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19/10/12

Questioni introduttive
Chiarimenti di vari concetti come:

Spirituale;
Spiritualit e spiritualit cristiana;
Spiritualit e teologia;
Concetto di spiritualit;

Il termine spirituale nella cultura di oggi identificato in una realt immateriale, come
qualcosa che non visibile, ma che in qualche modo percettibile, e che si pone al di
la della realt fisica. Tutto questo provoca nelluomo unalienazione della sua realt
profonda, in quanto la ritiene come una realt al di la del fisico. Lo spirituale invece
investe la realt materiale, dandone un senso nuovo, elevandola ad uno stato, che da
se non potrebbe raggiungere. Per molti lo Spirituale quel mondo interiore
(sentimenti, desideri, emozioni). Per molti autori tale termine racchiude molte
concezioni, che incidono sulla vita operativa in questo mondo. Una vita spirituale non
autentica crea nelluomo una sorta di dualismo tra il mondo reale e quello ideale , una
certa schizofrenia a una disincarnazione delluomo nei confronti di questo mondo, che
una mancata apertura relazionale che la sopraelevazione del proprio io sul tutto.
Questo una sorta di misticismo fatto di nascondimenti nel mondo materiale,
concepito come una realt staccata da quello spirituale, ma che gli garantisce un certo
modello religioso.
Spirituale invece luomo che vive incarnato, vivendo la propria corporeit
orientandola verso i valore pi alti dellesistenza. Lo spirituale fa riferimento a quella
legge naturale insita nelluomo, per raggiungere il vero bene, che una realt
oggettiva, e non soggettiva. Luomo spirituale si pone oltre la materialit, senza
negare per questa, concentrando tutte le proprie facolt allapertura al trascendente,
nel compiere il bene e nellevitare il male. luomo spirituale colui che rientra in se
stesso per relazionarsi con il Trascendente, che lo invita a vivere nella realt fisica una
vita beata con laltro, attraverso la ricerca del bene comune.
Dallapertura al trascendente e dalla pratica della vita ascetica (obbedienza alla legge
morale, attraverso il dominio di se) nasce la vita spirituale, lapertura verso lAssoluto.
Dunque quando parliamo si spiritualit non ci si riferisce al mondo interiore, bens un
relazione profonda e vera con il Trascendente, che spinge a vivere una vita nello
spirito. Il termine spirituale nasce con il cristianesimo, e ha a che fare proprio con
linserimento del credente nella vita in Cristo, il quale gli comunica il proprio Spirito.,
affinch ripieno, o meglio adombrato dallo Spirito di Cristo, il credente sia inserito nel
suo Mistero salvifico. S Benedetto ci parla di ars spiritualis, cio dellarte del vivere
secondo lo Spirito, nel vivere immersi nello Spirito di Cristo che conduce il credente a
portare frutto nella propria vita. Latto fondamentale nella vita spirituale il
riconoscimento dello Spirito Santo, come dono, come fonte di vita nuova.
Quindi la spiritualit nasce nel momento in cui si pone latto di fede, che introduce la
persona credente allapertura alla grazia salvifica. La persona viene guidata e
trasformata dallo Spirito, portandola ad uscire dal proprio senso di pseudo assolutezza,

per riconoscere allAltro lassolutezza. Attraverso, dunque la vita nello Spirito, il


credente inserito in quellamore che lo porta a ricentrare il proprio io nellAltro. Tale
ricentramento non un annullamento distruttivo di se stessi, ma una realt
kenotica, un uscire dalla propria autoreferenzialit. Quindi la spiritualit lincontro
con il Tu divino attraverso lesperienza dellamore, dando origine ad una nuova
concezione di agire.
Per accedere allo Spirito necessario percorrere la via religiosa che ha inizio con latto
di fede. Lo Spirito porta luomo a fere esperienza di Dio che comunica il dono di grazia
che si espande nella vita personale e nel creato, nella realt che mi circonda.
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La spiritualit dunque un vivere attingendo dalla fonte dello Spirito Santo, un essere
permeati da Esso in tutto il nostro agire. Spiritualit che fare coincidere il principio
religioso (latto di fede) con il principio dellamore, cio nella comunicazione di grazia
(Tu divino) che si spande sulla realt creata. Credere in Dio non un aderire ad una
dottrina oppure a dei principi etici, bens riconoscere Dio come Amore, a cui bisogna
orientare tutta la nostra vita. Atteggiamento di fondo della vita spirituale cristiana
lamore-comunione, con un Dio personale. unesperienza di incontro amoroso del
proprio io con il Tu divino che si dona. Per la spiritualit in genere necessario
percorrere delle vie attraverso cui sperimentare lautocomunicazione di Dio:

Preghiera;
Meditazione;
Silenzio;

mezzi attraverso cui la presenza di Dio entra e si espande nellintimo delluomo. Tali
realt predispongono la persona ad una apertura alla dimensione dello Spirito; lo
predispongono ad entrare nella verit divina. Utilizzando in maniera adeguata questi
strumenti si pu vivere una vita interiore consistente, ma ci non pu essere
sufficiente, in quanto c bisogno di un riferimento che la persona di Cristo Ges.
Quindi il dono dello Spirito dato in funzione di Cristo, che ne allo stesso tempo
lorigine ed il termine, al quale lo Spirito conduce. Una vita nello Spirito vera, deve
avere come modello colui che dallo Spirito Santo stato plasmato vero Dio e vero
uomo. Nellincontro con Ges si svela lessenza delle cose, si opera un coinvolgimento
interiore che tocca la persona nel suo intimo. In Cristo Dio colui che guarisce, colui
che risana, il medico interiore del cuore delluomo. Vista spirituale che quellatto di
fede, di abbandono totale della propria esistenza nelle sue mani.
Quindi la spiritualit cristiana, significa entrare in un rapporto di mutua donazione, in
uno scambio di doni, dove il primo passo fatto sempre da Dio, attraverso il dono
della sua grazia e il dono dello Spirito. Vita spirituale che la vita in Cristo. Quindi
nella relazione con Ges risplende con pienezza quellimmagine donata alluomo dal
Padre Creatore, nella creazione, rendendolo un essere vivente, capace di relazionarsi
con Dio-Padre come un figlio. Partecipare alla vita divina esistere, condividere
lamore trinitario mediante Cristo; solo incarnando lamore di Dio, che ci ha dato
Cristo, si percorre la via dello Spirito. LAmore che Ges dona invita a condividerlo con
gli altri uomini, nella donazione all (A)altro. Vita spirituale che conduce luomo verso

