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LA RADIAZIONE ELETTROMAGNETICA

c =
c = 2,9979 108 m s-1 (nel vuoto)

THE ELECTROMAGNETIC SPECTRUM


E (erg)

Alta energia
Alta frequenza
Piccola

10-6

VISIBLE

X RAYS

2 10-12
ULTRAVIOLET

2 10-10

2 10-14

INFRARED
RAYS

10-4

2 10-16

MICROWAVES
(RADAR)

10-2

(cm)

400

500

600

nm

RADIO
TELEVISION
WAVES

Bassa energia
Bassa frequenza
Grande

PRODUCTION OF A CONTINUOUS SPECTRUM

lens
White
light

slit

prism

PRODUCTION OF A LINE SPECTRUM

lens
slit
gas discharge
tube containing
hydrogen

prism

H
He
C
O
Na

DUE TRA LE RIVOLUZIONI PIU GRANDI CHE LA SCIENZA


ABBIA MAI VISSUTO
1900. Nascita della meccanica quantistica.
Gli scambi di energia tra materia e radiazione
elettromagnetica non avvengono in modo continuo,
ma attraverso quantit discrete, o quanti.
quanti Unonda
elettromagnetica pu scambiare con la materia con
cui interagisce solo multipli interi di una quantit
finita di energia, proporzionale alla frequenza
dellonda:

= n h

1905. Natura dualistica della luce.


Non solo gli scambi di energia tra radiazioni
materia avvengono in modo quantistico, ma
radiazione stessa composta di quanti, i fotoni,
fotoni
energia proporzionale alla frequenza, secondo
relazione :

= h

h (costante di Planck) = 6,63 10

-27

erg s

e
la
di
la

POSTULATI DI BOHR PER


LATOMO DI IDROGENO
(1913)
1. LATOMO SI TROVA, DI NORMA, IN UNO
STATO STAZIONARIO CHE NON IRRADIA
ENERGIA
2. IN OGNI STATO STAZIONARIO, LE ORBITE PERMESSE ALL
ELETTRONE SONO SOLTANTO QUELLE AVENTI UN RAGGIO
TALE DA RENDERE IL MOMENTO ANGOLARE DELLELETTRONE
PARI AD UN MULTIPLO INTERO DI h/2
3. LATOMO PUOASSORBIRE O IRRADIARE ENERGIA SOLO QUANDO
PASSA DA UNO STATO STAZIONARIO AD UN ALTRO

IL RAGGIO DI BOHR

-34

6.63 10

Js

-12

8.8542 10

ao =

h
II

3.14

C
2
Nm
-10

= 0.53 10

1.6 10

9.1091 10

-31

-19

Kg
J = m 2 Kg s-2
N = m Kg s-2

1,6021773 10-19 C

9,1093 10-31 Kg

E0 =

e4

8 h

6,63 10-34 J s

= 13,6

eV

8,8542 10-12 C2/Nm2


J = Kg m2/s2
1 ev = 1,6021773 10-19 J

TRANSITION THAT YIELD THE SERIES OF LINES IN


THE SPECTRUM OF HYDROGEN ATOM
BALMER
PASCHEN

LYMAN

n = 5

25 a0
n = 4

16 a0
n = 3

9 a0
n = 2
n = 1

a0

4 a0

13.225
8.464

4.761

2.116
0.529

(Balmer series)

(Lyman series)

(Paschen series)

COSTANTE DI RYDBERG

E0
h c

13,6 (eV) 1,6 10-12


6,626 10-27

(erg s)

(erg/eV)

= 109.544 (cm-1 )

2,998 1010 (cm/s)

