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La prima lettura un brano del vangelo di Giovanni.

Le parole che ascolteremo, dette agli apostoli durante lultima cena, e a


noi oggi che ci apprestiamo a vivere la Pasqua, sono parole di consolazione e di forza. Vanno ascoltate con attenzione e fatte
nostre nella vita di tutti giorni. Perci non guardiamo questa parola come se fosse completamente aerea, ma lasciamola arrivare
a noi nel contesto meraviglioso che oggi il Signore ci far vivere in questa celebrazione della lavanda dei piedi.
"Amare come vuole Ges e come Egli stesso ama, lo pu fare solo chi ha il suo stesso spirito, quindi: Mindicherai il sentiero
della vita, il canto di risposta a questa parola ascoltata. Un salmo che Ges Cristo ha compiuto perfettamente. Un salmo
meraviglioso che canta la resurrezione di Cristo perch Lui non ha sperimentato la corruzione. Morendo, Egli non finito nel
nulla, non stato vinto dalla morte, ma vivo in Dio, della vita che pi non muore e solo chi ha vinto la morte, chi passa
attraverso la morte, lasciandosi uccidere dal difetto dell' altro, pu amare cos. Cantiamo.
La lavanda dei piedi un gesto straordinario da parte di Ges di cui non viene data una spiegazione dottrinale, solamente
l'indicazione agli apostoli di fare lo stesso.
Ges ha sempre lavato i piedi degli uomini. Si abbassato sulla loro sporcizia, su tutto quello che impresentabile e che gli
uomini nascondono a s e agli altri. Se riconosciamo questo anche per noi, allora, diventer tutto semplice stasera, perch
quello che riceviamo da Dio non per noi, ma per i nostri fratelli.
Quindi quella di stasera una grande chance: quella di riconoscerci veramente fratelli, proprio a causa dei nostri peccati, e
quindi darci la mano e insieme condividere, tutti, la proposta di Ges. Nella fraternit c' spazio per la correzione fraterna, per
il sostegno e la condivisione e soprattutto per il perdono. Nella presunzione di titoli o ruoli, spesso si annida la nostra stessa
sconfitta: servi inutili, che servono proprio a nessuno, ancor meno per la propria salvezza personale.
Lavarci i piedi, con amore, un gesto tanto semplice, ma forse, ancora non chiaro nelle nostre menti e cuori. Quello che io
faccio tu ora non lo capisci, ma lo capirai dopo. Lo stesso Geremia nel canto Siedi solitario e silenzioso, che apre questa
liturgia. Non capisce perch il Signore ha permesso la distruzione della citt e del tempio, guardando lalto e perch nemmeno
nel rimanente non si vedeva spirito contrito e penitenza.
La resistenza alla divina pedagogia quindi determinata non solo da questa luce parziale, ma anche da unaltra forma di
oscurit: la convinzione di sapere che cosa bene per se e che il progetto che io ho elaborato nella mia vita migliore, pi
bello, pi perfetto di quello che Dio ha elaborato per me. Da questa illusione deriva la resistenza e lincapacit di arrendersi al
progetto di Dio che ancora ritenuto inferiore al proprio progetto personale.

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