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A mia nipote Ruth

e alla lavanderia di Sharyn


senza dimenticare Lilly B.

Diana Wynne Jones

House of Many Ways

Titolo originale: House of Many Ways


Traduzione dall'inglese di Francesca Guerra (Comma 22)
Copyright 2008 by Diana Wynne Jones
Copyright per l'edizione italiana 2010 by Kappa Edizioni
Illustrazione d copertina di Daniele Poma
Collana MANGAZINE
Seconda edizione: agosto 2010
Kappa Edizioni - Via S. Felice 13, 40122 Bologna
www.kappaedizioni.it
info@kappaedizioni.it
ISBN: 978-88-7471-228-1

CAPITOLO UNO
Nel quale Charmain viene arruolata
per badare alla casa d un mago
Deve farlo Charmain disse zia
Sempronia. Non possiamo lasciare solo il
prozio William in questa situazione.
Il tuo prozio William? chiese la
signora Baker. Non ... diede un colpo
di tosse e abbass il tono di voce perch,
nella sua testa, non era per niente una bella
cosa. Non un mago?
Come no rispose zia Sempronia.
Ma sai, ha un nodulo in pancia e solo gli
elfi lo possono aiutare. Per curarlo bisogna
che lo portino altrove e, capisci anche tu che
qualcuno dovr pur badare a casa sua. Gli

incantesimi, sai com', se ne scappano se


non c' nessuno a sorvegliarli. E sono
davvero troppo occupata per farlo io. Pensa
solo al lavoro per i miei randagi...
Anch'io. Questo mese siamo immersi
fino al collo negli ordini di torte nuziali
disse di getto la signora Baker. Giusto
stamattina Sam diceva...
Allora tocca a Charmain decret
zia Sempronia. Di sicuro ormai grande
abbastanza.
Ehm... disse la signora Baker.
Entrambe rivolsero lo sguardo dall'altra
parte del salotto, dove era seduta la figlia
della signora Baker, come al solito
sprofondata nella lettura di un libro, con il
corpo lungo e sottile chinato verso il raggio
di sole che penetrava tra i gerani di sua
madre, i capelli fissati in una specie di nido

per gli uccelli e gli occhiali sospesi sulla


punta del naso. Teneva in mano uno degli
enormi e succulenti pasticci del padre e lo
sgranocchiava mentre leggeva. Le briciole le
cadevano senza tregua sul libro, e quando
rotolavano sulla pagina che stava leggendo
usava il pasticcio per spazzarle via.
Ehm... hai sentito di cosa parlavamo,
cara? chiese la signora Baker con fare
ansioso.
No rispose Charmain con la bocca
piena. Cosa?
Allora siamo d'accordo disse zia
Sempronia. Pensaci tu a spiegarglielo,
Berenice cara . Si alz e prese a lisciarsi
con fare maestoso le pieghe del vestito in
shantung di seta, per poi passare al parasole
di seta.
Passo a prenderla domattina

aggiunse. Adesso sar meglio che vada a


dire al povero prozio William che alle sue
cose bader Charmain. Usc con portamento
altero dalla stanza, lasciando la signora
Baker a desiderare che la zia di suo marito
fosse meno ricca e prepotente e a chiedersi
come avrebbe fatto a spiegarlo a Charmain,
per non parlare di Sam. Mai suo marito
aveva permesso che Charmain facesse
qualcosa di men che rispettabile. Il che
valeva anche per la signora Baker, a parte
quando ci si metteva zia Sempronia.
Zia Sempronia, intanto, era risalita sul
suo elegante calessino tirato da un pony e
aveva dato indicazione allo staffiere di
portarla oltre l'altro capo della citt, dove
abitava il prozio William.
Ho organizzato ogni cosa annunci
lei, dopo aver attraversato le magiche vie

che conducevano allo studio del prozio


William, seduto a scrivere con espressione
avvilita. La mia pronipote, Charmain,
verr qui domani. Sar qui prima che tu
parta e si occuper di te al tuo ritorno. Nel
frattempo, sorveglier la casa.
Davvero gentile da parte sua disse
il prozio. Suppongo allora che sia molto
pratica di magia.
Non ne ho la minima idea disse zia
Sempronia. Quel che so che non ha mai
alzato gli occhi da un libro, non ha mai dato
una mano in casa e i suoi genitori la trattano
come una cosa sacra. Le far bene un
cambiamento, fare qualcosa di normale.
Oh, cara disse il prozio William.
Grazie per avermi avvisato. In questo
caso prender delle precauzioni.
Fai bene disse zia Sempronia.

E al tuo posto mi assicurerei che la casa


fosse piena di cose da mangiare. Mai vista
una ragazzina mangiare tanto e rimanere
secca come un manico di scopa. Non riesco
a capire come fa. Allora, la porto qui
domani prima che arrivino gli elfi . Si gir
e se ne and.
Grazie disse con un filo di voce il
prozio William rivolto alla rigida e
frusciante schiena di zia Sempronia. Mia
cara, cara Sempronia aggiunse, mentre la
porta d'ingresso si chiudeva sbattendo.
Oh, be', suppongo che si dovrebbe essere
grati per i propri parenti.
Anche Charmain, per quanto possa
sembrare strano, era piuttosto riconoscente a
zia Sempronia. Certo non provava la minima
gratitudine all'idea di essere costretta a
badare un vecchio mago malato che non

aveva mai visto prima. Poteva anche


chiedermelo ripeteva piuttosto spesso
alla madre.
Cara, credo sapesse che ti saresti
rifiutata ipotizz infine la signora Baker.
Forse vero diceva Charmain.
Ma aggiunse con un sorriso misterioso,
forse no.
Cara, non mi aspetto che tu ti diverta
disse timidamente la signora Baker.
Non certo un piacere. Solo, sarebbe
davvero gentile...
Non sono gentile, lo sai disse
Charmain e sal al piano di sopra diretta
nella sua camera bianca ornata di gale, dove
si sedette alla sua bella scrivania con lo
sguardo rivolto ai tetti, alla torri e ai camini
di High Norland oltre la finestra e poi su
fino alle montagne azzurre in lontananza. La

verit era che questa era l'occasione che


aveva tanto atteso. Era stanca della sua
buona scuola e molto stanca di abitare a
casa, con sua madre che la trattava come una
tigre della quale nessuno certo sia
addomesticata, e il padre che le proibiva di
fare questo o quello perch non era bello,
prudente o normale. Era l'occasione di
andarsene da casa e fare qualcosa l'unica
cosa che Charmain avesse sempre voluto.
Valeva la pena di accontentarsi della casa
del mago anche solo per questo. Si chiedeva
se avrebbe avuto il coraggio di scrivere la
lettera.
Per molto tempo il coraggio le era
venuto meno. Si sedette a fissare le nuvole
che coprivano al loro passaggio le cime dei
monti, bianche e porporine, prendendo la
forma di grassi animali e draghi sottili che

calavano rapaci. Rimase a fissarle finch


non si sfilacciarono, riducendosi ad appena
un velo contro il cielo azzurro. Poi disse:
"Adesso o mai pi." Dopo di che sospir,
cerc con la mano gli occhiali appesi al
collo, tir fuori la penna buona e la carta da
lettera pi bella. Scrisse, nella miglior grafia
di cui era capace:
Sua Maest,
fin dalla pi tenera et, quando venni a
sapere della Sua splendida collezione di
libri e manoscritti, ho desiderato lavorare
nella Sua biblioteca. Pur sapendo che Lei,
con l'aiuto di Sua figlia, Sua Altezza Reale
la principessa Hilda, personalmente
impegnato nel lungo e difficile compito di
smistare e catalogare il contenuto della Real
Biblioteca, oso sperare che il mio aiuto le

possa riuscire gradito. Raggiunta ormai l'et,


vorrei candidarmi a occupare il posto di
assistente nella Real Biblioteca. Spero non
trover la mia candidatura troppo
presuntuosa. Distinti saluti.
Charmain Baker
12 Corn Street
High Norland City
Charmain si poggi allo schienale e
rilesse la lettera. Scrivere al vecchio re era
un'impudenza bella e buona, per la lettera
le sembrava piuttosto riuscita. La sola cosa
su cui aveva dei dubbi era quel "Raggiunta
ormai l'et". Sapeva che lasciava intendere
che avesse ventun anni o almeno diciotto
, ma sentiva che non era proprio una
bugia. Dopotutto, non aveva detto quanti

anni aveva. E non aveva nemmeno detto di


avere grandi conoscenze o di essere
altamente qualificata, dal momento che
sapeva di non esserlo. Non aveva neanche
scritto di amare i libri pi di qualunque altra
cosa al mondo, per quanto fosse
assolutamente vero. Doveva solo aver
fiducia nel fatto che il suo amore per la
lettura emergesse da s.
Senz'altro il re accartoccer la lettera e
la butter nel fuoco, pens. Ma almeno, ho
tentato. Usc a imbucarla, sentendosi
coraggiosa e ardita.
Il mattino dopo, zia Sempronia arriv sul
suo calessino e vi fece salire Charmain,
insieme alla borsa ricavata da un tappeto che
la signora Baker aveva riempito di vestiti
della figlia e a una, ben pi capiente,
rigonfia di tortine, ciambelle, sformati e

crostate. Questa seconda borsa era cos


voluminosa, ed emanava un profumo
talmente intenso di santoreggia, salsa,
formaggio, frutta, marmellata e spezie, che lo
staffiere alla guida del calessino si volt ad
annusare meravigliato, e perfino le signorili
narici di zia Sempronia si allargarono.
Be', non patirai la fame, piccola disse.
In marcia. Ma lo staffiere dovette attendere
che la signora Baker avesse abbracciato
Charmain e le avesse detto: So di potermi
fidare di te, cara, e che farai la brava, sarai
ordinata e assennata.
"Figurati," pens Charmain. Non si fida
per niente di me.
Poi suo padre corse a darle un bacino
sulla guancia. Siamo sicuri che non ci
deluderai, Charmain disse lui.
"Come no," pens Charmain. Sei sicuro

che ti deluder, piuttosto.


E ci mancherai, amore disse la
madre, quasi in lacrime. "Stavolta poteva
anche essere vero!" pens Charmain, con un
certo stupore. Anche se proprio non mi
spiego cosa ci trovino in me.
In marcia! ordin in tono secco zia
Sempronia e lo staffiere esegu. Quando
ormai il pony procedeva a passo tranquillo,
disse: Dunque, Charmain, so che i tuoi ti
hanno sempre dato il meglio e che non hai
mai dovuto fare nulla per te stessa in vita
tua. Per una volta, te la senti di prenderti
cura di te?
Oh, s disse Charmain in tutta
sincerit.
E della casa e del povero vecchio?
insistette zia Sempronia.
Far del mio meglio rispose

Charmain. Temeva che, se non l'avesse


detto, zia Sempronia avrebbe fatto marcia
indietro e l'avrebbe riportata dritta a casa.
Hai ricevuto una buona istruzione,
vero? disse zia Sempronia.
So anche suonare ammise
Charmain, in tono piuttosto scontroso, e
aggiunse di getto: Ma non ero per niente
brava, perci non ti aspettare che mi metta a
suonare delle arie al prozio William.
Non me l'aspetto ribatt zia
Sempronia, dal momento che un mago
ed probabilmente in grado di crearsi la sua
musica da s. Cercavo solo di capire se hai
un'adeguata conoscenza di base di magia. Ce
l'hai, no?
Charmain sent rivoltare le budella ed
ebbe l'impressione che il sangue le stesse
defluendo dal viso. Non os confessare di

non sapere neppure l'abc della magia: i suoi


la signora Baker in particolare non
vedevano di buon occhio la magia. Inoltre
abitavano in una zona della citt cos per
bene che nella sua scuola non si erano mai
insegnate le arti magiche. Se si voleva
imparare una cosa tanto volgare si doveva
andare piuttosto da un insegnante privato, e
Charmain sapeva che i suoi non avrebbero
mai pagato per lezioni del genere. Ehm...
cominci. Fortunatamente zia Sempronia
riprese senza badarle. Abitare una casa
piena di magia non uno scherzo, sai.
Oh, non ho mai pensato che fosse uno
scherzo disse Charmain in tono sincero.
Bene disse zia Sempronia, e si
appoggi allo schienale.
Il pony avanzava a passo di trotto.
Attraversarono la piazza Reale, passando

oltre il Palazzo Reale che incombeva a


un'estremit, con il suo tetto dorato
risplendente al sole, e proseguirono per la
piazza del Mercato, dove di rado a Charmain
era concesso andare. Guardava assorta le
bancarelle e la gente intenta a comprare e
chiacchierare, e si gir per continuare a
osservarla mentre si dirigevano verso la
citt vecchia. Qui le case erano cos alte e
colorate, cos diverse le une dalle altre
ognuna sembrava avere un tetto pi
spiovente e finestre collocate in modo pi
bizzarro della precedente , che Charmain
cominci a sperare che, dopotutto, vivere
nella casa del prozio William potesse
rivelarsi un'esperienza molto interessante. Il
pony tuttavia continu a procedere attraverso
le zone pi sporche e povere, poi pass
davanti a casupole vere e proprie, e poi tra

campi aperti e siepi, dove un'imponente


parete di roccia incombeva sulla strada e si
levavano solo rare casette nascoste dietro a
siepi, mentre le montagne torreggiavano
sempre pi vicine. Charmain cominci a
credere che stessero lasciando High Norland
per un altro paese. Quale? Sfrangia?
Montalbino? Se solo fosse stata pi attenta
alle lezioni di geografia...
Proprio mentre formulava quel pensiero,
lo staffiere si ferm davanti a una casa color
grigio-topo acquattata all'estremit di un
lungo giardino. Charmain la osserv
attraverso il cancelletto di ferro e si sent
decisamente delusa: era la casa pi banale
che avesse mai visto in vita sua. Aveva
finestre ai due lati della porta d'ingresso
marrone e un tetto color grigio-topo che le
ricopriva minaccioso. Non sembrava ci

fosse traccia di un piano superiore.


Eccoci qui disse in tono allegro
zia Sempronia. Scese, apr rumorosamente il
cancelletto di ferro e si diresse lungo il
vialetto fino alla porta di ingresso. Charmain
si mosse furtiva e cupa sulla sua scia, mentre
lo staffiere le seguiva con le due borse. Nel
giardino ai lati del vialetto sembravano
crescere esclusivamente cespugli di ortensie,
azzurre, verdi-azzurre e color malva.
Penso che non spetti a te occuparti del
giardino disse zia Sempronia in tono
leggero. "Spero proprio di noi" pens
Charmain. Sono quasi sicura che William
abbia un giardiniere aggiunse zia
Sempronia.
Lo spero disse Charmain. In fatto
di giardini le sue competenze si fermavano
al cortile sul retro della casa dei Baker, con

il suo ampio gelso, il roseto e le cassette da


fiori dove la madre coltivava i fagioli.
Sapeva che sotto le piante c' della terra e
che la terra contiene i vermi. Rabbrivid.
Zia Sempronia sbatt con fare sbrigativo
il battente alla porta d'ingresso marrone e
spinse la nipote in casa, chiamando a gran
voce: Ooh! Ti ho portato Charmain!
Grazie davvero disse il prozio
William.
La porta d'ingresso dava su un soggiorno
antiquato, dove il prozio era seduto su una
vecchia poltrona color grigio-topo. Aveva
accanto una grande valigia di pelle, come se
fosse gi pronto a partire. Piacere di
conoscerti, cara disse a Charmain.
Signore rispose educatamente
Charmain.
Prima che l'uno o l'altra potessero

riprendere, zia Sempronia disse: Be', vi


saluto cari. Metti l i suoi bagagli ordin
al suo staffiere, che, obbediente, moll le
borse appena oltre la soglia e se ne and.
Zia Sempronia lo segu in un fruscio di
costose sete, dicendo a gran voce: Ci si
vede! mentre se ne andava.
La porta si richiuse sbattendo, lasciando
Charmain e il prozio William a fissarsi.
Era un ometto quasi calvo, se si esclude
qualche ciuffo di fini capelli argentei che
striavano la sua testa altrimenti glabra.
Sedeva chinato in una posa rigida e
accartocciata, che rivelava a Charmain
quanto stesse soffrendo. Lei si sorprese a
provarne piet, ma al tempo stesso avrebbe
voluto che lui non la fissasse con tanta
insistenza, la faceva sentire colpevole. Per
giunta le palpebre inferiori ciondolavano

dagli stanchi occhi azzurri, a mostrarne


l'interno rosso come il sangue. Charmain
odiava il sangue almeno quanto i vermi.
Be' sei una signorina molto alta e dai
l'idea di sapere bene quello che fai disse
il prozio William. Parlava stancamente e con
tono dolce. Per come la vedo io, i capelli
rossi sono di buon auspicio. Molto buono.
Pensi di riuscire a cavartela qui mentre sar
via? Temo che il posto sia un po' sottosopra.
Penso di s disse Charmain. Quella
stanza antiquata le sembrava abbastanza in
ordine. Mi dica qualcosa di quello che
dovr fare. "Anche se spero di non dovermi
fermare molto," pens. "Quando il re
risponder alla mia lettera..."
Quanto a questo disse il prozio
William, le solite cose di manutenzione
della casa, ovviamente, ma magiche. Va da

s che si tratta per lo pi di incantesimi.


Dato che non sapevo bene a che grado di
conoscenza delle arti magiche sei giunta, ho
preso qualche precauzione... "Orrore!" pens
Charmain. "Crede che sappia qualcosa di
magia!". Cerc di fermare il prozio William
per chiarire l'equivoco, ma in quel momento
furono interrotti. La porta d'ingresso si apr
rumorosamente e una processione di elfi
altissimi entr a passi misurati. Erano tutti
vestiti di un bianco quasi ospedaliero e i
loro splendidi volti erano del tutto privi di
espressione.
Charmain li fiss, fortemente turbata
dalla loro bellezza, altezza, equanimit e,
soprattutto, dall'assoluto silenzio. Uno di
loro la scost con delicatezza e lei rimase l,
sentendosi goffa e sottosopra, mentre gli altri
circondavano il prozio William chinando su

di lui le teste di un biondo abbagliante.


Charmain non avrebbe saputo dire con
certezza cosa facessero, ma un attimo dopo il
prozio William vestiva una tunica bianca e
loro lo sollevavano dalla sedia. Alla sua
testa erano attaccate tre mele rosse, o quelle
che sembravano mele. Charmain si accorse
che era addormentato.
Ehm... non state dimenticando la sua
valigia? chiese mentre lo portavano fuori.
Non ce n' bisogno disse uno degli
elfi, tenendo aperta la porta a quelli che
trasportavano il prozio William.
Dopo di che si avviarono tutti lungo il
vialetto del giardino. Charmain si lanci
sulla soglia e chiese: Quanto star via?
. All'improvviso sembrava urgente sapere
per quanto sarebbe stata responsabile della
casa.

Il tempo che ci vorr rispose un


altro elfo.
Poi, prima ancora di arrivare al cancello
del giardino, erano tutti svaniti.

CAPITOLO DUE
Nel quale Charmain esplora la casa
Charmain rimase un po' a fissare il
vialetto deserto, poi richiuse la porta,
sbattendola. Che faccio adesso?
chiese alla stanza vecchio stile, rimasta
disabitata.
Ho paura che ti toccher pulire la
cucina, cara disse, sbucando dal nulla, la
voce stanca del prozio William, con tono
gentile. Mi scuso per tutto il bucato che ti
lascio da fare. Per favore apri la valigia per
altre istruzioni.
Charmain scocc uno sguardo alla
valigia. Dunque il prozio William aveva
voluto lasciarla, dopotutto. Tra un minuto

disse rivolta alla valigia. Non ho


ancora disfatto i miei, di bagagli Prese le
sue borse e marci in direzione dell'unica
porta oltre a quella d'ingresso. Era in fondo
alla stanza, e dopo qualche tentativo di
aprirla con la mano nella quale reggeva la
borsa dei viveri, poi con la stessa mano ma
entrambe le borse nell'altra, e infine con tutte
e due le mani e le borse posate a terra,
Charmain scopr che portava in cucina.
Rimase un momento a osservare. Poi
trascin le due borse oltre la porta, sul punto
di richiudersi, e rest a fissare la cucina
ancora un po'.
Che confusione! disse.
Avrebbe potuto essere una cucina ampia
e agevole. Era dotata di una grande finestra
rivolta alle montagne, attraverso la quale si
riversava nella stanza la luce calda del sole.

Ma ahim non serviva che a illuminare


l'enorme pila di piatti e tazze ammassati nel
lavello, sul suo ripiano e l a fianco sul
pavimento. I raggi del sole giungevano poi
insieme allo sguardo sgomento di
Charmain su due grosse sacche di tela di
biancheria da lavare, poggiate accanto al
lavello, su cui gettavano una luce dorata.
Erano talmente piene di vestiti sporchi che il
prozio William le aveva usate come mensola
per una pila di casseruole, padelle e simili.
Da l lo sguardo di Charmain si spinse
fino al tavolo al centro della stanza. Ecco
dove, a quanto pareva, il prozio William
teneva la sua scorta di trenta teiere, o gi di
l, e di altrettanti bricchi per il latte, nonch
di numerosi recipienti che erano stati usati
come salsiere. A suo modo era tutto piuttosto
in ordine, pens Charmain, solo molto

affollato e sporco.
Immagino che tu sia stato malato
brontol parlando al nulla. Questa volta non
ricevette risposta. Si avvicin cautamente al
lavello ed ebbe l'impressione che mancasse
qualcosa: le ci volle un minuto per rendersi
conto che non c'erano rubinetti. Forse la casa
era cos lontana dalla citt che non avevano
portato fin l i tubi dell'acqua. Quando
guard dalla finestra, vide un cortiletto con
al centro una pompa. "Quindi dovrei andare
a pompare l'acqua e poi portarla dentro, e
poi cos'altro?" si chiese. Ispezion il camino
vuoto e scuro. Dopotutto era estate, quindi
era logico che il fuoco fosse spento, e che
non ci fosse nemmeno qualcosa per
accenderlo, per quanto poteva vedere. "Cosa
faccio, scaldo l'acqua?" si chiese. "Mi sa
che dovr usare una pentola sporca... A

proposito, come faccio a lavarmi? Non


posso nemmeno farmi un bagno? Non ce l'ha
una camera da letto o un bagno?".
Si precipit verso la porticina dietro il
camino e la spalanc. "Sembra che per
aprire tutte le porte del prozio William ci
voglia la forza di dieci uomini," pens
irritata. Riusciva quasi a percepire la forza
della magia che le teneva sbarrate. Si trov
di fronte una piccola dispensa. Sugli scaffali
c'era solo un vasetto di burro, una pagnotta
che sembrava stantia e un'ampia borsa che
riportava la misteriosa dicitura CIBIS CANINIcus, piena, a quanto sembrava, di sapone in
scaglie. E impilate dietro la borsa c'erano
altre due grandi sacche di biancheria sporca,
piene come quelle in cucina.
Ho voglia di urlare disse
Charmain. Come ha potuto zia Sempronia

farmi questo? La mamma come ha potuto


permetterglielo?
In quel momento di scoramento, riusc
solo a pensare di fare quel che faceva
sempre in situazioni critiche: sprofondare in
un libro. Trascin le sue borse fino al tavolo
affollato di cose e si mise a sedere su una
delle due sedie. A quel punto slacci la
borsa ricavata da un tappeto, inforc gli
occhiali e si mise a frugare tra i vestiti, alla
ricerca dei libri che aveva messo da parte
perch la madre li sistemasse in valigia. Le
mani non trovarono nulla di rigido, a
eccezione del grosso sapone tra le sue cose
da toeletta. Charmain lo scagli dalla parte
opposta della stanza, dentro al focolare
vuoto, e riprese a scavare. Non ci posso
crederei esclam. Doveva metterli
dentro per primi, proprio in fondo. Ribalt

la borsa e la scroll per far cadere tutto a


terra. Ne fuoriuscirono pacchi di gonne,
abiti, calze e camicette piegate a meraviglia,
due maglie all'uncinetto, sottovesti di pizzo e
biancheria da bastare per un anno. In cima al
tutto caddero le sue pantofole nuove. Dopo
di che la borsa si ritrov vuota e floscia.
Charmain tast ugualmente l'interno da cima
a fondo prima di gettarla da parte, lasciar
ricadere gli occhiali all'estremit del
laccetto e chiedersi se fosse il caso di
mettersi a piangere. La signora Baker aveva
davvero scordato di mettere in valigia i
libri. Be' disse Charmain dopo un
intervallo di tempo passato a sbattere le
palpebre e deglutire, mi sa che la prima
volta che sto via da casa sul serio. La
prossima volta, i bagagli me li faccio da
sola, e li riempio di libri. Per adesso mi

toccher arrangiarmi con quello che c'. In


questo spirito sollev l'altra borsa sul tavolo
affollato e la spinse per farle posto,
mandando cos quattro bricchi per il latte e
una teiera verso il pavimento. E
chisseneimporta! disse Charmain nel
vederli cadere. A motivo di un certo
sollievo, i bricchi del latte erano vuoti e si
limitarono a rimbalzare e non si ruppe
nemmeno la teiera, che rest rovesciata a
spargere t sul pavimento. Probabilmente
il lato buono della magia questo disse
estraendo, di umore fosco, il primo pasticcio
di carne. Infagott le gonne tra le ginocchia,
poggi i gomiti sul tavolo e diede un enorme,
consolatorio, stuzzicante morso al pasticcio.
Una cosa fredda e tremolante le tocc la
gamba destra nel punto in cui era scoperta.
Charmain raggel, non osando neppure

masticare. "Questa cucina dev'essere piena


di grossi lumaconi magici!", pens. La cosa
fredda la tocc in un altro punto della
gamba. Il contatto fu accompagnato da un
lamento
appena
accennato.
Molto
lentamente, Charmain scost gonna e
tovaglia e abbass lo sguardo. Sotto il
tavolo sedeva un minuscolo cane bianco
ispido, che le rivolgeva uno sguardo patetico
scuotendosi tutto. Quando si accorse che
Charmain lo osservava, drizz le diseguali
orecchie bianche, che apparivano come
sfrangiate, e prese ad agitare in modo
convulso a terra la sua codina spelacchiata.
Poi torn poco alla volta a emettere un
flebile lamento.
E tu chi sei? chiese Charmain.
Nessuno mi ha parlato di un cane. Di nuovo
si sent risuonare nell'aria la voce del prozio

William. Questo cane si chiama Sperso,


devi essere molto buona con lui. Era un
randagio e sembra aver paura di tutto.
Charmain non aveva mai saputo bene
come porsi nei confronti dei cani. La madre
diceva che sono sporchi e mordono, e non ne
avrebbe mai voluto uno in casa, cos
Charmain si era sempre sentita molto agitata
in loro presenza. Ma questo cane era cos
piccolo, cos pulito e bianco... E sembrava
temere Charmain molto pi di quanto lei lo
temesse. Non cessava di tremare tutto.
Oh, smettila di tremare disse
Charmain. Non voglio farti del male. Ma
Sperso continu, rivolgendole uno sguardo
che ispirava piet. Charmain sospir, stacc
un bel pezzo del pasticcio e lo allung in
basso, verso il cane. Tieni disse.
Tieni, dopotutto te lo meriti anche solo

perch non sei un lumacone.


Il naso nero e rilucente di Sperso
fremette in direzione del pezzo di pasticcio.
Rivolse lo sguardo in su, verso di lei, per
accertarsi che fosse davvero questo che
intendeva, e solo allora, delicatamente e con
garbo, lo prese in bocca e lo mangi. Poi
torn a guardare Charmain per averne
ancora. La delicatezza di quel cane la
affascinava. Ne stacc un altro pezzo, poi un
altro ancora: alla fine si divisero il pasticcio
a met.
Finito disse Charmain, scuotendo
le briciole dalla gonna. Dobbiamo far
durare queste provviste, dato che in casa non
sembra ci sia altro da mangiare. Adesso
mostrami cosa devo fare, Sperso.
Sperso trott con prontezza in direzione
di quella che sembrava la porta sul retro e si

mise a dimenare quel ciuffo che era la sua


coda e a sussurrare un lamento appena
accennato. Charmain schiuse la porta che
si rivel difficile da aprire quanto le altre
due e lo segu in cortile, pensando che
intendesse portarla a pompare acqua per il
lavello. Ma Sperso pass oltre la pompa
trotterellando e si diresse verso un melo, pi
simile per a un mango, che si trovava in un
angolo, e una volta l sollev una delle
cortissime zampette e fece pip contro il
tronco.
Ho capito disse Charmain.
Questo quello che dovevi fare tu, non io.
Non credo che tu faccia molto bene
all'albero, Sperso.
Il cane le rivolse un'occhiata e prese a
trotterellare avanti e indietro per il cortile,
intento ad annusare quel che trovava e a

levare la zampa contro i ciuffi d'erba.


Charmain si rese conto che Sperso vi si
sentiva al sicuro e si accorse che lo stesso
valeva per lei: avvertiva un senso di calore
e sicurezza, come se il prozio William
avesse messo il giardino sotto una sorta di
protezione magica. In piedi accanto alla
pompa, fiss lo sguardo oltre le montagne,
che si levavano ripide. Dalle vette soffiava
una brezza leggera che portava con s un
sentore di neve e di fiori nuovi e le fece
tornare in mente gli elfi. Si chiese se era l
che avevano portato il prozio William.
"E sar meglio che lo riportino indietro
in fretta," pens. "Pi di un giorno qui e
potrei impazzire!".
In un angolo vicino alla casa c'era un
piccolo capanno. Charmain vi si avvicin
borbottando: Suppongo che qui ci saranno

badili, vasi da fiori e robe simili . Ma una


volta aperta a fatica la dura porta, vi trov
un'ampia vasca di rame, un mangano e, sotto
la vasca, uno spazio per accendere il fuoco.
Rimase a fissare queste cose come in un
museo si resta a fissare un oggetto strano,
finch non le venne in mente che a casa, nel
suo cortile, c'era un capanno simile. Ai suoi
occhi era un luogo altrettanto misterioso, dal
momento che le era sempre stato proibito di
entrarvi, ma sapeva che una volta la
settimana una lavandaia dalle mani rosse e il
volto paonazzo arrivava e faceva un sacco di
vapore in quel capanno, da cui, per qualche
mistero, uscivano vestiti puliti. "Ah, una
lavanderia," pens. Mi sa che dovrei mettere
quei sacchi di biancheria sporca nella vasca
e farli bollire. Ma come? Comincio a
pensare di aver vissuto nella bambagia fino

a ora.
E che sia stato un bene disse a
voce alta, pensando alle mani rosse e alla
faccia color malva della lavandaia.
"Ma questo non mi aiuter a lavare i
piatti," pens, "o a fare un bagno. Dovrei
bollire anch'io in quella vasca? E dove
dovrei dormire, per l'amor del cielo?".
Torn in casa lasciando la porta aperta
per Sperso, e una volta dentro super a
passo di marcia il lavello, i sacchi di
biancheria sporca, il tavolo ingombro e il
mucchio delle sue cose per terra e apr la
porta nella parete di fronte a lei. Oltre la
porta, sempre il vecchio salotto.
La situazione disperata! esclam.
Dove sono le camere da letto? Dov' il
bagno?
La voce stanca del prozio William torn

a risuonare nella stanza. Per le camere da


letto e il bagno, gira a sinistra appena apri la
porta della cucina, cara. Ti prego di
scusarmi se troverai in disordine.
Charmain si volse a guardare la cucina
oltre la porta aperta. Ah, s? disse.
Be', proviamo . Torn con cautela sui
propri passi verso la cucina e chiuse la porta
di fronte a s, poi la spalanc di nuovo, con
lo sforzo che cominciava a considerare
scontato, e si gir di scatto sulla sinistra,
superando la cornice prima ancora di avere
il tempo di pensare che fosse impossibile.
Si ritrov in un corridoio alla cui
estremit c'era una finestra aperta che
lasciava entrare una brezza satura del
profumo delle montagne, fatto di neve e fiori.
Mentre era intenta a girare il pomello e
premere il ginocchio contro la porta pi

vicina, Charmain ebbe la visione fugace e


abbagliante di un verde declivio e di azzurre
lontananze. Questa porta si apr senza troppe
difficolt, come se fosse usata piuttosto
spesso. Un passo in avanti e Charmain fu
colta da un profumo tale da farle dimenticare
all'istante quelli provenienti dalla finestra.
Rimase l, in punta di naso, deliziata
dall'odore: era la fragranza gradevolmente
ammuffita di vecchi libri, a centinaia, valut
guardandosi intorno. C'erano volumi
allineati su scaffali lungo tutte e quattro le
pareti, accatastati a terra e impilati sulla
scrivania; per lo pi vecchi libri rilegati in
pelle, anche se ve n'erano alcuni, tra quelli a
terra, dotati di sovraccoperta colorata
dall'aspetto pi recente. Era lo studio del
prozio William, ovviamente.
Ooh! esclam Charmain.

Ignorando la vista delle ortensie che si


coglieva dalla finestra, si lanci verso i libri
sulla scrivania. Erano volumi grossi, spessi,
profumati. Alcuni erano tenuti serrati da
ganci metallici, come se fosse pericoloso
aprirli. Charmain aveva gi preso in mano il
pi vicino, quando si accorse del rigido
foglio di carta poggiato sulla scrivania,
coperto da una scrittura tremolante.
Charmain, cara lesse, e si sedette
sulla sedia imbottita davanti alla scrivania
per leggere il resto.
Charmain, cara,
grazie per aver gentilmente accettato di
badare a questa casa durante la mia assenza.
Gli elfi mi hanno detto che dovrei stare via
per circa due settimane. (Grazie al cielo!

pens Charmain.) O forse un mese, se


dovessero subentrare complicazioni. (Ah.) Ti
prego davvero di scusarmi per il disordine.
Ormai da un po' che sono afflitto da una
malattia, ma sono certo che sei una giovane
donna piena di risorse e non ci metterai
molto a sistemarti. In caso dovessero
nascere difficolt, ho lasciato delle
indicazioni vocali per te ovunque mi
sembrava necessario. Non devi fare altro
che pronunciare ad alta voce le tue domande
per ricevere risposta. Troverai spiegazione
per le questioni pi complesse nella valigia.
Ti prego di trattare Sperso con gentilezza,
non stato con me abbastanza da sentirsi al
sicuro, e di prendere liberamente qualunque
libro dello studio, tranne quelli sulla
scrivania, che sono per lo pi troppo potenti
e avanzati per te. (Fuu. Sai quanto me ne

importa! pens Charmain.) Intanto ti auguro


un felice soggiorno in casa e spero di poterti
ringraziare di persona tra non molto. Il tuo
affezionato proprozio acquisito,
William Norland
Eh gi, deve proprio essere acquisito
comment Charmain ad alta voce.
Dev'essere il prozio di zia Sempronia e lei
ha sposato zio Ned, che sarebbe lo zio di
pap, se non che adesso morto. Che
peccato, cominciavo a sperare di aver
ereditato un po' dei suoi poteri magici. Poi
disse educatamente alla stanza: Grazie
mille, prozio William. Non ci fu risposta.
Charmain pens: "Be', mica era una
domanda". E si prepar a passare in
rassegna i libri sulla scrivania. Il massiccio

libro che aveva tra le mani era intitolato Il


libro del vuoto e del nulla. Quando l'apr,
com'era da prevedere, le pagine erano
bianche, ma sotto i polpastrelli riusciva a
percepire che vi era celato come un fremito
di magia. Torn a posarlo piuttosto in fretta
e ne prese uno dal titolo Guida di Wall
all'astromanzia, che si rivel un tantino
deludente, perch era per lo pi composto di
schemi di linee nere punteggiate e da una
quantit di quadratini rossi, che si
diramavano dalle linee a formare vari
schemi; ma da leggere quasi nulla.
Nonostante ci, Charmain rimase a
sfogliarlo per pi di quanto avrebbe voluto:
quei diagrammi dovevano avere qualcosa di
ipnotico. Ma alla fine, quasi di scatto, lo
ripose, per dedicarsi a un volume dal titolo
Fondamenti di stregoneria avanzata, che

non era per niente il suo genere. Era


stampato in lunghi e ftti periodi, che a
occhio e croce cominciavano quasi sempre
con "Arguendo dalle scoperte presentate
nella mia precedente opera, ci troviamo
pronti ad affrontare un ampliamento del
concetto di fenomenologia paratipica...".
"No," pens Charmain. "Mi sa che non siamo
pronti".
Ripose anche quello e sollev il pesante
libro quadrato appoggiato in un angolo della
scrivania. Il titolo era Dos Zauberbuch, e
venne fuori che era in una lingua straniera.
Probabilmente quella parlata in Ingaria,
deliber Charmain. Ma, cosa ancora pi
interessante, il libro era usato come
fermacarte per una pila di lettere provenienti
da ogni parte del mondo. Si dedic a lungo a
passarle in rassegna con indiscrezione,

sempre pi colpita dal prozio William mano


a mano che procedeva. Erano quasi tutte di
maghi che lo consultavano sulle pi sottili
questioni di magia era chiaro che lo
consideravano il pi grande esperto o per
congratularsi con lui per la sua ultima
scoperta in tema di magia. Le grafie erano
una peggio dell'altra. Charmain le consider
con sguardo torvo e avvicin la peggiore
alla luce.
Caro mago Norland (diceva per quanto
era in grado di decifrare), il Suo libro
Incantesimi fondamentali mi stato di
grande aiuto nel mio lavoro dimensionale (o
demenziale?, si chiese Charmain), ma
vorrei attirare la Sua attenzione su una mia
piccola scoperta relativa al capitolo
sull'Orecchio di Murdoch (Lo specchio di

Merlino?, Le leggi di Murphy? Miarrendo!,


pens Charmain) Potremmo parlarne in
occasione di una mia prossima venuta a High
Norland?
F a s c i n o s a m e n t e fastidiosamente?
fanaticamente? favorevolmente? Oddio
come scrive!, pens Charmain) Suo,
Mago Howl Pendragon

Oddio, scommetto che per scrivere


usa un attizzatoio! disse Charmain ad alta
voce nel prendere la lettera successiva.
Questa era del Re in persona e, per quanto
scritta con grafia tremolante e vecchio stile,
era molto pi facile da decifrare.
Caro
Willie (lesse Charmain con
ammirazione e sorpresa crescenti),siamo

ormai a buon punto sulla strada del nostro


Grande Compito, a tutt'oggi ancora segreto.
Contiamo su di te. La nostra devota speranza
che gli elfi che ti abbiamo mandato ti
aiutino a ristabilirti in salute e che a breve
potremo ancora contare sull'inestimabile
beneficio
del
tuo
consiglio
e
incoraggiamento. Con i nostri migliori
auguri.
Tuo affezionato
Rex Adolphus, sovrano di High
Norland

Perci era stato il Re a mandare quegli


elfi! Bene bene mormor Charmain,
mettendosi a sfogliare le altre lettere del
mucchio. Erano tutte scritte con grafie
differenti ma curatissime, e sembravano dire

la stessa cosa, anche se in forme diverse: "Ti


prego, mago Norland, vorrei diventare il tuo
apprendista. Accetti la mia richiesta?".
Qualcuno si spingeva fino a offrire soldi al
prozio William. Uno diceva di potergli dare
un magico anello di diamanti e un'altra,
evidentemente
una
ragazza,
faceva
un'affermazione piuttosto patetica: "Io non
sono granch carina, ma mia sorella s e dice
che ti sposer se accetti di farmi da
insegnante". Charmain sussult d'impazienza
e si limit a scorrere rapidamente il resto
delle lettere. Le ricordavano tanto quella che
aveva scritto al Re. Pens che erano quasi
altrettanto inutili; ai suoi occhi era ovvio che
quelle lettere erano del genere al quale un
mago
famoso
avrebbe
risposto
immediatamente con un "No". Le ammucchi
di nuovo sotto Dos Zauberbuch e si mise a

osservare gli altri libri sulla scrivania. In


fondo c'era un'intera fila di grossi volumi,
tutti con sopra scritto Res Magica, ai quali
avrebbe rivolto la sua attenzione pi tardi.
Prese altri due libri a caso. Uno era
i nti to l a to II sentiero della signora
Pentstemmon: indicazioni per giungere alla
Verit e le sembr una sciocchezza
moraleggiante. Una volta che ebbe aperto il
fermaglio di metallo e sfogliato la prima
pagina, vide che l'altro aveva per titolo Il
libro del palinsesto. Nello sfogliarlo,
Charmain si rese conto che conteneva a ogni
pagina un incantesimo diverso, con un titolo
a indicare a cosa serviva e, a seguire, un
elenco di ingredienti e fasi numerate che
illustravano come procedere.
Questo s che mi piace! esclam
Charmain, e si dispose a leggere. Molto

dopo, mentre cercava di stabilire se fosse


pi utile "Incantesimo per distinguere un
amico da un nemico" o "Incantesimo per
ampliare le potenzialit della mente" o
magari addirittura "Incantesimo per volare",
Charmain
divenne
improvvisamente
consapevole di avere il disperato bisogno d
un bagno. Le capitava spesso quando era
immersa nella lettura. Scatt in piedi, le
ginocchia strette una all'altra, e allora si rese
conto che il bagno lo doveva ancora cercare.
Oh, come lo trovo il bagno da qui?
chiese a voce alta.
La voce gracile e gentile del prozio
William risuon subito rassicurante nella
stanza. Gira a sinistra al passaggio, mia
cara, il bagno la prima porta a destra.
Grazie! rispose ansimante
Charmain e si mise a correre.

CAPITOLO TRE
Nel quale Charmain
opera vari incantesimi
contemporaneamente
Alla vista del bagno, Charmain si sent
rincuorata come al suono della voce dal tono
gentile del prozio William: era in pietra
verde consumata ed era dotato di una
finestrella, di fronte alla quale ondeggiava
una tendina, anch'essa verde. Presentava tutti
gli accessori che Charmain aveva anche a
casa, e casa sua era quanto di meglio, pens.
Era addirittura dotato di rubinetti e scarico
del gabinetto. A dire il vero, i rubinetti e la
vasca erano strani, leggermente a forma di
patata, come se chi li aveva installati non

fosse stato ben sicuro del loro scopo; ma


quando Charmain li apr per provarli, fecero
uscire acqua calda e fredda, proprio come
dovevano, e su un'asta sotto lo specchio
trov degli asciugamani caldi.
Magari potrei mettere uno di quei sacchi
di biancheria nella vasca, medit Charmain.
Ma poi come li strizzo?
Lungo il corridoio del bagno si apriva
una fila di porte che continuava fino a un
punto imprecisato. Charmain si diresse alla
pi vicina e la spinse, aprendola, convinta
che portasse in salotto. Invece, dietro la
porta c'era una piccola camera da letto,
sicuramente del prozio William, a giudicare
dalla confusione. Le coperte bianche
strascicavano gi dal letto sfatto, quasi a
coprire una serie di camicie da notte a righe
sparpagliate per terra. Dai cassetti

balenavano camicie, insieme a calzini e a


quelli che parevano mutandoni, mentre
l'armadio aperto conteneva una specie di
uniforme che mandava odore di muffa. Sotto
la finestra c'erano altri due sacchi zeppi di
biancheria da lavare. Charmain si lament
ad alta voce. Immagino che sar stato
malato per un pezzo disse, sforzandosi di
essere comprensiva. Ma Santa Padella,
perch mai dovrei occuparmene io? Il letto
prese a cigolare.
Charmain si gir di scatto per guardare.
Il
cigolio
proveniva
da
Sperso,
comodamente raggomitolato nel mucchio di
biancheria, che si grattava alla ricerca di una
pulce. Quando si accorse che la ragazza lo
guardava, prese a muovere la codina e a
strisciare pancia a terra, abbass le orecchie
sfrangiate e sussurr un mugolio implorante

verso di lei.
Tu non dovresti essere qui, o sbaglio?
gli chiese. Va bene, vedo che ci stai
comodo, del resto non mi sogno nemmeno di
dormirci, io. Usc a passo di marcia dalla
camera e apr la porta accanto. Scopr con
sollievo che c'era un'altra camera da letto,
quasi identica a quella del prozio William, a
parte per il fatto che era in ordine. Il letto
era pulito e fatto con cura, le ante
dell'armadio erano chiuse e scopr che i
cassettoni erano vuoti. Annu in segno di
approvazione e apr la porta successiva
lungo il corridoio. C'era un'altra camera da
letto pulita, e dopo quella un'altra, e un'altra
ancora, una identica all'altra.
Sar meglio che butti le mie cose in
quella che voglio usare, o non la ritrover
pi.

Torn sui suoi passi, in corridoio, per


scoprire che Sperso era sceso dal letto e ora
stava graffiando la porta del bagno con
entrambe le zampe anteriori. Non l che
vuoi entrare gli disse Charmain. Che
ci vai a fare?
Ma la porta si apr comunque, non si sa
come, prima che Charmain vi arrivasse.
Oltre vi era la cucina, Sperso entr a trotto
vivace e Charmain emise un altro gemito. La
confusione non era affatto sparita: c'erano le
stoviglie sporche e i sacchi di biancheria da
lavare, con l'aggiunta ora di una teiera che
giaceva in una pozza di t, i vestiti di
Charmain ammucchiati vicino al tavolo e una
grossa saponetta nel camino.
Me ne ero scordata disse
Charmain.
Sperso mise le zampette anteriori sul

piolo pi basso della sedia e si lev in tutta


la sua modesta lunghezza con fare
implorante.
Hai ancora fame diagnostic
Charmain. Anch'io.
Si sedette sulla sedia, Sperso le si
accucci accanto al piede sinistro e si
spartirono un altro pasticcio. Poi si divisero
una crostata di frutta, due ciambelle, sei
biscotti al cioccolato e un flan alla crema
pasticcer. Dopo di che, Sperso si trascin
con passo pesante verso la porta interna, che
si apr non appena l'ebbe grattata. Charmain
raccolse la pila dei suoi vestiti e lo segu,
con l'intenzione di mettere le sue cose nella
prima camera da letto libera.
Ma a questo punto qualcosa and un
tantino storto: Charmain apr la porta con un
gomito e gir a destra con disinvoltura per

imboccare il corridoio delle camere da letto.


Si ritrov immersa nel buio pi completo.
Trov quasi immediatamente un'altra porta e
colp il pomello con il gomito, producendo
un suono metallico.
Acc! disse, cercando a tentoni il
pomello e aprendo la porta, che si apr
maestosa verso l'interno.
Charmain avanz in un'ampia stanza
illuminata da finestre ad arco su tutti i lati e
si ritrov ad avvertire odore di chiuso,
trascuratezza e cuoio. Sembrava provenire
dagli antichi sedili in pelle, sistemati intorno
al tavolo intagliato che occupava gran parte
della stanza. Di fronte a ogni sedile, sul
tavolo, c'era un tappetino di cuoio, e sul
tappetino un vecchio foglio vizzo di carta
assorbente, a eccezione dell'ampio sedile
all'altra estremit, sul cui retro erano

scolpite le insegne di High Norland. Al


posto del tappetino di fronte a esso, sul
tavolo, c'era un bastone corto e tozzo. Il
tutto, sedie, tavolo e tappetini era coperto di
polvere e agli angoli delle numerose finestre
pendevano ragnatele. Charmain sgran gli
occhi. Ma questa la sala da pranzo o
cosa? chiese. Come ci arrivo alle
camere da letto da qui? La voce del prozio
William risuon piuttosto debole e lontana.
Ti trovi nella sala riunioni disse.
Se l che sei, ti sei persa, cara, perci
ascolta con attenzione: fai un giro su te
stessa in senso orario. Poi apri la porta con
la sola mano sinistra, sempre girando in
senso orario. Attraversala e lascia che ti si
richiuda alle spalle. Poi fai due grandi passi
lateralmente alla tua sinistra. In questo modo
tornerai vicino al bagno. "E speriamo che

funzioni!" pens Charmain, facendo del suo


meglio per seguire le istruzioni.
Tutto and per il meglio, a parte per il
momento di buio dopo che la porta si fu
richiusa alle sue spalle con un colpo secco,
quando Charmain si ritrov a fissare un
corridoio di pietra che non aveva mai visto
prima. Lungo il corridoio un vecchio ricurvo
spingeva un carrello carico di una teiera
d'argento fumante, brocche e scaldavivande
e quel che sembrava una pila di focaccine.
Sbatt un po' le palpebre e decise che non
aveva molto senso, n per lei n per il
vecchio, dirgli qualcosa. Mosse invece i due
passi a sinistra e a quel punto, con suo
grande sollievo, si ritrov vicina al bagno,
da dove poteva vedere Sperso intento a
rigirarsi senza posa sul letto del prozio
William per trovare una posizione comoda.

Pfiu! disse Charmain, e scaric il


cumulo di vestiti in cima alla cassapanca
nella camera da letto accanto.
Dopo di che percorse il corridoio per
aprire la finestra in fondo, dove si trattenne
qualche minuto a guardare il declivio erboso
illuminato dal sole e a respirare l'aria fresca
e rigenerante che spirava da quella
direzione. Non doveva essere difficile
scavalcarla per uscire, pens. O entrare. Ma
ci che voleva in quel momento non era un
declivio erboso o dell'aria fresca. Il suo
pensiero
andava
in
realt
a
quell'elettrizzante libro degli incantesimi che
aveva lasciato aperto sulla scrivania del
prozio William. Era la prima volta in vita
sua che le si permetteva di avere liberamente
a che fare con la magia, resistere era
difficile. Lo aprir a caso e far il primo

incantesimo che trovo, pens. Uno solo.


Nello studio Il libro del palinsesto, non si sa
come, era adesso aperto alla pagina
"Incantesimo per trovarsi un bel principe".
Charmain scosse la testa in segno di diniego
e chiuse il volume. Che me ne faccio di
un principe? chiese. Torn ad aprire il
libro, con prudenza, in un altro punto. Questa
pagina titolava "Incantesimo per volare".
Oh, s! disse Charmain. Questo s che
va bene! . Inforc gli occhiali e si mise a
studiare l'elenco degli ingredienti.
Un foglio di carta, una penna d'oca
(facile, sulla scrivania c' tutto), un uovo
(in cucina?), due petali di fiore (uno rosa e
uno azzurro), sei gocce d'acqua (in bagno),
un capello rosso, un pelo bianco e due
bottoni di madreperla.

Nessun problema disse Charmain,


si tolse gli occhiali e si mise all'opera per
reperire gli ingredienti. Si precipit in
cucina ci arriv aprendo la porta del
bagno e girando a sinistra, e si esalt fin
troppo quando cap che ci era riuscita e
chiese ad alta voce: Dove sono le uova?
La gentile voce del prozio William
rispose: Le uova sono in un piatto della
dispensa, cara. Penso dietro ai sacchi della
biancheria. Mi scuso per averti lasciata in un
tale disordine.
Una volta nella dispensa, Charmain si
chin tra i sacchi della biancheria, dove
trov effettivamente un vecchio piatto da
torta con dentro una mezza dozzina di uova.
Ne prese una con delicatezza e torn nello
studio. Dal momento che gli occhiali

penzolavano appesi al laccetto, non si rese


conto che ora Il libro del palinsesto era
aperto alla pagina di "Incantesimo per
trovare un tesoro nascosto". Si diresse alla
finestra, dove i petali di fiore erano a portata
di mano su un cespuglio di ortensie per met
rosa e per met azzurro. Li pos accanto
all'uovo e si precipit in bagno, dove
raccolse sei gocce d'acqua in un bicchiere
per spazzolini. Sulla via del ritorno, pass di
fronte alla stanza in cui Sperso era
acciambellato come una meringa sulle
coperte del prozio William.
Scusa gli disse Charmain, e fece
scorrere le dita lungo il suo dorso irsuto. Se
ne and con un bel po' di peli bianchi e ne
pose uno accanto ai petali, al quale aggiunse
un capello rosso della sua chioma. Per
quanto riguarda i bottoni di madreperla, si

limit a staccarne due dalla sua camicetta.


Bene disse, e inforc con cura gli
occhiali per leggere le istruzioni. Il libro del
palinsesto era adesso aperto alla pagina di
"Incantesimo di protezione personale", ma
Charmain era troppo emozionata per
accorgersene. Guard solo le istruzioni, che
erano suddivise in cinque fasi. La prima fase
diceva: "Ponete tutti gli ingredienti, a
eccezione di carta e penna d'oca, in una
ciotola di dimensioni adeguate". Charmain,
dopo essersi tolta gli occhiali per scrutare la
stanza, non trovando alcuna ciotola, adeguata
o meno, fu costretta a tornare in cucina. In
sua assenza, pigramente e di soppiatto, Il
libro del palinsesto gir un altro paio di
pagine. Quando Charmain torn con una
ciotola un po' inzuccherata, dopo aver
rovesciato lo zucchero che conteneva in un

piatto sporco, il libro era aperto a


"Incantesimo per accrescere il potere
magico".
Charmain non se ne accorse. Pos la
ciotola sulla scrivania e vi mise l'uovo, i due
petali, il capello, il pelo e i suoi due bottoni
e vi fece gocciolare sopra l'acqua con
cautela. Poi inforc gli occhiali e si chin
sul libro per scoprire il da farsi. A quel
punto sul Libro del palinsesto si poteva
leggere
l'"Incantesimo
per
rendersi
invisibili", ma Charmain si limit a guardare
le istruzioni e non se ne accorse.
La seconda fase le indicava di
"Impastare tutti gli ingredienti, con l'aiuto
della sola penna".
Non facile impastare un uovo con una
penna, ma Charmain ci riusc: us l'estremit
appuntita per colpirlo fino a ridurre il guscio

in pezzi, poi mescol con tanta intensit che i


capelli le ricaddero sul volto striandolo di
rosso, e alla fine, quando nulla sembrava
essersi amalgamato a dovere, utilizz il lato
con le piume per frullare il tutto. Quando
finalmente si tir su affannata ed ebbe
scostato i capelli con le dita appiccicose, il
libro aveva girato l'ennesima pagina. Era
adesso aperto a "Incantesimo per accendere
un fuoco", ma Charmain era troppo
impegnata a non farsi finire l'uovo sulle lenti
per accorgersene. Inforc gli occhiali e
studi la terza fase, che diceva: "Recita tre
volte Egemonia Gauda".
Egemonia Gauda inton
obbediente Charmain sopra la ciotola. Non
ne era sicura, ma alla terza volta le sembr
di sentire un certo fermento tra i frammenti
di guscio d'uovo e i bottoni di madreperla.