L. DE BROGLIE
NATURA ONDO-CORPUSCOLARE
DELLA MATERIA
(1924)

AD OGNI CORPUSCOLO DI MASSA m, IN MOTO CON


VELOCITA v, E ASSOCIATA UN ONDA LA CUI
LUNGHEZZA DONDA E DATA DALLA RELAZIONE
h
= mv

W. HEISENBERG

PRINCIPIO DI INDETERMINAZIONE
(1927)
IL PRODOTTO TRA INCERTEZZA x DELLA MISURA DELLA
POSIZIONE x DI UNA PARTICELLA E LINCERTEZZA (mv)
DELLA MISURA DELLA SUA QUANTITA DI MOTO NON PUO
ESSERE INFERIORE AD UNA QUANTITA MINIMA PARI A h/2

x (mv)

h/2

Tale principio afferma in pratica che, per una particella di massa


subatomica,
come ad esempio lelettrone, non possibile conoscerne
contemporaneamente, e con
pari esattezza, la posizione e la velocit.
Quando lelettrone colpito dalla
radiazione h , ne assorbe lenergia e
accelera il suo moto cambiando quindi
posizione.
h

h
rivelatore

rivelatore

particella di grande massa


particella di piccola massa (elettrone)

PER IL PRINCIPIO DI INDERMINAZIONE


LELETTRONE NON PUO ESSERE CONSIDERATO (ne tanto
meno calcolato) COME UNA PARTICELLA CHE SI SPOSTA,
LUNGO UNA TRAIETTORIA, CON UNA VELOCITA BEN
DEFINITA IN CIASCUN PUNTO
ALLELETTRONE E POSSIBILE ATTRIBUIRE SOLTANTO
UNA CERTA PROBABILITA DI TROVARSI, IN UN DATO
ISTANTE, IN UN CERTO INTORNO SPAZIALE.

LELETTRONE, DA ENTITA CORPUSCOLARE BEN


DEFINITA, E, NELLA MECCANICA QUANTISTICA,
DELOCALIZZATO IN UNONDA DI PROBABILITA

QUALE TIPO DI ONDA E ASSOCIATA


AD UN ELETTRONE?
LONDA ASSOCIATA AD UN ELETTRONE E
UNONDA STAZIONARIA:
STAZIONARIA LA CONFIGURAZIONE
DELLA VIBRAZIONE NON VARIA NEL TEMPO

LENERGIA ASSOCIATA AD UNONDA STAZIONARIA


RIMANE CONFINATA NELLO SPAZIO OCCUPATO
DALLONDA ED E COSTANTE PER OGNI VALORE
DELLA LUNGHEZZA DONDA

LA FUNZIONE DONDA DI UNA RADIAZIONE


ELETTROMAGNETICA,
FORNISCE
LAMPIEZZA
DELLA VIBRAZIONE DEI CAMPI ELETTRICO E
MAGNETICO IN OGNI ISTANTE ED IN OGNI PUNTO
DELLO SPAZIO
CON LA STESSA FUNZIONE E POSSIBILE
DESCRIVERE IL COMPORTAMENTO DI UN INSIEME
DI PARTICELLE
IN
PARTICOLARE,
PER
DESCRIVERE
IL
COMPORTAMENTO DELLELETTRONE ATTORNO AL
NUCLEO (o in generale il comportamento di un sistema la
cui energia rimanga costante nel tempo) E NECESSARIO
UTILIZZARE
LE
EQUAZIONI
DELLE
ONDE
STAZIONARIE

THE SCHRODINGER EQUATION

(x, y, z) +

82m
h

E U (x, y, z) (x, y, z) = 0

Where: del,
, is a triple derivative in x, y and z; Psi, , is the wave equation;h is
Plancks constant; E is the energy of the system and U is the potential energy (often
the Coulombic field of the nucleus).

RESTRIZIONI CHE CARATTERIZZANO LE AUTOFUNZIONI


1. LA FUNZIONE DEVE ESSERE FINITA, CONTINUA E UNIVOCA:
la probabilit di trovare lelettrone in un certo elemento di volume deve
avere un valore finito, deve variare in modo continuo da un punto all
altro dello spazio e non pu assumere 2 valori diversi nello stesso punto.

