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Efficacia dell' approccio biopsicosociale


inte grato all' ippoterapia
con pazienti psicotici

Centro Internazionale del Cavallo


Druento (TO) - Venerdi 29 gennaro 2010
Cascina Rubbianetta - Parco regionale "La Mandria"
Italia
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Fondazione Centro Internazionale del Cavallo "La Venaria Reale"

Presidente: Carlo Girardi


i
Dirdttore: Gianpiero Attuati Travostiho
Responsabile Scientifico: Domenico Bergero

www.centroi nternazionaledelcaval lo. it

Centro internazionale del Cavallo, Druento (TO), 29 gennaio 20lO


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Programma

9.00 Registrazione
- 10.00
9.30 Saluto delle Autoritd

sessione I Moderatore: P. Furlan, universitd degli studi di rorino


10.00 - 10.15 Riabilitazione equestre in psichiatria: un'esperienza originale. S. Seripa
10.15- 10.30 ll progetto Pindaro: un progetto di ricerca di eccellenzaper la riabilitazione
equestre in psichiatria. S. Cerino
10"30 - 10.45 Disabili mentali e attacchi. A. Belmonte
10.45 - 11.00 Propriocezione in equitazione. C. Zignin

Sessione ll Moderatore: D. Gagliardi, F. l. S. E. Molise


11,00 - 11.15 Coping strategies among children and adolescents with mobility impairment
and learning disabilities. E. Tranfo
11.15 - 11.30 Effetti della riabilitazione equestre in un ragazzo autistico di 15 anni.
N. Pentassuglia
11.30 - 11.45 Effetti della riabilitazione equestre in soggetti con ritardo mentale: una ricer-
ca empirica. G. Battagliese, M. Battagliese
11 .45 - 12.00 ll percorso di riabilitazione equestre di un paziente con disturbo generalizza-
to dello sviluppo. M. lnzirillo
12.00 - 12.15 Percorso in riabilitazione equestre in un ritardo mentale con tratti autistici.
M. Biscaro
12.15 - 12.30 Mutismo selettivo: tra risultati e suggestioni patogenetiche in corso di riabili-
tazione equestre. N. Arezzo

12.30 - 13.30
Pranzo

13.30 - 14.00 Proiezione documentario

Sessione lll Moderatore: E. Pirfo, Asl 2 Torino


14.00 - 14.15 Efficacia dell'approccio biopsicosociale integrato all'ippoterapia con pazienti
psicotici. ll progetto. F. Bisacco
14.15 -j,14.30 Efficacia dell'approccio biopsicosociale integrato all'ippoterapia con pazienti
psicotici. I risultati. D. Bergero
14.30 - 14.45 Disabilitd intellettiva e riabilitazione equestre: esperienze in neuropsichiatria
dell'infanzia e dell'adolescenza nella Asl di Bari. C. Porcelli
14.45 - 15.00 L'evoluzione del comportamento di un bambino autistico in riabilitazione
equestre. Aspetti legislativi. P. Di Noya
15.00 - 15.15 Proposta di valutazione e standardizzazione. G. Tibaldi

15.15 - 16.30 Tavola Rotonda: il buco nero della legislazione sulla R.E. in ltalia:
come uscirne?
Moderatore: Carmine Munizza, Centro Studi e Ricerche in psichiatria
dell'Asl 2 di Torino

Centro internazionale del Cavallo, Druento (TO), 29 gennaio 2010


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Indice

Sessione I

Riabilitazione equestre in psichiatria: un progetto originale. S. Seripa 4


ll progetto Pindaro: un progetto di ricerca di eccellenza per la riabilitazione equestre in psichiatria
S. Cerino 10
Disabili mentali e attacchi. A. Belmonte 14
Propriocezione in equitazione. C. Zignin 16

Sessione ll
Coping strategies among children and adolescents with mobility impairment and learning
disabilities. E. Tanfo 20
Effetti della riabilitazione equestre in un ragazzo autistico di 15 anni. N. Pentassuglia 21
Effetti della riabilitazione equestre in soggetti con ritardo mentale: una ricerca empirica.
G. Battagliese, M. Battagliese 25
ll percorso di riabilitazione equestre di un paziente con disturbo generalizzato dello sviluppo.
M. Inzirillo gO
Percorso in riabilitazione equestre in un ritardo mentale con tratti autistici. M. Biscaro 35
Mutismo selettivo: tra risultati e suggestioni patogenetiche in corso di riabilitazione equestre.
N. Arezzo 40

Sessione lll
Efficacia dell'approccio biopsicosociale integrato all'ippoterapia con pazienti psicotici.
F. Bisacco, D. Bergero 46
Disabilita intellettiva e riabilitazione equestre: esperienze in neuropsichiatria dell'infanzia
e dell'adolescenza nella Asl di Bari. C. Porcelli 50
L'evoluzione del comportamento di un bambino autistico in riabilitazione equestre.
Aspetti legislativi. P. Di Noya 53
Proposta di standardizzazione dei criteri di valutazione 57

Indide degli autori 58

Centro internazionale del Cavallo, Druento (TO), 29 gennaio 2010


Sessione 1
Efficacia dell'approccio biopsicosociale integrato all'ippoterapia con pazienri psicotici

Riabilitazione Equestre in psichiatria: un progetto originale


Disturbi dello Spettro Schizofrenico:
Prodromi, Esordi e psicosi non cronicizzate
Dr. Stefano Seripa - psichiatra/psicoterapeuta
Azienda ASL RMF - Responsabile dei Progetti di RE in psichiatria
stef an o. se riwt @ I i be ro. it

Introduzione
Nell'attuale panorama della psichiatria risulta sempre pii evidente la necessitd di interventi
precoci, di attivitit preventive mirate a giovani psicotici, agli esordi o comunque in fase
non avanza-
ta di malattia' Diventa inoltre cruciale, in senso prognostico, I'adozione di progetti che in maniera
specifica siano mirati non solo ad interventi sulta disabilitA, ma anche al reinserimento sociale
e
lavorativo, fondamentali strumenti di autonomia e tibertd individuate. La ricerca clinica in psichiat1a
ha ripetutamente sottolineato l'importanza di interventi terapeutici precoci: la durata del6 fasi
d'esordio non trattate (DIJP= duration of untreated psychasis) d stata correlata negativamente alla
prognosi dei pazienti. lnoltre, si d evidenziato come forse ancor pi| che I'azione sulp sintomatolo-
gia positiva (deliri, allucinazioni, allentamento deinessi associativi) ta possibititd di intervento
sulle
disfunzionalitd cognitive risulterebbe maggiormente rilevante ai fini di una effettiva guarigione o,
almeno, ottimizzazione della qualitit di vita e prognosi. Tra i disturbi cognitivi, particolare attenzione
d stata rivolta alla memoria di lavoro ed atle capacitd attentive ma soprattutto alta cognizione
socia-
le e alla funzionalitd meta-cognitiva: la capacitd ciod di cogliere in senso adeguato e pronto it
signi-
ficato emotivo e relazionale di un contesto sociale e la capacitd di effettuare ragionamenti
sut [en-
siero dell'altro da se.
Negli ultimi 20-30 anni l'lppoterapia ha ampiamente dimostrato la sua efficacia in svariate
patologie neuropsichiatriche, soprattutto dell'etd evolutiva. Numerose sono inoltre le
esperienze in
settori particolari, quali ad esempio le patotogie psichiatriche dell'adulto. Tali interventi, variamente
definiti come "equine facilited psychotherapy" (EFP), Riabilitazione Equestre psichiatrica (REp),
o
Terapia per Mezzo del Cavatto (TMC) in Psichiatria, rappresentano uno strumento
di notevole rilie-
vo in questo ambito. Sfruttando le peculiari caratteristiche det rapporto tra cavallo
e umano, all,in-
terno di percorsi specifici di intervento relativi alle diverse aree det disfunzionamento (cognitivo,
affettivo, motorio) tali interventi si sono dimostrati in grado di determinare un marcato
miglioramen-
to del livello di autonomia e benessere.
Nonostante tali evidenze tuttavia in campo strettamente psichiatrico la RE appare particolar-
mente carente sul piano dei dati "evidence based", o almeno di studi metodologicamente
orientati
in seps.o scientifico, e quindi quasi assenti sono studi pubblicati su riviste di alto impatto e piir in
generale sui modelli teorici di riferimento e correlati format operativi. ln linea molto generale possia-
mo comunque affermare che sul piano teorico l'effetto terapeutico della RE in psichiatria si basereb-
be fondamentalmente su tre elementi distinti anche se altamente integrati tra loro:
. 1 - aspetti sociali, relazionali, fattuali ed organizzativi
2 - valenze simboliche della relazione
3 - rapporto dialettico, comunicativo e relazionale tra cavallo e paziente

ll cavallo d un animale estremamente sensibile al dialogo tonico e non verbale, facilmente


condizio-
nabile, ma non d un oggetto inerte o passivo: possiede una spiccata e variegata personalitd
e la sua
docilitd d funzionale ad una corretta relazione comunicativa ed affettiva con-il cavaliere, non rappre-
sentando quindi una mera esecuzione fredda di compiti. Inoltre il movimento, il tipo di andatuia, gl,
stimoli posturali e fasici che l'andar a cavallo impone al paziente (simulatore di passo) possiedoio

Centro internazionale del Cavallo, Druento (TO), 29 gennaio 201O


)
Efficacia dell'approccio biopsicosociale integrato alf ippoterapia con pazienti psicotici

una spiccata azione di induzione al coordinamento motorio.


Gli aspetti simbolici amplificano il significato della relazione con l'animale: il suo movimento ritmico,
ondulatorio, in qualche modo riporta al significato materno, di coccole ed accudimento. Ma al con-
tempo l'animale con la sua energia, farza, velocitd, possanza, riporta ad una figura piu di tipo
maschiie, paterno.

L'lpotesi
Nella nostra ipotesi di lavoro, da una prospettiva cognitivista, la relazione comunicativa
potrebbe rappresentare un elemento particolarmente significativo negli interventi di Riabilitazione
Equestre in Psichiatria (REP). ll dialogo tra animale e paziente si basa fondamentalmente sulla
costruzione di un linguaggio comune di tipo non verbale, motorio, gestuale, ricco di aspetti ed ele-
rnenti sensoriali piacevoli e coinvolgenti da un punto di vista emotivo. E'inoltre una relazione di tipo
fortemente simmetrico: non vi d ciod la tendenza alla ineluttabilita ed antropocentrismo del rappor-
to con animali d'affezione comuni ma deve invece essere costruita giorno per giorno, tramite la
sonoscenza reciproca, la fiducia, la condivisione. Necessita soprattutto del riuscire a pensare al
:a,rallo in termini differenziali da noi:come essere pensante "non predatore", e quindi con priorita di
risogni, attribuzioni di significato e modalitd di rapporto con l'ambiente, i cospecifici e gli umani dif-
'erenti in quanto "predatori", piu che per appartenenza di specie. Tale processo interverrebbe pro-
ct'io su di un'area cognitiva specificatamente alterata, come detto in precedenza, nei disturbi dello
spettro schizofrenico (metacognizione), consentendo quindi, almeno sul piano teorico, un lavoro ria-
: litativo specifico. E'poi noto come i pazienti psichiatrici abbiano una aspettativa di vita media infe-
'ore di quasi un decennio rispetto alla popolazione generale, soprattutto in relazione al marcato
a:mento di rischio per fenomeni cardiovascolari, diabete, dismetabolismi, patologie respiratorie,
:oesitd, etc.;qualunque intervento che comporti quindi, in maniera diretta e/o indiretta un positivo
:+retto sulle abitudini di vita (alimentazione, attivitd fisica, contatto con la natura, etc.) puo rappre-
santare un modo per ridurre i rischi sanitari generali. Infine, non dobbiamo trascurare la necessitd
'le l"'andare a cavallo" comporta in termini organizzativi e sociali, permettendo un intervento su
*olteplici aree interessate in genere da valenze riabilitative:
autonomia ed autocoscienza, attenzio-
-e e memoria, bilanciamento tra pulsioni e controllo, autostima e senso del limite, capacita di pro-
3'ammazione, socialitd e condivisione, etc..

ll Progetto
Nel disegnare questo progetto di intervento abbiamo centrato la nostra attenzione sui sequen-
: cbiettivi:
- rendere disponibile nel nostro territorio un intervento riabilitativo innovativo, che iniervenisse
come strumento aggiuntivo e non sovrapposto a quelli gia in essere nella nostra struttura
dipartimentale;
- confermare ed estendere le evidenze di efficacia della Riabilitazione Equestre nell'intervenire
positivamente su piu aree del disfunzionamento di soggetti giovani affetti da forme severe di
distUrbo psichiatrico, ivi comprese le alterazione relative alla percezione della propria corpo-
reita, del coordinarnento motorio e della capacita di decodifica psicosensoriale, ma soprattut-
to della funzionalitd meta cognitiva;
- ottenere dati attendibili sul piano scientifico a supporto della capacita di ridurre i costi assisten-
ziali, sia in acuto (ricoveri ospedalieri e/o in Case di Cura Convenzionate) che nel lungo perio-
do (miglioramento della prognosi, della adattabilitd sociale, riduzione della probabilita di assi-
stenza pensionistica, etc.);
- sfruttare, (e quindi) valorizzare per l'insieme degli scopi sopra riportati le professionalitd sani-
tarie ed artigianali proprie del contesto territoriale di riferimento;
- fare continua attenzione a criteridi approprialezzae replicabilita, sia in senso clinico che orga-
nizzativo.

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?
Efficacia dell'approccio biopsicosociale integrato alf ippoterapia con pazienti psicotici

ll progetto si d potuto realizzare grazie al sostegno economico della Fondazione CARICIV


(Presidente Aw. Cacciaglia) tramite i fondi del Bando2008, a quello organizzalivo della Direzione
deila ASL e del Dipartimento di Salute Mentale (Dir. Dr. D. Sadun). Altrettanto importante d stato il
supporto dei Responsabili dei due CSM interessati (Dr.sse Celozzi e Falavolti) e la collaborazione
e disponibilita del Responsabile del Centro lppico sede del progetto Sig. Massimo Morra ("Natura e
Cavallo", Tolfa). Per questo progetto abbiamo selezionato pazienti secondo i seguenti criteri:
- giovani, ambo sessi, in carico ai CSM, non impegnati in altri interventi riabilitativi per rifiuto, ina-
deguatezza dei protocolli del CD o con pregressi insuccessi in tali interventi;
- diagnosi dello Spettro Schizofrenico (ma anche esordi e/o quadri prodromici) con storia di
malattia relativamente breve;
- assenza di concomitanti diagnosi di abuso di sostanze, ritardo mentale, epilessia, fobie spe-
cifiche per animali, allezza, assenza di patologie neurologiche ed ortopediche di rilievo;
- fase clinica non di acuzie ma con persistenza di importante livello di disabilita sociale e rela-
zionale;

Per i pazienti arruolati e stata approntata una cartella clinica nella quale sono stati raccoltitutti
i dati anamnestici rilevanti, le terapia in atto e gli obiettivi personalizzati nell'ambito delle finalitd
generali del progetto. Sono stati poi sottoposti ad una batteria psicometrica, da ripetersi a fine stu-
dio: BPRS, PANSS ad 8 ltem (Remission Test), VGF, TCQ, Metacognition Questionnaire, Q-Les-Q.
Nello scegliere i test da ulilizzare abbiamo tenuto conto della necessitd di strumenti agili, universal-
mente utilizzati nella letteratura specialistica e con versioni italiane validate, in grado difornire misu-
re quantitative e qualitative in termini psicopatologici generali (BPRS e PANSS), aspetti meta-cogni-
tivi (TCQ e Metacognition Questionnaire) ma anche di dare indicazioni sulla qualitir di vita ed il livel-
lo generale di funzionamento dei pazienti (VGF e Q-Les-Q). Abbiamo pertanto arruolato 6 pazienti
(4 del Distretto F1 e 2 del F2) dei quali 2 affetti da Disturbo Schizoaffettivo, 3 da Disturbo
Schizofrenico ed uno con un quadro sintomatologico definibile in termini prodromici. Diseguito ripor-
tiamo una tabella con alcune specifiche cliniche dei pazienti arruolati.

Centro internazionaie del Cavallo, Druento (TO), 29 gennaio 2010


Efflcacia dell'approccio biopsicosociale integrato all'ippoterapia con pazienti psicotici

Marcata dipsdema delf* figwe gmnitoriafi;


U sente autonom ia sociolavorativa
as
il
Marcata ritiro socialet nolifobie: nan
a$tcnornia: incaomit& sociale.

ll progetto ha avuto inizio, dopo la fase di selezione dei pazienti, con alcuni incontri tinalizza-
:' alla verifica della loro disponibilitd ed interesse che ha occupato un arco temporale di circa tre
rest. Sono state fatte anche alcune giornate di approccio conoscitivo all'ambiente prima dell'inizio
elettivo delie attivita. In questi incontri sono stati mostrativideo di attivitd equestri, espostitemi con-
^essi all'etologia equina, alla vita del maneggio ed alla gestione in senso generale del cavallo.
Sono
s:ati inoltre esposti in dettaglio gli scopi del progetto, le metodologie ed d stato raccolto il consenso
: li'attamento. Le attivita si sono svolte alla mattina, per un arco di circa 3 ore ad incontro, un incon-
:-: a settimana (28 incontri totaii). Ad una prima fase comune di accudimento degli animali (30-40
* r) nel corso della quale venivano fornite anche informazioni di mascalcia, veterinaria. selleria,
=:c. facevano seguito le attivita in campo:
' lezioni di equitazione in campo, a regime carallerizzate da tre riprese di circa 20 minuti ognu-
na. In sella, a ripresa, 2pazienti ed 1 operatore seguiti dalTecnico di Equitazione a sua volta
supportato da 1 operaiore specializzato (Psichiatra o Psicologo)
attivita di gestione a terra del cavallo, con 1 paziente in tondino assieme ad un operatore o
Tecnico specializzato ed 1 altro paziente in osservazione esterna (circa 20 minuti, divisi in
riprese da 10 nninuti a paziente)
: osservazione attiva di quanto al punto 1) con 2 pazienti ed 1 operatore

La scelta di questa modalita di lavoro d stata funzionale alla necessita di contrastare la ten-
::'7a alla perdita di capacita attentive, gid interessate negativamente dalla patologia psichica ma
a^:ne dall'uso delle terapie psicofarmacologiche. L'alternanza di momenti altamente differenziati
::' 20 minuticirca sid rivelata in Erado di ottimizzare due necessitd ipoteticamente antitetiche: una
: - iaia temporale idonea alla acquisizione tecnica e la tendenza al rapido decadimento delle capa-
::a attentive. Queste fasi tecnico/addestrative (soprattutto la 2 e Ia 3) sono state continuamente
;".:tate come contesti rispetto alle quali sollecitare nei pazientivalutazioni e considerazioni inerpre-
=: "o/cognitive nei confronti del cavallo, dei suoi comportamenti ma anche delle relazioni
- - aro/equino.

Terminata la fase addestrativa, veniva effettuato il governo finale alla mano del cavallo. In que-
s a'ase, oltre a ribadire e consolidare gli elementi emersi nel corso della giornata, venivano fornite
- :eriorilnformazioni generali come nella fase di grooming inizlale. Inoltre, dopo le prime settimane
I avoro sono state introdotte delle riprese video, a volte analizzale assieme alla fine della giorna-
:a some ulteriore momento di confronto e valutazione, ma anche di acquisizione di maggiore auto-
:rsapevolezza. Altro elemento introdotto nel corso del tempo d stato quello della "inversione dei
'-c , : in alcune occasioni, sempre con ia presenza e sotto le indicazionideiTecnico F|SE, ai pazien-
: s stato assegnato il compito di mettersi nei panni dell'lstruttore e quindi "curando" la tecnica eque-
s:'e di altri pazienti e/o operatori presenti in quel momento in campo per le lezioni.
Nel nostro modello di intervento abbiamo utilizzato per le attivitd a terra esercizi ispirati a vari
*etodi correlati ai moderni concetti di equitazione dolceietologica. E'auspicabile,
al fine di redige-
'€ :n modello operativo che sia replicabile e tale da consentire studi anche ditipo multicentrico, che
= adottino "stili/metodi" di comunicazione e di equitazione, basati su criteri di non coercitivita, com-
:-enstone etologica, comunicazione, e quindi ottica meta-cognitiva, integrati nei percorsi ludico-

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Effrcacia dell'approccio biopsicosociale integrato a.ll ipccterapia con pazienti psicotici

addestrativi e negli aspetti piu strettamenti tecnici delle attivita equestri. Non dobbiamo in questo
senso dimenticare o sottovalutare alcune esperienze nazionali, sia recenti che tradizionali, le quali,
pur forse peccando sul piano della formalizzazione, ben corrispondono ai criteri sopramenzionati.
ll Progetto d di fatto terminato da circa due mesi e possiamo pertanto esporre alcuni dei prin-
cipali risultati conseguiti. Nella tabella di seguito riportata spicca immediatamente il dato relativo
all'annullamento delle giornate di ricovero, sia in acuto in SPDC che in Casa di Cura Convenzionata.
Occorre precisare che nei 24 mesi antecedenti, ben il 60% dei pazienti arruolati (non consideran-
do quello in fase prodromica, ovviamente) aveva avuto bisogno di ricovero, con una media (per il
gruppo nel suo insieme) di 40 gg di ricovero in SPDC/anno e 20 gg di ricovero in CdC
Convenzionata/anno. Considerando che la convenzione con la Regione Lazio paga i ricoveri in CdC
circa? 120,00 a giornata e che un ricovero in SPDC ha un costo di almeno ? 280,00 a giornata, il
rlsparmio annuo d stato (per la sola voce "ricoveri") di oltre ? 13.000,00. Senza considerare la ridu-
zione di costi legata al venir meno degli accessi in urgenza ai CSM, il miglioramento della qualita di
vita di pazienti e CareGiver, e la ricaduta positiva sui costi assistenziaii generali anche futuri legata
ai risultati clinici conseguiti.
Da sottolineare poi come dei due drop-out registrati, uno sia in realtd paradosso dato che I'al-
lontanarsi dall'attivita e stato voluto dai familiari in ragione di un tale livello di miglioramento sinto-
matologico e quindi nel funzionamento lavorativo da aver consentito un compieto utilizzo del pazien-
te come forza lavoro nell'impresa commerciale di famiglia e quindi un rifiuto degli stessi familiari a
consentire al paziente il proseguimento delle attivitd.

Faz,

R menb'n*l la capacitA rcl azionale.


ileva nte mig I i ora
Aumento del livelto di integnaionc socas*iavoxltva.

$i Ne: }I $ears* *ap*ei{* disup*rare un s*n6s gijnfer}crita IR


termini *.*mp*rat!vi al r*sto delgruppr.

No No No Marcato increnento della ppggltggffi personale e


della capaciti lavorativa. lUq-tesi di-inserimentc

No No No Nelto aunrenlo dellivello di cornpliance aitrat?ementi.


con comparsa di rilevanti aspetti di con*apevolezza
crilica. Parallelo miglioramento delle capaciti di
relazipne e det live|lo dicongrui8 pregettuale lavorativa.

