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AMADEUS VOLDBEN (pseudonimo.di Amedeo Rofond) vive @ Roma ed 8 auto- br i earatere psicologico ed esoteric, trot anche in vai lin- ‘gue Ha gid pubblicato in questa collana: DOPO NOSTRADAMUS, UN'ARTE DI VIVERE, IL PROTETTORE INVISIBILE, LO SCOPO E IL SIGNIFICATO DELLA VITA, 1 PRODIGI DEL PENSIERO POSITIVO, IL DESTINO NELLA Vita DEL. L'VOMO, LA REINCARNAZIONE, LA POTENZA DEL CREDERE E LA GIOIA DI AMARE, UNA LUCE NELTUO DOLORE, GUIDA ALLA PADRONANZA Di SE, LA MAGICA POTENZA DELLA PREGHIBRA, LA CHIAVE DELLA VITA. La Presenza Divina in noi Lwomo, partto dalla Luce, alla Luce dovra rornare, dopo le necessarieesperienze compiute sulla Terra. Attraverso numerose csistenze, porremo risalire dalla materalta a quella sorgente di Vita ¢ di Amore che @ la divinita creatrce. Per compiere questo percorso nel mado pit rapido e consapevole, ‘i sara di preziaso aiuto la pratica della Presenza Divina La Presenza Divina nell'uomo 2 Scintila, raggio del Sole centrale che tutto muove e tutto comprende nelle sue infinite manifestazioni 2 Luce che va oltre il rivestimentofisico delia materia e oltre il sso breve soggiorno sulla Terra. Non pud mai morire perché non @ mal ata, ma 2 Scintlia diva, exerna Life sprituae, la Presenza Divina in noi, ei rende immensamente ‘potenti quando siamo uniti a Lui e cosclenti della sorgente da cui deriviamo, Grandi omni sono stat capaci di realicare opere genial peri fatto che essi hanno sapuco portare sulla Terra cid che i! lor spirit aveva 412 contemplato sui pian pi alti della Grande Vit. Dobbiamo considerare tutto quanto esste, uomini, cose, avvenimenti come altretantiaspeti del divin ‘Avremo allora grande rispetto per tut per tutto, e per quanto ‘awiene, arrivando a conprendere ogni persona ed og fatto; ‘accettando tutto come prowidenziale e necessario al fine della nostra e del'altrui evoluzione. Questo pensiero deve essere sempre vivo in nol; non deve mai abbandonarci. Da esso dipendono i nostri comportament, Ta nostra salute morale, il nostro vero progresso. ‘Ancora una volta ’Autore, con Uaiuto di massime e insegnamentt i grandi maesr, filosof, pensatorie misii,arricchit dalle sue ‘personali esperienze, da riflession e commenti, indica a lettre la via luninosa che conduce alla conoscenza di sé e dei ver fini dellesistenza wmana yo. 1070 Dean STUDIO DEF L. 20.000 ‘XSBN 88-272-0478-4 ‘iil qess27l20a788 oi Edizionj Mediterrance ivina in ne Voldben La Presenza Di 9 Amadeus Voldben La Presenza Divina in noi 9 HP My, Finito di stampare nel mese di maggio 1997 ISBN 88-272-0478-4 © Copyright 1997 by Edizioni Mediterranee - Via Flaminia, 158 - 00196 Roma CI Printed in Italy C1 S-T-A.R, - Via L. Arati, 12 - 00151 Roma Indice Per cominciare... 1. La Presenza Divina La vera dimensione dell'uomo,11 - Testimone silenzioso, 12 = Cerca Dio in te, 13 - Guarda dentro, 16 - Le forze che agiscono in noi, 17 - La Divinit in ognuno di noi, 17 - C’2 tun tesoro in te, 19 - Tanti nomi, 20 - Contempla questa Luce Divina in te, 21 » L'lo spisituale ¢ Mio della personal 1a, 21 - Le maschere dello, 24 - Tu sei Quello, 25, 2. La Presenza Divina deve divenire cosciente Ritirati nella twa Essenza, 28 - Dall'lo personale alllo, spirituale, 29 - Come realizzare coscientemente il contatto, con la Scintlla Divina, 31 - Il contatto con Ilo spirituale, 34-- Tre leve per innalzarti, 35 - Un contatto salutare, 36 = Un ostacolo al contatto con la Presenza Divina, 38 - Le manifestazioni della Presenza Divina, 38 - I! divino «dit tatore», 40 - Colloquio col Maestro interiore, 40 - Un sa- Iuto augurale, 42 - Pensa a Dio notte e giorno, 42. 3. L'invocazione Quando invochi la Presenza Divina, 46 - Come va pro- nunciata, 47 - Potenza dell'invocazione, 48 - Gli effetti della Presenza Divina in azione, 49 - Cid che puoi chiede- re, 50 - 1 momenti diffi, $1 - Se fissi lattenzione alla Grande Luce, 53 - La vetta da raggiungere, $4, Pag. 2 45 6 / La Presenza Divina in noi 4. La pratica operativa nella vita di tutti i giorni Il pensiero costante, $8 - In che consiste la pratica della Presenza Divina, 59 - L'ABC nella via dello Spirito, 60 - Sil te stesso, 60 - Come usare lenergia della Presenza Dis nna per dissipare le basse tendenze, 62 - Chi deve comanda- re?, 65 - Il dominio sul mondo inferiore, 66 - Il buon uso della ragione per il dominio sulle forze inferiori, 67 - Le emozioni, 69 - Uscire dall’animalit, 69 - Trasmutare gli istint, 71 - Guarda al punto di Luce, 73 - Scopri Dio negli alte, 74 - L'esercizio & tutto, 75 - I nostri allenatori, 76. La Divina Saggezza Il segreto della saggezza, 78 - Una saggezza infinita, 79 - Niente di troppo, 81 ~ Conosei te stesso, 82 - Il eompor- tamento del saggio, 84 - Una scuola di’ apprendimento, 87 - Comincia al mattino, 88 - Prosegui alla sera, 88 - La preghiera vivente, 89, La mente governata dall’Amore Sii tw il pilota dei tuoi pensieri, 92 - Che cosa é Amore, 94 - La via e la meta, 95 - L’Amore ¢ il sole della vita, 96 - La pit grande forza spirituale del mondo (Gandhi), Y1- Amare é anche comprendere gli altri, 97 - La com- prensione porta all’Amore, 98 - Amare é sentirsi uno con tutte le cose, 99 - Amare @ sacrificio di sé per il bene degli altri, 100 - Dove & Amore, ivi é anche Saggezza, 101 - Quando fosse ’Amore a guidare i nostri pensieri, 102 - Se ti lasci guidare dall’Amore, 103, La Tua Luce illumini il cammino Verso la vetta, 106 - Le vie lunghe ¢ la via breve, 106 Un’oasi interiore, 108 - Le pastoie umane, 109 - I! cam- ‘mino nell'oscurita, 110 - Il discernimento, 111 - La Luce ella Presenza Divina, 112 - Il collegamento con la Pre- senza Divina, 114, L’Inradiazione protettiva della Presenza Divina La divina irradiazione, 118 - Una corazza di Luce, 119 - ‘Tu devi collaborare alla tua difesa, 120 - Per fugare ogni ombra di negativiti, 122. 37 1 9 105 7 Indice 1 7 9. Tu sei un centro @irradiazione Un'aura di Luce, 126 - Benedire & irradiare il bene, 127, = La benedizione investe ¢ rischiara, 128 - Il Potere della, benedizione, 129 - Quando devi comunicare con qualeu- 129 - La Presenza Divina pud operare prodigi, 131 ~ Semina ovungue pensieri di bene, 132. 10. La manifestazione del triplice aspetto della Divinita L'uomo aspira al potere, 135 - Dov’ Ja vera potenza, 136 - Chi & cosciente della Presenza Divina ha in sé tutto il potere, 138 - Il potere sostenitore ti render’ costante, 139 - Coscienza parziale e coscienza totale, 140 - Dio ¢ Amore, 140 - Una giornata di Luce e d’Amore, 142 - Scienza non & conoscenza, 143 - La vera Sapienza, 143 - Per conoscere se stessi, 144 - Vivere divinamente..., 145 ~ -unella parte pid elevata, 146, 125 135 Per cominciare... Secondo gli insegnamenti di Platone, uno dei pitt grandi filosofi di tutti i tempi, la parte eterna dell’'uomo prima di ve- nire sulla Terra_ha contemplato gli archetipi di cui porta in certa misura il ricordo quando viene a incarnarsi. I geni e i santi hanno pitt vivo questo ricordo: & la ragione per la quale a loro manifestazione @ eccelsa. Siamo, dunque, partiti dalla Luce, di cui noi siamo la Scintilla, € alla Luce dovremo ritornare dopo le esperienze necessarie. ‘Ma del lungo percorso possiamo distinguere due fasi: 1a prima, la discesa, l'allontanamento. In questa fase siamo at- tratti dalla materia; allora ci interessano le cose materiali. Poi, la seconda fase, Ia risalita. Allora siamo attratti dalla Luce verso cui vogliamo ritornare. In questa fase ci interessano le cose dello spirito, dopo la pesante esperienza del passato. Attraverso le motte esistenze ritorniamo la, da dove siamo partiti. Mi auguro che il lettore si trovi in questa fase di risalita verso la Luce, altrimenti queste pagine non avrebbero aleun interesse per lui Parlare della pratica della Presenza di Dio per coloro che aspirano alla Luce, é Pargomento che pid direttamente attrae chi ha nel cuore lansia del ritorno al punto da cui é partito. Queste parole sono per tutti gli uomini, ma noi parliamo veramente a chi — insoddisfatto di cid che la vita materiale pud dargli — ricerca valori che non periscono nel trascorrere del fempo (Cerchio Firenze 77). 10 / La Presenza Divina in noi Per imprimere profondamente nell’animo quanto & detto in queste pagine, se ne consiglia le lettura pit volte. Una scorsa superficiale sarebbe del tutto inutile, mentre Pinvoca- zione che proponiamo dovra divenire parte della propria vita: va ripetuta pit € pitt volte nel corso della giornata come ali mento necessario all'energia occorrente per vivere. A chi voglia realizzare quanto & scritto, si consiglia so- prattutto lesercizio pratico, senza il quale le parole restereb- bero come cose sterili. La costanza di questa pratica portera i frutti abbondanti che altri hanno gia ricevuti AY. 1. La Presenza Divina La Divinita & nel nostro cuore. RAMAKRISHNA, Alla ricerca di Dio 1. La vera dimensione dell’uomo Se Puomo fosse soltanto corpo, sarebbe cosa ben meschi- na. Ma anche se in lui vi fosse solo il corpo animico, senza la parte eterna che va oltre il tempo ¢ lo spazio, sarebbe poco piit dell’animale. Ma nell’uomo vi sono capacita paracreati- ve, con Ja genialita intuiva che gli fa superare il tempo € lo spazio. Leggiamo in Platone che la vera dimensione dell’uomo & corpo, anima e spirito. Questo concetto, come altri, fu ripre- so da S. Paolo, ma da altri dimenticato. Gli Orientali parlano di corpi sottili dell’'uomo, oltre il corpo fisico, dettagliati poi in seguito come corpo eterico, corpo astrale, corpo mentale, corpo causale, corpo buddico € corpo atmico, Non é qui il caso di fermarsi ai dettagli poiché noi parlia- mo ora soltanto di quella parte eterna che abbiamo denomi- nato Jo spirituale, la parte pit elevata che é la Presenza Divi- na in noi. Di tutto il rimanente, chiamato da noi Vio della personalita, accenneremo in seguito come contrapposto alla nostra parte eterna. Questa sola resta di noi nel viaggio per le vie dei mondi, la sola che va oltre Pesperienza terrena, por- tando con sé il frutto delle proprie esperienze. Noi dobbiamo identificarci con essa, poich¢ il resto é sol- tanto strumento dell’lo per la sua manifestazione temporanea sul piano terreno, 12 / La Presenza Divina in noi 2. Testimone silenzioso Non é una cosa incomparabile che il saggio regoli le pro- rie azioni anche quando non vi sono testimoni? ‘TcHUNG-YuNe II giusto mezzo Ma il saggio sa che il testimone lo porta con sé, Punico valido pitt di mille altri testimoni: é la Presenza Divina, I'lo spitituale, la coscienza. Gli uomini lo chiamano col nome che a loro piace. In alcuni Ordini monastici & prescritto, nella Regola, di ripetere ogni ora: Ricordiamoei che siamo alla santa Presenza di Dio. E istintivo mascondersi dagli occhi che guardano per com- piere qualcosa d’illecito, preferire 'ombra, lontani dalla luce. Si gira anche lo sguardo all’intorno nel timore che altri possa osservare. E chi oserebbe'commettere atti sconvenienti dinan- zi a persone che si stimano? Sotto gli occhi di persona amata. non si ha la forza di fare qualcosa che possa recarle di- spiacere. Rammentare di essere alla Presenza di Dio é di immenso aiuto nell’agire: ci si sente come impossibilitatl a venir meno ai propri doveri, a mancare alla legge fondamentale del- PAmore, ‘Tutti i mali della vita sono la storia dei nostri errori, ori- sinati nei momenti nei quali abbiamo agito ritenendo che nessuno fosse testimone delle nostre azioni. Il nostro io della personalita ha ignorato, in quei momenti, che Plo spirituale, espressione della Presenza Divina in noi, @ il testimone silen. zioso di ogni nostro pensiero, di ogni nostra parola e azione. Nulla sfugge alla sua Presenza. 1 santi ¢ i saggi di ogni religione realizzano la luce perenne dell'To spirituale col quale essi hanno identificato se stessi, dominando il mondo inferiore. Questo & Videale per tutti. Cid non @ facile fra i tanti ri- chiami della materia che distolgono la nostra attenzione dal- Palto, ma esercizio ripetuto e costante della padronanza sui nostri pensieri ci portera a un risultato felice. La Presenza Divina / 13 La maggior parte delle nostre mancanze — ha scritto S. Francesco di Sales — @ causata dal fatto di dimenticare facil- ‘mente la Presenza di Dio in noi. 3. Cerca Dio in te Non ti affannare a cercare fuori cid che ¢ dentro di te. Dio é in te: questa verita Phanno intuita, in ogni tempo, gli uomini pit evoluti; hanno insegnata i Maestri e i Saggi i tutti i tempi, I veri cercatori di Dio non hanno cercato nelle istituzioni umane ma dentro loro stessi Quando Vuomo sari divenuto cosciente della Presenza Divina in sé, ne vedra gli effetti meravigliosi. Dio @ presente e dimora sostanzialmente in qualsiasi ani- ‘ma, anche in quella del pit grande peccatore di questo mon- do ha scritto S. Giovanni della Croce, in quel mirabile libro «Salita al Monte Carmelo». Anche il criminale sente Dio, quando comincia a capire, sia pure come voce di rimprovero. Cerca Dio in te, nel tuo agire retto, nella purezza delle tue intenzioni, nell’ Amore verso tutti e verso le cose. Lo puoi cercare nell’aspirazione al bene, nello studio del bello, nella investigazione della verita Negli antichi Mister’ era considerato di somma importan- za il raggiungimento della comunione con Dio, Quando il candidato ai Misteri doveva conseguire il grado pitt alto, gli si facevano affrontare prove molto dure e lotte. Infine gli si diceva che sarebbe stato portato alla presenza di Dio. Era, allora, condotto in una camera vuota, priva di qualsiasi cosa, nuda e spoglia in tutto. Unicamente lui, Ii, so- lo. Si voleva far vedere, in questa maniera, che il Dio che do- veva cercare era soltanto dentro se stesso, in lui, non fuori nelle cose. Se era capace di mettersi in contatto con quella parte di sé, immortale, eterna, di sentirla, aveva sicuramente toccato il massimo raggiungimento. Luomo che ritiene la propria vita limitata al mondo dei sensi, non pud sentire né percepire quella sua parte che Scintilla di Dio in noi. Ma possibile a chi ha realizzato qualcosa di pitt nel cammino dell’evoluzione spirituale. 14 / La Presenza Divina in nol La ricerca di Dio, nelle cose esterne, @ di chi non ha anco- Fa saputo trovarlo in sé, e, allora, non Jo trovera neppure fuori, Chi lo ha trovato in sé diviene capace di trovarlo anche nelle cose, dappertutto, negli altri, intorno a sé. ‘Tutto cid che @ in Natura é espressione di Dio, ma non & Dio. La Natura é la veste di Dio, & stato scritto con felice espres- sione da un saggio orientale. Come Ie onde: sono manifestazione del mare, ma non si possono chiamare il mare, Sentire il bisogno della ricerca di Dio @ di per sé gia un fatto positivo, tanto che qualcuno ha scritto che Puomo che cerca Dio, lo ha gia trovato; & una gioiosa verita per chi spinto ad elevarsi alla ricerca dei valori pitt alti. Con amore € umilta, non certo con il presuntuoso intellettualismo sac- cente di chi non sa. E subito nega. L’aspirazione al bene, al bello, alla verita, costituisce altret tante spinte verso Dio. E un travaglio che spesso si compie nella sofferenza interiore, per lungo tempo. 1 dolore é, per molti, il momento in cui la personalita su- perficiale prende contatto con I’lo divino che ¢ nell’uomo. Se il dotore serve a questo, ha adempiuto il suo fine. Ma, chi vive e agisce in buona fede. anche se non crede alle costruzioni religiose umane, viene ‘lluminato e aiutato nei momenti supremi, e i suai occhi vedranno, (Da «Unarte di vivere, Via segreta alla serenita» di A. Yoldben, Edizioni Mediterranee). Seneca ha seritto: «Non é necessario innalzare le mani verso il cielo né scon- giurare il custode del tempio che ci consenta di accostarci al simulacro di Dio per essere meglio ascoltat Dio é vicino a noi, @ con noi, é dentro di noi; uno spirito santo risiede in noi, osservatore e custode delle nostre azioni; € noi dobbiamo vivere con gli uomini come se Dio ci veda, € parlare con Dio come se gli uomini ci ascoltino. Uomo buono senza Dio non é nessuno: nessuno pud sen- za Paiuto di Dio innalzarsi sopra la fortuna. Se appare ai nostri sguardi una foresta di alberi secolari, i cui rami ci tolgono la vista del cielo, I’altezza di quella sel- La Presenza Divina / 15 va, il mistero della solitudine, la meraviglia di quell’ombra fitta e cupa in mezzo all’aperto, attestano la presenza di un Dio; se noi vedremo un uomo impavido in mezzo ai pericoli intatto dalle passioni, felice nelle avversita, tranquillo nelle tempeste, pit grande e pitt alto di quanto comporti la natura del miserabile corpo, sentiremo in quell’anima rivelata la for- za di Dio». II filosofo Zenone (270 a. ca, ha seritto: Ttempli non sono necessari, a Divinita si deve possedere nel cuore. Le parole di Gesit alla Samaritana nel pozzo di Sicar, hanno Io stesso senso: Verrd tempo, anzi é gid venuto, che Dio sard adorato, non in Gerusalemme, ma in spirito e veri- 12, Gest ha pure detto di cercare il Regno di Dio che é dentro ogni uomo. In altre parole, si deve cercare il vero bene den tro di noi, non fuori, II vero bene é I'Io spirituale, espressio- ne della Presenza Divina in noi. Chi ha trovato questo bene ha trovato tutto. Da questa scoperta dipende la vita dell’'uomo che prendera un indirizzo nuovo poiché é la svolta pid importante che da altro impulso pet pi alti ideal .), fondatore della scuola stoi- Certo, non vi é Iuogo privo della Presenza Divina, ma nell’uomo evoluto e risvegliato ai valori della vita essa & co- sciente. Lo afferma il poeta Angiolo Silvio Novaro nei versi: Ovungue il guardo io giro immenso Dio ti vedo, nell’opre tue ti ammiro, 11 riconosco in me. La terra, il mare, il cielo parlan del tuo potere, ‘tu sei presente in tutto ‘ma pitt lo sei in me. 16 / La Presenza Divina in noi 4. Guarda dentro La ricerca fatta dentro noi stessi, nell’intimo di ciascuno, & la pit sicura. Chi cerca Dio nelle religioni esteriori, popolari, hon potra trovarlo, perché esse ne hanno soltanto il simbolo, possono talora anche aiutare, ma la realta @ dentro ogni uomo. ‘Tutti i mistici, gli illuminati, gPintuitivi concordano nel- Pesperienza vissuta e comprovata che Dio é al centro dell’ uo- mo, ¢ che, conoscendo se stessi, si trova Dio. ‘Tutte le religioni insegnano pure che 'uomo porta dentro di sé immagine di Dio, La coscienza individuale, chiamata Io, & coscienza univer- sale, cosmica, @ Scintilla delle Divinita, in contatto col divino di cui é parte. Salendo ad essa, tocchiamo pure quella del Tutto. L'inizio del cammino che ci portera, a poco a poco, alla fortunata scoperta, comincia col rivolgerci all'interno di noi stessi_ per guardarci, interiorizzarci, analizzarci per cono- seerci Per questo & necessario distinguere fra i tanti elementi di- scordanti, dinamici che sono in noi, quelli essenziali, duratu- 1i, stabili che appartengono alla parte vera di noi stessi, non a quella mutevole, Ul vero volto dell’Io spirituale & nascosto da tutte le appa- renze illusorie della personalita, e va ricercato dietro il mute- vole scenario delle nostre emozioni, dei nostri istinti, dei sen timenti e dei pensieri. Per questo la ricerca va fatta dentro. Gli ostacoli alla scoperta della vera essenza sono dati dal vi- vere in superficie, senza penetrare uomini, fatti ed eventi. Compito vano per gli estroversi, La via di questa ricerca non passa attraverso la ragione, attraverso il noazionismo, lo studio, le dottrine fuorvianti di certa psicologia. Lo studio di testi pud anche giovare, se con- tenuto nei limiti di strumento. Ma la via maestra é quella per- sonale ¢ soggettiva, fatta di esperienza spirituale vissuta at- traverso una disciplina interiore, graduale ma costante. S. Agostino ha scritto: Dio @ intimo a noi pit che ciaseu- no di noi a se stesso. La Presenza Divina / 17 5. Le forze che agiscono in noi In noi operano due forze: I'To spirituale e "io della perso- nalita. L’una ci tira su e Paltra ci tira git. L'una agisce posi- tivamente, Valtra negativamente, Lo della personalita non vorrebbe mai perdere il suo do- minio, non vorrebbe mai essere detronizzato, e, percid, cerca in tutti i modi di mantenere il suo comando. Lilo Spirituale, invece, che vede il bene maggiore, ci atti- ra e ci porta verso un’altra via. Ci fa fare degli incontr, ci manda delle ispirazioni, dei pensieri, dei fatti, degli avveni- enti che sono per il nostro bene. E la voce che dobbiamo sentire, Ma come possiamo distinguere se quello che ci viene in mente @ la voce dell’lo Spirituale 0 dell'io della personalita? Purtroppo, spesse volte avviene confusione. A chi ha fatto questa esperienza & stato risposto: «Se @ Amore é sempre I'lo Spirituale che parla, Se ci costa qualche cosa, e noi non vogliamo farlo, é I'lo Spirituale che ci stimo- 1a; se, invece, @ per il nosiro comodo, é sempre lio basso del- Pegoismo che ¢i spinge». Naturalmente bisogna distinguere caso da caso. Non si pud dave uns legge generale, pero & sempre bene se ce AMO- re € sacrificio per gli alti Noi pensiamo sempre al nostro bene, ma il vero bene & quello che ci aiuta nell’evoluzione spirituale, & quello che ci costa tanto. Cid che non costa niente, non vale niente 6. La Divinita in ognuno di noi Quando ti sarai convinto nell’intimo che Dio é in te, avrai raggiunto una meta luminosa da cui vedrai le cose tutte tra- sfigurate. Infatti, questo pensiero, da solo, ha il potere di trasfor- mare l'uomo. E chi potrebbe agire in senso negativo, quando sappia che si trova alla Presenza Divina, anzi che Dio @ in lui? Chi potrebbe non irradiare Luce quando egli sia convinto che in Iui agisce la Presenza Divina? 