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XXIV. Mario, sceso dal treno, corse alla fabbtica di Pela. gatta. Vide il suo nome seancellato. Guatdava i c. Pannoni nuovi freschi di pitrura; sullorto di cietro i maraglione che quarciava Is corte, i cumion che sca- ticavano e earicavano ccba, Entro, il portinaio gli shart’ il passo. = Sior Micea pli ordini sono ordini? ~ Questo posto te Iho dato mi! — disse Mario = Non insistete. Andem a fa’ due passi che vi conto tutto! ~ So gia il pil imprrtane! ~ Sapete che Pelagatta commerciaya treni di roba? Tutte le assegnazioni le rivendevs. Fa ancota vedere niente, Vegaré fra una desena danni cosa fard saltar fuori Pelagatta! = Bruaciun! E tanti operaci li ha aiuati a mettere su fabbrica € battega. Provate fare tutto il Carrobio! Un negow siT'altto si tutti pelat®. Provate fare la Sardegna o il corse Pavia, 0 il Dosso? Tutti febbrichini e feb. briche! . ee Pad sun gnii! — disse Mario, = Tutti padroni! — ripeté dl portinaio, — Sapete che Pelapattu, ve la distin un'urepfa, ha comprato alla moglie uns villa al mare? - Minicressa no! Non ditecelo con ninsuno. Ha messo incinta la serva ¢ cost... — Sapete nient’altet di quel purse? = Mi pare a st! — Avete farto bene dicmelot = Che avete intenzione di combinare? ; = So mi. Tned quando tornard col carretto, se vi mettete davanti vi fo salt& Ja portineria! = Micce? = Arvedas! 7 Tl portinaro lo vide tomare con il carretto. Finse i niente, Entrato nel capannone, sent! gridare da ‘ogni cantone, ; L’ayevano ticonosciato gli spedizionieri. Fagiano, gli gridavano, dove te ne vet! | Marie infil le scale degli stadi, piombd nell ufficio di Pelagatta, Gli operati stavano freri dalla fabbrica. — Magari ha le faccia di entrare come socio un'al- sen volta. = Pelagatta P'@ wna ciulla! — Gli cara una caret de roba ¢ vai forte come un, treno! — A me non me Pha data quando ce I"ho chiesta! Se dovatia dare roba a tutti quelli che ce Ja cer- cano, si vanza neanche la catnicia, — Come mai il portinato ("ha fai past! = Il sito ce Pha dato Micca! ~ Quello € buono da dargli il benservito! © Se la metita, Stava I per Micca, si pud dite! Mario usct con la carretta piena di pelle cucio fo- dere — Va quanta roba gli ha dato! — Per quella faccia da pect! m — Come mai dargli tanta grazia! ‘Me ko voglia dandargli shorsare il carzetto! ~ Va come tira! Smeia un asu da muntagna! Arrivato nella Roggia Vecchia, Mario si ferm® 4 ti- tare un momento il fiavo, Dal porzone lo chiaimavano, Padron Mario? = Telqua Banostrone! — Venite a vedere le mia fabbrical — Anche voi, Banastione, fate scarpe, voi che si nanca da che parte si comincia? Toccandogli la roba, Banastrone, diceva: — Tt roba che viene da Pelagatia! Qui avrete, dire poco, un mille pé... I che roba! Proprio vacchetta... ¢ qui vi- telline ¢ qui fodcette; ma quante roba v’ha dai> — Git i men dal nikel! Mario fece un altro po’ di strade, arrivate in pia zetta del mercata tiovd padron Bisio e padron Pistoia, — E roba buona — disse Bisio ~ & scontal — Adesso vanno tutti avanti con la scorta, ma la fi nisar’d ben un martedi o un yenerdi le scorta — diceva Pistoia, — Me capisi pil gnént! — disse Mario. Tece il gizo dell’oca passando dalllo stadio ¢ facendo tutta Ia Costere, Ogai metro cra una voce sola: dove. Pavete toia la roba? Chi vl'ba daia? Datemene una lingua! Curnon! Ocio « Gheroni! Micca! Fermil! Vac da per terra la roa che la gira, Cotri che Ghetoni ti prende. Azrivd sfiancato in corte. Mentre scaricava ecco uscire padron Ferrari, Nando, Luisino. — Mi setvaria... — comineid uno. — Le balle di fra’ Giulieni! — rispose Mario. ~ILnisa? ~ chiamd Mario. — Vieni 2 darmi una mano, movat! 