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<L'ENNEAGRAMMA>

(di Arnaldo Pangrazi)

------------------------Un numero crescente di persone da sacerdoti ad educatori, da imprenditori a


psicologi, da operatori sanitari ad artisti si sta interessando ai
contributi innovativi offerti dallenneagramma e alle sue possibili
applicazioni ad una variet di contesti che vanno dalla direzione spirituale
alleducazione dei giovani, dallambito aziendale alle reazioni
interpersonali, dal lavoro in equip alla risoluzione dei conflitti, dal
rapporto di coppia alla vita familiare.
Lenneagramma come strumento di introspezione e di comprensione degli altri
ancora relativamente giovane, in costante evoluzione e presenta diverse
articolazioni e sfaccettature.
E chiaro che ogni strumento, come la stessa libert umana, pu essere usato
per il bene o per il male per cui c chi se ne serve per autoaccettarsi e
chi per biasimarsi, chi per diventare pi compassionevole verso gli altri e
chi per giudicarli ad etichettarli.
Di conseguenza, c chi ne subisce il fascino e chi lo guarda con
diffidenza.
In risposta ad una lettera contenente riserve e perplessit sull
enneagramma, sulla sua origine e incompatibilit con la fede cattolica, l
autore offre utili spunti di riflessione e chiarimento su cos l
enneagramma, da dove viene e che cosa pu offrire.
Il termine "enneagramma" di origine greca ed composto da due parti:
"ennea" che significa nove, e "gramma" che significa punti.
Lenneagramma caratterizzato dal simbolo di una circonferenza con nove
punti di riferimento.Il simbolo, di origine antichissima, sembra che venisse
usato da una variet di scienze (cosmologia, astronomia, matematica...) per
interpretare le leggi e i fenomeni delluniverso.
Lapplicazione dello strumento al campo della psicologia per individuare le
nove personalit uno sviluppo maturato soprattutto negli ultimi trent
anni.
La tradizione spirituale, prima ancora della psicologica, si era appropriata
dellenneagramma attraverso i maestri sufi che, nel medioevo, avevano
identificato le nove "passioni" corrispondenti ai sette vizi capitali della
tradizione cristiana, che impedivano alle persone di realizzare una pi
profonda conoscenza e relazione con Dio e con la vita.
La trasmissione di questo sistema quindi, ha radici nella spiritualit e in
questo contesto stato divulgato da tanti autori agli inizi degli anni 70.
Tuttavia lenneagramma, pur risalendo ai maestri sufi appartenenti ad una
ramificazione mistica dellIslam, si colloca in un orizzonte ecumenico e
rimane aperto alle diverse tradizioni della fede senza fare proprie le
categorie di un particolare sistema religioso.
Infatti, lenneagramma non un sistema religioso, ma uno strumento aperto
al trascendente come orizzonte della piena realizzazione umana.
In questo senso non assume i dogmi della teologia cristiana, come il mistero
della Trinit o dellIncarnazione di Cristo, ma neppure li rifiuta.