una pace interiore, ad una riconciliazione con se stessi, per poi vivere come riconciliati
con gli altri.
Esperienza spirituale
Partecipare alla vita divina, una realt che tocca in concreto tutto luomo.
Lesperienza nella Sacra Scrittura incentrata principalmente nel rapporto con Dio,
dal quale si originano gli altri rapporti orizzontali con i propri simili. Dunque
lesperienza spirituale allo stesso tempo biblica ( in quanto parte dalla Rivelazione)
ed antropologica ( che investe luomo), fatta di tappe e ritmi propri. Lesperienza
spirituale che una realt dinamica, in quanto un intreccio di libert e di grazia.
Esercizio ascetico che piena attenzione alla conformazione a Cristo, mezzo
attraverso cui vivere lincontro tra il dono gratuito di Dio e la ricerca di Dio da parte
delluomo. Lascesi, dunque lesercizio della volont umana che vuole unirsi
pienamente a Dio, risposta umana ( graduale) al cammino di conformazione
allamore reale, che rende veri. Un cammino che tiene conto della realt e delle
condizioni personali del soggetto.
Lesperienza spirituale, pu essere colta nella sua intensit solo alla luce teologica,
che ne determina gli ambiti e il dinamismo. Vita spirituale che non porta sempre a
percepire in maniera immediata lazione salvifica da parte di Dio, in quanto il soggetto
coinvolto si trova di fronte ad una esperienza o fatti, non sempre comprensibili, ma vi
la necessit di un tempo pi lungo, fatto di riflessione teologica e di apertura al
Mistero. Dunque la vita spirituale lo scorrere della realt divina nei solchi della vita
umana. Lesperienza una prova di verit, ma che diventa ambigua senza le ulteriori
esperienze di fede, speranza, carit. Lesercizio delle virt teologali inseriscono luomo
nellottica di Dio, nel vivere lesperienza di grazia che Dio da. Quindi lesperienza
umana voluta da Dio come manifestazione intra-mondana del suo amore. Attraverso
lesperienza teologale, lesperienza umana diviene la manifestazione di Dio nella
storia. Esperienza spirituale che diviene lo dispiegarsi del progetto di Dio nella storia.
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Lautocomunicazione di Dio e il desiderio di ricerca delluomo, assumono diverse
sfumature a seconda della situazione concreta che luomo vive, o sta vivendo.
Esperienza spirituale che lo scorrere della vita divina dentro i solchi della vita
umana, lesperienza della grazia, della carit di Dio che diventa la speranza delluomo.
A tale esperienza si accede mediante la fede, che diventa espressione come giudizio
sul valore del bene e del male, limitando la fluttualit dellemozione umana. Lesercizio
delle virt teologali la presenza di Dio nellesperienza delluomo, e che collocano
luomo nella luce divina, dandone un interpretazione storico-salvifica. Lesercizio delle
virt teologali, trasformano il vissuto umano in momento, nel quale si realizza la grazia
di Dio nelluomo, trasformandone lintimo. Lesperienza umana voluta da Dio, come
manifestazione del suo amore paterno-materno, e si realizza quando le virt teologali
tracciano il percorso umana, come cammino di unione con Dio. quindi lesperienza
spirituale svela alluomo il progetto di Dio lungo la storia.
Distinzione tra la spiritualit e la teologia spirituale

La teologia determina gli ambiti, indica le competenze e ne descrive il dinamismo


dellesperienza spirituale, reinterpretando il vissuto alla luce della Rivelazione.
Caratteristica propria della spiritualit la dimensione storica (levento incarnato), e
dunque la si pu definire come la forma concreta che ogni cristiano da allazione che
Dio compie in lui attraverso lo Spirito Santo. Essa, la spiritualit, rivolta alla prassi,
alla realt concreta; un modo storico-concreto per comprendere e vivere il Vg
attraverso la fede e la vita della chiesa. Uno stile di vivere il Vg in una situazione
specifica.
Dunque la spiritualit una forma concreta dellesperienza del credente, che
trasforma le verit rivelate in prassi concreta, nelle situazioni storiche del soggetto.
Nella vita della chiesa, la spiritualit, si caratterizza in varie forme, attraverso le quali
si delinea la sequela Cristi. Spiritualit che si connota da una forte soggettivit, cio
definita dal vissuto personale di ciascun soggetto.
La teologia spirituale la riformulazione in termini scientifici dellesperienza spirituale.
Quindi la teologia spirituale raccoglie i dati esperienziali, conferendo ad essi una
sistematicit attraverso un metodo scientifico-teologico. Quindi la spiritualit colpisce
la percezione, mentre la teologia spirituale riguarda lintellegibilit , cio ricava
dallesperienza spirituale, quelle leggi che hanno un carattere universale. La teologia
spirituale ha dunque il compito di trasportare il contenuto esperienziale dal dato
soggettivo/percettivo, al dato oggettivo/effettivo. Dunque la distinzione tra spiritualit
e teologia spirituale, sta nella forma espressiva dellesperienza, nel modo di
approcciarsi e nellanalisi. Quindi la Teologia spirituale la fondazione dellesperienza
spirituale, attraverso una sua strutturazione teologica.
La vista spirituale nella dimensione vocazionale
Lunione spirituale, che non il frutto di un solo sforzo umano, ma dono, che si
raggiunge solo nella fase finale dellesistenza, anche se nel gi inizia questa unione:
pensiero, sentimenti, azioni. Unione spirituale che non solo un traguardo che si
raggiunge dopo un cammino di perfezione, ma quella condizione essenziale della
nostra vita. La creatura radicalmente dipendente dal Creatore, che le conferisce il
soffio vitale. Il principio di questa unione Dio stesso, che si comunica liberamente e
in maniera gratuita.
La GS al n 16 parla della coscienza come sacrario nel quale luomo si incontra con
Dio, che lo invita allascolto, facendogli scoprire quella legge scritta nel cuore di
ciascun uomo:

