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ANTONIO MIGLIACC! DISPOSIZIONI COSTRUTTIVE NELLE STRUTTURE IN C.A. ORDINARIO cooperativa libraria universitaria del pol#tecnico 4 = PROGETTAZIONE — SENSIBILITA’ PROGETTUALE 11 probleme delle disposizioni costruttive @ di estrena importenze per la realizzazione di une struttura in c.a. che abbia i desidere- ti margini di affidabilits, sia nei riguerci delle resistenza che della durabilita. Attualmente, infatti, { metodi d‘indagine numerica @ disposizione sono tali che }"analisi df una struttura in c.a. & possibile con le massima raffinatezza, anche in campo non pil lineare, per effetto delle deformazion plastiche dei materiali e soprattutte celle fes- surezion:, nonené in regime visecso allorché gli sforzi hanno carat tere permanente’’). Peraitro, nelle situazioni pid discutipil{ posso no affiencarsi metodi di tipo sperimentale, i queli pure hanno rag- giunto tecniche particolari e raffinate, come si richiede ellorené si deve useire dal cenpo elestico d'indagine ‘), Natureimente, 12 tipo del metodo d'ingagine da impiegare @ connatureto al tipo e all" impor tanza delle strutture, con tutte le relative implicazioni (ed esempio. particolari performances da verificare), e sera quindi compite del ore gettiste stabilire 11 metodo da inotegere attraverso un’operazione Oi tipo strategico '*). Se quindi il progettiste ha la prssibilite ci scegliere fre una vaste gemma di metodi, sinc a giungere, ad esencic, ai calcoli nuverted © pra menzicnati che hanno un‘estrene reffinstezze, si rivele essolute- mente indispensacile che l'onere ed i] travaglic dell*ingag:ne non +12 nc vanificati oa erreri di progectazione cn nulla posecns avere @ c’e vedere con }'indagine stessa, ma che rigueraanc talund erctiewt e2 2° scetti cestruttivi, fre i quali crincipalme ts le aelie ee . 8 e (1),(2),(2) e seguenti, pagine @ fine testz. armature, per 1 quali solo l'esperienze ed una specie di erte innata © sensibilita progettuale possono talvolta suggerire la soluzicne oid favorevole 4), Una scelta corretta delle disposizioni costruttive in sede di croget- to @ infatti essenziale per ottenere congiuntamente due sccpi : - realizzare le ipotesi sulle quali sono tasati i calcoli a rettura, Soprattutto garentendo la necessaria duttilita alle sezioni ed esclu dendo locali fragilita, - ridurre quanto pit possibile la protabilita di manifestarsi di even ti pericolosi distinti dallo stato limite ultimo di rottura tradi- zionalmente inteso, riguardanti soprattutto le disorganizzazicne del, l'accoppiamento acciaio-calcestruzzo e la fessurazione, assicurando inoltre alla struttura la durabilita desiderate. Per quanto riguarda il primo scopo, 1a letteratura tecnica @ ricca di indagini in specie teoriche per i diversi problemi in oggetto (form: zione del meccanismo di collasso, snake-down, ecc.) e pone esplicita- mente in evidenza le disposizioni ccstruttive pil idonee anche a livel lo quantitative, mentre pud osservarsi che le norme non sono altretten to esplicite {$), Per quanto riguarda il secondo scopo, ceve notarsi innanzituttc cre gli eventi pericolosi connessi ad errate disposizioni costruttive cossono condurre 1a struttura @ stati limiti sia ultimt che d’eserciziz 2 cne nel bilancio strategice dell’operazicne ci progettazione, esecuzicne ed esercizio della struttura, gli stati limite d'esercizio acquisteno un peso vieppit maggiore ell'aumentare delle medalita con le quali pos sono manifestarsi, pur avendo essi ccnseguenze molto meno gravi degli stati limite ultimi, Al riguardo, la necessita di escludere eventi re- ricolosi cannessi ad errate disposizioni costruttive appare in iera luce ove si affronti i1 probleme cella sicurezza strutturale in termi nd generali di affidabilita ragionance per via probabilistica ‘*). s condariamente, pud notarsi che non sono invero numerose le. incagini ap positamente rivolte all’esame di stati limite d'esercizio connessi ed errate disposizioni costruttive, seopure durante lo svolgiment> di mgs. prove gffotsura si siano sotute ricavare "en passant" informazic i pre og Fs ziose. Sono invece numerose le indagini, in specie sperimentali, rivolte al- lo studio cei problemi di disposizione delle armature (ancoraggi, cur vature, unioni di barre) e le indagini su particoleri problemi strut- turali (ad esenoio, le travi parete). In tal modo, si 8 potuto perve- nire @ codificare 1a pid gran parte celle disposizioni costruttive, si da premunire il progettista meno esperto e pil disattento contro tali eventi pericolosi di carattere seconderio, ma ugualmente importanti nella realizzazione delle strutture. es In queste sece, si vuole soprattutto lumeggiare l‘aspetto pratico di questi problemi, illustrando le indicazioni ormai codificate dalle norme e segnelare alcune situazioni tipiche, non ancora codificate.ma in grado di ricevere un sufficiehte inquadramento. Per comprencere ultericrmente la necessita di una codificezione delle disposizions costruttive secondo “stancards" di sicurezza é utile ri- chiamare le fesi essenziali del processo di progettazione. Dall‘ esame dello schema oi fig. t, risulta cniaramente che il problema delle di- sposizioni scstruttive interviene nelle seguenti fasi : di modalit di applicazione delle azioni (problemi di diffusione) di definizicne del corpo strutturale (materiali, modelli di comoorta mento) di realizzazicne del corpo strutturale (particolari costruttivi, in specie riguarcanti le armature}, cosiccné apcare quanto mai necessario svincolare il pid possibile la progettazicne da quell'erte innata ci cui sopra si @ detto, i] cui pe so sarebbe augurabile diventasse sempre meno determinante. PROCESIO DI PROGETTAZIONE SENSIBILITA’ PROGETTUALE DEFINIZIONE DELLE AZONI E DELLE, RESISTENZE MODALITA DI APPLICAZIONE DISPOSIZIONI L, EWE AZONI \COSTRUTTIVE a DEFINIZIONE DEL CORPO " DISPOSIZIONI ‘STRUTTURALE OS TRUTT! VE! [] moDALITA D'NDAGINE STATA LIMITE DA VERIFICARE (rota) EMTRA- CoDIcl rformauces addizionati) PROGETTAZIONE DI5PO5iZIONI |COsTRUTTIVE JREALIZZAZIONE DEL CORPO DISPOSIZION! STRUTTURALE (esscutione) |cOsTRUTTIVE ESECUZIONE fig. 1 2 - SUL PROBLEMA GENERALE DEGLI STATI DI SFORZO OIFFUSIVI I1 problema degli stati di sforzo oiffusivi @ facilmente trattabile con i metedi d'indagine attualmente a disposizione finché si resta nelle ipotesi di omogeneita, isotropia ed elasticita lineere del ma teriale @ cid, sie per vie teorica ifunzioni delle tensioni, differen ze finite, elementi finiti), sia per via sperimentale (metodi estensi-, ~wetrici, foto-elastici, lacche fragili). Valicando le ipotesi preceaenti, solo per qualche situazicne, specie s@ riconducibile ad uno stato piano di sforzi, si @ potuto allesti- Fa tl relativo progranma di calcolo (vedi nota (1)), seppure 4’ 4mpe- gno tale da precluderne l'impiego nella pratica corrente. Peraltro, quando si @ operate per via sperimentale, 1'indagine su ele menti in c.a. ha fornito risultati sovente confusi ed anche contraddi- tori per la presenza di un grande numero di parametri che si influen- zano mutuamente, avendo la sparimentazione in effetti lo scope di co gliere l‘influenza dei singoli parametri piuttosto che 11 comportamen to giobaie ‘7), nei mentre che 1*indagine su element’ in acciato oud fornire invero ottimi risultati (zone di plasticizzazione, ridistribu zione degli storzi, vedi nota (2)}, tuttavia non estendibili al c.a. Nonostante quaste difficolta, @ necessario tentere di fissare gli “statements” di validita generale in presenza di stati di sforzo dif- fusivi, g1acché le disposizioni costruttive di maggior interesse ri- guardano le parti struttural{ laddove sono applicati forze e vincoli, nonché l'interno della massa di calcestruzzo soggetts agli stati ten- sionali indott’ dalle barre metallicne, ossia zone nelle quali si ma- nifestano proprio stati di sforze diffusivi per l’applicazione di for- ze esterne o interne. Tali “statements” riguardano due classi di comportamento della struttu ra, la classe I (fase non fessurata) @ la classe II (fase fessurata). In classe I, possono Ticavarsi.attraverso indicazioni teoriche e spe- rimentali che sono, come si @ detto, abbestanza facili da ottenersi © di sicura attendibilita, mentre in clesse II 1*indagine pud rivol- gersi pid che altro all'esame del comportamento globale, in specie al collasso. E' importante osservare che in classe I, le armature vanno disposte secondo de traiettorie delle isostatiche di trazione, allo scopo di fornire immediatamente la necessaria resistenza 4 trazione al caice- struzzo che ne & sostanzialmente privo e procastinare al massimo la fessurazione. In classe II, invece, l'evolversi cella fessurazione conduce a stati di sforzo anche profondamante diversi da quelli che si hanno in classe I e le armature vanno disposte in modo da fornire la possibilita di un equilibrio limite, quanto pid possibile aderente al modello di comportamento che si manifesta el collasso. Non sempre quindi la disposizione delle armeture in classe I si edat~ ta alle esigenze che si manifestano in classe II. Dal punto di vista operativo, la scelta di armare in classe I oppure in classe II & legata alle esigenze della struttura ed agli stati li- mite che interessa verificare, cosicché lo stesso proplema diffusivo pud essere risolto con disposizioni costruttive anche sostanzialmente diverse (8), In generale, si pud affermare che passanoo alla classe II glissforzi cne operano le diffusione acquistano bracci di leva mag- givri, cosicch® possono ridursi i quantitativi di armatura che geran- tiscono gli equilibri limite. Peraltro, gli sforzi di compressione possono cominciare a diventare rilevanti, talvolts accompagnati da fe nomend d'instabilita, e comunque deve eccettarsi uno stato fessurativo ampio e Tocalizzato. Gli "statements" in classe I sono ricavabili dalle figg. 2 © 3 , che mostrano in un problema bidimensionale 1'andamento delle isostatiche sotto l'applicazione di una forza esterna e di une forze interna, ri spettiveamente. Si pud affermare quanto segue : 4 = sotto una forza di compressione applicata esternamente (fig. 4). la punta massima delle trazioni trasverseli 6 (y*0) ed 11 punto d'inversione di segno sono'posti a distenze b, e b, dall’estremo in funzione di a/H, come indicato in fig. 5, dove @ riportato an- che il valore del rapporto 20, Nel campo d‘interesse pratico, pud assumersi 2, = 0,15 7 0,30. yz Fig. 2 2- sotts una forza di trazione applicata internamente, la punta mas- sima celle traziont G,(y * 0) @ posta in genere inmecietemente dietre all‘applicazione del carico Z,. Nel campo d'interesse pra- rico, cer la risultante 2, di teli trazioni pud essumerst Z/Z, ¥ 0,25. yz Allerene le forza di trazione interna & applicata attraverso 41 cazpic di una barra (fig. 6), si genera uno stato diffusive predstts oalle pressioni Si oud affermare che : fig. 4 3 - la risultante delle trazioni trasversali G(x = 0), in assenze di determinazioni pid precise, pud assumersi di valore 2,7 0.25 . (22,). Praticamente, sulla base di que sti tre soli statements possono 7,/p, bef bs J risolversi tutti 1 problemi re- , a antes lativi alla disposizione delle | =F armature (capitolo 3). as] Per quanto riguarda invece i problemi di armatura di elemen 3 ti toZz4, o delle zone dove lo stato tensionale @ essenzialmen te diffusive (ad esempio, in prossimita dell'applicazione di carichi e vincoli), questi sta- oh tements vanno completati prenden Qt Of @ Os 05 ab ay as a} 19 do in considerazione i'effettiva fig. 3 posizione det carichi ed i reali rapporti dimensionali. Le relative disposizioni costruttive saranno esaminate per alcuni ca~ si tipici nel capitolo 4. 