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celta, a eontrustone dei vari insiemal numeric. Suggeriamo a tutti di provare a leggere ‘almeno qualcuns delle appendici, ma questo solo dopo una prima lettura completa del bro. anno eccezione a questo schema soltanto il primo capitolo sulle nozioni preliminar, ‘che non ha appendice, ¢ I'utimo capitolo che ¢ da considerarsi tutto alla stregua di uun'appendice. ‘Al termine, tin dettaglisto indice analtico & complemento indispensabile per une pid facile e pit produttiva lettura, "Anche se il bro, ne! suo complessa, contiene decisamente pit materiale di quanto ‘viene svolto di solito io un corse universitario, ogni docente potra trovare, nell'appandice ei vari cepitoli, un'ampia scelta di argomenti che pud includere nello svolgimento del programma de! proprio corso. Per rendere pid immediata la lettura abbiamo usato le seguenti notazioni (oltre agli ‘usvall simboli usati in matematica, che sono elencati a parte): experi richiami a figure, teoremi o formule collegate: ad esempio, *...fre le conse- ‘guenze del teorema di Lagrange (wr corollario 7.28), vedremo ..." ‘per indicare che a quel punto ® opportuno svolgere un certo esercizio: ad exempic, *...ilsimbolo QF non indica un numero complesso (® es. 3.89), ma ..."5 = perindicare che & stata inserita un'appendice con un approfondimento dellargo- mento, o con un argomento collegato: ad esempio, *...l"importante concetto di limite (~ appendice §.5) formalizza ..."; [.] questa coppia di simboli @ usata per indicare un'alternativa: ad esempio, ls frase se una successions & crescente [decresceate], allora & limitate inferiormente [superiormente]® va inteca come “se uma successione & crescente allora & lim tata inferiormente, mentre se & decresceate allora élimitate superiormente”; indica Ie fine di uns dimostrazione. [Nel libro abbiamo incluso numerase figure (pit di 170) per rendere pit compren- sibili alcuni concetti e per associare alla lettura quella componente visiva che & tanto importante in Analisi matematica. [Non possiamo concludere questa presentazione senza un ticonoscimento del lavoro svoito da Seraina Clavuot e Alessandra Coscis: il loro contribute @ stato fondamentale alla riuscita dl questo volume, che senza Ia loro collaborazione non sazebbe sai stato portato a termine. Portas ¢ Pisa, 91 Agosto 1997 Emilio Acerbi e Giuseppe Buttazro Esercizi reldtivi al capitolo 1 Capitol 2 ~ Logica, insiemi, funzioni, relazioni 2:1 Propopition epredicai 22 Insiem « 23+ Fanziont : 2.4- Relasioni d’ordine e di equivalenza z sercini retativi al capitolo 2 Appendice a} capitolo 2 21 Paradosto di Rawell 2.2. Rapport tra isiemi-e-predioas (2.3 Coppie ordinate definite come insiemi 24. Rapport tea f eit so graico 25- Rapport tra f e immagine tramite f 26 - Caraterazaione del! miettvita;asioma deli soci Indice ul a ¥ 2. aT 4 45 45 4 a vit 2.7 Relasioni generiche . + + 2.8- Relasioni d'ordine stretto . 2.9 Tasker! diet 7 2.410 - Lemme di Zom 2.11 Dal preordine all’ordine 2.12 Insieme dei rappreventanti; partziont 2.3 - Aritmetica modulo ‘ Capitolo $ - Insiemi numerict 7 $1 - Numesi aaturali e principio di inéuzione 32+ Caleolo combinatorio - 3.3 - Numer interi e razionali 3.4 Nomeri real 3.5 - Numeri complesst Eserciai relativi al capitolo 3 Appendice al capitolo 5 Ba Costrusione di N dagli asim di Peano 3.2 Formula por la somm delle potenze h-esime = Costeusione di Zs Gostruzione di Q.- 55) Allnament decal wae rntonali | 56- Costruzione di R . 3.7 - Unicita di R 2.8 Eetremo superiore in un insieme ordinsto 3.0 Estremo superiore e inferiore dell insieme vuoto - ga0- NCZCOQCR 3.11 Cardinalita degti insiemi 3.12- Costrusione di C 3.13 Numesi complessi e ordine . « 3.14. Risczione celle equasion i trzo grado 3.15 - Bsponenziale complesso ¢ logaritmo complesso Capitolo 4 - Funzion! reali 4.1 Extrem di fonatoni real} ree 4.2 Funtioni monotone ., 4.3 - Funzioni pari e dispari 44- Funzioni elementari: potense 45- Funzioni clementari: valore assoluto 4.6 - Funzioni elementari: funsioni trigmometriche 47- Funzioni iperboiiche 4.8 - Grafich di funsions reali Esercizi relativi al eapitolo 4 gessese . 107 12 8 64 7 1 2 98 98 102 108 108 105 109 109 10 uo m0 ut ns us 120 wa et 125 128 329 182 as 153 5 Appendice al capitolo 4 4.1 Punti di Weierstrass 42 Crescenta in un punto ; 43 Spazi metrici eee 4.4 - Le funsioni iperboliche Capitolo 5 - Successioni ‘5.1 - Cenni di topologia 5.2 Risultati proparatori 5.3 - Succession e loro limiti . 5:4 ‘Teoremi di contronto e teoremi algebrici 55-Contimith =... 536 - Successioni monotone 15.7 - Teoremi di Bolzano-Weierstrass ¢ di Cauchy '58- Alcuni esompi fondamentalt 5.9 - D numero di Nepero “e” 5.10 Succesion definite per rcorrenaa 45.11 - Successioni complesse Rsorcizi relativi al eapitolo 5 Appendice al eapitolo 5 ‘5.1 Topologia negli spaci metrict 5.2 - Spasi topologict 7 5.3 - Topologia sul insiemi diretti .. . 5.4 - ‘Teorema di Bolaano-Weierstrass per i numeri reali 5.5 Suocesion vals ia uo spaso marco 156 - Limite di sottosucceseiont 5.7- Proprista delle succeson! a valor in uno rpaaio metrico 5.8 Esistenza oi una estratta monotone 59 - Un'altra caratterizsazione della convergenza 5:0 - Teorema di Bolzaao-Weieretraee compatteza sequensiale 5.11 - Massimo e minimo limite di une successione 5.12 Densth dei numeri della forma po + ay 5.18 - Spach metrici competi; completament 5.14 Teoremi di Cesixo 515 Decrescenza di (1-41/n)"** $516 Propreta della funzione esponenzile 5.17 Contrazion’ in uno spaaio metrico DAS Succession dense per reorreaza Capitolo 6 - Funzioni continne 6.1- Limiti di funzioni 6.2- Funzioni continue 6.3 - Prime proprioti delle funsioni continue 159. 