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Heinrich Von Kleist

Il teatro delle marionette


Aneddoti e saggi
Sul teatro delle marionette
Nel 1801, mentre trascorrevo l'inverno a M., in un giardino
u!!lico incontrai una sera il signor ". che, da oco ingaggiato
come rimo dan#atore resso il teatro dell'$era, aveva un
successo di u!!lico %uori del comune.
&li arlai del mio stuore di averlo trovato gi' diverse volte in un
teatro delle marionette vicino il mercato, dove la le!e si
svagava con modeste %arse mescolate a canti e dan#e.
(ui mi assicur) che le antomime di *uei %antocci lo divertivano
molto e rimarc) il %atto che un dan#atore inten#ionato a %ormarsi
avre!!e otuto imararci molto.
+oich, tale a-erma#ione, da come lui la %ece, mi arve *ualcosa
di i. di una !attuta, mi sedetti accanto a lui er interrogarlo
con recisione in merito ai motivi su cui lui oteva %ondare ci)
che, di tanto articolare, aveva asserito.
Mi domand) se di %atto non avevo trovato molta gra#ia in un
*ualche movimento dan#ante delle marionette, in articolare di
*uella i. iccola.
Non sei non riconoscere che s/, un gruo di *uattro contadini
che dan#avano la ronda a temo veloce non avre!!ero otuto
esser diinti da 0eniers1 in modo i. gra#ioso.
&li chiesi, circa il meccanismo di tali coreogra2e, come ne erano
ratica!ili i articolari momenti ed i assi sen#a che si tenessero
le dita imegnate con miriadi di 2li cos/ da governarli come il
ritmo e la dan#a richiedono.
3isse4 ogni movimento avre!!e un suo !aricentro su5ciente a
governarlo all'interno della coreogra2a6 i momenti, che non
sare!!ero nient'altro che endolari, conseguire!!ero sen#a un
intervento, secondo una modalit' meccanica automatica.
Aggiunse che tale movimento sare!!e assai semlice6 che ogni
volta che il !aricentro viene mosso a gradi lungo una linea gli
elementi gi' descrivono una curva6 e che sesso, scosso in
modo uramente casuale, l'insieme entrere!!e in una sorta di
movimento ritmico che sare!!e simile alla dan#a.
7uesta recisa#ione mi arve darima gettare *ualche luce sul
divertimento che lui aveva dato ad intendere di trovare nel
teatro delle marionette. Ma non mi 2gurai granch, delle
conseguen#e che lui ne aveva tratto.
&li domandai se credeva che l'oeratore che governava *uei
%antocci non %osse anche lui un dan#atore, o almeno se avre!!e
dovuto avere un'idea della !elle##a della dan#a.
8iose che se un mestiere 9 %acile dal unto di vista meccanico
non ne consegue che ossa essere raticato sen#a sensi!ilit'.
(a linea che il !aricentro deve descrivere sare!!e molto
semlice, e, secondo lui, nella maggioran#a dei casi diritta.
7uando 9 curva, la sua curvatura aare modesta e soltanto
ellittica, come %orma tutta naturale del movimento delle
estremit' dell'oeratore :a causa delle articola#ioni;, e dun*ue a
lui non serve, er tras%ormarla, alcuna seciale !ravura.
3'altra arte *uesta linea, al contrario, sare!!e *ualcosa di
molto misterioso. In%atti non sare!!e nient'altro che il percorso
dell'anima del danzatore6 e lui du!itava che otesse esser
trovata altrimenti che er il %atto che l'oeratore si one nel
!aricentro della marionetta, in altri termini danza.
8elicai che a me *uel mestiere si era mani%estato come oco
sirituale, come girare una manovella d'un organetto.
No davvero, risose lui. <en altro4 i movimenti delle dita
dell'oeratore stanno al movimento dei %antocci, ad esse legati
al*uanto arti2cialmente, circa come i numeri stanno ai loro
logaritmi, o l'asintote all'ier!ole11.
Suo arere, er intanto, era che anche *uest'ultima %ra#ione di
sirito, di cui aveva arlato :v. il percorso dell'anima del danzatore;
e l'operatore che danza n.d.t.;, viene tolta alla marionetta6 che la
sua dan#a sta interamente dalla arte della %or#a meccanica, e
che otre!!e essere rodotta da una manovella, come io mi ero
2gurato.
=sressi il mio stuore nel vedere di *uale atten#ione lui
ritenesse degno *uesto genere di arte li!erale creata er le
masse. Non solo, che lui la ritenesse suscetti!ile d'una
siega#ione i. elevata, come areva voler %are.
Sorrise e disse che lui osava a-ermare che se un meccanico gli
avesse costruito, secondo le istru#ioni che lui ensava di dargli,
una marionetta, con *uella avre!!e messo in scena una dan#a
che n, lui n, un *ualche altro !ravo dan#atore del temo,
incluso Vestris111, sare!!e stato caace di eguagliare.
+oich, tacendo avevo volto lo sguardo a terra, lui domand)4
avete sentito di *uelle gam!e meccaniche che %a!!ricano gli
artigiani inglesi er gl'in%elici che hanno erduto le loro>
3issi di no, e che non le avevo mai viste.
Mi disiace, risose6 se in%atti vi dicessi che *uesti in%elici
dan#ano, con le gam!e meccaniche, avrei *uasi aura che voi
non ci credereste. ? "he dico, dan#are> ('am!ito dei loro
movimenti 9 certo ristretto, tuttavia *uelli che stanno in loro
otere si comiono con una tran*uillit', %acilit' ed elegan#a da
stuire ogni animo ensante.
Scher#ando a-ermai che di certo lui aveva trovato il suo uomo.
In%atti l'artigiano caace di costruire una gam!a cos/ notevole
avre!!e sen#'altro otuto arontare una marionetta intera,
secondo le sue istru#ioni.
In che cosa consistono, domandai, dato che lui guardava a terra
un o' in im!ara##o, in che cosa consistono *ueste istru#ioni che
avete ensato di dare in materia di destre##a>
Nulla che gi' non ci %osse, risose6 giuste roor#ioni, mo!ilit',
leggere##a @ urch, tutto in sommo grado6 ed in articolare un
naturale disordine dei !aricentri.
=d il vantaggio che avre!!e comortato *uesto %antoccio er i
dan#atori in carne ed ossa>
Vantaggio> +er rima cosa, egregio amico, un vantaggio
negativo, in%atti il %antoccio non 9 mai lezioso. ? In%atti la
le#iosaggine emerge, come saete, se l'anima :vis motriA; si
trova altrove risetto al !aricentro del movimento. 3ato che
l'oeratore, er de2ni#ione, non ha in suo otere alcun altro
unto che *uesto, con i suoi 2li o cavi, tutte le altre mem!ra del
%antoccio restano ci) che devono essere, morte, ura
endolarit', e seguono solo la legge del eso6 una *ualit'
eccellente che la maggioran#a dei dan#atori ersegue sen#a
successo.
<asta guardare la +. *uando mette in scena la Dafne, continu),
e, inseguita da Aollo, si volta a guardarlo6 l'anima le sta nelle
verte!re lom!ari6 si iega come se volesse romersi, come una
Naiade della scuola <ernins :non identifcata n.d.t.;. &uardate il
giovane B., se lui, al ari di +arigi, si trova sotto tre dee :Era,
Minerva e Venere n.d.t;, ed a Venere o-re la mela, e!!ene,
l'anima gli sta giusto nei gomiti :saventoso da vedere;.
Simili moven#e errate, aggiunse tagliando corto, sono inevita!ili
da che a!!iamo mangiato all'al!ero della conoscen#a.
Nonostante che il +aradiso sia srangato ed il cheru!ino stia
dietro di noi, do!!iamo %are il giro del mondo e vedere se magari
da *ualche arte 9 di nuovo aerto dall'interno :i cherubini
proteggono l'ingresso del Paradiso - n.d.t.)
8isi. ? In e-etti, lo sirito non u) errare l' dove nessuno c'9,
ensai :il fantoccio nessuno n.d.t.;. Notai tuttavia che lui aveva
ancora *ualcosa che gli remeva, e lo regai di continuare.
Non !asta, disse, *uesti %antocci hanno il vantaggio di essere
ignari del peso. Non sanno niente dell'iner#ia della materia, che
9 tra tutte le *ualit' la i. in oosi#ione alla dan#a4 erch, la
%or#a sollevata da loro nell'aria 9 maggiore di *uella che li !locca
a terra. "he cosa non dare!!e la nostra !rava &. er esser i.
leggera di sessanta li!!re o erch, un eso di tale grande##a le
venisse in aiuto> I %antocci, come gli =l2, necessitano del suolo
soltanto er sforarlo, e er ravvivare lo slancio delle singole
mem!ra tramite momentaneo rallentamento6 noi ne a!!iamo
!isogno er riposarci e er sollevarci dallo s%or#o della dan#a4 un
attimo che non 9 certo di dan#a, evidentemente, e con il *uale
non si u) dar nuovo ini#io a nient'altro che non sia %arlo sarire
il i. che si u).
3issi che er *uanto lui erorasse con a!ilit' la causa del suo
aradosso mai i. mi avre!!e %atto credere che in un manichino
meccanico otesse esserci i. gra#ia che non nella struttura del
coro umano.
8elic) che all'uomo sare!!e semlicemente imossi!ile anche
solo eguagliare, in %atto di gra#ia, il manichino. Soltanto un dio
otre!!e cometere, in *uesto camo, con la materia6 e *ui
sare!!e il unto dove in cui entram!i i termini :spirito e materia
n.d.t.; della dimensione circolare del mondo si toccano l'uno con
l'altro.
=ro semre i. stuito e non saevo che cosa risondere a
*ueste a-erma#ioni cos/ articolari.
+areva che io non avessi letto con atten#ione il ter#o caitolo del
rimo li!ro di Mos9 :enesi n.d.t.;, continu) lui intanto che
rendeva un i##ico di ta!acco6 e con chi ignorasse *uesto rimo
eriodo di tutta la %orma#ione dell'uomo non si otre!!e
convenientemente arlare dei eriodi successivi.
3issi che saevo molto !ene *uali disordini comorta la
consaevole##a ai danni della gra#ia umana. Cn giovane di mia
conoscen#a aveva, a causa di una semlice osserva#ione,
erduto la sua innocen#a ed il +aradiso stesso, mai i. ritrovati
nonostante ogni s%or#o. ? Ma *uali conseguen#e, aggiunsi, otete
trarre da ci)>
Mi domand) a *uale caso io stessi ensando.
Ho %atto er circa tre anni, raccontai, le cure termali in
comagnia d'un giovane la cui %orma#ione era a *uell'eoca
circon%usa di una gra#ia %uori del comune. +. era in grado di
trovarsi al sicuro nei suoi sedici anni ed essere, ma molto alla
lontana, attirato dal %avore delle donne, che in lui ravvisavano le
rime tracce di vanit'. "ait) che oco rima avessimo visto a
+arigi il D&iovane che si toglie una scheggia dal iedeE6 il calco
della statua 1111 9 noto e si trova nella maggior arte delle
colle#ioni tedesche. (o sguardo lanciato da +. in un grande
secchio nell'aoggiare su uno sga!ello un iede er asciugarlo
gli ricord) la statua6 sorrise e mi disse *uale scoerta avesse
%atto. In realt' rorio allora anche a me era caitata la stessa
cosa6 ma, %osse er mettere alla rova la certe##a della gra#ia di
cui lui arteciava, %osse er rimediare in modo salutare alla sua
vanit', risi relicando che lui aveva visto un %antasmaF Arross/ e
sollev) il iede di nuovo er mostrarmelo, ma il tentativo,
com'era %acilmente revedi!ile, %all/. "on%uso lo ri%ece una ter#a
ed una *uarta volta, una decina di volte, ma invanoF =ra
incaace di relicare *uel movimento @ an#i, i movimenti che
%aceva avevano una tale comonente di comicit' che io trattenni
a stento le risa. ?
3a *uel giorno, diciamo da *uel momento, il giovane cam!i) in
modo incomrensi!ile. Ini#i) a sostare er giorni interi davanti
allo secchio ricavandone semre della ra!!ia. Cna %or#a
invisi!ile ed ina-erra!ile sem!rava stendersi come una rete di
%erro intorno alla sciolte##a della messa in scena del suo gesto, e
doo un anno non c'era i. nessuna traccia riscontra!ile in lui
della gra#ia che aveva invece deli#iato la vista di chi gli stava
intorno. Vive tuttora *ualche testimone di *uesto strano ed
in%elice caso, e otre!!e con%ermarlo cos/ come l'ho raccontato,
arola er arola.
A *uesto unto, disse il signor ". con !enevolen#a, devo
raccontarvi un'altra storia che comrenderete %acilmente come
torni a roosito.
Mi trovai, durante il mio viaggio in 8ussia, nella tenuta del
signor di &., un no!iluomo livone 11111 i cui 2gli rorio in *uel
eriodo si esercitavano con imegno nella scherma. Secie il
maggiore, aena tornato dall'universit', si dava arie di
virtuoso, ed una mattina che mi trovavo resso di lui mi orse
una sada. "i !attemmo, ma si dette il caso che io gli %ossi
sueriore6 ne deriv) che mi aassionassi nel metterlo in
con%usione6 *uasi ogni mio colo andava a segno, e da ultimo la
sua arma vol) in un angolo. Nel raccoglierla, met' scher#ando
met' dolendosene, disse che aveva trovato il suo maestro, ma
che tutti *uanti trovano il loro e che aveva inten#ione di
ortarmi su!ito dal mio. I %ratelli scoiarono in una gran risata
e gridarono4 via su!ito nella legnaiaF, e con *uesto mi resero
er la mano e mi condussero dall'orso che il signor di &., loro
adre, %aceva addestrare in cortile.
('orso, *uando in reda allo stuore %ui al suo cosetto, stava
ritto sulle gam!e osteriori con la groa aoggiata al alo cui
era legato, la #ama destra ronta a colire, e mi guard) negli
occhi4 era la sua ostura da schermitore. Non saevo se stavo
sognando, dal momento che l/ davanti vedevo un avversario di
tal genere, tuttavia4 avantiF, disse il signor di &., vediamo se
riuscite a colirlo una voltaF Mi ero un oco rireso dallo
stuore, dun*ue e-ettuai un'aertura sull'animale6 %ece una
mossa minima con la #ama e ar) il colo. 0entai con delle
2nte, ma *uello non si mosse. 8ietei la sortita con veloce mossa
d'a!ilit', sen#'om!ra di du!!io un uomo lo avrei colito al etto,
ma l'orso %ece la sua mossa minima con la #ama e ar) il colo.
