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Corso di Tipologie Testuali Brinno Maria Manuela

I barbari. Saggio sulla mutazione


Inizio ed Epigrafi
Il testo viene descritto dallo stesso Baricco come un saggio, cio come un
tentativo: di pensare: scrivendo, a puntate in cui lelemento caratterizzante
legato alla fragilit della cosa: non c possibilit di correggere, tornare
indietro, ridisegnare la scaletta. Come viene, viene.
Lidea nasce dallintento di comprendere ci che accade allinterno della
sottilissima porzione di mondo in cui si muove lautore, quel mondo di persone
che hanno studiato, che stanno studiando, narratori, gente di spettacolo,
intellettuali, quel mondo in cui pascolano le idee. Baricco vuole comprendere la
mutazione che vede intorno a lui. E La mutazione era anche il titolo a cui aveva
pensato per il suo libro. stato rigettato.
Siamo di fronte ad una nuova invasione barbarica che cambia la mappatura della
cultura del mondo: Potrebbe essere il normale duello fra generazioni, i vecchi
che resistono allinvasione dei pi giovani; tuttavia c qualcosa che fa pensare
che questa volta le cose stiano diversamente. come se i nuovi barbari fossero
di una nuova specie che vive laddove noi non avremmo possibilit di
sopravvivenza. Le vecchie generazioni vorrebbero proteggere le giovani dall
orda barbarica in arrivo, ma cos facendo non si rendono conto che gi quelle
respirano la nuova aria.
Baricco vuole spiare questa mutazione non per spiegarne lorigine, ma per
riuscire anche lontanamente a disegnarla. Ma prima di far ci si propone di
delineare il campo allinterno del quale svolger il suo viaggio, un campo
delimitato da quattro epigrafi
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:
- La prima, tratta dal libro di Wolfgang Schivelbusch, La cultura dei vinti,
recita: Il timore di essere sopraffatti e distrutti da orde barbariche
vecchio come la storia della civilt. Immagini di desertificazione, di giardini

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L epigrafe quel tipo di frasetta o citazione che si mette nella prima pagina, giusto dopo il titolo
e leventuale dedica, e che serve da viatico, da benedizione.
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saccheggiati da nomadi e di palazzi in sfacelo nei quali pascolano le greggi
sono ricorrenti nella letteratura della decadenza dallantichit fino ai giorni
nostri.
- La seconda epigrafe riporta le seguenti parole: Eleganza, purezza e
misura, che erano i principi della nostra arte, si sono gradualmente arresi al
nuovo stile, frivolo e affettato, che questi tempi, dal talento superficiale,
hanno adottato. Cervelli che, per educazione e abitudine, non riescono a
pensare a qualcosa daltro che i vestiti, la moda, il gossip, la lettura di
romanzi e la dissipazione morale, fanno fatica a provare i piaceri, pi
elaborati e meno febbrili, della scienza e dellarte. Beethoven scrive per
quei cervelli, e in questo pare che abbia un certo successo, se devo
credere agli elogi che, da ogni parte sento fiorire per questo suo ultimo
lavoro. questo il pensiero di un critico londinese rivolto alla Nona
sinfonia
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di Beethoven oggi considerata uno dei baluardi pi alti e rocciosi
di quella cittadella che sta per essere assaltata dai barbari.
- Mickey Mouse: questa la terza epigrafe. stata tratta dallindice dei titoli
di uno degli scritti di Walter Benjamin (1931). La rilevanza di questa
epigrafe dovuta al fatto che un autore come Benjamin, che non cercava
mai di capire cosera il mondo, ma cosa stava per diventare, che
fotografava il divenire, che stato uno dei primi a pensare che il DNA
di una civilt si costruisce non soltanto nelle curve pi alte del pensare, ma
anche, se non soprattutto, nelle sue sbandate apparentemente pi
insignificanti, avesse scelto di dedicare le sue attenzioni a Topolino quale
strumento per capire il mondo.
- Lultima epigrafe la si deve a Cormac McCarthy e al suo ultimo libro No
Country for Old Men (Non un paese per vecchi) che racconta la storia di
una caccia alluomo: un vecchio sceriffo insegue un killer spietato. La

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La Nona sinfonia era stata presentata il 7 maggio 1824 a Vienna.
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citazione scelta come epigrafe, sostiene Baricco, come uno sparo:
Non era difficile parlare con lui. Mi chiamava sceriffo. Ma io non sapevo
cosa dirgli. Cosa si dice a uno che per sua stessa ammissione non ha
lanima? Perch gli si dovrebbe dire qualcosa? Ci ho pensato tanto. Ma lui
era niente in confronto a quello che sarebbe venuto dopo.

