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Parte prima

Cap I. Un incendio scoppia a palazzo Trao, di propriet di una famiglia nobile decaduta, composta da 3 fratelli: don
Diego (malato di tisi), don Ferdinando e donna Bianca. La gente che accorre la critica per le condizioni in cui si ridotta;
i suoi componenti infatti non hanno voluto cambiare stile di vita e iniziare a lavorare, attivit estranea alla loro classe
sociale. I fratelli preferiscono vivere dellelemosina dei parenti, che peraltro forniscono i viveri e gli abiti per Bianca.
Quando scoppia lincendio Bianca si trova nella sua camera da letto con Nin Rubiera, suo cugino ed amante. I due
vengono scoperti da don Diego.
Cap II. Don Diego lindomani si reca al palazzo della cugina Rubiera per raccontarle ci che ha scoperto, con
lintenzione di combinare un matrimonio. La baronessa per non vuol saperne di ammogliare labbiente figliolo con
Bianca poich priva di dote ma promette che si impegner a trovarle un marito alla sua altezza. Don Ferdinando
considerato pi stupido di don Diego; questultimo ossessionato dalle carte della lite, ossia la documentazione di una
contesa giudiziaria secolare che oppone i nobili Trao alla corona di Spagna. Quando quella lite sar vinta frutter
unimmensa ricchezza alla loro famiglia. Don Gesualdo Motta intanto si messo in testa di concorrere allasta per
la gabella delle terre comunali ed il barone Zacco si infuria per questo perch sono da generazioni di propriet della sua
famiglia.
Cap. III. Ha luogo la festa di San Gregorio Magno; la cugina Marianna Sganci ha organizzato un ricevimento a casa sua,
al quale accorso il fior fiore della nobilt. Alla festa viene anche mastro don Gesualdo, che viene fatto accomodare sul
balcone del vicoletto, riservato agli invitati meno prestigiosi ed ai parenti poveri, dove appunto erano seduti anche don
Ferdinando e donna Bianca. Alla festa gli invitati parlottano del matrimonio di Bianca e Gesualdo e criticano la cosa per
linferiore condizione sociale di lui, indignandosi per non essere stati informati di nulla, pur essendo parenti di Bianca.
Oltre al matrimonio di Bianca si sta programmando anche quello di Nin Rubiera con Fif Margarone. Gesualdo e la
baronessa Rubiera sono diventati soci in affari per potersi accaparrare le terre del comune: lui mette a disposizione il
capitale, lei il nome prestigioso. A un certo punto Bianca e Nin si incontrano e riescono a discutere da soli sul balcone.
Bianca lo mette alle strette, vuole che le dica chiaramente se hanno un futuro insieme ma lui un debole, succube della
madre e si lascia manovrare da lei come un burattino. Nin alla fine confessa che la madre non acconsente al suo
matrimonio. Emerge allora la realt dei loro prossimi matrimoni, lui con Fif Margarone, di cui ha gi il sentore da un po,
lei con don Gesualdo, di cui per ignara. Lei si dispera, lui si preoccupa solo del fatto che non devono dare nellocchio.
Lui potrebbe opporsi alla volont della madre ma vile e codardo. Sarebbe infatti figlio unico e leredit gli spetterebbe
integralmente, il giorno che la madre venisse a mancare ma cos debole che accetta passivamente ci che la madre gli
impone, anche di sposare una donna brutta che per giunta non ama. Egli infatti teme che possa infliggergli una vita di
inferno, negandogli il denaro, fintanto che in vita. La zia Sganci chiede a Gesualdo di accompagnare a casa i Trao cos
che lui abbia la prima occasione per conoscere sua nipote Bianca. Il marchese Limoli, zio della ragazza, cerca di
convincerla che un buon partito perch ha molto denaro; il canonico Lupi fa lo stesso con Gesualdo, dicendo che il
matrimonio con la donna lo introdurr nella buona societ e conseguir cos il titolo nobiliare.
