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vette Mane IL FOGLIO 1-MAR2011 Dine nd Eston na Ditonto Fey dapag 3 LOPERA TOTALE “T due allegri indiani” di Wilcock é un romanzo in cui c’é di tutto: fatti curiosi, massime morali, storie reali e fantastiche. Un portento Come il protagonista di “Da quando eit la societiin “Hollywood Party”, Wilcock si Europa detta borghese, la gente diverte a mandare a. gambe si lasciacorvincere di val che ‘non stanno né in cielo né in terra” “Questo romanzo 2 cost | suoi mostr fanmo di tutto: c'& complicato che non si pwd chicompone poesie, chi organizxa assolutamente siegare con parle festival all infemo, chiriposa sulle di che si tratta”, disse Vautore oP data ‘stampa 30: acque primigenie di Edoardo Camurri lorse perehé la critica letteraria asso- miglia a certe signore dei romanzi di Ronald Firbank che arrivate la prima vol ta in gita turistica al Partenone vi trovano da ridire perehé é privo di tetto, perehé pitt lungo che Largo, perché non ha gabi- netto, perehé é rotto, perehé aleuni marmi sono retti da travi arrugginite, perehé in Grecia si mangia male, perché non ci sono alberi intorno, e via dicendo; forse é per questo che ancora oggi non si é riconoseiu- to in Juan Rodolfo Wileock uno dei pit im- portanti scrittori italiani del Novecento. Ricorro al paragone con Firbank ¢ col Par- tenone, che Wileock utilizzava per parlare (ovviamente male) di Virginia Woolf, per- é quando penso alle fortune letterarie degli serittori, in genere, non mi viene in ‘mente nulla ¢ mi arrangio come posso. Epo, in ogni caso, andasse a quel paese lacritica letteraria ¢ buonanotte ai suona- tori, Ce infatti oggi qualcosa di pitt impor- tante da fare: bisogna festeggiare Adelphi perché ha appena ripubblieato il romanzo pitt bello (e da tempo introvabile) di J. Ro- dolfo Wileock, “I due allegri indiani”. In un lungo fuori onda di un’intervista che gli fece la Rai tanti anni fa (ringrazio Stefano Bacchi, il nipote di Livio Bacchi Wilcock, figlio adottivo di J. Rodolfo Wil- cock, per avermi dato la trascrizione inedi- ta di questa conversazione), Wileock spie- ga: “Questo romanzo ¢ cosi complicato che non si puo assolutamente spiegare con pa role di che si tratta, perehé sono molti li- vellidi struttura e anche di azione, perch all aria tutto quanto come forse le ho detto, essenzialmente si tratterebbe di una rivista di ippiea ehe de- cide di far pubblicare un romanzo a punta- te e allora affittano una persona o la pren- dono stipendiata, mettono ur’inserzione questo dovrebbe fornire le puntate”. CC? di che saltare sulla sedia, Wileock di- ce, fate bene attenzione: “Questo romanzo @ cosi complicato che non si pud assolut: mente spiegare con parole di che si tratta” Chi conosce Vopera di Rodolfo Wilcock pud vedervi subito qualcosa di mostruoso (un libro che non si puo spiegare con paro- le) e trovarvi quindi conforto e balsamo se gia abituato a frequentare le sue pagine. “Gia prima di diventare un asteroide il veterinario Tontino era molto portato agli scherzi; ora che gira tra Pallade e Cerer tra Giunone e Vesta, Eros e Iearo e i Troia- ni, i suoi scherzi hanno assunto proporzio- ni per cosi dire cosmiche:é stato lui con un meteorite che lo inseguiva come un cane a rendere inagibile l'aeroporto di Abidjan nella Costa d'Avorio, in modo da impedire Vatterraggio di Paolo VI; stato lui con una valanga a seppellire Fidel Castro nei pressi di Saint Moritz. Scherzi di cattivo gusto, si dira, ma forse i soli scherzi nelle possibilita di un asteroide”, I veterinario Tontino (per la precisione: Dott. Vet. Lurio Tontino) é un mostro, uno dei tanti mostri che Wileock ha immagina- to e sparso un po’ ovunque nei suoi libri ¢ che poi ha sigillato in un altro suo volume perfetto, “Il libro dei mostri” anch’esso Adelphi ma da tempo, purtroppo, introva- bile). Lmostri di Wilcock fanno di tutto— chi compone poesie che sembrano bugiar- dini, chi organizza festival all’inferno, chi cP Quotidiano Milano Ditusone: na. data stampa 3. Lettort na rriposa sulle acque primigenie, chi non rie- sce a far niente in quanto schiuma rosea appiceicosa, chi contribuisee al progresso della metalisica diventando lui stesso un puro nulla nulleggiante, chi emette olio automobile dalle mammelle, ece.