Sei sulla pagina 1di 8

A Martino Bruno,

da zio Gianfranco
che sta in Inghilterra

Alla festa del paese, Martino e i suoi amici stavano in circolo intorno a
un uomo vestito come uno strano pagliaccio. Cio, non come quelli del
circo, perch non aveva la parrucca e il naso a palla rosso, e nemmeno le
scarpe enormi. Per era vestito come nessuno si vestiva, e faceva dei gesti strani, che nessuno faceva, e parlava con una voce strana, che nessuno
aveva. Quindi i bambini pensarono che fosse un pagliaccio. Faceva giochi di prestigio, prendeva in giro i grandi che passavano di l, faceva venir
fuori dei bellissimi animali da un foglio di carta. I bambini erano incantati: lo guardavano e applaudivano, e luomo sinchinava alla fine di ogni
numero.
Conoscete la storia di Maometto e della montagna? chiese a un
certo punto luomo.
Chi Maometto?
Un profeta.
E che vuol dire profeta?
qualcuno che parla per conto di Dio.
Come i preti?
S, pi o meno... Insomma, la conoscete o no, questa storia?
No!
Oh, e allora ve la racconto io... molto breve, e fa cos: Se la
montagna non viene da Maometto, Maometto va alla montagna.
I bambini rimasero perplessi: non avevano mai sentito una storia
tanto breve e tanto insensata, e tempestarono luomo di domande, nella
speranza che gliela rendesse pi interessante.
E perch la montagna deve andare dallometto? E che va a fare il
nanetto sulla montagna? Ma poi la montagna ci va o no? E Dio che fa?
State buoni, bambini! Il bello di questa storia che fra un po di
tempo, che pu essere domani, fra un anno, fra dieci anni, improvvisamente ci penserete e direte: Ah, ecco cosa voleva dire quel buffo signore con quella storia!. Ora per devo andare: mi aspettano in America
per girare un film. Se volete, mi trovate qui domani alla stessa ora!
Cos dicendo, strinse la mano a tutti i bambini, uno per uno.
Ti aspetto qui domani? chiese a Martino, mentre stringeva la
mano anche a lui.
1

Martino fece di s con la testa e scapp via, verso la mamma e il pap che stavano seduti su una panchina poco lontana, mangiando pistacchi.
Quella sera, a casa, Martino pensava ancora al pagliaccio e alla sua strana
storia, e decise che voleva capirci qualcosa di pi.
Mamma, tu la conosci la favola dellometto della montagna?
No, amore, chi questo ometto?
una specie di prete.
E sta in montagna?
Martino ci pens un attimo.
S.
E sta da solo?
Mi pare di s.
Uhm, allora forse un eremita.
Eremita era la seconda parola strana che Martino ascoltava quel
giorno. La prima gi non la ricordava pi, per. Cos decise di scriverla,
per non dimenticarla mai. Non aveva ancora sei anni, ma aveva gi imparato come si fa, e soprattutto aveva imparato il potere magico delle parole. Nella sua cameretta conservava una scatola di biscotti piena di parole
scritte da lui su dei pezzetti di carta che ritagliava accuratamente. Era lo
scrigno col suo tesoro. Lo teneva nascosto in fondo allarmadio, dentro
una scatola di scarpe sotto una pila di lenzuola, e lo mostrava soltanto agli amici pi cari, che per quasi tutti non sapevano leggere, e si annoiavano, e gli chiedevano di giocare con i soldatini o con la playstation.
And a cercare un foglio e una penna, poi torn da sua madre.
Mamma, come si scrive erremita?
E, erre, e, emme, i, ti, a.
Aspetta, vai troppo veloce!
Hai ragione, scusa. Te lo ripeto pi piano. E... erre... e... emme...
i... ti... a.
Martino scrisse con grande impegno, senza sbagliare nulla, anche se
le lettere vennero fuori un po sbilenche. Contempl il risultato, e lesse la
parola scandendola bene: E-re-mi-ta.
2

Bravo, Martino. Eremita! Ma lo sai che vuol dire?