La divulgazione dellenneagramma al vasto pubblico avvenuta inizialmente


ad opera dei Gesuiti, che gli hanno dato-per cos dire- un "battesimo
cristiano" facendo tesoro delle sue intuizioni nel corso di ritiri
spirituali e incontri di formazione destinati a vescovi, sacerdoti,
religiosi e laici per contribuire allautoconoscenza, promuovere relazioni
interpersonali e comunitarie pi aperte e rispettose, favorire il lavoro in
equip.
In un mondo come quello odierno in cui si cerca di rispettare il pluralismo,
promuovere lecumenismo e coltivare il dialogo interculturale lenneagramma,
che non sbandiera appartenenze esclusive, mira a migliorare luomo e la
societ e a costruire ponti tra persone appartenenti a diverse culture,
professioni e fedi religiose.
Anche S. Pietro, rivolgendosi alla prima comunit cristiana,
sottolineava:"Dio non fa preferenza di persone, ma accoglie chi lo teme e
pratica la giustizia a qualunque popolo appartenga (Atti, 10:34-35).
In altre parole, tutto ci che buono, costruttivo e aiuta le persone a
migliorarsi, da qualunque cultura o tradizione provenga, deve essere onorato
e affermato.
Pi recentemente il presidente della conferenza episcopale delle Filippine,
Card.Sin di Manila, ha dedicato una lettera pastorale allenneagramma (17
febb.97) per chiarirne lo scopo e ridimensionare qualche allarmismo.
Lenneagramma non una dottrina di salvezza, n avanza pretese teologiche,
ma uno strumento finalizzato alla crescita umana e spirituale.
Chi fa uso di questo strumento non abbandona Dio, la Bibbia o la Chiesa per
conseguire con l'enneagramma la propria salvezza;piuttosto si avvale della
mediazione delle nove tipologie per comprendere meglio se stesso, essere pi
tollerante e comprensivo nei confronti del prossimo, avvicinarsi di pi a
Dio prendendo maggiore consapevolezza delle proprie tendenze e degli
ostacoli che interferiscono nel rapporto.
Ovviamente, lenneagramma non presume di ridurre luomo a una teoria o a una
tipologia, ma offre utili chiavi di lettura per capire o riconciliarsi con
la propria personalit, dalle sue debolezze alle sue potenzialit. Resta
chiara che ogni persona risulta plasmata da una variet di fattori storici,
ambientali, familiari, culturali ed esistenziali che fanno s che ognuno sia
un mistero pi ricco e complesso della propria tipologia.
Il valore di uno strumento si misura dal bene che fa.Lenneagramma offre un
progetto di scoperta di s e di trasformazione che ognuno pu inserire nel
contesto della propria esperienza religiosa.
Come progetto, lenneagramma condivide molti principi dellantropologia
cristiana quali laffermazione dei doni ricevuti, lesigenza di riscattare
la natura decaduta, il bisogno di un ritorno all'autenticit e alla vera
libert, la pratica della compassione, la chiamata alla conversione
attraverso la pratica delle virt, lappello alla trascendenza e alla
realizzazione spirituale.
Le differenze tra i due sistemi riguardano soprattutto le coordinate
religiose.
Lenneagramma opera in un orizzonte ecumenico aperto a diverse spiritualit
per cui aperto, ma non fa proprie le verit rivelate dalla tradizione
cristiana, soprattutto le mediazioni operate da Cristo, dalla grazia, dalla
Chiesa, dai sacramenti.
Lenneagramma contempla il processo di crescita in un orizzonte umano e

spirituale.Da una parte, luomo per raggiungere la pienezza deve conoscersi


e riscoprire la propria essenza e autenticit;dallaltra, chiamato a
proiettarsi verso il trascendente e lincontro con Dio.
Nel processo dellautoconoscenza lenneagramma non si ferma solo alla fase
diagnostica puntualizzando tendenze tipiche o ricorrenti delle nove
tipologie, ma prospetta itinerari concreti di crescita e di conversione.
Sia nella visione cristiana che enneagrammatica la trasformazione della
persona comporta il sacrificio della propria egocentricit e si identifica
con la legge della rinuncia proposta da Ges:"Chi cercher di salvare la
propria vita la perder; chi invece lavr perduta la salver" (Lc.17, 33).
In conclusione, lenneagramma pi che uno stimolante sistema di
introspezione, un impegno di vita per cui la conoscenza della propria
personalit non un punto di arrivo, ma di partenza.
Avere una mappa non serve, se non si disposti a compiere il viaggio.
---------------------------Arnaldo Pangrazzi
Arnaldo Pangrazzi autore del libro "Sentieri verso la libert:l
enneagramma come teoria della personalit" (Paoline 97) ed ha animato corsi
base ed avanzati di enneagramma in Italia, Spagna e Sud-America.

Visto l'interesse sollevato dalla monografia sull'Eneagrammma,


spedita in
lista oggi, ne aggiungiamo un'altra, meno "generica".
Buona lettura!
Guido
------------------<Scopri la tua personalit con l'Enneagramma>
(di Aniela Pratesi)
---------------Da alcuni anni si sente parlare sempre pi spesso
dell'Enneagramma, ma di
cosa si tratta? L'Enneagramma una dottrina dei tipi psicologici
molto
antica. Ha in comune con molte altre tipologie la schematica
riduzione del
comportamento umano a un numero limitato di tipi di carattere.
L'astrologia
descrive dodici tipi di uomo secondo il segno zodiacale, mentre l'
Enneagramma, altrettanto antico, ne descrive nove, classificate