-ma si pud dire che se bisogna pensare a un mo- stro che sovrintenda a un romanzo mo- struoso come “I due allegri indiani”, oceo1 re rivolgersi al suddetto Dott. Vet. Lurio ‘Tontino, asteroide degli scherzi “I due allegri indiani" ¢ infatti un mo- struoso scherzo letterario, I"“Hollywood Party” della letteratura, lo Hrundi V. Bake shi dellimpero romanzesco. Per rendereene conto, vediamo come lo stesso Wilcock continua a presentare il suo libro. Abbiamo capito che c@ una rivista d'ippica che cerea qualeuno in grado di re- digere un romanzo, Nel libro viene pubbli- cato infatti il seguente annuncio: “Cereasi dattilografo veloce esperienza letteraria compito stesura continuativa romanzi set timanale ippica serivere Cavalier P.Casel- la 761 M SIP Tritone”. Ed ecco chi rispon- de all’annuncio, Raeconta ancora Wileock in quel fuori onda di pit di trent’anni fa: “Quello che si presenta é un giovanotto, un salernitano molto ambizioso, un personag- gio che mi é molto caro, che ha la caratte- ristica che sta sempre cambiando abitazio- ne, perehé gli suecedono molte avventure non cercate” Prima di arrivare a eonoscere meglio il protagonista di questo romanzo, si chiama ‘Vincenzo Frollo Gil suo nom de plume & Fa- nalino di Coda, pitt spesso “F: Di Coda per Ie collaborazioni letterarie di qualita”), bi- sogna pero fare come i gamberi e tornare indictro per un attimo; non si é infatti an- cora detto come mai i libri di Wileock han- no avuto searso suecesso commerciale ¢ tuna critica superficiale; & raro infatti tro vare Wileock persino nelle storie della let- teratura italiana contemporanea. II motivo principale ¢ che a Wilcock non gliene & mai importato troppo. Poi esiste anche umvaltra spiegazione che vale la pena esplorare per capire leecezionalita di questo romanzo. Serisse Wileock in un vee IL FOGLIO Ditton ila Ferrara chio articolo: “ strano come, da quando esiste la societa in Europa detta borghese, la gente si lascia convincere di valori che non stanno né in cielo né in terra. (...) In questo secolo la mistificazione ~spesso in- volontaria - ha aequistato proporzioni tal- mente scoraggianti da rendere quasi in- transitabile il campo della critica. Non per dieci anni ma per venti, per trenta, per quaranta, 'informazione di massa si ostina nell'indicare come interessanti correnti di pensiero - si pensi alla scuola di Fran- coforte ~ che si suppongono esistenti e per- sistenti soltanto perch¢ la cattiva coscien- za di qualcuno paga uno stipendio ai fumi sti che le elaborano; e con la stessa pazien- za si ostina nel parlare di uno serittore as- sai mediocre e pestifero come Jean-Paul Sartre come se fosse una specie di Voltai- re e per di pitt eon il merito di essere tan- to pid intelligente di Voltaire, che era, a quanto dicono, un illuminista, quindi per niente illuminato Per dire la stessa cosa con meno argo- menti: ¢ che da tempo i lettori sono min- chionati. E ormai sono arrivati al punto che se non hanno la loro minchionatura quotidiana, rispetto alla quale ogi Sartre @ gia meraviglia, non si sentono felici e a posto. C’hanno il vizio della minehionatu- ra, Il fenomeno é ampliamente note e illu- strato, Quando Wilcock riflette su questo argo- mento ha in mente alcuni libri straordina 1i, libri che si sarebbero meritati un gran- de successo e che invece per lungo tempo sono stati ingiustamente ignorati, Uno di questi ¢ “Una pinta di inchiostro irlande- se” (Adelphi), il primo romanzo del pit im- pressionante serittore irlandese dapo Joy- ce, Flann O'Brien, Disse Rodolfo Wilcock che nel 1968 lo tradusse in italiano: “Malte sono le meraviglic accumulate (senza mi- sura, alla maniera irlandese) in quest’ope- ra; prima tra le quali l'intreceio o vieenda di fondo, piuttosto difficile da riassumere. In poche parole la trama sarebbe questa’ jiovane studente sta serivendo un ro- mamnzo, intorno a un personaggio il quale sta pure lui serivendo un