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FARE-DOVERE-SENTIRE.

(immaginando il bambino)
Un bambino passa la maggior parte delle giornate seduto dietro un banco,
ascoltando diverse spiegazioni su diverse materie importanti che formeranno parte del
loro bagaglio culturale e formativo. Ma in questo contesto, che possibilit ha un
bambino di esprimere quello che ?, che possibilit ha un bambino di essere
riconosciuto per quello che ?, alla fine come loro stessi dicono: a me la scuola piace
cos, cos, io sono un bambino, i bambini giocano. I bambini sono fatti da tante
emozioni e da poche parole, esprimono i loro stati danimo, sopratutto attraverso il
corpo, la posizione, i gesti.
Dallaltra parte, viviamo in un tempo caratterizzato dalla tecnologia e
lindividualismo, in cui i giochi elettronici isolano il bambino e le impediscono
interagire con gli altri.
Pensiamo che sia importante trovare un tempo, uno spazio, in cui il bambino
abbia la possibilit di esprimere ci che sente e sviluppare la capacit di relazionarsi e
confrontarsi con gli altri che, tutto ci contribuir alla costruzione di quella che sar la
sua identit, perci la sua autonomia, il riconoscimento di s e degli altri. Per tanto
lesistenza dei valori, e la consapevolezza dellesistenza, il rispetto, e le emozioni verso
laltro.
Questo progetto ha lo scopo di dare la possibilit al bambino di essere ed
essere riconosciuto per quello che , la possibilit di interagire e confrontarsi con i
suoi coetanei e gli adulti, dando un posto privilegiato alle loro emozioni espresse
attraverso il linguaggio non verbale, cio la comunicazione del corpo. Sviluppando la
loro capacit creativa ed espressiva e quindi prevenendo o, nel caso in cui ci si presente,
elaborando il disagio emotivo.
I nuovi tempi mettono a dura prova bambini, genitori e insegnanti. I tempi di
lavoro si allungano e i bambini passano sempre pi tempo a scuola. Gli insegnanti si
trovano in situazioni di continue richieste di attenzione maestra, guardami. La
didattica va avanti ma nessuno se ne occupa delleducazione emotiva, pensiamo che sia
importante dare spazio allemozioni, dare la possibilit ai bambini ad esprimere ci che
sentono leggitimandoli. Questo progetto ha lo scopo di prevenire i disagi emotivi legati
alla impossibilit di esprimersi, lavorando sia con loro che con gli insegnanti, dando
anche la possibilit di creare in classe un clima diverso.

F ha un amico, si chiama Betovas gioca con me e mi aiuta a fare i compiti,


adesso non c ma te lo presenter,lui sar contento di conoscerti.

E scrive un storia titolata Smania di vincere, le chiedo il significato di smania


e mi risponde: oddio e gioco di squadra, un mix di sentimenti.
La maestra le dice guarda che non esci fuori con M, E le risponde io non
voglio farlo,(incrocia le ditta mentre mi guarda e mi sorride), oggi il giorno
del no al contrario?).

Quando interagisco con P.L mi sento pressa in giro, offesa tuo lavoro
aiutarmi, le rispondo che il suo invece impegnarsi, perde troppo tempo in
modo che poi neanchio sono capace di aiutarlo a finire.
Faccia colunque cosa faccia non serve mai a niente, le dico che cos mi sento
io, faccia colunque cosa faccia lui non vuole mai lavorare, ho provato con le
caramelle, pause, ma niente sembra servire a motivare il ragazzo.

Testi fondamentali di J.L.Moreno


MORENO J.L. (1946, IV ed.1977), Psychodrama First Volume, Beacon House, New
York, (trad. it. Manuale di psicodramma. Il teatro come terapia, Astrolabio, Roma,
1985).
MORENO J.L. (1947), The Theatre of Spontaneity, Beacon House, New York, (trad. it.
Il teatro della spontaneit, Nuova Guaraldi, Firenze, III ed.1980).
MORENO J.L. (1953, III ed. 1978), Who Shall Survive?, Beacon House, New York,
(trad. it. Principi di sociometria, psicoterapia di gruppo e sociodramma, Gruppo
Editoriale Fabbri, Bompiani, Sonzogno, Etas S.p.A., Milano 1964, II ed. Etas Libri,
Milano 1980).
MORENO J.L. (1959; II ed.1975a), in collab. con Z.T. Moreno, Psychodrama Second
Volume. Foundations of Psychotherapy, Beacon House, New York, (trad. it. Gli spazi
dellopsicodramma, Di Renzo Editore, Roma, 1995).
MORENO J.L. (1969, II ed.1975), in collab. con Z.T. Moreno, Psychodrama Third
Volume. Action Therapy and Principles of Practice, Beacon House, New York, (trad. it.
Manuale dipsicodramma. Tecniche di regia psicodrammatica, Astrolabio, Roma, 1987).
Testi di riferimento per lo Psicodramma classico
BORIA G. (1983), Tele. Manuale di psicodramma classico, Franco Angeli, Milano.
BORIA G. (1985), Realt e semirealt nello psicodramma, in: Psicodramma, AIPsiM,
Milano.
BORIA G. (1986), Gli altri nello psicodramma, in: Psicodramma, AIPsiM, Milano.
BORIA G. (1987), Il controllo dellacting out attraverso la tecnica della sospensione
della risposta, in: Psicodramma, AIPsiM, Milano.BORIA G. (1988), La prima regola nel
gioco psicodrammatico, in: Psicodramma, AIPsiM, Milano.
BORIA G. (1989), Essere moreniano nel centenario di Moreno, in Psicodramma,

AIPsiM, Milano.
BORIA G (1990), Schegge di psicodramma, in Psicodramma, AIPsiM, Milano.
BORIAG. (1991), Spontaneit e incontro nella vita e negli scritti di J.L. Moreno,
UPSEL, Padova.
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