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DON BOSCO: STORIA DI UN PRETE

1. Se non viene papa


Il giovane massaro dei Biglione
Il primo ricordo di Giovanni Bosco una giornata
nera.
Essa si apr all'improvviso nella sua vita quando
aveva solo due anni. Una giornata incorniciata di
facce tristi e rigata dalle lacrime di sua madre. La
ricorda cos nelle sue Memorie:
Tutti uscivano dalla camera dove mio pap era
mancato! ma io non volevo seguirli. "ia mamma
mi diceva#
$ %ieni! Giovanni! vieni con me.
$ &e non viene pap! non vengo $ risposi.
$ 'overo figlio! non (ai pi) pap.
*os dicendo mia mamma scoppi+ a piangere!
mi prese per mano e mi port+ fuori, (Memorie,
-./.
&uo pap! 0rancesco Bosco! era stato per -. anni il giovane massaro dei signori
Biglione! nella loro cascina dei Becc(i.
1veva cominciato a .- anni! prendendo il posto del fratello maggiore 'aolo! c(e se
n'era andato a lavorare in altre terre di *astelnuovo. 0rancesco a2itava nella casa
rustica! coltivava le vigne e i campi! faceva andare, i prati! allevava e usava per i
lavori agricoli le 2estie della stalla.
1lla scaden3a di ogni annata consegnava ai Biglione 4c(e a2itavano a *(ieri e a
Torino/ una quota fissa sul raccolto! corrispondente pi) o meno ai due ter3i. 5el -6-7!
testimonia un documento! avre22e consegnato ai padroni! oltre al prodotto della vigna!
otto tese di fieno! otto sacc(i e tre emine di frumento! quattro sacc(i di 2ar2ariato,
4*1& -88/. Una tesa era un 2allotto di fieno lungo m -!7-9! un'emma corrispondeva a
.: litri! il barbariato era una mescolan3a di frumento e di segala c(e crescevano nello
stesso campo! un sacco andava sui cento c(ili.
1 .- anni! appena diventato massaro! 0rancesco aveva sposato "arg(erita *agliero!
sua coetanea. Essa gli aveva dato il primo figlio! 1ntonio! e la prima figlia! Teresa. "a
da questo secondo parto! "arg(erita non si era pi) ripresa. 5ello spa3io di un solo
anno! mamma e figlioletta se ne erano andate a ;io.
0rancesco si era risposato. 1veva condotto all'altare la pi) 2rava raga33a di &erra di
*apriglio! "arg(erita <cc(iena! di 9 anni pi) giovane di lui.
Una crotta e stalla
"entre "arg(erita gli dava altri due figli! Giovanni e Giuseppe! egli raddoppiava il
suo lavoro. 5on voleva passare tutta la vita a lavorare sulla terra degli altri. *on i
risparmi compr+ un po' di campo e un po' di vigna! per un totale di -=88 metri quadri.
*ompr+ anc(e! facendo un de2ito! una crotta e stalla accanto! coperta a coppi in
cattivo stato, 4*1& =7/. Us+ questa casupola come stalla e vi colloc+ alcuni animali
agricoli! comprati pure questi a credito.
I de2iti non lo spaventavano. Era sicuro di saldarli presto con il suo lavoro.
Era un contadino allegro e gagliardo. Tornava al tramonto dai campi! riportava i
2uoi nella stalla! si tergeva il sudore! poi prendeva in 2raccio i suoi 2am2ini.
"a la salute! in quel tempo e su quelle colline! era precaria. Era appena arrivata una
malattia nuova c(e spaventava la gente#
la pellagra. *olpiva c(i si nutriva quasi solo di granturco.
La primavera del -6-7 port+ il tifo petecc(iale! c(e devast+ paesi e cittadine intorno
a Torino. 0rancesco Bosco! nel fiore degli anni! fu invece colpito da una malattia
antica! la polmonite.
Una sera di maggio di quel -6-7! tornato dal lavoro molto sudato! dovette scendere
nella cantina fredda. Torn+ su c(e tremava e 2atteva i denti per la fe22re. Il freddo
umido gli aveva gelato il sudore addosso.
0u c(iamato il medico! lo spe3iale di *astelnuovo invi+ medicine. "a non ci fu pi)
niente da fare. %enne il parroco. Lo confess+ e gli diede la *omunione come viatico!
poi l'Un3ione degli infermi. 5ell'ultima giornata 0rancesco parl+ con solida fede cri$
stiana alla sua sposa#
$ E> la volont di ;io! "arg(erita. ;o22iamo rassegnarci...
122i fiducia nel &ignore... Ti raccomando i figli! specialmente Giovanni! cos
piccolo... 4"B - !:9s/.
5el testamento! dettato al notaio e firmato con la croce degli analfa2eti! 0rancesco
nomin+ tutori dei suoi figli la moglie "arg(erita e il cugino Giovanni ?ucca! e c(iese
la cele2ra3ione di quaranta sante "esse per la pace dell'anima sua.
'rima c(e la mamma lo portasse via a for3a da quella stan3a! Giovannino fissava la
faccia pallida di pap. Gli sem2rava tutto una cosa strana. Gli sem2rava c(e adesso
pap doveva smetterla di stare sul letto. ;oveva al3arsi! tornare a ridere e a prenderlo
in 2raccio. Tutto come prima! insomma. "a la mamma gli disse#
5on (ai pi) pap,. @uelle parole mi si fissarono nella mente
$ dir tante volte don Bosco $. 5on le (o mai dimenticate,.
2. Un'estate senza sole
Sei nato nel giorno della Madonna
&ua mamma gli aveva detto tante volte# Tu sei nato nel giorno della "adonna,! e
don Bosco ripetA per tutta la sua vita c(e era nato il -B agosto -6-B! festa dell'1ssunta.
5on and+ mai a consultare il registro parrocc(iale dove scritto c(e nacque il -C ago$
sto. Un errore della madreD Una distra3ione del parrocoD 'ro2a2ilmente nA l'uno nA
l'altra. 1 quei tempi i parroci esigevano dai loro cristiani c(e portassero i neonati al
2attesimo nelle prime ventiquattr'ore. "olti pap! per non risc(iare la vita del 2im2o!
glielo portavano qualc(e giorno dopo! e per non provocare la sfuriata del parroco
posticipavano il giorno della nascita. *os capit+ a Giuseppe %erdi! contemporaneo di
don Bosco! e a tanti altri. E i figli credevano pi) alle madri c(e ai registri.
;el resto! giorno pi) giorno meno! la data di nascita non era molto importante per i
contadini. Importante era sopravvivere al primo anno c(e si portava via il venticinque
per cento dei 2am2ini! e ai quattro anni c(e seguivano! c(e si portavano via un altro
venti per cento.
"amma "arg(erita aveva ventinove anni quando suo marito mor. Una donna
molto giovane con un grosso peso da portare.
;oveva allevare e educare tre 2am2ini# Giovanni 4. anni/! Giuseppe 49 anni/!
1ntonio 4= anni/. 1ntonio! dopo la morte della mamma 4avvenuta quando aveva tre
anni/ aveva assistito impietrito anc(e alla morte del pap. @uesti due avvenimenti lo
sconvolsero profondamente. Lo trasformarono in un raga33o irrita2ile e scontroso! c(e
cominci+ a rendere difficile la vita di quelli c(e gli vivevano accanto.
In famiglia c'era anc(e la nonna! "arg(erita ?ucca. Era la mamma di 0rancesco!
aveva CB anni ed era travagliata da vari acciacc(i.
;a maggio a novem2re "arg(erita 4facendosi aiutare da due lavoranti/ riusc a
portare a termine la stagione e a salvare i magri raccolti. ;all'-- novem2re -6-7 il
rapporto di me33adria tra i Biglione e la famiglia Bosco cess+. La famiglia si sistem+
alla meglio nella casupola comprata dal pap ad uso stalla. Gli 3ii diedero una mano ad
adattarla! ma quella crotta, 4E cantina/ rimase la casetta pi) povera di tutta la localit
dei Becc(i.
.
Un vulcano lontanissimo
@uello stesso anno c(e aveva portato la morte del 2a22o! port+ miseria e fame.
;opo una stagione in cui pioveva sempre! venne un'estate sen3a sole. I raccolti furono
scarsissimi. 0u la carestia.
*arestia parola un po' vaga. ;iventa pi) concreta quando sulle statistic(e agrarie
del tempo leggiamo c(e nei tempi di ottima stagione un c(icco di grano seminato
rendeva da 9 a C c(icc(i. 5egli anni di carestia! un c(icco seminato ne rendeva al
massimo due. &ui documenti! Torino nel -6-7 descritta come una citt invasa da file
di gente misera2ile c(e (a a22andonato la terra ed venuta ad accamparsi davanti alle
c(iese e ai pala33i dei signori.
La causa di quella terri2ile carestia l'avre22ero scoperta tanti anni dopo gli
scien3iati. Un lontanissimo vulcano dell'Indonesia! il Tam2+ra! aveva scagliato
nell'aria la pi) grande eru3ione mai avvenuta negli ultimi duemila anni# ottanta
c(ilometri cu2i di fuliggine. I venti avevano portato lentamente le immense nu2i nere
su tutto il mondo. @uegli anni furono c(iamati anni sen3a estate,. 5ella Lom2ardia!
per lo scarso fogliame dei gelsi! croll+ la coltura dei 2ac(i da seta! magro
sostentamento di tante famiglie contadine. Il governatore di Genova scriveva al re#
La fame va distruggendo le intiere famiglie, 4'I5T<! .9:/.
1nc(e nella casetta dei Becc(i ci fu fame e paura. Un giorno $ racconter don
Bosco $ non avevamo mangiato quasi niente. "ia madre prov+ a 2ussare alle case
vicine per avere in prestito qualcosa! ma nessuno fu in grado di aiutarci,. 1llora la
mamma! con l'aiuto di un vicino! uccise il vitellino c(e allevavano nella stalla 4e a cui i
2am2ini erano affe3ionati/! fece cuocere un po' di carne e ci diede da cena. Eravamo
affamati fino allo sfinimento. 5ei giorni c(e seguirono riusc a far arrivare del grano
da paesi lontani! a carissimo pre33o, (Memorie, -:/. 4@uesta fu la versione, contata
da mamma "arg(erita ai figli. La verit era un po' pi) squallida# il grano non fu fatto
arrivare da paesi lontani! ma comprato da un prete vicino! don %ittorio 1medei. Lo
vendette a quella vedova a un pre33o da me33o stro33ino# quattro emine a lire =!-7
l'una! mentre il pre33o ufficiale sul mercato di Torino era di lire 7!9:/ 4*1&! -8:/.
In quella durissima annata $ continua don Bosco $ mia madre soffr e fatic+
moltissimo. &olo con un lavoro instanca2ile! un risparmio spinto fino al centesimo!
riuscimmo a superare la crisi, (Memorie, -:/. &oltanto un anno dopo mamma
"arg(erita fu in grado di saldare il conto con lo spe3iale Gianella di *astelnuovo per
medicinali spediti al fu suo marito,. Gli vers+ lire C!-B 4dieci camicie da uomo
costavano C lire/. E solo a rate! negli anni seguenti! potA saldare il conto con il notaio
"ontalenti c(e era salito ai Becc(i per il testamento e l'inventano dei 2eni di
0rancesco Bosco# lire :. 4*1&! -89/.
3. La mamma
antava con dolcezza
1vevo solo quattro anni. Un giorno! tornando dalla campagna col fratello
Giuseppe! eravamo tutti e due arsi dalla sete! perc(A l'estate era molto calda. La
mamma and+ ad attingere acqua e diede da 2ere prima a Giuseppe. Io! vedendo quella
specie di preferen3a! quando la mamma porse l'acqua a me! un po' permalosetto! feci
segno di non voler 2ere. La mamma! sen3a dire una parola! port+ via l'acqua. Io stetti
un momento cos! e poi timidamente dissi#
$ "amma! date dell'acqua anc(e a meD
$ *redevo c(e non avessi sete.
$ "amma! perdono.
$ *os va 2ene.
1nd+ a prendere l'acqua e me la porse sorridendo,.
:
@uesto fatto non c' nelle Memorie di don Bosco. Lo racconta Giovanni B.
0rancesia! c(e afferma# 5oi l'a22iamo appreso cos dal la22ro stesso di don Bosco!
molte volte, 4%B'! -=/.
"arg(erita aveva tante e pesanti cose da fare# governare la casa! far andare i campi!
3appare la vigna. "a non dimentic+ mai di essere! prima di tutto! la mamma dei suoi
2am2ini. Lo rivela la parola c(e c(iude il raccontino# sorridendo. Una mamma sempre
tesa dalla fatica! dalle responsa2ilit! avre22e fatto di Giovanni un ansioso. L'amore
della mamma fu 4fortunatamente per lui/ non solo di fatti,! ma anc(e di
atteggiamenti,# sereno! gioioso. Lo conferma un altro particolare. Tanti anni dopo!
don Bosco ricorder c(e sua mamma cantava con dolce33a, 4"B 5,568).
Un lusso c!e "aceva #or#ottare gli anziani
;ai poc(issimi documenti conta2ili di quegli anni! sappiamo c(e "arg(erita
compr+ una vacca vecc(ia e malaticcia! pagandola lire .9!-8! e affitt+ un pe33o di
prato 4*1&! 103-5). Giovanni condusse la vacc(erella a pascolare 4vecc(ia e
malaticcia poteva essere affidata sen3a pericolo anc(e alle mani di un 2am2ino di otto
anni/. ;ivenne! come tanti suoi coetanei! un fanciullo$pastore.
<gni pomeriggio slegava la vacca! prendeva la cave33a e scendeva per il sentiero
fino alla valle. 'ortava con sA una pagnotta di pane di frumento per la merenda.
Laggi) lo aspettava un altro fanciullo! &econdo "atta. 1nc(e lui con la sinistra teneva
la cave33a della mucca e con la destra una pagnotta di pane. 'ane diverso! per+.
"atta &econdo disse c(e per due primavere di seguito cam2iava il pane con Bosco!
dando a lui il nero! e ricevendo il suo c(e era 2ianco# questo faceva dicendo c(e gli
piaceva di pi),. 4F una testimonian3a sulla fanciulle33a di Giovnni Bosco! registrata
a *(ieri nel -666/ 4;E&G 9.-/.
@uesta faccenda del pane incomprensi2ile per noiH perc(A il pane uno, dei
nostri ci2i! mentre allora era praticamente il solo, nutrimento. E poi per un altro
fatto. 5ormalmente si masticava lo scuro e aspro pane di segala e di meliga 4il pane
dei poveri/. &olo d'estate ci si rassegnava a impastare il pane con farina 2ianca di
frumento 4il pane dei signori/! perc(A quello scuro seccava e si guastava rapidamente
4&T :!-=/. In qualc(e famiglia! tuttavia! per i vecc(i e i 2am2ini si cuoceva sempre il
pane 2ianco! pi) digeri2ile e nutriente# un lusso c(e faceva 2or2ottare gli an3iani.
@uando raccont+ questo fatto ai suoi nipoti! &econdo "atta era gi un uomo
an3iano. E aveva capito c(e Giovanni gli aveva fatto la carit per due primavere! con
tanta gentile33a c(e lui non se n'era accorto.
Il mercato del gioved$
<gni gioved "arg(erita andava al mercato. &cendeva dalla collina dei Becc(i
4piccola localit della fra3ione di "orialdo/! e camminando per cinque c(ilometri
arrivava sulla pia33a di *astelnuovo d'1sti! capoluogo comunale. In una cesta o in un
paio di fagotti portava formaggi! uova e qualc(e gallina da vendere. *omprava olio e
sale. %endendo e comprando 4e pagando la tassa di entrata sul mercato/! "arg(erita
doveva fare rapidi calcoli con monete e soldini di ogni conio. ;opo la sconfitta dei
0rancesi e il ritorno del re! dal mercato erano spariti i franc(i e i centesimi! ed erano
tornati a far confusione le parpaiole! i 2igattini! i sesini! i quartini! le mutte e le
cinquine. <ccorreva manovrare leste le dita per calcolare doppi e tripli! e per non
rimanere im2rogliati nelle somme e nei cam2i.
<ltre al sale e all'olio! "arg(erita comprava! come le altre massaie! pesce in
salamoia. Il ci2o quotidiano dei contadini era poverissimo. 1 tavola si mangiava il
pane! l'insalata e l'aglio c(e crescevano nell'orto e i frutti quando maturavano sugli
al2eri 4per tutto l'inverno c'erano le castagne/. Il pesce conservato! insieme al
formaggio! aveva il compito di accompagnare il pane,! cio di rendere il lungo
masticare meno insipido. "a a questo tante volte si provvedeva in modo pi) spiccio# si
sfregava uno spicc(io d'aglio sulla crosta del pane e si aggiungeva uno spolvero di sale
9
4per i 2am2ini anc(e una goccia d'olio/. La carne era il ci2o della festa! ed era quella di
un galletto o di qualc(e uccello preso nelle trappole.
Un gioved! mentre la mamma era al mercato! Giovanni volle frugare sull'armadio.
*ercava qualcosa. Era piccolo e doveva stare sulla punta dei piedi. Lass)! tra le tante
cose! era collocato il vaso di terracotta c(e conteneva l'olio 4tenere fuori della portata
dei 2am2ini,/. 1 un tratto! sen3a volerlo! Giovanni diede uno spintone al vaso! c(e
cadde con un tonfo. L'olio cominci+ a spandersi sul pavimento. Giovanni tir+ su in
fretta i cocci! ma non riusc a salvare pi) niente. Torn+ fuori mortificato a cercare
Giuseppe#
$ Io rotto il vaso dell'olio! ma non l'(o fatto apposta. 'restami il coltello.
1nd+ a sedersi vicino a una siepe! tagli+ una verga ro2usta! la ripul 2en 2ene. 'oi
and+ ad aspettare la mamma sul sentiero. 1ppena la vide le corse incontro e le porse la
verga#
$ "amma! oggi le merito. &en3a volerlo! (o rotto il vaso dell'olio.
La mamma guard+ quel suo 2am2ino cos sc(ietto e rispose#
$ &ono contenta c(e non sei venuto a contarmi 2ugie. 'er+ stai attento un'altra volta!
perc(A l'olio costa caro 4"B - !7:s/.
%. &iovanni cresce e la storia cammina
Sport e incidenti
5ella casetta dei Becc(i c(e il suo nido! Giovanni cresce. E un fanciullo piccolo e
sodo! dai ricci neri e dalla risata squillante. *ome ogni piccolo contadino corre tra
l'er2a! insegue le galline sc(iama33anti! si ferma incantato a guardare i pulcini color
miele! si arrampica sugli al2eri! non piange per le s2ucciature ai ginocc(i.
%uole un 2ene da morire a sua mamma e 4anc(e se gli costa/ fa i piccoli lavori c(e
lei gli assegna# rompere la ramaglia secca per il focolare! andare a prendere l'acqua
alla sorgente! sorvegliare il forno dove cuoce il pane.
"a quando i piccoli lavori sono finiti! via a giocare. 1l 2ordo dei prati infiniti lo
aspettano gli amici# raga33etti forti! vivaci! a volte ro33i e s2occati. Lo sport c(e va
forte, la lippa. Gli strumenti per giocarlo sono due e ognuno se li fa22rica col
coltellino. Innan3i tutto la lippa,! un pe33o di ramo lungo dieci centimetri! appuntito
alle estremit. E poi un 2astone! lungo e ro2usto. &i colloca la lippa su una spanna di
terreno c(e si spianato 2en 2ene con le mani. *on il 2astone si picc(ia su
un'estremit della lippa facendola 2al3are in aria. In quell'attimo! mentre li2rata
nell'aria! la si colpisce con un fortissimo colpo di 2astone! facendola volare il pi)
lontano possi2ile. &i tira a pari e dispari c(i deve fare il primo colpo! c(i il secondo!
c(i il ter3o e cos via. %ince c(i 4con dieci colpi/ (a fatto fare alla sua lippa il percorso
pi) lungo.
*apitano incidenti. @uando il 2astone la colpisce male! la lippa invece di volare
verso i prati pu+ volare in faccia a uno dei giocatori. 1nc(e Giovanni! pi) di una volta!
si prese in faccia la lippa e corse grondante sangue a farsi medicare da mamma
"arg(erita.
$ Un giorno o l'altro mi torni con un occ(io rovinato $ disse una volta la mamma $.
'erc(A vai con quei raga33iD Lo sai c(e qualcuno un poco di 2uono.
$ &e per farvi piacere! non ci andr+ pi). "a quando ci sono io stanno pi) 2uoni.
*erte parole non le dicono.
La mamma lo lasci+ tornare. &apeva c(e non le contava storie e c(e non era uno
sventato 4"B - !96s/.
La sorpresa nei cespugli
@uando la primavera si apriva all'estate! i piccoli contadini trovavano le sorprese.
5on nelle uova di 'asqua! ma nei cespugli e sugli al2eri# i nidi degli uccelli.
B
In un cespuglio! mentre giocava con gli amici! Giovanni scopr una nidiata di
cardellini! 2en nascosta tra rami e foglie. *on ampi gesti! ma in assoluto silen3io!
c(iam+ gli altri. &i misero tutti intorno. &orridevano felici come a osservare un
miracolo. I piccoli cardellini avevano gli occ(i c(iusi! si stringevano per scaldarsi!
pigolavano piano piano! e allargavano il 2ecco scuro attendendo il ci2o della madre.
I raga33ini si distesero a terra tra i cespugli! in silen3io. Ed ecco la cardellina
arrivare a volo radente! svola33are sospettosa a destra e a sinistra per non segnalare a
nessuno il luogo del suo nido. 'oi si pos+ in perfetto silen3io sull'orlo. Il pigolio dei
piccoli sal un poco mentre il 2ecco della madre depositava nelle 2occ(e spalancate le
larve d'insetto e i 2ruc(i c(e aveva cacciato tra gli al2eri 4"B -!--:/.
Le piume insanguinate del merlo
&u quelle colline non si vendevano canarini in ga22ia. *(i voleva allevare un
uccello doveva andarselo a prendere nel nido. Giovanni fece cos. 'rese dal nido un
merlo piccolo piccolo e lo allev+. 5ella ga22ia c(e aveva costruito con rami di salice!
gli insegn+ a 3ufolare. L'uccello impar+. @uando vedeva Giovanni! lo salutava con il
fisc(io modulato! saltava allegro tra le s2arre! lo fissava con l'occ(ietto nero e
2rillante. Gaga33o e merlotto divennero amici. 4;on Bosco narrava volentieri questo
episodio. ;omenico Guffino lo sent raccontare da lui e ne prese nota/.
"a una mattina il merlo non mand+ il suo fisc(io. Un gatto aveva sfondato la
ga22ia e l'aveva divorato. Gimanevano poc(e piume insanguinate. Giovanni si mise a
piangere. Un pianto disperato a cui segu una triste33a profonda. &ua madre a un certo
punto lo rimprover+. Gli disse c(e di merli! nei nidi intorno! ce n'erano ancora tanti.
Bastava andarne a prendere un altro. "a per la prima volta Giovanni non riusc a
capire le ragioni di sua mamma. *erto! di uccelli ce n'erano tanti. "a quello l,! il
suo piccolo amico! era stato ucciso! non l'avre22e mai pi) visto saltare allegro. E tutti i
voli degli altri uccelli non potevano cancellare questo fatto sconvolgente# il suo amico
era stato ucciso! non l'avre22e visto pi) 4"B -!--6/.
F> questa la prima manifesta3ione dell'amore personali33ato, di Giovanni.
F>rivolto a un uccellino! ma non per questo 2anale. Giovanni Bosco non si
affe3ioner mai a nessuno genericamente,. Tutti i raga33i c(e l'accosteranno! si
sentiranno amati personalmente da lui! non come componenti di un numero o di una
comunit! ma come persone. E la sofferen3a di ognuno diventer la sua sofferen3a
personale. ;io gli aveva dato un cuore cos.
La storia a passi da gigante
"entre Giovannino! raga33etto ignaro! cresceva nel suo nido dei Becc(i! la storia
umana si era messa a camminare con passi da gigante.
La Givolu3ione francese! cominciata nel -76=! aveva gridato all'Europa tre parole
affascinanti# li2ert! uguaglian3a! fraternit. "a aveva anc(e ri33ato la g(igliottina
sulle pia33e! aveva sterminato migliaia di persone scatenando il tempo del terrore,.
Le armate francesi! comandate dal giovanissimo generale Bonaparte! avevano
invaso l'Europa e portato ovunque le magic(e parole della Givolu3ione. I giovani ne
erano rimasti ipnoti33ati. 1vevano al3ato al2eri della li2ert! vi avevano dan3ato
intorno tenendosi per mano. In ogni citt erano state scritte leggi nuove! pi) umane e
giuste. Le vecc(ie disuguaglian3e! gli insopporta2ili privilegi dei no2ili venivano
spa33ati via.
"a 5apoleone aveva anc(e decimato i giovani in gigantesc(e 2attaglie. L'Europa
era coperta di cadaveri. Il pi) grande esercito della storia umana 4B88 mila europei/ era
stato ing(iottito dalle gelide steppe russe.
&finita e spopolata! l'Europa del -6-9 non ripeteva pi) li2ert! uguaglian3a!
fraternit,! ma un'altra parola! pace,. &i rassegnava al ritorno delle vecc(ie
disuguaglian3e e dei privilegi ingiusti! purc(A il cannone cessasse di rom2are e i
giovani avessero speran3a di sopravvivere.
C
5apoleone fu esiliato in un isola dell'1tlantico e tramont+ come il sole. 5elle
capitali tornarono i re e i no2ili! con le vecc(ie parrucc(e incipriate. 1nc(e a Torino!
capitale del 'iemonte! torn+ il re %ittorio Emanuele I. Era il .- maggio -6-9. Ini3iava
il periodo c(iamato Gestaura3ione,.
Su un cavallino sardo' il re
Io mi trovavo in rango in pia33a *astello $ scriver "assimo d'13eglio $ e (o
presente 2enissimo il gruppo del Ge col suo stato maggiore. %estiti all'uso antico colla
cipria! il codino e certi cappelli...! tutt'insieme erano figure a22astan3a 2uffe,. Il re era
su un cavallino sardo! con la sua vecc(ia uniforme turc(ina a larg(i risvolti rossi! il
lungo panciotto! i cal3oni 2ianc(i! gli stivaloni fino alle ginocc(ia! il cappello alla
prussiana e la parrucca col codino c(e gli 2atteva sulle spalle. Il 2uon re! con quella
sua faccia $ via! diciamolo $ un po' di 2a22eo ma altrettanto di galantuomo! gir+ fino al
tocco dopo me33anotte passo passo le vie di Torino! fra gli evviva della folla,.
"a alle spalle del re era la rigida figura del generale austriaco Bu2na. 1 %ienna! nel
*ongresso delle na3ioni! si era deciso c(e l'1ustria sare22e stata il cara2iniere
dell'Italia. Il suo esercito sare22e intervenuto in ognuno dei sette &tati in cui era divisa
la penisola! ogni volta c(e disordini, avessero minacciato una nuova rivolu3ione. I
sette &tati erano satelliti dell'1ustria a sovranit limitata,. Lo sare22ero stati fino al
-696.
Il re a2ol le leggi di 5apoleone! tolse i diritti ai %aldesi e ricacci+ nel g(etto gli E2rei.
La popola3ione torn+ a dividersi in due classi# quelli c(e vivevano di rendita 4e
passavano la giornata nella caccia! nel gioco dei dadi! degli amori e della politica/ e
quelli c(e vivevano del proprio sudato lavoro. L'ini3iativa privata dei commercianti!
c(e avevano fatto la propria fortuna e dato ini3io al 2enessere dello &tato viaggiando
sulle solide strade napoleonic(e! fu stro33ata. Torn+ in vigore la fitta rete di da3i!
2arriere! pedaggi! c(e impediva ogni commercio. Gli amministratori dello &tato c(e
avevano servito sotto 5apoleone furono allontanati. Li sostituirono vecc(i amici del
re! per lo pi) ignoranti. ;urando grider un giorno# %oi! re! avete fatto di un im2ecille
un economista! di un 2acc(ettone un uomo di guerra! di un ignorante un magistrato! di
uno stupido un amministratore, 4'I5T<! 158).
*(i soffr di pi) questo ritorno alla ignoran3a fedele, furono i giovani intellettuali.
Il 7 agosto -6-C Ludovico di Breme scriveva con ra22ia# Un gran g(etto di e2rei tutti
falliti! ecco Torino. L'ignoran3a! la spilorceria! la vilt! la capar2iet! l'o3io! l'astio
vicendevole! la presun3ione e tutte le ridicole33e portate in trionfo! mi circondano! mi
stanno innan3i agli occ(i. Essere piemontese... vergognosissimo,.
(. )io portato per mano
* stato lui+
@uand'ero ancora molto piccolo $ racconta don Bosco $ mia madre mi insegn+ le
prime preg(iere. 1ppena fui capace di unirmi ai miei fratelli! mi faceva inginocc(iare
con loro mattino e sera# recitavamo insieme le preg(iere, (Memorie, -9/.
Le preg(iere del mattino! in quel tempo di cristiani seri! non erano uno s2rigativo
Padre nostro e un'altrettanto s2rigativa Ave Maria. Erano il i adoro, mio !io, il
Padre nostro, "'Ave Maria 4c(e cominciava# ;io ti salvi! "aria,/! il #redo, la $a"ve
%e&ina, la preg(iera a""'An&e"o custode, i #omandamenti di !io, i #omandamenti
de""a #'iesa, i $acramenti, gli Atti di (ede, di s)eran*a, di carit+ e di do"ore.
Gicordo $ continua don Bosco $ c(e fu lei a prepararmi alla prima confessione. "i
accompagn+ in c(iesa! si confess+ per prima! mi raccomand+ al confessore! e dopo mi
aiut+ a fare il ringra3iamento. *ontinu+ ad aiutarmi fin quando mi credette capace di
fare da solo una degna confessione, (ivi).
La confessione fu il primo sacramento c(e! dopo il Battesimo! Giovanni ricevette.
7
&ui sei$sette anni! come si usava a quei tempi. Il 2am2ino non aveva paura del prete!
perc(A prima aveva visto sua madre inginocc(iarsi con fiducia a domandare perdono
al rappresentante di ;io.
;io entr+ cos! portato per mano da sua madre! nella vita di Giovanni.
@uando lui e Giuseppe partivano per i prati verdi dove li attendevano gli amici per
mille gioc(i! mamma diceva# Gicordatevi c(e ;io vi vede,.
1 volte tornavano im2ronciati. 1vevano 2isticciato. *ol muso lungo discutevano
fittamente. ;avanti alla mamma c(e domandava cos 'era capitato! al3avano la mano
accusatrice dicendo le eterne parole dei 2am2ini#
$ F> stato luiJ
"arg(erita non stava a sentire le lung(e accuse e controaccuse. ;iceva soltanto#
$ Io non vi (o visti. "a ;io s. E sa c(i sta dicendo una 2ugia 4"B -!99/.
"a non era un ;io cara2iniere, quello c(e lei rivelava ai suoi piccoli. 1nc(e
quando il lavoro era noioso e pesante 4sorvegliare il forno era una cosa lunga! dava un
caldo fastidioso/ e nessuno era l a dire 2ravo! a 2attere le mani! mamma diceva#
*oraggio! ;io ci vede. *onta tutti i nostri sacrifici e ci prepara un 2el premio,.
)io sta ,ui
In estate! le al2e! i meriggi! i tramonti si succedono nello splendore del cielo
profondo! inquadrato dalle colline verdi e dalle nuvole 2ianc(e.
1lla sera tardi! dopo la stanc(e33a del lavoro! delle lung(e corse sui sentieri! e dopo
la cena consumata a lume di candela! mamma porta fuori i suoi piccoli. &i siedono a
respirare l'aria fresca! a guardare il cielo! quel video, silen3ioso e 2ellissimo c(e ;io
(a acceso da milioni di anni sopra le nostre teste. E dice#
$ @uante cose 2elle il &ignore (a fatto per noiJ
Giovanni guarda queste cose tranquille e 2ellissime. E accanto alla mamma! ai
fratelli! ai vicini impara a vedere un'altra persona# ;io. Una persona grande! invisi2ile.
Una persona in cui sua madre (a una confiden3a illimitata! indiscuti2ile. Una persona
cos vicina c(e pu+ pensare# ;io sta qui,.
I maledetti c!icc!i di g!iaccio
In agosto! nel cielo carico di caldo opprimente! a volte si addensano cumuli di
nuvoloni neri! densi come il piom2o. &cintillano i primi fulmini! rotolano tuoni cupi.
Uno spettacolo c(e mette paura. I 2am2ini corrono verso casa! si stringono alla
mamma. Ed essa#
$ Il &ignore potente. F> lui il padrone del cielo e della terra.
@uelle nuvolette 2ianc(e! c(e durante il temporale veleggiano insidiose sotto i
nuvoloni neri! sono guardate con ra22ia dai contadini. &ono le gelide nuvole della
grandine! c(e a volte si a22atte a devastare le vigne. I c(icc(i di g(iaccio fisc(iano
nell'aria! mordono e triturano le foglie verdi! portano via in poc(i minuti il raccolto di
tutto un anno di lavoro. La faccia dei contadini si fa scura come la terra! qualcuno
2estemmia tra i denti. Guai ai 2am2ini c(e sc(er3ano in quei momenti. %olano s2erle!
ra22iose.
1nc(e "arg(erita (a la faccia triste. ;opo la grandinata! passa con i figli lungo i
filari! prende con delicate33a in mano i pampini recisi! i grappoli ancora verdi triturati
dai c(icc(i di g(iaccio! dice con calma#
$ Il &ignore ce li aveva dati! il &ignore ce li (a tolti. Lui sa il perc(A. 'er i cattivi
per+ questi sono castig(i. *on ;io non si sc(er3a.
"a nei giorni di raccolto a22ondante! quando il grano si ammucc(ia sull'aia tra la
polvere della pula e la gioia rumorosa dei contadini! dice#
$ Gingra3iamo il &ignore. F> stato 2uono con noi. *i (a dato il pane quotidiano 4"B
-!9B/.
-uando #ussavano di notte
6
"a per "arg(erita! ;io non a2ita solo in cielo. F> presente nei poveri! nei malati!
nelle persone c(e (anno 2isogno di aiuto.
5elle sere d'inverno! mentre la campagna era coperta di neve! veniva a 2ussare alla
porta della casetta qualc(e mendicante. ;on Bosco! raccontando ai suoi raga33i quelle
sere lontane! ricostruiva sul filo della memoria i dialog(i sentiti 4nella maniera di rac$
contare dei piemontesi# Lui mi (a detto... e io gli (o risposto...,/#
$ "arg(erita! non ce la faccio pi) a camminare. %olevo arrivare fino a "orialdo! ma
i piedi sono come due pe33i di g(iaccio. Lasciatemi stare qualc(e minuto accanto al
fuoco! per amor di ;io.
"arg(erita lo faceva venire avanti! poi diceva a Giovanni#
$ 0ai scaldare una scodella di 2rodo.
Guardava le scarpe del mendicante#
$ &ono proprio a pe33i! e io non so aggiustarle. %i avvolger+ i piedi in due stracci di
lana. 'oi andrete a dormire nel fienile. ;omani starete meglio 4"B -!-B9/.
Le famiglie dove c'erano an3iani malati c(e di notte si disperavano! qualc(e volta
andavano a c(iamare "arg(erita. Bussavano in piena notte. &apevano c(e non diceva
mai di no.
5on era comodo al3arsi alle due o alle tre! dopo una giornata di lavoro pesante.
"arg(erita conosceva per+ le parole di Ges)#
*i+ c(e farete a uno di questi poveretti! lo farete a me,. &i al3ava sen3a 2rontolare e
andava a destare uno dei suoi figli.
;ormivano il sonno profondo dei raga33i e sem2rava un peccato svegliarli.
"arg(erita per+ credeva c(e per aiutare un povero malato occorreva anc(e
interrompere una 2ella dormita. I suoi raga33i dovevano crescere uomini ro2usti! ma
anc(e cristiani seri.
E se non ci si sacrifica per gli altri! c(e cristiani si D &i avvicinava a uno dei
pagliericci#
$ 1l3ati e vieni con me.
$ 1dessoD "a (o tanto sonno! mamma.
$ Io sonno anc('io. "a c' da fare un'opera di 2ene. 1l3ati adagio! per non svegliare
gli altri.
Entravano nella povera casa. "arg(erita s'informava! faceva lung(i massaggi
4quante sc(iene curvate dalle artriti in quelle case fredde e umide/! e il figlio faceva
2ollire acqua sul fuoco per preparare una tisana. &eduto accanto al focolare! magari si
riaddormentava! pensando c(e essere cristiani come voleva la mamma era una cosa
seria 4"B 1,15,).
Il )io di sua madre
F> forse interessante notare come si costruisce nella mente di Giovanni! in questi
anni fondamentali della vita! l'immagine di ;io.
Un suo contemporaneo! il santo Leonardo "urialdo! a2ita in Torino in via ;ora
Grossa 4ora via Gari2aldi/. %ede all'al2a il sole giocare sui quadri sacri della sua
stan3a. ;ice le preg(iere sull'inginocc(iatoio. 5ella mattinata arriver l'a2ate 'ullini a
fargli le3ione di catec(ismo. ;alla via sente venire il grido dei piccoli spa33acamini! e
Leonardo c(iede alla mamma di farli salire. Li aiuta a pulirsi dal nerofumo con acqua
calda e sapone! d loro la sua cola3ione 4fette di pane im2urrate/ e i vestiti superflui
c(e stanno nel guardaro2a di famiglia. Il piccolo Leonardo si forma cos in$
sensi2ilmente un'immagine di ;io colta! raffinata,. F> il ;io dei santi c(e contempla
nei 2ei quadri! il ;io c(e parla attraverso persone colte e autorevoli come l'a2ate
'ullini! il ;io sovrano c(e ci invita a c(inarci sui fratelli c(e non (anno la fortuna del
nostro 2enessere.
