Sei sulla pagina 1di 12

Dag Tessore

LESASPERAZIONE DEL PRIMATO DI DIO


NELLA CONCEZIONE ISLAMICA FONDAMENTALISTA
Uno studio su Sayyid Qutb

Sayyid Qutb e i cardini del suo pensiero


In questi mesi turbolenti, segnati da guerre, attacchi terroristici di vario genere, scontri
religiosi violenti, si parlato tanto forse troppo di Islam e di fondamentalismo islamico. Ma la
brevit e superficialit degli articoli di giornale e delle trasmissioni televisive e in generale lo scarso
livello di approfondimento dei mass-media hanno fornito informazioni non sempre accurate. Si
tende a generalizzare, a trarre conclusioni e ad ignorare la complessit e poliedricit dellIslam, che
non solo una religione, ma anche una cultura, uno stile di vita, una mentalit.
Ora, il primo passo per sapere come affrontare questa realt a noi oggi cos presente il
fondamentalismo islamico innanzi tutto necessario conoscerla e capirla. Anche il pi temibile
nemico non pu essere affrontato correttamente, combattuto e vinto se non lo si conosce, se non si
capiscono i suoi moventi, le sue scelte, le sue mire. E di primaria importanza dunque capire che
cosa anima il pensiero islamico estremista e il modo migliore per far ci ascoltarlo dallinterno. In
questo breve saggio, pertanto, lascer la parola a uno dei pi grandi ideologi dellintegralismo
islamico odierno, Sayyid Qutb, egiziano, morto nel 1966. Insegnante nelle scuole per diversi anni,
poi ispettore presso il Ministero dellIstruzione e fondatore del giornale Al-fikr al-jadid, Qutb
svilupp col passare del tempo un sempre pi marcato nazionalismo. Nel 1948, allet di 42 anni, si
rec a studiare in diverse universit negli Stati Uniti, per due anni, e matur una concezione
fortemente critica nei confronti della civilt occidentale, insieme ad una rivalutazione della
tradizione religiosa e sociale dellIslam. Di ritorno in Egitto, ader al movimento dei Fratelli
Musulmani, fondato nel 1928 da Hasan al-Banna. La sua radicalizzazione religiosa si accentu.
Nel 1954 il presidente Nasser sciolse il movimento e incarcer i suoi membri, tra cui Qutb. In
prigione scrisse le sue due principali opere, limmenso commentario al Corano, intitolato Fi Zilali lQuran (Allombra del Corano), e il libriccino Maalim fi t-tariq (Pietre miliari). A causa delle
accuse da lui rivolte al governo egiziano di essere nemico dellIslam e apostata, venne condannato a
morte e impiccato nel 1966.
Gli scritti di Sayyid Qutb, divenuti poi il cardine del pensiero fondamentalista islamico e alla
base del successivo sviluppo delle frange pi estremiste dellattuale Islam politico e terroristico,
sono un mezzo ottimale per comprendere dallinterno questa realt a noi cos estranea e ostile.
Qutb parte dalla considerazione che esista nel mondo unopposizione inconciliabile tra lo
Hizb Allah, il Partito di Dio, e lo Hizb al-Shaytan, il partito di Satana (Corano 58,22 e 19). Gli
uomini dello Hizb Allah credono che esista Dio, che sia onnipotente, che a Lui spetti ogni sovrana
potest, ogni gloria e maest: E Dio il Creatore di tutte le cose, Lui lUnico, il Vittorioso! (Cor.
13, 16). Questa supremazia assoluta di Dio su tutte le cose detta hakimiyya; si oppone a taghut, il
demonio della prevaricazione, ovvero al tughyan, lempia e superba prevaricazione ed esaltazione
delluomo in spregio a Dio.

