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POESIA IN FORMA DI ROSA 2010

FESTIVAL
NOTTI
E SOGNI
DI MEZZA ESTATE

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Rassegna
di poesia
a cura di Nicola Sguera

17 26 SETTEMBRE 2010
BENEVENTO

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VENERD 17 SETTEMBRE
Ore 18:00 - Teatro De Simone
Contemplazione della fiamma
Tributo a Giuseppina Luongo Bartolini
Proiezione di Ricordami della vita
Regia di Leonardo Cantone
Humanitas e ricerca delloltre
intervento critico di Carlo Di Lieto
Interludi al sax di Antonio Mastrogiacomo

SABATO 18 SETTEMBRE
Ore 18:00 - Teatro De Simone
GIANNI DELIA Trentennio
Introduce Alberico DAuria

DOMENICA 19 SETTEMBRE
Ore 20:30 - Giardini del Teatro De Simone
Se sotto il sole
Niente fa paura
Intertesto interno dellopera di P. P. Pasolini
Voci recitanti I Coribanti

LUNED 20 SETTEMBRE
ArtEmpori per Poesia in forma di Rosa
Ore 16:00 - Piazza San Modesto
Una nuova strategia d'amore. Gli dei nascosero la
poesia nel cuore
Laboratorio a cura della Comunit RNCD
Clown Dottori.
Ore 20:00 - Piazza San Modesto
Pulp.it poetico - prima parte
Lettura di poesie, proposte dai beneventani,
dal "Pulp.it - Nodo di libero intervento civico
e poetico".
Ore 21:00 - Piazza San Modesto
Il mondo salvato dai ragazzini

MARTED 21 SETTEMBRE
Ore 18:30 - Teatro De Simone
BIANCAMARIA FRABOTTA
Quartetto per masse e voce sola
Frammenti per unautobiografia poetica
Introduce Nicola Sguera

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MERCOLED 22 SETTEMBRE
Ore 18:00 - Teatro De Simone
Sandro Pedicini poeta
Parole, immagini e musica con Jacopo Cerulo,
Eudechio Feleppa e Ugo Simeone.

GIOVED 23 SETTEMBRE
ArtEmpori per Poesia in forma di Rosa
Ore 18:00 - Teatro De Simone
Parol_incontr_azione
Dibattito pubblico sulle parole capaci di
azione, sulle emozioni capaci di bene comune
Presentazione del PoeCivismo
e degli strumenti connessi
La responsabilit sociale dell'artista.
Interventi delle associazioni culturali
e di volontariato
Ore 21:00 - Piazza antistante la Chiesa di
Santa Sofia
Pulp.it poetico - seconda parte
Lettura di poesie, proposte dai beneventani,
dal "Pulp.it - Nodo di libero intervento civico
e poetico

VENERD 24 SETTEMBRE
Ore 17:00 - Teatro De Simone
La poesia meridiana
Giuseppe Iuliano e Paolo Saggese
Centro di documentazione
sulla poesia del Sud
Ore 19:00 - Teatro De Simone
Riccardo Dalisi e la poesia dellarte povera
Proiezione di Latta e caff
di Antonello Matarazzo
Intervento critico di Roberto Serino

SABATO 25 SETTEMBRE
Ore 18 - Libreria Luidig
(Palazzo Collenea, Corso Garibaldi 95)
GABRIELE FRASCA Delle vane voci
Introduce Davide De Rei
DOMENICA 26 SETTEMBRE
Ore 18:00 - Teatro De Simone
La Rosa Necessaria:
Larco e la lira
La poesia insorgente di Ren Char

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In limine

La poesia non importa Cos di solito


viene tradotto un memorabile verso di T.S.
Eliot, che pure a quellarte dedic la vita
intera. E, per certi versi, la prospettiva del
grande scrittore americano pu essere condivisa. Ci che conta la vita nella sua interezza. E, da questo punto di vista, molta
poesia merita loblio cui la societ di massa
lha relegata. Chi legge, infatti, pi versi?
Eppure, come annotava stupito Vittorio
Sereni, se ne scrivono ancora Arte residuale? Scrittura che sopravvive nella respirazione artificiale delle antologie
scolastiche, ma oramai irrimediabilmente
morta nellaccezione hegeliana, superata
dallo Zeit-Geist postmoderno? Poesia in
forma di rosa, evidentemente, nasce da
un rifiuto di questa diagnosi, da una scommessa sulla vitalit della poesia. E lo fa in
una piccola citt che, oramai da molti anni,
almeno dai tempi di InChiostro (e, dunque, dalla met degli anni Novanta), la
bella rassegna voluta dalla Provincia e curata con perizia e passione da Rito Martignetti, non dedica unattenzione specifica
ad un tipo di scrittura che pure sta producendo, in ambito sannita, opere notevoli e
voci gi riconosciute dalla critica. Scommettiamo allora sulla necessit della poesia, pur nella consapevolezza che essa non
richiamer un pubblico di massa. Eppure,
forse, proprio questa la forza della poesia, proprio il suo nascondersi ne pu
garantire la tenuta, lenergia trasforma-

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trice. Ma non voglio forzare in una sola direzione possibile la necessit della
rosa/poesia. Infatti, quando Raffaele Del
Vecchio e Pasquale Palmieri mi hanno
chiamato per pensare questa rassegna di
poesia, ho voluto aprirla in tante direzioni,
con lunica scelta decisa di dedicarla alla
poesia contemporanea, la poesia del XX e
del XXI secolo. Ecco, dunque, lomaggio
alla voce maggiore della poesia sannita,
Giuseppina Luongo Bartolini, abituale frequentatrice di circoli letterari fiorentini e
torinesi, voce sospesa tra ricerca delloltre
ed emergenza magmatica di demoni interiori. Ecco la presenza di tre poeti diversissimi tra loro per formazione e scelte
stilistiche, dico Gianni DElia, Biancamaria
Frabotta e Gabriele Frasca, a testimoniare
la ricchezza della poesia italiana nelle sue
eredit plurali. Ecco lomaggio a due grandissimi del secolo scorso, Pier Paolo Pasolini (cui abbiamo rubato anche il titolo
della rassegna, nella consapevolezza della
infinita significanza del simbolo della
rosa), e Ren Char, tanto grande quanto
ignoto in Italia, se non ad una ristretta cerchia di innamorati della sua poesia insorgente. Ecco la presenza di Sandro Pedicini,
i cui versi cristallini amo da quando lo conobbi ventanni fa, protagonista di un delizioso corto girato con sapienza di Ugo
Simeone ed Eudechio Feleppa. Ecco il tentativo di riflessione sulla poesia nel Mezzogiorno dItalia fatto con gli amici del
meritorio Centro di documentazione sulla
poesia del Sud. Infine, appuntamenti di
cui sono particolarmente fiero per la mo-

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dalit che ne ha portato allelaborazione,


ecco le due date curate da ArtEmpori, che
ritengo una delle realt pi feconde nate a
Benevento negli ultimi anni, con lambizione di portarvi una cultura di
rete, di solidariet e di impegno eco-civico. Dunque,
massima apertura, nessuna poetica da testimoniare, ma solo la
volont di ricreare
uno spazio e un
tempo per la poesia
nella sua molteplice
ricchezza (ulteriore
testimonianza ne sia
lomaggio ad un artista
come Dalisi e alle sue sculture
eminentemente poetiche). Con lauspicio
che le persone preposte alle politiche culturali della citt anche in futuro si ricordino di preservare questo luogo simbolico
dove un altro sguardo diviene possibile,
valorizzando tutte quelle personalit vive
e operanti (due nomi su tutti, di diverse
generazioni: Carmelo Bonifacio Malandrino e Francesca Moccia) o oramai scomparse (un nome su tutti, a me caro:
Emanuele Di Donato) che alla poesia dedicano e hanno dedicato impegno e dedizione assoluta. Sarebbe bello che ogni
edizione di Poesia in forma di rosa fosse
assegnata ad un curatore diverso per poter
garantire proprio quello sguardo allargato,
ampio, accogliente che a mio avviso il
grande dono che fa la poesia a chi la onora
e celebra.