180) 160 - 161 365 1st 18 am, ama 179, ; wy 19 a a re a] > 6.4 - Funzioni continue su un intervallo 85 - Funzioni uniformemente continue 7 6.6 - Tnfinitesimi ‘a : : Eserciai relativi al capitolo 6 Appendice al capitolo 6 6.1 - Limite in spazi topotogici 6.2 - Limiti e limiti soquenaiali 6.3 - Limite noglt insiemi diretti; massimo ¢ minime limite 6.4 - Condizione di Cauchy per funzioni; cscillasione 6.5 - Continuita e continuitA soquenziale 6.6 - Caratterizzazioni della continnita 6.7 - ‘Teorema di esistenza degli zeri: dimostrazione alternative 6.8 - Spazi connessi 6.9. Pont di discontinsita di una funzione monotona 6.10 - Spaai compatti; funzioni semicontinue 6.11 - Una generalizzazione del teorema di Weierstrass 6.12 - Funcionj lipschiteiane e hélderiane 6.13 - Uniforme continuita in spaei metrici i 6.14 Teorema di Heine-Cantor: dimostraaione alternativa 6.15 - Uniforme continu su interval illimitati 6.16 Somma di insiemi e classi i infnitesimo 6.17 - Relazioni tra infinitesimi Capitole 7 ~ Derivate : 7.1 Defisicione di derivatae prime propriet 7.2+ Operazioni algebriche sulle derivate 2... 7.8 - Derivate e proprieta locali delle funsioni 74+ Teoremi di Rolle, Legrange, Cauchy 7.8 - Forme indeterminate e sviluppi asintotici 7.6 - Runzioni convesse : 7.7 Studio qualitative delle fumzioni Eeerciai relativi al capitolo 7 Appendice al eapitalo 7 7.1 - Differenziale e derivata in spaai normati 7.2 Derivate in senso complesso 7.8 - Sui punti di derivabilita di una fanzione 7.4 Regolarita della funione inversa, 7.5 - Massimi locali di une funzione . . 7.6 Uniita regolerith del punto di Lagrange 7.7 Aloune disuguaglianze fra potenze =. 718- La proprieta di Darbour delle funcion’ derivate 7.9 Une funzione con tutte le derivate mulle in un punto 7.10 - Sviluppi di somme, prodotti e composizion! 3 al 287 295 301 309 air aT 319 323 323 "928 329 331 332 - 387 339 348 355 360 - 370 387 = 398 00 a az 43 aud a4 a5 116 aT 419 7.11 - Irrasionalith del numero di Nepero “e* 7.12 Disuguaglianze di convessita 7.18 - Ulterori proprieta delle funzioni convesse T.14- Le tangenti a una funzione convessa 725 - Teorema dell’ssintoto . . Capitol 8 - Integrazione 81. Defatone interline ropa 8.2- Primitive 8.3- Motodi di integrazione 8.4. Integrali generalizeati. 8.5 Integrazione delle funziont razionali Esereizi relativi al eapitolo 8 Appendice al capitolo 8 8.1 - Cenno all integrale di Lebesgue 82. Una proprietd equivalente all’ integrabilita 8.3 - Somme di Cauchy ‘84~ Funzioni genorelmente continue. , 8.5 - Integrabilta di funzioni compeste 7 " 86 - Disuguaglianze ci Jensen, di Halder e di Minkowski 8.7 Sul teoreme della media integrale 8.8 - Teorema fondamentale del calcolo integrale: sy ‘versione i fine 8.9 La formula di Taylor con resto integrale 8.10 - Sviluppi di Taylor ed integrali 8.11 Irrasionalita dl 7 8.12 ‘Trascendenza del numero di Nepero “e" 8.3 - La formula dl Wallis 8.14 Calcolo dal? integrale J*®° e ‘8.15 - La funzione I al Bulero 8.16 - Cambiamento di variabile negli integrali 8.17 Decomponibilita di una funsione razionale 8.18 - Sostituzioni retionalizzanti 8.19 - Funzioni razionali: decomposisione di Hermite at Capitolo 9 - Serie . 9.1 - Definizione di serie e prime proprieta 92- Seige cmv pr eri oc agai 9.8 - Serie a termini di sogno alternato Esereizi relativi al capitolo 9 Appendice al capitolo 9 9.1 - Prodotti infiniti . Bee 9.2 - Un‘altra dimostrazione del citerio di convergenza assohita = 535, 42 423 435 433 456 40 450 454 468 475 482 491 41 495 49 = 496 497 499 503 503 504 506 511 B13 bi 517 517 519 520 522 523 523 528 337 5a 541 42 1 1 Primo corsog di analisi matematicug 3 Drains 0 tt stab ae’ gual allie excels dh fer conascere pualiess ll Apalee’ matemadeie con he yrnanna oe puesto Gil enale pa foal, (et, rossns oe ee eee Capitolo 1 c Conoscenze preliminari Per poter capire ed utiliare proficuamente il resto del libro, 2 indispensabile che siano ben chiare alcune (minime) conoscenze di base, Le elenchiamo qui di seguito, in modo che il lettore ne poses eventuslmente ripassare qualcuna. Gli esercizi di questo capitolo sono un seraplice controllo delle nozioui apprese negli anni delle scuole superior, e il loro svolgimento non deve presentare aleun problema, 1.1 - Algebra elementare Salle proprieta delle operasioni con i numer, I'unica osservazione (dettata da una lunga esperienca di correzione di elsborati) & che troppo spesso anche qui si trovano errori “di calcolo™, che sono solo errori dovuti a distraaione 0, qualche volts, a vecchie lacune di preparazione; chi vi foase particolarmente soggetto, dovrebbe fare una buons curs di lunghe expression! da semplificare meticolosaments. Un ecrore frequente 8, ad esempio, semplifcare Pequazione (—8)(2°—22*—1) = (2-8)(2+2) in x*-22 1 =2" +2, senza preoccuparsi del fatto che cos i perde x =. che & soluzione della prima equasione ‘ma non della seconda (Ja quale non ha soluzioni). Un'altra osservazione é che la frase “due (o trel o altro) solusioni coincidenti” non ha molto senso: Vequazione 2? = 0 ha ‘solo una soluzione, che ® = 0; sammai si pud dire che quasta soluzione ha molteplicita due (si veda la propriets d) qui sotto) Per quanto riguards le disequazioni, per ora usereme solo quelle di primo ¢ di se- condo grado in una incognita, e quelle del tipo (2 — 0;)---(z—a,) > 0. Ricordiamo ae 2 Seaton 1.8 : Geometia anaion che “positive” significa magglore dl zero, quindi zero non ® un numero positive (¢ in particolare non é vero che un quadrato & sempre positivo): | numeri maggiori o ugusli a zero si possono chiamare “non negativi". Sulle operasioai com i polinomi & nevessario avere ben chiaro a) che dividere wa polinomio P(z) per un polinomio D(z) significa trovare un pol- romio Q(z), l quoziente, ed un