Cap. IV Viene descritta la solerzia di Gesualdo nello svolgere il proprio lavoro e nel controllare quello altrui. Gesualdo
non si ferma di fronte a nessuna difficolt e lavora strenuamente in ogni condizione climatica. Tutti i pasticci dei parenti
ricadono sulle sue spalle, lui lunico che fatica e mantiene tutti quanti. Gesualdo controlla costantemente le sue
propriet e che i braccianti lavorino la terra, ma spesso e volentieri li trova oziosi, sdraiati al riposo dal sole. Gesualdo
abita con lumile servetta Diodata, compiacente e servizievole, segretamente innamorata delluomo. Si racconta come
Gesualdo sia partito dal nulla e con alacrit sia riuscito a crearsi la sua fortuna e ad accumulare la sua roba; egli infatti
un uomo che si fatto da s (Homo faber fortunae suae). Si narrano poi i primi dissidi con il padre, quando per voler

aiutare economicamente la famiglia va a lavorare come manovale. Tutte le sue fatiche e i sacrifici vengono ricompensati
perch Gesualdo ha il cervello per gli affari e riesce perci a diventare padrone lui stesso di molteplici terreni. Un giorno
Gesualdo comunica a Diodata che presto prender moglie; ella sconvolta dalla notizia anche perch teme per la sorte
che avranno i figli avuti da lui e abbandonati allorfanotrofio.
Cap. V. La sorella Speranza e il cognato Burgio speculano sugli affari; Burgio si occupa sempre di investimenti che non
fruttano niente. Il fratello Santo vive sulle spalle di Gesualdo e il padre, non volendo essere defraudato del suo ruolo di
capofamiglia, combina solo guai con gli affari del figlio, ai quali questultimo sempre costretto a rimediare. Il padre si
sente depauperato della sua posizione allinterno della famiglia e quindi fa di testa sua, rovina gli affari del figlio,
facendogli perdere soldi. A causa di una malversazione del padre un ponte crollato e Gesualdo ha perso un affare.
Sotto la spinta di questa disgrazia si decide al matrimonio con Bianca propostogli dal canonico Lupi.
Cap. VI. Bianca si reca in chiesa per confessarsi e l il sagrestano Luca e il canonico Lupi esercitano su di lei pressione
psicologica circa il matrimonio con Gesualdo. Nei giorni precedenti lui aveva presentato la proposta ufficiale ai suoi
fratelli, che per non avevano acconsentito e per questo va in collera. Don Luca esorta donna Bianca a riproporre la
questione del matrimonio ai suoi fratelli perch sarebbe un affarone per tutta la sua famiglia, unoccasione da non
perdere. Donna Marianna a sua volta cerca di convincere Ferdinando e Diego che pure sono restii a dare in moglie la
loro sorella a uno come Gesualdo. La loro nobilt deriva dal sangue, per questo ripudiano lidea di fare entrare nella loro
famiglia il mastro. Alla fine tuttavia, rassegnati, dicono a Bianca di fare ci che vuole. Ella decide di sposarsi non per il
guaio combinato con il cugino, ma per uscire dalle ristrettezze economiche in cui versa la famiglia.
Cap. VII. Al loro matrimonio non viene nessun parente, n di lei perch non approvano, n di lui perch si vergognano
della loro condizione di miserabili. I pochi invitati presenti alla successiva festa sembrano interessati solo ad arraffare
cibo e a sparlare dellatteggiamento dei fratelli di lei. Diodata innamorata di Gesualdo ma lui le ha combinato un
matrimonio riparatore con Nanni lOrbo. Gesualdo si illude di poter trovare un possibile terreno dintesa con la moglie (i
segni umili di privazione che lavvicinavano a lei). Viene consumata la prima notte di nozze. Lui impacciato, ha quasi
paura di toccarla anche perch lei rimane rigida. Tale atteggiamento preannuncia la loro futura incomunicabilit, il
principio di ununione triste.