21 principio perd che laddove si introduce una forza si generano fatalmente stati di trazione trasversali 344 0 mano intensi e pit o meno Gistanti dal punto di applicazione cella forza stessa, costituisce un principio di validita generale che gover na tutte le situazioni strutturali di questo tipo. fig. § 3+ OSSERVAZIONI SULLE DISPOSIZIONI DELLE ARMATURE Un'errata disposizione delle armature pud generare diversi fenoment che possono determinare una crisi locale, Teli eventi pericolosi per Laccoppiamento acciaic-calcestruzzo possono riguergare tanto 41 com portamento d'insiene quanto quello degli elementi o dei materieli con ponenti e possono cosi elencarsi ({2]) : 1 > scorrimento relativo fra le barra e 41 calcestruzzo 2 - rottura per trazione del calcestruzzo circostante alle barre tese 3 + schiacciamente cel calcestruzzo compresso dai tratti curvi di bar re tese 4 > lesicni e distacens del calcestruzzo di ricoprimento, con eventua- le deformazicne di barre, in conseguenze di “spinte a vuoto" '°) 5 - rottura dell’acciaio nei tratti in curva per esaurimento celle sue duttilita 6 - rottura dell'acciaio nei tratt1 in curva sotto carichi ripetut: un gran numero di vcite, per effetto delle tensioni residue associate alle deformazicne permanente impresse . Ltattuale normativa iteliane preserive un calcolo apposite solo per prevenire lo scorrimento nel ceso di ancoraggi e sovrapposizioni di barre. Le sicurezza nei riguardi degli altri eventi & implicitamente assicurata da regole di buona costruzione, riguardanti i raggi a1 cur- vatura delle berre e gli scessori di ricoprimento. La fatice @ presa in considerazicne attraverso 1"invito ad una maggior coutela, solo per quanto riguarce 1a tensione di aderenza!'), Una breve disamina aegii eventi sopra elencati mette in evicenze $ ps- remetri da cui essi Cipencono e ea piena giustificazione oi aleune pre scrizion2 contenute nelle norre. aio-calcestruzze Come @ note, l'aderenze acciaio-calcestruzzc @ una funzisne 2 di numercsi fatteri, che a dei due meteriali, 10 e precisamente : 1 ~ la resistenza del calcestruzzo (non unicamente caratterizzabile dal valore a compressione) 2 ~ lo stato di sforzo nel calcestruzzo circostente (trazione, com- pressione, stati permanenti o variabili nel tempo un gran numero di volte) 3 + lo spessore del calcestruzzo di ricoprimento 4 - la presenza di altre armature sia parallele che trasversali poste nel calcestruzzo circostante, con interazioni sia favore- voli che sfavorevoli 5 - la posizione relativa della barra rispetto al getto (barre verti- cala, orizzontale, situate in prossimit’ dell'intradosso o delle stradosso dell’elemento o di una ripresa di getto) 6 - la forma della sezione trasversale della barra e le caratteristi- che della sua rugosita superficiale, con particolare riguardo al rapporto fra l’altezza ed il passo dei risalti 7 - il diametro della barra 3 - ta tensione nella barra, in velore e segno 9 - l'estensione della zona di trasferimento degli sforzi fra i due materiali. Nell'attuale normativa italiana, solo una parte dei precedenti fattori, invero 4 fondamentali, viene presa in considerazione, facendosi dipen- dere la tensione anmissibile di aderenza Z, da: a - la resistenza caratteristica a compressione del calcestruzzo a 28 aiornd RY, 25 (brevemente R’,.) b- le concizioni di rugositS della superficie della barra ¢ - le ubicazione dell'ancoraggio rispetto alle zone di calcestruzzo. considerate pid o meno efficienti ai fini dell‘aderenza dg - l’azione di carichi variabili rioetuti in gran numero di volte. I eriteri per definire l'efficienza di cui in c) sono due : - lo stato di tensione locale, per cui @ favorevole la presenza di bielle trasversali di calcestruzzo ccmpresse, . ~ la qualita del getto, per cui @ sfavorevole la zona di calcestruz- 20 prossima alla superficie supericre di una trave 0 di una riprese OL getto, a causa delle bolle daria e dell’acqua risalienti in fa "1 se di compattazione e che si arrestano al di sotto delle barre ri- ducendone 1'aderenza. ei fattori non considerati,principaimente la presenze ci altre arma, ture parallele (punto 4] ha_un peso molto importante, per la sovrap- posizione degli stati di trazione trasversali indott{ nel calcestruzzo (41 che dovrebbe far ricurre i valori ammissibili 74], per cud 2 au gurabile che nelle prossime edizioni almeno esso venga preso in consi- derazione (si veda, al riguardo, il punto 3.2.1). Allo stato attuale della normativa, avendosi per le tensioni ammissi- Dili Gi aderenza T, le espressioni di tebella 1 e valutando l'effet- to dell'uncino come equivalente a un tratto rettilineo di lungnezza 20d (d = diametro della barre), dalle equazioni di equilibrio alla traslazione (con riferimento ad una distribuzione uniforme della ten- sione ‘iaderenza. risultano le rette : A/a 0G. RO, rappresentate in fig. 7 .1, * lunghezza del tratto rettiline odi anco- raggio, & tensione ammissible nell'acciaio) taf ay A = barre tonde lisce con uncino zona fa- vorevole A‘= come le precedenti senza uncino 8 © barre tonde lisce can uncina zona sta vorevole (riduzione massina T,) 8'= come le pfecedenti senza uncino C = barre ad aderenza mi giiorata zona favore pole barre ad aderenza migliorata zona sfavo revole (riduzione mas sima ) ° 12 TAB. 7 tipo di barre valori di % y( kg/cm”) zone sfavorevoli tonde lisce lad aderenza Imigiiorata I valord cosi ottenuti per 1, non si scostano molto da quelli otte- ndbili dal CEB ([1]}, ove si considere invece 11 dimensionamento in termini di stati limite. 3.2 - Rottura cer trazione del calcestruzzo circostante e oroblemi di spinte a vuoto 3.2.1 bi Nella diffusione del cerico da una carra tesa rettilinea al calce- struzzo nascono trazioni trasversali secondo lo schema di fig. 3 © simili (si csservi, al riguardo, cne cid pud avvenire lungo tutto Jo sviluppo della barra, covunque esistano variazioni di sforzo fra due sezioni}. Per valutere tali trazioni, si possono ipotizzere bielle compresse di calcestruzzo inclinate di 45° sull‘asse della barra (fig. 8). Le trazioni, genericamente di risultente 4 zy = AZ, possono esse Te sostituite nell'equilibrio della carra da equivalenti compressioni esercitate dal calcestruzzo di riccorimento, cio# si genereno spinte @ vuotc, le quali, ad esempio in corrispondenza dell'appoggio dello elemento,sono favorevolmente sorrette dalle pressioni dell‘appoggio stesso (fig. 9], mentre altrove sono sopportabili solo con puoni ri- coprimenti c di calcestruzzo ed in presenza di barre di diametro d 1L 12 mitato ‘'?), (raltra inmediata possibilita @ quelle di disporre un‘ec 13 fig. 8 posita armatura trasversale, atta a sooportare le suddette trazioni AZ, (fig. 10). T problemi ora accennati si esaltano sensibilmente allorché il tra- sferimento del carico deve avvenire ga une barra a un'altra (unioni ber sovrapposizicne). Si osserva (fig. 11) che nel trasferimento di 2, oltre ad aversi le trazioni trasversali of risultante Zy = Z, con l'usuale ipotesi di bielle compresse di calcestruzzo inclinate 2 45°, per l’equiliprio della “trave* igeale AB sono necessarie le spinte 9 vuoto U,. per le quali si richtede un’armatura particolare. Lo schema precedente idealizza perd l'effettive comportamento, nel fig. 9 fig. 10 4 Ce (soning, nonvy) 9 yO tt *3ry 7 Z, i at. TP nE 1 apt gal wepeneo 2 z Zz (Paha comme out fr; = senoy pe | x (830) mye (ree) pol” 15 quale l'andamento delle trazioni trasversali & quello di fig. 12, Pertento : ~ l'armatura trasversale, da dimensionarsi ancne solo per la forza (4/8)z,, va convenientemente concentrate verso gli estrem! © cid in misura via via maggiore el crescere della rigidezza della berra(ed esempio, per d > 20 mm l'armatura andrebbe poste eddirittura anche esterna al tratto qd di sovrapposizione), = quando si hanno pid barre unite per sovrapposizione, le unioni van no sfelsate come indicato in fig. 13,a, mentre la disposizione oi fig. 13,b accumula gli sforzi: inoltre, la lunghezza 1, d1 sovrappo Sizione deve essere funzione cel quantitativo di barre interrotte sul totale presente, come giustamente si propone nel CEB ({1]) tra- mite l'applicazione di un coefficiente k>1 8) valore ordinario del tratto 1, di ancoraggic calcolato per la barra singola. Nella tabella 2, sono riportati 1 valori del coefficiente k che,come si pud vedere, giunge anche a 2 nei casi pid sfavorevoli (per quanti- tativi di parre interrotte $0 %), mentre nella tabella 3 sono indi- cati i quantitativi anmissipils. TAB. 2 valori di k | |dtstanza trasver quantitative di barre unite per sovrapposi- sale fra gli as= zione senza sfalsamento longitudinale lsi di unions con . 7 % eigue a 20% | 25% an | 50% >50% 10 13 1.6 19 2,0 2,0 (per qualunaue a) >10¢ 1,0 | 1,2 143 1.4 16 4 17 luantitativi ammissibili di barre unite per sovrapposizione senza falsamento longitucinale iametro d(mm) tipo di barra nature del carico statica Sinamica 216 tonda liscia 100% 100% aderenze-miglio soe . rata p16 tonda liscia 50% 50% aderenza miglio . rata 25% Spinte @ vuote U, si genereno enche nelleunioni er saldature o4 bar re contro barre Ute. 14), ove si rendono necesserie armature trasver sali come nell'equilibrio delle “treve" AB di fig. 11. Sono quindi consigliabili le disposizioni di fig. 15, nelle prima del Je quali @ eliminata ogni eccentricita e nella seconda 1e eccentri- cite varre-saldature aarebbero luogo a modesti stati ci tenso-tlessio ne nelle barre. fig. 14 18 Sez. KK fig. 15 3.2.2 barre_tese ri ve Nei tratti in curva delle barre, si manifestano trazioni trasverse- li seconde lo schema di fig.6 @ simili. Se il tratto in curva @ in prossimita di una superficie, si generanc sointe a vuoto da ripren dere in maniera adeguata. Tl parametro principale che governa il problema @ il rapporto fra il reggio ¢1 curvatura della barra e 11 suo diametro. Per ragioni orati che, le norme si riferiscono al raggio 0 al diametro interno 04, & fon a quello media, in modo da precisare il diametra del mendrino in torno al quale si deve effettuare la piegetura. L'altro parametro & la distanza del tratto curvo della superficie del calcestruzzo, dal- la quale dipende la pericolosita di tali spinte a vuoto. Secondo il ces ¢{1]}, si na infatti (fig. 16) : 05 2 (0,7 + 1.4 a ak Molto importante @ l'accumulo degli sforzi in presenza di pid trat- ti curvi paralleli, che quindi dovrebpero venir sagomati con curvetu re minori. Di fronte a queste indicazioni, non si pud che rimanere un poco cerplessi, se si asserva che i valori minimi di 0, consenti- 19 fig. 16 *4 dall'attuale nostra normativa sono appena di Sd per le barre ton de lisce e di 12d per le barre ad aderenza migliorate, peraltro sen #a alcuna considerazione cella posizicne del tratto curvo entro il calcestruzzo. Come si veor& in 3.4, tali valori sono ancora accetta bili nei riguardi celle sollecitazioni e dei fenomeni indotti negli acciai, ma in genere insufficienti (salvo la presenza di apposite armature trasversali) nei riguardi del calcestruzza, ove si possono produrre lesioni e distaceni se le barre ricurve sono troppo superfi cialis . In fig. 17, per una barra ricurva, pur con piccole curvatura, ma gia Gente in un piano prossimo alla superficie, possono prodursi cistac 20 fig. 17 chi di calcestruzzo per effetto delle trezioni trasversali G, ers dotte dalle pressioni u = Z/R. Il pericolo é scongiurato se si pre scrive un minimo non riducibile per il raggic R, ad esempio secondo i1 cee ([1)) = 0,057. G, R z 2. ‘min we 3.2.3 barre_compresse Il trasferimento al calcestruzzo della forza 0; contenuta nella bar ra avviene in parte attraverso la sezione di estremita della barra stessa, qualora non si abbia uncino (fig. 18,2), oppure mediante le pressioni distribuite nel tratto curvo dell'uncino stesso (fig. 19.a)- Nel primo caso, per ricoprimenti di calcestruzzo regolementari (ad eset pio ¢ > d: 2 cmlvi @ 11 rischio di distacco di calcestruzzo, come in dicato in fig. 15,b, soprattutto per grandi diametri (¢ 216 mm secon do 11 CEB, [1]). Si rende pertanto necessaria un'armature trasversaie da dimensionarsi, in assenza di determinazioni pid precise, per le forza 0/5. Nel secondo casc, oltre al fenomeno precedente, che risulta perd at tenuate essendo la forza AO, piu interna, si generano spinte @ visto to per l'eccentricita di OD, (Fig. 49,8), cosiccné conviene la dispo- sizione di fig. 19,b, a meno di disporre idonee ermature per ripren- dere le spinte. tno AREAS tn nnn 24 fig. 19 22 Al solito, i problemi si esaltano allorché vi @ da operare il tra- sferimento del carico da una barra all‘altra. In questa situazione, oltre ad aversi l'eventuale necessita di un‘ermatura trasversale per 41 femomeno indicato in fig. 18,b, si ha pure la necessité di ripren dere le trazioni trasversali che si genereno nello schema di fig. 20, analogo a quello di fig. 11,a@ (si veda anche in fig. 19,b lo schema di equilibrio per le quota parte di carico equilibrata dalle trazio ni trasversali di risultente zy) Poiché nel primo fenomeno le trazio ne trasversale pud valutarsi nella misura di (1/5)0, e nel secondo di (/s)o,, si pud proporre complessivamente l'armatura di fig. 21. L'op portunita di un‘armatura trasversale, crescente con il diametro d del le barre e al diminuire dello spessore c di ricoprimento, pud dirsi inderogabile per d p16 mr itsposizdone costruttive di porre a- 1.4 gli estremi dei pilestri >. 