polinomio R(z) , resto, con le seguent proprieta {analoghe a quelle dellsdivisione tra numeri inter) ‘(z) ha grado minore di quello di D(=) P(e) = Ql2) D(z) + Rte); +) come si eaegue le divisiane tra potinom; ©) che dire “a & una radice (0 zer0) del polinomio P(z)” significa che P(a) = 0, cowvero che P(2) 8 divisible per (@ ~ a); 4) che dire "a & una radice (0 eto) del polinomio Pz) con molteplicith m” significa che P(z) & divisible per (z— a)" ‘Infine ricordiamo che un polinomio P(z) si dice di grado k st In pit grande potence «di a che compare in P(z) con coeficiente diverso da zero @ z*: coal, 32°— 2242" hia grado 7, mentre del polinomio 3¢—2z-+az” non possiamo dire lo sleseo, dato che il grado 2 7 solo se a #0. Se in un polinoraio compare come potensa pitt alta =, rma il coeficiente di x potrebbe entere anil, si dice che P & un polinomio di ordine +; quindi, un polinomlo di ordine non pud avere grado superiore ak, ma pud averlo anche ingeriore. 1.2 - Trigonometria In questo Ubro, gli angoli sono misurati sempre e solo in radiaati, che bisogua quindi conoscere la motivazione sera chiara pli avanti, = formula (7.5) nella secione 7.2; occorre sapere cosa sono seno, coseno e tangente di ua angolo, nonché arcoseno, arcocosen0 © arcotangente (gu cui ritorneremo nella sezione 4.6); supporremo note Je usual formule di trigonometria,¢ in particolare o) ») cos(a-+y) = cos rcosy —senzseny (con le conseguenti formule per il eeno e il coseno di 2c) 2 1 ©) oe tmteng allora emem oy 0 cose TT ce imoltze il valoe di seno e coseno degii angoli 0, 1/6, 1/€, n/3 ¢ x/2. Naturalmente, non guasta conoscere qualche altra formula, tipo quelle di bisezione e di prostaferest. pee 1.3 - Geometria analitica B necessario sapere che cosa sono Je coordinate cartesiane nel piano, le equazioni di ure retta nel piano (coeficiente angolare, rette paraliele ed ortogonali, retta per due punt), Vequazione di una circonferenze generica, di una parabola, di un’ellisse ¢ di un’iperbok 1.4 - Potenze razionali I Sul signiicato di 2” con m intaro postive o negetivo non dovrebbero esserci dubti; ‘per quanto riguarda l’esponente , poniamo per definisione r° = 1: in particolare! © =1 (questa celta rirulta molto comode in un gran aumero di situazion!algebicte ‘ma d'altra parte crea dei problemi con le forme indeterminate nei limit, come vedrene nella sezione 6.8). Se n % un intero dispari, z* & l’unico numero che elevato alla da 2; se n 2 up intero pari, z# & definito sclo per = > 0, ed 6 Funico aumero na negative che elerto alls m di x: in particolare, 44 = vi =2,e non +2. Con simbolo 2 , se med m sono entrambi dispar, oppure se colo m & pas, indichia-o (2")4 oppure (=4)" , che aono uguall. La stosea defnizione vale anche se nm & pa’ ed m @ dispari: in tal caso, (2™)* = (22)™ se x > 0, © nessuno dei due esiste ‘3 pertanto 2 non esiste) se z <0. La solita definizione, infine, vale anche se m ed ri sono eatrambi pari, ma solo se £2 0; invece, nel caso <0 ed m,n entrambi pat, ron évoro che (2%)! = (2t)™ ,epertanto 2? non ba sens: infatti (2")# esse, quanto 2” 2 pesitivo ed (2) ha senso, mentre (2+) non esiste perché 2f 2 un radice pari di un numero negative (ad esempio, [(-2)*}} = 4 = 2, ma (2)! now ste). Dl cite al al I a) se z,y>0 oppure se n 8 dispari, allora (zy)* = b) eBatbaatt ) se tutte le potenze hanno senso, (23)¥ = 2% i Esempio : Vequazione Y€=27 m z~2, clevando alla cieca al quadrato ambo i membii, diventa 4-2? = 29 — 42-44, ciob 22? 42 = 0, che ba soluzions 2 tuttevia «0 nun cisulve Mequacione originara, che divemterebbe Vi ‘Qui sta nel fatto che P'equazione o=b non ® sempre equivalente ad a? se @ © b somo concordi; nel nostro caso a= v4—27 > 0, quindi & necessario imporse che b=2~220 per “poter” elevare al quadrato, Questia oaservazione oi deve far riflettere sul significato di “potere” effettuare un'e- erasione: per nol, questo non deve certo incicare Ia poseibilita materiale (“possiamc” ‘ranquillamente scrivere 1 = 7, e ogni genere di assurdita). Oss ota co a ” Sezione $4: Numer! rat DuostmaZione : utlizeremo Iassioma di Dedekind, Consideriauo "osieme A. che non vuoio,e'nseme #7, che non & vuotoperché A. limita euperionmtare Per ie oT Can gY Samer a 2 a Bagge 6 agua arty gi 7 aoe Seaiests EA, St_ YaeA, Ym ea a =o0, 2 (420) = 40 1 Ve <0, 2: (+00) = co Ve <-++00, ¢ + (00) =~00, Ye >0, 2-(400) =-+00, Beet a aaa I Osserviaupo explicttamente che nan sono deft (equindi non bano senso) le operation’ Ges ooo) «(ood Con curse aggiunte, R ¢ un insieme totalmente ordinato, I a crepe ton. cuete ha del maggioranti (almene, +90), e nel quale ogi ‘dene eo visto Goes Sais cate ee ee uperion (E13), ma non (3.14), che vale solo “I ¥e>0, 2-(~co) da eetzenio’ superiors SOPRANOS TO VPestremo supariore ® un numero reale. Le prossime proposizioni danno qualche proprieta degli estremi superiore e inferione (weneralizzando una propriota del massimo e de! minimwo). Propose 81 14am linen vant tt I A tun tienen iat soups) 1 DiMosTRAZIONE : preso un qualiasi a € A, per definisions abbiamo inf A 4 Proposizione 8.18.86. be eto 8 anc clone di A eee epe ree eee eeeereen ; tae DimosTRAzions : go m= maxcA., abbiain (w eaercizio 2.77) me Ae méf ,dum- empio : 0 ed = dqualas, ene caso | hd riduee alla fazione costante 1. Nel resto del libro parleremo quasi solo del Sin cul tn base oa ua paricolare valor, che si indica con il simboloCé)( mumero © vale circa 2,7_ed & introdotto nella sezione 5.9); come per la misurazione ix radianti, a T oun le mothazion! questa scelta saraano chiare pit avanti, er formula (7.6) nella, secione 7.2, ‘Tra le propristit della funzione esponenziala e* (che a volte indicheremo Peli: yer Fig 12: yet exp(e) , speialments oe Fargomento 3 un Po! jungo ¢ complicato) sbbiamo: a) ettmeter wens es He por pete in quel maereteniche) sun uaa eonvensone diversa, scrivendo in per illogasiimo in base ¢ , ¢ log. per quello in base 10. Poiché {Gusto azcade anc oa ar mle akon, isogn are ate nop conionder ‘Tra le proprieta del logaritmo abbiamo: x70 BOaar, d) se 2>0 allors ot =z oo ) pertaag 2 die Dele) ag 8m sat sls eta WGal 4) = LoG, 2) we E2G.alore bgt") Tous °e 2) se S420 eae ofa? ia loys ie in particolare, se @5, 61 ricava e-8) dio’ couoscendo i logaritmi ia base e si possono ricavare i logaritm in una base y ‘qualsiat. ‘Osserviama che dalle proprieta precedent “segue" 3 i 4 4 ii 7 i 4 i le virgolette sono d’obbligo in quanto questa 2 in realta la definisione di a* , wr sexione 5.9, dalle quale seguirannio le proprieta seitte sopra. af ve Fig Lt: yee Fig ba: yei/e Fig to: y=a/e? Sexione 16 : Bunton elements Fig 110 Fig 18 Fig. 116 ve Fig 1 yecor Fig LT: Fig 8 yerloge ponents ons a ata CCapitole 1: Conowcensepreiminar! Esercizi relativi al capitolo 1 Beorcizio 1.1 + dite quali fa le segueati uguaglianze sono corrette: 2 te 3 erate Eeercisio 1.2 :. semplificate Yespressione se MOM et Buercisio 1.4 + + lovivete Pequazione 2 dite se Pequazione 2" ~ 5247 Esercizio 1.5 : risolvete Pequacione Eserciio 1.6 : dite sguenti dsuguaglianze Reereigio 1.7 + se a<0 ac, ab sac, ab>0 ~— ot eee 10 ‘Enerca onto al expitolo 1 2) 19 = 100 b) T=2 #3 gad 9 was ) s-38-5=0 Boorcisio 1.46 : nsolvete le seguenti equazioni: ©) doen? + 542 = 3 4) logy ~ lors(1 + 2) =0 fe) logge +log2—2=0 . Bsercizlo 1.47 + treccate, eonze guatdati sul lbro, i grafic dllefumzioni =, [ali 2,2, vz, YE, ifr, 1/2", sene, cosz, tanz, arceenz, arccosz, arctan, eet, lees: Bocrcisio 1.48 + utilizcando una calcolatrice, tracciate i grafci delle fumsioni 2? 2°, ‘e022, &* , calcolande il valore delle funzioni in wia decina di punti Bsercisio 1.40 + dite por quali ha senso calcolare Vz7=a°F1 Beercisio 1.50 + dite per quali = ha senso calclare sen((22 ~log(t ~ =) - Baercislo 1.51 + dite per quali 2 ba senso calolare logins +co8 x) e¥ | } i a resent Tntroduciame il woeabolaio eceaziale per una cocrettainterpretazione logica delle dimo- I strazioni; pit che dare definizioniegiustiicazionisoistcate (che sono oggetto di studio 0 b) 421-223) <0 6) (@-1)@+2)@" 2-6) 20, a a Beerdao 10 + sighetn dae EP EA 7 dite se x = 2 & radice del polinomio 22° ~ 2* — 4z—4, ¢ in caso dete i pliomso pet 2—2 Lal + dividete il polinomio P(z) = 62° —2az+ox?—1 per il polinomio oereisio 112 + tadverte fn radiant a msura deg angola eu ample, eopresa fegady & parte 180", 00", 45", 105° JJ ccs tas ras eaten gt han een radianti, @paria 2, 2, 35, % h 8 ‘Boece slativ al capitolo 1 Beercizio 1.14 + trovate le legge per ottenere seno e coneno dell angoli -z, 2+7, I raze $e sapendo seno e coseno di z- Bsercizio 1.15 : determinate seno, coseno ¢ tangente degli angel di ampiezza ~% , ae Esercizio 1.16 : determinate seno e coseno degii angoli di ampienza $+ 5, §— is F Esercisio 1.17 1 determinate i valori di = per cul si ha wnz = v3/2 Bsereizio 1.18 : determinate i valor di per cui sia outs <1/2 Beereizio 1.19 : determinate i velori di = per cuisihs VSsone + cost = 2 1 Beoreisio 1.20 + determinate i valori di = per cui si ha senz—coez > 1 Eeercialo 1.21 + determinate la tangente di x, dove 2 risolve Vequatione sen?.= ~ Scost2—senz cose = 0. veiaio 1.22 : determinate la tangente di x/2, dove 2 risolve equations senz + Beercizio 1.28 : trovate Ia distanza fra i punti (1,2) € (~2,3) ecrcizio 1.24 +: serivete Pequasione delle retta passante peri punt (2,—1) e (~1,0). Reercizio 1.25 + scrivete 'equasione della retta passante peri punts (~2, 1) € (~2,3) Beercisio 1.26 + scrivete lequazione della rette passante peri punt (1,2) ¢ (—1,—1), « trovatene il punto di intersezione con Ja retta del'serizi 1.24 Eeercizio 1.27 : scrivete Vequazione delia retta passante per il punto (2,1) ed avente coeficiente angolare ~1; traceaté inoltre tale retta Eeercizio 1.28 + tracciate la retta di equazione y = -82-+5 e quella di equazione 3e—4y-9=0 rosuumeoasensesomisicnss (Cupitele 1+ Concacense prlisinns 8 Eeercizio 1.20 : scrivete 'equarione della rette pascante per il punto (1,2) ¢ parallel alla retta del’esercizio 1.24 Eaercizio 1.30 : scrivete Vequazione della retta passante per il punto (1,2) ed arto. sgonale alla retta dell’esercizio precedente. Eeercizio 1.81 : trovate la distanza del punto (1,1) dalla rette dellesercizio 1.25, ¢ quella dalla retta del eercizio 1.27. Eoercizio 1.82 : scrivete 'equazione della cizconferenza centrate nelVrigine ed aver te roggio 2 Escreizio 1.88 ; scrivete Vequazione della circonferense centrata nel punto (~1,2) ced avente raggio 1 Bsercisio 1.54 : trovate centro e reggio della circonferenzs di equasione 22+ y* — 624+ 2y46=0, 0 tracciate tale circonferenze, Esercizio 1.85 + trovate | punti di iaterssione dela retta dl equazione 2—y-+2= 0 con la cnconforenca centrate in (1,2) ed avente raggio 1 Bsercizio 1.86 + scrivete Vequasione della circonferenza eontrata nel punto (1,1) © tangente alla retta di equasione 3r—4y~9= 0 Booreizio 1.97 : trovate i valori dik per cui le retia di equasione zy +k = 0 risultaeaterna alla circonferenza di equazione 2?+?~ 2c =0,, quelli per eui® seeante, ¢ quell per cui & tangente; in quettultimo caso, determinate le coordinate del punto di tangenza. Bsercisio 1.98 + diseguate la parabols di equazione y = 22?~ 2-42, ¢ determinate § punt! di intersezione della parabola con i retta di equazion y= = +1. Esercislo 1.80 : determinate { valori di per cui Is parabola di equisione y= 2? = 4a +h interseca ls retta di equazione 25+ = 0 in due punt (badate che due ‘Punt significa due puti distin, e non “ve punt coincident”) Esercisio 140 + determinate Pequazione della parabola aveate Pes paralleloall'asve 4 © pascante per § punti (0,0), (1,8) € (4,0) Bsereizio 1.41 + dite se vero che ((1+a°)8)! vite Esercizio 1.42 : dite se & vero che ((1+a)!)