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Il toponimo "Sorrento" deriva dal latino Surrentum, ben documentato in epoca classica

(anche da fonti greche),[3] potrebbe ess ere un derivato della forma greca
Syrrentn, dal verbo syrro, "confluisco", in riferimento dalle acque che
scendono dalle strette valli nelle vicinanze, quindi "confluenza delle acque".[4]
Un'etimologia popolare vuole che derivi dalla denominazione Sirenide forse
anticamente data alla zona, collegata alla supposta identificazione di Sorrento con il
luogo di presenza delle sirene, leggendarie creature che la tradizione omerica ci ha
tramandato come met donne e met uccello, che ammaliavano i naviganti con i loro
canti facendoli di conseguenza naufragare contro le scogliere.
Agli abitanti indigeni ed etruschi subentrarono non prima del VI secolo a.C. i Greci.
Liparo re degli Ausoni secondo la tradizione dopo essersi recato nelle isola Eolie torna
nella vecchiaia a Sorrento. Conquistata dai Campani. Testimonianza data da un
iscrizione di epoca III II secolo a.C. trovata a Punta Campanella.
Sorrento entr nella Lega Nucerina si oppone a Roma durante le guerre Sannitiche, poi
aiut invece Roma durante la II Punica. Nella guerra sociale si schier nuovamente
contro Roma. Fu punita con una deduzione di veterani Sillani in citt, fu poi municipio.
Agli inizi del V secolo d.C. f eretta sede Vescovile e governata da arconti e duchi. Dopo
il domino gotico fu conquistata dai Bizantini nel 552, resistendo poi ai Longobardi di
Benevento (duca Radoaldo assedi e conquist la citt nel 646 ma mor lanno
successivo) si rimane fino ai primi anni del IX secolo nel Ducano bizantino di Napoli.
Nel 835 ci fu lassedio di Sicardo con larrivo inaspettato dei Saraceni in aiuto dei
Sorrentini oppure secondo la tradizione con laiuto di S. Antonino (immagine posta
nella porta ad Est). Poi abbiamo vittorie a fine IX secolo su Saraceni ed Amalfi vecchia
alleata. Lungo governo del Duca Sergio I e Sergio II nel 1133 abbiamo la conquista di
Ruggiero il Normanno fine del Ducato indipendente di Sorrento. Nel 1137 fu
saccheggiata dai Pisani.
Abbiamo lotte interne tra il popolo e la nobilt. Con appoggio degli Angioini contro gli
Svevi poi a favore dei Durazzo. Divenne feudo di Gabriele Correale poi di Giovanna II
dAngi.
Nel 1558 fu assalita e saccheggiata dai pirati barbareschi che sbarcarono sulla
spiaggia del Cantone e di Marina della Lobra. Da quel momento sistema di Torri. Nel
1648 rimase fedele alla casa Regnate contro la rivolta di Masaniello. Fu assediata per
14 mesi.
Nel 1799 si schier con la Repubblica Partenopea e fu oggetto di scontri tra Borbonici e
Francesi. Nel 1800 per la vicinanza ad Ercolano e Pompei fu una citt meta del Gran
Tour.
Struttura urbanistica Romana di Sorrento con Via S. Cesareo e Fuoro sono il Decumano
Massimo e via Tasso il Cardo Massimo. Foro di Sorrento ad ovest di via Fuoro. Il tempio
di Cibele presso la chiesa dellAnnunziata, quello di Afrodite e Cerere verso la Marina,
Un Teatro dove sta lalbergo Vittoria e Terme sotto albergo Royal e a Villa Correale un
circo
Economia:

Lavorazione della tarsia, lavorazione del Ricamo, Lacrima Crysti, Limoncello


Feste: Processione degli incappucciati il Venerdi Santo
Corso Italia del XIX secolo
Museo Correale: miglior museo della provincia dItalia secondo Maiuri. Il Palazzo
progettato da G. B Nuclerio dal 1721 donato alla citt nel 1904 dalla famiglia Correale
che ebbe il fondo da Giovanna dAngi nel 1428. Museo inaugurato nel 1924.
Il museo Correale di Terranova ospitato in una villa settecentesca, utilizzata come
residenza estiva dai conti di Terranova, Villa Correale, chiamata anche Villa della
Rota[3]: questa ha una pianta rettangolare, con facciata caratterizzata da due corpi
laterali che sporgono ed una zona centrale con due file di archi sovrapposti, ognuna
con tre campate con pilastri listati; il portale d'ingresso un arco a tutto sesto e la
chiave di volta decorata con lo stemma dei Correale[3]. Internamente il museo si
compone di ventiquattro sale distribuite su tre livelli, pi un sottotetto utilizzato per le
mostre temporanee[2].
Al pianterreno si trova la sala dedicata ai fondatori con i loro ritratti e l'albero
genealogico della famiglia Correale, realizzato nel XIX secolo; seguono quindi le sale
dedicate alla storia di Sorrento: in particolar modo sono presenti arredi quali sedie,
tavoli in stile Luigi XV, uno scrittoio del 1910 che serviva anche da leggio, scacchiera e
toletta, opera di Giuseppe Gargiulo, scatole e scrigni, molti risalenti al XIX secolo e
decorati con tarsie e mosaici in legno raffiguranti scene di vita popolare e dipinti
storici; la maggior parte di queste opere sono state donate dal cavaliere Silvio
Salvatore Gargiulo nel 1937[2]. Si prosegue con gli ambienti dedicati all'archeologia: in
uno sono conservati reperti provenienti dalla citt e dalla costiera sorrentina, in
particolar modo dalle necropoli, e si tratta di ceramiche attiche, oggetti in bronzo di
epoca preistorica e marmi greco-romani, tra cui un'ara[4] scolpita con episodi
commemorativi dell'inaugurazione del tempio di Vesta sul Palatino e sui cui doveva
probabilmente poggiare una statua di Augusto; in un'altra sala invece sono posti
reperti di epoca medioevale, in particolare quelli provenienti dall'antica cattedrale di
Sorrento, come colonne, plutei e frammenti dell'ambone[2]. Sempre al pianoterra si
trova una biblioteca, istituita il 10 ottobre 1918 ed aperta il 10 marzo 1924: raccoglie
circa seimila tra volumi ed opuscoli e quattrocento manoscritti, che partono dal XVII
secolo e trattano di letteratura italiana e straniera, botanica, storia sorrentina,
medicina, archeologia campana e varie edizioni delle opere di Torquato Tasso
Al primo piano posta la galleria che contiene pitture che seguono la corrente
manieristica: le opere, realizzate tra il XVI ed il XVII secolo, vennero dipinte da artistico
come Andrea Vaccaro, Micco Spadaro, Paolo De Matteis, Giacomo del P, Giuseppe
Bonito, Salvator Rosa, Belisario Corenzio, Artemisia Gentileschi, Giuseppe Pascaletti e
Francesco De Mura; seguono altre sale, di cui una dedicata ai pittori fiamminghi come
Peter Paul Rubens, Abel Grimmer, Frans Vervloet e Michiel Sweerts ed una alle
porcellane orientali risalenti al XVII e XVIII secolo ed agli arredi dello stesso periodo[7].
Nelle prime quattro sale del secondo piano sono raccolti dipinti realizzati tra il XVII e
XIX secolo con tema delle nature morte realizzati da artisti quali Giovan Battista
Ruoppolo, Tommaso Realfonso, Aniello Ascione, Giovanni Battista Casissa e Gaetano
Cusati; segue poi una sala dedicata ad Andrea Belvedere, un musicista e scenografo

