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il melo

coltivazione
Concimazione
e irrigazione
Bruno Marangoni
Elena Baldi

www.colturaecultura.it
Diritti di sfruttamento economico: Bayer CropScience S.r.l.
Realizzazione editoriale: ART Servizi Editoriali S.r.l.
I nomi di coloro che hanno realizzato le fotografie sono
riportati sopra le stesse; in tutti gli altri casi le immagini sono
state fornite dagli Autori di ciascun capitolo o reperite da
agenzie fotografiche.

coltivazione
Concimazione e irrigazione
Concimazione
Lapporto di macro e micro-nutrienti, sia a livello dellapparato radicale sia a livello della chioma degli alberi di melo, ha molteplici
scopi: favorire la precoce entrata in produzione, migliorare le produzioni dal punto di vista sia quantitativo sia qualitativo, mantenere costanti questi parametri negli anni di produzione dellimpianto,
rendere sostenibile la gestione del meleto nel rispetto delle condizioni ambientali.

Asportazioni del melo

Le quantit di nutrienti asportate

dal frutteto cambiano in funzione


del genotipo, dellet dellimpianto,
dello sviluppo vegetativo, delle condizioni
pedo-climatiche, della produttivit
e della tecnica frutticola impiegata

Esigenze nutrizionali del melo


La conoscenza delle asportazioni e delle esigenze nutrizionali del melo fondamentale per impostare un corretto piano di
concimazione. In un esperimento condotto sulla cultivar Mondial
Gala/M9, nei primi 6 anni dallimpianto, risultato che il melo assorbe principalmente potassio (K) e calcio (Ca) e, in misura leggermente inferiore, azoto (N). La percentuale di nutrienti ripartita
verso le foglie e quindi restituita al suolo con la filloptosi naturale
risultata massima (50%) nel caso del calcio, seguito dal magnesio
(Mg, 39%), dal potassio (34%), mentre i frutti hanno asportato
unelevata frazione di potassio e relativamente meno fosforo (P),
magnesio e azoto. Tali valori sperimentali permettono di definire
gli apporti di nutrienti, considerando che solo gli elementi minerali
presenti nel frutto e quelli fissati nello scheletro sono realmente
asportati dal meleto, mentre quelli presenti nelle foglie e nel legno
di potatura ritornano in gran parte al suolo ogni anno.

Quantit cumulata di nutrienti assorbita nei primi 6 anni


dallimpianto da alberi della cultivar Mondial Gala
(3000 piante/ha) e loro ripartizione interna

Stima delle asportazioni dei


principali macronutrienti in un
meleto in piena produzione
Elemento

Asportazione (kg/ha)

90-100

10-20

115-150

Ca

130-140

Mg

20

Elemento

Totale
(kg/ha)

Scheletro
(%)

Foglie
(%)

Legno
potatura
(%)

Frutti
(%)

358

30

24

21

25

66

33

17

22

28

435

15

34

11

40

Ca

489

30

50

17

Mg

105

19

39

13

29

Fonte: Scandellari et al., 2008

Valutazione dello stato nutrizionale delle piante


La frazione minerale del concime che effettivamente viene assorbita dallapparato radicale pu variare sensibilmente e i fattori che
la condizionano sono la quantit di concime apportato, la dispo142

concimazione e irrigazione
nibilit dellelemento minerale nel terreno, lesigenza nutritiva della
pianta, le caratteristiche chimico-fisiche del terreno e del concime
e le modalit di applicazione dello stesso. La conoscenza di questi parametri fondamentale per poter effettuare concimazioni mirate, con lo scopo di massimizzare lefficacia fertilizzante e quindi
di ridurre lapporto di elementi minerali di sintesi al suolo evitando le perdite per lisciviazione e il relativo inquinamento. In questo
contesto si sono sviluppate diverse pratiche agronomiche aventi
la funzione di valutare il livello nutrizionale delle piante e quindi di
fornire indicazioni efficaci per applicare corretti programmi di concimazione. Le analisi del suolo e la diagnostica fogliare sono strumenti utili per impostare un corretto piano di concimazione anche
se per entrambi necessaria la presenza di valori di riferimento
affidabili, ottenuti nel comprensorio di coltivazione. La documentazione cartografica dei suoli, unitamente allanalisi del terreno
permettono di conoscere la potenziale fertilit del terreno.
Le foglie sono molto sensibili e reagiscono con prontezza alle variazioni di fertilit del suolo per questo la diagnostica fogliare un
utile strumento per verificare il livello nutrizionale del meleto.
Generalmente le analisi fogliari vengono effettuate su campioni prelevati dalla porzione mediana di rami di un anno, durante
i mesi estivi (luglio-agosto), quando cio la concentrazione degli
elementi minerali delle foglie stabile. I dati ottenuti dovranno
essere poi confrontati con degli indici di riferimento, specifici per
ogni specie arborea e riferiti al periodo in cui si vuole effettuare
lanalisi. Analizzando i tessuti vegetali si pu quindi rilevare qua-

Analisi rapida dello stato


nutrizionale delle piante

Sono state messe a punto delle

tecniche rapide e non distruttive tali da


permettere un monitoraggio dello stato
nutrizionale con maggiore frequenza e
con particolare attenzione per lanalisi
dellazoto disponibile nel terreno e nelle
foglie

Sono due i sistemi che pi di altri si

sono evoluti: lanalisi del contenuto del


N-minerale della soluzione del terreno
(estratta mediante lisimetri) e lanalisi
del contenuto di N nelle foglie mediante
misuratore di clorofilla Minolta SPAD

Intervalli di concentrazione fogliare (% sulla sostanza


secca) di macro e microelementi riscontrate in meleti della
cultivar Fuji in Emilia-Romagna in tre fasi
del ciclo vegeto-produttivo
Elemento

RQ-FLEX per lanalisi del contenuto di azoto


nel terreno

Epoca
Caduta petali

40 gg dopo caduta petali

Met luglio

N (%)

3,40-3,90

2,40-2,80

2,40-2,70

P (%)

0,20-0,35

0,18-0,30

0,15-0,30

K (%)

1,20-1,80

1,20-1,70

0,80-1,40

Ca (%)

0,80-1,30

1,00-1,30

1,20-1,60

Mg (%)

0,20-0,30

0,25-0,30

0,20-0,40

Fe (ppm)

100-150

70-100

70-95

Mn (ppm)

11-220

15-45

22-55

Cu (ppm)

13-40

8-15

8-16

Zn (ppm)

30-70

28-50

20-30

SPAD per lanalisi del contenuto di azoto


nelle foglie

143

coltivazione
le elemento presente in concentrazione non adeguata e intervenire con apporti mirati attraverso la concimazione. Gli indici di
riferimento sono in genere riferiti ai mesi estivi e questo periodo,
per la maggior parte delle colture arboree, coincide con lultima
fase di sviluppo dei frutti. Ci significa che i margini di intervento
per recuperare eventuali carenze sono estremamente limitati soprattutto se vogliamo intervenire sulle caratteristiche produttive
dellanno. necessario quindi avere a disposizione indici relativi
a stadi fenologici precoci in modo da poter intervenire durante il
ciclo vegeto-produttivo in corso e prevenire o migliorare eventuali
carenze.

