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Ringraziamenti

La stesura di queste pagine prende le mosse dalle riflessioni suscitate da tre anni di
didattica frontale con gli studenti principianti dei corsi universitari di Lingua russa.
Desidero ringraziare anzitutto coloro che hanno frequentato le mie lezioni: la loro
partecipazione e le loro domande mi hanno indotta a interrogarmi sulla metodologia
dellinsegnamento delle lingue straniere e del russo in particolare.
La mia riconoscenza si indirizza, inoltre, a Giovanna Moracci, per il costante
incoraggiamento ad approfondire gli aspetti teorici e pratici della glottodidattica del russo e per i
suoi consigli. A Monica Perotto per aver accettato lonere di valutare il volume e scriverne la
prefazione. A Mariapia DAngelo per la competente lettura del saggio introduttivo. A Natalia
Kovaljova per la revisione linguistica dellopera. A Francesca Romoli per aver condiviso i primi
passi di queste pagine.
Ringrazio, infine, con affetto grande, Rosalba, Rosanna, Cristina ed Emi per il loro fattivo
sostegno, che non mai mancato.


Maria Chiara Ferro

C CASO
E CASO
I CASI DELLA LINGUA RUSSA
PER STUDENTI ITALIANI PRINCIPIANTI
DELLA CLASSE DI MEDIAZIONE (CL.12)

Copyright MMXI
ARACNE editrice S.r.l.
www.aracneeditrice.it
info@aracneeditrice.it
via Raffaele Garofalo, 133/AB
00173 Roma
(06) 93781065

ISBN

9788854839250

I diritti di traduzione, di memorizzazione elettronica,


di riproduzione e di adattamento anche parziale,
con qualsiasi mezzo, sono riservati per tutti i Paesi.
Non sono assolutamente consentite le fotocopie
senza il permesso scritto dellEditore.

I edizione: marzo 2011

A Matilde, mia nipote

INDICE

Prefazione (di Monica Perotto)

Parte prima
Introduzione e motivazioni del sussidio

Linsegnamento delle lingue nel XX secolo. Breve excursus


Quadro comune europeo e microlingue. Le nuove frontiere della
glottodidattica
Il russo per scopi speciali
Linsegnamento del russo per scopi speciali nei corsi di mediazione
delluniversit italiana
Criteri di redazione del sussidio

Parte seconda
Sussidio didattico sui casi della Lingua russa
Fonetica e ortografia
La formazione della parola nella lingua russa
Il caso nominativo
Il caso prepositivo
Il caso accusativo
Il caso genitivo
Il caso dativo
Il caso strumentale

Parte terza
Appendici

3
6
9
13
17

21
23
25
27
42
56
69
83
94

105

Chiavi degli esercizi


Glossario Russo-Italiano

107
119

Abbreviazioni del sussidio didattico

128

Bibliografia di riferimento

129

PREFAZIONE

Il volume C caso e caso, destinato in primo luogo agli studenti principianti di


lingua russa dei corsi universitari di mediazione linguistica (Classe 12), introduce
alcuni spunti degni di interesse nellinsegnamento della morfologia della flessione
casuale. Il manuale appare alla consultazione come un testo essenziale, semplice e
lineare nella sua struttura, ma non per questo povero di idee e di strumenti. Baster
leggere lintroduzione dellautrice, per capire come questa semplicit sia in realt il
frutto di ampie conoscenze in ambito glottodidattico e di intenti operativi chiari e
mirati. Non a caso, fra i corsi universitari di lingue moderne, la classe 12 coinvolge
oggi un numero sempre maggiore di studenti: essa risponde allesigenza sempre pi
attuale di rinnovare linsegnamento delle lingue in unottica professionalizzante.
Limpiego di questo manuale attraverso un metodo glottodidattico integrato consente
di introdurre in maniera assolutamente soft una terminologia normalmente riservata
ad ambiti specialistici, ovviando al problema di una rischiosa separazione dei contenuti
lessicali nel percorso di apprendimento del russo moderno. Ad un esame ancora pi
attento, si coglieranno lottima sinergia dei contenuti grammaticali, presentati in
maniera chiara e schematica insieme ai realia culturali ben contestualizzati in unit
comunicative minime. Le immagini che accompagnano il testo contribuiscono a calare
lallievo in situazioni comunicative verosimili e attuali, molto ben orientate verso
lacquisizione di una competenza non solo linguistica, ma in senso pi ampio culturale
e comunicativa.
Lintroduzione di un lessico minimo, ben calibrato fra lingua standard di livello base
(A1-A2) e lingua speciale, orientata alle necessit professionali della classe di studio
menzionata, contribuisce a rendere maggiormente ricco e qualificante il percorso di
studio della morfologia del russo fin dai primi approcci.
Il volume appare inoltre ben articolato sotto il profilo delle esercitazioni e facilmente
fruibile dal discente anche in autoapprendimento, grazie alla presenza delle chiavi
degli esercizi.
Senza dubbio, C caso e caso introduce un approccio nuovo e originale alla
didattica della morfologia del russo, al tempo stesso rispettoso delle pi recenti
indicazioni glottodidattiche e ben consapevole del percorso professionalizzante che
deve attendere oggi lo studente di lingua russa nella nostra universit.

Monica Perotto

Parte Prima

INTRODUZIONE
E
MOTIVAZIONI DEL SUSSIDIO

LINSEGNAMENTO DELLE LINGUE NEL XX SECOLO


BREVE EXCURSUS
Levolversi della tecnica, la globalizzazione della societ, gli epocali mutamenti
politici e il rapido sviluppo economico del mondo industrializzato hanno
determinato nel corso del XX secolo e continuano a determinare oggi, sempre
nuove necessit e bisogni anche nellambito linguistico e della comunicazione
interpersonale, cui linsegnamento delle lingue espressione della cultura, della
tecnica e della societ deve far fronte, elaborando nuove metodologie e sussidi
didattici.
Quello appena trascorso potrebbe essere definito il secolo doro della
glottodidattica per la quantit e la diversit di teorie dellapprendimento e di
metodi di insegnamento delle lingue straniere (dora in poi LS) che sono stati
elaborati. Parafrasando la sintesi efficace di P. E. Balboni possiamo dire che
nellarco del XX secolo lapplicazione quasi meccanica della linguistica
descrittiva si aperta al contributo della socio- e della pragmalinguistica,
sviluppando studi di linguistica comparativa e di linguistica dellacquisizione. Si
spostato il focus dalla lingua come sistema alla lingua in atto (dalla langue alla
parole, in termini saussuriani). Sul versante del chi apprende, si sono usate
intensivamente la neuro- e la psicolinguistica, gli studi di programmazione
neurolinguistica e altre teorie umanistico-affettive che prendono in
considerazione lintera gamma delle potenzialit umane, nonch le diverse nature
dellintelligenza analitica e di quella emotiva. Lattenzione cos passata
dalloggetto da apprendere, la lingua, al soggetto che apprende, lo studente (cfr.
Balboni 2008: 12).
Nella storia della glottodidattica, infatti, nel segno di un progressivo
avvicinamento alla lingua viva, si sono succeduti metodi differenti, talvolta
diversi tra loro e mutuamente esclusivi per impostazione e finalit, anche in
riferimento alla pi generale teoria dellapprendimento su cui erano fondati1. Col
passare del tempo e grazie alla pratica di insegnamento, essi sono stati affinati,
perdendo quegli elementi che, pur nati da necessit contingenti, non sono oggi
recuperabili in una visione pi ampia dellimpostazione metodologica della
didattica delle LS (cfr. Freddi 2002: 163). Inoltre, a poco a poco andata
formandosi lidea di approcci integrati si veda ad esempio il metodo
olodinamico, detto anche glottodinamico, di R. Titone (1987: 63-69) che
risultano dalla combinazione degli elementi dimostratisi validi ed efficaci nelle
varie metodologie sperimentate.
Lapproccio formalistico o grammatico-traduttivo, che ha dominato il
nostro sistema di istruzione fino a tempi recenti, concepiva la lingua come un
insieme di regole che permettono di convertire parole e frasi dalla lingua materna
1

Per una descrizione dei principali metodi e approcci, nonch degli indirizzi di studio nella
glottodidattica delle lingue moderne cfr. Danesi (1988), Serra Borneto (1998) e Freddi (1999).

alla LS senza unattenzione specifica al significato da veicolare. Lo studente


veniva visto come una tabula rasa su cui incidere dei contenuti, oppure alla
stregua di un contenitore vuoto nel quale travasare una serie di nozioni. A livello
didattico, laccento era posto sulla descrizione della grammatica e sulla
traduzione, o meglio versione, di frasi da una lingua a unaltra.
Contro tale approccio, sin dalla fine del XIX secolo, si erano mossi linguisti
nord-europei e americani, quali W. Vitor, O. Jespersen, H. Sweet, H. E. Palmer,
H. Berlitz, teorici dei metodi diretti. Il principio secondo il quale
linsegnamento delle lingue tanto pi produttivo, quanto pi lapprendente
posto nelle condizioni di praticare attivamente la LS, di essere immerso in essa,
riducendo al minimo dissertazioni metalinguistiche e spiegazioni teoriche
conserva fino ad oggi la sua validit. In questo contesto inizi ad assumere
rilevanza il ruolo dellinsegnante madrelingua e i periodi di formazione nel paese
straniero in cui la LS parlata presero ad essere considerati parte integrante del
percorso formativo.
Nella prima met del XX secolo, allorquando due guerre mondiali e i
regimi dittatoriali instauratisi in alcuni stati europei resero difficili spostamenti di
merci e di persone, le lingue si videro ridotte a strumento di lettura di opere
straniere. In questo contesto si diffuse il Reading Method, approccio basato
appunto sulla lettura, che si limitava a una conoscenza passiva della LS. Tale
metodo costitu, comunque, solo una breve parentesi e negli anni Quaranta
cedette il passo allArmy Specialized Training Program (ASTP), messo a punto
da Leonard Bloomfield, su incarico del Governo americano, a seguito
dellattacco giapponese alla base di Pearl Harbour. Scopo di questa metodologia
era quello di preparare ufficiali, tecnici e diplomatici specializzati che
conoscessero le lingue degli alleati e dei nemici; a tal fine, per la prima volta
venivano introdotti nella pratica didattica delle LS alcuni dei principi fino ad
oggi riconosciuti come determinanti nel processo di apprendimento linguistico.
Ci riferiamo, in particolare al primato dato alla pratica della lingua parlata al
posto dellanalisi di tipo formalistico di essa, al carattere intensivo
dellinsegnamento, al numero ridotto degli studenti per classe (10-12 unit al
massimo), alla presenza in classe di due insegnanti (informant nativo, vale a dire
madrelingua, e senior instructor, che poteva essere non madrelingua, per
consolidare i contenuti grammaticali2), infine allabbinamento dello studio della
lingua a quello delle materie di area, di carattere culturale, storico, geografico.
Il metodo audio-orale di Ch. C. Fries e R. Lado, che rappresenta
levoluzione dellASTP e deriva dal connubio fra le teorie strutturaliste della
lingua e quelle neo-behavioriste dellapprendimento, ha prodotto materiali per
linsegnamento-apprendimento della fonetica e delle strutture elementari della
grammatica tuttora utilizzati in molte scuole. Questi si basano sulla convinzione
2
Sebbene non preveda la compresenza, anche limpostazione dei corsi universitari di lingue in
Italia affianca alle lezioni con il docente italiano quelle con linsegnante madrelingua. Tale
prassi seguita anche negli istituti tecnici e nei licei linguistici.

che attraverso esercizi di fissazione, manipolazione e trasformazione, strutture


linguistiche autosufficienti sul piano della forma e del significato (oggi si direbbe
unit comunicative) diventano strutture psichiche dellapprendente. Si tratta di
uno schema di insegnamento piuttosto rigido, al quale va comunque riconosciuto
il merito di aver introdotto nel dibattito teorico e pratico la componente della
valutazione (language testing) oggettiva dei risultati raggiunti dal discente,
elemento fino ad ora rilevante e che negli ultimi anni, data la diffusione dei
metodi di certificazione internazionale, andato assumendo grande rilievo. Il
metodo dellASTP, e ancor pi lapproccio strutturalistico o audio-orale che ne
deriva, a nostro parere, hanno il pregio di permettere allo studente di parlare in
LS in tempi brevi, grazie alla ripetizione-imitazione di unit linguistiche
elementari e poi mano a mano pi complesse. Tali metodologie didattiche, per,
non rendono lapprendente consapevole della struttura grammaticale e sintattica
delle unit stesse, delle loro parti variabili e di quelle invariabili, limitando cos
di fatto la possibilit di riutilizzare strutture grammaticalmente corrette solo in
casi identici a quelli memorizzati. Senza cadere nellaridit del metodo
grammatico-traduttivo con cui in Italia si studiano fino ad oggi lingue come il
greco e il latino riteniamo, infatti, che il supporto della teoria sia fondamentale
nello sviluppo e nel consolidamento delle conoscenze apprese, e che la
conoscenza della grammatica ottimizzi, tra il resto, i tempi di apprendimento,
rendendo lo studente autonomo e in grado di produrre testi originali in LS3.
A partire dagli anni 70 fioriscono gli approcci comunicativi che
costituiscono la radice del metodo situazionale e di quello nozionalefunzionale. Questultimo, muovendo dai bisogni comunicativi dellapprendente,
ha elaborato strategie e sussidi didattici per soddisfarli, inserendo le nuove
informazioni di tipo lessicale e grammaticale in contesti di vita concreta, come
gi previsto dai metodi situazionali (cfr. B. Malinowsky 1923, J. R. Firth 1957,
J. A. Fishman 1972). Il contributo pi importante portato da tale approccio
laver spostato lattenzione dalla competenza linguistica a quella comunicativa,
finalizzando linsegnamento delle LS allacquisizione della capacit di sviluppo
dei processi comunicativi e non pi soltanto allelaborazione di prodotti
linguistici (siano essi semplici enunciati o testi complessi). In questa prospettiva,
concetti come variet, registro linguistico e conoscenza culturale
costituiscono finalit da perseguire allo stesso modo della correttezza
grammaticale, affinch la lingua sia usata in modo appropriato al context of
situation.
Sempre ad un approccio di tipo comunicativo vanno ricondotti sia il
metodo naturale di S. Krashen, sia la suggestopedia di G. Lozanov; entrambe
3
Il rapporto tra grammatica esplicita (vale a dire la conoscenza formale delle regole
grammaticali) e grammatica implicita (ovvero, la capacit di usare la lingua in maniera
spontanea), nonch la questione del ruolo della grammatica descrittiva nellacquisizione della
competenza comunicativa in una LS argomento discusso tra i teorici della glottodidattica: cfr.
Giunchi 1990, Desideri 1995.

queste metodologie hanno innestato nella prassi glottodidattica una forte


componente psicologica e psicolinguistica, che stata, poi, enfatizzata dai
cosiddetti approcci umanistico-affettivi.
Questi metodi, talvolta decisamente originali e fantasiosi, nascono dalla
convinzione che, per essere fruttuoso, linsegnamento della LS deve collegarsi
alle motivazioni profonde, allaffettivit e agli interessi del discente, essendo
queste componenti che, se opportunamente sollecitate, contribuiscono a
rimuovere il blocco affettivo e/o emotivo che spesso si frappone tra studente e
LS, e liberano lapprendente da fattori ansiogeni. Ci che a nostro avviso
recuperabile di questi metodi lidea di un approccio pedagogico che coinvolga
lo studente, limitando il sentimento di timore o paura nei confronti dellinsegnate
e della materia e suscitando, anche in studenti meno dotati o meno interessati,
una maggiore motivazione ad apprendere. In questo senso, potrebbe essere utile
applicare anche allinsegnamento delle lingue il metodo cooperativo
(elaborazione del pi generale metodo attivo ed evoluzione delle tecniche del
pair work e del role play gi raccomandate per linsegnamento linguistico da
molta letteratura ad es. cfr. Balboni 1987 e relativa bibliografia), gi
ampiamente sperimentato da docenti di diversi settori scientifico-disciplinari con
buoni, quando non ottimi, risultati. Si tratta di un radicale cambiamento di
impostazione della didattica che, da discorso ex cathedra, diventa occasione di
collaborazione fra gli studenti: divisi in piccoli gruppi nei quali ognuno ha un
ruolo con mansioni ben definite, essi sono responsabili dellapprendimento luno
dellaltro e motivati a dare il meglio di s, dato che la loro valutazione finale
terr conto non solo del risultato personale, ma di quello dellintero gruppo (cfr.
Cardellini, Felder 1999). Per le lingue il metodo potrebbe risultare
particolarmente adatto anche per rimuovere il senso di imbarazzo o timidezza che
a volte si instaura nello studente per la paura di sbagliare davanti allinsegnante,
e che verrebbe notevolmente ridotto nellinterazione coi compagni4.

