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LIM e valorizzazione

delle eccellenze

Lisa Bichi

ECCELLENZA E LEGALITA per:


PROGRAMMARE CURRICOLI PER RICONOSCERE I TALENTI E RICONOSCERE IL MERITO
Da Atto di indirizzo settembre 2009
CRITERI CULTURALI PER GLI ALLIEVI E I LORO PERCORSI:
garantire, a ciascun allievo, le irrinunciabili basi culturali;
proporre un itinerario di studio e di apprendimenti che rispetti le individualit, riconosca i talenti, non perda mai di
vista le mete da raggiungere, promuova la crescita di tutti e di ciascuno;
padroneggiare le conoscenze e le competenze;
sostenere incoraggiare gli alunni ad accettare con consapevolezza la sfida posta dallapprendere, a riscoprire le
motivazioni dello studio e della cultura, a curare il quotidiano lavoro sia in classe sia a casa compreso quello della
collaborazione tra pari -, a dare prova di impegno e di tenacia, a considerare e a vedere riconosciuto il merito.
ATTIVARE VERIFICHE E VALUTAZIONI CON POSSIBILITA DI ASSEGNAZIONE DELLA LODE
Da DPR n 122 del 22 giugno 2009 - ART3, comma 8
Ai candidati che conseguono il punteggio di dieci decimi pu essere assegnata la lode da parte della commissione
esaminatrice con decisione assunta allunanimit.
PROMUOVERE INIZIATIVE DI PARTECIPAZIONE A PROCEDURE DI ECCELLENZE A LIVELLO NAZIONALE
Da Circolare n 77 del 6 settembre 2010
Per valorizzare le eccellenze indispensabile che le scuole sappiano coinvolgere i propri studenti in
percorsi di studio di elevata qualit ed offrire loro occasioni per approfondire la preparazione individuale e il loro
confronto con altre realt scolastiche, nazionali e internazionali.
Si invitano, pertanto, i dirigenti scolastici delle scuole statali e paritarie di istruzione secondaria superiore ad informare i
docenti, gli studenti ed i loro genitori sulle iniziative individuate dal Ministro, promuovendo la partecipazione dei soggetti
interessati alle procedure di eccellenza proposte.
In tale contesto, non si pu fare a meno di evidenziare che la soddisfazione dei genitori e la stima degli insegnanti
e dei compagni di scuola costituiscono, insieme al merito raggiunto, un riconoscimento fondamentale per ogni
studente.
Il merito, peraltro, aggiunge valore alla qualit della scuola ed incentiva gli stessi studenti a raggiungere
risultati sempre pi elevati nel contesto sociale cui appartengono .

Cosa sintende per


eccellenze?
Competizione o cooperazione?
Scuola democratica: individualizzazione e
personalizzazione
Divenire il proprio essere possibile
Per una progettazione autentica: realizza
te stesso realizzando laltro

Il lavoro di gruppo
Punti di debolezza

Crea disordine

Difficile da gestire

Lavorano solo i bambini pi bravi

Non ci sono spazi adeguati

difficile valutare lapprendimento


individuale

difficile creare gruppi omogenei


dal punto di vista cognitivo e
armonici dal punto di vista socioaffettivo
difficile individuare i compiti
adatti ad essere svolti in gruppo

Punti di forza

Co-costruzione di un sapere
significativo

Possibilit di confronto

Gestione del conflitto

Costruzione di una
interrelazione positiva

Negoziazione di punti di vista

Valorizzare il pensiero
divergente cercando un
canale per essere
comprensibile a tutti

Il lavoro di gruppo: 2 situazioni a


confronto
La
signora Todd, insegnante di una classe quinta, chiede ai suoi

alunni di dividersi autonomamente in gruppi e di rispondere alle


domande di comprensione su un testo di studi sociali che aveva
assegnato come compito a casa il giorno precedente. Dopo pochi
minuti dallinizio del lavoro, losservatrice presente in classe
comincia a notare il comportamento dei bambini allinterno dei
diversi gruppi: i bravi leggono il testo e cercano di rispondere
alle domande oppure dominano gli altri impartendo ordini, gli
alunni meno popolari cercano di partecipare, ma vengono poco
considerati, lalunna solitamente esclusa anche nei momenti di
gioco non viene invitata a inserirsi in alcun gruppo e quindi
linsegnante, imbarazzata, deve convincere un gruppo ad
accoglierla, alcuni bambini fanno i compiti di unaltra disciplina,
altri si distraggono e iniziano a disturbare. Dopo mezzora il livello
di rumore insopportabile e linsegnante interrompe i lavori.
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Il signor Leonard assegna un compito di matematica alla sua classe