I modernisti, che Qutb chiama anche empi o partigiani di Satana, non credono veramente
che esista Dio e che gli dovranno rendere conto nel giorno del giudizio; talvolta per essi si dicono
credenti e si presentano come veri religiosi, ma mostrano, con quel che dicono e che fanno, di non
credere veramente: sono ipocriti (munafiqun, Cor. 63); come dice il Corano: V poi gente che
dice: Crediamo in Dio e nellUltimo Giorno, eppure non sono credenti. Cercano di ingannare
Iddio e coloro che credono, ma, incoscienti, ingannano solo se stessi (Cor. 2, 8-9). A vederli, le
lor persone ti piacciono e, quando parlano, volentieri ascolti il lor dire (...). Sono essi il tuo nemico,
gurdati da loro! Dio li faccia perire! Quanto lungi son dalla Fede! (Cor. 63, 4). Essi cercano
essenzialmente di spodestare Dio e di togliergli il primato e la supremazia, per mettere al suo posto
lUomo. Le loro parole e le loro scelte concrete sono volte a garantire il proprio benessere e non la
gloria di Dio. Ci naturale per chi non crede in Dio, ma diventa ipocrisia ed empiet quando si
tratti di persone che si presentano come credenti. Essi infatti si rifanno, s, al Corano (per dar prova
della loro religiosit), ma lo usano solo per corroborare e far sembrare autenticamente religiose le
loro posizioni laiche e antireligiose. Per questo Qutb sostiene che serve a ben poco disputare sulla
lettera del Libro Sacro: ci che conta comprendere a fondo e condividere lo spirito del Corano,
lo spirito della fede, la hakimiyya. Tutto il resto non sar che una conseguenza di questunico punto
essenziale, cio la fede che Dio esista e che a lui spetti il primo posto in tutto. Se si comprende ci,
evidente che ogni istante della propria vita deve essere in funzione, a servizio e a lode di Dio. Dio
non cosa trascurabile (Cor. 11, 92). Chi credesse veramente non potrebbe che ardere di zelo
per Dio. Se non arde di questo zelo, se preferisce rimanere a casa piuttosto che andare a combattere
per la gloria di Dio, ci chiaro segno che evidentemente non crede sul serio, come dice il Corano:
Quei che ti chiedono il permesso di restarsene a casa, sono coloro che non credono in Dio e
nellUltimo Giorno e hanno il cuore dubbioso e nel dubbio loro stanno esitanti (Cor. 9, 45). Non vi
quindi alcuna possibilit di compromesso, asserisce Qutb, un po sulla falsariga dellevangelico
Nessuno pu servire due padroni: o odier luno e amer laltro o preferir luno e disprezzer
laltro: non potete servire Dio e Mammona (Mt 6, 24). E necessario scegliere: Chi desidera il
campo arato dellaltra vita, gliene daremo in abbondanza e chi desidera il campo arato del mondo,
gliene daremo, ma nellAltro non ne avr parte alcuna (Cor. 42, 20). Gli empi preferiscono la vita
del mondo alla vita dellOltre (Cor. 14, 3); ma coloro che scelgono Dio, devono rimanergli fedeli
ed essere coerenti sino in fondo: O voi che credete! Non tradite Dio! (Cor. 8, 27).
Pi volte il Corano d ingiunzioni e poi aggiunge: se siete sinceri o se sieti veri credenti
(cfr. Cor. 8, 1). Ci significa che la fede si vede dalle opere; la vera fede in Dio si prova dal modo
con cui il credente si comporta, ragiona, parla, agisce. La vita quotidiana il banco di prova della
fede. Se poi lobbedienza a Dio porta a dolorose rinunce, a sofferenze e disagi, ci avviene appunto
perch Dio possa riconoscer coloro che credono (Cor. 3, 140) e distinguerli dagli ipocriti o falsi
credenti.
Come si vede, il discorso di Qutb totalemte incentrato sul Corano. Cita anche non di rado
vari hadith del Profeta, ma non cita quasi mai i grandi ulema, teologi e giuristi, della tradizione
islamica. Questo perch egli ritiene che lIslam debba essere fondato esclusivamente sulla parola di
Dio, certa, immutabile e infallibile, e non sulle mutevoli e fallaci parole degli uomini. I musulmani
credono che il Corano sia la parola di Dio e la Legge divina per gli uomini. Qutb dice che, se si ha
davvero questa fede (aqida), non si pu far altro che mettere in pratica, integralmente, la Legge
dettata da Dio (sharia). Quindi obbedite a Dio e al suo Messaggero, se siete veri credenti (Cor.
8, 1). Lordine di Dio stabilito in modo assoluto (Cor. 33, 37): non rimane che obbedire o
disobbedire, senza vie di mezzo. Credete in una parte del Libro e rifiutate unaltra parte? (Cor 2,

85). Se si crede che il Corano parola di Dio, non si possono seguire alcuni versetti e tralasciarne
altri, considerati anacronistici o scomodi. E non ha senso discutere in vista di una eventuale
modifica della Legge: se si ha la fede e si crede quindi che essa venga direttamente da Dio, si deve
necessariamente credere che sia perfetta: O voi che credete! Non intromettetevi [con vostre
personali opinioni] al cospetto di Dio e del Suo Messaggero, e temete Iddio! (Cor. 49, 1).
Neppure ha senso, quindi, discutere se le leggi di Dio siano utili o no, siano benefiche o no:
Dio decreta ci che vuole! (Cor. 5, 1). Certo, si creder che Iddio desidera agio per voi, non
disagio (Cor. 2, 185) poich Dio misericordioso e benigno (Cor. 2, 225) e pu darsi vi
spiaccia qualcosa che invece un bene per voi, e pu darsi vi piaccia qualcosa che invece un male
per voi: Dio sa e voi non sapete (Cor. 2, 216), ma, in ultima analisi, Dio fa ci che vuole (Cor. 2,
253). Di conseguenza latteggiamento delluomo di fronte alle leggi di Dio deve essere insiste
Qutb - di totale sottomissione (islam) e rassegnazione, con riverente timore e filiale gratitudine.
Luomo servo di Dio, in tutto dipendente da lui. Sarebbe sempre empiet e superbia volersi
emancipare dalla propria condizione di assoluta dipendenza da Dio, o rivendicare presunti diritti.
Altrettanto empio e superbo sarebbe protestare per invidia del fatto che Dio elargisca il Suo favore
a chi Egli vuole di fra i Suoi servi (Cor. 2, 90) e per questo lamentarsi del proprio stato
dinferiorit. Sarebbe stato questo, secondo il Corano, il motivo della condanna del diavolo (Iblis),
come dice: E quando dicemmo agli Angeli: Prostratevi avanti ad Adamo, tutti si prostrarono
salvo Iblis, che rifiut superbo (Cor. 2, 34) perch diceva: Non sar mai che io mi prostri di
fronte ad un uomo che Tu hai creato dargilla secca, presa da fango nero impastato! (Cor. 15, 33).
La posizione di Qutb, fortemente ancorata al Corano e ad una visione totalitaria, assoluta,
radicale della religione, agli antipodi da quella di pensatori musulmani pi o meno suoi
contemporanei, rappresentanti del cosiddetto modernismo islamico. Secondo Abu l-Kalam Azad, ad
esempio, la religione in s ha come scopo la felicit e prosperit della societ umana 1. Tale
felicit da intendersi sia in senso materiale, come il Paradiso delle scoperte scientifiche 2 e del
benessere economico, sia in senso spirituale umanistico, cio come sviluppo nelluomo di una
personalit equilibrata: questo secondo Ghulam Ahmed Parwez lo scopo della Rivelazione 3.
La Legge di Dio dunque intesa non tanto come una serie di precetti esterni, quanto come una
legge interna della coscienza, come dice Mazhar al-Din Siddiqi: La Rivelazione non altro che la
Ragione operante ad un livello pi profondo4. Halide Edib Adivaz5 sostiene che le prescrizioni
coraniche non devono essere applicate oggi alla lettera: le considera infatti come leggi
fondamentalmente umane, valide solo per il tempo e la societ in cui furono promulgate. E da
notare che questi pensatori modernisti non respingono affatto il Corano, anzi cercano di fondare le
loro idee proprio su di esso.

