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La potenza del pensiero (1/5)

Sommario "Medicina
Energetica"

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SOMMARIO
Sommario

I condizionamenti
Un pensiero di Emil Cou
Noi memorizziamo continuamente
Il processo della memorizzazione
I vantaggi della malattia
La restimolazione
Gli episodi con beneficio secondario
Il salvatore come beneficio secondario
Come il passato ci condiziona
Esperienze di terapia con la regressione della memoria
Ira e risentimenti sono dannosi per la salute
L'ira una scelta, oltre che un abitudine
L'ira nasce da un ragionamento ben preciso
Vi una cosa di molto interessante...
L'ira interna non migliore di quella manifesta
Il risentimento
Alcune strategie per combattere l'ira
Dobbiamo sostituire i pensieri negativi
necessario evitare il rimorso continuo
I veleni della nostra mente
Odio e rancori sono causa di malattia
Avversione, antipatia, opposizione e aggressione
Come trasformare l'odio un sentimento positivo
Come cambiare i propri pensieri
Il perdono
Ogni pensiero ed ogni parola creano...
Conclusione
Non dimenticare la tua vera natura
Che cos' il destino?
Brani per riflettere
La parola parlata
Un sorriso che non dai...
Prima di un incontro
Conclusione
Massime eterne
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I CONDIZIONAMENTI
Sommario

I condizionamenti
Un pensiero di Emil Cou
Noi memorizziamo continuamente
Il processo della memorizzazione
I vantaggi della malattia
La restimolazione
Gli episodi con beneficio secondario
Il salvatore come beneficio secondario
Come il passato ci condiziona
Esperienze di terapia con la regressione della memoria
Riferimenti Bibliografici

Gli strumenti della mente diventano ceppi, quando l'ambiente che li ha resi
necessari ha cessato di esistere (Henry Bergson).

Un pensiero di Emil Cou (1)


Certamente, a nostra insaputa, i condizionamenti determinano gran parte della nostra vita
quotidiana. Scrisse in proposito Emil Cou, un esperto in terapia suggestiva: "Ed ecco che
noi, cos fieri della nostra volont, che crediamo di compiere liberamente ogni nostra azione,
non siamo in realt che marionette di cui la nostra immaginazione (subconscio) tiene tutti i
fili".
Tutti noi, infatti, in una occasione o nell'altra ci siamo sentiti "spinti" a fare qualcosa che non
avremmo voluto fare oppure siamo stati incapaci di portare a termine qualche
proponimento che ci eravamo proposti.

Noi memorizziamo continuamente


Ah, memoria, nemica mortale del mio riposo! (Miguel de Cervantes Saavedra in

Don Chisciotte).
Il modo come i vari episodi della nostra vita vengono memorizzati nella memoria non
ancora molto chiaro, questo il motivo per cui la ricerca dei ricordi presenti nella memoria
subconscia ha mobilitato non poche Scuole di pensiero.
Secondo gli Insegnamenti Esoterici e gli insegnamenti dei Kahunas, in ogni istante della
nostra vita, memorizziamo gli eventi circostanti e le impressioni ad essi correlati. Ogni
ricordo, con le sue impressioni, costituisce un'unit a s che viene memorizzata nel corpo
eterico sotto forma di microscopiche sferette che si raggruppano in grappoli per affinit di
contenuto. Va precisato che la memorizzazione avviene sempre, non importa se la persona
sotto anestesia, in coma o perfettamente sveglia.
Durante varie sedute di regressione della memoria mediante RHMT (Rigth Hemisfere Mental
Therapy), si potuto constatare quanto sia vero questo insegnamento. Si anche
riscontrato come nei ricordi, specialmente quelli in cui il corpo ha subito un trauma (ferita,
contusione, ecc.), vi siano tutte le percezioni del momento in cui il fatto stato
memorizzato, tra queste citiamo: dolore fisico, emozioni, percezioni sensoriali (vista, udito,
olfatto. ecc.), e le conclusioni/decisioni fatte dalla mente subconscia in relazione a quanto
vissuto.

Il processo della memorizzazione


La nostra esperienza ci insegna che la memoria pu essere paragonata a un magazzino a
pi strati; strati che vanno dal pi superficiale (dove tutte le informazioni sono facilmente
ricuperabili), al pi profondo, dove sono riposti gli avvenimenti che ci sono acccaduti nel
corso della nostra vita. Tra questi episodi vanno inclusi anche quelli vissuti in incoscienza
come quelli del periodo prenatale, sotto anestesia totale, in coma, sotto ipnosi oppure in
preda ad un dolore fisico o psichico assai forte.
Dalle sperimentazioni fatte con la regressione della memoria abbiamo appreso che ognuno
di noi memorizza in continuazione gli eventi vissuti e le impressioni relative dal
concepimento in poi. Questo fatto trova anche conferma nei racconti di varie persone che
sono state in fin di vita ed hanno detto di aver visto scorrere tutto il "filmino" della loro vita.
Il livello di "profondit della memoria" in cui i fatti vengono memorizzati non costante,
infatti la "profondit" di registrazione dipende dal livello di coscienza dell'individuo al
momento in cui il fatto avvenuto. Questo il motivo per cui la terapia mediante
regressione della memoria viene fatta ponendo il paziente in rilassamento profondo e
talvolta sotto una leggera ipnosi. In tali stato di coscienza il suo livello di coscienza si
abbassa rendendo possibile l'accesso agli strati pi profondi della memoria.
Purtroppo, in questi strati profondi, vi possono essere dei ricordi dolorosi o comunque
traumatici, in grado di generare forti condizionamenti psichici o problemi fisici di ogni tipo. A
supporto di ci ricordiamo come la Psicosomatica cataloghi almeno l'80% delle malattie
come dovute all'influenza della psiche (mente) sul soma (corpo).

I vantaggi della malattia (2)


Il concetto del beneficio secondario, determinato da uno stato di malattia, ben noto non
solo sul piano inconscio (per cui si detto che le malattie psicosomatiche, quelle che
dipendono dall'influenza della mente (psiche) sul corpo (soma), rappresentano ai tempi di
oggi quella stessa "fuga dalle responsabilit della vita" che nel Medio Evo veniva attuata
chiudendosi in convento.

Non c' infatti essere umano che non abbia sperimentato, nella sua infanzia, il piacevole
clima di premure e di facilitazioni legato regolarmente ad ogni situazione di malattia, e,
nell'et adulta, il beneficio che una qualsiasi malattia, vera o inventata, ha potuto recargli
con l'evitargli noiosi impegni o preoccupanti incombenze.
"Per di pi, scrive Deutsch, quando nell'infanzia una malattia organica coincide con un
conflitto emotivo, i due processi restano fusi per sempre, sicch l'uomo tender sempre a
servirsi delle malattie per tentare di risolvere ogni suo problema emotivo".
Altri esempi altrettanto eclatanti li troviamo nella casistica delle psicosomatosi dei militari e
nelle donne di casa, frequentemente a carico del sistema locomotore, il che impedisce agli
uni le faticose marce di addestramento e alle altre le non meno faticose mansioni
domestiche pi pesanti. Un tipico caso capitato alla nostra osservazione fu quello di una
suora, in aperto conflitto con il proprio stato, che presentava una rigidit delle ginocchia,
priva di un convincente reperto radiografico, che evitava alla paziente la sempre pi
intollerata posizione di preghiera.

La restimolazione
Il fenomeno chiamato "restimolazione" avviene quando il contenuto di un fatto traumatico
per il corpo e accaduto nel passato, viene ripreso dalla mente subconscia e letteralmente
"proiettato" sulla mente e sul corpo, causando problemi o malattie.
Come abbiamo visto la memoria un magazzino a molti strati ed i pi bassi, quelli dove
sono stati registrati gli episodi altamente traumatici, sono accessibili solo quando il livello di
coscienza individuale basso a causa di stanchezza, malattia, ipnosi o rilassamento
profondo. Pertanto la restimolazione pu avvenire solo in tali condizioni.