(scuola secondaria) dopo aver richiamato brevemente le abilit
necessarie per risolvere il problema, legge e spiega il compito e anche
una lista di comportamenti che gli studenti facilitatori devono adottare
allinterno del proprio gruppo. I banchi sono gi disposti nella
posizione adeguata e forniti del materiale necessario; gli studenti
sanno in precedenza qual il loro gruppo e quindi si siedono in
brevissimo tempo, senza confusione o rumore. Linsegnante osserva i
gruppi durante il lavoro e nota che tutti i ragazzi sono impegnati nel
compito e si aiutano a vicenda se hanno delle difficolt, sia per quanto
riguarda la comprensione del compito, sia per quanto riguarda le
modalit con cui svolgerlo. I gruppi terminano entro il tempo stabilito e
linsegnante ha la possibilit di illustrare alla classe le soluzioni trovate
dai diversi gruppi e di fare domande o chiedere chiarimenti in
proposito.
Negri S.C., Il lavoro di gruppo nella didattica, Carocci, Roma, 2006

Linsegnate esperto
Leggere il contesto in cui si opera riconoscendo le caratteristiche:
degli studenti, degli spazi e dei tempi, dellistituzione e la loro
influenza sul processo di insegnamento-apprendimento
Leggere i comportamenti degli studenti e contestualizzarli,
mettendoli in relazione con le condizioni in cui si sono verificate
Leggere e riconoscere linterdipendenza fra i propri
comportamenti e quelli dei singoli alunni o della classe
Progettare percorsi e attivit didattiche, scegliendo finalit,
obiettivi, contenuti, metodologie, strumenti e materiali, prove di
verifica e criteri di valutazione coerenti fra loro e adeguati al
contesto
Adottare lo stile comunicativo pi adeguato per la conduzione
della classe nei diversi momenti della vita scolastica

La classe e il lavoro di
La classe come una raccolta di risorse e di competenze
gruppo
Il gruppo come un insieme di individui che condivide
uno scopo comune e che caratterizzato da un
rapporto di interdipendenza tra i membri del gruppo.
Indicatori di qualit del lavoro di gruppo:
- Chiarezza-delimitazione-definizione dello scopo;
- Congruenza tra lo scopo del gruppo, la sua
organizzazione e comunicazioni interne al gruppo
- Consapevolezza e attivazione degli individui e del
gruppo

Climi e dinamiche della


classe
Clima dato da insegnanti (autoritario,
democratico e laissez-faire)

Dinamiche emergenti nei tre gruppi


riguardo a:
Adattamento del comportamento dei membri del gruppo
al clima creato dal conduttore
Desiderio del singolo di appartenere al gruppo
Assunzione degli scopi del gruppo come scopi personali

Il linguaggio come mediatore nei


processi di apprendimento
Il linguaggio un modo per mettere ordine
in pensieri, percezioni e azioni che
riguardano la realt; uno strumento di
comunicazione e transazione con gli altri.
(Pontecorvo)
Ruolo dellinsegnante. Composizione dei
gruppi. Costruzione delle attivit.
Interazione sociale e processi metacognitivi:
conoscenza metacognitiva e controllo

Una proposta di didattica della storia


Capacit di ragionamento e atteggiamenti scientifici:
Il gruppo classe
Meccanismi di imitazione
Conflitto cognitivo
Interiorizzazione

La discussione
Asserzione, Giustificazione, Concessione, Opposizione, Controopposizione

Le discipline:

spiegazione intenzionale e attribuzione di significato

La variet delle fonti:

scritte, visive, materiali e archeologiche,

sonore, multimediali
Girardet, Vedere, toccare, ascoltare, Carocci, Roma, 2004

Rapporto tra fonti e


contenuto
Analizzare le fonti per sviluppare una visione
critica sulle conoscenze storiche:
Quali sono le fonti sulle quali sono basate queste conoscenze?
Quali conoscenze sono ricavabili da queste fonti?

