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Toc Toc

LETTERA APERTA
58esima Fiera del Libro di Francoforte, Ottobre 2006

Passeggiamo, di giorno in giorno, per le strade di un mondo che si trasforma


sotto i nostri piedi, modificando anche la direzione dei nostri passi. Al mondo non
importa se ci accorgiamo o meno delle sue trasformazioni o delle sue follie e per
questo, nel suo moto frettoloso, può non curarsi di noi e lasciarci indietro,
dimenticandosi anche del nostro biglietto lacero. Non che questo sia necessariamente
un male: si può anche restare dietro ad una società del contrario come un passeggero
sbalzato fuori da un treno in corsa. Così, semplicemente, sul margine di una strada
ferrata esistenziale che delimita o descrive un qualche andare verso un qualche dove,
fermi, indifferenti alle intemperie e alle urla, a contemplare la lunga rima dei vagoni
d´acciaio che si allontanano tra le luci azzurrine di una sera d´autunno. E´ però quando
il viaggiatore tocca terra che ricorda, nuovamente, cosa significhi sentire i propri piedi
saldi al suolo e magari capisce che fermarsi è riflettere. Questo potrebbe anche
sembrare come l´inizio di un racconto, ma non lo è: forse potrebbe trattarsi di una sorta
di epica introduzione in cui si accenna a delle sensazioni, a pensieri impossibili da
narrare, perché le parole non bastano, perché le parole non sono e non possono esser
tutto. Dove c´è troppo rumore, difficilmente potrà trovarsi un pensare autentico. Ma
che ne è, a questo punto, del nostro viaggiatore? Dopo queste precisazioni può
sembrare che si sia allontanato, non sappiamo neppure se sia stato casualmente
sbalzato dal treno o se abbia invece consapevolmente deciso di scenderne: è dalla
scelta per l´una o l´altra ipotesi che si decide la qualità del lettore. Basta un nonnulla
per imboccare una strada ermeneutica. Strano anche pensare che queste brevi righe
possano trarre il loro spunto da un evento come la Fiera del Libro di Francoforte,
strano almeno per quelli che non leggono più tra spazi e interlinee, contentandosi,
magari, di quegli scritti che ripetono o propongono quello che essi già si aspettavano
di leggere. Costoro stipulano un tacito, curioso, patto tra loro e l´autore. Il lettore
esperto, invece, trova subito la chiave di certe parole, anzi, la “sente”, la “respira”,
perché legge per intuizione, così come gli scienziati geniali scoprono i grandi segreti, i
filosofi sentono il respiro della loro dea nell´aria intorno a loro ed i poeti piangono,
con un sorriso, davanti al velo della verità.
La Buchmesse, quest´enorme fiera che ancora una volta apre i suoi battenti
sugli universi del libro, dovrebbe anche celebrare, almeno negli intenti, la sostanza e la
qualità di quest´instrumento princeps della conoscenza. Pochissimi e rari sono, del
resto, quei manufatti dello spirito che riscaldano la vita degli uomini evoluti, eppure, à
la grecque, che sono mai questi libri? Che cos´è questa cultura? Ti estì? Speriamo che
nessuno si attenda risposta alcuna da frasi che possono e anzi debbono venire intese
solo come domande. Ad ognuno le sue risposte, legittime o illegittime. Alla fin fine
ogni domanda “pesante” è sempre una richiesta di significato e spesso questo viene
inteso come un taglio e non come una leggera cicatrice tra noi e la verità. Che cosa può
significare oggi, ieri e persino domani la parola “cultura”? In un grande evento si può
anche rischiare di perdersi e credere che la quantità di libri prodotti sia il sintomo di
curiosi binomi, ma questo è un vezzo in cui è meglio non inciampare.
Alla Fiera del Libro si può anche provare l´impressione di poter toccare la
cultura con mano; basta poco per capire che così non è. Forse, in quel futuro in cui a
volte si spera ed altre volte ci si nasconde, ciò che per noi è fondamento sarà, per quei
posteri, solo materiale d´archivio. Quanti di noi, del resto, si arrovellano, oggi, con
certe batrachiomachie del passato? Persino di quello meno remoto? Ogni cosa ha il suo
tempo e si sa che il canuto Chronos è un vecchio, lento galantuomo che conduce tutto
e tutti alla giusta misura.
Nell´intestazione di questa lettera aperta qualcuno bussa: toc toc...
L´interrogativo che questo metaforico bussare pone non è, come di prammatica, “chi è
alla porta?” oppure un generico “avanti”, ma un più sostanzioso: “chi andrà ad
aprire?”. Chi aprirà la porta a coloro che bussano? Nei Vangeli è scritto: “bussate e vi
sarà aperto”, ma chi aprirà? Per l´estensore evangelico questo è chiaro: aprirà il Verbo
caro factum, la parola viva, il messaggio di pace, etc., ma a quel bussare delle nuove
generazioni alla porta del sapere chi mai risponderà? Il best seller? Il romanzo
d´intrattenimento? I libri freschi di giornata come le uova? A quel lettore che porge al
mondo uno sguardo lieto e puro come risponderà la casa della cultura? Con
cialtronerie e saldi di stagione? Quel lettore bussa perché ha una domanda e un
bisogno: bussa perché ha fame e sete di sapere. Gli osti della cultura come si
propongono di sfamarlo? Come vogliono appagare questo bisogno? Con rifritti
mondani e caffè di cicoria o con una manna nutriente? Fernando Pessoa e Franz Kafka
o Gaby Hauptmann e Dacia Maraini? I veri editori capiscono subito il senso di questo
discorso, mentre gli editori furbetti, praticamente gli osti che annacquano il vino,
esclameranno indignati per essere stati sospettati di malafede: “ma se è questo quello
che chiedono questi lettori!”. A questi furbacchioni le persone accorte risponderanno:
“ma se sono solo costoro quelli che ormai mandate ad aprire quando bussano...”.

Sergio Caldarella

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Di Sergio Caldarella è possibile leggere: La Società del Contrario, “Un appassionato atto di
difesa della cultura nella forma di un moderno j´accuse” (Edizioni Zambon, 2005); Memoria
e dolore, una raccolta di prose, frammenti, spunti e conferenze (Zambon, 2004); Metafisiche
del Mondo, “un libro che è come un´avventura filosofica in una landa ricca di tesori
dimenticati” (Oros Edizioni, 1997); Cade ancora neve, una raccolta di prose e ballate
filosofiche che è stata definita come “un libro alchemico” (Oros, 1996). Gli scritti citati sono
disponibili, a Francoforte, presso la Libreria Internazionale “Südseite”, Kaiserstrasse 55, e in
distribuzione presso la CDA di Bologna.
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PER ULTERIORI INFORMAZIONI RIVOLGERSI A “ZAMBON


EDITORE” PADIGLIONE 51 STAND A 967 DELLA FIERA DEL
LIBRO DI FRANCOFORTE.

Tutti i titoli del catalogo Zambon possono essere richiesti alla CDA di Bologna.