La politica di Dio
Tutto, secondo Sayyid Qutb, rientra nella visione globale della Fede (tasawwur itiqadi
shamil), poich tutto viene da Dio e il criterio di tutto Dio (e quindi la religione). Gi Platone
1
2
3
4
5

J.M.S. Baljon, Modern Muslim Coran interpretation, Brill 1968; p. 74


al-Masriqi, Hadith al-Quran, p. 266 s.; cit. in Baljon, op. cit.
Parwez, Salim ke Nam, p. 248; cit. in Baljon, op. cit.
Siddiqi, cit. in: The Islamic Literature, Lahore, agosto 1953, 8
Halide Edib Adivaz: Lettera allo Shaikh Muh. Asraf, pubblicata in The Islamic Literature, marzo 1953

aveva detto: Dio il criterio supremo di tutte le cose, e non luomo, come alcuni sostengono 6. Lo
scopo della societ umana e dellapparato politico di dar gloria a Dio e di servirlo secondo la sua
legge, perch per citare santIgnazio di Loyola, luomo stato creato per lodare, riverire e
servire Dio nostro Signore7. Lo scopo non il benessere delluomo e la sua felicit terrena, come
vorrebbero i modernisti: Fu reso adorno agli occhi degli uomini lamor dei piaceri, come le donne,
i figli e le misure ben piene doro e dargento, e i cavalli di purissima razza, e i greggi e i campi;
questi son beni di questa vita terrena, ma presso Dio la meta buona (Cor. 3, 14); questa vita
della terra godimento effimero (Cor. 40, 39); non questa vita terrena altro che vanit e gioco,
ma la Dimora dellOltre davvero la Vita, sessi sapessero! (Cor. 29, 64); dunque non vi seduca
la vita del mondo e non vi seduca, su Dio, il Seduttore! (Cor. 31, 33).
Ci non significa che Dio voglia dalluomo il disprezzo di tutte le cose terrene e sofferenza,
poich Iddio desidera agio per voi, non disagio (Cor. 2, 185) e vuol rendervi i pesi leggeri,
poich luomo fu creato debole (Cor. 4, 28) e in verit Iddio con voi clemente, indulgente
(Cor. 57, 9), ma anche se Dio volesse per luomo disagi (come ad esempio i digiuni), egli dovrebbe
ugualmente obbedire: non deve infatti seguire la Legge di Dio perch agevole, bens perch la
Legge di Dio. Qutb spiega8, parlando del vino, che il suo divieto utile e benefico (allontana
lebbrezza dalle menti e le rende pi sane), ma lunico vero motivo per cui non deve essere bevuto,
perch Dio ha cos comandato. Come per il vino, cos per tutto: tutto deve essere regolato dalla
Legge di Dio, indipendentemente da qualsiasi utilit umana e rispetto umano; pi le prescrizioni
sono penose e pi sono valide per mettere alla prova lautenticit della fede, come dice il Corano:
Ladultera e ladultero siano puniti con cento colpi di frusta ciascuno, n vi trattenga la
compassione che provate per loro dalleseguire la sentenza di Dio, se credete in Dio e nellUltimo
Giorno (Cor. 24, 2). A Dio deve sempre essere riservato il primo posto: Se i vostri padri e i vostri
figli e i vostri fratelli e le vostre mogli e la vostra trib e i beni che avete acquistato e un commercio
che temete possa andare in rovina, e le case che amate, vi sono pi care di Dio e del Suo
Messaggero e della lotta sulla Sua Via, allora aspettate finch Dio vi porter il Suo Ordine
distruttore! (Cor. 9, 24).
Si deve obbedire a Dio in piena sottomissione (islam), senza preoccuparsi delle sofferenze
terrene di ci: Se temete che ne derivi impoverimento, ebbene Iddio vi far ricchi col tesoro del
Suo favore, se vorr (Cor. 9, 28). Se vengono a mancare le provviste, non importa: La migliore
provvista il timore di Dio (Cor. 2, 197).
Il vero credente deve dunque vivere in questo modo la sua fede; ma lecito imporre la legge
di Dio agli altri per instaurare uno Stato teocratico? Secondo Qutb, s. Ogni potere infatti appartiene
a Dio (teocrazia9): egli il Sovrano di tutti gli uomini e ha investito il suo Profeta di potest
profetica e regale (nabi e malik) e dopo la morte del Profeta, i califfi suoi successori. Ora, Dio d
ai suoi messaggeri poteri su chi Egli vuole, e Dio su tutte le cose potente (Cor. 59, 6); i califfi
sono, cos, strumenti del potere di Dio, il quale si serve di loro per estendere il suo regno sulla terra
(mamlakat Allah fi l-ard10). Che Dio, poi, scelga il califfo come supremo strumento per imporre la
propria sovranit, una sua decisione insindacabile: Dio favorisce per la Sua misericordia chi
6