Due approcci possibili allanalisi delle fonti:


Ricavare informazioni esplicite
inferire le informazioni implicite

Ricavare informazioni dalle fonti


Dirette e indirette
Intenzionali e non intenzionali

Il caso del Giuramento della


pace
(Guarino
di Beauvais)
Non invader
in nessun
modo una chiesa, n i magazzini che

stanno dentro le cinta della chiesa, salvo se un malfattore vi sia


entrato.
Non attaccher il prete o il monaco se non portano armi.
Non prender il bue, la vacca, il maiale, la pecora, lagnello, la
capra, lasino e il suo fardello, la giumenta e il suo puledro.
Non assalir il contadino n la contadina, non prender il oro
danaro, non roviner i loro averi con la scusa della guerra.
Mulo o mula, cavallo o giumenta e puledro che sono al pascolo,
non ne ruber nessuno da marzo ad Ognissanti.
Non taglier o sradicher n vendemmier le viti degli altri con
la scusa della guerra, non distrugger mulini e non ruber il
grano che vi si trtova, salvo quando sar in spedizione militare.

Discussione sviluppata da divieti di


rubare
Valentina: animali
C scritto non ruber il cavallo, vuol dire che ai quei
tempi cerano ladri di cavalli.
Roberto: No, per me vuol dire che i cavalli valevano molto.
Marta: Ma chi aveva un cavallo era fortunato ad averlo, forse perch
erano rari
Simone: Questi animali erano importanti perch servivano a
qualcosa.
Enzo: Eh, s per esempio la mucca d il latte, il formaggio, lasino
serve a trasportare.
Arianna: Gli animali erano molto rari e utili, penso che qui cerano
molte fattorie
Valentina: Visto che cerano tutti questi animali, cerano fattorie

Risolvere problemi
Giulia: I preti non potevano portare armi! I
preti vogliono pace e che portano le
armi? Predicano la pace, non la guerra!
Marco: Ma un prete, se un prete, ma che
uccide? Ma se vuole uccidere allora non
un prete, non si fa prete: che fa? Si fa
prete e poi uccide?

Primo tentativo di risolvere il


problema
Luca: forse quelli che hanno scritto il
documento lhanno scritto male
Tommaso: Ah s, forse stato scritto in latino
se non sono armati e perch non sono armati
si scrive quasi allo stesso modo; forse hanno
sbagliato a scrivere.
Maria: Ma non credo proprio che sbagliano
Valentina: Possono anche averlo scritto male,
ma prima di copiarlo devono averlo letto
bene!

Secondo tentativo
Luca: sono passati tantissimi anni e sai
quante cose sono cambiate!
Giovanni: Se Guarino dice cos, beh lui
cera, lui ha visto che cerano queste cose,
e noi non possiamo dire che non cos,
perch noi non ceravamo.
Dario: Noi lo ignoriamo se i preti erano
armati o no perch siamo in un altro secolo;
ma si vede che in quel secolo certi preti
erano armati.

Il testo integrale del documento analizzato dai bambini stato tratto da F.


Bartolini a cura di, I barbari. Testi dal IV al XI secolo, Longanesi, Milano 1970, ed
stato
leggermente
Ammiano
Marcellino:
Gli Unniriadattato per loro.
Gli Unni, una gente barbara ogni altra immaginazione, vivono ai bordi del Mar Glaciale.
Quando nascono le loro guance vengono incise da profondi tagli perch il pelo si perda nelle cicatrici e invecchino
senza barba.
Sono tarchiati, robusti, grossi di collo, con qualcosa che incute timore. Ad un aspetto che, seppur deforme pur
sempre umano, corrispondono abitudini quasi bestiali.
Il loro cibo non ha bisogno di condimento e consiste in radici di erbe selvatiche e nella carne del primo animale
che capiti a tiro, da far frollare un po tenendola sotto le cosce mentre cavalcano.
Vivono girovaghi, in un continuo migrare per selve e montagne.
Si abituano fin dalla nascita a sopportare la fame, la sete, le intemperie. In un Paese straniero non entrano mai
in una abitazione, se non per necessit assoluta, convinti come sono che sotto un tetto non ci pu. essere sicurezza.
Coperti di indumenti di lino e di pelli di topo dei boschi cucite insieme, non che abbiano una veste per quando
si trovano in casa e unaltra per quando escono. Una volta infilata, questa specie di sudicia tunica deve cadere
a brandelli, logora per luso, prima che se la tolgano o se la cambino. La testa se la proteggono con berretti.
Le gambe pelose con pelli di capra. I calzari impediscono loro di camminare bene. Questa la ragione per cui
se ne stanno sempre a cavallo e sulla sua groppa fanno ogni cosa: dal mangiare al bere, dal vendere al comprare
e perfino a dormire.
Nessuno di loro lavora la terra o tocca un aratro. Tutti viaggiano senza meta, senza tetto, senza leggi, senza
sicurezza di cibo, continuamente in fuga su quei carri a due ruote che sono la loro casa, dove la donna mette
insieme squallidi vestiti, saccoppia con il marito, partorisce e nutre i figli.
Nel combattere vanno contro il nemico lanciando cupe grida. Sono pronti e imprevedibili sia nella difesa che
Nellattacco: non si schierano mai in ordine fisso e seminano stragi con grandissima velocit.
Viene da giudicarli tra i pi terribili guerrieri della Terra: sicuri dei loro colpi da lontano (una pioggia di dardi
Dallacuta punta di osso anzich di ferro) sono coraggiosissimi nei corpo a corpo e sanno legare lavversario
dentro a una cinghia di cuoio in modo da paralizzare ogni suo movimento. E questo lo fanno mentre scansano
i colpi di spada.

