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F ra n ce sco B am on te

LA VERGINE
MARIA
E IL DIAVOLO
NEGLI ESORCISMI
Prefazione di Renzo Lavatori

Imprimatur
Mons, Luigi Moretti
Arcivescovo titolare di Mopta
Vicegerente
Vicariato di Roma, 20 gennaio 2010

2* edizione riveduta e ampliata, 2011

PAOLINE Editoriale Libri

FIGLIE DI SAN PAOLO, 2010


Via Francesco Albani, 21 - 20 J49 Milano
www.paolinc.il
edlib ri ,mi@paoHne.it
D istribu zion e; Diffusione San Paolo s.rd.

Corso Regina Margherita, 2 - 10153 Torino

PREFAZIONE

Pi che fare un resoconto concettuale e una valuta


zione di quanto scritto in questo interessante libro,
ho preferito seguire la strada del cuore per descrivere
i sentimenti, le impressioni, le riflessioni e gli effetti
benefici che sono scaturiti dalla lettura del testo, che
gent il mente padre Francesco Bamonte mi ha sottoposto
per una visione anticipata e oculata. II lettore poi potr
direttamente valutarne la portata e apprezzarne i mol
teplici aspetti in esso racchiusi.
Sono quattro le angolazioni da cui ho potuto ricavare
elementi di intensa meditazione e di interiore compiaci
mento, man mano che procedevo nella lettura.
I.
Anzitutto sono sorti alcuni sentim enti che hanno
colpito beneficamente il mio animo: ho potuto contem
plare la grandezza e la bellezza di Maria, in maniera cos
luminosa e incisiva, come non mi era capitato prima di
allora. Certamente sono cose risapute, ma descritte con
una vivacit e una icasticit che illumina Tanimo e la
niente, suscitando profonde emozioni di ammirazione
e di amore verso la Vergine Santa.
Paradossalmente si verifica questo strano fenomeno:
dai racconti turbolenti degli esorcismi emerge nella
sua altezza e nella sua magnificenza la figura purissima

e splendida della Madre di Dio, di fronte alla quale si


festa come abbagliati e affascinati. Si potrebbe dire che
davanti alle tenebrose manifestazioni sataniche appare
con maggior fulgore Colei che stata prescelta, con la
forza della sua santit, a svergognare e smascherare la
bruttezza e ia meschinit di Satana.
P er questa ragione nasce da questi racconti una
terribile rappresentazione del maligno, che si mostra
repellente e misero, debole e sconfitto, pur nella ferocia
e nella bruttezza della sua rabbia e del suo odio impla
cabile e blasfemo. In effetti Satana ne esce ancora pi
abbruttito e schifoso, provocando reazioni di repulsione
c di disgusto. Il lettore cos viene stimolato nella lotta
e nella disapprovazione verso il diavolo e verso tutte le
sue manovre, in modo da non lasciarsi sedurre in alcuna
maniera n essere ingannato. I suoi occhi si aprono alla
chiara visione di una realt mostruosa e negativa, di cui
bene diffidare e non lasciarsi assolutamente illudere.
Ne segue un invito pressante e sereno ad amare con
tutto il cuore la Vergine Maria e, attraverso di lei, il suo
diletto Figlio Ges Cristo. II lettore perci trova dentro
di s tante movenze che Io spingono efficacemente a
una preghiera e a un affidamento sempre pi totale e
intimo verso Maria Santissima, per restare avvinto al suo
materno soccorso e respingere ogni seduzione diaboli
ca. Si tratta di impostare un cammino autenticamente
cristiano nella piena fedelt a Cristo e al suo amore,
nellobbedienza e docilit alla sua Parola e alla volont
de) Padre, nella confidenza filiale a sua Madre.
2.
Ai sentimenti si accompagnano alcune conside
razioni teologiche di grande rilievo su argomenti cos

del ion i e complessi come la mafiologia e la demonologi.i. Si nota con chiara precisione la dimensione mariologica delleconomia salvifica, poich il libro fa vedere
la presenza e lazione di Maria lungo tutto il percorso
della storia della salvezza: dalle origini con la creazione
alia pienezza dei tempi con lincarnazione del Verbo, la
sua opera di redenzione con la morte e la risurrezione,
lungo il cammino della Chiesa fino alla parusia finale.
Non si pu comprendere a pieno il progetto divino di
amore per salvare lumanit se non s tiene nel giusto
conio la realt di Maria. Ella resta subordinata allazione
principale del Verbo incarnato, tuttavia ne pienamente
coinvolta in modo cosi stretto e vitale, che non la si pu
dimenticare o emarginare.
Ne consegue la sua cooperazione insostituibile
allevento redentore e al suo dispiegarsi efficacemente
lungo il percorso storico. Ella si presta generosamente e
totalmente a questo altissimo compito; non se ne distac
ca mai n si mostra reticente. Anzi appare con evidenza
la stia disponibilit e la sua sottomissione alla volont di
I >io, che la porta a dispiegare le sue forze nellassistenza
maternamente premurosa verso i figli redenti dal Figlio
suo. Per il cristiano ci costituisce un grande conforto
e una serena fiducia.
In ragione di questa presenza mariana nelleconomia
salvifica, risulta quanto mai forte ed efferata la lotta di Sa
tana contro coloro che sono protetti e assistiti da Maria.
I Jna lotta forsennata e inesauribile, insidiosa e prepoten
te Imo alla possessione diabolica con manifestazioni di
estremo disordine e sconvolgimento. Eppure il diavolo
tu* va via sconfitto e miseramente sbaragliato. La vittoria
appartiene a Cristo e alla Madre sua, non al maligno.

Questo il dato di fatto incontrovertibile, che suscita


meraviglia e sorprendente gioia. Il cristiano non pu
lasciarsi sopraffare dalle forze avverse, perch con lui
combatte anche Maria e con Maria unita la comunit
dei credenti, nella potenza della redenzione compiuta da
Cristo. Sono queste le positivit che scaturiscono da tali
esperienze esoreistiche. Il bene prevale sul male, la verit
sulla menzogna, lamore sullodio, lumilt sullorgoglio.
Sorge spontanea la preghiera di lode e di ringraziamento
al Signore lonnipotente e il vittorioso, nostro Salvatore,
che ci ha donato e ci ha messo accanto la sua amorevole
Madre.
3.
Va sottolineata una meravigliosa corrispondenza tra
quanto viene descritto nel libro e i dati della rivelazione
cristiana. Nei Vangeli vediamo pi volte come Satana ri
conosca la divinit di Cristo e la manifesti con turbamen
to e timore, secondo quanto viene detto nei resoconti
degli esorcismi (Me 1,24); d altra parte Ges lo riconosce
e Io minaccia, ordinando a lui di uscire dalluomo e di
non tornarvi pi {Me 1,23; 3,11; 5,6). Il loro sapere non
contraddetto da Ges, ma riconosciuto valido (Me 1,34)
e confermato da altri passi in cui si usano i medesimi
termini (cfr. Me 1,11; 9,7; 15,39). Dunque Ja conoscenza
dei demoni si riferisce allaspetto decisivo della persona
di Ges, alla sua relazione filiale con Dio. Tuttavia Ges
proibisce loro di parlare (Me 1,34; 3,11).
Tale proibizione non diretta contro il contenuto di
ci che dicono i demoni, ma contro il modo di mani
festarlo, perch la vera conoscenza di Ges com porta
anche la sua sequela, laccettazione della sua presenza e
della sua opera salvifica. Proprio su questultimo punto

i diavoli restano al di fuori dellautentico rapporto con


( a isio e perci non possono essere validi strumenti per
limi verace testimonianza su d lui. Essi cio conoscono
( esi, ma non lo accettano n tanto meno Io amano, anzi
lo disdegnano e lo detestano. Da qui la loro condanna.
Similmente agiscono con Maria. Essi ne svelano le
doli e la grazia, la santit e lumilt, le sue prerogative
in lidie, come lImmacolata Concezione, la Maternit
Verginale, la sua cooperazione alla redenzione, ma porlano verso di lei un odio incontenibile e velenoso. L a
vorrebbero annientare se potessero. Per questa ragione
si oppongono alla sua azione e la considerano la donna
distruttrice del loro impero. N e risulta una perenne
cnnllittualit tra gli uni e laltra. Il libro ne mostra una
chiara e sorprendente convalida.
Anche nei Padri della Chiesa si affermano le mede
sime cose. Basta per tutti la citazione di Agostino. Egli
precisa che i demoni, prima della loro colpa, avevano
In sapienza, anche se non si conosce in quale misura, se
uguale o inferiore agli angeli buoni. Essi, allontanatisi
dalla luce, hanno rifiutato la beatitudine, pur conser
vando la vita razionale, ma in modo insipiente. Infatti
possiedono la scienza senza carit; ma la scienza, priva
della carit, non giova a nulla, anzi diventa un atteg
giamento di superbia ricolma di vuoto gonfiore (D e
< '.ivi!aie D ei 9,20), che li rende ottenebrati e chiusi alla
vili l. Conoscono Dio, Cristo, la Vergine, ma li odiano
e li combattono ferocemente. Da qui la loro stoltezza e
durezza di cuore.
Nel Magistero della Chiesa, in particolare nel Coni ilio Vaticano II, si parla pi volte del diavolo; si mette
in rilievo il rapporto tra lui e Maria, in riferimento al

legame tra il serpente e la donna nella Genesi. Alla luce


delta rivelazione di Cristo, M aria viene gi profetica
mente adombrata nella promessa, fatta ai progenitori
caduti nel peccato, circa la vittoria sul serpente (LG
55). Inoltre il parallelo, Maria e va, vuole illustrare la
cooperazione di Maria neirevento della salvezza con la
sua fede nella parola di Dio, in contrasto con va che ha
collaborato alla caduta originale con la sua adesione al
serpente (LG 63). Si tratta qui della fede incondizionata
della Vergine, inizio della vittoria sul serpente seduttore,
che in lei non ha trovato la debolezza di va e per questo
non ha potuto minimamente scalfirne la fiducia in Dio
e la ferma aderenza al progetto divino.
Da questi brevi cenni si constata la perfetta sintonia
del libro con i documenti della dottrina della Chiesa
e della sua tradizione fino ai testi evangelici. Nulla da
eccepire, anzi se ne scopre una valida conferma, poich
la testimonianza proviene da soggetti dichiaratamente
nemici della verit rivelata, della quale se ne fanno
assertori sinceramente convinti, sebbene forzatamente
messaggeri.
4.
Gli aspetti fin qui elencati non appesantiscono
anzi vivacizzano le pagine del testo, perch i racconti
degli esorcismi sono descritti in modo molto concreto
e vivo. Dentro tali descrizioni si trovano e si rivelano
gli elementi significativi e basilari di cui si parlato.
Ne deriva una lettura avvincente e stimolante, sempre
ricca di contenuti e di verit dottrinali. Mai essa scade
in considerazioni frivole o inutili. Si riscoprono sempre
i valori cristiani con chiarezza e lucidit. Oltre a offrire
una piacevole lettura, il libro suscita una continua spinta
io

.ili.i ninversione e alla santit. Ci dato da un amore


imniso e liliale verso Maria, sollecitando un pieno affl.nm-uto a lei, da cui scaturisce una interiore serenit del
i uoiv. D'ultra parte si assiste a un continuo richiamo alla
vigilanza e alla preghiera, per affrontare e superare gli
miai i hi del maligno. Sene ricava un buon materiale per
.uggi'rimcnti spirituali e di edificazione della coscienza,
ni nini loda illuminarla per seguire la strada della sequela
di ( insto e non abbandonarsi alle seduzioni sataniche.
( im costituisce un vero vantaggio per i cristiani i quali
1Moveranno una soffusa gioia di restare uniti a Cristo e
.illa ( iliiesa, sotto la materna protezione di Maria. Cos
corazzati potranno camminare nel pellegrinaggio terre
no, pur attraversando momenti di stanchezza e difficolt
ou la certezza di superare tutto in vista della conquista
del Kegno dei Cieli.
Non resta altro che un caloroso invito a leggere e
nudii me il libro di padre Francesco, per ricavarne i pi
nidi profitti spirituali.

Kimia. 25 marzo 2010


SoU imit deirAmiunciazione del Signore
D on Renzo L avatori*

botvnie di teologia dogmatica in Roma presso la Pontificia Universit


I fiI miiun,i, TISSR della Pontificia Universit Santa Croce e l'Ecclesia Matcr
dilla Punii lici a Universit Luteranense. Tra le sue opere vi sono tre grandi
' olimu ilrdicari alla demonologia.
Il

IN T R O D U ZIO N E

Onesto libro, anche se ispirato ai fondamenti biblici


r .ill'insegnamento della Chiesa sulla Madonna, non la
presentazione di uno studio esegetico o una discussione
di questioni e dispute dottrinali sulla Vergine Maria.
l'.sso innanzitutto una testimonianza dell'amorevole
e speciale sollecitudine che Maria Santissima ha per i
suoi figli sofferenti, durante il delicato ministero degli
esorcismi, e della potenza che un autentico culto alla
Madonna esercita contro il mondo demoniaco.
I motivo di grande gioia per noi sacerdoti, investiti
am be del ministero dellesorcismo, constatare nella
* m a pastorale dei nostri fratelli e sorelle che vivono
Li drammatica esperienza della possessione diabolica
lincessante e quasi tangibile presenza e protezione della
Madonna, ulteriore prova e conferma delPinsanabile
umllitto tra lei e le forze avverse del male. Ci che
accade durante gli esorcismi attesta il ruolo importaniissinio della Vergine nella lotta contro Satana e nella
liberazione di coloro che sono posseduti. Nel cammino
di liberazione, lesorcista e la persona posseduta fanno
esperienza viva della presenza e dellamore incommen
surabile della Vergine, che con immensa tenerezza di
Madre interviene accanto ai suoi figli, lottando per essi
e con essi contro Satana. Osservando infatti gli atteggia

13

menti e le reazioni dei demoni e assistendo alle graduali


sconfitte - che con grande disappunto e rabbia ricevono
per intervento delia Vergine Maria - trovano conferma
le parole che Dio rivolse a Satana: Porr inimicizia tra
te e la D onna (Gen 3,15). Maria la D o n n a che
dalla Genesi allApocalisse1, secondo il disegno di Dio
Padre, sempre legata al Figlio, appoggiata al suo
diletto (Ct 6,10), a lui inseparabilmente unita, nella
lotta contro il nemico infernale e nella realizzazione
della sua stessa missione salvifica: ricondurre il genere
umano nel seno del Padre. Nessun uomo redento
capace di donare a Cristo un contributo allo sviluppo
dellopera salvifica pari a quello offerto dalla Vergine
Maria, sua Madre.
In questo testo, che mi stato chiesto insistentemen
te da pi parti, intendo testimoniare questa grande e
consolante verit che la Sacra Scrittura ci rivela: cio la
necessit liberamente voluta da Dio della presenza di
Maria nel compimento dellopera salvifica di Cristo, e
gli effetti decisivi che un autentico culto alla Madonna
produce nella lotta contro Satana, culto che raggiunge
la sua pienezza nellaffidamento al Cuore Immacolato

1 li portento grande che l'apostolo san Giovanni vide nel cielo: una
Monna vestita di sole*, non senza fondamento la sacra liturgia lo interpre
ta rilerentesJ alla beatissima Vergine Maria, madre di tutti gli uomini per la
grazia di Cristo redentore (Paolo VI, Signum magnani. 13 maggio 1967).
uNel cielo leggiamo oggi nel brano dellApocalisse proposto dalla Chiesa
alla nostra meditazione - apparve un segno grandioso: una donna vestita di
sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul capo una corona di dodici stelle
(12,1). In questa donna sfolgorante di luce, i Padri della Chiesa hanno ri
conosciuto Maria. Nel suo trionfo il popolo cristiano pellegrino nella storia
intravede il compimento delle sue attese e il sogno certo della sua speranza
(Benedetto XVI, prima eW Angelus nella solennit dellAssunzione del 15
agosto 2006).

14

ilt
Inoltre intendo testimoniare che 1 demoni,
.il Ih mi iti i da noi esorcisti in stretta unione con la Vergine
Maria, sono obbligati ad attestare la dignit straordinaria
Ite ella riveste tra tutte le creature umane e angeliche,
.1 i onlessare tutta la verit su di lei e la loro completa
mtpoienza nei suoi confronti. Si verifica infatti, nel corso
degli esorcismi, un singolare alternarsi di espressioni
'.prezzanti e volgari e di involontarie catechesi e lodi
dolcissime alla Madre di Dio, che come descriver
Ioni malgradoi demoni sono costretti a pronunciare con
grandissimo disgusto.
I .a certezza che la conoscenza anche di tali esperienze
possa essere di edificazione spirituale dei fedeli, e con
scguentemente motivo di ulteriore gloria alla Vergine
Immacolata, mi ha indotto a pubblicarle.
( Um questo libro intendo anche unirmi al corteo delle
anime rii ogni tempo innamorate della Vergine Maria,
c spronare tutti a ricorrere con grande fiducia alla sua
intercessione materna, in particolare mediante la c o
noscenza e lesperienza dellaffidamento al suo Cuore
Immacolato, al fine di cooperare il pi efficacemente
possibile con lei, nella lotta contro Satana e gli angeli
nirelli, per il trionfo del regno di Dio. Intendo inoltre
contribuire a promuovere nei credenti una sempre pi
viva devozione mariana, animata dalla consapevolez
za delFinscindibile legame tra Cristo e la sua Madre
Santissima nellopera della Redenzione: ella continua
a cooperare con il Figlio nella sua missione salvifica in
nostro favore. Infine spero di favorire unesperienza
sempre pi viva della maternit di Maria nei nostri
cimi rotiti e contribuire ad accrescere nei cuori lamore
verso di lei, Madre di Dio e Madre della Chiesa, perch

15

questamore possa animare sempre di pi tu tti coloro


che, nella missione apostolica della Chiesa, cooperano
alla rigenerazione degli uomini2.
Roma, 13 maggio 2010
Memoria della Beata Vergine Maria di Fatima

2 Lumen gentium 65 *

16

I.
IL R U O LO D ELLA M A D O N N A
N ELLA STORIA D E L L A SALVEZZA

Anche se largomento principale di questo testo la


lt >iiii Ira Maria e Satana cosi come si manifesta durante gli
i-Mlirismi, necessario innanzitutto conoscere, sia pure
pei gl andi linee, come tale lotta rivelata da Dio nellamInio del compimento dellopera salvifica di Cristo. L a
Sacra Scrittura presenta la Vergine Maria strettamente
unii:i al suo Figlio divino e sempre a lui solidale. Madre e
Figlio appaiono strettamente associati nella lotta contro
il unnico infernale fino alla piena vittoria su di lui1.
I ..i Madonna dal primo aHultimo libro della Bibbia,
dalla Genesi allApocalisse, sempre legata - secondo
tl disegno del Padre Celeste - al Figlio redentore e a lui
inseparabilmente unita nel sottrarre gli uomini al potere
di Satana. D opo il peccato originale, Dio si rivolge al
serpente, che rappresenta Satana, lo maledice e aggiunge
iina promessa: Io porr inimicizia tra te e la donna, tra la
ma sti rpe e la sua stirpe: questa ti schiaccer la testa e tu
le insidierai il calcagno (Gen 3,15). lannuncio di una
i ivi licita: Satana ai primordi della creazione sembra avere
In meglio, ma verr un figlio di donna che gli schiaccer la
lesta. Cos, mediante la stirpe della donna, Dio stesso vin
cer. Quella donna la Vergine Maria, dalla quale nato 1
1 benedetto XVI, prima delVAngelus del 15 agosto 2007.

17

Ges Cristo che con il suo sacrificio ha sconfitto una volta


per sempre lantico tentatore. Per questo in tanti dipinti
o statue delllmmacolata ella rappresentata nellatto di
schiacciare un serpente sotto il suo piede2.
La Sacra Scrittura ci rivela che Cristo Signore runi
co Redentore, lunico Mediatore presso il Padre, runico
Salvatore e Liberatore dellumanit dal potere di Satana.
Egli per non conduce da solo la sua battaglia contro
Satana, ma con Maria, gli angeli buoni e i santi. Fra loro
tuttavia ha un ruolo singolare e speciale lei, la Madre, la
quale, proprio perch gli Madre, coopera con il Figlio
redentore come nessun'altra creatura al mistero della
Redenzione dellumanit. Pur essendo Maria creatura
redenta (la prima dei redenti e in maniera pi sublime),
coopera con Cristo in modo unico e irripetibile. La coo
perazione dei cristiani si attua dopo levento stesso della
Redenzione, del quale essi simpegnano a diffondere i
frutti mediante la preghiera e lunione dellofferta di s
con Cristo al Padre. Quella di Maria, invece, si attuata
durante levento stesso della Redenzione, cio nel corso
della vita terrena del Figlio, ed stato necessario il suo
libero consenso perch si attuasse.
Se ella non avesse dato il consenso allIncarnazione de)
Figlio, egli non avrebbe potuto prendere da lei il corpo
che offr in sacrificio sulla Croce. Inoltre Cristo non sal
al Calvario, per offrirsi vittima per noi, senza la libera
volont di Maria. Ella infatti acconsent alla Passione del
Figlio e sebbene non potesse negare il suo consenso, in
quanto gi incluso in quello dato allAnnunciazione, ci
nonostante ai piedi della Croce lo conferm. Tale con-1
1 Benedetto XVI, prima zlVAngelus del8 dicembre 2009.

18

I-ii\o <(luto airimmolazione di Ges, non costitu una


j iiiMv.i accettazione, ma un autentico atto di amore, con
il (ii.iic l'Ila offr suo Figlio come vittima di espiazione
I" i i j arcali dellintera umanit5, per sottrarre cos gli
tu iimm ;i| potere di Satana. Ai piedi della Croce Maria
"Mtflii prnlnudamente col suo Unigenito e si associ
mi .mimo materno al sacrificio di lui, amorosamente
* misenziente all'immolazione della vittima divina da lei
C tu rata-1. Con la Passione e Morte di Ges e con la
< ohi Passione di Maria, nel cui cuore si riverber tutto
lini h et es pat nellanima e nel corpo, Satana fu scoll
iti m Il suo potere e quello degli altri angeli ribelli, di cui
glieli capo e che con lui e sotto di lui formano un regno
IM i 12,26), fu distrutto; infatti, pur essendo sempre attivo
tifi mondo - e talvolta nelle varie epoche storiche anche
mi Ilo intenso ed evidente - non invincibile, in quanto
l i |i ,1/ia titilla Redenzione che scaturisce dal sacrifcio
uninvmo di Cristo e di Maria sul Calvario, nella misura
in ini eia noi accolta, ci rende capaci di distruggere le
opere del diavolo.
lale grazia particolarmente rafforzata dal nostro
i a orso liducioso alla speciale intercessione della Vergine
Malia. Per la sua Immacolata Concezione ella, infatti,
* nellessere e nell'agire in netto e assoluto contrasto
all'essere e al lagire di Satana e degli altri angeli ribelli,
Ia mesa in modo totale come nessun altro essere umano
o angelico a neutralizzare gli attacchi demoniaci e a
espandere il regno del Figlio, che giustizia, pace e gioia
nello Spirito Santo5. Ella partecipa m aternamente alla1
1( .(r. Giovanni Paolo II, Udienza generale y 3 aprile 1997.
1 .amen gcntium 58 .
Muri ih icona perfetta della Chiesa stata riscattata, preservata dal pec-

19

dura lotta contro le potenze delle tenebre che si svolge


durante tutta la storia um ana6, collocata al centro
stesso di quella inimicizia7 nei confronti del serpen
te, figura di Satana e degli spiriti del male di cui egli
principe e che sar vinto da Ges Cristo proprio con la
speciale cooperazione della Madre,
Nelle parole rivolte al serpente: Porr inimicizia tra
te e la donna (Gen 3,15), Dio rivel che la donna, il cui
figlio avrebbe debellato Satana, sarebbe stata insieme con
lui lantagonista del capo dei demoni e del mondo diabo
lico. La donna che, pur avendo preceduto luomo nel
cedere alla tentazione del serpente, diventa poi, in virt
del piano divino, la prima alleata di Dio. va era stata lal
leata del serpente per trascinare luomo nel peccato. Dio
annuncia che, capovolgendo questa situazione, far della
donna la nemica del serpente. ... Chi questa donna? Il
testo biblico non riferisce il suo nome personale, ma lascia
intravedere mia donna nuova, voluta da Dio per riparare
la caduta di va: ella chiamata infatti a restaurare il ruolo
e la dignit della donna e a contribuire al cambiamento
del destino dellumanit, coilaborando mediante la sua
missione materna alla vittoria divina su Satana. Alla luce
del Nuovo Testamento e della tradizione della Chiesa, sap
piamo che la donna nuova annunciata dal Protovangelo8
cato, colmata di grazia, resa cio capace, come e pili di ogni altro uomo reden
to, di offrire un contributo allo sviluppo dellopera salvfica S,M, Perniila,
La verit dell'Immacolata Concezione di Marta e il depositavi fid ei, Dulia
Ineffabili* Deus alle catechesi maritine di Giovanni Paolo IL In Aa.vv., Sigrumi mgnum appartiti in callo. L'Immacolata, segno della bellezza e dell'amore
d Dio, FAMI, Citt de! Vaticano 2005, pp, 204-20.5.
Giovanni Paolo II, Encclica R dem ptorisMater 47.
7 Ibidem 11.
* Proto vangelo vuoi dire * prima buona notizia e si riferisce al primo
annuncio che troviamo nella Bibbia; della vittoria definitiva del Messia e della

20

M.ni.i f m-onosciamo nella sua stirpe (Gen 3,15) il Figlio,


" m i . i miniatore nel mistero della Pasqua sul potere di
' iiiiiiiii. ( inselviamo altres che Tinimicizia, posta da Dio
<i. Viiaiui e la donna della Genesi, si realizza in Maria in
lui 'hi e modo. Alleata perfetta di Dio e nemica del diavo
lo, IL In sottratta completamente al dominio di Satana
n Il immacolato concepimento, quando fu plasmata nella
* i/u dallo Spirito Santo e preservata da ogni macchia
di pii aio. Inoltre, associata allopera salvifica del Figlio,
Malia e stata pienamente coinvolta nella lotta contro lo
l Muli >tiri male. Cos i titoli di Immacolata Concezione e
di i <*n|aratrice del Redentore, attribuiti dalla fede della
' Illesa a Maria per proclamare la sua bellezza spirituale
la sua intima partecipazione allopera mirabile della
Ki dinzione, manifestano lopposizione irriducibile fra il
ir 11 u il e e la nuova va9.
I antica versione latina del Protovangelo che dice:
l'nito inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la
him siirpe. lilla ti schiaccer la testa (Gen 3 ,1 5 ), h a I
I ii ittim i Maria) su Satana sulle forze del male. un annuncio, dunque, che
il ih .ilici s|HT:mza di salvezza Tumanir, caduta sotto t) potere di Satana a
i jiiiuo i Id laccato.
i Rinvilitili Paolo II, Udienza generale, 25 gennaio 19%.
<.tmiiiientando questo passo, che nella versione della Bibbia dei Setmum .ipintrc al maschile: Egli ti schiaccer la testa*, santAlfonso Maria
d \ ignori scrve: Comunque sia, certo che o il Figlio per mezzo della
M.ili*, " la Madre per virt del Figlio ha sconfitto Lucifero. Dice san Ber
"V ii incelato e calpestato sotto i piedi di Maria, subisce unavvilo te
ii IvMvimi" Per questo il maligno sempre costretto a ubbidire ai comandi
. I* Ih Megli tu come uno che ha perso la guerra ed stato teso schiavo. Afferma
mimi 111 in ione che va, facendosi vincere dal serpente, ci port la morte e le
h 1ii r; iui la Beata Vergine, vincendo il demonio, ci don la vita e la luce. La
M.ii Inni ni, poi, leg i) nemico in modo tale che non pot muoversi per fare il
min......*lamio ai suoi devoti (in L e glorie d i Maria, Editrice Ancilla, seconda

i Idhhic. Milano 1994, parte I* cap. IV. paragraf 2, p. 157). Il tsto originale
li ..... Alfiinso Maria de' Liquori in Opere Spirituali, Serie B, Trattati spei luh <icsu ( Insto. Maria SS. e i Santi, voi, V, Le glorie d i M aria, c, J V, par, l ,

21

ispirato molte rappresentazioni dellIm m acolata che


schiaccia il serpente sotto i suoi piedi. Nel testo ebraico
non la donna, bens la sua stirpe, il suo discendente a
calpestare la testa del serpente. Tale testo attribuisce,
quindi non a Maria, ma a suo Figlio la vittoria su Sa
tana. Tuttavia, poich la concezione biblica pone una
profonda solidariet tra il genitore e la sua discendenza,
coerente con il senso originale del passo la rappresenta
zione dellImmacolata che schiaccia il serpente, non per
virt propria, ma della grazia del Piglio. Nel medesimo
testo biblico viene inoltre proclamata linimicizia tra la
donna e la sua stirpe da una parte e il serpente e la sua
discendenza dallaltra. Si tratta di unostilit espressamente stabilita da Dio, che assume un rilievo singolare
se consideriamo il problema della santit personale della
Vergine. Per essere rinconciliabile nemica del serpente e
della sua stirpe, Maria doveva essere esente da ogni do
minio del peccato. E questo fin dal primo momento della
sua esistenza. In proposito, lEnciclica Fulgens corona,
pubblicata da papa Pio X II nel 1953 per commemorare
il centenario della definizione del dogma dellTmmaco
lata Concezione, cos argomenta: se in un determinato
momento la Beatissima Vergine Maria fosse rimasta
privata della grazia divina, perch contaminata nel suo
concepimento dalla macchia ereditaria del peccato, tra
lei e il serpente non ci sarebbe stata pi - almeno du
rante questo periodo di tempo, per quanto breve fosse
- quelleterna inimicizia di cui si parla dalla tradizione
primitiva fino alla solenne definizione dellImmacolata
Concezione, ma piuttosto un certo asservimento (AAS
Edizione PP. Redentoristi, Kmna-Pagani 1954, pp. 205-206,

22

I ' 11 '>* |579). Lassoluta ostilit stabilita da Dio tra la


li hni.u* il demonio postula quindi in Maria lImmacolata
( i tin ivione, cio unassenza totale di peccato, sin daili*11.-ut tifila vita. II Figlio di Maria ha riportato la vittoria
<li fu uliva su Satana e ne ha fatto beneficiare in anticipo
l.i Madre, preservandola dal peccato. Di conseguenza il
I urlio le ha concesso il potere di resistere al demonio,
II a li/./ai alo cos nel mistero deHImmacolata Concezione
*1 pm noicvole effetto della sua opera redentrice11.
Nella storia della salvezza ci sono dunque tre grandi
pi oiannuisti: Cristo redentore, Maria cooperatrice di
ir.in e Satana, loro oppositore. Q uestultimo nella
Ilibhia - come gi ripetutamente indicato - rappre
si maio dallimmagine di un serpente, m a nel corso
della storia dellumanit, a causa della sua crescente
npn .i malefica fra gli uomini, raffigurato anche come
un *1l agone rosso e sanguinario per farne risaltare la
ma Icrocia e crudelt smisurata in contrapposizione
al segno, che appare nel cielo, della D onna vestita di
noie ilei capitolo 12 dellApocalisse, che pure raffigu
ri la Vergine Maria. Non dimentichiamo che spesso
nrll;i [fibbia una stessa figura pu rivestirsi di diversi
significati. Gli esegeti vedono rappresentati, in questa
dmiini, sia il popolo ebraico, sia la Chiesa, sia Maria.
Mii e proprio questultimo il significato prevalente, dal
inninento che il Figlio di questa donna Ges. Essa
Ita Donna] partorir un tglio maschio [Ges Cristo,
il Messia], destinato a governare tutte le nazioni con
m d iro di ferro (Ap 12,5). E sua Madre, la D o n n a
" 1 1invaimi Paolo II, Udienza generale, 30 maggio 1996,

23

dellApocalisse, appare in lotta contro Satana, come gi


dichiarato da Dio nella Genesi. Caratterizzata dalla sua
maternit, la donna era incinta e gridava per le doglie e
il travaglio del parto. Questa annotazione rimanda alla
Madre di Ges presso la Croce (cfr. G v 1l),25 ), dove ella
partecipa con lanima trafitta dalla spada (clr. Le 2,35) al
travaglio del parto della comunit dei discepoli [cio la
Chiesa]. Nonostante le sue sofferenze, vestita di sole
- porta, cio, il riflesso dello splendore divino - , e appa
re come segno grandioso del rapporto sponsale di Dio
con il suo popolo. Queste immagini, pur non indicando
direttamente il privilegio dellImmacolata Concezione,
possono essere interpretate come espressione della cura
amorosa del Padre che avvolge Maria della grazia di Cri
sto e dello splendore dello Spirito. LApocalisse, infine,
invita a riconoscere pi particolarmente la dimensione
ecclesiale della personalit di Maria: la donna vestita di
sole rappresenta la santit della Chiesa, che si realizza
pienamente nella Santa Vergine, in virt di una grazia
singolare12*.
Alla luce di quanto abbiamo ravvisato finora si com
prende come gii evangelizzatori, i predicatori, i catechi
sti, non possono tacere sul serpente e sul d rag o :
Levocazione della lotta contro Satana deve entrare nel
la dinamica dei vari servizi della Parola, e si dovr perci
evitare di porla sotto silenzio, magari per il desiderio di
parlare solo della Donna: porre in parentesi la figura del
Drago si risolverebbe in un impoverimento della figura
e della missione della Donna 15.
i2 bidem .
15 M.G. Masciarelli, Pio IX e VImmacolata, LHV, Citt del Vaticano 2000,

24

l.
LA PO SSESSIO N E D IA BO LICA

Nel libro Possessioni diaboliche ed esorcismo, pubbli


cato nel 2006, ho descritto a lungo e dettagliatamente
criteri di discernim ento per distinguere una reale
possessione diabolica dalle malattie psichiche o da ma
nifestazioni di origine naturale. Invito pertanto a con
sultare quel testo per uninformazione particolareggiata
su questa manifestazione dellazione straordinaria del
demonio. Lesperienza mariana che desidero trattare si
colloca specificamente nel contesto del ministero degli
esorcismi e del cammino di liberazione dei nostri fratelli
e sorelle che, aiutati dallesorcista, devono affrontare la
drammatica e personale lotta della possessione diabolica.
Mi limito qui a sintetizzare quanto ho espresso in quel
libro, al fine di aiutare il lettore a comprendere meglio il
contesto in cui si inserisce lopera della Madonna.
La possessione diabolica non uno sdoppiamento del
la personalit, come avviene nel caso di malattia psichica.
E invece una sorta di sostituzione temporanea della
persona, durante la quale subentra il dominio dispotico,
brutale e violento di uno spirito demoniaco (o anche pi
di uno), che opera attraverso la persona, facendola par
lare e agire come vuole, senza che essa possa resistere. In
genere, nei casi di possessione diabolica, la persona entra
in trance, deforma il volto, spesso le pupille si spostano

25

completamente o quasi in gi o in su nel globo oculare,


e gli occhi appaiono interamente o parzialmente bianchi;
pi raramente accade che le pupille, pur non scomparen
do, ruotano velocemente oppure rimangono immobili
o addirittura diventano simili a quelle di un serpente,
mentre la cavit orbitale avssume un colore rosso fuoco.
Nello stesso tempo frequentemente la persona deve es
sere bloccata, perch il demonio attraverso di lei reagisce
violentemente, gridando pieno di rabbia e di odio frasi
di questo genere; io non me ne andr mai! oppure
m ia!, mio, me lhanno dato, me lhanno data e
tu non me la toglierai!. Altre volte dice: tu non puoi
fare niente contro di me! e ancora: me ne andr solo
quando lavr fatta m orire; altre volte: m aledetto, mi
hai scoperto, te la far pagare! . Quando il demonio
stato costretto a manifestarsi apertamente - non sempre
accade subito - a volte seguono i segni che il rituale degli
esorcismi, il Rituale Romanum 1, come anche il nuovo
rituale12, riportano nelle indicazioni sul discernimento. E
cio: parlare correntem ente lingue sconosciute o capire chi
le parla; conoscere fatti distanti o nascosti; dimostrare d i
avere delle forze superiori allet e alla naturale condizione
della persona. Al n. 3 delle norme, il Rituale Romanum
elenca questi segni, introducendoli con le seguenti pa
role: Possono essere segni della presenza d el dem onio,
1Rimale Romanum: Tirulus XII. De exorcizands ohsessh a dem onio. Caput
I: Nortme obsenwm ke circa exorazandos a diem onio, LEV, Citt del Vaticano
2008. Editio typtea, 1952. (Questo rituale liturgico, di cui i sacerdoti esorcisti
hanno sperimentato la grande efficacia nella lotta contro Satana, pu continua
rea essere liberamente usato da essi, in maniera permanente, con Lapprovazione della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, su
richiesta del Vescovo ordinano della loro diocesi di appartenenza).
2 De exorcism is et stippliaitionibm quibusdam, LEV, Edilio typtea emen
data 2004, Reinipressio 2005.

26

premettendo in tal modo che pur non avendo necessaria


mente origine da una presenza demoniaca, tuttavia essi
si manifestano spesso nei casi di possessione.
il Rituale Romanum , che attinge a unesperienza se
colare, dopo aver elencato i tre segni precedenti, aggiun
ge: e altri fen om eni di questo genere che pi sono nu
merosi e pi sono indicativi, lasciando aperto il campo
alla possibilit di molte altre manifestazioni dellazione
straordinaria del demonio oltre i tre fenomeni elencati.
Primo fra tutti il segno di una violenta avversione al sa
cro che il Rituale Romanum non riporta espressamente,
ritenendolo probabilmente ovvio; invece il nuovo rituale
degli esorcismi lo riporta specificamente al n. 16 delle
Premesse G enerali nel modo seguente; O ccorre perci
fare attenzione anche ad altri segni, soprattutto di ordine
morale e spirituale, che rivelano, sotto form a diversa, l'in
tervento diabolico. Possono essere una fo rte avversione a
Dio, alla Santissima Persona di Ges, alla Beata Vergine
Maria, ai Santi, alla Chiesa, alla Parola di Dio, alle realt
sacre, soprattutto ai sacramenti, alle im m agini sacre.
Tuttavia davanti a certe manifestazioni lesorcista
non deve valutare i segni con superficialit, ma sempre
con estrema cautela e prudenza. Quando queste ma
nifestazioni si associano a fenomeni o comportamenti
che non possono essere assolutamente attribuiti alle
capacit della persona, non essendo espressioni della sua
personalit, allora lazione del demonio pu diventare
una certezza morale. P er tale motivo il criterio che molti
esorcisti adottano per un discernimento pi profondo
quello di verificare se alla manifestazione di avversione
al sacro, di forza incredibile o di lingue sconosciute.

27

si associa anche il fenomeno della conoscenza di cose


completamente ignorate dalia persona, ad esempio: la
reazione verso reliquie o verso oggetti benedetti; il m o
strare di capire o anche il parlare lingue che la persona
non conosce; la reazione rabbiosa allesorcismo fatto
in silenzio e in particolare ai comandi imperativi dati
mentalmente, ecc. In genere questi segni sono sempre
uniti ad altre manifestazioni del demonio attraverso la
persona posseduta: talora un timbro di voce cupo, ca
vernoso, rauco, oppure baritonale, altre volte stridulo
o metallico. In alcuni il demonio ringhia come un cane
oppure ruggisce come un leone, in altri sibila come un
serpente e ne assume persino i movimenti. A volte, ma
raramente, si verifica anche il fenomeno della levitazio
ne, che pu accadere durante un esorcismo com e anche
durante una manifestazione di possessione al di fuori
delPesorcismo.
Altra frequente manifestazione tipica del demonio,
nelle persone possedute, il cambiamento immediato
di espressione: si passa improvvisamente da un atteggia
mento spavaldo, arrogante, sarcastico, e da parole piene
dinsulti e minacce, a un atteggiamento supplichevole e
remissivo, proprio di chi si sente sopraffatto da unAuto
rit Suprema, oppure da sorrisi beffardi e risate ironiche
e perfide a tremori e spavento. Inoltre i demoni, attra
verso la persona da loro posseduta, insultano e tentano
di aggredire i presenti, soprattutto lesorcista; altre volte
tentano di fuggire da lui, sputano, inveiscono, minac
ciano e maledicono, dicono parole blasfeme e volgari.
Tutte queste manifestazioni a volte sono accompagnate
anche da conati di vomito o da schiuma emessa dalla
bocca della persona tormentata.

28

Infine un altro fenomeno, che pu verificarsi durante


gli esorcismi, quello della materializzazione di oggetti.
Lesperienza comune di vari esorcisti testimonia che sul
corpo della persona o in prossimit possono comparire
oggetti come: aghi, chiodi, pezzi di catene, sassi, ciocche
di capelli, vetri, pezzi di stoffa, carne, fiori, corde, anelli,
orecchini e altre cose tra le pi varie, che la persona pu
anche vomitare. Questi oggetti sono quelli sui quali
stato operato il maleficio. Essi ordinariamente fuoriesco
no dalla bocca, ma non sempre provengono dallo sto
maco della persona; questo spiega perch il posseduto
non subisce mai danni fisici, anche quando ad esempio
escono grossi pezzi di vetro; si verifica, infatti nelfistante
in cui esce dalla bocca, unazione di tran sfert dellog
getto sul quale stato operato un rito occulto; in genere
questo fenomeno segno della progressiva liberazione
della persona. Tuttavia la liberazione non e legata neces
sariamente a queste manifestazioni.
Riguardo alle cause che possono essere allorigine
della possessione diabolica e i rimedi suggeriti, il lettore
pu consultare il testo che ho sopra segnalato.

29

III.
LA PO T EN Z A D E L L IN V O C A ZIO N E
D E L N O M E DI MARIA

Circa lazione della Vergine Maria contro Satana,


durante gli esorcismi e nel cammino di liberazione, il
celebre esorcista padre Candido Amantini che eserci
tava il suo ministero presso la basilica della Scala Santa,
in Roma, dove mor in concetto di santit nel 1992 - cos
scriveva nellunico libro che egli ha pubblicato in vita,
dal titolo II mistero di Maria:
Come attraverso i posseduti, Satana costretto
a riconoscere apertamente la potenza di Ges Cristo
su di s, cos egli costretto a confessare la forza del
piede immacolato di Maria, che gii pesta di continuo la
testa. Abbiamo a questo proposito innumerevoli testi
monianze di santi e di tanti sacerdoti che hanno avuto
a contendere direttamente con Satana per mezzo degli
esorcismi.
Il Rituale Romano degli esorcismi in una nota stabi
lisce che il sacerdote esorcista investighi accuratamente
gli effetti e i sentimenti che si ripercuotono sugli inde
moniati in seguito alle invocazioni e lodi rivolte a Dio e
ai santi e ai comandi imperativi lanciati sui demoni, in
modo da potersi regolare opportunamente. Lazione di
Satana, infatti, d delle risultanze psicologiche tali sulle
sue vittime, per cui, come per uninduzione immediata,
quelle persone manifestano le sue stesse reazioni. O ra,

30

dalle esperienze fatte ci risulta esattamente questo: che


quasi nessunaltra cosa torna di tanto tormento a Satana
quanto l'invocazione del nom e di Maria. O rdinaria
mente [fida: durante il fenomeno della possessione, le
persone] non riescono neppure a pronunciarne libe
ramente il nome, per quanto impegno ci mettano. Ci
sono poi devozioni mariane che sono particolarmente
insopportabili ai demoni, giacch quasi mai i posseduti
le possono praticare, se non a prezzo di un grandissimo
sforzo. Tra queste c' lAve Maria, il tributo quotidiano
di san Bonaventura e il Rosario.
Con altrettanta evidenza ci dimostrata la potenza
della Vergine nello scacciare i demoni dai corpi dei pos
seduti, dai risultati che si ottengono con una costante
devozione mariana. Per essa infatti essi (i posseduti)
arrivano a migliorare molto. Quegli stessi demoni par
ticolarmente duri e ostinati, che, come dice il Vangelo
(cfr. Me 9 ,2 8 ), non cedono se non a mezzi estremi,
si indeboliscono rapidamente di forze quando sono
affrontati sotto una speciale protezione della Vergine.
Lesperienza insegna che quanti hanno fatto ricorso a
lei in simili frangenti con viva, filiale devozione, prima
o poi ne sono usciti fu ori1.
Il popolare esorcista italiano don Gabriele Amorth,
nel suo libro N uovi racconti di un esorcista, descrive nei
dettagli lazione di Maria nellesorcismo e nel cammino
della liberazione riferita da padre Candido, di cui egli
fu discepolo:

1 C. Amantini, Il m istero di M dria. Casa Manana, Erigente (AV) 1987,


p. 329.

31

Si tocca con mano come Maria sia Ja Mediatrice


di grazie, perch sempre lei a ottenere dal Figlio la
liberazione dal demonio. Quando si incomincia a esor
cizzare un indemoniato, uno di quelli che il diavolo ce
lo ha dentro proprio per davvero, ci si sente insultare,
prendere in giro: Io qui ci sto bene; io da qui non uscir
mai; tu contro di me non puoi fare niente; sei troppo
debole, perdi il tuo t e m p o . M a poco per volta entra
in campo Maria e allora la musica cambia: lei che
lo vuole; contro di lei non posso far niente; dille che la
smetta di intercedere per questa persona, ama troppo
questa creatura, cos per me fin ita.... Mi capitato
anche varie volte di sentirmi rinfacciare subito linter
vento della Madonna, fin dal primo esorcismo: Stavo
cos bene qui, ma lei che ti ha mandato; lo so perch
sei venuto, perch lei che lo ha voluto; se non fosse
intervenuta lei, non ti avrei mai incontrato... 2.
Nello stesso volume, don Gabriele Amorth afferma
che per chiunque sia nello scontorto o nella disperazio
ne vale una bella espressione di san Bernardo: M aria
tutta la ragione della mia speranza. Queste parole
lo colpirono molto da giovane; infatti apparentemente
sembrano solo devozionali, in realt esprimono la gran
de verit della mediazione materna di Maria, in Cristo.
Ogni grazia, ogni dono di Dio, giunge a noi tanto pi
abbondante quanto pi siamo autenticamente devoti
di Maria, accogliendo con amore la sua azione materna
e affidandoci totalmente a lei. Per questo don Gabriele 3

3 G, Amorth, Nuovi racconti d i un esorcista, Edizioni Devoniane, Roma


1992, pp. 220-22 j.