* = yIFa Esercizio 1.43 : semplificate 'espressione 27 —2t/ {e*— 2 , facendo attenzione ai valoridi 2 Beercizio 1.44 + siolvete le seguentiequazion: a) Vea Vem Dm (2 DerT b) 2¥e—-2e4-a ©) Vae~Be= JIE Esercizio 1.46 + risolvete le seguenti equasioni: p¥GES ab SCI Voto A, DES is He 2S eb f fad TNbA Spee Ma Un tale «side lemento separatore di Ae B SALE ENA shoe Osservaaione : un errore frequente e molto grave ® enunclare la test come woe DS Yee A, WEB, 3eeRascsb: ic pe ine dopo ae sao ey htt emi aie "vece, nelVassioms di separazione, il numero ¢ @ indipendente dai particolari a “So. epere Lae tno Oseervimo che in generale Velemento separatore non 2 unico (ée A sono i mumert rinori di 1 e B quelli meggior! di 1, zono separatori tutti i numeri tra 1 ed 1 comprei). Lo, vec, se Ae B sono contigui cob sein A ein B esistono element Srbitrariamente vin. Questa frase & imprecise: cosa sigue che due numeri sono ici? Qual é la distance fra due numeri? Per preisare questo concetto, inrodurremo pit: avanti (se sezione 4.5) la funzione valore assolisto. ‘Vassioma d} Dedekind (che insieme alle proprieta algebriche caratteriza i numneti reall) ci permette di generalizzare il concette di macsimo, che come seppiano non sempre taint, introducendo un altro ente, Vestremo supetioté, sil quale &fondata.gran. parte dellAnalisi matematica. 1s nosione di gstremo superiore di wn sottoinseme A dL R_formaliza Vides de} punta dove “termina” Minseme, se cl muoviamo doi musi aegativ verso quell poitivi becerviamno aleuni eeinp, per charre la Gefiizione che daremo immediatemente dopo. Esompio: A.B; questo insieme nop hs magcigzantl, quindi now limitato sunerigr- oente, ¢ pou “termina” da, Forse ppolremmo dire che finisce 8 +0? Perd, +00 non un numero reale (% es. 3.53), € thon Jo abbiasno ancora introdotto. Anche per A= valgono le stesse considerazion. Esampio: A=@; questo esempio & banale, ma serve per capire il perché di us’ ipotesi pit svanti. Asiché Ligsiepie vuoto non “termina” da nessuna parte. << Beempio : A = {a ¢ Ri: = <0}; sonaaltso questo insieme finisce im zero. 1 suoi Neen EO ee Saar Siae brecermsaae t “Simei maggion 0 uguall a se0, jessie UA. Non vileparTineme 2 = : “porta che A sin una semirette: lo stesso discoreo vale-par Minsame A= (=< R xs -UG) ~ oe Boempio A = {2 € R: 2 <0}; j.maggioranti di questo. insieme eono gli stesst elec pects, ao pit leno de Linseme_ A non ha mali, ‘eid non avremme dificotin die dove “termina” A a Mota da quent empl, dlamno la efnisione deren superiors (+ appendice 88) ofoeA ya Ve Oo Bacd Cpr yee! [Notiamo che Pestremo superiore definite come tn minimo, pertanto (geste) eso Joe AVIS tunic, erzie ha epee ee ea ele S-EES OR TV SIS TORS NAA OER ON Fe Captote 8 Aon samt o Dotiisione «se A CR 2-ualulanenan suste ¢ miata exponent adie ce, uo numero rele £2 Vestene supa Age £2 pi pion perenne cl A PGleaoasaive f= uA COsservasioe : up numero reale € ® estremo ey ae te reel YA 0, possiamo dare uulteriore tradasione (ancora pil operative cella dalla definiione di estremo superiore. Osservasione : yan 's superiors di A se [mea os : (istaere-ece, | ra Fin qui, abbiamo definito estremo superiore, senza preoccupare dlls sua esstenza. JIniziamo con une constatazione immediata. Proposizione 8.13 : se A ha mastimo, questo ¢ anche l'stremo supevire di A. Disos7RAZioNe : se ms max A ,abbiamo (er esercitio 2.77) me Ae mea dune que tutti i mune minori éi m non sono magatoraati di A (appunto perce sona mori | m, che appartiene ad_A.). Allora m= supA per la caratteriazaroue (3.12). a Proposisione 3.14 1,2e €=eupA e £6 A allora A ha mania, ¢ f= med ‘La dimostrazione ricalca la precedente (% es. $54). Il prossimo rsultato & fonda mentale. umes 1008 oat 1 sions jekind. Consideriamo l'insieme A, che » vassioma & Ded Vinsieme A che one et i soe Temeat ys 2000 om pms ABO sine oth oemot0: oF eas eran risen 17 3, abor® agen vor separatore (per os disuguoginzs a sini), eb gd st Pagina dl cesta) cic yae A vme May osm) ragxiome oi Dedekind, pertanto esate un elemento go j det ymeMnesesms | 0 eee ane pe. Ee 0 ae ee at appendice 3) sgoueie scereaclo, ci08 a aes pale verge renza preaceuparsi se inseme sin 0 n0 A ors ar poterze pale e828 et orate one maven iperion A= t00 che Ano cu et ea asato solo in una scrittura del M¢00 @ il minimo dei maggiorants", mae cc non. lmieto superiormente” Cop (jllestemo superiore di un qualsias sottoinsieme, remo pasiare pode del santo «de! minimo, anche qui tutte define et insnme dG musi reali mega. fags Peston a a ata : —— “jllesreme inferove dun nseme pet 6g eer) Se eel inf A = —oo: definiamo I'insieme R dei numeri reali estesi, che & costituito dai numeri ws ae eae a ee noes ae ee oem CHER, -o=00,24(400)=-400 I Ye>0,2-(4ee) =o, YeeO, 2400) = 10 saagsmente Goa Madsen al eaite i amo spctamente che nonana defit(¢guind non hanno sent) le operzions cecal + (moo) ¢ (4o0)-0, Con jue, Rt uate talent ean Sree apa tee son vant fu a Se vans tr spec nee (Sw 9) ect! daca Hapa LOIRE 3) ime on (814), che sale slo Yestremo sapéeioré & un nniero resle. [Le prossime propesizioni danno qualche proprietA degli estremi superiore e inferiore (weneralizzando una proprieta del massimo e del minim) Propane 227 Ade pee I my Cin A Soup As) 1 DiosTRAzionE : preso un qualsiasi er defnizione abbiame inf A < a < sup, che prova le difuitiailianaa; inoltre, se inf A = supA = ¢,, abbiamo che € 2 sia un maggiorante, sia up minorante di A, dunque tutti gli eementi di A som contemporaneamente maggiori o uguali s € e minori o uguali a £ , cio® ogni