Una teoria per spiegare la restimolazione (3)


Ci rendiamo conto che quanto segue potrebbe sembrare assai semplicistico. Resta il fatto
che, anche se la teoria proposta non dovesse rappresentare la vera spiegazione della
restimolazione, riesce a farne comprendere gli elementi essenziali che sono stati comprovati
in sede psicoterapeutica.
Supponiamo che una persona viva un episodio in cui la sua vita fisica venga messa in
pericolo, se il pericolo viene superato resta pur sempre la registrazione di tutto ci che
accaduto. E sopra questa registrazione la mente subconscia ha "applicato un cartello" su cui
sta scritto: "Agendo in questo modo siamo riusciti a sopravvivere".
Quando il soggetto, in condizione di coscienza assai bassa, si viene a trovare in una
condizione fisica e ambientale che assomiglia a quella vissuta in precedenza, il subconscio
ravvisa il pericolo ed estrae dalla memoria tutto ci che riguarda l'episodio passato
(emozioni, dolore, ecc.) in quanto ritiene che se agendo in quel modo si riusciti a
sopravvivere allora, con le stessa azioni si riuscir a superare anche il momento attuale.
In un animale questo meccanismo si rivela molto utile, parch provoca gli stessi dolori
(seppur ridotti in intensit), che sono stati recepiti quando avvenuto l'episodio originale, e
questo lo spinge a fuggire da quel luogo o persona, e perci a sopravvivere.
Nell'uomo, purtroppo, la restimolazione di un episodio mette la mente subconscia in
condizione di "sentire" anche le parole in esso contenute, e tali parole hanno l'effetto di un
comando che deve essere eseguito per poter sopravvivere. Questo fatto non solo pu
generare quasi tutti i comportamenti in cui la risposta alle circostanze chiaramente
inadeguata, ma pu anche imporre al soggetto il contenuto psicofisico dell'episodio, facendo

emergere possibili:

dolori fisici o malesseri (mal di testa, mal di schiena, ecc.),


emozione (paura, angoscia, agitazione, terrore, ansia, ecc.),
messaggi invalidanti (sei stupido, non parlare, non sei capace di far nulla, non
guarir mai, non fidarti, stai attento, ecc.).

Talvolta pu accadere che un episodio sia costantemente restimolato perch la persona


stanca o malata e l'ambiente circostante (persone, oggetti, ecc.), continua a richiamare
elementi similari a quelli contenuti nell'episodio stesso. Va notato che pi sono gli elementi
similari e maggiore la forza con cui il contenuto dell'episodio verr imposto sul soggetto.

Gli episodi con beneficio secondario (3)


Gli studi fatti sui riflessi condizionati e nell'ambito della medicina psicosomatica, hanno
mostrato come il comportamento di una persona in una data situazione sia quanto di meglio
essa possa fare, anche se tale modo di agire pu sembrare strano o inappropriato.
Generalmente, il suo comportamento motivato dal "bambino" in lei, ovvero l'emisfero
destro del cervello, perci pi emotivo che razionale. Pu essere che, inconsapevolmente,
si comporti cos perch questo era il suo modo di agire quando era di fronte a sua madre,
suo padre o altre persone che l'hanno contattata nella pi tenera infanzia o, magari,
indirettamente, nel periodo prenatale.
La mente, infatti, usa spesso le informazioni registrate nella memoria subconscia per
valutare la situazione attuale ed agire in conseguenza. Per esempio, una persona che
stata molto male mentre ascoltava una certa musica, difficilmente gradir tale musica in
altre occasioni.
A volte, specialmente nei bimbi, certi episodi dolorosi posso essere accompagnati da cure
insolite o maggior manifestazione di affetto: questi momenti vengono classificati come
"episodi con beneficio secondario". Ci che li fa classificare in questo modo il fatto che,
anche se nella malattia o nel dolore, la parte "bambino" ha ottenuto qualche tipo di
vantaggio ed ha concluso che: "Se ho questo problema mi danno pi... (affetto, cure,
attenzione, ecc.)".
Non si dimentichi che il "bambino" (o emisfero destro) non ha possibilit logico-raziocinanti,
pertanto, anche dopo decine di anni, potrebbe ricreare il problema di un tempo a fronte
della conclusione: "quando ho avuto il problema mi hanno dato pi affetto, ora ricreo il
problema e mi daranno pi affetto".
Alcuni comportamenti anomali e le varie malattie psicosomatiche (molte di quelle esistenti)
potrebbero appunto essere riconducibili ad uno o pi episodi dolorosi in cui la parte
"bambino" ha ottenuto qualche beneficio secondario.
Da quanto sopra appare evidente quanto sia negativo parlare ad un bambino molto
ammalato o ferito, utilizzando frasi del tipo "mi fai tanta pena e ti voglio ancor pi bene",
oppure fare regali, o creare la possibilit che il "bambino" in lui concluda che con quel
problema si guadagna qualcosa.
Quando un bimbo sta bene gli si pu dire ci che si vuole, ma quando semicosciente, a
causa di malattie o lesioni, meglio prodigarsi nell'aiuto senza parlare. Lo stesso dicasi per
le persone adulte deboli, o incoscienti, a causa di coma, traumi, incidenti e anestesie. Un

riguardo particolare deve essere posto quando si parla alle donne incinte perch stato
provato che le nostre parole possono venire registrate nella memoria istintiva del neonato in
formazione.

Il salvatore come beneficio secondario (3)


Un tipo particolare di episodio con beneficio secondario viene a verificarsi quando
compaiono sia un pericolo (vero o presunto) ed un "salvatore" che con il suo agire aiuta a
superarlo.
Se accade che un bambino con la sinusite trascurato dalla madre, ma viene
amorevolmente curato da un'altra persona, il "bambino" in lui considerer tale persona
come "un salvatore". Supponiamo ora che il bambino, diventato adulto, si senta trascurato
dalla moglie. Il "bambino" in lui cercher una soluzione e potr generare la sinusite
seguendo un ragionamento del tipo "quando ho la sinusite arriva qualcuno a coccolarmi".
Le situazioni di questo tipo sono tanto pi probabili quanto pi, in et infantile, un individuo
ha passato dei brutti momenti con i suoi genitori. Vi anche la possibilit che l'individuo di
cui sopra incontri qualcuno che assomiglia all'antico alleato, in questo caso il "bambino" in
lui potrebbe considerare questa persona come un "amico prezioso" e considerare valida ogni
cosa che essa dir o far.
Anche i messaggi che il salvatore ha pronunciato nel momento in cui si svolto il fatto,
potranno costituire una guida preziosa a cui dare il massimo affidamento. Se l'alleato ha
detto "devi crederci", la persona tender a credere a ci che le si dice; se ha detto "stai
attento", star sempre in guardia, e cos via.
Questo fenomeno raggiunge il limite quando, sempre inconsapevolmente, qualcuno sposa
una persona che assomiglia al salvatore di un tempo, anche se altri fattori lo
sconsiglierebbero caldamente.

Esperienze di terapia con la regressione della memoria (3)


Nota. Le esperienze che seguono sono accadute realmente e fanno parte della
nostra esperienza terapeutica. In tutti questi casi il problema del paziente stato
completamente risolto.
Una signora chiede aiuto perch soggetta a forti crisi isteriche. In terapia si ritrova a tre
anni mentre fa i capricci urlando e pestando i piedi per terra fintanto che ottiene ci che
vuole. Decisione presa dal "bambino" in lei: "Quando faccio i capricci ottengo ci che
voglio".
Un ragazzo di 15 anni soffre di una sinusite cronica, iniziata nei primi anni di vita. In terapia
si ritrova a un anno di vita, con il naso chiuso dal raffreddore, seduto su un divano mentre
oggetto di molte coccole da parte della mamma solitamente "freddina". Decisione presa dal
"bambino" in lui: "Quando ho il naso chiuso la mamma mi fa pi coccole".
Una signora, sposata con figli, decide che morir se non sposer una persona che
chiameremo Giuseppe. Si scopre che recentemente la signora ha fatto una cura dimagrante
che ha messo in repentaglio il suo organismo, il "bambino" in lei si perci messo all'opera
per superare il pericolo.
Quando la signora era piccola era caduta malamente ed era stata aiutata da un signore
arrivato in bicicletta (prima conclusione "Quando sto molto male uno in bicicletta mi
salver").
A 15 anni aveva conosciuto Giuseppe il suo primo amore (poi lasciato) che, per puro caso,

era in bicicletta pure lui (seconda conclusione "Mi piace Giuseppe e lo sposer").
Dovrebbe apparir chiaro come, per superare il pericolo, il "bambino" in lei abbia associato le
cose e concluso in conseguenza "Se non sposo Giuseppe non sar salvata e morir".
Una ragazza si innamora alla follia di un signore sposato ed afferma che non potr pi
vivere senza di lui. In terapia, si ritrova bambina, mentre beve tutto il contenuto dello
sciroppo per la tosse (ricorda anche che disse alla mamma che era poco). La mamma,
spaventata, non le crede e chiama un taxi per portarla al pronto soccorso.
Durante il percorso, la mamma dice al guidatore: "Mi raccomando, faccia presto, la vita di
mia figlia nelle sue mani!". La paziente riconosce la voce del taxista come molto simile a
quella del signore sposato.
Decisione presa dal "bambino" in lei: "Chi parla con questo tipo di voce ha la mia vita nelle
sue mani".
Un signore non riesce pi ad fare lunghe passeggiate da almeno otto anni; precisamente da
quando, otto anni, prima si era ritrovato con un testicolo molto gonfio che il medico aveva
trattato con antibiotici.
In terapia si ritrova in camera operatoria per l'ablazione dell'appendice, durante l'operazione
un chirugo dice "Ne ho le palle piene!" e, involontariamente, lo ipnotizza. Un soggetto sotto
anestesia infatti facilmente ipnotizzabile.
Una mattina, in un periodo che era molto stanco, sotto la lampada del bagno, afferm con
intenzione: "Non ho voglia di andare a lavorare, ne ho le palle piene!"
Questa affermazione stata sufficiente (perch era in una condizione di coscienza assai
bassa a causa delle stanchezza), a riagganciare il ricordo a livello somatico. In pratica non
poteva fare lunghi passeggiate perch aveva "le palle piene".