Turisticai

No hls Ns Marcata riduzione della dipendenza. 4wia&


lnperimqntp .f?ygratir{*, in #mhito g*E*ptm .*rt*sq$J,

s Nc l'lo f**l$i l'-4igli*rnr:*rit* d*i{'xx{*n*mi*, d*ll* expx*i{;& i:ers**eli s


{prodr} lxv*l'*iiv* e pxrmiiel* "rir*p-*ut" p*raisl* ;nd*lts d*i
f*rniiisri"

Centro internazionale del Cavallo, Druento (TO), 29 gennaio 2010


h
Efficacia dell'approccio biopsicosociale integrato all'ippoterapia con pazienti psicotici

Interessanti sono anche i risultati dei test di valutazione psicometrica. Trattandosi di un grup-
ro numericamente limitato e considerando la presenza di due drop-out, 6 stato possibile owiamen-
:e etfettuare solo uno studio di tipo descrittivo. Inoltre, la struttura fattoriale di alcuni test (TCe ed
t'f CQ) rendono
assai complessa la loro valutazione, soprattutto in un gruppo numericamente limita-
:: In linea generale possiamo dire che nella screenatura di questi test abbiamo potuto rilevare la
:':ssibilitd di un bias rilevante: la scarsa capacita di analisi introspettiva e di auto descrizione pud
'acilmente portare in alcuni pazienti il risultato paradosso di un peggioramento dei punteggi in alcu-
- {attori, nonostante una percezione
soggettiva ed oggettiva di marcato miglioramento complessi-
Nei grafici a seguire riportiamo invece i risultati delle variazioni della BPRS (Tab. 1) nei suoi valo-
":
* carziali e totali, espressi in termini di variazioni percentuali (Finale
vs Iniziale), di facile lettura ed
- -ediata interpretazione.

7A

60
s0
40 W Paaiente 5
IPaziente 1
30 I Paziente 3
2A f Paziente 4

10

0
BPRS A BPRS S BPRS Tot

Tab. 1 - I valori sono espressi in termini di variazione o/o lta inizio e fine studio

Da notare come siano tutte variazioni positive, e ciod ivalorifinali sono risultati minori di quel-
t, li r"gresso, ad indicare un'azione terapeutica documentata per tutti i pazienti. Interessante d
ff-il:re I fatto che tali variazioni (quasi tutte superiori al 20%) sono emerse a carico di pazienti in
,Baf"a
^on in fase di acuzie. L'intervento progettuale d apparso quindi in grado di determinare anche
li/- e-z,one di tiffo terapeutico, con marcato riflesso positivo su dati di tipo psicopatologico generale
]tcncsiante ci si trovasse in una situazione clinicamente stabile. Da notare come I'azione sulla sin-
rria:3,ogia produttiva (allucinazioni, deliri, agitazione, etc - BPRS A) sia proporzionalmente mag-
pd:r: d quanto emerso a carico della componente autistico-negativa (coartazione affettiva, disturbi
ffiEni'/j. etc. - BPRS B), in manieratanto pii evidente quanto minore d il livello di gravitir psicopa-
[H]*j,l.d generale, nin linea con quanto ampiamente documentato in letteratura: nocciolo duro della
rmlL:'r:Eta schizofrenica sarebbe proprio la componente negativa e non le manifestazioni acute, ecla-
B*rt a u sensibili ai trattamenti terapeutici.

Centro internazionale del Cavallo, Druento (TO), 29 gennaio 2010


'7
Efficacia dell'approccio biopsicosociale inte,graro alf ipporerapra con pazienti psicotici

Anche i risultati delie variazioni della PANSS appaiono in linea con quanto sopra riportato
(Tab' 2). Giova ricordare come la BPRS effettui una misura di tipo sostanzialmente quantitativa
dei
malessere psicopatologico, mentre la PANSS (aimeno nelia forma di "remission test,,, ad g item)
risulti efficace soprattutto come strumento di valutazione della entrata in remissione del paziente:
la
assenza di punteggi superiori a 3 a tutti gli 8 item della scala corrisponde alla entrata in remissione.

40
35
30
?5
ffi Paziente 5
20
EPaziente 1
15 I Paziente 3
10 I Paziente 4
q

0
PANSS PANSS
Iniziale Finale

Tab.2 - Valori detta PANSS

Osserviamo come al termine dello studio ben 3 pazienti su 4 si trovino in condizioni di remis-
sione sintomatologica, e questo in un tempo relativamente breve e su di un gruppo si pazienti alta-
mente problematico, come documentato dai valori iniziali di BPRS e dal frequente ricorso ad
ospe-
dalizzazioni o comunque interventi residenziali negli anni antecedenti la loro inclusione nello studio.
Questo risultato, affiancato al ricorso successivo a progetti di inserimento lavorativo supporterebbe
una visione prognosticamente favorevole per questi pazienti, nonostante la severitd
dei disturbi pre-
sentati.
E'ovvio che questi costituiscono dati iniziali, non definitivi n6 conclusivi, ma che necessitano
di conferme attraverso studi piir estensivi e, possibilrnente, controllati. Ciod verificando
l,efficacia dif-
ferenziale tra questa ed altre rnodalitd/contesti di intervento riabilitativo/terapeutico. questa
In pro-
spettiva. di assoluto rilievo e il fatto che la Federazione ltaliana Sport Equestri (FISE)
abbia adotta-
to questo modello di intervento (con piccole differenze nel protocollo operativo e testo logico) per
un
progetto a{ivello nazionale che coinvolgerd Centri lppici affiliati FISE nel corso del 2010. Tale pro-
getto, Progetto PINDAFIO; e attualmente in fase di approvazione finale da parte del Direttivo della
FISE ed ha in corso la fase di reclutamento iniziale dei centri.
Inoltre, sempre nella nostra ASL e grazie al supporto della Consulta Dipartimentale della
Salute Mentale ha mosso i primi passi un progetto similare a quello in oggetto, centrato su pazien-
ti afferenti alla nostra Comunita Terapeutica "ll Melograno" coordinata e diretta dalla Dr.ssa
Marianna Rossi.

Ficcola nota finale relativa al vero protagonista di questa "storia", il cavallo. Nel nostro caso
abbiamo utilizzato prevalentemente (anche se non solo) cavalli di razzaTolfetana. Sul piano teori-
co, per morfologia, indole, criteri selettivi, etc.., non dovrebbero essere questi cavalli perfetti per la

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Efft caci a dell' approccio bi opsicosociale integrato all' ippoterapia con psicotici

4E' eppure la scelta attenta degli animali ha consentito di individuare soggetti differentemente
ido-
-ei alle diverse situazioni cosi come ai diversi pazienti.
Questo rappresenta a nostro awiso un pic-
:;c10 ma importante contributo alla discussione inerente la definizione
dei cavalli per la RE: non tanto
'azze aprioristicamente scelte, ma singoli animali e linee
di sangue che, anche e soprattutto in
"agione di specifici metodi di allevamento, selezione e doma, possano
conformarsi ai diversi ambi-
: oella RE' Molto diverse sono infatti le esigenze per una riabilitazione neuromotoria in un tetrapa-
'?trco. per un intervento su soggetti autistici come
su progetti riabilitativi per pazienti psichiatrici
30!iti. E'probabilmente utile che futuristudisioccupino non solo dicapire cid che awiene pazien-
: e perch6) nel loro rapporto fisico ed emozionale con il cavallo ma anche cosa e perch6ai awiene
-e cavallo stesso in relazione alle specifiche attivitd di RE.

Can il Patrocinio di:

Assessorato ai servizi sociati del camune di civitavecchia


Universitd Agraria di Totfa edAssessorato atlo Svituppo e Promozione del Territorio
CONI Sezione Provinciale di Boma
Fderazione ltaliana Sport Equestri (FISE) - Dipaftimento di Riabititazione Equestre

Ebliografia essenziale di riferimento

3'a G': "Strumenti e Tecniche di Riabilitazione Psichiatrica e Psicosociale". Ed. Franco


2'003).
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Cappello S.): "l Misteri del Cavallo". Ed. Luca pensa (200g).

Centro internazionale del Cavallo, Druento 29 gennaio 2010


lL PROGETTO PINDARO: uN PRocETTo Dt EccELLENzA
PER LA RIABILITAZIONE EQUESTRE IN PSIChIIATRIA
Stefania Cerino, Dipartimento Riabilitazione Equesire Federazione ltaliana Sport Equestri
ROf',,1A
S. Cerino: s.cerrno@alice.it

ABSTRACT
li P:'ogetto Pindaro e un progetto pilota globale (ricerca scientifica, metodologica, formazione degli
operatori socio-sanitari specifici e reinserimento sociaie dei pazienti) che tramite la Riabilitazione
Equestre si pone come cardine nell'ambito socio-sanitario ed integrativo della rete assistenziale,
finalizzata alla gestione del paziente psichiatrico. li progetto e nato dalla collaborazione tra
Dipartimento Riabilitazione.Equestre della FISE, DSM ASL ROMA F e project management sanita-
rio del team ETIKA. E'stt"utturato in area medica e area veterinaria, e si propone come base di par-
tenza per la costruzione di specifici percorsi formativi per gli operatori della riabilitazione psichiatri-
ca.
The Pindar Project is a global pilot project (clinical , nrethodological research, training for specific
mental-health operators and psychiatric patients social reinstatement ) that , by Therapeutic Riding,
aims to became a support in the social and medical fieid to integrate the relief net related to psy-
chiatric patients management. The co!laboration among ltalian Equestrian Federation Therapeutic
Riding Department , Roma F Mental Health Department and ETIKA Project Management Team
gave rise to the Pindar Project. lt is structured in broth medical and veterinary areas, and intends to
be the basic foundation towards specific training ways for psychiatric rehabilitation operators.

INTRODUZIONE
ll Progetto Pindaro rappresenta un programma originale ad altcl impatto socio-sanitario, integrativo
della rete assistenziale, finalizzato alla gestione del paziente psichiatrico con I'ausilio della
Riabilitazione Equestre con l'innovativo fine integrativo di creare un centro diformazrone permanen-
te per gli operatori socio-sanitari nel campo della Riabilitazione Equestre e per la formazione pro-
fessionaie degii inserirnenti lavorativi nelle attivitir ippiche linalizzata al reinserimento sociale.
Obiettivi fondamentali del Frogetto sono: promuovere, praticare la sperimentazione e I'aggiorna-
mento scientifico e forrnativo applicando la Riabilitazione Equestre, ed in particolare l'lppoterapia,
in pazienti affetti da patologie psichiatriche al fine di apportare agli stessi benefici nel campo fisico,
psichico, relazionale e dell'integrazione sociale; il tutto operando in un centro equestre specializza-
to senza bgrriere fisiche, architettoniche e psicologiche. Esso si propone inoltre di promuovere !a
ricerca scfentifica nel settore della riabilitazione equestre e della riabilitazione psichiatrica, con uno
specifico settore riservato anche al settore veterinario, oltre che la formazione di operatori sanitari
specifici. Si auspica che ne conseguird anche un incremento per le opportunita di inserimento lavo-
rativo di soggetti svantaggiati (Legge 381191) creando figure professionali nel campo equestre
(Grooms, assistenti di maneggio, assistenti maniscalchi, ecc.)

Centro internazionale del Cavallo, Druento (TO), 29 gennaio 2010


Efficacia dell'approccio biopsicosociaie integrato all'ippoterapia
con pazienti psicotici

MATERIALI E METODI
Secondo l'o'M's. la spesa dei paesi europei per il disagio
mentale e circa il 5% del p.l.L. ll 2g./"
:egli Europei soffre di problemi psichici, tl 14% di depreisione, il
16yo di ansia" Solo una persona
su 4 riceve un trattamento terapeutico e farmacologico
di supporto appropriato.
Per le patologie psichiatriche, il carico sul budget nazionale
graverebbe in ragione del 5% : interve-
- re nella prevenzione primaria significa arginare
lo sviluppo della malattia e grazie a diagnosi e
:erapia preventive ottenere in percentuali elevate il miglioramento
del paziente.
: oartendo da questi presupposti, oltre che dall'esp"ri"nru pilota
del DSM RoMA F, che d stato
s:"utturato il progetto Pindaro. Esso d rivolto a pazienti con
diagnosi dello spettro schizofrenico non
:"tnicizzate e situazioni di esordi . Tramite la Riabilitazione Equestre
essi avranno l,opportunitd di
-:raprendere un percorso riabilitativo
alquanto differente da quelli "canonici,,e quindi grazle all,irn-
:€gno in attivitd ludico sportive, saranno in grado di recuperare le proprie
capacita residue, sia rela-
i :nali che cognitive.
10 specifico, il Progetto Pindaro si attuerd
tramite una RlcERcA MULTIOENTRICA NAZIONA-
"e
*F che prevede un'AREA MEDTOA ed un'AREA VETERTNARTA.

AREA MEDICA
:atecipanti: circa 100 pazienti psichiatrici,
di etd tra i 18 ed i40 anni, che verranno inseriti in un
:"3gramma di Riabilitazione Equestre tramite lppoterapia dalla
durata di 12 mesi, con almeno 1
settimanale, che si svolgerd nei Centri di Riabilitazione Equestre
=duta
-'^r'raftr\
FISE che hanno aderito al

aI centri dovranno garantire la presenza di uno psichiatra di riferimento,


rapporti consolidati o in
' a di definizione con i DSM del territorio, la presenzadi uno psicologo e di un veterinario, entram-
: :on competenze nel settore della R.E.
:azienti inseriti nello studio avranno una apposita cartella clinica
con i rispettivi dati anamnestici
"' e';anti, le terapia
in atto e gli obiettivi personalizzati relativamente al progetto. per
valutarne le con-
: z oni psichiche verranno sottoposti alla seguente batteria di tests:

<JH\

:{NSS ad 8 ltem (Remission


Test)

,3F

r,retacogn ition
Questionnaire

f-Les-Q..

s:mministrati a T0, T ?, Tt

'rello scegliere i test da ulilizzare si d tenuto conto della esperienzadi


riferimento
:e risultati incoraggianti di questo studio. Tali test sono sembrati idonei anche perdella Roma F e
ta presenza di
'e'sioni italiane validate, poichd; forniscono misure quantitative e qualitative in termini psicopatolo-

centro internazionale der cavailo, Druento (To), 29 gennaio 2o1o


Elficacia dell'approccio biopsicosociale inte-srato all'ippoterapia con pazienti psicotici

gici generali (BPRS e PANSS), e sono in grado anche di dare indicazioni sulla quaiitit di vita ed il

livello generale di funzionarnento dei pazienti (VGF e Q-Les-Q).

AREA VETERINARIA
Fartecipanti: tutti i cavalli che verranno utilizzati nelle sedute di lppoterapia con i suddetti pazienti
(si ipotizzano circa 50 cavalli) che verranno opportunamente monitorati al fine di valutarne le rea-
zioni neurofisiologiche e cornportamentali.
Sia I'area medica che quella veterinaria saranno supervisionate da un Team forrnato da specialisti
afferent! al Dipartimento Riabilitazione Equestre FISE.

DISCUSSIONE
La Riabilitazione Psichiatrica ha come obiettivo fondamentale di ricostituire quell'unitd psichica e
relazionale che la "malattia" ha violentemente interrotto, di offrire al paziente qualcosa che non e
solo la remissione farmacologica del sintomo, ma un sostegno alla persona nella sua interezza di
"uomo", in modo da facilitare il reinserimento nella comunitir dei "normali" da cui la malattia l'ha
escluso.
La "guarigione" o il "miglioramento" sono fasi di "separazione" dalla malattia e dalla sua comunque
"rassicu rante" presenza.
L'ingresso nello spazio terapeuiico riabilitativo permette il contatto con quello spazio sconosciuto
che attrae e respinge allo stesso momento e che, attraverso l'adeguata elaborazione del lutto, con-
sente di "separarsi" dalle parti malate per andare incontro ad un nuovo orizzonte ontologico.
Lo spazio terapeutico riabilitativo e, nel nostro caso qr"lello, apparentennente atipico, di una scude-
ria, dove l'incontro con l'Altro d mediato e vissuto attraverso la relazione empatica costruita grazie
alla presen za del cavallo. Esso diventa un mezzo terapeutico fondamentale per "contenere" ed allo
Stesso iempo facilitare l'estrinsecazione dell'emotivitd dei pazienti.
Durante le riprese di R.E. !l doversi confrontare con un essere vivente che "risponde" ad ogni atto
emozionale con un linguaggio preciso (visivo, tattile, acustico, vocale, ecc.) spinge i pazienti ad
accorgersi di come alle loro espressioni ed ai loro vissuti emotivi corrisponda una sensazione che
il loro "mezzo terapeutico'' comprende.
Per r:rresto motivo nel programma terapeutico, oltre alla ripresa di equitazione vera e propria, d fon-
damentale il lavoro a terra prirnra e dopo la ripresa. In questo momento di awicinamento e di con-
urv rlrui rv no:iania
Ai'ioinnn Pd4rur rrrJ ed CavallO eSprimOnO liberamente il lOrO viSSUtO e quindi Si Crea lO SpaziO per lO
scambio relazionale empatico che costituird la base di lavoro per iterapeuti della R.E.

t,
CONCLUSIONI
Da quanto su esposto, anche se brevemente e sicuramente in modo non esaustivo, si evince come
il ruolo della Riabilitazione Equestre possa essere importante nel campo piil ampio della
Riabilitazione psichiatrica in generaie. In particolare si possono seEnalare i seguenti benefici:
.Diminuzione dei costi della gestione del paziente a fronte dell'aumento dell'efficacia e dell'efficien-
za delle prestazioni di Riabilitazione Equestre erogate, con relativo miglioranrento della qualitd di
vita del oaziente e dei suoi familiari.
.Afiimizzazione della terapia "conplaier" (La Riabilitazione Equestre, fatte salve le controindicazioni
di base, non ha effetti collaterali che alterano la qualitd della vita). 'Ricaduta sociale positiva in ter-

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Efficacia dell'approccio biopsicosociale integrato ali'ippoterapia con pazienti psicotici

- nl di abbattimento della assenza dal lavoro (caregiver) per chi e costretto ad assistere congiunti
:,ffetti da patologia.
- ccnclusione, la possibilita di incidere in modo positivo su patologie ad ampia ricaduta sociale,
:-:rTe quelle dello spettro schizofrenico, permettendo di "contenerne " lo sviluppo e facilitando al
:::ntempo il reinserimento sociale e lavorativo dei pazienti, non pud che avere un riscontro positivo
:e''rerale, per quel che riguarda l'integrazione sociale, e particolare, per quel che riguarda la ridu-
: :re dei costi assistenziali a carico della comunitd.
l-esto e cid che la Ricerca Multicentrica Nazionale del Progetto Pindaro si propone di dimostrare,
a- nche da tale esperienza si possa poi passare ad organizzare interventi strutturati ed omogenei
s- lutto il territorio nazionale e ad arrivare alla definizione di una legge del settore attesa da tanti
a^ril - oltre che all'inserimento della Riabilitazione Equestre nei LEA.
-

tsItsLIOGRAFIA
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Efficacia dell'approccio biopsicosociale integraro all'ippoterapia con pazienti psimtici

Disabilitd psichica e attacchi


Adriana Belmonte Psicomotricista dell'Ass. Sempre Voglia di Cavallo, San Gillio, Torino
S. Cerino: s.cerino@ alice.it

Introduzione
Pazienti psicotici di etd compresa trai 4O e i 55 anni, alcuni arrivano da un percorso di RE, altri non
sono mai saliti a cavallo. ll primo approccio d stata la passeggiata individuale in eaftazza per arri-
vare alla guida.
Gli utenti sono stati divisi in tre gruppi.
Primo gruppo " esperti" gid utenti di RE da anni, molto appagati dal contatto con l'animale, propon-
go loro un'esperienza nuova " la guida della carrozza". E' stato molto semplice metterli a cassetta
perch6 si sono trovati piU a loro agio come posizione,ancora piu tranquilli perch6 le andature del
cavallo non sono recepite direttamente sulfisico e scoprono il piacere difare andature veloci senza
faticare molto. Essendo in grado di memorizzare il percorso e di gestire il cavallo la disciplina che
gli proponiamo d quella che li gratifica maggiormente la gimkana.
Secondo gruppo " disturbati da...." Sono utenti che sono stati in RE a periodi alterni perche troppo
faticoso e scomodo il cavallo,perch6 l'animale emana un odore sgradevole,perch6 gli insetti distur-
bano, etc..Hanno frequentato con scarso interesse, dopo dieci minuti in sella chiedevano di smet-
tere. Messi a cassetta senza dover spazzolare o vestire il cavallo, in un primo momento hanno rea-
gito positivamente. Salivano in carrozza felici, ma dopo dieci minuti iniziavano a guardare in giro, a
dimenticarsi il percorso,il cavallo si fermava perch6 non lo gestivano nel modo corretto. Alcuni
hanno avuto crisi di nervi, pianto e li abbiamo fatti smettere,altri hanno continuato I'attivitd come
passeggeri perch6 abbiamo notato che non dovendo agire in prima persona non scaturivano situa-
zioni ansiose e si interessavano al lavoro del compagno. Aspettiamo che siano loro a chiederci di
riprovare a guidare.
ferzo gruppo "inesperti" il lavoro d stato piu lungo e laborioso perch6 non essendo mai stati acon-
tatto con il cavallo si d dovuto fare un percorso di sensibilizzazione verso l'animale, verificare la
manualitd,lalateralizzazione,la coordinazione spazio temporale, hanno dovuto imparare ad impu-
gnare le redini, con loro abbiamo lavorato a redini lunghe .l risultati sono in via di sperimentazione,
possiamo dire che al momento tutti i partecipanti all'attivitd sono entusiasti..

Materiale e metodi
Lo spazio deve essere di 80x40 o meglio 100x40, facilmente raggiungibile e in condizioni di sicu-
rezza. La carrozza deve avere la rampa di salita per i soggetti in sedia a rotelle, un rollbar, doppi
freni e freno a mano. Le redini possono essere normali contrassegnate da un simbolo (b.r.) per chi
non distingue dx/sx o con asole per favorire la presa e facilitare la tenuta.

Risultati" ed effetti positivi


le metodblogie d'intervento comprendono attivitd con obiettivi a lungo termine:
- miglioramento dei meccanismi di memoria:
a) ripetizione di sequenze
b) memo riz zazione g raf ico
' c) memorizzazione andature
- gestione del vissuto emotivo
- accrescimento autostima
- stabilizzazione attenzione: resistenza alla distrazione - attenzione sostenuta

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Efficacia dell'approccio biopsicosociale integrato all'ippoterapia con pazienti
psicotici

miglioramento del controllo delle prassie attraverso uso delle parti


del corpo
ampliamento delle autonomie personali
mig lioramento lateral iz zazione

movimenti gestuali molto precisi


aumenta ed allena la coordinazione
migliora la percezione spazio temporale
aumenta I'autostima e il coraggio
facilita i rapporti sociali
agisce sul controllo posturale, sulla respirazione e sulla circolazione.

Gonclusione
Con questi soggetti psicotici le attivitA con il cavallo sono modificabili ad ogni incontro
in quanto
ron sappiamo mai ogni volta che arrivano quale disturbo pud comparire, I'unic-a
cerlezzache abbia-
rrm e I'animale che deve essere prevedibile, abituato a tutte le
esternazioni degli utenti ed il perso-
nab che liaccoglie deve dare sicurezza, fiducia, stimolicontinuie ricordarglis6mpre
che', io posso
rxuscire".

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Effrcacia dell'approccio biopsicosociale integraro all'ippoterapia con pazienti psicotici

Propriocezione in equitazione
Claudio Zignin Scuola Universitaria Interfacoltd Scienze Motorie (S.U.l.S.M)
C. Zignin: claudio.zignin@unito.it

Introduzione
ll movimento d una funzione che accomuna tutti gli esseri viventi senza alcuna distinzione:
mirato a sviluppare, mantenere e accrescere sia la propria biologia sia la propria funzionalitd"
ll sistema nervoso centrale gestisce e controlla a livello conscio e inconscio il gesto e garantisce un
ottimale stato di salute. Qualsiasi stato patologico coinvolge il sistema nervoso e relative connes-
sioni.