32

Amorth termina il suo libro, dicendo: San Bernardo


non esita a esprimere questi concetti con una decisa al
formazione che segna il culmine di tutto il suo discorso
e che ispir la famosa preghiera di Dante alla Vergine:
Veneriamo Maria con tutto limpeto del nostro cuore,
dei nostri affetti, dei nostri desideri. Cos vuole Colui
che stabil che noi ricevessimo tutto per mezzo di Ma
ria. E questa lesperienza che tutti gli esorcisti toccano
con mano, ogni v o lta5.

Ibidem , pp. 221-222. Su questo argomento vedi l'ulteriore approfondi


mento che l'accio al capitolo 5 nel paragrafo intitolato Hip tercessum tem alia
zio rie di Maria.

IV.
IL D EM O N IO C O ST R ET TO A C O N FESSA R E
A PROPRIA ONTA
LA SUA C O M PLETA IM PO TEN ZA
DI FR O N T E A LLA V ER G IN E MARIA

Le considerazioni dei due celebri esorcisti italiani, don


Gabriele Amorth e padre Candido Amantini, riguardo
alla presenza e allazione di Maria durante gli esorcismi,
ci permettono di affrontare meglio il problema, indagan
do sugli effetti determinanti che la vera devozione alla
Madonna produce nellambito della lotta contro Satana.
I demoni sanno benissimo che quando Dio disse a
Satana: lo porr inimicizia tra te e la donna, tra la tua
stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccer la testa e tu le
insidierai il calcagno (Gen 3,1.5), egli aveva stabilito di
associare a s una donna, nella Redenzione dellumanit,
irriducibile avversaria del Male. Sin dallinizio, Dio a
Satana e ai demoni che avevano trascinato lumanit alla
rovina con la collaborazione di una donna, va, nella sua
infinita sapienza oppose una nuova donna, la Vergine
Maria. Come una donna aveva portato lumanit sotto
il potere di Satana, cos ora il Redentore, a maggior umi
liazione di Satana, lavrebbe liberata con la cooperazione
di una donna. Questo uno dei motivi per cui, durante
gli esorcismi, i demoni sono pi sdegnati e furibondi nei
confronti di Maria che non di Dio stesso.
La cooperazione di Maria alla vittoria di Dio su di
loro li umilia pi che se Dio li vincesse da solo. Essere
34

sconfitti da Dio per mezzo della cooperazione di una


creatura umana, inferiore a loro per natura e in pi Im
macolata, lunica priva di quel peccato con cui essi ave
vano portato sotto il loro potere tutto il genere umano,
umilia grandemente il loro smisurato orgoglio. Lessere
Maria lImmacolata, Sempre Vergine, umilissima Madre
di Dio, associata com e nessunaltra creatura a Ges
Cristo nellopera della Redenzione, Assunta in Cielo in
anima e corpo e Regina delluniverso accanto al Figlio
suo, li irrita e li rende furiosi e blasfemi pi nei confronti
di lei che di Cristo stesso. Questo il motivo per cui,
durante gli esorcismi, i demoni, urlando, si rivolgono a
lei con odio indicibile e senza osare chiamarla per nome,
se non rarissime volte, apostrofano la Vergine Maria
con tono sprezzante, dicendo: quella, aggiungendo
bestemmie e un cumulo di volgarit e d ingiurie contro
la sua persona. Ma la santit e lo splendore di Maria la
pongono cos in alto tra tutte le creature umane e ange
liche che spesso i demoni sono costretti a elogiarla per
la grandezza, la potenza e il fulgore divino che splende
in lei.
Questi momenti sono straordinariamente toccanti,
perch i demoni, trovandosi accecati da cos tanto splen
dore che per essi dolorosissimo, sono obbligati a testi
moniare la dignit straordinaria della Madre di Dio tra
tutte le creature umane e angeliche, ad affermare tutta la
verit su di lei e ad ammettere la loro completa impotenza
di fronte ai voleri di colei che Dio, onnipotente per na
tura, avendola proclamata Regina delluniverso, ha reso
onnipotente per grazia . C atlora - come ho anticipa
to nellIntroduzione - un curioso alternarsi di espressioni
sprezzanti e volgari e di catechesi e lodi dolcissime che,
35

loro malgrado, i demoni sono costretti a pronunciare


sulla Vergine Maria, con grandissimo disgusto.
Su queste eccezionali attestazioni, che i demoni tal
volta fanno durante gli esorcismi, cosi scrive padre
Candido Amantini nel libro che ho gi citato: A volte
per il maligno stato costretto a confessare a propria
onta, per bocca dei posseduti, la sua completa impo
tenza di fronte ai voleri della Sovrana del cielo e della
terra. Altre volte ha dovuto persino mutarsi, nonostante
la sua immensa ripugnanza, in panegirista di Maria.
A questo proposito ci caro ricordare il caso di un
fanciullo undicenne posseduto, il quale, per comando
di due esorcisti domenicani, dett estemporaneamente
il seguente sonetto, prima ancora che fosse definito il
dogma deirim m acolata Concezione1.
Lepisodio viene riportato da padre Candido e anche
nel libro gi citato di don Gabriele Amorth12, ma sen
za alcuna indicazione delle fonti. H o trovato lo stesso
sonetto anche in qualche altro testo, persino nel primo
volume eWEpistolario di Padre Pio, ma sempre senza il
riferimento alle fonti*. Pertanto ho avviato delle ricerche
1 C. Amantini, //mistero d Maria, pp. 329-330.
2 G. Amorth, Nuovi racconti d i un esorcista, p, 219.
J Padre Agostino da San Marco in Liunis, che fu uno dei principali di
rettori spirituali di Padre Pio* gli scrisse in una lettera del 22 gennaio 1913:
Adesso, per farti gioire, a vergogna dei nostri nemici infernali, ti voglio ri
portare un componimento in versi che ho trovato in italiano e che traduco in
francese. Quindi padre Agostino riporta d seguito il poema in italiano e poi
in francese, introducendolo con queste parole: Sonetto fatto da un ossesso
di anni 11 in Ariano di Puglia in lode dell] minacciala Concezione con le rime
obbligate d Madre e l-'iglio. Al termine del sonetto padre Agostino rivela
di non conoscere la fonte di questo episodio, perch, aggiunge: Non so se
questo poema stato composto veramente da un indemoniato. Lo credo di s.
Tuttavia, molto bello e l'accoglierete con piacere* Nella lettera di risposta
del 1 febbraio 1913, Padre Pio dir a padre Agostino, ringraziandolo: Mi fa
ceste sommo piacere col trascrivermi e col tradurre quel sonetto {Epistolario,
36

approfondite per risalire alle fonti e, con ma grande gio


ia, proprio quando non speravo quasi pi di trovarle, ho
scoperto che il componimento lirico del demonio fu citato
nel 1907 dal Cardinale Francesco Salesio della Volpe al
processo ordinario romano, che si svolse tra il 1907 e il
1928, per la beatificazione e canonizzazione del Servo di
Dio, il papa Pio IX . 11 Cardinale era uno degli addetti al
servizio personale del Papa con il titolo, allora in uso, di
cameriere segreto partecipante. Un padre domenicano,
che stato mio professore durante gli studi teologici in
preparazione al sacerdozio e che lavora in Vaticano alla
Congregazione delle Cause dei Santi, su mia richiesta, mi
ha fatto pervenire la fotocopia del documento, che ripro
duce in una pagina la testimonianza del Cardinale Fran
cesco Salesio della Volpe, avendone egli stesso una copia.
Esso fu riportato nella Positio: Romana. Beatitcationis et
canonizazionis Servi Dei Pii IX , Stimmi Pontifcis, Positio
super virtutibus, voi. I : Summarium, p. 70 .
Il latto avvenne nel 1823, in una citt dellItalia me
ridionale, oggi in provincia di Avellino e che allora si
chiamava Ariano di Puglia. In seguito, entrando a far
parte nel 1930 della regione Campania, quel paese prese
il nome di Ariano Irpioo. In quel periodo si discuteva
molto, tra i teologi, sulla verit dellImmacolata C once
zione, che fu poi proclamata dogma di fede trentun anni
dopo, nel 1854. Due insigni predicatori domenicani,
padre Cassetti e padre Pignatura, durante una missione
parrocchiale, parteciparono agli esorcismi di un ragazzo
undicenne analfabeta. Essi imposero al demonio, nel1
1, Corrispondenza con i direttori spirituali [1910-1922], Edizioni Padre Pio da
Pietrelcina, Convento Santa Maria delle Grazie, San Giovanni Rotondo [FG]
2 M 2 ,4" edizione, pp. 332-333; 336).
37

nome di Ges, di dimostrare che Maria era Immacolata


e gli comandarono di farlo mediante un componimento
poetico di quattordici versi endecasillabi, a rima obbli
gata, distinti in due quartine e due terzine (un sonetto).
Allora il demonio, attraverso il ragazzo, compose un
testo poeticamente geniale e al tempo stesso teologica
mente esatto sulla verit delflm m acolata Concezione.
Questo il testo:
Vera M adre son io d'un Dio eh' Figlio
e son Figlia di L u i bench sua Madre.
A b seterno nacquEgli, ed mio Figlio.
N el tempo io nacqui e pur gli son M adre.
E gli mio Creator ed mio Figlio,
son io sua creatura e gli son Madre.
Fu prodigio divin l esser mio Figlio
un Dio eterno e m e aver p er Madre.
L esser quasi comun tra M adre e Figlio
perch l esser dal Figlio ebbe la M adre
e lesser dalla M adre ebbe anche il Figlio.
Or, se l'esser dal Figlio ebbe la M adre
o s ha da dir che fu macchiato il Figlio
o senza macchia s ha da dir la Madre.
Era impossibile che un ragazzo analfabeta potesse
realizzare una composizione simile. Pertanto un tren
tennio dopo, nello stesso anno della proclamazione del
dogma deirim m acolata Concezione (1854), quel testo
38

In presentato al papa Pio IX . Il Pontefice, appena ebbe


ascoltato quei versi - bellissimi e cos dogmaticamente
e teologicamente esatti, pur essendo opera di quel sin
golare cantore dellImmacolata - splendente in volto, si
commosse profondamente, scoppiando improvvisamen
te in un pianto di tenerezza.
Dopo la pubblicazione di questo mio volume, mi
sono stati segnalati altri episodi analoghi, avvenuti nel
passato, che riporto qui di seguito.
A Lantennay, in Francia, vi era un uomo che si chia
mava Antonio Gay. Egli nacque nel 1790. Giovanissimo
impar il mestiere di falegname, nel quale era assai abile.
Dopo il servizio militare, and a stabilirsi a Lione. Molto
pio, verso il 1820 voleva entrare in convento. Fu, per,
soltanto nel 1836 che pot realizzare il suo desiderio,
vestendo labito dei Trappisti di Augeuebelle; ma, per
motivi di salute, ben presto dovette abbandonare il
convento e tornare a Lione, dove visse fino al 1871. Egli
cominci a manifestare tutti i fenomeni tipici della pos
sessione diabolica. Per ordine del Cardinale Arcivescovo
di Lione, fu fatto esaminare attentamente da vari medici,
i quali giunsero alla conclusione che egli era perfetta
mente sano nella mente e nel corpo. Nella dichiarazione
che essi lasciarono scritta, affermarono tra laltro:
Egli gode di una perfetta salute del corpo e dello
spirito, di una rettitudine di giudizio e di raziocinio poco
comune, che non subisce mai la minima alterazione;
neppure nelle crisi straordinarie che si ripetono inopi
natamente e frequentemente in lui, sotto l'influenza di
una causa sconosciuta, non valutabile con i mezzi della
nostra arte, che fa agire il suo corpo e parla per bocca
39

sua, indipendentemente dalla sua volont... Al nostro


prim o colloquio con il signor Gay, lo straordinario
che parla per la sua bocca scese in tondo alla nostra co
scienza, ci ha fatto la storia della nostra vita, dallet di
dodici anni e ci ha dato particolari che Dio solo, il nostro
confessore e noi stessi sappiamo. E siamo stati testimoni
che la stessa cosa si ripetuta per altre persone delle
quali alcune si sono convertite.
Naturalmente i dottori non si limitarono semplicemente a un primo esame. Il caso fu esaminato, discusso
e considerato sotto tutti gli aspetti, medici e teologici, e
alla fine la commissione medica e i sacerdoti incaricati
delia investigazione acquistarono la certezza che egli
era realmente posseduto. Una delle caratteristiche pi
straordinarie di questa vicenda che il demonio, che
possedeva quell'uomo c che diceva di chiamarsi Isacaron, gridando ad alta voce dichiar pi volte di cono
scere il Cristo di Dio e di piangere di rabbia per essere
obbligato a confessare per bocca di quelluomo da lui
posseduto le verit della fede cristiana e cos rendere
testimonianza alla verit divina, come anche di dare
buoni consigli o prove della possessione. questa
- diceva - la maggior sofferenza che Dio possa inflig
germi, d essere costretto a distruggere la mia opera!
E cco alcune delle attestazioni che egli dovette dare
sulla Vergine Maria.
N o n vi nessuna lingua per lodare la Madre di
Dio come Ella lo merita; non vi nessuna creatura per
comprendere la sua grandezza, la sua bont, la sua po
tenza. Maria ha pi forza da sola di tutti gli angeli, di
tutte le creature, di tutti i santi insieme. Non vi nulla
di paragonabile a M aria.
40

Maria il terrore dellInferno. Ella ama sovrana


mente i mortali; il suo amore per i mortali inconcepi
bile. Ella ci strappa pi anime di tutti gli angeli, di tutti
i santi messi assieme.
Tutto sottomesso a Maria, al minimo segno tutto le
obbedisce. Io paragono Maria a un esercito formidabile.
( lolui che ama Maria amico di Dio. Dio si compiace
in Maria. Egli ve lo prova non rifiutando mai una grazia
di tutte quelle che Ella gli dom anda... Quando si prega
Maria, non la si prega con abbastanza rispetto, non si
rillette che onorando Maria si onora Dio che lha fatta
come Ella .
O Maria, non vi nessun cuore per amarti come tu
meriti di essere amata. Tu sei la porta del Cielo; attra
verso le tue mani divine che scorrono tutte le grazie che
Dio effonde sulla terra, tu sei il canale delle grazie e delle
benedizioni; tu sei il modello d tutte le virt. Tu sei la
consolazione degli afflitti, lasilo dei miserabili, il rifugio
dei peccatori, la gioia dei giusti; tu ci strappi quantit
di anime che noi ci siamo sforzati di sedurre; e, quando
noi crediamo di trionfare, tu ce le togli e le converti.
Un giorno, dopo che il demonio, alcune ore prima,
si era dato alle sue abituali violenze e aveva proferito
odiose bestemmie, compose la seguente preghiera:
O Celeste Maria. a voi che mi rivolgo con com
pleta fiducia. Voi che non tralasciate nessuno. Voi che
avete tanto a cuore la salvezza degli uomini e a cui Dio
non pu nulla rifiutare di quello che chiedete. Prende
temi sotto la vostra potente protezione. Se vi degnate
di esaudire le mie umili preghiere, tutto lTnferno non
potr nuocermi. Voi siete in qualche modo la padrona
della mia sorte. La mia sorte nelle vostre mani. Se
41

voi mi abbandonate, sarei p erd u to senza rimedi. Ma


no, voi siete troppo buona per tralasciare quelli che
sperano in voi. Pregate per me la Santissima Trinit e io
sono sicuro della mia salvezza. Ah ! Com e vorrei poter
annunciare dappertutto la vostra grandezza, la vostra
bont, la vostra potenza! Q uello che non posso fare,
desidero che le intelligenze Celesti lo facciano e che i
demoni stessi siano forzati nel pubblicare che voi siete
il Capolavoro delle mani divine, che voi avete la po
tenza di Dio in mano, che voi siete terribile ai demoni
e che tutto vi sottomesso. Voi siete la creatura incom
parabile! Voi sola siete Vergine e M adre, voi avete dato
al mondo il Redentore. Voi fate una schiera a parte con
san Giuseppe. Voi siete presso le Tre Persone adorabili
della Santissima Trinit. Voi siete dunque pi elevata
di tutti gli angeli e d tutti i santi. Voi siete veramente
divina. Spero in voi e credo termamente che tutte le
potenze infernali non potranno trionfare su di me.
Amen! Che rutti gli angeli e tutti i santi vi benedicano
per sempre, amen ! .
Andando ancora pi indietro nel tempo, san Luigi
Maria Grignion de M ontfort racconta questo episodio
della vita di san Domenico di Guzman.
Mentre predicava il Rosario nelle vicinanze di Carcassonne, a san Domenico fu presentato un albigese
posseduto dai demoni. Il Santo, davanti a una folla di
oltre dodicimila persone, ordin ai demoni di dire chi
mai fra tutti i Santi del Cielo essi temevano di pi e chi
meritasse pi amore e onore da parte degli uomini. A
tale domanda gli spiriti infernali levarono alte grida. Ve
dendo linsistenza del Santo e non volendo rispondere.
42

essi cominciarono a piangere e a lamentarsi, sperando


cos di impietosirlo, ma egli impassibile non desistette.
Allora replicarono che avrebbero dato la risposta, ma in
segreto, airorecchio e non di fronte a tutti. San Domenico
tenne duro e comand che parlassero ad alta voce; ogni
sua insistenza, per, fu inutile e i demoni si chiusero nel
silenzio. Allora il Santo si pose in ginocchio c preg la
Madonna: Vergine potentissima, Maria, in virt del tuo
Rosario comanda a questi nemici del genere umano di
rispondere alla mia domanda. Immediatamente, dopo
questa invocazione, una fiamma ardente usc dalle orec
chie, dalle narici e dalla bocca di quelluomo posseduto;
i presenti tremarono dalla paura, ma nessuno ne sub
danno. Essi supplicarono nuovamente il Santo di non tor
mentarli. Egli allora, sempre in ginocchio, preg di nuovo
la Vergine Santa: O degnissima Madre della Sapienza,
ti supplico per il popolo qui presente che ha gi appreso
a recitare come si deve il Saluto Angelico (la preghiera
dellAve Maria), obbliga questi tuoi nemici a proclamare
in pubblico la verit piena e chiara sul Rosario. Finita la
preghiera, vide accanto a s la Vergine Maria, circondata
da una moltitudine di angeli, che con un bastone d oro
colpiva il demonio e diceva: Rispondi al mio servo D o
menico conforme alla sua richiesta. Nessuno udiva n
vedeva la Madonna allinfuori di san Domenico. A tale
comando i demoni presero a urlare:
O nostra nemica, nostra rovina e nostra confusione!
Perch sei tu scesa dal Cielo apposta per farci tanto soffri
re? O avvocata dei peccatori che ritrai dallInferno, o via
sicurissima del Paradiso, siamo noi proprio obbligati, a
nostro dispetto, a dire tutta la verit? Dobbiamo proprio
confessare davanti a tutti ci che ci coprir di vergogna e
43

sar causa della nostra rovina? Guai a noi ! E maledizione


eterna ai nostri principi delle tenebre! Ebbene, udite voi
cristiani: questa Madre di Cristo onnipotente e pu
impedire che i suoi servi cadano nellInferno. E Lei che,
com e un sole, dissipa le tenebre dei nostri intrighi e
astuzie; Lei che sventa le nostre mene, disfa i nostri
tranelli e rende vani e inefficaci tutte le nostre tentazioni.
Siamo costretti a confessarvi che nessuno di quanti per
severano nel suo servizio dannato con noi. Uno solo dei
sospiri chella offre alla Santissima Trinit vale pi di tutte
le preghiere, i voti e i desideri dei Santi. Noi la temiamo
pi di tutti i beati insieme e nulla possiamo contro i suoi
fedeli servi. Anzi, avviene che molti cristiani i quali se
condo le leggi ordinarie andrebbero dannati, invocandola
in punto di morte riescono a salvarsi per Pintercessione
di Lei. Ab, se questa Manetta - cos la chiamavano per
rabbia - non si fosse opposta ai nostri progetti e ai nostri
sforzi, gi da molto tempo noi avremmo rovesciato e di
strutto la Chiesa e fatto cadere nellerrore e nellinfedelt
tutte le sue gerarchie, i suoi membri di ogni ordine e
grado! Proclamiamo, inoltre, costretti dalla violenza che
ci viene usata, che nessuno di quanti perseverano nella
recita del Rosario, va dannato perch Ella ottiene ai suoi
fedeli servi una sincera contrizione dei loro peccati e
ricevono perdono e indulgenza >d.
O ttenuta questa confessione, san Domenico fece
recitare il Rosario dagli astanti, adagio e con devozione.
Ed ecco la cosa sorprendente! Ad ogni Ave Maria recita* Or, Tecrdorico Apoldiano, Vita di San Domenico\ il Moncfrt ha preso iJ
racconto da Boissieu, S J,t Le chrlien predastin par la dvoton la Sainte Vter
ge, p. 622; QN 193*194. Vedi: Il segrto meravigliosa d i Santo Rosario%104, in
Opcrt\ voi. I, Scritti spirituali. Edizioni Mon tortane, Roma 1990, p, 806,

44

tu dal Santo e dal popolo, usciva dal corpo di quelluomo


una moltitudine di demoni in forma di carboni ardenti.
Quando linfelice fu completamente libero, la Vergine
Santa, sempre non vista, benedisse il popolo e tutti av
vertirono una sensibile e vivissima gioia. Questo mira
colo fu causa di conversione per molti eretici albigesi,
che entrarono perfino nella confraternita del Rosario.
Descriver pi avanti una serie di espressioni e di
panegirici rivolti alla Madonna dai demoni, raccolti dalla
ma stessa esperienza e da altri esorcisti. Tuttavia as
solutamente necessaria una precisazione, senza la quale
rischieremmo non solo di non comprendere, ma addi
rittura di disprezzare quelle che chiaramente non sono
iniziative del demonio, ma di Dio stesso, che lo obbliga.
Durante gli esorcismi il dem onio talora costretto,
suo malgrado, a testimoniare quello che non vorrebbe.
Quando ad esempio, nel corso dellesorcismo, il fedele
posseduto viene asperso di acqua benedetta, il demonio
attraverso di lui manifesta un enorme disappunto, fino a
reagire in maniera violenta. Invece laspersione con sem
plice acqua non provoca alcuna sofferenza al demonio,
che addirittura manifesta con chiarezza di riconoscere
la mancanza di sacramentalit ( ovvio che la persona
sottoposta al rito dellesorcismo deve ignorare quale sia
la vera acqua benedetta). Il demonio, dunque, obbligato
dalla potenza di Dio, costretto a testimoniare la fun
zione dellacqua benedetta, che usata, come si legge
nel Messale Romano3, per il perdono d ei nostri peccati*

* il libro clic contiene le preghiere liturgiche per la celebrazione della


Santa Messa.

45

(veniali), la difesa dalle insidie del maligno e il dono della


protezione divina. Quando reagisce con irritazione alla
presenza di una reliquia e dimostra di sapere anche a
quale santo appartenga, egli costretto a rendere testi
monianza della santit di quella persona e dellorigine
divina della santit stessa.
Q uando parla una lingua che conosciuta solo
dallesorcista e non dalla persona posseduta, egli testi
monia la sua identit distinta da quella del posseduto.
Quando, durante un esorcismo, il sacerdote reci
ta mentalmente e senza pronunciarlo qualche brano
evangelico oppure recita il Credo, e il demonio freme
di rabbia e reagisce in maniera furibonda, costretto a
testimoniare la luce e la forza salvifica, che per noi sca
turiscono dalla parola di Dio e dalla Professione di fede.
Si potrebbero riportare innumerevoli altri esempi
che pu riferire chi esercita questo ministero, ma desi
dero innanzitutto chiarire al lettore, al fine di aiutarlo a
comprendere quanto presenter in seguito, che durante
gli esorcismi ci sono vari momenti in cui il demonio,
pur non volendolo, indubbiamente costretto, nel suo
confronto con la potenza divina che lo sovrasta, a con
fermare con gesti, reazioni e parole, le verit della nostra
fede. Naturalmente questo non aggiunge nulla a quello
che gi sappiamo e crediamo; tuttavia per noi estre
mamente consolante ed edificante constatare in maniera
cosi evidente la validit e la forza delle verit della nostra
fede. Inoltre tali esempi confermano ulteriormente la
capacit della provvidenziale Sapienza divina di volgere
continuamente al bene il male.
E cos, anche e soprattutto a proposito della Vergine
Maria, della sua sandt e dei dogmi che la riguardano, i
46

demoni ci forniscono involontarie conferme. Sono espres


sioni che essi proferiscono a volte spontaneamente, altre
volte durante una preghiera rivolta dallesorcista e dai
presenti alla Madonna oppure per un esplicito comando,
come nel caso del bambino di Ariano lrpino che ho gi
riportato. Tuttavia tali comandi non sono colloqui con il
riemonio, anche se possono implicare per cos dire botta
o risposta tra lesorcista e il demonio, come in questul
timo caso. Si tratta invece, proprio come invita a fare il
Hitnaie Komanum, dellawalersi della propria esperienza6.
11 vari esorcisti, nella loro esperienza, hanno verificato che
il demonio particolarmente tormentato da quei comandi
che gli impongono di fodare la Vergine Maria. Il Rituale
liomanum dice: e quando d a i accorge che il demonio pi
tormentato, allora si insista e lo si incalzi d pi1.
Potrebbero essere numerosi gli esempi tratti dalla
giografia cristiana dai quali si dimostra come il demonio,
anche fuori del contesto del ministero degli esorcismi,
costretto talvolta a dire o a fare ci che non vorrebbe
mai dire n fare, ma non questo lo scopo del presente
volume. Che Dio, allinterno degli esorcismi, voglia e
possa operare nel modo che sto per descrivere, si pu
con facilit giustificare teologicamente. Per farlo mi

Rituale Roman uni: Titulus XII, De exorcizandis obsessis a dem onio.


( 'rtptit I Norma1observandie circa exorcizandos a d&tnonio, LEV, Citt dd Va
licano 2008,p. 847. Editio typica, 1952, Pvxnolanda, n. 2: Perci [lesorciSt.ij per adempiere rettamente al suo ufficio, si sforzi di conoscere molti altri
i lociimenti utili a) suo compito, scritti da provati autori c che qui. per brevit,
non indichiamo, r valga dell'esperienza', inoltre deve osservate pche norme,
pii reietti tinnente necessarie (traduzione dal latino a cura dell'amore).
1 Ibidem , Prenattinda, n. 16. p. 850. Gli esorcismi vanno proferiti o letti
fon autorit, con grande fede, umilt e fervore; e quando ci si accorge che il
dem onio pi tormentato, tdlora si insista e Io si incalzi di pi (traduzione dal
latino a cura dell1auto re).

47

riallaccio a quanto ho gi detto circa la capacit di Dio


di volgere il male in bene. Scrive il grande teologo san
Tommaso dAquino: Il male non di suo ordinato al
b en e.... Esso non contribuisce alla perfezione e alla bel
lezza delluniverso altro che accidentalmente {Somma
Teologica 1, q. 19, a. 9). Dunque, soltanto in ragione del
bene con cui congiunto o che suscita, si pu dire che
per Dio il male serva a qualche cosa oppure che un
bene che ci sia. Prosegue san Tommaso, citando santAgostino: D allinsieme delle cose risulta lammirabile
bellezza delluniverso, nel quale quello che si chiama
male" quando bene ordinato e messo al suo posto,
fa meglio risaltare il bene: il bene cos, a confronto con
il male, piace di pi ed degno di ogni lode {Somma
Teologica I, q. 19, a. 9).
questa precisamente la situazione che si verifica
dal confronto tra la presenza della Vergine Maria e
i demoni, durante gli esorcism i, com e em erge con
evidenza sia dalle reazioni, sia dalle affermazioni dei
demoni stessi. Essi, in questo m odo, senza volerlo,
fanno maggiormente risaltare ed emergere quel bene
che specificamente in questo caso consiste appunto
nel m aterno e amorevole intervento della Madonna
in favore di noi suoi figli. Pertanto si sperimenta in
maniera tangibile ci che ancora scrive santAgostino: E poich Iddio, nel creare Satana, non ignorava
certo la sua futura malizia e prevedeva il bene che
ne avrebbe ricavato, fece scrivere dal salmista: que
sto dragone che tu creasti affinch fosse schernito*
8 Sant'Agostino ha chiarir, poco prima nel testo, che queste parole non
vanno intese nel senso che Dio abbia creato gi cattivo il dragone, cioc II dia
volo, per essere disprezzato dagli angeli Dio ha creato tutte le creature buo-

48

(Sai 105,26), per far comprendere che, mentre per sua


bont lo cre buono, nella sua prescienza aveva gi
prospettato come servirsi di lui anche quando fosse
diventato cattivo (De G enesi ad ltteram X I ,17). An
che il Vangelo conferma tale verit. I demoni, davanti a
<lesti, soggiogati dalla sua potenza, confessano la sua
naitira divina. Ges venuto nel mondo per distrugge
re le opere del diavolo (cfr. IG v 3,8): i demoni, in sua
pl esenza, manifestano terrore, cadono a terra prostrati,
urlano rabbiosamente chiedendo di non essere mandati
via, dichiarano di conoscere la dignit soprannaturale di
( les stesso (cfr. Me 1,24; Le 4,34; Me 5,6 ; M t 8,29; Le
8,28). Questi atteggiamenti dei demoni non sono certo
delle finzioni, com e non lo sono, in questa situazione,
le loro affermazioni. Noi, infatti, che a differenza della
maggior parte dei suoi contemporanei, sappiamo chi
( es, comprendiamo chiaramente che quando i demoni
gridavano: Tu sei il Figlio del Dio altissimo! dicevano
il vero e avrebbero voluto che egli non lo fosse; quando
dicevano: io so chi tu sei: il Santo di Dio! (Me 1,24),
affermavano il vero; come pure quando esclamavano:
sei venuto a rovinarci! (Me 1,24).
11 silenzio che Ges, in alcuni esorcismi, imponeva
loro, non era riferito al fatto che in quel momento di
cessero cose false: stavano infatti dicendo il vero. Ges
intendeva piuttosto impedire che anticipassero quella
rivelazione sulla sua identit che egli stesso voleva ma
nifestare, poco per volta, affinch non fosse com pro
messo lesito della sua missione (il cosiddetto segreto

nc ina che [il dragone] fu destinato a questa pena, dopo il peccato (De

(tertesi ad litteram X I,15).

49

messianico). Tuttavia questo non significa affatto che


possiamo attingere la nostra istruzione religiosa anche
dal demonio. Sarebbe errato pensare ci. Se, per costri
zione divina, le verit della nostra fede possono talvolta
essere affermate anche dai demoni, ci non significa
che dobbiamo impararle da loro: la verit va cercata
solo in Cristo. L'intento con cui presento ci che alcuni di
essi, certam ente obbligati da Dio, hanno espresso circa la
Vergine Maria, non quello di fa re del dem onio un teo
logo o un D ottore della Chiesa, dal quale ascoltare
e apprendere degli insegnam enti sulla Vergine Maria; n
tanto m eno quello di paragonare tali afferm azioni a delle
rivelazioni private, n el modo tradizionalm ente inteso
dalla dottrina della Chiesa. Non certo il dem onio che ci
deve istruire, ma linsegnamento della Sacra Scrittura, che
la sorgente della Rivelazione divina da cui attingiamo
le verit necessarie p er conoscere e amare Dio e poi, alla
luce di questa sorgente, la Tradizione, il Magistero della
Chiesa, l esempio di vita e le parole d ei Santi.
Lesorcismo quindi pu diventare una conferma della
Sacra Scrittura: ci accade frequentemente. Ma se il con
fronto con il demonio dovesse contraddire la rivelazione
divina, allora lesorcista comprenderebbe subito che il
demonio sta cercando d ingannarlo. Questo discerni
mento presuppone dunque la piena conoscenza della
sana dottrina, che ogni sacerdote e ogni cristiano deve
avere. Non intendo, dunque, assolutamente sostituire gli
insegnamenti della Sacra Scrittura e della Chiesa, fondamentali per ogni cattolico; bens voglio dimostrare che il
confronto con il demonio non la altro che confermarli.
Infatti, come vedremo, in questo ministero risalta forte
mente, nella lotta del bene contro il male, che il Padre,
50

,ii i nulo alla presenza viva di Cristo in mezzo a noi, ci ha


lionato anche quella di Maria Vergine. Ella la Madre
i oi il iimamente presente accanto ai suoi figli, che fa tutto
iinaino c in suo potere per accompagnarli, sorreggerli e
custodirli maternamente nel cammino verso il Paradiso,
dal quale il maligno vorrebbe farli deviare.
Nel medesimo tempo queste esperienze sono pub
blicale per ispirare i cuori a elevare un inno di lode e
rii ringraziamento a Dio per averci donato neirimmamlaia Concezione di Maria lavversaria per eccellenza
i lei maligno, affinch tutti celebrino le glorie e le gesta
meravigliose di questa Madre, sempre pronta ad accor
in e in soccorso dei suoi figli. Inoltre, vogliono essere
un ringraziamento filiale alia M adonna per tutto ci
che la per noi. E rappresentano infine un vivo incita
mento per ogni credente a donarsi e affidarsi a lei, ad
averla nel proprio cuore, a essere e a vivere - nel
medesimo tempo - nel suo Cuore Immacolato. E in es
so, (empio, tabernacolo e ostensorio vivo di Dio, unirsi
a lei nell'adorare e servire la Santissima.Trinit con la
i ertezza che in questo Cuore come nella torre di Davide
siamo in una fortezza invincibile, contro la quale tutti
gli assalti dellInferno sinfrangono e colui che, fin dalle
origini, stato nemico di Dio e nemico deHuomo sar
definitivamente sconfitto.
Un possibile equivoco, dal quale voglio sollevare il
lettore, circa le vicende che sto per descrivere, potrebbe
essere quello di pensare che gli esorcismi siano fatti con
lo scopo di ascoltare il demonio, anzich di cacciarlo via.
No! Gli esorcismi si lanno con lunico scopo di cacciarlo
via al pi presto, affinch sia abbreviato il pi possibile
51

il tempo della sofferenza di quei nostri fratelli o sorelle


da esso posseduti e tormentati. I fatti che descriver non
sono cercati o voluti: possono verificarsi di riflesso,
come reazione alle preghiere o agli esorcismi e quindi
ai comandi imperativi pronunciati. Il fine dellesorcista
non quello di suscitare queste reazioni o queste espres
sioni ma, pur sapendo che esse si possono verificare e di
fatto si verificano, quello di giungere alla liberazione
di colui che il demonio tiene schiavo.
D opo aver presentato questi episodi - alcuni dei
quali ho gi accennato nei miei due volumi Possessioni
diaboliche ed esorcismo e G li angeli ribelli per dimo
strare che essi non sono mia esclusiva esperienza, dar
spazio anche agli interventi di padre Domenico Mondrone, don Gabriele Amorth, padre Cipriano De Meo,
monsignor Ferruccio Slitto, padre Carmine De Filippis
e padre Tarcisio Zullo da Cervinara.

52

V,

LA MIA ESPER IEN Z A MARIANA


N IX ILI ESORCISMI E N E G L I ALTRI M O M EN TI
D EL C O N FR O N T O C O N I D EM O N I

INTKODIJZJONE

Oneste testimonianze sono tratte dai miei ultimi dieci


.inni di esorcismo, selezionate da quei casi nei quali, per
i sciti li e i fenomeni preternaturali che si verificavano,
ero c sono moralmente certo di trovarmi di fronte ad
ani critiche possessioni diaboliche. Chi volesse rendersi
nulo del rigore con cui ho proceduto nel discerni
mento, prima di affermare di trovarmi di fronte a una
reale possessione diabolica, potr leggere in particolare
lineili) che ho descritto nel libro gi citato: Possessioni
duihai'iebe ed esorcismo.I
I m esperienze che riporto circa le reazioni dei demoni
n e i confronti della Vergine Maria e quanto talvolta, ob
bligati da Dio, hanno espresso su di lei, sono ricavate sia
dii momenti in cui esercitavo il ministero dellesorcismo
durante il quale bisogna attenersi fedelmente al testo
del rituale - sia da momenti in cui, sempre alla presenza
del Irateilo o della sorella posseduti, proseguivo il con
ti 011 io con il maligno, pregando e invitando i presenti
.1 pregare il Rosario e le litanie della Madonna oppure
pr le rivo preghiere spontanee di liberazione. Nulla
impedisce infatti che al di fuori dellazione liturgica,

53

lesorcista, qualora lo ritenga opportuno, possa libera


mente recitare, in presenza della persona posseduta e
soprattutto se ne verifica una particolare efficacia, quelle
preghiere della piet cristiana, quali appunto: il Santo
Rosario, le Litanie della Beata Vergine Maria, come an
che la Via Crucis, la Coroncina della Divina Misericor
dia, le Litanie del Sacro Cuore, invocazioni allo Spirito
Santo oppure preghiere spontanee dintercessione o di
liberazione.
Far precedere la narrazione dei singoli episodi da una
catechesi, nella quale presenter rinsegnamento della Sa
cra Scrittura oppure dei Padri della Chiesa o del Magiste
ro o anche esempi e parole di Santi: come ho gi a lungo
ribadito, sono questi i sicuri riferimenti per la nostra vita
cristiana. Anche le involontarie testimonianze dei de
moni possono edificarci se riusciamo a interpretarle nella
giusta accezione. Infatti esse sono semplicemente reazioni
conseguenti al confronto che demoni devono sostenere
con la presenza di questa Madre nella nostra vita, con la
sua intercessione materna nei nostri confronti e con la
potenza di Cristo. Egli, a gloria della Madre, di cui non
geloso, li obbliga ad attestare la dignit straordinaria
che ella riveste tra tutte le creature umane e angeliche,
costringendoli a confessare tutta la verit su di lei e la loro
completa impotenza nei suoi confronti. Queste attesta
zioni del mondo demoniaco saranno presentate in ogni
paragrafo al termine delle catechesi che le precederanno
e le segnaler con il titolo: Esempi tratti dagli esorcismi,
molto importante, inoltre, che il lettore sappia che
tali attestazioni, che potrebbero sembrare a prima vista
frequentissime, non lo sono affatto. Il pi delle volte i

54

dei noni non fanno che esprimere ingiurie e offese nei


t <nilronii della Vergine Maria. Gli esempi che riporte
li potrebbero apparire numerosi, ma non lo sono se
-.1 considera che essi sono stati raccolti in dieci anni di
esperienza.
I ,c parole che riporto sono espressamente ed esat
tamente quelle proferite dai demoni nel corso degli
rsiM visni.

11 Kit II H O DA PARTE D EL D EM O N IO

pi i progetto dell I ncarnazione


i >i:i

F iglio di D io e di M aria Regina

I >1 G LI ANGELI E D EG LI UOM IN I

( <tfertesi
l'uom o fu creato da Dio a sua immagine e somi
glianza, cio secondo limmagine del Figlio che lEterno
Iiulre aveva nella sua mente, quando, venuta la pienez
za ilei tempi, lo avrebbe inviato nel mondo per farsi
nomo e redimere lumanit. Luomo dunque figura
t li ( loliii che doveva venire (Rm 5,14): il Cristo Ges.
IVr tale motivo fin dalleternit fu presente nella mente
di Dio, prima di ogni altra creatura, anche la figura di
<alei in cui l Incarnazione del Figlio si sarebbe attuata:
Maria Immacolata. Dice il Concilio Vaticano II: L a
predestinazione eterna del Verbo fu anche la predesti
nazione della beata Vergine Maria a essere la Madre di
I fio1. La natura umana di Cristo e di Maria c il vertice

1( u.uulium et rpes 6J,


55

dellopera della creazione. Anche se cronologicamente


Cristo e Maria sono comparsi nel mondo molti secoli
dopo la creazione di tutte le cose, la Santissima Trinit
aveva in mente fin dalleternit questo capolavoro insu
perabile, rispetto a qualsiasi altra opera da Dio creata:
una Donna immacolata che fosse Madre del Figlio,
dandogli lumana carne dal suo grembo per opera dello
Spirito Santo.
In questa prospettiva la Vergine Maria pu essere de
finita prim ogenita del Padre, perch nei suoi decreti
divini egli la predestin insieme al Figlio Ges Cristo,
prima di tutte le creature2. Cristo e Maria sono stati
pensati, voluti e amati dallEterno Padre, dal suo Verbo
e dallo Spirito Santo, prima di tutto il creato e tutte le
cose sono subordinate e dicono necessariamente ordine
ad essi. Tutto luniverso materiale e spirituale fu creato
intimamente unito alluomo, di cui Cristo e Maria sono
il vertice, e solo per mezzo delluomo tutte le cose pos
sono raggiungere il fine per il quale sono state create. La
creazione degli angeli da parte di Dio fu dunque legata
alla sua decisione di unirsi alluomo mediante linear-

2 Per predestinazione non si intende qualcosa di gi stabilito, indipenden


temente dalla decisione della libera volont dell'uomo. Si pu dire, piuttosto,
che Dio conosce gi 1 operato dei suoi figli i quali, per, sono sempre liberi di
decidere in piena liberta. Dio, cio, predestina a essere conformi a suo Figlio
Ges coloro che scelgono lui come Padre: Tutto concorre al bene di coloro
che amano Dio, che sono stati chiamati secondo il suo disegno. Poich quelli
che da sempre ha conosciuto li ha anche predestinati a essere conformi yII'immagine del Figlio suo (Rm 8,28-29). Si tratta sempre di una libera scelta.
Maria, quindi, pur essendo predestinata a essere la Madre del Figlio di Dio
latto uomo, vi ha aderito Uberamente, Anche il Figlio di Dio, pur predestinato
u incarnarsi per mezzo di Maria, ha scelto liberamente di realizzare questo
progetto damore del Padre, affinch gli uomini fossero conformi alla sua im
magine. Nella Lettera agli Ebrei, Cristo dice: Ecco, io vengo - poich di me
sta scritto nel rotolo del libro - per fare, o Dio, la tua volont {b 10,7).
56

uazione; di entrare cio nel mondo della materia, dello


spazio e del tempo. Pertanto la creazione degli angeli fu
orientata, fin dallinizio, verso la mirabile sintesi della
( ifazione, che luomo, il cui massimo rappresentante
e il Verbo di Dio, che prende carne per mezzo di Maria
v si la uomo. La creazione delPuomo - e in particolare
la nai lira umana del Verbo - d consistenza e significato
a nulo luniverso, compresi gli angeli.
I chiaro che, in questo progetto di Dio, la Vergine
Maria, bench costituita, come ogni creatura umana,
di spirito e di materia (anima e corpo), viene elevata al
di sopra degli angeli, che sono spiriti puri. Lucifero3,
per la sua natura angelica - pi simile a quella di Dio,
purissimo spirito - pretendeva che spettasse a lui la
preminenza su tutta la creazione, che Dio ha invece
coni eri to alla Vergine Maria. Q uesto atteggiamento
implicava di conseguenza una decisa contestazione sia
iIoli Incarnazione del Verbo di Dio - che avrebbe assunm la natura umana, inferiore a quella angelica-sia della
presenza di quella Donna, dalla quale, incarnandosi, il
figlio di Dio sarebbe nato nel tempo. Ella, posta alla
sua destra, come Regina degli uomini e degli angeli,
sarebbe stata infatti elevata non solo al di sopra delle
creature umane, ma anche di quelle angeliche. II rifiuto
di Maria, da parte di Satana, fu logica conseguenza del
rifiuto dellIncarnazione.
Nel momento in cui la Santissima Trinit cre gli
angeli sapeva gi che alcuni di essi avrebbero usato del1
1 ii nome attribuir a Saturni dalla tradizione cristiana, nella condizione
procedente al suo peccato* Deriva dal latino e significa portatore di luce.
IVi' ulteriori approfondimenti, cfr. G li angeli ribelli. U mistero del male fieli7e\jurkjnza di un esorcista* Pad ine, Milano 2008Tpp. 19-20.

57

dono della libert per rifiutare il suo progetto damore


su tutta la creazione: si sarebbero levati contro Dio,
loro Creatore, operando per la distruzione della sua
creazione, che era tutta buona, e avrebbero introdotto
in essa il male, la sofferenza e la morte. P er questo, sin
dagli inizi della Creazione, Dio stabil che lIncarnazione
del Verbo sarebbe stata anche redentiva, al fine di sal
vare le creature umane che gli sarebbero rimaste fedeli.
Mentre creava, quindi, Dio pensava al Figlio suo fatto
uomo - cio Cristo Ges - come Redentore, e la Madre
sua, cooperatrice con il Figlio redentore.
Il teologo gesuita spagnolo Francisco Surez-1, che
presenta la sintesi probabilmente pi completa di ange
lologia e di demonologia dellet moderna, riprendendo
lopinione del Padre della Chiesa Lattanzio (260-330
circa) per il quale il peccato dellangelo fu di invidia,
ma non verso luomo, quanto piuttosto verso il Figlio di
Dio fatto uomo (il Logos), spiega che, per tale motivo,
Lucifero, successivamente, per invidia avrebbe ingan
nato luomo (Divina? Institutiones). Surez afferma che
la rivolta di Lucifero e degli altri angeli ribelli consiste
nel non aver accettato il piano dellIncarnazione futura
del Verbo, che Dio aveva loro preannunciato. Questa
ipotesi teologica viene fondata su queste parole della
Lettera agli Ebrei (1,6): Q uando (Dio) introduce il
primogenito nel mondo, dice: lo adorino tutti gli angeli
di D io. Dio avrebbe, in qualche modo, mostrato a
tutti gli angeli la futura immagine del Figlio, Dio fatto
uomo, Cristo Ges, invitandoli a riconoscere in lui, sin
da allora, il loro capo e Signore.
ANato a Granada nel 1548 e morto nel 1617.