Pace: Ammiano Marcellino non intendeva


scrivere nel senso che erano proprio
bestiali, ma nel senso che non erano
civilizzati, ancora.
Chiara: Non in senso bestiale, per me non
erano proprio animali
Pace: Secondo me Ammiano Marcellino
come bestiale intendeva dire che
avevano abitudini molto primitive

Dubbio sullautenticit della


Filippo: Ma io dico, quali sono, secondo te, le
fonte
ragioni per cui Ammiano Marcellino dice di essere
vissuto a quei tempi?
Paolo: Secondo me Ammiano Marcellino dice
questo per far credere che questo riassunto vero
Nicola: Comunque vorrei dire una cosa: lui ci
guadagnerebbe molto a dire che vissuto a quel
tempo, perch naturalmente tutti direbbero: ah
vedi beato lui che ha visto gli Unni. Quindi lui
potrebbe darci una descrizione approfondita

Fonti visive: fonti iconografiche e


fotografiche
Differenze:
Il loro autore e lintenzionalit della fonte
Il tempo
La singolarit del frammento della realt

Il Buon governo: un percorso


didattico Citt e campagna nel
Medioevo

Obiettivi:
- Ricavare informazioni dirette e indirette da una fonte
iconografica su aspetti delimitati
- Cogliere i rapporti di scambio tra la citt e la campagna
- Individuare il messaggio intenzionale della fonte

Materiali e metodologie della fonte:


- Immagini del Buon governo: visione dinsieme e
particolari
- Ingrandimenti fotografici di parti dellaffresco
- Discussioni collettive

Tempi 3 sessioni di lavoro (di 2 ore ciascuna)

1. Presentazione dellattivit e distribuzione


dei materiali per i lavori di gruppo: Ogni
gruppo dispone di un particolare della citt
o della campagna e delle seguenti
consegne
1.

Rispondere a: Come erano vestiti, come erano le case,


quali oggetti o attrezzi riconoscete, quali animali
avevano, quali prodotti avevano, quali attivit
svolgevano gli uomini, quali attivit svolgevano le donne

2.

Inventare un dialogo tra i personaggi

3.

Date un titolo alla scena rappresentata

2. Visione collettiva delle immagini:


- Messa in comune dei risultati di lavoro
-Discussione sul particolare delle donne danzanti e
dellangelo con il cartiglio. Domanda Secondo voi,
quale messaggio voleva comunicare lautore?

3. Discussione collettiva. Elaborazione di un


testo di sintesi finale:
- secondo voi, quali funzioni aveva la citt?
- secondo voi, quali rapporti cerano tra la citt e
la campagna?

