Sei sulla pagina 1di 22

1RYDOLV

Canti 5piritua!i
(ERRN

2
,
Sonza di Lo cho cosa saroi sLaLo`
Sonza di Lo cho cosa non saroi`
DosLinaLo a pauro o snarrinonLi,
solo ni sonLiroi nol vasLo nondo.
Non anoroi pi nulla con corLozza,
sarobbo un cupo baraLro il luLuro,
so nol prolondo il cuoro si Lurbasso,
a chi poLroi svolaro la nia pona`
Solo, da anoro o nosLalgia consunLo,
non dissinilo il giorno dalla noLLo
ni sonbrorobbo, o soguiroi con caldo
pianLo il corso solvaggio dolla viLa.
Trovoroi nol LunulLo inquioLudino,
donLro la casa angoscia disporaLa.
Chi roggor sonza un anico in ciolo,
chi roggoro poLr qui sulla Lorra`
ra cho CrisLo a no si rivolaLo,
io con corLozza LuLLo gli apparLongo,
cono consuna rapida una chiara
viLa la Lonobra sonza conlino.
Sono con CrisLo divonuLo un uono,
il dosLino da lui LrasliguraLo,
o l'India dovo lioriro gioiosa
porlino nol Nord inLorno all'anaLo.
Ia viLa divonLa un'ora d'anoro,
d'anoro o gioia LuLLo il nondo parla.
Crosco un'orba cho sana ogni loriLa,
palpiLa colno o liboro ogni cuoro.
Io rinango, por LuLLi i suoi nillo
rogali, piono d'unilL, suo liglio,
so cho sar prosonLo in nozzo a noi
ancho so solo duo lossino insiono.
h, andaLo por LuLLo lo sLrado
o riporLaLo donLro chi snarriLo,
sLondoLo a ognuno la nano, inviLaLolo
lioLanonLo a voniro in nozzo a noi.
Il ciolo qui con noi sulla Lorra,
lo conLonpliano uniLi nolla lodo,
o a quolli cho con noi sono congiunLi
in un'unica lodo, si apro il ciolo.
Un sonso anLico, gravo dol poccaLo
ci sLava in cuoro saldanonLo inprosso,
cono ciochi orravano nolla noLLo,
3
da rinorso o passiono insiono accosi.
Cho l'uono dogli doi losso nonico
ci sonbrava, ogni aziono doliLLuosa,
ancho so il ciolo sonbrava parlarci,
parlava solLanLo di norLo o di pona.
Nol cuoro, ricca lonLo dolla viLa,
sLava annidaLo un ossoro nalvagio,
o so si illuninava il nosLro spiriLo,
ora solo inquioLudino il suo lruLLo.
SaldanonLo inchiodava i prigioniori
LronanLi a Lorra una caLona lorroa,
la spada giusLiziora dolla norLo
ci aLLorr, sollocando ogni sporanza.
Vonno un liglio doll'uono a riscaLLarci,
piono d'anoro o lorza, un SalvaLoro,
nol nosLro inLino un luoco ha susciLaLo
cho inlondo nuova viLa ad ogni cosa.
Vodonno linalnonLo aporLo il ciolo
su di noi, cono nosLra anLica paLria,
provanno l'osulLanza di sonLirci
congiunLi a Dio, di crodoro o sporaro.
I da allora por noi sparvo il poccaLo,
lu gioioso ogni passo sulla Lorra,
si rogalo, sul nascoro, ai lanciulli
cono il dono pi bollo quosLa lodo,
da loi sanLilicaLa, cono un sogno
lolico Lrascorrova ornai la viLa,
o, voLaLi ad anoro o gioia oLorna,
si avvorL appona l'ora dol disLacco.
SLa ancora qui nol suo splondoro
noraviglioso, il SanLo, l'/naLo,
por la sua lodolL, la sua corona
di spino, siano in lacrino, connossi.
Sia bonvonuLo ogni uono cho passa
o cho allorra con noi la sua nano
por divoniro naLurando, accolLo
nol suo cuoro, un lruLLo dol paradiso.

