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METODI INVESTIGATIVI

(1931 Maigret e il cane giallo)


Ma si, naturalmente!... Solo che io, vede, non
deduco mai...
[]
E Leroy, seduto sull'orlo del lettino di ferro
diceva: Ancora non capisco bene il suo metodo,
commissario, ma forse incomincio a indovinare
... Maigret lo guard, gli occhi sorridenti,
sbuff nel sole una boccata di fumo. Lei
fortunato, amico! Soprattutto per ci che
riguarda questo affare, durante il quale il mio
metodo consistito nel non averne ... Se vuole
un buon consiglio, se ci tiene alla carriera, non
prenda esempio da me, non cerchi di costruire
delle teorie su ci che mi vede fare ...
(1938 L'innamorato della signora Maigret)
Cos, adesso mentre si dirigeva verso Place des
Vosges, si preoccupava meno dei dettagli tecnici
contenuti nei rapporti del mattino che di quello
che avrebbe volentieri chiamato l'ambiente del
delitto.
(1940 Un'ombra su Maigret)
E' scomparsa... Ne deduce? Allora Maigret,
dimenticando la gerarchia e lasciandosi prendere

dal nervosismo: Dedurre! Dedurre! E' capace di


dedurre qualcosa, lei?
[]
Nel corso di ogni indagine di una certa risonanza,
o quasi, almeno un giornalista pubblicava un
articolo che in certo qual modo era ormai
tradizionale: "I metodi del commissario Maigret".
Che andasse a vedere, il giornalista!... Maigret
usciva dal cinema... Mangiava... Beveva birra...
Aveva l'aria, seduto accanto alla vetrata
appannata della "Coupole", di un grasso
borghese di provincia sbalordito dal movimento
di Parigi... Adire il vero, non pensava a nulla...
[]
Che cosa vuole? Studiare i suoi metodi... E
il capo non pot far a meno di ridere nel vedere
Maigret allontanarsi con la schiena curva, i pugni
stretti, come per andare a fracassare il
criminologo americano.
[]
Le chiedo se sta parlando dei criminali "prima"
del loro delitto o "dopo"... Perch,
evidentemente, "prima" non sono ancora dei
criminali... Per trenta, quaranta, cinquant'anni, a
volte anche di pi, sono persone come tutte le
altre, non vero? (...) Perch vuole, signor
Spencer, che la loro mentalit cambi da un

minuto all'altro solo perch anno ucciso un loro


simile? Con ci vorrebbe affermare concluse
l'americano che i criminali sono uomini come gli
altri?... (...) Per quale motivo un uomo
commette un delitto, signor Spencer? Per
gelosia, per cupidigia, per odio, per invidia, pi
di rado per bisogno... Insomma, spinta da una
qualche passione umana... Ora, queste passioni
noi le abbiamo tutte in noi, in misura pi o meno
forte... Io, odio il mio vicino che, le sere d'estate,
apre regolarmente la sua finestra per suonare il
corno da caccia... E' probabile che non lo
ucciderei... Tuttavia, non pi tardi di un mese fa,
un vecchio coloniale, che le febbri avevano reso
meno paziente di me, ha sparato un colpo di
rivoltella al vicino del piano di sopra perch
questi aveva una gamba di legno e tutte le notti,
passeggiando nel suo appartamento, martellava
il pavimento con il suo arto... Capisco... Ma la
mentalit del criminale, "dopo"? Quella non mi
riguarda... E' di competenza dei giurati e dei
direttori delle carceri o dei penitenziari... Il mio
compito di scoprire i colpevoli... Per riuscirci
non ho da preoccupami che della loro mentalit
"prima"... Sapere se il tale stato capace di
commettere il tale delitto, quando e come l'ha
commesso...

(1941 Maigret e l'affare Picpus)


Nessuno pu immaginare la gioia trionfante di
Maigret in quel momento. Cio s, un uomo,
Lucas, che guarda il suo capo e giurerebbe che
ha le lacrime agli occhi. Maigret ha scoperto
tutto da solo, per cos dire senza indizi, o pi
esattamente con indizi che gli altri hanno
trascurato, soprattutto con la sua formidabile
intuizione, con la sua stupefacente facolt di
mettersi nella pelle dei suoi simili.
(1942 La ragazza di Maigret)
Un giorno che un criminalogista straniero lo
interrogava sui metodi di Maigret, il direttore
della Polizia Giudiziaria aveva risposto con un
sorriso enigmatico: Maigret? Che vuole che le
dica? Si installa in un'inchiesta come dentro un
paio di pantofole
[]
Qualcosa di nuovo, capo?... S direbbe di si...
[Lucas] Lo conosce cos bene! Maigret ha una
maniera tutta sua di distendersi, di aprirsi, di
respirare la vita da tutti i pori... Guarda intorno a
s quell'ambiente che gli divenuto familiare al
punto che, per una specie di mimetismo, prende
gli atteggiamenti dei suoi abitanti.
(1943 Maigret e la ragazza di provincia)
Un Maigret che sembrava gonfiarsi oltre misura,

diventare ottuso e pesante, quasi insensibile,


muto e cieco, un Maigret che il passate o un
interlocutore non informato avrebbe potuto
scambiare per un imbecille o un rimbambito.
Insomma gli aveva detto un tale che
pretendeva saperne di psicologia lei concentra i
suoi pensieri? E Maigret aveva risposto, con
comica sincerit: Io non penso mai. Era quasi
vero. Infatti in quel momento, ritto nulla strada
umida e fredda, non pensava. Non seguiva
nessuna idea. Si potrebbe forse dire che era una
spugna.
(1946 Maigret a New York)
Al Quai des Orfvres, solo un anno prima,
dicevano di Maigret in quei momenti: Ci
risiamo. Il capo in trance. (...) Chi era che
pretendeva che in quei momenti lui diventasse
pesante? Non era forse un ex direttore della
Polizia Giudiziaria che lo aveva visto lavorare per
degli anni? Era una battuta ma rendeva bene. Di
colpo, Maigret appariva pi spesso, pi pesante.
(...) Questo significava, in poche parole, che i
personaggi del dramma avevano cessato di
essere ai suoi occhi delle entit, o delle pedine, o
delle marionette, per diventare degli uomini. E
Maigret si metteva al posto di quegli uomini.
Faceva di tutto per immedesimarsi in loro.

(1947 Le vacanze di Maigret)


Maigret era abituato, entrando in qualche posto
in cui lo riconoscevano, a sentirsi osservato con
curiosit a causa della sua fama. Alcuni si
credevano in dovere di fargli delle domande pi
o meno stupide, pi o meno lusinghiere.
Insomma, commissario, qual il suo sistema?
I pi evoluti o i pi ricercati dichiaravano: A
mio avviso, voi sareste piuttosto bergsonniano.
[]
Se ha lasciato delle orme disse l'ispettore di
guardia a bassa voce (...) Aspettava
l'approvazione di Maigret che non fiat. Si era
mai occupato lui di impronte?
(1949 Maigret e la casa del giudice)
Da quanto tempo non aveva avuto pi occasioni
di entrare in una casa, come era entrato l poco
prima, di annusare, di andare e venire, pesante
e paziente, fino a che l'anima delle persona e
delle cose non avesse avuto pi segreti per lui?
(1951 Maigret e i gangster)
Maigret se ne stava seduto in macchina,
infagottato nel suo cappotto, bene al caldo, a
guardare sfilare le luci e a rimuginare.
(1951 Maigret e la spilungona)
Non c'era nessun motivo particolare per recarsi
l; pi che altro cedeva alla sua mania di andare

a fiutare in casa della gente per meglio


comprenderla.
(1954 Maigret e la giovane morta)
Si sarebbe potuto credere che fosse di cattivo
umore, ma quelli che lo conoscevano sapevano
che non era il caso. Soltanto, era
contemporaneamente nell'appartamento della
vedova di Rue de Clichy, dalla negoziante di abiti
di Rue de Douai, sulla panchina di Place de la
Trinit, e ora a Nizza, si immaginava una
ragazzina da una pescivendola. Tutte queste
immagini si mescolavano confuse, ma qualche
cosa avrebbe pur finito per uscirne.
[]
Maigret non si volse a guardarlo. Visto cos da
dietro, sembrava che non avesse altro da fare se
non aspettare fumando la pipa e guardando il
movimento della via.
(1958 Maigret e i testimoni reticenti)
In fondo - e sua moglie doveva sospettarlo da
molto tempo - se Maigret, quando era preso da
un'inchiesta tornava di rado a casa per
mangiare, non era tanto per guadagnare tempo
quanto per rimanere chiuso in se stesso, come
chi dorme, al mattino si rigira nel letto, avvolto
nelle coperte, per impregnarsi meglio del proprio
odore. Era l'intimit degli altri, insomma, che

Maigret annusava e adesso, per esempio, per


strada, con le mani nelle tasche del soprabito e
la pioggia che gli bagnava il viso, rimaneva
immerso nell'atmosfera stupefacente del quai de
la Gare. Non era naturale che gli ripugnasse di
tornare a casa sua, di ritrovare la sua casa, sua
moglie, i suoi mobili, un ordine di cose definitivo
che non aveva niente a che vedere con dei
Lachaume pi o meno degenerati? Questo
chiudersi in se stesso e altre manie, compreso il
suo malumore leggendario in quei momenti, la
schiena curva, l'aria burbera, facevano parte di
una tecnica che incoscientemente aveva messo a
punto con gli anni. Per esempio, se fin per
entrare in una birreria alsaziana, dove sedette ad
un tavolo vicino alla finestra, non fu per un puro
caso. Quel giorno aveva bisogno di sentirsi i
piedi solidamente per terra. Voleva essere
pesante, impermeabile. Gli faceva piacere che la
cameriera, col costume locale, fosse vigorosa e
sana, ridente, con le fossette e i capelli biondi
ricciuti, libera da ogni complicazione psicologica.
Nello stesso ordine di idee, gli sembr naturale
ordinare dei crauti che in quel locale venivano
serviti con abbondanza e bene accompagnati da
salsicce lucide e carne di maiale di un rosa
innocente. Fatta l'ordinazione - compresa la birra

che si imponeva - and a telefonare a sua moglie


la cui curiosit si espresse in tre brevi domande.
(1962 Maigret e il cliente del sabato)
Come poteva spiegare loro il suo bisogno di
vedere, di annusare, di impregnarsi di una
atmosfera?
(1962 Maigret e l'affare strip-tease)
Aveva gli occhi che sembravano non riflettere
alcun pensiero, le spalle un po' incurvate,
l'andatura pesante e pigra. In quei momenti, la
gente e soprattutto i suoi collaboratori,
ritenevano che egli si stesse concentrando.
Niente di pi falso. Ci che faceva, in realt, era
un po' ridicolo, anzi puerile. Prendeva un pezzo
di idea, un pezzettino di frase, e se la ripeteva
come uno scolaro che cerca di farsi entrare in
testa la lezione. Gli capitava anche di muovere le
labbra, di parlare sottovoce tra s, sul
marciapiede, non importa dove. Le parole non
avevano necessariamente un senso, potevano
addirittura sembrare assurde.
(1963 Maigret e il fantasma)
Se avessero chiesto al commissario a cosa stesse
pensando, avrebbe faticato a rispondere.
Registrava. In disordine. A casaccio. Guardava
ora fuori, ora nell'appartamento, sapendo che a
un certo momento alcune immagini si sarebbero

connesse e avrebbero acquistato un senso.


[]
Ancora una volta, Maigret rimpiangeva di non
aver potuto svolgere questo lavoro di persona.
Gli sarebbe piaciuto incontrare il vecchio
misantropo che si era ritirato dal mondo in piena
Parigi, in piena Montmartre, e che passava il
tempo a osservare la gente che abitava di fronte.
[]
Si erano conosciuti in Francia, in cui il degno
signor Pike era venuto per informarsi sui metodi
della locale Polizia Giudiziaria e su quelli di
Maigret in particolare. E fu sorpreso di
constatare che Maigret non aveva nessun
metodo.
(1966 Maigret e il ladro)
Quello era un momento difficile. In quasi tutte le
sue inchieste, Maigret attraversava un periodo di
stasi pi o meno lungo, in cui, come
sussurravano i suoi collaboratori, aveva l'aria di
ruminare. Nella prima fase, quando cio si
trovava improvvisamente di fronte a un
ambiente nuovo, a gente di cui ignorava tutto,
pareva assorbire meccanicamente, come una
spugna, quella nuova vita che lo circondava.
(1966 Maigret e il libanese)
Non seguiva ancora un piano prestabilito.

Andava avanti a caso, sforzandosi soprattutto di


non formarsi un'opinione. (...) Lei crede che sia
stata la moglie?... Dimentichi che io non credo
mai a nulla prima della fine di un'inchiesta.
(1969 Maigret e il capellone imprudente)
Si sarebbe detto che cercasse di identificarsi con
quelli che tentava di arrestare e che soffrisse le
loro stesse angosce.
(1969 Maigret e il commerciante di vini)
Era convinto che, dopo averlo conosciuto meglio,
non gli sarebbe stato difficile scoprire il suo
assassino.
MEUNG-SUR-LOIRE
(1933 Maigret e la chiusa n. 1)
L'ha letto? "Siamo venuti a sapere che il
commissario Maigret della polizia giudiziaria,
bench ancora lontano dal limite di et, ha
chiesto e ottenuto di essere messo a riposo.
Lascer l'incarico la settimana prossima,
probabilmente sostituito dal commissario
Ledent." E con questo? disse stupito Maigret.
Quanti giorni ha davanti ancora? Sei, non
vero? (...) Mia moglie partita questa sera
per sistemare i mobili nella nostra nuova casa.
Dove? Tra Meung e Tours.

(1937 Il notaio di Chateauneuf [in La vecchia


signora di Bayeux])
Non c'era modo di essere pi lontani
dall'avventura e da ogni possibilit d'imprevisto
di quanto lo fosse Maigret, quel mattino di luglio,
nel suo giardino circondato da muriccioli dietro i
quali scorreva la Loira. (...) So che lasciando la
Polizia Giudiziaria non ha creduto di esercitare la
professione di detective privato. (...)
(1938 La stella del Nord [in Due giorni per
Maigret])
La signora Maigret telefonava da
Meung-sur-Loire dove la piccola casa rimessa a
nuovo aspettava il commissario tra
quarantott'ore.
(1945 La collera di Maigret)
Era la seconda estate che passavano nella loro
casa di Meung-sur-Loire, da quando si era
ritirato dal servizio.
(1953 Maigret ha paura)
Mi sarebbe piaciuto, a tre anni dalla pensione,
(...) Anche tu, fra tre anni... S, anch'io. Hai
progetti? Ho comperato una casetta in
campagna, sulle rive della Loira.
(1959 Maigret alle assise)
Il commissario era tornato dalle vacanze solo da
due giorni, in una Parigi battuta da una pioggia

che pareva non dovesse finire mai. Aveva


raggiunto il boulevard Richard-Lenoir, e poi il suo
ufficio, con una emozione che gli sarebbe stato
difficile definire e nella quale si mescolavano
certamente piacere e malinconia. Tra poco,
allorch il presidente gli avrebbe chiesto la sua
et, avrebbe risposto: "Cinquantatr anni." Ci
significava che, secondo i regolamenti, sa-rebbe
andato in pensione tra due anni. Ci aveva
pensato spesso e spesso per rallegrarsene. Ma,
questa volta, tornando dalle vacanze, la
pensione non era pi una nozione vaga o
lontana; era un termine logico, ineluttabile,
quasi immediato.
[]
L'avvenire, durante le tre settimane passate
nella Loire, aveva preso forma allorch i Maigret
acquistavano finalmente la casa in cui avrebbero
passato la vecchiaia. Ci era avvenuto quasi
controvoglia. Erano scesi, come gli anni
precedenti, in un hotel di Meung-sur-Loire dove
erano di casa e dove i padroni, i Fayet, li
consideravano quasi della famiglia. Dei
manifesti, sui muri della piccola citt,
annunciavano la messa all'asta di una casa ai
margini della campagna. Erano andati a vederla,
la signora Maigret e lui. Era un edificio assai

vecchio che, col suo giardino circondato da


mura, grigie, faceva pensare quasi a una
canonica. Erano stati sedotti dai corridoi con le
piastrelle blu, dalla cucina con le grosse travi ch
era tre gradini pi bassa del suolo e che aveva
ancora la sua pompa in un angolo; la sala
somigliava al parlatorio di un convento, e
dovunque le finestre dai vetri a piccoli quadri
traforavano misteriosamente i raggi del sole.
[]
Alla vendita all'asta, i Maigret, in piedi in fondo
alla stanza, si erano pi di una volta guardati
come interrogandosi ed erano rimasti sorpresi
allorch il commissario aveva alzato la mano
mentre dei contadini si voltavano ... Due volte?
... Tre volte? .. Aggiudicato! Per la prima volta
nella loro vita erano proprietari e, gi il giorno
dopo, avevano chiamato l'idraulico e il
falegname. Negli ultimi giorni, si erano perfino
recati dagli antiquari della regione. Tra l'altro
avevano comprato una cassapanca con le armi di
Francesco I, che avevano messo nel corridoio del
piano terreno, vicino alla porta della sala, dove
c'era un camino di pietra. Maigret non ne aveva
parlato n a Janvier, n a Lucas, a nessuno,
come se si vergognasse di prepararsi cosi
l'avvenire, come se fosse stato un tradimento

verso il quai des Orfvres. Il giorno prima gli era


sembrato che il suo ufficio non fosse pi lo
stesso e, quel mattino, nella stanza dei
testimoni, ascoltando le voci che provenivano
dall'aula, cominciava a sentirsi un estraneo. Tra
due anni, si sarebbe messo a pescare e,
certamente, nei pomeriggi d'inverno, avrebbe
giocato al biliardo con qualche frequentatore del
caff.
[]
Seguitava a piovere quando attraversarono la
place Dauphine, per recarsi nella birreria che era
diventata una specie di succursale della polizia
giudiziaria. (...) Guard il menu e lo porse a
Janvier. Io prendo il vitello arrosto... (...) Il
vapore emanava dai piatti, il fumo dalle
sigarette, e il nome dei vini consigliati era dipinto
in bianco sugli specchi che circondavano la
stanza. C'era un vinello della Loire, proprio vicino
a Meung e alla casa che somigliava a una
canonica.
(1965 La pazienza di Maigret)
Non sei stanco? chiese la signora Maigret.
Perch dovrei essere stanco? rispose lui,
sorpreso, gustando il caff che gli sembrava
particolarmente buono. Dopo tutto il lavoro che
hai fatto ieri in giardino ... Da mesi, non prendi

in mano una zappa o un rastrello. Era il 7


luglio. Il sabato sera si erano recati in treno a
Meung-sur-Loire, nella piccola casa che stavano
restaurando da tempo, per il giorno in cui
Maigret, in forza dei regolamenti, sarebbe
dovuto andare in pensione. Tra due anni pochi
mesi! A cinquantacinque anni, come se un uomo
di cinquantacinque anni, che si poteva dire non
fosse mai stato malato e che nessuna infermit
indeboliva, dovesse diventare improvvisamente
incapace di dirigere la brigata criminale.
(1969 Maigret e il capellone imprudente)
Bench avessero la macchina da un anno,
Maigret non l'aveva mai guidata e la signora
Maigret preferiva adoperarla il meno possibile a
Parigi. La usavano soprattutto il sabato sera o la
domenica mattina, per arrivare a
Meung-sur-Loire dove ave-vano una casetta.
Quando andr in pensione ... Talvolta si
poteva credere che Maigret, ormai stanco,
contasse i giorni. Altre volte, invece, si sentiva in
lui un certo panico alla prospettiva di lasciare il
quai des Orfvres. Fino a tre mesi prima, si
andava in pensione a sessantacinque anni e lui
ne aveva sessantatr. Un nuovo decreto aveva
cambiato tutto portando il riposo a
sessantott'anni ...

