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CULTURA:

abbraccia larte, la scienza, gli usi, i costumi, i modi di pensare delle persone;
concetto relativo ad un dato popolo, a un determinato momento storico ( REALT DINAMICA).
ORIGINI DEL TERMINE:
dal latino colere , cio coltivare (i campi). un termine usato con accezione metaforica da
CICERONE (100- 43 A.C. ) e da ORAZIO FLACCO (65- 8 A.C.), per indicare la formazione
intellettuale e morale di un individuo.
Si ha una CONCEZIONE UMANISTICA del termine, inteso come nozione intellettuale, elevazione
dello spirito (c, in questo senso, intenzionalit formativa, es. programmi culturali).
Quando poi parliamo di cultura, spesso ci riferiamo a una qualit del singolo (diciamo: una persona
colta): in questo senso usiamo il termine cultura nella sua CONCEZIONE SOGGETTIVISTICA,
studiata, tra gli altri, da MATTEW ARNOLD (1822-1888) il quale si riferisce alla cultura proprio come
una elevazione dello spirito.
Gli antropologi poi, si riferiscono alla cultura come insieme di usi, costumi, mentalit della gente, insieme
condiviso di significati, modo di pensare, tradizioni in questo senso che invece ci riferiamo alla
cultura nella sua CONCEZIONE ANTROPOLOGICA . Tra gli antropologi di riferimento troviamo:
1) FRANZ BOAS (1858-1942), cui dobbiamo il saggio del 1911 dal titolo: Mentalit delluomo
primitivo. Egli afferma che non si pu parlare di culture superiori (e positive) e di culture inferiori
(e negative), perch le culture sono solo DIFFERENTI. Possono quindi esserci differenze tra una cultura
e laltra, ma tra queste di certo non c una gerarchia.
(questo concetto sembra essere veicolato dalla CULTURA DI MASSA, che ha la capacit di veicolare un
messaggio con un mezzo che consente di farlo recepire a una massa. I mezzi di comunicazione di massa
sono diversi: film, fumetti.)
ES: La leggenda di Tex (di G. BONELLI): c una valutazione positiva degli indiani dAmerica, Tex
infatti sposato a unindiana. Viene quindi a cadere la distinzione tra cultura occidentale (superiore) e
quella indiana (inferiore).
2) RUTH BENEDICT (1887-1948): d alle stampe nel 1934 lopera Modelli di cultura, che uno
studio effettuato su tre popoli primitivi, tre culture integrate ciascuna con un elemento qualificante
(apollinei, dionisiaci, folli).
Per la Benedict la cultura come un individuo, un insieme pi o meno coerente di pensieri e di azioni, e
nellambito di ogni cultura si delineano certi scopi caratteristici, che possono essere soltanto suoi, non
condivisi da nessuna altro tipo di societ.
possibile intendere la cultura come una SOMMA DI ELEMENTI, allo stesso modo della polvere da
sparo, che per lappunto il risultato di una combinazione particolare.
Lantropologo studia linterrelazione tra questi elementi, che devono essere considerati come parti di un
tutto che interagiscono tra di loro.
Diverse sono le CRITICHE mosse alla Benedict; tra queste quella di E.DE MARTINO, per il quale il
parlare di modelli di cultura significa parlare di qualcosa di statico, per cui c un approccio astorico.
Altro critico G. GERTZ, che vede la cultura come un CONTESTO che rende intelligibili gli eventi
sociali e i prodotti dellattivit umana. Egli non dice che la cultura forma di potere, ma un contesto che
ci fa capire e ci spiega certi comportamenti.

possibile individuare unulteriore concezione di cultura, quella che la vede come REPRESSIONE
(Fondamentale). Questa studiata da S. FREUD (1856-1939) in due opere fondamentali:
Lavvenire di unillusione, del 1927, e Il disagio della civilt, di due anni successivo (1929),
inizialmente pensato come Linfelicit della societ. In questo senso Freud individuava tre cause
dellinfelicit: 1- il malessere fisico;
2- la rete relazionale;
3- gli avvenimenti del mondo.
Nella prima opera, Freud afferma che la CIVILT mostra di avere due aspetti fondamentali:
1) la possibilit di DOMINARE LA NATURA per il soddisfacimento dei propri bisogni
(dei bisogni umani) per la sopravvivenza della specie umana;
2) la capacit di sviluppare un ordinamento che regoli le relazioni interpersonal, e in
particolare la distribuzione dei beni ottenibili.
Nel secondo saggio, egli afferma che la civilt protegge lumanit dalla natura e regola le relazioni tra gli
uomini.
Ci che distingue luomo dagli animali la capacit del primo di PADRONEGGIARE LA NATURA e di
REGOLARE LE RELAZIONI.
Quindi la cultura pu essere: - ordine, pulizia, politica;
- attivit intellettuali, religione, giustizia, limiti alla libert;
- RINUNCE PULSIONALI, SENTIMENTI DI COLPA, SACRIFICI.
Ed proprio a questo punto che possiamo introdurre la Teoria Strutturata Della Psiche Umana.
TEORIA STRUTTURATA DELLA PSICHE UMANA in Freud.
La psiche umana per Freud costituita da tre parti fondamentali:
1) ID o ES = insieme di pulsioni; sottomesso al principio del piacere; si manifesta sotto
forma di lapsus, sogni, tic.
2) EGO o IO = una struttura intermedia tra id e superego; seleziona le pulsioni per
cercare di limitarle; sede della memoria.
3) SUPEREGO o SUPERIO = una sorta di coscienza interna; risulta dal processo di
educazione (ricevuta dai genitori), la violazione delle cui regole provoca in noi sensi di
colpa. Esso pu essere INDIVIDUALE o COLLETTIVO. legato a dei
COMANDAMENTI CIVILI che sono: -ama il prossimo tuo come te stesso; ama il tuo
nemico.
Questo perch la civilt comporta sacrifici affinch gli individui possano sopravvivere. Bisogna
assolutamente dominare la PULSIONE AGGRESSIVA.
Contro questa concezione di cultura, ne troviamo una che la intende come REPRESSIONE
ADDIZIONALE. Essa tratteggiata da H. MARCUSE che nel 1956 pubblica Eros e civilt.
unopera nella quale chiara linfluenza di Freud, ma c repressione addizionale del sistema economico
e politico basato sullo sfruttamento dei lavoratori ( altrettanto chiara linfluenza di Marx).
Marcuse intende il PROGRESSO come superamento della fatica del lavoro e della penuria ; ma egli
afferma anche che continua a persistere nel mondo questa penuria in vaste zone del mondo. Allora essa a
cosa dovuta? Alla mancanza di risorse o alla loro distribuzione inadeguata? La penuria dovuta proprio
a questa inadeguata distribuzione.
Freud intende la cultura come sinonimo di civilt, ma nella cultura tedesca c distinzione:
civilt = KULTUR; cultura = BILDUNG.

Anche N. ELIAS affronta questo punto ne Il processo di civilizzazione , datato 1936, e costituito da
una struttura bipartita: La civilt delle buone maniere
Potere e civilt
Elias ha seguito la Scuola di Francoforte, ma se ne distacca. importante per la sociologia storica.
Egli afferma che gli uomini hanno acquisito progressivamente la CAPACIT DI AUTOCONTROLLO,
che ad esempio pu essere inteso come lapprendimento delle buone maniere (pensiamo al galateo a
tavola, es.).
Si ha GENESI SOCIALE dellantitesi tra civilt e cultura: Elias, infatti, si rif alla formazione del ceto
medio borghese in Germania e in Francia. Mentre nel primo paese ci sono innumerevoli SOGGETTI
PRODUTTIVI (e quindi, lavoratori), nel secondo abbiamo una aristocrazia che vive alla corte del re,
dove vige un galateo molto preciso, e quindi questi sono SOGGETTI IMPRODUTTIVI.
Quindi la civilt linsieme di soggetti di buone maniere, ma improduttivi, al contario, la cultura
linsieme di tutti i soggetti produttivi.
Anche E. KANT (1724-1804) aveva gi affrontato il tema della distinzione tra i due termini, e definisce
la cultura come arte, scienza; mentre la civilt linsieme delle forme e convenzioni sociali.
Sono state diverse le CRITICHE mosse a Elias:
accusa di etnocentrismo e di razzismo (contrapposizione tra popoli primitivi e civilizzati);
ci sono giudizi di valore (che poi portano allaccusa di etnocentriso);
Il PUDORE dei popoli primitivi inferiore rispetto a quello delluomo civilizzato?
I campi di concentramento sono la manifestazione della civilizzazione?
Lo sterminio nazista stato nascosto alla maggior parte della popolazione;
Lo sterminio stata opera di una minoranza;
Lo sterminio stato un gesto di orrore indicibile, che ha portato alla sua condanna da parte di tutti.
Ricordiamo che Elias era un ebreo, per di pi tedesco: ha dunque vissuto sulla propria pelle il dramma
dellolocausto, ma mantiene ferma dentro di s la volont di parlare di PROGRESSIVA
CIVILIZZAZIONE, affermando che quando ci si riferisce al nazismo, si fa riferimento ad una minoranza.

E. DURKHEIM affronta il tema della cultura sotto tre diversi punti di vista e con tre opere:
1) DIMENSIONE OGGETTIVA, con Le regole del metodo sociologico del 1895: egli si riferisce ai
FATTI SOCIALI, oggetto di studio della sociologia, modi di fare dotati di generalit, esteriorit,
coercizione, indipendenza rispetto al soggetto, forza cogente nei confronti del singolo individuo (una
forza che lo costringe ad agire in un certo modo). Un esempio di fatto sociale il LINGUAGGIO: esso ha
infatti esistenza autonoma rispetto al soggetto, esiste prima delluomo e indipendentemente da questo,
inoltre, nel momento in cui luomo vuole integrarsi nella societ in cui si trova a vivere, DEVE imparare
un linguaggio. Ci sono quindi dimensioni alle quali dobbiamo adeguarci, e il linguaggio una di queste
dimensioni . i fatti sociali possono avere valenza anche CULTURALE.
2) DIMENSIONE ISTITUZIONALE, con Le forme elementari della vita religiosa del 1912: con
questa opera c valutazione positiva della religione, che un FORTE COLLANTE SOCIALE. Essa,
infatti, assicura lordine sociale. C descrizione dei RITI RELIGIOSI, che sono positivi in quanto
compattano il gruppo .
3) FUNZIONE ORDINATRICE E REGOLATRICE DEL COMPORTAMENTO, con Il suicidio, opera
del 1897: in questo scritto che Durkheim introduce il concetto di ANOMIA, che stato disfunzionale
della societ: la mancanza di norme distruttiva per la societ, poich non assicura lordine sociale (a
differenza di quanto accade con la religione). Ci sono diverse forme di suicidio: altruistico, egoistico.
Questo concetto molto importante, poich ci fa capire che senza norme fondamentali il caos.
Anche M. WEBER si sofferma sul concetto di cultura. sua infatti laffermazione Noi siamo esseri
culturali, ovvero dotati di capacit e volont di assumere consapevolmente posizione nei confronti del
mondo e dargli cos senso. Questa affermazione la troviamo nello scritto Loggettivit aggressiva della
scienza sociale e della politica sociale del 1904.
Al centro dellanalisi sociologica di Weber c lAGIRE SOCIALE: bisogna che questo venga compreso
per poi spiegarlo (motivazioni ed effetti). Bisogna comprendere i motivi dei comportamenti per poi
spostarci sui suoi effetti. in questo senso che agisce quella che il METODO COMPRENDENTE tanto
caro a Weber.
Unapplicazione di questo metodo lo si trova ne Letica protestante e lo spirito del capitalismo del
1904-05: diversi sono i comportamenti ispirati e analoghi a quelli del capitalista. La spiegazione sta
nellantica protestante, nella religione, per la quale il destino di ognuno di noi segnato dalla nascita. Ci
sono comunque dei segni che ci fanno capire se siamo destinati alla salvezza: uno di questi il
RAGGIUNGIMENTO DELLA RICCHEZZA ECONOMICA. cos che, proprio dalletica protestante,
emerge il CAPITALISMO. Il protestantesimo sembra quindi aver favorito, non determinato, il
capitalismo (la religione ha favorito lemergere di una certa forma economica).
In Marx si distingue tra struttura (insieme dei rapporti di produzione e di forza) e sovrastruttura ( cultura,
ecc.), e c primato della prima sulla seconda. Questa gerarchia viene a cadere con Weber.
Due studiosi, in un saggio degli anni 60 dal titolo La realt come costruzione sociale,
P. BERGER e T. LUCKMANN, si domandano se le prospettive di Durkheim e di Weber siano poi cos
distanti, e rispondono che queste possono, al contrario, integrarsi. Infatti, i SIGNIFICATI sorgono
nellinterazione sociale (in questo caso abbiamo una REALT SOGGETTIVA, ad esempio quella della
socializzazione primaria e secondaria); ma anche vero che il RISULTATO dellazione sociale si
soggettivizza (e qui siamo davanti alla REALT OGGETTIVA), si cristallizza in FORME
ISTITUZIONALI, sono qualcosa di esterno rispetto a noi (c TIPIZZAZIONE, ovvero conoscenza
specifica di un ruolo, che dipende dalla distribuzione sociale della conoscenza in generale. Ci comporta
una maggiore DIFFERENZIAZIONE sociale).

