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NELLE BARACCHE Testimonianza di Kiko Argtiello LO CHIUSO E UNA LUCE ALL’ORIZZONTE Mi presento: sono spagnolo, nato a Leén (Spagna) in una famiglia di classe medioalta. Sono il pit gran- de di 4 fratell. Mio padre era awocato, mio nonno ‘mateo eta inglese.\Ho vissuto solo 2 anni a Leén, Dopo mio padre venne destinato a Madrid e noi ci sia ‘mo trasferiti nella capitale. II Signore mi ha concesso di essere pittore. Gia da piccolo ero molto stimato per come disegnavo. Dopo ho studiato nell'Accademia di Belle Arc di. Fernando a Madrid, | miei genitorierano catolci. Mia madre andava a mes sa tutti giomi, mio padre la domenica. Ma subito, quando hho comincito Belle rei, mi sono trovato in un ambiente cliverso. Era epoca di Franco e li quasi uti erano di sini sera, Con un gruppo facevamo teatro e grazie ad esso ho conosciuto il teato di Jean Paul Sartre. Ricorda una del le sue opere intitolata: "A porte chinse” (Fis cx), in ci Sartre dice che inferno sono git altri e presenta una scena nella quale i personaggi sono condannati a conteraplare erernamente i loro diet. Nel fondo, in Jean Paul Sartre, hho trovato una risposta: rato @assurdo, Li cera una ispo- sta. Perché io mi domandavo: "Dio cto non c& Ma perché dubitavo di Dio! Perché, nel fondo, a ‘casa mia la testimonianea dei miei genitori non ere sta (20) ta sufficiente, come neanche quella dell'ambiente in cui vivewo. Allora Dio permise che facessi una eno, diciamo cosi, una discesa profonda. Ho conosciuto anche il pensiero di alti esistenzalisti, come Albert Camus, ad esempio, ¢ ho crovato nellassurdo una ri sposta, Ho pensato che non dovevo ingannare me stes so: ese non c’é nessun Dio? Ho tentato di vivere cosi, seriamente: Dio non c'é. E mi si chiuso il cielo; mi si ® formata sopra come una enorme piastra di cement e la vita ha cominciato ad essere molto dura, Nel fon do Sartre diceva: “Non esistevamo, ogg esistiamo € domani lasceremo di esistere. Dobbiamo accettare di vivere cosi, veramente, accettare questa tealti, Non bi sogna inventarsi nessun cielo né nessuna cosa esterio re 8 questo mondo, ma dobbiamo prendere in mano la reales dellesistenza cost com’é: cioé non c'é nulla” Ho provato a vivere cosi, ma presto mi sono reso conto che, quando la vita diventa insopportabile, ¢é solo un’uscita: suiccdarsi. Dicono che ogni secondo si uuccide una persona nel mondo. In Spagne il suicidio é la prima causa di mortalict; dopo viene la morte per ccancro, per gli incidenti stradali,ecc. In tutta Europa aumentano e aumentano i suicidi. In questa situazione in cui mi trovavo, mi hanno dato un premio nazionale straordinario di pittura (ne ha parlato la televisione, i giornall) che mi he lascia- ‘0 perplesso al comprovare che, nel fondo, il premio fa) non cambiava nulla del problema che sentivo dentro. Mi tendevo conto che fin dalla mattina, quando mi ak zavo, mi domandavo: "Vivere, perche? Per guadagnare sol? Per essere felice? Perché?". Gi avevo soldi, gi ave- vo fama, e non ero felice; ero come marto dentro. Ho capito subito che, se continuavo cos, mi satel uccso, In questa kenoss, in questo cielo chiuso, Dio avuto piett di me. [o mi domandavor "Ma come vive la gente? Come riesce a vivre la gentel”. Vedevo gente normale, ¢ pensavo: "Ma non si domandano: Chi sono, chi mi ha creato, cos’ la vita? Forse che la gente nom si pone questi problemi? Non sara che il problema sta in me, che sono un narcisista, un tipo strano!”, Perché sentivo su di me come una coperta bagnata che mi fo ceva costantemente cercare la veritis “Chi siamo, che facciamo nel mondo". Per me non era indifferente se Dio cé o non ce; era una questione di vita o di morte In quella situazione, in mezzo ad un'oscurita in cui niente mi soddisfaceva, in cui tutto era diventato ee nere - anche l'ate, il sess0, eee. =, in cui niente mi ‘motivava, ho avuto un raggio, uno spiraglio di luce Lessi Bergson, filosofo di origine ebrea, il quale dice che lntuizione & un mezo di conascenta della verita superiore alla ragione, Ho pensato: “E se Bergson ha tagione!", Ho capito che nel fondo io ero tzoppo ra: tionale. Se, come artista, domandavo alla mia intuizion ne se era d'accordo con Vassurdo totale dellesistenze, scoprivo che qualcosa dentro di me non era daccordo che tutto fosse assurdo: la belles, arte, acqua, i fio- 14, gl aber... Qualcosa non quadrave! Cosi comincid ad apparire Dio all'orizzonte, una luce debolissima, come una speranza, Seyuenddo quel 1a luce, in un momento tragico della mia esistenza, entrai nella mia stanza, chiusi la porta gridai a Dio. “Se esisti, vieni, aiutami, perché davanti a me ho la morte!”