Mi trovavo adesso *uasi nella situa#ione del giovane signor di
&.. (a seriet' dell'orso continu) a togliermi adronan#a, coli e
2nte si susseguirono, gocciolavo di sudore, ma invanoF Non solo
l'orso, come se %osse il rimo schermitore al mondo, arava tutti
i miei coli, e delle 2nte :inimita!ili le sue da chicchessia; non si
reoccu) neanche una volta4 teneva gli occhi nei miei, come se
con *uesto otesse leggermi dentro, la #ama levata ronta al
colo, e se i miei coli non erano da considerarsi ericolosi, lui
non si muoveva.
"i credete, a *uesta storia>
Assolutamente, gridai arovando con gioia, 9 cos/ verosimile
che crederei ad un estraneo4 a voi molto di i.F
$ra, mio egregio amico, siete in ossesso di tutto *uel che serve
er cairmi, disse il signor ".. Vediamo che nella misura in cui
nel mondo organico la riGessione si %a i. oscura e greve la
gra#ia si mani%esta con i. %ulgore ed assolute##a. ? 0uttavia,
cos/ come due linee che si tagliano in un unto, doo il transito
in una dire#ione attraverso l'in2nito d'imrovviso ervengono ad
incrociarsi di nuovo dall'altra arte, o come l'immagine riGessa
dallo secchio concavo, che, doo essersi allontanata all'in2nito,
d'imrovviso si muove vicinissima davanti a noi, cos/ anche la
gra#ia, se la conoscen#a ha %atto er cos/ dire un ercorso
in2nito, ritorna6 cos/ da aarire urissima arimenti in *uella
struttura umana che manchi totalmente di coscien#a o la a!!ia
in2nita, in altri termini nell'uomo meccanico o nel dio.
Ne consegue, dissi un oco stordito, che do!!iamo ancora
mangiare all'al!ero della conoscen#a er ricadere nello stato
d'innocen#a>
Ma certo, risose lui6 9 l'ultimo caitolo della storia del mondo.
1+ro!a!ilmente 3.0eniers, ittore 2ammingo :1H10?1HI0;.
11 ('asintote 9 la linea retta che rolungata all'in2nito tende
verso una curva sen#a mai toccarla. Il logaritmo 9 l'esonente
della oten#a a cui si deve elevare un numero 2sso, detto !ase,
er ottenere un numero roosto.
1111 Marie?Auguste Vestris :1JH0?18KL;, se non suo adre
&aetano :1JLI?1808;, entram!i dan#atori, il secondo anche
coreogra%o.
11111 Si tratta di un'antica scultura visi!ile resso i Musei
"aitolini, a 8oma.
11111 I (ivoni %urono una oola#ione 2nnica4 nord della (ettonia
:(ivonia;.
$ra#ione di Moroastro
:Da un manoscritto indiano ritrovato da un viaggiatore tra le
rovine di Palmira;
3io, +adre mio che sei nei "ieliF 0u hai sta!ilito er l'uomo una
vita tanto li!era, magni2ca, ricca. Bor#e in2nite, divine e animali,
giocano nel suo etto er %arne il re della 0erra. 0uttavia egli 9
incatenato da siriti invisi!ili secondo modi stue%acenti ed
incomrensi!ili6 a!!agliato dall'errore, egli lascia da arte ci)
che 9 eccelso e vaga, come colito da cecit', tra miserie e
vanit'. +eggio, si comiace della sua condi#ione6 e, se non %osse
er il assato ed i divini canti che rocedono dalla sua
conoscen#a, non immagineremmo i. da *ual vetta, o SignoreF
l'uomo ossa guardarsi attorno. = dun*ue tu di temo in temo
%ai cadere la !enda dagli occhi di uno dei tuoi servi che ritieni
degno di dominare con lo sguardo le %ollie e gli errori della sua
secie6 lo armi della %aretra delle arole a5nch, intreido ed
amoroso s'immerga in essa e la svegli con %recce ora taglienti,
ora lievi, dalla stue%a#ione mor!osa in cui giace con%usa. Anche
me, o Signore, me oco degno, hai nella tua sagge##a eletto a
*uest'imegno6 ed io mi accingo al mio dovere. +ervadimi tutto,
dai caelli alle iante dei iedi, del sentimento della miseria in
cui *uest'era langue, e della comrensione di ogni !asse##a,
imer%e#ione, %alsit' ed iocrisia di cui essa 9 la conseguen#a. A
tendere con vigore l'arco del giudi#io energicamente temrami e
nella scelta della %reccia, a5nch, con ciascuno come gli si
addice io m'incontri4 a!!atta in tuo onore il guastato e
l'inemenda!ile, terrori##i il deravato, allerti l'errante, un#ecchi
il %olle col mero si!ilo della %recciata al di sora del suo cao. =d
insegnami anche ad intrecciare una corona con cui onorare a
modo mio chi ti iaceF Ma sora ogni cosa, o Signore, vigilar
ossa l'amor di te, sen#a cui nulla, neanche l'insigni2cante, ha
riuscita. A5nch, il tuo regno sia esaltato ed allargato in tutto lo
sa#io ed in tutto il temo, AmenF
"onsidera#ioni sul corso del mondo
"'9 gente che raresenta le eoche del rocesso di costru#ione
d'una na#ione secondo un ordine ressoch, rodigioso. "ostoro
s'immaginano che un oolo ai suoi ini#i languisca nella brutalit
animale e selvatica6 che doo un certo temo si senta il !isogno
di migliorare i costumi e conseguentemente si de!!a costituire
la scienza della virt!6 che allo scoo di accedere alla dottrina si
ensi di renderla ersicua con !egli esemi, e che da ci)
risultere!!e l'estetica4 che *uindi secondo le rescri#ioni si
materiali##i il !ello dal che avre!!e origine l'arte stessa4 e che,
er me##o di *uesta, 2nalmente il oolo sare!!e elevato al i.
alto grado della cultura umana. "oloro che s'immaginano un tale
rocesso necessitano di esser in%ormati del %atto che tutto,
almeno dal temo dei &reci e dei 8omani, 9 successo in un
ordine comletamente caovolto. 7uesti ooli cominciarono
con l'eoca eroica, la i. alta cui si ossa accedere6 *uando non
e!!ero i. eroi nell'am!ito di nessuna virt. umana e civile, ne
%ecero oggetti di poesia6 *uando non riuscirono i. oetare,
escogitarono le regole6 *uando si %urono intricati nelle regole
dettero luogo all'astra#ione della flosofa6 e, *uando %urono
ronti, divennero scellerati.
"i) che si rova di %ronte al aesaggio marino di Briedrich
Magni2co sotto un cielo grigio guardare in solitudine in2nita un
deserto d'ac*ua sulla riva del mare. A ci) serve tuttavia esserci
andati, dover tornare, voler attraversarlo e non otere, che tutto
manchi er vivere e le voci della vita si sentano er) nei vaori
del Gutto, nel so5ar dell'aria, nel migrare delle nu!i, nel grido
solitario dell'uccello. A ci) serve che il mio cuore senta un
!isogno ed una sosensione, er dir cos/, che venga dalla
natura. Ma *uesto 9 imossi!ile di %ronte al *uadro1, e *uel che
io dovevo trovarci innan#itutto lo trovai tra me ed il *uadro, vale
a dire nel !isogno che il mio cuore ci sentiva, ed in una
sosensione da *uello datami6 cos/ io stesso divenni il %rate, il
*uadro divenne la duna, ma l'oggetto da guardare
nostalgicamente, il mare, mancava del tutto. Niente al mondo
u) esser i. triste e siacevole di tale osi#ione4 l'unica
scintilla di vita nel vasto regno della morte, il centro solitario di
un cerchio solitario. Il *uadro sta l/ con i suoi due o tre segreti
motivi, come l'Aocalisse, come se %ossero in *uestione i
D+ensieri notturniE di Noung11, e, siccome nella sua uni%ormit'
ed in2nit' non ha in rimo iano altro che la schiuma, se lo si sta
a guardare 9 come se avessimo tagliate via le ale!re :in altri
termini fssare il !uadro di "riedrich sarebbe abbacinante n.d.t.;.
=ure il ittore sen#a du!!io ha aerto una strada tutta nuova
nel camo della sua arte, e sono convinto che un miglio *uadrato
di rena !rande!urghese si lasci raresentare, insieme al suo
sirito, er me##o di un cesuglio di cresino :arbusto spinoso
n.d.t; sul *uale una cornacchia dri##a le enne, e che *uesta
immagine dovre!!e dar luogo ad un che di ossianico o di
Oosegarteniano 111. In 2n dei conti se tale aesaggio lo si
diingesse con la sua roria creta e con la sua roria ac*ua, io
credo che con ci) si ortere!!ero le voli ed i lui ad ululare4 9
la lode i. oderosa che si ossa addurre a *uesto genere di
ittura aesaggistica. ? (e mie sensa#ioni circa *uesto curioso
*uadro restano troo con%use, er cui mi sono re2sso, rima
di osarne la comiuta esressione, di istruirmi con *uel che esse,
che a coie transitano da mane a sera, dicono.
1Il *uadro s'intitola D3er Moench am MeerE, l'autore 9
K.3.Briedrich :1JJK?18K0;.
11 8i%erimento a #omplaints$ or night thoughts on life$ death and
immortalit%, di =.Noung :1H8P?1JHQ;.
111 3a $ssian, i. o meno leggendario !ardo gaelico del ter#o
secolo dell'era cristiana, le cui gesta e!!ero la sorte di esser
cantate da oscuri di-usori e, nel diciottesimo secolo, di esser
editate con immenso successo da R. Mcherson.
l.&.Kosegarten, %u oeta e astore d'anime :1JQ8?1818;
Modesta osserva#ione
Se si chiede il motivo er cui le oere di &oethe siano
raresentate tanto di rado sul alcoscenico, la risosta usuale
9 che esse ossono essere anche er%ette, ma, secondo
un'eserien#a %re*uentemente rinnovata, *uasi non %anno cassa.
$r!ene, certo %un#iona un tio di dire#ione teatrale, lo ammetto,
che nella scelta dei suoi lavori non vede altro che lo strumento,
come essa sostiene, er raggiungere in modo semlice e
naturale la meta di riuscire a reali##are un !uon teatro er la
na#ione. In%atti come secondo Adam Smith i anettieri ossono
concludere che i loro anini sono !uoni se cotti a untino, sen#a
saer le cause chimiche della cosa, cos/ la dire#ione u), sen#a
occuarsi minimamente della critica, in modo del tutto in%alli!ile
esser convinta di ortare !uoni lavori sul alcoscenico se le 2le
ed i loggioni, alle sue raresenta#ioni, sono ieni !en !ene di
gente. 7uesta regola, tuttavia, 9 vera solo dove viga la
ro%essione li!era ed una concorren#a illimitata. In una citt'
nella *uale sussistano i. teatri insieme, non aena in
*ualcuno di essi l'oera teatrale degeneri a causa della remura
esclusiva di %ar cassa, la la!oriosit' d'un altro imrenditore,
incoraggiato di nuovo dalla arte migliore della na#ione nell'idea
giusta, manterr' invece il genere dell'oera nella sua originaria
ure##a. 3ove tuttavia un teatro a!!ia l'esclusiva, l'oera
otre!!e, alicando il rinciio di %ar cassa, andare del tutto
erduta. Cna si-atta dire#ione a#iendale 9 o!!ligata a tener
conto e, a causa della sua tenden#a a lusingare la massa,
necessita della critica, er eccellen#a uno dei i. elevati residi
dello Stato. = di %atto, se in un teatro come *uello !erlinese, a
arte ogni altra considera#ione, la legge surema %osse riemir
la cassa, immediatamente avre!!ero via li!era cavalli 2nti,
giochi di restigio, agliacci4 uno settacolo largamente i.
grato, alle casse, dei lavori di &oethe. Si sono gi' viste delle
arodie, da un o', sui alcoscenici6 e se nell'inven#ione di
*uesto rodotto %osse stato imiegato un disendio di argu#ia
su5ciente a %arne la %ortuna, si sare!!e trattato di un disendio
%acile da sostituire comletamente, in considera#ione della
%rivole##a dei cuori, con il dramma. An#i, oniamo che alla
dire#ione venga l'idea di raresentare i drammi %acendo
recitare agli uomini ruoli %emminili @ ed alle donne ruoli maschili6
nel caso che una certa *ual cura sia imiegata nei costumi e
nelle giuste caricature, scommetto che alla cassa si %ar' a !otte
er i !iglietti, e che il lavoro dovr' essere relicato er tre
settimane di seguito. +er una volta la dire#ione sar' solvi!ile. ?
Memora!ile o no che sia ci), a noi are che meriti che se ne
%accia tesoro.
(ettera di un ittore a suo 2glio
Mio caro 2glio,
Mi scrivi che stai diingendo una Madonna e che, nel comiere
*uesto lavoro, rovi un sentimento molto imuro e cororale,
tanto che, ogni volta, rima di rendere il ennello, ti viene
voglia di %are la comunione er sacrali##arlo. (asciati dire dal tuo
vecchio adre che *uesto scorretto entusiasmo ti viene dalla
scuola che hai seguito, e che, secondo lSinsegnamento dei nostri
riveriti antichi maestri, il lavoro consiste tutto nel tradurre la tua
immagina#ione sulla tela, sia ure rovando, nellSesecu#ione, un
iacere di !assa lega @ ma onesto. Il mondo 9 una costru#ione
!i##arra, gli e-etti i. alti, mio caro 2gliolo, rocedono dalle i.
volgari ed umili cause. (Sessere umano, er darti un esemio
lamante, di sicuro 9 una creatura seciale, eure, nellSattimo
in cui lo si genera, non serve considerarlo con una maggiore
sacralit'. An#i, chi %a la comunione e con tale roosito
mani%esto si mette al lavoro er reali##are nel concreto, in !ase
a ci), la sua conce#ione, in%alli!ilmente creer' *ualcosa di
overo e imer%etto6 al contrario, chi in una calda notte dSestate
ama una giovane donna sen#a ensare ad altro, sen#a du!!io
mette al mondo un cucciolo che i. tardi sSinericher' con
vigore tra terra e cielo, e si metter' a %are il 2loso%o.