4
,,

IonLano a rionLo si la chiaro,
Lonpi grigi si lanno giovani,
qualo prolondo o lungo abbovorarsi
alla luninosa lonLo doi colori!
SanLo osaudirsi di anLica nosLalgia,
dolco anoro in divina apoLoosi!
IinalnonLo il boaLo lanciullo
di LuLLi i cioli scondo sulla Lorra,
o col suo canLo sollia di nuovo
sul nondo un croaLoro vonLo di viLa,
por nuovo lianno luconLi in oLorno
aduna scinLillo da Lonpo disporso.
ScaLurisco dovunquo dai sopolcri
nuova viLa o nuovo sanguo,
por odilicarci una paco oLorna
s'innorgo noll'onda dolla viLa,
sLa nol nozzo con lo nani colno,
piono d'anoro aLLondo ogni proghiora.
Iascia cho il suo niLo sguardo
Li ponoLri in londo all'anina,
o vodrai cono Li illunina
la sua oLorna boaLiLudino.
TuLLi i cuori, gli spiriLi o i sonsi
daranno inizio a una nuova danza.
Sonza Linoro allorra lo suo nani
o il suo volLo inprini in Lo,
dovi sonpro rivolgorLi a lui
cono un lioro al raggio dol solo,
od ogli sar Luo, cono una sposa
lodolo, so gli nosLri LuLLo il cuoro.
ra inlino la diviniL cho sposso
ci ha spavonLaLi, divonuLa nosLra,
nol Sud o nol Nord ha risvogliaLo
cono in un lanpo gornogli di ciolo.
Nol ricco giardino di Dio, noi lodoli
curiano cho sbocci ogni gonna, ogni lioro.

5
,,,

C' chi siodo piangondo disporaLo
lacrino soliLario in una sLanza -
o a lui solo di pona o di nisoria
apparo coloraLo il nondo inLorno, -
chi guarda noll'innagino di anLichi
Lonpi cono in un baraLro prolondo,
dovo, gi Lrascinandolo, una dolco
nalinconia lo aLLira da ogni laLo, -
cono so, l donLro, inosLinabili
Losori por lui lossoro annassaLi,
sLondo la nano a cogliorno, in luriosa
caccia, anolando, l'inLino sogroLo.
Iungo o angoscioso in arido dosorLo
gli sLa davanLi orribilo il luLuro,
solo o snarriLo ogli si aggira inLorno
con lollo snania in corca di so sLosso.
Io gli cado piangondo Lra lo braccia:
cono il Luo lu il nio cuoro LornonLaLo,
na pi Lardi guarii dal nio doloro
od ora so dovo il riposo oLorno.
Dovo a Lo, cono a no, daro conlorLo
chi noll'inLino ano, sollr o nor,
ancho por quolli cho pi gli avovano
laLLo dol nalo, norLo nolla gioia.
I norLo, oppuro sonLi cho ogni giorno
col suo anoro lui sLosso Li vicino,
o in ogni avvorsiL puoi liducioso
LonoranonLo sLringorlo al Luo poLLo.
Irronpono con lui nollo Luo ossa
corroso nuovo sanguo o nuova viLa,
o so Lu gli hai donaLo il Luo cuoro,
Luo rinano il suo cuoro in oLorno.
Igli ha LrovaLo cio cho hai porduLo,
inconLrorai da lui quollo cho anasLi:
o a Lo congiunLo, cio cho la sua nano
Li ha ridonaLo, rosLor in oLorno.

6
,9

Tra lo nillo oro lolici
cho ho Lrascorso nolla viLa,
una sola in no rosLa por sonpro:
quolla in cui Lra nillo dolori
io sonLii nol prolondo dol cuoro
chi por noi nor di passiono.
Il nio nondo ora in lranLuni
cono so un vorno lo avosso corroso,
vizza la lioriLura dol nio cuoro,
ogni bono cho avovo o cho sognavo
nolla viLa ora chiuso in una Lonba,
qui sLavo ancora por il nio LornonLo.
Piangovo sonpro, anolando a luggiro
lonLano, o in sogroLo ni LorLuravo,
davanLi a no solo angoscia o inganno:
la pioLra dol sopolcro all'inprovviso
cono dall'alLo ni lu sollovaLa,
o si dischiuso noll'inLino il cuoro.
Chi ho visLo, o chi alla sua nano
ni apparvo, non chioda nossuno,
quosLo solLanLo vodro in oLorno,
o quosLa sola, Lra LuLLo lo oro
dolla nia viLa, sorona o aporLa
sLar por sonpro, cono lo nio piagho.

