Sei sulla pagina 1di 18

ESORCISTICA E PSICHIATRIA A CONFRONTO

MODALIT DI DIALOGO
PROBLEMI INTERPRETATIVI E DI DIAGNOSI DIFFERENZIALE

Dr. Valter Cascioli

Mi sia consentito, innanzitutto, per una particolare e filiale devozione a Maria


Santissima, di rivolgermi alla Madre di Dio e madre nostra, affinch ci illumini, ci
sostenga e ci protegga sempre nella lotta contro Satana.
Ringrazio padre Francesco Bamonte, presidente dell'Associazione
Internazionale Esorcisti, per avermi invitato come relatore a questo Convegno ma,
ancor prima, per avermi chiamato a collaborare, in qualit di portavoce ufficiale di
questa Associazione, alla quale, come laico, sono onorato di appartenere, anche nella
veste di consulente medico-scientifico esperto in psichiatria. Saluto cordialmente i
Reverendissimi Padri esorcisti, che partecipano a questo importante incontro, ed i
loro assistenti. per me un privilegio essere qui in mezzo a Voi e Vi ringrazio, fin
d'ora, per l'attenzione che vorrete prestarmi, promettendo di ricordarVi tutti, nella mia
umile preghiera.
Vi parler apertamente, ex abundantia cordis. Nell'attivit di medico psichiatra
e di psicoterapeuta ho sempre privilegiato, in primis, il prendersi cura piuttosto che il
curare, intendendo la professione come diaconia a favore dell'uomo sofferente ed
operando in quell'ambito, poco noto ai pi, che sembra collocarsi tra psichico e
spirituale: terra di nessuno - per la quale non esiste ancora una scuola di formazione
a livello universitario e problematica complessa, che ci richiama alla necessit di un
approccio interdisciplinare e multilivellare, dove le cosiddette scienze umane si
incontrano con le scienze religiose e la psichiatria sincontra con la demonologia e
l'esorcistica.
Del resto, lo stesso art. 3 dello Statuto dell'Associazione Internazionale
Esorcisti, al paragrafo 6, riconosce tra i suoi scopi quello di "promuovere una
collaborazione tra persone esperte in medicina e psichiatria che siano competenti
anche nelle realt spirituali", cio che abbiano una formazione in grado di far loro
comprendere le dinamiche dello spirito.
-1-

Di fatto nelle stesse Premesse generali (n. 17), che accompagnano il Rito degli
esorcismi (De Exorcismis et Supplicationibus quibusdam), troviamo il medesimo
invito a rivolgersi, al bisogno, a uomini di scienza "qui sensum habeant rerum
spiritualium".
Riguardo al ruolo del medico in una prospettiva di guarigione, gi nella Sacra
Scrittura e, in particolare, nel libro sapienziale del Siracide (Capitolo 38) si ricorda
che il medico " stato creato dal Signore; dall'altissimo viene la guarigione...". "Il
Signore ha creato medicamenti dalla terra, l'uomo assennato non li disprezza". Ed
ancora vi si dice di seguito, a proposito dei medici: "Ci sono casi in cui il successo
nella loro mani, anch'essi infatti pregano il Signore perch conceda loro di dare
sollievo e guarigione per salvare la vita".
D'altro canto, Papa Francesco, durante la sua meditazione mattutina, nella
Cappella della Domus Sanctae Marthae (venerd 11 ottobre 2013), ci ha messo in
guardia dal pericolo di confondere ci che viene dal Maligno, con i fenomeni
naturali, quali sono le malattie psichiche:
"Ci sono preti, che quando leggono questo brano, (Lc 11,15-26, Ges scaccia un
demonio N.d.R.) e altri brani del Vangelo, dicono: Ges ha guarito una persona da
una malattia psichica. vero che in quel tempo si poteva confondere un'epilessia con
la possessione del demonio" - continua il Papa - "ma anche vero che c'era il
demonio. E noi non abbiamo il diritto di fare tanto semplice la cosa, come per dire:
Tutti questi non erano indemoniati; erano malati psichici' ".
Riguardo alla distinzione tra fenomeni preternaturali e malattie d'interesse
psichiatrico, la Chiesa ha da sempre dimostrato un notevole senso critico. Basti
ricordare la seguente dichiarazione del Sinodo nazionale di Reims del 1583: "Pi
volte coloro che si ritengono preda del demonio hanno pi bisogno del medico che
del ministero degli esorcisti".
Ancora, nel 1614, due secoli prima che nascessero la psicologia, la psichiatria e la
psicoanalisi, il Rituale romano, all'articolo 3, ricordava: "Prima di tutto l'esorcista
non creda facilmente che qualcuno sia posseduto dal demonio. A tale scopo sia bene
a conoscenza di quei sintomi dai quali si distingue un posseduto da coloro che sono
affetti da una qualche malattia, soprattutto psichica".
Ancora oggi, il Catechismo della Chiesa Cattolica (n. 1673) ci fa presente che
" importante accertarsi, prima di celebrare l'esorcismo, che si tratti di una presenza
del maligno e non di una malattia".