Materiali e metodi
Sono stati confrontati due gruppi di sportivi al test posturometrico statico in appoggio monopodali-
co vincolato su arto inferiore libero.
Un gruppo di 10 cavalieri esperti (con etd compresa tra 16 e 26 anni) contro 10 sportivi di diverse
discipline (con etd compresa tra 15 e 25 anni) per evincere eventuali differenze nella capacita di
gestione dell' equilibrio.

Risultati e discussione
I campioni messi a confronto mettono in evidenza una miglior capacita di controllo dell'equilibrio a
favore dei cavalieri pari al26,7ok.
Questo risultato, vista la sovrapponibilita del campione, si puo attribuire all'attivitd indotta dalla pra-
tica equestre.
La continua stimolazione che il cavallo esercita alle afferenze propriocettive consente al SNC di
ottimizzare il suo ruolo di mediatore del gesto, inoltre si deve aggiungere una sollecitazione di tipo
meccanico atta a facilitare la dinamica di tutti i tessuti biologici e a mantenere, grazie alla condi-
zione di outdoor dove per lo piir si pratica I'equitazione, quella fondamentale capacitd di adatta-
mento che consente al nostro sistema biologico di non perdere la sua ineguagliabile capacita
omeostatica.
Dove non vi d movimento si creano ambienti "congelati" che caratterizzano diverse forme patologi-
che che si distinguono per la loro perdita di dinamicitd.
ll movimento caratterizzala vita in alternativa alla morte nella nostra biologia ma anche il tentativo
di ottenere un vantaggio dalla situazione circostante attraverso una produzione di energia mecca-
nica Iinalizzata ad u n cambiamento.
Oggi il movimento non d piu finalizzato alla soprawivenza bensi ad un gesto propositivo per modi-
ficare la @altd influenzandola a proprio vantaggio ed all'espressione del proprio pensiero.
La musica, la scrittura, non sono abilitir attribuibili alla scimmia anche se possiede tutte le basi bio-
meccaniche; la differenza d I'evoluzione del controllo nervoso in tutte le sue sfaccettature comples-
se, articolate e variabili.
Per compiere un gesto esistono mille possibilitd diverse: la scelta, I'organizzazione e la successio-
ne dipendono solo dal sistema nervoso centrale.
ll SNC quindi non permette solo movimenti coscienti ma anche incoscienti, automatici e riflessi e
permette la gestione di governo delle inimmaginabili funzioni metaboliche.
La propriocezione e la capacitd degli organi sensitivi specializzati che informano sulle posizioni
assunte dal corpo sia in stato di quiete sia sui parametri altamente dinamici del movimento.

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16
Eff,cacia dell'approccio biopsicosociale integrato alf ippoterapia con pazienti psicotici

; orQdni propriocettivi possono essere suddivisi in tre gruppi principaii'


- "ecettori muscolari (fusi neuromuscolari, organi tendinei del Golgi.
recettori di Pacini e termina-
: :'r libere del muscolo, del perimisio e dell'epimisio);
: -ecettori artieolari;
I neccanocettori cutanei.

:SS SerVOFto afornire al SNC in tempo reale informazioni della massima precisione a proposito di:
' :arametri del movimento biomeccanico (velocita, tarza, direzione, accelerazione)
- carametri fisiologici sullo stato dell'apparato locomotore (cambiamenti biologici nei muscoli, nei
:endini e nelle articolazioni in conseguenza al movimento effettuato.
-= ^iaggior parte di queste informazioni non raggiungono mai il livello di coscienza essendo depu-
=:: al controllo dell'elaborazione del progetto motorio ed alla sua esecuzione.
- ':adamentale imporlanza la funzione propriocettiva anche dopo l'awenuta attuazione del gesto
::"averso i motoneuroni nel verificare ed eventualmente compensare eventuali imprevedibili fatto-
' =s:erni che possono turbare i progetti motori strategicamente programmati.
- ' :ercezione propriocettiva cosciente e il risultato elaborato dalla corteccia cerebrale sulla base
:=: informazioni afferenti dai recettori periferici integrata dalle informazioni provenienti dalla
-:-oria e dail'esperienza (pattern motorio).
-. sintesi di tutte queste informazioni da luogo all'immagine corporea o consapevalezzadell'esi-
,".'za" PROPRIOCEZIONE COSCIENTE"; mentre i fusi e gli organi tendinei del Golgi assumono
- =: colare importanza nel definire i parametri per il sistema propriocettivo incosciente (cervelletto o
* r3ilo spinaie) "PROPRIOCEZIONE INCOSCIENTE".
:a'rallo restituisce al sistema biologico umano I'ambiente indispensabiie a mantenere questo
::-cltcato ma meraviglioso sistema interneuronale di mediazione e comunicazione in quanto sti-
.*: a ogni organo
di senso all'opportuna sua integrazione sia conscia sia inconscia e permette di
*a-tenere la capacitir
di tutelare il grande obiettivo funzionale; inoltre preserva la sempre piu diffi-
: = ntegrita biologica, condizione da non perdere per garantire I'autoguarigione e non permettere
-sraurarsi della cronicita e dell' inevitabile peggioramento.
:avallo rappresenta idealmente nella sua piir ampia espressione di vivente l'aiternativa a non
: 'entare consumatori dell'ambiente ma rimanere parte integrante deli'ambiente .

-:.on necessitd diutilizzare pi0 questi importanti sistemi di percezione nel quotidiano (grazie alla
::rologia) rischia di svilire isegnali che permettono al SNC di evitare ia flacciditi o se non modu-
= 'n maniera corticaie l' ipertono e le relative infinite intersituazioni.
J: e vero che d la funzione a sviluppare i'organo possiamo sostenere che il cavallo rappresenta ll
- iltor allenatore propriocettivo garantendo la massima sollecitazione interneuronale e senso neu-
':notorio pqch6, a differenza deile strategie realizzate dall'uomo, garantisce
la continua impreve-
: :ritta dellatollecitazione e clell'interazione non solo nella simbiosi cavallo cavaliere ma anche ira
:inomio e l'ambiente che con la sua variabilitd garantirA sollecrtazioni irripetibili.
-a postura del cavaliere garantisce I'efficacia dell'equitazione come stimolazione propriocettiva in
:-anto l'appoggio sullo staffile risulta sempre inferiore al baricentro del cavallo e conseguentemen-
= il sistema evoca aggiustamenti posturaii propri e non compensi esterni al sistema propriocettivo.
centro del disequilibrio d sovrapponibile al centro biologico di compenso e non all'esterno come
>Jccede spesso in ambienti istituzionalizzati dove le strategie create dall'uomo evocano spesso
:clo vicariazioni.
'luesto fa credere che la via interneuronale consente all'esperienza acquisita di modificare le rispo-
s:e attraverso l'integrazione tra l'informazione dell'istante attuale e l'esperienza passata,
passaggio di impulsi attraverso i punti di collegamento tra i neuroni, le sinapsi, puo modificare le
slnapsi stesse con suddivisioni, formazione di sinapsi secondarie o ipertrofia dei bottoni sinaptici.

Centro internazionale del Cavallo, Druento (TO), Zg gennaio 2010


Efficacia dell'approccio biopsicosociale integraro ali'ippoterapia con pazienti psicotici

ll processo di apprendimento sembra stimolare la sintesi proteica delle sinapsi attivate e cio deter-
mina una ipertrofia selettiva.
Cosi come ogni stato patologico interessa il SNC ogni incremento del SNC garantird una migliore
funzionalitd e integritd dei sistemi, organi e apparati.
Concludendo d possibile sostenere che l'equitazione risulta una vera e fattiva riabilitazione neuro-
sensomotoria e propriocettiva a cui possiamo aggiungere la non meno importante sollecitazione
multisensoriale.
La vita in una societd tecnologicamente evoluta rischia di svilire sempre di pin le comunicazion
interneuronali a vantaggio di una unica abilita sensoriale: la vista che fagocita inesorabilmente neu-
roni adibiti ad altre funzioni.
Se non vogliamo perdere l'intelligenza della specie diventa fondamentale ritrovare un ambiente di
ripristino neuronale indipendentemente dalla disabilitd e pensare all'atto rieducativo come un even-
to di potenziamento biologico globale.
La persona, unica e irripetibile e il cavallo con il suo mondo, possono in molti casi garantire un
approccio adeguato nei tempi e nei modi a recuperare percorsi atti a restituire dignitd, percezioni ed
emozioni consentendo alla vita di non ridursi a mera soprawivenza.

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Centro internazionale del Cavallo, Druento (TO), 29 gennaio 2010


Sessione
Elficacia dell'approccio biopsicosociale inte_srato ail'ippoterapia con pazienti psicotici

COPINO STRATFCITS A},IONO CHILDREN AND ADOLESCTNTS WITH


il4OBILITY Ii,1PAIRi{ENT AND LFARNINC DISABILITIFS
AU'rHoRs:61eonoro Tronfo, Mcurizio oeao, Katio oLoico

CONCLUSlON
gcth subject5 wlth nobi'lity impoirment
oid 1e*fning disobilities ot the end
of o therapeutic rid.ing course hove
inprovid their ability to .ope in
severol strpssful sltuotio.s.

ffi
tal

I Fll
,,,i;ilii::.
RIFgRfSIF:
Associazione Piemontese . i:r.fo 1., ne& M., !!5rn S . {lltidlrNllonrl
lr. .srlli trdrr...: tte.rp*ti.
o!$:eed BdsFsl, nlfi rl l.tq.r. uoqi.5:.
r.r5. nida.g! sLdrpetr, ?@:. O,i6?.
I rrrn& 8., NFa {., rte !.e1e.idiirn rr n b@k fr ,jiratred 8pi& in e1!frrkry rd jsri!/
Rieducazione Eqsestre Sportiva iilo.l !hr-.r. c.i.il.d
!&rclc!t1r ri!i.3i
in rlc int.lrct!.turle
.!i!4.r Frke. r.!e.i5,
. l.on,r [., iiio M., ini.sr.ie (or.s. rf trq*.!r1i.
6i cqslr.i.n,r-!du.cli!r.
gr.silld :aS
nlri ill (o,!r*rs.r
ri r ne*
r.-r*.o!i4r]. ttu nr!*'irolior
frbn fiti xli ic*q.eer oi ihero!.rtir: ririr4i .aiIlrl hlpren !!.ilro ?si
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Efficacia dell'approccio biopsicosociale integrato all'ippoterapia con pazienti psicotici

Effetti della Riabilitazione Equestre


Nicra pentass,grialr/:t#L:?g?"til?""rYJ,'"::t?3,f l.l$ssiJ'circoro rppico e centro
di Riab. Equestre "Domenico Divella",Operatrice di Riabilitazione Equestie
N. Pentassuglia: ippolive@qnail.it

Abstract
- a:tismo d considerato dalla comunitd scientifica internazionale un Disturbo organico che coinvol-
:e rl funzionamento globale dell'encefalo. (Daniels J.t_. et al, 200g).
: entra nei Disturbi Pervasivi dello Sviluppo, a cui appartengono la Sindrome di Asperger, la
S rdrome di Rett e il Disturbo Disintegrativo dell'lnfanzia (Diane [-. et al, 1g7g).
: {SO CLINICO: D.P., 15 anni.
: AGNOSI: Disturbo Generalizzato dello Sviluppo di tipo Autistico.
-serimento nei centro di R.E. "Domenico Divella" in Rutigliano (BA) nel2007.
3 obiettivi del progetto miravano a migliorare il funzionamento globale del bambino.
- cue anni i miglioramenti di D. sono statl notevoli. Dalla completa mancanza di relazione con l'ope-
"5iore con atteggiamenti aggressivi e numerose stereotipie ad un lavoro
di gruppo con il rispetto di
r:ecifiche consegne.
-l3gi D. d stato inserito nella squadra pre-sportiva, ha raggiunto ottimi livellidiautonomia con buona
:alacitd attentive e diminuzione di stereotioie.

ntroduzione
- autismo d considerato dalla comunitd scientifica internazionale un Disturbo organico che coinvol-
:: ii funzionamento globale dell'encefalo. La persona affetta da tale patologia mostra una marcata
: -ninuzione dell'integrazione sociale e della comunicazione.
: entra nei disturbi pervasivi dello sviluppo, dove ne fanno parte, fra le varie forme, anche la sindro-
-: diAsperger, la sindrome di Rett ed il Disturbo Disintegrativo dell'lnfanzia. Non d stata individua-
.: una causa specifica per I'autismo, anche se molti e diversi sono i fattori osservati che possono
::ntribuire allo sviluppo della sindrome (Daniels J.L. et al, 200g).
lome fattori implicanti sono stati riscontrati anche anomalie strutturali cerebrali (cervelletto, amig-
le,a. ippocampo, setto e corpi mammillari), anomalie a livello di molecole che anno un ruolo nella
:'asmissione degli impulsi nervosi nei cervello (serotonina, beta-endorfine) (Muhle R. et a;,2004\.
: cuni sintomi della sindrome diAsperger sembrerebbero legati ad un anomalo andamento dei livel-
Jell'ormone dello stress, il cortisolo. Normalmente si ha il primo picco poco dopo il risveglio, per
:oi avere una progressiva diminuzione dei sui livelli emaiici, si ritiene che il picco dia un segnale di
a rerta al ce&ello prepari I'organismo agli impegni della giornata, rendendo il soggetto piu coscien-
:e dei cambiamenti che li awengono intorno. Nei barnbini che soffrono di Sindrome diAsperger, tut-
:avia, questo picco mattutino non si manifesta anche se i livelli di ormone continuano a decrescere
'ella giornata e questo, dicono i ricercatori, pud dar conto del fatto che essi si trovino in imbarazzo
; fronte anche a cambiamenti di piccola entita nella loro routine quotidiana o nel loro ambiente
3ower J,E. et al, 2005).
-'na recente ipotesi, che trova conferma nella tipologia dei sintomi e nei segni comportamentali, e
-r deficit dei neuroni specchio. Sono una classe di neuroni che si attivano selettivamente sia quan-
:o si copie un'azione (con la mano o con la bocca) sia quando la riosserva mentre d compiuta da
a tri. I neuroni dell'osservazione "rispecchiano" quindi cio che avviene nella mente del soggetto
lsservato, come se fosse I'osservatore stesso a compiere I'azione. Questi neuroni sono stati indi-

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Efficacia dell'approccio biopsicosociale integrato aif ippoterapia con pazienti psicotici

viduati nei primati, in alcuni uccelli e nell'uomo. In quest'ultimi, oltre ad essere localizzati in aree
motorie e premotorie, d possibile trovarli anche neil'area Broca e nella corteccia parietale inferiore
(Ramachandran V. S., 2006).
L'osservazione diretta dei neuroni specchio e piu difficile nelle scimmie e nell'uomo in quest'ultimo
d possibile osservarne le attivazioni solo attraverso variazioni del flusso sanguigno dovute ad esse.
I sintomi in un soggetto con sindrome autistica si manifestano come un ritiro neuropsichico dovuto
a gravi alterazioni nella aree descritte qui di seguito:
- Comunicazione verbale e non verbale;
- Interazione sociale;
- lmmaginazione o repertorio di interessi;
La gravitd e la sintomatologia dell'autismo variano molto da individuo a individuo e tendono nella
maggior parte deicasi a migliorare con I'etd, in particolare se il ritardo mentale e lieve o assente, se
e presente il linguaggio verbale, se un trattamento valido viene intrapreso in etd precoce (Dal ton
K.M.). I trattamenti rivolti all'autismo sono molti e diversi. Gli unici pero supportati da studi scientifi-
ci sulla loro validitA sono gli interventi di tipo comportamentale e quelli di tipo farmacologico
Tra gli interventi riabilitativi d bene soffermarci sulla Riabilitazione Equestre (R"E.) per la qualitd e la
quantitd dei risultati ottenuti. Cavalcare stimola nell'uomo risposte fisiche e motorie, intellettive,
emozionali. Rapportarsi con il cavallo significa imparare ad instaurare una comunicazione che vada
oltre le consuete barriere comunicative intrasociaii, centrare I'attenzione sui suoi bisogni e sul suo
benessere, superando egocentrismo e sviluppando volontd, autodeterminazione, senso e rispetto
di s6 e dell'altro. Dal punto di vista prettamente motorio, i suoi movimenti ritmici inducono un rilas-
samento deltono muscolare, riportando alla mente del cavaliere la ritmicita del battito cardiaco per-
cepito durante la vita intrauterina, riproducendo il movimento basculante della normale deambula-
zione (Convegno Nazionale, 2007). Chiaramente la R.E. non si sostituisce alla terapia farmacolo-
gia o ad altri modelli riabilitativi, ma si pone come parte integrante.

Materiali e metodi
D.P. 15 anni. Diagnosi: Disturbo Generalizzato dello Sviluppo di tipoAutistico. Da unavalutazione
funzionale risalente al2AO4 risulta che D. aveva raggiunto un livello di sviluppo funzionale parago-
naile a quello di un bambino di circa tre anni e quattro mesi per le capacitd acquisite, con numero-
se capacitd emergenti (17 prove emergenti). Le abilitd maggiormente compromesse erano quelle
relative all'imitazione, percezione ed aspetto verbale.
ll paziente d stato inserito al Centro di Riabilitazione Equestre "Domenico Divella" in Rutigliano (BA)
circa due anni fa, Ottobre 20A7.
Gli obiettivi del progetto mirano a migliorare il funzionamento globale del ragazzo, in particolare gli
interventr teiapeutici devono tendere a:
- Recupero e miglioramento del senso di s6 e dell'altro;
- Recupero di capacitd di socializzazione e relazione;
- Riduzione dei comportamenti disturbanti;
- Aumento dei tempi di attenzione;
- Stimolare I'intenzionalitd comunicativa.
Nel primo periodo della presa in carico (ottobre 2AO7) D. si mostra disponibile alla relazione con il
cavallo e non con I'operatore, verso il quale non manifesta nessuna attenzione e in alcuni momen-
ti mostra atteggiamenti aggressivi. Sufficienti risultano i livelli di esecuzione, scarsa cooperazione,

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Efficacia deil'approccio biopsicosociale integrato all'ippoterapia
con pazienti psicotici

numerose stereotipie e difficolta di attenzione.


Dopo un anno (ottobre 2008) D. mostra un notevole miglioramento
nella collaborazione e nella
capacitd di esecuzione' Migliora anche la relazione con gli operatori.
ll ragazzo passa dalla fase cji
opoterapia alla fase di R.E. dove d prevista una maggiore autonomia.
C'd maggior contr.ollo delle
stereotipie e miglioramento nelle capacitA di attenzione verso I'operatore
e l,esercizio svolto. Nel
:cntempo e stato inserito nell,attivitd di palafreniere.
r giugno 2009 e stato inserito nella squadra pre-sportiva in quanto D. ha raggiunti ottirni livelli
di
autonomia eseguendo tutte e tre le andature: passo, trotto e galoppo.
Buone capacitd attentive,
'cuzione dei comportamenti problematici
e delle condotte stereotioate.
Centro di Riabilitazione Equestre "Domenico Divella" ospita pazienti
di ambo i sessi, bambini, ado-
escenti e adulti e di questi circa cento sono in convenzione con la
ASI- di apparten enza.
;l Centro, oltre all'attivita di R.E., svolge lezioni di equitazione
per normodotati cercando di inserire
qilest'ultimi nel lavoro di pazienti autonomi gia in fase pre-sportiva
come D.; rn questo modo si d
oercato di ridurre le manifestazioni reattive dei pazienti nei rapporti
interpersonali, cosi da facilitare
a loro integrazione sociale attraverso il rispetto per il compagno e delle
regole.
La rnodalita operativa del centro prevede una fase iniziale di circa quindici
minuti dedicata al con-
tatto con I'asino, attraverso la toelettatura, al fine di stimolare la motricitd
fine delle mani e la late-
'alitd (usare la brusca, la striglia, il pettine) e una fase
successrva rappresentata dal montare a
:avallo.
\otevole importanza ha avuto la scelta del cavallo per D., si e ritenuto opportuno fargli
montare un
soggetto con un buon temperamento, che potesse distrarlo antieipando
le sue azioni, imponente e
lapace di eseguire ordini a comando di voce. Premesso che gli input
sensoriali trasmessi dal cavat-
o stimolano il soggetto a pii livelli, la programmazione dell'intervento
riabilitativo e l,addestran e.-
:o del cavallo permettono di dosare la qualitd e la quantitd di tali
stimoli (Aitieri R. et al 1gg4r 1:
cavallo facilita, inoltre, l'acquisizione delle funzioni psicomotorie
e cognitive tramite il vaiore di r.jn-
'orzo che acquistano le sue risposte dinamiche.
;l lavoro a cavallo che D. svolge in questo periodo e in
completa autonomia, eseguendo le tre anda-
lure (passo, trotto, galoppo) a mano destra e a mano sinistra (la mano interna
at campo indica la
ctrezione), esercizi di postura, di equilibrio, di lateralita e di sincronizzazione
nei movimenti. E,
cpportuno precisare che D. a cavallo non ha la stessa sincronia
dei movimenti a destra e a sinistra
Si d riscontrato una normale armonia, ritmo e battute nel trotto a mano
sinistra; mentre a mano
iestra con la stessa andatura D. presenta un ritmo alterato e perdita di
sincronizzazionecon il
:avallo, restando in piedi sulle staffe per tre-quattro tempi anche
se il cavallo continua a mantene-
''e l'andatura regolare.
Durante lo svolgimento degli esercizi si chiede sempre a D.
di contare standoli accanto in modo
:ale da cominciare a relazionare e triangolare con l'operatore i'animale,
e inizialmente per garantir-
si sicurezzd', in seguito per ripetere l'esperienza, cominciando a divenire protagonista
dell,azione.
Risultati e discussione
D' ha imparato ad usare uno spazio fisico diverso, plir allargato, senza temere
''lo" rudimentale, passando l,integrita del proprio
pian piano al controllo del proprio corpo a cavallo, alla gestione autono-
ma di brevi ordini, alla comprensione di semplici comandi, passando cioe
ad una relazione con ii
mondo esterno.
La R'E' d stata per D. una scelta riabilitativa valida sia per modificare
alcuni aspetti della sintoma-
tologia, sia per consentire uno scarico delle angosce e un rilassamento
corporeo.
Bisognerebbe ancora lavorare sulla motricita corporea bilaterale;
essendo D. un paztente molto
volenteroso sard sicuramente, questo, un altro obiettivo raggiunto.

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Efficacia dell'approccio biopsicosociale integrato all'ippoterapia con pazienti psicotici

Conclusioni
Lo svtluppo d un processo costante che ci permette di passare dal particolare al generale. Nella
relazione terapeutica , l'operatore si confronta continuamente con i diversi stadi della maturita del
bambino e, quindi, con i mutevoli livelli di sviluppo psicoaffettivo (modalitd relazionale) e psico-
cognitivo (modalita programmatica ed elaborative).
Bisogna saper cogliere i cambiamenti che si verificano a livello dei meccanismi di difesa, di adatta-
mento e della interazione con gli oggetti della realta e anche interni (figure di riferimento).
L'operatore deve saper mantenere un alto livello di presenza e partecipazione, cercare sempre una
comunicazione empatica che stimoli l'immaginazione e dia sicurezza, cercare la reciprocitd proprio
perch6 il ragazzo senta la partecipazione ad una relazione vivace e propositiva ed infine valutare
l'andamento della terapia a cavallo attraverso scale di valutazione.
ll primo passo d quello di essere immersi in una relazione, parte di uno spazio in cui capirsi, farsi
capire, crescere e infine scoprire se stessi, sentirsi in grado di creare qualcosa in risposta alle aspet-
tative, al desiderio dell'operatore, che si fa desiderio di autorealizzazione del ragazzo.