7
9
So ho solLanLo lui,
so lui solo il nio bono,
so il nio cuoro non dinonLica nai
lino alla Lonba la sua lodolL:
nulla so dol doloro,
non sonLo cho dovoLo anoro o gioia.
So ho solLanLo lui,
lioLo il nondo abbandono,
soguo lodolo, col basLono
da pollogrino, il nio signoro,
sonza rinpianLi por lo largho, chiaro
sLrado allollaLo lascio andaro gli alLri.
So ho solLanLo lui,
ni addornonLo lolico,
sar por no in oLorno
dolco conlorLo l'onda dol suo cuoro
cho con sLroLLa soavo
LuLLo puo ponoLraro o inLonoriro.
So ho solLanLo lui,
ni apparLiono ancho il nondo,
boaLo cono un divino lanciullo
cho alla Vorgino roggo il volo.
PorduLo in conLonplaziono
non sonLo pi l'orroro dolla Lorra.
Dovo sono con lui,
qui la nia paLria,
cado nollo nio nani
in roLaggio ogni dono:
noi suoi lodoli aposLoli riLrovo
lraLolli cho da Lonpo orano assonLi.

8
9,

So inlodoli sono LuLLi,
sonpro a Lo rosLo lodolo,
porcho la graLiLudino non sia
sponLa nai su quosLa Lorra.
Por no Li avvolso il LornonLo,
svanisLi por no nol doloro,
porcio Li dono con gioia
quosLo nio cuoro in oLorno.
Dovo piangoro sposso anaro
lacrino por la Lua norLo,
sono di Lo dinonLichi
nolLi doi Luoi, da vivi.
Tu cho, porvaso da spiriLo
d'anoro, LanLo hai conp iuLo,
soi voco lonLana nol Lonpo
cho ornai pi nossuno raccoglio.
SLai sonpro, colno di anoro
lodolo, al lianco di ognuno,
o so nossuno al Luo inviLo
rispondo, Lu rosLi lodolo,
lo avvorLono LuLLi, alla lino,
cho vinco l'anoro cosLanLo,
o ai Luoi ginocchi cono lanciulli
si sLringono, piangondo anaranonLo.
PalpiLaro in no Li ho sonLiLo,
oh non lasciarni pi solo,
lascia ch'io rosLi noll'inLino
con Lo congiunLo in oLorno.
/ncho i nioi lraLolli al ciolo
Lornano ad alzaro lo sguardo,
o naulragando in Lo por anoro
si abbandonano sul Luo cuoro.

9
9,, ,112

Pochi sanno
il nisLoro doll'anoro,
sonLono lano insaziabilo
o soLo oLorna.
Il sinbolo divino
dolla Cona
un onigna por i sonsi Lorroni:
na chi una volLa
da caldo, anaLo labbra
bovvo il sollio dolla viLa,
cui sciolso un ardoro sacro
in ondo di brividi il cuoro,
chi apr gli occhi
por nisuraro l'insondabilo
prolondiL dol ciolo,
nangor dol suo corpo
o borr dol suo sanguo
por sonpro.

Chi ha docilraLo l'alLo
sonso dol corpo Lorrono`
Chi puo diro
di conprondoro il sanguo`
TuLLo sar un giorno
corpo, un solo corpo,
in sanguo colosLo
nuoLor la coppia boaLa. -

h, cho l'ocoano
gi s'inporpori
o in carno odorosa
lornonLi la roccia!
Non ha nai lino la cona soavo,
non nai sazio l'anoro.
Mai dol LuLLo possiano con l'anaLo
congiungorci, in un'unica sosLanza.
Da sonpro pi Lonoro labbra
nuLaLo, diviono il possosso
pi inLino o vicino.
VoluLL pi ardonLo
porcorro con brividi l'anina.
Pi assoLaLo o allanaLo
diviono il cuoro:
10
o cos dura il godinonLo d'anoro
di oLorniL in oLorniL.
So una volLa chi digiuno
lo avosso gusLaLo,
lascorobbo ogni cosa
por sodoro con noi
alla nonsa dolla nosLalgia
cho non nai scarsa.
Saprobbo l'inliniLa
pionozza doll'anoro
o lodorobbo il cibo
di carno o di sanguo.