(1971 Maigret e l'uomo solo [1965])


Era il mese d'agosto. Lucas, Lapointe e buona
parte degli ispettori si trovavano in vacanza.
Janvier e Torrence avevano preso le ferie in
luglio e Maigret contava di passarle in settembre,
nella sua casa di Meung-sur-Loire.
MOERS JOSEPH
(1930 Maigret e il castellano)
Maigret sospir, si strinse nelle spalle, usc dalla
camera fresca in cui dal mattino un ragazzone
magro, con capelli rossi e il viso tirato ma con la
flemma di un nordico, era chino sul tavolo per
dedicarsi a un lavoro che avrebbe fatto
spazientire un monaco. Si chiamava Joseph
Moers e il suo accento tradiva le origini
fiamminghe. Dipendente dei laboratori del
Casellario giudiziale, era venuto a Sancerre
dietro richiesta di Maigret, si era sistemato nella
camera del morto e qui aveva tirato fuori i suoi
strumenti, tra cui uno stranissimo fornelletto a
spirito. Dalle sette di quella mattina non alzava
la testa se non quando il commissario entrava
bruscamente nella camera o si sporgeva da
fuori, con il busto, attraverso la finestra che si
apriva sul sentiero delle ortiche. Niente? lo la

... Cosa? Ho appena trovato io la. Anzi! La


o non si vede, Aveva steso sul tavolo dei
rettangoli di vetro molto sottile che di mano in
mano spalmava con una colla fluida riscaldata
sul fornelletto. Ogni tanto andava fino al
caminetto, raccoglieva con delicatezza uno dei
pezzetti di carta carbonizzata e lo posava su un
vetrino. La carta era fragilissima, pronta a
spezzarsi, a finire in briciole. Talvolta
occorrevano cinque minuti per ammorbidirla
avvolgendola di vapore acqueo. E allora si
ritrovava incollata sul vetro. I pi piccoli non
erano altro che polvere. Obolo ... prepara ... i ...
la ... Questo era il risultato di due ore di lavoro,
ma, al contrario di Maigret, Moers non era affatto
impaziente e non batteva ciglio all'idea di aver
esaminato soltanto la centesima parte, circa, del
contenuto del caminetto.
[]
Per parecchio tempo un moscone violetto, dai
riflessi metallici, gli ronz intorno alla testa e per
tre volte gli si pos sulla fronte corrugata, senza
che lui accennasse a un gesto per scacciarlo. Che
non se ne fosse nemmeno accorto? (...)
Perdiana! borbott Maigret, che per un attimo
fiss lo sguardo nel vuoto, poi si gir verso
Joseph Moers. Lei ne sa qualcosa di questioni

assicurative? Dipende... rispose con


modestia il giovanotto, che portava occhiali a
pince-nez cos stretti che tutta la faccia
sembrava contrarsi. (...)
[]
Una volta chiusa la porta, and diritto verso il
giovanotto del Casellario giudiziale. Provava
qualche rimorso. Cos' successo, ragazzo? Lo
vedeva bene, accidenti, che c'era del sangue!
Del sangue dappertutto! Sulle mani di Moers,
sulle spalle, sui rettangoli di vetro e per terra!
Non una cosa grave, commissario...
L'orecchio... vede ... Smise per un istante di
stringersi il lobo dell'orecchio sinistro e subito ne.
sprizz il sangue. Moers era pallidissimo.
Tuttavia, tentava di sorridere e soprattutto di
fermare il movimento convulso delle mascelle. La
tenda avvolgibile era rimasta abbassata, velando
il sole e dando una sfumatura arancione
all'atmosfera. Non una ferita pericolosa, vero?
... Non c' niente che sanguini pi di un orecchio
... Calma!... Respiri a fondo ...
Effettivamente il fiammingo poteva a malapena
parlare, tanto gli battevano i denti. Non dovrei
agitarmi cos. .. ma non ci ho fatto l'abitudine,
io!. .. Mi ero appena alzato per prendere delle
altre lastre ... Si tamponava l'orecchio ferito

con il fazzoletto tutto insanguinato, s'appoggiava


con l'altra mano al tavolo. Guardi! Ero proprio
qui... Ho sentito una detonazione ... ho sentito,
giuro, lo spostamento d'aria di un proiettile che
mi passato talmente vicino agli occhi che ho
creduto mi avesse strappato via gli occhiali.
[]
Mi sono buttato all'indietro ... E nello stesso
momento, insomma ... subito dopo il primo
colpo, ce n' stato un secondo. Ho pensato di
essere morto ... Avevo un rumore fortissimo in
testa, come se il cervello si fosse messo a bollire
... Sorrise con minore tensione. Vede bene
che non niente, commissario ... Mi ha portato
via solo un pezzetto d'orecchio ... Avrei dovuto
correre alla finestra, ma non sono riuscito a
muovermi. Avevo l'impressione che avrebbero
sparato ancora. Prima, non sapevo cosa fosse
ricevere una pallottola ... Fu costretto a
sedersi. A cose fatte, per una specie di trauma di
ritorno, di paura retrospettiva, le gambe gli
cedevano. Non si preoccupi di me,
commissario. Cerchi quello ...
Improvvisamente la fronte gli s'imperl di gocce
di sudore, e Maigret cap che stava per svenire,
corse alla porta: Padrone!' .. Pensi lei al
giovanotto ... Il dottore? Non era in casa ...

Ma questo uno dei miei ospiti che infermiere


all'ospedale ... (...) la stessa grafia che ha
trovato sulle altre carte? La stessa. Il mio
maestro, il professar Locard, le direbbe molto di
pi ... Grafia calma, ordinata, che tuttavia ha
tratti di tensione e di scoramento alla fine delle
parole. Un grafologo dichiarerebbe senza
esitazione che l'uomo che ha scritto queste
lettere malato, e lo sa ... Caspita! Ma
adesso basta, Moers! Lei deve riposare ...
(1931 Maigret e una vita in gioco)
In un angolo un giovanotto dal viso liscio, lungo
e magro, con gli occhi miopi protetti da grosse
lenti, l'osservava con commosso stupore. (...)
Era Moers, specialista nell'analisi di carte,
inchiostri e calligrafie.
(1947 Ben tornato Maigret)
Moers era un giovane alto e magro, col viso
sempre serio, gli occhi timidi nascosti da spesse
lenti.
MORGUE
(1954 Maigret e la giovane morta)
Maigret cap che alludeva alla Morgue, chiamata
ora Istituto di medicina legale.
(1969 Maigret e il commerciante di vini)

Probabilmente in quel momento si stava


preparando per recarsi all' Istituto di medicina
legale (...) che una volta si chiamava obitorio.
(1972 Maigret e il signor Charles)
Anzitutto la "morgue" non esiste pi da molto
tempo. Adesso si chiama Istituto
medico-legale...
MUTUA DELLA POLIZIA
(1954 Maigret solo)
Ho pranzato con il capo, Lucas e Janvier alla
Brasserie Dauphine. Poi erano andati tutti e
quattro all'assemblea della Mutua della polizia, di
cui Maigret veniva eletto da tre anni
vicepresidente, bench lui non ci tenesse molto.
NEGOZI DI UCCELLI
(1952 Le due pipe di Maigret)
La porta d'ingresso dell'edificio del quai de la
Mgisserie era incastrata tra due botteghe dove
vendevano uccelli, e le gabbie occupavano una
gran parte del marciapiede.
(1959 Maigret alle assise)
Tra i giurati un negoziante di uccelli del quai de
la Mgisserie e

(1970 Maigret e la vecchia pazza)


Nel pomeriggio, Lapointe and in quai de la
Mgisserie dove in quasi tutti i negozi si
vendevano uccelli e altri piccoli animali.
NOMEN OMEN
(1954 Maigret e la giovane morta)
[Il personaggio Alice Feynerou pescivendola]
[]
[lErboristeria in Rue du Chemin-Vert]
(1969 Maigret e il commerciante di vini)
[Jean-Luc Caucasson editore libri d'arte con
sede in Rue Saint-Andr-des-Arts]
NOVENE ALCOOLICHE
(1930 Maigret e il viaggiatore di terza classe)
Non si tratta di quello che pensa... Per lui, era il
vino!... E per di pi non continuamente... Erano
crisi, delle novene, come dicevamo mia moglie e
io... Per tre settimane stava tranquillo... Poi, per
qualche giorno, beveva tanto da doversi gettare
sul letto ubriaco fradicio...
(1932 Maigret al Liberty Bar)
Tornava spesso a casa ubriaco? Ogni volta, o
quasi, che se ne andava di casa... Chiamavamo

le sue fughe, novene...


(1933 Maigret e la chiusa n. 1)
Sa che Gassin sempre ubriaco? Davvero sta
facendo una novena! (...)
(1950 Un Natale di Maigret)
Quando l'ha visto l'ultima volta? Almeno un
mese fa. Pi anzi. Dalle parti della Toussaint.
Finiva una novena. Come ha detto?... (...)
Beve. Beveva anche prima, ma non in modo
eccessivo, non tanto da far delle sciocchezze...
(...)
NUMERI STANZE HOTEL
(1929 Maigret e il Lettone)
In fine arriv in rue du Roi de Sicile, irregolare,
costeggiata da vicoli, stradette, cortili brulicanti,
met quartiere ebreo, met colonia polacca, e
dopo duecento metri spar nel corridoio di un
albergo. Alcune lettere in maiolica
annunciavano: Au Roi de Sicile. (...) Una scala.
Al mezzanino una specie di gabbia a vetri in cui
una famiglia ebrea mangiava. Il commissario
buss e, invece di aprirgli la porta, un uomo
sollev il vetro di uno sportello. Ne sfugg un
odore di rancido. L'ebreo aveva una papalina
nera in testa. La moglie, una donna grassa, non

smise di mangiare. Che c'? Polizia! Il nome


dell'inquilino che entrato? (...) Che stanza?
32...
(1930 Maigret si commuove )
La signora che appena entrata?... Camera
numero 9... (...)
(1938 La stella del Nord [in Due giorni per
Maigret])
Si apr una porta, quella del 32, e un uomo
vestito in fretta, senza colletto n cravatta e coi
piedi nudi nelle pantofole domand: Il
commissario di polizia?
(1948 La prima inchiesta di Maigret [1913])
Il conte in camera? chiese al portiere. (...)
Vuole dirmi il numero della camera? (...)
Trentadue...
(1949 L'amica della signora Maigret)
Da rue Bergre ti precipiterai in rue Douai,
all'Hotel du Massif Central, dove Alfonsi occupa
la stanza numero 33.
(1957 Maigret viaggia)
(...) Hotel George V... Appartamento 332 (...)
1959 Maigret alle assise
La donna occupa la
camera 32
(1964 Maigret sotto inchiesta)
Alle nove, arrivato nel suo ufficio, cominci col
telefonare all'Hotel de Savoie dove gli risposero

che la cliente della stanza 32 se ne era andata


dicendo che
(1965 La pazienza di Maigret)
Maigret non venne accolto da una cameriera, ma
da un uomo (...) La camera 42? Mi segua.
(1970 Maigret e la vecchia pazza)
La targhetta di finto marmo sulla porta
dell'albergo portava inciso: "Camere ammobiliate
in affitto a giornata, a settimana, a mese. Tutte
le comodit". (...) Che piano? Il secondo. La
camera 23 (...)
(1971 Maigret e l'informatore)
Maigret riemp la scheda: Camera 233.
NUOVE LEVE
(1940 Un'ombra su Maigret)
Verduret, uno dei nuovi, un simpatico ragazzo,
terribilmente impressionato di fronte al capo, al
punto che, palando con lui, balbettava.
(1942 La ragazza di Maigret)
Regna al Quai des Orfvres una febbre che lui
conosce bene, in tutti gli angoli avvengono
interrogatori, perfino nel suo ufficio, dove
Rondonnet, uno nuovo, si seduto sulla poltrona
stessa di Maigret, fumando una pipa che
assomiglia alla sua. Ha spinto il mimetismo fino

a farsi portare su delle birre dalla Brasserie


Dauphine. Sulla sedia sta uno dei camerieri del
Plican.
(1951 Maigret e i gangster)
Era un agente delle nuove leve, pi
rassomigliante a un campione olimpionico che
alle guardie panciute e baffute che si vedevano
un tempo all'angolo delle vie.
(1954 Maigret e la giovane morta)
... e guarderai bene il cadavere. Il giovane
Lapointe, da due anni soltanto in servizio, fece
una smorfia. (...) Bravo Lapointe che, dopo due
anni di polizia giudiziaria era ancora capace di
arrossire.
(1962 Maigret e il cliente del sabato)
Pirouet si trovava lass sotto i tetti del Palazzo di
Giustizia nel laboratorio della Polizia Scientifica.
Era un acquisto assai recente del servizio, uno
strano uomo, grasso e gioviale, che era stato
guardato con una certa diffidenza quando era
entrato come aiuto-chimico, perch aveva una
certa aria da commesso viaggiatore. Ed era per
ironia che gli altri avevano l'abitudine di
chiamarlo M. Pirouet, sottolineando il Monsieur.
Invece si era rivelato un collaboratore di
prim'ordine, uno che faceva un po' di tutto, era
pieno di idee e con le sue mani aveva gi

costruito diversi e ingegnosi apparecchi; inoltre


avevano scoperto che si trattava di un grafologo
straordinario.
NUOVO CORSO
(1961 Maigret e il ladro pigro)
La Procura, il ministero degli Interni, tutti quei
nuovi legiferatori usciti dalle universit che
s'eran messi in testa di organizzare il mondo
secondo le loro ideuzze. Per loro, la polizia era
un ingranaggio inferiore e un po' vergognoso
della Giustizia con la maiuscola. Bisognava
diffidarne, sorvegliarla a vista, lasciarle solo
funzioni subalterne. (...) L'inchiesta la conduceva
il giudice dal suo ufficio, il procuratore dal suo
gabinetto prestigioso. E loro davano gli ordini.
(...) Non lo mettevano ancora in disparte.
Portavano pazienza sapendo che gli mancavano
solo due anni alla pensione.
ODORE DI LETTO
(1931 Maigret in Olanda)
I suoi occhi erano pieni di sonno, i suoi capelli in
disordine. Emanava dalla sua persona un odore
di letto tiepido.

(1941 Maigret e l'affare Picpus)


Accosta l'orecchio alla porta. Sente qualcosa
come un sospiro, poi il rumore di un corpo che
deve essere caldo e che si volta pesantemente
nel letto. Bussa di nuovo. (...) Infine attraverso
la porta socchiusa appare una ragazzotta in
camicia, con gli occhi spaventati, i lineamenti
ancora gonfi di sonno. Che cosa vuole? Il tutto
odora di donna, di letto umido, un vago sentore
di cipria e di acqua e sapone.
(1950 Maigret al night-club)
Rivedeva i suoi occhi inquieti, ricordava
l'occhiata che quasi involontariamente aveva
posato sul suo seno e ricordava soprattutto
quell'odore di femmina, quasi di letto, che
emanava da lei.
(1952 La rivoltella di Maigret)
Quando la ragazza aveva aperto la porta, il
commissario aveva sentito un odore di letto da
sotto le ascelle di lei.
(1957 Gli scrupoli di Maigret)
Jenny (...) Aveva grandi occhi scuri e dolci,
timorosi, che ricordavano quelli degli animali
della foresta, dei caprioli, per esempio, ed
emanava da lei un caldo odore di letto.
(1957 Maigret viaggia)
L'infermiera dai capelli grigi, dalla faccia grigia,

con un corpo che odorava ancora di letto sotto il


camice bianco,
ODORI VARI
(1929 Maigret e il Lettone)
Fcamp! Un odore compatto di merluzzo e di
aringa.
[]
Raggiunse il ghetto di Parigi, il cui nucleo
costituito da rue des Rosiers, pass vicino a delle
botteghe con iscrizioni in "yiddish", alle
macellerie "caschr", alle vetrine che
esponevano pane azzimo. (...) In fine arriv in
rue du Roi de Sicile, irregolare, costeggiata da
vicoli, stradette, cortili brulicanti, met quartiere
ebreo, met colonia polacca, e dopo duecento
metri spar nel corridoio di un albergo. Alcune
lettere in maiolica annunciavano: Au Roi de
Sicile. (...) Una scala. Al mezzanino una specie di
gabbia a vetri in cui una famiglia ebrea
mangiava. Il commissario buss e, invece di
aprirgli la porta, un uomo sollev il vetro di uno
sportello. Ne sfugg un odore di rancido. L'ebreo
aveva una papalina nera in testa. La moglie, una
donna grassa, non smise di mangiare.
[]

Ogni razza ha il proprio odore, detestato dalle


altre razze. Il commissario Maigret aveva aperto
la finestra, fumava senza tregua, ma un tanfo
sordo continuava a dargli fastidio. Era l'Htel du
Roi de Sicile a esserne impregnato? Oppure la
strada? Si sentivano gi delle zaffate di
quell'odore quando il gestore con la papalina
nera schiudeva l'usciolo. L'odore si accresceva
man mano che si salivano le scale. Nella camera
di Anna Gorskine il tanfo era insopportabile.
vero che del cibo giaceva disordinatamente un
po' dappertutto. Le salsicce, di un rosa volgare,
erano molli, ripiene d'aglio. C'erano su un piatto
dei pesci fritti che nuotavano in una salsa
piccante. Mozziconi di sigarette russe. T in
fondo a una mezza dozzina di tazze. E le
lenzuola, la biancheria, che sembravano ancora
umide del calore umano, avevano l'odore acre di
una camera da letto mai aerata.
(1930 Maigret e il castellano)
Di fronte al municipio, parecchi avventori erano
seduti ai tavolini davanti a un caff e dall'ombra
dei tendoni a strisce rosse e gialle si sprigionava
come un sentore di birra fresca, di cubetti di
ghiaccio tintinnanti dentro profumati aperitivi, di
giornali appena arrivati da Parigi.
(1930 Maigret e il viaggiatore di terza classe)

Allora il commissario si rivolse alla gendarmeria


[di Liegi] e pass quasi un'ora in un ufficio che
odorava di cuoio e sudore di cavallo.
(1930 Maigret si commuove )
Maigret (...) Era entrato al "Caf de la Marine"
che era la sola costruzione del luogo, oltre la
casa del guardiano. A sinistra, la sala, povera,
con i tavoli coperti di tela cerata scura, le pareti
tinte per met di marrone, per met di un giallo
sporco. Ma vi regnava un odore caratteristico
che bastava a sottolineare la differenza tra quel
locale e un caff di campagna. Sapeva di
scuderia, di finimenti, di catrame di drogheria e
di petrolio.
(1931 Maigret al "Convegno dei Terranova")
(...) scaricando il merluzzo che passava di mano
in mano (...) Nell' osteria penetrava un odore
rancido, nauseante, che non si attenuava
nemmeno allontanandosi, reso pi denso ancora
dal caldo.
[]
Cammin lungo il ponte con aria indifferente,
scorse della luce al boccaporto del castello di
prua. Si chin e ricevette sul viso un'aria calda,
un odore che richiamava la camerata, il
refettorio, e la pescheria tutti insieme.
(1931 Maigret e il cane giallo)

Quando si fu abituato all'oscurit, credette di


vedere una massa opaca, tozza, simile a un
enorme animale in agguato. Riconobbe l'odore
della pipa.
[]
Un odore di agnello veniva dalla cucina. La
cameriera dal grembiule bianco lo accompagn
alla porta.
(1931 Maigret in Olanda)
Un carro da birraio s'era fermato davanti alla
porta e durante tutta la conversazione che segu,
due colossi non cessarono di rotolare barili
sull'impiantito, sorvegliati dalla signora Van
Hasselt in vestaglia. Mai l'odore di ginepro e di
birra era stato cos forte. E mai Maigret aveva
tanto sentito l'Olanda.
(1932 Maigret al Liberty Bar)
La vecchia, nonostante il trucco era orribile a
vedersi. La figlia, con le forme piene, forse un
po' troppo abbondanti, modellate dall'abito di
seta scura, incarnava il tipo della falsa donna
fatale. E l'odore! L'odore di muschio che
emanavano e che unendosi a quello gi esistente
nella stanza, saturava l'aria! (...) Ci scuser per
il disordine! Altroch! D'altronde non si poteva
neanche parlare di disordine: era qualcosa di
sordido, che ricordava la tana in cui le bestie

vivono nel loro tanfo, fra i resti del cibo e degli


escrementi, pur conservando le pretese di una
casa borghese con le sue orgogliose ampollosit.
(1932 Maigret e il caso Saint-Fiacre)
Maigret dorm un sonno agitato e voluttuoso al
tempo stesso, come si pu dormire solo in una
camera fredda di campagna che sa di stalla, di
mele ruggini e di fieno.
(1932 Maigret nella casa dei Fiamminghi)
C'era, sui vetri della porta, la pubblicit i certi
prodotti per pulire l'ottone. Squill un
campanello. Fin dalla soglia, si era avvolti dal
calore, da un'atmosfera indefinibile, quieta,
sciropposa, nella quale prevalevano gli odori. Ma
quali? Una punta di cannella, una nota pi forte
di caff macinato: anche un odore di petrolio,
ma con un sottofondo di ginepro.
(1941 Maigret e l'affare Picpus)
agosto. Parigi odora di asfalto.
(1942 La ragazza di Maigret )
Per un attimo Maigret li invidia; pensa a sua
moglie, che in quello stesso momento riceve sua
sorella e suo cognato nell'appartamento del
Boulevard Richard-Lenoir, pensa ai funghi che
stanno cuocendo e spargono un buon odore
d'aglio e di bosco umido. Adora i funghi...
(1945 La collera di Maigret)

In casa faceva fresco, aleggiava un buon odore


di cera, di fieno tagliato, di frutta che stava
maturando, e di buona cucina. L'odore
dell'infanzia, della casa dei genitori che Maigret
aveva ritrovato dopo cinquant'anni.
[]
Dovette cercare per un po' nelle strade intorno
all'officina del gas e fin per scorgere un
alberghetto col pianterreno dipinto in scuro.
Devo aspettarla? domand l'autista. S,
penso che sia meglio. (...) Maigret entr nella
sala da pranzo dove alcuni operai, quasi tutti
stranieri, mangiavano su tavolini di marmo. Uno
spesso odore di rag e di vino rosso pesante
prendeva alla gola. (...) Sulla scala si sta
meglio e si sentono meno gli odori. Qui c' una
puzza di carne andata a male, non le pare?
Come un odore di bende sporche.
(1946 Maigret a New York)
Annusava. Aspirava l'aria in cui si sentivano
effluvi di nafta e di mediocrit.
[]
In inverno, il vecchio Angelino passava le sue
giornate su quella sedia di vimini, accanto alla
vetrina di cui pareva facesse parte, fumando dal
mattino alla sera quei sigari italiani un po' storti,
di tabacco nero, che emanavano un odore forte.

(1946 Un certo signor Berquin [in La vecchia


signora di Bayeux])
L'ambiente, mal rischiarato da lampadine troppo
deboli, era impregnato di un odore misto di
osteria e di stalla.
(1947 Ben tornato Maigret)
Proprio in quel momento, passavano davanti alle
"Cantine del Beaujolais". Si vedeva, ancora
immersa nell'ombra, la sala, dalla quale usciva
un forte sentore di vinaccia.
[]
Aveva conservato l'abitudine, quando era
ammalato, di sprofondarsi nella lettura di un
romanzo di Dumas padre. Ne possedeva l'opera
completa, in edizione popolare, e le vecchie
pagine ingiallite e adorne di illustrazioni, dalle
quali si sprigionava il caratteristico odore di libri
vecchi, gli ricordavano tutte le piccole malattie
della sua vita.
[]
Man mano che il crepuscolo si avvicinava, le vie
si animavano sempre pi e la gente oziava sui
marciapiedi e per le strade dalle case basse e
scure. Gli abitanti di quel quartiere, quando
incominciava la buona stagione, trascorrevano la
loro giornata nelle strade. Le porte delle
botteghe e le finestre delle case erano aperte e

da esse si spandeva nelle vie un acre odore di


sporcizia e di miseria, che prendeva alla gola.
[]
Dal suo ufficio Maigret seguiva i loro movimenti.
Per la seconda volta il cameriere della Birreria
Dauphine port il vassoio carico di panini e di
birra. L'ufficio era ingombro di bicchieri vuoti e di
panini lasciati a mezzo. L'odore del tabacco
prendeva alla gola.
(1947 Le vacanze di Maigret)
Se Mansuy non aveva l'aria di un vero
commissario, il commissariato era ancor meno
un vero commissariato. Gli uffici si trovavano in
una casa privata, in una piccola piazza. (...)
Tuttavia, c'era l un odore che Maigret fiut con
piacere, quasi con un senso di sollievo, un buon
odore pesante, cos denso da potersi tagliare col
coltello, fatto di cuoio di cinturoni, di lana di
uniformi, di scartoffie amministrative, di pipe
spente e infine di poveri diavoli che avevano
lucidato col loro sedere le due panche di legno
della sala d'aspetto.
[]
Una porta a sinistra si apriva sulla bottega tutta
di marmo, da cui veniva un dolce odore di pesce.
[]
Bevve un aperitivo, invece del solito vino bianco.