2. LA FUNZIONE DEVE TENDERE A ZERO PER r TENDENTE


A INFINITO

3. LINTEGRALE DELLA FUNZIONE DI PROBABILITA, ESTESO


A TUTTO LO SPAZIO ATTORNO AL NUCLEO, DEVE ESSERE
UGUALE A 1

ORBITALE ATOMICO

UNA FUNZIONE DONDA IN CUI SIANO STATI


INSERITI I VALORI DEI NUMERI QUANTICI PRENDE
IL NOME DI ORBITALE ATOMICO:
ATOMICO

n,l,m
OGNI TERNA DI NUMERI QUANTICI, E QUINDI OGNI
ORBITALE, CARATTERIZZA UN DETERMINATO
STATO QUANTICO DEL SISTEMA.

STRATO, LIVELLO, GUSCIO

SI DEFINISCE STRATO O LIVELLO O GUSCIO,


GUSCIO
LINSIEME DEGLI ORBITALI CARATTERIZZATI
DALLO STESSO NUMERO QUANTICO PRINCIPALE,
PRINCIPALE
n

SIGNIFICATO DI NELLE EQUAZIONI DONDA


DELLA FISICA QUANTISTICA
LA FUNZIONE DONDA HA UN SIGNIFICATO
SIMILE A QUELLO DI AMPIEZZA:
AMPIEZZA
NELLOTTICA ONDULATORIA,
IL QUADRATO
ONDULATORIA
DELLAMPIEZZA
DELLONDA
IDENTIFICA
LINTENSITA LUMINOSA (DENSITA DEI FOTONI)

NELLA FISICA QUANTISTICA,


QUANTISTICA IL QUADRATO DELLA
FUNZIONE DONDA IDENTIFICA LA DENSITA DEI
CORPUSCOLI NELLE VARIE REGIONI DELLO SPAZIO

IL QUADRATO DELLA FUNZIONE DONDA ( 2 dv)


HA UN PRECISO SIGNIFICATO FISICO

ESPRIME LA PROBABILITA CHE LA PARTICELLA,


DESCRITTA DA QUELLA PARTICOLARE FUNZIONE, SI
TROVI NELLINFINITESIMO ELEMENTO DI VOLUME dV
INTORNO AL PUNTO DI COORDINATE x,y, z.

LA FUNZIONE DONDA AL QUADRATO,


QUADRATO PERTANTO,
VIENE DETTA FUNZIONE DI PROBABILITA

Una precisazione!

LE ONDE ASSOCIATE ALLE PARTICELLE SUBATOMICHE


NON SONO ONDE TRIDIMENSIONALI REALI

LE ONDE DI PROBABILITA,
SONO ENTITA
PROBABILITA
MATEMATICHE ASTRATTE LEGATE ALLA PROBABILITA
DI TROVARE LE PARTICELLE IN VARI PUNTI E CON VARIE
PROPRIETA

LO SPIN DELLELETTRONE

+ 1/2

- 1/2

Lo spin il Momento angolare intrinseco che necessario attribuire ad


una particella, indipendentemente dal suo moto nello spazio, per interpretarne il
comportamento sperimentale. Per lelettrone, tiene conto delle propriet
magnetiche che corrispondono a quelle di una particella carica che ruota intorno al
proprio asse.
Il Numero quantico di spin il valore del momento di spin di una
particella espresso in unit pari ad h (costante di Plank razionalizzata). Pu
assumere valori interi o seminteri, determinando nei due casi lappartenenza della
particella cui si riferisce alla statistica di Bose-Einstein (Bosoni) o, rispettivamente,
a quella di Fermi-Dirac (Fermioni)

PRINCIPIO DI ESCLUSIONE
W. PAULI
(1925)

IN UN ATOMO, DUE ELETTRONI NON POSSONO ESSERE


DESCRITTI DALLA STESSA SEQUENZA DEI QUATTRO
NUMERI QUANTICI (n, l, ml , ms).
ovvero:
UN UNICA FUNZIONE DONDA CARATTERIZZATA DAI
TRE NUMERI QUANTICI n, l, ml (ORBITALE)
ORBITALE PUO
DESCRIVERE DUE ELETTRONI, CON SPIN OPPOSTO

