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In difesa del(le aule di) disegno

Com noto, gli architetti sono gente un po rozza, di livello culturale generalmente piuttosto basso;
quando poi si trovano a vivere situazioni di indebito privilegio diventano anche un po volgari. Il
loro mestiere disegnare, a scrivere e a parlare in genere non che ci prendano molto.
Pensate un po con che stato danimo uno cos si possa mettere a scrivere. E gli tocca pure uscire
(solo per un attimo, tranquilli) dal suo Luogo di Privilegio, la privatissima Torre dAvorio della
palazzina B (ma in fondo piccola, facciamo una Torretta)
Privilegio. Forse perch l dentro ci teniamo la Storia?
La Cappella dei Pazzi, Filippo Brunelleschi. S. Andrea al Quirinale, Gian Lorenzo Bernini. Villa
Capra, Andrea Palladio, e un bel po di altri, saranno una quindicina. Mica quelli veri, ci
mancherebbe; ce li abbiamo fatti piccoli, (in scale variabili tra 1/50 e 1/500; se si deve fare, bene,
storia dellarchitettura, si usano i plastici; per gli ologrammi ci stiamo attrezzando), piccoli ma
comunque sempre di un certo ingombro. Anni fa mi ero anche messo a riprogettarmi un S. Ivo alla
Sapienza pieghevole, per infilarlo dentro il cassetto della sala professori (sempre di privilegio mi si
accusava), ma non mera venuto granch bene.
Dunque; cosa ci fanno, questi qui, dentro le aule di disegno?
Ci insegnano il disegno, si dir.
Mica per altro, da quanto ho sentito in giro pareva che dentro le aule di disegno ci facessimo pittura
di paesaggio. Disegno dal vero. Scuola di figura. Scuola di nudo. Cavevamo i tecnigrafi.
(?!? Allora pure i cavalletti da pittore, perch no).
Il disegno tante cose e molto diverse fra loro.
Qui se ne declinano solo alcune, anzi, essenzialmente una.
Nelle aule di disegno si fa geometria proiettiva e/o geometria descrittiva. Unaltra cosa.
Geometria proiettiva, che materia che ha uno specifico disciplinare piuttosto forte; nella scuola
secondaria, specialisti a parte, credo possa essere conosciuta forse solo dai laureati in matematica, e,
immagino, con finalit essenzialmente astrattiva, pura; per gli architetti invece con finalit
applicativa, rappresentativa. Si tratta, diciamo, del nucleo duro, scientifico, dei linguaggi della
rappresentazione. Lavoro della mente e dellocchio, non delle mani.
noi paragoniamo qui la geometria descrittiva allalgebra: i rapporti fra queste due scienze sono
infatti particolarmente stretti.
Gaspard Monge
(estrattino dalla lezione introduttiva del primo anno)

Ed , dicevo, disciplina strettamente, rigorosamente scientifica:


Tanto per vedere (pescando qua e l);

questo il problema

questa la soluzione

questo il problema

questa la soluzione

questo il problema

questa la soluzione

Dal problema si arriva alla soluzione attraverso lelaborazione di strategie solutive rigorose, che
implicano lacquisizione di concetti teorici e procedimenti applicativi. Spesso, (non sempre)
risultato chiuso. Come un compito di matematica, per non astratto. Trasmesso attraverso gli occhi.
Quindi, chi da questo

arriva a questo

bravo. Chi ci arriva perch lo ha visto e fatto uguale, no.

Come verificare? Con le interrogazioni, certo, avessimo sei ore settimanali invece di due. E allora,
tanto perch farci del male in fondo ci piace, con delle prove in classe (oops, stava per scapparmiin
aula di disegno)

Lo specifico della disciplina, attenzione, comprende la trasmissione visuale del linguaggio della
geometria, che tende allistantaneit. In concreto, basta unocchiata. Insopprimibile, come discutere
della volontariet dei falli di mano nel calcio.
Noi tutti abbiamo vissuto (anzi.superato, eh) dei concorsi che includevano prove di geometria
descrittiva. Ci mettevano un banco si e uno no, ci sar un motivo. (sono cose che pu percepire chi
disegna per mestiere, per gli altri oggettivamente un po difficile)
Nelle aule di disegno con i tavoli singoli distanziati (a chiedere la sostituzione dei tavoli reclinabili
con i banchi singoli fummo appunto noi, per avere pi spazio e fare economia. Di tecnigrafi -che
sono unaltra cosa- non c mai stata traccia) si raggiunge un minimo di credibilit, in unaula
normale con i tavoli doppi accostati una prova di geometria descrittiva fa ridere. Altro che le
versioni di latino al cellulare.
Temi per file, a quadrato, a scacchiera, a cubo di Rubik? Gi adesso li do tutti diversi, ma
ovviamente devono essere di pari difficolt e di uguale tipologia. Noi tutti ce li disegniamo da soli,
mica si possono prendere prove gi pronte da un libro, devono essere mirate. E non facile,
garantisco.
A questo punto, dixi et salvavi animam meam: senza aule di disegno non mi sento pi di
considerare affidabili le valutazioni dei tests di geometria descrittiva; lo dico qui per evitare di
doverlo ripetere in dieci consigli di classe.
Quando capiter che in disegno ci saranno votistrani, quando agli scrutini capiteranno i casi limite
e tutti staremo a macerarci nel dubbio e salter fuori che quel povero disastro pluridisciplinare cha,
invece, setteotto in disegno, beh, evitate di inarcare il sopracciglio.
****
-Sono entrato in unaula di disegno del Volterra quando ancora avevo i capelli, quindi di tempo ne
passato un bel po.