secondo lo
schema planetario classico, che comprende, oltre ai sette pianeti,
i due
nodi lunari, ascendente e discendente (Caput e Cauda Draconis).
Il nome stesso dell'Enneagramma evoca argomenti esoterici e un po'
misteriosi. In effetti in questo ambito che esso nasce, bench
non si
possa dire con certezza quali siano le sue origini. Si dice sia
nato a
Babilonia venticinque secoli or sono. Alcuni dicono che fosse
conosciuto
dagli antichi Zoroastriani, forse anche dai Pitagorici. Enna, in
greco,
significa "nove" e "gramma" punto. L'Enneagramma infatti
rappresentato da
una stella a nove punte, ciascuna delle quali rappresenta un tipo
psicologico.
Circa 900 anni fa, i sufi (mistici musulmani) incorporarono
l'Enneagramma
nella loro cultura, che era gi molto avanzata. Forse l'adattarono
per
integrarlo nel loro sistema di credenze, oppure, proprio grazie a
loro,
questo sistema ci stato tramandato nella sua originaria purezza.
George Ivanovic Gurdjeff, il controverso maestro di conoscenza
vissuto nella
prima met del nostro secolo, lo introdusse nella cerchia dei suoi
discepoli
in Francia negli anni '20. E, comunque, Gurdjeff stesso era un
tipo molto
misterioso, che nessuno, nemmeno quelli che gli furono pi vicini,
pu dire
di aver conosciuto bene. Aveva una profonda conoscenza delle
religioni
orientali e delle tradizioni mistiche, ed quindi possibile che
abbia
conosciuto l'Enneagramma durante la sua formazione.
Oscar Ichazo fu il primo a svelare l'Enneagramma al pubblico,
prima in Cile,
poi negli Stati Uniti, richiamando l'attenzione di alcuni membri
dell'Esalen
Institute of Big Sur, in California; tra coloro che lo
frequentavano c'era
lo psichiatra Claudio Naranjo, al quale, soprattutto, si deve la
diffusione
di questo sistema.
A cosa serve?

E' un potente strumento per la conoscenza e la crescita personale;


in
pratica divide il genere umano in 9 tipi di personalit, definite
con il
numero di appartenenza. Conoscerli significa sapere in anticipo
qual la
struttura caratteriale di una persona e quali sono i suoi punti
deboli.
Le nostre personalit sono l'effetto della combinazione delle
nostre
tendenze emotive e comportamentali, ossia di come ci sentiamo e di
come ci
comportiamo. I tratti, gli atteggiamenti e le abitudini che
formano il
nostro carattere ci distinguono dalle altre persone e, nello
stesso tempo ci
identificano come una delle nove personalit dell'Enneagramma.
L'Enneagramma sufi un viaggio alla scoperta del proprio Io. In
effetti,
anche se possibile riconoscere nei vari tipi di personalit
dell'Enneagramma amici, conoscenti e persino personaggi storici (o
politici,
di attualit ecc.), il suo scopo principale di permettere a
ognuno di noi
di scoprire il proprio tipo di personalit. Il risultato pu
essere molto
gratificante e pu condurre a una nuova e completa comprensione di
s stessi
valida per il resto della vita.
L'Ennegramma ci fa rendere conto di qualcosa che gi sappiamo,
ovvero la
potenza degli automatismi psichici. Bench noi crediamo di essere
gli
artefici del nostro destino e di fare scelte libere in pratica non
sempre
cos, ma dobbiamo fare i conti con certe reazioni, appunto
automatiche, che
scattano in noi nel momento della decisione. Crediamo che le
nostre reazioni
siano dettate dalla nostra volont, ma nella personalit ci sono
meccanismi,
dei quali siamo poco coscienti, che ci dirigono nell'una o
nell'altra
direzione. E' un sistema che aiuta a vedere se stessi nello
specchio e, in
particolar modo, a vedere quali siano i nostri comportamenti
tipici.
Riconoscere il segreto predominio di queste pulsioni il primo
passo verso
la libert interiore. Tutti possediamo qualche lato oscuro che ci

condiziona
negativamente e che, in un certo senso, una strategia di
autodifesa scelta
inconsciamente per ottenere sicurezza. L'Enneagramma, dottrina
antichissima
oggi riscoperta e apprezzata da teologi e psicologi, pu
rappresentare un
mezzo efficace per acquisire la necessaria capacit di
autocritica.
I pi esperti evitano accuratamente di "confessare" quale sia il
loro tipo,
proprio per non mettere un'arma pericolosa nelle mani degli altri.
La
segretezza con la quale ci viene proposto ogni insegnamento
esoterico deriva
da questo timore, circa l'uso che ne pu essere fatto; immaginiamo
quale
potere acquisiamo su una persona quando conosciamo il suo punto
debole, la
cosa di cui ha pi timore e quella che desidera di pi. Perci
bene essere
prudenti nell'avvicinarci a questo argomento, cercando di farne un
uso
corretto. La cosa migliore usarlo su noi stessi per cercare di
comprendere
i meccanismi automatici della nostra psiche.
- I tipi

Ogni tipo pu essere associato ad un pianeta.