-2-

Ci nondimeno, alcuni santi hanno ritenuto i mali di origine diabolica troppo


sottovalutati nella diagnosi differenziale con le malattie psichiatriche. Cos, ad
esempio, santo Pio da Pietralcina e padre Francesco Palau, carmelitano spagnolo
vissuto nel XIX secolo e poi proclamato beato da Papa Giovanni Paolo II nel 1988,
sostenevano che molti degenti dei reparti psichiatrici non sono ammalati, bens
vittime del Maligno. Don Faustino Negrini, esorcista e rettore del Santuario della
Madonna della Stella di Gussago in provincia di Brescia (Italia), raccont che,
durante un esorcismo, negli Anni '50, quando in Italia c'erano ancora i manicomi, il
demonio, rispondendo ad una sua domanda, disse: "Voi non sapete quante persone
mie rinchiudete nei manicomi". Spesso, entrando nei padiglioni dell'ex Ospedale
Psichiatrico Santa Maria della Piet in Roma, ove lavoro, ho riflettuto molto e
pregato su questo grave ed increscioso aspetto. Questo nosocomio, il pi antico ed il
pi grande d'Europa, inaugurato da Vittorio Emanuele III nel 1914, arriv ad
accogliere, nei primi Anni 60, circa 3.000 ricoverati !
La formazione personale fondamentale, come pi volte auspicato e ribadito
anche all'articolo 3 dello statuto dell'A.I.E., rivolto precipuamente agli esorcisti:
"Promuovere la prima formazione di base e la successiva formazione permanente".
Analogamente, per l'operatore sanitario che desideri collaborare con l'esorcista. Da
qui la necessit di creare, a Dio piacendo, specifici corsi di formazione, a livello
universitario, presso un Ateneo Pontificio, sotto l'egida stessa dell'A.I.E. Questa mia
proposta , per ora, intenzione di preghiera, per la quale chiedo umilmente - se nella
volont del Signore - l'intercessione della Vergine Maria, di padre Matteo La Grua,
che ho conosciuto nel Rinnovamento, oltrech di padre Rufus Pereira, gi
vicepresidente di questa Associazione, e di padre Candido Amantini, del quale
abbiamo celebrato da poco il ventiduesimo anniversario della nascita al cielo.
Per quanto mi riguarda, ho sempre voluto approfondire, di mia iniziativa, le
tematiche specifiche, inerenti al ministero dell'esorcistato, collaborando con vari
padri esorcisti della diocesi di Roma, avvalendomi, come laico, dell'esperienza
quarantennale maturata nel Rinnovamento Carismatico Cattolico e, negli ultimi anni,
anche nell'quipe del Centro d'Ascolto, istituito nella diocesi di Roma, diretta da don
Alessandro Olivieri Pennesi, responsabile del Settore Sette e Nuovi Culti dell'Ufficio
Ecumenismo e Dialogo del Vicariato e Consigliere dell'A.I.E. Inoltre, molto debbo
all'esperienza fatta a fianco di un noto demonologo, come Mons. Corrado Balducci,
ed un esorcista, come don Gabriele Amorth, fondatore e presidente onorario della
nostra Associazione.

-3-

Nell'addentrarci nelle diverse problematiche che scaturiscono dal rapporto tra


esorcistica e psichiatria, si deve, innanzitutto, riconoscere la complessit dello stato
della questione che vede dibattere esorcisti e psichiatri sulle manifestazioni di
presunti disturbi di natura diabolica. Si deve, altres, considerare la mancanza di
univocit nelle interpretazioni degli stessi. A volte, per, ancora pi sofferto il
cammino verso la verit o, per meglio dire, verso la certezza morale di possessione
diabolica, che rende lecito l'esorcismo. L'uomo di scienza al quale ci si rivolge, per la
giusta prudenza e cautela che tali casi esigono, anzich dirimere la matassa pu,
addirittura, complicarla o, francamente, depistare i protagonisti.
Spesso i problemi preternaturali vengono, infatti, visti in chiave prettamente
antropologica e socioculturale, psicologica e/o psichiatrica. In questo modo, in
ragione del razionalismo e del secolarismo dilagante, si arriva a negare la vera natura
di taluni fenomeni. Questo accade, purtroppo, anche da parte di sacerdoti e,
incredibile dictu, di taluni esorcisti.
Tempo fa arrivata alla mia attenzione una donna, nella quale coesistevano una
fenomenologia psichiatrica ed una preternaturale. Su indicazione di un padre
spirituale, aveva interpellato diversi psicologi e psichiatri. Dopo una lunga, ed
ingiustificata e penosa peregrinazione da uno specialista all'altro, si era ritrovata,
immeritatamente, con la patente di... paziente psichiatrica, imbottita di psicofarmaci,
senza peraltro essere riuscita mai, in tanti anni, ad ottenere un bench minimo
beneficio dalle terapie!
Sarebbe bastato solo un riscontro, ex adiuvantibus, per risolvere il quesito
diagnostico (sigh!). Evidentemente, la forma mentis dei medici, ai quali era stata
indirizzata, non contemplava la possibilit che potesse avere bisogno di una terapia
spirituale, a dispetto di un'evidente sintomatologia preternaturale, di fatto
misconosciuta e, addirittura, contrabbandata, da tali specialisti, come fenomenologia
psichiatrica, absit iniuria verbo.
Ringraziando Dio, dopo un'attenta valutazione dei suoi disturbi, sono riuscito a
svezzarla dagli psicofarmaci e ad indirizzarla da un padre esorcista.

Per una proficua collaborazione tra esorcisti e psichiatri si rende auspicabile la


conoscenza e la stima reciproca, il rispetto dei ruoli, delle competenze e dei metodi
impiegati, la convergenza (comunione d'intenti) sugli obiettivi da raggiungere. Ma, a
mio modesto avviso, non si pu assolutamente prescindere dal riconoscimento
dell'esistenza del diavolo e dell'attivit demoniaca straordinaria, di fronte alla quale si
richiede, di necessit, l'intervento precipuo dell'esorcista.

