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Ciao Gianni, e ciao a tutti

è vero che la procedura che ho indicato è anomala rispetto a quanto indicato nell’art.
146 comma 8 e segg. Del D.Lgsl. 42/’04 ( emissione del decreto del soprintendente
entro 45 giorni dalla ricezione dei progetti e successivo rilascio del premesso di
costruire da parte dei responsabili del procedimento nei successivi 20 giorni - oppure,
in caso di inadempienza,dopo 15 giorni dalla scadenza dei termini, indizione di
conferenza dei servizi con partecipazione del soprintendente o trasmissione di un suo
parere. Se ancora la Soprintendenza è inadempiente, il cittadino può chiedere alla
Regione la nomina di un Commissario ad Acta per il rilascio dell’autorizzazione.
L’autorizzazione diventa efficace dopo 30 giorni dal rilascio ), ma è quella che la
Soprintendente ha indicato ai vari capi area.

Condivido il contenuto dell’interpellanza e la necessità di un controllo istituzionale


sulla qualità dei progetti presentati e sulla tutela “virtuosa” del paesaggio, ma temo
che resteranno solo degli ottimi suggerimenti.

Per l’individuazione della scorrevolezza burocratica e degli ostacoli di percorso, in base


alla mia esperienza personale e di commissario posso indicarti che:

- I professionisti spesso non conoscono ( se non per sommi capi ) il Codice dei BB.
CC. eper la presentazione dei progetti l’unico loro interlocutore si rivela il
responsabile del procedimento;

- I responsabili del procedimento ( anche quelli del Parco ) si attengono


pedissequamente a quanto viene loro riferito dai responsabili di zona della
Soprintendenza circa l’istruttoria e la valutazione di compatibilità ambientale
dei progetti presentati;

- I responsabili di zona ed il soprintendente dipendono dal direttore regionale che


a sua volta fa riferimento ai capi settore del ministero e così via…

Più in generale direi che c’è scarsa conoscenza della materia da parte degli enti e dei
professionisti. Da qui discende tutto il resto che però si riversa sui cittadini in termini
di costi e di aspettative insopportabili. E’ opportuno certamente un coinvolgimento dei
cittadini con iniziative mirate per indicargli limiti ed i costi sociali prodotti da questa
situazione anomala ( ribadisco che a mio avviso il disegno che la destra e la lega
vogliono portare avanti a seguito dell’esclusione del rinnovo delle competenze dal
decreto mille proroghe, è lo “ scoppio “ delle soprintendenze per l’arrivo di troppe
pratiche ed il trasferimento del potere di emissione delle autorizzazioni ambientali ai
singoli enti per manifesta inadempienza delle soprintendenze stesse ).

Per quanto riguarda il progetto di Ascierto ti confermo che dopo tre interruzioni ( che
ho promosso ) è stato rilasciato per il solo fabbricato. Per il bosco, non essendo di
nostra competenza , se n’è occupato l’ufficio agricolo forestale.

Relativamente al Venda, abbiamo espresso parere contrario alla riedificazione e


l’ufficio ha spedito il tutto alla soprintendenza. Stiamo attendendo una comunicazione
da parte della soprintendente, visto che l’arch. Berton ha già fatto un sopralluogo.
Ti segnalo infine, che nella commissione tecnica di ieri 10.II, è stata portata fuori sacco
una richiesta di parere su un progetto preliminare “ faraonico“ nel comune di
Monselice ( vicino al cementificio ) presentato dalla SFMR e regione veneto, che
prevede la modifica della viabilità con rotatoria, ponti, percorsi in trincea, ecc. Ho il
sospetto che sia stato formulato per favorire l’accesso al solo cementificio…

Ho dato parere contrario all’ipotesi, ma la prossima volta che verrà ripresentato la


vedo dura…!