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1

Monodromia e polidromia

1.1

Funzioni monodrome

1.2

Funzioni polidrome

Si definisce funzione monodroma una funzione di variabile complessa f : D C ! D0 C che


per ogni valore della variabile indipendente o delle variabili indipendenti assume un solo valore.
Pi`
u precisamente, si dice monodromo il gruppo delle funzioni analitiche dai prolungamenti analitici
coincidenti lungo cammini omotopi (cio`e che si possono trasformare luno nellaltro con continuit`a).

Per alcuni particolari tipi di funzione (es. w = z n , w = ez ) la trasformazione del dominio di


definizione D di f (z) nel dominio D0 = f (D) = {w = f (z), z 2 D} non `e biunivoca; la funzione
inversa z = f 1 (w) `e quindi polidroma in D0 , nel senso che ad ogni valore w 2 D0 corrispondono
pi`
u valori di z 2 D. La teoria delle funzioni polidrome `e riconducibile a quella delle funzioni ad
uno solo valore se si riesce ad individuare i cosiddetti rami monocromi di f 1 (w). Questo risulta
possibile attraverso un procedimento che consiste nellindividuare una famiglia (numerabile) di
domini Dk D disgiunti, detti domini di monodromia, su ciascuno dei quali f (z) `e biunivoca
e tali che, se z 2 D, allora z 2 Dk per un certo k oppure z `e un punto di frontiera comune ad
almeno due sottodomini (si indica con linsieme di tali punti di frontiera). D ammette, quindi, la
decomposizione D = ([k Dk )[ ; inoltre la continuit`a di f (z) fa s` che gli insiemi Dk0 = f (Dk ) siano
anchessi domini e che D0 = f (D) = ([k Dk0 ) [ f ( ). La funzione polidroma f 1 fa corrispondere
ad ogni w 2 D0 un certo insieme di valori {f 1 (w)} 2 D, ciascuno dei quali appartiene ad un solo
dei domini Dk ; il ramo monodromo k-esimo (f 1 (w))k di f 1 (w) `e quindi quella legge che associa
ad ogni w 2 Dk0 quellunico valore di f 1 (w) che appartiene a Dk .
Introduciamo una variet`
a pi`
u ampia del piano complesso in cui una generica funzione polidroma
f (z) risulti monodroma: tale variet`
a prende il nome di superficie di Riemann della funzione f (z). Si
sa che il ramo k-esimo fk (z) `e monodromo e analitico sulla replica k-esima Tk del piano complesso,
tagliato a partire dal punto di diramazione: i valori da una parte allaltra del taglio assumono i
+
valori fk+ (z) e fk (z), in cui fk (z) coincide con fk+1
(z) sulla replica Tk+1 . I domini Tk e Tk+1
hanno, perci`
o, in comune la frontiera k e su tale raggio i rami fk (z) e fk+1 (z) si raccordano con
` utile, a tal punto, unire i fogli e definire la funzione
continuit`
a. E
8
>
f1 (z) z 2 T1 [ 1
>
>
>
>
>
<...
F (z) = fk (z) z 2 Tk [ k 1 [ k
>
>
>
...
>
>
>
:f (z) z 2 T [
n
n
n 1
monodroma e analitica sulla superficie ([nk=1 Tk ) [ [nk=11

Definizione Il punto q `e un punto di diramazione di una funzione polidroma f se, fissato w = f (p)
in un generico punto p, esiste un cammino chiuso attorno a q che inizia e finisce in p tale che f (z)
non ritorna al suo valore iniziale w dopo una rivoluzione lungo il cammino. Se il numero di
rivoluzioni necessario per tornare in w `e N + 1, il punto di diramazione `e detto di ordine N .
Analiticamente, `e possibile trovare il valore del punto di diramazione annullando largomento della
funzione polidroma.
Definizione La sorgente di polidromia `e la funzione = arg(z). Si definisce parte principale
dellangolo arg(z) il valore di assunto nel primo foglio di Riemann. Tale angolo definisce il ramo
principale della funzione f : `e allora possibile studiare la funzione polidroma seguendo con continuit`
a i suoi valori al variare di .
Definizione Le frontiere k sono individuato in ogni foglio da una curva semplice congiungete il
punto di diramazione con un punto allinfinito: tale curva prende il nome di taglio e il loro ruolo `e
quello di estrarre dalle funzioni policrome delle funzioni monodrome definite ovunque nello stesso
1

dominio di definizione della funzione originaria.