. Forse Dio ha permesso questa kenois, que sta discesa, questo svuotamento di me stesso per farmi uumile, per farmi capace di gridare, di chiedere aiuto, E in quel momento swenne un incontro. Perché io mi domandavo: "Che cosa mi pub dimostrare che Dio al”. Le prove di S. Tommaso d’Aquino (non c’é oro. logio senza otologiaio, ec.) non mi servivano, La bel lerza della natura neanche. E curioso questo. Come pottei artivare ad avere tna certez 231 At 5 4 a 4 z _ oe! ° 2 Qa Frequentavo Belle Artie nel mio corso e'era un pre- te, anche lui pittore, ¢ andai a parlare con lui. Cid che mi diceva mi sembravano cose senza consistenza, Capit subito che il problema era la fede, e io da solo non mi potevo dare le fede. Allora gridai al Signore & in quel momento, al'improwiso, sentii dentro di me la certezza che Dio e'eral Non lo sentii come un ragio- ‘namento, come una teoria, no no! Dio cera: era come tun tocco di sostanza Dice S.Paalo che lo Spirito di Cristo discende sull' uo ‘mo e rende testimonianza al suo spirito che Dio ct (ct Rm 8,16): questo & successo a me. Sentii dentro che Dio és esiste! Dio ct! Ricordo che cominciai a piangere non capivo perché. Scorrevano tantissime lacrimes “Per: ché piango!”. Piangevo perché nel fondo ero come un luomo condannato a morte, che deve essere uociso, ea cui, nel momento in cui lo starno per uccidere, gli di cono che é libero, Perché, se Dio esst, io esisto. Passa dalla morte alla vita: Dio €2. Lo sentivo dentro di me come tna testimonianza, come un tacco di sostanza: la sostanza divina ha toccato il mio spirito, Dio esiste! Dopo questo incontro andai a cercare un prete gli dissi: "Padre, voglio essere cristiano”, Mi disse: "Forse 6) che lei non & battezzata?”. Gli risposi: ato". “Ha fatto la prima comunione? vuole confessarsi?". “No”, gli risposi i. , sono batter “Si”. “Allora Mi rendevo conto che quel vestito da prima comu- nione, quelle catechesi che mi avevano dato a scuola, ‘non mi bastavano. In un determinato momento della mia vita, pitt o meno a 16 anni, mi sono tolto quel vestito perché mi era stretto, mi restava piccolo. Me lo sono tolto! Ho detto a quel sacerdote: “Voglio essere formato, voglio essere cristiano”. Ma lui non sapeva cosa fare con me. Non c'era ~ non c'é - nelle parroc- chie una scuola per far diventare uno cristiano: e se un filosofo, un ateo, vuole essere echicato nella fede? Non sapendo cosa fare con me, pens di mandarmi si Cursos de Cristindad, Andai e i Cwrillos mi han- ‘no aiutato, mi hanno tolto tanti pregiudizi che avevo contro la Chiesa, contro il Vaticano, contro le parroc chie, contro i pret. pregiudisi che venivano dai miei amici marxisti che non sopportavano le strutture, ece tutte quelle idee che ha la sinistra, soprattutto ls sini sera spagnola, Non sono stato marxista, perché dicevo at miei ami: ci che avevano un grande desiderio di giustizia: "Non lo capiseo. Volete creare un paradiso comunista in cut i sia giustizia per cutti. Ma, se non date una risposta, tutta la storia, nel fondo siete dei borghesi. Di pit (a quando avreste creato questo paradiso, mi piacerebbe venite li con una Bomba, perché non avete diritto di essere felicia costo dell'ingiustsia dela storia, Non sa- pete fare giustizia a quei neri che hanno preso e messo nelle stive delle navi e ll sono morti come disgrarat lo sento dentro di me che il desiderio che ho di git stizia@ totale: 0 per tutti o per nessuno. F assurdo che per alcuni ci sia giustisiae per alti