"Mi sa che funziona!" pens. Si spinse di


nuovo gli occhiali sul naso e pass alla
quarta fase. A questo punto quella che stava
leggendo era la quarta fase di "Incantesimo
per piegare gli oggetti alla propria volont".
"Prendi la penna d'oca," c'era scritto, "e,
impiegando il miscuglio preparato, scrivi sul
foglio la parola 'Ylf' circondata da una figura
pentagonale. Bada nel farlo a non toccare la
carta".
Charmain prese la penna d'oca
gocciolante e appiccicosa, costellata di
pezzetti di guscio d'uovo e di un frammento
di petalo rosa, e fece del suo meglio. Non
era facile scrivere con quella mistura, e
sembrava non ci fosse modo di tenere fermo
il foglio. Charmain puntava la penna e lo
graffiava e quello si muoveva e scivolava
via: la parola che avrebbe dovuto essere

"Ylf" ne usc collosa, a malapena leggibile


oltre che irregolare, e sembrava pi un
"Hoof", perch mentre scriveva il capello
rosso nella ciotola si era attaccato alla penna
d'oca e aveva prodotto sulle lettere strani
ghirigori. Per quel che riguarda la figura
pentagonale, mentre Charmain cercava di
tracciarla il foglio scivol da una parte, e
alla fine tutto ci che si poteva dire era che
aveva cinque lati: il risultato era una sinistra
forma giallo uovo con un pelo di cane
appiccicato in un angolo.
Charmain prese fiato, si impiastricci i
capelli scostandoli dal viso con una mano,
che ora era molto appiccicosa, e lesse la
fase finale, la quinta. Si trattava adesso della
fase cinque di "Incantesimo per avverare i
desideri", ma era troppo confusa per
accorgersene. C'era scritto "Riponendo la

penna nella ciotola, batti tre volte le mani e


di' 'Tacs'".
Tacs! disse Charmain battendo
forte le mani appiccicose.
A quanto pareva aveva funzionato: il
foglio, la ciotola e la penna d'oca
scomparvero, in silenzio e senza lasciare
traccia. Lo stesso accadde a gran parte delle
gocce appiccicose sparse sulla scrivania del
prozio William. Il libro del palinsesto si
richiuse da s con un suono secco, Charmain
fece un passo indietro, scrollandosi dalle
mani le briciole secche, piuttosto affaticata e
delusa.
Ma dovrei poter volare si disse.
Mi chiedo quale sia il posto migliore per
provare.
La riposta era scontata. Charmain usc
dallo studio e percorse il corridoio fino in

fondo, dove la finestra si apriva invitante sul


verde declivio. Il davanzale era largo e
basso, perfetto da scavalcare. Nel giro di
pochi secondi, Charmain si ritrov all'aperto
sul prato nella luce della sera, a respirare la
fredda aria pulita di montagna.
Era proprio in cima ai monti, con gran
parte di High Norland che si dispiegava
ormai azzurro sotto di lei nella luce della
sera. Proprio di fronte, resi di un arancione
acceso dal sole basso e illusoriamente
vicini, i picchi innevati che dividevano il
suo paese da Strangia, Montalbino e altre
terre straniere. Sotto di lei altri picchi, dove
ampie nubi grigio-scuro e cremisi si
ammassavano minacciose. Di l a poco
sarebbe venuto a piovere lass, come spesso
capitava a High Norland, ma per il momento
l'aria era calda e serena. Alcune pecore

pascolavano su di un altro prato, appena


dietro le rocce, e a Charmain giungeva il
muggito e lo scampanellio di una mandria di
mucche piuttosto vicine. Quando volse lo
sguardo in quella direzione, si stup un
tantino nel vedere che le mucche erano in un
prato in posizione pi elevata, e che non
c'era segno della casa del prozio William o
della finestra che aveva scavalcato.
Charmain non si fece prendere dall'ansia.
Non era mai stata tanto in alto in montagna,
ed era meravigliata da quanto fosse bello.
L'erba sulla quale si trovava era pi verde di
qualunque prato avesse visto in citt,
emanava un profumo fresco che proveniva,
se ne accorse a uno sguardo ravvicinato, da
centinaia e centinaia di minuscoli fiorellini
che crescevano bassi nel prato.
Oh, prozio William, tu s che sei

fortunato! disse ad alta voce. Che


bello avere tutto questo accanto al tuo
studio!
Per un po' vag beata, evitando le api
impegnate sui petali e raccogliendo un mazzo
che in teoria doveva contenere un fiore di
ogni tipo. Raccolse un piccolo tulipano
scarlatto, uno bianco, un fiore di un brillante
color dorato, una tenue primula gialla
minuscola, una campanu1a un fiore dal
calice azzurro, un'orchidea arancione e uno
per tipo da una fitta esplosione di fiori dai
petali rosa, bianchi e gialli. Ma quelli che
pi di tutti colpirono la sua fantasia furono le
piccole campanule azzurre, dell'azzurro pi
intenso che avesse visto in vita sua.
Charmain pens che potessero essere
genziane, e ne colse pi di una: erano cos
piccole, perfette, azzurre. Continuava nel

frattempo a vagare verso il declivio, dove


sembrava esserci una specie di strapiombo.
Pens che sarebbe potuta saltare gi di l per
vedere se l'incantesimo la rendeva davvero
capace di volare.
Arriv allo strapiombo nel momento in
cui si rese conto di avere pi fiori di quanti
potesse tenerne in mano: sul ciglio roccioso
ce n'erano altri sei tipi, che dovette lasciare
dove si trovavano. Poi si scord dei fiori e
si limit a guardare fisso di fronte a s.
Il prato terminava in un precipizio alto
circa met della montagna. Lontano lontano
al di sotto di lei, accanto al sottile filo della
strada, poteva vedere la casa del prozio
William, una scatoletta grigia in una macchia
di verde. Riusciva a distnguere altre case,
in lontananza, sparpagliate lungo la strada, e
le luci accese come piccole scintille

arancioni. Erano talmente lontane, l sotto,


che Charmain deglut e le tremarono un poco
le ginocchia.
Mi sa che per il momento lascio
perdere gli esercizi di volo disse. "Ma
come faccio a scendere?,'" le affior un
pensiero represso. Adesso non ci pensiamo,
rispose con fermezza un altro pensiero.
Godiamoci la vista.
Da lass riusciva a vedere quasi tutta
High Norland, dopotutto. Oltre la casa del
prozio William la valle si stringeva in una
sella verde scintillante di bianche cascate,
dove il valico conduceva verso i confini di
Montalbino. Dall'altra parte, superato il
rilievo della montagna sulla quale si trovava
il declivio, il filo disegnato dalla strada si
univa a quello, pi tortuoso, tracciato dal
fiume, ed entrambi andavano a tuffarsi tra

tetti, torri e torrette di High Norland City.


Anche da l proveniva un bagliore di luci,
ma Charmain riusciva comunque a
distinguere il soffuso risplendere del celebre
tetto d'oro del Palazzo Reale, sormontato dal
guizzo della bandiera, e pi in l le sembr
di riconoscere addirittura la casa dei suoi
genitori. Non era poi cos lontana, Charmain
fu sorpresa nel rendersi conto che il prozio
William abitava appena fuori citt. Al di l
della citt, si apriva la vallata; laggi, oltre
l'ombra dei monti, era pi chiaro e il
paesaggio si fondeva, nella distanza del
crepuscolo, con il bagliore arancione delle
luci. Charmain riusciva a vedere la lunga,
imponente sagoma di Castel Joie, dove
viveva il principe ereditario, e un altro
castello che non conosceva, alto e scuro, con
il fumo che fuoriusciva da una delle torrette.

Alle sue spalle, il paesaggio svaniva nel blu,


in una distanza fatta di fattorie, villaggi e
industrie che costituivano il cuore del paese.
A di l di tutto questo, Charmain riusciva a
vedere il mare, che si distingueva appena tra
le nebbie. "Non poi un paese cos grande il
nostro, eh?", pens. Ma il pensiero fu
interrotto da un improvviso ronzare
proveniente dal mazzo di fiori che teneva tra
le mani. Lo sollev per vedere cosa
provocasse il rumore. Lass sul prato, il
sole splendeva ancora abbastanza da
permettere a Charmain di ossevare che una
delle sue forse-genziane azzurre a forma di
campanula si muoveva e vibrava in
corrispondenza del ronzio. Doveva averne
colta per sbaglio una con l'ape. Mise i fiori a
testa in gi e li scosse: una cosa viola
ronzante cadde ai suoi piedi sull'erba. Non

aveva esattamente la forma di un'ape, e


anzich volar via, come fanno le api, si
sedette sull'erba e continu a ronzare. Pi
ronzava, pi cresceva. Charmain si allontan
di un passo, con fare nervoso, lungo il bordo
dello strapiombo. Era ormai pi grande di
Sperso e continuava a crescere. "Non mi
piace", pens. "Che roba ?".
Prima che potesse fare un movimento, o
anche solo pensare qualcosa, la creatura
crebbe in fretta fino a diventare il doppio di
una persona. Era di color viola scuro e
aveva sembianze umane, ma non era un
uomo. Sulla schiena aveva piccole ali viola
trasparenti che muoveva in un confuso
vorticare, e il volto... Charmain dovette
distogliere lo sguardo. Aveva il volto di un
insetto, con protuberanze prensili e
protuberanze sensibili, antenne e occhi

sporgenti all'interno dei quali vi erano


almeno sedici occhi pi piccoli.
Oh, santo cielo! sospir Charmain.
Mi sa che un lubbock.
Sono il lubbock annunci la
creatura, la cui voce era un misto tra un
ringhio e un ronzio. Sono il lubbock e
questa terra mi appartiene. Charmain aveva
sentito parlare dei lubbock: qualcuno a
scuola bisbigliava storie di lubbock, nessuna
piacevole. Non c'era altro da fare, cos
dicevano, che essere molto gentili e sperare
di cavarsela senza venire punti e poi
mangiati.
Mi dispiace tanto disse Charmain.
Non mi ero resa conto di aver sconfinato
nel tuo prato.
Ovunque ti giri, sconfini ringhi il
lubbock. Tutta la terra che vedi, mi

appartiene.
Cosa? Tutta High Norland? chiese
Charmain. Non dire assurdit.
Non dico mai assurdit disse la
creatura. Ogni cosa mi appartiene. Tu mi
appartieni.
In un frullare d'ali prese ad avvicinarsi
avanzando su piedi irsuti dalla forma
indistinta e dall'aspetto piuttosto bizzarro.
Verr molto presto a reclamare ci che mi
appartiene. Per prima cosa, reclamo te.
Avanz con passo frusciante verso
Charmain. Tir fuori le braccia, e un
pungiglione appuntito sulla parte inferiore
del volto. Charmain url e per scansarsi
cadde nel burrone, spargendo fiori mentre
precipitava.

CAPITOLO QUATTRO
Nel quale compaiono Rollo,
Peter e si verificano misteriose mutazioni
in Sperso
Charmain sent che il lubbock dava in un
ronzante grido rabbioso, anche se il vento
che accompagnava la sua caduta lo rese
confuso. Vide l'enorme precipizio sfilare
velocissimo di fronte a s. Continuava a
gridare furiosa: Ylf, YLF! Oh per l'amore
del cielo! Ylf ! Ho appena fatto un
incantesimo per volare, perch non
funziona?
Funzionava. Charmain si rese conto che
doveva essere cos quando le rocce di fronte
a lei smisero di scorrere a precipizio,

rallentando fino a strisciare via, per poi


scivolare e infine lumacheggiare. Per un
istante rest sospesa nell'aria, sobbalzando
proprio al di sopra di alcuni giganteschi
spunzoni di roccia nella rupe in fondo al
precipizio. "Forse sono morta," pens.
Poi disse: Ridicolo! e riusc, con
un gran scalciare e un goffo agitare le
braccia, a rigirarsi. Ed ecco l la casa del
prozio William, ancora lontana sotto di lei
nella luce del crepuscolo, a circa mezzo
chilometro da dove si trovava.
Fluttuare molto bello e tutto
disse, ma come faccio a spostarmi? A
quel punto le torn in mente che il lubbock
era dotato di ali, e probabilmente in quel
preciso momento scendeva ronzando dalle
cime verso di lei: non ebbe allora pi
bisogno di chiedersi come muoversi. Si

ritrov a scalciare con forza ed efficacia,


scivolando verso la casa del prozio William.
Sfrecci sopra il tetto e attraverso il
giardino, dove l'incantesimo sembr
abbandonarla. Ebbe appena il tempo di
sbalzarsi di lato, cos da ritrovarsi sopra al
vialetto, prima di atterrare con un tonfo sul
lastricato irregolare, tutta tremante.
"Salva!" pens. Non avrebbe saputo
spiegare perch, ma sentiva che entro i
confini della propriet del prozio William
non correva alcun pericolo.
Dopo un po' disse: Santo cielo! Che
giornata! Se penso che non volevo altro che
un bel libro e un po' di pace per leggerlo...!
Che seccatura zia Sempronia!
I cespugli accanto a lei frusciarono.
Ebbe un sussulto e fu sul punto di urlare di
nuovo quando le ortensie si piegarono per

lasciar saltare sul vialetto un omino azzurro.


Adesso sei tu che comandi qui? chiese
il piccoletto celeste con una vocetta rauca.
Anche alla luce del crepuscolo l'omino
appariva proprio azzurro, non viola, e non
aveva ali. Il suo volto era segnato da rughe
dovute all'espressione irosa ed era quasi
completamente occupato da un naso
importante, ma non aveva una faccia da
insetto. Il panico abbandon Charmain.
Cosa sei? chiese.
Un coboldo, ovviamente disse
l'omino. High Norland tutto territorio
coboldo. Io mi occupo del giardino qui.
Di notte? chiese Charmain.
Noi coboldi andiamo per lo pi in
giro di notte disse l'omino azzurro. Ti
ho chiesto: sei tu che comandi?
Be' rispose Charmain, pi o

meno.
L'avevo capito disse il coboldo,
soddisfatto. Ho visto gli Alti che
portavano via il mago. Allora, vuoi che
abbatta tutte le ortensie qui?
Perch mai? chiese Charmain.
Mi piace abbattere le cose spieg
il coboldo. la cosa pi piacevole del
giardinaggio.
Charmain, che non aveva mai riflettuto
sul giardinaggio in vita sua, consider la
cosa. No disse. No, il prozio
William non le avrebbe se non gli
piacessero. Torner tra poco e potrebbe
restarci male a trovarle tutte abbattute.
Perch non ti limiti a fare il solito lavoro
notturno e vediamo cosa dice quando torna?
Oh, dir di no, sicuro rispose il
coboldo avvilito. un guastafeste, il

mago intendo. Solito compenso, allora?


Qual il tuo compenso in genere?
chiese Charmain.
II coboldo disse con prontezza:
Prendo una pentola d'oro e una dozzina di
uova fresche.
Fortunatamente la voce del prozio
William risuon nell'aria. Pago a Rollo
mezzo litro di latte a notte, mia cara,
consegnato magicamente. Non c' bisogno
che te ne occupi tu. Il coboldo sput
disgustato sul vialetto. Cosa dicevo? Non
avevo detto che un guastafeste? E sai
quanto lavoro faccio se te ne stai seduta su
questo vialetto tutta la notte?
Charmain disse, compunta: Mi stavo
solo riposando, vado via subito. Si rimise in
piedi, sentendosi incredibilmente pesante,
per non parlare della debolezza alle

ginocchia, e risal con fatica il vialetto fino


alla porta d'ingresso. Sar chiusa a chiave,
pens. Se non dovessi riuscire a entrare,
farei una figura da sciocca tremenda.
La porta si apr di schianto prima che la
raggiungesse, lasciando uscire una scia di
luce inaspettata e, insieme alla luce, la
piccola sagoma sgambettante di Sperso, che
guaiva, gongolava e si dimenava per la gioia
di rivederla. Lei era talmente contenta di
essere a casa e di essere accolta in quel
modo che prese Sperso in braccio e lo port
dentro, e il cagnolino si dimen, si agit e si
allung a leccarle il mento. La luce
sembrava accendersi per magia seguendo chi
era all'interno della casa. Bene disse
Charmain ad alta voce. Cos non devo
mettermi a cercare le candele . Ma una
vocina le ripeteva freneticamente: Ho

lasciato la finestra aperta! Il lubbock pu


entrare!
Mise Sperso sul pavimento della cucina
e si affrett a girare a sinistra dopo la porta.
Il suo percorso si illumin mentre avanzava
rapida per il corridoio e chiudeva la finestra
con un colpo secco. Purtroppo la luce aveva
l'effetto di rendere cos buio il declivio che
per quanto si sforzasse di scrutare attraverso
il vetro, non fu in grado di dire se il lubbock
fosse o meno l fuori. Si consol al pensiero
che dal prato non era riuscita a vedere la
finestra, ma si sent comunque rabbrividire.
Dopo di che sembrava che non riuscisse a
smettere di tremare. Tremava mentre tornava
in cucina, tremava mentre divideva un
pasticcio di maiale con Sperso e tremava
ancor di pi quando vide che la pozza di t
sotto il tavolo si era ingrandita e aveva

bagnato la pancia del cane, rendendola


marrone. Quando le si avvicin, Sperso
bagn anche Charmain di t, al che lei si
tolse la camicetta, che in ogni caso stava
aperta per via dei bottoni mancanti, e la us
per asciugare il pavimento, cosa che la fece
tremare ancora di pi. And a prendere il
pesante maglione di lana che la signora
Baker le aveva messo in borsa e se lo strinse
addosso, ma continuava a tremare. La
minaccia di pioggia si concretizz: gocce
cominciarono a battere sui vetri della
finestra e a picchiettare gi per il camino, e
Charmain era sempre pi scossa da tremiti.
Immagin che si trattasse dello shock, ma
sentiva ancora freddo.
Oh! grid. Come faccio ad
accendere il fuoco, prozio William?
Credo di aver lasciato l'incantesimo

al suo posto , la voce dal tono gentile


risuon nella stanza. Basta che tiri nel
camino una cosa che possa bruciare e dici
"Fuoco, accenditi", e dovresti avere il tuo
fuoco. Charmain si guard intorno in cerca
di qualcosa che potesse bruciare. C'era la
borsa sul tavolo accanto a lei, ma conteneva
ancora un pasticcio di maiale e una torta di
mele, e poi era una bella borsa, con fiori
ricamati dalla signora Baker. C'erano dei
fogli di carta nello studio del prozio
William, ovviamente, ma significava alzarsi
per andarli a prendere. C'era la biancheria
da lavare nei sacchi accanto al lavello, ma
Charmain era quasi certa che il prozio non
sarebbe stato contento di veder bruciati i
suoi vestiti sporchi. D'altro canto, c'era la
sua camicetta, sporca, impregnata di t e
oltretutto con due bottoni in meno, arrotolata

in terra ai suoi piedi.


Tanto ormai rovinata disse.
Raccolse il fagotto marrone e fradicio e lo
gett nel camino. Fuoco, accenditi!
esclam.
Il focolare prese fragorosamente vita.
Pi o meno per un minuto risplendette il
fuoco pi vivace che si potesse desiderare.
Charmain sospir di soddisfazione. Stava
giusto avvicinando la sedia alla fonte di
calore, quando le fiamme si trasformarono in
nubi di vapore sibilante. Poi arrivarono le
bolle, che montarono tra i vapori, si
affollarono nel camino e cominciarono a
diffondersi per la stanza. Bolle grandi, bolle
piccole, bolle scintillanti dei colori
dell'arcobaleno invasero la cucina uscendo
dal focolare. Riempivano l'aria, si posavano
sugli oggetti, volavano in faccia a Charmain,

dove scoppiavano con un lieve soffio, e non


smettevano di uscire. Nel giro di qualche
istante, la cucina era diventata una calda
tempesta di schiuma, tanto da lasciare la
ragazza senza fiato.
Ho dimenticato la saponetta! disse,
ansimando per l'improvviso calore umido.
Sperso decise che le bolle erano sue
nemiche personali e si ritir sotto la sedia di
Charmain, guaendo come un matto e
agitandosi per quelle che scoppiavano. Un
chiasso da non credere.
Silenzio! ordin Charmain. Rivoli
di sudore le correvano lungo il volto e i
capelli le si erano sciolti sulle spalle
gocciolando. Agitando la mano, allontan
una nube di bolle e disse: Mi sa che mi
spoglio. Bussarono alla porta sul retro.
O magari no disse.

Tornarono a bussare. Charmain rimase


seduta sperando che non fosse il lubbock, ma
quando bussarono per la terza volta, si alz
controvoglia e si fece strada tra le bolle che
infuriavano per vedere chi era. Potrebbe
essere Rollo, ipotizz, che vuole entrare per
ripararsi dalla pioggia.
Chi ? url davanti alla porta.
Cosa volete?
Ho bisogno di entrare! url di
rimando la persona che era fuori. Viene
gi a catinelle!
Chiunque fosse, la voce sembrava
giovane e non era stridula come quella di
Rollo, n ronzante come quella del lubbock.
Inoltre Charmain sentiva il rumore della
pioggia battente, nonostante il sibilare del
vapore e lo scoppiettio sommesso e
inarrestabile delle bolle. Ma poteva essere

un trucco.
Fammi entrare. grid la persona
che era fuori. Ho appuntamento con il
mago!
Non vero! url Charmain di
rimando.
Gli ho scritto una lettera! grid
quello. Mia madre mi ha organizzato il
viaggio. Non hai il diritto di lasciarmi fuori!
Il chiavistello si scosse. Prima che
Charmain potesse fare altro, oltre a tenerlo
chiuso con entrambe le mani, la porta si
spalanc di colpo e un ragazzo bagnato fino
al midollo entr in preda all'agitazione. Non
poteva essere pi fradicio cos. I capelli,
che erano probabilmente ricci, pendevano in
ciuffi scuri e gocciolanti incorniciandogli il
viso. La giacca e i pantaloni, che avevano
l'aria di essere di buona fattura, erano neri e

lucidi per la pioggia, cos come il grosso


zaino sulle sue spalle. Gli stivali facevano
cic ciac a ogni suo passo. Appena entrato
cominci a emettere vapore. Rimase in piedi
a fissare le bolle che si ammassavano e
volteggiavano, Sperso che guaiva e guaiva
da sotto la sedia, Charmain che si stringeva
nel maglione e lo guardava da dietro i
capelli rossi separati in cordelle, il mucchio
dei piatti sporchi e il tavolo ingombro di
teiere. Volse lo sguardo ai sacchi di
biancheria sporca e il tutto, va da s, fu
troppo per lui. Spalanc la bocca e rimase
immobile dov'era, tornando a fissare tutte
queste cose e mandando placidamente
vapore dai vestiti.
Dopo un istante, Charmain avanz verso
di lui e si impadron del suo mento, dove
cresceva qualche pelo ispido, segno che era

pi grande di quel che sembrava. Lo spinse


su e la bocca si richiuse con un clop. Ti
dispiacerebbe chiudere la porta? gli
chiese.
Il ragazzo guard dietro di s e vide che
la pioggia scrosciava in cucina.
Oh disse. Ok . Premette
contro la porta fino a che non si fu richiusa.
Che succede? chiese. Anche tu sei
un'apprendista del mago?
No disse Charmain. Mi occupo
della casa mentre il mago via, tutto qui.
Era malato, sai, e gli elfi lo hanno portato
via per curarlo.
Il ragazzo sembrava davvero sgomento.
Non ti ha detto che dovevo arrivare?
In realt non ha avuto il tempo di
dirmi un bel niente rispose Charmain.
Torn con il pensiero alla pila di lettere

sotto Dos Zauberbuch. Una di quelle vane


richieste di fare da apprendista al mago
doveva essere del ragazzo, ma i guaiti di
Sperso rendevano difficile pensare. Zitto,
Sperso. Come ti chiami?
Peter Regis disse. Mia madre
la strega di Montalbino. molto amica di
William di Norland e si messa d'accordo
con lui perch io venissi qui. Tranquillo,
cagnolino. Il mago mi aspettava . Si liber
dello zaino bagnato e lo gett a terra. Sperso
smise di abbaiare e os uscire da sotto la
sedia e annusare lo zaino, nel caso in cui
fosse pericoloso. Peter prese la sedia e ci
appese la giacca bagnata. La camicia che
portava sotto era quasi altrettanto bagnata.
E tu chi sei? chiese, sbirciando
Charmain tra le bolle.
Charmain Baker gli rispose, e

spieg: noi chiamiamo il mago prozio


William, ma in realt e un parente di zia
Sempronia. Abito a High Norland. Da dove
arrivi? Perch sei passato dalla porta sul
retro?
Vengo da Montalbino disse Peter.
E mi sono perso, se vuoi saperlo,
cercando di prendere la scorciatoia al
valico. Ero gi venuto qui una volta, quando
mia madre doveva prendere accordi per
farmi fare da apprendista al mago Norland,
ma a quanto pare non ricordavo bene la
strada. Da quant' che sei qui?
Solo da stamattina rispose
Charmain, piuttosto stupita nel rendersi
conto che non era l da nemmeno un giorno.
Sembravano passate settimane.
Oh . Peter guard le teiere tra le
bolle fluttuanti, come per calcolare quante

tazze di t avesse bevuto Charmain.


Sembra che tu sia qui da settimane.
Era gi cos quando sono arrivata
ribatt in tono freddo la ragazza.
Cosa? Le bolle e tutto il resto?
chiese Peter. Charmain pens: "Mi sa che
questo qui non mi piace".
No disse. Le bolle sono stata
io. Mi ero scordata di aver tirato la
saponetta nel camino.
Ah disse Peter. Mi sembrava
un incantesimo andato male. Ecco perch ho
pensato che anche tu fossi un'apprendista.
Allora baster aspettare che la saponetta si
sia consumata. Hai qualcosa da mangiare?
Sto morendo di fame.
Charmain volse riluttante lo sguardo alla
sua borsa sul tavolo e lo distolse
rapidamente. No disse. A dire il

vero no.
Allora cosa darai da mangiare al tuo
cane? chiese Peter. Charmain guard
Sperso, che era tornato sotto la sedia per
abbaiare allo zaino di Peter. Niente. Ha
appena mangiato mezzo pasticcio di maiale
disse. E poi non il mio cane. un
randagio che ha trovato il prozio William. Si
chiama Sperso.
Il cane stava ancora guaendo. Peter
disse: Buono, Sperso , e si fece largo
nella tempesta di bolle per allungarsi oltre la
giacca bagnata fin sotto la sedia dove si era
accucciato. Riusc in qualche modo a
trascinarlo fuori e si alz in piedi con in
braccio Sperso a testa in gi. Il cane emise
un guaito di protesta, agit tutte e quattro le
zampe e ripieg la coda smozzicata tra le
zampe posteriori. Peter la tir fuori. Lo

hai ferito nella sua dignit disse


Charmain. Rimettilo gi.
Non un lui rispose Peter.
una lei. E non ce l'ha una dignit, vero
Sperso?
Sperso era evidentemente in disaccordo
e riusc, liberandosi dall'abbraccio di Peter,
ad andare sul tavolo. Cadde un'altra teiera e
la borsa di Charmain si ribalt: con suo
grande sgomento rotolarono fuori il pasticcio
di maiale e la torta di mele.
Oh, bene! disse Peter, e afferr il
pasticcio di maiale un attimo prima che
Sperso riuscisse a prenderlo. Non hai
altro da mangiare? chiese, dando un
generoso morso al pasticcio.
No rispose Charmain. Era la
colazione . Raccolse la teiera caduta. Il t
che ne era fuoriuscito in un attimo assunse la

forma di bolle color marrone, che salirono


vorticando a formare una scia scura tra le
altre bolle. Guarda un po' cos'hai fatto.
Non che una cosuccia del genere
cambi gran che in questa confusione disse
Peter. Non metti mai in ordine? Questo
pasticcio proprio buono. Cosa c' in
quest'altro?
Charmain guard Sperso, che era
accucciata con aria eloquente accanto alla
torta di mele. Mele disse. E se
decidi di mangiarla, sappi che ne devi dare
un po' a Sperso.
Cos', una legge? chiese Peter,
inghiottendo l'ultimo boccone di pasticcio di
maiale.
S rispose Charmain. una
legge che ha stabilito Sperso e lui, cio lei,
molto rigida su questo punto.

Allora Sperso magica? butt l


Peter, mentre prendeva in mano la torta di
mele. Sperso emise di colpo un suono
languido e trotterell tra le teiere.
Non lo so esord Charmain. Poi le
venne in mente che la cagnolina sembrava
capace di andare ovunque in casa e che poco
prima la porta d'ingresso le si era spalancata
davanti. S disse. Sono certa che ha
grandi poteri.
Lentamente e controvoglia, Peter stacc
un pezzo di torta. Sperso scodinzol
seguendo con gli occhi ogni sua mossa:
sembrava sapesse esattamente cosa stava
facendo, non importava quante bolle ci
fossero in mezzo. Capisco cosa intendi
disse Peter, e pass il boccone a Sperso. Il
cagnolino lo prese con delicatezza tra le
fauci, salt dal tavolo sulla sedia e poi a

terra, e se ne and zampettando per


mangiarselo dietro i sacchi di biancheria.
Ti va di bere qualcosa di caldo? chiese
Peter. Charmain desiderava una bevanda
calda da quando era caduta dal precipizio.
Rabbrivid e si strinse nel maglione. Che
bell'idea rispose. Prepara qualcosa se
riesci a capire come si fa. Peter allontan le
bolle agitando la mano per guardare le teiere
sul tavolo. Qualcuno avr pur preparato
tutto questo t disse.
Dev'essere stato il prozio William
ribatt Charmain. Io non sono stata.
Ma vuol dire che si pu fare disse
Peter. Piantala di startene l con quell'aria
smarrita e cerca una pentola o qualcosa di
simile.
Cercatela da solo rispose
Charmain.

Peter la fulmin con un'occhiata


sprezzante, poi attravers la stanza
scostando le bolle mano a mano fino ad
arrivare al lavello ricolmo. Una volta l fece
da s la scoperta che Charmain aveva gi
fatto prima di lui. Non ci sono i rubinetti!
esclam incredulo. E queste pentole
sono tutte sporche. Da dove la prende
l'acqua?
C' una pompa in cortile rispose
Charmain con aria scontrosa. Peter guard
tra le bolle verso la finestra, dove la pioggia
continuava a scorrere sui vetri. Non c'
un bagno? chiese. E prima che Charmain
avesse il tempo di spiegargli come arrivarci,
Peter si fece largo incespicando fino alla
porta dall'altro lato della cucina e si infil in
salotto. Le bolle infuriavano intorno a lui
mentre tornava rabbioso in cucina. uno

scherzo? chiese incredulo. Lui non


pu avere solo queste due stanze!
Charmain sospir, si strinse ancora di
pi il maglione addosso e and a mostrargli
come fare: Riapri la porta e gira a
sinistra spieg, ma le tocc afferrare
Peter che stava girando a destra. No, da
quella parte si va in un posto molto strano.
La sinistra questa, non lo sai?
No disse Peter. Non ho mai
saputo distinguere destra e sinistra. Di solito
tengo un laccio intorno al pollice.
Charmain volse gli occhi al cielo e lo
spinse a sinistra. Arrivarono nel corridoio,
in cui, attraverso la finestra in fondo,
risuonava la pioggia scrosciante. Mentre
Peter se ne stava l a guardarsi intorno, il
posto fu inondato dalla luce.
Adesso puoi girare a destra disse

Charmain, spingendolo in quella direzione.


Il bagno questa porta qui. Quelle sono
tutte camere da letto.
Ah! esclam Peter ammirato.
Ha curvato lo spazio. Non vedo l'ora di
imparare come si fa. Grazie aggiunse, e si
precipit in bagno. Charmain ud risuonare
la sua voce mentre si dirigeva in punta di
piedi verso lo studio: Fantastico!
Rubinetti! Acqua!
La ragazza entr in fretta nello studio del
prozio William e chiuse la porta, e in quello
stesso istante la buffa lampada storta sulla
scrivania si accese emettendo una luce
sempre pi intensa. Quando raggiunse la
scrivania la stanza era ormai illuminata
quasi a giorno. Charmain scost Dos
Zauberbuch e prese in mano il fascio di
lettere l sotto. Doveva controllare: se Peter

diceva la verit una delle lettere di aspiranti


apprendisti doveva essere sua. Non
ricordava di averne vista una simile, prima,
ma le aveva solo scorse. Se davvero non
c'era, voleva dire che aveva a che fare con
un impostore, magari un altro lubbock.
Doveva saperlo. Ah! Eccola, a met del
mucchio. Inforc gli occhiali e si mise a
leggere:
Stimato mago Norland,
relativamente al mio futuro incarico di
apprendista, sarebbe di disturbo se arrivassi
da lei tra una settimana invece che in
autunno, come concordato? Mia madre deve
recarsi in Ingaria per un viaggio e preferisce
sapermi sistemato prima della sua partenza.
A meno di non avere da lei indicazioni in
senso contrario, mi presenter il 13 del

presente mese. Nella speranza di non recarle


troppo fastidio, distnti saluti,
Peter Regis

"Allora, a quanto sembrava, era tutto


vero!" pens Charmain, in parte sollevata e
in parte infastidita. Quando aveva scorso le
lettere in precedenza, doveva aver colto la
parola "apprendista" in cima e la parola
"fastidio" in fondo, che erano present in
tutte le lettere, e ne aveva dedotto che si
trattasse solo di un'altra richiesta implorante.
E il prozio William doveva aver pensato la
stessa cosa, o forse era gi troppo malato
per rispondere. Qualunque fosse la
spiegazione, pareva che fosse costretta a
stare con Peter. Che scocciatura! Se non
altro non cattivo, pens. A quel punto fu

interrotta dalle grida disperate di Peter in


lontananza. Ricacci sbrigativa le lettere
sotto Dos Zauberbuck, si tolse rapidamente
gli occhiali e si lanci in corridoio.
Il vapore usciva all'impazzata dal bagno,
mescolandosi alle bolle che erano riuscite
ad arrivare fin l, e celava quasi
completamente una grande cosa bianca che
avanzava minacciosa verso Charmain.
Cos'hai com... cominci a dire.
Non ebbe il tempo di aggiungere altro,
perch l'indefinita, enorme cosa tir fuori
una gigantesca lingua rosa e le lecc la
faccia. Emise anche una specie di chiassoso
barrito. Charmain indietreggi, era come
essere leccati da un asciugamano bagnato e
sentire il lamento di un elefante. Si pieg
contro la parete e volse lo sguardo a fissare
gli enormi occhi imploranti della creatura.

Quegli occhi li conosco disse


Charmain. Sperso, cosa ti ha fatto? Peter
usc dal bagno tutto affannato. Non so
cosa sia andato storto ansim. L'acqua
non usciva calda abbastanza per farci il t,
allora ho pensato di scaldarla con un
incantesimo di ampliamento.
Be', annulla subito l'effetto disse
Charmain. Sperso grande quanto un
elefante.
Peter scocc uno sguardo distratto alla
volta di Sperso. grande appena quanto
un cavallo da tiro. Ma le tubature qui sono
incandescenti! osserv. Secondo te
cosa devo fare?
Oh, ma senti un po'! esclam
Charmain. Spinse da parte con delicatezza
l'enorme Sperso ed entr in bagno. Per
quanto riusciva a vedere tra le nubi di

vapore, da tutti e quattro i rubinetti e nel


gabinetto sgorgava acqua bollente, e le
tubature lungo le pareti erano di un rosso
acceso. Prozio William! grid.
Come faccio a raffreddare l'acqua in bagno?
La voce dal tono gentile del prozio
William risuon tra i sibili e i gorgogli.
Troverai ulteriori indicazioni nella valigia,
cara.
Che me ne faccio? chiese
Charmain, sapendo che non c'era tempo di
andare a rovistare tra le valigie. Di l a poco
qualcosa sarebbe scoppiato. Diventa
fredda!. url tra i vapori. Gela!
Tubature, raffreddatevi subito! url,
agitando le braccia. Vi ordino di
raffreddarvi! Con sua meraviglia, funzion.
Il vapore si ridusse a meri sbuffi, per poi
svanire del tutto. Lo scarico del gabinetto si

ferm. Tre dei rubinetti gorgogliarono e il


flusso d'acqua si interruppe. Quasi
immediatamente sull'unico rubinetto ancora
aperto il rubinetto dell'acqua fredda del
lavandino si form uno strato di ghiaccio
e alla sua estremit si cre un ghiacciolo. Un
altro ghiacciolo apparve sulla tubatura che
correva lungo la parete e scivol sibilando
nella vasca.
Cos va meglio disse Charmain, e
si gir per guardare Sperso, che la osserv
di rimando con espressione sconsolata. Era
pi grande che mai.
Sperso profer Charmain
Rimpicciolisciti, subito. Te lo ordino.
Sperso scosse mesta la punta della coda
mostruosa senza che le sue dimensioni
cambiassero.
Se dotata di poteri magici disse

Peter, probabilmente in grado di tornare


come prima, se vuole.
Oh, zitto! scatt contro di lui
Charmain. A ogni modo cosa ti credevi di
fare? Come si fa a bere l'acqua bollente?
Peter la guard torvo da sotto le punte
ricciolute e gocciolanti dei capelli.
Volevo una tazza di t rispose. Il t si
fa con l'acqua bollente. Charmain non aveva
mai preparato una tazza di t in vita sua. Si
strinse nelle spalle. Sul serio? e volse
lo sguardo al soffitto. Prozio William
disse, come si fa qui a preparare una
bevanda calda? La voce dal tono gentile
parl di nuovo. In cucina, bussa sul
tavolo e di' "t", cara. In salotto bussa in un
angolo del carrello e di' "t con i biscotti".
In camera tua... Peter e Charmain non
aspettarono di sentire cosa fare in camera. Si

slanciarono fuori e chiusero con un colpo la


porta del bagno, la riaprirono lei dovette
infatti dare a Peter un'energica spinta a
sinistra e si pigiarono nel passaggio per
ritrovarsi in cucina, girarono su loro stessi,
chiusero la porta, la riaprirono e finalmente
arrivarono in salotto, dove si guardarono
intorno con impazienza in cerca del carrello.
Peter lo individu nell'angolo e ci arriv
prima di Charmain. T con i biscotti!
grid, percuotendo vigorosamente lo
sgombro ripiano in vetro. T con i
biscotti! T con i biscotti! T...
Prima che lei riuscisse a raggiungerlo e a
bloccare
il
braccio
che
agitava
convulsamente, il carrello era pieno di
teiere, bricchi di latte, zuccheriere, tazze,
focaccine, piattini di panna, piattini di
marmellata, piatti di pane tostato con sopra

il burro, pile di muffn e una torta al


cioccolato. Sotto il ripiano, si apr un
cassetto pieno di coltelli, cucchiai e
forchette. Charmain e Peter, d'intesa,
trascinarono il carrello accanto al vecchio
divano e si sedettero a bere e mangiare. Un
momento dopo, l'enorme testa di Sperso
spunt da dietro la porta, intenta ad
annusare. Alla vista del carrello, fece
qualche passo per entrare in salotto, dove si
trascin malinconica e spropositata sul
divano, posando il suo mento enorme e
peloso sullo schienale, dietro a Charmain.
Peter le rivolse un'occhiata distratta e le
pass alcuni muffn, che lei mangi in un
boccone con grande compostezza.
Una buona mezz'ora pi tardi, Peter si
appoggiava allo schienale e si stirava.
Grandioso disse. Almeno non

soffriremo la fame. Mago Norland


aggiunse, per provare, come si fa per il
pranzo e la cena in questa casa? Non ci fu
risposta.
Risponde solo a me disse
Charmain, con una punta di compiacimento.
E adesso non intendo fare domande. Ho
avuto a che fare con un lubbock prima del
tuo arrivo e sono stanchissima. Vado a letto.
Lubbock? Che roba ? chiese
Peter. Mi sa che stato un lubbock a
uccidere mio padre.
Charmain non se la sent di rispondere.
Si alz e and alla porta.
Aspetta disse Peter. Che ne
facciamo della roba sul carrello?
Non ne ho idea rispose Charmain.
Apr la porta.
Aspetta, aspetta, aspetta! disse

Peter, correndole dietro. Mi fai vedere la


mia camera prima?
"Mi sa che mi tocca," pens Charmain.
Non distingue la destra dalla sinistra.
Controvoglia, spinse Peter tra le bolle che
continuavano a infuriare in cucina pi fitte
che mai, cos che potesse prendere il suo
zaino, poi lo guid a sinistra per farlo
passare di nuovo attraverso la porta che
portava alle camere da letto. Prendi la
terza gli disse. Questa la mia e la
prima del prozio William. Ma se ne vuoi
un'altra ce n' per chilometri. Buonanotte
aggiunse, e and in bagno. Dentro era tutto
ghiacciato.
Oh, bene disse Charmain.
Era appena andata in camera e si era
infilata la camicia da notte maculata di t,
quando Peter usc in corridoio urlando,

Ehi, il gabinetto gelato! . "Peccato!"


pens Charmain. Si infil nel letto e si
addorment quasi all'istante. Circa un'ora
dopo, sognava di avere un peloso mammuth
seduto sopra.
Scendi, Sperso disse. Sei
troppo grande . Dopo di che sogn che il
mammuth le si levava di dosso mugugnando,
prima di scivolare in altri sogni, ancora pi
misteriosi.

CAPITOLO CINQUE
Nel quale Charmain riceve la visita
delle familiari apprensive
Al risveglio, Charmain scopr che
Sperso aveva piazzato la grossa testa sul
letto, sopra le sue gambe. Il resto del cane
era ammucchiato a terra in un cumulo di pelo
che occupava quasi interamente la stanza.
Allora non riesci a tornare piccola da
sola disse Charmain. Dovr farmi
venire in mente qualcosa.
Per tutta risposta, Sperso diede in una
serie di possenti ansimi, dopo di che parve
riprendere a dormire. Charmain liber le
gambe, con qualche difficolt, e costeggi il
grande corpo del cane per trovare dei

vestiti puliti da mettersi. Quando venne il


momento di sistemarsi i capelli, Charmain si
accorse che le forcine che usava di solito
sembravano sparite, probabilmente durante
il tuffo nello strapiombo. Non le restava che
un nastro. Sua madre ripeteva sempre che le
ragazze per bene devono portare i capelli
ben legati e lei non li aveva mai tenuti
altrimenti.
Oh be' disse al riflesso del lustro
specchietto, la mamma non c', no? .
Acconci i capelli in una grossa treccia che
le ricadeva su una spalla e la ferm con il
nastro. In questo modo la sua immagine
riflessa le sembrava pi bella del solito, il
viso pi pieno, meno smunto e accigliato.
Annu alla volta del riflesso e gir di nuovo
intorno a Sperso per andare in bagno.
Con suo sollievo, nel corso della notte il

bagno era scongelato. Ovunque nella stanza


risuonavano i lievi gorgogli dell'acqua che
si diffondeva per le tubature, e finch non
prov ad aprire i rubinetti sembrava tutto in
ordine. Da tutti e quattro usciva solo acqua
freddissima, anche lasciandoli aperti a
lungo.
Tanto non volevo fare il bagno
disse mentre tornava in corridoio. Di Peter
nessuna traccia. Charmain ricordava che la
madre le aveva detto che sempre difficile
svegliare i ragazzi la mattina. Non se ne
preoccup, apr la porta e gir a sinistra
verso la cucina, penetrando in una densa
schiuma. Cumuli di schiuma e bolle grandi e
solitarie le veleggiavano accanto in
corridoio.
Accidenti esclam. Chin la testa,
la nascose tra le braccia ed entr in cucina.

Faceva caldo proprio come nel forno del


padre quando cucinava per una grossa
ordinazione. Pfiu! disse. Mi sa che
ci vogliono dei giorni per consumare una
saponetta . Dopo di che rimase in silenzio,
dato che, quando l'aveva aperta, la bocca le
si era riempita di schiuma. Le bolle le
stuzzicarono il naso fino a farla starnutire,
provocando un piccolo vortice schiumoso.
And a sbattere contro il tavolo e sent il
rumore di un'altra teiera che cadeva, ma
continu ad avanzare comunque finch non
sbatt contro i sacchi di biancheria e sent le
pentole in cima sbatacchiare. A quel punto si
rese conto di dove si trovava. Si tolse una
mano dalla faccia per cercare a tentoni il
lavello, e poi procedette lungo il bordo fino
a sentire sotto le dita la porta sul retro.
Brancol in cerca del chiavistello per un

istante pens che fosse svanito nottetempo,


ma poi si rese conto che era dall'altro lato
della porta e finalmente spalanc l'uscio.
A quel punto rimase ferma di fronte a un
mattino dal clima meravigliosamente mite,
tirando profondi respiri saponosi e sbattendo
le palpebre di occhi che le dolevano e le
bruciavano, pieni di sapone com'erano.
Le bolle le passarono accanto a cumuli.
Mano a mano che la vista le si schiariva,
pot ammirare come le grandi bolle rilucenti
catturavano la luce del sole mentre si
libravano contro i verdi declivi dei monti.
La maggior parte sembrava esplodere alla
fine del cortile, come se vi fosse una
barriera invisibile, ma alcune continuavano a
dirigersi pi avanti e pi in alto, quasi non
dovessero fermarsi mai. Charmain le segu
con lo sguardo superare bruni strapiombi e

verdi pendii, uno dei quali doveva essere il


prato su cui aveva incontrato il lubbock, ma
non avrebbe saputo dire quale. Lasci
vagare lo sguardo nel cielo azzurro pallido
al di sopra delle cime. Era davvero una
bella mattina. Dalla cucina usciva ormai un
flusso costante di bolle scintillanti. Quando
Charmain si volse a guardare, vide che la
stanza non era pi piena di una densa
schiuma, ma c'erano comunque bolle
ovunque e nuove bolle continuavano ad
ammassarsi fuori dal focolare. Charmain
sospir e torn dentro, costeggiando il muro
fino al lavello, dove si pieg ad aprire la
finestra, cosa che fu di grande aiuto. Ora
erano due i flussi di bolle che si riversavano
fuori di casa, pi veloci di prima, e
formavano arcobaleni nel cortile. La cucina
si svuot in fretta: in breve fu abbastanza

sgombra da permettere a Charmam di vedere


che adesso i sacchi di biancheria accanto al
lavello erano quattro, e non pi due come la
sera prima.
Che scocciatura! disse Charmain.
Prozio William, come faccio a preparare
la colazione?
Sentire la voce del prozio William tra le
bolle fu un piacere. Basta dare un colpo
su un lato del focolare e dire "Colazione,
prego", mia cara. Affamata, Charmain si
precipit in quel punto. Batt un colpo
impaziente sullo strato di vernice insaponata.
"Colazione, prego". Poi si rese conto di
doversi allontanare da un vassoio fluttuante,
che rischiava di colpire i bicchieri apparsi
davanti al suo petto. Al centro del vassoio
c'era un piatto sfrigolante di uova e pancetta
e stipati intorno un bricco di caff, una tazza,

pane tostato, marmellata, burro, latte, una


ciotola di prugne cotte e, in un tovagliolo
inamidato, le posate.
Oh, che bello\ disse, e prima che il
tutto si impregnasse di sapone, prese il
vassoio e lo port in salotto. Si accorse
stupita che non c'era traccia del banchetto a
base di t che lei e Peter avevano consumato
la sera prima, e il carrello era pulito e in
ordine nel suo angolo. Nella stanza, per,
l'aria era stantia e c'erano diverse bolle
fuggitive che correvano lungo gli spigoli.
Charmain usc dalla porta principale. Le
venne in mente che, mentre raccoglieva i
petali rosa e azzurri per l'incantesimo del
Libro del palinsesto, aveva notato un tavolo
da giardino e una panchina fuori dalla
finestra dello studio. Li and a cercare
dietro l'angolo della casa con il vassoio in

mano.
Li trov nel punto in cui il sole del
mattino batteva pi forte, e sopra il tavolo,
oltre il cespuglio rosa e azzurro, vide la
finestra dello studio, anche se non c'era
posto per lo studio nella casa. La magia
interessante, pens mentre posava il vassoio
sul tavolo. Nonostante i cespugli che la
circondavano gocciolassero ancora per la
pioggia della notte, il tavolo e la panchina
erano asciutti. Charmain sedette e si gust la
colazione pi piacevole che avesse fatto in
vita sua, al tepore del sole, sentendosi pigra,
immersa nel lusso e adulta. "Manca solo un
croissant al cioccolato, come quelli di
pap," pens, appoggiandosi allo schienale
per sorbire il caff. "Devo dirlo al prozio
William quando torna". Le venne da pensare
che il prozio doveva aver fatto colazione

spesso seduto l. I fiori dell'ortensia accanto


a lei erano i pi belli del giardino, pareva
fossero li apposta perch ne potesse godere.
Ogni cespuglio aveva fiori di vari colori:
quelli davanti a lei erano bianchi, rosa tenue
e malva, quello un po' discosto aveva fiori
azzurri sulla sinistra, che sfumavano in un
intenso verde acquamarina sulla destra.
Charmain stava pensando che si sentiva
piuttosto soddisfatta di non aver permesso al
coboldo di estirpare quei cespugli, quando
Peter ficc la testa fuori dalla finestra dello
studio, rovinando il piacevole momento.
Ehi, dove l'hai trovata quella
colazione? le chiese.
Charmain glielo spieg e lui rimise
dentro la testa e spar. Lei rimase l,
aspettandosi di veder arrivare Peter da un
momento all'altro e sperando che cos non

fosse. Ma non successe nulla. Dopo essersi


scaldata al sole un altro po', decise che si
sarebbe cercata un libro da leggere. Per
prima cosa riport il vassoio in cucina,
complimentandosi con se stessa per la sua
efficienza e il suo senso dell'ordine. Era
evidente che Peter era passato di l, perch
aveva chiuso la porta sul retro e lasciato
aperta la sola finestra, di modo che la stanza
era di nuovo piena di bolle che fluttuavano
dolcemente verso la finestra e scivolavano
fuori veloci. Tra le bolle incombeva la
grande sagoma bianca di Sperso. All'arrivo
di Charmain, tese l'enorme coda smozzicata
e la agit contro la mensola del camino. Una
minuscola ciotolina per cani, con dentro del
cibo sufficiente per un cane molto piccolo,
atterr tra le bolle di fronte alle sue enormi
zampe
anteriori.
Sperso
l'esamin

sconsolata, chinando la grande testa e


leccando tutto in un solo boccone.
Oh povera Sperso! disse
Charmain.
Sperso lev lo sguardo e la vide. Prese
ad agitare l'enorme coda, tamburellando
contro il camino. A ogni colpo di coda
appariva una ciotolina: nel giro di qualche
istante, Sperso era circondata da ciotoline di
cibo per cani, disseminate per tutto il
pavimento.
Non esagerare, Sperso disse
Charmain, avanzando tra le ciotole. Pos il
vassoio su uno dei due nuovi sacchi di
biancheria e disse al cane: Se hai bisogno
di me, sono nello studio a cercare un libro
e avanz circospetta in quella direzione.
Sperso era intenta a mangiare e non ci bad.
Peter era nello studio. Il vassoio con i resti

della colazione era a terra accanto alla


scrivania, mentre Peter sedeva intento a
sfogliare uno dei libroni rilegati in pelle
dalla fila lungo il bordo esterno della
scrivania. Oggi aveva un'aria molto pi per
bene con i capelli asciutti che disegnavano
fulvi ricci composti e addosso il suo
completo di ricambio, in tweed verde di
buona qualit. Essendo stato nello zaino, era
spiegazzato e aveva un paio di chiazze tonde
bagnate in corrispondenza dei punti in cui
erano scoppiate delle bolle, ma Charmain
pens che era quasi di suo gusto. Nel
vederla entrare, chiuse di colpo il libro con
un sospiro e lo rimise al suo posto. La
ragazza not che aveva un pezzo di corda
verde legata al pollice sinistro. Ecco come
ha fatto ad arrivare qui, pens.
Non mi ci raccapezzo le disse.

Deve essere qui da qualche parte, ma non


riesco a trovarlo.
Cosa cerchi? chiese Charmain.
Ieri sera hai detto qualcosa a
proposito di un lubbock disse Peter, e
io mi sono reso conto di non sapere di
preciso cos'. Sto cercando di scoprirlo. O
tu sai gi tutto su di loro?
Direi di no, a parte che fanno davvero
paura ammise Charmain. Anch'io
vorrei saperne qualcosa. Come facciamo?
Peter punt il dito circondato dalla corda
verde verso una fila di libri.
Con quelli. A quanto ne so, si tratta
dell'enciclopedia del mago, ma devi sapere
che genere di cosa vai cercando per poter
trovare il volume che ti serve.
Charmain inforc gli occhiali e si chin
a guardare i libri. Su tutti si leggeva in

lettere dorate Res Magica, e sotto un numero


e un titolo. Volume 3, lesse, Giroloptica;
Volume 5, Panacticon; e all'estremit
opposta, Volume 19, Fondamenti avanzati;
Volume 27, Oniromanzia terrestre; Volume
28, Oniromanzia cosmica. Ho capito
qual il problema disse lei.
Li sto sfogliando in ordine spieg
Peter. Ho appena guardato il 5. Sono tutti
incantesimi, non me ne faccio niente . Tir
fuori il volume 6, contrassegnato
semplicemente dalla parola Maledizioni, e
lo apr. Tu prova con quello dopo
disse.
Charmain fece spallucce e prese il
volume 7. Era intitolato Potentes, il che non
era di grande aiuto. Lo poggi sul davanzale,
dove c'erano luce e spazio, e lo apr a poche
pagine dall'inizio. Non appena cominci a

sfogliarlo seppe che era il libro giusto.


"Demone: creatura potente e a volte
pericolosa," lesse, "spesso confusa con una
forza Elementare vedi," e qualche pagina pi
avanti "Diavolo: creatura infernale...". Dopo
di che trov "Elfgift: contiene i poteri donati
dagli Elfi vedi per la salvezza di un reame..."
poi, diverse pagine dopo "Goblin: Diavolo
vedi specializzato ostile in particolare alle
donne...". Dopo averlo letto, prese a
sfogliare le pagine lentamente, e una ventina
di pagine pi avanti lo trov: Lubbock.
Eccolo! disse.
Grande! . Peter chiuse di colpo
Maledizioni. Questo pieno di
diagrammi. Cosa dice? , Si avvicin, si
chin accanto a Charmain sul davanzale e
lessero insieme la voce.
LUBBOCK: creatura fortunatamente

rara. Il lubbock un essere color viola dalle


sembianze di insetto, le cui dimensioni
variano da quelle di una cavalletta a
dimensioni superiori a quelle di un essere
umano. molto pericoloso, anche se al
giorno d'oggi fortunatamente lo si pu
incontrare solo in zone selvagge o disabitate.
Il lubbock attacca qualunque essere umano
incontri, servendosi delle sue appendici
simili a pinze o della formidabile
proboscide. Per dieci mesi all'anno si limita
a fare a pezzi l'essere umano per ricavarne
cibo, ma in luglio e agosto entra nella
stagione dell'accoppiamento e diventa
particolarmente pericoloso. In quei mesi,
infatti, giace in attesa di viaggiatori umani e,
in caso ne catturi uno, deposita le proprie
uova nel suo corpo. La schiusa avviene dopo
dodici mesi, quando il primo nato divora gli

altri e si apre la strada per uscire dal corpo


umano che lo ospita. Se il corpo quello di
un uomo, questi destinato a morire. Se si
tratta di una donna, partorir in modo
normale e la prole cos generata sar un
lubbockin (vedi sotto). In seguito anche la
donna di solito muore.
"Dio mio! L'ho scampata bella," pens
Charmain, e lei e Peter rivolsero subito lo
sguardo alla voce successiva.
LUBBOCKIN: progenie di Lubbock
vedi e femmina umana. Queste creature
hanno di solito sembianze umane, esclusi gli
occhi, che sono sempre di colore viola.
Alcuni hanno anche l'incarnato color viola e
in rari casi possono presentare alla nascita
ali residuali. Le levatrici uccidono i
lubbockin non appena li individuano, ma in
molti casi i lubbockin sono stati scambiati

per creature umane e cresciuti come tali. I


lubbockin sono, con rare eccezioni, malvagi;
nel caso in cui si riproducano accoppiandosi
con il genere umano, la loro natura malvagia
non svanisce che dopo molte generazioni. Si
dice che molti abitanti di regioni remote
come High Norland e Montalbino presentino
antenati di origini lubbockin.
Difficile descrivere l'effetto di questa
voce su Charmain e Peter. Entrambi
avrebbero voluto non averla letta. Lo studio
assolato del prozio William all'improvviso
dava loro la sensazione di essere troppo
esposto ai pericoli, con strane ombre
annidate negli angoli. In effetti, pens
Charmain, valeva per tutta la casa. Lei e
Peter si ritrovarono a guardarsi intorno in
preda a un forte senso di disagio e poi
ritornare insistentemente con lo sguardo alla

finestra in cerca di pericoli in giardino.


Sobbalzarono a uno sbadiglio spropositato
di Sperso fuori in corridoio. A Charmain
venne l'impulso di scagliarsi fuori dalla
stanza per accertarsi che la finestra in fondo
al corridoio fosse chiusa bene, ma prima
dovette guardare Peter con molta, molta
attenzione, per assicurarsi che in lui non ci
fossero tracce di viola. Dopotutto aveva
detto di venire da Montalbino.
Peter era impallidito molto, il che aveva
messo in evidenza diverse lentiggini sul suo
naso, ma si trattava di lentggini di un
arancione molto chiaro, e anche i radi peletti
che gli crescevano sul mento erano
sull'arancione. Aveva gli occhi di un castano
ruggine, niente a che vedere con il verde
giallastro di quelli di Charmain, ma
nemmeno viola. Non le fu difficile stabilirlo,

perch Peter la fissava con pari attenzione.


Si sentiva il volto freddo e immaginava di
essere pallida quanto lui. Infine, parlarono
entrambi nello stesso momento.
Charmain chiese: Vieni da
Montalbino, i tuoi famigliari sono viola?
Peter chiese: Hai incontrato un lubbock,
ha depositato delle uova dentro di te?
Charmain rispose: No.
Peter rispose: Mia madre detta la
strega di Montalbino, ma in realt
originaria di High Norland. E non viola.
Raccontami del lubbock che hai incontrato.
Charmain spieg di come aveva
scavalcato il cornicione della finestra ed era
arrivata sul pascolo di montagna, dove il
lubbock stava appostato all'interno di un
fiore azzurro e... Ma ti ha toccata? la
interruppe Peter.