Esempio di scienze
Alimentazione: le trasformazioni
(assorbimento)
Verifica iniziale
Esperimenti
Discussioni
Verifica finale

Imparare discutendo
insieme
Permettere la comunicazione, il confronto, la
messa in comune di problemi, modelli,
conoscenze, informazioni, metodi di lettura,
soluzioni
Permettere lo svolgimento di un ragionamento
collettivo durante il quale i bambini hanno
avuto la possibilit di lavorare nello loro area
di sviluppo potenziale, di verificare e
controllare la validit dei loro modelli e di
costruirne, con il contributo degli altri di pi
soddisfacenti

Assorbimento di acqua con


Utilizzo di una bacinella di acqua in cui viene messo
ilungesso
gesso.
Viene chiesto ai bambini cosa succede e perch
Le risposte partano da una ambiguit di
procedimento fino ad una disambiguit (da un
processo passivo dei buchetti si passa ad uno
attivo)
Vengono proposte analogie con altri materiali porosi
Vengono sperimentati i cambiamenti (scrivere alla
lavagna di ardesia con gessi bagnati o gessi asciutti)

Le architetture didattiche con


Modalit
la
LIM recettiva
Modalit direttiva
Modalit a scoperta guidata
Modalit collaborativa

Lessico con la LIM


Utilizzo della LIM come gioco
Per reperire immagini
Per personalizzare la lezione
Permette un approccio interattivo

Lessico con la LIM


Giochi di parole:
Gaunt e Iread (anagrammi)
Il canto della Sfinge e Cruciverbaonline Vbscuola.it
(CruciMaster)

Esercizi al dizionario:
www.dizionario-italiano.it www.treccani.it

Ortografia e pronuncia
www.dizionario.rai.it

Esercizi con la LIM

Significato e contesto
Luca ha comprato due .. stilografiche
Quel pappagallo ha le .. variopinte

Parole piene e parole vuote:

A Teo non piacevano i piselli, gli facevano schifo, proprio una cosa da vomitare. E la
mamma non capiva questo voltastomaco che aveva Teo ogni volta che cucinava i
piselli. Teo escogitava tutte le strategie possibili per non mangiarli: li nascondeva
sotto la tovaglia, li metteva nel piatto del suo fratellino o li distribuiva, in parti eque,
al gatto e al cane che erano sempre pronti ad acciuffare qualsiasi cosa cadesse
sotto il tavolo. Ma la mamma se ne accorgeva e mandava gatto e cane fuori dalla
porta. Un giorno, quando se li trov di nuovo nel piatto, Teo grid: Odio i piselli. La
mamma voleva capire e li chiese il perch. Teo rispose che i piselli assomigliavano
tanto alle uova di bruco. Alla mamma venne da ridere, ma tolse i piselli dal piatto di
Teo. Il giornio dopo gli chiese di accompagnarla al mercato a fare la spesa . Teo ci
and volentieri: gli piaceva guardare quei banchi pieni di frutti e verdura colorate e
profumate, anche se alcune non sapevano che cosa fossero
Esercizio: trovare le parole piene, sceglierne 4 e provare a cercare significati possibili
Ulteriori sviluppi: cercare significati sul dizionario e provare a formulare frasi
contestualizzando i diversi significati

Legami di significato
Iperonimi/iponimi
Sinonimi/antonimi

Campo semantico e famiglie lessicali

Il lessico settoriale

La formazione delle parole


Radici e desinenze
Prefissi e suffissi
Le parole composte

Attivit:

Una brutta storia anzi una storia


brutta

Obiettivo: cogliere la sinonimia quale


principale relazione di significato tra le parole.
Finalit: comprendere e saper utilizzare parole
e sinonimi per rendere la comunicazione (orale
e scritta) pi efficace, ricca e precisa
Metodologia: promuovere il confrontodiscussione con gli altri nel piccolo e grande
gruppo
Funzione della LIM: consultazione,
archiviazione costruzione

Attivit:

Una brutta storia anzi una storia

1.brutta
Titolo: Una brutta storia anzi una storia brutta
Ipotesi sul contenuto della storia e sulla differenza di significati

2. Lettura della storia:


Malib una brutta e vecchia strega.
cos brutta che le poche volte che si specchia sviene dalla paura!
Ha, infatti, un brutto naso a punta sul quale si erge maestosa una cipolla
brutta e pelosa.
I suoi occhi hanno un brutto aspetto: uno guarda a valle laltro a monte. La
voce, poi, talmente brutta da sembrare il pianto di una rana! Malib
abita in una brutta casa, senza vetri alle finestre, sullorlo di un burrone.
Dalla sua brutta casa pu vedere tutto il paesaggio: dalle Alpi fino al
mare. Il vento della sera agita le tende facendo cadere i corpicini di
piccoli e brutti animaletti quali mosche e ragni, morti ormai da tempo.
In tutte le stanze regna sovrano un brutto disordine: il libro degli incantesimi
si perso nel cassetto dellimmondizia, mai svuotato!

