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Negrita: Radio Zombie

Recensione di: treno , (il 2 luglio 2006 nel primo pomeriggio) | Voto: |

Oggi sento "L'Uomo sogna di Volare" e mi domando se questi Negrita siano gli stessi di una volta.
Quelli che avrebbero fatto sesso in ogni angolo del pianeta e quelli che Pocahontas se la sarebbero
fatta senza troppi problemi.
I Negrita ci sono ancora, ma si sono senza dubbio evoluti in un sound pi tribale e meno sfacciato
rispetto a lavori come "XXX" (1997). Se vogliamo trovare una via di mezzo tra i due album in questione
possiamo ascoltare senza timori "Radio Zombie" uscito nel 2001, che ha venduto molto meno di
"Reset" precedente lavoro, ma che reputo pi alto qualitativamente.
Il disco ha due facce, una calma e romantica, un'altra pi cattiva e ruvida. "1992" e il primo singolo,
"Bambole", rispecchiano quest'ultimo aspetto, con le chittarre di Tomassini e Barbacci pronte ad
accompagnare un testo che accoglie anche citazioni storiche di gruppi intramontabili come i Led
Zeppelin. Nella tracklist non mancano canzoni pungenti, sia nel testo che nella musica, ne sono un
esempio "Alienato" e "Welcome to the World" divise dai brani pi melodici di "Radio Zombie".
"Hemingway" una vera perla, un p sullo stile della vecchia "Holliwood", e "Luna", tipica canzone
d'amore, ricalca un p le orme del Pop/Rock di Bono Vox e soci. Una pecca senz'altro la terza
canzone dell'album, nonch secondo singolo, "Non ci guarderemo indietro mai" che si trova a mio
avviso un palmo sotto la media dell'intero lavoro.
qui infatti che Pau, Zama, Drigo, Franco e Mac si lasciano un p andare nel commerciale. Non male
"Vertigine" altro pezzo d'amore che colpisce per il suo ritmo ripetitivo ma trascinante. Colpisce nel finale
la semplicit di un pezzo come "Prima del grande giorno" (cantato da Drigo) che ricorda "Lasciami
dormire" del 97'.
Per finire direi che il cd buono e lo consiglierei a chi vorrebbe cominciare a conoscere uno dei pochi,
sinceri, gruppi rock rimasti in ambito nazionale.