58

1.liciter e una parte degli angeli si rifiutarono di adoi;iiv un uomo inferiore a loro per natura, per quanto nel
medesimo tempo superiore, essendo la Seconda Persona
della Santissima Trinit, incarnata. Il progetto divino
dellIncarnazione fu da essi considerato unoffesa inau
dita alla propria dignit angelica e alla propria grandezza
nella gerarchia degli esseri, e perci tu rigettato sdegno
samente5. II loro fu perci un peccato di superbia, che
scaturisce per (convenendo con il beato Duns Scoto)
ilallamore disordinato di s: amore di concupiscenza
fin senso spirituale essendo incorporeo) e, insieme,
nuore della propria eccellenza. A ccecato dallamore
disordinato di s e della propria eccellenza. Lucifero
pretese, infatti, che lunione ipostatica del Verbo6 avesse
luogo non con la natura umana, ma necessariamente ed
esclusivamente con la sua natura angelica.
Per questo motivo, quando gli angeli furono invitati
a riconoscere il Cristo fatto uomo com e loro capo e ad
adorarlo come Dio, Lucifero si oppose, presumendo
che tale onore fosse riservato a lui solo. Trascin gli
altri angeli nella ribellione, persuadendoli che soltanto
a lui sarebbe convenuta la dignit dellunione ipostatica
(cio: la natura divina, secondo Lucifero, si sarebbe do
vimi unire alla sua natura angelica e non a quella umana,
come avvenne in Cristo Signore). Egli desider, contro
il piano di Dio, lunione ipostatica del Verbo di Dio
' Accettando la lesi che il peccato degli angeli si reali?,zi nel rifiuto di
plorare il Verbo incarnato, forse comprendiamo meglio il continuo servizio
degli angeli stessi nd[ opera dclIMncarnazone e nellassistenza prestata a Cri
si n tiesL Allo stesso tempo intuiamo il motivo pi radicale della lotta del
Iti ut alio contro di lui.
Per unione ipost anca si intende lunione della natura divina con una
Matura il di fuori di se, cio con una natura che Dio stesso ha creato.
59

con la propria natura angelica, perch da tale unione


essa avrebbe acquistato una preminenza; riteneva infatti
che lunione ipostatica era dovuta a lui e non alluom o,
essendo la natura angelica superiore a quella umana7. Il
suo dunque un peccato di superbia e di disobbedien
za, al quale ha fatto seguito linvidia contro il Cristo,
associata alla collera e allodio contro di lui e contro il
genere umano, e tanti altri peccati ancora.
Il rifiuto di Lucifero, pertanto, non si manifest solo
nei confronti dellIncarnazione del Figlio di Dio, ma an
che nei confronti della Vergine Maria, per mezzo della
quale lIncarnazione si sarebbe realizzata. La mistica
mariana spagnola, la venerabile Maria Ges d Agreda
( 1602-1665), nella famosa opera La mistica citt d i D io,
afferma che Lucifero, essendo la creatura pi luminosa
del creato, pensava di essere destinato a essere lui il ca
po degli angeli e dellumanit. Quando, per, comprese
che non sarebbe stato lui, ma un altro - e cio che il
Figlio di Dio si sarebbe fatto uomo - non solo si rifiut
di adorarlo e di riconoscerlo quale capo degli angeli e
degli uomini, ma rifiut anche la decisione che Dio gli
aveva notificato: con lIncarnazione del Verbo, gli angeli
dovevano ritenere ugualm ente superiore quella donna
dalla quale il Verbo si sarebbe fatto carne. Tale donna,
p u r essendo una creatura um ana e q u in d i d i natura
inferiore alla loro, sarebbe stata sia la loro Regina, alla
quale avrebbero dovuto obbedire, sia la Signora di tutte le
creature, e avrebbe superato n ei doni di grazia e di gloria
7 Uno dei teologi del secolo dodicesimo, Onorio cPutun, afferm che
il Verbo non poteva assumere la natura angelica, perch in tal caso avrebbe
salvato un solo angelo (poich ciascuno di loro una specie che lo rende di
verso dagli altri, memre gli uomini appartengono tutti alla medesima specie).

60

Inttr /c creature angeliche e um ane. G li angeli buoni, ob


b e d e n d o a questo precetto d el Signore, accrebbero la loro
unitila, per cui non solo lo accolsero, ma lodarono anche
il ptnere e i m isteri d ellAltissim o. N on cos Lucifero e i
una compagni: essi p er questo precetto e mistero, si levarotto tu superbia e in vanit anche maggiori, a tal punto
i he. disordinatamente furibondo, egli bram p er se stesso
il privilegio di essere capo d i tutta la stirpe umana e di
tutti gli ordini angelici; e se ci fosse avvenuto m ediante
l'nnione ipostatica, che questa si operasse in lui stesso*.

!-.sciupi tratti dagli esorcism i


(guanto esposto nella catechesi sopra riportata, trova
liscontro in maniera chiara e ricorrente nel confronto
( on i demoni, durante il ministero degli esorcismi.
I In giorno lho sentito gridare: Io sono Lucifero, il
I>iii luminoso di tutti gli angeli del c ie lo m i sono ribel
lalo alla volont di Dio, perch non ho voluto sottostare
alla maest del Nazareno; "m andava anche bene di
si are sotto la potest di Dio, ma al di sotto del Nazareno,
clic doveva nascere da una Donna, non ci volevo stare,
c allora ho detto: O mi fai come Te o io combatter
contro di Te, perch io non mi abbasser mai, mai, a un
I )io che diventa carne umana e che assume tratti umani
o corpo umano .

" Maria Ges d'Arreda, La mistica citt d i Dio, Pontificia Accademia Mamina Iniemassionaie* Edizioni Porcitincola, Assisi 2000, voi. I. Prima parte,
filini I, cap. 7, p, 85.

61

Unaltra volta, mentre gli intimavo: Adoralo, il tuo


Dio, Lui ti ha creato, adoralo!, protest: E andato
a incarnarsi in voi, quanto di pi schifoso e umiliante
potesse fare. Il ribrezzo che abbiamo provato, quando
entrato in quelle carni, solo noi lo sappiamo! .
Un altro giorno, mentre pregavo la Madonna, ecco
le proteste che mi sentii rivolgere:
Io sono spirito puro: perch non io, perch non io
spirito puro? Io spirito puro: perch non io, invece Quella
s? Perch? Eh, eh, eh? Perch Quella s? . E poco dopo
aggiunse: E Lei che una creatura, non io, io sono dio
e Lei stata messa sopra di me. Perch avrebbe dovuto? E
io non ho voluto, non ho voluto; non mi sarei mai piegato
alla creatura, quella creata per stare gi; io spirito puro
davanti"9 a Dio: dovevano adorare me, perch loro sono
meno di me (si riferiva, evidentemente, alla natura umana
di Cristo e a quella di Maria Santissima) .
U naltra volta ho sentito queste frasi:
Non sopporto che Lei sia accanto a Lui al di sopra
di me. Io ero langelo pi bello, bello, bello; il pi grande,
grande, grande; io ero Lucifero, langelo per eccellenza.
Che affronto! Che affronto! Concepire senza peccato uno
di voi! Che affronto! ! LImmacolata laffronto pi grande che il tuo Dio ci abbia fatto. Far concepire uno di voi
senza quel peccato che noi abbiamo creato un affronto
insopportabile. Tutti avevamo marchiato, tutti avevamo
marchiato con il nostro segno, tutti, meno Lei! Non do9 Non certo nei senso che avesse goduto in precedenza della visione bea
tifica (JTia rifiutata), ma nei senso che egli era, nella scala degli esseri, il pi
simile aDio, che purissimo spirito-

62

Vfv;i laici questo! Uno di voi senza peccato! E poi Lui


, |u* sincaina nel vostro corpo schifoso fatto di vermi (qui
Ika iso clie si riferisse alla decomposizione del nostro corpo
, |<ipi >la morte). Perch lha fatto? Per rovinarci? Perch ci
li.t umiliato cos tanto? Perch ci ha umiliato cos tanto?.
Ah re volte, con tono sprezzante, ha manifestato an,, .i l il suo rifiuto di accettare che la Vergine Maria fosse
si.iia posta al di sopra di lui, con queste espressioni:
Lei solo carne, io sono spirito puro, io sono spi
ni u puro! No, Lei no! Lei pi alta di me? N o! Io sono
sp irilo ! .

In ultra occasione, replicando parole in parte gi


espresse in precedenza, afferm:
l<i Ito rifiutato Quello (Dio), perch ha fatto Lei.
Non sopportavo che Lei fosse accanto a Lui. Non sop
portavo che una creatura umana fosse al di sopra di
iik-, perch io ero langelo pi bello, bello, bello, il pi
grande; io ero Lucifero, langelo per eccellenza.I
I Ina piu recente affermazione del demonio, da me
i .volta durante i giorni della novena deUImmacolau ilei 2010, mentre eravamo gi nel tem po liturgico
del lAvvento, la seguente:
Iai Donna dellattesa, della speranza, Donna vestita
di sole, dolcissima Madre. La Donna! Per amore dei
suoi figli stata creata prima di tutti i tempi nel pensiero
li Dio e io puro spirito questo non lo posso sopportare.
Quella carne putrida! temuta da noi perch con la
sua umilt, ubbidienza, infinito amore misericordioso
vi Iiene in braccio. La purezza del suo corpo: non mai
63

I veggenti della Madonna estasiati dalla sua bellezza,


le rivolgono tutti la domanda: P erch sei cos bella? .
E lei: P erch amo! .
Nessuna creatura umana stata ed cos bella come
Maria. Che cosa lha resa tanto bella? La condizione
iniziale di grazia della sua Immacolata Concezione11
e la sua cooperazione libera e gioiosa con Dio, al suo
progetto damore in favore di tutta rom anit, che lha
fatta crescere continuamente in quella pienezza di grazia
iniziale, che nellAssunzione ha raggiunto la perfezione
soprannaturale.
11 L8 dicembre dei 1854 Pio IX promulg solennemente, nella basilica di
San Pietro, il dogma dell'Immacolata Concezione. Egli, gi molto avanti negli
anni e di salute assai cagionevole, si trovava sul presbiterio e parlava con voce
fioca, A quell'epoca non etano stati ancora inventati i microfoni, gli altopar
lanti e gli amplificatori del suono; ma, nel momento in cui lesse la formula
della definizione dogmatica, la voce gli divenne sonora e possente mentre nel
medesimo momento im raggio di soie, squarciando le nubi, pass attraverso
una vetrata della basilica di San Pietro, avvolgendone ki persona. Quegli av
venimenti esterni, che tutti notarono, furono interpretati come il segno del
compiacimento di Dio e della Beata Vergine Maria, Narr il Papa: Ci che
ho provato, ci che ho sentito definendo il dogma dell'Immacolata Concezio
ne cosa tale che il linguaggio umano non saprebbe esprimere* Mentre Dio
pronunciava le parole del dogma per bocca del suo Vicario, fece entrare nel
mio spirito una luce cos chiara c cos intensa sullincomparabile purezza della
Santissimi! Vergine, che, spio fon data nell'abisso di questa conoscenza, la mia
anima si sent inondata di delizie inenarrabili, di delizie che non sono terrestri
e che non si possono provare che in Cielo. Un biografo di Pio IX scrive: Io
non temo di affermare che il Papa ricevette allora una grazia speciale per non
morire di dolcezza sotto l'impressione della conoscenza e del sentimento della
bellezza incomparabile di Maria Immacolata. Le parole con le quali il Papa
defin il dogma dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, alle
quali $1 era accompagnata quella profonda esperienza mistica, furono que
ste; Con l'autorit d i nostro Signore Ges Cristo, d ei beati A postoli Pietro e
Paolo e con la nostra., dichiariam o, pronunziamo e defmi&no; "La dottrina d ie
sostiene che la beatissim a Vergine Marta n el prim o istante della sua Concezione,
per singolare grazia e privilegio d i Dio onnipotente, in vsta d ii m eriti d Ges
Cristo, salvatore del genere umano, stata preservata immune da ogni m acchia
d peccato originale, rivelata da Dia e perci si deve credere ferm am ente e in
violabilm ente da tutti i fed eli" (Pio IX, Bolla In effab ile Deus).

66

M.uiii l'ideale supremo della perfezione; la


I >nmm vosi ila di sole (Ap 12,1), nella quale i raggi
Itui issimi lidia bellezza umana si incontrano con quelli
ivi .un, ma accessibili della bellezza soprannaturale12.
I ial - ci viene presentata dalla Sacra Scrittura, dai Padri
d Ila < Illiusa, dal Magistero, dai documenti Conciliari,
d,n Mistici, dai Santi e dalla Liturgia.
Nessuna creatura, neppure Maria, bella da s: Dio
I iniimv della bellezza (Sap 13,3) che crea la bellezza
delle creature (Sap 13,5). Dio, il Santo e il Vivente,
l.i bellezza suprema e le sue opere sono belle-buone (cfr.
u n I ,l). 12.25.31): fra queste spicca Maria, alla quale
il I iglio - immagina, nella fede, il beato Amedeo di
I i ts.imia - si rivolge in lode: Tu sei bella, le dice: bella
net pensieri, bella nelle parole, bella nelle azioni, bella
dall a nascita fino alla m orte, bella nella concezione ver
ginale, lidia nel parto divino, bella nella porpora della
mia Iassione, bella soprattutto nello splendore della mia
Uist irruzione13.
I Ino dei motivi della grande rabbia del demonio nei
i uni tonti di Dio - come abbiamo gi visto - quello di
ave! creato Maria senza peccato, sin dal primo istante
iIella sua esistenza. Il demonio infatti considerava suo
di i j11ci che ogni creatura umana, dopo la colpa originale,
dovesse essere concepita contaminata dal peccato14.
1 |'th>[n VI, Discorso p er la chiusura del VI congresso, m ariologico e linizio
J ,{ \i\' &tugrasso m ariano, Roma, 16 maggio 1975.
MA i. iMasci ardii, Pio IX e lIm m acolata, LEV, Citt del Vaticano 2000,

j, <in
" I l peccato della prima coppia umana, tranne per Maria, stato trauirvut pur propagazione a tutta Tunianit. cio con la trasmissione di una na67

Ma motivo di rabbia ancora pi grande da parte del


demonio nei confronti della Madonna, il fatto che ella
non ha mai commesso un bench minimo peccato e ci
10 fa infuriare ancor pi del privilegio deUImmacolata
Concezione ricevuto da lei per dono gratuito di Dio. Pur
essendo Immacolata, Maria restava libera e, pertanto,
poteva anche peccare. Il demonio odia tremendamente
la Madonna perch, pur avendo provato in ogni modo
durante la sua vita a farla cadere, mai riuscito a farle
com m ettere un peccato personale e, quindi, non ha
potuto minimamente macchiare e deformare la bellez
za di Dio in lei. Ella, perci, non possiede nulla che gli
appartenga: Satana non ha potuto vantare nulla su di lei;
ecco perch Maria Tunica creatura in grado di vincerlo
completamente. Per tale motivo egli la odia e la teme
quasi pi di Dio stesso ed incollerito pi nei suoi con
fronti che nei confronti di Ges Cristo: perch questi
11 Figlio di Dio fatto uomo, mentre Maria una creatura
ed lunica creatura che gli sfuggita completamente;
Tunica sulla quale non ha mai potuto esercitare il suo
diritto di conquista; Tunica che lo ha vinto in maniera
completa, sia nel momento del suo concepimento, sia
durante tutta la sua vita terrena.
Ben si pu affermare che Maria la Vergine potente
contro il M ale, perch ella Tunica creatura umana to
talmente vittoriosa su Satana e su tutto il suo esercito.
Il male, dunque, del tutto escluso da lei, ed questo
che la rende totalmente bella. E questo anche il motivo
per cui, vari autori cristiani, ispirandosi alle parole della
tura umana privata della santit e della giustizia originali. Per questo il peccato
originale chiamato peccato in modo analogico: un peccato contratto e
non commesso, uno stato e non un atto (CCC 4041.

68

'>i Scrittura: C hi costei che sorge come laurora,


onic la luna, fulgida come il sole, terribile come
" " A ssillo di guerra? (Ct 6 ,IO)15, hanno rappresentato
^" .1 m ine la Donna bellissima che appare a Satana,
in,- |., eondottiera indomita di un esercito schierato
1,1 ^Maglia. In questo passo biblico si pu intravedere
" " 'l'io, a mio parere, anche la rappresentazione della
l*'* i.ilr lorza che, unica fra tutte le creature, Maria
1" <V(' la Dio per la lotta contro Satana.
I ' et i come vari autori cristiani commentano lesprcsM"iir terribile come un vessillo di guerra, riferen.i Maria. Pascasio Radberto ( t 865) cos predica
"eli omelia sullAssunzione della beata Vergine Maria:
" ' 'in o |Maria] viene detta: terribile com e un esercito
" l'icr,it<i in ordine di battaglia. Ella infatti divenuta
t'm /'/lc per le sue virt; divenuta com e un esercito
* iterato in ordine di battaglia, perch circondata dai
ilei santi angeli16. Martino di Leon ( t 1203) nei
'"i mSermoni dice: [Maria] viene poi presentata come
" liti>ile, alla stregua di un esercito schierato, perch
"' Ha sua ascensione era da ogni parte attorniata da cori
angelici e accompagnata dalle anime degli eletti17.
Aliamo di Perseigne ( t 1221) scrive: Q uando da
*|iHMo mondo malvagio fosti assunta alla gloria del cielo,
i ' livemiia per tutte le potenze del male terribile come
luriv a vessilli spiegati.... Mentre i cieli trasalivano di
gi"a. gli angeli ti tributavano onori, i santi esultavano e
I* insegne delle virt scintillavano, apparisti veramente 1

11 \V<li .iiuliL- Ct 6 ,4 .
1 In /W iy /ttini (PL) 30,122-142.
1 \ii<Uw 200,23-24.

60

terrificante ai dem oni18. Innocenzo III ( t 1216) in un


suo Sermone dice: Chiunque si sente attaccato, o dai
nemici, o dal mondo, o dalla carne, o dal demonio, guar
di a questo esercito schierato per la battaglia, implori
Maria, affinch ella, per mezzo del Figlio mandi laiuto
dal luogo santo e da Sion ti porga sostegno* (Sai 19,2) 19.
SantAlfonso Maria de Liguori scrive: M aria vien
chiamata terribile contro le potest dellInferno, come
un esercito ben ordinato: Terribilis ut castrorum acies
ordinata (Ct 6 ,4 ). A cies ordinata, poich sa ben ella
ordinare la sua potenza, la sua misericordia, e le sue
preghiere a confusione dei nemici e a beneficio dei suoi
servi, che nelle tentazioni invocano il suo potentissimo
soccorso20.
Infine nelle parole fulgida come il sole, che ri
chiamano un passo del libro dellApocalisse: N el cielo
apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di
sole (Ap 12,1), mi sembra si possa senzaltro ravvi
sare rimmagine della bellezza della grazia divina, che
in Maria sfolgora nel pi grande splendore raggiunto
mai da una creatura umana, e che si oppone alla b ru t
tezza del peccato, per mezzo del quale Satana cerca di
strappare gli uomini a Dio. Satana stesso rispecchia in
s il massimo della bruttezza alla quale sia mai giunta
la creatura distaccatasi dal Creatore con la ribellione e
il peccato.

'* Ibidem 2U .
"Ibidem 217,584-586.
IU In O pere Spirituali, Serie B, Trattati speciali: Ges Cristo, Maria SS* e
i Santi, voi, V, Le glorie d M aria, c. 1. III. Edizione PP. Redentoristi, Roma'
Pagani 1954 * p. 208 .

70

tr /fit t r i t i t i d a g l i e s o r c i s m i

In i *. ii i diversi momenti, il demonio che cosa stato


. <1(I
>a dire da Dio sulla santit, sulla bellezza e sulla
umili assenza di peccato in Maria.
I In giorno, mentre svolgevo lesorcismo, rivolgendo
mi ,il demonio, gli ho detto: G uarda il volto bellissimo
di Ila Madonna. Lui ha risposto: I o non lo vedo,
Imio, e buio, buio per me. Non voglio e non la posso
g i.iidai e. E la mia rovina, la mia rovina, la mia rovina
i l,i .empie, da sempre. Io la odio, la odio, la odio! .
In .tin i esorcismi, profer le seguenti espressioni:
(Quegli occhi non li posso guardare! Non li posso
guardare! Non posso! Non si descrivono! Quella bel
li / za utm si descrive! .
I ,ci Tutta Santa, io invece tutto dannato. Lei Tuti.i bella e io sono tutto ci che brutto. Lei cresciuta
nella pienezza di grazia, io sono cresciuto nella pienezza
della morte.
I ,ei piena di grazia! Lei Santa, Santa! Quella
Sui u! I ,ei mi porta via le anime (e qui piange) .
( inardate, guardate, guardate la luminosit dello
i.|uiaido di un bambino e vedrete la purezza di Maria,
la purezza, la purezza e lamore di Maria (questa stata
mia delle rarissime volte che, tra terribili contorsioni, ha
piommciato il nome di Maria) .I
I In'altra volta, con un evidente linguaggio metaforii o (non avendo egli n pelle n cervello, perch spirito
imi materiale), disse: O gni volta che scende in questa
in i a (si riferiva alla Madonna) noi sprotondiamo pi in

71

basso. Ogni sua lacrima un buco nella nostra pelle;


ogni suo sguardo uno strappo nel nostro cervello;
ogni suo passo la nostra fine. Stiamo cercando di fer
marla, non ci possiamo riuscire, perch Lei pi potente
di noi. Il male non ha nessun potere su di L ei.
Q ualche giorno prima della solennit dellIm m a
colata Concezione del 2010, mentre lo esorcizzavo, il
demonio, con grande timore, esclam: Q uella Donna
luminosa in questa stanza. Allora, nel nome di Ges,
gli ordinai di descrivermela ed egli cos si espresse:
tutta con il manto celeste che arriva fino ai piedi;
ha una veste completamente bianca; ha un viso bellissi
mo il cui sguardo non posso sostenere e vi sorride; ha le
mani giunte; ha tutta la corona di dodici stelle accesa;
alla vita ha un cordone bianco al quale legata quella
catena {il Rosario). E su una nuvola e vi sta dicendo:
State tranquilli, Io sono qui con voi e vi aiuto .

n c h e

l a

a d o n n a

s t a t a

r e d e n t a

d a

e s

Catechesi
Tutti gli uomini vengono nei mondo con il peccato
originale, e per salvarsi dalla perdizione eterna hanno bi
sogno della Redenzione di Cristo. Anche Maria, essendo
della stirpe umana, avrebbe dovuto contrarre il peccato
originale ed entrare in questo mondo priva, come tutti
gli altri uomini, dei doni soprannaturali e della grazia
di Dio. Ma non fu cos. Dovendo essere la Madre di
Ges, in previsione dei meriti del Figlio redentore, fin
dal primo istante del suo concepimento, per singolare

72

Iii ivilogin a lei concesso, la Santissima Trinit la preserv


ti.ill.i colpa originale. Ella infatti, eletta a essere la Madre
dt <.1 isio redentore, doveva necessariamente precederlo.
In ordine temporale viene prima la madre e poi il figlio.
I >i i onseguenza, era necessario che Maria, perch fosse
Immacolata, venisse redenta da Cristo, prima che egli
mss >ilascesse e morisse in Croce, realizzando la Reden/ione. Pertanto la Redenzione stata applicata a Maria
*<pievcntivamente, cio prima che Cristo lattuasse.
S rive sant'Ambrogio: Il Signore, allorch si accinse
,i redimere il mondo, ha cominciato da Maria, affinch
pioprio lei, per la cui mediazione venne preparata la
Kt i Imzione per tutti, fruisse per prima del frutto della
..ilvezza per mano del proprio Figlio (In Lucam, 2,17).
Muriti si trovata Immacolata sin dal primo istante del
.no esistere senza aver fatto nulla per meritare un simile
piivilegio, esclusivamente per bont e misericordia di
I >iu b un favore divino assolutamente gratuito, che Maria
li.i oiieiiuto sin dal primo momento della sua esistenza.
I Un non fu liberata dal peccato originale, ma ne fu pre'<n vaia in virt dei meriti del Figlio suo, previsti da Dio.
Mai la, perci, come noi, redenta da Cristo: la prima dei
ledenti, ma redenta anchessa. Tutto ci per noi motivo
i lt gl ande conforto e gioia perch ci fa sentire Maria tanto
v>* ma a noi, pur scorgendola cos eccelsa e sublime nella
Mia dignit di Madre di Dio e nei suoi singolarissimi pri' ilegi di grazia. Anche lei una creatura redenta, salvata,
"m e Io siamo noi; ella stessa sa di esserlo e ringrazia
* "i 11 ioi continuamente il Signore per la sua Redenzione!
1Aiesio il significato delle parole del suo cantico di lode
1 i ni iniziamento: .Ilanima mia magnifica il Signore e il
>*no \/>iri/o esulta in Dio, mio Salvatore (Le 1,47).

73

Esem pi tratti dagli esorcismi


Una volta il demonio cos espresse la continua grati
tudine di Maria verso Dio:
L e i canta sempre le lodi di Quello, come faceva al
lora, ma solo pochi sulla terra sono in grado d ascoltarla
quando canta.
Probabilmente qui il maligno si riferiva alla nostra
incapacit di comprendere sino in fondo la grandezza di
quel Cuore, che loda in eterno Dio ed riconoscente per
le grazie ricevute, non solo a beneficio suo, ma anche dei.
suoi figli.

a r ia

st a t a

r e d e n t a

c o m e

t u t t i

g l i u o m in i

MA IN MODO PI ELEVATO E SUBLIME

Catechesi
Ciascuno di noi, con il battesimo, liberato dal pec
cato originale, Maria invece ne fu preservata21 fin dal
concepimento. Come sul piano naturale chi ci preserva o
21 M a ria nuov-a c r e a z io n e e n u o v a c r e a tu r a sin d al p r im o is ta n te d e lla su a
I m m a c o la ta C o n c e z io n e . M a ria n o n m a i s ta ta v e c c h ia c r e a t u r a , m a n u o v a
c r e a t u r a nel se n so rad ien te d e lla p a r o la . E c c o p e r c h a lei s o la p u e s s e r e a p
p l ic a to il te r m in e I m m a c o l a t a C o n c e z i o n e . Jn lei, in Fatti, n o n c s ta ta u n a
p r e c e d e n te c o n c e z io n e n e l p e c c a to , c o m e a v v e n u to p e r tu tti gli a ltri u o m in i.
P e r noi c s ta ta la v e c c h ia c re a z io n e , la v e c c h ia c r e a tu r a . N o i non a b b ia m o
un a C o n c e z io n e I m m a c o la ta c o m e M a r ia , m a s ia m o c r e a tu r e ris a n a te dal p e c
c a to , nel B a tte s im o , p e r g ra z ia e r in a te nel rim m a c o la tea za. Q u in d i il te r m in e
Im m a co ld lii C o n c e z i o n e p r o p r io s o lo di M a ria . C o n La r in a s c ita b a tte s im a le ,

non s
pu dire che nel Battesimo siamo diventati come 1*immacolata Concezione, Per
noi infatti c' sfata urta precedente concezione nel peccato originale. P e r M a r ia ,
s ia m o p assati d a ll'e s s e re v e c c h ia c re a tu r a a n u o v a c r e a tu r a e q u in d i

in v e c e , n o n c s ta la m ai u n a c o n c e z io n e c h e n o n fosse im m a c o la ta .

74

u spari nia da un colpo mortale considerato nostro sal


va in iv pili che se ci guarisse dalla ferita prodotta da quel
mi p, cos nellordine soprannaturale, Maria, essendo
slitta risparmiata dallinfezione de) peccato originale,
si iti a redenta in un modo pi elevato e sublime (Pio IX,
dulia Ineffabilis D eus), cio in modo perfettissimo. Pro
prio per questo motivo, il Figlio soffr per la Redenzione
iIella Madre pi che per quella di tutti gli altri uomini
insieme. La Redenzione, infatti, ha assolto, nei confronti
di Maria, un compito pi grande di quello nei confronti
i li iotti gli altri uomini. Maria non stata soltanto redenta
da I 1aglio, ma la prima tra tutti i redenti e in lei la grazia
salvifica ha agito tanto in profondit da non permettere
al peccato di attecchirvi. Ges, Salvatore del mondo, ha
conseguito la sua pi bella vittoria sul peccato e sul de
monio, devastatori del genere umano, con lImmacolata
( Concezione di Maria, che il suo pi eccelso trofeo di
vi li olia, il senso pi prezioso del suo trionfo. Il Concilio
Valicano II ha proclamato che la Chiesa am m ira ed
esalta in Maria il frutto pi eccelso della Redenzione
ISiu rosanctum Concilium 103).

I sciupi tratti dagli esorcismi


beco, come, a pi riprese, il demonio ha espresso
alne volte ancora tutto il suo disappunto nei confronti
i lei privilegio che Maria ha avuto di essere lImmacolata
( Concezione.
Un giorno, mentre dicevo al demonio: In nome
della nostra Madre Immacolata, vattene da questo cor
75

po! egli grid: la parola che odio di pi! . E io ho


ribattuto: Im m acolata?. E lui: S! .
Una volta, durante la novena dellImmacolata, comin
ci a gridare: Mandala via ! Mandala via! Mandala via ! In
questi giorni tutti la nominano; tutti la chiamano; tutti di
cono il suo nome. Troppa luce, troppa luce, troppa luce! .
Unaltra volta esclam: L Immacolata il mio con
trario.
In un altro esorcismo, mentre ripetevamo pi volte la
preghiera: O Maria concepita senza peccato, pregate
per noi che ricorriamo a voi, il demonio disse: S m et
tetela! Questa giaculatoria potente contro di me! .

La

v e r g in it

p e r p e t u a

d i

M a r ia

Catechesi
La Madonna, come la Chiesa ha sempre creduto e
professato, fu vergine prima della nascita di Ges, rimase
vergine nel momento in cui lo partor e conserv la sua
verginit per tutto il resto della sua vita. Maria non con
cep per intervento umano, ma per opera dello Spirito
Santo. Il concepimento di Cristo, nel seno della Madre,
fu un evento miracoloso, soprannaturale, unopera divi
na, che sorpassa ogni umana comprensione e possibilit.
In una catechesi tenuta durante una Udienza generale,
il papa Giovanni Paolo II disse: L a Chiesa ha costan
temente ritenuto la verginit di Maria una verit di fede,
76

r.l in ii lo c approfondendo la testimonianza dei Vangeli


I' I ma, di Matteo e, probabilmente, anche di Giovanh' Nell'episodio dellAnnunciazione, levangelista Luca
Itiiniu Maria vergine, riferendo sia della sua intenzione
di |kt\cverare nella verginit come del disegno divino che
"in ilio mie proposito con la sua prodigiosa maternit.
I a si na tura del testo lucano (cfr. Le 1,26-38; 2,19.51)
'* m-.Ic ;i tigni interpretazione riduttiva. La sua coerenza
"ti permette di sostenere validamente mutilazioni dei
' Miuni o delle espressioni che affermano il concepimento
'<Attuile operato dallo Spirito Santo. Levangelista Matteo,
" lu n n lo lannuncio dellangelo a Giuseppe, afferma
'I pal i di Luca il concepimento operato dallo Spirito
8.mio (Mt 1,20) con esclusione di relazioni coniugali. La
r.' iirruzione verginale di Ges, inoltre, comunicata a
iiuseppe in un secondo momento: non si tratta per lui
di un invito a dare un assenso previo al concepimento
drl l uglio di Maria, frutto dell'intervento soprannaturale
dello Spirilo Santo e della cooperazione della sola madre.
I gli o soltanto chiamato ad accettare liberamente il suo
molo ili sposo della Vergine e la missione paterna nei
i igi tarili ilei bambino. Matteo presenta lorigine verginale
i Ir ( ics li come compimento della profezia di Isaia: Ecco,
In vergine concepir e partorir un figlio che sar chia
m a l o lnmanuele, che significa Dio con noi" (Mt 1,23;
ili Is 7 ,14). In tal modo Matteo porta a concludere che
il i oncepimento verginale stato oggetto di riflessione
ih Ila prima comunit cristiana, che ne ha compreso la
m ilorm ita al disegno divino di salvezza e il nesso con
li* Imi ini di Ges, Dio con noi 22.
Wilnvza generale,

11 lu g lio 1 9 9 6 ,

77

Com e tu miracoloso il concepim ento, cos fu an


che il parto di Maria Santissima: ella, per intervento
soprannaturale partor il Figlio di Dio, rim anendo
vergine. Secondo santA m brogio, la Sacra Scrittura
rivela che non solo una vergine doveva concepire, ma
che una vergine doveva anche partorire. 11 papa O r
misda precisa che il Figlio di Dio diventato Figlio
delluom o, nato nel tem po nel m odo di un uom o,
aprendo alla nascita il seno della madre [cfr. Le 2 ,2 3 ]
e, per potenza di Dio, non sciogliendo la verginit
della madre (DS 368). La dottrina confermata dal
Concilio Vaticano II, nel quale si afferma che il Figlio
primogenito di Maria non diminu la sua verginale
integrit, ma la consacr" (LG 57) 23. Per molti Padri,
essendo stato divino il concepimento, il parto fu senza
dolori. Essi affermano che, non avendo sperimentato il
piacere sensuale nella concezione di Ges, la Madonna
non avrebbe subito nemmeno le pene del travaglio nel
partorirlo. Tra i Padri che hanno insegnato esplicita
mente il p arto indolore della Vergine ricordiamo:
santEfrcm il Siro, san Zeno di Verona, san Massimo
di Torino, santAgostino, san Proclo di Costantinopoli,
Antipatro di Bostra, Procopio di Gaza, Venanzio F o r
tunato, san G erm ano di Costantinopoli, santAndrea
di Creta, san Gregorio di Nissa, san Giovanni D am a
sceno. Non si tratta di alcuni scrittori cristiani antichi,
ma delle massime autorit della mariologia patristica
d Oriente e dOccidente.
San Gregorio di Nissa, facendo unanalogia fra va e
Maria, dice che va, poich con il peccato aveva intro-

Udienza generale* 29 agosto 1996,


78

ciotto la m orte nel mondo, fu condannata a partorire tra


dolore e travagli; era conveniente, dunque, che la Madre
della Vita, Maria Santissima, iniziasse a concepire con
gioia e con gioia partorisse: La sua concezione non av
venuta tramite il commercio sessuale ...l a sua nascita non
ha conosciuto il dolore; il suo talamo stata la potenza
d ellAltissimo, la quale ha ricoperto quasi com e una nube
la verginit stessa; fiaccola nuziale era lo splendore dello
Spirito Santo... 2425*. Cos anche santEfrem , negli In n i
sulla Beata Vergine, dice che Maria partor, rimanendo
vergine e senza sofferenze. Cos per san Giovanni Da
masceno non solo il concepimento, ma anche la nascita
fu indolore: poich com e il piacere non la precedette,
cos la pena non la segu24.
Tra i mariologi moderni basti citare il celebre Ren
Laurentin, il quale, gi nel 1968 scriveva: Q uanto al
parto indolore, che la Tradizione afferma senza contestazione dal IV secolo, abbastanza paradossale che si
sia cominciato a contestarlo nel momento stesso in cui
il progresso scientifico instaurava il parto indolore
per tutte le donne, strabiliante che certi teologi e
predicatori abbiano cominciato a celebrare le sofferenze
crocifiggenti di Maria alla nascita del Salvatore, nel
momento in cui le cliniche ostetriche si applicano a
denunciare i dolori del parto come un mito alienante e
disumanizzante 2(\

d N is s a , in Canticaamiicorttm. S e r m o I 3 .c n P C 4 4 . 1 0 5 3 .
In C hrh resurrrctioncm, Orario J , in PC 46,604.
25 San Giovanni Damasceno. De Fide orthodoxa. libro 4. cap. 14. in liM
1920, Questo certamente non significa che il dolore del pano sia da considera
re quasi una conseguenza del piacere legato alluso corretto della sessualit.
2La Vergine Maria, Edizioni Paoline, Roma 1984. p. 501.
24 S a n G r e g o r io

V edi a n c h e Id e m ,

79

Maria rimase vergine anche per tutto il resto della sua


vita. Ella si consacr totalmente alla missione redentrice
di Cristo. La sua volont di rimanere vergine, manife
stata al momento dellAnnunciazione (Le 1,34), non
stata successivamente da lei mutata27. Inoltre il senso im
mediato delle parole: D onna, ecco tuo figlio, E c c o
la tua m adre (Gv 19,26), che Ges dalla croce rivolge
a Maria e al discepolo prediletto, indica chiaramente
una situazione che esclude la presenza di altri figli nati
da Maria. Il termine prim ogenito, dato a Ges nel
Vangelo (Le 2,7), non indica che Maria abbia generato
altri figli dopo Ges, ma significa letteralmente bam
bino non preceduto da un altro e, di per s, prescinde
dallesistenza di altri figli28.

Esem pi tratti dagli esorcismi


In riferimento al concepimento verginale di Cristo,
proprio nel giorno della celebrazione della solennit
dellAnnunciazione, con furore il dem onio, m entre
veniva esorcizzato, esclam: Si posato su di Lei; ...
proprio unombra e non per modo di dire, una vera
om bra, unom bra che luomo non pu vedere, non

27 S i d e v e d u n q u e rite n e re c h e a g u id a r e M a ria v e rs o l id e a le d e lla v e r


g in it s ta la u n 'is p ir a z io n e e c c e z io n a le di q u e llo ste s so S p irito S a n to c h e , nel
c o r s o d e lla sro rla della C h ie s a , sp in g e r ta n te d o n n e su lla v ia d e lla c o n s a c r a
z io n e v e rg in a le . L a p re s e n z a s in g o la re d e lla g ra z ia , nella v ita di M a ria , p o r t a
a c o n c lu d e r e p e r un im p e g n o d e lla g io v a n e n e lla v e rg in it . C o lm a d i d o n i
e c ce z io n a li d el S ig n o re d a ll'in iz io d ella sua e s iste n z a , ella e o r ie n ta ta a una
d e d iz io n e di

Ultra s e

28

80

ste ssa - an im a e c o r p o -

Udienza generale, 2 5
Udienza generale, 2 9 a g o s to 1 9 9 6 .

(G io v a n n i P a o lo II,

a D io n eiT o fferta v e r g in a le

lu g lio J 9 9 6 ) .

li i Mimpicrc un atto sessuale, no, ma per compiere la


11 <i-.|>i tsi/one del Figlio nel suo ventre. Dopo il suo "s
< ,u vernilo davvero che si posata Inom bra dellAli iv.nin>. !! cos che entrato nel suo ventre il Figlio del
I ht* vivente29. Mancavano pochi giorni al Natale del
Alilo v si discuteva molto - anche sullonda di un film
Iiiniellalo nelle sale cinematografiche in quel periodo30
miIl'atteggiamento di alcuni teologi, i quali, in aperta
<liv.imanza con linsegnamento consolidato e unanimeinenle accettato della Chiesa, negavano la verginit di
Mai ia. Altri ancora, pur essendo questione non ancora
lelnula, avevano affermato che la Madonna avrebbe
n il lerro durante il parto. Proprio in quei giorni, mentre
m.ivamo recitando il terzo mistero gaudioso, nel quale
m loniempla la Nativit di Nostro Signore, il demonio
nll'improvviso esclam:
Oliando Quello nacque da Quella vi fu una luce
i mik- quando risorto. La stessa maledetta luce, troppo
Imiv, troppo forte, non la posso vedere, non la posso
\i iln v ... pass dal grembo di Quella, come pass dal
vi ni re del sepolcro quando risuscit.
I qualche giorno dopo, durante lOttava di Natale:
A meraviglia di tutto il creato, in una luce che ha
illuminato e abbagliato tutta quella grotta, nato un
bambino che non ha leso nulla del corpo santo della
M.n Ire. stato un parto unico al mondo e non ce ne sar
m.n pi. E quella Madre con sguardo stupito e lacrime
di gioia lo ha accolto con amore indescrivibile.
< -urne c in fo rm a L u c a nel V an g elo , l a n g e lo d isse a M a r ia : L o S p ir ito
i s ce n d e r su di te e la p o te n z a d e llA ltissim o ti c o p r ir co n la sua o m b r a

li., 1.45.
1,1Nfttwa (il titolo originale del film 'The Nativty Story, USA 2006).

HI

E pochi giorni prima del Natale del 2007:


V oi non ve lo immaginate lo stupore in quegli
occhi con quelle lacrime che scendevano, perch non
capiva com era possibile che aveva quel Bambino in
braccio. Come aveva fatto? Che stu pore!... Che stupo
re!... Che amore! (e qui il maligno piange di dolore per
il male che gli causava il ricordo della venuta di Dio in
t e r r a ) ... E lo copriva, Io copriva, perch aveva freddo,
lo baciava! . Poi aggiunse, con nostra grande sorpresa,
questa straordinaria dichiarazione sullamore che Dio
ha per noi, facendosi uomo e venendo a soffrire e a
morire per noi: S e solo voi capiste quanto amore ha
mosso tutto, se voi solo capiste, io sarei distrutto! Se
solo ogni uomo, ogni singolo uomo capisse l I % della
more che ha mosso Quello a venire sulla terra, io sarei
distrutto, perch cos grande, cos grande che voi non
ve Io immaginate ! E io soffro per questo, perch Lui vi
ama! Che cosa poteva fare di pi se non questo? Che
cosa? Se voi solo Io capiste, io sarei m orto, m o rto
e solo, solo, solo! 51. Invece voi, ... ahhh! {escla
mazione di soddisfazione) nessuno ci crede, nessuno,
e io gioisco, ahhh ahhhh ahhhhhh!... venuto ad av
visarvi, ad aprirvi gli occhi, a dirvi: Guardate che ci
sono, sono qui, vi a m o ! ... e voi niente (e ride)! Ma
ve lo siete mai chiesto come ha fatto in duemila anni
questa bastarda di Chiesa, come la chiamate voi, ad
andare avanti? Come fate, come fate, ve lo siete mai
chiesto? Vi pensate che siete voi iettatori52? Ma che
HM ono nel senso che la sua attivit in mezzo agli uomini rimarrebbe
inefficace; solo perch sarebbe rifiutato dagli uomini.
2 Iettatori il termine che questo demonio in particolare usava per
definire i sacerdoti.
82

(parolaccia), com e (parolaccia) fate a non crederci!


Quanto sono contento, quanto sono contento; siete
cos stupidi, stupidi! .

La maternit di M aria nei nostri confronti


Catechesi
Maria diventata Madre di ogni uomo dal momento
dellIncarnazione, quando, nel suo grembo verginale,
il Verbo di Dio, il Figlio dellEterno Padre, per opera
dello Spirito Santo prese la nostra natura umana. In quel
momento il Figlio di Dio un in qualche modo a s ogni
uom o33 e poich ci avvenne in Maria, ella divenne,
per mezzo del Figlio Ges Cristo, anche Madre di tutta
lumanit e di ogni uomo, chiamato da Dio a giungere a
lui in Cristo34. Il Figlio di Dio, facendosi carne, divenne
anche Figlio di Maria; cos ogni uomo, diventato in lui
figlio di Dio, diventa in Cristo anche figlio di Maria.
Coloro che accolgono Cristo e aderiscono a lui entrano
a far parte della Chiesa, di cui Cristo il Capo ed essi le
membra, che formano con lui un solo Corpo. Per que
sto motivo la Chiesa chiamata anche C o rp o Mistico

Con l'Incarnazione il Figlio di Dio si unito in certo modo a tutti gli


uomini {Gaudium et spes 22).
iA Dal momento deirinoamazione, il Figlio, i! Verbo, esiste anche come
uomo: Gesti Cristo luomo perfetto, per cui quando Dio pensa all'uomo
pensa per primo a Ges Cristo e a lutti gli uomini in lui. Abbiamo, quindi,
un legame organico con Ges Cristo. Fanno parte, per, del suo Corpo
Mistico, solo coloro che lo accolgono e aderiscono a lui. I cristiani, che vivono
in peccato, continuano a far parte del suo Corpo Mistico, ma come membra
morte.