Cos era nel vecchio edificio.1986, circa. Mostra di fine anno dei lavori degli studenti. Una
settantina di metri quadri? e cera pure un ufficio di servizioper una cattedra, poi al piano di
sotto ce nera unaltra, grande uguale, per unaltra cattedra. Che venissero usate come aule per
audiovisivi era cosa decisamente innovativa oltre che una necessit, i videoproiettori nelle aule sono
cosa molto recente. Il resto della storia, da allora ad adesso, (due aule su due piani anche
nelledificio attuale, poi un piano, poi mezza aula, poi.) un po come quella dello stato della
chiesa nel risorgimento, da tutta litalia centrale a un quartiere di Roma. Larchitetto animale poco
territoriale, cede volentieri il suo campo, al massimo si rintana. Non che sia gratificante sentirsi
come Pio IX.
Laltro ieri, in unaula di disegno silenziosa e deserta, mi sono seduto davanti alla mia lavagna
luminosa, (LAntiquata; ormai la chiamo cos pure io), e le ho parlato.
-Dai, in fondo, non hai un cattivo aspetto. le dico.
-Andrebbe meglio se tu mi levassi la polvere dal condensatore almeno una volta ogni sei mesi.
Ho capito, unaltra delle sue crisi di carenza affettiva. Di solito basta una passata dalcool sulla
lente e le passa.
Ah, e bisogna pure che mi dai una sistemata alla ruotina del carrello che si svitata ieri perch la
cabina dellascensore non allineata al piano.
-Siiilo farcerca di capire che non ho tempo
- Ogni volta la solita storia, stai sempre l a dire che per queste cose ci vorrebbe un tecnico, in
realt sei pigro e frustrato. Ancora ti rode di quando giravi col carrello e i bidelli ti facevano dietro
aranciatee, birraaa, cocaaa e stai sempre appresso a quella l.
Pure la gelosia, ahia, non la solita crisi, oggi lAntiquata proprio depressa. Quella l sarebbe la
LIM. La vede pi o meno come una cinquantenne in via di sfioritura guarderebbe una
venticinquenne con corpo stile Mediaset.
-Vabb, dai, devi ammettere che con lei si aprono delle possibilit.
-Davvero? E allora ti voglio vedere a riversare tutti i venti giga di materiali tuoi sui programmi
suoi, che sono belli diversi, ah! Con lei non potrai mai disegnare a riga e squadra! E poi, a me, puoi
avermi in tutte le dieci classi, mi sposto, io, anche alla mia et! Di LIM in tutto il Volterra ce ne
stanno solo due, e fisse! LIM LIMortacci sua, solo perch digitale!!
Quando fa cos mi intenerisce, lAntiquata. Mi ricorda di quando (anni 80) al Volterra ce nera solo
una (la sua nonna) nel laboratorio di fisica. Aveva il cambiatensione a 125 volts e la ventola che
faceva rumore. Ancora adesso devo riconoscerle qualcosa. Gli studenti possono avere la stessa base
grafica per seguire lesercizio, (grande risparmio di tempo) basta fotocopiare. Quelli del primo
( spesso nemmeno il trasporto delle parallele sanno fare) vedono le ombre delle mani e capiscono
come si opera con le squadre, hai voglia mettergli davanti filmati in digitale, vederlo fare unaltra
cosa.
In fondo mi risulta che tuttora, in tutte le facolt che comprendono il disegno, quelle pi
strettamente tecniche incluse, si preveda il disegno digitale solo dai corsi pi avanzati, col disegno
si comincia ancora e sempre con le mani.
Saper muovere le mani una volta era cultura, mah? In fondo, cultura materiale, si diceva.?
Siamo la generazione di architetti cresciuta nel culto del disegno antico, fatto a mano, mentre i loro
professori e assistenti, sempre disegnando a mano (il CAD era ancora nella mente di Dio),
scrivevano la storia dellarchitettura italiana (Scuola Romana, you remember..?) e vincevano i
concorsi pi prestigiosi in giro per il mondo.
Che quelli ci abbiano insegnato qualcosa argomento di cui si pu discutere, piuttosto certo,
per, che quel linguaggio antico avesse relazione con le idee che trasmetteva; nella scuola, ad