No, perch sono caduta gi per lo


strapiombo prima che ci riuscisse disse
Charmain.
Caduta da... allora com' che non sei
morta? chiese Peter. Si allontan da lei
indietreggiando un poco, come se la
credesse una specie di zombi.
Ho fatto un incantesimo gli disse
lei, un po' boriosa, perch si sentiva molto
fiera di aver compiuto una vera magia. Un
incantesimo di volo.
Davvero? chiese Peter, per met
sollevato e per met sospettoso. Che
incantesimo di volo? Dove?
L'ho preso da uno di questi libri
rispose Charmain. E quando sono caduta,
ho cominciato a fluttuare e sono scesa sul
vialetto del giardino senza problemi. Non c'
bisogno che mi guardi come se non ci

credessi. Quando sono atterrata, in giardino


c'era un coboldo. Si chiama Rollo, chiedi a
lui se non ti fidi.
Quando lo vedo glielo chiedo
disse Peter. In che libro l'hai trovato?
Fammelo vedere.
Charmain si butt la treccia sulla spalla
con fare altezzoso e si avvicin alla
scrivania. Sembrava che Il libro del
palinsesto giocasse a nascondersi. Di sicuro
non era dove lo aveva lasciato, forse l'aveva
spostato Peter. Alla fine lo trov, ficcato in
mezzo ai tomi di Res Magica, che si fingeva
un volume dell'enciclopedia. Ecco
disse, sbattendolo sopra Maledizioni, e
come osi mettere in dubbio la mia parola?
Adesso mi cerco un libro da leggere.
Avanz decisa verso uno degli scaffali e
prese alcuni titoli promettenti. Avrebbe

preferito libri di storie, ma sembrava che


non ce ne fossero, per alcuni titoli erano
piuttosto
interessanti.
Perch
non II
taumaturgo come artista, per esempio, o
Memorie di un esorcista? Teoria e pratica
dell'invocazione corale, d'altro canto,
sembrava decisamente poco interessante, ma
Charmain si sent piuttosto ispirata dal libro
accanto, La bacchetta a dodici rami.
Intanto Peter si era seduto alla scrivania
e sfogliava zelante Il libro del palinsesto.
Charmain aveva appena scoperto che Il
taumaturgo come artista era pieno di frasi
bizzarre come "cos il nostro lieto maghetto
in grado di far suonare alle nostre orecchie
una musica dolce, fatata," quando Peter
disse, in tono irritato: Qui non ci sono
incantesimi per il volo. L'ho sfogliato tutto
fino alla fine.

Magari l'ho consumato butt l


Charmain. Diede un'occhiata alle pagine
interne di La bacchetta a dodici rami e le
sembr promettente.
Gli incantesimi non funzionano cos
disse Peter. Dove l'hai trovato, di' la
verit.
L, te l'ho detto rispose lei. E se
non credi a quello che dico, perch continui
a farmi delle domande? . Si lev gli
occhiali, chiuse il libro di colpo e port
un'intera pila di volumi che potevano
interessarle in corridoio, sbatt la porta
dello studio in faccia a Peter e torn indietro
fin sulla soglia della porta del bagno e poi
avanti fino ad arrivare in salotto. Decise di
restare l, a dispetto dell'odore di chiuso.
Dopo aver letto la voce in Res Magica non
le sembrava pi sicuro stare all'aperto sotto

il sole. Pens al lubbock appostato tra le


ortensie e prefer sistemarsi stabilmente sul
divano.
Era immersa in La bacchetta a dodici
rami e cominciava appena a capire di cosa
trattava, quando sent un colpo secco alla
porta d'ingresso. Pens, come faceva di
solito, "Che vada qualcun altro", e continu
a leggere. La porta si apr con un
sbatacchiare impaziente. La voce di zia
Sempronia disse: Ma certo che sta bene,
Berenice. Ha il naso in un libro come al
solito.
Charmain si strapp dal volume e si sfil
gli occhiali in tempo per vedere sua madre
che seguiva zia Sempronia in casa. Zia
Sempronia era vestita, come sempre, con
ricercatissimi abiti in shantung di seta. La
signora Baker era, al massimo della

compostezza, tutta in grigio, con bavero e


polsini di un bianco splendente, e portava il
suo cappello pi elegante.
"Che fortuna che mi sono messa dei
vestiti puliti questa..." stava pensando
Charmain, quando si rese conto che il resto
della casa non era in condizioni tali da
poterla mostrare a quelle due signore. Non
solo la cucina era piena di piatti sporchi di
avanzi del pasto di esseri umani e di ciotole
sporche di avanzi di cibo per animali, bolle,
biancheria da lavare e un enorme cane
bianco, ma seduto nello studio c'era Peter.
Sua madre avrebbe probabilmente trovato
solo la cucina, il che non sarebbe stato gi di
per s molto positivo, ma zia Sempronia era
(quasi certamente) una strega, quindi
avrebbe trovato lo studio e si sarebbe
imbattuta in Peter. A quel punto sua madre

avrebbe voluto sapere cosa ci faceva l un


ragazzo sconosciuto. E una volta spiegata la
sua presenza, avrebbe detto che in quel caso
Peter avrebbe potuto badare alla casa del
prozio William, mentre Charmain avrebbe
dovuto fare la cosa pi appropriata e tornare
subito. Zia Sempronia sarebbe stata
d'accordo e Charmain sarebbe stata costretta
ad andare con loro. E una volta a casa,
sarebbe stata la fine di pace e libert.
Charmain balz in piedi e fece un luminoso
sorriso d benvenuto, cos ampio che pens
di essersi distorta la faccia. Oh, ciao!
disse. Non ho sentito bussare. Non
senti mai disse zia Sempronia.
La signora Baker scrut Charmain con
sguardo carico d'ansia. Stai bene, amore?
Tutto bene, davvero? Perch non ti sei tirata
su i capelli per bene?

Mi piacciono cos disse Charmain


trascinandosi fino a trovarsi tra le due
signore e la porta della cucina. Cosa dici,
non mi stanno bene, zia Sempronia?
Zia Sempronia si appoggi al parasole e
la guard per vagliarla. S disse. Ti
stanno bene. Ti fanno pi giovane e piena.
Vuoi sembrare pi giovane e piena?
S rispose Charmain con aria di
sfida.
La signora Baker sospir. Cara, mi
dispiace sentirti usare quel tono sfrontato.
Non sta bene, lo sai. Per sono molto
contenta di vederti cos bene. Sono stata
sveglia a letto quasi tutta la notte ad
ascoltare il rumore della pioggia, sperando
che l'acqua non entrasse da questo tetto.
Non entra disse Charmain.
Avevo paura che magari avessi

lasciato una finestra aperta aggiunse la


madre.
Charmain rabbrivid. No, la finestra
l'ho chiusa bene disse, e in quell'istante
ebbe la certezza che Peter stesse aprendo la
finestra che dava sul campo del lubbock.
Non hai davvero motivo di preoccuparti,
mamma ment.
Be', a dire la verit un po'
preoccupata lo ero disse la signora
Baker.
Sai, la tua prima volta fuori dal nido.
Ne ho parlato con tuo padre, ha detto che
forse non sei capace di prepararti da
mangiare come si deve . Sollev la
rigonfia borsa ricamata che aveva con s.
L'ha riempita con delle altre cose da
mangiare. Vado a mettertela in cucina, eh?
afferm, e spinse Charmain, diretta verso la

porta.
"No! Aiuto!" pens Charmain. Prese la
borsa ricamata con un gesto che sperava
risultare
estremamente
garbato
e
appropriato, anzich afferrarla in modo
brusco come avrebbe voluto fare, e disse:
Non ti devi preoccupare, mamma. Ci metto
un attimo a portarla in cucina e prendere io
l'altra...
Ma perch? Non un disturbo per me,
amore protest la madre, senza mollare la
presa sulla borsa.
...Perch prima ho una sorpresa per te
disse in fretta Charmain. Vatti a
sedere, mamma, il divano molto comodo
, E si mise schiena alla porta.
Accomodati, zia Sempronia.
Ma ci metto un secondo disse la
signora Baker. A lasciarla sul tavolo

della cucina, dove puoi trovarla...


Charmain mosse la mano libera in segno
di diniego. L'altra mano era aggrappata alla
borsa con tutte le sue forze. Prozio
William! grid.
Caff! Per favore!
Con suo grande sollievo, la voce gentile
del prozio William ribatt: Batti
nell'angolo del carrello, cara, e di' "caff".
La signora Baker rimase senza fiato per
lo stupore e si guard intorno per vedere da
dove provenisse la voce. Zia Sempronia
assunse un'aria interessata, poi incuriosita, e
si avvicin al carrello per assestargli un
colpetto secco con il parasole. Caff?
disse.
La stanza si riemp all'istante del caldo
aroma di caff. Sul carrello c'era un'alta
cuccuma fumante d'argento, con accanto

delle tazzine dorate, un bricco dorato pieno


di panna, una zuccheriera d'argento e un
vassoio di tortine dolci. Per lo stupore la
signora Baker moll la borsa ricamata e
Charmain la infil prontamente dietro alla
poltrona pi vicina.
Magia davvero raffinata disse zia
Sempronia. Berenice, vieni a sederti e
lascia che Charmain spinga il carrello vicino
al divano.
La signora Baker obbed, ma sembrava
sbalordita, e con grande sollievo di
Charmain la visita cominci a prendere le
sembianze di un'elegante, rispettabile
colazione a base di caff. Zia Sempronia
vers la bevanda, mentre Charmain
distribuiva le tortine. Era in piedi di fronte
all'ingresso della cucina, con il vassoio teso
verso la zia, quando la porta si spalanc e si

affacci l'enorme muso di Sperso,


chiaramente attirata dal profumo delle
tortine.
Via, Sperso! disse Charmain.
Sci! Sul serio! Non puoi entrare, a meno
che... a meno che... non ti comporti come si
deve. Via! Sperso la fiss malinconica,
diede in un enorme sospiro e indietreggi.
La signora Baker e zia Sempronia, che
reggevano cautamente la loro tazzina di caff
colma fino all'orlo, riuscirono a girarsi per
vedere con chi stesse parlando Charmain
solo quando ormai Sperso era sparita e la
porta richiusa.
Cos' stato? chiese la signora
Baker.
Niente rispose Charmain, come
per placarla. Era solo il cane da guardia
del prozio William, sai, talmente ingorda...

Hai un cane qui! la interruppe la


signora Baker, in preda al pi grande
spavento. Non sono sicura che mi stia
bene,
Charmain. I cani sono talmente
sporchi. E potrebbe morderti! Spero che tu
lo tenga legato.
No, no, no, davvero pulitissima. E
obbediente disse la ragazza, chiedendosi
se fosse vero. Solo... solo che mangia
troppo. Il prozio William cerca di tenerla a
dieta, quindi, ovviamente, voleva mangiare
una delle tortine...
La porta della cucina si apr di nuovo.
Stavolta spunt la faccia di Peter, la cui
espressione suggeriva che aveva una cosa
urgente da dirle. Espressione che mut in
orrore alla vista dell'eleganza vistosa di zia
Sempronia e della compostezza della signora
Baker.

Eccola un'altra volta disse


Charmain, con un tono che cominciava a
farsi disperato. Vattene, Sperso!
Peter colse il suggerimento e spar prima
che zia Sempronia facesse in tempo a girarsi
e vederlo. La signora Baker sembrava pi
spaventata che mai.
Ti preoccupi troppo, Berenice
disse zia Sempronia. Ammetto che i cani
puzzano, sono sporchi e rumorosi, ma non c'
niente come un bravo cane da guardia per la
sicurezza della casa. Dovresti essere
contenta che Charmain ne abbia uno.
Immagino di s concord la
signora Baker, ma il suo tono di voce
sembrava del tutto scettico. Ma... ma non
dicevi che questa casa sotto la protezione
di... delle arti... ehm... magiche del prozio
William?

S, vero! disse Charmain di


slancio. La casa doppiamente sicura!
Certo disse zia Sempronia.
Sono convinta che qui non possa entrare
niente che non sia prima stato invitato a
passare la soglia.
A dimostrazione di quanto fosse errata la
convinzione di zia Sempronia, un coboldo
fece di colpo la sua apparizione accanto al
carrello. Ma guarda un po'! disse,
piccolo, azzurro e aggressivo. La signora
Baker lanci uno strillo e si strinse la tazzina
di caff al petto. Zia Sempronia, con fare
maestoso, ripieg le sue sottane per
allontanarle da lui. Il coboldo le fiss
evidentemente perplesso, e poi si volse a
guardare Charmain. Non era il coboldo del
giardino. Aveva un naso pi grosso, il
tessuto del suo abito azzurro era pi fine e

sembrava abituato a impartire ordini.


Sei un coboldo importante? gli
chiese Charmain.
Be' rispose il coboldo, come colto
alla sprovvista, potremmo dire cos. Da
queste parti sono il capo, mi chiamo
Timminz. Sono il responsabile di questa
delegazione, e siamo piuttosto irritati. E
adesso ci dicono che il mago non c' o che
non vuole riceverci o... Charmain si accorse
che stava facendo montare la rabbia in lui. Si
affrett a dire, vero. Non c', malato.
Lo hanno portato via gli elfi per curarlo, e io
bado alla casa mentre lui via.
Il coboldo ruot gli occhi sul nasone
azzurro e le rivolse uno sguardo torvo.
Dici la verit?
"Mi sembra di aver passato tutta la
giornata a sentirmi dare della bugiarda!"

pens Charmain con rabbia.


l'esatta verit disse zia
Sempronia. William Norland al momento
non si trova qui. Vuole essere quindi cos
gentile da andarsene, mio buon coboldo? Sta
terrorizzando la povera signora Baker.
Il coboldo rivolse uno sguardo torvo
prima a lei, poi alla signora Baker.
In questo caso disse a Charmain,
non vedo come questa contesa possa
essere risolta, n ora n mai! . E
all'improvviso,
come
era
apparso,
scomparve.
Oh, santo cielo! ansim la signora
Baker, tenendosi una mano sul petto. Cos
piccolo, cos azzurro! Come ha fatto a
entrare? Non lasciare che ti si arrampichi su
per la gonna, Charmain!
Era solo un coboldo disse zia

Sempronia. Ricomponiti Berenice. Di


regola i coboldi non hanno rapporti con gli
umani, perci non ho la minima idea di cosa
ci facesse qui. Ma suppongo che il prozio
William debba avere con queste creature un
accordo di qualche genere. La regola non
vale per i maghi.
E io ho rovesciato il caff... si
lament la signora Baker, asciugandosi la
gonna.
Charmain le prese la tazzina e la riemp
di nuovo di caff, per calmarla. Prendi
un'altra tortina, mamma disse, porgendole
il vassoio. Il prozio William ha un
coboldo come giardiniere, e quando l'ho
conosciuto anche quello era arrabbiato...
Che ci faceva il giardiniere in
salotto? domand la signora Baker. Come
accadeva spesso, Charmain cominci a

disperare di riuscire a far capire alla madre


come stavano le cose. "Non che sia
stupida, solo che non si permette mai di
ampliare le proprie vedute", pens. Non
era lo stesso coboldo cominci.
La porta della cucina si apr e Sperso
trotterell in salotto. Era tornata alle sue
dimensioni normali, il che significava che
era anche pi piccola del coboldo e molto
compiaciuta di essersi ristretta. Trotterell
gioiosa in direzione di Charmain e sollev
eccitata il naso alla volta del vassoio di
dolci.
Francamente, Sperso... disse
Charmain, ...se penso a quanto hai
mangiato a colazione!
Questo sarebbe il cane da guardia?
chiese la signora Baker con voce tremante.
Se lui obiett zia Sempronia,

potrebbe cavarsela meglio con un topo.


Quanto hai detto che ha mangiato per
colazione?
Pi o meno cinquanta ciotole piene
rispose Charmain senza pensare.
Cinquanta!. esclam la madre.
Stavo esagerando disse Charmain.
Sperso,
vedendo
che
tutte
la
osservavano,
assunse
la
posizione
implorante, con le zampe sotto il mento. Si
stava prodigando per apparire incantevole,
ed era abbassando una delle orecchie
slabbrate che ci riusciva, stabil Charmain.
Oh, che cagnolino dolce! grid la
signora Baker. Ha famooona, eh? . E
diede a Sperso ci che restava della tortina
che stava mangiando. Sperso la prese con
delicatezza, la ingoi in un boccone e riprese
a elemosinarne. La signora Baker ne prese

una dal vassoio e gliela diede tutta intera e a


questo punto Sperso cominci a mendicare
con aria pi patetica che mai.
Sei disgustosa disse Charmain al
cane.
Anche zia Sempronia le allung una
tortina. Devo ammettere disse rivolta
a Charmain, che con questo grosso
segugio a vegliare su di te, non hai niente da
temere, se non di patire la fame.
Abbaia bene disse Charmain. E
non c' bisogno di fare del sarcasmo, zia
Sempronia. So che non un cane da guardia
. Ma si rese conto, senza che le fosse mai
venuto in mente prima, che Sperso stava
vegliando su di lei. Aveva distolto
l'attenzione della madre dai coboldi, dalla
cucina e dalle minacce per la figlia, e per
farlo si era rimpicciolita, tornando alle

giuste dimensioni. Charmain si sent cos


grata nei suoi confronti che le diede a sua
volta una tortina. Sperso la ringrazi
graziosamente, annusandole la mano, e poi
rivolse di nuovo la sua attenzione carica di
aspettative alla signora Baker.
Oh, quant' dolce. sospir sua
madre, e premi Sperso con la quinta tortina.
Scoppier, pens Charmain. E tuttavia,
grazie a Sperso, il resto della visita
trascorse in modo molto tranquillo fino alla
fine, quando le signore si alzarono per
andarsene. La signora Baker disse: Oh,
stavo per dimenticarmi! e infil una mano
in tasca. arrivata questa lettera per te,
cara . Tese a Charmain una busta lunga e
rigida con un sigillo di cera rossa sul retro.
Era indirizzata alla "Signora Charmain
Baker", scritto in un'elegante grafia

tremolante.
Charmain fiss la lettera e sent il battito
del cuore martellarle con intensit nel petto e
nelle orecchie, come un fabbro su
un'incudine. Le si appann la vista. Nel
prendere la lettera le trem la mano: il Re le
aveva risposto, aveva risposto davvero.
Sapeva che era del Re: l'indirizzo era scritto
con la stessa grafia tremante che aveva visto
nella lettera nello studio del prozio William.
Oh, grazie disse, cercando di
assumere un tono di noncuranza.
Aprila, cara disse la madre.
Sembra molto importante. Cosa pensi che
sia?
Oh, niente di importante rispose
Charmain, solo il mio certificato di
diploma.
Quello fu un errore. La madre esclam:

Cosa? Tuo padre si aspetta che tu


continui con la scuola e ti faccia una cultura,
cara!
S, lo so, ma lo danno a tutti un
certificato alla fine del ginnasio si
invent Charmain. Nel caso qualcuno
volesse lasciare gli studi, sai. L'ha ricevuto
tutta la classe. Non preoccuparti.
A dispetto della spiegazione, che
Charmain considerava piuttosto brillante, la
signora Baker si preoccup. Avrebbe di
sicuro fatto una gran scena, se Sperso non si
fosse sollevata sulle zampe posteriori e non
avesse camminato verso di lei con le
zampette davanti piegate sotto il mento, con
aria graziosissima.
Oh, che tesoro! esclam la signora
Baker. Charmain, se, quando si sar
rimesso, il tuo prozio ti lasciasse portare a

casa questo cagnolino, non mi dispiacerebbe


davvero.
Charmain riusc a ficcarsi la lettera del
Re nella cintura e a dare un bacio alla
madre, poi a zia Sempronia e a congedarle
senza che nessuna tornasse ad accennare alla
cosa. Le salut con la mano mentre si
allontanavano felici lungo il vialetto tra le
ortensie, e poi richiuse la porta con un
sospiro di sollievo.
Grazie, Sperso! disse. Che cane
intelligente! . Si appoggi alla porta
d'ingresso e prese ad aprire la lettera del Re.
'Anche se so gi che si tratta di un rifiuto", si
disse, tremando per l'emozione. "Se fossi al
posto suo direi di no!".
Prima che riuscisse a finire di aprire la
lettera, Peter spalanc l'altra porta. Se ne
sono andate? chiese. Finalmente. Mi

serve il tuo aiuto. Sono assediato da un


gruppo di coboldi furiosi.

CAPITOLO SEI
Nel quale si tratta del colore azzurro
Charmain emise un sospiro e si infil in
tasca la lettera del Re, non se la sentiva di
condividerla con Peter, qualunque fosse il
contenuto. Perch? chiese. Perch
sono furiosi?
Vieni a vedere tu stessa disse
Peter. A me sembrano ridicolaggini. Gli
ho detto che sei tu responsabile della casa e
che dovevano aspettare che tu finissi di
essere gentile con quelle due streghe.
Streghe! esclam Charmain.
Una era mia madre!
Be', mia madre una strega disse
Peter. basta un'occhiata a

quell'altezzosa vestita di seta per capire che


l o anche lei. Dai, vieni. Tenne la porta
aperta per Charmain e lei pass, pensando
che probabilmente Peter aveva ragione a
proposito di zia Sempronia. Nella
rispettabile famiglia Baker nessuno aveva
mai parlato di stregoneria, ma Charmain
pensava da anni che zia Sempronia fosse una
strega, anche se non se l'era mai detto
apertamente.
Appena messo piede in cucina,
dimentic zia Sempronia. I coboldi erano
dappertutto. Omini azzurri con grossi nasi di
varie fattezze erano ovunque sul pavimento
vi fosse spazio lasciato libero da ciotole e t
versato. Erano sul tavolo, tra le teiere e nel
lavello, in equilibrio sui piatti sporchi.
C'erano anche donnine azzurre, per lo pi
appollaiate sui sacchi della biancheria. Le

donne si distinguevano per i nasi pi piccoli


e graziosi e per le gonne a balze piuttosto
eleganti. "Mi piacerebbe avere una gonna
cos," pens Charmain. "Per pi grande,
ovvio". C'erano talmente tanti coboldi che le
ci volle un po' per accorgersi che dal
focolare non provenivano quasi pi bolle.
All'ingresso di Charmain, i coboldi emisero
all'unisono un grido penetrante. Sembra
che abbiamo qui la trib al completo
disse Peter. La ragazza pens che
probabilmente aveva ragione. Molto bene
disse, un tono sopra allo strillo.
Eccomi qui, qual il problema? In risposta
ci fu un tale strillare che Charmain si tapp
le orecchie.
Pu bastare! grid. Come
faccio a capire cosa dite se urlate tutti
insieme? . Charmain riconobbe quello che

aveva fatto la sua apparizione in salotto, in


piedi su una sedia insieme ad almeno altri
sei coboldi. Aveva un naso che non si
dimentica. Parla tu. Puoi ripetermi come
ti chiami?
Le rivolse un brusco inchino appena
accennato. Mi chiamo Timminz. Se ho
ben capito sei Charmant Baker e parli a
nome del mago, giusto?
Pi o meno disse Charmain. Non
aveva molto senso discutere del nome, e poi
essere chiamata Charmant, "affascinante",
non le dispiaceva. Come ti ho detto, il
mago malato, se ne andato per sottoporsi
a delle cure.
Cos hai detto ribatt Timminz.
Sicura che non sia scappato? L'affermazione
provoc tali strida e burle da tutta la cucina,
che Charmain fu costretta a zittirli di nuovo

per farsi sentire.


Tranquilla. Certo che non scappato.
Ero qui quando partito, stava davvero male
e gli elfi hanno dovuto portarlo via. Se gli
elfi non l'avessero preso con loro, sarebbe
morto.
Nel quasi silenzio che segu queste
parole, Timminz disse in tono burbero:
Non mettiamo in dubbio le tue parole,
ovviamente. La disputa tra noi e il mago,
ma forse tu puoi sistemare le cose. E devo
dirti che la cosa non ci sta bene,
un'indecenza.
Cosa? chiese Charmain.
Timminz strinse gli occhi e le lanci uno
sguardo torvo. Non devi ridere. Il mago
rideva quando andavo a lamentarmi da lui.
Prometto di non ridere disse lei.
Allora, di che si tratta?

Eravamo molto arrabbiati disse


Timminz. Le nostre signore si sono
rifiutate di lavargli i piatti e abbiamo portato
via i rubinetti, in modo che non potesse
lavarseli da s, ma la sua unica reazione
stata sorridere e dire che non aveva la forza
di discutere...
Be', era malato ribatt Charmain.
Te l'ho gi detto, mi pare. Allora, di che
si tratta?
Il suo giardino disse Timminz.
stato Rollo a cominciare a lamentarsi, ma
poi sono venuto a dare un'occhiata e non
aveva torto. Il mago aveva dei cespugli di
fiori azzurri, il colore che dovrebbero
ragionevolmente avere i fiori, ma con la sua
magia ha fatto diventare met di ogni
cespuglio rosa, e alcuni fiori addirittura
verdi o bianchi, il che disgustoso, oltre che

sbagliato.
A quel punto Peter non riusc pi a
trattenersi. Ma le ortensie sono di quei
colori! sbott. Ve l'ho spiegato!
Chiedetelo a qualunque giardiniere, ve lo
dir, se non mettete della polvere azzurra
sotto la pianta, alcuni fiori nascono rosa.
Rollo un giardiniere, avrebbe dovuto
saperlo. Charmain pass in rassegna la
cucina affollata, ma non riusc a individuare
Rollo tra lo stuolo di esseri azzurri.
Probabilmente te l'ha detto solo perch gli
piace abbattere le cose disse.
Scommetto che continuava a chiedere al
mago di abbattere i cespugli e il mago
rispondeva di no. A me l'ha chiesto ieri
sera...
A quelle parole, Rollo salt fuori da
dietro una delle ciotole per cani, quasi ai

piedi di Charmain. Lo riconobbe soprattutto


dalla voce stridula quando url: Per
quello l'ho chiesto a lei! lei se ne sta
seduta l sul vialetto, appena atterrata dal
cielo, pi sfacciata che mai, e mi dice che mi
voglio solo divertire. una guastafeste tale
e quale al mago, altro che! Charmain gli
rivolse un'occhiataccia. Sei solo una
bestiolina distruttrice disse. Vuoi
creare dei problemi soltanto perch non puoi
fare come ti pare!
Rollo tese un braccio. La sentite?
Sentito cosa dice? Chi ha ragione, qui, lei o
io?
Un clamore tremendo e penetrante si
lev per tutta la cucina. Timminz url di fare
silenzio e quando le grida si furono smorzate
in un borbotto, chiese a Charmain:
Allora adesso darai o no il permesso di

potare questi cespugli obbrobriosi?


No, neanche per sogno gli rispose
lei. Sono i cespugli del prozio William, e
io sono qui per badare a tutte le sue cose
mentre lui non c'. Rollo vuole solo creare
dei problemi.
Timminz chiese, rivolgendole uno
sguardo torvo: Non hai altro da dire?
No rispose.
In questo caso disse il coboldo,
te la caverai da sola. Nessun coboldo alzer
un dito per te, d'ora in poi.
Ed erano spariti. In un batter d'occhio la
folla azzurra era scomparsa da dove si
trovava, tra teiere, ciotole di cibo per cani e
cocci sporchi, lasciandosi dietro una leggera
scia di vento, che sparse le poche bolle
rimaste e rinvigor il fuoco che ora brillava
vivace nel focolare.

Hai fatto una stupidaggine disse


Peter.
Perch? chiese Charmain sdegnata.
Sei stato tu a dire che quei cespugli erano
come dovevano essere, poi hai visto che
Rollo li aveva aizzati apposta. Non posso
permettere che il prozio William al suo
ritorno si trovi il giardino raso al suolo, no?
S, ma potevi avere pi garbo
insistette lui. Mi aspettavo che dicessi
che avremmo praticato un incantesimo
azzurrante per rendere celesti tutti i fiori o
qualcosa del genere.
S, ma Rollo avrebbe voluto
comunque tagliare i cespugli disse
Charmain. Ieri sera mi ha dato della
guastafeste perch non gliel'ho lasciato fare.
Avresti potuto fargli capire che tipo
disse Peter, invece di farli arrabbiare

ancora di pi.
Almeno non gli ho riso in faccia come
il prozio William rispose seccamente
Charmain. stato lui a farli arrabbiare,
non io.
E guarda cosa ci ha guadagnato!
disse Peter. Gli hanno portato via i
rubinetti e gli hanno lasciato tutti i piatti da
lavare, perci adesso tocca a noi lavarli e
non abbiamo neanche acqua calda in bagno.
Charmain si sedette impaziente e torn ad
aprire la lettera del Re.
Perch poi dovremmo farlo?
chiese. In ogni caso non ho la pi pallida
idea di come si lavino i piatti.
Peter era scandalizzato. No? Com'
possibile?
La ragazza, aperta la busta, ne tir fuori
un grande foglio ripiegato di splendido

cartoncino. Mia madre mi ha cresciuta


come una ragazza dabbene disse lei.
Non mi ha mai fatta avvicinare al lavabo n
ai fornelli.
Non posso crederci! esclam lui.
Cosa ci sarebbe di 'dabbene' nel non
saper fare le cose? Ti sembra ben fatto
accendere un fuoco con una saponetta?
Quello disse Charmain in tono
arrogante, stato un incidente. Ti prego
di fare silenzio e lasciarmi leggere la mia
lettera . Inforc gli occhiali e apr il foglio
di cartoncino.
Cara signora Baker lesse.
Io mi metto all'opera, voglio provare
disse Peter. Col cavolo che mi faccio
tiranneggiare da una massa di ometti azzurri.
E non voglio pensare che non hai abbastanza
orgoglio per aiutarmi.

Taci disse Charmain e si


concentr sulla sua lettera.
Cara signora Baker,
molto gentile da parte sua offrirci i
suoi servigi. In condizioni normali l'aiuto di
mia figlia, la principessa Hilda, sufficiente
a far fronte alle Nostre necessit; ma avviene
che la Principessa debba ricevere a breve la
visita di persone importanti e sia costretta a
sottrarsi al lavoro in Biblioteca per tutta la
durata del loro soggiorno. Accettiamo di
conseguenza, per un periodo limitato, la sua
gentile offerta. Se volesse essere cos cara
da presentarsi al Palazzo Reale il prossimo
mercoled mattina, alle 10 e 30 circa,
saremo lieti di accoglierla nella nostra
Biblioteca e istruirla sul lavoro. Suo
obbligato e grato.
Rex Adolphus, Norlandi Alti

Mentre leggeva la lettera il cuore le


balz in petto, e solo quando ebbe raggiunta
la fine si rese conto che era accaduto
qualcosa di stupefacente, improbabile,
incredibile: il Re aveva accettato la sua
offerta di dargli una mano nella Real
Biblioteca! Le vennero le lacrime agli occhi,
senza sapere bene perch, e le tocc pulire
le lenti. Il cuore le martell in petto per la
gioia. Poi per l'agitazione: non era mercoled
oggi? Aveva perso la sua occasione?
Aveva sentito, senza peraltro badarci,
Peter sbattere pentole e scalciare di lato
ciotole di cibo per cani mentre si dirigeva
verso la porta interna. Adesso lo sent
tornare.
Che giorno oggi? gli chiese.
Fischiando, Peter pos sul fuoco la
grossa pentola che trasportava. Te lo dico

se mi dici dove tiene il sapone disse.


Che scocciatura! rispose
Charmain. Sta nella dispensa in una borsa
con su scritto qualcosa tipo Caninitis.
Allora, che giorno oggi?
Stracci disse Peter. Prima
dimmi dove sono gli stracci. Lo sapevi che
adesso in dispensa ci sono due nuovi sacchi
di biancheria da lavare?
Non lo so dove sono gli stracci
rispose lei. Che giorno ?
Prima gli stracci disse Peter.
Quando lo chiedo io, non risponde. Non
sapeva che saresti arrivato disse
Charmain. gi mercoled?
Non mi spiego come facesse a non
saperlo comment Peter. Ha ricevuto
la mia lettera. Chiedigli degli stracci.
Charmain sospir. Prozio William

disse, lo sciocco qui vuole sapere dove


sono gli stracci, per favore.
La voce dal tono gentile rispose: Sai
cara che quasi li dimenticavo? Sono nel
cassetto del tavolo.
Oggi marted disse Peter,
afferrando la maniglia del cassetto e
aprendolo quasi in pancia a Charmain.
Mentre tirava fuori asciugamani e strofinacci
disse: So che marted perch sono
partito di sabato e ci ho messo tre giorni di
cammino per arrivare qui. Contenta?
Grazie rispose Charmain.
Molto gentile da parte tua. In questo caso
temo di dover andare in citt domani, potrei
star via tutto il giorno.
E non dunque una fortuna che ci sia
qui io a badare alla casa al posto tuo?
chiese Peter. Dove te la fili?

Il Re disse Charmain con fare


molto grave, mi ha chiesto di andare ad
aiutarlo. Leggi qui se non ci credi.
Peter prese la lettera e l'esamin.
Capisco disse. Hai disposto di essere
in due posti diversi contemporaneamente.
Buon per te. Accidenti, allora puoi aiutarmi
a lavare questi piatti subito, finch l'acqua
calda.
Perch? Mica li ho sporcati io
disse Charmain. Si infil la lettera in tasca e
si alz. Vado in giardino.
Non li ho sporcati neanch'io
ribatt lui. Ed stato tuo zio a far
arrabbiare i coboldi.
La ragazza si limit a passargli accanto
rapidamente mentre andava verso il salotto.
Non sei per niente una ragazza per
bene! le url dietro Peter. Sei solo

pigra.
Charmain non gli diede retta e prosegu
diretta alla porta d'ingresso. Sperso la segu,
agitandosi supplichevole intorno alle sue
caviglie, ma lei era troppo irritata con Peter
per badarle. Sempre a criticare!
comment. Da quando arrivato non ha
smesso un momento. Come se fosse perfetto
poi! disse mentre spalancava la porta.
Rest a bocca aperta: i coboldi si erano dati
da fare, e molto in fretta. Doveva ammettere
che non avevano potato le ortensie, visto che
lei gli aveva detto di non farlo, ma avevano
tagliato tutti i fiori rosa e la maggior parte di
quelli bianchi e color malva. Il vialetto
d'ingresso era cosparso di fiori di ortensia
rosa e malva e ne poteva vedere altri a terra
tra i cespugli. Charmain grid dallo sdegno e
si lanci a raccoglierli.

Sarei pigra, eh? mormor mentre


raccoglieva le ortensie nella gonna. Oh
povero prozio William! Che confusione. Gli
piacevano di tutti i colori. Oh quelle
bestiacce azzurre!
And a rovesciare i fiori dalla gonna sul
tavolo da giardino, sotto la finestra dello
studio, e accanto al muro trov un cesto. Se
lo port tra i cespugli: con Sperso intenta a
correre, sbuffare e annusare attorno a lei
Charmain raccolse le ortensie tagliuzzate e
ve le ripose dentro. Le venne da ridacchiare
con una certa crudelt quando si rese conto
che non sempre i coboldi erano sicuri di
quali fiori fossero azzurri: avevano lasciato
la maggior parte di quelli verdastri e alcuni
di quelli color lavanda, e c'era un cespuglio
che doveva averli messi in seria difficolt,
perch aveva fiori rosa al centro e celesti

intorno. A giudicare dal numero di minute


impronte intorno a esso, dovevano aver
discusso tutti insieme la questione. Alla fine
avevano tagliato i fiori in met del
cespuglio, lasciando intatti quelli dell'altra
met.
Lo vedete che non poi cos facile?
disse Charmain ad alta voce, nel caso ci
fosse qualche coboldo in ascolto.
questo si chiama vandalismo, spero tanto che
ve ne vergognate . Port al tavolo il suo
ultimo cesto pieno ripetendo: Vandali.
Pessimo comportamento, piccole bestiacce
, nella speranza che almeno Rollo fosse in
giro per poterla sentire. Alcune delle
ortensie pi grandi avevano gambi piuttosto
lunghi: con quelle Charmain compose un
grosso mazzo rosa, color malva, verde e
bianco, e sparse gli altri fiori sul tavolo a

essiccare. Ricordava di avere letto da


qualche parte che le ortensie essiccate
conservano il loro colore, e possono quindi
essere usate in inverno per le decorazioni.
Al prozio William sarebbero piaciute,
pens.
Vedi, stare seduti a leggere
un'attivit utile! annunci rivolta allo
spazio intorno a s, anche se adesso sapeva
che stava cercando di giustificarsi agli occhi
del mondo esterno se non di Peter
perch si era sentita troppo compiaciuta di
s per aver ricevuto la lettera del Re.
Oh, be' disse. Andiamo, Sperso.
Sperso la segu in casa, ma di fronte alla
porta della cucina arretr tremante.
Charmain cap il perch dopo essere entrata
e aver trovato Peter che alzava lo sguardo da
una pentola fumante. Aveva trovato, non si

sa dove, un grembiule, e aveva ammucchiato


le stoviglie per terra in pile ordinate.
Rivolse a Charmain uno sguardo di virtuosa
sofferenza. Molto gentile da parte tua
le disse. Ti chiedo di aiutarmi a lavare i
piatti e tu raccogli fiori.
Non esattamente rispose lei.
Quei coboldi, bestiacce che non sono altro,
hanno tagliato tutti i fiori rosa.
Ah, s? chiese Peter. Che
peccato! Quando torner a casa, tuo zio ci
rester proprio male, eh? Metti i fiori nel
piatto delle uova. Charmain guard il piatto
pieno di uova sul tavolo, pressato contro il
grosso sacchetto di sapone a scaglie, tra le
teiere. E le uova allora dove le mettiamo?
Un attimo . And in bagno e pose le
ortensie nel lavandino. La stanza era bagnata
e gocciolava in modo inquietante, ma lei

prefer non pensarci. Torn in cucina e


di s s e : Per fertilizzare i cespugli di
ortensie vado a svuotarci sopra le teiere.
Bella idea disse Peter. Ci
metterai delle ore. Secondo te quest'acqua
calda?
Appena fumante rispose Charmain.
Mi sa che dovrebbe bollire, e non mi ci
vogliono delle ore. Guarda . Scelse due
grandi pentole, prese a versarci il contenuto
delle teiere e disse: La pigrizia ha dei
vantaggi, sai . Si rese conto che, appena
svuotava una teiera e la rimetteva sul tavolo,
quella spariva.
Lascia stare disse Peter in tono
preoccupato. Vorrei bere qualcosa di
caldo.
Charmain ci pens e mise l'ultima teiera
sulla sedia con cura. Anche quella

scomparve.
Oh, bene comment Peter.
Dato che era chiaro che lui stava
cercando di non essere ostile, Charmain
disse: Dopo che avr finito di svuotare
queste possiamo prendere il t delle cinque
in salotto. Quando venuta mia madre ha
portato un'altra borsa di cose da mangiare.
La cosa fece molto piacere a Peter.
Allora una volta che avremo finito di lavare
i piatti potremo fare un pasto decente
disse. Di' quello che vuoi, ma prima
rassettiamo.
E tenne testa a Charmain a dispetto delle
sue proteste. Appena lei fece ritorno dal
giardino, lui le tolse di mano il libro e le
porse un pezzo di stoffa da legarsi in vita,
poi la condusse in cucina, dove l'orribile e
misterioso procedimento ebbe inizio. Peter

le cacci in mano un altro straccio, Io


lavo e tu asciughi disse, levando dal
fuoco la pentola fumante e versando parte
del contenuto sul sapone a scaglie che aveva
sparso nel lavello. Sollev un secchio di
acqua fredda che aveva pompato in giardino
e vi vers anche met di quello.
Perch metti dell'acqua fredda?
chiese lei.
Per non scottarmi rispose Peter,
immergendo nella mistura prima coltelli e
forchette e poi una pila di piatti. Ma non
sai niente di niente?
No disse Charmain. Pens con
irritazione che nessuno dei molti libri che
aveva letto accennava al lavaggio di piatti,
figurarsi spiegare come si faceva. Rimase a
guardare mentre Peter strisciava energico
uno strofinaccio per ripulire dai resti di una

cena di molto, ma molto tempo prima, il


piatto decorato, che emerse dalla schiuma
pulito e splendente. Ora Charmain poteva
apprezzarne il motivo e cominciava a
pensare che fosse avvenuta una magia.
Osserv il ragazzo mentre lo tuffava in un
altro secchio per risciacquarlo e poi glielo
passava.
Che ci faccio? chiese lei.
Asciugali, ovvio le rispose. Poi
impilali sulla tavola. Charmain ci prov: le
ci vollero anni per portare a termine l'intera,
orribile, faccenda. Lo straccio per asciugare
sembrava assorbire l'acqua a fatica e il
piatto continuava a scivolarle di mano.
Impiegava cos tanto tempo ad asciugare
rispetto a quanto ci metteva Peter a lavare,
che in breve lui aveva accumulato una
montagna di piatti che scolavano accanto al

lavello e cominci a farsi prendere


dall'impazienza. Naturalmente, a quel punto,
il piatto con il motivo pi grazioso scivol
dalle mani di Charmain e cadde a terra, e, a
differenza di quel che era successo con le
strane teiere, si ruppe.
Oh esclam lei, fissando i pezzi.
Come si fa a riattaccarli?
Peter ruot le pupille rivolgendole al
soffitto. Non si pu disse. Stai solo
attenta a non farne cadere altri.
Raccolse i frammenti del piatto e li butt
in un altro secchio. Adesso asciugo io. Tu
prova a lavare o finisce che ci mettiamo tutto
il giorno. Fece defluire l'acqua, ormai
marrone, raccolse forchette, coltelli e
cucchiai e li depose nel secchio per la
risciacquatura. Con stupore di Charmain,
adesso sembravano tutti puliti e splendenti.

Mentre guardava Peter riempire di nuovo il


lavello con sapone e acqua calda, stabil,
spinta dal malumore, ma piuttosto convinta,
che lui si fosse scelto il lavoro pi facile.
Scopr di essersi sbagliata: non era
facile per niente. Ci metteva secoli per ogni
coccio e nel frattempo si bagnava tutta sul
davanti. Peter, poi, continuava a restituirle
piatti e tazzine, salsiere e tazzone dicendo
che erano ancora sporche. E non le lasci
lavare neanche una delle ciotole di cibo per
cani finch non ebbe finito con le stoviglie
per gli esseri umani, cosa che a Charmain
sembr una cattiveria da parte sua.
Sperso le aveva leccate tutte cos bene
che ci avrebbe messo un attimo a lavarle.
Poi, come se non bastasse, rest inorridita
alla vista delle proprie mani che
riemergevano dalla schiuma tutte rosse e

coperte di strane grinze.


Sar malata! disse. Ho una
tremenda malattia della pelle! Peter rise di
lei e Charmain ne fu irritata e offesa.
Alla fine, per, l'orribile faccenda fu
portata a termine. Charmain, bagnata sul
davanti e con le mani grinzose, and in
salotto, tutta imbronciata, a leggere La
bacchetta a dodici rami alla luce declinante
del sole che si avviava al tramonto,
lasciando Peter a impilare le stoviglie pulite
in dispensa. A quel punto sentiva che
sarebbe impazzita se non si fosse seduta a
leggere per un po'. In tutto il giorno avr
letto s e no una parola, riflett.
Peter la interruppe decisamente troppo
presto, entrando con un vaso trovato chiss
dove e riempito di ortensie, che moll sul
tavolo davanti a lei. Dove sono le robe da

mangiare che hai detto ha portato tua madre?


chiese.
Cosa? domand lei, osservandolo
tra i fiori.
Ho detto mangiare ripet Peter.
Sperso lo assecond piegandosi contro
le gambe di Charmain e cominciando a
mugolare.
Oh disse lei. S. Mangiare. Te
ne do un po' se prometti di non sporcare
neanche un piatto.
Va bene rispose Peter. Ho una
fame che potrei leccare cibo dal tappeto.
Quindi Charmain interruppe controvoglia
la lettura, trascin fuori la borsa con i viveri
da sotto la poltrona e tutti e tre mangiarono
in quantit i magnifici pasticci del signor
Baker, quindi presero due volte t e biscotti
dal carrello. Mentre consumavano questo

pasto copioso, Charmain parcheggi il vaso


di ortensie sul carrello perch non fosse in
mezzo. Quando torn a guardarlo, era
sparito.
Mi chiedo dove vadano a finire
comment Peter.
Puoi sempre sederti sul carrello e
scoprirlo di persona sugger lei. Ma, con
disappunto di Charmain, Peter non se la sent
di osare tanto. Mentre mangiava, la ragazza
pens a come convincerlo a fare ritorno a
Montalbino. Non che non le stesse proprio
simpatico, no, solo che l'infastidiva dover
dividere la casa con lui. E poi era sicura,
come se gliel'avesse detto, che la prossima
cosa che le avrebbe fatto fare sarebbe stata
svuotare i sacchi di biancheria sporca per
lavare anche quella. Il solo pensiero di altre
cose da lavare la fece rabbrividire. Per lo

meno, consider, domani non sar qui,


quindi non potr farmelo fare.
All'improvviso si sentiva orribilmente
agitata: avrebbe incontrato il Re. Scrivergli
era stata una pazzia e adesso sarebbe andata
a incontrarlo. Le pass l'appetito. Lev gli
occhi dall'ultima focaccina alla panna e vide
che fuori si era fatto buio. All'interno la
stanza si era magicamente illuminata come in
una bella giornata di sole, ma oltre le
finestre era nero.
Vado a letto disse Charmain.
Domani mi aspetta una lunga giornata.
Se quel tuo Re ha un minimo di buon
senso disse Peter, appena ti vede ti
caccer fuori a calci. A quel punto potrai
tornare qui a fare il bucato.
Dal momento che erano esattamente le
due cose che temeva accadessero, non

rispose. Si limit a prendere in mano


Memorie di un esorcista, per una lettura
leggera, si diresse alla porta e gir a sinistra
diretta verso le camere da letto.

CAPITOLO SETTE
Nel quale tante persone arrivano a
Palazzo Reale
Charmain trascorse una notte abbastanza
agitata, senza dubbio anche per colpa di
Memorie di un esorcista, il cui autore era
stato parecchio impegnato con fantasmi e
stranezze varie, descritti con tale
concretezza da renderla sicura che gli spettri
esistono davvero e per lo pi sono molto
sgradevoli. Pass buona parte della notte a
tremare e a desiderare di sapere come
accendere la luce.
Altra fonte di disturbo fu Sperso,
convinta di avere diritto a dormire sul suo
cuscino.

Ma causa principale dell'agitazione fu la


pura e semplice ansia, e il fatto che non era
in grado di stabilire che ore fossero.
Continuava ad aprire gli occhi e pensare E
se non mi sveglio in tempo? Si dest alla
luce grigia dell'alba, al cinguettare di
uccellini in lontananza, quasi decisa ad
alzarsi, ma torn inspiegabilmente ad
appisolarsi, e il successivo risveglio
avvenne alla piena luce del giorno.
Aiuto! strill. Lanci per aria le
coperte, scagliando a terra per sbaglio anche
Sperso, e incespic per la stanza in cerca del
vestito buono che aveva preparato per
l'occasione. Mentre inciampava nella sua pi
bella gonna verde, finalmente le venne in
mente qual era la cosa pi sensata da fare:
Prozio William grid, come faccio
a sapere l'ora? Semplice: datti un

colpetto sul polso sinistro rispose la voce


dal tono gentile, e di' "ora", mia cara.
Charmain fu colpita dal fatto che la voce
appariva pi debole e flebile che in
precedenza. Si trov a sperare che fosse
semplicemente dovuto al fatto che
l'incantesimo stava svanendo e che il prozio
William, ovunque si trovasse, non stesse
diventando pi debole. Ora! disse, con
un colpetto. Si aspettava di sentire una voce
o veder apparire un orologio, a High
Norland la gente era specializzata nel fare
orologi. A casa sua ce n'erano diciasette,
compreso quello del bagno. Era rimasta un
po' sorpresa dal fatto che il prozio William
non sembrava avere neppure un orologio a
cu cu, ma ne cap la ragione quando seppe
semplicemente l'ora! Erano le otto spaccate.
E a piedi ci metter almeno un'ora ad

arrivarci! sussult, ficcando energica le


braccia nella giacca di seta mentre correva
in bagno.
Mentre si pettinava era pi nervosa che
mai. Il suo riflesso con l'acqua che vi
gocciolava attraverso, chiss perch
aveva un aspetto terribilmente giovane con
quella treccia color ruggine sulla spalla. Si
accorger che sono solo una ragazzina,
consider, ma non c'era tempo di
soffermarsi su quel pensiero. Corse fuori dal
bagno, attravers la porta a sinistra e si
precipit nel tepore della cucina pulita.
Accanto al lavello c'erano ora cinque
sacchi di biancheria, ma Charmain non
aveva il tempo di occuparsene. Sperso le
corse incontro, mugolando lamentosa, per
poi tornare di corsa al focolare, dove
bruciava ancora un fuoco vivace. Charmain

stava per darvi un colpetto e chiedere la


colazione, quando vide qual era il problema
di Sperso: era troppo piccola per arrivare al
focolare con la coda. Allora vi batt la mano
e, prima di chiedere la colazione per s,
disse: Cibo per cani, per favore.
Seduta al tavolo sgombro intenta a finire
in fretta la colazione, con Sperso ai suoi
piedi che ripuliva rapidamente la ciotola,
Charmain non pot fare a meno di ammettere,
a malincuore, quanto fosse pi bello avere
una cucina pulita e in ordine. Direi che Peter
ha una sua utilit, pens, mentre si versava
un'ultima tazza di caff. Ma poi ebbe l'istinto
di picchiettarsi di nuovo sul polso, e
scoperto che mancavano ormai sei minuti
alle nove, salt in piedi in preda al panico.
Com' che ci ho messo tanto?
chiese ad alta voce, e corse in camera a

prendere la sua giacca elegante.


Forse perch intenta a infilarsi la giacca
mentre correva, alla porta gir dalla parte
sbagliata e si ritrov in un posto davvero
singolare. Era una stanza lunga e stretta con
tubi che correvano lungo tutte le pareti e, al
centro, una grande cisterna gocciolante
assurdamente ricoperta di pelliccia blu.
Che scocciatura! disse Charmain e
indietreggi attraverso la soglia. Si ritrov
in cucina.
Per lo meno da qui so la strada
disse, lanciandosi in salotto e poi di corsa
verso la porta principale. Una volta fuori,
per poco non inciamp in un vaso di latte
che doveva essere destinato a Rollo. E
neanche se lo merita! disse, mentre
chiudeva la porta con forza.
Si affrett per il vialetto, tra le ortensie

decapitate, e fuori, oltre il cancello, che


richiuse di botto dietro di s. Poi cerc di
rallentare il passo, dato che provare a
correre per tutti quei chilometri, quanti che
fossero per il Palazzo Reale, era una
sciocchezza. Procedette per a un passo
davvero spedito, ma aveva appena superato
la prima curva quando sent il cancello che
si chiudeva di nuovo. Si gir e vide Sperso
che le correva dietro, trottando con tutta la
fretta che le permettevano le sue zampette.
Sospir e le and incontro a grandi passi.
Nel vederla arrivare, Sperso salt deliziata,
emettendo acuti guaiti di contentezza.
No, Sperso le disse. Non puoi
venire. Vai a casa . Indic severa la casa
del prozio William. Casa!
Le orecchie di Sperso si afflosciarono e
il cane si mise a sedere implorante. No!

disse in tono autoritario Charmain,


tornando a puntare il dito. Vai a casa!
Sperso si accasci a terra assumendo la
forma di un infelice mucchietto bianco, in cui
si muoveva solo la coda.
Oh, sul serio! le disse. Dal
momento che Sperso sembrava determinata a
non spostarsi dal centro della strada, fu
costretta a prenderla in braccio e correre con
lei fino alla casa del prozio William.
Non ti posso portare con me le
spieg senza fiato quando arrivarono.
Devo incontrare il Re e la gente non si porta
i cani a un appuntamento con il Re . Apr
il cancello e moll Sperso sul vialetto del
giardino. Ecco. Adesso restaci.
Chiuse il cancello davanti al muso carico
di rimprovero di Sperso e torn ad avviarsi
a grandi passi lungo la strada. Mentre

procedeva si picchiett ansiosa il polso e


disse: Ora? , ma era fuori della
propriet del prozio e l'incantesimo non
funzionava. Sapeva solo che si stava facendo
tardi e si mise a correre.
Alle sue spalle il cancello sbatt di
nuovo, Charmain si volse a guardare e vide
che Sperso si era rimessa a correrle dietro.
Sbuff, si gir, le corse incontro, la prese in
braccio e la moll al di l del cancello.
Adesso fai la brava cagnolina e restaci!
ansim, riavviandosi a passo spedito.
Il cancello sbatt alle sue spalle e
Sperso torn a precipitarsi dietro di lei.
Adesso urlo! esclam Charmain. Si gir e
moll per la terza volta Sperso oltre il
cancello. Stai l, sciocchina che sei!
Questa volta si diresse verso la citt di
corsa.

E tuttavia, alle sue spalle il cancello


torn a sbattere e si ud un zampettio lieve
sulla strada.
Charmain si gir e corse incontro alla
cagnolina urlando: Maledizione, Sperso!
Arriver in ritardo!. . Questa volta la
prese in braccio e, ansimante, la port verso
la citt. Va bene, hai vinto tu. Mi tocca
portarti perch altrimenti faccio tardi, ma
non ti voglio con me, Sperso! Hai capito?
Sperso era felicissima, si dimen fino a
raggiungere il mento di Charmain e a
leccarlo.
No, piantala le disse lei. Non
mi fa piacere, ti odio. Sei un fastidio, stai
ferma o ti mollo.
Sperso si sistem tra le sue braccia con
un sospiro di soddisfazione.
Grrr! disse Charmain, e affrett il

passo.
Aveva deciso di guardare in alto mentre
aggirava l'enorme rilievo roccioso, nel caso
il lubbock le si fosse buttato addosso dal
declivio sovrastante, ma a questo punto
aveva una tale fretta che se ne dimentic
completamente e tir dritto trotterellando.
Superata la curva, con sua grande sorpresa,
si ritrov alle porte della citt: non
ricordava che fosse cos vicina. Case e torri,
rosate e rilucenti nel sole del mattino, erano
a pochi passi da lei. "Mi sa che il pony di
zia Sempronia se l' presa comoda", pens
mentre avanzava a grandi passi tra le prime
case. La strada si tuffava nella citt, oltre il
fiume, fino a trasformarsi in una sporca via
cittadina.
Charmain
ricordava
che
quell'estremit della citt era piuttosto
sudicia e sgradevole, e avanz spedita in

preda all'agitazione. Ma anche se le persone


che incroci parevano per lo pi piuttosto
povere, nessuno sembr far gran che caso a
lei, o se lo fecero fu perch notarono Sperso
che sbirciava entusiasta tra le sue braccia.
Cagnetta carino osserv al suo
passaggio una donna che portava al mercato
trecce di cipolle.
Un mostriciattolo carino disse
Charmain, suscitando lo stupore della
signora. Sperso prese a dimenarsi in forma
di protesta. Altro che le disse
Charmain, mentre prendevano vie pi ampie,
tra case pi eleganti. Sei una prepotente e
una ricattatrice, e se arrivo in ritardo per
colpa tua non ti perdono finch campo.
Quando giunsero sulla piazza del
mercato, l'orologio del municipio suon le
dieci e Charmain pass di colpo dall'avere

fretta a chiedersi come trasformare una


camminata di dieci minuti in una di mezz'ora.
Da dove si trovava, il Palazzo Reale era
giusto dietro l'angolo, poteva almeno
rallentare il passo e riprendersi. A quell'ora
il sole aveva dissipato la bruma delle
montagne e un po' per questo e un po' per il
corpo di Sperso, Charmain aveva
decisamente caldo. Fece una deviazione per
la spianata che correva in alto lungo il fiume,
che proseguiva scuro il suo corso verso la
grande vallata al di l della citt, e rallent
al ritmo di una passeggiata. Su questa via
c'erano tre delle sue librerie preferite: si
fece largo tra la gente a spasso e prese a
guardare con curiosit le vetrine.
Bel cagnetto dissero vari passanti.
Uh! disse lei a Sperso. Che
vuoi che ne sappiano!