-4-

Obiettivo comune sia dello psichiatra che dell'esorcista, tale da spiegare e


giustificare una sorta di comune alleanza terapeutica con la persona colpita dal Male,
il recupero della salute fisica, psichica, morale e spirituale della persona nella sua
interezza. Il principale ostacolo a questo obiettivo la posizione scientista, che
considera inaccettabile il fenomeno preternaturale, in quanto esula dall'assioma della
riproducibilit dei fenomeni e, ancora di pi, dall'origine naturale.
chiaro che la nostra mente ci d le ragioni per credere, ma non pu
avere la pretesa di assolutizzare la realt visibile, negando ci che non riesce a
cogliere, in quanto la trascende. Il mondo invisibile, infatti, pur essendo in
comunicazione reale, intima e misteriosa con noi, oltre la nostra dimensione spaziotemporale e, pertanto, non pu essere indagato/conosciuto con i tradizionali
mezzi/strumenti della scienza. Le forbici della ragione, invece, autentica espressione
di un razionalismo, retaggio di una cultura naturalistico-positivista, tagliano,
pregiudizialmente, tutto quello che non conoscono, che non comprendono o che, in
taluni casi, non accettano. Cos anche il filtro rappresentato dalle categorie mentali
e/o dai costrutti teoretici di taluni psicologi.
A volte, purtroppo, anche coloro che dicono di credere in Dio, considerano la
religione e/o l'esperienza religiosa esclusivamente come un insieme di fenomeni
intrapsichici; al punto che Dio viene a perdere il Suo ruolo salvifico, non essendo pi
Colui che si fa incontro al mondo ed all'uomo. Le verit religiose sono allora
considerate da costoro soltanto come proiezioni pi o meno inconsce,
cosificazioni ed "oggettivazioni" dello stato psichico. Si arriva, cos, ad un
riduzionismo riduttivista, proprio di chi vede una parte per il tutto,
penalizzando lo stesso desiderio di Bene e di Verit, che inscritto nel cuore
dell'uomo. Questo il principale errore nel quale cadono molti uomini di
scienza, che danno un'interpretazione razionalista dei fenomeni preternaturali e
soprannaturali. chiaro che bisogna, innanzitutto, credere per poter capire (credo ut
intelligam), oltre che capire per credere (intelligo ut credam), come ci insegna
Sant'Agostino.
Chiunque voglia avvicinarsi all'impegnativo, complesso e delicato ministero
di consolazione e di liberazione, proprio di ogni esorcista, chiamato,
inevitabilmente, a confrontarsi con il mistero della sofferenza e della malattia (fisica,
psichica, morale, spirituale), il cui significato, di volta in volta, possiamo penetrare
solo in preghiera e per grazia. Altrimenti potremo descrivere le situazioni che
vediamo, ma non comprenderle appieno. Potremo guardare senza vedere, sentire
senza ascoltare. L'uomo, in quanto spirito incarnato, deve essere aperto all'orizzonte
illimitato dell'essere, capace di trascendere il finito.

-5-

Pertanto, chiaro che ogni esorcista o vescovo, che sia alla ricerca di un
consulente, dovr tener presente che molti uomini di scienza sono atei, agnostici
o, semplicemente, indifferenti alla realt dello spirito. Di conseguenza daranno
la loro interpretazione, spiegando unicamente in termini naturali, tutto ci che,
invece, riconducibile ad una realt preternaturale, escludendola a priori. Per
altri versi, sarebbe altrettanto biasimevole il sopravvalutare la presenza dell'attivit
demoniaca straordinaria al punto da dimenticare che la maggior parte dei disturbi che
vediamo noi medici sono, in realt, di origine naturale e come tali vanno considerati e
curati, seguendo, di prassi, le vie ordinarie.
Non basta, comunque, solo affermare di credere in Dio. Tra gli uomini di
scienza, quanti credono nell'esistenza di Satana e, di conseguenza, nell'attivit
demoniaca ordinaria e straordinaria? E, tra quelli che ci credono, quanti hanno una
formazione di base in demonologia ed esorcistica? Il medico che non crede
all'esistenza dei fenomeni di natura diabolica, tender ad escludere il ricorso
all'esorcista o a vederlo solo come parte di un contesto socio-religioso, che, a suo
modo di vedere, "ha prodotto" il fenomeno preternaturale stesso. Auspico, allora,
anche sotto l'egida dell'A.I.E., la formazione di medici psichiatri, al servizio dei
vescovi e degli esorcisti, in grado di cogliere quegli aspetti tipici dell'attivit
demoniaca straordinaria, considerando l'uomo come persona.
E l'uomo, come sappiamo, persona grazie allo spirito. Pertanto, dovremo
sempre prendere in considerazione la sua dimensione pneumo-psico-somatica o,
meglio ancora, come ci ricorda l'apostolo Paolo, l'unit inscindibile di spirito-animacorpo (1Ts 5, 23). Non possibile considerare nell'uomo ciascuna di queste tre
dimensioni, come a se stante, senza creare un artefatto. Non possibile, in altre
parole, considerare solo il corpo, solo la psiche o solo la dimensione spirituale
dell'uomo, specie nell'ambito dei disturbi preternaturali. In tal senso, non possiamo
delegare al medico l'ambito psicosomatico, scorporandolo dalla dimensione spirituale
con la quale intimamente interconnesso. Ugualmente il sacerdote non pu
estrapolare la parte spirituale dell'uomo dalla parte psicofisica, senza cadere in una
pura astrazione.
Tutto ci si evince, in maniera molto chiara, se consideriamo, ad esempio, il
concetto ufficiale di salute. L'Organizzazione Mondiale della Sanit (OMS) la
definisce semplicemente uno "stato di completo benessere fisico, psichico e sociale".
Anche se nella realt tale definizione riveste un carattere utopistico, rappresenta
nondimeno un punto di riferimento, verso il quale orientare i nostri sforzi. Manca,
peraltro, in tale definizione, quello che potremo chiamare benessere spirituale.

