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INCONTRI DI TECNICA DEL SUONO PER MUSICISTI Primo incontro: IL SUON Introduzione Molti musicisti pensano che per essere tali sia sufficiente saper suonare il proprio strumento, ma ormai nella musica _moderna questo modo di vedere & sempre piitlimitante, Questo perché la tecnologia é sempre pit presente e fruibile nel mondo della music’, cosi ogni giomo abbiamo a che fare con amplificatori, computer, impianti audio, ecc. Tutto questo ha portato ad una crescente'necessit§ per i musicisti di tutti i livelli di chiarire alcuni concetti di tecnica del suono per l'utilizzo della ormai comune effettistica ( equalizzatori, compressori, ecc. ), al fine dell’utilizzo dei propri amplificatori strumenti e attrezzature come mixer, monitor, schede audio, ecc. che ritroviamo in qualsiasi Inogo in cui viene eseguita o fruita la musica. Naturalmente a noi musicisti non occorre avere una conoscenza approfondita della ‘materia, non & necessario diventare tecnici del suono, ma solo avere ben chiari alcuni concetti basilari che permettono un utilizzo corretto e semplice dell’attrezzature che ci occorro. Per iniziare a comprendere questa materia e le sue applicazioni, bisogna partire dalle basi cioé da cosa @ il suono, i suoi parametri e le sue caratteristiche. Cosa é il suono? Il suono é il prodotto detta vibrazione di un corpo elastico messo nelle condizioni di poter vibrare. ‘Ad Esempio, una corda di chitarra é si un corpé elastico, ma se é arrotolata su se stessa non é affatto nelle condizioni di poter vibrare, Se invece & tesa tra due punt fissi allora una opportuna sollecitazione (come un colpo di pletiro) la pud spingere ad oscillare intorno ad una posizione di equilibrio, costringendo I’aria intomno ad essa a seguirla in questo continuo fluttuare chiamato moto oscillatorio. Le vicine molecole d’aria ripetono questa altalena: compressione — equilibrio — rarefazione, cosi formando le onde sonore che non sono altro strati daria che alternativamente compressi e rarefatti che si propagano intorno alla corda e che raggiungono il nostro orecchio. Le onde sonore tendono a propagarsi allontanandosi dalla sorgente come sfere che si propagano espandendosi (come quando gettiamo un sasso nell’acqua ), cosi la pressione sonora si propaga su un’ area pit larga, cosicché la pressione diventa pit debole con Ia distanza dalla sorgente: questo significa che pit lontani siete dalla sorgente sonora, ¢ pitt debole sara il suono. Per poter visggiare le onde sonore hanno bisogno di un mezzo attraverso il quale propagarsi, cioé I’aria, Malaria non unico mezzo adatio a condurre il suono: anche I’acqua e i materiali solidi sono dei mezzi validi (anche migliori) per la propagazione delle vibrazioni sonore, A noi comunque interessa solamente il suono trasportato dall’aria, perché fa parte della nostra comune esperienza quotidiana (ascoltare musica sott’acqua ¢ un fatto abbastanza insolito, cost come facevano gli indiano d’america, appoggiare l’orecchio al terreno per scoprire se sta arrivando qualeuno a cavallo). Nello spazio, dove non e”é aria o un altro mezzo di propagazione, non ¢’é nemmeno il suono ¢ nessun tipo di rumore udibile, Se potessimo osservare dallo spazio l’esplosione di una stella, ad esempio, scopriremo che cid avviene in assoluto silenzio. La rappresentazione del suono ‘Immaginiamo di attaccare un pennino inchiostrato ad una corda in grado di vibrare, in modo che possa scrivere su una striscia di carta che scorre sotto di esso (come nei sismografi) : facendo vibrare la corda il pennino traccera sulla striscia di carta un disegno che rappresentera la forma d’onda di quel suono prodotto da quella corda. Vedremo una cosa pit o meno di questo