@uando si desta! Giovanni Bosco vede il sole giocare sulle pannocc(ie appese a
maturare! sui rami verdi degli al2eri c(e sfiorano i vetri della finestra! o il 2uio c(e
grava sulle distese 2ianc(e di neve. ;alla cucina lo c(iama la mamma! c(e si
inginocc(ia sul pavimento e invita i figli a pregare cos. ;alla campagna giungono le
=
voci degli altri raga33i. 5el pomeriggio Giovanni scender con loro al pascolo! scal3o
come loro! con la faccetta sporca come la loro. 5on penser mai di donare loro vestiti
e scarpe! perc(A il guardaro2a di famiglia non c>. &cam2ia con uno di loro il suo
unico pane! d ai vecc(ietti un po' del suo sonno. 'regare per lui parlare con ;io sul
pavimento della cucina! sull'er2a! fissando il cielo o rincorrendo una mucca s2andata.
5el piccolo Giovanni si forma cos insensi2ilmente un 'immagine di ;io
popolana,! filtrata dalla natura e dall'esempio di sua madre. Il suo ;io il ;io del
cielo! delle stelle! del sole! della neve! degli al2eri! degli uccelliH il ;io di sua madre
c(e si inginocc(ia in c(iesa o sul pavimento di casa! e poi incoraggia a rim2occarsi le
manic(e! a lavorare per far crescere nei solc(i il pane quotidiano. 'er Giovanni Bosco
non occorrer un inginocc(iatoio per pregare! nA lavarsi la faccia per diventare
cristiani. Insegner ai suoi raga33i c(e si pu+ incontrare ;io lanciando il grido dello
spa33acamino o reggendo la cave33a di una mucca! con la faccia 2ianca di calcina o
nera di olio da macc(ina. &e non si pu+ dare agli altri 4in cui c' ;io/ una fetta di pane
im2urrato! si pu+ regalare un po' di sacrificio! di lavoro! di allegria! di sonno.
F> questa una delle tante rivolu3ioni silen3iose c(e don Bosco porter tra i cristiani
del suo tempo.
.. Il grande sogno
)io parla
@uando Giovanni compie nove anni! avviene qualcosa di straordinario.
1 questo raga33ino avvolto da una calda e genuina atmosfera cristiana! ;io parla.
*omunica con lui attraverso un linguaggio misterioso! fatto di immagini e di parole# il
sogno.
@uesto contatto diretto con ;io lo accompagner! ammonir! orienter per tutta la
vita. Lo lascer prima incredulo! poi s2alordito! a volte tremante.
1 = anni $ racconta $ (o fatto un sogno. "i pareva di essere vicino a casa! in un
cortile molto vasto! dove si divertiva una gran quantit di raga33i. 1lcuni ridevano!
altri giocavano! non poc(i 2estemmiavano. 1l sentire le 2estemmie! mi slanciai in
me33o a loro. *ercai di farli tacere usando pugni e parole.
In quel momento apparve un uomo maestoso! vestito no2ilmente. Un manto 2ianco
gli copriva tutta la persona. La sua faccia era cos luminosa c(e non riuscivo a fissarla.
Egli mi c(iam+ per nome e mi ordin+ di mettermi a capo di quei raga33i. 1ggiunse#
$ ;ovrai farteli amici con 2ont e carit! non picc(iandoli. &u! parla! spiegagli c(e il
peccato una cosa cattiva e c(e l'amici3ia con il &ignore un 2ene pre3ioso.
*onfuso e spaventato risposi c(e io ero un raga33o povero e ignorante! c(e non ero
capace di parlare di religione a quei monelli.
In quel momento i raga33i cessarono le risse! gli sc(iama33i e le 2estemmie! e si
raccolsero tutti intorno a colui c(e parlava. @uasi sen3a sapere cosa facessi gli
domandai#
$ *(i siete voi! c(e mi comandate cose impossi2iliD
$ 'roprio perc(A queste cose ti sem2rano impossi2ili K rispose $ dovrai renderle
possi2ili con l'o22edien3a e acquistando la scien3a.
$ *ome potr+ acquistare la scien3aD
$ Io ti dar+ la maestra. &otto la sua guida si diventa sapienti! ma sen3a di lei anc(e
c(i sapiente diventa un povero ignorante.
$ "a c(i siete voiD
$ Io sono il figlio di colei c(e tua madre ti insegn+ a salutare tre volte al giorno.
$ La mamma mi dice sempre di non stare con quelli c(e non conosco! sen3a il suo
permesso. 'erci+ ditemi il vostro nome.
$ Il mio nome domandalo a mia madre.
In quel momento (o visto vicino a lui una donna maestosa! vestita di un manto c(e
risplendeva da tutte le parti! come se in ogni punto ci fosse una stella luminosissima.
-8
%edendomi sempre pi) confuso! mi fece cenno di andarle vicino! mi prese con 2ont
per mano e mi disse#
$ Guarda.
/cco il tuo campo
Guardai e mi accorsi c(e quei raga33i erano tutti scomparsi. 1l loro posto c'era
una moltitudine di capretti! cani! gatti! orsi e parecc(i altri animali. La donna maestosa
mi disse#
$ Ecco il tuo campo! ecco dove devi lavorare. *resci umile! forte e ro2usto! e ci+
c(e adesso vedrai succedere a questi animali! tu lo dovrai fare per i miei figli.
Guardai ancora! ed ecco c(e al posto di animali feroci comparvero altrettanti agnelli
mansueti! c(e saltellavano! correvano! 2elavano! facevano festa attorno a quell'uomo e
a quella signora.
1 quel punto nel sogno mi misi a piangere. ;issi a quella signora c(e non capivo
tutte quelle cose. 1llora mi pose una mano sul capo e mi disse#
$ 1 suo tempo! tutto comprenderai.
1veva appena detto queste parole c(e un rumore mi svegli+. <gni cosa era
scomparsa.
Io rimasi s2alordito. "i sem2rava di avere le mani c(e facevano male per i pugni
c(e avevo dato! c(e la faccia mi 2ruciasse per gli sc(iaffi ricevuti.
1l mattino (o su2ito raccontato il sogno! prima ai fratelli c(e si misero a ridere! poi
alla mamma e alla nonna. <gnuno diede la sua interpreta3ione. Giuseppe disse#
L;iventerai un pecoraioL. "ia madre# L*(iss c(e non a22ia a diventare preteL.
1ntonio malign+# L&arai un capo di 2rigantiL. L'ultima parola la disse la nonna! c(e
non sapeva nA leggere nA scrivere# L5on 2isogna credere ai sogniL.
Io ero del parere della nonna. Tuttavia quel sogno non riuscii pi) a togliermelo dalla
mente, (Memorie, -9$-C/.
0ella "esta di San 1ietro
Lo storico 'ietro &tella cerca di indagare sulle circostan3e c(e fornirono al sogno
le suggestioni fantastic(e,. ;io! infatti! per parlarci si serve delle immagini e delle
parole c(e ognuno di noi porta nella mente. 1van3a come ipotesi c(e il sogno sia
avvenuto nel periodo della festa patronale di san 'ietro, quando nella c(iesetta
risuonava durante le predic(e la frase di Ges)# 122i cura dei miei agnelli e delle mie
pecorelle,. *omunque sia K conclude $ il sogno dei = anni condi3ion+ il modo di
vivere e di pensare di don Bosco! e condi3ion+ la condotta di mamma "arg(erita nei
mesi e negli anni c(e seguirono, 4&T -!.=$:-/.
&em2rava a tutti e due c(e ;io c(iamasse Giovanni a diventare sacerdote.
E Giovanni pens+ da quel momento c(e il suo campo,! il luogo dove doveva
lavorare, erano i raga33i s2andati! sen3a affetto! avviati per una cattiva strada.
"a lui era ancora tanto piccolo! = anni. @uella meta gli sem2rava tanto lontana. E
invece...
2. 3 scuola perc!4 nipote della serva
La testimonianza di 5anin
'er diventare prete! per aiutare i raga33i del sogno! occorreva studiare. Era la strada
o22ligata per tanti c(e volevano spe33are il piccolo ori33onte della vita contadina!
raggiungere la citt! c(e allora significava fortuna,! avvenire,! vita diversa,.
Giovanni aveva voglia di studiare e la legge gliene dava il diritto# le scuole
elementari gratuite 4ma non o22ligatorie/ erano state imposte a tutti i comuni il .:
luglio -6... "a per Giovanni non 2astava. Era nato in un cantone sperduto tra le
colline. *astelnuovo d'1sti! il suo comune! era distante cinque c(ilometri. *apriglio
--
era un po' pi) vicino! ma sempre irraggiungi2ile a piedi per un fanciullo. L'insegnante!
inoltre! non aveva l'o22ligo di accettare raga33etti di altri comuni.
*ome tanti 2am2ini intelligenti e curiosi! Giovanni fin per imparare a silla2are da
un contadino c(e sapeva leggere. Il giovane Bosco $ testimonian3a di "ic(ele Gua
$ e22e suo primo maestro nel leggere un 2uon contadino c(e anni fa si gloriava con me
d'aver avuto la fortuna di essere stato di lui maestro,.
'oi arriv+ un piccolo colpo di fortuna. 1 *apriglio era cappellano un certo don
Bevilacqua c(e faceva pure scuole elementari $ raccontava il vecc(io contadino
Giovanni Becc(is detto anin. $ Bosco aveva sette anni! e la madre non volendolo
mandare a *astelnuovo perc(A troppo piccolo! preg+ don Bevilacqua di volergli far
scuola. (Mar&'erita aveva a #a)ri&"io suo )adre e sua madre, i nonni di -iovanni).
Esso non voleva perc(A non o22ligato. Gli mor la serva. Il &ignore dispose c(e vi
andasse al suo posto una 3ia di Bosco (Marianna, sore""a di Mar&'erita). @uesta
preg+ su2ito il cappellano di voler far scuola al nipote# il cappellano per riguardo alla
serva acconsente! e Bosco Giovanni frequent+ la sua scuola, 4;E&G! 9.-/.
%anin fa confusione col nome del prete c(e si c(iamava Lacqua. "a anc(e don
Bosco s2aglier c(iamandolo ;allacqua. Il motivo c(e! in quei tempi! i cognomi
erano fluidi. Il 2isnonno degli 1gnelli si firmava 1gnel. Il cappellano della marc(esa
di Barolo! don Borel! era c(iamato anc(e Borrelli! Borello. 1l posto di don *afasso,!
don Bosco scriver sempre don *affasso,.
1reti' mercanti "alliti' studenti spiantati
Giovanni and+ dunque ad a2itare dai nonni! e per tre ore al mattino 4tre ore e me33a
con la "essa/ e tre al pomeriggio imparava lettura! religione! aritmetica,. La durata
dei corsi era esigua! coincideva con la stagione morta dei campi# dal : novem2re
4dopo la festa dei &anti e il giorno dei "orti/ al .8 mar3o 4la vigilia dell'1nnun3iata/.
1ppena imposte per legge le scuole! nel Gegno di &ardegna ci si era accorti c(e
mancavano testi scolastici! sussidi! insegnanti. *ominciarono a insegnare i preti! c(e
per molti anni furono la stragrande maggioran3a dei maestri. 1ccanto a loro facevano
scuola mercanti falliti e studenti spiantati.
La scuola elementare inferiore durava due anni. 1ntonio! il fratello pi) grande di
Giovanni! dovette frequentarla almeno per qualc(e mese. &apeva infatti fare la firma.
Eppure si oppose cocciutamente alla scuola del fratellino. I desideri di Giovanni di
avviarsi agli studi per riuscire prete erano ardenti. "a gravi difficolt si opponevano
per le strette33e della famiglia e anc(e per l'opposi3ione c(e faceva il fratellastro
1ntonio! il quale avre22e voluto c(e egli pure andasse ai lavori di campagna, 4GU1!
ib., p. 98:7/.
Giuseppe! forse per la stessa opposi3ione! non and+ mal a scuolaH e per tutta la vita
firm+ con l'umiliante croce degli analfa2eti.
5ella scuola di *apriglio! Giovanni prov+ le prime amare33e. %eniva da un altro
paese e questo ai ro33i contadinotti era sufficiente per prenderlo in giro e tormentarlo.
Lo maltrattavano tenendolo per uno sciocco! sen3a c(e egli osasse difendersi,. Lo
raccont+ 1ntonio <cc(iena! gi sindaco di *apriglio! c(e confessava di aver preso
parte egli stesso ai fatti c(e raccontava,.
Le #acc!ettate di don Lac,ua
;on Lacqua! c(e pure non aveva voluto prenderlo in classe! lo difese. "en+
2acc(ettate 4secondo l'uso del tempo/ sulle mani e sulle spalle dei rumorosi e
maleducati campagnoli. 5elle sue Memorie don Bosco scriver con riconoscen3a#
"io maestro fu un sacerdote molto pio! don Giuseppe ;allacqua. "i tratt+ con molta
gentile33a! si prese a cuore la mia istru3ione e pi) ancora la mia istru3ione cristiana,
4p. -9/.
Luigi ;eam2rogio! frugando negli arc(ivi! ritrov+ qualc(e pagina di don Lacqua.
&crive con commo3ione# @uella 2ella scrittura! ancora con andatura settecentesca!
-.
dalla forma armoniosa! composta e c(iara. La scrittura di colui c(e (a insegnato a
scrivere a Giovannino Bosco e c(e gli (a tenuto la mano nelle prime proveJ,. "a
quella amorosa scuola di calligrafia non dovette essere molto efficace! se don Bosco
e22e poi una grafia pessima! c(e metteva a dura prova c(i doveva ricopiarla o
semplicemente interpretarla. 45e (o fatto la prova anc('io! cavandomi gli occ(i su
lung(i 2rani delle Memorie, scritti in maniera veramente impossi2ile/.
@uando! vicino alla festa dell'1nnuncia3ione! don Lacqua rimise in li2ert i suoi
diavolotti! prest+ a Giovanni 4c(e aveva pi) voglia di leggere di tutti gli altri messi
insieme/ tre li2ri# . %ea"i di /rancia, ." -uerin Mesc'ino e 0erto"do e 0erto"dino.
*redeva di rendergli pi) divertente qualc(e serata. Invece lo incamminava per una
strada di sorprese e di successi.
6. Sopra una panca e sopra una corda
&li spiriti in so""itta
Giovanni Bosco era un narratore nato. Gli piaceva raccontare 4e questo capita a molti/
e agli altri piaceva ascoltarlo 4e questo capita a poc(i/.
0in dai primissimi anni! ricorda nelle sue Memorie, ci+ c(e attirava i suoi giovani
amici e li divertiva moltissimo erano i miei racconti, 4p. -=/.
5elle giornate di pioggia i raga33i si annoiavano. 0inivano col ritrovarsi sulla paglia
del fienile! e lui raccontava. *(e cosaD I fatti pi) curiosi c(e gli erano capitati.
Un pe33o forte,! raccontato c(iss quante volte e c(iss con quante varia3ioni di
sceneggiatura! era l'episodio degli spiriti in soffitta! avvenuto durante una vendemmia
a *apriglio. 1ttorno alla tavola! a notte ormai inoltrata! il nonno narrava sornione di
streg(e e di spiriti c(e a volte si lamentavano in soffitta. %oleva mettere un po' di paura
a donne e 2am2ini! e invece patapunfJ,! un colpo sul soffitto fece 2al3are tutti col
cuore in gola! anc(e il vecc(ietto preso in contropiede. E dopo il colpo uno strascic(io!
rumori strani sulla volta c(e metteva in comunica3ione con la soffitta. Una donna c(e
strilla c' sempre in questi casi! e qualcuna grid+# "aria %ergine! i mortiJ,. La paura
si toccava. Giovanni invece 4e lo raccontava spargendo a22ondanti pi33ic(i di mode$
stia/ nemmeno un'om2ra di paura. &i al3+! impugn+ un 2astone e disse al nonno#
@uello c(e striscia non un morto! ma una faina c(e andr a mangiarti le galline.
%ado a cacciarla via,. &cena delle donne! mamma "arg(erita c(e (a paura anc(e lei
ma finisce per dar ragione a Giovanni! salita sulla scala di legno con due lumi. 5ella
soffitta! le fiammelle fanno intravedere un cesto di vimini capovolto c(e viene avanti.
1ltra scena delle donne! finc(A Giovanni afferra il cesto e... d via li2era a una gallina
spaventata. La povera 2estia si era tirata addosso il cesto 2eccando i grani di frumento
imprigionati tra i vimini! e lo spingeva qua e l ra22iosa e spaventata! cercando di
li2erarsi. 0in tutto in matte risate e con la povera gallina in pentola 4"B - ,85ss).
Il #est7seller delle veglie contadine
Giovanni era un raga33ino e non aveva ancora molti fatti suoi da raccontare. @uindi
dopo l'avventura della gallina finita in pentola! e quella del ladro c(e gli voleva ru2are
i tacc(ini! raccontavo i fatti c(e avevo ascoltato nelle predic(e,. "a sovente i fatti
erano finiti e la pioggia continuava. E un giorno gli venne la grande idea# 1spettate!
vado a prendere un li2ro c(e mi (a prestato don Lacqua,. Torn+ con . %ea"i di
/rancia.
;a quel giorno le avventure meravigliose dell'imperatore *arlo "agno e dei suoi
paladini! le stragi della spada magica ;urlindana! i tradimenti di Gano e22ero un
successo folgorante.
5ell'inverno! le famiglie passavano le sere al caldo delle stalle. La voce c(e Giovanni
Bosco leggeva storie meravigliose si sparse velocemente. "i invitavano tutti.4.../
Erano contenti di passare una serata ascoltando immo2ili la lettura dei %ea"i di
/rancia. Il piccolo e povero lettore stava ritto su una panca perc(A tutti potessero
vederlo, (Memorie, .8/.
-:
3 undici anni "acevo i gioc!i di prestigio
5el sogno dei = anni, aveva visto una tur2a di raga33i! e gli era stato ordinato di fare
loro del 2ene. @uasi sen3a accorgersene aveva cominciato cos# con i racconti nel
fienile! nelle stalle. E curioso il fatto $ ricorda $ c(e in giro si diceva# L1ndiamo ad
ascoltare la predicaL! perc(A prima e dopo i miei racconti facevamo tutti il segno della
croce e recitavamo un'1ve "aria, (Memone, .8/.
'erc(A non continuare a far del 2ene a quei raga33i nella 2ella stagione c(e s2occiava
ormai nella campagna! con i petali 2ianc(i dei mandorli e quelli rosa dei pesc(iD
Ed ecco cosa fece.
5ei giorni di mercato e di fiera andavo a vedere i ciarlatani e i saltim2anc(i.
<sservavo attentamente i gioc(i di prestigio! gli eserci3i di destre33a. Tornato a casa!
provavo e riprovavo finc(A riuscivo a reali33arli anc('io. &ono immagina2ili le cadute!
i ru33oloni! i capitom2oli c(e dovetti risc(iare. Eppure! anc(e se difficile credermi! a
undici anni io facevo i gioc(i di prestigio! il salto mortale! camminavo sulle mani!
saltavo e dan3avo sulla corda come un saltim2anco professionista.
5ei giorni di festa i raga33i delle case vicine e anc(e delle 2orgate lontane venivano a
cercarmi. ;avo spettacolo eseguendo alcuni gioc(i c(e avevo imparato.
1i Becc(i c' un prato in cui crescevano diverse piante. Una di esse era un pero
autunnale! molto ro2usto. 1 quell'al2ero legavo una fune! c(e tiravo fino ad annodarla
ad un'altra pianta. 1ccanto collocavo un tavolino con la 2orsa del prestigiatore. In terra
stendevo un tappeto per gli eserci3i a corpo li2ero.
@uando tutto era pronto e molti spettatori attendevano ansiosi l'ini3io! invitavo tutti a
recitare il Gosario e a cantare un canto sacro. 'oi salivo sopra una sedia e facevo la
predica. Gipetevo! cio! quella ascoltata al mattino durante la "essa! o raccontavo
qualc(e fatto interessante c(e avevo ascoltato o letto in un li2ro. 0inita la predica!
ancora una 2reve preg(iera e poi davo ini3io allo spettacolo. Il predicatore si
trasformava in saltim2anco professionista,.
3ntonio' 16 anni' guardava da lontano
Eseguivo salti mortali! camminavo sulle mani! facevo evolu3ioni ardite. 'oi
attaccavo i gioc(i di prestigio. "angiavo monete e andavo a ripescarle sulla punta del
naso degli spettatori. "oltiplicavo le pallottole colorate! le uova! cam2iavo l'acqua in
vino! uccidevo e facevo a pe33i un galletto per farlo su2ito dopo risuscitare e cantare
con allegria.
0inalmente 2al3avo sulla corda e vi camminavo sicuro come sopra un sentiero#
saltavo! dan3avo! mi appoggiavo con le mani gettando i piedi in aria! o volavo a testa
in gi) tenendomi appeso per i piedi.
;opo alcune ore ero stanc(issimo. *(iudevo lo spettacolo! recitavamo una 2reve
preg(iera e ognuno se ne tornava a casa. ;ai miei spettacoli escludevo quelli c(e
avevano 2estemmiato! fatto cattivi discorsi! e c(i si rifiutava di pregare con noi.
4.../ "ia madre mi voleva molto 2ene. Io le raccontavo tutto# i miei progetti! le mie
piccole imprese. &en3a la sua approva3ione non facevo niente. Lei sapeva tutto!
osservava tutto e mi lasciava fare, (Memorie, .8 s/.
"a c'era anc(e un altro c(e osservava tutto! il fratello 1ntonio c(e ora aveva -6 anni
ed era forte e om2roso come un torello. Lo guardava da lontano e masticava ra22ia. 1
tavola qualc(e volta s2ottava# Io mi rompo le ossa nei campi! e questo qui fa il ciar$
latanoJ *rescerai pieno di vi3i,. Giovanni soffriva.
8. La prima omunione
Un li#ro c!e accompagner9 la vita
-9
5el fe22raio -6.C mor la nonna. 'er Giovanni fu un dolore profondo. 4Il nipote pi)
piccolo! si sa! il cocco della nonna/. "a fu una perdita rilevante anc(e per la
famiglia# la vecc(ietta era autoritaria! teneva gli occ(i sui raga33i! e sapeva al3are la
voce quando occorreva.
0u pro2a2ilmente in occasione della sepoltura c(e mamma "arg(erita si sfog+ con il
parroco don &ismondo. Giovanni cresceva a vista d'occ(io! e si manifestava 4a
differen3a di Giuseppe/ vivace! appassionato! a volte ri2elle. Lei faceva tutto quanto
poteva per aiutarlo a crescere 2ene. "a alla lunga la mancan3a del pap non si sare22e
fatta sentireD *(iese c(e il suo 2am2ino! pur non avendo ancora undici anni 4a quel
tempo occorreva averne compiuti almeno dodici/! potesse fare la prima *omunione.
"arg(erita era una cristiana vera! e credeva c(e l'Eucaristia avre22e dato a Giovanni
la for3a di crescere 2ene! in una vita ancora tutta spalancata sull'incerte33a. 0orse la
particolare condi3ione affettiva sua (di -iovanni) e della mamma influirono sulla
decisione del parroco $ scrive 'ietro &tella $ c(e gli concesse la *omunione a quasi
undici anni, 4&T -!:-/.
'er essere ammessi alla *omunione occorreva imparare il 0reve #atec'ismo )er i
(anciu""i e poi dare un esame. Giovanni leggeva ormai 2ene e "arg(erita conosceva a
memoria lung(i 2rani di quel li2retto.
%eniva c(iamato 0reve, ma per un raga33o era lungo# -9 le3ioni! ognuna formata da
una ventina di domande e risposte! sovente minu3iose e astratte. Evidentemente un
2am2ino di -8 anni e me33o non poteva imparare a memoria tutta quella ro2a. *on
l'aiuto della mamma! Giovanni impar+ le cose principali! scartando quelle difficili e
noiose.
Il condensato di don Bosco
*(e cosa prese e c(e cosa scart+ GiovanniD ;ifficile dirlo. "a quando sar prete e
dovr preparare altri raga33etti alla prima *omunione! don Bosco far un
condensato, del 0reve #atec'ismo. Lo ridurr da -9 a = le3ioni! e in ognuna
dime33er e semplific(er le risposte. Gipeter a distan3a di anni $ possiamo pensare
$quello c(e aveva fatto sulle colline dei Becc(i con l'aiuto di sua madre.
*ommuove un po' pensare c(e quelle domande e risposte furono le prime c(e
"arg(erita aiut+ a stampare nella mente del suo Giovanni! orientandolo per sempre
sui grandi pro2lemi della vita e della morte. *(i vuole esplorare le LfontiL della
maniera di pensare e di educare di don Bosco! difficilmente potr esagerare l'influsso
esercitato dal 0reve #atec'ismo c(e egli apprese dalla madre, 4'. Braido/.
;al condensato, c(e don Bosco ne fece! riporto la prima e la quinta le3ione 4le
esigen3e di spa3io non permettono di fare di pi)/. @uelle parole semplicissime don
Bosco le port+ sempre nella mente! le spieg+ a infiniti raga33i! e le impast+
instanca2ilmente nei suoi li2ri e nelle sue conversa3ioni. *i spiegano la sua mentalit.
Lezione prima
!omanda: *(i vi (a creatoD
%is)osta: "i (a creato ;io.
;. 'er quale fine ;io vi (a creatoD
G. ;io mi (a creato per conoscerlo! amarlo! servirlo in questa vita! e per questo me33o
andarlo a godere per sempre nella celeste patria.
;. *(i ;ioD
G. ;io uno spirito perfettissimo creatore e &ignore del cielo e della terra.
;. *(i (a fatto ;ioD
G. ;io non stato fatto da alcuno.
;. ;ov' ;ioD
G. ;io in cielo! in terra e in ogni luogo.
;. ;io vede tutte le coseD
-B
G. ;io vede tutto anc(e i nostri pensieri.
;. @uanto tempo c(e vi ;ioD
G. ;io sempre stato e sempre sar.
;. @uali sono i misteri principali della nostra santa fedeD
G. I misteri principali della nostra santa fede sono quelli dell'unit e trinit di ;io! e
quello della nostra reden3ione.
;. *(e cosa vuol dire unitD
G. Unit vuol dire c(e vi un solo ;io.
Lezione ,uinta
;. Ges) *risto non ritorner pi) visi2ilmente su questa terraD
G. &H egli ritorner alla fine del mondo.
;. *(e cosa verr a fare alla fine del mondoD
G. %err a giudicare i vivi e i morti! cio i 2uoni e i cattivi.
;. ;i c(e cosa ci giudic(erD
G. ;i tutto il 2ene e di tutto il male c(e avremo fatto.
;. @uando l'uomo muore! dov' portato il corpoD
G. @uando l'uomo muore! il suo corpo portato al &epolcro.
;. E l'anima sua dove andrD
G. L'anima sua c(e immortale dovr presentarsi dinan3i a ;io per essere giudicata.
;. @uante sorta di giudi3i vi sonoD
G. %i sono due giudi3i# uno particolare! l'altro universale.
;. @ual il giudi3io particolareD
G. F quello c(e Ges) *risto fa dell'anima di ciascuno su2ito dopo la morte.
;. @ual il giudi3io universaleD
G. Il giudi3io universale quello c(e ;io far di tutti gli uomini alla fine del mondo.
;. ;ove vanno quelli c(e muoMono in gra3ia di ;ioD
G. @uelli c(e muoMono in gra3ia di ;io vanno al paradiso.
;. *(e cosa godono i 2uoni in paradisoD
G. I 2uoni in paradiso godono la vista di ;io! ogni 2ene! sen3a alcuna sorta di male.
;. @uanto tempo staranno i 2uoni in paradisoD
G. %i staranno per tutta l'eternit.
;. ;ove andranno quelli c(e muoiono in peccato mortaleD
G. @uelli c(e muoiono in peccato mortale andranno all'inferno.
;. *(e cosa patiranno i dannati nell'infernoD
G. La priva3ione della vista di ;io! il fuoco eterno! ogni male sen3a alcuna sorta di
2ene.
;. 'er quanti peccati si pu+ andare all'infernoD
G. Basta un solo peccato mortale.
Migliore' almeno un poco
Tra una domanda e l'altra! "arg(erita raccontava a Giovanni i fatti pi) 2elli della vita
di Ges)# la risurre3ione di La33aro! la guarigione dei le22rosi e del cieco nato! la
moltiplica3ione dei pani! la tempesta calmata dalle sue parole! l'ultima cena! la passio$
ne! la morte! la risurre3ione. *ome tante mamme c(e (anno trasmesso ai figli il gusto
di immaginare e di raccontare! "arg(erita doveva essere una grande narratrice.
Giovanni! incantato! imparava da lei a conoscere e ad amare Ges).
5ella quaresima cerc+ di andare sovente al catec(ismo. &e pioveva! apriva il
parapioggia! e cal3ava gli 3occoli. &econdo "atta! il piccolo pastore suo compagno!
c(e lo vedeva partire con quel tempaccio! lo racconter tanti anni dopo.
La 'asqua del -6.C cadeva il .C mar3o. 5ella c(iesa di *astelnuovo si stipavano tanti
raga33i! tanti pap e mamme! tanti fiori e tanti amici. ;on &ismondo non riusciva a
tenere tutti 3itti. In quell'assem2lea c(iassosa e un po' confusa! era difficile pensare al
centro, di tutto# all'incontro con Ges). "arg(erita! per+! era accanto a suo figlio.
-C
5on mi lasci+ parlare con nessuno. "i accompagn+ alla sacra mensa. 0ece con me la
prepara3ione e il ringra3iamento. @uel giorno mi ripetA pi) volte#
$ 0iglio mio! sono sicura c(e ;io diventato padrone del tuo cuore. 'romettigli c(e ti
impegnerai a conservarti 2uono per tutta la vita.
Io sempre ricordato le parole di mia madre. 'rima non avevo nessuna voglia di
o22edire. Gispondevo sempre a c(i mi dava un comando o un consiglio. ;a quel
giorno mi pare di essere diventato migliore! almeno un poco, (Memorie, .:/.
1:. 3 12 anni in cerca di lavoro
Il li#ro accanto alla zappa
'resso don Lacqua! Giovanni in due inverni aveva compiuto le scuole elementari
inferiori. 'er 1ntonio 4c(e aveva gi tollerato di malavoglia questa novit/ la faccenda
era finita. <ra Giovanni doveva prendere la 3appa come tutti e sudare nelle vigne.
Giovanni aveva invece la speran3a di continuare gli studi# a *astelnuovo! dove il
comune aveva aperto accanto alle elementari un corso di latinit articolato in cinque
classiH o addirittura a *(ieri.
In rapide puntate a *apriglio si faceva prestare nuovi li2ri dal suo maestro! e usava
ogni margine di tempo per imparare qualcosa in pi). *on una mano prendevo la
3appa! con l'altra la grammatica,.
Insieme con gli altri 3appava! sarc(iava! raccoglieva l'er2a. "a arrivata l'ora del
desinare si metteva in disparte. "entre addentava il pane! riapriva le pagine. 1nc(e
durante la cena! alla sera tardi! un li2ro era costantemente aperto accanto al suo piatto.
5onostante tanto lavoro e tanta 2uona volont $ scrive don Bosco $ 1ntonio non era
soddisfatto. Un giorno! con tono deciso! disse a mia madre e a mio fratello Giuseppe#
$ F> ora di farla finita con questa grammatica. Io sono diventato grande e grosso e non
(o mai avuto 2isogno di li2ri.
In uno scatto di dolore e di ra22ia risposi#
$ 1nc(e il nostro asino non mai andato a scuola! ed pi) grosso di te.
1 quelle parole and+ sulle furie e a stento potei evitare! scappando! una pioggia di
pugni e di sc(iaffi. "ia mamma era costernata! io piangevo, (Memorie, .7s/.
Il "reddo nel cuore
@uesto scontro 4l'ultimo di una lunga serie/ avvenne nel gennaio -6.7. <gni anno! alla
festa dell'1nnun3iata 4.B mar3o/! dalle famiglie povere partivano i pap con i figli pi)
grandi. 1ndavano al mercato. L si davano convegno i padroni delle fattorie! c(e
venivano ad affittare, i raga33i per un'annata di lavoro. 'er otto mesi di lavoro
4aprile$novem2re/ come gar3one di stalla o contadino nei campi! il raga33o riceveva in
cam2io il ci2o e un angolo per dormire. &uo padre riceveva da B a .8 lire secondo la
ro2uste33a e l'a2ilit del raga33o$lavoratore. 1nc(e Giovanni! se non fosse riuscito a
diventare uno studente! tra un anno e poc(i mesi sare22e andato al mercato a offrirsi,
a un padrone.
"arg(erita! per+! nella notte dopo la sfuriata di 1ntonio! prese la decisione pi) amara
della sua vita. 1l mattino c(iam+ Giovanni. Gli disse c(e 1ntonio! coi suoi -= anni! un
giorno o l'altro gli avre22e potuto far del male sul serio. Lei non riusciva pi) a fer$
marlo nA a ragionarlo. Era meglio c(e Giovanni andasse via da casa su2ito! a cercare
un posto di gar3one. Gli indic+ alcune cascine nella 3ona di "orialdo e di "oncucco.
Gli parl+ specialmente di una famiglia c(e conosceva! i "oglia. 12itavano un
cascinale a qualc(e c(ilometro da "oncucco. La padrona di casa! ;orotea 0ilippello!
era di *astelnuovo.
Giovanni u22id a sua madre. 'art da solo! con un fagottino sotto il 2raccio# qualc(e
fa33oletto! due camicie! due li2ri imprestatigli da don Lacqua 4l'ultimo filo c(e lo
-7
legava a un avvenire diverso/. "amma aveva messo nel fagotto anc(e una pagnotta di
pane! per calmare la fame lungo il cammino. 'er la strada lunga! quando pi) nessuno
l'avre22e visto! Giovanni l'avre22e ammor2idita di lacrime. *'erano g(iaccio e neve
sulle strade e sulle colline.
&cese fino a *astelnuovo! poi svolt+ a sinistra per "oriondo! e quindi a destra per
"oncucco. <tto c(ilometri. Tent+ alle cascine indicate dalla madre. Lavoro per un
raga33ino non ne avevano. 5el pomeriggio! col freddo c(e gli era sceso anc(e nel
cuore! giunse davanti alla fattoria dei "oglia. Era la sua ultima speran3a.
La "amiglia sull'aia
5el -666! a poc(i mesi dalla morte di don Bosco! i &alesiani mandarono ai Becc(i! a
*astelnuovo e alla "oglia! don &econdo "arc(isio! perc(A raccogliesse ogni
testimonian3a c(e sopravviveva sulla fanciulle33a di don Bosco.
5ella cascina "oglia! don "arc(isio trov+! molto vecc(ia ma molto lucida! la signora
;orotea "oglia! di anni 6C. 1ccanto a lei i figli 1nna 4nata nel -6../ e Giorgio 4nato
nel -6.B/. I figli ricordavano specialmente episodi raccontati dal pap Luigi! mancato
C anni prima! e ripetuti tante volte quando don Bosco veniva a trovarli. 4L'amici3ia con
i "oglia dur+ sempre# nel -698 fu padrino di Battesimo per l'ultimo figlio di Luigi e
;orotea! Luigi Giovanni Battista/. ;orotea ricordava invece di memoria sua quel
primo! lontano pomeriggio in cui Giovanni era venuto a 2ussare alla loro porta. Lei
aveva allora .B anni. Traducendo dal piemontese le parole della vecc(ietta! don
&econdo "arc(isio potA ricostruire il dialogo c(e si svolse sull'aia. Ecco la
testimonian3a nelle precise parole scritte da lui in quel -666.
Gela3ione avuta in casa "oglia ove Bosco Giovanni stette vaccaro dalla met di
Gennaio dell'anno -6.7 fino al 5atale del -6.=.
&i era alla met di Gennaio del -6.7. La famiglia "oglia si trovava nell'aia a
preparare i vimini necessari per le vigne! quand'ecco c(e si presenta un giovanetto con
un involto sotto il 2raccio#
"oglia. *(i cerc(i! raga33oD
Bosco. *erco Luigi "oglia.
". &ono io! e c(e desideriD
B. "ia madre mi disse c(e venissi a fare il vostro vaccaro.
". *(i tua madreD e perc(A ti manda via piccolo come seiD
B. "ia madre si c(iama "arg(erita Bosco# vedendo essa c(e mio fratello 1ntonio mi
maltratta e 2atte sempre! ieri mi disse#
L'rendi queste due camicie e due moccic(ini (1(a**o"etti), va al Bausone e c(iama
qualc(e posto da servo# e se non trovi vai alla cascina "oglia posta fra "om2ello e
"oncucco# l c(iamerai del padrone! digli c(e sono io tua madre c(e ti mando e spero
c(e ti prenderL.
". 'overo raga33o! io non posso prenderti adesso siamo d'inverno e i vaccari c(i li (a
li licen3ia# non siamo soliti prenderne fin dopo l'1nnun3iata. 122i pa3ien3a e va' a
casa.
B. 'rendetemi un po'J ;atemi anc(e niente per paga.
". 5on ti voglio! sarai capace a far nulla.