220+ =s0 p! ridotte (p'=yt SP. p * passo usuele) si rivela utile ancne a questo riguardo (si vede Py re il paragrafo 4.1). armatura trasversale per la forza 4/5 Dz’ (senza effetto amatura trasversale per la forza Dz fig. 20 fig. 21 23 Si possono proporre le due disposizioni di figura, 1a prima per 1} caso che 1a deviazione avvenga con un angolo B<15°, la secona per veviazioni maggior: ( B > 15°), ne In fig. 22,8, la spinta a vuoto U 7 2Z sen p72 (252,¥2,), viene ri- presa da armature tresversali che & bene ancorino al massimo 2 barre e sino costituite da 3 moiette o staffe, In fig. 22,b, le barre che si incrociano sono separatamente ancorate con le necessaria lungnezza d'ancoraggio 1, (se scorre con le re lative armature trasversali per le trazioni di diffusione). a fig. 22 0) in corrisponjenza a tratti curvi rientranti (fig. 22) ater eatsenze a tratti curvi rientranti Anche in cuesta situazione si possono distinguere 1 due casi di de- bole e forte aeviazione, facendo riferiments all'entité della curva- tura 1/R (R = raggic di curvatura). 24 Ag ‘et EE AS 4 a) pede onsale PONG EE medals 33 j Yolbsa seaa etod arualue Taser. fig. 23 Nel primo caso: (fig. 23,a) le spinte a vicic sossono essere Fiore” se da trazioni trasversali sopportabili dal calcestruzzo stesso,nel caso di ricoprimenti usuali, cid per diametri delle barre d<16 mm @ fintantocha il raggio di curvatura R non sia minore del valore 11 mite Ri, Ticavabile dalla relazione chp: & R= 0,38 1 + ty S28 a? , caimensioni in em), min 2 R ag 8 Dbk/6 essendo i, l'interasse delle barre e Ran’ la resistenza anmmissibile a trazione del calcestruzzo (il coefficiente di sicurezza 6 vuol te- ner conto della presenza di microfessurazioni e dello stato longitu dinale di traziona nel calcestruzzo di ricoprimenta). Per d > 16 mm, conviene ricorrere comunque ad armature trasversali- Nel caso di grandi curvature, l'srmatura trasversale di passo p va MAGa dimensionata almeno per la spinta Zp = =2-2-° p (fig. 23,b) © pub 25 essere costituita convenientemente da staffe che possono ancorare le barre comprese su una larghezza massime uguale a 10 d-. in ogni caso, @ bene avere forti spessori di ricoprimento(ad esemoio,c > 1,5d) e non grandi distanziamenti p fre le ermature trasversali. 3.2.5 geviazione di correnti compressi Si considera a titolo esemplificativo 11 caso di una deviazione bru- sca, come accade in corrispondenza della mezzeria di une trave a ce- penna (fig. 24). Tuttavia, il fenomeno delle spinte evuoto che pos- sono prodursi per questa cause ha un aspetts del tutto generale e ri chiede disposizioni consimili o'armatura !19) + Nel caso di fig. 24, darmatura trasversale che riprende la spinta U = 20, sen B/2= “2 Z tgB/2 @ bene sia costituita da almens 3 staffe. Inoltre,pud essere necessario considerare anche l'equilibrio del "nogo" inferisre we A riguard di quest ‘ultima osservazione, e in linea del tu:to genera le, si deve consigliare di seguire sempre l'evolversi celltequilitris delle forze in gioce, anche a1 di fuori gel "nog" di cui si studia Vequilitric, e cid attraverso un traliccis ideale che scnenatizz! localmente l'eiemento in esame, 28 3.3 - Schiacciamento del calcestruzzo compresso dai tratti curvi di barre tes. Trattandosi di pressioni localizzate in zone ristrette rispetto alla massa circostante, i loro valori possono superare senza elcun canno 41 carico di rottura su provini cubici. Peraltro, le limitazioni oo ste ai raggi di curvatura, allo scopo di ridurre il pericolo raopre- sentato dalle trazioni trasversali di diffusione,conduconoa valori di tali pressioni pienamente accettabili. Pertanto, salvo casi veramente eccezionali, lo seniacciamento all‘in terno dei tratti curvi non costituisce un evento pericoloso. 3.4 - Fenomeni riguardanti gli acciat La massima dilazione prodctta dalla curvatura impressa alia barra @ data dal rapporto d/D fra il diametro della barra e il diametro ci curvatura. Ltattuale normativa italiana consente ver le barre tonde lisce il va lore 0 = 6d (Sd per il diametro del mandrino), a cui corrisponde quin di una dilatazione massima del 17% circa. Per le barre ad aderenza migliorata, avendosi valori circa dcopi di O, la dilatazione massima @ dell's% circa. . In presenza di carichi ripetuti un gran numero di volte, tali da ren dere probabile l'insorgere di fencmeni di fatica, la resistenza del- la barra ricurva @ ridotta calle tensioni residue prodotte dall'cpe- razione di piegatura a freddo (fig. 25). Questa operazione equivale ad un ciclo completo di carico, con superamento del limite elastico, e@ quindi con flessione plastica, e di scarico, con andamento lineare per il diagramma tensioni-dilatazioni. La somma dei due corrisponden ti stati tensionali (fig. 25) da il diagramma delle tensioni resicue con punte massime sull'ordine di 2000 kg/em?. Tali tensioni residue sono pericclose in presenza di carichi variabi li ripetutiun’ gran rumero di volte, perché esse si sommano elle ten sioni prodotte dai carichi, cosiccné i valori risultanti delle tensio- ni effettive sono maggiori Ji quelli crevedibili in base al calcols usuale, mentre d'altro canto diminuisce 1a resistenza del materia le per effetto della fatica. Conice Seats (sna) fig. 25 Pertanto, i valori del diametro 0, dedtono essere progettati tenen- do conto cegii effetti sia sul calcestruzzo che sull'acciaio. In genere, pud tuttavia affermare che le sollecitazioni e i fe- noment indctti nei calcestruzzo costringono ad assumere valori mag- siori per : reggi gi curvatura delle barre, cosicch’, salvo 1a pre- Senza di vistosi fenomeni di fatica, quanto riguarda gli acciai é au- tomaticamente verificato in piena sicurezza. A titolo d’esempio, si riportano nella tabella 4 le prescrizioni det CEB ((1]}) (Forze in | Newton). 3.5 ~ Oisposizioni particoleri riguardanti le reti elettroseldete L'ancoraggis delle barre Principali (dette anche longitudinali) di una rete elettrosaldata avviene per nuona _Parte mediante le pressio- oi esercitate dalle barre trasversali sul celeestruzzo (fig. 26): pertanto, a paritad di ricoprimento minim c, conviene che le barre trasversali di encoraggio siano le pid distanti dalla superficie (fig. 27). ‘ Per garantire tale ancoraggio, nella normativa si prescrive infatti il controlls della resistenze al distacco offerte dalla saldatura nel Nedo, deterrineta forzando con idoneo dispositive la barre trasversa TAB.4 ol (ui) bare eisce bare uewate (Ras) pet quate wguanda, it calsestiuzze bare | SSE | sh 16d | 2od | 25h sotlevae [Seen | tod tod sd. 20k © copper pad coda fig. 26 fig. 27 le. Tale resistenza dovra risultare maggiore di : (0.3. 40. Alto?) ] ng essendo AS l'area della barra longitudinale. La presenza delle saldatura (a cui consegue un poco di fragilita locale) impone inoltre ai iniziare le piegature delle barre tongi- tudinali ad una certa distanza ‘dai nodi (vedasi, ad esempio, la fig. 33). Poiché l'ancoraggio avviene per buona parte tramite le berre trasver- sali, & possibile ricurre le usual lung sarie nel caso di barre tese rettilinee isolate. Nella tabella 5) so no riportate le indicazioni del cea ([1]) per le lunghezze 1, delle reti con i relativi scnemi. Ga tali lunghezze, possono ricavarst quel ze 1, che sarebbero neces- le necessarie nel caso che le barre longitudinali siano prowiste di gomito cd uncini e quelle necessarie nelle unioni per sovrapposizio- ne, con l’applicazione rispattivemente di una riduzione del tratto ret, tilineo,o di una sua amplificazione tramite un coefficiente k>1 fun zione del quantitati i barre longitudinali interrotte nella stes- sa Sezione. Per le unioni per sovrapposizicne, i] CES ({4]) proporre una tabella apposita contenente gli schemi ‘relativi, qui non riportata per brevita. ancweg 2d emerdy wrez = TT obbororrea aad nornrovef ono - T wo ow regay a wg UZ b> Ypr sel z © aeorenffe) "Ss prey, ey El arorapayslnay sn0q, 24 4 - OSSERVAZIONI SULLE DISPOSIZIONI COSTRUTTIVE DI ELEMENTI STRUTTU- RALI. 4.1 Pilastri_e muri 4d Allo scopo oi proteggere le barre contro eventuali instapilita, e per meglio riprendere le trazioni trasversali 6, indotte nel calce- struzzo da interruzioni delle tarre o variazioni del loro stato ten- sionale (si ricordi la fig. 8), conviene concentrare le barre verso gli angoli, semprecné non si vengano ad avere tratti scoperti d'ar- matura piu lungni di 20 cm o del lato minore b della sezione rettan golare (fig. 28). Nella tabella 6 sono riassunte le prescrizioni cel cep ((1]) riguardanti i1 diametro 4, delle barre longitudinali. Com plessivemente si pud indicare quanto segue (CEB e normativa italiana ~ ger l'ermatura longitudinale di disporre le barre negii angoli, con un massimo oi 5 barre per ango lo @ a distanza €30 cm (CEB); ccmunque, di formare l‘armetura cen al meno 4 barre oi diametrs o, 12 mm oppure 10 om, rispettivamente per pilastri gettati in opera o prefaspricati (normative italiana): ~ per l'armature trasversale, di disporre le staffe, sempre chiuse e conformate in modo da contrasta re gli spostamenti delle carre <1 passo of 5 SL min. @ ai realizzare le steffe con diametri €25 om dg > 6 mm oppure $ mn, rispettivanente per pilastri gettati in opera 1 doy 0250, opoure > lato minim: = /70, cpcure y5 mm, sempre con Og$ 16 om itudineli verso l'esterno, ad un O prefatoricati (normetiva italiana). Secondo il p15. (2-8), oppure <9,8 t, oppure <30 Em, essendo 6 tl “grass ai utilizzazicne della sezione a compressicne™. Wei muri in molte situazioni (cerichi centrati, snellezze meceste), Mtarmatura in direzicne celle es-pressione ncn @ affatts rozessaria. Per i muri armati (fig. 2 » si cud prescrivere (258) : 2 ,;O0 a) test x . _ (CEB ETT sezione vetta fare toe . } THEA TT aoe pine cb 33 TAB. & 2 2 R Kk 22.000 N/cm’ R kK > 40.000 N/cm Pimensione minima 3S 2 j min d max max blem) i im’ mm) (mm) >~6 |? 10 6 10 < 25 10 268 8 28 > 25 12 40 10 40 (2) I (.) solo con riccorzzenti c 31,2 a per c > 35 mm,disoorre sempre reti di sostegno - per l’armatura rzitudinaie, a, <12 mm, @ oistenza €39 em ; - per_l'armatura tresversale, barre correnti < sasso p < 22 cm, staffe passanti sagorete e forma Oi S per ricceri~entic <2 0). 