento. Tra la trincea e la platea c materiale
ammortizzatore per evitare sollecitazioni in frane o
sismi. Pi profonda la trincea, maggiore laumento
di gradiente. Le sorgenti di Serino e di Cassano sono
cos captate. Al fiume si deve sottrarre la portata della
falda, che stata intercettata, quindi ora nellalveo ci
sar solo acqua di runoff. frequente che parte
dellacqua captata venga rimandata nel fiume.
Di solito le trincee si fanno in acquiferi alluvionali, in cui
la falda subaffiorante. Essendo porosi difficile fare
grandissimi scavi, quindi laumeno del gradiente non
mai enorme. La trincea pu essere forata anche su
entrambi i lati (in quel caso ci sar materiale drenante
ovunque e non solo a monte. La trincea si usa per falde
subaffioranti o numerose polle (falda affiorante).

Galleria drenante
Sullo stesso meccanismo delle trincee, ovvero la
depressione della piezometrica, sono basate le gallerie
drenanti, pi complicate delle prime. Si tratta di una
galleria sotterranea che entra nella porzione satura,
molto pi in profondit rispetto alla superficie

~ 45 ~

piezometrica. unopera di presa impegnativa sia a livello economico che


ingegneristico. Le gallerie sono abbastanza spaziose da potervi circolare con un
furgoncino. Le gallerie si utilizzano quando la portata di prelievo
particolarmente elevata (centinaia di litri al secondo), in presenza di sorgenti per
soglia di permeabilit (sia sovraimposta che sottoimposta), alimentate da
serbatoi carsici usati come serbatoi di compenso. Nellimmagine della pagina
precedente vediamo uno schema di galleria drenante. Il cunicolo dapproccio
isolato con impermeabile in cemento armato, ed disposto parallelamente alle
direttrici di flusso. Se la paratoia chiusa non c acqua al suo interno. Il bottino di presa prende la portata
offerta naturalmente dalla sorgente. Quando c deficit subentra la galleria che, deprimendo la
piezometrica, aumenta la portata. Chiusa la paratoia la piezometrica tende a tornare allequilibrio. Le
centine stabilizzano la galleria. La galleria in pianta simile al drenaggio addossato, con due o pi braccia
con una pendenza
blanda perch
defluisca lacqua.
Aperta la paratoia, le
direttrici di flusso
prendono uno
sviluppo a forcella.
Come sempre
labbraccio deve
essere completo,
ovvero senza perdite
a valle se non richiestamente espresso.
1 = cunicolo di penetrazione o approccio: in cemento armato, con la paratoia nellimpermeabile per
evitare perdite;
2 = braccia della galeria drenante;
3 = canale collettore;
4 = passerella per ispezioni.
La parete di roccia nuda stabilizzata con delle volte.
Chiaramente la galleria sempre a quota minore della sorgente, in modo che possa pescare dalle riserve
permanenti.
Appena aperta la paratoia la depressione piezometrica elevata, via via tende ad equlibrarsi andando a
regime, e la portata erogata a paratoia massima aperta sar sempre inferiore alla portata di progetto
iniziale, ma comunque pi alta di quella della sorgente. Si usa quando in progetto di non prelevare dalla
sorgente per brevi o lunghi periodi. La sezione di scavo in funzione della portata massima di prelievo.
La morfologia a valle della sorgente non pu essere pianeggiante, altrimenti bisogna sbancare. Se non si
pu sbancare, al posto della galleria si pu fare un pozzo a monte.
La perforazione, in funzione della soggiacenza, deve essere minima per motivi economici. Negli acquiferi
carsici il cono di pompaggio molto svasato, e se tocca la sorgente, questa non pi alimentata (il
gradiente va al contrario: la sorgente ha il massimo carico, il pozzo il minimo). Questa situazione si deve
evitare quando la sorgente ha unimportanza turistica o ambientale-faunistica, per cui va sempre garantito
un deflusso minimo. Se non arriva naturalmente, lacqua si reimmette artificialmente.