83

di C risto35. Maria, essendo Madre di Cristo, anche


Madre della Chiesa36.
La maternit di Maria nei confronti di ciascuno di noi
perci, in qualche modo, lestensione dellIncarnazio
ne del Figlio. In lui, Capo della Chiesa, incorporato
ciascuno di noi; dunque, Maria, generando il Corpo F i
sico del Figlio, inizi nel medesimo tempo anche a gene
rare il Corpo Mistico del Figlio. O ra la stessa vita divina,
che nel Figlio, necessariamente anche nel suo Corpo
Mistico di cui noi siamo membra. Maria, generando il
Figlio, conseguentemente gener in lui anche ciascuno
di noi: Tutti noi dunque che siamo uniti a Cristo e che
come dice lApostolo: siamo membra del Corpo di lui,
della sua carne, delle sue ossa, siamo usciti dal grembo

1511 Corpo Mistico di Cristo, che .la Chiesa, costituito da Gesi+Nou


cio la nostra unione vitale con Ges, cos da formare* come ci insegna san
Paolo, un sdo Corpo del quale Ges il Capo e noi le Membra. Si compren
de, dunque, come nella vita soprannaturale sia essenziale che ciascuno di noi
rimanga unito al suo principio, Ges, e che aderisca sempre pi intimamente
a lui. La grandezza impareggiabile di Maria sta nel fatto che ella, pur essendo
un membro della Chiesa - 0 primo e il pi eccelso, essendo Madre di Cristo
- anche l'unica tra tutte le creature umane a essere allo stesso tempo Ma
dre della Chiesa proprio perch Madre di Cristo. Egli, sin dal primo istante
deJIIncamazione nel grembo di Maria, ha unito a s che il Gipo, il suo Cor
po Mistico, che la Chiesa. La maternit della Vergine si estende per divino
volere al Cristo totale, Capo e Corpo Mistico.
** Con il nome di Madre* a preferenza di ogni altro, i fedeli e la Chiesa
sogliono rivolgersi u Maria. Esso invero appartiene alla genuina sostanza della
devozione a Maria* trovando la sua giustificazione nella dignit stessa della
Madre del Verbo Incarnato. Come infatti la divina maternit il fondamento
della speciale relazione con Cristo e della sua presenza nel) economia della
salvezza operata da Cristo Ges, cos pur essa costituisce il fondamento prin
cipale dei rapporti di Maria con la Chiesa, essendo Madre d i Colui che fin d al
prim o istante deU 'lnairnauone, n el suo seno verginale, ha unito a s com e Capo
il suo Corpt M istico che la Chiesa. Maria dunque, come Madre di Cristo*
Madre anche dei fedeli e dei Pastori rutti, cio della Chiesa , Paolo VI, Procla
mazione di Maria, M adre della Chiesa, Discorso di chiusura della terza sessione
del Concilio Vaticano 11,21-11-1964,
84

di Maria come un corpo unito al cap o 37. Scriveva san


Leone Magno, predicando sul Natale: L a festa di oggi
rinnova per noi i sacri inizi di Ges, nato dalla Vergine
Maria. E mentre celebriamo in adorazione la nascita del
nostro Salvatore, ci troviamo a celebrare il nostro inizio:
la nascita di Cristo segna linizio del popolo cristiano 8.
Noi siamo veramente figli di Maria neHunica generazio
ne del Figlio. Allo stesso modo in cui siamo figli di Dio
nel Figlio Ges Cristo (cfr. Rm 8,28-30; E f 1,4-5; Col
1,16; Gv 1,2-3), cosi siamo anche figli di Maria nel Figlio
Ges Cristo. Dio, quindi, ridiventa Padre degli uomini e
gli uomini ridiventano figli di lui, neUawenimento della
maternit divina di Maria.
Se esiste una innegabile distinzione tra la generazio
ne fisica del Figlio e la nostra, nel medesimo tempo vi
unidentit di generazione nella comunicazione della
vita. Vi fu una generazione fisica per Ges Cristo, che
portava in s la vita divina del Padre, del Figlio e dello
Spirito Santo; ma quella stessa vita divina (che chiamia
mo anche grazia santificante) viene comunicata a
chiunque aderisce personalmente e liberamente a Ges
Cristo. Per cui vi ununica generazione: si distingue
solo per il tempo in cui essa inizia per noi. Tale genera
zione si attua per ogni uomo nel momento in cui inizia
la comunione di vita (divina) con Cristo. E cco perch,
con il beato Guerrico abate, ogni cristiano con somma
gioia pu dire: M aria ha generato un unico Figlio,
unico per il Padre in Cielo, unico per la Madre in terra.
La stessa unica Madre Vergine, che ha la gloria di aver43

43 Pio X, in A d dian illuni.


* Dai Discorsi di San Leone Milano, Papa, Disc\ 6 per il Naia le 2-3,5; PL
54,213-216.

85

generato lunico Figlio del Padre, abbraccia il medesimo


suo unico Figlio in tutte le sue membra (cio ciascuno di
noi [nda] ) e non disdegna di chiamarsi Madre di tutti co
loro nei quali riconosce il suo Cristo gi formato o che si
former l>. E il beato Aelredo abate cos descrive questa
mirabile maternit: M aria veramente nostra madre.
Per lei infatti siamo nati non al mondo, ma a Dio. ...
Siamo nati molto meglio che non per mezzo di va, per
il fatto che Cristo nato da lei. ... Ella nostra madre,
madre della nostra vita, madre della nostra incorruzione,
madre della nostra luce ... perci per noi pi madre
della madre nostra secondo la carne40.
Giovanni Paolo II, in una omelia tenuta a Efeso,
descrisse molto chiaramente tale meravigliosa verit
con queste parole: D al momento del fiat - osserva
santAnseimo - Maria cominci a portarci tutti nel suo
seno; per questo il Natale del Capo anche il Natale del
Corpo, sentenzia san Leone Magno. SantEfrem ha per
parte sua unespressione molto bella a questo riguardo:
Maria, egli dice, la terra nella quale stata seminata la
Chiesa. In effetti, nel momento in cui la Vergine diventa
Madre del Verbo incarnato, la Chiesa si trova costitui
ta in modo segreto, ma germinalmente perfetto, nella
sua essenza di Corpo Mistico: sono presenti, infatti, il
Redentore e la prima dei redenti. D ora innanzi lincor
porazione a Cristo implicher un rapporto filiale non
solo con il Padre Celeste, ma anche con Maria, la Madre
terrena del tglio di D io41.
w Discorsi, Discorso 1 nellAssunzione della Beata Vergine Maria; PL
185,187-189.
40 Dai Discorsi, Disc. 20. sulla Nativit di Maria; PL 195.322-324.
4J Omelia di Eleso, 30-11-1979,

86

Il fondamento del nostro autentico culto a Maria


dunque questo: il Figlio di Dio, n el m omento in cui si
fallo uomo, si fatto anche Figlio di Maria e avendoci egli
incorporati a lu i anche noi diventiamo in lui figli di Dio
c figli di Maria. S e san Paolo ha conosciuto con tanta
chiarezza questo mistero deirunione del Cristo con le
sue membra, di quali bagliori doveva esso risplendere
agli occhi di Maria chiamata a occuparvi un posto cos
decisivo. Ella vedeva, e in una luce incomparabilmente
piti perfetta, che suo Figlio sarebbe stato la testa di un
corpo immenso e che il mistero deirincam azione non
si sarebbe operato in un istante nel suo seno, ma si
sarebbe compiuto sino alla fine dei tempi con la forma
zione delle membra del Cristo. Essa comprendeva che,
chiamata a essere Madre del Verbo incarnato, doveva
concepirlo nella sua totalit, com e avrebbe poi detto
santAgostino, nella testa e nelle membra, e che la sua
maternit non avrebbe raggiunto la sua perfezione che
nella generazione del Cristo completo. A tutto questo
mistero larcangelo Gabriele chiedeva U consenso da
parte di Dio e a tutto questo mistero Maria acconsent.
Nello stesso tempo che accett di essere la Madre di
Ges, ella accett di essere la Madre delle membra di
Ges: sin da questo giorno ella fu nostra M adre42.
Questa meravigliosa realt della maternit di Maria nei
nostri confronti ci stata svelata da Cristo sulla croce, po
co prima di morire, quando egli con le parole: Ecco tua
madre ci invit ad accogliere Maria nella nostra vita per

42 M.V. Berna dot 0 ,R , Maria nella mia vita. Edizioni Paroline, Roma 1954.
pp. 19-20.

87

vera madre e quindi a com portarci nei s u o i confronti da


figli e non figli adottivi, ma figli v eram en te generati da lei,
in lui. Mentre si compiva la nostra R edenzione, quando
Ges disse: Donna, ecco tuo figlio , s v e l c proclam a
tutti ci che Maria era diventata sin dal m om en to dell1In
carnazione: m ad re di ciascuno di n o i. E quando, poco
dopo, Ges, rivolgendosi a Giovanni c h e rappresentava
ogni uomo - disse: E c c o tua m a d re , ci rivel quello
che eravamo diventati gi dal m om ento della sua Incar
nazione: figli di questa Madre. Cristo sce lse di rivelarcelo
in maniera esplidta nellora del pi g ra n d e dolore suo e
della Madre, affinch com prendessim o quanto grande
il loro amore per ciascuno di noi e q u a n to siamo loro
costati. Se per Maria il parto del Figlio a Betlemme non
fu doloroso, sul Calvario, invece, il suo am oroso consenso
all'immolazione di quel Figlio fu per lei com e un parto
dolorosissimo, che lo generava nel su o stato di vittima.
Nel medesimo tempo in quei dolori p a rto r, Maria, anche
ciascuno di noi, membra del Corpo M istico del Figlion.
Comprendiamo bene, da quanto d e tto sin qui, che
Maria non ci Madre n in senso m etaforico, n giuri
dico n morale. Maria ci Madre innanzitutto, perch ci
ha generati, ci ha comunicato direttam ente la vira divina,
e non solo perch ha ricevuto un co m p ito materno nei

D i c e G io v a n n i P a o lo l i : U e s p r e s s i o n e di G e s : 'D o n n a , e c c o Li tu o fi
g lio ', p e r m e tte a M a ria di in tu ire il n u o v o r a p p o r t o m a t e r n o c h e a v r e b b e p r o
lu n g a to c a m p i t a l o il p r e c e d e n te . Il su o s * a ta le p r o g e t t o c o s tit u is c e , q u in d i,
u n a sse n so al s a crific io di C r is to , c h e ella g e n e r o s a m e n t e a c c e t t a nel A d e s i o n e
alia divin a v o lo n t . A n c h e se nel d is e g n o d i D io la m a t e r n i t di M a r ia e ra
d e s tin a ta fin d a ll in izio a e s te n d e rs i a

tutta.

T u m a n it , s o l t a n t o su l C a lv a rio * in

v irt d e l s a c r if ic io di C risto e ssa si m a n ife s ta n e lla s u a d i m e n s i o n e u n iv e r s a le

[Udienza generale, 24

88

a p r ile 1 9 9 7 ) .

imsiti i <tnfronti. Maria mi Madre, non perch mi fa da


Militile, ma perch mi veramente Madre! Una donna
i t Invvero madre di un figlio quando lha concepito, Io
Im pori alo nel grembo nove mesi e poi lo ha partorito.
I tompiii materni - lallattamento, lalimentazione e
|i t Im azione del figlio - iniziano solo una volta che lo
ha p.niol ito e possono anche essere omessi e suppliti
pei iraseuratezza o impossibilit della madre; ma la
iloiina che supplisce, non sar mai la vera mamma di
|Mi l tiglio, perch non stata lei a generarlo. Sar madre
Milo in senso metaforico, perch ne fa le funzioni, o in
m uso giuridico, perch lo ha adottato, o in senso morale,
pei 1 1ir si occupa della sua educazione. vera madre chi
gi uri a il figlio. Maria nostra vera Madre, perch ci ha
generali con Cristo e in Cristo. Siamo veramente suoi
tigli! Siamo generati da lei e questa generazione si attua
hi il pmiio soprannaturale: per questo si dice maternit
s pi n 11lale o anche maternit nellordine della grazia .
I 11 u 11 lari lo figli, essendo ella una madre perfetta, ha per
imi I<i stesso amore e le stesse premure che ha avuto per il
I igln 1 1 ics li Cristo. Infatti, una mamma non fa differenza
Ii. i il capo e le membra del figlio n una vera mamma fa
piHeivnze tra un figlio e laltro. Nel cuore di Maria c
un .nuore indescrivibile, inimmaginabile, per ognuno di
noi I come il compito di una madre non si esaurisce con
il generare il figlio, ma continua nel nutrirlo, educarlo e
pmieggerlo, cos fa lei con ciascuno di noi4-1.
" ^ ii m 'A g o s tin o v e d e realizzarsi q u e s to c o m p ir m atern o n el s e n o di M am

Mimi a d i e d a n o n c i p a r t o r i r alla vita e te r n a in P a r a d is o : T u t t i i

|H-Kl'nimj. i j per d iv e n ire c o n f o r m i


'uniuIn v iv o n o rin ch iu si tid s e n o di

' MHdiii, ni u riti


|P|

e c re s c iu ti

del Figlio d D io , in questo


dii q u esta buona Madre s o n o

a ir m m a g in e
M a ria d o v e

finch d i a

n o n li g e n e re r

alia g lo r i a (PL 40*399:

89

Maria svolger la sua missione sino alla fine dei secoli,


con la sua intercessione e mediazione materna, che
la connaturale prosecuzione della nostra generazione
da lei, in Cristo. Nella prossima catechesi esaminer
ampiamente com e ella realizza tali com piti materni
nella nostra vita. Vediamo, prima, per, alcuni stupendi
esempi tratti dalle vite dei santi e poi quelli tratti dagli
esorcismi.
Scrive santAlfonso Maria de Liguori: Se si unisse
lamore di tutte le madri per i propri figli, di tutti gli
sposi per le loro spose e di tutti i Santi e Angeli per i
propri devoti, non si arriverebbe allamo re di Maria
per un'anima sola. Dice padre Nierembergh che la
m ore di tutte le madri per i propri figli unom bra
in paragone allam ore di Maria per uno solo di noi,
e soggiunge: Ci ama molto pi Lei da sola che tutti
gli Angeli e i Santi insiem e 45. E san Luigi Maria
Grignion de M ontfort: R adunate, se potete, tutto
lam ore naturale delle madri del m ondo intero per i
propri figli nel cuore di una sola m adre per un figlio
unico. Certo, questa m adre amer molto questo suo
figlio. Eppure si deve dire con verit che Maria ama
ancor pi teneramente i suoi figli di quanto quella m a
dre amerebbe il suo. Li ama non soltanto di semplice
TI resto tratto da: L e glorie di Maria, Parte prima. Editrice Anelila,
seconda edizione, 1994, p. 63. LI testo dei Padri Red enturisti il seguente:
Se si unisse l'amore die tutte le madri portano ai figli, tutti gli sposi alle loro
spose, e tutti i santi c angeli ai loro divoti, non giunge all'amore che Maria
porta a un'anima sola. Dice il padre Nierembergh che l'amore che tutte le
madri hanno portato ai loro figli un'ombra a paragone dell'amore clic a uno
solo di noi porta Maria: ben ci ama pi ella sola, soggiunge, che non ci amano
insieme rutti gli angeli e i santi, in Opere Spm tm fL Serie B, Trattati speciali:
Ges Cristo, Maria SS. e i Santi, voi, V, L e glorie di Maria, c. I, ILI, Edizione
P P , Redentoristi. R o m a - Pagani 1954, pp. 6 0 -6 1 .,

90

affetto, ma con efficacia. Il suo am ore per essi attivo


e operoso46.
SantAlfonso Rodriguez, fratello laico della Compa
gnia di Ges, in una festa delTAssunta, trovandosi ai
piedi di una immagine di Maria e, sentendosi ardere
d am ore verso la Santa Vergine, proruppe: M adre
mia amabilissima, so che mi ami, ma non mi ami tanto
quanto ti amo io. Allora Maria, come offesa nellamo
re, rispose: Che dici, Alfonso, che dici? Oh, quanto
maggiore lamore che nutro per te rispetto al tuo per
Me! Sappi che la distanza che esiste dal mio amore al
tuo, ben pi grande di quella tra il cielo e la terra 47.
Allamore della madre deve corrispondere lamore del
tglio; santAnselmo d Aosta cos prega: G es , Figlio
di Dio, ti supplico: per lamore infinito che porti a tua
Madre, concedimi di amarla come tu lami e vuoi che
sia am ata. E san Massimiliano Maria Kolbe scriveva:
Non temete di amare troppo lImmacolata, perch per
quanto grande sar il vostro amore per lei non potrete
giammai uguagliare lamore che le ha portato Ges nella
cui imitazione tutta la nostra santit.

Esem pi tratti dagli esorcismi


In un periodo in cui meditavo molto sulla maternit
di Maria verso ogni uomo, un giorno, mentre esorcizTrattato della vera devozione a Maria. 202, in O pere, voJ. 1, Scrtti spiri
tuali* Edizioni Monfortane, Roma 1990, p. 483*
A7Citazione di santAlfonso Maria de' Liguori riportata in ita lia n o corren
te in Le glorie di Maria, Parte prima. Editrice Anelila, seconda edizione, 1994,
pp, 72'73. Nel testo dei Padri Redentoristi citato alla nota 45, c riportato a
pp. 75-76,

91

zavo il demonio, egli con grande rabbia grid: Dalla


croce, Quello ha rivelato a tutti che Lei sia chiamata la
Regina e la Madre. Ci ha rovinati! Affida..., affidata,
aifidata, affidata, affidata lumanit. Perch ogni
uomo sappia questo, Lui lo ha rivelato in quel momen
to, (segue parolaccia)! E successo in quel momento:
Pumanit rinata, ma che ne sa lumanit? rinata
nel grembo di Quella, tutta, tutta (lo dice con tono pi
forte), ma non lo sa! .
A ltre volte il dem onio si espresso spontanea
mente sulla maternit di Maria nei nostri confronti.
Un giorno, mentre pregavamo la Madonna, esclam:
V oi pensate che sia lass, ma Lei non sta lass, Lei
vi sta vicino; bastardi, bastardi, che avete fatto per
averla cos vicina, eh? E quando m orite, Lei l, Lei
l (lo ripete con rabbia) e aspetta un vostro pensie
ro, un vostro palpito del cuore per il bene, una vostra
chiamata a Quello (a Ges) e Lei l, Lei l che vi
aspetta con il cuore aperto di madre! Tu sai che cos
una madre, eh? Una madre guarda teneramente tutti
i figli, insegna loro il bene, li richiama al bene e pian
ge, e piange se il figlio, il figlio, il figlio non lascolta,
perch sa che to, io lo prender, se non Pascolta io lo
prender! .
U naltra volta disse: C on le sue mani, con le sue
mani accarezza ogni figlio, ama ogni figlio, soprattutto
quelli che fanno il male, soprattutto quelli che peccano
e stanno con me, Lei li accarezza e mi fa male, male. Li
accarezza tutti e piange, e quelle lacrime, quelle lacrime
luminose, stupende, scendono su quel viso e Lui (Ges),
92

e Lui non le pu dire, non le pu dire di nooool (qui


lanci un urlo tremendo e prolungato) .
Una volta cos espresse lamore della Madonna per
noi: L e sue mani, le sue mani cos dolci, cos fresche,
per noi sono incandescenti. Le sue mani, ogni volta che
toccano uno di voi, distrugge uno di noi. Se tu sapessi
quello che mi costa dire quello che dico! .
U naltra volta con tono sdegnato si espresse cos:
L ei, come la chiami, arriva. Quale mamma non fareb
be altrettanto? Come una mamma, quando il bambino
chiama, corre .
U naltra volta disse: Q uel manto mi fa male, quel
manto bianco e azzurro. Sotto quel manto ... (espres
sione con la quale indica che l siamo protetti), quello
la mia rovina. Se solo dite Ave, Quella corre.
Era il giorno della memoria liturgica della nascita
della Madonna (F8 settembre del 2008) e, proprio rife
rendosi alla Madonna, il demonio si espresse nel modo
seguente: S e l preparata da lass, se l preparata
da lass, sto (parolaccia). Anche quando ci stavo io se
la stava a prepara. Se la preparava, se la preparava, se
la preparava, la Bellissima, la Pulita, la Chiara come
una rugiada, la Splendida, Splendida come la luce che
passa attraverso lacqua. Lei Santa per la concezione
immacolata. Maledetto che mi fai fare? Tu non sai cosa
mi aspetta! (qui il maligno forse ha espresso il suo disap
punto e il suo sgomento per le reazioni che avrebbero
avuto gli altri demoni a queste sue involontarie lodi alla

Vergine Santa). Lei piena di luce, mi acceca, mi acceca.


Maledetta! Quando nata si fermato il mondo per un
attimo. Tutto il creato si fermato a guardarla, tutto il
creato, tutto: le stelle, laria, il fuoco, lacqua, la terra,
tutto il creato si fermato, non se n accorto nessuno
a parte me; io lo sapevo, io lo sapevo chi era e non ho
potuto fare niente, non la potevo toccare. Lei era pura,
pura. Basta, basta, non mi far ricordare! Lei come il
balsamo: lenisce le ferite, quelle pi profonde. Se voi
soltanto sapeste quanto vi ama, vivreste la vostra vita
gioiosi, senza paure, senza peccato, perch per lamore
di Lei voi capireste quanto fa male al Figlio il pecca
to . A questo punto il maligno ha avuto una reazione
di ribellione, perch non voleva continuare e ha detto
alcune parolacce alla Vergine Santa e a Ges; poi ha
continuato, dicendo: Tu sei suo figlio, tu sei suo figlio.
Lo sai che vuol dire questo? Eh? Lo sai che vuol dire
questo? Che gli sei stato affidato. E lo sai da chi? Eh?
(parolaccia)! Tu, come tutti gli altri?! Sei stato affidato
da Quel (parolaccia) sulla Croce, (parolaccia)! E allora
Lei diventata una Mamma e quando sei mamma!... .
Qui si fermato, ma le ultime parole: e quando sei
mamma! le ha pronunciate in un modo tale da farci
capire chiaramente il significato dellespressione, aiu
tati anche da quanto aveva detto precedentemente: la
Madonna, che la Mamma per eccellenza, prende cos
seriamente il suo com pito di M adre nei confronti di
ogni uomo, che se noi riuscissimo a capire ci che ella
per noi per questa maternit, e ci che ella fa per noi,
traboccheremmo di gioia e di gratitudine filiale.

94

Lin t e r c e s s io n e - m e d ia z io n e d i M a r ia
Catechesi

Maria Madre della grazia, Madre della vita


Donandoci il Figlio e unendoci a lui. Maria ci co
munica ogni grazia del Figlio. Com e abbiamo visto
nella precedente catechesi, Maria, dopo averci generati
realmente nellunica generazione del Figlio Ges Cristo,
non ci abbandona, ma si occupa di noi come fa ogni vera
madre. Dopo averci generati, Maria infatti contribuisce
allo sviluppo della vita alla quale ci ha generati: la vita
della grazia. P e r questo motivo Maria viene chiamata
M adre della grazia, M adre della vita4*. Certam ente
Maria non produce la grazia, non fonte della grazia.
Essendo per Madre di Cristo, autore e sorgente di ogni
grazia, la grazia di Cristo comunicata a noi attraverso
di lei, per cui pu essere chiamata a pieno titolo M adre
della grazia. E dal Padre, per mezzo di Cristo nello Spi
rito Santo, che ha origine la grazia santificante, cio la
vita divina che a noi viene data, ma essa non arriva a noi
senza passare attraverso Maria. Essendo infatti Maria
lunica fra tutte le creature della terra nella quale si rea
lizzato il mistero dellIncarnazione, la grazia santificante
continua a esserci com unicata dal Padre per mezzo
della natura umana di Ges Cristo nello Spirito Santo,
ma partecipata prima in Maria, che ce la comunica.
Ella con la cooperazione dello Spirito Santo immette,
in ununica azione con la natura umana di Cristo - e
Giovanni Paolo H, Udienza generale, 26 ottobre 1995.

95

dipendentemente da Cristo la grazia santificante in


noi, grazia che ella possiede in pienezza. per volont
di Dio che noi riceviamo sia la grazia santificante sia le
grazie attuali e ogni altro suo dono, per mezzo di lei. Da
questo deriva la necessit di chiedere rintercessione di
Maria, affidarsi a lei e aprirsi alla sua azione materna,
affinch la grazia di Dio possa essere abbondantemente
riversata in noi. Pur non avendo la sua fonte in Maria,
la grazia ha una caratteristica mariana, una impronta
mariana congenita, una specie di fragranza verginale,
un indelebile profumo materno, un riverbero mariano
profondo49, dal quale deriva quel sentire istintivo dei
fedeli, che provano il bisogno di rivolgersi oltre che a
Dio Padre, a nostro Signore Ges Cristo e allo Spirito
Santo, anche a Maria Vergine.

Maria intimamente associata al mistero vitale


di tutto il cristianesimo
La nostra incorporazione in Cristo non pu che
avvenire per lazione dello Spirito Santo, agente princi
pale di ogni santificazione; ma, in Maria e per mezzo di
Maria, Ges Cristo ci fa membra del suo Corpo. Egli
venuto a noi attraverso la cooperazione di Maria. Egli,
Figlio del Padre, incarnandosi si fatto anche Figlio di
Maria, per cui non pu esserci da parte nostra unione
alla natura umana del Figlio, se non attraverso di lei.
Dichiarando M aria, Madre della Chiesa al termine
del Concilio Vaticano II, Paolo VI disse: L a nostra

C fr, P. S e v e rin o

Madonna

96

Maria Ragazrini, Maria vi/a dell'anima. Casa Mariana -

d el B u o n C o n sig lio , F r in e n te (AV I 1984* p. 4 3 ,

unione con Cristo non pu essere disgiunta da Colei


che la Madre del Verbo Incarnato e che Cristo stesso si
associ intimamente per procurare la nostra salvezza50.
E non c continuazione e crescita in questa unione se
non attraverso di lei. Come linizio della Redenzione
opera dello Spirito Santo e di Maria insieme, cos anche
tutto Io sviluppo della Redenzione opera loro con
giuntamente. In tutti i battezzati nasce e cresce Cristo
per lopera congiunta dello Spirito Santo e di Maria.
Insieme hanno formato il Corpo fisico di Cristo, insieme
evolveranno il Corpo Mistico di Cristo, portandolo al
raggiungimento della pienezza della sua et adulta (cfr.
E f 4 ,13) e ci sino alla fine dei tempi51. questo il senso
delle parole pronunciate da Paolo VI: S e vogliamo
essere cristiani, dobbiamo essere mariani 52.
Alla luce di quanto abbiamo visto finora, si compren
de perch, diversamente dalla devozione agli altri santi,
la devozione a Maria non solo importantissima, ma
necessaria se vogliamo attingere con abbondanza alla
sorgente della vita. La Madonna, infatti, -pur restando
vergine, ha dato a Cristo la natura umana e cos di
ventata vera Madre del Figlio di Dio fatto uomo, Ges
Cristo. Di conseguenza ella intimamente associata al
mistero vitale di tutto il cristianesimo. Il Figlio di Dio
si fatto uomo facendosi Figlio di Maria. Pertanto, se

5(1

Proclamazione di Maria Madre della Chiesa,

D is c o r s o di ch iu s u ra d e lla

t e r z a s e ssio n e d el C o n c ilio V a tic a n o f i, 2 1 - 1 1 - 1 9 6 4 .


51 Q u a n d o

s[ p a r la

di o p e r a c o n g iu n ta di M a r ia e d e llo S p irito S a n t o ,

n o n si e s clu d e c h ia r a m e n te r a z io n e del P a d re e d ella n a tu ra u m a n a d e l F ig lio


G e s C r is to , c h e s o n o s e m p re sim u lta n e e , m a s in te n d e s o tto lin e a re l'a z io n e
p r in c i p a le d e llo S p irito S a n to n ella s a n tifica z io n e delle an im e.
52 D a ll'O m e lia al s a n tu a rio N o s t r a S ig n o ra di B o n a r i a in C a g lia ri, 2 4
a p r ile 1 9 7 0 .

97

vogliamo diventare come lui, ossia riprodurre la sua


immagine in noi, dobbiamo portare su di noi questa du
plice qualit: essere come lui figli di Dio e figli di Maria.
La piet di unanima non sarebbe veramente cristiana
se non comprendesse, nel suo oggetto, Maria, Madre
del Verbo incarnato.

Per potenziare lintercessione di Maria nella nostra vita:


laffidamento
Come Maria disse il suo s , accettandoci per figli,
cosi noi dobbiamo dire il nostro s , accettandola,
senza condizioni, per Madre. Ella infatti, come form
Cristo nellIncarnazione, vuole formarlo anche in noi,
ma ci le possibile nella misura in cui ci apriamo alla
sua azione materna. I Padri del Concilio Vaticano 11
ricordano ai fedeli che Maria non impedisce minima
mente lunione immediata dei credenti con Cristo, ma
la facilita55. Questo atteggiamento di apertura allazio
ne materna di Maria trova la sua massima espressione
nellaffidamento al suo Cuore Immacolato che - com e
illustrer, a Dio piacendo, pi diffusamente in un mio
prossimo volume - consiste nel dono totale di s a Maria,
perch per lazione congiunta e principale dello Spirito
Santo ella possa conformarci sempre pi pienamente a
Cristo. Lo Spirito Santo, dallIncarnazione in poi, per la
strettissima unione che ha realizzato con Maria - come
spiega lungamente e dettagliatamente san Massimiliano
Maria Kolbe - non opera la nostra santificazione se non
per mezzo di Maria: L o Spirito Santo non agisce che
n Costituzione dogmatica sulla Chiesa Lumen geniium 53,
98

attraverso lImmacolata sua Sposa. Di qui ne consegue


che ella mediatrice di tutte le grazie dello Spirito Santo.
E poich ogni grazia il dono di Dio Padre attraverso il
Figlio e lo Spirito Santo, ne segue che non c grazia che
non sia propriet dellImmacolata, data a lei affinch la
distribuisca liberamente M,
Si comprende, quindi, che quanto pi perfetto sar
il dono di se stessi a Maria, pi rapida, efficace e pro
fonda sar lazione santificante dello Spirito Santo in
noi, che potr cos unirci sempre pi strettamente alia
natura umana di Ges Cristo; ed egli alla sua natura
divina e, per mezzo di essa, al Padre, operando cos la
nostra graduale divinizzazione, che giunger a pieno
compimento nel momento in cui entreremo in Paradiso.
Lautentica devozione alla Madonna, cos intesa, non
puro sentimentalismo, n infantilismo. Essa, infatti,
anche se esige da parte nostra, verso Maria, lo stesso
atteggiamento della dipendenza e dellabbandono pie
no di fiducia e d amore del bambino verso la mamma,
non blocca la nostra crescita spirituale, al contrario, la
favorisce. Maria, avendo cooperato alla nostra unione
con Cristo, continua la sua opera materna verso di noi,
accom pagnandoci nella crescita e maturazione della
vita divina in noi, finch il Cristo non sar pienamente
formato in noi. La Madonna, quindi, non ci fa stare
fermi , ma ci conduce passo dopo passo a un cristiane
simo adulto e responsabilmente impegnato. Ella, infatti,
richiedendo la nostra libera cooperazione, ci mobilita
per tutto il corso della vita terrena.

MLettera a Fratti Sali v a del 28-07-1935, II. 378. in Scrtti. ENM1 (Edittice Nazionale Milizia Immacolata), Roma 1997.
99

Quale ruolo hanno i santi in questa preminenza di Maria,


circa ogni dono di Dio dato a noi?
Essi danno a noi un aiuto estern o, rispetto a M a
ria, nel senso che possono procurarci quelle grazie par
ticolari che solo Maria pu ottenerci da Cristo. Scrive
santAlfonso Maria de Liguori, nel famoso libro L e
glorie d i M aria: C om e Dio per onorare sua Madre,
avendola costituita Regina dei santi, e volendo che tut
te le grazie si dispensino per le sue mani, vuole anche
che i santi ricorrano a lei per ottenere le grazie ai loro
devoti .
I santi risiedono nella gloria, per questo la loro carit
nei nostri confronti non si affievolisce, ma si accresce.
Inoltre, avendo essi la facolt di intercedere per noi an
che se non li preghiamo, a maggior ragione intercedono
per noi quando chiediamo laiuto delle loro preghiere,
presentando a Dio i loro meriti. Tutto il bene che ci
procureranno sar sempre un dono di Dio, fonte di ogni
bene, da loro ottenuto per mezzo della intercessione
materna di Maria, senza la quale, com e abbiamo visto,
nessun dono di Dio viene a noi.

Come Maria intercede per noi


La missione materna di Maria nei nostri confronti
apparsa in tutto il suo valore dopo la sua Assunzione, ed
destinata a prolungarsi nei secoli sino alla fine del mondo.
Entrata nel regno eterno del Padre, pi vicina al divin*

Le glorie-di Marta,

*
Parte prima. Editrice Ancilk, cap, V, par, 1-2, pp,
167-194, seconda edizione, 1994. Nel testo citato dei Padri Kedentoristi ri
portato a pp, 222-273.

100

I iglio e, quindi, a tutti noi, ella pu esercitare la funzio


ne d intercessione materna affidatale dalla Provvidenza
ilivina. Vicina a Cristo e in comunione con lui, che pu
salvare perfettamente tutti quelli che per mezzo di lui si
accostano a Dio, essendo egli sempre vivo per intercedere
a loro favore (Eb 7,25), il Padre celeste ha voluto porre
Maria: allintercessione sacerdotale del Redentore ha vo
luto unire quella materna della Vergine... Come materna
Mediatrice, Maria presenta a Cristo i nostri desideri, le
nostre suppliche e ci trasmette i doni divini, intercedendo
continuamente in nostro favore5*. Nella sua materna
carit si prende cura dei fratelli del Figlio suo ancora pe
regrinanti e posti in mezzo a pericoli e affanni, fino a che
non siano condotti alla patria beata. Per questo la Beata
Vergine invocata nella Chiesa con i titoli di avvocata,
ausiliatrice, soccorritrice, mediatrice57.
Il cardinale J.H . Newman cos scriveva sulFintercessione materna di Maria: Ritengo dunque impossibile, per
coloro i quali credono che la Chiesa sia un.unico grande
corpo in cielo e in terra, in cui ogni creatura santa di Dio
ha il suo luogo, e di cui la preghiera la vita, che non per
cepiscano immediatamente, quando riconoscono la santi
t e dignit della Beata Vergine, come il suo ufficio lass
sia di intercessione per i fedeli militanti e che proprio la
nostra relazione a lei debba essere quella di assistiti verso
il loro patrocinatore, e che, nelleterna inimicizia esistente
fra la donna e il serpente, mentre la forza del serpente
Giovanni Paolo II, Udienza generale, 25 settembre 1997.
Lumen gcntium 62. Leggi anche ci che dice Giovanni Paolo 11
nell'Udienza generale del 25 settembre 1997, riaffermando luso dei titoli di
avvocata, ausiliatrice, mediatrice, soccorri Irice applicati a Maria.

101

quella di essere il Tentatore, Tarma della Seconda va e


Madre di Dio la preghiera... Come dunque queste idee
della sua santit e grandezza penetrarono gradualmente
nel tessuto della cristianit, cos quella del suo potere
dintercessione le segu subito dopo e insieme8.
Alcuni autori odierni, giustamente preoccupati di sal
vaguardare Tunica e universale mediazione di Cristo tra
Dio e gli uomini, per evitare che si possano creare equi
voci nelluso del termine m ediazione, preferiscono
parlare solo di intercessione della Madonna. Essi sottoli
neano che con la sua preghiera intercede maternamente
per disporre la nostra anima ad accogliere la grazia di
Cristo. Scrive Marcello Bordoni: Cristo dona ai credenti
la sua grazia direttam ente attraverso la missione d el suo
Spirito (Lum en gentium 60). Per Maria esercita il suo
ruolo prototipico materno nella Chiesa, promuovendo la
personale altitudine di accoglienza del dono della salvezza
proveniente dal Cristo 3; . Certamente la vita della grazia,
la vita divina, azione immediata di Dio, per mezzo
della natura umana di Cristo sulle nostre anime, ma Dio
ha stabilito che Maria non sia estranea a tale azione. Ella
intercede cooperando alla nascita e allo sviluppo della gra
zia nelle singole anim e degli uom ini redenti, compiendo
cos la sua funzione m a te rn i.

^ The M other o f G ody edizione con introduzione e note di S.L. Jaki, Rea!
View Books, Pinckney (MI) 2003, p, 64,
w M, Bordoni, Ges d Nazareth Signore e Cristo. Saggio di cristologia sistem aliai, voi. Ili, Herder*Pontifcia Universit Lateraliense. Roma 1986 p. 966.
m Cfr. Paolo VI, Esortazione apostolica Sigtium magnum, 13 maggio 1967,
n, L Or, anche Paolo VI, Solenne professan e d ifed e {Credo del Popolo d i Dio)}
30 giugno 1968; cfr. Giovanni Paolo IJ, Rade/vptom M aterAl.
102

La Madonna ci ottiene tutto ci che Dio ci dona


La Vergine Maria intercede tra il Figlio e i figli:
intercessione doppiamente materna. Non solo. Insieme
al Figlio intercessore, intercede presso il Padre nel ruolo
di Madre della sua casa e della sua famiglia61. Con la
sua materna intercessione, ci ottiene tutto ci che Dio
ci dona. 11 Santo Padre Giovanni Paolo II affermava
che questa una certezza che a partire dal Vangelo si
andata consolidando per via di esperienza nel popolo
cristiano. Il sommo poeta Dante la interpreta stupenda
mente nella linea di san Bernardo, quando canta: D on
na, se tanto grande e tanto vali / che, qual vuol grazia e a
te non ricorre, / sua disianza vuol volar sanzali (Donna,
sei tanto grande e tanto vali che chiunque vuole grazie
e non ricorre a te, come se volesse volare senzali) w.

Lintercessione di Maria mediazione in Cristo


Lintercessione di Maria chiaramente - e non pu
che essere cos - m ediazione in Cristo. I teologi cat
tolici sono concordi nellaffermare che questa verit
formalmente e implicitamente racchiusa nel deposito
della rivelazione, nel senso che tale attivit di Maria
prolungamento ed esito della sua cooperazione con
Cristo sulla terra e della sua maternit spirituale a fa
vore degli uomini. Quanto Maria ha iniziato sulla terra,
associandosi alla missione salvifica del Figlio, ella lo

Cfr. S. Ragazzini, Maria vita dellanima. Ed. Casa mariana. F rigano


(AVI 1984, pp. 53-54.
Giovanni Paolo II, Rosarium Virgnia M arte, Leder apostolica alrapi
sco puro. al clero e ai fedeli sui Sunto Rosario 16 ottobre 2002, n, 16.

103

continua ancora oggi e sino alla fine dei tempi, in unione


con lo Spirito Santo, con il Figlio Risorto e con lEterno
Padre, favorendo la nostra accoglienza della grazia, del
perdono e dei doni dello Spirito Santo che il Figlio ci
ha meritati.
Giovanni Paolo II, riprendendo linsegnamento del
Concilio Vaticano II, ha approfondito largomento in
tercessione-mediazione di Maria, chiarendo come la
cooperazione di Maria partecipa, n el suo carattere subor
dinato, alluniversalit della m ediazione d el Redentore%
unico m ediatore (cfr. RVM 40). E quindi mediazione
subordinata e partecipata nellunica mediazione di Cristo
presso il Padre. In nota riporto il paragrafo 38 dellE n
ciclica R edem ptoris M ater, nella quale il Venerabile
Pontefice presenta tale dottrina63.
MLa Chiesa sa e insegna con san Paolo che uno solo il nostro mediatore:
*Ncin c die un solo Dio, uno solo anche il mediatore tra Do e gli uomini,
l'uomo Ges Cristo, che per tutti ha dato se stesso quale riscatto'1 (JTm 2,56J, La funzione materna di Maria verso gli uomini in nessun modo oscura
o diminuisce questa unica mediazione di Cristo, ma ne mostra lefficacia1:
mediazione in Cristo, La Chiesa sa e insegna che ogni salutare influsso della
Beata Vergine verso gli uomini,,, nasce dal beneplacito di Dio e sgorga dalla
sovrabbondanza dei meriti di Cristo, si fonda sulla mediazione di lui, da essa
assolutamente dipende e attinge tutta la sua efficacia; non impedisce minima
mente l'immediato contatto dei credenti con Cristo, anzi lo facilita. Questo
salutare influsso sostenuto dallo Sprito Santo, che, come adombr la Vergi
ne Maria dando in lei inizio alla maternit divina* cosi ne sostiene di continuo
la sollecitudine verso i fratelli del suo Figlio. Effettivamente, la mediazione di
Maria Erettamente legata alla sua maternit, possiede un carattere specifi
camente materno, che la distingue da quello delle altre creature che, in vario
modo sempre subordinato, partecipano allunica mediazione di Cristo, rima
nendo anche la sua una mediazione partecipata. Infatti, se nessuna creatura
pu mai esser messa alla pari col Verbo incaniate e redentore, al tempo stes
so ^Tunica mediazione del Redentore non esclude, ma suscito nelle creature
una varia coopcrazione, partecipata da ununica fonte; e cos Tunica bont
di Dio si diffonde realmente in vari modi nelle creature. Linsegnamento del
Concilio Vaticano 11 presenta la verit sulla mediazione di Maria come parte
cipazione a questa unita fon te che la mediazione di Cristo stesso Leggiamo
infatti: Questa funzione subordinata di Maria la Chiesa non dubita di rico-

104

Lintercessione di Maria per le anime del Purgatorio


Lintercessione della Madonna continua anche per i
fedeli defunti, di cui ella Madre. Maria non abbandona
i suoi figli, neanche dopo il trapasso. Ella li aiuta nella
loro purificazione, perch possano presto essere accolti
in Paradiso. Stando ai piedi della croce e unendosi al
sacrificio di suo Figlio, Maria acquis la capacit di in
tercedere per tutti gli uomini di cui divenuta Madre.
Stando permanentemente vicino al cuore del Cristo
glorificato, ella desidera vedere le anime dei suoi figli,
che sono ancora in Purgatorio, giungere, al pi presto
possibile, alla perfetta beatitudine, nella comunione con
la Santissima Trinit, contemplata faccia a faccia. San
Bernardino da Siena afferma: L a beata Vergine Maria
ha il potere di liberare le anime del Purgatorio con le
sue preghiere, e applicando loro i suoi meriti. Ci par
ticolarmente vero per le anime che sulla terra le furono
devote64. E aggiunge: Nella prigione del Purgatorio,
Maria ha una certa autorit e pienezza di potere non
soltanto per alleviare le sofferenze delle ariime, ma anche
per liberarle dalle loro pene65.
noscerla apertamente, contnuamente la sperimenta e raccomanda all'amore
dei fedeli, perch, sostenuti da questo materno aiuto, siano pi intimamente
congiunti col Mediatole e Salvatore. Tale funzione . al tempo stesso, speciale
t straordinaria. Essa scaturisce dalla sua maternit e pu essere compresa e
vissuta nella fede solo sulla base della piena verit di questa maternit. Esseri*
do Maria, in virt deirelezione divina, k Madre del Figlio, consostanziale al
Padre e generosa compagna nelPopera della redenzione, wfu per noi madre
nell 01 dine della grazia". Questa funzione costituisce una dimensione reale
della sua presenza nel mistero salvifico di Cristo e della Chiesa {R edm tptom
M ater 38).
M Senno 3, De glorioso nomine Virgints Marine, art, 2, cap. 3, in Bemar
ciinus Senensis, Srmo pr festivitatibus Sdnctissnme el Imm acuiate Virginia
Maria1y Venetiis 174.5, IV, 80, col, 2.
61 Ibidem .

J05

La liturgia della Chiesa


La liturgia della Chiesa celebra la Santa Messa di Ma
ria Vergine Madre e Mediatrice di G razia. II Prefazio di
questa Santa Messa descrive il significato di mediazione
applicato a Maria. Dopo aver subito affermato che Cristo
nostro Signore, vero Dio e vero uomo, Punico media
tore fra il Padre e gli uomini, sempre vivo a intercedere
in nostro favore, cos prosegue: N el mistero della tua
benevolenza [Padre santo] hai voluto che Maria, madre
e socia del Redentore, continuasse nella Chiesa la sua
missione materna: di intercessione e di perdono, di pro
tezione e di grazia, di riconciliazione e di pace. Questa
provvidenza damore ha il suo fondamento nellunica
mediazione di Cristo, da cui trae la sua efficacia; e il
popolo fedele ricorre con fiducia alla Vergine Maria, nei
rischi e nelle ansie della vita, e incessantemente la invoca
Madre di misericordia e dispensatrice di grazia66.

Lesperienza dellintercessione di Maria


nella vita terrena dei santi
Molti santi, avendo sperimentato in maniera indu
bitabile lintercessione materna di Maria nella propria
vita, ne danno testimonianza. Se gran parte di essi af
ferma la stessa cosa, allora possiamo ritenerla una verit
teologico-spirituale, rivelata loro da Dio o comunque
sperimentata in maniera profonda nella loro vita. Alcuni
di loro non hanno esitato ad affermare decisamente che
Dio stesso ha stabilito di donarci tutto per intercessione*
* Conferenza Episcopale Italiana. M esse della Beata Vergine Maria, LEV,
Citt del Vaticano l987Tpp. 100-101.