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La poesia di
Giuseppina Luongo
Bartolini
tra il quotidiano
e lassoluto

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[I] percorsi di architetture diverse con


preziose schegge che, a tratti, fanno riemergere echi di una dimensione religiosa
ed umanistica, sono proiettati verso un
oltre in attingibile. La cifra inquietante
della modernit nel vortice delle parole,
che ci seducono sotto lincalzante musica
del verso []. Stille di schietta poesia si
consertono per accostamenti associativi
didee alla scena onirica: la poesia di Giuseppina Luongo Bartolini deborda dal
proprio perimetro, per irrompere nel
sommerso del mistero della vita, che impone una fede nelloltre [].
Il verso, prosciugato nella sua essenzialit, esclude ogni lusinga esornativa, per
cogliere la rivelazione dellessere [].
Lio si decentra per cercare un altrove di
una surrealt irriconoscibile [].
Le immagini emergono dirompenti da un
discorso franto ma unitario: un repertorio
di oggetti e simboli di un universo che rinasce, alla luce di una parola rivelatrice, che sopravvive ad una realt

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disseminata di detriti insignificanti [].


Tutto il dicibile al di l del discorso, linfinito supera tutto ci che caduco, cercando una via di fuga. Si apre allalterit,
per riflettersi specularmene nella parola,
come segno perturbante dellesserci [].
Nel laboratorio pre-logico della Luongo
Bartolini, lio, sgomento, deflagra, perch
assiste allinterna disgregazione dellessere [] Accostamenti analogici danno
consistenza ad una rappresentazione problematica dellessere e ad un dispiegamento della fragilit dellio, la cui
oltranza cancella il tempo e lo spazio
come categorie mentali []. Le iterazioni
affrancano la parola dalle convenzioni
sintattico-grammaticali; scompaginano
lordine logico del discorso,
dando il piacere di una continua scoperta epifanica e coniugano
eventi ed emozioni in
un magma dirompente dimmagini
[]. Un dilagante
flusso di coscienza
annulla lio, disperdendosi in una scrittura sempre
in fieri.

CARLO DI LIETO

da Humanitas e ricerca delloltre nella poesia di


Giuseppina Luongo Bartolini, in Giuseppina Bartolini Luongo, La feroce aiuola, Genesi, 2010.

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GIUSEPPINA LUONGO BARTOLINI


nata ad Altavilla Irpina, risiede in Benevento.
Laureata in Lettere presso lUniversit di Napoli, ha insegnato nelle scuole superiori ed
stata Preside nelle scuole medie. Ha pubblicato libri di poesia, di narrativa, di saggistica
e teatro. Le stato assegnato il Premio di cultura Presidenza del Consiglio nel 1983. Vincitrice di prestigiosi concorsi poetici, la sua
opera stata indagata criticamente, tra gli
altri, da Giorgio Barberi-Squarotti, Sandro
Gros-Pietro, Luigi Reina, Luigi Torraca.
Nella sua vasta produzione poetica segnaliamo Dilemma (Ricolo, 1981), Lesca del lucro
(Forum, 1986), Villane/Icona (Bastoni, 1998),
Detriti (Gazebo, 2002), La polvere nei calzari
(Campanotto, 2005). Una cospicua parte della
produzione lirica stata raccolta in La feroce
aiuola (Genesi, 2010). Sue poesie sono state
tradotte in America e in Germania.
Tra le opere saggistiche ricordiamo la preziosa
Guida di Benevento, ristampata recentemente
da Alisei Libri, e il libro dedicato agli ebrei beneventani, Da via della Giudecca al Serralium
della Shoah (Realt Sannita, 2000).
Tra le opere teatrali ricordiamo Nicol Franco
beneventano (Tracce, 1996) e Salvatore Sabariani 1805-1854. Una vicenda beneventana (Il
Chiostro, 1998).

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LEONARDO CANTONE Nasce a Napoli il


30-03-1986. Giovane cineasta, studioso di cinema, si iscrive nel 2004 al corso di laurea
Arti e scienze dello spettacolo alla Sapienza Di Roma. Nel 2007 dirige Battle Within prodotto dallIstituti Italiano per lo

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Studio e lo Sviluppo del Territorio e realizzato


nellambito del progetto Paideia V con il patrocinio del comune di San Giorgio del Sannio
(BN) e della Regione Campania. Nel 2008
struttura un laboratorio scolastico al Liceo Artistico di Benevento e ne dirige il cortometraggio finale OZ premiato al concorso
Video-cinema scuola 24 concorso internazionale di multimedialit 2007/2008 di Pordenone con il secondo posto ex-aequo (primo
non assegnato) e con il terzo posto al concorso
Corto di valore di Fragneto Monforte (BN).
Del 2008 la realizzazione del video per il
ciclo pittorico Corpus Angelorum di Gaetano Cantone, realizzato in occasione della
presentazione del libro Shades del poeta Alberigo DAuria. Nel 2009 dirige il video musicale Anger In Pity per il gruppo
gothic-metal Drammagothica. Sempre nel
2009 dirige e fa da tutor al laboratorio di cinematografia per la Scuola Elementare di San
Giorgio del Sannio (BN) vincendo all ArTelesia Film Festival di Telese (BN). Realizza il
documentario per il Sannio In Folk 2009 e
per il Sannio In Folk 2010, manifestazioni
di musica etno-folk, prodotte dallAssessorato
alla Cultura Turismo e Spettacolo del Comune
di San Martino Sannita (BN) e dall organizzazione e direzione artistica dell Associazione Culturale Pandit, patrocinato dalla
Regione Campania e dalla Provincia di Benevento.
CARLO DI LIETO Vive a Napoli. ordinario
di Italiano e Storia nei Licei. Professore a contratto di Letteratura italiana presso lUniver-

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sit degli Studi Suor Orsola Benincasa di


Napoli. Collabora alle riviste Ariel, Misure
Critiche e Riscontri. nella Redazione de
Il Pensiero Poetante e cura il settore letterario. Ha al suo attivo pubblicazioni inerenti al
rapporto letteratura/psicoanalisi e saggi critici, in chiave psicoanalitica, sulla produzione
pirandelliana e sulla poesia del Novecento.
Collabora a quotidiani con articoli di carattere
culturale. Inoltre, ha scritto saggi su Francesco
Gaeta, Carlo Felice Colucci, Alberto Mario
Moriconi e cinque recenti monografie: Luigi
Pirandello pittore (Riscontri, XXVII, 2, Sabatia Editrice, 2005); Pirandello e la coscienza captiva (Genesi Editrice, 2006), La scrittura e la
malattia. Come leggere in chiave psicoanalitica I
Fuochi di SantElmo di Carlo Felice Colucci
(Dante e Descartes, 2006); La coscienza captiva in Miliardaria di Fabio Dainotti (Edizioni Simone, 2006); L'identit perduta.
Pirandello e la psicoanalisi (Genesi Editrice,
2007).
ANTONIO MASTROGIACOMO Nato ad
Atripalda nel 1989, studia Lettere classiche
alla Federico II di Napoli e musica al conservatorio Nicola Sala di Benevento.