QUADRO COMUNE EUROPEO E MICROLINGUE


LE NUOVE FRONTIERE DELLA GLOTTODIDATTICA
Un ulteriore ripensamento dei metodi di insegnamento delle lingue in
Europa andato sviluppandosi sotto i nostri occhi negli ultimi ventanni. Nel
1992 larticolo 126 del Trattato di Maastricht ha sancito il principio della
pluralit linguistica, secondo il quale ogni cittadino europeo deve conoscere,
oltre alla propria lingua madre, altre due lingue comunitarie. Allo scopo di
aiutare i suoi stati membri ad adottare le misure necessarie per far s che ogni
4

Sullopportunit e i vantaggi dellinterazione tra studenti nellapprendimento linguistico si


veda: Scalzo 2005: 158-168.

individuo possa acquisire gli strumenti comunicativi di base in varie lingue


(Casadei 2004: 179), nel 2000 il Consiglio dEuropa ha varato il Quadro comune
europeo di riferimento per le lingue: apprendimento, insegnamento, valutazione
(Quadro Comune 2002), ovvero un sistema di descrizione dei livelli di capacit
di comunicazione in LS. Nato alla fine del XX secolo, il Quadro comune
europeo fa riferimento alla lingua standard delle societ industrializzate e
globalizzate. Come noto, sulla base dei criteri indicati dallALTE (Association
of Language Testers in Europe), il Quadro comune europeo fissa 6 livelli di
apprendimento delle lingue straniere, dallo stadio elementare (A1) a quello
avanzato (C2), individuando le competenze linguistiche, sociolinguistiche e
pragmatiche del discente secondo una suddivisione dellattivit linguistica in 5
componenti: comprensione e produzione orale, produzione scritta, lettura,
ascolto.
Negli ultimi dieci anni la necessit di uniformare anche linsegnamento
universitario delle lingue ai requisiti fissati dal Quadro comune europeo,
stabilendo anzitutto i livelli da raggiungere nella laurea triennale e in quella
magistrale, divenuta pi che mai attuale anche in Italia e anche per la lingua
russa5. Non ci addentriamo adesso nel dibattito sulla validit del sistema di
certificazione quale tester delleffettiva competenza di un parlante una LS.
Rileviamo soltanto che la formazione universitaria in Italia prevede, accanto al
raggiungimento della necessaria competenza linguistica, anche quello
dellaltrettanto imprescindibile competenza comunicativa, che consente allo
studente di utilizzare la LS in maniera congrua al contesto e al momento in cui ha
luogo lo scambio linguistico. Da questo punto di vista la sostituzione integrale
delle prassi didattiche fino ad ora vigenti con il sistema del Quadro comune
europeo costituirebbe unopzione a favore di una conoscenza tecnica della
lingua, tralasciando come secondario laspetto culturale e della conoscenza dei
realia che risulta, invece, estremamente importante. Lo dimostrano anche le
nuove definizioni dei corsi universitari introdotte dai testi ministeriali: la Laurea
in Lingue e Letterature viene oggi denominata Laurea in Lingue e Culture
Straniere, e i corsi per Traduttori e Interpreti assumono la dicitura di Corsi di
Mediazione Linguistica e culturale. Tuttavia, si riconosce la necessit di fissare
degli standard di apprendimento delle LS comuni ai vari atenei dEuropa; a
questo scopo i livelli della certificazione internazionale costituiscono un buon
punto di partenza per lelaborazione di nuovi programmi e sussidi didattici. La
mobilit degli studenti promossa dai programmi europei SOCRATES,
ERASMUS, COMENIUS, nonch da partnership con universit americane e
5
Un sistema, anzi due (!), di certificazione della lingua russa come lingua straniera (RKI:
Russkij jazyk kak Inostrannyj) stato elaborato in Russia a partire dagli anni Novanta, sulla base
dei modelli gi esistenti per le maggiori lingue europee. Con il passaggio dal comunismo alla
societ di libero mercato, infatti, andava crescendo la necessit di inserire il russo nel sistema di
integrazione linguistica europea, secondo le linee di sviluppo del Portfolio Europeo delle
Lingue, promosso dal Consiglio dEuropa. Sulla storia della certificazione del russo cfr. Garetto
2004.

russe, richiede una sempre maggiore omogeneit dellofferta formativa e


didattica (cfr. la Dichiarazione di Bologna del 19996) cui anche laccademia
nostrana si sta adeguando.
Oltre a ci, la crescente fluidit del mercato del lavoro esige competenze
linguistiche di settore sempre pi specifiche e approfondite. Oggi, infatti, la
nuova frontiera della glottodidattica risiede nellapprofondimento teorico e
nellimplementazione di materiali adeguati per linsegnamento dei linguaggi
specialistici (lingua per limpresa, per il turismo, per i vari ambiti scientifici e
professionali ), ormai entrati prepotentemente nei curricula di tutte le facolt
di Lingue e Letterature straniere.
La riflessione sulle microlingue iniziata a partire dagli anni sessanta del
XX secolo negli ambiti professionali, per rispondere alla necessit concreta di
formare degli esperti nei diversi settori che potessero interagire liberamente coi
colleghi stranieri (cfr. Balboni 2000 e 2008). In un primo momento stato
linglese, lingua franca della comunicazione scientifica ed economica, a fare da
protagonista; a partire dal 1968 si parla di Language for Special purpose, English
for Special Purpose,
English for Science and Technology. Corsi per
lapprendimento dei linguaggi specialistici vanno formandosi in certo senso
spontaneamente, al di fuori delle sedi istituzionali di istruzione. Il grande
cambiamento avvenuto nelle ultime due decadi stato proprio quello di aver
portato lattenzione di scuole superiori e universit sullopportunit di
reimpostare linsegnamento linguistico a partire dalle nuove esigenze
economico-sociali, inserendo le microlingue nei programmi curricolari. Quanto
poi, nella pratica, i buoni propositi vengano attuati rimane da verificare. A
livello teorico [] commenta Denissova (2007: 342) sono numerose
attualmente le discussioni sulla didattica delle microlingue ma, a livello pratico,
poche sedi accademiche si interessano attivamente a questa nuova frontiera
dellinsegnamento e ladozione di un metodo didattico funzionale resta sempre a
discrezione del docente di lingua. Tuttavia, sebbene non siano ancora state
promosse iniziative unitarie e coordinate da parte degli atenei italiani, dobbiamo
riconoscere che i singoli docenti ricercano e sperimentano nuove metodologie;
non si spiegherebbero, altrimenti, i convegni organizzati in Italia sullargomento
nellultimo decennio: Quale curriculum linguistico per lazienda? Linguisti e
aziendalisti a confronto (Centro Linguistico dellUniversit Bocconi 5 ottobre
1999), Medunarodnaja konferencija Prepodavanie russkogo jazyka i literatury
v novych evropejskich uslovijach XXI veka (Verona, 22-24 settembre 2005),
CIEURUS LEuropa delle lingue e il russo (Forl, 26-27 febbraio 2008), solo
6

Notizie sulle iniziative congiunte delle maggiori universit europee per la creazione di uno
Spazio europeo dellistruzione superiore sono facilmente accessibili online: si veda la pagina
del sito dellUnione Europea: http://europa.eu/legislation_summaries/education_training_youth/
lifelong_learning/c11088_it.htm, consultata il 26/11/2010. Si veda anche il sito ufficiale italiano
sul Processo di Bologna: BolognaProcess http://www.bolognaprocess.it/content/index.
php?action=read_cnt&id_cnt=5718, consultato nella stessa data.

per ricordarne alcuni ben noti. Inoltre, la riflessione teorica sulle tematiche in
oggetto si sviluppa costantemente sulle pagine delle maggiori riviste di
linguistica teorica e applicata, o di settore linguistico, anche nel nostro paese (si
vedano in particolare Studi Italiani di Linguistica Teorica e Applicata e Rassegna
italiana di Linguistica Applicata) e anche per quanto riguarda linsegnamento
della lingua russa (alcuni articoli interessanti sono stati pubblicati sulla rivista
Studi Slavistici), pur se in misura decisamente minore rispetto a lingue come
linglese, il tedesco, lo spagnolo e il francese.

IL RUSSO PER SCOPI SPECIALI


Come avvenuto per i linguaggi speciali dellinglese e delle principali
lingue europee, anche il russo per scopi speciali si sviluppato nella seconda
met del XX secolo in relazione allattivit di preparazione di specialisti che si
formavano nellURSS per poi tornare nei rispettivi paesi, cos come per sopperire
alle esigenze di specialisti che studiavano il russo per necessit inerenti
allacquisizione o agli scambi di informazione (Pescatori 2004: 235).
Liniziale denominazione specialnyj jazyk (lingua speciale) o
specialnaja re (discorso speciale) fu presto sostituita dal calco dallinglese
LSP7, cio jazyk dlja specialnych celej (lingua per scopi speciali). Oggi
abbiamo a disposizione una grande variet di termini spesso utilizzati come
sinonimi: professionalnyj jazyk (lingua professionale), jazyk specialnosti
(lingua di specializzazione), mikrokod (microcodice), mikrojazyk
(microlingua), professionalnyj podjazyk
(sottocodice professionale),
technolet (tecnoletto). In ambito scientifico, a fianco di questa terminologia, si
ritrova anche lespressione pi generica di funkcionalnyj stil (stile funzionale),
che include spesso modalit espressive molto lontane tra loro, come quella
dellambito medico e dello sport (Denissova 2007: 328) e viene utilizzata
correntemente anche in riferimento al linguaggio letterario, giornalistico e
7

La sigla LSP sta per Language for Special Purpose. Come accennato, la riflessione sulle
microlingue interessa in un primo tempo linglese e poi il dibattito si amplia rapidamente a
comprendere lingue diverse dallinglese. La questione terminologica, per, rimane irrisolta.
Anche in italiano, la definizione linguaggio specialistico non lunica adottabile per riferirsi al
gergo specifico di un dato ambito lavorativo o di ricerca. Dai linguaggi settoriali di S. L.
Beccaria (1973) al linguaggio delle scienze (CLUC 1988), dalle microlingue di Balboni
(1989) alle lingue speciali di M. A. Cortelazzo (1990), dalle lingue di specializzazione di G.
Porcelli (1990) ai linguaggi per scopi speciali di A. Ciliberti (1981), ancora alle microlingue
scientifico-professionali di Balboni (2000), ogni studioso ha proposto una propria definizione
per indicare una realt in continua evoluzione nel panorama linguistico attuale. Lutilizzo di
termini tanto diversi trova in parte spiegazione nelle differenti prospettive elette dagli autori per
trattare il problema (prospettiva prevalentemente linguistica, od orientata sulla glottodidattica,
oppure sociolinguistica ecc.). Tuttavia, in uno stesso volume possibile trovare pi di una
denominazione (cfr. Balboni 2000: 5-11; Denissova 2007: 327-328).

pubblicistico. Gi D. N. melev nel 1977 parlava di funkcionalnye raznovidnosti


(variet funzionali) della lingua, definizione ripresa pi tardi da M. V. Panov
(1988). N. K. Garbovskij (1988) scriveva, invece, dei anry professionalnoj rei
(generi del linguaggio professionale)8.
Comunque le si voglia chiamare, resta il fatto che il diffondersi delle
microlingue nei programmi di istruzione secondaria e delluniversit, insieme
allimporsi del sistema di certificazione internazionale, ha determinato la
necessit di sussidi didattici mirati allinsegnamento di tali codici a discenti
italiani.
Dalla met degli anni Ottanta, periodo della perestrojka, in cui la Russia
inizia ad aprirsi allOccidente, in Italia sono stati pubblicati una ventina di
volumi che, con competenza e finalit diverse, offrono materiali di
approfondimento dei linguaggi specialistici del russo9.
Parte di queste pubblicazioni sono dedicate al turista che, conoscendo
lalfabeto cirillico, voglia improvvisare qualche frase di necessit nel paese
straniero. Si tratta spesso di manuali tascabili e senza pretese scientifiche, che
contengono elenchi di vocaboli ed espressioni di uso comune utili a chi viaggia
(cfr. Giovando e al. 1997, Vovk 2001, Parole 2003, Jankins, Grant 2006, Russo
per viaggiare 2010). I lemmi sono ordinati per argomento o situazione
comunicativa: allaeroporto, al ristorante, in albergo ecc. Talvolta, oltre al
testo russo e alla traduzione in italiano, viene data anche la pronuncia, e, pi
raramente, fornite indicazioni grammaticali.
Accanto a questi, troviamo i volumi rivolti a coloro che, padroneggiando le
strutture morfosintattiche del russo, si accostano allo studio della microlingua in
ambito commerciale. In questo caso abbiamo a che fare con veri e propri
prontuari utili per produrre documenti, redigere contratti, verbali di trattative ecc.
in maniera corretta e in tempi brevi (cfr. Roberti 1985; Koutchera Bosi 1986;
Bellan Faletti 1987; Dusi, Gallana 1995; Cadorin, Kukukina 1999; Cavazza
2000; Gruzova 2005). Tale letteratura ha il pregio di rispondere alle necessit
contingenti di chi si trova o si trover presto a lavorare nellambito aziendale o
del commercio.
Diversa, invece, limpostazione del volume di M. G. Benedek (1995) che
muove da intenti di carattere teorico sulla traduzione italiano-russo, per offrire
poi in appendice un glossario di marketing.
Il volume di P. Ricci (2009), dedicato al lessico doganale russo risulta, per
quanto a noi noto, lunico in Italia che inizia ad affrontare il linguaggio
giuridico, legislativo e dei rapporti politici internazionali.
Non mancano poi le opere dedicate al linguaggio scientifico (si legga: delle
scienze, quali fisica, chimica, medicina, scienze naturali ecc.). Tra queste, il
8

Per un excursus sullevoluzione della riflessione teorica a proposito del russo per scopi speciali
si veda Perotto 2000: 239-242.
9
Non consideriamo qui i dizionari specialistici, n le opere di carattere generale sulla lingua
russa che dedicano un capitolo o un paragrafo alle microlingue.

10

volume di H. Pessina Longo, G. N. Averjanova, K. Rogova (1995) abbraccia tutti


gli ambiti della comunicazione scientifica in lingua russa e coniuga osservazioni
metodologiche con approfondimenti di tipo descrittivo e storico, offrendo spunti
di riflessione di carattere metalinguistico sui linguaggi per scopi speciali. Con
profitto si possono consultare al riguardo anche i volumi di A. Roberti (1984) e
quello, appena edito, di E. Cadorin ed I. Kukukina (2011).
Numerosi, infine, i saggi e gli articoli che indagano le microlingue del russo
(soprattutto dellambito pubblicistico, economico-finanziario, giuridico e delle
relazioni internazionali) dal punto di vista della loro struttura, delluso e delle
metodologie didattiche da porre in essere per il loro insegnamento10.
Come si vede, linteresse per le microlingue del russo vivo e continua a
produrre non solo riflessioni teoriche, ma anche materiali didattici. Nonostante
ci, quello dei linguaggi speciali un mare magnum in continua evoluzione, che
difficilmente pu essere descritto e contenuto nelle pagine di un volume. In
effetti, la manualistica utilizzabile nei corsi universitari rimane scarsa e deve
essere integrata con materiali appositi reperiti o elaborati dallinsegnante in base
alla propria esperienza lavorativa e scientifica. Per questa ragione, molto spesso,
i corsi di russo per scopi speciali si riducono a corsi di traduzione di documenti
dallitaliano al russo e viceversa. Gi nel 2007 Denissova osservava che: per
quanto riguarda la didattica del russo, dove evidente la carenza di manuali nelle
varie microlingue, la traduzione dalla/nella lingua straniera rappresenta
praticamente il solo modo di insegnare i linguaggi speciali (Denissova 2007:
331-332). Accanto agli insegnanti di lingua e agli esperti di glottodidattica,
vediamo infatti mobilitati a interrogarsi sui problemi legati alla traduzione e
allinsegnamento delle microlingue del russo anche molti teorici della
traduzione11.
Per supplire allincompletezza della letteratura nostrana, docenti e discenti
possono avvalersi dei manuali prodotti in Russia. La casa editrice moscovita
Russkij Jazyk. Kursy (Lingua russa. Corsi), leader nella produzione di testi per
linsegnamento del russo agli stranieri, nella collana Posobija dlja specialistov
(Sussidi per gli specialisti) offre ben diciassette manuali, cui nei prossimi mesi
se ne aggiungeranno altri quattro (<http://www.rus-lang.ru/books/category/5>).
La collana Russkij jazyk v specialnych celijach (La lingua russa per scopi
speciali) delleditrice pietroburghese Zlatoust12, invece, ha al suo attivo undici
volumi (cfr. http://www.zlat.spb.ru/catalog5_6.html). Il ventaglio di tali manuali
10

In bibliografia il lettore potr trovare indicazioni al riguardo. Senza pretesa di esaustivit, si


citano soltanto i titoli utilizzati per la redazione del presente volume. Il lettore interessato potr,
inoltre, consultare con profitto la Bibliografia degli studi di linguistica russa (1990-2004):
Piccolo, 2004.
11
Si vedano in proposito il volume curato da P. Mazzotta e L. Salmon (2007) e quello curato da
Garzone (2000).
12
Letteralmente bocca doro, traduzione che risulta pertinente pensando a coloro che parlano
bene una lingua straniera, ma non si pu escludere un riferimento erudito a san Giovanni detto,
appunto, il Crisostomo.

11

abbraccia ormai quasi completamente il panorama del russo per scopi speciali:
dal russo economico e giuridico, al linguaggio utilizzato da camerieri e addetti ai
servizi di ristorazione, dalla lingua medica e delle scienze naturali, al gergo dei
mass-media ecc. Talvolta si tratta di materiali diretti a studenti non russofoni che
desiderano frequentare i corsi universitari in Russia, con unimpostazione
metodologica e finalit formative, quindi, non del tutto corrispondenti a quelle
necessarie a uno studente italiano dei corsi di mediazione.
Inoltre, sia i manuali pubblicati in Italia che quelli editi in Russia si
rivolgono a un pubblico dotato di un buon grado di conoscenza della lingua
russa, in linea con lorientamento della maggior parte degli studiosi di
glottodidattica che concepisce la microlingua come un sottoinsieme, un settore
della macrolingua, della lingua standard. Pertanto, risulta difficile scindere
nettamente lapprendimento di una lingua per scopi speciali da una conoscenza
almeno elementare della lingua comune13. Un linguaggio settoriale o una
microlingua [] la voce di un settore di lavoro, di vita o di ricerca della
comunit che lo usa afferma Freddi e la competenza linguistica generale e
quella microlinguistica settoriale non si pongono in ordine sequenziale, in quanto
la competenza settoriale non che un aspetto specifico della competenza
generale (in Denissova 2000: 219 e 229). F. Scarpa osserva che i linguaggi
specialistici non presentano una realt isolata rispetto alle normali strutture della
comunicazione, ma solo una variet funzionale del codice comune utilizzata in
ambiti specifici (cfr. Scarpa 2001: 16-18). La microlingua scrive Denissova
sarebbe dotata pertanto di unautonoma struttura concettuale e il suo rapporto
con la macrolingua si definirebbe, fondamentalmente, attraverso due livelli di
competenza: il primo, relativo alla conoscenza di base del codice; il secondo alla
conoscenza dei linguaggi settoriali, ovvero degli specifici microcodici delle varie
scienze. Lincrocio funzionale di queste due competenze indica come la lingua di
specializzazione non sia soltanto un sistema di termini, ma denoti altres
peculiarit fraseologiche, morfologiche e sintattiche che sono tipiche di qualsiasi
codice linguistico. In altri termini, lesistenza di una microlingua di
specializzazione inconcepibile senza la coesione della lingua comune, il cui
carattere complessivo si manifesta nelle forme pi disparate. Tutte queste variet
hanno infatti in comune la struttura della grammatica e/o il lessico, cio un
common core14 [] Le microlingue, pertanto, sono le voci della scienza, della
tecnologia e di altre aree di specializzazione che comunicano allinterno e
allesterno della propria area in un continuo scambio con la macrolingua. Ne
consegue che il possesso del solo common core non sufficiente per comunicare
in situazioni che richiedano la conoscenza di un codice speciale; al tempo stesso,
13

Si veda in proposito Balboni 2000. Tale concezione deriva da un approccio di tipo


sociolinguistico, ben diverso da quello di carattere tecnico-scientifico, secondo il quale ogni
lingua speciale viene concepita come una lingua nuova e in certo modo artificiale (Denissova
2007: 329) rispetto a quella comune.
14
Il termine stato introdotto da S. P. Corder (1973: 65).