- Uno I tipi UNO evitano la COLLERA. Pur avendo, come tutti, ragioni per
essere
afflitti o contrariati, per loro molto importante non
arrabbiarsi e non
sfogare la propria collera sugli altri. Vedono la collera come
un'imperfezione, invece loro tengono molto ad essere perfetti e a
fare ogni
cosa in modo inappuntabile. A questo fine sono disposti a lavorare
molto,
preparando i loro compiti, pulendo la casa ecc. Se le cose non
vengono fatte
nel modo giusto, sia da loro stessi, sia dagli altri, si
infastidiscono.
Il tipo UNO chiede energia per i propri progetti. Ne d
dispensando
approvazione e/o disapprovazione.
L'UNO tentato dal perfezionismo. Il desiderio di perfezione
domina la sua
vita. Pu essere un inguaribile brontolone: niente gli va mai

bene. Il suo
vizio capitale l'IRA (Marte), di cui tuttavia si vergogna,
perch la
considera un'imperfezione. Per questo si controlla molto. Si
difende
controllando le proprie reazioni, per non mostrare la sua rabbia.
Il tipo UNO si chiude e reprime i propri sentimenti. Per redimersi
dovrebbe
imparare a essere pi indulgente con se stesso.
- Due I tipi DUE evitano di riconoscere I PROPRI BISOGNI. Sono per
pronti a
vedere i bisogni degli altri; sono, anzi, interessatissimi a
scoprire quali
bisogni hanno gli altri. Si vantano di essere di grande aiuto,
specialmente
per le persone cui tengono. Per quanto riguarda loro, per, non
ammettono
assolutamente di aver bisogno dell'aiuto di chicchessia o di
avere,
comunque, dei bisogni da soddisfare.
Il DUE non chiede mai niente. Ma se si gli chiede qualcosa si
rianima, si
accende e si d da fare per soddisfare la richiesta. Infatti la
sua
strategia per catturare l'attenzione quella del salvatore: "ti
aiuto io".
Il DUE tentato continuamente di aiutare gli altri, ma, nello
stesso tempo,
di fuggire da se stesso. Si sente realizzato se porta a compimento
i
desideri altrui; da solo non sa che cosa fare. Cedendo alla
tentazione pu
arrivare a sedurre gli altri. Il suo vizio capitale l'ORGOGLIO
(Sole): un
Io ipertrofico. Per orgoglio non vuole ammettere di avere bisogni.
Si
difende reprimendo i propri sentimenti. Nega se stesso per
compiacere gli
altri, perch crede che i suoi bisogni contino meno di quelli
degli altri.
Il tipo DUE invade gli altri. Per redimersi dovrebbe entrare in
contatto con
i propri bisogni.
- Tre I tipi TRE evitano l'INSUCCESSO. Sono spinti a darsi da fare per
il
successo. La loro personalit si identifica coi successi che
ottengono. Non

ammettono i propri sbagli. Cercano di evitare ogni tipo di


insuccesso anche
a costo di mentire a s stessi e agli altri riguardo all'esito dei
loro
sforzi. Per evitare il fallimento sono disposti a pagare un prezzo
molto
alto.
Il tipo TRE abilissimo nell'usare l'energia altrui. E' un
maestro
nell'arte del chiedere; sa manipolare gli altri in modo che siano
felici di
darsi da fare per lui. La tentazione del TRE l'efficienza. E' il
tipo
perfettamente integrato nel sistema capitalista moderno. Il suo
motto : "Se
ti impegni puoi arrivare in alto". Si difende con
l'IDENTIFICAZIONE: col suo
ruolo, coi suoi progetti. Non riesce ad accettare critiche e
suggerimenti.
Non ammette i propri sbagli, anche se sottolinea sempre quelli
degli altri.
Per questo
evita tutto ci che fallimento; se le cose non gli riescono o
ristruttura
la sconfitta come una "vittoria parziale", o scarica la colpa
sugli altri, o
rimuove il fatto avvenuto, o abbandona tutto per buttarsi a
capofitto in un
nuovo progetto. Si sopravvaluta al punto di credere che tutto
quello che fa
sia giusto. Il suo vizio capitale pertanto la MENZOGNA (Caput
Draconis),
con la quale abbellisce la realt. Il TRE rischia di ingannare
inconsapevolmente s stesso e gli altri.
Il tipo TRE non ammette le proprie responsabilit. Per redimersi
dovrebbe
diventare pi collaborativo.
- Quattro I tipi QUATTRO evitano l'ORDINARIET. E' molto importante per loro
risultare
sempre speciali. Si considerano persone raffinate e sensibili e in
nessun
caso persone ordinarie. Per coltivare la propria immagine si
paragonano in
continuazione agli altri. Sono inclini a pensare di essere
incompresi a
causa dell'unicit dei sentimenti che provano, in particolare la
tristezza e
la tragicit che hanno marcato le loro vite.
Il tipo QUATTRO chiede l'energia altrui interpretando il
personaggio