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Trentennio
di Gianni DElia

Poesia epica che narra della generazione


giovane (nel 68) della rivoluzione che
non c stata, generazione che voleva
cambiare il mondo dei padri mettendo la
fantasia al potere, contro il muro dei padri
schiantata per una giustizia di strada sbarrata, poesia che pone con precisione questioni politiche e morali di allora e di ora,
poesia della memoria che cerca di fissare
con il suono delle parole momenti precisi
dellanima per impedire al tempo di rimpicciolire, di allontanare, di sbiadire, poesia
dellamore,
dellamicizia
e
dellillusione per definire che quella era
una voglia di rivoluzione determinata
forse pi dal cuore che dalla testa, poesia
di denunzia delle stragi di Stato e poi di
altre tragedie dellumanit (piazza Tien an
men, la guerra di maggio) e nello stesso
tempo di smarrimento per
i partitici comunisti
combattenti che
hanno ammazzato assurdam e n t e ,
crudelmente
ed
inutilmente
tanta gente e

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contribuito a distruggere quel movimento, poesia della musica e delle canzoni con le quali anche volevamo stabilire
fatti, denunziare ingiustizie e misfatti, e
sognare un impossibile mondo perfetto
nellattacco arioso del sax, poesia canzone
e canzone poesia che insieme camminano
e quello non fu il sogno di un momento (ma
poi sar necessario che disoccupiamo le
strade dai sogni*), poesia che non vuole
sottrarsi al bilancio del rapporto personale intristito dal passare degli anni
quando questo mondo ottuso, che si voleva
cambiare, ora che soli e accompagnati, in ore
querule per caso ci sincontra, vagando, prima
dun temporale, poesia della presa di coscienza del passaggio da un tempo in cui
cera tutta quella gran polvere del parco sotto
le clarks di una gente infinita a un tempo in
cui chi non si omologato rimasto
spesso a nutrirsi di solitudine ora che
tutto quello che abbiamo il nostro nulla...,
poesia che ci fa rivedere nel ricordo dolce
e melanconico di quei giorni ti ricordi
Carlini? la cosa comune, il salario garantito, le trentasei ore per tutti uguali, il Cile
di Allende e descrive con una lucida
spietata analisi tutti i maggiori avvenimenti dellultimo trentennio. Trentennio
in cui il presente purtroppo spesso
questo presente rosso sangue, questo ritorno di barbarie-novit e i disperati
stanno male, soli e lontani anche dalle pa-

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role*. Ma rimane fermo il sogno della


possibilit del cambiamento, rimane
ferma la necessit dellamore, dellamicizia, della solidariet e delle parole come
unica arma contro le quotidiane ingiustizie e sopraffazioni. Cos eravamo e siamo
quelli che vero che non ci capiamo che
non parliamo mai in due la stessa lingua,
e abbiamo paura del buio e anche della
luce, vero* ed anche quelli che continuano ad aspettare quel maggio. Con la
consapevolezza che allinizio di quel
maggio poi tornato febbraio. Dunque era
il Tornare che faceva del Tempo un Nulla: un
Bene e un Male**. E questa storia di
Gianni DElia (che la nostra storia) cerchiamo ancora ostinatamente di raccontarla a molti e soprattutto ai giovani
doggi con la possibilit della nostra verit imperfetta, umiliata tra la rivoluzione che passata e quella che verr***.
ALBERICO DAURIA

in corsivo frammenti di Gianni DElia


*Claudio Lolli
** Pier Paolo Pasolini
*** Franco Fortini.

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GIANNI D'ELIA Vive a Pesaro, dove nato


nel 1953. Libero docente e traduttore, tiene
corsi e seminari di letteratura italiana e francese. Ha fondato e diretto la rivista "Lengua"
(1982-1994), collaborando come critico a numerosi quotidiani e riviste. Tra le sue maggiori raccolte poetiche: Non per chi va (Savelli,
1980; Marcos y Marcos 2000), Segreta (Einaudi,
1989), Notte privata (Einaudi, 1993), Congedo
della vecchia Olivetti (Einaudi, 1996), Sulla riva
dell'epoca (Einaudi, 2000), Trovatori (Einaudi,
2007). Trentennio (Einaudi, 2010) raccoglie
parte importante della sua produzione poetica dal 1977 al 2007. Ha dedicato libri importanti a Pier Paolo Pasolini: Il petrolio delle
Stragi. Postille a 'L'Eresia di Pasolini' (Effigie,
2006), Riscritti corsari. Scritti per L'Unit (Effigie, 2009). Ha tradotto poeti simbolisti e surrealisti, tra cui I nutrimenti terrestri di Gide
(Einaudi, 1994) e Lo Spleen di Paris di Baudelaire (Einaudi, 1997). Ha pubblicato il romanzo Gli anni giovani (Transeuropa, 1995).

ALBERICO DAURIA nato a Benevento


nel 1955 e vive a San Marco ai Monti (Benevento), medico da un trentennio e ascolta
ancora la musica di Lolli (ora le Lovesongs) e
legge ancora Pasolini e Fortini. In precedenza
- da ragazzo - ha fatto parte a Benevento del
movimento narrato da Gianni DElia.