Poi, siccome Mansuy insisteva per offrire a sua


volta, ne bevve un secondo. Questi andavano a
raggiungere tutti i bicchieri di vino bianco della
giornata. C'era della nebbia attorno a lui e
l'odore di alcool era cos forte che si diffondeva a
parecchi metri sul marciapiedi.
[]
La chiamano al telefono... Si era coricato
senza pigiama e ora lo cercava dappertutto. Il
guanciale era umido di un sudore aspro che
odorava di alcool,
(1948 La prima inchiesta di Maigret [1913])
Il cielo si and coprendo di nuvole leggere,
soffici, di un bel grigio pallido e poco dopo la
pioggia cadde a rovesci penetrando fin sotto il
soprabito di Maigret che si sentiva addosso un
odore di bestia bagnata.
(1949 Il mio amico Maigret)
Quell'odore, se ne era occupato fin dal principio
quando ancora credeva di addormentarsi subito
... In realt, ce n'erano parecchi di odori. Pi
marcato era quello della casa, che si sentiva
appena oltrepassata la soglia del caff. Fin dal
mattino aveva provato ad analizzarlo, perch era
un odore che non aveva mai sentito. Lo colpiva
ogni volta che entrava, e ogni volta dilatava le
narici. C'era un fondo di vino, beninteso, con una

punta d'anice, e degli odori di cucina meridionale


a base d'aglio e di peperoncino, d'olio e di
zafferano, e questo era insolito per lui ... Ma
perch occuparsi di problemi del genere? Voleva
dormire. Era inutile cercare di ricordarsi tutti i
ristoranti marsigliesi o provenzali dove gli era
capitato di andare a pranzo, a Parigi o altrove.
L'odore non era lo stesso. E va bene. Non aveva
che da dormirci sopra. Aveva bevuto abbastanza
da precipitare in un sonno di piombo. (...) In
linea di massima, l'odore che veniva dal basso
poteva essere paragonato all'odore di quel
piccolo bar a Cannes, gestito da un donnone,
dove qualche tempo prima aveva svolto
un'inchiesta e trascorso parecchie ore
sonnolente. Ma l'odore che c'era nella stanza non
assomigliava a niente. Che cosa c'era dentro il
materasso? Forse, come in Bretagna, li
imbottivano di alghe che esalano il profumo
iodato del mare? Altra gente doveva aver
dormito su quel letto prima di lui, e credeva, a
momenti, di riconoscere l'odore di quell'olio con
cui le donne si ungono prima di andare a
prendere i bagni di sole.
(1949 L'amica della signora Maigret)
Sulla sinistra Maigret riconobbe la trattoria a
prezzo fisso dove aveva mangiato il taxista e, di

fronte, L'Hotel Beausjour, di cui non si vedeva


che l'angusta entrata tra due botteghe, una
salumeria e una drogheria. CAMERE AL MESE,
ALLA SETTIMANA E PER LA GIORNATA. ACQUA
CORRENTE. RISCALDAMENTO CENTRALE.
PREZZI MODICI. (...) C' nessuno? chiam
Maigret. L'odore gli ricord il periodo in cui, pi o
meno all'et di Lapointe, lavorava nella squadra
addetta al controllo delle camere in affitto e
passava le giornate andando di pensione in
pensione. Era un odore che sapeva di bucato e di
sudore al tempo stesso, di letti sfatti, di secchi
sporchi e di cibo riscaldato sui fornelli ad alcool.
[]
Janvier era al bar del Grand Turenne e (...)
Stava parlando fittamente col calzolaio e due
imbianchini con una tuta bianca; da lontano si
riconosceva il colore latteo dei pernod. (...)
Maigret usc con l'aroma del pernod nelle narici e
il taxi lo deposit al Quai, dove trov Lucas
intento a mangiarsi dei sandwich. C'erano due
boccali di birra sulla scrivania e il commissario ne
prese tranquillamente uno.
(1949 Maigret dal giudice)
Faceva molto caldo, malgrado l'apparecchio
refrigerante. Ezechiele i era alzato per chiudere
le tapparelle che frantumavano il sole in strisce

sottili. Maigret, seduto davanti alla negra col


bimbo, sempre accompagnata da un'intera trib,
respirava il loro odore.
(1949 Maigret e la casa del giudice)
Sospinse, poco dopo, la porta del suo ufficio
dalle pareti ricoperte di ordinanze governative e
arricci subito il naso per via della brillantina
dell'ispettore Mjat, un odore scipito che dieci
pipe non riuscivano a sommergere.
[]
Era stato Maigret a scegliere il municipio, in
quanto la gendarmeria era realmente troppo
buia, puzzava di cuoio rancido, di minestra di
cavoli, di marmocchi mal lavati.
(1950 Maigret al night-club)
Erano settimane che si mostrava parco
accontentandosi di un bicchiere di vino durante i
pasti (...) Gli mancavano all'improvviso l'odore
del bistrot di Place Dauphine, il gusto di anice
degli aperitivi,
(1951 Maigret e la spilungona)
Si sarebbe detto che Boissier, che se ne stava
buono buono sulla sua poltrona, stesse ancora
gustando l'aroma d'anice del pernod rimastogli
tra i baffi.
(1953 Maigret ha paura)
Un gallo cantava, non lontano, e si udiva

scorrere l'acqua della Vende. Quando una


vecchia in cappello viola gli pass accanto,
avrebbe giurato che i suoi vestiti sprigionavano
odore d'incenso. Era proprio domenica.
(1953 Maigret ha un dubbio)
Trasse di tasca un fazzoletto di colore incerto, si
asciug la fronte. Il fazzoletto doveva avere
ancora odore di treno, come il suo sudore.
[]
L'odore di vino era cos forte nell'albergo di
Louis, che uno si sarebbe potuto ubriacare al
solo respirarlo.
(1955 La trappola di Maigret)
Un velo grigio s'era diffuso sulla citt, un vapore
appiccicaticcio scendeva a poco a poco nelle
strade, carico di polvere e d'odore di benzina che
prendeva alla gola.
(1955 Maigret e il corpo senza testa)
A circa trecento metri trovarono un bar buio, col
pavimento di mattonelle rosso scuro come nelle
case di Marsiglia, e al quale si accedeva
scendendo due gradini di pietra. (...) C'
nessuno? chiam Maigret. Si udiva il tic tac
affrettato di un orologio a pendolo. L'aria
odorava di grappa, di vino bianco e di caff.
(1957 Gli scrupoli di Maigret)
Maigret cominciava a prendere coscienza della

nuova giornata solo quando gli arrivava l'odore


del caff.
(1958 Maigret e i testimoni reticenti)
Aveva percorso appena cinquanta metri quando
qualcuno gli fece segno dalla porta di un piccolo
bar: "Aux Copains du Quai". Era Janvier.
All'interno non c'era nessuno, tranne la padrona,
una grossa donna spettinata che sorvegliava da
lontano, attraverso la porta della cucina, un
tegame che fumava sul fornello spandendo un
forte odore di cipolle.
[]
In fondo - e sua moglie doveva sospettarlo da
molto tempo - se Maigret, quando era preso da
un'inchiesta tornava di rado a casa per
mangiare, non era tanto per guadagnare tempo
quanto per rimanere chiuso in se stesso, come
chi dorme, al mattino si rigira nel letto, avvolto
nelle coperte, per impregnarsi meglio del proprio
odore. Era l'intimit degli altri, insomma, che
Maigret annusava e adesso, per esempio, per
strada, con le mani nelle tasche del soprabito e
la pioggia che gli bagnava il viso, rimaneva
immerso nell'atmosfera stupefacente del quai de
la Gare.
(1962 Maigret e il cliente del sabato)
E vi trov un bel caldo, un odore familiare di vino

e di cucina. Le tavole, sette otto al massimo,


erano coperte di tovaglie di carta e una piccola
lavagna annunciava che c'era da mangiare del
cotechino e pur di patate. Due muratori stavano
mangiando in fondo al locale.
[]
C'era uno sformato alla Lorenese, per cena:
Maigret lo indovin dall'odore che veniva dalla
cucina.
(1964 Maigret sotto inchiesta)
E, salendo, cercava di definire l'odore che
regnava nella casa, un odore che conosceva, che
non era privo di fascino, che risaliva ai tempi
lontani della sua infanzia: l'odore delle case
vecchie, del legno umido, insieme a un tanfo di
terriccio.
(1966 Maigret e il ladro)
Con la forza dell'abitudine, i suoi passi lo
portarono alla brasserie Dauphine; salut
distrattamente il padrone, e, fiutando quel caldo
profumo di ristorante, si diresse al suo solito
posto d'angolo.
[]
Rincasavano a braccetto, secondo una vecchia
abitudine, e l'aria era ancora tiepida. Perfino
l'odore di benzina, quella sera, non era
sgradevole. Faceva parte della primavera che si

annunciava come l'odore di bitume fuso faceva


parte dell'estate.
(1969 Maigret e il capellone imprudente)
(...) Maigret si diresse verso la luce che si
scorgeva a cinquanta metri (...) Era un bar
all'antica, col pavimento coperto di segatura e un
forte odore di vino e di alcool.
[]
Appena arrivato sent un profumo di sgombri ai
ferri. La signora Maigret li cucinava col vino
bianco, a fuoco basso, con molta senape.
(1971 Maigret e l'uomo solo [1965])
C'era un odore di polvere e di putredine, per di
pi vi si aggiungeva il tanfo delle Halles.
OMBRELLO VANDEANO
(1949 Maigret e la casa del giudice)
Una vecchietta in cuffia, dalla faccia raggrinzita,
era seduta su una seggiola e teneva davanti a s
un immenso ombrello vandeano che sgocciolava,
come se un cane avesse fatto la pip.
OROLOGIO A PENDOLO
(1939 Maigret e il sergente maggiore)
[fermo da vent'anni su mezzogiorno]

Non era sgradevole: ben sistemato davanti al


suo tavolo, con la stufa che ronzava alle sue
spalle, a sinistra la finestra che la nebbia del
mattino copriva di uno strato spesso, davanti a
s il camino Louis-Philippe, in marmo nero, le
lancette dell'orologio a pendolo ferme da
vent'anni su mezzogiorno; al muro in una
cornice nero e oro, una fotografia in gruppo di
signori in redingote e cilindro, con baffi
inverosimili e barbe puntute: l'associazione dei
segretari di commissariato, al tempo in cui
Maigret era ben giovane! Quattro pipe sistemate
in ordine di grandezza sul tavolo.
(1951 Maigret e i gangster)
[nessun commento]
Sul caminetto l'orologio di marmo nero segnava
le undici.
(1952 La rivoltella di Maigret)
[nessun commento]
Quando, in futuro, Maigret avrebbe ripensato a
quell'inchiesta, l'avrebbe paragonata a una di
quelle malattie che non si manifestano
chiaramente, ma cominciano con dei malesseri
vaghi, dei doloretti, dei sintomi troppo lievi
perch vi si presti attenzione. Non vi furono, da
principio, n reclami alla polizia giudiziaria, n
chiamate alla Volante, n denunce anonime; ma,

risalendo il pi lontano possibile, ci fu soltanto


una banale telefonata della signora Maigret. La
pendola di marmo nero, sul caminetto, segnava
mezzogiorno meno venti, il commissario
rivedeva nettamente l'angolo delle lancette sul
quadrante.
(1953 Maigret ha paura)
[indietro 12']
Maigret, che non faceva niente per aiutare i due
uomini, and a mettersi davanti al magro fuoco
di legna del camino, sormontato dallo stesso
orologio in marmo nero che si trovava anche nel
suo ufficio al Quai des Orfvres.
L'amministrazione doveva averli ordinati a
centinaia, se non a migliaia. Tardavano tutti
dodici minuti, come quello di Maigret?
(1954 Maigret e la giovane morta)
[nessun commento]
L'orologio di marmo segnava le tre e qualche
minuto
[]
[nessun commento]
L'orologio sul camino, lo stesso orologio nero che
c'era nell'ufficio di Maigret e in quelli di tutti i
commissari, segnava mezzogiorno meno qualche
minuto.
(1957 Gli scrupoli di Maigret)

[avanti 10']
Nel momento in cui il telefono squill, Maigret
guard l'ora all'orologio di marmo nero del
caminetto, che andava sempre avanti di dieci
minuti.
(1962 Maigret e il cliente del sabato)
[indietro pi di 12']
Anzitutto il pendolo di marmo nero, dagli
ornamenti di bronzo, sul quale il suo sguardo si
era posato nel momento in cui segnava le sei e
diciotto minuti, il che voleva dire che erano
passate le sei e mezzo. In dieci altri uffici della
Polizia Giudiziaria, nell'ufficio del direttore, come
in quello degli altri funzionari, c'erano dei pendoli
identici che da tempo immemorabile andavano
indietro.
OSTI ALVERNIESI
(1951 Maigret e la spilungona)
Invece di andare direttamente in ufficio, Maigret
volle passare dalle parti del quai de Jemmapes.
Riconobbe il bistrot verniciato di verde, vicino
alla chiusa Saint.Martin, con la scritta "Tavola
calda" e si appoggi al banco. Un bicchiere di
bianco. Poi fece la domanda. L'oste - che era
dell'alvernia - non ebbe incertezze.

(1951 Maigret e l'affittacamere)


(...) Io per preferisco andare in quella piccola
trattoria a due passi da qui. Vi andarono
insieme. La tenda era tesa al di sopra di due
tavolini sulla terrazza; all'interno, un muratore
stava bevendo del vino bianco. Il padrone era un
alverniese con dei folti mustacchi e i capelli
attaccati bassi sulla fronte.
(1965 La pazienza di Maigret)
Quel mattino, uscendo di casa, Maigret non si
aspettava di doversi ritrovare in rue des Acacias,
dove, una settimana prima, aveva passato ore
tanto piene d'ansia. Ancora meno, si sarebbe
aspettato di sedere a tavola, verso l'una, insieme
al giudice Ancelin, nel bistrot "Chez l'Auvergnat".
Questo locale, situato davanti alla casa di
Palmari, era un bar vecchio stile col suo banco
tradizionale, le bottiglie di aperitivi che nessuno,
tranne gli anziani, beveva pi, e il proprietario in
grembiule blu, le maniche della camicia
rimboccate e il viso ornato di baffi neri. Salami,
polpette, formaggi a forma di zucca, prosciutti
dalla cotenna grigia, come se fossero stati
conservati sotto la cenere, pendevano dal
soffitto, ed erano messe in mostra grosse forme
piatte di pane, arrivate direttamente dal Massif
Centrar. Oltre la porta a vetri della cucina, la

padrona, magra come un chiodo, era


affaccendata ai fornelli. Volete pranzare? Un
tavolo per due? Non c'erano tovaglie; sopra la
tela cerata dei tavoli avevano steso della carta a
quadrettini, che serviva al padrone per fare i
conti. Su una lavagna, era scritto col gesso il
men: "Salsicce del Morvan" "Roll di vitello con
lenticchie" "Formaggio" "Pizza rustica".
OSTI DSIR
(1940 Un'ombra su Maigret)
In una viuzza, Maigret aveva spinto l'uscio di un
ristorante modestissimo, dal banco di zinco, i
tavoli di marmo e il pavimento coperto di
segatura. Un pezzo d'uomo rubicondo,
bitorzoluto, in grembiule di tela blu, venne a
stringere la mano al commissario. Era un pezzo
che non la si vedeva!... Devo dirlo alla padrona...
Mlanie!... che cos'hai di buono per il signor
Maigret?... E Mlanie, col ventre in avanti,
spuntava fuori dalla cucina asciugandosi le mani.
Se solo mi avesse telefonato... Insomma!?...
C' il "coq au vin" e stamattina mi hanno portato
dei funghi piuttosto belli... Al suo amico
piacciono i funghi? C'erano soltanto alcuni
clienti fissi. I vetri erano appannati e non si

riusciva a vedere fuori. Sempre lo stesso


"beaujolais", signor Maigret? (...) Ci dia
ancora un po' di questo pollo, padrone... Come
se fino a quel momento non avesse mangiato.
Gli tornava l'appetito. Bevve un bicchiere colmo
di "beaujolais" e si asciug col dorso della mano.
I suoi occhi brillavano. Hanno ritrovato
Grard! sospir infine. Poveraccio!... (...)
Potevano ora centellinare in pace il caff di
Mlanie e il vecchio armagnac di Dsir, che,
nativo di Gers, aveva conservato molti amici tra i
vignaioli. (...) Avevano caldo. L'armagnac
profumava l'aria e i palati.
(1947 Ben tornato Maigret)
Il "Cadran" era un locale accogliente, di quelli
che piacevano a Maigret, ancora vecchio stile,
(...) Si respirava odore di birra e di crauti. (...)
Infatti l'ex proprietario del "Cadran" si chiamava
Loiseau, Dsir Loiseau.
(1964 Maigret sotto inchiesta)
(...) Rivedo nettamente le parole dipinte sopra la
vetrina: "Chez Dsir!". Un bistr all'antica, col
banco di stagno. (...)
(1969 Maigret e il commerciante di vini)
Suo padre, il vecchio Dsir. Ha settantadue
anni, ma gestisce ancora la sua osteria del quai
de la Tournelle. Si chiama Au Petit Sancerre.

(...) Arrivarono giusto nel momento in cui un


uomo dai capelli grigi, con un grembiule di
grossa tela blu intorno ai fianchi, stava
abbassando la saracinesca. Dalla porta socchiusa
si vedevano le sedie sui tavoli, la segatura sul
pavimento, alcuni bicchieri sporchi sul banco di
zinco. (...) Una grossa stufa, in un angolo del
locale, emanava un piacevole calore. (...) Il
vecchio pass dall'altra parte del banco e, senza
parlare, si riemp un bicchierino di grappa che
tracann d'un sorso. Ne volete? chiese.
Maigret fece segno di si. Lapointe, che detestava
la grappa, rifiut.
PAESI & CITT
Aigny
Aiguillon
Aix-en-Provence
Alfortville
Amiens
Amiens
Angouleme
Anserval
Antibes
Apremont
Arcachon

Arpajon
Arpajou
Aubervilliers
Aubrais
Auteuil
Autun
Avignone
Avrainville
Bandol
Bayeux
Belleville
Benet
Bergerac
Beuzek-Conq
Bziers
Biarritz
Bisseuil
Bordeaux
Bougival
Boulogne
Bourges
Bourgival
Bourg-la-Reine
Brema
Brest
Brouges
Caen

Calais
Cannes
Cap d'Antibes
Cap d'Antibes
Cap Ferrat
Cap Ferrat
Carcassonne
Chalon
Chantilly
Charenton
Chartres
Chateaudun
Chateauneuf-sur-Loire
Chateauroux
Chelles
Cherbourg
Choisy-le-Roi
Citanguette
Clermond-Ferrand
Clermont-Ferrand
Colmar
Compigne
Concarneau
Cond
Conflans
Corbeil
Corbeille

Coudray
Courbevoi
Courbevoie
Courcelles
Crguy
Deauville
Delfzijl
Dieppe
Digione
Dinard
Dizzy
Dunkerque
Elbeuf
Enghien
Epernay
Epinal
Etampes
Etretat
Evian
Evreux
Falaise
Fcamp
Fontainebleau
Fontenay
Fontenay-aux-Roses
Fontenay-le-Comte
Fontenay-le-Comte in Vende

Fontenay-sous-Bois
Fourras
Fresnes
Frontevrault
Gers
Gien
Giens
Givet
Goderville
Gournay
Grenelle
Grenoble
Honfleur
Isly-les-Moulineaux
Issy-les-Moulineaux
Ivry
Jeumont
Joinville
Jouy-en-Josas
Juan-les-Pins
Juvigny
Juvisy
La Baule
La Boule
La Braut
La Chausse
La Fert-Alais

La Fert-sous-Jouarre
La Pecq
La Rochelle
La Roche-sur-Yon
Lagny
Le Havre
Le Mans
Lebourne
Les Loges
Les Sables d'Olonnes
Levallois
Liegi
Lilla
Lille
Limoges
Lione
Lion-sur-Mer
Lisieux
Longchamp
Longchamps
Luon
Luzancy
Maon
Maisons-Laffitte
Malabry
Mantes
Mantes-la-Jolie

Marans
Mareuil-sur-Ay
Marillac
Marsiglia
Marsilly
Matignon
Mauberge
Meaux
Mchin
Melun
Mentone
Mercy-le-Haut
Mesnil-le-Mont
Meulan
Meung-sur-Loire
Moissac
Montargis
Montlimar
Montlhry
Montluon
Montmorency
Montpellier
Morsang
Morsang-sur-Seine
Moucher
Mouffetard
Moulins

Mugins
Mulhouse
Nancy
Nantes
Neuilly
Nevers
Niort
Nizza
Nogent-sur-Marne
Omey
Orange
Orgeval
Orlans
Orsenne
Ouistreham
Paris
Passy
Perpignan
Petit-Clamart
Pogny
Poissy
Poitiers
Pomponne
Pont-du-Gran
Pontfarcy
Port-en-Bessin
Pouilly

Pouilly-sur-Loire
Puteaux
Quimper
Rambuillet
Reims
Rennes
Roubaix
Rouen
Rubaix
Rungis
Sable-d'Olonne
Sables Blancs
Sables d'Olonne
Saint-Amand-Mont-Rond
Saint-Andr-du-Lavion
Saint-Andr-sur-Mer
Saint-Armand-Montrond
Saint-Aubin
Saint-Cloud
Saint-Denis
Sainte-Hermine
Saint-Etienne
Saint-Fargeau
Saint-Fiacre
Saint-Germain
Saint-Gilles-les-Vaudreuves
Saint-Jean-d'Angly

Saint-Jean-Luz
Saint-Malo
Saint-Martin
Saint-Martin-des-Prs
Saint-Mesmin
Saint-Mesmin-le-Vieux
Saint-Michel-en-l'Hermitage
Saint-Quentin
Saint-Raphael
Saint-Sauver-en-Bourbonnais
Saint-Sauveur
Saint-Thibaut
Saint-Tropez
Sancerre
Sarry
Seineport
Seinport
Ste
Svres
Sully-sur-Loire
Tessencourt
Tolone
Tolosa
Tourcoing
Tours-sur-Marne
Triaize
Triel

Trouville
Vanves
Versailles
Vsigneul
Vichy
Villecomtois
Villefranche
Villeneuve-Saint-Georges
Vincennes
Vire
Vitry-aux-Loges
Vitry-le-Franois
Vittel
Vraux
Yport
Yvetot
PANAMA ASSASSINI MALATICCI
(1951 Maigret e l'affittacamere)
Gli occhi tradivano un'estrema stanchezza. Ha
vissuto in colonia? Da cosa lo suppone? Era
difficile dirlo. Da qualcosa di indefinibile. Dal
colore della carnagione, dallo sguardo, da
quell'invecchiamento precoce (...) E' rimasto
molto tempo a Panama? Diciotto anni! (...)
(...) Poi mi ammalai. (...)