Arriv sulla piazza Reale nel momento


in cui il grande orologio cominciava a
battere le dieci e mezzo, con sua grande
soddisfazione. Ma mentre attraversava la
piazza con in sottofondo il rintocco
dell'orologio, il senso di soddisfazione la
abbandon e anche il caldo svan. Le venne
freddo ed ebbe l'impressione di essere
piccola e insignificante. Si sentiva una
stupida per essere venuta fin l, una sciocca.
Le avrebbero dato un'occhiata e l'avrebbero
rispedita al mittente. Il riverbero delle tegole
sul tetto del Palazzo Reale la scoraggi
definitivamente. Era contenta di sentire che
Sperso le leccava il mento con la piccola
lingua calda. Mentre saliva la scalinata
diretta al pesante portone del palazzo era
talmente nervosa da avere la tentazione di
girarsi e scappare. Ma si disse in tono fermo

che era l'unica cosa che desiderasse fare


nella vita. 'Anche se non sono sicura di
volerlo fare adesso," pens. "E come sanno
tutti quelle tegole sono stagno che un
incantesimo fa sembrare oro!" aggiunse.
Quindi alz il grande battente dorato e buss
con coraggio al portone. A questo punto le
ginocchia minacciarono di abbandonarla e si
chiese se avrebbe potuto scappare, ma
rimase dov'era, tremando e stringendo forte
Sperso.
La porta fu aperta da un servitore
vecchio, ma vecchio davvero. Probabilmente
il maggiordomo, pens, mentre si chiedeva
dove l'avesse gi visto. "Devo averlo
incrociato mentre andavo a scuola," pens.
Ehm... disse. Sono Charmain
Baker, ho ricevuto una lettera del Re... .
Liber una mano dalla presa di Sperso per

tirare fuori la lettera dalla tasca, ma prima


che avesse il tempo di afferrarla il vecchio
maggiordomo spalanc la porta.
La prego di accomodarsi, signorina
Charmant disse con la voce tremante da
vecchio. Sua Maest l'attende.
Charmain si ritrov a fare il suo ingresso
al Palazzo Reale su gambe incerte almeno
quanto quelle del vecchio maggiordomo. Era
cos curvo per gli anni che, mentre Charmain
lo superava con passo instabile, il suo volto
arrivava all'altezza di Sperso.
Ferm la ragazza con un gesto della
mano tremante. La prego di tenere ben
stretto il cagnolino, signorina. Non il caso
che gironzoli qua intorno.
Charmain si scopr balbettare: Spero
che non sia un problema se la porto con me,
vede, mi seguirebbe comunque e alla fine ho

dovuto prenderla in braccio e portarla con


me o...
Va benissimo, signorina disse il
maggiordomo, spingendo sulla porta per
chiuderla. A Sua Signoria i cani
piacciono molto. A dire il vero stato morso
pi volte mentre cercava di farci amicizia...
Be', il fatto , signorina, che il nostro cuoco,
Rajpuhti, ha un cane che non esattamente
una cara creatura. Sappiamo di cani che ha
ucciso perch hanno tentato di penetrare nel
suo territorio.
Oh, caspita disse con un filo di
voce Charmain.
Precisamente disse il vecchio
maggiordomo. Se vuole seguirmi,
signorina.
Sperso prese a dimenarsi tra le braccia
di Charmain, che la stringeva troppo forte

mentre seguiva il maggiordomo lungo un


ampio corridoio in pietra. Nel palazzo
faceva freddo ed era piuttosto buio, e lei
rimase stupita nel vedere che non c'erano
decori di alcun genere e ben pochi accenni
alla reale grandeur, se non si consideravano
due grandi dipinti scuri in cornici d'oro
annerito. Ogni tanto il muro mostrava
riquadri sbiaditi, dove erano stati tolti dei
dipinti, ma ormai Charmain era cos nervosa
che non se ne chiese il motivo. Si sentiva
sempre pi infreddolita, minuta e
insignificante
e
arriv
ad
avere
l'impressione di essere delle stesse
dimensioni di Sperso.
Il maggiordomo si ferm per aprire, tra
molti cigolii, un'imponente porta di rovere.
Sua Maest, la signorina Charmain
Baker annunci. E il suo cane .

Dopo di che si allontan con passo


malfermo.
Charmain riusc ad avanzare con passo
incerto nella stanza. "Il tremore dev'essere
contagioso!" pens e non os fare un inchino
per
paura
che
le
ginocchia
la
abbandonassero.
La stanza ospitava una ricca biblioteca:
scaffali di libri in un marrone tenue si
estendevano in entrambe le direzioni.
L'odore di vecchi volumi, che in genere
Charmain adorava, era quasi opprimente.
Proprio davanti a lei c'era un grande tavolo
di rovere, su cui erano impilati altri libri,
vecchie carte gialle e, dal suo lato, carte pi
nuove e pi bianche. Da quel lato c'erano tre
grandi sedie intagliate, sistemate attorno a un
fuocherello a carbone in un cestino di ferro,
posto su una specie di vassoio di ferro, che

si trovava a sua volta su di un tappeto quasi


logoro. Due delle sedie erano occupate, una
da un uomo imponente dalla barba bianca
ben pettinata. Quando Charmain os
rivolgergli gentilmente lo sguardo, vide che
aveva grinzosi occhi azzurri di vecchio.
Doveva essere il Re, pens.
Vieni, cara le disse, siediti.
Metti gi il cagnolino, vicino al fuoco.
Charmain fece come aveva detto il Re.
Sperso sembrava aver capito che l ci si
doveva comportare al meglio, con grande
sollievo della ragazza, sedette con aria grave
sul tappeto e scodinzol educatamente,
Charmain sedette sul bordo della sedia
intagliata tutta tremante.
Permettimi di presentarti mia figlia
disse il Re. La principessa Hilda.
Anche la Principessa era vecchia: se non

avesse saputo che era figlia del Re,


Charmain li avrebbe presi per coetanei. La
principale differenza tra i due era che lei
appariva due volte pi regale di lui. Era
imponente come il padre, aveva capelli
color acciaio ben pettinati e un tailleur in
tweed cos semplice e tradizionale che
Charmain fu certa si trattasse di abiti molto
aristocratici. Unico gioiello, un grosso
anello nella mano vecchia e venosa.
Che cagnetta dolce disse con tono
di voce fermo e schietto. Come si
chiama?
Sperso, Sua Altezza esit
Charmain.
Ce l'ha da molto? chiese la
Principessa.
Charmain era sicura che la Principessa
stesse facendo conversazione per metterla a

sua agio, il che la rendeva pi nervosa che


mai.
No... ehm... cio disse, il fatto
che era un randagio. O... ehm... cos ha detto
il prozio William. E non poteva averla con
s da molto dato che non sapeva che... ehm...
... cio, una femmina. William Norland, sa.
Il mago.
Il Re e la Principessa esclamarono
all'unisono: Oh! , e il Re prosegu:
Quindi lei parente del mago
Norland, cara?
Il nostro caro amico aggiunse la
Principessa.
Io... ehm... in realt il prozio di mia
zia Sempronia confess Charmain.
L'atmosfera si fece un po' pi
amichevole. Il Re disse, con una certa ansia:
Immagino che non abbia ancora notizie

della salute del mago? Charmain scosse la


testa. Purtroppo no, Sua Maest, ma
quando gli elfi sono venuti a prenderlo
sembrava molto grave.
Non c' da stupirsi dichiar la
principessa Hilda. Povero William.
Dunque, signorina Baker...
Oh... oh... la prego, mi chiami
Charmain balbett.
Molto bene concord la
Principessa. Ma adesso dobbiamo
parlare di affari, bambina, perch tra poco
dovr andare a occuparmi della mia prima
ospite.
Mia figlia pu dedicarti all'incirca
un'ora disse il Re, per spiegarti cosa
facciamo qui in biblioteca e come puoi
esserci davvero d'aiuto. Dalla tua grafia
abbiamo colto che sei molto giovane cosa

di cui ora abbiamo conferma e di


conseguenza, probabilmente priva di
esperienza . Rivolse a Charmain il pi
incantevole dei sorrisi. Ti siamo molto
grati per esserti offerta di aiutarci, cara. Era
la prima volta che qualcuno pensava che
potevamo avere bisogno di aiuto.
Charmain sent il calore salirle al viso,
era certa di essere arrossita in modo
orribile. Il piacere mio, Sua... riusc
a mormorare.
Avvicina la sedia al tavolo la
interruppe la principessa Hilda, e
mettiamoci al lavoro.
Mentre la ragazza si alzava e trascinava
la pesante sedia, il Re disse con tono
cortese: Speriamo che tu non abbia
troppo caldo con il braciere vicino. Anche
se siamo in estate, gli anziani come noi

hanno freddo. Charmain era ancora raggelata


per l'agitazione. No, per niente, Sire
rispose.
E almeno Sperso felice disse il
Re, indicandola con un dito nocchioso.
Sperso era rotolata sulla schiena con le
quattro zampe in aria e si crogiolava al
calore che emanava il braciere. Sembrava
molto pi felice di Charmain.
Al lavoro, padre disse la
Principessa in tono severo, cerc gli
occhiali che penzolavano a un laccetto che
aveva al collo e li piant sul naso
aristocratico. Il Re si pos il pince-nez sul
naso e Charmain inforc a sua volta gli
occhiali. Se non fosse stata tanto nervosa,
avrebbe riso del fatto che li avessero dovuti
mettere tutti e tre.
Dunque esord la Principessa,

nella biblioteca abbiamo libri, documenti e


rotoli di pergamena. Dedicando a
quest'impresa una vita, io e mio padre siamo
riusciti a catalogare grossomodo una met
dei libri per titolo e autore , ad
assegnare un numero a ciascuno e a fare un
breve riassunto del contenuto. Mio padre
andr avanti con il suo lavoro e sarai tu ad
assumerti la responsabilit del mio
principale compito, ossia catalogare
documenti e pergamene. Temo di essere
appena all'inizio. Ecco il mio elenco .
Apr una gran cartella piena di fogli coperti
da una grafia elegante e minuta e ne dispose
una fila davanti a Charmain. Come vedi
ho creato varie categorie: "Carteggi di
famiglia", "Contabilit domestica", "Scritti
storici" e cos via. Il tuo compito di
passare in rassegna queste pile di documenti

e stabilire esattamente qual il contenuto di


ciascun foglio. Poi scrivi una descrizione
sotto la giusta categoria e metti il foglio con
cura in una di queste scatole portadocumenti.
Fin qui tutto chiaro?
Charmain, china a osservare gli elenchi
stupendamente scritti, temeva di apparire
stupida da morire. Cosa faccio chiese,
se trovo un documento che non rientra in
nessuna delle categorie, signora?
Ottima domanda rispose la
principessa Hilda. Speriamo che ne trovi
in abbondanza che non rientrano nelle
categorie. Quando ti capita, se il documento
importante chiedi subito a mio padre. Se
non lo , lo metti nella scatola su cui c'
scritto "Miscellanea". Dunque, qui c' il tuo
primo pacco di documenti, star a guardare
mentre li passi in rassegna per vedere come

procedi. Ecco il foglio per i tuoi elenchi.


Pennino e inchiostro sono qui. Prego,
comincia . Spinse verso Charmain un
pacco marrone di lettere sfilacciate e torn a
sedersi per osservare.
"Mai
sentito
niente
di
tanto
scoraggiante!" pens Charmain. Sciolse il
nodo rosa con difficolt e cerc di separare
un po' le lettere.
Sollevale sempre dai due angoli
opposti disse la principessa Hilda.
Non schiacciarle.
"O mio Dio!" pens Charmain. Rivolse
uno sguardo di sbieco al Re, che aveva
preso un libro in pelle morbida dall'aria
consunta e lo sfogliava con attenzione.
"Avrei voluto farlo io," pens Charmain, e
sospirando apr con cura la prima fragile
lettera marrone.

Mio caro, stupendo, magnifico tesoro


lesse. Mi manchi da morire...
Uhm disse rivolta alla Principessa,
c' una scatola per le lettere d'amore?
Certo rispose la Principessa.
Questa. Registra la data e il nome di chi l'ha
scritta... a proposito, di chi si tratta?
Charmain guard il fondo della pagina.
Uhm, dice Gran Delfino. Il Re e la
Principessa dissero all'unisono: Bene!
, e risero di cuore, soprattutto il Re.
In questo caso le ha scritte mio padre
a mia madre disse la Principessa.
Sono molti anni ormai che morta, ma
questo non importa, scrivilo nella tua lista.
Charmain osserv lo stato della lettera,
logora e scura, e pens che doveva essere
stata scritta molti anni prima. La sorprese
che il Re non sembrava badare al fatto che

lei la leggesse: n lui n la Principessa


parevano minimamente turbati. Forse i reali
non sono gente comune, pens, mentre
guardava la lettera successiva. Cominciava
con "Cara carissima ricci," oh, be'...
Continu con il compito assegnatole. Dopo
un po', la Principessa si alz e accost la
sedia al tavolo.
Sembra che vada abbastanza bene
dichiar. Devo andare, la mia ospite
arriver a breve. Padre, continuo a pensare
che avrei dovuto invitare anche il marito.
Fuori questione, cara disse il Re,
senza alzare gli occhi dagli appunti che stava
prendendo. Sconfinamento. Lui non il
nostro mago reale.
Oh, lo so ribatt la Principessa.
Ma so anche che l'Ingaria ha due maghi reali
e il nostro povero William malato e forse

non ce la far.
La vita ingiusta, mia cara disse il
Re, ancora intento a vergare parole con il
suo pennino. E a William non andata
meglio che a noi.
Lo so anch'io, padre disse la
Principessa mentre usciva dalla biblioteca.
La porta si richiuse con un pesante tonfo alle
sue spalle. Charmain si chin sul mucchio di
carte successivo, cercava di dare l'idea di
non aver ascoltato. Sembrava si trattasse di
una questione privata. Questo fascio doveva
essere stato legato per tanto di quel tempo
che ora i fogli erano appiccicati, secchi e
scuriti come il nido di vespe che Charmain
aveva trovato una volta nell'attico Dovette
impegnarsi molto per separare un foglio
dall'altro.
Ehm-ehm disse il Re, e Charmain

alz lo sguardo per vedere che le sorrideva,


con il pennino a mezz'aria e un occhio che
ammiccava verso di lei da sopra gli
occhiali. Sei una giovinetta davvero
discreta, a quanto vedo disse. E da
quello che ci siamo appena detti devi aver
capito che noi e il tuo prozio siamo
alla ricerca di alcune cose di grande
importanza. Le categorie create da mia figlia
possono darti qualche indicazione su cosa
cercare. Le tue parole chiave saranno
"tesoreria", "entrate", "oro" ed "elfgift": se
trovi un accenno a una qualunque di queste,
mia
cara,
ti
prego
di
dirmelo
immediatamente.
L'idea di cercare cose di grande
importanza raggelarono e resero goffe le dita
di Charmain sulle fragili carte.
S, s, certamente Sua Maest

disse.
Per il suo sollievo, quel pacco di fogli
conteneva solo un elenco di beni e i relativi
prezzi, tutti sorprendentemente bassi. 10
chili di candele di cera a 2 centesimi al
chilo, 20 centesimi lesse. Be', sembrava
risalire a due secoli prima. 2 etti del pi
fine zafferano, 30 centesimi. Nove alberelli
di melo per le sale di rappresentanza, un
quarto di centesimo , e cos via.
La pagina dopo era piena di cose come
"Metri 40 di drappi di lino, 44 scellini".
Charmain annot con precisione, mise i fogli
nella scatola con l'etichetta "Contabilit
domestica" e prese il foglio successivo.
Oh! disse. Sul foglio c'era scritto
"Al mago Melicot, per l'incantesimo su 100
metri quadrati di tegole che ha fatto
sembrare d'oro il tetto, 200 ghinee".

Di che si tratta, mia cara? chiese il


Re, segnando con il dito il punto in cui era
aperto il suo libro.
Charmain gli lesse la ricevuta, lui
ridacchi e scosse appena la testa.
Allora certo che stato fatto con la magia
disse. Devo confessare di aver sempre
sperato che si scoprisse che era di oro vero,
tu no?
S, ma come l'oro disse
Charmain in tono consolatorio.
Ed un ottimo incantesimo, per
durare duecento anni disse il Re
annuendo. Anche costoso, all'epoca 200
ghinee erano un sacco di soldi. Ah, bene, non
ho mai sperato di risolvere i nostri problemi
finanziari ricorrendo alle tegole, inoltre
sarebbe stato scioccante per i sudditi se ci
fossimo arrampicati per tirarle via dal tetto.

Vai avanti, cara. Charmain continu a


guardare, ma tutto ci che trov fu qualcuno
che chiedeva 2 ghinee per piantare un
giardino di rose e qualcun altro che veniva
pagato 10 ghinee per aver rimpinguato la
tesoreria anzi no, non qualcun altro, ma il
mago Melicot, proprio quello che aveva
fatto il tetto!
Immagino che Melicot fosse
specializzato disse il Re, dopo che
Charmain ebbe fino di leggere. Mi pare
che sia stato chiamato per falsificare metalli
preziosi, all'epoca la tesoreria doveva di
certo essere vuota. Da anni sono
consapevole di portare una corona falsa:
dev'essere opera di Melicot. Non ti sta
venendo un certo languorino, cara? Hai
freddo, sei stanca di stare a sedere? Non
facciamo un vero e proprio pranzo qui, mia

figlia non dell'idea, ma di solito chiedo al


maggiordomo di portare uno spuntino verso
quest'ora. Perch non ti alzi e ti sgranchisci
le gambe mentre suono il campanello?
Quando il Re si diresse zoppicando alla
corda del campanello vicino alla porta,
Charmain si alz e mosse qualche passo
intorno, facendo rotolare ai suoi piedi
Sperso, che le rivolse uno sguardo
interrogativo. Era davvero gracile, pens
Charmain, e molto alto, come se
quell'altezza fosse troppa per lui. Mentre
aspettavano che qualcuno rispondesse alla
chiamata, Charmain colse l'opportunit per
guardare i volumi sugli scaffali. Sembrava
che ce ne fossero su ogni argomento, alla
rinfusa: libri di viaggi accanto a libri di
algebra e poesie spalla a spalla con la
geografia. Charmain ne aveva appena aperto

uno intitolato Segreti dell'universo rivelato,


quando si apr la porta ed entr un uomo con
addosso un alto cappello da cuoco che
portava un vassoio. Con stupore di
Charmain, il Re salt con agilit a tavola.
Cara, prendi in braccio il tuo cane! disse
a voce alta con tono d'urgenza. Era entrato un
altro cane, marrone e con l'aria da duro, con
orecchie nodose e coda topesca, che stava
stretto alle gambe del cuoco come se si
sentisse in pericolo. Aveva fatto il suo
ingresso ringhiando: Charmain non aveva
dubbi che si trattasse del cane che uccideva i
propri simili e si tuff a prendere Sperso.
Ma Sperso riusc a scapparle di mano e
avanz trotterellando verso il cane del
cuoco, il cui ringhio crebbe d'intensit, sullo
scarno dorso marrone si drizz il pelo.
Aveva un aspetto talmente minaccioso che

Charmain non os avvicinarsi, e tuttavia


Sperso non sembrava spaventata. And dritta
verso il cane ringhiarne con il suo incedere
spensierato, sollevandosi sulle zampette
posteriori e sfiorando sfrontata con il suo
naso quello dell'altro. Questo indietreggi,
sorpreso al punto da smettere di ringhiare.
Dopo di che drizz le orecchie piene di
bozzi e, con gran cautela, annus a sua volta
Sperso, che emise un guaito di entusiasmo e
fece una capriola. Un istante dopo i cani
saltellavano contenti per la biblioteca.
Bene! disse il Re. Allora direi
che tutto a posto. Jamal, perch sei venuto
tu al posto di Sim?
Jamal, che Charmain not aveva un
occhio solo, si fece avanti e pos con fare di
scusa il vassoio sul tavolo.
La Principessa ha condotto con s

Sim per ricevere l'ospite, Sire spieg,


e mi ha lasciato solo a portare i pasti. Il mio
cane mi ha seguito. Penso che non se la sia
mai goduta tanto come adesso aggiunse
con lo sguardo rivolto ai due cani che
saltellavano.
Fece un inchino a Charmain. La
prego, porti pi spesso il suo cagnolino
bianco, signorina Charmant.
Fece un fischio al cane, il quale finse di
non aver sentito. And alla porta e torn a
fischiare. Pappa disse. Oggi, pesce.
Stavolta entrambi i cani corsero da lui, e con
sorpresa e sgomento di Charmain, Sperso se
ne usc a passo di trotto dietro al cane del
cuoco, dopo di che la porta si chiuse
sbattendo dietro di loro.
Non c' da preoccuparsi disse il
Re. Sembra che abbiano fatto amicizia, la

riporter Jamal, che una persona molto


affidabile. Se non fosse per il suo cane,
sarebbe il cuoco perfetto. Vediamo cosa ci
ha portato, eh?
Jamal aveva lasciato una caraffa di
limonata e un piatto con una pila di cose
marroni croccanti sotto un tovagliolo bianco.
Nel sollevare con impazienza il tovagliolo,
il Re disse: Ah! Prendine uno finch sono
caldi, cara.
Charmain segu il consiglio e le bast un
morso per convincersi che Jamal era ancora
pi bravo di suo padre, in cucina, e il signor
Baker aveva la fama di essere il miglior
cuoco della citt. Quelle cose marroni erano
croccanti e soffici al tempo stesso, con un
sapore un tantino piccante che Charmain
assaggiava per la prima volta. Dopo ci
voleva proprio della limonata. Lei e il Re

vuotarono il piatto e bevvero tutta la


limonata, poi tornarono al lavoro.
Erano ormai in rapporti di vera e propria
amicizia e Charmain non aveva pi remore a
chiedere al sovrano quel che desiderava
sapere.
Cosa se ne facevano di 2 stai di petali
di rosa, Sire? gli chiese, e il Re rispose:
All'epoca usavano cospargerne il
pavimento della sala da pranzo. Per come la
vedo io, un'abitudine fonte di disordine.
Senti cosa dice questo filosofo a proposito
dei cammelli, cara . E lesse una pagina
che li fece ridere entrambi: era chiaro che il
filosofo non andava d'accordo con i
cammelli.
Un bel po' di tempo dopo, si apr la porta
della
biblioteca
e
Sperso
entr
trotterellando, con l'aria molto soddisfatta.

Era seguita da Jamal.


Un messaggio da parte della nostra
Principessa, Sire disse. La signora si
sistemata e Sim sta portando il t nel salone
di fronte.
Ah disse il Re. Focaccine?
Anche muffin disse Jamal, e se ne
and.
Il Re richiuse il libro in modo energico e
si alz in piedi. Sar meglio che vada a
salutare la nostra ospite disse.
Allora io vado avanti con le ricevute
disse Charmain. Metto da parte quelle
su cui ho dei dubbi.
No, no disse il Re. Vieni anche
tu, cara, e porta il cagnolino. Aiuta a
rompere il ghiaccio, sai. La signora
un'amica di mia figlia, io non la conosco di
persona.

Di colpo Charmain torn a sentirsi molto


nervosa. La principessa Hilda l'aveva messa
in soggezione e le sembrava troppo regale
per sentirsi a proprio agio con lei: una sua
amica non poteva che essere come lei. Era
per difficile rifiutare quando il Re le teneva
aperta la porta con aria di attesa. Sperso
trotterellava gi dietro di lui e Charmain si
vide costretta ad alzarsi e seguirli.
Il salone di fronte era una grande stanza
piena di divani scoloriti, dai braccioli
piuttosto consumati e le frange logore. Sulle
pareti c'erano altri riquadri sbiaditi nei punti
in cui in passato dovevano essere stati
appesi dei quadri. Sopra il grandioso camino
in marmo, dove, per il sollievo di Charmain,
bruciava un fuoco vivace, c'era il riquadro
pi grande. Il salotto, come la biblioteca, era
fresco e a Charmain era venuto freddo per

via dell'agitazione.
La principessa Hilda sedeva impettita su
un divano accanto al camino, dove Sim
aveva appena portato un carrello
apparecchiato per il t. Appena Charmain lo
vide spingere il carrello le venne in mente
dove l'aveva gi visto: quando si era persa
oltre la sala riunioni aveva scorso un
vecchio che spingeva un carrello lungo uno
strano corridoio. "Che cosa assurda!" pens.
Sim stava posando tremante un vassoio di
focaccine imburrate sul focolare e a quella
vista il naso di Sperso trem e scatt in
quella direzione. Charmain arriv appena in
tempo per bloccarla, e mentre se ne stava in
piedi con Sperso che si dimenava dalla
salda stretta delle sue braccia la Principessa
disse: Ah, il Re, mio padre . I presenti
si alzarono in piedi.

Padre disse la Principessa, mi


permetti di presentarti la mia cara amica, la
signora Sophie Pendragon?
Il Re avanz zoppicante con la mano
tesa, e la grande stanza parve farsi un po' pi
piccola. Fino a quel momento Charmain non
si era resa conto di quanto fosse imponente.
" quasi alto come gli elfi," pens.
Signora Pendragon disse. Lieto
di conoscerla, gli amici di nostra figlia sono
amici nostri.
Charmain fu sorpresa dalla signora
Pendragon. Era piuttosto giovane, molto pi
giovane della Principessa, ed era vestita alla
moda, di un color azzurro turchese che ne
esaltava i capelli ramati e gli occhi verdeazzurro. " deliziosa!" pens con una punta
d'invidia.
La signora Pendragon rispose in tono un

po' asciutto al Re dicendo: Sono qui per


fare tutto il possibile, Sire, non posso dire di
pi.
Giusto, giusto ribatt il Re. La
prego si risieda, sedetevi tutti. E prendiamo
un t.
Tutti tornarono a sedersi ed ebbe inizio
un garbato mormorio di conversazione,
mentre Sim barcollava qua e l distribuendo
tazze di t. Charmain si sentiva
completamente fuori luogo. Sicura che
quello non fosse il suo posto, sedette
nell'angolo pi remoto del divano e cerc di
indovinare chi fossero le altre persone
presenti.
Nel frattempo, Sperso sedeva tranquilla
sul divano accanto a lei con aria schiva e
seguiva con lo sguardo, senza perderlo di
vista, il signore che serviva le focaccine, un

uomo cos pacato e anonimo che Charmain si


dimentic che faccia aveva non appena ebbe
distolto gli occhi, e dovette tornare a vederlo
per ricordarsene. Ipotizz che l'altro signore,
che pareva tenere la bocca chiusa anche
mentre parlava, fosse il cancelliere del Re.
Sembrava avesse un sacco di segreti da dire
alla signora Pendragon, che non smetteva di
annuire e sbattere un po' le palpebre, come
se ci che le diceva il cancelliere la
stupisse. L'altra signora, una donna anziana,
doveva essere la dama di compagnia della
Principessa, molto ferrata in conversazioni
sul tempo.
E non mi stupirebbe che anche
stanotte non piovesse stava dicendo,
mentre il signore anonimo si fece accanto a
Charmain per offrirle una focaccina. Il naso
di Sperso prese a girare e seguire bramoso il

vassoio.
Oh, grazie disse Charmain,
contenta che non l'avesse dimenticata.
Ne prenda due sugger il signore
anonimo. O sicuramente le finir Sua
Maest . In quel momento il Re era intento
a mangiare due muffin schiacciati uno
sull'altro e a guardare il vassoio con la
stessa brama di Sperso.
Charmain ringrazi di nuovo il signore e
ne prese un'altra: erano le focaccine pi
burrose che le fossero mai capitate tra le
mani. Il mobile naso di Sperso picchiett
con delicatezza la mano di Charmain. Va
bene, va bene mormor lei, mentre
cercava di staccarne un pezzo senza far
cadere del burro sul divano. Il burro le col
lungo le dita, rischiando di gocciolarle sulla
manica. Stava cercando di eliminarlo usando

il fazzoletto, quando la dama di compagnia,


che aveva ormai terminato di disquisire del
tempo in ogni sua possibile sfumatura, si
rivolse alla signora Pendragon.
La principessa Hilda mi dice che lei
ha un bambino incantevole disse.
S, Morgan rispose la signora
Pendragon. Anche lei sembrava avere
problemi con il burro, si stava tamponando
le dita con il fazzoletto e appariva agitata.
Quanti anni ha adesso Morgan,
Sophie? chiese la principessa Hilda.
Quando l'ho visto io era un beb.
Oh, quasi due rispose la signora
Pendragon, riuscendo a cogliere una grossa
goccia di burro dorato prima che le cadesse
sulla gonna. L'ho lasciato con...
La porta del salotto si apr per far
entrare un bambinetto grassottello che

procedeva con andatura incerta, vestito di


uno sporco completo azzurro, con le lacrime
che gli colavano sulle guance.
Maammamamamam! si lamentava
mentre camminava per la stanza procedendo
a zig zag.
Alla vista della signora Pendragon il suo
viso si illumin di un sorriso abbagliante.
Tese le braccia e corse da lei per affondarle
il viso nella gonna. Mamma! url.
Lo seguiva fluttuando una figura azzurra
dall'aria turbata, a forma di lunga lacrima
con un viso sul davanti. Sembrava fatta di
fiamme. Port con s una ventata di calore
suscit un sussulto da parte di tutti i
presenti. Dietro di lui, veniva una cameriera
ancor pi agitata.
Seguiva la cameriera un ragazzino, forse
il bambino pi angelico che Charmain

avesse visto in vita sua. Una massa di


riccioli biondi incorniciava un innocente
viso bianco e rosa. Aveva occhi grandi,
azzurri e timidi. Il piccolo mento,
deliziosamente modellato, posava su di una
gala di pizzo bianco e portava poi, sul
grazioso corpicino, un completo azzurro
pastello di velluto con grandi bottoni
d'argento. Quando entr, quel bocciolo rosa
che era la sua bocca si tese in un timido
sorriso e mostr cos un'intrigante fossetta
sulla piccola, delicata guancia. Charmain
non riusciva a spiegarsi perch la signora
Pendragon lo fissasse in preda all'orrore.
Era senza dubbio un bambino incantevole. E
quelle lunghe ciglia ricurve!
...Con mio marito e il suo demone del
fuoco termin la signora Pendragon. Il
suo volto si era tinto di un colore rosso

acceso, e fissava il ragazzino da sopra la


testa del bimbetto.

CAPITOLO OTTO
Nel quale Peter ha problemi
con l'impianto idraulico
Oh, signora, Sire! disse la
cameriera ansante. Non ho potuto
impedire che entrassero. Il piccolo era
talmente sconvolto!
La stanza era in preda al caos: si
alzarono tutti in piedi e qualcuno lasci
cadere una tazza di t. Sim si tuff per
salvare la tazza e il Re gli si par davanti
per raccogliere il vassoio delle focaccine.
La signora Pendragon si drizz con Morgan
tra le braccia, continuando a rivolgere al
ragazzino uno sguardo ostile mentre la
creatura a forma di lacrima azzurra le

oscillava davanti.
Non colpa mia, Sophie! ripeteva
con un crepitio nella voce agitata. Giuro,
non colpa mia! Non siamo riusciti a far
smettere Morgan di piangere perch voleva
te.
La principessa Hilda si alz calma.
Sar meglio che tu vada disse alla
cameriera. Non c' motivo di agitarsi.
Sophie, cara, non avevo idea che tu non
avessi una tata.
No, non ce l'ho, e speravo di avere un
po' di pace disse la signora Pendragon,
credevo aggiunse, guardando
l'angelico ragazzino, che un mago e un
demone del fuoco riuscissero a gestire un
bambinetto.
Uomini! disse la Principessa.
Non mi faccio illusioni sulla capacit degli

uomini di gestire le cose. Ovviamente, ora


che sono qui, Morgan e il ragazzino saranno
nostri ospiti.
Che genere di sistemazione si addice
a un demone del fuoco? chiese al signore
anonimo.
Appariva completamente privo di
espressione.
Non disdegnerei un bel fuoco di ceppi
crepit il demone del fuoco.
Vedo che ne avete uno in questa
stanza, non mi occorre altro. Sono Calcifer,
a ogni modo, signora.
Sia la Principessa che il signore anonimo
apparivano sollevati. Hilda disse: S,
certo, credo che ci siamo visti di sfuggita in
Ingaria due anni fa.
E chi l'altro giovane amico?
chiese gioviale il Re.

Fophie mia tia rispose il


ragazzino con pronuncia blesa e dolce,
volgendo il viso angelico e i grandi occhi
azzurri verso il Re.
La signora Pendragon sembrava furiosa.
Piacere di conoscerti disse il Re.
E come ti chiami, ometto?
Twinkle sussurr il ragazzino,
chinando timidamente la bionda testa
ricciuta.
Prendi una focaccina, Twinkle
disse calorosamente il Re tendendogli il
vassoio.
Gvatie rispose Twinkle in tono
sincero, mentre si serviva.
A quel punto, Morgan tese una mano
grassoccia e risoluta e sbrait: A me, a
me, a me! finch il Re non ne ebbe data
una anche a lui. La signora Pendragon mise

Morgan a mangiare seduto sul divano. Sim si


guard intorno ed ebbe la buona idea di
allungargli dal carrello un tovagliolo, che si
impregn di burro quasi all'istante. Morgan
rivolse un radioso sorriso a Sim, alla
Principessa, alla dama di compagnia e al
cancelliere.
Cata disse. Pappa cata.
Mentre avveniva tutto ci, Charmain si
rese conto che la signora Pendragon aveva
bloccato il piccolo Twinkle dietro il divano
sul quale era seduta e non pot fare a meno
di sentirle sussurrare: Cosa credi di fare,
Howl? . Sembrava furiosa al punto che
Sperso salt in grembo a Charmain e si mise
a tremare.
Hanno scovdato di invitavmi
ribatt Twinkle con la sua vocina dolce.
pvopvio fiocco, come fai a

visolveve quefto guaio da fola, Fophie, hai


bifogno di me.
No, per niente! rispose secca
Sophie. E poi, devi per forza parlare
cos?
Fi disse Twinkle.
No! ribatt Sophie. Non
divertente Howl, e poi hai trascinato qui
Morgan...
Te l'ho detto la interruppe lui,
da quando fei andata fa Movgan non ha
fmesso un momento ti piangeve. Chiedi a
Calcifev se non mi cvedi!
Calcifer non meglio di te! disse
Sophie accalorandosi. Non credo che
nessuno di voi due si sia dato molto da fare
per farlo smettere, o sbaglio? Cercavate una
scusa per questa... questa mascherata ai
danni della povera principessa Hilda!

Ha bifogno di te, Fophie! disse


Twinkle in tono sincero. Charmain era molto
interessata alla conversazione. Purtroppo in
quel momento Morgan si guard intorno in
cerca della madre e individu Sperso che
tremava in grembo a Charmain. Diede in una
sonora esclamazione: Canietto! ,
scivol gi dal divano calpestando il
tovagliolo e corse da Sperso tendendo verso
di lei le mani imburrate. Sperso salt dietro
il divano in preda al panico e, una volta l,
rimase a guaire in una versione stridula di
una tosse secca e insistente. A Charmain
tocc prenderla in braccio e allontanarsi
dalla portata di Morgan. Cos, della strana
conversazione che stava avvenendo dietro il
divano, sent solo la signora Pendragon
spedire a letto senza cena Twinkle (o si
chiamava Howl?), che la sfid con un

"Pvovaci fe hai il covaggio". Quando Sperso


si fu calmata, Twinkle chiese in tono afflitto:
Non mi tvovi cavino neanche un po'?
A quel punto si sent un rumore sordo,
come se la signora Pendragon avesse
dimenticato le buone maniere al punto da
pestare il piede.
S la sent esclamare Charmain.
Disgustosamente carino!
Be' disse la principessa Hilda,
accanto al fuoco, mentre Charmain
continuava ad allontanarsi da Morgan, i
bambini vivacizzano sempre in queste
occasioni. Sim, dai un muffn a Morgan,
presto.
Morgan cambi bruscamente rotta e
corse verso Sim e i muffn. Charmain si sent
sfrigolare i capelli, si guard intorno e vide
il demone nel fuoco che si librava alle sue

spalle e la guardava con occhi di un arancio


fiammeggiante.
Chi sei? chiese il demone.
Il cuore di Charmain ebbe un piccolo
sobbalzo,
mentre
Sperso
sembrava
assolutamente tranquilla. "Se non avessi
appena conosciuto un lubbock," pens
Charmain, "questo Calcifer mi farebbe una
certa paura".
Io... ehm... sono solo un aiuto
temporaneo alla biblioteca disse.
Allora pi tardi avremo bisogno di
parlare con te crepit Calcifer.
Emani magia, lo sapevi? Tu e il tuo
cane.
Non il mio cane, appartiene a un
mago disse Charmain.
Quel mago Norland che pare abbia
combinato questo pasticcio? chiese

Calcifer.
Non credo proprio che il prozio
William abbia fatto pasticci rispose
Charmain. Lui un tesoro!
Sembra che abbia cercato in tutti i
posti sbagliati disse Calcifer. Per
combinare un pasticcio non bisogna per
forza essere cattivi. Guarda Morgan . E
guizz via. Spariva per poi riapparire da
un'altra parte, pens Charmain, in un modo
che le ricordava una libellula che vaghi su di
uno stagno.
Il Re si avvicin a Charmain e intanto si
puliva le mani con aria gioviale in un
tovagliolo candido. Meglio che ci
rimettiamo al lavoro, cara. Dobbiamo
risistemare tutto prima di sera.
S, certo, Sire disse Charmain e lo
segu oltre la porta.

Prima che si allontanassero, l'angelico


Twinkle riusc a sfuggire all'arrabbiata
signora Pendragon e a tirare per la manica la
dama di compagnia. Pev favove chiese
con fare incantevole, non avebbe un
gioco?
La signora sembrava perplessa. Non
ne ho di giocattoli, non li uso, caro disse.
Morgan colse la parola che aveva
pronunciato. "Docattolo! url, agitando le
braccia, con un muffin burroso stretto in un
pugno. Docattolo, docattolo, docattolo!
Una scatola con pupazzo a molla cadde
ai suoi piedi facendo scattare il coperchio, e
il pupazzo salt fuori cigolando. Una grande
casa di bambola atterr con fragore accanto
al pupazzo, seguita da una pioggia di vecchi
orsacchiotti. Un istante dopo un cavalluccio
di legno malandato si piazz accanto al

vassoio del t. Morgan strill di gioia.


Direi che meglio lasciare che sia
mia figlia a occuparsi dei suoi ospiti
disse il Re, e fece strada a Charmain e
Sperso fuori del salotto. Chiuse la porta, tra
giocattoli che continuavano ad apparire a
profusione e il piccolo Twinkle che
manteneva un grande contegno, mentre tutti
intorno correvano in preda al caos.
I maghi sono spesso ospiti vivaci
sottoline il Re dirigendosi verso la
biblioteca, anche se non immaginavo che
cominciassero in cos giovane et. Un tantino
impegnativi per le madri, direi.
Mezz'ora dopo, Charmain era diretta a
casa del prozio William e Sperso procedeva
dietro di lei a piccoli passi con un'aria
sdegnosa almeno quanto quella del piccolo
Twinkle.

Uff! le disse Charmain. Sai una


cosa, Sperso? Non ho mai vissuto
intensamente come negli ultimi tre giorni!
E tuttavia si sentiva un po' mesta. Era
ragionevole che il Re le desse i conti e le
lettere d'amore, ma avrebbe voluto fare a
turno con i libri. Le sarebbe piaciuto da
matti passare almeno parte della giornata a
sfogliare un vecchio e ammuffito volume
rilegato in pelle. Era quello che aveva
sperato, ma non importava. Appena fosse
arrivata a casa del prozio William avrebbe
potuto sprofondare nella Bacchetta a dodici
rami o magari, meglio ancora, in Memorie
di un esorcista, che sembrava il genere di
libro che ci si gode alla luce del sole. O
magari poteva provare con un libro
completamente diverso.
Aveva talmente tanta voglia di

immergersi in una buona lettura che a


malapena si
accorgeva che stava
camminando, fino a quando dovette prendere
in braccio Sperso che aveva cominciato ad
arrancare ansimando. Con Sperso in braccio,
dovette aprire il cancello del prozio William
con un calcio e si trov di fronte a Rollo, a
met del vialetto, con la faccetta azzurra
segnata da un'espressione arcigna.
E adesso cosa c'? gli chiese
Charmain, e valut seriamente se fosse il
caso di prenderlo e buttarlo tra le ortensie.
Era abbastanza piccolo da fare un bel volo,
anche se lo poteva lanciare con una mano
sola, visto che aveva Sperso nell'altra.
Quei fiori che hai sparso sul tavolo
del giardino cominci Rollo. Non
penserai che li riattacchi o qualcosa del
genere, vero?

No, certo che no rispose


Charmain. Stanno seccando al sole, poi li
metter in casa.
Uh! disse Rollo. Nuove
decorazioni, eh? Cosa pensi che dir il
mago?
Non sono affari tuoi rispose
Charmain con fare arrogante e avanz
decisa, di modo che Rollo fu costretto a
saltare di lato per farle strada. Mentre apriva
la porta d'ingresso, le url dietro qualcosa,
ma lei non gli bad. Sapeva che era qualcosa
di sgarbato. Sbatt sonoramente la porta ai
suoi strilli.
All'interno l'odore di muffa del salotto si
era fatto pi penetrante: sembrava una pozza
d'acqua stagnante. Charmain mise gi il cane
e annus con fare sospettoso; Sperso la
imit. Da sotto l'uscio della cucina fluivano

lunghe strisce marroni di uno strano liquido.


Sperso avanz piano, con grande cautela, e
Charmain, al pari suo, sporse un alluce e
tocc la goccia marrone pi vicina, che fece
cic ciac come un acquitrino.
Oh, e adesso cos'ha combinato Peter?
esclam. Spalanc la porta. Sul
pavimento della cucina c'erano cinque
centimetri d'acqua: Charmain poteva vedere
che i sacchi di bucato accanto al lavello la
stavano assorbendo e si facevano pi scuri.
Acc! url, chiuse la porta
sbattendola, la riapr e gir a sinistra.
In quel punto il corridoio era allagato, la
luce del sole che penetrava dalla finestra in
fondo
brillava
tremula
sull'acqua,
suggerendo che una forte corrente proveniva
dal bagno. Furiosa, Charmain vi si diresse
tra gli spruzzi. "Volevo solo sedermi a

leggere un libro!" pens, "torno a casa e


trovo un'alluvione!".
Quando arriv al bagno, con Sperso
triste che le sguazzava dietro, la porta si
apr, Peter ne usc come un razzo e le
piomb davanti mentre si asciugava la fronte
con aria estremamente tesa. Era scalzo e
aveva i pantaloni arrotolati alle ginocchia.
Oddio, sei tornata disse, prima che
Charmain potesse aprire bocca.
In una delle tubature, qui, c' un buco.
Ho provato a fermarlo con sei incantesimi,
ma tutto quello che sono riuscito a fare
stato spostarlo da un punto all'altro. Stavo
per andare a chiudere l'acqua da quella
cisterna lanosa o almeno a provarci
ma magari tu puoi fare qualcosa.
Cisterna lanosa? chiese Charmain.
Oh, stai parlando di quella cosa tutta

coperta di pelliccia azzurra. Cosa ti fa


pensare che servir? allagato dappertutto!
l'unica cosa che non ho provato
grugn Peter. Probabilmente l'acqua viene
da l, la si sente gocciolare. Pensavo di
cercare un rubinetto...
Oh, sei inutile! grugn Charmain di
rimando. Fammi vedere. Spinse Peter da
parte e scatt in bagno, alzando una massa
d'acqua al suo passaggio.
Il buco c'era davvero. Uno dei tubi tra il
lavandino e la vasca mostrava una fessura
longitudinale da cui l'acqua fuoriusciva a
spruzzi in un'allegra fontana. Qua e l lungo
il tubo c'erano bolle grigie dall'aspetto
magico che dovevano essere i sei inutili
incantesimi di Peter. "Ed era tutta colpa
sua!" grugn tra s e s. "Era stato lui a far
diventare bollenti le tubature. Oh,

accidenti!". Si avvicin rapida al buco e ci


mise sopra le mani con furia.
Smettila! ordin. L'acqua le
spruzz tra le mani e in faccia. Smettila
subito! Non sort altro effetto che far
spostare di circa 15 centimetri la fessura che
le spruzz d'acqua la treccia e la spalla
destra. Cerc di coprirla con le mani.
Smettila! Smettila! La fessura torn a
spostarsi lateralmente.
Allora vuoi la guerra, eh? le disse
Charmain, e la copr di nuovo. La fessura si
spost e lei la segu con le mani: non le ci
volle molto per farla muovere nell'angolo
sopra la vasca, da dove poteva spruzzare
senza far danni acqua che poi correva gi
per lo scarico. La ferm in quel punto
appoggiandosi alla tubatura con una mano,
mentre rifletteva sul da farsi.

Mi chiedo perch Peter non ci abbia


pensato consider in una sorta di
brontolio, anzich correre da una parte
all'altra lanciando incantesimi inutili.
Prozio William url, come chiudo la
perdita della tubatura del bagno?
Nessuna risposta. Era chiaro che il
prozio William non aveva pensato che a
Charmain potesse servire saperlo.
Non credo sia molto ferrato in
questioni idrauliche disse Peter dalla
soglia. E non c' niente di utile neanche
nella valigia. Ho tirato fuori tutto per vedere.
Oh, sul serio? chiese in tono
irritato Charmain.
S, l dentro ci sono delle cose
davvero interessanti disse Peter. Ti
faccio vedere se...
Buono, lasciami pensare! scatt

lei.
Peter sembr rendersi conto che
Charmain non era esattamente di ottimo
umore. Rimase ad aspettare in silenzio
mentre lei se ne stava in piedi nella vasca,
chinata sul tubo a pensare. "Per tappare la
fessura senza che si sposti di nuovo bisogna
fare due cose: prima la blocchi in un punto e
poi la copri, ma come? Presto, o mi si
inzuppano tutti i piedi".
Peter disse, vammi a prendere
dei canovacci per asciugare i piatti. Almeno
tre.
Perch? chiese Peter. Non
penserai...
Subito! ribatt Charmain.
Con suo sollievo, Peter se ne and
sguazzando di malumore, borbottando
qualcosa a proposito di streghe prepotenti

dal brutto carattere. Charmain fece finta di


non aver sentito. Nel frattempo non osava
lasciare andare la fessura, dalla quale
continuava a schizzare acqua che la bagnava
ogni istante di pi. Oh, maledetto Peter!
Mise l'altra mano sull'estremit opposta del
buco e cominci a premere e a spingere le
mani una verso l'altra con tutta la sua forza
Chiuditi! ordin alla tubatura.
Smetti di perdere e chiuditi! , un violento
spruzzo d'acqua la colp sul viso. Sentiva
che l'apertura cercava di sfuggirle, ma lei si
rifiut di lasciarla andare. Premette ancora e
ancora. "Posso usare la magia!" pens
rivolta alla tubatura.
Un incantesimo l'ho fatto, posso farti
chiudere! Chiuditi dunque!
E funzion. Quando Peter torn
facendosi strada nell'acqua con solo due

canovacci, perch non era riuscito a trovarne


altri, Charmain era ormai bagnata fino al
midollo, ma il tubo era tornato integro. La
ragazza prese i canovacci e li leg intorno al
tubo nel punto in cui si era aperta la fessura,
poi raccolse in fretta a lato della vasca la
spazzola per la schiena l'unica cosa a
portata di mano che poteva vagamente
ricordare l'attrezzatura di un mago e la
us per colpire i canovacci.
Fermi l, non azzardatevi a muovervi!
ordin loro mentre batteva nel punto in
cui c'era la fessura.
Resta chiusa le disse, o sar
peggio per te! . Dopo di che volse la
spazzola alle bolle grigie degli incantesimi
di Peter e colp anche quelli.
Via! disse loro. Via! Non
servite a niente! , e quelli svanirono

obbedienti.
Charmain arross, sentendosi molto
potente, e assest un colpo al rubinetto
dell'acqua calda all'altezza delle sue
ginocchia. Da qui deve uscire acqua
calda disse, e basta con le assurdit! E
tu aggiunse, mentre si sporgeva verso il
rubinetto dell'acqua calda del lavandino.
Calda anche da qui, ma non troppo, o sar la
vostra rovina. Voi invece continuate a far
uscire acqua fresca diede istruzioni ai
rubinetti dell'acqua fredda, assestando loro
un colpo.
Alla fine, usc dalla vasca con un gran
spruzzo e batt nell'acqua per terra. E tu
sparisci! Vattene, asciugati, scorri via. Vai,
o altrimenti... Peter si fece strada fino al
lavandino, apr il rubinetto dell'acqua calda
e tenne la mano sotto il getto. calda!

esclam. Ci sei riuscita davvero! Che


sollievo! Grazie!
Uh! disse Charmain, bagnata,
raffreddata e scontrosa. Vado a infilarmi
dei vestiti asciutti e a leggere un libro.
Peter chiese, in tono mesto: Allora
non mi aiuti ad asciugare? Charmain non
capiva perch avrebbe dovuto, ma lo
sguardo le si pos sulla povera Sperso, che
cercava di raggiungerla con l'acqua che le
lambiva la pancia. A quanto pareva la
spazzola per la schiena non aveva funzionato
sul pavimento.
Va bene sospir. Ma oggi ho
lavorato tutto il giorno, lo sai anche tu.
Anch'io disse Peter con tono
turbato. Ho passato la giornata a correre
cercando di fermare la perdita. Asciughiamo
almeno in cucina. Dal momento che in cucina

il fuoco crepitava ancora nel focolare, l


dentro sembrava di stare in una sauna.
Charmain sguazz nell'acqua tiepida e apr
la finestra. A parte il pavimento e i sacchi di
biancheria
che
si
moltiplicavano
misteriosamente, ormai fradici, era tutto
asciutto, compresa la valigia, aperta sul
tavolo.
Alle spalle di Charmain, Peter
pronunciava delle strane parole e Sperso
mugolava.
Quando si gir, la ragazza vide Peter a
braccia tese, con fiammelle che gli
guizzavano dalle dita alle spalle.
Asciugati, o pavimento! inton. Le
fiamme presero a balenargli tra i capelli e
gi per la fronte madida. Mut espressione,
da compiaciuta ad allarmata. Oh cavoli!
disse, e in quel momento le fiamme gli si

propagarono in ogni parte del corpo e prese


a bruciare furiosamente. Ormai, sembrava
terrorizzato. Fa caldo! Aiuto!
Charmain corse da lui, lo prese per un
braccio infuocato e lo spinse a terra,
nell'acqua. Non serv a nulla: la ragazza
rimase
a
osservare
lo
spettacolo
straordinario delle fiamme che svanivano
sott'acqua e di bolle che gorgogliavano tutto
attorno a Peter, dove l'acqua cominci a
bollire. Lo ritir su di fretta in una doccia di
acqua calda e vapore.
Annullalo! url, staccando le mani
dalla manica rovente. Che incantesimo
hai usato?
Non lo so come ho fatto si lament
Peter.

Che incantesimo? sbrait


Charmain.

Era un incantesimo per fermare le


inondazioni nel Libro del palinsesto
balbett Peter, e non ho idea di come si
annulli.
Oh, che stupido che sei! url
Charmain, lo afferr per una spalla
fiammeggiante e lo scosse. Annullati,
incantesimo! url. Acc! Incantesimo, ti
ordino di annullarti all'istante!
L'incantesimo le obbed. Charmain
rimase in piedi ad agitare la mano scottata e
a guardare le fiamme che svanivano in uno
sfrigolio, una nuvola di vapore e un odore di
bagnato e di bruciacchiato. Peter appariva
ora scuro e tutto arruffato. Aveva viso e
mani molto arrossati e i capelli notevolmente
pi corti. Grazie! disse, lasciandosi
cadere con sollievo. Lei lo tir su. Bleah!
Puzzi di capelli bruciati! Come fai a essere

tanto stupido! Quali altri incantesimi hai


fatto?
Nessuno disse Peter, tentando di
trovare frammenti bruciati tra i capelli.
Charmain era quasi certa che stesse
mentendo, ma se era cos, non avrebbe
confessato in ogni caso. E non stato un
comportamento cos stupido polemizz.
Guarda per terra.
Guardando in basso Charmain si accorse
che l'acqua era quasi del tutto sparita. A
terra di nuovo c'erano soltanto piastrelle,
bagnate, brillanti e fumanti, ma il pavimento
non era pi inondato d'acqua.
Allora sei stato molto fortunato
disse lei.
In genere lo sono rispose Peter.
Lo dice sempre anche mia madre, ogni volta
che faccio un incantesimo che non va per il

verso giusto. Mi sa che mi devo cambiare.


Anch'io disse Charmain.
Passarono dalla porta, dove Peter cerc
di girare a destra e Charmain lo spinse a
sinistra, cos finirono per andare dritto e si
ritrovarono in salotto. Le gocce sul tappeto
stavano evaporando in fretta, ma nella stanza
c'era ancora un odore tremendo. Charmain
sbuff, fece girare Peter su se stesso e torn
a spingerlo attraverso la porta e verso
sinistra. Il corridoio in cui si trovarono era
bagnato, ma non pi inondato d'acqua.
Vedi? disse Peter mentre si
avviava in camera. Ha funzionato.
Uh! ribatt lei e and nella sua
stanza.
"Mi chiedo cos'altro avr combinato,
non mi fido per niente di lui". I suoi vestiti
pi belli erano bagnati e in disordine:

Charmain si spogli con aria afflitta e stese


gli abiti per la stanza ad asciugare. E non
c'era modo di rimediare alla grossa
bruciatura sul davanti della sua giacca pi
bella. Quando il giorno dopo sarebbe andata
a Palazzo le sarebbe toccato indossare abiti
da tutti i giorni. "E mi fido a lasciarlo qui da
solo?" si chiese. "Scommetto che si mette a
sperimentare incantesimi tutto il tempo, io
farei lo stesso".
Fu scossa da un leggero brivido nel
rendersi conto di non essere migliore di lui,
in realt. Anche lei non si era mostrata
capace di resistere agli incantesimi del
Libro del palinsesto.
Quando fece ritorno in cucina, di nuovo
asciutta a eccezione dei capelli e con
indosso i suoi vestiti vecchi e le pantofole,
si sentiva molto pi bendisposta nei

confronti di Peter.
Scopri come si ordina la cena
disse Peter, mentre Charmain metteva le sue
scarpe bagnate ad asciugare nel focolare.
Muoio di fame. Sembrava molto pi a suo
agio con indosso il vecchio completo blu che
aveva al suo arrivo.
Nella borsa che ha portato ieri la
mamma c' da mangiare disse Charmain,
intenta a sistemare le scarpe nel posto
migliore.
No ribatt Peter. Ho mangiato
tutto a pranzo.
Ogni idea di benevolenza svan.
Maiale ingordo disse, mentre dava un
colpo al camino e chiedeva da mangiare per
Sperso, la quale, a dispetto di tutte le
focaccine ricevute a Palazzo, si mostr
felice di veder apparire cibo per cani fresco.

Sei proprio un maiale ingordo disse


Charmain, con lo sguardo rivolto a Sperso
che trangugiava rumorosamente il cibo.
Dove te la sei messa tutta quella roba?
Prozio William, come facciamo per avere la
cena?
Ora la voce dal tono gentile era molto
flebile. Bussa all'interno dell'anta della
dispensa e di' "cena", cara.
Peter arriv per primo alla dispensa.
Cena! tuon, colpendo l'anta con forza.
Un tonfo risuon sul tavolo ed entrambi
si girarono a guardare. L, accanto alla
valigia aperta, c'era una braciolina d'agnello,
due cipolle e una rapa. Charmain e Peter
fissarono la cena.
Tutto crudo! esclam lui
sbalordito.
E in ogni caso non basta disse

Charmain. Sai cucinare?


No disse Peter. A casa
mamma che cucina.
Oh! disse Charmain. Andiamo
bene!

CAPITOLO NOVE
Dove la casa del prozio William
mostra di portare in ognidove
A quel punto Peter e Charmain si
diressero entrambi di propria iniziativa
verso il camino. Sperso s lev di torno in
tutta fretta appena assestarono, uno dopo
l'altro, un colpo al caminetto e urlarono
Colazione! . Ma l'incantesimo sembrava
funzionare bene solo la mattina.
Mi sarebbero andate bene anche le
aringhe affumicate disse Charmain,
mentre scrutava mesta i due vassoi, che
contenevano panini, marmellata e succo
d'arancia, ma niente di pi.
So fare le uova sode disse Peter.

Sperso la mangia la braciola d'agnello?


Mangia praticamente tutto rispose
Charmain. ingorda come noi, anche se
non credo mangerebbe la rapa. Io, almeno,
non la mangerei. La cena non fu
soddisfacente, le uova di Peter erano, be',
molto sode. Allo scopo di distrarre
Charmain dal pensiero di quello che stava
mangiando, Peter le chiese come era andata
al Palazzo Reale e Charmain, allo scopo di
distrarre entrambi dal pensiero che le uova
sode non stanno bene con il miele, glielo
raccont. Peter sembrava molto interessato
al fatto che il Re fosse alla ricerca di oro, e
ancor pi interessato dal racconto dell'arrivo
di Morgan e Twinkle.
un demone del fuoco? chiese.
Due bambini dotati di poteri magici e un
demone del fuoco! Scommetto che la

Principessa ha avuto il suo da fare, quanto si


fermeranno?
Non lo so. Nessuno ne ha parlato
rispose Charmain.
Allora scommetto due colazioni e un
caff di met mattina che la Principessa li
caccia fuori prima del fine settimana
disse Peter. Hai finito? Allora vorrei che
guardassi cosa contiene la valigia del tuo
prozio.
Ma io voglio leggere un libro!
protest Charmain.
No che non leggi disse Peter.
Puoi farlo quando ti pare, mentre la valigia
piena di cose che devi conoscere, ti faccio
vedere. Spinse da parte i vassoi della
colazione e mise la valigia davanti a lei.
Charmain sospir e inforc gli occhiali.
La valigia era piena di fogli fino all'orlo.

