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LERMETISMO E QUASIMODO

La prima guerra mondiale chiude un periodo della nostra storia civile, politica e
letteraria. Nel clima dellimmediato dopoguerra si registr un collasso di
energie spirituali, una crisi di delusione vuota e amara.
Le pressioni di controllo e censura operata dal regime fascista costrinse i
letterati a scegliere tra due possibili strade: o fare arte-propaganda per conto
del regime e cos venire in contatto con il grande pubblico, oppure ritirarsi in
un atteggiamento di distacco e di purezza (cio di estraneit ad ogni impegno
sociale e politico) limitandosi a scrivere per un pubblico dlite.
Ma il realt il regime politico del tempo influ solo in parte sulla lirica. Non
sembra giustificato considerare lErmetismo come una conseguenza della
situazione di censura intellettuale tipica della dittatura fascista. Infatti
lErmetismo deve essere piuttosto riallacciato alle esigenze espressive della
contemporanea lirica decadentistica europea (Mallarm, Valry, Eliot, il
surrealismo) che ha assunto il nome di poesia pura.
Il centro dellErmetismo fu, dal punto di vista geografico, Firenze, e dal punto
di vista cronologico, la seconda met degli anni Trenta (fra il 1932 e il 1942).
LErmetismo fu un fenomeno fiorentino in quanto in quegli anni, nella citt, si
trovavano gli scrittori pi animosi e liberi.
LErmetismo deve il suo nome al giudizio polemico di un critico letterario,
Francesco Flora, che in un saggio del 1936 metteva a fuoco il carattere arduo,
aristocratico, chiuso (appunto ermetico) delle nuove tendenze poetiche.
Il poeta ermetico tende a una poesia immediata, evocativa, che esprima,
attraverso lanalogia e lutilizzo di metafore e immagini per lo pi ricercate e
astratte, la sua coscienza sovente sgomenta e ricercata di fronte alla realt, la
sua presa di posizione nel rifiuto del regime politico del tempo. Molti scrittori,
infatti, si rifugiarono nella letteratura per contrasto con la vita che sono
costretti a vivere, in quanto il fascismo, con la sua forza e la sua violenza,
appartiene ad una generazione che ha unindifferenza spirituale. Per questo
non si sentono di affidare ai versi grandi contenuti, conferendo cos alla poesia
unespressione priva di sentimento, destinata non a comunicare alluomo verit
o valori, ma solo a raccontare la realt che n la ragione n i sensi possono
interpretare. Le singole parole devono tendere a un massimo di assolutezza, si
mira a renderle indeterminate ed astratte, si eliminano gli articoli che
potrebbero conferire loro una determinazione, si omettono i nessi grammaticali
e sintattici per meglio isolarle e per eliminare dalla poesia lelemento razionale.
Da questa tendenza ne risult una poesia concentrata ed essenziale,
tormentata dal bisogno di aderire allinesprimibile. Ma ne risult anche una
poesia di difficile comprensione e interpretazione, che, per tale ragione, in
Italia fu detta ermetica: il poeta si limita a suggerire, a stimolare, ad
accennare, rivelando una sofferta espressione di angoscia, un tormento di
solitudine, un dramma morale, un deluso ripiegamento sulle proprie sconfitte
di uomini, derivanti principalmente dal rapporto tra le costrizioni del regime e
la figura del poeta.