Platone, Leggi, IV, 716 C


Ignazio di Loyola, Ejercicios Espirituales, 23
8
Fi zilali l-Quran, p. 978
9
Giuseppe Flavio, che ha coniato il termine teocrazia, dice che Mos ha istituito come governo la teocrazia,
collocando in Dio il potere e la forza (Contra Apionem, II, 16)
10
Fi zilali l-Quran, p. 1433
7

vuole (Cor. 3, 74) e ha prescelto alcuni su altri (Cor. 4, 34) perch Dio fa quello che vuole
(Cor. 2, 253).
Lunica forma di governo ammissibile dice Qutb - dunque la teocrazia, retta dal vicario
del Profeta, cio dal califfo. Questultimo solo un umile esecutore della sharia islamica. Non ha
nessun potere legislativo, non un re. Come dice Dio in un hadith attribuito al Profeta: Io sono il
re! Dove sono i re della terra? 11. Lunico re e sovrano Dio. Pertanto la teocrazia ha come unico
criterio lonore di Dio e la sua Legge. E quindi lopposto della democrazia, che si prefigge come
criterio i valori e i desideri della maggioranza, quali che siano, senza avere valori assoluti. Lo Stato
teocratico invece espressione di una minoranza credente, depositaria dei valori assoluti (e non
relativi) della Legge di Dio. E lecito a questa minoranza imporsi con la forza alla maggioranza
infedele? Qutb ritiene di s, non solo per lautorit che le viene da Dio ma, ancor pi, per
misericordia. Lo spiega bene un altro importante ideologo del fondamentalismo islamico, questa
volta uno sciita, Morteza Motahhari: I genitori hanno due tipi di attaccamento nei confronti del
proprio figlio: uno razionale, laltro emotivo. Lattaccamento razionale talvolta li induce a
compiere unazione che apparentemente causer dolore e afflizione al figlio. Ad esempio,
potrebbero affidarlo alloperato di un chirurgo per lamputazione di un arto suppurato; pur
dolendosi e versando lacrime, essi insisteranno presso il medico perch operi nel pi breve tempo
possibile. Verseranno le lacrime del loro attaccamento emotivo, chiedendo nel contempo
loperazione chirurgica a motivo del loro attaccamento razionale; parimente un musulmano
naturalmente preoccupato della salvezza di tutti gli esseri umani ed interessato a che diventino
musulmani; perci, al fine di eliminare la corruzione da una societ in cui prevalgono la
mancanza di religione e la sua ignoranza, lIslam fornisce indicazioni per portare avanti una
battaglia armata12. Infatti i pi fra gli uomini sono tanto immersi, secondo Qutb, nelle seduzioni di
Satana (il contagio svedese, come lo chiama, cio tipicamente occidentale laico antireligioso), da
non potersene liberare: Satana dice un hadith - scorre come il sangue nelle vene dei figli di
Adamo. E quindi necessario distruggere con la forza i poteri diabolici (cio i governi laici
infedeli) che, con le loro ideologie liberali e la loro politica permissiva, rendono i cittadini schiavi
dei piaceri, del denaro e dellegoismo. Combattete i prncipi dellempiet!, dice il Corano (Cor. 9,
12), combattete coloro che non credono in Dio e nel Giorno Estremo, e che non ritengono illecito
quel che Dio e il suo Messaggero han dichiarato illecito! (Cor. 9, 29). La milizia di Dio, per
compassione e amore, dovrebbe combattere per liberare le vittime di tali societ dallinfelice
prigionia in cui si trovano. Non si tratta di costringerli alla fede, la quale sempre una scelta libera
di fronte a Dio: Potr forse costringervi a credere se voi non volete? (Cor. 11, 28); chi vuole
creda e chi non vuole respinga la Fede (Cor. 18, 29); si tratta solo di liberarli dalla loro schiavit (e
dunque non-libert) a un regime che apparentemente li lascia liberi, ma che in realt li schiavizza e
ipnotizza con le proprie seduzioni opprimenti ed irresistibili. Soltanto dopo che sia stata distrutta
questa tirannia, gli uomini potranno essere veramente liberi: Il jihad scrive Qutb instaura
lordine islamico, ma la fede lasciata alla libert di coscienza, una volta garantita la protezione
dellordine pubblico islamico e al riparo dalle influenze ostili13.
La guerra santa cos allo stesso tempo liberazione misericordiosa dei buoni e castigo dei
cattivi, che Iddio punir per mano vostra (Cor. 9, 14). Quanto alle sofferenze che la guerra
provoca, dice il Corano: Ogni male che vi colpisce, vi colpisce per i peccati che avete commesso;
11

Sahih al-Bukhari
Morteza Motahhari, La Guida e il Magistero, Centro Culturale Islamico Europeo, Roma 1987; p. 14 e 15
13
Fi zilali l-Quran: Introduzione alla Sura VIII, p. 1433-1443
12