Parte seconda
Cap. I. Nella sede del comune si svolge la gabella per laffitto delle terre comunali; c un parapiglia generale: tutti si
infervorano e si accapigliano, tranne Gesualdo, che resta impassibile perch sa di avere il coltello dalla parte del manico
ed il pi furbo di tutti. Per quanto lui faccia offerte alte, cercano di farlo desistere dallimpresa prima proponendogli la
concessione del denaro perso nella cauzione del ponte crollato a patto che lui rinunci ad accaparrarsi le terre comunali;
viene proposto poi che le terre siano divise tra lui, la baronessa Rubiera e il barone Zacco, che ne ha il possesso da
generazioni. Ma Gesualdo non accetta neanche questa proposta; non vuole scendere a compromessi perch vuole
il monopolio sulle terre. Tiene cos tanto ad aggiudicarsele anche per una rivalsa personale nei confronti dei nuovi
parenti per laffronto subito (matrimonio a sua insaputa riparatore). Il suo pi acerrimo competitore il baronello Rubiera,
che sia avido sia geloso nei confronti del marito di Bianca. Il matrimonio con la donna stato un fallimento perch lui
tuttora solo contro tutti, non ha ottenuto lappoggio dei nobili sposandola. Venendo a sapere dal canonico dei moti
rivoluzionari carbonari di Palermo, Gesualdo decide di aderire lui stesso alla Carboneria ed anzi di provare ad
assumerne la guida per farla pagare a tutti i pezzi grossi. Il moto popolare nelle campagne sfocia nella rivendicazione
delle terre da parte dei villani.

Cap. II. Si prospetta il tema della rivolta contadina; da una parte i villani, incapaci di organizzarsi e di darsi dei capi,
dallaltra i galantuomini, impauriti dalla collera popolare. Ma il fermento popolare prodotto dalle notizie dei rivolgimenti
politici palermitani non sfocia nella temuta jacquerie, anzi rinsalda la solidariet tra i possidenti che dimenticano la loro
rivalit di cani e gatti per fare fronte comune contro il nemico di classe. I rivoltosi infatti si riuniscono durante una notte
ma al primo segnale di pericolo si disperdono e scappano. Secondo Gesualdo, il fervore politico dei galantuomini
solo un ennesimo tentativo di tagliarsi luno allaltro lerba sotto i piedi e deriva dalla necessit di trovarsi dalla parte
giusta, qualora la rivoluzione avesse successo. In Gesualdo e negli altri possidenti dunque prevale linteresse a tutelare i
propri profitti.
Cap. III. Si chiude con il parto prematuro di Bianca che d alla luce Isabella, dovuta al colpo per la perdita del fratello
Diego. La povera ragazza era stata tenuta alloscuro del degenerare della sua malattia. Durante la notte don Diego
morente rimasto affidato soltanto alla carit del sagrestano poich a causa dei tafferugli in paese, nessuno aveva
avuto il coraggio di uscire di casa. Diego muore tra lindifferenza dei parenti, nessuno dei quali vorrebbe accollarsi le
spese del funerale.
Cap. IV. Tradito dal barbiere mastro Titta, Nin Rubiera vede consegnata la lettera damore indirizzata ad Aglae, prima
donna di una compagnia teatrale, alla fidanzata Fif. Aglae, che recita dentro e fuori del teatro, una donna scaltra che
cerca di ricavare i maggiori vantaggi possibili dal fascino che esercita sui provinciali vizzinesi, apparentemente ignara dei
guasti patrimoniali che la passione pu arrecare. Le malignit mormorate a teatro da parenti e conoscenti sulla paternit
di Isabella non hanno alcun fondamento reale e sono lennesimo gratuito atto di ostilit nei confronti del mastro. Dopo i
familiari e Bianca, neanche Isabella infatti potr colmare il vuoto di affetti nel quale si muove il protagonista. Il baronello
Rubiera per conquistare Aglae, le manda leccornie di ogni tipo, che insieme al suo collega consuma nella taverna. I 2
sono dei ruffiani. Alla fine Nin riesce a raggiungere il suo scopo, indebitandosi fino al collo; la baronessa essendo venuta
a conoscenza di ci, gli ha tagliato i viveri. Il canonico Lupi intercede per lui presso Gesualdo, cercando di persuaderlo a
fargli un prestito per sanare i debiti. Una volta morta la madre, lui otterr leredit e da galantuomo qual , estinguer il
debito contratto con Gesualdo.
