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Che cos'è l'oratoria

L'arte del convincere la folla


L'oratoria è l'insieme delle abilità che consentono a chi parla in pubblico di raggiungere lo
scopo di persuadere l'interlocutore. L'oratoria nacque con l'inizio della società e poi
divenne un'arte.

La retorica e le tecniche della persuasione


La retorica è la disciplina che fornisce all'oratore le tecniche con le quali il discorso
raggiunge il massimo livello di efficacia persuasiva. Ha un'importanza fondamentale per la
società: la retorica esisterà di fatto fino a che esisterà la vita sociale.

Origini e sviluppi dell'arte


oratoria in Grecia
Dalla società greca arcaica ad Atene
Nella società greca arcaica il valore dell'eroe si misurava in due ambiti: quello delle armi e
quello della parola. Infatti, oltre che abile guerriero, l'eroe era chiamato ad essere un abile
parlatore.
Nei secoli successivi quando, oltre alla comunicazione scritta si iniziò a diffondere la
tradizione orale in versi e in prosa, si attribuì una forma artistica anche all'eloquenza. Così
nella 2° metà del V secolo a.C anche l'oratoria ricevette un proprio codice letterario.

I generi dell'oratoria
L'arte dell'oratoria può essere suddivisa in tre generi:
• oratoria giudiziaria: ad Atene il tribunale era il luogo privilegiato per lo sviluppo
dell'arte oratoria. Ogni cittadino che doveva rispondere di un reato o far valere i
propri diritti doveva presentarsi in tribunale e sostenere la difesa o l'accusa; se non
aveva le capacità doveva pagare un consulente legale (“logògrafo”). La procedura
prevedeva l'esposizione dei fatti al giudice; questi doveva presiedere il dibattito
vero e proprio tra accusa e difesa; infine il voto era dato da ciascun membro della
giuria. L'esigenza primaria era quindi quella di suscitare la simpatia e la
compassione dei giurati;
• oratoria politica: i discorsi destinati all'assemblea dipendevano dalle circostanze,
erano quindi legati all'occasione e lasciavano spazio all'improvvisazione;
• oratoria epidittica: o dimostrativa, era legata agli elogi funebri, discorsi di critica
e agli encomi (elogi). Era un genere di eloquenza destinato a pubbliche audizioni.

Asianesimo e Atticismo a Roma


Tra il II e il I secolo a.C a Roma si opposero due scuole di oratoria nate in Grecia: quella
asiana e quella atticista.
L'Asianesimo assunse il valore che aveva avuto anche in Grecia, cioè quello di un attacco
alla tradizione. Asianesimo era inteso come sinonimo di abbondanza espressiva; tra gli
oratori asiani troviamo: Crasso, Antonio e Quinto Ortensio Ortalo.
Atticista era lo stile sobrio e conciso dei vecchi oratori romani tra cui : Cesare e Marco
Bruto.
La polemica tra atticismo e asianesimo si accese intorno al problema della lingua. Lo
scontro era tra 2 tesi contrapposte: l'analogia e l'anomalismo. Gli anomalisti giudicavano
la lingua un frutto di natura e quindi in continua evoluzione: essa produce nell'uso delle
anomalie, cioè variazioni che vanno accettate in quanto fatto naturale. L'analogia, invece,
sosteneva che la lingua fosse il frutto di un accordo tra gli uomini e come tale venisse
guidata dalla ragione: era, dunque, possibile governare l'evoluzione.