4.1.2 dispo: a) riprese In corrispondenza delle riprese di gettc, ad esempio ai piani, o in corrispondenza di travi passanti o di riseghe 9 mensole, le armature dei pilastri vengono disposte : - a collo d’oca (fig. 30,2), per valori della risega a <5 + 10 cm, - con spezzoni di ripresa (fig. 30,b), per a>10 cm. Nella disposizione a collo d’oca, si richiedono le due staffeture (s) per riprendere le eventuali spinte a vuoto U che si generano in (4) se le barre sono tese da stati di presso-flessione, e in @, se ie barre sono compresse. Nella disposizione con spezzoni di riprese, le barre (4) sano utili,se se non addiritturs necesserie, per scpportare le trazioni trasversali (G,) generate dalle diffusions delle tensioni ( 6,) della lerghezza b, alle bo, mentre le barre (6) si richiedono in situazioni di pres- so-flessicne. a es 4 t s \D, 5 = “| ” b) im a S10 ce 35 b) estremita Le armature delle estremita alle quali sono applicate forze (fig.31) presentano le seguent{ caratteristiche : ~ le barre longitudinali vanno arrestate senza uncini a 2+3 em dal- la superficie del getto, per non dar luogo a locali dissesti nel calcestruzzo causati dalla diversa rigidita delle fibre longitudina- if e soprattutto dall'eccentricita delle compressioni barra-uncino (fig. 32), ~ la staffatura va localmente infittita, o sostituita da reti elettro- saldate poste ravvicinate e formate con barre di piccolo diametro e @ piccoli lati, per sopportare le trazioni trasversali G, prodotte dalle diverse cause (diffusione det carichi assiali, variazioni ter- miche, ritiro, ecc.). ————. comantinrione | i presione / § AYisd, +— 2 Lem i >r0d, Jad ehdtesddlate cle deren (mag@ion war. Sem x5 om wltvare wan. 8 Gu mmorodilivtie sg) + | fig. 31 fig. 32 Inoltre: - per_la sommita, quande aopoggiano elementi portanti, devono prevedersi eppareccni d'appeggic di diverso tipo e importanza, poiché in linea generale non @ consigliabile 1’appoggio diretto di calcestruzzo su calce~ struzz3s - per il piede, entre alloggiementi opportuni (ad esempio, in plinti a pozzetto) de ve prevedersi un elemento metallico utile per il posizionamento del pilastro, o altro dispositivo equivalente, nonché 1a scanalatura delle superfici affacciate per ottenere una unione pil efficace e ridurre l'altezza H dell'alloggiamento (vedasi ancne 4.4.1). Comunque (CEB), anche negli usuali pilastri degli edifici @ bene di- sporre al piede ed in sommita 20 3 staffe a passo 1/2: 1/4 p (Fig. 33), per migliorare l'ancoraggio delle barre longitudinali (in specie se rrowiste di uncini] e co- stituire una cerchiatura loca le nelle zone di maggior momen to flettente. Nel caso dei muri, in sommita, dave si ha la concentrazione dei carichi riportati dagli im palcati, conviene realizzare un cordolo armato di distribu- zione (fig. 34), utile anche fig. 33 per la pretezione del calce- struzzo sottostante contro eventuali fenomeni di "fendage”. Sempre nei muri, in corrispondenze agli incroci e alle estremita in piente conviene realizzare (anche contenuti nel corpo stesso dei muri) pile strini armati e staffati in maniera adeguate (fig. 35). As=4e5un, Ps240 +15 cu Xa bane eon ree cae ae tone cerd + -~—__= ert pial dieses. Fig. 35 4.2- Trava snelle (1/H 28) 4.264 Yengono definite travi snelle le travi aventi un rapporto 1/H 8 2 con gli eventuali carichi concentrati ad una distanza dagli ap- poggi © >, 2H. In caso contrario (1/H < 6, a/H<2), le travi vanno considerate come massicce (ad esempio, le travi di fondazione in ge nere). Il campo delle travi parete (vedasi 4.3) comincia in effetti solo per 1/H¢2. Ltarmatura di flessione pud essere convenientemente rialzata verso gli eppoggi, soprattutto nelle travi ad anima pid ridotte e sotto i carichi di maggior entita, per un miglior comportamento della trave al taglio (minore apertura delle fessure oblique). In ogni caso, oc corre traslare il diagramma delle trazioni M/h* di una quantita v, funzione del tipo. $ del quantitativo di armatura al teglio secondo le tebella 7-°°" TAB. 7 valori di v/h ox wi = 0.6 | 9,670.6 20.8 = grado di armatura el teglio g0° 1,00 0,75 0,50 O = inclinazione delle 45° 0.75 0,50 0,25 barre sull‘esse della trave In fig. 36 @ rappresentato il disegno di progetto dell'armatura di u na trave ad una campata tenendo conto di tale “decalege", nelle due elternative di barre interrotte e di barre rialzate (favorevoli per i carichi di maggiore entita). Si notino = - le lunghezze d'ancoraggio > 1, delle barre interrotte, el di 14 dei punti E delle loro piene efficienze, = le lunghezze d'encoraggio delle barre rialzate, - la distanze z ¥ 0,8 h (dall'appoggic @lla sommita delle prima barra piegata), 39 + la presenza di un minimo d'armatura inferiore ( ¥ Aymax/3) corren te fino all'’appoggio (secondo la normative italiana, da valutersi per la trazione Vale Per carichi veramente modesti (secondo la normativa italiana potred be dirsi per T, ¢ T,,)+ @ conveniente armare con barre correnti dé appoggio ad appaggio (ad esempio, con un minimo di 3 barre inferior: e 2 supericri reggistaffe). Lee bLpebiuye ppp ry ps —T 1 mT TTT et YOO a del=20 mm , oppure ad.s 4 « fig. 36 In fig. 37 & racpresentatc l'analogo cisegne per le prima campata ot una treve continua (evendo agsttato sull'appoggic le riduzione fer- fettaria cel 15% dei mementi elastici). $i notino, oltre 2 auantc gi8 socra csservatc : la disposizione delle due vielle compresse sull'appoggio inter medio, - 11 minimo d’armatura inferiore sull'appoggio intermedio (2A, max campata/4), - la distripuzione cell'armatura tesa entro la soletta, nelle zone di momento negativo, molto favorevole ai fini di una minor fessu~ razione. sdo staffe sole staffe fig. 37 Per quanto riguarda le staffe, possono consigliarsi le disposizioni riassunte in fig. 38, con uncini, gomiti e ancoraggi in accorao alle usuali prescrizion1 celle barre tese. Secondo 1'attuale normativa italiana, si possono riassumere le seguen- ti prescriziond : {0,1S%.boh , per barre ad aderenze migiicrata - nella zona tesa A >{ ~ 0,25%.b nh , per barre tonde lisce, oor | _ Ve hts ce vr Eat [ | . ge *8ty (wv 915 fp al srovors ways - : lf] ope mars - l’armatura tesa va convenientemente diffus: eg14 appoggi deve essere presente un‘armatura inferiore, convenien- temente ancorata, tele da assorbire uno sforzo uguale alla reazione dtappoggio, ~ quando T > T+ i! 40% dello sforzo globale di scorrimento va affi dato alle staffe, ~ anche se T, ¢T,,- devono prevedersi staffe aventi sezione com- plessiva 3 cm*/m con passo p 40,8 h e comunque con almeno 3 staf- fe/m, — le staffe daevano essere collegate da apposite armature longitudinali. Nell'impiegoci reti elettrosaldate, ormai molto frequente per forma~ re l'armatura al tagiio, cccorre tenere presenti due circostanze (ve- gasi 3.5): che l'ancoraggio delle barre tese si realizza per buona per te attraverso le barre trasversali e che 1a Saldatura delle barre ob- bliga a tenere una certa distanza tra i nod e gli inizi delle pie- gature. Si possona indicare le prescrizioni di fig. 39. 1 2° Ss) umerno fig. 39 43 4.2.2 - armature _di_parete Nelle travi ad anina sottile in rapporto all’altezza, per limitere lo stato fessurativo dell’anima, aggravato dagli effetti del riti- ro e della temperatura e da eventuali torsioni, @ conveniente dispor re barre longitudinali correnti distribuite lungo le due pereti del- T'anima. Nel CEB ((1]), si prescrive questa disposizione nel modo se guente (fig. 40) : > armature di perete @ necessaria allorepé : Ra, (N/em*) 10° ; a oad Mantma 7] la percentuale d'armatura per cgni parete, rapportata all’area del- l'anima (dedotta la zona in cui @ contenuta 1’armatura inferiore tesa) deve essere : Bap % 0.585 ltarmetura inferiore tesa e le barre di parete devono essere realiz zate con acciai aventi le medesime ceratteristiche; ~ molto conveniente @ l'impiego ci staffe per formare l'armatura a ta gio, poiché le barre longitudinali della rete possono costituire l’armatura di parete (passo trasversale < 15 cm). fig. 40 Seguendo le orescrizioni precedenti, risultano quentitativi d'arma- tura di parete invero sensibili; inoltre, si pud rilevare che la ne cessita di una tale armatura non viene fatta dipendere dallo spesso- re b, dell'anima. Il problema @ stato rioreso ultimamente in seno elle XIII Commissione del CEB, che si occupa di strutture prefabbricate, ed @ in fase di riesame. 4.2.3 disposiziont_perticolert a) armatura delle ali Nelle ali delle travi con sezione a T, e pid generalmente in tutte le pareti di travi ove si hanno flussi di tensioni tangenzieli uniformi nello spessore (sia prodotti dalla flessione che dalla torsione d'in- as) ‘gobbamento ), sono necessarie armature a taglio da dimensionarsi seguendo gli stessi concett{ con cui si dimensioneno le usual arma- ture delle anime (che sostanzialmente sopportano i carichi verticali). Deve perd rilevarsi talvolta l'esistenza di tensioni trasversali SS (undformi nello svessore, nelle teorie semplificeta), per realizzare gli equilibri gicbali. Ad esempio, per la trave con sezione aT di fig. 41, per l'equilibrio globale di un quarto d’ala, si manifestano verso la mezzeria trazioni trasversali G, che in particoleri situezio ni possono condurre a1 distacco delle ali dall‘anima. b) travi_sporgenti all’estradosso Nella progettazione della trave, occorre tener conto delle seguenti circostanze : - 41 corrente supericre risulta libero, il che pud essere pericoloso se esso @ compressos - la soletta inferiore ed i carichi che gravano su di essa sono pram ticemente appesi all'anima della trave (quindi, fra l’altro, gli appoggi della soletta sono di tipo indiretto, vedesi 11 successi- vo punto d}); - 1g trave viene generalmente eseguita in due tempi, con una ripre- sa di getto fra la soletta e l'anima sporgente. fig. 41 Per far fronte a tali circostanze, si richiedono particolari dispo sizioni costruttive, rispettivemente : ~ le staffe vanno chiuse in alto, sovente si presenta la necessita di aumentare l'inerzia del corrente superiore rispetto all'asse yoy (fig. 42) ~ 9¢cerrono particolari armature per sopportare le trazioni Gy est stent nell'antma (ossia per appendere 1 carichi al corrente suse riore) (fig. 43). pud convenire cercare di ottenere l‘imposta a 90° delle bielle compresse (nel traliccio generalizzato resistente agli scorrimen ti) sulla superficie di ripresa del getto, il che pud realizzar- si, 0 profilendo edeguatamente la superficie di ripresa (fig. 442) oppure utilizzende come aste tese barre inclinate (fig. 44D). y \ We ee Fig. 42 fig. 43 fig. 44 “1 c) travi_in spessore di solato + Il problema fondamentale delle travi in spessore @ costituito dalla ° loro sensibile deformabilita che accresce Quella propria delle solett 11 funzionamento delle travi @ piuttosto variabile e in genere com- plesso. Negli impalcati con solette di getto pieno, 11 solaio tende @ comportarsi come un solaio a fungo con pilastri senza capitelli, cosicehe, aopena la maglia dei pilastri 2 abbastenza regolere, convi¢ ne disporre le travi nelle due direzioni ortogonali (fig. 45). Invece, quando i solai sono del tipo misto, le travi in spessore ten- dono a comportarsi come travi di tipo ordinario malto snelle, con par ticoleri problemi (di tipo di punzonamento, vedi note (22), in corri- spondenza del vincolo af pilastri (figs 46). Se le tensioni tangenziali tT, calcolate con riferimento alle larghez za b, (fig. 46) risultano > ZT, (secondo la normativa italiana, T, rappresenta 11 valore limite déllaT, in presenza di armature a tagii occorre fare affidamento anche sulle fibre di calcestruzzu ésterne el pilastre, 2ssia sulle lergnezza B-b,. La risultante di aueste tensio- fig. 45 nd tangenziali T,, sovraccarica i travetti posti in prossimita del pilastro e talvolta rende necessaria una vera e proprie trave di get to pieno (fig. 47). Questa circostanza si verifica anche in corrispondenza