Cap. V. La baronessa Rubiera viene a sapere della nuova amante di suo figlio e di tutti i soldi che per lei sperpera, che
per certo non sono suoi, perch la baronessa gli aveva proibito di disporre della sua eredit. Una mattina un conoscente
detto il Ciolla viene a farle visita, mettendole la pulce nellorecchio riguardo al coinvolgimento di Gesualdo nellaffare
come prestatore di denaro. La baronessa insospettita decide di andare al battesimo di Isabella Trao, per saperne di pi,
ma quando chiede spiegazioni a Bianca prima e a Gesualdo poi, le vengono negate. Alla cerimonia i parenti di Gesualdo
non si presentano perch si sentono indegni della nobilt. La donna ossessionata dal pensiero che la sua roba in
imminente pericolo. Laver concesso il denaro a Nin per Gesualdo un modo per vendicarsi di lei. A causa di tutti gli
affanni la donna viene colpita da un ictus cerebrale che la rende paralitica e incapace di parlare. Nin allora abbandona
lamante, si ravvede e inizia a prendersi cura della madre senza sosta come per espiare la sua colpa. Ora lui ad avere
in mano lamministrazione della casa e per la madre inerte e muta un dolore ogni volta che il figlio prende le chiavi dei
magazzini, contenenti i suoi averi. Per limprovviso malore non ha fatto in tempo a diseredare il figlio come invece
sarebbe stato nelle sue intenzioni. Lunica ragione per cui Nin lascia Aglae perch ha saputo che la madre aveva
intenzione di chiamare il notaio e quindi per paura di perdere leredit. Col prendersi cura della madre il ragazzo
deperisce e non si cura pi.
Parte terza
Cap. I. Qui si parla della figlia di Gesualdo, ma nata con qualche probabilit dalla relazione tra Bianca e Nin. Isabella
prima dei 5 anni viene mandata in collegio. Bianca, dopo il parto, aveva iniziato a deperire di giorno in giorno, perch

malata di tubercolosi come i fratelli. Essendo Isabella la sua unica figlia, Gesualdo desidera il meglio per lei: la migliore
educazione, che possegga tutto ci che a lui mancato, che conduca una vita pari a quella di una figlia di un nobile.
Bianca per non avrebbe voluto separarsi da lei. Le compagne di collegio vedono di malocchio la bambina, in quanto
figlia di un arricchito, condizionate in questo dall'opinione dei parenti. Le lanciano continue frecciatine sulla sua
condizione di inferiorit. Quando il padre va a trovarla, ella ha nei suoi confronti lo stesso atteggiamento della madre:
restio al contatto fisico e quasi di repulsione nei suoi confronti. La ragazzina si sente solo Trao, rinnegando il cognome
Motta. Fif Margarone dopo il tradimento di Nin non vuole pi saperne di sposarlo, perci lui per ragioni di interesse e di
tutela del suo casato opta per sposare Giuseppina Alosi; ella infatti garantisce il debito del marito ipotecando le proprie
terre a favore di mastro don Gesualdo, non avendo Nin la disponibilit di denaro che gli occorreva. Quando Isabella
pi grande passa al primo educatorio di Palermo. Quando si trovava di fronte a lei Gesualdo provava soggezione tanto
era la nobilt della sua persona. N il fratello di Bianca n i parenti di Gesualdo sentono legami con la ragazza, con la
quale infatti mantengono una distanza. Anche quando imperversa lepidemia di colera tutti i parenti rifiutano per orgoglio
laiuto di Gesualdo, che offrirebbe volentieri la propria dimora in campagna, lontano dal paese appestato. Non vogliono
mischiarsi a persone tanto diverse.
Cap. II. In campagna a Mangalavite d ricovero a mezzo paese a causa dellincalzare del colera. Isabella, uscita dal
collegio per il diffondersi dellepidemia, vive in campagna unesistenza infelice poich si sente sola, in un ambiente privo
di stimoli, eccezion fatta per il rapporto che si viene a creare con il cugino Corrado, di cui Gesualdo diffida in quanto
letterato e quindi in grado di incantare la sua figliola con le sue belle parole.
