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Solitari passi su solitaria sponda

lasciano solitarie impronte scure


sull'arena bianca lambita dall' onda.
Ed io non faccio altro che saltar su dure,
scivolose pietre, quelle dei miei pensieri
che affolano la mente, che instillano paure.
Cos da lontano, senza ascoltare i pareri
chi di mi vuole ancora a Casa, ancora,
osservo l'avvicendarsi di torbidi desideri.
Il cuore si spezza, il mio Riflesso allora
mi fissa nello specchio impolverato, sporco.
Mi ammonisce a tornar se voglio, tuttora.
Ma io chiudo gli occhi, le dita torco
frenetiche di dolori, ansia e paranoia,
mentre una calma ormai svanita cerco.
Sentirsi sul collo la mannaia del boia
non va bene, somiglia ad uno stridio
di una Fenice che ormai mi annoia.
E' d'Azzurro che si tinge il mio addio
macch addio, "arrivederci e a presto!"
le ultime parole, prima di cadere dal pendio.
Gi, gi, in quel baratro, dov' buio pesto
persino il Viola pi allegro e splendente,
persino la Musica pi bella, del resto.
Addio, Solitario, e non pensare a niente
che non sia altro che Oblio e Poesia.
e, per amor degli Altri...sii pi divertente.