106

di Maria. E cco solo alcune tra le tantissime dichiarazioni


di santi e di autori cristiani che potremmo riportare. San
Germano di Costantinopoli scrive: Nessuno riceve la
salvezza se non tramite Maria, a nessuno viene donata
una grazia se non tramite lei. SantIdelfonso afferma:
O Maria, il Signore ha decretato di raccomandare alle
tue mani tutti i beni che egli ha disposto di dare agli
uomini, perci ha consegnato a te tutti i tesori e le ric
chezze delle G razie. San Bernardo cos prega: S, mia
Signora, ti chiameranno beata tutti gli uomini, poich i
tuoi servi, per mezzo tuo, ottengono la vita della grazia
e la gloria eterna. In te i peccatori ritrovano il perdono,
i giusti la perseveranza e poi la vita eterna. E san Luigi
Maria Grignion de Montfort: D io lha scelta [Maria]
come tesoriera, amministratrice e dispensatrice di tutte
le grazie. Per questo ogni sua grazia e ogni suo dono
passano per le mani di lei.
Venendo a tempi pi recenti, vediamo che suor Lucia
nelle sue Memorie scrive che la Madonna a Fatima, nella
seconda apparizione, le disse tra laltro: Il mio Cuore
Immacolato sar il tuo rifugio e il cammino che ti con
durr fino a D io. In queste parole possiamo ravvisare
il riferimento alla sua mediazione materna, stabilendo
quasi un parallelo con lespressione usata da Ges: Io
sono la v ia ... (Gv 14,6). Questo accostamento, che
potrebbe sembrare quasi eccessivo, in realt non fa
altro che esprimere la partecipazione di Maria allunica
mediazione del Figlio; per la sua unione con il Figlio,
ella via verso il Padre e mediatrice di grazia.
A Fatima la Vergine esprime la sua intercessione-me
diazione anche in altre occasioni. Nella terza apparizione,
quella del 13 luglio 1917, disse: Continuate a dire il
107

Rosario tutti i giorni in onore della Madonna del Rosario,


per ottenere la pace del mondo e la fine della guerra, per
ch soltanto lei vi potr aiutare'. La beata Giacinta, poco
tempo prima di morire, certamente per una conoscenza
infusa dallAlto, confermava alia cugina Lucia la necessit,
liberamente stabilita da Dio stesso, dellintercessione di
Maria per ogni dono che riceviamo da lui: O rm ai mi
manca poco per andare in Paradiso: tu rimani quaggi
per far sapere che il Signore vuole stabilire nel mondo
la devozione allImmacolato Cuore di Maria. Quando
dovrai parlarne, non ti nascondere! D i a tutti che Dio
concede le sue grazie per mezzo del Cuore Immacolato di
Maria; che le chiedano a lei; che il Cuore di Ges vuole
che con il suo Cuore sia venerato il Cuore Immacolato di
Maria; che domandino la pace al Cuore Immacolato di
Maria, perch il Signore lha affidata a lei.
Nellapparizione del 13 maggio 1917, la Madonna
chiese ai tre pastorelli: Volete offrirvi a Dio per soppor
tare tutte le sofferenze che egli vorr mandarvi, in atto di
riparazione dei peccati con cui egli offeso, e di supplica
per la conversione dei peccatori? . Lucia rispose a nome
di tutti e tre: S, lo vogliamo. La Madonna prosegu:
Allora dovrete soffrire molto, ma la grazia di Dio sar
il vostro conforto. Suor Lucia scrive: F u mentre pro
nunciava queste ultime parole (la grazia di D io ...) che
apr per la prima volta le mani, comunicandoci una luce
cos intensa, una specie di riflesso che da esse usciva e ci
penetrava nel petto e nel pi intimo dellanima, facendoci
vedere noi stessi in Dio, che era quella luce67, pi chiaraLa luce di Dio brilla in Maria come in nessunaltra creatura e si diffonde
nel mondo. Scrive san Fulgenzio di Ruspe: Maria divenuta finestra del cic
lo, perch attraverso d i lei Diti ha effuso sui secoli la vera luce. Maria divercu-

108

mente di come ci vediamo nel migliore degli specchi. Al


lora, per un impulso intimo pure comunicatoci, cademmo
in ginocchio, e ripetevamo col cuore: Santissima Trinit,
10 vi adoro. Mio Dio, mio Dio, io vi amo nel Santissimo
Sacramento. Cos commentava questo episodio, in una
radiocatechesi, il mariologo padre Angelo Maria Tentori:
dalla Madonna che esce Dio. la Madonna stessa
che fa dono di Dio ai bambini di Fatima, attraverso di
lei che Dio giunge a loro. Dio si rendeva loro percepibile
nella forma della luce intensa che promanava dalle mani
di Maria. Pensiamo che la Madonna, attraverso questo
gesto, voglia ricordare al mondo che Dio venuto su
questa terra attraverso di lei e si comunica agli uomini
attraverso e per mezzo di lei e che suo compito disporci
e darci a lui, farci incontrare con lui, entrare in lui, dopo
che gli abbiamo permesso di entrare in noi stessi. E cco
spiegata plasticamente che cos la grazia e i suoi effetti,
ecco spiegalo perch lei, la Madonna, chiamata Madre
della divina grazia e se Madre della divina grazia, essa
anche mediatrice di questa grazia.
A Rue du Bac, il 27 novembre 1830, mentre santa Ca
terina Labour si trovava nella casa del noviziato per fare
la meditazione pomeridiana delle 17,30, la Madonna le
apparve mostrandole la medaglia che avrebbe dovuto far
coniare e diffondere, quella che in seguito avrebbe preso
11 nome di medaglia miracolosa. A un certo punto la
novizia vide che le dita della Madonna si ricoprirono di
anelli, ognuno dei quali ornato di pietre preziose, le une
pi belle delle altre, alcune pi grandi e altre pi piccole.
taccata del cielo, perch attraverso di lei Dio c disceso sulla terra, affinch per
mezzo di lei gli uomini meritassero di salire al Cielo (Sermo 36. De lattdibth
Maria? ex partu Salvatori*, in PL 65,899).

109

Tutte emanavano dei raggi. Le pietre pi grandi emana


vano raggi pi grandi e le pi piccole raggi meno grandi.
Le mani della Madonna, abbassandosi, irradiavano quei
fasci di luce, che partivano dalle pietre preziose degli
anelli e scendevano sulla terra. Questi raggi erano cos
belli, cos luminosi e sfolgoranti che riempirono tutta la
parte inferiore dell'apparizione, per cui santa Caterina
non vedeva pi i piedi della Madonna n il globo che
precedentemente aveva scorto sotto i suoi piedi. La M a
donna disse: Sono il simbolo delle grazie che io spargo
sulle persone che me le domandano . In quel momento
- dice la santa - compresi quanto dolce pregare la
Vergine Santissima e quanto generosa con le persone
che la pregano; quante grazie accorda alle persone che
gliele cercano e quale gioia ella prova nel concederle.
Gli esempi seguenti confermano come il demonio,
mentre cerca di operare il male nei nostri confronti, deve
continuamente scontrarsi con Timer cessione di Maria in
nostro favore.

Esem pi tratti dagli esorcismi


Un giorno, dopo reazioni furibonde, poich non
voleva essere soggetto a ci che gli veniva imposto da
una presenza invisibile - poi abbiamo capito che era la
Vergine Santissima - egli allimprovviso si espresse cos:
Lei prega sempre per tutti voi; ogni sua preghiera una
tortura per noi .
Un attro giorno, il demonio, chiaramente indebolito
dalle lodi alla Vergine Maria, disse con voce fioca: L e i
no

chiede di pregare per tutti i peccatori e anche per quelli


che sembrano senza speranza, perch Lei legge i cuori
e giustifica davanti a Dioooo! .
hi un altro esorcismo, poich si vantava delle sof
ferenze provocate ad alcune persone innocenti, io c o
minciai a pregare con decisione: Signore Ges Cristo,
mentre in C roce sembravi sconfitto, mentre sembrava
che il potere delle tenebre avesse vinto per sempre, in
realt eri Tu che stavi vincendo per sem pre. E il demo
nio: E tutta colpa di Lei, tutta colpa di sua Madre (la
Madonna). Per questo avevo insegnato a questa cretina
(si riferiva alla persona che tormentava) a odiarla e lei
riuscita a superare anche questo. Lei (qui si riferiva alla
Madonna) prega sempre, non tace un momento e noi
siamo frustati dalle sue preghiere.
Un episodio particolarmente commovente il se
guente: un giorno, rivolgendosi a unimmagine della
Madonna, presente nella sala dove esorcizzavo, il de
monio cominci a gridare: P erch hai offerto tutto a
Quel (segue parolaccia). Perch?! P erch ?!. A
queste espressioni ho detto: C h e cosa ha offerto?. E
lui: Sotto la C roce di Quello, Lei soffriva! . Si riferiva
chiaramente aUofferta che la Madonna ha fatto a l a
terno Padre delle sue sofferenze e di quelle di Ges, al
momento della crocifissione, e allintercessione materna
che ha attuato per noi, in quel momento. E allora ho
cominciato a dire: Ricordati che Maria, ai piedi della
Croce, ha offerto Ges al Padre e ha offerto se stessa
al Padre con Ges. Per noi suoi figli ha offerto questo
sacrificio. A queste parole ha lanciato delle urla in
iii

descrivibili ed evidentemente schiacciato dalla forza


redentrice, che scaturisce dal sacrificio di Cristo e di
Maria sul Calvario, ha detto: Basta, basta, non mi far
ricordare, basta, mi stai bruciando, mi stai bruciando! .
Il demonio, in unaltra occasione, ha espresso la po
tenza dellintercessione di Maria e la decisione di Dio
di non concedere alcuna grazia allumanit, se non per
mezzo dellintercessione del suo Cuore Immacolato6*:
Voi non sapete oppure lo sapete, ma non ci credete
o non avete abbastanza fede: il Cuore Immacolato di
M a ...a r ...i...a (pronuncia con tremendo sforzo questo
nome) che salver il mondo intero. Soltanto il Suo Cuore
Im m acolato69.
Lintercessione della Madonna non consiste solo nel
pregare per noi e con noi, per ottenerci sia la grazia
santificante sia le singole grazie, ma anche nel presentare
e offrire a Dio ci che le doniamo. Una volta, mentre
stavamo presentando e offrendo alla Madonna pre
ghiere, gioie, sofferenze e tutta la nostra vita, insieme ai
tormenti subiti dalla persona posseduta, il demonio, con
tono sottomesso e umiliato, evidentemente perch Dio
lo obbligava, disse: O gni gioia, ogni dolore, sofferenza,
offerti a quel Cuore (di Maria), sono dolci tenerezze di
profonda carit che Lei accetta e offre con le sue mani
e le alza alla luce di quel Creatore. *

** Evidentemente anche perch Dio vuole che riconosciamo il compito


materno che k Madonna ha nella nostra vita e nella vita dellumanit.
w In questo capitolo riporter nuovamente questa frase, nel paragrafo il
trinfo d ei Cuore Im macolato d i Maria* inserita nel contesto pi ampio nel
quale essa stata pronunciata.

112

I .'A ve M aria e il Sa n to R osario


Catechesi
Pio X II, nel 1951, scriveva nellEnciclica Ingruenlium
malorum: N on esitiamo di affermare di nuovo pubbli
camente che grande la speranza ch e Noi poniamo nel
Santo Rosario per risanare i mali che affliggono i nostri
tempi. Non con la forza, non con le arm i, non con luma
na potenza, ma con laiuto divino ottenuto per mezzo di
questa preghiera, forte come Davide c o n la sua fionda, la
Chiesa potr affrontare impavida il nem ico infernale. E
il papa Giovanni Paolo II, nella L ettera apostolica Rosarium VirginisM ari# (RVM) del 2002, scriveva: A questa
preghiera la Chiesa ha riconosciuto sem pre una partico
lare efficacia, affidando ad essa, alla su a recita corale, alla
sua pratica costante, le cause pi difficili. In momenti
in cui la cristianit stessa era minacciata, fu alla forza di
questa preghiera che si attribu lo scam pato pericolo e la
Vergine del Rosario fu salutata come propiziatrice della
salvezza (RVM 39). Numerosi segni dimostrano quan
to la Vergine santa voglia anche oggi esercitare, proprio
attraverso questa preghiera, la prem ura materna alla
quale il Redentore moribondo affid, nella persona del
discepolo prediletto, tutti i figli della Chiesa: donna, ecco
il tuo figlio! (Gv 19,26). Sono note le svariate circostan
ze, tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo, nelle quali
la Madre di Cristo ha fatto in qualche modo sentire la
sua presenza e la sua voce per esortare il Popolo di Dio a
questa forma di orazione contemplativa. Desidero in par
ticolare ricordare, per lincisiva influen za che conservano
nella vita dei cristiani e per lautorevole riconoscimento
13

avuto dalla Chiesa, le apparizioni di Lourdes e di Fatima,


i cui rispettivi santuari sono meta di numerosi pellegrini,
in cerca di sollievo e di speranza (RVM 7).
Sempre nella Lettera apostolica Rosarium V irgnh
M aria;, il papa Giovanni Paolo II si dilunga a mostrare
che il Rosario insieme contemplazione-meditazione e
supplica. Laspetto contemplativo-meditativo lo possia
mo cos sintetizzare: la contemplazione di Cristo ha in
Maria il suo modello insuperabile <cfr. RVM 10). Maria
viveva con gli occhi su Cristo e faceva tesoro di ogni sua
parola (cfr. RVM 11). Recitare il Rosario non altro che
contemplare con Maria il volto di Cristo (cfr. RVM 3).
Nei misteri del Rosario c i sintonizziamo con il ricor
do e con lo sguardo di Maria, nella contemplazione degli
avvenimenti della vita del Figlio (cfr. RVM 11), visti at
traverso il suo cuore (cfr. RVM 12), e che ella ripropone
continuamente ai credenti, affinch possano sprigionare
tutta la loro forza salvifica70 (cfr. RVM 11). Il passare con
Maria attraverso le scene del Rosario come mettersi
alla scuola di Maria per leggere Cristo, per penetrarne
i segreti, per capirne il messaggio (cfr. RVM 14). Nel
percorso spirituale del Rosario, Maria ci immette in
modo naturale nella vita di Cristo e ci fa come respirare
i suoi sentimenti, conformandoci gradualmente a lui,
fino a che egli non sia formato pienamente in noi. In tal
7<l Giovanni Paolo 1J precisa in un altro passo della medesima Lettera
apostolica: / m isteri d i Cristo (cio gli avvenimenti, gli episodi della sua vita)
sono anche, in certo senso, i m isteri della M adre, persino quando non vi
direttamente coinvolta, per il fatto stesso che ella vive di lu e per lu. Facendo
nostre nellVlwf Maria le parole dell'angelo Gabriele e di santFlisabetca, ci
sentiamo spinti a cercare sempre nuovamente in Maria, tra le sue braccia c nel
suo cuore, il frutto benedetto del suo grembo (cfr. Le 1,42) (RVM 241.

modo, il Rosario diventa per noi via attraverso la quale,


lasciandoci educare e plasmare dallazione materna della
Vergine Santa, ella persegue il suo fine principale che
quello di generarci come figli al Corpo mistico del Figlio
e incrementare la sua vita divina in noi (cfr. RVM 15).
Laspetto supplice del Rosario cos espresso: Maria
genera figli al Corpo mistico del Figlio, mediante linter
cessione, implorando per essi leffusione dello Spirito
Santo. La nostra insistente implorazione della Madre di
Dio, attraverso le Ave Maria, poggia sulla fiducia che la
sua materna intercessione pu tutto sul cuore del Figlio.
Fila, santuario dello Spirito Santo (cfr. Le 1,35), nel Ro
sario, mentre supplicata da noi, si pone per noi davanti
al Padre, che lha colmata di grazia, e al Figlio, nato dal
suo grembo, pregando con noi e per noi {cfr. RVM 16).
Questo il motivo per cui, mediante il Rosario, il credente
attinge abbondanza di grazia, quasi ricevendola dalle ma
ni stesse della Madre del Redentore (cfr. RVM I).

Esem pi tratti dagli esorcismi


Nella mia esperienza di esorcista mi sono accorto che
nessuna preghiera extraliturgica71 cos odiata, temuta
e osteggiata dal demonio come il Santo Rosario.

71 1.1 Rosario non solo non si oppone alla Liturgia, ma le fa da supporto,


giacch ben la introduce e la riecheggia, consentendo di viverla con pienez
za di partecipazione interiore, raccogliendone i frutti nella vita quotidiana
{RVM 4). Se la Liturgia, azione di Cristo e della Chiesa* azione salvifica per
eccellenz#! il Rosario quale meditazione su Cristo con Maria, contem plazione
salutare. Limmergersi intatti, di mistero in mistero, nella vita del Redentore,
fa s che quanto egli ha operato e hi Liturga attualizza venga profondamente
assimilato e plasmi lesistenza (RVM 13),

115

Un giorno, mentre prendevo la corona del Rosario, il


demonio esclam: E una cosa che non sopporto, non
sopporto! Quello stupido vecchio la chiamava bene, gli
aveva dato il nome giusto: la chiamava arma perch
una vera arma. Una vera arma contro di noi72. A queste
parole dissi: N el nome di Ges, chi lo stupido vecchio
a cui ti riferisci? , E lu: P io . P ad re Pio da Pietrelcina?. S ii!. Qui io ribattei: N on uno stupido: in
telligente, saggio, devoto. E lui: P e r noi uno stupido.
E ora ancora, quello stupido lavora a fianco al Nazareno
e a quella Donna che sta lass . Com e si chiama quella
donna che sta lass?. Si chiama come questa (segue
parolaccia rivolta alla persona da lui posseduta) .
Un giorno ho ordinato al demonio: D escrivi le
meraviglie del Rosario! . Mi ha risposto: P e r me fa

T: San Pio da Pietre]crina disse un giorno: Satana mira a distruggere que


sta preghiera, ma non ci riuscir mai: la preghiera di colei che trionfa su
tutto e su tutti. lei che ce l'ha insegnata come Ges ci ha insegnato il Padre
nostro. Egli spesso raccontava un sogno nel quale affacciandosi dalla finestra
del coro cio del luogo dove i frati si riunivano a pregare, vide la piazza piena
di quella che sembrava una folla sterminata. Padre Pio domand: Chi siete?
Che volete? . E tutta quella folla in coro, con voce massiccia e assordante,
grid a squarciagola: La morte di Padre Piu!. In quel momento il frate si
accorse che quelle che sembravano persone in realt erano tutti demoni. A
queste paiole egli rientr nel coro per pregare ed ecco che vide venirgli incon
tro la Madonna, che con sguardo materno e con gesto deciso, gli mise fra le
mani la corona del Rosario e gli disse: Con questa arma sei tu che vincerai! .
Padre Pio allora torn alla finestra e si affacci mostrandosi con tl Rosario fra
le mani. Immediatamente vide tutti i demoni cadere a terra tramortiti. Dopo
qualche istante, sparita questa scena, ecco che ebbe ancora in sogno la visione
di trovarsi alla stessa finestra. Vide di nuovo una numerosa folla. Meraviglialo
e non senza una certa delusione, disse gridando: A h!... Non siete morti?.
E domand nuovamente: Chi siete?. Risposero: Siamo cristiani!. Con
sollievo Padre Pio disse a tutti: Siete figli e seguaci di Ges... Allora venite
con me! Seguitemi e obbeditemi! E nessuno mai vi nuocer!. E aggiunse:
Stringete sempre nella vostra mano l'Arma di Maria e riporterete sempre e
dovunque vittoria sui nemici infernali.

116

schifo. E io: P e r noi meraviglioso. Nel nome di


Nostro Signore Ges Cristo, che ha clonato per Madre
a ciascuno di noi la Vergine Maria, descrivi tutte quelle
cose che per te fanno schifo e per noi sono buone.
E il demonio: D escrive tutto il tragitto di dolore che
Lui ha offerto per voi e che costato tanto dolore non
solo a Lui, ma anche a sua M adre, per salvare tutti voi,
per aprire le porte del Paradiso per voi. Lei ha sofferto
tanto, tanto quanto il Figlio, e ha espiato insieme a Lui
i vostri peccati. E c c o perch ogni grano una lacrima
di quella Donna che ha sofferto tutti i tre anni che
Lui ha patito per voi, ha evangelizzato, ha guarito, si
manifestato. Tutto ha fatto in quei tre anni, com preso
quello che ha operato in quella cinquantina che ha fat
to consacrare il Papa prima di questo, compreso quello
(si riferisce evidentemente ai misteri della L u ce che
Giovanni Paolo II aggiunse ai misteri del Rosario).
Quando voi pregate quella corona maledetta, tutto ci fa
male, perch contemplate tutto quello che fa Lui con
tro di noi. Tutto. In quei tre anni, Lui ha lottato solo
ed esclusivamente per farci del male e per allontanare
le anime da noi, perch prima non era possibile. Dopo
la sua venuta, e specialmente dopo la sua rivelazione
(pubblica) in quei tre anni che contemplate in questi
misteri, voi ci ammazzate, perch noi riviviamo gli
avvenimenti della sua vita, specialmente se li contem
plate offrendoli nel rivivere (in voi) le sue sofferenze,
com e fa questa (segue parolaccia riferita alla persona
posseduta). Q uesta donna (quella da lui posseduta,
la quale offre tutte le sue sofferenze a Dio) un vero
pericolo, com e lo sono altre com e lei. Se meditando
i misteri di questarma (il Rosario) voi unite le vostre
17

sofferenze a quelle di L oro (Ges e Maria) e a quelle


di tutti i sofferenti che Lui (Ges) ha scelto, com e
questa donna - perch lei non le ha scelte, Lui che
la mantiene in questo stato - allora s, ci fate proprio
tanto m ale.
In un altro esorcismo, il maligno disse:
Q uando voi dite lAve Maria come se Lei pren
desse il vostro spirito e lo portasse davanti al Padre,
ogni volta, perch Lei vi ama com e nessuno vi ama,
vi porta lass con Lei. E quando tu ricordi la vita di
Quello (si riferisce alla meditazione dei singoli misteri
durante il Rosario), per me un supplizio rivivere tutte
le volte ci che ha combinato Quel (segue parolaccia),
perch smetti tu e inizia un altro; smette queiraltro
e inizia quell*altro; ... smette quello e inizia un altro.
Sempre, c sempre qualcuno che lo recita. Non c
un istante in cui non sia recitato. una cantilena
ininterrotta, in ogni parte del mondo. Ma per noi un
sottofondo mortale. Con tutti quei (segue parolaccia)
di misteri, ci ricordate tutte le volte quello che ha fatto,
e ci fa maleeeeee! .
Era un 7 ottobre, giorno della Madonna del Rosa
rio, ho tirato fuori dalla tasca la corona del Rosario e
lui subito ha detto: Mi fate male con quei graneltini,
bastardi ! E bastardi quelli che li fanno! (forse si riferiva
a coloro che confezionano le corone del Rosario) . Io
gli ho ordinato: P erch ti danno tanto fastidio quei
granellini?. E lui: P erch mi date tante botte. Fatela
finita! Non ve ne do abbastanza io?. A queste parole
ho messo la corona addosso a quella persona e il de-

118

mcmio ha urlato: pesante, mi schiaccia, levatela, mi


schiaccia! Mi stai schiacciando! Mi escono le budella,
non vedi?.
Queste reazioni del demonio cosa ci insegnano per
la nostra vita quotidiana? Che il Rosario, pregato bene,
appesantisce il demonio in modo tale da non poterci
fare tutto il male che vorrebbe, perch la Madonna,
proprio attraverso il Rosario, ci fa crescere nella fede in
Dio e ci protegge dalle insidie del nemico.
Un altro giorno, m entre esorcizzavo, tirai nuova
mente fuori dalla tasca una corona del Rosario e subito
il demonio grid: Leva quella catena, leva quella cate
na! . E io: Q uale catena? . E lui: Quella con la croce
in fondo. Lei ci frusta con quella caten a!. Questo
certamente un linguaggio metaforico, ma ci fa capire in
modo molto concreto la potenza del Rosario e quanto
il demonio lo tema.
Una volta, avendo messo di nuovo al collo della
persona posseduta una corona del Rosario, il demonio
subito grid: M i vuoi ammazzare? Sei un assassino!
Quei grani sono peggio delle spine della corona di Cri
sto! Sono fuoco vivo! Ogni perla un cuore consacrato!
Ci uccide tutti! Ci toglie il fiato! Mi sta soffocando! Per
noi la morte sicura! .
U naltra volta, mentre stavo mettendo una corona
del Rosario al collo di una persona posseduta, il demo
nio grid, tentando di fermarmi: Togli quelle rose:
puzzano, puzzano, quelle rose! . E io istintivamente
19

ho detto: Dove sono quelle rose? . E il demonio: Le


hai buttate sopra di lei! (si riferiva alla persona posse
duta) . Quella persona, dopo lesorcismo, mi ha riferito
di ricordare solo che a un certo momento si era sentita
come avvolta da una corona di rose.
Altre espressioni sul Rosario in diversi esorcismi:
O gni grano di quella corona, con la quale voi pre
gate, per noi una frustata, ci brucia.
Q uando usate quella maledetta catena, mi fa male,
perch invocate Quella (lAve Maria), mi ricordate la
vita di Quello (la nostra contemplazione dei misteri del
Vangelo nel Rosario gli di tormento e gli fa perdere
le forze) .
Chi si aggrappa a questa (e cerc di strappare la co
rona del Rosario che avevo messo al collo della persona
posseduta), non si perder mai.
Q uando contemplate i misteri di quella corona, sto
male. Sono bastonate, Mi strappa tante, tante anime.
Perch sua. Perch di Quella.
Io la odio (la corona del Rosario) perch una co
rona damore che unisce tutti a Lui e a Lei.
Infine:
S e voi tutti lo sapeste, io sarei distrutto in meno di
un secondo. Se voi tutti diceste il Rosario, questa cosa
qui bastarda, con fede! (e respinge con disprezzo la co
rona del Rosario che avevo fra le mani). Lo sai Lei che
fa quando voi dite questa catena? (seguono una serie
d insulti nei miei confronti): Lei prende la vostra mano,
s allunga verso il Cielo e prende quella del vostro Dio,
e attraverso questa preghiera, questa catena di (segue
120

parolaccia), avvicina le due mani e le avvicina per farle


toccare. Q uando queste due mani sincontrano, Lei
esulta, esulta, esulta, singinocchia e prega. Solo pochi
uomini raggiungono quella mano, perch molte volte la
strappano via dalla mano di Quella, perch non vogliono
farlo, non lo vogliono fare, grazie a me che sono il loro
dio, ma quelli che ci riescono (e ripete), ma quelli che
ci riescono, ne hanno piena coscienza e Lei esulta. La
vedi che singinocchta e bacia i piedi bucati del Figlio,
e Lei dice che ha fatto la grazia a questo (cio a qualche
persona), perch ha toccato quella mano e in mezzo a
quelli (gli abitanti del Paradiso), quando succede, tutto
il Paradiso esulta. Che schifo, che schifo! E lacrime di
gioia escono da quegli occhi (segue parolaccia). Che
schifo, che schifo, che schifo, che schifo, che schifo, che
schifo, che schifo! .

L a V e r g i n e M a r ia h a v i n t o S a t a n a
p e r l a sua f e d e in c r o l l a b il e

Catechesi
La Vergine Maria ha vinto Satana con la fede, e nel
corso della sua vita terrena ha respinto tutti i suoi assalti
furiosi proprio con la potenza della fede. Pur essendo
Immacolata e piena di grazia sin dal primo istante della
sua esistenza, Maria non stata esonerata dalla lotta e
dalla sofferenza, anzi nessunaltra creatura umana ha
affrontato prove terribili come lei. Proprio perch, come
abbiamo gi visto nelle prime pagine di questo testo,
Maria era totalmente contraria a Satana nel suo essere e

121

nel suo agire, di conseguenza, verso nessunaltra creatu


ra umana, Satana ha infierito tanto come ha fatto contro
di lei. Tuttavia, con la sua fede ferma e incrollabile com e
roccia, Maria lo ha sempre vinto.
Alla fine del secondo secolo, santIreneo, vescovo di
Lione (Francia), scrisse: Il nodo della disobbedienza di
va ha avuto la sua soluzione con lobbedienza di Maria.
Ci che la vergine va aveva legato con la sua increduli
t, la Vergine Maria lha sciolto con la sua fed e 7J.
Il primo motivo della grandezza della Madonna e
della sua forza contro il diavolo non tanto il suo essere
Madre di Dio, ma la fede con la quale ha corrisposto
al disegno di Dio, che la chiamava a essere Madre sua
e a cooperare con lui alla realizzazione del progetto di
vino della salvezza dellumanit e alla distruzione delle
opere del diavolo74. Maria non ha mai vacillato nella
fede in Dio, nemmeno per un istante: mai un dubbio
lha sfiorata. Si abbandon sempre a Dio con una fede
irremovibile, incondizionata, senza alcuna esitazione.
Allangelo Gabriele, che le annunciava il progetto e la
richiesta di Dio di una maternit nella verginit, uma
namente impossibile, Maria credette e acconsent. Ab
bandonandosi a ci che Dio le chiedeva e rendendosi
a lui disponibile senza riserve, disse: E c c o la serva
del Signore: avvenga per me secondo la tua parola (Le
1,38) 75. Qualche giorno dopo, Maria and dalla cugina
n Adversus btereseS) 5,22,4.
14 Per questo si manifest il Figlio di Dio: per distruggere le opere dei
diavolo UGv 3,8).
75 II Conclio Vaticano II nel capitolo VII] della Lumen gentiutn e Gio
vanni Paolo II nella R edcm ptom Mater parlano di obbedienza della fede
da parte di Maria.

122

Elisabetta per aiutarla e assisterla. Nellistante in cui,


entrando in casa della cugina, la salut, Giovanni, nel
grembo della madre, sobbalz di gioia che comunic
alla mamma Elisabetta. Questa, colmata e illuminata
dallo Spirito Santo, disse a gran voce: Benedetta tu
fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo. A
che cosa devo che la Madre del mio Signore venga da
me? E cco, appena il tuo saluto giunto ai miei orec
chi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grem bo
(Le 1,42-44). E subito proclam Maria beata per la sua
fede: E beata colei che ha creduto nelladempimento di
ci che il Signore le ha detto (Le 1,45). Era la fede di
Maria che aveva riempito di esultanza e di Spirito Santo la
cugina Elisabetta, inducendola a iniziare le lodi che tutte
le generazioni avrebbero rivolto alla Madre di Dio.
La prima beatitudine del Vangelo fu dunque rivolta
a Maria, perch ha creduto alla parola di Dio. Maria
beata perch credette che per la potenza dello Spirito
Santo sarebbe diventata la Madre del Figlio di Dio, se
condo la rivelazione dellangelo: Colui d ie nascer sar
dunque santo e sar chiamato Figlio di D io (Le 1,35).
Quando, poco pi di trentanni dopo, Ges mentre
predicava sent quella donna del popolo gridare: Beato
il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato
(L e 11,27), egli replic: B eati piuttosto coloro che
ascoltano la parola di Dio e la osservano (Le 11,28).
Con questa espressione, Ges esalt la grandezza della
Madre per la sua fede. N on forse Maria la prima tra
coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in
pratica? E dunque non riguarda soprattutto lei quella
benedizione pronunciata da Ges in risposta alle parole
della donna anonima? Senza dubbio, Maria degna
123

di benedizione per il fatto che diventata Madre di


Ges secondo la carne, ma anche e soprattutto perch
al momento dellAnnunciazione ha accolto la parola di
Dio, perch vi ha creduto, perch fu obbediente a Dio,
perch serbava la parola e la meditava nel suo cuore (Le
1,38.45; 2,19.51) e con tutta la sua vita ladempiva76.
Ges dunque ricondusse la grandezza della Madre
non soltanto alla maternit fisica nei suoi confronti,
ma innanzitutto al suo atteggiamento di fede e di piena
disponibilit al volere di Dio. Lintima unione con Dio
e ladesione perfetta alla Parola divina sono il motivo
pi alto della beatitudine di Maria. La maternit di
Maria, prima di essere fisica, fu spirituale, in forza di
quei legami dello spirito, che si formano nellascolto e
nellosservanza della parola di Dio, e fu specialissima
perch solo in lei, tra tutte le donne della terra, pro
dusse anche la maternit fsica nei confronti del Figlio
di Dio77. Tutte le altre creature umane invece, mediante
lascolto e ladempimento della parola e della volont di
Dio, generano Cristo in se stessi e negli altri, ma spiri
tualmente.
La fede di Maria si rivela nuovamente alle nozze di
Cana (Gv 2,1 ss.) dove, fidando nel potere non ancora
svelato di Ges, provoc il suo primo segno, cio il suo

7fs Cfr. Giovanni Paolo II, Redem ploris M atcr 20.


77
T Padri della Chiesa sottolineano spesso questo aspetto del concepi
mento verginale di Ges. Soprattutto sant Agostino, commentando il Vangelo
dell Annunciazione, afferma: Langelo annunzia, la Vergine ascolta, crede e
concepisce? {Sermo 13 in Nat. Dow.). E ancora: Il Cristo creduto e con
cepito mediante la fede. Prima si verifica la venuta della fede nei cuore della
Vergine e in seguito viene la fecondit nel seno della Madre? {Sermo 293)
(Giovanni Paolo II, Udtenw generale* 4 luglio 1996).

124

pruno miracolo: la prodigiosa trasformazione dellacqua


in vino. Ottenendo questo segno prodigioso dal Figlio,
Maria offr un sostegno anche alla fede dei discepoli. E
cmie per la sua fede aveva introdotto Ges nel mondo,
nellevento fondamentale dellIncarnazione, cos a C a
lia Maria introdusse Ges nella sua missione pubblica,
precedendo nella fede i discepoli, i quali, come ci dice
il Vangelo, dopo il m iracolo, credettero: Q u esto, a
<lana di Galilea, fu linizio dei segni compiuti da Ges,
egli manifest la sua gloria e i suoi discepoli credettero
in lui (Gv 2,11).
La pi grande battaglia di Satana contro la fede di
Maria si svolta ai piedi della croce, dove mise in atto
tutta la sua forza malefica contro di lei, perch dubi
tasse. Tuttavia, anche se nel cuore di Maria c era il pi
straziante dolore che creatura umana abbia mai provato
- perch ella sapeva chi era colui che moriva in Croce
e perch moriva in quel modo - c era anche un amore
smisurato che scaturiva dalla sua fede viva e irremovi
bile. Nonostante Satana cercasse di provocare una pur
minima incrinatura nella fede della Madonna, di susci
tarle un minimo dubbio, non riusc a scalfirla in alcun
modo. Maria credeva fermamente che, proprio in quel
modo doloroso e apparentemente assurdo, Ges vince
va, trionfava e regnava, attuando la Redenzione di tutta
lumanit, compresa quella sua personale, che le era sta
ta applicata preventivamente. Maria comprendeva che
per quella morte si realizzava la profezia di grandezza
che larcangelo Gabriele le aveva preannunciato: Sar
grande e verr chiamato Figlio dellaltissimo; il Signore
Dio gli dar il trono di Davide suo Padre e regner per
125

sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avr


mai fine (Le 1,33). Maria credeva che era il Figlio di
Dio colui che gridava: Dio mio, Dio mio, perch mi
hai abbandonato? (Mt 27,46). Maria credeva che per
quel sacrificio e quella morte crudele, lei, umile serva
di Dio, era stata resa la pi grande di tutte le creature e
che tutte le generazioni Favrebbero chiamata beata. Ma
Maria credeva anche che dopo la morte il Figlio sarebbe
risuscitato e attese senza tentennamenti, dopo le tenebre
del Venerd Santo, il mattino della Risurrezione. M e
diante la fede ella partecip alla morte dei Figlio, alla
sua morte redentrice (RVM 20) e per quella fede, che
rimase integra in una prova quale mai ebbe e avr pi
grande alcuna tra le creature umane, merit anche di vi
vere unesperienza d intensit ben maggiore di qualsiasi
altra creatura umana, lesperienza della nuova esistenza
del Figlio glorificato dopo la sua Risurrezione.
Ci che ha reso beata e grande Maria stata dunque
la fede con cui ha sempre creduto a Dio e ha sempre c o
operato con lui. Non vi fu odio pi grande e nessun'altra78

78
Su questo argomento cfr. Giovanni Paolo Jl, Rosarium Virgirtis Maria:
23. Inoltre nelYUdienza on erate del 22 maggio 1997 egli cos si esprimeva:
La Vergine, presente nella prima comunit dei discepoli (dr. At 1,14), come
potrebbe essere stara esclusa dal numero di coloro che hanno incontrato il suo
divn Figlio risuscitato dai morti? anzi legittimo pensare che verosimilmente
la Madre sia stata la prima persona a cui Ges risorto apparso. ... Essendo
immagine e modello della Chiesa, che attende il Risorto e che nel gruppo
dei discepoli Io incontr durante le apparizioni pasquali, sembra ragionevole
pensare che Maria abbia avuto un contatto personale con il Figlio risorto,
per godere anche lei della pienezza della gioia pasquale. Presente sul Calvario
durante il Venerd Santo (cfr. Gv 19,25) e nel Cenacolo a Pentecoste (cfr. At
l t14h la Vergine Santissima probabilmente stata testimone privilegiata anche
della risurrezione di Cristo* completando in tal modo la sua partecipazione a
tutti i momenti essenziali del Mistero pasquale,
126

creatura umana fu assalita cos furiosamente dal demo


nio, come lo fu Maria durante la vita terrena, ma lei
non ha minimamente ceduto. Maria ha sempre detto un
no aspro e totale al demonio e un s deciso e pieno
d'amore a Dio. Il culmine degli attacchi del demonio si
manifest ai piedi della Croce, al momento della deposi
zione del Figlio dalla Croce e nelle ore che seguirono la
sua sepoltura. Maria offr, per amore di Dio e delluma
nit, sofferenze quali nessunaltra creatura umana potr
mai sperimentare cos intense. Durante tutta la sua vita,
amando Dio sopra ogni cosa e conformandosi istante
per istante alla sua volont. Maria si elev di altezza in
altezza nella santit iniziale, gi superiore a quella di tutti
gli Angeli e i Santi di ogni tempo, accrescendo talmente
la sua comunione d amore con Dio al punto che, quan
do tu assunta in anima e corpo in Paradiso, raggiunse
un vertice dunione con lui, quale nessunaltra creatura
umana e angelica potr mai uguagliare.
Tuttavia, anche se Maria non potr mai essere ugua
gliata in santit, imitabile negli atteggiamenti evangelici.
Santa Teresa del Bambin Ges, nella sua autobiografa,
esortava i predicatori e i teologi a parlare della santit
sublime e delle virt di Maria, senza scoraggiare coloro
che vogliono imitarle. Sembra che Giovanni Paolo II,
nella scia del Concilio Vaticano II. abbia fatto sua questa
esortazione della Santa, parlando cos: Ella eccellen
tissimo modello della Chiesa, esempio d perfezione da
seguire e da imitare. Maria, infatti, un eccellentissimo
modello, poich la sua perfezione supera quella di tutti gli
altri membri della Chiesa. Significativamente il Concilio
aggiunge che ella realizza tale funzione nella fede e nella
carit. Senza dimenticare che Cristo il primo modello,

127

il Concilio suggerisce in tal modo che ci sono delle dispo


sizioni interiori proprie del modello compiuto in Maria,
che aiutano il cristiano a stabilire unautentica relazione
con Cristo. Infatti guardando a Maria, il credente impara
a vivere in piu profonda comunione con Cristo, ad aderire
a lui con fede viva, a riporre in lui la sua fiducia e la sua
speranza, amandolo con la totalit del suo essere79.
La Madonna , per ogni cristiano, modello perfetto di
fede, ma vuole anche renderci partecipi di quella che fu
la sua fede, durante la sua esistenza terrena. Descrivendo
i meravigliosi effetti della consacrazione alla Vergine M a
ria, san Luigi Maria Grignion de Montfort indica anche la
partecipazione alla fede di Maria. Egli scrive : La Vergine
Santa ti far partecipe della sua fede: una fede che vinse,
quaggi, quella dei patriarchi, dei profeti, degli apostoli
e dei santi. Ora che regna in Cielo, Maria non possiede
pi tale fede, poich vede chiaramente tutte le cose in
Dio con la luce della gloria. Tuttavia, per beneplacito
dellAltissimo, ella non la perse entrando nella gloria: lha
mantenuta per conservarla nella Chiesa militante, a favore
dei suoi pi fedeli servi e serve. Pi dunque ti guadagni
la benevolenza di questa augusta Principessa e Vergine
fedele, pi la tua condotta di vita ispirata solamente
dalla fede80. Q uesto testo [del Montfort] sembra avere
ispirato alcune affermazioni di Giovanni Paolo li sulla
tede di Maria, che, pur non permanendo formalmente in
Cielo, viene tuttavia comunicata ai fedeli: Leccezionale
peregrinazione della fede della beata Vergine Maria rap
79 Giovanni Paolo IL Udienza generale^ 7 agosto 1997.
m Trattato della vera devozione a Maria Tn, 120, in Opere, 1, Scritti spiritua
li, Edizioni Monfoitane, Roma 1990, p. 492,
128

presenta un costante punto di riferimento della Chiesa,


per i singoli e le comunit, i popoli e le nazioni e, in un
certo senso, per lumanit intera {Kedemptoris Mater 6).
In qualche modo la fede di Maria, sulla base della testi
monianza storica della Chiesa, diventa incessantemente la
fede del popolo di Dio in cammino: delle persone e delle
comunit, degli ambienti e delle assemblee e, infine, dei
vari gruppi esistenti nella ChiesaSl.

Esem pi tratti dagli esorcismi


Sappiamo che la fede di Maria non potette che tra
dursi, sin dal primo istante delPlncarnazione, in adora
zione del Verbo, presenre nel suo grembo immacolato,
e in slanci di incommensurabile amore.
E cco come il maligno, nella solennit dellAnnunciazione del 2009, con profonda nausea, si espresse circa la
fede e lamore di Maria per Ges, nei nove mesi in cui el
la lo port nel grembo: Q uando arrivalo quello (lar
cangelo Gabriele), non ha dubitato, non ha dubitato.
Ha creduto, ha creduto, ed arrivata quellanima cos
bianca (lanima che il Padre dava a Ges, congiunta con
il corpo e la Seconda Persona Divina). Lei conosceva
le Scritture, sapeva chi aveva in grembo e lo custodiva.
Stava sempre in silenzio, con lo sguardo basso, sorride
va appena, ma bella, per. Esultava nello spirito: il suo
Signore laveva scelta. Era splendida, era splendida, era
splendida, come splendida adesso. II suo Signore sce
so. Lei che lo ama cos tanto. Lei che lo ama cos tanto.
Hl Ibidem , p. 492, nota 3,

129

(Da questo punto, con ancor pi grande ripugnanza,


parla in terza persona). Come faccio a dirlo a Giuseppe?
Ci pensa Lui (Dio). C penser Lui (Dio). Capir. Ho nel
grembo il Salvatore del mondo. Immaginate. Non potete
immaginare quale grazia, quale gioia, quale grazia, quale
gioia e quale amore, quale amore provavo, un amore che
superava tutto, tutta la mia paura (per ci che Giuseppe
avrebbe potuto pensare, trovandosi davanri al mistero di
quella gravidanza), un amore profondo, un amore che
si pu toccare tanto che forte.
Nel Venerd Santo del 2009, durante un esorcismo,
improvvisamente il demonio grid con grande rabbia
queste parole: Q uando Quello ha detto: Donna, ecco
tuo figlio e a quellaltro: E cco, tua madre, come lha
detto! E in che modo lha detto! Avrebbe riempito il
cuore del pi bastardo di questo mondo. Lha detto (il
demonio batteva i denti, come se avesse freddo) con un
amore indescrivibile; uscita luce dai suoi occhi, e amore.
Ecco, questo tuo figlio. E a Lei si riempito il cuore
di gioia. Come (ai a gioire? Tuo Figlio in Croce, sta
morendo, come fai a gioire? Come!? Avesse soltanto una
volta, soltanto una volta dubitato! (con ancor maggior
rabbia diceva). Non ha mai dubitato, mai! Ha sofferto
per le sofferenze del Figlio, ma non ha mai dubitato! Se
voi aveste soltanto un briciolo di quella fede! .Il
Il 15 settembre del 2006, memoria liturgica di Maria
Addolorata, poich il demonio inveiva grandemente
contro la Vergine Maria, gli ordinai di tessere le lodi della
Vergine Maria. Dopo aver rifiutato con sdegno, al mio
ripetuto comando, disse con grande ribrezzo: Santa e
130

Immacolata, ritta ai piedi di quella Croce, inattaccabile,


inalterabile, come il pi puro dei metalli, senza macchia,
senza la minima ombra di dubbio, neanche quando lo ve
deva flagellato, inchiodato. Non ha mai dubitato delle sue
parole. Lei ha sempre saputo che Lui aveva detto il vero e
che tutto serviva ad adempiere le Scritture, quelle che Lei
conosceva cos bene e che insegnava e che seguiva, e per
il cui compimento aveva tanto pregato sin dalla nascita .

L a P a s s io n e d i M a r ia
IN UNIONE ALLA PASSIONE DEL F IG L IO

Catechesi
La Vergine Addolorata, pur senza essere sottratta alla
Redenzione come tutti gli altri uomini, ma benefician
done, come abbiamo visto, in modo pi sublime, con
lapplicazione preventiva dei suoi frutti nellImmacolata
Concezione, divenuta partecipe in maniera speciale
della Passione del Figlio redentore. A i tracotanti insulti
diretti al Messia crocifisso, ella, condividendo le intime
disposizioni di lui, oppone lindulgenza e il perdono,
associandosi alla supplica al Padre: Perdonali, perch
non sanno quello che fanno (Le 23,34). Ai piedi della
Croce, la Madre soffr profondamente col suo Uni
genito e si associ con animo materno sii sacrificio di
lui, amorosamente consenziente allimmolazione delia
vittima da lei generata82. Con queste parole il Concilio 92

92 Giovanni Paolo II, Udienza generale. ) aprile 1997, citazione di Lumen


gentilim 58.

ni

ci ricorda la compassione di Maria, nel cui cuore si


ripercuote tutto ci che Ges patisce nellanima e nel
corpo, sottolineando la volont di partecipare al sacri
ficio redentore e di unire la propria sofferenza materna
allofferta sacerdotale del Figlio, Nel testo conciliare
si pone altres in evidenza che il consenso da lei dato
aUimmoJazione di Ges non costituisce una passiva
accettazione, ma un autentico atto di amore, col quale
ella offre il suo Figlio come vittima di espiazione per i
peccati dellintera umanit*5. Soffrendo e quasi m oren
do con il Figlio, che soffriva e moriva, a ragione si pu
dire che Maria h a redento il genere umano insieme a
Ges C risto84.
E al comune martirio di Ges e dellAddolorata che
dobbiamo la salvezza e ogni bene. Ella, quindi, dopo
Ges redentore, ha diritto alla riconoscenza di tutta
lumanit, che con ragione la proclama beata. Manife
stiamo la nostra gratitudine soprattutto nella cristiana
offerta al suo Cuore Immacolato di ogni nostra sofferen
za e latica per amore di Dio e del prossimo.

Esem pi tratti dagli esorcismi


Sempre nel Venerd Santo del 2009, il demonio, come
obbligato da una forza irresistibile, cos prosegu:
Q uella stata tutto il tempo l, con le lacrime che
scendevano senza sosta e con gli occhi rivolti al viso
del Figlio per cogliere ogni piccola, ogni piccola, ogni

^ Giovanni Paolo II. Udienza generale. 3 aprile J997.


^ Benedetto XV, Lettera apostolica inter sodahaa, 1918.