Lamore;
Il fuggire il male e il fare il bene;
Il prossimo;

dunque la coscienza una realt preordinata da Dio, in quanto luomo precostituito


allincontro con Dio, e che da alluomo una struttura capace di accoglierlo. Dio che
presente in noi, come colui che agisce e che opera; presenza di Dio nelluomo non
trova altri paragoni nel resto del creato.
Il progresso spirituale, lo sviluppo del rapporto intimo con Dio. quindi la chiamata
la motivazione per cui Dio ci ha sempre pensato e creato nella finalizzazione

dellunione con la sua immagine perfetta, che Cristo Ges. Dunque Dio chiama
luomo a essere una realt sola con lui, lo chiama a condividere la sua esistenza,
nellessere luno nellaltro.
S Giovanni della Croce sottolinea che lunione spirituale la meta di tutti, in quanto
reciproco rapporto di donazione delluno allaltro. Quindi Dio rende lanima divina per
partecipazione. Vita cristiana che costituita da due elementi fondamentali:

Laspetto storico incarnatorio: vivere la propria fede in un dato contesto;


La spiritualit: la sensibilit della singola persona, linterpretazione della vita
cristiana o di uno stile di vita conseguente a uno stato di vita.

La teologia spirituale si immerge in questi due aspetti, e quindi lunione la chiave di


comprensione dellagire di Dio e del mistero delluomo. Dio crea luomo, affinch
questi possa partecipare della sua vita divina, in quanto tutto il processo dellesistenza
umana orientato a questa unione. Quindi vi la predestinazione, cio lessere
orientati a Dio nel Figlio attraverso lo Spirito Santo. Figlio che quel strumento di
grazia, attraverso cui il Padre realizza lunione con luomo.
Ef 1,14: in Lui ci ha scelti prima della creazione del mondo; cio luomo esiste in
quanto eletto da Dio, amato da un Amore eterno. Quindi noi siamo (lesserci), in
quanto siamo amati in maniera continua e costante dallamore di Dio, attraverso il suo
Figlio eterno, Cristo. Dunque la nostra vita oggetto della fedelt di Dio.
CCC n52: Dio che abita in una luce inaccessibile vuole che luomo ne partecipi
attraverso il suo unico Figlio, rendendolo capace di risposta.
Natura del metodo e contenuto della Teologia spirituale
CVII cambia la prospettiva teologica della spiritualit, allontanando dalla divisione
appunto tra la teologia e la spiritualit. Si opera una sintesi che prende la
denominazione di teologia spirituale. La divisione che vi era tra ascesi ( la vita
spirituale ordinaria di tutti i fedeli) e la mistica ( la via straordinaria che riguarda pochi)
viene si accantonata.
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Fondamento epistemologico
Il CVII ripensa la spiritualit in base a un fondamento teologico, facendo cessare la
divisione vista sopra. La mistica subisce un salutare ripensamento, non vedendola pi
come una realt staccata dallascesi. Si viene a riscoprire il Mistero di Dio nella vita
delluomo, nella chiamata universale alla santit. La teologia spirituale in se di
fondazione recente, ed la sintesi sistematica dei trattati di ascesi e di mistica, cio
un ripensamento della teologia della perfezione umana. Il cammino della spiritualit
come scienza teologica ha inizio con i primi del 900, e in modo particolare con la
fondazione di due riviste di spiritualit:

La vita spirituale (19 domenicani);


La strada dellascesi e della mistica (20 gesuiti);

ma prima del sorgere di queste due riviste vi stata la promozione della cattedra di
ascetica e di mistica sia allAngelico che alla Gregoriana.
Con La Grange (ha un approccio speculativo) i domenicani seguono il modello
proposto dalla scolastica sulla scia di S Tommaso attraverso il procedimento
metodologico:

Definizione;
Oggetto;
Metodo;

I gesuiti seguono un orientamento pi pratico, pi esperienziale.


Entrambe le tesi risultano complementari e arricchenti: abbiamo una posizione pi
teologica speculativa (domenicani) ed una pi dinamica-pratica (gesuiti con risvolti
psicologici). Tale opposizione tra le due correnti si riaprir negli anni novanta con il
benedettino Stolz il quale ribadisce che la teologia della mistica ha il fondamento
oggettivo nella teologia mistica; secondo il carmelitano P Gabriele che procede da
elementi psicologici, tenendo conto dei risvolti soggettivi, afferma che tra la Teologia
della mistica ( contenuti deduttivi) e la teologia mistica (contenuti esperienziali) non vi
opposizione, poich la Mistica lo sviluppo consequenziale della teologia dogmatica,
in quanto unica lesperienza mistica.
P Bernard Charl Andree, recupera il fondamento oggettivo del vissuto mistico,
riconducendolo sia a livello fenomenico che epifanico divino. Con il CVII le prospettive
teologiche esperienziali entrano in contatto con le scienze umane, avendo come punto
di riferimento luomo chiamato a vivere in unione con Dio. CVII che sottolinea
lesperienza cristiana, come luogo teologico, cio come fonte dalla quale attingere la
medesima dottrina di fede.
Oggi si insite sullintegrazione della spiritualit con la teologia sistematica, sia a livello
di contenuti che disciplinare, convergendo sullidea che per poter fare teologia
necessario partire, cio interpellare lesperienza umana. La Teologia Spirituale diventa,
dunque, quella parte che studia lesistenza cristiana, intesa in termini di sviluppo della
vocazione battesimale del credente. Essa acquisisce un rapporto interdisciplinare
(scienze umane), per approfondire in maniera oggettiva il Mistero di Dio nella vita
delluomo, il mistero del primo che agisce nella vita del secondo trasformandola
radicalmente. Base della ricerca scientifica il dato rivelativo, in quanto la teologia
lintelligenza della fede. Tale dato rivelativo che arricchito dalla comunicazione dei
vari saperi, cio dal confronto multidisciplinare aprendo in questo modo a nuove
prospettive. La teologia per si pone oltre alla semplice indagine scientifica, spingendo
ad una relazione intersoggettiva tra Dio e luomo nella chiesa. Quindi la Teologia la
forma propria della dinamicit della fede, e non un servizio indagativo.
Oggetto formale della Teologia Spirituale
La teologia spirituale studia in maniera critica lesperienza soggettiva del soggetto,
cercando di estrapolarne loggettivit. Ci non soggettivazione della fede, ma un
coinvolgimento esperienziale attraverso il dato oggettivo. Quindi la teologia spirituale
la teologia dello sviluppo progressivo della fede, una teologia che attenta
allesperienza del soggetto credente. Quindi la Teologia Spirituale studia la crescita e