Concentrazione fogliare
degli elementi minerali

In una pianta da frutto i fattori che

influenzano la concentrazione minerale


nelle foglie sono molteplici e, tra questi,
i pi importanti risultano essere
il genotipo (specie, cultivar, portinnesto),
let delle foglie, la carica produttiva
dellalbero, lambiente pedoclimatico
e le tecniche colturali applicate

Foto FEM-IASMA

Forme di azoto nel terreno

Le forme azotate presenti nel terreno

possono essere ricondotte alla forma


organica e a quella inorganica.
In particolare, le forme di azoto
prontamente disponibili nel terreno sono
quella nitrica e ammonicale

Lisimetro

Principali elementi della nutrizione


Azoto. Lazoto (N) rappresenta il pi importante elemento per lo
sviluppo e per lattivit produttiva delle piante arboree. Lazoto
alla base della sintesi proteica e, facendo parte della composizione della clorofilla, interviene indirettamente nella elaborazione
dei carboidrati. La carenza di azoto determina una minore attivit
vegetativa, clorosi fogliari e influenza negativamente le produzioni, mentre eccessi causano una riduzione del sovraccolore, della
consistenza della polpa e del contenuto zuccherino.
Lassorbimento dellelemento non omogeneo durante tutta la
stagione vegeto-produttiva ma varia durante le diverse fasi fenologiche degli alberi. Il melo una specie in grado di rimobilizzare in primavera considerevoli quantit di riserve azotate precedentemente accumulate nelle radici, negli organi legnosi e nelle
gemme. Alla fioritura, pi del 95% dellazoto presente nelle foglie
delle lamburde, proviene dal ciclo interno. Al contrario, dopo la
caduta dei petali e in corrispondenza con linizio del rapido accrescimento dei germogli, lazoto assorbito dallapparato radicale ha

La forma ammoniacale, assorbita

dallapparato radicale, viene direttamente


assimilata in composti organici
(aminoacidi e ammidi) che, in una
seconda fase, possono essere traslocati
per via xilematica verso i sink dellalbero

La forma nitrica raggiunge la radice

per flusso di massa e, in funzione


delle esigenze, pu essere ridotta e
quindi assimilata in composti organici
a livello delle stesse radici, pu essere
accumulata nei vacuoli oppure pu
essere immediatamente traslocata verso
la chioma

144

concimazione e irrigazione
Ciclo interno dellazoto
Foto R. Angelini

Primavera
Rimobilizzazione

Inverno

Assorbimento

Radici, fusto,
rami, germogli

Estate

Foglie

Assorbimento

Ritraslocazione
Autunno

una sempre maggiore incidenza, arrivando a rappresentare fino


a circa il 50% dellazoto totale presente nelle foglie dei germogli.
Per questo motivo, le concimazioni azotate non vanno effettuate
prima della fase di bottoni rosa poich apporti pi precoci risultano poco efficienti. Successivamente, al momento della fioritura,
concentrazioni nel terreno di N-NO3 superiori alle 10 ppm (azoto
minerale su terreno secco) sono sufficienti a garantire un corretto
sviluppo dellalbero e quindi non sono necessari ulteriori apporti
dellelemento. Nel caso che vi sia una minore concentrazione di

Fase fenologica dei bottoni rosa; le


concimazioni azotate vanno evitate prima
di questo periodo poich gli apporti precoci
risultano poco efficienti
Foto R. Angelini

Concentrazione di macronutrienti nei frutti di melo al


momento della raccolta (valori espressi in g/t peso fresco;
gli intervalli si riferiscono a diversi anni)
Cultivar

Fuji

Localit

Ca

Mg

(Italia)1

255-390

570-945

52-90

29-54

(N. Zelanda)2

311-469

73-121

860-1320

37-71

39-59

(Brasile)

407

74

725

43

49

(Italia)

345-495

540-1140

61-84

25-52

(N. Zelanda)2

322-482

84-112

1050-1400 47-79

47-65

(Brasile)3

464

73

774

53

58

(Brasile)

353

55

990

35

59

Gala

G. Delicious

Braeburn

(Canada)

462-603

137-156 1306-1460 36-42

59-66

(Slovenia)6

350-700

91-141

958-1677

34-83

51-66

(N. Zelanda)2

350-456

73-111

800-1260

43-63

40-64

A partire dalla post-allegagione in


corrispondenza della fase di espansione
cellulare dei frutti e di massimo
accrescimento dei germogli si rende
necessario lapporto di 20-40 kg/ha di azoto
pari al 60% del fabbisogno annuale

Gerin (2002); 2Palmer et al. (2006); 3Nachtigall et al. (2006); 4Simoni (2002); 5Guak et al. (2001);
6
Tojnko et al. (2002)

145

coltivazione
N si pu rendere invece necessaria una prima applicazione con
circa 20-30 kg N/ha. A partire dalla fase di post allegagione, in
coincidenza con linizio della fase di espansione cellulare dei frutti
e del massimo accrescimento dei germogli, si rende necessario
lapporto di circa il 60% dellazoto utilizzato dallalbero durante
lanno, cio circa 20-40 kg/ha (in funzione della fertilit del suolo).
Verso la fine dellestate, fino alla fine di settembre, sono consigliati
apporti di N al fine di migliorare la formazione di riserve, utili per
il risveglio vegetativo dellanno successivo. Cos, anche dopo la
raccolta importante garantire una certa disponibilit di N nel terreno che si aggira intorno a 8 ppm di N-NO3.
La dose di N da apportare pu venir calcolata sulla base delle
asportazioni dei frutti, a loro volta funzione delle rese attese e della concentrazione di nutrienti dei frutti, oppure in funzione della
disponibilit di azoto in forma minerale nel suolo.

Foto R. Balestrazzi

Fosfato biammonico

Fosforo. Il fosforo, sotto forma di fosfato, un componente di numerosi composti presenti nelle cellule vegetali come gli zuccheri
fosfati (importanti per la respirazione e la fotosintesi) e i fosfolipidi
che costituiscono le membrane vegetali. Il fosforo viene asportato
in misura molto ridotta rispetto allazoto e al potassio. In funzione
della disponibilit nel terreno sono generalmente necessari apporti annui pari a 30-40 kg/ha di P2O5. Lapporto del fosforo dovr
essere effettuato in particolare allinizio dellattivit vegetativa; in
questa fase, la presenza di adeguati livelli di P in corrispondenza
dellapparato radicale, incrementa laccrescimento delle giovani
radichette, migliora lassimilazione di altri nutrienti, favorisce lo
sviluppo delle foglie e migliora la nutrizione degli organi riproduttivi.