= con *uesto raccomandiamoci a 3io.
Nuovissimo rogetto educativo
Il testo che segue, recentemente pervenutoci, potrebbe dar l'idea di quali imprese
avventurose allettino gli uomini allo scopo di tirare avanti in un qualche modo o solo a
causa della smania di nuovismo, e quanto siano di conseguenza spassose le trovate
che sovente pervengono a questo giornale.
Stimatissimo u!!lico,
(a 2sica serimentale, nel caitolo delle roriet' del coro
elettrico, insegna che se si accosta a tal coro, o er dir meglio
alla sua atmos%era, un coro non elettrico :neutro;, *uest'ultimo
di colo diventa a sua volta elettrico e recisamente assume
l'elettricit' contraria. =' come se la natura avesse un'avversione
er tutto ci) che, a causa di circostan#e tra loro connesse, a!!ia
assunto un valore dominante e rivo di %orma6 e in ogni coia di
cori contigui sem!ra esserci un'ordinata remura di rista!ilire
l'e*uili!rio originario tra essi immaga##inato. Se il coro
elettrico 9 di segno ositivo ne consegue che dal coro non
elettrico tutto ci) che c'9 di elettricit' naturale s%ugge nel suo
sa#io i. esterno e i. distante e %orma nelle sue vicinan#e i.
rossime una sorta di vuoto che si dimostra roenso a ricevere
in s, l'ecceden#a elettrica di cui il coro elettrico in certo modo
so-re6 e *uando il coro elettrico 9 di segno negativo si
accumula rontamente nel coro non elettrico ed anche nelle
arti che sono vicinissime all'elettrico l'elettricit' naturale in
attesa solo del momento di risarcire inversamente la mancan#a
di elettricit' di cui il coro elettrico di segno negativo so-re. Se
si orta il coro non elettrico nello sa#io dove si scarica il coro
elettrico, la scintilla corre da *uesto a *uello o viceversa4
l'e*uili!rio 9 rista!ilito ed entram!i i cori sono recirocamente
del tutto uguali in %atto di elettricit'.
7uesta legge assai degna di nota si ritrova, in un modo secondo
noi ancora oco osservato, nel mondo della morale6 una ersona
sen#a *ualit', non aena entri in contatto con un'altra ersona
dotata di *ualit' in *ualche modo determinate, non solo in un
attimo cessa di essere sen#a *ualit', ma lo %a al unto che
er2no la sua natura viene, er dir cos/, controreali##ata
comletamente nella olarit' oosta6 essa contrae lo stato
ositivo se era dello stato negativo, e viceversa.
7ualche esemio, regiatissimo u!!lico, chiarir' meglio *uanto
recede.
=' a tutti nota, in %or#a dell'eserien#a, la legge della
contraddi#ione, *uella che ci rende inclini a contraorci in %atto
di oinioni. 7ualcuno mi dice che davanti alla 2nestra transita
una ersona grassa come un tonno. A dire il vero tale ersona 9
ordinariamente corulenta. 0uttavia *uando vado alla 2nestra io
non mi limito a retti2care tale errore, ma chiamo 3io a testimone
del %atto che il tio 9 magro come uno stecco.
$ure, una donna sosata ha com!inato un rende#?vous
:francese nel testo n.d.t.; con l'amante. Il marito di solito la sera
va in una !ettola a giocare a tavola reale6 cionondimeno er
andar sicura lei lo a!!raccia e dice4 caro marito mioF Ho
riscaldato il cosciotto di montone di oggi. Nessuno viene a
trovarmi, siamo soli soletti6 er una volta assiamo la serata
allegri e sen#a nessun imegno con gli altri. Il marito, che il
giorno rima nella !ettola ha lasciato un atrimonio in e-etti
meditava di non uscire er motivi di cassa6 ma d'imrovviso gli si
aalesa la noia tremenda che lo asetta l/, con la moglie
davanti. 3ice4 cara moglieF Ho romesso a un amico di dargli la
rivincita a tavola reale doo che ieri l'ho !attuto. Se uoi, lascia
che vada un'ora alla !ettola, e domani %ar) con tutto il cuore
*uel che vuoi.
(a legge in *uestione non vale tuttavia solo er oinioni e
desideri, ma anche i. in generale er sentimenti, a-etti,
*ualit' e caratteri.
Cn caitano di marina ortoghese che nel Mediterraneo %u
assalito da tre im!arca#ioni vene#iane, con decisione dette ad un
arti2ciere, alla resen#a di tutti i suoi u5ciali e marinai, il
comando seguente4 non aena in coerta %osse stata
men#ionata in *ualche modo la resa, lui avre!!e dovuto sen#a
attendere ordini ulteriori andare nella olveriera e %ar saltare in
aria la nave. 7uando invano 2n *uasi a sera ci si era !attuti in
stato di in%eriorit' ed ogni tio di s2da in termini di onore era
stata osta all'e*uiaggio, soravvenne una tregua. &li u5ciali
al comleto si resentarono al caitano e retesero che ci si
arrendesse. Sen#a risondere, il caitano si volt) e chiese dove
%osse l'arti2ciere6 aveva l'inten#ione, come in seguito assicur), di
sedirlo nella olveriera allo scoo di eseguire l'ordine che gli
aveva imartito. 7uando er) trov) l'uomo gi' ronto sul osto
con la miccia accesa in mano, di colo, allido di aura, lo a-err)
e lo trasse via di l/ dimentico di tutte le sue minacce, schiacci) la
miccia sotto i iedi tra imrecaa#ioni e !estemmie e la scagli) in
mare. Ma agli u5ciali disse che, intendendo lui arrendersi,
otevano issare la !andiera !ianca.
Io stesso, er %are un esemio ersonale, *ualche anno %a
coa!itai in una iccola citt' sul 8eno condividendo le sese con
una comagna. (a raga##a di %atto non era altro che *uel che
nella vita d'ogni giorno si dice una !rava ostessa6 generosa sotto
molti asetti, ne avevo %atto eserien#a anch'io. 0uttavia, oich,
ero %rivolo e sconsiderato, n, tenevo il denaro in alcun conto, lei
cominci) a risarmiare ed a lesinare6 an#i, sono certo che si
%osse %atta avara e che mi avesse %atto il ca-9 con il surrogato di
rae ed allungato il !rodo della minestra. Ma la sorte volle che
er sua %ortuna ci searassimo.
"hi comrende correttamente *uesta legge avr' consuetudine
con il %atto tanto la!oriosamente considerato dai 2loso2 che i
grandi uomini di regola discendano da genitori insigni2canti ed
oscuri, e da arte loro crescano 2gli da ogni unto di vista
in%eriori e di scarso valore. = nei %atti ogni giorno si u)
serimentare come oeri l'atmos%era morale sotto *uesto
ro2lo. Si raduni in una sala solo una volta tutto *uel che c'9 in
una citt' in %atto di 2loso2, letterati, oeti ed artisti, e non ochi
tra loro diverranno immediatameente stuidi6 a *uesto roosito
ci richiamiamo con iena sicure##a all'eserien#a di ciascuno che
a!!ia arteciato una volta ad un t9 od a un )nce di *uesto
tio.
A *uante limita#ioni 9 sottoosto il rinciio che le cattive
comagnie rovinano le !uone a!itudini, mentre invece uomini
come <asedoT e "ame1 che del resto nella loro ratica
educativa rogredirono con oche oosi#ioni, hanno
raccomandato di rocurare talvolta ai giovani la vista di cattivi
esemi allo scoo di distoglierli dal vi#io. = davvero se si
aragona la !uona con la cattiva comagnia, er *uanto
riguarda la ossi!ilit' di sviluare a!itudini, non si sa er *uale
delle due si de!!a decidere, erch, in *uella !uona, di
comagnie, l'a!itudine u) solo venir imitata, invece nella
cattiva deve esser trovata con una articolare energia a-ettiva.
Cn !uono a nulla con il suo esemio u), in mille casi, indurre
un'indole giovane a mettersi dalla arte del vi#io6 si danno er)
mille altri casi in cui essa, reagendo in modo naturale, si
rela#iona al vi#io con avversione e gli va incontro ronta a
com!atterlo. An#i, se da *ualche arte del mondo come in
un'isola deserta si radunasse tutto *uel che il ianeta ha di
malvagio, solo un %olle otre!!e meravigliarsi se in !reve temo
vi incontrasse tutte le virt., anche le i. su!imi e divine tra loro.
"hi ensasse che *uesto 9 un aradosso visiti anche una volta
un eniten#iario od una %orte##a. Nelle casematte, iene sesso
2no alla so-oca#ione di scellerati d'ogni genere, si erretano
ne%ande##e sen#a nome causa del %atto che nessuna uni#ione,
se non imer%ettamente, enetra in tali luoghi. In una simile
anarchia ci sare!!e il uti%erio con tutte le conseguen#e
inevita!ili, una er una, se d'imrovviso l' dentro non si
resentassero alcuni resistenti in %atto di giusti#ia e !uon
costume. An#i, sesso 9 il comandante stesso ad inserirli, i
resistenti, ed uomini 2n l/ ri!elli e nemici d'ogni ordine divino ed
umano ritornano, stue%acente muta#ione, ad esser loro stessi
dei u!!lici, devoti amministratori, veri servitori statali del
!ene, investiti del otere di mantenere la legalit'.
+er *uesto tutti ossono ragionevolmente guardare con
atten#ione allo sviluo della colonia enale di <otanU?<aU :in
&ustralia n.d.t.;. Si vede gi' !ene nei li!eri Stati nordamericani
*ual gentaglia ossa scaturire dal suolo di uno Stato riulito dal
%ango6 e, er lanciarci in cima alla nostra meta2sica visione, ci
!asta ricordare al lettore l'origine, la storia, lo sviluo e la
grande##a di 8oma.
"onsiderando dun*ue :Ora questo notevole pedagogo rivela il suo
nuovissimo progetto educativo.;
a @ che le scuole di morale 2nora %urono %ondate sulla tenden#a
all'imita#ione e che, invece di sviluare in articolare nei cuori i
!uoni rincii, tentarono solo di oerare er me##o della
resenta#ione di cosiddetti !uoni esemi :Come se gl'istituti
pedagogici non presentassero, secondo la loro naturale impostazione,
abbastanza lati deboli!;6
! @ che *ueste scuole, come l'eserien#a insegna, non hanno
rodotto rorio niente d'imortante e di considerevole er
l'avan#amento dell'umanit' :Questo flosofo potrebbe derubare il secolo
di tutta quanta la sua gloria.;6
ma il !ene :c; che esse hanno oerato are solo derivare dalla
circostan#a che esse non %urono !uone scuole e di tanto in tanto
cait) loro di incaare in alcuni cattivi esemi non voluti6
considerando dun*ue tutte *ueste circostan#e a!!iamo
rogettato di istituire una cosiddetta scuola del vizio, una scuola
della virt! tramite il vizio :isum teneatis, amici! :"on ridete, amici#
$ n.d.t.; ;.
+er *uesto saranno imiegati, er tutti i vi#i recirocamente in
contrasto, maestri che in sta!ilite ore del giorno, l'una doo
l'altra ordinatamente imartiscano le#ioni di derisione della
religione, di ostina#ione cos/ come di trasandate##a e di
servilismo, di avari#ia cos/ come di usillanimit', di temerit'
*uanto di dissia#ione.
7uesti maestri tenteranno di oerare non solo con esorta#ioni,
ma con l'esemio, con l'a#ione viva, in modo interattivo diretto,
concreto e socievole.
+er l'interesse ersonale, l'insulsaggine, il dire##o di ogni
grande##a, del su!lime e di molte altre virt. che si ossono
imarare nella strada ed in societ' non sar' necessario
imiegare maestri.
3i sorci#ia e disordine, di litigiosit' e di calunnia dar' le#ioni la
mia signora.
Sciatteria, men#ogna, vi#io del !ere, igri#ia e gola li tengo er
me.
Il re##o, assai conveniente, 9 di P00 talleri imeriali.
+.S.
&enitori che non volessero a5dare i loro 2gli ad un istituto del
genere er timore di vederseli immanca!ilmente corromere,
mostrere!!ero di avere un concetto esagerato del otere
dell'educa#ione. Il mondo, la *uantit' di oggetti che oerano
sulla mente, tiene e governa con mille e mille 2li 11 il !am!ino
iccolo alla sua nascita. 3i *uesti 2li messigli intorno all'anima 9
certo %atta l'educa#ione, anche del i. serio e %orte !am!ino6
er), con%rontato con l'intera totalit', con tutto il resto, *uesti
non %un#iona diversamente da un 2lo di re%e con%rontato con una
gomena6 il aragone 9 er di%etto.
=d in e-etti come sare!!e incresciosa la moralit' se non avesse
alcun %ondamento i. ro%ondo del cosiddetto !uon esemio di
un adre o di una madre, e delle insulse esorta#ioni di un
recettore o di una signorina %rancese. ? Ma il !am!ino non 9
assolutamente cera che si lascia modellare dalle mani di
*ualcuno in una %orma *ualsiasi4 egli vive, 9 li!ero, in s, reca
una indiendente e articolare %acolt' di sviluo, ed il modello
di tutte le con2gura#ioni interiori.
An#i, oniamo che una madre si roonga di guastare del tutto il
!am!ino che reca in seno4 a tal 2ne non le si o-rire!!e alcun
me##o sicuro al mondo, e se il !am!ino ha inclina#ioni normali ed
oneste, l'imresa nau%raghere!!e, %oss'anche la i. seciale e
straordinaria.
"he cosa oi dovre!!e diventare il mondo, nei %atti, se i genitori
avessero la %acolt' di educare i loro 2gli secondo i rincii di cui
essi sono il modello> +oich, come saiamo l'umanit' deve
rogredire, non !asta che i !am!ini diventino come i genitori,
er *uanto ineccei!ili6 ma devono diventare migliori.