eppure molte cose [Dio] perdona (Cor. 42, 30); e allobiezione che, con la guerra si provoca la
morte di molti innocenti, Qutb risponde che chi muore in grazia di Dio va in paradiso (se Dio
vuole). Inoltre, il jihad uno strumento della provvidenza divina per mantenere i giusti equilibri nel
mondo, come dice il Corano: Se Dio non respingesse gli uomini gli uni tramite gli altri, la terra si
corromperebbe: ma Dio pieno di grazia per il mondo (Cor 2, 251).
La guerra santa comunque, una validissima prova di fede: chi la rifiuta portato al
rifiuto, molto probabilmente, non da una motivazione ideologica che lo spinga a pensare che Dio
non voglia la guerra, bens piuttosto da una mancanza di vera fede e da un attaccamento alle cose
umane e terrene: Voi preferite la vita terrena, ma laltra che pi bella, pi lunga (Cor. 87, 1617); O voi che credete! Che avete, che quando vi si dice: Lanciatevi in battaglia sulla via di Dio,
rimanete attaccati alla terra? Preferite forse la vita terrena piuttosto che quella dellOltre? Ma il
godimento della vita terrena, di fronte alla vita dellOltre, non che poca cosa! (Cor. 9, 38): n
distolga dal combattere per Dio la paura degli uomini: Avete forse paura di loro? Ma di Dio
piuttosto che dovete avere paura, se siete credenti! (Cor. 9, 13).
Qutb insiste nel sottolineare che il jihad non guerra giusta ma guerra di fede
(marakat al-aqida), di natura prettamente spirituale e religiosa: deve essere il prolungamento di
una guerra interiore contro il Demonio, la passione, i desideri, le ambizioni... 14. Essa non deve
assolutamente contaminarsi con motivazioni economiche, nazionalistiche, umane; e ancor
meno deve essere provocata dallodio e dallaggressivit, come dice il Corano: Non vi induca
lodio contro gente empia ad agire ingiustamente (Cor. 5, 8).
Quanto detto riguardo al jihad vale anche per la legislazione penale della sharia e le
cosiddette pene coraniche. Qutb afferma che le punizioni non devono mai essere eseguite per
vendetta, per rabbia, per odio del delinquente. Dice un hadith che il Profeta non si vendicava mai
per se stesso, in qualsiasi questione che gli si presentava, ma se le leggi di Dio venivano violate,
egli compiva vendetta per Dio15. In un altro hadith narrato che un tale Abdullah bevve del vino e
il Profeta lo pun frustandolo. Una persona l presente si mise allora ad insultare e schernire il reo.
Ma il Profeta disse: Non insultatelo, poich in nome di Dio, io so che egli ama Dio e il suo
Messaggero16. Ci significa che la punizione deve essere eseguita solo perch Dio lo comanda, e
non con spirito di odio o disprezzo verso chi ha commesso il delitto.
Inoltre lapplicazione delle pene coraniche deve servire come espiazione della colpa:
Chiunque commetta uno di questi crimini dice ancora un hadith - e riceva la pena legale in
questa vita, questa sar la sua espiazione e purificazione17.
Qutb non mette in discussione lapplicazione scrupolosa delle pene coraniche, anche l dove
a noi la pena sembra eccessiva e sproporzionata. Ad esempio il furto punito anche quando la cosa
rubata minima: secondo un hadith Dio maledice il ladro che ruba anche soltanto un uovo: perci
gli si tagli la mano18, e la mano tagliata deve essergli appesa al collo 19. Un altro esempio
costituito dalla pena di morte per chi prende in giro o insulta il Profeta (un crimine che appunto,
proprio in questi giorni, tre terroristi islamici affiliati allIsis, hanno punito uccidendo i giornalisti
della rivista satirica Charlie Hebdo a Parigi). Secondo un hadith riportato nelle raccolte canoniche
di Abu Dawud e Nasai, un uomo aveva una madre la quale insult il Profeta e quelluomo la uccise
14

Fi zilali l-Quran, p. 1441


Sahih al Bukhari, 6786
16
Sahih al-Bukhari, 6780
17
Sahih al-Bukhari, 6801
18
Sahih al-Bukhari e Sahih Muslim
19
Hadith riportato da Tirmidhi.
15

allistante. Il Profeta ne fu informato e approv il gesto. Che questo hadith sia autentico o no, la
pena di morte per tale crimine comunque prevista dalla scuola giuridica malikita.
Linsistenza di Qutb sul dovere di ripristinare integralmente le punizioni coraniche (a quei
tempi non applicate praticamente in nessun paese islamico) trover soddisfazione, anni dopo,
allorch esse furono appunto reinserite nel diritto di alcuni Stati, primo fra tutti lIran. E non cosa
di poco conto che un Progetto di codice penale arabo unificato, fondato sulla sharia e redatto dal
Consiglio della Lega degli Stati Arabi fu approvato dal Consiglio dei Ministri Arabi della Giustizia
nel 1996.

Leconomia nel piano di Dio


Sayyid Qutb ritiene che tutto debba essere valutato in funzione del fine ultimo, che Dio. Il
denaro e le ricchezze non sono un male in s, ma diventano spesso un pericolo perch facilmente
allontanano da Dio; come dice il Corano: O voi che credete! Non vi distraggano le vostre
ricchezze e i vostri figli dalla menzione del nome di Dio (Cor. 63, 9); ...porte dargento e letti
dargento per adagiarvisi e ornamenti doro; ma tutto questo non che godimento breve di vita
terrena, mentre v lAltra presso il Signore per i timorati di Dio (Cor. 43, 34-35); vile la merce
del mondo, ben migliore lAltra per chi teme Iddio! (Cor. 4, 77).
Qutb accusa la civilt moderna laica di essere plutocratica e di assegnare al benessere
economico unimportanza del tutto sproporzionata: guai a chi ammucchia ricchezze e le prepara
pel dopo. Crede forse che le ricchezze lo faranno eterno? Niente affatto! Sar lanciato nella
Voragine! (Cor. 104, 2-4). Non ti inganni la facilit negli affari degli infedeli, sulla terra: poca
cosa, e poi, ultimo rifugio, lInferno: qual tristo giaciglio! (Cor. 3, 196-197), e non allungare gli
sguardi bramosi sugli splendori di vita terrena che a molti di essi facciamo godere, per provarli. La
provvidenza del tuo Signore pi buona ed eterna! (Cor. 20, 131).
Le ricchezze sono seducenti e rischiano di allontanare dallunico vero Bene, che Dio: Vi
distrarr da Dio la gara di ricchezza, fino al giorno in cui visiterete i sepolcri! (Cor. 102, 1-2). O
voi che credete! In verit nelle vostre mogli e nei vostri figli v un nemico per voi. Guardatevene
(...). Poich le vostre ricchezze e i vostri figli non sono che una tentazione, mentre presso Dio vha
mercede immensa! (Cor. 64, 14-15). Inoltre il benessere materiale porta facilmente alla superbia e
ad un senso di autosufficienza e indipendenza da Dio: Se Dio troppo ampia elargisse la Sua
provvidenza ai Suoi servi, questi insolentirebbero sulla terra (Cor. 42, 27).
La povert dice Qutb - suscita le virt della speranza, dellumilt e della fiducia in Dio.
Chi veramente crede in Dio non teme la povert, perch spera tutto da lui e accoglie con gratitudine
tutto ci che Dio gli dona. Noi vi metteremo alla prova col terrore, con la fame, con la privazione
dei beni e della vita e dei frutti della terra (Cor. 2, 155); coloro che, come Giobbe, perseverano
umilmente e con pazienza nellamore di Dio, quando li colga disgrazia esclamano: In verit noi
siamo di Dio e a Lui torneremo! (Cor. 2, 156). Hanno piena fiducia in Dio e sperano che se
saran poveri, certo Dio con la Sua grazia li arricchir (Cor. 24, 32).
Qutb mette in luce il contrasto che c tra lo spirito zakawi (cio della zakat, ovvero di
purezza e di carit verso i poveri) nellIslam e lo spirito ribawi (cio usuraio, speculativo,
imprenditoriale) tipico della Jahiliyya, cio della societ dellignoranza, quella che ignora lIslam.
Il denaro deve essere sottratto alle brame perfide degli usurai capitalisti che non mirano ad altro che
ad arricchirsi illecitamente, e deve essere invece gestito dalla suprema autorit religiosa dello Stato,