Foto R. Balestrazzi

Potassio. Il potassio gioca un ruolo essenziale in diverse funzioni fisiologiche come la fotosintesi, la biosintesi di proteine e carboidrati, losmoregolazione, lespansione cellulare, il movimento
delle cellule stomatiche e la regolazione di numerose attivit enzimatiche.
Nel caso la dotazione del suolo sia ritenuta normale, si consiglia
di apportare la quota di elemento asportato annualmente dai
frutti. Se invece la dotazione del suolo bassa allora, la frazione
asportata dai frutti dovr essere integrata con una quota base
(20-40 kg K2O/ha) al fine di ripristinare la fertilit del suolo. In
ogni caso si preferisce distribuire lintera quantit di K in primavera, frazionandola in due o tre apporti per non aumentare
eccessivamente la concentrazione nella soluzione del terreno.
Nei casi di apporti annuali superiori ai 100 kg/ha si pu distribuire parte del K in post-raccolta, eventualmente utilizzando un
formulato che contenga anche N. Laddove si manifestasse una
disponibilit pi elevata (per es. 180-200 ppm di K in un suolo
di medio impasto) la fertilizzazione pu essere ridotta a 40-50

Nitrato potassico
Foto R. Balestrazzi

Scorie Thomas

146

concimazione e irrigazione
kg/ha, mentre nel caso di dotazioni ancora maggiori (>200 ppm)
essa pu essere sospesa per alcuni anni. A tale proposito va
sottolineato che uneccessiva disponibilit di K nel terreno pu
comportare fenomeni di competizione con riduzione dellassorbimento del Ca e del Mg.

Potassio

Il K caratterizzato da unelevata

mobilit nelle piante a tutti i livelli,


cellulare, istologico e nel trasporto a
lunga distanza via xilema e floema,
inoltre estremamente importante nella
traslocazione dei fotosintetati negli
alberi. In questo senso, la presenza del
potassio condiziona laccrescimento
del frutto e le sue caratteristiche
organolettiche influenzando lequilibrio
acidi/zuccheri e la colorazione
dellepicarpo. In particolare,
relativamente a frutti di melo, sono state
osservate correlazioni positive tra il
contenuto di K e lacidit, il contenuto in
zuccheri solubili e il sovraccolore, mentre
un elevato rapporto K/Ca influenza
negativamente la durezza del frutto
e le sue caratteristiche di conservabilit

Foto F. Venturi

Il potassio lelemento minerale che pi di ogni altro stimola la colorazione


dei frutti

Calcio. Il calcio (Ca) svolge un importante ruolo nello sviluppo


della pianta in quanto regola numerose funzioni cellulari, preserva
lintegrit e la stabilit della membrana citoplasmatica e conferisce resistenza alla parete cellulare attraverso legami con le pectine della lamella mediana. Il Ca un elemento molto importante
per la qualit dei frutti: migliora la consistenza della polpa e riduce
la suscettibilit a diverse fisiopatie come la butteratura amara, il

Foto R. Angelini

Foto F. Venturi

Il corretto rapporto foglie/frutti


fondamentale per garantire la
concentrazione ottimale di calcio nel frutto
e ridurre quindi la possibilit di fisiopatie
dovute alla sua carenza

In Golden Delicious il calcio polarizzato dal frutto fino al momento


del suo distacco dallalbero

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coltivazione
disfacimento interno, il riscaldo, la plara e la tuberosi. La somministrazione di Ca, per la limitatissima mobilit di questo elemento nel terreno, non prevede apporti annuali al suolo ma solo
concimazioni pre-impianto in caso di evidenti carenze. Durante
gli anni di produzione si cerca di favorire lassorbimento del Ca
soprattutto durante le prime 4-6 settimane dalla fioritura quando, in seguito alla maggiore attivit traspiratoria, si evidenzia un
maggiore accumulo dellelemento nel frutto. Durante le prime
4-6 settimane dopo la fioritura, consigliato evitare o ridurre
lapporto di nutrienti come NH4+, K+ e Mg2+ che possano limitare
lassorbimento del Ca2+ a livello dellapparato radicale mentre,
per migliorare la traslocazione del Ca nei frutti attraverso i flusso
xilematico, necessario ridurre la competizione con i germogli controllandone la vigoria vegetativa. Un rapporto foglie/frutti
troppo alto tende a favorire le dimensioni del frutto e quindi una
diluizione di calcio nel frutto stesso riducendone la concentrazione.

Calcio e sensibilit alle fisiopatie

Un parametro molto importante al fine di

determinare la sensibilit alla fisiopatie


dato dal rapporto K/Ca; in Alto Adige, per
esempio, al fine di prevenire lincidenza
della butteratura amara stato stabilito
che il rapporto ottimale, deve essere
inferiore a 30. Tuttavia, la concentrazione
di Ca e il rapporto K/Ca variano da frutto
a frutto e linsorgenza di fisiopatie risulta
particolarmente probabile in annate di
scarica e nei frutti interni della chioma

Magnesio. Il magnesio svolge un ruolo importante nellattivazione di enzimi coinvolti nella respirazione, nella fotosintesi e nella
sintesi di DNA ed RNA. La somministrazione di magnesio molto
importante durante gli anni di elevata carica produttiva e generalmente le asportazioni annuali sono pari a circa 10-20 kg/ha. Una
forte disponibilit di K nel suolo pu determinare carenze di Mg
nelle foglie; si rende quindi necessario prestare attenzione alle
concimazioni potassiche e, in caso di elevate produzioni degli
alberi, viene consigliato di apportare Mg al suolo con solfato di
Mg. Elevate concentrazioni di Mg nel suolo possono ridurre lassorbimento del Ca, si consiglia pertanto di effettuare eventuali
apporti 4 settimane dopo la fioritura.

Apporti di calcio e sensibilit


varietale alle fisiopatie

In cultivar come Braeburn, il Ca cessa

di essere ripartito verso i frutti circa


35 giorni prima della raccolta, mentre
in Golden Delicious il Ca polarizzato
dal frutto fino al momento del suo
distacco dallalbero. Queste informazioni
permettono di stimare la potenziale
conservabilit delle diverse variet,
infatti Golden Delicious, poco incline a
fisiopatie del post-raccolta, in grado di
accumulare Ca fino alla raccolta