18 / La Presenza Divina in noi La convinzione profonda che Dio agisee in noi & capace i operare prodigi, prodigi di Amore: questa realizzazione adempie 10 scopo della vita, L’uomo deriva tutto da Dio. La lampada elettrica deriva la sua meravigliosa capacita di illuminare un ambiente non da se stessa, ma dalla centrale elettrica con cui é collegata che le trasmette elettricita. 1 pensiero dell’uomo non avrebbe nessuna potenza in sé, se questa non gli venisse dalla Fonte della Vita che ¢ Dio, dalla Presenza Divina che nell’uomo & una potenza coscient’ capace di compiere opere meravigliose. «E stato detto che Puomo fu creato a immagine e somi- slianza di Dio. Sarebbe assurdo — scrive W. Bailes — che cid riguardi una somiglianza fisica; per conseguenza, P'uomo deve essere Pespressione ripetuta della natura divina, e, in tuna maniera o nellaltra, egli deve essere in piccolo quello che Dio & in grande. Cid che & vero di Dio deve essere vero pure dell’uomo. Noi vogliamo dire con cid che la vera natura dell'uomo deve essere una riproduzione della natura di Dion. Lilo spirituale, 1a Presenza Divina in noi, & questa che ei fa immensamente potenti quando noi siamo uniti a Lui e co- scienti della sorgente da cui deriviamo Le opere geniali che uomini eminenti sono stati capaci di realizzare sono dovute al fatto che essi hanno saputo portare sulla Terra cid che il loro Spirito aveva gid contemplato sui Piani pid alti della Grande Vita. Si deve considerare tutto quanto esiste, uomini, cose, av- venimenti, come un aspetto del divino, Si avra allora grande rispetto per tutti, per tutto, e per quanto avviene, Si arrivera a comprendere ogni persona ed ogni fatto, si accettera tutto come provvidenziale e necessario al fine della propria e dell’altrui evoluzione. Questo pensiero deve essere in noi permanente, non deve ‘mai abbandonarci. Da esso dipende tutto il nostro comporta- ‘mento, la nostra salute morale, il nostro vero progresso. La Presenza Divina nell"uomo & Scintilla, raggio del Sole centrale che tutto muove e tutto comprende nelle sue infinite manifestazioni, La Presenza Divina / 19 E Luce che va oltre il rivestimento fisico della materia oltre il suo breve soggiomo sulla Terra. Non pud mai morire perché non é mai nata, ma é Scintilla divina, eterna. Tu sei quella parte che non muore: impara a distinguerla dalle altre parti caduche ed effimere, La nostra identificazione deve essere con I'Io spirituale. E ‘quando uno ha la vera conoscenza di sé, cioé dell"Io superio- re, appena avverte uno stato d’animo dice: «In me sorge un moto d'ira». Allora sorgono due forze: I'lo spettatore ¢ Vira. Sono due cose distinte, Vi é questo dualismo perché noi, finché siamo sulla Terra, viviamo nel dualismo, ma poi dobbiamo realizzare PUnita. — Ma quanto tempo ci vuole? Quanto cammino dobbia- mo realizzare? Noi siamo nel dualismo. E strano che 'uomo trascuri di servirsi di un'arma cosi potente e benefica, poiché lui aveva trovato questa chiave come Phanno trovata tanti. E ora che gli uomini — degni di tal nome — si accingano volenterosi all’opera di esplorazione e di conquista del mon- do interno. Noi andiamo a conquistare la luna, invece di con- quistare i nostro interiore, che sarebbe tutto, 7. C’e un tesoro in te C’t un tesoro in te, che tu, forse, ignori, mentre é la sola vera realta che meriti la tua attenzione, che conosce tutti gli splendori del Bello, realta eterna immutabile, la sola che resti nell’andare delle cose apparenti che passano: é la Scintilla Di- vina che ha poteri latenti, allo stato potenziale nel piccolo ‘mondo della tua esistenza, pari a quelli che muovono gli universi Se tu portassi con te delle gemme di grande valore, il tuo pensiero sarebbe fisso all'idea che altri potesse privartene, sciuparle o danneggiarle, prenderesti ogni precauzione, met- teresti in opera ogni attenzione per evitare che tale sciagurata ipotesi potesse verificarsi Ma il tesoro che tu celi in te, @ ben pid grande di quello illusorio ed effimero, fatto di materia, che dovra disgregarsi € disperdersi 20 / La Presenza Divina in not C’é un tesoro in te d’incalcolabile valore: ¢ una Luce pit brillante di tutti i diamanti messi insieme perché é la Luce stessa, Questo tesoro di'inestimabile valore @ la tua vera essenza, tu sei soltanto Quello, ‘Tu sei Scintilla Divina, tu sei solo quella parte. Il resto non conta, non sei tu, é il tuo bagaglio che verra mutato di volta in volta, e poi gettato lungo il cammino per le vie dei moni, Non trascurare Ia vera parte di te, il tuo vero essere, per occuparti di cid che un giorno dovrai abbandonare. Non trascurare |’Essenza eterna in te: devi identificarti con essa. Ad essa vada sempre il tuo pensiero, sempre pit spesso, per rafforzarla e accrescerla fino a sentirla pitt vivamente, fi- no a unirti ad essa pitt di frequente, e, poi, costantemente. 8. Tanti nomi Lomo ha necessita di dare un nome alle cose per distin- guerle le une dalle altre. Nel corso dei secoli, nelle varie religioni, sono stati dati dei nomi alla parte divina che in noi, quella parte che rap- presenta la Divina Presenza. Gesit la chiamd J! Padre che @ in me. Con la parola Padre volle intendere /a Presenza Divina, fa Scintilla Divina, Ilo spirituale, S. Paolo la defini il Cristo che & in noi. Gli Orientali la chiamano i divino Sé, I'lo reale, ’Anima eterna. Soerate la chiamd l’Ospite ignoto. Gli stoici, con Mare’ Aurelio, la chiamarono if Principio divino che & in noi. Oggi, c°é chi la chiama I’atomo permanente. Molti scrittori di cose spirituali, e noi con essi, adoperano le espressioni: Spirito, Seintilla Divina, il Principio cristico, il Cristo interiore, il vero Io, Dio con noi, I'Io spirituale, la Presenza Divina in noi, ecc. ...Altri ta chiama il soffio divi- no, la monade, I’Io Sono. Sono espressioni che si equivalgono, indicando tutte la stessa cosa La Presenza Divina / 21 Dio & la Causa e il Fine della vita universal Noi siamo in Lui e Lui @ in noi, ed & cosi presso di noi che ci penetra in ogni atomo del nostro essere, fisico, psichi- co, spitituale: noi siamo una sola cosa con Lui. Questa Divina Presenza & Porigine della nostra vita ed & Ja nostra stessa vita Albert Einstein ha scritto: «lo credo nel Dio di Spinoza che si manifesta nell’armonia di tutte le cose. 9. Contempla questa Luce Divina in te Esercitati a sentire il Tuo Io spirituale distinto dal corpo € dai sensi, distinto anche dalla mente. Contempla questa Luce Divina che @ in te, raggio diparti to dal Sole centrale, e quindi increato, che esiste dall’eternita, © quando avr rigettato i sette veli dell’ignoranza, tornera al MInfinito dal quale venne. L’uomo é grande soltanto a condizione che sappia elevar- si fino alla sua parte pit alta, B veramente una cosa misere- vole stagnare nella sua parte animale e terrestre Lrideale nostro & quello d’identificarci con le Presenza Divina, I'lo spirituale, nelle nostre azioni di ogni giorno. Non sono io che vivo, ma é il Cristo (cio il Principio spi- rituale) che vive in me, che opera e agisce. E Gesi disse: «Jo e il Padre siamo una sola cosa». 10. L’lo spirituale e Vio della personaliti Goethe, nel Faust, fa dire a uno dei personagei: «Ah! due anime vivono nel mio petto\». In effetti, la battaglia che si combatte, entro 'uomo, ogni giorno, spesso ogni momento, é I'io della personalita. che vuol mantenere e affermare il suo dominio. L’lo spirituale vuole il bene e indirizza 'uomo verso lo scopo della vita, mentre I'io inferiore si trascina sulla Terra tra le esigenze personali ¢ materiali, senza guardare al Cielo che @ la mata. 22 / La Presenza Divina in noi In ogni uomo é presente questa drammatica coabitazione di due esseri quasi estranei fra di loro: I'lo spirituale che rea- lizza la Presenza Divina, la nostra vera realta, e il complesso animico, "Jo della personalita, l’ego, la parte inferiore, mu- tevole, illusoria, apparente. ‘Tra i due vi é un diaframma che impedisce la comunica- zione tra loro. Ma la chiusura non @ ermetica: vi sono mo- enti in cui I'lo fa sentire i suoi avvertimenti poiché egli vede € sa. Si deve porre attenzione alla sua voce. Il contatto pud divenire piit frequente mediante la pratica giornaliera dell’in- vocazione, L’lo spirituale ¢ I'ego personale sono uniti come il mallo alla noce: ¢ percid I'lo non pu rivelarsi finché Pego non sia stato messo da parte o eliminato. Questo processo ¢ avvenuto hei santi e nei saggi di ogni epoca e di ogni religione. Per questo si manifestava in essi tutto lo splendore dello Spirito, liberato dall’egoismo. Col tempo il piccolo ego si dovra estinguere e rimarra sol- tanto ta Scintilla Divina che é il nostro vero essere. L’annullamento dellego sara il risultato finale. Ma allora perché tanto lottare e combattere per volerlo affermare? Perché gli uomini lavorano per accrescerlo fino a sopraf- fare gli altri? Tutto cid avviene perché I'lo spirituale compia la sua esperienza nel mondo della materia. L’io personale é soltanto strumento dell’lo spirituale a questo fine. Lo Spirito é la Scintilla Divina nell’uomo, é Pequivalente di Io spirituale, nucleo sostanziale, autonomo, autocosciente dell’essere individualizzato, che non muore, che attua la pro- pria esperienza nella materia per mezzo degli strumenti di cui si serve e attraverso cieli evolutivi. L’uomo ¢ insieme corpo (materia), anima (energia orga- hizzata nel tempo) e Spirito (Vessenza eterna dell'uomo) Ma non si deve confondere Pabitatore con l’abitacolo. Lo Spirito é I'abitatore, l'anima e il corpo sono labitacolo. Al termine «anima» noi preferiamo le parole «omplesso animico» che comprende la mente intera come attivita cere- brale, la ragione, la psiche. IL corpo e tutto questo «complesso animico» sono gli stru- ‘menti necessari per l'esperienza dello Spirito nel tempo. La Presenza Divina / 23 11 complesso animico funge come cinghia trasmittente fra il motore (lo Spirito) e la cosa da muovere (la materia). Motore invisibile ¢ lo Spirito, il complesso animico é qualcosa di pitt vicino alla materia corporea e col corpo for- ‘ma la personalita, le maschere dell'To, chiamate anche anime. La nostra personalita pud ricevere affronti, essere lacera~ 1a, subire guasti, ma ’Io spirituale é una potenza che non te- me offese, né danni, né diminuzioni. Nessuno pud veramente nuocere alla Scintilla perché non é soggetta alle forze inferio- i del mondo della materia. Essa domina sicura dal piano al- tissimo da cui guarda all’esistenza umana come alla necessa- ria esperienza. Ma come I'io della personalita pud produrre danni, cosi lo spirituale, che @ la Presenza Divina, pud ristabilire cid che @ stato deviato. Nella filosofia aristotelica, anima ¢ uguale a psiche. Per altri anima @ uguale a spirito, e definiscono l'anima come lo Spitito individualizzato, Vi @ notevole confusione soprattutto sul significato che si da alla parola anima, Le parole anima, psiche, mente, intel- letto, ragione, vengono usate spesso luna per Valtra con molta disinvoltura, Ma qualungue significato si voglia dare ai detti termini, essi non sono lo Spirito, Ilo spirituale, 1a Scintilla Divina in noi. Senza impegnarci in definizioni, cosi spesso diverse secon- do le dottrine ¢ le scuole, che pretendono di sentenziare per tutti, noi ci fermeremo a esaminarle soltanto nelle loro lin« essenziali. In questa confusione di significati e di attributi necessario distinguere ¢ chiarire. Ma noi lo faremo soltanto in relazione a quanto il lettore di queste pagine & necessatio debba aver chiaro nella mente per I’argomento che trattiamo, I corpo é un guscio per l’anima, anzi una prigione. Ma Panima, pur costretta nella limitazione, @ sempre attiva in luna dimensione piit vasta. Mentre il corpo ne restringe Patti- vita entro un confine limitato, l’anima si espande a dimensi ni immensurabili. E man mano che Puomo evolve i limiti vanno sempre pitt ampliandosi. Il corpo é un tempio e come tale va curato e rispettato, Ma @ un’apparenza esteriore. 24 / La Presenza Divina in noi La mente ¢ I'anima sono il santuario interiore nel quale dimora I'lo divino che é in noi, la Scintilla. Per questo mezzo noi siamo collegati con I’Energia creati- va dell’Universo, con Dio di cui noi siamo parte. 11. Le maschere dell’Io Quando Ia parte divina dell’uomo, la sua vera essenza, "lo spirituale, nel suo viaggio per le vie dei mondi, viene sul. la Terra per prendere contatto con la materia pet compiere le sue esperienze, assume i rivestimenti materiali adatti ai suoi compiti su questo pianeta. Senza adeguati strumenti non potrebbe operare, e per questo ha bisogno di rivestirsi di un complesso animico e di un corpo fisico. L’anima, 0 meglio il complesso animico, ¢ con cid si vuol imtendere la mente, la psiche, comprende cid che comune- ‘mente si vuol indicdre con i nomi di corpo astrale, dei senti- menti ¢ delle emozioni, e corpo mentale, dei pensier, LL complesso animico, ‘a sua volta, he il rivestimento pit Pesante: il corpo fisico, fatto di terra, come supporto ¢ in- volucro. 1! complesso animico @ il rivestimento dello Spirito, 11 corpo fisico ¢ il complesso animico formato insieme un essere distinto dell'lo spirituale, essi sono Vio della perso- nalita. Questo secondo essere ¢ come sovrapposto al primo, ne é Ja maschera, e per questo é chiamata persona (dal latino per- sona = maschera), quella che gli antichi attori indossavano nelle rappresentazioni teatrali Queste maschere effimere sono rivestimenti che lo Spirito abbandona quando lascera il corpo. Ognuno di noi conosce se stesso ¢ gli altri per queste ma- schere, ¢ ignora il vero Essere, che non si vede come si vede la persona fisica che é visibile e tangibile. L’abitatore & tra- scurato dagli uomini che guardano e danno importanza all’a- bitacolo provvisorio. Noi viviamo la nostra vita vera nella profondita dell’Io spirituale che @ coscienza, celato dietro la maschera della personalita. La Presenza Divina / 25 12, Tu sei Quello Un momento di sosta prima di proseguire. Questo primo esercizio ti sara molto utile per il prosieguo della lettura e nell’applicazione della pratica della Presenza Divina. Prima fase Cerca di visualizzare entro te stesso, nella regione del cuo- re o sulla fronte, come preferisci, un punto luminoso o una fiammella: @ il tuo To spirituale, la Presenza Divina in Te. Questo punto di luce (0 la fiammella) diviene man mano sempre pitt grande e brillante, cresce gradualmente ¢ si espan- de come una grande luce, dentro di te, fino a illuminare tutto il tuo interno. Ora il tuo corpo é tutta una luce, poiché ogni atomo é di- Venuto luminoso: sei come una fiamma ardente, 0, meglio, tuna campana di cristallo trasparente che dall'esterno si vede tutta luminosa. Fermati per qualche minuto in questa viswalizzazione: tu sei luce perché in te € tutta luce, quella luce, quella stessa che illumina i mondi infiniti. Sosta a vederti, in questo stato. Seconda fase Hl corpo, tutta luce allinterno, ora comincia 2 emanare fuori di sé un alone che va crescendo, crescendo sempre pith diviene pit ampio. Poi, un raggio fuoriesce, altri raggi. Sono tanti raggi che illuminano cid che & intorno, poi la luce si espande pith am- pia, pitt Jontano, Sono mille raggi che formano intorno a te una raggiera brillante, sempre pit brillante. Terza fase Ecco: ora tu vedi entro e intorno a te, sempre pitt, una luminosita di raggi abbaglianti; tu visualizzi la tua persona 26 / La Presenza Divina in noi come un sole che irradia da o} splendore. ‘Tu sei quella luce, tu sei questo sole, perché tu sei soltan- to quello, la Scintilla Divina che é la Presenza Divina in te. Tu non sei il tuo corpo né la tua mente che spariranno, che abbandonerai nel tuo viaggio per le vie dei mondi; ess! sono soltanto veicoli vettori di quello che tu sei realmente: Luce che tornerai alla Luce da cui partisti Fermati per aleuni istanti a visualizzare questo sole che & il tuo Io spirituale, la Presenza Divina in te che emana questa luce, Indentificati soltanto con essa, perché tu sei quella. Quella soltanto é Ja tua Realta. yeni parte col pi grande Nelle tue relazioni con gli altri, cerca di vedere pure in es- si quella Luce. Sono raggi dello stesso sole, come te. 2. La Presenza Divina deve divenire cosciente Non sapete che il vostro corpo & il tempio dello Spirito Santo dimorante in voi, datovi da Dio ¢ che a voi, quindi, non appartiene pit (S. Paoto, L. ai Cor. VI, 13-30) La verita che Dio @ in noi ci é stata trasmessa dai libri sa- cti di ogni tempo e dalle tradizioni mistiche di tutte le re- ligioni. Coloro che sono avanzati nella via dello spirito la sentono come una esperienza personale. Cid da all’'uomo un’energia spirituale nuova e profonda che lo permea di Luce e di Amore. La Presenza Divina in ogni