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La dodicesima notte II. II.

VIOLA
Io anelli non lasciai. Che mi vuol dire
costei? Che labbia il mio aspetto incantata?
Tanto mi riguardava, che il suo sguardo
pareva aver legato la sua lingua:
parlava a sbalzi e come divagando.
S inamorata! E con astuzia invia,
per invitarmi, un rozzo messaggero
a rifiutare un dono immaginario.
Non lo vuole, lanello? E chi glie lha mai dato?
Sono il suo uomo; e se cos (com)
meglio per lei innamorarsi di un sogno.
Falsa apparenza, lo vedo, tu sei
del nemico opposto un malefizio.
Facile al seduttore un segno imprimere
delle sue forme in un cuore di cera
qual il nostro di donne! Tali siamo
quali natura ci ha formato: fragili.
Come andr ora? Il mio padrone lama.
Io, povero anfibio, adoro lui,
E lei, illusa, impazzisce per me.
Che cosa ne pu nascere? Come uomo
non potr mai sperare nellamore
del mio padrone; come donna Ahi quanto
sospirer per me Olivia invano!
O tempo, se c modo, tu saprai
sbrogliare questo nodo. Io no, mai.