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S&F_n.

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GntherAnders

LuomoantiquatoI:Considerazionisullanima
nellepocadellasecondarivoluzioneindustriale
tr.it.acuradiL.Dallapiccola
BollatiBoringhieri,Torino2003,pp.348,28

LuomoantiquatoII:Sulladistruzionedellavita
nellepocadellaterzarivoluzioneindustriale
tr.it.acuradiM.A.Mori
BollatiBoringhieri,Torino2007,pp.434,21

DieAntiquiertheitdesMenschen[lett.lantiquatezzadelluomo],
Luomo antiquato, unopera in due tempi del filosofo ebreo
tedesco Gnther Anders (19021992): i due volumi che la
compongono, sebbene scritti a distanza di quasi un quarto di
secolo luno dallaltro (il primo appare nel 1956, la traduzione
italianadel1963,ilsecondonel1980,latraduzioneitaliana
del 1992), si presentano sostanzialmente unitari e coerenti
nellimpiantostrutturaleeconcettuale.Anzi,dalpuntodivista
dello stile, la scrittura andersiana fa corpo con processi di
erosionedellinguaggiofilosoficoclassicoquandosisdoppiatra

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mimesi e saggistica sfaldandosi in un accumulo di note,
digressioni,diparagrafioralunghiorabrevisullatecnicacome
nuovo motore immobile della storia umana agli albori del XX
secolo. Il primo volume comprende quattro parti di notevole
ampiezza(1.Dellavergognaprometeica,2.Ilmondocomefantasma
ecomematrice,3.Esseresenzatempo.ApropositodiEnattendant
Godot, 4. Della bomba e delle radici. Della nostra cecit
allApocalisse)mentreilsecondostrutturatoinventottosaggi
di varia lunghezza preceduti da unimpegnativa introduzione
dellAutore intitolata Le tre rivoluzioni. Questultima funge da
raccordotematicoedaarchitraveconcettuale:lideaciochela
tecnologia abbia compiuto, nel secolo trascorso dalle origini
della prima rivoluzione industriale, quella delle macchine, un
salto di qualit (con lautomazione dei processi produttivi e lo
sfruttamentoperversodellanatura)darendereantiquatoluomoe
antiquatelesuefacolttraimmaginareeprodurre,trasentiree
agire,tracoscienzaeconoscenza.Inaltritermini,tuttociche
produciamononlocapiamopiperchnonabbiamopicategorieche
ci permettono di affrontare le sconvolgenti trasformazioni della
modernit.LascesadellatecnicaperGntherAndersunprocesso
di radicale ribaltamento nel rapporto tra bisogni, mezzi e fini,
provocando una totale catastrofe della conoscenza umana: []La
storiaorasisvolgenellacondizionedelmondochiamatatecnica
o meglio, la tecnica ormai diventato il soggetto della storia
conlaqualenoisiamosoltantocostorici(AM2,p.3).Ilcippo
che segna i confini identificabili della seconda e della terza
rivoluzione industriale la teoria del dislivello prometeico,
lasincronizzazione ogni giorno crescente tra luomo e il mondo
dei suoi prodotti, (AM1, p. 50) che si traduce nella
rappresentazione esagerante: quella della vergogna prometeica
(AM1, p. 53) che poi loggetto di consistenti paragrafi del
primo volume. La vergogna prometeica cio il segno visibile del
dislivello prometeico si caratterizza soprattutto come un

