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Universit degli Studi di Spalato

Facolt di Lettere e Filosofia


Corso di laurea in lingua e letteratura italiana

Lanalisi del libretto di Don Giovanni di Lorenzo


da Ponte e il suo rapporto con il mito di Don
Giovanni
LA TESINA

Relatore: doc. dr. sc. Sreko Jurii


Candidate: Ivana Grani (Ivan)
Ana Gabelica
Umberta Stipevi

Spalato, 2014

Lindice
1. Lintroduzione.3
2. Il mito di don Giovanni...4
3. Don Giovanni di Lorenzo da Ponte6
4. Il rapporto del mito e del libretto7
5. La conclusione.....10
6. I riferimenti.11

1. Lintroduzione
Il tema di questa tesina lanalisi del libretto di Don Giovanni, scritto da Lorenzo da
Ponte. Sar analizzato il suo rapporto con il mito classico di Don Giovanni, nato molti anni
prima che l opera stessa. Dunque, lo scopo esaminare e fare una breve presentazione delle
similit e le diferenze tra il mito e il libretto. Si cerca anche di rispondere sulla domanda
perch un personaggio come don Giovanni, composto e ben definito psicologicamente,
occupa un posto cos spazioso nella letteratura e per il pubblico fa molto pi che un
personaggio. Che cosa lo fa cos interessante che si reso indipendente del mito e divent
sinonimo per un tipo d uomo che seduce molte donne e fa varie infamie per conseguirlo?

2. Il mito di don Giovanni


Il mito definito come un complesso di narrazioni che hanno per oggetto i dei ed eroi
leggendari in imprese di lotta contro forze avverse. Mito di don Giovanni non un mito
classico perch il protagonista principale non n deo n eroe, ma un uomo di carne, ateo,
edonista e seduttore. Si tratta di un giovane che seduce e inganna le donne, cerca i piaceri
instantei e non sentimenti durevoli. Nella sua lotta per lattenzione del sesso gentile non lo
fermano i loro genitori e fidanzati. Il giovane, ovviamente di comportamento estremamente
cattivo, poi viene punito per i suoi peccati e portato all Inferno. Lorigini di quest mito si
trovano in romanci spagnoli, ma la prima versione scritta fu quella da Tirso de Molina1. Si
suppone che fosse pubblicata tra 1625 e 1630, cio nella prima met di Seicento barroco. Si
dubita anche che de Molina non fosse lautore della famosa opera teatrale chiamata
originalmente Lingannatore di Siviglia e il convitato di pietra. L, per la prima volta, appare
Don Juan, cio Don Giovanni, la figura che riscontrer successo nella letteratura,
drammaturgia e operistica di Europa. Tirso da Molina fu spagnolo, ma la trama si svolge in
Napoli. Il dramma sempre in versi, diviso in tre giornate. L'intreccio si basa sul destino di
Don Juan, donnaiolo, promesso sposo di donna Anna, figlia di don Gonzalo de Ulloa. Il
giovane seduce la duchessa Isabela, nobile napoletana, fingendosi il suo promesso sposo, il
duca Ottavio. Il re Alfonso XI, per, dispone che don Juan sposi Isabela, mentre Ottavio
convoler a nozze con donna Anna. Don Juan, contrario alla costrizione del matrimonio,
uccide don Gonzalo de Ulloa che voleva vendicare l'onore offeso di sua figlia. Dopo
tantissime avventure con altre donne, Don Juan ritorna a Sevilla dove urta contro la tomba di
don Gonzalo, burlandosi del defunto e invitandolo a cena. La statua, imprevedibilmente, si
presenta all'appuntamento e invita don Juan a cenare nella sua cappella. Don Juan accetta e il
giorno dopo si presenta. L la statua lo trascina all'Inferno per punirlo delle sue malefatte. In
1665, un commediografo francese, Jean-Baptiste Moliere2, ha offerto una versione simile,
chiamata Don Giovvani o il festino di pietra. La commedia di Moliere fu originalmente scritta
in prosa, a differenza di versione spagnola e italiana che furono in versi. Comunque, in 1667,
Thomas Corneille ne fece un adattamento in versi, che rimase il testo adottato sulle scene fino
a met Ottocento.
1