Definizione Si definisce discontinuit`
a sul taglio di una funzione polidroma f (z) nel k-esimo foglio
il valore (Disc)k (f ) = fk (z) fk (z + 2).
1

1.2.1 Radine n-esima f (z) = z n


La pi`
u semplice e immediata funzione polidroma `e la radice ennesima di una variabile complessa
1

zn, n 2 Z
intesa come inversa della funzione monocroma z n . Usando la rappresentazione polare z = ei
e ricordano che ogni numero complesso espresso in forma polare deve riportare lintervallo di
definizione o 2 affinche il numero sia ben definito abbiamo
1
p p
p i+i2k
n
z n = n ei+i2k = n e n

p
p
Si vede che n `e ben definito mentre arg n z = +2
`e chiaramente non definitivamente determinan
to: per ritornare allo stesso valore bisogna, dunque, eseguire n giri attorno allorigine. Ricordando
che le propriet`
a di analiticit`
a nel punto allinfinito corrispondo, per definizione, alleppropriet`a di
analiticit`
a in z = 0 (per sostituzione con t = 1/z), si conclude che la funzione n z ha punto
diramazione anche allinfinito.
1.2.2 Logaritmo f (z) = log(z)
Come la radine n-esima, anche il logaritmo presenta punto di diramazione allinfinito oltre al
punto di diramazione individuato dalla radice del suo argomento. Utilizzando la notazione polare,
si ottiene
log(z) = log |z| + i + i2k
in cui lindice k rappresenta il foglio scelto ed `e dipendente dalla prescrizione.
1.2.3 Funzione con due punti di diramazione
Sia la funzione f (z) = [(z a)(z b)]1/2 in cui a, b 2 R con a < b. Essa presenta due punti di
diramazione del primo ordine in z = a e z = b e, come unica ulteriore singolarit`a, presenta un
polo del primo ordine nel punto z = 1. Supponiamo inizialmente di eettuare un giro completo
intorno al punto a, ma non intorno al punto b; consideriamo, cio`e, la sostituzione
z

a ! (z

a)e2i = ra ei(2+

a)

, |z

a| < b

. Indicando con fa+ (z) il valore della funzione dopo aver eettuato tale sostituzione, si ha
f (z) ! fa+ (z) = (z

a)1/2 ei (z

b)1/2 =

f (z)

Analogamente, si vede subito che compiendo un giro attorno al punto b, ma non intorno ad a, si
ottiene
z b ! (z b)e2i , |z b| < b a ) f (z) ! fb+ (z) = f (z)
Facendo poi un giro prima intorno ad a e poi intorno a b (o viceversa) si riottiene dunque per la
funzione il suo valore originario
f (z) ! fa+ b+ (z) = f (z)

` opportuno notare che girare prima intorno ad a e poi intorno a b `e topologicamente equivalente a
E
percorrere un unico cammino che giri intorno al segmento ab; di conseguenza si ha che, percorrendo
un cammino chiuso che circondi contemporaneamente i due punti di diramazione, la funzione
ritorna al proprio valore iniziale. In altre parole, si ha che leetto dei due punti di diramazione
in questo caso si compensa. Per rendere monodroma la funzione in esame, basta tagliare il piano
di z tra i punti a e b, in un modo arbitrario, In pratica, possiamo scegliere tra due convenzioni
dierenti.

Si eettua il taglio sullasse reale tra a e b e si assume che sul primo foglio di Riemann, la
funzione sia definita come positiva per z reale e maggiore di b. Sul bordo superiore del taglio
si avr`
a, allora,
p
p
p
i
f + (z) = (z a)(z b) = (z a)(b z)e 2 = i |(z a)(z b)|, a z b
Analogamente, sul bordo inferiore, si avr`a
p
f (z) = (z a)(z b) =

p
|(z

a)(z

b)|, a z b

Si noti, infine, che sulla semiretta reale z < a la determinazione di f (z), sempre sul primo
foglio di Riemann, risulta
p
f (z) =
(z a)(z b), z < a 2 R
` ovvio, infine, che tutte le determinazioni sul secondo foglio di Riemann risultano opposte
E
a quelle del primo foglio.