Cap. III. Gesualdo si reca alla Salonia dopo aver appreso che anche il padre si ammalato di colera; luomo arriva
giusto in tempo per vederlo morire nella notte. La sorella Speranza, fintamente addolorata, si preoccupa unicamente
della ripartizione delleredit e rifiuta ancora una volta laiuto di Gesualdo, che si offre di condurre con s tutta la famiglia
a Mangalavite. Amareggiato per lingratitudine della sorella se ne ritorna a casa, dove Nanni lOrbo lo mette in guardia
sulla tresca tra Isabella e Corrado. Gesualdo allora va su tutte le furie e impone a lui e alla zia Cirmena di andarsene.
Gesualdo cosciente del fatto che Cirmena vorrebbe far sposare al nipote la ragazza per migliorare la loro situazione
economica ma lui a rovinare il sangue non ci sta, mettendo in secondo piano per la felicit della figlia.
Cap. IV. Gesualdo tenta in tutti i modi di scoraggiare la passione di Isabella per Corrado ma alla fine costretto a
ricondurla in convento. La madre difende a spada tratta la figlia; uno strazio per lei doversene separare e questa
rimarr una ferita insanabile nel suo cuore. Vorrebbe tenerla con s per quel poco che le resta da vivere ma il marito
irremovibile. Tuttavia amici e parenti gli remano contro e lo pugnalano alle spalle, facendo scappare la ragazza dal
convento cosicch i 2 amanti hanno la possibilit di riunirsi. Ma la giovane ormai compromessa e Cirmena auspica le
nozze tra il figlio e Isabella. Tuttavia quando Gesualdo viene a conoscenza della situazione, fa intervenire la polizia e
Corrado mandato in esilio. Si paventa intanto la possibilit di un matrimonio riparatore, con un uomo maggiormente
all'altezza di Isabella; costui sar il duca di Leyra, nobile di Palermo, oberato di debiti, perch per niente avvezzo agli
affari. Isabella andava a piangere dai parenti e a supplicarli di non sacrificarla. Gesualdo, conosciuta la reputazione
delluomo, non pi convinto di concedergli in sposa la figlia, ma messo alle strette da tutti, in particolare dal marchese
Limoli che vuol fargli capire che la ragazza rimasta incinta di Corrado, alla fine acconsente. Il matrimonio viene
celebrato in fretta, senza troppe cerimonie e i 2 coniugi partono per Palermo.
Parte quarta
Cap. I. Sei mesi pi tardi nasce il figlio di Isabella e Corrado, della cui illegittimit Gesualdo tiene all'oscuro Bianca. A
causa del parto di Isabella, Gesualdo costretto a donare altre propriet (oltre a quelle della dote) al genero per placare
la sua ira. Il padre addoloratissimo per il fatto che i terreni assegnati in dote vengono mal gestiti e coltivati dopo tutte le

fatiche che aveva fatto a metterli insieme. Il genero continuava a contrarre debiti e lui era costretto a provvederci
cosicch tutti i suoi risparmi cominciavano ad essere dissipati. Bianca intanto continua a peggiorare con lunico desiderio
di poter rivedere la figlia unultima volta, evento che non si verificher. La donna accusa Gesualdo di averle strappato la
figlia contro la sua volont. Bianca in fin di vita e per loccasione si presentano al suo capezzale i parenti pi stretti:
prima il barone Zacco e la sua famiglia; il barone pi che mostrare dolore per la sua imminente fine parla
imperturbabilmente daffari, sparlando del canonico Lupi e di Nin Rubiera, con la scusa di voler distrarre la povera
Bianca. Si presentano poi Nin e la consorte, con il pretesto di voler visitare la cugina malata, ma con il vero intento di
chiedere lennesimo aiuto economico a Gesualdo. La visita a Bianca per entrambe le famiglie di parenti diviene una
copertura per poter sancire un accordo economico con Gesualdo. Le sorelle Zacco pensano gi a quale potrebbe essere
una nuova moglie per luomo e per questo Bianca lo implora di non farle pi venire. Vi cos da parte sua, per la prima
volta, quasi la dimostrazione di un sentimento nei confronti del marito.