In cima, c'era un appunto nella splendida


grafia tremolante del prozio William. "Per
Charmain", c'era scritto. "Importante per la
casa". Sotto c'era un grande foglio con sopra
tracciato un groviglio di linee, su cui, a
intervalli regolari, erano disegnati quadrati
accompagnati da una dicitura. Ogni linea
terminava in una freccia a bordo pagina, con
sotto scritto "Inesplorato".
Questo qui il promemoria le
disse Peter, mentre lei prendeva in mano il
foglio. La mappa vera e propria nella
valigia, tutta piegata, guarda anche tu.
Prese il foglio di carta sottostante e lo
tir fuori: era attaccato a quello successivo,
e questo a quello dopo ancora, piegati avanti
e indietro per farli entrare in valigia. La tir
sul tavolo in un'enorme fisarmonica.
Charmain la fiss risentita: su ogni pagina vi

era il disegno accurato di stanze e corridoi e


accanto a ciascuna illustrazione vi erano
appunti scritti con cura. Gli appunti dicevano
cose come "Qui gira due volte a sinistra" e
"Qui due passi a destra e uno a sinistra".
All'interno delle stanze c'erano delle
indicazioni scritte, alcune semplici, come
"Cucina", altre articolate come "La mia
riserva di scorte magiche, costantemente
rifornita da un incantesimo di immissione del
quale vado piuttosto fiero. Non dimenticare
che tutti gli ingredienti sulla parete di destra
sono molto pericolosi e vanno maneggiati
con estrema cura". In alcuni dei fogli erano
disegnati corridoi che si intersecavano e
riportavano la dicitura "Porta alla Sezione
nord inesplorata," "Porta dai coboldi,"
"Porta alla cisterna principale" o "Porta al
salone delle feste: dubito di riuscire a

trovargli un uso".
Non avevo torto a lasciare chiusa la
valigia disse Charmain. In vita mia
non ho mai visto una mappa cos caotica!
Non possibile che sia tutto in questa casa!
Altro che, enorme disse Peter.
E se la osservi ti accorgerai che il modo
in cui ripiegata d gi un'indicazione di
come raggiungere le varie parti. Guarda,
nella prima pagina c' il salotto, ma se passi
alla pagina dopo non hai lo studio o le
camere, perch sono ripiegate all'indietro,
vedi? Invece hai la cucina, che piegata
nello stesso senso...
A Charmain cominci a girare la testa e
distolse l'attenzione dalle spiegazioni
entusiaste di Peter, osservando invece le
linee che si avvolgevano sul foglio che
teneva in mano. Sembrava quasi semplice.

Almeno poteva leggere "Cucina" proprio al


centro, poi "Camere", "Piscina" e "Studio".
Piscina? No, sul serio? Sicuro? Un
interessante arabesco portava a destra, al di
sotto di questi quadrati, in un garbuglio in
cui c'era l'indicazione "Sala riunioni". Da
questa partiva una freccia su cui era scritto
"Porta al Palazzo Reale".
Oh! esclam lei. Da qui si
arriva direttamente alla residenza del Re!
...Su un pascolo di montagna indicato
come "Scuderie", ma ancora non capisco
come arrivarci dal suo laboratorio stava
spiegando Peter, mentre apriva altri fogli
piegati a fisarmonica. Ed ecco qui gli
'Alimentari".
C'
scritto
'Azionato
dall'incantesimo della quiete". Mi domando
come si cancelli, ma quello che interessa a
me sono posti come questo, dove c' scritto

"Magazzino". Saranno solo cianfrusaglie?


Bisogner che indaghi un giorno o l'altro.
Secondo te l'ha creato lui questo spazio
curvo? O l'ha trovato gi cos quando si
trasferito?
L'ha trovato disse Charmain.
Da queste frecce con scritto "Inesplorato" si
capisce che non sa ancora cosa c' l fuori.
Forse hai ragione disse Peter, con
aria assennata. Usa solo le parti centrali,
no? Se esploriamo altre parti della casa gli
faremo un favore.
Fallo pure se ne hai voglia disse
Charmain. Io vado a leggere il mio libro
. Ripieg il foglio segnato dalle linee
spiraleggianti e lo mise in tasca: le avrebbe
risparmiato la camminata il mattino dopo.
Al mattino i vestiti buoni di Charmain
erano ancora umidi e le tocc lasciarli

sciattamente appesi in giro per la stanza e


ripiegare sui vestiti buoni di riserva, mentre
si chiedeva se quel giorno sarebbe riuscita a
lasciare Sperso con Peter. Forse no, metti
che Peter provando un altro incantesimo
l'avesse ribaltata o qualcosa del genere.
Sperso ovviamente segu Charmain in cucina
trotterellando zelante. Lei diede un colpetto
al camino per avere il cibo per cani e poi,
timorosa, per far comparire la sua colazione:
lei e Peter potevano aver mandato all'aria
l'incantesimo chiedendola la sera prima. Ma
no, quel giorno ottenne un vassoio colmo,
con una selezione di t e caff, pane tostato,
un piatto contenente un alto mucchio di
qualcosa fatto di pesce e riso e a seguire una
pesca. Mi sa che l'incantesimo si sta facendo
perdonare, pens. La roba di pesce non le
piaceva un granch, cos ne diede la maggior

parte a Sperso che la grad, non aveva mai


problemi con il cibo, e quando Charmain
spieg il suo foglio pronta a dirigersi al
Palazzo Reale, le trotterell dietro emanando
un certo odorino di pesce.
La vista delle volute sul foglio disorient
la ragazza, che scopr di essere ancora pi
confusa dalla mappa nella valigia. Piegare il
foglio a fisarmonica per cercare di
riprodurre il contenuto della valigia non le fu
di alcun aiuto: dopo varie svolte a destra e
sinistra si ritrov a camminare in un posto
ampio e ben illuminato da grandi finestre che
davano sul fiume. Da l si godeva di una
bella vista della citt al di l del fiume, e
Charmain scorgeva, con somma frustrazione,
il tetto dorato del Palazzo Reale brillare alla
luce del sole.
Ma io sto cercando di arrivare l, non

qui! disse guardandosi intorno. Sotto le


finestre c'erano lunghi tavoli di legno, su cui
erano ammassati strani arnesi, e altri erano
accatastati al centro della stanza. Le altre
pareti erano piene di scaffali con vasi e
barattoli dalle forme strane. Charmain
sentiva odore di legno lavorato di recente,
cui si sovrapponeva lo stesso odore di
temporale e spezie che aveva notato nello
studio del prozio William. L'odore che resta
dopo che si compiuta una magia, pens.
Dev'essere il laboratorio. A giudicare da
come Sperso trotterellava gioiosa per la
stanza, doveva conoscere bene il posto.
Andiamo, Sperso disse Charmain,
fermandosi a guardare un foglio di carta in
cima agli strani arnesi al centro della stanza.
C'era scritto "Si prega di non toccare".
Torniamo in cucina e ricominciamo. Non ci

riusc: una svolta a sinistra dalla porta del


laboratorio li condusse in un posto molto,
molto caldo a cielo aperto, dove le acque
azzurre di una piccola piscina si
increspavano tra le rocce bianche tutte
intorno. Il posto era delimitato da graticci di
pietra bianchi, su cui crescevano delle rose,
e accanto alle rose c'erano delle sdraio
bianche, con su morbidi teli ripiegati.
"Pronti per quando esci dall'acqua," pens
Charmain. Ma la povera Sperso era
terrorizzata dal posto, si rannicchi accanto
alla porta, mugolante e tremante.
Charmain la prese in braccio. Hanno
provato ad affogarti, Sperso? Eri un cucciolo
che nessuno voleva? Va tutto bene, neanch'io
mi avvicino all'acqua. Non so nuotare.
Dopo che ebbe girato a sinistra oltre la
porta, si rese conto che nuotare era solo una

delle molte cose che non era proprio capace


di fare.
Aveva ragione Peter a criticarla per la
sua inettitudine.
Non che sia pigra spieg a
Sperso, quando arrivarono in quelle che
sembravano essere le scuderie, o stupida.
Non mi sono mai presa la briga di pensare
che ci fosse un modo diverso di fare le cose
rispetto a come le fa mamma, capisci?
Nelle scuderie c'era un puzzo piuttosto
intenso. Charmain si sent sollevata nel
vedere che i cavalli che dormivano l erano
al pascolo dentro un recinto. I cavalli erano
un'altra cosa di cui non sapeva nulla, ma
almeno Sperso l non sembrava spaventata.
Charmain sospir, mise gi Sperso,
inforc gli occhiali e torn a guardare la
mappa piena di ghirigori che riusciva solo a

confonderla. Le "Scuderie" erano l, in un


punto imprecisato sulle montagne. Per
tornare in cucina doveva girare due volte a
destra: lo fece, con Sperso che le zampettava
dietro, e si ritrov quasi al buio, accanto a
quella che sembrava l'entrata di una caverna
piena di coboldi azzurri che correvano qua e
l. Si girarono tutti e rivolsero a Charmain
uno sguardo torvo, e lei rapida torn a girare
a destra. A quel punto si ritrov in un
deposito di tazze, piatti e teiere. Sperso
mugol e la ragazza rimase a fissare
centinaia e centinaia di teiere di ogni forma e
colore possibile in fila sugli scaffali, e fu
presa dal panico. Si stava facendo tardi e
peggio ancora, quando si rimise gli occhiali
per consultare la mappa, scopr di trovarsi in
un punto a ridosso dell'estremit sinistra dei
ghirigori, dove la freccia che indicava il

confine riportava la scritta Da queste parti


vive un gruppo di lubbockin. necessario
essere prudenti.
Oh esclam. Non c' mai fine al
peggio! Andiamo, Sperso . Apr la porta
dalla quale erano appena entrate e gir
ancora una volta a destra.
Stavolta si ritrovarono nel buio pi
assoluto. Charmain sentiva Sperso che
fiutava inquieta attaccata alle sue caviglie,
prese ad annusare anche lei ed esclam:
Ah! . Quel posto emanava un odore di
pietra bagnata che ricordava di aver sentito
il giorno in cui era arrivata l.
Prozio William chiese, come
faccio a tornare in cucina da qui? Con suo
grande sollievo, la voce rispose, per quanto
ora apparisse debole e lontanissima. Se ti
trovi l, ti sei persa, perci stammi

attentamente a sentire. Fai un giro in senso


orario...
Charmain non ebbe bisogno di continuare
ad ascoltare: anzich compiere un giro
completo, fece attenzione a girare solo di
180 gradi e poi scrut di fronte a s. Vide
davanti a lei un corridoio di pietra
illuminato da una luce fioca, che intersecava
quello in cui si trovava: si diresse sollevata
in quella direzione, con Sperso che le
trottava dietro, e gir nel corridoio. Sapeva
di trovarsi ora a Palazzo Reale, era lo stesso
corridoio in cui aveva visto Sim spingere un
carrello il giorno del suo arrivo a casa del
prozio William. Non solo l'odore era lo
stesso con sentore di cibo e in sottofondo
di pietra bagnata , ma i muri erano
proprio come quelli del Palazzo Reale, con i
riquadri sbiaditi e oblunghi dove erano stati

tolti dei dipinti. L'unico problema che non


sapeva in che punto del palazzo si trovasse e
Sperso non era di alcun aiuto, dato che si
limitava a starle attaccata alle caviglie e a
tremare. Charmain la prese in braccio e
cominci a percorrere il corridoio, nella
speranza di incontrare qualcuno di sua
conoscenza. Gir l'angolo due volte, ma
continuava a non capire dove si trovasse, e a
quel punto and quasi a sbattere contro il
signore anonimo che aveva servito le
focaccine il giorno prima. Lui fece un salto
indietro, molto stupito.
Povero me disse, scrutando la
ragazza nell'oscurit. Non avevo idea che
fosse gi arrivata, signorina... ehm...
Charmant, vero? Si persa? Posso aiutarla?
S, grazie disse lei, con
intraprendenza. Sono andata al... al...

ehm... sa, il posto per le signore, e dopo


devo aver preso la direzione sbagliata. Mi
sa dire come faccio a tornare in biblioteca?
Posso fare di meglio disse il
signore anonimo. Le faccio strada. Mi
segua.
Gir su se stesso e ritorn sui suoi passi,
lungo un altro corridoio illuminato con luce
fioca, fino a un ampio atrio freddo, dove una
rampa di scale conduceva al piano
superiore. Sperso prese a scodinzolare
piano, come se quella parte del palazzo le
fosse familiare. Ma la coda si ferm quando
arrivarono davanti alle scale. Dalla cima
della rampa arriv tonante la voce di
Morgan.
Non voglio! Non voglio! NON voglio!
La voce stridula di Twinkle si un
all'altra. Non me li metto! Vojio quelli a

vighe!
Sentirono risuonare anche la voce di
Sophie Pendragon. Buoni, tutti e due! O
faccio una cosa tremenda, vi avverto! Ho
esaurito la pazienza! Il signore anonimo
contrasse il viso in una smorfia e disse a
Charmain:
I bambini piccoli portano tanta
vivacit a una casa, vero?
Charmain alz lo sguardo verso di lui,
con l'intenzione di annuire e sorridere, ma
qualcosa la fece invece rabbrividire. Non
avrebbe saputo dire perch, riusc solo ad
accennare un segno d'assenso, per poi
seguire il signore attraverso un arco dove
svanirono in distanza la voce tonante di
Morgan e gli strilli di Twinkle.
Girato un altro angolo, il signore
anonimo apr una porta nella quale Charmain

riconobbe l'ingresso alla biblioteca. A


quanto pare arrivata la signorina Charmant,
Sire disse, con un inchino.
Oh, bene disse il Re, alzando lo
sguardo da una pila di libretti rilegati in
pelle. Entra e siediti, cara. Ieri sera ho
trovato un bel mucchio di documenti per te.
Non avevo idea che ce ne fossero cos tanti.
Charmain ebbe la sensazione di non essere
mai andata via, Sperso si sistem, girandosi
a pancia in su rivolta al calore che veniva
dal braciere. La ragazza prese posto davanti
a un mucchio di documenti di varie
dimensioni ammassati sul tavolo, trov carta
e penna e cominci. L'atmosfera era molto
piacevole.
Dopo un po', il Re disse: C'era un mio
antenato, l'autore di questi diari, che si
sentiva un poeta. Che ne pensi di questo?

Alla sua amata, chiaramente.


"Amor mio, la grazia di una capra hai nel
danzare, E dolce come un muggir dai pascoli
il tuo cantare".
Lo definiresti romantico, cara?
Charmain si mise a ridere.
tremenda. Spero che lei l'abbia lasciato.
Ehm... Sua Maest, chi l'anoni... ehm... il
signore che mi ha accompagnato?
Parli del mio assistente? chiese il
Re. Sai, con noi da anni... e ancora non
mi riesce di ricordare come si chiama,
poveretto. Mia cara, devi chiederlo alla
Principessa, lei ha memoria per queste cose.
Oh, be', si disse Charmain, allora devo
proprio pensare a lui come al signore
anonimo.

La giornata fu tranquilla, un piacevole


cambiamento per lei dopo l'inizio frenetico.
Archivi e catalog conti di due secoli
prima, conti del secolo precedente, e conti
che risalivano ad appena quarant'anni
addietro. Stranamente, i conti pi vecchi
presentavano somme molto pi alte di quelli
pi recenti. Sembrava che il Palazzo Reale
stesse riducendo sempre pi le spese. La
giovane archivi anche lettere che
risalivano a quattro secoli prima e rapporti
pi recenti da ambasciatori di Strangia,
Ingaria e addirittura Rajpuht. Alcuni
ambasciatori inviavano poesie e lei lesse al
Re le pi brutte. Alla base del mucchio, si
imbatt in alcune ricevute, documenti che
riportavano frasi come "A saldo del ritratto
di una signora, valutato opera di un grande
maestro, 200 ghinee". Erano tutte risalenti

agli ultimi sessant'anni e si facevano sempre


pi frequenti man mano che procedeva.
Charmain aveva l'impressione che la casa
reale avesse venduto i suoi quadri durante
gran parte del regno del sovrano e prefer
non chiedergli niente. Arriv il pranzo:
ancora delizie speziate di Jamal. Quando
entr Sim, Sperso salt su scodinzolando,
poi si ferm come irritata e trotterell fuori
dalla biblioteca. Charmain non avrebbe
saputo dire se Sperso volesse il pranzo o il
cane del cuoco. Probabilmente il pranzo.
Mentre Sim posava sul tavolo il piatto, il Re
chiese con aria gioviale Come vanno le
cose l fuori, Sim?
Un tantino rumorose, Sire ribatt
Sim. Ci hanno appena consegnato il sesto
cavallo a dondolo. Padron Morgan sembrava
desideroso di ricevere una scimmia viva,

ma, sono lieto di riferire, la signora


Pendragon non gli ha concesso di
possederne. Ne derivato un certo
trambusto. Per di pi, padron Twinkle
sembra convinto che qualcuno gli neghi di
proposito un paio di pantaloni a righe. Si
espresso con grande estensione vocale sul
tema per tutta la mattina, Sire. E il demone
del fuoco ha adottato il camino del salotto
come posatoio prediletto. Prende il t con
noi nel salone di fronte oggi, Sire?
Non credo disse il Re. Non che
abbia qualcosa contro il demone del fuoco,
ma con tutti quei cavalli a dondolo la stanza
un po' affollata. Se vorrai allungarci
qualche focaccina qui in biblioteca, te ne
saremo grati.
Certamente, Sire disse Sim,
arretrando tremante per uscire.

Una volta che la porta fu richiusa, il Re


disse a Charmain: In realt non per i
cavalli a dondolo, e non mi importa del
rumore. Ma mi fa pensare a quanto mi
sarebbe piaciuto diventare nonno. Che
peccato...
Ehm... disse Charmain, in citt
si dice che la principessa Hilda ha sofferto
per amore. Per questo non si mai sposata?
Il Re sembrava sorpreso. Non che io
sappia disse. Quando era pi giovane
principi e duchi hanno fatto la fila per anni
per averla in moglie, ma lei non tipo da
sposarsi. Non le mai piaciuta l'idea, cos
mi dice.
Preferisce la vita che fa qui, ad aiutarmi.
Per un peccato, cos l'erede sar il
principe Ludovic, quello sciocco del figlio
di mio cugino. Lo conoscerai presto, se solo

riusciamo a spostare un cavalluccio o due...


o magari mia figlia potr usare il Gran
salone. Ma il vero peccato che nel palazzo
non ci sono pi giovani ormai, e ne sento la
mancanza. Il Re non aveva l'aria troppo
infelice, la sua sembrava pi una
constatazione che uno sfogo, ma Charmain
all'improvviso fu colpita dal fatto che il
Palazzo Reale era in realt un luogo triste.
Enorme, vuoto e triste. Capisco, Sua
Maest disse.
Il Re sorrise e addent un manicaretto di
Jamal. Ne sono sicuro rispose. Sei
una signorina molto intelligente, un giorno
sarai motivo d'orgoglio per il tuo prozio.
Lei sbatt un po' le palpebre all'idea, ma
prima che si facesse prendere dall'imbarazzo
per le lodi ricevute, si rese conto che il Re
se n'era andato. "Sar anche intelligente,"

pens con una punta di tristezza, "ma non


sono per niente gentile o comprensiva. Mi sa
che sono addirittura crudele, guarda come
tratto Peter".
Pass il resto del pomeriggio a
rimuginarci sopra, con il risultato che,
quando la giornata di lavoro volse al termine
e Sim riapparve con Sperso che gli
trotterellava dietro, Charmain si alz e
disse: Grazie per essere cos buono con
me, Sua Maest.
Il Re sembr sorpreso e le disse di non
pensarci nemmeno. Ma io ci penso, riflett
Charmain. La sua gentilezza deve servirmi
da insegnamento. Mentre seguiva Sim nel
suo lento vacillare, e Sperso, che le pareva
molto grassa e intorpidita, decise di essere
gentile con Peter una volta arrivata a casa.
Sim era quasi giunto alla porta

principale, quando Twinkle si precipit


fuori da non si sa dove e li super intento a
lanciare un grande cerchio. Lo seguiva
correndo Morgan, che urlava a braccia tese:
Op, op, op! Fecero vacillare Sim e, al
passaggio a scheggia di Twinkle, Charmain
cerc di appiattirsi contro la parete. Per un
momento ebbe l'impressione che Twinkle le
lanciasse uno sguardo strano, penetrante,
mentre saltellava via, ma a un guaito di
Sperso dovette affrettarsi in suo soccorso e
non ci pens pi. Sperso era stata ribaltata a
pancia in su, cosa che l'aveva molto turbata.
Charmain la raccolse e fin quasi per
sbattere contro la signora Pendragon, in
cerca di Morgan. Da che parte? sbuff
Sophie.
Charmain indic la direzione, Sophie
tir su la gonna e cominci a correre,

mormorando tra s qualcosa a proposito di


sorci verdi. La principessa Hilda fece la sua
comparsa e si ferm per rimettere Sim in
piedi. Le porgo le mie sentite scuse,
signorina Charmant disse mentre la
ragazza si avvicinava. Quel bambino
proprio un'anguilla... be', tutti e due a dire il
vero. Dovr prendere dei provvedimenti o
assorbiranno tutta l'attenzione della povera
Sophie, che non si potr pi dedicare ai
nostri problemi. Tutto bene Sim?
Certamente, signora disse Sim, fece un
inchino alla volta di Charmain e la
accompagn all'uscita, passata la quale lei si
ritrov nella luce intensa del pomeriggio,
come se niente fosse successo. "Se mai mi
sposer,"
pens
Charmain,
mentre
attraversava a grandi passi la piazza Reale
con Sperso in braccio, "non voglio avere

figli. Nel giro di una settimana mi farebbero


diventare crudele e spietata. Magari far
come la principessa Hilda e non mi sposer.
Cos potrei avere la possibilit di diventare
una persona gentile. A ogni modo mi
eserciter con Peter, con lui s che un
compito difficile".
Quando arriv a casa del prozio William
era fermamente decisa a essere gentile, e non
trovare traccia di Rollo mentre avanzava a
passo di marcia tra file di ortensie azzurre fu
d'aiuto. Mostrarsi gentile nei confronti di
Rollo era certamente superiore alle sue
forze. "Non umanamente possibile," riflett
tra s mentre posava Sperso sul tappeto del
salotto. La vista della stanza la colp per la
pulizia e l'ordine insoliti che vi regnavano.
Ogni cosa era al suo posto: dalla valigia
rimessa con cura dietro una delle poltrone

fino al vaso di ortensie di vari colori sul


tavolino da caff. Alla vista del vaso
Charmain aggrott le sopracciglia: era
proprio quello che era scomparso quando
l'avevano posato sul carrello. Forse Peter
aveva ordinato il caff di met mattina e in
quell'occasione era ricomparso, pens
distrattamente, perch all'improvviso le
venne in mente che aveva lasciato i vestiti
bagnati in giro per la stanza e le lenzuola
buttate sul pavimento. Che scocciatura! Devo
mettere in ordine.
Sulla soglia della camera da letto
dovette ricredersi, il suo letto era stato
rifatto, i vestiti, ormai asciutti, erano
ripiegati con cura in cima alla cassettiera.
Come aveva osato? Charmain irruppe in
cucina con sentimenti tutt'altro che gentili.
Peter era seduto a tavola, con un'espressione

cos irreprensibile da dare a Charmain la


certezza che nascondesse qualcosa. Alle sue
spalle, sul fuoco, ribolliva una gran pentola
nera che mandava un insolito odore, delicato
e appetitoso.
Chi ti ha detto di mettere in ordine
camera mia? domand Charmain. Peter
sembrava ferito dalle sue parole, ma
Charmain continuava a pensare che
nascondesse una quantit di entusiasmanti
pensieri segreti.
Credevo che ti avrebbe fatto piacere
rispose.
Be', no! disse lei, sorpresa di
essere sul punto di piangere. Avevo
appena cominciato a capire che se butto per
terra qualcosa ci resta, a meno che non la tiri
su io, e che se metto in disordine devo
essere io a riordinare perch non si mette a

posto da s, e tu riordini al posto mio! Sei


peggio di mia madre!
Dovr pur far qualcosa, sono qui da
solo tutto il giorno protest lui.
O secondo te dovrei restarmene
seduto?
Puoi fare quello che ti pare strill
Charmain. Ballare, camminare a testa in
gi, fare le facce a Rollo, ma non guastarmi
il processo di apprendimento!
Impara pure quanto vuoi replic
Peter. Ne hai di strada da fare. l'ultima
volta che metto mano in camera tua. Ti
interessa sapere cosa ho imparato oggi? O
sei completamente presa da te stessa?
Charmain deglut. Stasera avevo tutta
l'intenzione di essere gentile con te, ma tu mi
rendi la cosa molto difficile.
Mia madre dice che le difficolt

aiutano a imparare disse il ragazzo.


Dovresti essere contenta. Ti dir una
delle cose che ho imparato oggi: come
preparare una cena sostanziosa . Indic
con il pollice, intorno a cui era avvolto un
pezzo di corda verde, la pentola sul fuoco.
Intorno all'altro pollice c'era un pezzo di
corda rossa e a un terzo dito era avvolta una
corda azzurra.
"Ha provato a prendere tre direzioni
diverse in una volta sola," pens Charmain.
Facendo un enorme sforzo per sembrare
amichevole, disse:
Allora, come hai fatto?
Busso e ribusso alla porta della
dispensa disse Peter, finch non
atterrano sulla tavola viveri a sufficienza.
Poi li metto a bollire. Charmain guard la
pentola. Che genere di viveri?

Fegato e pancetta disse Peter.


Cavolo, rape e un grosso pezzo di coniglio,
cipolle, altre due costate e porro. Non stato
difficile, a dire il vero.
"Acc!" pens Charmain. Per non dire
qualcosa di davvero scortese, si gir e and
in salotto.
Mentre si allontanava, Peter grid:
Non vuoi sapere come ho fatto a far
riapparire il vaso di fiori?
Ti sei seduto sul carrello disse lei
in tono freddo, e se ne and a leggere La
bacchetta a dodici rami.
Ma non serv, continuava ad alzare gli
occhi dal libro e a vedere il vaso di ortensie,
a posare lo sguardo sul carrello e a chiedersi
se davvero Peter vi si era seduto ed era
svanito insieme al t con i biscotti, per poi
domandarsi come avesse fatto a tornare. A

ogni sguardo era sempre pi consapevole


che della sua decisione di mostrarsi gentile
con Peter non era rimasta nemmeno l'ombra.
Rimase l per quasi un'ora e poi torn in
cucina. Scusa disse. Come sei
riuscito a far riapparire i fiori? Peter stava
pungolando la roba nella pentola con un
cucchiaio. Mi sa che non ancora pronto
disse. Il cucchiaio rimbalza.
Oh, dai disse Charmain. Sono
stata educata.
Te lo dico a cena rispose Peter.
Mantenne la parola, facendo rodere
Charmain. Non apr bocca per quasi un'ora,
finch il contenuto della pentola non fu
ripartito tra due scodelle. La divisione del
cibo non fu un'operazione semplice, dal
momento che Peter non si era dato pena di
pelare o tagliare gli ingredienti prima di

metterli in pentola. Dovettero fare a pezzi il


cavolo con due cucchiai e Peter non si era
neanche ricordato che lo stufato va salato. Il
tutto la pancetta bianca e molliccia, il
pezzo di coniglio, la rapa intera e la cipolla
floscia galleggiava in un sugo diluito e
acquoso. Detto gentilmente, la cena era
pressoch disgustosa. Charmain, che era
impegnata a fare del suo meglio per essere
gentile, non lo disse. L'unica cosa positiva fu
che a Sperso piaceva, il che significa che
lapp il sugo acquoso e poi mangi i pezzi
di carne, avendo cura di lasciare il cavolo.
Charmain si comport pi o meno come lei e
cerc di non rabbrividire: ascoltare ci che
Peter aveva da dire rappresentava una
piacevole distrazione.
Sei consapevole cominci, in tono
un po' pomposo secondo lei, che aveva

l'impressione che si fosse preparato tutta la


storia per raccontarla esattamente come
l'aveva pensata. Sei consapevole del fatto
che quando le cose scompaiono dal vassoio
finiscono nel passato?
Be', direi che il passato una
discarica niente male disse Charmain.
Ma bisogna assicurarsi che sia
davvero passato e che le cose non si
ripresentino tutte ammuffite.
Ti interessa o no? chiese Peter.
Sii gentile, si disse Charmain. Mastic
un altro pezzo di cavolo disgustoso e annu.
E che alcune parti di questa casa si
trovano nel passato? continu Peter.
Sai, non mi sono seduto sul carrello, mi sono
limitato a esplorare la casa con un elenco
delle svolte che dovevo fare e in realt la
scoperta l'ho fatta per caso. Una volta o due

devo aver girato nella direzione sbagliata.


"Non mi stupisce," pens Charmain.
A ogni modo disse Peter, sono
arrivato in un posto dove c'erano centinaia di
coboldi femmine che lavavano teiere e
predisponevano i pasti sui vassoi per la
colazione, il t e il resto. Quando le ho viste
mi sono un po' innervosito, per come li avevi
irritati con quella storia delle ortensie, ma
ho cercato di essere gradevole, di salutarle
con un cenno della testa, sorridere e cos
via. E mi ha molto stupito che anche loro mi
sorridessero e mi dessero il buongiorno in
tono estremamente amichevole, allora sono
andato avanti continuando a salutarle, finch
non sono arrivato in una stanza che non
avevo mai visto. Appena ho aperto la porta,
la prima cosa che ho notato stato il vaso di
fiori a un'estremit di un tavolo lunghissimo,

e subito dopo ho visto il mago Norland,


seduto al tavolo...
Misericordia! esclam Charmain.
Sono rimasto sorpreso anch'io
ammise Peter. A dirti la verit me ne
sono rimasto l a fissarlo. Sembrava
abbastanza in salute sai, forte, con un
colorito roseo e i capelli pi folti di quanto
ricordavo ed era intento a lavorare alla
mappa che era nella valigia. L'aveva tutta
aperta sul tavolo e ne aveva disegnato solo
un quarto. Mi sa che stato allora che ho
cominciato a intuire qualcosa. A ogni modo,
ha alzato lo sguardo e ha chiesto, con una
certa compostezza, "Puoi chiudere la porta,
per cortesia? C' una certa corrente". Poi,
prima che potessi rispondere, tornato a
sollevare gli occhi e ha detto, "E tu chi
saresti?" Gli ho risposto "Peter Regis".

Al che ha aggrottato le ciglia. "Regis...


Regis? C' un collegamento con la strega di
Montalbino?" Io gli ho risposto " mia
madre". E lui ha detto, "Non sapevo che
avesse dei figli".
"Sono il suo unico figlio," ho ribattuto.
"Mio padre rimasto ucciso sotto una
valanga in Trasmontania, poco dopo la mia
nascita". Ha aggrottato di nuovo le ciglia e
ha detto, "Ma quella valanga stata il mese
scorso, giovanotto. Dicono che sia stata
opera di un lubbock e senza dubbio ha
ucciso molte persone. O stiamo parlando
della valanga di quarant'anni fa?" Mi
guardava con espressione severa, come se
non mi credesse. Mi sono chiesto come fare
perch mi prendesse sul serio. Ho detto,
"Glielo giuro, vero. Una parte di casa sua
deve essere nel passato, ed qui che

finiscono tazze e teiere quando scompaiono.


E lo dimostra il fatto che abbiamo messo
questo vaso sul carrello l'altro giorno ed
arrivato qui da lei". Lui l'ha guardato senza
dire una parola. Io ho aggiunto, "Sono venuto
a stare da lei perch lei e mia madre vi siete
messi d'accordo che io le faccia da
apprendista". Mi ha chiesto, "Davvero? In
questo caso dovevo essere seriamente in
debito con lei, non sembri dotato di
particolari talenti". "So usare la magia," ho
risposto, "ma mia madre riesce sempre a
ottenere quello che vuole". E lui, "Vero. Ha
una personalit particolarmente forte. Cosa ti
ho detto appena ti ho visto?" "Nulla," stata
la mia risposta, "Non c'era. Badava alla casa
una ragazza, Charmain Baker. O almeno,
avrebbe dovuto farlo, ma se n' andata a
lavorare per il Re e ha conosciuto un

demone del fuoco..." A quel punto mi ha


interrotto, sembrava sconvolto. "Un demone
del fuoco? Giovanotto, sono creature molto
pericolose. Mi stai dicendo che la strega
delle Terre Desolate sar a High Norland fra
poco?" "No, no," ho detto. "Uno dei maghi
reali d'Ingaria ha preso il posto della strega
delle Terre Desolate quasi tre anni fa.
Charmain dice che ha qualcosa a che fare
con il Re. Mi sa che dal suo punto di vista
Charmain deve essere appena nata,
comunque ha detto che lei era malato e gli
elfi l'hanno portato via per curarlo. La zia
Sempronia ha predisposto le cose in modo
che Charmain sorvegliasse la casa mentre lei
era via". Mi sa che questa cosa lo ha
sconvolto. Si appoggiato allo schienale e
ha sbattuto un po' le palpebre. "Ho una
pronipote che si chiama Sempronia," ha

detto, scandendo le parole come se mentre le


pronunciava stesse pensando. "Potrebbe
essere. Sempronia si sposata in una
famiglia molto per bene, credo..."
"Oh, altroch," ho risposto. "Dovrebbe
vedere la madre di Charmain, talmente
perbene che non le permette di fare niente".
"Grazie tante, Peter!" pens Charmain.
Adesso pensa che sono un inutile ingombro!
Ma non era molto interessato
continu Peter. Voleva sapere perch si
era ammalato e io non gliel'ho saputo dire.
Tu lo sai? chiese a Charmain, che scosse
la testa in segno di diniego.
Peter scroll le spalle e disse: A quel
punto ha sospirato e ha detto che immaginava
non importasse dato che non pareva
evitabile. Poi ha aggiunto, in tono un po'
mesto e confuso, "Ma non conosco elfi!" Gli

ho risposto, "Charmain ha detto che li ha


mandati il Re". "Oh" ha esclamato, e
sembrava molto pi felice. "Oh, ma certo! La
famiglia reale ha mezzo sangue elfico, in
molti hanno sposato elfi e gli elfi
mantengono in vita il legame, credo". Poi mi
ha guardato e ha detto, "La storia comincia a
quadrare".
Gli ho detto, "Be', dovrebbe, dato che
tutto vero. Ma c' una cosa che non capisco,
cos'ha fatto per fare arrabbiare tanto i
coboldi?" "Niente, ti assicuro," ha risposto.
"I coboldi sono miei amici ormai da anni.
Fanno molte cose per me. Non farei mai
arrabbiare un coboldo, come non farei
arrabbiare il mio amico Re".
Sembrava tanto infastidito dalla cosa che
ho pensato fosse meglio cambiare
argomento. Ho detto, "Allora posso

chiederle di questa casa? L'ha costruita lei o


l'ha trovata?"
"Oh, l'ho trovata," ha risposto. "O
meglio, l'ho comprata quando ero ancora un
mago piuttosto giovane che lottava per farsi
strada. Ho capito in seguito che era un
labirinto di molte vie. stata senza dubbio
una scoperta molto gradita. Sembra che un
tempo sia appartenuta al mago Melicot, la
persona che ha reso dorato il tetto del
Palazzo Reale. Ho sempre sperato che, da
qualche parte in questa casa, sia nascosto il
vero oro che all'epoca costituiva il tesoro
reale. Il Re lo cerca da anni".
Puoi immaginare come mi si sono
drizzate le orecchie disse Peter.
Ma non ho fatto in tempo a chiedere
altro, perch ha guardato il vaso sul tavolo e
ha detto, "Allora questi fiori vengono

davvero dal futuro? Sapresti dirmi che tipo


di fiori sono?"
Ero piuttosto sorpreso che non lo
sapesse, gli ho detto che erano ortensie del
suo giardino. "I coboldi hanno tagliato le
ortensie colorate," ho aggiunto. Le ha
guardate e ha mormorato che erano
splendide, soprattutto per la grande variet
di colore. "Devo piantarne," ha commentato.
"Hanno una variet di colori maggiore delle
rose".
"pu farne crescere anche di azzurre," ho
detto. "Mia madre per le nostre usa un
incantesimo con polvere di rame". E mentre
mormorava qualcosa sulle ortensie, gli ho
chiesto se potevo prenderle per dimostrarti
che l'avevo conosciuto.
"Certo, certo," ha detto. "Qui sono tra i
piedi. E di' alla tua signorina che conosce il

demone del fuoco che spero di aver finito la


mia mappa della casa per quando sar
cresciuta e ne avr bisogno".
Allora disse Peter, ho preso i
fiori e sono venuto via. Non ti sembra una
cosa straordinaria?
Altroch disse Charmain. Non
avrebbe piantato le ortensie se i coboldi non
le avessero tagliate, io non le avessi raccolte
e tu non ti fossi perso... mi gira la testa al
pensiero . Spinse via la sua scodella di
cavolo e rapa. Sar gentile con lui. Ce la
faccio, ce la faccio!
Peter, cosa ne dici se passo da mio
padre domani mentre torno a casa e gli
chiedo un libro di ricette? Ne avr centinaia,
il miglior cuoco in citt.
Peter sembrava molto sollevato.
Buona idea disse. Mia madre non mi

ha mai detto molto di come si cucina. Fa


sempre tutto lei. Non voglio arrabbiarmi per
il modo in cui mi ha descritto al prozio
William,
si
impegn
solennemente
Charmain. Sar gentile, ma se lo fa un'altra
volta...

CAPITOLO DIECI
Nel quale Twinkle scappa per i tetti
Quella notte, Charmain fu colpita da un
pensiero: se in casa del prozio William si
poteva viaggiare nel tempo, avrebbe potuto
arrivare a Palazzo Reale dieci anni prima,
quando il Re non la stava affatto aspettando.
O dieci anni dopo, e trovare che sul trono vi
era ormai il principe Ludovic. Bast questo
pensiero a farle decidere di andare a Palazzo
Reale a piedi, come fanno tutti.
Cos, il mattino dopo, la ragazza si avvi
per strada, e Sperso le zampett dietro fino
al rilievo roccioso su cui si trovava il prato
del lubbock. A quel punto Sperso era ormai
senza fiato e appariva in uno stato cos

penoso che lei la prese in braccio. Come al


solito, pens. Mi sento una matura
lavoratrice, aggiunse tra s e s mentre si
dirigeva in citt con Sperso che cercava
felice di leccarle il mento.
La notte prima aveva piovuto, ma adesso
era uno di quei mattini dal cielo azzurro
chiaro con enormi nuvoloni bianchi. Le
montagne erano di un delicato verde-azzurro,
e in citt il sole riluceva sui ciottoli bagnati
e risplendeva sullo specchio del fiume.
Charmain era davvero di buon umore, non
vedeva l'ora di cominciare una giornata in
cui avrebbe classificato documenti e
chiacchierato con il Re. Mentre attraversava
la piazza Reale, il bagliore del sole che
riverberava sul tetto dorato del palazzo era
talmente intenso da costringerla ad
abbassare lo sguardo sulla pavimentazione.

Sperso sbatt le palpebre, pieg in fretta il


muso e poi sobbalz per uno strillo acuto
che proveniva dal palazzo. Guavdami!
Guavdami!
Charmain guard, scoprendo di avere gli
occhi colmi di lacrime per il bagliore, e
torn a osservare riparandosi con la mano
che non reggeva Sperso. Il piccolo Twinkle
era seduto a cavalcioni sul tetto dorato, pi o
meno a 30 metri da terra, e la salutava
allegro agitando la mano tanto da arrivare
quasi a sbilanciarsi. A quella vista,
dimentic i pensieri poco gentili che aveva
avuto a proposito dei bambini il giorno
prima, moll a terra Sperso e corse alla
porta del palazzo, dove prese a sbattere il
batacchio e a suonare il campanello come
una furia.
Il ragazzino! ansim rivolta a Sim,

quando ebbe lentamente aperto la porta


scricchiolante. Twinkle seduto sul tetto!
Bisogna che qualcuno lo faccia scendere di
l!
Davvero? chiese Sim, e scese
barcollando le scale. Charmain dovette
aspettare che arrivasse zoppicando in una
posizione da cui poteva vedere il tetto,
allungandosi tremante. Proprio come dice
lei, signorina annu. Demonietto!
Finir per cadere! Quel tetto scivoloso
come il ghiaccio.
Ormai
Charmain
saltellava
per
l'impazienza. Mandi qualcuno a
riprenderlo! Presto!
Non so chi mandare disse
lentamente Sim. A Palazzo non c'
nessuno bravo ad arrampicarsi. Forse potrei
mandare Jamal, ma con un occhio solo il suo

equilibrio non gran che.


Sperso saltellava di qua e di l e guaiva
per entrare, ma Charmain la ignor.
Allora lasci andare me disse lei. Basta
che mi dica come arrivarci. Subito, prima
che scivoli gi.
Buona pensata annu Sim.
Prenda le scale in fondo al corridoio,
signorina, e continui a salire. L'ultima rampa
di legno e l trover una porticina...
Charmain non indugi un secondo di pi:
lasci Sperso a cavarsela da s e percorse in
un lampo l'umido corridoio di pietra, fino
all'atrio da cui partivano le scale. A quel
punto cominci una corsa disperata su per i
gradini di pietra, con gli occhiali che le
rimbalzavano sul petto e i passi che
rimbombavano. Sal due lunghe rampe con in
mente solo orribili immagini di un corpicino

che precipitava sul selciato e... ecco... si


spiaccicava, proprio dove aveva lasciato
Sperso. Ansimando forte, sal in fretta una
terza rampa, pi stretta delle altre. Sembrava
senza fine. Infine giunse a delle scale di
legno e, ormai quasi senza fiato, le sal
rumorosamente. Anche queste sembravano
non avere termine, ma riusc a raggiungere
una porticina di legno. Pregando di essere in
tempo, Charmain spalanc la porta al
bagliore dorato del sole.
Cvedevo che non avvivavi pi
disse Twinkle, che si trovava al centro del
tetto. Portava un completo di velluto azzurro
chiaro e i suoi capelli biondo dorato
brillavano come il tetto. Sembrava
assolutamente tranquillo, e faceva pensare
pi a un angelo che si perduto che a un
ragazzino nei guai sopra un tetto.

Hai molta paura? ansim in preda


all'ansia Charmain. Tieni duro e non
muoverti, striscio fino l a prenderti.
F gvazie disse Twinkle educato.
"Non si rende conto del pericolo!" pens
Charmain. Devo riuscire a non perdere la
calma. Con estrema prudenza, si sporse dalla
porticina di legno e prese ad arrampicarsi
finch, con alcune manovre, si trov seduta
cavalcioni del tetto come Twinkle. Si stava
proprio scomodi: Charmain non avrebbe
saputo dire cos'era peggio: il fatto che le
tegole erano calde, bagnate, aguzze e
scivolose o che il tetto sembrava tagliarla in
due. Quando ebbe scoccato un'occhiata alla
piazza Reale, laggi, lontano lontano,
dovette ricordare a se stessa, con molta
seriet, che solo tre giorni prima aveva fatto
un incantesimo che l'aveva salvata dal

lubbock e le aveva dimostrato di poter


volare. Doveva riuscire ad afferrare
Twinkle per la vita e a librarsi gi con lui. A
quel punto si rese conto che, mentre lei gli si
avvicinava, Twinkle indietreggiava per
allontanarsi. Smettila! disse Charmain.
Non ti rendi conto di quanto
pericoloso?
Cevto ribatt Twinkle.
L'altezza mi fa una pauva da matti, ma
l'unico pofto dove poffo pavlavti fenza
qualcuno che ovingli. Vieni giufto al centvo
cofi non devo uvlave. E sbvigati, la
pvincipeffa Hilda ha pvefo una bambinaia
pev me e Movgan. La povevetta dovebbe
avvivave da un momento all'altvo.
Era un discorso cos adulto, che
Charmain sbatt le palpebre e lo fiss,
Twinkle le rivolse un sorriso abbagliante,

tutto occhioni azzurri e incantevoli labbra


rosate. Sei un bambino prodigio o cosa?
gli chiese.
Be', adeff f disse Twinkle.
Quando avevo davvevo fei anni, divei che
evo piuttofto nella media. Con un buon
talento pev la magia, ovviamente.
Avvicinati, ce la fai?
Ci sto provando Charmain riusc
ad avanzare lateralmente lungo il tetto, fino a
trovarsi a un paio di spanne da Twinkle.
Allora, di cosa dovremmo parlare?
sbott.
Del mago Novland come pvima cofa
disse Twinkle. Mi hanno detto che lo
conofi.
Non esattamente disse Charmain.
mio prozio acquisito, bado alla casa
per lui mentre malato . Non le sembrava

il caso di dire di Peter.


E com' la fua cafa? chiese
Twinkle e aggiunse in tono ciarliero. Io
fto in un caftello evvante, la cafa di Novland
fi fpofta?
No disse Charmain. Ma al
centro c' una porta che conduce in un
centinaio di stanze, pare che l'abbia costruita
il mago Melicot.
Ah, Melicot disse Twinkle con
voce acuta. Sembrava molto contento.
Pvobabilmente dov venive a vedevla, che
Calcifev dica puve quello che gli pav. Va
bene?
Penso di s rispose Charmain.
Perch?
Pevch spieg Twinkle, io,
Fophie e Calcifev fiamo ftati ingaggiati pev
fcopvive che fine ha fatto l'ovo del tesovo

veale. O almeno penfiamo che fia quefto che


vogliono, ma non fono ftati molto chiavi. La
met del tempo paviano di un elfgift, un dono
elfico che hanno pevso, ma neffuno fa cofa
fia. E la pvincipeffa ha chiefto a Fophie di
fcopvive che fine fanno i folcii delle taffe. E
poi fembva ci fia un'altva queftione ancova.
Hanno fatto un gvan pavlave di quadvi e
altve cofe e non hanno un foldo da sbatteve
nell'altvo, te ne savai accovta. Charmain
annu. L'ho notato, non potrebbero
aumentare le tasse?
O vendeve pavte della biblioteca
sugger Twinkle e scroll le spalle. Il gesto
lo fece piegare in una posizione cos
precaria che Charmain chiuse gli occhi.
levi seva hanno quafi cacciato Calcifev
quando ha suggevito di vendeve qualche
libvo. E a pvopofito delle taffe il ve ha detto

che la gente di High Novland beneftante e


foddifatta e i foldi in pi non favebbevo che
fcompavive, pevci non fevvivebbe a niente.
Quel che vovvei che tu faceffi...
Si sent un grido in lontananza. Charmain
apr gli occhi e guard di lato: nella piazza
si era radunata parecchia gente, che si
riparava gli occhi con la mano e indicava il
tetto. Sbrighiamoci disse lei. Da un
momento all'altro chiameranno i pompieri.
Ce li hanno? chiese Twinkle.
Qui fi che fiete civilizzati . Fece un altro
dei suoi sorrisi sfavillanti. Quel che ci
occovve che tu faccia...
Tutto bene voi due l fuori? chiese
una voce non distante da Charmain. Era cos
vicina e improvvisa che la fece sobbalzare e
le fece perdere l'equilibrio.
Attenta, Fophie! disse Twinkle con

fare pressante. C' mancato poco la


faceffi cadeve.
Questo dimostra quanto sventato il
tuo piano, anche per te disse Sophie.
A giudicare dal suono della voce,
doveva sporgersi dalla porticina di legno,
ma Charmain non si azzard a girarsi per
verificare.
Hai ufato la magia che ti ho dato?
chiese Twinkle, sporgendosi di lato per
aggirare Charmain.
S disse Sophie. A Palazzo c'
una gran confusione, Calcifer sta cercando di
calmare quella sciocca di una bambinaia che
si comporta da isterica e qualcuno, da fuori,
ha gi chiamato i pompieri. Con tutto quel
caos sono riuscita a infilarmi in biblioteca
grazie al tuo incantesimo. Contento?
Pevfetto . Twinkle fece un altro

sorriso angelico. Fenti quanto attuto il


mio piano . Si chin verso Charmain.
Non ho fatto altvo che efeguive un
incantefimo che ha illuminato di una luce che
puoi vedeve folo tu tutti i libvi e i documenti
che hanno anche folo la minima attinenza con
i problemi del ve. Quando ne tvovi uno
illuminato, voglio che pvendi appunti fu cof
' e di cofa tvatta. Di nafcofto, ovvio. Qui c'
di fcuvo qualcofa che non va e non
vogliamo che qualcuno fappia cofa ftai
facendo, nel cafo che foffe la pevsona che
cvea il pvoblema. Lo favai pev noi?
Direi di s disse Charmain. Non
sembrava difficile, anche se non le piaceva
l'idea di tenere nascosto qualcosa al Re.
Quando vuoi che ti dia gli appunti?
Stasera, per favore, prima che arrivi
quell'erede al trono disse Sophie alle

spalle di Charmain. Non c' bisogno che


sia coinvolto. Hai tutta la nostra gratitudine,
si tratta di una cosa veramente importante.
per questo che ci troviamo qui. E adesso,
santo cielo, venite dentro tutti e due, prima
che portino le scale.
Fa bene disse con voce squillante.
Andiamo, bada, potvei avvivave in due
pezzi.
Ben ti starebbe disse Sophie.
Le tegole presero a frantumarsi e
inclinarsi sotto i piedi di Charmain e ci
manc poco che si mettesse a urlare, ma si
tenne stretta con entrambe le mani,
ricordando a se stessa che era in grado di
volare, no? E riusc a muoversi a ritroso sul
tetto a piccoli scatti verso il punto da cui era
venuta, con Twinkle, davanti a lei, che si
spostava nello stesso modo. Fu questione di

un attimo e Charmain si sent afferrare per le


ascelle da Sophie, che la trascin un po' a
fatica verso di s e di nuovo all'interno del
palazzo. Sophie torn poi a sporgersi,
afferr Twinkle e lo pos accanto a
Charmain.
Twinkle rivolse a Charmain uno sguardo
accorato. Fi tovna all'infanzia disse
con un sospiro. Non mi tvadivai, fevo?
Oh piantala di dire assurdit disse
Sophie. Charmain a posto. Poi, rivolta a
lei: In realt lui si chiama Howl e si sta
vergognosamente divertendo a tornare
bambino. Avanti, ometto . Lo sollev per
un braccio e lo trascin gi per le scale,
scatenando un bel po' di urla e calci.
Charmain li segu scuotendo la testa.
Sembrava che tutti gli abitanti del
palazzo al gran completo compreso un

gran numero di persone che Charmain non


aveva mai visto prima si fossero radunati
sul pianerottolo a met delle scale, con
Calcifer che si faceva strada ondeggiando in
mezzo a loro. C'era persino il Re, che teneva
distrattamente in braccio Sperso. La
principessa Hilda spinse da parte una
ragazzona che si stringeva addosso Morgan
singhiozzando, e strinse la mano a Charmain.
Cara signorina Charmain, davvero
grazie mille. Eravamo nel panico pi
assoluto. Sim, vai a dire ai pompieri che non
c' bisogno delle scale e di sicuro nemmeno
degli idranti.
Charmain riusciva a malapena a sentirla.
Alla vista della ragazza, Sperso era saltata
subito gi dalle braccia del Re, guaendo con
isterico sollievo perch Charmain era sana e
salva. Da un punto imprecisato l dietro, il

cane di Jamal rispose con lugubri ululati. La


grassa bambinaia prese a fare: Sniff...
buuu! , Morgan urlava: Uff! Uff! e
gli altri borbottavano. Da lontano si sentiva
Twinkle strillare: Non fono cattivo! Ho
avuto una gvan pauva!
Charmain plac parte del rumore
prendendo in braccio Sperso, e la
principessa
Hilda
mise
a
tacere
definitivamente il chiasso battendo le mani e
dicendo: Al lavoro, tutti. Nancy, porta via
Morgan prima che ci assordi e chiariscigli
bene che lui non salir sul tetto. Sophie,
cara, riesci a far star zitto Twinkle?
Se ne andarono tutti. Twinkle stava
dicendo: Non fono cattivo... , ma si
interruppe, come se l'avessero messo a
tacere con una mano davanti alla bocca.
Charmain si ritrov senza indugio a

continuare a scendere le scale accanto al Re


diretta in biblioteca, con Sperso che cercava
estasiata di leccarle il mento.
Che ricordi osserv il Re. Da
ragazzo sono salito sul tetto diverse volte e
mai, neanche una volta, ho mancato di
scatenare un inutile panico. Una volta, per
poco i pompieri non mi tiravano gi per
sbaglio con l'idrante. I ragazzi sono sempre
ragazzi, cara. Sei pronta a rimetterti al
lavoro o preferisci sederti un po' e
riprenderti?
No, sto bene gli assicur
Charmain.
Quel giorno, quando si sistem al suo
posto in biblioteca, si sent proprio a casa,
circondata dall'odore di libri vecchi, con
Sperso che si rosolava la pancia al braciere
e il Re di fronte a lei che prendeva in esame

un mucchio di vecchi diari malridotti.


L'atmosfera era cos pacifica che Charmain
scord completamente l'incantesimo di
Twinkle. Si immerse in una pila di vecchie,
umide lettere, che doveva separare l'una
dall'altra. Erano tutte di un principe del
passato che si occupava di incrociare le
razze equine e voleva che la madre
convincesse il Re a dargli pi soldi. Il
principe stava giusto descrivendo con tono
appassionato la bellezza del puledro appena
nato dalla sua miglior giumenta, quando
Charmain alz lo sguardo per vedere il
demone del fuoco guizzare placidamente qua
e l per la biblioteca.
Anche il Re alz gli occhi dal suo libro.
Buongiorno Calcifer disse in tono
cortese. Ti occorre qualcosa?
Stavo solo esplorando rispose

Calcifer con la sua vocina crepitante.