(1956 Uno scacco di Maigret)


Un mattino di novembre, tra i passeggeri che
sbarcavano da una nave da carico proveniente
da Panama, la polizia del porto di Cherbourg
not un passeggero di terza classe che aveva
un'aria malaticcia e il cui passaporto era
grossolanamente falsificato.
PANINI/ SANDWICHES
(1929 Maigret e il Lettone)
Ordinami qualche bicchiere di birra e dei
sandwiches. Niente mollica, eh? Apr una porta
e chiam: Torrence!... E il brigadiere Torrence
lo segu nel suo ufficio. (...) Il cameriere della
birreria Dauphine entr, pos sul tavolo un
vassoio con sei birre e quattro sandwiches ben
ripieni. Baster? chiese constatando che
Maigret non era solo. Va bene cos. Senza
smettere di fumare, il commissario si mise a
mangiare e a bere, non senza aver offerto una
birra al brigadiere.
(1931 Maigret e il cane giallo)
Trovando Maigret seduto nel caff in compagnia
del giovane agente, occupato a divorare panini, il
primo magistrato della citt trem di
indignazione.

[]
Quando si fu abituato all'oscurit, credette di
vedere una massa opaca, tozza, simile a un
enorme animale in agguato. Riconobbe l'odore
della pipa. Emise un leggero sibilo. Un momento
dopo, era acquattato sul cornicione accanto a
Maigret. (...) Ma ha mangiato commissario?...
Mi sono portato pane e salame... Ha freddo?
(1931 Maigret e la casa delle tre vedove)
Maigret entr nella cucina dove la moglie
dell'albergatore preparava il pasto della sera.
Adocchi una terrina di pat, tagli una grossa
fetta di pane e ordin: Mezzo litro di bianco,
per favore... Non aspetta la cena? Maigret
divor senza rispondere il suo mostruoso
sandwich. (...) Maigret lo guardava
tranquillamente, continuando a lavorare di
mascelle.
(1931 Maigret e una vita in gioco)
Maigret cominci a passeggiare su e gi, mand
il giovane d'ufficio a prendere caff e panini alla
birreria Dauphine. (...) Maigret, la bocca piena,
sembrava pi sereno.
(1939 Il delitto di Bagatelle)
L'uomo si accontent di uova sode che mangi in
piedi davanti a un banco e che innaffi con un
bicchiere di birra, mentre Maigret mangiava

panini.
(1940 Un'ombra su Maigret)
Maigret non aveva mangiato un boccone dal
mattino. In compenso aveva bevuto tre
bicchierini, che ora gli scavavano lo stomaco.
(...) Doveva farsi portare come al solito un paio
di sandwich dalla Brasserie Dauphine? Aveva
bisogno d'aria. Fuori, continuava a piovigginare.
Prefer il piccolo bar di fronte alla statua di Enrico
IV, in mezzo al ponte Nuovo. Prosciutto...
ordin.
(1941 Maigret e l'affare Picpus)
Le cinque meno tre minuti. Un disco bianco si
illumina nell'immensa pianta di Parigi che copre
tutta una parete. Un impiegato posa sul tavolo il
suo sandwich, infila una spina in uno dei mille
fori di un centralino telefonico. Pronto!
Quattordicesimo? ... uscito il vostro autocarro?
... Maigret, che vorrebbe tanto avere un'aria
indifferente, in piedi, al sole, e si asciuga il
sudore. L'impiegato borbotta qualcosa, toglie la
spina, riprende il suo sandwich e mormora,
rivolto al commissario della Polizia Giudiziaria:
Un ubriaco! agosto. Parigi odora di asfalto.
Il rumore della citt penetra, attraverso le
finestre spalancate, in quella stanza che come
il cervello di Police-Secours. Si accende un altro

disco, questa volta nel XVIII arrondissement. Di


nuovo il sandwich viene posato sul tavolo, la
spina infilata. (...) Il telefonista fa in tempo a
finire la sua salsiccia che sa di aglio, perch i
dischi bianchi sulla pianta di Parigi restano
spenti.
(1947 Ben tornato Maigret)
Dal suo ufficio Maigret seguiva i loro movimenti.
Per la seconda volta il cameriere della Birreria
Dauphine port il vassoio carico di panini e di
birra. L'ufficio era ingombro di bicchieri vuoti e di
panini lasciati a mezzo. Lodore del tabacco
prendeva alla gola.
(1954 Maigret e la giovane morta)
Qui Maigret. Potete mandarmi qualche panino e
della birra?... Per quanti?... Si ricord che
Janvier non aveva ancora pranzato. Per due!
Subito. Quattro mezzi, va bene.
(1959 Maigret alle assise)
Avvert sua moglie di non aspettarlo a colazione
e, poich non voleva lasciare l'ufficio, ordin dei
panini alla Brasserie Dauphine.
(1962 Maigret e l'affare strip-tease)
Quanto le devo? Il secondo giro l'offro io. Il
giorno che mi ha interrogato per tre ore, il suo
ispettore mi ha offerto un bicchiere di birra e un
sandwich.

(1963 Maigret e il fantasma)


Il cameriere del caff di sotto era ancora
nell'ufficio di Maigret, dove aveva posato un
vassoio pieno di bicchieri di birra e panini,
quando squill il telefono.
(1965 La pazienza di Maigret)
Ci sono fatti che a poco a poco entrano nella
leggenda. I funzionari si ricordavano l'un l'altro e
raccontavano ai nuovi arrivati il pi lungo
[falso] interrogatorio del commissario: un
interrogatorio di ventisette ore, durante il quale
il cameriere della birreria Dauphine non aveva
quasi mai smesso di portare nel suo ufficio birre
e panini.
PANTOFOLE & BRETELLE
(1929 Maigret e il Lettone)
Aveva una ferita molto lunga, tumefatta, dalla
parte destra del petto. Le bretelle gli
penzolavano sulle gambe.
(1931 Maigret e il cane giallo)
I giornalisti, stanchi dell'andirivieni dei tre giorni
passati, bevendo il caff, si raccontavano
storielle; uno di essi era sceso in vestaglia, i
piedi nudi nelle pantofole.
(1934 Maigret e il nipote ingenuo)

Maigret scese per primo, coi piedi nudi nelle


pantofole di feltro. Si era infilato in fretta un paio
di pantaloni e, imboccando la scala, indossava la
giacca. (...) Lo zio non apr bocca e, del resto
non aveva nulla da dire. Le bretelle sulle cosce, i
piedi nudi nelle pantofole, andava su e gi nel
sole, alla ricerca della pipa, poi del tabacco e
infine di una scatola di fiammiferi.
(1938 La stella del Nord [in Due giorni per
Maigret])
Si apr una porta, quella del 32, e un uomo
vestito in fretta, senza colletto n cravatta e coi
piedi nudi nelle pantofole domand: Il
commissario di polizia?
(1938 L'innamorato della signora Maigret)
Quando Maigret, col viso impiastricciato di
sapone per la barba, le bretelle penzoloni,
(1941 Maigret e l'affare Picpus)
Maigret, dopo aver riempito la pipa, si toglie la
giacca e mette in mostra un paio di bretelle lilla
che sua moglie gli ha comprato la settimana
prima. Il commissario di polizia sorride alla vista
di quelle bretelle, che oltre tutto sono di seta, e
Maigret si acciglia.
(1945 La collera di Maigret)
Nel frattempo si era infilato i pantaloni e le
bretelle gli sbattevano sulle cosce.

[]
Si tolse la giacca, il colletto, la cravatta, slacci
le bretelle lasciandole pendere sulle reni, e
mescol nel bicchiere del dentifricio acqua e
cognac.
(1949 Il mio amico Maigret)
Maigret si asciugava le guance. Esitava a
indossare la giacca. L'ispettore di Scotland Yard
era senza. Faceva gi caldo. Ma il commissario
non poteva permettersi, come il suo snello
collega, il lusso di andare senza bretelle. E un
uomo in bretelle, ha sempre l'aria di un
bottegaio in gita domenicale.
[]
Come il giorno precedente, si infil le pantofole e
i pantaloni, indoss la giacca sopra la camicia da
notte, col colletto ricamato in rosso, e scese da
basso. Entrando in cucina ebbe una delusione.
(1949 Maigret dal giudice)
Non gli era mai capitato prima di allora di
entrare in un tribunale senza giacca. Arrivato
per in una localit dalle parti della Virginia, si
era convinto che non era pi possibile continuare
a portare giacca e colletto. Se non che,
bisognava prima risolvere un problema. Infatti
Maigret aveva sempre usato le bretelle, e i
pantaloni, confezionati in Francia, gli arrivavano

quasi fin sotto le ascelle.


(1951 Maigret e l'affittacamere)
Erano buffi, effettivamente. Maigret era senza
giacca. Le bretelle gli ricadevano sulle reni e i
capelli erano tutti arruffati.
[]
Maigret aspettava la telefonata di sua moglie
prima di andare a letto; discese in pantofole.
1953 Maigret ha un dubbio Scese coi piedi nudi
dentro le pantofole, trov Thrse in cucina
intenta a preparare il caff.
PARDON DR.
(1952 La rivoltella di Maigret)
Nella vita di tutte le coppie di sposi ci sono
periodi in cui essi frequentano assiduamente
un'altra coppia che in seguito, senza una
ragione, perdono di vista. Da circa un anno, ogni
mese, i Maigret erano invitati al pranzo dei
coniugi Pardon, o, come lo chiamavano, al
"pranzo dei dottori". Era Jussieu, il direttore del
laboratorio scientifico, che una sera aveva
portato il commissario dal dottor Pardon, in
boulevard Voltaire. (...) Pardon era piccolo,
molto grasso, con la testa grossa e gli occhi
sporgenti.

(1964 Maigret sotto inchiesta)


In realt, c'era un piccolo particolare diverso
dalle altre volte. Mentre Maigret riempiva e
accendeva la pipa, Pardon era scomparso per un
istante nel suo gabinetto e ne era tornato con
una scatola di sigari. Non gliene offro, Maigret
... Grazie ... fuma il sigaro adesso? Aveva
sempre visto il medico fumare sigarette. Dopo
una breve occhiata alla moglie, Pardon aveva
mormorato. Me lo ha chiesto lei. A causa
degli articoli sul cancro dei polmoni? Ne
rimasta molto impressionata. Ci crede?
Pardon aveva alzato le spalle. Anche se ci
credessi ... Aveva aggiunto a voce bassa:
Fuori di casa confesso che ... Dunque, barava.
In casa si imponeva di fumare il sigaro, ma fuori
fumava sigarette, di nascosto, come un
collegiale. Non era n alto n grasso. I suoi
capelli bruni cominciavano a imbiancarsi e il suo
viso recava molto visibili le tracce di una vita
sfibrante. La sera finiva raramente senza la
chiamata angosciosa di un malato e senza che il
dottor Pardon si scusasse per dover lasciare i
suoi ospiti. Mi dica, Maigret... Aveva detto
questo con esitazione, con una certa timidezza.
Dobbiamo avere pi o meno la stessa et ...
Io ho 52 anni ... Il medico lo sapeva perch

aveva in cura il commissario e aveva dovuto


compilare la sua scheda. Fra tre anni, andr in
pensione. Nella polizia, a 55 anni, ci mandano a
pescare ... Un po' di malinconia. I due uomini,
seduti vicino alla finestra, ricevevano ogni tanto
un soffio di aria fresca e scorgevano nel cielo un
lampo non accompagnato da nessun tuono.
Alcune finestre erano illuminate nelle case di
fronte, delle figure passavano dietro le tende, un
vecchio appoggiato al davanzale della finestra, in
una stanza buia, sembrava guardarli fissamente.
lo ne ho 49 ... Quando si studenti tre anni di
differenza contano ... ma alla nostra et, no ...
[]
Maigret non prevedeva che i particolari di quella
pigra conversazione gli sarebbero tornati un
giorno alla memoria. Voleva bene a Pardon. Era
uno di quei rari uomini con cui aveva piacere di
passare la serata. Il medico continu, sempre
cercando le parole: Lei ed io abbiamo un po' la
stessa esperienza degli uomini... molti dei miei
clienti potrebbero diventare suoi clienti ... Era
vero nel quartiere popolatissimo, si incontrava
gente di tutti i generi, di tutti i ceti, della
migliore e della peggiore specie. Mi piacerebbe
farle una domanda ... Il suo imbarazzo era
visibile. Certamente erano amici, come erano

amiche le due signore, tuttavia provavano un


certo pudore nell'affrontare alcuni argomenti. Per
esempio non avevano mai parlato di politica o di
religione. In lutta la sua carriera, continu
Pardon ha mai incontrato un criminale
veramente malvagio ... voglio dire ... Cercava
ancora le parole, sforzandosi di preci-sare il suo
pensiero. ... Un criminale cosciente,
naturalmente, responsabile dei propri atti, che
agisca per pura malvagit, per vizio, direbbero
alcuni ... non parlo di coloro che seviziano i
bambini, per esempio, i quali sono quasi tutti
esseri rozzi la cui et mentale supera appena i
10 anni e che, non riuscendo ad inserirsi in un
mondo di adulti si danno al bere ... Parla del
criminale puro, insomma? Puro o impuro ...
diciamo il criminale totale ... Secondo il
codice penale? No. Secondo lei ... Maigret
con gli occhi socchiusi, osservava il suo amico
attraverso il fumo della pipa. Fissava soprattutto
il sigaro che Pardon teneva goffamente tra le
dita e la cui cenere troppo lunga stava per
cadere sul tappeto.
[]
Fin per sorridere e il dottore, imbarazzato, fiss
a sua volta il sigaro. Si capirono. Era quella
storia delle sigarette e dei sigari che aveva

preoccupato il medico e che l'aveva spinto, forse


inconsciamente, a porre la sua domanda. Aveva
49 anni, come aveva detto poco prima. Ogni
giorno, da pi di 20 anni si chinava su decine di
malati che lo guardavano come avrebbero
guardato il Buon Dio e che aspettavano tutto da
lui, la salute, la vita, un consiglio, la soluzione
dei loro problemi. Aveva salvato degli uomini,
delle donne, dei bambini. Ne aveva aiutati altri
ad accettare il proprio destino. In pochi minuti,
quotidianamente, era chiamato a prendere
decisioni pi irrevocabili di quelle dei giudici di un
tribunale. Dopo aver letto degli articoli nei
giornali, la moglie gli aveva chiesto di rinunciare
alle sigarette ed egli non aveva avuto il coraggio
di darle una pena o una preoccupazione,
rifiutando. In casa sua, perci, si sforzava di
fumare goffamente il sigaro che, per lui, doveva
avere un cattivo sapore. Ma appena fuori, al
volante della macchina che lo portava al
capezzale di un essere sofferente, accendeva
una sigaretta con la mano tremante del
colpevole. Maigret non rispose subito alla
domanda che l'amico gli aveva posto. Era stato
sul punto di replicare: E lei? Era troppo facile.
Se, per disgrazia, fossi stato costretto a
diventare magistrato, cominci con voce

esitante o se fossi stato designato come


giurato in un processo di Assise, mi domando ...
no! Sono sicuro che non avrei mai preso su di
me la responsabilit di giudicare un uomo.
Qualunque sia il delitto? Non il delitto che
conta ... quello che succede o quello che
successo nell'animo di colui che l'ha commesso
...
[]
Dunque non si mai trovato davanti a un caso
per il quale avrebbe condannato senza esitare?
Ci che ha chiamato malvagit?.. A prima vista
si... ho avuto nel mio ufficio gente che non ho
potuto fare a meno di schiaffeggiare ... poi, a
mano a mano che andavo avanti nella mia
investigazione ... La conversazione su questo
argomento si era arrestata a queste parole
perch si era avvicinata una delle due signore,
Maigret non ricordava pi quale delle due. Un
po' di armagnac? Fu la volta di Pardon di
gettare una breve occhiata a Maigret. No ...
grazie. Quando l'ho visitata l'ultima volta?
Circa un anno fa ... Scoppi un tuono e il
rombo sembr rotolare di tetto in tetto, ma la
pioggia, attesa da tanti giorni, ancora non
cadeva. . Vogliamo andare un momento nel
mio studio? Il primogenito della figlia del

dottor Pardon dormiva con l'espressione serena


in una culla. Non si preoccupi., Ha il sonno
duro. Purtroppo soltanto fino alle cinque del
mattino!... Controlliamo la pressione ...
Maigret si trov in maniche di camicia, poi a
torso nudo. Naturalmente Pardon aveva preso
l'aria grave e un po' distaccata del medico.
Respiri ... pi profondamente ... respiri dalla
bocca ... bene ... si stenda e si slacci la cintura
... immagino che non si sia rassegnato a lavorare
meno, con un ritmo pi lento, come le avevo
consigliato? E lei? Lo so ... lo so ... la
dieta? Maigret scosse negativamente la testa.
Il vino, la birra, i liquori? Ne ha diminuito la
quantit? Sono arrivato ad un unico risultato:
a provare vergogna quando bevo un bicchiere di
birra o di calvados. Tra un'inchiesta e l'altra sto
giorni interi bevendo solo un po' di vino a tavola.
Poi entro in un caff per sorvegliare la casa di
fronte. Respiro l'odore acidulo dei bistr parigini
e ... Come Pardon con le sigarette. Eppure, sia
l'uno che l'altro erano degli uomini!
PLICAN BOTE
(1931 Maigret e una vita in gioco)
Quei due clienti? Li ho portati al "Plican", in

rue des Ecoles. (...) Maigret entr al "Plican"


con la sua aria pi ringhiosa, tratt male il
guardaportone, poi il cameriere che voleva
condurlo nel salone. Al bar, fra un brulichio di
donnine e di bellimbusti, trov
(1939 Maigret e il sergente maggiore)
Rue Fontaine... Era l'una. La notte di
Montmartre era al suo culmine. Un negro lo
accolse sulla soglia del "Plican" e fu giocoforza
abbandonare al guardaroba il cappello e il
soprabito.
(1940 Un'ombra su Maigret)
La faccenda del "Plican"? Novit, Cassieux? Ho
convocato il padrone
(1942 La ragazza di Maigret)
(...) Sono andato al Plican, la boite dove
lavora. (...)
[]
Il Plican li a sinistra, con la sua insegna
azzurra al neon e il suo inserviente negro.
PENSIONE DI MAIGRET
(1933 Maigret e la chiusa n. 1)
L'ha letto? "Siamo venuti a sapere che il
commissario Maigret della polizia giudiziaria,
bench ancora lontano dal limite di et, ha

chiesto e ottenuto di essere messo a riposo.


Lascer l'incarico la settimana prossima,
probabilmente sostituito dal commissario
Ledent." E con questo? disse stupito Maigret.
Quanti giorni ha davanti ancora? Sei, non
vero? (...) Il direttore della polizia giudiziaria
alz le spalle e Maigret, che se ne avvide, si
ferm sulla porta. Cosa voleva dire, capo?
Che lei far come gli altri: prima di un anno
avr ripreso servizio, ma stavolta per una banca
o una compagnia di assicurazioni. Le assicuro
che non lo far. (...) Mia moglie partita
questa sera per sistemare i mobili nella nostra
nuova casa. Dove? Tra Meung e Tours.
(...) La moglie [di Ducrau], tornando dalla
cucina, aveva gli occhi rossi, mentre lui, rivolto a
Maigret, diceva: Va in pensione mercoled sera
o mercoled mattina? Mercoled a
mezzanotte.
(1934 Maigret e il nipote ingenuo)
[ gi in pensione]
C'era nell'aria qualcosa di anormale, di
minaccioso: Maigret, da quando era in pensione,
aveva perso l'abitudine di alzarsi nel cuor della
notte e quell'atmosfera gli ricordava, suo
malgrado, certe notti passate presso un malato o
un morto.