132

piccola sofferenza. Lei viveva la sua Passione dentro al


suo Cuore. La spada Le stava trafiggendo il Cuoreeee!
Usciva il sangue dal Figlio e dal Cuore delta Mamma.
stata tutto il tempo l, straziata dal dolore, ma bel
lissima nel suo dolore. Abhbl Splendeva di dolore e
di preghiera: Sia fatta la tua volont. Sia fatta la tua
volont. Mai ha abbassato lo sguardo. Solo quando
Lui andato [lo ha abbassato], quando si mosso tutto
il mondo. Lei [in quel momento] stata ferma, non si
mossa, lo sapeva che succedeva: lo sapeva che sarebbe
successo che Dio avrebbe fatto sentire il suo dolore
per il Figlio. Quegli occhi fissi in quelli del Figlio, fissi,
c lo guardava, guardava tutte le sue ferite, guardava il
sangue che scendeva dal capo e avrebbe voluto pulire
quel viso, accarezzare quei capelli, baciare le ferite, quel
naso rotto, quella faccia gonfia e diceva: Che ti hanno
fatto tesoro!? Tu che ami tutti! Sia fatta la tua volont.
Padre! La tua volont Padre! Ma dammi la forza, Pa
dre! Dammi la forza, Padre! Padre, i chiodi! Quelle
mani bellissime hanno pregato, hanno guarito, hanno
benedetto, Padre, quelle mani sante! Povere mani! E le
b raccia... Vedi, Padre, che dolore! Lui che tuo Figlio,
Figliooo...: Padre, sia fatta la tua volont! Quei piedi
che hanno tanto camminato, quei piedi che hanno tanto
camminato, tanto camminato, com erano belli quando
era piccolino! Quante volte li ho baciati ! Quante volte li
ho baciati! Fammeli baciare anche cos! Pieni di sangue,
Padre! Diglielo che sono qui! Diglielo che lo amo! Che
lo capisco! Che io sono con Lui, soffro con L u i!. {A
questo punto il demonio url tremendamente e disse):
Vattene via, vattene, non mi bruciare! .

133

1] Venerd Santo di tre anni prima, nel 2006, mentre


svolgevo il mio ministero, leggendo nel Vangelo di G io
vanni le parole che Ges, dalla croce, rivolse a Maria:
Donna, ecco tuo Figlio e a Giovanni: E c c o tua M a
d re, il demonio, sempre con collera e furore, disse: In
un istante, Lei ha amato tutti i suoi figli per tutte le gene
razioni e ha detto il suo secondo s. D opo il s detto
allAngelo, ha detto il suo s al suo Figlio sulla croce,
perch voi diventaste suoi figli. H o proseguito nella
lettura delle parole del Vangelo: E da quel momento
il discepolo la prese nella sua casa. E il demonio, con
una ripugnanza tremenda che manifestava nella voce e
negli atteggiamenti, ha aggiunto: L e anime pure pren
dono la Madre di Dio nel loro cuore. Il vostro corpo c
il vostro spirito sono la casa del Signore e in essa dovete
prendere Lei. Tutti i figli di Dio dovrebbero prendere
Maria dentro di loro e quello che Lei vi ha insegnato
con la sua vita. Voi avete un grande mezzo, che Maria,
usatelo di pi! Pregatela, pregatela di pi, fatela vostra,
Lei cammina sempre al vostro fianco! .
Davanti a queste parole del demonio, mentre lo esor
cizzavo, sapendo che il Venerd Santo un giorno speciale
di grazia, gli ho ricordato il sacrificio di Ges in croce per
amor nostro, le sue piaghe, il suo sangue, i suoi dolori,
le sue umiliazioni, la sua offerta al Padre, insieme alle
lacrime e ai dolori di Maria, ai piedi della croce, e la sua
offerta insieme con il Figlio al Padre, per amor nostro.
E mentre dicevo tutte queste cose, il demonio ha conti
nuato, affermando: Eravam o anche noi l ai piedi della
croce, alcuni li istigavamo contro di Lui, li spingevamo
a contestarlo, a urlargli contro, a sfidarlo, altri li tenta
vamo insinuando alle loro menti dubbi che Lui non era
134

veramente il Messia. Alcuni erano l per vedere qualche


miracolo e convincersi che Lui era il Messia: che stupidi!
Abbiamo fatto scappare tante persone da l sotto, che
non credevano pi; si sono spaventate nel vederlo che
moriva e quei pochi che sono rimasti, si sono convinti,
quando morto, che non era vero niente, perch se era
morto non c era pi niente da fare. Quando hanno tolto
i! corpo dalla croce, abbiamo tentato anche Giovanni,
abbiamo detto alla sua mente; Guarda che fine ha fatto
il vostro Messia! Guarda che fine ha fatto il tuo Messia!
Abbiamo tentato anche la Madre tua. Lei aveva il cuore
straziato, ma nel medesimo tempo c era in esso una gran
de pace e perdonava tutti, amava e soffriva: il suo perdono
era totale; 0 suo amore era totale; la sua offerta era totale.
E questo ci ha vintoooo! Inutilmente abbiamo insidiato
la sua fede, Lei ha continuato a pregare, Lei era lunica
che ha conservato la fede nella Risurrezione; il suo cuore
gi Io sapeva e allalba del giorno dopo il sabato, Lui si
presentato per primo a Lei. Non sappiamo che cosa
si sono detti, abbiamo solo visto che in quellincontro
circolava una grande pace e un infinito amore, per non
potevamo sentire le parole; il loro discorso d amore era
fuori della nostra portata. Poi abbiamo visto la Maddale
na che andava al sepolcro.
Un giorno, il demonio, riferendosi al sacrificio di Cri
sto e di Maria sul Calvario, offerto in ogni celebrazione
eucaristica, cos si espresso:
Q uel Nazareno si lasciato inchiodare, sacrificare,
perch dal suo Corpo sovrabbondasse il Sangue che co
pre laltare e, in esso, i vostri peccati. Lei (la Madonna) si
sacrifica insieme a suo Figlio e accoglie nel suo grembo
135

coloro che sono stati purificati dal suo sangue. Lei


sempre l; chi guarda Lei, guarda a Lui e chi guarda a
Lui, guarda a Lei .

L u m il t d i M a r ia

Catechesi
Nel linguaggio biblico, lumile colui che riconosce di
dovere tutto a Dio e da lui solo tutto si attende. Lumile
colui che vive in atteggiamento di totale dipendenza da
Dio, confida in lui solo, e non ha altro desiderio, e non
trova altro motivo di gioia, se non nel cercare incessante
mente Dio e fare la sua volont, abbracciata con amore e
completa disponibilit. Fin nelle fibre pi profonde del
suo essere, lumile desidera e aspira a essere totalmente
di Dio. Lumilt coincide con la povert in spirito di cui
parla Ges nelle beatitudini: Beati i poveri in spirito
perch di essi il regno dei cieli (Mt 5,3). E la povert
non tanto come condizione sociale, quanto come atteggia
mento interiore di abbandono fiducioso allonnipotenza
di Dio e apertura incondizionata ai suoi progetti divini.
Maria ha vissuto intensamente lumilt, come nessun'altra
creatura al mondo. Ella stata pronta a ogni cenno della
volont di Dio, che ha accolto in tutta la sua vita con il
suo s continuo e senza riserve, professandosi la serva
d el Signore: E c c o la serva del Signore: avvenga per me
secondo la tua parola (Le 1,38). E d questo che le ha
permesso di cantare con assoluta verit e libert di cuore:
Lanima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in
Dio, mio Salvatore, perch ha guardato lumilt della sua
136

serva. D ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno


beata (Le 1,46-48).
Maria, umile serva del Signore, si consacr totalmente
al servizio di Dio e allopera del Figlio, per la salvezza de
gli uomini. Servire, secondo rinsegnamento del Vangelo,
regnare. Nel commento del lezionario mariano della
Chiesa, alla Santa Messa votiva: M aria Vergine serva
del Signore, leggiamo: Maria, umile ancella, elevata
alla dignit regale: poich molto ha servito il Cristo
(Prefazio), Dio Padre lha molto onorata e poich ader
pienamente al suo volere, Dio stesso lha esaltata come
regina gloriosa accanto al trono del (suo) Figlio (Pretazio). In questo sta la beatitudine di Maria, come proclama
il versetto alleluiatico: Te beata, o Vergine Maria, che ti
chiamasti serva del Signore: ora esaltata sopra i cori degli
angeli, tutta la Chiesa ti saluta regina del cielo 85.
Nessuna creatura umana ha uguagliato mai lumilt
di Maria. Satana, anzich riconoscere di essere creatura,
aspir invece a essere adorato come fosse Dio e, respin
gendo la verit conosciuta su Dio, non volle riconoscerlo
fonte della vita e suo bene supremo. A ccecato dalla
propria grandezza, rifiut Dio, pensando di poter fare a
meno di lui e proponendosi in alternativa a lui, di fronte
alle altre creature angeliche e umane. Cos, mentre Ma
ria si profess umilmente serva del Signore, Satana
invece si esalt, proclamandosi dio e gridando con il
suo atteggiamento nei confronti del vero Dio: N on
lo servir. In questo atteggiamento - a mio parere -
incluso, come abbiamo gi accennato in precedenza,
anche il suo rifiuto delFIncarnazione del Figlio di Dio e81
81 Conferenza Episcopale Italiana. Messe della Beala Vergine Maria, p, 15,
137

la predestinazione di Maria a essere Madre del Figlio di


Dio e Regina degli angeli e degli uomini.
M aria, dunque, pu essere a ragione considerata
regina dellumilt; Satana, invece, per eccellenza, il re
della superbia.

Esem pi tratti dagli esorcismi


Un giorno, gridando, il demonio disse: Sai come mi
combatte Lei? Con lumilt! Lei si sente ancora lultima,
pur essendo la prima! Lei si sente ancora la pi inutile,
pur essendo lunica utile, lunica necessaria a tutti voi,
sporchi esseri umani! Voi siete tango e Lei si sente pi
fango di voi! Io odio lumilt e odio tutti coloro che lo
sono, Lei per prima! La sua umilt mi umilia pi che la
potenza di Lui.
Altre volte ha detto:
L anima di Quella splende della sua umilt. Se voi
foste umili, emanereste anche voi luce e tutti la vedreb
bero, per questo io devo convincervi a essere superbi,
cos tutti vedranno il nero dellInferno, invece della luce
del Paradiso.
O gni volta che Lei vi convince a rinunciare a qual
cosa di superbo, vince una battaglia.
M ai nessuno come Lei, mai ha avuto, mai, mai, mai,
l'atteggiamento interiore e profondo di umilt verso il suo
Dio. Mai nessuno. A chi la vuole seguire, basta questo.
L ei non ha smesso un attimo di essere cos stupi
damente umile. Quanto non la sopporto! Quanto non
la sopporto! .
138

Anche ora che stata incoronata, che la Regina


c ha intorno a s angeli, arcangeli, serafini, tra tutti
sempre la pi umile.

[ PECCATI D EG LI UOM INI


E LA RIPARAZIONE AL C U O R E D I C R IS T O

i; al C uore. I mmacolato di M aria

Catechesi
Lungo la storia della Chiesa, Nostro Signore Ges
Cristo, manifestandosi a varie anime mistiche, predi
lette, ha frequentemente chiesto riparazione e consola
zione per ci che soffre attualmente a causa dei peccati
degli uomini. L Uom o-Dio, nella gloria, pu soffrire
ancora? Come Dio, certam ente no. Come Uom o-Dio,
i Santi e i mistici lo vedono soffrire ancora per i p ec
cati degli uomini, lo sentono invocare riparazione e
chiedere di essere con fortato86. Soprattutto con la
rivelazione del culto del Sacro C u ore, m ediante le
visioni (riconosciute dalla Chiesa) di santa Margherita
Maria A lacoque, questa realt presenziale di Cristo
nella storia delle anime sembra fuori dubbio. Ma in
che senso dobbiamo interpretare queste sofferenze?
Nel senso che egli continua a soffrire oggi in noi. C ri
sto soffre misteriosamente ancora oggi nel suo Corpo
Mistico che la Chiesa, e in questa sofferenza di oggi
pu - oggi - essere consolato.

C. Fabro. Gemma Galgani. Testimone del soprannaturale, Ed. Ci pi,

Roma 1989, p. 79.

39

San Paolo si convertito nel com prendere le sof


ferenze di Cristo, che continuano nella Chiesa e nel
mondo. Mentre egli si recava a D am asco, per impri
gionare i cristiani di quella citt, verso mezzogiorno,
airim prow iso una gran luce da) cielo rifulse intorno a
lui. Cadde a terra e sent una voce che gli diceva: Saulo,
Saulo, perch m i perseguiti? . E Saulo rispose: C h i sei
tu, o Signore?. Quella voce gli disse: I o sono G es il
Nazareno, che tu perseguiti. La persecuzione di Saulo
non aveva per oggetto diretto Ges, ma i suoi discepoli;
Ges, per, lo rimprovera: P erch m i p ersegu iti?.
Parla come uno che sta soffrendo! D unque Ges, sulla
terra, continua misticamente a soffrire nei suoi. Cristo
continua la sua Passione nelle persecuzioni che ancora
oggi riceve nella persona dei suoi discepoli, quando la
sua Chiesa perseguitata, quando vilipesa la persona
del Papa e dei legittimi Pastori. Cristo continua la sua
Passione in coloro che subiscono sofferenze per la p ro
pria fede e la propria testimonianza a lui. Cristo soffre
nelle membra piagate del suo corpo, che la Chiesa. E
poich Maria inseparabile da Cristo, an ch ella soffre
insieme con lui.
In particolare, Cristo e Maria soffrono per i peccati
e le infedelt di quelli che si dicono cristiani. Cristo e
la Madre soffrono e grandem ente, quando si ripete il
tradimento di G iuda nella defezione o nella ribellio
ne di sacerdoti, religiosi o suore. A santa M argherita
Maria Alacoque, Cristo indic il suo C u o re trafitto,
sanguinante, dunque, sofferente. A La Salette la M a
donna si m ostr piangente ai bambini, motivandone
la causa nel rifiuto degli uomini di sottom ettersi a
suo Figlio G es C risto, al quale Dio ha sottoposto
140

ogni cosa. A Fatim a la Madonna mostr il suo Cuore


Immacolato trafitto dalle spine87. Inoltre la Madonna,
pur nella sua bellezza maestosa, a Fatim a si m ostr
triste, eppure in Paradiso com e Cristo, e non pu
pi soffrire. Come possiamo allora spiegare questa
sofferenza, che sembra attuale? E possibile, a mio pa
rere, in questo modo: Essendo ora nella gloria celeste
e non potendo quindi essi pi soffrire, in quei cuori
sofferenti di Cristo e di Maria che essi ci m ostrano,
sono rappresentati nel medesimo tem po le sofferenze
che essi offrirono al P adre per noi durante la loro vita
terrena, ma anche le nostre. Rappresentano dunque
i loro Sacratissimi Cuori, uniti ai cuori di coloro che
su questa terra con amore si offrono a Dio, com e essi
durante la loro vita terrena si offrirono con am ore, a
Dio. Sono quindi anche i cuori di coloro che soffrono
e offrono racchiusi nei Cuori di Ges e Maria. Sono
i cuori di chi unisce a Cristo se stesso per la salvezza
del mondo. Sono i cuori dei figli prediletti che offrono
alla loro Madre se stessi e le proprie sofferenze, per la
salvezza degli altri fratelli .
Sulla questione se il Cristo glorioso e sua Madre
Maria, pur glorificati in Cielo, possano tuttavia ancora
soffrire, ho raccolto queste interessanti riflessioni, che
propongo alla personale considerazione del lettore.
R7 La Madonna inscindibilmente unita al Figlio. Ella vive di lui e per
lui. Lei, Madre di ogni uomo e Regina di tutto il creato, accanto al Figlio
Re del rimi verso, degna di lode, rispetto, amore, gratitudine e servizio, ma
quanti e quanto gravi insulti sono arrecati a questa Madre da tanti uomini e in
particolare proprio dai cattivi cristiani! per questo che a Fatima la Madonna
si mostra addolorata per Tingratitudinc. l'indifferenza e le blasfemie degli uo
mini e chiede riparazione al suo Cuore Immacolato.

141

Scrive, ad esempio, il gesuita padre Luis Mendizabal:


Soffre Ges adesso? Certamente no nel suo Corpo
glorificato: Cristo, una volta risuscitato dai morti, pi
non morr, non avendo la morte (e il dolore) pi alcun
dominio su di lui (Rm 6,9). Oggi il Corpo glorioso di
Cristo non pu pi soffrire, la sua Anima possiede la
visione beatifica, e per essa nella pienezza la felicit.
Questo per non risolve ancora la questione. Nellat
tuale stato glorioso, Cristo non soffre; per possiamo
ammettere che senta compassione nellanima sua. Non
indifferente alle offese fatte al Padre, n al male morale
dei suoi membri sulla terra, e nemmeno ai loro dolori
fisici. E allo stato attuale glorioso di Cristo che si riferi
sce la Lettera agli Ebrei nel dire: Abbiamo un sommo
sacerdote che compatisce le nostre infermit (Eb 4,15).
Ges glorioso a causa dei nostri peccati sente compassio
ne per noi. Questa affermazione non sembra contraria ad
alcuna definizione ecclesiastica; n sembra incompatibile
con lattuale felicit dei beati nel Cielo poich, in ultima
analisi, nella compassione vi una fruizione dellamore.
Se Ges Cristo non soffrisse ora in nessun modo, che cosa
significherebbero allora le spine che circondano il suo
Cuore? Erano forse un puro simbolo le parole del Signo
re a san Paolo: Io sono quel Ges che tu perseguiti?.
Abbiamo detto che Ges non soffre nel suo Corpo Fisico
(anche se sente compassione nella sua anima): soffre per
nel suo Corpo Mistico. I cattolici fanno parte del Corpo
Mistico in qualit di membra, t loro peccati, anche quelli
pi nascosti, causano una vera ferita al Corpo Mistico.
Quindi Ges Cristo nel suo Corpo Mistico continua a
soffrire. Ges Cristo soffre dunque attualmente, perch
il Corpo Mistico una realt attuale. I miei peccati non
142

distruggono perci solamente la grazia in me, ma minac


ciano anche quella di altre anime che vengono private
del mio aiuto. Ma anche i peccati degli altri cattolici non
devono lasciarci indifferenti. Sono ferite al Corpo Mistico
e noi, quali membra vive, non possiamo non risentirne,
cos come succede per le varie membra del nostro corpo
fsico. Grandezza di una realt soprannaturale: La Pas
sione espiatrice di Cristo si rinnova e in certo qual modo
si completa e continua nel Corpo Mistico che la Chiesa
(Pio X II) 88.
L e nostre azioni sono o una gioia o una ferita al
Cuore di Cristo. Non solo perch nella sua vita mortale
egli le vide tutte e gli furono causa di gioia e di dolore,
ma anche perch adesso Ges Cristo ne risente. O ra
Ges non pu pi soffrire nel suo Corpo Fisico, pu
invece gioire e godere. Ogni azione buona gli reca un
piacere. Si rallegra nel vedermi entrare in una chiesa
come farebbe un am ico a cui facessi visita. 1 nostri
peccati invece, bench non possano in Ipi causare do
lore alcuno (dato che egli , per la sua glorificazione,
impassibile), sono per oggetto della sua intima com
passione; e sono una vera ferita e causa di sofferenza
per il suo Mistico Corpo. Noi che apparteniamo alla
Chiesa cattolica siamo una sola cosa, e le azioni di
ognuno di noi influiscono sullintero Corpo Mistico.
Dio ha voluto che dalla nostra perfezione dipendesse
la salvezza di m olte anime. Il peccatore ha perso ogni
diritto alla vita soprannaturale e non ha nemmeno la*

** P. Luis Mendizobfll $ J..


Corde fesa. La devozione al Sacro Cuore di
Ges. Mimep-Docetc. Milano 2009, pp. 42-4?.
J43

possibilit di esprimere un desiderio efficace di essere


liberato dal peccato. Un tale desiderio frutto infatti
della misericordia divina; e D io pu far dipendere la
concessione di questa grazia dalle nostre preghiere e
opere buone. Dio non invia alla sua Chiesa molte grazie
perch i nostri peccati realmente glielo impediscono. II
Corpo Mistico soffre realmente dei peccati di ognuno
di noi. Lapparizione a san Paolo sulla via di Damasco
non era un semplice simbolo. Il Cuore di Cristo ferito
ci mostra questa vera sofferenza. Non solo i dolori
che pat durante la sua vita sulla terra, ma anche quelli
attuali nel suo Corpo Mistico e il suo sentimento di
attuale compassione per i peccatori. Alla luce di questo
concetto possiamo capire meglio quale dovr essere il
nostro modo di corrispondere 89.
Santa Teresa Benedetta della Croce scrive:
Il Salvatore non solo sulla c ro ce ... Ogni uomo
che nella successione dei tempi sopport con pazienza
un destino duro pensando alle sofferenze del Salvatore
e che prese su di s volontariamente una vocazione
espiatrice, ha contribuito con ci ad alleggerire il carico
enorme dei peccati dellumanit e ha aiutato il Salvatore
a portare il suo peso. Ancora di pi, Cristo, il Capo,
compie lopera redentrice in quelle membra del Corpo
Mistico, che si uniscono a lui in anima e corpo per la sua
opera di salvezza... La sofferenza riparatrice, accettata
volontariamente, ci che in realt pi profondamente
unisce al Signore90.*

**bidem, pp. 20-21.


gfl Dallo scritto Das mystcbe Suhneeiden (Espiazione mistica) di sartu
Teresa Benedetta della Croce - Edith Stein.

144

II grande pensatore cattolico Cornelio Fabro, nel testo


Gemma Galgani. Testimone del soprannaturale, scrive:
Q u an d o i mistici e santa G em m a affermano di
vedere Ges sofferente, che porta la croce, che ha le
piaghe aperte, grondante sangue, ecc., intendono rife
rirsi a un presente reale e non a una semplice immagine
o a un ricordo del passato (p. 61 ). Non unimmagine
retrospettiva. Se cos fosse, il mistico sarebbe obbligato
a dichiararlo per primo {p. 65). La Passione di Cristo,
a causa dei continui peccati degli uomini, continua in
qualche modo (misticamente e realmente) in Cristo,
perch gli uomini continuano a peccare e a qualificare
la storia con il novum delle proprie scelte di ribellarsi a
Dio (p. 73). Gi nella promessa di Cristo che egli, pur
salendo al Padre, resta sempre presente nella sua Chiesa
(Mt 28,20) - sembra implicito che egli possa soffrire
ancora, in qualche m odo, per i peccati del mondo e so
prattutto dei cristiani (p. 76). Ges non uno spettatore
indifferente. Egli gode se luomo lo ama e gli rimane
fedele; soffre quando luomo loffende (p. 76). Quando
fioriscono i Santi, Cristo gioisce; quando infestano i pec
catori, Cristo soffre (p. 78). una soluzione minimistica
negare che Cristo ormai glorioso non soffra pi come
uomo, perch ha gi sofferto per tutti i peccati della
storia umana che egli aveva previsto uno per uno (p.
78). Come lUomo-Dio nella gloria possa ancora soffrire
nella sua natura umana, a causa dei peccati delluomo,
non Io possiamo spiegare, ma questa la convinzione
espressa nel linguaggio abituale della piet cristiana ed
Cristo stesso che di continuo lo dice ai mistici (p. 78,
nota 21), chiedendo insieme di essere consolato con la
loro partecipazione ai suoi dolori. Cristo non solo non

145

indifferente al comportamento della libert delluomo,


ma ne sente i contraccolpi nella sua santa umanit e sen
sibilit e li pu perci anche manifestare, come sembra
appunto accadere negli stati e nei fenomeni dei mistici
( p. 85). Cristo chiede alluomo la partecipazione ai dolo
ri della sua Passione a titolo di compassione verso di lui
e di espiazione per i peccati che gli uomini continuano a
commettere. Linvito di Cristo ai suoi privilegiati fatto
certamente con la parola, ossia con lespressa dichiara
zione della sua sofferenza reale, ma soprattutto con il
mostrare ad essi visibile, in modi vari e cangianti, la sua
stessa attuale sofferenza per i peccati attuali che gli uo
mini continuano anche oggi a commettere. E questo per
eccitare la commozione del mistico e, quindi, la sua reale
partecipazione e conformit con la Passione di Cristo:
per consolarlo, per alleviargli la sofferenza (p. 86) 9'.
Su questo argomento intervenuto anche il cardi
nale Carlo Maria Martini. Commentando il significato
delle lacrime della Madonna al santuario de L a Salette,
dove egli era in pellegrinaggio per il 150 anniversario
dellapparizione, cos si espresse:
Dovremmo riflettere a lungo sulla sofferenza della
Vergine Maria, dal momento che non ha sofferto soltan
to durante la sua esistenza terrena bens soffre ancora,
continua a soffrire. Oggi, adesso, si addolora per le colpe
dellumanit, ha compassione delle mie debolezze, delle
mie fragilit, delle mie paure. E un mistero profondissimo
questo perch, in qualche modo, ci permette di intuire
la sofferenza di Dio per il male che noi compiamo. Un 91
91 C Fabroj Gemma Galgani. Testimone del soprannaturale.

146

mistero che la teologia fa fatica a elaborare, dal momento


che abbiamo della sofferenza un concetto negativo, co
me di una imperfezione che non si addice n a Dio, n
a Maria. Eppure il messaggio de L a Salette ci invita ad
andare oltre la verit di Dio perfettissimo, di Maria felice
nella gloria. La felicit divina, la felicit dei santi non
cos perfetta da non accettare di coinvolgersi nellumana
infelicit. Con parole umane la chiamiamo sofferenza,
ma meglio sarebbe dire passione d amore, amore appas
sionato e colmo di tenerezza, di compassione appunto.
Vorrei citare, in proposito, alcuni pensatori e mistici: La
Madonna che piange - scrive Paul Claudel riferendosi a
La Salette - e il grido che manda: Da tanto tempo soffro
con voi!, indicano che in Cielo si soffre. Ella trattiene
il braccio del Figlio: ma non dunque pi onnisciente,
onnipotente il Figlio? Cose tutte che una teologia arcigna
stenta a giustificare, ma che il cuore capisce.
E Francois M auriac: L e lacrime della Vergine ci
portano a pregare sulla stessa sponda delle lacrime del
Signore. Ges piange, la Madonna piange sopra coloro
che m i conoscono e non m i hanno accolto. A La Salette
Maria piange sul rifiuto di coloro che sanno quello che
fanno.
Le parole forse pi incisive sul messaggio di questo
santuario le ha scritte Jacques M aritain, che ha meditato
a lungo sul messaggio e che, proprio qui, si preparato
con la moglie a ricevere, dopo la conversione, il Sacra
mento della Cresima: Se la Madonna ha pianto, vuol
dire che nel complesso di segni che gli uomini possono
capire, nulialtro poteva esprimere meglio lineffabile
realt di quanto avviene in Cielo. Non per eccesso,
bens per difetto peccano quei mezzi di espressione
147

che implicano qualche imperfezione o qualche dolore


reale incompatibile con la beatitudine. Le lacrime della
Regina del Cielo distano ancora infinitamente dai noti
ficarci tali e quali il sovrano orrore che Dio e sua Madre
provano per il peccato eia sovrana loro misericordia per
la miseria dei peccatori 92.
A Fatima la Madonna si mostr addolorata per lingratitudine, lindifferenza e le blasfemie dei suoi figli
e chiese riparazione al suo C uore Im m acolato. Nei
piccoli nacque subito il desiderio di assecondarla e di
consolarla.
Nellapparizione del 13 luglio 1917, la Madonna inse
gn ai bambini una preghiera che associa la riparazione a
Ges con quella al suo Cuore Immacolato: Sacrificatevi
per i peccatori e dite molte volte, specialm ente ogni volta
che fa te qualche sacrificio: O Ges, p er am or tuo, p er la
conversione dei peccatori e in riparazione dei peccati con
tro il Cuore Immacolato di M aria9*. Inoltre preannunzia
che verr a chiedere la com unione riparatrice del primo
sabato del mese: ci si realizzer durante la permanenza
di suor Lucia nel monastero di Pontevedra, nel 1925.
Nellapparizione di luglio, la Madonna mostr anche
la terribile visione dellInferno, che giustificava ancor di
pi la sua richiesta di sacrificio riparatore e di preghiera
per i peccatori. Il suo Cuore e quello di Ges sarebbe
ro stati consolati nella misura in cui i Pastorelli, con la
loro offerta generosa, avrebbero contribuito a salvare le42
42 C .M . M a rtin i,

Marta soffre ancora,

P i e r o G r ib a u d i E d i t o r e , M ila n o

1 9 9 7 , pp. 3 0 -3 2 .

Memorie di Suor Lucia, voi 1, Secretaradio Dos Pastorinhos, Fatima,


Portogallo, 8: edizione, aprile 2005, p, 172,
148

mime dalleterna dannazione. Nellagosto 1917, la M a


donna ripropone la medesima richiesta quando, con un
aspetto pi triste, disse loro: Pregate; pregate molto e
fate sacrifici p er i peccatori, m olte anim e vanno all'Inferno
perch non c' chi si sacrifichi e interceda p er loro**. Il
volto triste e le parole della Vergine produssero in loro
un desiderio ancora pi profondo di riparare i peccati
e di sacrificarsi per la conversione dei peccatori. Essi
giunsero al punto di stringersi una corda attorno alla
vita, portandola giorno e notte con grande tormento,
tanto che la Madonna, nella successiva apparizione, il
13 settembre 1917, disse con materna bont: D io
contento d ei vostri sacrifici, ma non vuole che dormiate
con la corda. Portatela soltanto durante il giorno'*. I
bambini ubbidirono a questa limitazione, perseverando
comunque con crescente fervore in quella dura peniten
za - perch sapevano di piacere a Dio e alla Vergine portando la corda perfino nellultima malattia, durante
la quale essa riapparir macchiata di sangue.
I I 13 ottobre 1917, nellultima apparizione, il richiamo
alla riparazione compare nella parte finale del colloquio
con Lucia quando, alla richiesta della bambina: lo avrei
molte cose da chiederle: se cura dei malati e se converte
alcuni peccatori\ ecc. , la Madonna risponder: A lcuni
s, altri no. Devono emendarsi; chiedano perdono dei loro
peccati e assumendo un aspetto pi triste: che non
offendano pi Dio, Nostro Signore, che gi troppo offe
so %. Inoltre, durante il prodigio del sole, vi fu un altro
richiamo alla riparazione: la Madonna si present sotto
*4 Ibidem, p. 17">.
Ibidem , p. L76.
* ibidem, p. 177,

149

laspetto di Addolorata, anche per farci capire che k sal


vezza del mondo passa attraverso il sacrificio riparatore.
Come Maria su questa terra, partecipando attivamente
della missione del Figlio, stata per la salvezza degli
uomini vera donna dei dolori, cos i piccoli - e ciascuno
di noi - fummo invitati a percorrere lo stesso cammino,
abbracciando ogni giorno, con amore, la propria croce
in espiazione dei peccati e per la salvezza dei peccatori.
Dopo le apparizioni di Fatima, Cristo stesso manife
st espressamente il desiderio che, con il suo Cuore, sia
anche riparato e consolato il Cuore della Madre. Il 10
dicembre 1925, nel convento di Pontevedra, in Spagna,
apparve a suor Lucia la Santissima Vergine e al suo
fianco, sospeso in una nuvola luminosa, Cristo Bam bi
no. L a Santissima Vergine, mettendole la mano sulla
spalla, le mostr parimenti un cuore coronato di spine,
che teneva nellaltra mano. Allo stesso tempo, Ges
Bambino disse: A bbi compassione del Cuore Immacolato
della tua Santissima M adre, che sta coperto d spine che
gli uom ini ingrati in tutti i m om enti vi infiggono, senza
che vi sia chi faccia un atto di riparazione per strapparle
In seguito, la Santissima Vergine disse: "Guarda, figlia
mia, il mio Cuore coronato dispine che gli uom ini ingrati
a ogni momento m i conficcano con bestem m ie e ingratitu
dini. Tu alm eno cerca di consolarmi e di che tutti quelli
che per cinque mesi, n el prim o sabato, si confesseranno
ricevendo poi la Santa Com unione e m ifaranno 15 m inuti
di compagnia meditando sui 15 m isteri del Rosario1*1, con
lintenzione di darm i sollievo, lo prometto di assisterli,

^ Oggi, in seguito alaggi un tu dei * misteri della Luce, voluti dal Santo
Padre Giovanni Paolo IL i misteri del Santo Rosario non sono piti 15, ma 20.

150

n ellora della morte, con tutte le grazie necessarie alla


salvezza di queste anim e".
Con questa apparizione si ebbe, in un certo senso,
il compimento della spiritualit della riparazione a
Fatima.
La Madonna manifesta dolore non solo per le offese
rivolte a lei direttamente, ma soprattutto per i peccati
che offendono Dio ed espongono coloro che li commet
tono al pericolo di cadere nellInferno. Ella Madre e
pur essendo nella gloria celeste impossibile che sia in
sensibile al male che arrechiamo a noi stessi o agli altri, e
che non sia in trepidazione per i rischi a cui il peccato ci
espone. Ella, pur nella sua raggiante bellezza, si mostra
triste. In qualche modo misterioso, ma reale, anche ora
soffre e chiede riparazione. La riparazione che ella im
plora e che anche Cristo domanda nei confronti della
Madre - ha come scopo non solo quello di consolare il
suo Cuore Immacolato, togliendo da esso le spine
con cui i peccatori lo trafiggono in ogni momento, ma
iutche quello di ottenere, per la sua materna interces
sione, piet e misericordia da Dio, a beneficio di tante
anime che vivono nel peccato.
Davanti ai peccati del mondo, che crocifiggono nuo
vamente Ges Cristo e rendono attuali le sofferenze
della Vergine, sentiamo il bisogno di stringerci a lei,
come fecero san Giovanni e la Maddalena sul Calvario,
per consolare il suo Cuore e per offrire noi stessi a Dio
attraverso le sue mani. Questa riparazione si realizza
anzitutto con il nostro impegno a osservare i Coman
damenti di Dio; con i piccoli sacrifici quotidiani offerti;
^ Memorie di Suor Luca, p.

188.

con il nostro Rosario giornaliero; con la Santa Confes


sione fatta bene e periodicamente; con limpegno alla
conversione continua. Tutto ci va offerto spiritualmen
te sullaltare, al momento della Santa Messa, e unito al
sacrificio di Cristo. La Madonna, inoltre, ha chiesto la
celebrazione dei Primi Sabati del mese in riparazione al
suo Cuore Immacolato, con la meditazione, per almeno
un quarto dora, dei misteri del Rosario e con la Confes
sione e la Santa Comunione eucaristica. Questo laiuto
che si attende da noi nella lotta contro Satana, per il
trionfo del regno di Dio nelle anime e nella societ. La
Madonna, infatti, con questa nostra offerta riparatrice,
unita a quella di tanti altri suoi figli che la amano e le
sono accanto, si accosta al Figlio, implora perdono per
tanti uomini lontani da Dio e supplica per essi la grazia
della conversione. Dio li invita, con infinito amore, al
pentimento dei propri peccati e a una vita nuova in
Cristo. In tal modo, la Vergine Maria coopera con Cristo
a sanare attualmente il male del mondo, ottenendo la
liberazione dalla schiavit di Satana delle anime di quei
figli che, arrendendosi alla grazia, danno finalmente la
loro risposta damore allamore di Cristo redentore.

Esem pi tratti dagli esorcismi


Un giorno mi accorsi che Dio umiliava il demonio,
costringendolo a lodare la Vergine Maria con queste
parole:
L ei Tunica che dovunque; mi uccide, mi ha
sempre ucciso, mi ha sempre ucciso, mi mette in
testa i piedi; il suo velo maledetto mi strozza ogni volta;
152

nessuno di noi resiste. A queste parole esclamai: G ra


zie, Madre! Grazie, Cuore Im m acolato!. Il demonio
ribatt immediatamente: Lascialo stare quel Cuore! Gli
abbiamo infilato una spada e non morto; L e abbiamo
crocifisso il Figlio e non morta, ha preso altri figli ! .
In unaltra occasione, mentre lodavo il Cuore Imma
colato di Maria, il demonio disse:
Il suo Cuore il nostro dolore; il suo Cuore, pi lo
abbiamo trafitto e pi era vivo, pi lo abbiamo schiac
ciato e pi Lei ha schiacciato noi, pi soffriva, pi noi
soffrivamo. Noi volevamo gioire e invece Lei ci ucci
deva con il suo pianto; le sue lacrime sono fuoco che ci
uccide .
Un altro giorno, m entre invocavo lintercessione
ilei Cuore Immacolato di Maria, il demonio parl del
le spine confitte in esso (che rappresentano i peccati
il eliumanit) e di coloro che riparano le offese verso
questo Cuore, e disse:
Gli uomini mi hanno aiutato a infilarci mille miliar
di di spine; mi avete aiutato voi a infilarci tutte quelle
spine, mi avete aiutato voi; ma pi spine pi forza, pi
sangue pi potere, pi dolore pi gloria; i vostri peccati
si sono trasformati in gloria, perch altrettante anime si
sono consacrate a espiarli e ogni anima gli fa saltare una
spina e ogni spina che salta conficca un palo di fuoco nel
nostro cervello. Noi li picchiamo, noi li battiamo, noi
li bruciamo, noi li graffiamo, noi li squarciamo, e loro gi
a pregare. Noi li insultiamo, noi li calunniamo, e loro gi
a pregare. Non finir mai questa tortura, non finir mai
questa tortura! Sono troppe, sono troppe! Quanti inco

scienti si consacrano e non aspettano altro che di morire


per Quella (segue una parolaccia) e suo Figlio! .
Durante gli esorcismi, ci che mi colpisce maggior
mente, negli atteggiamenti e nelle espressioni dei dem o
ni, il loro temere e odiare terribilmente l'offerta che
facciamo di tutto noi stessi a Dio, per am ore, in spirito
di riparazione dei nostri peccati e dei peccati degli altri,
porgendo previam ente questa offerta nelle m ani di M a
ria, affinch sia lei stessa a presentarla a lui. In pratica si
tratta di donare, con grandissimo amore, per le mani di
Maria, la propria vita a Dio, con lintenzione di riparare
le offese che egli e la Vergine Maria ricevono dai peccati
del mondo; per riparare le conseguenze dei nostri pec
cati e di quelli degli altri; per ottenere la conversione di
coloro che, a causa dei propri peccati, stanno correndo
il trem endo pericolo della dannazione eterna9*. I l o
sperimentato frequentemente la potenza di tale offerta.
Mi capitato spesso, infatti, che, sia nel corso degli esor
cismi, sia nel mio ministero sacerdotale, mentre ero a
colloquio con la persona posseduta e le insegnavo com e
si vive lofferta di s, il demonio, fino a quel momento
nascosto, allimprovviso si manifestava infuriato, poich
non sopportava che facessi tale catechesi. H o compreso
allora, con chiarezza, che tale offerta a Dio un mezzo
efficacissimo non solo per sottrarre ai demoni i corpi da
loro posseduti, ma anche - e soprattutto - per strappare
ai loro artigli tante anime che vivono nel peccato. Come I
I peccati, infatti, secondo la loro gravit, non sono mai senza effetti:
provocano sempre dei danni, sia a chi li commette, sia alia societ tutta. Il
danno pi grave, perch senza alcuna possibilit di rimedio, per coloro che
perseverano sino aD'ultimo nel peccato, rinfcrno.

154

\vi Iremo, t demoni stessi, loro malgrado, hanno dovuto


coni ormare con grande disappunto tutto d.
I lo gi descritto, in un precedente paragrafo di que
sto capitolo, com e lintercessione della Vergine non
c* insiste solo nel pregare per noi e con noi, per ottenerci
sia la grazia santificante sia le singole grazie che d oc
corrono, ma anche nel donare a Dio ci che le offriamo*
I In giorno, mentre stavamo presentando e offrendo alla
Madonna preghiere, gioie, sofferenze e tutta la nostra
vira, insieme ai tormenti subiti dalla persona posseduta,
il demonio fu costretto a dire:
O gni gioia, ogni dolore, sofferenza, offerti a quel
( more (di Maria), sono dolci tenerezze di p ro fo n d a ca
rit, che Lei accetta e offre con le sue mani e le alza alla
luce di quel Creatore.
Un triste avvenimento mi aveva procurato una gran
dissima sofferenza morale. Un mattino, quando ripresi
gli esorcismi, il primo giorno dopo quellq prova doloro
sa. il demonio, sentendosi irritato per il mio ritorno agli
esorcismi, volle rifarsi, descrivendomi improvvisamente,
con grande precisione e ridendo perfidamente e con
soddisfazione, tutti i fatti che mi avevano causato quella
afflizione, vantandosi di aver contribuito a suscitarli e
a fomentarli. Minacciava anche di procurarmene altri.
Peci allora questa preghiera: Signore, p erle m ani della
Mamma Celeste ti offro con tutto il cuore quelle sofferen
ze. Non avevo ancora finito di dire la parola sofferen
ze che il demonio cambi immediatamente musica.
Kmettendo urli da spaccare i timpani, grid: N o, mto!
Uba presa Quella (segue parolaccia). Uba rubata! Subito

155

l'ba portata via! (si riferiva allofferta della sofferenza).


G lielha portata a Quello, subito!!! N on ha fatto a tempo
neanche a prenderla. L'ha presa e glielha portata su. Tutte
anim e che m i levateee! ! ! .
E ancora vivo in me il ricordo di un episodio acca
duto recentemente. Nel corso di un colloquio personale
avevo insegnato lofferta a Dio di s, per le mani di
Maria, al marito di una signora che riceveva esorcismi.
Avevo anche composto una preghiera che egli avrebbe
dovuto inserire tra le sue orazioni del mattino e della
sera, per vivificare lo spinto di questa offerta quotidia
na. Il marito si mise in tasca quel foglio sul quale avevo
scritto quella preghiera.
La moglie non poteva assolutamente sapere di quan
to avevo detto al marito, perch durante il colloquio era
ancora per strada e stava per raggiungerci, accompagna
ta dalla figlia. Appena arrivata, iniziato lesorcismo.
Subito il demonio, sbraitando, disse: inutile che stai
a insegnare quelle cose a questo (e dice una parolaccia,
indicando con il dito il marito di quella donna da lui
posseduta) e poi quella carta che gli hai scritto {si riferiva
chiaramente alla preghiera che avevo composto in pre
cedenza) io gliela straccio, gliela straccio!.

L A s s u n z io n e d i M a r ia

Catechesi
d a Dio rivelato che: lImmacolata Madre di Dio
sempre Vergine Maria, terminato il corso della vita ter
156

rena, fu assunta alJa gloria celeste in anima e co rp o ,0.


Cos si esprimeva Pio X II prom ulgando il dogma
tlcirAssunzione di Maria Santissima. Quali furono i
motivi per cui la Madonna ebbe il privilegio dellAssun
zione in anima e corpo in Paradiso?
fl primo questo: dopo il peccato originale, Dio
aveva detto ad Adamo ed va: polvere tu sei e in pol
vere tornerai (Gen 3,19). La decomposizione del cor
po in polvere, dopo la morte, una conseguenza del
peccato originale, che lei non aveva contratto. La Ma
donna Immacolata fin dal primo istante della sua esi
stenza, n mai ha commesso un peccato personale nella
sua vita terrena. Pertanto il suo corpo non poteva esse
re abbandonato alla decomposizione n marcire nella
terra, perch effetto del peccato originale che Maria non
aveva. Se il suo corpo fosse finito in polvere, Satana
avrebbe in certo qual modo conseguito una rivalsa su di
lei, perch la decomposizione del corpo uno dei mali
prodotti dal peccato che per sua istigazione commise la
prima coppia umana.
Il secondo motivo per cui la Madonna ebbe iJ privile
gio dellAssunzione in anima e corpo in Paradiso il se
guente: ella ha portato nel suo grembo per nove mesi con
ineffabile amore il Figlio di Dio. Pertanto non poteva
conoscere la corruzione del sepolcro il corpo di lei che
stata lunica donna al mondo ad aver accolto e portato in
s come un tabernacolo vivente il Dio della vita.
Il terzo motivo per cui la Madonna fu assunta in
anima e corpo al cielo che ella ha condiviso in tutto la
J[l Pio XII, Costituzione apostolica Mumficentissimus Deus (.1 novembre
J950), in Adii Apostolica Sedia 42 (19501 753-771, Cfr, Enchrdon delle
Encicliche, voi, 6, Edizioni Dehontane, Bologna 1995, pp> 1487-1521,

157

vita del Figlio sino a partecipare misticamente persino


alla sua crudele morte sul Calvario. E ra giusto pertanto
che ella condividesse anche la glorificazione del Figlio,
per cui come il Figlio entr in Paradiso anche con il
corpo glorificato, cos anche la Madre.
LAssunzione fu un evento salvifico, azione compiu
ta dal Padre, dal Figlio e dallo Spirito Santo, dono di
grazia. La beata Vergine - ribadisce il Vaticano II f i
nito il corso della sua vita terrena, fu assunta alla celeste
gloria con il suo corpo e la sua anima, e dal Signore
esaltata come la Regina delluniverso, perch fosse pie
namente conformata al Figlio suo, il Signore dei domi
nanti (cfr. Ap 19,16), il vincitore del peccato e della
morte (LG 59) .
Sul piano storico si desume la fondatezza dellAssun
zione dal fatto che non c alcuna traccia di un culto
cristiano intorno a una tomba p ien a di Maria, mentre
la piet cristiana venera da tempi immemorabili due
tombe v u o te di Maria, quella di Gerusalemme, pres
so il Getsemani, e quella di E feso101. Cosa alquanto
singolare, visto che lunica tomba vuota venerata dai
cristiani, oltre quella di Maria, quella del Cristo (il
Santo Sepolcro di Gerusalemme), mentre le tombe di
101 Secondo una tradizione,la dormizione sarebbe avvenuta a Gerusalemme
circa un anno dopo la risurrezione di Ges (probabilmente nel 31 o 34); gli
apostoli avrebbero quindi sepolto Maria, ma avrebbero poi trovato il sepolcro
vuoto. A ricordo di questi fatti sorgono oggi a Gerusalemme due chiese:
quella della Dormizione, sul monte Sion, sul luogo dove sarebbe avvenuto il
trapasso, e quella della Tomba di Maria, nella valle del Cedron a pochi passi
dalla Basilica francescana dell'Afonia di Cristo nel Getsemani e nello stesso
complesso del l'orto degli ulivi, dove sarebbe avvenuta la sepoltura. Un'altra
tradizione sostiene invece che Maria sarebbe vissuta ancora per molti anni
dopo la risurrezione di Ges, e che la dormizione sarebbe avvenuta a Efeso,
dove ella si era trasferita seguendo l'apostolo Giovanni (al quale Ges morente
laveva affidata).