In questo sistema di segni il linguaggio ha natura oggettiva; lo incontriamo come attualit esterna a noi
stessi ed coercitivo nei suoi effetti su di noi.
Le prospettive di Durkheim e di Weber confluiscono in un altro sociologo americano, T. PARSONS:
egli deriva dal primo la CENTRALIT DEI VALORI (c ordine sociale se ci sono valori che regolano il
comportamento), e dal secondo il concetto di AGIRE INTENZIONALE.
Con Parsons la cultura assume la valenza di SISTEMA (si parla in effetti di SISTEMA CULTURALE)
che funge da connettore tra individuo e societ.
Questa concezione ben descritta ne Il sistema sociale (1950): tra SISTEMA CULTURALE e quello
della PERSONALIT c lINTERIORIZZAZIONE DEI VALORI; tra sistema culturale e quello
SOCIALE abbiamo invece la ISTITUZIONALIZZAZIONE DELLE ASPETTATIVE SOCIALI; infine,
tra sistema della personalit e quello sociale abbiamo la CONFORMIT ALLE ASPETTATIVE
SOCIALI.
Gli elementi principali che costituiscono la cultura, dunque, sono molteplici. Essa pu essere intesa in
senso EMPIRICO (scienza, cultura popolare,), in senso ESISTENZIALE (religione, filosofia,), come
PRESENZA DI VALORI (idee condivise sugli obiettivi da perseguire), come SIMBOLISMO
ESPRESSIVO (arte, letteratura, musica, teatro).
Chi evidenzia il rapporto che intercorre tra scienza e cultura R. MERTON, che nel saggio
Scienza e societ nellInghilterra del XVIII secolo, afferma che la religione ha influenzato la scienza.
Merton fa riferimento allETICA PURITANA , le cui caratteristiche (razionalismo e empirismo), furono
nel 1600 fondamentali per il PROGRESSO SCIENTIFICO.
Merton trova 4 IMPERATIVI ISTITUZIONALI (diversi da quelli che vengono delineati da Parsons e che
si riferiscono al sistema sociale, si tratta infatti di imperativi funzionali), che sono propri della scienza:
questi sono regole che dovrebbero disciplinare la ricerca scientifica. Essi sono:
1) UNIVERSALISMO: valutazione della persona e del suo lavoro, senza fare discriminazioni;
2) COMUNISMO: riguarda lattivit e i risultati della ricerca, che deve essere svolta da un
team, non bisogna rubarsi le idee, lattivit deve essere a disposizione di tutta la comunit
scientifica;
3) DISINTERESSE: deve esserci integrit morale, bisogna lavorare esclusivamente per la
scienza, non per altro (ad esempio, non per i soldi);
4) SCETTICISMO METODOLOGICO: bisogna che ci sia verifica logico- empirica,
provando ci che si dice.
Merton ha visione del PROGRESSO SCIENTIFICO come ACCUMULAZIONE sistematico- selettiva,
distanziandosi pertanto da KHUN che, nella Struttura delle rivoluzioni scientifiche (!969), vede il
progresso legato proprio alla RIVOLUZIONE SCIENTIFICA.
Anche il concetto di PARADIGMA molto diverso tra i due: per il primo concetto ANALITICO, per il
secondo, invece, di tipo storico-analitico. Khun ne da definizione molto ampia, prima nel 1962, poi nel
70 (ci sono conoscenze condivise dalla comunit e poi anche soluzioni concrete).
Anche per M. MASSELMAN sono diverse le accezioni di paradigma.
La cultura scienza, arte (secondo il simbolismo espressivo, e da un punto di vista empirico).
Sono esempi di arte anche la pittura, la scultura, la pubblicit (vedi la mostra La famiglia nellarte del
2002-2003), il cinema, il teatro si pu a questo punto parlare di CULTURA DI MASSA. Questa
trattata da due correnti opposte, messe in evidenza da U. ECO ne Apocalittici e integrati.
Comunicazioni di massa e teorie della cultura di massa: quella degli APOCALITTICI (alla Marcuse e
Scuola di Francoforte), e quella degli INTEGRATI ( alla McLuhan).
Eco afferma che il problema non se sia un bene o un male lesistenza dei mezzi di comunicazione di
massa, ma bisogna chiederci se questi veicolano certi valori.

La pubblicit pu essere considerata come una forma di arte (contemporanea).


Il confine tra ci che arte e ci che non lo , infatti, cambia nel tempo.
Nella mostra tenutasi a Roma tra il 22/11/2002 e il 9/03/2003, ci sono tre aree di esposizione delle opere
darte: CASA (elettrodomestici, pulizia, igiene);
CIBO E ABBIGLIAMENTO;
AUTOMOBILI.
Prendiamo in considerazione le foto di O. TOSCANI, foto fatte in occasione delle campagne
pubblicitarie per la nota azienda Benetton: tra il 1986 e il 1991, Toscani dispone le immagini per
OPPOSIZIONE
Razziale/sociale
Razziale/religioso (con la nota campagna che vede come protagonisti israeliani e palestinesi).
Lo scopo di queste campagne :
Far coesistere identit diverse;
Abbattere le barriere (c quindi ottimismo);
Assicurare il dialogo tra le parti (importanza dei valori).
Viene a mancare cos qualsiasi riferimento diretto al prodotto che si sta pubblicizzando.
Inoltre vi una rottura con la pubblicit tradizionale, in quanto spesso Toscani si avvale delle foto di
AGENZIE DI STAMPA. dunque legittimo questo uso?
Le REAZIONI alle sue campagne non si fanno attendere e sono contrastanti:
PRO: la Benetton dedica spazio non ai suoi maglioni, bens ai problemi del mondoci obbliga a
parlarne e a parlare del nostro futuro;
CONTRO: c accusa di SPETTACOLARIZZAZIONE.
La Benetton a queste accuse reagisce con una foto che vede lo stesso Toscani nudo, e che ci ordina
(propone?) di VUOTARE GLI ARMADI.
La pubblicit una forma darte e pu essere usata anche per fare delle tele: il caso del DECOLLAGE.
Se ne trovano esempi in M. ROTELLA (Catanzaro, 1918), che non vive pi in Italia, la sua patria
lasciata nel 1964 per recarsi a Parigi, dove ha ricevuto importanti riconoscimenti, lultimo nel 1992.
importante anche larte di G. BALLA (1871/1958), che nel 1910 tra i firmatari del Manifesto dei
pittori futuristi. Notevole infine anche linfluenza e lopera di E. CAVALLI (1904/1981).
Sono state mosse diverse CRITICHE alla mostra di Roma:
Mancano le schede delle opere;
Mancano informazioni dettagliate sulle famiglie degli artisti;
stato dato poco spazio (quasi nulla, se si eccettua R. CONSORTINI e la sua Maternit,
opera del 1934, che affronta il tema del fare i figli per lo stato) alla scultura.
La SOCIOLOGIA DELLARTE si propone di trattare il rapporto tra arte e societ, facendo capire che il
confine tra ci che arte e ci che non lo mutevole nel tempo.
Tra i 40 e i 50 lItalia riscopre la passione per la sociologia (viene riscoperto Parsone nonch Merton,
dei quali vengono anche tradotti alcuni saggi).
degli anni 50 la ricerca svolta da E. BANFIELD nel paesello di Chiaromonte (in realt Montegrano),
tesa ad evidenziare il fenomeno del cosiddetto FAMILISMO AMORALE, che ha la sua base nella
CULTURA DELLARRETRATEZZA. Si tratta di unanalisi di un CODICE COMPORTAMENTALE .

Banfield osserva che le famiglie di questo paese sono tra loro molto unite, cos che massimo il
disinteresse per la cosa pubblica ( proprio questa la base dellarretratezza).
Le REGOLE del familismo amorale sono le seguenti:
MASSIMIZZARE i vantaggi immediati, materiali della famiglia nucleare;
Supponendo che tutti si comportano allo stesso modo, il familismo assume
la valenza di una sorta di DIFESA.
Tutto questo ha delle CONSEGUENZE:
DISINTERESSE totale per la cosa pubblica;
USO DEL VOTO per ottenere vantaggi per s e per la propria famiglia.
Gli abitanti di Chiaromonte dicono che impossibile uscire dalla situazione in cui vivono, per cui si
comportano di conseguenza con una CHIUSURA VERSO LESTERNO.
qui che trova sfogo il cosiddetto TEOREMA DI THOMAS, per cui se gli uomini definiscono come
reale una situazione, questa lo sar nelle sue conseguenze.
Dagli anni 60 ai 70 i temi che interessano la sociologia cambiano: si riflette sullurbanizzazione,
sullindustrializzazione, sullurbanesimo (che uno stile di vita che si assume vivendo in citt).
Ci si sposta per di pi dal modello familista (proprio del Sud- Italia), a quello NUCLEARE.
Nel 1968 c contestazione con relative critiche alla famiglia, che viene perdendo la sua importanza: ne
viene messa in dubbio lesistenza, si comincia a parlare di omosessualit, comuni
Negli anni 70 ci si trova davanti a una vera e propria FAMIGLIA FRATTURATA: la famiglia entra in
crisi perch ne viene messa in dubbio lesistenza.
Nella scultura il tema della famiglia affrontato, tra gli altri, da CORNELIA VON DEN STEIN.
In quegli anni ci si preoccupa della scomparsa della famiglia, e larte diventa fonte dellanalisi
sociologica. Anche H. MOORE affronta con la scultura il tema della famiglia (nella sua scultura sono
presenti soprattutto personaggi distesi, distorti).
La scultura, quindi, intesa come qualcosa di assolutamente vitale.
Negli anni 80 la sociologia non parla pi di crisi della famiglia, ma di sua RISTRUTTURAZIONE.
Ma nel 1990 che si torna a parlare di PERSISTENZA DELLA FAMIGLIA, data da aspetti quali la
presenza di una famiglia lunga, nonch di una lunga famiglia estesa.
Larte ci aiuta a capire come si imposta unanalisi di tipo mediale; da essa derivano alcune suggestioni per
lanalisi sociologica:
Considerare gli aspetti organizzativi e relazionali allinterno della famiglia;
Assumendo come unit di analisi la famiglia, possiamo condurre analisi sul consumo mediale;
Oggi, guardare la tv insieme con tutta la famiglia, una cosa impossibile?
questa storia del passato?
Quali sono i VALORI della societ contemporanea? Quelli di un tempo ora non sono pi rappresentabili
artisticamente, perch contano, oggi, valori pi MODESTI, appunto come la famiglia, che pu aiutare
anche ad effettuare una ricerca quantitativa.