12

tuttavia, la conoscenza del solo codice speciale insufficiente se non si


padroneggia il common core (Denissova 2007: 329-330). Sul problema della
priorit temporale tra educazione linguistica ed educazione microlinguistica,
come lo definisce Balboni (2000: 14), si continua a discutere, senza pervenire a
conclusioni univoche. Si potrebbe pensare, infatti, che non sempre
lapprendimento della lingua comune debba precedere necessariamente quello
delle lingue per scopi speciali. Nel caso, ad esempio, di discenti lavoratori15,
esperti nel proprio ambito professionale, lapprendimento di un linguaggio
specialistico, inerente realt loro note nella lingua madre, pu talvolta
prescindere da una approfondita conoscenza della lingua comune.
Non ci addentriamo adesso in questo dibattito, interessandoci, come
dicevamo, al caso di studenti universitari dei corsi di mediazione delle Facolt di
Lingue e letterature straniere, o di Lettere e Filosofia, sede privilegiata dove nel
nostro Paese i linguaggi specialistici vengono insegnati16.

LINSEGNAMENTO DEL RUSSO PER SCOPI SPECIALI


NEI CORSI DI MEDIAZIONE DELLUNIVERSIT ITALIANA
Limpianto tradizionale del nostro sistema di istruzione colloca
linsegnamento delle microlingue nellultimo biennio, in sede di laurea
magistrale, cio lo indirizza a studenti che gi padroneggiano la lingua comune
al livello B2, se hanno svolto con profitto il triennio. Per il russo, tale scelta
dettata anche dalla considerazione che raggiungere una buona conoscenza della
lingua standard nellarco dei primi tre anni di per s una sfida: a differenza
dellinglese, del francese, del tedesco e dello spagnolo, ormai diffusi in molte
scuole superiori in Italia (soprattutto nei Licei linguistici e negli Istituti tecnici
per il turismo), gli studenti che iniziano lo studio della lingua russa nella maggior
parte dei casi partono da zero. Pensare di somministrare loro dei contenuti
inerenti le lingue per scopi speciali nei primi tre anni apparirebbe utopico.
Inoltre, come scrive G. Denissova a proposito del russo per la finanza, lanalisi
della struttura semantico-lessicale, dellorganizzazione sintattica e della variet
stilistica del russo finanziario mostra chiaramente che la competenza
15

Tra gli studi di glottodidattica che trattano in particolare dellinsegnamento agli adulti
ricordiamo: Rogers 1969, Knowels 1990 e Demetrio 1990. Si veda, inoltre, Balboni 2000: 1415.
16
Sono rari, infatti, in Italia, i corsi sulle microlingue di un dato ambito scientifico o
professionale attivati presso facolt scientifiche. Per la lingua russa, positive eccezioni, che
esulano comunque dalla nostra competenza in questa sede, sono costituite ad esempio dalla
Facolt di Scienze Politiche della LUISS (Roma), dalle facolt di Fisica dellateneo milanese e
di quello di Bologna. Al lettore interessato al russo per la fisica segnaliamo i saggi di H. Pessina
Longo (1972, 1981).

13

microlinguistica una tappa posteriore, impossibile a prescindere dalla


conoscenza della lingua comune (Denissova 2000: 229).
Tuttavia, la pratica didattica con gli studenti del primo anno ci ha portato a
concludere che i primi mesi di approccio alla lingua russa risultano estremamente
importanti e possono con profitto essere impostati in maniera funzionale
allacquisizione delle microlingue. Durante il primo anno lo studente deve
ricevere delle basi solide e un metodo di apprendimento, delle chiavi daccesso
che gli servono a entrare nella lingua, comprenderne il funzionamento e iniziare
a padroneggiarne le strutture di base in maniera autonoma. Inoltre, deve riuscire
a costituirsi una buona base lessicale e iniziare a familiarizzarsi con la cinesica, la
prossemica, la vestemica della cultura di cui studia la lingua, cio apprendere
tutta una serie di codici extra-linguistici che gli sono necessari per emettere atti di
discorso non solo grammaticalmente corretti, ma efficaci dal punto di vista
comunicativo.
Nelle classi di mediazione (Cl 12) al primo anno si usano spesso gli stessi
manuali e lo stesso metodo didattico proposti nelle classi di indirizzo letterario;
prassi, questa, motivata dal fatto che lapprendimento dei primi rudimenti della
lingua non pu essere disgiunto dalla memorizzazione del lessico di base,
inerente la vita quotidiana (in ambiti quali: citt, casa, universit/scuola,
vestiario, prodotti alimentari, viaggi, sport e hobby, ecc.). Tuttavia, se vero che
linsegnamento va adeguato ai bisogni e, a nostro avviso, alle aspettative del
discente, dovremmo cercare di capire chi sia e cosa voglia lo studente
universitario principiante che sceglie un corso della Classe12. Certo, la sua
condizione non assimilabile a quella del perito aziendale o del giurista che
desiderano apprendere una microlingua per allargare le proprie possibilit
professionali. Nella maggior parte dei casi, come accennato, lo studente
universitario che inizia a studiare il russo non conosce n il russo comune, n la
microlingua di una data sfera professionale in italiano. Trovandosi in una facolt
umanistica, si aspetta anzitutto che gli venga insegnata la lingua comune. Avendo
scelto la Classe 12, desidera allo stesso tempo, che linsegnamento di detta lingua
straniera sia orientato fin dal primo anno a fornirgli le competenze necessarie per
poterla utilizzare in ambito lavorativo nei campi delleconomia, del turismo, del
diritto e delle relazioni internazionali17.

17

Cfr. gli sbocchi professionali previsti per il suddetto corso di laurea triennale: i laureati
potranno svolgere attivit professionale nel campo: dei rapporti internazionali, a livello
interpersonale e di impresa; della ricerca documentale; della redazione, in lingua, e traduzione
sia di testi aventi rilevanza culturale e letteraria, sia di altri generi testuali quali rapporti, verbali,
corrispondenza; di ogni altra attivit di assistenza linguistica alle imprese e agli enti e istituti
pubblici, sia nell'ambito della formazione e dell'educazione linguistica sia nell'ambito dei servizi
culturali rivolti a contesti multilinguistici e multiculturali e alla tutela dei dialetti e delle lingue
minoritarie e delle lingue immigrate. (cfr. Decreto Ministeriale per le Classi di Laurea
Triennale, scaricabile alla pagina web http://www.miur.it/Miur/UserFiles/Notizie/
2007/DMCdL_triennale.pdf, consultata in data 1/12/2010).

14

Pertanto, sarebbe quanto mai opportuno riuscire a coniugare lintroduzione


dei fondamenti della grammatica del russo con i pi comuni lemmi del gergo
aziendale, turistico, politico e giuridico, affinch il triennio della Classe 12
costituisca realmente una propedeusi alla Laurea Magistrale in Mediazione
linguistica e culturale. Tale impostazione didattica avrebbe in primo luogo un
risvolto positivo sulla motivazione dello studente che, scelto un determinato
percorso di studio, sarebbe messo nelle condizioni di confrontarsi da subito con
argomenti e lessico specifici dellambito lavorativo di suo interesse. Inoltre, pur
non intendendo ridurre linsegnamento delle lingue speciali a questione
meramente terminologica o nozionale orientamenti, questi, ormai superati nella
teoria glottodidattica18 non si pu negare che il grado di competenza
microlinguistica di un parlante dipende anche dalla sua capacit di definire in
maniera univoca loggetto, la persona o la situazione cui fa riferimento (cfr.
Pessina Longo e al. 1995: 92-97; Balboni 2000: 18-32). Nel settore delle
microlingue tale considerazione tuttaltro che ovvia: nellevoluzione dei
linguaggi specialistici in generale, e di quelli del russo in particolare,
langloamericano19 gioca il ruolo di lingua-modello da cui riprendere, tout-court
o con adattamenti ortoepici e ortografici, i termini per definire concetti, oggetti e
situazioni della nuova societ globalizzata. Ci d origine a un nucleo lessicale
comune a lingue diverse, costituito dai cosiddetti internazionalismi, che simili o
identici nella forma possono talvolta divergere a livello funzionale e semantico.
Gli elementi in comune scrive Denissova (2007: 342) [] non sempre
portano agli equivalenti denotativi e soprattutto a quelli connotativi: pertanto
raccomandabile addestrare i futuri traduttori e mediatori culturali a non trascurare
lasimmetria pragmatica che caratterizza qualsiasi dialogo tra le lingue-culture.
In questottica, la padronanza dei lessemi pi comuni dei linguaggi specialistici,
assimilati sin dalla fase iniziale dellapprendimento della LS, permetter al
discente di concentrare in un secondo momento la propria attenzione sulla
terminologia settoriale specializzata e in continua evoluzione, offrendo al
18

Negli anni Sessanta le microlingue venivano affrontate come problema terminologico.


Lorientamento nozionale-funzionale, invece, che identifica lapprendimento dei linguaggi
speciali con lassimilazione di un repertorio di atti comunicativi determinati, ha caratterizzato la
maggior parte della ricerca glottodidattica degli anni settanta (cfr. Munby 1978; Mackay,
Mounftord 1978; Widdowson 1979; Hutchinson, Waters 1987). La convinzione di insegnare le
lingue per scopi speciali tramite lindividuazione della loro terminologia o degli atti
comunicativi pi frequenti si per rivelata unillusione, come fa notare Balboni (2000: 23),
poich si lasciano inesplorate dimensioni come quelle sociolinguistica e interculturale, quella
linguistico-cognitiva, quella semiotica e, soprattutto, si trascura la dimensione testuale che ha
invece ricevuto un ruolo di primo piano nella ricerca degli anni Ottanta.
19
Sullinfluenza dellangloamericano sulla lingua russa e sullevoluzione attuale del russo esiste
una ricchissima letteratura, della quale ci limitiamo a segnalare qualche titolo esemplificativo:
Kasatkin, Krysin, ivov 1995 (in particolare la sezione sul russo moderno, pp. 303-370),
Zemskaja 1996, Kostomarov 1999, Krysin 2003. Si vedano, inoltre, tra i saggi pubblicati in
Italia, i numerosi articoli di C. Lasorsa (ad esempio Lasorsa 1995, 2004), Denissova, Salmon
2002, e la recente monografia di V. Benigni (2007).

15

contempo una base lessicale pi completa agli studenti che decidono di


concludere gli studi con la laurea triennale. Inoltre, aiuter i discenti a sviluppare
un metodo di apprendimento critico, consapevole delle tipicit e sfasature
culturali tra Russia e Occidente20.
Queste sono state le prime considerazioni da cui scaturito il presente
sussidio.
La scelta dellargomento grammaticale, invece, stata dettata dalla
constatazione che, nel programma di morfosintassi per il primo anno, insieme al
presente e al passato dei verbi, i casi figurano come argomento principale, che
occupa molte delle ore a disposizione del docente.
Affinch linsegnamento dei casi sia efficace necessario scegliere con
oculatezza sussidi didattici adeguati. Dagli anni Sessanta del XX secolo in poi
lItalia ha visto formarsi una buona bibliografia di materiali operativi e di
riflessioni teoriche, che costituisce oggi un patrimonio di conoscenze e strumenti
a disposizione dellinsegnante (si veda in proposito lappendice bibliografica in
Lasorsa 1996: 64-68). Va riconosciuto, tuttavia, che nellattuale panorama
editoriale italiano non disponibile un manuale di conversazione che unisca una
chiara presentazione degli argomenti grammaticali, con lutilizzo di un lessico
propedeutico allapprendimento dei linguaggi specialistici21.
Le case editrici russe, Zlatoust e Russkij Jazyk in testa, hanno elaborato
validi sussidi intesi allinsegnamento del russo come LS dal livello elementare a
quello avanzato, rivolti principalmente ad apprendenti anglofoni o francofoni,
che con qualche adattamento e con la mediazione del docente, sono fruibili anche
da parte di un pubblico italiano. Non intendendo qui fare una disamina
approfondita di tutti i sussidi didattici esistenti sul mercato, ci limitiamo a
evidenziare pregi e difetti di quelli da noi utilizzati nei corsi del primo anno nella
Facolt di Lingue e Letterature Straniere dellUniversit G. DAnnunzio di
Chieti-Pescara. Manuali come Poechali! (ernyov 2003) o ili byli (Miller et al.
2006) hanno il grande pregio di presentare gli argomenti grammaticali in
combinazione con espressioni del linguaggio quotidiano e con vocaboli
corrispondenti ai requisiti del Quadro comune europeo per i livelli A1 e A2.
Sono testi, per, che lo studente principiante italiano non in grado di utilizzare
da solo, senza laiuto dellinsegnante, perch non hanno spiegazioni
grammaticali discorsive (ma solo attraverso tabelle, non sempre eloquenti) e
contengono informazioni soltanto in lingua russa. Da eserciziari quali Moi
druzja padei (Bulgakova et al. 2009) e Russkij jazyk v upranenijach
(Chavronina, iroenskaja 2007) si possono trarre validissimi contributi
20

Sullargomento si veda Salmon 2000.


Migliore la situazioni se pensiamo alle grammatiche descrittive, dopo luscita del volume di
Tancon-Pesenti, che, almeno per il livello elementare e intermedio, si d come valido sostituto
della grammatica descrittiva di I. M. Pulkina (et al. 1960) sulla quale si sono formate
generazioni di studenti di russo. Tuttavia, come ho avuto modo di notare altrove, il testo diventa
accessibile agli studenti solo al termine del primo anno di studio della lingua russa e solo in
parte (cfr. Ferro 2009).
21

16

allelaborazione delle unit didattiche22. Il primo dotato di tabelle grammaticali


estremamente chiare e complete, ma non rispetta il principio della gradualit,
fondamentale nella glottodidattica: la terminologia grammaticale figura in russo
fin dalla prima pagina, risultando incomprensibile per il principiante. Se
auspicabile che alla fine del primo anno gli studenti conoscano le definizioni
grammaticali in lingua, pur vero che le spiegazioni in russo allinizio sono
dintralcio e rallentano lapprendimento. Il lessico, inoltre, complesso e pu
essere utilizzato con profitto eventualmente al secondo anno. Il volume curato da
S. A. Chavronina rimane insuperabile fino ad oggi per le batterie di esercizi e per
il lessico semplice che ben si attaglia ai corsi per principianti, ma contiene poche
e parziali spiegazioni grammaticali, che linsegnante deve necessariamente
integrare. Inoltre, la riedizione che ne stata fatta con le spiegazioni in lingua
inglese, e che risulta lunica attualmente in commercio in Italia, contiene
fastidiosi refusi e anche alcuni errori.

CRITERI DI REDAZIONE DEL SUSSIDIO


Il presente sussidio per linsegnamento dei casi della lingua russa utilizza
un metodo glottodidattico di tipo integrato: ogni lezione presenta una o pi
nuove unit comunicative minime23 (vale a dire semplici enunciati o strutture
elementari del tipo domanda e risposta) associate a un argomento grammaticale,
nella fattispecie a un caso specifico. Con laiuto delle immagini, inoltre, vengono
introdotti cenni di stranovedenie (studio della civilt): linsegnante,
commentando in base alla propria conoscenza e frequentazione del contesto
socio-culturale russo le immagini proposte in ciascun capitolo, ha loccasione di
portare la classe in quellambiente, facendo in modo che esso le diventi
familiare.
Coniugare lapprendimento della grammatica con aspetti di conoscenza
della cultura unacquisizione fondamentale della glottodidattica moderna.
Come si detto, infatti, linsegnamento/apprendimento delle lingue non mira
soltanto a fornire allo studente le necessarie nozioni linguistiche, ma anche le
abilit pragmatiche, funzionali e culturali, in una parola la competenza

22

Non dimentichiamo che, se ciascuno dei metodi che abbiamo passato in rassegna ha segnato
una tappa nellevoluzione della teoria dellinsegnamento delle lingue straniere e ha prodotto
nuovi manuali ed eserciziari a disposizione di chi oggi si accosta allinsegnamento e
allapprendimento di una LS, lelemento che rimane nelle mani dellinsegnante la capacit di
utilizzare in maniera autonoma e originale determinati sussidi didattici in vista di un programma
formativo sempre pi rispondente alle istanze attuali, e di integrarli con materiali autentici.
23
Sulla distinzione tra unit comunicativa minima e unit comunicativa non minima cfr.
Rocci 2003.

17

comunicativa (cfr. Hymes 1962, 1972; Balboni, Luise 1994), che gli permettano
di utilizzare la lingua (e la microlingua) in maniera congrua al contesto24.
Lopportunit di utilizzare materiali autentici (immagini reali del contesto
in cui si parla la LS, copia di una lettera, insegne dei negozi ecc.) una
conseguenza del principio della verosimiglianza che molta letteratura
scientifica riconosce come fondamentale nellimpostazione di un curriculo di
insegnamento delle microlingue, insieme a quelli del controllo della realt
linguistica25 e della non banalit26: i contenuti proposti devono essere
verosimili, cio devono essere testi che potrebbero essere stati prodotti nel
mondo in cui viene usata la microlingua afferma Balboni (2000).
Oltre ad avvicinare il discente al contesto sociale russo, il materiale
autentico, costituisce una risorsa utile da sfruttare nelle lezioni di grammatica
perch desta linteresse, mantiene viva lattenzione, suscita la curiosit di
conoscere la Russia e pertanto ha un riflesso positivo sullimpegno
nellapprendimento della lingua. In questa prospettiva, ci sia permesso di
dissentire da quanto scrive Balboni, quando afferma che i materiali autentici
possono essere utilizzati per motivare e per coltivare leccellenza di alcuni
studenti (Balboni 2008: 52), in particolare nei livelli avanzati di apprendimento.
A nostro parere, invece, i materiali originali possono essere utilizzati con profitto
anche nelle fasi iniziali, purch selezionati adeguatamente e purch sia abbassato
il livello di difficolt del compito richiesto allo studente.
Come ovvio, anche nel presente sussidio si trovano, accanto a quelli
autentici, materiali ad hoc, esercizi formulati appositamente per lapprendimento
di lessico, desinenze, concordanza sostantivo-aggettivo ecc., e calibrati sul livello
di conoscenza della lingua russa dello studente principiante. E in questo caso ci
troviamo in accordo con Balboni, quando afferma che non necessariamente,
soprattutto nelle fasi iniziali, i testi debbono essere presi di peso dalla vita
quotidiana di quellambito scientifico o professionale (cfr. Balboni 2000: 74).
Il lessico scelto facilmente coniugabile con quello di base (cf. livelli A1
e 2 del Quadro comune europeo) e al contempo propedeutico allapprendimento
dei linguaggi specialistici: si tratta di lemmi utili per identificare i luoghi di
lavoro (fabbrica, azienda, tribunale, parlamento ecc.), per nominare le figure
24

Sulla necessit di un approccio integrato allinsegnamento della lingua russa e in particolare


della microlingua russa dellambito finanziario, Denissova scrive: solo un insegnamenti
integrato, nel quale interagiscano e si completino a vicenda aspetti linguistici (fonetica, lessico,
grammatica, sintassi, stilistica), comunicativi (la conoscenza delle forme principali dellattivit
discorsiva), culturali (la background knowledge della realt culturale con particolare attenzione
ai problemi della semiotica contrastiva), pragmatici (la conoscenza delle strategie e delle norme
comunicative) e specialistici (la competenza microlinguistica settoriale) pu formare
partecipanti competenti alla comunicazione interculturale in ambito finanziario (Denissova
2000: 234).
25
In base a questo principio, i materiali proposti devo essere graduati dal punto di vista
linguistico.
26
Se vero che va rispettato il principio della gradualit di cui alla nota precedente, anche
vero che non si rivela utile uneccessiva semplificazione contenutistica dei materiali proposti.