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Efficacia dell'approccio biopsicosociale integrato all'ippoterapia con pazienti psicotici

Effetti della riabilitazione equestre in soggetti


con ritardo rnentale: una ricerca empirica
Giuseppe Battagliese (1) e Mariarosaria Battagiiese (2)

i ) Psicologo - Psicoterapeuta- Tecnico Federazione ltaliana Sport Equestri (FISE) specializzato in


: abilitazione Equestre (RE) per I'Associazione ONLUS "Parco del Ciiento"-Centro Studi sulla Pet
'-e rapy e sulla RE "M.Franciulli BattaEliese", Ascea (Sa).
Docente FISE. Dipartimento di Scienze
:: I Educazione dell'universita di Salerno" gbattagliese@unjsa.it; www.csmtb.it
2) Pslcologa - Coordinatore Tecnico di RE (Master biennale universitario di primo livello in RE pres-
=: lUniversita degli Studi di Firenze, Facoltd di Medicina e Chirurgia) per l'Associazione ONLUS
f,arco del Cilento"-Centro Studi "M.Franciulli Battagliese", Ascea (SA). Docente Dipartimento
RE
:: la FISE. battagliesem@yahoojl; wlryw.csnnfb.it; 339 3584399.
)remessa
I a una approfondita analisi del materiale bibliografico sulla Riabilitazione Equestre (RE) e il suo uti-
:zo (BattaEliese e Battagliese; 2008, 2009) e stato rilevato che la rnaggior parte delie ricerche
"tvate valutano gli effetti di questo tipo di trattamento su soggetti con disabilitA di tipo
- : ; rologicoineuromotorio.
-: ricerche svolte su soggetti con disabiiitd mentale eio psichica spesso presentano limiti dal punto
*etodologico: non sono presenti gruppi di confronto e/o
di controllo e/o misurazioni prima e dopo ll
:-attamento.
lr,esta ricerca, studiando soggetti con ritardo mentale, si propone di offrire un piccolo contriburo
: : rcolmare questa lacuna.

ll Centro, i soggetti e la selezione del campione


-: studio d stato effettuato presso un Centro di Riabilitazione della provincia di Salerno che eroga
:'estazioni riabilitative in regime diconvitto, semiconvitto, ambulatoriale e domiciliare e ha un ampio
: acrno di utenza.
'*ella selezione dei soggetti sono stati utilizzati iseguenti criteri di inclusione ed esclusione.
I'iteri di inclusione:
" soggetti con ritardo mentale;
" etd compresa tra i 18 e i 45 anni;
' regime di convitto o semiconvitto;
Slccessivamente d stato scelto, casualmente, tra i restanti utenti del Centro, un campione di 45
scggetti per lo studio.
-e persone seJezionate presentano diversi quadri patologici, tutti accomunati dalia presenza di ritar-
:c mentale. t,
= stato, poi, utilizzato il metodo del Matching per formare i gruppi e garantirne l'equivalenza per ie
seguenti caratteristiche: accesso al Centro (regime di convitto e semiconvitto), sesso, etd (dai 18 ai
-15 anni), gravita del ritardo mentale (lieve, medio e grave).
Sono stati inseriti in ogni gruppo, casualmente, 10 utenti in regime di convitto e 5 in regime di semi-
:cnvitto,5 donne e 10 uomini. Sono state scelte queste proporzioni perche rispecchiano quelle del-
utenza del Centro.

lpotesi, gt'uppi e trattamenti


- ipotesi della ricerca d stata quella di valutare gli effetti della RE (effettuata per un periodo di tre
nesi) sul comportamento adatiivo di 15 soggetti con ritardo mentale.
Der verificare tale ipotesi sono stati costituiti 3 gruppi, ognuno di 15 soggetti, con un'eta media di
anni 30,1 +7,41 (DS) e un range d'etd tra i 18 e i45 anni. ll primo gruppo d stato sottoposto a tre
nesi di Riabilitazione Equestre (RE); il secondo ed il terzo, entrambi di confronto, sono stati sotto-

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Effrcacia dell'approccio biopsicosociale inte-srato alf ippoterapia con pazienti psicotici

posti il primo a tre mes! di Attivita Motoria Globale (A.M.G.) e il secondo a Terapia Occupazionale
(T.O). Non d stato possibile aggiungere un gruppo di controllo perche gli utenti del Centro non pote-
vano trascorrere tre mesi senza alcun trattamento data ia loro condizione.
Tutti i soggetti seguivano i rispettivi trattamenti tre volte a settimana e ogni seduta durava circa 45
minuti.
Neil'attivitd motoria globale (A.M.G.), gli esercizi proposti erano mirati al miglioramento della coor-
dinazione dinamico-generale e delle capacitd grosso- motorie, della deambulazione e della parteci-
pazione attiva aile iniziative del gruppo. Le sedute erano individuali (bisettimanalmente) e di grup-
po (una volta a settimana).
La terapia occupazionale (T.O.) consisteva in un insieme di interventi volti al recupero di funzioni
strumentali attraverso attivita manuali, espressive o corporee che utilizzano l'esperienza lavorativa
o culturale del paziente con lo scopo di potenziare e migiiorare l'autonomia nelle funzioni della vita
quotidiana o professionale. Nella presente ricerca, la T.O. comprendeva varie attivitd: terapia multi-
mediale, terapia occupazionale di drammatizzazione corporea e musico-strumentale. Inoltre, erano
attivati i seguenti laboratori: per la lavorazione del cuoio, per la coltivazione floro-vivaistica, educa-
tivo-didatiico e grafico-pittorico.
Per il gruppo sottoposto a Riabilitazione Equestre il trattamento era cosi suddiviso: due volte a set-
timana il soggetto, prima di montare, accudiva ii suo cavallo e aiutava gli operatori nella bardatura.
Una volta a settimana lo stesso, insieme ad altri quattro o cinque soggetti, si occupava soltanto delle
attivita di accudimento e di selleria.
Erano presenti in campo due operatori di RE e due ausiliari. Ogni lezione era individuale e gli esem-
plari (2 pony e due cavalli) erano condotti a mano dall'operatore (fase ippoterapia).
Nei corso dei tre mesi, gli operatori hanno proposto diversi esercizi, tra cui:
" attivitA di grooming, carezze e spazzolate su tutto il corpo del cavallo;
. per la salita, ove possibile, esercitazioni di salteili su un solo piede per migllorare la coordinazio-
ne motoria e le abilitd grosso-motorie;
" in sella, esecuzione difigure in piano, esercizi motori con gli arti superiori, inferiori, tronco e capo
E stata anche curata la somministrazione delle razioni di cibo, la cura e la pulizia delle lettiere nei
box e della scuderia al fine di incrennentare le abilita motorie, responsabilizzare i soggetti e favorire
I'aumento dell'autoefficacia.ln piU sono stati utilizzati tutti gli strumenti e imateriali utili alle attivita
a terra per favorire il senso di collaborazione e la socializzazione (portare a termine un compito divi-
dendosi le nnansioni, a seconda delle abilita individuali).

Lo strumento
Le Vineland Adaptive Behavior Sca/es di Sparrow, Balla e Cicchetti (1984) sono una revisione
della Vineland Social Maturity Scale (Doll, 1935, 1965). Queste scaie valutano I'autonomia perso-
nale e la responsabilita sociale della persona dalla nascita fino all'etd adulta fornendo una misura-
zione del comportamento adattivo. Nel DSM IV-TR (2002) viene sottolineato che il termine compor-
tamento o funzionamento adattivo si riferisce all'efficacia con cui i soggetti fanno fronte alle norma-
esigenzq'della vita e al livello di adeguamento agli standard di autonomia personale previsti per
,a fascia d'etd, contesto ambientale e retroterra socio-culturale.
Ferri e Soldi (2002) precisano che il comportamento adattivo indica le capacitd dell'individuo di
vivere in maniera indipendente lo sviluppo psicofisico, l'orientamento del s6, la responsabilitd per-
sonale. le attivitd econornico-professionali e le abilitd cognitive e scolastiche.Quindi , iltermine com-
portamento adattivo si riferisce sia ad azioni relative all'autonomia personale sia ad azioni che impli-
cano i rapporti con gli altri.
Tali Scale si utilizzano con soggetti normodotati che abbiano un'eta compresa tra i0 e i 18 anni e
con soggetti con disabilita (anche di etd superiore ai 18 anni). Attualmente esistono tre versioni delle
Vineland:
1) Intervista - Forma Breve (lnterview Edition - Survey Form);
2) Intervista - Forma completa (lnterview Edition - Expanded Form)
3) Versione per la scuola (Classroom Edition).

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Elicacia dell'approccio biopsicosociale integrato all'ippoterapia
con pazrenti psicotici

Le vineland non richiedono la diretta somministrazione


deile prove al soggetto in esame. Esse ven-
gono compilate da uno sperimentatore addestrato
assieme ad una p"riJir.ne conosca approfon-
dltamente il soggetto' ogni versione misura i livelii
oi ivituppo del comportamenio adattivo in quat-
tro scale; comunicazione, Abilitd Quotidiane, sociatizzizione
r'icavare punteEgi per la scala composta
e Abilitd Motorie.Inoltre si possono
che fornisee una valutazione globate del comportamento
adattivo.
La Forma completa della versisne u.s.A" e cornposta
(sparrow, Balla e Cicchetti, 2003), utilizzata da 577 item. Nella vers ione italiana
nel pteser,te studio, gli item sono S4g.euesta Forma
permette una valutazione analitica del comportarnento
adattivo tal6 oa conientire la preparazione
cr programmi individuali educativi o riabilitativi.
La scala comunicazione e composta da item
. Ricezione: cio che il soggetto comprende.
che varutano:
. Espressione: cid che dice.
. Scrittura: cio che legge e scrive.
La Scala Abitite euotidiane:
' Personale: come.ir soggetto mangia, si veste e cura figiene personare.
' Domestico: qr.rali lavori domesticiiompie.
' comunita:come siorienta a livello spazio-temporale, usa denaro, telefono, proprie
rative. capacitd lavo-
-a Scala Socializzazione:
' Relazioni Interpersonali: come il soggetto interagisce con gli altri.
' Gioco e-tempo iibero: come gioca Jimpiega;r
' Flegole Sociali: corne manifeita senso di r-esponsuoititatin*ro.
te"mpo
e sensibilita verso gti altri.
,a Scala Abilita Motorie:
' Grossoiane: come il soggetto usa braccia e gambe per il movirnento e ia coordrnazione.
. Fini: come usa mani e dita per rnanipotare olgetti.
--
La raecolta e l'elaborazione dei dati
Le scale vineland, Expanded Form sono state compilate
dall'equipe multidisciplinare del ce^..:
composta da 2 dottoresse in pedagogia, 2 dottoresse psicologia,
in b terapisii dela r.iabilit azjore. 2
assistenti sociali e 1 medico' Essi, occupandosi in particolare
de-lla progr"rr"rione dei trattamer--
ti per gli utenti, conoscevano i soggetti'in modo rolto upprofondito.
La prima somministrazione e
avvenuta prima dell'inizio dei trattamenti oggetto di
studio e ra seconda dopo rre mesr.
Dopo aver calcoiato,. per ogni soggetto, la somma
dei punteggi
scala composta, i dati sono statllottoposti ad elaborazione nelle varie scale del test e nella
statistica con il programma spss
Base, versione 12 per Windows.
Si e deciso di effettuare una serie di analisi della varianza
(Anova) per valutare se I punteggi der
soggetti, indipendentemente dal gruppo a cui appartenevano,
differissero in modo statisticamente
sgnifica-tivo dalla prima alla secoida somministiazione
e, se si, in che modo.
Per verificare la forma della disiribuzione dei dati
sono stati valutati i punteggi di asimmetria e cur-
losr' Per ogni gruppo, prima dei trattamenti, i valori di
curtosi e asimmetria-Jano risultati compresi
lra -l e +1, passando per lo 0. Poiche i valori trovati si avvicinano
allo 0, si evince che ia distribu-
ztone dei dati assume una forma approssimativamente
normale. euesto dato conferma la capacitd
rappresentativa del campione, condizione necessaria per
la validita dello studio e la genera lizzabi-
iita dei risultati (Gallucci et a!., 2001).
E stato applicato il fesf di Levene pei valutare l'omogeneitir
delle varianze. E stata riscontrata l,as-
senza di differenze statisticamglte significative tra Te varianze
dei tre gruppi (Levene Statistic =
017, p - '983), risultando soddisfatto iiprincipio di omoschedasticita,foniamentate
ne dell'analisi della varianza (Ercolani e Areni, 2000). per l,appiicazio-
cgni anaiisi dava iuogo ad un diseEno fattoriaie misfo 3x2, in
cui era presente un fattore indipen-
dente (gruppo) nelle"sue tre modalita (Riabititario;;L;;;stre,
Artivita Motoria Gtobale e Terapia
occupazionale), un fattore ripetuto, il iempo, in due modalita
(prima e dopo) e, ovvramente, una
variabile dipendente. sono state effettuate cinque analisi,
una per ciascuna'delle variabili dipen-

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Effrcacia dell'approccio biopsicosociale integrato alf ippoterapia con pazienti psicotici

denti: il punteggio totale di comportamento adattivo (Scala Composta) e i punteggi delle scale:
Comunicazione, Abilitir Quotidiane, Socializzazione e Abilitd motorie. Successivamente, sempre
relativamente alle stesse variabili dipendenti, I'attenzione d stata tocalizzata sulle differenzelra
i punteggi del prima e quelii del dopo, prendendo in considerazione separatamente, uno per
volta, ciascuno dei tre gruppi. Per questa analisi d stato utilizzato il fest t di Student per campio'
ni appaiati.
Si d fissato il livello di significativita a p < 0.01.

Riflessioni conclusive sull'analisi delle Scale e delle Sub-Scale


Sintetizziando quanto emerso dalle analisi statistiche effettuate sui punteggi nelle Scale Vineland
assegnati dall'equipe ai soggetti dei tre gruppi sperimentali, prima e dopo il trattamento riabilitativo
con procedure diversificate, notimo che:
per tutti e tre i Eruppi d presente un aumento staiisticamente significativo dei punteggi medi nella
Scala Composta dopo il trattamento;
per quanto riguarda la Scala Comunicazione i punteggi dei soggetti del gruppo T.O. non cambia-
no significativamente tra la prima e la seconda somministrazione deltest, diversamente dai grup-
pi della Fl.E. e della A.M.G;
- tutti i gruppi aumentano in modo statisticamente significativo il loro punteggio alla Scala Abilita
Quotidiane, nel confronto fra prima e dopo il trattamento;
le medie dei punteggi alla Scala Socializzazione aumentano allo stesso modo nei soggetti deitre
gruppi messi a confronto;
nella scala Abilita Motorie, i punteggi dei soggetti del gruppo T.O. non variano in modo statistica-
mente significativo tra la prirna e la seconda somministrazione del test.
In conclusione, mentre la RE e l'A.M.G. hanno determinato un miglioramento in tutte le aree valu-
tate dal test, la T.O. non si d dimostrata pedagogicamente efficace in tutti i settori dell'iniervento ria-
bi litativo analizzati dal lo stru mento.
Dopo aver verificato gli effetti delle tre modalita di trattamento sui diversi gruppi, si d deciso di valu-
tare in che modo le diverse Sub- scale hanno influenzato i punteggi della Scala cui appartengono.
In altri termini, sono stati presi in condiderazione i punteggi medi delle varie Subscale per control-
lare se fossero aumentati in modo statisticamente significativo dopo il trattamento, per ogni gruppo.
Per questa analisi d stato utilizzato il fest t di Studenf per campioni appaiati. Anche in questo caso
si d fissato un livello di probabilita di pt 0.01.
L'analisi ha evidenziato che la Riabilitazione Equestre e l'unico dei trattamenti che comporta un
aumento significativo dei punteggi medi in tutte le Sub-Scale e, quindi, di tutte le abilitd che esse
misurano.

Conclusioni
Questo studio conferma in modo convincente gli effetti positivi della Riabilitazione Equestre in per-
sone con.ritardo mentale, utenti di un Centro di Riabilitazione. Tre mesi di RE hanno prodotto, nei
soggetti t?attati, un aumento medio, statisticamente significativo, dei punteggi in tutte le Scale e
Sub-Scale del test. In sintesi, questo trattamento ha migliorato il comportamento adattivo nel suo
complesso ed in particolare:
le capacitd di espressione, ricezione e scrittura (Comunicazione);
le abilitdr personali, domestiche e di comunita (Abilita vita quotidiana);
le rblazioni interpersonali, il gioco, il tempo libero e I'acquisizione e utilizzo delle regole sociali
(Socializzazione);
le abilitd grosso e fini motorie (Abilitd Motorie).
ll confronto con gli altri trattamenti (A.M.G. e T.O.) evidenzia che tutti e tre producono un aumento
dei punteggi nel comportamento adattivo totale (Scala Composta).
Questo dato d molto importante poiche spesso, erroneamente, si ritiene che non si possa far nien-
te per nnigliorare la qualitd della vita di soggetti con Ritardo Mentale.

Centro internazionale del Cavallo, Druento (TO), 29 gennaio 2010


Efficacia deli'approccio biopsicosociale integrato
a[,ippoterapia con pazienti psicotici

La Riabilitazione Equestre, pero, d l'unico


trattamento che produce un aumento significativo
cunteggi in tutte le sub-scale delrest. dei
Essa dimostra oi auere un raggio d,azione
stendo' nello stesso tempo, varie abilitd fondamentaii morto ampio inve-
s.ociafizzazione, re abirita quotidiane
oett'inoivioi6 cor"'r" comunicazione, ra
e re abiritdr motorie.
E auspicabile che i risuliati positivi di questo rtroio possano contribuire al diffondersi
in tutti I cent'i Riabiritatrvi della
]'oy]f::ft:'3?iol=3i?rt,'e iltii i contesti in .ri.i d in rerazione con
-Per "ln ra
ulteriori appLfondimenti circa la ricerca si rimanda
al volume: Battagliese G. e Battagliese
2009) ll contributo .del cavallo per benessere pJioiiri"o.
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centro internazionare der cavailo, Druento (To), 29 g"nnrio


zoto
Eflicacia deli'approccio biopsicosociale inte,srato ail'ippoterapia con pazienti psicotici

ll percorso di Riabilitazione Equestre di un paziente


con " disturbo generalizzato dello sviluppo,,
Dott.ssa Marina Inzirillol, in collabo-razione con - C.R.E. - A.P.R.E.S ., piiizad'Armi, Torino;
1. Dip. di Neuropsichiatria Infantile, Universita di Firenze, ltalia.
M. lnzirillo: marinainz @ libero.it

Introduzione
Analisi delle attivita di Riabilitazione Equestre svolte con un paziente affetto da"disturbo generaliz-
zato dello sviluppo", nell'ambito di un progetto multidisciplinare integrato con la scuola.
Fasi di lavoro del progetto:
Attivitd in campo presso il C.R.E.
Lavoro in sella presso il C.R.E.
Lavoro teorico integrato con la scuola.
Obiettivi ed attivitA
Si individuano obiettivi a breve, medio e Iungo termine, perseguiti attraverso diversificate attivitd,
svolte a terra, in sella e a scuola. Tutti gli esercizi proposti sottendono un lavoro sul processo di
separazione/individuazione, rnirano alla conquista di competenze relazionali e di gestione dell'affet-
tivitd, finalizzate alla costruzione di un legame emotivo verso i'altro da Se e quindi ad un migliora-
mento dell'integrazione sociale.
Metodologia
ll setting non e medicalizzato ed e adeguato alle esigenze del paziente.
I cavalli sono morfologicamente idonei alle necessitd del soggetto, sicuri e prevedibili.
L'6quipe multiprofessionale interviene con obiettivi comuni.
L'utilizzo dei materiali didattici multidisciplinarifacilita un miglioramento dei processi d'apprendimen-
to degli schemi logici di base.
Conclusione
ll percorso di Riabilitazione Equestre Integrata in oggetto rappresenta un esempio significativo per
lavorare con pazienti psicotici affetti da disturbo generalizzato dello sviluppo.

Therapeutic riding in a patient with autistic spectrum disorders

Introduction: Analysis of the therapeutic riding activities as an integrated rehabilitation with an auti-
stic patient.
Phases of the rehabilitative process:
Activities on the ground (grooming technique).
Activities in the saddle.
/cctivities integrated with the school"
Aims and activities: There are different aims in short, middle and long term; all the activities aim
to realize the separation/individuation process, to gain abilities in human relations, to manage the
emotions, that is to help the disabled subjects in their process of integration in the school and in the
society .
Methodology: Setting is not medical and fits to the patient; appropriate horse's conformation to the
' patient's needs; predictable horses and with good temperament.
The different health operators have common rehabititative purposes.
Didactic cards consent the improvement in the learning process.
Conclusion: Therapeutic riding activities as an integrated rehabilitation is a remarkable approach
to improve the abilities of patients affected by autistic spectrurn disorders.

Centro internazionale del Cavallo, Druento (TO), 29 gennaio 2010


io
Efficacia dell'approccio biopsicosociaie integrato all'ippoterapia con pazienti psicotici

PtrDduzione
*-=s:c lavoro d l'analisi delle attivitd svolte presso il C.R.E. A.P.R.E.S. nell'ambito di un progetto
* : : sciplinare integrato
- con la scuola. Si illustrano gli obiettivi perseguiti e le metodologie del pro-
;*-: Ji Riabilitazione Equestre in un soggetto con grave patologia neuropsichiatrica.
;;' :cmprendere integralmente il caso che vado a presentarvi e necessaria una breve introduzio-
"'* ::' illustrare il tipo di patologia in questione. Naturalmente la soggettivitd di ogni persona d la
:" a,e di lettura obbligatoria per una conoscenza reale del paziente e per un'impostazione oppor-
-
" = ed efficace dell'approccio terapeutico. Le caratteristiche generali di una patologia, tuttavia, rap-
:':s:rtano le linee guida essenziali per impostare un progetto individualizzato.
:"s cosi infantili precoci: il disturbo generaLzzato dello sviluppo
: siurbo generalizzato dello sviluppd'si caratterizza essenzialmente per la mancanza del contat-
: ::r la realtd; ladiagnosi d spesso precoce, solitamente entro il terzo anno di vita.
! .'alra di un disturbo multisistemico, che determina uno sviluppo atipico di tutte le linee evolutive
: = soggetto, ed in particolare si evidenziano disordini nelle seguenti tre aree:
' \TTERAZIONE SOCIALE: la capacitd di mettersi in rapporto con l'altro d compromessa fin dai
::mi mesi di vita. Interagire significa essere in grado di presupporre l'esistenza di un 56sepa-
'a',o dall'altro da Se.In questi pazienti vi d l'incapacita di mentalizzare se stessi e di conseguen-
:a l'altro.
. :CMUNICAZIONE: il linguaggio verbale e non verbale sono assenti o molto alterati.
-e peculiaritA evolutive di questi soggetti determinano un'inconsapevolezza nella valutazione di
:cme I'altro si pone nei propri confronti. Nell'atto delle interazioni d quindi assente una sponta-
rea reciprocitd emozionale e comunicativa.
: IOMPORTAMENTO: generalmente questi individui presentano attivita ed interessi bizzarri e
mitati, con tendenza all'isolamento, stereotipie cineiiche e verbali che possono ostacolare l'ese-
:uzione di semplici movimenti ed azioni quotidiane"

setting adeguato
setting deve essere accogliente e non medicalizzato: questo secondo aspetto crea un corretto
:'esupposto motivazionaie perch6 svincola il paziente dalla routine clinica, spesso vissuta in modo
=:-eSSante.
- 3resenza di pazienti affetti da patologie complesse che comportano una compromissione dell'au-
:"omia, l'intervento di un'equipe multiprofessionale ben coordinata e con obiettivi comuni d fonda-
-entale per ottenere dei buoni risultati.
soggetto autistico deve essere accompagnato verso il mondo, aiutato a costruirsi la capacitd di
::mprendere, di dare un senso ai propri pensieri, alle azioni ed alle emozioni.
3 i operatori che vi si relazionano devono avere delle linee operative e regole educative comuni,
:re rappresentano una sorta di binario guida entro cui muoversi. Se non sono presenti e salde il
:aziente rischid di perdersi.
soggetto autistico tende ad utilizzare l'lo dell'altro come lo ausiliario, quindi deve essere garanti-
:a una costanza delle figure di riferimento, formate per interagire in maniera adeguata e costruttiva.
Se il paziente percepisse la paura e l'incertezza dell'operatore si rischierebbe di perderne il contat-
:o e di compromettere il lavoro svoito fino a quel momento.