lo sviluppo di questa soggettivazione del dato di fede. Loggetto materiale della


Teologia spirituale lesistenza cristiana, che viene esaminata sotto laspetto
dellevoluzione appropriativa da parte del soggetto credente, e ci loggetto formale.
Dunque la Teologia spirituale, come scienza dellappropriazione soggettiva, ha come
oggetto materiale lesistenza cristiana, e come oggetto formale levoluzione della
prima, concentrandosi sullo sviluppo. Quindi la Teologia spirituale va ad identificarsi
con la teologia del vissuto spirituale.
Laggettivo spirituale evidenzia il dato esperienziale, come elemento caratterizzante e
specifico della teologia stessa:

In riferimento al credente ci sinonimo di singolare;


In riferimento allo Spirito Santo, lo indica come autore e artefice della
singolarizzazione cristiana nel soggetto credente;

in questo caso la spiritualit lincarnazione della vita di fede con la sottolineatura e


le espressioni proprie del soggetto credente.
Loggetto formale, dunque, individuabile nella coscienza spirituale cristiana, cio ci
che nel soggetto sta alla radice della vita spirituale cristiana. Vita spirituale che la
concientizzazione della fede, cio la capacit di elaborare i termini del proprio
cammino spirituale. La capacit di distinguere i tratti del progetto divino nellintreccio
dellevoluzione storica personale.
Lascetica e la mistica costituiscono, dunque, un unico evento spirituale, e solo
attraverso queste due dimensioni si ha la dimensione spirituale.
Quindi la teologia della vita spirituale la vita nello Spirito Santo , che permette lo
sviluppo della vita teologale. Ci riflette sullesperienza dinamica dello spirito del
credente ( sottolinea limportanza storica dellesperienza spirituale).
La teologia della vita mistica, che indaga lesperienza delluomo nella sua graduale
unione con Dio; ha sempre come dato oggettivo lesperienza spirituale, ma con un
approccio che tende a soffermarsi di pi sul piano teologico.

Definizione di Teologia Spirituale


1. P Bernard: la teologia spirituale che una disciplina teologica, fondata sui
principi primi della rivelazione, studia lesperienza spirituale cristiana, ne
descrive lo sviluppo progressivo e ne fa conoscere la struttura e le leggi;
2. Maioli: Teologia spirituale quella disciplina che studia il fenomeno o il fatto
cristiano in quanto vissuto;
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3. Jordan Aumann: la teologia Spirituale quella parte della teologia che,
procedendo dalle verit della Rivelazione Divina e dellesperienza religiosa delle
singole persone, definisce la natura della vita soprannaturale, formulandone le
direttive per la sua crescita e lo sviluppo, e spiegandone i processi, tramite i

quali le anime avanzano dallinizio della vita spirituale (battesimo) alla sua
piena perfezione ( unione con Dio, la vita beata). Teologia Spirituale che una
sapienza sacra che ha in se una molteplicit di discipline teologiche , il cui fine
sempre la rivelazione di Dio, ma con delle specificit proprie di ogni disciplina.
Una Teologia che sia speculativa che pratica, in quanto Dio lo stesso che
intervenuto nella storia umana, non solo a parole, ma soprattutto attraverso atti
e persone concrete. Quindi la Teologia Spirituale, che riflette sul mistero della
nostra partecipazione alla vita divina, si esprime sia in termine ontologici che
psicologici;
4. Laudazi: la Teologia Spirituale quella scienza teologica che studia in modo
sistematico lo sviluppo della vita cristiana nel soggetto umano sotta la guida
dello Spirito Santo, il quale porta verso la pienezza e cio allunione con Cristo
in Dio. Laudazi che pone laccento sulla sistematicit della Teologia Spirituale.
Pone anche lattenzione sullo Spirito Santo come agente primario della dinamica
dellunione. Libera iniziativa divina, che nellatto dellauto-comunicarsi invita
luomo a questa comunicazione attraverso lunione. Unione con Dio che si
realizza con e in Cristo, e solo la piena assimilazione a Cristo sviluppa la risposta
umana alla libera iniziativa divina.
5. Francesco Asti: la Teologia Spirituale, quella disciplina che inerente al vissuto
mistico, che approfondimento della comunione divina ( conoscenza-amore),
che fa immergere, per fede, il credente nel mistero sempre avvolgente di Dio.
Quindi il progredire nella fede e nella vita teologale, produce una pi stretta
comunione con Dio;
6.

Domenico Sorrentino: la Teologia Spirituale quella disciplina che studia


lesperienza cristiana, che propria di una vita vissuta in docilit allazione delle
Spirito di Dio, nel versante pratico-agapico a partire dalla testimonianza
privilegiata dei Santi in funzione dellesigenza del cammino di santit. Domenico
Sorrentino richiama la centralit dello Spirito Santo, in quanto lagente
primario. Un vissuto quello spirituale, che non generico, ma fatto da uno
sforzo da parte del cristiano a vivere nellabbandono dello Spirito di Dio.
Dunque, la vita spirituale si occupa del versante pratico-agapico,
dellesperienza impregnata dallamore di divino.