Martino si ripet in mente la parola, cercando un appiglio per dare
una risposta sensata, o anche una di quelle che facevano tanto ridere i
grandi. Non era permaloso, gli piaceva farli ridere, anche perch non lo
facevano spesso. Insomma, cerc e cerc, ma non trov nulla.
Non lo so. Che vuol dire?
Un eremita qualcuno che se ne va su una montagna o in un altro
posto sperduto, e se ne sta l, lontano da tutti.
E che fa, tutto solo?
Pensa. Qualcuno prega, anche.
E non si annoia a stare da solo?
Forse si annoiava di pi a stare con le altre persone.
E si fa pure da mangiare?
Certo. Oppure mangia solo erbe crude e frutta, cos non deve
nemmeno preoccuparsi di cucinare.
E non invita gli amici per il suo compleanno?
Eh, no. Gli eremiti non hanno amici. E sono sicura che molti di
loro nemmeno se lo ricordano, il giorno del compleanno!
Quellultima domanda Martino laveva fatta perch il giorno dopo
era il suo, di compleanno, e con la testa stava gi alla festa che sua
mamma e il suo pap gli avevano promesso. Pare che sarebbe stata una
festa meravigliosa!
Martino ritagli il foglietto intorno alla parola eremita e and ad
aggiungerlo agli altri tesori del suo scrigno. Quella sera si addorment
pensando che quegli eremiti dovevano essere proprio pazzi, se non festeggiavano il compleanno. Per lui non cera giorno pi bello! Vabb, il
pi bello era sempre Natale, per il compleanno era bello lo stesso.
Il giorno dopo era domenica. Il primo regalo di compleanno fu che
pot dormire fino a tardi: nessuno and a tirarlo gi dal letto come facevano di solito da quando aveva cominciato la scuola, ma anche nelle domeniche normali. Martino ne approfitt, rotolandosi fra le lenzuola, addormentandosi e risvegliandosi parecchie volte, finch non fu stanco di
poltrire e si alz.

Ci furono grandi festeggiamenti, e sua mamma gli prepar il suo


pranzo preferito: pasta al pomodoro, cotoletta e patatine fritte. Dopo
pranzo, Martino si sentiva cos gonfio che si butt a peso morto sul divano: non ce la faceva proprio a stare in piedi! E cos pass tutto il pomeriggio senza uscire, cercando di seguire i preparativi per la festa. Ad
aiutare sua madre erano arrivati anche i nonni, che avevano soprattutto il
compito di tenerlo lontano dalla cucina, dove si stava preparando una
torta di cui si dicevano grandi cose.
La festa fu davvero memorabile! Cerano tutti gli amici di Martino, la casa era stata addobbata con palloncini e festoni colorati, cera la musica, e
tante cose buonissime da mangiare. Tutti gli portavano dei regali, e Martino passava gran parte del tempo a scartarli, a guardarli, a studiarli, sempre incerto fra delusione e soddisfazione. E poi cera da ringraziare, da
baciare, da farsi dare i pizzicotti sulle guance, e tutte le altre noiose incombenze che toccano a un festeggiato importante.
Si aspettava ormai solo la torta con le candeline, quando suonarono
alla porta. La mamma di Martino volle che fosse lui ad aprire, e lui obbed controvoglia. Ma quale grande sorpresa, quando si trov davanti il pagliaccio del giorno prima, che aveva dietro di s, legato a una corda, un
carrello di legno pieno di oggetti strani e buffi come lui.
Il pagliaccio gli fece gli auguri, lo abbracci, e poi aggiunse, con un
gran sorriso:
Hai visto? Se la montagna non viene da Maometto, Maometto va
alla montagna!
Martino non cap, ma non cera tempo di pensare: tutti lo strattonavano, se lo contendevano, e cera eccitazione per larrivo del pagliaccio,
che portava una valanga di allegria e fantasia.
In una pausa dello spettacolino, Martino chiese a quelluomo buffo
se era un pagliaccio.
Secondo te sono un pagliaccio?
Martino pensava a quelli del circo, con la parrucca, il naso rosso e le
scarpe gigantesche, e fece di no con la testa.
Allora cosa sono?
4

Martino era sicuro che doveva essere una parola difficile, e cos gli
venne unidea. Corse nella sua stanza, tir fuori la scatola di biscotti e
torn dalluomo buffo. Apr la scatola, e gli mostr il suo tesoro.
Adesso vediamo se indovino disse, e prese un foglietto a caso
dal mucchio.
Vendemmia.
Luomo buffo ci pens un attimo, poi scosse la testa.
Martino rimise subito il foglietto nel mucchio, perch non si fidava
a lasciarli fuori dalla scatola, e ne prese un altro.
Cemento.
Stavolta luomo scosse la testa ancora pi forte, con una smorfia
quasi di disgusto.
Pronostico... Genuino... Proboscide...
Luomo continuava a valutare attentamente e a fare di no con la testa.
Salvagente... Parassita... Grondaia...
Aspetta aspetta aspetta... Parassita! Mi piace, sono proprio io!
Per quanti sforzi facesse, per, Martino non riusciva a ricordare il
significato di quella parola.
Perch, che vuol dire parassita?
Uhm, vediamo... Il parassita qualcuno che vuole tanto bene a
una persona o a un animale, che non vuole staccarsene pi. Il parassita
leale e fedele!
Ok, allora sei un parassita!
Proprio cos! Per... posso insegnarti un trucco?
Martino fece di s con la testa. Era sempre felice di imparare nuovi
trucchi.
Bene. Dunque, tu hai questi fantastici foglietti magici, e su ognuno
hai scritto una parola bellissima, giusto?
Martino fece di s con la testa.
Luomo prese quello con la scritta parassita e lo mostr a Martino
come fa un mago prima di un numero.
Per, se lo giri... e gir il foglietto dallaltra parte Se lo giri, non
c scritto niente. Se vuoi raddoppiare la magia dei tuoi foglietti, puoi
5