Adesso capisco perch non vuoi
vendere i libri.
Gi disse il Re. Dimmi, i
demoni del fuoco leggono molto?
In generale no ribatt Calcifer.
Sophie legge per me abbastanza spesso. Mi
piacciono le storie con il mistero, dove devi
indovinare l'assassino. Ce ne sono qui?
Probabilmente no disse il Re.
Ma anche a mia figlia piacciono i romanzi
gialli. Magari dovresti chiedere a lei.
Grazie, lo far disse Calcifer e
spar.
Il Re scosse la testa e torn ai suoi diari.
E come se Calcifer avesse dato impulso
all'incantesimo di Twinkle, Charmain not
immediatamente che il diario che il Re stava
sfogliando emanava un debole bagliore

verde, e cos la carta in cima alla sua pila,


un rotolo di pergamena piuttosto schiacciato
avvolto in un annerito nastro dorato.
Charmain fece un gran respiro e chiese:
C' qualcosa di interessante in quel diario,
Sire?
Be' disse il Re, in realt
piuttosto sgradevole. il diario della dama
di compagnia della mia bisnonna, ed pieno
di pettegolezzi.
Proprio adesso stava raccontando che
sconvolta perch la sorella del Re morta
dando alla luce un bambino, che pare sia
stato ucciso dalla levatrice. Diceva che era
livido e le faceva paura. La povera anima
stolta fu processata per omicidio.
Charmain torn con il pensiero a quando
lei e Peter avevano cercato "lubbock"
nell'enciclopedia del prozio William. Lei

disse: Avr pensato che il bambino fosse


un lubbockin.
S, proprio una persona superstiziosa
e ignorante ribatt il Re. Al giorno
d'oggi nessuno crede pi ai lubbockin . Si
rimise a leggere. Charmain si chiese se fosse
il caso di dirgli che forse quella levatrice di
tanti anni prima aveva avuto ragione, i
lubbock esistono, quindi perch non
dovrebbero esistere i lubbockin? Ma era
sicura che il Re non le avrebbe creduto,
quindi si limit a scrivere un appunto. Prese
poi in mano la pergamena schiacciata, ma
prima di aprirla pens di guardare la fila di
scatole dove aveva messo i documenti gi
letti, nel caso ve ne fosse qualcuno che
emanava bagliore. Ve ne era solo uno
illuminato, e piuttosto debolmente. Una volta
che l'ebbe tirato fuori, Charmain scopr che

era il conto presentato dal mago Melicot per


aver dato un aspetto aureo al tetto. Era molto
sorpresa, ma prese comunque un appunto,
prima di sciogliere il nastro dorato annerito
e svolgere la pergamena. Era un albero
genealogico dei sovrani di High Norland,
pieno di scarabocchi e dall'aria disordinata,
come se si trattasse di una semplice bozza
per una bella copia. La ragazza non riusciva
a interpretarlo: era pieno di cancellature,
frecce che indicavano aggiunte di testo e
cerchi sbilenchi con dentro degli appunti.
Sire disse, me lo pu spiegare?
Vediamo . Il Re prese il rotolo di
pergamena e lo apr sul tavolo. Ah
disse. La bella copia di questo appesa
nella sala del trono. Sono anni che non gli do
un'occhiata, ma sono certo che molto pi
comprensibile di questo: ci sono nomi di

regnanti, chi hanno sposato e cos via. Su


questo sembra che ci siano degli appunti, a
quanto pare scritti da varie persone. Vedi.
Ecco il mio antenato, Adolphus I. L'appunto
sotto molto antico, dice... mhm... "Innalz
mura cittadine per mezzo dell'elfgift". Al
giorno d'oggi non ne resta gran che, no? Ma
pare che la via sul lungofiume fosse parte di
quelle antiche mura...
Mi scusi, Sire lo interruppe
Charmain, Ma cos' l'elfgift?
Non ne ho la minima idea, mia cara
disse il Re. Mi piacerebbe saperlo.
Qualunque cosa fosse si diceva che portasse
al regno prosperit e sicurezza, ma sembra
ormai scomparso da molto tempo. Mhm.
Questo s che affascinante . Il Re fece
scorrere il suo ditone da una nota all'altra.
Qui, sotto la moglie del mio antenato, c'

scritto, "Era una cosiddetta donna-elfo". Ho


sempre sentito dire che la regina Matilda
fosse di stirpe elfica solo per met, ma qui
suo figlio, Hans Nicholas, indicato come
"elfo di nascita", e forse per questo che
non mai diventato re. La gente ha poca
fiducia negli elfi, e a mio parere un grosso
errore. Al suo posto fu incoronato il figlio di
Hans Nicholas, un uomo molto noioso di
nome Adolphus II, che non ha mai fatto
niente di importante. l'unico re della
pergamena a non avere a fianco
un'annotazione: questo la dice lunga. Mentre
suo figlio, eccolo qui, Hans Peter Adolphus,
ha una nota che recita "Ristabil la sicurt
nel regno con l'aiuto dell'elfgift", chiss cosa
vuole dire. Com' interessante, mia cara. Mi
faresti il piacere di copiarmi in bella in
modo leggibile tutti questi nomi con le loro

note? Puoi tralasciare i cugini e cose del


genere se non hanno note. Ti dispiace?
Per niente, Sire disse Charmain. Si
stava chiedendo come ricopiare tutto di
nascosto per Sophie e Twinkle: ecco la
risposta.
Pass la giornata a fare due copie della
pergamena: una bozza pasticciata, scritta
facendo continuamente domande al Re a
proposito di questa o quella nota, e un'altra,
nella sua grafia migliore, per il Re in
persona. Si appassion anche lei alla
pergamena. Perch il nipote di Hans Peter III
si era dato al "brigantaggio sulle colline"?
Cosa rendeva la regina Gertrude una "strega
da temere"? E perch la figlia, la principessa
Isolla, veniva etichettata come "amante
dell'uomo nero"? Il Re non sapeva
rispondere a queste domande, ma disse che

poteva immaginare perch il principe


Nicholas era giudicato uno "svuotabotti".
Charmain aveva letto il punto in cui si
diceva che il padre del principe, Peter Hans
IV, era detto "oscur tiranno oltrech
stregone"?
Non tutti i miei antenati erano brave
persone , disse il Re. Scommetto che
questo si comportava da gran prepotente con
il povero Nicholas. Pare possa succedere
quando il sangue elfico si inacidisce, ma io
credo che dipenda solo dalle persone.
A pomeriggio inoltrato, quando era
ormai quasi arrivata al bordo inferiore della
pergamena, dove sembrava che i governanti
si chiamassero quasi tutti Adolphus,
Adolphus Nicholas o Ludovic Adolphus,
l'attenzione di Charmain fu attratta da una
principessa Moina, che "spos un gran

Signore di Strangia, ma mor nel dare alla


luce un disgustoso lubbockin". Charmain era
certa che la donna di cui si parlava nel
diario della dama di compagnia fosse
Moina: a quanto pareva qualcuno aveva
creduto alla storia della levatrice. Decise di
non farne parola con il Re. Tre righe sotto
arriv al Re, "sempre perso tra i suoi libri",
e alla principessa Hilda che "rifiut di andar
in sposa a un re, tre signori e un mago".
Erano schiacciati da una parte per far posto
ai discendenti dello zio del re, Nicholas
Peter, che a quanto pareva aveva avuto molti
figli: i suoi nipoti riempivano tutta l'ultima
riga. Come accidenti facevano a ricordare i
loro nomi, si chiese Charmain. Met delle
femmine si chiamava Matilda e l'altra met
Isolla, mentre i maschi erano quasi tutti Hans
o Hans Adolphus. L'unico modo per

distinguerli era ricorrere alle noticine: di un


Hans era scritto "assai villano, annegato", di
un altro "ucciso per errore" e di un terzo
"perito oltreconfine". Le femmine erano
ancora peggio: c'era una Matilda "superba e
tediosa", una "da temere come la regina
Gertrude" e un'altra "di natura malvagia". Le
Isolla erano finite tutte o "avvelenate" o
morte per "malaugurati eventi". In una
famiglia che a Charmain cominciava a
sembrare davvero spaventosa l'erede del re,
Ludovic Nicholas, spiccava per l'assenza di
annotazioni, proprio come l'inutile Adolphus
del passato. Trascrisse tutto, nomi, appunti e
tutto il resto. Per la fine del pomeriggio,
aveva il dito destro intorpidito e azzurro
d'inchiostro.
Grazie, cara disse il Re a
Charmain quando gli pass la bella copia.

Prese a leggere con una foga tale che la


ragazza riusc senza difficolt a raccogliere
la sua copia e gli altri appunti e a infilarseli
nelle tasche senza che la vedesse. Mentre si
alzava, il Re sollev lo sguardo e le disse:
Spero che mi perdonerai, mia cara.
Non avr bisogno del tuo aiuto nei prossimi
due giorni, la Principessa insiste che esca
dalla biblioteca e mi comporti da padrone di
casa con il giovane principe Ludovic questo
fine settimana. Con gli ospiti maschi non al
suo meglio, sai. Ma spero che ci rivedremo
luned.
S, certo disse Charmain. Prese in
braccio Sperso, che era tornata zampettando
dalla cucina, e si diresse verso la porta
d'ingresso, chiedendosi cosa fare con la sua
copia della pergamena. Non era sicura di
fidarsi di Twinkle: doveva credere a uno che

sembrava un bambino, ma ovviamente non lo


era? E poi c'era quel che, secondo Peter,
aveva detto il prozio William sui demoni del
fuoco. "Ci si poteva fidare di un essere cos
pericoloso?" pens sconsolata mentre
camminava. Si ritrov faccia a faccia con
Sophie. Com' andata? Hai trovato
qualcosa? le chiese con un sorriso.
Era un sorriso cos amichevole, che
Charmain decise che in ogni caso si poteva
fidare di Sophie. O quantomeno cos
sperava.
Ho qualcosa disse, tirandosi fuori
i fogli di tasca.
Sophie li afferr con ancora pi
impazienza e gratitudine del Re quando
aveva preso la bella copia.
Meraviglioso! disse. Questi
dovrebbero darci almeno un indizio, al

momento non abbiamo niente a cui


appigliarci. Howl, cio, Twinkle, dice che
sembra che gli incantesimi di divinazione
qui non funzionano, ed bizzarro, perch non
credo che n il Re n la Principessa
pratichino la magia, no? Non abbastanza da
bloccare un incantesimo di divinazione,
voglio dire.
No disse Charmain. Ma molti
dei loro antenati la praticavano. E con il Re
non bisogna fermarsi all'apparenza.
Hai ragione disse Sophie. Puoi
restare a dare un'occhiata a questi appunti
insieme a noi?
Luned le disse Charmain.
Adesso devo passare a trovare mio padre
prima che il forno chiuda.

CAPITOLO UNDICI
Nel quale Charmain
si inginocchia su una torta
Al suo arrivo, Charmain trov il negozio
chiuso, ma attraverso i vetri annebbiati vide
che c'era qualcuno all'interno intento a
mettere in ordine. Buss leggermente alla
porta e, non ottenendo risposta, appoggi la
faccia contro il vetro e url: Fatemi
entrare! Dopo un po', la persona all'interno
si avvicin con passo strascicato alla porta e
l'apr quanto bastava per infilarci la faccia in
mezzo. Si rivel un apprendista, all'incirca
dell'et di Peter, che Charmain non aveva
mai visto. Siamo chiusi disse. Pos lo
sguardo su Sperso, tra le braccia di

Charmain. La porta aperta lasci uscire una


scia dal profumo di ciambelle appena
sfornate e Sperso ci cacci il naso in mezzo
e prese ad annusare estasiata. E i cani non
possono entrare disse l'apprendista.
Devo vedere mio padre disse
Charmain.
Non puoi vedere nessuno disse
l'apprendista. C' ancora un gran da fare
al forno.
Mio padre il signor Baker gli
disse Charmain, sono sicura che vorr
vedermi, fammi entrare.
Come faccio a sapere che vero?
chiese lui con fare sospettoso. Ne va del
mio impiego...
Charmain sapeva di trovarsi in quel
genere di situazioni in cui doveva cercare di
essere educata e gentile, ma le scapp la

pazienza, proprio come le era successo con i


coboldi. Oh, sciocco che non sei altro!
lo interruppe. Se mio padre sapesse che
non mi fai entrare, ti licenzierebbe
all'istante! Vallo a chiamare se non ci credi!
Che arroganza! esclam
l'apprendista, ma fece marcia indietro
dicendo: Entra, allora, ma il cane resta
fuori, chiaro?
No ribatt Charmain.
Potrebbero portarla via, un cane magico di
grandissimo valore e per tua regola sappi
che persino il Re me la lascia portare a
Palazzo. Se va bene a lui, cosa puoi avere da
ridire tu? L'apprendista appariva sprezzante.
Vallo a raccontare ai lubbock delle
colline disse.
La situazione sarebbe potuta precipitare,
se Belle, una delle commesse, non fosse

arrivata dal laboratorio proprio in quel


momento. Si stava annodando il foulard al
collo e diceva: Vado, Timmy. Ricordati
di lavare tutte le... , quando vide
Charmain. Oh, ciao Charmain! Sei veduta
a trovare pap?
Ciao, Belle. S, sono qui per pap
disse. Ma non vuole lasciarmi portare
dentro Sperso.
Belle guard Sperso e il viso le si
distese in un sorriso. Che creaturina
dolce! Ma lo sai anche tu cosa ne pensa tuo
padre dei cani qua dentro. Meglio lasciarla a
Timmy in negozio. Te ne occuperai tu, vero,
Timmy? L'apprendista fece un rumore di
disapprovazione e lanci a Charmain
un'occhiata di fuoco.
Per ti avverto, Charmain continu
Belle con il suo solito tono ciarliero,

sono parecchio impegnati l dietro, hanno un


ordine per una torta speciale. Non ti fermi
molto, vero? Metti gi la cagnolina, qui non
corre pericoli. E, Timmy, quei ripiani
stavolta li voglio puliti come si deve, o
domani mi senti. Ciao ciao, notte notte!
Belle se ne usc di fretta dal negozio e
appena fu passata Charmain entr. Per un
istante pens di andare dritta in laboratorio
con Sperso, ma riflett che il cane aveva dei
pessimi precedenti in fatto di cibo, cos la
pos accanto alla cassa, rivolse a Timmy un
freddo cenno d'intesa "Mi odier finch
campa," pens e procedette da sola con
aria altezzosa accanto a vetrinette vuote e
freddi ripiani in marmo, a gruppi di tavoli e
sedie bianchi, dove i cittadini di High
Norland avevano l'abitudine di sedersi a
consumare caff e sostanziose torte. Sperso

mugol disperata quando vide Charmain


spingere la porta del laboratorio, ma lei
tenne duro e se la richiuse alle spalle.
Il retro era animato come un alveare,
c'era un caldo tropicale ed era pieno di
profumi che avrebbero fatto impazzire
Sperso. Si sentiva la fragranza di ciambelle
appena sfornate e ciambelle che stavano
ancora cuocendo, gli aromi dolci di
focaccine, crostate di frutta e cialde, il tutto
coperto dall'odore invitante di pasticci e
quiche, a sua volta celato dall'intensa scia di
panna e glassa proveniente dalla grande torta
multistrato che diverse persone erano intente
a decorare sul tavolo accanto alla porta.
"Acqua di rose!" pens Charmain,
sentendone il profumo. Limone, fragole,
mandorle dall'Ingaria meridionale, ciliegie e
pesche! Il signor Baker passava da un

lavorante all'altro e intanto dava istruzioni,


incoraggiava e controllava. Al suo ingresso
Charmain sent che diceva: Jake, dacci
dentro con quell'impasto . E un istante
dopo: La mano pi leggera con quel
dolce, Nancy. Non pestare, o diventer duro
come un sasso . Un momento dopo era ai
forni dalla parte opposta della stanza e
spiegava a un ragazzo quale usare. E
ovunque fosse, riceveva all'istante attenzione
e obbedienza.
Suo padre era il sovrano del suo forno,
Charmain lo sapeva, pi re di quanto lo
fosse al Palazzo Reale il vero sovrano,
pens. Aveva il cappello bianco posato sul
capo come una corona. Gli calzava a
pennello. Aveva il viso sottile e i capelli
rossi come lei, ma con molte pi lentiggini.
Lo ritrov vicino ai fornelli, dove stava

assaggiando un ripieno di carne e diceva alla


ragazza che lo stava preparando che era
troppo speziato.
Per il sapore buono protest
lei.
Sar anche buono disse il signor
Baker, ma tra buono e perfetto c' un
mare di differenza, Lorna. Vai a dare una
mano con la torta o ci metteranno tutta la
notte, mentre io provo a salvare questo
ripieno.
Lev la pentola da fuoco, mentre Lorna
si allontanava in tutta fretta, con l'aria molto
sollevata. Lui si gir con la pentola in mano
e vide Charmain. Ciao tesoro! Ti
aspettavo! . Fu preso da un leggero
sospetto. Ti ha mandata qui la mamma?
No disse Charmain. Sono
venuta per conto mio. Bado alla casa del

prozio William, ti ricordi?


Oh, vero rispose il padre.
Cosa posso fare per te?
Ehm... disse Charmain. Era
difficile spiegarlo adesso che aveva avuto
modo di ricordarsi che genere di esperto era
suo padre.
Un momento solo disse, e si gir
per cercare qualcosa tra le file di contenitori
di erbe e spezie nello scaffale accanto ai
fornelli. Scelse un vasetto, tolse il coperchio
e sparse nella pentola appena uno spruzzo di
una cosa. Mescol, assaggi e annu.
Adesso va bene disse, posando la pentola
per farla raffreddare, poi rivolse a Charmain
uno sguardo interrogativo.
Non so cucinare, pap sbott, e
a casa del prozio William il cibo per cena
arriva crudo. Non che hai delle istruzioni

scritte, eh? Per principianti o roba del


genere?
Il signor Baker prese a lisciarsi il mento
lentigginoso con la mano, pulitissima,
riflettendo.
Ho sempre detto a tua madre che
avevi bisogno di imparare un po' di queste
cose disse. Anche se siamo persone
rispettabili. Vediamo. La maggior parte delle
mie cose sono troppo avanzate per te. Arte
pasticcera, salse da gourmet e cose del
genere. Al giorno d'oggi cerco apprendisti
che quando arrivano qui conoscano gi le
basi, ma credo di avere ancora qualcosa
sulle nozioni di base, qualche appunto che
risale ai miei inizi. Andiamo a vedere, ti va?
Le fece strada in mezzo alla folla di
cuochi indaffarati fino alla parte opposta
della stanza, dove c'erano alcuni scaffali

traballanti con impilati alla rinfusa quaderni


di appunti, pezzi di carta macchiati di
marmellata e grossi raccoglitori con sopra
impronte di farina.
Aspetta un attimo disse il signor
Baker fermandosi al tavolo degli avanzi
accanto agli scaffali. Sar meglio che ti
dia qualcosa da mangiare per tirare avanti
intanto che te li leggi, no?
Charmain conosceva bene quel tavolo.
Sperso l'avrebbe adorato: c'era tutto quel
che veniva non proprio perfetto: crostate
sbriciolate, focaccine di forma irregolare e
pasticci rotti, insieme a tutto quello che non
era stato venduto quel giorno. I suoi aiutanti
potevano portare a casa quello che
volevano. Il signor Baker prese una delle
borse di iuta che usavano gli impiegati e
cominci rapidamente a riempirla. Sul fondo

fin un'intera torta di panna, seguita da uno


strato di pasticci e da focaccine e ciambelle,
e infine un bel flan di formaggio. Pos la
borsa ricolma sul tavolo mentre esplorava
gli scaffali.
Ecco qui disse, tirando fuori un
quaderno marrone dalla copertina morbida,
scuro per il vecchio grasso. Mi sembrava
di avercelo ancora! Risale ai tempi dei miei
inizi come ragazzo di bottega al ristorante
della piazza del Mercato. A quei tempi ne
sapevo quanto te adesso, perci dovrebbe
proprio fare al caso tuo. Vuoi gli incantesimi
abbinati alle ricette?
Incantesimi! esclam Charmain.
Ma, pap!
Charmain non gli aveva mai visto un'aria
tanto colpevole, le lentiggini per un istante
erano annegate nel rossore. Lo so, lo so,

Charmain, tua madre avrebbe da ridire,


insiste nel dire che la magia una cosa
volgare e bassa, ma la uso da sempre e non
riesco a farne a meno... di sicuro non quando
cucino. Ricorriamo alla magia di continuo,
qui al forno.
Fai la brava, non farne parola con la
mamma, eh? . Tir fuori un quadernetto
giallo e lo sfogli pensoso. Questi qui
sono tutti incantesimi semplici semplici che
funzionano. Lo vuoi?
S, grazie! disse Charmain. E
ovviamente non dir niente alla mamma, lo
so bene quanto te com' fatta.
Che bravo tesoro! disse il signor
Baker. Fece scivolare rapido i due quaderni
nella borsa accanto al flan di formaggio e la
pass a Charmain. Sogghignarono come
cospiratori. Gustati la cena disse il

signor Baker. Buona fortuna.


Anche a te disse Charmain. E
grazie, pap! Si allung per baciarlo
sulla guancia florida e piena di lentiggini,
appena sotto il cappello da cuoco, e poi si
fece strada per uscire dal forno.
Beata te! le url dietro Lorna
mentre apriva la porta. Avevo messo gli
occhi anch'io sulla torta alla panna che ti ha
dato.
Ce n'erano due le grid Charmain
girandosi mentre entrava in negozio.
Una volta l trov, con grande sorpresa,
Timmy seduto sul bancone in marmo e vetro
con in braccio Sperso. Il ragazzo le spieg,
sulla difensiva: C' rimasta molto male
che l'hai lasciata qui. Ha cominciato a
ululare come una matta.
"Dopo tutto forse non saremo nemici

giurati," pens Charmain, mentre Sperso si


liberava dall'abbraccio di Timmy con un
guaito di piacere e le piroettava intorno alle
caviglie facendo un tale chiasso che
l'apprendista non riusc a sentire i suoi
ringraziamenti. Uscendo dal negozio,
Charmain non manc di rivolgergli un gran
sorriso e un cenno di saluto, con Sperso che
faceva capriole e guaiva ai suoi piedi. Il
forno era dalla parte opposta della citt
rispetto al fiume e alla via che lo
costeggiava. Charmain avrebbe potuto
tagliare in quella direzione, ma era pi
semplice prendere High Street, soprattutto
con Sperso costretta a camminare perch lei
doveva portare una borsa strapiena. High
Street era una delle vie pi importanti della
citt, anche se cos non sembrava. Era
stretta, tortuosa e priva di marciapiedi, ma

sui due lati si affacciavano i migliori negozi


del circondario. Charmain la percorse
lentamente, immersa nei suoi pensieri si
fermava a guardare le vetrine per dare a
Sperso il tempo di recuperare, schivando chi
faceva acquisti all'ultimo minuto e chi
correva a casa per cena. Era divisa tra la
soddisfazione, Peter non aveva pi scusanti
per preparare quei pasti tremendi, e la
sorpresa: pap.faceva uso d magia! E
l'aveva sempre usata. Fino a quel momento,
Charmain si era sentita segretamente in colpa
per aver fatto esperimenti con Il libro del
palinsesto, ma ora era sollevata. Mi sa che
ho ereditato la magia da pap! Oh,
fantastico! Adesso so di poter compiere
degli incantesimi. Ma allora perch pap fa
sempre quel che vuole mamma? Insiste
quanto lei sul fatto che io devo essere una

ragazza per bene. Cavolo, i genitori! II


pensiero, per, la rallegr. A quel punto
risuon alle sue spalle un gran rumore di
zoccoli, unito a un brontolio e a urla
poderose: Largo! Largo!
Charmain si volt a guardare e vide che
la strada era piena di cavalieri in uniforme
che andavano cos di fretta da esserle gi
quasi addosso. I passanti si appiattirono ai
muri ai lati della strada e Charmain si gir
indietro per prendere Sperso. Salt su una
soglia l accanto, si accucci sulla borsa del
cibo e riusc a non lasciar andare i manici
anche con Sperso in braccio. Si sistem il
cane e la borsa tra le braccia e si fece a
ridosso del muro, con le gambe dei cavalli e
i piedi degli uomini nelle staffe che le
passavano a un palmo dal naso. Erano
seguiti da un'intera scuderia di cavalli al

galoppo, neri e lucidi, in tirelle di pelle, i


dorsi sfiorati da schiocchi di fruste. Seguiva
rombando una vettura tutta colorata,
scintillante di vetro, oro e stemmi decorati,
con due uomini in cappello piumato che
oscillavano sul retro, e venivano infine altri
cavalieri in uniforme che galoppavano in un
frastuono assordante. Un attimo dopo erano
spariti, lungo la strada e oltre la prima
curva. Sperso mugolava, Charmain si
afflosci contro il muro.
Cos'era? chiese alla persona
appiattita alla parete accanto a lei.
Era il principe ereditario Ludovic
disse la donna. Mi sa che va a trovare il
Re.
Era una signora bionda dall'aria un
tantino altera e a Charmain ricordava
vagamente Sophie Pendragon. Teneva stretto

un bambino piccolo che poteva assomigliare


a Morgan, ma non era affatto chiassoso,
sembrava bianco di paura, un po' come
doveva essere Charmain.
Dovrebbe sapere che non si va cos
veloci in una stradina come questa!
esclam Charmain arrabbiata. Qualcuno
poteva farsi male! Guard nella borsa e vide
che il flan si era rotto in due pezzi e
afflosciato, il che la fece arrabbiare ancora
di pi. Perch non andato per il
lungofiume, che pi largo? disse.
Non gli importa di niente?
Non molto ribatt la donna.
Allora tremo al pensiero di come si
comporter quando sar re! disse
Charmain. Sar terribile!
La donna le rivolse uno strano sguardo di
intesa. Fingo di non aver sentito disse.

Perch? chiese Charmain.


Ludovic non ama le critiche ribatt
la donna. E a incoraggiare la sua
suscettibilit ci sono dei lubbockin.
Lubbockin, hai capito bene, ragazzina!
Speriamo che abbia sentito solo io quello
che hai detto disse. Sollev pi in alto il
bambino che teneva in braccio e se ne and.
Charmain ricominci ad attraversare la citt
con passo pesante, Sperso sotto un braccio e
la borsa nell'altro, e intanto pensava a quello
che aveva appena udito. Si ritrov a sperare
ardentemente che re Adolphus X, il suo
sovrano, avesse ancora molto da vivere. "O
potrei dover scatenare una rivoluzione,"
pens. "Santo cielo, come sembra lunga la
strada per arrivare a casa del prozio
William oggi!".
Alla fine, comunque, ci arriv e

sollevata pos Sperso sul vialetto. In casa,


Peter era in cucina, seduto su uno dei dieci
sacchi di biancheria, che fissava torvo una
gran fetta di carne rossa sul tavolo. Accanto
c'erano tre cipolle e due carote.
Non so come cucinarle disse.
Non ce n' bisogno disse
Charmain, appoggiando la borsa sul tavolo.
Sono appena passata a trovare mio padre,
ed ecco qua aggiunse pescando i due
quaderni dalla borsa, le ricette e gli
incantesimi abbinati . I quaderni erano un
po' sporchi di flan, Charmain li pul nella
gonna e li pass a Peter.
Lui assunse un'aria incredibilmente
raggiante e salt gi dal sacco di biancheria.
Questo s che utile! esclam. E
meglio ancora, una borsa di cose da
mangiare.

Charmain tir fuori dalla borsa il flan


afflosciato, i pasticci in pezzi e le focaccine
spiaccicate. La torta alla panna sul fondo
presentava un'impronta a forma di ginocchio
e il ripieno era in parte colato sui pasticci, al
che Charmain si infervor di nuovo contro il
principe Ludovic. Mentre cercava di
ricomporre i pasticci, raccont l'accaduto a
Peter.
S mia madre lo dice sempre che si
comporta come un vero e proprio tiranno
disse Peter con tono un tantino assente,
intento com'era a sfogliare i quaderni.
Dice che per questo che lei se n' andata.
Sai per caso se gli incantesimi vanno fatti
mentre si cucina, prima o dopo?
Pap non me l'ha detto. Dovrai
arrangiarti disse Charmain, e se ne and
nello studio del prozio William alla ricerca

di un libro in grado di calmarla.


La bacchetta a dodici rami era
interessante, ma la faceva sentire come se la
testa le si sbriciolasse in centinaia di
pezzettini. Ogni ramo della bacchetta si
divideva in dodici rametti, e ognuno di
questi in altri dodici. "Manca poco che mi
trasformi anch'io in un albero," pens
Charmain mentre passava in rassegna i libri
sullo scaffale. Ne prese uno intitolato Il
viaggio di un mago: sperava fosse un libro
di avventure, e in un certo senso lo era, ma
presto si rese conto che si trattava del
minuzioso resoconto di come un mago
apprende le proprie arti. Le fece tornare in
mente che pap si era rivelato un adepto
delle arti magiche. E so di averle ereditate
anch'io, pens. Ho imparato a volare e ho
aggiustato le tubature del bagno in un istante,

ma devo ancora capire come farlo con calma


e senza intoppi, invece di dover urlare e
colpire le cose. Era ancora l seduta a
riflettere sulla cosa quando Peter le url che
era pronto da mangiare.
Ho usato gli incantesimi disse lui,
molto fiero di s. Aveva scaldato i pasticci e
fatto un passato di cipolle e carote molto
gustoso. E, aggiunse, dopo una
giornata passata a esplorare ero abbastanza
stanco.
Hai cercato l'oro? chiese
Charmain.
Cos'altro dovevo fare? rispose lui.
Sappiamo che qui da qualche parte. Ma
invece dell'oro ho trovato il posto dove
vivono i coboldi. come un'enorme caverna
ed erano tutti l a fare delle cose: soprattutto
orologi a cuc, ma ce n'erano anche che

costruivano teiere e, vicino all'entrata,


qualcuno che faceva una cosa simile a un
divano. Non ci ho parlato, non sapevo se si
trovavano nel passato o nel presente, gli ho
solo sorriso e sono rimasto a osservarli. Non
volevo farli arrabbiare un'altra volta. Tu
cos'hai fatto oggi?
Oh, santo cielo, che giornata!
esclam Charmain. cominciata con
Twinkle sul tetto, che paura mi sono presa!
, e gli raccont il resto. Peter aggrott le
sopracciglia. Questi Twinkle e Sophie...
disse, sei sicura che non abbiano in
mente qualcosa di malvagio? Sai che il mago
Norland ha detto che i demoni del fuoco
sono creature pericolose.
Me lo sono chiesta anch'io ammise
Charmain. Ma mi sembrano a posto, pare
che la principessa Hilda li abbia convocati

per aiutarla. Vorrei sapere come trovare


quel che sta cercando il Re. Si
entusiasmato cos tanto quando ho recuperato
l'albero genealogico. Lo sapevi che il
principe Ludovic aveva otto cugini di
secondo grado che si chiamavano quasi tutti
Hans o Isolla e solo pochi tra loro non hanno
fatto una brutta fine?
Perch era tutta gente poco
raccomandabile disse Peter. Secondo
mia madre Hans il crudele fu avvelenato da
Isolla l'assassina, che a sua volta fu uccisa
da Hans lo svuotabotti quando era ubriaco.
Poi, quell'Hans caduto dalle scale e si
rotto l'osso del collo, mentre sua sorella
Isolla stata impiccata in Sfrangia per aver
cercato di uccidere il signore che aveva
sposato. A che numero sono arrivato?
Cinque rispose Charmain,

piuttosto affascinata. Ne mancano tre.


Sono le due Matilda e l'altro Hans
disse Peter. Hans Nicholas, che non so
come morto, ma successo all'estero, non
so dove. Una delle Matilda rimasta uccisa
nell'incendio della sua villa, e si dice che
l'altra sia una strega cos pericolosa che il
principe Ludovic l'ha rinchiusa nella soffitta
di Castel Joie. Nessuno osa andarle vicino,
neanche il principe. Le basta uno sguardo
per uccidere. Ho fatto bene a dare a Sperso
il pezzo di carne?
Penso di s disse Charmain. Se
non si strozza. Come fai a sapere tutte queste
cose? Io li ho sentiti nominare oggi per la
prima volta.
perch vengo da Montalbino
disse Peter. A scuola da me tutti sanno
ogni particolare della storia dei nove cugini

cattivi di High Norland, ma immagino che in


questo paese n il Re n il Principe vogliano
che si sappia in giro quanto sono abbietti i
loro parenti. Si dice che il principe Ludovic
non sia migliore degli altri.
E dire che un paese cos bello!
protest Charmain. La faceva star male il
pensiero che High Norland avesse dato i
natali a nove persone tanto orribili, e
sembrava pesare molto anche al Re.

CAPITOLO DODICI
Il quale tratta di bucato
e uova di lubbock
Il giorno dopo, Charmain si svegli
presto per colpa di Sperso, che le aveva
ficcato il nasino freddo nell'orecchio,
ovviamente convinta che dovessero andare a
Palazzo come al solito.
No, non devo andarci! disse in
tono brusco. Oggi il Re deve occuparsi
del principe Ludovic, vattene Sperso, o
rischi che mi trasformi in un'Isolla e ti
avveleni! O in una Matilda, e ti faccia
qualche rito di magia nera. Vattene via!
Sperso zampett via triste, ma ormai
Charmain era sveglia. Ci mise un bel po' ad

alzarsi, e plac l'irritazione dicendosi che


avrebbe trascorso una bella, pigra mattinata
a leggere Il viaggio di un mago. Anche Peter
era in piedi, ma aveva altre idee. Oggi
facciamo un po' di bucato disse. Hai
notato che ci sono dieci sacchi di roba da
lavare qui e dieci in camera del mago
Norland? E mi sa che ce ne sono altri dieci
nella dispensa.
Charmain rivolse ai sacchi uno sguardo
torvo, non poteva negare che occupassero
gran parte della cucina. Non ci riguarda
disse. Devono occuparsene i coboldi.
No disse Peter. Mia madre dice
che la biancheria si moltiplica, se non la
lavi.
Noi abbiamo una lavandaia disse
Charmain. Io non lo so come si fa a
lavare.

Ti faccio vedere disse Peter.


Devi smetterla di nasconderti dietro
l'ignoranza.
Mentre si chiedeva rabbiosa come Peter
riuscisse a metterla sempre al lavoro,
Charmain si ritrov in cortile a pompare
faticosamente l'acqua, per riempire secchi
che Peter portava nella lavanderia e
svuotava nel grande bollitore di rame. Dopo
averne svuotati una decina, torn da lei e le
disse: Adesso dobbiamo accendere un
fuoco sotto il bollitore, ma non trovo il
combustibile. Secondo te dove lo tiene?
Charmain, esausta, si scost dal viso i
capelli sudati con la mano. Deve
funzionare come i fuochi in cucina disse.
Vado a vedere . Si avvi verso il
capanno pensando: "E se non funziona,
possiamo smettere di provare. Bene".

Basta anche una cosa che bruci


propose a Peter.
Lui si guard intorno con sguardo privo
di espressione: all'interno del capanno c'era
solo una fila di mastelli di legno e una
scatola di sapone in scaglie. Charmain diede
uno sguardo al fondo del bollitore, annerito
dai precedenti fuochi. Rivolse lo sguardo ai
mastelli, troppo grandi, poi al sapone in
scaglie, ma decise di non rischiare un'altra
tempesta di bolle. Usc e strapp un rametto
da un albero malato, lo infil nel focolare
annerito, diede un colpo al bollitore e disse:
Fuoco! e le tocc arretrare in fretta
perch le fiamme si accesero in un lampo.
Ecco disse a Peter.
Bene ribatt lui. Torniamo alla
pompa. Adesso dobbiamo riempire il
bollitore.

Perch? chiese Charmain.


Perch ci sono trenta sacchi di roba
da lavare, no? disse Peter. Dobbiamo
riempire di acqua calda alcuni di quei
mastelli per lavare le cose di seta e le cose
di lana, poi ci serve l'acqua per il
risciacquo. Un bel po' di altri secchi.
Non ci posso crederei mormor
Charmain rivolta a Sperso, che zampettava
qua e l e guardava. Sospir e torn alla
pompa.
Intanto, Peter aveva preso una sedia
della cucina e l'aveva portata nel capanno.
Poi, con indignazione di Charmain, dispose
in fila i mastelli e si mise a versarvi dentro
interi secchi dell'acqua fredda che lei aveva
pompato con tanta fatica.
Credevo che fosse per il bollitore!
protest lei.

Peter sal sulla sedia e cominci a


lanciare le scaglie di sapone nel bollitore a
piene mani. Adesso fumava e ribolliva
rumorosamente.
Smetti di discutere e continua a
pompare disse. Adesso quasi
abbastanza calda per i bianchi. Dovrebbero
bastarne altri quattro, poi potremo
cominciare a buttare dentro le camicie e il
resto.
Scese dalla sedia e rientr in casa. Al
ritorno trascinava due sacchi che lasci
appoggiati alle pareti del casotto mentre si
avviava a prenderne altri. Charmain pomp,
sbuff e lanci occhiate torve, infine sal
sulla sedia per versare i quattro secchi pieni
nella nube saponosa di vapore che saliva dal
bollitore. Poi, lieta di poter fare altro, sleg
il primo sacco. Dentro c'erano calzini e una

tunica rossa da mago, due paia di pantaloni,


camicie e, sul fondo, biancheria, e il tutto
emanava odore di muffa a causa
dell'alluvione che Peter aveva provocato in
bagno. Stranamente, quando sleg il secondo
sacco, Charmain trov all'interno le stesse,
identiche cose.
Dovevo immaginare che il bucato di
un mago dovesse essere particolare disse.
Prese una bracciata di vestiti, sal sulla
sedia e li scaric nel bollitore.
No, no, no! Ferma! url Peter nel
momento esatto in cui Charmain svuotava il
secondo sacco. Arriv di corsa attraverso il
prato, con a rimorchio altri otto sacchi legati
insieme.
Ma se l'hai detto tu di fare cos!
protest Charmain.
Non prima di separare le cose,

sciocca che non sei altro! disse Peter.


Solo i bianchi vanno bolliti!
Non lo sapevo rispose Charmain
imbronciata.
Pass il resto della mattinata sul prato a
suddividere in mucchi le cose da lavare,
mentre Peter metteva a bollire le camicie e
faceva scorrere acqua insaponata nei
mastelli per mettere a bagno giacche, calzini
e venti paia di pantaloni da mago.
Dopo un po' disse: Mi sa che le
camicie hanno bollito abbastanza , e
trascin un mastello di acqua fredda per il
risciacquo. Spegni il fuoco, mentre faccio
uscire l'acqua calda.
Charmain non aveva la minima idea di
come spegnere un fuoco magico. Fece una
prova dando un colpo al bollitore e si bruci
la mano. Allora disse: Ahi! Fuoco,

spegniti! con una specie di urlo, e il


fuoco, obbediente, tremol e spar. Lei si
mise le dita in bocca per succhiarle e guard
Peter che apriva lo scarico in fondo al
bollitore e faceva defluire una schiuma rosa
fumante e ribollente. Charmain osservava tra
i fumi l'acqua che scendeva.
Non sapevo che il sapone fosse rosa
disse lei.
Non lo era disse Peter. Oh
perbacco! Guarda cos'hai fatto! Salt sulla
sedia e prese a tirare fuori camicie fumanti
con l'apposito bastone biforcuto. Quando
cominciarono a gettarle nell'acqua fredda,
scoprirono che erano diventate tutte rosso
ciliegia. Dopo le camicie Peter tir fuori
quindici calzini rattrappiti che sarebbero
stati piccoli persino per Morgan, e un paio
di pantaloni da mago taglia bambino. Alla

fine, ripesc una minuscola tunica rossa e la


tenne sospesa fuori con fare accusatorio,
gocciolante e fumante, perch Charmain
vedesse.
tutta colpa tua disse. Mai
mettere della lana rossa insieme alle camicie
bianche. Stinge, ed diventata troppo
piccola anche per un coboldo. Che razza di
sconsiderata!
Come facevo a saperlo? domand
Charmain agitata. Ho vissuto sotto una
campana di vetro! La mamma non mi ha mai
lasciato
nemmeno
avvicinare
alla
lavanderia.
Perch non una cosa per bene. Lo so
disse Peter disgustato. Immagino che
pensi che dovrei dispiacermi per te! Non
cos, e non ho intenzione di lasciarti
avvicinare al mangano. Dio solo sa cosa

potresti combinare! Mentre sto al mangano


voglio provare un incantesimo sbiancante.
Tu vai a prendere il filo e le mollette da
bucato dalla credenza e stendi tutto. Posso
fidarmi che non ti appenderai da sola o
qualcosa del genere?
Non sono stupida disse Charmain
con alterigia.
Circa un'ora pi tardi, quando, stanchi e
bagnati per il vapore, se ne stavano entrambi
in cucina a mangiare tranquillamente gli
avanzi del giorno prima, Charmain non pot
fare a meno di pensare che i suoi sforzi con
il filo del bucato erano andati a miglior fine
di quelli di Peter con il mangano e
l'incantesimo sbiancante. La corda disegnava
un percorso a zigzag avanti e indietro per il
giardino, ma almeno stava su. Le camicie
appese al filo con le mollette, per, non

erano bianche: alcune erano striate di rosso,


altre presentavano dappertutto strani motivi
rosa e altre ancora erano di un azzurro
pastello. La maggior parte delle tuniche
avevano righe bianche qua e l, mentre
calzini e pantaloni erano tutti di un bianco
crema. Charmain pens che era molto
gentile da parte sua non far notare a Peter
l'elfo che saltellava, muovendosi rapido nel
percorso a zigzag disegnato dai panni stesi, e
li osservava serio e stupito.
C' un elfo l fuori! esclam Peter
a bocca piena.
Charmain mand gi il resto del
pasticcio e poi apr la porta sul retro per
vedere cosa voleva l'elfo.
L'elfo chin la sua svettante testa bionda
per passare dallo stipite e avanz a passi
lenti e solenni fino al centro della cucina.

Una volta l, pose sul tavolo la teca di vetro


che aveva con s. All'interno c'erano tre
oggetti bianchi e tondeggianti delle
dimensioni di palline da tennis. Peter e
Charmain li osservarono, e poi spostarono
l'attenzione sull'elfo, che se ne stava l senza
proferir parola.
Cosa sono? chiese Peter dopo un
po'.
L'elfo fece un accenno di inchino.
Sono disse, tre uova di lubbock che
abbiamo asportato dal corpo del mago
Norland. stata un'operazione molto
difficile, ma riuscita alla perfezione.
Uova di lubbock! esclamarono
quasi all'unisono Peter e Charmain. Lei sent
che il colore le svaniva dal viso e rimpianse
seriamente di aver mangiato quel pasticcio.
Le lentiggini di Peter si trovarono a spiccare

marroni sul suo volto bianco. Sperso, che


elemosinava il pranzo sotto il tavolo, prese a
guaire frenetica.
Perch... perch le hai portate qui?
riusc a dire Charmain. L'elfo rispose con
calma: Perch abbiamo scoperto che ci
impossibile distruggerle: tutti i nostri sforzi,
magici e fisici, si sono rivelati inutili. Siamo
giunti alla conclusione che solo un demone
del fuoco pu riuscirci. Il mago Norland ci
ha informati che in questo momento la
signorina Charmain dovrebbe essere in
contatto con un demone del fuoco.
Il mago Norland vivo? Ci hai
parlato? chiese precipitosamente Peter.
S disse l'elfo. Si sta rimettendo
e nel giro di tre o quattro giorni al massimo
dovrebbe essere in grado di far ritorno a
casa.

Oh, come sono contenta! disse


Charmain. Allora erano le uova di
lubbock a farlo stare male?
Proprio cos asser l'elfo.
Sembra che qualche mese fa, mentre
passeggiava su un prato in montagna, il mago
Norland si sia imbattuto in un lubbock. Visto
che un mago, le uova hanno assorbito la
sua magia ed diventato quasi impossibile
distruggerle. Non toccate le uova e non
tentate di aprire la teca che le contiene, vi
avverto, sono estremamente pericolose. Vi
consiglio di assicurarvi i servigi di un
demone del fuoco il prima possibile.
Peter e Charmain erano ancora intenti a
fissare le uova nella teca e a mandar gi
saliva, quando l'elfo rivolse loro un altro
piccolo inchino e usc con incedere
maestoso dalla porta che dava in salotto.

Peter si ricompose e gli corse dietro,


urlando che voleva saperne di pi, ma fece
appena in tempo a veder sbattere la porta
d'ingresso. Quando si affrett a uscire in
giardino, seguito da Charmain con Sperso
alle calcagna, ormai non c'era pi traccia
dell'elfo. La ragazza vide di sfuggita Rollo
che li scrutava malevolo da dietro un
cespuglio di ortensie, l'elfo invece era
sparito.
Prese Sperso in braccio per depositarla
ai piedi di Peter. Tieni Sperso qui con te,
io vado subito a chiamare Calcifer disse,
e si mise a correre lungo il vialetto.
Sbrigati le url Peter. Sbrigati,
mi raccomando!
Ma Charmain non aveva certo bisogno
che glielo dicesse Peter. Corse, seguita dagli
ululati striduli e disperati di Sperso, corse e

continu a correre finch non ebbe aggirato


il grande rilievo roccioso e fu in vista della
citt. Da l in poi dovette procedere a passo
spedito, con una mano a tenersi la fitta che
sentiva al fianco, ma continu pi veloce che
pot. Non appena ebbe recuperato fiato, il
pensiero di quelle bianche uova rotonde sul
tavolo di cucina bast a farla procedere pi
in fretta. E se le uova si fossero rotte prima
che avesse trovato Calcifer? E se Peter
avesse fatto qualcosa di stupido, come
provare su di loro un qualche incantesimo? E
se... cerc di distogliere il pensiero da tutte
le orribili possibilit, ansimando tra s e s
"Che stupida sono! Potevo chiedere a
quell'elfo cos' l'elfgift! Mi sono proprio
dimenticata, dovevo ricordarmi. Che
stupida!". Ma non riusciva a seguire il filo
dei suoi pensieri. Le giravano per la testa

immagini di Peter che mormorava


incantesimi sulla teca. Era proprio da lui
provarci.
Mentre faceva il suo ingresso in citt si
mise a piovere. Charmain ne era contenta,
avrebbe distratto Peter dalle uova di
lubbock: gli sarebbe toccato correre in
giardino e raccogliere il bucato prima che
tornasse a inzupparsi. Sempre che non
avesse gi fatto qualcosa di stupido! Arriv
a Palazzo Reale bagnata dalla testa ai piedi e
quasi senza fiato, e una volta l prese a
picchiare col batacchio e a suonare il
campanello ancor pi agitata di quando
aveva trovato Twinkle sul tetto. Sim apr
dopo quello che le parve un secolo.
Oh, Sim ansim. Devo vedere
Calcifer, subito! Sai dirmi dov'?
Certamente, signorina ribatt Sim,

per nulla stranito dai capelli bagnati e dai


vestiti gocciolanti di Charmain. Al
momento, sir Calcifer si trova nel Gran
salone, mi permetta di farle strada.
Chiuse la porta e si avvi zoppicante per
il lungo corridoio umido con dietro
Charmain che grondava, poi oltre la scala di
pietra, fino a un grandioso portale sul retro
del palazzo, dove Charmain non era mai
stata.
Qui, signorina disse, spalancando
la porta, tanto grande quanto male in arnese.
Charmain entr in una stanza rumorosa,
affollata di persone ben vestite che
sembravano urlare una contro l'altra
aggirandosi qua e l e mangiando torte in
piatti eleganti. Per prima cosa riconobbe la
torta, che si ergeva imponente su uno
speciale tavolo al centro della stanza.

Sebbene ormai ne fosse rimasta solo met,


era senza dubbio quella a cui stavano
lavorando la sera prima i cuochi del padre.
Le sembr di vedere un vecchio amico tra
tutti quegli estranei ben vestiti. L accanto
c'era un uomo in velluto blu notte e broccato
scuro, che si volt a guardarla con
espressione altezzosa per poi scambiare
sguardi disgustati con la signora che gli
stava vicino. La signora indossava un abito
"quasi da ballo, certo non adatto per il
t!" pens Charmain di seta e satin tanto
sontuoso che accanto a lei zia Sempronia
sarebbe parsa trasandata. Zia Sempronia non
c'era, ma c'erano il sindaco e la sua signora,
con tutte le personalit della citt.
Sim chiese l'uomo vestito in abito
blu notte, chi sarebbe questa ragazzina
borghese tutta bagnata?

Vostra Altezza la signora Charmant


rispose Sim, la nuova assistente di Sua
Maest . Si rivolse a Charmain: Mi
permetta di presentarla a Vostra Altezza, il
principe ereditario Ludovic, mia signora.
Indietreggi e si richiuse la porta alle spalle.
La ragazza desider che il pavimento si
aprisse sotto i suoi piedi gocciolanti e la
facesse cadere nelle cantine. Aveva
dimenticato completamente che il principe
Ludovic era in visita a Palazzo. La
principessa Hilda aveva ovviamente invitato
il fior fiore della citt per conoscere il
principe. E lei, l'ordinaria Charmain Baker,
si era autoinvitata al t.
Piacere di conoscerla, Vostra Altezza
si sforz di dire, ma usc come un
sussurro spaventato.
Probabilmente il principe Ludovic non la

sent nemmeno: si mise a ridere e disse:


Signora Charmant un soprannome che ti ha
dato il Re, ragazzina? , indic con la
forchetta da dolce la signora in abito quasi
da sera. Io la mia assistente la chiamo
signora Ricconi. Sai, mi costa una fortuna.
Charmain apr bocca per spiegare che in
realt il suo nome era un altro, ma la signora
in abito quasi da sera intervenne: Che
diritto hai di chiamarmi cos? disse
arrabbiata. Razza di dispettoso, che sei!
Il principe Ludovic rise e si gir a parlare al
signore anonimo che si avvicinava in un
anonimo completo di seta grigia. Charmain
si sarebbe defilata in cerca di Calcifer, se
non che appena il principe si fu girato, la
luce dal grande candeliere in alto lo colse di
profilo: vide che l'occhio gli brillava di un
viola intenso.

Charmain rimase impietrita, raggelata


dall'orrore: il principe Ludovic era un
lubbockin. Per un momento non riusc a
muoversi, consapevole di lasciar trasparire
l'orrore che provava, consapevole che la
gente l'avrebbe vista inorridire e si sarebbe
chiesta perch. Il signore anonimo la stava
gi fissando, con uno sguardo interessato
negli occhi di un tenue color malva.
Accidenti! Anche lui era un lubbockin: ecco
perch l'aveva spaventata quando l'aveva
incontrato
vicino
alle
cucine.
Fortunatamente, proprio in quel momento, il
sindaco si mosse da dietro il tavolo per
inchinarsi profondamente al Re, permettendo
cos a Charmain di cogliere la vista di un
cavallo a dondolo, anzi, no, di parecchi
cavalli a dondolo, il che la distrasse
dall'orrore che provava. I cavallucci erano

allineati, chiss perch, lungo le pareti del


salone. Twinkle sedeva su quello pi vicino
al grande camino in marmo e la fissava
serio. Charmain era certa che si fosse
accorto che era sconvolta e avrebbe voluto
sapere il motivo.
Prese ad avvicinarsi circospetta al
camino, il che le permise di cogliere la
presenza di Morgan, seduto accanto al
parafuoco di marmo, intento a giocare con le
costruzioni. In piedi accanto a lui c'era
Sophie che, a dispetto del vestito blu pavone
e dei modi appropriati all'occasione, per un
istante apparve agli occhi di Charmain come
un'imponente leonessa che faceva la guardia,
ringhiando, al suo cucciolo.
Oh, ciao Charmain le disse quasi
all'orecchio la principessa Hilda.
Dato che sei qui, vuoi un po' di torta?

Charmain scocc uno sguardo pieno di


rimpianto alla torta e inspir il delizioso
profumo. No, grazie, signora disse.
Sono venuta solo a portare un messaggio a...
ehm... la signora Pendragon, sa . Ma
dov'era Calcifer?
Be', eccola, proprio l disse la
principessa Hilda, indicandola. Devo
dire che per il momento i bambini si
comportano benissimo, se durasse! Si
allontan frusciando per offrire a un altro
invitato ben vestito la torta. A dispetto di
tutto il frusciare, il vestito che portava la
Principessa non reggeva il paragone con
quelli degli altri invitati: in alcuni punti era
sbiadito, quasi bianco, e a Charmain
ricordava il bucato dopo l'incantesimo
sbiancante di Peter. "Oh, fa che Peter non
provi incantesimi su quelle uova di

lubbock!" preg mentre si avvicinava a


Sophie.
Ciao le disse Sophie con un
sorriso piuttosto tirato. Alle sue spalle,
Twinkle dondolava sul cavallo a dondolo
con un cric-criic-criiic abbastanza irritante.
Accanto a lui c'era la grassa bambinaia
che diceva: Padron Twinkle, la prego di
scendere, sta facendo tanto di quel rumore,
padron Twinkle. Non voglio dirglielo due
volte! , ripetendolo pi volte, ed era forse
questa la cosa pi irritante.
Sophie si inginocchi e pass a Morgan
un mattoncino giallo e il bambino glielo tese
indietro. Mattone buu le disse.
Charmain si inginocchi a sua volta. No,
non blu disse. Riprova. Sophie
disse, mormorando a labbra strette: Sono
contenta di vederti. Non mi importa nulla di

questo principe, e a te? N tantomeno di


quella sgualdrina in ghingheri che si porta
dietro.
Iola? tir a indovinare Morgan,
tendendo di nuovo il mattoncino.
La capisco sussurr Charmain a
Sophie. No, non viola, giallo. Il
principe invece viola, o quanto meno i suoi
occhi sono viola: un lubbockin.

Un cosa? chiese Sophie,


perplessa.
Gallo? chiese Morgan, rivolgendo
al mattoncino uno sguardo incredulo. Criiccrriic faceva intanto il cavalluccio.
S, giallo rispose Charmain.
Non posso spiegarle adesso, mi dica dov'
Calcifer, gli far sapere tutto e lui potr
riferirle. Ho bisogno di lui con urgenza.
Eccomi disse Calcifer. Perch

hai bisogno di me?


Charmain si guard intorno. Calcifer era
appollaiato tra i ceppi in fiamme del camino
e mescolava le sue fiamme azzurre a quelle
arancioni dei ceppi ardenti, in una tale
armonia che Charmain non ne avrebbe
probabilmente notato la presenza se non
avesse parlato.
Oh, grazie al cielo! disse lei.
Puoi venire con me a casa del mago Norland
immediatamente? Abbiamo un'emergenza
che solo un demone del fuoco come te pu
risolvere. Ti prego!

CAPITOLO TREDICI
Nel quale Calcifer molto attivo
Gli occhi color arancio di Calcifer si
volsero a guardare Sophie. Hai ancora
bisogno che monti la guardia qui? le
chiese. O voi due riuscite a cavarvela da
soli?
Sophie, preoccupata, osserv la folla
ben vestita che chiacchierava intorno a lei.
Non credo proprio che qualcuno tenter
qualcosa in questo preciso momento
disse. Ma sbrigati a tornare, ho un
tremendo presagio. Non mi fido neanche un
po' di quel tizio con gli occhi color malva,
n di quel principe malvagio.
Va bene, pi che veloce crepit

Calcifer. In piedi, giovane Charmain, sto


per sedermi sulla tua mano.
Charmain si alz, convinta di ustionarsi
o perlomeno bruciacchiarsi da un
momento all'altro. Morgan protest per la
sua partenza sventolando un mattoncino blu
verso di lei e levando un urlo tuonante al
suono di: Vedde, vedde, vedde!
Sssh! dissero Sophie e Twinkle
all'unisono, e la grassa bambinaia aggiunse:
Padron Morgan, non urliamo, almeno non
in presenza del Re.
blu disse Charmain, in attesa che
tutti quelli che la fissavano volgessero
altrove lo sguardo. Cominciava a rendersi
conto che nessuno dei raffinati ospiti sapeva
che nel focolare vi era Calcifer, e il demone
preferiva che ne restassero all'oscuro.
Appena tutti ebbero perso interesse alla

cosa e furono tornati alle loro chiacchiere,


Calcifer balz fuori dalle fiamme e atterr
appena al di sopra delle dita nervose di
Charmain, assumendo l'aspetto di un
piattino da torta. Non le fece affatto male,
anzi Charmain ne percepiva a malapena la
presenza.
Bravo disse.
Fai finta di tenermi ribatt lui,
ed esci dalla stanza.
Charmain pieg le dita intorno al falso
piatto e si avvi verso la porta. Con suo
sollievo, il principe Ludovic se n'era andato,
ma il Re le stava venendo incontro, le fece
un cenno di saluto e le sorrise.
Ti sei servita, vedo disse.
Buona, vero? Vorrei proprio sapere come
mai abbiamo tutti questi cavalli a dondolo,
non che tu lo sai per caso? Charmain

scosse la testa in segno di diniego e il Re si


allontan con il sorriso sulle labbra.
Perch ci sono tutti questi cavalli a dondolo?
chiese Charmain.
Protezione disse il piattino di
torta. Apri la porta e andiamocene.
Charmain tolse una mano da sotto il finto
piattino, apr la porta e scivol nell'umido
corridoio rimbombante.
Ma chi viene protetto, e da cosa?
chiese, mentre chiudeva la porta il pi piano
possibile.
Morgan disse il piattino.
Stamattina Sophie ha ricevuto un messaggio
anonimo, che diceva: "Interrompi le tue
indagini e vattene da High Norland o il tuo
bambino sar punito". Ma non possiamo
andarcene perch Sophie ha promesso alla
Principessa di restare finch non avremo

scoperto che fine fanno i soldi. Domani


faremo finta di... Calcifer fu interrotto da un
abbaiare acuto. Sperso gir l'angolo
saltellando e si slanci felice contro le
caviglie di Charmain. Calcifer diede in un
balzo e prese a fluttuare libero, nella forma
di lacrima azzurra di fuoco, librandosi sopra
la spalla di Charmain, che prese in braccio
Sperso. Come hai...? prese a dire,
cercando di tenere il viso lontano dalla
portata della sua lingua, e a quel punto si
rese conto che il cane non era minimamente
bagnato. Oh, Calcifer, dev'essere passata
per la scorciatoia interna! Mi sai indicare la
sala riunioni? Da l so come andare a casa.
Semplice . Calcifer sfrecci via
come una cometa azzurra, cos in fretta che
Charmain fatic a stargli dietro. Vortic
intorno a vari angoli e lungo un corridoio

fino a un punto in cui si avvertivano odori di


cucina. In un attimo, Charmain si trov a
dare le spalle alla porta della sala riunioni,
con Sperso in braccio e Calcifer che le
fluttuava al di sopra della spalla, cercando
di ricordare esattamente come si procedeva
di l in avanti.
Calcifer disse: Cos e la
precedette zigzagando. Charmain lo segu
come poteva e si ritrov nel corridoio su cui
si affacciavano le camere da letto. La luce
del sole brillava alla finestra al di l dello
studio del prozio William. Peter venne loro
incontro di corsa, pallido e allarmato.
Oh, brava cagnolma! disse. Ho
mandato Sperso a cercarti, vieni subito a
vedere!
Si volt e torn indietro di corsa
all'estremit del corridoio, indicando, con

mano tremante, ci che si vedeva dalla


finestra. Sul prato di montagna la pioggia si
stava allontanando in forma di grandi nubi
grigie, che continuavano di certo a riversare
acqua sulla citt. Un arcobaleno si inarcava
tra le montagne: aveva colori accesi di
fronte alle nubi e si faceva poi pallido e
indistinto verso il prato. L'erba bagnata
splendeva e brillava cos tanto alla luce del
sole, che per un istante Charmain fu
abbagliata e non riusc a vedere cosa stava
indicando Peter.
quello il lubbock chiese Peter,
con voce rauca. Vero?
Il lubbock era l, svettante, enorme e
viola nel bel mezzo del prato. Era
leggermente chinato per prestare orecchio
alle parole di un coboldo che saltellava su e
gi, indicava l'arcobaleno ed era

evidentemente intento a gridargli qualcosa.