che lo impiegher per la Via di Dio (sabil Allah) cio per la sua gloria e per il bene comune, innanzi
tutto dei poveri, degli orfani e delle vedove. La ricchezza deve quindi essere maneggiata come uno
strumento pericoloso, con distacco, ricordando sempre che quel che v presso Dio migliore
del divertimento e del commercio (Cor. 62, 11).

La famiglia e la donna
Secondo Qutb la famiglia il nucleo centrale della societ umana. La famiglia, che egli
concepisce in senso strettamente tradizionale, crea quel prezioso valore che costituito dai rapporti
di parentela. Qutb rimprovera aspramente alla Jahiliyya di disgregare le famiglie (a causa del
libertinaggio, del divorzio, ecc.) e di creare quindi una societ in cui i rapporti diventano
impersonali, quasi tra esseri anonimi, e fondati soltanto su interessi egoistici, economici o venerei.
Una societ sana invece dovrebbe basarsi su rapporti veramente umani e personali, di amore e di
rispetto. Il criterio non deve essere il profitto economico o il piacere carnale, come avviene
nellOccidente infetto dal contagio svedese, ma la dignit delluomo e, in ultima analisi, la fede,
che la base della mutua amicizia, dellamore e della lealt tra musulmani20.
La famiglia, dunque, deve essere la scuola dove si apprendano ed assimilino questi valori,
tenendosi ben lontani dal contagio perverso della Jahiliyya: Che visione materialista! scrive
Qutb - ... e questo mercato di schiavi chiamato emancipazione della donna! 21. Il matrimonio
islamico deve essere, allo stesso tempo, un fatto profondamente umano e religioso: lincontro di
due cuori in Dio22. La vita coniugale diventa cos un modo per servire e onorare Dio, nella
concordia e nellumilt, educando nella fede i figli e facendo della famglia una vera e propria
palestra della religione.
Per comprendere bene le idee di Qutb sulla dignit e il ruolo della donna, necessario
partire da un presupposto prettamente religioso: Dio, che il sovrano delluniverso, ha il diritto di
privilegiare chi vuole e di negare il suo favore a chi vuole (Cor. 3, 26), perch a Dio appartiene il
dominio dei cieli e della terra e dello spazio fra essi; Egli crea ci che vuole, ed sovra tutte le cose
potente! (Cor. 5, 17). Perci egli, senza doverne rendere conto a nessuno, potrebbe esaltare luomo
ed umiliare la donna: Dio, infatti, fa quello che vuole; e nessuno potrebbe lamentarsene o protestare,
poich se Dio avesse a riprendere gli uomini per quel che davvero meritano, non lascerebbe sul
dorso della terra nessun essere vivo (Cor. 35, 45) e se volesse, vi annienterebbe tutti (Cor. 14,
19): Egli infatti il sovrano padrone dei suoi servi (Cor. 6, 18), regnante sul trono, glorioso, fa
ci che vuole (Cor. 85, 15-16).
Tuttavia Qutb ritiene che Dio, per sua gratuita misericordia, abbia conferito alla donna la
stessa dignit che alluomo e un ruolo non inferiore nella societ. E per questo che il Corano
raccomanda spesso la gentilezza e la dolcezza nei confronti delle donne (Cor. 2, 229, ecc.):
Trattatele con gentilezza, ch, se le trattate con disprezzo, pu darsi che voi disprezziate cosa in
cui Dio ha invece posto un bene grande (Cor. 4, 19). La differenza con la Jahiliyya sta nel fatto che
Qutb vede la piena realizzazione di tale dignit nelle virt del pudore e della castit, nellumile
servizio domestico e nella riverente e amorosa sottomissione al marito. Qutb esalta grandemente il
valore della pudicizia, opponendosi con sdegno allaperto e impudente libertinismo dellOccidente
20
21
22

