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Sulla M4 serve un bilancio costi-benefici

Avrebbe dovuto essere completata per lapertura di Expo, lo sar, forse, nel 2022
quindici anni dopo la stretta di mano tra lallora sindaco di Milano Letizia Moratti e
lallora ministro dei Lavori pubblici Antonio Di Pietro. Quindici anni per costruire 15
chilometri di metropolitana accessibili da 21 stazioni lungo il percorso che collegher
laeroporto di Linate a Lorenteggio: la Linea Blu, la quattro, gi sopravanzata dalla
cinque, la Lilla, a segnare fin dai numeri qualche approssimazione nella
programmazione delle opere.
La giunta Pisapia, che ha ereditato loneroso progetto dallamministrazione Moratti,
ha confermato di volerlo completare, ponendo quale unica condizione che il
consorzio di imprese private associate nel project financing dellopera reperiscano
effettivamente i 500 milioni di euro necessari alla sua costruzione. Se falliranno, il
Comune potr recedere dal contratto senza pagare penali. Se ci riusciranno (e se lo
Stato confermer la sua parte di finanziamento, 172 milioni), Milano avr la sua
quinta linea metropolitana. E Palazzo Marino sar tenuto a versare tra gli 80 e i 100
milioni lanno per i prossimi 22 -25 anni, non per lesercizio della linea, ma per
pagare mutui e interessi: sar spesa corrente non in conto capitale, un dato
contabile che neanche la pi benevola revisione del patto di stabilit potrebbe
modificare.
Con 90 milioni di passeggeri allanno (250mila al giorno), che sono quanti ne
stimava il progetto originale, sarebbe una spesa comunque sostenibile, ma la giunta
Moratti faceva i conti con una citt che si immaginava avrebbe superato i 2 milioni di
abitanti e con nuovi insediamenti che avrebbero moltiplicato la domanda di trasporto
pubblico. Anche per la Lilla si prevedevano 250mila passeggeri, che nella realt di
oggi sono solo 40mila che diventeranno 90mila quando la linea sar ultimata.
Limpatto di una grande opera infrastrutturale si misura nellarco di decenni e, nel
caso del trasporto pubblico, il servizio non copre mai i propri costi. Non v poi
dubbio che una nuova linea metropolitana serva a Milano, ne migliori la qualit del
trasporto, soprattutto nellindispensabile collegamento veloce con Linate e il
Meazza, valorizzi, anche economicamente, le aree urbane che servir. Ma, tutto
questo considerato, giustificato stanziare a questi fini le cifre di cui si parla? E,
soprattutto, larchitettura finanziaria e le procedure che rendono possibile la
realizzazione dellopera, sono le pi adeguate a tutelare gli interessi di chi vi sta
investendo? Perch sono i cittadini i veri stakeholders dellimpresa.
Il dubbio legittimo e a dissolverlo non aiuta la ferma volont espressa dalla giunta
comunale di proseguire nellopera intrapresa. Poich sfiora anche rappresentanti
della maggioranza per frantumarsi poi nella protesta locale per le polveri di viale
Forlanini piuttosto che il taglio degli alberi al Parco Solari.
Per fugarlo non basta un patto di legislatura come quello che a Pisapia propone
lopposizione proprio sui terreni di Expo e Linea Blu. E piuttosto necessario rendere
pubblico (e leggibile) il bilancio dei costi immediati e futuri, sia quelli strettamente
economici che quelli sociali, dimostrando come si possano bilanciare i disagi presenti
con i vantaggi che la collettivit si potrebbe assicurare in un prossimo futuro.
Non lo si mai fatto, ma questa sarebbe loccasione per redigere quello che Luca
Beltrami Gadola definisce il bilancio sociale dellopera. Ed su questa base che si
dovrebbe decidere sulla prosecuzione o labbandono del progetto. Non sulla capacit
o meno dei privati cui affidata di confermare i propri impegni economici. Quelli,
politici, che il Comune si assume con i propri amministrati possono e devono essere
pi trasparenti e condivisi.
(la Repubblica Milano, 6 ottobre 2014)

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