18

gerarchiche principali degli ambiti professionali (direttore, segretario, presidente,


ministro, avvocato, giudice ecc.) e per formulare frasi semplici relative a
situazioni della vita reale che possono accadere in tali contesti.
La base di partenza del volume sono gli schemi delle desinenze dei casi,
che si ispirano a quelli, ottimi, contenuti in Moi druzja padei, e che riguardano
sostantivi, aggettivi e pronomi personali e possessivi. Imparare a usare insieme
queste tre categorie grammaticali sviluppa pi velocemente anche le competenze
orali e di scrittura, dando la possibilit al discente di esprimersi da subito in
maniera pi completa. Rispetto agli schemi del manuale edito a Mosca, quelli qui
proposti sono stati modificati e integrati in base a riflessioni derivate dalla nostra
esperienza didattica: la terminologia grammaticale in lingua sempre associata a
quella corrispondente in italiano; inoltre, le tabelle riguardanti gli aggettivi sono
profondamente rielaborate per esplicitare meglio quali aggettivi seguono la
declinazione forte e quali si declinano secondo quella debole. Il lessico impiegato
nellesemplificazione delle desinenze diverso da quello del manuale russo,
poich seleziona vocaboli semplici, ma utilizzabili anche negli ambiti
economico, politico, giuridico e turistico. Parole come ,
risulterebbero dintralcio se introdotte al primo anno, ma lemmi
come , , possono senza problemi essere appresi
allinizio, alla stregua delle parole che riguardano lambito universitario o
scolastico, che tutti i manuali prevedono. Tanto pi che, spesso, si tratta di
internazionalismi il cui significato facilmente riconoscibile dal discente,
pertanto non ostacolano lapprendimento della grammatica, semmai lo facilitano,
sollevando lapprendente dallonere di memorizzare lemmi del tutto nuovi,
formati con radici slave, a lui ignote.
Il presente volume consta di 6 capitoli, ognuno corrispondente a un caso.
A questi, abbiamo premesso una breve presentazione delle fondamentali regole
ortografiche del russo, che, come noto, hanno importanti riflessi sul piano
grammaticale, e una sintetica illustrazione della formazione delle parole
(slovoobrazovanie) nella lingua russa, che costituisce una delle chiavi daccesso
per entrare nella lingua cui si faceva riferimento. In queste sezioni ci limitiamo
a fornire le informazioni necessarie allapprendimento dei casi, senza la pretesa
di una trattazione esaustiva dellargomento.
I capitoli riguardanti i casi hanno tutti la medesima struttura: allinizio
viene introdotta, anche attraverso lausilio delle immagini, lunit comunicativa
minima di riferimento. Seguono la spiegazione discorsiva della funzione
principale che viene assolta dal caso che si sta affrontando, le tabelle che
illustrano le desinenze e gli esercizi sulle forme grammaticali, per favorirne la
memorizzazione. Infine, si spiega quando il caso viene utilizzato e si propongono
esercizi sulluso.
Ogni capitolo ha una sezione conclusiva con esercizi di ripasso su tutti i
contenuti grammaticali relativi al caso trattato. Lultimo esercizio di ogni
capitolo costituito da un breve testo nel quale lo studente deve inserire alcune

19

parole nella forma corretta. La centralit del testo (orale o scritto) nel processo di
insegnamento/apprendimento delle lingue straniere unacquisizione
fondamentale della glottodidattica odierna27. Riteniamo che fin dalle prime fasi
dellinsegnamento di una LS, lo scopo delle lezioni di grammatica non sia
soltanto quello di permettere agli studenti di capire e memorizzare le regole, ma
di sviluppare la capacit del discente di comporre frasi dal significato compiuto,
consequenziali, che formino testi coesi, avvalendosi della grammatica appresa.
Lordine in cui vengono presentati i casi il seguente: nominativo,
prepositivo, accusativo, genitivo, dativo, strumentale. Si tratta di un ordine logico
che muove dalla presentazione di oggetti e persone, allelaborazione di
proposizioni via via pi complesse con laggiunta dei complementi (di stato in
luogo, delloggetto, di termine, e cos via).
Gli accenti delle parole, che al primo anno importante indicare essendo il
russo una lingua con accento mobile, sono segnati sottolineando la vocale
accentata.
Le tabelle delle terminazioni dei casi, le chiavi degli esercizi e il glossario
conclusivo rendono lopera particolarmente adatta per lautoapprendimento.
Il volume fruibile come testo integrativo, per larricchimento lessicale e
il consolidamento delle nozioni grammaticali, anche nei corsi basati sui manuali
tradizionali.

27

Cfr., ad esempio, Desideri 1991.

20

Parte seconda

SUSSIDIO DIDATTICO
SUI CASI DELLA LINGUA RUSSA

22

FONETICA E ORTOGRAFIA
28
Nozioni essenziali
Prima di introdurre i casi necessario tenere presenti alcune caratteristiche fondamentali, di
carattere fonetico, ortografico e morfologico, della lingua russa:

VOCALI
( )
Lalfabeto russo ha 10 vocali: 5 forti e 5 deboli.
Vocali forti

Vocali deboli

(sempre accentata)

Lopposizione forte/debole delle vocali determina lopposizione dura/molle delle


consonanti.
Inoltre, lalfabeto russo, ha 2 SEMIVOCALI: ( , segno molle) e (
, segno duro). Queste non si pronunciano (e dunque non sono mai accentate), ma
servono a indicare il carattere della consonante che precede, oppure a separare dei suoni tra
di loro.

CONSONANTI
( )
Le consonanti sono dure se:
1. Si trovano in fine di parola ()
2. Precedono una vocale forte ()
3. Precedono unaltra consonante ()
4. Precedono il segno forte ()
Le consonanti sono molli se:
1. Precedono una vocale debole ()
2. Precedono il segno debole ()
28

Indichiamo laccento delle parole sottolineando la vocale accentata. Si tenga presente che la in
russo sempre accentata. La consonante molle , che per il parlante italiano ricorda la vocale I,
essendo una consonante non pu essere portatrice di accento. Non sono mai accentate, infine, le
semivocali , . Pertanto in parole quali: , , non si segnala laccento, non essendoci
ambiguit: , , .

23

Le consonanti, quindi, possono essere sia dure che molli, a seconda della posizione in cui si
trovano nella parola. Fanno eccezione 6 consonanti, che sono sempre dure o sempre molli.
Si veda la seguente tabella riassuntiva:
A. Consonanti a coppia
Dure

Molli

B. Consonanti senza coppia
Sempre dure

Sempre molli

Lopposizione dura/molle importante sia per pronunciare correttamente le parole, sia per
saperle declinare.

Le consonanti , , , , , , , seguono delle regole ortografiche particolari e


possono essere seguite solo da alcune vocali:

()

()

Ci, come vedremo, determina delle variazioni fondamentali nella declinazione delle parole.

24

LA FORMAZIONE DELLA PAROLA


()
NELLA LINGUA RUSSA
Nozioni essenziali

Nei nomi (sostantivi e aggettivi) della lingua russa si distinguono due parti: la radice e la
desinenza.
La radice contiene il significato della parola.
La desinenza contiene le informazioni grammaticali e indica la funzione che la parola
svolge nella frase.
radice: = tavolo; desinenza: = sostantivo m. sg. al caso nom.
radice: - = giornale; desinenza: -a = sostantivo f. sg. al caso nom.
radice: - = lettera; desinenza: -o = sostantivo n. sg. al caso nom.
radice: - = tavolo; desinenza: - = sostantivo m. pl. al caso nom.
La radice la parte fissa della parola che, salvo rare eccezioni, non subisce variazioni.
La desinenza , invece, la parte variabile, che varia, cio, a seconda della funzione che la
parola chiamata a svolgere nella frase.
I casi sono il sistema delle desinenze che ogni parola pu assumere a seconda della funzione
che svolge nella frase (soggetto, oggetto, complemento di termine, ecc.).
Alcuni casi si usano senza preposizioni, altri si combinano con una o pi preposizioni.

Sostantivi e aggettivi, nella lingua russa, si distinguono in base a:


1. genere (): maschile (m.), femminile (f.) e neutro (n.);
2. caso (): nominativo (nom.), genitivo (gen.), dativo (dat.), accusativo (acc.),
prepositivo (prep.), strumentale (str.);
3. numero (): singolare (sg.) e plurale (pl.).

Nella lingua russa, a partire da una stessa radice possibile formare parole con funzione
grammaticale diversa (sostantivi, aggettivi, verbi, avverbi) mediate luso di affissi, cio di
prefissi (particelle preposte alla radice) e/o di suffissi (particelle postposte alla radice).
Limitando la nostra attenzione a sostantivi e aggettivi, riportiamo un esempio esplicativo:

(radice che indica la


lettura, il leggere)

-
--
---

lettore (sost. maschile)


lettrice (sost. femminile)
di lettura (agg.)
25

Come si vede, in alcuni casi, gli affissi definiscono il genere dei sostantivi derivati da
ununica radice (cfr. /). Allo stesso modo, possono indicare
diminutivi e vezzeggiativi. Oltre ad avere una funzione grammaticale, tali particelle possono
aggiungere alla radice delle sfumature di significato:

-- (radice che indica il


moto, il movimento)

26

-
-

movimento verso linterno = entrata


movimento verso lesterno = uscita

IL CASO NOMINATIVO
( )

IL SOSTANTIVO
( )
? .
Che cos? una ditta.

? .
Chi ? il direttore.

Il caso nominativo la forma base dei sostantivi e degli aggettivi (quella che si trova sul
vocabolario) e serve a nominare o indicare oggetti e persone. Risponde alla domanda ?
? (chi? che cosa?).
Le desinenze del caso nominativo (cfr. la tabella nella pagina seguente) distinguono il
genere e il numero dei sostantivi e degli aggettivi.
Al singolare le desinenze del maschile, femminile e neutro sono diverse.
Al plurale i sostantivi maschili e quelli femminili si avvalgono delle stesse desinenze.

27

Maschile ( )
Femminile ( )
Singolare
Plurale
Singolare
( )
( )
Dopo cons.
dure
(

)
Dopo ()

Dopo cons.
olli
(
)

- (-, -, -, -)

-

- (-)

!!!
Vi sono dei sostantivi maschili che terminano in -a/-, cio come i femminili: , , ,
. Talvolta si tratta di nomi che possono essere usati sia per un soggetto maschile, che per un soggetto
femminile: . Questi si declinano come sostantivi femminili, ma si concordano con aggettivi e
pronomi declinati secondo le desinenze del maschile.
Neutro ( )
Singolare
Plurale
( )
( )
Dopo cons. dure (
)
+

Dopo cons. molli (


)

Neutri in (c. . ) -

28

!!!
Alcuni sostantivi formano il plurale in maniera irregolare rispetto alle desinenze appena esposte:
1. sostantivi maschili con plurale in -/-: , , ,
, , , , ,

2. sostantivi maschili che hanno al sg. il suffisso -: , ,



3. sostantivi maschili con e/o mobile: , , , ,
, , -
4. sostantivi con plurale irregolare: maschili: , , ,
, , ; femminili: , ,
, ; neutri: , .
5. Sostantivi che formano il singolare e il plurale da radici differenti:

1.
Leggi e riconosci il genere e il numero delle parole:

2.
Componi delle frasi come quelle dellesempio, utilizzando il lessico proposto.
? , . / , , .
()

/ ()

()

29

3. ( / / )
Scegli fra ? ?
? .
? .
1. . ? .
2. . ? .
3. . ? .
4. . ? .
5. . ? .
6. . ? .
7. . ? .
8. . ? .
9. . ? .
10. . ? .
11. . ? .
12. . ? .
13. . ? .
14. . ? .
15. . ? .
4. ( / / )
Suddividi i sostantivi in base al genere.
Maschile ( )

30

Femminile ( )

Neutro ( )

, , , , , , , , , ,
, , , , , , , , , ,
, , , , , , , , ,
, , , , , , , , , ,
, , , , , , , , , , ,
, , , , , , , ,
, , , , , , ,
, , , , ,

5. ( / / )
Traduci le parole dellesercizio precedente e indica a quale ambito comunicativo
appartengono. Quali parole possono essere utilizzate in pi ambiti?
Russo

Italiano

Ambito Comunicativo

31

6. ( / / )
Forma il plurale.

Singolare (. .)

32

Plurale (. .)

Singolare

Plurale

33

LAGGETTIVO
( )
? . Cos? il computer nuovo.
? . Chi ? la nuova collaboratrice.
Nella lingua russa le desinenze degli aggettivi, come quelle dei sostantivi, variano in base al
numero, al genere e al caso. Inoltre, le desinenze dipendono dalla posizione dellaccento
nella parola e dalla qualit (dura/molle) della consonante che precede la desinenza.
Gli aggettivi russi si dividono in due gruppi:
- aggettivi che seguono la declinazione forte: a questo gruppo appartengono gli aggettivi
maschili in consonante forte (con desinenza sia atona che tonica), i maschili in , , , ,
con desinenza tonica; gli aggettivi neutri in consonante forte (con desinenza sia atona che
tonica), gli aggettivi femminili in cui la desinenza - preceduta da consonante forte.
- aggettivi che seguono la declinazione debole: cio gli aggettivi maschili in , , , ,
con desinenza atona; gli aggettivi maschili in consonante debole; i neutri in consonante
debole; i femminili in -.
Come vedremo, nella declinazione del singolo aggettivo possono esservi forme miste,
dovute principalmente a ragioni di carattere ortografico.

Dopo cons.
dure (

)
Dopo
()
, , *

M. (. .)
?
Desinenza
Desinenza
atona
tonica
-
-

()
-

(,
)

Dopo
()
,

Sg. (. .)
N. (. .)
?
Desinenza
Desinenza
atona
tonica
-
()

()

()

()

()

()

()

()

()

Dopo ,
oppure
debole***
( ,

)

34

()

(,
)

()

()

()

(,
)

()

F. (. .)
?

Pl.
(. .)
?

()

()
-

()

()

()

()
-
**
()

()

* Gli aggettivi con tema in K, , seguono la declinazione di tipo forte, ma per ragioni ortografiche non
possono essere seguiti da , bens da (cfr. desinenze del nom. m. sg. e del pl.)
**Dopo e si scrive - per ragioni ortografiche: si tratta di due consonanti molli, dopo le quali non si
pu scrivere -.
*** Sono un gruppo ben definito di aggettivi relativi () nei quali la consonante seguita
dalla terminazione debole -. Ne diamo qui alcuni dei pi comuni: , , , ,
, , .

7.
Leggi, traduci e memorizza le seguenti coppie di aggettivi.
Indica in quale ambito semantico possono essere utilizzati.












8.
Rispondi utilizzando laggettivo di significato contrario.

1. ? , .
2. ? , ..
3. ? , ..
4. ? , ..
5. . ? , ..
/
1. ? , ..
2. ? , .......................................
3. ? , ........................................
4. ? , ..............................................
5. ? , ............................................

1. . ? , ..
2. ? , ..
35

3. ? , ..
4. ? , .............................................
5. ? , ..

9.
Dal sostantivo allaggettivo derivato.
Traduci in italiano i seguenti aggettivi e spiega in quali ambiti comunicativi possono essere
usati:




Completa le seguenti frasi scegliendo uno degli aggettivi precedenti:
1.
2.
3.
4.
5.
6.

? ......................................... .
? ......................................... .
? ......................................... .
? ......................................... .
? ......................................... .
? ............................................. .

10.
In gruppi di due componete dei brevi dialoghi per descrivere le foto, formulando delle
domande con gli aggettivi proposti:


(,
,
)

36

- ?
- .
- ?
- .
- ?
- ,
.
- ?
- , ,
.

(,
)


(,
)

(,
)

11.
Scrivete 10 frasi utilizzando il lessico che avete imparato.
1. ..
2. ..
3. ..
4. ..
5. ..
6. ..
7. ..
8. ..
9. ..
10. ..
37

I PRONOMI
()

PERSONALI ()
I pronomi personali soggetto nel russo sono i seguenti:

//*

* Il pronome personale soggetto di terza persona singolare si distingue in base al genere.

POSSESSIVI ()
Pronomi possessivi di prima e seconda persona, singolare e plurale
Sg. (. .)
F. (. .)
?

M. (. .)
?

Pl.
(. .)
?

N. (. .)
?

Queste forme possono essere usate sia come pronomi, che come aggettivi.
I pronomi/aggettivi possessivi di prima e seconda persona singolare concordano in numero,
genere e caso con il sostantivo che sostituiscono o a cui si riferiscono.

Pronome possessivo di terza persona, singolare e plurale


M. (. .)
()

Sg. (. .)
N. (. .)
()

es.: , .

F. (. .)
()

es.: ,
.

Pl.
(. .)
()

es.: ,
.

I pronomi/aggettivi possessivi di terza persona singolare e plurale, a differenza di quelli di


seconda persona, NON mutano in base al caso.
38

12. , , ,
Inserisci il pronome di prima o seconda persona singolare o plurale nella forma corretta.