Microelementi. Il ferro (Fe) svolge importanti funzioni metaboliche nella foglia come per esempio la sintesi della clorofilla e la
regolazione di molti sistemi di ossido-riduzione nei cloroplasti
e nei mitocondri. La carenza di Fe si evidenzia con una tipica
clorosi fogliare internervale la quale, se non viene controllata,
pu determinare una riduzione delle capacit vegeto-produttive della pianta. Il melo una specie mediamente sensibile
ma, in impianti posti su terreni calcarei, la clorosi ferrica si pu
manifestare penalizzando la produttivit della coltura. Per prevenire le carenze ferriche consigliato lapporto di sostanza
organica sulla fila, mentre, in caso di clorosi fogliari, necessario lapporto di chelati di Fe (Fe-EDTA, Fe-EDDHA, Fe-DTPA) al
suolo, per migliorare la disponibilit e lassorbimento di questo
micro-nutriente, a livello degli apici radicali oppure attraverso
irrorazioni fogliari.
Il boro (B) ha unimportante ruolo nella sintesi, trasporto e accumulo degli zuccheri, soprattutto nel loro passaggio attraverso le

Carenza da magnesio

I sintomi della carenza di Mg sono pi

specifici e compaiono, sotto forma di


aree clorotiche sulle foglie che possono
diventare necrotiche, in suoli sciolti o in
presenza di elevate dotazioni di K

148

concimazione e irrigazione
membrane cellulari. Il boro interviene inoltre nel processo riproduttivo, influenzando la germinazione del polline, lo sviluppo del
budello pollinico (e quindi la fecondazione del fiore) e lattivit
meristematica degli apici dei germogli e delle radici; questo elemento risulta importante anche nel controllo dellassorbimento
e della mobilit del Ca. Eventuali carenze, rilevabili mediante le
analisi fogliari, devono essere prontamente recuperate attraverso irrorazioni fogliari autunnali o primaverili.
Lapporto di B importante soprattutto in quei frutteti che manifestano problemi di allegagione e cascole di fiori; prima della
fioritura (per es. a bottoni rosa) pu essere quindi consigliabile
lutilizzo di concimi fogliari contenenti B al fine di aumentare
la vitalit del budello pollinico. Un eccesso di boro, in seguito
a trattamenti fogliari, pu per accelerare la maturazione e lo
sviluppo del colore rosso dei frutti e determinare un aumento
dellincidenza del disfacimento interno durante la conservazione. necessario tuttavia prestare molta attenzione allutilizzo
di questo elemento perch le soglie di carenza e tossicit sono
molto vicine tra loro.
Il manganese (Mn) pu risultare carente in suoli sciolti, calcarei,
sub-alcalini e in presenza di elevate concentrazioni di Ca e Mg.
Carenze di Mn possono comparire pi facilmente in alcune variet come Golden Delicious, Gala e Fuji, soprattutto se innestate su
portinnesti vigorosi come M11 e MM106. I sintomi della carenza
sono riconducibili a un ingiallimento internervale accompagnato,
nei casi pi gravi, da filloptosi (per es. Golden Delicious).
Negli ambienti italiani dove si sviluppa la melicoltura non si osservano carenze di elementi come zinco (Zn) e rame (Cu) prin-

Foto FEM-IASMA

Sintomi di clorosi ferrica


Foto F. Venturi

Foto P. Amadei

Il boro interviene nel processo riproduttivo,


influenzando la germinazione del polline,
lo sviluppo del budello pollinico e quindi
la fecondazione del fiore. Pertanto
consigliabile prima della fioritura lutilizzo
di concimi fogliari contenenti boro per
aumentare la vitalit del budello pollinico
Sintomi di carenza da magnesio

149

coltivazione
cipalmente perch essi vengono somministrati con i trattamenti
antiparassitari.

Foto FEM-IASMA

Tecniche di applicazione
La concimazione del melo pu essere distinta in funzione del momento (concimazione dimpianto e di copertura) e della modalit
(concimazione tradizionale, fertirrigazione e concimazione fogliare) con cui essa viene effettuata.
Concimazione di impianto. La concimazione dimpianto o di
fondo ha lo scopo di costituire nel suolo unadeguata e omogenea riserva di elementi nutritivi indispensabili al ciclo della coltura. Questa concimazione deve essere impostata dopo unanalisi
attenta delle caratteristiche fisico-chimiche del suolo e in particolare della disponibilit degli elementi minerali. Lapporto della
sostanza organica e degli elementi minerali cambia a seconda
che si intervenga su terreni pesanti oppure su quelli a scheletro
prevalente o in quelli sabbiosi. Nel primo caso opportuno calcolare la dose di potassio e fosforo da apportare in base alla dotazione del terreno mentre, nel caso di terreni sciolti, opportuno
limitarsi allapporto della sola sostanza organica. La sostanza organica, apportata nellordine di circa 60-80 t peso fresco/ha, contribuisce a migliorare la stabilit della struttura, la solubilizzazione
degli elementi minerali nonch una loro pi facile assimilazione
da parte degli apparati radicali degli alberi e permette di stimolare
lattivit microbica del terreno. In presenza di terreni sciolti, dove il
fenomeno della mineralizzazione piuttosto intenso, consigliato
lapporto di sostanza organica ogni due-tre anni. Lapporto degli
elementi minerali nella fase di pre-impianto dovr essere effet-

Concimazione a spaglio in copertura

Applicazione di compost per migliorare il


contenuto di sostanza organica nel terreno
Concime granulare distribuito al terreno

Foto FEM-IASMA

150

concimazione e irrigazione
tuata tenendo conto della dotazione del terreno. Con dotazioni
elevate non sono necessari apporti, mentre con una disponibilit
normale vengono consigliati apporti di P2O5 pari a 200-250 kg/ha
e di K2O pari a 150-200 kg/ha. Se invece la dotazione del terreno
risulta bassa sono necessarie reintegrazioni pari a 300-350 kg/ha
di P2O5 e 250-300 kg/ha di K2O.
Nellambito della concimazione dimpianto, lapporto del fosforo
localizzato in corrispondenza dellapparato radicale (a contatto
con le giovani radichette) dei giovani astoni di melo, un operazione importante per leffetto starter: stimolazione della crescita
radicale e migliore differenziazione a fiore.
Concimazione di copertura. La concimazione di copertura ha lo
scopo di accelerare lentrata in produzione degli alberi, riducendo
la fase di allevamento, e di garantire adeguati livelli produttivi dal
punto di vista sia quantitativo sia qualitativo durante la fase di
piena produzione. La concimazione di copertura si esegue mediante lapplicazione degli elementi fertilizzanti al suolo e pu essere affiancata dalla concimazione fogliare e dalla fertirrigazione.
La scelta della modalit dipende dalle necessit dellalbero, dalle
caratteristiche dei nutrienti da distribuire e dallobiettivo che vogliamo raggiungere. Le dosi, i tempi e le modalit con cui i vari fertilizzanti devono essere apportati possono variare di anno in anno
in funzione delle necessit nutrizionali delle piante. Per raggiungere una precoce potenzialit produttiva, necessario favorire una
rapida formazione della struttura scheletrica. La concimazione al
suolo (granulare e/o mediante fertirrigazione) viene effettuata per
apportare macro-elementi come N, P, K, Mg e micro-elementi come il Fe, mentre la concimazione eseguita attraverso irrorazioni
fogliari viene utilizzata per apportare macro-nutrienti come lN e il
Ca e micro-nutrienti come Fe, Mn, B, Zn e Cu.