Come il passato ci condiziona


Da quanto abbiamo visto pi sopra potremmo dire che gli episodi che abbiamo vissuto,
specialmente nei primissimi anni di vita, ci condizionano alquanto. Fondamentalmente gli
effetti dei condizionamenti si possono riassumere in questo modo:
1. Impongono un comportamento che al soggetto "sembra" una soluzione sicura
perch, da bimbo, agendo in quel modo riuscito a superare una situazione difficile.
In genere tali azioni possono essere: gridare, ammalarsi, andare in crisi, svenire,
accusare paura o dolore fisico, piagnucolare, ecc.
2. Possono causare una malattia di tipo psicosomatico perch da piccoli quella malattia
(o una con effetti similari) ha portato qualche vantaggio o ha richiamato uno o pi
"salvatori".
3. Fanno in modo che chi non vuole prendersi la sua parte di responsabilit affermi che
"potr vivere bene" solo se i suoi conviventi (o capufficio, o altri) cambiano modo di
agire.
4. Producono un comportamento anomalo di tipo automatico e portano a credere di
agire cos a causa del proprio carattere.
5. Creano un atteggiamento per cui una persona pensa comunque di aver ragione e che
gli altri hanno torto. Un'impostazione di vita che tende a favorire la propria
sopravvivenza anche a scapito di quella degli altri.

Questi condizionamenti non aiutano certo a migliorare perch, per crescere, non bisogna
dominare gli altri ma aiutarli a vivere in un modo migliore. Per far questo non bisogna dire a
qualcuno che agisce in modo sbagliato, ma spiegargli che il suo comportamento
automatico a causa dei condizionamenti che ha subito nel tempo. Ci pu essere sufficiente
perch diventi consapevole ed inizi a correggersi.

Riferimenti Bibliografici

1. Emil Cou, Il dominio di se stessi.


Edizioni BIS, Blu International Studio.
2. Ferruccio Antonelli, Elementi di medicina psicosomatica, pp. 82-83.
Rizzoli Editore, Milano, 1970.
3. Dr. Mario Rizzi e Dr. Francesco Giovanetti, Corso base di R.H.M.T. (Right Hemisfer
Mental Therapy).

La potenza del pensiero (3/5)


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IRA E RISENTIMENTI
SONO DANNOSI PER LA SALUTE
Sommario

Ira e risentimenti sono dannosi per la salute


L'ira una scelta, oltre che un abitudine
L'ira nasce da un ragionamento ben preciso
Vi una cosa di molto interessante...
L'ira interna non migliore di quella manifesta
Il risentimento
Alcune strategie per combattere l'ira
Bibliografia

Ricordate che la vostra serenit e la vostra felicit non sono di grande


importanza soltanto per voi, ma anche per gli altri.

L'ira una scelta, oltre che un abitudine (1)


Intendiamo con "ira" una reazione con perdita di controllo che il soggetto vive ogni
qualvolta le sue attese non vengono corrisposte. Pu manifestarsi come sfuriata, ostilit,
violenza fisica o perfino del mutismo, in questo caso perverso. L'ira psichicamente
paralizzante, e di solito nasce quando vorremmo che coloro che ci circondano fossero diversi
o agissero in modo diverso da quello che fanno.
L'ira una scelta, oltre che un'abitudine. un modo di agire che abbiamo imparato come

reazione ad una frustrazione. L'ira, portata agli estremi, diventa una forma di follia, si
definisce infatti pazzo colui che non controlla il proprio comportamento.
L'ira non rende nulla ed debilitante. Sul piano fisiologico, provoca ipertensioni, ulcere,
esantemi, cardiopatie, palpitazioni, insonnia e stanchezza. Sul piano psicologico, distrugge i
rapporti affettivi, guasta i rapporti interpersonali, determina senso di colpa e depressione e,
comunque, sempre un qualcosa che sarebbe meglio evitare.
Anche l''azione dell'ira sui piani sottili assai dannosa in quanto crea fortissime vibrazioni
astrali con il conseguente laceramento dell'aura e della protezione psichica che essa
costituisce.
Pensi di avere la "miccia" troppo corta? Allora l'ira fa parte della tua vita. Se cosi fosse
dovresti riconoscere che giustificazioni del tipo "Fa parte della natura umana, oppure, se la
tengo dentro e non mi sfogo, mi viene l'ulcera", sono solo scuse perch, nel profondo, sai
benissimo che non sei affatto contento che l'ira sia una parte di te. Inutile dire che se non
piace a te, tantomeno piace agli altri.
Nessuno ha alcun bisogno dell'ira, ed essa non risponde ad alcuno scopo che abbia rapporto
con la serenit e la soddisfazione di una persona. Forse sei dubbioso perch hai sempre
sentito dire che pi salutare dare sfogo all'ira che tenersela dentro. S, in effetti lo sfogo
dell'ira pi salutare della sua soppressione, ma sarebbe molto meglio coltivare la pace ed
eliminare l'ira completamente.

L'ira nasce da un ragionamento ben preciso (1)


Va notato che l'ira non nasce da s, ma il risultato di un ragionamento ben preciso che tu
fai quando le cose non vanno come vorresti, ti senti frustrato e vorresti cambiarle. Quando
non le puoi cambiare direttamente ti scagli contro la persona che tu pensi (a torto o
ragione) responsabile e scegli fra le reazioni che ben conosci, quella che credi possa meglio
servire per ottenere lo scopo che ti sei prefisso.
Pertanto, se sei convinto che l'ira fa parte della natura umana, hai un buon alibi per
accettarla e non fare nulla per eliminarla. A questo punto, se hai deciso di conservarla,
sfogala pure, la tua ira, ma manifestala in modi possibilmente non distruttivi.
Comunque, sarebbe bene che iniziasti a pensare che sei certamente capace di vedere le
cose che ti irritano in modo diverso, in modo che alla rabbia possano sostituirsi emozioni
che meglio ti ripaghino. Certamente continuerai a provare disagio, fastidio, irritazione o
disappunto, perch il mondo non sar mai come lo vuoi tu, ma non avrai pi quei perniciosi
attacchi di rabbia che ti fanno perdere il controllo.
Capita a tutti di trovarsi in situazioni in cui pu essere utile alzare la voce, ma sempre
mantenendo il pieno controllo con la capacit di dimenticare dopo pochi istanti quello che
successo. Alzare la voce o fare la faccia arrabbiata pu far meglio comprendere alla tua
bimba che non si deve giocare per la strada, ma ci deve durare un attimo e lasciare quindi
spazio alla pace e alla serenit.

Vi una cosa di molto interessante...