1. ? ().
2. ? . ().
3. ? . ().
4. ? . ().
/
1. ? ().
2. ? . ().
3. ? . ().
4. ? . ().

1. ? ().
2. ? . ().
3. ? . ().
4. ? . ().

13. ( / / ) , ,
Inserisci il pronome di terza persona che necessario.
1. , . .
2. . .
3. , . .
4. , . .
5. , .

14. ( / / ) , , , , , ,
Inserisci il pronome richiesto dal contesto.
1.

2.
3.
4.

5.

- ?
- , . , .. .
.
- ?
- , . , , . .
. . .
- ?
- , .. , .. ..
.
, . .

39

RIPASSO
15.
Inserisci le parole tra parentesi nella forma corretta.
1.

- ?
- .. () , . .
- .. ()?
- , ().
- ?
- ( ) .
- ()?
- , . (), ()
.. ().
- ?
- .. () , .
- ?
- .. , .. .

2.

3.

16.
Completa le frasi con degli aggettivi appropriati
1.
2.
3.
4.
5.

17.
Scegli la soluzione giusta.
1.

)
)
)

2.

)
)
)

3. ...

)
)
)

40

4.

)
)
)

18.
Inserisci le parole tra parentesi nella forma corretta.
. . () . ()
. (). , .
.. (). ..()
. .. () .
() . (),
().

41

IL CASO PREPOSITIVO
( )

? .

42

Altri argomenti grammaticali:


presente e passato del verbo;
futuro del verbo ; verbi in -

IL SOSTANTIVO
( )
? .
Dov il documento? Il documento sul tavolo.

? .
Di che cosa state parlando? Stiamo parlando del lavoro.
. Sono nato in aprile

Il caso prepositivo deve il proprio nome al fatto che non viene usato mai da solo, ma sempre
in combinazione con una preposizione.
Tale caso serve a esprimere:
- il complemento di stato in luogo, se preceduto dalle preposizioni oppure . In
questo significato esso risponde alla domanda ? (dove?);
- il complemento di argomento, se preceduto dalla preposizione O/ (a proposito
di); risponde in tale significato alla domanda o ? o ? (a proposito di chi? proposito
di che cosa?) ;
- inoltre, il prepositivo, preceduto dalle preposizioni oppure , esprime alcuni
complementi di tempo.

Dopo cons. dure


(
)
+ , , , ,

Sg. (. .)
M. e N. (. . .)
F. (. .)
? / o ? o ?
? / o ?
-
-
()
()
()
()
()

Femminili in (.
. . ) -
Dopo cons. molli
(
)

()
-

-





-/

()
()
()
()
-

Pl. (. .)

()
()
()

43

!!!

Alcuni sostantivi di genere maschile al prepositivo singolare prendono la desinenza -y accentata,


invece che -e quando esprimono lo stato in luogo. Elenchiamo qui di seguito i pi comuni:
, , , , , ,
, , , .
Gli stessi sostantivi, se usati per esprimere il complemento di argomento, si declinano regolarmente:
,
I sostantivi femminili formano il prepositivo in maniera irregolare: rispettivamente
.
Nota di carattere fonetico:
le preposizioni costituite da ununica lettera oppure da ununica sillaba si pronunciano come se
fossero attaccate alla parola che segue e non hanno accento proprio: -

Come dicevamo, il complemento di stato in luogo si rende con / + prepositivo.


B significa in/dentro e HA significa su/sopra:
. Il documento nella borsa
. Il documento sul tavolo
. I pesci vivono nel mare
. Noi siamo in vacanza al mare
Tuttavia, vi sono una serie di sostantivi che si associano a B oppure a HA
indipendentemente dal significato di queste preposizioni.
In questo caso necessario memorizzare la preposizione corretta per ciascun sostantivo.
Offriamo qui di seguito un elenco di alcuni sostantivi associati alla preposizione corretta:

( ),


,
, , ,
,
,
,
,
, , ,


, ,
44

, , , ,
, , ,
, ,

, ,
, ,

, , ,

,
, , ,

, ,
, ,
, , ,
, ,

1.
Rispondi alle domande scegliendo la preposizione corretta e declinando i sostantivi al caso
prepositivo.
?
.

1. ? ..................... (/) ............................... ().


2. ? ..................... (/) ...............................().
3. ? ..................... (/) ............................... ().
4. ? ..................... (/) .............................. ().
5. ? ..................... (/) ............................... ().
/
1. ? ..................... (/) ...............................().
2. ? ..................... (/) ............................... ().
3.

.....................
(/)
...............................().
4. ? ..................... (/) ...............................().
5. ? ..................... (/) ............................... ().

1. ? ..................... (/) ...............................().


2. ? ..................... (/) ............................... ().
3. ? ..................... (/) ............................... ().
4. ? ..................... (/) ...............................().
5. ? ..................... (/) ...............................().

2. ( / / ) Plurale
.
1. . .......................................................
2. . .......................................................
3. . .......................................................
4. . .......................................................
5. . .......................................................
6. . .......................................................
7. . .......................................................
8. . .......................................................
9. . .......................................................
10. . .......................................................

45

3. ( / / )
Scrivi 10 frasi usando il caso prepositivo per indicare il complemento di stato in luogo.
11. ..
12. ..
13. ..
14. ..
15. ..
16. ..
17. ..
18. ..
19. ..
20. ..

Oltre che per esprimere il complemento di stato in luogo, il prepositivo si usa anche per il
complemento di argomento. In questo caso preceduto dalla preposizione O (O davanti a
vocale).

4.
Declina i sostantivi al prepositivo singolare o plurale, a seconda del contesto.

1. .............................................. ().
2. ................................................... ().
3. .............................................. ().
4. ................................................ ().
5. ................................................... ().
/
1. ............................................ ().
2. ............................................. ().
3. ................................................ ().
4. .................................................. ().
5. .......................................().

1. ............................................ ().
2. .............................................().
3. ......................................... ().
4. ................................................().
5. .................................................. ().

46

5. ( / / )
Rispondi alle domande.
?
.
1.
2.
3.
4.

?......................................................................
?............................................................................
?..............................................................................
?............................................................................
5. ?...........................................................................

I PRONOMI
()
PERSONALI ()
Nom. (. .)

/ /

Prep. (. .)


/
/


/

POSSESSIVI () e pronome
Pronomi possessivi di prima e seconda persona, singolare e plurale
Sg. (. .)
M. e N. (. .
F. (. .)
.)
/ ?
/ ?
/
/
/
/

/
/
/
/

Pl. (. .)

/ ?
/
/
/
/

Pronome possessivo di terza persona, singolare e plurale


Sg. (. .)
M. e N. (. . .)
F. (. .)
/ ?
/ ?
/
/

Pl.
(. .)
/ ?
/
47

I pronomi/aggettivi possessivi di terza persona singolare e plurale, come abbiamo gi


notato, non mutano in base al caso, pertanto le loro forme sono le stesse del caso
nominativo.
Tuttavia, nel caso in cui il pronome di terza persona si riferisca al soggetto della frase, esso
viene espresso da (, , ), che si declina come un aggettivo, mutando,
cio, in base a numero, genere e caso.
Forme di al caso prepositivo:
Sg. (. .)
M. e N. (. . .)
F. (. .)
/ ?
/ ?
/

Pl.
(. )
/ ?
/

Nota la differenza di significato tra le seguenti frasi:


. Il direttore parla della sua (di unaltra persona) azienda
. Il direttore parla della sua (propria) azienda
pu sostituire i pronomi di prima e seconda persona, quando essi si riferiscono al
soggetto della frase:
. / .
. / .

6.
Inserisci il possessivo di prima o seconda persona singolare o plurale e il sostantivo al caso
prepositivo.
1.
2.
3.
4.
5.

. .................................................................................
. .....................................................................................
. .............................................................................
. ........................................................................
. ......................................................... .

7.
Inserisci il possessivo di terza persona singolare o plurale.
1.
2.
3.
4.
5.
48

. .................................................. .
. .......................................... .
. ............................. .
. ........................................ .
. ........................................ .

8.
Inserisci il possessivo adatto oppure . Indica dove possibile pi di una variante.
1.
2.
3.
4.
5.
6.

. ....................................................... .
. ......................................................................
. . .................................. .
. . ...................................... .
. . .................................. .
. . ........................................... .

9.
Scegli tra i pronomi possessivi di terza persona e il pronome .
1. . . ?
................................................ .
2. . . ?
................................................. .
3. . . ?
.......................................... .
4. . .
?
............................................ .

49

LAGGETTIVO
( )

Dopo
cons.
dure
(

.)
, ,
Dopo
()
,
Dopo
()
,
+
debole
(
)

M. (. .)
/ ?
Desinenza
Desinenza
atona
tonica
-

Sg. (. .)
N. (. .)
/ ?
Desinenza atona
Desinenza
tonica
-

F. (. .)
/ ?
Desinenza Desinenza
atona
tonica
-

()
()

()
()

()
()

()
()

()
()

()
()

-

()
-

()

()
()
()

()

-

()
-

()
()
()

-
-


() ()
-
()
()
()

Pl.
(. .)
/ ?

10.
Rispondi alle domande scegliendo la preposizione corretta e declinando opportunamente
aggettivo e sostantivo.
?
.

1. ? ..................... (/) ............................... ( ).


2. ? ..................... (/) ...............................(
).
3. ? ..................... (/) ............................... ( ).
4. ? ..................... (/) .............................. ( ).
5. ? ..................... (/) ............................... ( ).
/
1. ? ..................... (/) ...............................( ).
2. ? ............................................ (/)
............................................................ ( ).
3. ? .................................................. (/)
.......................................................................... ( ).
50

4. ? ..................... (/) ...............................( ).


5. ? ................... (/) ...................................... ( ).

1. ? ..................... (/) ...............................( ).


2. ? ..................... (/) ............................... ( ).
3. ? .....................
(/) ...................................................................... ( ).
4. ? ..................... (/) ..............................................( ).
5. ? ..................... (/) ....................................... .( ).

11.
Declina al prepositivo aggettivi e sostantivi singolari e plurali.

1. ........................................................... ( ).
2. ........................................................... ( ).
3. ....................................................................... ( ).
4. .................................................................. ( ).
5. .......................................................................... ( ).
/
1. .......................................................................... ( ).
2. .................................................................... ( ).
3. ................................................... ( ).
4. ..................................................................... ( ).
5. .......................................................................( ).

1. ....................................................................... ( ).
2. ...............................................................( ).
3. ............................................................... ( ).
4. .................................................................( ).
5. .................................................................................. ( ).

12. ( / / ) Plurale
.
1. .
.........................................................................................................................................
2. .
.........................................................................................................................................
3. .
.........................................................................................................................................
51

4. .
.........................................................................................................................................
5. .
.........................................................................................................................................
6. .
.........................................................................................................................................
7. .
.........................................................................................................................................
8. .
.........................................................................................................................................
9. .
.........................................................................................................................................
10. .
.........................................................................................................................................

13. ( / / )
Scrivi 10 frasi usando sostantivi, possessivi e aggettivi al caso prepositivo.
1. ..
2. ..
3. ..
4. ..
5. ..
6. ..
7. ..
8. ..
9. ..
10. ..

Il prepositivo si usa anche in alcune espressioni di tempo riferite a: settimane, mesi, anni,
secoli.
In tal caso il prepositivo risponde alla domanda ? (quando?).
Le preposizioni alle quali il prepositivo si associa per esprimere complementi di tempo sono
B e HA.

52

Con i nomi dei mesi: ( ), ( ), ( ),


( ), ( ), ( ), ( ), (
), ( ), ( ), ( )
14.
Declina al prepositivo gli aggetti e i sostantivi tra parentesi.
1. .......................................... ( ) .
2. .............................................. ( ) .
3. .............................................. ( )
.
4. .............................................. ().
5. ...................................... () .
6. ......................................... () .
7. ....................................... ().
8. .................................... ( ) .
9. ................................... () .
10. ..................................... () .

15.
Declina al prepositivo le parole tra parentesi
1.
2.
3.
4.
5.

? ........................................ ().
? .............................................. ().
? ........................................ ().
? ................................. ( ).
? ................................... ( ).

53

RIPASSO
16.
Sei a Mosca, in centro. Un turista ti chiede informazioni. Rispondi con laiuto della cartina.
: , , / /
/ ?

54

17.
Scegli la soluzione giusta
1.

)
)
)

2. )
)
)
3.

)
)
)

)
)
)

4. )
)
)
5.

18.
Completa il brano inserendo le forme corrette delle parole tra parentesi.
. . ..............................................
( ). ........................................... ().
..................................... ( ) : , ,
. : ,
............................................. ( ) , ,
. ...................................... ( ) ,
. ..................................... () ,
.................................. (), ............................ ()
............................... ().
......................................... ( )
............................................ ( ) .
...................................................... ( ), ............................................ ()
....................................... ( ), .......................................... ().

55

IL CASO ACCUSATIVO
( )

? .

? .

56

Altri argomenti grammaticali:


coniugazione dei verbi di moto
-; ; -;

IL SOSTANTIVO
( )
? .
Che cosa scrive il segretario? Il segretario scrive una lettera.

? .
Chi aspetta la guida? La guida aspetta il turista.
. Egli va al negozio.
. Luned io lavoro.

Il caso accusativo, usato senza preposizione, esprime il complemento oggetto. Si usa


pertanto dopo verbi transitivi. In questo significato, risponde alle domande ? ? (chi?
che cosa?).
Combinato con le preposizioni esprime, invece, molti altri complementi indiretti, dei quali
passeremo in rassegna soltanto i principali.
Le forme del caso accusativo dei sostantivi singolari di genere maschile si distinguono in
base alla categoria dellanimatezza. I sostantivi inanimati conservano le stesse desinenze
del nominativo maschile singolare, quelli animati adottano nuove desinenze, che, come
vedremo, sono le stesse del genitivo. Al plurale, anche i sostantivi di genere femminile
distinguono le desinenze in base allanimatezza.

Dopo cons. dure



.
+

Dopo cons. molli


(
.)
-

Sg. (. .)
M. (. .)
Animato
Inanimato
?
?
- (= . .)
= . .

()

()
()

()

= . .

()

N. (. .)

F. (. .)

?
= . .

? ?
-

= . .

()

()
()

()
()
()
()
()
-
()
()
()
()
= . .

!!!
I sostantivi femminili irregolari e , conservano allaccusativo singolare la forma del nominativo.

57

1. Declina allaccusativo i sostantivi tra parentesi.

1. ......................................... ().
2. ........................................... ().
3. ...................................... ().
4. .............................................. ()
5. ..................................... ().
6. ......................................... ().
7. ..................................... ().
8. ......................................... ().
/
1. ............................................. ().
2. ................................... ()
................................................ ().
3. ............................................. ().
4. ............................................. ().
5. .............................................().
6. ................................................().
7. ..........................................() .

1. ................................................ ().
2. ....................................................... () .
3. ............................................... ()
4. ....................................... ().
5. ............................................. () .
6. .................................. ().

2. Rispondi alle domande.


1. ? ..................................................
2. ? ..................................................
3. ? ....................................................
4. ? .....................................................
5. ? ......................................................
6. ? ......................................................
7. ? ......................................................
8. ? ......................................................
9. ? ......................................................
10. ? ......................................................
58

Al plurale le desinenze dellaccusativo dei sostantivi inanimati coincidono con quelle del
nominativo.
I sostantivi animati, invece, sia maschili che femminili, adottano le desinenze del genitivo
plurale, che riportiamo qui di seguito.
Pl. (. .)
Animato
F.
(. .)

M.
(. .)
Dopo con. dure (
.)
+ + tonica (
)

M.
(. .)

Inanimato
F.
(. .)

N.
(. .)

= . . . .

()
Dopo cons. deboli
( .),
-, + atona (
)
()
Dopo cons. dure (
.) +

Dopo cons. deboli


( .),
- +

Dopo () -

!!!
Per dettagli ed eccezioni si veda il capitolo relativo al caso genitivo.

3.
Declina allaccusativo plurale i sostantivi tra parentesi.

1. ......................................... ().
2. ........................................... ().
3. ...................................... ().
4. ..................................... ().
59

5. .................................... ().
6. ...................................... ().
7. ..................................... ().
/
1. ............................................. ().
2. ................................... ()
................................................ ().
3. ............................................. ()
................................. ().
4. .............................................().
5. ................................................().
6. ..........................................() .

1. ................................................ ().
2. ....................................................... () .
3. ....................................... ( ).
4. ............................................. () .
5. ..........................................().
6. .................................. ().
7. ......................................... ().

Il caso accusativo, serve inoltre a esprimere il complemento di moto a luogo, risponde cio
alla domanda ? (verso dove?). In questo caso si combina con le preposizioni B e HA e
viene retto da un verbo di moto (andare, volare, portare, ). Per scegliere tra B e HA
valgono le osservazioni fatte per il caso prepositivo.

4.
Scegli la preposizione corretta e declina allaccusativo i sostantivi tra parentesi.

1. ? ................................. (/ ).
2. ? .................................. (/ ).
3. ? ...................................(/ ).
4. ? .....................................(/ ).
5. ? .................................. ( / ).
/
1. ? ............................................... (/ ).
2. ? ............................................. (/ ).
3. ? .......................................... (/ ).
4. ? ........................................... (/ ).
60

5. ? ................................... (/ ).

1. ? ..................................... (/ ),
.............................. (/ ).
2. ? ................................ (/
) ............................... (/ ).
3. ? ..................................... (/ ).
4. ? ............................... (/ )
.......................... (/ ).

..............................
(/
)
5.
......................................... (/ ).

5.
Leggi e traduci le seguenti frasi. Laccusativo esprime il concetto per / per andare a:
1.
2.
3.
4.
5.

.
.
.
.
.

Laccusativo si usa anche per formare alcuni complementi di tempo, ad esempio con i
nomi dei giorni della settimana: ( ) (
) ( ) ( ) ( ) (
) ( ). In questo caso, risponde alla domanda ?
(quando?)
6.
Declina allaccusativo i nomi dei giorni della settimana
1.
2.
3.
4.
5.
6.

............................................... () .
? ................................... ().
..................................... () .
...................................... () .
...................................... () .
........................................... () ...................................... ()
.

61

LAGGETTIVO
( )

Dopo
cons. dure
(

)
Dopo
()
, ,

Dopo
()
,

Dopo ,
oppure
debole
( ,

Sg. (. .)
Maschile
Neutro
(. .)
(. .)
Animato
Inanimato
?
?
?
-
- -
-

()

()

()

()

()

?
-

()

()

- -

()

()

()

()

()
()

Pl.
(. .)