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Le ceneri
e la scavatrice:
Pasolini poeta

un bruso la vita e i giovani adolescenti di periferia di una qualsiasi citt


sembrano incarnare leterna ripetizione
dellallegria e dellincoscienza, votati
dunque alla felicit. Cos lexcipit de Le
Ceneri di Gramsci: da una parte la lotta, la
coscienza, il pensiero, la necessit della rivoluzione,dallaltra le visceri, la passione,
la vita nella sua esplosivit sensoria.
Gramsci confinato, anche da morto,
estraneo e separato da chi egli vorrebbe
riscattare non solo dalla miseria ma anche
dallesclusione dalla storia. In cenere
lideologia,ovvero limpegno etico e civile; ma in cenere anche la passione, se lallegria dei giovani di borgata
diventa ricerca del benessere piccolo-borghese e scade poi in consumo vorace e ottuso.
A rappresentare la cifra delloggi sembrano congrui due simboli di Pier Paolo
Pasolini, le ceneri del pensiero-espressione della coscienza civile, e la scavatrice, che piange perch, mentre apre al
nuovo, cancella ci che c stato, segnando con il suo sterro fresco fratture,
senza ritorni. Azzerando ogni nozione di

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passato, rendendo vuoto e vano il presente, annunciando un futuro di sviluppo


forse,non di progresso. Lanalogia con
loggi non pare forzata: desiderio di assenza di memoria, storia come disciplina inutile persino sui banchi di scuola;
vita come puro godimento parassitario,
assenza di fatica, fisica e intellettuale;
successo facile con qualsiasi mezzo, illecito o criminoso che sia, successo di danaro, di immagine, di potere. In cenere
lintelletto, il dialogo, largomentare, il sistema logico; in novello porcile di Circe la
sensoriet e la sensualit. Assente la gioia,
deserta lallegria. Grigio e
fragile il cemento
delle strade, dei cortili, dei ponti, delle
infra-suprastrutture. Un
colore solo
un
rumore
solocome un
tema unico la
musica di Terry
Riley: un tema con
mille variazioni, ove ogni
strumento si esibisce quasi ad aprire un
mondo nuovo e invece solo unaltra
piega, unaltra ruga sullunico volto che
antico e sempre rinasce per gli archi o
per il piano o per gli ottoni.
Cos lo stile dei versi di Pasolini: una

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terzina del nostro Padre della poesia,


Dante, ma continuamente variata nella
sua struttura fissa: o nellendecasillabo
frantumato o nella terzina scazonte o
nelluso di un altro verso, dal settenario
al doppio settenario. La struttura supera
il crinale di secoli fino a noi e noi la suoniamo con variazioni impreviste, dettate
dalla diversit di tempi e di sentire.
Manca ancora un tema pasoliniano, la
corporeit: la bellezza movimento del
corpo e il corpo disegna la parola, disegna
il gioco musicale, disegna i respiri dellanima di Pier Paolo Pasolini.
E cos sia.
Anche per noi.
MARISA DE LUCA

Testi:
P.P.PASOLINI:
LE CENERI DI GRAMSCI
IL PIANTO DELLA SCAVATRICE
da LE CENERI DI GRAMSCI

Voci recitanti:
VIVIANA ALTIERI
QUIRINO ZAMPARELLI
MOVIMENTI:
LUCREZIA DELLI VENERI
ODETTE MARUCCI

Del Centro Studi Carmen Castiello


Musica:
IN C di TERRY RILEY
Coordinamento:
Marisa De Luca

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I Coribanti

I Coribanti sono stati gli esseri di terra, di


erba e di mare che nell'Isola di Lesbo o
nella favola antica battono tamburi e aste
e bastoni: e il rumore assordava Kronos Tempo - il Padre - Mangiatore dei figli e il
Figlio cresceva e vagiva e piangeva e cresceva.
I Coribanti sono piccoli esseri di terra,
come gli adolescenti, come i cuccioli dell'uomo. Eppure essi rovesciano il Mondo
- il Tempo - la Consuetudine - quando essi
divorano, come regole ferree, l'amore e la
riagione, i fuochi di Prometeo per regalare all'uomo la luce contro le tenebre.
nell'arena del palcoscenico, prima che
gli adulti li spingano ai margini, prima
che essi diventino adulti - perduti che gli
adolescenti consumano il loro essere maschere, veicoli tra l'uomo e il dio, purificati ancora una volta dalla ricerca del
senso del proprio destino.
il tempo dei Coribanti il tempo della
scelta; il tempo del dubbio. Il tempo del
grido e dopo... il deserto.

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La voce sola
e le masse orchestrali:
Biancamaria Frabotta

Biancamaria poeta. Sulla poesia non


oso metter becco, la ascolto, e di lei ho
ascoltato molto, da Rumore bianco a Affeminata, Lalbero del pane e soprattutto Viandanza. Quartetto scritto in prosa, ma la
parola e le scansioni hanno la pregnanza
dei versi cosa di cui discute, in assai parziale accordo con Maria Zambrano.
Quartetto una

scrittura su di s. Non unautobiografia


ma, ci avverte, un autoritratto, un cogliersi
nella luce di ora; domani potr essere diversa. E chi mostra? Una donna fra due
secoli, Novecento e Duemila, che cresce in
provincia e che la famiglia spinge a realiz-

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zarsi inconsueto ma non pi infrequente. Dal padre riceve il comando di


leggere e di essere proprio lei, lei con
nome e cognome, Biancamaria Frabotta,
come nella dedica dei libri che le acquista.
una legge cui si pu stare. Ci sono anche
una madre bellissima e due sorelle, che ricordo assieme in un rosso tramonto romano, alte, dritte e con unaria vagamente
regale. Biancamaria porta, su un invidiabile collo, il profilo piegato verso chi le
parla, come chi avvezzo a guardare in
gi. Come molte bambine si interrogata
sulla sua identit, e adolescente quel suo
corpo nordico e in apparenza saldo, in verit fragile, lha messa a disagio. Forse per
questo la sua voce ha un timbro sommesso, come se avanzasse incerta, il che
del tutto lontano dallessere vero. Crescere
vuol dire leggere. Diffidava dei compendi
da somministrare ai giovanissimi anche
io detestavo la Scala dOro perch i
primi libri si divorano cercando risposte
per s. Oscilla un poco fra Marigold e la
Sirenetta lacerata di Andersen, e poi subito un salto fra i grandi.
E in quella specie di libro prepotente e affascinante luci, pietre, scritte; frastuono
di passati e presenti che Roma. Tutta
diversa da Civitavecchia, il luogo vero
della vita, la citt dove trover la sua
strada. Anche in senso proprio, via Ripetta, dove convengono i nuovi poeti, sco-

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perte, legami, tensioni e soprattutto lo


scrivere. Scrivere versi. Aveva cominciato
con un gran lavoro sul Cattaneo, del quale
Editori Riuniti le avevano perduto (e ne
ancora risentita) lunica copia, quasi a indicare che il destino era un altro. E prima
o accanto Biancamaria stata una sessantottina, subito femminista e autrice di un
Lessico delle donne recentemente ripubblicato. Ma del femminismo in Quartetto non
dice, limitandosi a pubblicare la lettera
che le indirizza una compagna che distribuisce ancora volantini, e alla quale non
sappiamo che cosa abbia risposto. Forse
quella percezione affatto diversa dellesser
donna cosi introiettato che non occorre
parlarne. Quel che accenna che a un
certo punto si rovesciata come un
guanto, passaggio in cui un amico perduto lha aiutata.
[] Sono i testi che, arrivandoci, non solo
fanno la storia interiore, ma selezionano
quel che del mondo ti parla. Questa la
sigla di Biancamaria. Resta segnata nel
profondo attraverso una scrittura, sua o di
altri. Dal reale elaborato dallesperienza
interna e tradotto in una espressione. Anchessa elabora ed esprime, questa la
voce sola in contrappunto alle masse orchestrali, interrogata da esse, raccolta e abbandonata, isolata ed esposta [].