B. 4piangendo/ 'rendetemi# io mi seggo qui per terra e non mi muover+ pi).
E cos dicendo Bosco si mise a raccogliere cogli altri i vimini sparsi per terra. "oglia
;orotea persuase il marito a prendere almeno per qualc(e giorno quel povero
giovanetto come si fece. ;opo qualc(e giorno Luigi "oglia mand+ Bosco a casa per
dire alla madre c(e si trovasse a *astelnuovo pel prossimo gioved e c(e avre22e con
lei com2inato il salario da darsi al figlio. &i convenne di dare per paga a Giovanni
Bosco L.-B annue. 4&i noti c(e in quel tempo L.-B annue era una paga piuttosto
generosa per un vaccaro di -. anni/, 4;E&G! 9../. *orrispondevano! pi) o meno! a
C8.888 lire del -=6C.
5elle rig(e seguenti! don "arc(isio prese note di sette fatti c(e ;orotea e i suoi figli
raccontavano sulla permanen3a di Giovanni alla loro cascina.
@uando si apr il processo diocesano torinese, per far santo don Bosco era il -6=:.
-6
La signora ;orotea aveva c(iuso gli occ(i nel -6=8. Il figlio Giorgio fu c(iamato a
testimoniare sui ricordi uditi dai genitori e dagli altri familiari,.
F sul filo di questa sua testimonian3a giurata e sui sette fatti annotati da don "arc(isio
cinque anni prima! c(e si pu+ ricostruire un'esile trama sui tre anni passati da Giovanni
coi "oglia.
11. 1iccolo vaccaro
I grani e le spig!e
Luigi "oglia affid+ Giovanni al vaccaro della fattoria! il vecc(io Giuseppe c(e tutti
c(iamavano 3io,. 1l mattino presto! Giovanni si presentava a lui e gli dava una mano
nel lavoro di stalla. "ungevano le mucc(e riempiendo grossi secc(i di latte. 'oi por$
tavano via! con il tridente e la carriola! il letame e lo sostituivano con un letto asciutto
di paglia,! perc(A le mucc(e potessero sdraiarsi tranquille.
Era quindi tempo di dar loro la cola3ione,. Giovanni saliva sul fienile e gettava nelle
mangiatoie il fieno. @uindi 3io Giuseppe portava gli animali all'a22everata. Gimaneva
l'ultimo lavoro# strigliare energicamente la pelle dura delle mucc(e perc(A fossero 2en
pulite! e mosc(e e tafani non le tormentassero.
1llora arrivava il tempo della loro, cola3ione. &i sedevano su un mucc(io di paglia e
addentavano adagio il pane.
'rima di cola3ione! prima del pran3o e della cena! "arg(erita aveva insegnato a suo
figlio a mettersi in ginocc(io e a recitare la preg(iera de""'An&e"us. Giovanni rimase
fedele a quella preg(iera anc(e alla cascina "oglia! e Giuseppe sovente lo prendeva in
giro. Un giorno egli tornava sudato dalla campagna e vide Giovanni inginocc(iato c(e
pregava. Gett+ l tra il serio e l'allegro# Ecco come va il mondo. I padroni sudano e i
gar3oni pregano,. Giovanni si era gi affe3ionato a quel vecc(io ruvido e 2onario! e
gli rispose# "ia madre mi (a insegnato c(e se si prega! da due grani nascono quattro
spig(e! se non si prega da quattro grani nascono due spig(e sole. ;ovreste quindi
pregare anc(e voi,. Il vecc(io rise e 2or2ott+# 122iamo anc(e il maestro,.
1l sa2ato sera! Giovanni si avvicinava alla signora ;orotea e le c(iedeva di andare il
mattino dopo a "oncucco a sentire la prima "essa. ;orotea non capiva il motivo di
quella camminata di un'ora fatta quasi al 2uio e qualc(e volta fra la neve. Tanto pi)
c(e! alle undici di ogni domenica! la famiglia andava alla "essa grande! guidata dal
signor Luigi! e ci andava anc(e Giovanni. %olle vederci c(iaro e una domenica
mattina! non vista! lo segui. %ide c(e! entrato in c(iesa! Giovanni andava a confessarsi
dal parroco don *ottino! sentiva la "essa e faceva la *omunione. 1llora cap# nella
"essa grande, c(e si diceva prima di me33ogiorno! in quei tempi! non si distri2uiva
la *omunione ai fedeli. 'er poter ricevere l'Eucaristia! Giovanni faceva ogni domenica
mattina quella camminata.
;ornano i racconti sul "ienile
5el pomeriggio della domenica i raga33i si annoiavano un po'. 5on sapevano come
giocare con la neve o la pioggia sui prati. Giovanni c(iese di salire con loro sul fienile.
0ece qualc(e gioco di prestigio strappando applausi. E poi si mise a raccontare. 5on
aveva con sA . %ea"i di /rancia, ma a for3a di averlo letto lo ricordava quasi a
memoria. E raccontava i fatti pi) 2elli della vita di Ges)! come glieli aveva raccontati
sua madre. I raga33i e le raga33ine ascoltavano incantati.
La voce si diffuse# il gar3one dei "oglia faceva dei 2ellissimi racconti. Il fienile
divenne un affollato luogo di incontro. 5el pomeriggio di ogni domenica arrivavano di
corsa tutti i raga33i e tutte le raga33e delle famiglie vicine# salivano tutti sul fienile,
(2estimonian*a di !orotea).
*on la 2ella stagione! il lavoro di Giovanni cam2i+. ?io Giuseppe al mattino lo
mandava a guidare i 2uoi c(e tiravano l'aratro! impugnato dalle mani salde del
-=
padrone. 5el pomeriggio gli diceva# 'rendi le mucc(e e portale al pascolo,.
Ed ecco due ricordi di ;orotea trascritti da don &econdo "arc(isio# 1ndando a
guidare i 2uoi attaccati all'aratro! aveva sempre il li2ro in mano! tirando cos con la
destra i 2uoi e colla sinistra tenendo il li2ro. 5on fu visto una volta andare al pascolo
sen3a li2ro! ma sempre si metteva all'om2ra di qualc(e pianta studiando o leggendo,.
Luigi "oglia non si lamentava# il lavoro era fatto 2ene. "a scuoteva la testa come
davanti a una strane33a. Un giorno gli domand+ perc(A leggesse tanto e si senti
rispondere# 'erc(A voglio diventare prete,. Luigi ci pens+ su! e scosse ancora la
testa# per pagarsi gli studi fino a diventare prete o medico o avvocato! in quel tempo ci
volevano da C a -8 mila lire 4una trentina di milioni del -=6C/. ;ove li avre22e presi
quel raga33oD
3ttesa da )io e dagli uomini
0u raccontato a don "arc(isio anc(e un episodio strano. Un giorno pascolava le sue
vacc(e in un prato poco distante dalla cascina# ad un tratto la padrona "oglia ;orotea
col cognato Giovanni "oglia vedono c(e Bosco inginocc(iato quasi vicino ad una
vacca. *redono c(e dorma al sole e lo c(iamano ad alta voce! ma non vedendolo
muoversi Giovanni "oglia si muove per andargli vicino c(iamandolo sempre ad alta
voce. 1rrivato a 2reve distan3a cono22e c(e Bosco era inginocc(iato e c(e teneva un
li2ro fra le mani pen3oloni! la faccia per+ era rivolta gra3iosamente al cielo e gli occ(i
li aveva c(iusi. "oglia toccandolo leggermente gli dice# L'erc(A dormi cos al soleDL.
L5o! no! rispose Bosco! io non dormivoLH e cos dicendo si al3+ tutto confuso per
essere stato scoperto nella sua medita3ione, 4;E&G! 9.-$../.
;orotea e Giovanni non si erano mossi verso Giovanni preoccupati soltanto c(e
dormisse al sole. In quel tempo i gar3oni sottonutriti avevano l'a2itudine di mungere di
nascosto le vacc(e e di 2erne il latte mentre erano al pascolo. Erano quindi sorvegliati.
%edendo Giovanni inginocc(iato quasi vicino a una vacca,! i padroni s'insospettirono
anc(e di lui. "a lo trovarono assorto in preg(iera. 'ietro &tella! in uno dei rari
momenti in cui cede alla commo3ione! commenta# 0urono dunque anni non inutili!
non di parentesi! nei quali si radic+ pi) profondo in lui il senso di ;io e della
contempla3ione! a cui potA introdursi nella solitudine o nel colloquio con ;io durante
il lavoro dei campi. 1nni c(e si possono definire di attesa assorta e supplic(evole# di
attesa da ;io e dagli uomini, 4-!:C/.
La #am#inetta indispettita
1 volte nel prato scendeva a giocare 1nna! la 2am2inetta dei "oglia. Era stanca di star
sola! voleva giocare con qualcuno. "a Giovanni sovente non si accorgeva di lei!
continuava a leggere. 1nna metteva il 2roncio# 'erc(A non gioc(i con meD,. Gio$
vanni le sorrideva# ;evo diventare prete! devo studiare,. 1nna! indispettita! scuoteva
la testa# 5on vero. Tu diventerai un vaccaro come 3io Giuseppe,. 1scoltami 2ene
$ le disse un giorno Giovanni $. Io diventer+ prete davvero! e tu un giorno verrai a
confessarti da me,.
0u veramente cos. 1nna si spos+ a "oriondo con Giuseppe ?ucca! divenne mamma! e
sovente veniva all'<ratorio di %aldocco con i figli. 5ella piccola c(iesa di &.
0rancesco di &ales si confessava da don Bosco e ascoltava la "essa. ;on Bosco
l'accoglieva con gioia! come una sorella.
Un giorno del -6.6! il padrone condusse Giovanni a piantare un nuovo filare di viti.
@uel lavoro stanc+ molto Giovanni. 1l termine disse# "i sono costate molto! ma
dureranno pi) delle altre,. ;orotea! sessant'anni dopo! raccontava# Le viti piantate da
altri in tanti altri filari sono gi state cam2iate per due volte perc(A non davano pi)
fruttoH quel filare piantato da don Bosco produce tuttora il doppio di fruttoH e di quel
filare don Bosco conservava sempre cara ricordan3a! informandosi sovente e deside$
rando di assaggiarne l'uva, 4;E&G! 9..sH "B -! cap. ../.
.8
12. Un vecc!io prete e ,uattro soldi
3ddio sull'aia
Uno 3io di Giovanni! "ic(ele <cc(iena! arriv+ sull'aia della cascina "oglia nei primi
giorni del novem2re -6.=. Giovanni stava facendo uscire le mucc(e dalla stalla.
E22ero una conversa3ione franca! tra uomini,. 1 &an "artino 4-- novem2re/
scadevano i contratti agricoli. "olti gar3oni facevano fagotto e tornavano a casa.
Giovanni disse allo 3io c(e non se la sentiva di rimanere l per un altro anno. Lo
trattavano 2ene! ma lui voleva studiare. 1 mesi avre22e compiuto -B anni. Gimanere
un altro anno significava dire addio per sempre alle sue ultime possi2ilit.
"ic(ele <cc(iena aveva rela3ioni di affari con il &eminario di *(ieri 4era il fornitore
di vino/. 'oteva avvicinare i preti della 3ona e trovare qualcuno disposto a far scuola al
nipote. &e proprio non ci fosse riuscito! c'era sempre la scuola di *astelnuovo.
La conclusione fu c(e Giovanni c(iudesse la partita coi "oglia e tornasse ai Becc(i.
Luigi! ;orotea! 3io, Giuseppe! 1nna strinsero la mano a Giovanni. L'avre22ero
volentieri tenuto con loro! ma avevano capito c(e la sua strada era un'altra. 1nc(e
1nna! ora! pensava c(e quel raga33o serio e intelligente poteva diventare qualcosa pi)
di un vaccaro,.
1 casa ci fu una seconda discussione franca! questa volta con 1ntonio. 1veva .- anni
e si preparava a sposarsi. Gicevuta garan3ia c(e il mantenimento e gli studi di
Giovanni non sare22ero gravati su di lui! accett+ c(e facesse ci+ c(e voleva.
?io "ic(ele cominci+ a darsi da fare. 1vvicin+ alcuni preti. "a la solu3ione arriv+ da
un'altra parte.
)on alosso
In quel novem2re! a Buttigliera! ci fu una predica3ione straordinaria. "olta gente ci
and+ e anc(e Giovanni. 1lla sera tornava a casa mescolato con altra gente venuta da
"orialdo e dai Becc(i. *'era anc(e un prete molto an3iano! da alcuni mesi appena
cappellano a "orialdo. *amminava tutto curvo! aveva voluto accompagnare alla
missione, i suoi parrocc(iani.
&i c(iamava Giovanni "elc(iorre *alosso 4portava gli stessi nomi del raga33o c(e
stava per incontrareJ/. &i era laureato in teologia all'Universit di Torino nel lontano
-76.! e nove anni dopo era diventato parroco di Bruino. ;opo .. anni di parrocc(ia si
era ritirato per curarsi la salute malferma. Era stato ospite di suo fratello! parroco a
Ber3ano! e nell'estate di quell'anno! -6.=! aveva accettato la cappellania di "orialdo.
1veva ormai 78 anni.
*amminando! don *alosso vide quel raga33o piccolotto! dai capelli ricciuti! c(e non
aveva mai visto tra i suoi 4Giovanni era appena tornato dalla cascina "oglia/. 'er
farselo amico lo avvicin+ con 2ont. 5elle sue Memorie don Bosco racconta questo in$
contro e ricostruisce il dialogo tra lui e il vecc(io prete.
$ ;i dove sei! figlio mioD &ei venuto anc(e tu alla missioneD
$ &! sono stato alla predica dei missionari.
$ *(iss cos'(ai capitoJ 0orse tua mamma ti avre22e potuto fare una predica pi)
opportuna! non veroD
$ F> vero! mia mamma mi fa sovente delle 2uone predic(e. "a mi pare di aver capito
anc(e i missionari.
$ &u! se mi dici quattro parole della predica di oggi! ti do quattro soldi. 4.../
&en3a difficolt esposi l'introdu3ione! poi i tre punti dello svolgimento 4.../. ;on
*alosso mi lasci+ esporre per oltre me33'ora mentre camminavamo tra la gente. 'oi mi
domand+#
$ *ome ti c(iamiD *(i sono i tuoi genitoriD Iai frequentato molte scuoleD
$ "i c(iamo Giovanni Bosco. "io padre morto quando ero ancora 2am2ino. "ia
.-
madre vedova con tre figli da mantenere. Io imparato a leggere e a scrivere.
$ 5on (ai studiato la grammatica latinaD
$ 5on so cosa sia.
$ Ti piacere22e studiareD
$ "oltissimo.
$ *(e cosa te lo impedisceD
$ "io fratello 1ntonio. ;ice c(e andare a scuola vuol dire perdere tempo. "a se
potessi andare a scuola! io il tempo non lo perderei. &tudierei molto.
$ E perc(A vorresti studiareD
7 'er diventare prete. 4.../
@ueste mie parole sc(iette e franc(e fecero molta impressione su don *alosso! c(e
continuava a guardarmi. Giungemmo cos a un incrocio dove le nostre strade si
separavano. "i disse queste ultime parole#
$ 5on scoraggiarti. 'enser+ io a te e ai tuoi studi. ;omenica vieni a trovarmi con tua
madre! e vedrai c(e aggiusteremo tutto.
La domenica seguente entrai nella sua casa insieme a mia mamma, (Memorie, .9s/.
&i misero d'accordo c(e Giovanni sare22e andato a studiare e a vivere con il vecc(io
prete. &are22e tornato a casa solo per dormire.
'er Giovanni cominciarono giorni felici.
'rovai per la prima volta la sicure33a di avere una guida! un amico dell'anima. 'er
prima cosa mi proi2 una peniten3a c(e facevo! non adatta alla mia et. "i incoraggi+
invece ad andare con frequen3a alla confessione e alla *omunione. "i insegn+ pure a
fare ogni giorno una piccola medita3ione! o meglio una lettura spirituale.4.../ &tudiai
tutta la grammatica e mi esercitai nei componimenti. 1 5atale presi in mano la
grammatica latina. 4.../ Ero felice, (Memorie, ..s/.
-uando mor$ la speranza
"a la felicit di Giovanni fu purtroppo 2reve. Era tornato ai Becc(i per fare una
commissione! quando una persona arriv+ ad avvertirlo c(e don *alosso era stato
colpito da apoplessia e c(iedeva di vederlo. Era il novem2re -6:8! un anno esatto dal
primo incontro con il vecc(io prete.
5on corsi! volai. Il mio carissimo don *alosso era a letto! non poteva pi) parlare. "a
mi ricono22e! mi diede la c(iave del cassetto dov'era il denaro! e mi fece cenno di non
darla a nessuno. ;opo due ore di agonia se ne and+ con ;io. *on lui moriva ogni
speran3a, (Memorie, .=/.
%eramente una speran3a c'era ancora# nel cassetto c(e la c(iave apriva c'erano seimila
lire! i risparmi di tutta la sua vita. 1ffidandogli quella c(iave! don *alosso aveva
indicato c(iaramente c(e quei soldi dovevano servire per i suoi studi! per entrare in se$
minario e diventare prete.
"a i gesti di un mori2ondo! davanti alla legge! non (anno valore. < c' un testamento
o i 2eni passano ai legittimi eredi. I nipoti di don *alosso! quando giunsero! furono
molto gentili con Giovanni. Gli dissero# 'are c(e lo 3io volesse lasciare a te questo
denaro. 'rendi tutto quello c(e vuoi,. Giovanni ci pens+ un poco sopra! poi disse#
5on voglio niente, 4"B - !.-7s/. *onsegn+ la c(iave. Era di nuovo e soltanto nelle
mani di ;io.
13. &li zoccoli c!e puzzano di capra
La "amiglia Bosco si divide
La morte di don *alosso (a scosso profondamente Giovanni. &i sentito sommergere
dalla triste33a e piange inconsola2ile. &ua madre ne preoccupata e per distrarlo lo
manda dai nonni a *apriglio.
"a! nella forma c(e diventer consueta nella sua vita! anc(e ;io si mostra
..
preoccupato. In quel tempo feci un altro sogno. %idi una persona c(e mi sgrid+
severamente! perc(A avevo messo la mia speran3a pi) negli uomini c(e in ;io,
(Memorie, p. :-/.
;on *alosso era mancato il .- novem2re -6:8. 1lcuni giorni prima la famiglia Bosco
si era divisa. 1ntonio rimase solo ai Becc(i e si prepar+ a mettere su famiglia# il .-
mar3o -6:- avre22e condotto all'altare la castelnovese 1nna Gosso. Giuseppe!
gagliardo nei suoi -6 anni! prese a me33adria insieme a Giuseppe 0e22raro la vasta
fattoria c(iamata &ussam2rino,! e vi si trasfer con mamma "arg(erita.
Giovanni! quando si trasfer anc(e lui al &ussam2rino! vide c(e le scuole di
*astelnuovo si erano assai avvicinate# dalla cascina distavano solo due c(ilometri.
1lla fattoria "oglia aveva camminato per prati e vigne. <ra avre22e camminato per
andare a scuola.
La grande camminata dei contadini7studenti
5egli anni in cui Giovanni Bosco cammina tra le colline per raggiungere la scuola di
*astelnuovo! tanti altri raga33i intelligenti e di 2uona volont camminano con i li2ri
sotto il 2raccio in ogni parte d'Italia. La popola3ione frastagliata in nuclei di case
sparse per la campagna! le scuole esistono soltanto nei centri comunali! me33i di
trasporto sono i carri agricoli e rare carro33e postali. Tra Goncole e Busseto! negli anni
'.8! (a camminato Giuseppe %erdi. Tra Giese e *astelfranco! negli anni '98!
camminer Giuseppe &arto c(e diverr 'apa 'io N. La grande camminata dei
contadini$studenti si prolung(er per tutto il -688. 1ncora nei primi anni del -=88!
1ngelino Goncalli camminer tra &otto il "onte! *aderi33i e *esana! ritmando i passi
con frasi latine e formule di matematica! per non perdere tempo. 1ngelino diverr
'apa Giovanni NNIII. ;o22iamo a quella grande camminata se tanti raga33i d'ingegno
e 2uona volont non finirono dimenticati tra i solc(i della campagna! ma divennero la
genera3ione nuova c(e spinse avanti l'Italia.
Si turavano il naso
1 *astelnuovo! in una stessa aula! erano riunite le cinque classi di latino. 'er Giovanni
Bosco fu un anno di transi3ione.
1ll'ini3io si rinnov+ la situa3ione di *apriglio. I paesani undicenni guardavano
ridendo quello spilungone quindicenne arrivato dalle colline con un paio di grossi
3occoli ai piedi. 'u33a di capra,! si2ilavano turandosi il naso. "a il professore! don
Emanuele %irano! era una persona gentile e forte. Gim2ecc+ seccamente i piccoli
maleducati! prese da parte Giovanni e in poco tempo lo port+ alla pari con gli altri.
@uando egli svolse un tema veramente 2ene! gli fece leggere lo svolgimento in classe
e al termine comment+# *(i fa svolgimenti cos! pu+ anc(e portare 3occoli da pe$
coraio. 'erc(A nella vita ci+ c(e conta non sono le scarpe! ma la testa,.
Il sostituto di 2( anni
1d aprile Giovanni era tra i primi della classe! ma sopravvenne un contrattempo. ;on
%irano fu nominato parroco di "ondonio e dovette a22andonare la scuola. "ancavano
ancora quattro mesi alla fine dell'anno scolastico 4terminava il -9 agosto/. *ome
sostituto venne mandato un prete molto vecc(io! don 5icola "oglia! 7B anni. Era un
prete un po' svanito c(e non riusc a dominare la scolaresca. <gni giorno tra i 2anc(i si
scatenava la 2araonda. ;on 5icola tollerava! poi all'improvviso perdeva la pa3ien3a e
menava 2acc(ettate ra22iose a c(i gli capitava a tiro. ;on Bosco ricordava# 5on
riusciva assolutamente a ottenere atten3ione e silen3io nella classe. In quel disordine!
finii per perdere anc(e ci+ c(e nei mesi precedenti avevo imparato, (Memorie, ::/.
Giovanni non si scoraggi+. &i guard+ intorno e cerc+ di occupare il tempo
guadagnando qualc(e soldo per pagarsi il minervale 4E tassa scolastica/ e la pensione.
5ei mesi pi) freddi aveva smesso di tornare a sera al &ussam2rino! ed era andato a
.:
pensione dal sarto Giovanni Go2erto. ;opo averlo osservato attentamente! prov+ ad
attaccare i 2ottoni. Go2erto trov+ c(e aveva la mano leggera! e gli insegn+ a cucire orli
e asole. 0in per diventare l'aiutante del sarto! c(e gli scontava le ore di lavoro sulla
pensione.
'oi entr+ nella fucina di Evasio &avio! un fa22ro suo amico. Impar+ a maneggiare il
martello pesante! a lavorare alla forgia. 1nc(e Evasio &avio era un uomo onesto! e gli
pagava le ore di lavoro.
Giovanni! mentre lavorava per vivere! non sapeva di lavorare anc(e per il suo
avvenire. @uando a %aldocco fonder i primi la2oratori per raga33i poverissimi! sar il
loro primo maestro nel maneggiare l'ago e il martello.
.9
1%. Il nuovo re si c!iama arlo 3l#erto
Si cam#ia la ci"ra< da = a 3
5ell'aprile del -6:-! mentre a *astelnuovo Giovanni Bosco viveva il suo primo
infortunio scolastico! nel 'ala33o Geale di Torino avveniva un drammatico cam2io di
guardia.
Ge *arlo 0elice! dopo dieci anni di regno! era in agonia. 5on avendo figli! nella notte
tra il -= e il .8 mar3o aveva fatto venire innan3i a sA il principe di *arignano! *arlo
1l2erto. ;opo lung(e esita3ioni e mortificanti ripensamenti! lo aveva designato
successore al trono. "a la situa3ione non era limpida. "entre il re era in agonia! si
diffusero incontrolla2ili voci di un colpo di &tato. &criver lo stesso *arlo 1l2erto# Il
console di 0rancia a Genova si vantava di aver ricevuto dal suo governo l'ordine di
fare insorgere quella citt 4.../H il segretario dell'am2asciata francese a Torino! signor
&eigmaison! agiva in maniera analoga. <gni giorno venivano diffuse le noti3ie pi)
imprevedi2ili! pi) gravi. Il duca di "antova... era sostenuto da una fa3ione per
impadronirsi della corona alla morte del reH era prevista un'insurre3ione li2erale... per
rovesciare il governoH altri avevano progettato! alla morte del re! di prendermi come
ostaggio! nel momento in cui mi sarei recato al 'ala33o! allo scopo di ottenere una
*ostitu3ioneH infine! la confusione! l'apprensione erano generali, 4'I5T<! -B=/.
*arlo 1l2erto non perde tempo. "entre il re sta morendo! fa divulgare la voce c(e sua
maest si ripreso ed fuori pericolo. &i fa giurare fedelt dalle massime autorit
dell'esercito e dello &tato. &ulle insegne militari fa sostituire rapidamente la cifra *0
4*arlo 0elice/ con *1 4*arlo 1l2erto/. @uando il re muore 4.7 aprile/ (a ormai le
mani saldamente sul trono.
Un principe da rieducare
La storia di questo principe! c(e tanta influen3a avr sull'opera di don Bosco! stata
e sar contorta! a tratti addirittura incomprensi2ile per noi lontanissimi dal
romanticismo. ;al momento c(e nA %ittorio Emanuele I nA suo fratello *arlo 0elice
(anno figli masc(i! fin da 2am2ino *arlo 1l2erto 4principe cadetto del ramo &avoia$
*arignano/ visto come l'erede alla *orona. "a da raga33o (a dovuto andare con la
sua famiglia in esilio in 0rancia! ed (a respirato l'aria della Givolu3ione. 'er questo!
quando rientra a corte! i &avoia lo vogliono rieducare,. Ia -C anni! ma lo trattano
come un 2am2ino di 7. Gli mettono accanto un prete codino c(e lo costringe a pratic(e
religiose continue e intermina2ili. Il suo istitutore! cavaliere &ilvano *osta! scrive
desolato di lui# Ia sul suo tavolo molti 2uoni li2ri! disgra3iatamente sempre aperti
alla stessa pagina, 4'I5T<! .C s/. L'etic(etta di corte! rigida e stucc(evole come
quella di una caserma! lo annoia e lo esaspera.
5el -6-7 4(a appena -= anni/ gli fanno sposare "aria Teresa! figlia del Granduca di
Toscana e nipote dell'imperatore d'1ustria. @uesta principessa diciassettenne un
giorno sar regina a Torino! ammirata per la sua 2ont 4;on Bosco avr da lei
comprensione e aiuti continui/.
<ra una 2am2ina spaurita nella triste solitudine del 'ala33o. 1ppena pu+! va a
giocare a nascondino con le figlie minori di %ittorio Emanuele I. 5on sar mai una
donna felice. Le lettere d'amore c(e il suo *arlo 1l2erto ricever da tante spasimanti e
c(e lui nasconder disinvoltamente nelle tasc(e interne della palandrana o nel li2ro da
"essa! la faranno sanguinare.
5el -6.8 a corte si cele2rano due avvenimenti# la nascita del primogenito di *arlo
1l2erto! 2atte33ato con i nomi del re! %ittorio Emanuele! e il matrimonio della sorella
di *arlo 1l2erto! Elisa2etta! c(iesta in sposa dall'arciduca austriaco Ganieri! governa$
tore del Lom2ardo$%eneto. %ittorio Emanuele I! c(e quando non a cavallo si
addormenta,! accetta questo nuovo legame con l'1ustria.
In quello stesso anno! il -O gennaio! scoppia la rivolu3ione di *adice! in &pagna.
.B
Ufficiali democratici, o22ligano il re assoluto 0erdinando %II a concedere la
#ostitu*ione: una legge fondamentale c(e limita i poteri del re e concede ai cittadini i
diritti civili e politici! compreso quello di votare per eleggere le principali autorit
della na3ione.
Il tragico 1621
1nc(e in 'iemonte i malumori e le inquietudini si diffondono. &ono il frutto della
Gestaura3ione ottusa. Gli uomini della Gestaura3ione! arretrati e sen3a idee! non sono
riusciti a prendere atto dei cam2iamenti irreversi2ili portati dalla Givolu3ione 0rance$
se. Le secolari gerarc(ie! gli ingiusti privilegi dei no2ili sono ormai insopporta2ili. F>
assurdo nominare ministro delle 0inan3e un incapace solo perc(A di famiglia no2ile
fedelissima al re. F> sciocco e criminale demolire strade utilissime ai commerci solo
perc(A le (a fatte costruire 5apoleone.
: mar3o -6.-. 1 Torino si diffonde la noti3ia c(e sono state intercettate lettere di
car2onari, piemontesi dov' indicato un piano di rivolu3ione. *arlo 0elice! fratello
del re! non d peso alle noti3ie e parte per "odena! a far visita al duca suo suocero. E
una mossa c(e peser gravemente sull'avvenire di *arlo 1l2erto.
5essuno a *orte lo sa! ma numerose persone tra gli amici di *arlo 1l2erto (anno
aderito a societ segrete (Ade"(ia, #arboneria, $ub"imi Maestri Per(etti...). Ianno due
scopi# indipenden3a dell'Italia dall'1ustria e *ostitu3ione. 5ei primi mesi dell'anno!
anc(e il principe (a avuto intense rela3ioni con gli associati piemontesi e lom2ardi.
Una rela3ione della spia *arlo *astiglia permette di ricostruire i colloqui segreti di
*arlo 1l2erto con il no2ile Giuseppe 'ecc(io! rivolu3ionario lom2ardo. Il principe non
e non sar mai un li2erale,! ma per salvare il trono ascolta le critic(e dei
rivolu3ionari! e promette graduali riforme nella politica e nell'amministra3ione. Gli (a
dato l'im2eccata il conte de "aistre! fedelissimo al passato# L'arte del principe di
regnare sulla rivolu3ione e di soffocarla dolcemente a22racciandola,. *i vorre22e
per+ una mente fredda e lucida! e *arlo 1l2erto non ce l'(a. &apr solo tentennare!
esitare! dare me33a parola e rimangiarsela.
6 mar3o. *arlo 1l2erto incontra &antorre di &antarosa! capo della congiura. Gli viene
c(iesto un appoggio esplicito. Il principe non si sc(iera nA con loro nA contro di loro.
-8 mar3o. In mattinata giunge noti3ia c(e 1lessandria (a dato ini3io alla rivolta. *arlo
1l2erto consiglia a %ittorio Emanuele I di concedere la *ostitu3ione. Il re s'infuria con
lui.
-- mar3o. Una folla percorre le vie di Torino. Grida# %iva la rivolu3ioneJ Guerra
all'1ustriaJ,. *i sono anc(e dame dell'aristocra3ia. Il re riunisce il consiglio della
*orona. 1lcuni sono morti di paura,! scrive la regina. *arlo 1l2erto rinnova l'invito
a dare la *ostitu3ione! il re sta per cedere. "a arriva il *onte di &. "ar3ano con un
messaggio dei sovrani di 1ustria! 'russia e Gussia. 5on tollereranno nessuna
*ostitu3ione. Un esercito di C8.888 uomini pronto in Lom2ardia per intervenire in
caso di cedimenti.
-. mar3o. Tre colpi di cannone annunciano c(e la *ittadella passata agli insorti.
Tumulti davanti a 'ala33o Geale. F> la guerra civileD In serata il re annuncia c(e
a2dica in favore del fratello *arlo 0elice 4e si assegna un milione di lire annue $
quattro miliardi del -=6C $ come appannaggio per consolarsi nell'esilio/. ;urante
l'assen3a del nuovo re! *arlo 1l2erto avr la reggen3a. Il giovane principe non ne vuol
sapere! ma a me33anotte il re fa leggere l'atto di a2dica3ione. "entre %ittorio
Emanuele I si ritira con la famiglia a 5i33a! *arlo 1l2erto 4.: anni/ si trova a dipanare
la pi) intricata matassa c(e gli potesse capitare. Il giorno dopo due rivolu3ionari si
incontrano con lui e gli impongono di scegliere# o la *ostitu3ione di *adice o il
2om2ardamento di 'ala33o Geale. ;opo consulta3ioni fe22rili! ansia! tentennamenti! il
giorno -B concede la *ostitu3ione! giura di osservarla! ma aggiunge# Giuro fedelt al
re *arlo 0elice,.
;ue giorni dopo torna il cavaliere *osta! c(e il principe (a mandato a "odena a
informare il re e a c(iederne istru3ioni. F> avvilito. *arlo 0elice! con occ(i
fiammeggianti! dopo aver letto la lettera di *arlo 1l2erto! gliel'(a gettata in faccia. E
.C
(a gridato# UsciteJ,. @ualc(e ora dopo stato riammesso alla sua presen3a. Ia
dovuto aspettare in piedi c(e il re! il duca e la duc(essa di "odena e il cardinale
1l2ani finissero una partita al tavolo da gioco. 'oi *arlo 0elice gli (a consegnato un
proclama e gli (a gridato# ;ite al principe di *arignano c(e! se gli rimane ancora
nelle vene una goccia del nostro sangue reale! deve partire per 5ovara e li attendere i
nostri ordini,. Il proclama annulla ogni atto del principe reggente 4'I5T<! cap. --/.
L'eroe del ;rocadero
*arlo 1l2erto fa partire la moglie per "arsiglia! poi se ne va. I rivolu3ionari tentano di
fermarlo! lo c(iamano traditore! ma lui se ne va. 'rima a 5ovara! poi a 0iren3e! dove
*arlo 0elice gli (a fissato la sua sede dell'esilio. Un esercito austriaco! intanto! pe$
netrato in Italia e a 5ovara! l'6 aprile! (a s2aragliato le esigue sc(iere rivolu3ionarie.
5el -6.- *arlo 1l2erto! da perfetto romantico! aveva creduto fosse arrivata la sua
stella,. Invece s'era inguaiato per sempre. *arlo 0elice aveva deciso di escluderlo
dalla successione. "a l'1ustria! consultata! aveva risposto c(e se il principe di
*arignano era infido! pi) pericoloso era rinunciare al principio di legittimit.
Il re! allora! ne pens+ una delle sue# invit+ *arlo 1l2erto a im2arcarsi per la &pagna e a
com2attere contro i rivolu3ionari c(e avevano ottenuto la *ostitu3ione dal re. *os o
si far rompere la testa! e allora tutto sar finito a suo riguardo! o si potr mettere nelle
condi3ioni di riparare in parte i suoi tortiH poic(A non v' niente al mondo c(e
m'im2ara33i pi) di quest'uomo, 4'I5T<! -.7/.
. maggio -6.:. Il principe di *arignano 4facendosi coprire dagli insulti di tutti i
li2erali d'Europa/ s'im2arca a Livorno per la &pagna! dove l'esercito rivolu3ionario
tiene prigionieri re e regina a *adice.
'er li2erare i monarc(i! l'esercito legittimista deve dare l'assalto alle fortifica3ioni del
Trocadero! c(e dominano la citt. L'assalto avviene all'al2a del :- agosto. Gacconta il
fedele &ilvano *osta# Bisogna attraversare di corsa e allo scoperto un lungo tratto.
*arlo 1l2erto in testa! accanto all'alfiere. 4.../ F> alla 2aionetta c(e massacriamo quei
poveri spagnoli. 4.../ Infine conquistiamo la posi3ione, 4'I5T<! -::/.
@uella 2attaglia! conclusa vittoriosamente! pose fine alla guerra di &pagna. *arlo
1l2erto fu insignito della croce di &an Luigi. I granatieri gli offrirono le spalline di
uno di loro! caduto nell'assalto. Episodio c(e fece entrare il principe nella leggenda dei
salotti di "adrid e 'arigi. La stampa francese lo ri2atte33+ l'eroe del Trocadero,. "a
la -a**etta di 2orino soppresse ogni accenno al principe di *arignano. L'antipatia di
*arlo 0elice continuava. @uella dei li2erali di tutta l'Europa! invece! raggiunse il punto
pi) alto. ;a allora fu c(iamato con dispre33o il traditore del Trocadero,.
"aggio -6.9. *arlo 1l2erto rientra a Torino. *arlo 0elice gli fa giurare solennemente
di non apportare innova3ioni alle leggi fondamentali della monarc(ia. &olo dopo
quest'atto gli concede il titolo di principe ereditario,.
5el 2iennio -6.B$.C divampano fiammate rivolu3ionarie in 'ortogallo! 'olonia!
Gussia. La repressione dovunque spietata. *arlo 1l2erto approva# La giusti3ia dev'
essere inflessi2ile,! afferma. 5el -6.C licen3ia un paggio di -9 anni perc(A fa il
giaco2ino,.
@uel paggio si c(iama *amillo *avour.
@uando nel -6:- pu+ mettere saldamente le mani sul trono! come primo atto respinge
la ric(iesta di amnistia ai condannati del -6.-# i li2erali c(e aveva incontrato in
colloqui segreti! con cui si era accordato. Gifiuta ormai ogni violen3a dei rivolu3ionari!
le loro congiure. E convinto c(e un governo monarc(ico assoluto ma illuminato e
temperato,! con la sua sta2ilit pu+ conciliare gli spiriti e garantire il massimo di
2enessere e di felicit. "a cam2ier ancora parere.
1(. 3nni "iorenti a !ieri
>o sempre avuto #isogno di tutti
.7
1l termine del mortificante anno scolastico di *astelnuovo! Giovanni Bosco decise!
d'accordo con sua madre! di trasferirsi a *(ieri. In questa cittadina! a dodici c(ilometri
da *astelnuovo e a dieci da Torino! le scuole pu22lic(e erano molto serie. Erano
addirittura un distaccamento dell'Universit di Torino,.
La decisione era coraggiosa! anc(e perc(A a *(ieri sare22e cominciato il pro2lema
economico# Giovanni doveva pagare il minervale di lire dodici 4E tassa scolastica/! i
li2ri e la pensione c(e si aggirava sulle venti lire mensili.