Vi una cosa molto interessante nella natura umana. Messo di fronte ad un problema
l'uomo trova una soluzione, la applica e, quasi sempre, la continua ad applicare anche se
non ottiene il risultato voluto. Ad esempio, consideriamo il tipico comportamento della
madre costantemente adirata per le ripetute monellerie dei suoi figli. Sembra che, pi si
arrabbia, pi essi le disubbidiscano. Lei li punisce, li isola nella loro camera, urla in

continuazione, ed quasi sempre irritata quando tratta con loro. La sua vita di madre una
battaglia. Non conosce altre voci che quelle esagitate, e arriva a sera emozionalmente
svuotata, estenuata da tutto un giorno trascorso sul campo di battaglia.
Quasi sempre, un attacco di rabbia incoraggia che la subisce a continuare ad agire come ha
sempre agito. Pu darsi che provi un po' di paura, ma conosce che, quando lo vorr, sar
capace di far perdere la pazienza all'altro, ed esercitare su di lui lo stesso tipo di autorit
vendicativa che l'irato ritiene di avere.
Questa madre non ha capito che la soluzione che sta utilizzando non valida, e continua ad
usarla avvelenando la sua vita e quella dei suoi figlioli.
Ricorda che ogni volta che reagisci con ira a un comportamento altrui, neghi o togli a quella
persona il diritto di essere come vuole. Tu pensi che "se lui fosse come tu vorresti al posto
di arrabbiarti lo ameresti di pi". Ma gli altri non saranno mai come tu li vorresti, una
questione di libert individuale, e il vero amore si basa sulla libert.

L'ira interna non migliore di quella manifesta (1)


Forse fai parte della schiera di coloro che sono invasi da grande ira, ma che non hanno il
coraggio di manifestarla. La tieni nascosta dentro e prepari il terreno adatto per disfunzioni
o malattie. Non credere con questo di essere migliore di colui che urla esi arrabbia: nella
tua mente vi sono infatti le stesse frasi che si ripete lui, e come lui ritieni che persone e
cose dovrebbero essere come le vuoi tu. E pensi anche che se lo fossero non saresti adirato.
Questa comunque una logica difettosa e pericolosa, eliminare l'ira l'unica e vera
soluzioni per liberarti da tali tensioni.
L'unico mezzo valido per eliminarla comprendere l'importanza di lasciare agli altri la loro
libert di essere ed agire e non permettere che le loro idee o comportamenti abbiano il
potere di farti adirare. Con un'alta stima di te stesso, e rifiutando di lasciarti influenzare
dagli altri, non sarai pi preda dell'ira e non recherai pi danno agli altri o a te stesso.

Il risentimento (2)
La collera un'emozione circoscritta e relativamente di breve durata (noi tutti l'abbiamo
provata), mentre il risentimento un processo prolungato che riproduce continuamente lo
stress.
Supponiamo, per fare un esempio, che mentre siete in macchina vi tagli la strada
un'automobile piena di ragazzotti che quasi vi investe. Subito provate una reazione di
stress: il cuore batte pi in fretta, la respirazione accelera, il livello di adrenalina aumenta, e
cos via. Di solito, in un caso del genere, si provano due emozioni distinte: dapprima paura,
poi rabbia per l'incoscienza dell'altro automobilista. Si tratta di reazioni del tutto normali.
E quando il momento passato, tuttavia le nostre azioni e reazioni diventano sempre pi
significative. Una possibile reazione a questo evento, sarebbe quella di rincorrere l'altra
automobile e rimproverare i ragazzi per la loro guida. Se quelli fanno le loro scuse o
spiegano i motivi della loro guida spericolata (magari c'era una situazione d'emergenza,
oppure erano in ritardo per il lavoro), la collera si placa.
Questa conclusione, per, quasi sempre impraticabile. Quando non ci data alcuna
possibilit di azione manifesta per disperdere le emozioni connesse con l'evento, allora pu
succedere che la collera venga generalizzata, e si estenda, per esempio, ad altri ragazzi al
voltante, o addirittura a tutti gli automobilisti, sicch la collera provata inizialmente rimane

in noi. Se questi sentimenti non hanno modo di sfogarsi, spesso danno luogo al
risentimento e allo stress.
Ci sono persone che lasciano covare per anni il risentimento per un'infinit di cause. Molti
adulti si portano dietro sentimenti del genere fin dall'infanzia, per esperienze che ricordano
in modo incredibilmente particolareggiato. Pu trattarsi di esperienze da loro vissute come
mancanza di amore da parte dei genitori, come rifiuto da parte dei compagni o di un
insegnante, o di ingiustizie o crudelt da parte dei genitori, e di infinite altre esperienze
dolorose. Chi si porta dietro simili risentimenti, non fa che ricrearsi nella testa quegli
episodi, e la cosa pu continuare anche quando la persona che ha arrecato l'offesa morta
da un pezzo.
Non importa se questi sentimenti erano giustificati al momento in cui ebbe luogo
l'esperienza: il fatto che portarseli dietro comporta dei costi fisici ed emotivi pesantissimi.
Quando si covano sentimenti del genere, la prima cosa che bisogna riconoscere che la
fonte ultima del nostro stress siamo noi, e nessun altro.
Da quanto abbiamo esposto risulta evidente che la nostra serenit e la nostra felicit non
sono di grande importanza soltanto per noi, ma anche per gli altri.

Alcune strategie per combattere l'ira (3)


Per prima cosa devi essere consapevole dei pensieri presenti nella tua mente quando ti
arrabbi, e ricordarti che non sei tenuto a pensare in quel modo solo perch in passato hai
sempre fatto cos.
Cerca di posporre l'ira. Se in una particolare circostanza sei solito perdere le staffe, ritarda
l'arrabbiatura di quindici secondi, poi esplodi. La volta successiva, prova a rimandarla di
trenta secondi, e seguita ad allungare cos gl'intervalli. Non appena ti renderai conto che
riesci a ritardare l'ira, ne avrai appreso il controllo. Rimandarla vuol dire averla sotto
controllo e, con molta pratica, finirai con l'eliminarla del tutto.
Quando cerchi di servirti dell'ira costruttivamente, per esempio, per insegnare una cosa a
tuo figlio, sforzati di simularla soltanto. Alza la voce e fa' pure gli occhi duri, ma senza che
ci comporti perdita di controllo.
Al momento di adirarti ricorda che ognuno ha il diritto di essere come vuole e che la tua
pretesa che sia diverso non far che prolungare la tua ira. Sforzati di permettere agli altri di
scegliere, esattamente come tu ribadisci il tuo diritto di fare lo stesso.
Rivolgiti a persone di cui ti fidi e chiedi loro che, quando vedono la tua ira, te lo dicano o ti
facciano un segno convenuto. Ricevuto il segnale, pensa a quello che stai facendo e tenta la
strategia di rimandare l'arrabbiatura.
Tieni un diario dell'ira e registravi, oltre al motivo, il tempo e il luogo esatti in cui hai scelto
di adirarti. Riporta tutto con molto scrupolo, sforzati di annotare ogni comportamento irato.
Se hai costanza, scoprirai ben presto che il fatto stesso di dover scrivere motivi e
circostanze ti ha persuaso a scegliere l'ira con minor frequenza.
Dopo che hai avuto uno scoppio di collera, annuncia che stato un errore e che ti sei
prefisso lo scopo di ragionare diversamente per non ricadervi. Questo annuncio puramente
verbale ti dar la consapevolezza di ci che hai fatto e dimostrer che stai veramente
cercando di correggerti.
Al momento dell'ira, cerca di essere fisicamente vicino a una persona a cui vuoi bene. Un

modo per neutralizzare la tua ostilit consiste nel tenervi per mano, bench tu non sia
incline a farlo, e nel restare cos finch non hai dato fiato a tutto ci che provi e non hai
dissipato la tua ira.
In un momento in cui non sei adirato, parla con coloro che sono i pi frequenti raccoglitori
della tua ira. Confessatevi a vicenda che cosa dell'uno pi atto a provocare l'ira dell'altro,
e trovate un modo di comunicare i vostri stati d'animo senza ricorrere all'ira, che
debilitante. possibile che vi mettiate d'accordo e, per mezzo di biglietti o messaggeri o
passeggiate, cessiate gradualmente di offendervi l'un l'altro con ira dissennata. Dopo che ve
la sarete sbollita nel corso di varie passeggiate, comincerete a capire quanto sia sciocco
infuriarsi.
Togli la "miccia" alla tua ira non appena si accende, definendo ci che provi e ci che ritieni
debba provare l'altra persona. Cruciali sono i primi dieci secondi. Superati questi, ti sar
passata.
Considera tutte le cose che ritieni giuste incontreranno la disapprovazione di molti di coloro
che conosci.. Se ti aspetti che gli altri non saranno d'accordo, non sceglierai di adirarti. Anzi,
ti dirai che gente onesta, perch non condivide tutto ci che dici, pensi, provi e fai.
Tieni presente che se manifestare l'ira una salutare alternativa all'accumularsela dentro,
non provarne affatto la scelta pi salutare di tutte. Se cessi di considerarla naturale e
semplicemente umana, hai un motivo interiore per metterti al lavoro ed eliminarla.
Liberati dalle speranze che hai riposto in altri. Sparite le speranze o le attese, sar sparita
anche l'ira.
Rammentati che i bambini saranno sempre irrequieti e vivaci, e che perdere la pazienza a
questo proposito non serve a nulla. Se, da una parte, puoi aiutarli a compiere delle scelte
positive in altri campi, dall'altra non potrai mai cambiare la loro fondamentale natura.
Ama te stesso, e non avrai il peso di quell'ira autodistruttiva.
In un ingorgo stradale, cerca di controllarti, misura quanto tempo puoi resistere senza
esplodere. Invece di prendertela con la persona che con te, domandale qualcosa in un
tono civile. Impiega creativamente quel tempo scrivendo una lettera o una canzone,
escogitando modi per uscire dall'ingorgo, oppure rivivendo la pi eccitante esperienza
sessuale della tua vita, oppure, meglio ancora, studiando dei miglioramenti da apportarle.