Femminile
(. .)

()

()

Animato
?
-

Inanimato
?
-

()

()

()

()

()

()

()

- -

()

()

()

()
- -

()

()
-

()

29

()

()

()

()

()

()

()

()

()

()

7.
Declina allaccusativo i sostantivi e gli aggettivi tra parentesi.

1. ....................................................................... ( ).
2. ................................................................................ ( ).
3. ............................................................................. ( ).
4. ? .........................................................( ).

29

Dopo e si scrive - per ragioni ortografiche: si tratta di due consonanti molli, dopo le quali
non si pu scrivere -.

62

5. ? .................................................
( ).
6. ................................................................................ (
).
7. ..................................................................... ( ).
8. ? ...................................( ).
9. ? ......................................................( ).
10. ................................................................ ( ).
/
1. ............................................................. ( ).
2. ........................................................................... ( ).
3. ..................................................................... ( ).
4. ? ................................................... ( ).
5. ? .......................................... ( ).
6. ...................................................................... ( ).
7. ...................................................................... ( ).
8. .............................................. ( ) .
9. ? ......................................................... ( ).

1. ...................................................................... ( )
.
2. ? ...............................................
( ).
3. ................................................... ( ).
4. ? .................................... ( ).
5. ? .............................. ( ) .........................
......................................... ( ).
6. ....................................... ( ) ..........
................................. ( ).
7. ................................................. ( ) .
8. .................................................... (
).
9. ............................................................................ ( ).
10. ................................................................................... ( ).

63

8.
Declina allaccusativo i sostantivi e gli aggettivi tra parentesi.
1. ?
................................................................................. ( ).
2. ?
............................................................. (
).
3. ?
................................................................. ( ).
4. ?
.......................................................... ( ).
5. ?
............................................ ( ).

I PRONOMI PERSONALI
( )

Sg. (..)

Pl. (. .)

Nom. (. .)

Acc. (. .)

? .
Come ti chiami? Mi chiamo Pavel.

9.
Rispondi alle domande utilizzando la forma appropriata del pronome personale
1. ?
................................... () .
2. ?
........................................ () .
3. ?
................................... () .
4. ?
......................................... () .

64

I PRONOMI POSSESSIVI ( )
e
Sg. (. .)
M.
N.
(. .)
(. .)
Animato
Inanimato
?
?
?

Pl.
(. .)

F.
(. .)
?

Animato
?

Inanimato
?

10.
Completa le frasi con la forma appropriata del possessivo.
1.
2.
3.
4.
5.

............................................... () ?
? ......................................... () .
...................................... () ? .
................................................. () , .
? ............................................. ()
.
6. ........................................ () .

65

RIPASSO
11.
Pavel a Mosca. Incontra Anton che gli chiede dove sta andando.
Scegli almeno 5 mete sulla cartina e formula dei brevi dialoghi.
: ! ?
: ! .............................................................

66

12. Completa le frasi declinando opportunamente le parole tra parentesi

1.

.........................................
(
)

...................................... ( ).
2. .............................................................. ( ).
3. ............................... () ......................... ().
4. .............................................. ( )? ......................... ()
.
5. .......................................................... ( ).
6. ............................ () .....................................
().
/
1.

............................................
()

......................................... ().
2. ............................................... () .
3. .................................... () .................................................... (
).
4. ..................................................
( ).
5. ...................................................... ( ).

1. ............................... () .................................
( ).
2. .................................() ..............................................
( ).
3. ............................... ().
4. ............................................. () .
5. ........................................................................................
( ).

13. Scegli la risposta corretta.


1. .....................................

) .
)
)

2. ................................................

)
)
)

3. .................................

)
)
)

67

4. ..................................

)
)
)

5. .....................................

)
)
)

6. .............................

)
)
)

7. ..............................

) .
)
)

8. ............................................. )
)
)

9. ...................................

)
)
)

10. ........................................

)
)
)

14.
Completa il brano declinando opportunamente le parole tra parentesi.
. .
..................................... ( ).
................................. () ......................................... ( ).
...................................... ( ), ..............................................
( ) ............................................. ( ).
................................ (): ............................. ()
.......................................... (). . ............................. ()
. ................................... ()
............................................... (-). , ..............................
() . ...................................................
( ). ,
.................................................. ().
............................... (). .............................. () .................................
().
68

IL CASO GENITIVO
( )

69

Altri argomenti grammaticali:


coniugazione dei verbi di moto: -
coniugazione dei verbi al passato
numerali

IL SOSTANTIVO
( )
? .
Di chi lufficio? lufficio del direttore

Il genitivo uno dei casi pi utilizzati della lingua russa. Ne analizzeremo qui soltanto gli
usi principali.
Il genitivo pu essere usato con o senza preposizione.
Senza preposizione, esprime il complemento di specificazione e il complemento di
appartenenza. Risponde alle domanda ? ? (specificazione) e ? ? ? ?
(appartenenza).

Dopo cons. dure (


.)

Singolare (. .)
M. (. .)
N. (. .)
-
-
()
()

Dopo ()

()
()

Dopo ()

()

()

()
()
()

- / (-)

- / (-)

()
()
()
()

()

-
()
()

()
()
()
Dopo cons. deboli (
.)

F. (. .)
-

()
()

- / (-)
()
()
()
()

!!!
I sostantivi femminili irregolari , , al genitivo assumono la forma: ,
In alcuni sostantivi di genere neutro la forma del nom./acc. plurale coincide ortograficamente con quella del
gen. sg., ma si accenta diversamente:
Nom. sg.

70

Gen. sg.

Nom. pl.

M. (. .)
.+
+ .

Plurale (. .)
F. (. .)

N. (. .)

()
()
. -
+ .

()
()
.
+
. -

. - +

()
()
()
()
()

()

()
. -

()
()
()

()

. -

!!!
Nei sostantivi femminili che al nom. sg. hanno il suffisso -k- dopo consonante, al gen. (e acc.) pl. compaiono
le vocali mobili o/e: , , , ...
Ci non avviene nei sostantivi femminili in cui -k- non un suffisso: ,
.
Alcuni sostantivi di genere neutro hanno una e/o mobile nel passaggio dal nom. sg. al gen. pl.: ,
, .
Attenzione! Il sostantivo femminile in consonante debole , al gen. pl. conserva il tratto debole della
consonante l: (e non ).
Alcuni sostantivi che hanno il nom. pl. irregolare, formano il genitivo plurale da questa forma irregolare e
non dalla forma base del nom. sg.: (nom. sg.) (nom. pl.) (gen. pl.);
; ; ; ;
.

71

Alcuni sostantivi hanno il genitivo plurale uguale al nominativo singolare: ; (si


usa per esprimere una quantit numerabile: es. 19 = 19 persone; per rendere il collettivo gente si
usa il plurale di : = molta gente).

1. Leggi le insegne e riconosci le forme del genitivo.

2. ( / / ) Declina al genitivo i sostantivi tra parentesi.


1. ? ..................................... ().
2. ? ...........................
().
3. ? ........................................... ().
4. ....................................... ().
5. ? ................................... ().
6. ? ........................................ ().
7. ? ................................. ().
8. ................................. ().
9. ? ......................... ().
10. ? .................................. ().
11. ........................................ ().
12. ....................................... ().
72

Oltre ad esprimere il complemento di specificazione e di appartenenza, il genitivo viene


retto dalle seguenti preposizioni: , , , , , , ,
. Il direttore beve il caff SENZA zucchero.
. un computer PER lufficio.
. La riunione sar DOPO pranzo.
. La consultazione continua FINO A pranzo.
. VICINO alla casa c un albero.
. Il collega tornato DAL lavoro.
. Ho ricevuto una lettera DALLAustria.
. Al ristorante ho ordinato uninsalata DI cavolo.
. Ho ricevuto una lettera DA un amico.

Come si vede, le preposizioni e + genitivo esprimono entrambe il moto da luogo


(?). Come scegliere tra le due? corrisponde a B, mentre C corrisponde a :
?
/ + .

?
/ + .

?
/ + .

La preposizione si usa in due significati diversi:


- Combinata con ( )
- quando si vuole dire da parte di chi arrivato qualcosa ( ), oppure
esprimere il moto da luogo riferito a persona ( )
La tabella precedente, pu essere cos completata:
?
/ + .

?
/ + .

?
/ + .
...
?
+ .

73

Le preposizioni hanno anche valore temporale:

3. ( / / )

Declina al genitivo i sostantivi tra parentesi.
1. :
, ............................ (), .................................... (),
................................... () ................................. ().
2. :
............................... (),
................................... (), ............................... ().

3. :
................................ () .
........................... () .
............................ ()
......................... ().

4. ( / / )

Scegli la preposizione e declina al genitivo i sostantivi tra parentesi.
1. , ...................... (/)
.............................. ().
2. ........................................ ().
3. ......................... ( )
4. .................................... ().
5. ...................... (/) .............................. ().
6. ..................................... ().
7. ...................... (/) .............................. ().
8. ...................... (/) .............................. ().
74

5. ( / / )

Declina al genitivo i sostantivi tra parentesi.
1.
2.
3.
4.

................................. () .......................... ().


................................. (9.00) ................................. (17.00).
................................ () ................................ ().
................................... (11.00) ....................................... (17.00).

6. ( / / )
Scrivi 15 frasi, 5 per ogni ambito comunicativo, utilizzando il caso genitivo con le
preposizioni.
1. ..
2. ..
3. ..
4. ..
5. ..
6. ..
7. ..
8. ..
9. ..
10. ..
11. ..
12. ..
13. ..
14. ..
15. ..

75

I PRONOMI PERSONALI
( )
Sg. (..)

Pl. (. .)

Nom. (. .)

Gen. (. .)

/ *
/

* Dopo la preposizione, alla terza persona singolare e plurale, si inserisce una eufonica.

Unito alla preposizione e al verbo il genitivo esprime il possesso:


...
. Ho una bella macchina.
. I colleghi hanno dei nuovi computer.

7.
Declina al genitivo i sostantivi tra parentesi e traduci le frasi.

1. ............................................ () .
2. ............................................. () .
3. ........................................... () .
4. ........................................... () .
5. ........................................... () .
/
1. .................................... () .
2. ..................................... () .
3. .................................... () .
4. ..................................... () .
5. ................................... () .

1. .................................. () .
2. ................................. () .
3. ....................................... () .
4. ..................................... () .
5. ..................................... () .

76

Inoltre, il genitivo si utilizza per esprimere il non-possesso oppure lassenza di qualcosa o


di qualcuno:
. Non ho il passaporto.
. Oggi a lavoro Maa non c.

8. Declina al genitivo i sostantivi tra parentesi e traduci le frasi.

1. ........................... ().
2. ............................ ().
3. ............................. ().
4. ............................. ().
5. ........................... ().
/
1. ............................... ().
2. .............................. ().
3. ................................ () .
4. ................................. ().
5. ............................ ().

1. ............................. ().
2. ................................ () .
3. .......................... ().
4. ....................................... ().
5. ............................. () .

Il genitivo si usa, poi, con i numeri o con parole che esprimono quantit di oggetti o
persone:
2, 3, 4 (cos come 22, 23, 24; 32, 33, 34) + genitivo singolare
,
,
,
22 ...
5-20 (cos come 25-30, 35-40) + genitivo plurale
, , ...
, , , , + genitivo plurale
,
,

77

9. ( / / ) Declina al genitivo i sostantivi tra parentesi.


1. ? ........................... ().
2. ................................... ().
3. ..................................... ().
4. .............................................. ().
5. 3 ........................... ().
6. 22 .................................... ().
7. ................................... ().
8. 502 ........................................ ().
9. 8 ......................................... ().
10. 10 ................................. ().
11. .......................... ().
12. 4 ........................... ().

10. Utilizzando la mappa della metropolitana di p. 69 formula domande e risposte


secondo il modello.
- ?
- .

LAGGETTIVO
( )
Sg. (..)
F. (. .)
M. e N. (. . .)
?
?
-
-
Dopo cons. dure (
)

(,
)
()

Pl. (. .)
?
-

()

()

Dopo toniche
( .)
+ , ,

()

()

()
()
-

()
()
-

Dopo , atone
( , .)
Dopo cons. molli (
)

()

()

()
()
()

()
()
()

78

PRONOMI POSSESSIVI ( )

M.
(. .)
?

Sg. (. .)
N.
(. .)
?

F.
(. .)
?

Pl.
(. .)
?

11.
Leggi le insegne e riconosci le forme del genitivo.

12. ( / / )
Declina al genitivo i sostantivi e gli aggettivi tra parentesi.
1. ? ..................................................... ( ).
2. ? ..............................................
( ).
3. ........................................................... ( ).
4. ...................................................................... ( ).
5. ? ................................................ ( ).
6. ? ...................................................... ( ).
7. ? .............................................. ( ).
8. ? ........................................... ( ).
9. ? .................................................. ( ).
10. ....................................................... ( ).
11. .............................................................. ( ).
79

13.
Declina al genitivo i sostantivi e gli aggettivi tra parentesi.

1. ............................................ ( ) .
2. .......................................................................... ( ) .
3. ..................................................................................... ( ).
4. ........................................................................ ( ).
5. .......................................................................................... ( ) .
6. ...................................................................... ( ) .
7. ....................................................... ( ) .
8. ................................................................................ ( ).
9. ................................................................................... ( ).
10. ................................................ ( ) .
/
1. ............................................. ( ) .
2. ............................................................... ( ).
3. ................................................................ ( ) .
4. ................................................................. ( ) .
5. ........................................................................................ ( )
.
6. ........................................................... ( ).
7. ........................................................... ( ).
8. .................................................................. ( ).
9. ...................................................................................... ( ) .
10. .................................................................. ( ) .

1. ........................................................................................ ( ).
2. ................................................................................... ( ) .
3. ............................................... ( ) .
4. .................................................................. ( ).
5. ...................................................................... ( ) .
6. ................................................................................. ( ).
7. ............................................................................................. ( ) .
8. .................................................................. ( ) .
9. ............................................................ ( ) .
10. ......................................................................... ( ) .

80

Attenzione! Quando tra il numerale e il sostantivo si inserisce un aggettivo, dobbiamo


seguire regole diverse a seconda del genere del sostantivo:
f.
m.
n.

, ,
, ,
, ,

14. ( / / )
Declina al genitivo i sostantivi e gli aggettivi tra parentesi.
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.
9.

................................................................... ( ).
.............................................................. ( ).
4 ..................................... ( ).
18 ....................................................
( ).
23 .................................................................... ( ).
2 ............................................................................... ( ).
8 ......................................................................................... ( ).
3 .................................................................................
( ).
.............................................................................
( ).

RIPASSO
15.
Scegli la risposta corretta.
1.

)
)
)

2.

)
)
)

3.

)
)
)

81

4.

)
)
)

5.

)
)
)

)
)
)

16.
Completa i brani declinando correttamente le parole tra parentesi.
............................... ()
............................... (). :
................................ (), .................. ()
................................ ().
............................... ( ) ...................................
( ). ................................. ( ).
................................ (). 3 ...........................
( ) ............................. () .......................................
().

17.
Completa il brano declinando correttamente le parole tra parentesi.
. ..................................... (),
. ...................................... (
). ......................................... ().
........................................ () 3 ................................................ ( ).
: , . ............................... ()
....................................... (). , ,
...................................... () . , .
.................................. () .
............................. () ........................... (),
........................................... ( ) ............................... ()
................................. (). .................................. ()
..................................... ().

82

IL CASO DATIVO
( )

83

Altri argomenti grammaticali:


verbo al passato, aspetti del verbo

IL SOSTANTIVO
( )
? . A chi telefoni? Telefono ad Anton.
? .
A chi scrivi? Scrivo ad Anton Michajlovi Koukovskij

? Quanti anni hai?


45 , 30. Il collega ha 45 anni, e io 30.
. Siamo andati in giro per la citt
. Anna andata dal direttore
. Il/la collega ha bisogno di telefonare.
. Ho freddo
Il caso dativo esprime, anzitutto, il complemento di termine.
Risponde pertanto alla domanda ? ? (a chi? a che cosa?).

Sg.
(..)

Dopo cons. dure (


)
+ , , , ,

M. e N.
(. . .)
? ?
-

F.
(. .)
?
-

()
()
()
()
()

Femminili in (. .
. ) -
Dopo cons. molli (
)
Maschili (. . .
) in -, -, -
Neutri (c. . . )
in -, -
Femminili (c. . .
) in -, -

84

()
-/-

Pl.
(. .)

-/

-/-

()
()
()

()
() ()

()
()

!!!
Nom. sg. e pl. (. . . . .)
F. (. .)

M. (. .)

Sg. (e. .)

Dat. (. .)
Pl. (. .)

Nel significato di complemento di termine il caso dativo viene retto da alcuni verbi.
Elenchiamo qui di seguito i pi comuni:
1.
/
/

2.
/
/
/
/
/
/
/
/
/
/
/
/
/

?
?
?
?
?
?
?

? ?
? ?
? ?
? ?
? ?
? ?
? ?
? ?
? ?
? ?
( ?) ?
? ?
? ?

3.
/ ? ?

/
?/? ?
/ ? ?
.
4.
/
? + .
/ ? + .

.

85

/ ? + .

5.
? / ? / .

1.
Declina al caso dativo i sostantivi tra parentesi.

1. . () .
2. . ().
3. .............. ().
4. . () .
5. . () .
/
1. ........................ ().
2. .................... ()
.
3. ............................................ () .
4. ............................................. ().
5. ....................................... () .

1. .
().
2. ....................... ().
3. ................................... ()
.
4. ....................................... ().
5. .............................................().

2.
Scrivi 15 frasi, 5 per ogni ambito comunicativo, utilizzando i verbi appresi e il caso dativo.
1. ..
2. ..
3. ..
4. ..
5. ..
6. ..
7. ..
8. ..
9. ..
10. ..
86

11. ..
12. ..
13. ..
14. ..
15. ..

Inoltre, il dativo si usa dopo le preposizioni e .


In questo caso esprime dei complementi di luogo: K rende il complemento di moto a luogo
verso una persona*, i complementi di moto per luogo, di strumento e di argomento.
. Sto andando dal direttore
. I turisti passeggiavano per la citt
. Ti ho telefonato a questo numero
. Abbiamo visto un film alla televisione
. Le informazioni si possono scaricare da internet
. Ieri siamo stati ad una conferenza di economia
* Pertanto, lo schema introdotto nel capitolo sul genitivo, pu essere cos completato:
?
/ + .