andare avanti sono stati solo gli attrezzi, nemmeno i linguaggi, per cui si ritiene antiquata una cosa
in virt della macchina che la produce.
(oddio, e se il Volterra viene a sapere che qualche volta ripesco fuori pure i gessetti colorati?)
Personalmente, ho deciso da anni, (tanti), che la manualit deve essere un obiettivo molto
marginale, in una scuola pluridisciplinare (lavoro della mente e dellocchio, non della mano, lho
detto). Per ci sono anche vie di mezzo.
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In concorrenza con una biblioteca?!? Ma come? Dopo essere stato per anni e anni probabilmente
lunico rompiXXXX che gli studenti in biblioteca ce li mandava?
- Profess, era chiusa, e hanno detto che n se chiama pi bibblioteca, adesso se dice Deposito di
Obsoleto Materiale Cartaceo.
Manfatti, impossibile. Al Volterra? Ma se tutta carta, superinfiammabilevista laria che tira, si
pretender un estintore per volume e il pompiere di servizio, almeno. E la polvere, il rischio di
allergie? Un volume solo dellEnciclopedia Universale dellArte conterr un battaglione intero di
acari, magari affamati. Ci sar lobbligo della maschera antipolvere in tutta la palazzina. Antifurto
satellitare per incunaboli e cinquecentine. E poi i libri pesano, oh. La voglio vedere la faccia
dellingegnere della provincia quando gli chiederanno la verifica di carico di un solaio a piano
terra
Appare una biblioteca nel Volterra delle magnifiche sorti e progressive, e vanno a morire le aule di
disegno.
Dentro una delle due c ancora uno schermo grande, vecchissimo modello, pesantissimo
contenitore in legno. Giaceva, pi di ventanni fa, in un ripostiglio del vecchio edificio. Nessuno
sapeva che farci, mi dissero che potevo prendermelo. Nessuno per montarlo, figuriamoci, la
responsabilit. Con supremo sprezzo del ridicolo me lo caricai (young and innocent) su per le scale
fino allaula di disegno del secondo piano, di pomeriggio, e decisi che bastava capovolgerlo, due
carrucole a soffitto per stenderlo. Con il mio trapano, portato da casa (almeno la scala la mise il
Volterra). Dopo tanto onorato servizio finir riciclato di fronte a un magico videoproiettore? (uno di
quelli cos fuori taratura da far sembrare corinzie le proporzioni del dorico) Forse meglio una
eutanasia, se la meriterebbe. Una bella rasoiata sulla tela, stile Fontana. Almeno non sar io a
smontarlo (invecchiando si diventa meno stupidi.)
Vanno a morire le aule di disegno.
Scomparsa che avviene per scelta, neanche sono tagli, eh, hanno tagliato di tutto in questi anni ma
forse le aule di disegno costavano davvero troppo poco per averci la scusa, adesso si decide proprio
che una biblioteca meglio.
Una biblioteca meglio. E va beh. Chiss se mi faranno entrare. -Scusi, ma lei in cosa laureato?
architettura..?!?...no guardi, non vorrei scoraggiarla, qui si richiede un altro livello e poi, si
guardi, ha le mani ancora sporche di china, potrebbe danneggiare i volumi
Mi nasconder negli ultimi banchi della sala di lettura e quando proprio mi prender il raptus
grafico espressivo (quelli come noi disegnano perch non ne possono fare a meno) far dei disegni
di nascosto nelle controcopertine dei volumi. Disegni a pennarello sul display degli E-book.
Speriamo che i miei studenti non vedano, perch me li immagino tutti l intorno Profess, era lei
che sempre in biblioteca ce voleva mannvisto che lhanno accontentata?

Non posso quindi che dichiararmi serenamente e felicemente demotivato: mi si tolgono gli spazi
per fare bene il mio lavoro, e questo avviene con un metodo e uno stile che lascia ripensare a Ottone
Von Bismarck come una mite vecchietta dai modi gentili e concilianti.
Bella sensazione, per liberatoria.
In fondo demotivato il 97% della categoria, perch dovrei fare eccezione? (lo so che i Professori
del Volterra si collocano nel 3% residuo, eh)
Ahhhvivacchiare di mezzucci, tirare tardi al bar quando finisce la ricreazione. Basta influenze
passate in piedi dentro al Volterra con 38 . La prossima volta che do il sangue col cavolo che dopo
mi fiondo di corsa al Volterra.
E il momento di rientrare (sempre nella privilegiata Torretta dAvorio). Anzi, mi ci barricher
dentro, visto lassedio del Nuovo che avanza. Mi dichiarer prigioniero politico, anzi, graficopolitico. Invece di fare le trazioni sulle sbarre come Papillon disegner stupende ed inutilissime
tavole ad ornato.
E se dovesse passare di l qualche animula vagula blandula in cerca di un posto per lavorare in
pace mezzora, posso?, entri pure, sar la benvenuta, come sempre stato. Un sacchetto di arance
ogni tanto, magari.
Marco Spreca, architetto.
Gli uomini della nostra professione negano ai fabbricanti di teorie il diritto di
muoversi impunemente nel nostro campo e a nostre spese
Eugene Delacroix