&crivendo i ricordi raccolti a *astelnuovo da vani testimoni oculari,! nel -666 don
"arc(isio scriver# 'reparando il necessario corredo colle altre cose indispensa2ili in
quel tempo per mandare un figlio agli studi! Bosco si accorse c(e la sua madre era non
poco im2rogliata perc(A si trovava nelle strette33e. <nde un giorno le disse# se siete
contenta io mi prendo due tasc(e e vado da ogni famiglia della 2orgata a fare una
colletta. "arg(erita Bosco acconsent e Giovanni andava di porta in porta c(iamando
per carit qualc(e cosa per poter andare a *(ieri a studiare. Gaccolse pane! frutta!
melica! formaggi ed undici emine di grano (un'emina 133 "itri): da vani poi ricevette
anc(e qualc(e soldo. *erto Becc(is Giovanni non potendogli dare altro gli condusse
gratuitamente il corredo a *(ieri, 4;E&G 9.9/.
Era la prima volta c(e Giovanni Bosco tendeva la mano per c(iedere la carit. Il suo
amor proprio si ri2ellava a quell'umilia3ione! ma lo vinse allora e sempre. 1l termine
della vita colui c(e fu definito il pi) grande mendicante del -=O secolo,! dir# Io
sempre avuto 2isogno di tutti, 4"B -!:C7/.
&u2ito dopo accett+ l'aiuto della vedova Lucia "atta. 1nd+ in pensione da lei. In
cam2io le prestava i piccoli servi3i di casa e aiutava suo figlio negli studi. "amma
"arg(erita integrava il dovuto con granturco e frumento.
5ei primi mesi prov+ l'umilia3ione pi) dura per un raga33o sano e forte# la fame.
Giuseppe Blanc(ard! un giovanottino come lui! se ne accorse e lo aiut+. Lo racconter
cinquant'anni dopo! quasi con vergogna# Blanc(ard dice c(e sovente! avendo pane e
frutta! gliene dava dicendo# Giovanin! prendi! c(e ti far 2ene, 4;E&G 9.C/.
La Societ9 dell'3llegria
1 *(ieri Giovanni Bosco pass+ dieci anni della sua vita! dai -C ai .C. 1nni fiorenti!
gagliardi! in cui esplose tutta la ricc(e33a della sua personalit. In un anno riusc a
frequentare tre classi. 5el secondo anno frequent+ altri due anni di latinit! con vota$
3ioni 2rillanti. ;ivent+ uno studente di prestigio! ricercato da molti. Gicorda#
&piegavo ci+ c(e non avevano capito! li mettevo in grado di superare le difficolt pi)
grosse. "i procurai in questa maniera la riconoscen3a e l'affetto dei miei compagni.
*ominciarono a venire a cercarmi durante il tempo li2ero per il compito! poi ad ascol$
tare i miei racconti! e poi anc(e sen3a nessun motivo! come i raga33i di "orialdo e di
*astelnuovo, (Memorie, :6/.
'er la prima volta 4e lo far per tutta la vita/ appena si trova circondato da tanti
giovani! Giovanni Bosco sceglie i migliori e fonda un gruppo! una societ c(e non si
a))arti dagli altri! ma diventi "'anima buona, i" "ievito dell'am2iente in cui vivono.
Gicorda#
0ormammo una specie di gruppo e lo 2atte33ammo $ociet+ de""'A""e&ria. Il nome fu
indovinato perc(A ognuno aveva l'impegno di organi33are gioc(i! tenere
conversa3ioni! leggere li2ri c(e contri2uissero all'allegria di tutti. Era vietato tutto ci+
c(e produceva malinconia! specialmente la disu22idien3a alla legge del &ignore.4.../
"i trovai cos alla testa di un gran numero di giovani, (Memorie, :6/.
-uattro s"ide al saltim#anco
Il momento magico,! la $ociet+ de""'A""e&ria lo visse mentre Giovanni frequentava
l'ultimo anno di latinit. Gli capit+ 4quasi sen3a volerlo/ di trovarsi ingolfato in una
gara c(e a *(ieri fece epoca. %i assistette molta gente! tra cui il campanaro del duomo!
.6
;omenico 'ogliano! c(e la narrava ancora tanti anni dopo. "a c(i la narr+ pi) di tutti
fu il protagonista! don Bosco! c(e ne fece uno dei pe33i forti, dei suoi racconti ai
raga33i. Ecco come la racconta nelle sue Memorie:
1rriv+ a *(ieri un saltim2anco c(e ini3i+ i suoi spettacoli con una poderosa corsa a
piedi# percorse la citt d un'estremit all'altra in due minuti e me33o! cio alla velocit
di un treno. 1lcuni miei amici me ne parlarono con occ(i dilatati! come di un feno$
meno.
&en3a 2adare alle conseguen3e delle mie parole! dissi c(e avrei dato c(iss c(e cosa
per provare a 2atterlo. Un compagno impudente rifer la cosa al saltim2anco! c(e
accett+ immediatamente la sfida. 'er *(ieri si sparse in un lampo la noti3ia# 4no
studente s(ida un cam)ione )ro(essionista.
Il luogo scelto per la prova fu il viale di 'orta Torinese. La scommessa era di venti lire.
Io non avevo una somma simile! ma molti amici della $ociet+ de""'A""e&ria la misero
insieme.
Una moltitudine di gente venne ad assistere alla sfida.
1l via! il saltim2anco mi prese alcuni metri di vantaggio ma presto riguadagnai il
terreno perduto! e lo staccai in modo clamoroso. 1 met corsa si ferm+ e mi diede
partita vinta.
$ *(iedo la rivincita al salto. "a voglio scommettere 98 lire! e anc(e pi) se vuoi.
1ccettammo. &celse lui il luogo. Bisognava 2al3are al di l di un fosso contro un
parapetto c(e si ergeva vicino a un piccolo ponte. &alt+ per primo! e mise il piede cos
vicino al parapetto! c(e pi) in l non si poteva saltare. 'otevo perdere! non certo
vincere. Tuttavia studiai un espediente. 0eci un salto identico al suo! ma appoggiando
le mani sul parapetto! prolungai il salto al di l del muro (un rudimenta"e 5sa"to con
"'asta5). 0ui sommerso dagli applausi.
$ %oglio lanciarti ancora una sfida. &cegli qualunque gioco di destre33a.
1ccettai. &celsi il gioco della 2acc(etta magica! con la scommessa c(e saliva a lire 68.
'resi una 2acc(etta! a una estremit misi un cappello! poi appoggiai l'altra estremit
sulla palma della mano. &en3a toccarla con l'altra! la feci saltare sulla punta del dito
mignolo! dell'anulare! del pollice. @uindi la feci saltare sul dorso della mano! sul
gomito! sulla spalla! sul mento! sulle la22ra! sul naso! sulla fronte. Gifacendo lo stesso
cammino! la 2acc(etta torn+ sulla palma della mia mano.
$ &tavolta non perder+ $ disse con sicure33a $. E Pil mio gioco preferito.
'rese la medesima 2acc(etta! e con meravigliosa destre33a la fece camminare fin sulle
la22ra. "a aveva il naso troppo lungo! la 2acc(etta vacill+! perse l'equili2rio e dovette
prenderla con la mano per non lasciarla cadere.
@uel poveretto vedeva andare in fumo tutti i suoi risparmi! e quasi furioso esclam+#
$ 1ccetto qualunque umilia3ione! ma non quella di essere 2attuto da uno studente. Io
ancora cento lire e le scommetto tutte su un'arrampicata. %incer c(i riesce a mettere i
piedi pi) vicini alla punta di quell'al2ero.
*os dicendo indic+ un olmo vicino al viale. 1ccettammo anc(e questa voltaH e in un
certo modo eravamo contenti di perdere! perc(A avevamo compassione di lui. 5on
volevamo rovinarlo.
&al per primo! e port+ i piedi tanto in alto c(e! se fosse salito una spanna di pi)!
l'al2ero si sare22e piegato e lui sare22e precipitato. Tutti dicevano c(e pi) in su era
impossi2ile.
Tocc+ a me. &alii fin dove era possi2ile sen3a far piegare la pianta. 1llora! tenendomi
con le mani all'al2ero! al3ai il corpo in verticale! e posi i piedi circa un metro oltre
l'alte33a raggiunta dal mio rivale. Gi) in 2asso scoppiarono gli applausi.
I miei amici si a22racciavano di gioia! il saltim2anco era nero di ra22ia! e io ero
orgoglioso di aver vinto non contro raga33i come me! ma contro un campione
professionista.
@uell'atleta per+ era triste fino a piangere. 122iamo avuto compassione di lui! e gli
a22iamo restituito il denaro a una condi3ione# c(e venisse a pagarci un pran3o
all'al2ergo del "uletto.
&i sent rivivere e accett+ immediatamente. 1ndammo al pran3o in ..# tutti i
componenti della $ociet+ de""'A""e&ria. Il pran3o gli cost+ .B lire. Le lire c(e invece
.=
potA rimettersi in tasca furono .-B.
@uello fu veramente un gioved di grande allegria. Io mi ero coperto di gloria 2attendo
quattro volte un saltim2anco. I miei compagni avevano condiviso il mio trionfo con
vivissima gioia! e avevano avuto un ottimo pran3o. 1nc(e il saltim2anco era contento!
perc(A aveva riavuto tutto il suo denaro. 1llontanandosi da noi ci ringra3i+ dicendo#
$ Gidandomi questo denaro! avete impedito la mia rovina. %i ringra3io di cuore. %i
ricorder+ con piacere! ma non far+ mai pi) scommesse con gli studenti, (Memorie,
58-60).
1.. La domanda decisiva
3lla 1ace non troverai la pace
Il diciottenne Giovanni Bosco si fatto un esercito di amici e sta riportando voti
splendidi. "a ora deve dare una risposta alla domanda decisiva# *(e cosa far+ della
mia vitaD,. Il sogno dei = anni gli (a indicato un traguardo# diventare sacerdote. "a
per diventarlo occorre ancora un anno di scuola pu22lica! poi entrare in seminario e
compiere altri C anni di studi ad alto livello. &tudi impegnativi e costosi. E lui non se
la sente di dire a sua madre! c(e risparmia sull'ung(ia per far quadrare il 2ilancio#
"antieni$mi ancora per sette anni,.
;opo aver pensato a lungo! domanda di essere accettato tra i 0rancescani di *(ieri.
%iene accettato il .6 aprile -6:9. "entre prepara i documenti per entrare al convento
di &. "aria della 'ace! in *(ieri! fa un sogno strano. &i sente dire# 1lla 'ace non
troverai la pace, 4%B'! B7/. Giovanni (a ormai capito c(e per lui i sogni non sono un
elemento trascura2ile! e rimane perplesso. 1lla prima occasione va a Torino! e c(iede
consiglio a don *afasso. Ia solo .: anni! questo pretino casteinovese me33o go22o!
ma gi considerato uno dei migliori consiglieri spirituali, della capitale. 1scolta
Giovanni c(e gli parla appassionatamente del suo pro2lema! poi con calma gli traccia
la strada da seguire# frequenter l'ultimo anno di scuola pu22lica! entrer in seminario
e non dovr pi) tormentarsi per il denaro. ;'ora innan3i ci penser la 'rovviden3a.
5on si tratta solo di pie esorta3ioni,# dalla piccola stan3a dove prega come un
angelo! dal confessionale dov' ricercato come un sapiente direttore d'anime,! don
*afasso sta tessendo una rete di 2enefattori c(e in silen3io fanno il 2ene c(e quel
pretino indica loro.
Giovanni o22edisce e ritrova la calma. La ritrover tante volte dopo aver parlato con
quel piccolo prete.
5ell'estate del -6:B! mentre Giovanni si prepara a entrare in seminario! infuria il
colera. L'epidemia minaccia ogni centro a2itato. &i sviluppata con violen3a a
Genova! a &alu33o e a *uneo! dove (a colpito un sesto della popola3ione. Il figlio del
governatore di quest'ultima citt! con involontario e tragico umorismo! scrive# @ui
non si fa altra vita c(e morire, 4'I5T<! .:-/.
Giovanni Bosco entr+ nel seminario di *(ieri il :8 otto2re. In tempo massimo,.
1ppena sei giorni dopo! a *astelnuovo la sua leva, sorteggiava i numeri per il
servi3io militare. *(i sorteggiava un numero 2asso doveva prestare un lungo servi3io
militare. Giovanni Bosco sorteggi+ il numero 9-. 1nd+ alla visita militare ad 1sti. "a
per c(i era entrato in seminario a questo punto scattava l'esen3ione. 5el comune di
*astelnuovo una cartella certifica ancora oggi# Bosco Gio. "elc(ior esentato dalla
forma3ione al contingente! come c(ierico ric(iamato da monsignor vescovo,.
in,ue giorni per martellare un'idea
Giovanni aveva camminato a lungo per le colline della sua terra! s'era arrampicato
sugli al2eri! aveva respirato a pieni polmoni l'aria li2era per vent'anni. &ent una stretta
al cuore quando si vide c(iuso tra le quattro mura del seminario# un quadrato severo!
come una forte33a dai muri incom2enti! in cui avre22e dovuto vivere per sei anni.
@uella sera stessa! allineati nei 2anc(i massicci della cappella! i seminaristi cantarono
:8
l'antica invoca3ione allo &pirito &anto! eni, creator $)iritus, e. ini3iarono cinque
giorni di Eserci3i spirituali# silen3io rigoroso spe33ato dalla "essa e da quattro
predic(e quotidiane. In esse fu detto! ripetuto! quasi martellato lo scopo per cui quei
giovanotti cominciavano il seminario# avre22ero speso la vita non per una carriera
comoda e tranquilla! ma per essere -es6 tra "a &ente. Ges) aveva portato alla gente la
'arola di ;io! aveva invitato tutti a pensare meno alla terra e pi) al cielo. Era passato
di paese in paese per convincere tutti a guarire dal peccato! dall'egoismo! dalla
prepoten3a! dalla sensualit# i grandi mali c(e crescono nel cuore e portano alla rovina.
1veva dimostrato un amore di predile3ione per i piccoli! i malati! i poveri. 1veva dato
la vita in croce per aprire le porte del 'aradiso. ;iventare prete voleva dire assumere
questo stesso programma. Un prete! qualunque prete! doveva far rivivere Ges) tra la
gente.
Immerso nel silen3io! Giovanni preg+ di poter essere Ges) tra i giovani.
&li intim? di tornare tra i monelli
La meta dell'apostolato tra i raga33i a22andonati fu sempre c(iara e radiosa, per
Giovanni Bosco durante gli anni di *(ieriD
0orse no. 0orse alla sua mente il sogno fatto da 2am2ino cominci+ a scolorire. 0u
tentato di considerarlo un episodio sen3a troppo significato! di fronte alle possi2ilit
concrete c(e la vita gli spalancava davanti.
*' un indi3io. F nella ripeti3ione variata del sogno c(e egli fece proprio in quegli
anni. Lo testimoni+ Giovanni *agliero! uno dei primi raga33i di don Bosco! c(e lo
aveva ascoltato dalle sue la22ra#
1veva visto la valle sottostante alla cascina del &ussam2rino convertirsi in una
grande citt! nelle cui strade e pia33e scorrevano tur2e di fanciulli sc(iama33ando!
giocando e 2estemmiando. 4.../;i carattere pronto e vivace! si avvicin+ a questi
raga33i! sgridandoli perc(A 2estemmiavano e minacciandoli se non avessero cessatoH
ma non desistendo essi dal vociare terri2ili insulti contro ;io e la "adonna
&antissima! Giovanni prese a percuoterli. &e non c(e gli altri reagirono e! correndogli
sopra! lo tempestarono di pugni. Egli si diede a""a (u&a7 ma in quella ecco venirgli
incontro un 'ersonaggio! c(e &"i intim8 di (ermarsi e di ritornare a 9uei mone""i. (...):
4"B 1,;3;-5). Le sottolineature sono mie.
1nc(e i santi! come noi! (anno avuto momenti di smarrimento e tenta3ioni di vilt.
12. Luigi omollo< Io sono salvo+
)eve arrivare uno studente santo.
5egli anni di *(ieri 4fuori e dentro il seminario/ Giovanni fu segnato in maniera
incancella2ile dall'amici3ia di Luigi *omollo. 0u la prima persona di cui sent il
2isogno di scrivere la vita.
&tava frequentando le scuole pu22lic(e ed era in pensione presso Giacomo "arc(isio!
quando sent dire dal padrone# ;eve arrivare uno studente santo,. Giovanni si mise a
ridere. Invece proprio cos $ ri2attA seccato il signor Giacomo. $ F il nipote del
parroco di *in3ano. %edrai,.
%eramente Giovanni lo stava vedendo da alcuni giorni. "a non ci aveva fatto caso. Ed
ecco! nelle parole esatte di don Bosco! come venne a conoscerlo. 4Incontrare la lingua
di don Bosco! per me! come trovare un fiore delicato tra le pagine di un li2ro antico/.
F consueto costume degli studenti di passare il tempo d'ingresso in isc(er3i! in
gioc(i! e salti pericolosi 4.../. 1 ci+ pure era invitato il modesto giovanettoH ma esso si
scusava sempre con dire c(e non era pratico! non aveva destre33a. 5ulla di meno un
giorno un suo compagno gli si avvicin+! e colle parole e con importuni scuotimenti
voleva costringerlo a prender parte a quei salti smoderati c(e nella scuola si facevano.
L5o! mio caro! dolcemente rispondeva! non sono esperto! mi espongo a far 2rutta
figuraL. L'im$pertinente compagno! quando vide c(e non voleva arrendersi! con
:-
insolen3a intollera2ile gli diede un gagliardo sc(iaffo sul volto. Io raccapricciai a tal
vista! e siccome l'oltraggiatore era di et e di for3e inferiore all'oltraggiato! attendevo
c(e gli fosse resa la pariglia. "a l'offeso aveva 2en altro spirito# egli rivolto a c(i
l'aveva percosso! si content+ di dirgli# L&e tu sei pago di questo! vattene in pace c(e io
ne sono contentoL. @uesto mi fece ricordare di quanto avevo udito! c(e doveva venire
alle scuole un giovanetto santo! e c(iestone la patria e il nome! cono22i essere appunto
il giovane Luigi *omollo! di cui avevo s lodevolmente inteso parlare alla pensione,
4<' E;! :B!..s).
Giovanni fu impressionatissimo. Lui! quell'impertinente oltraggiatore, l'avre22e
s2ranato. <gni ingiusti3ia gli accendeva il sangue. 1vvicin+ Luigi! gli parl+! divennero
amici. 5elle sue Memorie scrive# 'osso dire c(e da lui (o cominciato a imparare a
vivere da cristiano,. Un'afferma3ione quasi incredi2ile per il figlio di "arg(erita.
La tua "orza mi spaventa
Istintivamente divenne il protettore di Luigi contro i raga33i grossolani e violenti. Un
giorno! a scuola! volevano umiliare e picc(iare Luigi e 1ntonio *andelo! un altro
2ravo raga33o. Giovanni grid+ di lasciarli in pace. "a erano in tanti# mentre alcuni
facevano muro davanti a lui! altri cominciarono a menare sc(iaffi. Giovanni perse il
lume degli occ(i! si fece largo a suon di pugni! afferr+ uno degli assalitori per le spalle
e se ne serv come di un 2astone per disperdere gli altri. In quel momento entr+ il
professore! e vedendo quel groviglio di 2raccia e di gam2e cominci+ a menare sc(iaffi
anc(e lui per riportare ordine,.
1d essere impressionatissimo! questa volta fu Luigi. ;isse a Giovanni# La tua for3a
mi spaventa. ;io vuole c(e perdoniamo! c(e facciamo del 2ene a quelli c(e ci fanno
del male,. Giovanni aveva letto queste parole nel %angelo! e se le era sentite dire
perfino in sogno. "a gli sem2ravano un'esagera3ione. *ome gli sem2rava
un'esagera3ione la maniera di pregare di Luigi.
1nc(e lui! Giovanni! pregava. 1ndava tutte le mattine a servire la "essa in ;uomo!
prima di recarsi a scuola. "a Luigi era un'altra cosa.
1lcune mie circostan3e vollero c(e per pi) mesi mi recassi al ;uomo appunto
nell'ora in cui il nostro Luigi vi si recava a trattenersi col suo Ges). 4.../ 'onevasi in
qualc(e canto presso l'altare quando poteva! ginocc(ione! colle mani giunteH col capo
mediocremente inclinatoH cogli occ(i 2assi! e tutto immo2ile nella personaH insensi2ile
a qualsivoglia voce e rumore. 5on di rado mi avveniva c(e! compiuti i miei doveri!
voleva invitarlo a venire meco per essere da lui accompagnato a casa. 'el c(e aveva un
2el far cenno col capo! passandogli vicino! o tossire! perc(A egli si muovesseH era
sempre lo stesso! finc(A io non mi accostava scuotendolo. 1llora! come risvegliato dal
sonno! si muoveva! e se22ene a malincuore aderiva al mio invito, (o. c., :./.
@uesti atteggiamenti s2alordivano Giovanni! poi cominciarono a tur2arlo. *apiva c(e
non erano strane33e# sotto c'era una grande ricc(e33a spirituale. Luigi gli rivelava
ori33onti nuovi! fin'allora insospettati# il semplice a22andono in ;io! il rifugiarsi nei
valori eterni dando importan3a relativa alla vita terrena. Giovanni! c(e si arrampicato
sugli al2eri della cuccagna! (a sfidato i saltim2anc(i! (a gustato gli applausi degli
amici! si sente dire da Luigi le parole antic(e 4e a lui sem2rano nuove in quel tono c(e
le dice/# *(e importa guadagnare anc(e tutto il mondo! se poi si perde l'animaD,.
La mano del Signore
In seminario! Luigi *omollo entra nell'otto2re -6:C. Giovanni se lo ritrova accanto. &i
ricostruisce la coppia fissa! - amici3ia inossida2ile.
"a mentre Giovanni pensa al suo avvenire di prete! al 2ene c(e far alla gente e ai
raga33i! Luigi in un'atmosfera diversa. Un giorno del -6:6 sono usciti a passeggio! e
guardano dall'alto di una collina i campi 2ruciati dalla siccit. Giovanni pensa alla
pena dei contadini.
$ %edi! Luigi! $ presi a dirgli $ c(e scarse33a di raccolti a22iamo quest'annoJ 'overi
:.
contadiniJ Tanto lavoro e quasi tutto invanoJ
$ F la mano del &ignore $ egli rispose $ c(e pesa sopra di noi, (o.c., C-/.
;urante la medita3ione del mattino! Giovanni lo vede leggere e rileggere lo stesso
li2ro. Gli domanda c(e li2ro sia. &i sente rispondere#
@uest'anno lessi sempre in cappella medita3ioni sull'inferno! le (o gi lette e le leggo
di nuovo! e 2enc(A triste e spaventosa ne sia la materia! tuttavia vi voglio persistere!
affinc(A considerando l'intensit di quelle pene! mentre vivo! non le a22ia a
sperimentare dopo morte, (o.c., C=/.
"ar3o -6:=. La salute di Luigi crolla di colpo. La fe22re altissima. 5on ci sono
speran3e. Giovanni accanto a lui in infermeria. Luigi gli dice#
Eccoci! o caro amico! eccoci al momento! in cui a22iamo per alcun tempo a lasciarci.
5oi pensavamo di confortarci nelle vicende della vita! aiutarci! conciliarci in tutto
quello c(e ci avre22e potuto giovare alla nostra eterna salve33a. 5on era scritto cos
nei san$ti e sempre adora2ili voleri del &ignore. 4.../ "a prima di lasciarci ascolta
alcuni ricordi di un tuo amico. 4.../ 5on sai ancora se 2revi o lung(i saranno i giorni di
tua vitaH ma c(ecc(A ne sia sull'incerte33a dell'ora della morte! n' certa la venutaH
perci+ fa' in maniera! c(e tutto il tuo vivere altro non sia c(e una prepara3ione alla
morte! al giudi3io. 4.../&e poi sarai c(iamato dal &ignore a divenir guida delle anime
altrui! inculca mai sempre il pensiero della morte! del giudi3io, (o.c., 6:s/.
La notte indimentica#ile
Luigi muore all'al2a del . aprile. 5on (a ancora compiuto .. anni. Ed ecco! dalle
parole di don Bosco! c(e cosa avviene nella notte sul 9 aprile.
5elle nostre amic(evoli rela3ioni avevamo pattuito fra di noi 4.../ c(e colui! il quale
per primo fosse c(iamato all'eternit! avre22e portato al superstite noti3ie dell'altro
mondo. 'i) volte a22iamo la medesima promessa confermata. 4.../ 5el corso della
malattia del *omollo si rinnov+ pi) volte la medesima promessa! e quando egli venne
a morire se ne attendeva l'adempimento! non solo da me! ma e3iandio da alcuni
compagni c(e ne erano informati.
Era la notte del 9 aprile! notte c(e seguiva il giorno della sua sepoltura! ed io riposava
cogli alunni del corso Teologico 4.../. Ero a letto! ma non dormiva e stava pensando
alla fatta promessa 4.../. @uando! sullo scoccare della me33anotte! odesi un cupo
rumore in fondo al corridoio. 4.../ 5on saprei esprimermi se non col dire c(e formava
un complesso di fragori cos vi2rati e in certo modo cos violenti da recare spavento
grandissimo. 4.../
I &eminaristi di quel dormitorio si svegliano! ma niuno parla. 4.../&i apre da sA
violentemente la portaH continua pi) veemente il fragore sen3a c(e alcuna cosa si veda!
eccetto una languida luce 4.../.1d un certo momento si fa improvviso silen3io! splende
pi) viva quella luce! e si ode distintamente risuonare la voce del *omollo c(e!
c(iamato per nome il compagno tre volte consecutive! dice#
$ Io sono salvoJ
4.../ Il cessato rumore di 2el nuovo si fa udire 4.../ ma tosto cess+ ed ogni luce disparve.
I compagni 2al3ati dal letto fuggirono sen3a saper doveH si raccolsero alcuni in un
angolo del corridoio! si strinsero altri intorno al prefetto di camerata! c(e era ;.
Giuseppe 0iorito di GivoliH tutti passarono la notte! aspettando il sollievo della luce del
giorno.
Io (o sofferto assai e fu tale il mio spavento! c(e in quell'istante avrei preferito morire,
(o.c., 105-,).
@uelle parole Bosco! io sono salvoJ,! risuoneranno per tutta la vita nella mente di
don Bosco. La teo"o&ia c(e il c(ierico Giovanni Bosco studiava in quegli anni metteva
ogni cosa sotto la luce del conto da rendere al giudice divino! nell'attesa della vita o
della morte eterna, 4&T -!C-/. "a io sono convinto c(e la familiarit con Luigi
*omollo e quelle parole risuonate in una notte di aprile! furono per Giovanni Bosco un
marc(io indele2ile pi) di ogni li2ro di studio. L'afferma3ione# ;a lui (o cominciato a
imparare a vivere da cristiano, acquista un senso preciso. &ignifica# Io imparato da
lui a mettere la salve33a eterna al di sopra di tutto! a considerarla come l'unica cosa
::
veramente importante,.
;on Bosco torner a fare i gioc(i di prestigio! a correre in allegria per i prati con i suoi
raga33i. "a dir loro mille volte# &e salvi l'anima salvi tutto. &e perdi l'anima perdi
tutto,. E indic(er nella tranquillit della coscien3a! nell'essere sempre pronto a
presentarsi davanti al Giudice divino la radice della contente33a! della vera e profonda
allegria.
1i giovani c(e nel giorno del suo onomastico avevano cantato e recitato in suo onore
4era il .9 giugno -6C6/ rivolse parole d'affetto! domand+ di aiutarlo a fare del 2ene e
concluse dicendo c(e l'unico scopo dell'<ratorio di salvare anime, 4"B <,3<5).
1ll'eQ re di 5apoli 0rancesco Il! esule a Goma! c(e l'invit+ a 'ala33o 0arnese e gli
domand+ se poteva sperare di tornare sul trono! rispose# "aest! pensiamo ad
acquistare il regno di ;ioJ 4.../Le cose di questo mondo se si perdono oggi! domani si
possono riacquistare. "a perduta una volta l'anima! tutto perduto e per sempre,.
16. )on occ!i' ilprete insultato
Un prete ogni 132 a#itanti
Il B giugno -69- Giovanni Bosco ordinato prete dall'arcivescovo di Torino! Luigi
0ransoni. ;iventa don Bosco,. Un giovane prete c(e cerca "a sua strada.
5on un modo di dire. &econdo una statistica del -6:6! a Torino! su --7.87. a2itanti!
ci sono 6B- preti# uno ogni -:7 persone. Troppi. ;iventare prete! in quel tempo!
significa risc(iare la disoccupa3ione. La preoccupa3ione di tanti giovani preti quella
di cercare un posto! di ini3iare una carriera. Tanti di questi preti 4Lrendo le noti3ie dalle
predic(e di don *afasso/ non c(iedevano nemmeno il permesso di confessare e di
predicare. ;iventavano preti di famiglia, 4una specie di decoro delle famiglie
cristiane 2enestanti/ o insegnanti! o impiegati comunali. "olti 4ed era di questi c(e si
lamentava don *afasso/ si davano alla politica e alla vita dei caff! tra 2icc(ierini e
pettegole33i.
;on Bosco! diventato prete! c(e farD %uol dedicarsi ai giovani poveri e a22andonati!
ma essi non sono l sulla porta ad aspettarlo. *ome capita in quel tempo! alla sfornata
di un prete 2ravo e povero! gli amici si danno da fare per trovargli un 2uon posto,.
Una famiglia di no2ili genovesi lo c(iede come istitutore e offre uno stipendio di
L.-888 annuali. 1 "orialdo lo vogliono cappellano# il signor &pirito &artoris (a legato
alla cappellania una rendita annua di L.688. 4F forse interessante fare un confronto con
gli stipendi correnti in quegli anni. 1 *armagnola! grosso paese vicino a Torino! un
professore di grammatica (a un reddito annuo di L.C98. 5el -69B! a Torino! un filatore
o un tessitore di cotone guadagna L.-66 l'anno! un tintore raggiunge L.:..! un
muratore L.B88. 5el -6B8 gli impiegati applicati, $ i meno retri2uiti $ avranno a
Torino uno stipendio oscillante tra le B88 e le .988 lire/.
Gli interventi a favore di don Bosco sono caratteri33ati dalla preoccupa3ione di
procurargli un dignitoso stipendio! c(e deve ricompensare i disagi affrontati da lui e
dalla famiglia. &olo mamma "arg(erita! la donna c(e (a sempre spaccato in due il
centesimo per mettere insieme il pran3o con la cena! gli dice parole dure# &e per
sventura diventerai ricco! non metter+ mai pi) piede a casa tua, 4"B -!.=C/. @uesta
vera cristiana capisce c(e se il suo Giovanni sfrutter il posto di prete per diventare
ricco! sar un fallito.
'er troncare ogni tentennamento! don Bosco va a Torino da don *afasso! e gli
domanda# *osa devo fareD,. @uel pretino c(e (a appena quattro anni pi) di lui gli
risponde# Lasciate tutto. %enite qui al *onvitto a im)arare a (are i" )rete:.
5emmeno questo un modo di dire. *(i esce dal seminario difficilmente sa fare il
prete per quel tempo nuovo e difficile c(e sta cominciando.
Torino una citt c(e sta scoppiando# quartieri nuovi! gente nuova! pro2lemi nuovi.
F in arrivo il Gisorgimento! con le guerre d'Indipenden3a! ma soprattutto in arrivo la
rivolu3ione industriale,! rotolata gi) lentamente dall'Ing(ilterra e dalla 0rancia.
:9
Il tempo del capitale e dei proletari
<ccorre spendere qualc(e parola su questa rivolu3ione! uno dei pi) grandi e radicali
cam2iamenti c(e si sono verificati nella storia umana, 4*. ". *ipolla/.
1lla fine del -788 cominci+ ad esistere la fa22rica.
'rima la gente coltivava i campi! faceva il commerciante! esercitava un mestiere
artigiano 4fa22ricava scarpe! tesseva stoffe.../. 5ell'Ing(ilterra del -788 la tessitura
della lana era un'attivit molto diffusa tra gli artigianiH molte famiglie avevano in casa
un filatoio o una macc(ina per tessere! e vi lavorava tutta la famiglia.
5el -7C=! a GlasgoR! Sames Tatt 2revetta la macc(ina a vapore,. Un avvenimento
c(e li per li sem2ra di scarsa importan3a e c(e invece rivolu3ioner il mondo. Una sola
macc(ina di Tatt 4poten3a -88 cavalli vapore/ sviluppa una for3a pari a quella di 668
uomini. Una filanda! adottandola! pu+ mettere in a3ione contemporaneamente B8 mila
fusi! e produrre tanto filo quanto ne avre22ero prodotto .88 mila uomini. 'er 2adare a
B8 mila fusi 2astano 7B8 lavoratori.
La produ3ione cos facilitata a22assa di colpo il pre33o dei filati! e ne sviluppa
enormemente il mercato.
*ontemporaneamente c e un enorme incremento nella utili33a3ione del ferro 4per la
fa22rica3ione delle macc(ine e il trasporto delle merci su ferrovia/ e nella estra3ione
del car2on fossile 4c(e permette il fun3ionamento delle macc(ine a vapore e la
lavora3ione del ferro/.
@uesto insieme di avvenimenti mette in crisi gli artigiani! c(e si trovano di colpo
sen3a lavoro. Una valanga di gente si rovescia dalle campagne verso la citt. 5ascono
le (abbric'e, cio grandi capannoni sotto cui sono pia33ate le macc(ine c(e i lavoratori
devono accudire. 5on sono pi) i lavoratori ad avere nella loro casa la macc(ina da
lavoro! sono le macc(ine a radunare nelle proprie case, i lavoratori. E questi
finiscono per portare le proprie famiglie attorno alla fa22rica! per essere vicini al posto
di lavoro.
La nascita e lo sviluppo delle fa22ric(e viene c(iamata rivolu3ione industriale,.
Essa port+ alla gente! a lungo andare! un progresso materiale enorme# macc(ine!
strade! viaggi! comodit... "a nei primi -B8 anni questo 2enessere fu pagato dai
lavoratori ad un pre33o disumano! sanguinante.
5elle citt incominci+ a formarsi una classe nuova! quella degli operai o dei )ro"etari,
cos c(iamati perc(A non possedevano pi) niente 4nA campi! nA casa! nA macc(ine/
eccetto due cose# le proprie 2raccia e i propri figli 4c(iamati )ro"e). @uesti figli! anc(e
piccolissimi! erano portati in fa22rica dal padre e dalla madre! e dovevano rendere,
lavorando come potevano! poic(A la famiglia non aveva altri me33i per campare.
&fruttati pi) delle 2estie 4la giornata lavorativa pu+ arrivare a -6 ore/! i proletari
capiscono c(e devono unirsi, per trattare coi padroni da pari a pari. "a i padroni 4in
2ase a una dottrina economica c(iamata li2erismo,/ ottengono dai governi la proi2i$
3ione delle unioni operaie,! e ottengono c(e venga considerato un delitto lo
sciopero,. L'afferma3ione principale dei "iberisti questa# 5egli affari! lo &tato non
deve entrarci,. F un'ipocrisia grande come una montagna! la legge della giungla. Il
padrone! ricc(issimo! pu+ permettersi di c(iudere la fa22rica e di condannare cos a
morte i suoi lavoratori. I lavoratori! per non morire di fame! sono costretti ad accettare
anc(e le pag(e pi) avvilenti. &e poi si uniscono per difendere i loro diritti! o
dic(iarano lo sciopero! lo &tato 4c(e non dovre22e entrarci! secondo i li2eristi/ deve
intervenire proi2endo le unioni operaie e sparando sugli scioperanti.
Il -C agosto -6-=! C8 mila lavoratori invadono le vie di "anc(ester per protestare
contro la vita impossi2ile. La poli3ia li disperde facendo fuoco sui dimostranti.
5el novem2re del -6:- i lavoratori della seta di Lione! in 0rancia! si sollevano contro
le -6 ore di lavoro giornaliere. "arciano per le strade gridando# %ivere lavorando o
morire com2attendo,. &ono dispersi a cannonate# 688 uccisi.
&olo tra il -6CC e il -=8C i governi europei riconosceranno il diritto degli operai ad
unirsi in associa3ioni, 4E sindacati/. 5egli stessi anni! in molti 'aesi! lo sciopero
cesser di essere considerato un delitto. 1 "ilano! ancora nel -6=6! uno sciopero
:B
generale verr stroncato con i cannoni# 68 morti e :88 feriti.
=a##ric!e di armi in riva alla )ora
1 Torino la rivolu3ione industriale arriva negli stessi anni in cui arriva don Bosco.
5ascono le prime fa22ric(e! notevoli quelle di armi e di divise militari in riva alla
;ora. *on lo sviluppo delle fa22ric(e 4e dei cantieri edili3i/ lo sviluppo della
popola3ione rapidissimo.
5ei quartieri di periferia c(e si allargano a vista d'occ(io! vengono ad a2itare settemila
nuove famiglie. &ono famiglie misere! venute dalla campagna e dalle valli montane a
cercare fortuna,H raga33i e adulti malnutriti! sudici! malvestiti! in pessime condi3ioni
igienic(e. 1ll'interno della citt non sono graditi se non per lavori provvisori. La
fortuna, cercata sovente una vita di stenti e un'elevata mortalit.