delle trave di colmo, seppure attenuata per una qual simmetrie oi carico che au- tomaticamente sottrae 1 pilastri a flessioni pericolose. Pertanto, conviene limitare i tratt{ pieni sporgenti dalla larghezza del pilastro (ad esempio a 2 volte lo spessore della soletta) pilastro che si dimostra inoltre particolarmente favorevole se di sezione ret- tangolare con il lato pid lungo disposto in direzione trasversaie alle trave. fig. 47 49 3) appoggi indiretti la trave secondaria trasferisce il carico alle trave principale at- traverso traiettorie inclinate di compressione (fig. 48,a), mentre il ruolo degli ‘eventuali ferri inclinati pud acquisire importanza selec in tempi pid avenzati oer effetto della visccsita del calcestruzzo e in presenza Gi stati tensionali aventi carattere permanente. Si ren- de pertanto necesseria un'armatura di sospensione da dimensionarsi per le forza h,/H5.V. (Fig. 48,5). fig. 48 Ltarmatura di sospensione deve essere posta in prossimita dell'arrive della trave secondaries e deve avvolgere le varre inferiori delle treve principale. Ceve inoltre verificarsi 1'ancoraggio delle armatu re infericri delle trave secondaria nel corpo celle principale, assu mendo per semolicita la retta della reazione V, passante e b,/3 del filo interno Gelle trave principale (fig. 48,0). Vale la pena ci 7 howe i Spessove oS Wy ELE servare che 1: scne ma of fig.46.a si_ realizze in tutte le travi in spesssre ci sclaio (fig.45), cer . dol so! le quali dovresne Quindi disporsi un'adeguata ermatura di s7so: e) fori nell'anima In corrispondenza 4 fori nell’anima di travi con sezione a T, e pid generalmente situati in tutte le pareti di travi ove si hanno flussi di tensioni, si generano sovrasollecitazioni locali che richiedono particolari armature. Se le dimensioni dei fori sono modeste, si da permettere 11 funziona- mente a trave snella fino in prossimita del foro stesso (fig.50.a), le sollecitazioni locali sono calcolabili ad esempic con 1'tpotesi at deformezione rappresentata in fig. 30,b°25), 11 tagiio T™ genere le flessioni rap sere T, Jy oresentate in fig. $0,c. Pertanto,1o stato di solleci- tazione delle due “aste™ 1-2 @ 3-4 2 di presso-fles- sione e di tenso- flessione rispetti vamente (per 1a situazione di fi- gura) ed il comy ne valore delle forza assiale pud ottenersi dalle re lazione -O=22m"/H,. Eventuali caricni applicati lungo le aste 1-2 e 3-4 ge nerano ulteriori flessioni e tagli localt. Ltarmatura si pre- Tee 2 senta come rappre. Fig.sc sentato in figura 52 Fig.$1 $1, con le barre attorno al foro sagomate in maniera uguale, anche se diversamente sollecitate. Ltanalisi pid completa dello stato di sollecitazione e di deformazio ne della struttura si rende talvolta necessaria (fori ampi) e pud svolgersi con metodi pid raffinati (si veda, ad esempio, 1a nota(3) © quento rappresentata nelle cue figure 52 e 53, relative a due strutture a Vierendeel effettivamente realizzate). Un solaic @ una struttura di superficie piana soggetta ad azioni di- verse, essenzialmente a carichi > togonali al suo piano medio ed a carichi in questo egenti. Nei riguardi dei primi, si ha in generale un comportamento a piastra, per i secondi a lastra, essendo i due comportamenti ed 4 relativi stati tensionali fra loro separapi1i''7?, Tuttavia molto spessc, in dipencenza cel rapporto dei lati del campo rettangolare di solaio (1//1, > Z) e gel rapporto delle rigidita fles stonali esistenti nelle due Gtrezions ortogonals (J, >>J)) (Fig. $4), 41 calcolo piastra pud essere sostituite da un calcolo a trave,sal vo tener conta del possibile ccmportamento a piastra ove @ necessario: precisamente, in corrispondenza cell'attacco con il muro scala o di tavolati che impediscano la litera ceformazione del solaio, 0 laddo- ve tale deformazione & ridotta cer le oresenza di un elemento di mag, fig. $2 fig. 53 53 Fig. $4 gior rigidezza a fianco,quale pud essere una trave parallele ella di- rezione lurgo la quale si valuta il cemportamento a trave. In tali situazioni, occorre considerare scoprattutto i momenti flet- tenti trasversali che si generano nella struttura @ disporre le ne- cessarie sezioni resistenti atte @ sopporarii (18), Analogamente, in corrispondenza a carichi rioartiti su aree ristret- te si producona momenti flettenti trasversali per i quali occorrono adeguate sezioni resistenti. Nel seguito, si riportano alcune indicazioni contenute nel CES chp, reletive invero a solette in getto pieno, ma peraltro estendibili, almeno coms concetti generali, al caso dei solai misti(ned quali perd pud osservarsi che il ruolo delle inerzie J>> J. diventa essenziale). a) armature a flessione e a tagiio leddove pud eseguirsi un calcolo a trave, i1 solaio viene armato con barre parallele, o pid preferibilmente con reti aventi 1’armatura nel ja direzicne portante nettamenté prevalente sull’altra. Si possono inoicare i seguenti valord minimi per il distanziamento i, fre le bar re e ver la percentuale geometrica & d‘armatura, contro i) risenia 54 di un'eccessiva fessurazione : 4 ~ a { > BYO1%. 20 cm — In genere, non si hanno armature el taglio, selvo in presenza i ca- richi di notevole entitaé. Le eventuali piegature hanno inclinazioni di 30° + 45°, Nel caso di semplici appoggi agli estremi : - 41 diagramma delle trazioni (fig. 36) viene ottenuto traslando di Vv «4,5 h dl diagramma M/n™, il che significa ancorare l'armatura infericre per la trazione 1,5 Vai = 1a meta dell'armatura di campata va proseguita in pretica fino ello appoggio © sufficientemente ancorata: = nel caso di armatura con barre, 1/3 di queste possono essere solle- vate. Nel caso di incastri agli estremi : - se si arma con barre, 1/3 + 1/2 di queste possono essere sollevate, contribuendo @ sopportere i momenti d’incastro con 4 tretti suerio ri orizzontali: = quando 1'incastro @ particolermente garantito (ad esempio, entro un muro contenente forti carichi assiali), possono sollevarsi fino a 2/3 dell‘armatura di campata, realizzando due sollevamenti cistinti (fig. 95) quando si tratta di un incestro entro una trave, non & il caso di fare molto affidamento su tale vincolo, che eviene e prezzo di tor sioni della trave, ma per prudenza conviene considerare le campete come semplicemente appoggiata in corrispondenza del filo interno della trave; peraltro, le staffe della trave e le barre piegate & bene diano una certa copertura ai'momenti d’incastro (fig. 58). quando si tratta di un incastro di continuita entro ad una trave, possono ridursi adeguatamente i momenti flettenti teorici (fig~57) in conseguenza delle notevole larghezza del vincolo, e parte la possibile riduzione che pud operarsi in virti delle deformazioni di carattere non elastico (in specie le fessurazioni),riduzione for faitizzabile nella misura usuale del 15%, salvo apposite aeterming zione. 55 fig. 55 fig. 55 b) armatura traversale In accordo con l'attuale rcrmativa italiana, se si @ in presenza sol i ca- rico uniforme senza vinco- 1i addizionali che si op- pongano alla libera defor- mazione a trave, 1‘armetu- ra trasversale in campata, conteggiata sommando le ar mature disposte ai due lembi delle sezione, non deve es- sere inferiore al 20' ai quelle principale. Deve aversi comunque elmenc. per metro (secondo 1] CEB}: 3 barre cond = 7 mm, se R, 722-000 N/en*s Fig. 57 3 barre con ¢ = 6 mm, se R,,*40.000 N/em*s 4 barre con d + 4 mr, se R,,759.000 N/er?: 56 mentre l'armatura trasversale in corrispondenza delle zone di momen- to negativo non deve essere inferiore a1 10% di quella principale por tante. In corrispondenza di vincoli paralleli elle luce del solaio e dei suci ordi, nonché in prossimita ai cerichi concentrati, si devono cispor re armature addizionali (cioé in aggiunta a quelle derivanti dal calco- lo a trave sotto carico uniforme), seguendo le indicazioni riassunte nelle figure 58 + 62. < Sey ST a) 4 =A ~ - Aye As, AS emake pocjal) ut posal jet yo La! Da Le 0 arabia, | Sn fig. $8 fig. 59 4.3 - Travi tozze (1/n < 2) le modalita oi applicazione cei carichi (applicati sull’estracosso, oppure appesi all’intradesso della treve) influenzano sensibilmente lo state di sforzo della struttura ed il suo comportamento nelle due fasi, non fessurata e fessurata. Similmente, la presenza ci reazioni G'appoggio distribuite lungo l'altezza H della trave (appoggi indi- retti) altera sensibilmente il comportement della struttura rispet- to al casa che 1a reazione d’appoggio V, sia applicata sull'intrados so delle trave. Pertanto, i casi di rico dall'alto e di carico dal basso e di appoggi diretti e indiretti vanno tenuti distinti. 5T — Uaglena di difavine a: [ac lls finns Pe TES * EE thats P (te bere) bee tekt [gr] so el a et Gabe pr keene otis Se laglnn baw pant dl tts) a) bax teorl, ) 208, ( omale A TOGA, , cothaade sls tastens'es ba here A Iwi wortile nom me, (te/n) Ag, alle 9 waza, , crcautiade 2. bo, ntoens % 4.301 in fig. 63 sone riportate le isostatiche in classe I (non fessurata). in classe II (fase fessurata),e prevalente il comportamento ad erco o @ cavalletto con tiran- te (fig. 6493 Pertanto, gia nella prima fase si rileva la convenienza di di- Sporre l'armatura portante pra ticamente orizzontale, estesa da un appoggio all’altro senza Anterruzioni o sollevamenti ed \ ancorata agli appoggi per la _ trazione 0,8 Va» E poiché in ge nere le lunghezze d’appoggio so no modeste, risultano convenient ti gli ancoraggi a cappio nel piano orizzontale (fig. 64). SSE é . 1% O1Sz0,20H oe. sweeten ‘ : + dove va presa per H* l’altezza H della trave per 1/H > 1, @ la luce 1, per 1/H€1. le staffe © le barre correnti orizzontali hanno essenzialmente un rug lo costrutsivc i Vtarmatura va ripartita sull‘altezza 0,15 ; 0,20 H™ vo, Seppure l'esame degli sforzi indotti gal peso proprio (che in carte @ ca considerarsi come un carico dal basso) © di quelli indottt calla quota parte di carico agente sulle larghezze ¢ degli aj 60 poggi possono giustificarne in parte la necessité: cosi, i bordi ver ticald devono essere presidiati da apposite moiette. Sopra gli appog gi, occorre inoltre un’adeguato acdensamento d‘ermatura. In fig. 65, & rappresentata l'armatura completa di una trave. 200m! dlarwatua We ey =. fig. 65 [ b re | + Nelle figure 65+ 69 sono poi rappresentati alcuni significativi anda- menti tensionali per carichi distribuiti e carichi concentreti (dat quali si possono ricavare, ad esempic, i valori dei bracci delle cop~ pie interne per un calcolo convenzicnale a trave snella) ¢ nelle figu ra 70 viene ricordato l'effetto delle quota parte di carico agente sulle larghezza c degli appoggi. Tutti gli andamenti sono perd relati- vi alla fase non fessurata (nell’ipotesi di materiale omogeneo ed 350° tropo con comportamento elastico-lineare ed applicabilita celle solu- zione reletiva ed uno stato piano di sforzi) e quindi, per una corretta disposizione delle armature, & indispensabile aver presente come talt stati di sforzo si evolvono ell'aoparire delle prime fessure, sino o1- Jo stato ultimo di collasso: ad esempio, i tre assi neutri cne ei hanno nelle situazioni di fig. 68 non hanno alcun significato in fase fessué rata, nella quale 4 cerichi 9 vengono sostenuti mediante cavalletts o+ tipo triangolare, di altezza rn“ circa uguele alle luce 1 (avendosi H/1 > 1), ned quali le catene inferiori presentano un tiro praticamens® x 61 costante da aopog gio ad appoggio. b) travi_a oid cam- pat Oltre a quanto in- dicato a1 punto precedente,per la armatura sopra gli eppoggi di conti- nuita si possono dare le seguenti indicazioni : - l’armatura va ri partita nell'al- tezze della tra- ve come indicato negli schemi di fig. 71, validi per c/l_ = 0,1 > almenc meta del- l'armatura deve essere corrente per tutta la tra ve, - la restante par- te d’armatura pud essere costituita da barre of lun- ghezza complessi- va 0,8 * (dove al solito, per 1/H>1 va presa per H* lraltezza — (por) «oy /Y “4 | i it Aesvansoy wereny yp Moz 29° 34s (goyv=> qpon eg aeons) d are . Til t + ys Vi e'o 20m Vb go xo 62 63 Fig.70 fig. 71 H della trave, mentre per 1/H ¢ 1 va presa la luce 1), ccn interas se di 10:15 cm, > anche se 1/H< 1 (fig. 71,¢), si rende sempre necessaria un‘armatu ra all'estradosso, ~ lermatura cosi progettata @ in grado di sopportere anche le trazio nilocali sopra agli appoggi covute alla diffusione delle reazio Ai da questi introdotte. La disposizione corrente delle ermature @ conseguenza dell'andamento delle isostetiche, sensibilmente crizzontali in classe I (fig. 72),€ del comportamento della struttura in fase fessurata, Nelle prove su travi al vero, infatti, 1'interruzicne o 11 rielzemento delle armatu- Te $i sono rivelati non favorevoli, conducendo la strutture ed une crisi anticipata. In fig. 73, @ rappresentata l'ermatura completa di una trave a due campate. Nelle figure 74, 75 sono coi racoresentati alcuni significativi anca- 0g fig. 72 menti tensionali (dai quali possono ricavarsi, ad esempio, i bracci delle coppie interne) e nella figura 76 viene ricoraato l'effetto del- la quota parte di carico agente sulle larghezze c degli appoggi, sem- pre relativi alla fase non fessurata. 