-6-

La definizione dell'OMS di salute mentale fa riferimento, invece, ad uno


"stato di benessere affettivo e/o equilibrio di tipo emotivo, nel quale l'individuo in
grado di esercitare la propria funzione all'interno della societ, rispondere alle
esigenze quotidiane della vita di ogni giorno, stabilire relazioni soddisfacenti e
mature con gli altri, partecipare costruttivamente ai mutamenti dell'ambiente,
adattarsi alle condizioni esterne". Anche questa definizione di salute, tuttavia, appare
fortemente riduttiva, se guardiamo alla dimensione spirituale dell'uomo, oggetto
precipuo dei sacerdoti in cura d'anime. Si tratter, allora, di considerare la salute
come "un equilibrio dinamico tra corpo, psiche e spirito; e all'esterno tra persona e
ambiente" (CEI 1989). In pratica, si render necessario integrare le quattro
diverse dimensioni della salute: dimensione organica, dimensione psicologica,
dimensione socio-ambientale e dimensione etico-spirituale. Solo in questo modo
favoriremo una buona qualit della vita.
In tal senso, all'interno di un discorso riguardante la pastorale della salute,
esorcista e medico, occupandosi entrambi del corpo di Cristo malato, si ritrovano
spesso insieme, pur nella diversit e complementariet dei ruoli. Come Ges, medico
delle anime e dei corpi, siamo chiamati, infatti, a diventare strumenti della
misericordia di Dio, nella docilit all'azione dello Spirito Santo. In questo modo
prenderemo le distanze sia da atteggiamenti apodittici - che fanno leva sull'orgoglio e
la superbia e possono sconfinare in una sorta di delirio di onnipotenza - ma anche da
quell'insicurezza, che spesso nasce da una situazione di debolezza spirituale.
Pertanto, sar necessario, anche per il laico, pregare di pi - accompagnando la
preghiera col digiuno, non solo alimentare! - ed agire sempre con fede ed umilt,
chiedendo a Dio il carisma del discernimento e della conoscenza.
Tra i requisiti del consulente medico psichiatra, che ogni esorcista o vescovo
dovrebbe avere a disposizione in caso di bisogno, ricordiamo:
la professionalit, cio la capacit di svolgere la propria attivit ad un buon livello
di competenza ed efficienza (la capacit di produrre certi risultati).
I principali fattori che entrano in gioco sono: la preparazione, le conoscenze
scientifiche acquisite, la capacit di applicarle correttamente nella pratica,
l'esperienza professionale maturata, le qualit umane;
la conoscenza di nozioni fondamentali di angelologia, demonologia ed
esorcistica;
la fede operosa nella carit (il consulente dovrebbe operare gratis et amore
Dei, mantenendosi lontano dalla vanagloria e dalla ricerca di affermazione
personale, agendo per compassione e misericordia verso chi soffre nel corpo e
nell'anima);
-7-

l'accoglienza ed il rispetto;
la capacit di attenzione e di osservazione, affinata dall'esperienza
professionale: il c.d. "occhio clinico";
la capacit d'ascolto: il primo discernimento avviene, infatti, proprio
nell'ascolto partecipe, non giudicante. Un'esperienza di vicinanza, ma anche
una capacit che ci permette, in condizioni normali, di condividere, con gli
altri, le gioie ed i dolori della vita, di accompagnare e sostenere coloro che
presentano un disagio esistenziale e di consolare);
la disponibilit, attenta ai bisogni umani, psicologici e spirituali fondamentali
della persona;
l'empatia;
l'intuizione, capace di cogliere quel quid che si colloca ai confini
dell'ineffabile;
una serie di attitudini o, meglio, di atteggiamenti esistenziali e di sentimenti,
che consentono d'instaurare un rapporto umano e, quindi, terapeutico ottimale;
l'agire con rettitudine di cuore, con profonda umilt e con carit;
il farsi carico della precariet umana e spirituale della persona;
l'amore per la Verit: solo Dio, infatti, rende l'uomo davvero libero (Gv 8,
32). Al contrario, le malattie mentali, al pari dell'attivit demoniaca
straordinaria, rendono l'uomo schiavo del male e del Maligno.
chiaro, dunque, che non basta soltanto il sapere, cio il possesso di un
bagaglio pi o meno vasto di conoscenze, o la capacit di applicarle correttamente
alla pratica (il saper fare), ma si richiede al consulente, soprattutto, l'empatia, cio
il saper essere con/accompagnare quel fratello o quella sorella, lacerati ed umiliati
dal male e dal Maligno e, talvolta, anche vittime anche dell'incomprensione e
dell'indifferenza di chi, invece, dovrebbe andare in loro aiuto.

-8-

Del resto, l'etimologia stessa del verbo assistere (dal latino "ad-sistere", stare
accanto) ci ricorda l'esigenza inalienabile di fermarci materialmente e spiritualmente
accanto ad ogni persona essendo, sia il medico che lesorcista, operatori della
misericordia di Dio; entrambi chiamati ad un servizio ecclesiale di carit, nello stesso
"ospedale da campo, che cura le ferite di tutti", per usare un'immagine figurata cara a
Papa Francesco.
Tra le modalit d'intervento da parte del consulente, ricordiamo: il primo
contatto, il colloquio o visita psichiatrica p.d.
Il primo contatto, per lo pi telefonico (vedi, ad esempio, i Centri d'Ascolto) o
vis--vis, molto importante, in quanto il momento nel quale riceviamo e diamo la
prima impressione. Si dovrebbe spendere pi tempo e risorse per formare validi
operatori di primo ascolto. Infatti, proprio in questo primo contatto - talvolta,
ahim, fin troppo frettoloso e distaccato! - che si creano quelle giuste premesse con le
quali veniamo ad accogliere la richiesta d'aiuto della persona interessata e/o di
coloro che la portano alla nostra attenzione, per una eventuale presa in carico.
Dalla stessa richiesta che ci viene fatta, analizzandone correttamente i contenuti ma,
soprattutto, gli aspetti "formali" della comunicazione (messaggi non verbali e
paraverbali), possiamo gi ricavare una prima impressione e formulare nella nostra
mente delle ipotesi da verificare, nel modo pi opportuno, in fase di colloquio.
Ricordo, en passant, che l'aspetto paraverbale della comunicazione rende
conto del modo in cui qualcosa viene detto (per esempio, volume, timbro, tono,
velocit della voce, ecc.). L'aspetto non verbale p.d. dato, invece, dalla postura,
dalla posizione e dall'orientamento del corpo, dalla distanza fisica dall'interlocutore
(oggetto di studio della prossemica), dalla mimica facciale, dai movimenti e
dall'aspetto esteriore (ricercato, trasandato, caratterizzato dalla presenza di tatuaggi,
piercing, particolari acconciature, presenza di amuleti o di oggetti di superstizione,
ecc.). Ovviamente, durante il colloquio telefonico, non avremo - e, pertanto, non
potremo utilizzare - questi importanti elementi di valutazione, che rimanderemo al
primo incontro.
E veniamo, adesso, al colloquio psichiatrico o colloquio tout court. Si tratta di
una situazione interpersonale riguardante principalmente lo psichiatra ma, la
conoscenza di questa tecnica di colloquio, pu essere di grande utilit anche a tutti
coloro che, in ragione del loro status, sono chiamati a condurre inchieste personali
(operatori di Centro d'ascolto, educatori, sacerdoti, esorcisti, ecc.) nonch, pi in
generale, a tutti coloro che mirano ad una migliore comprensione dei problemi e dei
rapporti interpersonali in qualunque situazione sociale.