(1937 Il notaio di Chateauneuf [in La vecchia


signora di Bayeux])
[ gi in pensione]
Non c'era modo di essere pi lontani
dall'avventura e da ogni possibilit d'imprevisto
di quanto lo fosse Maigret, quel mattino di luglio,
nel suo giardino circondato da muriccioli dietro i
quali scorreva la Loira. (...) So che lasciando la
Polizia Giudiziaria non ha creduto di esercitare la
professione di detective privato. (...)
(1938 La stella del Nord [in Due giorni per
Maigret])
[a 48 ore dalla pensione]
Un brontolio indistinto, al telefono, fu la causa di
tutto, e comunque della partecipazione di
Maigret a quest'avventura sconcertante. Egli non
apparteneva gi quasi pi alla Polizia Giudiziaria.
Ancora due giorni e si sarebbe messo
ufficialmente in pensione. Quei due giorni,
contava di passarli, come i giorni precedenti, a
mettere in ordine i suoi archivi e a toglierne le
sue carte personali e le sue note. Erano
trent'anni che viveva al Quai des Orfvres, dove
gli angoli pi lontani gli erano pi familiari di
quelli del suo appartamento. Non aveva mai
pensato con impazienza alla pensione. E ora, a
quarantotto ore dalla libert, si trovava l'anima

di un soldato di seconda classe, contava le ore,


evocava incessantemente la casa sulla riva della
Loira che lo aspettava e dove la signora Maigret
preparava tutto per il suo arrivo.
[1938 L'amico della signorina Berthe [in Due
giorni per Maigret])
[ gi in pensione]
Signor Commissario, mi rendo conto dell'audacia
di turbare la sua quiete e tanto pi me ne rendo
conto, in quanto ho sentito parlare della sua
deliziosa casa sulle rive della Loira. Spero
tuttavia che mi scuser quando sapr che si
tratta per me di una questione di vita o di morte.
lo a Parigi sono sola. La folla si agita intorno a
me. Vado e vengo, come le altre ragazze e
tuttavia da un momento all'altro pu succedere
una tragedia, una pallottola, capitata Dio sa da
dove, o forse una coltellata nella schiena ... La
folla mi vedr cadere porteranno il mio corpo in
una farmacia e poi all'obitorio. I giornali
dedicheranno alla vicenda qualche riga,
ammesso che si degnino di parlarne. E invece io
voglio vivere, signor commissario, capisce? Sono
giovane! Sono vigorosa! Sono assetata di tutte le
gioie dell'esistenza! Sar senza dubbio stupito di
ricevere questa lettera nel suo ritiro, del quale
cosi difficile procurarsi l'indirizzo. Sappia

comunque che sono la nipote di un uomo che


stato a lungo suo collaboratore alla Polizia
Giudiziaria, un uomo che morto accanto a lei
poco prima che andasse in pensione. La
scongiuro, signor commissario, risponda al mio
appello: mi sacrifichi
(1938 Tempesta sulla Manica [in Due giorni per
Maigret])
[ gi in pensione]
Sembrava che un caso malizioso volesse
approfittare del recente pensionamento di
Maigret per dargli ironicamente una prova
flagrante della fragilit delle testimonianze
umane. E, questa volta, il famoso commissario,
o piuttosto colui che portava questo titolo tre
mesi prima, era dall'altra parte del tavolo, dalla
parte dei clienti, se si pu dire casi, poich era a
lui che veniva chiesto con sguardo insistente:
sicuro che erano pi o meno le sei e mezzo, e
che era accanto al caminetto?
(1942 La ragazza di Maigret)
[un giorno andr in pensione]
Perch l'hanno ucciso? Maigret non pu fare a
meno di pensare che un giorno anche lui sar in
pensione, avr una piccola casa in campagna, un
giardino, un grande cappello di paglia...
(1945 La collera di Maigret)

[ gi in pensione da pi di 1 anno]
Era la seconda estate che passavano nella loro
casa di Meung-sur-Loire, da quando si era
ritirato dal servizio.
(1946 Maigret a New York)
[ gi in pensione da 1 anno]
Cos'era successo dopo? Questa era la sua prima
traversata a cinquantasei anni, ed era sorpreso
nel vedersi senza curiosit, nel restare
insensibile al fascino.
[]
Non era forse un impiegato in pensione? Non
stava forse godendo pienamente di questa
pensione e della casa che aveva amorevolmente
arredato?
[]
Commissario Maigret, della Polizia Giudiziaria...
O per essere pi esatti, ex commissario Maigret,
poich da un anno sono in pensione.
(1953 Maigret ha paura)
[a 3 anni dalla pensione]
Mi sarebbe piaciuto, a tre anni dalla pensione,
(...) Anche tu, fra tre anni... S, anch'io. Hai
progetti? Ho comperato una casetta in
campagna, sulle rive della Loira.
(1958 Maigret e i testimoni reticenti)
[a 2 anni dalla pensione]

Scendendo le scale, dove si vedevano orme


bagnate, poi camminando al riparo dell'ombrello,
ripens a ci che essa gli aveva detto il giorno
prima. Tra due anni, sarebbe andato in pensione.
(1959 Maigret alle assise)
[a 2 anni dalla pensione]
Si vedeva un po' di cielo incolore attraverso le
finestre inaccessibili, poste cosi in alto che
venivano aperte e chiuse con una corda, e la
luce elettrica scolpiva i volti dagli occhi vuoti.
Faceva caldo, ma sarebbe stato sconveniente
togliersi il soprabito. Vi erano dei riti, ai quali
ognuno, dall'altra parte della porta, stava
attento, e poco importava se Maigret veniva
come un buon vicino, attraverso i corridoi del
triste palazzo di giustizia: aveva un cappotto
come gli altri, e teneva il cappello in mano. Era
ottobre. Il commissario era tornato dalle vacanze
solo da due giorni, in una Parigi battuta da una
pioggia che pareva non dovesse finire mai.
Aveva raggiunto il boulevard Richard-Lenoir, e
poi il suo ufficio, con una emozione che gli
sarebbe stato difficile definire e nella quale si
mescolavano certamente piacere e malinconia.
Tra poco, allorch il presidente gli avrebbe
chiesto la sua et, avrebbe risposto:
"Cinquantatr anni." Ci significava che, secondo

i regolamenti, sa-rebbe andato in pensione tra


due anni. Ci aveva pensato spesso e spesso per
rallegrarsene. Ma, questa volta, tornando dalle
vacanze, la pensione non era pi una nozione
vaga o lontana; era un termine logico,
ineluttabile, quasi immediato.
[]
L'avvenire, durante le tre settimane passate
nella Loire, aveva preso forma allorch i Maigret
acquistavano finalmente la casa in cui avrebbero
passato la vecchiaia. Ci era avvenuto quasi
controvoglia. Erano scesi, come gli anni
precedenti, in un hotel di Meung-sur-Loire dove
erano di casa e dove i padroni, i Fayet, li
consideravano quasi della famiglia. Dei
manifesti, sui muri della piccola citt,
annunciavano la messa all'asta di una casa ai
mar-gini della campagna. Erano andati a
vederla, la signora Maigret e lui. Era un edificio
assai vecchio che, col suo giardino circondato da
mura, grigie, faceva pensare quasi a una
canonica. Erano stati sedotti dai corridoi con le
piastrelle blu, dalla cucina con le grosse travi ch
era tre gradini pi bassa del suolo e che aveva
ancora la sua pompa in un angolo; la sala
somigliava al parlatorio di un convento, e
dovunque le finestre dai vetri a piccoli quadri

traforavano mi-steriosamente i raggi del sole.


[]
Alla vendita all'asta, i Maigret, in piedi in fondo
alla stanza, si erano pi di una volta guardati
come interrogandosi ed erano rimasti sorpresi
allorch il commissario aveva alzato la mano
mentre dei contadini si voltavano ... Due volte?
... Tre volte? .. Aggiudicato! Per la prima volta
nella loro vita erano proprietari e, gi il giorno
dopo, avevano chiamato l'idraulico e il
falegname. Negli ultimi giorni, si erano perfino
recati dagli antiquari della regione. Tra l'altro
avevano comprato una cassapanca con le armi di
Francesco I, che avevano messo nel corridoio del
piano terreno, vicino alla porta della sala, dove
c'era un camino di pietra. Maigret non ne aveva
parlato n a Janvier, n a Lucas, a nessuno,
come se si vergognasse di prepararsi cosi
l'avvenire, come se fosse stato un tradimento
verso il quai des Orfvres. Il giorno prima gli era
sembrato che il suo ufficio non fosse pi lo
stesso e, quel mattino, nella stanza dei
testimoni, ascoltando le voci che provenivano
dall'aula, cominciava a sentirsi un estraneo. Tra
due anni, si sarebbe messo a pescare e,
certamente, nei pomeriggi d'inverno, avrebbe
giocato al biliardo con qualche frequentatore del

caff.
(1961 Maigret e il ladro pigro)
[a 2 anni dalla pensione]
La Procura, il ministero degli Interni, tutti quei
nuovi legiferatori usciti dalle universit che
s'eran messi in testa di organizzare il mondo
secondo le loro ideuzze. Per loro, la polizia era
un ingranaggio inferiore e un po' vergognoso
della Giustizia con la maiuscola. Bisognava
diffidarne, sorvegliarla a vista, lasciarle solo
funzioni subalterne. (...) L'inchiesta la conduceva
il giudice dal suo ufficio, il procuratore dal suo
gabinetto prestigioso. E loro davano gli ordini.
(...) Non lo mettevano ancora in disparte.
Portavano pazienza sapendo che gli mancavano
solo due anni alla pensione.
(1964 Maigret sotto inchiesta)
[a 3 anni dalla pensione]
Io ho 52 anni... Il medico lo sapeva perch
aveva in cura il commissario e aveva dovuto
compilare la sua scheda. Fra tre anni, andr in
pensione. Nella polizia, a 55 anni, ci mandano a
pescare...
(1965 La pazienza di Maigret)
[a 2 anni e pochi mesi dalla pensione]
Non sei stanco? chiese la signora Maigret.
Perch dovrei essere stanco? rispose lui,

sorpreso, gustando il caff che gli sembrava


particolarmente buono. Dopo tutto il lavoro che
hai fatto ieri in giardino ... Da mesi, non prendi
in mano una zappa o un rastrello. Era il 7
luglio. Il sabato sera si erano recati in treno a
Meung-sur-Loire, nella piccola casa che stavano
restaurando da tempo, per il giorno in cui
Maigret, in forza dei regolamenti, sarebbe
dovuto andare in pensione. Tra due anni pochi
mesi! A cinquantacinque anni, come se un uomo
di cinquantacinque anni, che si poteva dire non
fosse mai stato malato e che nessuna infermit
indeboliva, dovesse diventare improvvisamente
incapace di dirigere la brigata criminale.
(1969 Maigret e il capellone imprudente)
[a 5 anni dalla pensione]
Bench avessero la macchina da un anno,
Maigret non l'aveva mai guidata e la signora
Maigret preferiva adoperarla il meno possibile a
Parigi. La usavano soprattutto il sabato sera o la
domenica mattina, per arrivare a
Meung-sur-Loire dove avevano una casetta.
Quando andr in pensione ... Talvolta si
poteva credere che Maigret, ormai stanco,
contasse i giorni. Altre volte, invece, si sentiva in
lui un certo panico alla prospettiva di lasciare il
quai des Orfvres. Fino a tre mesi prima, si

andava in pensione a sessantacinque anni e lui


ne aveva sessantatr. Un nuovo decreto aveva
cambiato tutto portando il riposo a
sessantott'anni ...
(1972 Maigret e il signor Charles)
[a 3 anni dalla pensione]
In pochi attimi egli aveva deciso il suo avvenire
che non era lungo perch, fra tre anni,
l'avrebbero mandato in pensione. Almeno,
perbacco, gli lasciassero passare quei tre anni a
modo suo!
PESANTEZZA
(1931 Maigret e il cane giallo)
Maigret era placido. Enorme, su quella piccola
sedia, sembrava quasi la statua della placidit.
(1937 La vecchia signora di Bayeux)
Il signor procuratore l'aspetta! Philippe
Deligeard non era uscito. Maigret si ficc in tasca
la pipa che scottava e entr con movimenti
ostentatamente pesanti. Gli piaceva in certe
occasioni, soprattutto quando era molto di buon
umore, prendere un'aria ottusa; apparire perci
pi grosso, goffo, un vero poliziotto da
caricatura, a cui non mancavano che dei grossi
baffi.

(1939 Maigret e il sergente maggiore)


Il direttore era soprattutto imbarazzato di
trovarsi cos su una scala stretta, con un Maigret
che non manifestava alcun sentimento. In quei
momenti il commissario aveva un'aria inerte di
pachiderma.
(1940 Un'ombra su Maigret)
Durante un'ora trascorsa da solo
nell'appartamento quel pensiero non lo lasci un
istante facendogli assumere quell'aspetto
pesante, quasi assonnato, che i suoi collaboratori
conoscevano bene.
(1942 La ragazza di Maigret )
Mio Dio! quanto difficile difendersi da
quell'uomo placido che fuma la pipa
avvolgendola in uno sguardo paterno!
[]
(...) guarda, Lucas fumando la pipa con una
placidit copiata da quella del commissario.
(1943 Maigret e la ragazza di provincia)
Il ragazzo, impaziente, camminava in fretta, il
collo teso, il corpo chino in avanti, trascinandosi
dietro il pesante Maigret che la falsit della
situazione rendeva impacciato.
[]
Un Maigret che sembrava gonfiarsi oltre misura,
diventare ottuso e pesante, quasi insensibile,

muto e cieco, un Maigret che il passate o un


interlocutore non informato avrebbe potuto
scambiare per un imbecille o un rimbambito.
(1945 La collera di Maigret)
Le tempie di Maigret erano diventate grigie. Era
un po' pi calmo e un po' pi pesante di un
tempo, ma non aveva l'impressione di essere
invecchiato, dopo aver lasciato la Polizia
Giudiziaria.
[]
Allora, senza saper perch (forse per quella che
si chiama ispirazione) Maigret, facendosi pi
pesante, pi spesso e pi inerte che mai,
rispose: No.
(1946 Maigret a New York)
Al Quai des Orfvres, solo un anno prima,
dicevano di Maigret in quei momenti: Ci
risiamo. Il capo in trance. (...) Chi era che
pretendeva che in quei momenti lui diventasse
pesante? Non era forse un ex direttore della
Polizia Giudiziaria che lo aveva visto lavorare per
degli anni? Era una battuta ma rendeva bene. Di
colpo, Maigret appariva pi spesso, pi pesante.
(1947 Le vacanze di Maigret)
Fino a poco prima era un omone un po'
ondeggiante che fumava distrattamente la sua
pipa guardandosi attorno con uno sguardo

annoiato. Adesso era, per cos dire, pi denso. I


suoi stessi passi erano diventati pi pesanti e i
suoi gesti pi lenti. (...) Era tutto ancora molto
vago. Se Maigret aveva gi raggiunto una certa
pesantezza, non era ancora in stato di grazia,
come dicevano al Quai des Orfvres.
(1952 La rivoltella di Maigret)
Maigret si sentiva un po' pesante a causa del
baccal e forse del vino del Mezzogiorno.
(1953 Maigret si sbaglia)
Il capo giudic inutile fare altre domande.
Maigret aveva l'aria pesante e ostinata che tutti
conoscevano in ufficio, e in quei momenti
parlava ancor meno del solito.
(1955 La trappola di Maigret)
Da una di esse scese Maigret che parve a
Lapointe pi massiccio e pesante del solito. (...)
Un caff, Maigret? S. Un cognac? No! Se
beveva, rischiava di assopirsi ed era gi
abbastanza pesante, come gli succedeva quasi
sempre a un certo punto di un'indagine quando
cercava di penetrare nell'animo dei suoi
personaggi.
(1957 Maigret viaggia)
Maigret era un po' scoraggiato, come gli capitava
spesso all'inizio di un'inchiesta. (...) In quei
momenti Maigret si faceva cupo, sembrava pi

pesante, pi grosso.
[]
Prese la metropolitana perch non aveva fretta e
non intendeva circolare a lungo quella notte.
Quasi di proposito aveva mangiato
abbondantemente, per sentirsi ancora pi
pesante.
(1962 Maigret e il cliente del sabato)
In momenti di quel genere, lo sguardo di Maigret
diventava vago e tutta la sua persona esprimeva
una esasperante passivit.
(1962 Maigret e l'affare strip-tease)
Aveva gli occhi che sembravano non riflettere
alcun pensiero, le spalle un po' incurvate,
l'andatura pesante e pigra. In quei momenti, la
gente e soprattutto i suoi collaboratori,
ritenevano che egli si stesse concentrando.
Niente di pi falso.
(1969 Maigret e il commerciante di vini)
Maigret si sentiva pesante e, prima di sedersi di
nuovo, si vers un bicchierino di prunelle. Non
credi che ti far venire caldo? Non si bevono
forse dei grog contro l'influenza? Il che fra
parentesi, non va a genio a Pardon.
PESO

(1930 Maigret e il castellano)


[100 o 95 KG.?]
[Maigret] Pesava cento chili; tuttavia, non ebbe
alcuna difficolt ad afferrare dei rami che
pendevano e, quando li ebbe in mano, fu un
giochetto completare la scalata. (...) Senta,
amico! Io non ne posso pi! L'ammiro, ma lei
non pesa i miei novantacinque chili... Bisogna
che vada a mettermi per un po' in un posto pi
fresco...
PIATTAFORMA BUS
(1958 Maigret e i testimoni reticenti)
All'angolo del boulevard Voltaire, dove aspettava
il suo autobus, lo rese ancora pi imbronciato
veder arrivare la grossa machina che non aveva
pi piattaforma, cosa che non solo gli impediva
di restare in piedi, ma lo costringeva a spegnere
la pipa.
(1961 Maigret e la famiglia felice)
And ad aspettare l'autobus all'angolo di
boulevard Richard-Lenoir, e poi rimase sulla
piattaforma esterna a fumare la pipa e a
guardare (...)
(1962 Maigret e il cliente del sabato)
Pochi minuti dopo aspett l'autobus in Place du

Chatelet, trov posto sulla piattaforma dove pot


continuare a fumare la pipa. Aveva realmente un
sapore particolare? L'avrebbe giurato. Forse a
causa della nebbia, dell'aria. Un sapore
piacevolissimo.
[]
Sul quai, apr l'ombrello. Sulla piattaforma
dell'autobus si trov affiancato a una persona
che portava un impermeabile grondante d'acqua.
(1965 La pazienza di Maigret)
Aveva fortuna quel giorno. Un vecchio autobus
con la piattaforma scoperta si ferm accanto al
marciapiede, e cos Maigret pot continuare a
fumare la pipa guardando le strade e la gente.
Perch questo gli ricordava un corteo che aveva
fatto accorrere tutta Parigi, tanti anni prima,
quando si era appena sposato ed era soltanto un
giovane timido segretario del commissariato di
polizia del quartiere Saint-Lazare?
(1966 Maigret e il ladro)
Scusi, signore ... Prego ... Era gi la
terza volta, dall'angolo di boulevard
Richard-Lenoir, che la donna perdeva l'equilibrio,
lo urtava con la sua spalla ossuta, e gli premeva
contro la coscia la borsa della spesa. Si scusava
a fior di labbra, n confusa, n eccessivamente
dispiaciuta, poi si rimetteva a guardar diritto

davanti a s con aria tranquilla e risoluta


insieme. Maigret non ce l'aveva con lei. Quasi
quasi, quegli spintoni lo divertivano; era disposto
a prendere tutto a cuor leggero, quella mattina.
Aveva avuto la fortuna di vedersi arrivare un
autobus con piattaforma esterna, il che
costituiva gi motivo di soddisfazione per lui.
Vetture di quel tipo diventavano sempre pi rare
perch, un po' per volta, venivano ritirate dalla
circolazione, e presto anche lui sarebbe stato
costretto a vuotare la pipa e andarsi a
rinchiudere in uno di quegli enormi veicoli
moderni nei quali ci si sente come in prigione.
Quando era arrivato a Parigi, quasi quarant'anni
prima, c'erano proprio quegli stessi autobus con
piattaforma esterna, e, le prime volte, non si
stancava mai di percorrere i Grands Boulevards
sulla linea Madeleine-Bastille. Era stata
(1969 Maigret e il capellone imprudente)
Il commissario trov per caso un autobus
piattaforma e pot cos continuare a fumare la
prima pipa della mattina.
(1971 Maigret e l'uomo solo [1965])
Maigret ebbe la fortuna di trovare un autobus
con la piattaforma. Era uno degli ultimi e ben
presto non ce ne sarebbero stati pi.

PICCOLI ITALIANI
(1946 Maigret a New York)
Del resto, quasi tutto nella strada, nel quartiere
[Bronx], era italiano. I bambini che giocavano
sulle porte delle case avevano i capelli neri e
quei visi troppo svegli, quelle lunghe gambe
abbronzate dei ragazzini di Napoli e di Firenze.
PICCOLI PROCACCIATORI CLIENTI NIGHTS
(1950 Maigret al night-club)
In piedi, sorpassava di poco il banco presso il
quale stava bevendo una menta all'acqua. (...)
Si sarebbe potuto prenderlo per un fantino, di cui
doveva avere appunto il peso. Ci si meravigliava,
guardandolo da vicino, di scoprire sul suo corpo
quasi infantile un viso rugoso, pallido e
grigiastro, nel quale due occhi estremamente
vivaci e mobili sembravano veder tutto, come
quelli di alcuni animali sempre all'erta. (...) La
larga bocca del nanerottolo si stir come fosse di
gomma in un sorriso soddisfatto e sardonico.
(1962 Maigret e l'affare strip-tease)
Che et poteva avere adesso? Il commissario
prov a fare il calcolo. Era ancora un ispettore
abbastanza giovane quando il suo visitatore

lavorava gi come fattorino a Montmartre. Da


allora, Boube non era cresciuto di un pollice.
Aveva sempre la taglia di un ragazzo di dodici o
tredici anni e, la cosa pi straordinaria era che
ne conservava l'aspetto. Un ragazzino magro,
con grandi orecchie a sventola, un naso
appuntito, e una bocca sfottente che sembrava
fatta di caucci. Bisognava guardarlo pi da
vicino per scoprire che il suo viso era segnato da
piccole rughe.
(1971 Maigret e l'informatore)
Maigret conosceva da una trentina d'anni l'uomo
che tutti chiamavano la Pulce perch era alto
appena un metro e cinquanta. Oltre ad essere
cos piccolo era magro, con un viso strano, tutto
bocca. Una bocca che pareva di gomma, in grado
di assumere di colpo qualsiasi espressione.
Aveva lavorato come inserviente al Rat de la
Cave, un cabaret a quel tempo molto elegante di
Place Pigalle, fre-quentato solo da clienti in
smoking. Indossava l'uniforme rossa col
giubbetto corto, berretto gallonato, e se ne stava
sempre sulla porta, pronto a portare in qualsiasi
posto i messaggi dei clienti. Poi il Rat de la Cave
aveva chiuso i battenti. La Pulce, che in realt si
chiamava Justin Crotton, aveva lavorato per
parecchi anni alla trattoria della rue

Victor-Mass, frequentata dai ras della malavita.


