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Antonio Montanari

Mi sono mal educato

Dai giornali, mi sono ritirato. Son due anni.


Scegliere la strada dellironia, ha osservato
qualcuno, vuol dire cercare la giustizia.
Ezio Raimondi.

Metto le mani avanti, assolvo tutti quanti hanno avuto che


fare con me. Delle mie mancanze e colpe sono lunico
responsabile.
Ci premesso, si rende necessaria unaggiunta. La mia
dichiarazione

oltremodo
pericolosa
non
per
le
responsabilit personali che potrebbero diventare oggetto di
denuncia morale da parte di persone particolarmente pie e
vocate alla condanna delle altrui condotte. Ma perch tale
dichiarazione sposta il soggetto delle situazioni personali da
quellassieme di presupposti per cui ogni persona vista
come il deposito di caratteri ereditari, di scelte
provvidenzialistiche,
di maturazioni
sociali provocate
dallambiente di provenienza o di formazione delle prime
esperienze di vita.

Per chi raggiunge successo e fortune indicibili, si fanno le


pulci e ponti doro. Proprio a Rimini s visto Lapo Elkan
tenere una lezione alluniversit. Quando si dice avere santi
in paradiso. Per chi pu fregiarsi soltanto di batoste ricevute
per decenni, basta ed avanza una risata che dovrebbe
trasformarsi in un sorridente pernacchio, come in quella
scena di Amarcord dove c il sordino, lequivalente al
rumore sbeffeggiante alla Tot, secondo un vecchio termine
locale.
La pernacchia oggi qualcosa di pi sofisticato, da
conventicole segrete che non ammettono che uno che sta
libero e giocondo possa dire la sua nei limiti della legge,
senza offendere nessuno, ma soltanto attraverso lo studio o
qualche scritto occasionale di commento ai fatti della vita.
Quelle conventicole segrete spesso sono la trama quasi
biblica che teologi carnevaleschi e manovratori ambiziosi al
limite dellimpudicizia tessono, nel silenzio generale, perch
sai com la vita, non si sa mai, possono servirmi in caso di
bisogno.

A queste cose sono allergico, e dicendo cos mi contraddico,


perch le allergie sono un fatto patologico determinato da
una certa predisposizione biologica, della quale non ci si pu
vantare, ma di cui si deve tener conto per una certa serie di

comportamenti. Non posso dire che mi creo da solo le


allergie. Sono certissimo invece del fatto che una psoriasi in
zona oculare nel 2005 s sviluppata quando il mio sito
storico, ovvero quello pi antico, nato nel 1999, venne
chiuso dautorit dal gestore. Il quale aveva ricevuto da uno
studio legale la comunicazione falsa secondo cui ero
sottoposto ad indagine giudiziaria per diffamazione a mezzo
web.
Tutto falso, come lambiente e la societ riminese in cui la
mia inesistente vicenda personale andava e va collocata.
Non si voleva che uno qualsiasi, uno che non voleva
inginocchiarsi davanti a nessuna autorit economica
dispensatrice di grazie, e che non voleva sottostare alle
griglie interpretative della storia e della cultura imposte da
quellautorit non per dono divino, ma per affermare il
principio secondo cui nessuna foglia doveva o poteva
muoversi senza il suo permesso.

Tante volte allora, prima che il sito fosse riaperto nel 2007
soltanto esibendo la foto del giornale locale la cui copertina
riportava la notizia di una condanna patteggiata in tribunale
dal signore che aveva fatto scrivere la lettera falsa contro di
me (e lavvocata che laveva firmata fu assolta dal suo
ordine professionale perch laveva appunto soltanto firmata
e non pure composta); tante volte prima di allora, dicevo,
mi sono assunto la grave responsabilit filosofica e
scientifica di dire che erano nato anarchico.
Ma nella vita si nasce o si diventa? Se chi compie una mala
azione, come ad esempio quel vecchio amico e collega che
negli anni Ottanta spinse il caporedattore del giornale a cui
collaboravo con una serie di articoli sulla Rimini del
Novecento, ad intimarmi che dovevo fermarmi per cedere il
passo e le pagine a quello stesso vecchio amico e collega,
dunque costui nato o diventato tale da permettersi di
impedire ad unaltra persona di scrivere qualcosa?