essere, in ogni luogo, in ogni cosa é verita universale. Ma la meraviglia pitt grande & che nell’uomo pud divenire cosciente. Quando essa é invocata, la sua azione diviene efficace al massimo. Dio @ in ogni essere e in tutte le cose, ma nell’uomo, quando giunge allo stato cosciente, questa verita ha il potere di trasformare i pensieri ¢ tutta Vesistenza. Portare al livello di tutte le menti, negli aspetti pratici del- Ja vita quotidiana, un concetto tanto elevato, da un’enorme fiducia in se stessi. Sentire la Presenza Divina é un sentirsi uniti al Tutto ¢ al- la Fonte stessa della vita, cui possiamo rivolgerci in ogni mo- mento, in tutti i bisogni per renderci utili agli altri e a not stessi, L’unione dell’uomo con l’Infinito ¢ quanto di pitt bel- oe meraviglioso si possa immaginare. Ripeti di frequente: «Dio é in me! Dio @ in me! Dio @ in met». Ripetilo, meditando le parole. Penetra idea che Dio abi- ta nel tuo interno: é una energia che va risvegliata, alimenta- ta col tuo pensiero ¢ portata nella pratica della vita 28 / La Presenza Divina in noi Quando l'uomo potra essere pienamente cosciente della verita di costituire un’unita col tutto, con Dio, dal quale & soltanto apparentemente separato, allora solo avra realizzato se stesso. Ul Kybation afferma: Entro la mente divina i mortali sono a casa loro. Essere cosciente della Presenza Divina, ¢ Ia pitt grande ricchezza dell’'uomo, perché & la coscienza di Unita con la Fonte della Vita, ¢ Amore e Potenza, ¢ raggiungimento della vera Sapienza, ‘Man mano che progredirai sul sentiero della Luce, consta- terai che Ja tua Volonta di contatto con la Presenza di Dio in te @ la risolutrice dei mille problemi della tua esistenza, perché l’energia che scaturisce da Essa é capace di ogni rea. lizzazione. Avrai abbondanti prove di questo se sarai costante nella ratica della Presenza Divina, Dio é presente in te in ogni atomo del tuo essere. Ma in te, quando la Presenza Divina & divenuta cosciente, le natura~ |i conseguenze sono di portata tale da rendere divina tutta la tua vita, B questo il fine pit alto e nobile della tua esistenza terre- pa, che ne sara completamente trasformata, Allora avrai ve~ ramente toccata la méta della tua corsa sulla Terra. Liulteriore cammino sara meraviglioso, ma intanto, ora devi tendere a questo, con tutte le tue forze. «ll Tempio di Dio & santo, e noi siamo questo Tempion, ha scritto S. Paolo (ai Corinti, 3,17), 1. Ritirati nella tua Essenza Biante da Pirene, uno dei Sette Saggi dell’antica Grecia, essendo la sua citta occupata da Ciro, fuggi con i suoi concit. tadini, senza portare nulla con sé. A chi gliene faceva appun- 10, rispose: «lo porto tutte le cose con me», alludendo alla parte essenziale di sé, al Principio divino che é in ogni uomo, alla sua coscienza. Questo era tutto; del rimanente non valeva la pena pren- dersi cura, La Presenza Divina deve divenire cosciente / 29 Chi s’identifica con "lo spirituale realizza ’essenza nella vita dello spirito. Per il resto ha poca stima, lo guarda, e guarda al mondo esterno, la mente ¢ il corpo ¢ le cose tutte, soltanto come strumenti dell'Io. Quando avrai raggiunto questo livello di coscienza, avrai compiuto il tuo viaggio sulla Terra. Allora sei maturo per esperienze superiori, ¢ proverai la gioia di chi ha rageiunto una vetta: le cose al di sotto ti appariranno piccole e lontane, Addéstrati ogni giorno in questo esercizio salutare: ritirati nella tua Bssenza quanto pitt puoi, e dimorerai sereno ¢ tran- quillo, anche se intorno a te tutto @ contrasto ¢ agitazione. Cerea di sentirti uno con I’Io spirituale, con l’Assoluto, con il Tutto, Chi non ha ancora realizzata una sintesi pitt alta, non avendo sviluppate forze sufficienti a unirsi all’lo divino, si muove ancora tra le ombre della valle. 2. Dall’io personale all’Io spirituale Nel misticismo di tutte le religion & affermato il concetto che Pio della personalité va annullato perché prevalga il vero Io, il Cristo in noi — secondo lespressione di S. Paolo. Lio della personalita prevale per molto tempo, ¢ vorreb- be continuare all'infinito il suo dominio. Approfitta di ogni circostanza per imporsi. Infatti, nei primi gradini del? evolu- zione, @ lui che impera e vuol dettare legge. ‘Man mano che si progredisce, le parti vanno invertendosi, sia pure assai lentamente. Si comincia col chiedersi tanti perché di molte cose che prima non si erano considerate. L’insoddisfazione che tor- menta spinge a ricercare cid che vale da cid che non ha alcun valore. Si considera e si distingue quello che dovra durare da quello che é effimero, Salendo di gradino, appaiono pit netti i valori reali da quelli ilusori, 1a personalita momentanea da quella parte di noi che va oltre il momentaneo soggiorno sulla Terra, Alora s'impara gradualmente a non fare corpo con le co- se che passano, ma si comprende che, per avanzare, si deve superare la parte illusoria di se stesso che si era falsamente 30 / La Presenza Divina in noi ritenuta la nostra realta, per identificarsi man mano con cid che non muore, Superare se stesso nel significato spirituale @ dapprima uscire dalla animalita per entrare nella sfera razionale pro- pria dell’uomo, per uscirne poi, trascenderla, e salire sul pia no dello spirito. Quando si comprende che noi siamo soltanto IIo spiri- tuale, la parte eterna, ¢ il rimanente é il veicolo di cui I'lo si serve per le sue esperienze nel mondo delle dimensioni pitt pe- santi, allora soltanto si é giunti sul piano vero dello spirito. Ma, allora, appare il compito pit importante, quello di vi vere in conformita a cid che si é realizzato con Pintelletto, poi- ché soltanto questo & realizzare veramente la vita dello spirito. Tl viaggio dall'io della personalita all'Io spirituale & un viag. aio lungo e difficile, che ¢ possibile soltanto con Pesercizio ¢ Ja vigilanza; @ un’ascensione meravigliosa, simbolizzata da quella di Gest; la pitt bella avventura della vita, il corona- mento di tutto un travaglio umano il cui risultato é davvero stupendo. Si comineia con piccole rinunce alle cose illusorie, all’egoi- smo: cid che ¢ veramente zavorra si cambia in oro. Si procede per gradi, senza troppa violenza, ma come per gioco. Si osserva il piccolo io della personalita che vuole vincere a gui costo come un bambino che fa i suoi capricci e vuol comandare. L*osservatore, I'To spirituale, era stato per tanto tempo lo spettatore di questo gioco. Non si turbava né si agitava, ma comprendeva, Per tutti, nel tempo, piano piano, gradino dopo gradino, con la nostra collaborazione e con aiuto che viene dall’alto, si realizzeré questa ascensione di cui Gesii, nostro modello ed esempio, & stato protagonista. L’lo spirituale, espressione della Presenza Divina in noi, dovrd gradualmente emergere e governare la nostra vita. E il Padre attende il nostro ritorno, Sara Pavvenimento pitt bello e dovra verificarsi secondo quanto ha detto un grande mistico sufi, Inayat Khan, che ha scritto: I! falso io & un falso dio: ed allorché il falso dio & distrut- 10, appare il vero Dio. La Presenza Divina deve divenire cosciente / 31 3. Come realizzare coscientemente il contatto con Ia Scintilla Divina Tra i punti culminanti delV’esistenza umana vi @ il rag- giungimento del contatto col proprio Io spirituale, la Scintilla Divina, la Divina Presenza, Comunicare con I'Io spirituale & per alcuni molto diffici- Je, ma da tutti é realizzabile. E un proceso Iungo e richiede esercizio e anni di pratica. In Oriente, cid & definito «la realizzazione del Sé», Cost chiamano "lo spirituale: I! Sé non 2 realizzabile con lo studio e neppure con la in- telligenza, né con molta erudizione. It Sé manifesta la sua completa essenza solo a colui che dedica il proprio sé al Sé. Colui che non ha rinunciato alle vie del vizio, che non ha dominato se stesso, che non ha trovato la pace interiore, co- lui la cui mente non @ in riposo, non potra mai realizzare il ‘Sé, sebbene in possesso di tutta lerudlizione del mondo. (KarHoranisan) La capacita di contatto e di comunicazione cosciente pre- suppone una buona evoluzioue spirituale, e si accresce sem- pre pitt mentre si progredisce nella scala evolutiva; al contra- rio, é impedita e ritarda quando ci si mette fuori della legge d’Amore con pensieri 0 azioni negativi. Le tappe essenziali lungo il cammino evolutivo, e che pre- cedono la grande realizzazione, sono: 1. Costituire la propria coseienza. 2. Risvegliarsi all’To spirituale a) Costituire la propria coscienza Nella forma di vita pit semplice, nell’evoluzione pre-uma- na, si ha soltanto la percezione di stimoli dal mondo esterno. Non si ha ancora coscienza di sé. In seguito, nel mondo vegetale, s’inizia a distinguere tali stimoli in piacevoli ¢ spiacevoli; i primi sono graditi, gli altri temuti. E una larvata coscienza di sé e dell’ambiente. 32 / La Presenza Divina in noi Si arriva al mondo animale, quando si ha maggiore auto- nomia ¢ allora, col nuovo strumento, che é la mente, si é por- tati a cercare le sensazioni piacevoli e a sfuggire quelle spia- cevoll Ma soltanto quando si é giunti al gradino umano nasce la coscienza di sé. Realizzare nella propria vita la pratica della Presenza Di- vina, ciot vivere conformemente al pensiero che Dio @ in noi, noi siamo costantemente alla Sua Presenza, é toccare la vet. ta pit elevata. La scala per giungervi inizia con la nascita della coscien- 2a, prosegue, poi, con gl'insegnamenti morali delle religion’ popolari esteriori © poi con quelli dei Maestri e delle Guide. Poi, Pautoscienza, Sono i gradini indispensabili per salire, sono come la scuola per Jo studente che dovra poi diventare studioso. In quelle fa- si si € come presi per mano perché ancora ineapaci di fare da soli. Ma quando la coscienza si va formando consolidando, nasce il Cristo in noi. Allora, & Lui che detta e governa. Con lo sviluppo succes- sivo della coscienza, la guida é interiore, dentro, non pitt fuori: ¢ la sola Legge, pit valida di ogni altra. Si sente, allo- ra, di vivere la vita pitt vera, cosciente e responsabile, perche sentiamo la perenne presenza della Legge che governa la vita. Per I'uomo giusto — ha scritto 8. Giovanni della Croce — non vi 2 legge, egli & leage a se stesso. La propria coscienza si costituisce da sé, naturalmente, con gli errori. Li chiamano peccati, ma cancelliamo questa parola — che non ha nessun signifieato in chi & abituato a pensare col proprio cervello. Gli errori, infatti, — per chi ne prende coscienza — sono delle scale verso la Verita. La maggioranza degli uomini accumula errori senza ac- corgersene. Quella € incoscienza. Ma quando uno ha com: ‘messo un errore ne prende coscienza e si dispiace, quello deve ingraziare Dio, perché é uno scalino verso la Verita. La coscienza si costituisce attraverso le esperienze, perché la vita € esperienza. E talvolta ¢ amara, amarissima! Ci sono esperienze tremende di dolore, di distacco, di sofferenza fisica, La Presenza Divina deve divenire cosciente / 33 Si dice che dopo ogni malattia noi siamo pitt buoni. B ve- ro. Se si pensa, forse l’anima scava dentro. E il dolore, il santo dolore, quello che sviluppa la co- seienza. Questa é la visione spirituale della vita, non la visione co- mune. B una visione molto diversa che fa cadere tanti idoli e tante idee sballate che erano dentro di noi. Ma se non cado- no questi idoli non troveremo il vero Dio. Dovranno cadere prima tanti e tanti idoli. Noi dobbiamo sentire la nostra coscienza, perché quella @ la voce della Pre- senza Divina che é in noi. La vita, dunque, @ esperienza ed & ’esperienza che ci fa maturare la coscienza. Tgiovani, molte volte, ci fanno sorridere per la loro inco- scienza perché non si rendono conto di tante cose. Anche noi da giovani abbiamo fatto cose che adesso non rifaremmo dawvero, perché lesperienza ci ha insegnato ad es- sere pill coscienti. Un’espressione bellissima di quel grande saggio che & sta- to Marco Aurelio & questa: «Tutto cid che avviene, avviene giustamente». Sembrerebbe una frase terribile quando avvie- ne qualcosa di tragicn, mentre siamo pronti ad accettarla quando avviene qualcosa che ci fa piacere. E una nostra Gui- da spirituale ha detto ancora di pit: «Tutto quello che avvie- ne @ quanto di meglio pud avveniren E difficile capire questa frase, ¢ molto difficile inghiottir- la soprattutto quando accadono certe cose. Ma tutto serve per la formazione della coscienza. E I'lo Spirituale che fa da regista e regola le mosse, anche di quello che non ci é gradito. Noi spesse volte scambiamo il bene con quello che ci & gradito e i male con quello che non ci é gradito. Invece il be- ne non @ quello che ci é gradito, ma proprio quello che ci & sgradito. Un distacco, una disgrazia, una perdita, un contrasto, un qualcosa che non digeriamo, tante volte avvengono per il no- stro bene. Questa é la visione spirituale della vita. Se uno Yuol continuare a vedere le cose da un punto di vista materia- listico, continui pure, perd si accorgera che vive nella menzo- gna e non tardera ad aggravare ancora di pid la situazione, 34 / La Presenza Divina in noi b) Risvegtio all'Io spirituate Nell'uomo, prima del contatto con I'lo spirituale, 1a Scin- Lilla Divina, & necessario parlare prima del risveslio dello. Svegliare ¢ muovere quello che dorme dentro. Ma é im: Proprio dire il risveglio dell’Io. Siamo noi, piuttosto, che dobbiamo svegliarci alla superiore verita e realta che Dio abi ta in noi, che in noi vi é la Scintlla Divina con la quale & ne- cessario stabilire un contatto permanente per realizzare un li vello di vita superiore. Per questo, pitt appropriata sarebbe l"espressione risveglio. all'lo spirituale © non dello spitituale, Quando siamo risvegliati a questa verita, & gia avviato il processo del collegamento e del contatto. 1 risveatio non avviene artificialmente con lo studio ¢ Perudizione, ma quando si é giunti al naturale punto di evo. luzione di rinuncia al vizio ¢ applicandosi con impegno a Questo compito — come & detto nella citazione poco prima Hiportata dalle Upanishad. Quando si é verificata la condizio- ne indispensabile, si pud collaborare al risveglio. er questo & necessario che il pensiero rivolto a Lui sia il pit continuo possibile, quando T'esistenza non sia tanto as- sorbita dalle cose banali came @ la vita di oggi. Il pensicro deve essere molto frequente ¢ tale da costituire un legame ben saldo che non venga mai meno. Cosi, se parli di te, non ti riferire alla tua personalita, ma allo divino che & in te. Di ess0 puoi dire tutto il bene pos- sibile, non egualmente per lio della personalita. 4. Il contatto con V'lo spirituale Vi sono pure delle indicazioni che si possono dare a tutti per giungere gradualmente al grande avvenimento, agevolare fino a realizzare il contatto cosciente con la Divina Presenza. 1. Mantenere il collegamento col pensiero costante; 2. Visualizzare I"lo spirituale nella maniera a ciascuno pi congeniale (un punto luminoso o una fiamma). 3. I colloquio frequente e costante con la Presenza Di vina. La Presenza Divina deve divenire cosciente / 35 Poiché tutto cid presuppone una condotta retta e il risve- slio gid effettuato a questa grande verita, vi sono le condizio- ni per acquistare man mano la capacita del contatto pitt ele- vato e meraviglioso che si possa effettuare sulla Terra, col ri- sultato di trasformare la propria vita. Infatti, gradualmente tu acquisti la capacita di un contat- to pitt frequente con I'lo spirituale; la tua vita prendera un indirizzo nuovo, aperto a comprendere molte cose che prima i sembravano oscure Ma Peffetto pitt importante ¢ quello di acquistare la capa- cita, prima impensata, di aiutare gli altri, Quando I'uomo sa’prendere contatto cosciente con il pro- prio lo spirituale realizza il pit alto compimento della sua vi- ta: ha toccata la méta. Egli ha cercato fuori per tanto tempo, invano, mentre ave- va in sé chi poteva meglio guidarlo e illuminario. 5. Tre leve per innalzarti Tu possiedi tre importanti mezzi per elevarti alla vetta pi alta; sono tre leve possenti che, se saprai ben usare, ti rende- ranno pili rapidamente libero che per altre vie Questi strumenti sono: I’Astenzione, la Qualificazione, la Visualizzazione. Sei tu che devi prendere le redini di te stesso, tu solo, con Pesercizio, dovrai svilupparle al massimo, perché sono dentro di te, ma solo allo stato potenziale. AlVinizio, per muovere gli ingranagai arrugginiti, tutto sara pit difficile, ma se riesci a superare le difficolta iniziali, man mano che progredirai, ogni cosa sara pitt facile, e lo sforzo diverra pit! leggero, Rivolgi ’attenzione costante alla Presenza. Divina, qualifi- cca in bene ogni cosa che vive, visualizza solo la luce che & ovunque. Quando sarai capace di questo, con costanza, avrai tocca- ta la pitt alta vetta: il contatto permanente col Divino. Nessuno, allora, ti potra togliere a te stesso, perché nessu- no potra toccare la tua parte divina. Questa veritd importante fu scoperta gid dalla pili antica saggezza. 