no: sono motti e non c’é un’altra vita, non c'é niente; hanno passato luna vita di miseria, di schiavied, sono morti e non ce stata per loro nessuna risposta”. Questa e altre idee mi hhanno salvato dallessere marxista, Nei Cursillos mi hanno invitato ad essere catechista, professore. Sono andato alla seuola di Cursills eho co ‘minciato a dare Cursills de Cristiandad, Sono andato a dare il primo Cussilloa Ceuta, ¢ poi anche a Caceres Allo stesso tempo & cambiata la mia piteuta: dipin- gevo in un modo molto moderne e ho cominciato a fare pittura di tipo religioso. Con a ti abbiame formato un gruppo per cercare un’integrazione dell at te nel tempio, per fare un’arce religiosa ptt integrale In quel momento, dato che facevamo arte sacra; ab biamo avwto molto successo e il Ministero dei Beni ‘Culturali ci chiese di organizzare una mostra a Madrid molto importante. Dopo il Ministero mi ha invitato a rappresentare la Spagna in una esposisione tniversale di atte sacra in Francia, a Rayan, 8) A un teologo domenicano la Fondazione Juan March aveva concesso una sowensione per ceteare unti di contatto fra arte protestante e l'arte cattolic «a, in vista del Coneilio Vaticano II. Io sono stato iwi tato ad andare con lui, insieme ad un architetto basco ead un fotografo professionista catalano, Dico cid per ch€ questo viaggio @ stato per me molto importante perché mi ha messo in contatto con il rinnovamento dellarce lirurgica della Germania, della Francia e di altre nazioni, Siamo andati a studiate V'architettura di Le Corbusier in Francia, di Searinen e di Alvar Aalto in Finlendia, ¢ abbiamo avuto contatti con la Chiesa ‘ortodossa, con i protestant Prima di iniziare il viaggio, dato che il teologo do- ‘menicano conosceva i Piccoli Fratelli di de Foueauld, ‘mi disse: "Kiko, prima di ineraprendete questo viaggio, che sara molto faticoso, perché dobbiamo pereorrere molte nazioni, vorrel invitarti ad andare nel deserto de Los Monegros a Farlete, nella provincia di Saragor 1, dove ci sono i Piccoli Fratelli”. Siamo andlati e ci siamo fermati per una settimana di ritiro, preparan doci per il viaggio. In quel deserto, che € bellisimo, con delle grote, cera il Padte R. Voillaume, fondatore dei Piccoli Fratelli di de Foucauld, insieme a numerosi professi venuti da tutta Europa, Miticordo che sono stato per tre giorni nella grotta ES. Caprasio in digiuno. Li ho conosciuto la vita di eo} q | les de Foucauld, ho parlato con il Pade ionato dalla vita na grande amore di I deserto da si NZA DEGLI INNOCENTI Al ritorno dal viaggio, che per me serio e importante, ho Signore, Racconto cid rato molto wvuto un altro incontro con i Dio ha fatto gradualmen- te con la mia vita, come mi ha portato al Camming Neocatecumenale. Avevo uno studio di artista, in sieme con un altro pittore ¢ uno scultore. Vivevo in. questo studio. A Natale andavo a casa dai miei geni- tori per passare la festa con loro. Un Natale, vado in cucina e vedo che la donna di servisio, che lavorava casa det miei genitori, stava piangendo, proprio il giorno di Natale. Le dico: "Che le succede?”. E mi Tacconté una storia che mi lascid esterrefatto. Suo marito era alcolizzato e, attivando picchiava con un bastone lei ej figl, oli minaceiava, con un coltello. Aveva mole figlie il filio pitt gran de lo affrontava. Lei era tervotitzata pensando che da un momento allaltro potessero uccidersi 8 ubriae Quella povera donna ha cominciato-a raccontar- mi tante mostruosita, e piangeva senza fermarsi. La sua vita era un inferno. Le chiesi: “Come posso ait tarla?", Mi rispose: “Venga, per favore a pa mio marito!”