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INDICAZIONI PER LA PROVA FINALE IN SOCIOLOGIA DEI CONSUMI

O CONSUMI E CULTURA DIMPRESA


(PROF. MAURO FERRARESI)

1. INDICAZIONI STRUTTURALI
La prova finale in Sociologia dei consumi o in Consumi e cultura dimpresa deve avere
una lunghezza non inferiore alle 50 pagine.
Lelaborato deve contenere, nellordine indicato: frontespizio, indice, ringraziamenti
(facoltativi), introduzione, primo capitolo, secondo capitolo, terzo capitolo, conclusioni, appendici o allegati (facoltativi), bibliografia, indice delle illustrazioni (facoltativo).
Lindice delinea la struttura della prova finale. In esso devono essere riportati i titoli dei
capitoli, dei paragrafi e dei sottoparagrafi, nonch i relativi numeri di pagina. E necessario prestare massima attenzione alla numerazione (delle pagine, dei paragrafi etc.), che
deve coincidere con quella contenuta nel testo.
Nellintroduzione bisogna presentare il proprio lavoro in modo da orientare il lettore.
necessario esplicitare il tema o il problema oggetto danalisi, cos come loriginalit e il
motivo di interesse del lavoro. Spiegare la metodologia utilizzata e presentare la struttura della tesi.
I capitoli costituiscono il corpo della tesi. Devono essere pi o meno tutti della stessa
lunghezza e devono essere numerati.
preferibile che eventuali immagini o illustrazioni vengano messe in fondo al capitolo
in cui sono citate. Devono essere numerate e accompagnate da una didascalia che le
commenti. Le fonti dalle quali sono state tratte vanno indicate nellindice delle illustrazioni.
Eventuali tabelle, diagrammi, dati statistici, ecc. vanno nelle appendici o negli allegati,
a meno che non si tratti di rapidi esempi che possono essere inclusi nel testo. Bisogna
numerarli, intitolarli e specificare la fonte dalla quale sono tratti.

Esempio:

Antecedents

Socialization Process

Outcomes

Social Structural
Variables

Agent-Learner
Relationships:
Learning
Properties

Modeling
Reinforcement
Social Interaction

Age or LifeCycle Position

Figura 1: il modello di Moschis e Churchill. Fonte: Moschis G.P. (1987), Consumer Socialization: a Life-Cycle Perspective, Lexington Book, Lexington., p. 28.

Se si apportano modifiche rispetto alloriginale bisogna scrivere: Fonte: nostro adattamento da.
Se invece si realizzano ex novo bisogna scrivere: Fonte: nostra elaborazione.
Nellappendice vanno anche le trascrizioni delle interviste al personale aziendale, il modello di questionario, piuttosto che la traccia dei colloqui in profondit.
Nelle conclusioni bisogna tirare le somme del proprio lavoro. utile riprendere quanto
affermato nellintroduzione, ripercorrere brevemente quanto svolto ed evidenziare i risultati ai quali si giunti, oltre che eventuali critiche e prospettive per la ricerca futura.
Bibliografia
La bibliografia va redatta utilizzando il sistema autore-data e deve contenere tutti i riferimenti contenuti nel testo (vedi paragrafo successivo).
1) I libri vanno riportati in questo modo:
Alberoni, F. (1964), Consumi e Societ, Il Mulino, Bologna.
Nel caso di pi opere a cura di uno stesso autore non necessario ripetere il nome
dellautore:
Bauman Z. (1988), Freedom, Open University Press, Milton Keynes.
- (2002), Modernit liquida, Laterza, Roma-Bari.

Questo vale anche se lopera viene pubblicata insieme ad un altro autore:


Codeluppi, V. (2008), Il Biocapitalismo. Verso lo sfruttamento totale di corpi, cervelli
ed emozioni, Bollati Boringhieri, Torino.
- (2007), La vetrinizzazione sociale. Il processo di spettacolarizzazione degli individui e
della societ, Bollati Boringhieri, Torino.
- e Brognara, R. (1992) (a cura di) Imagineering. Costruzione dellimmagine e strategie di comunicazione, Guerini & Associati, Milano.
Nel caso di opere multiple di un medesimo autore pubblicate in uno stesso anno necessario differenziare le indicazioni dellanno di pubblicazione con delle lettere alfabetiche:
Codeluppi, V. (2000a), Lo spettacolo della merce. I luoghi del consumo dai passages
a Disney World, Bompiani, Milano.
- (2000b), Iperpubblicit. Come cambia la pubblicit italiana, Franco Angeli, Milano.
2) I saggi contenuti in testi collettivi vanno riportati in questo modo:
Codeluppi, V. (2000), Costruire limmaginario di marca, in M. Lombardi (a cura
di), Il dolce tuono. Marca e pubblicit nel terzo millennio, FrancoAngeli, Milano.
3) Gli articoli vanno riportati in questo modo:
Codeluppi, V. (2000), Stili di vita e luoghi del consumo, in Micro & Macro Marketing, a. IX, n. 3, dicembre, pp. 397-399.
Blumer H. (1969), Fashion: From Class Differentiation to Collective Selection, in Sociological Quarterly, vol. 10, pp. 275-291.
4) I documenti tratti da Internet vanno riportati in questo modo:
Pine B.J. e Gilmore J.H. (2002), The Experience is the Marketing, tratto da
www.customization.com [accesso 10 febbraio 2003].
Se i riferimenti sono molti, possibile organizzare il materiale in pi sezioni: una per le
monografie, una per gli articoli e unaltra per il materiale tratto dal web (sitografia).
Riferimenti, citazioni nel testo e note a pi di pagina
1) Il sistema autore-data prevede che le citazioni siano riportate tra virgolette o ,
segnalando in nota le informazioni bibliografiche e il numero di pagina in cui compare il
testo citato. Ad esempio:
Secondo Codeluppi le merci [] hanno evidenziato di essere soggette a un processo di
progressiva spettacolarizzazione.1
Se nel testo originale ci sono parti virgolettate oppure altre citazioni, usare le virgolette
o .
1

