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Negli ultimi anni dell’antico regime in Francia era diffusa una

profonda insoddisfazione per il modo in cui il paese era governato e


a questo si aggiunse il malessere causato dalla crisi finanziaria del
1780. La filosofia degli illuministi intanto si era diffusa (Voltaire) tra
la borghesia e la nobiltà liberale. Al modello francese della
monarchia assoluta (Luigi XIV) gli illuministi contrapponevano
quell’inglese di una monarchia limitata da un Parlamento. In questo
periodo anche se le riforme erano ritenute ampiamente necessarie
ben poco, lasciava presagire una rivoluzione violenta. Inoltre
ultimamente gli storici ritengono non del tutto corretto ricondurre la
rivoluzione esclusivamente allo stato di povertà del popolo, infatti,
agli atti storici pare che la popolazione stesse meglio di quanto non
facesse credere proprio per evitare il pagamento delle tasse.
Dunque sono più profondi i motivi della rivoluzione. Luigi XVI aveva
dei progetti di riforma ma cercò di farli approvare aggirando i
parlamentari e convocando a Versailles un assemblea di notabili
che però non diedero al re quell’appoggio arrendevole che egli
cercava. L’Assemblea anzi insistette affinché ogni riforma fiscale
venisse approvata dal parlamento agli Stati Generali. A sua volta il
Parlamento parigino
Rifiutò di registrare il decreto esigendo che per affrontare la crisi
venissero convocati gli stati generali. Il Re infuriato rispose
esiliandone i membri a Puaie il 15 agosto. Il 21 luglio a Visil vennero
convocati gli Stati Generali, il Re però ordinando loro di riunirsi alla
maniera tradizionale cioè in tre sessioni separate metteva i deputati
di fronte ad una prima scelta di fondo: obbedire al monarca oppure
lanciare la sfida all’autorità regia scelta che avrebbe spinto alla
rivoluzione. Primo e secondo stato (nobiltà e alto clero) erano
indecisi sul da farsi e così il terzo stato (borghesia, commercianti e
clero senza cariche ecclesiastiche) che andava acquisendo sempre
più potere rifiutò di convalidare i risultati del consiglio fino a quando
gli altri due stati non si fossero riuniti con esso in seduta comune.
La seduta comune ci fu il 09 giugno e con questo gesto si sfidò
inesorabilmente il re. L’11 luglio giorno in cui Lafayette presentò la
sua bozza della dichiarazione dei diritti dell’uomo il re licenziò il
primo ministro Necker. Il timore di un intervento armato contribuì a
mobilitare la folla di Parigi che qui come nelle campagne era spinta
dalla fame e dalla scarsità di generi alimentari. La protesta
contadina nacque dal disagio economico ma anche dalla pressioni
sociali tra gruppi privilegiati e non. A questa situazione l’Assemblea
Generale reagì abolendo privilegi, diritti feudali e disegualianze
fiscali. Se le violenze rurali contribuirono a consolidare la vittoria
del terzo stato lo stesso effetto ebbero quelle che si verificarono
sulle strade di Parigi dove la scarsità di generi alimentari accentuò
lo scontento. Si faceva intanto strada la teoria del complotto che
portava le persone a credere che la nobiltà, la corte e i grandi
commercianti di grano si fossero coalizzati per far crescere i prezzi
e riducendo l’offerta. Nella primavera del 1789 l’aumento del
prezzo del pane scatenò violenze e saccheggi; il 14 luglio dopo che i
soldati del re cercarono di reprimere una grande manifestazione
popolare la folla assaltò la Bastiglia, l’odiata prigione e fortezza
reale. Il giorno dopo questi eventi il re si recò all’Assemblea
Nazionale senza pompa e senza corteo e disse che da quel
momento avrebbe lavorato con la nazione. Il 14 luglio 1790 un anno
dopo la presa della Bastiglia sul Campo di Marte si celebrò la festa
della Federazione il Re prestò giuramento alla Costituzione appena
stabilita e fu applaudito dalla folla sembrava avesse accettato i
cambiamenti seguiti alla Rivoluzione del 1789 ma in realtà non era
così. Luigi XVI si destreggio tra le diverse correnti per tentare di
conservare la propria autonomia e di riconquistare il potere che
aveva perduto. Come sincero cattolico appoggio il papa e i preti
refrattari. La monarchia costituzionale non riuscì a risollevarsi dalla
crisi di credibilità provocato anche dal tentativo di fuga del re a
perenne nel 1791 si chiedeva la deposizione del re e la
proclamazione della repubblica e queste richieste si fecero ancora
più insistenti dopo la dichiarazione di guerra (Russia). Il 10 Agosto
1792 le forze radicali Parigine assalirono il palazzo delle Tuileres
dove morirono oltre 600 guardie Svizzere del re. La famiglia reale
riuscì a fuggire ma non potè scongiurare il grave danno
d’immagine; Luigi era il re che aveva usato mercenari stranieri
contro il suo popolo. L’assemblea allora mollo il suo federale e
proclamo la repubblica. A Dicembre Luigi sarebbe finito in processo
davanti alla nuova assemblea, la convenzione nazionale con
l’accusa di aver cospirato con gli austriaci contro il proprio popolo. Il
21 gennaio 1793 il re Luigi viene giustiziato venendo condannato a
morte.
17 Giugno 1789= Formazione dell’Assemblea Nazionale.

14 Luglio 1789= Presa della Bastiglia.

4 Agosto 1789= Abolizione dei diritti feudali.

26 Agosto 1789= Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo.

20-21 Giugno 1791= Fuga di Varennes.

3 settembre 1791= Approvazione della costituzione.

21 Settembre 1792= Abolizione della Monarchia.

21 Gennaio 1793= Esecuzione di Luigi XVI.

PRESA
DELLA
BASTIGLIA

GHILIOTTINA
DOVE
FU
UCCISO
LUIGI