Attivit:

Una brutta storia anzi una storia

3.
La parola che compare pi volte
brutta
Quale parola compare pi volte? Quante volte compare?

4. Parole che hanno un significato simile


allaggettivo brutto
Lavoro a gruppi per cercare significati simili. Con aiuti di strumenti (dizionari,
internet)

5. I sinonimi:

Disgustoso, sgradevole, orribile, mostruoso, ripugnante,


stomachevole, orripilante, fatiscente

6. Indovina la parola

Attivit:

Una brutta storia anzi una storia


6.
Indovina la parola: per contestualizzare il sinonimo
brutta
Malib una brutta e vecchia strega.
cos ________ che le poche volte che si specchia sviene dalla paura!
Ha, infatti, un ________naso a punta sul quale si erge maestosa una
cipolla ________e pelosa.
I suoi occhi hanno un ________aspetto: uno guarda a valle laltro a
monte. La voce, poi, talmente ________da sembrare il pianto di una
rana! Malib abita in una ________casa, senza vetri alle finestre,
sullorlo di un burrone. Dalla sua ________casa pu vedere tutto il
paesaggio: dalle Alpi fino al mare. Il vento della sera agita le tende
facendo cadere i corpicini di piccoli e ________animaletti quali
mosche e ragni, morti ormai da tempo.
In tutte le stanze regna sovrano un ________disordine: il libro degli
incantesimi si perso nel cassetto dellimmondizia, mai svuotato!
28/05/13

7. Lespressione brutta casa


8. Il finale
9. Una nuova storia:
Malibel una bella e giovane fata.

Ripetere lattivit con la parola bello

Costruire il testo (o parti di esso) da


situazioni date
I biellesi gente dura
Il semaforo blu
Il giorno ad Urlapicchio

28/05/13

I biellesi gente dura


Un contadino scendeva un giorno a Biella. Faceva un tempo cos brutto che per le strade
non si poteva quasi andare avanti. Ma il contadino aveva un affare importante e
continuava ad andare a testa bassa, contro la pioggia e la tempesta. Incontr un
vecchio che gli fece: - buon d! Dove andate, buon uomo, cos in fretta?
.

Dopo pochi passi, ecco di nuovo quel vecchio. Dov che andate di bello, buon uomo?
A Biella
Potreste dire Se Dio vuole.
- Se Dio vuole, bene; se no, il patto lo conosco, e nel pantano ci so andare ormai da solo.
E non ci fu verso di cavarne altro.

(I. Calvino)

Il semaforo blu
Una volta il semaforo che sta a Milano in Piazza Duomo fece
una stranezza. Tutte le sue luci , ad un tratto, si tinsero di
blu, e la gente non sapeva pi come regolarsi.
Attraversiamo o non attraversiamo? Stiamo o non stiamo?.
Da tutti i suoi occhi, in tutte le direzioni, il semaforo
diffondeva linsolito segnale blu, di un blu che cos blu il
cielo di Milano non era stato mai.
..
Prima di spegnersi il semaforo blu fece in tempo a pensare:
Poveretti! Io avevo dato il segnale di via libera per il
cielo. Se mi avessero capito, ora tutti saprebbero volare. Ma
forse gli mancato il coraggio
(G. Rodari)

Il giorno ad Urlapicchio
Ci son dei giorni smgi e lombidiosi
col cielo dagro e un fnzero gongruto
ci son meriggi gnlidi e budriosi
che plgidan sul mondo infrangelluto,
ma oggi un giorno a zmpagi e zirlecchi
un giorno tutto gnacchi e timparlini,
le nuvole buzzllano, i bernecchi
ludrchiano coi frnagi tra i pini;
un giorno per le vnvere, un festicchio
un giorno carmidioso e prodigiero,
il giorno a cantilegi, ad urlapicchio
in cui mhai detto tamo per davvero.

Bibliografia
Girardet H., Vedere, toccare, ascoltare,
Carocci, Roma, 2004
Negri S. C., Il lavoro di gruppo nella
didattica, Carocci, Roma, 2005
Parigi L., et al., Lessico con la LIM,
Erickson, Trento, 2012
Pontecorvo C., et.al., Discutendo simpara,
NIS, Roma, 1991