Nel 1922 esce un saggio di W. F. OGBURN (1886/1959) dal titolo Social change, nel quale lautore
mette in contrapposizione CULTURA MATERIALE e una cultura ADATTIVA ( non materiale, ma che si
adatta alle condizioni materiali).
Inoltre egli introduce il concetto di RITARDO CULTURALE (inteso come scarto esistente tra i
cambiamenti materiali, sempre pi veloci, e la cultura, come valori, tradizioni, atteggiamenti) che si
viene a creare da parte dei valori e delle istituzioni che spesso frenano lo sviluppo della scienza e della
tecnologia.
Oggi cosa si intende per cultura? Se ne parla in un CONTESTO GLOBALIZZATO e caratterizzato
dalluso intenso di MEZZI DI COMUNICAZIONE DI MASSA.
Possiamo quindi parlare di cultura come globalizzazione: essa un processo di crescente interconnessione
tra aree geografiche diverse, e che diventa sempre pi stabile. La globalizzazione ha diverse dimensioni:
1) ECONOMICA: per cui nascono le imprese transnazionali (non si pu pi parlare di imprese
internazionali, perch viene superata lidea di legame preciso con un posto); nascono i mercati finanziari
globali; si verifica uno squilibrio tra aree geografiche diverse (arricchimento di alcune e conseguente
impoverimento di altre); si verifica una delocalizzazione dei siti produttivi; la globalizzazione spesso
intesa quale sinonimo di sfruttamento ; si verifica una de-territorializzazione delle imprese.
2) POLITICA: gli stati nazione perdono la loro importanza, perch non riescono pi a controllare i
movimenti di capitali; si fanno sempre pi pesanti le pressioni di grandi organismi internazionali, ma non
mancano nemmeno rivendicazioni da parte di autonomie locali.
3) CULTURALE/RELAZIONALE: si lega allazione esercitata dai media; da questo punto di vista la
globalizzazione un processo di crescente interdipendenza. Inevitabilmente si verifica una SCONTRO tra
culture diverse, che crea a sua volta una IBRIDAZIONE tra queste, una CONTAMINAZIONE (e in
questo alcuni vedono una minaccia).
La globalizzazione un processo strutturalmente SQUILIBRATO, che vede legemonia dei paesi
industrializzati (es: agenzie di informazione internazionale che nascono in Occidente: da queste parte un
flussi di informazioni con origine ben precisa, c egemonia di certi Paesi).
TEORIA DELLIMPERIALISMO CULTURALE: c obiezione fatta dal Carocci. Quanto pi i materiali
simbolici circolano su scala globale, tanto pi il processo di ricezione si lega ai contesti locali.
Alcune FORME di imperialismo culturale:
Coca-colonizzazione;
Mcdonaldizzazione.
C una specie di predominio di questi prodotti su certi altri.
Negli anni 90 G. RITZER parla di Mcdonald come stile di vita, logica, modello di alimentazione. Le
caratteristiche della catena di ristorazione pi nota e criticata del mondo sono 4 (qui Ritzer sembra
riprendere le 4 caratteristiche che Weber associava agli apparati burocratici):
1. EFFICIENZA (velocit del servizio);
2. CALCOLABILIT (del tempo, delle dosi, della spesa);
3. PREVEDIBILIT (uniformit del cibo nel tempo e nello spazio);
4. CONTROLLO (automazione, controllo sulle persone).

per possibile che in tutto questo processo di razionalit si possano verificare- come diceva Weber- dei
casi di irrazionalit ( si parla per lappunto di IRRAZIONALIT DELLA RAZIONALIT).
Con Mcdonald nascono:
NUOVE STRATEGIE DI MERCATO, per cui si comincia a parlare di GLOCAL, bisogna
infatti considerare la volont di affermarsi da parte delle realt locali., c diversificazione
locale dellofferta.
NUOVA IMMAGINE (con la Pubblicit): si vuole dare limmagine di una catena di
ristorazione mediterranea, vegetariana.
Contro il movimento del fast-food si affermato, a partire dalla fine degli anni 80, quello dello
SLOW-FOOD, le cui finalit sono quelle di porsi contro la standardizzazione del gusto, a sostegno della
cultura del cibo e del vino, al fine di migliorare la qualit della vita, sia nel senso della qualit del cibo,
ma anche nei tempi di assunzione delle pietanze. Si parla quindi di CIBO COME STILE DI VITA.
nato anche il movimento del WORLD-FOOD: un esempio quello proposto dal ristorante SPOON di
Parigi, nel quale possibile ordinare vivande incrociate, del tipo italo-messicane, italo-indonesiane,
eccIn questo caso si pu parlare di GLOBALIZZAZIONE SCAMBISTA.
Nel processo della globalizzazione ci confrontiamo anche col fenomeno delle MIGRAZIONI, fenomeno
preso in esame dalla Scuola di Chicago verso gli anni 20 con:
THOMAS e ZNANIECKI, che tra il 1918 e il 1920 pubblicano Il contadino polacco in Europa e in
America, saggio per la cui stesura ci si avvalsi della raccolta di storie di vita , nonch dellanalisi del
contenuto di lettere dal contenuto privato, scritte proprio dai migranti polacchi;
PARK, che nel 1914 pubblica Il negro in America (in realt un corso di lezione estivo), un corso
molto interessante, che affronta temi come il pregiudizio, la marginalit intesa come sentimento di
estraneit rispetto a un gruppo o ad un altro, problemi razziali, solitudine nelle citt degli emigranti.
poi del 1915 The city, dove Park anticipa il concetto molto importante di SUBCULTURA, che
emerge grazie allanalisi della citt. Allinterno di questa, infatti, convivono stili di vita diversi, che
inoltre corrispondono ai flussi migratori, e che vivono allinterno di una cultura dominante, dando cos
vita ad una CITT NELLA CITT.
La subcultura una NICCHIA CULTURALE in una cultura dominante, dalla quale per si differenzia,
assumendo la connotazione di SOTTINSIEME CULTURALE.
ES: 1985, Witness. Il testimone, con H. Ford. In questo film ci troviamo nella comunit degli AMISH,
un gruppo cristiano conservatore, i cui appartenenti si differenziano per certe caratteristiche e specificit
culturali dal resto degli americani. C uno stile di vita totalmente diverso rispetto a quello che
caratterizza gli americani. evidente la diversit di modelli di comportamento.

LA SCUOLA DI CHICAGO
Le analisi effettuate dalla scuola di Chicago sono analisi svolte sulla societ americana come SOCIET
DI IMMIGRATI (o di MIGRANTI).
Ci sono quindi dei problemi relativi alla composizione della diversit culturale.
Sono possibili diversi tipi di TECNICHE di composizione della diversit culturale, tra le quali:
ASSIMILAZIONE: ci troviamo davanti a un gruppo che ne assimila un altro;
CROGIUOLO: c fusione tra gruppi culturali diversi, che formano cos una nuova
entit diversa da quella di partenza;
PLURALISMO CULTURALE: un modo di composizione che rispetta e mantiene
ferme le diversit, componendole in modo armonico. una tecnica diversa dalla
pluralit, che un dato di fatto.
La PLURALIT qualcosa di diverso dal pluralismo, pu associarsi ad atteggiamenti diversi e ad azioni
di ostilit e discriminazione.
A questo proposito, P. A. TAGUIEFF studia il fenomeno del RAZZISMO in un saggio del 1997
intitolato Il razzismo. Pregiudizio, teorie, comportamenti., nel quale afferma che il razzismo precede e
prevede dati atteggiamenti. Tra questi annovera:
LETNOCENTRISMO: un atteggiamento di autopreferenza da parte degli individui e
di disprezzo nei confronti degli altri;
La XENOFOBIA: un atteggiamento di paura da cui poi deriva una fobia di ci che
diverso e straniero (vedi la radice greca del termine);
Il PREGIUDIZIO: inteso come opinione preconcetta, formulata sulla base di una
generalizzazione indebita;
Il RAZZISMO: inteso come atteggiamento, azione.
E proprio il razzismo pu assumere diversi aspetti. Esso infatti pu essere:
BIOLOGICO: si parla di inferiorit biologica di un individuo (ma anche di una collettivit);
CULTURALE: si parla di culture superiori ed inferiori; agisce qui quello che il razzismo
senza razze;
ESCLUSIVO: che mira alleliminazione dellaltro;
INCLUSIVO: che, al contrario del precedente, mira allinclusione dellaltro ai fini di sfruttarlo.
Possono essere messi a fuoco anche diversi modelli di razzismo, intesi come MODELLI STORICI:
IMPERIALISTA: il razzismo delle conquiste, delle guerre e delle discriminazioni coloniali;
ANTISEMITA: che il razzismo nazista e fascista (vedi La vita bella, di R. BENIGNI, 1997);
SEGREGAZIONISTA: il razzismo che vede segregati i neri negli Stati Uniti (vedi Indovina chi
viene a cena, 1967).
Oggi, quando si parla di cultura, ci riferiamo anche ai MEDIA, che possono essere:
PRODUTTORI di cultura (si parla infatti di industria culturale);
RIPRODUTTORI di cultura (vedi W. BENJAMIN, 1936);
DIFFUSORI di cultura.
Il rapporto tra comunicazione e informazione molto stretto.

La COMUNICAZIONE implica una relazione, intersoggettivit (comunichiamo CON qualcuno), indica


una relazione, un rapporto; lINFORMAZIONE, invece, riguarda laspetto di notizia della comunicazione
(ci riferiamo allinformazione del tg, del giornale radio, della carta stampata).
Es: MAFALDA, il fumetto: c difficolt da parte dei giovani a comunicare col mondo degli adulti.
Distinguendo tra comunicazione ed informazione,
si distingue anche tra NUOVI MEDIA e VECCHI MEDIA (es: la Rete uno strumento di informazione
ma anche di comunicazione; C post@ per te).
Nel 1967 gli studiosi di PALO ALTO, pubblicano il saggio Pragmatica della comunicazione umana,
nella quale si parla di due ASPETTI:
1) DI CONTENUTO: che si riferisce ad un MODULO NUMERICO, e quindi alla
comunicazione verbale;
2) DI RELAZIONE: che si riferisce invece ad un MODULO ANALOGICO, e quindi
alla comunicazione non verbale, fatta di gesti, espressioni
Laspetto della COMUNICAZIONE NON VERBALE (C.N.V.) molto importante, ed trattato non solo
da psicologi e psichiatri, ma anche da sociologi, tra cui M. WEBER (e tutta la sociologia che a lui si
ispira). di Weber Economia e societ, opera nella quale egli afferma che la sociologia deve
impegnarsi ad INTENDERE e SPIEGARE il sociale, individuando due tipi di INTENDERE:
1) ESPLICATIVO: fatto di motivazioni: perch ho agito cos?;
2) ATTUALE: che presta attenzione alla C.N.V.
La C.N.V. trattata anche :
dall INTERAZIONISMO SIMBOLICO: caratterizzato dallosservazione partecipante (una tecnica
ustata dagli antropologi); tra i maggiori esponenti di questa corrente abbiamo G. H. MEAD (1863-1931)
e H. BLUMLER (1969);
dallETNOMETODOLOGIA: termine usato per la prima volta negli anni 60 da H. GARFINKEL
(allievo di Parsone, dal quale tuttavia si distacca). Egli non studia i valori, ma cerca di capire COME
funziona la vita quotidiana. Non si tratta di una metodologia in senso proprio, ma applicata ai gruppi
sociali. Le tecniche di analisi privilegiate sono: osservazione partecipante, interviste in profondit, analisi
delle conversazioni, esperimenti, come quelli di tecnica reattiva (lesempio pi noto e clamoroso quello
del PENSIONANTE, col quale si tende a mettere in discussione tutto ci che viene normalmente dato per
scontato, provocando cos degli effetti di disorientamento);
dallAPROCCIO DRAMMATURGICO di GOFFMAN (1922-1982), le cui opere pi importanti sono:
1956: La vita quotidiana come rappresentazione: Goffman nota che nella vita quotidiana ci
comportiamo come degli attori su di una scena, per cui si parla di modello drammaturgico,
le cui peculiarit sono: presenza di ATTORI (che non un personaggio, in quanto recita una
parte), presenza di un PUBBLICO, di situazioni di RIBALTA e di RETROSCENA. La C.N.V.
si inserisce in questo contesto perch contribuisce a creare il personaggio, il quale
lIMMAGINE (S o SELF) che vogliamo dare di noi stessi agli altri. (Il personaggio un
effetto drammaturgico, un oggetto cerimoniale, dotato di sacralit, per cui pu essere anche
demistificato);
1961: ASYLUMS. Le situazioni totali. lopera che gli conferisce notoriet.
1963: Stigma. Lidentit negata.
1967: Il rituale dellinterazione, nel quale tratta dei rituali dellinterazione della vita
quotidiana, come quelli di presentazione, di discrezione, di riparazione. Lautore sembra
essere influenzato, in questoccasione, dalla precedente opera durkheimiana del 1912, Le