Se dun*ue la stravecchia educa#ione che i adri candidamente ci
hanno trasmesso dev'essere a!!andonata, non c'9 alcun motivo
er cui il nostro istituto, insieme ad ogni altro che nei nostri
giorni a!!ia aerto la strada all'inven#ione edagogica, de!!a
incontrare dei limiti. Nella nostra scuola, contrariamente a *uelle
nelle *uali si va in rovina, ci si ritrover' notevolmente e
solidamente sviluati in virt. ed in moralit'6 tutto rester' nel
mondo come 96 e ci) che dice l'eserien#a di +estalo##i, di
Meller111 e di ogni altro virtuoso della nuovissima educa#ione,
nonch, l'eserien#a delle loro istitu#ioni, lo dir' anche di noi e
della nostra4 VNiente giova, dun*ue niente nuoce.D
8echtenGecO :Holstein; 1Q W 1810
".R.(evanus, 3irettore aggiunto.
1R.<.<asedoT :1JLP?1JI0;, edagogista il cui criterio %u l'utilit'
dell'istru#ione er la vita. R.H."ame :1JKH?1818;, scrittore di
li!ri er l'in%an#ia.
11 "i) ricorda le marionette.
111 R.H.+estalo##i :1JKH?18LJ;, svi##ero di origine italiana.
=ducatore e edagogista, isiratore della moderna scuola
elementare6 %autore del metodo educativo VmaternoD.
Meller %u un eigono di +estalo##i.
(ettera di un giovane oeta a un giovane ittore
Noi oeti non caiamo come voi, cari ittori, di cui arte 9
immensa, ossiate convincervi a trascorrere anni imegnati nella
coia dell'oera dei vostri grandi maestri. &li insegnanti da cui
andate a scuola, voi dite, non tollerano che ortiate la vostra
immagina#ione sulla tela rima del temo6 ma se noi oeti
%ossimo stati al osto vostro avremmo i. volentieri esosto le
schiene ai coli, dico io, iuttosto di accogliere *uesto sietato
divieto. (a %or#a immaginativa si sare!!e risvegliata
invinci!ilmente nei nostri cuori, e noi, a disetto dei nostri
disumani insegnanti, non aena avessimo sauto che si doveva
diingere con i eli del ennello, e non con il manico, di nascosto
durante la notte avremmo chiuso le orte er cimentarci
nell'inven#ione di *uesto gioco !eato. +erch,, ovun*ue si trovi
nei vostri cuori la %antasia, a noi sem!ra che de!!a in modo
inGessi!ile ed irrimedia!ile andare in rovina, con la
sottomissione sen#a 2ne alla coia nelle gallerie e nelle sale
d'arte a cui la condannate. Non saiamo, con la nostra visione
della *uestione, !uona o cattiva che sia, che cosa, del *uadro
che vi tocca e della cui eccellen#a desiderate aroriarvi
guardandolo con amore %ervido er ore, giorni, settimane, mesi
e, a arer mio, anni, vi serva di i.. A arer nostro, almeno, di
un *uadro si u) %are un dulice uso6 rima *uello che ne %ate,
cio9 coiarne i tratti er %amiliari##arvi con l'a!ilit' di scrittura
ittorica, e oi riscorirla direttamente nel suo sirito da cao.
=d anche *uest'a!ilit', non aena ossi!ile, dovre!!e essere
a!!andonata in cam!io dell'arte stessa, il cui tratto essen#iale 9
l'inven#ione secondo leggi caratteristiche. In%atti, er tutti i
santiF, il comito davvero non 9 altro che esser voi stessi e
condurvi, con la vostra singolarit' ed interiorit', con il tratteggio
ed il colore, all'immagineF "ome otete disre##arvi al unto di
oter accettare di non essere esistiti a-atto, sulla %accia della
0erra> +rorio l'esisten#a di siriti tanto grandi come *uelli che
ammirate 9 !en lungi dall'annientarvi, essen#ialmente invece
essi devono risvegliare in voi la giusta !rama ed attre##arvi con
%or#a ad essere, lieti e valenti, anche voi a modo vostro. Invece
voi vi immaginate di dover assare attraverso i vostri maestri, i
8a-aello o i "orreggio o chi altrimenti avete come modello,
*uando otreste cam!iar rotta, voltargli la schiena ed
individuare, e scalare, in dire#ione diametralmente oosta, la
vetta dell'arte cui mirate. ? = dun*ueF Batevi avanti e considerate
che cosa dico di nuovoF Sorridete, su con la vita. = che 3io vi
assista, signoriF +oich, "oernico gi' da trecento anni ha detto
che la 0erra 9 rotonda, non vedo a che cosa servire!!e che io
seguitassi. = saluteF
Sulla ondera#ione
%n paradosso
Si cele!ra l'utilit' della ondera#ione sotto ogni cielo, secie di
*uella che ragiona con %redde##a e sen#a %retta al cosetto
dell'a#ione. Se %ossi uno sagnolo, un italiano o un %rancese, la
cosa 2nire!!e l/. Ma, oich, sono un tedesco, enso che un
giorno terr) a mio 2glio, secie se dovesse indiri##arsi alla vita
militare, il seguente discorso.
V(a ondera#ione, sai, trova il suo momento di gran lunga i.
oortuno dopo, non prima dell'a#ione. Se entra in gioco in
anticio o nel momento della decisione, are solo con%ondere,
rallentare e rerimere la forza necessaria al %are che sgorga
dalla magni2cen#a del sentire6 invece in seguito, ad a#ione
comiuta, della ondera#ione si u) %ar l'uso er cui 9 in
articolare data all'uomo, *uello della resa di coscien#a di ci)
che era nella ratica de!ole e scorretto, e della modula#ione del
sentire in vista di altri casi. Anche la vita 9 una !attaglia con il
destino, ed il destino %un#iona con l'a#ione com'essa %osse un
ring. Nel momento in cui ha a-errato l'avversario, l'atleta u)
rocedere nulla considerando se non la ura e semlice
isira#ione momentanea, e chi volesse calcolare *ual muscolo
alicare, *ual mem!ro dover muovere er vincere, certo
avre!!e la eggio e soccom!ere!!e. In seguito tuttavia, se lui
ha vinto o giace al suolo, u) essere oortuno ed aroriato
onderare in merito al tramite di *ual ressione egli ha atterrato
l'avversario, o alla gam!a che avre!!e dovuto tener %erma allo
scoo di restare in iedi. "hi non si avvinghi alla vita come un
simile lottatore ed innumerevolmente non la serimenti e la
senta, tra i contorcimenti della lotta, in tutto ci) che di lei
resiste, reme, s%ugge e reagisce, non imorr' *uel che vuole in
nessuna discussione6 men che meno in una !attaglia.D
Brammenti
"i sono errori che costano i. sreco mentale della verit' stessa.
0icone1 non a torto ha dovuto tutta la sua gloria ad un errore, e
se Kelero non ci avesse siegato la struttura del mondo sar!!e
stato cele!rato solo a causa dell'illusione da lui mantenuta ed a
causa della sagacia con cui sostenne, cio9, che la luna non ruota
sul suo asse.
(e ersone otre!!ero essere suddivise in due categorie, *uella
di chi si siega con una meta%ora e *uella di chi si siega con
una %ormula. 3i coloro che si siegano con entram!e ce ne sono
troo ochi, non %ormano una categoria.
10Uge <rahe, astronomo danese :1QKH?1H01;, maestro di
Kelero, %ond) un sistema in arte geocentrico, in arte
eliocentrico.
Miscellanea
1
Balsta- ne la cantina di =astchea 1 avvisa di non essere
soltanto arguto, ma anche resonsa!ile del %atto che gli altri
siano arguti :a sue sese;. +i. di un semliciotto che *ui non
osso nominare scom!ussola tale senten#a. In%atti costui non 9
soltanto stuido, ma anche resonsa!ile che gli altri divengano
stuidi :di %ronte alla sua %accia ed ai suoi discorsi;.
1 In V=nrico IVD, arte seconda, atto rimo, seconda scena,
Balsta- o-re *uesta senten#a. (a cantina o !ettola di =astchea
9 men#ionata nella arte seconda, atto secondo, *uarta scena.
L
Al temo di Montes*uieu le acconciature erano tanto alte, dice
lui argutamente, che i visi arevano trovarsi al centro della
2gura umana6 resto oi i tacchi divennero tanti alti che tale
osi#ione seciale sem!r) occuata dai iedi. Similmente doo
ochi anni le vite, er dirla con Montes*uieu, %urono tanto sottili
che le signore arevano non aver a-atto lo stomaco6 ora invece
hanno le !raccia tanto grasse da sem!rare tre.
Cn rinciio di critica sueriore
Per &
('are##amento di un'oera d'arte mediocre aartiene al genio
i. dell'are##amento di un'oera eccellente. =' in rimissima
istan#a che !elle##a e verit' illuminano la natura umana6 e
come, dun*ue, i rincii i. elevati sono i i. %acili da caire
:soltanto la ignoleria 9 ardua da a-errare;, cos/ il !ello
%acilmente iace6 solo il di%ettoso ed il manierato si gusta con
%atica. In un'oera d'arte il !ello 9 incluso tanto nettamente che
!al#a come tale in cuore ad ogni sana intelligen#a6 nella
mediocrit', al contrario, il !ello 9 mescolato con tanta casualit'
o addirittura contraddittoriet' che, in !reve, aartiene i. al
genio ricavarne un giudi#io molto i. acuto, una sensi!ilit' i.
2ne, ed una immagina#ione i. vivace ed esercitata. Anche er
*uesto le oinioni in merito alle oere s*uisite sono semre
concordi :*ui non considero le divisioni che diendono dalla
assione;6 solo in merito alle oere che s*uisite non sono si
discute e si litiga. "om'9 toccante l'inven#ione, in molta oesia4 e
solo er me##o di arole, immagini e locu#ioni cos/ de%ormate
che serve sesso un sensorio in%alli!ile er scorirla. 0utto ci) 9
cos/ vero che le idee delle nostre oere d'arte i. comiute :er
esemio di una gran arte di *uelle scesiriane; sono sorte dalle
eggiori letture, dall'o!lio di li!ri e scarto5e assolutamente
rivoltanti. "hi loda dun*ue Schiller e &oethe non mi d' a-atto la
rova, come ensa, d'uno straordinario e s*uisito senso del
!ello6 ma chi di tanto in tanto si comiace di &ellert e "ronegO 1
mi %a suorre, se 9 nel giusto anche in un sol suo dire, che sia
in ossesso di comrendonio e sensi!ilit', e certo di entram!i in
modo ecce#ionale.
1".B.&ellert :1J1Q?1JHI;, tedesco, autore di %avole e novelle,
commedie, oesie. R.B."ronegO :1JP1?1JQ8;, tedesco,
drammaturgo.
(ettera di un oeta a un altro oeta
Mio caro amicoF
$r non 9 molto, *uando ti trovai intento alla lettura delle mie
oesie, ti dilungasti con straordinaria elo*uen#a sulla %orma e,
con %avorevoli sguardi retrosettivi, sulla scuola alla *uale, come
ti iace suorre, io mi sono %ormato6 mi elogiasti in un modo
che mi costrinse a vergognarmi, ora l'adeguate##a della metrica
in raorto agli argomenti, ora il ritmo, ora l'attrattiva della
musicalit', ora la nette##a e la giuste##a dell'esressione e
sorattutto della ingua. (ascia che ti dica che il tuo animo si
so-erma *ui su regi che avre!!ero rovato il loro massimo
valore se tu non li avessi notati a-atto. Se, a arte la oesia, io
otessi esrimermi in cuor mio, se otessi a-errare i miei
ensieri e metterli sen#'altro ingrediente nelle tue mani, er dir
la verit' ogni esigen#a interna della mia anima sare!!e
soddis%atta. =d anche a te, amico, mi are che nulla restere!!e
da desiderare4 er chi ha sete sono re#iosi i %rutti che gli si
recano, non la !uccia. Solo in *uanto il ensiero, allo scoo di
mostrarsi, deve essere rivestito, come ogni sostan#a chimica
volatile ed irraresenta!ile, con *ualcosa di i. coroso, ro##o,
solo er *uesto mi servo, se voglio comunicare con te, delle
arole, e solo er *uesto ne hai !isogno er cairmi. (ingua,
metrica, musicalit' e cos/ via ossono anche avere tanta gra#ia
nella misura in cui rivestono lo sirito, ma di er s,, da *uesto
sueriore unto di vista, non sono altro che un vero
inconveniente, er *uanto ovvio e necessario6 e l'arte non u)
%un#ionare in raorto a loro che nel %arle sparire meglio che
u). Io mi adoero con le mie %or#e migliori a dar chiare##a
all'esressione, valore alla costru#ione dei versi, gra#ia e vita al
suono delle arole, ma solo erch, venga %uori nella maggior
misura, unico e solo, il ensiero che tali cose racchiudono, mica
er loro. In%atti la caratteristica di ogni %orma genuina 9 che lo
sirito ne esca su!itaneo ed immediato, mentre la %orma
imer%etta lo tiene legato come %osse un secchio scadente, ed a
noi non ricorda altro che se stessa. Se erci) tu lodi la %orma
della mia iccola oera sen#a retese in *uanto ottimamente
conceita, allora susciti in me sen#a s%or#o la reoccua#ione
che essa contenga sedu#ioni ritmiche e metriche del tutto %alse,
e che il tuo cuore sia stato, tramite il suono delle arole e la
costru#ione del verso, allontanato da ci) che semlicemente
m'imortava. In%atti, erch,, se no, non dovevi render ragione
allo sirito che io m'imegnai a chiamare in causa, e addirittura
andargli incontro con il tuo sirito esattamente come er
collo*uiarci, sen#a %ar caso all'a!ito del mio ensiero> Ma di tale
sordit' nei con%ronti dell'essen#a della oesia, di tale sensi!ilit',
addestrata 2no all'esserne malati, er ci) che diende dal caso e
dalla %orma, il tuo cuore 9 imiastricciato, io enso, sorattutto
a causa della scuola da cui rovieni6 sen#a du!!io a disetto dei
roositi di tale scuola, che %u i. ricca di sirito di *ualsiasi
altra delle nostre, ma non del tutto sen#a sue resonsa!ilit',
stando alle aradossali tenden#e del suo magistero. Anche se
leggi oere oetiche del tutto diverse dalle mie, noto che i tuoi
occhi, secondo il rover!io, non vedono la %oresta, ma gli al!eri.