36 / La Presenza Divina in noi 6. Un contatto salutare Nel capitolo precedente abbiamo proposto un primo eser- cizio per sentire ’lo Spirituale distinto dalla mente, dal corpo e dai sensi, Prova a farlo una volta. Forse proverai ancora, e allora sentirai che hai cominciato un modo di vivere nuovo, ¢ senti- rai pure quale influenza ha questa religione interna nelle rela- Zioni esterne. Se ti eserciti a stare in contatto con la Presenza Divina in te, cadranno tutti i fardelli delle teologie create dagli uomini ele elucubrazioni dei vari scetticismi di coloro che non hanno ancora messe le ali. Se sarai costante nella pratica di ogni giorno in questo contatto, ti appariranno futili tutte le discussioni intellettuali che formano il trattenimento di uomini che si nutrono di pa- role ¢ di rumore, senza concludere. Ripetere la pratica del contatto con la Presenza Divina & il pid vitale alimento della propria vita per 'azione di ogni giorno. Comprenderai di pit con questa pratica che con la lettura di tutte le biblioteche della Terra e delle dotte spiega- zioni dei sapienti. Questa @ Ia vera meditazione, la pit efficace, Dimenticare la propria natura divina & per P'uomo la vera sciagura perché @ portato ad agire secondo V’altra parte di sé, miserevole ed animale, che tende alle cose basse e terrestri Dio non é una semplice parola intorno alla quale si posso- no fare delle discussioni, ma é uno stato di coscienza che cia- scuno pud realizzare, stato di coscienza della pitt elevata al- tezza, dove & pace e serenita. Per questo il primo effetto che produce il contatto con la Divina Presenza é la quiete della mente, E questo uno stato d’espansione della coscienza, per cui ci sentiamo uniti a tutte le cose in una vibrazione di amore € di comprensione che supera ogni altro sentire. Questo significa pure conoscere Dio perché allora Dio si sente: unico modo che ha 'uomo di conoscerlo. Dio si sente, non si comprende, Non per la via dell’intel- letto, che ¢ luce lunare, riflessa, ma per la via diretta, solare, det proprio sentire, La Presenza Divina deve divenire cosciente / 37 Noi portiamo il Divino dentro di noi e lo abbiamo cer to, invano, fuori, per tanto tempo: si tratta di destarlo, cio’ di rendersi consapevoli del tesoro che é in noi. Noi siamo amministratori di beni preziosi e lo ignoriamo, detentori di risorse considerevoli e non lo sappiamo, posses- sori di gioielli di valore e andiamo cercando fuori di noi un obolo per la nostra esistenza. Li abbiamo avuti sempre, e non ne abbiamo tratto alcun beneficio. B stato come un lotto di diamanti nelle mani di un carbonaio qualunque, E necessario ricordare che tutto cid che noi facciamo e di- ciamo é un diamante in potenza che noi dobbiamo pulire per portarlo a tutto il suo splendore. Quando sarai compenetrato della Presenza Divina, fin nella parte pitt intima di te stesso, potrai dire: «Una gioia infinita pervade tutto il mio essere, alla consi- derazione che Dio 2 in me. Sento di avere coscienza della cosa pit grande che l'uomo possa conquistare: sono felice di questo pitt di ogni altra cosa. Dio 2 in me! Non c’e, dunque, evento che io debba teme- re: tutto quanto mi avviene & giusto, misurato per il mio vero bene, che io non so ancora distinguere, anche se sgradito, nel ‘momento, ma tutto é diretto al fine della mia evoluzione. Che in me sia costante it pensiero della Divina Presenza che mi da una pienezza di vita, e mi da ta vera felicitan «La mia chiesa dentro di me, sempre aperta; io sono un tabernacolo dove Dio abita continuamenten, Questo potrai affermarlo con convinzione, «Chi vede Dio nel proprio cuore, lo vede anche fuori. Chi non trova Dio in se stesso, non lo trovera mai fuori di sé. Ma Vuomo che avré visto il Signore nel tempio della propria ani- ‘ma, lo vedra pure nel tempio dell’universo. (Ramakrishna) 38 / La Presenza Divina in noi 7. Un ostacolo al contatto con la Presenza Divina Il desiderio di giungere al contatto con energia della Pre- senza Divina @ certamente il pitt alto ideale umano. Ma que- sto & possibile soltanto a un certo momento della propria evoluzione ¢ anche attraverso un impegno effettivo, in una serie costante di applicazione cosciente. C’8 chi vi si é appli- cato, ¢ soltanto dopo anni ha ottenuto risultati apprezzabili. E cid perché non si era ancora progrediti a sufficienza, uscendo dall’egoismo. «Quegli che, mentre ¢ ancor tutto preso dal proprio corpo, desidera realizzare il Sé, si accinge ad attraversare tun fiume sul dorso di un coccodrillo, scambiandolo per un tronco d’alberon, (Vivexa Cupamani) ‘Tra gli ostacoli pit comuni vi é pure Pinteresse rivolto al piano psichico. Lo sviluppo dei poteri psichici, sia animici che medianici, non ha nulla a che fare col piano spirituale: un Progresso fatto su questo piano non é un progtesso spirituale. Cid che si vede su quel piano risulta da un acutizzarsi dei sensi psichici, ma non é di ordine spirituale. Se poi si hanno contatti col piano astrale non elevato, i suggerimenti contengono quel tanto di verita che serve per at- tirare Pinteresse ¢ fissare attenzione degli uomini fino a che siano in balia di quelle forze che usano anche il fascino del mistero, Occorre stare in guardia ed allontanarsi dalle false attrat- tive ed affidarsi solo al dominio della Presenza Divina. Se il contatto con Vocculto pud servire ad aleuni, ali'ini- zio, come risveglio a verita pit alte, occorre, poi, non indu- giarvi troppo, ma andare oltre e salire sui piani della pitt con- creta applicazione nella vita pratica di cid che si é conosciuto. 8. Le manifestazioni della Presenza Divina La Presenza Divina nell’'uomo si manifesta in tutte le espressioni della vita, nella gioia e nel dolore, nella luce e nel- La Presenza Divina deve divenire cosciente / 39 le tenebre, nell’errore ¢ nell’odio. In ciascuno si esprime nel modo pitt congeniale alla propria momentanea esperienza, poiché la vita é soprattutto esperienza. ‘Ma Vespressione per chi & divenuto cosciente & quella del- Amore perché I'uomo, quale Scintilla Divina, raggio del So- le unico, dopo l'esperienza necessaria, deve tornare la, al punto da cui parti, Il contatto con la Divina Presenza é il preludio di questo ritorno, @ come l'anticipazione del grande evento pur tra le travagliate esperienze umane. La Presenza Divina si manifesta pure attraverso la voce che parla dentro. La sente ognuno, dal santo al criminale, seppure in maniera diversa secondo la propria evoluzione. Chiudi le porte dei sensi affinché tu possa ascoltare quello che dice il Signore Dio tuo dentro di te (Imitazione di Cristo, mm, D, Quella che tu chiami coscienza é la voce della Divina Pre- senza che ti parla. Tendi l’orecchio alla voce che ti parlera pill chiaramente se sarai costante nella pratiea dell’invocazio- ne per stabilire il contatto. Agli inizi tutte le difficolta si porranno dinanzi per impe- dire di raggiungere questa méta, riservata soltanto a coloro che sono costanti e che sanno superare gli impedimenti che si frappongono. Ci si deve esercitare di continuo al contatto cosciente con la Divina Presenza, attraverso il pensiero. C’é chi cerea di vi- sualizzarla come una Scintilla luminosa che, come un seme, contiene Ia saggezza della vita; altri come una fiamma purifi- catrice che arde nel proprio santuario interiore. Mantieni costante il pensiero a questa Luce, in atteggiamen- to di ascoltarne la voce. Fa’ attenzione ai pensieri che in quel momento sorgono nella mente: si aprira cosi la via a questo contatto che sara la pit: bella realizzazione della tua vita. Comincia al mattino, come prima azione della giornata: immergiti nella Presenza Divina, realizzata nel tuo Io spi- rituale. Pensa @ Lui solo, cerca di identificarti con Lui. La Divina Presenza & pienezza di vita nei suoi infiniti aspetti, nel mondo visibile ¢ in quello invisibile. Niente esclu- de, ma tutto comprende perché @ Vita e Amore. 40 / La Presenza Divina in noi 9. Il divino «dittatore» Errore comune degli uomini meno evoluti identificare se stessi con Ia propria parte inferiore o col subcosciente. E Paberrazione di chi ha ignorato la Supercoscienza nel senso pi elevato, Ma chi @ risvegliato ai valori pit alti sa che nell’uomo vi & quella parte eterna con la quale si pnd prendere contatto, © che suggerisce, stimola o frena, secondo i momenti e le cit. costanze, Vi sono poi le intuizioni artistiche, scientifiche, letterarie, filosofiche o di altro genere, ma sempre di carattere elevate che vengono da quella parte, Dante ha scritt Jo mi son un che quando Amore spira. noto, ed a quel modo che ditta dentro va significando. E il divino dittatore che parla, che ditta dentro a chi sa mettersi in ascolto nel silenzio della propria anima. Il termine dittatore ha assunto un significato spregiativo per V'abuso che ne é stato fatto nel dettare leggi inique e im- porle agli uomini con violenza. Ma se chi deta ¢ Amore stesso, ben venga a suggerire, a stimolare per il bene vero del- la nostra vita, 10, Colloquio col Maestro interiore In passato, ai discepoli accettati nei Ritiri per istruzione, non era permesso discutere tra di loro le Verita che venivano insegnate, né essi pensavano mai di poterlo fare. Cosi, seguivano in silenzio e seriamente le istruzioni del Maestro, ¢ i risultati non tardavano a manifestarsi, 11 motivo, incomprensibile per gli uomini di oggi, era que- essi sapevano che raggiunto il contatto con la Presenza Divina ogni domanda e ogni problema scompare automati- camente, sto: La Presenza Divina deve divenire cosciente / 41 Il contatto con I'Amore, la Saggezza ¢ la Potenza della Presenza Divina, dalla quale deriva ogni possibilita di pensa- re, di sentire e di vivere, ed anche il desiderio di raggiungere a Luce per mezzo delle Verita, ¢ tutto. Ogni altra cosa diven- ta superflua. 11 migliore Maestro é quello che parla dentro, gli altri ser- vono per dare lawvio, per dare indicazioni. La sola autorita che pud agire nella tua vita risiede in te, Ad essa non dovrai mai sottrarti, né potrai farlo. Responsable delle tue azioni sei, ora, tu solo, mentre hai superato lo stato di minorita proprio delle masse, guidate dall’esterno da altri uomini, poiché non hanno sviluppato sufficientemente ancora in sé il collegamento col Maestro in- teriore che é Ja Presenza Divina che si esprime per mezzo del- la coscienza. Se fai silenzio intorno a te, e armonizzi la tua vita interio- re, sentirai la sua voce, nella sottile vibrazione che soltanto V'uomo sensibile impara a riconoscere. Se saprai creare nel tuo interno un’incantevole sfera, libe- ra dalle umane disarmonie, il Maestro interiore parlera di continuo, illuminandoti, guidandoti per il vero bene. Collabora, preparando le condizioni favorevoli all’ascolto. E seguilo in tutto cid che ti dice Il tuo migliore Maestro & dentro di te: nessuno potra darti insegnamenti pit. adatti al tuo stato attuale, quelli che servo- no alle necessita. Per alimentare la costante attenzione alla Luce di Dio in te, ¢ rafforzarla sempre di pil, & necessario dedicare, ogni giorno, almeno alcuni minuti, a un colloquio col Maestro in- teriore: sara un discorrere senza vei Non avere alcun timore di parlare: la piti grande gioia del- la vita, la felicita del contatto pit alto che 'uomo possa rea- lizzare, Tu sei certamente interessato a non restare vittima delle condizioni della vita esteriore, a non farti sommergere nella tua esperienza terrestre, ma salire pit in alto, Ebbene, rivolgiti alla Fonte della vita stessa, e parla; @ colloquio del cuore, quanto nessun altro: ¢ anima che parla, 42 / La Presenza Divina in noi Per consolidare questi pensieri, di’: «Presenza Divina in ‘me, fa” che io mantenga il continuo contatto con Te, senza in- terruzione. Fa’ che con i tuoi poteri io possa rigenerare tutti i miei corpi, fisico e animico ed avere sempre fresche energie» Ovvero puoi dire: «Presenza del Cristo in me, a Te, unica Energia che governa Ia vita, tutto il mio Amore; prendi il co- mando e la direzione della mia vita; a Te affido ogni cosa che ‘mi riguardi; fa’ che io sia una sola cosa con Te». Non importa che siano queste od altre le espressioni, im- portante é, invece, affermare la propria dedizione assoluta, 11. Un saluto augurale Platone riporta nel Fedro la preghiera di Socrate: «Tu, ca- ro Pan e voi tutti altri Dei che qui avete dimora, possiate concedermi che 'uomo interiore mio possa diventare bello! E che vi siano sentimenti di amicizia e di armonia fra que- ‘sta mia interiorité e quanto io posseggo di beni esteriorin Da questo insegnamento Platone aveva appreso ’augurio ch’egli usava fare ai suoi amici: «Possa tu essere bello nel tuo interno». Un saluto che ha il magico potere di evocare la parte divi- nna nell’'uomo @ quello indi, fatto di una sola parola con le ‘mani congiunte: Namaskar, che vuol dire: «Jo saluto la Divi. rita in te». Questo saluto tocea la nostra parte essenziale, ¢ fa risona- re la nota spitituale che é in ciascuno; pud anche aiutare a suscitare i pit. grande rispetto reciproco, perché fa vedere nell'altro non il corpo, ma Ja Scintilla Divina, Quando i rapporti umani fossero a questo livello, non fra personalita, ma tra Spiriti, le relazioni sarebbero certamente ideali 12. Pensa a Dio notte e giorno Daya Mata, la discepola di Paramhansa ‘Yogananda, ha seritto: «E importante nel cammino spirituale, se vuoi veramente conoscere Dio, iniziare ad incidere nuavi solchi nel tuo cervel- La Presenza Divina deve divenire cosciente / 43 lo, nuovi percorsi di pensieri positivi, di devozione verso Dio. Sia che tu faccia l’insegnante, 0 lavori in cucina da casalinga © qualunque altro lavoro stia facendo, ogni momento scava tun unico soleo: “Mio Dio, Mio Dio, Mio Dio, Mio Dio er) distrarti. Sato tempo io penso: “O mio Signore, mostra i modo di farTi piacere. Io vogtio vivere in questo mondo solo per fare cid che Tu vuoi. Trovo una gioia cosi grande in que- to che non posso immaginare un altro modo di vivere”. B rmeraviglioso. Ogni volta che pronunei dentro di teil Suo no- me, senti un rinnovato flusso di gioia, un nuovo impeto d’a- more che si riversa sul tuo cuore, nella tua coscienza. Pratica la presenza di Dio e medita, & questo il modo di imparare a vivere felicemente in mezzo ai nostri simili in que- sto mondo; non c’@ bisogno di comunicare a tutti quello che provi, anzi, & un grave errore raccontare agli altri la tua vita spirituale, Nel momento che lo fai, perdi qualcosa della tua forza interiore, guruji ce lo diceva sempre. Puoi essertene ac- corto tu stesso: avevi fatto una meravigliosa esperienza, ma nelPistante che hai raccontata agli altri, hai improvvisamen- te semtito: “Oh, ho perso qualeosa, non @ pitt bella come pri- mma. C'e stata Vintrusione di ualra person in qualcose che era sacra per te, ecco perché guruji ci diceva sempre: “Non parlate delle vostre esperienze divine”. F diverso quan- do sié di aiuto per noi tutti, ma non sentite il bisogno di par- lare delle vostre esperienze agli altri. La maniera migliore di influenzarli é spiritualizzando la nostra vita, le nostre azioni, i nostri pensierin. 3. L’invocazione V'8 un Dio in noi, e noi abbiamo re- lazione col cielo, ¢ dalle eteree sedi a noi discende V'ispirazione, OvIDI0, Ars amandi Questa @ invocazione che noi proponiamo per avviare la pratica della Divina Presenza. PRESENZA DIVINA IN ME, POSSA LA TUA SAGGEZZA DIRIGERE OGNI MIO ATTO; IL TUO AMORE GUIDARE I MILI PENSIERI; LA TUA LUCE ILLUMINARE IL MIO CAMMINO: AVVOLGIMI NELLA TUA RADIAZIONE ORA E SEMPRE. E scandita in cinque punti e su di essi invitiamo a concen- trare la mente e il cuore per mettere in azione le potenti ener- gie della Presenza Divina che hanno il potere di trasformare Ja nostra vita Essi saranno oggetto di meditazione nei capitoli che se- guono. Gli effetti che ne derivano saranno salutari, ma pendono dall’intensita della vibrazione interiore che ciascuno sapra sviluppare. 46 / La Presenza Divina in noi Per chi avviato verso la via dello Spirito, parlare della Presenza Divina @ un argomento veramente importantissimo. Per altri, per 'uomo comune della strada che non si interessa @ questi problemi, pud sembrare un argomento arido: ogni cosa cambia secondo il pum di vista da cui si guarda. La via spirituale si pud paragonare ad una scalata che si fa quando si sale una montagna, una parete, una roccia. Bi- Sogna mettere dei punti, dei chiodi ben lunghi fissi alla parete er poter scalare, perché altrimenti la cordata non va avanti; anzi, ben profondi, altrimenti tutto va a rotoli, Uno dei punti essenziali nella vita spirituale & proprio questo: la Presenza Divina, sconosciuta per Ia maggioranza degli uomini perché a tutto guardano eccetto che a se stessi. Chi siamo noi? Possiamo dire, veramente, di conoscerci? E difficile rispondere di si perché conoscere se stessi vorrebbe dire conoscere Dio. Perché Dio é dentro di noi. Lo hanno ri- etuto tutte le religioni di tutti i tempi: Dio é dappertutto ma © specialmente individualizzato nel’uomo. S. Giovanni della Croce dice: «Dio & presente e dimora ssostanzialmente in qualsiasi anima, anche in quella del pit grande delinquente». E dappertutto, nelle cose ¢ nell’ con la differenza che 'uomo pud averne coscienza, Noi siamo centri di coscienza, Questa @ la grande ricchezza dell’uomo: essere centri di coscienza. Noi, infatti, possiamo renderci conto delle cose, essere coscienti e questo é un progresso enorme che distingue Puomo da tutti gli altri esseri ‘uomo, 1. Quando invochi la Presenza Divina Quando invochi la Presenza Divina, tu invochi la Potenza stessa che muove gli universi; tu richiami la massima Intelli- genza che dirige i mondi nelle pi varie stupende manifesta- Zoni che possiamo ammirare, dall’atomo alle galassie: tu im- plori la stessa Saggezza che li governa, lo stesso Amore che i unisce, la stessa Luce che li illumina, Tu solleciti il contatto con la Causa prima, col Principio che @ Vorigine di tutte le cose. Liinvocazione / 47 Fare appello alla Presenza Divina é il pili grande richiamo che Puomo possa fare alle energie ¢ alle forze che reggono tutto cid che vive. La Presenza Divina in tutti gli esseri dirige il Tutto con Potenza, Amore, Sapienza, i tre aspetti della Di- vinitA operanti in tutto cid che esiste. | : Nell'uomo la Divina Presenza ¢ la Scintilla Divina, Io spirituale, lo Spirito individualizzato che possiede potenzial- mente la stessa Potenza, lo stesso Amore, la stessa Sapienza che governa la Vita infinita. a La chiamata in azione della Presenza Divina & certamente Popera pit elevata che ’'uomo possa compiere, allo scopo di portare in realizzazione le potenzialita che sono in essa. 2, Come va pronunciata Ogni invocazione va dotata della qualita che richiede la sua maggiote efficacia. Va, quindi, pronunciata con calma, penetrando nel significato di ogni parola, con articolazione netta spicata, visualizzando effetto che si vuol ottenere In tal modo s’incidera nell’invisibile, prendera forma, scolpi- ta con caratteri indelebili per la sua realizzazione sul piano visibile, : ‘Vana & ogni ripetizione meccanica, illusoria e, quindi, inutile. L’invocazione richiede 1a massima concentrazione da chi & consapevole e cosciente di fare un appello tanto importante. Pronunciando con profonda coscienza questo richiamo, si ‘mette in azione il pitt grande potere. Per questo, chi lo fa con ‘a mautima coneentrazions sents scorrere In 6 energie capaci i rigenerare e potenziare tutto il proprio essere. : "Promuniate adaglo, con le pare dovute, dal profondo della propria anima, penetrando col pensiero ogni parola, si opera la messa in moto di tutto quel meccanismo interiore che porta a vibrare nel senso pit elevato, sviluppando il pote- re di mettere in azione l"energia necessaria alla realizzazione. Si entra allora in vibrazione con la stessa fonte di Vita che viene invocata. Entrare in vibrazione significa salire nel pit elevato piano spitituale, entrare in quella sfera di luce dove la vita & pid in 48 / La Presenza Divina in noi tensa ¢ sottile, pitt vicina alla sorgente della divina manife- stazione. Questa potente vibrazione compenetra tutto il nostro esse- re, in ogni atomo, producendo gioia ineffabile ¢ serenit’, quella che soltanto la Presenza Divina pud dare. Cid avviene quando noi, pronunciando le parole, sappia ‘mo penetrare lintimo significato di ognuna di esse, in sinto- nia con la magica vibrazione che il «Verbo creatoren ha in sé ed ha il potere di trasmettere. Sono queste le estasianti esperienze date all/'uomo, pur nel travagliato cammino della sua esistenza. Essendo Vinvocazione-evocazione di ordine vibratorio, & necessario che Puomo si ponga prima in condizione di sinto- nia con I'Intelligenza Suprema, IL nostro essere comincia a vibrare fino a essere completa- ‘mente preso dalla risonanza interiore. Non ha bisogno di par- ticolari tempi ¢ luoghi, essendo egli stesso un tempio. Egli ¢ wun centro di risonanza e nulla pud sfuggire a lui se @ in sinto nia spirituale; pud captare e irradiare, vibrare ¢ trasmettere quelli della stessa lunghezza d’onda. Ricevera soltanto una piccola parte chi ha sintonia limitata, maggiormente se la sin- tonia é maggiore. 