Non vorrei apparire come colui che divaga dal vero senso
delle cose, ma aggiungerei a questo punto qualche dubbio
sulla coscienza di quel caporedattore, se non fossi certo che
in lui il rispetto gerarchico del potere configurato in un modo
che non mai stato confessato ma anzi confermato con
lattenuante, che riconosco sinceramente, della costrizione a
compiere opera di favoreggiamento soltanto per far ricavare
allistituzione a cui appartiene un utile economico al quale lui
non partecipa. Quindi il voto dellobbedienza premia chi
comanda e costringe a disprezzare chi crede che essere liberi
significhi rispettare tutti e tutto.
A quale biologia politica appartiene chi si ritiene autorizzato
a mettere veti perch un misero cronista faccia qualcosa che
piacerebbe fare a lui per avere il monopolio dispotico della
Storia locale? Come si vede le domande crescono, le

certezze diminuiscono, perch il santo vero di questa


provincia addormentata soltanto la spaccio trionfante di
verit che si cuciono su misura per pararsi la parte del corpo
umano che la verecondia vuole non nominarsi.
Come spiegare altrimenti la bugia di quellavvocato che
immaginando i retroscena della vicenda del 2005 mi diceva
che ormai i termini per una denuncia era scaduti, mentre
non era vero. Come saccorse il suo assistente di studio
quando mi sorprese davanti alla porta dellufficio 42 al terzo
piano del Palazzo di Giustizia di Rimini, con in mano la
denuncia da presentare, per cui sbott in una domanda
scandalizzata, Ma che cosa ci fa qui?, come se mi avesse
sorpreso in mutande e con i calzoni sul braccio nella stanza
di un bordello (ovviamente felliniano).

Questo particolare scompagina non poco limpostazione del


mio racconto. Con una domanda conseguente: perch
accadono certe cose? E se certe cose vengono a cambiare il
corso della realt che ci circonda, qual la forza nostra
personale per cercare di imprimere un certo corso agli
eventi?
Mia madre aveva un posacenere nella sala da pranzo
borghesemente arredata con le mie librerie. Su di esso era
tracciata una scritta, Tutto arriva a chi sa aspettare. Per
nobilitare loggetto e quelle parole che esso offriva, forse
basta la frase manzoniana con Renzo che evoca la
Provvidenza. La c la Provvidenza, spiega Ezio Raimondi,
come opera di misericordia delluomo alluomo secondo il
precetto evangelico della carit, ricordando che allosteria
della Luna piena lo stesso Renzo aveva gridato spavaldo agli
avventori di aver in mano il pane della provvidenza. Che
saggiamente Manzoni, aggiungo, scrive questa volta senza
iniziale maiuscola.

Gira e rigira mi ritrovo a fare i conti con due Grandi, quel


Manzoni che ho sempre amato, ed Ezio Raimondi, Maestro di
uno stile non soltanto letterario ma di vita. Ecco perch
proprio in capite di queste povere pagine ho inserito quella
sua frase, Scegliere la strada dellironia, ha osservato
qualcuno, vuol dire cercare la giustizia, che per me ha
sempre voluto dire parecchio.
Per tanti anni sui fogli locali ho tenuto rubriche percorrendo
quella strada dellironia che serviva appunto per cercare la
strada della giustizia. Forse per questo motivo, negli ultimi
periodi, tanti illustri e potenti reazionari concittadini, alcuni
per fissazione maniacale, altri per pregiudizio politico, hanno
tentato di farmi sparire dalle pagine. Li ho accontentati. E mi
sono ritirato. Da un anno.
La citazione di Ezio Raimondi presa da La dissimulazione romanzesca, il Mulino,
Bologna, 1997, p. 53.
[2015-03-15 pom.]

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