La scelta del cavallo come strumento di lavoro


ll cavallo 6 un animale sociale e questa sua natura trasmette un bisogno di comunicazione ed inte-
razione anche ai pazienti. Mette a contatto chi vi si relaziona con la propria parte istintuale, con la
passione. Nel lavoro in sella l'interazione corporea avviene attraverso una parte del corpo molto
arcaica, il bacino e i Elutei: in questo scambio primordiale si possono cogliere delle analogie con i
I

Centro internazionale del Cavallo, Druento (TO), 29 gennaio 2010


?1
Efficacia dell'approccio biopsicosociaie integrato alf ippoterapia con pazienti psicotici

quello che si crea tra madre e bambino fin dalle ultime fasi della gestazione. ll cavallo offre un'espe-
rienza schematica ripetitiva molto rassicurante, che accompagnata da una stabilitd delle regole for-
nisce un contesto ambientale propedeutico alla riduzione dell'ansia.
lnizialmente isoggetti autisticitendono a "fondersi" con l'animale, ma con il tempo e la proposta di
esercizi mirati, il cavallo impone al paziente I'instaurarsi di un processo di differenziazione che con-
sente di fare esperienza di 56 come qualcosa di separato dall'oggetto - cavallo.
I cavalli scelti per la R.E., ovviamente, sono morfologicamente idonei alle necessitd dei pazienti, e
sono giudicati tutti sicuri e prevedibili in seguito ad un lavoro di addestramento, svolto da operatori
qualificati, tinalizzato a ridurne la reattivitd.
ll supporto adeguato del Terapista d fondamentale per un'azione di contenimento dei possibili sen-
timenti di angoscia che possono scaturire nei soggetti privi di una propria identita costituita.

f l progetto individualizzato di Riabilitazione Equestre Integrata


Breve anamnesi del paziente

Nome:G.G.
Data di nascita: luglio '1991
Diagnosi funzionale: Disturbo generalizzato dello sviluppo - Psicosi (Codice icd10: F84)
La condizione patologica del soggetto si caratterizza per una compromissione parziale delle capa-
citd intellettive, l'assenzadi un linguaggio verbale, turbe affettive e relazionali medio-gravi, stereoti-
pie cinetiche che interferiscono sull'esecuzione dei movimenti piir complessi, motricitd fine carente.
Raccolta di informazioni per la preparazione del progetto individualizzato

ll paziente d stato seguito dalla Terapista della R.E. e Psicologa con un approccio olistico: per otte-
nere un'anamnesi accurata ed una conoscenza completa del caso, le attivitA svolte si sono basate
su: l'osservazione e la valutazione del paziente inserito nella sua rete sociale, in particolare a scuo-
la; l'analisi del P.E.l. (Piano Educativo lndividualizzato); colloqui con le principali figure di riferimen-
to; l'analisi delle relazioni osservative e delle diagnosi funzionali fornite dalla Neuropsichiatria.
Successivamente alla raccolta di informazioni d stato stilato il progetto individualizzato con la defi-
nizione degli obiettivi riabilitativi.
Fasi del lavoro

ll percorso riabilitativo si inserisce nell'ambito di un progetto multidisciplinare che ha previsto diver-


sificate attivitd, tutte con la finalith di perseguire obiettivi terapeutici condivisi e strumentali al miglio-
ramento dell'autonomia del giovane paziente:
1 Attivita in campo presso il C.R.E.: lavoro a terra con il supporto dell'operatore (accudimento del
cavallo, esplorazione tattile, olfattiva e visiva del cavallo e degli oggetti presenti in campo, alle-
stimento degli esercizi).
?. Lavoro in sella presso il C.R.E.: fase di salita, rilassamento, riscaldamento, esecuzione degli
esercizi e dei percorsi precedentemente preparati da terra, fase di distensione finale, discesa e
saluto degli operatori e del cavallo.
3 Lavoro teorico integrato con la scuola: alcune schede fornite dal C.R.E., che propongono dei
"percorsi cognitivi", vengono svolte a scuola con I'insegnante di sostegno e vanno a produrre una
sorta di quaderno interattivo. Le tematiche affrontate sono relative al mondo dell'equitazione;
affiancano e supportano la terapia, consentendo un lavoro coordinato con la scuola sugli obiet-
tivi perseguiti in campo (orientamento spazio-temporale; pertezionamento dello schema corpo-
reo; conoscenza degli ambienti e dei cavalli;...). Le unitd didattiche sono consegnate al termine
di ogni incontro di R.E. e riconsiderate durante le sedute successive per valutare i progressi nel-
l'apprendimento. L'insegnante di sostegno utilizzala comunicazione facilitata per accompagna-
re l'allievo fornendo supporto fisico ed emotivo. Per I'esecuzione degli esercizi viene utilizzato il
computer.

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?)
Efficacia dell'approccio biopsicosociale integrato all'ippoterapia con pazienti psicotici

Obiettivi e attiviti

Tabella descrittiva degli obiettivi perseguiti e dette attivitd propaste

L}3|er I rl a brgv€ trrmlne ATTIVITA'


"present'e|o*a graduati dall'amb,h*te, u$lb3arldo
accettarlom dsll'ambbnte, dsl terapista_ e del eayallo $ampre t€ e&$sr modallt* {l3ccogt**nn
-costama doll'oparatore e dsl cavallo dl riferkmsr*o
acceta:bng ?d €sec Lxllo ne del l€ afi fvttl proposte €onsegrE semptrc i e ripetule
r.rtflE I I tvt a medto tefTntne AITMIT.A'
"acctx'filenlc {tel iayallo svolts In manbra
graduakn*nle piu a $t*n ona
-esplorurbne dal campo, pr*pararlon* d*gli ss€rckl
la vora re c ul proee* s o d i separa:Jo n e I In dtv ld ua zts ne. dr svslgare
-.onduriona d*l cavafb da terra €d asccrjaiorR dagll
eserc&l clrs sara**o propstl tn *glh.
"€serekl lmitatlVi davanll alla, spece hlo
m$iloramento {sl controlft e del coordina$ento -solxtutlon* a[a lcnghlt€ dgl cavalln
cllxtbo ,€sacurlsne dagti e$arcgl e d*lla gtnnastka da t€rra
ed in selb.
p*rfa:bnamsr*o &lla n0essa ln :elb e dellr fg$a dl .nparfiror]€ ctetf* rrtont dt aasr, $nfgggjlgdi lo
drse e3a sles so selrona opqratlvo

conquista de I I'a l*onom ia nel fe rma re I cavs llo


-c*erc&ll she rgManr $e*o splrsavole lr S€rcazione
d'lnsnoblllti
I

col**uhta dt co$petan:e rekslonall e g$$tlo|rs .*$€rCizl ln $etbns


dell'affettiyltl .rl*hicsta di att€mbrF durant€ l* fasi dl saluto con oli
operatorl e rlcornp*nca par ll cavalkt
aequs$ll0rp dl compotsfi:€ loghr]e d| aass .esercitalbni i$ sampo s a gt*ol$ sulla b3se delle
setledd lsorkh€ pro!,oste
u6tt I Iryt a tungo termlne ATTTVITA'
-pas$agg&o dalla r*llerailana accompagnata dell€
acquisinicno dl xenplkt nozioni 6 compet€nrs
sp*cifiefx di tse nkr sanastre al|onl da apprendere *ll'esceurione tramite consegn€
verball, rttravergo *n gnad*ab albntanamento
{all'6paratore
p€rf*:ionrrnanto d*llo sehema corporso e d*lla €nnasr|'a m s€na
bteralrcra:isrle -lndhktua:io$e &lla parfi &l proprio corpo e del
cavaflo, dbting{rsn*o tra d€$tra e slristra. segu€Bdo
b indkailonl verbsll ds ll'operatore
"prsFarartofis al€gll eserehl sul carnpo $egu€*do
mbllorananto d*|l'orienlrmants a $trufiursrioile cans€grl€ ver!'all
spxl&temporab -cofidrrrlorp del eayalls in modo plu auto*omo alla
bnghlna e p*ssaggtc ds['lppotsraph aila
Rieducaelone Equestra
costru*)n€ dl url aut€rltko l€gsma emsllyo vsrso - aecudmsmo e prsparatbn* degli esercbl {ra
I'ailro da $6 e miglloramanto $ell'lntegraalon* soclale svoScre in phcoli gruppi, lavoro ln se$ons
- tritte l* allirrlti prspast€

Metodolo!ia
ll lavoro in campo della Terapista si d concentrato su alcuni nodi critici centrali:
Costruzione di un "settingf'accogliente ma rigoroso per garantire una cornice di riferimento sta-
bile al paziente.
Consbgne chiare ed essenziali per non entrare in dissonanza con modelli di riferimento gid con-
solidati; attesa del contatto visivo per proporre le consegne e differenziazione della tonalita emo-
tiva nel linguaggio verbale utilizzato.
Sostegno costante al paziente per aiutarlo a costruirsi la capacitd di comprensione delle richie-
ste e per assegnare un significato ai propri pensieri, azioni ed emozioni.
Garanzia della stabilitd di un riferimento fisico ed emotivo da parte degli operatori.
Valorizzazione delle esperienze ditipo percettivo basandosi sull'esplorazione dell'ambiente e del
cavallo attraverso l'uso dei canali sensoriali.

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Efficacia dell'approccio biopsicosociale integrato all'ippoterapia con pazienti psicotici

Inizialmente il contatto con il cavallo d difficoltoso senza il supporto di una mano guida esterna:
il braccio dell'operatore sembra funzionare per il paziente come un prolungamento del proprio,
valido come consolidamento della volonta.
L'assenza di una consapevolezzadei confini corporei si evidenzia nel contrasto tra la naturalez-
za e rilassalezza del soggetto mostrate in sella, ed il timore e lo smarrimento manifestati a terra
prima della seduta. Per migliorare questo aspetto ho proposto differenti esercizi di imitazione,
volti ad individuare le proprie parti del corpo e quelle del cavallo; in alcune fasi si d sperimenta-
ta I'esecuzione degli esercizi davanti ad uno specchio.
Costruzione di attivitd mirate al delicato lavoro sul processo di separazione/individuazione, nodo
centrale nelle patologie psicotiche di questo tipo. Le attivitd svolte da terra hanno avuto una fun-
zione primaria in questo senso. In molti degli esercizi proposti ci si d concentrati sulla percezio-
ne del cavallo come qualcosa di distinto dal proprio Sd. ll rapporto con il cavallo d diretto, si pro-
pongono esperienze conoscitive (per esempio I'esplorazione tattile che consente la percezione
del calore corporeo dell'animale, della consistenza e della sua forma ed estensione), fondamen-
tali per lavorare sulla consapevolezza dei propri confini corporei. Anche l'inserimento di semplici
nozioni di tecnica equestre sono lo spunto per la differenziazione tra cavallo e cavaliere.
Poich6 l'esperienza di un cambiamento genera ansia, si sono proposte semplici attivitd per ini-
ziare a lavorare su questa criticitd, per esempio l'occasionale sostituzione del cavallo.
Awiamento del passaggio dalla fase di lppoterapia a quella di Rieducazione Equestre dove com-
paiono i rudimenti della conduzione autonoma del cavallo. Comprendere che esiste I'altro da 56
presuppone l'esistenza di un Se; il raggiungimento di questo passaggio evolutivo fondamentale,
comporta la presa di consapevolezza di essere attori delle proprie azioni e di poter intervenire
sull'altro per modificarne le reazioni ed il comportamento.

Conclusioni
ll paziente ha manifestato, a suo modo, motivazione ed impegno in tutte le attivitit svolte.
L'acquisizione di alcune competenze di tecnica equestre, rendono possibile e auspicabile il futuro
passaggio dalla fase di lppoterapia a quella di Rieducazione Equestre.
Alcuni progressi si sono evidenziati nell'interiorizzazione dello schema corporeo, nell'autonomia di
movimento nello spazio e nella capacitd di organizzare e portare a termine semplici compiti.
La conquista di competenze relazionali e, owiamente, un difficile e lungo percorso, cosi come la
costruzione di un autentico legame emotivo verso l'altro da 56.
Durante il cammino compiuto con G. ho compreso quanto fosse importante aiutarlo a costruirsi la
capacitd di comprendere le richieste ed assegnare un significato alle proprie emozioni e pensieri.
La ricompensa verbale d sempre necessaria, per rinforzare le azioni e fornire una costante confer-
ma: il paziente si annulla nel momento in cui viene a mancare il supporto fisico ed emotivo. Emerge
con chiarezza la sua tendenza ad ulilizzare l'/o dell'altro come lo ausiliario: la componente simbio-
tica d spesso presente e si evidenzia nel rapporto con l'insegnante di sostegno.
Considerata la quasi totale assenza di reale capacitd di investirnento in relazioni affettive sane, un
vero tiaguardo terapeutico sarebbe il raggiungimento minimo di tale obiettivo, ossia la capacitd di
percepire un legame emotivo verso l'esterno, l'altro da 56. Tuttavia, le maggiori autonomie di base
e la possibilita di nuove aperture relazionali sono i presupposti fondamentali per una progressiva
integrazione sociale.
Questo percorso d stato molto stimolante e coinvolgente, e avendo lavorato a lungo con ii pazien-
te,ho potuto percepire il suo lento progresso soprattutto nella sfera emotivo-relazionale. Durante le
ultime sedute G. ha accolto con manifestazioni di evidente ilaritd i miei atteggiamenti scherzosi,
elargendo sorrisi, che sembrano finalmente parte di uno scambio relazionale positivo ed autentico.

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Efftcacia dell'approccio biopsicosociale integrato all'ippoterapia con pazienti
psicotici

Percorso di un ritratto mentale con tratti autistici


Monica Biscaro, operatore di riferimento CTRE
Ruzza Gian paolo (in tirocinio) CTRE
C.R.E :A.V.R.E.S. in Nus (Aosta)
Anamnesi clinica Remota e prossirna
salvatore c. ,4 un bambino di 11 anni, nato ad Aosta it 12 febbraio lggg, a termine,
da gravidanza
lgolare., da genitori. nan consanguinei e con anarnnesi familiare p"rtoi"i" negative.
"
ll parto d eutocico; il punteggio diApgar al primc e quinto minuto "O rispettivimenje
di g e 9. ll peso
e nella norma.
Lo sviluppo posturo-motorio nel primo anno risulta normale, non vengono segnalati
disturbi del
sonno o dell'alimentazione (assume latte materno fino ai 5 mesi).
Cio che invece viene segnalato e un ritardo del linguaggio, non meglio precisato, presumibilmente
viene rilevato fin da subito, non sviluppandosi nei mooie tempi canSnici.
All'etd di 3-4 anni, in.occasione dei primi rapporti sociali viene segnalato un importante
disturbo
della reciprocitd sociale;
Alla scuola materna, si apprende che, "manifesta un atteggiamento autistico, con crisi
di pianto,
morsi pugni, si infila sotto itavoli...". Comunque sia, nello stesso periodo, evidentemente
anehe i
genitori si "accorgono" che Salvatore d poco collaborativo, e appoggiano il
bimbo al servizio di Npl
dr Aosta, al NPI dott. Voltolin, che a tutt,oggi lo ha in carico.
Lo stesso inizia una serie di valutazione che lo portano (in ordine cronologico)
a:
valutare, ai 4 anni,le competenze cognitive. Alla scala Stanford Binet risulta un el g0.
A 5 anni si evidenzia una notevole iperattivitd motoria e un'instabilita, intesa come
una riduzio-
ne dei tempi, che Salvatore dedica ad ogni singola attivita, con la conseguenza di un
continuo
passaEgio da un'attivita ad un'altra.
Nel 2007, alle matrici progressive, Salvatore d collocato al 5" percentile; vi d un peggioramento,
nel senso di un netto aumento della discrepanza della prestazione cognitiva in confronto
con i
coetanei.
Non paiologia pediatrica significativa ne acuta ne cronica.
Vengono eseguiti accertamenti diagnostici strumentali i quali non evidenziano
nulla di patologico;
tutti risultano negativi o nella norma. Faccio riferimento a:

' RMN encefalo: Normale . Aminoacidogramma plasmatico


e urinario: normali
. Esami di routine di base: normali . Acidi organici: normali
. Cariotipo: normale . Screening dismetabolismi neonatali: normale.
. Ricerca X fragile: negativa . EEG: Normale
. Funzione tiroidea: normale

Diagnosi ,.
Ritardo mentale con tratti autistici

Valutazione aspetti comunicativi, cognitivi e relazionali


Nella quotidianita, le difficolta e i disturrbi di Salvatore sono di vario ordine:
- dalla comunicazione non contestuale e non sempre significativa;
dalla ^capacitd di adattamento;
ad aspetti di disregolazione comportamentale:
" con presenza importante di fobie, angoscie, stati d'ansia (rilevabili anche a video) a mio
avviso per non contenimento emotivo e per l'incapacitd di mentalizzare;
* ed una "iperattivitd" che indico tra virgolette, in quanto non la intendo come espressione di
quadro clinico, bensi come espressione di mancanza di riferimenti oltre che in relazione
con le angoscie;

Centro internazionale del Cavallo, Druento (TO), 29 gennaio 2010


Elllcacia dell'approccio biopsicosociale integrato all'ippoterapia con pazienti psicotici

capacita attentiva ridotta.


In un'analisi specifica per aree (comunicativa, cognitiva/dell'apprendimento, relazioni), rilevo quan-
to segue:

Area comunicativa (linguaggio)


Dal punto di vista comunicativo, Salvatore sembra possedere buone proprietd di linguaggio, ma si
tratta per lo piD di una cornunicazione non significativa per contesto e contenuti.
ll repertorio d ricco ed il linguaggio fluente (conosce e canta a memoria diverse canzoni), ma diffi-
cilmente riesce averbalizzare pensieri che abbiano senso rispetto al contenuto e al contesto.
Quando ci riesce spesso risultano essere delle frasi rituali, delle "frasi fatte".
ll linguaggio di Salvatore, presenta alcune caratteristiche, quali: ecolalia immediata; l'inversione pro-
nominale e rara, c'e un'anomalia della prosadia specie per quel che riguarda l'intonazione. Infatti
salvatore d piuttosto mono tono.
Anche la mimica facciale la ritengo piuttosto povera. In alcuni contesti c'd una fissitir dello sguardo,
oppure lo stesso d sfuggente rispetto l'interlocutore. Cio si verifica specie in situazioni dove lui non
ha ancora dei riferimenti.

Area cognitiva e dell' apprendimento


Salvatore frequenta la 5 elementare, con assegnata una maestra di sostegno fin dalla prima ele-
mentare.
A mio avviso, pur senza il supporto di valori del Ql tramite test eseguiti di recente, presenta un ritar-
do mentale medio.
Non sa leggere, scrive solo copiando, conosce ma non riesce a pronunciare correttamente la mag-
gior parte delle lettere dell'alfabeto, distingue i colori, ha difficoltd a riconoscere la dx dalla sx, orien-
tamento nello spazio buono, nel tempo discreto.
Nel soddisfacimento dei bisogni (primari e secondari) e nelle attivitd quotidiane abbisogna di un
aiuto, o di una consegna per assolvere ad una necessitd.
Lo stato d'animo lo influenza molto nelle competenze acquisite. Ci sono dei momenti che e piu
disturbato e rallenta i miglioramenti. Altri dove e piu disponibile alla relazione, o all'apprendimento.
Presenta una labilita attentiva.
Non viene sottoposto ad alcun metodo psicopedagogico tipo TEACCH o altro;
Rispetto all'apprendimento scolastico non ci sono molte prospettive di miglioramento rispetto alle
competenze ad oggi acquisite.

Area delle relazioni (e regole)


Salvatore, a scuola, non partecipa al gioco, guarda solamente, ma non interagisce.
Presenta un disturbo relazionale e di interazione.
Se gli parli, lui non ti guarda quasi mai, non riesce ad avere un contatto visivo, e se awiene d sfug-
ge$e, pur accettando un contatto fisico.
Anche nel rispetto delle regole Salvatore sembra deficere.

Aspetti specifici di RE
ll progetto riabilitativo in Riabilitazione Equestre, ha inizio il 6 giugno 2006, quando Salvatore ha 8
anni connpiuti. La durata dell'intervento d stata stabilita inizialmente in 2 anni, salvo nuove indica-
'zioni che si sono puntualmente presentate anche alla luce degli obiettivi fissati inizialmente.
La frequenzache d di una volta a settimana (il iunedi alle 14.30), awiene nell'ambito del progetto
PEl, ed ha una durata di40 minuti. Salvatore d accompagnato generalmente dalla maestra di soste-
gno, raramente dalla madre.

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Elficacia dell'approccio biopsicosociale integrato all'ippoterapia con pazienti psicotici

Obiettivi
Obiettivo generale : un sostegno all'interazione realmente cornunicativa e contestuale
Gli obiettivi specifici
:

migliorare l'autonomia riducendo la passivita e la dipendenza dall'adulto


prom uovere u na co m u n icazione verbale val ida, finalizzala, contestu ale
- conoscere il cavallo come altro diverso da se e lavorare sullo schema corporeo
migliorare la capacita attentiva
migliorare l'accettazione delle regole
- controllare I'impulsivita
introdurre la guida autonoma con utilizzo delle redini
- favorire la sociaiizzazione
- favorire un'esperienza ludica
Prima della seduta
Salvatore giunge al centro sempre puntuale, accompagnato generalmente dall'operatrice di soste-
gno o dalla rnadre (raramente).
lnizialmente era molto "iperattivo" fin da quando arrivava al centro, era da contenere e da far rima-
nere al suo "posto", specie nei momenti di attesa (infatti, correva saltava ne faceva di ogni colore,
oppure nel iavoro in campo ti parla sopra, ripete le cose)" Ora d migliorato anche se occorre ricor-
dargli le cose da fare.
Da qualche tempo si prepara indossando pantaloni, cap, scarpe, abbastanza autonomamente (nel
senso che non si fa vestire come invece succedeva all'inizio, eccezion fatta per le ghette), pur
necessitando di indicazioni/consegne verbali.
Ora appena pronto, attende in club house alla vetrata guardando l'attivitd che si sta svolgendo in
campo e salutando gli operatori.
Generalmente, quando sono presenti tirocinanti o nuovi operatori Salvatore dimostra difficolta di
adattamento.