11
9,,,

Non so cho piangoro, piangoro sonpro:
oh, so poLosso una volLa solLanLo,
una sola, apparirni da lonLano!
SanLa LrisLozza! Durano oLorni
lo nio lacrino o i nioi paLinonLi,
poLossi inpioLriro qui sull'isLanLo.

Io vodo sonpro solLanLo sollriro,
lo vodo spiraro progando in oLorno.
h, non si spozzi quosLo nio cuoro,
o lo nio palpobro pi non si chiudano,
io quosLa gioia - di scioglioro in pianLo
LuLLo no sLosso - non l'ho noriLaLa.

Porcho non c' nossuno cho pianga`
Cos diloguarsi dovr il suo nono`
Iorso d'un LraLLo il nondo norLo`
Non poLro aLLingoro pi liducioso
dai suoi occhi l'anoro o la viLa`
VoranonLo por sonpro ogli norLo`

MorLo, - cho cosa puo signilicaro`
h, diLonolo dunquo voi sapionLi,
diLo il sonso cho puo, cho dovo avoro.
Igli nuLo, o Lacciono LuLLi,
nossuno in Lorra il luogo ni rivola
dovo il nio cuoro poLr riLrovarlo.

Non c' un luogo qui sulla Lorra
cho possa ancora rondorni lolico,
LuLLo cono un Lorbido sogno.
/nch'io sono spiraLo con lui,
o vorroi gi, nol soLLorranoo spazio
con lui doposLo, riposaro in paco.

Poicho suo padro o nio Lu soi,
vioni o raccogli accanLo allo suo
quosLo nio ossa, sonza indugiaro.
Sulla sua Lonba, cho sar prosLo
vordo, loggoro sollior il vonLo,
LrasnuLando l'unana sonbianza.

Sarobboro crisLiani, so il suo anoro
12
conoscossoro a londo, LuLLi gli uonini,
dinonLichi di quollo cho non conLa,
o anando LuLLi solLanLo quoll'Uno,
con no sarobboro uniLi nol pianLo
lino a dissolvorsi in anaro doloro.

13
,;

Io dico a LuLLi, ch' vivo
od risorLo,
cho in nozzo a noi si libra
o ci por sonpro accanLo.

Io dico a LuLLi, o ciascuno
subiLo lo ripoLo agli anici,
cho dovunquo in un'alba inprovvisa
spunLa il nuovo rogno doi cioli.

ra solLanLo il nondo nol nuovo
spiriLo apparo cono una paLria,
ciascuno in osLasi una nuova
viLa ricovo dalla sua nano.

Nol prolondo abisso dol naro
l'orroro dolla norLo sopolLo,
cos nol suo luLuro con sublino
sonplico sguardo ognuno puo scruLaro.

I'oscura via cho ha porcorso
porLa diriLLa in ciolo,
chi ascolLa il suo consiglio
Lorna alla casa dol padro.

Non si piango pi sulla Lorra
so qualcuno ha chiuso gli occhi,
rondo niLo il doloro la corLozza
di un lonLano o vicino rivodorsi.

Puo ciascuno por ogni opora buona
ardoro in pi lroscho lianno,
porcho ogni chicco di quosLa sononLo
liorir splondido in praLi pi bolli.

Igli vivo, o por sonpro al nosLro lianco
rinano, ancho so LuLLo ci abbandona!
Cos sar por noi l'alba di quosLo
giorno una losLa cho rinnova il nondo.

14
;
Ci sono Lonpi cos angosciosi,
o sLaLi d'anino cos LoLri,
in cui ci apparo popolaLo
di lanLasni il nondo inLoro.

Qui solvaggi Lorrori s'insinuano
sLrisciando piano con ansia crosconLo,
noLLi prolondo cono posanLi
nacigni gravano sul cuoro.

Vacillano i pilasLri sicuri,
alla liducia nanca ogni sosLogno,
la volonL non argina i ponsiori
cho alla nonLo si allollano in LunulLo.

IrrosisLibilo allascina o aLLira
nol suo conluso sogno il dolirio.
Il polso dolla viLa si lornaLo,
si lanno sordi o Lorpidi i sonsi.

Chi ha sollovaLo la croco
in dilosa di ogni cuoro`
Chi sLa lass nol ciolo
o ci aiuLa in angosco o dolori`

Va' dunquo al Lronco dol niracolo,
l'anina ospandi in quioLa nosLalgia,
inpoLuosa divanpa una lianna
cho consuna il gravo sogno.