Tirso de Molina fu pseudonimo dell'autore teatrale e narratore spagnolo del Seicento, Gabriel Tllez. La sua
biografia piena di punti oscuri e poco chiara. Fu un frate e discepolo del famoso Lope de Vega. Tra le altre
opere, la pi famosa El burlador de Sevilla, nella quale si nasconde il primo tracce del prototipo immortale di
tanti futuri Don Giovanni.
2
Molire, pseudonimo di Jean-Baptiste Poquelin, stato un commediografo e attore teatrale francese, nella
seconda met e fine di Seicento. La sua opera pi conosciuta Lavaro.

La figura di don Giovanni non solo fu lispirazione per la letteratura e teatro, ma ispirava
anche gli uomini veri e propri. Unottimo esempio Giacomo Casanova, un cittadino
veneziano del Settecento. Casanova fu avventuriero, scrittore, poeta, alchimista, diplomatico,
filosofo e agente segreto italiano, ma piuttosto ricordato come un seduttore. Ha scritto
numerose opere dei vari generi, ma la pi conosciuta la sua autobiografia, scritta in francese,
chiamata Histoire de ma vie (Storia della mia vita). L, con la massima franchezza, descrive i
suoi viaggi, avventure e passioni. La Histoire offre una grande e precisa frescha della vita
quotidiana della nobilt e borghesia italiana del Settecento. Nonsostante che Casanova scrisse
per essere famoso, nella sua vita mai avesse dei grandi successi letterari. Divent famoso
dopo la morte, pi per la sua vita che per le opere.

3. Don Giovanni di Lorenzo da Ponte


Lorenzo da Ponte nacque a Ceneda, in 1749. La sua educazione non fu abbondante,
ricev una povera educazione per parte di un rustico e pedagogo locale. A da Ponte lo piaceva
leggere molto, e l fu nato il talento e la curiosit che dimostr nelle sue opere migliori.
Quando aveva vent anni, si spost a Venezia e visse una vita estroversa e piene delle
avventure amorose. Tutto ci fu descritto nelle sue Memorie. Dopo si spost in Austria e
collaborava con i vari autori musicali. La collaborazione pi famosa quella con Wolfgang
Amadeus Mozart. Ha scritto due libretti per lui Le nozze del Figaro e Il dissoluto punito,
ossia il Don Giovanni. L'opera and in scena per la prima volta a Praga il 29 ottobre 1787,
dove aveva successo pi clamoroso possibile. Lopera aveva 20 scene divise in due atti, ma la
ultima scena fu colta nella seconda esibizione a Vienna. Dunque, Mozart colt la scena dove i
personaggi commentano la fine di don Giovanni.
La trama quasi uguale alla versione di Tirso da Molina. Scritta in versi, ha anche i stessi
personaggi. Tutto inizia quando il servo Leporello attende il suo padrone Don Giovanni,
introdottosi mascherato in casa di Donna Anna per sedurla e, se del caso, violentarla. Ma la
tentata violenza non riesce: egli era intento a cercare di violentare Donna Anna che credeva
che lui fosse suo fidanzato, don Ottavio. Subito dopo, Anna si accorta dell'inganno ed era
riuscita ad allontanarlo dalla sua stanza. Sopraggiunge allarmato il Commendatore, padre di
Anna, che dopo aver mandato la figlia a chiamare i soccorsi, sfida a duello Don Giovanni. Lui
accetta ed in pochi istanti uccide il vecchio. Donna Anna, quando scopre il cadavere del
padre, sviene per il dolore e Don Ottavio, che l'accompagna, le promette di vendicare la morte
del suocero. Don Giovanni continua con le sue conquiste, ma una vecchia vittima, donna
Elvira, rovina tutti i suoi intenti. Donna Anna e il suo fidanzato scoprono che lui fu
risponsabile per la morte del Commendatore, ed cercano ad arrestarlo. Grazie allaiuto del suo
servo, don Giovanni fuge e si burla nel cimitero, verso la tomba del Commendatore e provoca
alla statua funebre del Commendatre a parlare. Invita la Statua a cenare e lei accetta. Don
Giovanni non crede che la statua verr, ma tutti si trovano terrorizzati quando la Statua venne.
Tutti credono che don Giovanni dovrebbe fugire, ma lui acceta linvitazione della Statua a
cenare con lei, nella sua cappella. Don Giovanni venne alla cena con la Statua, ma Statua
prende la sua mano e lo porta strettamente all Inferno.