ROSSANA ROSSANDA

(da il manifesto del 9 Febbraio 2010)

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BIANCAMARIA FRABOTTA nata a Roma


nel 1946. Qui vive insegnando Letteratura italiana moderna e contemporanea all'Universit di Roma "La Sapienza". Dal 1981 al 1983
stata redattrice della rivista femminile "Orsa
minore". Dal 1989 al 1991 stata redattrice
della rivista "Poesia". Tra le maggiori raccolte
liriche: Il rumore bianco (Feltrinelli, 1982), La
viandanza (Mondadori, 1995, Premio Montale
1995), Terra contigua (Empira, 1999), La pianta
del pane (Mondadori, 2003). Ha pubblicato un
romanzo, Velocit di fuga (Reverdito, 1989).
Per il teatro ha scritto la trilogia Trittico dell'obbedienza (Sellerio, 1996). Nell'ambito di una
vasta opera saggistica ha curato l'antologia
della poesia femminile italiana dal dopoguerra ad oggi, Donne in poesia (Savelli,
1976), ha pubblicato Letteratura al femminile
(De Donato, 1980) e Giorgio Caproni, il poeta del
disincanto (Officina edizioni, 1993). Due libri
li ha dedicati allindagine della malinconia:
Poeti della malinconia (Donzelli, 2001) e Arcipelago malinconia (Donzelli, 2003). Nel 2009
uscito Quartetto per masse e voce (Donzelli).

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Sandro pedicini, poeta

Sandro Pedicini ha le idee chiare quando gli si


chiede di presentarsi: poeta illetterato. Ma di
illetterato Pedicini ha ben poco. Laureato in lettere classiche, poeta da sempre, frequenta la
letteratura attraverso i classici stillandone un
lirismo cinico meravigliosamente struggente
che si diverte a dissimulare dietro le cortine
della dissacrazione e della provocazione. Io
cerco lessenziale, la minima purezza della parola che conta, che parla, che agisce; e poi la
forma classica ha la forza di rivelarsi senza orpelli, minimamente articolata. Quello che sembra pi semplice pu esistere e viaggiare verso
lignoto nel tentativo di esplorare qualcosa che
non vedo. Il poeta, nato a Foglianise, un piccolo paese del beneventano, stato scoperto da
Dario Bellezza che ha anche prefato una sua
raccolta La fine del sole - edito da Fermenti nel
1995. Da allora Pedicini ha pubblicato ancora
esercitando la sua poetica in una marginalit
semplicemente prospettica rispetto ai circuiti
editoriali e di comunicazione istituzionalmente
riconosciuti: Lalba non pi felice per i tipi di
Dante e Descartes in collaborazione con Il laboratorio di Nola, Miriade (Manni editore),
Espiazione, libro dartista in edizione privata e
Lucia ancora per Il laboratorio di Nola. Tra le
sue ultime pubblicazioni quella memorabile e
molto rara di Pulcinoelefante di Alberto Casiraghi che ha fatto incontrare il poeta Sandro
Pedicini e la spiritualit cromatica di Nicola De
Maria protagonista assoluto della Transavanguardia.

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UGO SIMEONE Nato a Benevento nel 1964.


Nel 1986 si Diploma in Pittura allAccademia
di Belle Arti di Napoli. artista visivo. Lavora
con la fotografia, la pittura e il disegno. PRINCIPALI MOSTRE PERSONALI: 2006: Matrice,
Nuvole Arte, Montesarchio (BN); 2002: Colpo,
Spazioaperto San Fedele, Milano; 1998: Galleria Cons Arc, Chiasso (CH); Icona, Galleria
Viafarini, Milano; 1997: Galleria Raffaella Cortese, Milano. PRINCIPALI MOSTRE COLLETTIVE - 2007: Allarmi 3, Caserma De
Cristoforis, Como; 2004: IFDUIF video festival, Stabile Ex Calida, Chiasso; 2003: Fondo
nero, Galleria Euphoria, Bergamo; 1999: Spazi
dellanima, Ex Convento dei Cappuccini, Caraglio (CN); San Zenone Galleria Civica, Comune di Campione dItalia (CO); Il Punto,
Galleria Continua, San Gimignano (SI); 1995:
Topi darchivio, Galleria Viafarini, Milano;
1988: 3 Biennale Giovani, Palazzo delle Esposizioni, Faenza (FO). LIBRI DARTISTA - Ugo
Simeone: Colpo, con un aforisma di Alberto
Casiraghy; Edizioni Pulcinoelefante n5050,
Osnago (LC), Novembre 2002. 21 esemplari.
Antonello Scotti - Ugo Simeone, con uno scritto
di Elio Grazioli; Edizioni Bacacay n 31, Fara
dAdda (MI), Luglio 2000. 100 esemplari pi
XX fuori commercio. Alessandra Pioselli, Ugo
Simeone: Stimmate; Edizioni Pulcinoelefante
n1665, Osnago (LC), Ottobre 1996. 23 esemplari.

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EUDECHIO FELEPPA Nato a Napoli nel


1976. Studia canto a Napoli con il baritono
Michael Aspinal e con Pino De Vittorio presso
il Centro di Musica Antica Piet de i Turchini.

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Nel 1996 entra nella compagnia teatrale Media


Aetas e porta in scena La gatta cenerentola nei
maggiori teatri italiani ed europei con il maestro Roberto De Simone. Nel 2002 si diploma
con un Master Triennale
in Fotografia presso
l'Istituto Superiore di
Fotografia e Comunicazione Integrata di
Roma. Acquisisce
un'alta
formazione in teoria e
tecnica della fotografia e di ripresa,
in comunicazione visiva ed elaborazione digitale
dell'immagine.
Studia tra gli altri con: Vittorio
Storaro, Oliviero Toscani, Paolo Desideri,
Douglas Kirkland, Giovanni Chiaramonte,
Mario Sasso. artista visivo. Lavora con la fotografia e il video.

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Il Centro
di Documentazione
sulla Poesia del Sud

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Illustrare, in breve, le attivit e le finalit del


Centro di Documentazione sulla Poesia del
Sud non facile, perch il discorso richiederebbe ampia trattazione. In sintesi, occorre premettere che il Centro si prefigge di
studiare e archiviare tutta la produzione
poetica meridionale, che non adeguatamente studiata e rischia di essere sempre
pi marginalizzata. Infatti, dalle storie letterarie e dalle antologie le voci del Sud
sono spesso escluse. Dunque, il Centro si
propone di realizzare una Biblioteca universale della Poesia del Sud. Si propone,
inoltre, di studiare tale produzione letteraria e di collocarla allinterno della storia
della letteratura italiana, europea e mediterranea. A tal proposito, il Centro o i suoi
collaboratori pubblicano una rivista (Poesia meridiana), antologie poetiche e storie
letterarie, che tendono a dimostrare lunit
nella diversit della poesia italiana (in una
parola, si vuole ricostruire la geografia
della letteratura italiana). Altro punto
fermo della teoria letteraria del Centro la
geopoetica, ovvero sottolineare lo stretto
legame tra il poeta e il territorio in cui esso
vive, e che caratterizza anche geografica-