. Sono andato a parlare con [ui e mi sono reso conto che era un tipo molto difficile, bal Parla con lui e lo portai ai Cursos, dove io ero cate- chista, Mi vide predicare e rimase impressionato, tanto che pet un tempo smise di bere. Ma, siccome eta aleo lizato, in poco tempo ricomincio a bere ein quella casa ricomineiarono nuovamente le tagedie. Quella donna ‘non sapeva a chi rivolgersie chiamava me: mi chiedeva dl andare perche il figio minacciava di uccidere il pa- Are. lo andavo di corsa una volta, due, er. Ho capito che cosi non potevo continuare¢ ho pensa- to: "E se Dio mi dice che devo andare a vivere con questa famiglia per-aiutare quest'uomo a non bere ¢ salvare i suoi figl che stanno tanto soffrendo!. E cosi ho fatto: ho lasciato tutto e sono andato a vive Il, Quella donna viveva in un quattiere spaventoso! Non nelle baracche dow’ nato il Cammino, ra in un alo quartiereortbil che avevano fatto dopo la guerra civil, pena di gente po- vere, ammucchiata come in baracconi, dave ognuno ave- ‘va una cucina piccolissima, Io dormivo nella cuca, con i gai In quel! ambiente mi stava aspettando il Signore. Dice Sartre: “Guai all uomo che il dito di Dio schiac cia contro il muro!". Bene, ho trovato li molta gente schiaeciata contro il muro, e sono rimasto esterrefatto (Crera una signora, che abitava livin, cutta vestta di nero, che aveva il morbo di Parkinson, Suo marito lave va abbandonata, Aveva un figlio con problemi mentali che quando artivava a casa la picchiava com tn bastone, tutti glomi. lo dicevor "Che orrore! Come possibile? bal Perché lei e non io?". Ho conosciuto altre persone, vio lentate nella loro infanaia, un ambiente che era come scendere allinferno delle catacomabe social Mi sono trovatb con una sofferenza umane inat dita, una specie di Auschwitz, Dicono che dopo ‘Auschwitz non si pud pit credere in Dio. Bene, no- rostante cid, io ho trovato li una risposta sorprenden te, mi sono incontrato con il mistero di Cristo Cro- eifisso. Ho capito che c’& una presenza di Cristo in coloro che sofftono, soprattutto nella sofferenza degli innocent. C’e gente che & innocente sta portando il ppeceato di altri, quel peccato orribile di un alcolizato, di uno che bastona sua madre, di un figlio anormale, dellincesto, ece. Cid fa si che questi innoventi stiano portando con Cristo la salvezza al mondo. Ce una presenza reale di Cristo nell’Eucaristia, ma io pensavo che c'é anche nella sofferenza di questi innocenti una presenza di Cristo, Questo mi ha cosi colpito che dopo, quando ho dovuto fare il serviio mulitare in Africa, gid ero molto inquieto. Dio mistava chiamando a Sé, ¢ ho pensato: "Non posso continuare cosi, Se Cristo viene domani, nella sua seconda vent ta, mi piacerebbe che mi trovasse ai piedi di Cristo ero- cifisso in coloro che sofftono, negli uleimi, schiaeciati contro il muro. Vorrei essere con loro li in adorasione, in ginoechio”. Era cosi forte questo in me che ho la sciato tutto e sono andato a vivere tra i poveri 65) Coovne UNA SINTESI CATECHETICA (me ees Gene, nn Partecipavo ad un gruppo con cui cercavamo di ajutare i ragaazi che st vendevano agli omasessuali, di aiucare le prostitute. Avevo un amico che era assistente sociale ¢ lavorava nelle baracche di Palomeras e gli ho cletto: “Vorrei lascare tutto e andarmene a vivere tra i povert”. E lui mi ha indicato un posto; una piccola valle piena di grotte, dove c'erano singari, “quinguis”, Datboni, clochard, mendicanti, vecchie prostitute... uuna zona orribile. Mi disse: “Vedi quella baracca di tavole Sudice? Li ha vissuto una famiglia, ma Pha ab- bandonata. Dai un calcio alla porta e ti metti dentro", Sono andato a vivere li con una chitarra e una Bib- bia. Per terra cera un macerasso. Mi ricordo che faceva tun fieddo spaventoso. Quella baracca era in rifugio per i cani e questi mi rscaldavano. Dotmivo con quat: tro o cinque cani sopra, alerimenti satei morto di fred- do. Questi cant poi mi accompagnavano sempre! Mi muovevo ¢ i ceni mi seguivano... Era impressionante come mi seguivano! Davo lezioni come professore di disegho in una seuola della perifeia, molto lontana dalle baracche, sempre artivavo in ritardo perché In mia baracca era un caos. Una volta un vieino mi ha portato un bal braciere, perché c'erano 5 gradi sotto zero. I vicini si domandavano chi fossi. Avevo la barba. Non so cosa pensavano. La mia baracca era vicina a un sentiero dove passavano le singare per andare a prendere acqua alla fontana che si trovava pit in alto, tale casette di Palomeras