-9-

Rapportato alla diagnosi differenziale tra malattie d'interesse psichiatrico e


manifestazioni dell'attivit demoniaca straordinaria, il colloquio si soffermer,
particolarmente, sui dati anamnestici e, soprattutto, sulle modalit e le circostanze
nelle quali si verificano e si ripetono i fenomeni. In alcuni casi (forme miste) si
appalesa una situazione di comorbilit: in una stessa persona possono essere
presenti due tipologie di disturbi, apparentemente simili, ma di natura diversa.
Accade, allora, come su di una lavagna luminosa, che sovrapponendo due lucidi,
finiamo per confonderli, vedendo, di fatto, proiettata una cosa sola. Sar di
fondamentale importanza, in questi casi, riconoscere la natura e le modalit dei
fenomeni osservati e stabilirne il nesso di causalit temporale.
Il colloquio inizia col primo flash, cio la prima impressione che ricaviamo
vedendo quella persona. Sar di grande aiuto la capacit d'osservazione e l'esperienza
professionale maturata. Il fulcro del colloquio , per, l'inchiesta dettagliata
(anamnesi) ed, in primis, la storia della persona. In questa fase sar soprattutto
importante la capacit di ascolto. Si tratter di un ascolto attivo, cio della capacit
di ascoltare con un elevato grado di attenzione e di partecipazione comunicativa.
Nella raccolta delle notizie biografiche, aiuteremo la persona a fare un racconto
fedele e sobrio dei motivi prossimi che l'hanno portata alla nostra attenzione. Si dovr
poi indagare sul modus vivendi et operandi e sul livello di vita cristiana raggiunto,
esaminando, in particolare, come essa vive le virt teologali. Pi che sottoporre la
persona ad una lunga raffica di domande, dovremo imparare, con discrezione, ad
orientare il colloquio in modo tale da suscitare delle risposte su alcune questioni,
risposte che a volte sono dirimenti. Appurare, ad esempio, se vi sia stata la
partecipazione attiva o passiva a sedute spiritiche o a riti magici e l'eventuale
frequentazione di sette, movimenti religiosi "alternativi", maghi, cartomanti,
chiromanti, medium, sedicenti sensitivi, veggenti o "santoni", pratiche magiche,
nonch luso di talune forme di Medicina alternativa o laver ricevuto e portare su di
s di amuleti, talismani, et cetera.
Al colloquio condotto, da uno psicologo tout court o da un semplice
psicoterapeuta, va sempre preferito il consulto da parte di un medico specialista in
psichiatria. Infatti, solo un consulente adeguatamente formato, come abbiamo gi
ribadito, in grado di possedere la preparazione necessaria, per valutare
correttamente alcuni quadri clinici complessi ed arrivare a formulare una
diagnosi differenziale, non sempre facile. Solo un medico ben preparato potr
cogliere ed interpretare tutta quella serie di sintomi fisici, oltre che psichiatrici,
per lo pi ubiquitari (cio sintomi che possono interessare tutti gli organi e gli
apparati: respiratorio, cardiocircolatorio, digerente, urogenitale, ecc.).

- 10 -

chiaro che, dopo la diagnosi, si tratter di curare e/o di inviare all'esorcista il


paziente e, in ogni caso, consolarlo ed alleviarne le sofferenze. Spesso accompagno e
sostengo psicologicamente, nel lungo cammino che porter alla loro completa
liberazione, persone che regolarmente ricevono preghiere di benedizione. Talvolta mi
trovo nella necessit di aiutarli anche farmacologicamente.
Pu succedere, peraltro, che sacerdoti o, addirittura esorcisti, in buona fede,
indirizzino persone straziate nel corpo e nell'anima a consulenti di dubbia
preparazione e/o reputazione. Spesso, come ricorda anche padre Francesco Bamonte
(Lettera circolare trimestrale, n. 60, Agli esorcisti e ausiliari) si tratta di disinvolti
psicologi paragnosti, che, pur ostentando una competenza nelle scienze umane, si
presentano alla stregua di "santoni" e, di fatto, appartengono alla categoria dei
sensitivi o, peggio ancora, dei medium. Purtroppo, anche molti sacerdoti e, ahinoi,
alcuni esorcisti, si dilettano di parapsicologia (disgraziatamente insegnata, addirittura,
nelle facolt teologiche di alcuni Paesi!) o, per altri versi, ricorrono a talune forme di
Medicina Alternativa (c.d. terapie non convenzionali), totalmente incompatibili con
la fede cristiana (pranoterapia, reiki, yoga, ecc.) e, pertanto, inaccettabili. Vi potr
interessare sapere che stiamo redigendo delle linee guida, da sottoporre
all'approvazione dei vescovi, sia per quanto concerne le medicine alternative, sia
per le psicoterapie. In questo modo vogliamo informare e cautelare quei cattolici
che, in modo fin troppo superficiale ed imprudente, si avvicinano a talune forme di
terapia, riguardo ai danni fisici, psichici, morali e spirituali che tali pratiche possono
arrecare alla persona, oltretutto senza portare alcun reale beneficio.
Ma torniamo al ruolo del consulente dell'esorcista ed alle modalit utilizzate
per la valutazione. Dopo il colloquio, last but not least, ci occuperemo di rilevare
quei segni e/o sintomi fisici e psichici che descrivono il disagio o il disturbo
presentato, senza prescindere dallo stato di salute generale della persona. In questa
fase si potranno prescrivere esami clinici (per esempio, analisi del sangue),
strumentali (EEG, ECG, ecografia, TAC, RMN, ecc.) e psicodiagnostici (test o
reattivi mentali: MMPI, 16PF, WAIS, Bender, ecc.), al fine di arrivare ad una
diagnosi circostanziata.
Talvolta, l'esorcista si potr trovare a seguire persone che hanno gi
interpellato, a loro volta, un operatore sanitario e sono, per questo, in possesso di
certificazioni mediche, cartelle cliniche, prescrizioni farmacologiche. Altre volte, sar
l'esorcista, nel dubbio, ad indirizzare la persona al medico, prima ancora di praticare
l'esorcismo, non avendo raggiunto, come richiesta, la certezza morale necessaria in
questi casi. Nell'uno e nell'altro caso, dovr considerare attentamente la
documentazione presentata. Per non rimanere vittima del medichese, linguaggio
tecnico-scientifico a volte del tutto incomprensibile al non-addetto ai lavori, consiglio
- 11 -