3. Potenza dell’invocazione Invocare & chiamare. L'invocazione alla Divina Presenza che noi proponiamo é di eccezionale portata: essa richiama la Potenza da cui tutto deriva. Soltanto chi ne ha fatto esperienza nella pratica giornalie- ra ha potuto constatare I'efficacia nella vita di tutti i giorni, Cid richiede, naturalmente, purezza d’animo, non poten. dosi concepire un diverso stato per un contatto sublime. Ripetuta anche in particolari momenti di aridita, di de- Pressione, di bisogno materiale o spirituale, produce l'effetto di portare su un piano che & vero stato di grazia, nel quale si vedono le cose tramutate e si sente fluire in sé Penergia di quel piano. Questa invocazione, che sale dal nostro intimo, produce tale effetto da permeare ogni atomo del nostro essere fino a Liinvocazione / 49 toceare con la sua potente vibrazione il nostro corpo fisico, la parte psichica e soprattutto il piano spirituale. Ci si sente come investiti da un’energia rigeneratrice che da ristoro nel momento che entriamo in contatto cosciente con essa: allora si accende come una luce che illumina. 4, Gli effetti della Presenza Divina in azione Oltre agli effetti su noi stessi gid accennati, Iattivita della Presenza Divina, da noi invocata, produce condizioni mirabi- li: fa progredire nella conoscenza di se stessi e mette in azione qualita positive ¢ negative. Se nella coscienza sono latenti sentimenti meno elevati, di critica, di rancore, l'energia sprigionata dalla Presenza Divi na li spinge in superficie, in modo da essere individuati e con- sumati : Cid & benefico, diversamente le qualita negative non an- cora individuate, né coscientemente dissolte, si radicherebbe- ro in maniera da produrre conseguenze molto tristi Ognuno deve assumere il eomando del proprio mondo me- diante il potere della Presenza Divina, che sviluppa le qualita per I'aurocorrezione. Questo, uno del mezzi pitt importanti per progredire, consentira di cessare dal criticare, dal biasi- mate, in alcun modo, persone, Iuoghi, fatti e cose per alcun- ché di negativo vi si possa scorgere. Cid dovra essere pienamente compreso, ad un dato mo- mento, in modo perentorio, diversamente ti potresti trovare di fronte a ostacoli insuperabili. Con Vinvocazione alla Presenza Divina si pud ottenere la liberazione dalle tante negative creazioni umane, agendo in modo costruttivo sul mondo mentale ed emotivo, ¢ alimen- tando i sentimenti di bene e di Amore. Il solo pensiero che tu rivolgi alla Presenza Divina — & seritto ne La Coppa d’oro (*) — produce un acerescimento di " i Maestri interpretati da A. (©) La coppa d’oro, insegnamenti dei Maestri interpret ‘Voldben. Richieste alla Libreria A. Rotondi, 00185 Roma, Via Me- rulana 82, 50 / La Presenza Divina in noi forza, di vitalita e di saggezza, la liberazione da energie nega- tive e attrazione di radiazioni benefiche. Ecco svelato il mezzo pitt grande per far agire la Potenza di Dio, il Suo Amore e la Sua Saggezza. 5. Cid che puoi chiedere Non basta Paccettazione conoscitiva che nell’uomo vi ¢ Dio che agisce per mezzo della Sua Presenza, occorre metter- Ja in attivita anche nelle cose pitt umili, invocandola con eser- cizi ripetuti ¢ continui Chiamala in azione in ogni circostanza della tua esistenza, Non temere di osare troppo o di profanarla quando in te parla I'lo spirituale che é la Scintilla che pud comunicare di- rettamente con la Fonte da cui deriva. Lo Spirito Divino che é in te ha il diritto di affermare, 'invocare, di agire per un fine di bene, in armonia con la Legge di Vita. La partecipazione al potere divino @ resa possibile dalla Presenza Divina in te: per chi é cosciente di questa ricchezza, tutto é sacro, ¢ nulla vi é di profano, ‘Tu puoi chiedere tutto alla Divina Presenza. Se hai qual- che difficolta, se sei malato, se desideri qualeosa di bene, in ‘qualunque tua necessita, invoca aiuto della Divina Presenza. Se cid che chiedi ¢ conforme ai Divini Disegni, tu Pavrai, Ma non chiedere con ansia, con preoccupazione di non ottenerlo, con fretta, con trepidazione. Cid impedisce; anzi- ché favorire la realizzazione. Chiedi con calma, nella certezza interiore che il Padre non nega mai al figlio quanto gli occorre per il suo bene; anzi, precede la richiesta, Lascia scorrere, attraverso questa Potenza silenziosa che opera pitl attivamente dacché tu l’hai invocata, quell’Amore che pervade il tutto, la Luce e la Saggezza che ogni cosa illu- mina del suo splendore infinito, La Divinita ha in sé tutti i poteri: 12 Potenza del Padre, VAmore del Figlio, la Sapienza dello Spirito. Hl Cristo in noi, é il Padre che opera i prodigi della Vita, Liinvocazione / $1 secondo la testimonianza di Gesii: «Non sono io che compio le opere, ma il Padre che in me». (Giov. 14,10). Quando un problema ti assilla, mettiti in contatto con la Divina Presenza operante. Se tu invochi con animo puro, es- sa realizza la pit grande invincibile potenza. II fluire della ¥i ta divina diviene allora pi attivo perché trova il legame col tuo To spiritual. Quando la tua mente é imbarazzata da qualche problema che trovi difficile a risolvere, se chiedi I’intervento del tuo Io spirituale, sara la Presenza Divina in te a compiere Popera. Lo stesso potrai fare in tutte le circostanze in cui ti trovassi in difficolta per qualinque motivo, Ricorda: tutti i problemi si risolvono nel tuo interno, an- che quelli materiali che sembrano lontani dal mondo dello spirito. Tutto é in noi. Se sapessimo trarre dal nostro interno le risorse che vi sono, vivremmo una vita serena, Tu invochi la Divina Presenza, quindi devi essere sicuro del’effetto di questa illimitata energia, senza dubbi né in- certezze Quando Ia Presenza Divina agisce, niente e nessuno potra contrastarla. Invocandola si deve essere convinti del potere che essa possiede. E necessario credere fermamente a cid che si vuol ot- tenere, La fede @ il potere sostenitore che determina ogni realizza- zione. Mediante la fede vengono mosse le leve della vita crea- tiva, e messe in azione le attivita segrete della Legge che com- pie cid che si chiede Che tutto sia sempre in armonia con la-Legge Divina, in umilta, al servizio del Bene, 6. 1 momenti difficili Si sente dire ¢ ripetere che nella lotta dell’esistenza si deve trovare in sé l'energia per fare fronte alle difficolta, e vincere. Certo, ma che vuol dire “trovare in sé”? Quale sé? Forse quello inferiore che, poi, non manca mai di trascendere nella violenza? 52 / La Presenza Divina in noi It vero Sé & quello superior, la Presenza Divina, IIo sp- rituale, Questa é la parte vera dell’uomo, la riechezza ¢ la miniera da cui pud attingere tutto, il tesoro che porta con sé, che la maggior parte degli uomini ignora, e, quindi, non sa utiliz- zare, La Presenza Divina in noi é la sorgente pura di tutte le nostte energie, la fonte inesauribile dalle risorse inimmagi- nabili. Soltanto da essa possiamo attingere tutto quanto occorre Pet ogni bisogno della nostra esistenza. Ogni altra fonte ri- sente in qualche misura del sapore della Terra e degli inqui- namenti che porta con sé. Momenti difficili sono quelli nei quali siamo colpiti da sventure, da perdite, da distacchi. Allora tutto sembra oscuro © vuoto. E proprio allora, invece, che il nostro Io divino deve prendere la direzione dei nostri pensieri e dei nostri sentimen- ti, delle nostre parole e dei nostri atti. La vita ci misura; la vita & esperienza. Se non avessimo quei momenti non potremmo crescere, E il vento che fa sprofondare di pit le radici degli alberi per ‘non essere divelti, mentre le piante che hanno radici superfi- ciali sono abbattute. Quando senti la tua debolezza e stai per vacillare, grida allora con fede: «fo chiamo in azione la Presenza Divina in me affinché irradi i suoi poteri». Sentirai tramutare la tua condizione in fortezza invin- cibile, ‘Sta’ sicuro: sono poteri che non hanno leguale, e sono di certa vittoria, La Presenza Divina, se invocata dal profondo del nostro essere, risponde sempre alla nostra invocazione. Ma non & solo in quei momenti che ’invocazione alla Di- vina Presenza va pronunciata: essa deve divenire una sola co- sa con noi, il grido perenne della nostra anima alla Divinita, Cento, mille volte al giorno sia come il filo di corrente che ci unisce alla Sorgente del nostro essere, come una luce che si accende ¢ rischiara tutti i momenti della nostra vita, Liinvocazione / $3 Noi diciamo Presenza Divina in noi: Dio & nel tutto, an- che nelle cose, ma I’'uomo ha il grande potere di essere co- sciente di questa ricchezza che @ in lui 7. Se fissi 'attenzione alla Grande Luce Tra le cose essenziali dell’esistenza umana per sviluppare una maggiore e pit rapida evoluzione, vi é quella di mantene- Fe un contatto cosciente con i piani pitt clevati della Grande Vita, La vivono gli Esseri pitt progrediti con i quali possiamo mantenere un collegamento proficuo al nostro progresso, Ma 1a, soprattutto, lo splendore della Grande Luce, nell’espres- sione pit comprensibile alla mente umana. La Scintilla Divina, che é in ogni uomo, é un raggio di quella Grande Luce, ed é la Presenza Divina in noi: essa ci ajuta a vivere le varie e complesse circostanze dell’esistenza. Non indugiare sui piani bassi dove pur devi fare le tue esperienze, ma passa come un viaggiatore che vede, osserva, ma non é coinvolto nelle vicende di cui & testimone. Quando raggiungerai il contatto con la Presenza Divina, comprenderai che ¢ impossibile compiere azione di cui tu non sia, in qualche modo, cosciente, La funzione pitt semplice del corpo é sostenuta dalla tua cosciente attenzione, anche se non te ne rendi conto; cosi ogni movimento fisico si verifica quando é gid nato il pensie- ro di farlo, altrimenti l'azione non verrebbe trasmessa alla parte del corpo che si vuole muovere. Quando mantieni ferma la mente sull’lo divino, tu sei tut- to Luce e Amore; il potenziamento operato dall’attenzione costante ¢ concentrata ti fara ingigantire il senso della Divina Presenza, poiché la facolta di attenzione, sotto controllo, di- verra una forza di potenza incalcolabile. Le esperienze, mutevoli e varie, sono spesso creazioni illu- sorie della mente che ritiene di essere il reale attore. In tal modo l'attenzione é fissata costantemente all’esterno, proprio dove é imperfezione, cosi i Figli di Dio dimenticano la pro- pria divinita, alla quale devono far ritorno. ‘Tu concentrati nella Grande Luce, ¢ troverai la strada, 54 / La Presenza Divina in noi 8. La vetta da raggiungere L’invocazione che nelle pagine che seguono andremo in- sieme a meditare & l’aiuto iniziale che viene dato per muovere dentro di noi la forza che spinge a una cosciente partecipa- zione alla pratica realizzatrice di una esistenza nuova su un piano pit elevato. E un’opera grandiosa per la quale é necessario darsi una carica che realizzi la spinta. L’invocazione pud considerarsi come la messa in moto per questa spinta, La maggiore difficolta ¢ quella iniziale per rimuovere la Pesantezza naturale che troppo spesso blocca lenergia. Ma Pinvocazione @ di grande aiuto a questo fine. Certo, la vetta si raggiunge soltanto con la pratica di ogni giorno, di ogni momento, ea questo ci si deve impegnare con tutte le forze dell’anima perché limpegno ¢ la collaborazione sono indispensabili per ogni raggiungimento spirituale. La vetta @ la che attende ogni uomo di buona volonta, ci chiama, ci attira, poiché, dopo la messa in moto iniziale da parte nostra, Ia vetta agisce da calamita, agevolando il nostro sforzo ¢ riducendone la fatica. 11 primo passo & I'inizio del pid lungo cammino. Invocare Ia Divinita che @ in noi, il potere inti Presenza Divina, @ muovere le pitt grandi forze, creativa che da vita a tutte le cose. Quando invochi la Presenza Divina tu sali su un piano dove nessuno pud raggiungerti, ti elevi sulla vetta pili alta ¢ hessuna voce della valle potra arrivare a te. Le pagine che seguono sono riflessioni che servono a pe- netrare di piti e meglio il profondo senso dellinvocazione. Non si pu dire che manchi il tempo per questa pratica gior- naliera per la quale bastano pochi istanti per attirare, nel cor- so della giornata, 'energia della Presenza Divina, richiamata © messa in azione, che poi investe tutta la nostra esistenza. La pratica che noi proponiamo avra un effetto meravi- glioso nella vita di ciascuno, dando un proficuo impulso al proprio avanzamento spirituale. Liinvocazione / 55 Quando I'uomo ha raggiunto un pitt alto stato di coscien- za, comprende che rivolgendosi al Dio interiore, ai Maestri 0 alle Guide, ¢ come si rivolgesse al Dio trascendente, dei mon- di infiniti, al Dio immanente, presente ovunque. ‘Ma prima di raggiungere quel piano di coscienza, l'uemo si considera separato dall’Unico Dio, perché la sua mente esteriore ¢ la sua personalita agiscono spesso nell’incompren- sione e nella separativita. Che il tuo cuore sia ardente ¢ la tua mente sia pura, Questa invocazione porti a te Saggezza, Amore ¢ Luce. Che sia per te rigenerazione e ascesa verso il pit alto pia- no della Vita. 4. La pratica operativa nella vita di tutti i giorni La gravitd & pit ferma della legge- rezza, la calma domina l'agitazione. Per questo il saggio, seppure agisce, non abbandona mai la sua calma grav 12 e, benché in mezzo alla gloria e agli ‘onori, ritirato in se stesso, rimane cal- mo senza turbamento. Lao-TSe La teoria ha sempre preceduto la pratica. Conoscere @ ne- cessario per agire, é la prima fase indispensabile per cimen- tarsi in ogni realizzazione operativa dell’esistenza umana. Senza conoscere si andrebbe nel buio con tutti gli inconve- nienti che questo agire sprovveduto comporta di effetti nega- tivi, La guida di un’auto é preceduta dalla conoscenza delle parti, specialmente di quelle pil direttamente interessate alle manovre in modo che il guidatore sappia prima cid che muo- ve, gli effetti che produce La conoscenza ¢ liberatrice dall’ignoranza che @ la causa di ogni male. Soltanto quando si vede si pud procedere. Per questa ragione & necessario prima conoscere gli stru- menti di cui ci si pud valere € conoscere anzitutto se stesso, Ja propria reale dimensione per non rimanere nella confusio- ne di identificare se stesso con gli strumenti che si devono adoperare. L’antico monito socratico, scolpito nel tempio di Delfi, Conosci te stesso, rimane sempre alla base di ogni conoscen- za per procedere oltre nella via del cammino spirituale. Non ha importanza affermare di credere in Dio, se poi nella pratica della vita si fa un continuo insulto alle sue ctea- ture, e quindi a Lui, e alle sue Leggi Pit che le professioni verbali di fede, che possono essere alibi ¢ ipocrisie, & importante vivere conformemente a quello che si dice di credere. Vale pill il praticare che il professare verbalmente, 58 / La Presenea Divina in noi Dio ¢ Amore, e chi non ha Amore in realta non erede in Dio, anche se dice di credere. La propria fede si manifesta con le azioni pit: che con le parole. 1. Il pensiero costante Un saggio consiglio per stimolare alla Pratica della Pre- senza di Dio ci viene da Daya Mata, che l'aveva appreso dal suo Maestro Paramhansa Yogananda: Una maniera di progredire spiritualmente & la pratica co- stante della Presenza di Dio. Paramahansaji ci ha insegnato che se vuoi conoscere Dio devi imparare a dirigere i tuoi pri- ‘mi pensieri, quando ti svegli al mattino, a Dio. Quando svol- gi le tue attivitd quotidiane, pensa che Lui @ Colui che fa e ‘tu sei solo il suo umile strumento. Usa la tua intelligenza, buona volonta, gioia ed allegria ber servirLo, e come si avvicina la fine del giorno, concentra ancora di piit la tua mente su Dio. In questo modo, prosegui con questa consapevolezza occupata solo da Dio e man mano Ja allargherai ad ogni esperienza della vita con grande gioia del tuo cuore, con coraggio, fede e buona volonta; e, soprat- tutto, con divino amore deposto ai piedi del Beneamato, In ultimo, lasciate che vi legga qualcosa che ho scritto du- rante una delle meditazioni del Nuovo Anno che il Signore ci concesse di tenere con il nostro guru. Queste parole mi sono state di grande aiuto tutti questi anni. «Ricorda sempre que- sto: non possiamo andare contro la Volonta Divina. Ognuno di noi ha un diverso compito in questo mondo, al quale non possiamo sfuggire e che nessun altro pud compiere al nostro posto. Nell'adempimento del nostro dovere dobbiamo mante- ere questo atteggiamento: “O Signore, sei Tu Colui che Fa, Fa’ di me il Tuo volenteroso strumento”». La vita svanisce in un secondo, come possiamo noi pensare di essere quelli che fanno in questo mondo? I Gita dice: «Abbandona tutti gi altri dharma (doveri) ricorda Me solo; io ti libererd da tut- Hi i peceati (derivanti dall’inosservanza di questi doveri minori)», La pratica operative nella vita ai tutti i giornl / $9 2, In che consiste la pratica della Presenza Divina Persuasi che la teoria senza la pratica avrebbe scarso va- lore, & pure necessario ricordare che la pratica ci misura con Ja pur illusoria realté dell’esistenza umana. Non si deve ritenere che la pratica della Presenza Divina in noi consista nella recita di formule, di mantra, di giacula- torie e simili. Semmai questi possono servire 2 dare maggiore carica, ad ajutare la nostra insufficienza, Spesso sono utili a questo scopo, ma la pratica della Presenza Divina consiste e: senzialmente nell'esercizio di vivere coerentemente col print pio fondamentale: Dio é in noi. Vivere ogni atto della nostra giornata in unione col Tutto, in quello stato di coscienza che noi chiamiamo Dio; vivere divinamente, secondo la felice espressione di Georges Barbarin, costantemente alla presenza di Dio. Quando questo avvenisse realmente, la nostra vita ne sa- rebbe profondamente trasformata, una trasformazione gra- duale della propria esistenza che porta a realizzare lo scopo stesso della vita: lunione con Dio. Verso questa vetta é teso ogni essere. Tiuomo, costituita, sviluppata e formata la propria co- scienza, pud accelerare questa ascesa collaborando con le leg- gi dell’evoluzione e impegnando se stesso per raggiungere que- sto fine. Quando saremo coscienti che la Saggezza divina dirige ogni nostra azione, che l’ Amore infinito guida i nostri pensie- Fi, che la Luce divina illumina i nostri passi, avvolgendoci nella sua irradiazione, allora soltanto noi ci sentiremo una sola cosa con Lui. L'armonia pid completa regnera nella no- stra esistenza. Anche se le burrasche esteriori potranno farsi sentire, non arriveranno mai a toceare quel santuario interio- Fe che noi avremo saputo erigere dentro di noi. Nella pratica della Presenza Divina, si dovra richiamare costantemente alla coscienza la verita insegnata da uno dei sette Saggi dell’antica Grecia, e che noi abbiamo pitt volte ri- cordata: esercizio & tutto. Inoltre, in questa pratica si deve pure tener presente l’aspet- to religioso. Chi non vede quest’aspetto dell’anima umana & un cieco (C.G. Jung), 60 / La Presenza Divina in noi La verita diviene nostra soltanto quando lapplichiamo nella esistenza quotidiana. La via maestra é quella personale ¢ soggettiva, fatta di esperienza spirituale, vissuta attraverso una disciplina interiore graduale e costante. Senza la pratica, nulla si pud acquisire, e sono inutili le varie esercitazioni che siano soltanto cerebrali verbali. 