forme elementari della vita religiosa, e a sua volta sembra influenzare suo nipote, nonch suo
discepolo, M. MAUSS, che nel 1924 pubblica il Saggio sul dono. Il dono per Mauss
qualcosa che genera legami sociali, uno scambio simbolico di tipo rituale, uno scambio che
genera fiducia, e che implica reciprocit. Si deve inoltre allo stesso Mauss lanalisi del
MANA (vedi Carocci).
1981: Le forme del parlare.
I RITI vengono analizzati e studiati anche oggi. Si tratta di analisi di riti che
da religiosi hanno assunto una valenza sempre pi SECOLARE;
rispetto alla loro origine, hanno perso la loro componente religiosa, cos come avvenuto
per quelli sportivi ( il caso delle Olimpiadi).
C il fenomeno della SECOLARIZZAZIONE, gi analizzato da M. WEBER, che investe istituzioni,
idee religiose, la politica religiosa. Lo stesso Weber ci parla di un PROCESSO DI
RAZIONALIZZAZIONE, del DISINCANTAMENTO che ha investito il mondo. Questa prospettiva
emerge anche ne La religione invisibile di E. LUCKMANN (1967).
I riti di oggi e in particolar modo quelli sportivi- sono stati presi in esame anche dalla S. BIRREL nel
1981, con Lo sport come rituale, saggio nel quale si afferma, appunto, che i riti odierni non hanno nulla
a che fare con la dimensione religiosa. La Birrel va dunque alla ricerca della MATRICE RITUALE dello
sport, analizzando, tra le altre cose, le PARTITE DI CALCIO ( che hanno origine medioevale, il frastuono
delle tifoserie deriva dalla ROUGH MUSIC, fenomeno del 1700 circa).
Anche N. ELIAS si sofferma sullo studio dei rituali odierni nel saggio del 1986 intitolato Sport e
aggressivit. Per Elias, lo sport inserito nel processo di CIVILIZZAZIONE, che ricordiamo un
processo di AUTOCONTROLLO. Quindi:
maggiore lautocontrollo, maggiore la necessit di spazi in cui questo autocontrollo venga allentato,
nonch di tempi in cui le costrizioni si allentino.
Lo sport appunto l occasione in cui lautocontrollo pu allentarsi, ma allinterno di regole proprie della
disciplina sportiva.
Ad esempio, il CALCIO si svolge in luoghi ben precisi, quali:
Lo STADIO;
I MEDIA, come la radio;
La TELEVISIONE, che non si limita a ricreare levento sportiva, ma lo RIPROPONE.
A questo punto per si pu parlare di una CARICA EMOTIVA DETERRITORIALIZZATA.
Ma quali VALORI pu proporci il gioco del calcio? Alcuni vedono questo sport come il luogo degli
interessi economici, ma non manca chi ne evidenzia laspetto positivo, come U. BECK, che vede il calcio
come SIMBOLO DI MULTIETNICIT (un es. la squadra del BAYERN MONACO), con il quale
possibile parlare di un NOI COSMOPOLITA.
Anche BROMBERGER prende in analisi il calcio, considerandolo, secondo la definizione di M.
MAUSS, come un FATTO SOCIALE TOTALE, nel senso che mette in moto la totalit della societ e di
tutte le sue istituzioni.
La comunicazione non verbale si distingue dalla COMUNICAZIONE VERBALE, che corrisponde a una
struttura neurologica e anatomica complessa, allo sviluppo biologico e funzionale della specie umana.
utile e interessante a questo proposito considerare lo schema di G. MORRUZZI (su WS1) sulla
2Fisiologia della vita di relazione.

La STORIA DELLUMANIT pu essere analizzata studiando la STORIA DELLE FORME DEL


COMUNICARE, che si pu delineare seguendo le tappe di questa storia:
SEGNI E SEGNALI: Le forme della comunicazione si riflettono sullORGANIZZAZIONE
SOCIALE, che nella prima fase non complessa, c semplificazione dei segnali, che vengono
per trasmessi e ricevuti in tempi molto lunghi, pertanto sono di difficile memorizzazione, nonch
di difficile elaborazione. Le informazioni contenute nel messaggio sono anche di difficile
conservazione.
PAROLA: con la parola (e con luomo di CRO- MAGNON), si elaborano concetti e si
trasmettono conoscenze spesso strategiche per la sopravvivenza della specie umana (come nozioni
sulla coltivazione dei campi, per esempio). La parola ELEMENTO STRATEGICO
nellorganizzazione sociale. MERTON si chiede se oggi loralit sia ancora cos strategica,
quando prevale la cultura multimediale. Limportanza delloralit messa a fuoco da Merton nel
saggio del 1980 On the oral transmission of knowledge. Merton ha dei contatti con Parsone ad
Harvard. Come questi un funzionalista, sebbene se ne distacchi per molti aspetti. Ad esempio, in
Parsone quando si parla di funzione, ci riferiamo come parametro di riferimento al SISTEMA
SOCIALE; al contrario in Merton, ci riferiamo al SINGOLO INDIVIDUO. Merton ha dei contatti
anche con LAZARSFELD alla Columbia University. Merton pone laccento:
Sul concetto di PUBBLICAZIONE ORALE, un quasi ossimoro: in realt nel passato (vedi
laccezione latina del termine) pubblicare significava proprio rendere pubblico. Le
trasmissione della conoscenza spesso si legata alloralit. Oggi seminari, lezioni, conferenze
sono forme di oralit pubblica?
Sul concetto di lettura come ATTO SOCIALE: un esempio di ci sono le lezioni universitarie,
nelle quali c un alto grado di interazione diretta sociale e cognitiva. Diversi sono i tipi di lezione:
G. H. MEAD, ad esempio, non voleva assolutamente essere interrotto; LAZARSFELD e PARK, al
contrario, erano ben lieti di interagire con i propri studenti; per M. WEBER, invece, la lezione era
un momento non molto amato;
Sul concetto di lettura come QUASI- PUBBLICAZIONE: la lezione in effetti unoccasione
per poter formulare idee, per elaborarle prima di fissarle in stampa, e tutto questo anche se il
nostro pubblico molto ristretto ( 1-2 persone);
Sul concetto di lettura come veicolo di PERFEZIONAMENTO COGNITIVO: la lezione
anche unoccasione per perfezionare il proprio pensiero, una buona occasione di aggiornamento
continuo delle proprie idee. Alcuni perfezionisti sono stati: G.H. MEAD (1863-1931), cui viene
attribuito il saggio postumo Mente, s e societ; F. DE SAUSSURRE (1857-1913), col suo
Corso di linguistica generale, del 1916; WITTGENSTEIN , al quale si attribuisce il Tractatus
logico-philosophicus
Sulle FUNZIONI e DISFUNZIONI del discorso orale e del perfezionismo cognitivo: da cosa
dipende il perfezionismo? Da diversi fattori, tra cui motivazioni di carattere individuale, il
contesto in cui ci si muove. Il perfezionismo comporta poi tutta una serie di effetti e rischi: si
richia di lasciare ai posteri versioni imperfette delle proprie opere, si richia di perdere la priorit
delle nostre idee (oggi sempre pi legata alla stampa). Loralit ha, quindi, funzioni e disfunzioni
molto importanti: facilit lapprendimento; pu suscitare entusiasmo e stimolare

lapprofondimento di certi temi Quindi si tratta di funzioni importanti non solo per loratore, ma
anche per chi ascolta. Una delle disfunzioni pu essere la possibilit di perdere il filo del
discorso, il suo senso,la sua sostanza.
SCRITTURA: la scrittura FISSA i contenuti in diversi modi. Fissa un significato altrimenti destinato
a sparire; la sorte del testo sfugge allorizzonte dellautore; la scrittura libera il significato dalla
ristretta situazione dialogica; il testo pu essere scritto per una molteplicit potenzialmente
illimitata- di destinatari. La scrittura estremamente importante, perch consente di FISSARE UN
PATRIMONIO CULTURALE. Ci sono stati diversi tipi di scrittura:
IDEOGRAFICA: ad ogni simbolo associata unidea, per cui si ha
unimmensit si simboli (pensiamo alla scrittura geroglifica nonch a quella
degli ideogrammi);
FONETICA: ci sono meno simboli rispetto alla scrittura ideografica, perch
ogni simbolo si associa ai suoni delle parole;
ALFABETICA: per ogni suono abbiamo una vocale o una consonante, per
cui i segni grafici sono pochi rispetto alle due precedenti forme di scrittura.
La scrittura ha importanti implicazioni che riguardano:
Il singolo;
Le relazioni interpersonali;
Lorganizzazione della societ.
Per il PARSONS delle Strutture di societ e per W. ONG (cui si deve il saggio Oralit e scrittura), la
scrittura una TECNOLOGIA che:
Stimola il PENSIERO ANALITICO (in quanto possiamo riflettere meglio sulle parole);
Stabilisce, coltiva e regola i RAPPORTI SOCIALI;
Si riflette sullORGANIZZAZIONE SOCIALE, dando stabilit ai sistemi normativi. La
scrittura infatti alla base delle prime forme di burocrazia, di uneconomia complessa, ed
quindi importante nella nascita degli stati.
Per M. WEBER la scrittura necessaria premessa della RAZIONALIZZAZIONE. GOODY, invece, ci
ricorda che le prime forme di scrittura compaiono in oriente, e quindi il processo di razionalizzazione non
caratteristico della societ occidentale.
La scrittura nasce in Oriente: il primo libro della storia infatti il Sutra del diamante, unopera dell800
a.c., pubblicata in Cina. Il primo libro stampato la Bibbia nel 15 secolo, ad opera dellorafo J.
GUTEMBERG. La storia del libro lha visto nascere come prodotto MANOSCRITTO, per trasformarsi
successivamente in testo STAMPATO su carta, e oggi LIBRO elettronico.
M. MCLUHAN(1911-1980) si sofferma sul libro, affermando che esso rappresenta una ESTENSIONE
DELLOCCHIO. Ricordiamo infatti che i media sono estensioni di qualche facolt umana psichica o
fisica. Viene data particolare attenzione ai CONTESTI: ogni analisi viene infatti contestualizzata. Il testo
di riferimento dellautore, scritto a quattro mani con BENDIFIORE, Il testo il massaggio (1967). In
questo saggio McLuhan afferma che:
Il medium sta OLASMANDO e RISTRUTTURANDO i modi dellinterdipendenza
sociale e ogni aspetto della vita individuale;
Le societ sono sempre state plasmate pi dalla NATURA dei media coi quali si
comunica che non dal contenuto della comunicazione.