"ome sesso sono vani gli interessi su cui la tua sensi!ilit' si
so-erma, rendendo noi in mano lo ShaOeseare, se raortati a
*uelli grandi, cosmoolitici, che %orse dovre!!ero a5orare nel
tuo cuore in merito a *uesto meraviglioso oetaF "he cosa
m'imorta del camo di !attaglia di Agincourt1, dell'argu#ia dei
motti che vi si %anno6 o se $%elia dice di Amleto4 V7ual no!ile
sirito *ui %u annientatoFD ? o Macdu- di Mac!eth. V=gli non ha
alcun 2glioFD ? "he gusto hanno giam!i, rime, assonan#e e simili
regi er i *uali hai semre agu##o l'udito come se non ci %osse
nient'altro> ? Stammi !eneF
1 V. V=nrico VD, atto *uarto, scena *uarta.
Batto del giorno
Al caitano von <Xrger dellSantico 8eggimento 0auent#ien,
<riet#, lSoeraio rimasto ucciso sulla nuova asseggiata, disse
che lSal!ero sotto cui si trovavano entram!i era troo iccolo
er due ersone, e che il caitano oteva sistemarsi sotto un
altro. Von <Xrger, un uomo silen#ioso e discreto, si mise in e-etti
sotto un altro al!ero, e immediatamente doo il suddetto <riet#
%u colito da un %ulmine e ucciso.
Assennate##a %rancese
:Degno d'essere inciso nel bronzo;
Al generale %rancese Hulin si resent) durante la guerra un
cittadino di Y e, ai 2ni di re*uisi#ione !ellica di !eni del nemico,
indic) una *uantit' di tronchi sistemati su una chiatta. Il
generale, che stava vestendosi, disse4 no, amico mio, *uesti
tronchi non ossiamo renderli. ? D+erch, no>E, domand) il
cittadino. DSi tratta di roriet' del re.E ? Il generale,
guardandolo aena, volle dire che il re di +russia necessita di
*uei tronchi er aenderci simili %ara!utti. ?
Magistrato in im!ara##o
%n aneddoto
Sen#a il ermesso del suo u5ciale un agente di oli#ia ur!ana di
H. aveva a!!andonato, non con grande anticio, il osto di
guardia. +er una male%atta del genere, assai imortante del
resto a causa delle ronde dei no!iluomini, secondo una legge
antichissima tocca di %atto la morte. Sen#a tuttavia che essa sia
stata eliminarla in modo eslicito, da secoli e secoli a tal legge
non si %a ricorso, tanto che, invece che alla ena caitale, chi se
ne renda colevole viene condannato ad una ena solo
ecuniaria da versare alle casse comunali. Il tio er), non
gar!andogli a-atto versare soldi, sieg) con gran sconcerto del
magistrato di voler morire come nella %attisecie gli toccava
secondo la legge. +resumendo un malinteso il magistrato gli
mand) un incaricato er %argli caire *uanto %osse meglio er lui
agare alcuni gulden che non venir tra2tto dagli archi!ugieri. Il
tio tuttavia rest) della sua oinione ? di essere stanco della vita
e di voler morire. +er cui al magistrato, che non voleva sargere
sangue, non rest) altro che agare la ena ecuniaria a *uella
!ir!a, n, manc) di esser lieto che lui restasse in vita in
circostan#e si-atte.
Il lais di 3io
In +olonia c'era una contessa +., una signora an#iana che viveva
in modo assai malvagio ed aZiggeva, terri!ile con la sua avari#ia
e la sua crudelt', articolarmente i suoi diendenti. 7uando
*uesta signora mor/ lasci) in eredit' il suo atrimonio ad un
monastero che le aveva concesso l'assolu#ione6 ragion er cui il
monastero le %ece nel camosanto una costosa ietra tom!ale
adorna di %usioni !ron#ee, caso di cui si %ece con gran oma
men#ione. &iorni doo sulla ietra tom!ale si a!!att, il %ulmine
che sciolse le lettere !ron#ee lasciandone intatte solo *uante,
comitate insieme, enunciavano4 ' stata giustiziata# ? Il %atto
non 9 inventato :ma siega!ile da esegeti;6 la ietra tom!ale
esiste ancora, n, mancano uomini, in *uella citt', che videro
integra la suddetta eigra%e.
Aneddoto tratto dall'ultima guerra russiana
In un villaggio resso Rena l'oste mi raccont), ero in viaggio
verso Branco%orte, che diverse ore doo l'omonima !attaglia,
*uando il villaggio era gi' tutto a!!andonato dall'armata del
rincie von Hohenlohe e circondato dai %rancesi che invece lo
ritenevano occuato, gli era aarso un russiano a cavallo,
rimasto l/ da solo6 l'oste mi assicur) che se tutti i soldati che
*uel giorno avevano com!attuto %ossero stati valorosi come *uel
cavaliere, i %rancesi sare!!ero andati incontro ad una scon2tta,
anche se %ossero stati tre volte i. numerosi di *uanto erano nei
%atti. 7uel tio, disse l'oste, !al#) coerto di olvere davanti alla
locanda e grid)4 DSignor osteFE Allora domandai che cosa voleva,
e lui, mentre rin%oderava la sada, risose4 DCn !icchiere
d'ac*uaviteF (evatemi la sete.E Santo cielo, dico io,
cos'asettate ad andarvene> I %rancesi sono *ui vicino.
D"airaiFE, disse mettendo la !riglia sul collo alla sua !estia. DIn
tutto il giorno non ho mangiato nienteFE Allora 9 osseduto da
Satana, enso io. =hi, (ieseF, grido. Baccio venire una !ottiglia1 e
dico4 eccoF Sto er dargliela tutta intera erch, non ensi che a
cavalcare via6 Dmacch,FE dice lui, e, nel !uttarla, si al#a la
visiera. DSciocche##e, versamene un !icchiereE e si asciuga il
sudore dalla %ronte, Derch, non ho temoFE Allora 9 un 2glio
della morte, dico io. =cco, dico, e gliene verso uno6 !eve e se ne
va, !uon ro gli %accia. DAncoraFE dice lui, intanto che da ogni
arte nel villaggio tam!ureggiano i coli. 3ico4 ancora> Accidenti
a luiF DCn altroFE, risonde, e mi tende il !icchiere, D!ello
ienoE, si asciuga la !ar!a e si so5a il naso, Dlo ago in
contantiFE +rorio *uel che volevoF =ccolo, dico, e gliene verso
ancora, come vuole lui, e oi un ter#o. Soddis%atto> DAh,
l'ac*uavite 9 !uonaFE, dice, e si ria!!assa la visiera, Dnon 9
cola mia, se 9 !uona.E Niente, niente, risondo. "he se ne
vada, orco demonio, i %rancesi stanno er riversarsi nel
villaggioF D=h noFE, dice lui intanto che %ruga nello stivale,
D&ra#ie a 3ioE, e tira %uori un mo##icone di ia, ne svuota il
%ornello, oi dice4 DBatemi accendereFE Buoco> Accidenti a luiF
DS/, %uoco, voglio %armi una iata.E Ha gli attri!uti, il tioF =hi,
(iese, grido alla raga##a, e intanto che lui riemie la ia la
!aldracca gli d' il %uoco. DAhFE, dice il tio, %acendo s!u5 con la
ia in !occa, Di %rancesi ossono andare in maloraFE= con ci) si
a!!assa la visiera sugli occhi, tira le !riglie, volta la !estia e
arte all'attacco. Cno sterminatoreF Cn %ottuto avan#o di galeraF
<oiaF (ui se ne %rega, di dov'9F Non li vede, i tre cacciatori che
sono alla orta del villaggio> D= allora>E, dice lui, e suta,
mentre valuta i tre con occhi lameggianti, D%ossero anche dieci,
io non ne avrei auraFE =ccoli gi' nel villaggio. D<oia chi mollaF
11E, grida il tio, d' di srone al cavallo e li insegue, *uanto 9
vero 3io li raggiunge come se avesse dietro di s, l'intera armata
di Hohenlohe. I tre cacciatori, che non sanno se nel villaggio ci
sono o non ci sono i. tedeschi, er un attimo sono colti di
sorresa, ci) che di solito non gli caita, lui, 3io santo, in un
!atter d'occhio li %alcia via di sella, acchiaa i cavalli che
corrono intorno e %a ritorno da me. D<oia, al,F111E, grida, Davete
visto, signor oste> AddioFArrivederciFE Cno cos/ non l'ho mai
visto nella vita.
1+otre!!e trattarsi di D&oldTasserE, un tio di vodOa rodotta in
origine a 3an#ica, da cui Deine Blasche 3an#igerE, nel testo.
11 $vviamente la tradu#ione dell'originale, D<assa ManelOaE, 9
li!era. 111 Anche *ui la tradu#ione di D<assa 0eremtetemE 9
li!era.
"ariccio celeste
%n aneddoto
Il generale 3ieringsho%en, de%unto a Branco%orte sull'$der dove
disoneva di un reggimento di %anteria, uomo duro e retto di
carattere, ma anche in i. occasioni strano ed eccentrico,
*uando in tarda et' si trov) allettato e mori!ondo a causa di una
ostinata malattia, mani%est) la volont' di non 2nire tra le mani
delle lavacadaveri. $rdin) con %erme##a che nessuno, sen#a
ecce#ione, avre!!e dovuto toccare il suo coro6 che
assolutamente intendeva essere messo nella !ara e seolto nelle
condi#ioni in cui sare!!e morto, con la !erretta da notte, le
!rache e la camicia da lui indossate6 e reg) il suo caellano
militare del momento, signor +., un amico di %amiglia, di curarsi
di eseguire *uella sua ultima volont'. "ostui gli romise di
risolvere ogni caso da *uando lui sare!!e morto 2no al momento
della seoltura, sen#a a!!andonare il suo osto. 3iverse
settimane doo, una mattina resto, si resent) a casa
dell'ancora dormiente caellano militare il cameriere ersonale
del generale, e ne annunci) la morte, avvenuta come revedi!ile
nella calma e nella tran*uillit' gi' dalla me##anotte. Il signor +.
si vest/ immediatamente, %edele alla sua romessa, e si rec)
all'aartamento del generale. Ma che cosa trov)> ? (a salma
stava seduta su uno sga!ello insaonata4 il cameriere, che
ignorava l'ordine del generale, aveva chiamato un !ar!iere allo
scoo, intanto, di tagliargli la !ar!a in vista di una esosi#ione
decorosa. "he cosa oteva %are il caellano militare in una
circostan#a cos/ straordinaria> Sgrid) il cameriere erch, non lo
aveva chiamato rima, mand) via il !ar!iere che stava con il
naso del generale in mano, er cui, non restando altro da %are, lo
%ece mettere nella !ara e seellire insaonato e con la !ar!a
%atta a met'.
Batto avvenuto nell'osedale u!!lico
('uomo di nome <eUer recentemente travolto da un cocchiere ha
gi' %atto tre volte un'eserien#a del genere, ragion er cui nel
corso dell'indagine comiuta dal consigliere segreto1 signor K si
sono avuti i i. comici malintesi. Il consigliere segreto che rima
di tutto ne ha esaminato le gam!e, entram!e %ratturate e
coerte di sangue, gli ha domandato se era %erito in *uella arte
del coro, al che l'uomo ha risosto di no, le gam!e gli erano
state gi' troncate cin*ue anni rima da un diverso dottore. In
seguito un medico che si trovava a 2anco del consigliere segreto
ha osservato che il <eUer era mancante dell'occhio sinistro6
*uando er) gli si 9 domandato se l'occhio era stato colito dalla
ruota, il <eUer ha risosto di no, gi' *uattordici anni rima glielo
aveva ortato via un dottore. In2ne, sorresa generale, si 9
scoerto che il <eUer era misera!ilmente storiato alla met'
sinistra osteriore delle costole, tutte storte6 ma *uando il
consigliere segreto gli ha domandato se lo aveva %erito la
carro##a del dottore, lui ha risosto di no, le costole gli erano
state rovinate da una carro##a dottorale11, ma sette anni rima .
? 3a ultimo si 9 scoerto che a causa dell'investimento da arte
del cocchiere gli era stato rotto un timano. ? Anche il cronista
ha interrogato il <eUer su *uesti eisodi, e ure i malati gravi
allettati nella sala sono stati costretti a ridere del modo
sassoso e indolente in cui lui si 9 esresso. ? 3el resto 9 guarito
e, a atto che andando in giro si guardi dai dottori, u) vivere
ancora a lungo.
1 Cn magistrato diendente dal sovrano.
11 +ro!a!ile gioco di arole tra D3oOtors [agenE, carro##a del
dottore, e D3oOtorTagenE, carro##a dottorale. Nel senso4 degna
di un dottore.
('u!riacone e le camane di <erlino
%n aneddoto
Cn soldato del vecchio reggimento (ichnoTsOU, tremendo e
incorreggi!ile u!riacone, doo le numerosissime !atoste da lui
atite er tale ragione, romise di migliorare la sua condotta e
di astenersi dall'ac*uavite. 3i %atto mantenne la arola er tre
giorni, il *uarto giorno %u trovato di nuovo u!riaco %radicio sul
margine d'un marciaiede e venne arrestato da un sottu5ciale.
3urante l'interrogatorio gli %u domandato erch,, immemore del
suo roosito, si %osse di nuovo arreso al vi#io del !ere. DSignor
caitanoFE, risose, DNon 9 cola mia. =ro nel arco con una
cesta di ver#ini 1 er conto di un commerciante *uando
suonarono le camane4 'M=(AN&oli, M=(AN&oli, M=(AN&oliF' 11
Suonate, suonate, ho detto io, e non !evvi. Nella Koenigstrasse,
dove dovevo consegnare la cesta, mi sono %ermato un attimo
davanti al municiio er riosarmi, *uando dalla torre ho sentito
scamanellare4 'Kuemmel111, Kuemmel, Kuemmel, Kuemmel,
Kuemmel, Kuemmel', e ho detto alla torre4 tu strai le nuvole a
%or#a di scamanellare @ e mi sono ricordato, lo giuro, del mio
roosito, nonostante che avessi lo stesso sete, ma non ho
!evuto. 3oo 9 stato il demonio a ortarmi allo SittelmarOt, e
l/, rorio davanti a una !ettola con i. di trenta avventori
dentro, mi sono %ermato e dalla torre dello Sittel vien gi.4
'Anisetta, Anisetta, AnisettaF' Cn !icchiere *uanto costa>, ho
chiesto all'oste. Sei %ennig. 3ammelo, ho detto @ e doo, *uel
che 9 successo, io non lo so.E
1Il ver#ino 9 un legno che %ornisce materia atta a colorare di
rosso.