?
/ + .

?
/ + .
...

?
+ .


?
+ .



3. ( / / )
Declina al caso dativo i sostantivi tra parentesi.
1. ! .
().
2.
().
3. ().
4. .. ().
5. ().
6. .. ().
7. ........................... ().
8. ............................ ().

87

I PRONOMI PERSONALI
( )
Sg. (..)

Pl. (. .)

Nom. (. .)

Dat. (. .)
/
/
/
/
/
/
/

4. ( / / )
Inserisci la forma corretta dei pronomi personali.
1. . () . 2. .. ()
. 3. ()
. 4. (). 5.
. () . 6. .. ()
. 7. () : .

. . + , , , , + :
. .
Sto facendo tardi. Devo chiamare
. .
ora. Devo andare
. .
Anna ha sbagliato. Deve scusarsi
. .
giovane. Pu ancora lavorare
. .
anziana. Non pu pi lavorare

5. ( / / )
Declina al caso dativo le parole tra parentesi.
1.
2.
3.
4.
5.
6.
88

.. () .. ().
. () .
() .
.. () . ().
.() .
. () .

. . + , , , + .
. .
Il console non conosce il russo. Gli necessaria la traduzione
. .
Devo comprare un biglietti aereo. Mi serve la carta di credito
. .
Voglio ascoltare la musica. Mi serve una radio
. .
Voi volete fumare. Vi servono delle sigarette

6. ( / / )
Completa le frasi secondo il modello:
. (, ).
1.
2.
3.
4.
5.
6.

. (, ).
. (, ).
. (, ).
. (, ).
. (, ).
. (, )

. . + .
, , , , , ,
, , , , ,
3. .
Per strada [la temperatura] meno 3. Ho freddo.
. .
Il direttore in riunione. Per lui interessante ascoltare il parere dei colleghi.

7. ( / / )
Declina al caso dativo le parole tra parentesi.
1. . .. () .
2. . .. ()
.
3. 10. .() .
4. .. () ?
5. . () .
89

PRONOMI POSSESSIVI ( )
e
Sg. (. .)
M. e N. (. . .)
F. (. .)
?
?

Pl. (. .)
?

8.
Declina al caso dativo i pronomi possessivi e i sostantivi tra parentesi.
1. ................................. () ? ................................... () 35
.
2. ............................... () .
3. ........................................... () .
4. .( ) .
5. .. ( ) ?

LAGGETTIVO
( )
Sg. (..)
M. (. .) N (. .)
F. (. .)
?
?
-
-
Dopo cons. dure (
)

()
()

()
()

Pl. (. .)
?
-

Dopo toniche
( .)
Dopo () , ,

Dopo , atone
( , .)
Dopo cons. molli (
)

90

()

()

()
()
-

()
()
-

()

()

()
()
()

()
()
()

9.
Declina al caso dativo sostantivi e aggettivi tra parentesi.

1.
2.
3.
4.
5.

. ( ) .
.. ( ).
.. ( ).
.. ( ) .
.. ( )
.

/
1. ( ).
2. . ( )
.
3. ........................................................................ ( )
.
4. .............................................................................
( ).
5. .................................................................. ( )
.

1.
( ).
2. (
).
3. .........................................................................
( ) .
4. ................................................................................
( ).
5. ......................................................................... ( ).

10. ( / / )
Declina al caso dativo le parole tra parentesi.
1. ! ...
. ( ).
2.
( ).
3. ( ).
4. . ().
5. .. ( ).
6. . ( ).

91

11. ( / / )
Completa le frasi declinando opportunamente le parole tra parentesi.
1. ( ) .
2. ( ) .
3. . ( ) .
4. . ( ).
5. .. ( ) .
6. ... ( ) .
7. ... ( ) : .

12. ( / / )
Completa le frasi declinando opportunamente le parole tra parentesi.
1. ......................................... ( ) ..........
( ).
2. ( ) .
3. ....................... () . ( ).
4. ( ) .
5. .... ( ) .

RIPASSO
13.
Completa le frasi declinando opportunamente le parole tra parentesi.
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.

92

.................................................................................. ().
.................................................... ().
............................................................................. ().
.......................................................... ().
................................................................. ( ).
............................................................ ().
.( ) .
....................... () ............................................... ().

14.
Formula delle frasi a partire dalle parole proposte. In ogni frase deve comparire almeno una
volta il caso dativo (cfr. il modello)

10

10. .

23

.......................................................................
........................................................................
........................................................................
........................................................................
........................................................................
........................................................................

15.
Completa il brano declinando opportunamente le parole tra parentesi.
. . () 35 .
. . () ( )
. . .. () 24 .
..( )
( ). ...
(
)

.
().
. () 42 . .
() . ;
, .. () .
.. ( ,
). () 69 , .
, ; ..
() () .

93

IL CASO STRUMENTALE
( )

94

Altri argomenti grammaticali:


futuro del verbo ; passato del verbo;
aspetti del verbo; verbi di moto

IL SOSTANTIVO
( )
Il caso strumentale si usa in primo luogo per esprimere lo strumento o il mezzo con ui si
compie unazione. In questo significato, esso si utilizza senza preposizione e risponde alla
domanda: ? (con/per mezzo di che cosa?).
Lo strumentale, senza preposizione, esprime anche il complemento dagente nelle frasi
passive. In questo caso lo strumentale risponde alla domanda: ? (da chi?).
Non ci occupiamo in questa sede di questo uso dello strumentale, ma, per completezza,
riportiamo un esempio in proposito: . La lettera stata
scritta dal segretario.
Lo strumentale pu essere usato anche con le preposizioni, in particolare con la
preposizione C. C + strumentale esprime il complemento di compagnia e risponde alla
domanda ? ? (con chi? con che cosa?).
Sg. (e. .)
M. e N. (. . .)
F. (. .)
() ? () ?
() ? () ?
-/-
-
Dopo cons. dure
(
.)
+ , ,

()
()
()

()

+ , , , con
desinenza tonica (
)

()

()

Maschili in (c.
. . ) ,con
desinenza tonica

()
(Attenzione! Al plurale segue
declinazione debole)
- (-)

Dopo cons. deboli


( .)
+ , , ,
con desinenza atona
( )
Neutri in (. . .
) -, -
Femminili in (c.
. . ) -, -
Femminili in (c.
. . ) -

()
()
()
()
()
()

()

- (-)

()
(Attenzione! Al plurale
segue declinazione forte)

()
()
-
()

Pl.
(. .)
-

- (-)

95

!!!
I sostantivi con il tema in , , , al singolare distinguono la flessione in base allaccento. Al plurale,
invece, seguono tutti la flessione forte. Al contrario, i sostantivi in al plurale seguono la declinazione
debole.
I sostantivi irregolari allo strumentali diventano: .
Il sostantivo irregolare allo strumentale diventa .

1. Declina al caso strumentale i sostantivi tra parentesi.

1. ................................. ().
2. ................................. ().
3. ............................................ ()
.
4. ........................................ ()
.
/
1. ................................ () .
2. ...................................
().
3. ...................................... () .
4. ................................. ()
.

1. ........................ ().
2. ..................................... ().
3. ....................................... ().
4. ............................ ( ).

Lo strumentale viene retto, poi, da alcuni verbi. Indichiamo qui di seguito i pi comuni:

?
?
?

.
.
.

/
/

/
/
/

?
?
?
?
?
?

.
.
.
.
.
.

? ? .

96

?
?
?

.
.
.

2.
Declina al caso strumentale i sostantivi tra parentesi. Poni attenzione al verbo che li regge.

1. ................................................................ ( )
.
2. ................................. ().
3. .................................... ()
.
4. ............................... () ...................................
().
5. .......................................... ().
/
1. .............................. ().
2. ................................ ().
3. ................................... ().
4. ............................. ().
5. .................................. ().

1. ........................................ ().
2. ................................................ ().
3. ....................................... () .
4. .......................................... ().
5. ................................................... ().

3. ( / / ) Rispondi alle domande


1. , ?
.........................................................................................................................................
2. ?
.........................................................................................................................................
3. ?
.........................................................................................................................................
4. ?
.........................................................................................................................................
5. ?
.........................................................................................................................................

97

4.
Scrivi 15 frasi, 5 per ogni ambito comunicativo, utilizzando i verbi appresi e il caso
strumentale.
1. ..
2. ..
3. ..
4. ..
5. ..
6. ..
7. ..
8. ..
9. ..
10. ..
11. ..
12. ..
13. ..
14. ..
15. ..

I PRONOMI PERSONALI
( )
Sg. (..)

Pl. (. .)

Nom. (. .)

Str. (. .)
() /
() /
/
/ /
()
()
/

5. ( / / )
Inserisci il pronome alla forma corretta.
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.

98

. ..................................... () .
. .................................. ().
. ........................................ ().
................................. () .
...................................... () .
............................. () ?
.............................. () .

I PRONOMI POSSESSIVI ( ) e
Sg. (. .)
M. e N. (. . .)
F. (. .)
() ?
() ?

Pl. (. .)
() ?

6. ( / / ) Declina allo strumentale le parole tra parentesi.


1. .............................................................................. ( ).
2. ............................................................................ ( ).
3. ...............................................................................
( ) .
4. ...........................................
( ).
5. ........................................... ( ) .
6. ........................................................ ( ).
7. .......................................................... ( ).

LAGGETTIVO
( )
Sg. (..)
M. (. .) e N. (..)
F. (. .)
?
?
-
-
Dopo cons. dure (
)

()
()

()
()

-
Dopo toniche
( .)
Dopo () , ,

Dopo , atone
( , .)
Dopo cons. molli (
)

Pl. (. .)
?
-

()

()

()
()

()
()

()

-
()

()
()
()

()
()
()

99

7.
Declina allo strumentale le parole tra parentesi; inserisci la preposizione c se necessario.

1. ................................................................................. ( ).
2. .......................................................................... ( ).
3. .......................................................... ( ).
4. ............................................................................. ( )
.
/
1. .................................................................... ( )
.
2. ...................................
.( ).
3. ........................................................................ ( )
.
4. ............................................ ( )
.
5. ......................................................... ( ).

1. ................................................... ( ).
2. ............................................................................ ( ).
3. ......................................................... ( ).
4. ............................................................................................... ().

8.
Declina allo strumentale le parole tra parentesi.

1. ...................................................... ( ).
2. ..................................................................... ( ).
3. ....................................................... ( )
.
4. ..................................................... ( ).
/
1. ............................................................. ( ).
2. ............................................................... ( ).
3. ........................................................... ( ).
4. .................................................................... ( ).
5. .................................................. ( ).

1. ........................................................... ( ).
100

2. ............................................................... ( ).
3. ........................................................ ( ) .
4. ........................................................ ( ).

Il caso strumentale si usa, infine, con altre preposizioni che esprimono complementi di
luogo o di tempo: , , , , (),
, .
Lavoro al secondo piano, SOPRA la libreria.

.
SOTTO al tavolo del direttore c un tappeto costoso.
. La riunione si terr PRIMA DI pranzo.
. Il cliente aspetta DAVANTI Alla porta.

.
Il segretario sta tutto il giorno seduto DIETRO alla scrivania.
. Egli lavora ACCANTO A me.
. TRA la porta e la finestra c il divano.

9. ( / / )
Declina allo strumentale le parole tra parentesi. Poni attenzione alla preposizione che le
regge.
1.
2.
3.
4.

........................................ ().
.................................... () .
.................................... () .
...................................................................................... ( )
.
5. ....................................... ()
.
6. .................................. () .

10. ( / / )
Scegli la preposizione corretta tra le seguenti: , , , , , .
1. , .................................... .
2. .......................................
.
3. .......................................... .
4. ........................................ .
5. .................................... .
6. ........................................... .

101

RIPASSO
11. Individua le forme del caso strumentale presenti nei menu proposti in questa
pagina e nella seguente.
12. Componi dei dialoghi tra cameriere () e cliente () utilizzando il
lessico dei menu.
Es.
: !
: ! .
: ? , , ?
: .
: ?
: , , .

102







""
""

250
250
250
400
175
300
50
100
250

43,00 .
33,50 .
29,50 .
89,00 .
39,50 .
58,50 .
39,50 .
66,50 .
46,50 .
103

13.
Scegli la risposta corretta.
1.

2.

3.

4.

)
)
)

)
)
)

)
)
)

5.

)
)
)

)
)
)

6.

)
)
)

14.
Completa il brano declinando opportunamente le parole tra parentesi.
. .................................................. ( ),
.............................................. ( ).
................................................................. ( )
................................................................. ( ).
, , ........................................ ()
................................ ( ). ....................................
() .................................................... ( ).
- ......................................................... ( ),
. ,
......................................................................... ()
................................................ (). :
...................................... (). ................................ ()
.

104

Parte terza

APPENDICI

CHIAVI DEGLI ESERCIZI

IL CASO NOMINATIVO
1.

m. pl.
f. sg.
f. sg.
m. sg.
f. sg. (collettivo)
m. sg.

3.
1. . 2. . 3. . 4. . 5. . 6. . 7. . 8. . 9. . 10. . 11. . 12. . 13. . 14.
. 15. .

4.
Maschile ( )

Femminile ( )





Neutro ( )


5.
Cfr. glossario per significati

6.






















()













(, raro)

107

8.
1.

5. .
1.

2.

3.

4.

2.
3.
5.
1. 2. 3. 4.
5.

4.

9.
1.
4.

2.
3.
5. 6.

12.
1.
1.
1.

2. 3. 4.
3.
2.
2.
3.

13.
1.

2.

3.

4.
4.

4.

5.

14.
1. , ,
2. , ,
3. ,
4. , ,
5.

15.
1. , ,
2. , , ,
3. , ,

16.
Le soluzioni costituiscono degli esempi, sono possibili altre scelte.
2. 3. 4.
1.

17.
1.

2.

3.

5.

4.

18.
. . . . , .
. . . .
, .

108

IL CASO PREPOSITIVO
1.
2.
1.
1. 2.
1. 2.

3.
3.
3.

4.
4.
4.

5.
5.
5.

2.
11. . 2. .
3. . 4. . 5.
.
7. . 8.
6. .
.
9. . 10. .
4.
1. 2.

3.

4. 5. .

1.

2.

3.

4. 5. .

1.

2.

3.

4.

5.
Sono possibili soluzioni diverse.
1.
2.

3. 4.

6.
2.
1.
4. 5.

7.
1.

2. 3.

5.

3.

4. 5.

8.
1. / 2.

3.

4. 5.

9.
1.

3.

4.

2.

10.
1.
4.

5. .

2.

6.

3.

5.

1. 2. 3.
4. 5.
1.

2.

3.

109

4.

5.

11.
1.
4.
1.
4.

2.
5. .
2.
5. .

3.

3.

1.
2. 3.
5.
.

4.

12.
11. .
12. .
13. .
14. .
15. .
16. .
17. .
18. .
19. .
20. .

14.
1.

5.
9.

2. 3.
6.

7.
10.

15.
1.

2.

3.

17.
1.

3.

5.

2.

4.

4.

4.
8.

5.

18.
. . . .
: , , . :
, , , .
, . ,
, .
.
, , .

110

IL CASO ACCUSATIVO
1.
1.
7.

2.
8.

3.

4. 5.

1.
6.

2. ,
7.

3.

1.

2.

4.

3.

6.

4.

5.

5.

6.
2.
Quella proposta una delle soluzioni possibili
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.
9.
10.

3.
1.
5.

2.

1.
5.

2. ,
6.

3.

4.

3. ,

1. 2. 3. ,
6. 7.

4.
1.

2.

1. 2.

5. 6.

4.

5.

3. 4.

5.

3.

6.

1. ,
2. ,
5. ,

4.

3.

4.

4. ,

5.
1. Compro i biglietti per il teatro
2. Compro i biglietti per lopera
3. Compro i biglietti del treno
4. Compro i biglietti per la partita di calcio
5. Compro i biglietti per il cinema

111

6.
2. 3.
1.
6. ,

7.
1.
5.
9.
1.

5.
9.

4.

2.
3.
6. 7.
10.

5.

4.
8.

2. 3.
6.

7.

4.

8.

1. 2. 3.
4.
5. ,
6. ,
7.

8.
9.

8.
1.
4.

9.
1.

2.

2.
5.

3.

10.
1.

2.

4.

3.

12.
1. ,
4. ,

4.

1. ,
4.

2.

3.

4.

5.

5.

6.

2. 3. ,
5. 6. ,

1. , 2.
5.
4.

13.
1.

3.

3. ,

2. , 3.
5.

6.

7.

8.

9.

10.

14.
. .
. . ,
. :
. . .

112

-. , . .
, .
. .

IL CASO GENITIVO
1.
In senso orario a partire dalla figura in alto a sinistra:
gen. pl. di
1.
2.

gen. sg. di
gen. pl. di
gen. pl. di

3.

gen. sg. di

4.

gen. sg. di

2.
1.

7.
12.

2.

3. 4.

8.

9.

5. 6.

10.

11.

3.
1. , , ,
2. , ,
3. , , ,

4.
1.

5.

2.
6.

3.
7.

4.
8.

5.
1.
2.
3. 4.

7.
1.

2.

3.

1. 2.
1.

8.
1.
1.

3.

2.

3.

2.

3.

2.

4.

4.
4.

4.

5.
5.

5.

5.

4. 5.

6.

113

1. 2.

9.
1.

2.

7. 8.

3. 4.

3.

9.

5.

4. 5.

10.

6.

11.

12.

11.
Da sinistra a destra

gen. m. sg. di
gen. f. sg. di

12.
1.

7.
10.

2.
5.
8.
11.

3.
4.
6.
9.

13.
2.
3.
4.
1.
7.
8.
5. 6.
9.
10.
1.
5.
9.

2.
3. 4.
6.
7. 8.
10.

1.
5.
6.

2. 3.
4.
6.
7.
8.
10.

14.
1.
4.
7.

15.
1.

2.

3.

2.
5.
8.

4.

3.
6.
9.

5. ,

16.
.
, .
.
. . 3
.

114

17.
. , .
. . 3
. : , . . , ,
. , .
. ,
. .

IL CASO DATIVO
1.
1.

2.

3.

4.

5.

1.

2. 3. 4.

5.

1.

2.

5.

3.
1.
6.

4.
1.

3.

2.
7.

2. 3. 4.

5.
1. ,
6.

2.

4.

3.
8.

4.

5.

6.

3. 4. ,

5.

7.

5.

6.
1.
2. 3. 4.
5. 6.