~ 46 ~

Pozzi
Sono lunica opera a sviluppo verticale. La macchina perforatrice crea una voragine di diametro di 6 8 cm
maggiore della tubazione di mandata. Lintercapedine tra il foro e la tubazione riempita di ghiaietto
calibrato (via via pi fine dalla tubazione verso le pareti del foro; il ghiaietto deve essere siliceo perch se
carbonatico verrebbe dissolto, specialmente da acque dure) in corrispondenza del tubo filtro, di bentonite
tra il tubo filtro e il tubo cieco (per evitare che quando mettiamo il cemento si impermeabilizzi anche il
ghiaietto), e di cemento in corrispondenza del tubo cieco. Il cemento si getta lentamente dal basso per
garantire il riempimento completo senza buchi.
Il pozzo ha sviluppo completo se la scarpa di chiusura arriva allimpermeabile. Come noto il tubo cieco
serve sia a non drenare acque che (ad esempio per motivi di inquinamento) non ci interessa captare, sia per
stabilizzare lopera, sia perch pi economico rispetto al tubo filtro.
Per evitare fenomeni di cavitazione il filtro e la pompa sommersa devono essere sempre al bagnato.
Il tubo filtro non pu mai intercettare tutto il saturo perch troppo profondo, poco stabile e per evitare
acque contaminate. Lo spessore filtrato minore del 70% dello spessore saturo.
Il tubo filtro deve cominciare ad una profondit maggiore del livello piezometrico stabile. Negli acquiferi
carsici pu anche non esserci il tubo filtro, poich le parti piene potrebbero ostruire le fratture carsiche. Si
pu usare il filtro Johnson, molto costoso, fatto a mano con fili dacciaio arrotolati su uno scheletro
dacciaio. un filtro molto efficace.
Le tubazioni devono essere fatte in acciaio, soprattutto se lacqua corrosiva. Il filtro e il tubo cieco devono
essere dello stesso materiale per evitare diverse resistenze e diversi coefficienti di dilatazione termica (lo
stess differenziale comporterebbe una rottura).

Opere di captazione miste


A questa categoria appartengono le gallerie con pozzi (sorgenti di Sarno). A Santa Maria La Foce i forti
pompaggi agricoli nei terreni argillosi e alluvionali ha abbassato la piezometrica della falda che era in
continuit idraulica anche con il massiccio carbonatico adiacente. Per questa ragione anche la falda basale
carbonatica si abbassata, lasciando allasciutto anche la galleria drenante. Con i pozzi si alimentata la
galleria. convenuto perch la soggiacenza era ovviamente minore rispetto a quella topografica.
Nella Piana Campana zone i contadini scavavano trincee di 2 metri per diminuire la soggiacenza (stesso
meccanismo).

Pozzi raggiati
Aumentano il bacino di interesse per drenare porzioni pi ampie senza creare pozzi di ampio
diametro. I raggi sono dreni perforati a partire dal pozzo di grande diametro con lo scopo sia
di captare pi livelli acquiferi, sia di allargare enormemente il diametro utile della
captazione.

Microtunneling
Si usa anche per sanare i versanti in frana o in acquiferi a permeabilit mista.

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Escursione a Cassano Irpino (Gioved 18 Giugno 2015)