42 © x0 wa ] ] Te | hrs04 H _ voswmotuva, ofrcote. < a) 4 =A" CNasiar) N 65 (ae 4) ssa owah 1 70H as H — 6; oar H a + ah 1a/ Met yee eet * natty see lM ayes (MI ’e fe 7 184% Os mah, 7 66 Bats, beet, ) fig. 75 valori ¢i G/ 2/bH v2 | 1 2 2 | 3 [atcurval -10,0 0,47 0,56 0,91 0,49 {____t oT Per le travi parete a pit campate, occorre tener presente che la strut tura ha un‘estrema sensipilita a: ~ $ cediments differenzialt degii apooges, ~ le deformazioni elastiche degli appoggi o delle eventuali pareti tra sversali o dei contrafforti o irrigidimenti che reelizzano gli appog gi indiretti, ~ che in uncalcolo convenzionale atrave snelia.4 momenti fiettentt con venzionali in campate sono da orender: assai maggiori di quell rivanti dal calcole [19] 4.3.2) Travi 2ppoggi_diretts a) Travi_ad_una camoata le presenza del carico appeso da luogo a.sensibili trazioni 6, (Fig. 77; le isostatiche presentano in fase non fessurate una netta devie- zione verso il basso (fig. 78); per il solo peso proprio, 1a quota par, te oi carico da consigerarsi appesa & rappresentata in fig. 79. fig. 77 pud vedere, viene disposta un’armatura di sospensione @ passo 10:15 cm cne avvolge le armature inferiori e si ancora all'estradosso della tra ve, se 1/H > 1,2, 0 semplicemente lungo un semicerchio di diametro 1, se 1/H € 1,2. rama di ss0 yorpie da | a > ae | ALEKS STi » | OSE ro - | yo . aN i) / SK ‘ ! /: oy iene = S | . = | L. sol } Terri m 7 t é tr OT — 7 ca VR, breast. tig 7s fig.78 | = = wv XO a i Pecan | La [ead = Tl ttre bi a oo fp fig. 80 b) Travi_a piu campate Come nel caso precedente, le isostatiche di trazione vengéne richiane~ te verso 1] basso in campata (fig. 61), comparendo sensibili trazicr: Gy (Fig. 82). Per l’armatura, oltre a quantc indicate in 4.3.1, b), occorre tener di un‘armature oi sospensione @ passo 10715 c7- sresente 2 R ° ost ret os Fy — ons soe o4 = a Te ST | SSeS wee fig. 82 4.3.3 Effetto appoggi_indiretti Lieffetto degli appoggi indirett1 @ soprattutto quello di sollevare in alto verso l'appoggio le isostatiche di trazione, sia nel caso di carico dall‘alte che di cerico dal basso (Fig. 63, 84). In fase fessu Fata, sono particolermente pericolose le fessurazioni oblique in pros simita degli appoggi, percha (passono condurre ad una crisi anticipata. Pertanto, occorre prevedere un rinforzo d‘armatura in corrispondenza degli appoggi entro un campo di dimensidni 0,5 H*x 0,5 H*{essendo, al solito, H¥=H per l/H>4 ed Secondo la schema indicato in fig HR ey per 1/H$ 1), ad esempio + 85 (appoggio con contrafforti). 10 foi OLY fig. 63 T +} | i osl UF | tt 7 05H Fig. a5 Tele armature deve essere in graco ci ricrencere gli sforzi delle piel le di calcestruzzo inclinate isolate calle fessure (fig. 86). Nv ae ° “fas alle Lane wide Q dese eaalle sinowlalh “ella cerete che reelizze l'appoggic inciretts, occorre prevedere le secessarie armature di sosnensigne come indicate in 4.3.2. Tale arma- tura si rivele molto effice: 2 se sagemate core indicato in fig. 67, giustificabile se si © vente all‘ance-ent= celle isostatiche ai tra iione ecrrispendenti el cass oi cerice cel casso. T2 fig. 87 4.3.4 Travi_oerete_@_ sbal I] problema struttura- le (disposizione celle armature in classe I e II) @ analogo @ quello delle mensole t7zze (ve dasi il successivo pa- ragrafo). Per il caso di carico dall’alto, l'armatura superiore va ripartite nell'aitezza come indi- veo negli schemi di fig. 88 e l’ancoraggio deve essere effettuato fig. ao una eventuale maggiorazione). 4.3.5 Mense a) caries dall'alte 2 ripcrtate le iscstaticne 13 secondo modi diversi, in dipendenza della posizio- ne e@ della natura delle rea zioni vincolars e degli e- ventuali eltri carichi che realizzanc ]'equilibrio (rag-89). In presenza di carichi appesi, © di carichi riportati sullo sbelzo da travi parete tra- sversali,si riveleno efficact le ermature inciinateltig.9u), da dimensisnarst secondo treliccd che globalmente quilibrano i1 carico P{con oeP 4 SHY CREO RG | RSS DST ASS CART| ra) PRR SAU ANS RTS WER Wiss la fig. 92 l'andamento celle fessurazicni in stadic avanzato. Si ud rilevare subite che la disoosizicne delle armature secondo le isosta- tiche in classe I corrisponde abbastanza bene a quanto richiesto in classe IT (barre pressoché ortogoneli alle fessure). Le prove sveri- mentali a collasso hanno ancne indicato per le tipologia pid comuni le dimensioni delle bielle compresse utili per definire i traliccd <1 equilibrio. 5 Complessivamente, si pud rilevare quanto segue : - la forza di trazione Z agente nella parte alta della mensola, lievemente inclinata verso l'esterno, @ praticamente costante fra Aes, - l'armatura necessaria a sopportare la trazione Z deve essere suffi- cientemente ancorata in A, convenientemente mediante cappi nel pia no orizzontale, - le trazioni che salgcno nella colonna soprastante (zona C, di fig. 91) non necessitano in genere d'armatura per la presenza dei cari- chi assiali soprastanti, ~ 16 trazion: inclinate @ 45° nella parte basse della mensola sono in genere modeste, cossicché non v'é bisogno di un’armatura apposi- ta, salvo il caso di carichi di notevole entita, > sovente, sull’estradosso della mensola sono applicati anche carichi orizzontali (ad esempio, forze di frenatura di carri~ponte), che van no ripresi’con apposite armature [70), Nelle figg. $3, 94 sono rappresentati due esempi d'armatura, il secon- do favorevole per il caso di carichi di notevole entita. = SA, yp B hancwe 2 \y ae Goud ahd) fig. 93 16 fig. 94 b) carichi non dal: alto Allorché i] carico & appeso alla-mensola, oppure @ riportato su que- sta da una trave trasversale (fig. 95) si manifesta l'usuale necessi- t& di un‘’armatura di sospensione globale o parziele Nel caso di fig. 95, si possonc considerare i due equilibri indicati in figura, nei quali i1 del carico viene appeso con le barre in- clinate ed il S0%, prudenzialmente.viene ripreso dall'armatura orizzon tale. ows 17 4.3.8 Zon ensionali_diffusivi 2) caricht in prossimita degli aoooggi (a/H 4 2) e travi massicce as oltre a tener conto delle ne~ cessitd diffusive, @ indispen buon Ms \ eile papile VeriFicere 1'encoraggic omer a iO ——> «elle singole barre preposte __» alla diffusione (fig. 101). fig.100 Similmente dicasi per le arma ture loceli poste entro muri di fondazione in corrispondenza dello sca rico di pilestri, o di travi, per le quali possono proporsi gli schemi Gtarmatura di fig. 102, giustificebili alla luce di quanto indicate nel la fig. 2 (vedasi anche quanto indicato in 4.4.2). 4.4 - Strutture dirette di fondazione a) fondazioni lineari Nelle fondazicni lineari (fondazioni sottomuro) deve attuarsi le tra smissione dei carichi dalla larghezza b del muro alle Yargnezza 6 del la fondazione (fig. 103). In tale trasmissione, e nello stato di sfor z0 che ne consegue, ha influenza la natura del terreno ed ancne la de formabilita della fondazione, per cui deve porsi, al fine di ottenere una distribuzione quanto pil possibile uniforme delle pression! : Hy 2m, dz 15cm, ~ _ Og 45° + 50° , per fondazioni non_armate su terreni coes ods te LEEETEETIOTT a) dagen Sosy I \ i 3) UII 9 oc) tenon casive a) fentuo ideade + ™ | r fereeuo dead. OT » Wace ial fig. 104 81 Si possonc distinguere i due casi fondementali : ~ se 2 1,0: (1,2) H (fig. 104], si tratte sastanzialmente di un problema si diffusione nel quele, per sé (1/2) + 1/2 H, pud anche farsi 2 reno cell‘armatura (?"), - se = >> h [fig. 105), la trasmissione gel cerice pud essere trat- tate come un crdinario problema di trevi snelle. Fig. 106 fig. 105 Nelle fongazisni armete, in ge untaltezze Hin + os evitere, aczena prssibile, ie Fuorené nelle cndezizni moite rismc ci trastissicne cel caric: ¢: 108 (gel cusle le fig. 194 Liarmazere ve cuindi tenute ent (favorey usinele ercoric all'e: 82 trasversali distanti non pid di 20 em per garantire una ripresa cif- r fusa degli sforzi inclinati di com- pressione. E' possibile smus sare l’altezza 4, senza turtere il meccanismo di dif fusione suddette, perd con inclina- zioni 6 30721407) in mado da non ri Fig. 126 chiedere controcas seri di sostegno per il getto fresco. Lo smusso, pid che dal unto ot vista di risparmio di calcestruzzo e di casseratura (essendo d< senza la partecicazicne cel 83 muro soprastante. L'armatura longitudinale costituisce anche l‘armatura a trave rcve- scia in corrispondenza delle aperture del muro e sugli sbalzi ¢i e- stremita, eventuaimente integrata da barre locali (fig. 108). fig. 108 laddove il carico del muro presenta eccentricita, o intervengens for- z@ che danno lucga ac una risultente eccentrica e inclinate (cz7ne,ad esempio, nei muri di fondazione eventi anche funzione paraterra), la Fondazione viene fata regionevolmente dissimmetrica (fig. 109) .in mo do da far passare ver i} pari- centro della superficie d'appog gio la risultante R corrisponden te ad una "posizione meaia pesa ta" delle possibili posizioni, possibilmenze evitando cre si Producano parzializzazicni di tale superficie anche cer le situazioni pit estreme cella ri | | fig. 139 sultante. 1 proplema trasversale ai diffusione, o di flessione e tacli risolto con riferiments ai disgrammi lineari delle pressioni 84 producono in relazione alla posizione della risultante. Si dimostra favorevole la disposizione di risvaltare nella suola le barre verti cali di ripresa del muro (fig. 110). Vipese dal eno Oo Ae _ = agin wk Daorald. fig. 119 b) fondazioni a olinto Nei plinti, usati come fondazione di elementi di scarico isolati(ad esempio, pilestri) deve attuarsi le trasmissione dei carichi delle sezione del pilastro alla superficie c'aopoggio cel plinto sul ter- reno. I1 problema @ analogo a quello visto per 1e fondazioni linea- ri del punto precedente, solo che ora si tratta di un problema tri- dimensionale. . Con altezza H opportune, si possono realizzare plinti senza armetura, mentre per altezze minori (ad esempio, 5/H > 1/2 71), sono necessarie armature che per comodita esecutiva vengono disposte ordinariamente nelle due direzioni ortogonali parallele ai lati, anche se : - in fase non fessurata,.le isostatiche sono radiali e circon ferenziali love si tratti di plinti snelli, trattebili con la teorie delle piastre snelle, saranno radiali e circonferenziali i momenti flettenti a partire dal centro fin quesi al contornol, = in fase fessurata, pud pensersi alla formazione di un tronco di co- no di compressioni (o di una piramide oi ccmpressioni) tenuto in e- quilitrio da una soletta superiore compressa e da una membrana in- feriore tesa (fig. 111) (41 tutto al posto dei cavalletti pieni dt fig. 104 © 106). 