elemento i A coincide con €. Proposizione 3.18 :s0 A’ e A" sono due sottoinsiemi non yuoti di R con AC A", sia inf A” assumendo tacitamente come “primitivi" (cob intuitii) svariati concent, — Gli oggetti su cui operiamo sono le proposizioni: chiamecemo proposisione ogni frase F ed of exe FH mediante a sepuentetabel di wes x F @ non a wee woe rer rag 44eaude aed meanecs adumen La proposiione non 7, negazione di of, ¢ vera quando 27 8 fal, ¢ viceverss Lroperatore ci neguzione, applicato due volt, si cancels: in altri termini, non(non .2/) equivale od 27 (% e822), Ta proposizione iY © GP & vera esclusivamente quande sono vere sia 7 che S, mentze 07 0G & vera quando slmeno una tra 2/2 @ & vera: notiamo che now & fesclusa la possiilitA che siano vere eatrambe, cioé Yoperatore 0 ascume uno solo dei due possibi significati della particelis italiana “0”, quello carrispondente al ltino “vel”. TT eimbolo i implicasione =, crea wna niown proposizione, che s legge *< implica B” oppure “ae 7 alors BH" o anche * H se .” (imtendendo che 2 sicuramente ‘era #0 of @ vera), © infine *.27 slo se SB* (ciod 9 pud esseze vers soltanto se & Vera): dunque, 27 > significe che se .0/ @ vere, necessariamente anche % deve teoere vera, mentie se '& false G pub indiferentemente esere vere ofalsa, Talvolte ‘onviensecrivere un'implicasione da desta a sinst, e per fae cb si xovesia il simbolo: la proposizione Y= & i pud allora ecrvere anche <7 ‘Limo simbolo, ¢=2 , da una proposiaione che & vera esclusivamente quando o © B hanno lo stesso valore di verti (cioé sono entrambe vere o entrambe false), CCapiclo 2 Logic, isms, funsons,relaions 18 pertanto se & vera of end GF le duc proposizion! 2” © ® sono equivalenti. La proposisone Wf <> GF oquiale a (a7 => @) 0 (# =) (We.23) ‘Abbiamo introdotto una certa quantita di simbol, che sono molto pratt; i reata, 2 ppatto di sobbarearci notazioni peseati, avremmo potuto introdurne colo due, ad esempio non ed o ,€ costruire tutti gli altri a partire da questi. Beempio : a proposizione 2 > GF equivale 2 (non) 0 H (Ses. 2.4), Come nelalgebra clementare, le parentesi indicano le operazioni da compiersi per prime; tuttavia, per evitare Paffastellarsi di parentesi, conveniamo che Voperatore non abbia la precedeaa su tutti gi altri: cos, non WY 0 @ sta per (non) 0 &, ‘enon & equivalente & non(.2” o @) (& es, 26). Nonostante questa convenzione (ed altse che seruiranno), nel dubbio ¢ sempre meglio mettere in pit una copia Imitile di ‘pazentesi, piuttosto-che rischiare Gi non metterne une coppis indispensable, Loperatore e & commutative, ciot we FH] > (Pew), ed & associativo, cok (We #e] = (We(#e &); er questo motivo, Pultima proposizione potrh eetere seritta senza ambiguith J © H e ©, omettendo le parentesi. Abitualmente, nel corso di un testo in italiano, in ‘una hunga liste di ‘e” Ie particella viene omease, ¢ eostituita da una virgola: cosi fazemo ‘anche noi, € ad esempio troveremo scrito “se x21, 27 <4, cosz > 0 allora...” aanziché “ee [(z> 1) © (2? <4) © (cosz > 0)) allora...". Delle proprieti commutativa e asiociativa gode anche l'operatore 0. Invece, (7 © BH) o © nond equivalente od Oe (H o S) (Wes. 2.7), ani vale luna propriet& distsibutiva (% es. 2.8): (We Mo ¥] o [Wo %)e(Fo #)) (Wo Bie) = (We F)o(He F). ‘Une propriet simile vale auche per la neguzione: precsamente si ha (© es. 2.10) [non(.¥ © GH) ee [(non.07) 0 (non B)] nono oF) > (nono) e (non )] (per il momento, non facciamo ancora uso della convensione sulla precedenza di non , ato che le formule sono ugualmente corte e risultano pitt chiare). Dalle proprieta elencate finora segue la tradusione della negavione di un’ implicazio- {non @)) + [uF e (non )] [ee ee “ ‘Salone 21: Proposaon! © redial Infatti nel procedente esemplo sl 8 visto che af = GF equvale a (non) 0 7 , pertanto non(.2/ + SF) equivale 2 non{(non 7) 0 GF] che, distribuendo la ne {usione mediante le formole appena trovate (e rcordando che une doppia negaone st ‘Cancalla),s traduce nella proposiaione eaeata (% es. 2.12). Possiamo allora provare una ‘roprieth fondamentale: [oF] > [non H) > (on 7] (24) Tnfatti, la negazione della seconda proposizione ® (non @) ¢ non(non 9”), che eau vale alla negezione della prima proposizione (% os. 2.13). Ls (21) il principio della (PG) e F(2) e #19) Be: Se) = (FU) 0 FQ) 0 $6). seetevacennst pee pee oeecnaae | Quando il predicato dipeude da pil variabill, si possono presentare mescolanee dif pit: quantifcatori, ed eventualmente di indieaioni de valore delle varabll. I Bsempio [2y: H (Sahara, y)) = “anche nt @xhara qualche volta piove” Ne, Sy: (2,u)] = “in ogni luogo c's qualche giorno in et piove” Notiamo coon succede invertendo Verdine dt Ve & 3p: [5y:Va, $(z,»)]= “c un giorao in exi piove dappertutto(})"(® ex. 2.17) I Dungue, non possibile in gunerae invertice due quantifcator\adiacenti senza alterare il significato della proposizione; si pud farlo solo se i due quantificatori sono dello stesso tipo: (Sz: dy :...) equivalea (3y:3e:...),© (ve, Vu...) equivalea (vy, V2, ...) J con che dora in pot sciveremo quest fas somplicamente y..) @ (Wa.y, Infroduciamo un'altra convenzione: la propasizione Je : [.97(2) e SF(z)| vers talvolia scrita Ble}: He), eal rmentre la propossione 2, [.(2) => (z)] ver eaitta V.o7(0), (2) 0 ancte Favre). Bsempio : seriveremo 3:°> 0: 2% = 2 antiché 32: [z>0,2? = 2], mentre oe Ve>3, 2? >9 anziché Ve, [(x > 9) = (2? >9)] (@e. 2:18). ‘Onserviamo come si costruisce la nogazione di una proposizione contenente quanti featori non(Vr, 7{)) <> ‘non 8 vero che .2/(z) & sempre vera” 2 “C2 aimeno un # per cul (2) > false", I foon(vs, 2/(e))] <> [Se:mon.w'%e)), (29) Mtl I foon(ae:7(e))] > Ne, nom va). 