7. Federico Salvatore Ruiz: la Teologia Spirituale quella disciplina teologica che


studia in maniera sistematica, a partire dalla Rivelazione e dallesperienza
qualificata; assimilazione del Mistero di Cristo nella vita cristiana e della chiesa,
in un processo costante e graduale fino alla perfezione. Quindi la Teologia
spirituale uno studio sistematico: fatto di analisi e di elaborazione dei dati
della fede con fonti proprie, e con proprie esigenze di metodo. Uno studio che
non solo speculativo, ma incoraggia e guida allassimilazione del Mistero.
dunque uno studio soggettivo, dove la persona indaga il Mistero di Dio
intercalandolo nella propria vita e che conduce ad una maturazione affettiva ed
emotiva delluomo. Uno studio che procede dalla Rivelazione e dallesperienza
qualificata, che non una categoria di superiorit, ma una garanzia di
autenticit. Tale esperienza qualificata la si trova in persone che hanno una fede
viva e provata ( cio riconosciuta). Dunque qualifica indica lattestazione, il

riconoscimento della validit, della coerenza e dellincisivit nel tessuto socioecclesiale della testimonianza di fede del soggetto.
Teologia Spirituale che studia lassimilazione del Mistero del Dio vivo, che si realizza e
si manifesta in Cristo ( passione, morte, resurrezione), e che configura il cristiano. Tale
assimilazione una conoscenza a livello:

Sapienziale;
Intellettuale;
Amorosa;
Trasformante;

Le fondi della Teologia Spirituale


Abbiamo tre tipi di fonti:
1. Generali: cio comuni ad ogni disciplina teologica ( Sacra Scrittura, la
Tradizione, il Magistero);
2. Specifiche: cio proprie della disciplina, e che offrono temi caratteristici come:
storie della spiritualit: fatti di vita, di iniziative di persone o di gruppi, il
movimento generale delle epoche con propri modi di vivere il Mistero; storie
personali: autobiografie di santi, biografie, agiografie, che attestano lautenticit
di una determinata esperienza di fede; esperienza elaborata: cio presentata in
forma dottrinale, pedagogica e mistagogica; esposizioni dottrinali; i classici
della spiritualit: cio quei trattati che offrono una solida base teologica;
3. Ausiliarie: come le scienze umane, le quali analizzano la realt spirituale sotto
punti di vista diversi quali: la psicologia, la filosofia, la sociologia ecc...;

Metodo e struttura della Teologia Spirituale


Dallutilizzo delle fondi si evince il metodo, a secondo dellapproccio utilizzato per una
fonte, e a secondo del metodo si manifesta lesperienza spirituale. Laudazi dice che lo
scopo del metodo quello di offrire certezze nel criterio, cio la solidit nellanalisi e
nella sintesi. Ora abbiamo due tipi di approcci di metodo:
1. Deduttivo: procede dalle fondi dogmatiche, teologiche, dal dato oggettivo;
2. Induttivo: procede dal dato esperienziale, dallesperienza del credente;
oggi in Teologia Spirituale vi un utilizzo simultaneo dei due metodi. Il primo metodo
offre una riflessione sistematica su basi logiche consequenziali, dando una
precisazione argomentativa ed una solida chiarezza del vissuto spirituale; il secondo
metodo riconduce la definizione speculativa alla concretezza del vissuto spirituale.
Pioniere di questo tipo di sintesi P. Bernard, il quale parla di metodo descrittivo. Egli
propone anche un terzo metodo quello fenomenologico: il quale opera unintegrazione
dei due metodi precedenti, assumendo come principio la fede, come parametro di
lettura unitario. Un metodo, questo, che pone lesperienza del soggetto nellambito
della fede, permettendo di vendere lesperienza soggettiva partendo dalla fede del
soggetto stesso, e osservando lo sviluppo dinamico e parallelo della vita spirituale
elaborandone i principi e le leggi.

Rapporto tra la Teologia Spirituale e la Dogmatica


oggettivo della fede) e la Morale (imperativit della fede)

(contenuto

La Teologia Spirituale rispetto alla dogmatica in quanto la prima la scienza


dellappropriazione soggettiva del contenuto oggettivo della fede (dogmatica), lo
studio dello sviluppo della fede nellesperienza credente, studia la dinamica
dellunione. Pi difficoltoso la distinzione con la Teologia Morale, in quanto ambedue
si concentrano sullagire cristiano, per: la Teologia Spirituale sotto laspetto
pneumatologico, mentre la teologia morale indaga la normativit delle fede, al di la
dellaspetto pneumatologico. La Teologia morale si occupa della realizzazione del bene
per raggiungere il bene supremo, che Dio. la Teologia Spirituale e quella morale
differiscono sia per aspetto formale che per quello metodologico. La seconda, la
teologia morale, ricerca le leggi dellagire partendo dalla struttura dellazione,
formulando le leggi che regolano lagire del cristiano in quanto tale. Le leggi che pone
la Teologia Spirituale sono regole pratiche per illuminare il cammino spirituale di ogni
persona, e dunque il suo metodo non pu prescindere dallesperienza. Dunque la
Teologia Spirituale non si ferma sullazione in se, ma considera lagire cristiano in
termini di maturazione, di sviluppo.
30/11/12
Quindi la morale concerne la normativit della fede, stabilendo quelle leggi che
invitano il cristiano a compiere il bene ed evitare il male in senso globale. La teologia
morale tratta, dunque, i fondamenti dellagire cristiano e del fine ( la santit).
Per Paolo Carlotti la teologia morale e la teologia spirituale non si distinguono, ma
sono ununica realt; legame che pu contribuire al vicendevole rinnovamento e
sviluppo. Lesperienza non un elemento di distinzione tra la teologia morale e la
teologia spirituale, ma un ambito comune. Si pu avere distinzione:

Preferenza specifica di direzione e di attenzione: teologia spirituale che si


caratterizza per la verticalit (transcendenza), rapporto intimo, interiore;
La teologia morale si caratterizza per lorizzontalit e dallimmanenza, da un
rapporto esteriore;

vi una differenza di metodo:

Teologia spirituale usa scienze antropologiche con un carattere prettamente


psicologico;
Teologia morale fa uso di mediazioni scientifiche che possono spiegare e
promuovere le norme dellagire;

per i contenuti:

La teologia spirituale si concentra sulle leggi del processo spirituale, e a tutto


ci che inerisce al dinamismo della perfezione;
La teologia morale pi orientata a discernere la realt intramondana pi
corrispondente al disegno divino, al fine di promuovere la realizzazione
delluomo;

tuttavia lobiezione che si pu sollevare e che i criteri indicati non sono e non possono
essere ritenuti distintivi, in quanto non sono ascrivibili a nessuna delle due discipline.
Ma i dati, gli elementi che hanno in comune sono:

La Sacra Scrittura ( dato rivelato);


La prospettiva cristologica;
La svolta antropologica;
Il comune sforzo nellevitare letture involutive della vita cristiana;
Il dialogo ecumenico ed interreligioso, e interculturale non credente;

la distinzione, per Carlotti, si deve porre a livello materiale delloggetto studiato e a


livello espistemologico. Quindi la Teologia spirituale pi rilegata allambito di studio
di testi biografici dei santi, una sorta di teologia della storia, poich una sorta di
teologia morale narrativa.
Laudazi sulla scia di Bernard pone la distinzione, tra le due materie, in quanto la
Teologia spirituale si occupa di indagare lazione dello Spirito Santo nella vita del
credente, e quindi il punto di partenza si colloca nella libera iniziativa divina. Quindi ci
che distingue la teologia spirituale :

Che lagire umano non inteso solo come ubbidienza alla fede, ma come
espressione indicativa del progetto di Dio che si manifesta, si realizza nella vita
di fede. Processo di sviluppo alla chiamata di santit;
La teologia morale offre quelle indicazioni per vivere autenticamente il progetto
di Dio nellorizzonte umano;

La teologia spirituale dal vivere quotidiano trae le sfumature proprie del manifestarsi
del progetto di Dio nellesperienza credente, mentre la morale lesistenza cristiana
vista sotto laspetto delluniversalit, offrendo leggi che la normano. Lapproccio
metodologico della teologia spirituale, si basa sullesperienza del dato rivelato che si
sta attuando o che sia attuato nella specificazione propria, della vita della chiesa e dei
singoli credenti. Quindi fine della morale la promozione delluomo; fine della teologia
spirituale il delimitare lazione di Dio, il suo progetto, nella dimensione umana.

Teologia e spiritualit
Rapporto tra oggettivit e soggettivit nellesperienza spirituale
La soggettivazione del dato rivelato ha un ruolo fondamentale nella comprensione
dellesperienza singolare, in quanto la manifestazione storica del progetto di Dio che
chiama luomo allunione con lui. Per Maioli lesperienza cristiana consiste in una
interiorit, che funzione dellappropriazione integrale cristiana delloggettivit
cristiana, dalla quale si lascia normare e discernere. La rivelazione di Cristo al centro
dellesistenza cristiana, la quale plasmata dalla comunicazione della grazia e dai
contenuti oggettivi della rivelazione incarnati dal soggetto, attraverso cui opera il
discernimento della propria vita. Lesperienza cristiana lesperienza interiore che
assume Cristo come centro assoluto della propria vita, appropriandosi di quei
contenuti oggettivi della rivelazione, che permettono la capacit di leggere la propria
storia, la propria vita, come il manifestarsi del progetto di Dio nella sua esperienza
personale. Esperienza cristiana che un sapere esperienziale che nasce dal contatto
con Cristo, riconosciuto nella fede come Figlio di Dio. la dinamica dellappropriazione

rende il cristiano parte attiva allinterno della storia della salvezza, in quanto chiama il
cristiano a cooperare attraverso lincarnazione concreta, nel proprio quotidiano, del
mistero di Cristo. E dunque nel far si che il dato oggettivo ( che rimane tale) entri
nellesistenza soggettiva, personale. Tale interiorizzazione ed esplicazione finalizzata
alla crescita nella fede e alla maturazione piena dellunione con Cristo, della
comunione con Lui. Nel rapporto con Dio, lintera vita del credente si trova inserita in
un processo di trasformazione continua che deriva dallatto di fede, nel quale ogni
atteggiamento della persona matura, come consequenziale espressione di questa
opzione fondamentale. Dunque lappropriazione lesplicazione personale ed
esperienziale dellamore di Dio, comunicato in Cristo nel vissuto del credente.
In Cristo il credente vede il volto di Dio Padre, che chiamato a portarlo agli altri,
attraverso il divenire portatore ed espressione viva di questo volto amoroso. Per vivere
questo rapporto bisogna tener conto:

Che Cristo invita il discepolo a vivere, a stare in unione con lui attraverso degli
atti concreti quali. La preghiera, la contemplazione, il silenzio adorante;
Che bisogna rimanere nel suo amore per rimanere in lui: e cio accogliendo
nella pratica del vivere la sua parola;

dunque la sequela non solo la via dellimitazione ( la riproduzione di un modello


ideale), ma in modo particolare, la via della visibilizzazione, cio il manifestare con le
opere il frutto della novit coinvolgente del Vangelo di Cristo. Quindi lespressione del
cristiano rappresenta la tangibilit del progetto di Dio, attraverso lazione dello Spirito
Santo. Quindi il cristiano tale in quanto normato da Cristo, dalla sua persona e
dalla sua parola.
Maioli sottolinea che la vita in Cristo la condizione normale di tutti i cristiani, poich
caratterizza il loro stile vita, la loro identit in quanto nuova creatura animata dallo
Spirito Santo, che Cristo stesso ha posto in ogni cristiano con il Battesimo. Quindi il
Cristiano non solo colui che nel battesimo salvato, colui che giustificato (cfr
CCC 1089) nel senso che non ha ricevuto una semplice remissione dei peccati, ma lo
ha rinnovato e santificato interiormente, rendendolo capace di collaborare per la gloria
del nome di Dio, poich in questo vi la salvezza delluomo. Dunque la giustificazione
(cfr CCC 1993) stabilisce la collaborazione tra la grazia di Dio e la libert delluomo.
Frutto della giustificazione linstaurazione del rapporto filiale con Dio, un rapporto di
ubbidienza e di abbandono da parte delluomo in Dio, in quanto Padre di Ges Cristo, il
quale ci spinge a questo rapporto. Dunque lascolto della Parola trasforma lesperienza
umana in esperienza spirituale, e quindi senza la dimensione dellascolto non vi pu
essere appropriazione fruttuosa.
07/12/12
Lautocomunicazione divina (in Cristo) accorcia le distanze ontologiche tra la
creatura finita e lInfinito. A Calcedonia si stabilisce che Ges sia vero uomo che
vero Dio. Nel Cristo uomo lanima plasmata dallo Spirito Santo; e dunque in Cristo
lo Spirito di Dio si unisce allo spirito delluomo, e per questo che Cristo nella sua
persona divinizza lo spirito delluomo.