85 fig. 111 Pertanto, per forti scllecitazioni si rende necessaria un'armatura a4 cerchiatura sul contorno del plinto cer riprendere agli angoli gli sforzi di compressicne inclinati (vecasi ancne la fig. f di nota (137). ando nelle due direzioni ortegcnali carallele ai lati, sccorre con siderare la diffusione, oppure la flessione e il tagiio (a secondo gel valore di s/H), sugli stalzi s 2 cer l'intera lunghezza 8, © cid per entrambe le direzioni. L'armatura cosi determinata va distribuita sulla larghezza 6 come indicate in fig. 112, ned due casi di plinto ad altezza costante oppure variabile. Valori consighiati di alcune dimensioni sono (franco dal colletto all'intradosso della soletta di pavimenta) in relazione all'usct ta di pluvieli, forma zione di pozzetti,ecc. 15 + 20 cm, a(risega del colletto) y4 + Sem, per con- Fig. 12 sentire l'appoggio dei casseri cel cilastro (oud anche essere assen te in una direzionel, 8 4315 cm, ° o P< 30° + (40°), per evitare controcasseri. wivtole situazioni di carico eccentrice vanno trattate come nel caso delle eS fondazioni lineari, di cui al punto precedente, con riferimento ad una “posizione media pesata” della risultante R. Favorevole é 11 risvoite nella suola delle barre verticali di ripresa cel pilestro. Ned plinti particolarmente sottili, pud presentarsi il problema del Punzonamento, nel quale pud valutarsi una di riferimento con lo schema e i simboli di fig. 113, di valoF@-TB.A. francesi 60): conice di punzona wend. Q = N- 6. r(ben)? 4 fig. 113 Tagg 7 165 O/PH, con la limitazione (senza armatura) : (22) Tmax €¢ Sb * ) plinti con alloggiamenti Per 4 pilestri incestrati entro alloggiementi (fig. 114), per la profondita # dell‘alloggiemento e per lo spessore t delle pereti tra sverseli al piano di solle- citazione, si possono porre le seguenti limitazioni in- dicative : , 0,15 wef ree pere€0,15 > 2,0b,pere=2,0 b, con possibilita d' interpola zione lineere fra i yalori estremi, te {13 Ps min. 10 cm . essendo l'eccentricita esfi/N misurata nella sezione corri fig. 114 spondente al borco superiore dell'alloggiamento. Per le pressioni nel 1a parte alta dell*alloggiamento, aventi 1a risultante di valori F,, (fig. 114,a) sono necessarie armature di cerchiatura che passono esse- re formate anche solo da anelli esterni, quando le dimensioni e l'ec- centricitA sono modeste (e < 0,15 b, fig. 115,a), oppure da un'armatu- ra a telaio nei piani crizzontali (fig. 115,b). Nelle pareti longitudinali paraliele 31 piano di sollecitazione, le armature verticeli di ancoraggio si possono determinare con lo schema di fig. 114,b per la trazione 2. Qualora le pareti interne dell‘alloggiamento e del pilastro siano li- sce, i valori della profondita H sopra indicati vanno maggicrati del 25% (secendo la proposte italiana di normativa sulle prefabbricazionele gel 40%, secondo i1 ceB[1] . Inoltre, per il braceio h* delle coppia interna (fig. 114,a) va assunto il valore ridctto 2/3 He la spinta Fy 88 va considerate distribuita su una certa altezza sul fondo dell'allog giamento stesso. @ S015 )) a) 4.4.2) Travi In genere, le travi rovesce usate come fondazioni lineari al di sot- to di elementi di scarico isolati (ad esempio, pilastri) presentano notevole rigidita: precisamente possono distinguersi - travi massicce, con2¢ 1/H 8, ~ muri di fondazione, con 1/H <2, le prime con stati di sforzo nelle due fasi (non fessurate e fessura- ta) per 1 quali non si richiedono armature a taglic, ma con le Barre longitudinali correnti lungo la trave (fig. 116), i muri di fondazione trattabili come travi parete a pid campate (fig. 117) (vedasi 4.3.1 e@ le indicazioni ai fig. 102). Per quanto riguarda l‘armatura trasversale, si hanno poi problemi ana loghi 2 quelli delle fondazioni lineari sottomurc, dovendosi operare la diffusione dei carichi dalla largnezze Dy della nervatura celle tra ve (o del murolalla larghezza B della suola. Lib “6Eg 90 | : Nei muri che sostene *2rreno @ fianco, vi @ anche da considera re il comportamento . = cra sotto la spinte del terreno stesso.per le quale si richiedono particolari armature e verifiche (molto spes ; So il calcolo @ riconducibile a quello di trave snellal. gh BIBLIOGRAF IA {1 ] ces Tecnnologie et industrialisation du ferraillage - tome I - Dispositions conmstructives en béton arme. Janvier 1973. [2] &.F. RADOGNA - Froplemi di sicurezza nelle disposizioni costrut- tive cel cemento armate - Notiziaric AICAP - L'industria Italiana del Cemento, n°, 7/8 - luglio, agosto 1974, (a) A. micLiacct - Propiems gi sicurezza nelle disposizicni costrut- tive del cenento armato - Notiziarie AICAP - L'Indu- stria Italiana del Cemento, 1975 - (in corso di pubbli cazicne). [4] A. micutacct - Teoria tecnica dalle travi @ parete ssttile - Acti del Collegic degli Ingegneri di Como - Tamcurini Edite re, Milano, 1972. [5] ceB - Raccomandazioni internazionali per il caleclo e 1'ese- cuzione delle opere in cemento armato nermale o precom- presso. Seconda edizione italiane a cura gell'A.I.T.E£.C. Roma. NOTE a «2 om 93 A titolo d'esemoio, si ous citare il lavoro di S. Dei Poli, L. Cedclin - Finite element nonlinear analysis of reinforced con- crete bidimensicnal structures - Technical report N° 40 -I.S.T.C. semotemcer 1974, nel quale si studia fino 2 collasso una trave in c.a. Seguencs l'evolversi naturale dello stato fessurativo sulla tase delle efettive cendizicni di rottura del calcestruz~ zo in regime Didimensicnale di sforzi, tenendo conto degli scor rimenti acciaia-calcestruzzo, nonché dell'effetto bietta celle armature tese 2 dell'effetto "ingraneggio” lungo le fessure. A titolo a'esempio, per il caso invero di elementi metallici, si cita l'indagine attualmente in fase ci svolgimento presso 1'I.S.T.C da parte dei ricercatori P. Gambarova, &. Malerba avente lo sccpo di determinare lo stato di sforzo e di deformazioni di pannelli metallici piani a1 di 18 del limite elastico del materiale attra verso metodi ottico-interferometric’ con 1*impiego di micro-reti coli. Le zone di plasticizzazione e la ridistribuzione degli sfor, zi sono lette anche quantitativamente con cttimi risultati, tutta, via non estendinili cvviamente al c.a. Una ccmparazicne dei metcdi d'indagine di tipo numerica, limita- tamente al caso di strutture Vierendeel, 2 riportata ad esempio, nel lavoro di A. Migliacci, 0. Benedetti, R. Villa - Oue esempi di strutture Vierendeel: tetodi di calcolo - L'Industria Italia- na del Cemento - iuglio/agosto 1974, viene stabilita una scala di attendibilita dei risultati dei diversi metodi di calcolo,affian cate ad una scala dei costi rispettivi, al fine di scegliere il metcdo piu indicato, giaccné le procedure di ottimizzazione glo- bale (che si propongono ci rendere minimo il costo complessivo costituito dalla somma cei costi di crogettazione e di quetii di esecuzione) risultano estremamente ccmplesse ed applicabili solo in situazioni eccezionali o nello studio di aspetti limitati del problema. Nell‘introduzione del manuale del C€8 ({1]) - Technologie ed in- dustrialisation du ferraillage - tome I - Dispositions construc- tives en béton armé - si dice infatti : "Bien construire les ou- vrages en béton armé est un art qui suppose une connaissance éten due. des materiaux, de l*évolution des forces, du dimensionnement, de l'exécution et du comportement, mais aussi une observation et un entrainement étendus et un don natureld’ingénieur Ferrailler correctement exige une claire représentation de 1'évolution des forces dans l‘armature, surtcut en Classe IT (fissuréel, mais aus si un examen pratique de la construction. Un feraillage compliaui 94 «) (6) (0) Veai pagina seguente ne peut étre bien réalisé qu'au prix d‘un travail minutieux. U'ingénieur doit Btre conscient de l'importance du l'art du ferraillage dans le cadre de ses fonctions pour la construction". Nell'ambito del Corso di Perfezionamento per le costruzioni in .a. presso il Politecnico di Milano, data i'estrema imoortanza Gel problema, si sono avute varie conferenze al riguardo. S1_possono ricorcere quelle tenute nel maggio 1973 dal prof. ".2. Cohn Dimensionnement & limite des ossatures en béton armé. Gostruzioni in c.a. Studi e Rendiconti - Tamburini Editore, Mila no, 1974, © ultimamente (aprile 1975) la conferenza tenuta dal prof. G. Ceradini - Prowvedimenti costruttivi atti ad assicurare lapplicabilita dei metodi di calcolo a rottura ed a shake down nelle strutture di c.a. e crap. Si pud vedere, al riguardo, il cap. II del volumetto di A. mi- gliacci - Applicazione dei principi probabilistici alla proget- tazione delle strutture in c.a. @c.a.p. - parte I - Tamburini Editore, Milano, 1974. Possono anche riportarsi le seguenti con clusioni riassuntive (tratte dalle pubblicazione [3]). Supponiamo che una struttura possa essere messa fuori servizio per diversi eventi. Strutturalmente trattasi del Taggiungimento G1 determinati stati limite: ad esempio, per una trave in c.a. semplicemente appoggiata pud raggiungersi lo stato limite ulti- mo ® flessione in una sezione, pud aversi una fessurazione ecces Siva oltre 4 valori ammissibili di apertura delle fessure, pud aversi la disorganizzazione di un eocoraggic, un'insufficiente protezicne delle armature con accresciuta probabilita di corro- sione, ecc. Non tutti questi eventi hanno le medesima importanza, taluni costituiscono unicamente stati limite ¢’esercizio nei con fronti dei quali, con interventi appropriati di rinforzo o di risenamento, pud ripristinarsi l'integrita funzionale della strut tura. Considerando per ora i soli stati limite ultimi, corrispondenti al collasso delle struttura, supponiamo per semplicita che 1° Simo di essi sia caratterizzabile dalia sola veriazione aleato- ria ivea.) @, e che 41 valore minimo non piu ammissibile di tale vea. sia @..°Indichiamo con P, la probabilitaé dell'evento sfavo- revole {arg 3.}. In termini probabilistici, indicendo con Fla) 1a tunziéne di distribuzione della vee a, si scrive (fig.a): °) Pp re fas ap = FD. 95 Poiché si ha a che fare con n eventi sfavorevoli, occorre consi- derere la probabilita P, dell'evento soma j (a, < 3,)+(a,¢ a)* sreetla.< 3}, la quate costituisce 1a propabilitd di g011as- so della struttura considerata, o ci perdita della sua affidabi- lita, nell’embito delle ipotesi assunte. Si pud dimostrare che per tale probabilitd oud scriversi : a _ ot a _. F + nye) ac? y n - ee n +z Zep hayeeyyay le (71) 7 Sr Sin Kio ea A tkleean dove genericamente, ad esempio, ,/3,-5, 3,1 @ 11 valore del taaidiriousione msta celle via. 2% aye? in "Corrasponaenza des rispettivi valori minimi non pid enmissineis ae Potcne @ praticamente impassibile conoecere letstabistich® mi- ste che entrano nella formula precedente, ci si deve accontenta- Fe oi determinare i limiti entro i quali giace la P,. In partico lare, per il limite inferiore pud scriversi max Flajer,. it.2.00 2 2S 8 dove pud escludersi i1 segno di uguaglianza, poiché nella realtd fisica del problema le nv.a. a, non sono fra loro perfettamen- te Gipendenti in senso positivo. Pertanto, se si presentano pid possibilita di perdere 1'affida- pilita, risulta sempre : Pi > max Py, ossia la probabilita complessiva aumenta comunque e, inoltre, in misura tanto maggiore quanto maggiore @ il numero di tali possi- bilita. Si deve quindi cercare di escludere cal gioco probabilistico que- gli eventi che sostanzialmente non canno luogo ad un aumento di costc (come pud conseguire ad una diversa e pil favorevole di- sposizione degli ancoraggi delle barre d'armatura o ad un aumen- to del ricoorimento di calcestruzzo), traguardando solo quegli eventi che in effetti determinano la progettazione ed il costo dell'opera (ad esempio, lo stato limite ultimo a flessione delle trave): cioé pud dirsi che per gli eventi sfavorevoli dipenden- ti da scelte di carattere costruttivo devono ottenersi valori praticamente nulli per le rispettive P, @) Conviene cniarire quanto sopra con qualche esempic. Lav.a. a. che rappresenta l'affidabilita della struttura ned confrofti dell’i-esimo stato limite ultimo, in un proble ma di resistenze esprimersi come differenza (R-S) fra le {segue a pag. seguente! 