La periferia nord 4specialmente Borgo ;ora! accanto a %aldocco e al "artinetto/
intorno al -6B8 raddoppia la popola3ione e la miseria. ;iventa la cintura nera, dove
scoppia regolarmente il colera ogni due o tre anni. Il 9<To di questa gente analfa2e$
ta. E questo non vuol dire c(e non capace di leggere i Promessi
s)osi, ma c(e non in grado di leggere un contratto di lavoro! di controllare i conti del
padrone e del panettiere! di capire i propri diritti e difendersi da condi3ioni disumane.
La "a##rica dei preti nuovi
Il *onvitto per giovani preti stato fondato presso la c(iesa di &. 0rancesco
d'1ssisi. 'repara sacerdoti degni e pronti ai tempi nuovi per la diocesi di Torino. 5on
pronti alle novit politic(e! ma alla forma3ione cristiana della gente c(e sta piovendo
in citt.
;on Bosco arriva al *onvitto nei primi giorni del novem2re -69-.
In quei mesi la citt! e specialmente i nuovi preti! parlano di don Giovanni *occ(i.
F> un prete popolano. *ome capita a tutti quelli c(e tracciano strade nuove! segno di
contraddi3ione# di lui si dice tutto il 2ene e tutto il male possi2ile.
Il ragazzino di )ruent
5ato due anni prima di don Bosco a ;ruent! un paesino della cintura torinese!
Giovanni *occ(i aveva accompagnato da raga33etto sua mamma c(e veniva a far la
serva in citt. 12itavano in una casa poverissima nella 3ona dell'1nnun3iata! vicino al
'o.
Una sera c(e non avevano pane! Giovanni and+ a domandare l'elemosina al
parroco. Il prete fu cos colpito dalla sua intelligen3a e 2ont! c(e lo mise a studiare.
Giovanni *occ(i diventa prete nel -6:C. &uo padre gi morto. &ua madre!
consumata dalla fatica! muore l'anno dopo. 5essuno riuscir mai a cancellare dalla
mente e dal cuore di don *occ(i i poveri.
*omincia come viceparroco all'1nnun3iata e normalmente torna a casa tardi!
sen3a cal3e e sen3a camicia! perc(A le (a date a gente misera2ile. 1nc(e l'orologio
passa molte volte dalle sue mani a quelle dei 2isognosi. Una sera il suo parroco! don
0antini! preoccupato della dignit sacerdotale, del suo giovane viceparroco! gli
domanda seccamente l'ora. ;on *occ(i rimane mortificato a capo c(ino. 1nc(e
questa volta l'(ai dato viaJ @uando ti correggerai di questa tua maniaD,. 0orse c(i deve
correggersi c(i sta parlando! ma don *occ(i non osa certo dirlo.
%edendo c(e molti vecc(i muoiono soli nelle soffitte! don *occ(i apre un
ospedaletto in Borgo %anc(iglia. F= su2ito affollato. "a il prete di ;ruent 4e sar
sempre cos/ non sa organi33are la 2eneficen3a. F> un impulsivo c(e davanti alla
miseria d tutto e crede c(e tutti de22ano fare come lui. 5on riesce a capire l'egoismo
della gente! non lo capir mai. 'er questo comincer molte opere di 2ene confidando
nell'aiuto di tutti. "a l'aiuto non verr! e dovr mestamente c(iuderle.
;opo poco tempo! l'ospedaletto c(iude. Intanto per+ don *occ(i (a scoperto
:C
un'altra miseria# le fanciulle orfane e a22andonate! e cerca di radunarle. F> facile dir
male di un prete giovane c(e raduna fanciulle a22andonate! e le male lingue si
mettono d'impegno. ;on *occ(i ne cos irritato c(e decide di partire missionario per
l'1merica. "a a Goma! dove arrivato nel -6:=! cam2ia parere. %ede un oratorio per
raga33i presso la Bocca della %erit! si domanda perc(A a Torino non ci sia niente di
simile! e torna nella sua citt.
*i sono poveri e derelitti fanciulli c(e giron3olano scioperati e sen3a istru3ione
alcuna per le vie e per le pia33e,. *' specialmente la 3ona malfamata del "osc(ino.
Le case del "osc(ino sono umide! sporc(e! anguste! prive di ogni misura igienica.
<gni malattia contagiosa trova tra quelle case uno sviluppo spaventoso. F difficile
dire del "osc(ino tutto il male c(e si merita $ scrive 1. %iriglio $. 1gglomerato pi) di
covili di 2elve c(e di a2ita3ioni umane! ricetto a 2anditi della peggiore specie! nido di
una LcocaL temuta! pericoloso di giorno e inaccessi2ile di notte persino alla poli3ia!
c(e vi penetra di rado e solo con formida2ili armamenti, 4cf &T :!7-/.
;entro il "osc(ino! nel -698! presso un'osteria! don *occ(i fonda il primo
oratorio torinese. 5on osa c(iamarlo oratorio, 4nome troppo clericale/. Lo c(iama in
piemontese i saut, 4E i salti/. "essa e catec(ismo in parrocc(ia! poi! presso l'osteria!
teatrino! ginnastica e specialmente le gare di salto! c(e tanto entusiasmano i raga33i.
L'anno dopo 4-69-! lo stesso in cui don Bosco ordinato prete/ don *occ(i
trasporta l'oratorio in Borgo %anc(iglia! sotto una tettoia messagli a disposi3ione da un
avvocato. 5el cortile rustico tira su una cappella c(e serve anc(e da teatrino. Lo
c(iama <ratorio dell'1ngelo *ustode,! e durer fino al -69=.
Il "uturo di don occ!i
5egli anni seguenti! continuando la sua attivit vulcanica! don *occ(i ne indovin+
molte! qualcuna la s2agli+. Lo s2aglio pi) grosso lo fece conducendo i pi) grandi del
suo oratorio a partecipare alla 2attaglia di 5ovara. *redeva cos di sc(ierarsi col
popolo,. "a il popolo vero 4quello c(e non gridava nelle pia33e e guardava la guerra
come un castigo di ;io/ vide con indigna3ione quel prete portare in 2attaglia raga33i
giovanissimi! e lo copr di villanie quando torn+ con le squadre alla rinfusa! affamate e
impolverate 4erano arrivati a 2attaglia finita! e nessuno gli aveva dato da mangiare/.
La indovin+ quando! sen3a perdersi di coraggio! in quello stesso -69= lanci+ l'idea
di un istituto per gli 1rtigianelli. I denari non arrivarono! ma arrivarono raga33i orfani
e a22andonati. I primi tre dormirono con lui nell'oratorio! poic(A non aveva posto dove
metterli.
5el -6B. don *occ(i tormentato da un'idea nuova. 5on tutti i raga33i s2andati
sono adatti alla vita delle fa22ric(e e della citt. "olti muoiono giovanissimi. 0inisce
per affidare l'istituto degli 1rtigianelli ad altri preti 4don Tasca e don Beri33i/. Lui va a
fondare una colonia agricola a "oncucco! nella pi) isolata campagna. In quella
colonia non riceve solo raga33i s2andati c(e gli mandano i suoi amici preti di Torino!
ma anc(e quelli c(e gli mandano dal corre3ionale La Generala,! o c(e gli porta la
@uestura. *on quei raga33i la vita durissima. ;on *occ(i fa per anni il contadino! il
viticultore! il tracciatore di strade! il pap di quei raga33i c(e a volte gli scappano via
per la campagna. Lotter contro l'ingratitudine! i de2iti! le grandinate. La colonia
comincer a decadere nel -6C6! c(iuder nel -677 4don Bosco avr gi spedito i suoi
missionari in 1merica/.
;on *occ(i finir la sua lunga e cristianissima vita nell'istituto degli 1rtigianelli
diretto da Leonardo "urialdo! considerato da tutti come il nonno,.
Uguale e diverso dal prete di )ruent
;on Bosco! appena arrivato a Torino! ascolt+ con interesse le vicende di don
*occ(i. Erano della stessa ra33a. 1nc(e per lui era intollera2ile c(e centinaia di
raga33i vivessero allo s2ando nelle pia33e e nelle soffitte. La dignit sacerdotale, lo
spingeva ad andarli a cercare. 4Il %angelo raccontava c(e il 2uon samaritano, non
:7
aveva aspettato la vittima dei 2anditi in canonica/. "a don Bosco era un contadino. La
campagna gli aveva insegnato a moderare gli slanci! a misurare il passo prima di farlo!
ad agire con astu3ia e pruden3a. *onosceva la povert della campagna! ma non sapeva
ancora niente della miseria delle periferie. %oleva conoscere la situa3ione prima di
2uttarsi. ;on *afasso 4contadino anc(e lui/ gli disse# 1ndate. Guardatevi intorno,.
E lui and+.
18. L'agonia dei piccoli lavoratori
3spettiamo ,ualcuno c!e ci prenda a lavorare
0in dalle prime domenic(e (don 0osco) and+ per la citt! per farsi un'idea della
condi3ione morale in cui si trovava la giovent), $ scrive "ic(ele Gua! uno dei primi
raga33i di don Bosco $. %ide un gran numero di giovani d'ogni et! c(e andavano va$
gando per le vie e per le pia33e! specialmente nei dintorni della citt! giuocando!
rissando! 2estemmiando e facendo anc(e di peggio,.
Un vero mercato delle 2raccia giovani, lo trova sulla pia33a del mercato generale di
'orta 'ala33o. 1lla domenica il mercato c(iuso! e la pia33a affollata di
commercianti! sensali! raga33i in cerca di lavoro! c(e intanto si arrangiano facendo i
merciaioli! venditori di 3olfanelli! lustrascarpe. ;alle statistic(e del "ellano possiamo
farci un'idea del loro numero# 4.../ sen3a professione poveri 4masc(i/ 66BH 4.../
lavoratori alla giornata sen3a mestiere determinato -..., 4&T -!-89/. Un raga33o c(e
visse accanto a loro ci descrive la loro condi3ione# &capigliati! sen3a scarpe! cenciosi!
sporc(i ,.
*(e cosa aspettateD,! domanda don Bosco. @ualcuno c(e ci prenda a lavorare! in
cantiere! a 2ottega o in officina,. 1lcuni sono in cerca del primo lavoro! altri (anno gi
provato! ma sono stati scartati perc(A non sufficientemente forti per sopportare i ritmi
di produ3ione.
&ono come lui! quando and+ a 2ussare alla cascina "oglia con un fagotto sotto il
2raccio. "a non avranno mucc(e da strigliare o prati verdi da percorrere. Il lavoro di
citt dar loro me33a lira al giorno 4circa .888 lire del -=6C/ e li trasformer in
muratori sfiniti nei cantieri o in piccoli sepolti vivi nelle manifatture o nelle officine.
I ragazzi dei cantieri
Gasentando le case in costru3ione 4ce ne sono moltissime in questo tempo/ nei giorni
di lavoro! don Bosco vede fanciulli dagli 6 ai -. anni servire i muratori! passare le
loro giornate su e gi) per i ponti malsicuri! al sole! al vento! alla pioggiaH salire le
ripide scale a piuoli caric(i di calce! di mattoni e di altri pesi! sen3a altro aiuto
educativo! fuorc(A villani ra22uffi o scapaccioni, 4"B .! 5,-8).
La giornata lavorativa andava dalla primissima al2a alla notte. Il vitto al me33ogiorno
consisteva di polenta cucinata da qualc(e muratore! il quale poteva assentarsi prima
degli altri dal lavoro! per la sua occupa3ione speciale all'impasto o alla estin3ione della
calce. Il companatico era rappresentato a2itualmente da un pe33o di formaggio o dalla
ricotta. 1lla sera mangiavano una minestra di pasta! riso o verduraH talvolta
prendevano qualc(e po' d'insalata. Il vino! riservato per i giorni festivi! lo si 2eveva di
solito all'osteria, 4&T 3,305).
"olti giovani muratori non avevano una famiglia o dei parenti c(e li aspettassero alla
sera. Erano immigrati stagionali. *onvivevano a decine! e sui magri salari dividevano
le spese dell'affitto e della polenta in comune. Il primo c(e arrivava dal lavoro ac$
cendeva il fuoco e appendeva il paiuolo con l'acqua. Il poco companatico arrivava da
casa ogni quindici giorni! a me33o del conducente c(e portava la sacca del pan nero e
degli indumenti puliti e ritirava la sacca della 2ianc(eria sporca, 4Buscaglia in &T
:!-C:/.
:6
I piccoli operai
@uelli c(e trovavano lavoro nelle officine e nelle manifatture ini3iavano 4secondo la
tragica espressione di Bertrand Gusseli/ l'agonia dei ra&a**i torturati.
In 'iemonte i padroni! per ridurre i salari! assumevano al posto dell'operaio adulto! la
donna e il fanciullo. &i e22e cos una nuova figura nel campo del lavoro# il fanciullo
operaio ad otto anni. &candalosi erano i modi di reclutamento e inumani i metodi di
lavoro. I fanciulli! i giovani operai! erano impiegati come degli adulti per -: o -9 ore
al giorno e per sette giorni alla settimana. La tenera et! i locali insalu2ri! antigienici! il
lavoro sfi2rante e monotono! l'orario estenuante! crescevano torme di fanciulli se$
minutriti! anemici! quasi ine2etiti di sonno e di stanc(e33a! amareggiati e ri2elli ,.
E non erano poc(e decine. 5el -699! in 'iemonte! si contavano 7-69 fanciulli
impiegati nelle fa22ric(e di seta! di lana e di cotone! al di sotto dei -8 anni ,.
;on Bosco! nel suo <ratorio! accoglier piccoli muratori! spa33acamini! giovani
artigiani e apprendisti. %edr poc(i raga33i operai. Essi vivevano e morivano
nell'officina o nella filanda! sepolti per -: o -9 ore al giorno e per sette giorni alla
settimana,. Erano gli infelici fratelli dei piccoli lavoratori sfruttati in quel tempo nel
Lom2ardo$%eneto! in 0rancia! in Belgio! in Germania! in Ing(ilterra. Il grande capitale
c(e avre22e donato 2enessere e cultura all'Europa si stava costruendo con il sangue dei
raga33ini.
5ell'Ing(ilterra 4c(e aveva dato al resto del mondo i modelli della fa22rica! delle leggi!
dell'organi33a3ione del lavoro/ gli orrori erano tali c(e per molti anni si cerc+ di non
parlarne. Eppure per capire questo tempo! scrive Gussel! qualcosa ne va detto,.
Il terrore con i #am#ini
"olti fanciulli 4in Ing(ilterra! nei primi decenni del -688/ furono costretti a
cominciare a guadagnarsi di c(e vivere all'et di sei o sette anni! e talvolta anc(e
prima.
Entravano dai cancelli della filanda alle cinque o alle sei di mattina! e ne uscivano
4al pi) presto/ alle sette o alle otto di sera! compreso il sa2ato. Tutto questo tempo
restavano rinc(iusi 4.../ L'unica sosta durante questa reclusione di -9 o -B ore era
costituita dalle ore dei pasti! al massimo me33'ora per la cola3ione e una per il pran3o.
"a ore regolari per i pasti erano un privilegio degli adulti soltanto# per i raga33i! per
tre o quattro giorni alla settimana significavano unicamente un mutamento di lavoro#
an3ic(A 2adare a una macc(ina in a3ione! pulivano una macc(ina ferma! s2oc$
concellando e trangugiando il loro pasto come meglio potevano in me33o alla polvere
e alla lanugine. I 2am2ini perdevano presto ogni gusto per i pasti mangiati nella
fa22rica. La lanugine soffocava i loro polmoni.4.../ Un fanciullo nel seguire la
macc(ina per filare (1)ercorreva) almeno la distan3a di venti miglia (133 c'i"ometri)
in dodici ore. %i erano! vero! 2revi intervalli di riposo! ma nessun sedile su cui
sedersi! essendo questo contrario alle regole.4.../ 5ei momenti di gran lavoro! le ore
erano elastic(e e talvolta si allungavano a un punto quasi incredi2ile. Il lavoro dalle tre
del mattino alle dieci di sera non era sconosciutoH nella filanda del signor %arleU! per
tutta l'estate! si lavorava dalle :!:8 di mattino alle =!:8 di sera. 5ella filanda! c(iamata
a ragione 2aia d'inferno,! per due mesi alla volta! non solo lavoravano regolarmente
dalle B del mattino alle = di sera! ma per due notti alla settimana lavoravano
ugualmente tutta la notte. I datori di lavoro pi) umani si contentavano quando erano
occupati per un periodo di sedici ore 4dalle B antimeridiane alle = di sera/.
Era materialmente impossi2ile mantenere intatto un tale sistema! eccetto c(e con la
for3a del terrore. 4.../ Le puni3ioni per il ritardo la mattina dovevano essere cos
crudeli da vincere la tenta3ione! nei fanciulli stanc(i! di restare a letto pi) di tre o
quattro ore. Un testimonio davanti alla *ommissione &adler aveva conosciuto un
2am2ino il quale era giunto a casa! una notte! alle undici! si era al3ato la mattina dopo
alle due terrori33ato ed era corso 3oppicando al cancello della filanda. In alcune
filande a malapena un'ora in tutta la giornata passava sen3a rumore di 2attiture e grida
:=
di dolore. 4.../ 5el pomeriggio lo sfor3o diventava cos severo c(e il pesante 2astone di
ferro! conosciuto sotto il nome di bi"">-ro""er, era continuamente in attivit e! anc(e
allora! non era raro il caso c(e un fanciullo pi) piccolo! nell'assopirsi! rotolasse dentro
la macc(ina accanto a lui! da rimanere storpiato per tutta la vita o! se era pi) fortunato!
da trovare una quiete definitiva! pi) lunga del sonno mancato.4.../ *oll'avan3are della
sera il dolore! la stanc(e33a e la tensione mentale diventavano insopporta2ili. I raga33i
imploravano c(iunque andasse loro vicino di dire quante ore avevano ancora davanti a
sA. Un testimonio disse alla *ommissione di &adler c(e suo figlio! un fanciullo di sei
anni! gli diceva# LBa22o! c(e ora DL. LGli (o detto c(e erano circa le setteL. L<(J
ancora due ore alle noveD 5on ce la faccio pi)JL ,.
La #am#ina c!e non cantava nel #uio
I raga33i non soffrivano soltanto nelle filande del cotoneH ma erano sottoposti a
condi3ioni altrettanto orri2ili nelle miniere. %i erano! per esempio! i tra))ers,
generalmente dai cinque agli otto anni! i quali per dodici ore sedevano in una piccola
2uca! fatta di fianco alla porta! tenendo in mano una cordicella! di regola stavano al
2uio! ma qualc(e volta un minatore di 2uon cuore dava loro un pe33o di candela. Una
2am2ina di otto anni $ secondo la rela3ione della *ommissione per l'assun3ione dei
fanciulli nel -69. $ disse# Io devo stare alla trappola sen3a luce e (o paura. Entro alle
quattro e qualc(e volta alle tre e me33o la mattina! ed esco alle cinque e me33o 4del
pomeriggio/. 5on vado mai a dormire. @ualc(e volta canto! quando c' luce! ma non
al 2uio# allora (o paura di cantare,.
La risposta degli scienziati
1lcuni vescovi cattolici 4insieme agli anarc(ici! ai socialisti utopici, e presto ai
marQisti/ al3arono la voce contro questa situa3ione tragica. Vetteler 4-6--$77/!
vescovo tedesco di "agon3a! si 2atteva per le associa3ioni cattolic(e degli operai!
perc(A uniti potessero difendere i loro diritti. 'roponeva leggi c(e limitassero il fer$
reo diritto alla propriet privata,! facessero uscire dalle fa22ric(e donne e 2am2ini.
Gendu! vescovo di 1nnecU! dove sorgeva il pi) grande cotonificio dello &tato
savoiardo$piemontese! in un memoriale a *arlo 1l2erto nel -69B gli descriveva le
condi3ioni disumane degli operai! e c(iedeva una legge c(e possa introdurre la
giusti3ia,. ;ue anni dopo! nel -697! il vescovo di 'inerolo! *(arva3 4c(e era stato
l'istitutore del principe ereditario %ittorio Emanuele/ in una lettera pu22lica
denunciava la nuova specie di sc(iavit), instaurata dall'industria per la sete di
arricc(irsi nel minor tempo! con ogni me33o e minori spese,! con la conseguen3a di
aver cam2iato l'uomo in 2estia ,.
"a gli industriali piemontesi! riuniti nel #on&resso de&"i scien3iati ita"iani 4-699/!
avevano gi risposto c(e il lavoro infantile nelle
officine e nelle fa22ric(e era necessario# solo cos si poteva reggere la concorren3a dei
prodotti stranieri. @uegli uomini colti! c(e si definivano umanitari! filantropi!
scien3iati,! e c(e oggi sono considerati tra i 2enefattori della nostra patria! avevano
rinfor3ato il loro ragionamento con una raffinata inimagine poetica#
5on si pu+ troncare l'al2ero e perderne il frutto per non avere l'om2ra ,.
La durata media della vita di un operaio! tra il -6:8 e il -698! era di -7$-= anni.
?'ombra era pesante.
2:. Muri neri e "acce nere
@tto anni' pro"essione spazzacamino
In pia33a &an *arlo! dove da tre anni dominava il monumento a Emanuele 0ili2erto
4c(iamato dai torinesi '1 cava" 'd bruns), davanti al ;uomo e in pia33a &usina 4ora
98
&avoia/! don Bosco incontr+ le facce nere dei piccoli spa33acamini. 1vevano l le loro
tre sta3ioni,! e alla domenica si ritrovavano per scaldarsi al sole e per parlare dei loro
paesi lontani.
@uelli di 7$6 anni 4erano la maggioran3a/ si esprimevano solo in )atois, il dialetto
delle loro valli. "a i raga33otti! c(e tornavano a Torino da alcuni anni! sapevano ormai
parlare il piemontese.
*onversando con loro 4gli spa33acamini avevano molto rispetto per i preti/ venne a
conoscere la loro storia. ;isse# @uanti 2uoni giovani (o trovato fra gli spa33acamini.
Era nera la loro faccia! ma tante volte quanto 2ella era la loro anima, 4"B :!-7:/.
*(iamavano il 'iemonte &ran-d*ou, &rande )ane. @uando nelle valli d'1osta! della
&avoia! del *anton Ticino cominciava la 2rutta stagione! il pane si faceva scarso.
1llora i genitori accompagnavano i figli dal cou@itse, l'adulto capo$spa33acamini!
scelto per la sua onest e la sua esperien3a. Egli li avre22e accompagnati! su carri tirati
da muli! in 0rancia! in &vi33era o in 'iemonte. 5ei paesi e nelle citt i camini
avre22ero presto cominciato a riscaldare le case! e perc(A il tiraggio fosse 2uono
occorreva li2erarli dalla fuliggine accumulata nell'anno trascorso. In cam2io di quel
lavoro! gli spa33acamini avre22ero ricevuto un &ran-d*ou, un grande pane.
;opo sei$sette mesi di lavoro il cou@itse avre22e ricondotto a casa i raga33i
consegnando per ognuno ai genitori lo stipendio di .B$:8 lire 4-.8 mila circa del
-=6C/.
;urante il lavoro! il capo$spa33acamini si impegnava a procurare due li22re 4768
grammi/ di pane ogni giorno a ciascuno dei raga33i. "inestra e carne dovevano
elemosinarle nelle case dove rasc(iavano i camini.
La mamma consegnava a ogni figlio c(e partiva tre camicie di tela grossolana e un
2erretto 4l'avre22ero calcato in testa salendo nei camini! per ripararsi dalla fuliggine/.
E faceva tre raccomanda3ioni al cou@itse: di fargli dire una piccola preg(iera al mat$
tino e alla sera! di non lasciargli prendere il vi3io di fumare! e di stare attento c(e non
finisse sotto le carro33e 4)o se (Ae AcrasA i bou/.
<gni capo$spa33acamini aveva la sua 3ona o sta3ione,! suddivisa in quartieri. <gni
quartiere era servito da un ca)-&ai""o, un giovanotto di -B$-6 anni! troppo sviluppato
ormai per arrampicarsi per la cappa dei camini. Egli sorvegliava una squadra di piccoli
spa33acamini (&ai""o) di 7$-8 anni. ;urante il lavoro lucidava gli arnesi del focolare!
raccoglieva la fuliggine 4c(e avre22ero rivenduto come fertili33ante/ e dopo il lavoro
esigeva la paga pattuita.
Il grido ripetuto tre volte
Il &ai""o, lo spa33acamino piccolo e esile! doveva compiere il lavoro pi) duro.
&'arrampicava all'interno dei camini servendosi delle mani! dei gomiti! dei ginocc(i e
dei piedi. 5ei camini pi) larg(i si appoggiava alle pietre sporgenti. &alendo! con una
piccola raspa 4la r'""ia) scrostava la fuliggine raggrumata sulle pareti.
@uando il piccolo arrivava alla sommit del camino! gridava per tre volte
Bs)acia(ourne":. Era la sua maniera di avvertire il ca)-&ai""o c(e aveva finito il
lavoro. 1llora poteva ridiscendere per la stessa via.
;urante una giornata di lavoro! un piccolo spa33acamino arrivava a pulire anc(e
quindici camini.
*(iamavano la fuliggine c(e cadeva 4e c(e impregnava gli a2iti e la faccia/ con la
stessa parola con cui c(iamavano la neve! beui"burne.
Il capo$spa33acamini 4c(e durante il lavoro delle squadre faceva il venditore
am2ulante/ affittava uno stan3one o una soffitta! dove gli spa33acamini dormivano
sulla paglia e passavano i giorni quando veniva la fe22re. 'erc(A quel lavoro intasava i
polmoni dei piccoli! e portava 2ronc(iti! polmoniti! tu2ercolosi. 1nc(e gli incidenti
4quando un piccolino precipitava gi) dalla cappa/ potevano essere gravi. <gni anno
2isognava mettere in conto la morte di qualcuno. 4Un gruppo di .9 spa33acamini
valdostani! uno dei poc(issimi su cui si pu+ tentare una statistica! perse in poc(i anni =
componenti/.
I piccoli spa33acamini si muovevano raramente da soli in citt. Essendo giovanissimi e
9-
ming(erlini! correvano il risc(io di essere pestati e deru2ati dagli altri raga33i
lavoratori.
;al giorno del suo primo incontro! don Bosco e22e un'atten3ione speciale per loro.
&cendevano innocenti dalle loro montagne sen3a alcuna mali3ia del mondo. 'erci+
non solo avevano 2isogno di istru3ione religiosa! ma era necessario preservarli da scel$
lerati compagni, 4"B :!-7:/.
4&ulla figura dello spa33acamino don Bosco scriver una commedia! e la far recitare
molte volte dai suoi raga33i. La pu22lic(er! ridotta a un atto unico! nel -6CC. In essa
insister sulla 2ont degli spa33acamini! e sulla malvagit di c(i ru2a loro i sudati ri$
sparmi/.
0elle carceri< adulti' ragazzi e pidocc!i
1 questo punto! don Bosco conosce i raga33i c(e a Torino lottano per vivere# giovani
muratori! piccoli operai e apprendisti! spa33acamini! raga33i in cerca di lavoro. 5on
conosce ancora quelli c(e! in questa lotta per la vita! (anno gi fallito# i raga33i
carcerati.
&ulle colline dov' cresciuto! se un raga33o ru2ava in una vigna! lo sgridavano! gli
davano magari un paio di scapaccioni. In citt lo portano in prigione! dove adulti e
giovani saranno mescolati fino al -69B.
*arlo 1l2erto cosciente c(e questo sistema disastroso. 1 *esare Bal2o! incaricato
di migliorarlo! scrive# Le comunica3ioni c(e essi (co")evo"i e innocenti) (anno tra
loro! accelerano i progressi di corru3ione. 4.../ @uesta contagione morale talmente
accertata c(e generalmente si crede all'impossi2ilit di colui c(e entra innocente in
prigione non ne sorta pervertito, 4'I5T<! .-./.
;on *afasso uno dei cappellani delle carceri. 'erc(A don Bosco capisca fino in
fondo la realt dei giovani! un giorno c(e parte per le prigioni lo invita ad
accompagnarlo.
Entrano nelle carceri vicine al &enato. ;on Bosco tur2ato profondamente dai
corridoi oscuri! le mura umide! l'aspetto triste e squallido dei detenuti ammucc(iati in
stan3oni. 'rova ri2re33o e anc(e la sensa3ione di soffocare. *' un gran numero di
giovanetti dai -. ai -6 anni! tutti sani! ro2usti! d'ingegno sveglio. %ederli l inoperosi!
rosicc(iati dagli insetti! stentare di pane spirituale e materiale! fu cosa c(e mi fece
inorridire, (Memorie, p. -8./.
Torna altre volte con don *afasso e anc(e da solo. *erca di parlare con loro non solo
facendo l'o22ligatoria scuola di catec(ismo, c(e viene vigilata dalle guardie! ma a tu
per tu. 1ll'ini3io le rea3ioni sono aspre. ;eve mandare gi) insulti pesanti. "a a poco a
poco qualcuno si mostra meno diffidente! parla da amico ad amico.
;on Bosco viene cos a conoscere le loro povere storie! il loro avvilimento! la ra22ia
c(e a volte li rende feroci. Il delitto, pi) comune c(e (anno ru2ato. 'er fame! per
desiderio di qualcosa oltre il sostentamento scarso! e anc(e perc(A appartengono a
cocc(e, manovrate da adulti e da giovanotti c(e li mandano a ru2are e poi si
appropriano della refurtiva.
&i informa delle loro condi3ioni. &ono nutriti a pane nero e acqua. ;evono o22edire ai
secondini c(e (anno paura! e perci+ picc(iano selvaggiamente al minimo pretesto. La
cosa peggiore c(e i carcerati adulti! a volte veri delinquenti! in quegli stan3oni
diventano maestri di vita,.
;a quegli stan3oni! a volte! don Bosco non esce solo,. Il 2arone Bianco di Bar2ania!
c(e una sera l'(a invitato a cena! gli vede sulla spalla uno sc(ifoso pidocc(io. &i
allontana di scatto# %oglio dare da cena a lei! don Bosco! ma non ad altriJ ,.
"a da quando (a visto quella situa3ione! nemmeno i pidocc(i riescono pi) a
preoccuparlo. &i fa amici uno ad uno quei raga33i! e riesce a strappare loro una
promessa# @uando uscirete di qui! mi verrete a cercare alla c(iesa di &an 0rancesco.
E io vi aiuter+ a trovare un posto di lavoro onesto. 'romessoD,.
1veva concluso c(e molti erano arrestati perc(A si trovavano a22andonati a se
stessi,. 'ensava# @uesti raga33i dovre22ero trovare fuori un amico c(e si prende cura
di loro! li assiste! li istruisce! li conduce in c(iesa nei giorni di festa. 1llora forse non
9.
tornere22ero a rovinarsi, (Memorie, -8:/.
*omunic+ questo pensiero a don *afasso! e c(iese al &ignore di indicargli come
tradurlo in realt! perc(A sapevo c(e sen3a il suo aiuto ogni nostro sfor3o vano,.
21. Il primo si c!iama Bartolomeo
Le #otte del sacrestano
Girando per le strade e le pia33e! don Bosco si fatto un gruppo di piccoli amici. F>
capitato e capiter sempre cos. Lo seguono dappertutto! quando va a far catec(ismo
dai 0ratelli delle &cuole *ristiane! quando raggiunge le carceri con le tasc(e piene di
pagnotte e di nocciole. &tanno volentieri con iui! anc(e poc(i minuti! perc(A sta ad
ascoltarli! si interessa dei loro piccoli pro2lemi! dice 2ravo, e sorride quando gli
raccontano i loro piccoli successi. F> un amico.
;on Bosco vorre22e radunarli in qualc(e luogo! rifare con loro la &ociet
dell'1llegria,! e magari qualcosa di pi). "a non (a ancora trovato questo luogo,.
;on *afasso! durante le estati trascorse! faceva ogni domenica catec(ismo ai gar3oni
muratori in una saletta vicino alla sacrestia di &. 0rancesco d'1ssisi. L'ultima estate
non ce l'(a pi) fatta! per i molti impegni c(e riempivano le sue giornate. ;on Bosco
pensa c(e potre22e riprendere lui quel catec(ismo! e radunare i raga33i nella saletta.
"a aspettare l'estate una faccenda lunga.
Ed ecco l'incidente c(e gli fa rompere gli indugi.
"ercoled 6 dicem2re la festa della "adonna Immacolata 4festa di precetto/. ;on
Bosco sta preparandosi a dire "essa quando sente tonfi e grida vicino alla porta della
sacrestia. Guarda e vede il sacrestano *omotti c(e caccia fuori a 2astonate un
raga33otto! un muratorino. Le 2otte c(e piovono su un raga33o (anno sempre acceso il
sangue di don Bosco. 1nc(e se vestito per la "essa si mette a gridare# *omottiJ
'erc(A picc(ia quel raga33oD *(e male (a fattoD,. Il sacrestano impreca contro tutti i
raga33i dell'universo c(e vengono a distur2are la sua tranquillit! e magari a ru2are. E
finisce dicendo# "a a lei cosa importaD,. E don Bosco indignato# "i importa perc(A
un mio amico. Lo c(iami su2ito. Io 2isogno di parlargli,.
Talter 5igg! con un pi33ico di poesia! scrive# ;on Bosco con quelle parole c(e gli
erano venute spontanee alle la22ra! aveva intonato la melodia della sua vita. La nuova
tonalit c(e egli avre22e dato all'educa3ione si c(iamava amici3ia. %oleva
riconquistare la giovent) attraverso l'amici3ia,.
Intanto *omotti sudava le sue camicie per far tornare il raga33o. @uell'altro non si
lasciava avvicinare! temendo di essere 2attuto e non credeva guar alle sue promesse
c(e non gli avre22e fatto nulla, 4%B'! =:/.
@uando don Bosco l'e22e vicino! lo vide mortificato e tremante. *erc+ di calmarlo.
%ieni ad ascoltare la "essa. ;evo dirti una cosa c(e ti far piacere,. ;on Bosco
ammette c(e non intendeva fare nulla di speciale! solo cancellare la pessima
impressione c(e il raga33o doveva essersi fatto sui preti di quella c(iesa. 0u pro2a$
2ilmente durante la "essa c(e gli 2alen+ l'idea c(e quello poteva essere l'ini3io di un
centro per raga33i in difficolt! dove anc(e gli spa33acamini e gli eQ carcerati
avre22ero potuto venire a cercarlo! avere un punto di riferimento.
@r"ano e anal"a#eta
Il dialogo c(e si svolse dopo la "essa nella saletta accanto alla sacrestia! don Bosco
l'(a conservato nelle sue Memorie. *on la faccia allegra gli assicurai c(e pi) nessuno
l'avre22e picc(iato! e gli parlai#
$ "io caro amico! come ti c(iamiD
$ Bartolomeo Garelli.
$ ;i c(e paese seiD
$ ;i 1sti.
9:
$ F> vivo tuo papD
$ 5o! morto.
$ E tua mammaD
$ 1nc(e lei morta.
$ @uanti anni (aiD
$ &edici.
$ &ai leggere e scrivereD
$ 5on so niente.
7 Iai fatto la prima *omunioneD
$ 5on ancora.
$ E ti sei gi confessatoD
$ &! ma quando ero piccolo.
$ E vai al catec(ismoD
$ 5on oso.
$ 'erc(AD
$ 'erc(A i raga33i pi) piccoli sanno rispondere alle domande! e io c(e sono tanto
grande non so niente.
$ &e ti facessi un catec(ismo a parte! verresti ad ascoltarloD
$ "olto volentieri.
$ 1nc(e in questo postoD
$ 'urc(A non mi prendano a 2astonate.
$ &tai tranquillo! nessuno ti maltratter. 1n3i! ora sei mio amico! e ti rispetteranno.
@uando vuoi c(e cominciamo il nostro catec(ismoD
$ @uando lei vuole.
$ &taseraD
$ %a 2ene.
$ 1nc(e su2itoD
$ *on piacere.
"i al3ai e feci il segno della santa *roce per cominciare. "i accorsi per+ c(e
Bartolomeo non lo faceva! non ricordava come doveva farlo. In quella prima le3ione
di catec(ismo gli insegnai a fare il segno della *roce! gli parlai di ;io creatore e del
perc(A ;io ci (a creati, (Memorie, "C$s).
Il nocciolo dell'@ratorio
@uel dialogo sem2ra 2anale. Invece un esame della realt! un test molto accurato.
;on Bosco si informa sulle tre agen3ie 4come oggi vengono c(iamate/ c(e dovre22ero
operare in quel momento alla forma3ione di quel sedicenne# famiglia! scuola! *(iesa.
E viene a sapere c(e i genitori non ci sono pi)! alla scuola non mai andato! non (a
fatto la prima *omunione e non sa nulla di catec(ismo. Una situa3ione disastrosa! c(e
pu+ essere facilmente la premessa di un fallimento nella vita.
E don Bosco in maniera semplice! rudimentale! cerca di ricostruire immediatamente
per quel raga33o i tre elementi fondamentali# con la sua amici*ia gli fa ritrovare un
poco di calore familiareH proponendogli un poco di scuo"a cerca di ridare fiducia alla
sua intelligen3a! di fargli riscoprire la sua dignit# non tutta la vita fatta di calce e di
mattoniH mettendo in questa scuoletta se stesso! )rete, come insegnante! e il
catec'ismo come oggetto di insegnamento! fa tornare Bartolomeo alla *(iesa! la quale
aveva risc(iato di cacciarlo con il 2astone di un sacrestano. @uesto incontro il
n+cciolo c(e contiene gi tutta l'originalit dell'<ratorio di don Bosco# un' amici3ia
c(e fa sentire in famiglia! una scuola c(e d il senso della dignit! una c(iesa c(e fa
incontrare ;io e fa sentire la pace profonda di essere suoi figli.
;on Bosco raccont+ diecine di volte questo dialogo ai suoi raga33i e ai suoi &alesiani.