Metodologia
Salvatore d passato da una fase di ippoterapia con 2 operatori a fianco e iniziale uso di maniglia tra-
pezoidale media, ad ippoterapia con redini in mano ed un unico operatore a fianco, fino a raggiun-
gere la guida autonoma. Tutto cio al passo e al trotto. Poi in seguito ad una caduta all'inizio de,
2008, c'd stata una regressione del grado di competenze acquisite nella guida autonoma, ed ora, d
prevalentemente in ippoterapia con un operatore, redini in mano, e si sta lavorando per riguadagna-
re la fase di rieducazione eouestre.
La caduta e avvenuta durante la guida autonoma al passo; il cavallo spaventato ha fatto un tempo
di galoppo fermandosi subito. Salvatore che evidentemente aveva perso l'equilibrio, a cavallo pra-
ticamente fermo e caduto in terra.
La caduta da par suo, ha avuto 2 effetti. Uno positivo in quanto la capacitd attentiva, da quell'epi-
sodio d dScisamente aumentata. Salvatore ha potuto operare un esame di realta ed ha esperito il
"se mgschino".
ll secondo risvoltd d stata la regressione nelle competenze fin li apprese in particolare alla guida
autonoma, con un passo indietro anche nella relazione che si era instaurata con il cavallo e il con-
comitante insorgere di nuove angosce e fobie, seppur di piD "facile gestione", che ad oggi lo frena-
no nell'eseguire il trotto, anche se condotto alla lunghina.

Cavalli
Salvatore nel corso dei tre anni di RE ha utilizzato praticamenie quasi tutti i cavalli a disposizione
del centro. Inizia con Estelle quindi king, poi Mr. MG, Ringo e Clory.
lnizialmente il cambio di cavallo "disturbava" Salvatore il quale comunque non sembra aver mai
avuto un oppositivitd forte o importante.

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2',1
Effrcacia cbll'approccio biopsicosociale integrato all'ippoterapia con pazienti
psicotici

Un aspetto interessante, considerato il percorso riabilitativo di Salvatore,


e stata a mio avviso la pre-
ferenza che, lo stesso, esprime verso un cavallo, King. Cavailo che usa prevalentemente,
nonostan-
te lo infastidisca il continuo movimento della testa, ad avvalorare l'idea che d
una reale preferenza
(per altro d il cavallo dal quale e caduto). Da un anno Salvatore utilizza
Clory, cavallo pony meso-
morfo, ed in quanto tale, senza un movimento prevalente sugli altri (nel
senro dei movimento ante-
ro-posteriore, latero laterale, e verticale).
Di buon carattere ed indole, seppur non "spento", ma piuttosto attivo con un
buon passo.
Bardatura
King, (e comunque qualunque cavallo moniato da Salvatore)viene bardato
con sella Elisa (ora priva
di maniglia), testiera classica con filetto snodato come imboccatura e redini colorate, specie
da
quando si e iniziato a lavorare aila guida autonoma. L'uso delle redini
colorate lo facilita nella pren-
sione all'altezza corretta e quindi lo aiuta a migliorare le competenze della guida autonoma.
Al di la delle competenze acquisite, I'impugnatura delle redini e buona e fun-zionale.

Salita e discesa
Salvatore dal20O7 sale ai centro con l'aiuto della gamba, e nel corso del tempo ha affinato
anche
la tecnica e le abilita. La discesa awiene sempre dal2OO7 al centro in parziaie
autonomia perch6
abbisogna, specie nella discesa, sempre di consegne verbali (c'd invece una autonomia
funzionale
nel gesto). Con difficolta ricorda la sequenza corretta; anche qui dei miglioramenti
sono awenuti nel
tempo. Nei primi mesi, all'inizio del progetto riabilitativo, la salita e discesa di Salvatore aweniva
alla
pedana. Saliva con piede nella staffa e scavalcamento posteriore e scendeva
con scavatcamento
anteriore.
Un aspetto determinante in questo approccio alla salita e alla discesa era la "paura,,del
cavallo, spe-
cie della sua testa che lo frenava decisamente nell'awicinamento.

Postura
ln sella Salvatore assume una buona posizione, anche se di tanto in tanto
occorre correggere la
postura degli arti inferiori perch6 tende a spostarli indietro per paura
che il cavallo ,,lo rnorda,,. Non
a caso, la paura del cavallo , e indirizzata soprattutto alla testa o comunque alla parte
anteriore del-
l'animale. L'arretramento delle gambe, generalmente si evidenziava maggiormente
nelle fermate e
in prossimita degli angoli quando il cavallo flettendo la testa all'interno si "avvicina,,
maggiormente
alia gamba interna.

Dopo la seduta
Al termine della seduta, Salvatore d arrivato per gradi (non d stato facile), porgere
a autonomamen-
te lo zuccherino al cavallo fino a baciarlo volontariamente sul naso.
ln questo gesto apparentemente banale si cela, a mio awiso buona parte
del significato della bontd
deltr&ttamento riabilitativo, e dei risultati raggiunti da Salvatore che nelle conclusioni
andro ad ana-
lizzare piu nel dettaglio

Attivitd di governo
Proposta con gradualitir per il timore che aveva degli animali, ha iniziato a svolgere
con successo
il lavoro in scuderia. Dimostra interesse e ricorda di volta in volta le nozioni apprese.
Cdn questa attivitd, ha potuto esperire il "passaggio dall'essere accudito, all,accudire,,
Proposta anche con l'obiettivo di lavorare sulle prassie (avendo difficolti a memorizzare
le sequenze)
Salvatore si dimostra interessato a condurre ii cavallo a mano (e lo richiede
spesso);

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Efficacia dell'approccio biopsicosociale integrato all'ippoterapia con pazienti psicotici

Conclusioni
4spetto Equestre
Ad oggi le competenze tecniche prettamente equestri acquisite da Salvatore, sono le seguenti:
' Salita e discesa secondo i canoni dell'equitazione;
' lmpugna le redini in maniera corretta e funzionale
' Sollevamenti sulle staffe;
' Riconosce le lettere del campo, riesce ad individuarle, ma non sempre d in grado di pronunciar-
le correttamente;
' Su indicazione verbale effettua fermate e ripartenze e figure di maneggio semplici (cambiamento
diagonale, longitudinale, trasversale al passo. Altrotto, ora, solo con maniglia;
' Lavorare sulla guida autonoma ma in seguito a caduta, c'd stata una regressione rispetto a que-
sto obiettivo, sul quale sistd tornando rispettando i suoitempi, legati alla paura per il ricordo del-
I'evento.

Aspetto Psichico
Alla luce dell'osservazione da me effettuata, dai dati raccolti, e dai contributi video filmati analizza-
ti. e piuttosto evidente come i progressi di Salvatore siano stati importanti e significativi.
Se consideriamo I'obiettivo generale, e se riprendiamo in esame gli obiettivi prefissi dall'equipe,
all'inizio del suo percorso riabilitativo, notiamo come tutti siano stati perseguiti.
Salvatore partecipa alla seduta fin dal suo arrivo con entusiasmo e con un ruolo attivo, dimostran-
do interesse per il cavallo, per il suo stato di salute, per I'attivitd che si presta atare, anche con
comunicazione significativa e contestuale. E piuttosto partecipativo anche senza ricevere conse-
gne verbali.
La capacitd attentiva d sensibilmente migliorata, come anche I'aggancio dello sguardo con gli ope-
ratori, non solo con quello di riferimento. Anche la capacita di adattamento d migliorata, cosi come
si e ridotta I'impulsivita.
La disregolazione comportamentale d notevolmente ridotta sia in termini di angosce, e paure verso
tra componente degli elementi animati (nel caso specifico cani e cavalli), sia di "iperattivitd" specie
nei tempi di attesa, dove anche con minime indicazioni verbali rispetta le regole e le consegne.
Suddetti miglioramenti ritengo siano in relazione all'acquisizione di riferimenti da parte di Salvatore,
che all'inizio mancavano, in virti di un ambiente nuovo per lui, non conosciuto, con l'ovvia conse-
guenza di reazioni d'angoscia, fobie, "iperattivita" anche per I'incapacitd che ha di mentalizzare.
ln seguito, grazie all'acquisizione di riferimenti, in un luogo divenuto per lui "famigliare", e grazie
anche ad un percorso con il cavallo e arrivato a maturare un'esperienza relazionale passando,
prima, attraverso un'esperienza senso-motoria (quindi con un dato percettivo), e poi per l'esperien-
za cognitiva (owero della consapevolezza).
A riguardo (guardando il video), tangibili sono i vari progressi compiuti da Salvatore in vari versan-
ti, dove si apprezza come riesca a superare dei sui "limiti".
Ecco allora- che in un contesto cosi, d con questi presupposti, anche quelli che possono essere dei
tratti autistbi, sono notevolmente sfumati da consentire un comportamento di Salvatore adeguato al
contesto.
L'apice di questi risultati, owero il momento clou di questa analisi, in osservanza anche all'obietti-
vo generale posto, lo si puo osservare oggettivamente anche a video, quando Salvatore a cavallo
instaura Con lo stesso un dialogo, significativo per contenuto e contesto.
Rispettg a cosa poi Salvatore di questo percorso si porti con "se", quindi gli eventuali risvolti positi-
vi ricadenti nella sua quotidianitd, ritengo li possiamo ritrovare in una analisi compiuta nell'ambito
del PEl, quando riferiscono che i miglioramenti conseguiti sulfronte del rispetto delle regole, e nelle
relazioni e interazioni sociali, si iniziano ad apprezzare anche in contesti "nuovi" per Salvatore, dove
quindi la sua capacitd di adattamento viene "messa alla prova".

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Effrcacia dell'approccio biopsicosociale integrato aif ippoterapia con pazienti psicotici

Mutismo selettivo: tra risultati e suggestioni patogenetiche


in corso di riabilitazione equestre
Nadia Arezzo Operatrice di Biabilitazione Equestre
Centro per le attivitd e terapie assistite dagti animali "D: Divella" di Rutigliano
(BARt)
n ad i a. arezzo @ h otm ai I. it

Abstract
Verra presentato il caso di una bambina di 10 anni portatrice di una grave forrna di mutismo selet-
tivo.
ll mutisrno selettivo e una patologia dell'eta evolutiva che presenta un alto rischio per lo sviluppo di
patologie psichiatriche franche anche gravi tipo i disturbi psicotici. Non ci sono in letteratura inter-
venti sicuramente efficaci verso il disturbo che, quando non presenta una evoluzione spontanea dl
tipo positivo, puo appunto esitare in gravi patologie.
ll percorso di riabilitazione equestre ha senz'altro permesso alla bambina in esame il mantenimen-
to di un buon adattamento al contesto, ha sollecitato ed ottenuto forme alternative di comunicazio-
ne anche se limitate all'extraverbale ma, I'osservazione attenta della piccola durante tutte le fasi del
lavoro, ha fatto ernergere alcune ipotesi interpretative di tipo patogenetico che saranno esplicitate
nel corso della presentazione.

Introduzione
Da piccola con la fantasia inseguivo gli unicorni. Cggi anche se sono cresciuta la loro leggenda conti-
nua ad affascinarmi. La mia infantile ricerca e divenuta la ricerca reale di una "capacitd di innocenza".
Questo sentimento l'ho ritrovato nel concreto legame che nasce lra ragazzi diversamente abili e
cavalli.
Proprietaria di un morello al quale sono profondamente legata ed assistente in una Associazione
per questi ragazzi. oggi miei cari e leali amici, ho scelto, frequentando un corso a Rutigliano pres-
so il Centro per le Attivita e le Terapie Assistite con gliAnimali "DOMENICO DIVELLA" organizzato
dalla cooperativa sociale "Ruah", di diventare testimone e OPERATRICE di quei legami curativi, in
ogni senso, che tramite la Riabilitazione Equestre possono attuarsi.
Rivolta a soggetti aventi handicap psico-fisici, componenti di quella parte di societd poco conside-
rata e conosciuta, la RE nasce come risposta sperimentale alla sentita necessitd della loro integra-
zione sociale e di un raggiungimento di una migliore qualitd di vita e di benessere anche per le loro
famiglie che ii assistono costantemente con la fissa preoccupazione del loro futuro da disabili soli"
Ecco allora la fondatezza delle Attivita Assistite con gli Animali, in centri e contesti idonei ad una
Riabilitazione psico-fisica. Si d venuti a conoscenza, infatti, da studi ed approfondite osservazioni che
tl contatto con un essere vivente di specie animale, favorisca un miglioramento psico-motorio in tali
soggetti come in individui sofferenti di depressione o di blocchi di origine emotiva. Soffermiamoci nel
nostro caso ai benefici che i cavalli ed il lavoro con essi apporterebbero ai disabili.
Attualrfrente non vi sono enti e leggi in vigore che regolino ia RE ma solo normative e decreti, come
CARTA MODENA e il decreto Sirchia, che riconoscono l'efficacia terapeutica di tali attivita nella tute-
la dell'animale.
ll cavallo d un animale particolarmente predisposto allacollaborazione con l'uomo e molto sensibi-
le e percettivo. Attraverso il contatto fisico con essi, il soggetto diversamente abile viene a piD con-
creta conoscenza del mondo dell'essere vivente, delle sue esigenze, delle "diversitd" e rientra a
contatto con la realtd circostante dal quale spesso si estromette. Acquisiscono cosi consapevolez-
za del loro S6, della loro possibilitir di inserimento nella collettivitd stessa o anche solo in un grup-
po mirando ad una minima autonomia ed autostima.
Questi gli aspetti positivi della RE riconducibili alla sfera emotiva e psichica dei soggetti. In quella
fisica e di concreto iavoro il cavallo, inoltre, ha la capacitd tramite le sue diverse andature, passo,
trotto e galoppo e quindi attraverso un movimento tridimensionale e sinusoidale, di sostituirsi in

Centro internazionale dei Cavallo, Druento (TO), 29 gennaio 2010


Efficacia dell'approccio biopsicosociale integrato all'ippoterapia con pazienti psicotici

maniera efficace e sincrona ai moti deambulatori e coordinati generali assenti nei soggetti
con gravi
deficit corporei, e riduce notevolmente, sempre mediante le sue rnovenze e con I,auiilio degli
6ser-
cizi specifici, stereotipie o atti compulsivi spesso anche auto e/o etero le sionisti.
ll cavallo diviene dunque il "prolungamento" degli arti del paziente e come tale puo rendere possi-
bile il loro controllo come il loro uso, diviene la possibilita concreta di uno stato, se pur minimo, di
efficienza e mediano con il quale il soggetto stesso puo adoperarsi per "vincere" i propri handicap.
Diventa tranquillante naturale e con il suo passo, basculante e cadenzato dagli stessi ritmi del
ba1-
tito cardiaco umano, porta un rilassamento muscolare e una quieta concentrazione per loro
sempre
difficili da raggiungere.
E da specificare che importanti, per il concretizzarsi di tali benefiche dinamiche, sono la
scelta mor-
fologica e caratteriale del cavallo in base alla patologia di ogni singolo soggetto e il suo benessere
psico-fisico che deve sempre e comunque essere tuteiato, dato che sottopJsto a numerose
e stres-
santi ore di lavoro.
Dunque le ore di RE, svolte con assidua costanza del paziente e professionalita degli operatori e
dell'intero team (psicologi, psichiatri, fisioterapisti, tecnici, palafrenieri ecc), mirerebbero a tali
obbiettivi, dopo una approfondita conoscenzada parte del direttivo del centro, che ha ritenuto fatti-
bile la presa in carico del soggetto dopo un periodo di prova, della cartella clinica e dell'anamnesr
del ragazzo stesso, dei punti essenziali di partenza, delle indicazioni ed eventuali prevenzioni evi-
tando cosi di non incorrere in rischi e controindicazioni del percorso riabilitativo intrapreso. Tutto cio
agevolato attraverso batterie di test da somministrare anche alle famiglie che verranno cos'
anch'esse sostenute e seguite per una migliore evoluzione dell'intervento di riabilitazione.
E da sottolineare il concetto che non si puo parlare di RE senza animali adatti e desensib ilizzati
senza una struttura ed un team adeguato, senza metodologie e tipologie di intervento ben stabilite
ed idonee e in assenza di un periodo di continuitd terapeutica consistente.
ll percorso di RE si divide in tre fasi o metodologie di intervento terapeutico:
La prima, definita "lppoterapia", comprende l'approccio iniziale al cavallo e al suo ambiente, si svol-
ge quindi prima a terra e successivamente sull'aninnale accompagnato da un istruttore, per impara-
re gli elementi base dell'equitazione senza pero guidarlo attivarnente.
La seconda, chiamata "Rieducazione equestre e volteggio", si svolge a cavallo con l'intervento
atti-
vo del soggetto, sotto il controllo del terapista, e mira a raggiungere quegli obiettivi tecnico-riabilita-
tivi specifici secondo il programma terapeutico prestabilito per quel paziente.
Late'za fase, detta "Equitazione sportiva per disabili", rappresenta il raggiungimento di una notevo-
le autonomia del soggetto, con possibilita di svolgere normale attivita Oi scuCeria e di equitazione
pre sportiva, in comunione con normodotati.
Attivita a terra antecedente ed inglobata alle tre fasi sopra elencate d:
La "Tolettatura", primo passo fondamentale che il paziente deve compiere, sempre
accompagnato
dall'operatore, per creare conoscenza e relazione con il cavallo. Dopo I'osservazione ,eciprica
e
un'accurata valutazione da parte dei team della predisposizione di entrambi a familiarizzare in
sicu-
rezza (in caso contrario le attivitd di tolettatura e bardatura sono sospese) il paziente passa alla
manipolazi6ne e all'esperienzatattile, utilizzando brusca e striglia, che lo aiutano a scoprire il pro-
prio 56 e la propria collocazione nello spazio attraverso la fisicitd del cavallo stesso, ad
avvertire e
distinguere materiali, forme e colori ed a avvertire sensazioni diverse (caldo, freddo, morbido, duro,
. ' . ) che sfoceranno in atteggiamenti di piacere o rifiuto, curiositd
o incertezza e disagio
Queste metodologie vengono applicate da ogni operatore a terra corne a sella, in campo come non
in ogni caso di diversa patologia a lui affidato"

Patologia e metodologia d'intervento


Durante il corso in questione mi d stato sottoposto il caso di Nicla e del mutismo elettivo, blocco
emotivo e relazionale di origini sconosciute. Bambina di dieci anni, Nicla si presenta apparentemen-
te normale dal punto di vista cognitivo e di sviluppo di capaciid motorie ma in realtd e fortemente
condizionata dalla completa assenza di capacita di porsi in relazione, soprattutto tramite il canale

Centro internazionale del Cavallo, Druento (TO), 29 gennaio 20.10


Efficacia del1'approccio biopsicosociare integrato ail'ippoterapia
con pazienti psicotici

verbale, con il mondo sociale che la circonda. Nell'ambito


familiare questo disagio psicologico e
meno manifesto' E arrivata al centro tramite convenzione
e richiesta dell'unitd sanitaria Locale ner-
l'ottobre del2008 ed d partita, nelsuo percorso riabilitativo,
con un livello diattenzione, cooperazio-
ne, prestazionale e motivazionale discreto. ora ha raggiunto
una buona autonomia a cavallo, aven-
do osservato, compreso e memorizzato esaustivamente le
norme basilari Jell,equitazione genera-
le' svolge in campo, a terra come a sella, correttamente
tutti i tipi di esercizi, mantiene una giusta
ed equilibrata postura e risponde adeguatamente ad ogni richiesta
verbale formulatele. Quindi il suo
livello motivazionale e parimenti presiazionale hanno -onseguito
un visibile miglioramento, deducr-
bile dai dati riportati periodicamente nella sua cartella critica
ma le mancate capacitd di relazioni,
socializzazione e normale verbalizzazione sono ancora presenti
ed accentuate.
Nel complesso la situazione clinica e stabile senza piccrri
negativi o positivi ma ancora poche sono
le reazioni che in un comune soggetto sarebbero innate
ed istintive tipo sorrisi, carezzee contatto
spontaneo con il cavallo, manifestazioni di ansie o paure, tutte
sintomatiche di una minima ricerca
di comunicazione e di reiazione istaurate con persone o anche
solo con l,animale stesso.
Ho scelto per lei un piano standard di lezione individuale
in autonomia con la preferenza di un cavat-
lo mesomorfo e dal carattere docile ed affidabile quanto
brioso. Dopo avef istaurato un rapporto
conoscitivo ho cercato un punto di contiguitd caratteriz zato
da una comunicazione semplice e mira-
ta con Ia continua ricerca del suo sguardo e del sincronismo
del contatto visivo con la richiesta ver-
bale' Ho cercato di coinvolgerla con frasi dirette anche interrogative
ma mode rate tinalizzate a lavo-
rare insieme sul linguaggio senza maiportarle disagio o sottoporla
a inutili e controproducenti sol-
lecitazioni negative' Le ho inoltre manifestato ,n atteggiamento di incitamento sito a fai.ie
"oitinro ho lavorato fiduciosa
awertire la rnia presenza attiva accanto a lei e soprattutto
e con la speranza
di poter diventare per lei quasi "un'amica" o per lo meno
una figura capace di conquistare il suo inte-
resse' rassicurandola e aiutandola ad aprirsi all'amore
e alla gloia che possono scaturire anche solo
da una earezza data al cavallo, dai suo calore e da quello
di un contatto umano con chicerca di air.r-
tarla' e di come sia importante e bello poter e voler manifestare
e condividere con gli altri tali sen-
sazioni.
Pochi perd sono stati i riscontri.
Le azioni del suo corpo sostituiscono a pieno il linguaEgio
verbale e le mie parole o gesti non sono
mai sfuggite alla sua curiositd motivata perd non soriiar
basilare oisogno'-Ji conoscere e sapere
ma soprattutto da un'eslgenza quasi ossessiva di comprendere
subito tehie richieste per non ince-
dere nel bisogno di formulare domande di delucidazione
o conferma che mai riuscirebbe ad ester-
nare.
con l'ausilio di ulteriori protocollidivalutazione si proseguird
al monitoraggio del suo andamento ria-
bilitativo.
obbiettivi del progetto: migriorare ir funzronamento grobare
deila bambina.
Consapevo lezza corpor ea;
Concjuzione corretta del cavallo;
Atteggiamento di relazione verso l,operarore;
Autondmia ed inserimento rispetto at gruppo;
Atteggiamento di relazione verso il cavalto;
Raggiungimento di capacitd di normale verbalizzazione.

Risultati
sicqramente Nicla, grazie al percorso di RE che con continuita
terapeutica sta portando avanti, ha
raggiunto miglioramenti per lo meno sotto l'aspetto di una
minima apertura psichica verso nuovi
interessi quali l'equitazione stessa o per lo spoit in genere
data la sua richiesia ai genitori di poter
ora anche inserirsi in un corso di judo.
Questo, ad esempio, non pud cfre rilevare un suo cambiamento
dallo stato iniziale del percorso,
dove imponeva alla famiglia il rifiuto netto psico-pratico di qualsiasitipo
di attivitd o proposta, ao oggi

centro internazionale del cavallo, Druento (To), 29 gennaio 2c10


Efficacia dell'approccio biopsicosociale integrato
urll'ippoterapia con pazienti psicotici

dove 6 presente questa, se pur piccola, importante


manifestazione di voiontd, impresslone ed inten_
lo che riduce almeno un po' i suoi tratti ansiosi-depressiviL
ta coiloca in un ambito nuovo nel quale
sara ulteriormente stinrolata a raggiungere gii obbiettivi
sopraelencati ed essenziali al miglioramen-
to delia sua qualitd di vita sopratGto jociale.
Nel corso dell'intervento la minore ha evidenziato
marcate difficolta a carico dell,iniziativa motoria
rlsposta a sollecitazioni ambientali provocate in
o anche ditipo casuaie: era evidente ii disagio
fronti p' es', della staffa pii corta, ma non era grado neicon-
'
in altri atteggiamenti ilcomportamento
in di verbalizzare la cosa, ecc. In questo ed
di Nicla era riolto simile a.quello dei bambini autistici
fronti dei quali saranno necessari ulteriori studi per nei con-
oetinire meglio Ie somiglianze e le differenze ar
fine di progettare interventi riabilitativi piD adequati.