dell'incompreso triste, sconsolato e bisognoso di tutte le


attenzioni. D
attenzione solo a chi riconosce la sua originalit. Il tipo
QUATTRO si trova
esposto alla tentazione di sforzarsi di essere autentico; pi si
sforza di
essere se stesso pi risulta artefatto. Si difende con la
sublimazione
artistica, con la ricerca del bello in ogni campo. Cos si
convince di
essere davvero speciale. La sua fuga dall'ordinariet implica che
si
paragoni in continuazione con gli altri (si speciali solo se
DIVERSI dagli
altri). Pertanto il suo vizio capitale L'INVIDIA (Mercurio).
L'apparente
complesso di superiorit del QUATTRO un complesso di inferiorit
compensato.
Il tipo QUATTRO cerca la comprensione degli altri. Per redimersi
dovrebbe
darsi una disciplina.
- Cinque I tipi CINQUE evitano il VUOTO. Pensano costantemente ad
accrescere il loro
bagaglio di conoscenze, che cercano di acquisire solo mediante i
propri
sforzi. Sentono un profondo bisogno di sapere di pi di quanto
comunicano
agli altri, come se il condividere li privasse di qualcosa. E'
importante
per loro non farsi coinvolgere in attivit sociali, che
considerano noiose,
inutili per il loro processo di accumulazione e, anzi, sotto
quest'aspetto,
molto dispendiose.
Il tipo CINQUE avaro della propria energia. Non chiede, ma
soprattutto non
d. La sua strategia il risparmio energetico.
Il CINQUE tentato dal SAPERE. Crede di potersi difendere
accumulando
nozioni. Tuttavia non pu mai essere sicuro che le informazioni
siano
sufficienti. Si difende con la ritirata, specie di fronte
all'impegno
emotivo: fugge i sentimenti, il sesso, le relazioni che producono
dipendenza. Si difende anche con la segmentazione: vive una vita a
compartimenti stagni che non entrano a contatto fra loro, nemmeno
nelle
amicizie. Si difende anche con la limitazione: poich ha paura del
coinvolgimento emotivo vuole sapere tutto prima di muoversi o di
partecipare

a qualunque cosa. Il suo vizio capitale pertanto l'AVARIZIA


(Saturno).
Il cinque soprattutto avaro di se stesso. Non si d. E
accumula... se non
denaro sicuramente sapere.
Il tipo CINQUE indulge nell'egoismo. Per redimersi dovrebbe
decidersi a
confrontarsi col mondo.
- Sei I tipi SEI evitano il COMPORTAMENTO SBAGLIATO. Nella loro ottica
la vita
un intreccio complicato di leggi, norme e regole. Il loro senso di
responsabilit rivolto al rispetto di tutte le regole,
specialmente quelle
dettate da persone che considerano autorevoli o quelle messe per
iscritto.
Vedono in questo un segno di fedelt verso il gruppo cui sentono
di
appartenere.
Un sottotipo del SEI (detto controfobico), invece, pur avendo
sempre come
referente le leggi, le norme e le regole del gruppo, ma deluso da
queste, vi
si ribella e le sfida.
Il tipo SEI d energia in cambio di sicurezza. E' motivato dalla
fiducia. Ne
chiede in cambio di fedelt. Lo scambio per non alla pari.
Nella lotta
per la conquista dell'energia il SEI generalmente un perdente.
Allora pu
scattare il meccanismo di ricerca dell'attenzione tramite la
ribellione.
La tentazione del tipo SEI volere la SICUREZZA. Ama i sistemi di
regole e
ne desidera il rispetto. La ricerca della sicurezza lo porta alla
dipendenza: dalla gerarchia, dal partito, dall'azienda, dal guru,
dal
leader, dal terapeuta, dal gruppo, dal branco. Gli piacciono le
situazioni
intricate, per le quali ha un sesto senso. Si difende col
meccanismo della
PROIEZIONE: ogni minimo sospetto diviene una realt ingigantita
sulle altre
persone, facendo di loro il proprio capro espiatorio. Il suo vizio
capitale la PAURA (Cauda Draconis). Le trappole sono per il tipo
fobico la
CODARDIA, per
quello controfobico la TEMERARIETA'.
Il tipo SEI, per redimersi, dovrebbe evitare il conflitto.
- Sette -