24, Esempio : si ha (% ee. 2.20) [non(2s: ve, H(e.9))] <> (v2, nom(vy, #tew))) [ves "By: nom S¥(e,2)] & - La matematica 6 essenzialmonte un insieme di proposizon, Ta eui verté vorremmo B) (GF > ©) + (Hs ©) (princzio d, tansvita) -_ om Ler 16 Sesione 22: Taslem ‘Tutte ¢ tre sono motto sansa, ¢ i real abbiamo git usato le prime due (pet introdure le tabelle di vert, ¢ dedarne le propriath dei connettiv logic infati in og casella abbinmo messo 0 Vo F, nlete alro e mal entrambi contemperaneamente). NNotiamo che partendo solo da questeregele, aon é posible dimostrare la vert di aleuna proposizione utile le prime dve dicono cose (apparentemente) ovvi su une proposiaione ‘GY, ma non dicono oe & vera, e usando la terea, per dimostrare che 2 vere of + © Abbiamo bisogno di sapere gia che sono vere addirittura due altre proposiionl, Come Dessiamo allora dimostrare qualcosa? B indispensabile perire con un osrto numero {i proposizion! la cui veritA noi assumiamo come postlato (coe decidiamo not che sono vere): si tratta degli sesiomi; ad esempio, l"intera geometris euclidea ¢ basata sui enque assiomi di Euchide. L’unica rchiesta che facciamo & che gli amoral scelti Tispetino le tre sogolefondamental ad exempio, non potremmo mettere tra gi assiomi che 1+1=2, che 1+1=3 eche 243, perché troveremmo una contraddizions (dai primi due «i rlcava che la proposisione 23 @ vera, dal terzo che é faim). In questo seas, la matemaica® “vera” relativamente ag asiom! nisi natwalmente, potremmo costrire una matematica diferente, od altrettanto "vera", modificando (im modo non contraddittoric) gH assiomi di partenza: pensiamo ad eserpio alla geometzi iperboica, cli si adaita bene alla teria dels relativitao s-ottene modifcando il postulate dais paralee. ‘L'utilita della nostra matematica nella vita pratica (dopo tutto, i missili ci arrivano, ‘sulls Luna) @ una conferma non tanto della “verita” degli assiomi iniziali, ma piuttosto della ragionevoleza della loro scalta, dato il mondo in cui viviamo, Incontreremo pif svantisleuni di questi assiomi, come Passioma della scelta (wt appendice 26), i emma di Zorn (= appendice 2.10), gli assiomi dei numeri reali 3.11 € 3.12, gli assiomi di Pe- fo (= appendice 2.1), Mpotesh del continuo (w appendice 3.11), e ne useremo ats inoplicitamente. 2.2 - Insiemi “Anche per questa serine valgano le considerazion ftteall'iniaio della precedente. Tal- ‘olka # ote considersre on plureit® di oggctti diversi ree nnn, came x fk italiano usando i nomi colletivi: “gi Italiani", “la clase tale”, oppure con costruzioni {al tipo “contenuto di quella scatola”e simi. La comispondentestruttura matematica it goncetto di insieme; chiameremo insieme.uns colleinne di oggett.he sono dett.elee ‘mentidell’ insieme. S¢..2_ un insieme ed-2-¢ un-suo-elemento;si-dice che-z-appartiage, ad E, esi serive 2 € B; per scrivere che 7-non appartiene ad~-s-usaleimbolo-f , quindi (2 ¢.B) += non(z ¢ B). Per evtare alouni problemi, mmettiamo-Tesstenza inn, particolare insieme U , una sorta di,univeyso, dei cui elementi fanno parte tutti gli enti matematici ch considereremo (aumeri,fanzioni eccoter). (Cepitele 2: Logica nae, famion,relon wv Nel gut useromo per numero esenpi due nse che non shbino ancora ac feodott rigorosment: Vinsieme Rede miei real a teatea df “rat Fameree 2, 9/8, Vi eccatera), e quello Z dei ramen inte o “inter reat” (Go 0 7 —3 eoceters sass ‘Un intieme si pud dare elencandone eplicamnente tut li element (Aeiisione per ‘enumerasione) oppure descrivendo Ja proprieta che I individua: nel primo caso si usa la serttura : B= lista degli elementi di, separati da virgole ...}, mentre nel secondo si scrive B= {a F(a}, che oi legge “Eo insiome degli-c-tali.che (2), dove = (0 un qualunaue altro simbelo) 8 uns variable, «2%. & un predicate esi intende che gli elementi di sono quell per cui SF 2 vero, cd che [2 ¢ E] a> A(z). In quecto secondo caso, perché B sulin insieme deve essere (teoticainente) possibile per ogni 2-determinare se x € 08629 F (w appendice 2.1). bitualmente, guando--$4(z).& del tipo (2-€F),e G(2), Jn sentturs {2 (2 < F) © @(x)} si contrae in {2 € F : P(e)}. Inolire, conveniamo che anziché (Wr € 4, We A, «J; oppure (Br € A: Sy © A:...), seriveremo semplicemente (¥z,y € Ai) @ GRVEAS .) Bsempio : E = {1,7,4) ® un insieme con tre element) 1€ B, 7€ Be + €B; F={reR:2>0 2! <4) él'insieme dei numeri tea zero e due exclusi gli estremi (wes, 221). Aosformemente alla convensione (2.2), a) Yee E, H(2),eansiché 3: [re be H : Be) he le. negazinae si camporte molto bene.can queste abbreviasion: infatti (© es. 2.23) nonlvz € B, #(2)] nonf3z € B: #(2)] <> re 8: non H(2)] +> Mee E, non H(2)) Fig. 21: F bun sottoinhe dh Biot PCE evo 18 Sexions 22 Iasesi Defisatone + te ce a ete fae | Vinsieme.dei mameri reall posix, & H.C R._Nel eaguite indicheremo sue real pst (ot gull magn ner particolare, | | | SG Joe won Re quell de} sumer real mea, me 1 | } Notiamo che questa 2 la.strada pit comne per_provare che due. insiemi.rone. vguall_mottrare che Biascuno de du &scttoinsieme deli (a dive i vero, 2 Is defnsione dl simbolo di ruguaglisnza tra insiemi) é e = e } 31 primo insieme Bsempio : proviamo che {z ER: 2 >0}={eeR:x# 0}. Detto B ‘ed F il secondo, dobbiamo assitutto provare che BC F . Questo significa provare che i dementi ai Blo sono; inltre Eappiamo che 2 2 0.. Allors (= ¢ R) che F CE, dod che preso.un ‘eal nolte, essendo. = #0. dew (e anche in tal easo 2? > 0), pertanto 8.2? Oltre al simbolo C si trovano i simboli C, che in questo bro & sinonimo ai {e sara tsato solo occasionalmente, per sottolinesre che i due insiemi potrebbero esere Ugual), ¢ che a legge “S suettamente si dice che EG Bowe F.C EsPHE. Definizione : si dicano rispettivamente.unione-od.intersezione dl. Fed. Fg iasiemi Eykntei26B026F}, aks (esas hnasEy we xEe fae Susah ¢ SEEKS AS “ee exer Buon Ce So lerciato Aue WWRious tS Copitolo 2: Logic, isis, fanatoni elasions rt Fig 22: Manion BUF Fig 23: Mateaions BAP oF, entre £9 F rappresenta gh element communis, fed. F- Reomplo :9g_B= Rte P= (e¢R:z4< 4} allo DUP ={seR:2>-2}, montts EOF = {2 ¢Ria>Oe2<2}. Dunque, EU.F rappresenta.glielementi che.appartengono.ad almeno uno tra a | Introduciamo un'altra convenaione ben nota: se 0,6 €R ed a a © 2) Un pusticolae jasleme,_privo-di clement,-i-insiome-saoto, simbolo formula ENF @ = { }; questo! eclalmente per rendere pit leggibili certe notazioni, come nal caso dela che significa che-E-ed-F.