Conclusioni
In conclusione l'operatore deila Riabilitazione
Equestre d colui che proget la, realizzae valuta
venti di riabilitazione equestre pet ragazzi con disabilita inter-
motorie e/o cognitive e/o affettive-relazio_
nali.l
COME COMPAGNO DI VIAGGIO PARTECIPAAL
LORO PROCESSO DI CRESCITA E LI CONDU-
CE VERSO UNA SCOPERTA GRADUALE E MERAVIGLIOSA:
L'INESAURiBILE FEDELTA' DEL LORO AMICO CAVALLO.

WEBGRAFIA

Centro rnternazionale del Cavallo, Druento (TO), 29 gennaio


2010
Efficacia dell'approccio biopsicosociale inte-erato all'ippoterapia con pazienti psicotici

Centro internazionale del Cavallo, Druento (TO), 29 gennaio 2010


44
Sessione 3
Efficacia deil'approccio biopsicosociale integrato all'ippoterapia con pazienti psicotici

Efficacla dell'approccio biopsicosocrate integrato


all'ippoterapi.a con pa,?ienti psicofi ci
Bisacco F.r.Bengero D.z, Bisacco G.

Introduzione
Gia nel 1983 una ricerca condotta dai due tra ipiir prestigiosi esperti di terapie psicosociali (lan
R.H' Falloon e Robert P Liberman - Schizophrenia Bulletin, 1983, 4.), si concludeva con il seouen-
te enunciato:
"'..v'i sono prove crescenti secondo le quali interventi psicosaciati basati sut modeilo
<stress-diatesi> della schizofrenia potenziana l'efficacia dei farmaei ne!la terapia a lungo termine
della schizofrenia. Le battaglie ideologiche che miravano a rnettere in contrasto i relatiii meriti dei
farrnaci e della psicoterapia sono state sostituite da sforzi per combinare gli effetti pasitivi di entrarn-
bi" La scelta della combinazione clinicamente ottimale d determinata da in'attenta valutaziane delle
caratteristiche della menomazione del paziente, dai suai punti forti e dai suoi punti deboti a tivet6
di personalitd premorbasa, dai potenziati agenti stressanti e di supporto ne1'ambiente det paziente,
dalla farrnacocinetica e dalla risposta individuate alla dose di ogni specifico neurolettico. lnterventi
che si rivalgono a specifiche menomazioni, disabilita e disturbi ne! funzionamento del paziente e,
che forniscono un training strutturata per innalzare la capacitd del paziente a far fronte eificaeemen-
te alle difficoltd nel suo ambiente, appaiono pid efficaci dette tradizionali psicoterapie psicoanaliti-
che, e possono rendere capace il paziente ad adattarsi atta vita delta eornunita con meno neuralet-
tici, eliminando cosi tutti i relativi rischi a lungo termine che questifarmaci comportano. Vi sono alcu-
ne prave che i farmaci antipsicotici possano, alcune volte, ridurre ta capacitd di apprendimento dei
pazienti schizofrenici, ma questo effetta probabilmente e evidente solarnente quando sono usati alti
dosaggi dei farmaci" Alcuni reperti recenti indicana i vantaggi potenziali di dosaggi bassi, o persino
intermittenti, specialmente in combinazione con interventi tesi a ridurre gli stresi. Non e pii0 sufft-
ciente semplicemente reprimere isintomi floridi delta schizofrenia. lfarmaci da soti non"possono
promuovere I'acquisiziane di nuove abilitd (skills) interpersonali o innalzare il comportamento di
adattamenta. Sono necessari interventi psicosociali per migliorare la competenza sociale e per for-
nire una efficiente riabilitazione del paziente schizofrenico a una vita sociale nella comunita".
Negli ultimi 25 anni, una grande mole di ricerche ha condotto gli psichiatri al progressivo abbando-
nc delle posizioni antitetiche tra biologisrno e psicogenetismo, consentendo il riconoscimento che
l'emergenza della malattia mentale pud essere ricondotta ad una serie di evenienze biologiche, psi-
cologiche e sociali, all'interno di un modello basato sul concetto di vulnerabilitd/stress.
Rispetto alle affermazioni dei due autori, riteniamo che oggivadano fatte due importanti precisazio-
ni' Per quanto concerne il rnodello "stress-diatesi" Perris nel suo volume "La psicoierapia cognitiva
nel paziente difficile Metis Lanciano, 1994", ha ampiamente dimostrato non essere corretto
utilizza-
re un concetto rigido come diatesi- crod di una predisposizione all'insorgenzadel disturbo collega-
ta ad una qualche presunta debalezza struttul.ale dell'individuo. Appare oggi infatti acclarato che la
sogli4 di vulnerabilita, conre si deduce dalla clinica e dalla psicopatologia, varia ampiamente duran-
te il Cdrso della vita della persona, proprio in relazione alle reciproche Tnfluen ze tra eventi stressan-
ti sul piano fisico, psichico e sociale.
Se poi il versante farmacologico d molto diversificato, gli interventi surl rrersante psicosociale, quan-
do sono messi in atto, perlopiu non sono differenziati e vengono applicati, a seconda delle poten-
zialita di ogni Servizio ad una classe Eenericamente definita di "pazienti psicotici".
Lo "stato dell'arte" ci consente invece ditrattare specificamente sia pazienti affetti da psicosi (se fac-
ciamo riferimento all'asse 1 del DSM lV) sia pazienti con disturbo di personalitA (se facciamo riferi-
mento all'asse 2 del DSM lV).

1 Centro lnternazionale del Cavallo.


2 Universitd di Medicina Veterrnaria di Torino

Centro internazionale del Cavallo, Druento (TO), 29 gennaio 2010


46
Efficacia dell'approccio biopsicosociale integrato all'ippotempia con pazienti psicotici

Scopo del progetto


Scopo del progetto di ricerca - azione attuato presso il Centro Internazionale del
Cavallo d la valu-
tazione dell'efficacia dell'ippoterSp^ia in pazienti affetti da psicosi cronica o da disturni
Oi personaiita
seguiti dai servizi territoriali dei DSM Asl di Tor.ino 2 e 3.
La caratteristica che consideriarno innovativa nella presente ricerca d la seguente:
mentre tutti itrar-
tamenti-di sostegno psicosociale (token economy, social skills training, psiJoeducazione)
sono inOi-
rizzati alla riduzione dello stress mediante interventi sulle relazioni con l'ambiente
esterno ed even-
tualmente sul rinforzo della gratificazione, qui si formula l'ipotesi, peraltro impiamente
Oimoitrita
nella letteratura che concerne altre patologie di individui in ela intaniiie o adolescenziale,
che la rela-
zione che nasce dal lavoro con il cavallo, si articoli su di una ben piil complessa serie
di funzioni
inerenti alla personalita.

Obiettivi
ll progetto si sviluppa in due fasi principali e precisamente:
1' fase "a terra" - in questa fase si sviluppera il rapporto con ii cavallo attraverso manualita svolte
da terra finalizzale all'ottenimento dei seguenti obietiivi:
a) Migiioramento delle modalita di rapporto
b) Miglioramento delle dinamiche affettive
c) Miglioramento delle competenze cognitive ed identificazione di deficit persistenti
d) Individuazione di un'eventuale relazione tra entitd del miglioramento e tipologia di disturbo
Alla luce del confronto tra i risultati attesi e quelli ottenuti, e tenendo conto dell'attitudine di ciascun
paziente e del desiderio di continuare la reiazione con il cavallo, verra individuato
un gruppo piu
ristretto di pazienti da sottoporre alla seconda fase.
2o fase "a cavallo" - questa fase si svolge successivamente, aggiungendo alle esperienze prece-
denti altre attivitd svolte in sella con i seguenti obiettivi:
a) mantenimento della situazione acquisita
b) miglioramento cilnico - miglior controllo della sintomatologia in assenza di significative
modificazioni della terapia farmacologica
c) riduzione dorl: terapia farmacologica durante l,esperienza
d) riduzione della frequenza dei ricoveri
e) autovalutazione del livello di soddisfazione individuale

Raccolta e analisi dei dati


I dati raccolti nel corso dello studio sono i seguenti:
' Gambrill & Richey Assertion Inventory - Abilita sociaii
'Toronto Alexithymia scale T.A"s -20 - somatizzazione
' SCL - 90 - Sintomatologia
" SF - 36 - euatirir OeiliVita
La raccolta dei dati significativi awerra secondo Ie seguenti modalita:
Tg - comprensione del soggetto nella sua totalitd med-'iante una serie di test proiettivi, cognitivi e di
valutaziope personalita
della con I'obiettivo di integrare ia diagnosi psicfiiairicl tramite un ipproccio
ornamtco:
tlesso metodo verrd valutata la situazione attuale di ciascun paziente dopo quat-
ltro :Ia _ ?of .l9
mest ed al termine dell'esperienza.
Una raccolta di dati che si ritiene potrd essere significativa ai fini dello studio, sard rappresentata
dal seguente strumento:
al termine di uno dei due incontri settimanali gli operatori equestri compileranno una scheda di
valutdzione della modalita di relazione del binomio pazlente-cavallo;
I dati relativi al paziente vengono inoltre messi in reiazione alla reatiivitd del cavallo
valutata in una
scalada 1a4:
. nell'atteggiamento nel box/ incontro con il paziente
. nella reazione al contatto/ pulizia
. nella conduzione a mano/svolgimento degli esercizi

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Efficacia dell'approccio biopsicosociale integrato all'ippoterapia con pazienti psicotici

Per ciascun paziente verra creato un profilo informatizzato con un database contenente
il materia-
le raccolto e rivisto durante gli incontri con il supervisore.

Programma ed organ izzazione

Enti partecipanti:
Fondazione Centro Internazionale del Gavallo ,,La
Rubbianetta - Druento (TO);
- sede: parco Regionale Mandria,,- c.na

"Bandolo O.N.L.U.S." - sede: via Giolitti, 21 - Torino;

Dipartimento di Salute Mentale dell'ASL2 di Torino


corso Svizzera, 164 - Torino;
- sede: Ospedale "Amedeo di Savoia',

coordinamen]g del Dipartimenti di salute Mentale dell'ASL3 di Torino sede: Via Martiri
XXX Aprile , 30 - Collegno; -
Luogo:
Centro Internazionale del Cavallo, parco Regionale "La Mandria
Druento (TO).
c.na Rubbianetta - -
Durata:
lofase- 5mesi aterra
2' fase - 11 mesi a cavallo
Frequenza:
2 sedute alla settimana della durata di 45'
Terapisti:
- 8 cavalli del CldC (di cui 2 di riserva)
- 12 operatori dei Dipartimenti di Salute Mentale
- 6 (+2 di riserva) operatori del centro lnternazionale del cavallo
Pazienti:
- 24 ( 12 partecipanti allo studio 12 rappresentanti il gruppo di controllo)
- di etd compresa tra
i 18 e 40 anni affetti dalle patologie sopra descritte e aventi' idoneitd fisica all'attivita equestie;
- provenienti dai servizi delle
. ASL 2 Direttore prof Elvezio pirfo
-
. ASL 3 Coordinatore dei DSM prof pier
- Maria Furlan
Risultati
Dal presente studio, attraverso la compilazione dei suddetti test e della scheda
relativa all'atteggia-
mento dei cavalli, e stato possibile ricavare dati importanti sia sugli eventuali cambiamenti
interve-
nuti sui pazienti, sia sull'idoneitd della scelta del mezzo terapeutijo.
Mentre per i primi idati sono ancora in fase di analisie pertanto non d qui possibile pubblicare
i risul-
tati, sui cavalli d stato possibile verificare quanto segue.
obbligano ad una revisione dei criteri d-i scelta del cavalo da ippoterapia normalmen-
LOatig.melsi
te appJicati.
Senza intervenire sullo screening_ che d necessario fare rispetto alle caratteristiche morfologiche
dell'animale, nel tentativo di stabilire dei.criteri di idoneitd pei il cavallo da ippoterapia, bisogni por
analizzare i fattori che maggiormente influiscono sul suo temperamento.
Questo, viene mantenuto nel tempo, durante le sedute, indipendentemente dal comportamento del
paziente e peggiora con il trascorrere del tempo. Le attivitd di grooming e piu genericamente quel-
le'svolte in spazi chiusi con il cavallo fermo non favoriscono I'aiteggiariento positivo del cavallo.
Tendenzialmente icavalli di etd superiore ai 15 anni sono pi0 coliiborativi, ma nelle attivita
svolte
all'aperto le differenze tendono a scomparire. Con il trascorrere del tempo, nonostante le
attivita
siano sempre state sempre diverse, i cavalli sono stati meno collaborativi ed alcuni di loro
hanno
sviluppato delle difese, piu per noia che per una reale necessitd.
ll dato perd forse pii rilevante d quello relativo al paziente la cui influenza non produce
differenze
significative sui cavalli. Se cosi fosse potremmo ipotizzare di selezionare tra i cavalli veri professio-
nisti della riabilitazione poiche adatti in qualsiasi ambito terapeutico.

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Efficacia dell'approccio biopsicosociale
integrato all,ippoterapia con pazrenti psicotici

Osservazioni
La raccolta dei dati relativi alle sedute ippoterapiche
risulterd abbastanza difficile e complessa per-
ch6 deve tenere conto sia.delle preitazioni
oer'cavirio,ihe
parte controllabili, che dell'equilibrio psico-fisicoGip;;.te risponde ad una serie di stimoli solo in
Ruolo fondamentale e quello'del riabilitatore in quel determinaro momento.
equeitie-inJaricato bi r"oiuru'ii'rupporto
te ed il cavailo e di supportarro nei momenti tra it pazien-
di paura o incertezza.
Risulta pertanto evidenie che, nonoiLnte l'interi
.qrip"'ria formata a svorgere ir ravoro seconoo
la valutazione oeve ie,io" .onto deue
,HlJ ffiffi,T"H:r?J,indivisa, numirose variabiri ambien-
Al fine di ottenere risultati il piu possibile oggettiv.i,
particolare attenzione d stata messa
per quanto concerne il metodo di raccolta in essere
d'di Oati.' '--"r'vv
come dimostrato dal notevol" tiotio otganizzativo
pione numericamelle. e qualitativament; necessario per impostare lo studio su
un cam-
rappresentatvo e a supporto della volontd,
nere risultati scientifici validi e propedeutici forte, di otte_
dricrre per evJntuari.urteriori progetti di ricerca,
so di affidare la valutazione e i'etiborlzione si d deci-
gnostica.
oeiolti u pJ*onare esterno speciarizzato in psicodia-

Bibliografia
fan R.H. Failoon e Robert p. Libermal- sghizophrenia
Builetin, rggg,4.
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Fassino, Abbate Daga, Leombruni - nrun,i"re lppotera pia. - Edizioni Huatfin, 2007
Editore, 2007
cii'-teiipia biopsicosociale, centro scientifico
G'Rezzonico' F' Lambruschi (a cura di) - La psicoterapia
cognitiva nel servizio pubblico, colpna
!orll:"';;tt$:r}t"r"la6
ps.icologia, Franco Angeli
- tt cavallo come strumento nela rieduc azione
dei disturbi neuromotori,

ifi:;';:,';:?j3#Li:3iljf;;:' Merorio - Handicap a cavailo, sport & Medicina,


m. 6 - nov-dic

centro internazionare der cavailo, Druento (To), 29 gennaio


zoto
Efficacia dell'approccio biopsicosociale integrato all'ippoterapia con pazienti psicotici

rtsapiltta Inteilentva
Disabilitd intellettiva e rtabllltazione
riabilitazione equestre:
esperienze in neuropsichiatria dell'i nfianzia
e dell'adolescenza nella Asl di Bari
Dr. Cesare Porcelli Dirigente Medico UO NPIAASL Provinciale di Bari.
Responsibile Progetto di Riabilitazione Equestre della ASL Bari
C. Porcelli : cesareporcelli @ alice.it

Abstract
La disabilitd intellettiva d uno dei maggiori fattori di rischio per lo sviluppo di patologie psichiatriche.
L'intervento precoce sulla Dl quindi agisce come fattore di prevenzione "primarii" sullo sviluppo
delle patologie psichiatriche.
Verra descritta l'esperienza condotta con 182 ragazzi che hanno fruito dell'intervento di riabilitazio-
ne equestre grazie ad un progetto ad hoc finanziato dalla regione puglia.
L'attivitd, organizzala e controllata dalla UO territoriale di Neuropsichiatria dell'lnfanzia e
dell'Adolescenza della ASL d stata svolta presso il Centro lppico "D. Divella" di Rutigliano (BARI)
Ira il2007 ed il 2009"

Introduzione
La disabilitd intellettiva interessa circa il 2-4'/" della popolazione adulta. Essa non ha un'etd di inizio
o un'etd di fine ma condiziona tutto il corso della vita di un individuo. Non d descrivibile come una
"malattia" ma e piuttosto una particolare situazione della persona che non ha la possibilitd di rap-
portarsi con il mondo in modo adeguato. In particolare alle persone con disabilitd intellettiva, a
seconda della gravitd della problematica, manca la possibilitd di astrarre, di generalizzare le acqui-
sizioni, di imparare dall'esperienza, di flessibilita nelle varie situazioni, ecc.. Per quel che riguarda
gli apprendimenti scolastici in genere, nelle forme "lievi", non si va oltre le competenze della ll
media; nelle forme medie si arriva a competenze di ll - lll elementare mentre nelle forme gravi e
gravissime le possibilitd di apprendimento accademico sono estremamente scarse o completamen-
te assenti.
Molte persone con Dl, perd, possono avere delle grandi possibilitd di acquisire competenze "con-
crete", anehe relativamente complesse ed essere quindi inserite in attivitA produttive adeguate.
Possono anche "metter su famiglia" ed essere in grado di accudire la prole. La cosa d chiarimen-
te funzione del livello di gravita del disturbo: pii grave e Ia disabilita meno sono le possibilitd di auto-
nomizzazione.
La condizione neurofisiologica difondo unita ai continuifallimenti, alla "pervasivitir delle terapie" che
spesso non lasciano spazio al gioco e alla iniziativa spontanea dei minori, alla delusione della fami-
glia, all'assenza di un vero e proprio sistema di protezione sociale, ecc. costituiscono la base per
I'insorgenza di condizioni psicopatologiche anche gravi e difficili da trattare.
Al momento attuale, fatta la diagnosi, di solito il bambino viene avviato ad un ciclo abilitativo-riabili-
tativo presso le UO di Riabilitazione competenti per territorio; contemporaneamente viene avviata
la procddura per il sostegno scolastico. Dopo qualche anno, a situazione "stabilizzata", in genere il
r agazzo- adolescente viene d messo.
i

E poi? Poi praticamente NULLA. Sicuramente non e "guarito"; nessuno o quasicerca dicapire come
vive se stesso e come si vive nei confronti dei coetanei; cosa d stato fatto (a scuola, nei centri di
riabilitazione, in parrocchia, in famiglia, ecc.) per sostenere la sua autostima sempre costantemen-
te ai limiti bassi? Ancora: possono essere insorte problematiche di tipo psicopatologico prima assen-
ti o non evidenti: come diagnosticarle? Come affrontarle? Come "gestire" altre difficoltA tipo la ses-
sualitd?
E'per dare risposta a tutte le richieste descritte ed anche in considerazione di esperienze positive
portate dalle famiglie che la UO di NPIA della ex ASL BAi4 ha awiato un progetto di riabilltazione
equestre tinalizzato ai minori con disabilitd intellettiva e con problematiche psicopatologiche asso-
ciate. ll progetto d stato accolto dalla Regione Puglia e finanziato tramite la legge regionale n. 148
del 13/1 112006 e successive.
ll progetto si affianca ai vari trattamenti riabilitativi o subentra ad essi quando il ragazzo viene
"dimesso""

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Elhcacia dell'approccio biopsicosociale integrato ali'ippoterapia con pazienti
psicotici

Obiettivi e rnetodi
La Riabilitazione d l'insieme di tutte le azioni dirette ed indirette volte a promuovere
ta miglior qua-
lita di vita possibile del disabile considerato nella sua globalita fisica, mentale,
affettiva, comunica-
tiva e relazionale (riabilitazione come progetto di vita).
Attraverso l'uso del cavallo I'intervento non d piu solo sul Ql (ma si puo trattare il
el?) o sul linguag-
gio o sulla motricita, ecc. l'intervento e sulla persona nella sua interezza
con i suoi pregi e te sue
difficoltdr.
La filosofia dell'intervento d stata: possiamo fare poco sul Ql ma molto sulla qualita
di vita percepi-
ta dal nostro paziente trascurando quello che noi pensiamo debba essere la sua
edV.
ll percorso di riabilitazione equestre permette tutto questo: non ci sono box artificiali
ch!usi o stan-
ze di terapra asettiche ma spazi aperti ed altri ragazzi; non attivita ripetitive e noiose
ma,,avventu-
ra" e "confronto" con il cavallo e i'operatore; non allontanamento dai genitori
ma coinvolgirnento atti-
vo della famiglia dalla formulazione del proEetto alla attuazione dello stesso.
sono stati inseriti nel progetto, a vario titolo, 182 pazienti dei quali 141 maschi
{77%) e 41 femmi-
ne (23%); l'etd media dei pazienti coinvolti e di '13,g7 a.nni (DS + g,gg)"
Sono state trattate diversi tipi di patologia: psicosi, ADHD, disturbi pervasivi delto sviluppo,
disturbo
ossessivo-compulsivo, disturbo di Tourette, disturbi del linguaggio, disturbi ciei comportamento
e
ritardo mentale (vedi tab. 1)

DIST. PERVASM TOIJBETTE DIST.LINGI.jAGGIO RITARDC


MENTALE

ll punteggio medio alla CGI all'ingresso era di 5,7; a sei rnesi d sceso a 4,11. ln assenza
di attri
interventi il miglioramento alla C!inicat Gtobal lmpression e legato senz'altra ala attivita
di
R iabi I itazio ne Eq uestre.
Sono stati avviati progetti specifici per il DCC, l'ADHD, il disturbo di Tourette, i,Autismo.
Obiettivo dell'intervent.o realizzato per mezzo del cavallo e stato quello di recuBerare un ruolo
e

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Efficacia dell'approccio biopsicosociale integrato all'ippoterapia con pazienti psicotici

creare, ove possibile, le condizioni per i'avvio del paziente verso attivitd di tipo produttivo.
L'inserimento al lavoro , realizzalo in alcuni pazienti, e stato comunque l'obiettivo principale della ria-
bilitazione.
Abbiamo definito il modello di lavoro utilizzato come INTEGRATO e FLESStBILE. E'un modello che
coinvolge la famiglia, i servizi sociali, il centro diurno, la scuola, il centro di riabilitazione equestre e
I'eventuale home maker. Ogni paziente, al suo arrivo al centro, d sottoposto ad attenta e completa
valutazione neuropsicoiogica avente come obiettivo la valutazione delle competenze residue e la
valutazione dei fattori di rischio e di protezione per ogni singolo paziente. Al paziente viene propo-
sto un "ruolo" che poi potra diventare "progetto di vita" in accordo con le famiglie e le altre agenzie.
A seconda della gravitir della situazione o comunque delle capacitd degli utenti l'intervento prevede
la possibilitd do operare secondo le modalitdr tipiche di un centro diurno o dell'Home maker, ecc.; in
casi eccezionali e prevista la residenzialita che viene pero for"nita da altri centri.
Si lavora molto sulla autostima e sulla acquisizione di competenze oltre che sul miglioramento delle
performances relazionali e di adattamento.
ll cavallo e l'elemento intorno al quale matura e si sviluppa tutto il progetto.