genere: Si tratta di una forma d’onda complessa, ene a prima vista ci dice abbastanza poco: possiamo tuttavia individuare gia due parametri basilari, e di conseguenza un terzo € un quarto. Si tratta dei quattro parametri che caratterizzano l’onda sonora: ampiezza, periodo, frequenza e lunghezza d’onda. AN@l esempio in questione Si puo notare che | alpiezza NON © COSTANTE, Ila Ge Ne del suono di una chitarra che si affievolisce sempre di pit fino a sparire completamente). Aa » jar L’ampiezza e espressione della intensit’ dell’ energia sonora, ed @ in strettissima relazione con il “volume” di un sono, cioé con Ta nostra percezione di “piano” e “forte” di un suono. L’intensiti pud essere espressa in Wattmq 0 in decibel (4B) che é Punita di misura universalmente adottata. Periodo Tl periodo & i! tempo che impiega I’onda sonora per compiere un ciclo completo ( comapressione ~ equilibtio — rarefazione ) e si misura in secondi. Ty Tr Fequenza Si definisce come il numero dei cicli d’onda che vengono generati in un secondo dalla sorgente sonora. E” la misura delP altecza di un suono: frequenze basse = suoni gravi; frequenze alte = suoni acuti La frequenza ¢ inversamente proporzionale al periodo (T ) cioé maggiore sara il periodo e minore sara la frequenza (£ ) e viceversa, Per questo si misura in Hertz (Hz) cioé in sec” ( f= 1/ Tux). er cui un’onda con frequenza di 1 Hz compie un periodo in un secondo, ad esempio, un’onda con frequenza di 12.500Hz (12,5Hz) compie 12.500 periodi ogni seconde, e il suo periodo vale 0,00008 sec (0,08msec). Esistono due modi per variare la frequenza della vibrazione di una corda: variarne la tensione, ad esempio quando accordiamo una chitarra , oppure aecorciando la parte vibrante, ad esempio quando suoniamo una chitarra premendo con le dita le corde sui vari tasti Lunghezza d’onda Il suono si propaga nell’aria, alla temperatura di 20°C , alla velocita di 340 metri al secondo. Si indica la temperatura perché Ia velocita di propagazione del suono nell’ aria cambia con il variare della temperatura perché cambia la densita dell’aria, anche se di poco. La lunghezza d’onda (2) si definisce Ja distanza pit breve, espressa in met, tra due punti che nello stesso istante hanno uguale ampiezza di vibrazione e uguale fase (vedremo pit avanti il concetto di fase). Per cui la lunghezza onda é la velocita di propagazione dell’aria per il petiodo o fratto la frequenza: — Yra= Visco % Tsee = Visco! Fite h a) ») Questo vuol dire che un suono con frequenza di 100Hz, che si propaga nell’aria alla velocita di 340 m/sec, avré. una Iunghezza d’onda pari a 3,4 metri. Un suono a 1500 Hz avra invece una lunghezza di 0,226m (22,6em). La lunghezza onda di un suono é un dato da tenere bene in considerazione, in quanto relazionandosi con le misure fisiche delle dimensioni dell’ambiente d’ascolto, pud generare interferenze che saranno a volte costruttive, a volte distruttive. Spetto armonico ‘Tutti i paramietri del suono sinora incontrati non sono sufficienti a fornirci un’idea ben precisa sul tipo di forma d’onda che stiamo analizzando. Cio8 non siamo ancora riusciti ad identificare se una particolare nota ¢ prodotta da un sax, da una chitarra, o da una voce. Quindi non sappiamo ancora come diversificare un particolare timbro da un altro. . Un aiuto ci:viene offergo analizzando pitt a fondo i modi di vibrazione della nostra corda, studiando cioé le armoniche di cui é composta P’oscillazione principale. Modi di vibrazione Una corda tesa tra due estremita fisse, che chiameremo nodi, quando sollecitata vibra generando un ventre, come nel disegno: ‘Ma se la potessimo osservare al rallentatore ci accorgeremmo che vibra in moltissimi altri modi, ¢ principalmente cosi: generando un