Il medium non il messaggio, bens il MEZZO in s, e il tipo di relazione che riesce ad instaurare con
luomo.
Nella Galassia Gutenberg. La nascita delluomo tipografico, del 1962, McLuhan mette a confronto la
produzione di libri medievale e quella dellet della stampa:
Nell ET MEDIEVALE:
- il libro viene RECITATO, per cui la sua trasmissione si basa sulloralit, percepita
mediante il senso dellUDITO (orecchio);
- non viene prestata particolare attenzione allortografia e alla grammatica;
- assumono, al contrario, unimportanza strategica le REGOLE DELLA RETORICA;
- non esistono i diritti dautore.
Nell ET DELLA STAMPA:
- il testo diventa ESTENSIONE DELLOCCHIO;
- sono molto importanti le REGOLE ORTOGRAFICHE e GRAMMATICALI;
- con la stampa ci si vuole (e si deve) assicurare la priorit delle proprie idee mediante il
COPYRIGHT;
- la ricezione dei contenuti basata sullocchio.
STAMPA
Con lintroduzione della stampa siamo davanti ad una vera e propria RIVOLUZIONE, sebbenne
INAVVERTITA. La stampa elimina la necessit di mediatori nella fruizione del prodotto stampato (un
libro, ad esempio); la scrittura viene poi inserita in una PRODUZIONE SERIALE (infatti, gli scritti e la
scrittura si moltiplicano), raggiungendo cos i singoli individui nella loro intimit, nella loro privacy.
La stampa stimola lISOLAMENTO, ma anche la diffusione dei RAGGRUPPAMENTI (si pu leggere in
gruppo, o almeno uno pu leggere per la collettivit, cosa che accadeva non raramente agli inizi del
secolo, per esempio, quando i tassi di analfabetismo erano ancora molto alti.).
Con la scrittura inoltre ci si pu OPPORRE a un sistema politico, il quale, daltro lato, pu esercitare un
CONTROLLO sulla scrittura stessa (pensiamo ai roghi di libri da parte dei nazisti, ad es.). con la stampa
emerge una LOGICA TIPOGRAFICA, caratterizzata da RAZIONALIT (poich la scrittura stimola la
riflessione analitica) e da SEQUENZIALIT (in quanto un libro, ad es., ha una struttura sequenziale,
presenta infatti un inizio ed una fine).
MCLUHAN (1911-1980):
ha insegnato a Toronto, ha diretto un centro per la cultura e tecnologia (oggi diretto da DeKerckhove).
Compare nel film di W.ALLEN Io e Annie. stato studioso di Joyce. Afferma che lo sviluppo
tecnologico si riflette inevitabilmente sulla cultura. C una raccolta di saggi su questo studioso, che
traggono origine da una CONVEGNO tenutosi a Venezia nel 1984 (quindi posteriore alla sua morte),
raccolta che si struttura in tre parti:
storia su McLuhan;
il rapporto tra TECNOLOGIA e CULTURA;
il rapporto tra TECNOLOGIA e il CORPO UMANO.
Polemizza con N. FRYE (1912-1990), che viene accusato di essere un uomo-libro. Egli era un docente
di letteratura inglese alluniversit di Toronto, famoso per aver scritto, nel 1957, Anatomia della critica.
McLhuan da molta importanza alloralit, che rimanda alla sfera di interazione face-to-face. Fu molto
vicino alla posizione di H. HINNIS (1894-1952), il primo a ritenere che il processo del mutamento
implicito alle forme della tecnologia dei mezzi di comunicazione.
Inoltre i due condividono la PROSPETTIVA DIFFERENZIALISTA.

Per Innis esistono e si differenziano:


MEDIA PESANTI E DUREVOLI
MEDIA LEGGERI E MENO DUREVOLI (ad es. pietra, papiro, carta).
Per McLuhan si distingue invece tra:
MEDIA CALDI, che non lasciano spazio che debba essere colmato, riempito, completato,
da parte del pubblico ( il caso della radio e del cinema, ad es.);
MEDIA FREDDI, che al contrario implicano un alto grado di partecipazione o di
completamento da parte del pubblico ( il caso della televisione).
Questa tesi esposta nel saggio Gli strumenti del comunicare. La distinzione non si riferisce per a
differenze di contenuto. Riassumendo, i due autori condividono la prospettiva differenzialista nonch la
valutazione positiva delloralit (nelle forme del dialogo, del dibattito,).
McLuhan, in ultima analisi, distingue anche tra PERSONAGGI:
CALDI;
FREDDI.

COMUNICAZIONE E INFORMAZIONE:
SOCIET DELLINFORMAZIONE
Il discorso relativo alla societ dellinformazione pu essere impostato sia facendo riferimento alla
STORICIT (prendendo ad es. in esame HIMANEN, 2001), sia seguendo la prospettiva che ne
ricostruisce la genesi, ovvero seguendo la STORIA DELLINFORMAZIONE (rifacendoci pertanto a
BENIGER e alle sue Origini della societ dellinformazione. La rivoluzione del controllo.
Secondo Beniger la genesi della societ dellinformazione va ricercata nel 1800, quando si ha la
rivoluzione del controllo, che si salda al processo di INDUSTRIALIZZAZIONE.
Lesigenza di controllo: - sulla PRODUZIONE MATERIALE;
- sui MERCATI
corrisponde alla crescente importanza assunta dallinformazione.
Il 1800 il secolo:
della rivoluzione industriale: pensiamo a Marx, e alla sua critica contro lo sfruttamento
del proletariato, per esempio;
della GLOBALIZZAZIONE delle comunicazioni, che avviene a partire dal 1850;
del TELEFONO;
del CINEMA;
della PENNY PRESS.
Esempi di stampa primordiale sono gi presenti nel 59 a.c. con gli Acta Diurna dei romani, nonch nel
1400 d.c., quando comincia a imporsi la stampa a caratteri mobili. Nel 1800 il giornale costa un penny (da
qui il nome di Penny Press), e viene distribuito da audaci ragazzini passati alla storia col nome di
strilloni. Si afferma cos una stampa a basso costo, il cui sviluppo, secondo SCHUDSON, pu
dipendere da tre ipotesi:
1. Quella TECNOLOGICA, per cui a uno sviluppo tecnologico e del progresso
corrisponderebbe una diminuzione dei prezzi;
2. Quella dellALFABETIZZAZIONE, per cui le persone iniziano ad innalzare il proprio
livello di cultura in senso umanistico;

3. Quella di una STORIA NATURALE, tesi che ritroviamo anche in PARK, che ritiene ci sia
una ciclo di vita del giornale, difficile da delineare in maniera precisa (Park anche autore
di interessanti lavori sullo sviluppo urbano. dunque impossibile delineare in modo preciso
le cause dello sviluppo).
Quello della stampa un fenomeno che comincia ad affermarsi nella prima met del 1800:

1833: nasce il New York Sun di B. DAY;


1836: J. G. BENNETT, dell Herald, afferma che i libri hanno ormai fatto il loro tempo;
1895: J. PULITZER (1847-1911) introduce nel New York World il fumetto Yellow Kid al fine di
aumentare il numero di tirature; a questo scopo comincia ad essere considerato il pubblico femminile
(allora non ancora soggetto politico), soprattutto da parte di HEARST, altro magnate del giornalismo
americano). Si punta su articoli di moda, bellezza, arredamento, cucina.
Viene modificata anche la struttura del giornale: molti si spostano con i mezzi pubblici, come i tram, per
cui bisogna creare giornali molto pi maneggevoli, con sommari. Viene confezionato cos un prodotto che
pu essere FRUITO OVUNQUE.
1896: al giornale di Pulitzer fa concorrenza il New York Times di A. OCHS, che un giornale
finanziario, si rivolge ai ceti pi abbienti. Acquistare questo giornale significa testimoniare lappartenenza
a una data classe sociale: il giornale diventa cos STATUS SYMBOL.
1899: T. VEBLEN pubblica il saggio Teoria della classe agiata, sullostentazione del successo, sulle
caratteristiche della societ americana del suo tempo: cera voglia di mostrare a tutti che cera stata ascesa
sociale. ( vedi anche commento di F. ALBERONI sulla TV)
Il TELEFONO viene scoperto dallitaliano A. MEUCCI nel 1871, ma nel 1876 BELL fonder la
Bell Telephone Company, sfruttando commercialmente lidea dellitaliano.
Il telefono nasce con una FUNZIONE prettamente INFORMATIVA; ben presto, per, a questa se ne
aggiunge unaltra, ovvero quella SOCIALE, sulla quale si sofferma coi suoi studi FISCHER:
la funzione sociale serve a far entrare in contatto tra loro persone altrimenti lontane, ma anche vicine.
Insomma il telefono serve per entrare in contatto con gli altri. La funzione sociale emerge soprattutto
grazie al contributo delle donne. La PUBBLICIT, dunque, far leva su questo aspetto. Comparando
vecchie e nuove pubblicit relative al telefono, ci rendiamo conto che queste presentano ELEMENTI DI:
CONTINUIT: c sempre attenzione per la funzione informativa, nonch per quella sociale (vengono
evidenziati cos i limiti dellindividualismo metodologico); viene mantenuta lattenzione sui costi
(bisogna offrire un mezzo utile ma la cui fruizione sia possibile a prezzi modici);
DISCONTINUIT: elementi che si legano al passaggio dalla telefonia fissa a quella mobile, quali, la
miniaturizzazione, la personalizzazione (in quanto il telefono non viene pi condiviso da tutti i membri
della famiglia, al di fuori degli spazi domestici, diventando MEDIUM PERSONALE, il quale segue la
persona dovunque vada; pu anche essere pi o meno mezzo di controllo; il cellulare diventa un nuovo
spazio di scrittura, che diventa essenziale, breve, minimalista, tanto che, secondo alcune analisi
semiotiche, si potrebbe parlare quasi di una NEOLINGUA; il telefono diventa strumento per produrre e
riprodurre immagini, quindi spazio di una NUOVA CREATIVIT; con la connessione ad Internet il
telefono diventa strumento essenziale per connettersi alla rete virtuale globale.
Il CINEMA
Nasce a Parigi verso il 1895, ad opera dei Fratelli Lumiere e di Melies, i quali per la prima volta si
rivolgono con i loro brevi filmati (della durata di circa un minuto e mezzo luno) ad un PUBBLICO DI
MASSA. Il cinema nasce come INTRATTENIMENTO, ed (secondo lottica di McLuhan), un
MEDIUM CALDO. Oltre ad avere una funzione di intrattenimento, presto questa verr accompagnata

dalla funzione PROPAGANDISTICA che verr assunta dal cinema soprattutto con la nascita dei
totalitarismi del secolo scorso. Anche HITLER, infatti, utilizza il cinema a fini propagandistici. McLuhan
afferma che se allepoca di Hitler la Tv fosse stata diffusa su larga scala, egli sarebbe rapidamente
sparito, e se fosse arrivata prima, non ci sarebbe mai stato un Hitler. (la tv un medium freddo che
rifiuta i personaggi caldi).
Alla fine degli anni 20si passa dal muto al SONORO (vedi Chaplin). Nel 1929 c il crollo della borsa di
New York, ma intorno agli anni 30 il cinema riprende quota. Viene eletto come presidente F. D.
ROOSEVELT, mentre in Germania, a larga maggioranza, le elezioni verranno vinte da A. HITLER
(siamo nel 1933).
GALLI e ROSITI si chiedono se il cinema pu aver influenzato questi due atteggiamenti elettorali agli
antipodi. Esistono differenze tra la produzione cinematografica americana e quella tedesca? Per capire il
cinema tedesco degli anni 30 dobbiamo prendere in considerazione quello degli anni 20:

1920: R. WIENE gira Il gabinetto del dott. Calidari. Calidari uno psichiatra che con lipnosi riesce
a manipolare la mente delle persone. Questa storia originaria viene stravolta: il dottore, da psichiatra folle
diventa buono e dolce, e con lipnosi riesce a curare un malato di mente. Si passa, dunque, dalla denuncia
dellautorit, allesaltazione della stessa (secondo quanto affermato da KRAKAUER (1889-1966) ne Il
cinema tedesco. Dal gabinetto del dott. Caligari a Hitler).
1926: F. LANG (1890-1976) gira Metropolis, opera con la quale vuole denunciare la tecnologia
senzanima e che si pone contro il potere dittatoriale. Il film si conclude con un lieto fine (che sembra sia
stato imposto allo stesso Lang).
GALLI e ROSITI ricorrono dunque allanalisi del contenuto di film tedeschi e americani girati tra il 1930
e il 1932. lipotesi che orienta la loro ricerca :
un dato comportamento di voto pu essere collegato a una data produzione cinematografica che veicola
un certo comportamento sociale.
Lanalisi del contenuto di questi film unANALISI TESTUALE, fatta elaborando una SCHEDA DI
ANALISI dei film. Tra tutte le voci che si trovano sulla scheda, alcune sono: riuscita finale dei temi
affettivi; happy end; rappresentazione del male; ottimismo conflittuale o evasivo.