romanzo, i perso- 12-MAR2011 da pag. 3 cP Quotidiano Milano Ditusone: na. data stampa 3. Lettort na naggi del quale si ribellano e serivono per proprio conto un altro crudelissimo ro- ‘matzo, al solo seopo di sottoporre, per ven- detta, a mille sadiche torture il loro perso- naggio, che é appunto il loro autore, perso- naggio peraltro del romanzo del giovane studente” Ma la parentela tra “I due allegri india. ni” e “Una pinta d'inchiostro irlandese” non @ solo ideale, Anche nelVispirazione, questi due libri si rincorrono. Lo mostra Wileoek stesso sempre nel fuori onda del- intervista Rai quando spiega che il prota- gonista Frollo “siecome ha una vita cost movimentata, sta sempre mandando le puntate di questo romanzo, sono delle co- se copiate, dei plagio si pud dire delle pa- rodie ¢ comunque tutte cose quasi che non ho seritto io, che non ha seritto lui, che a volte si dovrebbe riconoscere chi le ha seritte, ma tutte trasformate in cose india- ne, pereh¢ il libro si chiama ‘I due allegri indiani’. Ela storia di queste peripezie & raccontata molto indirettamente e non so se quello costituisce il romanzo o il roman- 20 costituito da quello che appare tutte le settimane su questo settimanale, che e fat- to anche di pezzettini, A un certo punto la Direzione del romanzo si arrabbia e diven- ta una socict anonima tutti gli azionisti mandano collaborazioni, Pero ¢’@ sempre questo protagonista che si chiama Vincen- zo Frollo che si occupa di sistemare un po’ Je collaborazioni, di metterle in ordine, co- mungue mai un capitolo ha a che fare con Yaltro ¢ sono tutte altamente o ironiche 0 umoristiche, ma non volutamente”. E’ molto divertente andare alla ricerea dei plagi e delle parodie contenuti ne “I due allegri indiani”. Per esempio la prima puntata del romanzo che compare sulla ri- vista @'ippica @ un plagio di “Alee nero parla”, la famosa biografia di uno seiama- no sioux, ma la caceia alla citazione non € quello che Wileock ci invita soltanto a fare. Wilcock non ha seritto un romanzo da Um berto Eco dove, essendo in buona parte let- teratura enigmistica, il divertimento consi- ste nell’andare a scovare i riferimenti na- scosti. (Wilcock poi occulta di tutto: pubbli- IL FOGLIO Ditton ila Ferrara cita lette in giro, notizie di cronaca varie, eccetera). Come il protagonista di “Hol- lywood Party”, Wilcock si diverte invece a mandare a gambe all'aria tutto quanto, se- coli di pensiero, montagne di libri, in nome di una nuova spinta creativa. ‘La cultura ¢ ormai in mano a tutti e il ri- sultato @ esilarante. Nella corrispondenza con l’editore della rivista ippiea, Vincenzo Frollo scrive, per esempio: “Riflettendo al- la Sua telefonata di ieri, da telefono pub- blico a telefono pubblico, ho riflettuto che il fatto di avere tutt’e due il telefono in at- tesa di impianto dimostra, come dice Eschilo, che ¢ meglio non essere nati”. Tl romanzo che intanto si forma attira Vattenzione dei lettori della rivista Il Ma- neggio” che serivono lettere in eui espon- gono i loro dubbi o sicsaltano, come spes- so succede con le rubriche di posta, con le oro ossessioni: “Egregio Autore, Sono il fi- lio adulterino di Adolf Hitler. Nel 1943 so- no riuscito a stabilire contatti con il pian« ta Venere. Da una localita solitaria della Francia occidentale sono partito a bordo di un disco volante verso Venere dove mi sono trattenuto diciotto mesi,(...) I venu- siani hanno deeiso di atterrare a Berlino ‘Tempelholt. La prego di far correre la vo- ce tra gli indiani: il loro aiuto potrebbe velarsi risolutivo, Heil mio padre!”, Firm: to: Dario Sozzi, Como. Persino la copertina del libro, incluso il risvolto di copertina, é parte integrante dell’opera, La foto, due meravigliosi tran- sessuali che sgambettano allegramente, Tha voluta Wilcock sin dal 1973, anno del. la prima edizione del volume. ‘Ma non ei sono solo transessuali (che nella trama hanno un ruolo fondamentale che ¢ troppo complicato svelare), nei “Due allegri indiani” ct sono anche concorsi let- terari per inventori di storie e vari quiz di cultura generale. Per esempio: “Quale di questi musicisti andrebbe eseluso dall’e- leneo: Verdi, Puccini, Wagner, Leoncaval- lo, Mozart, Chopin, Haendel?”