Particolare della concimazione minerale

Parametri che influenzano


lefficacia dei concimi granulari

La permanenza di un certo grado

di umidit se da un lato permette una


continua attivit dellassorbimento
radicale dallaltro garantisce la
disponibilit dei sali minerali che
possono raggiungere il capillizio radicale
per flusso di massa o per diffusione

Il verificarsi di condizioni di siccit

e la mancanza di sistemi dirrigazione


comportano una riduzione della
mobilit dei sali minerali che saranno
conseguentemente pi soggetti a
processi di trasformazione (per es.
insolubilizzazione) tali da renderli meno
disponibili per le piante

Concimazione tradizionale di produzione. La concimazione


tradizionale consiste nellapplicazione di fertilizzanti granulari al
suolo generalmente rappresentati da concimi organici e minerali. La distribuzione dei concimi viene eseguita a spaglio con distribuzione su tutta la superficie del frutteto oppure pu essere
localizzata in corrispondenza dellasse del filare. Lefficacia della
distribuzione dei fertilizzanti sulla superficie del terreno legata
alla velocit con cui il fertilizzante raggiunge la zona di suolo occupata dagli apparati radicali degli alberi. Lefficienza di questa
tecnica dipende quindi da particolari fattori come la solubilit in
acqua del concime applicato, lumidit del terreno, il verificarsi
di piogge oppure luso di irrigazione in grado di poterlo veicolare
verso le radici assorbenti e la densit di impianto.
Le dosi e i tempi di applicazione dei concimi granulari sono in
funzione del nutriente da distribuire. Per lazoto sono previste 2-3
applicazioni annuali con dosi variabili in funzione dello stadio fe-

Anche le caratteristiche fisiche del

terreno vanno a influenzare lattivit


degli elementi somministrati, in modo
particolare, la frazione colloidale del
terreno rallenta il movimento di K e P;
infatti, nel caso di terreni pesanti, si rende
necessaria una maggiore quantit di
acqua per favorire il movimento di questi
ioni

151

coltivazione
nologico mentre, per elementi come il P e il K, viene effettuato un
unico intervento annuale. Lapporto unitario del nutriente quindi
caratterizzato da dosi piuttosto alte che, in condizioni favorevoli, possono determinare concentrazioni eccessive dellelemento e quindi consumi di lusso da parte degli alberi e, nel caso
dellazoto, possono essere causa di perdite per dilavamento e
conseguente inquinamento delle falde.
Con la concimazione tradizionale non sempre si eseguono interventi coincidenti con le fasi di maggiore richiesta dellelemento
da parte dellalbero.
Fertirrigazione
La fertirrigazione una tecnica agronomica che fornisce gli elementi nutritivi, necessari alla vita delle piante, attraverso lacqua
dirrigazione e presenta innumerevoli vantaggi rispetto alla concimazione tradizionale.
Essa rappresenta il sistema pi adatto a una nutrizione mirata del
melo, specie quando si adottano portinnesti nanizzanti (M9) ed
elevate densit dimpianto. Con questa tecnica inoltre possibile
lacidificazione della soluzione fertilizzante attraverso luso di acidi inorganici, permettendo una temporanea riduzione del pH della
soluzione del suolo e quindi aumentando la disponibilit di alcuni
elementi altrimenti trattenuti dal terreno. La fertirrigazione permette
inoltre una maggior flessibilit nella gestione della nutrizione del
frutteto determinata dalla possibilit di intervenire con la massima
tempestivit a fronte delle reali esigenze nutritive delle piante in
modo da sincronizzare le esigenze della pianta con la somministrazione di nutrienti. La possibilit di poter frazionare lapplicazione
dei diversi nutrienti permette di ridurre le inefficienze tipiche della

Attraverso limpianto dirrigazione possibile


somministrare gli elementi nutritivi necessari
alla vita delle piante

Fertirrigazione

Confronto tra lN apportato mediante concimazione


tradizionale (mg N/albero) e la disponibilit
di N-NO3 nel terreno
20
15
10

mg N/albero

152

mg N-NO3/kg terreno

6-ott

16-set

27-ago

7-ago

18-lug

28-giu

5
8-giu

parallelamente alle tecniche di


microirrigazione localizzata (irrigazione a
goccia o microaspersione) che permette
di applicare lacqua di irrigazione in
corrispondenza dellapparato radicale
delle piante, nella zona interessata
ai meccanismi di assorbimento,
consentendo un risparmio di risorse
idriche per la riduzione delle perdite
per evaporazione e per dilavamento

25

19-mag

16
14
12
10
8
6
4
2
0

29-apr

La sua applicazione si evoluta

9-apr

gli elementi nutritivi attraverso lacqua


dirrigazione

20-mar

una tecnica che permette di fornire

concimazione e irrigazione
Esempio di piano di fertirrigazione del melo
N
P
K
Mg
(kg/ha) (kg/ha) (kg/ha) (kg/ha)

Periodo

Concime

Vantaggi della fertirrigazione

Dal 11/04 al 10/05

11,8

9,2

3,5

NPK 14-25-5

Dal 11/05 al 10/06

42

8,2

17,6

7,0

NPK 20-9-10 + Mg

Dal 1/07 al 31/07

14,4

4,4

24,2

3,0

NPK 10-7-20 + Mg

Dal 1/08 al 10/09

11,8

3,2

54,7

NPK 8-5-44

Totale

80

25

100

10

Uniforme distribuzione dei fertilizzanti


nel volume di suolo bagnato, dove
maggiore lattivit radicale

Possibilit di veicolare elementi

poco mobili nel terreno, quali P e K,


rendendone pi agevole lassorbimento
da parte dellapparato radicale

Frazionamento degli apporti di elementi

concimazione tradizionale. Allo scopo di ottimizzare lefficienza del


fertilizzante importante che il formulato si sciolga rapidamente
nella soluzione del suolo, che gli elementi minerali giungano in soluzione alle radici e che questultime siano in attiva crescita e quindi ricche di peli radicali, particolarmente attivi nellassorbimento
minerale. La fertirrigazione facilita questa prima fase attraverso la
miscela del concime granulare con lacqua di irrigazione, la quale veicola verso le radici degli alberi gli elementi nutritivi in essa
disciolti. Tuttavia, la fertirrigazione una tecnica i cui effetti benefici sono subordinati a unattenta conoscenza di tutti i fattori che
condizionano le caratteristiche vegeto-produttive del frutteto e, se
impropriamente applicata, pu essere causa di danni alle piante,
quali fenomeni di salinit o squilibri nutrizionali. Per evitare eccesso
di salinit nel terreno i valori di conducibilit della soluzione erogata
non devono superare i 1500-2000 S/cm, in genere corrispondenti
a un rapporto tra concime e acqua pari a circa 1:500. Le acque
dirrigazione possono avere valori medi di conducibilit elettrica
variabili tra 250 e 750 S/cm (0,25 e 0,75 dS/m).