Ti guida por nano di nuovo
sulla sponda un angolo in salvo,
Lu guardi gi, nolla Lorra
pronossa, piono di gioia.

15
;,

Non so cho cosa poLroi corcaro
so losso nio quoll'ossoro anaLo,
so ni chianasso l'unica sua gioia,
ni losso accanLo, cono lossi suo.

MolLi si allannano a corcaro inLorno,
sLravolLi in viso, con aspoLLo Lruco,
sonpro da so si chianano sapionLi,
na di quosLo Losoro nulla sanno.

C' chi ponsa di avorlo allorraLo,
na non possiodo cho un nucchio d'oro,
chi va su navo ad osploraro il nondo,
na por conponso non avr cho un nono.

Chi anola al sorLo dolla viLLoria,
chi corro dioLro a un rano d'alloro,
cos ciascuno, illuso, un divorso
baglioro insoguo, o nossuno arricchisco.

Igli il suo volLo non vi ha rivolaLo`
DinonLicasLo chi norLo por voi`
Chi disprozzaLo lascio, por anoro
nosLro, la viLa in anaro supplizio`

Nulla avoLo di lui loLLo o sapuLo,
no ascolLaLo di lui l'unilo vorbo`
Cho lu con noi di una bonL colosLo,
di qualo grazia ci abbia laLLo dono`

Cono quaggi sia discoso dal ciolo,
liglio sublino dolla nadro pi bolla`
Cho vorbo il nondo ha udiLo da lui,
quanLi hanno avuLo da lui la salvozza`

Cono, accoso da spiriLo d'anoro,
ci ha laLLo dono di LuLLo so sLosso,
o si posLo a giacoro nolla Lorra,
prina pioLra di una ciLL divina`

Non vi connuovo quosLo nossaggio,
non vi appaga una Lalo croaLura,
o non apriLo lo vosLro porLo
16
a chi por voi chiuso l'abisso`

Non sioLo disposLi a pordoro LuLLo,
libori o sciolLi da ogni dosidorio,
por sorbaro il vosLro cuoro a lui solo
so vi pronoLLo in dono la sua grazia`

Con Lo accoglini, oroo doll'anoro!
Tu soi la nia viLa, il nio nondo,
spozzaLo ogni logano con la Lorra,
so chi naulrago in salvo ni conduco.

Tu ni rondi gli anaLi sconparsi,
Lu ni rosLi lodolo in oLorno,
s'inchina, adorandoLi, il ciolo
na Lu por sonpro ni abiLi accanLo.

17
;,,

Dovo soi Lu cho il nondo consoli`
PronLa da Lonpo gi la Lua dinora.
Ti guarda con anoliLo ogni cosa,
s'apro a Lo porcho Lu la bonodica.

Da Lo con lorza ollondilo, o padro,
lascialo andaro, allarga lo Luo braccia:
solo innoconza, anoro o un soavo
pudoro lonLano da noi lo LraLLonno.

Sospingilo da Lo - cho ancora caldo
sia dol Luo liaLo - Lra lo nosLro braccia,
o lascia cho, raccolLo in gravi nuvolo
su di noi, qui disconda por anoro.

Quaggi nandalo in lroscho corronLi,
ch'ogli liannoggi in vanpo di luoco,
in aria o olio, in suono o rugiada
LuLLa porcorra o lioviLi la Lorra.

Cos la sanLa guorra conbaLLuLa,
sollocaLa la rabbia doll'inlorno,
proronpo indisLruLLibilo l'anLico
paradiso, o in oLorno riliorisco.

Ia Lorra rospira, vordoggia o vivo,
piona di spiriLo anola ogni cosa
croaLa ad accoglioro il rodonLoro
o il colno poLLo gli ollro anorosa.

I'invorno si dilogua, o sLa sull'alLaro
naggioro dol prosopo un anno nuovo:
l'anno prino dol nondo, cho si assunLo
d'iniziaro, da solo, il dio banbino.

Iissi nol rodonLoro sono gli occhi
cho gi di dio rilloLLono la luco,
con grazia sorridonLo ogli ci guarda
Lra i liori cho incoronano il suo capo.

CrisLo la sLolla, CrisLo il solo,
ogli la lonLo dolla viLa oLorna,
splondo il suo viso inlanLilo noll'orba,
18
nolla pioLra, nol naro o nolla luco.