Bibliografia

1. Ispirato a: Le vostre zone erronee, di Wayne W. Dyer, pp. 182-184.


Edizioni Rizzoli, Milano (1990).
2. Carl Simonton, Stephanie Matthews-Simonton, James Creighton,
Star bene nuovamente, pp. 163-164. Edizioni Nord-Ovest, Milano (1978).
3. Wayne W. Dyer, Le vostre zone erronee, pp. 190-191.
Edizioni Rizzoli, Milano (1990).

La potenza del pensiero (4/5)

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Energetica"

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DOBBIAMO SOSTITUIRE I PENSIERI NEGATIVI


Sommario

Dobbiamo sostituire i pensieri negativi


necessario evitare il rimorso continuo
I veleni della nostra mente
Odio e rancori sono causa di malattia
Avversione, antipatia, opposizione e aggressione
Come trasformare l'odio un sentimento positivo
Come cambiare i propri pensieri
Il perdono
Ogni pensiero ed ogni parola creano...
Conclusione
Letture suggerite

molto probabile che in futuro tutte quelle tecniche che aiutano le persone a
liberarsi dal risentimento, a dare espressione ai sentimenti negativi, e a
perdonare i torti passati (non importa se reali o immaginari) diventeranno una
parte importante della medicina preventiva.

Dobbiamo sostituire i pensieri negativi


Quando smetterai di voler riempire la tua coppa di felicit, e inizierai a riempire
quella degli altri, scoprirai, con meraviglia, che la tua sar sempre piena
(Paramansa Yogananda).
Per star bene molto importante sostituire i pensieri negativi con quelli positivi. Dice un
vecchio adagio "cuor contento il ciel l'aiuta". inutile arrabbiarsi se si rompe qualcosa:
ormai rotto e conviene mettersi il cuore in pace. Dovremmo anche imparare a non
giudicare i nostri simili, non importa il loro modo di vedere le cose o il colore della pelle. Al
limite possiamo evitare di frequentarli, comunque dovremmo sempre salutarli e mantenere
un buon rapporto con loro.
Quando un problema ci affligge, dovremmo recitare la seguente preghiera: "Signore, se
questo problema ha una soluzione dammi la forza di usarla subito, se non ce l'ha, dammi la
capacit di dimenticarlo. Sopra tutto, aiutami a capire se il problema fa parte della prima o
della seconda categoria".
Suggeriamo anche di tornare indietro nel tempo e considerare tutte le volte che abbiamo
avuto un grosso problema, che poi si superato e ora non esiste pi. anche benefico
tener presente che "dietro l'ombra pi nera si cela la luce pi fulgida", i problemi, infatti,

portano la possibilit di crescere o imparare qualcosa.

necessario evitare il rimorso continuo (1)


Il senso di colpa, un piccolo strumento di precisione si pu usare quando non
si vuole assumere le responsabilit della propria vita. Usatelo ed eviterete ogni
rischio, ma impedirete a voi stessi di crescere (Wayne W. Dyer).
Si ci tormentiamo per qualcosa avvenuto nel passato, ricordiamoci che abbiamo due occhi
davanti e nessuno dietro, pertanto dovremmo guardare innanzi a noi e non sciupare il
presente rovistando nel passato. Vi sono delle persone che, dal momento in cui si rendono
conto di aver commesso un errore, si lamentano per giorni e settimane. Rimangono
paralizzate, non vogliono pi agire. Se credono che cos faranno impietosire il Signore, si
sbagliano. Bisogna smetterla con questo atteggiamento.
Chi ha fatto un errore, si metta al lavoro per riparare, perch Dio ama i lavoratori. Quando
si lavora ci si sporca, ma non grave, poi ci si lava. L'essenziale lavorare, fare dei
progressi. Quali che siano le vostre sciocchezze, i vostri errori, le vostre cadute, non
interrompete mai il lavoro. Continuate, finch l'amore e la luce cominceranno a regnare in
Voi.

I VELENI DELLA NOSTRA MENTE


I vari stimoli che raggiungono la nostra mente, ricordi compresi, producono tutto il
complesso di "vibrazioni" di cui fanno parte anche le emozioni. Gli antichi testi tibetani
citano quattro passioni, chiamate "veleni" in grado di produrre stimoli ed emozioni con
effetti nocivi sul nostro io. Esse sono:
1.
2.
3.
4.

odio,
orgoglio,
gelosia,
l'avidit.

Ad esse i testi aggiungono la stupidit, capace di accecare l'individuo, e noi riteniamo


opportuno aggiungere l'ira, la lussuria e la cupidigia.

Odio e rancori sono causa di malattia (2)


Bisognerebbe evitare di pensare alle persone verso cui si prova odio o rancore.
Esse, se non le perdoniamo, diventano i nostri padroni, ci vengono in mente
quando mangiamo, rovinandoci il pasto; quando siamo a letto guastandoci il
sonno; quando ci rilassiamo, riportandoci ansia ed agitazione (Mario Rizzi).
L'odio una passione veramente distruttiva che trova la sua origine in vari fattori, tra cui:
1. impedimento a realizzare un desiderio,
2. paura (di non essere amati, compresi, valutati, ecc.),
3. umiliazione (reale o apparente), 4. frustrazione.

L'odio pu manifestarsi verso una o pi persone come un impulso che dura pochi secondi,

oppure pu consolidarsi come atteggiamento permanente nei confronti di un determinato


individuo o di tutta la societ. Esiste l'odio verso gli altri e perfino verso se stessi, la fonte
di aggressivit, feroce gelosia, suicidi, omicidi, come una piastra di acciaio contro la quale
si infrangono gli slanci pi nobili.
Un impulso di odio, talvolta, comprensibile, ma diventa patologico se si prolunga nel
tempo. I deboli cercano di eliminare la loro sofferenza, come naturale, cercano di
distruggere la causa di tale sofferenza e, quando esasperati, potranno nutrire odio contro
altre persone, contro lo Stato, contro una religione, o contro se stessi. Per es.: quale
bambino umiliato o terrorizzato non ha sentito un impulso di odio contro chi lo faceva
soffrire?

Avversione, antipatia, opposizione e aggressione (3)


Vi sono anche delle emozioni meno violente, che comunque racchiudono in s il seme
dell'odio, tra esse citiamo: avversione, antipatia, qualche volta anche l'opposizione,
l'aggressione che sempre una conseguenza dell'odio, l'intolleranza che porta fatalmente
all'odio, e tutte le altre emozioni meno facilmente distinguibili che sono all'opposto
dell'amore. Certamente l'odio il primo sentimento che si deve cambiare, perch
impoverisce le nostre energie vitali e ci impedisce di coltivare emozioni positive e di
ampliare i nostri orizzonti mentali.
Accade spesso che alcune mogli pervengano ad esaurimenti mentali a causa del continuo
alternarsi dei loro sentimenti di odio e di amore nei confronti del coniuge, infatti il conflitto
di questi due opposti sentimenti produce un'enorme tensione nervosa. Lo stesso accade
anche a certi bambini nei loro rapporti coi genitori e questo spiega il loro comportamento
imprevedibile e irrazionale. Alcune volte l'odio per la matrigna o il patrigno talmente
intenso, che distrugge psichicamente chi lo nutre. evidente, quindi, che l'odio un
sentimento da respingere, perch nuoce soprattutto a noi stessi.