Era rimasto agile, magro come allora, capace di
infilarsi dappertutto, ma la faccia gli si era
riempita di rughe. Da lontano sembrava un
ragazzino. Da vicino, portava bene i suoi
quarantacinque anni.
PIETANZE
(1929 Maigret e il Lettone)
Nella camera di Anna Gorskine il tanfo era
insopportabile. vero che del cibo giaceva
disordinatamente un po' dappertutto. Le salsicce,
di un rosa volgare, erano molli, ripiene d'aglio.
C'erano su un piatto dei pesci fritti che
nuotavano in una salsa piccante.
(1930 Maigret si commuove)
In un angolo del "Caf de la Marine" due uomini
in camiciotto blu mangiavano delle salsicce che
tagliavano man mano col loro coltello da tasca,
affettando contemporaneamente il pane e
bevendo vino rosso.
[]
Qualche pedalata ancora e il commissario vide,
dietro la chiatta, una tavola apparecchiata sotto
il tendone incatramato che proteggeva la barra
del timone. La tovaglia era di tela cerata a quadri

bianchi e blu. Una donna dai capelli biondi vi


stava posando sopra un piatto fumante. (...) I
due uomini continuarono a mangiare, senza
smettere di osservare Maigret. Questi,
macchinalmente, gett un'occhiata al piatto
pieno di una carne nerastra il cui odore
meravigliava le sue narici. Un capretto che ho
comprato stamattina alla chiusa di Agny... (...)
(1931 Maigret e il cane giallo)
Un odore di agnello veniva dalla cucina. La
cameriera dal grembiule bianco lo accompagn
alla porta.
[]
E Maigret, trattenendo Emma per la manica, le
disse piano: Mi farai servire il pranzo in
camera... (...) Dieci minuti dopo, Emma sal
con un vassoio adorno di antipasti. Poi la videro
portare una conchiglia di San Jacopo, un arrosto
di vitello con spinaci.
(1931 Maigret e la casa delle tre vedove)
La locanda di Avrainville era vuota. Un bancone,
alcune bottiglie, una grossa stufa, un biliardo di
piccolo formato, dalle sponde dure come pietre
(...) Il padrone serviva a tavola, mentre si
vedeva sua moglie intenta a cuocere le
scaloppine in cucina. (...) chiese Maigret
mangiando una sardina come antipasto. Bevete

bianco o rosso! Traffic a lungo per togliere un


pezzo di tappo che era caduto nella bottiglia, fin
col travasare il vino. (...) Alle nove, dopo aver
mandato gi un calvados sintetico, ritornarono
sulla via,
[]
Maigret entr nella cucina dove la moglie
dell'albergatore preparava il pasto della sera.
Adocchi una terrina di pat, tagli una grossa
fetta di pane e ordin: Mezzo litro di bianco,
per favore... Non aspetta la cena? Maigret
divor senza rispondere il suo mostruoso
sandwich. (...) Maigret lo guardava
tranquillamente, continuando a lavorare di
mascelle.
(1931 Maigret e l'ombra cinese)
Indovina chi arrivato? La signora Maigret
stava apparecchiando per quattro sulla tovaglia
bianca. Maigret scorse sulla credenza un
bottiglione di grappa. Tua sorella! Era facile
indovinarlo, poich ogni volta che arrivava
dall'Alsazia, portava un bottiglione di distillato di
frutta e un prosciutto affumicato che piaceva
moltissimo a Maigret. E' andata a fare delle
commissioni con Andr... Il marito! Un bravo
ragazzo che dirigeva una fornace di mattoni.
(1931 Maigret e una vita in gioco)

E Maigret (...) puntava il binocolo sulla


"Citanguette" (...) Dufour - Maigret aveva notato
questo particolare - aveva mangiato una
polpetta di vitello con purea, e ora beveva un
calvados.
(1932 Maigret al Liberty Bar)
La donna che aveva parlato e che continuava a
mangiare, () Aveva quarantacinque anni?
Cinquanta? Era difficile a dirsi. Era grassa,
sorridente, sicura di s. () Tagliava grosse fette
da un cosciotto che attrasse per un momento
lattenzione di Maigret, perch raramente ne
aveva visti di altrettanto grassi. () Il donnone
stava preparando uninsalata allaglio che aveva
laria di essere un capolavoro. Ha gi fatto
colazione? Il commissario ment. Si io
Non faccia complimenti () Assaggi
linsalata, vi aggiunse un goccio dolio doliva
profumato. Non cera la tovaglia sul tavolo, che
del resto non doveva essere molto pulito. ()
Maigret diede unocchiata alla carne rosa del
cosciotto, ai resti dellinsalata profumata: erano
veramente appetitosi. () Maigret aveva fame e
cera quella carne profumata a pochi centimetri
dalle sue mani. Dei pezzetti tagliati erano ancora
nel piatto: ne prese uno con le dita e lo mangi,
seguitando a parlare come se fosse stato anche

lui di casa. () ()Vuole che le dia un piatto,


per assaggiare la mia insalata?
[]
Le piaciuta la zuppa di pesce?... L'ho fatta
apposta per lei, dato che... La zuppa di pesce?
Maigret frugava nei suoi ricordi. Ah, s! Ottima!
Straordinaria! Si affrett a dire con un sorriso
cortese. Ma non se ne rammentava affatto. (...)
In fatto di ricordi culinari, uno solo affiorava:
l'arrosto di Jaja... Con l'insalata profumata di
aglio...
[]
Sei contento che ti abbia fatto il merluzzo
mantecato? Non puoi immaginare quanto!
Boulevard Richard-Lenoir: l'appartamento di
Maigret. Una finestra aperta su degli ippocastani
addobbati soltanto di poche foglie. (...) Coi
gomiti sulla tavola, mangiava il merluzzo con
appetito, parlando a bocca piena. (...) Non
credo... Passami la salsa... C' poca cipolla...
Sono le cipolle di Parigi che hanno poco
sapore... Ce n'ho messo un chilo..., continua...
(...) Questo merluzzo una meraviglia... (...)
E all'improvviso: Non c' un po' di verdura?
Avrebbe voluto dei cavolfiori, ma...
(1932 Maigret nella casa dei Fiamminghi)
Indovina quello che ti ho preparato... Uno

sformato col lardo! Non era difficile da


indovinare, dato che tutta la casa ne era
profumata. Hai fame? S, cara... Comunque
avr fame tra poco... Raccontami quello che
successo qui... A proposito, la faccenda dei
mobili sistemata.
(1937 La vecchia signora di Bayeux)
E, poich l'odore della minestra gli aveva fatto
venire fame, Maigret and a sedersi a tavola in
un ristorante celebre per le sue sogliole
normanne e la sua trippa alla Caen. (...) La
trippa era saporita e quando Maiget si alz da
tavola era in uno stato di beatitudine,
sottolineato dal fatto che non aveva saputo
rifiutare il calvados del padrone.
(1938 L'amico della signorina Berthe [in Due
giorni per Maigret])
Scopr sulla carta del "fricandeau l'oseille", che
era uno dei suoi piatti preferiti.
[]
Maigret mangiava con appetito: grosso, spesso,
aveva un certo modo di vuotare il suo bicchiere
di birra con avidit; e certo avrebbe potuto
rappresentare il motivo pubblicitario per una
marca di birra. (...) Ordin una seconda porzione
di salsiccia con crauti, e un terzo bicchiere di
birra.

(1939 Il delitto di Bagatelle)


L'uomo mangi delle salsicce calde che una
venditrice ambulante preparava all'aria aperta.
Per tutta la notte avrebbe avuto in bocca sapore
di aglio e di grasso.
(1940 Un'ombra su Maigret)
In una viuzza, Maigret aveva spinto l'uscio di un
ristorante modestissimo, dal banco di zinco, i
tavoli di marmo e il pavimento coperto di
segatura. Un pezzo d'uomo rubicondo,
bitorzoluto, in grembiule di tela blu, venne a
stringere la mano al commissario. Era un pezzo
che non la si vedeva!... Devo dirlo alla padrona...
Mlanie!... che cos'hai di buono per il signor
Maigret?... E Mlanie, col ventre in avanti,
spuntava fuori dalla cucina asciugandosi le mani.
Se solo mi avesse telefonato... Insomma!?...
C' il "coq au vin" e stamattina mi hanno portato
dei funghi piuttosto belli... Al suo amico
piacciono i funghi? C'erano soltanto alcuni
clienti fissi. I vetri erano appannati e non si
riusciva a vedere fuori. Sempre lo stesso
"beaujolais", signor Maigret? (...) Ci dia
ancora un po' di questo pollo, padrone... Come
se fino a quel momento non avesse mangiato.
Gli tornava l'appetito. Bevve un bicchiere colmo
di "beaujolais" e si asciug col dorso della mano.

I suoi occhi brillavano. Hanno ritrovato


Grard! sospir infine. Poveraccio!...
(1941 Maigret e l'affare Picpus)
Non vai a pescare? No. Maigret non fa
niente. Le nove sono passate quando si decide a
farsi la barba e a vestirsi. Fa colazione con
salsicce e vino bianco.
(1942 La ragazza di Maigret)
A quest'ora Flicie dovrebbe essere in cucina e
certo l'odore del rag arriverebbe fino al
giardino...
[]
La sala del ristorante era vecchiotta, familiare,
con le pareti di un bianco cremoso, grandi
specchi un po' appannati, dei recipienti nichelati
dove il cameriere teneva i suoi strofinacci, gli
scaffali dipinti a finto legno dove i clienti abituali
lasciano il tovagliolo. Sulla lista segnato il
piatto del giorno: castrato in umido; e a fianco di
quasi tutte le altre pietanze ci sono supplementi
di prezzo.
[]
(...) C' un messaggio per lei... Va a cercarlo
sul tavolo. E' della signora Maigret. "Elise
arrivata da Epinal col marito e i bambini.
Ceniamo tutti in casa. Cerca di venire. Hanno
portato dei funghi."

[]
Per un attimo Maigret li invidia; pensa a sua
moglie, che in quello stesso momento riceve sua
sorella e suo cognato nell'appartamento del
Boulevard Richard-Lenoir, pensa ai funghi che
stanno cuocendo e spargono un buon odore
d'aglio e di bosco umido. Adora i funghi...
(1943 Maigret e la ragazza di provincia)
Gli odori provenienti dalla cucina promettevano
ottimi cibi, (...) Gli furono servite delle allodole e
gli fu minutamente spiegato il modo in cui i
contadini del Marais letteralmente le pescavano
di notte trascinando le reti per i prati. (...)
Prende un altro po' di pollo?... (...) C'era
troppo da mangiare, troppo da bere. Faceva
troppo caldo. Si ritir, intorpidito, nel salotto,
con i piedi davanti ai ceppi crepitanti.
[]
Si trov in cucina. Etienne Naud era seduto a
capotavola e mangiava una scodella di minestra
(...) Naud fu sgradevolmente sorpreso, Maigret
se ne accorse subito, di essere colto a mangiare
in cucina come un contadino. Gi in piedi
commissario?... Vede... Conservo le vecchie
abitudini campagnole... A qualunque ora vada a
letto, alle cinque del mattino sono sempre in
piedi... Spero di non essere stato io a

svegliarla! A che scopo dirgli che era stata la


cassetta dell'acqua? Non le offro una minestra
come la mia, perch immagino che...
Tutt'altro... Lontine... S, signore, ho
sentito... Subito...
[]
(...) Suppongo si possa mangiare, al
Trois-Mules?... Mangeremo un boccone
insieme... Fa' presto... Non c'era tovaglia. Le
posate erano di ferro. Niente all'infuori di una
insalata di barbabietole, coniglio e un po' di
formaggio, tutto innaffiato da un cattivo vino
bianco. (...) Che cosa preferite come
"dessert"? (...) Ho biscotti e miele.
(1945 La collera di Maigret)
(...) Aspetti, vado a vedere se trovo un paio
d'uova nel pollaio. Ce n'erano tre. Maigret
insisteva per una frittata e lei rideva guardandolo
sbattere le uova, bianco e tuorlo separatamente.
(1947 Ben tornato Maigret)
Nella sala del caff, Moers e Maigret avevano
consumato, da soli, una cenetta. Se n'era
incaricato Maigret: aveva trovato un salme,
alcune scatole di sardine, del formaggio olandese
ed era andato in cantina a spillare del vino da
una botte.
(1949 Il mio amico Maigret)

Le piace la cucina meridionale, signor Pyke?


Non la conosco. Vuole provarla? Con
piacere. E Paolo, il padrone, propose subito:
Facciamo un po' di uccellini, per cominciare; ne
ho qualche spiedino, freschi di stamane. Erano
dei pettirossi, e Paolo ebbe la malaugurata idea
di annunciarlo mentre serviva l'inglese, il quale
non pot trattenersi dal rivolgere uno sguardo
intenerito al piatto.
1949 L'amica della signora Maigret
"La
gallina era in pentola, con una bella carota rossa,
una grossa cipolla e un mazzetto di prezzemolo i
cui gambi sporgevano. La signora Maigret si
chin per accertarsi che il gas, acceso al minimo,
non rischiasse di spegnersi. Poi chiuse le
finestre, tutte tranne quella della camera da
letto, si domand se non avesse dimenticato
nulla, si guard di sfuggita allo specchio e,
soddisfatta, usc.
(1949 Maigret e la casa del giudice)
Teresa venne a chiedere a Maigret: Le piace la
"monclade"? Che cos'? Cozze alla panna...
Un piatto locale
[]
Fece colazione da solo, con un piatto di sarcrauti,
alla birreria svizzera. (...) La birra era buona, i
sarcrauti mangiabili, mangiabilissimi, e ordin un

altro paio di salsicce.


[]
Che cosa ci d da mangiare padrona? Fegato
di vitello alla casalinga... spero che le piacer...
Non ho pensato di chiederglielo... La decisione
scatur da questo. Odiava il fegato di vitello in
qualsiasi maniera fosse preparato.
(1950 Maigret al night-club)
Avrebbe dovuto girare a sinistra sul Quai, (...)
svolt a destra e raggiunse la Place Dauphine
che attravers in senso obliquo. Gli era di botto
venuto voglia, uscendo dall'ufficio, di andare alla
Birreria Dauphine e di offrirsi un aperitivo, a
dispetto dei consigli dell'amico Pardon, il medico
di Rue Picpus, dal quale aveva cenato con la
signora Maigret, la settimana prima. Erano
settimane che si mostrava parco
accontentandosi di un bicchiere di vino durante i
pasti (...) Gli mancavano all'improvviso l'odore
del bistrot di Place Dauphine, il gusto di anice
degli aperitivi, (...) Aveva sperato invano di
incontrare qualcuno che lo trascinasse da
qualche parte e si sentiva colpevole, mentre
saliva i tre gradini della birreria (...) Tanto
peggio! Pardon gli aveva raccomandato di aver
cura del suo fegato, ma non gli aveva proibito di
bere un aperitivo, uno solo, dopo settimane di

astinenza quasi completa. Ritrov al banco visi


familiari, (...) si strinsero per fargli posto al
banco e, indicando i bicchieri pieni di un liquido
scuro, borbott: La stessa cosa.
[]
Il proprietario era gi l da trent'anni, quando il
commissario aveva debuttato al Quai des
Orfvres, ma a quell'epoca era un ragazzo che
faceva l'inserviente. Come va, capo? Si tira
avanti. L'odore non era cambiato. Ogni piccolo
ristorante di Parigi ha il suo particolare odore e
l, per esempio, su uno sfondo di aperitivi e di
alcool, un intenditore avrebbe distinto il profumo
un po' acre dei vinelli della Loira. In cucina
dominavano l' "estragone" e il cipollotto.
Maigret prese a leggere macchinalmente il menu
scritto sulla lavagna: sgombri della Bretagna e
fegato di vitello al cartoccio. Nello stesso
momento, nella sala da pranzo con tovaglie di
carta, scorse Lucas (...) Devi andare da qualche
parte? No. Contavo... Di mangiare qui? E,
siccome annuiva, Maigret decise: Allora
mangiamo tutti e due. Do un colpo di telefono a
mia moglie. Puoi ordinare intanto. Prende
degli sgombri? E fegato di vitello l cartoccio.
Lo tentavano soprattutto il fegato di vitello e
l'atmosfera della birreria dove non aveva pi

messo piede da settimane.


(1951 Maigret e l'affittacamere)
Nella vetrina di un salumiere vide delle lumache
guizzanti in un'appetitosa salsetta verde.
[]
La piccola osteria di fronte, dove Maigret aveva
cenato, aveva gi chiuso da un po', e in quel
preciso istante, chiss perch, Maigret
incominci a pensare ad un bel bicchiere di birra
fresca. Forse perch un autobus si era arrestato
sul boulevard Saint-Michel ricordandogli le
birrerie di quel rione? Quel pensiero divenne
presto una vera e propria ossessione. La
chartreuse gli aveva lasciato la bocca pastosa,
inoltre sentiva ancora in gola il grasso del rag di
castrato che aveva mangiato dall'alverniese e
che gli era parso tanto gustoso. (...) Allora
divent di cattivo umore e se ne and a letto
lasciando la finestra spalancata. (...) Cinque o
dieci minuti pi tardi era completamente sveglio
e pensava pi intensamente ad un bicchiere di
birra. Stavolta sentiva dei bruciori di stomaco e
non ebbe dubbio che la colpa fosse del rag di
castrato.
(1952 La rivoltella di Maigret)
Al telefono, Pardon esord come al solito. E'
libero domani sera? (...) Le piace la testina di

vitello uso tartaruga? Non la conosco. Le


piace la testina di vitello? Abbastanza.
Allora le piacer anche uso tartaruga. E' un
piatto che ho scoperto durante un viaggio in
Belgio. Vedr. (...) Riprese due volte la testina
di vitello.
(1953 Maigret ha paura)
Per tutta la durata del pranzo, il cui piatto forte
era una spalla di montone farcito, come Maigret
non ricordava di aver mai mangiato, Julien
Chabot ebbe l'aria di
[]
Erano le nove e mezzo. A Parigi, sul boulevard
Richard-Lenoir, se anche li era finalmente
primavera, la signora Maigret aveva certamente
aperto le finestre e faceva le pulizie in camera da
letto, in vestaglia e pantofole, mentre un
intingolo cuoceva lentamente sul fuoco.
(1954 Maigret e la giovane morta)
Non avevano pi fame, ma si misero ugualmente
a tavola in una "brasserie" dove, come avevano
gi deciso un'ora prima, ordinarono una zuppa di
cipolle.
(1955 La trappola di Maigret)
Intanto, lui se ne and a mangiare alla Birreria
Dauphine, dove si fece portare del vitello in
umido che aveva un gusto di cucina casalinga.

(1955 Maigret e il corpo senza testa)


Non vengo a casa a mangiare. Che cosa mi
avevi preparato? Castrato in umido con
patate. Non ebbe rimpianti, perch era un
piatto troppo pesante per una giornata come
quella.
(1956 Uno scacco di Maigret)
Ho bisogno di parlarle. Sono della polizia.
Aveva notato, davanti a lei, una dozzina di
piattini di antipasti. (...) Si rivolse al cameriere
che si era avvicinato. Dia anche a me degli
antipasti e poi degli spaghetti.
(1958 Maigret e i testimoni reticenti)
Per esempio, se fin per entrare in una birreria
alsaziana, dove sedette ad un tavolo vicino alla
finestra, non fu per un puro caso. Quel giorno
aveva bisogno di sentirsi i piedi solidamente per
terra. Voleva essere pesante, impermeabile. Gli
faceva piacere che la cameriera, col costume
locale, fosse vigorosa e sana, ridente, con le
fossette e i capelli biondi ricciuti, libera da ogni
complicazione psicologica. Nello stesso ordine di
idee, gli sembr naturale ordinare dei crauti che
in quel locale venivano serviti con abbondanza e
bene accompagnati da salsicce lucide e carne di
maiale di un rosa innocente. Fatta l'ordinazione compresa la birra che si imponeva - and a

telefonare a sua moglie la cui curiosit si


espresse in tre brevi domande.
(1959 Maigret alle assise)
Seguitava a piovere quando attraversarono la
place Dauphine, per recarsi nella birreria che era
diventata una specie di succursale della polizia
giudiziaria. (...) Guard il menu e lo porse a
Janvier. Io prendo il vitello arrosto... (...) Il
vapore emanava dai piatti, il fumo dalle
sigarette, e il nome dei vini consigliati era dipinto
in bianco sugli specchi che circondavano la
stanza. C'era un vinello della Loire, proprio vicino
a Meung e alla casa che somigliava a una
canonica.
(1962 Maigret e il cliente del sabato)
C'era uno sformato alla Lorenese, per cena:
Maigret lo indovin dall'odore che veniva dalla
cucina.
(1962 Maigret e il vagabondo)
Prima di tornare a casa, Maigret firm la
corrispondenza. (...) Era un marted, dunque il
giorno del pasticcio di maccheroni. Fatta
eccezione per lo stufato del gioved, il menu degli
altri giorni variava da una settimana all'altra ma,
da parecchi anni, senza motivo il pranzo del
marted era consacrato al pasticcio di
maccheroni farcito di prosciutto tritato e, di tanto

in tanto, di tartufi tritati ancora pi fini.