3. L’ABC nella via dello Spirito Non vi @ nulla di pit dannoso che nutrire sentimenti ¢ sprigionare pensieri di limitazione riguardo ad un altro essere umano. ‘Tu devi amare tutti e tutto, ¢ non puoi escludere nessuno, neppure per i motivi che ritieni giusti Condannare é arrogarsi una funzione non dovuta al disce- polo; condanna riprovazione sono atteggiamenti @’animo sbagliati, da annullare se vuoi salire al contatto con Plo spiri- tuale. Cid, naturalmente, dal punto di vista pitt alto, per chi ha intrapreso Ia via dell’Amore. La societa degli uomini si re- gola diversamente, per altri obiettivi, verso coloro che giudi- ca e condanna, Non st puo amare senza comprendere, ¢ chi comprende & portato ad amare anche chi agisce in modo negativo. La com- prensione aiuta ad amare, ma da sola non basta a realizzare la via dello Spirito. E necessario amare perché solo Amore é vita e salvezza. Comprensione e amore generano bonta verso tutti; cosi, Amore, Bonta, Comprensione, inscindibili nella realizzazione dello spirito, sono 'ABC di un alfabeto misterioso, per leg- gere il grande libro della vita, che contiene le formule segrete, atte a condurre Iuomo verso le vette pili alte. 4. Sii te stesso Cioé vivi nella tua parte pid elevata, Tu sei quella. Sii al- lora lo Spirito che domina la materia, Qualunque sia il lavoro, mestiere e professione, nessuno dovrebbe ritenersi meno fortunato di un altro, ricco e famoso La pratica operativa nella vita di tutti i giorni / 61 che sia. Se tu sai elevarti all’intuizione dello scopo della vita, facilmente comprenderai che, facendo bene il tuo lavoro, sa~ rai migliore di qualunque altro se egli non sapra adempiere bene alla sua funzione, come tu fai per il tuo lavoro. Sii te stesso. La tua fortuna é di fare bene quello che fai, adempiere al tuo compito come meglio puoi, al lavoro per il quale ti senti pitt portato. Percid, se per quello attuale non ti credi adatto, cerca, se puoi, di migliorare, aspirando alla funzione pitt adatta. Non perd per la tua vanita, ma rispon dente alle tue capacita, a quello che sapresti fare meglio degli altri. Che il tuo pensare, che il tuo agire, non dipenda dagli al- tri, ma solo da te. Sganciati dalla cordata, sali da solo la vet- ta che @ tua, solo tua, perché ognuno ha la sua strada e la sua cima da conquistare. Poi, di vetta in vetta, arriverai alla grande meta che é quella comune a tutti. Ma il tempo di cia scuno é diverso, come il ritmo della propria vita. La migliore chiarificazione in te avviene quando avrai compreso il senso vero dell’esistenza dal punto di vista spiri- tuale; @ una vera rinascita di cui godrai tutta la poesia; sara il momento della gioia interiore ineguagliabile, la serenita della tua anima che @ tutto, La vera liberta sara raggiunta pit facilmente da chi non @ troppo legato in cordata con altri che perseguono spesso scopi diversi. Chi non trova il coraggio di distaccarsi da gruppi, da ideologie, da interessi che lo limitano, lo avvinco- no, non potra trovare Ia liberta che ne consegue. Sara com partecipe di quei gruppi, non sara mai se stesso, ma solo un numero, una patticella, subendo tutti i colpi e i contraccolpi di coloro con cui é legato insieme, Chi intriga ¢ vive in quegli ambienti con soddisfazione trovera, forse, il momentaneo godimento, ma non certo la se- renita, ‘Tu sii te stesso perché sei Scimtilla divina. Tu non sei mai solo. Hai con te la pit grande potenza che governa i mondi. Non temere mai di restar solo. La solitudine é uno stato di coscienza che spaventa nella sua aridita. E come trovarsi solo nel deserto, senza aiuto, né cibo. 62 / La Presenza Divina in noi E noto anche ai grandi iniziati che hanno fatto questa du- a esperienza. Gesit stesso ha gridato: «Padre mio, perché mi hai abbandonato?». E un’esperienza atroce, che tutti dovranno fare perché so- Jo con questa esperienza si conquista la Fede © l’Amore. Quando si é felici e nella gioia, non possibile acquistare i preziosi doni che tengono alta la vita. La solitudine si supera quando si é profondamente con- vinti che Dio @ con noi, sempre, che la Presenza Divina non abbandona mai. Quando 1a situazione & disperata, la Provyidenza é vicina, ha scritto un saggio. 5. Come usare Venergia della Presenza Divina per dissipare le basse tendenze Le energie della Presenza Divina vanno messe in azione. Per questo é necessaria la nostra attiva partecipazione, non potendosi compiere azione creativa senza la collaborazione di due poli Ma @ necessario imparare a usare queste energie poiché Vignoranza é la causa di gran parte dei mali degli uomini, Le energie della Presenza Divina, chiamata in azione opetante attraverso il nostro pensiero, agiranno in noi ¢ sulla materia in maniera prodigiosa. Jo chiamo in azione la Presenza Divina in me perché irra- di i swoi poteri Presenza Divina in me, irradia la tua forza vitalizeando sulla meschina mia personalita; fa’ che essa, purificata e tra- sformata, ascenda a te, secondo il piano divino. Presenza Divina in me, prendi il comando di tutti i miei corpi e risolvi i problemi che mi assillano; fa" che la mia at- tenzione sia rivolta solamente a te, fino al compimento del tuo lavoro. Presenza Divina in me, prendi il comando della mente e del corpo di questo tuo figlio, incucilo alla tua obbedienza, ‘mantienilo nel tuo dominio e donagli tutto cid che gli abbiso- gna spiritualmente e moralmente perché raggiunga la sua pie- nna liberazione, La pratica operativa nella vita di tutti i giorni / 63 Presenza Divina in me, mantieni il tuo dominio in me per sempre; fa’ tacere ogni umano egoismo e fa’ che io operi sempre per il bene di tutta Vumanita. 11 potere della Presenza Divina in noi é il solo capace di fugare ogni materialita che si agiti dentro. Non ha bisogno di lottare per imporsi, questa & vuota in sé ¢ priva di forza vera; basta la sola Presenza, quando é risvegliata. Se la luce del sole entra in un luogo buio, loscurita sparisce automati- camente, senza lotta né contrasto. Sul piano umano le idee impersonate dagli uomini provocano confliti; e i pit violenti © aggressivi sono proprio i portatori di idee oseure e materia- listiche. Nell’interno di ciascuno awviene qualcosa di analogo. Co- loro nei quali la vita spirituale non é risvegliata e agiscono solo con la mente materiale hanno da questa un’errata visio- ne della vita. In chi si trova in questa condizione grezza ¢ pri- mitiva, la mente @ estremamente conservatrice della propria condizione perché sa che dovrebbe annullarsi se apparisse la luce spirituale. In questi individui vi é lotta e perenne antago- nismo tra mente materiale ¢ mente spirituale, E se agli inizi la battaglia é pid dura e violenta, anche nel progredire non cessa subito finché non sara del tutto vinta e annullata. Il conflitto accompagnato da sofferenze, almeno er un certo tempo. La mente materiale dura a morire perché non vuol ri- hunciare alle vecchie abitudini di pensiero e pitt ancora di vizio. La lotta viene automaticamente a diminuire man mano che la mente spirituale cresce. Allora vi é sempre minore spa- zio per ’altra. La mente materiale, che vede corto e solo in superficie, non pud accordarsi con lz mente spirituale che ve- de oltre ¢ nella sostanza, Per vincere le basse tendenze c’é chi ha usato severi dinie- shi a se stesso, anche punizioni, dure espiazioni ¢ pratiche ascetiche, un metodo violento che é stato usato anche da grandi spiriti, samti e saggi. Chi lo ha usato ne é stato talmente per- 64 / La Presenza Divina in noi meato che talora é stato reso un uomo duro, severo e perfino intollerante verso gli altri. «Mortificare la carne» era una pa- rola d'ordine che si traduceva in pratica con digiuni, cilici ¢ flagelli. C'é pure chi si apostrofava con parole dure, disprez~ zandosi. Ma quando fra questi vi @ stato un Francesco d’As- sisi, per non dire di mille altri santi, non possiamo che restare ammirati. L’umanit& rammollita di oggi condanna questi metodi. Oggi non vuole pitt soggiogare ali istinti animali, né sarebbe capace di usare questi metodi. Si afferma che la via migliore sia quella di usare le manie- Fe buone, in modo da indirizzare le forze verso obiettivi pitt alti, si consiglia di visualizzare lo scopo finale da raggiungere per dissipare con una specie di autosuggestione lidea inferio- te; si dice di affermare cid che si vuol divenire anziché ferma- re la mente sulle colpe passate in una visione mentale che cor- rerebbe il pericolo di fissarci inconsciamente in un ideale ne. gativo. Ma se un cavallo s'impenna, noi non lo lasciamo comple- tamente a se stesso, né tentiamo di fermarlo con le sole paro- Je, Alternando le briglie allo sprone, le parole ai fatti, usiamo ogni metodo prima che trascini tutti nel burrone. Si pud usare la ragione con un animale? Sarebbe assurdo. 1 metodo di suggestione é indubbiamente valido per le forze, istinti ed emozioni che hanno la loro sede nell’inconscio che, essendo credulo, pud subire influenza della nostra parte co” sciente che, attraverso parole evocatrici e mantra, pud ottene- Fe spesso cid che vuole. Ma non possiamo condannare quelli che usarono metodi pitt decisivi per sottomettere la parte ani- male recalcitrante, né possiamo generalizzare il metodo per- suasivo, non sempre valido. Crediamo che Puno ¢ Paltro sia- no validi quando ottengano i risultati voluti La forza spirituale per dissipare le basse tendenze pud es- sere usata rettamente sia con uno che con l'altro metodo, secondo le circostanze. Meglio, forse, uno e l’altro insieme, saggiamente alternati ¢ combinati. Nessuno pud essere giudi- ce che di se stesso per I'uso dell’uno o dell'altro. Importante é ottenere lo scopo prefisso, cioé la sottomissione delle forze inferiori che vorrebbero arrogarsi il comando di noi stessi, mentre esse devono obbedire. La pratica operativa nella vita di tutti i giorni / 65 6. Chi deve comandare? E ben noto quante e quali forze si contendono il dominio entro I'uomo. E quell’io inferiore che attinge le sue forze dalla parte bas- sa, che si vale di ogni mezzo per affermare il suo dominio, Se fosse lui a comandare, i risultatiillusori immediati potreb- bero anche ingannare i deboli e indurli ai peggiori comporta- menti. Ma... poi? Quando la carica della materia é esaurita, subentra leffetto quale si pud attendere dalle cause negative che furono poste. E questa la via ideale da percorrere per progredire nel cam- mino dello spirito? Quando 'uomo non riesce a superare in sé l'azione delle forze basse ¢ le lascia agire senza mettere in moto quelle su- periori che sono in lui, si comporta in modo non degno della sua natura superiore, Cid pud avvenire per incapacitd e non raggiunta potenza superiore, ma anche per pigrizia, quando non ci si vuol muovere da uno stato d’animo pesantemente accidioso. Superare la parte inferiore di se stesso @ la condizione per progredire verso lo stato umn razionule, Grstinti animali ancora presenti nell’uomo che non ha ancora raggiunta la condizione di piena umanita, quella dove la ragione governa, vanne dominati prima di essere superati La méta dell'uomo @ ancora lontana perché si possa fer- mare ancora troppo a lungo in quel primitivo stato da cui si parte per gli scopi da raggiungere, Platone ha scritto nel Fedone: Quando lanima e il corpo sono uniti, la natura impone all’uno di servire e di lasciarsi reggere; all’altra, di comanda- re e di dominare. Ora, anche per questo rispetto quale dei due ti sembra pitt simile al divino, e quate al mortale? Non ti pare che cid ch’e divino abbia tal natura da reggere e da guidare, cid ch’e mor- tale da esser dominato e da servire? Lascia il piano degli istinti, poiché vi é in te una parte tanto clevata nella quale puoi vivere serenamente. I nostri corpi, quello fisico, Pastrale e il mentale, molto 66 / La Presenza Divina in noi spesso sono in conflitto tra di loro ¢ ciascuno tende ad avere il sopravvento sull’altro E necessario che sia la parte pitt elevata a comandare per- ché non siano gli altri ad avere il comando, con le conseguen- ze negative che ne deriverebbero. Per questo tu invochi la Presenza Divina che sia il regista delle nostre azioni. 7. 11 dominio sul mondo inferiore Persegui tenacemente lo scopo che ti sei prefisso: il rag- giungimento del completo dominio sulle tue passioni, sugli istinti animali fino a dominare completamente quella parte inferiore di te che deve essere messa a tacere del tutto. Finché é essa che domina, 1'lo spirituale attende. Non po- tresti udire la sua voce. Questa é la folla che devi dominare. Awviati con animo forte e sereno verso la saggezza. E un piano calmo ¢ tranquillo dove respirerai altra aria, La méta ti sia sempre presente. Per superare il richiamo degli istifiti animali & necessaria la collaborazione di chi vuol progredire. La volonta & lo stru- mento primo che va messo in moto a questo fine. La volonta ha la pitt grande importanza per la realizzazio- ne pratica nella vita di tutti i giorni di quello che, conosciuto, @ stimato degno di realizzazione. Nel corso dellesistenza umana, ove tutto & duale, lespe- tienza si compie proprio mereé la forza dei contrari per il su- peramento che porta all’ unit. Un giorno questo dualismo spa- tira, ma cid si verifichera su una dimensione di vita pid alta, quando avverra il superamento dei contrari. L’auspicio migliore, ora, 2 quello formulato dal saggio imperatore Marc’Aurelio che ha scritto nei suoi Ricordi: Fa’ che il principio divino che dimora in te comandi a un uomo, @ un uomo integro. Un metodo usato spesso & quello di affrontare diretta- mente le abitudini che si vogliono eliminare. Pud anche esse- re un metodo valido per troncarle in certe circostanze, ma & una forma di lotta psicologicamente errata che a sua volta porta delle conseguenze perché non rispetta la legge di gra- dualita della vita che non € violenza ma crescita naturale. La pratica operativa nella vita di tutti i giorni / 67 Il bambino giochera finché non avra esaurita la carica in- fantile, che & forza naturale. Se si tenta d’impedire quella ca- rica con la violenza, quella forza che viene compressa uscira da un’altra parte. Quando, invece, quella carica sara esauri- fa, non fara pili forza per uscire. I bambino lascera le sue abitudini di bambino, naturalmente, crescendo. L’adulto non giochera piti a palline, neppure se lo costrin- gete. Certamente & necessario dirigere le proprie azioni, coman- darle, fare si che non sia la parte inferiore a comandare, ma cid si deve fare senza violenza, Il cammino spirituale ¢ analogo, ¢ una crescita che libera naturalmente I'uomo delle tante scorie che prima lo rivesti- vano. Per vincere il male, unica formula, senza danni, & fare del bene. 11 sole annulla 'ombra soltanto con la sua presenza, senza lotta. I difetti cadranno da soli operando nel senso del bene, essi svaniranno naturalmente. Fare il bene é alimentare la crescita spirituale, 8. I buon uso della ragione per il dominio sulle forze inferiori L’uomo @ spinto e attirato in ogni direzione dalle compo- nenti della propria natura, forze contrastanti e spesso in lotta fra di loro. Cid avviene perché egli sappia trarre da sé le energie per contrastarle e dominarle, energie dormienti in lui che dovranno svegliarsi e potenziarsi per fronteggiare quelle forze che vorrebbero condurlo dove la sua natura superiore non vuole, Asli inizi, egli porta con sé, prepotente, il bageglio del- Panimalita con prevalenza dell’istinto, dell’impulso, della sen- sualitd e dell’attaccamento ai possessi materiali Per lo scarso discernimento e il raziocinio mal diretto, egli é incapace di re- sistere a quelle forze basse che hanno cosi il sopravvento. Ma, col tempo, I'esperienza del dolore che lo segue & sprone a trarre da sé cid che serve a dominare e vincere. 68 / La Presenza Divina in noi L’uomo, risvegliato ai valori pitt alti, sente il bisogno di uscire al pitt presto dallo stadio della primitiva istintivita. Ma, man mano che progredisce, le sue azioni saranno sempre pitt in armonia con la voce della propria coscienza, la voce dell’Io spirituale, manifestazione in lui della Presenza Divina. Gradualmente si render sempre pit ineapace di re- car danno ad alcuno. Sviluppando la propria coscienza, cioe rendendosi sempre pit sensibile per udire quella voce, sentira lo stimolo e la forza verso il bene. Ma Yuomo ha pure un altro prezioso strumento. che lo aiuta a uscire dall’animalita, anzi lo distingue da essa: la ra- tione. Essa serve a guidarlo per le strade della vita e lo aiuta a condursi su un piano superiore a quello dell’istinto. La ragione, quando sia ben usata, produce risultati ap- prezzabili per il proprio progresso e per il bene degli altri, e, Soprattutto, di una giusta direzione alla propria vita. Un’esi- stenza senza direzione @ un vivere senza un fine da raggiunge- re, di chi vaga senza uno scopo. La ragione é una via verso Ja saggezza che é vera méta. Allora la marcia @ pitt diritta e veloce. Superato Pistinto, che é manifestazione dell’anima di grup- po, la ragione per I'uomo & valido strumento personale a ser- vizio della saggezza, dei propri ideali di bene e di progresso. Ma, purtroppo, come tutti gli strumenti, ’uomo é portato a usarla per il proprio egoismo e troppo spesso a danno al- trui. Errore comune é quello di credere che si possa realizzare il proprio bene soltanto agendo a danno degli altri. Ma chi ha pitt vasta visione della vita sa che il bene degli uni é il bene di tutti, come il danno dell’uno @ il danno di ognuno, quali membra dello stesso corpo, anche se apparentemente divisi. E se una delle membra @ dolente, tutto il corpo ne risente. La ragione distorta ¢ causa di gravi danni per Puomo ¢ ne deriva di conseguenza che soltanto il dolore pud ristabilire Vequilibrio infranto. La ragione va liberata dall’egoismo, allora soltanto & ca- pace di condurci pitt in alto. C’, infatti, qualcosa che va al di 1A della ragione: é Pin- tuizione. La pratica operative nella vita di tutti i giornl / 69 9. Le emozioni Gli stimoli che vengono a colpirci dall’esterno provocano in noi una reazione: questa é cid che noi chiamiamo emozio- ne. E uno stato di sommovimento interno, improvviso e in- tenso, di breve durata, L’energia che compone questa sfera della psiche & molto sensibile, impressionabile, e reagisce pit 0 meno fortemente @ qualsiasi stimolo. Le emozioni possono essere di varia natura e di vario gra- do, dalle piti grossolane alle pitt raffinate, Ve ne sono depres- sive € di esaltazione. Si possono anche classificare pit sempl cemente secondo che siano piacevoli o sgradite, Sono piace- voli le emozioni di gioia, di entusiasmo, di letizia, di allegria, Vemozione mistica e quella estetica. Queste elevano il tono dell’organismo, lo fortificano, lo esaltano. Al contrario, le emozioni sgradite di tristezza, di paura, di angoscia, di agitazione, di dolore, di apprensione, abbas. sano il tono dell’organismo, lo indeboliscano e lo deprimono, La loro caratteristica ¢ quella di appartenere alla psiche ¢ non al corpo come gli istinti, anche se le emozioni hanno poi riflessi su di esso; di essere di breve durata; di scomparite senza lasciar traccia nella psiche; e di essere del tutto irrazio- nali, al contrario degli affetti. Le emozioni possono essere strumenti preziosi a patto che hon siano esse a governarci; sono strumenti del nostro vivere per il fine di elevarci nella’ dimensione della serenita. 