Si eettua il taglio sullasse reale congiungendo a e b passando dal punto allinfinito e si


sceglie come primo foglio di Riemann quello per cui sul bordo superiore del taglio tra b e 1
la funzione `e definita come positiva
p
f + (z) = |(z a)(z b)|
Sul bordo inferiore si ha

f (z) =

|(z

a)(z

b)|

Valor principale di un integrale

La nozione di valor principale generalizza quella ben nota di integrale improprio. Si definisce
sullarco di estremi , una funzione g(z) continua su ad eccezione di un punto 2 in cui g
diverge. La circonferenza centrata in di raggio sufficientemente piccolo intersecher`a nei punti
0 e 00 e gli integrali
Z 0
Z
g(z 0 )dz 0 ,
g(z 0 )dz 0
00

lungo le porzioni (, 0 ) e ( 00 , ) del contorno di sono quindi ben definiti 8 > 0. Se per ! 0,
i limiti dei due integrali esistono entrambi, la loro somma `e lintegrale improprio di g(z) lungo .
Se invece i due limiti divergono separatamente, ma esiste il limite della loro somma
!
Z 0
Z
Z

lim

!0

g(z 0 )dz 0 +

g(z 0 )dz 0

=P

g(z 0 )dz 0

00

questo limite prende il nome di valor principale alla Cauchy di g(z) su .


Se g(z) presenta un numero finito n di singolarit`a 1 , 2 , ..., n su , si ha ovviamente che
0
1
0
Z
n Z j+1
X
0
P
g(z 0 )dz 0 = lim @
g(z 0 )dz 0 A , 000 = , n+1
=
!0

j=0

j00

Se le singolarit`
a di g(z) sono sommabili, la nozione di valor principale di un integrale coincide
ovviamente con quella di integrale improprio.

2.1

Integrando della forma f (x)/(x

x0 )

Consideriamo in questo caso integrali nel campo reale della forma


Z

b
a

f (x)
dx, x0 2 [a, b]
x x0

Deformiamo il cammino dintegrazione tramite una semicirconferenza di raggio . Si ottiene


Z

b
a

in cui

f (x)
dx = lim
!0
x x0
Z

x0
a

f (x)
dx +
x x0

f (x)
1
dx =
x x0
2

2iRes

f (x)
dx +
x x0

f (z)
, z0
z z0

b
x0 +

f (x)
dx
x x0

Il valor principale alla Cauchy si pu`


o allora scrivere come
P

b
a

f (x)
dx, x0 2 [a, b] = lim
!0
x x0

b
a

f (x)
dx
x x0 i

i (x

x0 )g(x)dx

Il secondo termine della dierenza a secondo membro rappresenta lintegrale sul semicerchio ottenuto deformando il cammino di integrazione attorno al punto di singolarit`a. Si ha, allora, la
funzione generalizzata
1
1
= P i (x x0 )
x x0 i
x
in cui il segno indica se la deformazione avviene sopra o sotto il punto di singolarit`a. In conclusione

1
1
1
1
P
=
+
x x0
2 x x0 i x x0 + i

Integrali su archi infiniti e infinitesimi. Lemma di Jordan

R
In molte applicazioni `e necessario calcolare lintegrale f (z)dz su un arco di cerchio che sottende
langolo , nel limite in cui il raggio di tale cerchio tenda allinfinito o a zero. Diremo che
una funzione g(z), continua nella regione D spazzata dallarco in questo limite, tende a zero
uniformemente, rispetto allargomento di z, per = |z| ! 1 (o per ! 0), se esiste una costante
dipendente unicamente da tale che
|g(z)| , z 2 D
! 0, ! 1, 0
Si dice, inoltre, che g(z) tende ad A uniformemente se g(z)
i seguenti risultati.

A tende a 0 uniformemente. Valgono

Lemma Se zf (z) ! 0 uniformemente, per ! 1, sullarco


Z
lim
f (z)dz = 0
!1

allora

Dimostrazione |zf (z)| implica |f (z)| /, allora


Z

f (z)dz

|dz| = ! 0, ! 1

Lemma Se zf (z) ! A uniformemente, per ! 1, sullarco


Z
lim
f (z)dz = iA
!1

che sottende larco , allora

Dimostrazione Si ha f (z) = A/z + f(z) con z f(z) ! 0 uniformemente, per ! 1.