7.
1.

2.

8.
1. ,

3.

2.

9.
1.

1.
5. C

4.

3.

5.

4.

2.
5.

2.

5.

3.

3.

4.

4.

115

6.

10.
1.

5.

2.
6.

3.

4.

2.
3. 4.
6.

11.
4.
1. 2. 3.
5.
6.
7.

12.
1. ,
4.

13.
1.
6.

2.
7.

2. 3. ,
5.

3.
4. 5.
8. ,

15.
. . 35 . .
. . 24 .
. . 42 .
. . ; ,
. .
69 , . , ;
.

IL CASO STRUMENTALE
1.
1. 2. 3. 4.
1.

2. 3.

4.

1.

2. 3.

4.

2.
1.

2.
5.

3.

1.
5.

2.

3.

4.

1.
5.

2.

3.

4.

4. ,

116

3.
Sono possibili soluzioni diverse.
1.
2.
3.
4.
5.

/ / .
.
.
.
.

5.
1. 2.

3.

6.
1.

4.

5.

2.
5.

4.

6.

7.

3.
6.

7.

7.
1.
4.

2.

3.

1.
4.

2.
5.

2.
4.

2.

3.

2.

3.

8.
1.
4.

3.

1.
4.

2.
3.
5.

1.
4.

2.

3.

9.
1.
4.

2.
5.

3.
6.

10.
1.

4.

6.

2.

3.

5.

117

11.
; , ; ; ;
; ; / ; ; ;
; .
; ; .
; .

13.
1.

2.

3.

4.

5.

6.

14.
. , .
.
, , .
.
- , .
, .
: . .

118

GLOSSARIO RUSSO-ITALIANO30
A

A
a

A
a
a
A
a

agosto
biglietto aereo
autobus
agente
agenzia
avvocato
indirizzo
Asia
azione, titolo azionario
album
America
analizzare pf, impf
inglese
Inghilterra
aneddoto, barzelletta
aprile
farmacia
aula
aeroporto

business-class
businessman, uomo
daffari
piatto, pietanza
pi, pi di, oltre
grande
bor (minestra di cavoli,
barbabietola e altro)
fratello
prenotare pf, impf
futuro, prossimo
viale, boulevard
brodo
carta
contabile, ragioniere
essere, esistere
bilancio, budget

, -, -

nonna
bagaglio
balletto
banca
barattolo, scatola
piscina
pil
senza + gen.
ciambella farcita di carne
riva
Berlino
conversazione
biblioteca
business

30
Il glossario funzionale allutilizzo del
manuale, contiene cio soltanto i lemmi
impiegati nel volume, e non ha pretese di
esaustivit. In caso di parole con pi significati,
si riporta qui quello(i) necessario alla
comprensione degli esercizi. Non si traducono i
nomi di strade, piazze, luoghi turistici. Le
informazioni grammaticali sono limitate alla
reggenza delle preposizioni (secondo quanto
esposto nei capitoli sui casi), allaspetto dei
verbi (impf = imperfettivo; pf = perfettivo) e al
gruppo di appartenenza dei verbi di moto (I =
unidirezionale; II = pluridirezionale).

, -, -

, -, -

, -, -
, ,

, -, -

, -, -
esteriore
, -, -

in, dentro, a + prep., acc.


importante
valuta
(il) vostro
(tras)portare con un
mezzo I
secolo
credere impf
restituire pf
tornare, far ritorno pf
allegramente, con allegria
primaverile
tutto
vento
prosciutto
di sera
cosa, oggetto
riscuotere impf
telecamera, videocamera
vedere impf
visto ( ~:
visto valido una sola
volta)
colpa
vino
appendere impf
saporito, gustoso
insieme
esterno, estero,
interno, interiore
acqua
conducente, autista
restituire impf

119

, -, -

, -, -
, -, -

tornare, far ritorno impf


stazione
ladro
domenica
oriente, est
ecco
medico, dottore
tempo, ora
sempre
ricordare impf
incontrarsi pf
incontro
incontrare impf
incontrarsi impf
ogni, qualunque
marted
incontro
entrata, ingresso
ieri
voi
elezioni
vantaggioso
alto, elevato
mostra, esposizione
uscita, fuoriuscita

giornale
garanzia

dove?, dove
, -, - generale

guida (turistica)
parlare impf

anno
montagna, monte

citt

, -, -
urbano, della citt
, -, -
caldo, ardente
signore

albergo, hotel

ospite, invitato
, -, -
statale, dello stato
cittadino

Grecia

fungo
gruppo

tristemente,
malinconicamente
passeggiare impf

gulash (spezzatino alla


ungherese)

120

dare, consegnare impf


lontano, distante
lontano, remoto
regalare impf
dare, consegnare pf
dacia (casa russa di
campagna)

porta
palazzo

, -, - di palazzo
bambina

nonno

dicembre

dichiarazione

decreto
fare impf

delegazione
affare, faccenda,

occupazione
, -, -
di affari, del lavoro
denaro, soldi

giorno
albero

dessert

investigatore, detective
, -, -
economico, a buon
mercato
diplomatico
, -, -
direttore

, -, -
lungo

per + gen.

fino a + gen.
aver fiducia in, fidarsi di

impf
accordarsi, mettersi

daccordo impf

accordo, contratto
accordarsi, mettersi

daccordo pf
prova, dimostrazione

a lungo

casa, edificio
di casa, domestico,
, -, -
casalingo, domiciliare
caro, costoso
, -, -

luogo/cosa
notevole, bellezza,
curiosit

figlia

amico
pensare impf

si soffoca, non si respira

, -, -
, -, -

zio

Europa
E
, -, - quotidiano, di ogni giorno

andare con un mezzo,


viaggiare II
andare con un mezzo,

viaggiare I

ancora, unaltra volta

caldo, calura
fa caldo, ardentemente
aspettare impf
moglie
donna
vivere impf
rivista
giornalista
giuria

, -, -
, -, -

al di l, dietro + str.
dimenticare impf
fabbrica
domani
assegnare,( ~
porre una domanda) impf
compito, obbiettivo
ordinare, commissionare
impf
legge
occuparsi di impf
occupare pf
lezioni
occidente, ovest
biglietto, messaggio
riempire, compilare impf
difendere, proteggere impf
chiamare impf
stella
telefonare impf
edificio, immobile
qui
salve!
verde
invernale
conoscersi impf
sapere, conoscere impf
vuol dire

ombrello

andare a piedi I
da, di + gen.
noto, famoso, conosciuto
scusare pf
scusarsi pf
pubblicare, dare alle
stampe pf
, -, -
dellicona
avere, possedere impf

immigrante

ingegnere

talvolta, qualche volta

, -, - straniero
ispettore

istituto, scuola superiore


interesse

in modo interessante
, -, - interessante
interessarsi impf

internet
informazione

cercare impf
storia

Italia

italiano
luglio

giugno

, -, -

da, verso + dat.


studio
ogni, ciascuno
di Kazan
calendario
~
deposito bagagli
articoli di cancelleria

cavolo

matita, lapis
carta da gioco

quadro

patata/e
cassa

, -,- cattedrale, della cattedrale


qualit

appartamento

ketchup
chilogrammo

cinema
chiosco, edicola

, -, -

121


, -, -

, -,-

, -,-

, -, -

classe
classico
cliente
club
libro
principe
tappeto
quando?, quando
collega
collezione
stanza
compagnia
computer
consultazione
contratto
conferenza
concerto
marrone
caff
borsellino, portamonete
gatto
bello
colore
rosso
credito
creditizio, di credito
Cremlino
poltrona
criterio
tetto
fotocopia
chi?
(verso) dove?
comprare, acquistare pf
fumare impf
pollo, gallina
corso
giaccone, giubbotto
(carne di) pollo
cucina
curio (elemento chimico)

, -, -
, -, -

, -, -

122

bottega
pranzo, lunch
latino
leggero, facile
con facilit, facilmente
giacere, stare disteso impf
lezione, conferenza
pigro
bosco
volare II

, -, -

volare I
estivo
limone
1. foglia (2. foglio)
cipolla
amare impf
uomini, gente

negozio

maggio
piccolo
, -, -
poco

marzo
olio, burro

, -,
di massa

matrka

partita, match

madre
macchina, auto

mobili, mobilio
tra, in mezzo a

luogo
mese

metallurgico
, -, -

metro, metropolitana
metropolitana

sognare impf
disturbare impf

Milano

poliziotto
polizia

minerale

ministero

ministro

meno (segno di)

opinione

molto
, -, - mobile (~
cellulare)
moda

modello, modella
stilista

di moda, alla moda


, -, -

possibile, si pu
mio
, ,
, -, -
giovane
momento

mare

Mosca
, -, - di Mosca, moscovita

ponte

marito

, -, -

, -, -

, -, -

, -, -

uomo
museo
musica
musicale
musicista
noi
sindaco
morbido, soffice
carne

(-)

, -, -

, -, -

, -, -

, -,

su, in, per, a + prep., acc.


sopra a + str.
bisogna, occorre,
necessario
trovare pf
alla fine
tassa
scrivere pf
ricordare impf
ricordare pf
trovarsi, essere ubicato
impf
nostro
settimana
non si pu, non
possibile, impossibile
tedesco
un po, non molto
necessario, si deve,
indispensabile
inesperto
alcuni, alcune cose
portare (camminando) I
in maniera scomoda
basso
notizie
nuovo
1. Numero 2. Stanza
naso
portare (camminando) II
piacere impf
necessario, occorrente
bisogna, necessario

calzature
generale, comune
volume
spiegare pf
di solito, generalmente
verdura, ortaggi
avvenuto/valido una sola
volta
vestiario, abbigliamento

finestra

accanto (a)
ottobre

egli
ella

essi

esso

ritardare, fare tardi impf

o
opera (lirica), teatro
pagare impf
o
, -, -
esperto
organizzare pf, impf

autunnale
, -,-
, -, -
particolare, speciale
fermata

isola

da + gen.
bollito, lesso
, -, -

rispondere pf
rispondere impf

sezione, reparto
riposare impf

padre

aprire impf
cartolina

spedire, inviare pf

spedire, inviare impf

ferie, vacanze

ufficio

, -, ufficiale

cameriere
molto, assai

fila, turno

occhiali

sbagliarsi pf

o(-, -)

di, a proposito di
pranzo
promettere
permuta, scambio
discutere, esaminare

monumento

pap, babbo

parco
parlamento

, -, -
parlamentare, del
parlamento

123

partner, socio
passaporto
passeggero
cantante (donna)
pelmeni (specie di t
ortellini)
pensione

primo
, -, -
traduzione

traduttore, interprete

trattative
davanti, di fronte a + str.

canzone

biscotti

torta, pasta dolce

scrivere impf

, -, - scritto

lettera, missiva
bere imf

cibo

1. pianta, disegno,
2. progetto
pianificare, programmare

impf
pagamento

pagare impf

abito, vestito

male
cattivo, brutto, scadente
, -, -

piazza

(segno) pi, sopra lo zero

per, lungo + dat.


cuoco

credere, prestar credito pf

marmellata

parlare, parlare un po pf

tempo (meteorologico)

sotto + str.
regalare pf

preparare pf
firmare, sottoscrivere impf

firma

amica

treno
viaggio

partire, andare (con un

mezzo) I
per piacere, per favore

telefonare pf
conoscersi, fare

conoscenza pf
partire, andare (a piedi) I

mostrare pf

mostrare impf
acquirente

124

, -, -

comprare
pavimento
politica
politologo
ricevere pf
impedire, ostacolare pf
ricordare impf
aiutare impf
aiutare pf
luned
piacere pf
aver promesso pf
tempo (ora di)
borsa (ventiquattrore)
visitatore
visitare pf
visitare impf
spedire, inviare pf
dopo
ultimo
ascoltare pf
consigliare, dare un
consiglio pf
chiedere un consiglio pf

ambasciatore
ambasciata

spedire, inviare impf

pacco, spedizione
visita (turistica), gita

posta
verit

legge, diritto

giurisprudenza, diritto
, -, - di festa
offrire, proporre impf

offerta, proposta

offrire, proporre pf

oggetto, materia

impresa, azienda

rappresentante
presidente

reato, delitto

invitare impf

invito
sentenza, condanna

preparare, cucinare pf

riconoscere pf
stampante

prendere, ricevere pf
arrivare (a piedi) II

piacevole, gradevole
, -, -

problema
passeggiata, gita

vendere impf
venditore, commesso

, -, -

, -, -

()

vendita
vendere pf
prodotti (alimentari)
tragitto, viaggio, corsa
(del tram, autobus ecc.)
corso, prospettiva
richiesta
professione
professore
passaggio, corridoio
daccesso
passato, trascorso
viaggio
venerd

, -, -

, -, -

, -, -

lavoro
lavorare impf
lavoratore, operaio
operaio, del lavoro
radio
volta
conversare impf
diverso, differente
prima
diffondersi impf
raccontare pf
raccontare impf
municipio, comune
infante, bambino
risultato
pubblicit, reclame
riparazione
ristorante
riforma
decisione
decidere, arrivare a una
decisione pf
Roma
riso
rischio
patria
genitori
nascere, venire alla luce
impf, pf
nascita
russo, della Russia
Russia
cittadino russo
bocca
boschetto
rublo
direzione

russo, della Russia


penna
pesce
mercato
accanto a, a fianco di

, -, -
, -, -

, -, -
, ,

, -, -

, -, -
, -, -

(-, -)

con, da + str., gen.


giardino
insalata
aereo
zucchero
nuziale, di nozze
chiaro
testimone, teste
libro
proprio
legame, nesso
nord
oggi
adesso
segretaria
segretario
seminario
settembre
sorella
sigaretta
sedere, stare seduto impf
blu
dire
scaricare (da internet) pf
sconto, saldo
quanto
in modo noioso
noioso, triste
seguente, successivo
vocabolario
impiegato
ascoltare impf
panna acida
guardare impf
cattedrale, duomo
riunione, assemblea
consiglio
consigliare, dare consigli
impf
chiedere un consiglio,
consigliarsi con qualcuno
impf
consenso
convocare impf
informare, comunicare
impf

125

, -, -

, -, -

, -, -

informare, comunicare pf
vicino
vicina
vicino, vicinale
salsiccia
collaboratore
collaboratrice
salsa, sugo
discutere impf
complesso sportivo
chiedere, domandare, fare
una domanda impf
mercoled
mezzo
stadio
tirocinio, stage
bicchiere
diventare impf
stazione, fermata
1. vecchio 2. anziano
diventare pf
articolo
costare impf
tavolo
paese (nazione)
severo, duro
costruttore
sedia
sabato
tribunale
giudice
borsa
essere, esistere impf
schema
conto, fattura
figlio
formaggio

, -, -

commercio
commerciale, di
commercio

lavoro
difficilmente, con

difficolt
difficile
, -, -
lavorativo, di lavoro
, -, -
laborioso,
, -, -
amante del lavoro

turismo
turista

turistico
, -, -

tu
prigione, carcere

, -, -
pesante

in perdita, svantaggioso
dedicarsi, essere
appassionato di impf
angolo
comodamente, con agio
piacere
gi
cena
cenare
strada, via
grandi magazzini
universit
direzione, gestione
lezione
mattina
prendere parte,
partecipare impf
insegnante, maestro
studiare, svolgere gli studi
impf

, -, -
, ,

, -, -

126

dogana
tariffa
duro, solido
tuo
teatro
televisore, televisione
telefono
scuro, cupo
perdere impf
quaderno
compagno, amico
cartuccia per stampante,
toner

, -, -

fabbrica
fax
facolt (universitaria)
febbraio
federazione
film
finanziario
ditta
pennarello
Firenze
Francia

, -, - francese
, -, - di frutta
calcio, football

, -, -

andare (a piedi) II
hockey
fa freddo
buono, bello, bravo
bene, ottimamente
volere impf
chiesa, tempio
custodia (
: deposito
bagagli)
pittore

armadio
scuola
scolaro
rumore

, -, -

fiore (pl. )
prezzo
centro
centrale

esame

ecologico, di
, -, -
ecologia
economia

escursione, gita

guida

, -, - elegante
emigrante, emigrato

piano
(particella che sostituisce

il presente indicativo del


verbo essere)
questo
, ,

parte
eburek (pasticcio imbottito di

carne dagnello)
, ,
di chi?
persona, uomo

valigia

onesto, retto
, -, -

gioved

(che) cosa/ (che) cosa?

sud
giurista, legale

io
uovo
gennaio

127

ABBREVIAZIONI DEL SUSSIDIO DIDATTICO


ITALIANO
acc.
agg.
cons.
dat.
f./F.
gen.
impf.
m./M.
n./N.
nom.
p.
pf.
pl.
pp.
prep.
sg.
sost.
str.

accusativo (caso)
aggettivo
consonante/i
dativo (caso)
femminile
genitivo (caso)
imperfettivo (aspetto del verbo)
maschile
neutro
nominativo (caso)
pagina
perfettivo (aspetto del verbo)
plurale
pagine
prepositivo (caso)
singolare
sostantivo
strumentale (caso)

RUSSO
.
.
.
.
.

.
.

.
.
.
.
.
.
.

.
.

.
128

()
()
()
()
()

()
()
/

()

()

()
()

()

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P. E. Balboni, M. Gotti (a cura di), Glottodidattica: aspetti e


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italiano a fronte, Milano 1999
Cadorin, Kukukina 2011 E. Cadorin, I. Kukukina, Il russo tecnico-scientifico. Con CD
Audio, Hoepli, 2011
Cardellini, Felder 1999

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ego

funkcionalnych

AREE SCIENTIFICODISCIPLINARI
AREA

01 Scienze matematiche e informatiche

AREA

02 Scienze fisiche

AREA

03 Scienze chimiche

AREA

04 Scienze della terra

AREA

05 Scienze biologiche

AREA

06 Scienze mediche

AREA

07 Scienze agrarie e veterinarie

AREA

08 Ingegneria civile e Architettura

AREA

09 Ingegneria industriale e dellinformazione

AREA

10 Scienze dellantichit, filologicoletterarie e storicoartistiche

AREA

11 Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche

AREA

12 Scienze giuridiche

AREA

13 Scienze economiche e statistiche

AREA

14 Scienze politiche e sociali

Il catalogo delle pubblicazioni di Aracne editrice su


www.aracneeditrice.it

Finito di stampare nel mese di marzo del 2011


dalla ERMES. Servizi Editoriali Integrati S.r.l.
00040 Ariccia (RM) via Quarto Negroni, 15
per conto della Aracne editrice S.r.l. di Roma