La Piana del Dragone si trova ad unaltitudine di 650 m s.l.m. Si tratta di una conca endoreica, circondata da
uno spartiacque superficiale. In questarea linfiltrazione, al netto dellevapotraspirazione, totale, non
avendo lacqua altri recapiti. Quando linfiltrazione impedita dalla saturazione dei primi metri di suolo si
crea un lago con estensione variabile in funzione delle precipitazioni. Per smaltire le acque di ruscellamento
ci sono canali di drenaggio in cemento armato
che convogliano le acque verso linghiottitoio.
Questo inghiottitoio viene ispezionato e pulito
dai rifiuti periodicamente da speleologi.
Tutti i canali finiscono in un canale dritto che va
allinghiottitoio, con una grata alla fine per
bloccare i rifiuti solidi. Linghiottitoio
indirettamente in comunicazione idraulica con la
sorgente a Cassano.
A fine anni 80 esperimenti con la floresceina
confermarono che linghiottitoio era in
comunicazione con Cassano (lacqua colorata
arrivava dopo 7 giorni), ma non con Serino, per
cui ipotizzabile la presenza di uno spartiacque
sotterraneo.
Una conca endoreica, proprio in virt della sua
morfologia, una zona molto vulnerabile e,
sebbene dovrebbe essere zona di rispetto, vi
contaminazione organica a causa di allevamenti di bufale e floriculture.
Geologicamente una conca endoreica (o tettonocarsica) si forma prima per tettonica, poi per eventi
esogeni come il carsismo. Le faglie bordano la conca, ribassandone una porzione. Queste morfostrutture
sono tipiche dellappennino centro-meridionale, in particolare dei massicci solubili come quelli carbonatici.
La Piana del Dragone ha unestensione di 45 km2, mentre lintero Terminio ha unestensione di circa 180 o
200 km2. La Piana tra le pi grandi conche dellItalia meridionale, insieme ad quella di Avezzano (AQ) che
gi i Borbone drenarono per usare la terra per pi mesi allanno e curare la malaria.
Sul Terminio ci sono altre conche minori, come piano Laceno (si trova pi in alto). Al fondo di queste
conche, visibile o coperto dai sedimenti, vi sempre un inghiottitoio.
Struttura simile alla Piana del Dragone per dimensioni e comportamento idrogeologico il Lago Matese
(45km2), innestato in un polje (struttura depressa e allungata carbonatica).
Il nome della piana dovuto al gorgoglo che fa lacqua nel cadere nellinghiottitoio, che ricorda il ruggito di
un animale. Prima del sisma del 1980, ad Ottobre, per le forti precipitazioni vi fu unalluvione. Lo shake del
sisma e le neofratture tettoniche facilitarono il drenaggio di queste acque, e le sorgenti di Cassano
aumentarono di portata, ad ulteriore riprova della connessione idraulica presente tra la piana e la sorgente.
Un aumento di portata fu avvertito alla sorgente di Cassano anche prima del sisma.
Tenendo presente che aumentando di quota tendenzialmente aumenta la pioggia media annua, abbiamo
circa 2500 mm/anno sulla cima del Terminio e circa 1600 mm/anno sulla Piana del Dragone, quindi c in
media una quantit di 1800 mm/anno quasi di totale infiltrazione sui 45 km2 della piana, il che ci fa capire
limportanza di questa falda.
Le sorgenti di Cassano alimentano la Puglia, fino al Salento. Lacqua arriva a Caposele per gravit e da l, con

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una galleria di 194 km costruita a inizio Novecento, va in Puglia, con una portata di circa 6 m3/s (2 m3/s da
Cassano e 4 m3/s da Caposele).
Questa necessit dovuta al fatto che in Puglia le precipitazioni si assestano allincirca sui 500 mm annui, di
cui 400 evapotraspirano. A questo va aggiunto che per la sua forma geografica allungata, lingressione
marina interessa una grande percentuale del territorio regionale. Di base la Puglia sarebbe quindi una
regione semidesertica, e gli approvigionamenti dacqua provengono dalla provincia di Avellino e dalla
Basilicata.
Per arrivare alla provincia di Benevento, parte della provincia di Avellino e a Napoli, dal Terminio lacqua
deve essere sollevata e non pu andare per gravit (e questo ha dei costi sulle utenze).
La Piana del Dragone coperta da una coltre di piroclastiti miste a materiali fini e detrito di versante
carbonatico di circa 10 20 m. Questa eterogeneit della copertura
crea un acquifero simile a quelli alluvionali, ma con un solo livello di
falda.
A Volturara con la Cassa del Mezzogiorno fu installato un campo
pozzi. Questi pozzi hanno profondit di circa 300 m, al massimo 350
m. La falda ha un livello di 120 130 m di profondit. Nel tempo il
livello della falda tende ad abbassarsi. In questo caso stabile
poich i pozzi vengono usati solo per emergenze idriche,
funzionando come opere di presa integrate.
La parte dei pozzi installata negli acquiferi alluvionali delle coperture
piroclastiche perfettamente isolata ed impermeabilizzata per non
captare quelle acque. Nella foto in alto a destra vediamo una
struttura per la manutenzione della pompa su cui si monta una gru.
La clorazione delle acque avviene nel primo serbatoio.
Nella foto in basso a sinistra ci sono le pompe orizzontali adibite a
sollevare lacqua fino alla cima Serrapullo.
A Cassano Irpino vengono captate 4 sorgenti: Pollentina, Peschiera, Prete e Bagno dellaa Regina.
La Pollentina (foto in basso a destra) giunge al piano campagna in pressione come polla, per cui non viene
captata con un bottino di presa canonico (denudamento roccia, scavo antro, et cetera), ma vi costruita
una enorme vasca intorno. A questa sorgente arriva acqua dallinghiottitoio di Volturara e (una minima
parte) dalla falda. La portata di Pollentina di 320 l/s, quella del Prete di 300 l/s. Questi 620 l/s vengono
mandatti a Benevento (sollevando lacqua con pompe) dallAlto Calore, bypassando il Tuoro.

