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Petrolio, larma geopolitica


mercoled, 7 gennaio, 2015 10:20 0 commenti
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Autore:
Redazione

terra-nel-petrolioMentre il crollo del prezzo del petrolio mette alle corde la Russ
ia che, gi in crisi per le sanzioni Usa/Ue, vede retringersi gli sbocchi delle sue e
sportazioni energetiche, gli Stati uniti stanno divenendo il maggiore produttore mon
di greggio, spiazzando lArabia Saudita, e saranno presto non solo autosufficienti ma
grado di fornire allUnione europea petrolio e gas in abbondanza e a buon mercato. Ques
a la narrazione diffusa dai media. Cerchiamo di riscriverla in base alla realt, parten
o dallinterrogativo: perch sta calando il prezzo del petrolio?
Il calo dovuto non solo a fattori economici, come il rallentamento della domanda mon
le, ma a fattori geopolitici. Anzitutto la decisione dellArabia Saudita, maggiore es
re petrolifero mondiale prima della Russia, di mantenere alta la produzione cos che,
endo lofferta, diminuisca il prezzo del greggio.

Che interesse ha lArabia Saudita a effettuare tale manovra, che rischia di ridurre i
suoi stessi introiti petroliferi? Quello di colpire altri paesi esportatori di petroli
o, soprattutto Russia, Iran e Venezuela. Riyadh pu permettersi tale manovra poich i
di estrazione del greggio saudita sono tra i pi bassi al mondo, 56 dollari al barile,
mentre estrarre un barile di petrolio dal Mare del Nord, ad esempio, costa oltre 2
6 dollari. Lidea che la manovra di Riyadh sia diretta anche contro gli Stati uniti,
dove iniziato il boom del petrolio da scisti, non fondata. Sia perch gli Usa conti
a importare petrolio saudita, la cui qualit adatta alle loro raffinerie, mentre il
o da scisti va a sostituire quello prima importato da Nigeria, Angola e Algeria. Sia
perch la manovra sul petrolio stata concordata da Washington con Riyadh in base alla
rategia mirante anzitutto a indebolire e isolare la Russia. In tale quadro si inseri
boom del petrolio e gas estratto, negli Usa, da scisti bituminosi con la tecnica del
la fratturazione idraulica, ossia della frantumazione delle rocce in strati profondi
acqua a pressione contenente sostanze chimiche. Tale tecnica molto costosa: secondo
genzia internazionale per lenergia, estrarre petrolio da scisti costa 50100 dollari a
arile, a confronto dei 10 dollari al barile del petrolio mediorientale.

Secondo gli esperti, lestrazione da scisti conviene economicamente se il prezzo inter


onale del petrolio resta al di sopra dei 70 dollari al barile. Da giugno, invece, es
so sceso del 40% a circa 60 dollari e pu ulteriormente calare. Come possibile allor
he il boom prosegua? Per il fatto che negli Usa lo Stato destina miliardi di dollar
i di incentivi a questo settore, in cui sono impegnate in genere piccole compagnie pet
olifere. Significativo che le maggiori compagnie se ne tengano fuori, anche perch
i sfruttati con la tecnica della fratturazione si esauriscono molto prima di quelli co
venzionali.

C poi da considerare che tale tecnica provoca danni ambientali gravissimi, il cui c
cade sulle comunit locali. Molte si oppongono, anche se con scarsi risultati, alluso
del proprio territorio per lestrazione di petrolio e gas da scisti. Il boom petrolif
sa dunque spinto dai fini geopolitici di Washington: da un lato colpire la Russia e
ri paesi, dallaltro far s che gli alleati europei sostituiscano alle forniture energe

russe quelle statunitensi. In realt gli Usa, i maggiori importatori mondiali di greg
non potrebbero fornire allEuropa il loro petrolio e gas naturale alle quantit e ai pr
zzi di quelli russi. Un vero e proprio bluff del poker americano della guerra.
Manlio Dinucci - il manifesto