altro nodo al centro ¢ due yentri laterali, che vibreranno al doppio della frequenza iniziale: generando altri generando altri quattro nodi e altri otto ventri, e cosi via, teoricamente all’infinito. Per capire cosa significa tutto cid si deve ricorrere di nuovo all’aiuto della matematica, che é unico linguaggio in grado di rendere comprensibili e analizzabili quasi tutti i fenomeni fisici, questo compreso. In particolare prendiamo in prestito il teorema di Fourier che enuncia: “una qualsiasi finzione periodica continua si pud scomporre nella somma di un termine costante Ay che rappresenta il valore medio della funzione in un periodo, e di infinite sinusoidi di frequenza multipla della frequenza della funzione.” In parole povere il suono & scomponibile in una sinusoide con la stessa frequenza della funzione che é detta fondamentale ¢ delle sinusoidi di frequenza multipla della fondamentale che sono dette armoniche. L’ampiezza delle armoniche, e di conseguenza il volume, é decrescente e tendente a zero con il crescere della frequenza. La successione delle ampiezza é denominata spettro. Quindi la nostra forma €” onda iniziale, presa come esempio, pud essere scomposta nella somma di tante sinusoidi, che rappresentate graficamente avranno piti o meno il seguente aspetto: AV Nye 3 WV 2F AWWW 3 Non appena fu chiaro che qualsiasi suono pud essere scomposto in una semplice somma di sinusoidi nacquero i primi sintetizzatori e il primo dipo di sintesi elettronica: la Sintesi Additiva, Usando cio’ un numero adeguato di oscillatori, tarati opportunamente in frequenza e ampiezza, si poteva teoricamente ricreare artificialmente qualsiasi suono in natura e addirittura inventarsene di nuovi. Purtroppo i limiti di questa sintesi erano il grande numero di oscillatori per definire un suono (occorrono 10 armoniche per definire un suono, per cui servono almeno 10 oscillatori per un singolo suono), poi il suono doveva cambiare nel tempo seguendo una certa curva di inviluppo ( tra poco verra definito il concetto di inviluppo) ¢ poi alla nascita di questo sistema di sintesi non esistevano ancora i computer ¢ le memorie “user” e “preset”, inoltre per fare un suono occorre molte ore di lavoro che hanno limitato I’uso di questa sintesi, anche se il concetto di fondo é valido. A questo punto si pud gostruire lo spettro armonico, che consiste in una serie di segmenti che rappresentano le amipiezze delle varie armoniche. Nell’ esempio sottostante lo spettro armonico di un ipotetico violino, mentre suona la nota MIy: F of 3f af Sf f 7 Sf 9f 1OF Lif 19 136 14 St 16F Poiché al frequenza di un MI, é pari a 659,2Fz ( prendendo come riferimento il LAs a 440Hz ) , @ possibile calcolare la frequenza anche delle armoniche. Quindi se la fondamentale F ha una frequenza di 659,2 Hz la seconda armonica (21) sara pari al doppio (659,2 x 2 = 1318,4) e cosi via. La quinta armonica, ad esempio, avra una frequenza di 3296Hz (659,2.x 5 = 3296 ). Dall’osservazione dello spettro armonico verosimilmente sopra rappresentato si pud notare che le armoniche non hanno un andamento normalmente decrescente come ci si aspetterebbe, ma addirittura la II, la IIe la V sono ben pit alte della fondamentale. Questo fenomeno accade quando una corda é messa in vibrazione mediante lo sfregamento di un archetto, come nel caso reale di un violino. Infatti il contatto dell’archetto sulla corda impedisce la formazione di un ventre, formando un nodo, Quindi 'ampiezza della fondamentale é notevolmente ridotta. Anche i chitarristie i bassisti sperimentano quotidianamente questo fenomeno: appoggiando delicatamente un dito all’altezza del dodicesimo tasto ( che si trova esattamente a met lunghezza) di una corda e facendola suonare si ttiene proprio