-non hanno punt in comune ( es. 2.24), Proposisione (leggi di de-Morgan) 2.1 : ai ha: I (@uFE= NED Dimosraaows : per dmosrare Is prima uguagian dian auto prove i (EVEL CP IAIES sy ceIBUEL, a ta che ¢ EVE, duome € ¢ 5 (aliriment! z€ BUF )el €¢B poe age nan eB oe Fusnme alincuione opps (SAO 6 BUF) = we DE tae Ec 2SE* quindi CZ Bed ‘Allora. <2EULR'; perch altramenti dovrebbe essee| eebocer, (UE). Ta second formula rimane per esercxo. (c= 226); tattavis, 8 uf modo role pid rapido per Amostrae queste formate (+ appendice 2.2). = {Wanye =(@9ue eh | a 16 Serione 2:2: Talent ‘Tutte © tre sono molto sensate, ¢ in realta abbiamo gid usato le prime due (per introdurre le tabelle di verita, e dedurne le propriet® dei connettiv logit: infatti im ogni cascla abbiamo meso o Vo F, niente altro e mai entrambi contemporaneamente). [Notiamo che partendo solo da questo regole, non & possibile dimostrare la verita di aleuna ‘proposizione wile: le prime due dicono cose (apparentemente) arvie su tna proposizione 7, ma on dicono se ¢ vera, ¢ usando la terza, per dimostrare che & vera I > © ‘abbiamo bisogno di sapere gia che sono vere addirittura due altze proposizioui. Come possiamo allore dimostrare qualcosa? B indispensabile partire con un certo sumero 1G proposizioni la eu! verita noi assumiamo come postulato {cioé decidiamo noi che ‘sono vere): si tratta degli astiomi; ad esempio, l"intera geometria euclidea & bessta soi cingue assiomi di Euclide, L'unica richiesta che facclamo & che gli assiomi scelti rispettino Je tre regole fondamentali: ad esempio, non potremmo mettere tra gli assomi che 1+1=2, che 1+1=38 eche 243, perché troveremmo una contraddizione (dat pritni due si ricava che la proposizione 2— 3 & vera, dal terzo che & falsa). In questo senso, In matematica b “vera” relativamente agli assiom! iniiali; naturalmente, potremmo costruire une matematica diferente, ed altrettanto “vera”, modificando (in modo non contraddittorio) gli asso di partenza: pensiamo ad esempio alla geometria iperbolica, che si adatta bene alla teoria della relatvita e si ottiene modificando il postulato delle parallle ‘L'utilita della nostra matematice nella vita pratica (dopo tutto, i missilici arrivano, sulla Lana) & una coaferma non tanto dela ‘veritA” degli assioml iniziali, ma piuttosto della ragionevolezza della loro scelta, dato il mondo in cui viviamo. Ineontreremo piit ‘avanti alouni di questi assiomi, come Vassioma della scelta (se appendice 2.6), i! lemma i Zom (r appendice 2.10), gli assiomi dei numeri reali 3.11 ¢ 3.22, git assiomi di Pe- ano (= appendice 3.1), "ipotesi del continuo (a+ appendice 3.11), © ne useremo altri implicitamente 2.2 - Insiemi [Anche per questa sezione valgono le considerazioni fatte all inicio della precedente. Tal- Solta 2 utile comsiderare una phizalith di ogeniti diversi come un tuit'uno, come si fain italiano usando i nomi colletivi: “gli Ttaliany", “la classe tale", oppure con costruzioni del tipo “2 contenuto di quella scatola" e simili. La corrispondente struttura matematica 2 it goncetto di insieme; chiameremo insieme. una collesione dl ogyeti.che sono deti ler ‘pentl dell. insieme. Se. Z 2 un insieme ed-z-2.un evo elemento;sidice chez appastienén ULE. esi scrive © € B; per serivere che non appartiene ad~B-si-usaibeimbelo-g , quind! (2 ¢ £) ++ non(z € £).. Per evitare alcuni problemi, ammettiamo Pesiatenza dim partioolare insieme U , una porta i universo, dei cui element fanno parte tuti Xi enti metematici che considereremo (sumer, funzioni eccetera). i 4 4 wc CCapitolo 2: Lega, nsems, fai, reload w Na segto wero per mone do ies ce en bias acar - nen be non aba ancora te ote zane ge He sa at a ae 2, ‘ ‘eccetera), € at © dei numeri interi o “interi relativi” 3 eccetera). eeeeeeeee et ‘Un insieme si pud dare elencandone esplicitamente tutti gli elementi (definizione | crete) opt esc pets nian Pic ccitte = {... lista degit elementi di H, separati da virgole ...}, ‘entre nel secondo si scrive Ba(2: Fa}, che oi legge “E.-2.1'inseme dogli-z tali.che G(2)", deve 2 (0 um qualunque altro simbolo) ¢.una variable, . 81m prodicato el intende che gh element di sono quel percui & & vero cod che [+ ¢ Bet (2). In questo secondo caso, perché B ‘sult tin insieme deve essere (teoricasiente) possibile per ogni 2-determinare se ¢E 088° ¢.E (= appencice 2.1) Abltualmente, quando.-G(z}.& del tipo (= €.4),¢ C(z), i serttura (2 (2 € FP) e L(z)} si contrae in {2 € F: P(x)}. Inoltre, conveniamo che ansiché (Vz € A, We Ay «dy appure (32 € A: By € 4...) seriveremo semplicemente (Ve,y € An) e Gayed:..) Esompio : E = {1,1,0} 2 um insieme con tre elementi: 1€B, 76 Be e eB; Pe {ceR:c>0e 2 <4} 2 linsieme dei numeri tra zero ¢ due esclusi gli estremi (ee. 221). Conformemente.alla convensione (2.2), anziché Wz, [2 € £ => P(x), scriveremo Yee E, H(z), eancicbé Br: [2 Be H(c)] seriveremo Js € B: H(z). Notiano ‘a neggzione si comporta molto bane.can.queste abbreviazions: infatti (es. 2.23) nonlvz € B, F(=)) ee non[az € £: #(2)) re £: non (2)] +4 Wee H, non ¥(0) sea Fig 21: F bun esttoisiome dt Bylot PCE