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turbamento identitario, come una vergogna della propria origine
che si prova di fronte allumiliante altezza di qualit degli
oggetti fatti da noi stessi (AM1, p. 57). Luomo davanti alla
perfezionedellemacchinehavergognadisestesso,dellapropria
originecontingenteeparadossalmentesivergognadiessereancora
troppouomoinunmondodimacchineeprodotti.Irtodipassaggie
di variazioni ripetute intorno al motivo della vergogna, il
percorsoandersianoscavainmanierameticolosatuttiiprofilie
gli spigoli inquietanti dellespansionismo delle macchine come
potenziale territorio di occupazione nel quale energie, cose,
uominisonosoltantopossibilimaterialidirequisizione(AM2,p.
101). Ogni cosa, ogni materia prima, pezzi di macchina o uomini
diventano parte integrante del sogno delle macchine. E il mondo
come macchina la condizioneversocuistiamoandandodove in
atto uninversione della struttura di dominio che dalluomo
passataallecose.Aquestoprocessodisoggettivazionedellecose
che la cifra dominante della tecnica totalitaria corrisponde
appuntolareificazionedelluomocheperdeilsuoruolocentrale
diproduttore(homofaber)perassumerelevestidiunconsumatore
indotto privo di autonomia e di capacit di giudizio. In un
capitolettodelsecondovolume,titolatoIlmondoumano,colpisce
il proposito dellAutore di rendere necessaria una specifica
disciplina psicologica, pressappoco corrispondente e di valore
pari alla psicologia sociale, il cui compito principale dovrebbe
esserequellodiindagaresuinostrirapporticonilnostromondo
degli oggetti e pi in particolare con lattuale mondo delle
macchine (AM2, p. 52). In molte analisi Anders focalizza questa
dipendenza dellumano dai prodotti e questo nuovo sistema dei
bisogniprodottodallaccumulazioneirreversibiledellemerci:il
cortocircuito mercibisogni fa s che questi ultimi non siano
ormai altro che le impronte e le riproduzioni dei bisogni delle
mercistesse(AM1,p.195)chelapparatoproducepermantenersi.
Lacreazioneemanipolazionedeibisognilacaratteristicadella

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secondarivoluzioneindustrialelacuiiconapotenteeineffabile
la pubblicit che da un lato conferisce agli oggetti prodotti
dallatecnicalostatutoontologicodellessereedallaltroessa
stessa manifesta la propria vocazione alla distruzione perch le
vecchie merci possano venire sostituite con le nuove e pi
moderne. Ogni pubblicit un appello alla distruzione (AM2, p.
34) cio alla liquidazione dei suoi prodotti. Fa impressione la
potenza di molte intuizioni andersiane che hanno ispirato tanta
letteratura sulla modernit liquida o sul mondo che ci viene
servito allo stato liquido e che si realizza compiutamente con
lindustriadellaradioedellatelevisione.AessaAndersdedica
una celebre analisi nella seconda parte del primo volume dal
titolo, Il mondo come fantasma e come matrice (in analogia con
loperadiSchopenhauer)cheprocedeparallelaeautonomarispetto
a quella degli Autori francofortesi che coniano la fortunata
espressione di industria culturale. A parte le intersecazioni
episodichedelleduediagnosi,lapeculiaritdiquellaandersiana
cheinuovimedianonsonosemplicementemezzimainprimoluogo
macchine in grado come tali di plasmare e di deformare (AM1, p.
124)conlaconseguenzachelanostraesistenzanonconoscepila
distinzionetramezziescopi.Lascansionedelmondoinduetempi
come fantasma e come matrice in parte anche una sfasatura
cronologica tra prima e seconda rivoluzione industriale. Gli
apparecchi televisivi ci privano della nostra facolt di
esprimerci, delloccasione di parlare, anzi della voglia di
parlarecomequandodueinnamoratichepasseggianosullarivadel
Danubioconunaradiolinaportatileparlante,nondiscorronoluno
conlaltro,maascoltanounaterzapersona(AM1,p.130).Ecos
letrasmissionitelevisiverealieapparenticonfiguranolanuova
percezione delluomo con il mondo che una percezione
fantasmatica:essesonofantasmi(AM,p.152).Spettriefantasmi
siaggiranoovunquecomeibridecreaturedelsistemaproduttivoo
del corpo sociale. Il nostro diventare un pubblico televisivo