(1963 Maigret e il fantasma)
Stavano servendo il salsicciotto con contorno di
patate fritte, e mezza aragosta coperta di
maionese. Maigret riempiva i bicchieri.
(1965 La pazienza di Maigret)
Era stata una bella domenica. Il rag cuoceva a
fuoco lento nella cucina (...) Maigret in maniche
di camicia, col colletto aperto e il cappello di
paglia, sarchiava le aiuole e poi si assopiva, dopo
pranzo - dopo quel vinello bianco del paese - su
una sdraio a righe rosse e gialle dove il sole non
avrebbe tardato a raggiungerlo, senza tuttavia
sottrarlo a quel torpore.
[]
Quel mattino, uscendo di casa, Maigret non si
aspettava di doversi ritrovare in rue des Acacias,
dove, una settimana prima, aveva passato ore
tanto piene d'ansia. Ancora meno, si sarebbe
aspettato di sedere a tavola, verso l'una, insieme
al giudice Ancelin, nel bistrot "Chez l'Auvergnat".
Questo locale, situato davanti alla casa di
Palmari, era un bar vecchio stile col suo banco
tradizionale, le bottiglie di aperitivi che nessuno,
tranne gli anziani, beveva pi, e il proprietario in
grembiule blu, le maniche della camicia
rimboccate e il viso ornato di baffi neri. Salami,

polpette, formaggi a forma di zucca, prosciutti


dalla cotenna grigia, come se fossero stati
conservati sotto la cenere, pendevano dal
soffitto, ed erano messe in mostra grosse forme
piatte di pane, arrivate direttamente dal Massif
Centrar. Oltre la porta a vetri della cucina, la
padrona, magra come un chiodo, era
affaccendata ai fornelli. Volete pranzare? Un
tavolo per due? Non c'erano tovaglie; sopra la
tela cerata dei tavoli avevano steso della carta a
quadrettini, che serviva al padrone per fare i
conti. Su una lavagna, era scritto col gesso il
men: "Salsicce del Morvan" "Roll di vitello con
lenticchie" "Formaggio" "Pizza rustica".
[]
Termini di cenare disse Maigret. Non ho
fretta. Sulla tavola c'era un arrosto di vitello e
tagliatelle al sugo. La coppia si rimise a sedere
un po' imbarazzata, mentre il commissario
sedeva all'estremit della tavola. Gradisce un
bicchiere di vino bianco? La caraffa del vino
bianco, appena tolta dal frigorifero, era
appannata dal gelo, e Maigret non resistette.
Non ebbe torto, perch si trattava di un vinello di
Sancerre che, certo, non era stato comprato da
un qualunque vinaio.
(1966 Maigret e il ladro)

Toh! Dei naselli in una pescheria di rue du


Temple. Era tanto che non mangiava naselli.
[]
E a tratti, in quell'aria gi primaverile, arrivavano
gli odori di cucina, l'odore dei porri,
specialmente.
[]
Si ferma a cena, signor Maigret? (...) C' la
zuppa di crostacei. (...) Ha gi mangiato la
zuppa di pesce come la fanno a Fourras?
Maigret elenc con competenza: Anguille,
sogliole, seppie. (...) Allora, gliene preparo
una? D'accordo.
[]
(...) che cosa prende dopo la zuppa di pesce?
Mia moglie le consiglia il cosciotto, autentica
carne di castrato di maremma. (...) Una
caraffa di bordeaux rosso?
[]
Con la forza dell'abitudine, i suoi passi lo
portarono alla brasserie Dauphine; salut
distrattamente il padrone, e, fiutando quel caldo
profumo di ristorante, si diresse al suo solito
posto d'angolo. C' salsiccia, commissario.
Con pure? E come primo? Una cosa
qualunque. E una caraffa di Sancerre.
[]

Bob l'aveva accompagnato al suo tavolo,


nell'angolo della porta girevole, e Maigret aveva
ordinato i frutti di mare e l'anatra all'arancio che
Rose gli aveva consigliato prima.
(1966 Maigret e il libanese)
Loro si erano congedati dai Pardon poco dopo le
undici. Avevano pranzato insieme, come
facevano sempre, una sera al mese, e questa
volta c'era stata per cena una gustosa spalla di
montone.
[]
Che cos'hai preparato per colazione? chiese
quando lei venne a rispondere. Una
"choucroute", ma sono quasi certa che dovr
riscaldarla questa sera, o forse domani. Sar a
casa tra mezzora. (...) Venti minuti dopo,
seduto a tavola di fronte a sua moglie, Maigret
gustava una saporita "choucroute" all'alsaziana,
come non se ne trova che in due ristoranti di
Parigi. La carne di maiale appena salata era
particolarmente appetitosa, e il commissario
aveva aperto delle bottiglie di birra di
Strasburgo.
(1967 Maigret a Vichy)
La signora Pardon aveva preparato un'anatra al
sangue, un piatto che le riusciva a meraviglia e
di cui Maigret era ghiotto.

(1969 Maigret e il capellone imprudente)


Per la prima volta da quando andavano a cena
ogni mese dai Pardon, Maigret conservava di
quella serata al boulevard Voltaire un ricordo
quasi penoso. Era gi cominciato in boulevard
Richard-Lenoir. Sua moglie aveva ordinato un
taxi per telefono, perch pioveva da tre giorni,
come, secondo la radio, non capitava da
trentacinque anni. L'acqua cadeva a catinelle,
gelida, sferzando il viso e le mani, appiccicando
al corpo i vestiti bagnati. Le scale, gli ascensori,
gli uffici, i gradini, erano coperti di macchie scure
e la gente era di pessimo umore. Erano scesi e
avevano aspettato circa mezz'ora, davanti al
portone, sempre pi infreddoliti, che arrivasse
finalmente il taxi. Inoltre, avevano discusso con
l'autista perch accettasse di fare un percorso
cos breve. Scusateci. Siamo in ritardo ...
Tutti sono in ritardo in questi giorni... Non vi
dispiace se ci mettiamo subito a tavola? ..
L'appartamento era caldo, intimo, e ci si stava
bene, tanto pi che si sentiva la pioggia battere
violentemente sulle imposte. La signora Pardon
aveva preparato un "boeuf bourguignon" come
lei sola sapeva fare e su quel piatto raffinato si
era svolta la conversazione. Poi erano passati a
parlare della cucina provinciale, del ""cassoulet",

della "pote lorraine", della "trippa alla Caen",


della "bouillabaisse"... In fondo, la maggior
parte di queste ricette si deve alla necessit... Se
ci fossero stati i frigoriferi nel Medioevo...
[]
Appena arrivato sent un profumo di sgombri ai
ferri. La signora Maigret li cucinava col vino
bianco, a fuoco basso, con molta senape.
1969 Maigret e il capellone imprudente Credi
che tornerai per cena? Peccato per la colazione.
Avevo delle lumache... Era destino che ogni
volta che non andava a pranzo a casa, ci fosse
un piatto che gli piaceva in modo particolare.
Dopotutto, forse avrebbe trovato lumache anche
alla Brasserie Dauphine...
[]
Al ristorante, furono accolti a braccia aperte e
dovettero bere con tutti, perch li consideravano
del paese. Facciamo una partita dopopranzo?
Perch no? Mangiarono delle "rilettes" del posto,
un pollo al vino bianco, e dopo il formaggio di
capra, dei bab al rum.
[]
A che ora vuoi partire? Dopo aver mangiato
un boccone. Cos'hai fatto per cena? Il vecchio
Bambois venuto a offrirmi una tinca e l'ho
cucinata al forno... And a guardare con

golosit la pelle rigonfia del pesce, d'un bel


colore dorato.
(1969 Maigret e il commerciante di vini)
Un po' pi tardi, Maigret e Lapointe andarono
alla Brasserie Dauphine. (...) Passarono nella
sala da pranzo. Cos'avete oggi? Sar
contento: spezzatino di vitello. Cosa ne pensa
del vino des Moines? Il proprietario alz le
spalle. Non peggiore del vino che si vendeva
una volta a litro. Un miscuglio di diversi vini del
Mezzogiorno e di vino d'Algeria. La gente oggi
preferisce una bottiglia con un'etichetta e un
nome pi o meno altisonante. Lei ne tiene?
No, naturalmente. Le porto un fiaschetto di
Boutgueil? Andr benissimo con la fricassea.
[]
La signora Maigret si stup di vederlo rientrare in
anticipo. Mi sembri molto raffreddato. Per
questo sei tornato cos presto? Il viso di Maigret
era coperto da un velo di sudore. Ho
l'impressione che mi stia arrivando un'influen-za.
Non sarebbe proprio il momento. () Maigret si
svest, si mise il pigiama e la vestaglia e si
sedette in salotto nella sua poltrona di pelle. La
tua camicia fradicia. Faresti meglio a misurar-ti
la temperatura. La moglie and a prendergli il
termometro nella stanza da bagno e lui lo tenne

cinque minuti in bocca. Quanto? Trentotto e


quattro. Perch non vai a letto subito? Non
vuoi che dia un colpo di telefono a Pardon? Se
tutti i suoi clienti dovessero disturbarlo per un
po' d'influenza! Detestava disturbare i medici, a
maggior ragione il suo vecchio amico Pardon che
non riusciva quasi mai a finire un pasto in pace.
Vado a prepararti il letto. Un momento. Mi
hai salvato la minestra di crauti? Non vorrai
mangiarne, spero? Perch no? pesante.
Non stai bene. Riscaldamela lo stesso, e non
dimenticarti il mio pezzetto di carne di maiale.
() Cosa berrai? Birra, naturalmente. Con i
crauti, non vedo cos'altro potrei bere. Gli era
parso di avere pi appetito di quanto non ne
avesse realmente e dopo qualche boccone
allontan da s il piatto.
[]
(...) Cosa c' da mangiare? (...) Fegato di
vitello alla casalinga. Era uno dei suoi piatti
preferiti. (...) Ne hai preso abbastanza per
poterlo mangiare freddo, domani, come
antipasto? Il fegato di vitello gli piaceva
moltissimo anche freddo, il giorno dopo. Come
dessert, mangi noci, fichi secchi e mandorle.
Aveva bevuto solo due bicchieri di Bordeaux,
tuttavia si sentiva intorpidito e and a sedersi

nella sua poltrona, accanto alla finestra.


[]
Aveva di nuovo la febbre, non molto, trentasette
e sei, ma quanto bastava a renderlo pigro e
svogliato. (...) Cosa farai per pranzo? Ho un
arrosto con delle teste di sedano e del pur.
Come quando era bambino. L'arrosto della
domenica. A quell'epoca, lo voleva molto cotto.
[]
Incomincio ad avere mal di gola. (...) Cosa
c' per cena? Razza al burro nero. Non sar
troppo pesante per te? Non ho mica mal di
stomaco.
(1970 Maigret e la vecchia pazza)
Per cena, come nei pi bei giorni d'estate, c'era
carne fredda, insalata e maionese.
[]
Dieci minuti dopo, Maigret e Lapointe erano
seduti a un tavolo della birreria Dauphine. Un
aperitivo? propose il padrone. No. Ci porti
subito una bottiglia di Beaujolais. Cosa c' da
mangiare? Dei salsicciotti arrivati da Auvergne
stamattina. Oltre a questi, Maigret scelse dei
filetti di aringa. (...) il Beaujolais era perfetto e il
salsicciotto, con contorno di patatine fritte, non
era da meno.
[]

Poich non sei rincasato a mezzogiorno, ti ho


riscaldato lo stufato di agnello. Hai fatto
bene.
(1971 Maigret e l'uomo solo [1965])
Torn a mangiare a casa e sua moglie gli serv
un "coq au vin". Era uno dei suoi piatti favoriti
ma mangi distrattamente, senza fare alcun
complimento.
[]
Mangi di buon appetito. C'era un "gigot
d'agneau" di un bel rosa, con appena una goccia
di sangue vicino all'osso. E' magnifico sospir
prendendone un altro pezzo.
(1972 Maigret e il signor Charles)
Era tentato di prendere un altro pastis ma si
ricord delle raccomandazioni del suo amico
Pardon e rinunci all'aperitivo. Come menu, c'era
della trippa alla moda di Caen, niente di speciale,
ma mangi ugualmente.
PING-PONG
(1953 Maigret ha paura)
Verso le cinque del pomeriggio, il cielo era
diventato nero, di un nero da Crocifissione e si
erano dovute accendere le lampade in tutta la
citt. Erano scoppiati due colpi di tuono, brevi,

laceranti e infine le nubi si erano sciolte non in


acqua, ma in grandine, i passanti erano
scomparsi, come trascinati via dalla bufera,
mentre grossi chicchi bianchi rimbalzavano sul
marciapiede, simili a palline da ping-pong.
(1954 Maigret e la giovane morta)
Due o tre volte, quel pomeriggio, Maigret,
alzando la testa dalle sue carte, aveva guardato
il cielo e, siccome era di un azzurro pallido, con
nuvole frangiate d'oro e il sole che faceva
gocciolare i tetti, si era alzato sospirando per
andare ad aprire la finestra. Aveva avuto appena
il tempo, ogni volta, di ritornare al suo posto e di
assaporare un soffio di primavera che dava un
gusto particolare alla pipa, che le carte si
mettevano a fremere, a sollevarsi per
sparpagliarsi infine nella stanza. Lass, le nuvole
non erano gi pi bianche e dorate, ma di un
grigio turchino e la pioggia, cadendo
diagonalmente, picchiettava sul davanzale della
finestra mentre, sul ponte Saint-Michel, la gente
camminava d'improvviso pi in fretta, come nei
vecchi film muti, e le donne si tenevano le
sottane. La seconda volta, non furono gocce di
pioggia a cadere, ma chicchi di grandine che
rimbalzavano come palline da ping-pong;
quando ebbe chiuso la finestra, Maigret ne trov

persino in mezzo alla stanza.


PIPE GUSTOSE
(1929 Maigret e il Lettone)
Maigret aveva preso la pipa e la borsa per il
tabacco che non conteneva pi che un po' di
polvere bruna. Con un gesto automatico,
Torrence gli porse un pacchetto di "gris" gi
cominciato [vedi poi Lucas al posto di Torrence].
[]
La pipa era inchiodata alla mascella. Non si dava
la pena di metterla via perch era al Majestic.
Era forse, a conti fatti, un partito preso di
volgarit, di fiducia in se stesso? Col suo largo
soprabito nero dal collo di velluto, era
impossibile non individuarlo subito nella hall
illuminata dove la gente elegante si muoveva tra
le scie di profumo, le risate acute, i mormorii, i
saluti impeccabili di un personale altrettanto
impeccabile.
[]
La pipa di Maigret emetteva un gorgoglio cos
fastidioso che il commissario prese in un altro
cassetto un mazzo di piume di pollo, pul la
cannuccia, apr la stufa e vi butt le piume
sporche.

(1930 Maigret e il castellano)


Vedendo il vecchio venditore di giornali, Maigret
cap che il signor "Jacob" non era il suo vero
nome, ma un soprannome, poich aveva una
barba lunghissima, divisa in due ciocche che
terminavano a punta e sormontata da un naso a
becco, uguale a quello che si trova sulle pipe di
terracotta, comunemente dette "Jacob".
[]
Il cannello della pipa che Maigret stringeva tra i
denti si spezz di netto, perch, smettendo di
parlare, aveva stretto di colpo le mascelle.
(1930 Maigret si commuove)
Maigret tese la mano, con gesto meccanico. Con
un gesto altrettanto meccanico, Lucas prese un
pacchetto di tabacco grigio che aveva in tasca e
lo diede al suo compagno.
(1931 Maigret e il cane giallo)
Il povero ispettore non seppe che replicare. E
Maigret lo costrinse a fermarsi e ad aprire il
cappotto per consentirgli di accendere la pipa al
riparo del vento. (...) Caric la pipa, prese gli
zolfanelli da uno scaffale.
[]
Maigret si alz lentamente, scosse la pipa contro
il tacco della scarpa.
[]

Quando si fu abituato all'oscurit, credette di


vedere una massa opaca, tozza, simile a un
enorme animale in agguato. Riconobbe l'odore
della pipa. Emise un leggero sibilo. Un momento
dopo, era acquattato sul cornicione accanto a
Maigret. (...) Ma ha mangiato commissario?...
Mi sono portato pane e salame... Ha freddo?
(...) Non ha un accendino a esca? Maigret non
osava accendere la pipa. Esit a lungo. Poi fin
per farsi un riparo con la giacca del suo
compagno e accese rapidamente un fiammifero
mentre l'ispettore aspirava di nuovo il caldo
odore del tabacco.
[]
Era impossibile indovinare i sentimenti di
Maigret, che era intento a riempire la pipa con le
grosse dita, La sua borsa del tabacco era logora.
[]
Un'idea come un'altra brontol Maigret,
stringendo tra i denti la cannuccia della pipa.
(1931 Maigret e la casa delle tre vedove)
E Maigret, posando la pipa troppo calda sul
tavolo, si alz, guard il prigioniero dalla testa ai
piedi con un cattivo umore non esente da
ammirazione. (...) Maigret alz le spalle, cerc
una pipa fredda in un cassetto, si asciug la
fronte madida.

[]
Al pian terreno, l'agente di assicurazioni (...)
Fumava una pipa di schiuma dalla cannuccia di
ciliegio.
[]
In quel momento, il commissario strinse con tale
forza tra i denti la cannuccia della pipa che la
fece saltare e il fornello rotol sul tappeto.
(1931 Maigret e l'ombra cinese)
Esiste un modo di fumare che snervante per
colui che guarda il fumatore: a ogni sbuffata le
labbra si socchiudono voluttuosamente, con un
piccolo "poc". Il fumo, in questa maniera, non
viene lanciato in avanti, ma sfugge con lentezza,
formando una nuvola intorno al volto. Maigret
fumava in questo modo e la testa gli oscillava da
destra a sinistra e da sinistra a destra al ritmo
degli scossoni.
(1931 Maigret e una vita in gioco)
Il commissario Maigret evitava di addossarsi al
sudicio muro di mattoni. Le mani nelle tasche del
soprabito, era cos ben piantato sulle gambe,
cos immobile, da dare l'impressione di una
massa inanimata. Ma si sentiva ad intervalli
regolari lo sfrigolio della sua pipa.
[]
Terminato? chiese la telefonista dell'albergo.

Si. Mi mandi su della birra. E del tabacco


bigio!... Non abbiamo tabacco. E allora
mandi a prenderne!
[]
Bussarono alla porta. Era il brigadiere Lucas che
appena entrato toss, tanto era denso il fumo
della pipa.
[]
Era molle di sudore. La pipa gli era caduta a
terra e il tabacco incandescente incominciava a
bruciare il tappeto. (...) Se ne and sospirando
(...) A un certo momento si frug in tasca per
prendere la pipa, non la trov, e senza dubbio
vide in ci un cattivo presagio, poich schiuse le
labbra ad un sorriso amaro. (...) Ancora una
volta la sua mano cerc nelle tasche la pipa.
Dammi una sigaretta... sospir rivolgendosi a
Janvier.
[]
E man mano che avanzava cos per Parigi,
perdeva quell'aria equivoca di scolaro colto in
fallo che aveva al mattino. I suoi lineamenti si
indurivano. Fumava una pipa dopo l'altra, come
nelle sue giornate buone.
(1931 Maigret in Olanda)
Le sue pupille di un azzurro verde erano
piccolissime. Restarono ferme sul commissario

per un attimo, poi, l'uomo vuot la pipa


scuotendola contro uno dei suoi zoccoli; sput;
trasse dalla tasca una vescica di maiale che
conteneva il tabacco e s'appoggi pi
comodamente al muro.
[]
Maigret tacque, vuot la pipa battendola contro il
tacco della scarpa, senza curarsi del tappeto.
(1932 Maigret al Liberty Bar)
(...) ritorn verso Maigret cui tese un pacchetto
di sigarette. Grazie! Fumo soltanto la pipa...
L'altro prese da un tavolino una scatola di
tabacco inglese. Non fumo che questo! disse
Maigret prendendo dalla tasca la borsa del
tabacco.
(1932 Maigret e il porto delle nebbie)
Maigret aveva la sua aria pi testarda.
Camminava lentamente, le mani in tasca, la pipa
tra i denti. E quella pipa era perfettamente
all'altezza del suo viso massiccio: conteneva
quasi un quarto di pacchetto di tabacco grigio.
(1932 Maigret nella casa dei Fiamminghi)
Poi, sempre restando a letto, Maigret accese la
pipa che si trovava gi carica a portata di mano.
(1937 La vecchia signora di Bayeux)
Maigret finiva di fumare la sua pipa guardando
con occhi curiosi la grande casa grigia, il portone

col battente di rame, il cortile d'onore con i


candelabri di bronzo. Era quello che lui chiamava
un affare senza pipa, cio, in altre parole
un'inchiesta che si svolgeva in luoghi in cui il
commissario non poteva tenere in bocca la pipa.
Era per questo che fumava ancora un po', prima
di entrare,
[1938 La stella del Nord [in Due giorni per
Maigret])
Per lavorare in pace, aveva passato la notte nel
suo ufficio, che adesso era tutto azzurro per lo
spesso fumo della sua pipa.
(1938 L'innamorato della signora Maigret)
(...) e forse Maigret non aveva mai trovato la
sua pipa cos buona quando d'un tratto senza
voltarsi chiam Henriette? Vuoi qualcosa?
Vieni a vedere... Con la cannuccia della pipa
gli (sic) indic una panchina, proprio di fronte a
loro.
[]
Maigret leggeva, lentamente, fumando la pipa a
piccole boccate, interrompendosi ogni tanto per
guardare scorrere la Senna nel bagliore del sole
mattutino, o per scrivere una parola o due che
lui solo poteva capire, sul suo taccuino, celebre
tanto per la sua volgarit quanto perch dopo
anni e anni che lo usava, aveva annotazioni in

tutti i sensi, le une sulle altre, tanto da chiedersi


come uno ci si potesse raccapezzare.
[]
Un'ora dopo le tre pipe di Maigret erano calde, il
portacenere pieno di cenere e la carta
assorbente coperta di parole, di mezze frasi che
si aggrovigliavano in tutti i sensi.
(1938 Stan l'assassino [in Due giorni per
Maigret])
Maigret strinse furiosamente la cannuccia della
pipa tra i denti evitando di guardare il suo
interlocutore
[]
E Maigret vuot la pipa battendo dei piccoli colpi
sul davanzale, cos la cenere cadeva sul
marciapiede, forse sul cappello di un passante.
(1939 Il delitto di Bagatelle)
Il pi atticciato indossava un pesante cappotto,
aveva in testa una bombetta e fumava la pipa
guardando le cancellate del Bois de Boulogne.
[]
Maigret camminava avanti e indietro nel suo
ufficio al Quai des Orfvres, fumava una pipa
dietro l'altra e aveva continuamente in mano il
ricevitore del telefono.
(1939 Maigret e il sergente maggiore)
Maigret, davanti alla porta girevole, fu sul punto

di battersi la pipa sul tacco per vuotarla. Poi alz


le spalle e se la rimise tra i denti. Era la sua
prima pipa mattutina, la migliore.
[]
Sapeva che Mimi aveva un bambino? chiese
Maigret vuotando la pipa nel secchio del
carbone.
[]
Non era sgradevole: ben sistemato davanti al
suo tavolo, con la stufa che ronzava alle sue
spalle, a sinistra la finestra che la nebbia del
mattino copriva di uno strato spesso, davanti a
s il camino Louis-Philippe, in marmo nero, le
lancette dell'orologio a pendolo ferme da
vent'anni su mezzogiorno; al muro in una
cornice nero e oro, una fotografia in gruppo di
signori in redingote e cilindro, con baffi
inverosimili e barbe puntute: l'associazione dei
segretari di commissariato, al tempo in cui
Maigret era ben giovane! Quattro pipe sistemate
in ordine di grandezza sul tavolo.
(1940 Un'ombra su Maigret)
La pipa che Maigret accese sulla soglia di casa in
boulevard Richard- Lenoir, era gi pi gustosa
delle altre mattine. La prima nebbia era una
sorpresa piacevole, come per i bambini la prima
neve, tanto pi che non era la brutta nebbia

giallastra di certi giorni d'inverno, ma un vapore


lattiginoso nel quale erravano aloni di luce.
Faceva fresco. Si sentiva un pizzicore alla punta
delle dita, alla punta del naso e le suole delle
scarpe risuonavano con un rumore secco sul
selciato. Con le mani affondate nelle tasche del
pesante cappotto dal collo di velluto, celebre al
Quai des Orfvres, e che puzzava ancora un po'
di naftalina, con la bombetta ben calcata sulla
testa, Maigret s'incammin verso la sede della
Polizia Giudiziaria, senza fretta, divertendosi ogni
qual volta, all'improvviso, una ragazzina
schizzava fuori di corsa dalla nebbia e andava ad
urtare la massa scura della sua persona. Oh!
Scusi, signore ... E ripartiva di scatto per non
perdere l'autobus o la sotterranea. Sembrava
che quel giorno tutta la Parigi mattiniera godesse
della nebbia come ne godeva il commissario, e
soltanto i rimorchiatori sulla Senna, invisibili,
urlavano la loro inquietudine con voce roca. Un
ricordo che doveva rimanergli impresso, senza
un motivo particolare
[]
Maigret si alz per andare a vuotare la pipa nel
secchio del carbone. Ne scelse un'altra della
collezione posta sulla scrivania,
[]