LIVELLI SOTTOLIVELLI

ORBITALE

TIPO DI

n di

n di
ELETTRONI

ORBITALE

ORBITALI

1 (K)

1,0,0

2,0,0

2,1,-1
2,1,0
2,1,1

-1
0
1

3,0,0

-1
0
1

3,1,-1
3,1,0
3,1,1

p
9

18

2 (L)

3 (M)
2

-2
-1
0
1
2

3,2,-2
3,2,-1
3,2,0
3,2,1
3,2,2

LIVELLI SOTTOLIVELLI

ORBITALE

TIPO DI

n di

n di

ORBITALI

ELETTRONI

16

32

ORBITALE

4,0,0

-1
0
1

4,1,-1
4,1, 0
4,1, 1

N-2 sottolivelli
=n
4,2,-2
2
4 (N)

-1
0
1
2

4,2,-1
4,2, 0
4,2, 1
4,2, 2

-3
-2
-1
0
1
2
3

4,3,-3
4,3,-2
4,3,-1
4,3, 0
4,3, 1
4,3, 2
4,3, 3

N orbitali = n2

N elettroni = 2n2
3

------- ----------------- ------- --f

--s

AUFBAU

1
2
3
4
5
6

n+l=1

1s
2s
3s
4s
5s
6s
0

2p
3p
4p
5p
6p
1

n+l=2
n+l=3
n+l=4
n+l=5

3d
4d
5d
6d
2

n+l=6
n+l=7

4f
5f
6f
3 l

n+l=8

AUFBAU - HUND PRINCIPLE

2p

2s

1s

elettrane

PRINCIPIO DI HUND
O
DELLA MASSIMA MOLTEPLICITA
GLI ELETTRONI TENDONO AD OCCUPARE IL
NUMERO MASSIMO POSSIBILE DI LIVELLI
ENERGETICI DEGENERI,
CON
SPIN
PARALLELI (SPAIATI)
F. Hund
(1896-1997)

Questa distribuzione consente ad ogni


atomo di possedere il contenuto energetico pi
basso possibile

HYDROGEN 1s CLOUD

90% of electron charge

HYDROGEN 1s electron charge density

90% of electron charge

LE DISTRIBUZIONI DI PROBABILIT RAPPRESENTANO LE


TENDENZE DELLELETTRONE A TROVARSI NELLE
DIVERSE REGIONI DELLATOMO.
IL PUNTO IMPORTANTE CHE
TUTTA LA FIGURA DESCRITTA DA UN ORBITALE, NEL
SUO INSIEME, RAPPRESENTA LELETTRONE IN UN
DATO ISTANTE.

HYDROGEN s ELECTRON CLOUDS

1s

2s

3s

s ELECTRON CHARGE DENSITY

1s

2s

3s

p ELECTRON CLOUDS

2p

3p

p CHARGE DENSITY

2p

3p

z
x
y

3dz2

3dxz

x
3dxy

y
3dyz

y
3dx2y2

3dz2

3dxz

3dyz
z

3dyx

3s

3px

3py

3pz

3dx2y2

2s

2px

2py

2pz

1s

Diagrammi a densit di punti della nube di carica associata


agli elettroni degli orbitali 1s, 2s, 2p, 3s, 3p, 3d di un atomo
di idrogeno. I trattini lungo gli assi y e z rappresentano
intervalli di 200 pm.

LITIO

200 pm

200 pm

1s

1s

300 pm

2s

300 pm

1s22s1

BERILLIO

200 pm

1s +1s

300 pm

2s + 2s

200 pm

1s22s2

BORO

200 pm

1s +1s

300 pm

2s + 2s

200 pm

200 pm

2px

1s22s22p1

CARBONIO

200 pm

1s + 1s

300 pm

2s + 2s

200 pm

2px + 2py

200 pm

1s22s22p2

DIRECT OBSERVATION OF d-ORBITAL HOLES AND


Cu-Cu BONDING IN Cu2O.
J. M.Zuo. Nature,Vol. 401, 49, 1999