Come trasformare l'odio un sentimento positivo (4)


molto meglio vivere bene e avere torto.... Che non vivere male e aver ragione!
(Louis Hay).
Molte persone non ammettono di provare sentimenti di odio. Esse affermano: "Io non porto
alcun odio dentro di me, verso nessuno, davvero!". Probabilmente non provano un odio
costante ed intenso per qualcuno o qualcosa, ma ci non esclude che non sentano
occasionali sentimenti di odio verso chi causa di una loro paura, di un'umiliazione o una
frustrazione. Nella vita di un bambino questo un fenomeno molto frequente.
Cominciate perci a distinguere le sensazioni di odio quando si presentano. Dite a voi stessi:
"Ecco, questo pensiero stato provocato dall'odio, mi nuoce, non continuer a nutrire e ad
accrescere quest'emozione. Preferisco pensare o fare una cosa migliore". Dovete rendervi
conto che l'odio una creatura della vostra mente: una reazione sbagliata provocata da una
paura, umiliazione o frustrazione.
Spesso l'odio praticamente dovuto all'incapacit della mente di reagire consapevolmente
dinanzi ad un determinato pensiero, una determinata azione o una determinata parola di
altri. Quando vi possibile cercate di scaricare l'energia provocata da questa emozione con
un movimento fisico: facendo alcuni passi, muovendo energicamente le braccia come se
doveste scagliare lontano qualcosa, lanciando un fischio o pronunciando un'esclamazione a
voce alta. Se ne avete la possibilit pigliate a calci una palla. Qualsiasi movimento fisico pi

o meno violento scarica l'energia accumulatasi in seguito alle vibrazioni dei nervi.
Naturalmente non intendiamo trasformarvi in individui incapaci di controllarsi che non sanno
nascondere le proprie emozioni, tuttavia, quando possibile, sempre meglio scaricare
l'eccesso di energia piuttosto che reprimerlo.
Dopo alcune settimane di questo esercizio, messo in pratica ogni volta che se ne presenta
l'occasione, le sensazioni di odio diminuiranno progressivamente, manifestandosi ad
intervalli sempre pi lunghi sino ad attenuarsi quasi completamente.
Successivamente bisogner andare alla caccia delle sensazioni di odio pi blande, celate tra
le antipatie e le avversioni di ogni genere.

Come cambiare i propri pensieri (5)


1. Rendersi conto e ammettere con se stessi di provare una sensazione di odio,
2. Riconoscere che ci nocivo, sotto ogni aspetto, alla propria salute e impedisce di
reagire correttamente,
3. Scaricare l'eccesso di energie,
4. Evitare di approfondire questo sentimento con tutti quei pensieri che potrebbero
accrescerlo.

Come ho gi detto prima si possono anche eseguire degli esercizi fisici per liberarsi da
questo sentimento negativo: prendere a calci un pallone, fare alcuni movimenti di boxe, chi
possiede un pianoforte e sa suonarlo potrebbe accennare una sonata vivace, e via dicendo.

Il perdono (6-7)
Il perdono pu spazzare via tutti gli ostacoli che hanno impedito al benessere ed
alla salute di arrivare fino a voi. Il perdono un potente magnete da cui nessun
bene pu evitare di essere attratto.
provato che attriti, odi e rancori, fanno consumare molta energia vitale. Dopo aver
perdonato, infatti, avremo in noi maggiori energie in grado di favorire l'eventuale guarigione
e lo stato di buona salute. Il perdono fa' diventare forti i deboli; trasforma i codardi in
coraggiosi; muta gli ignoranti in saggi, e fa' degli scontenti delle persone felici. Ricordate
che il perdono pu eliminare ci che si era messo come ostacolo tra voi ed il vostro
benessere.
Oltre a perdonare gli altri dobbiamo anche imparare a perdonare noi stessi. L'autocondanna
ci priva della salute e ci pu causare problemi di tutti i tipi, compresi quelli finanziari.
Charles Fillmore, fondatore del movimento spirituale: "Unity" propone questa formula di
perdono dicendo che questo un trattamento mentale garantito per curare ogni tipo di
malattia:

Ogni sera, prima del sonno, siediti per circa 30 minuti e chiedi perdono,
mentalmente, a tutti quelli verso cui hai avuto un atteggiamento negativo o
antipatia. Se hai dei pregiudizi contro un animale, o ne temi la presenza, chiedi
perdono pure a lui e mandagli il tuo amore.
Se hai accusato qualcuno; hai discusso duramente; hai criticato o fatto pettegolezzi;
ritira le tue parole chiedendo (mentalmente) perdono alle persone offese.
Se le circostanze ti hanno portato a delle rotture con parenti (o amici) fai tutto ci
che ti possibile per sistemare le cose.

Cerca di vedere tutte le persone come dei figli di Dio che stanno facendo delle
penose esperienze nella vita terrena. Offri loro la tua incondizionata comprensione ed
i pi intensi pensieri d'amore.
Non coricarti mai con la sensazione che vi siano nel mondo persone, animali, cose o
situazioni, con cui non hai un buon rapporto.

Una formula per un perdono completo dovrebbe sempre comprendere il perdono che diamo
all'altro per il male che ci ha fatto, e la richiesta di essere perdonati per il male che
eventualmente noi abbiamo fatto a lui. Nessuno santo e noi abbiamo sempre una parte di
colpa, magari per qualcosa che abbiamo fatto in ua vita passata. Pertanto:

Chiama mentalmente la persona da perdonare, quindi, dille a bassa voce, con cuore
aperto e animo sincero:
Io ti perdono__ (nome e cognome), per tutto il male che mi hai fatto,
volontariamente o involontariamente, in questa vita o in quelle passate, ed affermo
che il Signore, utilizzando questo mio perdono, ti perdona e ti lascia libero.
Ora ti chiedo perdono__ (nome e cognome), per tutto il male che posso averti fatto,
volontariamente o involontariamente, in questa vita o in quelle passate, ed affermo
che il Signore mi perdona e mi lascia libero.
Io affermo che tu sei libero e io sono libero, che il Signore ci benedica entrambi, e ci
doni saggezza, pace e serenit. Amen.

Louis Hay, ammalata di cancro in fase terminale, guarita quando ha iniziato a perdonare
in cuor suo tutti coloro con cui aveva avuto un cattivo rapporto. In seguito ha scritto diversi
libri di cui il primo (Guarisci il tuo corpo) che posto in vendita con una cassetta con
esercizi di visualizzazione che aiutano il processo di perdono e guarigione.

Ogni pensiero ed ogni parola creano... (8)


Ricordate che la vostra serenit e la vostra felicit non sono di grande
importanza soltanto per voi, ma anche per gli altri.
Ogni pensiero che abbracciate, ogni fantasia che avete per provare una qualche emozione,
crea un sentimento nel vostro corpo che viene registrato nella vostra anima. Questo
sentimento crea poi il presupposto per gli avvenimenti della vostra vita, perch attirer a
voi quelle circostanze che corrispondono al sentimento gi registrato nella vostra anima ed
esse lo ricreano. E sappiate che ogni parola che pronunciate crea i vostri giorni futuri,
perch; le parole sono solo suoni che esprimono i sentimenti della vostra anima i quali, a
loro volta, sono nati dal pensiero. Pensate che le cose vi accadano semplicemente per caso?
Non esiste il caso o la coincidenza in questo mondo e nessuno una "vittima" della volont
o dei piani altrui. Voi avete pensato e sentito in precedenza tutto ci che accade ora nella
vostra vita. Lo avete prodotto fantasticando sul "come sarebbe? se...", o temendo qualcosa,
o accettando come verit ci che qualcun altro vi ha detto. Tutto ci che accade, accade
come atto intenzionale del pensiero e delle emozioni. Tutto!
Ogni pensiero che avete abbracciato, ogni fantasia a cui avete permesso di diventare vostro
sentimento, tutte le parole che avete pronunciato, o sono gi accadute o attendono di
accadere. Perch il pensiero il vero donatore di vita che non muore mai, che mai pu
essere distrutto e che voi avete usato per creare ogni momento della vostra vita; l'anello
che vi collega con la Mente di Dio.

Conclusione
E, per concludere, dovremmo sempre ricordare che: molto meglio vivere bene e avere
torto, piuttosto che vivere male e aver ragione (Louis Hay in Guarisci il tuo corpo).

Bibliografia

1. Omraam Mikhael Aivanhov, La chiave essenziale.


Edizioni Prosveta, F.B.U. Moiano (PG).
2. Pierre Daco, Che cos' la psicologia,
Enciclopedie pratiche Sansoni.
3. Brani da: Yama Yoga, pp. 33-34.Autore C.E.S. Rai.
Edizioni Mediterranee, Roma (1978).
4. C.E.S. Rai, Yama Yoga, pp. 34-35.
Edizioni Mediterranee, Roma (1978).
5. C.E.S. Rai, Yama Yoga, pp. 34-35.
Edizioni Mediterranee, Roma (1978).
6. C. Ponder, The laws of healing (Le leggi della guarigione).
7. Hay, Louise L., Guarisci il tuo corpo.
Armenia Editore, Roma.
8. Ramtha, Dio in te, la divinit dimenticata.
Macro Edizioni, Cesena (FO).