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mente una produzione letteraria dalle


altre. Il Centro, tuttavia, non ha un orizzonte ristretto al Sud dItalia, ma allarga i
suoi interessi allintera produzione poetica
italiana, con unattenzione particolare per
le Nazioni del Mediterraneo, che deve essere sempre pi luogo di incontro e non di
scontro tra civilt, in coerenza con il pensiero meridiano e con il rifiuto di una societ vittima delleconomicismo e dello
sviluppo senza progresso.
GIUSEPPE IULIANO Irpino di Nusco
(1951), ove risiede. Allievo del meridionalista
Carlo Nardi, che fu discepolo di Benedetto
Croce, presta oggi le sue funzioni nel Ministero della Giustizia. Giornalista-pubblicista,
studioso dei problemi del Mezzogiorno, collabora a quotidiani e periodici di varia umanit. direttore responsabile delle riviste
culturali Civilt Altirpina e Poesia meridiana. Ha
pubblicato libri di poesia, saggistica e narrativa, che gli sono valsi titoli e riconoscimenti
da parte di vari sodalizi culturali. Alcuni suoi
testi fanno parte dei recital Il Sud non forse,
Mediterraneo, Rocco Scotellaro e i poeti del Sud,
allestiti dalla Compagnia del Sancarluccio di
Napoli, con cui nel 1982 ha partecipato alla
Biennale di Venezia. animatore e fondatore,
assieme allo studioso Paolo Saggese, del Centro di documentazione sulla poesia del Sud, del
Festival sulla poesia del Sude per il Sud e del
Festival della Poesia dei Paesi del Mediterraneo.

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Premio per la cultura della Presidenza del


Consiglio dei Ministri (1982).

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PAOLO SAGGESE Nato a Torella dei Lombardi (Avellino) nel 1967, laureato in Lettere
Classiche presso lUniversit degli Studi di Firenze, dottore di ricerca in Filologia greca e latina presso lo stesso Ateneo, vincitore del
post-dottorato di ricerca, gi docente di Letteratura Latina presso le SICSI dellUniversit di
Salerno, attualmente insegna nei Licei Classici
della provincia di Avellino. Allievo di Antonio
La Penna e Sebastiano Timpanaro, uno specialista di Marziale, al quale ha dedicato alcuni
studi e un saggio di commento ed edizione critica al XII Libro di Epigrammi. Ha inoltre collaborato alla stesura di due storie letterarie,
per i tipi Laterza e Lemonnier. Studioso del cinema di Vincenzo e Sergio Leone, ha partecipato allorganizzazione del Premio Sergio
Leone di Torella dei Lombardi (AV) per pi di
dieci anni. Ha scritto o curato una ventina di
volumi e antologie di storia della poesia irpina
e meridionale, di letteratura latina, di cinematografia, di politica. In particolare, autore di
una Storia della poesia irpina del Novecento
(I Vol.; II di prossima pubblicazione), ha riscoperto le radici irpine di Giuseppe Marotta, da
ultimo ha curato unantologia poetica dedicata
al trentennale del terremoto dellIrpinia. Fondatore con Giuseppe Iuliano del Centro di Documentazione sulla Poesia del Sud, direttore
artistico con lo stesso Iuliano del Festival della
Poesia dei Paesi del Mediterraneo (III Edizione), direttore editoriale della rivista organo del Centro, Poesia meridiana.

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Latta e caff

Artigiano e figura di spicco del panorama artistico, Riccardo Dalisi ha saputo


coniugare il lavoro su scala industriale
con quello su piccoli numeri. Tra i fondatori, con Mendini, Branzi, Sottsass ed
altri, della Global Tools, contro-scuola di
architettura e design che negli anni Settanta riunisce tutte le avanguardie della
cosiddetta architettura radicale, nel 1979
viene incaricato dalla ditta Alessi di produrre una versione della classica caffettiera napoletana, che lo render, pochi
anni dopo, internazionalmente noto. A lui
va anche il merito, storicamente riconosciuto, di avere inventato l'arte povera
prima che questa diventasse una corrente
ufficiale, assemblando materiali di riciclo
come latta, carta, ceramica, vetro, legno e
stoffa e trasformandoli in vere e proprie
sculture.
Un artista guarda ad un altro artista. Antonello Matarazzo d di Dalisi un ritratto
per scorci: lo studio domestico, regno del
caos creativo, casa delle bambole del maestro burattinaio, e la strada, luogo dell'impresa, poich da sempre Dalisi lavora con
i ragazzini dei quartieri disagiati di Napoli, all'interno di un percorso teorizzato
di progettazione partecipata, in fondo
al quale alcune sedie disegnate dei bam-

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bini della Sanit si sono ritrovate alla


Triennale di Milano. Con la complicit divertita del designer stesso e di Gillo Dorfles, in campo artistico, e Alex Zanotelli
sul fronte dell'impegno sociale, racconta
l'etica e la poetica di Dalisi, che volentieri
tenta talvolta la via della teoria, senza
pontificare ma affermando, per esempio,
la verit e l'esistenza di una forma che
nasca dall'emozione e non dalla funzione.
Autorizzato dalle contaminazione e dagli
scavalcamenti di confine che Dalisi fa nel
suo mestiere e che fanno a loro volta
Dalisi come figura riconoscibile e in corso
di ricerca, Matarazzo opta per firmare col
proprio stile il ritratto dell'amico e collega, ma l'autografo pi simile ad uno
scarabocchio e mal si accorda con la carta
che imbratta. Effetti digitale obsoleti e associazioni di idee sfuggenti, chiuse nella
mente del loro autore, contraddicono e in
qualche modo sprecano la generosa disponibilit di Dalisi, il suo sforzo di dare
(letteralmente) un volto all'oggetto di design e al contempo un uso all'oggetto
d'arte.
Da mymovies.it

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ANTONELLO MATARAZZO Pittore, regista


e video artista, esponente del Medialismo,
(movimento che postula l'integrazione
dei vari media), dal
1990 impegnato
nella ricerca nel
campo delle arti visive, affiancando o
integrando il video
alla produzione
di opere pittoriche, realizzando
workshop, video installazioni e proiezioni in
universit, gallerie, musei e
festival in Italia e all'estero.
Dal 2000, data del suo cortometraggio d'esordio, The Fable (18 Bellaria
Film Festival) prodotto da Fuori Orario (Raitre) ha partecipato a molti tra i pi importanti festival cinematografici nazionali ed
internazionali (Mostra Internazionale d'Arte
Cinematografica di Venezia, Festival Cinma
Mditerranen Montpellier, Torino Film Festival, Festival international du film sur l'art de
Montral, Arcipelago - Festival Internazionale
di Cortometraggi e Nuove Immagini, Festival
International de Cine de Mar del Plata, Festival internazionale del film di Locarno), ricevendo numerosi premi e riconoscimenti. Nel
2006 la 42 Mostra Internazionale del Nuovo
Cinema di Pesaro dedica una retrospettiva
completa al suo lavoro di regista. Le sue opere
sono andate in onda su Rai Uno, Rai 2, Rai tre,
Rai Educational, Coming Soon Television.
Da wikipedia

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RICCARDO DALISI Nato a Potenza nel


1931, vive a Napoli da sempre, dove insegna
presso la Facolt di Architettura dell'Ateneo
federiciano. Artista e designer di rilievo internazionale, i suoi lavori sono presenti in numerose collezioni private e nei pi prestigiosi
Musei europei e d'oltreoceano. Nel panorama
dell'arte contemporanea, le sue sculture rivelano un artista "che sa essere garbato ... gioioso, ilare, ironico e anche umano, fantastico,
persino grottesco" (G. Dorfles). Dalisi usa il
linguaggio come strumento di comunicazione
diretta. Non c' una ricerca intellettuale del
simbolico, precisa l'artista, perch l'immediatezza del sentimento che mi interessa, questa fonte del nostro sentire da cui viene
l'amicizia, la simpatia, l'amore su cui si fonda
la cultura.