LA SCUOLA DI FRANCOFORTE
Da una valutazione negativa dellindustria culturale: con essa, infatti, luomo diventa un mero strumento
di profitto, che non consente la realizzazione delle potenzialit umane; lilluminismo cessa di esistere e
dallesaltazione della razionalit si passa ad un alto tasso di irrazionalit; gli individui sono considerati
oggi come non mai, con la moderna industria culturale, dei semplici consumatori.
Nel 1933 listituto per la ricerca sociale costretto a chiudere.
Tra il 1941 e il 1944 HORKEIMER ed ADORNO, due tra i pi illustri rappresentanti della scuola di
Francoforte, e che vivevano nei pressi di Hollywood, scrivono a quattro mani La dialettica
dellIlluminismo .
Adorno incontra negli USA T. MANN, con cui collabora per la stesura del Doctor Faustus, che un
romanzo. Altro possibile legame ipertestuale quello che vede Adorno in contatto con KRAKAUER, col
quale collabora allo studio sul cinema tedesco nel saggio Il cinema tedesco. Dal gabinetto del dott.
Caligari a Hitler.
Nella Dialettica dellilluminismo c una critica allindustria culturale, accusata di distrarre le persone
dai reali problemi della societ; invece si vuole il mantenimento dello status quo. Lopera critica
lindustria culturale, ma anche i mezzi che veicolano cultura, ovvero i mass media (ricordiamo la

polemica tra APOCALITTICI Scuola di Francoforte e Marcuse, estremamente negativi nei confronti dei
mass media- e INTEGRATI alla McLuhan).
Lindustria culturale serve a distrarre gli individui, per poi farli tornare di nuovo ad essere soggetti
produttivi.
Questa critica, insieme al funzionalismo di R. MERTON, si rivelano essere molto diversi rispetto al
funzionalismo parsoniano.
Quello di Merton infatti un funzionalismo analizzato nella Struttura sociale & anomia, testo redatto
tra il 1938 e il 1949, nel quale si intende lanomia in un modo diverso rispetto a come la intendeva
Parson. Nel saggio, infatti, si tende a considerare lanomia come il frutto della contraddizione tra la
struttura sociale e struttura culturale (ES: la meta culturale che viene veicolata anche dai media il
successo economico, che per pu non essere garantito a tutti gli strati sociali. Pertanto bisogna
trasformare la struttura sociale perch tutti raggiungano le mete culturali, quali il successo economico.).
Nel saggio Mezzi di comunicazione di massa, gusti popolari e azione sociale organizzata, del 1941,
Merton si rende conto che i media hanno un EFFETTO NARCOTIZZANTE, che agisce nei confronti dei
recettori. Leffetto narcotizzante si riflette, poi, sullazione: la gente si ritiene informata, mentre in realt
non lo . Tuttavia si compiace di ci, e non tende allazione. I media sono spesso usati per orientare il
comportamento delle persone, e per bloccarlo.
Come si comporta il cinema durante il Nazismo?
Nel 1933 viene istituito il Ministero della CULTURA e PROPAGANDA, alla cui guida c il famigerato
GOEBBLES, il quale usa i mezzi di comunicazione di massa per sostenere il regime.
Negli anni 40 vengono diffusi film come Suss lebreo, dal quale trapela un giudizio degli ebrei assai
negativo. E di nuovo, in questo caso, agisce il Teorema di Thomas: il veicolare immagini di questo tipo,
infatti, vuol dire legittimare e accettare certe azioni (si tratta di quella che Merton definiva come la
profezia che si autoadempie).
Dobbiamo per dire che il cinema tedesco degli anni 30, non era marcatamente a sostegno del sistema
politico nazista. Allinizio, infatti, escono film di intrattenimento, quali, ad esempio, Lasciate fare alle
donne, del 1936, e che ricalca lamericano Accadde una notte, di due anni precedente, e firmato F.
CAPRA; ancora, nel 1933, abbiamo Vittorio e Vittoria di R. MULLER.
In Germania si cerca di costruire un sistema cinematografico SIMILE a quello americano.
In Italia, invece, a differenza di quanto avviene in Germania, continuano ad essere trasmessi film stranieri
(soprattutto americani), cos si crea una strana CONVIVENZA tra sistemi culturali diversi: si propongono
modelli diversi rispetto a quelli proposti dalla propaganda fascista. Il cinema, in Italia, costituito in
prevalenza da COMMEDIE: si tratta di film che non suscitano aspirazioni al cambiamento, allazione, c
un consumo culturale puramente evasivo. Perch? Perch c SCARSA PRESENZA DI DIVI
AMERICANI nella stampa di massa del periodo fascista.
E qui introduciamo il discorso sul DIVISMO, che analizzato da E. MORIN ne Les Stars del 1957,
ma soprattutto da F. ALBERONI nel saggio del 1963 dal titolo Lelite senza potere. Ricerca sociologica
sul divismo. Chi sono quindi i divi? Per alberini si possono intendere i divi secondo
TRE CONCEZIONI:
AMPLIATA: che annovera tra i divi tutti i personaggi di cui la gente parla, interessandosene; ne
fanno parte personaggi dello spettacolo, uomini della politica, scienziati, capi carismatici;
RISTRETTA;
INTERMEDIA: come viene evidenziato dal titolo dellopera, si parla di divi come elite senza
potere; i divi sono soggetti del pettegolezzo collettivo, non occupano una posizione di potere
istituzionale, ma hanno una certa influenza, sono giudicati in base al sistema etico particolare,
svolgono una funzione di UNIFICAZIONE COMUNITARIA. Da qui quella che
lIMPORTANZA DEI DIVI.

Tornando alla storia del cinema tedesco degli ani 30, ricordiamo che:
GOEBBLES costituisce un sistema divistico tedesco sullimpronta di quello statunitense;
Nel 1937 R. MULLER muore in circostanze misteriose;
M DIETRICH abbandona la Germania.
questo linizio di quello che solitamente viene indicato come lESODO DEGLI INTELLETTUALI (e
non solo) EUROPEI: negli anni 30, infatti, attori, registi, intellettuali abbandonano in massa la Germania
nazista, come KRAKAUER, la HARENDT, MANNHEIM (1893-1947). di questultimo limportante
lavoro dal titolo Ideologia e Utopia: diverse sono le sue edizioni, la prima del 1929; unaltra importante
edizione quella del 1936, unedizione inglese notevolmente accresciuta rispetto alla prima. Mannheim
parla di :
UTOPIA riprendendo il concetto introdotto per la prima volta, intorno al 1500, da T.
MOORE. Per lautore, infatti, lutopia
un progetto volto a scardinare lordine esistente.
Si desidera, infatti, un mondo diverso, migliore rispetto a quello presente. Lutopia
uno STRUMENTO DI MOBILITAZIONE, e in questo troviamo la sua progettualit
positiva. Essa pu essere:
ASSOLUTA;
RELATIVA.
Contro lutopia, per, si scaglia lANTIUTOPIA, che ha, al contrario della precedente,
una natura negativa, data dal senso di sfiducia, dallimpotenza di fronte alla possibile
realizzazione di un nuovo mondo. Esponente dellantiutopia pu essere considerato lo
scrittore conosciuto con lo pseudonimo di G. ORWELL, che celebra lantiutopia nel
celeberrimo romanzo 1984.
IDEOLOGIA, che ha diversi significati, tra i quali i principali sono:
DISTORSIONE delle rappresentazioni motivata da interessi inconsapevoli;
Come per V. PARETO, STRUMENTO DI MOBILITAZIONE;
un COMPLESSO DI IDEE sulla struttura sociale;
il CONDIZIONEMENTO storico- sociale del pensiero.
Lideologia pu essere:
PARTICOLARE: tale da corrispondere alla menzogna (cos come accadeva in
MARX), in quanto insieme di affermazioni specifiche distorte;
TOTALE: intesa come condizionamento storico- sociale del pensiero (cos come per
MANNHEIM).
Quindi, con Mannheim, parliamo di PROSPETTIVA, ovvero
tutto il modo di concepire la realt da parte del soggetto, com determinato dalla sua posizione storica
e sociale.
possibile effettuare un confronto tra Marx e Mannheim: entrambi parlano di ideologia, ma in modo
molto diverso tra loro. Il primo ne parla nei termini di capovolgimento ideologico, e come qualcosa di

relativo alla classe borghese; al contrario Mannheim la intende nei termini di un condizionamento
storico- sociale del pensiero, e arriva a porsi la seguente domanda:
se lideologia lo strumento di analisi di qualsiasi sistema di pensiero, e quindi, se il pensiero tutto
condizionato, allora non esiste un pensiero valido?.
Mannheim risponde che possibile avere un pensiero valido grazie agli INTELLETTUALI, che fanno
parte di un ceto disancorato, meno soggetto, quindi, ai condizionamenti, e disposti al dialogo.
Quindi lautore ne da una valutazione positiva. Per cui non vero che non esiste la verit.
Inoltre, lo studioso oppone al Relativismo, per cui ogni asserzione ha il valore di qualsiasi altra, il
concetto di RELAZIONISMO, col quale si supera lidea di una verit assoluta.
Secondo alcuni questa affermazione poco convincente.
Bisogna riaffermare il principio della verit, e chi opera in questo senso H. ARENDT, col saggio del
1967 Verit e Politica, scritto per difendersi dalle polemiche ricevute a causa di un articolo apparso sul
The New Yorker, dal titolo Eichman in Jerusalem. A report on the banalit of evil. Secondo la
Arendt, infatti, quelluomo cos crudele, causa di efferati delitti, in realt, dal vivo, aveva unimmagine
insignificante, banale. Per cui lautrice distingue tra 2 TIPI DI VERIT:
INDIFFERENTI, come la matematica, che una verit scientifica, non da problemi,
non da fastidio a nessuno;
DI FATTO, le quali si cerca quasi sempre di occultare.
Una nota storica: ricordiamo che la Arendt appartiene a quegli intellettuali costretti ad abbandonare la
Germania, per recarsi negli USA, durante il Terzo Reich.
Confrontando i due continenti, europeo e americano, vediamo che ci sono
DUE MODI DI ACCOSTARSI AL PROBLEMA DELLA CONOSCENZA:
TEORIA DEL PROIETTILE MAGICO, sviluppata a partire dagli anni 20.
Secondo questa teoria, la societ caratterizzata dallISOLAMENTO PSICOLOGICO, dallimpersonalit
delle interazioni. Questa idea di societ supportata da diversi testi, tra i quali quelli di:
TONNIES , che nel 1887 scrive Comunit e Societ, in cui opera una critica alla societ industriale
(come avveniva gi in Marx), e nella quale si distingue tra RAPPORTI INTERPERSONALI
SOCIETARI, caratterizzati e improntati alla concorrenza, alla competizione Tonnies distingue dunque
tra RAPPORTI :
COMUNITARI, regolati da una volont essenziale;
SOCIETARI, regolati, al contrario, da una volont arbitraria.
E. DURKHEIM , che parla di unimportante dicotomia tra
SOCIET PRE- MODERNE o tradizionali, positive, nelle quali opera una SOLIDARIET MECCANICA
(c somiglianza, immediata identit di sentimenti e valori);
SOCIET MODERNE, negative, nelle quali opera una SOLIDARIET ORGANICA, che deriva dalla
divisione del lavoro industriale (c dipendenza reciproca degli individui nella cooperazione). Questa
visione emerge dal saggio del 1893 La divisione del lavoro sociale.
Per Durkheim le societ industriali hanno una valenza positiva, in quanto luomo allinterno di esse
libero, ma anche negativa, perch egli circondato da un alone di indifferenza.
G. SIMMEL, analizza la situazione delle relazioni interpersonali in due saggi:
1900: La filosofia del denaro: vengono analizzati gli effetti del denaro sulle dinamiche
interpersonali. Col denaro si ha spersonalizzazione delle relazioni interpersonali; c
prevalenza di rapporti interpersonali mediati dal denaro stesso; prevalgono la
razionalit, la calcolabilit, limpersonalit;