Allora implica |f (z)| /, allora
Z
Z
Z
dz
f (z)dz = A
+
f(z)dz ! iA, ! 1
z

z0 )f (z) ! 0 uniformemente, per ! 0, sullarco


Z
lim
f (z)dz = 0

Lemma Se (z
allora

!0

del cerchio |z

z0 | = ,

Lemma Se (z z0 )f (z) ! A uniformemente, per ! 0, sullarco


cerchio |z z0 | = , allora
Z
lim
f (z)dz = iA
!0

che sottende langolo del

Gli ultimi due lemmi si dimostrano in modo analogo ai primi due. Se lintegrando contiene il
fattore eikz = eikx ky , k > 0, esso tende a zero esponenzialmente per |z| ! 1, nel semipiano
superiore e diverge esponenzialmente in quello inferiore. Vale allora il risultato seguente.
Lemma di Jordan Se f (z) ! 0 uniformemente, per R ! 1, sul semicerchio 1/2CR di raggio
R del semipiano superiore, allora, per k > 0
Z
lim
eikz f (z)dz = 0
R!1

1
2 CR

Quando k < 0, luguaglianza resta valida purche 1/2CR rappresenti il semipiano inferiore.
Dimostrazione Se k > 0, si ha
Z

|IR | =
R

e
1
2 CR

ikz

f (z)dz = 0

kR sin

2RR

|f (z)| d RR

/2e

2
kR(

eikx

ky

1
2 CR

|f (z)| |dz| = 0

e
0

) d = 2R
r

kR sin

2kR

d = 2RR
e

kR

/2

kR sin

1 ! 0, R ! 1

Corollario Nellipotesi in cui (z) ! 0 uniformemente su 1/2CR risulta


Z
lim
etz f (z)dz = 0
R!1

1
2 CR

sul semicerchio 1/2CR nel semipiano di sinistra (Re z < 0) se t > 0, in quello di destra (Re z > 0)
se t < 0.

Continuazione analitica

Assegnata una funzione analitica f (z) in un dominio D del piano complesso z, `e naturale chiedersi
se sia possibile estendere il suo dominio di analiticit`a, se sia cio`e possibile trovare un dominio D0 che
contenga D sui cui definire una funzione analitica F (z) che coincide con f (z) sul dominio iniziale
D : F (z) = f (z), z 2 D. Se questo `e possibile, allora, la funzione F (z) `e detta prolungamento
analitico della funzione f (z) dal dominio D al dominio D0 e linsieme {D, f (z)} `e detto elemento
iniziale del prolungamento analitico.

4.1

Unicit`
a del prolungamento analitico

Lunicit`
a del prolungamento analitico si basa sulle propriet`a degli zeri di una funzione analitica.
Se la funzione f (z), analitica in D, si annulla in z0 2 D, si possono presentare i due casi seguenti.
Lo sviluppo di Taylor della funzione f (z), centrato in z0 , ammette almeno un termine non
nullo.
I coefficienti dello sviluppo di Taylor di f (z), centrato in z0 , sono tutti nulli; in questo caso
la funzione f (z) `e identicamente nulla allinterno del cerchio di convergenza della seria.
In questo ultimo caso, una funzione identicamente nulla su tutto il piano complesso ne costituisce
il prolungamento analitico; tale continuazione `e unica essendo valido il
Teorema di unicit`
a del prolungamento analitico della funzione nulla Se la funzione f (z)
`e analitica in D e si annulla identicamente in un sottodominio B di D, allora f (z) si annulla
identicamente su tutto D.
Dimostrazione Ammettiamo per assurdo che esista un punto z1 2 D tale che f (z1 ) 6=
0 e tracciamo una qualunque curva contenuta interamente in D, che congiunge z1 ad
un punto z2 di B. In virt`
u dellanaliticit`a di f (z), dovrebbe allora esistere un intorno di
z1 in cui f (z) 6= 0 e, quindi, un punto z3 2 che divida stessa in due parti , in cui
si ha f (z) = 0 su
e f (z) 6= 0 su + . Ma ci`o non `e possibile poiche, per continuit`a,
f (z3 ) = 0, quindi z3 sarebbe una radice non isolata ed il suo sviluppo di Taylor sarebbe
identicamente nullo in urto un intorno di z3 che invaderebbe + .
Corollario Se le funzioni f1 (z) e f2 (z) sono analitiche in D e coincidono su una parte B di D,
allora esse coincido su tutto D.