11 Il melangolo 9 un'essen#a di arancio. =viden#iare DM=(AN&E
serve a rirodurre un iotetico suono di camana, in raorto al
testo originale.
111 Il Kuemmel 9 un li*uore dolce e di alta grada#ione.
Aneddoto dell'ultima guerra
3urante l'ultima guerra un tam!urino, uno a *uanto ne so del
vecchio reggimento di +uttOamer, uomo come vedremo sen#a
riscontri storici n, tra i greci n, tra i romani, ha detto la
siritosaggine i. colossale che mai sia venuta alle la!!ra
umane da *uando esiste il mondo. "ostui, doo che l'armata
russiana era stata s!aragliata resso Rena, aveva trovato un
%ucile con cui seguit) da solo la guerra 2nch,, deredando e
a!!attendo tutto *uel che via via gli veniva a tiro di %rancese,
non %u reso dai molti gendarmi che lo avevano scovato e,
tradotto in citt', condannato com'9 ovvio alla %ucila#ione.
7uando %u arrivato dove si doveva rocedere all'esecu#ione e si
rese conto che ogni suo tentativo di di%endersi era inutile, chiese
a chi comandava il distaccamento il %avore d'una concessione6
*uando l'u5ciale, i suoi colleghi intorno a lui radunati in attesa
nervosa, gli domand) che cosa voleva, il tam!urino si cal) i
cal#oni e disse che er non !ucargli la elle gli sarassero nel Y
che il !uco lo ha di suo. ? 3al che scesirianamente si deve
notare che lui con il suo motto non usc/, in *uanto tam!urino,
dal suo am!ito di colitore di elle di tam!uro1.
1Il testo, a arte i untini di sosensione, delle arole D!ucoE e
DelleE :D(ochE e DBellE; d' soltanto le ini#iali. Salvo errori, il
motto non are cos/ straordinario come vuole l'autore.
<ach
(neddoto
<ach, doo la morte di sua moglie, doveva %ar rovvedere alla
seoltura, ma il overSuomo era a!ituato a rocurarsi ogni cosa
er il tramite della moglie, di modo che, *uando si resent) un
vecchio domestico e gli chiese del denaro er il velo %une!re che
doveva comrare, lui sSa!!att, con la testa sul tavolo iangendo
silen#iosamente, e risose4 dillo a mia moglie.
=serci#io %rancese
c)e sarebbe bene imitare
Cn caitano di artiglieria %rancese che all'ini#io di una !attaglia
intenda ia##are una !atteria allo scoo di tenere imegnato il
e##o d'artiglieria nemico oure di annientarlo, er rimissima
cosa si mette nel centro del sito scelto, sia esso un camosanto,
una collinetta o la cima di un !oschetto4 estrae la sada e, con la
visiera !assa sugli occhi, intanto che si rearano alla loro oera
le !ocche da %uoco sotto la ioggia delle alle nemiche
streitanti da ogni arte, si muove sen#a %ar chiasso, con la
sinistra serra al etto gli artiglieri resonsa!ili dei diversi
cannoni e, %acendo con la unta della sada un segno sul
terreno, dice4 D0u, 9 *ui che muoriFE, erch, l'artigliere veda
dove @ e ad un altro4 D0u *uiFE ? e ad un ter#o, ad un *uarto ed a
tutti i successivi4 D0u *uiF 0u *uiF 0u *uiFE ? ed all'ultimo4 D0u
*uiFE ? ? 7uesta consegna di morte agli artiglieri, esressa in
modo semlice e reciso l' dov'9 osta la !atteria, 9 destinata,
come si dice, ad una riuscita ecce#ionale in !attaglia, *ualora sia
!en attuata.
=nigma
Cn giovane dottore in giurisruden#a ed una signora coniugata
ad un canonico che nessuno saeva avessero una rela#ione
amorosa si trovarono ad un ricevimento a-ollato ed imortante
resso il comandante della ia##a. (a signora, !ella e giovane,
ortava, com'era di moda all'eoca, un iccolo neo nero sul viso,
recisamente aena sora le la!!ra, a destra. Il caso volle che
la comagnia ad un certo momento si allontanasse dalla sala,
er cui vi rimasero soltanto il dottore e la signora. 7uando la
comagnia %ece ritorno con generale sorresa si not) che il neo
si trovava sul viso del dottore, recisamente sora le la!!ra, ma
a sinistra. ?
:Segue la solu#ione;
Cna corrisonden#a
Il signor Cn#elmann, che da oco calca le scene a Koenigs!erg,
certo deve iacere molto al u!!lico, cosa decisiva, ma ha il suo
!el da-are con i critici :come risulta dalla stama locale;. Si
narra che la dire#ione del tetro gli a!!ia vietato d'imrovvisare.
Il signor Cn#elmann, che detesta ogni tio di insu!ordina#ione,
ha u!!idito all'ordine, ma *uando un cavallo che era stato
ortato in scena durante la raresenta#ione dell'oera ha
rilasciato, con grande costerna#ione del u!!lico, escrementi nel
me##o del alcoscenico, il signor Cn#elmann si 9 interrotto e
volgendosi verso di lui ha detto4 DA te la dire#ione non ha vietato
d'imrovvisareFE ? "i) di cui anche la dire#ione, si assicura, deve
aver riso.
:Naoleone;
(neddoto
In un'oera intitolata 'iaggio con l'&rmata nell'anno ()*) u!!licato
da Ho%!uch nel 1810 a 8udolstadt un %rancese narra
sull'Imeratore il seguente aneddoto che notevolmente
esemli2ca la caacit' di Naoleone di rovare %orti sentimenti
di comassione. =' noto che egli durante la !attaglia di Asern
tenne tra le !raccia a lungo e con grande emo#ione il %erito
Maresciallo (annes. (a sera stessa di *uella !attaglia vede la sua
cavalleria all'attacco in me##o al %uoco della mitraglia6 una
*uantit' di %eriti gli giacciono attorno @ taciti, come dice il
testimone oculare dell'evento, er non esser di eso, con i loro
lamenti, all'imeratore. 3i l/ a oco un intero reggimento
%rancese di cora##ieri, nel riiegare dinnan#i alla sueriorit' del
nemico, tiene in non cale gl' in%elici %eriti6 si leva alto un grido
stra#iante, insieme al grido che vuol corirlo4 Vive l'=mereurF
Vive l'=mereurF 7uesti si volge, la mano davanti al viso, dagli
occhi gli sgorgano lacrime, e solo a %atica mantiene la calma.
Antichissima dieta imeriale o !attaglia dei ciechi con i suini
7uando l'imperatore Ma*imilian primo di As!urgo tenne una
dieta allo scoo di mo!ilitare gli Stati ad una guerra contro i
0urchi, rincii e no!ilt' si svagarono con giochi cavallereschi
d'ogni tio. 0uttavia +unz von der ,osen, !u-one di corte di
MaAimilian e suo sovrintendente aveva escogitato un
divertimento articolare. In ratica al mercato dei vini nel
centro di un'area chiusa da ro!uste recin#ioni %u iantato un alo
ed a *uesto alo venne legato con una lunga %une un lardoso
suino. 3odici ciechi, overa gente, armati di !astoni, elmo in
testa e tutti in2lati dentro vecchie armature arrugginite,
entrarono *uindi nel recinto er !attersi con il suino, di%atti Kun#
von der 8osen aveva romesso che il suino doveva aartenere
a chi l'avesse a!!attuto. 7uindi, disosti i ciechi in cerchio, ad
un segnale di trom!a arte l'assalto. I ciechi a tentoni vanno in
dire#ione del unto in cui si trova la scro%a grugnente tra un o'
di aglia. $ra la !estia si rende un colo e comincia a urlare
2nendo tra i iedi d'uno o due dei ciechi, e li travolge. &li altri
che stanno da arte odono la scro%a grugnire e s!raitare, si
%anno sotto anche loro, cominciano ad attaccare valorosamente
in *uella dire#ione cos/ incontrando sesso i. un contendente
che non la scro%a. Il contendente a sua volta, sti##ito, colisce
l'assalitore cui non ha %atto alcun male, e er 2nire arte
all'assalto di tutti e due anche un ter#o, ignaro della lite ma
convinto che si !attano er il suino. Succede che con i loro
!astoni tutti i ciechi siano in contatto tra loro e comincino a
darci dentro, sull'elmo dei contendenti, con tanta ra!!ia che ne
risulta un chiasso come se %ossero all'oera un'o5cina di
caldaie, un calderaio, una !ottega di %a!!ro %erraio. (a scro%a,
che ha il vantaggio di vedere !ene e di oter schivare i coli,
d'altra arte ini#ia a s!raitare. Al che i ciechi agu##ano le
orecchie, si searano e vanno con i !astoni contro il suino.
7uest'ultimo tuttavia s'9 cercato un osto nuovo ed i ciechi si
coliscono a vicenda, inciamano nella %une cui 9 legato il suino,
toccano il recinto e ci assestano sora un gran colo, in%atti
ritengono di esser caitati sul suino. In2ne, doo una lotta inutie
di molte ore, uno ci riesce6 coglie il suino con il !astone sul
grugno, la !estia cade e si leva un intermina!ile grido di giu!ilo.
Il !anditore della gara roclama il vincitore cui viene dato il
suino, ed i ciechi, sorchi e sanguinanti come ossono essere,
siedono tutti insieme ad un !anchetto suer!o secondo *uanto
comanda la %estivit'.
:I due ugili;
(neddoto
3ue cele!ri ugili inglesi, il rimo nativo di +ortsmouth, di
+lUmouth il secondo, che da anni avevano sentito arlare l'uno
dell'altro sen#a vedersi, decisero, essendosi incontrati a (ondra,
di sostenere un u!!lico com!attimento er risolvere la
*uestione di chi meritasse tra loro la gloria del rimato. Si
misero *uindi nel giardino di un'osteria davanti al oolo l'un
contro l'altro con i ugni serrati, e *uando il ugile di +lUmouth
oco doo col/ al etto il ugile di +ortsmouth al unto di %argli
sutar sangue, *uest'ultimo grid), mentre si nettava la !occa4
!eneF ? Ma allorch,, rimessisi in osi#ione, il ugile di
+ortsmouth con un destro col/ allo stomaco il ugile di
+lUmouth al unto che *uest'ultimo cadde e gli si rovesciarono
gli occhi, lo stesso grid)4 non 9 male neure *uestoF 3oo di
che il oolo che assisteva in circolo giu!il) e, intanto che il
ugile di +lUmouth %erito alle viscere veniva ortato via morto,
roclam) il rimato del ugile di +ortsmouth. 0uttavia anche il
ugile di +ortsmouth era destinato a morire di emorragia ochi
giorni doo.
(a via del ritorno
(neddoto
Cn cauccino accomagnava al ati!olo uno svevo sotto la
eggior ioggia. Il condannato derec) 3io rietutamente,
durante la via, erch, doveva %are un cos/ malo cammino con un
temo cos/ inclemente. Il cauccino volle dargli cristiano
con%orto, e disse4 0u, straccione, di cosa ti lamenti tanto, che
devi andare e !asta, mentre io devo, con *uesto temo, ri%are
indietro la stessa strada. "hi ha rovato lo s*uallore, er2no
durante una magni2ca giornata, di *uando si ritorna da dove ha
avuto luogo unSesecu#ione caitale, non trover' cos/ stuido il
motto del cauccino.
:3iogene;
(neddoto
7uando domandarono al 3iogene dove volesse esser seolto
doo morto, lui riose4 DIn aerta camagna.E = che, relic)
*ualcuno, vuoi essere divorato dagli uccelli e dalle !estie
selvatiche> DMi si metta vicino il mio !astoneE, risose lui,
Dacciocch, li ossa scacciare.E ScacciareF , grid) l'altro6 se sei
morto non senti rorio nullaF D= dun*ue che cosa me ne vieneE,
risose lui, Dse gli uccelli mi divorano o no>E ?
&iudi#io divino elgolandese1
&li elgolandesi hanno uno seciale modo di risolvere i casi
du!!iosi nelle loro controversie6 e mentre le %a#ioni, resso altri
ooli, ricorrono alle armi e %anno che decida il sangue, essi
gettano contrassegni :medaglie di ottone numerate che
aartengono ad ognuno di loro; in un caello e ne %anno
estrarre uno da un ar!itro. (a ragione 9 *uindi del titolare del
numero.
1Helgoland 9 un'isola germanica che svetta come un altoiano
nel Mare del Nord, ad ovest della 3animarca.
:Il vigoroso Ronas;
Aneddoto
Cn camagnolo del Meclen!urgo1 chiamato Ronas era noto in
tutta la regione er la sua %or#a 2sica. Cno della 0uringia che
assava a cavallo nei araggi ed aveva sentito esaltare Ronas
decise di cimentarsi con lui.
7uando il turingese %u davanti alla casa vide da sora il cavallo
un uomo che saccava la legna e gli domand) se Ronas il
vigoroso a!itava l/, ma non e!!e risosta alcuna.
Scese dun*ue da cavallo, ar/ la orta, %ece entrare il cavallo e lo
assicur) al muro.
7uindi mani%est) la sua inten#ione di misurarsi con Ronas il
vigoroso.
Ronas a-err) il turingese, sen#a indugio lo ri!utt) al di l' del
muro e rirese il suo lavoro.
3oo una me##'ora il turingese di l' dal muro grid)4 RonasF ?
= ora che c'9>, risose *uest'ultimo.