Morteza Motahhari, La Guida e il Magistero, p. 17


Sayyid Qutb, Maalim fi t-tariq, 1964 (1980), p. 160
Fi zilali l-Quran, p. 240

laico, il quale, con il pretesto dellemancipazione femminile, riduce le donne a puri oggetti di
piacere in una aberrante esaltazione dei piaceri della carne. Questo uno svilimento e un oltraggio,
oltre che a Dio, alla dignit delle donne, le quali dovrebbero invece essere devote a Dio e sollecite
della propria castit (Cor. 4, 34), riservate e pudiche, non solo nello spirito, ma anche allesterno,
cio negli atteggiamenti del corpo e nellabbigliamento: Di alle credenti che abbassino gli sguardi
e custodiscano le loro intimit e non mostrino troppo le loro bellezze, eccetto quel che di fuori
appare, e si coprano i seni dun velo (Cor. 24, 31).
Permettere alle ragazze di uscire con fidanzati o di partecipare a feste compromettenti
significherebbe gettarle spietatamente nel vortice delle tentazioni contro la purezza, spingendole
cos alla corruzione delle virt e della loro integrit. Piuttosto rimanetevene nelle vostre case e non
vadornate vanamente come avveniva ai tempi dellidolatria (Cor. 33, 33). Il compito della donna
sposata, dunque, di accudire i figli e le faccende domestiche. Ci non significa per affatto che
essa sia meno importante delluomo o che il suo ruolo sia inferiore: il suo ruolo semplicemente
diverso. Il fatto poi scrive Qutb che gli occidentali considerino come cosa negativa e ingiusta il
non poter partecipare ai lucri del commercio e alla vana boria delle attivit pubbliche e politiche,
deriva dalla corrotta mentalit laica, ferocemente bramosa dei beni terreni (Cor. 100, 8).
Rimane ancora da dire che gli uomini sono preposti alle donne, perch Dio ha prescelto
alcuni su altri (Cor. 4, 34). Dio, infatti, fa quello che vuole. E importante per sottolineare che, a
differenza della mentalit laica, la mentalit religiosa islamica vede nellumilt, nellobbedienza e
nella sottomissione grandi e luminose virt che avvicinano a Dio. Come dice il Corano: Aiutatevi
con la pazienza e con la preghiera, che son cose gravi, ma non per gli umili (Cor. 2, 45).
I modernisti, secondo Qutb, sono infetti dal contagio svedese e confondono la libert vera
con il permissivismo, pensando che il permettere alla donna di guadagnar soldi, di divorziare e di
vestirsi in modo indecente sia una maniera per favorirla e riconoscerne la dignit, mentre, per Qutb,
ci significa sottrarle la sua femminilit pi autentica e corromperla con seduzioni malvage,
rovinando in tal modo lei e lintero sistema familiare, retto su di una sana armonia, il cui equilibrio,
al sopraggiungere di ribelli rivendicazioni, non pu che spezzarsi.

Arte e cultura nello Stato islamico


Come ogni altra attivit umana, secondo Qutb larte non ha in s il proprio fine assoluto, ma
ordinata al fine ultimo delluomo, che Dio. Tutte le discipline profane valgono e sono lodevoli
soltanto nella misura in cui aiutano la fede e servono la religione. Cos, la calligrafia pu onorare il
Corano, le decorazioni murali possono abbellire le moschee, la scienza pu portare a contemplare
pi dettagliatamente la stupenda complessit della creazione di Dio; anche la filosofia, se si fa
umilmente ancella della teologia, per usare la celebre espressione tomistica, pu aiutare a
comprendere meglio gli insegnamenti della religione. Tutte queste cose dunque sono buone, se
adempiono al loro scopo, ossia che, per mezzo di esse, il cuore delluomo sia richiamato a Dio 23.
Se invece non ottengono questo scopo, allora, dice Qutb, sono condannabili nel loro insieme:
diventano infatti solo vana curiosit o godimento estetico, distraendo dallunica cosa importante che
Dio. Quel che v presso Dio migliore del divertimento (Cor. 62, 11). Se poi queste discipline
profane diventano non solo inutili, ma addirittura dannose per la fede e apportatrici di suggestioni e
valori ostili alla religione, allora a maggior ragione sono da respingere ed eliminare. In tal caso
23

Tommaso dAquino, Summa theologiae, II-II, 91, 2

scienza e filosofia non sono che sfrontato curiosare e superbo orgoglio: La scienza senza la fede
dice Qutb fitna (seduzione, scandalo, sedizione)24. Proprio come diceva san Tommaso: Tutto
ci che nelle altre scienze [profane] si trovi che sia ripugnante alla verit di questa scienza [la
teologia], sia condannato come falso, interamente25. Larte e la musica, lasciate a se stesse,
diventano strumenti di Satana, e la sua tirannia per mezzo di esse , secondo Qutb, palese e
mostruosa nella Jahiliyya. Un esempio tipico costituito dallarte oratoria o avvocatura:
nellOccidente laico essa, attraverso perfidi giri di parole e di idee, si propone di difendere e far
apparire innocenti coloro che sa essere colpevoli, falsando senza vergogna la verit; e tutto soltanto
per brama di miserabili applausi e di denaro meschino. Ci si deve, secondo Qutb, ai regimi
cosiddetti liberali che permettono tali aberrazioni in nome della libert.
In realt, tutto collegato: la cultura e larte, nel mondo occidentale, sono impregnate di
erotismo e di consumismo. LOccidente stesso non altro, afferma Qutb, che un immenso bordello
a cielo aperto: La condizione di ignoranza in cui si trovano le societ contemporanee non di
natura diversa da quella in cui versava lantica Arabia prima del sorgere dellIslam (). Lumanit
vive oggi in un grande bordello. Basta dare unocchiata alla stampa, al cinema, alle sfilate di moda
o ai concorsi di bellezza, alla sale da ballo, ai bar e alle trasmissioni radiotelevisive. O osservare la
sua folle brama di corpi nudi, posizioni provocanti o affermazioni allusive in letteratura, nellarte e
nei mass-media. A ci si aggiunge il sistema dellusura che alimenta lavidit delluomo per il
denaro, per il quale luomo disposto a ricorrere a mezzi spregevoli per accumularlo e investirlo.

Cristiani ed ebrei
Dalle pagine che precedono il lettore pu essersi fatto unidea del discorso islamico
integralista, del suo linguaggio, delle sue argomentazioni. Impregnato di citazioni coraniche,
linsegnamento di Sayyid Qutb, come pure dei suoi emuli fino ad oggi, ha una sua logica interna, ha
una sua peculiare coerenza, capire la quale essenziale per chiunque desideri comprendere le cose
prima di giudicarle.
Unultima parola per va ancora spesa sul giudizio di Qutb riguardo ai cristiani e agli ebrei.
Su questo egli categorico: La Gente del Libro [cio appunto cristiani ed ebrei] idolatra (shirk),
infedele (kufr), la loro religione invalida (batil). Questa tesi, secondo cui essi non sarebbero pi
da considerare Gente del Libro, e quindi protetti e tutelati dalla sharia anche allinterno di uno
Stato islamico, bens infedeli e idolatri e quindi costretti a scegliere tra lIslam e la morte, oggi
accettata generalmente negli ambienti integralisti. Del resto, secondo la sharia, affinch lomicidio
sia considerato colpevole e sia punito, si richiede che lucciso sia musulmano.
Nelle antiche biografie del Profeta si narra che Safwan figlio di Umayya fu esortato dal
Profeta ad abbracciare lIslam, ma Safwan non volle. Il Profeta allora gli disse queste lapidarie e
terribili parole: Hai da scegliere tra la spada e lIslam: cosa preferisci?. Va detto per che
lobbligo di aderire allIslam era inteso qui pi come un dovere di fedelt allo Stato che come una
costrizione ad abbracciare interiormente la fede islamica. LIslam era, oltre che una religione e una
fede, un patto sociale, un insieme di leggi per la convivenza, un sistema governativo. Chi vive in
quel sistema statuale, deve giurargli fedelt, cio deve essere musulmano. In questo senso la fede
interiore del cuore rimane libera: Essi scrive Qutb - non sono costretti ad abbracciare lIslam
24
25