I tipi SETTE evitano il DOLORE. Sono percepiti come ottimisti e


amanti del
piacere. Per loro la vita non deve risultare in nessun caso
dolorosa.
Cercano di non vedere il dolore e l'angoscia nella vita delle
persone che li
circondano. Sono compulsivamente portati a pianificare, a fare
progetti che
spesso non riescono a portare a termine per le difficolt e gli
inconvenienti impliciti nella loro realizzazione.
Il tipo SETTE d e riceve energia ponendosi al centro
dell'attenzione. Il
SETTE tentato dall'idealismo. Riesce a impegnarsi in una cosa
solo se la
ritiene assolutamente buona e giusta. Per questo rimuove tutti gli
aspetti
sgradevoli o oscuri e anzi, tende a infiocchettare e ad abbellire
ogni
esperienza, presentandola come se fosse il massimo. Si difende
attraverso la
razionalizzazione. Si adatta alle situazioni sottolineandone gli
aspetti
positivi, anche se ha a che fare con la morte o con la fame nel
mondo. Il
dolore non viene provato, ma trasferito. Il sette pianifica, fugge
avanti
nel tempo. Non vuole vedere il dolore proprio come il TRE non vuol
vedere il
fallimento. E' avido di sensazioni. Il suo vizio capitale
l'INTEMPERANZA
(Giove). Il suo motto "di pi sempre meglio". Il campo in cui
pi
portato ad eccedere il divertimento, il piacere e la gioia (suoi
motivi
conduttori). Non facile attaccare un tipo SETTE. E' entusiasta e
disarmante e la critica non sembra toccarlo nemmeno. Il tipo SETTE
si crede
perfetto . Per redimersi dovrebbe diventare pi analitico e
realista.
- Otto I tipi OTTO evitano la DEBOLEZZA. Si vantano di essere persone
forti. Vedono
la vita come una lotta per l'affermazione di ci che giusto. Il
fatto che
il mondo non sia esattamente come dovrebbe essere significa, per
loro, dover
affrontare tutto ci che sbagliato e smascherarne l'ingiustizia
e la
falsit, al fine di poter conservare la propria immagine di s.
Amano il

confronto, verbale e anche fisico con gli altri. Stanno attenti a


non farsi
sfruttare e pongono estrema cura per non apparire deboli agli
occhi degli
altri.
Il tipo OTTO d la propria energia per imporre la sua volont agli
altri,
dai quali ne riceve facendosi temere.
L'OTTO tentato dall'ARROGANZA. Evitando la debolezza, evitando
soprattutto
di ammetterla, si arroga il diritto del GIUSTIZIERE. Disprezza la
codardia e
l'arrendevolezza. Ha un suo preciso senso della giustizia, che
tentato di
farsi sempre da solo. Si difende negando le cose. Nega la propria
fragilit
e debolezza e pertanto deve negare che le cose possano essere
diverse da
come le ha pensate lui. Il suo vizio capitale la LUSSURIA
(Venere). Egli
si arroga il diritto di sfruttare gli altri, di non considerare il
loro
pudore, di non rispettarli nella loro dignit. L'OTTO
vendicativo e
violento, ma al contrario del SEI controfobico non gregario.
Cercare il
sostegno degli altri sarebbe un'ammissione di debolezza. Un otto
perfetto
rappresentato da Charles Bronson nei suoi numerosi film.
Il tipo OTTO nega di aver bisogno degli altri . Per redimersi
dovrebbe
invece ammetterlo.
- Nove I tipi NOVE evitano il CONFLITTO. Si sentono a disagio in
situazioni di
tensione e disaccordo tra le persone. Per loro, niente pi
importante
della pace e della moderazione. Si preoccupano molto non solo di
conservare
la loro tranquillit personale, il che non risulta loro difficile,
ma anche
di mantenere la pace tra coloro che li circondano. Spesso appaiono
inerti e
privi di iniziativa. Hanno bisogno di essere spinti ad agire
perch da soli
non si sentono incentivati.
Il tipo NOVE d energia per schivare il conflitto. E' cos poco
abituato a
riceverne che il tipo pi facile da manipolare.
La tentazione del nove lo SCREDITARSI. D l'impressione di
essere umile,

invece facilmente solo falsa modestia e paura di mettersi in


luce. Poich
spesso insicuro, si tiene in disparte e non fa nulla per
risaltare. Cerca
uno stimolo esterno perch ha poca autostima e non si sa stimolare
da solo.
Il Suo vizio capitale la PIGRIZIA (accidia, rappresentata dalla
Luna),
nelle quale si chiude attendendo gli eventi. Si lascia
intrappolare spesso
nell'indolenza. E' un passivo aggressivo. Il NOVE evita a tutti i
costi il
conflitto. Oltre al "lasciare che le cose passino" ha altre due
armi per
comunicare il suo disappunto: "aspettare che finisca" (in una
lite, per
esempio) e "allontanarsi". Se si sente invaso arretra.
Il tipo NOVE diventa dipendente dalle persone che gli danno
attenzione. Per
redimersi dovrebbe coltivare la propria autostima.
Tutte le tipologie hanno il difetto di trascurare l'unicit,
l'originalit e
la particolarit dell'individuo. Per questo l'Enneagramma va
affrontato con
molta cautela e discriminazione, ricordando che la mappa non il
territorio
che descrive. Ma la scoperta di una regolarit nel comportamento
umano
contempla anche la possibilit del cambiamento. Ci ne fa uno
strumento
potente e prezioso per la propria evoluzione interiore.
L'Enneagramma non
una panacea universale ma pu condurre alla comprensione di s
sapendo in
anticipo come noi o i nostri partner reagiremo nelle varie
situazioni. E' un
cammino di conoscenza emozionante, che, se percorso onestamente e
lealmente
fino in fondo, consentir di conoscere la verit su s stessi e
condurre ad
una diversa visione del mondo.
(Dal numero di marzo 2001 di RE NUDO)
- L'Enneagramma All'inizio degli anni settanta l'Enneagramma era ancora una
conoscenza
esoterica, un insieme d'idee organizzato, trasmesso oralmente da
maestro a
discepolo solo in cerchie ristrette (Vedi Gurdjieff ed altri
insegnati di
Quarta Via). Furono poi, da prima Oscar Ichazo e poi Claudio