l'esorcista di contattare direttamente il medico o, meglio ancora, di avere un proprio


consulente, in grado di chiarire e/o aiutare a leggere e comprendere l'eventuale
diagnosi formulata.
A volte le diagnosi mediche, per, possono essere cos generiche ed
imprecise da essere fuorvianti. il caso, ad esempio, del famigerato esaurimento
nervoso. Questa espressione desueta, che non troveremo mai nell'indice generale od
analitico di un trattato di psichiatria, e che nessuno psichiatra degno di questo nome
utilizzerebbe, ricorre, talora, nelle diagnosi di alcuni medici di famiglia. Indica,
secondo il linguaggio popolare, un disagio emotivo non meglio specificato. Il
termine, coniato nel lontano 1879 dal neurologo statunitense George M. Beard,
descriveva uno stato generico di affaticamento psichico, per lo pi associato ad altri
disturbi funzionali. Quando un paziente che utilizza questa locuzione, anzich
polemizzare con lui, cerchiamo di capire, di volta in volta, sulla base dei sintomi
lamentati, qual il suo reale problema (disturbo d'ansia, depressione, disturbo
ossessivo-compulsivo, ecc.).
Nell'auspicare una sempre maggiore collaborazione e concertazione, mi rendo
personalmente disponibile, al bisogno, qualora interpellato dai padri esorcisti o dai
nostri pastori, e mi auguro ci possano essere nuovi proficui momenti d'incontro, di
preghiera e di condivisione delle problematiche in oggetto, al fine di un
arricchimento reciproco. Ad ogni modo, tengo a precisare, per onest, che non tutto
quello che vi dico farina del mio sacco. Per arrivare a chiarire tanti casi di non
facile interpretazione, quanto mai necessario implementare le nostre umane
conoscenze con l'umile preghiera, chiedendo a Dio i carismi di discernimento e di
conoscenza.
Il diavolo, come sappiamo, inganna in tanti modi. Per questo, ogni caso va
esaminato singolarmente. In tale ambito non mai possibile generalizzare. Alcuni
segni e/o sintomi possono ingannare poich simulano talvolta disturbi di natura
psichiatrica, come vedremo tra poco. L'inganno pu venire, per, anche dal riscontro
di patologie apparentemente inspiegabili e/o non curabili facilmente con le terapie
mediche. Molto spesso, tuttavia, ci troviamo di fronte al falso convincimento,
peraltro in buona fede, di tante persone, che attribuiscono indebitamente al Maligno,
con mentalit magica, la causa dei propri fallimenti, degli insuccessi, delle
separazioni e/o delle malattie. Mi capitato, addirittura, il caso di genitori che hanno
portato alla mia attenzione i figli, affetti da gravi ed evidenti disturbi psichici, da loro
invece contrabbandati per mali malefici, pur di sfuggire allo stigma sociale della
malattia mentale, purtroppo ancora cos diffuso nella nostra societ (!).

- 12 -

Nella diagnosi differenziale sar importante verificare sempre la modalit


dei singoli fenomeni e riscontrare in quale momento essi compaiono.
Mi soffermer, adesso, su alcuni aspetti pratico-esperienziali. Ci sono dei
segni, dei sintomi e dei disturbi, che spesso vengono fraintesi e la cui interpretazione
pu essere, pertanto, fuorviante nella valutazione dei fenomeni. Va tenuto comunque
presente che non si possono considerare n ricondurre le manifestazioni diaboliche
all'interno di quadri nosografici abituali, come, ad esempio, quelli riportati dal DSM
V (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders) o di espressioni
transculturali delle malattie mentali, come fanno taluni studiosi, che negano la natura
preternaturale dei fenomeni osservati.
importante, ad esempio, riconoscere una depressione con tendenza al
suicidio dai gesti autolesionistici che si possono avere in una vessazione. La
depressione, da non confondere con lo spirito di morte o con la semplice melanconia
o con la tristezza, una malattia d'interesse psichiatrico, caratterizzata da una netta e
persistente modificazione dell'asse timico (tono dell'umore), con rallentamento
ideativo e psico-motorio e perdita di vitalit, d'iniziativa e d'interesse per tutto e per
tutti, dovuta alla mancanza di risonanza interiore, capacit che ci permette, in
condizioni normali, di partecipare e condividere con gli altri le gioie ed i dolori della
vita. Questa patologia, che annebbia e, talvolta, domina la mente, porta ad una
visione pessimistica dell'esistenza, senso d'inutilit, sensi di colpa, pensieri di morte
ed idee di suicidio. Conduce, parimenti, a non percepire pi l'amore di Dio e dei
fratelli. Non si riesce pi a pregare e, se altri lo fanno per noi, non se ne sente pi il
beneficio. come se si fosse diventati impermeabili ad ogni cosa. Le notizie pi
drammatiche o pi belle non riescono a modificare minimamente il tono dell'umore.
Troppo spesso questa condizione patologica non viene capita o viene
sottovalutata dal profano, che tende a stigmatizzarla come "pigrizia" o "mancanza di
buona volont". Cos il depresso viene penalizzato almeno il doppio: dalla malattia
che lo ha colpito e dalla mortificazione che gli deriva dall'incomprensione delle
persone che ha intorno. Questa condizione patologica paralizza, infatti, la volont
della persona, la quale, fino a che depressa, non pi in grado di esercitarla.
Talvolta, nel depresso, possono esserci un delirio di dannazione eterna, profondi sensi
di colpa e d'indegnit, sentimenti di hopelessness (disperazione) e di helplessness
(impotenza), che possono portare a condotte suicidarie, come paradossale tentativo di
punizione/espiazione. L' ideazione suicidiaria, alla quale a volte arriva il depresso, se
non viene curato, non dovuta ad una condizione spirituale. Infatti, anche in stato di
grazia ci si pu ammalare e si pu guarire in qualche settimana, se curati
adeguatamente con una terapia farmacologica, prescritta dallo psichiatra (lo
psicologo, infatti, non pu prescrivere farmaci!). Lo spirito di morte, che non ha
niente a che vedere con la depressione p.d., risentir, invece, positivamente, della
preghiera di liberazione.
- 13 -