Nellunit del Verbo incarnato, la distanza tra Dio e la creatura infranta


esistenzialmente, pur rimanendo a livello ontologico. LApostolo Paolo lega la presenza
di Cristo nella chiesa e nel cristiano alla presenza viva dello Spirito Santo, in quanto si
in Cristo nello Spirito. Dunque lo Spirito Santo che unisce luomo a Cristo, e in
Cristo al Padre. Quindi il cristiano si caratterizza per la presenza dello Spirito Santo che
lo inserisce nellunit che vi tra Cristo e il Padre. Pertanto lesperienza spirituale
consiste nel gustare lintimit che vige tra Cristo e il Padre nello Spirito Santo.
Questultimo inserisce e conduce a conscientizzare in se stesso, nella propria esistenza
lunione amorosa tra Cristo e il Padre. Dinamismo dellesperienza spirituale che si
configura nello sviluppo alla vocazione alla santit, attraverso una dinamica di ascolto
obbedienziale nella fede e della fede.

Lesperienza spirituale nella storia della Chiesa


Il vangelo di Matteo riporta un affermazione categorica: siate perfetti, come
perfetto il Padre vostro nei cieli. Perci la santit un imperativo esistenziale per il
cristiano, in quanto chiamato a testimoniare la sua unione con Dio. La Chiesa fin
dalle origini ha accolto questo appello alla santit, invitando ogni uomo alla
conversione, per assumere quei tratti ed atteggiamenti per rinnovarsi. Non vi pu
essere santit se non nellascolto della Parola e dellincarnazione di questa nella
propria esistenza.
La storia della spiritualit, narra linsieme delle aspirazioni che hanno mosso
interiormente i cristiani, per vivere lunione con Dio nello Spirito Santo.
Imparate da me, che sono mite ed umile di cuore
Cristiani che hanno vissuto lungo la storia questo passo del Vg, e cio il vivere
secondo ci che Cristo ha insegnato e lasciato. Quindi nella storia della spiritualit i
diversi momenti dello Spirito emergono nellesperienza interiore di una persona
concreta, che si lasciata assorbire dalla presenza del mistero divino, per divenire
testimone privilegiato della grazia, vivendo lincarnazione concreta del vangelo.
Lunione con Cristo nella storia, ed anche oggi, si manifesta in modo particolare
nellesperienza del martirio.
Tra il I e il II sec, la vita cristiana descritta nellambito della tradizione giudaica, ed
vista come un effluvio spirituale forte; una vita intima di unit con Cristo. Questa dei
primi secoli una fede impregnata da elementi giudaici, basti osservare che la lettera
di Barnaba sviluppa una spiritualit battesimale, dove la perfezione della fede cristiana
vista come il nuovo tempio, che abitato dallo Spirito Santo.
Nel II sec la spiritualit assume due direzioni:

Una ecclesiale;
E una personale;

una vita spirituale che si esprime:

Nella liturgia: lincontro con Cristo nellEucarestia;


Nel Martirio: che una liturgia esistenziale, che realizza la piena conformazione
a Cristo;

S Ignazio e S Policarpo elaborano una teologia spirituale del martirio, vista come la
pienezza dellunione del cristiano con Dio. Gli Apologisti nellatto di difendere la
dottrina cristiana dal mondo pagano, ne testimoniano lesperienza e il valore,
sottolineandone la specificit e limportanza.
Tra il III e il IV sec abbiamo let dei Padri: un periodo questo dove il cristianesimo da
perseguitato diventa man mano, religione di Stato, dellimpero. Un periodo nel quale vi
un approfondimento mistagogico della fede e dove inizia a fiorire il monachesimo, il
quale prender il posto del martirio e delle vergini, incorporandone i loro principi
spirituali, in quanto sar visto come lesperienza spirituale per eccellenza per vivere in
maniera piena e concreta lunione con Dio in Cristo nello Spirito. Con la vita cenobitica
inizia a sorgere la regola, cio la norma che codifica la vita monastica. LAbate colui
che chiamato a guidare il cenobio, garantendo la convivenza pacifica. La figura
dellabate/anziano far nascere la figura spirituale, cio colui che avr il compito di
fornire direttive per progredire nel cammino della via evangelica, per meglio vivere
uniti a Dio. Proprio in questo periodo si colloca il tema della lotta spirituale:

Ascesi;
Lavoro;
Umilt;
Silenzio orante;

tra il IV e il V sec vi il definirsi il dogma della fede nei vari concili ecumenici, contro
quelle posizioni eretiche, che propongono una via spirituale non pienamente legata al
Vangelo. In questo periodo sorgono le catechesi battesimali ( Cirillo, Agostino,
Ambrogio, Crisostomo ecc). S. Agostino sar colui che richiamer limportanza
dellamore, in quanto culmine di tutta la vita cristiana. Il Cristiano colui, dunque, che
deve perfezionarsi nellidentificazione con il suo Signore, il Cristo, attraverso un uso
corretto delle cose terrene per raggiungere le realt celesti. Virt della carit, che
viene affiancata dal quella della mitezza e della fortezza. Un periodo che si
caratterizza per un ascetismo interiore rigido, che si attualizza per ogni monaco a
secondo delle sue capacit personali. Monaco che impegnato a vivere questo
ascetismo attraverso la pratica:

Del lavoro;
Della contemplazione;

In questo periodo sorge il monachesimo benedettino nel quale lo stile di vita integra le
istanze personali con quelle dellesistenza cristiana. Gioca un ruolo importante
lobbedienza del monaco, che deve essere animata dalla carit e dalla fede, per
crescere nellumilt e nella disposizione allascolto.
Tra il X e XI sec vi il sorgere della dottrina di S. Bernardo, il quale parte dalla
considerazione delluomo come immagine di Dio, la quale stata deturpata con il
ripiegamento dello stesso uomo su se stesso. Dunque necessaria una conversione a
Dio attraverso lumilt, che consiste nel riconoscersi peccatori, ma allo stesso tempo

amati da un Dio che venuto incontro al peccatore. Tale conversione nellumilt, per
S. Bernardo, spinge luomo allamore che si caratterizza per vari gradi:

Amore canale: cio luomo vecchio che ama se stesso;


Amore mercenario: un amore verso Dio di tipo egoistico, cio per ottenere solo
qualcosa;
Amore filiale;
Amore sponsale: unitivo e gratuito;

lamore sponsale quellamore unitivo nellaffettivit che riguarda il piano volitivo, che
coinvolge la realt affettiva. Perci S. Bernardo il primo a concepire la vita monastica
come un rapporto sponsale tra lanima e Dio. Un periodo che si caratterizza anche per
una serie di riforme a livello ecclesiale:

Attenzione sulla centralit della preghiera;


Sorgono abbazie e monasteri, centri di riflessione della S. Scrittura e della
Teologia;

Tra il XII e il XIII sec vi una fioritura dellesperienza spirituale tra i laici. Vi il sorgere
della piet laicale nella devozione a Cristo ( culto allEucarestia, la devozione al Sacro
Cuore), e a Maria, con un forte richiamo alla povert evangelica. Un periodo dove
sorgono anche i Catari, e linquisizione (Alessandro III). Ma anche il periodo del
sorgere dei Francescani (adesione a Cristo crocifisso nel servizio nella chiesa) e dei
Domenicani (i quali svolgono uno studio finalizzato alla predicazione del vangelo).
Tra il XIV e il XV sec, abbiamo la mistica speculativa (una contemplazione pura), i cui
fautori sono i Maestri renani quali: Ekart, Taulemo, Suso. Tale mistica si incentra sullo
spogliamento di se ( nella propria essenza) come elemento per raggiungere una vera
contemplazione. Un unione mistica che si realizza nellanima, in quanto questa
dotata di unessenza intellettuale, dove risiede Dio e dove vi la nascita del Verbo.
Quindi il rapporto tra Dio e lanima un rapporto di tipo sponsale.
Nel XV secolo abbiamo Gerardo Groote il quale far nascere la devotio moderna ( di
questo periodo limitazione di Cristo), che propugna una spiritualit pratica, affettiva
e devota, che si avvicina alla mistica nuziale con un certo approccio psicologico. Una
devotio che spinge il cristiano a meditare sulla caducit del mondo terreno, e a
contemplare Cristo come colui che lamato e leterno.
14/12/12
La devotio moderna dar forma alla piet popolare, incentrata sulluso
dellimmaginazione spinta a suscitare laffetto, una devozione vera. Un puro esercizio
interiore che fa entrare affettivamente ed effettivamente nel Mistero di Cristo. Piet
popolare che con il passare del tempo di sgancer dal pensiero teologico, creando una
rottura tra la devozione popolare e la teologia.
Il XVI secolo visto come lepoca doro, in quanto nel mezzo di tanti paradossi (scismi)
un periodo ricco, segnato dalla spiritualit spagnola:

S. Ignazio di Loyola;
S. Teresa dAvila;

S. Giovanni della Croce;

una spiritualit volontarista, che produce anche opere con lintento pratico e
descrittivo per vivere lesperienza di Dio. Opere che sono scritte non per una stretta
cerchia, ma per tutti, con un linguaggio comprensibile a tutti. Una spiritualit che non
individualista n intimista, ma tende ad alimentare il senso della Chiesa. Spiritualit
favorita anche, grazie ad un rinnovamento della teologica e da un processo di riforma
che in Spagna era gi iniziata prima del concilio di Trento. Vi listituzione di collegi
per la formazione sacerdotale, e che il Concilio di Trento prese come modelli per i
futuri seminari.
Tra il XVII e il XVIII sec con Burelle sorge una spiritualit sacerdotale, attenta verso la
missione e la carit. Esempio di questa spiritualit S. Vincenzo de Paoli, il quale si
preoccuper dei poveri e dei sofferenti, attraverso un impegno concreto presso il
popolo. Una spiritualit che si contrappone a quella narcisistica ( nel senso di astratta),
in quanto attiva ed orientata verso una ricerca del volto di Dio nel povero,
nellaccoglienza di questo e nella sua assistenza concreta. S. Francesco di Sales sar
colui che mirer ad una spiritualit che coinvolge anche il laicato, poich anche questo
chiamato a partecipare allimpegno apostolico (umanesimo devoto). Nelle sue opere
principali (Filotea, Trattato dellamor di Dio) offre delle indicazioni precise e feconde
per una spiritualit laicale, che consiste nella fedelt e al dovere del proprio stato di
vita alla luce del Vangelo.
Verso la met del 700 abbiamo il sorgere della mistica popolare, i cui rappresentanti
sono: S. Alfonso Maria de liguori e S. Paolo della Croce. Una mistica questa per gli umili
e per i semplici. Con il XIX secolo segnato dalle conseguenze della rivoluzione
francese, anche nella sfera spirituale. Un periodo di crisi che diventa per i credenti
occasione di difendere le proprie tradizioni e a mantenere viva la propria spiritualit.
Sulla scia del romanticismo sorgono testi che approfondiscono la spiritualit
sacerdotale, le biografie dei santi, e manuali di preghiera. Un tempo anche di
mutamento sociale, dove emerge un dilagare dellateismo, che predica la morte di
Dio, nei confronti del quale la chiesa si pone su una linea difensiva, definendo il
proprio deposito secolare. Ma anche un periodo dove vi sono stati degli eventi che
hanno segnato , e segnano lesperienza devozionale, quali: le visioni, le apparizioni
ecc.

Lesperienza Spirituale nella Bibbia


La bibbia ci parla attraverso segni, intrecci relazionali, che Dio ha con luomo,
considerato da Dio come un amico caro. Un rapporto amicale che si scontra con il
limite che la creatura pone nellamore al suo creatore. Il rapporto storico di Dio con il
suo popolo, descrive levolversi del disegno salvifico di Dio.

21/12/12
18/01/13