Naranjo a
connotare sotto un forma psicologia ed a divulgare questo metodo
cos come
oggi conosciuto.
Quando, qualche anno addietro, mi capit di leggere un libro
sull'Enneagramma, per altro poco chiaro, ebbi un moto di
sconforto. Temevo
si trattasse di uno dei tanti sistemi della personalit che,
grossolanamente, riducono il comportamento umano ad un numero
limitato di
tipi di carattere.
Tali sistemi, infatti, hanno il difetto di trascurare l'unicit e
l'irripetibilit dell'individuo, costringendo chi li utilizza ad
etichettare
e fissare gli analizzati in una casella costituita da aggettivi o,
peggio
ancora, da numeri.
Certo, la scoperta di una somiglianza tra caratteri e di una
regolarit nel
comportamento importante, ma solo quando contempla anche la
certezza d'un
possibile cambiamento, fattore indispensabile per liberarci dalla
pressione
illusoria della determinazione.
Pi tardi, frequentando corsi sull'Enneagramma, lo sconforto fu
sostituito
dall'entusiasmo e compresi che questo sistema racchiude in s
infinite
potenzialit e, soprattutto, offre la possibilit d'una crescita
autonoma
che induce l'individuo a progredire dal livello in cui si trova a
qualunque
livello desideri conseguire.
Ed ora vediamo cos' l'Enneagramma: L'Enneagramma, oltre ad essere
un
antichissimo simbolo cosmico volto ad interpretare i segreti
dell'Universo,
anche una tecnica psicologia che prende in esame i nove tipi di
personalit ed altre ventuno sub-personalit - o sottotipi - ad
essi
correlati.
Questo straordinario sistema d'indagine ci aiuta a comprendere
perch ci
comportiamo in un dato modo piuttosto che in un altro. In un
secondo tempo,
dopo l'individuazione e la comprensione dei nostri processi
interiori, ci

offre indicazioni precise per la nostra intima evoluzione.


Grazie all'Enneagramma possiamo, quindi, imparare a conoscere
meglio noi
stessi, gli altri e il mondo che ci circonda, coi suoi misteri e
le sue
meraviglie. L'indagine per raggiungere questa meta inizia
dall'esplorazione
della nostra infanzia, l dove sono sepolte molte verit, utili ed
indispensabili per comprendere il nostro attuale comportamento.
Il bambino incontra e conosce il mondo attraverso molti fattori
distinti e,
soprattutto, tramite la voce dei suoi genitori, dei suoi fratelli,
dei
nonni, degli insegnanti, dei compagni di gioco, ecc.
Queste voci, a volte confuse e incomprensibili, eppure cariche di
significato per chi non ha la minima possibilit di discriminare
il vero dal
falso, si uniscono e, condensandosi nel nostro interiore, si
cristallizzano
per sempre, agendo da catalizzatore sulla formazione del nostro
carattere.
Le voci dicevano di parlare per il nostro bene, ma, spesso,
sentivamo che
stavano facendo solo i propri interessi, manipolandoci come
pupazzi di
creta. Cos, avvertendo il pericolo in maniera istintiva, abbiamo
sviluppato
delle strategie di difesa per non venire schiacciati.
Queste antiche voci, purtroppo, sono ancora dentro di noi e,
esercitando il
loro potere, fanno da filtro tra noi e la realt. Le vecchie
strategie,
vincenti fino a qui perch indispensabili per non soccombere e
necessarie
per sopravvivere, ora non sono pi utili, in quanto limitano solo
le nostre
potenzialit.
Attraverso di loro, infatti, reagiamo invece di agire, filtrando
ogni cosa
tramite idee preconcette connesse all'immagine del mondo che
abbiamo
interiorizzato nella nostra infanzia. Eppure cos difficile
allontanarsi
da tutto ci. abbandonare la strada vecchia per la nuova. La sfida
dell'antico sistema ennagrammatico proprio questa. Sta a noi
raccoglierla
e decidere di affrancarci dall'obsoleto nemico: la paura.