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domestico equivale alla scomparsa della vita privata e
allimpossibilit di avere unesperienza diretta del mondo.
Secondo il filosofo tedesco lo sviluppo della radiotelevisione
la piena espressione della societ tecnologica, dove i diversi
mezzi acquistano in effetti la sovranit sulla vita, non solo
lavorativa. Vedere senza andare a vedere sul posto, percepire
senza esserci veramente: questo il segnale di una nuova fase,
pi perfezionata, della cultura di massa, la vera accidia del
nostro tempo. Prima il pubblico di massa si trovava almeno unito
dal fatto di assistere insieme a uno spettacolo (pensiamo al
teatro o al cinema), di condividere le emozioni. Con la
televisionequestononavvienepi,inquantosiimponeunaforma
di atomizzazione. Il carattere domestico del mezzo il maggior
responsabile dellappiattimento emozionale che caratterizza il
nostroessere.Guardiamotuttilestessecose,compriamotuttile
stessecoseediconseguenzaparliamodellestessecoseepensiamo
inbloccolestessecose:noncpispazioperloriginalit,ma
solamenteperlomologazioneintellettuale.Luomohadimenticato
il mondo l fuori, ci che di esso sperimenta, gli arriva
nellantro attraverso gli schermi. Ogni differenza tra essere e
apparire, tra apparenza e realt superata. Solo le immagini
fantomatiche che arrivano da un altrove (che non visibile) lo
raggiungono. Non sa pi nulla del mondo, scambia la copia per
loriginale, condannato a essere muto, dunque non libero e la
realt stessa diventa la riproduzione delle proprie immagini,
loriginale matrice della sua riproduzione. Al posto del mondo
attuale subentra una profluvione di immagini, che non sono
immagini nel mondo, ma lessenza del mondo nellimmagine.
Lidentit umana si altera, con il suo formarsi a vista, il suo
mutarsi,ilsuoomologarsi;ladifferenzainvececonlasuavita
che si fa corpo separato e si allontana nel tempo perfino
defraudati della libert di avvertire la perdita della nostra
libert (AM2, p. 234). Luomo ormai troppo antiquato per

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potere, anche solo potenzialmente e ipoteticamente, condurre
unautenticavitaeticomorale,eglistessifilosofisonotroppo
antiquati per comprendere appieno quello che ci sta accadendo.
Implodono

ambiti

conoscitivi,

tavole

valoriali,

assetti

categoriali che svuotano il campo dellumano nel suo tessuto di


individuo e di persona fino a renderlo superfluo. La diagnosi di
Anderssenzaappello,impetuosa,estremachenonlasciaspazioa
rimedi, ad antidoti e forse qui rivela un suo limite ma anche
lestrema soglia del disagio della civilt. Ma il suo discorso
compie una virata assai pi vertiginosa quando descrive gli
scenari inquietanti della terza rivoluzione industriale che
orienta la storia come un eterno presente sterminato e caotico,
prossimo allabisso. Infatti, se il mondo creato dalle prime due
rivoluzioniindustrialiunmondoartificialeealienato,quello
dellaterzarivoluzioneindustrialesegnatodaunnuovomezzodi
produzione che latomica che mette lumanit in condizione di
produrre la propria distruzione (AM2, p. 13). Il lancio della
prima bomba sul Giappone il 6 Agosto del 1945 la vera novit
metafisica della nostra epoca, tale da scompaginare tutte le
nostrecategoriedicomprensioneediinterpretazioneinquantosi
tratta di un oggetto assolutamente abnorme; cio un oggetto sui
generis,cio:lunicoesemplaredellasuaspecie(AM1,p.259).
Comenoto,Anderstrail1959eil1961intrattieneuncarteggio
con Claude Eatherly, il pilota di Hiroshima che assurge a figura
simbolodellannozerodellumanit.Cheiltempodellafinenel
senso di una posthistoire e la fine dei tempi cio
lannientamento delluomo e del mondo. Lepoca del mutamento
depocafinitadal1945.Ormaiviviamoinunerachenonpi
unepoca che ne precede altre ma una scadenza, nel corso della
quale il nostro essere non pi altro che un esserciancora
appena (AM2, p. 14). LApocalisse dinanzi alla quale siamo
ciechiemutidiagnosticatanontantocomeprossimaavenire
ma in un certo senso come gi avvenuta, poich in luogo