Consideriamo adesso quello che volgarmente ed in modo semplicistico


viene indicato come il "sentir voci".
Si tratter di valutare la manifestazione riferita e distinguere tra allucinazioni,
pseudoallucinazioni, allucinosi, iperendofasie immaginative, e presenza diabolica.
L' allucinazione una percezione senza oggetto, con caratteri di fisicit
(attributi sensoriali apprezzabili e descrivibili dal soggetto), di spazialit, di
convinzione delirante. tipica di gravi patologie psichiatriche, come ad esempio, la
schizofrenia, ed interessa soprattutto la percezione uditiva (per esempio, sentire la
voce di qualcuno) e visiva (per esempio, vedere il diavolo).
Le pseudoallucinazioni, invece, vengono sentite nello spazio interno del
soggetto e non al di fuori di lui. Fanno, comunque, anch'esse parte del mondo
delirante, al quale accenneremo tra poco. Sono credute reali e condizionano il
pensiero ed il comportamento del soggetto. Le voci vengono sentite nello stomaco o
in altri visceri o parti dl corpo, soprattutto nella mente.
Con il termine allucinosi intendiamo un fenomeno patologico, del quale
consapevole il soggetto, che dovuto ad un'intossicazione (da alcool, da farmaci,
ecc.).
L' iperendofasia una particolare accentuazione del "parlarsi dentro", frutto di
un disturbo psicopatologico.
Per locuzione interiore, invece, s'intende, com' noto, un fenomeno
straordinario caratterizzato da una percezione interiore, per lo pi di natura mistica,
con le caratteristiche di una rivelazione privata.
Nella possessione, sappiamo che si pu avere una condizione improvvisa di
agitazione psicomotoria, come in alcune patologie psichiatriche (schizofrenia,
episodi maniacali, ecc.), ma, a differenze di queste, tale sintomatologia non risponde
affatto alla terapia farmacologica sedativa ed avulsa dai quadri clinici menzionati.
Inoltre questa viene a manifestarsi soprattutto in forma di reazioni violente,
improvvise ed immotivate, a dispetto dell'indole del soggetto, come avversione al
sacro, in particolari momenti.
Altra vexata quaestio quella che riguarda lo sdoppiamento di personalit.
Questa espressione, in psichiatria, ci rimanda, per lo pi, ad un disturbo di tipo
dissociativo, cio ad una grave patologia, caratterizzata da dissociazione ideativa e
psicoaffettiva, con un quadro clinico ben definito e nel quale il soggetto sente di
essere, contemporaneamente, due persone e realizza due maniere di sentire
completamente eterogenee, con due Io diversi.
- 14 -

Caratteristica di tali disturbi la sconnessione delle funzioni, solitamente


integrate, della coscienza (senso di distacco dal s e/o dall'ambiente), della memoria
(amnesie), dell'identit e della percezione (allucinazioni). Lo sdoppiamento di
personalit non va assolutamente confuso con la sostituzione temporanea che, nella
possessione diabolica, rende conto dell'azione esterna di un essere non umano, dotato
di intelligenza e volont, il quale viene a sostituirsi, momentaneamente, alla persona
colpita. Tutto ci comporta una temporanea sospensione passiva delle attivit
intellettive e volitive, appalesandosi come modificazione momentanea dello stato di
coscienza.
Nella possessione, durante il fenomeno della trance, si evidenziano, peraltro,
particolari segni e sintomi che non si riscontrano in altri stati alterati di coscienza. A
seconda dei casi, noteremo la particolare postura del corpo (per esempio, posizioni
antigravitazionali), che a volte possono, addirittura, portare la persona a levitare; la
deformazione parziale e temporanea del volto e degli arti; atteggiamenti del corpo
provocatoriamente sensuali od ammiccanti; la mimica facciale che, in taluni casi,
assume espressioni mostruose, di odio, intimidatorie e/o di minaccia; le pupille non
reagenti allo stimolo luminoso e che, sollevando le palpebre, sono completamente
ruotate verso il basso o verso l'alto; il repentino cambiamento di voce; la tachicardia
(aumento della frequenza cardiaca); la tachipnea (aumento della frequenza degli atti
respiratori); la vasocostrizione; il rigonfiamento dell'addome, che diventa globoso;
l'agitazione psicomotoria, particolarmente accentuata in taluni momenti; l'improvvisa
contrattura dei muscoli e la rigidit o, al contrario, il contorcersi come un serpente.
Questi fenomeni, per lo pi, compaiono e scompaiono ex abrupto.
In altri casi ci si domanda: si tratta di uno spirito di persecuzione o di un
delirio di persecuzione? Nel delirio, sia esso mistico, di persecuzione, di
possessione o di altro tipo, avremo sempre le seguenti caratteristiche
psicopatologiche:
1) trasfigurazione fantastica della realt;
2) autocentrismo: il soggetto al centro del proprio mondo patologico ed
ogni cosa viene riferita a se stesso;
3) impermeabilit alla critica ed all'esperienza: nessun ragionamento e
nessuna evidenza riesce a convincerlo del contrario, riguardo a ci che pensa.
chiaro che l'eventuale presenza o assenza di una fenomenologia preternaturale ci
aiuta, come sempre, a dirimere la questione.