1903: La metropoli e la vita mentale, nel quale saggio rispunta la natura ambivalente
della metropoli, che un ambiente positivo, in quanto fruisce molti stimoli e libert, ma
per converso anche negativo, perch luomo urbano tende a sentirsi solo, sperduto tra
la folla. Prevalgono ancora una volta, quindi, i rapporti mediati dal denaro.
Da queste tre prospettive emerge unimmagine della societ caratterizzata dallisolamento. Questa teoria
considera gli individui come atomi slegati luno dallaltro, atomi sociali. Gli stimoli (provenienti dai
media), colpiscono questi individui e possono essere assimilati a proiettili magici perch queste persone
sono slegate le une dalle altre. In questo senso, quindi:
R1 = R2 = R3.
Questo schema, per, molto semplicistico, in quanto non considera molti fattori: i processi di
differenziazione sociale, le relazioni sociali, le differenze individuali. Bisogna perci tenere conto di tutti
questi fattori, che si riflettono sullattenzione, sulla percezione e sulla memorizzazione (selettiva).
La teoria del proiettile magico verr abbandonata e soppiantata con la
TEORIA DELLINFLUENZA SELETTIVA, che emerge a partire dagli anni 30 circa.
Secondo questa teoria
R1 =/= R2 =/= R.
Tra gli stimoli e gli individui, infatti, operano delle VARIABILI di cui bisogna tener conto. Queste
variabili possono essere di tipo:
INDIVIDUALE. Ci riferiamo a caratteristiche e differenze biologiche comuni,
allambiente socio- culturale in cui immerso un individuo;
SOCIALE: e possiamo riferirci, a questo proposito, alla stratificazione sociale.
interessante, sotto questultimo aspetto, riferirci allanalisi effettuata sulla societ americana da parte di
L. WARNER, che individua e distingue prima tra 3 strati ( upper, o nuovi ricchi; medium, ovvero gli
impiegati; lower, gli operai non qualificati), poi tra 6. Lappartenenza ad un determinato strato sociale si
riflette sui processi di ricezione e sui processi mediali.
RELAZIONI SOCIALI: queste vengono analizzate in The peoples choice. How the voter makes up his
mind in a presidential campaign, un saggio di LAZARSFELD, scritto nel 1944, in seguito alle elezioni
presidenziali americane degli anni 40 che videro vincitore F. D. ROOSEVELT.
Lo scopo della ricerca era quello di evidenziare linfluenza dei media sulla scelta di voto; essa fu
effettuata con la tecnica del PANEL, consistente nel fare interviste a distanza di tempo alle stesse persone.
Questa operazione comporta molti rischi, tra cui quello della mortalit delle persone cui lintervista
rivolta, e costi molto elevati.
I RISULTATI della ricerca evidenziano la potenza dei media, che possono causare nellindividuo diversi
reazioni o EFFETTI:
DI RINFORZO: con lesposizione ai media, sono sempre pi convinto delle mie posizioni;
DI RIBALTAMENTO: volevo votare X, ma alla fine ho optato per Y. Questo per un
effetto molto contenuto;
Pi dellazione dei media, per, sembra contare molto di pi linfluenza delle RELAZIONI SOCIALI
INFORMALI. Si parla quindi di una comunicazione A DUE STADI (two step flown communication),
nella quale ha una grandissima importanza il ruolo degli OPINION LEADERS, che trasmettono, a terzi,
informazioni da essi rielaborate (tra opinion leaders e coloro che sono debolmente esposti ai media
agisce, quindi, una relazione basata sulla fiducia).

A Lazarsfeld si deve poi la pubblicazione di un altro saggio, scritto a quattro ani con R. MERTON nel
1943, intitolato Studies in radio and film propaganda, che affronta il tema della propaganda effettuata
mediante luso di radio e cinema. Ma cos la propaganda?
Un insieme di simboli che influenzano lopinione, le credenze e le azioni su argomenti considerati
controversi.
La propaganda diversa dalla menzogna. Pu essere:
PRO o CONTRO qualcuno o qualcosa;
DIRETTA o INDIRETTA (vedi esempio di Roosevelt che visita una base navale
militare americana e testa i sottomarini).
Diverse sono le reazioni alla propaganda. Esse vengono studiate col Program analyzer, uno studio
effettuato sulle reazioni di alcuni individui esposti a dei filmati, ecc. le reazioni potevano essere registrate
su di un nastro, e successivamente sommate per ottenere una curva generale di reazione, in modo tale
da classificarle pi o meno positivamente. Lazarsfeld e Merton individuano diversi tipi di reazioni e
diversi effetti, come lEFFETTO BOOMERANG, che presenta diverse sfaccettature:
1. Errore nella VALUTAZIONE PSICOLOGICA della mentalit degli spettatori, cos come
avviene col discorso radiofonico effettuato sul corretto uso dei raggi x;
2. BOOMERANG STRUTTURALE, col quale allesposizione di video contraddittori, ci
ritroviamo con un effetto nullo;
3. Errore nella SEMPLIFICAZIONI SBAGLIATA, come avviene con lopuscolo illustrato per
spingere i neri americani a sostenere la lotta contro il nazismo.

LAZARSFELD (1901, Vienna- 1976, New York)


PERIODO VIENNESE: abbandona lEuropa con lemergere del Nazismo;
nel 1929 si occupa di un volume di statistica per psicologi;
nel 1931 effettua uno studio sulla SCELTA PROFESSIONALE (quindi non pi sulla scelta di voto) che
porta i giovani ad optare per una certa professione piuttosto che per unaltra. Cosa si sceglie? E perch si
sceglie? Ci sono motivazioni di carattere INTERNO ed ESTERNO. Sono molto importanti, nella scelta,
la famiglia, le attitudini, il contesto, la situazione economica
nel 1932 si occupa di uninchiesta sui DISOCCUPATI DI MARIENTHAL, una piccola cittadina austriaca
i cui abitanti sono tutti impiegati in unindustria che si vede costretta a chiudere. Diversi sono i tipi di
REAZIONE ALLA DISOCCUPAZIONE. Abbiamo, infatti, i:
NON VINTI, che reagiscono positivamente;
RASSEGNATI;
APATICI (queste ultime due categorie dimostrano segni di cedimento);
DISTRUTTI, ovvero persone senza progettualit, rabbiose, dedite a bere.
PERIODO AMERICANO:
nel 1937 Lazarsfeld diventa direttore del Centro di ricerche Radiofoniche:
nel 1941 nasce il sodalizio con Merton alla Columbia University ( il periodo degli studi sulla propaganda
e sul comportamento dellelettore).
La televisione si diffonde negli USA a partire dagli anni 50, e solo un decennio pi tardi sar introdotta
anche nel nostro paese. in questi anni che cambiano i mezzi di comunicazione di massa, e si comincia a
prestare attenzione alla TV e ai suoi effetti sugli spettatori. Un primo lavoro orientato in questa direzione

del 1958, e mira a capire se lesposizione ai messaggi televisivi stimola la violenza, la passivit: ci
riferiamo al saggio TV and the child.
Ricerche sulla TV sono effettuate negli anni 50 anche da HIMMELWEIT, OPPENHEIM, VENCE
(nel 1958, per lappunto).
Ma cosa si intende per violenza? E per passivit? Con laiuto di alcuni insegnanti, vengono individuati 5
diversi significati (vedi, a tal proposito, pag 84 del WS1, ndr.). i risultati della ricerca sono piuttosto
rassicuranti.
Negli anni 60 si pone una serrata attenzione sulla violenza veicolata dai media, e questo soprattutto negli
Stati Uniti. Si parla di EFFETTO DI COLTIVAZIONE, ovvero della coltivazione di credenze e paure,
presenti nei telespettatori, da parte della TV. Questo un effetto che rientra in quelli affettivi ( e non in
quelli cognitivi o comportamentali).
Questo effetto studiato da GERBNER, che nel Violence profile del 1986, nota che i soggetti che sono
fortemente esposti al mezzo televisivo e sono spettatori di scene violente, tendono a sovrastimare la
possibilit di essere vittime di un attacco, di unaggressione nel proprio quartiere. Le possibilit
sembrano essere 1 su 10, mentre in chi debolmente esposto alla TV le possibilit diminuiscono: 1 su
100. C, quindi, un ridimensionamento del problema.
Il tema della violenza veicolata dai media viene affrontato anche da K. POPPER nel suo Una patente
per fare TV, saggio del 94: egli ha modo di affermare, in questoccasione, che
un nuovo Hitler avrebbe, con la televisione, un potere infinito
(affermando ci sembra riprendere McLuhan, e la sua distinsione tra media e personaggi caldi e freddi).
La violenza considerata quella FISICA, ma noi sappiamo che esistono anche altre dimensioni:
VERBALE;
PSICOLOGICA;
Violenza come MANIPOLAZIONE.
Questultimo aspetto analizzato, in Europa, da HABERMAS nella Storia e critica dellopinione
pubblica del 1962. per Habermas lopinione pubblica nasce come ISTANZA CRITICA (ovvero come
espressione di razionalit comunicativa che controlla il governo), per trasformarsi successivamente in
ISTANZA RICETTIVA (trasformazione dovuta agli interessi economici e politici, che attuano una sorta
di manipolazione).
C una critica ai mass media. Il dialogo tra le persone estremamente importante, ma non rompe
leffetto di manipolazione da parte dei media. Lazione degli opinion leaders importante ma
circoscritta. Per Habermas servono degli SPAZI PUBBLICI DI DISCUSSIONE. Quando lopinione
pubblica diventa istanza ricettiva, egli cita W. MILLS (1916-1962), che ne La elite del potere (1956)
critica la societ statunitense, nella quale formalmente il potere nelle mani dellopinione pubblica, ma in
realt e in quelle di unelite ristretta, che manipola la stessa opinione pubblica.
La societ americana , per Mills, una SOCIET ATOMIZZATA. Alcuni lo criticano, affermando che, al
contrario, gli USA si distinguono per lassociazionismo. Questa analisi testimonia, ad ogni modo, un
MALESSERE avvertito nella societ degli Stati Uniti.
Mills non apprezz la sociologia di Parsons, al contrario fu molto vicino alle posizioni di Merton, del
quale diverr amico e che lo aiuter nel periodo del maccartismo.
Nellopera del 1956 troviamo inoltre unanalisi delle differenze tra PUBBLICO e MASSA: il primo
composto da soggetti che esprimono la propria opinione in modo immediato ed efficace, e le cui opinioni
si traducono in azioni efficaci, e sono autonome dallapparato istituzionale. Quando mancano tutte queste
cose, non avremo il pubblico, bens la massa. Mills parla anche di CONSENSO FABBRICATO,
riferendosi alla MANIPOLAZIONE DELLOPINIONE PUBBLICA (e qui la manipolazione una delle

forme che possono essere assunte dal potere, ndr) attraverso tecniche morbide di potere (quello che noi
conosciamo come soft power).
Nel 1998 CHOMSKY ed HERMAN danno alle stampe il saggio La fabbrica del consenso: il
consenso dunque costruito, fabbricato attraverso sottili forme ideologiche. C un rimando a dei FILTRI
A MONTE, che operano sugli eventi (dei quali alcuni vengono ignorati, perch scomodi, come, per es., la
tortura dei prigionieri politici in Turchia).
Questi filtri operano a monte, ovvero sullINTERPRETAZIONE, sui TEMPI e sugli SPAZI
dellinformazione, e possono generare una SCALA DI PRIORIT (come il noto effetto agenda settino,
con il quale lagenda dei media diventa quella del pubblico- 1972).
Il saggio si occupa di analizzare 5 TIPI DI FILTRI:
1. quelli che istituiscono legami con la sfera politica ed economica, togliendo libert
allinformazione. Le pi importanti societ dei media sono controllate da personaggi molto
importanti e molto potenti (come gli imprenditori);
2. la PUBBLICIT, che contiene i costi di un giornale, per esempio, ma costringer lo stesso a
dipendere dalle scelte degli inserzionisti, che tenderanno a non affrontare tematiche molto
complesse;
3. luso di FONTI UFFICIALI e accreditate(che costituiscono un filtro dellinformazione),
sulle quali ci si basa la maggior parte delle volte. Si pu evitare di fare ricorso a queste
informazioni rivolgendosi agli ESPERTI, ma questi sono spesso cooptati dai poteri forti;
4. REAZIONI NEGATIVE da parte dei media, che possono attaccare i mezzi di
comunicazione di massa in maniera diretta o indiretta;
5. ideologia dellANTICOMUNISMO.
Il problema del SILENZIO viene fatto presente dalla NOELLE- NEUMANN, il cui lavoro La teoria
della spirale del silenzio, dopo la prima edizione tedesca, viene poi ripubblicata nel 1984 in inglese. La
studiosa afferma che
si ha paura di manifestare il proprio dissenso perch si teme di essere in minoranza, e di venire pertanto
isolati
(un esempio di manipolazione mancata sono, per la ARENDT, i Pentagon Papers relativi alla guerra
del Vietnam, ndr).
Si possono muovere diverse CRITICHE alla Fabbrica del consenso:
i due autori fanno riferimento esclusivamente alle fonti ufficiali, non considerando che, anche basandoci
su queste, dobbiamo fare i conti con realt diverse (come Internet). Oggi molto difficile tenere nascoste
certe realt, anche se permangono tentativi di manipolazione;
ancora possibile unideologia dellanticomunismo.
I tentativi di manipolazione permangono sempre e comunque. La fabbrica del consenso imposta cos un
discorso sulla manipolazione: ma per far ci possiamo riferirci anche a testi pi antichi, come La
repubblica di PLATONE , nella quale si parla della percezione mediata nella nota allegoria della
caverna: in essa le orme rappresentano la metafora dei processi di manipolazionedellopinione pubblica.