scrivere il significato su questaltro lato, cos non lo dimentichi. Anzi, visto che sono dei foglietti molto piccoli e i significati delle parole a volte
sono molto lunghi, dovrai farti aiutare da qualcuno, e cos la magia raddoppier ancora, perch alla tua curiosit si aggiunger la sapienza degli
altri: tuo padre, tua madre, perfino quella di un parassita come me!
S, hai ragione! Allora me lo scrivi, il significato di parassita?
Certo!
E cos luomo scrisse, con una bella grafia minuta: Chi vuole tanto
bene a qualcuno, da stargli sempre attaccato. Non pot scrivere altro,
perch non cera pi spazio, ma sembr comunque soddisfatto.
La mamma di Martino intanto venne a reclamarlo, perch cera una
zia che era venuta da lontano e voleva fare due chiacchiere con lui. Martino chiese solo due minuti. Torn nella sua cameretta a posare lo scrigno, nascondendolo con maggior cura del solito, perch adesso era ancora pi prezioso, e i ladri pi scaltri del mondo avrebbero fatto a gara per
rubarglielo. Poi torn nel salone, dal suo amico parassita.
Me la racconti unaltra storia come quella di ieri?
Va bene, ma sar altrettanto breve, perch sei molto richiesto, e
sebbene io sia un parassita e vorrei non lasciarti andare, ho anche una
coscienza, e so che tante persone in questa stanza hanno bisogno di stare
con te.
Martino fece di s con la testa. Gli veniva facile, fare di s con la testa, con quelluomo.
Per devi raccontarla solo a me.
Affare fatto, socio! Allora seguimi, nascondiamoci!
E cos port Martino sotto un tavolo, dove nessuno poteva sentirli
o disturbarli, e gli raccont una storia che, gli disse, aveva appena inventato per lui.
Ascolta bene la storia come fa... Cera un ornitorinco che andava
in Canad. E questa la met. Aveva un cartoccetto di prosciutto. E
questo tutto!
Martino rest sbalordito. Era la favola pi strana e pi bella che avesse mai ascoltato, molto meglio di quella dellometto! Cera un piccolo
problema, per...
6

Che cos un torinco?


Or-ni-to-rin-co. un animale simpaticissimo. Assomiglia a un castoro, ma ha un becco danatra e zampe di coccodrillo. Ora per usciamo
da qui sotto: tua zia e i tuoi amici hanno bisogno di te, e pure la torta,
che senza il festeggiato non ha sapore.
Martino parl con la zia, poi le luci si spensero, si accesero le candeline, e tutti cantarono Tanti auguri. Martino soffi, e tutti battevano le
mani e fischiavano e ululavano. E il parassita era sempre il pi buffo di
tutti, e il pi simpatico.
Quando si mise finalmente a letto, Martino era sfinito. Aveva in testa i
suoni, i colori e i sapori di quella serata, ma soprattutto la figura e le parole del suo nuovo amico, il buffo parassita. Gli torn in mente la storia
bellissima che gli aveva raccontato, di quellanimale che era partito per il
Canad con un cartoccio di prosciutto. Purtroppo non riusciva a ricordare il nome dellanimale, nonostante i mille sforzi. Per, per... ricordava
benissimo che aveva il corpo di un coccodrillo e le zampe di unanatra. Il
mattino dopo, a colazione, bastava chiedere a mamma e pap, e loro di
sicuro gli avrebbero detto come si chiamava. Poi doveva solo scriverlo su
un foglietto, girarlo, e farsi scrivere la definizione dal pap, che era dottore e scriveva piccolo piccolo. Infine, lavrebbe messo nella scatola, e non
lavrebbe dimenticato pi.
Mentre pensava tutte queste belle cose, Martino si addorment, e a
noi non resta che augurargli la buonanotte, e sogni doro.

Interessi correlati