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dellattesa esplosione, avvenuta unimplosione, una deviazione
che ha cancellato il futuro delluomo sulla terra poich persino
la carica elementare degli esperimenti, spogliati del loro
carattere sperimentale, tale che, al momento della loro
irruzione, il mondo storico, minaccia di andare anchesso in
frantumi (AM1, pp. 270271). Lesistenza della bomba ha
annichilitolanozionedistoriaegliesperimentinuclearihanno
superatolasogliastoricatrasformandoIlmondoinungigantesco
laboratorio. O piuttosto si presenta per lumanit una rinnovata
storicitdiritorno(AM2,p.275).LAtomicacihatrasformatiin
Signori dellApocalisse, in nuovi Titani conferendo alla nostra
condizioneunostatusmetafisicochesirafforzasoprattuttodopo
lesperienza dei genocidi novecenteschi (in primis Auschwitz).
Infatti, il massacro degli ebrei nei campi e il massacro atomico
vengono classificati, con evidenti forzature, da Anders come due
esempi classici di reificazione della morte, nella forma del
lavorobenfatto,esempiterrificantichehannoespropriato,nella
lorocomunematrice,perfinolodiorendendoloantiquato.Chefare
allinterno di questa visione terrificante? Con la bomba il
nichilismo diventato annichilismo. Il senso il titolo di un
saggiodelsecondovolumecheritornasultemadellinsensatezzae
dellamancanzadisenso.Dobbiamoavereilcoraggiodiammettere
e proclamare, insieme con la morte di Dio, anche la morte del
senso,riconoscerechenonsiamostatiprogettati(AM2,p.357).
Potrebbero bastare esercizi di estensione morale per trascendere
laproportiohumanaapparentementefissadellasuaimmaginazionee
del suo sentimento, per risvegliare potenzialit inespresse. che
dovrebberorestituirelavistaaiciechieappianareildislivello
prometeico contro gli effetti pietrificanti prodotti dalla
tecnica? (AM1, p. 282) Si tratta, forse, di rimedi modesti
rispetto alla potenza di unanalisi condotta con esagerazione
disperante. Il tono quello del moralista classico che lancia
lappello per la conservazione del mondo, prolungando il pi

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possibile lultima epoca dellumanit e su questa strada la sua
disperazione in quanto etica pu essere lunica forma che assume
oggilaresponsabilitpercombatterelingorgoparalizzantedella
filosofia,dellascienzaedellapoliticacheimpregnailpensiero
andersiano. Ma pu bastare quella che nelle ultime pagine del
secondo volume lAutore chiama ermeneutica prognostica come
quellarte rivolta in avanti? Se io scrivessi qui un testo
accademico, introdurrei il termine comprensione prognostica e
chiamerei

la

teoria

di

questa

comprensione

ermeneutica

prognostica(AM2,p.396).Alladomandacheluistessopone:come
avviene un tale comprendere e interpretare prognostico? Egli non
sa rispondere provando per a formulare lipotesi che gli
interpreti

prognostici

siano

in

grado

di

vedere

con

limmaginazione,cichenonvedrebberoaocchionudo,insommagli
storici rivolti in avanti. Ma Luomo antiquato un libro
attualmente inattuale perch ha gi visto ed esplorato le
traiettorieimperviedelsecolochesiridisegnatormentatonelle
sue pagine, e ne ha diagnosticato le patologie tragiche e
lirreversibilecongedodallesuemagnifichesortieprogressive.
Ci che importa saper leggere o rileggere Anders, liberandolo
dagli asettici e sterili confronti coi suoi maestri, (Husserl,
Heidegger,Jaspers,Bloch),dallerichiestepressantieripetitive
percheglidiacontodeisuoiparadossiedellesueprovocazioni
teoricheilcuisignificatoinvecerestatuttodacercaredentroo
altrove per intravedere la possibile soglia preliminare di una
filosofiafuturaodiunsuoinevitabilepreludio.
ALDOMECCARIELLO

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