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Locchio ironico
e malinconico
di Gabriele Frasca

Gabriele Frasca uno dei poeti pi attenti


ai cambiamenti in atto nel mondo dei
media e alla loro inevitabile ripercussione
sulla societ contemporanea. Lui il testimone di una poesia che, dopo secoli di
predominio della stampa e lavvento dei
media elettrici, recupera i modi di essere
della cultura orale, staccandosi dalla
forma alla quale siamo abituati. una
poesia che,ora come non mai, chiede vocalit al lettore ricordandogli che dove
poesia arte del discorso segue inevitabilmente larte dellascolto. Frasca
crea per noi dei labirinti di parole, ci invita ad entrare in flussi di coscienza plasmati su quotidianit, amori turbati,
frammenti di vita domestica e personaggi
deformi; tutto questo con un occhio talvolta ironico e talvolta malinconico, quasi
a ricordarci linquietudine del tempo che
passa e inevitabilmente corrompe.

DAVIDE DE REI

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GABRIELE FRASCA Nato a Napoli nel


1957), ha pubblicato le raccolte di versi Rame
(Milano 1984 e Genova 1999), Lime (Torino
1995), Rive (Torino 2001) e Prime. Poesie scelte
1977-2007 (Roma 2007); i romanzi Il fermo volere (Milano 1987 e Napoli 2004) e Santa Mira
(Napoli 2001 e Firenze 2006); la raccolta di
testi teatrali Tele. Cinque tragediole seguite da
due radiocomiche (Napoli 1998); i saggi Cascando. Tre studi su Samuel Beckett (Napoli
1988), La furia della sintassi. La sestina in Italia
(Napoli 1992), La scimmia di Dio. L'emozione
della guerra mediale (Genova 1996), La lettera
che muore. La letteratura nel reticolo mediale
(Roma 2005) e Loscuro scrutare di Philip K. Dick
(Roma 2007). Ha curato ledizione italiana
della biografia di James Knowlson Samuel Beckett. Una vita (Torino 2002) e il volume collettivo Per finire ancora. Studi per il centenario di
Samuel Beckett (Pisa 2007); co-curatore con
Giancarlo Alfano della
raccolta di sonetti di
Giacomo Lubrano
In tante trasparenze

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(Napoli 2003), con Renato Quaglia di Prediche


per il nuovo millennio (Venezia 2008) e con Umberto Amendola e Antonio Iannotta Nero
chiaro. Lo spazio beckettiano e le messe in scena di
Giancarlo Cauteruccio (Roma 2010). Con il
gruppo musicale i ResiDante ha inciso il cd
Il fronte interno (Roma 2003). Ha tradotto Philip K. Dick (Un oscuro scrutare, Napoli 1993 e
Roma 1998) e Samuel Beckett (Watt, Torino
1998; Le poesie, Torino 1999; Murphy, Torino
2003; In nessun modo ancora, Torino 2008). Dal
2008 al 2010 ha pubblicato a fascicoli, solo per
sottoscrizione, il suo terzo romanzo Dai cancelli dacciaio (che apparir in volume unico
aglinizi del 2011). Ha curato nel giugno del
2008 per il Festival del Teatro di Napoli le
messe in scena de Lassedio delle ceneri. Insegna
Letterature Comparate e Media Comparati allUniversit degli Studi di Salerno.

DAVIDE DE REI Iscritto al terzo anno del


Corso di Laurea di Lettere Moderne presso
l'universit di Salerno, si interessa del rapporto tra letteratura/cinema e del panorama
musicale "indie" italiano. Sta lavorando ad
una Tesi di Laurea sul Decameron: una comparazione tra il capolavoro letterario di Boccaccio e l'opera cinematografica di Pasolini,
cercando di focalizzare in particolar modo le
scelte stilistico-ideali dell'intellettuale bolognese.

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La poesia insorgente
di Char

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Char collabora alle edizioni surrealiste e


alla rivista Rivoluzione surrealista []. Fin
dal 1934 Char si allontana per dal movimento surrealista, di cui rifiuta gli orpelli
e la turbolenza aggressiva. Da quel momento si ritira nel Vaucluse, dove vivr
solitario fino alla morte. Vi rimarr anche
durante la resistenza, quando, sotto il
nome di battaglia di capitano Alexandre,
dirige il Maquis della Durance-Sud. [].
Dopo la guerra, la poesia di Char si fa invece luminosa, il suo linguaggio teso alla
ricerca della trasparenza assoluta. Canta i
cieli della sua Provenza, i suoi fiumi, i suoi
alberi, i suoi uccelli. Alcune figure femminili, solari o lunari, attraversano quei paesaggi, ma sono puri fantasmi []. Cos
ne scriveva nel 1988, quando Char si
spense, Repubblica. Ma, malgrado la
sua grandezza riconosciuta da critici come
Strobinski e Blanchot, in Italia la sua poesia stenta a trovare ascolto. Molte sue
opere risultano ancora non tradotte e non
si mai provveduto a ristampare il preziosissimo volume di Poesie e prose tradotte
da Sereni e Caproni. Pochi i poeti italiani
ricettivi del suo messaggio. Perch? Forse,
azzardiamo, perch Char un poeta venturo, che dunque questo tempo moribondo, estenuato in una lunga agonia
impreziosita dalle languide dolcezze delle
decadenze, non pu ascoltare. Anche per-

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ch Char non smette mai di guardare la


sofferenza in viso. Compito del poeta,
anzi, proprio panificare la sofferenza,
espressione che dovremmo far risuonare
ripetutamente in noi, nel troppo rumoroso
silenzio della nostra interiorit, sentendone la fragranza. Per
questo la rosa necessaria ha deciso di
allestire una
presentazione della
poesia
di
Char, poeta
insorgente
nella duplice accezione: perch la
sua poesia chiama
allinsurrezione, alla rivolta permanente (a partire dallindividuo, non dalla
massa) e perch la sua parola sempre in
sorgente, collocata in quel misterioso
luogo utopico che Char stesso definisce
supramonte. Larco e la lira titolo che
allude ad un autore carissimo al poeta
francese, cio quellEraclito che vedeva il
mondo come tensione degli opposti
cerca di tenere insieme il momento didascalico e quello evocativo in cui la sonorizzazione curata da Vincenzo Pellegrini
contribuir a creare la condizione di raccoglimento e attenzione perch le poesie
lette da Luca Rando accadano in quella
misteriosa zona del nostro essere in attesa
di insurrezione e resurrezione.
NICOLA SGUERA