Il termine MEDIA si diffonde in Italia come termine mutuato dallinglese, nonostante esso abbia una
radice latina. Per media intendiamo linsieme dei mezzi di comunicazione di massa, i canali, i mezzi
tecnici di trasmissione delle informazioni.
LASSWELL (1902-1978) individua, nel 1940 circa, 5 FATTORI che caratterizzano la comunicazione di
massa, meglio noti come le 5 W:
WHO?
SAYS WHAT?
IN WICH CHANNEL?
TO WHOM?
WITH WHAT EFFECT?
Viene cos evidenziata una LOGICA LINEARE, che per rende questo un modello non valido per i
MEDIA NATURALI, poich troppo ristretto.
Quando parliamo di media parliamo, come gi detto, di mezzi di comunicazione di massa. Per MAYER,
in un articolo afferma che si pu parlare anche di MEDIA NATURALI, come la lingua, il teatro, la danza,
la musica.
Quindi i media possono essere considerati, secondo le diverse prospettive di analisi:
NEUTRALI: operano in un contesto pluralistico, attraverso una ricerca amministrativa;
questa la posizione degli integrati;
RIPRODUTTORI DI VISIONI DEL MONDO PREDOMINANTI (quindi, non neutrali):
operano, al contrario, in un contesto pluralistico, con una ricerca critica; si tratta della
posizione degli apocalittici.
I media hanno un certo POTERE. Questo concetto preso in considerazione da:
M. WEBER (1864-1920), che lo considera come la
possibilit di trovare OBBEDIENZA presso certe persone ad un dato COMANDO che abbia un dato
contenuto.
Questa per non una definizione applicabile al campo dei media, anche se il comando rimanda allidea
di AZIONE, cos come lOBBEDIENZA cerca di sortire degli effetti da questa azione (comando
azione; obbedienza evento). Dunque, nonostante non sia applicabile ai media, questa definizione ha un
suo peso. Diversi sono per Weber i tipi di potere:
LEGALE;
TRADIZIONALE;
CARISMATICO.
Ma soprattutto lidea di potere in
SIMMEL (1858-1918), teorizzata ne Il dominio, che utilizzabile.

Il potere , per Simmel, una FORMA DI INTERAZIONE, che agisce, per esempio, nella relazione tra
genitori e figli: il potere non concentrato esclusivamente sulla figura dei genitori. Il potere dunque un
attributo della relazione, azione e possibile evento, distribuito e interessa cos le diverse parti coinvolte
nellinterazione. C potere in tutti i soggetti che rientrano im un sistema relazionale; ci si riferisce al
potere come ad un attributo del sistema di interazioni nel suo complesso.
Si parla di potere dei media, certo; ma possibile parlare anche di un POTERE DEL PUBBLICO?
Il pubblico ha certamente un POTERE DI SCELTA: c la possibilit di videoregistrare i programmi che
preferiamo, ad esempio; quella di muoversi tra i diversi canali televisivi facendo zapping.
Il pubblico, dunque, non solo passivo, ma pu essere anche attivo: si passa cos da un insieme di
spettatori, a un gruppo di protagonisti.
Ci pu essere DECODIFICA secondo il MODELLO ENCODING- DECODING (e qui siamo davanti
al cosiddetto POTERE DI DECODIFICA).
Questo modello nasce nella SCUOLA DI BIRMINGHAM: secondo i suoi studenti, i recettori non sono
solo passivi spettatori, ma possono anche respingere ci che viene loro proposto (e quindi non solo
accettare passivamente tutti i messaggi coi quali vengono bombardati).
Tra gli altri esponenti della Scuola annoveriamo S. HALL; le tematiche affrontate sono relative ai
rapporti di genere, alle relazioni interetniche, alle subculture giovanili, alla cultura popolare, alle forme di
neocolonialismo.
La relazione tra media e pubblico non simmetrica. C potere del pubblico, ma noi DIPENDIAMO DAI
MEDIA. Quali forme assume tale dipendenza? Ad esempio quelle della comprensione di s e del mondo,
quella dellorientamento allazione e allinterazione
Il potere dei media un potere SIMBOLICO, che pu per trasformarsi in manipolazione.
Esso pu assumere la forma di SOCIALIZZAZIONE, attraverso le scuole, i media, la famiglia.attraverso
i media INTERIORIZZIAMO i valori sociali. Essi sono, quindi, AGENZIE DI SOCIALIZZAZIONE,
che non mancano di avere anche una FUNZIONE DI MODELLAMENTO, evidenziata da A.
BANDURA nella Teoria dellapprendimento sociale. Attraverso i media, infatti (vedi anche BAUMER
e il suo Modellamento del comportamento dopo lesposizione ai media):
1.
2.
3.
4.
5.

OSSERVIAMO certi comportamenti (proposti appunto dal mezzo televisivo, ad esempio);


Ci IDENTIFICHIAMO in questi stessi comportamenti;
RICONOSCIAMO la funzionalit del comportamento stesso;
RICORDIAMO e RIPRODUCIAMO il comportamento propostoci;
Lo RIPETIAMO.

Noi veniamo a conoscenza della realt attraverso i media, la percepiamo mediante essi, e con essi
costruiamo certi significati (questo pu avvenire, ad esempio, anche attraverso la pubblicit.
quanto notato da LIPPMAN ne Lopinione pubblica del 1922: in questo testo egli afferma che una
CONOSCENZA DIRETTA IMPOSSIBILE.
Dunque, il tipo di rappresentazione della realt influisce sul nostro modo di rappresentarci la realt.)
I media hanno anche una forte FUNZIONE DI INTEGRAZIONE, come notato da PARSONS, per cui i
sistemi sociali per sopravvivere devono svolgere 4 importanti FUNZIONI, che corrispondono a
4 SOTTOSISTEMI:
ADATTAMENTO: la funzione consistente nel trovare risorse, distribuirle; questa corrisponde al
sottosistema ECONOMICO;
GOAL: ovvero conseguimento dello scopo; corrisponde al sottosistema POLITICO;
INTEGRAZIONE: c bisogno di tenere insieme le diverse parti che formano le societ, e la
funzione integrativa svolta dai mass media; corrisponde al sottosistema SOCIALE;

LATENZA: infine, bisogna orientare il comportamento degli individui; corrisponde al sottosistema


CULTURALE.
Questo quello che si conosce col nome di SCHEMA A.G.I.L. ( che poi diverr modello L.I.G.A.). esso
ha avuto diverse formulazioni.
I media possono anche creare MITI o PSEUDOMITI: noto, ormai, il caso di Lady Diana.

I media hanno quindi un POTERE MITOPOIETICO:


possono costruire dei veri e propri miti, cos come avvenuto con la principessa Diana dInghilterra.
Con Internet, si ha una RIVOLUZIONE DIGITALE. Si comincia a parlare di digitale con
NEGROPONTE e il suo Esseri digitali, dei primi anni 90. emerge cos un nuovo tipo di cultura,
quella digitale, per lappunto, che legata alla TECNOLOGIA.
Col digitale:
aumenta la quantit di informazioni e i flussi di comunicazione;
la cultura si differenzia e si standardizza;
si ha una frammentazione della cultura;
si ha unaccelerazione culturale (ci domandiamo a quale velocit viaggiano le informazioni);
viene data centralit agli schermi (o computers), ovvero alla visualizzazione.
Internet ha cos trasformato i processi comunicativi: cambiato il modo di fare pubblicit, ad esempio,
nonch il modo di fare acquisti ( perde importanza linterazione face-to-face). A questo proposito,
MARTIN afferma che oggigiorno,
lutente ad andare verso la pubblicit; c dunque intenzionalit di ricevere un certo tipo di
informazioni.
Abbiamo diversi tipi di PUBBLICIT: ECONOMICA;
POLITICA.
Questultima spesso abusa delle proprie potenzialit, usando delle tecniche di SPAMMING
(il bombardamento di messaggi non richiesti allinterno della propria casella di posta elettronica).
Per evitare che ci possa accadere ci sono per delle tecniche di anti- spamming. Cos, lo spamming
stato usato anche nelle campagne politiche.
La tecnica dello SPOT (letteralmente: piccola macchia, segno breve ma efficace) nasce nel campo della
pubblicit, ma poi esso verr usato anche in campo politico.
La comunicazione politica, per, deve essere veritiera, deve esserci un margine di argomentazione che
non pi quello dello spot.
Con linformazione on-line ci troviamo di fronte a vari aspetti pi o meno positivi: si hanno molte pi
informazioni rispetto al passato, che tuttavia possono sfuggire al controllo diventando alternative, e in
questo caso non ci sar pi la veridicit della fonte.
Con Internet i PROCESSI DI MANIPOLAZIONE diventano piuttosto difficili, anche se in alcuni casi i
motori di ricerca preferiscono inviarci verso certi siti piuttosto che verso altri. Inoltre, la QUANTIT
delle informazioni cui possiamo venire in possesso non sempre sinonimo di qualit. La
SOVRABBONDANZA pu produrre insofferenza, disinteresse.

C quindi il problema di COME GESTIRE e COME METABOLIZZARE e ASSORBIRE le


informazioni, che oggi come non mai, viaggiano molto velocemente. Per cui i tempi della loro
assimilazione si contraggono, e si crea cos la METAFORA DELLOBESO. O ancora, lEFFETTO SAN
MATTEO: davanti ad una biografia sterminata, si seleziona il testo firmato , piuttosto che quelli di
nomi meno famosi.

Con linformazione on-line operano DUE TENDENZE OPPOSTE:


1. aumenta la quantit di notizie (ALLARGAMENTO);
2. c proposta di creare un giornale digitale personalizzato (RESTRINGIMENTO). questo quello
che viene definito, da Negroponte, DAILY ME. Si creano dei FILTRI, si cerca di scremare le cose
che ci interessano cercando di graduare linformazione secondo il proprio tempo libero. In questo
caso viene implicato anche un certo CONTROLLO SULLE PERSONE.
La comunicazione on-line distingue tra ASPETTI POSITIVI e ASPETTI NEGATIVI:
possono essere abbattute delle barriere di diverso tipo (spaziali, temporali, di et, causate dalla
malattia, di ceto, handicap, minoranze);
c rischio di una contrazione dellinterazione face-to-face (rischio avvertito da numerosi studiosi,
alcuni dei quali parlano di una FOBIA della presenza dellaltro);
c possibilit di alterare la propria identit, con conseguenze pi o meno gravi, importanti, serie
( il caso della pedofilia).
Confrontando le diverse forme di interazione, possiamo considerare DIVERSE VARIABILI (vedi
THOMPSON). A partire dai mass media (e dopo una prima fase di ACCUMULAZIONE degli stessi
mezzi di comunicazione di massa), si passa ad una fase di DIFFERENZIAZIONE: ogni mezzo deve
distinguersi dallaltro (con il quale in competizione), e questo perch esso possa assicurarsi la propria
sopravvivenza. La pluralit, la variet dei mezzi , per, pu anche causare fastidio.
Con la rivoluzione digitale emerge un nuovo concetto, ovvero quello della CONVERGENZA. Alle
diverse fasi della comunicazione umana corrispondono mezzi diversi.