"aro Ronas, disse il turingese, %a' il !ravo, scaraventami indietro
anche il cavalloF
Insolita storia avvenuta in Italia ai miei temi
Alla corte della rinciessa di San ", a Naoli nel 1J88, si
trovava come dama di comagnia, o meglio come cantante, una
giovane romana di nome Brancesca N. <ella e molto dotata
d'ingegno, era 2glia di un u5ciale di marina overo ed invalido
che in giovent. aveva reso servigi alla rinciessa di San ",
ragion er cui *uest'ultima aveva reso la %anciulla con s, e
l'aveva educata nella sua casa. 3urante un viaggio che la
rinciessa %ece ai !agni di Messina e di l/, incoraggiata dal
temo e dal senso di rinnovata salute, sull'=tna, la giovane ed
ineserta %anciulla e!!e la s%ortuna di venir circuita nel modo
i. rirovevole ed imerdona!ile da un gentiluomo, il visconte di
+, vecchio conoscente di +arigi che si era aggregato al viaggio6
cos/ che, ochi mesi i. tardi, durante il loro ritorno a Naoli,
non le rimase altro che gettarsi ai iedi della rinciessa, sua
seconda madre, e rivelarle tra le lacrime lo stato in cui si
trovava. (a rinciessa, che amava molto la giovane eccatrice,
non manc) di rimroverarla asramente er la vergogna da lei
ortata nella sua corte6 tuttavia, oich, la %anciulla giur)
solennemente di correggersi in modo de2nitivo, di ritirarsi in
convento e di rimanere casta er tutta la vita nonostante che il
ensiero di dover lasciare la casa della sua rotettrice le %osse
assolutamente insoorta!ile, avvenne che l'animo della
rinciessa, 2lantroico ed in casi consimili comun*ue incline al
erdono, mut)4 %ece al#are dal suolo l'in%elice, ed unica
*uestione %u come si sare!!e otuto revenire l'onta che
minacciava di soravvenire su di lei. In casi del genere si sa che
alle signore non manca mai l'estro e la necessaria inventiva, e
ochi giorni trascorsero che la rinciessa stessa escogit) er la
salve##a dell'onore della sua amica il iccolo roman#o che segue.
+er rima cosa una sera, trovandosi a !ella osta nel suo
al!ergo davanti a arecchi invitati a cena, riceve una lettera4 le
toglie il sigillo e la scorre nel %rattemo volgendosi alla signora1
Brancesca4 DSignora1E, dice, Dil conte Schar%enecO, il giovane
tedesco che avete visto or sono due anni a 8oma, da Vene#ia
dove sta trascorrendo l'inverno chiede la vostra mano. ?
&uardateFE, aggiunge, intanto che rirende la carta, Dleggete voi
stessa4 si tratta di un no!ile e degno gentiluomo della cui
roosta non occorre che vi vergognate.E (a signora1 Brancesca
si al#a arrossendo, rende la lettera, la scorre e mentre !acia la
mano della rinciessa dice4 D&entilissima, oich, il conte
siega in *uesto scritto di essere in grado di %ar dell'Italia la sua
atria, io con il vostro ermesso lo accetto come sosoFE ? doo
di che la lettera va di mano in mano tra gli auguri di %elicit'6
ognuno s'in%orma sulla ersona del retendente, a tutti ignoto, e
la signora1 Brancesca da ora 9 ritenuta esser la 2dan#ata del
conte Schar%enecO. In seguito, nel giorno 2ssato er il
2dan#amento ed insieme, secondo la reghiera del conte, er le
no##e, si resenta al ortone una carro##a da turismo a *uattro
cavalli4 9 il conte Schar%enecOF 0utta la comagnia che 9 riunita
nell'aartamento della rinciessa er %esteggiare *uesto
giorno si accalca alle 2nestre, lo vede scendere, %resco e !ello
come un giovane dio ? intanto che si sarge la voce, a cura di un
cameriere di ci) incaricato, che 9 ammalato e deve essere %atto
accomodare in un aartamento contiguo. A tal siacevole
annuncio la rinciessa, im!ara##ata, si rivolge alla 2dan#ata ed
entram!e doo !reve collo*uio si recano nell'aartamento del
conte, dove sono seguite un'ora i. tardi da un rete. Nel
%rattemo la comagnia viene invitata a tavola a cura del
cerimoniere della rinciessa6 a cura dello stesso si sarge,
intanto che l'ositalit' della rinciessa si rivela alla comagnia
in tutta la sua reli!ate##a e ricercate##a, la noti#ia che il
giovane conte 9 un vero signore germanico, un oco ammalato, e
sorattutto un originale che non ama la comagnia in occasioni
similmente %estose6 i. tardi, alle undici di sera, la rinciessa
entra in scena tenendo er mano la signora1 Brancesca e
resenta agli ositi riuniti la contessa von Schar%enecO
dichiarando insieme che il matrimonio 9 gi' consumato. "i si leva
da tavola, ci si stuisce, ci si %elicit', si giu!ila e si %an domande,
ma non si viene a saere dalla rinciessa e dalla contessa
nient'altro che *uesto4 il conte sta !ene, e si %are!!e anche
vedere tra oco a tutti i signori che hanno avuto la !ont' di
riunirsi l/, ma a-ari urgenti lo costringono a %ar ritorno all'al!a di
domani a Vene#ia, dove un suo #io 9 de%unto e lui ha un'eredit'
da ricevere. 3oodich,, tra rinnovati auguri di %elicit' ed
a!!racci alla sosa, la comagnia si allontana ed all'al!a, riunita
tutta la servit., il conte riarte con la sua carro##a da viaggio a
*uattro. Sei settimane doo la rinciessa e la contessa ricevono
una lettera sigillata in nero con la noti#ia che il conte von
Schar%enecO 9 annegato nel orto di Vene#ia. In ratica doo una
gran camminata ha commesso la leggere##a di %are un !agno, ha
su!ito un collasso ed il suo coro ancora non 9 stato ritrovato in
mare. ? 0utti coloro che %anno arte della casa della rinciessa a
tale orri!ile noti#ia si raccolgono, arteciano, si dolgono6 la
rinciessa mostra la %atale lettera, la contessa, %uor di s, tra le
di lei !raccia, iange inconsola!ile ?6 non manca tuttavia, doo
alcuni giorni, della %or#a !astevole a artir er Vene#ia er
rendere ossesso della eredit' che le setta. ? In !reve4 doo
circa nove mesi :tanto dura la %accenda; ritorna e mostra un
assai ama!ile contino Schar%enecO di cui il "ielo l'ha !ene2cata
rorio a Vene#ia.
Cn tedesco dotato di una gran conoscen#a genealogica della sua
atria scor/ il segreto di *uesto intrigo e mand) al contino il di
lui stemma disegnato leggiadramente a mano, il *uale stemma
raresentava l'angolo11 di una anca con sotto un !am!ino. "i)
nonostante la signora dimor) a Naoli ancora molti anni come
contessa Schar%enecO, 2nch, il visconte di +., nel 1JIP, non %ece
ritorno in Italia e si decise, er ordine della rinciessa, a
sosarla. ? Nel 180L entram!i tornarono in Brancia.
1In italiano nel testo.
11 Schar%enecO signi2ca Dangolo acutoE.
Auguri er il nuovo anno da arte di un arti2ciere al suo
caitano, all'eoca della guerra dei sette anni.
Illustrissimo, Stimatissimo, Autorevolissimo, 8igoroso e Borte
Signor "aitanoF
"os/ come, se l'imeto dell'inonda#ione e le sue onde schiumanti
minacciano di sommergere e distruggere un'intera citt', il
treido cittadino si a-retta correndo con le attre##ature di
salvataggio allo scoo di arrestare dov'9 ossi!ile i Gutti
mugghianti, scroscianti, %uriosi, allo stesso modo e non
altrimenti m'a-retto io, Illustrissimo, in occasione del mutar
dell'anno, ad assicurar(e e convincer(a della mia dedi#ione a (ei
consacrata, la i. ronta e remurosa, ed imossi!ile da
migliorare, e ad augurare nello stesso temo al mio
$norevolissimo Signor "aitano un arsenale intero colmo di
tutto ci) che serve alla %elicit' del vivere umano. ? Al mio
$norevolissimo Signore non manchino n, la olvere della no!ile
salute n, la alla dell'incessante iacere n, la !om!a della
soddis%a#ione n, la carcassa1 del sangue %reddo n, la miccia
d'una lunga vita. Mai devono avvicinarsi alla cittadella del Suo
cuore i nemici della nostra ace, le volgari reoccua#ioni6 an#i,
deve riuscir(e di divaricare le cesoie delle o-ese inGitte al Suo
cuore davanti alla ridotta della Sua caacit' di rovar iacere. Il
!astione del Suo !enessere sia 2n nella i. tarda et' custodito
dalle ali##ate della %ortuna, e le scale d'assalto del cruccio
invano siano aoggiate al rivellino11 della Sua gioia. A (ei,
Illustrissimo, tutto ci) che rocede nella gravosa marcia di
*uesta vita deve s2lar davanti sen#a erdite e danni, n, la
cavalleria dei Suoi desideri n, la %anteria delle Sue seran#e n,
l'artiglieria a cavallo dei Suoi rogetti di%ettino mai delle
vettovaglie e delle muni#ioni d'un esito %elice. 3'altronde
neanch'io manco di scaricare il %ucile della mia gratitudine
armata di otenti cartucce alla salute della Sua !enevolen#a
cortese, e di andare alla carica, er il tramite della riconoscen#a,
con ogni lotone. 3etesto l'imugnatura dell'arma della %alsit',
tolgo il coerchio della simula#ione ed irromo con la !aionetta
inastata della mia devotissima reghiera nel *uadrato di
!attaglione della Sua amici#ia allo scoo di %or#arla a che de!!a
lasciarmi il seggio della Sua !enevolen#a dove io tenter) di
rimanere 2no a *uando l'inevita!ile mina della morte, non
reali##ando il risultato di %armi saltare in aria, mi ac*uartieri in
modo de2nitivo nella oscura casamatta della %ossa. Bino a *uel
momento rimango del mio Stimatissimo Signor "aitano il molto
risettoso servitore
N.N.
1(a DcarcassaE 9 una !om!a costituita da uno scheletro
metallico e da tela, contenenti materiali in2amma!ili.
11 Il DrivellinoE 9 un tio di %orti2ca#ione.
Il nuovo, i. %ortunato, [erther
A (...e, in Brancia, un giovane commesso, "harles ", amava
segretamente la moglie del suo rinciale, un ricco ma an#iano
commerciante di nome 3. Saendo la signora virtuosa e retta,
"harles non %aceva il minimo tentativo di ottenere che lei
ricam!iasse il suo amore, anche in considera#ione del %atto che
era legato al rinciale da vari vincoli di riconoscen#a e risetto.
(a signora, che rovava comassione di *uella situa#ione che
minacciava di diventare dannosa er la salute di "harles, reg)
con ogni tio di retesto suo marito di allontanarlo dalla casa6 il
marito rimandava di giorno in giorno un viaggio cui lo aveva
destinato, 2nch, non dichiar) che non avre!!e otuto %arne a
meno er ragioni d'u5cio. Cna volta il signor 3 %ece un viaggio
insieme a sua moglie da un amico %uori dalla regione, e lasci) il
giovane "harles a casa er ortare avanti il lavoro. (a sera, tutti
dormivano, il giovane si accinse, sinto non so da *uali
sentimenti, a %ar lo stesso un giretto in giardino. +assando
davanti alla camera da letto dell'amata signora si %erma, mette
la mano sulla maniglia, are4 il cuore gli si allarga alla vista del
letto in cui lei 9 solita riosare, in !reve doo molti conGitti
interiori %a la a##ia, dato che nessuno vede, di sogliarsi e
d'in2larsi nel letto. (a notte, doo che "harles ha dormito
tran*uillamente diverse ore, inasettati i coniugi %anno ritorno a
casa er un *ualche motivo, inutile indicare *uale6 e *uando
l'an#iano signore e sua moglie entrano in camera da letto ci
trovano il giovane che, saventato, si solleva in me##o al letto.
Vergogna e con%usione lo a-errano6 mentre i coniugi sorresi
indietreggiano e sariscono nella stan#a da cui rovenivano, lui
si al#a e si veste6 *uatto *uatto va nella sua stan#a, stanco di
vivere scrive una !reve lettera in cui siega il %atto alla signora e
si sara in etto con una istola che stava aesa alla arete. A
*uesto unto la storia della sua vita are terminata, e tuttavia in
modo a!!astan#a curioso essa 9 aena agli ini#i. In%atti, invece
di uccidere lui, il giovane, il colo destinatogli rovoca un colo
aolettico all'an#iano signore che si trova nella stan#a accanto.
"ostui muore oche ore doo, a disetto dell'a!ilit' di tutti i
medici %atti convenire. "in*ue giorni i. tardi, *uando il signor 3
9 da temo seolto, il giovane "harles, cui il colo ha
attraversato i olmoni ma non a rischio della vita, si sveglia4
come descrivere il suo dolore :o, non so, la sua gioia>; *uando
viene a saere *uel che 9 accaduto e si trova tra le !raccia
dell'amata signora er cui ha voluto darsi la morte> 3oo un
anno la signora lo sosa.
Ancora nel 1801 entram!i erano vivi, e la loro %amiglia, come
narra un conoscente, constava di tredici 2gli.
Amor materno
A Saint?$mer, nel nord della Brancia, accadde nel 180P un %atto
memora!ile. Cn grosso cane ra!!ioso che aveva gi' %erito
numerose ersone, in *uel luogo, aggred/ due !am!ini che
giocavano davanti alla orta di casa. 7uando e!!e s!ranato
comletamente il i. iccolo, che, sotto le sue #anne, si
dimenava insanguinato, aarve da una stradina laterale la
madre, sulla testa un secchio ieno dSac*ua. Mentre il cane
lasciava la resa er scagliarlesi addosso, lei mise il secchio in
terra6 incaace di scaare, rese la decisione di ridurre al
minimo il danno, e strinse il suo coro al cane er diminuirne la
%uria ra!!iosa, lo strangol) e ricadde esausta vicino a lui,
dilaniata dai morsi. (a donna in seguito seell/ i suoi !am!ini,
ochi giorni doo mor/ di ra!!ia, ed anche lei giac*ue nella
%ossa.
Inverosimili veridicit'
D"i sono tre storieE, disse un vecchio u5ciale trovandosi in
comagnia, Dcui sen#a du!!io credo, eure a raccontarle ho
rischiato di esser reso er un %an%arone. In%atti la gente esige,
come rima condi#ione della verit', che essa sia verosimile6
eure la verosimiglian#a, come insegna l'eserien#a, non sta
semre dalla arte della verit'.E
8accontate, esclamarono alcuni dei resenti, raccontateF ?
oich, l'u5ciale era noto come ersona divertente e stima!ile,
mai resasi colevole di men#ogna.
Sorridendo l'u5ciale disse che avre!!e soddis%atto la
comagnia, ma dichiar) di nuovo in anticio che non retendeva
a-atto di essere creduto.