S, proprio lui disse Charmain,
con un brivido. E quello Rollo. Mentre
pronunciava quelle parole, il lubbock rise e
ruot i suoi occhi sfaccettati da insetto verso
l'arcobaleno, poi indietreggi con prudenza
finch non ebbe posato i piedi da insetto
accanto alle sue nebulose strisce colorate.
Una volta l si chin ed estrasse a fatica
dalla terra un pentolone. Rollo prese a fare
capriole.
Dev'essere la pentola d'oro alla fine
dell'arcobaleno! disse Peter. Videro il
lubbock passare la pentola a Rollo, che la
prese tra le braccia. Era visibilmente
pesante. Rollo smise di far capriole e prese
a barcollare con il viso rivolto al cielo, sul
quale si disegnava la gioia dell'ingordo. Si
gir e se ne and con passo incerto, senza

accorgersi che il lubbock allungava la lunga


proboscide viola alle sue spalle. Non parve
accorgersi che la proboscide gli penetrava
nella schiena, si limit ad affondare tra
l'erba, ancora stretto al vaso e ridente.
Anche il lubbock, in piedi nel bel mezzo del
prato, rideva e agitava le braccia da insetto.
Ha appena depositato le uova dentro
Rollo sussurr Charmain, e lui non se
n' neanche accorto!
Si sent male, c'era mancato cos poco
che la stessa cosa capitasse a lei. Peter era
verdastro e Sperso tremava.
Sapete disse lei, secondo me il
lubbock ha promesso a Rollo una pentola
d'oro per mettere zizzania tra i coboldi e il
prozio William.
Non c' dubbio disse Peter.
Prima che arrivassi tu, sentivo Rollo urlare

che doveva essere pagato.


'Avr aperto la finestra per ascoltare,"
pens Charmain. "Che sciocco".
Devo dichiarargli guerra disse
Calcifer. Si era fatto pi piccolo e pallido.
Aggiunse in un sibilo leggermente tremante:
Devo combattere quel lubbock, o non
sono degno della vita che Sophie mi ha dato.
Un istante . Tacque e rest sospeso in
aria, lungo e rigido, con gli occhi arancioni
chiusi.
Sei un demone del fuoco? chiese
Peter. la prima volta che...
Buono disse Calcifer. Mi sto
concentrando. Dovrebbe andare bene. Da un
punto imprecisato giunse un leggero rombo,
poi, dall'alto, dietro la finestra, giunse ci
che Charmain prese dapprima per un
nuvolone. Proiettava sul prato un'ombra

grande, scura e turrita, che in brevissimo


tempo sovrast il lubbock gioioso.
All'arrivo della nube il lubbock si guard
intorno e si blocc per un istante, poi prese a
correre. Ma a quel punto l'ombra turrita era
ormai seguita dal castello che la proiettava,
un edificio alto fatto di enormi blocchi di
pietra scura, con torri ai quattro angoli.
Potevano vedere le grosse pietre con cui era
costruito tremolare e sbattere l'una contro
l'altra mentre si muoveva. Seguiva il lubbock
a una velocit superiore a quella della
creatura.
Il lubbock devi, e il castello dietro. Poi
il lubbock apr le alucce increspate per
andare pi veloce ma, al termine di una
corsa indemoniata, sbatt contro le rocce
svettanti in fondo al prato. Una volta
raggiunte le rocce, fece un giro su se stesso e

cominci a sfrecciare dalla parte opposta,


verso la finestra. Doveva sperare che il
castello si frantumasse contro le rocce, ma
quello cambi rotta senza la minima
difficolt e lo segu pi veloce di prima.
Dalle torrette scoppiettavano grandi sbuffi di
fumo nero, fluttuanti nel cielo contro
l'arcobaleno che andava svanendo. Durante
la corsa, il lubbock ruot uno dei suoi occhi
sfaccettati, poi chin la testa, con le antenne
che urtavano qua e l e con un gran sbattere
di ali, e si precipit disegnando una gran
curva che lo condusse sull'orlo dello
strapiombo. A dispetto del gran sbattere
delle ali, che le rendeva una confusa
macchia viola, sembrava incapace di volare.
Charmain cap perch non aveva cercato
di seguirla gi per lo strapiombo: non
sarebbe riuscito a tornare indietro volando.

Anzich saltare gi in cerca di una via di


fuga, il lubbock si limit a continuare la sua
corsa e a cercare di attirare il castello dietro
di s perch precipitasse.
Il castello lo segu a tutta velocit lungo
l'orlo dello strapiombo, tra vapori, sbuffi di
fumo e lo sbattere dei blocchi di pietra e, a
dispetto del fatto che sembrava per met
sospeso nel burrone, il suo equilibrio
pareva perfetto. Il lubbock lanci un grido
disperato, cambi di nuovo direzione e corse
verso il centro del prato. Una volta l, tent
la sua ultima carta e si rimpicciol, fino ad
assumere le dimensioni di un minuscolo
insetto viola che si and a tuffare tra l'erba e
i fiori. In un istante, il castello era sul posto.
Fremette fino a fermarsi sopra il punto in cui
era scomparso il lubbock e rimase a fluttuare
l sopra. Dalla sua base piatta presero a

uscire delle fiamme, prima gialle, poi di


color arancione, poi di un rosso rabbioso e
infine di un bianco ardente, troppo luminoso
per sostenerne la vista. Le fiamme e un fumo
denso lambivano i lati del castello, a unirsi
ai fumi neri che fuoriuscivano dalle torri. Il
prato si riemp di una nebbia nera e calda.
Per un tempo che parvero ore, anche se
furono probabilmente solo minuti, il castello
fu un'ombra oscura che fluttuava nell'aria su
di una luminosit fumosa, come il sole tra le
nuvole. Persino al riparo di una finestra
magica giungeva fino a loro quel cocente
ruggire.
Bene disse Calcifer. Direi che
fatta.
Si rivolse a Charmain, che not che ora
aveva occhi di uno strano color argento
scintillante. Mi apri la finestra per

piacere? Devo andare l ad accertarmene.


Appena Charmain ebbe girato la
maniglia e aperto la finestra, il castello si
sollev e si spost di lato. I fumi e gli sbuffi
si raccolsero in un'unica, grande folata scura,
che rotol per lo strapiombo e nella vallata,
dove svan in nulla. Quando Calcifer fluttu
sul prato, il castello si levava defilato, con
appena un filo di fumo che fuoriusciva da
ogni torre, vicino a un grosso riquadro di
terra nera. Per il prato si diffondeva una
puzza tremenda.
Ugh! disse Charmain. Cos'?
Spero che sia lubbock arrosto
ribatt Peter.
Osservarono Calcifer volare sopra il
riquadro di terra bruciata. Una volta l
divenne una striscia in moto convulso e si
spost da una parte all'altra di quel luogo

scuro finch non ne ebbe esplorato fino al


pi piccolo pezzetto.
Ritorn fluttuando con gli occhi che
erano adesso del consueto color arancione.
Fatto disse allegro. Sparito.
"E anche un bel po' di fiori," pens
Charmain, ma non sembrava educato farlo
notare. L'importante era che il lubbock fosse
scomparso per sempre.
L'anno prossimo i fiori ricresceranno
le disse Calcifer. Perch sei venuta a
cercarmi? Per quel lubbock?
No, per le uova di lubbock dissero
all'unisono Peter e Charmain. Gli spiegarono
dell'elfo e di quel che aveva detto.
Fatemi vedere disse Calcifer.
Andarono in cucina, tutti eccetto la
mugolante Sperso, che si rifiut di seguirli.
Una volta l, Charmain colse dalla finestra

una bella vista del cortile illuminato dal


sole, con il bucato rosa, bianco e rosso
ancora gocciolante steso ad asciugare. Era
chiaro che Peter non si era preoccupato di
raccoglierlo e Charmain si chiese cosa
avesse fatto nel frattempo. La teca era ancora
sul tavolo, con le uova dentro, ma non si sa
come era sprofondata nel legno ed era
visibile solo per met.
Com' successo? chiese Charmain.
stata la magia nelle uova? Peter
sembrava un po' in imbarazzo. Non
proprio disse. stato quando l'ho
rivestito con il mio incantesimo di sicurezza.
Stavo andando a cercare un altro
incantesimo nello studio quando ho visto
Rollo che parlava con il lubbock.
"Ovvio!" pens Charmain. Questo
sciocco crede sempre di saperne pi degli

altri!
Sarebbero bastati gli incantesimi
dell'elfo disse Calcifer, fluttuando sulla
teca conficcata.
Ma ha detto che sono pericolose!
protest Peter.
Le hai rese ancor pi pericolose
disse Calcifer. Non vi avvicinate.
Nessuno tocchi la teca. Sapete se c' una
bella roccia solida dove posso andare a
distruggere queste uova?
Peter cercava di non avere l'aria di chi
stato ripreso. Charmain si ricord della
caduta dallo strapiombo e di come aveva
schivato per un pelo una grossa roccia prima
di cominciare a volare. Fece del suo meglio
per spiegare a Calcifer dove si trovava il
dirupo.
Sotto lo strapiombo. Ho capito

disse Calcifer. Mi aprite la porta sul


retro, per favore? E poi fatevi da parte.
Peter scatt ad aprire. Charmain vedeva
che si vergognava di ci che aveva fatto alla
teca, ma questo non gli avrebbe impedito di
fare nuove sciocchezze un'altra volta.
"Quanto vorrei che imparasse la lezione!".
Calcifer si libr per un momento sopra la
teca e poi turbin fuori dalla porta. Sulla
soglia sembr bloccarsi, sussultare e tremare
poi, con un possente sforzo, si raddoppi,
assumendo la forma di un grosso girino
azzurro, per poi ripartire e scagliarsi tra il
bucato variopinto. Con un rumore stridente e
un suono come di qualcuno che scagli qua e
l assi di legno, la teca si liber e schizz a
inseguire Calcifer, fluttuando in cortile
dietro la piccola sagoma a forma di lacrima
con le uova e tutto. Peter e Charmain

andarono sulla porta a guardare la teca che


scivolava brillando attraverso le verdi
colline verso il prato del lubbock, finch non
la persero di vista.
Oh! disse Charmain. Ho
scordato di dirgli che il principe Ludovic
un lubbockin!
Davvero? chiese Peter mentre
chiudeva la porta. Ecco perch mia
madre se n' andata da questo paese.
A Charmain la madre di Peter non era
mai interessata gran che. Si gir impaziente e
vide che il ripiano del tavolo era tornato
piatto. Che sollievo: si era chiesta cosa fare
di un tavolo con un'infossatura quadrata al
centro. Che incantesimo di sicurezza hai
usato? chiese.
Ti faccio vedere rispose Peter.
Voglio dare un'altra occhiata a quel castello,

comunque. Pensi sia il caso di aprire la


finestra e avvicinarci?
No rispose Charmain.
Ma il lubbock morto stecchito
disse Peter. Non c' pericolo. Charmain
aveva la netta sensazione che Peter fosse in
cerca di guai. Come fai a sapere che c'era
un lubbock solo? chiese.
scritto sull'enciclopedia ribatt
Peter. I lubbock sono esseri solitari.
Discutendo animatamente, si azzuffarono fin
sulla porta e girarono a sinistra per il
corridoio. L Peter svolt ardito verso la
finestra. Charmain gli and dietro tenendolo
per la giacca. Li seguiva Sperso uggiolante
d'angoscia, che trov il modo di accucciarsi
ai piedi di Peter, facendolo cadere in avanti
con entrambe le mani verso la finestra.
Charmain rivolse uno sguardo agitato al

prato che splendeva pacifico alla luce rosata


del tramonto, dove il castello era ancora
appostato vicino al riquadro di terra
bruciata. Era una delle costruzioni pi
bizzarre che avesse visto in vita sua.
Ci fu un lampo di luce tanto intenso che
li accec per un istante. Qualche secondo
dopo si sent il rumore di un'esplosione
intensa quanto la luce. Il pavimento sotto i
loro piedi fu attraversato da una scossa che
fece tremare i vetri della finestra. Tutto
vibrava. Tra le lacrime provocate dal
bagliore e le macchie della temporanea
cecit, Charmain credette di vedere il
castello vibrare. Con le orecchie tappate e
assordate, le sembr di udire le rocce
frantumarsi, sbattere l'una contro l'altra e
precipitare.
"Brava, Sperso!" pens. "Se Peter fosse

uscito, a quest'ora potrebbe essere morto".


Secondo te cos' stato? le chiese
quando l'udito si fu quasi del tutto ripreso.
Calcifer che distruggeva le uova di
lubbock, ovviamente disse Charmain.
Le rocce dove andato sono proprio al di
sotto del prato. Entrambi sbatterono le
palpebre pi volte, nel tentativo di eliminare
ogni traccia di bagliore azzurro, grigio e
giallo che fluttuava davanti ai loro occhi.
Guardarono tutti e due con attenzione: era
difficile da credere, ma quasi la met del
prato era scomparsa. Adesso mancava un
pezzo ad arco del verde pendio, come un
enorme morso: al di sotto doveva esserci
una grande frana.
Mm disse Peter. Non che si
distrutto anche lui, cosa dici?
Spero di no! rispose Charmain.

Aspettarono, restando a guardare.


Tornarono a sentire i rumori quasi
normalmente, a parte un leggero sibilo. A
poco a poco, le macchie svanirono dalla
vista e dopo un po' notarono che il castello
scivolava via malinconico lungo il declivio
in direzione delle rocce all'estremit
opposta. Restarono a osservare finch non fu
oltre le rocce, fuori dalla loro visuale lungo
la dorsale dei monti. Non c'era traccia di
Calcifer.
Probabilmente tornato in cucina
sugger Peter.
Andarono in cucina, aprirono la porta sul
retro e guardarono tra i sacchi di biancheria
sporca, ma non c'era traccia di un essere a
forma di lacrima azzurra che fluttuava
nell'aria. Andarono in salotto e aprirono la
porta d'ingresso, ma l'unico segno di azzurro

all'esterno era quello delle ortensie.


I demoni del fuoco muoiono?
chiese Peter.
Non ne ho idea rispose Charmain.
Come sempre nei momenti di difficolt,
sapeva benissimo cosa le sarebbe piaciuto
fare. Vado a leggere un libro disse. Si
sedette sul divano pi vicino, inforc gli
occhiali e prese da terra Il viaggio di un
mago. Peter le rivolse un'occhiata furibonda
e se ne and.
Non serv, Charmain non riusciva a
concentrarsi, continuava a pensare a Sophie
e a Morgan. Le era chiaro che, per quanto
strano potesse apparire, Calcifer era parte
della famiglia di Sophie. "Dev'essere
ancora peggio che perdere te," disse a
Sperso, che era venuta ad accucciarsi ai suoi
piedi. Si chiese se doveva andare a Palazzo

a raccontare a Sophie l'accaduto. Ormai,


per, era buio, e Sophie era probabilmente
seduta a una cena di rappresentanza, di
fronte al principe lubbockin, con le candele
e tutto il resto. Charmain non se la sentiva di
interrompere un altro incontro ufficiale a
Palazzo, e sapendo che Sophie era
tremendamente in ansia per le minacce a
Morgan non voleva darle ulteriori
preoccupazioni. Del resto Calcifer poteva
sempre saltar fuori il mattino dopo, in fondo
era fatto di fuoco. L'esplosione, per, era
stata tanto potente da mandare in frantumi
ogni cosa. Charmain immagin frammenti di
fiamma azzurra scagliati qua e l nella frana.
Peter venne in salotto. So io cosa
dobbiamo fare disse.
S? ribatt Charmain ansiosa.
Dobbiamo andare a dire ai coboldi di

Rollo disse Peter. Charmain sgran gli


occhi, si tolse gli occhiali e lo guard fisso.
Cosa c'entrano i coboldi con Calcifer?
Niente disse Peter, confuso. Ma
siamo in grado di dimostrare che il lubbock
ha pagato Rollo perch mettesse zizzania.
Charmain si chiese se saltar su e dargli Il
viaggio di un mago in testa. Pensava ai
coboldi, lui!
Non c' tempo da perdere...
cominci a dire Peter per convincerla.
Domattina disse Charmain
fermamente, con un tono che non ammetteva
repliche. Domattina, dopo che saremo
andati alle rocce per sapere che ne stato di
Calcifer.
Ma... disse Peter.
Perch disse Charmain, pensando
in fretta a una scusa, Rollo sar andato a

nascondere la sua pentola d'oro da qualche


parte, e dovr essere presente quando
esprimerai le tue accuse.
Con sua sorpresa, Peter ci pens su e si
trov d'accordo con lei. E dobbiamo
mettere in ordine la camera del mago
Norland disse, nel caso in cui domani
lo riportino.
Pensaci tu ribatt Charmain.
"Prima che ti tiri il libro," si disse tra s, "e
magari anche il vaso di fiori!".

CAPITOLO QUATTORDICI
Che di nuovo pieno di coboldi
Il mattino dopo, al risveglio, Charmain
stava ancora pensando a Calcifer. Quando
usc dal bagno, vide Peter intento a cambiare
le lenzuola del letto del prozio William e a
ficcare quelle sporche in un sacco per il
bucato. Charmain sospir, altro lavoro.
In ogni caso disse a Sperso mentre
posava a terra la sua ciotola di cibo per
cani, cos se ne sta tranquillo e occupato
mentre cerco Calcifer. Allora, ci vieni con
me su quelle rocce?
Sperso, era come sempre fin troppo
contenta di seguire Charmain ovunque
andasse e dopo colazione prese a trottarle

dietro entusiasta in salotto e fino alla porta


d'ingresso. Ma non arrivarono mai alle
rocce. Appena Charmain ebbe posato la
mano sulla maniglia, Sperso, alle sue spalle,
part alla carica e spalanc la porta. Sulla
soglia, nell'atto di tendere la mano per
prendere il suo vaso di latte quotidiano,
c'era Rollo. Con un sommesso ringhiare,
Sperso gli balz addosso, con le fauci fece
presa sul suo collo e lo atterr.
Peter! grid Charmain, con i piedi
nella pozzanghera formata dal latte versato.
Vieni, presto! Ci serve una borsa! ,
mise un piede su Rollo per tenerlo fermo.
Borsa! Borsa! gridava.
Appena Sperso l'ebbe mollato per
abbaiare, Rollo prese a scalciare e
dimenarsi sotto la suola e contribu al
baccano strillando: Aiuto! All'assassino!

Un'aggressione! con una strana voce


stridente. Peter, bisogna ammetterlo, arriv
di corsa. Dopo un'occhiata a quello che
stava succedendo sulla soglia, afferr una
delle borse ricamate per i viveri della
signora Baker e riusc a infilarci le gambe di
Rollo, in preda a un'agitazione convulsa,
prima che Charmain potesse prendere fiato
per spiegargli. In un istante, Peter aveva
insaccato Rollo dalla testa ai piedi e lo
teneva nella borsa rigonfia, esagitato e
gocciolante latte, e intanto cercava di
infilarsi una mano in tasca.
Ben fatto! disse. Mi prendi un
po' di corda dalla tasca, per piacere? Non
vogliamo che scappi , E una volta che
Charmain ebbe tirato maldestramente fuori
dalla tasca una corda viola, aggiunse: Hai
fatto colazione? Bene. Lega la borsa ben

stretta, e mentre mi preparo prendila e tienila


stretta. Poi possiamo andare direttamente l.
Utoo, sasssino! articol il sacco,
mentre Peter lo passava a Charmain.
Taci gli disse Charmain tenendo
stretta la borsa con entrambe le mani appena
sopra la corda.
Mentre lei osservava Peter che tirava
fuori dalle tasche del cappotto delle
funicelle colorate, la borsa ruotava da un
lato e dall'altro. Peter si leg una corda
rossa al pollice sinistro e una verde a quello
destro, poi avvolse tre dita della mano
destra con delle corde viola, gialla e rosa e
tre dita della sinistra con delle corde nera,
bianca e azzurra. Sperso se ne stava sulla
soglia, le orecchie sfrangiate ben dritte,
intenta a osservare con interesse il processo.
Andiamo a cercare dove finisce

l'arcobaleno o qualcosa del genere?


chiese Charmain.
No, il mio modo di tenere a mente
come si arriva dai coboldi spieg Peter.
Bene. Chiudi la porta e andiamo.
'Ndate 'nferno! url la borsa.
Anche tu! disse Peter, facendo
strada a Sperso e a Charmain, che seguiva
con la borsa agitata da convulsioni.
Alla porta girarono a destra. Charmain
era troppo preoccupata per far notare che
credeva stessero andando verso la sala
riunioni. Stava pensando alla facilit con cui
i coboldi apparivano e scomparivano e a
come Rollo stesso era sprofondato in mezzo
al prato. Le sembrava fosse solo questione
di tempo perch Rollo sbucasse fuori dal
fondo della borsa. Con le dita gocciolanti di
latte, cerc di trattenerlo con un incantesimo.

Il guaio era che non aveva idea di come fare:


l'unica cosa che le veniva in mente era usare
quello con cui aveva risolto la faccenda del
tubo rotto di Peter. "Resta dentro! Resta
DENTRO!" pens rivolta a Rollo,
massaggiando il fondo della borsa. A ogni
movimento, dalla borsa proveniva un urlo
smorzato, che la faceva sentire strasicura che
Rollo stesse scappando. Cos, si limit a
seguire Peter nelle sue svolte senza far caso
alle direzioni da prendere per arrivare dai
coboldi. Cap dove si trovava solo quando
ci fu arrivata.
Stavano in piedi davanti all'ingresso di
una grande caverna ben illuminata, piena di
piccole creature azzurre che sfrecciavano di
qua e di l. Era difficile capire cosa stessero
facendo, perch la visuale era in parte
oscurata da un oggetto molto strano

all'entrata. Assomigliava a una di quelle


slitte trainate dai cavalli usate dalla gente di
High Norland quando c'era troppa neve, ma
in questo caso non era previsto un attacco
per il cavallo. Sul retro c'era un'enorme
maniglia ricurva ed era tutto riccioli e linee
flessuose. C'erano dozzine di coboldi che vi
lavoravano, arrampicandosi sopra in vari
punti. C'era chi rifiniva l'interno con ovatte e
pelli di pecora, chi martellava e intagliava e
chi dipingeva all'esterno sinuosi fiori azzurri
su uno sfondo dorato. Una volta finita,
qualunque cosa fosse, sarebbe stata davvero
splendida.
Stavolta posso sperare che sarai
gentile? O almeno che avrai un po' di tatto?
chiese Peter a Charmain.
Ci posso provare rispose
Charmain. Dipende.

Allora, lascia parlare me le disse


Peter. Diede un colpetto sulla schiena del
coboldo pi vicino. Scusi, mi sa dire
dove posso trovare Timminz, per cortesia?
Nella caverna, a met strada disse
con voce stridula il coboldo, indicando un
punto con il pennello che teneva in mano.
Sta lavorando all'orologio a cuc. Perch lo
cerchi?
Dobbiamo dirgli una cosa molto
importante disse Peter.
Con queste parole attir l'attenzione
della maggior parte dei coboldi che
lavoravano all'oggetto. Alcuni si girarono a
guardare nervosamente Sperso, che assunse
all'istante un'aria allegra, dignitosa e
adorabile. Gli altri osservavano Charmain e
la borsa ricamata che si contorceva.
Chi avete l dentro? chiese uno di

loro a Charmain.
Rollo rispose lei.
La maggior parte dei coboldi fece un
cenno del capo e non parve per niente
sorpresa. Quando Peter chiese: Possiamo
andare a parlare con Timminz? tornarono
ad annuire e gli dissero: Andate.
Charmain ebbe la sensazione che Rollo non
fosse molto amato, e lui sembrava esserne
consapevole, perch, mentre Peter aggirava
lo strano oggetto con dietro Charmain che
teneva la borsa di lato per non sporcarla di
vernice, smise di dimenarsi e di emettere
suoni.
Cosa state facendo? chiese
Charmain ai coboldi pi vicini, mentre
passava.
Una commissione degli elfi
rispose uno di loro, e un altro aggiunse:

Coster un bel po' . Un terzo disse: Gli


elfi pagano bene. Charmain entr nella
caverna con la sensazione di saperne quanto
prima. La caverna era enorme, piena di
piccoli coboldi che correvano intorno agli
adulti impegnati nelle loro faccende. Alla
vista di Sperso, la maggior parte dei piccoli
si mise a urlare e scapp via, mentre i
genitori si limitarono per lo pi a spostarsi
dietro l'oggetto a cui stavano lavorando e
continuarono a dipingere, lucidare o
intagliare. Peter fece strada in mezzo a
cavalli a dondolo, case di bambola,
seggioloni, orologi a pendolo, panche di
legno, bambole a molla anch'esse in legno,
finch non arrivarono all'orologio a cuc.
Non ci si poteva sbagliare, era enorme. La
cassa di legno gigante si allungava fino al
soffitto illuminato magicamente, l'enorme

quadrante era appoggiato di lato e occupava


gran parte del muro accanto alla cassa,
mentre il cuc, che un gran numero di
coboldi era intento a coprire di piume, era
pi grande di Charmain e Peter messi
insieme. Lei si chiese chi potesse volere un
orologio a cuc di quelle dimensioni.
Timminz si andava arrampicando
sull'enorme orologio armato di una
minuscola chiave. Eccolo disse Peter,
che l'aveva riconosciuto dal naso. Si
avvicin al gigantesco oggetto e si schiar la
voce. Scusi. Ehm.
Ci scusi.
Timminz comp un giro su se stesso
tenendosi a una massiccia spirale di metallo
e rivolse loro uno sguardo torvo. Oh,
siete voi . Lanci uno sguardo alla borsa.
Cosa fate, rapite la gente, adesso?

Rollo doveva aver udito la voce di


Timminz e si sent tra amici.
Uttttoooo! Uuutemiiiiii! mugghi la
borsa.
Rollo disse Timminz in tono di
accusa.
Esatto disse Peter. L'abbiamo
portato qui perch confessasse davanti a lei
cosa ha fatto. Il lubbock delle montagne l'ha
pagato per seminare zizzania tra voi e il
mago Norland.
Uuuurateeemiiioriiiiiiii! url la
borsa.
Ma il colorito azzurro di Timminz aveva
assunto una sfumatura argentata per lo
spavento. Il lubbock? chiese.
Proprio cos rispose Peter. Ieri
abbiamo visto Rollo che gli chiedeva la sua
ricompensa, e il lubbock gli ha dato la

pentola d'oro che sta alla fine


dell'arcobaleno.
Dodeverooo! neg la borsa a gran
voce. Utoooooo!
L'abbiamo visto tutti e due ribatt
Peter.
Fallo uscire disse Timminz.
Che parli.
Peter fece un segno d'assenso a
Charmain, che tolse la mano dal fondo della
borsa e interruppe quello che sperava fosse
un incantesimo. Rollo cadde subito a terra,
dove rimase a sputacchiare avanzi di lana
ricamata e intrisa di latte e vecchie briciole,
fissando Peter. "Ho fatto davvero una magia!
L'ho tenuto nella borsa!" pens con
soddisfazione Charmain.
Vedi come sono?! esclam Rollo
arrabbiato. Ti chiudono in una borsa, ti

riempiono la bocca di lanugine ammuffita,


cos non puoi ribattere alle bugie che
raccontano!
Adesso puoi ribattere disse
Timminz. Hai ricevuto una pentola d'oro
dal lubbock per metterci contro al mago?
Come avrei potuto? chiese Rollo
con tono candido. Un coboldo non
parlerebbe mai con un lubbock. Lo sanno
tutti!
Intorno si era riunita una certa folla di
coboldi a distanza di sicurezza da Sperso
e Rollo agitava le braccia verso di loro
con aria teatrale.
Lo giuro! disse. Sono vittima di
un cumulo di menzogne!
Voi, andate a perquisire la sua grotta
ordin Timminz.
Alcuni coboldi scattarono subito, Rollo

balz in piedi. Vengo con voi! url.


Vi prover che non c' niente!
Rollo aveva fatto appena tre passi,
quando Sperso lo prese da dietro la giacca,
lo fece finire di nuovo a terra e rimase l, i
denti affondati nella giacca di Rollo,
dimenando la coda di qua e di l e con un
orecchio drizzato in direzione di Charmain,
come per dire "Ho fatto bene?".
Hai fatto benissimo le disse
Charmain. Bravo cane. Rollo url:
Richiamatela! Mi sta facendo male alla
schiena!
No. Resti l finch non avranno finito
di ispezionare la tua grotta disse
Charmain. Rollo incroci le braccia e si
sedette imbronciato con l'aria di aver subito
un affronto. Charmain si rivolse a Timminz.
Posso chiedere per chi fate un orologio

cos grande? Intanto che aspettiamo


spieg, e vide Peter scuotere la testa.
Timminz diede un'occhiata ai giganteschi
pezzi dell'orologio. Il principe ereditario
Ludovic disse, con una sorta di tetra
fierezza. Ne voleva uno enorme per Castel
Joie . La cupezza ebbe la meglio
sull'orgoglio. Non ci ha ancora dato un
centesimo. Non paga mai. Se pensate a
quant' ricco...
Fu interrotto dall'arrivo precipitoso dei
coboldi, di ritorno dalla perquisizione.
Eccola! urlavano. questa? Era sotto
il suo letto! Il primo coboldo teneva la
pentola con tutte e due le mani. Sembrava
una comune pentola di terracotta, di quelle
che si usano per gli stufati, tranne per il fatto
che emetteva una sorta di tenue bagliore dei
colori dell'arcobaleno.

proprio lei disse Peter.


Cosa ne avr fatto dell'oro secondo
voi? chiese il coboldo.
Che vuol dire cosa ne ho fatto
dell'oro? chiese Rollo. Quella pentola
era zeppa fino all'orlo... , si ferm,
rendendosi conto di essersi tradito.
Non pi, guarda se non ci credi
ribatt l'altro coboldo. Moll la pentola tra
le braccia tese di Rollo. L'abbiamo
appena trovata cos. Rollo si chin per
guardarci dentro e lanci un grido di
angoscia. Vi affond la mano, solo per
tirarne fuori una manciata di foglie gialle e
secche, poi un'altra e un'altra ancora, fino a
quando si ritrov a terra, con tutte e due le
mani nella pentola vuota, circondato da
foglie secche.
Sparito! grid. Si trasformato

in un mucchio di foglie secche! Quel lubbock


mi ha preso in giro!
Allora ammetti che il lubbock ti ha
pagato per seminare zizzania? chiese
Timminz.
Rollo guard Timminz di sbieco con
un'espressione arcigna. Non ammetto
niente, se non di essere stato derubato. Peter
toss. Ehm, temo che il lubbock gli abbia
fatto ben di peggio. Appena si girato di
schiena, ha depositato delle uova dentro di
lui. I coboldi l intorno restarono a bocca
aperta, fissarono tutti Rollo con i volti nasuti
diventati azzurro pallido per l'orrore, naso e
tutto. Poi si girarono verso Peter.
vero, l'abbiamo visto tutti e due
disse lui.
Quando si girarono verso di lei, anche
Charmain annu. Confermo.

una bugia! grid Rollo. Mi


state prendendo in giro!
No, per niente! disse Charmain.
Il lubbock ha allungato la proboscide per
depositare le uova e ti ha colpito alla
schiena un attimo prima che sprofondassi
nella terra. Non hai appena detto che ti fa
male la schiena?
Rollo sgran gli occhi alla volta di
Charmain, le credeva. Apr la bocca poi
cominci a urlare, mentre Sperso si
allontanava in tutta fretta. Rollo scagli via
la pentola e prese a battere i tacchi
sollevando una tempesta di foglie secche.
Url finch la faccia non gli divenne di un
blu intenso.
Sono spacciato! prese a
singhiozzare. Ho i giorni contati! Ci sono
cose che si stanno generando dentro di me!

Aiuto! O vi prego, qualcuno mi aiuti!


Nessuno lo aiut: tutti i coboldi
indietreggiarono, tenendo lo sguardo fisso su
di lui in preda all'orrore. Peter sembrava
disgustato. Una cobolda disse: Che
vergogna dare una simile mostra di s! , il
che a Charmain sembr talmente ingiusto che
prov per Rollo una piet sincera.
Gli elfi possono aiutarlo disse a
Timminz.
Cos'hai detto? , Timminz schiocc
le dita. Improvvisamente cal il silenzio,
Rollo continu a battere i tacchi e ad aprire
e chiudere la bocca, ma nessuno lo sentiva
pi. Cos'hai detto? chiese Timminz a
Charmain.
Gli elfi disse lei, sanno come
tirar fuori le uova di lubbock da una persona.
S, lo sanno fare aggiunse Peter.

Il mago Norland aveva delle uova di


lubbock dentro di lui, per questo l'hanno
portato via per curarlo. Ieri venuto un elfo
con le uova che gli avevano estratto.
Gli elfi costano osserv, con aria
estremamente concentrata, un coboldo che si
trovava accanto al ginocchio destro di
Charmain.
Credo che sia stato il Re a pagare
disse Charmain.
Silenzio! ordin Timminz con il
volto cos aggrottato che il sopracciglio gli
toccava quasi il naso. Sospir: Direi che
potremmo non far pagare la slitta agli elfi, se
loro
in cambio
cureranno
Rollo.
Maledizione! E siamo a due ordini che non
ci verranno pagati! Qualcuno metta Rollo a
letto, a parlare con gli elfi ci penso io. E vi
avverto tutti, nessuno escluso: non

avvicinatevi a quel prato.


Oh, tutto sistemato disse Peter
allegro. Il lubbock morto, l'ha ucciso il
demone del fuoco.
Cosa? strillarono tutti i coboldi.
Morto? , ci fu un gran vociare.
Davvero? Parli del demone del fuoco che
ospite del Re? Davvero l'ha ucciso?
S, davvero url Peter per farsi
sentire in mezzo a quel chiasso. Ha
ucciso il lubbock, poi ha distrutto le uova
che aveva portato l'elfo.
E crediamo che sia rimasto ucciso
anche lui aggiunse Charmain. Era quasi
sicura che nessun coboldo l'avesse sentita.
Erano troppo impegnati a ballare, rallegrarsi
e tirare i cappellini azzurri in aria.
Quando il rumore si fu un po' smorzato e
quattro coboldi robusti ebbero portato via

Rollo, che continuava a scalciare e a gridare


senza emettere suono, Timminz disse rivolto
a Peter in tono serio: Quel lubbock ci
terrorizzava da anni, visto che parente del
principe ereditario e tutto il resto. Secondo
te cosa possiamo dare al demone del fuoco
in segno di gratitudine?
Rimettete a posto i rubinetti della
cucina del mago Norland rispose Peter
con prontezza.
Non c' neanche bisogno di dirlo
rispose Timminz, stato Rollo a farli
togliere. Voglio dire, cosa possono fare
degli umili coboldi per un demone del fuoco,
che lui non possa gi fare per s?
Lo so io intervenne Charmain.
Mentre continuava, tutti rimasero in
rispettoso silenzio. Calcifer e la sua...
ehm... famiglia stavano cercando di scoprire

dove vanno a finire tutti i soldi del Re.


Potete aiutarli? Tutt'intorno alle ginocchia di
Charmain si sent rumoreggiare, si udirono
esclamazioni come "Facile!", "Non c'
problema!" e numerose risatine, come se
Charmain avesse fatto una domanda stupida.
Timminz era talmente sollevato da
distendere le sopracciglia in tutta la loro
lunghezza, facendo cos apparire il naso, e
l'intera faccia, il doppio pi lunghi. Non
difficile disse, e non ci costa niente.
Punt lo sguardo all'estremit opposta
della caverna, dov'erano appesi almeno
sessanta orologi a cuc, con i pendoli che
oscillavano ciascuno al proprio ritmo. Se
venite con me adesso, direi che siamo giusto
in tempo per assistere al passaggio dei soldi.
Siete sicuri che far piacere al demone del
fuoco?

Non c' dubbio disse Charmain.


Allora, seguitemi, prego disse
Timminz e li guid verso il retro della
caverna.
Ovunque fossero diretti, la passeggiata si
rivel piuttosto lunga. Charmain si sentiva
disorientata quanto nel percorso verso la
caverna dei coboldi. Per tutto il tempo
rimasero in penombra e la strada sembrava
tutta svolte, curve a gomito e tornanti ad
angolo. Di tanto in tanto Timminz diceva:
"Tre passettini, poi a destra" o "Contate otto
passi umani e girate a sinistra, poi subito a
destra e di nuovo a sinistra," e tutto questo
dur cos a lungo da stancare Sperso, che
prese a mugolare per essere presa in
braccio. Charmain la port in braccio per
pi di met percorso.
Dovete sapere che i coboldi di qui

fanno parte di un altro clan disse Timminz


quando finalmente sembrava di scorgere la
luce del giorno davanti a loro. Mi piace
pensare che il mio clan avrebbe gestito la
situazione meglio di loro.
Poi, prima che Charmain potesse
chiedergli cosa intendeva, si infil in un
turbine di strette svolte a destra e curve a
sinistra, con in pi un paio di zigzag, e si
ritrovarono alla fine di un passaggio
sotterraneo nella fredda, verde luce del
giorno. Dei gradini di marmo resi verdi
dalla muffa conducevano tra i cespugli. Un
tempo le siepi dovevano crescere accanto
alla scalinata, ma erano cresciute fino a
riempire completamente lo spazio a
disposizione.
Sperso prese a ringhiare. Sentendola la
si sarebbe detta un cane molto pi grosso.

Zitta! sussurr Timminz. Di qui


in poi non fiatate.
Sperso smise all'istante di ringhiare, ma
Charmain avvertiva il suo corpicino fremere
per un ringhiare soffocato. Charmain si
rivolse a Peter per assicurarsi che avesse il
buon senso di restare in silenzio. Peter non
c'era, erano solo lei, Sperso e Timminz.
Charmain and su tutte le furie: sapeva
perfettamente cos'era successo. Lungo quel
percorso confuso Timminz doveva aver
detto: "Girate a sinistra" e Peter aveva
voltato a destra, o il contrario. Charmain non
aveva idea di dove esattamente era accaduto,
ma sapeva che le cose erano andate cos.
Non importa, pens, con tutte quelle
funicelle annodate alle dita pu trovare la
strada per l'Ingaria e ritorno, probabilmente
arriver a casa del prozio William molto

prima di me. Cos non pens pi a Peter e si


concentr per riuscire a salire in punta di
piedi i scivolosi gradini coperti di muffa e
poi per scrutare tra le siepi senza muovere
una foglia. La luce del sole ardeva alle loro
spalle, illuminando il prato di un verde
brillante e meravigliosamente tenuto,
attraversato da un viottolo di un bianco
accecante a una certa distanza. Passando
accanto ad alberi cui era stata data la forma
di pomelli, punti, coni e dischi, come in una
lezione di geometria, il viottolo conduceva a
un palazzo da fiaba, di quelli con molte
torrette a punta svettanti e con il tetto
azzurro. Charmain riconobbe Castel Joie, la
residenza del principe ereditario Ludovic.
Cap, vergognandosene, che era questo
l'edificio che immaginava ogni volta che in
un libro si accennava a un palazzo.

Non devo avere molta immaginazione,


pens. Ma in fondo, no. Quando pap faceva
i biscotti in scatola da vendere il primo
maggio, sul coperchio c'era sempre
l'immagine di Castel Joie, e dopotutto era il
vanto di High Norland. Non c'era da stupirsi
che la strada che conduceva fin l fosse tanto
lunga, dovevano essere arrivati a met della
vallata di Norland! E continua a sembrarmi
il palazzo ideale! Si sent un rumore di passi
lungo il bianco viottolo illuminato e apparve
il principe Ludovic in persona, magnifico in
seta bianca e azzurro cielo, che passeggiava
in direzione del palazzo. Appena prima di
arrivare all'altezza della siepe dove si
trovava Charmain si ferm e si gir indietro.
Allora, venite? disse in tono
arrabbiato. Datevi una mossa!
Ci stiamo provando, altezza!

rispose una voce stridula e affannata.


Apparve una fila di coboldi che avanzavano
con aria sfiancata, chini sotto il peso di un
sacco di pelle pieno di protuberanze. Erano
pi tendenti al verde che all'azzurro e
sembravano estremamente afflitti. La loro
sofferenza doveva essere in parte provocata
dal sole, visto che i coboldi preferiscono
vivere al buio, ma Charmain pens che, a
giudicare dal loro colore, non fossero molto
in salute. Gli tremavano le gambe, un paio
tossivano forte, l'ultimo della fila era cos
malmesso che inciamp e cadde, mollando il
sacco, da cui caddero, lungo il viottolo
bianco e lucente, alcune monete d'oro.
A questo punto apparve il signore
anonimo. Si avvicin al coboldo che era a
terra e prese a dargli dei calci, senza
particolare violenza e senza avere un'aria

particolarmente crudele, sembrava che


cercasse di rimettere in moto una macchina.
A ogni calcio il coboldo si dibatteva
cercando disperatamente di raccogliere le
monete d'oro cadute, finch non le ebbe
rimesse tutte nel sacco e riusc ad alzarsi in
piedi. Il signore anonimo smise di calciare e
and ad affiancarsi al principe.
Non un carico particolarmente
pesante gli disse. Probabilmente sar
l'ultimo. Al Re non restano altri soldi, a
meno che non venda i suoi libri . Il
principe si mise a ridere. Piuttosto
morirebbe, il che per me va bene,
ovviamente. In questo caso dobbiamo
pensare a un altro modo per procurarci del
denaro. Castel Joie maledettamente
costoso da mantenere.
Si volt a guardare i coboldi che

procedevano barcollanti nel loro faticoso


cammino. Muovetevi, avanti, devo essere
di ritorno a Palazzo Reale per il t!
Il signore anonimo annu e rallent per
tornare al passo dei coboldi, pronto a
ricominciare a tirar calci. Il principe lo
aspett e disse: Comunque, anche se
fosse l'ultima focaccina che vedo in vita mia,
non mi dispiacerebbe!
I coboldi videro arrivare il signore
anonimo e fecero il possibile per accelerare.
Charmain ebbe comunque l'impressione che
ci volesse un secolo perch la processione
scomparisse alla sua vista e il rumore dei
passi si smorzasse. Tenne una Sperso
fremente stretta in un abbraccio, per evitare
che saltasse a inseguire i coboldi, e abbass
lo sguardo tra il fogliame in cerca di
Timminz.

Come mai non ne avete mai parlato a


nessuno? Perch non l'avete detto almeno al
mago Norland?
Non ce l'ha mai chiesto nessuno
rispose Timminz, con l'aria di essere stato
insultato.
"No, ovvio che non ve l'ha mai chiesto
nessuno!" pens Charmain. "Ecco perch
Rollo stato pagato per far arrabbiare i
coboldi con il prozio William! Se non si
fosse ammalato avrebbe finito per fare
domande". Pens che il lubbock fosse morto
per lo stesso motivo: se era un parente del
principe, come sosteneva Timminz, allora
era probabile che avesse l'intenzione di
uccidere Ludovic e governare il paese al suo
posto. Le aveva anche detto una cosa del
genere. Ora restava da affrontare il principe
ereditario, pens. Devo assolutamente

parlarne al Re.
Sembra un po' troppo duro con quei
coboldi disse Charmain.
S assent Timminz. Ma non
hanno ancora chiesto aiuto.
"E ovviamente non ti viene in mente di
aiutarli se non te lo chiedono, eh?" pens
Charmain. "Accidenti! Non ne posso pi!".
Mi dici come tornare a casa?
chiese.
Timminz esit. Secondo te il demone
del fuoco sar contento di sapere che i soldi
vanno a finire a Castel Joie? chiese lui.
S rispose Charmain. O
perlomeno lo sar la sua famiglia.

CAPITOLO QUINDICI
Nel quale viene rapito il piccolo Twinkle
Timminz guid svogliatamente Charmain
sulla lunga, confusa via fino alla caverna dei
coboldi, e una volta l disse in tono allegro:
Da qui conosci la strada , e spar
all'interno, lasciando la ragazza da sola con
Sperso.
Charmain non la conosceva la strada da
l. Rimase ferma qualche minuto accanto alla
cosa che Timminz aveva chiamato slitta a
chiedersi cosa fare, mentre osservava i
coboldi intenti a dipingere, intagliare e
rivestire l'oggetto in questione senza
rivolgerle nemmeno un'occhiata. Dopo un po'
ebbe l'idea di posare a terra Sperso.

Mi indichi la strada per tornare alla


casa del prozio William? le chiese.
Da brava.
Sperso part al trotto con determinazione,
ma ben presto Charmain prese seriamente a
dubitare che stesse facendo la brava. Sperso
procedeva a passo spedito e Charmain la
segu per quelle che le parvero ore.
Girarono a sinistra, poi a destra e ancora a
destra. Era cos concentrata su quel che
aveva scoperto che in pi occasioni non vide
da che parte era andata Sperso, e dovette
aspettare nella penombra, urlando "Sperso!
Sperso.!" finch non tornava a prenderla.
Molto probabilmente Charmain raddoppi
cos l'effettiva distanza e Sperso cominci a
sentire la fatica e ad ansimare con la lingua
sempre pi penzoloni. La ragazza per non si
azzardava a prenderla in braccio, per il

timore di non riuscire ad arrivare a casa. Le


parl, per farle coraggio e darsene lei stessa.
Sperso, devo dire a Sophie cos'
successo, a questo punto sar in pensiero per
Calcifer, e devo anche dire al Re dei soldi.
Ma se vado a palazzo appena arrivo a casa,
ci trover l'orribile principe Ludovic che fa
finta di gustarsi le focaccine. Perch poi non
gli piacciono? Sono buone, le focaccine.
Sar perch un lubbockin. Non mi azzardo
a parlare al Re con lui presente, mi sa che
toccher aspettare domani. Secondo te
quando pensa di partire il principe? Stasera?
Il Re mi ha detto di andare dopo due giorni,
quindi per allora sar partito. Se ancora l
quando arrivo, posso sempre parlare prima
con Sophie... oh cavolo! Adesso che mi
ricordo, Calcifer aveva detto che avrebbero
fatto finta di partire, quindi non troveremo

Sophie a palazzo. Oh, Sperso, vorrei sapere


cosa fare! Pi ne parlava, meno lo sapeva.
Fin per essere troppo stanca per aprir
bocca, e si limit ad arrancare dietro la
pallida ombra dell'affaticata, ansimante
Sperso, che le zampettava davanti. Sperso
riusc infine ad arrivare a una porta, l'apr
con una spinta e si ritrovarono nel salotto del
prozio William, dove diede un gemito e
cadde su un fianco, scossa da mille brevi
respiri affannosi. Charmain guard fuori
dalla finestra le ortensie rosa e viola nella
luce del tramonto. "Siamo state fuori tutto il
giorno," pens, non c' da stupirsi che
Sperso sia stanca e che mi facciano male i
piedi! Almeno Peter dovrebbe ormai essere
a casa e spero che abbia preparato la cena.
Peter! chiam.
Non sentendo risposta, Charmain prese

Sperso in braccio e and in cucina. Sperso


le lecc debolmente la mano in segno di
gratitudine per non averla costretta a
muovere un altro passo. Dalla finestra della
cucina, si vedeva la luce del tramonto cadere
sul rosa e bianco del bucato, ancora steso in
cortile e dolcemente battuto dal vento, che
tracciava un disegno a zigzag. Di Peter non
c'era traccia.
Peter? lo chiam Charmain.
Nessuna risposta. Charmain diede in un
sospiro. Era chiaro che si era proprio perso,
molto pi seriamente di lei, e non c'era modo
di sapere quando sarebbe ricomparso.
Troppe stringhe colorate!
mormor rivolta a Sperso, mentre assestava
un colpo al camino per ottenere del cibo per
cani. Stupido! Era troppo stanca per
mettersi a cucinare. Dopo che Sperso ebbe

ripulito due ciotole e bevuto l'acqua che le


aveva preso dal bagno, Charmain barcoll in
salotto e prese un t con dei pasticcini. Ci
pens un po' su e fece il bis, poi prese il
caff di met mattina, e stava cominciando a
chiedersi se andare in cucina a fare
colazione, quando si accorse di essere
troppo stanca e prese in mano un libro.
Quando
Sperso
la
svegli
arrampicandosi sul divano accanto a lei era
passato molto tempo.
Oh che scocciatura! disse
Charmain. And a letto senza nemmeno fare
il tentativo di lavarsi e si addorment con gli
occhiali sul naso.
Il mattino dopo, al risveglio, si accorse
che Peter era tornato. Sent rumori provenire
dal bagno, un ticchettio di passi e il rumore
di porte che si aprivano e chiudevano.

"Sembra parecchio attivo," pens Charmain,


"magari lo fossi anch'io". Sapeva che quel
giorno doveva andare a Palazzo Reale, cos
si alz brontolando. Ripesc gli ultimi
vestiti puliti che le restavano e si lav e
pettin con grande cura, tanto che arriv
Sperso a recuperarla.
S, la colazione, va bene, lo so
disse Charmain. Il guaio ammise,
mentre prendeva in braccio Sperso, che
ho paura di quel signore anonimo, mi sa che
anche peggio del principe.
Apr la porta con un piede, si gir,
svolt a sinistra per entrare in cucina e si
ferm con gli occhi sgranati.
Al tavolo di cucina era seduta una strana
signora che faceva colazione tutta tranquilla.
Apparteneva a quella categoria di donne che
danno immediatamente un'idea di totale

efficienza. L'efficienza le permeava lo


scarno viso abbronzato e la competenza le
segnava le mani sottili e forti. Mani che
erano impegnate a tagliare con grande
energia una pila di frittelle con lo sciroppo e
ad affettare il mucchio di pancetta croccante
l accanto.
Charmain fiss le frittelle e gli abiti in
stile gitano della donna, che era tutta balze
sfumate dalle tinte vivaci e portava un
foulard colorato attorno ai capelli di un
biondo pallido. La donna si gir e ricambi
lo sguardo.
Chi sei? dissero all'unisono, la
donna con la bocca piena.
Sono Charmain Baker disse la
ragazza. Sono qui per badare alla casa
del prozio William mentre dagli elfi a farsi
curare.

La donna inghiott il boccone. Bene


disse. Sono contenta di sapere che ha
chiesto a qualcuno di badare alla casa. Non
mi piaceva il pensiero del cane tutto solo
con Peter. Comunque le ho dato da mangiare.
Peter non tipo da badare ai cani, dorme
ancora?
Ehm... disse Charmain. Non lo
so, ieri notte non tornato.
La donna sospir. Appena mi giro
sparisce, fa sempre cos disse. Sapevo
che sarebbe arrivato qui tutto intero .
Punt verso la finestra una forchetta con
frittella e pancetta. Quel bucato porta la
firma di Peter. Charmain si sent avvampare.
anche colpa mia ammise. Ho
fatto bollire una tunica. Perch credeva fosse
stato Peter?
Perch disse la donna, non

mai riuscito a fare un incantesimo come si


deve in vita sua. Se non lo so io, che sono
sua madre... All'idea che stava parlando con
la strega di Montalbino Charmain fu insieme
turbata e colpita: ovvio che la madre di
Peter fosse super-efficiente. Ma cosa ci
faceva l?
Credevo fosse andata in Ingaria le
disse.
Infatti rispose la strega. Ero
arrivata fino in Sfrangia, quando la regina
Beatrice mi ha detto che il mago Howl era a
High Norland. Cos sono tornata passando
dalle montagne e sono capitata dagli elfi e
mi hanno detto che il mago Norland era da
loro. A quel punto mi sono molto
preoccupata all'idea che Peter fosse qui
solo. Vedi, l'avevo mandato qui perch fosse
al sicuro. Sono venuta subito.

Peter al sicuro disse Charmain.


O almeno era al sicuro fino a ieri, quando
si perso.
Adesso che sono qui, non corre
pericoli ribatt la strega. Avverto la
sua presenza non lontano . Sospir.
Credo che dovrei andare a cercarlo, sai, non
distingue la destra dalla sinistra.
Lo so disse Charmain. Usa
delle stringhe colorate, e in realt non un
cattivo sistema.
Mentre parlava con una persona super
efficiente come la strega di Montalbino, si
rese conto che in confronto Peter era un caso
tanto disperato quanto era Charmain ai suoi
occhi. "Genitori!" pens. Mise a terra
Sperso e chiese educatamente: Scusi la
domanda, ma dove ha trovato l'incantesimo
della colazione per avere quelle frittelle?

Basta fare l'ordine giusto ribatt la


strega. Ne vuoi? Charmain annu. La
strega fece schioccare le dita efficienti in
direzione del camino. Colazione
ordin, con frittelle, pancetta, succo
d'arancia e caff . Apparve all'istante un
vassoio con al centro una pi che
soddisfacente pila di frittelle gocciolanti di
sciroppo.
Visto? disse la strega.
Grazie replic Charmain,
afferrando il vassoio con gratitudine.
Sentendo il profumo di frittelle Sperso prese
ad agitare il naso e a correre disegnando
piccoli cerchi e mugolando. Evidentemente
non considerava il cibo che le aveva dato la
strega di Montalbino come una vera e
propria colazione. Charmain pos il vassoio
sul tavolo e le diede il pezzo di pancetta pi

croccante.
Quel cane magico osserv la
strega mentre tornava a dedicarsi alla
propria colazione.
dolcissima ammise Charmain,
mentre si sedeva e cominciava a gustarsi le
frittelle.
No, non in quel senso disse la
strega in tono impaziente. Non sono tipo
da complimenti, intendevo proprio che un
cane magico Mangi un'altra frittella e
aggiunse, con la bocca piena: 1 cani
magici sono piuttosto rari e hanno un potere
molto forte. Questo ti sta facendo un grande
onore adottandoti come suo essere umano.
Scommetto che ha anche cambiato sesso per
essere una femmina come te. Spero che tu
l'apprezzi come merita.
S rispose Charmain. "E quasi

quasi preferirei fare colazione con la


principessa
Hilda,"
pens.
"Perch
dev'essere cos dura?". Continu a mangiare
e le venne in mente che il prozio William
sembrava convinto che Sperso fosse
maschio. All'inizio sembrava che Sperso
fosse un cagnolino, poi Peter l'aveva presa
in braccio e aveva detto che era femmina.
Sono sicura che ha ragione
aggiunse educatamente Charmain. Perch
Peter non dovrebbe essere al sicuro qui da
solo? Ha la mia et, e io non corro pericoli.
Forse disse in tono asciutto la
strega, perch la tua magia funziona
meglio della sua . Fin le frittelle e pass
al pane tostato. Ogni volta che prova a
fare un incantesimo, Peter fa dei pasticci
asser imburrando il pane. Non dirmi,
perch non ci crederei disse dando un

sonoro, generoso morso, che quando fai


una magia non riesci in qualche modo a
realizzare esattamente il tuo scopo.
Charmain pens all'incantesimo del volo,
a quello per sigillare la tubatura e a Rollo
nella borsa. S disse con la bocca
piena di frittella. Mi sa che...
Peter la interruppe la strega,
l'esatto contrario. Ha una tecnica quasi
perfetta, ma l'incantesimo fa sempre cilecca.
Una delle ragioni per cui l'ho mandato dal
mago Norland che speravo potesse
migliorare le capacit magiche di Peter. Sai,
il mago Norland possiede Il libro del
palinsesto.
Charmain si sent di nuovo avvampare il
viso. Ehm... disse passando a Sperso
mezza frittella, che potere ha questo
Libro del palinsesto?