4. Il rapporto del mito e del libretto


La tema di questa tesina e, dunque, l' analisi delle similitudine e differenze tra il mito e
il libretto. Nel primo posto si trovano le differenze collegate con il fenomeno della morte. Si
pu notare anche nei doppi titoli delle opere - Lingannatore di Siviglia del Molina e Il
dissoluto punito del Da Ponte. L' inganno in centro del Molina, e la punizione del Da Ponte.
Nelle opere la Statua punisce a don Giovanni e quel motivo crea una struttura
bipartita. La prima parte dedicata al mondo terreno, e l'altra al mondo ultraterreno. Nel
Burlador de Sevilla lepilogo legato ancora pi strettamente alle azioni di Don Giovanni:
nellingannare Aminta, egli giura di sposarla, e, se mancasse alla parola data, che Dio lo
punisca facendolo uccidere a tradimento da un uomo. Lironia, dunque, portata allestremo:
Don Giovanni attira su di s la punizione dopo aver giurato sulla propria mano e sar proprio
questa parte del corpo a trascinarlo nellInferno. Nellopera di Molire, invece, questo legame
fortissimo manca: luccisione del Commendatore lasciata allantefatto, non motivata e
dunque non appare legata ad un inganno ai danni di una donna. Lui viene punito per aver
burlato ai morti. Ma anche nel libretto di Da Ponte il legame tra luccisione del
Commendatore e la punizione piuttosto labile. A patto che lui uccisse il Commendatore,
viene punito pi perch giocava con le cose sacre e negava ogni dignit ai morti che perch
ha ucciso un uomo. Quest' problema si vede ovviamente nella seguente citazione:

COMMENDATORE:
Ribaldo audace,
lascia a morti la pace.

DON GIOVANNI:
Allora, s, vedremo
chi sar pi potente, se lo spirito
dei sepolcri o del vino; e se questombre
oseranno lottar con carne e sangue
e entrar nella luce del piacere.

Secondo motivo che fa la differenza il motivo della pentizione. Nella opera di Tirso de
Molina, un frate, don Giovanni non ha tempo di pentirsi perch non c' tempo per un

confessore. Nelle opere successive, invece, Don Giovanni rifiuta di pentirsi. La situazione si
descrive nella prossima citazione del libretto:
DON GIOVANNI:
Grazie del saluto. Ma non ho fatto nulla
di cui debba pentirmi. Quel che ho fatto
mi piace. Non mi occorre ravvedermi
perch sono contento di me stesso.

In tutte le versioni la Statua chiede a Don Giovanni di dare la mano: un gesto simbolico
forte perch la mano il legame fisico tra la vita e la morte, il delitto e la punizione.
Le relazioni con le donne fanno una nuova differenza. Nellopera di Tirso si possono
individuare vari tipi del inganno, ma sempre ripetuti, che seguono una precisa regola: le
donne sedotte sono quattro, due nobili, sedotte da Don Giovanni mascherandosi da loro
legittimo amante, e due popolane, sedotte con promesse di matrimonio. Nelle opere
successive il numero di donne sedotte in scena va diminuendo, e tutta l' attenzione cade u don
Giovanni, attorno a cui finisce per ruotare tutto nellopera di Da Ponte. Molire elimina del
tutto Anna e la sua funzione mediatrice di figlia del Morto, ma introduce un personaggio di
grande potenza, cio Elvira: sedotta e strappata al convento con un lungo ed ardente
corteggiamento, la legittima sposa di Don Giovanni. Anche nellopera di Mozart e Da Ponte
Elvira suscita unica tra tutte impresiona a seduttore.
Il personaggio del servo di don Giovanni fu scordata per tanti anni, ma autori nuovi
danno una certa importanza a quel personaggio che pu essere percepito diversamente, ma
mai come un personaggio marginale. Il servo cambia i nomi: Catalinn in Tirso, Sganarelle in
Molire, Leporello in Da Ponte. Il servo il primo che sa tutte le infamie di don Giovanni ed
un stretto legame tra il pubblico e il personaggio. Nel libretto lui conta le donne sedotte ed
ha i dati precisi:

LEPORELLO:
Non ne so nulla,
ma essendo lalba chiara, non sarebbe
qualche nuova conquista?
Io lo devo saper per porla in lista.

Poi dimostra a Elvira tutta la lista con descrizioni: 640 donne in Italia, 231 in Germania, 100
in Francia, 91 in Turchia e 1003 in Spagna. Leporello pi smaliziato dei predecessori nel
momento quando viene costretto dal padrone a sedurre Elvira e dire tante bugie.
N don Giovanni stesso non percepito uguale alle tutte le opere. Dunque, nella opera
di Molina lui rimane sempre un ribelle contra la societ e Dio, contra la tradizione e il morale.
Lui vive un momento in presente, completamente libero.

DON GIOVANNI:
Viva la libert, gli dir.
Viva la libert anche se ti costa la vita.
Viva la libert anche quando costa la vita degli altri.
Viva la libert, costi quel che costi.
Lunico tipo di amore che lui riconosce lamore eros amore che non c niente con Dio,
trascedenzia o la vita eterna. Lui vive per amore carnale e per la seduzione. Don Giovanni
descritto come unateo. La certezza con quale viene descritto come ateo e ribelle poteva
essere creata solo da un frate come Tirso. Nell altra parte don Giovanni di Moliere. Lui
poco spontaneo, vive seguendo una precisa filosofia, ma nei certi momenti lui sembra anche
stanco sotto una maschera. Don Giovanni di Da Ponte pi vicino a quello di Molina che di
Moliere perch Da Ponte rivive la spontaneit. Quel don Giovanni e frenetico, caotico,
donnaiolo che non conosce pi che presente, che lascia alle sensazioni di vincere la ragione.

5. La conclusione
Dopo la lettura e lanalisi del mito e il libretto, rimane la domanda perch Don Giovanni
divent dongiovanni, sempre pi attuale e vivo nella vita quotidiana. In conclusione,
sopravvive, tra molti miti e romanzi, come un tipo duomo contemporaneo perch porta sulla
scena tutti i temi su quali il mondo d oggi non ha trovato una risposta ideale: il rapporto tra il
mondo terraneo ed ultraterraneo, il rapporto dei vivi con i morti, il problema dellateismo ed
etica e leterno conflitto tra quello che siamo e che dovremmo essere.

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I riferimenti
A) Bibliografia
Tirso de Molina, El Burlador de Sevilla y Convidado de piedra
Libretto di Lorenzo Da Ponte per la musica di Mozart, Il dissoluto punito, ossia il Don
Giovanni
B) Sitografia
http://ucb-cluj.org/archive/vol-12-fall-2012/don-giovanni-il-mito-il-ribelle-lattore/
(Pregledano 6. 11. 2014. godine)
http://www.teatroallascala.org/includes/doc/2011-2012/libretto/don-giovanni.pdf

(Pregledano 6. 11. 2014. godine)


http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2011-12-01/cosi-giovanni-divenne-dongiovanni140949.shtml?uuid=Aa8ucKQE
(Pregledano 8. 11. 2014. godine)
http://www.treccani.it/enciclopedia/don-giovanni/
(Pregledano 9. 11. 2014. godine)
http://www.sapere.it/enciclopedia/Tirso+de+Molina.html
(Pregledano 7. 11. 2014. godine)

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