E aggiungeva due 2attute c(e divennero cele2ri# &ai cantareD, e &ai 3ufolareD,.
Bartolomeo avre22e risposto con un no, alla prima e con un sorriso alla seconda do$
manda. ;on LemoUne le registr+ in "B .!7:. "a esse nel manoscritto di don Bosco
non esistono.
4@uando nella mia trascri3ione delle "emorie, di don Bosco qualcuno not+ la
99
mancan3a di queste due 2attute! fui accusato frettolosamente di manipola3ione,.
Un'accusa c(e una pi) precisa documenta3ione avre22e potuto evitare/.
;on Bosco termin+ il primo incontro con Bartolomeo regalandogli una medaglia della
"adonna e facendosi promettere c(e sare22e tornato domenica 4quattro giorni dopo/!
e soggiunse# 5on venire solo. *onduci anc(e i tuoi amici. 1vr+ un piccolo regalo per
te e per loro, 4"B! 3,,5).
22. I "ratelli Buzzetti
;re muratorini addormentati
La sera di quello stesso 6 dicem2re! durante la predica dei %espri! don Bosco incontr+
*arlo Bu33etti. 4*os almeno attesta Giovanni B. 0rancesia! c(e fu compagno
d'oratorio di *arlo per molti anni/. &tava dormendo con altri due muratorini presso un
altare della c(iesa. ;on Bosco lo dest+ e sottovoce#
$ *(i seiD *ome ti c(iamiD
$ Io sono *arlo Bu33etti! di *aronno$G(iring(ello (ora #aronno aresino) in
Lom2ardia. @uesti sono mio fratello e mio cugino.
$ F da molto c(e siete a TorinoD
$ F il primo anno. Lavoriamo da muratori.
$ 'erc(A non ascolti la predicaD
$ *i sono stato attento per un poco! e poi non intendendo nulla mi sono messo a
dormire! aspettando c(e sia terminata.
$ %enite con me# d'ora innan3i ve la far+ io 4%B'! =9H "B .!7C/.
In sacrestia don Bosco c(iede altre noti3ie. %iene a sapere c(e i fratelli Bu33etti sono
in tutto sette. I due maggiori sono venuti a Torino in comitiva a piedi! nel mese di
mar3o. Ianno camminato con altri paesani pratici del percorso! portando in spalla il
fardello dei loro poveri indumenti e dormendo presso qualc(e cascinale di fortuna.
Ianno lavorato nei cantieri per nove mesi. <ra! poic(A arriva la stagione morta per i
muratori! stanno per riprendere la strada verso il loro paese. Gitorneranno a Torino in
primavera con il loro ter3o fratello! Giuseppe.
;on Bosco dice loro 2uone parole! li invita a tornare domenica mattina! regala loro
una medaglia.
@uattro giorni dopo! nella sacrestia! arriva Bartolomeo accompagnato da sei amici!
arrivano i fratelli Bu33etti alla testa di una squadra di cugini e compaesani. 0in dal
principio $ testimoni+ un &alesiano della prima genera3ione $ fu numeroso il gruppo
dei giovani lom2ardi! gruppo c(e si fece sempre notare per un certo affiatamento! per
quel carattere aperto e sincero! per quell'allegria un po' c(iassosa! soprattutto per
quella 2onariet c(e caratteristica della gente am2rosiana ,.
;opo la "essa e la cola3ione! don Bosco li raduna nella saletta! e fa loro il catec(ismo
seguito da un 2el racconto.
3 cercare i ragazzi c!e lavorano
*omincia cos la vita del primo <ratorio. &e c' il sole escono nel cortiletto. 5on
(anno voglia di correre. &ono stanc(i della lunga settimana di lavoro. &i siedono al
sole. ;on Bosco si siede con loro e parlano delle loro famiglie lontane! del lavoro.
@ualcuno si lamenta del padrone! delle ore di fatica c(e non finiscono mai.
Gaccontano gli incidenti c(e capitano quando sono troppo stanc(i! della cattiveria di
qualc(e compagno di lavoro adulto. %err+ a trovarvi durante la settimana! promette
don Bosco! e cerc(eremo di aggiustare ci+ c(e non va,.
;a quel momento trovare alcune ore per andare a cercare i suoi raga33i c(e lavorano
diventa un impegno quotidiano per don Bosco. &crive# ;urante la settimana andavo a
visitarli sul luogo del loro lavoro! nelle officine! nelle fa22ric(e. @uesti incontri procu$
ravano grande gioia ai miei raga33i! c(e vedevano un amico prendersi cura di loro.
9B
0aceva piacere anc(e ai padroni! c(e prendevano volentieri alle loro dipenden3e
giovani assistiti lungo la settimana e nei giorni festivi.
<gni sa2ato tornavo nelle prigioni con la 2orsa piena di frutti! pagnotte! ta2acco. Il
mio scopo era di mantenere il contatto con i raga33i c(e per disgra3ia erano finiti l
dentroH aiutarli! farmeli amici e invitarli a venire all'<ratorio appena fossero usciti da
quel luogo triste, (Memorie, p. -8=/.
La pentola degli spazzacamini
5ei mesi seguenti arrivano anc(e gli spa33acamini! a squadre intere# non si
muovono da soli. &iccome non parlano piemontese! finiscono per far gruppo a sA. 'er
far loro catec(ismo! per divertirli! negli anni c(e seguono si affiancano a don Bosco
preti pi) giovani# don *arpano! don 'onte! don Trivero. Un addetto alle puli3ie del
*onvitto ricorda c(e nel -699 vedevamo dalle finestre molti spa33acamini ricrearsi e
fare un po' di merenda! ogni domenica e festa di precetto! nel piccolo cortile
dell'istituto 4.../ pane 2ianco accompagnato qualc(e volta anc(e da una fetta di salame
,.
5el dicem2re del -697! diventando direttore del secondo oratono aperto da don Bosco
a 'orta 5uova! don *arpano vi raduner gli spa33acamini della 3ona di pia33a &usina.
"ic(ele Gua! suo successore! diventer amico e confidente di tanti piccoli valdostani.
;on 'onte! quando diventer cappellano della "arc(esa di Barolo! aprir per la ter3a
volta 4dopo don *occ(i e don Bosco/ l'oratorio &an "artino presso i "ulini ;ora! e vi
accoglier gli spa33acamini della 3ona del ;uomo. I piccoli spa33acamini valdostani!
dopo la "essa e il catec(ismo! venivano radunati intorno a una gran pentola e
ricevevano una distri2u3ione di minestra,. Il vecc(io spa33acamino Evariste 'ariset
ricordava con venera3ione l'a22A 'ierre 'onte,! c(e alla fine della stagione di lavoro
donava a ogni spa33acamino una camicia nuova,.
1ll'oratorio di don Bosco! accanto ai muratorini e agli spa33acamini comincia ad
arrivare qualc(e raga33o della periferia nord! c(e si estende a C88 metri di distan3a#
Borgo ;ora e %anc(iglia. &ono raga33i miseri perc(A la 3ona misera. &i respira
un'aria cattiva e umida. Le fognature non esistono e gli scaric(i privati e pu22lici
corrono nel 2el me33o delle strade prima di gettarsi nella ;ora.
L'affitto delle case costa poco e i poveri si rassegnano ad a2itare nell'umidit c(e lima
la salute. 'er i raga33i delle tremila famiglie c(e a2itano a Borgo ;ora non c> una
scuola pu22lica nA una c(iesa. Il giaciglio di molti consisteva in un lurido sacco ri$
pieno di foglie o di paglia! in stam2erg(e in cui la fang(iglia! la sporci3ia e l'umido
non differivano da quelli delle stalle o dei pollai, 4&T :!-C./.
L'aggressivit di questi raga33i molto pi) dirompente di quella dei muratorini e degli
spa33acamini. 'er questo don Bosco! fin dai primi giorni! per assicurarne la
disciplina e la moralit! e22e la precau3ione di invitare alcuni (&iovani) di 2uona
volont e gi istruiti. In generale egli li veniva a conoscere nelle scuole dette allora di
&anta Bar2ara! tenute con grande amore e profitto! a nome del "unicipio! dai 0ratelli
delle &cuole *ristiane, 4%B'! =7/.
antavano a s,uarciagola sui sentieri
@uando il tempo era gelido! quando nevicava! non si poteva nemmeno uscire nel
cortiletto. E allora don Bosco! nella saletta piena come una scatola di sardine! faceva i
gioc(i di prestigio e insegnava a cantare. 1ppena il tempo lo permetteva! uscivano
dalla citt! e cantavano a squarciagola sui sentieri! tra una sfida e l'altra a palle di neve.
"a in c(iesa sapevano cantare con delicate33a.
Il . fe22raio -69. la festa della 'urifica3ione di "aria 4allora di precetto,/.
;urante la "essa! seguendo i cenni di don Bosco! quei raga33i cantano la prima!
semplicissima lode alla "adonna c(e (anno imparato#
?odate Maria, o &enti (ede"i, risuoni nei cie"i
"a vostra armonia.
9C
?odate, "odate, "odate Maria.
1lla fine i raga33i sono fieri come di un successo straordinario. E anc(e la gente! c(e
fino allora (a guardato i monelli di quel prete venuto dai campi, con una certa
diffiden3a! meravigliata.
3rriva &iuseppe' 1: anni
&en3a piani grandiosi! ma con gesti concreti! don Bosco comincia a salvare i giovani
c(e riesce ad avvicinare. @ualcuno gli manifesta il 2isogno di imparare a leggere e a
scrivere! a fare le quattro opera3ioni. E lui trova le ore e le persone adatte per fargli
scuola.
5ei momenti pi) difficili qualcuno gli confessa arrossendo c(e (a 2isogno di denaro! e
don Bosco rovescia il 2orsellino nelle sue mani. 5on sempre c' qualcosa di pi) di
qualc(e soldino. 1nc(e don Bosco povero... "a il suo affetto grande. Una delle
frasi c(e dice #
$ Ti voglio cos 2ene! c(e se un giorno avessi solo pi) un pe33o di pane lo farei a met
con te.
Una delle sue preoccupa3ioni! perc(A a22iano un pe33o di felicit! farli incontrare
con ;io. Lungo la settimana! e specialmente nei giorni di festa! il suo confessionale
attorniato dai raga33i c(e vogliono il perdono del &ignore. 1lla sua "essa molti fanno
la *omunione.
@uando parlano nel cortiletto 4o quando si sgranano per le passeggiate nei dintorni di
Torino/! don Bosco passa con facilit dalle 2ar3ellette! dalle noti3ie curiose! a parlare
di ;io. Guarda i suoi raga33i e dice#
$ *(e 2elle33a quando saremo tutti in 'aradisoJ *(e festa faremoJ
5ella primavera del -69. tornano dal loro paese i fratelli Bu33etti! accompagnati da
Giuseppe! il fratellino c(e (a appena compiuto dieci anni. F un fanciullo pallido! tutto
spaurito. ;on Bosco lo guarda con tenere33a! gli parla da amico. Giuseppe gli si
affe3iona come un cucciolo. 5on si stacc(er pi) da lui. 1nc(e quando i fratelli! finita
una nuova stagione di lavoro! torneranno a *aronno! lui rimarr con il suo, don
Bosco. E don Bosco lo vede con pena portare i mattoni nel cantiere. *' tanta
intelligen3a e tanta 2ont in quegli occ(i. 0ra qualc(e anno lo c(iamer con sA! e gli
proporr di condividere la sua vita.
"ic(ele Gua! colui c(e diventer il secondo don Bosco nella *ongrega3ione salesiana!
ancora un 2im2etto di quattro anni. "a colui c(e sar il suo 2raccio forte nella
costru3ione dell'<ratono! gi arrivato. F> Giuseppe Bu33etti.
23. 3 1alazzo Aeale
=errovie e "ucilazioni
"entre l'<ratorio di don Bosco vive i suoi primi! incerti anni 4dicem2re -69- $ otto2re
-699/! avvenimenti nuovi! mutamenti e anc(e sofferen3e si affacciavano
all'ori33onte, (Memorie, --8/.
I primi dieci anni del regno di *arlo 1l2erto 4-6:-$9-/ (anno visto caute riforme. F>
stata a2olita la tortura! le tasse sono state distri2uite con maggiore giusti3ia! i
provocanti privilegi doganali della corte e dei cortigiani sono stati cancellati 4-6:./. Il
da3io sul grano 4c(e garantiva fame uguale per tutti/ stato ridotto 4-6:9/.
L'esporta3ione della seta stata dic(iarata li2era e Biella diventata di colpo il centro
del mercato europeo 4-6:9/.
Il conte *amillo *avour 4.9 anni/! c(e non mai stato tenero verso *arlo 1l2erto!
annota nel -6:9# le finan3e del regno sono le pi) 2elle d'Europa, 4'I5T<! .-C/.
'eccato c(e queste 2elle finan3e siano in 2uona parte sprecate in ini3iative pa33esc(e
di politica estera. *arlo 1l2erto sostiene con ingenti somme di denaro tutte le cause
perse# i Bor2oni in 0rancia! i *arlisti in &pagna! i "ic(elisti in 'ortogallo. &i crede
97
investito dalla 'rovviden3a! e invece solo mal consigliato da &olaro della "argarita!
un ministro degli Esteri fanatico e ignorante.
0ortunatamente altri capitali pu22lici e privati im2occano strade diverse dal sostegno
ai principi decaduti. ;al -6:: al -69: raddoppiata la rete di canali 4investiti ::
milioni! circa -98 miliardi di oggi/. &ono costruite tre importanti linee ferroviarie ed
autori33ata la Genova$5ovara. Il progetto pi) am2i3ioso il traforo del 0reMus! tra
Bardonecc(ia e "odane! attraverso le 1lpi. @uella galleria di Wm -:!B entusiasma
*avour! c(e scrive# La ferrovia da Torino a *(am2erU! attraverso le pi) alte
montagne d'Europa! sar il capolavoro dell'industria moderna... sar una delle me$
raviglie del mondo... @uesta linea far di Torino una citt europea, 4'I5T<! .-=/.
%erso i ma33iniani! *arlo 1l2erto (a continuato a fare la faccia feroce. Il .8 aprile
-6:: stata scoperta! per rivela3ione di pentiti,! una congiura a Genova. In una
lettera! il re riassume cos la repressione# @uindici condanne a morte! delle quali
dodici eseguite! una in contumacia! due commutate alla galera a vita, 4'I5T<! -=./.
5uove cospira3ioni falliscono nel -6:9! con altre due condanne a morte.
0inalmente! nel -6:B! *arlo 1l2erto compie due atti di coraggio. &i li2era del ministro
dell'Interno! Lascarena! c(e gli (a fatto firmare condanne c(e (anno infangato il suo
nome. Ed espelle dal Gegno Ti2erio 'acca! comandante della poli3ia! c(e fa22rica$
va, le prove delle congiure.
Si #alla per AadetzBC
Il -69. e il -69: 4mentre il primo <ratorio di don Bosco gioca nel cortiletto di &.
0rancesco d'1ssisi/ segnano un cam2iamento profondo nella persona e nella politica
del re.
-- aprile -69.. Il principe ereditario %ittorio Emanuele sposa "aria 1dele! figlia di
Ganieri! vicerA austriaco della Lom2ardia. 5ella sua prosa laccata! la -a**etta
Piemontese riferisce# Le LL.11.GG. e Il. il %icerA e la %ice regina del Gegno
Lom2ardo$%eneto! 1ugusti Genitori della &erenissima 0idan3ata... sono arrivati al
Geal *astello di &tupinigi! ieri! verso le due pomeridiane. Il Ge *arlo 1l2erto andato
incontro agli eccelsi *ongiunti al seguito dei quali era il 0eldmaresciallo Gadet3WU!
comandante in capo delle for3e dell'imperatore in Italia, 41L GG! -8/.
@uesto Gadet3WU 4c(e tra sei anni sar la persona pi) odiata in 'iemonte/ centro di
inc(ini e di salamelecc(i. 1ppena arrivato ricevuto e ossequiato dal re! e siccome
deve tornarsene immediatamente a "ilano e non potr assistere al torneo in pia33a or$
gani33ato per gli augusti sposi! *arlo 1l2erto ordina c(e se ne faccia per lui
un'anteprima nel giardino del pala33o reale.
%ittorio Emanuele 4.. anni/ un giovanotto rude! sanguigno. Il suo volto gagliardo
sottolineato da larg(i 2affi e illuminato da occ(i saettanti. Ia gi dimostrato di essere
assolutamente inadatto alla riflessione e allo studio. 'er tutta la vita dimostrer la sua
straordinaria vitalit pi) com2attendo c(e governando.
5el giorno delle no33e *arlo 1l2erto concede la sospirata amnistia per i
rivolu3ionari del -6.-. &ono sopravvissuti poc(i a .- anni di carcere o di esilio. Liso!
*araglio e il capitano 0errero sono accolti con soddisfa3ione dalla societ torinese.
@tto nomi e cento colpi di cannone per un #am#ino
&pente le luci della festa! la sposa di %ittorio Emanuele stata presa da un'estrema
curiosit di vedere le 2otteg(e dei portici sul 'oH s' rivolta alla regina# questa le (a
risposto c(e una cosa simile non s>era mai fatta e c(e ella non s>arrisc(iava a
condurvela. La duc(essa prov+ a rivolgersi al re! il quale le rifiut+ il permesso. 4.../
"algrado tutti i rifiuti! essa si 2en velata! 2en incappucciata! con suo marito! ed
eccoli fuori! c(i dice alle otto del mattino! c(i alle otto di sera. 'overettiJ @uando
rientrano il re mand+ %ittorio agli arresti, 4"arc(esa d'13eglio! in 'I5T<! .:C/.
Il -69: l'anno di due li2ri famosi# !e" )rimato mora"e e civi"e de&"i ita"iani di
%icen3o Gio2erti e ?e s)eran*e d'.ta"ia di *esare Bal2o. &egnano l'ini3io del
96
neoguelfismo,! il movimento c(e cerc(er l'unit d'Italia consegnando la spada a
*arlo 1l2erto! la presiden3a al 'apa,. Il re! in privato! se ne compiaceH in pu22lico
ignora tutto e si professa amico dell'1ustria.
5el mar3o -699 nasce il primogenito di %ittorio Emanuele. Giceve il nome di
Um2erto Ganieri *arlo Emanuele Giovanni "aria 0erdinando Eugenio. L'artiglieria
della *ittadella saluta con cento colpi il sospirato evento,. Il %icario di *itt!
"ic(ele Benso di *avour 4padre di *amillo/ fa affiggere un manifesto# Invitiamo gli
a2itanti a concorrere tutti nel fare questa sera una generale illumina3ione della citt,.
Tra migliaia di lumini accesi sui 2alconi! *arlo 1l2erto! con la fiere33a di un nonno
reale,! percorre le vie della citt tra la folla c(e applaude.
Il principino cresce $ annota 1lfassio Grimaldi $ attaccato alle gonne della nonna pi)
c(e a quelle della madre! sempre ammalata.
Sotto l'uni"orme militare un re vecc!io
I capi del movimento li2erale italiano stanno spingendo a tutta for3a in due dire3ioni#
ottenere dai re assoluti la *ostitu3ione! raggiungere la li2ert e l'unit d'Italia con una
guerra all'1ustria. "assimo d'13eglio! roman3iere e pittore! durante il -69B (a fatto il
giro d'Italia riempiendo taccuini di sc(i33i! ma sotto quella copertura (a incontrato i
"eaders li2erali. Tornato a Torino! ricevuto da *arlo 1l2erto alle C del mattino. ;opo
la sua esposi3ione franca! si sente rispondere# 0accia sapere a que' signori c(e stiano
in quiete e non si muovano! non essendovi per ora nulla da fareH ma c(e stiano certi!
c(e! presentandosi l'occasione! la mia vita! la vita de' miei figli! le mie armi! i miei
tesori! il mio esercito tutto sar speso per la causa italiana,.
Il re non li2erale! ma crede nella necessit di fare ogni cosa possi2ile per evitare
la rivolu3ione e la fine della dinastia. ;ir l'anno dopo all'am2asciatore austriaco Buol#
Il veleno rivolu3ionario B e diffuso dappertutto! non (a risparmiato alcun paeseH an$
c(e da voi il popolo non la pensa pi) come vent'anni fa. 5on possi2ile com2attere il
nemico di fronte, 4'I5T<! .C8/.
*arlo 1l2erto (a solo 97 anni! eppure invecc(iato in maniera impressionante. La
lunga faccia solcata da rug(e profonde! il corpo altissimo incurvato! il passo
2arcollante. Indossa costantemente la divisa militare per darsi un tono mar3iale! ma
non illude nessuno.
)evo saldare i de#iti con gli s"ruttati
5ella no2ilt torinese occupa un posto di primo piano! in questi anni! la marc(esa
Giulia %iturnia 0rancesca *ol2ert! vedova 0alletti di Barolo. Ia come segretario uno
dei pi) famosi scrittori italiani del tempo! &ilvio 'ellico! autore di ?e mie )ri&ioni
4-6:./. F> fuggita 2am2ina insieme ai suoi dalla 0rancia in preda alla rivolu3ione. Ia
sposato a Torino il marc(ese *arlo Tancredi 0alletti di Barolo! c(e nel -6.B stato
sindaco della citt. *arlo Tancredi! da tempo malato! morto durante un viaggio in
una poverissima locanda vicino a *(iari.
@uella morte la scuote profondamente. Il giorno dopo scrive# La vita (a talvolta
degli ammonimenti atroci. Bam2ina! (o sentito narrare le vicende paurose di quegli
antenati miei di 0rancia! c(e (anno lasciato la testa sul pati2olo. Ieri (o veduto
spe33arsi la mia ragione di vita! e in un'ora cupa di silen3io! dinan3i al mistero augusto
della morte! nella tragica veglia fune2re 4.../ (o sentito l'anima mia trasformarsi. In
nome di *olui c(e finito come un pe33ente! devo dedicarmi a tutti i misera2ili. ;evo
scontare tutti i secolari privilegi degli avi! devo saldare i de2iti c(e (anno contratto
con i paria e gli sfruttatiH devo pareggiare l'implaca2ile conto c(e ciascuno (a con la
propria coscien3a... Buon ;io! in %ostro nome! andr+ a mutare le lacrime della
dispera3ione in quelle della speran3a, 4dalle Memorie, cit. in 'I5T<! ..:s/.
5on sono solo parole. ;a quel momento si dedica completamente alle donne e alle
raga33e emarginate. 'er vedere c(iaramente quali sono le condi3ioni delle donne
carcerate! passa per molti mesi tre ore al giorno c(iusa anc('essa negli stan3oni con
9=
loro. F> umiliata! insultata! picc(iata. 1lla fine! la sua rela3ione alle autorit cos
convincente c(e ottiene per le carcerate un edificio pi) salu2re e condi3ioni di vita
molto pi) umane.
;a quell'esperien3a fatta sulla sua pelle 4e dal suo immenso patrimonio/ nascono
le sue attivit. 5el quartiere di %aldocco! accanto alle opere del *ottolengo! costruisce
il Gifugio,! un istituto c(e accoglie le donne di strada c(e vogliono rifarsi una vita.
1ccanto! apre la casa delle Madda"enine, per le raga33e pericolanti c(e (anno meno di
-9 anni. %a a raccoglierle lei stessa per le strade o gliele porta la poli3ia. 5el -699 4(a
ormai B= anni/ ini3ia una ter3a costru3ione! "'Cs)eda"etto di $anta /i"omena, per le
2am2ine ammalate e storpie.
;on Bosco non lo sa ancora! ma fra poc(i mesi diventer cappellano di questo
Cs)eda"etto, e nella "arc(esa incontrer una carissima nemica del suo <ratorio.
2%. Sette mesi presso la Marc!esa
Il padre piccolo
Erano passati tre anni e don Bosco aveva imparato a fare il prete,.
5ell'autunno -699! don *afasso lo c(iam+ e gli disse#
0accia la valigia e vada da don Borel al Gifugio. &ar direttore del piccolo
<spedale di &anta 0ilomena. Lavorer anc(e nell'<pera del Gifugio. Intanto ;io le
indic(er ci+ c(e deve fare per la giovent),.
1 prima vista $ commenta don Bosco $ quella decisione era in contrasto con le mie
inclina3ioni. ;ovevo assumere la dire3ione di un ospedale! e inoltre predicare e
confessare in un Istituto c(e ospitava quattrocento raga33e. *ome avrei trovato il
tempo necessario per l'<ratorioD Eppure! questa era la volont di ;io. L'avvenire
l'avre22e dimostrato, (Memorie, --./.
;on Giovanni Borel! c(e in quell'anno era diventato direttore del Gifugio! era un
personaggio di spicco nella citt di Torino. Godeva dei favori della corte reale da 2en
vent'anni. 5el -6.9 era stato ammesso nella reggia come c(ierico di camera e
cappella del re,. 5el -6:- era stato promosso cappellano del re,. 'roprio in quel
-699 potA fregiarsi del titolo di regio cappellano,. ;a vent'anni questo prete
4c(iamato per la sua statura padre piccolo,/ conosceva personalmente la pi)
esclusiva no2ilt di Torino! e poteva facilmente avvicinare i principi! le potentissime
regine e lo stesso re.
@uando don *afasso manda il giovane don Bosco da lui! vuole innan3itutto
procurargli un lavoro e uno stipendio! garantiti dalla "arc(esa di Barolo! perc(A sia
pi) li2ero di dedicarsi ai giovani. "a vuole anc(e mettere l'<ratorio sotto la
prote3ione di don Borel! perc(A sia lui a trainare l'opera3ione! a prendere sotto l'ala il
giovane prete dei Becc(i e a procurargli quegli aiuti e quegli appoggi di cui (a
2isogno.
L'amici3ia di don Bosco con il regio cappellano! d'altra parte! si gi cementata in
questi anni. &crive# 5ei tre anni c(e avevo trascorso al *onvitto! mi aveva pi) volte
invitato a predicare e a confessare al Gifugio! dove faceva il prete in maniera
eccellente. 4.../"i sono consultato pi) volte con lui per migliorare il mio lavoro nelle
carceri 4dove faceva apostolato pure lui/ e per fissare le norme essen3iali per un lavoro
efficace tra i raga33i. Il pro2lema dei giovani a22andonati e in pericolo di rovinarsi
ric(iamava sempre pi) l'atten3ione, (Memorie, --./.
5egli anni seguenti! l'anima dell'<ratorio sar don Bosco. I giovani si addenseranno
intorno a lui. Invece di andiamo all'<ratorio, diranno andiamo da don Bosco,. "a
il direttore ufficiale,! quello c(e c(iede i permessi alle autorit civili ed eccle$
siastic(e! quello a cui vengono intimati gli sfratti e concesse le facolt! don Borel.
'er alcuni anni dopo il -699! mi assicura il prof. Giuseppe Bracco! per trovare don
Bosco fra le carte degli arc(ivi municipali! 2isogna anc(e e soprattutto cercare don
B8
Borel,.
Il sogno ritorna
Il -. otto2re -699 sa2ato. Il giorno dopo don Bosco dovr comunicare ai raga33i
c(e l'<ratorio si trasferisce nella periferia di %aldocco. &ono solo C88 metri di
distan3a! e molti raga33i 4quelli c(e a2itano in Borgo ;ora/ si troveranno addirittura
pi) vicini a casa. Eppure don Bosco (a il cuore inquieto# non sa dove li raduner!
come saranno accolti! c(i l'avre22e seguito e c(i no.
In quella notte $ scrive $ feci un nuovo sogno! c(e mi sem2r+ la continua3ione di
quello fatto ai Becc(i,. Givede il gregge sconfinato! la &ignora vestita da pastorella
c(e l'invita a mettersi alla testa del gregge mentre essa lo precedeva,. %anno per luo$
g(i diversi e si fermano tre volte. "entre sostano in un prato! don Bosco si sente
stanco! ma la &ignora l'invita ad andare avanti.
'ercorso un ultimo! 2reve tratto! eccoci in un vasto cortile. 1veva tutto intorno un
porticato! e all'estremit una c(iesa. Il numero degli agnelli divenne grandissimo.
&opraggiunsero parecc(i pastori per custodirli. "a si fermavano poco! presto se ne
andavano. 1llora successe una meraviglia# molti agnelli si mutavano in piccoli pastori!
c(e crescendo si prendevano cura del gregge. 4.../
La &ignora mi invit+ a guardare verso sud. %idi un campo seminato a granturco e
patate... LGuarda un'altra voltaL! mi disse. Guardai di nuovo e vidi una c(iesa alta e
stupenda. 4.../ 1ll'interno della c(iesa correva una fascia 2ianca su cui! a caratteri enor$
mi! stava scritto# L@uesta la mia casa. ;i qui uscir la mia gloria,. 4.../ @uel sogno
era durato quasi tutta la notte. %idi tanti particolari c(e qui non (o saputo descrivere.
1llora credevo poco a ci+ c(e avevo visto! e meno ancora capivo c(e cosa
significasse. "a capii tutto man mano c(e gli avvenimenti si verificarono. 1n3i!
questo sogno insieme a un altro! mi serv pi) tardi come programma delle mie
decisioni, (Memorie, l :s/.
San =rancesco di Sales sulla porta
5elle prime domenic(e don Bosco e i raga33i dovettero arrangiarsi. Locali non ce
n'erano! escluse le stan3e di don Bosco e di don Borei. "a c'erano i prati intorno! e la
"arc(esa aveva promesso due camere spa3iose all'interno dell'edificio, in costru$
3ione.
6 dicem2re -699. E> ancora la festa dell'Immacolata! come quando don Bosco
incontr+ Bartolomeo Garelli. &crive# 0a molto freddo e sta nevicando in maniera
impressionante. *on il permesso dell'1rcivescovo 2enediciamo la sospirata cappella
(ne""e due camere concesse da""a Marc'esa). *ele2ro la "essa! piango di con$
sola3ione perc(A l'<ratorio mi sem2ra cosa fatta. 'otr+ finalmente raccogliere i
giovani pi) a22andonati e pi) in pericolo di incamminarsi per una cattiva strada. 'otr+
dar loro la possi2ilit di diventare amici del &ignore, (Memorie, --7/.
L'<ratorio! c(e viene da &. 0rancesco d'1ssisi! da questo momento si c(iama di &.
0rancesco di &ales,. 'erc(AD Gisponde don Bosco stesso nelle sue Memorie: perc(A
l'immagine di questo santo savoiardo era stata fatta dipingere dalla "arc(esa all'entra$
ta del locale dove si radunavano i raga33i! e perc(A 0rancesco di &ales era famoso per
la sua 2ont! e coi raga33i 2isognava essere come lui.
In quel tempo! in 'iemonte! &an 0rancesco di &ales era ci+ c(e &an *arlo era per la
Lom2ardia# il santo di casa. Era stato per vent'anni vescovo ad 1nnecU! c(e faceva
parte del regno dei &avoia.
Mesi di paradiso e di scuole serali
5ella cappella vicino all'ospedaletto di &anta 0ilomena! l'<ratorio fun3ionava
molto 2ene. 5ei primi giorni di festa i raga33i arrivavano numerosissimi per fare la
*onfessione e la *omunione. ;opo la "essa facevo una 2reve spiega3ione del
B-
%angelo. 5el pomeriggio c'era tempo per il catec(ismo! l'esecu3ione di canti sacri! una
2reve predica sulla dottrina cristiana 4.../
1lternati a questi impegni c'erano gioc(i e gare c(e divertivano i raga33i. &i
svolgevano nel viale c(e correva tra il monastero delle "addalene e la strada pu22lica.
Trascorremmo cos sette mesi. *i sem2rava di essere in paradiso. Invece! anc(e di
l! dovemmo partire per cercare un'altra sede, (Memorie, --6/.
Giovanni B. 0rancesia! c(e fu amico di molti raga33i di quel tempo! scrive#
Godendo di questa pace! 4don Bosco/ e22e il pensiero di far loro qualc(e ora di
scuola alla sera. "olti 4.../ non sapevano leggere! e dovendo lavorare durante la
giornata! non potevano frequentare le pu22lic(e scuole. 4.../ Era 2ello vedere questi
cari fanciulli! spesso tutti coperti di fuliggine! venire verso sera! finiti i lavori!
all'<spedaletto! dove a2itava don Bosco! a cercare un poco d'istru3ione, 4%B'! 105).
2(. In un cimitero e in un mulino
L'@ratorio tra le tom#e
"an mano c(e la primavera avan3a il numero dei giovani cresce. 5ell'estate
l'<spedaletto sar terminato e occorre a22andonare le due camere spa3iose,.
In maggio don Bosco e don Borel cominciano a cercare un'altra dimora. 1 poca
distan3a c' il cimitero di &. 'ietro in %incoli#
una cappella cemeteriale di circa -88 metri quadrati! un vasto campo in cui da -B anni
non si seppellisce pi) nessuno e un ampio porticato a pianta rettangolare. 'ensare di
far giocare cento raga33i in un cimitero non un'idea 2rillante! ma a volte la necessit
spinge in dire3ioni disperate.
;on Tesio! C6 anni! cappellano del cimitero! accetta.
Il .B maggio -69B i raga33i affollano la "essa! poi afferrano al volo la pagnotta
della cola3ione e si scatenano rumorosamente sotto i porticati. La donna di servi3io del
cappellano! c(e sotto quei porticati alleva un 2el 2ranco di galline! resta alli2ita! poi va
sulle furie. &i mette a gridare! a rincorrere! a menare la rama33a! mentre le galline
spaventatissime fuggono tra le tom2e inseguite dai raga33i. Insieme con lei $ annota
sorridendo don Bosco $ urlavano contro di noi una raga33ina! un cane! un gatto e tutto
un 2ranco di galline. &em2rava imminente lo scoppio di una guerra europea,.
;on Bosco capisce c(e la cosa migliore andarsene. 0erma la ricrea3ione e
s>incammina con i raga33i verso l'uscita. Un incidente 2anale. "a mentre escono! due
raga33i! Bu33etti e "elanotte! sentono don Bosco dire tranquillamente c(e loro se ne
vanno! ma c(e purtroppo in settimana se ne andranno, anc(e la domestica e il
cappellano.
&econdo la Memorie di don Bosco! il cappellano quella sera stessa scrisse al
"unicipio una lettera molto pesante contro l'<ratono! ma sia lui c(e la sua domestica
morirono in poc(i giorni (Memorie, -.:/.
Lo storico 0rancesco "otto (a vagliato in .- pagine a stampa questo episodio! per
saggiarne il valore storico. Ecco! in sintesi! alcune conclusioni#
$ ;on Tesio mor effettivamente tre giorni dopo. 5e fanno fede due atti di morte
4arc(ivio di curia e arc(ivio del comune/.
$ La domestica! "arg(erita &ussolino! c(iese la permissione di fermarsi alcuni
giorni nel detto alloggio finc(A a22ia potuto dar sesto ai suoi affari,. 5ella domenica
seguente! di questa donna non c' pi) traccia. 45on stato per+ trovato l'atto di morte/.
$ 'oic(A con la morte di don Tesio il posto di cappellano vacante! don Borel! don
'acc(iotti e don Bosco lo c(iedono e fecero conoscere a voce c(e il loro desiderio
sare22e di veder nominato di preferen3a il sacerdote Bosco,. "a l'opera dell'<ratorio!
no2ile e santa,! viene giudicata dalla Gagioneria poco conforme col silen3io delle
tom2e,. La ric(iesta respinta.
B.
I mulini e il terzo s"ratto
La situa3ione per l'<ratorio si fa disperata# il -8 agosto l'<spedaletto verr
inaugurato. F> urgente sgom2rare i locali. 'oco lontano! nella cappella dei Mu"ini
!ora, don Borel e don Bosco vedono una nuova opportunit.
1ncora una volta si fa appello alla Gagioneria 4E ufficio di amministra3ione civica
della citt/. La risposta finalmente positiva.
La Gag.a concede al sacerdote Teologo Borel la facolt di servirsi della *appella
de' "ulini per catec(i33arvi i raga33i! concede anc(e non sia lecito ad alcuno di
inoltrarsi nel recinto delle case de' "ulini e non si apporti il menomo impedimento
alla cele2ra3ione della messa nei giorni festivi a profitto degli impiegati tutti de'
"ulini! (issando "'ora di detta catec'i**a*ione da" me**odD a""e tre: 4la sottolineatura
mia/.
La Gagioneria! come si vede! pensava all'<ratorio come ad un catec(ismo. @uindi
tre ore pomeridane erano pi) c(e sufficienti.
;on Bosco! invece! pensava all'<ratorio in maniera diversa# catec(ismo! "essa e
*omunione! ricrea3ione per i raga33i. Tre ore pomeridiane 4allora c(e la "essa si
doveva dire al mattino/ erano insufficienti. Tuttavia era meglio c(e niente# si
sopravviveva. E cos una domenica del luglio -69B siamo andati a prendere possesso
del nostro nuovo quartiere generale. <gnuno portava ci+ c(e poteva! tra risate! tonfi!
sc(iama33i. 'er il quartiere sfilavano 2am2ini! raga33i! panc(e! inginocc(iatoi!
candelieri! sedie! croci! quadri e quadretti. Una vera emigra3ione fatta in allegria. In
fondo al cuore! per+! avevamo il rimpianto, (Memorie, --=/.
&u2ito dopo! don Bosco scrive# "a c'erano delle difficolt. 5on ci era permesso
cele2rare la "essa... I raga33i non potevano perci+ fare la *omunione! c(e
l'elemento fondamentale del nostro <ratorio. La stessa ricrea3ione era molto
distur2ata# i raga33i dovevano giocare... mentre passavano carri e cavalli, (Memone,
-.8/.