Cap. II. Tutte le serve abbandonano la casa dei coniugi Motta per paura di essere contagiati dalla tisi. Come ultima
speranza Gesualdo manda a chiamare Diodata, il cui marito acconsente a farla lavorare solo su compenso economico.
Tuttavia Bianca per gelosia la rifiuta e non vuole avere niente a che fare con lei. Gesualdo decide di far chiamare tutti i
parenti di Bianca perch la poveretta sta per morire. La donna muore senza che la figlia sia potuta accorrere al suo
capezzale, ignara della degenerazione della malattia materna, che il duca aveva voluto tenerle nascosta.
Cap. III. Dopo la morte di Bianca anche Gesualdo si ammala di un tumore allo stomaco a causa di tutti i dispiaceri e gli
affanni. Si paventa infatti una rivoluzione da parte dei villani che vogliono che le terre comunali siano egualmente ripartite
fra loro. La sua roba minacciata e come se non bastasse tutti gli hanno voltato le spalle.
Cap. IV. Le pretese della povera gente sui possedimenti dei pi ricchi, primo fra cui spicca Gesualdo, si fanno sempre
pi pressanti. Da tanto tempo mal visto dai poveri, ora non solo diffamato da coloro che hanno debiti nei suoi confronti,
ma anche dai signori, i quali cercano di dirottare lira popolare nei confronti del pi potente e ricco di loro. Ormai stanco
di Gesualdo, il popolo in rivolta assalta i suoi magazzini. Questo capitolo ambientato in concomitanza durante gli inizi
dei moti del 1848.
Cap. V. Intanto la malattia di Gesualdo, manifestatasi in concomitanza con la morte di Bianca, degenera a tal punto che
il duca di Leyra decide di portarlo a Palermo con la falsa intenzione di farlo visitare dai migliori medici della citt e
assicurargli le cure pi efficaci. La figlia gli fa visita nelle sue stanze tutte le mattine, pi per un dovere morale, che per
sua reale volont. Il palazzone in cui vivono i duchi un surplus di sfarzo e sprechi, popolato da uno stuolo di servi che
ostentano una finta riverenza nei confronti del padrone ma che oziano per la maggior parte del tempo. I due coniugi
sembrano andare damore e daccordo ma lei in realt conduce una vita carica di menzogne, di ipocrisia, coltivando altre
relazioni. Il genero vuole impedire a Gesualdo di far testamento perch teme che egli possa lasciare ad altri parte della
propria fortuna. Egli infatti ha degli scrupoli di coscienza nei confronti dei figli avuti con Diodata. Durante lultimo
colloquio tra padre e figlia sembra crearsi un po di tenerezza e complicit tra loro, che subito svanisce poich i due non
riescono a comunicare: lei rimane una Trao, una dunaltra pasta e lui un Motta, lei trincerata nel suo rancore e lui
attanagliato dal dubbio circa lessere o meno il vero padre di Isabella. Lultima richiesta che rivolge alla figlia di
concedere del denaro a Diodata e ai suoi figli (ma per opposizione del genero, questa richiesta non verr eseguita). La
sua tragica fine avviene pochi giorni dopo, durante la notte, in solitudine, tra l'indifferenza dei servi, che ignorano e anzi
risultano infastiditi dai suoi lamenti di dolore, che credono essere solamente delle lagne di un povero vecchio. Un dovere
come un altro servire chi realmente nato meglio di loro; inaccettabile servire un arricchito ma loro pari dal punto di vista
sociale. L'uomo ha le mani ancora segnate dalla calcina, primo particolare dell'aspetto fisico del mastro sottolineato dal

Verga nel capitolo III, mani da cui i servi capiscono "com'era nato". Tutte le ricchezze accumulate da Gesualdo verranno
dilapidate dal genero.