Saccheggi: Libri
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Numerosi sono i saccheggi messi in atto dai nuovi barbari: colpiscono realt che
potrebbero apparire come periferiche, ma che se analizzate nel profondo possono
farci comprendere le strategie che vengono messe in atto durante le invasioni.
Uno dei villaggi presi dassalto dai barbari quello dei libri.
Chi fa i libri pensa ormai solo al profitto, e lottiene e tutto ci lesito della
mutazione in atto e non la causa. Fino alla met del Settecento quelli che
leggevano i libri erano una piccola comunit circoscritta, i cui confini erano
determinati dal possesso dellistruzione e dalla libert dallurgenza di un lavoro
redditizio. Con il trionfo della borghesia si crearono le condizioni oggettive perch
molta pi gente avesse le capacit, i soldi e il tempo per leggere. Nasce in
questo contesto il romanzo. Esso viene vissuto come una minaccia in quanto
impone una nuova logica che consente la fruizione di un prodotto considerato
elitario ad una massa incolta. Il romanzo nato per soddisfare lintera platea
del suo pubblico coerentemente a una logica commerciale poco frenata da
considerazioni artistiche: proprio per questo assume grande rilievo la
considerazione che se in passato la quantit di libri venduta era inferiore rispetto
al presente ci dovuto soltanto al fatto che quelli che vendevano libri lo
potevano fare in un mercato oggettivamente piccolo: allinterno di quel mercato

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Luogo comune dire che nessuno legge pi i libri. Proprio perch credo che questa sia una
verit dei nostri giorni ho deciso di soffermarmi sui paragrafi in cui Baricco approfondisce la
barbarie che ha colpito il villaggio dei libri.
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miravano a ricoprire tutto il campo possibile cercando di soddisfare i bisogni della
ristretta comunit a cui si rivolgevano.
errato contrapporre uneditoria di qualit del passato a uneditoria
commerciale del presente in quanto leditoria si sempre spinta fino ai limiti
possibili della commercializzazione, con listinto che qualsiasi gesto ha di abitare
tutto il terreno disponibile. La differenza sostanziale tra leditoria del passato e
quella che cattura il pubblico attuale la prospettiva adottata da chi realizza e da
chi pubblica i libri
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. Nelle classifiche di vendita si trova oggi una gran quantit di
libri la cui esistenza poggia su un punto esterno al mondo dei libri: sono libri da
cui hanno fatto un film, romanzi scritti da personaggi televisivi, racconti messi gi
da gente in qualche modo famosa. I libri non costituiscono un mondo entro cui
potersi immergere ma sono tasselli, tessere di un puzzle la cui immagine, per
essere compresa, necessita di riferimenti ad una realt esterna: il libro il nodo
passante di sequenze originate altrove e destinate altrove. Proprio perch parte
di un disegno pi ampio, i caratteri che definiscono il libro, la lingua con cui esso
va scritto deve essere comune al resto del mondo di cui esso costituisce un
piccolo segmento. Il libro di per s, non un valore: il valore la sequenza.

Epilogo: La Grande Muraglia
vista da Baricco come unimmagine guida.
La Grande Muraglia nata come un elemento di difesa dalla invasioni barbariche,
ma rappresenta nello stesso tempo la scelta dellidea del S che il popolo cinese
volle trasmettere agli altri. Il muro sembrava la sanzione stessa della compiuta
perfezione dellimpero, la certificazione fisica del suo essere il mondo intero; il

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Infatti se in passato non tutti erano scrittori e solo pochi eruditi potevano permettersi il lusso e
privilegio di scrivere un libro, oggi sembra che questo sia diventato un hobby: chiunque pu
scrivere, anche se quel che scrive sono solo pagine di diario, e far pubblicare ci che la sua
fantasia gli ha dettato. Tutto questo perch quel che conta non sono pi i contenuti: i libri dei nuovi
scrittori, per lo pi, non intendono trasmettere nulla, ma si prefiggono il solo obiettivo di scalare le
classifiche di vendita attraverso delle storie che possano in qualche modo suscitare scalpore (e
non posso fare a meno di citare il caso di Melissa P. con il suo Cento colpi di spazzola).
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muro era lunico sistema per annientare qualcosa di cui non erano disposti ad
ammettere lesistenza. Proprio per questo possibile affermare che quel muro
pi che la fortificazione di un confine, in realt rappresenta linvenzione di un
confine. La Grande Muraglia non difendeva dai barbari: li inventava. Non
proteggeva la civilt: la definiva.
Oggi la Grande Muraglia rappresenta la barriera che noi tutti ergiamo nei confronti
di ci che ci estraneo: Ci serve quel muro, ma non per tenere lontano quel che
ci fa paura: per dargli un nome. Nel momento in cui ci troviamo di fronte ad una
trasformazione in atto, piuttosto che comprenderla preferiamo innalzare un muro
e difendere un confine che non esiste []. Non c confine [] c solo lorlo
della mutazione che avanza [] e ognuno di noi sta dove stanno tutti, nellunico
luogo che c, dentro la corrente della mutazione, dove ci che ci noto lo
chiamiamo civilt, e quel che ancora non ha nome, barbarie.
necessario comprendere la mutazione ma non nel senso di prendere quel che
accade cos com; quel che occorre decidere cosa, del mondo vecchio,
vogliamo portare fino al mondo nuovo. [] un gesto difficile perch non
significa, mai, metterlo in salvo dalla mutazione, ma, sempre, nella mutazione.
Perch ci che si salver sar [] ci che abbiamo lasciato mutare, perch
ridiventasse se stesso in un tempo nuovo.

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