Le difficolt tuttavia non c'erano solo per don Bosco. Gli a2itanti delle case annesse
ai "ulini credevano si trattasse di un tranquillo catec(ismo in c(iesa. &i trovarono
invece a fare i conti con una marea di raga33i c(iassosi e tras2ordanti in riva ai canali
c(e facevano girare le grandi pale dei mulini. ;on Bosco scrive# *ominciarono a
diffondersi voci inquietanti nei nostri riguardi. I raduni dell'<ratorio! si diceva! erano
pericolosi,. E otto rig(e pi) avanti# Il segretario dei "ulini... arriv+ ad affermare c(e
il nostro <ratorio era un centro di immoralit,.
Il prof. Giuseppe Bracco! in un suo studio! pu22lica la decisione della Gagioneria#
Il signor ;irettore (dei Mu"ini) riferisce come i fanciulli sotto alla dire3ione del
signor Teologo Borel a2usino della facolt c(e la Gagioneria (a fatto al medesimo di
valersi della *appella dei molini nei giorni festivi per catec(i33arli! inoltrandosi nei
molini! recandovi incomodo e distur2o! (acendo immondi*ie, ecc. X;ic(iara c(eY la
fattagli concessione de22a cessare col primo del prossimo venturo mese di gennaio,
41*T Gagionerie -69B vol. C. p. :66/. Il corsivo mio.
;ieci 2am2ini c(e fanno la pip nei canali dei mulini! come si vede! da parte di c(i
accusa pu+ essere c(iamato immondi3ie,! e da parte di c(i accusato e sfrattato
immoralit,. @uestione di suscetti2ilit! o forse solo di stanc(e33a.
;on Bosco era veramente stanco 4ne parler+ nelle pagine seguenti/. E doveva di
nuovo cercare un posto per il suo <ratorio.
1rendi' Mic!elino' prendi
"a negli stentati mesi di transi3ione c(e l'<ratorio passa ai "ulini! la "adonna
manda a don Bosco un regalo pre3ioso. "entre distri2uisce medaglie ai suoi monelli!
vede in disparte un raga33etto pallido c(e lo sta a guardare in silen3io. Ia 6 anni! da
due mesi gli morto il pap! si c(iama "ic(ele Gua. *(e cosa pass+ nella mente di
don Bosco in quel momentoD 5on lo sappiamo. &appiamo solo c(e! finita la
distri2u3ione delle medaglie! si avvicina al raga33etto! gli tende la mano sinistra e
B:
facendo l'atto di tagliarla a met con la destra gli dice sorridendo#
$ 'rendi! "ic(elino! prendi.
Il raga33o guarda e non capisce. 'rendere c(e cosaD @uel prete non gli d niente.
1llora don Bosco gli dice calmo! marcando le parole#
$ 5oi due faremo tutto a met 4"B 8,1<5).
@uel raga33etto! c(e corre su2ito a casa a raccontare tutto a sua madre! diventer il
primo successore di don Bosco alla testa dei &alesiani.
"ic(ele incontr+ nuovamente don Bosco dai 0ratelli delle &cuole *ristiane. 1 quasi
B8 anni di distan3a ricordava# @uando don Bosco veniva al nostro istituto... non
aveva ancora aperta la porta della cappella e gi un fremito passava per i 2anc(i. *i
al3avamo tutti! a22andonavamo i posti per accalcarci attorno a lui! felici di potergli
2aciare la mano. I religiosi cercavano di frenare quel disordine# fatica sprecata,.
2.. Un prete impolverato e tanti ragazzi
1iD saremo e piD "aremo "esta
'er evitare incidenti sgradevoli con i vicini! don Bosco raduna i raga33i ai "ulini!
ma su2ito dopo li conduce a giocare nei prati incolti lungo la ;ora# il fiume! tutto
anse! si diramava allora in tre correnti! c(e formavano due isole e parecc(ie isolette.
<ppure li conduce a passeggio sulle colline. Li conducevo fino a &assi! alla
"adonna del 'ilone! a "adonna di *ampagna! al "onte dei *appuccini e fino a
&uperga. In queste c(iese! al mattino cele2ravo per loro la "essa e spiegavo il
%angelo! al pomeriggio facevo un po' di catec(ismo! qualc(e racconto! cantavamo
alcune lodi sacre. @uindi giri e passeggiate fino all'ora di far ritorno in famiglia.
&em2rava c(e questa posi3ione critica dovesse mandare in fumo ogni idea di oratorio!
e invece aument+ in modo straordinario i raga33i, (Memorie, -.9/.
Un raga33o c(e partecip+ a quelle passeggiate ricordava c(e alla sera! mentre
eravamo per separarci dall'<ratorio! ci dava l'annuncio, della futura passeggiata. *i
tracciava la via! ci dava l'orario della raccolta. &oggiungeva# L&e avete qualc(e amico!
invitatelo a venire. 'i) saremo e pi) faremo grande la festaL,. ;urante la settimana! i
raga33i ci fantasticavano su! ne facevano argomento di molti discorsi nelle nostre
famiglie,. E se ne parlava anc(e dopo. @uando ci si spingeva a &uperga qualc(e
rarissima volta! od alla "adonna dei Lag(i di 1vigliana,! lo si raccontava come un
avvenimento favoloso. Era un giorno c(e restava solenne nella nostra memoria! e c(e
lasciava nell'anima un non so c(e di grande,.
La gente vede passare la tur2a! il prete impolverato. 5on uno spettacolo consueto!
in quel tempo in cui i preti tengono tanto alla loro dignit,. @ualcuno scuote la testa!
qualcun altro lo compatisce. *omincia a diffondersi una voce c(e s'ingigantir! e pe$
ser dolorosamente su don Bosco# 'overetto! fissato per quei raga33i. *on tutto
quel c(iasso finir in manicomio,.
&ioc!i di prestigio in casa Moretta
1ll'arrivo dell'inverno! don Bosco persuade un prete! don "oretta! ad affittargli tre
stan3e in una casa di sua propriet! nel Borgo %aldocco.
5elle tre stan3e i raga33i si pigiano come acciug(e! festosi! allegri. 1ppena il tempo
lo permette! si esce a passeggio nel sole tiepido. "a quando il tempo rigido! tutti
dentro! e don Bosco fa i gioc(i di prestigio. 0a spalancare la 2occa a un piccolo
spettatore e ne tira fuori decine di pallottole colorate. 0a scendere dal naso imponente
di un giovanotto una fontana di monete! tra scrosci di risa e di applausi.
<gni tanto interrompe i gioc(i e parla col cuore in mano ai suoi raga33i. Gacconta i
fatti pi) 2elli della vita di Ges)! la storia dei santi.
In quelle tre stan3e! nel pomeriggio della domenica si gioca! ma alla sera dei giorni
B9
feriali si fa sul serio# i raga33i riprendono a venire per la scuola serale. Gu2ando un
paio d'ore al sonno! arrivano a gruppetti! con la mantellina sulle spalle per difendersi
dal gran freddo. @ualcuno si addormenta durante le le3ioni! ma (a pregato in anticipo
don Bosco di svegliarlo! perc(A vuole assolutamente imparare a leggere e a scrivere.
La sal)te di don Bosco! in quell'inverno -69B$9C! (a un a22assamento
preoccupante. F> giovane! ma sta lavorando troppo. F> cappellano dell'<spedaletto
dove sono ricoverate raga33e (andicappate. F> impegnato nelle carceri! nel
*ottolengo! in istituti educativi della citt. Lavora nel suo <ratorio! va a trovare i
raga33i sul posto di lavoro! fa scuola serale. I raga33i c(e vengono a scuola sono
sporc(i e trasandati! dalle scarpacce e dagli 3occoli infangati! dai vestiti logori e
maleodoranti! pericolosi... come veicoli di malattie polmonari o della pelle! di
pidocc(i e di pulci, 4&T :!-C./. E proprio i polmoni di don Bosco! in quei mesi!
dimostrano una preoccupante fragilit.
Il teologo Borel gli raccomanda di diminuire gli impegni. La "arc(esa lo c(iama!
gli d cento lire per l'<ratorio 4circa quattrocentomila lire del -=6C/ e l'ordine di
prendersi un periodo di riposo assoluto. ;on Bosco si concede una vacan3a
dall'<spedaletto! disdice gli altri impegni! ma non se la sente di lasciare i raga33i. Il
vantaggio c(e ne ricava poco! e presto dovr rendersene conto.
L'@ratorio a cielo scoperto
*on il ritorno del 2el tempo! nelle stan3e di casa "oretta si scoppia 4e i vicini (anno
protestato violentemente con il proprietario per tutto quel c(iasso/. 1 cinquanta metri
di distan3a! don Bosco riesce ad affittare dai due fratelli 0ilippi un prato. 'ia33a una
specie di capannone nel me33o! per custodirvi gli attre33i dei gioc(i. 1ttorno! ogni
domenica! si rincorrono e si s2i33arriscono trecento raga33i.
'er le confessioni facevamo cos. ;i 2uon mattino! nei giorni di festa! mi recavo
nel prato! dove gi parecc(i raga33i mi aspettavano. "i sedevo sulla riva di un fosso e
ascoltavo c(i voleva confessarsi. Gli altri facevano la prepara3ione o il
ringra3iamento, (Memorie, -.6/.
%erso le dieci rulla il tam2uro militare! suonato fieramente da un raga33one. I
giovani si incolonnano. &quilla la trom2a di Brosio! un 2ersagliere amico di don
Bosco. E si parte# verso la *onsolata o il "onte dei *appuccini. L don Bosco dice la
"essa! distri2uisce la *omunione! poi la cola3ione.
;on LemoUne! nel secondo volume delle Memorie 0io&ra(ic'e, riporta la lunga
testimonian3a di 'aolo *.! c(e frequent+ l'<ratorio nel prato 0ilippi,! e segu la tur2a
al "onte dei *appuccini. Giporto un 2rano.
%enne cele2rata la "essa! in cui parecc(i giovani si accostarono alla santa
*omunione. ;opo 2reve predica e sufficiente ringra3iamento! andarono tutti nel
cortile del convento per fare la cola3ione... Io mi ritirai aspettando di unirmi ad essi nel
ritorno! allorquando ;. Bosco avvicinandomi mi parl+ cos#
$ Tu come ti c(iamiD
$ 'aolino.
$ Iai preso la cola3ioneD
$ 5o! signore.
$ 'erc(AD
$ 'erc(A non mi sono nA confessato nA comunicato.
$ 5on occorre nA confessarsi nA comunicarsi per avere la cola3ione.
$ *(e cosa si ricercaD
$ 5iente altro c(e l'appetito e la volont di venirla a prendere $. *i+ detto mi
condusse al cesto e mi diede in a22ondan3a pane e frutta.
;isceso dal monte! andai a pran3o! e dopo il me33od ritornai a quel prato! ove con
tutto il mio gusto presi parte alla ricrea3ione fino a notte. ;a quel punto per pi) anni
non a22andonai l'<ratorio! e il caro don Bosco! c(e tanto 2ene fece all'anima mia...
@uanti disagi sofferse! quanta pa3ien3a lo vidi usare... per restituire a ;io certi cuori...
pieni di cattive inclina3ioni! ro33i e talora maligni. E quando riusciva a farli migliori
dava segni di cos grande contente33a! c(e stimava un nulla quanto aveva dovuto
BB
sopportare,. 4"B .!:67s/.
22. @spedale psic!iatrico per don Bosco
I du##i di don Borel
La salute malandata di don Bosco! gli sfratti continui al suo <ratorio! persuasero
molti suoi amici c(e la sua era un'impresa disperata. 'erc(A non c(iudere e aspettare
tempi miglioriD
*'era poi un elemento c(e sconcertava anc(e quelli c(e avevano avuto sempre
fiducia nel prete dei Becc(i# raccontava come realt i suoi sogni. 1ssicurava ai raga33i
c(e presto avre22ero avuto un oratorio grandioso! c(iese e scuole! la2oratori e cortili...
Tutte cose difficili da credere mentre si tras2ordava da un cimitero a un mulino! da una
casupola a un prato. ;on Bosco lo scrive sen3a girarci intorno# ;icevano c(e ero
impa33ito,. Ecco il suo racconto#
%edendomi preoccupato e sempre in me33o ai raga33i! cominciarono a insinuare
c(e ero diventato matto.
Un giorno! mentre erano presenti don &e2astiano 'acc(iotti e altri preti! don Borel
in camera mia disse#
$ @ui! se non salviamo qualcosa! corriamo il risc(io di perdere tutto. &ciogliamo
l'<ratorio e teniamo con noi solo una ventina di raga33i pi) piccoli... Intanto ;io ci
indic(er la strada pi) opportuna per andare avanti.
$ 5on sciogliamo niente $ risposi $. 122iamo gi una sede#
un cortile ampio e spa3ioso! una casa pronta per molti raga33i! con c(iesa e porticati. E
ci sono preti e c(ierici pronti a lavorare per noi.
$ "a dove sono tutte queste coseD $ mi interruppe don Borel.
$ 5on lo so. "a so c(e esistono e sono a nostra disposi3ione.
1llora don Borel scoppi+ a piangere. Esclam+#
$ 'overo don Bosco! proprio andato.
"i prese per mano! mi 2aci+ e se ne and+ con don 'acc(iotti e gli altri. Gimasi solo
nella mia stan3a, (Memorie, -::/.
;on 'acc(iotti si espresse anc(e pi) vivacemente. Gacconta G. B. 0rancesia#
&entendo don Bosco dire c(e avre22e fatto una c'iesa, don 'acc(iotti usc in questa
esclama3ione# L&e lei sar capace di fare una c(iesa! io manger+ un caneL. Io c(e
scrivo! (o veduto quel pietoso incredulo nel giorno in cui fu poi messa la pietra
fondamentale (de""a c'iesa) di &. 0rancesco di &ales! avvicinarsi a don Bosco e dirgli
queste parole# L'rendo viva parte alla sua festa! ma spero c(e mi vorr dispensare dalla
scommessa c(e (o fattoL.
$ ;a quale scommessaD $ soggiunse don Bosco.
$ ;i mangiare un caneJ $ termin+ ridendo quel caro &acerdote. Ed allontanandosi di
l diceva# L<ra credo tuttoL, 4%B'! --:s/.
Si muove la Marc!esa
G. B. 0rancesia continua# La stessa pia "arc(esa di Barolo! c(e pure aveva aiutato
in tante maniere don Bosco! vedendolo ora cos fisso nell'idea dell'<ratorio! della
*(iesa! dei *(ierici e &acerdoti! fece pregare nelle sue case! e tutta corrucciata diceva#
L'reg(iamo per don Bosco! preg(iamo per don BoscoJ 'overetto! cos 2uonoJ
"inaccia di venir pa33oJL.
@uesta pia signora nell'intento di prestargli un caritatevole servi3io! preg+ due
venerandi &acerdoti torinesi c(e si incaricassero di condurlo in 2ella maniera
all'ospedale! ov'ella si proponeva fosse curato! pagandone tutte le spese, 4%B'! --9/.
I due venerandi &acerdoti, erano don %incen3o 'on3ati! parroco di &. 1gostino! e
don Luigi 5asi. L'ospedale era il manicomio. 1rrivarono! $ scrive don Bosco $! mi
BC
salutarono con cortesia! poi mi domandarono noti3ie sulla salute! sull'<ratorio! sulla
grande casa e la c(iesa c(e io prevedevo come futura sede della mia opera. 1lla fine
sospirarono profondamente! e mormorarono#
$ F> proprio vero.
"i indicarono la carro33a e mi invitarono a fare una passeggiata con loro. ;issero#
$ Un po' d'aria ti far 2ene. 1vremo tempo di c(iacc(ierare un po' insieme.
"i accorsi su2ito dello Lsc(er3oL c(e mi volevano fare! e sen3a far finta di niente li
accompagnai alla carro33a. Insistetti perc(A entrassero essi per primi. @uando furono
dentro! invece di seguirli! c(iusi velocemente lo sportello e dissi al cocc(iere#
$ 1l manicomio! prestoJ @uesti due preti sono aspettati, (Memorie, -:C/.
La carro33a arriv+ veramente al manicomio! e i due preti c(e volevano curare don
Bosco, furono trattati loro come due pa33i. L'eco dello sc(er3o pass+ di 2occa in
2occa! fece ridere me33a Torino. Eppure la voce c(e don Bosco era matto non si
calm+. "ic(elino Gua! c(e era diventato uno dei suoi raga33i pi) affe3ionati! lo
raccontava tanti anni dopo a G. B. 0rancesia. 5ella sua c(iesa aveva appena servito
la "essa e si preparava ad uscire con visi2ile premura.
$ ;ove vaiD $ gli c(iese il cappellano.
$ ;a don Bosco! domenica.
$ 5on lo saiD F ammalato.
$ "a se l'(o visto da poco...
$ Eppure ammalato! e di una malattia c(e difficilmente guarisce...
"i raccontava "ic(ele c(e la noti3ia avuta in quel modo e in quel momento! gli
and+ diritta al cuore procurandogli un'indici2ile pena. "i diceva#
$ &e avessi sentito c(e era ammalato mio padre! forse non avrei provato pena pi)
grande.
@uale invece fu la sua meraviglia! quando giunse all'<ratorio e trov+ don Bosco
ridente come le altre volte. L&i infatuato tanto dei giovani c(e gli (a dato di volta il
cervelloJL! era questa la malattia di cui con malignit si andava dicendo in quei giorni
a Torino,.'
)on Bosco licenziato
5on sappiamo se la "arc(esa! dopo l'esito poco 2rillante del suo progetto! continu+
a du2itare delle condi3ioni mentali di don Bosco. *erto! continu+ ad essere
preoccupata del suo stato di salute. Tanto c(e! a fin di 2ene! arriv+ ad un vero scontro.
;on Bosco ci (a conservato il lungo dialogo conclusivo. Trascrivo i 2rani principali#
$ &ono contenta di ci+ c(e sta facendo per le mie opere...
&ono addolorata perc(A l'enormit del suo lavoro sta rovinando la sua salute. 5on
possi2ile c(e lei diriga le mie opere e contemporaneamente si dedic(i ai raga33i
a22andonati. <ra poi il numero di questi raga33i cresciuto in maniera spropositata. Io
le propongo di fare soltanto ci+ c(e suo stretto dovere# dirigere l'<spedaletto... 'er
un po' di tempo non pensi pi) ai suoi raga33i. *osa mi rispondeD
$ 5on si preoccupi... Tra me! don Borel e don 'acc(iotti faremo tutto.
$ "a io non posso permettere c(e lei si amma33i... Lei deve scegliere# o l'<ratorio o
il Gifugio. *i pensi con calma poi mi risponder.
$ La mia risposta pronta da molto tempo. Lei (a denaro! e pu+ trovare molti preti
da mettere al mio posto. I miei raga33i! invece! non (anno nessuno... "i dedic(er+ a
tempo pieno ai raga33i a22andonati.
$ "a sen3a stipendio come far a vivereD
$ ;io mi (a sempre aiutato e mi aiuter ancora.
$ 1ccetti un consiglio c(e le do come se fossi sua madre. Io continuer+ ad
assegnarle il suo stipendio! l'aumenter+ se vuole. Lei prende questo denaro e se ne va...
in riposo assoluto.. &e rifiuta questo consiglio! per il suo 2ene! sar+ costretta a
licen3iarla. *i pensi 2ene.
$ Le ripeto c(e ci (o gi pensato! signora "arc(esa... 5on posso lasciare la strada
c(e la divina 'rovviden3a mi (a tracciato.
$ %a 2ene $ concluse $. 0ra tre mesi! se non avr cam2iato parere! le trover+ un
B7
sostituto come direttore dell'<spedaletto, (Memorie, -:9s/.
26. L'ultimo s"ratto
'ero io solo' operaio s"inito
1ll'ini3io di mar3o! don Bosco riceve dai fratelli 0ilippi una lettera c(e lo getta
nello sconforto. I suoi giovani stanno facendo del nostro prato un deserto $
scrivevano $. 1nc(e le radici dell'er2a sono consumate dal calpestio continuo. Le
condoniamo volentieri il fitto scaduto! ma entro quindici giorni deve lasciar li2ero il
prato. 5on possiamo concedere dila3ioni, (Memorie, -::/.
'rov+ a ragionare con i fratelli! and+ a parlare con la loro madre. 5iente da fare.
*erc+ di affittare un altro prato! ma c(i affitta ad un pa33oD
1rriv+ l'ultima domenica in cui potevo radunare l'<ratorio sul prato... La sera di
quel giorno fissai a lungo la moltitudine dei raga33i c(e giocavano. Era la Lmesse
a22ondanteL del &ignore. "a operai non ce n'erano. *'ero io solo! operaio sfinito! con
la salute malandata. 1vrei ancora potuto radunare i miei raga33iD ;oveD
"i ritirai in disparte! cominciai a passeggiare da solo e mi misi a piangere.
$ "io ;io $ esclamai $! perc(A non mi indicate il luogo dove portare l'<ratorioD
0atemi capire dov'! oppure ditemi cosa devo fare.
1vevo appena detto queste parole! quando arriv+ un certo 'ancra3io &oave! c(e
2al2ettando mi disse#
$ F> vero c(e lei cerca un luogo per fare un la2oratorioD
$ 5on un la2oratorio! ma un oratorio.
$ 5on so c(e differen3a ci sia. 1d ogni modo il posto c'. %enga a vederlo. F=
propriet del signor 0rancesco 'inardi! persona onesta. %enga e far un 2uon
contratto, (Memorie, -:7/.
45elle Memorie, scritte in gran parte tra il -67: e il -67B! don Bosco fa un po' di
pasticcio con i numeri# date e cifre. L'ultimo giorno sul prato non fu il -B mar3o! come
lui scrive! nA il -B aprile! come corresse don Bonetti. 0u pro2a2ilmente l'6 mar3o! pri$
ma domenica di quaresima. Lo si ricava da una lettera da lui scritta al "unicipio e
ritrovata recentemente/.
1ccompagnato da 'ancra3io &oave! arrivai davanti a una casupola a un solo piano!
con scale e 2alcone di legno tarlato. 1ttorno c'erano orti! prati! campi. &tavo per salire
su per la scala! quando il signor 'inardi mi disse#
$ 5o. Il luogo per lei qui dietro.
Era una lunga tettoia 4-B metri per C/ c(e da un lato si appoggiava al muro della
casa! dall'altro scendeva fino a un metro da terra. 'oteva servire da maga33ino o da
legnaia! non per altro. *i sono entrato a testa 2assa! per non picc(iare contro il tetto,.
0rancesco 'inardi! il proprietario della casa! era un immigrato di 1rcisate 4%arese/.
1veva acquistato la casa nemmeno un anno prima! il -9 luglio -69B. Il -8 novem2re
aveva dato in affitto tutto il fa22ricato 4eccetto la tettoia in costru3ione/ a 'ancra3io
&oave! immigrato da %erolengo 4Torino/! c(e aveva tentato di impiantarvi una fa22rica
di amido.
L'ultimo Aosario sull'er#a
$ Troppo 2assa! non mi serve $ dissi.
$ La far+ aggiustare come vuole $ rispose cortesemente 'inardi $. &caver+! far+
gradini! cam2ier+ pavimento. "a ci tengo c(e faccia qui il suo la2oratorio.
$ 5on un la2oratorio! ma un oratorio! una piccola c(iesa per radunare dei raga33i.
$ "eglio ancora. 4.../
@uel 2rav'uomo era veramente contento di avere una c(iesa in casa sua.
$ "io caro amico $ gli dissi $ la ringra3io della sua 2uona volont. &e mi garantisce
c(e a22asser il terreno di B8 centimetri! posso accettare. "a quanto vuole d'affittoD
B6
$ Trecento lire. 4.../
$ Gliene do trecentoventi! a patto c(e mi affitti anc(e la striscia di terra c(e corre
intorno alla tettoia! per farvi giocare i raga33i. 4.../
$ ;'accordo. *ontratto concluso. 4.../
Tornai di corsa dai giovani! li raccolsi attorno a me e mi misi a gridare#
$ 1llegri! figli mieiJ 122iamo l'oratorio dal quale pi) nessuno ci mander via.
1vremo c(iesa! scuola e cortile per saltare e giocare. 4.../ F l! in casa di 0rancesco
'inardiJ $ e con la mano indicai il luogo.
Le mie parole fuono accolte con entusiasmo indescrivi2ile.4.../ *i siamo
inginocc(iati sull'er2a per l'ultima volta! e a22iamo recitato il Gosario, (Memorie,
-98/.
Giovanni B. 0rancesia! compagno dei raga33i c(e migrarono dal prato 0ilippi alla
tettoia 'inardi! scrive c(e a trasformare la tettoia in cappella B)osero mano don 0osco,
i raga33i e "'antico )ro)rietario: 4%B'! --6/. ;opo una lunga giornata di lavoro! i
piccoli muratori e i giovani meccanici vengono a dare una mano a don Bosco.
*arriole! 2adili! secc(ie di calcina. %olti gi stanc(i eppure sereni! 2raccia giovani c(e
lavorano per costruire la "oro c(iesa! il "oro <ratorio. @uel 2attere! piantare! levigare
una musica grande.
28. )on Bosco muore+
1rati verdi tra le o""icine
@uando i lavori di adattamento furono terminati $ scrive don Bosco $ l'1rcivescovo
ci permise di 2enedire e di usare come c(iesa quel povero locale. @uesto avvenne la
domenica di 'asqua! -. aprile -69C.
La nuova c(iesa era una costru3ione poverissima. Tuttavia 4.../ le emigra3ioni! a ;io
piacendo! erano finite. 1 me questa c(iesina sem2rava il luogo dove in sogno avevo
visto la scritta# L@uesta la mia casa! di qui uscir la mia gloriaL. I disegni di ;io!
invece! erano diversi.
La sede del nostro <ratorio! purtroppo! era vicina a una casa dove a2itavano donne
di vita equivoca! e dove era aperta fino a notte l'osteria della Giardiniera. L!
specialmente nei giorni festivi! si davano convegno gli u2riac(i della citt. 5onostante
questi vicini allarmanti! a22iamo cominciato regolarmente le nostre riunioni,
(Memorie, -9:/.
;on Bosco confessa i giovani! predica per loro! procura la cola3ione! gioca con
loro! fa scuola a c(i la desidera! li riporta in c(iesa alla sera per il catec(ismo! parla
con ciascuno dei suoi pro2lemi.
5ella nuova sede i raga33i aumentano sempre pi)! arrivano ad alcune centinaia ogni
domenica. @uesto dovuto al fascino di don Bosco! ma anc(e alla sede c(e l'<ratorio!
s2allottato a destra e a sinistra! (a finito per trovare.
La regione di %aldocco! nella prima periferia della citt! ormai l'unica 3ona di prati
li2eri e sconfinati. Borgo ;ora 4il rione c(e si estende a nord$est di %aldocco/ sta
diventando la sede di tutte le officine dei fa22ricanti di grosse macc(ine! de' calderai!
de' 2ottai! e di altri siffatti mestieri! per li2erare gli a2itanti dell'interno della citt dal
rumore insopporta2ile c(e per esse facevasi,. 5ella 3ona del Bal+n, si contano nove
concerie di pelli! molte manifatture della seta! i mulini pu22lici. 5ella grande pia33a
Emanuele 0ili2erto! c(e salda Borgo ;ora con la citt! c' il mercato generale dove
tanti raga33i si arrangiano, per sei giorni alla settimana! attendendo c(e un padrone
venga ad offrire loro un lavoro sta2ile 4&T :!7.s/.
Uscire da questo Borgo! dalle sue fa22ric(e allucinanti e dalle vie maleodoranti! e
trovare tra i prati verdi don Bosco! era per tanti raga33i la parentesi consolante della
settimana. E lo era anc(e per tanti raga33i del "artinetto! la 3ona a ovest di %aldocco!
dov'erano diverse filande di seta! una manifattura di cotone! due concene di pelli! due
fornaci di tegole e mattoni. 'er questi raga33i lavoratori don Bosco impegnava tutte le
B=
sue for3e. "a anc(e lui era soltanto un uomo! e in un pomeriggio caldissimo di luglio
fui preso da un grande sfinimento. ;ovettero portarmi a letto,.
Morir? assistito da voi
Ero seriamente malato# 2ronc(ite! tosse! fe22re violenta. In otto giorni giunsi al
limite tra la vita e la morte. "i diedero la comunione come %iatico e l'Un3ione degli
infermi. Ero pronto a morire. "i rincresceva a22andonare i miei raga33i,.
Giovanni B. 0rancesia ricorda c(e in quei giorni venne ad assisterlo la sua madre,
4%B'! -.:/.
@uando si sparse la noti3ia c(e la mia malattia era grave $ continua don Bosco $ tra
i giovani si diffuse un dolore vivissimo... <gni momento! alla porta della stan3a
dov>ero ricoverato! arrivavano gruppi di raga33i. 'iangevano e c(iedevano mie noti$
3ie. 5on se ne volevano andare, (Memorie, 15,s).
I medici avevano proi2ito ogni visita! nessuno era lasciato entrare. "a 0rancesia
ricorda# Egli stesso ci diceva c(e quando i medici pronun3iarono la senten3a c(e
ormai la sua vita era terminata! soggiunse# L<ra potr+ lasciar venire avanti i
giovanettiDL. L0accia come vuoleL. 1llora fece aprire la porta e permettere c(e
venissero li2eramente a visitarlo. L1lmeno $ loro diceva $ cos morir+ assistito da voi.
"a nessuno du2iti! se io muoio il &ignore mander altri a prendere il mio postoL,
4%B'! -.9/.
L'affetto a don Bosco spinse i raga33i a pregare e a far sacrifici eroici per strappare
a ;io la gra3ia c(e non morisse. "olti promisero alla "adonna di recitare il Gosario
intero per mesi! altri per un anno! alcuni per tutta la vita... &ono certo c(e molti giova$
ni muratori digiunarono a pane e acqua per settimane intere! continuando il lavoro
pesante dal mattino alla sera. Il 2reve intervallo di tempo li2ero c(e veniva loro
concesso andavano a passarlo davanti al &antissimo &acramento.
;io li ascolt+. Era un sa2ato sera! i medici fecero consulto e pronunciarono la
senten3a# quella sare22e stata la mia ultima notte. 5e ero convinto anc('io! perc(A non
avevo pi) for3e e avevo continui s2occ(i di sangue. 1 notte avan3ata sentii una gran
voglia di dormire! e mi assopii. @uando mi svegliai ero fuori pericolo. I medici Botta e
*affasso mi visitarono al mattino! e mi dissero di andare a ringra3iare la "adonna per
gra3ia ricevuta, (Memone, -B6/.
I "iori di 1orta 1alazzo
La noti3ia gett+ la gioia tra i raga33i. 'arecc(i giorni dopo! don Bosco fece dire loro
c(e sare22e tornato all'<ratorio. 0rancesia ricorda# In quella mattinata furono
comprati quanti pi) fiori si poterono! e si sparsero dalla casa del rifugio fino
all'<ratorio. Le rivenditrici di 'orta 'ala33o! meravigliate di tanti giovanetti c(e
venivano a comprar fiori! domandavano per qual santo! per quale festa.
$ *(e santiJ *(e santiJ F per don Bosco $ si diceva $! egli viene all'<ratorio. 0u
ammalato a morte e oggi ritorna...
$ *(i don BoscoD
$ F quel prete c(e raduna tanti raga33i e li sa istruire cos 2ene.
$ F stato ammalatoD
$ 1ssai assaiH ma oggi viene all'<ratorio e facciamo una 2ella festa, 4%B'! -.B/.
1ppoggiandomi ad un 2astone mi recai all'<ratorio. "i accolsero cantando e
piangendo $ scriv don Bosco $. *antarono un inno di ringra3iamento a ;io! mi
avvolsero di acclama3ioni e di entusiasmo, (Memorie, -B6/.
I pi) grandi lo o22ligarono a sedere sopra un seggiolone! e lo portarono come un re
sul trono! mentre i pi) piccoli gridavano intorno e agitavano verso di lui i loro poveri
fiori. Entrarono ad affollare la cappellina! perc(A l! nel ta2ernacolo! c'era *olui c(e
aveva loro restituito don Bosco. Giovanni Bonetti ricostruisce le parole c(e! tra le
lacrime! don Bosco riusc a dire ai suoi piccoli amici#
$ %i ringra3io... &ono persuaso c(e ;io (a concesso la mia vita alle vostre preg(iere.
C8
La gratitudine vuole c(e io la spenda tutta per voi. *os prometto di fare finc(A il
&ignore mi lascer su questa terra. E voi... aiutatemi 4*L --:/.
&u2ito dopo! don Bosco fece un gesto da grande educatore#
'rovvidi a una faccenda importante. "olti! quand'ero in pericolo di vita! avevano
fatto voti e promesse enormi! praticamente impossi2ili da mantenere! spinti
dall'emo3ione e dall'affetto. Le cam2iai in promesse pi) semplici e leggere,
(Memorie, -B=/.
I medici gli prescrissero alcuni mesi di convalescen3a! ed egli and+ a trascorrerli
con la sua famiglia! ai Becc(i. "a promise# 'rima c(e cadano le foglie d'autunno!
ritorner+,.
3:. Una mamma e una casa per c!i non ce l'!a
Aitorno a 5aldocco
*amminando per i prati e le vigne! dove i grappoli stavano maturando per la
vendemmia! don Bosco progett+ con calma il suo avvenire. &are22e tornato a Torino!
anc(e se don *afasso e don Borel lo consigliavano di prolungare la sua convalescen3a
in qualc(e altro luogo. E a Torino sare22e andato ad a2itare nell'<ratorio! nelle tre
stan3e c(e aveva su2affittato dal &oave fin dal B giugno.
1vre22e ripreso 4con calma! per non risc(iare nuovamente la salute/ il progetto c(e
la malattia aveva temporaneamente interrotto# dare ospitalit ai raga33i pi) miseri e
sen3a famiglia.
La 3ona di %aldocco! per+! era segnata da quella casa dove a2itavano donne di vita
equivoca,. 5on era il luogo adatto per un prete c(e viveva solo e teneva al suo 2uon
nome.
'er questo motivo! un giorno don Bosco prese il coraggio a due mani e disse a sua
madre#
$ "amma! dovrei andare ad a2itare a %aldocco. ;ovrei prendere una persona di
servi3io. "a in quella casa a2ita gente di cui un prete non pu+ fidarsi. L'unica persona
c(e mi pu+ garantire dai sospetti e dalle malignit siete voi.
Essa cap la seriet delle mie parole! e rispose#
$ &e credi c(e questa sia la volont del &ignore! sono pronta a venire.
"ia madre faceva un grande sacrificio. 5on era ricca! ma in famiglia era una regina.
'iccoli e grandi le volevano 2ene e le u22idivano in tutto, (Memorie, -C8/.
'artirono dai Becc(i la mattina del : novem2re. "arg(erita fece un'ultima care33a ai
quattro nipotini c(e lasciava con molto rincrescimento! guard+ la sua casa! i suoi
campi. 1veva visto gli uragani sradicare gli al2eri. La vita sradicava anc(e lei. La
portava! a B6 anni! nella citt c(e non conosceva.
122iamo fatto tappa a *(ieri $ scrive don Bosco $! e la sera del : novem2re siamo
arrivati a %aldocco. 1 vedere quelle camere sprovviste di tutto! mia mamma sorrise e
disse#
$ 1i Becc(i avevo tante preoccupa3ioni per far andare avanti la casa! per comandare
ci+ c(e ognuno doveva fare. @ui sar+ molto pi) tranquilla, (Memorie, -C-/.
L'6 novem2re era domenica! e per i raga33i dell'<ratorio fu festa grande. ;on Bosco e
sua madre! seduti in me33o al prato! ascoltarono canti e auguri da quell'esercito di
giovani c(e si ammassava intorno.
La preoccupa3ione prima di don Bosco fu di riprendere e di allargare la scuola
domenicale e quella serale. Il primo dicem2re su2affitt+ dal &oave tutta la casa 'inardi
per 7-8 lire annue. 4L'atto notarile non porta la firma di don Borel! come i precedenti!
ma quella di don Bosco/. *on l'aiuto di don *arpano! don 5asi! don Trivero! don
'acc(iotti si faceva scuola dappertutto# nelle stan3e! nella cucina! nella c(iesa. 'i) si
dava possi2ilit di istru3ione! ricordava don Bosco! pi) il numero dei raga33i saliva.
5ell'inverno -69C$97 le nostre scuole serali diedero ottimi risultati. 1vevamo in
media :88 alunni ogni sera. Le materie c(e insegnavamo erano lingua e aritmetica! ma
C-
anc(e musica e canto! c(e tra noi furono sempre fiorenti. "a fra gli alunni c'erano an$
c(e fior di monelli! c(e guastavano o mettevano sottosopra tutto, (Memorie, -C./.
Era uno spettacolo vedere alla sera le stan3e illuminate! piene di raga33i e giovani# in
piedi dinan3i ai cartelloni! con un li2ro in mano! nei 2anc(i intenti a scrivere! seduti
per terra a scara2occ(iare sui quaderni le lettere grandi.
Un ragazzo portato dalla pioggia
1nc(e alla domenica il numero dei raga33i saliva sempre pi). <scillava ormai tra i
988 e i B88. 5ella c(iesina ce ne stava una piccola parte. ;'inverno $ ricorda 'ietro
&tella $ il pavimento della cappella all'<ratorio era coperto di una poltiglia melmosa,.
5ell'estate c(e seguir! la stessa cappella si trasformer in una nausea2onda accolta
d'individui dal fiato pesante e dagli indumenti pu33olentiH ma l'odore non differiva da
quello c(e la maggior parte dei giovani trovavano nelle strade e nelle proprie case.
*onfessare i giovani nella cappella era una peniten3a per un prete! per poco c(e si
fosse a2ituato a cam2iare la 2ianc(eria con una certa periodicit, 4&T :!-C:/.