Vai a Letture suggerite.

La potenza del pensiero (5/5)


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NON DIMENTICARE LA TUA VERA NATURA


Sommario

Non dimenticare la tua vera natura


Che cos' il destino?
Brani per riflettere
La parola parlata
Un sorriso che non dai...
Prima di un incontro
Conclusione
Massime eterne
Letture suggerite

Alla ricerca di se stessi


Per chi ha paura
Il potere della mente
I Rimedi del Dott. Bach
Come migliorare il modo di vivere
Come migliorare il rapporto con gli altri
Per dare un significato alla sofferenza

- Un sorriso che non dai un sorriso che non riceverai.


- Non vede mai l'ombra chi mira sempre al sole.

NON DIMENTICARE LA TUA VERA NATURA


Tu non sei un essere umano che sta vivendo un'esperienza spirituale. Tu sei un
essere spirituale,che sta vivendo un esperienza umana (Dott. Wayne W. Dyer).
Pochi conoscono la vera natura dell'uomo e perch insorgano le malattie. Noi non abbiamo
solo il corpo fisico, esistono infatti altri "corpi" sottili e invisibili, tra cui i pi importanti sono
il doppio eterico (che ci dona l'energia per vivere), il corpo astrale (per sperimentare
emozioni e desideri), il corpo mentale (per poter pensare), e il corpo causale che raccoglie,
vita dopo vita, tutte le nostre esperienze e consente al nostro spirito di evolvere.
Quando la malattia arriva a manifestarsi nel corpo fisico significa che si preparata, magari
per molto tempo, nei corpi sottili. Per guarire perci necessaria una giusta alimentazione e
la purificazione dei pensieri e delle emozioni. Sta scritto che "Dio non rispetta le persone,
ma le condizioni".
La Terra una scuola pesante: chi appena nato piange perch sa che dovr tribolare tutta
la vita e chi morto, quasi sempre, sar costretto a rinascere di nuovo per chiudere i conti
lasciati aperti. Solo quando avr raggiunto un certo grado di perfezione non dovr rinascere
pi e avr conseguito la Resurrezione dalla carne (non della carne!).
Per evitare di dover rinascere dobbiamo applicare queste due leggi dell'Amore: "non fare gli
altri ci che non vorresti fosse fatto a te" e "fai agli altri come vorresti fosse fatto a te".
Dobbiamo sempre ricordare che la legge di gravit si applica ad ogni cosa, tutto ci che
esce da noi a noi ritorner. Questo fenomeno viene chiamato Legge di Causa ed effetto
(karma), e sancisce "ci che tu semini, tu lo raccoglierai".
Ricordando che noi siamo un'entit spirituale, che sta evolvendo sulla Terra, potremo
considerare le cose e le persone con un certo distacco. Infatti quando lasceremo il corpo
fisico dovremo lasciare anche tutto ci che abbiamo. Disse un saggio: "Lascia le cose prima
che esse lascino te... e ti facciano soffrire!".

Che cos' il destino?

Che cos' il destino? il susseguirsi implacabile delle cause e delle conseguenze, ma


soltanto la vita biologica, istintiva deve sottostare assolutamente a lui.
Tutti coloro che si identificano col corpo fisico, che hanno per scopo primario nell'esistenza
la ricerca del piacere, delle comodit e dei beni materiali, non possono sfuggire alle leggi del
destino. Chi invece conscio di essere anzitutto uno spirito e cerca di manifestare in ogni
attivit il primato di esso, per lasciare sulla terra tracce di luce, d'amore, di nobilt d'animo,
diviene sempre pi padrone del proprio destino.
Perci chiaro, non vi molto da discutere e da porsi domande sulla libert: solo colui che
si impegna ogni giorno nel porre al primo posto lo spirito sfuggir all'influsso del destino e
diventer veramente libero (Omraam Mikhael Aivanhov, Un pensiero al giorno.).

BRANI PER RIFLETTERE


La parola parlata
La pi grande creatrice di malcomprensioni la lingua dell'uomo. Non ci che noi diciamo
che conta ma come e quando, le seguenti regole ci potranno aiutare a farne un uso
migliore. Il tatto e la delicatezza non ci toglieranno mai la nostra dignit.

Misura le tue parole con il metro della cortesia, del sentimento e della gratitudine.
Meno cose diciamo e di meno dovremo pentirci. La natura sapeva ci che faceva
quando ci diede due orecchie e una lingua sola.
L'interesse, parlando, nasce se riusciamo a far sentire importante il nostro
interlocutore. Ci possibile dicendo meno cose e chiedendone di pi.
Una lingua incontrollata, anche una sola parola sbagliata, possono distruggere la
felicit di una intera vita.
Per prevenire l'atteggiamento critico, sarcastico o ironico:
invita critiche e pareri, dai i meritati riconoscimenti.
riconosci subito i tuoi errori e non esitare mai a dire: "Mi dispiace".
trova un accordo il pi presto possibile, ogni momento di ritardo non far che
aggiungere legna al fuoco della discordia.
Per concludere ecco una serie di regole per una buona conversazione:
Guarda in faccia il tuo interlocutore.
Sii un buon ascoltatore.
Non interrompere.
Sii comprensivo.
Modula il tono di voce.
Evita sgradevoli riferimenti al passato.
Dai consigli solo quando ti sono richiesti.
Applaudi ci che gradisci ed ignora ci che non ti piace.
Custodisci le tue parole e le tue parole custodiranno te.

S. L. Katzoff

Un sorriso che non dai...


Arricchisce chi lo riceve, senza impoverire chi lo dona:
Un sorriso non costa nulla e produce molto:
non dura che un istante, ma nel ricordo puo essere eterno.
Nessuno cos ricco da poterne fare a meno

e nessuno cos povero da non meritarlo.


Creatore di felicit in casa, negli affari un sostegno,
il segno sensibile dell'amicizia profonda.
Un sorriso d riposo alla stanchezza;
nello scoraggiamento rinnova il coraggio;
nella tristezza consolazione,
l'antidoto naturale di tutte le nostre pene.
per un bene che non si puo comperare, n rubare, n prestare,
poich solo ha valore dall'istante in cui si dona.
Se poi incontrerete talora chi l'aspettato sorriso a voi non dona,
siate generosi e date il vostro,
perch nessuno ha tanto bisogno di sorriso
come chi ad altri non sa darlo.

Prima di un incontro
Quando debbo visitare qualche personaggio importante, impegno il mio Angelo
Custode a mettersi d'accordo con il suo, perch influisca sulle sue disposizioni.
una piccola devozione che mi richiam il Santo Padre Pio XI e che ho trovato
assai fruttuosa (Papa Giovanni XXIII).
O Signore, manda a noi il tuo Spirito perch illumini le nostre menti e le renda disponibili
alla verit. Cos sapremo ascoltare gli altri con attenzione, simpatia, fiducia e umilt, e
rispondere con rispetto, con calma e sincerit.
Ti preghiamo, fa' che la divergenza di opinioni non intacchi la stima e l'amore vicendevoli.
Cos sia.

MASSIME ETERNE
Se noi, povere creature ignoranti, possiamo accorgerci che c' un po' di bene e
di giustizia, dobbiamo essere certi che esistono pi bene e pi giustizia di quanto
sappiamo (G. Eliot).
Se l'uomo non si avvezza a godersi onestamente di quel poco di bene che ha al
presente, e avr sempre il capo pieno di sospetti, d'angosce e di paure di quello
che non ancora, o di quello che probabilmente non offender lui, io non so
ricordargli altro rimedio, fuor quello di sotterrarsi (G. Gozzi).
Nessun malvagio cos sciocco da non trovare un motivo per le sue azioni
ignobili (T. Korner).
Un uomo buono solo a condizione che lo sia con tutti (P. Siro).
La fiducia nella bont degli altri una non piccola testimonianza della propria
bont (M. De Montaigne).
Soltanto quando l'uomo si avvia sul sentiero spirituale, comincia a comprendere
che veramente la vita un dono e che la legge del sacrificio il mezzo che deve
assicurargliene il possesso (Giuseppe Filipponio).

molto meglio vivere bene e avere torto che non vivere male e aver ragione
(Louis Hay, Guarisci il tuo corpo).
Dietro l'ombra pi nera si trova la luce pi fulgida.
Quando cesserai di voler riempire la tua coppa di felicit ed inizierai a riempire
quella degli altri scoprirai, con meraviglia, che la tua sar sempre piena
(Paramansa Yogananda).