10. Uscire dall’animalita Questo @ il primo passo per il cammino verso quote pi elevate. La vita e la sopravvivenza dell’animale sono affidate al- istinto che lo guida ¢ lo protege nel modo migliore secondo le leggi mirabili della natura. Al gradino successivo della scala evolutiva, nell’uomo, ri- ‘mangono residui degli istinti animali, pit 0 meno forti, s condo levoluzione di ciascuno, ma lui avviato alla conqui- sta di una facolta personale ben pitt alta: la ragione. 10 / La Presenza Divina in noi Questa, oltre a guidare la vita di relazione, lo aiuta in molte cose nonché alla sua stessa soprawvivenza fisica, Ma poiché il cammino del!’uomo, nella sua parte pitt elevata, prosegue oltre il piano terreno, la sopravvivenza é affidata alla legge dell’ Amore, che é il sacrificio per il bene degli altri. L’uomo si sviluppa continuamente, né pud cessare di pro- gredire, secondo le crescenti capacité di ciascuno: questo é lo scopo della vita. Ma proprio per questo & necessario per lui uscire dall"ani- malita, Secondo lo yogi Ramacharaka, dentro di noi ospitiame tun vero serraglio di bestie feroci: gli istinti naturali di tutte le belve che si manifestano con ’astuzia della volpe, la fero- cia del lupo, la crudelta della iena e tutti gli altri istinti del leone, del serpente e cosi via. Se non ci fosse nulla a contrastare queste belve, l’esisten- za umana sarebbe peggiore di quella della giungla. 1 guai che esse producono sono certamente gravi. La forza degli istinti & strettamente collegata con la Terra € col corpo fisico che & pure Terra. Quale forza tellurica, gli istinti sono le stesse energie cosmiche che la Terra ha trasfor- mate. Manifestandosi sul piano fisico, appaiono diverse perché modificate e alterate dal veicolo che le manifesta. Sono considerati fondamentali i tre istinti: 1. di aufoa/- Jermazione con tutto cid che ad esso é collegato: aspirazione al potere, al dominio, alla fama, alla conservazione indivi- duale; 2. Wistinto di riproduzione che sul piano animale si esprime nella sessualita, mentre nel piano pitt elevato ha le sue manifestazioni nell’intelligenza creatrice; 3. istinto gre- gario, di associazione, di coesione, di societa, di gruppo, na- zione, razza eccetera, Per quanto presenti tutti in ognuno, in varia dose, 0’ sempre uno che prevale sugli altri e da origine alla tipologia umana pil! diversa ¢ forma la base del temperamento. Esplo- rando le zone degli istinti, potremo sapere quale prevale. Nell*uomo gli istinti sono espressione della natura anima- le, sono energie inconsapevoli dello scopo da raggiungere, che non passano attraverso la sfera razionale sua propria, ma tendono al possesso di qualeosa che ignorano, La pratica operativa nella vita di tutti? giorni / 71 Mentre gli istinti governano il mondo animale come im- pulsi primordiali che agiscono allo stato puro, nell"'uomo su- biscono profonde modificazioni sotto ’influenza della ragio- ne, della volonta, dell'intelligenza e dell’ambiente, Non si manifestano, quindi, mai allo stato genuino, ma generalmen- te camuffati, nel tentativo di sopravvivere. Per riconoscerli disogna risalire alle fonti subcoscienti, Ma anche modificati € alterati, Ia loro azione nella nostra psiche & viva e reale, so- prattutto in chi non ha sufficientemente sviluppate le facolta pitt alte. L’influsso della forza primordiale dell’istinto & spesso in- conscia, ma @ necessario portarlo nel piano della coscienza per rendercene conto. Se mantenute nel subcosciente, conser- vano Ja loro dinamicita e si fanno sentire nell’'umore abituale dell’io mutevole. Per questo non vanno respinte nell’incon- scio, ma si dovrebbe agire con naturalezza e spontaneiti Anziché reprimere e soffocare é preferibile esprimere natu- ralmente gli istinti nelle attivita creative dell’arte, nel lavoro, nella dedizione operosa verso gli altri, Solo cosi si pud uscire dalla prigione degli istinti, che é prigione dell’animalita. L'uomo @ un trasformatore di tutte le energie che vengo- No a contatto con lui. Ogni energia prende colore da chi la manifesta poiché @ la qualita dello strumento trasformatore che la fa diversa. Le sofferenze, con gl’innumerevoli contrasti che intreccia- no Vesistenza umana, derivano dalla lotta tra gl'istinti non domati. Se si riflettesse ai danni e ai mali che da essi deriva- ‘no per aver operato dietro il loro impulso, anziché secondo quello della ragione, si comprenderebbe pure la necessita per Fuomo di liberarsene, Ma fortunatamente c’é in noi chi pud domare, sottomet. tere questo mondo animale e governare secondo leggi pit. alte. 11. Trasmutare gli istinti Noi non possiamo permettere che i pitt forti impulsi che sorgono dal sottosuolo del nostro essere dirigano la nostra esistenza, come avviene al livello animale. 12 / La Presenza Divina in noi L’uomo ha ben altri strumenti per dirigere la propria vita: la ragione, Vintelligenza, la coscienza, Pintuizione e le pitt elevate facolta del suo spirito. La Presenza Divina in lui é la pit. grande potenza che pud operare prodigi quando I'nomo sapesse mettere in azione le sue energie. L’uomo non pud troppo indugiare nell’espressione degli istinti come fa l'animale, poiché lui non é soltanto animale. Egli & Spirito, @ Luce, sia pure rivestito di terra alla stessa maniera di ogni animale. La necessita di trasformare le proprie energie istintive de- rivategli dall'antica eredita biologica @ di fondamentale im- portanza per il suo progresso evolutivo. Egli non potra mai godere pace e serenita se, covando dentro forze istintive di ogni genere e sentimenti, pensieri e desideri, non riesca a dare loro via libera verso piani pit elevati. Sia che li reprima o che vi si indugi, contravvenendo alle leggi della sua natura, il proprio interno sar un campo di battaglia dove conflitti di ogni genere converranno, con scon- tri tanto pi laceranti quanto meno si sara capaci di portare alla luce del sole o di trasformare i propri istinti, residui della sua natura animale. Gli antichi Maestri hanno consigliato il giusto incanala- mento, Melevazione di livello ¢ di trasmutazione. Gli istinti sono il riflesso delle energie spirituali sul piano fisico, Sta a ciascuno trasmutarli o se piace farli risalire in espressione pitt alta. Migliorando noi stessi, cioé trasformandoci man mano che saliamo la scala dell’evoluzione, esprimeremo sempre me- glio cid che passa attraverso noi. La vera trasformazione de- li istinti avviene da sola, divenendo noi strumenti pit af- finati. Il Bene e l'Amore opereranno il prodigio. Tutte le energie che passano attraverso questo filtro saranno purificate. L’uomo ha in sé enormi capacit di migliorare, e la possi- bilita di sempre maggiore elaborazione del suo Io spirituale che, dapprima ricoperto di veli, tanto da parere inesistente, pud giungere a una totale rivelazione come nei Grandi Spiriti ‘che sono i Maestri dell’umanita, i quali hanno caleato le no- stre stesse vie ¢ attraversato prove ¢ dolori come noi. Lo scopo della vita é di avanzare sempre pitt verso la per- fezione. Col progredire, e man mano che si avanza, le spinte La pratica operative nella vita di tuti i giorni / 73 delle forze inferiori vengono a indebolirsi sempre pit, per poi svanire, come sparisce ombra con l’avanzare del sole. Se il cainmino é lungo, ¢ graduale, fortunatamente & divi- so a tappe. In armonia con la Grande Legge c’é chi aiuta gli uomini di buona volonta. La pace del Cristo, liberatore dalle forze retrive, fu portata agli uomini di buona volonta. Gli al- tri continuano a essere tormentati dalle forze disarmoniche e basse di cui sono vittime. Ma verra anche per essi il tempo della liberazione, 12. Guarda al punto di Luce 11 pensiero alla Divina Presenza sia il punto di Luce al quale devi costantemente guardare per ricevere vigore per vi- vere la tua esistenza. Quando i tuoi pensieri si allontanassero troppo dal punto di Luce, vi sarebbe anche un abbassamento nel tuo vivere. La maggioranza delle nostre mancanze @ causata dal fatto di perdere facilmente la Presenza di Dio (S. Francesco di Sa- les, Massime). Cerca di camminare sempre alla Presenza di Dio, secondo le varie opere che si compiono (S. Giovanni della Croce), La maniera di fare bene ogni nostra azione é di farla alla Presenza di Dio. Non avremo cuore, certamente, di farla ma- le sapendo che Egli ci vede e ci osserva (S. Francesco di Sa- les, Massime). Ma ricorda che anche quando lavori, quando sei impegnato nelle tue occupazioni, puoi egualmente avere il costante pensie- ro alla Presenza Divina. Non vi @ aleuna incompatibilité tra i pensieri al tuo lavoro e quelli costanti alla Presenza Divina, Basta prendere l'abitudine di tanto in tanto di elevare i pensieri a questo punto altissimo mentre lavori, quando pensi ai tuoi affari, mentre sbrighi le tue faccende, Anche quando mangi, il cibo non @ nulla di estraneo a Dio, anzi esso & il suo dono, carico della sua Luce; non sei mai fuori del suo ‘0. Lo sforzo, semmai é in te, nella dualita che @ in te ¢ tu devi ridurre a unita. Qualunque azione tu compia é una preghiera, & un ato alla Presenza Divina. Siine cosciente. Chi non & cosciente di 74 / La Presenza Divina in noi questo portato a guardare alle cose meschine, e trascina i suoi giorni nell’oscuro travaglio di chi non vede a luce, Lo sguardo 2 allora rivolto soltanto alla Terra col suo mondo il- lusorio che promette, ma delude e inganna, La coscienza della Presenza Divina, al contrario, da ener- gia per camminare per le vie del mondo con animo sereno, pensando alla méta luminosa che attende, fa guardare le cose con occhio diverso ¢ fa amare ogni manifestazione della vita. Quando tu vivi col costante pensiero alla Presenza Divina va da sé che sarai retto, onesto, che non commetterai nessuna azione men che giusta, che vivrai in uno stato di coseienza elevato, che la tua vibrazione sara sempre alta. Non potrai mai scendere allora nei bassifondi del vizio, dell’egoismo. I tuoi pensieri rivolti alla Presenza Divina si manterranno in un’atmosfera pura senza inquinamenti; il sole risplendera in te con la sua luce incontaminata, nel suo splendore pitt puro. Ma ricorda pure di essere sempre presente a te stesso. 13. Scopri Dio negli altri Quando tratti con qualcuno, pensa di rivolgerti non alla sua personalita esteriore, ma al suo Io spirituale. Avverra, al- lora, che non subirai alcuna influenza della sua personalita, 4quell'influenza che rende spesso cosi difficili i rapporti umani per le diversita assai contrastanti tra di loro. Nella parte spirituale — la Scintilla Divina — non vi & differenza tra gli uomini. Siamo tutti figli dello stesso Padre, raggi dello stesso Sole, membra dello stesso corpo, nell’unita della natura ¢ del tutto. Se i rapporti reciproci si elevassero a questo livello, sareb- bero davvero ideali, Cosi agivano i saggi e i veri santi; questo era il segreto del loro Amore impersonale, per tutti. Ramakrisha s’inginocchiava perfino dinanzi alle donne di malaffare, vedendo in esse non la miseria del vizio umano, ma la Divinita che era in loro. La pratica operativa nella vita di tutti i giorni / 75 Lresercizio di vedere Dio negli altri é tanto utile, e ti gio- vera nelle tue relazioni con gli altri perché ti porta ad agire su un livello elevato. Prova a farlo con la prima persona con la quale parli: ve- drai_che assumerai altro tono, diverso da quello ordinario. Guarda la parte luminosa che é in te, negli altri, nelle co- se. Adora la Divinita in te, in ognuno dei tuoi fratelli e in tutto cid che vive. Avverra che amerai la vita in tutte le sue manifestazioni, in tutto, senza differenza, 14. L’esercizio & tutto Vivi coerentemente con quello che sai. Non basta sapere, si deve volere, esserne capaci. La capacit di volere si acqui- sta con Pesercizio, Periandro, uno dei Sette Saggi dell’antica Grecia, ha sin- tetizzato enorme importanza dell’agire con l’espressione: Lresercizio @ tutto. E Vesercizio che fa Vorgano. Basta un mese d’immobilita di una gamba, di un braccio, per rendere questi arti incapaci di essere utilizzati. Ci vuole tempo per ri- svegliarli dapprima, e per riattivarli poi, La stessa cosa avviene per tutte le facolta psichiche e in tellettuali. E soltanto Pesercizio che le sveglia, che le affina ¢ le rende capaci del massimo rendimento. Senza l'esercizio si atrofizzano. Quando la tua mente é imbarazzata da qualche problema che trovi difficile a risolvere, chiede l’intervento del tuo Io spirituale. Sara la Presenza Divina in te a compiere lopera. Lo stesso potrai fare in tutte le circastanze in cui ti tro- vassi in difficolté per qualungue motivo, Ricorda: tutti i problemi si risolvono nel tuo interno, an- che quelli materiali che sembrano lontani dal mondo dello spirito. E cid perché Dio é in te. Tutto @ in noi. Se sapessimo trarre dal nostro interno le risorse che vi sono, vivremmo una vita elevata e serena. 16 / La Presenza Divina in noi 15. I nostri allenatori Per rendere pi robuste le nostre deboli forze, la Prowi- denza Divina mette sulla nostra strada coloro che ci offrono Ie opportune occasioni per esercitarle. Come Vatleta ha bisogno di allenamento, cosi noi abbia- ‘mo bisogno di chi ci contrasti per divenire pit forti Essi si comportano con noi come avversari e nemici; ci combattono, ci contrastano, ostacolano i nostri piani, agisco- no contro di noi per muocerci, operando in modo da’ costrin- gerci a trarre dal nostro interno le energie ancora dormienti € ad esercitare quelle gi in parte efficienti. NelVntento di danneggiarci, essi si comportano da nemici ed avversari; ma in realta, senza rendersene conto, essi sono i nostri preziosi allenatori, strumenti inconsapevoli del nostro vero bene, ai quali dobbiamo tutta la nostra gratitudine per- ché sono i nostri veri amici che ci aiutano a progredire. Infat- ti, essi ci sono di ajuto nell’esercizio per Pacquisto di tutte le virti: la pazienza, la fortezza, il coraggio, la costanza. La lo- ro azione non ha prezzo dal punto di vista spirituale. Per questo Gesit disse: Amate i vastri nemici; fate del bene a co- loro che vi odiano; benedite coloro che vi maledicono; prega- te per i vostri calunniatori (Luca 6, 27-28). Ad essi vada tutto il nostro debito d’Amore. Soltanto con VAmore possiamo ripagare il beneficio che ci rendono nel farci progredire nel cammino spirituale. 5. La Divina Saggezza cpossa la tua Saggezza dirigere ogni mio atto; La saggezza, quale ideale, & certamente un’alta meta per- ché é il punto di equilibrio fra le tante forze che si contendo- no il dominio dell’uomo, Ma la saggezza é la sintesi di altre virti: la prudenza, 1a giustizia, Ia fortezza e la temperanza; pilastri fondamentali, le virtt che Platone aveva poste come colonne della vita. Ma queste stesse, portate agli eccessi ¢ prive del giusto equilibrio, divengono difetti e talora perfino vizi Alla saggezza il compito di equilibrare e soprattutto dare ad esse, con Amore, Ia perfetta completezza. Con Amore si sale alla Saggezza Divina poiché quella umana é insufficiente per la condizione di una vita pitt eleva- ta. Infatti la saggezza umana é calcolo, che segue soltanto il lume naturale che Dio ha dato a ciascuno, quindi un cammi- no pit) hungo. Questa distinzione & necessaria poiché la saggezza terre- stre & tesa soltanto al proprio bene, quindi ristretta e limitata, a differenza della Saggezza Divina, quella dell Intelligenza Suprema che regge le Grande Vita, ‘con Amore e Sapienza, Ja giusta, Mequilibrata perché impersonale, tesa al bene di tutti, Se ogni nostra azione fosse diretta dalla Saggezza Divina, il nostro comportamento e tutta la nostra esistenza sarebbero ben diversi: distaccati tra i turbini emotivi, ealmi negli scon- 18 / La Presenza Divina in noi volgimenti, sereni perché pieni di fede dinanzi alle bufere che agitano l’esistenza, comprensivi con amore per tutto quello che avviene, potremmo guardare al di la della limitata visione della Terra, Le quattro colonne su cui poggia la casa della nostra esi- stenza sarebbero ben salde, senza subire scosse di sorta. L’insegnamento dei saggi che ci hanno preceduto nel- Vesperienza umana é la fonte da cui dobbiamo attingere per darci forza ¢ avanzare nel cammino spirituale. Essi hanno la- sciata una scia da seguire, una scia di luce che ci guida nella direzione giusta, seguendo la quale non si avra timore di sba- sliare. ‘Sono nostri Maestri non soltanto per i loro insegnamenti, ma soprattutto per il loro esempio. Essi sono modelli nel comportamento, sereni dentro di sé, pieni di comprensione e di bonta verso gli altri, 1. Il segreto della saggezza Per ampliare Ia nostra vita, noi possiamo arricchire il no- stro intelletto col farci un’erudizione. Ma la tropa erudizio- ne ¢ le speculazioni intellettuali sono soltanto peso e gonfin- mento cerebrale che non servono alla saggezza, né alla prati- ca della vita; esse restano nella mente come zavorra inutile, Anzi, generano spesso contrasti e divisioni tra gli uomini quando fra gli uni e gli altri vi é diversita e scarsa compren- sione reciproca. La storia testimonia ampiamente delle lotte fra gruppi, seuole, dottrine ¢ perfino religioni, lotte aspre che hanno pro- dotto gravi danni. Quelli che si perdono tra filosofemi, teologismi, ideolo- gie, non acquistano la saggezza finché sono vittime di divisio- ni tra gli uomini, causate dallintelletto, Loro malgrado, sono spesso trascinati in polemiche, diatribe, contrasti fra idee di- verse e opposte che fanno le fazioni delle varie scuole, le sette delle varie religioni. Quando un uomo é affatto ignorante, preferisce la prima arte della conoscenza, cio? quella della lotta argomentativa € del ragionare pro e contro, ed & allorché ha finito questa La Divina Saggezza / 19 che si applica a Siddharta, la conoscenza decisiva, arrivando @ una conclusione. ‘Ma soltanto arrivando a questa conclusione nulla conclu- dera. Questo deve essere intensificato. Libri sono in numero infinito, ed il tempo & breve, percid in questo sta il segreto della saggezza: prendere I’essenziale. Sceglietevi questo e poi cercate di vivere per questo e di questo. Cosi ha scritto Vivekananda. La scelta pid sicura é la via dell’Amore. La saggezza, la comprensione e Amore sono fondamentali perché implicano il conoscere e l’applicare le leggi basilari della natura ¢ del comportamento umano. L’erudizione e le polemiche non sono la saggezza. Questa rimane assai lontana da chi resta lontano dall’ Amore. Tl numero ingente dei libri che si pubblicano oggi spesso disorienta molti, e, anziché giovare, accresce Ia confusione nel lettore'non preparato, Per realizzare Vessenziale della propria vita é preferibile rifarsi allo studio delle massime di saggezza antica. Sono la sapienza eterna, oggi dimenticata per disperdersi nelle cose il lusorie, Una raccolta consigliabile & Ia collana «Le Perle» (ed. Ro- tondi, Roma, Via Merulana 82). E la voce dei Maestri che el hanno preceduto nei secoli; & una miniera da cui attingere al’insegnamenti pit elevati, per una direzione salutare della propria vita, e realizzare Vessenziale, secondo il consiglio di Vivekananda. Non é certo facile vivere questo e di questo, nella pratica i ogni giorno, ma Vinvocazione alla Presenza Divina & di grande aiuto per questa realizzazione. 