~ 49 ~

La sorgente Peschiera con il Sele va in Puglia. Lacqua superflua viene mandata alla centrale idroelettrica di
San Mango sul Calore. Altra acqua in Puglia viene presa dai pozzi e dagli invasi con i potabilizzatori. La
temperatura dellacqua della sorgente di Pollentina di circa 10,0 10,5 C.
Attualmente unacqua pulitissima senza alcuna contaminazione ambientale o microbiologica, ma i
pesticidi e i concimi che oggi vengono usati prima o poi
non verranno pi filtrati dallinsaturo e finiranno in falda,
quindi in sorgente e in rete.
Lidrogramma di questa sorgente modulato. Lacqua ha
chimismo bicarbonato calcico.
La foto a sinistra immortala la paratoia che, in caso di
esubero, manda lacqua verso San Mango di Calore dove
utilizzata a scopi idroelettrici.
Vicino la paratoia vi sono le pompe (vecchie di 25 anni)
che sollevano lacqua fino ad una prevalenza di 200 m.
La prevalenza la differenza in valore assoluto tra la
posizione a cui si trova lacqua naturalmente e quella a
cui deve essere sollevata.
In un pozzo la prevalenza corrisponde con la soggiacenza,
ovvero la differenza tra laltezza topografica (il punto
dove deve essere sollevata lacqua) e la superficie
piezometrica (il punto in cui si trova lacqua
naturalmente).
Ogni pompa solleva 500 l/s, ve ne sono due che lavorano alternativamente per evitare sovraccarichi e per
permettere la manutenzione. Quelle di Volturara, pi vecchie,
lavorando insieme sollevano circa 130 l/s.
Da Montella e Cassano, tutte le pompe insieme sollevano circa
1000 l/s.
A Baiardo, nella porzione nord-est della parte settentrionale del
Terminio Tuoro, vi una galleria drenante di 1170 m. Qui le
sorgenti hanno una portata massima di 200 l/s e per il Ministero
della Salute si tratta di acque oligominerali, quindi acque
imbottigliabili. In ogni caso lacqua si clora. La galleria capta le
acque di una sorgente in pressione coperta da depositi flyschoidi
impermeabili.
Lintero Terminio pu essere diviso in quattro recapiti
fondamentali, al centro dei quali vi la Piana del Dragone: a nordest Baiardo, a sud-est Cassano Irpino, a sud-ovest Serino e a nordovest Sorbo Serpico. Cassano e Baiardo sono divisi da uno
spartiacque aperto, Cassano e Serino da uno spartiacque chiuso
(vedi immagine a destra).
Le acque captate vengono analizzate da un laboratorio analisi
dellAlto Calore. Lacquedotto dellAlto Calore fornisce acqua potabile a 25 comuni delle provincie di
Avellino e Benevento, perlopi dalle falde con pozzi o dalle sorgenti. Per unanalisi il primo passo la
programmazione, in cui si decide dove campionare. Il secondo punto il campionamento, fondamentale
per la buona riuscita delle analisi. Lultimo passaggio lanalisi vera e propria. Per le acque potabili il

~ 50 ~

decreto 31 stabilisce la verifica di 48 parametri tra microbiologici, chimici e indicatori.