Conclusione
E, per concludere, dovremmo sempre ricordare che: molto meglio vivere bene e avere
torto, piuttosto che vivere male e aver ragione.
(Louis Hay in Guarisci il tuo corpo).

LETTURE SUGGERITE
Alla ricerca di se stessi
Omraam Mikhael Aivanhov, La chiave essenziale.
Edizioni Prosveta, F.B.U., Via della Resistenza, 11 - 06060, Moiano (PG).
Un libro adatto a chi vuole trovare una dimensione "spirituale"; dimensione che non
affatto il seguire una religione oppure un'altra ma comprendere la propria vera natura.
Thorwald Dethlefsen, Il destino come scelta.
Edizioni Mediterranee, Roma.
Questo volume indicato a tutti coloro che si chiedono perch sono nati, qual' il loro scopo
nella vita, e la ragione profonda dei vari problemi che affliggono il singolo e l'umanit.
Wayne W. Dyer, Le vostre zone erronee.
Biblioteca Universale Rizzoli.
Un libro che aiuta a comprendere i lati nascosti del nostro carattere ed offre preziosi consigli
a coloro che intendono conoscersi interiormente e migliorare la propria vita.
Ramtha, Dio in te: la divinit dimenticata.
Macro edizioni, Cesena (FO).
Un volume che raccoglie gli insegnamenti basilari di Ramtha, che si sviluppano attorno al
tema centrale della natura umana, per toccare poi tutte le questioni fondamentali
dell'esistenza (la creazione e l'evoluzione, la morte e l'ascensione, l'amore come scelta di
libert e i livelli di consapevolezza umana).

Peer chi ha paura


Gerald Jampolsky, Amare lasciare andare la paura.
Macro Edizioni, Cesena (FO).
Solo quando riusciamo ad abbandonare i rancori che ci seguono dal passato e le paure che
ci propone il futuro possiamo vivere sereni. Infatti, se siamo onesti con noi stessi,
scopriremo che la mancanza di serenit spesso proviene dalla nostra mente che rimugina il

passato o fa congetture sul futuro. Questo un piccolo manuale che propone alcune lezioni
per aiutare il lettore a vivere meglio.
Amedeus Voldben, Il Protettore invisibile.
Edizioni Mediterranee.
Oggi la solitudine un male assai diffuso. Nelle grandi citt vi sono condomini con decine di
famiglie eppure gli abitanti non si conoscono tra loro. Eppure l'uomo non mai solo, con lui
sempre il suo Angelo custode, detto anche Protettore invisibile, pronto ad aiutarlo nei
momenti difficili e nelle varie necessit. In questo libro, pieno di verit e saggezza, l'autore
aiuta a riconoscere questa divina presenza in noi e ad affidarsi ad essa con serena fiducia e
ben riposta speranza.

Amadues Voldben, Le influenze negative.

Sugar Edizioni (MI).


Una guida per conoscere le influenze che circondano, come raccogliere quelle postive
e difendersi da quelle negative.

Il potere della mente


Rinaldo Lampis, L'uso cosciente delle energie.
Edizioni Amrita.
Amadeus Voldben, I prodigi del pensiero positivo.
Edizioni Mediterranee.
Omraam Mikhael Ainvanhov, Potenze del pensiero.
Edizioni Prosveta.
I tre libri elencati pi sopra sono adatti a chi vuol comprendere la sua mente ed iniziare a
controllarla. Per iniziare suggeriamo il primo di questi tre volumi: L'uso cosciente delle
energie.

I Rimedi del Dott. Bach


Bach E, Guarire con i fiori.
Trad. italiana a cura di C. Mazza, Ipsa Editrice, Palermo 1981.
Note: questo libro comprende i due volumi Guarisci te stesso e I 12 guaritori e altri rimedi.
E' la traduzione di due opere originali del dott. Bach. Guarisci te stesso un trattato di
filosofia della vita ad alto livello, I 12 guaritori e altri rimedi tratta i 38 rimedi ed i loro
effetti. I libri contengono anche il testo originale in lingua inglese per chi volesse leggerli
cos come li ha scritti il dott. Bach.
Judy Howard - John Ramsell, Guarire con i fiori di Bach.
Edizioni Tecniche Nuove.
Questo un volume recente e proprio per questo si presenta completo e fatto bene. La
lettura agevole e gli autori dimostrano di saper dare le informazioni in modo chiaro e
esauriente.
M. Margaretha Munljieff, Manuale di floriterapia.
Edizioni Xenia, Milano 1991.
Un volume molto ben fatto che comprende anche i Fiori Californiani. &Equote; un manuale
professionale e la sua lettura piuttosto impegnativa ma ne vale la pena.

Come migliorare il modo di vivere


Joseph Pang Wai, La felicit per voi ora.
Edizioni l'Et dell'Acquario.
Un piccolo libro che contine tante utili informazioni per comprendere qual' il nostro scopo
nella vita e come agire per poter avere un futuro migliore.
Omraam Mikhael Aivanhov, La nuova terra.
Edizioni Prosveta.
Wayne W. Dyer, Le vostre zone erronee.
Biblioteca Universale Rizzoli (MI).
M. Newman, B. Berkowitz, J. Owen, Come essere il vostro migliore amico.
Casa Editrice Astrolabio, Roma.

Come migliorare il rapporto con gli altri


Dale Carnege, Come trattare gli altri e farseli amici.
Bompiani Editore.
Questo un ottimo manuale per imparare a trattare gli altri. Vi sono elencate molte
tecniche che possono aiutare a vivere meglio in famiglia, sul lavoro ed in altre occasioni.
Omraam Mikhael Aivanhov, La chiave essenziale.
Edizioni Prosveta.
Un volume adatto a chi vuole trovare una dimensione "spirituale"; dimensione che non
affatto il seguire una religione oppure un'altra ma comprendere la propria vera natura e
quella di coloro che ci circondano... ed il fatto di "comprenderli" aiuta certo a convivere con
loro!
Samuel Hatzakortzian, Il perdono come mezzo di liberazione.
EUN - Edizioni Uomini Nuovi.
Uno dei maggiori ostacoli nel progresso della vita e nelle nostre relazioni con gli altri il
risentimento. L'autore ci spiega i risultati della potenza del perdono. Il perdono pu
spazzare via tutti gli ostacoli che hanno impedito al benessere ed alla salute di arrivare fino
a voi. Il perdono un potente magnete da cui nessun bene pu evitare di essere attratto.

Per dare un significato alla sofferenza


Thorwald Dethlefsen, Il destino come scelta.
Edizioni Mediterranee. Roma.
Questo volume indicato a tutti coloro che si chiedono perch sono nati, qual' il loro scopo
nella vita, e la ragione profonda dei vari problemi che affliggono il singolo e l'umanit.
Thorwald Dethlefsen, Malattia e destino, il valore e il messaggio della malattia.
Edizioni Mediterranee. Roma.
In questo volume vengono esaminate le malattie pi comuni e gli atteggiamenti mentali che
le hanno portate a manifestarsi. Prima di leggerlo si consiglia la lettura del volume Il destino
come scelta dello stesso autore.
Hay, Louise L., Guarisci il tuo corpo.
Armenia Editore, Roma.
E' stato scritto da un'ammalata di cancro, che aveva poche speranze di continuare a vivere,
ed guarita perfettamente. Fornisce un chiaro quadro dei disastri che possono provocare i

nostri pensieri e le tecniche adatte per rimediarvi. Al volume allegata una cassetta per
fare un efficace rilassamento terapeutico.
Vita Universale, Tu stesso sei la tua malattia e la tua salute.
Edizioni Vita Universale, Casella Postale 16068, 20100, Milano.
Un volume adatto ai cristiani che non riescono a conciliare le loro sofferenze con un Dio
infinitamente buono. Una serie di ragionamenti che portano a comprendere come noi stessi
siamo la causa delle nostre malattie.
O. C. Simonton & S. M. Simonton, Ritorno alla salute (ex Star bene nuovamente).
Edizioni Amrita.
Un libro scritto da specialisti che lavorano in un Centro di casi terminali. Un trattato dove,
finalmente, si trova una logica spiegazione sul come si generano i cancri ed i tumori, perch
qualcuno guarisce ed altri no, e tanti consigli che dovrebbero conoscere coloro che
contattano ammalati terminali.

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