158

lutti gli altri santi, degli apostoli e dei primi martiri,


sono tombe piene.
Non sappiamo se lAssunzione di Maria sia stata
preceduta dalla sua morte, per poi risuscitare, oppure
sia stata assunta immediatamente senza passare attraver
so la morte. Sappiamo solo con certezzaperch da Dio
rivelato - che ella entr con lanima e con il corpo nella
gloria celeste. Il privilegio concessole consiste quindi nel
dono dellanticipata glorificazione integrale di tutto il
suo essere, a somiglianza del suo Figlio.
Unantica tradizione, definita dorm itio Mariae
(dormizione di Maria), afferma che la Madonna in una
suprema estasi d am ore si sarebbe com e dolcem ente ad
dorm entata in Dio e quello fu levento che precedette
il suo passaggio dalla terra al Cielo, confessato dalla
lede ininterrotta della Chiesa.
Unaffermazione significativa fu data in una rivela
zione privata dalla Madonna stessa, tre anni prima della
promulgazione del dogma dellAssunzione, apparendo
il 12 aprile 1947 a Bruno Cornacchiola, in zona Tre
fontane a Roma. Ella gli parl a lungo e tra laltro gli
disse che fu portata in anima e corpo in Paradiso da
Ges e dagli angeli: Il mio corpo non poteva marcire
e non marc. Mio Figlio e gli angeli mi vennero a pren
dere al momento del mio trapasso.

Esempi tratti dagli esorcismi


Era un 15 agosto, solennit liturgica dellAssunzio
ne di Maria Santissima, quando il demonio, mentre lo
esorcizzavo, esclam: C h e profumo, che profumo che
159

emana! Che schifo, che schifo!. Avendogli ordinato,


nel Nome di Ges, di dirmi cosa fosse quel profumo,
con tono di rammarico e pronunciando una soia volta il
nome Maria (cosa rarissima, che accade solo quando
particolarmente pressato dalla potenza di Dio), disse:
Quel profumo proviene dallanima e dal corpo di Lei.
La sua anima non ha mai lasciato il suo corpo, la vostra
lo far, la sua non Pha mai fatto. Da quando quellanima
entrata in quel corpo non lha mai lasciato e con quel
corpo stata assunta. Lei e solo Lei, solo Lei, Lei per
prima, dopo suo Figlio. Suo Figlio morto ma s por
tato via il corpo, cos come ha fatto Lei. Lei per non ha
avuto bisogno neanche di morire. Lei ha chiuso gli occhi
e ha sentito che suo Figlio stava venendo a prenderla e
Lui sceso insieme agli angeli e lha abbracciata, e lha
portata con s, e le ha detto: Come tu mi hai portato su
questa terra, Io ti porto nel regno del Padre nostro. Lei
ha sorriso con gli occhi chiusi e lo vedeva anche con gli
occhi chiusi e l'ha portata con s, ha volato senzali ed
arrivata al cospetto di quel Dio, che stato per Lei padre,
sposo, figlio e fratello. Lei era predestinata per questo102,
non poteva morire, perch era il Tempio santo di Dio; Lei
stata creata per ospitarlo; Lei era nella mente di Dio pri
ma della creazione. Le ha detto: Chiudi gli occhi Maria.
Cos come ti ho portato il mio Spirito quel giorno, ora
porto te da me. Sarai per sempre accanto al tuo Figlio. E
Lei ringiovanita. In quel momento aveva la stessa et di
quando ha concepito il suo Figlio unigenito: quattordici
anni. Era un giglio dei campi, intoccato, intoccato, niente

Sullu dottrina della predestinazione, vedi anche la nota 2 di questo


capitolo e il Catechismo della Chiesa Cattolica 488*489.

160

avrebbe potuto sfiorarla; Lei non ha mai avuto paura; Lei


non conosceva la paura, neanche quando minacciavano
suo Figlio; Lei non aveva mai paura; Lei non aveva mai
rancore. Lei ha sempre sorriso, anche quando piangeva.
I jd il riscatto della vostra razza.

L a carit verso il prossimo


Catechesi
La pienezza di grazia di Maria implicava necessariamente anche una pienezza di amore verso Dio e verso
il prossimo. Maria fu cos ripiena di amore divino da
sorpassare, per estensione e intensit, lamore per il Si
gnore di tutti gli uomini e di tutti gli angeli. Nel m ede
simo tempo possiamo solo lontanamente immaginare
a quali vette giunse, nel Cuore di Maria, lamore per il
prossimo, conseguenza logica e necessaria dellamore
di Dio. Sulla terra, per Maria, il prossimo erano tutti gli
uomini creati da Dio; il prossimo era il popolo ebreo, al
quale ella apparteneva; il prossimo era e sono tutti gli
uomini, diventati suoi figli nel giorno dellIncarnazio
ne; fi prossimo erano tutte le anime che il Figlio veniva
a redimere con la sua cooperazione; il prossimo la
Chiesa di cui lei Madre. La devozione mariana, quan
do autentica, non pu dunque che portare allamore
verso Dio e allamore verso il prossimo, a imitazione
di Maria. La preghiera di colletta105 della Santa Messa
"i:i La preghiera Ji colletta quella che il sacerdote pronuncia, durante la
S. Messa, dopo Tatto penitenziale iniziale nei giorni feriali; dopo il Gloria nelle
domeniche e nelle solennit liturgiche.

161

del Cuore Immacolato di M ariaiu4 richiama allamore


del prossimo, com e conseguenza dellamore di Dio,
facendo volgere il nostro sguardo a quel Cuore, nel
quale questamore raggiunse altezze vertiginose: O
Signore Dio nostro che nel cuore immacolato di Maria
hai posto la dimora del Verbo e il tempio dello Spirito
Santo, donaci un cuore puro e docile, perch sulla via
dei tuoi com andam enti impariamo ad amarti sopra
ogni cosa, sempre attenti alle necessit dei fratelli . La
Madonna, animata dal suo amore per il prossimo, fu
sem pre attenta alle necessit dei fra telli e ora si attende
che ciascuno di noi, a sua imitazione, lo sia l dove si
trova e vive quotidianamente, in particolare verso il
prossimo che intorno a noi soffre.

Esem pi tratti dagli esorcismi


Circa il nostro amore al prossimo, una volta il maligno
ha improvvisamente espresso - con una frase che solo la
presenza viva della Vergine Maria poteva strappargli
di bocca - il dolore che ell a in qualche modo prova
per lindifferenza che possiamo avere verso chi soffre.
Queste furono le sue parole:
L ei vuole che le obbedisca e io non ho scelta. L a sua
presenza pi potente di miriadi di angeli. Se Lei qui,
io devo obbedire per forza, e Lei vuole che sappiate che
nulla pu offenderla pi dellindifferenza. Non le arri
vano gli insulti, neanche le bestemmie, ma uno sguardo
che si gira dallaltra parte e non vede le sofferenze dei
UMConferenza Episcopale Italiana, M en e della Beata Vergine Maria, p. 93.

162

It inelli squarcia pi forte il suo Cuore della lancia che


lui squarciato suo Figlio.

L a M a d o n n a e l E u c a r i s t i a

Catechesi
LEucaristia il Corpo e il Sangue di Ges: ma questo
( lorpo e questo Sangue, G es li ha presi da Maria nel
momento in cui, per opera dello Spirito Santo, si fatto
uomo nel suo grembo verginale. Allorch riceviamo
questo Corpo, che si immola sullaltare, questo Sangue
che ci redime, sar dunque possibile non pensare a
Maria? Questo Corpo stato formato in lei! Q uesto
Sangue, lei stessa lha dato al Figlio! Per suo mezzo il
Verbo si fatto nostro nutrim ento!
Se dunque Maria la M adre del Verbo, che ha assunto
la nostra natura umana, se M aria la Madre del Figlio di
l )io, che da lei ha preso la C arne e il Sangue, allora Maria
e anche la Madre dellEucaristia, perche rEucaristia il
lglio di Dio, che continua a farsi carne sui nostri altari,
e questa Carne anche carne di Maria, e quel Sangue
anche sangue di Maria. G es ha preso il suo Corpo e il
suo Sangue solo da Maria, perch stato concepito da
lei senza il concorso di un padre umano, ina per lazione
dello Spirito Santo; e dunque, anche nellEucaristia, Ges
sempre il frutto benedetto di Maria. Scriveva il Santo
Padre Giovanni Paolo II: G ra zie a questa maternit [d
Maria], Ges - Figlio dellAltissimo (cfr. Le 1,32) - un
vero figlio delluomo. E carn e, come ogni uomo: il
Verbo (che) si fece carne (cfr. G v 1,14). carne e sangue
163

di Maria! 105*.Ben a ragione la piet del popolo cristiano


ha sempre ravvisato un profondo legame tra la devo2 one
alla Vergine santa e il culto dellEucaristia1^.
Su questa sublime relazione tra Cristo e Maria nellE u
caristia, un giorno santIgnazio di Loyola visse unespe
rienza mistica che cos descrisse: Venerd [15 febbraio]:
... Preparando laltare, dopo aver indossato i paramenti,
e durante la Messa, fortissime mozioni interiori, copiose
e intensissime lacrime e singhiozzi, frequente assenza
della parola. Cos pure dopo terminata la Messa, per un
lungo tratto della sua celebrazione, mentre mi preparavo
e dopo, un intenso sentire e vedere nostra Signora molto
favorevole davanti al Padre e al Figlio, tanto che nelle
preghiere al Padre e al Figlio e alla consacrazione non
potevo non sentirla o vederla come chi parte o tramite
della grazia cos grande che sperimentavo in spirito.
Alla consacrazione m i faceva capire che la sua carne era in
quella del Figlio, e avevo intelligenza di cose tanto alte
che non si possono [de]scrivere107.
Sempre a tal riguardo nota la conversione di padre
Ermanno. Maria, apparendogli, gli disse: Vieni a m an
giare il pane che io ho form ato con il latte verginale del
mio sangue di vergine; vieni a bere il vino che ho estratto
dal pi puro mio sangue. Se vuoi conoscere la m adre che
105 Redem pioris M atcr 20. Nella nota 43 iklI'Enddica del Santo Padre si
legge inoltre: Cristo verit. Cristo carne: Cristo verit nella mente di Ma*
ria. Cristo carne nel grembo di Maria: SantAgostino, Sermo 25 (Sertnoncs
inediti), 7: PC 46,9)8.
m Redem ptoris Metter 44.
urt Dal Diario spirituale di sant'Ignazio d i Loyola, [Messa] di nostra Signo
ra al Tempio. Simeone 14.

164

rlevi seguire di preferenza, fa attenzione alfrutto, al nutri


mento che essa ti offre; guarda il frutto delle m ie viscere.
!', mostrandogli lostensorio con la bianca Ostia, disse:
liceo il frutto, l Eucaristia 108.
E cco allora perch, gi qualche secolo fa, san Pier
( Multano Eymard, il grande apostolo dellEucaristia, af
fermava che M aria quale universale dispensatrice della
grazia, ha ricevuto la completa disposizione dei tesori di
grazia racchiusi nella Santissima Eucaristia. A lei spetta
per conseguenza fa r conoscere e amare Ges n el Santis
simo Sacramento e disporre le nostre anime alla Santa
( '.omunione. Essa la tesoriera di tutte le grazie racchiuse
nella Santa Eucaristia, sia quelle che ci preparano a rice
verla, sia quelle che da questo Sacramento derivanom .
NellEucaristia, quindi, c una dolce e misteriosa
presenza di Maria Santissima, inseparabile e tuttuna
con Ges. Tutte le grazie che egli vuole donarci per
mezzo dellEucaristia, ce le dona solo per mezzo della
Madre. Riscoprendo la dimensione mariana dellE u ca
ristia, attingeremo pi copiose grazie sia dalla nostra
partecipazione alla Santa Messa sia dalla nostra com u
nione eucaristica sia dalla nostra adorazione eucaristica.
La Madonna stessa insegnava a padre Domenico del
la Madre di Dio a ricevere con frutto Ges Eucaristia:
S e sei veram ente um ile, 1umilt supplir tutto. Non
potendo fa re altro, o ffri a D io le m ie disposizioni n el
tr* M.V. Bcrnadot O.P., Mima nella mia vita, Edizioni Paoline, Ruma I *>54.
109P. Francesco M. Avidano S.M.. Un segreto ilifelicit, Apostolato Mariain - Casale Monierrato (AL), 10 edizione 1980, p. 180.

165

conversare con lui sulla terra. Figurati di riceverlo come


lo ricevetti io nel mio seno nellIncarnazione. 0 com e lo
accolsifra le m ie braccia quando venne alla luce. O com e
labbracciai sulla via del Calvario e quando fu staccato
dalla croceo ancora dopo la Risurrezione. Questo pensiero
potr anche suggerirti salutari considerazioni durante la
giornata. O ffrigli in seguito i sentim enti che gli testimo
niai in parole e in opere ed egli li gradir com e se fossero
cosa tu a m .
Anche il Santo Padre Giovanni Paolo II e il papa
Benedetto X V I ci hanno esortato a ricevere Ges
com e Maria e con Maria. D edicando il capitolo VI
dellEnciclica Ecclesia de Eucharistia a Maria donna
eucaristica, il Santo Padre Giovanni Paolo II scriveva
tra Taltro: N e llEucaristia la Chiesa si unisce piena
m ente a Cristo e al suo sacrificio, facendo suo lo spirito
d i M aria. E il papa Benedetto X V I, nellEsortazione
apostolica postsinodale Sacram entum carilatis, nel
paragrafo dedicato a L'Eucaristia e la Vergine M aria
ha scritto: Maria di Nazareth, icona della Chiesa na
scente, il m odello di com e ciascuno d i noi chiamato
ad accogliere il dono che G es fa d i se stesso n ellEuca
ristia (I parte, par. 33).
Circa la relazione tra la Madonna e ladorazione euca
ristica, scriveva Giovanni Paolo II: Q uando, nella visi
tazione, Maria porta in grem bo il Verbo fatto carne, ella si
fa, in qualche modo, utabernacolo il prim o tabernacolo
della storia dove il Figlio di Dio, ancora invisibile agli
occhi dogli uomini, si concede alladorazione di Elisabetta,10
110

166

ibidem, p. 179.

'f ittisi "irradiando la sua luce attraverso gli occhi e la voce


ili. M arian i.
San Pier Giuliano Eymard affermava che gi su que
sta terra, dopo lascensione di Ges al Cielo, la Madonna
viveva nel Santissimo Sacramento, viveva di esso, ed egli
amava perci chiamarla N ostra Signora del Santissimo
Sacramento .
A santa Caterina Labour, la Madonna, apparendole
nella cappella del noviziato e indicandole il tabernaco
li*, disse: Venite ai piedi di questo altare; qui le grazie
saranno versate in abbondanza su tutti coloro che le chie
deranno con fiducia, sui grandi e sui piccoli .
La Madonna la dolce Madre del Dio dellEucaristia,
la Madre del Cristo Eucaristico e vuole che si adori il
suo Divin Figlio nellEucaristia.
San Pio da Pietrelcina diceva talvolta ai suoi figli
spirituali: "Ma non vedete la M adonna sem pre accanto
al tabernacolo?. Maria sempre accanto al Taberna
colo. E come potrebbe non esserci lei che sul Calvario
stava presso la C roce di G es (Gv 19,25)? Per questo
santAlfonso Maria de Liguori, a ogni Visita a G es E u
caristico, univa sempre la Visita a Maria Santissima. San
( liovann Bosco diceva: Vi supplico di raccomandare a
i utti prima ladorazione a Ges Sacramentato e poi los
sequio a Maria Santissima. Anche san Massimiliano M.
Foibe raccomandava che andando da Ges Eucaristico
non si trascurasse mai il ricordo della presenza di Maria,
chiamandola e unendosi a lei, facendosi almeno attra
versare la mente dal suo Nome soave. Nella vita di san
Giacinto, domenicano, si legge che una volta il santo,

IJ Ecclesia de Eucbamtia 55,

167

a evitare una profanazione del Santissimo Sacramen


to, corse a prendere dal Tabernacolo la Pisside con le
Sante Particole per metterla al sicuro. Mentre egli stava
per andar via con Ges Eucaristico, stretto al petto, ud
una voce venire dalla statua di Maria Santissima, posta
accanto allaltare: E come? Porti via Ges senza por
tare anche me?
Il santo si ferm interdetto, cap il
richiamo, ma non sapeva come fare a portare via anche
la statua della Celeste Mamma; incerto, si avvicin alla
statua per cercare di prenderla con la sola mano libera
che poteva avere, ma non ci fu bisogno di sforzo alcuno,
perch la statua era divenuta leggera come una piuma.
Il significato del prodigio delicatissimo: prendere Ma
ria con Ges non pu pesare n costare assolutamente
nulla, perch essi stanno luno nelTaltro in maniera
divinamente sublime 112.

Esem pi tratti dagli esorcism i


Un giorno, mentre pregavo cos: Signore, noi ti
adoriamo nel Santissimo Sacramento dellaltare, il de
monio esclam: Q uando voi vi inginocchiate davanti
a Quello noi trem iam o.
Una volta ho ordinato al demonio, nel nome di Ges,
di dire parole di lode in onore di Ges nel Santissimo
Sacramento dellEucaristia. E lui: Lasciami stare. Per
noi solo un pezzo di carne che gronda sangue. Persino

1,2 R Stefano Marra Manelli, Ges Eucarstico Amore, Edizioni Francesca


ni deirimmacolata. pp. 161-162.

168

noi non riusciamo a capire come fa a essere dappertutto,


nello stesso momento, in ogni piccolo pezzo di ostia.
Neanche chi le consacra ci crede. E io ho detto: M ica
nuli! .
Unaltra volta disse: N on si rendono conto, ma Lui
e li, 11, Lui l. Quello il dono pi grande che si possa
lare: donare se stessi per gli amici; e Lui ha donato e
continua a donare se stesso ogni giorno, ovunque, coni iimamente. La Croce era solo il segno pi eclatante, il
vero dono lEucaristia. Lui sapeva che non li avrebbe
mai abbandonati, Io aveva detto: Io rester con voi .
Un altro giorno, mentre pregando invocavamo insi
stentemente la Madonna con il titolo M ad re dellE u
caristia, il maligno se ne venne dicendo: L u i e Lei
sono inscindibili. Non sapete sino a che punto invocar
la significa invocare Lui; sono una cosa sola; Lui se l
portata via tutta intera. Nel corpo e sangue del Figlio
c anche il corpo e sangue della Madre. Non poteva
essere diversamente, s formato in Lei. Conoscete la
biologia? Sapete cosa il D N A ? L oro sono una cosa
sola. Lui nato da Lei e Lei nata da Lui. Non sono
mai stati divisi. Sono sempre stati uniti. Prima che
Lei lo concepisse, Lui era gi in Lei; prima che Lui
nascesse, Lei era gi in Lui. Lei stata la prima a d o
narsi. Lui portava in s il sangue e la carne di quella
Donna meravigliosa, troppo meravigliosa per essere
sopportabile da noi e non possiamo niente contro di
Lei. Quando celebrate quella che voi chiamate Messa
c Lei con L u i. Gli ho poi detto: A d ora Ges nel
SS. Sacram ento. Adora il suo preziosissimo C orpo

169

e Sangue!, lafine ho aggiunto: N o i ci prostriamo


davanti a Ges Sacram entato. E lui prontamente ha
detto: N oi vi odiamo per questo! P er questo vogliamo
rovinarvi! Non solo perch siete suoi fgliiii! Abbiamo
perso tutto, abbiamo perso tutto! Voi potete ancora
accostarvi a Lui e noi non vogliamo, non dovete, voi
dovete essere come noi! .

I l t r i o n f o d e l C u o r e I m m a c o l a t o d i M a r ia

Catechesi
La Madonna, a Fatima, ha promesso il trionfo del suo
Cuore Immacolato e noi lo attendiamo e Io affrettiamo,
cooperando attivamente con lei. Al m om ento in cui
scrivo, il Santo Padre Benedetto X V I ha gi richiamato
tre volte i fedeli allattesa della realizzazione di questa
promessa.Il
Il 14 maggio 2006, prima della preghiera del Regina
Coeli, egli disse queste parole:
U na via sicura per mantenersi uniti a Cristo, come
tralci alla vite, ricorrere airintercessione di Maria,
che ieri, 13 maggio, abbiamo particolarmente venerato
ricordando le apparizioni di Fatima, dove nel 1917 si
manifest pi volte a tre bambini, i pastorelli France
sco, Giacinta e Lucia. Il messaggio che affid loro, in
continuit con quello di Lourdes, era un forte richiamo
alla preghiera e alla conversione; messaggio davvero
profetico considerando il secolo X X funestato da inau
dite distruzioni, causate da guerre e da regimi totalitari,
170

t n ich da estese persecuzioni contro la Chiesa. Inoltre,


il 15 maggio 1981 - 2 5 anni or sono - il Servo di Dio
( liovanni Paolo II sent di essere stato miracolosamenle salvato dalla morte per lintervento di una mano
materna, come egli stesso ebbe a dire, e lintero suo
pontificato stato segnato da ci che la Vergine aveva
preannunciato a Fatima. Se non sono mancate preoccu
pazioni e sofferenze, se ancora perm angono motivi di ap
prensione p er il futuro dell*umanit, di conforto quanto
fa "Bianca Signora* prom ise ai pastorelli:*Alla fin e il mio
( '.note Immacolato trionfer".
Durante il suo viaggio in Terra Santa, recandosi il
I > maggio 2009 presso lospedale Caritas Baby, a Bet
lemme, il Sommo Pontefice ha pronunciato le seguenti
parole:
In questa festa di Nostra Signora di Fatima, gradirei
concludere invocando lintercessione di Maria mentre
mi parto la Benedizione Apostolica ai bambini e a tutti
vo i.

Preghiamo: Maria, salute degli infermi, rifugio dei


|leccatori, madre del Redentore: noi ci uniamo alle
molte generazioni che ti hanno chiamata benedetta.
Ascolta i tuoi figli mentre invochiamo il tuo nome. Tu
hai promesso ai tre bam bini di Fatima: "Alla fin e il mio
(fio re Immacolato trionfer. E cos avvenga! Che lam o
re trionfi sullodio, la solidariet sulla divisione e la pace
su ogni iorma di violenza! Possa lamore che hai portato
a tuo Figlio insegnarci ad amare Dio con tutto il nostro
cuore, con tutte le forze e con tutta lanima. Che lO n
nipotente ci mostri la sua misericordia, ci fortifichi con
il suo potere e ci ricolmi di ogni bene (cfr. Le 1,46-56) .

171

In occasione del suo viaggio apostolico in Portogallo


nel 10 anniversario della Beatificazione dei Pastorelli di
Fatima, Giacinta e Francesco, papa Benedetto XV I cos
ha concluso la sua omelia durante la Messa celebrata
nella Spianata del Santuario di Fatim a il 13 maggio

2010:

C on la famiglia umana pronta a sacrificare i suoi


legami pi santi sullaltare di gretti egoismi di nazione,
razza, ideologia, gruppo, individuo, venuta dal Cielo
la nostra Madre benedetta offrendosi per trapiantare nel
cuore di quanti le si affidano lAmore di Dio che arde
nel suo, In quel tempo erano soltanto tre, il cui esempio
di vita si diffuso e moltiplicato in gruppi innumerevoli
per lintera superficie della terra, in particolare al pas
saggio della Vergine Pellegrina, i quali si sono dedicati
alla causa della solidariet fraterna. Possano questi sette
anni che ci separano dal centenario delle Apparizioni af
frettare il preannunciato trionfo del Cuore Immacolato
di Maria a gloria della Santissima Trinit.

Esem pi tratti dagli esorcismi


Sul trionfo del Cuore immacolato, di cui la Madon
na ha parlato a Fatima, il demonio, pronunciando con
tremendo sforzo il nome di Maria, ha esclamato:
Voi non sapete, oppure lo sapete, ma non ci credete,
o non avete abbastanza fede: il Cuore Immacolato di
M a ...a r ...I ...a che salver il mondo intero. Soltanto il
Suo Cuore Im m acolato (Questo stesso esempio lho
gi riportato al paragrafo E intercessione-mediazione di
M aria, essendo appropriato anche con quel tema).
172

[I 3 giugno 2009, cominci a dire con tono di soddisfa


zione: Quella vi viene a parlare tutti i giorni e voi non ci
credete (e rise) o non sentite. Non sentite. Ahhh! (escla
mazione di soddisfazione). Se solo voi sentiste quello che
dice, io sarei schiacciato (qui comincia di nuovo a ridere
con soddisfazione), ma voi non sentite, non ascoltate. Gra
zie! Ah, ahhh, ahhh. Bravi, bravi! Fate cos! Continuate
cos! E semplice, sai. E semplice. Metti una con le tet.,, di
Inori in televisione e vedrai che non ti ascolta nessuno.
A queste affermazioni istintivamente dissi: Ma sei sicuro
clic nessuno lascolta?. E lui: Qualcuno, qualcuno, ma
Ik>chi, pochi, pochi. Lei piange sempre per questo. Alli
nizio della preghiera, il demonio si era particolarmente
scagliato contro santa Gemma Galgani e Padre Pio da
Pietrelcina, affermando che erano venuti a partecipare
allesorcismo con la loro preghiera. H o allora detto: D i
la verit! Guarda che c Padre Pio qui e santa Gemma.
I)i la verit ! Tutta la verit. Nel nome del Figlio che vuole
che la Mamma sia lodata, amata, benedetta e venerata.
Farla, nel nome di Ges! Te lordino spirito immondo! .
Appena ho detto queste parole, subito, cme obbligato
da qualcuno, ha esclamato strillando: Va be, va be, va
beneeeee! Per quei pochi, per quei pochi, alla fine quel
Cuore trionferaaaaaa!! ! (questultima parola lha pro
nunciata urlando tremendamente e prolungatamente).
Ioi ha aggiunto, urlando nuovamente lTiltima parola:
scritto, scritto, scritto e io non posso nienteeee! ! ! .Il
Il 20 febbraio si celebra la memoria liturgica dei beati
Francesco e Giacinta M arto, i due pastorelli di Fatima,
ai quali, con la cugina Lucia, apparve varie volte la
Madonna, nel 1917. Un giorno, proprio il 20 febbraio,

173

mentre durante la nostra preghiera invocavamo spesso


i due beati pastorelli, il demonio che possedeva quel
la persona, riferendosi a Francesco, esclam: Q u el
piccoletto mi ha dato tante botte con tutti quei Rosari,
tante! poi, rivolgendosi alla beata Giacinta, fremendo
grandemente, disse: E quell'altra, la pi piccola dei tre,
stata la peggiore. Lei quella che ha detto subito:
Sii! Sii! Portami con Te. Fammi soffrire, basta che non
soffrano gli altri!113. Questo ha detto quella piccola
stupida. Come le sapeva? Chi gliele aveva insegnate
quelle cose? Era cos trasparente, non potevo sfiorarla,
cos trasparente, quasi come Quella l.

V e r g in e d e g n a d i l o d e

Catechesi
Nelle litanie della Madonna ve n una che proclama
Maria Vergine degna di lode. Lepisodio evangelico al1
111 Si legge nelle M emorie d i Suor Lucia che la visione deirinfemo aveva
suscitato nella piccola Giacinta un tale orrore* che tutte le penitenze c morti
ficazioni. offerte al Cuore Immacolato di Maria, le sembravano niente, pur di
riuscire a impedire che le anime andassero alPlnfemo. IJ pensiero di andare
presto in Cielo, come aveva detto la Madonna, la riempiva di gioia, perch
sarebbe stata per sempre con quella bellissima Signora; intanto sfruttava tutte
le occasioni possibili per la conversione dei peccatori, per salvarli daUlnfemo.
Per questo, ogni volta che accadeva qualcosa che le costava sacrificio e ogni
volta che faceva una volontaria penitenza, ripeteva la preghiera che la Ma
donna aveva loro insegnato: O Ges, per amor tuo. per la conversione dei
peccatori e in riparazione dei peccati commessi contro il Cuore Immacolato
di Maria . a cui aggiungeva, dopo aver avuto una visione ilei Papa sofferen
te: e per it Santo Padre. Durante il suo ricovero in ospedale, a seguito di
un'operazione, sub dolori atroci che si rinnovavano tutte le volte che la ferita
era medicata e lei, rivolgendosi a Ges, diceva- Ora puoi convenire tanti
peccatori, perch soffro molto.

74

quale essa si ispira il seguente. Elisabetta, lanziana


parente di Maria, salutando la cugina che andava a visilurla, esclam: Benedetta tu fra le donne! \ o meglio,
e con pi esatta traduzione: benedetta tu fra tutte le
don ne!. Maria rispose al suo saluto dicendo: D ora in
poi tutte le generazioni m i chiameranno beata. Queste
due espressioni sono profetiche, perch furono dettate
nei loro cuori dallo Spirito Santo. Ci stato dimostra
li lungo i secoli: i pontefici, i vescovi, i sacerdoti, i cri
si iani, hanno prolungato il saluto di Elisabetta, procla
mando Maria la benedetta fra tutte le donne, come anche
beala. Generazioni e generazioni di uomini, a viva voce
e negli scritti, hanno celebrato le sue Iodi. A predicare
i a lodare Maria vi sono ancora i santuari, le chiese e i
capitelli a lei dedicati; le sue immagini venerate nelle
chiese, nelle case, lungo le strade; le medagliette con la
sua immagine, sul petto dei suoi figli; la preghiera del
Santo Rosario; i mesi di maggio e di ottobre in suo ono
re; le pratiche di piet del prim o sabato del mese,
offerte in riparazione al suo Cuore Immacolato; i pelle
grinaggi; gli istituti religiosi e le opere sociali che pren
dono nome da lei o sono a lei dedicate; le persone che
portano il suo nom e; le opere d arte che ornano le
cinese; le musiche e le canzoncine a lei rivolte. Cristo
non prova dispiacere che la propria madre, superiore in
lutto a tutti e madre di tutti, sia onorata dai suoi figli,
ira i quali egli il primo. Cristo stesso che desidera
che la madre sia annunciata pubblicamente, ed Cristo
stesso che le riserva il compito di richiamare i cristiani
a ci che giova alla loro salvezza, attraverso le frequenti
apparizioni e i messaggi che ella venuta a donarci in
qilesti duemila anni di cristianesimo.
175

A tal proposito san Luigi Maria Grignion de Montfort


cos si esprimeva:
O gni giorno, da un capo allaltro della terra, nel
pi alto dei cieli, nel pi profondo degli abissi, tutto
proclam a, tutto divulga ram m irabile M aria. I nove
cori degli angeli, le persone di ogni sesso, et, condi
zione, religione, buoni e cattivi e persino i demoni
sono costretti volentieri o no a proclamarla beata, in
nome della verit. Tutti gli angeli nei cieli - dice san
Bonaventura - le cantano incessantem ente: Santa,
santa, santa Maria, Vergine m adre di D io. E i milioni
e milioni di volte, ogni giorno le rivolgono il saluto
angelico A ve M aria... ", mentre si prostrano dinanzi a
lei e le chiedono il favore dessere onorati di un suo
com ando. San M ichele stesso, dice santA gostino,
bench principe di tutta la Corte celeste, il pi zelan
te nel renderle e farle rendere ogni sorta di omaggi,
sempre in attesa di avere l onore di volare, a un suo
cenno, in soccorso di qualcuno dei suoi servi. Tutta la
terra piena della sua gloria, particolarm ente fra i
cristiani, dai quali scelta quale patrona e protettrice
di parecchi regni, province, diocesi e citt. Quante
cattedrali consacrate a Dio, sotto il suo nome! Non c
chiesa che non abbia un altare in suo onore; non regio
ne, non contrada, dove non si trovi qualcuna delle sue
miracolose immagini, davanti alle quali si guarisce da
ogni male e si ottiene ogni bene. Quante confraternite
e congregazioni in suo onore! Quanti istituti religiosi
sotto il suo nome e la sua protezione! Quanti confra
telli e consorelle di tutte le associazioni, religiosi e re
ligiose tutti gli Ordini, pubblicano le sue lodi e annun
ciano le sue m isericord ie! N on c nem m eno un

176

bambino che, balbettando YA ve M aria, non la lodi.


Non c un peccatore che, sebbene ostinato, non abbia
m lei qualche scintilla di speranza. Non c neppure un
solo demonio nellinferno che, temendola, non la ri
spetti. E dunque giusto e doveroso ripetere con i Sanu: "DE M ARIA NUM Q UAM SA TISn4. Maria non
siiint ancora abbastanza lodata, esaltata, onorata, am a
la e servita. Ella merita pi lodi, rispetto, am ore e
servizio114115.

l:\empi tratti dagli esorcismi


Durante la novena dellIm m acolata del 2 0 1 0 , nel
corso di un esorcismo, Cristo Ges obblig il demonio
a proferire 12 salutazioni e lodi alla Madonna, in castigo
ilelle bestemmie contro la Madre di Dio alle quali Sata
na istiga gli uomini:
Ave, Ave piena di grazia.
Ave piena di Spirito Santo.
Ave custode dellEucaristia.
Ave Madre del Figlio di Dio.
Ave castit dei sacerdoti (e qui il dem onio aggiunse:
Esiste la castit dei sacerdoti solo se c lei. E lei che li
mantiene casti).
Ave terrore dei demoni (e qui il dem onio aggiunse: di
noi).
Ave custode della fede.
114Nel manoscritto dd Monttort, queste quattro parole, in caratteri tre volte
pi grandi degli altri, si distinguono c si distaccano nettamente dal contesto.
1,5 Trattato della vera devozione a Marta, 8-10, in Opere, voi I, Scritti
VnritnaUy Edizioni Monfortane, Roma 1990, pp. 358-359.

177

Ave
Ave
Ave
Ave
Ave

Regina
Regina
Regina
Regina
Regina

degli angeli.
di tutti Santi
delie famiglie.
dei vergini.
della pace.

M a r ia c o r r e d e n t r i c e
con

C r is t o r e d e n t o r e

Catechesi
Nel momento in cui decise di creare tutte le cose, Dio
Padre pens al Figlio suo incarnato - cio Cristo G e
s - come Redentore degli uomini e alla Madre sua come
cooperatrice del suo Figlio redentore. Fu manifesta vo
lont di Dio, dunque, che la Madre fosse coinvolta in
maniera unica con il Figlio nella redenzione del genere
umano. Inoltre, Dio la volle sino alla fine dei tempi me
diatrice in Cristo. Come ho gi accennato nel primo ca
pitolo, ella, proprio perch Madre del Redentore, coo
pera con lui in m odo unico e irripetibile rispetto a
tutte le altre creature umane. Esse, infatti, possono co o
perare con Cristo solo dopo levento stesso della sua
redenzione, mediante la preghiera e il sacrifcio, contri
buendo esclusivamente all1applicazione per impetrazio
ne (per s o per gli altri) dei frutti della redenzione gi
avvenuta. Maria, invece, offr un contributo alla reden
zione di Cristo che nessunaltra creatura avrebbe potuto
mai donare: Cristo non entr nel mondo e non lo reden
se senza il libero consenso della Madre. Se Maria non
avesse dato il consenso allIncarnazione del Figlio, egli
178

non avrebbe potuto prendere da lei il corpo, che off r in


sacrificio sulla Croce. Inoltre Cristo non sal al Calvario,
per offrirsi vittima per noi, senza la libera volont di
Maria. Ella, infatti, acconsent alla Passione del Figlio e
sebbene non potesse negare il suo consenso, in quanto
gi incluso in quello dato allAnnunciazione, ci nono
stante ai piedi della Croce lo conferm.
La eooperazione di Maria con Cristo si realizz, dun
que, durante l'evento stesso della Redenzione e a titolo
li M adre; si estende quindi alla totalit dell'opera salvifica di Cristo. Solam ente lei stata associata in questo
modo all'offerta redentrice che ha meritato la salvezza di
tutti gli uom ini 11617*. Il mistico della Renania, il beato G io
vanni Tauler ( t 1361) scrive: C o m e va, cogliendo
sfacciatamente il frutto dellalbero della conoscenza del
bene e del male, distrusse luomo in Adamo, cos tu (Ma
ria) hai preso su di te il dolore dellalbero della croce e,
sazia di amarezza, insiem e a tuo Figlio hai redento luo
m o '17. Negli scritti di san Roberto Bellarmino ( t 1621)
si afferma: Ella solo infatti cooper al mistero dellin
carnazione; ella sola cooper al mistero della Passione,
stando presso la croce e offrendo il proprio Figlio p er la
salvezza del mondo m . Nostro Signore- scrive san Luigi
Maria Grignion de Montfort ( t 1716) - glorific la
propria indipendenza e maest n el dipendere da questa
amabile Vergine nella sua concezione, nella sua nascita,
nella sua presentazione al tempio, nella sua vita nascosta
per trentanni, anzi nella sua stessa morte, alla quale la
116 Giovanni PaoJo 11. Udienza generale* 9 aprile 1997.

117 I. Tauler, Sermo pr festa Purifieatianis Beaise Marta1 Virginia* Oeuvres


complctcs, voi 6, ed, E.P, Noel, Paris 1911, pp. 253-259,
S. Roberto Bellarmino, Cod, VqL L ai. O tiob, 2424, 1. 193.

179

volle presente, avendo stabilito di fa re con lei un m edesi


mo sacrificio e di essere immolato con il consenso d i lei
allEterno Padre, come gi Isacco con il consenso di
Abramo alla volont di Dio. Da Lei fu allattato, nutrito,
mantenuto, allevato e sacrificato per n o i119120.
Per i motivi sin qui presentati, si conclude decisamen
te che non v altro termine, che possa esprimere ra p
porto di Maria alla Redenzione dellumanit insieme con
il Figlio redentore, se non la parola Corredentrice. Q ue
sto termine, infatti, pienamente riferibile soltanto a lei,
perch le parole co op eratrice, alleata, so cia, pur
potendosi applicare a ciascuna anima cristiana, hanno
per in questo caso una valenza ben diversa: il cristiano
pu solamente riparare, meritare, pregare per ricevere
grazie per s e per gli altri, Per Maria, invece, questo
termine indica che ella ha partecipato attivam ente e
unitamente al Figlio allo stesso realizzarsi della Reden
zione, nell 'acquisizione oggettiva120 di tutte le grazie salvi
fiche; e inoltre, ancora adesso, nella sua condizione
gloriosa, continua questa sua cooperazione, con la di
stribuzione di quelle grazie121 un tempo per noi ottenute,
prendendosi cura dello sviluppo di tutta la nostra vita
spirituale, maternamente protesa ad aiutarci a realizzar

119 S. Luigi Maria Grgnion de Montlort, Trattato della vera devozione a


M aria. 18.
120 Per acquisizione oggettiva sintende Tatto da parte di Maria di meritare
con Cristo (ovviamente sempre In maniera a lui subordinata e da lui causata)
presso il Padre il perdono dei peccati e l'elargizione della grazia; quindi i
dolori di compartecipazione alla Passione hanno raggiunto l'effetto di ottenere
i benefici soprannaturali. Non sono stati solo una mera impetrazione morale,
121 La grazia santificante (la vira divina, cio la vita che deriva
dalTinabi nazione della Santissima Trinit nellanima) e le grazie attuali, cio
gli aiuti soprannaturali di volta in volta necessari al compimento delle buone
opere.
180

la pienamente secondo i disegni amorevoli di Dio e


custodendoci dai vari pericoli con cui il demonio cerca
d insidiarci nel cammino.

isem pi tratti degli esorcismi


Un giorno ho ordinato al demonio, nel nome di G e
s Cristo, di lodare la Madonna per la sua cooperazione
con i! Figlio alla redenzione dellumanit. E cco ci che
egli, sotto obbligo, disse:
L ei Corredentrice perch ha sofferto insieme al
Figlio; perch ha accettato tutto, anche la morte del
Iaglio, ha accettato, ha accettato, sotto la Croce; perch
mi strappa le anime che sono con me. Lei concepita
cos, per la Redenzione del mondo insieme con il Figlio;
per la Redenzione il Padre lha pensata; era gi redenta
dal Figlio. Lei sola era degna e nessun altro; nessuno
degno. Da quando stata concepita senza peccato, do
veva riparare al fallo (la caduta originale) ,.

181

V I.

ALCUNI ESEM PI DI IN T ER C ESSIO N E


D E L L A V ER G IN E MARIA
AL M O M EN T O D E L L A LIB ER A Z IO N E

Per la liberazione di una donna, furono necessari


quasi due anni di esorcismi, al ritmo di uno alla setti
mana. A liberazione avvenuta, le chiesi di descrivere
ci che aveva provato in quei momenti. Questa la sua
testimonianza:
Il mostro - cos ella ha definito quella presenza
malefica - si agitava scompostamente, aveva perso tutta
la sua abituale arroganza, sembrava disperato. Tentava
di mordere le mani che lo tenevano, di gettare via il cro
cifisso che mi era stato appoggiato sul petto e, con mio
grande dolore, di sputarci sopra. A un tratto mi sentii
inondare da una luce bianchissima, avvolgente, che a
me donava una sensazione di pace dolcissima, mentre
al mostro provocava dolori atroci, per cui io percepivo
una sensazione di soffocamento e di liberazione allo
stesso tempo. Quella gran luce sembrava scendere come
una specie di velo, che stava avvolgendo tutti coloro che
erano in quella sala, compresa me, e trafiggeva come
mille spade gli occhi del mostro, che urlava dimenan
dosi e dicendo che il manto di Quella (evidentemente
si riferiva al manto della Madonna) stava avvolgendo
tutti noi che eravamo presenti, e questo gli provocava
una terribile sofferenza, che lo faceva contorcere in un
modo indescrivibile, Alla fine lanci un urlo mai sentito

182

Iii ima e io mi sentii stravolgere, come se mi avessero


ii voi tata completamente da dentro a fuori. Poi ci fu
improvvisamente calma e silenzio e io aprii gli occhi,
svegliandomi da sola dalla trance, ritrovandomi a pre
gare istintivamente lAve Maria che stavano pregando
i ni li coloro che erano intorno a m e.
Questo ci che ha testimoniato la donna della sua
liberazione. Invece noi, che eravamo presenti e poteva
mo vedere le reazioni del demonio, lo sentimmo dire:
Mandala via, mandala via, mandala via! In questi
giorni tutti la nominano, tutti la chiamano, tutti dicono
il suo nome. Troppa luce, troppa luce, troppa luce! .
lo gli ordinai di dirmi cosa fosse quella luce ed egli
ii spose:
Lei qui, sempre Lei ! Lei la regina del mio dolore!
I.vi mi annienta in continuazione. Lei non fa nientaltro
ri le pregare per voi suo Figlio, e in tutto viene esaudita.
Nessun umano doveva avere questo p otere. D opo
iUmiche secondo aggiunse: P erch ci ha umiliati cos?
( ha messo al di sotto di tutti. Il suo Figlio, che doveva
essere solo Dio, diventato anche uomo, e per farlo, Lui
ha scelto una donna. Quella che ora qui, lumilissima.
Qualche attimo dopo lo sentimmo ancora gridare e
i liceva: Avvolgi loro, ma lasciami fuori. Lasciami fuori
da questo manto, non lo voglio. Loro sono tuoi figli, io
no. Lasciami fuori, quel manto mi distrugge, lasciami
Inol i ! . Qualche attimo ancora di contorsioni e di urla,
poi cominci ad assumere le stesse espressioni di un m o
ribondo, finch la donna emise qualcosa che era insieme
un urlo e una lunga espirazione, al termine della quale
sembr che gettasse sul pavimento qualcosa di invisibile,

che ie usciva dalla bocca. Si risvegli subito dalla trance


e cominci a dire lAve Maria insieme con noi. I succes
sivi controlli, nelle settimane seguenti, dimostrarono
che era avvenuta una reale liberazione. Quando questa
liberazione fu per noi ormai certa, ci inginocchiammo e,
com e anche il rituale degli esorcismi invita a fare, pieni
di gioia recitammo il Magnificat.
Un altro esempio di liberazione il seguente. La
persona liberata ha dichiarato:
D urante lesorcismo, mi sembrato che con noi ci
fossero la cara santa Gemma Galgani e, un attimo dopo,
Madre Teresa di Calcutta, assai piccolina, le quali quan
do si sono incontrate si sono abbracciate. Santa Gemma
era vestita tutta di nero, com e suo solito e anche Madre
Teresa, con il suo tipico abito. P oco dopo mi sembrato
di vedere Giovanni Paolo II, vestito tutto di bianco, da
papa, che con una mano e il Rosario mi ha stretto le
mani, mentre laltra me lha poggiata sulla testa, bene
dicendomi con amore indescrivibile. Poi arrivata la
nostra cara Mamma Maria. Era un po in disparte, con
un manto bianco o dorato, ma molto luminoso, che
ricopriva tutta la sua persona dalla testa sino ai piedi. Si
intravedevano le mani giunte e bianchissime; mi sembra
va seria e severa com e se stesse pregando ardentemente.
A un certo punto mi sembrato anche che piangesse.
Quando voi vi siete inginocchiati, anche Lei lo ha fatto.
Dopo questo non ricordo altro. Poi il demonio ha detto
che quello era il segno e che malediceva tutti. Invece vi
benedico tutti e ringrazio Dio per lei, padre Francesco,
che ha tanta pazienza.