Le analisi per la radioattivit vengono effettuate direttamente dallASL.
Le analisi microbiologiche controllano la presenza di batteri coliformi (che indicano inquinamento
ambientale) o escherichia coli (che indica contaminazione fecale. Poi si fa il conteggio delle colonie a 37 C e
22 C, rispettivamente per analisi su contaminazione ambientale e fecale (enterococchi).
Le analisi chimiche controllano la presenza di nitrati, nitriti, idrocarburi policiclici aromatici, metalli pesanti,
idrocarburi e VOC (composti organici volatili).
Per gli indicatori si verifica il pH, la conducibilit, la durezza, et cetera.
I controlli sono interni (a carico dellacquedotto, che unazienda alimentare a tutti gli effetti) e esterni (a
carico dellASL, che lente ufficiale di controllo).
Inoltre si effettuano controlli di routine (si verifica un numero ridotto di parametri, perlopi indicatori, ma
non solo, anche ammoniaca, nitriti, cloro residuo dalla disinfezione; se ne fanno molti in un anno, nel
comune di Avellino se ne fanno 65, ad esempio) e controlli di verifica (si controllano tutti i parametri, ma si
fanno raramente, ad esempio nel comune di Avellino se ne fanno 8 in un anno).
Ogni campione mandato ad una rete di laboratori, e con tutti i risultati si fanno analisi statistiche per
trovare lo Z score, che ti dice di quanto ci si allontanati dal risultato medio, ritenuto il pi attendibile.
Lanalisi chimica si esegue con lo spettrofotometro, lanalisi microbiologica con la cappa a flusso laminare.
Un allevamento di dafnie usato per i test di tossicit.
Fuori dal laboratorio analisi c un sistema di depurazione di acque reflue che vengono reimmesse in
fiume. I passaggi di depurazione sono, in ordine: grigliatura (per eliminare i grossi rifiuti solidi urbani),
dissabbiatura (si lascia decantare), eliminazione grassi e olii, sedimentazione primaria e secondaria,
ossidazione primaria e secondaria.

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Esercizi
Esercizio numero 1
La stratigrafia di unarea pianeggiante prevede dal piano campagna fino a 35m di profondit sabbie, a cui
seguono formazioni argillose. In due piezometri, posti alla distanza di 150m, la falda si livella a -2,5m e
-3,1m dal piano campagna. La permeabilit della sabbia k = 3,2*10-3m/s. Ipotizzando una cadente
piezometrica lineare, qual la portata unitaria defluente tra i due punti?
q = ?; q = k * h * i;
h = h2 h1 = 3,1m 2,5m = 0,6m;
i = h/l = 0,6m/150m = 0,004;
k = 3,2*10-3m/s;
Per calcolare la portata unitaria, come noto, non abbiamo bisogno della sezione bidimensionale ma solo
di una dimensione. Lunica dimensione che possiamo ricavarci laltezza della falda, ovvero la distanza tra
limpermeabile di fondo (che consideriamo orizzontale) e la superficie piezometrica che inclinata. Essendo
inclinata la cadente piezometrica, la falda ha unaltezza che varia da un senso allaltro, quindi ci ricaviamo
un valore medio.

1 + 2
2,5 + 3,1
= 35
= 32,2
2
2

Ora abbiamo tutti i valori per poter calcolare la portata unitaria:


q = k * h * i;
q = 3,2*10-3m/s * 32,2m * 0,004 = 4,1216*104m3/s.

Esercizio numero 2
La portata defluente attraverso una sezione larga 3m di un orizzonte ghiaioso compreso tra due strati
argillosi di 40l/s. Si calcoli la permeabilit delle ghiaie, sapendo che il gradiente idraulico pari al 9 e la
successione stratigrafica comprende, dallalto verso il basso: 5m di argilla, 4m di ghiaia e 36m di argilla.
Partendo dallequazione della legge di Darcy Q = k * S * i, ricaviamo la formula inversa =
Q = 40l/s = 0,04m3/s;
i = 9 = 9/1000 = 0,009;
S = h * l = 4m * 3m = 12m2;
=

0,043 /

122 0,009

= 0,3703/.