I resenti s'imegnarono, lo regarono di arlare e si misero in
ascolto.
DIl rimo di mar#o 1JIL, durante la camagna del 8enoE, ini#i)
l'u5ciale, Ddoo uno scontro che avevamo avuto con il nemico
notai un soldato che stava !en in riga armato di %ucile ed
e*uiaggiato nonostante che un colo gli avesse attraversato il
centro del etto6 almeno se ne vedeva il %oro davanti, nella
cinghia della gi!erna, l/ dove la alla aveva colito, ed un altro
se ne vedeva nella giacchetta, da dove era uscita. &li u5ciali,
increduli a tal vista %uori del comune, gli ordinarono i. volte di
andare nelle retrovie e di %arsi medicare, ma l'uomo assicur) di
non sentire *uasi dolore e chiese di non essere allontanato dal
reggimento er *uesto colo di rim!al#o, come lo chiam) lui. (a
sera, *uando %ummo tornati nell'accamamento, il chirurgo che
era stato mandato a chiamare esamin) la %erita, e trov) che la
alla, non a!!astan#a %orte da s%ondare lo sterno, rim!al#ata tra
le costole e la elle, cedenti in modo elastico, era scivolata lungo
tutto il tronco e sul retro, doo aver colito in2ne la sina
dorsale, era tornata in dire#ione retta ed era s!ucata di nuovo
%uori. 0ale iccola %erita nella carne non rovoc) al malato
nient'altro che della %e!!re, e doo ochi giorni lui %u di nuovo
nei ranghi.E
Ma come> 3omandarono sorresi alcuni dei resenti credendo di
non aver caito !ene. (a alla in giro er tutto il tronco> In
circolo> ? A %atica nella comagnia ci si trattenne dal ridere.
D7uesta era la rima storiaE, disse l'u5ciale nel rendere un
i##ico di ta!acco, e tac*ue.
Santo cieloF, rorue un gentiluomo di camagna, avete
ragione, *uesta storia 9 da non credereF
DCndici anni dooE, disse l'u5ciale, Dnel 180P, mi trovavo con un
amico a Koenigstein in Sassonia, nei cui araggi, come si sa,
circa ad una me##'ora, su un lato della riidissima sonda
dell'=l!a, alta %orse trecento iedi, c'9 un notevole onte di
ietra. &li oerai, in resen#a di grossi !locchi, se non riescono
ad arrivarci con i loro normali attre##i, usano calare nel
creaccio oggetti rigidi, in articolare tu!i, e sostano sulla
%or#a di *uesti iccoli oggetti oeranti a mo' di cuneo la %atica di
staccare tutto il !locco dalla roccia. Accadde che rorio allora
un gigantesco !locco %acente arte della suer2cie della sonda
dell'=l!a, misurante diverse centinaia di iedi cu!ici, stesse er
cadere sul onte6 e oich, un momento come *uesto, er via
della straordinaria eco che il rim!al#o rovoca sulla montagna e
er molte altre imrevedi!ili mani%esta#ioni dello scuotimento
del terreno, 9 degno di nota, andammo anche noi al onte, tra i
molti a!itanti di Koenigstein, il mio amico ed io, ogni sera, er
cogliere l'attimo della caduta del !locco. "he er) cadde a
me##ogiorno, rorio *uando sedevamo al tavolo della locanda6
avemmo il temo er andarci a asseggio e er in%ormarci sulle
modalit' della caduta solo verso le cin*ue del omeriggio. Ma
*uale ne era stato l'e-etto> +er rima cosa !isogna saere che
tra il onte ed il letto dell'=l!a c'era rimasta una striscia di terra
di circa cin*uanta iedi di larghe##a, er cui il !locco :*uesto 9
imortante; non era caduto direttamente nel 2ume, ma nel lato
sa!!ioso di tale striscia di terra. Cn !attello, ecco l'e-etto della
caduta, era stato !uttato in secca dallo sostamento d'aria
rodotto sul osto6 era un !attello lungo circa sessanta iedi e
largo trenta, carico di legna esante, ed ora giaceva sulla riva
oosta dell'=l!a4 lo hanno visto, nella sa!!ia, *uesti occhi @ che
dico> ? hanno anche visto nei giorni seguenti oerai che
tentavano con leve e rulli di rimetterlo in ac*ua e di %arlo
rigalleggiare. +ro!a!ilmente l'=l!a, rima ritiratasi sull'altra
riva, si era lasciata dietro il !attello in *uanto coro solido, come
all'incirca sul !ordo di un reciiente un e##o di legno resta
indietro se viene mossa l'ac*ua in cui esso galleggia.E
= il !locco> , chiese la comagnia, non cadde nell'=l!a>
NoF, risose l'u5ciale.
StranoF, esclamarono gli altri.
Il gentiluomo di camagna ens) che lui avre!!e sauto
scegliere storie documenta!ili, da raccontare.
D(a ter#a storiaE, continu) l'u5ciale, Dsi svolse al temo della
guerra d'indienden#a olandese durante l'assedio di Anversa da
arte del duca di +arma. =gli con un onte di !arche aveva
s!arrato la Scelda, ma gli anversesi, istruiti da un caace
italiano, si imegnarono a colirlo con delle granate er %arlo
saltare. Nel momento, signori miei, in cui il %uoco erviene al
onte, sulla riva sinistra della Scelda, %ate !ene atten#ione, si
trova vicinissimo al duca di +arma un orta!andiera6 ha dun*ue
luogo l'eslosione, no>, e *uesto orta!andiera, con la sua
!andiera ed il suo e*uiaggiamento si ritrova, sen#a che
nessuna delle granate lo a!!ia colito, sulla riva oosta. = la
Scelda in *uel unto 9 larga un tiro di cannone.
DAvete caito>E
Morte e danna#ioneF &rid) il gentiluomo di camagna.
3iAiF "os/ arl) l'u5ciale, rese !astone e caello e se ne and).
Signor caitanoF &ridarono gli altri ridendo, signor caitanoF ?
Volevano almeno saere la %onte di *ueste storie avventurose
che lui aveva sacciato er vere.
(asciatelo stare, disse uno dei resenti, l'eisodio si trova
nell'aendice alla storia della caduta dell'$landa unita, di
Schiller, e l'autore untuali##a il %atto che un oeta non otre!!e
%arne alcunch,, mentre lo storiogra%o, a causa della non
disre##a!ilit' della %onte e della concordan#a delle
testimonian#e, 9 costretto ad ammetterlo.
Strano caso giudi#iario inglese
=' noto che in Inghilterra ogni imutato viene giudicato da dodici
giurati del suo rango che devono ronunciarsi in modo concorde
e che, allo scoo di non allungare troo il temo er decidere,
restano chiusi sen#a mangiare e sen#a !ere *uanto serve a che
siano di un'unica oinione. 3ue gentlemen +in inglese nel testo
n.d.t., che vivevano ad alcune miglia da (ondra e!!ero una vivace
lite davanti a testimoni6 uno dei due minacci) l'altro
aggiungendo che nel giro di venti*uattro ore *uello si sare!!e
entito della sua condotta. Verso sera *uesto gentiluomo %u
trovato ucciso6 naturalmente si sosett) di colui che gli aveva
rovesciato addosso le sue minacce. (o si ort) in rigione, %u
giudicato, si trovarono molte nuove rove ed undici giurati lo
condannarono a morte6 solo il dodicesimo continu)
ostinatamente a negare il suo consenso, oich, riteneva
l'imutato innocente.
I colleghi lo regarono di addurre i motivi di *uesta creden#a,
ma lui non volle saerne, e rimase della sua oinione. =ra gi'
notte %onda e la %ame tormentava molto i giudici6 in2ne uno si
al#) e disse che era meglio assolvere un colevole che a-amare
undici innocenti6 si redasse dun*ue la gra#ia, ma si addussero
anche le circostan#e che avevano costretto il tri!unale ad essa.
0utto il u!!lico %u contro il testardo solitario, l'a-are ervenne
addirittura 2no al re, che retese di arlare con lui6 il gentiluomo
si resent) e, %attosi romettere dal re che la sua %ranche##a
non avre!!e dato luogo a conseguen#e er lui negative,
raccont) che tornando dalla caccia *uand'era scuro aveva
scaricato il %ucile e, s%ortunatamente, aveva ucciso *uel
gentiluomo, che si trovava dietro un cesuglio. 3al momento che
non avevo, continu), n, testimoni di ci) che avevo %atto n, della
mia innocen#a, resi la decisione di starmene #itto6 ma *uando
sentii che si accusava un innocente %eci di tutto er essere tra i
giurati, %ermamente deciso a morire di %ame iuttosto che lasciar
morire l'accusato. Il re mantenne la sua romessa, ed il
gentiluomo %u gra#iato.
Storia di un duello memora!ile
Il no!iluomo Hans "arouge, vassallo del conte di Alenson, dov,
andar er mare a causa di a-ari inerenti la %amiglia. (asci) la
!ella e giovane consorte nel suo castello. Cn altro vassallo del
conte, chiamato RaOo! il &rigio, era assai violentemente
innamorato della signora. In tri!unale i testimoni dichiararono
che alla tal ora del tal giorno del tal mese RaOo! il &rigio era
saltato sul cavallo del conte ed era andato a %ar visita alla
signora, che si trovava ad Argenteuil. (ei lo accolse come collega
di suo marito e come amico, e gli mostr) tutto il castello. (ui
volle vedere anche la torre di guardia o di vedetta, e la signora
ve lo condusse sen#a %arsi accomagnare da un servitore.
Non aena %urono sulla torre RaOo!, che era assai ro!usto,
chiuse la orta, rese la signora tra le !raccia e si a!!andon)
alla iena della sua assione. RaOo!, RaOo!, disse la signora
iangente, tu mi hai disonorato, ma l'onta ricadr' su di te al
ritorno di mio marito. RaOo! non tenne molto conto di *ueste
minacce, si rimise a cavallo e corse s%renatamente. Alle *uattro
del mattino era nel castello, alle nove si resent) al conte er il
saluto mattutino @ *uesto !isogna sottolinearlo. Binalmente
Hans "arouge torn) dal suo viaggio e sua moglie lo accolse con
le i. calde mani%esta#ioni d'a-etto. 3i sera er), doo che
"arouge era andato nella stan#a da letto e si era disteso sul
medesimo, lei continu) a ercorrere la camera in su e in gi.
%acendosi rietuti segni della croce, in2ne cadde in ginocchio
davanti al letto e iangendo raccont) al marito che cosa le era
successo. (ui non volle crederci, da rinciio, ma in2ne %u
costretto a dar credito ai giuramenti ed alle rietute con%erme
della consorte6 doo di che lo invase il ensiero della vendetta.
8iun/ i congiunti suoi e della moglie, e l'oinione generale %u di
ortare la cosa davanti al conte lasciando a lui la decisione.
Il conte %ece venire al suo cosetto le arti, stette a sentire le
loro ragioni e doo molto disutare concluse che la signora
doveva aver sognato tutto *uanto, oich, 9 imossi!ile che un
uomo ercorra ventitr, miglia ed anche ossa commettere ci) di
cui RaOo! era incolato, con tutte le circostan#e accessorie, nel
!reve temo di cin*ue ore e me##o, corrisondente al eriodo in
cui lui non era stato visto in sede. Il conte di Alenson ordin)
dun*ue che non si dovesse i. arlare della cosa.
Ma il no!ile "arouge, uomo assai sensi!ile in merito al unto
d'onore, non si accontent) della decisione, e ort) la cosa
davanti al tri!unale di +arigi. "he decise un duello. Il re, che
momentaneamente si trovava a Sluis, in Biandra, sed/ un
corriere con l'ordine di rimandare il duello 2no al suo ritorno,
dato che voleva esserci. I duchi di <errU, <orgogna e <or!one
vennero anch'essi a +arigi er vedere lo settacolo. "ome luogo
di scontro si era scelta la ia##a S. "aterina, e vi si costruirono
imalcature er gli settatori. I duellanti %ecero la loro comarsa
armati di tutto unto. (a signora sed, vestita tutta in nero
dentro una carro##a. Il marito le si avvicin) e disse4 Signora, er
vendicarvi ed in nome della vostra sincerit' metto ora la mia vita
alla rova e mi !atto con RaOo! il &rigio6 nessuno meglio di voi sa
se comio la cosa giusta e !uona. ? "avaliere, risose la signora,
voi otete contare sulla giuste##a del %atto vostro ed andare allo
scontro con 2ducia. Allora "arouge rese la mano di lei, la !aci),
si %ece il segno della croce ed entr) nel recinto. 3urante la lotta
la signora continu) a regare. (a sua era una osi#ione di5cile.
Se Hans "arouge %osse stato !attuto, sare!!e stato imiccato, e
lei !ruciata sen#a iet'. 7uando l'area rativa illuminata dal sole
%u la stessa er entram!i i contendenti, *uesti si gettarono l'un
contro l'altro armati di lancia, ma erano troo a!ili er otersi
%erire. Scesero dun*ue da cavallo e dettero di iglio alla sada.
"arouge %u %erito a una coscia6 i suoi amici tremarono er lui, e
sua moglie era i. morta che viva. Ma "arouge s'introdusse nella
guardia dell'avversario con tanto %urore e destre##a che lo gett)
a terra e gli iant) l'arma in etto. Allora si volt) verso gli
settatori e domand) loro ad alta voce se aveva %atto il suo
dovere. 0utti risosero insieme4 S/F Su!ito il carne2ce
s'imadron/ del cadavere di RaOo! e lo aesa alla %orca. Il
cavaliere "arouge si gett) ai iedi del re che lod) il suo valore,
gli %ece contare mille %ranchi, sta!il/ una rendita di duecento
%ranchi e nomin) il 2glio di lui ciam!ellano. "arouge corse da sua
moglie, l'a!!racci) davanti a tutti e si rec) insieme a lei in
chiesa er ringra#iare 3io e %are o-erte. =' Broissard1 che narra
*uesta storia, che 9 vera.
1 $ meglio Broissart, Rean6 storico %rancese, autore delle
-)roni.ues, nato circa nel 1PPJ, morto doo il 1K0K.
Si ricorda che il resente testo 9 aarso er la rima volta nel
1810. Cn anno rima della morte di Heinrich Von Kleist.
0radu#ione e note di Nicola Sinosi :L01K;.
=?mail4 sinnic\li!ero.it