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Commissioni interne, ovvero lacattivascuola

Sembrava pericolo scongiurato! Invece no. Riappare, attraverso un emendamento alla legge di stabilit, lo
spettro della modifica delle Commissioni per lesame di Stato: tutti commissari interni. Cos come nelle
stesse dichiarazioni del Ministro, che non respinge affatto lidea, semplicemente vorrebbe rimandarla ad
una sede parlamentare diversa e meno impropria: non la legge di stabilit, ma la riforma della scuola.
Certamente, sede pi appropriata, sul piano procedurale e di merito. Rovescio della medaglia ? Il
passaggio alle commissioni tutte interne lo consideriamo davvero parte integrante della riforma della
buonascuola ?
Da brividi. Vogliamo proprio vedere come si potr sostenere la coerenza
politico/progettuale di un simile provvedimento con quanto il documento labuonascuola afferma
esplicitamente: "Non c vera autonomia senza responsabilit. E non c responsabilit senza valutazione. E
autonomia il contrario di autoreferenzialit". Affermazioni tanto perentorie quanto condivisibili: appunto!
Tutti i sistemi di certificazione prevedono, e devono prevedere, la presenza di esaminatori esterni a
garanzia del principio, ovvio, della terziet della valutazione finale. Quando la coerenza un optional !
Non abbiamo dubbi: la crisi economica e finanziaria morde. Le casse dello Stato hanno problemi e la spesa
pubblica va razionalizzata, scuola compresa: va bene. Il sistema scuola necessita di una riforma organica:
siamo daccordo, tant che diamo una attenzione disponibile e rispettosa allo sforzo complessivo di
elaborazione del piano labuonascuola.
Ma gli errori sono errori; e si pagano, o meglio li paga la collettivit, non in termini finanziari, ma di
efficacia, qualit e seriet del sistema; e la modifica delle Commissioni per lesame di Stato finale lo , un
errore. E da molteplici punti di vista.
PIANO DIDATTICO. Che uno staff di Docenti dopo uno o addirittura due/tre anni - di lavoro didattico e
valutativo con un gruppo di studenti e dopo uno scrutinio finale, analitico e di dettaglio, svolto ai primi di
giugno, debba poi esaminare e valutare quegli stessi studenti con un esame a fine giugno ci sia
consentito il dirlo ridicolo: una vera finzione, portatrice anche di imbarazzo per i docenti e di
disorientamento per i giovani, che davvero un simile percorso non lo capiscono (e non affatto scontato
che lo preferiscano !).
PIANO PEDAGOGICO/FORMATIVO. Il percorso di studi di un giovane deve prevedere momenti di autentica
messa alla prova. Spianare gli ostacoli davanti a un giovane, impedirgli di misurarsi, di trovarsi, una volta
tanto, da solo davanti ad un ostacolo, un errore formativo gravissimo. Come tutti gli studiosi di psicologia,
psicanalisi, formazione, pedagogia sostengono da sempre, il percorso di vita non solo di studi fatto di
momenti di prova, di verifica ed autoverifica, di stress formativo, di rottura. Spianare tutto questo davanti
ad un giovane qualunque ne sia la motivazione - vuol dire deprivarlo, condizionare negativamente il suo
percorso di crescita e di maturazione (quanto significativa la precedente denominazione di esame di
maturit!).
PIANO DELLE DINAMICHE RELAZIONALI.
Equivoci a non finire circa i risultati di un simile esame. Non
necessariamente a vantaggio dello studente. Quanto contenzioso si potrebbe aprire fra commissione
interna e studenti che si ritengano come spesso capita sottovalutati dai propri insegnanti nel corso
dellanno/degli anni? quante accuse ai Docenti-Commissari di pre-giudizio rispetto allesito desame ? E
forse non sarebbe neppure improprio. Perch come fa un docente che fino a 20 giorni prima ti ha valutato
in un modo peraltro fondato su mesi o anni di lavoro in comune a modificare la valutazione dopo la
prova desame? Per carit, pu accadere, ma in linea di massima si pone un problema di coerenza e di
credibilit, se proprio non vogliamo dire di seriet e professionalit.
PIANO POLITICO. Come si fa a sostenere nemmeno quale pretesto come idea innovativa o quanto meno
come brillante intuizione una riforma del genere, che invece stata applicata appena fra il 2003 e il 2007 !!
E stata gi provata, sperimentata: e bocciata, pesantemente e drammaticamente, con un ritorno
precipitoso ad una commissione almeno mista: fifty fifty fra interni ed esterni. E con il Presidente esterno si
ha una piccola maggioranza di esterni, cio di esaminatori in senso stretto, con i quali il diplomando si
misura in modo neutro e reale, anche a sua garanzia. Senza contare che si innesca in linea con quanto
labuonascuola auspica - anche un virtuoso processo di confronto fra colleghi di istituti diversi; elemento
di crescita professionale per i Docenti, con valore di maggiore equilibratura degli standard fra istituti.
Dunque il progetto non una novit: la riproposizione di una recentissima esperienza fallimentare!