Se continui a darle cos tanto da


mangiare tra un po' sar troppo grassa per
camminare disse la strega. Il libro del
palinsesto d la libert di usare ogni magia
della terra, dell'aria, del fuoco e dell'acqua.
Il fuoco viene concesso solo a chi degno di
fiducia, e va da s che la persona debba
prima di tutto avere delle capacit magiche
. Il suo volto severo era velato di ansia.
Io penso che Peter le possieda. "Fuoco,"
pens Charmain, "ho spento il fuoco addosso
a Peter, quindi sono degna di fiducia?".
Peter deve avere la capacit di usare
la magia disse alla strega. Non si pu
pasticciare un incantesimo, se non si in
grado di fare uso di magia. Cos'altro l'ha
spinta a mandare qui Peter?
I nemici rispose la strega, intenta a
bere il caff con espressione seria. Ho

dei nemici. Sai, hanno ucciso il padre di


Peter.
Intende i lubbock? chiese
Charmain. Poi rimise tutto sul vassoio e
bevve un ultimo sorso di caff, mentre si
preparava ad alzarsi per andare.
Per quanto ne so c' un solo lubbock
disse la strega, A quanto pare ha
ucciso tutti i rivali. Ed stato proprio il
lubbock a provocare la valanga. L'ho visto.
Allora pu smettere di preoccuparsi
disse Charmain, alzandosi in piedi. Il
lubbock morto, Calcifer l'ha annientato
l'altro ieri.
La strega era sbalordita. Racconta!
la esort eccitata. Anche se era impaziente
di andare a Palazzo Reale, Charmain si
dovette sedere, versarsi un altro caff e
raccontare alla strega tutta la storia, non solo

del lubbock e delle uova di lubbock, ma


anche quello che aveva fatto a Rollo. E
quando si ritrov a raccontarle di come
Calcifer sembrava scomparso, pens che la
strega stava facendo un uso scorretto delle
sue arti magiche.
Allora perch te ne stai seduta qui?
le chiese la strega. Corri a palazzo e
racconta subito a Sophie tutta la storia!
Ormai la poveretta dev'essere fuori di testa
per la preoccupazione! Sbrigati, ragazzina!
"E nemmeno un Grazie per avermelo
raccontato,"
pens
Charmain acida.
"Preferirei avere qui mia madre che quella
di Peter, e di sicuro preferirei far colazione
con la principessa Hilda!". Si alz e disse un
educato "Arrivederci", poi, con Sperso che
si affrettava per starle dietro, attravers di
corsa il salotto e il giardino e si ritrov in

strada. "Per fortuna non le ho parlato del


passaggio dalla sala riunioni," pens mentre
correva con passo pesante e con gli occhiali
che le ballonzolavano sul petto, altrimenti mi
avrebbe fatto andare per di l e non avrei
potuto cercare Calcifer.
Giunse al luogo in cui Calcifer aveva
fatto esplodere le uova di lubbock, subito
prima della curva. Da quel punto si era
staccato un enorme frammento di roccia, che
aveva scagliato un cumulo di macigni fino
alla strada. C'erano persone, probabilmente
pastori, intenti ad arrampicarsi sul cumulo in
cerca delle pecore che vi erano rimaste
sepolte. Si grattavano la testa e parevano
chiedersi cos'aveva causato il crollo.
Charmain esit. Se Calcifer fosse stato l, a
quel punto l'avrebbero trovato. Rallent il
passo e osserv attentamente il mucchio di

frammenti di roccia: non sembrava esservi


alcuna traccia di azzurro, n alcun segno di
fiamma.
Decise che pi tardi avrebbe cercato
meglio e si rimise a correre, accorgendosi a
malapena che il cielo era di un azzurro
limpido e che le montagne erano appannate
da un velo di grigia foschia. Sarebbe stato
uno dei rari giorni davvero caldi a High
Norland, e il solo modo in cui questo
condizionava Charmain era che Sperso
presto ebbe l'aria seriamente accaldata:
correva oscillando da una parte all'altra e
ansimava con la lingua rosa penzoloni che
arrivava quasi a spazzare la strada.
Oh, accidenti! Mi sa che colpa della
frittella disse Charmain. La prese in
braccio e si rimise a correre. Vorrei che
la strega non avesse detto quelle cose su di

te confess mentre correva. Mi fa


stare in ansia che tu mi sia cos affezionata.
Al suo arrivo in citt, Charmain era
accaldata quanto Sperso, e desider quasi
avere una lingua come la sua da far
penzolare. Dovette rallentare l'andatura a un
passo spedito, e anche se aveva preso la via
pi breve le parve di metterci una vita ad
arrivare alla piazza Reale. Finalmente svolt
un angolo e si ritrov sulla piazza. Una folla
che se ne stava l con gli occhi sgranati le
impediva di procedere: sembrava che met
della popolazione di High Norland si fosse
radunata a fissare il nuovo edificio che si
levava a pochi passi dal Palazzo Reale. Era
alto quasi quanto il palazzo, lungo e scuro,
color carbone, con torrette a ogni angolo.
Era il castello che Charmain aveva guardato
allontanarsi fluttuando tristemente al di l

delle montagne. Lo fiss con lo stesso


stupore degli altri presenti nella piazza.
Com' arrivato qui? si chiedeva la
gente, mentre Charmain cercava di farsi
largo per avvicinarsi. Come ci entrato?
Guardando le quattro strade che davano
sulla piazza, le venne da chiedersi la stessa
cosa: nessuna era larga pi della met del
castello. Eppure era l, solido e svettante,
come se si fosse costruito da s nell'arco di
una notte. Con curiosit crescente, Charmain
si fece strada a gomitate. Quando si trov a
ridosso dei suoi muri, una fiammata azzurra
usc da una delle torri e si allung verso di
lei. Charmain si butt di lato e Sperso prese
a dimenarsi. Si sent urlare, e i presenti
indietreggiarono in tutta fretta, lasciandola l
da sola a fronteggiare una lacrima azzurra di
fuoco che le volteggiava all'altezza degli

occhi. Sperso agit la coda contro il braccio


di Charmain in segno di saluto.
Se state andando a palazzo ,
Calcifer crepit verso di loro, ditegli che
si sbrighino, non ce la faccio a tenere qui il
castello tutta la mattina. Charmain era cos
contenta che non riusciva quasi a parlare.
Credevo fossi morto! riusc a dire.
Cos' successo?
Calcifer si muoveva su e gi nell'aria e
sembrava un po' imbarazzato.
Devo essermi messo fuori gioco come
uno stupido confess. Non so come,
sono finito sotto un mucchio di sassi e mi ci
voluto tutto ieri per liberarmi. Una volta
fuori sono dovuto andare a cercare il
castello, che era finito a chilometri di
distanza. Sono appena arrivato, a dire il
vero. Dillo a Sophie, doveva far finta di

partire oggi. E falle sapere che sono a corto


di ceppi, cos arriver di corsa.
Va bene promise Charmain. Sei
sicuro di star bene?
Ho solo fame rispose Calcifer.
Ceppi, ricorda.
Ceppi annu Charmain e sal i
gradini che conducevano alla porta del
palazzo, subito convinta che la vita era molto
meglio, pi lieve e felice, di come le era
parsa poco prima.
Sim le apr il portone con una prontezza
sorprendente, rivolse uno sguardo al castello
e alla folla che lo guardava e scosse la testa.
Ah, signorina Charmant disse.
Questa s che sta diventando una mattina
complicata. Non sono sicuro che Sua Maest
sia ancora pronto a lavorare in biblioteca.
Ma entri, la prego.

Grazie disse Charmain e pos


Sperso. Posso aspettare, a ogni modo
prima devo parlare con Sophie.
Sophie... ehm... sarebbe la signora
Pendragon disse Sim mentre richiudeva a
fatica il portone, sembra una delle
complicazioni della mattina. La Principessa
estremamente contrariata... ma venga da
questa parte e vedr lei stessa cosa intendo.
Avanz strascicando i piedi lungo il
corridoio e facendo cenno a Charmain di
seguirlo. Prima ancora di raggiungere
l'angolo, il punto da cui partiva la scalinata
in pietra, Charmain sent la voce del cuoco
Jamal che diceva: E come si fa a capire
cosa cucinare quando gli ospiti sono sempre
sul punto di andarsene, poi non se ne vanno
pi e alla fine se ne vanno davvero,
domando io! , seguito dal ringhiare basso

del suo cane e da un coro di voci.


Sophie era nello spazio sotto alle scale,
con Morgan in braccio e Twinkle, insieme
ansioso e angelico, aggrappato alla gonna, e
di fianco a lei c'era la grassa bambinaia che
appariva inutile come sempre. In piedi
accanto alle scale c'era la principessa Hilda,
che non le era mai parsa cos regale ed
elegante. Anche il Re era l, rosso in viso e
ovviamente in gran pompa. A Charmain
bast un'occhiata ai loro volti per avere la
certezza che in quel momento non era il caso
di riferire dei ceppi. Il principe Ludovic si
sporgeva al termine della ringhiera con
un'espressione di divertita superiorit; gli
era accanto la sua assistente, con l'aria
sdegnosa in un abito quasi da gran gala, e
con sgomento di Charmain c'era anche il
signore anonimo, accanto al principe in

atteggiamento rispettoso. "Chi direbbe mai


che ha appena finito di rubare i soldi al Re,
quel mostro!" pens Charmain.
Per quel che mi riguarda vi siete
approfittati vergognosamente dell'ospitalit
di mia figlia! stava dicendo il Re. Non
avevate il diritto di fare promesse che non
volete mantenere. Se foste nostri sudditi, vi
proibiremmo di andarvene.
Sophie, cercando di tenere un tono
dignitoso, disse: Ho tutta l'intenzione di
mantenere la promessa, Sire, ma non pu
aspettarsi che rimanga quando mio figlio
stato minacciato. Se mi permette di portarlo
in un luogo sicuro, poi sar libera di fare
tutto ci che vuole la principessa Hilda.
Charmain si rendeva conto del problema
di Sophie: in presenza del principe Ludovic
e del signore anonimo non osava dire che

non partiva sul serio. E doveva cercare di


mettere Morgan al sicuro. Il Re rispose, con
tono arrabbiato: Giovin signora, non
faccia altre promesse vane!
Sperso, ai piedi di Charmain, prese a
ringhiare, mentre alle spalle del Re il
principe Ludovic rideva e schioccava le
dita. Quel che avvenne in seguito colse tutti
di sorpresa: i vestiti della bambinaia e della
giovane signora che accompagnava il
principe si strapparono. La bambinaia si
trasform in un essere viola e pieno di
protuberanze, con muscoli rilucenti e zampe
nude. L'abito da sera dell'assistente del
principe scivol via, a rivelare un tozzo
corpo color malva in un body nero, con sulla
schiena appositi buchi per un paio di alucce
viola all'apparenza inutili. I due lubbockin
avanzarono verso Sophie con le grandi mani

viola tese. Sophie strill qualcosa di


incomprensibile
e
allontan
immediatamente Morgan dalla presa delle
mani artigliate. Anche Morgan url,
sorpreso e impaurito. Ogni altro rumore fu
coperto dall'acuto abbaiare di Sperso e dal
ringhio sordo del cane di Jamal, che part
alla carica verso la signora. Prima che il
cane riuscisse ad avvicinarsi ai lubbockin,
per, la donna si era tuffata su Twinkle con
un frullio di alucce e l'aveva afferrato.
Twinkle url e agit le gambe rivestite di
velluto azzurro, mentre la bambinaia
lubbockin si mise davanti a Sophie per
impedirle di salvare Twinkle.
Capisce disse il principe Ludovic,
toccher che ve ne andiate se non vuole
che facciano del male al suo bambino.

CAPITOLO SEDICI
Che pieno di fughe e scoperte
Questo disse la principessa Hilda,
oltrag...
Si era appena spinta a pronunciare
queste parole quando Twinkle riusc in
qualche modo a scappare. Si liber dalla
stretta delle braccia viola del lubbockin e
cominci a salire di corsa le scale
strillando: Aiuto! Aiuto! Non lasciate che mi
tocchino!
I due lubbockin spinsero la Principessa
da parte e si diedero all'inseguimento di
Twinkle; la principessa Hilda barcoll
contro la ringhiera e vi rest aggrappata,
rossa in viso e di colpo ben lontana dal suo

aspetto signorile. Charmain si ritrov a


correre su per le scale dietro i lubbockin,
urlando: Lasciatelo stare! Come vi
permettete! . In seguito cap che a
scatenare la sua reazione doveva essere stato
il fatto di aver visto la principessa Hilda
come una persona ordinaria.
Sophie indugi un istante ai piedi della
scalinata, prima di cacciare Morgan in
braccio al Re. Badi che non corra rischi!
gli disse senza fiato, poi raccolse la
gonna e si lanci dietro a Charmain urlando:
Smettetela subito! Mi avete sentito?!
Jamal arranc alle loro spalle, da fidato
servitore, strillando: Fermi... al ladro!
Fermi... al ladro! , con gran ansimare.
Dietro di lui saliva a fatica il suo cane,
fidato quanto il padrone, emettendo grugniti
intensi e striduli, mentre Sperso correva

avanti e indietro ai piedi della scalinata in


una tempesta di latrati degni di un soprano.
Il principe Ludovic, attaccato al
corrimano di fronte alla principessa Hilda,
rideva di tutti loro.
I due lubbockin presero Twinkle quasi in
cima alla rampa, in un confuso agitare di
inutili alucce e rilucenti muscoli color
malva. Twinkle si dimen e sferr un calcio
possente, e per un istante le sue gambe
coperte di velluto azzurro sembrarono lunghe
e forti come quelle di un adulto. Una arriv
sullo stomaco del lubbockin bambinaia e
l'altra atterr sulle scale, per fargli trovare
l'equilibrio mentre con il pugno destro
colpiva il naso del secondo lubbockin, con
uno schiocco degno di un uomo fatto.
Twinkle riprese poi a correre su per le scale
con agilit lasciando a terra i due lubbockin,

uno sull'altro. Mentre saliva la seconda


rampa, Charmain lo vide girarsi a guardare
in basso, alle proprie spalle, per assicurarsi
che lei, Sophie e Jamal lo stessero seguendo.
Gli tenevano dietro, perch i lubbockin si
erano risollevati con una prontezza
incredibile e si erano lanciati al suo
inseguimento. Charmain e Sophie salivano di
buon passo, mentre Jamal e il cane
annaspavano alle loro spalle.
A met della rampa successiva, i
lubbockin ricatturarono Twinkle. Per la
seconda volta risuonarono vigorosi cazzotti
e Twinkle riusc a liberarsi, prendendo a
correre su per la terza rampa di scale. Era
arrivato quasi fino in cima, quando i
lubbockin lo raggiunsero e gli si buttarono
addosso. Finirono tutti e tre aggrovigliati in
un ammasso di gambe e braccia, e in un

frullare di alette viola.


Charmain e Sophie erano ormai estenuate
e non avevano quasi pi fiato. La ragazza
vide distintamente il viso angelico di
Twinkle emergere dal groviglio di corpi e
rivolgere loro uno sguardo penetrante. Una
volta arrivata al pianerottolo e dopo aver
affrontato la nuova rampa, con Sophie
sempre dietro che si teneva una mano sul
fianco a causa di una fitta, all'improvviso il
groviglio di corpi esplose. I corpi viola
rotolarono da una parte, e Twinkle, di nuovo
libero, prese a correre su per l'ultima rampa
di scale in legno. Quando i lubbockin
riuscirono a risollevarsi, Charmain e Sophie
li avevano ormai quasi raggiunti. Jamal e il
cane erano a notevole distanza.
I cinque in testa salivano rumorosamente
le scale di legno. Ora Twinkle procedeva

lento: Charmain era quasi sicura che lo


facesse a bella posta, ma i lubbockin si
lanciarono in urla di trionfo e accelerarono
il passo.
Oh no! Un'altra volta? gemette
Sophie nel vedere Twinkle che spalancava
la porta in cima e usciva sul tetto. I
lubbockin gli si lanciarono dietro. Quando
Charmain e Sophie furono arrivate a fatica in
cima e guardarono fuori dalla porta aperta
riprendendo fiato, videro i lubbockin seduti
a cavalcioni al centro del tetto dorato, con
tutta l'aria di desiderare intensamente di
essere altrove. Di Twinkle nessuna traccia.
Cosa star combinando adesso?
chiese Sophie.
Quasi nel preciso istante in cui
pronunciava queste parole, Twinkle apparve
sulla soglia con espressione eccitata,

ridendo di quel suo riso angelico, i riccioli


d'oro spinti dal vento a disegnare un'aureola.
Venite a vedeve cof'ho tvovato!
disse allegro. Feguitemi e bafta. Sophie
indic il tetto tenendosi il fianco. E quei
due? ansim. Ci limitiamo a sperare
che cadano o facciamo qualcosa?
Twinkle sfoder un sorriso incantevole.
Afpetta e vedvai! . Drizz la testa
dorata e si mise in ascolto, pi in basso si
udiva sempre pi vicino il ringhiare e il
grattare di unghie sulle scale del cane del
cuoco. La bestia aveva superato il suo
padrone, e ora avanzava su per le scale in
legno, ringhiando e agitandosi, tutto
affannato. Twinkle annu e torn a dirigersi
verso il tetto, fece un movimento appena
abbozzato e mormor una parola. Subito i
lubbockin appollaiati l fuori si contrassero,

facendosi pi piccoli, con uno sgradevole


rumore simile a un cic-ciac, fino a diventare
due cosucce violacee che si muovevano
goffamente e si agitavano lungo la sommit
del tetto dorato.
Cosa...? esclam Charmain.
Il sorriso di Twinkle si fece, se
possibile, ancor pi angelico. Calamavi
rispose beato. Il cane del cuoco li
pvenev pev calamavi.
Eh? Ah, calamari, ho capito disse
Sophie.
Mentre parlava arriv il cane del cuoco,
con le gambe che pompavano come stantuffi
e la bava alla bocca ringhiarne. Schizz sul
tetto come un lampo marrone. A met del
tetto le mascelle presero a fare sgnac-croc e
sgnac-crac, e i calamari erano scomparsi.
Solo allora il cane sembr accorgersi di

dove si trovava. Si blocc con due zampe da


un lato del tetto e due dall'altro e prese a
mugolare da far pena.
Oh, poverino! esclam Charmain.
Ci penfev il cuoco ribatt
Twinkle. Voi feguitemi, fu. Dovete
givave a fmiftva fu quefta povta pvima di
toccave il tetto con il piede . Avanz
verso sinistra e scomparve.
"Ah, mi sa che ho capito!" pens
Charmain. Era come con le porte di casa del
prozio
William,
a
parte
l'altezza
impressionante. Lasci che Sophie andasse
per prima, cos da poterla prendere per la
gonna in caso si fosse sbagliata, ma doveva
essere pi abituata alla magia di Charmain:
fece un passo a sinistra senza la minima
difficolt e svan. Prima di azzardarsi a
seguirla, Charmain avvert un istante di

incertezza, chiuse gli occhi e fece il passo.


Nel farlo le si sgranarono gli occhi, come
fossero dotati di volont propria, e colse una
vista fuggevole del tetto dorato che
sfrecciava accanto a lei lucente. Prima che le
venisse in mente di urlare "Ylf !" per
invocare l'incantesimo del volo si ritrov in
un caldo spazio triangolare con delle travi
sotto il tetto. Sophie imprec: nella luce
fioca aveva sbattuto con l'alluce contro uno
dei numerosi mattoni impilati in quel posto.
Cattiva-cattivona disse Twinkle.
Oh, chiudi il becco! ribatt
Sophie, in piedi su una gamba sola con
l'alluce in mano. Perch non cresci?
Non ancova. Te l'ho detto rispose
Twinkle. Dobbiamo ancova fconfiggeve
il pvincipe Ludovic. Ah, guavda! Ecco cos'
fucceffo quand'evo qui anch'io.

Sul mucchio di mattoni pi grande si


diffondeva una luce dorata. I mattoni la
assorbivano e, sotto lo strato di polvere,
rifulgevano anch'essi di un color oro.
Charmain si rese conto che non si trattava
affatto di mattoni, ma di lingotti di oro
massiccio. A rendere la cosa pi evidente,
apparve una bandiera dorata, che sventolava
davanti ai mattoni. Vi si leggeva, in lettere di
foggia antica:
LODE

AL

MAGO

MELICOT

CHE

HA

NAFCOFTO L'OVO DEL VE.

Eh! Sophie sbuff e lasci andare


l'alluce, Doveva avere la pronuncia blesa
come te, sareste stati proprio anime gemelle!
Tutti e due testoni. Non riusciva a resistere
alla tentazione di vedere il suo nome a

grandi lettere, eh?


Io non ho bifogno di vedeve il mio
nome a gvandi letteve disse Twinkle con
aria signorile.
Figurati! ribatt Sophie.
Dove siamo? si affrett a chiedere
Charmain, perch Sophie sembrava sul punto
di prendere un lingotto e darlo in testa a
Twinkle. questo il tesoro reale ?
No, quel che fi tvova fotte il tetto
dovato le rispose Twinkle. Fuvbo, eh?
Dato che tatti fapevano che il tetto non di
ovo vevo, a neffuno venuto in mente di
cevcavlo qui . Prese un lingotto, lo sbatt
sul pavimento per scrollare la polvere e lo
moll in mano a Charmain. Era cos pesante
che per poco lei non lo lasci cadere. Hai
in mano una pvofa disse lui.
Penfo che al ve fava molto piaceve

vedevla.
Sophie, che sembrava essersi un po'
ripresa, disse: Mi fa impazzire quel tuo
modo di parlare! Mi sa che lo detesto ancora
di pi di quei ricci dorati!
Ma penfa a quanto fono utili
ribatt Twinkle. Quel cattivo di Ludovic
ha cevcato di vapive me e fi dimenticato di
Movgan. Rivolse i suoi sentimentali
occhioni azzurri a Charmain. Ho avuto
un'infanzia tviste, neffuno mi voleva bene.
Penfo di aveve divitto di vipvovave con un
afpetto pi gvaziofo, non fei d'accovdo?
Non starlo a sentire intervenne
Sophie. tutta una posa. Howl, come
facciamo a uscire da qui? Ho lasciato
Morgan al Re e con loro c' anche Ludovic.
Se non ci sbrighiamo a tornare, a Ludovic
potrebbe sempre venire in mente di mettere

le mani su Morgan.
E Calcifer mi ha chiesto di fare in
fretta si intromise Charmain. Il
castello sta aspettando nella piazza Reale. In
realt questo che ero venuta a dirvi...
Prima che potesse terminare la frase,
Twinkle aveva fatto ruotare lo spazio
polveroso intorno a loro, cos che in un
istante si ritrovarono accanto alla porta che
dava sul tetto, dove videro Jamal steso
pancia a terra sulla sua sommit che, tutto
tremante, teneva la zampa sinistra del cane.
Il cane ringhiava orribilmente: detestava
sentirsi la zampa bloccata e detestava il
tetto, ma aveva troppa paura di cadere per
muoversi. Sophie disse: Howl, ha un
occhio solo e non ha per niente equilibrio.
Lo fo ribatt Twinkle. Lo fo!
Lo fo!

Fece un cenno della mano e Jamal


indietreggi strisciando in direzione della
porta, trascinando il cane. Potevo morire!
esclam Jamal in preda all'affanno, non
appena fu atterrato insieme al cane ai piedi
di Twinkle. Come abbiamo fatto a
salvarci?
Lo fa il Cielo! rispose Twinkle.
Ci fcufi, abbiamo bifogno di fedeve il ve pev
un lingotto d'ovo.
Si avvi gi per i gradini, con a ruota
Sophie e Charmain, che camminava con
passo incerto per il peso del lingotto.
Scesero le scale di corsa, una rampa dopo
l'altra, finch non si trovarono a girare
l'angolo dell'ultima rampa. Arrivarono
proprio nel momento in cui il principe
Ludovic spingeva da parte la principessa
Hilda, si faceva strada urtando Sim e

strattonava
Morgan
per
sottrarlo
all'abbraccio del Re.
Cattivone! url Morgan, e afferrata
una ciocca dei bei ricci del principe li tir.
La chioma venne via, rivelando una testa
liscia, calva e viola.
Te l'avevo detto! url Sophie, e si
precipit per le scale seguendo da vicino
Twinkle come se avesse messo le ali.
Il principe guard loro, poi Sperso che
tentava di mordergli una caviglia, e cerc di
togliere la parrucca di mano a Morgan. Il
bambino la stava usando per schiaffeggiare
Ludovic e gridava: Cattivone! Il signore
anonimo url: Da questa parte, altezza!
, e i due lubbockin corsero alla porta pi
vicina.
In biblioteca no! strillarono
all'unisono il Re e la Principessa.

Lo dissero in tono cos convinto e


imperativo, che il signore anonimo si ferm
davvero e spinse il principe in un'altra
direzione. Questo diede a Twinkle giusto il
tempo di raggiungere il principe Ludovic e
attaccarsi alla sua manica di seta. Morgan
reag con un urlo di contentezza e sbatt la
parrucca in faccia a Twinkle, arrivando
quasi ad accecarlo. Twinkle fin per essere
trascinato suo malgrado alla porta pi
vicina, con il signore anonimo che si portava
in testa a gran velocit, Sperso alle loro
calcagna in una tempesta sonora di latrati e
Sophie in coda che urlava: Mettilo gi o
ti ammazzo! . Dietro di lei si erano
lanciati all'inseguimento anche il Re e la
Principessa.
Ma dico, qui si esagera un po'!
url il Re, mentre la Principessa si limit a

ordinare: Fermi!
Il principe e il signore anonimo
provarono a lanciarsi con Morgan attraverso
la porta e a sbatterla in faccia a Sophie e al
Re, ma, proprio nel momento in cui si
chiudeva, Sperso riusc a rispalancarla e
tutti gli altri lanciati all'inseguimento
passarono.
Charmain veniva per ultima, insieme a
Sim, con le braccia ormai doloranti. Me
lo tieni? chiese a Sim. una prova.
Pass il lingotto a Sim, che disse:
Certamente, signorina , ma le mani e le
braccia gli precipitarono a terra sotto il suo
peso. Charmain lo lasci a destreggiarsi con
il carico e fil in quello che si rivel essere
il salone con i cavalli a dondolo allineati
lungo le pareti. Al centro c'era il principe
Ludovic, che aveva un aspetto davvero

bizzarro con la testa calva e violacea.


Reggeva Morgan tenendogli un braccio
attorno al collo, mentre Sperso gli saltava e
ballava intorno ai piedi nel tentativo di
afferrarlo. La parrucca giaceva a terra come
un animale senza vita.
Fai quello che ti dico diceva il
principe, o la far pagare a tuo figlio.
Charmain colse il fluttuare di un lampo di
luce azzurro nel camino, guard meglio e
vide che si trattava di Calcifer: doveva aver
disceso la canna fumaria in cerca di ceppi.
Si sistem tra la legna con un sospiro di
soddisfazione, e quando si accorse che
Charmain lo guardava le strizz un occhio
arancione.
Ho detto pagare! disse Ludovic
con tono teatrale.
Sophie guard Morgan, che si dimenava

tra le braccia del principe, e poi Twinkle,


che se ne stava l, fissando le proprie dita
come se le vedesse per la prima volta.
Lanci un'occhiata a Calcifer dall'altro lato
della stanza, e sembr trattenere una risata.
Mentre diceva: Vostra altezza, la avverto
che sta commettendo un grosso errore , la
voce le trem.
Altroch disse il Re, ansante e
rosso in viso per la corsa. Qui a High
Norland di regola non processiamo chi si
macchia del delitto di lesa maest, ma sar
un piacere processare te.
Come pensa di fare? chiese il
principe in tono perentorio. Non sono uno
dei suoi sudditi, sono un lubbockin.
In questo caso non puoi essere il
successore di mio padre dichiar la
principessa Hilda, che a differenza del Re

aveva assunto di nuovo un atteggiamento


compassato e molto regale.
Ah no? disse il principe. Mio
padre, il lubbock, sostiene di s. Intende
governare il paese attraverso di me. Si
sbarazzato del mago perch niente si
frapponesse. Dovete incoronarmi subito re, o
questo bambino la pagher, mio ostaggio.
A parte questo, che altro ho fatto di male?
Hai preso tutti i soldi! dichiar
Charmain a gran voce. Vi ho visto, voi
due lubbockin, che facevate trasportare ai
coboldi tutti i soldi delle tasse a Castel Joie!
E lascia quel bambino prima che finisca
strangolato! . Morgan aveva ormai la
faccia di un rosso acceso e si dimenava
frenetico.
"Mi sa che i lubbockin non provano dei
veri sentimenti," pens Charmain. "E non

vedo cosa ci trovi tanto da ridere Sophie!".


Bont divina! esclam il Re.
Ecco dove andava a finire, Hilda! A ogni
modo un enigma sciolto. Grazie, mia cara.
Il principe Ludovic disse disgustato:
Cos'avete da rallegrarvi tanto? Non avete
sentito cos'ho detto? . Si rivolse al
signore anonimo: Se va avanti cos ci
offrir delle focaccine! Avanti, fa' il tuo
incantesimo, tirami fuori di qui.
Il signore anonimo annu e pose le mani
aperte di un color viola pallido davanti a lui,
ma proprio in quel momento arriv Sim con
il suo passo strascicato e il lingotto in mano.
Si trascin lesto accanto al signore e glielo
lasci cadere sull'alluce. Dopo di che fu un
veloce susseguirsi di eventi.
Mentre il signore, adesso viola per il
dolore, saltava di qua e di l urlando,

Morgan sembrava aver tirato l'ultimo respiro


e le sue braccia si agitarono di uno strano
moto convulso. Il principe Ludovic si ritrov
a trascinare un uomo alto, fatto e finito, con
addosso un elegante completo di satin
azzurro. Lo lasci andare e quello si alz
con prontezza e colp il principe dritto in
faccia.
Come hai osato! url il principe.
Non sono abituato a prenderle!
Peggio per te disse il mago Howl
e lo colp di nuovo. Stavolta, il principe
inciamp nella parrucca e fin per terra con
un tonfo.
I lubbockin capiscono solo questa
lingua osserv il mago, girandosi
indietro, verso il Re. Ne hai avuto
abbastanza, Ludy, vecchio mio? In quel
momento, Morgan, che sembrava avere

addosso il vecchio completo di velluto


azzurro di Twinkle, tutto stropicciato e
troppo grande per lui, corse verso il mago
urlando a piena voce: "Pap-pap-PAP!"
"Oh, adesso ho capito!" pens Charmain, "Si
sono scambiati di posto. Che magia! Mi
piacerebbe sapere come si fa".
Mentre osservava il mago che teneva
Morgan lontano dal principe, si chiese
perch Howl avesse voluto rendersi ancora
pi grazioso. Era a quello che si definirebbe
un uomo molto attraente, a parte i capelli un
po' artificiosi, che ricadevano sulle spalle
coperte di satin azzurro disegnando
splendidi, quanto improbabili, riccioli di un
biondo chiarissimo. Nello stesso istante, Sim
fece un passo indietro con il signore
anonimo che saltellava qua e l e sembr
sul punto di fare una dichiarazione. Ma, tra il

clamore sollevato da Morgan e l'abbaiare di


Sperso, nessuno riusc a sentire altro a parte
"Sua Maest" e "Altezza Reale". Mentre Sim
parlava, il mago Howl rivolse uno sguardo
al focolare dall'altro lato della stanza e fece
un cenno del capo. Tra Calcifer e il mago
qualcosa prese forma, non esattamente un
lampo di luce n un lampo di luce invisibile.
Charmain era ancora intenta a cercare una
definizione, quando il principe Ludovic si
accartocci verso terra e spar, seguito dal
signore anonimo. Al loro posto, due conigli.
Il mago Howl guard prima loro e poi
Calcifer. Perch dei conigli? chiese,
mentre prendeva a cullare Morgan tra le sue
braccia. Il bambino smise di colpo di urlare
e ci fu un istante di silenzio.
Tutto quel saltare disse Calcifer.
Mi ha fatto pensare ai conigli. Il signore

anonimo non aveva smesso di balzare qua e


l, anche se adesso lo faceva in forma di
grosso coniglio bianco dagli occhi viola e
sporgenti. Il principe Ludovic, che era di uno
smorto color fulvo e aveva occhi ancora pi
grandi, sembrava immobile per lo stupore,
muoveva le orecchie a scatti e fiutava con
naso fremente.
Fu allora che Sperso attacc.
Nel frattempo, erano entrati nella stanza
gli ospiti che Sim aveva cercato di
annunciare. Sperso uccise il coniglio fulvo
quasi sotto i pattini della slitta dipinta dei
coboldi, che la strega di Montalbino stava
spingendo nella sala. Sulla slitta, venne
condotto nella sala su una pila di cuscini
azzurri il prozio William, piuttosto pallido e
magro, ma evidentemente in via di ripresa.
Lui, la strega e Timminz, in piedi sui cuscini,

si sporsero da un fianco della slitta intagliata


e tinta di azzurro, per vedere Sperso che, con
un ringhio, prendeva per il collo il coniglio
fulvo e lo buttava da un lato, poi, con un
altro ringhio sommesso, lo scagliava alle
proprie spalle. Lo videro atterrare con un
pum, morto, sul tappeto.
Santo cielo! dissero il mago
Norland, il Re, Sophie e Charmain. Avrei
detto che Sperso fosse troppo piccola per
fare una cosa del genere! La principessa
Hilda aspett che il coniglio fosse atterrato
per dirigersi verso la slitta. Ignor
completamente il trambusto e il gran correre
frenetico di Sperso, che inseguiva con furia
il coniglio bianco in giro per la stanza.
Mia cara principessa Matilda
disse porgendo entrambe le mani alla madre
di Peter. Da quanto tempo non la

vedevamo qui, spero che abbia intenzione di


restare con noi a lungo.
Dipende rispose la strega in tono
asciutto.
Una cugina di secondo grado di mia
figlia spieg il Re a Charmain e a Sophie.
In genere preferisce farsi chiamare la
strega di non so che posto. Si irrita sempre
quando la chiamano principessa Matilda.
Invece ovviamente mia figlia lo considera
importante, Hilda non sopporta lo snobismo
al contrario.
A questo punto, il mago Howl si era
messo Morgan a sedere sulle spalle, perch
potesse vedere anche lui Sperso, che aveva
intrappolato il coniglio dietro al quinto
cavallo a dondolo. Si sentirono altri ringhi
sommessi e di l a poco il cadavere del
coniglio bianco vol tra i cavallucci morto

stecchito.
Urr! tuon Morgan, picchiando i
pugnetti sulla testa bionda del padre.
Howl fece scendere quasi subito Morgan
e lo pass a Sophie. Non gli hai ancora
parlato dell'oro, eh? le chiese.
No, non ancora. La prova caduta su
un piede disse Sophie, mentre afferrava
saldamente Morgan.
Diglielo ribatt Howl. Qui c'
ancora qualcosa di strano.
Si chin e prese Sperso, che si dirigeva
trotterellando verso Charmain. Sperso prese
a contorcersi, mugolare, tirare e fare
qualunque altra cosa necessaria a chiarire
che era da Charmain che voleva andare.
Tra poco, tra poco disse Howl,
mentre la rigirava perplesso. Alla fine la
port alla slitta, dove il Re stava stringendo

gioviale la mano al mago Norland, e Sophie


mostrava loro il lingotto d'oro. La strega,
Timminz e la principessa Hilda erano tutti
stretti attorno a Sophie con gli occhi sgranati
e chiedevano dove l'aveva trovato.
Charmain, in piedi al centro della stanza,
si sentiva un po' messa da parte. So di non
essere proprio ragionevole, pens. Gi, sono
la solita, ma rivoglio Sperso, voglio portarla
con me quando mi rimanderanno da mia
madre. Le sembrava chiaro che adesso
sarebbe stata la madre di Peter a badare al
prozio, e di lei cosa ne sarebbe stato? Si
senfi un tremendo fracasso.
I muri tremarono, quindi Calcifer schizz
fuori dal focolare e prese a fluttuare sulla
testa di Charmain. A questo punto, come al
rallentatore, nel muro del focolare si apr un
grande buco. Prima si sfogli la carta da

parati, poi cadde l'intonaco sottostante e le


pietre scure dietro l'intonaco si sgretolarono
fino a scomparire, finch non rest altro che
un'apertura. E infine, tutt'altro che al
rallentatore, Peter fu scagliato di spalle
attraverso il buco e atterr steso davanti a
Charmain.
Buco! tuon Morgan, indicandolo
con il dito.
Direi che hai ragione assent
Calcifer.
Peter non sembrava minimamente
contrariato, alz lo sguardo su Calcifer e
disse: Allora non sei morto. Lo sapevo
che lei stava facendo un gran chiasso per
niente. Non si comporta mai in modo
sensato.
Oh, grazie Peter! ribatt Charmain.
E tu, quando ti saresti comportato in

modo sensato, tu? Dov'eri finito?


S, giusto disse la strega di
Montalbino. Anche a me piacerebbe
saperlo.
Spinse la slitta proprio accanto a Peter,
cos anche il prozio William e Timminz
poterono fissare il ragazzo come tutti gli
altri, con l'eccezione della principessa
Hilda, che osservava afflitta il buco nel
muro. Peter non sembrava minimamente
preoccupato. Si tir su a sedere. Ciao
marni disse allegro. Com' che non sei
in Ingaria?
Perch il mago Howl qui rispose
la madre. E tu?
Sono stato nel laboratorio del mago
Norland disse Peter. Ci sono andato
subito dopo che ho seminato Charmain .
Mosse la mano con l'arcobaleno di lacci

legati alle dita, per mostrare come ci era


arrivato, poi rivolse al mago Norland uno
sguardo un po' teso. Sono stato molto
attento nel laboratorio, signore, davvero.
Sei sicuro? chiese il mago
Norland, con lo sguardo rivolto al buco nel
muro, che sembrava si stesse lentamente
ricomponendo. Le pietre scure si andavano
pian piano riavvicinando, dopo di che
l'intonaco prendeva a riformarsi. E
cos'hai fatto per tutto un giorno e una notte,
se te lo posso chiedere?
Degli incantesimi di divinazione
spieg Peter. Ci vuole un secolo, stata
una fortuna che ci fossero tutti quegli
incantesimi per il cibo laggi, altrimenti a
quest'ora sarei davvero affamato, signore.
Tra parentesi ho usato la sua brandina, spero
non le dispiaccia.

Dalla faccia che fece il prozio William


fu chiaro che gli dispiaceva. Peter aggiunse
in fretta: Ma gli incantesimi hanno
funzionato, signore. Il tesoro reale dovrebbe
essere qui, dove ci troviamo adesso, perch
ho chiesto all'incantesimo di portarmi
ovunque fosse.
Infatti cos disse la madre. Il
mago Howl l'ha gi trovato.
Oh disse Peter. Sembrava davvero
abbattuto, ma poi si illumin. Allora un
mio incantesimo ha funzionato!
Guardarono tutti il buco che si andava
lentamente rimarginando, ora era la carta da
parati ad avanzare a poco a poco
sull'intonaco, ma era evidente che il muro
non sarebbe mai tornato come prima. Aveva
un aspetto molliccio e grinzoso.
Sono certa che per te, giovanotto, sia

una grande consolazione disse la


principessa Hilda in tono acido. Peter la
guard stupito, chiedendosi evidentemente
chi fosse.
La madre sospir. Peter, ti presento
Sua Altezza la principessa Hilda di High
Norland. Vorrai forse essere tanto cortese da
alzarti e inchinarti davanti a lei e al Re, suo
padre. Dopotutto, sono nostri parenti stretti.
Ah s? chiese Peter, poi salt su e
si inchin con molta compostezza.
Mio figlio, Peter disse la strega,
che ora molto probabilmente l'erede al
trono, Sire.
Piacere di conoscerti, ragazzo mio
disse il Re. La faccenda diventata molto
confusa, qualcuno potrebbe spiegarmi?
Ci penso io, Sire ribatt la strega.
Immagino che a tutti far piacere

sedersi sugger la Principessa. Sim,


vuoi essere tanto gentile da portar via questi
due... ehm... conigli morti, per favore?
Certamente, madame rispose Sim.
Si trascin rapido per la stanza e
raccolse i due cadaveri. Era chiaro che era
curioso di sentire quanto aveva da dire la
strega, e Charmain stabil che doveva essersi
limitato a gettare i conigli fuori dalla porta.
Quando torn di gran fretta erano tutti seduti
sul divano grande ma scolorito, con
l'eccezione del prozio William, che giaceva
sui suoi cuscini e appariva esile ed esausto,
e Timminz, che sedeva anch'egli sul cuscino
e arrivava all'orecchio del prozio. Calcifer
torn a posarsi nel focolare e Sophie prese
sulle ginocchia Morgan, che si mise il dito in
bocca e si addorment. Alla fine, il mago
Howl restitu Sperso a Charmain con un

sorriso di scuse cos abbagliante da


confonderla.
Mi piace molto di pi come adulto,
pens. Non c' da meravigliarsi che Sophie
fosse tanto irritata da Twinkle! Intanto
Sperso guaiva e saltava, e mise le zampe
sugli occhiali appesi al collo di Charmain
per poterle leccare il mento. Charmain le
strofin le orecchie e le lisci la testa
arruffata mentre ascoltava cosa aveva da
dire la madre di Peter.
Come forse saprete disse la strega,
ho sposato mio cugino Hans Nicholas,
che all'epoca era il terzo erede al trono di
High Norland. Io ero la quinta, ma in quanto
donna non contavo davvero, e inoltre l'unica
cosa al mondo che mi interessava era
diventare una strega professionista. Neanche
Hans era interessato a diventare re, la sua

passione era scalare montagne, scoprire


caverne e nuovi passi tra i ghiacciai. Non ci
dispiaceva lasciare a nostro cugino Ludovic
il ruolo di erede al trono. Non era simpatico
n a me n a mio marito, Hans diceva che
Ludovic era la persona pi egoista e
insensibile che conoscesse, ma eravamo
entrambi convinti che se ce ne fossimo
andati e avessimo mostrato che il trono non
ci interessava, non ci avrebbe infastidito.
Fu cos che ci trasferimmo a Montalbino,
dove presi servizio come strega e Hans
divent una guida di montagna. Fummo molto
felici fino a poco tempo dopo la nascita di
Peter,
quando
divenne
tragicamente
evidente che i nostri cugini stavano morendo
come mosche. E non che morissero e basta,
venivano accusati di atti malvagi e di
conseguenza morivano. Quando mia cugina

Isolla Matilda, la ragazza pi gentile e


delicata al mondo, venne uccisa mentre
tentava di assassinare qualcuno, a quanto si
diceva, Hans ebbe la certezza che era opera
di
Ludovic.
"Sta
eliminando
sistematicamente tutti gli altri eredi al
trono," disse. "E al tempo stesso infangando
il nostro nome".
Ero terrorizzata all'idea che potesse
capitare qualcosa a Hans e a Peter, all'epoca
mio marito veniva subito dopo Ludovic
nell'ordine di successione, e Peter era il
terzo. Allora ho tirato fuori il mio manico di
scopa, mi sono caricata Peter in una tracolla
e sono andata in volo fino in Ingaria per
chiedere consiglio alla signora Pentstemmon,
che mi ha insegnato l'arte della stregoneria.
Credo disse la strega, rivolgendosi a
Howl, che sia stata anche la tua maestra,

mago Howl. Howl le don uno dei suoi


abbaglianti sorrisi. stato molto tempo
dopo, sono stato il suo ultimo discepolo.
Allora sai che era la migliore
disse la strega di Montalbino. Vero? e
Howl annu.
Si poteva credere a occhi chiusi a
qualunque cosa dicesse continu la
strega. Aveva sempre ragione . Su
questo punto annu anche Sophie, con l'aria
un tantino mesta. Ma quando l'ho
consultata disse la strega, non era
certa che ci fosse altro da fare a parte
prendere Peter e andarmene molto lontano.
Inhico, mi sugger. Io le chiesi: "E Hans?" e
lei sostenne che avevo motivo di
preoccuparmi. "Dammi mezza giornata,"
disse, "per trovare una soluzione," e si
chiuse nel suo laboratorio. Dopo meno di

mezza giornata, ne usc quasi in preda al


panico, non l'avevo mai vista tanto
sconvolta. "Mia cara," disse, "tuo cugino
Ludovic una vile creatura detta lubbockin,
progenie di un lubbock che vaga per le
colline tra High Norland e Montalbino, e sta
facendo esattamente ci che Hans sospetta,
senza dubbio con l'aiuto del lubbock. Devi
tornare subito a Montalbino! Preghiamo che
arrivi in tempo e non dire a nessuno chi
questo tuo piccino n a lui n ad altri, o il
lubbock prover a uccidere anche lui!".
Oh, per questo non me ne avevi mai
parlato prima? chiese Peter. Avresti
dovuto, so badare a me stesso.
esattamente quello che pensava
anche il povero Hans disse sua madre,
Avrei dovuto farlo venire in Ingaria con noi.
Peter, non mi interrompere, mi stavi facendo

dimenticare l'ultima cosa che mi ha detto la


signora Pentstemmon, ossia, "Una soluzione
c', mia cara. Nella tua terra natale esiste, o
esisteva, una cosa dal nome di elfgift che
appartiene alla famiglia reale e ha il potere
di mantenere al sicuro il Re e con lui tutto il
paese. Vai a chiedere al Re di High Norland
di prestare l'elfgift a Peter, con quello non
correr pericoli". Cos la ringraziai, mi
rimisi Peter in spalla e volai a tutta velocit
a Montalbino. Volevo chiedere a Hans di
accompagnarmi a High Norland a cercare
l'elfgift, ma una volta a casa mi dissero che
era sui Gretterhorns con la squadra di
salvataggio. A quel punto ebbi la pi
orribile delle premonizioni, volai dritta sui
monti, sempre con Peter nella tracolla.
Ormai piangeva per la fame, ma io non mi
azzardavo a fermarmi. Arrivai giusto in

tempo per vedere il lubbock che provocava


la valanga che avrebbe ucciso Hans.
A questo punto la strega tacque, come se
continuare il racconto le costasse uno sforzo
eccessivo. Rimasero tutti in rispettosa attesa,
mentre deglutiva e si picchiettava gli occhi
con un fazzoletto variopinto. Poi si scroll
nelle spalle e, sempre efficiente, disse:
Ovviamente misi subito le pi forti
protezioni possibili intorno a Peter. Non
l'hanno mai abbandonato. L'ho cresciuto nel
massimo della segretezza e quando seppi che
Ludovic raccontava in giro che ero impazzita
e segregata a Castel Joie, la cosa non mi
tocc. Voleva dire che nessuno sapeva
dell'esistenza di Peter, capite? Il giorno
dopo la valanga, lasciai Peter a una vicina e
venni a High Norland.
Si ricorda del mio arrivo, vero?

chiese al Re.
S, me lo ricordo rispose lui.
Ma non accennasti n a Peter n a Hans, e io
non avevo idea che la situazione fosse cos
tragica e urgente. Inoltre, va da s, non
possedevo l'elfgift e non sapevo nemmeno
come fosse fatto. Grazie a te cominciai a
cercarlo, insieme al mago Norland qui
presente. Sono tredici anni ormai che lo
cerchiamo, e non abbiamo fatto grandi passi
avanti, eh, William?
Siamo esattamente al punto di
partenza concord il prozio William
dalla slitta. Rise. Eppure la gente
continua a credere che io sia un esperto
dell'elfgift. C' addirittura chi sostiene che io
sia l'elfgift e sia di guardia al Re.
Ovviamente io cerco di vegliare sul Re, ma
non certo come farebbe l'elfgift.

uno dei motivi per cui ti ho mandato


Peter disse la strega. A volte nei
pettegolezzi c' del vero, ed ero certa che in
ogni caso saresti riuscito a tenere Peter al
sicuro. Io stessa ho dedicato anni alla
ricerca dell'elfgift, convinta che potesse
aiutarmi a liberarmi di Ludovic. Beatrice di
Sfrangia mi disse che nessuno al mondo era
all'altezza del mago Howl in fatto di
divinazione, cos sono andata in Ingaria a
chiedergli di trovarlo per me.
Il mago Howl butt indietro la testa
bionda e si mise a ridere. E devi
ammettere che l'ho trovato! disse. Chi
l'avrebbe mai detto. Eccolo l, seduto in
grembo alla signorina Charmain!

Cosa? Sperso?! esclam


Charmain. Sperso scodinzol con un certo
contegno.

Howl annu. Proprio cos, la tua


piccola cagnolina magica . Si rivolse al
Re. Non si accenna a un cane in qualcuno
di quei suoi documenti?
Spesso disse il Re. Ma non
avevo idea... Alla morte del suo cane, il mio
bisnonno gli riserv i funerali di stato, ma io
mi sono solo chiesto che motivo c'era di
darsi tanto disturbo!
La principessa Hilda diede un leggero
colpo di tosse. Ormai la maggior parte
dei nostri dipinti a olio sono stati venduti,
ovviamente disse, ma ricordo che
molti degli antichi re erano ritratti con un
cane al fianco. In genere, sembravano un
po'... ehm... pi nobili di Sperso, per.
Immagino che ce ne siano di ogni
forma e dimensione intervenne il prozio
William. Penso che l'elfgift debba essere

un'eredit di alcuni cani e che i re abbiano


trascurato di seguirne l'accoppiamento in
tempi pi recenti. Dunque, per esempio,
quando Sperso avr i cuccioli, un po' pi
avanti, quest'anno...
Cosa? chiese Charmain.
Cuccioli!
Sperso scodinzol e si diede ancora pi
contegno. Charmain le sollev il muso
prendendola per il mento, e la fiss negli
occhi con intento accusatorio. Il cane del
cuoco? domand. Sperso sbatt le
palpebre ritrosa. Oh, Sperso! le disse
con voce lamentosa. Dio solo sa cosa
verr fuori!
Non ci resta che aspettare e sperare
disse il prozio William. Uno di quei
cuccioli erediter l'elfgift, ma c' un'altra
cosa importante, mia cara. Sperso ti ha

adottata, il che ti rende la guardiana


dell'elfgift di High Norland. In aggiunta al
fatto che, a quanto mi dice la strega di
Montalbino, anche II libro del palinsesto ti
ha adottata... non cos?
Io... ehm... uhm. Mi ha concesso di
fare alcuni dei suoi incantesimi ammise
Charmain.
Allora, deciso riprese il prozio
William, tornando ad accoccolarsi felice sui
suoi cuscini. D'ora in avanti verrai a stare
con me in qualit di mia apprendista. Devi
imparare come aiutare Sperso a difendere il
paese.
S... oh., ma... balbett Charmain,
La mamma non mi lascer. A pap
probabilmente non dispiacer aggiunse,
ma mia madre...
Risolver io la cosa con lei disse

il prozio William. Se sar necessario, le


aizzer contro tua zia Sempronia.
Ancora meglio disse il Re.
Promulgher un decreto reale in proposito.
Tua madre ne rester impressionata. Sai,
abbiamo bisogno di te, mia cara.
S, ma io voglio aiutarla con i libri!.
esclam Charmain a gran voce. La
principessa Hilda diede in un altro dei suoi
delicati colpi di tosse. Io sar piuttosto
occupata disse, nel restauro e nel
cambio di arredi del palazzo . Il lingotto
d'oro giaceva ai suoi piedi sul tappeto, lo
tocc con la sua scarpa dall'aria comoda.
Siamo di nuovo solvibili disse felice.
Proporrei che tu stessi due volte a
settimana con mio padre in biblioteca, se il
mago Norland pu fare a meno di te.
Oh, grazie!. rispose Charmain.

E aggiunse la Principessa, per


quanto riguarda Peter...
Non ti devi preoccupare per Peter
la interruppe la strega. Io rester con lui e
Charmain a occuparmi della casa, almeno
finch il mago Norland non sar di nuovo in
piedi. Chiss, potrei anche trasferirmi l per
sempre.
Charmain, Peter e il prozio William si
scambiarono sguardi terrorizzati. "Capisco
che sia diventata tanto efficiente, da sola con
Peter da proteggere," pens Charmain. "Ma
se resta a vivere in quella casa, io torno da
mia madre!".
Assurdo, Matilda disse la
principessa Hilda. Ora che chiaro che
il nostro principe ereditario, abbiamo il
dovere di occuparci noi di Peter. Star qui, e
andr dal mago Norland di tanto in tanto per

seguire le lezioni di magia. Tu devi tornare a


Montalbino, Matilda, laggi hanno bisogno
di te.
E alla casa penseremo noi coboldi,
come abbiamo sempre fatto disse con
voce acuta Timminz.
"Oh, bene," pens Charmain. Mi sa che
io non sono ancora pronta a gestire una casa,
e di sicuro neanche Peter!
Dio ti benedica, Timminz. E Dio
benedica te, Hilda mormor il prozio.
Il solo pensiero di tanta efficienza in casa
mia...
Me la caver, mamma disse Peter.
Non devi pi proteggermi.
Se sei sicuro ribatt la strega.
Secondo me...
Dunque disse la principessa Hilda,
che quanto a efficienza era perlomeno pari

alla strega, non ci resta che accomiatarci


dai nostri gentili, preziosi, anche se un
tantino eccentrici ospiti e salutarne la
partenza nel loro castello. Avanti.
Oops! disse Calcifer e schizz su
per la canna fumaria.
Sophie si alz in piedi, togliendo il dito
di bocca a Morgan, che si svegli, si guard
intorno, vide che il padre era l e diede
un'altra occhiata in giro. Il suo viso si
contrasse in una smorfia. Dinkle disse.
Dov' Dinkle? e si mise a piangere.
Guarda un po' cos'hai fatto! disse
Sophie a Howl.
Posso sempre ritrasformarmi in
Twinkle sugger il mago.
Non ti azzardare. ribatt Sophie e
si mise a seguire Sim a passo di marcia
lungo il corridoio fiocamente illuminato.

Cinque minuti dopo erano tutti riuniti sui


gradini d'ingresso del palazzo a guardare
Howl e Sophie trascinare Morgan, che si
dibatteva in lacrime, oltre la soglia del
castello.
Una volta che la porta si fu chiusa sulle
sue grida, "Dinkle, Dinkle, Dinkle!",
Charmain si chin verso Sperso, tra le sue
braccia, e mormor: Hai protetto questo
paese, vero? E io non me ne sono neanche
accorta!
Adesso met dei cittadini di High
Norland era riunita sulla piazza Reale e
osservava il castello. Tutti lo guardarono
increduli levarsi appena per scivolare lungo
la strada che conduceva a sud. Era poco pi
di un vicolo, in realt. "Non ci passer mai!"
diceva la gente. Ma chiss come il castello
si assottigli quanto bastava per percorrerlo

e sparire alla loro vista. Mentre si


allontanava, i cittadini si lanciarono in
un'ovazione.

Trama
Charmain
Baker
vive
serenamente,
trascorrendo le sue giornate tra i libri.
Quando un bel giorno deve raggiungere il
prozio William che giace a letto ammalato,
sembra l'occasione per vivere una bella
avventura. Ma la cose si complicano quando
scopre che William un potente mago e che
la sua casa si sposta nello spazio e nel
tempo.
Charmain non certo preparata ad avere
a che fare con una casa magica! Aprendo una
porta si pu passare dalla sala alla cucina,
ma anche trovarsi proiettati in una terra
lontana. Fin dal suo arrivo, Charmain Baker
far una serie di incontri sorprendenti, ma la
sua vita prender una piega davvero

inaspettata solo quando incontrer dei


personaggi che ben conosciamo: Sophie, il
demone Calcifer e, sotto mentite spoglie, il
terribile mago Howl!
Questo romanzo il seguito de II
castello errante di Howl, da cui il maestro
del cinema d'animazione e premio Oscar
Hayao Miyazaki ha tratto il film omonimo.

autrice
Diana Wynne Jones vive a Bristol con il
marito. Inizia a scrivere da bambina, per
rimediare alla carenza di libri di cui il padre
faceva soffrire lei e le sue sorelle. I
personaggi dei suoi romanzi sono proiezioni
dei protagonisti della sua infanzia, e in
ognuno dei suoi libri, anche nei pi
fantastici, sono presenti episodi della sua
vita. autrice di pi di trenta romanzi, che
hanno riscosso grande successo in tutto il
mondo. Presso Kappa Edizioni sono apparsi
Il castello errante di Howl e Il castello in
aria, che ci introducono alla saga del mago
Howl. Tra gli altri ricordiamo Vita
stregata, I maghi di Caprona, Strega di
classe e La congiura di Merlino tutti

pubblicati da Salani. L'indirizzo internet del


suo
sito
personale

www.dianawynnejones.com