Altas. Nella baracca avevo messo tna croce, Una volta ¢ entrato un “quingui”, ha visto la chitarra € abbiamo cominciato a parlare. Mi dice: “Che dice Gesit Cristo della lotta contro il nemico!” In quell’ambiente mi ha portato Dio, perché io, sinceramerite, non sarei mai andato li, Non sono andato li né per insegnare, anche se erano quasi tutti analfabeti, né per fare alcuna opera sociale Assolutamente. Consideravo che loro erano Gest: Cristo e io un povero peceatore che non era degno di vivere li, in mezzo a quell‘orrore della sofferenza degli innocenti, delle vitcime dei peccati degli altri Mi sentivo cioé indegno, indegno... Ma il Signore mi hha obbligato, in quell'ambiente, a trovare una sintesi catechetica, una predicazione, perché volevano che io parlassi loro di Gesit Cristo. Aqquel “quinqui’, per esempio, ho rsposto che Cri sto dice che bisogna amare il nemiico. Era stato in una ‘esa di correzione perché aveva rubato, Era scappato, ora era sposato e aveva vari figl, Apparteneva ad un clan di “quinquis” che, come gli singari, hanno i loro, schemi, le Toro leggi. Nella casa di cogrezione aveva, Bo inparato a leggere e a scrivere; la casa era portata avan ti da religiosi e lo facevano andare a messa, pregare il Rosario, ec, percid aveva dei rudimenti teligios. Siocome sapeva leggere, gli ho regalato I Fioret iS Bancesco. Era il capoceia del clan. B rimasto impres- sionato leggendo 8. Francesco e siamo diventati amici, Restava cos! impressionato da cid che io gli dicevo su Gest Cristo che voleva che io convertissi tutto ill clan. Insisteva sempre con questo e mi diceva: “Vieni a ‘casa mia!", e mi portava con sé. Ricordo che una volta mi port ad una gros tutta oscura, piena di singari jwinquis". Non si vedeva nulla. Mi disse: “Parla loro di Gest Cristo!. “Lol”. Si. Parla di Gest Cristo” "Ma se io non so parlare di Gest Cristo! Che vuoi che ica? Le catechesi dei Cursos”. Gli ingavi non sape- vvano né leggere, né scivere, Se dict loro quattro parole astratte non ti aseoltano pit, non ti seguona. Come #1 ud parlare a singari analfabeti che non sano niente? Come & possibile? Ma lui mi forsava a parlare. fo mi chiedevo: “Come parlerebbero gli Apostoli? Come predicavano gli Apostoli”. C’erano nella grotta mol- te donne zingare, di quelle che portano lunghe gor ne colorate chiedono l'elemosina per la strada, che vvendono cose, ece. Cominciai a parlare di Adamo ed Eva, 0 qualcosa di simile. Si alzd una donna abfondo, mi disse: “Lei Tha visto!”, Era la made del eapo. E ilcapo: "Mamma, rita, stai fermal”. E la donna conti ‘nud: "Let ha visto un morto che é tornato dal cimitero? (40) To solamente 50 una cosa, che mio padre & morto © non é pid tomato a casa. ‘Una mano’ nel cielo ¢’2, ma io non credo né nei preti, né in nessuno. Se lei ha visto un morto che & tornato dal cimitero, io la sto a sentite. Se no, @ inital Andiamocene!", E'si alzarono tutte le donne e la riunione ebbe fine, Quella donna mi ha insegnato molto, perché in quel momento - siccome quel “quinqui” voleva che parlassi di Gest Cristo ~ mi stavo chiedendo come predicassero eli Apostoli. Leggevo Ia Scriteura tutti i gion e avewo ‘rovato un passo negli Atti nel quile il governatote Fe- sto dice al re Agrippa: "Ho qui un prigioniero molto interessante, mi piacerebbe che tu lo ascoltassi. Parla di lun uomo morto che vive; che era morto, ma ora vive” (eft At 25,1419), In quel testo ho capito che di tutte le ‘conversaziont che Festo aveva con Paolo, I'unica cosa che aveva capito quel pagano era che Paolo parlava di lun morto che era tornato dal cimitero, E quella donna ‘mi aveva detto che I'unica cosa che lei avrebbe accettato di ascoltare cra proprio se io avevo visto un motto risor- ‘0, qualcosa che dimostrasse che dopo la morte ce vita, che lo dimostrasse veramente: "Tu hai visto un risorto? Seno, non ti ascolto, non voglio sermoni”. Signore ha cominciato a darci un poco i rudimen- ti del Kerigma; cioé tl Signore ci ha obligato con i po- veria trovare quelle che poi sono diventate le catechesi che facciamo nelle parrocchie. fa