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Esercizio numero 3
Nel permeametro viene misurato un deflusso idrico costante al rubinetto di 0,75l ogni 10 minuti. Sapendo
che il campione di terreno ha una sezione di 19,6cm2, una lunghezza di 25cm e un carico piezometrico
h = 4cm, si calcoli la permeabilit del campione.
Partendo dallequazione della legge di Darcy Q = k * S * i, ricaviamo la formula inversa =
0,75l/600s = 0,00125l/s = 0,00000125m3/s = 1,25*10-6m3/s;
S = 19,6cm2 = 0,00196m2 = 1,96*10-3m2;
i = h/l = 4cm/25cm = 0,16;
=

1,25106 3 /

1,96103 2 0,16

.Q

= 3,9860 103 /.

Esercizio numero 4
Sulla base dei dati riportati in figura calcolare la soggiacenza laltezza
della falda a partire dal livello del mare in corrispondenza del primo
pozzo, sapendo che il gradiente idraulico pari a 3*10-3.
i = h/l;

h = i * l = 3*10-3 * 2800m = 8,4m.

Ora, sommando h ad h2, possiamo calcolare laltezza della cadente piezometrica in corrispondenza del
secondo pozzo: h = 220m + 8,4m = 228,4m s.l.m.
Conosciuta laltezza della falda rispetto al livello del mare in corrispondenza del primo pozzo, possiamo
calcolare la soggiacenza: s = htopo hfalda = 524m 228,4m = 295,6m.

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Esercizio numero 5
Sulla base dei dati riportati sulla figura, sapendo che il
coefficiente di permeabilit dellacquifero k pari a 0,0015m/s, e
che la distanza tra i due piezometri di 3500m, si calcoli la
portata totale del corpo idrico sotterraneo. Ovviamente nota
lampiezza della sezione drenante che pari a 43750m2.Si calcoli,
inoltre, la velocit apparente e quella reale della falda, sapendo
che lacquifero alluvionale indicato in figura ha una porosit
efficace pari al 9% (0,09).
S = 43750m2;
k = 0,0015m/s;
Per calcolare laltezza della falda in corrispondenza dei due pozzi,
e quindi ricavare con la loro differenza il valore h, dobbiamo
tenere conto delle diverse soggiacenze e delle diverse altitudini
della superficie topografica sul livello del mare. Per laltezza della
falda in corrispondenza del pozzo P1, sottraiamo il valore della
soggiacenza a quello della superficie topografica corrispondente: h1 = htopo soggiacenza = 115m 2,20m =
112,8m.
Facciamo lo stesso per laltro pozzo, ottenendo: h2 = htopo soggiacenza = 114,50m 3,50m = 111m.
Ottenuto il valore dellaltezza della falda in corrispondenza dei due piezometri, possiamo determinarne la
differenza di carico: h = h1 h2 = 112,8m 111m = 1,8m. Questa h stemperata lungo una distanza di
3500m, quindi possiamo ricavare il gradiente idraulico: i = h/l = 1,8m/3500m = 5,1429*10-4.
Ora abbiamo tutti i dati per trovare la portata Q, ricavando la formula dallequazione della legge di Darcy.
= ;

= 0,0015 437502 5,1429 104 = 3,3750 102 3

La velocit reale data dal rapporto della portata con la sezione reale: vreale = Q/Sreale. La sezione reale, a sua
volta, data dal prodotto della sezione totale per la porosit: Sreale = Stotale * n = 43750m2 * 0,09 = 3937,5m2.

La velocit reale sar data da: =

3,3750102 3
3937,52

= 8,5714 106 .

La velocit apparente sar data da =

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3,3750102 3
437502

= 7,7143 107 .

Esercizio numero 6

Esercizio numero 7
Considerata una cadente piezometrica con l = 28m e h = 15m, conosciuta la sezione S = 3m2 e k =8*103
m/s, calcolare la portata Q.
Impossibile applicare la legge di Darcy, essendo che i = 28m/15m = 0,53. Il gradiente massimo per cui
valida la legge di Darcy (moto laminare) 0,01 (1%).

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Integrazioni e correzioni

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