1 segreto della saggezza é tenersi all’essenziale, trascuran- do Putile e il superfluo. Questo hanno fatto i saggi e i santi. Possiamo farlo anche noi. 2. Una saggezza infinita Potra I'uomo nella sua limitatezza parlare della Saggezza Divina che governa la vita universale? Potra il piccolo uomo 80 / La Presenza Divina in noi che stenta a governare se stesso, parlare della Saggezza che governa il tutto? In tutte Ie epoche vi sono stati uomini geniali che hanno potuto intuire, almeno in parte, la Saggezza infinita che ope- ra, celata dietro i fenomeni grandiosi della vita. Qualcuno Vha chiamata Intelligenza Suprema, altri la Mente universale ¢ altri con tanti nomi tra i quali il pili comune é il nome di Dio, nome personale in senso largo. Gli uomini hanno abusato del nome di Dio per coprire i propri egoismi, e ne hanno fatta una concezione parziale e li- mitativa, spesso soltanto per il proprio beneficio. Il nome di Dio é servito a ogni causa, anche le pid riprovevoli. Pur non potendo comprendere I’Assoluto con Ia nostra mente limitata, ci piace di concepirlo come il Bene di tutti, V’Amore, la Legge suprema che non si piega a nessuna causa particolare a danno di chicchessia. Dio é I'Infinito Amore, la Prowvidenza, il Padre celeste, la Mente ¢ I'Intelligenza suprema che governa le cose tutte, senza parzialita. La Vita non si pud limitare al mondo apparente; Dio tra- scende tutto cid che @ finito ¢ limitato, pur essendo in ogni cosa, in ogni manifestazione, anche in quelle all’womo non aradite I termini Infinito e Assoluto trascendono ogni compren- sione umana ¢ per questo noi siamo portati dalla nostra in- sufficienza mentale a considerare il Divino sotto un aspetto pit vicino al nostro intendimento. E allora preferiamo chia- marlo con i nomi pid umani. E il bisogno di un Dio pitt vici- no a noi, accessibile alla mente e al nostro cuore. Ul nome di Presenza Divina pud indicare ’azione imma- nente che ¢ in ogni essere € in ogni cosa ¢ nella vita universa- le, ma anche trascendente, oltre, dove I'uomo non pud arri- vare perché trascende ogni concezione umana. L’uomo pud constatare questa Presenza nella precisione matematica della struttura dei cristalli e delle cellule. La vediamo come costrui- sce il nostro corpo in circa 280 giorni, interamente formato per cominciare il suo ciclo di vita terrestre, nei singoli organi, meravigliosamente finalizzati allo scopo della loro funzione. La saggezza della Presenza Divina, nella stupenda armo- nia degli universi, manifesta tutta la sua magnificenza e ci La Divina Saggezza / 81 parla del pensatore matematico celato nelle minime cose co- me in quelle massime, che la nostra mente non pud con- cepire. Ma la grandezza dell’'uomo, pur nella sua limitatezza, ¢ proprio nella Presenza Divina che é in lui, partecipe di una creativita che gli deriva da questa Presenza, La parte inferiore, la personalita, da evolvere ed affinare, spesso ostacola I'azione della Presenza Divina. Per questo Vinvocazione pud dare aiuto, dirigendo P’azione quotidiana dell’esistenza umana spesso tanto travagliata, 3. Niente di troppo E questa, forse, la pitt antica massima di saggezza. Luca- no ha scritto nella Farsalia: Serbar la misura in tutto e sem- ‘pre mirare a un fine. La saggezza é l’aurea via di mezzo; nella sua sostanza & il vivere equilibrato, rifuggendo da ogni eccesso, La verita non & mai agli estremi Grande errore degli uomini é quello di non sapersi mante- nere nei giusti limiti Se si dice di essere prudenti, divengono timorosi; se st consiglia la parsimonia, si fanno avari. Il coraggio é seambia- to con la temerarieta, la giustizia con la severita, la bonta con la debolezza, e cosi via. Si dimentica antico motto latino: Jn medio stat virtus. Gli estremisti hanno sempre torto. Il saggio non eccede mai_nell’agire. Ogni temperamento, per restare nell’equilibrio, ha neces- sita di frenare quella parte che @ portata a eccedere, e a stic molare 0 a sviluppare la parte in cui difetta. Ciascuno deve lavorare in quel lato che lo richiede, come fa lo scultore che scalpella i punti scabrosi, non gid quelli gi lisei e polit Conoscere se stessi & il presupposto dell’azione nel senso costruttivo: @ necessario vedere bene per camminare sicuri, Ma se il saggio non eccede mai nell’azione, tanto pit deve mantenersi nei giusti limiti senza avvicinarsi al lato opposto che @ l'inerzia, 0, peggio, Vignavia. 82 / La Presenza Divina in noi Un segno distintivo dell’'uomo pitt evoluto @ quello di con- temperare la ragione col sentimento: sono le due potenti for- ze che vanno equilibrate per procedere insieme. La prevalen- za dell'una reca certamente danno. Sono come i piatti della bilancia: Feccesso dell’uno porta squilibrio in tutto, Poiché sono elementi di grande importanza nella vita del- Yuomo, vanno curati ed equilibrati col massimo impegno, 4. Conosci te stesso L’uomo @ unica creatura della Terra che pud conoscere se stesso, che pud guardare alla sua personalita dal suo To spirituale come il guidatore guarda il veicolo di cui si serve; che pud mirare i suoi pensieri come in uno specchio; che pud guidarli e concentrarli come una cosa diversa da sé, Una pietra, un albero, un animale non possono farlo, né possono contemplarsi, né osservarsi come oggetti. Questo, perché ’'uomo é il suo To spirituale, non @ il suo corpo né la sua mente, né i suoi sentimenti. L’uomo ha facolta di essere soggetto ¢ oggetto del pensie- 0 nei suoi stessi confronti, e pud quindi provare sentimenti di ammirazione o di risentimento, di amore o di odio, di compiacimento o di riprovazione. L’osservatore avra modo di rivelare molte cose che pud osservare con sereno distacco come si trattasse di altra cosa, diversa da se stesso. E di fatto lo , perché I'lo superiore, losservatore, & ben diverso dall’io della personalita che persegue altri scopi ed ha tuna visione limitata della vita Questa capacita di vedersi ¢ la coscienza di sé sono cid che rende I'tomo superiore alle altre creature. Non servirsi di queste facolta lo riporta al livello animale. Questo minuscolo essere, esternamente non molto diverso dda alcuni animali che sono, anzi, fisicamente pitt forti, & al sommo della scala della natura unicamente per le facolta del proprio spirito che lo fanno partecipe di cose divine. L’intelligenza ¢ la ragione gli danno la capacita di fissare leggi di ordine elevato, l’intuizione, la capacita inventiva, la potenza di afferrare cose che sono anche molto lontane da La Divina Saggezza / 83 lui, di misurare il corso degli astri, di comprendere almeno tuna parte della vita dello spirito; la coscienza di sé, lo avvici- na a entita di pitt elevata evoluzione. Per queste ed altre ragioni si deve riguardare la personal t8 come il carro che si trascina o come il mezzo col quale si opera allo stesso modo che ¢ la penna per lo scrittore, lo scal- pello per lo scultore, il pennello per il pittore. Il nostro corpo ¢ la nostra mente sono soltanto lo stru- mento, né dobbiamo confondere l’abitacolo con l'abitatore, ‘Tutto cid avviene perché nell’uomo alberga la Scintilla Di- vina che ci fa immensamente diversi dagli esseri della Terra. Sta a noi clevarci, affinarci, perfezionare di pid le nostre qualita, essendo questo il vero scopo della vita, Conoscere se stessi ¢ anzitutto approfondire la conoscen- za dei moventi delle nostre azioni, le spinte interiori che ci fanno agire, le nostre vere intenzioni, Questo ¢ molto importante perché Vintenzione @ tutto, La stessa azione acquista valore o & squalificata dall’in- tenzione per la quale & compiuta. L’intenzione é tutto. Anche se esteriormente appare buona ¢ lodevole, un’azione fatta con intenzione non pura diviene nulla o negativa. Il nostro io personale ha un’insuperabile abilita di trave- stimento per non essere scoperto nelle sue vere intenzioni quando agisce. Si veste di generosita per coprire 'ambizione, Pegoismo, la vanita, il desiderio di lode, di notorieta e simili; copre l'interesse personale 0 Vorgoglio con le vesti del disin: teresse e dell’ umilta quando persegue fini tutt’altro che nobi- li, per apparire diverso da quello che &. Chi vuol conoscere se stesso & necessario, anzitutto, che controlli bene i veri moventi delle proprie azioni. «Perché ho fatto questo? Da quale spinta sono stato mos 80? Che cosa mi aspettavo di ottenere?n. Scoprira, forse, qualcosa che prima non immaginava. Ma per far questo é necessario entrare in se stessi, interro- gare il proprio Io spirituale, per vedersi: lintenzione vera si palesa soltanto esaminandosi con distacco. 84 / La Presenza Divina in noi Ma entrare in se stessi per vedersi, per conoscersi, osser- varsi per migliorarsi, per molti un atteggiamento estraneo © ostico. Si preferisce star fuori, vedere e osservare gli altri, Tutto si vuol conoscere tranne se stessi. S"indaga il mondo esterno, anziché essere coscienti di s¢ e rendersi conto di quello che si 8. Si vedono le colpe e i difetti altrui, e signorano i propri Noi reagiamo quando li sappiamo dagli altri, ma siamo pron- ti a rilevare quelli del prossimo. Purtroppo si yuol sfuggire a se stessi, rifugiarsi nel mon- do esteriore, preferendo darsi al lavoro ¢ al divertimento. Il desiderio di evasione é generale, quasi a fuggire da un nemico per paura di vedere in faccia la realta. L’eccessiva esterioriz~ zazione della personalita fa soffocare e perdere il proprio ve- ro essere in cose ¢ avvenimenti di nessuna importanza, S"ignora quella interiorita indispensabile alla serenita. Per questo si vive nel turbamento, nelle preoccupazioni e nell’ansia, Nell’indagine introspettiva per conoscere se stessi, la con- sapevolezza pud condurre alla radice del nostro essere, all’lo spirituale, risalendo fino a cid che sta oltre la coseienza. La nostra Realta ¢ adombrata dai nostri veicoli che sono quelli che un giorno ci condurranno a trascendere la nostra realta illusoria del presente, fino a giungere alla Realta As- soluta 5. Il comportamento del saggio Gran parte della saggezza consiste nel saper vedere prima Je conseguenze dell'azione che si sta per compiere. Questo ajuta a non agire avventatamente, ma a regolarsi secondo quello che si prevede avvenga. Guardando alle cose pratiche, nell’esistenza di tutti i gior- ni, 1a saggezza suggerisce il modo di risolverle secondo equi- t&, non mai nelPinteresse di una sola parte, ma ispirandosi ai principi pitt elevati di cui I’Amore @ la via e la vetta La Divina Saggezza / 85 Cosi Ja saggezza umana e la saggezza divina si fondono nella pit perfetta armonia nell’animo del saggio che é spinto ad agire dagli ideali pitt clevati, I criterio dell’agire anche nelle cose ordinarie fa guardare ontano, non soltanto al momento. Per questo egli si regola secondo il consiglio di quell’antica massima indiana che sug- gerisce: II saggio pensi alla scienza ed al guadagno come se non dovesse mai né invecchiare né morire, ma pratichi la virti co- ‘me se la morte lo tenesse afferrato per i capelli. Caratteristica della saggezza é di far comprendere i motivi pil alti della vita, quelli che all’uomo della massa sono igno- ti, Per questo, dinanzi agli avvenimenti spiacevoli, il saggio non si turba, oppone la serenita del suo animo. Egli sa che i fatti sono quelli che sono, quelli che devono essere e molti non si possono modificare. Egli pud sempre modificarne gli effetti con la sua calma vera, interiore, cio® la serenita. Si adopera per cambiare quello che pud, ma cid ch’egli deve modificare @ soprattutto se stesso, la forza di resistenza agli eventi contrari, fortificando sempre pitt il proprio animo in modo da risentire sempre meno cid che di contrario gli avviene. L’atteggiamento positive del saggio @ davvero una forza magica contro cui si battono invano le forze contratie, egli re- sta come uno scoglio contro cui si frangono le onde del mare. Nel’intimo del nostro essere si possono realizzare le esta- sianti esperienze delPilluminazione interiore. L’lo celato in noi si pud scoprire soltanto quando la nostra mente é perfet- tamente tranquilla, Lanima di colui che ha scorto dentro di sé U'To Reale 2 tranquilla e calma, indifferente al caldo e al freddo, al piace- re e al dolore, a cid che nel mondo & chiamato onore ea cid che & chiamato disonore, L’uomo saggio @ soddisfatto della conoscenza e della sag- gezza che sono state a lui concesse come i pitt rari tesori della Terra. I suoi sensi sono armonizzati dal dominio di se stesso, @ la Saggezza ha sostituito in lui il desiderio. 86 / La Presenza Divina in noi Taluno eccelle in Saggezza fino a tal punto da riguardare li amici e i nemici, gli stranieri e i compatriotti, i santi e i peccatori, i giusti e gli ingiusti, con uguale amore e senso di Jratellanza (Baghavad Gita). Ma proprio questo ha insegnato Gest nel Vangelo. La bonta é la sintesi pratica di molte virti. La persona buona & anche comprensiva delle altrui debolezze poiché ha realizzato molte esperienze da cui ha tratto il succo della sag- g€22a, € poi traduce nella vita cid che ha imparato. Al polo opposto vi é il criminale che ¢ tale perché non ha ancora im- parato a sufficienza dalle poche esperienze avute. Bonta e saggezza vanno difficilmente separate perché so- no ambedue frutto delle esperienze vissute. II saggio si adatta alle circostanze, guarda le opinioni e i sentimenti altrui come se fossero i propri, ® buono con i buo- nied & buono uguatmente coi non buoni senza differenza: questa @ la virtt della bonta, Verso gli onesti 2 onesto, ma @ pure onesto con quelli che non sono onesti: questa & la virti dell’onesta. 1! saggio vive nel mondo in pace e in armonia ¢ guida tutti come fossero le sue proprie creature (Lao-t2e, Tao-te-King) Socrate, che poeta Euripide aveva burlato nella tragedia «Le nuvole», assistendo alla rappresentazione, poiché gli stranieri presenti facevano gran chiasso e domandavano chi fosse questo Socrate che Aristofane chiamava «il supremo Pontefice delle pitt sottili sciocchezze» e lo cercavano tra gli spettatori, si alzd in piedi, si drappeggid, e, per far cessare il chiasso e soddisfare la curiosita degli spettatori imbarazza- ti, restd in piedi calmo e sorridente per tutto il tempo della rappresentazione. Socrate era un saggio: sapeva ridere di se stesso. Sapeva essere Posservatore di sé, guardando la sua personalita dal piano della saggezza, La Divina Saggezza / 87 6. Una scuola di apprendimento Con Iinvocazione alla Presenza Divina si chiede che la Saggezza Divina sia Essa a dirigere i nostri atti, La saggezza ® il punto di equilibrio che si raggiunge tra forze opposte ¢ contrastanti, La vita é il prodotto di questa forza, e Ia sag- gezza & il governo di esse. In Dio @ tutta la Saggezza, anzi é la Saggezza stessa poi- ché in Lui si realizza I’armonia e il governo dei mondi visibili ¢ di quelli invisibili. Cid avviene nella Grande Vita ad opera della Presenza Divina che é nel Tutto, poiché tutto é in Lui e nulla pud essere fuori di Lui. Nel macrocosmo Pazione & automatica e non cosciente; nel piccolo mondo dell’uomo, il microcosm, il punto di equilibrio si deve raggiungere in ma- niera cosciente, e il governo va effettuato con la partecipazio- ne dell’'uomo: é lui, in certo senso, il protagonista. L'impegno ¢ l'applicazione che noi mettiamo in questo raggiungimento servono alla nostra evoluzione. Le difficolta che incontriamo sono notevoli, ma non sapendo né potendo sempre fare da soli, invochiamo aiuto della Divina Presen- za, la fonte stessa della saggezza. Se il canale @ aperto con questa sorgente, il lavoro € agevole e il risultato sicuro, Si richiede che ’impegno e l’applicazione personale siano in primo piano perché aiuto giunge quando da parte del- Puomo si é fatto quanto dipende da lui, L’esistenza umana, in una visione pitt ampia della vita, ¢ scuola di apprendimento, una scuola in cui vi sono diversi corsi ¢ molte classi, dove ciascuno impara la Iezione adatta alla sua eta spirituale. Si viene sulla Terra per imparare non le dottrine ¢ le teo- rie esposte negli scritti e nei libri degli uomini, ma per impa- rare attraverso i fatti e gli avvenimenti che giorno per giorno ognuno esperimenta. Quando una lezione é appresa, si passa alla classe succes- siva, non prima. Chi non apprende ripete la lezione finché & appresa. La vetta della saggezza é raggiungibile da ogni uomo: essa rappresenta la méta cui aspirano tutti quelli che sono incam- minati per la via dell'evoluzione. Per quella via, lungo una 88 / La Presenza Divina in noi scala che sale, é un procedere di una fila interminabile che si snoda in una gamma di gradini innumerevoli 7. Comincia al mattino La vita quotidiana, fatta spesso di azioni banali, trasmu- tata, pud essere portata su un piano superiore. B una meravi- gliosa opera di trasmutazione delle azioni pitt comuni in uno stato di preghiera vivente.per mezzo di una consacrazione in- teriore. Comincia al mattino, appena sveglio, offri al Padre tutte Je azioni della nuova giornata, fino alla sua conclusione della sera. Che ognuna di essa sia guidata dalla infinita Saggezza della Presenza Divina. Qualunque sia la tua attivita, profes- sione o mestiere, consacra tutto a Lui questo nuovo giorno perché tu ne possa fare un'attivita divina. Avverra cosi che tutta la tua esistenza sara una ricchezza, fatta di azioni-preghiera. Raggiungera Dio per le vie pitt sem. plici, pid reali, nella pratica di ogni giorno, non attraverso cerimonie saltuarie, canti rituali che spesso lasciano ’uomo come era prima. Ogni tua azione sara una preghiera a Dio in tua vece. Sard una preghiera questa vfferta senza limiti di te stesso € delle tue azioni, una preghiera vivente che trasforma ogni istante della giornata in un atto di Fede e di Amore. Il tuo mondo cambiera, ciot la coscienza del mondo con tutte le conseguenze benefiche che tale cambiamento compor- ta con sé, Di ogni cosa ti verra, poi, di cogliere naturalmente Vaspetto positive, Questa trasmutazione sara la tua ricchezza, Ia zavorra che si sara trasformata in oro. 8. Prosegui alla sera Alla sera, prima di chiudere gli occhi al sonno, consacra a notte e invoca l'assistenza della Presenza Divina durante il riposo notturno. Isonno non @ tempo perduto. La sua importanza vitale € enorme; é al tempo stesso. quello che distende le energie La Divina Saggezza / 89 muscolari ¢ nervose, ¢ la chiave terrestre del mondo occulto. 11 sonno Hibera la parte sconosciuta che @ in noi e prepara Puomo alla vita extraorganica che dovra vivere un giorno. Ogni notte impariamo quello che seguira la morte fisica, noi facciamo un'escursione 18 dove la logica non c’é pid. Cosi si deve benedire la sera con cura come il mattino, il notturno come il diurno. «

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