. Oppure: “Ammoniti sono: membri di una setta reli- giosa, componenti di una delle tribit bibli- che, fossili, strumenti musicali, arabi 0 12-MAR2011 da pag. 3 cP Quotidiano Milano Ditusone: na. data stampa 3. Lettort na strumenti scientifici?”. (Le risposte in fon- do alla pagina). ‘Mi rendo conto, Wileock ha ragione, che non ¢ semplice dire a parole cos'é “I due allegri indiani”. Oltre a essere una delle letture pitt entusiasmanti che potrete fare, sitratta dell’imitazione di quegli antichi li bricinesi in cui cera un po’ di tutto: una raccolta di fatti curiosi, di massime mora- li, di casi storici reali o fantastiei (questa cosa del libro cinese ¢ un‘idea di Wileock); se volete ¢ anche un grande libro su Roma e sull'Italia oppure ancora, come predili- geva lo stesso Wileock affezionandosi alla sorte del protagonista, la rappresentazio- ne dell"eterno tentativo della ereazione in lotta con la morte” Certamente non si tratta di un capolavo- ro d’avanguardia, come aleuni potrebbero essere tentati di dire, E non perché non sia un eapolavoro. Il problema sta nell'avan- guardia, un termine, diceva Wilcock, che interessa soprattutto i bibliotecari “Tdue allegri indiani” 6, risponderebbe- roi pendolari di Bayreuth, un’opera totale che nulla esclude e che in teoria ambireb- bea essere letta, un po’ come lo “Zarathu- stra” di Nietzsche, un libro per tutti e per nessuno, dal mondo intero, Il motivo per ‘ui cid non avvenga 'abbiamo gia detto ed ¢ inutile tommarvi sopra. Ed é un vero pee- cato. Infatti, per tornare ai nostri bigi bi- bliotecari, persino loro potrebbero trova: re nei “Due allegri indiani" pagine di au- tentico interesse, Immaginate infatti, ¢ l sciamole come conclusione, il loru entusia- smo nel leggere a un certo punto, tra le nuove direttive per la composizione del ro manzo in uscita sul “Maneggio”, le seguen- ti parole: “Circolare N. 6 riguardante la leggibilita dei testi: Si raccomanda mai ab- bastanza ai soci collaboratori di mantene- re sempre alto, ese eid non é possibile, al- tissimo, l'indice di leggibilita dei testi. Per calcolare V'indice di leggibilita di un testo qualunque si applica la seguente formula: moltiplicare la media in parole tra punto e punto per il numero 1,015. Quindi moltipli IL FOGLIO Ditton ila Ferrara care la media di sillabe contenute in cen- to parole per il numero 0846. Quindi som- mare i due risultati. Quindi sottrarre que sta somma dal numero 206,835. II risultato che si ottiene é in inglese e bisogna tradur- Jo in italiano, Saranno accettati soltanto i testi di legzibilita compresa tra 80 e 100, Al di sotto di 80 le collaborazioni saranno ine- sorabilmente respinte e rispedite al mit- tente” PS, Soluzioni al quiz, Per la prima domanda: Chopin; per la seconda: una tribi biblica e un fossile PPS. Come molti si saranno aecorti, il tasso di leggibilita di questo articolo é molto basso; pari a minus fifly-nine, one hundred sixty: five, che in italiano fa meno cinquantanove virgola centosessantacinque 59,165), ae Juan Rodolfo Wileock nacque a Buenos Aires nel 1919 ¢ mori d’infarto in Italia, a Lubriano, in provincia di Viterbo, il 16 mai zo del 1978, nel giorno in cui Vattenzione di tutti eva rivolta ad altro: il rapimento di Al- do Moro, Cresciuto alla seuola di Borges, in Italia tradusse, tra le molte cose, il teatro di Marlowe e scrisse eapolavori come “I due allegri indiani”, “La sinagoga degli icono- ‘Lo stereoscopio dei solitari”, “Par- “Luoghi comt ni”, “II tempio etrusco”, “Patti inquiet ti”, “Labominevole donna delle nevi nozze di Hitler e di Maria Antonietta all'in- ferno” “Frau Teleprocu” (questi ultimi due con Francesco Fantasia), ceectera. Colla- bord con il Mondo di Mario Pannunzio e, costretto a seegliere quali opere di lettera- tura italiana a lui contemporanea potesse- ro durare nel tempo, dieeva: i libri di Tom- ‘maso Landolfi, “Menzogna e sortilegio” di Elsa Morante e, riveld ancora, “forse qual- che pagina” di Carlo Emilio Gadda. 12-MAR2011 da pag. 3