96 (7) Per quanto riguarda, ad esempic, le prove a rottura di travi per taglio si pud vedere il testo di T. Godycki-Cwirko - Le cisaille mant dans le béten armé - QOunod, Paris, 1988, che muove appuntc questa osservazione. (8) A titolo d'esempio, si pud ricordare il caso ben note Gi una men sola tozza di fondazione o di sostegno di un carro ponte (figg bec. wai (f\>* ml ye \ fig. c vea. resistenza R e sollecitazione §. Nella racpresentazic- ne generalizzata sopra indicata (fig.a1, nel caso ad esem- pio della fessurazione l'evento non gradito va seritts come (4am ™) SO}, dove w. 8 l'apertura massima non pid am- esbae w é la v.a. apeflra delle fessure cne si considera na, cosiccné, in questo caso, 3, #0, fessur. (3) (10) a1) 97 Nel primo caso l'armature A, viene progettate con riferimento ellteaquilibrio del tralicci® di figura (esuilibrio limite,a fessurazicne avenzata), nel secondo casc, per cautelarsi al massim> contro il fenomeno fessurativc, 2: pud armare secondo Ltangamento delle isostatiche di trazione, cne hanno superior- mente un angamento molto prossimo all'orizzsntale, e quindi con riferimento ad un braccic b' delle cue risultanti Z/=0, as sai minore di blaltezza utile in un proziena ai trave snelia), @istribuendo l'armatura neli'altezza delia zona tesa. Comunaue, @ sempre bene avere la possibilits di un equilibrio limite (si veda, al riguardo, i] paragrat> 4.3.5). Si definiscono ([3]) spinte e vuoto le forze che si generano in prossimita della superficie del calcestruzzo e rivolte ver- so l'esterno, a causa di: - interruzione o deviazione o variazione ci tensione di barre tese c compresse > interruzione o deviazicne di bielle di calcestruzzo compresse. In linea del tutto generale, laddove si generano spinte a vusto deve aversi la presenza : ~ di idonee armature metalliche, e/o - of stati di compressione, atti © riprendere tali spinte. Seconas le fondamenteli ricerche di RSs, oud ritenere che l'a derenza sia ridotta dalla fatica ad un \aicre circa uguale 4) 60% oi quella valida per carichi applicati staticamente. Dalle equazioni di equilibrio : 2 vis Xd 1, . per barre senza uncino, STy %d U1, + 20d), per cerre con uncino, si ricava la lungnezza 1, cel tratto rettilineo d‘anccraggic, a piena utilizzazione a trazione delle barra. Lreffettive tratto di ancoraggio va mzltiziicats ovviemente per il rapperts A, pecessaria (di vaiz! zazicne), iene uti 1 nel ca: essenas *_ la sezione cella terra. come cianetro c ella tarra. Per tarre di sezione non i] rap; PA, essen reslere, va 2 F il perire 98 (12) S4 pud quind’ raccomandare, in presenza di barre di grande dia~ matro o prossime fra loro, di sollevare le barre cne devono en- corarsi per aumentare lo spessore di ricoprimento (fig. d). Cou munque, al di 1a di un dato diametro (con gli usuali rapportt c/d >1 si pud considerare ii diametro d = 16 mm) so- no indispensabil{ armature trasversali, nella pratica corrente realizzate dalle staffe stesse della trave. Nelle travi prive di staffe, come sono ad esempic quelle su cui si @ talvolta speri- mentato per indagare sugli effetti del tagiio, si nanno quindi stati di trazicne trasversale, o spinte sul calcestruzzo di ricoprimento, causati, se non altro, dalla variazione di ten- sione delle armature longitudinali. fig. 'd (13) Si ricordi, ad esempio, i1 caso dei flussi di compressione negli angoli di un elemento prismatico con sezione poligonale sottono- sto a torsione (fig. @) oppure il caso dei flussi inclinati oi compressione in un plinto tozzo (fig. f). ae Thy! ce ue Cea uU Mortar te ay fig. e fig. f (14) as) 99 Anche nei casi pid favorevoli gi quasi completa armatura a ta~ ello (> 0,8) © con tarre inclinate a 45°, si rende necessaria una traslazicne v = 0,20 40,25 h. Questo perché in vicinanza degli appoggi, per un trance di trave all’incirca lunge quanto ltaltezza, lo stato tensionale é ben diverso da quello ella Ue-Saint Venant {che pud aversi nella sezione corren te della trave), ma @ uno stato diffusivo schematizza bile secondo lo schema limi te di fig. g, per {1 quale la trazione iniziale delle armature longitudinali va- le Va» se l'inclinazione Gelle risultante delle com pressioni viene assunta eee guale a 45°, Si consideri, ad esempio, una trave avente la sezione di fig. h. trattabile secondo 1a teoria del Vlasov in regime di fiesso- torsione. Sotto l'azione di coppie torcenti positive uniformemen te distribuite, i diagrammi adimensionalizzati del bi-momento Me del bi-taglio Tuy @ del momento torcente Slla De-Saint Venant Mos Siano quelli di figura (per x = V(G)qil@/{Eluy) = 3, a * rigidita torsionale pura, Elyw= rigidita torsionale d‘in- globamento, veaasi [4]). _ oP — 100 In fig. kK, sono riportati i diagrammi cella cocrdinata settoria le w(s) e del relativa momento statico Sy,(s}. Si hanno quindi sctto torsione le tensioni G = w(s)Mw/Jww © i flussi di tensioni tangenziali uniformi@nello spessore tt*- Suis) W/Tuw con i versi positivi di figure. Voss die tensiow & figs k Pertanto, dall'equilibrio g-cbale, ad esempio, delle pareti @ soalzo (a) (fig. il, si proouccno le tensioni trasversali 6, rappresentate con i loro versi ocsitivi in figura e quindi una possibile disorganizzazione delle strutture. Some L 1 — cate Torsion’ | | | us) a7) (1a) aga) (20) Gltre a mettere in conto _lo sccstamento verticale differenziale & fra le due sezient 7-3 e 3-3, si possono anche considerare le due corrispondenti rotazicni pe @, (calcolate per la trave snella senza foro], Cosi facendo, fa rigartizione del taglio T fra i due correnti 1-2 e 3-4 avviene in maniera diversa da ccme Successivamente indicato (ossia, i punti di nullo dei momenti flettent{ non risultano in mezzeria dei correnti). Vedasi al riguardo il lavoro di ®, Gravina - Sulla teoria della struttura di superticie piana anisotropa - Costruzioni in c.a-, Studi e@ Rendiconti - vol. 2 - Tamburini, Milano, 1965. Nolte volte si vedono disposte le armature superiori per sor- reggere le trazicni conseguent: a tali momenti flettenti tra- sversali, di segno negativo nell‘usuale convenzione (positivi i momenti se risultano tese le fibre inferiori), ma non si nota un'uguale preoccupazione nei riguardi delle compressioni infe- riori che vengono lesciate scpportare (in un solaio mist) dalle ali inferiort dei blocenhi di laterizio, per di pid in direzione er gyersgle ei fort (secondo 1a normative italiana, oltre ad aver Si in questo caso una sollecitazigne di compressione anmissibile 4 valore ridotte, G' = 40 kgvem*, il tipo costruttivo del bloc co deve consentire 1a trasmissione ai tali sforzi, il che non sem pre @ possibile, ad esempio nei salai a camera d’aria). Secondo i risultatt di Gav, si nanno per travi parete a due can- a Pave i diagrammi di fig. 5 2 le aT ons at 1 momento di continuita TH bocor gt appare ridotto alla meta. ) fig. 1 Questo problema si manifesta avitualmente nelle strutture pre- fabbricate in sommita ai oilastri-che portano elementi prefab. oricati, per effetto della ceformazicni di ritiro, termiche ¢ ger viscosita. Si coti, peraltra, che le sucessive opere di finitura (2d esemoto. 1a snnrastante cnlotta che nares is near 102 (2 is (22) = = ee + AT + AT, ~ AT ~~ 2b 42 AT = = fig. m gauue @ a'ampermeabiiizzezione oe1sa copertura) non devono in- pedire le libere deformazioni delle.testate degli elementi. che eitrimentd si destano moment flettents di continuita e quindt azioni ulteriori sulle sommita de) pilestro (fig. m)- Tl limite di applicabilita di fondazieni non armate (con 748°) @ meglio rappresentato in fig. n al.variere della pressione f. sul terreno, che ha pure sostanziale influenza sullo stato di tensione, ¢ 8) variere della classe di calcestruzze (Ry sq+ R2qq)* & fut) ’ Riroo b 6 1 ° Riso -\\ $2 “Ae 40 = A500 | ol 4 ae —> + ne +— + 004 PB ee ° 40 1 30 mM fig. 9 Si ricordi che in una piastra sottile, sotto un carice applica- to cu un‘area ristretta, pud manifestarsi 11 collasso per 0? fenomeno di rottura locale che prende i] nome di punzonamento. ia fessurazione prodotte dalle tensioni princioali di trazione Si manifesta dapprima con lesioni verticali che Parton® galtin- ftadosso e che poi si inclinano e si propagano verso 1'eres oi tarice, fermando una serie di bielle piramidali di calcestrer: So che restano racchiuse el collesso entro una superficie cond c&, detto cono di punzonamento (fig. 0} pene fowuwe cAlasto Abe Ppt bila nae duc) s fig. 0 Fino e che le armature tese restano in campo elastico, l‘aper- ture delle fessure @ molto modesta e la resis‘ enza al taglio & affideta al Calcestruzzo compresso. Quando perd si arriva allo snervamento dell'acciaio,.le fessure si propagano rapidemente verso 1'alto, si inclinano ed aumentano di ampiezza. Le bielle piramidali di calcestruzzo isolate dalle fessure tendono a scaricare obliquamente verso 11 basso le loro forze assiali, ma in assenza di armature che attraversino 1’al- tezza della piastra non vi.8 possibilita d'equilibrio, se non attraverso una flessione delle armature longitudinali e trasver- sali su cui le bielle vanno a puntare (effetto bietta), 11 che non ‘pud sostenere a lungo 11 carico: le barre longitudineli e trasversali si piegano e vengono espulse verso l'esterno. Le bielle piramidali pid al centro diventano inutilizzabili e quin di avviene una ridistribuzione degli sforzi interni sempre piv gravosa per gli elementi resistenti che ancora restano in gioco, fintantoché non si perviene al collasso o per rottura delle arma ture inferiori o per schiacciamento del calcestruzzo compresso all'estradosso o per schiacciamneto del calcestruzzo delle bielle piramidali pid esterne, che sono le uniche a trasmettere encore sforzi. Il collasso risuite molto procastinato se si dispongono idonee ar mature atte a riprendere ‘le spinte a vuoto delle bielle piramida- li isolate dalla fessurazione. Nelle Raccomandazioni del ces ((S]), si propongono : 104 - telai verticali o inclinati disposti, come indicato in fig. p, ‘allesterno del contorno di applicazione del carico concentra to (in figura costituito dalla reazione del sostegno}, in una zona di larghezza sensibilmente pari a 1,5 h (n = altezza uti le). Allo scopa di assicurare un buon ancoraggic, i telei de vono avvolgere le barre dell'armatura orizzontale} 20h 4 —~£0,75h fig. p barre rialzate. in uno o pill strati, con un ugual numero di barre nelle due direzioni e disposte secondo gli schemi di fig. q. Nel caso in cui 11 contorno di applicazicne del carico concentrate presenti una sezione quadrata o rettangolare (axb) di grandi dimensioni un rapporte all'’altezza utile h delle piastra ((a*b)>6h), l*armatura di punzonamentc deve essere concentrata verso gli angoli del contorno, che costituiscono zone di concentrazione di sforzi; altri dispositivi, costituiti, ad esempio, da armature a gre- ca (fig. ©) oppure da pezzi di carpenteria metallica, per i quali perd sono da prevedersi prove preventive al fine di ga- rantirne l'efficacia. In ogni caso, la sezione totale delle armature di punzonamento, o gli altri dispositivi impiegati, devono essere tali cne la somma delle componenti verticali degli sforzi in grado di essere sviluppati ccrrisponda almeno al 75% del valore gel cerico ccn- centrato. ‘tenth neh ee hn INDICE