minerali in piccole dosi, con


riduzione dei rischi di dilavamento,
particolarmente sentiti per lN

Migliore capacit di regolare lattivit

vegeto-produttiva, con anticipo della


formazione di gemme a fiore e pi
precoce entrata in produzione del
meleto, rispetto a una distribuzione del
fertilizzante in forma granulare

Riduzione delle dosi di concimi che

pu arrivare fino al 30% rispetto alla


fertilizzazione tradizionale

350

14

300

12

250

10

200

150

100

50

0
aprile

0
maggio

giugno

luglio

mg N-NO3/kg suolo

mg N/albero/giorno

Confronto tra lN apportato mediante fertirrigazione (mg N/


albero/giorno) e la disponibilit di N-NO3 nel terreno

Pompe elettriche per iniettare i concimi

agosto settembre ottobre

153

coltivazione
Un altro aspetto importante rappresentato dal pH della soluzione erogata, che si deve mantenere al di sotto di 7 per evitare che
si formino sali insolubili come quelli di Mg e di Ca che possono
occludere i gocciolatori e quindi per preservare pi a lungo la funzionalit dellimpianto. Valori ottimali sono compresi tra pH 5,5 e
7, nel caso in cui sia necessario abbassare il pH della soluzione
fertirrigata viene consigliato luso di acidi.

Concimazione fogliare

un metodo efficace di concimazione

sia per i macroelementi sia per


i microelementi quando si manifestano
stress nutrizionali che richiedono
interventi mirati e tempestivi. Lefficacia
dei trattamenti fogliari dipende tuttavia
dalla quantit di nutrienti richiesta
ed generalmente maggiore per
i microelementi che sono necessari
in quote minori

Concimazione fogliare
Le piante sono in grado di avvalersi della concimazione epigea,
grazie alla capacit dei nutrienti di essere assorbiti dalle foglie.
Lassorbimento da parte delle foglie avviene in tre passaggi: dopo che i nutrienti si sono depositati sulla superficie fogliare, essi
devono 1) penetrare la cuticola e lepidermide per diffusione; 2)
venire assorbiti sulla superficie delle membrane citoplasmatiche;
3) passare attraverso le membrane ed entrare nel citoplasma.
Lambiente e la luce possono influenzare lassorbimento fogliare
agendo sullo sviluppo della cuticola e/o sui processi fisiologici
legati ai meccanismi di assorbimento. In primavera la velocit di
espansione delle foglie superiore alla deposizione di cere, quindi la quantit di cera per unit di superficie minore e lassorbimento perci facilitato.
Affinch la concimazione fogliare determini una risposta positiva
necessario:
che lalbero sia carente di un dato nutriente, se invece lo stato
nutrizionale adeguato, lapporto di concime fogliare non solo
sar inutile ma addirittura pu divenire pericoloso per leffetto
antagonistico verso altri nutrienti;
che la quantit di nutriente apportato soddisfi le esigenze del
momento.
Come nel caso della fertirrigazione anche la concimazione fogliare permette di sincronizzare la disponibilit di nutrienti con le
richieste della coltura. Questa caratteristica si esplica indipendentemente dalle condizioni del terreno, anzi il ricorso alla somministrazione fogliare di nutrienti giustificato proprio nei casi in
cui, a causa di difficili condizioni pedologiche (per es. pH elevato,
presenza di carbonati, elevata capacit di scambio cationico), si
assiste a uninsolubilizzazione dei nutrienti che renderebbe poco
efficiente lapporto di concime al terreno.
Lazoto assorbito per via fogliare deve essere metabolizzato nella
pianta prima di poter essere utilizzato; il metabolismo coinvolge
diverse reazioni come lidrolisi dellurea, la riduzione del nitrato e
linserimento dellammonio negli aminoacidi: in pratica, almeno
per lazoto, sono state evidenziate differenze tra il metabolismo
dellelemento assorbito per via radicale e quello assorbito per via
fogliare. Occorre tenere in considerazione le forme di N somministrato per via fogliare. Molti formulati contengono tutte e tre le
forme di azoto (urea, ione nitrato, ione ammonio). Considerando il

Caratteristiche botaniche delle


foglie e concimazione fogliare

Le foglie di melo presentano una buona

attitudine allassorbimento degli elementi


nutritivi; in particolare, la presenza
di tomentosit stata associata
alla ritenzione idrica delle foglie e al
conseguente miglior assorbimento
delle soluzioni irrorate. Per questo
motivo la presenza di foglie giovani, che
dispongono di una maggiore tomentosit
della pagina inferiore, favorisce un
migliore assorbimento di elementi
nutritivi

154

concimazione e irrigazione
Condizioni agronomiche e fisiologiche che motivano
il ricorso alla concimazione fogliare
Obiettivo

Esempio

Prevenire o curare carenze nutrizionali


temporanee

Quando la richiesta di nutrienti supera il


tasso di assorbimento radicale

Superare le condizioni del suolo che


limitano la disponibilit o lassorbimento di nutrienti e accelerare la risposta
della pianta

In condizioni avverse per la crescita


radicale (per es. pH, temperatura del
suolo e aerazione sfavorevoli)

Aumentare le riserve di nutrienti per la


rimobilizzazione nellanno successivo

Si applica agli elementi che hanno


elevata mobilit floematica (N)

Curare o prevenire carenze nutrizionali


in organi specifici causate da problemi
di ridistribuzione del nutriente allinterno della pianta

Si applicata a nutrienti come il calcio


che si muove principalmente attraverso
il flusso traspiratorio

Fornire nutrienti a piante con apparato


radicale molto profondo quando le applicazione superficiali non sono efficaci

Si applica principalmente al K, Ca e Mg
la cui penetrazione in profondit spesso difficile e, in generale, in condizioni
di assenza di irrigazione o di piogge

Foto R. Balestrazzi

Urea granulare: la sua somministrazione per


via fogliare pu determinare un incremento
del contenuto di clorofilla nelle foglie, con
effetti positivi sullattivit fotosintetica
e il trasferimento di metaboliti dalle foglie
ai semi e ai frutti

controllo dellammonio sulla riduzione del nitrato, risulta che i nitrati non vengono utilizzati dalle foglie finch non viene assorbito
tutto lammonio. Allo stesso tempo lammonio viene rapidamente
a formarsi dallurea.
Le applicazioni fogliari di urea tecnica sono particolarmente indicate in presenza di unelevata allegagione, quando le riserve
dellalbero sono ormai esaurite e se contemporaneamente lassorbimento radicale limitato dalle basse temperature e dallelevata umidit del suolo. In questa fase le somministrazioni di urea
possono determinare un incremento del contenuto di clorofilla
nelle foglie con effetti positivi sullattivit fotosintetica e il trasferimento di metaboliti dalle foglie ai semi e ai frutti. Le applicazioni
di urea risultano essere efficaci anche in post-raccolta in quanto
permettono:
di ristabilire le riserve azotate;
un positivo effetto sullo sviluppo delle gemme a fiore;
u
 na migliore allegagione e produzione nella stagione successiva.
Sebbene la maggior parte del calcio presente nei frutti provenga
da assorbimento radicale, i trattamenti alla chioma sono spesso
necessari per aumentarne la concentrazione di Ca nel frutto. Durante la prima fase del ciclo vegeto-produttivo il frutticino compete con i germogli per laccumulo di Ca per cui, sebbene la cuticola
del frutto sia molto permeabile ai sali di Ca, nella pratica si preferisce eseguire i trattamenti fogliari nella seconda fase di sviluppo
del frutto, quando la frazione di Ca proveniente da assorbimento