Si abbotton il cappotto, e a piccoli colpi di


pollice riemp di tabacco la pipa.
(1941 Maigret e l'affare Picpus)
Maigret vuota la pipa battendola contro il
davanzale della finestra, la riempie di nuovo,
consulta l'orologio.
[]
Maigret, nel suo ufficio, puliva coscienziosamente
le sue due pipe in piedi davanti alla finestra.
[]
Lucas e Janvier non capiscono affatto il giubilo
del loro capo che vuota la pipa sul tappeto e ne
riempie un'altra, una pipa fredda che tiene
sempre di riserva.
(1942 La ragazza di Maigret)
Quell'anno era la prima volta che usciva senza
soprabito, la prima volta che si trovava in
campagna alle dieci del mattino. Anche la sua
grossa pipa aveva un gusto di primavera. Faceva
ancora fresco.
[]
L'aria dolce. Il cielo volge sensibilmente al
viola. Sbuffi freschi vengono dalla campagna e
Maigret si sorprende, con la pipa tra i denti, a
stare un po' curvo, come stava Lapie. Ecco che
perfino trascina un po' la gamba sinistra, mentre
si dirige verso la dispensa. Apre il rubinetto del

barile di vino ros, sciacqua il bicchiere e si


serve...
[]
La sala dell' "Anneau d'Or" azzurra di fumo.
Maigret ha mangiato troppo ed al suo terzo o
quarto bicchierino. A cavalcioni sulla sedia dal
fondo di paglia, coi gomiti sulla spalliera, in certi
momenti pare che dormicchi, con gli occhi
semichiusi, mentre un fil di fumo sale dritto dal
fornello della sua pipa e quattro uomini giocano
a carte davanti a lui
[]
L'ha tenuto per ultimo ed cos ansioso che
stringe coi denti il cannello della pipa fino a farlo
scricchiolare.
(1943 Maigret e la ragazza di provincia)
Maigret fin di vestirsi e accese meccanicamente
la prima pipa della giornata,
[]
Riaccendendo la pipa che aveva spenta col
pollice prima di entrare
[]
Continuava a guardare la luce torbida della
posta; teneva in una mano la borsa del tabacco
e nell'altra la pipa, che dimenticava di riempire.
(1945 La collera di Maigret)
Era la seconda estate che passavano nella loro

casa di Meung-sur-Loire, da quando si era


ritirato dal servizio. Da neanche un quarto d'ora,
egli si era sdraiato beatamente nella comoda
poltrona-amaca, e la sua pipa fumava con
dolcezza.
[]
Si ud nettamente girare la chiave nella
serratura. E poi, silenzio, un lungo silenzio,
durante il quale la pipa di Maigret si spense,
senza che egli osasse riaccenderla.
[]
Maigret sal pesantemente la scala e, cosa che gli
succedeva assai di rado, vuot la pipa e se la
mise in tasca prima di bussare alla porta. Gesto
semplice: era una specie di omaggio a
Bernadette Amorelle.
(1946 Maigret a New York)
Maigret fissava il copritavolo davanti e s, e
adesso non ripeteva pi le parole che sentiva.
Serrava cos tanto le mascelle che a un certo
punto il cannello della pipa gli si ruppe in bocca.
(1947 Ben tornato Maigret)
Fece segno alla moglie di caricargli la pipa e
sorvegli l'operazione con la coda dell'occhio,
raccomandandole coi gesti di non pressare
troppo il tabacco. (...) Vuot la pipa e la riemp
di nuovo di tabacco.

(1948 La prima inchiesta di Maigret [1913])


Apr una scatola di sigarette e la tese verso
Maigret, che rifiut. Non fuma? Soltanto la
pipa.
(1950 Maigret al night-club)
Maigret, che faceva il suo solito giretto
aspettando il rapporto, si trovava proprio in quel
momento, occupato a riempire la sua pipa vicino
al caminetto. (...) Vieni! E come al solito infil
due pipe nella tasca della giacca.
[]
Maigret ascoltava senza sorridere, pulendo con
cura meticolosa una delle sue pipe.
(1951 Maigret e i gangster)
Con quel tempo, il tabacco aveva davvero un
altro gusto, oppure il commissario stava anche
lui covando un raffreddore?
[]
Si gratt la testa, scelse due pipe che si fece
scivolare in tasca e socchiuse la porta degli
ispettori.
[]
Quando l'usciere buss alla porta e non avendo
ricevuto risposta la socchiuse, Maigret dormiva
con la pipa penzoloni tra le labbra.
(1951 Maigret e la spilungona)
Stette dieci minuti senza rivolgere la parola al

dentista, impegnato a firmare i documenti che


aspettavano sulla scrivania. Chiam Joseph, gli
consegn il dossier e poi, con gesti lenti e
meticolosi, caric le sei o sette pipe disposte in
fila davanti a lui.
(1952 La rivoltella di Maigret)
Il commissario tir un po' indietro la sedia e
estrasse di tasca la pipa. Era intento a riempirla,
quando il capocameriere si chin su di lui, gli
disse qualcosa sottovoce abbozzando un gesto di
scusa. Allora Maigret infil in tasca la pipa e
ferm un car
(1952 Le due pipe di Maigret)
Maigret giocava con le pipe allineate sulla sua
scrivania. Poi, bench la sua non fosse finita, si
mise a riempirne una seconda.
(1953 Maigret ha paura)
Lo guardava ancora con curiosit. Le preparo il
bagno? Soltanto quando avr bevuto il
caff. Accese la pipa, and ad aprire la finestra.
(...) Quando la cameriera entr portando il caff,
(...) Lo guard con meraviglia. Lei fuma la pipa
prima di bere il caff.
[]
Il commissario cap e, all'improvviso, ebbe
paura. Prov una sensazione sgradevole e la
pipa cominci ad avere un cattivo sapore.

[]
Fumava una pipa di schiuma con un lungo
cannello e, sul comodino, c'era un litro di vino
bianco e un bicchiere.
(1953 Maigret si sbaglia)
Maigret era nel suo ufficio, con il nodo della
cravatta semi sciolto, quattro pipe gi piene di
tabacco sulla scrivania, intento a finire un
rapporto amministrativo che doveva consegnare
entro mezzogiorno.
[]
Maigret si alz per svuotar la pipa nel camino e
macchinalmente, come se fosse stato in casa
sua, prese le molle per smuovere i ceppi.
(1954 Maigret e la giovane morta)
Due o tre volte, quel pomeriggio, Maigret,
alzando la testa dalle sue carte, aveva guardato
il cielo e, siccome era di un azzurro pallido, con
nuvole frangiate d'oro e il sole che faceva
gocciolare i tetti, si era alzato sospirando per
andare ad aprire la finestra. Aveva avuto appena
il tempo, ogni volta, di ritornare al suo posto e di
assaporare un soffio di primavera che dava un
gusto particolare alla pipa, che le carte si
mettevano a fremere, a sollevarsi per
sparpagliarsi infine nella stanza.
[]

Maigret si ferm ancora nel laboratorio, vuot la


pipa battendola sul tallone.
[]
Bevve un sorso d'acqua. Poi, dato che la sua
pipa sul comodino aveva ancora del tabacco
dentro, l'accese. (...) Maigret riappese e, invece
di riappoggiare la testa sul cuscino e spegnere la
luce, si alz per riempire un'altra pipa.
[]
Maigret sedette al suo posto, mise in ordine le
sue pipe con l'aria di cercare la migliore.
[]
Maigret fin il suo bicchiere di birra. Era tiepida.
Vuot la pipa, non nel portacenere, ma nel
secchio del carbone, battendola contro il tacco.
(1954 Maigret solo)
Non era la prima volta che faceva un ingresso
come quello, pi da collega che da superiore.
Apriva la porta dell'ufficio degli ispettori e,
spingendosi il cappello sulla nuca, andava a
sedersi sull'angolo di una tavola, vuotava la pipa
sul pavimento battendola contro il tacco della
scarpa prima di riempirla ancora.
(1957 Gli scrupoli di Maigret)
Maigret, che si era versato un'altra tazza di
caff, riempiva lentamente una pipa scelta tra
quelle sparse sul suo tavolo.

(1957 Maigret viaggia)


Invece, con le mani in tasca, egli si content di
guardare le vetrine, di entrare in un negozio di
tabacchi per comprare una pipa dato che, in
seguito alla partenza improvvisa, ne aveva una
sola con s, contrariamente alle sue abitudini.
(1958 Maigret e i testimoni reticenti)
Maigret rest solo con le sue pipe e ne scelse
una, la pi vecchia, che caric lentamente
guardando la pioggia battere sui vetri.
(1959 Maigret alle assise)
Dopo essersi lavato le mani, sedette alla
scrivania, scelse una pipa e la riemp.
[]
Maigret si rimise ad andare su e gi, riempiendo
la pipa, prendendone un'altra perch quella non
tirava, aprendo e richiudendo la porta.
[]
Fumava la pipa incessantemente, impaziente,
guardando il telefono.
[]
Non tocc la bottiglia di cognac che teneva da
parte per certi "clienti". Ebbe appena il tempo di
riempire la pipa: Lucas gli port un grosso
fascicolo.
(1960 Maigret e gli aristocratici)
Spostava le pipe sulla scrivania, mettendole in

fila indiana come tanti soldatini di piombo.


(1961 Maigret e il ladro pigro)
Fumi pure. Anche lui fumava la pipa. Ci teneva
tanto alle sue vecchie pipe; a volte le aggiustava
con fil di ferro.
(1961 Maigret e la famiglia felice)
Maigret, seduto sul letto, afferr la pipa che
prima di andare a dormire aveva lasciato
spegnere sul comodino. Cerc i fiammiferi con gli
occhi. La signora Maigret si alz per andare a
prenderli sopra il caminetto. (...) Mi dica
mormor, aspirando la pipa mentre sua moglie
gli teneva il fiammifero acceso. (...) L'odore del
tabacco era particolare, "professionale": l'aroma
di una pipa spenta la sera prima e riaccesa nel
mezzo della notte a causa di una chiamata
urgente.
[]
Poi se ne and per la sua strada col dorso curvo,
aspirando la pipa che aveva appena acceso e
che, per la prima volta quell'anno, aveva un
sapore autunnale.
(1962 Maigret e il cliente del sabato)
Pochi minuti dopo aspett l'autobus in Place du
Chatelet, trov posto sulla piattaforma dove pot
continuare a fumare la pipa. Aveva realmente un
sapore particolare? L'avrebbe giurato. Forse a

causa della nebbia, dell'aria. Un sapore


piacevolissimo.
[]
Qualche minuto dopo, seduto davanti alle sue
pipe e non sapendo quale scegliere, fece venire
[]
Maigret tornando a casa, aveva soltanto una
paura: quella di svegliarsi con la febbre. Le narici
gli pizzicavano e aveva l'impressione che gli
occhi fossero infiammati. Inoltre non provava
nessun gusto a fumare la pipa.
(1963 Maigret e il fantasma)
Maigret si era seduto e ripuliva le sue pipe prima
di sceglierne una che riemp lentamente.
[]
Ci fu un lungo silenzio e Maigret tir fuori di
tasca la pipa senza essere invitato a farlo.
(1964 Maigret sotto inchiesta)
Sua moglie era vicino a lui, anch'essa reale; gli
aveva porto una pipa che non aveva vuotato
prima di andare a letto e aveva acceso un
cerino. Sapeva che strappato bruscamente dal
sonno, gli piaceva qualche tirata di pipa per
rimettersi in sesto.
(1965 La pazienza di Maigret)
Aveva fortuna quel giorno. Un vecchio autobus
con la piattaforma scoperta si ferm accanto al

marciapiede, e cos Maigret pot continuare a


fumare la pipa guardando le strade e la gente.
[]
Vi furono delle occhiate complici nella sua
direzione, perch egli aveva l'espressione
caratteristica dei giorni importanti, la sua aria
ostinata, la pipa cos stretta fra i denti che, a
volte, capitava di spezzare l'estremit.
(1966 Maigret e il ladro)
Scusi, signore ... Prego ... Era gi la
terza volta, dall'angolo di boulevard
Richard-Lenoir, che la donna perdeva l'equilibrio,
lo urtava con la sua spalla ossuta, e gli premeva
contro la coscia la borsa della spesa. Si scusava
a fior di labbra, n confusa, n eccessivamente
dispiaciuta, poi si rimetteva a guardar diritto
davanti a s con aria tranquilla e risoluta
insieme. Maigret non ce l'aveva con lei. Quasi
quasi, quegli spintoni lo divertivano; era disposto
a prendere tutto a cuor leggero, quella mattina.
Aveva avuto la fortuna di vedersi arrivare un
autobus con piattaforma esterna, il che
costituiva gi motivo di soddisfazione per lui.
Vetture di quel tipo diventavano sempre pi rare
perch, un po' per volta, venivano ritirate dalla
circolazione, e presto anche lui sarebbe stato
costretto a vuotare la pipa e andarsi a

rinchiudere in uno di quegli enormi veicoli


moderni nei quali ci si sente come in prigione.
Quando era arrivato a Parigi, quasi quarant'anni
prima, c'erano proprio quegli stessi autobus con
piattaforma esterna, e, le prime volte, non si
stancava mai di percorrere i Grands Boulevards
sulla linea Madeleine-Bastille. Era stata
[]
Il giovanottino, alla sua destra, stava fumando
una pipa troppo corta e troppo grossa che lo
costringeva, essendo mal equilibrata, a tenere le
mascelle serrate. I giovani scelgono sempre
pippe troppo corte e troppo grosse.
[]
Maigret torn a sedersi alla sua scrivania e
alline per ordine di grandezza le cinque o sei
pipe che vi si trovavano in permanenza.
[]
Ha un fiammifero? Maigret gli porse la sua
scatola e cominci lentamente a riempire di
tabacco una delle due pipe che portava sempre
in tasca.
[]
Alle undici Maigret era in ufficio. (...) Seduto di
fronte a Lapointe e Janvier, alline
meccanicamente le sue pipe in ordine di
grandezza, ne scelse una, la pi lunga, e la

riemp con cura.


(1966 Maigret e il libanese)
Maigret si alz e and a vuotare la pipa in un
posacenere, prima di caricarne un'altra che
aveva tolto di tasca.
[]
Maigret si rammaricava di non poter caricare una
pipa, mentre reggeva il ricevitore, e guard con
acuto desiderio quelle che teneva sulla scrivania,
cos ben allineate e cos tentatrici. (...) Il
pomeriggio trascorse pigramente nell'ufficio
surriscaldato, e le sue sei o sette pipe allineate
sulla scrivania vennero fumate l'una dopo l'altra.
[]
Il commissario aveva un'espressione grave.
Tirava lunghe boccate di pipa, facendo crepitare
il tabacco.
(1967 Maigret a Vichy)
Un momento... devo comperare del tabacco
(...) Tre pacchetti di "gris"...
(1969 Maigret e il capellone imprudente)
Maigret and a sedersi nella poltrona, scelse una
pipa sul suo scrittoio e la riemp, con lo sguardo
vago come il paesaggio invaso dalla nebbia che
si scorgeva dalla finestra.
[]
Il commissario trov per caso un autobus

piattaforma e pot cos continuare a fumare la


prima pipa della mattina.
[]
Si sedette al suo posto, scelse la pipa curva che
fumava meno spesso delle altre.
(1969 Maigret e il commerciante di vini)
Prima di uscire caric una nuova pipa che accese
nel corridoio, dopo un ultimo sguardo
all'assassino.
[]
Il commissario rigirava fra le mani la pipa come
se esitasse a riempirla e ad accenderla in
quell'atmosfera. Ma alla fine si decise.
[]
Hai preso freddo? E' tanto se ho messo il
naso fuori. Il tempo di entrare e uscire dalla
macchina. Hai una voce da raffreddore.
Eppure non tossisco e non mi soffio il naso.
Aspetta domani mattina. Sarebbe meglio che ti
preparassi un grog e ti dessi due aspirine. Il
ragazzo ha confessato? (...) Nel frattempo
Maigret si spogli, si mise il pigiama, esit a
caricare un'ultima pipa e, beninteso, fin per
farlo. Per caso il tabacco non incominciava ad
avere un gusto strano?
[]
Lepretre si limit a scuotere il capo. Fumava una

pipa di schiuma che emanava un forte odore e


aveva un baffo pi lungo dell'altro.
[]
Di l a dieci minuti sudava gi abbondantemente
e i suoi pensieri diventavano sempre pi vaghi.
Poco dopo, dormiva. La notte gli sembr lunga.
Si svegli diverse volte, col naso chiuso, la
respirazione difficile. Allora rimane-va per un po'
in uno stato di semi incoscienza e, quasi ogni
volta, udiva o credeva di udire la voce della
moglie. Una volta se la trov in piedi davanti al
letto. Aveva in mano un pigiama pulito. Devi
cambiarti, sei tutto sudato. Forse sarebbe meglio
che cambiassi anche le lenzuola. Lui si lasci
manipolare, con lo sguardo vago. () Gli
successe ancora di svegliarsi per met e prov
un gran sollievo quando vide finalmente la
camera immersa in una luce grigiastra e sent
l'odore di caff provenire dalla cucina. Sei
sveglio? Non sudava pi. Era stanco, ma non
provava alcun senso di malessere. Mi porti il
caff? Gli sembrava di non aver bevuto da
tempo immemorabile un cosi buon caff e lo
assaporava a piccoli sorsi. Dammi la pipa e il
tabacco, per favore. Com' il tempo? Un po'
nebbioso, ma molto meno di ieri. Fra poco uscir
il sole. Accadeva raramente, ma qualche volta,

da bambino, fingeva di essere malato perch non


sapeva la lezione. Non era un po' lo stesso caso?
No, poich aveva avuto veramente la febbre.
Prima di dargli la pipa, la signora Maigret gli tese
il termometro e lui se lo infil docilmente sotto la
lingua. Trentasei e cinque. Al di sotto della
normale.
[]
Maigret si rimise a leggere. La pipa non aveva un
buon sapore, ma la fumava lo stesso, cos, per
principio. Nemmeno lui voleva cedere, cedere
all'influenza, e teneva gli occhi aperti nonostante
le palpebre arrossate e formicolanti.
(1971 Maigret e l'uomo solo [1965])
Maigret beveva la birra. La prima della giornata.
Le contava. Quando avrebbe visto Pardon gliene
avrebbe detto il numero, non senza fierezza. Per
quanto riguardava il tabacco, per, la situazione
era meno brillante e fumava la pipa come
sempre. Non gli potevano togliere tutti i piaceri
col pretesto che si avvicinava ai cinquantacinque
anni.
(1972 Maigret e il signor Charles)
Maigret giocava nel raggio di sole tiepido di
marzo. Non giocava con i cubi, come quando era
bambino, ma con due pipe. Ce n'erano sempre
cinque o sei sul suo tavolo e ogni volta che ne

riempiva una la sceglieva con cura secondo il suo


umore.
PLEBEO
(1929 Maigret e il Lettone)
La presenza di Maigret al Majestic aveva
fatalmente qualcosa di ostile. Egli formava in
qualche modo un blocco che l'atmosfera si
rifiutava di assimilare. Non perch assomigliasse
ai poliziotti che le caricature hanno reso popolari.
Non aveva i baffi e non portava scarpe dalle
suole rinforzate. I suoi vestiti erano di stoffa
fine, ben tagliati. Infine si radeva tutte le
mattine e le sue mani erano curate. Ma la
struttura era plebea. Era enorme e ossuto. I
muscoli poderosi si disegnavano sotto la giacca,
sformavano in breve tempo i pantaloni pi nuovi.
Aveva soprattutto una maniera del tutto
personale di piantarsi in un dato posto che non
aveva mancato di dare fastidio perfino a molti
suoi colleghi. Era qualcosa pi che sicurezza e
tuttavia non era orgoglio. Arrivava tutto d'un
pezzo, e da quel momento sembrava che tutto
dovesse spezzarsi contro di lui, sia che
avanzasse, sia che rimanesse piantato sulle
gambe un po' divaricate. La pipa era inchiodata

alla mascella. Non si dava la pena di metterla via


perch era al Majestic. Era forse, a conti fatti, un
partito preso di volgarit, di fiducia in se stesso?
Col suo largo soprabito nero dal collo di velluto,
era impossibile non individuarlo subito nella hall
illuminata dove la gente elegante si muoveva tra
le scie di profumo, le risate acute, i mormorii, i
saluti impeccabili di un personale altrettanto
impeccabile.
(1930 Maigret e il viaggiatore di terza classe)
E la corporatura massiccia del commissario dava
a quella forzata presenza un significato
minaccioso. Era alto e grosso, soprattutto
muscoloso, solido e gli abiti, assai poco
sofisticati, che indossava, sottolineavano quel
tanto di plebeo che c'era in lui.
(1939 Maigret e il sergente maggiore)
E Maigret, plebeo fino alle ossa, fino al midollo,
si sentiva ostile a tutto ci che lo circondava in
quel luogo.