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REN CHAR Char (L'Isle-sur-la-Sorgue, 14


giugno 1907 Parigi, 19 febbraio 1988) autore di diverse raccolte poetiche, tra cui Il martello senza padrone (1934), nella quale l'autore
riflette la sua esperienza surrealista, e Fogli di
Hypnos (1946), opera consistente in brevi e fulminanti riflessioni ispirate dall'esperienza
partigiana, vissuta personalmente da Char
(col soprannome di Capitano Alexandre) nell'ambito della resistenza francese, conosciuta
dal pubblico italiano grazie alla traduzione di
Vittorio Sereni. Alcune opere
dell'autore sono raccolte
nel volume Poesie e
prose scelte edito nel
1957 (Feltrinelli). La
sua opera poetica
ha suscitato notevole interesse anche
da parte del poeta
ebreo di lingua tedesca, Paul Celan, il
quale dedic a Ren
Char una delle sue
pi celebri poesie, intitolata Argumentum e silentio, incentrata sul senso
della parola poetica come parola
di resistenza. Importante anche lamicizia che
leg il vecchio comandante partigiano al filosofo che aveva aderito al nazismo, Martin
Heidegger, nel pensiero poetante del quale
Char intu convergenze significativa con la
propria poesia.

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la rosa
necessaria

Inizialmente la rosa necessaria fu il


sogno di due giovani laureati in lettere appassionati di poesia di non soffocare in
una provincia allora percepita come piccola e chiusa. Da questa aspirazione presero forma, nel 1992, una serie di incontri
tenuti in una casa privata, aperti a tutti
quanti amassero la poesia.
Ricordiamo con particolare piacere figure
come Emanuele Di Donato, poeta raffinato, educatore e uomo di rara coerenza,
Carla Cirillo, che sta avendo meritato riconoscimento per il suo lavoro poetico, Giovanni Varricchio, a cui si deve la proposta
di denominazione di quella che poi diventer lassociazione, Rito Martignetti, inesauribile animatore culturale della nostra
citt. Dopo questa fase catacombale ma
piena di entusiasmo, si avvert lesigenza
di un confronto pubblico. Nacque una
vera e propria associazione. Il nome, votato democraticamente, fu ripreso da una
splendida poesia di Jos Angel Valente, e
allude alla dimensione pubblica e condivisa della parola poetica, piazza, dimora, casa. Lassociazione ha promosso
nel corso degli anni una serie di incontri,
per lo pi ma non necessariamente con
poeti. Tra gli altri, ricordiamo gli incontri

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con Biancamaria Frabotta, con Horst Knkler sulla poesia di Paul Celan, con Marco
Guzzi, con Erri De Luca, con Enzo Golino
su Pasolini. Cimento dellassociazione fu
anche lallestimento di performance poetico-musicali, tra cui possiamo ricordare la
lettura de La terra desolata di Eliot, pi volte
riproposta.
Nel 1993 usc anche il n. 0 di quella che allora poteva definirsi una fanzine di poesia,
destinata negli anni, grazie al supporto
prima dellAltraItalia, poi delleditore Kat,
infine di EdiMedia, a divenire una vera e
propria rivista, giunta, con periodicit variabile, al n. 25, uscito nel giugno 1999.
Con il millennio si chiuse anche, di fatto,
lattivit de la rosa necessaria. In occasione di Poesia in forma di rosa i tre maggiori
animatori dellassociazione e della rivista
si riuniscono per proporre una lettura
della poesia di Ren Char.
LUCA RANDO
NICOLA SGUERA
VINCENZO PELLEGRINI

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POESIA IN FORMA DI ROSA 2010

Art'Empori,
la comunit dell'arte
biodiversa

Nel secolo del cambiamento dal basso,


fondamentale agevolare nella popolazione
un'attitudine ad esperire in prima persona
le attivit sociali. Ma, se realmente si vuole
diffondere la propensione a una cittadinanza attiva e a un consumo responsabile,
bisogna incidere sui processi culturali e artistici con cui ci si interfaccia, ogni giorno,
e che condizionano il sentire comune.

Per questo motivo, Art'Empori nasce con


l'intento di importare nella pratica culturale e artistica, i paradigmi che, tipici dell'economia solidale, della giustizia sociale
e dell'ambientalismo, favoriscono le attivit di relazionalit corta, le identit locali
e la coesione sociale.
Ogni ribellione a una societ permeata
dalla competizione e dal verticismo diventa retorica, se poi viviamo un mondo
dell'arte che incline al verticismo e all'esclusione.

La cultura materiale ci sta dimostrando


che non da perseguire il cibo pi eccellente, ma quel cibo che diventa opportunit di identit territoriale, di relazionalit

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corta, di condivisione emozionale, di sviluppo locale: il mondo agricolo e quello


della filiera corta ci stanno insegnando
come emanciparsi dall'approccio verticistico e omologante per, poi, orientarsi a un
agire capace, se svolto in prima persona,
di biodiversit e di bene comune.

Questa consapevolezza deve contaminare


anche la cultura intellettuale.

Pu apparire impensabile, ma, se vogliamo il cambiamento, anche l'intellettuale deve fare le sue rinunce. Non
possiamo pi approcciarci all'opera d'arte
in funzione della sua eccellenza, ma dobbiamo rivolgerci ad essa esperienzialmente, a prescindere da un suo eventuale
successo decretato da altri, semmai dall'alto.

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Nel nuovo paradigma, non conta l'emozione che l'artista scatena, se questa non
capace di bene comune. Vagliando
un'opera d'arte nella sua capacit di
azione, di bene comune, il fruitore agisce,
esperisce in prima persona, soggettivando
quell'opera e, quindi, anche il mondo, diventandone coautore: in questo processo,
non sta fruendo, semplicemente, di
un'emozione di rimando, ma sta producendo emozione primaria, originaria,
quella che provoca un cambiamento, personale e del mondo.

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Grazie a un responsabile approccio con le


emozioni, possibile esercitarsi a un
mondo vagliato in prima persona e a una
cittadinanza non delegata.

Questo il cambiamento dal basso: il popolo che si mette in discussione, nelle sue
abitudini quotidiane, nelle sue emozioni. Di conseguenza, gli autori, gli intellettuali, gli
amministratori pubblici,
ma anche i criminali, gli
arrivisti, i corrotti, in
quanto tutti parte dello
stesso popolo, si adeguano al nuovo sentire
comune.

Tutto questo possibile perch il mondo,


pi che nelle grandi riforme
giuridiche, si evolve nelle sue emozioni
quotidiane.

Art'Empori, nel perseguire una cittadinanza non delegata e un fruitore che diventa coautore dell'opera e del mondo,
promuove il Poecivismo, movimento di
autori e fruitori per un'arte capace di bene
comune, di giustizia sociale ed ambientale.

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GRAFICA DI
GAETANO CANTONE

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FINITO DI STAMPARE NEL SETTEMBRE DEL 2010


PRESSO LA TIPOGRAFIA
AUXILIATRIX

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