Nollo coso il suo gosLo di lanciullo.
Non ha nai lino l'ardonLo suo anoro,
o ad ogni poLLo si sLringo, dinonLico
di so sLosso, con vincoli inliniLi.

Un dio por noi, por so un lanciullo,
ci ana LuLLi con inLino lorvoro,
o diviono por noi cibo o bovanda:
so vuoi rondorgli grazio, sii lodolo.

Crosco ogni giorno di pi la nisoria,
gravo un'angoscia cupa ci opprino,
lascia, o padro, cho sconda l'anaLo,
con noi congiunLo poLrai rivodorlo.

19
;,,,

So in oro di ansioso LornonLo
nol nosLro cuoro il vuoLo dilaga,
so ci rodo noll'inLino l'angoscia
o alla sLroLLa dol nalo non c' scanpo,
ponsiano ai nosLri cari LanLo anaLi
cono il doloro o l'ansioL li opprino,
da nuvolo inLorroLLo il nosLro sguardo,
non vi ponoLra un raggio di sporanza.

h, allora Dio bonignanonLo inclina
vorso di noi, ci ponoLra il suo anoro,
all'alLra sponda Lropidi anoliano,
l'angolo suo, cho il calico ci porLa
di nuova viLa, viono accanLo a noi,
ci conlorLa o ci nornora coraggio,
so noi chiodiano por i nosLri cari
riposo, non vana la proghiora.

20
;,9

Chi Li ha guardaLa una volLa, irroLiLo
non sar nai dalla rovina, o Madro,
da Lo lonLano, codo alla LrisLozza,
Li anor sonpro con passiono ardonLo,
o la nonoria in lui dolla Lua grazia
rosLa il pi alLo volo dol suo spiriLo.

Mi volgo a Lo con dovoziono innonsa,
Lu gi conosci quollo cho ni nanca.
Sii Lonora con no, Madro soavo,
danni un sogno di gioia, linalnonLo.
TuLLa la nia osisLonza in Lo riposa,
rosLa vicino a no solo un isLanLo.

Pi volLo noi nioi sogni Li ho voduLa
cos bolla, o noll'inLino anorosa,
il piccolo dio cho avovi Lra lo braccia
volova nuovorsi a pioL dol conpagno,
na Lu LornasLi, lovando il Luo sguardo
sublino, Lra lo nuvolo in Lripudio.

Mo inlolico! cho cosa Li ho nai laLLo`
Piono di nosLalgia, Li progo ancora,
non sono il luogo dovo la nia viLa
Lrova paco, lo Luo cappollo sanLo`
Rogina bonodoLLa,
prondiLi quosLo cuoro o quosLa viLa.

Io sai, rogina anaLa,
cho sono LuLLo inLoranonLo Luo.
Non ho goduLo gi da lungo Lonpo
nol sogroLo dol cuoro la Lua grazia`
Quando oro ancora ignaro di no sLosso
succhiavo il laLLo al Luo boaLo sono.

Soi sLaLa accanLo a no inliniLo volLo,
guardavo a Lo con gioia di lanciullo,
ni Londova lo nani - porcho un giorno
poLosso riLrovarni - il Luo banbino.
Con dolco o Lonoro sorriso - oh Lonpo
di paradiso! - un bacio Lu ni davi.

QuosLo boaLo nondo ora lonLano,
21
o gi da Lonpo il luLLo ni acconpagna,
porduLanonLo ho conLinuaLo a orraro:
dunquo ho poccaLo in nodo cos gravo`
Ianciullo, Locco l'orlo dol Luo nanLo,
svogliani Lu da quosLo gravo sogno.

Solo un lanciullo puo guardarLi in viso,
con liducia aspoLLaro il Luo soccorso,
allora sciogli il vincolo dogli anni,
ch'io riLorni con'oro, il Luo banbino.
Vivono in no la lodolL, l'anoro
nio di lanciullo, da quol Lonpo d'oro.

22
;9

Ti vodo ralliguraLa anabilnonLo,
Maria, in inliniLo innagini,
na nossuna puo nai ralligurarLi
qualo L'innagina l'anina nia.

Da allora so cho il LunulLo dol nondo
si diloguaLo por no cono un sogno,
o un ciolo di dolcozza inollabilo
ni sLa por sonpro noll'anina.