4 Mentre sistemavano la roba sotto i mobili si sentt gridare dal cortile. = Questa voce la cugnusi. il maresciallo Ghero- ~ diese Mario. — C anche Racalmuto! ~ disse Luisa. ~ Sono dal Luisino — Dammi une mano leyare Fottomana.... adesso le- viamo le pizstre, ci fechiamo dentro la roba... Andarono alla finestea. Sentivano Racalmuto gridare: — Circolare nume- 10... giti un numrass, del Ministero del Lavoro! De- creto Legge del 18 aprile 1937 numero 674 sull"Ap- prendistato, comma duc} Ordine ministeriale numero 180 parngrafo 67! Codice di Proceduta... = Qui bo tovato pelle senza imposta. | registri in disordine, il libro mastro bianco! ~ gridava Gheroni. ~ Tn base all’articolo 340 del = In hase al mio mestiere fo la dennncia! = Lei non pud multare senza dati di fatto! 1 con- tenzioso... ~ Io multo e voi sicorrete ell"Intendenzal Dalla porta di Luisino yidero uscire prima Racal- muito; poi venneto fuori il masescial Ghezoni col Lui- sino ¢ Franchina che lo prendevano per il giachs. Stres? la deruncial Non ce la fismo a tirarsts la srnatal ~ Che numero ha di piede sua moglie? ~ Ei sui Sli? — Ho fatto il mio dovere, ringraviate che non sono andeto a yedere gli anni passati! — diceva Ghetoni = Un miliun di multa & troppo! — gridava Luisino. — Qui c@ un’altta visita da fare! — disse Gheror — Permesso signer Sala? = Avanti! — disse Mario, 135 = Che fate? TF fai che turd dalla guetta, non ho fatto che vyenire a casa! = Ah sl? ~ Beata longa, mam’ andata bene ancora, Uhm! La guerra & una gran brutte cosal * Bento un certo odore, ch? Proprio niente? = Sone io sa! So no il témp che me lavi no! | Deseo dare uno sguardo sotto il lotto? — chiedeve Gheroni, — Chel faia! ~ Kdesso vorrei vedere sotto i mobili, Cominciamo dallostemana. Levate Pectomana! — ordind Gheroni. ‘Mario si buttd per terra. Ob ind cit! Luisa ve’ dal dutut... Mi sento ma: te qui, ahi! ‘Come 7% smorto il mé Mario! Matio? ~ Gli capita sposso? — chiedeva Gheroni Se reareseial! Got un’altra volts. Ho fai che! uma a ca? dalla guetta, diamine er Chissa seca ne ha passate! — diceva Taisa J passa niente dalla canna. Ton mi convincetc, Mario Sala. Vi tengo <0 chio, tenctavelo a mente quando sisuscitave! — diss Gheroni. Come se nand® Mario venne su pellido. Bestia! Guarda sta piastral “Pena "pena a temp. Finite da desinare chiese alla moglie doy’e il ball chetto. ‘sal golarone! — rispose Luisa. — Vamla a to’! — cise Mario Ingombrd il avolo di pelle: questa Ve fresea, sta P2 no ben cuncili, quesi® Ja ceda, Poi si mit ragliare, Luisa disse: _Yo drumi, sun troppa stracea. Buonanotte! Dal letto lo sentiva battere sul tripé, pocki colpt, si fermava, riprendeva. rif acide, Pet stassera tagli duds al re sto ta ga peasaré daman! © Pho capi! = rispose Mario. Quando si mise a letto Ini, Laisa dotmiva forte ‘Alia mattina non lo srovd pii al suo posto. — Mario? ~ chiamd. AALS i la o vedere. Lo trovd che stava cxeendo tun paio di scarpe.