il suono della seconda armonica e praticamente si impedisce alla fondamentale di vibrare, in modo da ‘mettere in risalto il suono della seconda armonica, I suoni armonici si trovano su tutte le posizioni di una singola corda, ma sono difficili da sentire perché Ia loro ampiezza decresce fino a zero e la frequenza sale, teoricamente fino agli ultrasuoni. I pil facili da ottenere e sentire sono soltanto i primi 4 0 5. Le prime armoniche che si formano conferiscono al suono prevalentemente pienezza ¢ rotonditi, quelle di ordine piit alto conferiscono metalliciti e “mordente”. Dopo la quinta, le armoniche pari affinano la consonanza del timbro, quelle dispari, al contrario, determinano sensazione di dissonanza e asprezza, Si pud osservare inoltre che sono le armoniche di ordine piit basso che caratterizzano maggiormente il timbro. Con aumento della frequenza il timbro perde di ricchezza e complessita armonica. Questo perché, nonostante le armoniche superiori siano comunque presenti, vanno a sconfinare nel campo dell'inudibil. Quando si parla di “timbro caratteristico” di uno strumento si intende un intervallo di note scelte proprio all’interno della pi ricea e complessa composizione armonica possibile. Un dito, un pletiro, un martelletto che sollecitano una corda generano dei ventri sul punto in cui é stata colpita (0 meglio enfatizzano Ia formazione dei ventri che gia si troverebbero in quel punto). Per questo motivo il suono di una chitarra é diverso suonando verso la buca o verso il ponte; per questo motivo i pick-up di una chitarra elettrica danno tun suono diverso a seconda della posizione in cui sono montati Un archetto che sollecita una corda mediante sfregamento genera dei nodi sul punto di contatto (o meglio enfatizza i nodi che normalmente si troverebbero in quel punto) e il suono cambia a seconda della posizione dell’ archetto stesso. Lo spettro armonico di uno strumento dipende dal materiale usato per la costruzione dello strumento stesso, dalla forma, dalle dimensioni, dalle proporzioni, dal tipo di assemblaggio, dal tipo di colla, di vemnice, ecc. e sono questi i fattori che fanno la differenza tra uno strumento di qualita e uno di mediocre costruzione. nolire il suono cambia a seconda del martelletto, del tocco, della posizione del polpastrello o dell’unghia, del plettro o del chiodo o dello spillo usato come plettro. Un plettro contundente (come puo esserlo uno spillo, ad esempio) riesce a sollecitare anche dei ventri piccolissimi, generando una grande quantita di armoniche di ordine supesiore. ‘A questo punto si potrebbe pensare di usare un buon equalizzatore per ottenere il suono di uno Stradivari partendo da un violinaccio da quattro soldi, analizzando le differenze sello spettro armonico ¢ intervenendo adeguatamente su di eso. Per fortuna questo é vero solo in teoria, perché una volta centrate perfettamente le frequenze sulle quali intervenire, non appena lo strumento suonera una nota diversa cambieranno tutti i valori delle frequenze delle nuove armoniche. Inoltre lo spettro armonico non é costante per tutta la gamma di note eseguibili da uno strumento: in genere € molto pi ricco nella gamma bassa e pid povero in quella acuta. Questo é uno dei motivi per cui non si riesce ad ottenere un suono di pianoforte, chitarra o violino credibilmente “reali” usando.un sintetizzatore elettronico, per quanto sofisticato. Ii sistema armonicd musicale nostro sistema di costruzione dell'armonia classica e modema si basa (anche se con qualche leggerissima ma necessaria comezione) sulla naturale successione dei suoni armonici presenti in natura, Infatti se una vibrazione fondamentale produce il suono che noi successivamente abbiamo identificato con il nome di DO; ad