Punto di partenza dell'Enneagramma sono proprio i labirinti nei


quali, da
bimbi, ci siamo perduti nel tentativo di difenderci dalle minacce
esterne:
quei momenti in cui, inconsciamente, abbiamo cominciato a
costruire la
maschera, ossia la nostra personalit di superficie. Indagando,
possiamo
riconoscere le nostre negativit, che derivano da una compulsione
dominante
radicata profondamente nella visione che ogni essere umano ha di
s e avente
grandissima influenza sul comportamento.
Tale compulsione non semplicemente un'ossessione, quanto,
piuttosto, un
istinto basico che, data la sua ineludibilit, condiziona
enormemente il
comportamento individuale, soprattutto quando, non essendo
riconosciuta,
esercita appieno il suo potere. Questo modo automatico di reagire,
va detto
chiaramente, un dei maggiori ostacoli alla completa
realizzazione di s.
L'Enneagramma un'antica mappa su cui rintracciare la compulsione
presente
in ogni tipo di personalit e, conseguentemente, la velata
strategia
difensiva ad essa legata e che ognuno di noi mette in atto
quotidianamente
per salvaguardare le proprie certezze e dare significato
all'esistenza.
Visto che questa strategia, per, non percepita e, dunque, non
avvertita
come un problema di vitale importanza da risolvere nel processo
evolutivo,
la sua individuazione attraverso l'Enneagramma pu essere vissuta
come un
attacco a se stessi, in cui l'Ego, ribellandosi violentemente per
essere
stato smascherato, far di tutto per screditare la nostra
intuizione. In
ogni caso, finch la compulsione continuer ad agire indisturbata,
esercitando un'influenza venefica sul nostro comportamento, non
sar
possibile diventare uomini reali, autentici.
Cos, per poter sperare che il cammino verso la visione del mondo
reale ci
conduca a quella Pace, a quella Luce e a quell'Amore che

rincorriamo da
sempre, indispensabile che ognuno di noi sia disposto ad
affrontare il
proprio drago: l'Ego. Come gi detto, ogni tipo caratterizzato
da una
strategia di difesa del proprio nucleo. Ci illustra come ogni
compulsione
sia un modo per evitare qualcosa. questo il suo segreto e il suo
perverso
potere. Eppure, come ulteriore barriera alla consapevolezza di s,
le
persone tendono la realt del problema e ad individuare nella
compulsione un
tratto caratteristico e distintivo di cui sentirsi orgogliosi.
Ecco perch cos difficile cambiare e perch spesso diciamo: "Io
sono
fatto cos.non posso cambiare, impossibile!". Frequentemente,
gli
individui, nella loro paura di affrontare il lato oscuro
dell'Enneagramma quello che mette in risalto le caratteristiche negative d'ogni
tipo - sono
propensi a riconoscere i tratti positivi. Quando ci accade, il
lavoro dar
risultati pressoch nulli.
Consiglio, quindi, di far appello alla sincerit e all'onest
prima di
familiarizzare con questo meraviglioso simbolo. Solo la pratica
del vero,
infatti, pu condurre alla scoperta del proprio tipo e, dunque,
alla
rivelazione d'una nuova dimensione.
Questo modello d'indagine sul funzionamento della psiche prende in
esame
ogni aspetto della personalit, da quello emozionale a quello
mentale, senza
tralasciare quello spirituale. In tal modo possiamo affrontare
situazioni
personali, familiari e sociali in una prospettiva pi ampia,
imparando a
conoscere davvero non solo noi stessi, ma anche chi ci sta accanto
e creando
un'empatia pi profonda, una vita di relazione pi soddisfacente.
Certo, il cammino alla scoperta del proprio s proposto
dall'Enneagramma non
semplice, anzi, gli ostacoli da affrontare lungo il tragitto
sono
numerosi. Pur tuttavia, questo potente alleato pu rafforzare
enormemente i

nostri sensi e metterci in grado di avanzare pi speditamente nel


vasto
territorio dell'Essenza, oltre la maschera costituita dalla falsa
personalit.
L'Enneagramma indica ad ogni tipo una specifica via evolutiva e,
invitandoci
a riconoscere e a tener conto sia dei nostri limiti, sia delle
nostre
risorse individuali, ci offre su di un piatto d'oro (nella Quarta
Via il
piatto d'oro metaforicamente sta ad indicare la vera conoscenza)
l'opportunit di diventare artefici del nostro destino.