Codeluppi, V. (2000a), Lo spettacolo della merce. I luoghi del consumo dai passages a Disney World,
Bompiani, Milano, p. 1.
3

Se si vuole omettere una parte del testo citato, usare le parentesi [].
Se nel testo citato ci sono parole in corsivo, bisogna specificare che il corsivo
dellautore, scrivendo: corsivo dellautore. Se invece si vuole mettere in corsivo parole che nelloriginale non lo sono, bisogna scrivere: nostro corsivo.
Se il testo originale in lingua straniera, necessario tradurlo e scrivere in nota: nostra
traduzione.
2) Per riportare il pensiero di un autore senza citare direttamente le sue parole, sufficiente segnalare in nota le informazioni bibliografiche dellopera alla quale si fa riferimento. Ad esempio:
Codeluppi2 ha mostrato come il processo di spettacolarizzazione delle merci abbia avuto
inizio a partire dalla Rivoluzione Industriale.
3) Se si cita unopera che si gi citata nel corso del lavoro, nella nota sufficiente indicare il nome dellautore e fra parentesi lanno di pubblicazione, aggiungendo op.
cit. e tralasciando il titolo, la casa editrice e il luogo di pubblicazione. Esempio:
Codeluppi3 mette in evidenza anche il ruolo dei passages e delle esposizioni universali.
4) Se si cita la stessa opera della nota precedente, nella nota sufficiente scrivere ibidem. Esempio:
Con i grandi magazzini, stato possibile accedere per la prima volta a un gran numero
di merci appartenenti a settori diversi: abbigliamento, biancheria per la casa4.
5) Se si riporta il pensiero di un autore che compare anche nella nota precedente, in nota
bisogna scrivere ivi, p. . Esempio:
I negozi monomarca si sono rapidamente affermati soprattutto per motivazioni legate
alla necessit di comunicare al meglio lidentit dei prodotti e delle marche, anche nel
momento dellacquisto, attraverso la creazione di punti vendita estremamente spettacolari ed espressivi5.
6) Oltre a riportare i testi citati, le note a pi di pagina servono per approfondire questioni con informazioni aggiuntive che nel testo disturberebbero il lettore. In generale,
sono molto apprezzate perch indicano interesse e volont di approfondire.

2. INDICAZIONI GRAFICHE
Margine superiore, inferiore, destro e sinistro devono essere di 2,5 o 3 cm e la rilegatura di 0,5 cm.
Il carattere deve essere di tipo tradizionale, preferibilmente il Times New Roman. Una
volta scelto, va mantenuto in tutto il documento. Indicativamente, per i titoli dei capitoli
2

Codeluppi, V. (2000a), Lo spettacolo della merce. I luoghi del consumo dai passages a Disney World,
Bompiani, Milano.
3
Codeluppi, V. (2000a), op. cit.
4
Ibidem.
5
Ivi, p. 87.
4

utilizzare un carattere di grandezza 16 o 18, per i titoli dei paragrafi e il corpo del testo
uno di 12, per didascalie, note, fonti, numeri di pagina, ecc. uno di 10.
I titoli dei capitoli vanno allineati a sinistra o al centro della pagina. Devono essere
scritti in grassetto e possono essere sia in maiuscolo sia in maiuscoletto.
I titoli dei paragrafi e dei sottoparagrafi vanno allineati a sinistra e scritti in grassetto.
Tutti i titoli devono essere numerati.
Il corpo del testo deve avere un allineamento giustificato e uninterlinea di 1,5 righe.
preferibile far rientrare la prima riga di ogni capoverso di 1 cm. Usare il corsivo per riportare i termini stranieri e per evidenziare parole o brevi frasi particolarmente significative. Evitare il sottolineato.
Non mettere alcuna intestazione. In pi di pagina vanno i numeri di pagina e le note.
Prima di virgole, punti e virgola, doppi punti e punti non va nessuno spazio, dopo ne va
uno. Quando si aprono virgolette o parentesi, non lasciare alcuno spazio tra di esse e le
parole che seguono. Quando si chiudono, non lasciare alcuno spazio tra di esse e le parole che precedono.

3. INDICAZIONI STILISTICHE
Utilizzare uno stile semplice, diretto e conciso.
Evitare troppi capoversi e incisi. Ricordarsi che il punto a capo va utilizzato quando si
finisce di parlare di un certo concetto o argomento e si passa ad analizzarne un altro.
Parlare alla prima personale plurale (ad esempio: Come abbiamo visto, ) o usando
le forme impersonali (ad esempio: Come si visto, ).
In alcuni casi pu essere utile esprimere i concetti sottoforma di punti elenco, modelli,
ecc. ma non abusarne. comunque preferibile uno stile discorsivo.
Controllare che ortografia, grammatica e sintassi siano corrette.
Buon lavoro!