4.2

Prolungamento analitico alla Weierstrass

Esponiamo brevemente il metodo di continuazione analitica dovuto a Weierstrass e basato sullo


` noto infatti che se una funzione `e analitica in un certo dominio D
sviluppo in serie di Taylor. E
allora pu`
o essere sviluppata in serie di Taylor attorno ad un punto qualunque interno al dominio
e la serie converge in un cerchio centrato nel punto considerato. Si immagini allora di avere una
funzione f1 definita mediante la sua serie di Taylor nel cerchio D1 {z : |z z1 | < r1 }. f1
`e analitica nel cerchio D1 e lo sviluppo di Taylor si pu`o fare attorno ad un qualunque punto
z2 2 D1 . Eettuando eettivamente tale sviluppo si ottiene una serie di potenze che converge ad
` chiaro per costruzione che f1 (z) = f2 (z)
una funzione f2 (z) per ogni z 2 D2 {z : |z z2 | < r2 }. E
per tutti i punti che appartengono allintersezione dei due cerchi D1 \ D2 . Se succede che il cerchio
D2 non `e interamente contenuto in D1 , allora abbiamo ottenuto un prolungamento di f1 (z) al
dominio D1 [ D2 . Ora si pu`
o continuare il processo sviluppando attorno al punto z3 2 D1 [ D2 e
ottenendo una funzione f3 (z) definita in D3 {z : |z z3 | < r3 } che coincide con f1 (z) e/o f2 (z)
nellintersezione D1 \ D2 \ D3 . Se D3 non `e interamente contenuto in D1 [ D2 , allora abbiamo
ottenuto un prolungamento di f1 e/o f2 . In linea di principio con questo metodo `e possibile
ottenere la massima estensione di ogni funzione, ma nella pratica si usano metodi pi`
u rapidi. Con
questo metodo `e anche possibile prolungare la funzione lungo un percorso chiuso e dopo un numero
n di passi tornare al punto di partenza. Sia f1 (z) definita in D1 la funzione di partenza e fn (z)
definita in Dn la funzione di arrivo con D1 \ Dn 6= '. Se la funzione f (z) che rappresenta la
massima estensione di f1 `e una funzione ad un solo valore allora si ha f1 (z) = fn (z) per ogni
6

z 2 D1 \ Dn , se per`
o la funzione `e a pi`
u valori (polidroma) allora nellintersezione dei domini si
pu`
o avere f1 (z) 6= fn (z). Questo succede ad esempio con la funzione log(z). Questa `e infatti una
funzione ad infiniti valori e ogni volta che si fa un giro completo attorno allorigine la funzione
aumenta di 2i.

4.3

Prolungamento analitico alla Borel

Data una funzione analitica f (z) rappresentata da una generica serie di potenze
f (z) =

1
X

k=0

ak z k , |z| < = lim

k!1

Si costruisca la funzione
(zt) =

1
X
ak

k=0

k!

ak
ak+1

(zt)k

` facile rendersi conto


dove la serie a secondo membro ha raggio di convergenza finiti, se 6= 0. E
che lintegrale
Z 1
e t (zt)dt
0

costituisce una continuazione analitica di f (z) dalla regione di definizione iniziale (|z| < ) alla
regione di convergenza dellintegrale stesso. Infatti, risulta che
Z

(zt)dt =

in cui si ha che
Z 1
Z
e t tk dt = lim
0

!1

1
X
ak

k=0

1
0

k!

zk

t k

t dt = lim ( 1)k
!1

e t tk dt

dk
dk

1
0

1
X

ak z k

k=0

t k

t dt = lim ( 1)k
!1

dk

dk

= k!

Tanto basta per asserire che lintegrale rappresenta una continuazione analitica detta alla Borel
della funzione f (z).