esempio, il secondo suono armonico sara un DO; (2£); poi il terzo sara un SOL2 (34); poi troveremo un DOs ¢ a seguire un MI; e cosi via fino a completare tutti gli intervalli musicali della scala naturale, la cui importanza sara proporzionale all ordine di apparizione: prima I’intervallo di ottava, poi di quinta giusta, poi di terza maggiore e cosi via. Curva di inviluppo ‘Adesso manca solo una cosa per descrivere ¢ definire esattamente un timbro: I’analisi del!'andamento detla sua ampiezza nel tempo. Scomponendo un suono nel tempo ci accorgeremo che é composto da una fase di attaceo (in genere breve, costituita per esempio dal rumore del plettro sulla corda); da una fase di decadimento ( il suono di una corda tende subito a smorzarsi); da una fase di sostentamento (il suono di un organo liturgico dura fino a che il tasto non viene rilasciato); da una fase di rilascio (¢ il tempo the ci vuole affinché lo strumento si azzittisca del tutto dopo che la sollecitazione & finita). Rappresentando graficamente questi parametri si ottiene la curva di inviluppo dell’ampiezza di un suono, genericamente conosciuta come ADSR. rs ‘Atwck Decay ‘Sustain ele ATTACCO — F’ in genere Ja fase pitt breve, che va da zero (stato di quiete) all’intensita massima di un dato suono. pet lo pit costituita dal rumore “di attacco" del plettro che ha sollecitato la corda, dalle chiavi che si aprono per far passare Iaria che vibra dentro una canna, dal colpo del martelletto che ha appena percosso la corda. E la fase pitt ‘importante del suono, Ia fase in cui si concentrano tutte le caratteristiche proprie in grado di diversificare un suono da un altro. Non saremmo in grado di riconoscere un pianoforte da una chitarra o da un violino se a questo suono fosse artificialmente tagliata la parte di attacco. 11 fatto che 1a fase di attacco sia la parte pid importante di un suono fu genialmente sfruttato dalla Roland agli inizi degli anni 80, con lo storico D50, A quel tempo la memoria disponibile per i computer era scarsa e costosa, tanto che Ja campionatura ¢ la successiva memorizzazione di una intera forma d'onda che durasse 4, 5 o pit secondi avrebbe avuto un costo esorbitante ¢ proibitivo per il mercato. Roland si limitd a campionare solo la parte di attacco di ogni ssuono (uno sputacchietto della durata di pochi decimi di secondo) mente la parte restante veniva generata da degli oscillatori interni e poi sommata all'atacco iniziale. Era nata la Sintesi Lineare Aritmetica, ed era talmente convincente ¢ valida che ebbe un sucesso strepitoso. Ancora oggi, pur con notevoli modifiche, questo tipo di sintesi & presente su molti sintetizzatori — campionatori Il grande cruccio di mr. Hammond ¢ stato di non essere riuscito ad eliminare il rumore di attacco dal suo organo (organo liturgico infatti non ha quel caratteristico "click"). Proprio quel suono di attacco, invece, hha reso famoso Hammond in tutto il mondo della musica moderna. DECADIMENTO — Fil tempo che impiega un suono per azzerare la propria intensiti. Dipende dal tipo di strumento, dal materiale, dal tipo di costruzione, e ogni strumento avra un proprio decadimento. II decadimento del suono di un pianoforte sara diverso dal decadimento del suono di una chitarra. L'organo liturgico o il violino non hanno decadimento, perché il suono dura fino a quando vuole l’esecutore. SOSTENTAMENTO — £’ il tempo in cui il suono rimane costante, o resta entro una fascia di tolleranza generalmente di 5dB. Dipende (per certi strumenti) dalla volonta dellesecutore, da quanto tempo tiene premut il tasto dellorgano liturgico o da quanto fiato ha a disposizione un trombettista. La chitarra, il pianoforte o ’arpa non hanno sostentamento (0 molto breve) in quanto il suono comincia