Foto R. Angelini

Le applicazioni fogliari di urea tecnica sono


particolarmente indicate in presenza di
unelevata allegagione, quando le riserve
dellalbero sono ormai esaurite

155

coltivazione
radicale limitata. Tra i diversi formulati in commercio, il CaCl2 ha
spesso dato ottimi risultati, con dosi variabili tra 0,1 e 0,6 g/l di
Ca (500-1000 l/ha dacqua) meglio se miscelato a un bagnante.
Anche il nitrato di Ca pu trovare un utile impiego in quanto consente di somministrare contemporaneamente Ca e N, mentre il
ricorso a chelati o complessati di Ca, pur presentando un costo
pi elevato, non ha offerto in genere risultati migliori rispetto al
CaCl2. Risultati incoraggianti sono stati ottenuti trattando Golden
Delicious con peptidati di Ca, che si sono mostrati efficaci nellabbassare il rapporto K/Ca.
Spesso si ricorre anche alla somministrazione fogliare di Mg e
Mn allo scopo di prevenire indesiderati sintomi di carenza. Somministrazioni di Mn in primavera (per es. con solfato o complessato di Mn) alla dose di 0,2-0,5 g/l di Mn sono risultate efficaci
nel contrastare la filloptosi e possono avere effetti positivi anche
sul colore di fondo del frutto e sulla composizione minerale di
foglie e frutti.
In caso di carenza di Mg si consiglia il ricorso a concimazioni fogliari con solfato o ossido di Mg alla dose di 0,25-0,50 g/l di Mg.
Solfati di Mn e Mg possono essere somministrati insieme senza
che vi sia una riduzione di assorbimento dei singoli elementi o la
comparsa di rugginosit sullepicarpo di Golden Delicious.
Lapporto di B per via fogliare importante soprattutto in quei
frutteti che manifestano problemi di allegagione e cascole di
fiori.
Numerosi e noti sono i formulati per la cura della clorosi ferrica,
tra essi, oltre ai chelati sintetici (Fe-DTPA), merita maggiore considerazione il solfato di Fe (FeSO4) utilizzato da solo o miscelato
con acidi organici (citrico o ascorbico) come chelanti naturali,
mentre gli acidi applicati da soli hanno dato risultati poco incoraggianti.

Biostimolanti

Accanto ai tradizionali concimi di

origine minerale, attualmente sono a


disposizione prodotti contenenti sostanze
organiche di varia natura: aminoacidi,
peptidi, enzimi, ormoni naturali, acidi
umici e fulvici, microrganismi e vitamine

I risultati circa leffetto di questi

biostimolanti sono contraddittori:


alcuni autori hanno riscontrato una
buona efficacia di prodotti a base di
amminoacidi su produzione e qualit dei
frutti danneggiati dalle gelate primaverili;
altri hanno evidenziato un buon effetto
dei trattamenti fogliari a base di estratti di
alghe sulla distribuzione del sovraccolore
nella cultivar Gala. In altri casi ancora,
invece, non sono stati evidenziati effetti
positivi dallutilizzo dei biostimolanti
sulla produzione e sulla qualit di mele
in buone condizioni nutrizionali

Da vari studi sembrerebbe emergere


che lefficacia dei prodotti diversi
dai nutrienti minerali sia migliore
in condizioni di stress per lalbero

Foto FEM-IASMA

Foto FEM-IASMA

Ala gocciolante per lirrigazione a goccia


Stazione di pompaggio e filtraggio dellacqua

156

concimazione e irrigazione
Irrigazione
Lirrigazione riveste un ruolo fondamentale nella melicoltura moderna in quanto in grado di incrementare le rese produttive, migliorare la qualit dei frutti, stabilizzare la produzione nelle diverse
annate, consentire la coltivazione in ambienti prima non adatti,
difendere le colture dagli abbassamenti termici (antibrina) e veicolare i concimi minerali aumentando lefficienza della nutrizione
(fertirrigazione). Tuttavia, una gestione inefficiente dellirrigazione
pu essere la causa di gravi forme di degrado ambientale come
la salinizzazione e lalcalinizzazione dei suoli, linquinamento delle acque superficiali e di falda e contribuire alla rapida mineralizzazione della sostanza organica. La conoscenza della composizione chimica dellacqua utilizzata a scopi irrigui necessaria
ma non sufficiente per valutare la sua idoneit allirrigazione. Per
evitare il rischio di salinizzazione e alcalinizzazione necessario
considerare anche altri fattori quali il clima, le caratteristiche del
suolo, il metodo irriguo e il drenaggio del terreno.
La maggior parte dei meleti dotata di sistema irriguo e la scelta fra i vari tipi dipende da diversi fattori: disponibilit di acqua,
struttura del terreno e necessit di utilizzare limpianto per altri
scopi (antibrina, fertirrigazione). La microirrigazione sotterranea
(sub-irrigazione) permette di distribuire lacqua direttamente a livello radicale. Questa tecnica in fase di diffusione e si presta

Irrigazione

La quantit di acqua necessaria al

meleto dipende soprattutto dal sistema


di impianto e dalla tecnica irrigua
adottata, dalle condizioni ambientali,
dalla gestione del suolo e della pianta
e dal livello produttivo del frutteto