Fi zilali l-Quran, p. 3101


Tommaso dAquino, Summa theologiae I, 1, 6

[...], ma la convivenza possibile solo se essi non frappongono nessun ostacolo alla realizzazione
dellordine islamico del potere nella societ26.
Comunque stiano le cose, Qutb parla di quel vasto raggruppamento di demoni umani,
crociati, sionisti, idolatri, comunisti, che divergono tra loro ma convergono in una unica offensiva
contro lIslam27 ed esorta continuamente, nei suoi libri, a rompere ogni rapporto con le altre
religioni e a combatterle. Effettivamente gi nella Sunna del Profeta si trovano non solo hadith che
esortano i musulmani a fare guerra contro gli infedeli per convertirli allIslam o ucciderli, ma anche
a fare di tutto per differenziarsi dai non musulmani, perfino nei minimi dettagli della quotidianit:
Tagliate i baffi e lasciate crescere la barba, per differenziarvi dai zoroastriani 28; e ancora: Gli
ebrei e i cristiani non si tingono (i capelli e la barba): voi differenziatevi da loro!29.
Laggressivit di Qutb nei confronti del Cristianesimo sorprendente, anche perch le
accuse che egli muove contro la Chiesa sono in realt le stesse che questultima muoveva, fino a
pochi decenni fa, contro il modernismo. Ad esempio, egli le rimprovera di promuovere una
religiosit troppo individualista, interiore, spiritualista, relativista: la stessa cosa che la Chiesa
rimprovera al quietismo, al Protestantesimo, ecc. Cos pure egli laccusa di essersi lasciata assorbire
dal laicismo, cio dalla mentalit di questo mondo, dando pi importanza ai problemi
delluomo che allonore di Dio, e mostrandosi troppo arrendevole (e quasi alleata) con la perversa
civilt occidentale moderna, di tipo americano, olandese o giapponese. Ora, la Chiesa si pensi a
Pio X, ma anche a Pio XII - si lamentava di queste medesime cose, accusandone i modernisti, e si
trovava quindi in sintonia con Qutb. E impressionante quante certe encicliche di Gregorio XVI, Pio
IX e Pio X sia simili, nello stile, nel linguaggio e nei contenuti, agli scritti di Sayyid Qutb!
Questultimo per non era al corrente dellinsegnamento tradizionale della Chiesa cattolica e si
limitava a notare quel che vedeva intorno a s: la civilt laica dei paesi cosiddetti cristiani. Egli non
sapeva che la Chiesa si nel passato quasi sempre opposta a tale mentalit laica e modernista,
condannandone tutti i fautori, a partire da Abelardo, Jan Huss, Giordano Bruno, Galileo e fino a
modernisti dei secoli XIX e XX. La civilt occidentale moderna (la Jahiliyya di Qutb) dunque
nata, in un certo senso, proprio in opposizione alla Chiesa. Ma Qutb non la pensa cos: ritiene
invece che la Jahiliyya sia stata prodotta proprio dal Cattolicesimo. La stessa idea (ma con un
giudizio opposto) si ha in pensatori islamici modernisti come Al-Masriqi 30: egli ammira il
Cristianesimo (cio la civilt occidentale moderna) poich ad esso spetterebbe il merito di aver
portato a tanto sublimi realizzazioni, quali linvenzione della bomba atomica e la scalata del Monte
Everest! Ghulam Ahmed Parwez invece (e cos pure Rashid Rida) mostra di aver compreso la
differenza tra Cristianesimo e civilt laica occidentale. E interessante notare che egli, dal suo punto
di vista modernista, muove al Cristianesimo accuse opposte a quelle mosse da Qutb: egli infatti gli
rimprovera essenzialmente di essere troppo religioso e, per cos dire, troppo coranico. Il
Cristianesimo presenterebbe, secondo Parwez31, unimmagine di Dio troppo maestosa e tremenda,
darebbe uneccessiva importanza allumilt a discapito della curiosit scientifica e della conoscenza
razionale, sarebbe troppo tradizionalista e patriarcale nel suo modo di considerare la donna e nella
sua morale.
26

Fi zilali l-Quran
Fi zilali l-Quran, p. 1208
28
Sahih Muslim
29
Sahih al-Bukhari
30
Al-Masriqi, Hadith al-Quran, 183 e 190
31
In Baljon, op. cit., p. 83-85
27

Come si vede, il giudizio di questi autori, compreso Qutb, sul Cristianesimo e lOccidente
spesso frutto di amalgame confuse e di una certa ignoranza. Ed proprio lignoranza che, mentre
alimenta in molte correnti islamiche lodio e la violenza verso il mondo cristiano, rende noi incapaci
di capire, di affrontare, di convivere con una religione lIslam che conta pi di un miliardo di
fedeli e che, anche nelle sue frange pi estreme e ostili, ci interpella.

Vedi gli altri libri e articoli di Dag Tessore:


http://dagtessore.blogspot.com/