184

(Questo ci che ha testimoniato la donna della sua


liberazione. Noi, che eravamo presenti e ascoltavamo e
j; itardavamo le reazioni de) demonio, abbiamo tatto la
seguente esperienza.
Allinizio dellesorcism o avevo pregato le litanie
<lei Santi, durante le quali avevo invocato anche santa
( lemma Galgani, la Beata Madre Teresa di Calcutta e
il Servo di Dio Giovanni Paolo II. Pochi minuti dopo,
il demonio disse: E arrivata quella vestita di nero co
me te . Si riferiva a santa Gemma Galgani, che molto
spesso interviene in aiuto degli esorcisti e delle persone
possedute che la pregano. Poi esclam: arrivata an
che lalbanese, quella piccolina!. Si riferiva a Madre
Teresa di Calcutta, di cui avevo chiesto lintercessione
nelle litanie; e subito dopo, il demonio aggiunse: O h ,
ma guardatele! Guardatele. Si abbracciano, si salutano
lineile due stupide! Che schifo! Che schifo! . Passarono
circa dieci minuti, durante i quali continuavo lesorci
smo, quando improvvisamente il demonio cominci a
urlare: N ooo! E arrivato Totus Tuus! JVo, vattene via,
non mi toccare, vattene via! . Si riferiva chiaramente a
( . 10 vanni Paolo II, che pure avevo nominato nelle litanie
e che quella donna posseduta stava pregando da tempo.
Allora io esclamai: N o , lui resta perch il benvenuto e
insieme con lui diciamo: Totus tuus M aria!. E pi vol
le. ripetemmo: Totus tuus Maria. A un certo punto il
i Icmonio disse: C pure Quella tutta vestita di bianco,
clic mi dice che devo andarmene, perch arrivata l'o
ra . Queste parole le disse con rabbia e singhiozzando.
IVa conrinu dicendo: Quella mi sta afferrando, mi sta
a fi errando con quel manto. Non ne posso pi! . Passa
li mo alcuni minuti e cominci a gridare: Non piangere,

non piangere, no, noo, noooooo! . Qui abbiamo capito


che la Vergine Maria offriva le sue lacrime a Ges per
la liberazione eli quella sua figlia. Continuando lesorci
smo, m inginocchiai e con me tutti i presenti, e comin
ciai a dire: Eterno Padre, Tu sei il nostro creatore e noi
Ti adoriam o. Il demonio esclam: N o , nooo, pure
questaltri si sono messi in ginocchio: quello bianco (e
si riferiva a Giovanni Paolo 1.1), quella nera (si riferiva
a santa Gemma Galgani), quella bianchina (si riferiva
a Madre Teresa di Calcutta) e Lei, Lei si messa in gi
nocchio (il pronome Lei, che si riferiva alla Madonna,
Io espresse con un tono di voce che rivelava timore, ma
anche riverenza inevitabile e ammirata allo stesso tem
po) . Mentre stavamo cos, tutti in ginocchio, ordinai
pi volte al demonio di ripetere: Eterno Padre, Tu sei il
mio creatore! . Alla mia insistenza in questo comando,
una prima volta mi rispose: Tu lo sai che cos, ma io
non lo dico. Una seconda volta, avendo aggiunto a:
E tern o Padre, Tu sei il mio creatore lespressione e
10 ti adoro, rifiutandosi ancora di ripetere, mi rispose:
Se volevo dire queste cose, restavo l , per affermare
che, se avesse voluto adorare Dio, sarebbe rimasto con
gli angeli buoni. Dunque non voleva assolutamente umi
liarsi e dire quelle parole, ma io insistevo, finch, a un
certo punto, cominci a esclamare: No, no, Lei (cio la
Madonna) vuole che lo dica. N o! . Poi, come sopraffat
to completamente, con una voce orribile, come di chi
sottoposto a un tremendo e ripugnante sforzo, disse due
volte: E tern o Padre, Tu sei il mio creatore e io Ti ado
ro e la terza volta aggiunse la parola d evo : T u sei
11 mio Creatore e io devo adorarti . La parola devo la
disse rimarcandola con un tono di voce impressionante

186

c per noi commovente, perch comprendevamo chia


ramente che la potenza della preghiera della Madonna
lo aveva piegato. Dopo aver pronunciato questuhima
Irase, lanci un lungo, prolungato, trem endo urlo e
lasci la persona che possedeva, la quale, dopo tre anni
di esorcismi, ottenne finalmente la sospirata liberazione.

187

vu.
LESPER IEN Z A MARIANA
DI ALTRI ESO RCISTI

Agli inizi degli anni Ottanta, fu pubblicato in Italia


da un esorcista gesuita, padre Domenico Mondrone, un
testo dal titolo: A tu p er tu con il m aligno*. Egli us uno
stile narrativo, ma so per certo, per dichiarazione diretta
di vari e attendibili testimoni, che egli raccolse tutta una
serie di frasi proferite dai demoni nel corso di esorcismi
praticati da lui stesso e da altri esorcisti. E cco una breve
antologia di espressioni relative alla Madonna.
Egli racconta che un giorno, mentre afferrava un
Rosario che stava sullangolo della scrivania, il demonio
gli disse: Butta via quella robaccia, se vuoi parlare con
me! . L esorcista gli rispose: R obaccia?. Il demonio
replic a sua volta: Escrem enti di capra legati insie
m e!. Lesorcista ribatt: S e per te robaccia, io la
bacio e a tuo dispetto me ravvolgo al polso per sicurez
za. Vedo che deve farti paura, vigliacco! . E il demonio:
Quella per me una ghigliottina! . Lesorcista, molto
consolato da questa affermazione, dichiar: T an to
meglio e grazie per avermelo detto.

f 11 testo, che alla fine degli anni Settanta hi pubblicato dall 'editrice La
Roccia, oggi c reperibile sotto il titolo Interviste con il maligno e si pu richie
dete, telefonando o inviando un fax al numero; 045/8201679.

188

Unaltra volta, dopo che il demonio aveva definito la


Madonna: quella l, lesorcista, anche se aveva ben
capito che si riferiva a Lei, disse: C hi quella l ?. Il
demonio subito ribatt: N on far mai quel nome! . E
l'esorcista: TI scotta tanto?. Il demonio, masticando
le parole, con rabbia rispose: L a odio infinitamente
perch la creatura pi alta e pi santa. Lui lha voluta
cosi a mio dispetto, perch fosse la mia pi schiacciante
umiliazione! .
Unaltra volta ancora si sent dire dal demonio: Quel
la donna una terribile sconvolgitrice dei miei piani. E
una devastatrice del mio regno. Non mi lascia riportare
una vittoria e gi mi prepara una sconfitta. Me la trovo
sempre tra i piedi. Sempre indaffarata ad attraversarmi
Li strada, a suscitare fanatici che laiutano a strapparmi
.mime. Fin dove pi clamorose sono le mie conquiste,
in un silenzio capillare, lei moltiplica le sue.
Don Gabriele Amorth riporta episodi simili nel suo
libro Un esorcista racconta. Egli narra di aver saputo dal
suo amico esorcista, don Faustino Negrini, che durante
un esorcismo, avendo egli chiesto al demonio: P erch
hai tanto terrore quando nomino la Vergine M aria?, si
sent rispondere: Perch la creatura pi umile di tutte
e io sono il pi superbo; la pi obbediente e io sono il
pi ribelle; la pi pura e io sono il pi sporco. Ricor
dando questo episodio, don Gabriele Amorth, mentre
esorcizzava il demonio, un giorno gli ha ripetuto queste
parole e poi gli ha comandato, senza avere la pi palli
da idea di quello che gli avrebbe risposto: L a Vergine
Immacolata stata elogiata per tre virt. Tu ora mi devi
189

dire qual la quarta virt, per cui tu ne hai tanta paura .


Subito si sentito rispondere: E la sola creatura che mi
pu vincere interamente, perch non mai stata sfiorata
dalla pi piccola ombra di peccato.
Padre Cipriano De Meo, il veterano degli esorcisti
d Italia, - esercita questo ministero ininterrottamente da
58 anni - attualmente anche delegato italiano dellAs
sociazione Internazionale Esorcisti, nel libro II divino
e l'umano nel mio apostolato di esorcista, che ha pub
blicato in Italia nel 20072, tra le varie espressioni, che i
demoni avevano proferito durante i suoi esorcismi, ne
riporta alcune che si riferiscono alla Madonna.
Una volta, avendo lesorcista nominato la Madonna, si
sent dire dal demonio: Non m ela nominare, mi schiac
cia, altrimenti distruggerei il mondo intero (p. 350).
U n altra volta, ricordando, lesorcista, la giorna
ta dellAssunzione della Madonna, il demonio disse:
Quella una giornata maledettissima (p. 354).
I santi dicono che Maria lonnipotenza supplice,
lonnipotente per grazia. Un giorno lesorcista disse
al demonio: C om e vi trovate quando si prega la Ma
donna? . Il demonio rispose: L onnipotenza di quella
Donna ci fa paura (p. 357). Poi, quasi volesse riman
giare la parola, aggiunse con rabbia: M a non devo
parlare.

2 II testo pu essere richiesto a Centro grafico Francescano, I trav.. Via


Manfredonia, 71100 Foggia: oppure direttamente all'autore.

190

Una volta, mentre l'esorcista pregava per le anime del


Purgatorio, particolarmente per quelle che si sono penti
te solo allultimo momento, il demonio sbuff, poi, non
potendo pi sopportare quella preghiera, disse: Quelle
mi hanno tradito allultimo momento. Mi sono sfuggite di
mano, mi sono scappate per colpa di Quella (segue paro
laccia), in un attimo ha fatto dire: piet, piet, piet, piet.
( 'he (parolaccia) che Quella li, maled ... L ei (p. 178).
Unaltra volta, lesorcista, avendo nelle mani un cro
cifisso a cui era legata una reliquia di Padre Pio da Pieirelcina, sent il demonio dire: Q uesto affronto non me
lo dovevi fare, (parolaccia rivolta allesorcista). E lesor
cista: M e lo ha suggerito la Madonna. E il demonio:
Quella suggerisce sempre le cose peggiori (p. 187).
Unaltra volta ancora, lesorcista cominci a pregare
la Madonna, allora il demonio, dopo averla maledetta,
aggiunse: O gni volta che Lei prega, Lui interviene.
I,'esorcista continu a pregare la Vergine Maria e il
demonio disse: N o n la invocare, non parlare di Lei,
la mia dannazione, la mia distruzione, mi fai andare in
bestia quando la nomini! (p. 199).
Un altro giorno, tra una preghiera e laltra alla Ver
gine Maria, lesorcista disse: Vedi che belle preghiere
si fanno alla M adonna?. E il demonio prontamente
rispose: M i fanno schifo (p. 200).
Una volta, tra un esorcismo e laltro, padre Cipriano
lece questa domanda: C osa ti d pi fastidio tra il Van
gelo e il Rosario?. Il demonio grid: M a la stessa

191

cosa, cretino! Il Rosario il Vangelo in miniatura che


Quella (parolaccia) ha fatto conoscere e ci ha messo lin
vocazione a Lei e vuole che voi, poveri cretini, chiedete
a Lei la forza per vivere secondo quello che sta scritto in
quelle porcate (il Vangelo) . Il sacerdote aggiunse: Noi
ci serviamo di questarma che Lei ci ha dato. Ma dimmi
la differenza tra il Vangelo e il Rosario. Q uanto sei
deficiente. Lei ha capito che il Vangelo non sempre
appetibile, allora ve lo d con il cucchiaino e si mette
Lei in mezzo per darvi la forza di metterlo in pratica.
Aggiunse lesorcista: C om e bella la preoccupazione
materna di Maria per noi! . E il demonio, con aria
di sconfitto: Il suo scopo sempre di portare tutti a
Cristo e mettere in pratica le porcate che Lui ha detto,
per questo vi ha dato quellarma schifosa che il mezzo
migliore per fare quello che ha fatto L e i (p. 223).
Mentre lesorcista, una volta, pregava per i sacerdoti,
in particolare per uno in difficolt, il demonio avendo
compreso, disse: Maria {una delle rarissime volte che
pronuncia questo nom e) gira come un moscone intorno
ai sacerdoti, non si stanca mai, pur di salvarli le inventa
tu tte (p. 245).
U naltra espressione di disgusto verso la Madonna
questa: Q uanto mi fa vomitare quella Donna, non la
sopporto! (p. 251).
Infine: Q uella l una ladra (p. 264).
In un secondo volume, dal titolo: Il servo di Dio padre
M atteo da A sto n e, cappuccino (1563-1616) e il suo cari
ai

suiti di esorcista, padre Cipriano D e Meo, che anche


vicepostulatore del servo di Dio, riporta queste ulterio
ri esperienze.
Un giorno, mentre stava per iniziare lesorcismo, in
vit la persona da esorcizzare a pregare la Madonna di
I ourdes e disse: Andiam o spiritualmente nella grotta
r chiediamo laumento della nostra fede. Subito si
manifest il demonio e disse: Cipriano, fatti ... tuoi.
Egli continu: O Celeste Signora. E il demonio:
Quale Celeste Signora, quella ... . Lesorcista conti
nu: Celeste Signora, dacci la tua forza, il tuo consi
glio. E il maligno: N on mi rompere ..., non invocare
Quella l . P ad re C ipriano continu im perterrito:
Q uanto eri bella, o Maria, quando apparivi a Bernar<letta . Il demonio, nervoso, grid: Chi ti ha detto che
era bella? , Lesorcista: L o ha detto santa Bernardetta
e non poteva essere che bella. E lui: E ra un orrore,
era tutta piena di luce, fa schifo, non lho mai sopporta
ta per la sua umilt. Replic padre Cipriano: Tu, per
la tua superbia, sei diventato un poveraccio, mentre Lei
con la sua umilt stata elevata al ruolo di Madre di Dio
e per questo chiedo che Ella mandi la sua luce per acce
care questo spirito. Immediatamente il demonio ebbe
un grande fastidio, segnalato dal fatto che la persona
posseduta si copr gli occhi e disse: M aledetto, non ce
la faccio a guardare Maria, non la sopporto, ti suppli
co. Man mano la crisi pass e unAve Maria e un Salve
Regina chiusero lincontro (p. 208).
U naltra volta il sacerdote, poich non era stato bene
in salute nei giorni precedenti, mentre esorcizzava disse:
193

O ffro alla Madonna le mie sofferenze di questi giorni .


Il demonio, con rabbia e a voce alta, esclam: C osa
deve fare delle tue maledette sofferenze, Maria? Perch
fai questo?. Con calma rispose: S a Lei cosa ne deve
fare . E lui ancora con rabbia: Ma tu non le devi dare
carta bianca. Sacerdote: Sem pre carta bianca, anche
le pi piccole sofferenze le offro a L ei. E lui: N o n ti
vergogni, maledetto, di venderti in questa m aniera?.
Risponde: E un onore, perch quello che offro a Lei,
sa Lei come farlo fruttare. Il demonio: E proprio
questo che non mi piace. Cipriano, Quella l, fa crepare
tutto a mie spese (voleva dire che le sofferenze offerte
alla Madonna si trasformano a bene delle anime). Padre
Cipriano recit di nuovo lAve Maria e il maligno lo
supplic con un lamento: N o n la chiamare, smettila,
mi fai soffrire (p. 259).
Padre Cipriano spesso, durante gli esorcismi, invoca
lintercessione di padre Matteo da Agnone. Un giorno
padre Cipriano disse: Voglio sapere quali sono i punti
principali di un patto satanico. Padre Matteo fa che
questo spirito mi risponda subito in modo da far capire
la cattiveria dei fattucchieri. La preghiera ebbe effetti
immediati e anche se lo spirito non voleva, fu costretto
a rispondere: A biurare il Battesimo, la fede nellE u ca
ristia, rifiutare lobbedienza a Dio e dire s a Satana,
Lucifero e Belzeb. Ripudiare la Vergine M aria. Il
sacerdote fece subito recitare un Salve Regina ai presen
ti, dopodich il maligno aggiunse: Rifiutare i sacramen
ti. Padre Cipriano: A llora vuol dire che bisogna
abiurare tutto ci che abbiamo di bello. Il demonio
con rinnovata rabbia continu: Bisogna calpestare la
194

<Toce. A queste parole il sacerdote disse: Viva Ges,


( es crocifisso. E fece ripetere pi volte questa pre
ghiera ai presenti (p. 485).
Monsignor Ferruccio Sutto racconta come, una volta,
mentre alternava le formule latine dellesorcismo con pre
ghiere in italiano e invocazioni alla Madonna, il demonio,
al traverso una donna posseduta, reag, dicendo: Lascia
stare quella l,., che centra Lei? ...non nominarla!.
Sapendo quanto fastidio dia al demonio sentire parlare
della Madonna, lesorcista incalz: G uarda che la Ma
donna ha nome Maria e tutti ci chiamiamo con il nostro
nome; se la mamma di Ges ha nome Maria, dobbiamo
chiamarla con il suo nome. Tutti abbiamo un nome e
ci chiamiamo con quel nome. Se la Madonna ha nome
Maria, perch tu quando ti riferisci a Lei dici: Quella
l, anzich chiamarla con il suo nome che Maria? Per
ch non la chiami Maria?. Continua monsignor Sutto:
Sapevo che lavrei fatto infuriare ripetendo quel nome
e difatti, per tutta risposta, esplose in unespressione sec
ca e rabbiosa: Perch quel nome mi brucia la b o cca!.
Ah! - dico con sarcasmo - ti brucia la bocca? Ma tu che
problemi hai? Non sei sempre nel fuoco deHInfem o?.
Altra risposta arrabbiata dispettosa: S, ma il suo nome
mi brucia di pi. Sono rimasto sbalordito, perch con
la mia cultura teologica, non avrei saputo cogliere quella
linezza teologica, secondo la quale, il nome di Maria, per
il demonio, brucia pi del fuoco dellInferno. Conosceni lo la devozione di Augusta (nome fittizio dato alla donna
che riceveva gli esorcismi), di suo marito e dei loro figli,
Iter la Madonna, penso che questo sia stata la forza (cio
lamore alla Vergine [nda] ) che ha affrettato e concluso
195

la sua guarigione e liberazione che avvenuta definiti


vamente, proprio durante un pellegrinaggio in Francia,
davanti alla Madonna di Lourdes3.
Al demonio, che possedeva un giovane quasi tren
tenne, una volta Io stesso sacerdote disse: Vedo che
ti agiti tanto, quando parlo della Madonna, quando
laccio le invocazioni a Lei, quando racconto la storia dei
suoi miracoli e dei suoi santuari e specialmente quando
insisto a ripetere il suo nome. Ma che cosa ti fa quel
nome? Cosa provoca, a voi demoni, sentirci pronun
ciare ripetutamente e devotamente il nome di Maria? .
Sandro (nome fittizio del giovane posseduto) si bloc
cato, ha sbarrato gli occhi e contorcendo il volto tirato
dalla sofferenza, digrignando i denti e stiracchiando le
parole, quasi sibilando in maniera dispettosa, ma anche
liberatoria di quella carica di rabbia che aveva dentro,
esploso: Q uel nome fa tremare 1.Inferno!L
Sempre monsignor Sutto parla di unaltra donna pos
seduta, accompagnata dal marito, di nome fittizio Lorena,
la quale reagiva pi degli altri al tocco delle reliquie, delle
corone del Rosario, crocifissi, immaginette sacre e libri di
devozione e si scatenava pi che mai, quando le appog
giava sul petto la Bibbia. Egli narra: Avevo ricevuto in
dono da un amico, che era stato in pellegrinaggio a Medjugorje, una scaglia di roccia del monte Podbro, dove si
dice che appaia la Madonna e dia dei messaggi a cinque*
* Cfr. A, Renda. Io combatt) il demonio. A colloqum con l'esorcista
monsignor Ferruccio Sutto, Edizioni Biblioteca dell'Immagine, Pordenone

2009t p .122.
AIbidem, pp. 127-128.
196

presunti veggenti, da oltre 25 anni. Se quello sia un luogo


benedetto come lo sono Lourdes, Fatima e Guadalupe,
non c ancora nessuno giudizio definitivo da parte della
( ihtesa. Ho pensato che se lo fosse, la reazione di un in*.lemoniato dovrebbe essere la stessa per una reliquia che
viene da Medjugorje, come per quelle che provengono
dai santuari famosi appena nominati. Volevo fare una
prova. Allappuntamento con Lorena, ho portato il mio
segreto in borsa. Non lo sapeva nessuno, neanche i miei
collaboratori. Quello che si poteva vedere attraverso il
cellophan trasparente era soltanto carta. A un certo mo11tento dellesorcismo, quando la donna era gi in trance,
mi sono avvicinato a lei, stesa sul lettino, e le ho infilato
sotto il pullover il sacchettino di plastica che conteneva,
avvolta nella carta, la scaglia di roccia del monte Podbro.
Ma appena toccato il lembo del maglione di Lorena e
appoggiato il fagottino a contatto con la camicetta, que
sta ha fatto uno scatto, come per svincolarsi dalle mani
ilei quattro uomini che la tenevano, e ha gridato: Tirala
via! . Lesorcista ha chiesto perch doveva tirarla via. Il
demonio, in un susseguirsi convulso di reazioni che maniIostavano la sua grande sofferenza, ha esclamato a diverse
riprese: M i fa male! , M i brucia! , M i schiaccia, mi
schiaccia! . Tirala via! Tirala via! . Allora il sacerdote
ha chiesto esplicitamente al demonio che cosa c era in
quel sacchettino e ha espresso il suo diniego a toglierla
se non gli avesse detto cosa fosse. A un certo punto, non
potendone pi, il demonio ha lasciato uscire con un grido
II na parola: Gospa ! . Conclude monsignor Sutto: Gospa il termine croato con cui si indica la bella Signora
i he appare ai presunti veggenti di Medjugorje e che loro
affermano essere la Madonna, ma prima ancora che nella
197

parola Gospa, la risposta mi era venuta dalle reazioni


immediate e violente di Lorena quando era stata toccata
da quel semplice fagottino contenente quella modesta
scaglia di roccia del monte delle apparizioni5.
Riporto ora una testimonianza, che alcune voci af
fermano essere giunta anche sulla scrivania del papa
Giovanni Paolo II. un fatto accaduto il 17 dicembre
2002, durante gli esorcismi di padre Carmine De Filippis. Egli scrive:
C o n la presente, sono qui a riportare quanto acca
duto marted 17 u.s., verso le ore 19,00, come testimo
nianza dellOnnipotenza del Cielo e a Sua gloria. Avevo
quasi concluso il rito esoreistico, ancora una volta cele
brato su una persona da tempo posseduta dal maligno
( una distinta signora di Roma, professionista) quando
improvvisamente, con forte intensit di voce e ancor
pi di espressione, la persona ha recitato lentamente
l'Ave Maria, ma non era la creatura umana, bens quello
spirito e poi ha aggiunto:
"Devo, devo proclamare la gloria d i Lei, Maria. Sono
costretto! Mai potrei pronunciarne il N om e e quello che
sto p er dire se non ne fossi costretto. Tu, fra te di Roma,
dillo, dillo a tutti, scrivilo, scrivilo anche al Papa, parla,
parla, parla di Lei, la pi potente, che sem pre ci sconfigge,
che sem pre interviene a vostro favore, sem pre annulla i
piani d Belzeb e i nostri, d i opprim ervi e distruggervi.
A vete Lei, Maria, che corre ovunque, di continuo, p er
soccorrervi e aiutarvi. U n'Ave Maria detta con fed e pi
efficace di tanti nostri tentativi di male, che m ai com e

Ibidem, pp, 132-133.


198

oggi mettiamo in opera p er portare ovunque m orie e per


dizione, soprattutto servendoci di m aghi e politici'. Dillo
e scrivilo dappertutto che contro di Lei, che voi chiamale
lm-ma-co-larta (il dem onio ha fatto enorm e fatica n el
sibilare questo titolo!), il mio capo e tutto lInferno non
possiamo nulla.. . ; anche n ei confronti di questa qui non
ho potuto nulla e ora devo a n d a r m e n e . e questo perch?
Perch lei e sua m adre Lhanno invocata e D am ano... In
vocatela, pregatela... parlate di L ei e pregatela. E infine,
con maggiore intensit di voce e forte eccitazione: Non
disperate! Non disperate! Non disperate!. Qui la persona
con un grido e dimenandosi, ha emesso dalla bocca una
certa quantit di schiuma bianca (fenomeno frequente
in questi casi) e poi rimasta com e tramortita. Risve
gliandosi. esprimeva meraviglia nel sentirsi bene, bench
stanca. Come sempre, era ignara di quanto accaduto
durante lesorcismo. Il demonio, nel suo, diciamo, in
tervento, ha anche rivelato il perch e il come di quella
possessione (per vendetta, mediante un maleficio con un
rito satanico e facendo ingerire allinconsapevole vittima,
del tutto innocente, una certa bevanda). Il messaggio
non nulla di nuovo, ovviamente! Ma conferma dal
vivo dellunica Verit e dellunico Amore che libera e
salva, e dellOnnipotente per Grazia, M aria.
Della presenza e dellassistenza che la Madonna riser
va ai sacerdoti e dellamorevole assistenza che riservava
a Padre Pio, ci offre una conferma singolare il demonio,
attraverso la voce di alcune persone da lui possedute.

' Ovviamente, qui il demonio non pu riferirsi a tutti i politici indistintirniente, ma ad alcuni.

199

E cco quanto trascritto nella Cronistoria d el convento di


San G iovanni Rotondo, riportato negli appunti di padre
Tarcisio Zullo da Cervinarail 19-21 maggio 19557. A rri
vano da alcune citt della Toscana quattro indemoniati.
Padre Tarcisio fa loro degli esorcismi solenni. Iniziati
gli esorcismi i demoni infuriano, con ferocia assalgono
gli astanti che frenano gli ossessi. Perch non assalite
anche m e?, dice loro padre Tarcisio. C ontro di te
non possiamo nulla. C quellaltro che ti assiste. Chi
quellaltro?. Non ce lo comandare di dire!... Non
vogliamo pronunziare quel nome! , gridano gli ossessi,
dando urli e saltando da fare spavento. Gli astanti sono
in tutto panico. qui?... In nome di Dio ditemi com e
si chiama e dove sta. S, qui vicino a te, quello con i
buchi; e non solo, con quellaltro frate che sta sullal
tare dove celebra la messa al mattino [san Francesco]8,
assieme a quella Donna che [egli] sta sempre a pregare.
Ora la sta pregando per te, affinch d mandi va. Di
temi il nome di quell'altro". Padre P i o !!!, gridano
urlando. Chi Padre P io?. un santo tanto grande,
contro cui non si pu fare nulla. Ve ne accorgerete chi
, quando non lavrete pi! Ma perch ci tormenti a
farci dire queste cose?, vociferano saltando e urlando.
Sicch Padre Pio santo? ! I demoni non rispondono.
In nome di Dio rispondetemi! Santo?!. Voi non
sapete nulla. Il suo Padrone gli vuole un bene immenso.
E chi pu toccarlo? ! Sta sempre con quella Donna!
Sta con quella Donna.. e che fa?. La prega sempre.
Non c un minuto che non assorto in L e i!. Come

7 Cronistoria del convento, ft. 403 -405,


* II nome di Francesco aggiunto dal cronista del convento.

200

I.i a pregarla sempre, se tante ore al confessionale?.


Anche l non smette mai di pregarla. Si vergognasse!
Sempre a vociarla [chiamarla o invocarla]!. E se sta
quella Donna sempre al confessionale, perch Padre Pio
rimprovera tanto i penitenti e manda via i fedeli senza
assoluzione?9. M a quante dom ande ci fai! Perch
continui a torturarci?.In nome di Dio ve lo coman
do: rispondetemi!. Quelluomo, a cui tu sei sempre
vicino, al confessionale assistito [dalla Madonna] e
Ida san Francesco]10. Nessuna cosa fa sui pellegrini, che
non sia volont di Dio. Consola, consiglia, richiama,
rimprovera, a seconda che Quelli che lo assistono glielo
suggeriscono. Come efficace!... Quante sconfitte ci
d !...". Qual la virt pi coltivata da Padre P io?". Il
nascondimento, lumilt. Opera, opera, opera sempre e
non fa trapelare nulla! Se gli occhi degli uomini vedesse
ro, uh! ... Ma, se gli uomini non vedono, percepiscono
N))
pero .
Dopo [aver terminato lesorcismo], padre Tarcisio
domanda a Padre Pio: E vero, Padre, che al confessio-

s 11 c ro n is ta m e tte q u e sta p r e c is a z io n e a p i di p a g in a : L e s p r e s s io n e
c e r t a m e n te e s a g e r a ta , B is o g n a in te n d e rla c o s : . . , p e r c h P a d r e P io r im p r o
v e ra ta n to

alcuni p e n ite n ti e

li m a n d a v ia (s e m p r e a lc u n i) se n z a a sso lu z io n e ?*

(n o ta 1 3 1 r ip o rta ta nel te s to

Padre Pio parla delia Madonna,

E d iz io n i P a d r e

Pio d a P i e tr e !d n a . S an G io v a n n i R o to n d o [ P G ] 2 0 0 6 t p . 2 8 5 ) .
1,1 11 d e m o n io , il p i d e lle v o lte , p e r d is p re z z o e a n c h e p e r c h p e r lui u n a
in d icib ile to r tu r a , c o m e g i a b b ia m o p o tu to c o n s ta t a r e d a lle te s tim o n ia n z e

sin q u i r ip o r ta te , n o n p r o f e r is c e d ire tta m e n te il n o m e d ella M a d o n n a o di


un S a n to , m a u sa d ei te rm in i c h e li in d ic a n o in m a n ie ra im p lic ita , m a c h ia r a
la d e s e m p io : c a r a t te r i s t ic h e p r o p r ie d ella lo ro sp iritu a lit o d ella lo r o v ita )
v c h e le s o r c is ta c o m p r e n d e p e r f e tta m e n te * Q u e s t o il m o riv o p e r c u i il
c ro n is ta usa i te r m in i M a d o n n a e s a n F r a n c e s c o , in fatti p a d r e T a rc is io , q u a ti
d r a c c o n ta v a l e p is o d io , a sse riv a c h e il d e m o n io n o n f a ce v a m a i i n o m i n
d ella M a d r e d el S ig n o re n d e l s e ra f ic o p a d r e s a n F r a n c e s c o , m a u sa v a a ltri
te r m in i, p e r in d ica rli) (c fr. n o ta

Madonna,

p.

132

r ip o r ta ta n e l te s to

Padre Pio p ark della

285).

201

naie, quando facevo gli esorcismi, mi ha raccomandato


alla Madonna e a san Francesco?. S, mi sono ricorda
to una volta, e hanno fatto tutto loro, rispondeva Padre
Pio schermendosi. Padre, non me lo nasconda, vero
che al confessionale sempre assistito dalla Madonna
e da san Francesco che le indicano la volont di Dio
nellesercizio del sacro ministero?. Se non ci fossero
loro due, cosa combiccerei [co m b in erei]..., risponde
Padre Pio a capo basso e tutto rosso in viso. Ogni com
mento rovinerebbe la bellezza dellopera divina11.

11 P a d r e M a r c e llin o Ia s e n z a N i r o ,
286.

202

Padre Pio parla della Madonna,

pp. 28 3 -

A p p e n d ic e 1
IL R U O LO D ELLA M A D O N N A
N E L L A LO T T A C O N TR O SATANA,
I )A L L E APPARIZIO NI DI RU E DU BAC A O G G I

Vorrei concludere questo mio lavoro riportando una bellis


sima omelia sul ruolo della Vergine Maria nella lotta contro
Satana dalle apparizioni di Rue du Bac ai nostri giorni Ho
ritenuto che, costituendo un riferimento particolarmente appro
priato agli argomenti proposti in questo libro, valesse la pena al
termine di questo volume offrirne la lettura e la meditazione.
I!omelia stata pronunciata lJ8 dicembre 2007 dall'inviato
pontificio, il Cardinale Ivan Diasf Prefetto della Congregazio
ne per rEvangelizzazione dei Popoli, alla presenza di 1>0.000
fedeli accorsi a Lourdes per Vapertura del 150 anniversario
delle Apparizioni. Eccone, di seguito, il messaggio centrale:

Le apparizioni di Lourdes sono da collocarsi nel pi


ampio contesta della lotta, permanente e futosa, tra le forze
ilei bene e quelle del male, a partire dallinizio della storia
dell'umanit ne! Paradiso terrestre, e che continuer fino alla
fine dei tempi* In particolare, esse sono da considerarsi tra
te prime di una lunga catena di apparizioni, iniziate 28 anni
prima, ne) 1.830, a Rue du Bac a Parigi, che annunciavano
l'ingresso decisivo della Vergine Maria nel pieno delle ostilit
! la lei e il diavolo, cos com' scritto nella Genesi e nell*Apo
calisse La medaglia, detta miracolosa, che la Vergine fece
incidere in quella circostanza, la rappresentava con le braccia
alerte e con dei raggi luminosi che uscivano dalle mani, sim
bolo delle grazie che ella distribuiva al mondo intero. I suoi
piedi posavano sul globo terrestre e schiacciavano la testa al

203

serpente, il diavolo, a indicare la vittoria della Vergine sul


maligno e le forze del male. Intorno allimmagine si leggeva
linvocazione: O Maria concepita senza peccato, prega per noi
che ricorriamo a te". molto indicativo che questa grande
verit dellImmacolata Concezione di Maria sia stata affer
mata proprio qui, ventiquattro anni prima che il papa Pio IX
lavesse definita dogma di fede (1854): quattro anni pi tardi,
qui a Lourdes, Nostra Signora ha voluto ella stessa rivelare
a Bernadette di essere l'Immacolata Concezione. Dopo le
apparizioni di Lourdes, la Santa Vergine non ha smesso di
manifestare le sue vive e materne preoccupazioni per la sorte
dellumanit in diverse apparizioni nel mondo intero. Dovun
que ha chiesto preghiere e penitenza per la conversione dei
peccatori, perch prevedeva la rovina spirituale di certi Paesi,
le sofferenze che il Santo Padre avrebbe subito, il generale
indebolimento della fede cristiana, le difficolt della Chiesa1,
lascesa dellanticristo e i suoi tentativi di sostituirsi a Dio
nella vita degli uomini: tentativi che, malgrado i successi ecla
tanti, sarebbero, tuttavia, destinati allo scacco. Qui a Lour
des, come ovunque nel mondo, la Vergine Maria sta tessendo
unimmensa rete di suoi figli e figlie spirituali per lanciare una
forte offensiva contro le forze del maligno, per imprigionarlo
e preparare cos la vittoria finale del suo Divino Figlio, Ges
Cristo. La Vergine Maria ci invita, ancora una volta, oggi, a
far parte della sua legione di combattenti contro le forze del
male. Come segno della nostra partecipazione alla sua offen
siva, ella domanda, tra laltro, la conversione del cuore, una
grande devozione alla Santa Eucaristia, la recita quotidiana
del Rosario, la preghiera incessante senza ipocrisia, laccetta
zione delle sofferenze per la salvezza del mondo. Potrebbero
sembrale piccole cose, ma sono potenti nelle mani di Dio, a

1 Q u i il C a rd in a le im p licita m e n te * m a c h ia r a m e n te , fa rife rim e n to a c i


c h e la M a d o n n a av e v a p r e a n n u n c ia to a F a tim a *

204

mi niente impossibile. Come il giovane Davide che, con


ima piccola pietra e una fionda, ha abbattuto il gigante Golia
armato di spada, di lancia e di giavellotto, anche noi, con i
piccoli grani del nostro Rosario, potremo affrontare eroica
mente gli assalti del nostro ostinato avversario e vincerlo. La
lotta tra Dio e il suo nemico sempre pi furiosa, molto pi
oggi che ai tempi di Bernadette, 150 anni fa, perch il mondo
si trova terribilmente inghiottito nella palude di un secolari
smo che vuole creare un mondo senza Dio; di un relativismo
clic soffoca i valori permanenti e immutabili del Vangelo; e di
una indifferenza religiosa che resta imperturbabile di fronte
al bene superiore delle cose che riguardano Dio e la Chiesa.
Onesta battaglia fa innumerevoli vittime nelle nostre famiglie,
iia i nostri giovani. Qualche tempo prima di diventare papa
( iovanni Paolo II, il cardinale Karol Wojtyla, diceva: Siamo,
oggi, di fronte a! pi grande combattimento che lumanit
abbia mai visto. Non penso che la comunit cristiana labbia
(oralmente compreso. Siamo, oggi, di fronte alla lotta finale
Ira la Chiesa c PAnti-Chiesa, tra il Vangelo e lAnti-Vangelo*.
Ina cosa, tuttavia, certa: la vittoria finale di Dio e ci si
realizzer grazie a Maria, la Donna della Genesi e dellApocalisse, colei che combatter alla testa dellesercito dei suoi figli
c figlie contro le forze avversarie di Satana e che schiaccer
la testa del serpente.

205

Appendice 2
R IFER IM EN TI MARIANI N E L T E ST O
D E L RITO D E G L I ESO RCISM I

Nelle litanie dei Santi, che sono nelle prime pagine del
rituale1, troviamo linvocazione Santa Maria Madre di Dio,
prega per noi che di conseguenza, implicitamente, d la
possibilit allesorcista anche delluso delle litanie della Ma
donna.
Nella Professione di fede riportato, a scelta, il Simbo
lo nel quale troviamo: nacque da Maria Vergine; il Credo
nel quale diciamo: Per noi uomini e per la nostra salvezza
discese dal cielo, e per opera dello Spirito Santo si incar
nato nel seno della Vergine Maria; il rinnovo delle rinunzie
battesimali e la professione di fede nella quale si domanda:
Credete in Ges Cristo suo unico Figlio, nostro Signore,
che nacque da Maria Vergine... .
Nella formula invocativa del primo esorcismo si dice tra
laltro: Ascolta, Dio misericordioso, la preghiera della Beata
Vergine Maria: il Figlio Ges, morendo sulla croce, ha schiac
ciato il capo dellantico serpente e ha affidato alla Madre tutti
gli uomini conte figli.
Nel Rendimento di grazie, previsto alla liberazione del
fedele tormentato dal maligno, si pu pregare il Cantico della
1 De exorcismis et

suppiicattonibus quibmdam , L E V . E d iti o

ta , 2 0 0 4 , R e im p re ss o 2 0 0 5 .

206

ty p ic a e m e n d a

IV;ita Vergine Maria: L anima mia magnifica il Signore e il


mio spirito esulta in Dio, mio salvatore. (Le 1,46-55).
Nella formula imperativa dei testi che lesorcista pu
scogliere a sua discrezione, si legge: Esci da lui [lei] spirito
immondo, e cedi il posto allo Spirito Santo, te lo comanda
( tristo Ges, Figlio di Dio e Figlio delluomo: egli, nascendo
senza macchia dal grembo della Vergine per opera dello Spi
rilo, ha purificato ogni cosa con il suo sangue.
Nelle Appendici, alla voce Preghiera ed esorcismo
per circostanze particolari, sinizia lesorcismo con queste
parole: Nel nome di Ges Cristo, Signore e Dio nostro, e
per intercessione dell'Immacolata Madre di Dio, la Vergine
Maria... .
Un altro riferimento mariano, durante quello stesso esor
cismo, il seguente: Te lo comanda la Beata Vergine Maria
Madre di Dio, che fin dal primo istante della sua Immacolata
( ioricezione ha schiacciato, lei umile serva di Dio, il tuo capo
superbissimo. Al termine si canta o si recita la seguente aniona mariana: Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio,
santa Madre di Dio. Non disprezzare le sppliche di noi
che siamo nella prova, e liberaci da ogni pericolo o Vergine
gloriosa e benedetta.
Nelle Preghiere a uso privato dei fedeli che si trovano
a lottare contro il potere delle tenebre, che sono riportate
nella parte finale del testo, troviamo invocazioni a Cristo
Signore, tra le quali vi anche linvocazione: Ges, Figlio
della Vergine Maria, abbi piet di m e e una serie dinvo
cazioni alla Beata Vergine Maria, nelle quali, oltre allantilona gi riportata Sotto la tua protezione... , troviamo le
seguenti:

207

Consolatrice degli afflitti, prega per noi


Aiuto dei cristiani, prega per noi.
Fa che io possa lodarti, o Vergine santa, e tu dammi la
forza per combattere i tuoi nemici.
Madre mia, fiducia mia, Vergine Madre di Dio, Maria,
prega Ges per me.
Gloriosa regina del mondo, sempre Vergine Maria, tu
che hai generato Cristo, Signore e Salvatore, intercedi per la
nostra pace e la nostra salvezza.
Maria, Madre della grazia e Madre della misericordia,
proteggici dal nemico e accoglici nellora della morte.
Vieni in mio aiuto, santissima Vergine Maria, in tutte le
mie tribolazioni, angustie e necessit: implora per me il tuo
amatissimo Figlio, perch mi liberi da ogni male e pericolo
dell'anima e del corpo.
Ricordati, o Vergine Maria, che non si mai udito che
alcuno sia ricorso al tuo patrocinio, abbia implorato il tuo aiu
to, chiesto la tua protezione, e sia stato abbandonato. Sorretto
da tale confidenza ricorro a te, Madre, Vergine delle vergini,
e mi umilio davanti a te, peccatore pentito. Madre del Verbo
di Dio, accetta le mie preghiere e propizia esaudiscimi.
Infine, nelle preci litaniche che chiudono il testo, troviamo
linvocazione: Santa Maria Madre di Dio, prega per noi
[per me] .

208

INDICE

Prefazione di Renzo Lavatori


Introduzione
[.

I l ru o lo d ella M ado n n a
NELLA STORIA DELLA SALVEZZA

II.

L a p o s s e s s io n e d i a b o l i c a

III.

L a p o t e n z a d e l l i n v o c a z i o n e
D EL NOM E DI MARLA

IV.

Il

D EM O N IO C O STRETTO A CON FESSA RE,

A PROPRIA O N TA,
LA SUA COM PLETA IMPOTENZA
DI FRO N TE ALLA V E R G IN E M A RIA

V.

L A MIA ESPERIEN ZA MARIANA


N EGLI ESORCISM I
E N EG LI ALTRI M OM ENTI
DEL C O N FR O N TO CON I DEMONI

Introduzione
Il rifiuto da parte del demonio
del progetto dellIncarnazione

del Figlio di Dio e di Maria Regina


degli angeli e degli uomini
pagLImmacolata Concezione,
la santit sublime
e la bellezza incomparabile di Maria
Anche la Madonna
stata redenta da Ges

Maria stata redenta


come tutti gli uomini.
ma in modo pi elevato e sublime

La verginit perpetua di Maria


La maternit di Maria

nei nostri confronti

Lintercessione-mediazione di Maria

LAve Maria e il Santo Rosario


La Vergine Maria ha vinto Satana

per la sua lede incrollabile


La Passione di Maria in unione
alla Passione del Figlio

Lumilt di Maria

I peccati degli uomini


e la riparazione al Cuore di Cristo
e ai Cuore Immacolato di Maria

LAssunzione di Maria

La carit verso il prossimo

La Madonna e lEucaristia
Il trionfo del Cuore Immacolato
di Maria

Vergine degna di lode


Maria corredentrice con Cristo
redentore

55

64
72

74
76
83
95
113
121
131
136

139
156
161
163
170
174
178

V I.

Alcun i
della

e s e m p i d i in t e r c e s s io n e

V e r g in e M

a r ia

AL M OM ENTO DELLA LIBERA ZIO N E

V II.

L e s p e r ie n z a

pag.

182

188

203

206

m a r ia n a

DI ALTRI ESO RC ISTI

A ppendice 1
IL RUOLO DELLA M A D O N N A
NELLA LOTTA CONTRO SATANA,
DALLE APPARIZIONI D I R U E DU B A C A O G G I

Appendice 2
R if e r im

e n t i m a r ia n i n e l t e s t o

DEL RITO D EGLI ESO RCISM I

Questo libro, essenzialmente ispirato


ai fondamenti biblici e all'insegnamen
to della Chiesa sulla Madonna, vuole
essere innanzitutto una testim onianza
de)l'amorevole e speciale sollecitudine
che la Vergine Maria mostra, durante
gli esorcismi in favore dei suoi figli sof
ferenti, e della potenza che un autentico
culto alla Madonna esercita contro il
mondo demoniaco.
Basandosi su esperienze personali,
lAutore racconta come nella sua cura
pastorale delle persone possedute pos
sibile constatare la presenza e la prote
zione della Madonna, che con immensa
tenerezza di madre interviene accanto ai
suoi figli, lottando per essi e con essi con
tro le forze avverse del male. Osservando
gli atteggiamenti e le reazioni dei demoni
e assistendo alle loro graduali sconfitte
si tocca con mano come siano vere le
parole che Dio rivolse a Satana: Porr
inimicizia tra te e la Donna (Gen 3,15),
Maria, infatti, la Donna che, dalla
Genesi allApocalisse, inseparabilmente
unita a Ges, ha un ruolo importantissi
mo nella lotta contro il nemico infernale
e nella realizzazione della stessa missione
salvifica del Figlio: ricondurre il genere
umano nel seno del Padre.
Un resto che, oltre a testimoniare
questa grande e consolante verit della
Sacra Scrittura, contribuisce senzaltro a
promuovere nei credenti una sempre pi
viva devozione mariana, animata dalla
consapevolezza dellins eludibile lega
me tra Cristo e la sua Madre santissima
nellopera della Redenzione.

ra n cesco

B a m o n t k , r e lig i o s o d e i S c i v i

d e l C u o r e I m m a c o la to d i M a ria , e s o rc is ta
d e lla d i o c e s i in c u i o p e r a . D a l 1 9 9 7 m e m
b r o d e ll

A s s o c i a z i o n e I n t e r n a z i o n a l e d e g li

E s o r c i s t i . C o m e a p p r e z z a to re la to r e rig u a r
d o il m i n i s t e r o d e l l 'e s o r c i s t a e la s p e c i f i c a p a
s t o r a l e d e g l i e s o r c i s m i , v i e n e in v it a to a c o n v e
g n i e c c l e s i a l i n a z i o n a l i e i n t e r n a z io n a li , n e lle
f a c o l t t e o l o g i c h e e n e i s e m i n a r i p o n ti f i c i .
M a p u b b l i c a t o v a r i l i b r i , t r a d o t t i in d i

Cosa fa re con
q u esti m aghi? C om e liberarsi dalla supersti
z ion e e difen d ersi d a i tru ffatori ( 2 0 0 0 ) ; / d a n
n i dello spiritism o. L a z io n e occulta d el M ali
gno n elle presunte com unicazioni con l'Aldil
( 2 0 0 3 ) . C o n le P a o l i n e : P ossession i d ia b o li
ch e ed esorcism o , C om e riconoscere l'astuto
ingannatore ( 2 0 0 6 * ) ; G li an g eli ribelli. Il m i
stero d el m ale n ell7esperienza d i un esorcista
v e r s e li n g u e . P r e s s o A n c o r a :

(2 0 0 8 ).
P e r m a g g i o r i i n f o r m a z i o n i si p u c o n
s u l t a r e il s i t o w w w .d a n n i o c c u l t i s r n o i t .