- 15 -

Per quanto riguarda l'antica (e mai sopita) diatriba tra epilessia e possessione,
pu essere utile prendere in considerazione il quadro clinico di questa patologia
neurologica e confrontarlo con l'episodio narrato nel Vangelo di Marco (Mc 9, 1429), nel quale molto chiaro - come sempre in questi casi - l'atteggiamento di Ges a
riguardo.
L'equivoco all'origine della disputa, nasce dal fatto che l'epilessia
(nell'antichit, chiamata anche mal di luna, mal caduco o morbo sacro) rimandava a
quell'epoca ad una credenza popolare riconducibile ad uno stadio certamente
prescientifico della cultura ebraica del I secolo, piuttosto propenso a considerare in
modo numinoso tale manifestazione. Per questo, molti autori ritengono oggi
anacronistico parlare di possessione, considerando in modo del tutto aprioristico (e
riduttivo!), l'episodio narrato dai Vangeli. Al di l dei sintomi presentati da quel
giovane, i quali descrivono, peraltro molto bene, una crisi epilettica, l'analisi attenta
del testo, della fenomenologia (che si evince dal racconto) e... l'esperienza di chi
pratica esorcismi, a rivelare la vera natura preternaturale di quel male. D'altro canto,
l'atteggiamento di Ges (l'interrogazione, il dialogo, l'imposizione del silenzio e di
abbandono) non lascia dubbi sull'esorcismo da Lui compiuto, scacciando il demonio
e guarendo, istantaneamente, quel ragazzo dal suo male. Infine, a ribadire la prassi,
Egli ricorda ai discepoli, i tre requisiti fondamentali richiesti nel combattimento
spirituale: fede, preghiera e digiuno.

Altra condizione morbosa da considerare, nella diagnosi differenziale, il


cosiddetto disturbo di conversione. Questa patologia psichiatrica, un tempo indicata
come nevrosi isterica e, da Charcot, chiamata la grande simulatrice, pu
manifestarsi con una molteplicit di sintomi, tra i quali, ad esempio, il cosiddetto
bolo isterico. Si tratta della sensazione di un corpo estraneo, simile ad una pallina,
che nasce a livello dello stomaco e va verso l'alto, finch viene avvertita nella gola,
dove provoca la sensazione di strangolamento.
Il disturbo di conversione caratterizzato, inoltre, da sintomi fisici, senza base
organica e da un atteggiamento del soggetto verso i propri malesseri, che viene
descritto classicamente come un misto di teatralit e d'indifferenza e si pu
manifestare con mutacismo: uninibizione della comunicazione orale, nella quale il
soggetto, anche se espressamente invitato a farlo, non parla.
Pu essere anche una manifestazione di negativismo (per esempio, nella
schizofrenia e nella depressione) oppure espressione di uno stato soporoso, cio di
una grave modificazione dello stato di coscienza.

- 16 -

Una menzione particolare merita il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) da


non confondersi, ovviamente, con l'ossessione diabolica. Come ci ricorda
l'etimologia della parola (dal lat. obsideo), si tratta di un disturbo d'ansia
caratterizzato da ossessioni e/o da pulsioni, nel quale l'individuo come preso
d'assedio dai suoi pensieri, i quali, assumono una connotazione psicopatologica a
motivo della loro iterativit, incoercibilit, indesiderabilit, estraneit agli abituali
contenuti di coscienza. Le ossessioni si possono manifestare come pensieri, immagini
mentali, impulsi di vario tipo.
Per compulsioni intendiamo, invece, azioni mentali o comportamenti ripetitivi, che
un individuo si sente obbligato a compiere in risposta ad un'ossessione. Riguardo, alla
ossessione diabolica, come noto, il maligno opera, soprattutto, sull'immaginazione;
la persona invasa da pensieri e desideri negativi e peccaminosi, da stanchezza
psichica e morale, da sfiducia e scoraggiamento, che pu portare fino alla
disperazione, e da impulsi che possono spingere ad azioni autodistruttive, sacrileghe
ed autolesive, fino al suicidio. Il soggetto pu lamentare paure immotivate, sensazioni
di panico, incubi notturni; il tutto intervallato da momenti di quiete e di apparente
benessere.
Infine, distinguiamo l'idea di possessione dalla possessione diabolica. L'idea di
possessione pu essere il semplice ed infondato convincimento personale di essere
vittima del demonio, ma pu presentarsi anche come grave disturbo psicopatologico,
nel quale si ha la convinzione delirante di essere posseduto da un'entit che controlla
gesti, parole e pensieri. Si parla, allora, di delirio di possessione. Quando all'interno
di questo disturbo psicotico viene chiamato in causa un demone, si parla di
demonopatia: il soggetto sente, ad esempio, che il demonio si muove dentro di lui,
riferendo, a volte, sensazioni dolorose. chiaro che la diagnosi differenziale con
questi disturbi, che potrebbero anche essere frutto di un maleficio, viene fatta
considerando il quadro generale, l'eventuale presenza di altri indizi probanti di natura
preternaturale e la loro modalit d'insorgenza.
Carissimi Padri, siamo testimoni di fatti che non si erano mai verificati prima
d'ora nella storia della Chiesa. Se, da un lato, molti sacerdoti negano l'esistenza del
mondo demoniaco e la sua azione nella storia personale e comunitaria degli uominimettendo cos in discussione la stessa Sacra Scrittura ed il Magistero della Chiesa dall'altro, lo Spirito Santo sta suscitando nuovi doni e carismi. Sta sostenendo l'opera
pastorale dei presbiteri e dei laici impegnati, ci manifesta la Sua presenza e segni
importanti, che ci confortano e ci spronano - come il recente riconoscimento
pontificio dell'Associazione Internazionale Esorcisti, dono alla Chiesa dei nostri
tempi.
- 17 -

Ch attraverso questa diaconia, a favore dei sofferenti, degli oppressi e dei


prigionieri, il Signore spezzi le catene e liberi tanti nostri fratelli e sorelle, vittime del
male e del Maligno!
Siamo consapevoli dell'impegno al quale siamo tutti chiamati, sia pure in grado
diverso e con differenze essenziali, in ragione dei differenti doni e carismi che
abbiamo ricevuto e del sacerdozio, battesimale e ministeriale che, rispettivamente,
laici e presbiteri esercitano. In tal senso vogliamo moltiplicare i nostri sforzi,
implementati dalla grazia, per venire incontro a coloro che, consapevolmente od
inconsapevolmente, sono vittime del misterium iniquitatis.
Vogliamo essere per loro, sul modello di Maria Santissima, quell'Arca dell'Alleanza,
non fatta di legno, ma di carne e sangue, dimora vivente per Dio nel mondo. Ci
ritroveremo cos, tra i pi poveri dei poveri, intimamente uniti a Cristo nella comune
preghiera al Padre: "Libera nos a Malo".

- 18 -

Potrebbero piacerti anche