a decadere subito dopo I'attacco. ~ RILASCIO - E’ il temipo the impiega il suono a sparire completamente dopo che a stato rilasciato il tasto, o dopo che Ie corde sono state bloccate. Dipende dalle vibrazioni interne dello strumento, non tiene conto del riverbero ambientale. ‘Cenni sulla fase Riprendiamo la nostra onda sinusoidale cosi come l'abbiamo lasciata all'inizio ¢ sovrapponiamo ad essa un‘altra sinusoide della stessa frequenza. Immaginiamo anche che in entrambe il succedersi di compressioni e rarefazioni dell’aria prodotto dalle oscillazioni abbia il medesimo andamento: cioé che ad un punto di massima compressione di un’onda corrisponda un analogo punto dell'atra (in termini tecnici si indica questa corrispondenza con il termine "in fase": le due onde hanno la stessa fase). Liincontro tra le due onde ha rafforzato l'intensita, senza ulteriormente modificame il risultato sonoro: la risultante & un’onda della stessa frequenza ¢ di ampiezza pari alla somma delle due onde. 5” un esempio di interferenza costruttiva tra due onde sinuosoidali . Ora proviamo a variare la fase di una delle due‘onde fino ad ottenere una completa opposizione di fase: ad un punto di massima compressione di una corrisponde un punto di massima rarefazione dell’altra. Sovrapponiamo le due onde: all'azione che la prima esercita in un verso si oppone I’azione contraria dell’altra, II suono risultante diminuisce in ampiezza fino a zero ( interferenza distruttiva ). La fase di un'onda si misura in gradi sessagesimali (°) ¢ pitt che fase assoluia é interessante conoscere Ja differenza di fase tra due onde, Due onde in fase tra loro hanno una differenza di fase di 0°; due onde in controfase hanno una differenza di fase di 180° (si dice anche che sono sfasate di 180°). Ni\,o!\ em ‘Quando due suoni hanno tra loro una differenza di frequenza molto piccola (da 1 a circa 10Hz), e vengono prodotti assieme, si di origine al fenomeno dei battimenti. Questo perché si creeranno delle interferenze un po’costruttive e un po’distruttive. Questo fenomeno viene sfruttato dagli accordatori, che si servono della percezione di questi battimenti per intonare una corda con un diapason 0 due corde tra loro, Battimenti La frequenza dei battimenti é data dalla differenza delle due frequenze. Ad. Es, una frequenza di 440Hz ¢ una di 443Hz genereranno dei battimenti con frequenza di 3Hz (443-440=3), due suoni con frequenza identica non generano battimenti en ee ee ee ae eee eT storia della musica, Infatti gid nel 1500 gli organari coredavano gli organi di un registro chiamato vox humana, Questo timbro prodotto da delle canne particolari che imitavano la voce umana, riproducevano il tremolo tipico di quasi tutti i cantanti, Per fare questo ogni nota era prodotta da due canne diverse leggermente scordate tra di loro. Quando i battimenti hanno frequenza superiore a 10-15Hz si oltrepassa la soglia risolutiva deloreechio umano e non si sentono pit i battimenti, ma un terzo suono. I terzo suono _ IL“terzo suono” 0 suono “differenziale”, 0 “terzo suono di Tartini” ( violinista del 1700 che per primo ne teorizz6 la ppresenza) si genera quando vengono suonate due note la cui differenza di frequenza sia maggiore di 10-15Hz. Questo effetti, dato proprio dalla “differenza di due frequenze”, viene percepito maggiormente suonando un intervallo di quinta giusta. E” scontato inoltre che i suoni differenziali vengono percepiti solo se cadono nella fascia dell’udibile. Hindemith sviluppé qualcuna di queste combinazioni arrivando ad ampliare I’estensione reale di un piccolo organo proprio facendo suonare contemporaneamente due canne molto piccole, producendo un suono differenziale di bassissima frequenza. E’ chiaro che lincidenza sonora