del XVII secolo, una sala con dipinti di paesaggi realizzati da pittori stranieri quali
Gaspard Dughet e Frans Vervloet[8], una sala con dipinti che seguono la Scuola di
Posillipo (Pitloo, Gigante) poi Morelli e Palizzi ( Celebri luoghi di Miseno, Stabia, Pompei
ed Ercolano) ed infine una sala che espone orologi sia di fattura italiana che estera del
XVIII secolo, oltre a vetri di Murano e Boemia ed argenti sempre dello stesso
periodo[3].
Sottotetto:
Al terzo piano esposta una vasta collezione di porcellane provenienti dalle fabbriche
di Meissen, Svres, Bow, Vienna, Doccia e Real Fabbrica di Capodimonte e
Ferdenandea [9]. Intorno alla villa che ospita il museo si apre un giardino: questo
ospita alcuni alberi secolari come una Araucaria excelsea, diverse pianti tropicali tra
cui una Ceiba speciosa, un boschetto di Camelie japoniche ed un vasto agrumeto; un
viale costeggiato da platani conduce ad una terrazza che si affaccia sul mare, con
panorama sul golfo di Napoli[10]. Lascito di Zancani Montuoro
Palazzo Veniero XIII secolo stato di abbandono finestre decorate con cornici di pietra
scura con altre chiara in tufo. Esse formano un disegno geometrico a zig zag come
losanghe che ricorda una tarsia influsso epoca tardo bizantina. Tra le finestre
abbiamo tondi che circoscrivono stelle bicrome anche esse con tufo di due colori al
centro dovevano esseri maioliche di stile arabo ispano.
Palazzo Correale: prima met del XIV secolo con portale in stile durazzesco bifore
ogivali e una monofora al piano superiore.
Via Sersale: Arco Romano del 410 a.C.. Dopo Mura del 500 sul perimetro di quelle
Romane
Sedile Dominova uno dei due in cui era divisa la nobilt sorrentina e che dallet
Angioina amministravano la citt. Costruito nel XV secolo nella forma tipica (qui il
maggior conservato) loggia quadrata aperta su due lati con arcate a tutto sesto e
sormontata da una seicentesca cupola con maioliche. Allinterno affreschi del 700 con
stemmi della famiglia de Sedile, Poco pi avanti inglobati in future costruzione resti del
Sedile di Porta.
Importante Chiesa di S. Francesco con chiostro arabeggiante del 300. Con archi a tutto
sesto su pilastri ottagoni e archi intrecciati su colonne con capitelli diversi
Capo di Sorrento
Villa di Pollio Felice
Questa meravigliosa villa, che poggia su uno strato di roccia attaccato alla costa in
mezzo al mare blu, nota anche sotto il nome de I Bagni della Regina Giovanna; si
tratta di una lussuriosa residenza dellaristocrazia romana, costruita nel I secolo d.C.
sul capo di Sorrento. La villa di Pollio Felice si articola principalmente in due aree
specifiche: i quartieri residenziali sulla sommit della collina e il quartiere sul mare,
dislocato intorno a un approdo naturale utilizzato come piccolo porto dove
attraccavano le navi che ivi giungevano; entrambe le zone sono collegate da cunicoli e
scale.

Questo sito intriso di storia, leggenda e bellezza naturale era infatti il preferito della
sovrana di Napoli, la Regina Giovanna DAngi, che qui si recava tra il 1371 e il 1435,
per godere dello splendido paradiso naturale di mare e sole, accompagnata di
frequente dai suoi giovani amanti; in questo luogo magico la Regina soleva
intrattenersi bagnandosi nelle corroboranti acque in dolce compagnia: da qui il nome
Bagni della Regina Giovanna.
Recenti studi archeologici hanno dimostrato che la villa non apparteneva come detta
la tradizione, al patrizio Pollio Felice, amico del poeta latino Publio Papinio Stazio, in
quanto la dimora del patrizio originario di Pozzuoli, che ospit ilcelebre poeta delle
Silvae, doveva trovarsi al confine, nella baia di Puolo. Dal mare possibile visionare
ci che resta della villa romana poich sono facilmente riconoscibili i resti
delle cisterne per lacqua della domus, i magazzini per le derrate alimentari,
un ninfeo e alcuni attracchi naturali. La parte residenziale della villa si componeva di
vari fabbricati dislocati su terrazzamenti digradanti sul mare, collegati dalle cisterne
per lapprovvigionamento idrico: la cisterna che vessa in condizioni migliori quella a
monte della domus con ben 10 concamerazioni coperte con volte a botte.

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