Discussione e conclusioni
ll progetto di riabilitazione equestre e stato il primo ad essere approvato e finanziato dalla regione
Puglia. Ha permesso di dare risposte positive a chi era allo sbando; ha creato un clima nuovo all'in-
terno delle famiglie che, forse per la prima volta, sono state rese protagoniste e partecipi delle atti-
vita dei figli.
ll cavallo e il maneggio hanno creato un clima"insolito" sia per i genitori e sia per i ragazzi che hanno
finalmente "giocato" ed imparato. Quel "clirna" ha contribuito a modificare la percezione che le fami-
glie avevano dei propsri congiunti disabili; forse per ia prima volta ii genitori hanno visto che i pro-
priragazzi erano in grado di fare qualcosa e di farlo bene, li hanno visti sorridere e giocare come ii
coetanei normodotati. Questo si e verificato in almeno il7A"/. dei pazienti.
A parere di chi scrive la riabilitazione Equestre non puo e non deve rimanere marginale nelle attivi-
td dei ragazzi ma deve avere un ruolo di maggior presenza potendo essere in proprio una attivitd
valida per se, associata o meno alle altre attivitd di recupero che comunque vanno awiate quando
si tratta di etd evolutiva.
Nel corso dei prossimi mesi dobbiamo ritestare tutti pazienti al fine di definire con maggior precisio-
ne ed accuralezza i livelli dei cambiamenti e le acquisizioni awenute.

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Efficacia dell'approccio biopsicosociale integrato all'ippoterapia con pazienti psicotici

L'evoluzione del comportamento di un bambino autistico


in riabilitazione equestre
Paola Di Noya, Operatrice di riabilitazione equestre
Animatore responsabile scuola pony centro lppico "Domenico Divella"
Animatore pony 1" livello Fise
Paola Di Noya: paoladinoya@gmail.com

Abstract
Verra descritto il frutto di un percorso di formazione intrapreso presso un centro di Riabilitazione
Equestre, che mi ha visto crescere teoricamente e praticamente in un settore molto delicato e nel
quale ancora molto lavoro deve essere compiuto in termini di legislazione ed organizzazione.
La presentazione fornisce quindi un excursus su quella che d la storia della riabilitazione equestre
e l'attuale legislazione in materia, ma il suo cuore d rappresentato dalla descrizione di uno studio
avente come soggetto un bambino affetto da autismo che da alcuni anni d seguito in riabilitazione
equestre. Nel lavoro presentato saranno evidenziati quelli che sono stati i cambiamenti intervenuti
in questo bambino. Attenzione viene anche prestata a quello che e, e dovrebbe essere, un centro
di riabilitazione equestre, e le professionalitd operanti al suo interno, prendendo come punto di par-
lenza proprio il Centro per le attivitd e terapie assistite con gli animali "Domenico Divella" di
Rutigliano (BA) presso il quale ho svolto il percorso di formazione.

Introduzione
A livello ufficiale la Riabilitazione Equestre riceve un primo riconoscimento dopo la seconda guerra
mondiale, in paesi come la Francia, l'lnghilterra e la Germania, anche sulla scia del famoso esem-
pio dell'amazzane Liz Hartel, poliomielitica, che nonostante questa sua condizione riesce a ragg un-
gere i vertici del podio olimpico nella specialita dressage di equitazione, per ben due volie Nel 1982
poi durante il Congresso Internazionale di Amburgo, vennero delineate e definite le tre fasr a:1ra-
verso le quali si articola l'attivita di Riabilitazione Equestre:
ippoterapia, rieducazione equestre e volteggio, equitazione presportiva.
In realtit, nel corso della storia dell'uomo, sono tantissime le testimonianze dei benefici derivanr
dalla pratica dell'equitazione e del contatto con il cavallo. Da lppocrate, nel 400 a.C. a Mercuriaie
nel 1569, all'Abate San Pierre che nel 1734 addirittura invento una sedia vibrante che rioroooneva
i movimenti benefici del cavallo, sono tantissimi gli uomini di scienza che nel corso dei secoli hanno
consigliato l'equitazione come rimedio per i pii.r svariati problemi, dall'insonnia. all'epilessia.
Attualmente in ltalia, l'ulilizzo di animali da compagnia ai fini di Pet Therapy e stato riconosciuto
come cura ufficiale dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 28 Febbraio 2003 ma
ancora non esiste una legislazione nazionale specifica in materia di riabilitazione equestre n6, piu
in generale a livello di pet therapy. A livello delle singole regioni la situazione d differente ed infattr
la Regione Puglia e tra le prime ad aver varato una legge in materia, la legge regionale "Norme in
materia di terapie e attivitd assistite dagli animali " del 21 Maggio 2008. Obiettivi importanti di que-
sta legge sono quelli di regolamentare il settore, in particolar modo in relazione al benessere psico-
fisico di.dutti coloro che sono coinvolti in queste attivitd (fruitori e animali) e individuare iluoghi piu
consoni e soprattutto le professionalitd coinvolte. Condizione essenziale perch6 la Fl.E. produca
risultati d infatti che questa venga realizzala da personale competente e presso strutture adeguate.
Non e la semplice vicinanza dell'utente con il cavallo che puo dare dei risultati. ll cavallo d da con-
siderarsi un co-terapeuta, le cui potenziaiita devono essere sapientemente impiegate dall'operato-
re che deve sfruttarle a vantaggio del paziente.

La Riabilitazione Equestre d considerata una pratica riabilitativa unica nel suo genere, in grado di
ottenere risultati con patologie anche molto differenti tra di loro. La R.E. e infatti consigliata per
pazienti che sono affetti da problemi di natura motoria e neuro-motoria, ma anche per pazienti che
hanno problemi a livello psichiatrico, neuropsichiatrico e di tossicodipendenze. Le controindicazioni
alla pratica della riabilitazione equestre sono infatti da valutare in relazione al singolo caso e alla
struttura presso la quale si pratica la R.E.

Centro internazionale del Cavallo, Druento (TO), 29 gennaio 2010


<?
Efficacia dell'approccio biopsicosociale integrato alf ippoterapia con pazienti psicotici

ll motivo per il quale e possibile approcciare pazienti cosl differenti tra loro alla pratica di tale riabi-
litazione d che al centro di tutto c'e il cavalio. ll cavallo, e la pratica della Fl.E., hanno queste carat-
teristiche peculiari:
il cavallo d in grado di fornire stimolazioni motorie, per la propria conformazione fisica e per la
qualita delle proprie andature, che riproducono, amplificandolo, il movimento che I'uomo compie
camminando, stimolazioni che non possono essere riprodotte in altr"o modo;
- 6 un essere vivente, capace di suscitare emozioni, anche contrastanti tra di loro e di relazionar-
si con I'utente;
la pratica dell'equitazione e un'attivita che suscita autostima e aumento del senso di se, anche
per il suo essere considerata, a livello sociale, un'attivitd di prestigio. Chi sa andare a cavallo e
guardato dagli altri con ammirazione e rispetto.
la R.E. si pratica al di fuori degli ospedali, in un clima di normalitd e di integrazione.

Nel mio percorso di formazione come operatore della riabilitazione equestre, svoltosi presso il
Centro per le Attivita e Terapie Assistite con gli Animali "Domenico Divella" a Rutigliano (Ba), ho
avuto modo di seguire il percorso in riabilitazione equestre di un bambino affetto da un disturbo
generalizzato dello sviluppo di tipo autistico.
L'autismo e considerato dalla comunita scientifica internazionale un disturbo pervasivo dello sviluo-
po che compromette tre aree principali:
l'interazione sociale,
la comunicazione verbale e non verbale,
il repertorio di attivita ed interessi.
Spesso a queste compromissioni si associano altre due condizioni:
il ritardo mentale
I'epilessia
Si tratta di una patologia estremamente complessa che merita un'attenzione ed un progetto riabili-
tativo globale ed individualizzaro per ogni bambino e sicuramente la R.E. d solo una delle attivitdr
nelle quali questi bambini devono essere coinvolti.

Materiali e metodi
Nei mio lavoro presso il Centro di R.E., come detto, ho avuto modo di seguire N. un bambino di 1O
anni al quale d stato diagnosticato un disturbo generalizzato dello sviluppo di tipo autistico con
Erave ritardo cognitivo e del linguaggio. La sua storia presso il centro di riabilitazione equestre e
cominciata quando aveva solo 3 e ? e da quel momento ha sempre frequentato il centro, con una
cadenza bisettimanale. Nello studio del caso mi sono awalsa di queste fonti:
la memoria degli operatori che da sempre seguono N.
materiale cartaceo (valutazione PEP R, anamnesi iniziale, progetto riabilitativo del paziente
redatto dal neuropsichiatra che lo ha inviato presso il centro, valutazioni degli operatori che
seguono N. e dello psicologo)
osservazione diretta delle sedute di R"E. svolte da N. assieme ad operatori del centro
relazione diretta con N. nell'ambito di sedute di R.E. da me condotte
t
N. erd giunto al Centro con un preciso progetto riabilitativo indicante gli obiettivi da perseguire.
Inoltre al suo ingresso nel centro gli d stato somministrato la PEP-R, un test che permette di valu-
tare le abilita assenti, emergenti e acquisite del barnbino autistico e di evidenziare un eventuale
ritardo mentale. Per quel che riguarda N. d emerso un ritardo mentale classificabile come di tipo
medio/grave.
E'fondamentale sottolineare che questi dati, la valutazione PEP-R, cosi come il progetto riabilitati-
vo e tutta I'altra documentazione cartacea sono stati prodotti nel momento in cui, convenzionatosi il
centro con la Asl locale, si e potuta realizzare una presa incarico ufficiale del paziente. ll confronto
con gli operatori che seguivano N. fin dal suo primo ingresso e stato percio di fondamentale impor-
lanza.
ll quadro clinico iniziale di N. era carallerizzato da comportamenti auto ed etero aggressivi, nume,
rose stereotipie e una condotta oppositiva. N. mi d stato presentato dunque corne unbambino imoe-
gnativo; la psicologa del centro ad esempio ne aveva un ricordo abbastanza doloroso in quanto

Ceniro internazionale del Cavallo, Druento (TO), 29 gennaio 2010


Efficacia dell'approccio biopsicosociale integrato all'ippoterapia con pazienti
psicotici

durante uno dei primi colloqui aveva subito uno dei suoi comportamenti
aggressivi. Gli operatori da
piu tempo presenti nel centro mi hanno confermato cio che era
riportatd"ner quaOro clinico e mi
hanno raccontato come nelle fasi inziali della H.E. si e dovuto ricorrere
al contenimento fisico.-ll pro-
getto riabilitativo di N. prevedeva quindi i seguenti obiettivi da perseguir*,
rid uzione del I'opposivitd. e dei com portam-enti d istu rbanti eO'
agg rjssivi
- contenimento dell'irrequietezza motoria
Introduzione di un sistema di regole
- aumento dei tempi di attenzione e di partecipazione
- contrastare la tendenza all'isolamento
- stimolare all'intenzionalitd comunicativa

L'attivitd svolta con N' prevedeva inizialmente un lavoro ditipo ippoterapico.


L'ippoterapia d la prima
fase della R'E' durante la quale il cavallo viene condotto a mano da un palafreniere,
sempre e solo
al passo, e un operatore si relaziona con l'utente in sella. L'operatore durante l,attivitd
cerca innan-
zitutto di stabilire una relazione con il paziente e successivamente richiede
la sua partecipazione
attivitd facendogli compiere degli esercizi. ll modo in cui si ricerca la relazione gli
e esercizi che si
richiedono sono finalizzati all'utente e alla sua patologia, mai a caso. Con N.
all,epoca delle sue
prime sedute, secondo quanto riportato dagli operatori,-il lavoro e consistito principalmente
nelcon-
tenerlo a cavallo. Infatti inizialmente si ribellava a questo tipo di attivitd Oou"u"
essere trattenuto
"
in sella. In questo lavoro era di estrema importanza il cavailo scelto, si trattava
di un pony di altez-
za medio bassa che consentiva all'operatore di abbracciare N. riuscendo cosi facilm'entd
a conte-
nerlo. Successivamente, nel momento in cui N. ha accettato di rimanere in sella,
si d passati ad una
sedutadi R.E. strutturata in due parti: grooming iniziale (ca 1Smin.) e lavoro in sellaicaa5
min.) di
tipo ippoterapico.

Risultati e discussione
Nel momento in cui N. ha abbandonato le iniziali condotte oppositive, come
detto sono cambiati gli
obiettivi perseguiti durante le sedute ed anche le modalita'd'i svolgim"nto. Airu fase
montata si e
aggiunta quella di grooming, che consiste nel far pulire a N. il cauillo che monterir,
o un asinello.
Questa fase fa parte integrante della seduta di R.E. ed d di estrema importanza, perche
si svolge
con l'operatore, ma anche con un gruppo di altri bambini, e quindi permette a N.
di ritrovarsi in un
gruppo dicompagni, dove sono tutti alla pari. Si permette ai bambini'di
interagire tra di loro e si inse-
a compiere gesti di cura. Anche nella fase montata la situazione
9n? si d evoiuta. Leggendo le valu-
tazioni sull'andamento delle sedute degli operatori si evince la presenza
di un grid-uale migliora-
lento nei tempi di attenzione, che permette di chiedere ad N. un numero piir elevato di esercizi.
Ad un'osservazione diretta N. si dimostra sempre attento alle richieste oerioberatore.
La sensazio-
ne e che sia sempre concentrato su quello che succede nell'ambiente
intorno a lui. E,cambiato
anche il cavallo scelto per lui. Nel suo caso non si e guardato tanto alla
conformazione fisica del-
l'animale, poich6 N. non ha problematiche ditipo fisicoima si d prestat" p"rti"or"re
attenzione all,al-
lezza e al colore del mantello.
L'esperienza anche con altri bambini autistici ha evidenziato una maggiore
facilitdr di lavoro con
cavalli cgll mantelli particolari, ad esempioipezzati. Cosi per N. e staj5 scelto un
cavallo con un
mantello non uniforrne (coda e criniera di un colore contrastante rispetto al resto
del corpo) e di
media allezza' L'allezza.del cavallo dipende dal voler mantenere il viso dell'utente quasi
alla stes-
sa altezza di quello dell'operatore, per favorire il contatto visivo (estremamente ridotio nei
soggetti
autistici). Durante il lavoro N. accetta abbastanza tranquillamente il contatto fisico, sia con glidpe-
ratori che gid conosce, che con me, pur conoscendomi da meno tempo.
Al moPnento in cui ho rpeso in carico N. la situazione del piccolo non era certo quella di quando
e
arrivato la prima volta al centro. Osservandolo in campo le prime volte e poi quando
mi sono rela-
zionata con lui, la cosa c_he mi ha piu colpito e stata la serenitd con la quate
brriva in maneggio e
anche la relativa tranqu.illitd con la quale attende il suo turno per montare.
euando d a terra, j.lran-
te I'attivita di grooming d interessato all'animale e ne ricerca iicontatto, ropi"iiutto
con la zona della
testa, e questo vale sia per l'asino che per il cavallo. In campo d attento a quello
che fanno gli atti
binomi, ma allo stesso tempo d concentrato sulle richieste dell'operator., ud e pronto
ad accoglier-

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Elicacia dell'approccio biopsicosociale integrato all'ippoterapia con pazienti psicotici

le. Questo dipende sia dalla capacita dell'operatore di entrare in sintonia con lui, dal suo grado di
autorevolezza e sia dai miglioramenti che il bambino ha avuto. N. interagisce con il cavallo che
monta, chiedendogli autonomamente di ripartire quando gliviene richiesto. Nell'ultimo periodo in cui
ho potuto osservarlo e lavorarci insieme stava cominciando a passare da una fase puramente ippo-
terapica all'autonomia. N. a questo punto d in grado di tenere le redini del suo cavallo e di condur-
lo, assecondando le richieste dell'operatore, di fermarlo o farlo ripartire.

Conclusioni
Si puo dire che nel caso di N. la R.E. ha sicuramente concorso ad un miglioramento della sua con-
dizione generale, ma credo sia importante sottolineare tutti gli elemento che hanno concorso per-
che questo potesse avvenire.
La R.E. d in grado di andare ad agire proprio sulle aree che sono le piu compromesse per i bambi-
ni autistici: la comunicazione,I'interazione sociale, il repertorio di interessi. La strutturazione della
R.E. segue schemi precisi, e questo rassicura il bambino autistico che, come si sa, si trova in diffi-
coltdt di fronte ai cambiamenti e alle novitd. Tutti gli esercizi svolti, a terra e in sella, non sono mai
frutto del caso, ma sono sempre tinalizzati (ad es.braccia in avanti e/o sul cap: servono a tenere
occupate le mani per evitare stereotipie e allo stesso tempo fanno acquisire equilibrio al bambino
rassicurandolo e facendo crescere la sua sicurezza in sella, la stima di se e la fiducia nel cavallo e
nell'operatore) al raggiungimento degli obiettivi preposti. ll bambino quindi, all'interno di un centro di
R.E. si trova si in un contesto rassicurante e strutturato, ma contemporaneamente e sottoposto al
continuo cambiamento e all'imprevedibilitd. ll cavallo infatti d un essere vivente e come tale ha rea-
zioni e compie movimenti che il bambino non si aspetta e che non pud sempre controllare (sempli-
cemente il girare la testa, l'annusarlo, leccarlo, scuotere la criniera, muoversi). Quindi, pur in un con-
testo rassicurante, il bambino d esposto gradatamente a stimoli nuovi che lo costringono ad impa-
rare ad adattarsi rapidamente a situazioni che cambiano. Ancora, la r.e. puo porsi come obiettivi
quello di contrastare la tendenza all'isolamento e il recupero della capacita di socializzazione e rela-
zione perch6 il paziente d a contatto con un operatore, che sfruttando il cavallo, stimola la relazio-
ne e utilizza il cavallo come soggetto e oggetto del rapporto con il paziente, ma, caratteristica fon-
damentale e diversa della r.e. d che la relazione non viene imposta al paziente, ma scaturisce da
lui, in risposta agli stimoli trasmessi dal cavallo. Una volta in sella, poi il paziente d in un certo qual
modo "in balia" dell'animale, ed d dunque costretto a mettere in atto una relazione. Una relazione
sia con l'animale, piit fisica, adattandosi e rispondendo ai suoi movimenti, sia con l'operatore, ricer-
candolo, anche solo per ottenere rassicurazioni e mantenersi in equilibrio. ll cavallo inoltre non inte-
ragisce pressando con parole o richieste, pur comunicando con il bambino ad un diverso livello, piir
fisico e meno diretto, probabilmente molto pii semplice da interpretare e questo forse tranquillizza
il bambino autistico. Nel momento poi in cui l'utente diventa autonomo, e lui a gestire la relazione
con I'animale, facendolo fermare e partire. Questo accresce I'autostima, e implica inoltre un rappor-
to con I'operatore, che comunque lo guida nelle attivitd e con gli altri utenti che svolgono I'attivita
nello stesso orario. Un centro di R.E. infatti, pur non essendo un circolo ippico puro, ne conserva
moite delle caratteristiche, tra queste, ad esempio, il fatto che il lavoro si svolge in gruppo e che
quindi inevitabilmente, i ragazzi devono imparare a relazionarsi con chi si trova in campo con loro,
dato cl'€ l'attivitd si svolge in sezione, ed d pertanto inevitabile.

Concludendo possiamo quindi dire che anche nell'ambito della riabilitazione dei soggetti autistici la
riabilitazione equestre trova il suo ampio spazio, poiche l'interazione con il cavallo, laddove messa
in atto da personale esperto, secondo precise indicazioni e in contesti idonei d in grado, nell'ambi-
to della singola seduta di lavorare contemporaneamente e naturalmente, su tutti quegli aspetti,
motorio, comportamentale, cognitivo, che hanno bisogno di essere stimolati e riabilitati. lltutto in un
ambiente non ospedaliero, rilassato e soprattutto naturale. ln riabilitazione equestre il bambino non
d costretto, ma d la situazione che lo porta a mettere in atto, naturalmente, meccanismi positivi per
la sua condizione.

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Efficacia dell'approccio biopsicosociale integrato alf ippoterapia con pazienti psicotici

Proposta di stand ardizzazione dei criteri di valutazione


Dr. Giuseppe Tibaldi Coordinatore Scientifico Centro Studi e Ricerche in psichiatria
- ASLTO2
La valutazione degli interventi non farmacologici in termini di efficacia non fa parte del percorso dr
verifica e di "validazione" del modello italiano di psichiatria di comunita. Si traita di un modello che
proviene da culture, come quelle anglosassoni, che pongono al centro un pragmatismo che molti
considerano estraneo alla tradizione italiana.
La valutazione in termini metodologicamente rigorosi dell'efficacia degii interventi riabilitativi ,,origi-
nali" che la psichiatria di comunitd italiana ha sviluppato puo essere, iivece, una forma di arriccfli-
mento delle evidenze scjentifiche disponibili. Molti degli interventi riabilitativi "made in ltaly" rischia-
no di restare "interventi locali" poco conosciuti e nonlrasferibili ad altri contesti, italiani e stranieri.
Le esperienze riabilitative di ippoterapia corrono, come molti altri interventi, un rischio di questo tipo.
La cultura.dell'approprialezza, che si fonda sulla promozione delle pratiche che sono "buone,,quan-
!o.s9Lo effjcqgi e riproducibili, non puo essere disgiunta dalla prospettiva dell'equitd. Gli inteiven-
ti riabilitativi efficaci devono essere ciod equamente accessibili a tutii coloro che possono trarne gio-
vamento.

Le principali difficolta che si frappongono sono rappresentate:


1. dalla necessitd di creare (piccole o grandi) reti che consentano di riunire tutti i servizi. od i

centri riabilitativi, che offrono interventi molto simili;


2. dall'accettazione dei vincoli metodologici che uno studio di efficacia impone (definizione
deli'intervento, numerositd del campione, modalitd di reclutamento, criteri di inclusione ed
esclusione, durata dell'osservazione, misure di esito), fissati in collaborazione con esoer-
ri;
3. dalla qualita della realizzazione dello studio e della valutazione dei risultati (vista la pessi-
ma tradizione esistente di partecipazione "passiva", ma retribuita, a studi ciinici approssi-
mativi);
4. dalla necessitd di attivarsi, o competere, per la ricerca di fonti di finanziamento alternative
alle aziende farmaceutiche.

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\'7
1..

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58
Effrcacia dell'approrcio biopsicosociale integrato dl'ippoterqia on paienti psiootici

lndice degli Autori

A
Arezzo N.

Battagliese G. 25
Battagliese M. 25
Belmonte A..
Bergero D
Bisacco F.
Bisacco G
Biscaro M. 35

D
Di Noya P. .. .53

Inzirillo M. .-.30

Pentassuglia N
Porcelli C.

R
Ruzza G.P. 35

S
Seripa #.

T
Tibaldi B. ......57

z
Zignin C. 16

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59
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