di tutti i suoni differenziali é improgrammabile ¢ incontrollabile, ma per loro natura essi rimandano inequivocabilmente alle leggi sulle relazioni tra i suoni, che comunemente chiamiamo armonia. Tali legei si sono sviluppate ed imposte proprio partendo da vari fenomeni “spontanei” ( non solo i suoni differenziali, quindi ) che da sempre hanno sensibilizzato ’orecchio umano. La risposta fisiologica dell’orecchio Quella meraviglia della natura che & V'apparato uditivo umano é sensibile alle vibrazioni con frequenza compresa tra i 10-16 Hz e 16-20 KHz. Al di fuori di tale intervallo abbiamo gli ultrasuoni (oltre il limite superiore di detto intervall )¢ gli infrasuoni (al di sotto del limite inferiore dello stesso intervallo ). Con Pavanzare del tempo la risposta dell’ orecchio si riduce inevitabilmente ed inesorabilmente, soprattutto nel campo dei suoni acuti. Se una bambina all’eta di 7-8 anni é in grado di sentire suoni con frequenza addirittura di 18-20 KHz, gia vent’anni non arrivera a sentire i 16 KHz. A trent’anni poi non sentira pi i 12 KHz, a cinquanta non arriverd a 9 Ky, arrivera ad un punto in cui non sentira pitt nemmeno i 4.000 Hz ¢ allora non sentira quasi nemmeno la voce di chi le sta parlando accanto, Ma tomiamo alla risposta media dell’orecchio medio. ‘Non tutti i suoni sono pereepiti con Ia stessa intensita: siamo molto pit sensibili alle medie frequenze rispetto a quelle estreme, La regione del parlato & situata proprio nel campo delle medie frequenze é per questo percepiamo anche maggiormente le sfumature in questa gamma di suoni, Anche la soglia del dolore é pit bassa nella regione delle medi frequenze, Inoltre siamo in grado di distinguere dei rumori leggerissimi, come i passi felpati su un prato, e alo stesso tempo di sopportare senza danni le altissime pressioni sonore di un martello pneumatico o di un concerto rock a tutto volume, Questo perché la membrana del timpano si irrigidisce via via che il rumore si fa pitt forte, in modo da non rompersi. E questo il motivo per cui la nostra percezione dell’ intensita di un suono non é lineare, ma logaritmica ( infatt il decibel 6 una misura logaritmica in base 10). I suoni impulsivi sono i pitt pericolosi per il timpano, perché non gli danno il tempo di irrigidirsi in modo da evitare delle lacerazioni, Potere risolutivo dell’orecchio ? interessante a questo punto parlare del potere risolutivo dell’ orecchio, cioé della capacita di distinguere un impulso da un altro, Siamo in grado di percepire i singoli impulsi fino a che questi sono distanziati di circa 100msee I’uno dall’altro (10H). Al di sopra di tale frequenza i singoli impulsi non si distingueranno pitt e si sentira un suono continuo, La lunghezza d’onda di questa frequenza a di 34m. Questo dato & importante in quanto permette di determinate in quali condizioni é possibile generare una eco. Se un suono é riflesso da una parete distante almeno 17m dalla sorgente, alla sorgente tomnera un suono riflesso interpretato dal cervello come eco (17 + 17 = 34m, =100msec tra andata e ritorno). Se la parete riflettente @ situata a meno di 17m il suono riflesso sara interpretato come riverbero, Un paragone che permette di interpretare meglio il potere risolutivo dell'orecchio ci viene dall'esperienza quotidiana della cinematografia, I film non sono altro the una rapida sequenza di fotogrammi che si susseguono ad una velocita tale per cui il cervello & ingannato e ha l'impressione del movimento continuo, ¢ cid avviene quando é superata la soglia del potere risolutivo dell’occhio. Se i fotogrammi non si susseguissero abbastanza velocemente non avremmo |'imapressione del movimento continuo. ¢ vedremmo distintamente solo tanti fotogrammi I'uno di seguito all'altro.