Irrigazione sopra-chioma di meleti


in Trentino

Foto FEM-IASMA

157

coltivazione
particolarmente in terreni dotati di buona struttura e tessitura. Il
risparmio idrico che si ottiene con questa tecnica deriva principalmente dalla riduzione della evaporazione a livello del terreno.
Individuare con precisione la quantit di acqua da somministrare
agli alberi e il momento di intervento decisivo per lottenimento
di buoni risultati di gestione del frutteto. La maggior richiesta
di acqua da parte degli alberi avviene nella fase in cui si sviluppano contemporaneamente germogli e frutticini (periodo in
cui aumenta anche la temperatura dellaria); inoltre importante
conoscere lumidit del terreno (utilizzando tensiometri o calcolando levapotraspirazione) al fine di compensare le perdite e
non indurre uno sviluppo vegetativo eccessivo. Per una corretta
gestione della irrigazione inoltre necessario conoscere larchitettura della chioma. In generale, le foglie si dividono in foglie di
luce e foglie dombra; le foglie di piena luce, nonostante traspirino di pi rispetto a quelle situate allinterno della chioma, presentano unefficienza duso dellacqua (WUE = Water Use Efficiency) circa 10-12 volte superiore a quella delle foglie dombra.
In generale, per foglie di luce si intendono quelle foglie che ricevono fino al 30% della radiazione solare incidente, mentre per
foglie dombra quelle che sono sotto questo valore. In un frutteto quindi importante la conoscenza dellevoluzione dellarea
fogliare negli anni e nel corso della stagione vegetativa al fine di
stabilire i volumi e i turni di adacquamento. Il rapporto foglie di
luce/foglie dombra si stabilizza, nei frutteti in piena produzione,
nel mese di luglio, quando si arresta lo sviluppo dei germogli;
questo rapporto tuttavia in relazione alla forma di allevamento

Tensiometro

Foto FEM-IASMA

158

concimazione e irrigazione
e alla vigoria della pianta. Nella scelta della forma di allevamento risulta quindi molto importante considerare laspetto relativo
allefficienza di uso dellacqua, che aumenta allaumentare del
rapporto foglie di luce/foglie dombra; un aumento di tale rapporto possibile riducendo la taglia degli alberi e lo spessore
della chioma e orientando in maniera corretta i filari. Inoltre, una
corretta gestione della chioma, attraverso potature verdi e altri
interventi finalizzati a ridurre la crescita vegetativa (stress idrico
controllato) permette di migliorare lefficienza duso dellacqua
ed evitare quindi sprechi. Anche la conoscenza del volume di
suolo esplorato dalle radici e delle sue caratteristiche idrologiche permettono di calcolare la capacit di ritenzione idrica di
tale volume e la quantit di acqua che la pianta in grado di
utilizzare. importante considerare che lo sviluppo delle radici
varia notevolmente nei primi anni di impianto e dipende dal portinnesto, dalla fertilit del suolo e dalle tecniche agronomiche
adottate.
Combinando la conoscenza della fisiologica della pianta con i
rapporti che si instaurano fra pianta, suolo e ambiente possibile
creare dei piani irrigui che permettono di ridurre i consumi idrici e
aumentare lefficienza duso dellacqua da parte del meleto.
Il melo, visto il lungo ciclo produttivo e di conseguenza lelevata traspirazione, risulta una delle specie con i fabbisogni irrigui
maggiori. Questi si aggirano attorno a 200-300 m3/ha per stagione. Negli ultimi anni la necessit di risparmiare acqua, combinata
con la ricerca di produzioni sempre maggiori sia in termini produttivi sia qualitativi, ha permesso di sviluppare strategie di irrigazione a basso consumo di acqua come la tecnica dello stress
idrico controllato. Questa tecnica consiste nel somministrare una

Stress idrico controllato

Lo stress idrico controllato si basa sul

fatto che durante la stagione vegetativa i


vari organi presentano diversa sensibilit
alla mancanza di acqua rendendo quindi
possibile regolare lattivit vegetoproduttiva dellalbero inducendo deboli
stati di stress idrico nelle fasi in cui la
pianta meno sensibile. In generale,
questa tecnica viene applicata nelle fasi
in cui gli apporti di acqua e nutrienti sono
indirizzati principalmente allo sviluppo
vegetativo (competizione del germoglio
con il frutto e post-raccolta), mentre si d
una piena restituzione dei consumi nelle
fasi in cui i consumi idrici sono indirizzati
ai frutti (ripresa vegetativa-allegagione
e ingrossamento del frutto)

Effetto dello stress idrico controllato sulla resa totale


e peso medio dei frutti in diverse variet di melo
Risparmio idrico

Resa totale
(t/ha-1)

Peso medio (g)

Test

30,2

125,8 b

50% Etm

50%

35,6

148,2 a

Test

15,9 b

160,9 b

50% Etm

50%

25,6 a

217,5 a

Test

50,3 b

150,2 b

50% Etm

50%

62,4 a

181,6 a

Tesi
GALA

FUJI

PINK LADY
Particolare degli aspersori sottochioma
mobili nel frutteto

159

coltivazione
Contenuto in elementi minerali (mg/100 g pf) dei frutti
e sostanza secca (%) alla raccolta in mele
di Golden Delicious/M9

Foto FEM-IASMA

Tesi

Ca

Mg

s.s

Controllo

32,5

1,7

159,1

5,1

8,5

16,9

Irrigato

32,6

3,0

172,0

4,4

5,9

14,8

quantit di acqua inferiore a quella di cui la coltura necessita


per il suo ottimale sviluppo. Da prove recentemente effettuate
emerso come lo stress idrico controllato, con la restituzione del
50% dellevapotraspirato, porti a consumi di acqua dimezzati
senza conseguenze sulla capacit produttiva della pianta.
Sembra inoltre esistere una relazione tra colorazione dei frutti
e livelli irrigui: la migliore colorazione dei frutti, in alberi sottoposti a bassa intensit irrigua, pu essere ricollegabile al loro
minore contenuto di azoto. Anche il minore vigore vegetativo
delle piante contribuisce, attraverso la migliore illuminazione,
allottenimento di frutti con una colorazione pi intensa. Una
corretta gestione dellirrigazione conferisce ai frutti una migliore
serbevolezza e maggiori garanzie di conservabilit e influenza la
composizione minerale dei frutti. Nel melo, nelle aree soggette
a basse temperature primaverili, viene applicata lirrigazione antibrina che costituisce la principale tecnica di difesa nelle zone
frutticole a rischio di gelate tardive e consiste nel ricoprire la
pianta con uno strato di ghiaccio, in continua formazione, fino al
termine della gelata.
La protezione della coltura ottenuta dal calore liberato dallacqua al momento della sua trasformazione in ghiaccio (80
Foto FEM-IASMA

Protezione delle piante dal gelo


con irrigazione antibrina

160

concimazione e irrigazione
Foto FEM-IASMA
Foto FEM-IASMA

Pompe per la fertirrigazione

calorie/g). una tecnica molto efficace che viene adottata nelle


zone con sufficienti disponibilit idriche. Per prevenire i danni da
abbassamenti termici importante fare avviare limpianto irriguo
quando la temperatura dellaria a 30-40 cm dal suolo vicina
a 1C. Lincremento della temperatura dei tessuti della pianta
rispetto a quella dellaria dipende dalla portata dellimpianto e
dalluniformit di distribuzione dellacqua sulle piante. Di norma
viene utilizzata lirrigazione per aspersione con ugelli aspersori
in grado di distribuire acqua finemente nebulizzata e con volumi
ridotti al fine di minimizzare le perdite di acqua.

Pompaggio dellacqua per lirrigazione

Foto FEM-IASMA

161