E poi, questione di assoluto rilievo: le scuole non statali? Commissione tutta interna ha significato un
boom impressionante (statistiche ministeriali alla mano) di candidati privatisti, tutti promossi (magari con
una votazione di sei ad uno a favore della promozione, laddove luno sta per voto contrario, ma inutile, del
Presidente esterno). Quante ispezioni si son dovute chiamare? Quanto degrado si scontato nella
considerazione dellesame di Stato? Quante ingiustizie e sperequazioni, non solo nelle promozioni, ma
anche ed ancor pi nei punteggi finali fra studenti delle statali e studenti delle non statali? Quanto giro di
affari incontrollabile? Un vero business. E qui non si pone un giudizio morale verso le scuole non statali;
perch coerente che una scuola che vive come impresa commerciale lavori sul successo dei risultati come
fattore di marketing e di acquisizione di clienti. E un giudizio su leggi e norme. E se queste sono sbagliate,
il risultato una lacerazione lennesima del tessuto sociale, civile e democratico.
Si dice. Ma tanto la percentuale di promossi agli esami di circa il 98%; quindi in fondo lesame non serve,
perch non seleziona. Intanto ci mancherebbe pure che auspicassimo che alla fine di un percorso
pluriennale, gli studenti portati avanti dalla scuola e da quei docenti fossero sonoramente e
massicciamente bocciati. E poi, la percentuale in questione media nazionale, ma non vale in dati
disaggregati: da area ad area del paese, da istituto a istituto e soprattutto da indirizzo ad indirizzo. Il tasso
di promozione dei licei alza certamente quello generale, mentre in altri indirizzi di studi, purtroppo, il dato
meno positivo. E poi, ancora: non c solo la dicotomia promozione/bocciatura; c anche il punteggio, che
apre il ventaglio dal 60 al 100 e lode. Ed anche questo seleziona, fa la differenza, dal punto di vista dei
percorsi successivi, di studi e lavorativi, e dal punto di vista della formazione del giovane, della sua
autostima, della sua conoscenza di s: che cosa di inestimabile valore, anche economico. OK, non entrer
automaticamente nel PIL, ma nel profilo di prospettiva del mondo del lavoro, probabilmente s; in quello
di cittadinanza, sicuramente s !
Si dice. Ma il Presidente esterno e garantisce. Non prendiamoci in giro. Abbiamo gi sperimentato che un
Presidente unico per un intero Istituto non riesce a controllare un bel niente; s certo, gli atti amministrativi,
che in generale sono tenuti correttamente (e dove questo non accada, quanto investimento per controlli ed
ispezioni? e quanto contenzioso ? Un costo anche quello). Ma dal punto di vista della qualit
didattico/valutativa degli esami il Presidente non verifica e garantisce un bel niente. Pu solo limitarsi a
saltellare da una classe allaltra, in modo goffo ed inutile.
Del resto non un caso che questa riforma desame sia finita nella legge di stabilit e non in una legge di
riforma della scuola. Non operazione riformatrice, ma di puro taglio di spesa. E siamo daccordo, questa
volta non taglio lineare, ma selettivo! Quindi proprio voluto, cercato !!!!! con buona pace della volont
di cambiamento del paese. Si ancora in tempo ad intervenire ed a rinunciare a questo brutto pasticcio. E
desideriamo esser chiari non si tratta di limitarsi a puntare il dito, come pure si legge su alcuni media ed
in rete, contro il ritardo, davvero inopportuno, nel modificare le Commissioni ad anno scolastico
2014/2015 ampiamente inoltrato. Non che se si passa alle Commissioni interne dal 2015/2016 il
provvedimento sia accettabile o meno grave. Resta tutta la sua dirompente negativit !
Lo scenario davvero preoccupa e rende pessimisti; temiamo che, a dispetto del buon senso e della buona
scuola, si stia andando pervicacemente verso questo cambiamento nellassetto delle Commissioni. Il che ci
fa essere disperatamente realisti ! Se proprio dobbiamo prenderci questo ennesimo colpo alla scuola,
almeno si pensi a qualche piccola miglioria, pur se vuol dire tagliare un po di meno. Ad esempio, almeno si
mantenga un presidente ogni due classi; se non altro potrebbe seguire gli esami e la valutazione in modo
un po pi credibile. Perderebbe comunque sei ad uno nelle non statali; ma almeno potrebbe cadere in
piedi, e non nel grottesco. E in generale potrebbe anche garantire meglio i candidati da qualche possibile
pre-giudizio, in qualunque direzione eventualmente si dovesse manifestare.
Altrimenti, risparmiamo ancora di pi e aboliamo del tutto lesame! Tanto cos non servirebbe a nulla di
buono. Si dice: ma lEuropa lo chiede. Il valore legale del titolo di studio lo esige. Bene. Allora almeno,
rivoluzione per rivoluzione, aboliamo, per le classi terminali, lo scrutinio finale e la procedura di
ammissione. La classe al termine delle lezioni va direttamente agli esami. Evitiamo la stridente e ridicola
pantomima di scrutini finali ed esami che si susseguono nellarco di venti giorni con il medesimo gruppo di

docenti valutatori. Non prendiamoci in giro. E manteniamo, noi adulti, almeno un minimo di credibilit e di
credito fra i giovani, la cui educazione ed il cui futuro ci fa riempire quotidianamente la bocca di impegni e
di promesse!
Ogni piano di riforma della scuola labuonascuola compresa parte sempre dal dichiarato presupposto di
voler ridare alla scuola riconoscimento sociale.
Questa eventuale e gi decisa ? - riforma delle
Commissioni desame fa esattamente il contrario: d invece alla scuola (e forsanche al paese nel suo
insieme) un altro colpo quanto a credibilit, efficacia, stima ed autostima.