"a don Bosco non pensa soltanto a confessarli. &a c(e tra essi ce ne sono di quelli
c(e! a notte! non (anno nemmeno un lurido sacco pieno di foglie o di paglia, in una
soffitta. Il suo progetto di dare! a questi sotto$poveri! ospitalit nella casa c(e (a
su2affittato.
Il primo arriva nel maggio del -697! portato dalla 'rovviden3a e da una pioggia
infinita. Lo racconta don Bosco con molta semplicit#
Una piovosa sera di maggio 2uss+ alla nostra porta un raga33o di -B anni! tutto
2agnato e intiri33ito. *i c(iese pane e ospitalit. "ia madre lo fece entrare in cucina!
vicino al focolare. "entre si scaldava e si asciugava! gli diede pane e minestra. Intanto
gli domandai se era andato a scuola! se aveva parenti! c(e mestiere faceva. "i rispose#
$ &ono un povero orfano. %engo dalla %alsesia a cercare lavoro. 1vevo tre lire! ma le
(o spese tutte e non (o trovato lavoro. 1desso non (o pi) niente e non sono pi) di
nessuno.
$ Iai gi fatto la prima *omunioneD
$ 5o.
$ E la *resimaD
$ 5emmeno.
$ &ei gi andato a confessartiD
$ @ualc(e volta.
$ E adesso dove vuoi andareD
$ 5on lo so. 'er carit! lasciatemi passare la notte in un angolo.
&ilen3iosamente si mise a piangere. 1nc(e mia madre piangeva! e io ero
profondamente tur2ato.
$ &e sapessi c(e non sei un ladro ti terrei. "a degli altri raga33i mi (anno portato via le
coperte! e forse tu farai come loro.
$ 5o! signore. &tia tranquillo. Io sono povero ma non (o mai ru2ato.
$ &e sei d'accordo $ disse mia madre $ per questa notte lo faccio dormire qui. ;omani
;io provveder.
$ @ui doveD
$ In cucina.
$ E se porta via le pentoleD
$ 0ar+ in maniera c(e non succeda.
$ 1llora d'accordo.
1iutata dal raga33o! mia mamma usc fuori e! raccolse dei me33i mattoni! li port+
dentro! fece quattro pilastrini! vi distese alcune assi! mise sopra un pagliericcio e
prepar+ cos il primo letto dell'<ratorio. La mia 2uona mamma! a questo punto! fece a
quel raga33o un discorsetto sulla necessit del lavoro! dell'onest e della religione. 'oi
lo invit+ a recitare le preg(iere.
$ 5on le so $ rispose.
$ 1llora le reciterai con noi $ gli disse. E pregammo insieme.
'er non correre pericoli! la cucina fu c(iusa a c(iave fino al mattino dopo. @uesto fu il
C.
primo raga33o ospitato nella nostra casa, (Memorie, -C6s/.
31. &iuseppe' arlino< i ragazzi della speranza
1romemoria disparati
;opo il raga33o della %alsesia 4c(e non ru2+ le pentole/ arrivarono altri orfani rimasti
soli da un giorno all'altro! immigrati in cerca del primo lavoro. 0urono ospitati nella
casa annessa all'<ratorio, 4c(e c(iamer+ convitto,/ insieme a un paio di preti e a un
c(ierico c(e alloggiavano da don Bosco! e contri2uivano con la pensione regolare a
mantenere in piedi la 2aracca.
La registra3ione di c(i entrava e di c(i usciva 4ci assicura 'ietro &tella/ non esiste. *i
sono appunti di don Bosco! promemoria disparati. ;on Bosco faceva del 2ene come
poteva! non prendeva appunti per la storia. &econdo Bonetti e 0rancesia! nel primo an$
no 4-697/ furono ospitati sette raga33i.
'er loro don Bosco trasform+ due camere vicine in un piccolo dormitorio! pia33+ i
letti! appese alla parete un crocifisso! un'immagine della "adonna! un cartello con
sopra scritto ;io ti vede,.
1l mattino presto don Bosco dice "essa per loro! poi! addentando una pagnotta!
vanno a lavorare in citt! nella 2ottega di un falegname o di un fa22ro! in un nego3io o
in un caff dove prestano servi3io come gar3oni. ;on Bosco va in citt con loro# a cer$
care elemosine per mantenerli e vestirli! a scrivere i suoi li2ri nella 2i2lioteca del
*onvitto! a fare scuola di catec(ismo dai 0ratelli e nelle carceri! a trovare i raga33i
dell'<ratorio sui luog(i di lavoro.
@uando tornano a notte! trovano il vitto preparato! i letti pi) o meno in ordine! le
stan3e rassettate! la 2ianc(eria pi) o meno rattoppata dalla mamma di don Bosco, 4&T
:!-77/.
'er gestire quella prima! microscopica comunit! don Bosco aveva 2isogno di un
giovane aiutante di cui fidarsi a occ(i c(iusi. "a non solo questo# un raga33o c(e
rimanesse con lui per sempre! e fosse il primo agnello c(e diventa pastore,! il primo
di quei c(ierici e preti c(e la "adonna gli aveva promesso tante volte in sogno.
Il ,uindicenne preso per mano
;a anni don Bosco seguiva Giuseppe Bu33etti! il raga33o affe3ionato all'<ratorio
come a casa sua! c(e manifestava indole dolce! carattere mansueto! e c(e ora aveva
compiuto i -B anni. ;on Bosco aveva investito tante speran3e in quel raga33o.
Una sera del -697 tent+. Lo racconta lo stesso Giuseppe# Era una domenica sera! e
me ne stavo a osservare la ricrea3ione dei miei compagni. La festa era per noi un vero
giorno di riposo! e me lo godevo tutto dalla mattina alla sera. @uel giorno avevo fatto
la *omunione coi miei fratelli! quindi ero proprio contento. ;on Bosco faceva
ricrea3ione con noi! raccontandoci le pi) care cose del mondo. Intanto veniva la notte!
e mi preparavo a tornare a casa. I miei fratelli mi avevano preceduto per preparare un
po' di cena. @uando mi avvicinai a don Bosco per salutarlo! mentre parlava con quanti
se ne andavano! mi ferm+ per la mano... Lasciai sfollare tutti. Gimasto solo con lui....
$ Bravo $ mi disse $! sono contento di poterti parlare. ;immi! verresti a stare con meD.
$ 1 stare con leiD &i spieg(i.
$ Tu fai il muratore! veroD E22ene! io vorrei c(e mi aiutassi a fare tante altre cose....
$ "a non capiscoJ.
$ Io 2isogno di raccogliere dei giovanetti c(e mi vogliano seguire nelle imprese
dell'<ratorio. Tu saresti uno... Io comincer+ a farti un po' di scuola... E se ;io lo vorr!
a suo tempo potresti essere sacerdote.
Io guardavo in faccia don Bosco... e mi pareva di sognare... 'oi egli aggiunse#
$ 'arler+ con tuo fratello *arlo! e faremo quanto sar meglio nel &ignore,.
C:
*arlo fu d'accordo! e Giuseppe venne ad a2itare con don Bosco e mamma "arg(erita.
;on Bosco gli affid+ il denaro e l'economia della casa! con fiducia totale. E in due
anni di studio lo prepar+ a vestire l'a2ito nero dei c(ierici. Era c(iamato il c(ierico
Bu33etti,! ed era considerato da tutti il vice$don Bosco. 0u lui a prendere da parte
"ic(ele Gua 4cinque anni meno di lui/ e a fargli una seria paternale perc(A non si
impegnava nello studio.
"a poi non se la sent pi). 1pprofittando di un incidente di salute svest l'a2ito dei
c(ierici. *on don Bosco sempre! ma prete no. Gimase il confidente e il 2raccio forte di
don Bosco! il cireneo della casa! il primissimo salesiano! anc(e se si sent di entrare
nella congrega3ione religiosa solo a 9B anni! quando "ic(ele Gua 4il raga33o a cui
aveva fatto la paternale/ era gi 'refetto Generale dei &alesiani.
Una mancia e una casa per &astini
;opo Bu33etti arriv+ *arlo Gastini. La sua storia 4da lui raccontata infinite volte/
scritta con particolari e dialog(i sia da 0rancesia c(e da Bonetti.
Un giorno del -69: 4quando era ancora al *onvitto/ don Bosco era entrato in una
2ar2ieria. &i era avvicinato un piccolo gar3one per insaponarlo.
$ *ome ti c(iamiD @uanti anni (aiD
$ *arlino. Io undici anni.
$ Bravo *arlino! fammi una 2ella insaponata. E tuo pap come staD
$ F> morto. Io soltanto la mamma.
$ <(! poverino! mi dispiace $. Il raga33o aveva finito l'insaponata $. E ora su! da 2ravo!
prendi il rasoio e radimi la 2ar2a.
1ccorse il padrone allarmato#
$ Geverendo! per caritJ Il raga33o non ci sa fare. Lui insapona soltanto.
$ Mi sun don 0osc 4Io sono don Bosco/ e lui sa 2enissimo fare la 2ar2a a un c'a "A
d'bosc 4a uno c(e di legno/. 0or3a! *arlino.
*arlino tagli+ quella 2ar2a tremando come una foglia. &udava. @ualc(e rasc(iatura
energica la diede! ma arriv+ alla fine.
$ Bravo! *arlinoJ $ sorrise don Bosco $. E ora c(e siamo amici! voglio c(e vieni a
trovarmi qualc(e volta.
Gastini cominci+ a frequentare l'<ratorio! e divenne amicissimo di don Bosco. E
don Bosco continu+ a frequentare il sa2ato la sua 2ar2ieria. *onfidava poi a 0rancesia#
;on Bosco partiva pi) di una volta da sotto i miei ferri come &an Bartolomeo (i" san-
to scorticato vivo). "a in parte la colpa era anc(e sua. ;on Bosco non voleva mai
stare in silen3io. <ra mi diceva# LF da molto tempo c(e ti sei confessatoD ;omani
verrai all'<ratorioD *ome sta tua madreDL. Insomma non mi lasciava mai quieto. Io poi
ero un gar3one! e stavo l sotto l'occ(io minaccioso del padrone! tremavo come una
foglia. E don BoscoD &empre tranquillo. 'agava! metteva una piccola mancia per me! e
partiva! facendosi promettere c(e l'indomani sarei andato a trovarlo ,.
5ell'estate del -697! don Bosco lo trov+ c(e piangeva vicino alla 2ar2ieria.
$ *osa ti capitatoD
$ F> morta mia mamma! e il padrone mi (a licen3iato. "io fratello pi) grande
soldato. E adesso dove vadoD
$ %ieni con me. Io sono un povero prete. "a anc(e quando avr+ soltanto pi) un pe33o
di pane lo far+ a met con te. 4F la frase c(e tanti raga33i si sentirono dire da don
Bosco! e c(e conservarono nel cuore come un tesoro# don Bosco sare22e sempre stato
la loro sicure33a/.
1nc(e Gastini un raga33o su cui don Bosco punta molte speran3e. "a *arlino
all'ini3io svagato come una farfalla! non sa impegnarsi sui li2ri. E non ne vuol sapere
molto di c(iesa e di confessione. E sotto il suo guanciale c(e don Bosco mette il
famoso 2iglietto# *arlo! se morissi questa notte! dove andre22e l'anima tuaD,. F> una
scossa salutare. @uella sera stessa Gastini va a 2ussare alla porta di don Bosco e a
confessarsi.

;iventa pi) serio! pi) impegnato. ;on Bosco lo fa studiare accanto a
Bu33etti! gli fa indossare insieme con lui la veste nera dei c(ierici! nella festa della
'urifica3ione di "aria! il . fe22raio -6B-.
C9
Tre anni dopo! per+! il c(ierico Gastini sente nuovamente la primavera come una
farfalla. Le parole di san 0ilippo 5eri! fatte proprie da don Bosco! &tate allegri! 2asta
c(e non facciate peccati,! comportano una presen3a amorevole ma continua degli as$
sistenti tra i raga33i c(e il convitto ospita giorno e notte. "a a volte sono gli assistenti
stessi c(e deludono don Bosco. 5ella primavera del -6B9 egli scrive sul registro di
condotta# %iale! <livero! Luciano! Gastini! la sera del 7 maggio uscirono sen3a
licen3a e giunsero a casa c(e tutti erano gi a letto! dovendo perci+ attraversare il
cancello gi stato c(iuso,. *arlino! ventunenne! aveva fatto una scappatella con altri
tre. 'arteciper coraggiosamente all'assisten3a dei colerosi nell'estate successiva! ma
nel -6BB poser la veste da c(ierico e si ritirer dall'<ratorio. ;on Bosco scrive
cinque! stentate parole accanto al suo nome# 1nd+ a dimorare da sA, 4&T :!.BBs/.
*arlino rimarr sempre amicissimo di don Bosco! di casa a %aldocco. 1llegro! vivace!
diventer il presentatore 2rillante di ogni festa. "a in quelle cinque parole di don
Bosco c> un grande sogno infranto.
I poveri gioielli della mamma
*on l'arrivo dei primi raga33i! cominci+ per don Bosco e per sua madre il pro2lema di
mettere insieme il pran3o cori la cena. Le entrate, dei piccoli lavoratori ospiti
dell'<ratorio erano modestissime# un piccolo muratore guadagnava 98 centesimi a
giornata! e il pane costava :7 centesimi al c(ilo...
*ome vivere! c(e cosa mangiare! come pagare l'affittoD $ scrive don Bosco $. E
questo non era tutto# molti raga33i mi domandavano ogni momento pane! scarpe!
camicie! a2iti. 5e avevano assoluto 2isogno per presentarsi al lavoro, (Memorie, -C-/.
;on Bosco cominci+ ad andare a 2ussare alle case dei no2ili e dei ricc(i. La prima
2enefattrice dell'<ratorio! per+! non fu una *ontessa! ma sua madre.
&crive# 122iamo fatto arrivare da casa un po' di vino! frumento! granturco! fagioli.
'er far fronte alle prime spese a22iamo venduto una vigna e alcuni campi. "ia madre
si fece mandare il suo corredo da sposa c(e fino allora aveva custodito gelosamente.
1lcune sue vesti servirono a fare pianete. *on la 2ianc(eria si fecero tovaglie
d'altare... "ia mamma possedeva pure una piccola collana d'oro e alcuni anelli. Li
vendette per comprare oggetti necessari alla c(iesa, (Memorie, -C-/.
Giovanni Bonetti ricorda# 'er quanto la 2uona donna fosse distaccata dalle cose del
mondo! tuttavia lo spropriarsi di questi pre3iosi ricordi le cost+ non poca pena. Una
volta c(e ne parlava la udii a dire# L@uando mi vidi quegli oggetti per l'ultima volta tra
mano... mi sentii pel rincrescimento alquanto tur2ataH ma non appena me ne accorsi
dissi# 1ndate l! c(e sorte migliore non vi potre22e toccare! quanto si quella di
sfamare e vestire poveri fanciulli! e fare onore in c(iesaL, 4*L! 135).
;on Bosco (a riacquistato la salute! (a consolidato l'<ratorio c(e conta cinquecento
raga33i alla domenica e alcune centinaia alle scuole serali! (a raccolto in casa sua i
primi raga33i c(e gli permettono di guardare con speran3a all'avvenir. 'u+ appena ti$
rare il fiato prima del durissimo impatto con la politica. Essa sta scoppiando a Torino e
in tutta l'Italia come una scarlattina! virulenta e pericolosa malattia infantile.
32. 1olitica ad alta tensione
-uattro anni di guerra e poi la scon"itta
In 'iemonte i preti facevano politica da mille anni. Una politica c(e si pu+ condensare
in due parole# (ede"t+ e co""abora*ione. 1l duca! al principe! al governo di turno. La
formula trono e altare, 4cio concordia tra &tato e *(iesa/ era sinonimo di ordine e di
pace. &e si andava d'accordo! se i sudditi erano fedeli! la pace era garantita! o! se c'era
la guerra! c'era la speran3a c(e la pace tornasse presto. E la pace! per i contadini
piemontesi! era il 2ene supremo# nessuno portava via i figli! nessuno veniva a
CB
calpestare i campi. &i poteva lavorare per il pane quotidiano.
"a poi qualcosa si guast+.
5el settem2re -7=. 4tre anni dopo l'ini3io della Givolu3ione 0rancese/ un esercito
della 0rancia si impadron della &avoia e di 5i33a! dando automaticamente ini3io alla
guerra contro il 'iemonte. Un esercito austriaco di :8 mila uomini venne ad
appoggiare i 'iemontesi. ;urante i quattro anni di guerra! nelle c(iese si fecero
preg(iere pu22lic(e perc(A ;io protegga la patria dal nemico c(e calpesta ogni
religione! oltraggia le c(iese e i sacerdoti del &ignore,. "a nel -7=C la guerra
perduta. Il re se ne va. 1 Torino e nei paesi si piantano gli al2eri della li2ert, dei
rivolu3ionari. "olti preti vanno a 2enedirli. Il *(iuso! nel secondo volume di ?a
#'iesa in Piemonte da cui prendo queste noti3ie! scrive# Una parte non piccola di
ecclesiastici non du2itarono di sc(ierarsi coi patrioti,. L'arcivescovo di Torino! mons.
Buron3o! scrive ai parroci e ai fedeli 4c(e fino allora erano stati invitati a pregare
contro i rivolu3ionari/# Eccoci dic(iarati solennemente li2eri! uguali! repu22licani.
&iane le mille volte lodato l'1ltissimo. La grande na3ione trionfatrice ne sia pur
ringra3iata! la quale... amic(evolmente accorsa a unirsi al 'iemonte, 4p. 99/.
5elle c(iese! al posto del 2e !eum, l'inno di ringra3iamento giudicato rea3ionario! si
canta il Ma&ni(icat c(e con il suo (a deposto i potenti dai troni, viene giudicato pi)
adatto ai rivolu3ionari.
Tre anni dopo! nel -7==! mentre 5apoleone in Egitto! gli austro$russi invadono
nuovamente l'Italia del nord. Torino riconquistata al grido di %iva il re! a morte i
rivolu3ionari,. 5el ;uomo si ringra3ia ;io con il rea3ionario 2e !eum. L'arcivescovo
Buron3o scrive a parroci e fedeli# *(i di voi avre22e pensato! c(e dal polo
settentrionale... avremmo noi con' somma sorpresa e leti3ia veduto venire! per li2erarci
dal tirannico giogo! due armate potenti... c(e sare22ero volate a spe33are le nostre
catene e a rivendicare i diritti dell'ottimo nostro sovranoD, 4p. -.8s/.
1artiti e correnti in Seminario
L'anno dopo! -688! 5apoleone torna. Torino ripresa dai francesi. "onsignor
Buron3o fugge. Il disorientamento di preti e cristiani grande. *anonici di &.
Giovanni e teologi del *orpus ;omini mandano offerte all'amministra3ione patriottica.
1ncora Ma&ni(icat nelle c(iese. "onsignor Buron3o si umilia davanti a 5apoleone nel
castello di "oncalieri! si dice disposto a giurargli fedelt. 1nc(e per la *(iesa sono
anni di profonde umilia3ioni. 'apa 'io %II tenta un *oncordato! facendo a 5apoleone
concessioni enormi. 5apoleone! non contento! aggiunge di propria ini3iativa altri
articoli al *oncordato. &i arriva a inserire nei *atec(ismi domande e risposte
sull'o22ligo di o22edire al grande imperatore 5apoleone,.
@uando nel -68= 'io %II scomunica 5apoleone! tensioni gravi si creano nelle diocesi
e nei seminari. 5ascono partiti e correnti contrapposte# favorevoli al 'apa! favorevoli a
5apoleone. I cristiani non possono non esserne scandali33ati.
-6-:! 2attaglia di Lipsia. -6-B! 2attaglia di Taterloo. 5apoleone definitivamente
sconfitto. 1ncora una volta le posi3ioni si rovesciano. 5elle c(iese si ricanta il 2e
!eum. 5elle lettere pastorali dei vescovi piemontesi si leggono frasi di questo tono#
La rete stata spe33ata! e noi siamo li2eratiJ,. La restaura3ione dei troni opera
solo delle mani di ;io,.
5escovi come girandoleE
*on il ritorno del re! a Torino sem2ra definitivamente rista2ilito il vecc(io regime,.
"a a soli sei anni di distan3a! nel mar3o -6.-! scoppiano i moti, per la *ostitu3ione.
'ortano %ittorio Emanuele I in esilio! *arlo 0elice sul trono! il giovane reggente *arlo
1l2erto a concedere la *ostitu3ione 4Z/. Il primo segretario di &tato! ;al 'o33o!
sollecita i vescovi affinc(A raccomandino preg(iere! pu22lic(e a3ioni di gra3ie per
*arlo 1l2erto,. I vescovi (anno appena scritto in questo senso! c(e *arlo 0elice 4da
"odena dove si trova/ sconfessa *arlo 1l2erto e lo manda in esilio.
CC
1ncora una volta nel clero c' un forte s2andamento. "entre *arlo 1l2erto se ne va! a
capo del governo costitu3ionale posto un canonico! don "arentini. "a *arlo 0elice!
rientrando! scaglia le sue ire sul malcapitato canonico! e l'arcivescovo *(iaverotti
scrive ai fedeli non doversi attri2uire ad altri c(e alla 'rovviden3a divina l'essere
scomparsa! come polvere al vento! quella nuova specie di governo c(e si voleva
sostituire alla monarc(ia, 4*(iuso! :!7:/.
@uesti vescovi c(e (anno cam2iato tante volte le carte in tavola! (anno di certo
scandali33ato molti cristiani. &em2rano girandole. "a se si esamina con atten3ione la
loro a3ione! sono un'altra cosa# persone c(e (anno cercato disperatamente di rimanere
fedeli al principio c(e da pi) di mille anni (a regolato le rela3ioni tra *(iesa e &tato#
(ede"t+ e co""abora*ione7 a""ean*a tra trono e a"tare.
La nascita dei figli! la loro educa3ione! i matrimoni! l'organi33a3ione della vita
collettiva! tutto si era sempre svolto nell'armonico intervento di &tato e *(iesa.
&pe33are questo legame sem2rava una catastrofe! un disastro c(e avre22e precipitato
tutto nel disordine.
'er questo 4non per vilt nA per leggere33a/ i vescovi (anno fatto salti mortali#
allinearsi ogni volta con l'autorit costituita.
La politica del 1adre nostro
"a la politica cam2iata. 'resto! con le *ostitu3ioni e i 'arlamenti! i governi saranno
equili2ri insta2ili di tenden3e contrapposte. &e i preti e i vescovi continueranno a fare
politica! ci saranno conseguen3e gravissime# metteranno ;io sui gagliardetti di una
parte! non terranno unito ma divideranno il popolo cristiano.
;on Bosco in questi anni caric(i di politica ad alta tensione! capisce c(e se "a )o"itica
@ 9uesta, i )reti devono stame (uori.
1vr grossi guai per questo suo atteggiamento! ma ripeter con risolute33a# Il prete
cattolico non (a altra politica c(e quella del %angelo, 4"B C!C7=/.
I preti! i religiosi! i suoi &alesiani dovranno attestare la loro a3ione su capisaldi 2en pi)
solidi dei partiti e delle correnti# le anime da salvare! i giovani poveri da nutrire ed
educare! il regno di ;io da far venire nel mondo. Tutto questo lui lo c(iamer la po$
litica del 'adre nostro,.
5on fu un atteggiamento esclusivo di don Bosco. Gi don *afasso diceva ai preti suoi
alunni# 5on prendetevi a cuore le cose politic(e. La politica del prete quella del
%angelo e della carit, 4"B C!.../.
"entre 2rontolano all'ori33onte i primi tuoni di quel gran temporale c(e sar il -696!
parecc(i vescovi piemontesi (anno lo stesso atteggiamento. 'urtroppo non quello
dominante! nemmeno tra gli alunni di don *afasso. &otto il temporale i preti si divide$
ranno! i seminaristi si u2riac(eranno di politica romantica. 'ersino il grande don
*occ(i andr ad agitare la 2andierina tricolore, per le strade! e tenter di partecipare
alla guerra con i suoi raga33i.
"a passata la grande esalta3ione i vescovi piemontesi si riuniranno a %illanovetta di
&alu33o 4luglio -69=/ e decideranno di vietare agli ecclesiastici di prendere parte a
circoli e adunan3e politic(e... di non sc(ierarsi pro o contro nessun candidato politico,
4*(iuso :!.=: ss/.
F> l'ini3io timido e rassegnato di quella separa3ione tra &tato e *(iesa c(e! tra
ripensamenti e travagli! progredir sempre pi). ;on Bosco non (a quindi assunto una
posi3ione originale e strana. Ia semplicemente seguito 4e forse un po' anticipato/ la
posi3ione dei suoi vescovi.
"a prima c(e i vescovi si pronuncino! scoppia il -696.
33. 16%6< la coccarda tricolore
&li applausi di arlo 3l#erto e di &ari#aldi
C7
Il -696! come ogni al2ero! (a radici un po' lontane. 1ffondano nel giugno -69C!
quando a sorpresa fu eletto 'apa il giovane cardinale "astai$0erretti 4B9 anni/! c(e
prese il nome di 'io IN. In Italia si aspettava un li2eratore. Lo si era cercato a Torino! a
5apoli! a "odena. Invece spuntava 4o meglio! tutti credevano c(e stesse spuntando/
nella citt meno pronosticata! Goma. Tutto mi sarei aspettato! ma non un 'apa
li2erale,! mormora desolato il potente cancelliere austriaco "etternic(! da :9 anni
gendarme dell'assolutismo.
&i ingannava anc(e lui. "a 'io IN stava facendo tutto il necessario perc(A si
ingannasse lui e tanti altri. 5on aveva idee li2erali! ma non gli andava c(e l'1ustria
ficcasse il naso e i cannoni in ogni angolo d'Italia. E lo disse papale papale. Era
persona umana! e perci+ li2er+ quei prigionieri politici c(e erano stati incarcerati per
un po' di c(iasso fatto sulle pia33e. Gli parve giusto c(e gli amministrati di ogni
comune eleggessero i loro amministratori 4non eleggevano mica il 'apaJ/! e c(e! salva
la 2uona educa3ione e il rispetto alle autorit! sui giornali si potesse scrivere ci+ c(e si
pensava. @ueste cose! ovvie per papa "astai! fecero scoppiare il pandemonio. Tutti
gridavano c(e era arrivato il 'apa neoguelfo profeti33ato da Gio2erti! c(e 'io IN
sare22e diventato il primo presidente della federa3ione d'Italia.
'io IN aveva anc(e lui le sue de2ole33e. Gli piacevano gli applausi! e quindi li accett+
dalla gente 4c(e dovunque gli improvvisava cortei e luminarie/! da *arlo 1l2erto 4c(e
gli offr la sua spada/! da Gari2aldi 4c(e gli mise a disposi3ione le sue camicie ros$
se,/! un po' meno da "a33ini 4c(e prese il tono dello &pirito &anto consigliere e
protettore/.
5on si rese su2ito conto c(e tutto ci+ avre22e portato inevita2ilmente alla guerra
contro un'altra na3ione cattolica! l'1ustria! e prima o poi alla scomparsa dello &tato
'ontificio.
Era un 2ravissimo prete! 'io IN! ma un politico ingenuo. "entre ingenui non erano i
li2erali! c(e decisero di 2al3are sul suo carro33one e di farne la 2andiera della guerra
all'1ustria! salvo a22andonarlo e indicarlo al pu22lico dispre33o appena si fosse ri$
2ellato al ruolo di utile strumento nelle loro mani.
*(e il 'apa fosse il primo a concedere le li2ert, soppresse da :9 anni! e22e l'effetto
di una miccia accesa in una polveriera. L'Europa scoppi+.
Le grandi citt videro le 2arricate nelle strade! sentirono il crepitio della fucileria! si
accesero di sacro furore davanti al sangue dei primi martiri della li2ert,. La
rivolu3ione incendi+ 'arigi 4.:$.9 fe22raio/! %ienna 4-: mar3o/! Berlino 4-B mar3o/!
Budapest 4-B mar3o/! %ene3ia 4-7 mar3o/! "ilano 4-6 mar3o/.
'erc(A i li2erali! i 2org(esi! i patrioti e gli operai si 2attevano sulle 2arricateD
%olevano innan3itutto c(e i re assoluti! padroni della vita e della morte dei loro sudditi!
creatori di 2arriere doganali suicide per i commerci! difensori del divieto di sciopero e
di sindacati 4e quindi causa della vita disumana nelle fa22ric(e/ smettessero di essere
assoluti. <gni re doveva essere affiancato da un 'arlamento c(e facesse le leggi!
doveva giurare fedelt alla *ostitu3ione 4E legge fondamentale c(e garantisce i diritti
dei cittadini/.
E poi si 2attevano perc(A l'1ustria la smettesse di essere il cara2iniere delle monarc(ie
assolute! imposte dal *ongresso di %ienna.
Le rivolu3ioni e22ero successo fulmineo# i re s2al3ati! l'1ustria travolta. 1 un certo
punto Gadet3WU! il generalissimo capo della armata austriaca in Italia! si trov+ a
com2attere per un imperatore c(e con la corte era fuggito dalla capitale! per un cancel$
liere c(e aveva dato le dimissioni ed era scappato in Ing(ilterra! contro una rivolu3ione
c(e aveva gi trionfato nella capitale del suo impero! %ienna! e aveva impiccato ad un
lampione il ministro della Guerra.
i si #atte per il 2 per cento
In Italia gli operai non partecipano alle rivolu3ioni 4unica ecce3ione "ilano/. Le
*ostitu3ioni c(e i li2erali vogliono imporre ai re assoluti sono scritte dai 2org(esi e
difendono i diritti dei 2org(esi. &i reclama il diritto di votare per il . per cento della
popola3ione 4i pi) ricc(i/! si c(iede l'a22attimento delle 2arriere doganali c(e
C6
impediscono i commerci! ma non si dice nemmeno una parola sul diritto di sciopero e
sui sindacati. I proletari devono rimanere proletari.
'er questo il -696 italiano dominato dai li2erali! e passa attraverso tre fasi# le
*ostitu3ioni! le insurre3ioni contro l'1ustria! la guerra contro l'1ustria guidata da
*arlo 1l2erto.
)on Bosco manca alla "esta
&pinto dagli atteggiamenti del 'apa 4e da un insurre3ione di 'alermo/! il re delle ;ue
&icilie il primo a concedere la *ostitu3ione 4.= gennaio/.
Il secondo Leopoldo! granduca di Toscana 4-7 fe22raio/.
'oi fu la volta di *arlo 1l2erto. Indeciso come sempre! il re era angosciato di dover
infrangere il solenne giuramento fatto .9 anni prima a *arlo 0elice. 'are c(e a22ia
c(iamato l'arcivescovo di %ercelli! d'1ngennes! per sapere se con quel giuramento
sulla coscien3a poteva dare la *ostitu3ione! o doveva a2dicare. *erto! il . fe22raio
stava pensando seriamente all'a2dica3ione! e cinque giorni dopo promise
solennemente la *ostitu3ione. La firm+ il 9 mar3o.
Tra il 7 fe22raio e il 9 mar3o ci fu il primo scontro duro di don Bosco con la politica.
'er il .7 fe22raio i li2erali avevano preparato a Torino una grande festa di
ringra3iamento, per la promessa della *ostitu3ione 4c(iamata &tatuto,/. La
vastissima pia33a %ittorio era affollata di delega3ioni fatte affluire da ogni parte del
'iemonte! Liguria! &ardegna! &avoia. Tutte le organi33a3ioni di Torino erano state
invitate a intervenire in massa. Il corteo verso pia33a %ittorio fu imponente# B8 mila
persone sfilarono davanti al re a cavallo.
L'arcivescovo 0ransoni 4contrario alle idee li2erali/ si era rifiutato di cele2rare la
"essa e di cantare il 2e !eum nella c(iesa della -ran Madre c(e campeggia su pia33a
%ittorio. 'ermise solo c(e si desse la 2enedi3ione eucaristica. 1veva pure proi2ito ai
c(ierici del &eminario di intervenire. "a essi si ri2ellarono all'ordine! e sfilarono con
la coccarda tricolore sul petto.
1nc(e l'<ratorio fu invitato a intervenire. Lo racconta don Bosco stesso! registrando
nelle Memorie parole importanti per capire il suo pensiero#
Il marc(ese Go2erto d'13eglio! principale promotore di quelle manifesta3ioni! ci fece
un invito formale perc(A vi partecipassimo.4.../ In pia33a %ittorio era preparato un
posto per noi accanto a tutti gli istituti di Torino. *(e fareD Gifiutare era come di$
c(iararsi nemico d'Italia. 1cconsentire significava accettare certi principi c(e io
consideravo pericolosi. 4.../
$ &ignor marc(ese! mio fermo sistema tenermi fuori da ogni cosa c(e si riferisce alla
politica. "ai in favore! mai contro.
$ *(e cosa vuol fare alloraD
$ 0are tutto il 2ene possi2ile ai raga33i a22andonati. 1doperare tutte le for3e perc(A
diventino 2uoni cristiani di fronte alla religione e onesti cittadini in me33o alla societ
civile.
$ 4.../ Lei si s2aglia. &e persiste in questo principio sar a22andonato da tutti! e la sua
opera diverr insosteni2ile. 4.../
$ La ringra3io della sua 2uona volont e dei consigli c(e cerca di darmi. "i inviti a
qualc(e cosa dove il prete possa esercitare concretamente l'amore del prossimo! e mi
vedr pronto a sacrificare tutto ci+ c(e possiedo! anc(e la vita. "a io voglio essere ora
e sempre estraneo alla politica.
4.../ ;'allora in poi non e22e pi) rela3ioni con noi. 1nc(e molti laici ed ecclesiastici!
dopo di lui! mi a22andonarono... Gimasi praticamente solo, (Memorie, - 6:s/.
accia al prete
;opo la firma della *ostitu3ione 49 mar3o/ a Torino non ci furono feste e fiaccolate. &i
scaten+ invece la caccia ai nemici della *ostitu3ione! c(e i li2erali additarono
nell'1rcivescovo! i Gesuiti! il *onvitto di don Guala e don *afasso! le ;ame del &acro
C=
*uore 4suore insegnanti/.
In quei giorni $ scrive don Bosco $ una specie di frenesia si diffuse tra i giovani. &i
radunavano in vari punti della citt! nelle vie e nelle pia33e! prendevano d'assalto preti
e c(iese. <gni offesa alla religione era considerata una 2ella impresa. Io fui assalito
pi) volte in casa e in strada.
Un giorno! mentre facevo catec(ismo! un colpo di arc(i2ugio 4E fucile antiquato/
entr+ per una finestra! mi stracci+ la veste tra il 2raccio e il torace! e and+ a fare un
largo squarcio nel muro.
Un'altra volta! mentre ero in me33o a una folla di raga33i! in pieno giorno! un tale c(e
2en conoscevo mi assal con un lungo coltello. "i salvai per miracolo! fuggendo in
camera mia e s2arrando la porta.
;on Borel sfugg per miracolo a un colpo di pistola. &fugg anc(e ad alcune coltellate
assassine un giorno c(e fu scam2iato per un'altra persona. Era difficile calmare e far
cam2iare idea a quei giovani scatenati. 4.../ 5ell'anno -696 ci fu un tale pervertimento
di idee e di a3ioni c(e non potevo pi) nemmeno fidarmi dei colla2oratori domestici.
<gni lavoro casalingo doveva quindi essere fatto da me e da mia madre, (Memorie,
-7:ss/.
S#andamento anc!e tra i preti
Lo s2andamento dei preti politici,! in quel tempo di frenesia! grave. Il *(iuso narra
i fatti principali in venti pagine del suo ter3o volume. 1ccenno soltanto.
Il fenomeno pi) grave la ri2ellione del &eminario maggiore. Gi alla "essa di 5atale
cele2rata dall'1rcivescovo in ;uomo! i seminaristi si sc(ierano in pres2iterio con la
coccarda tricolore sul petto. Gipetono l'esi2i3ione 4diso22edendo a un divieto formale/
alla festa di ringra3iamento, del 7 fe22raio. 5ei giorni seguenti organi33ano una
serata patriottica,. 'ortano nel salone una statua della li2ert! la im2andierano di
tricolori! e declamano a turno romantic(e composi3ioni all'Italia e a *arlo 1l2erto! tra
accensione di fiaccole e inni patriottici. 'adre "arcantonio ;urando! sentendo tutto
quel rumoreggiare! socc(iude la porta e sospirando ammonisce# ;ite il Gosario!
figlioli! dite il Gosario,. L'1rcivescovo (a idee rea3ionarie! e quindi (a i suoi torti
anc(e lui. 5on pu+ comunque tollerare questa provoca3ione continua. *(iude il se$
minario e manda tutti a casa.
I 'adri di &an ;omenico! per festeggiare lo &tatuto! la sera del = fe22raio pongono
sulla porta della c(iesa queste parole illuminate# Iddio <ttimo "assimo Ti colmi di
2enedi3ioni! o re *arlo 1l2erto! 2enefattore sommo dei tuoi popoli,. ;al "onte dei
*appuccini un frate esaltato spedisce alla *amera dei deputati un Invito &acro,#
c(iede c(e gli ordini religiosi vengano soppressi! non essendoci me33i migliori per
riformarli. Tra i 'adri della "issione! un gruppo di spiriti leggeri e imprudenti! scossi
dai rivolgimenti dei tempi,! vogliono instaurare un regime popolare! si ri2ellano ai
superiori! organi33ano trame segrete mediante corrisponden3a clandestina.
Il prete 'erini comp forse l'atto pi) mesc(ino di questo periodo. @uando! il .= mar3o!
mons. 0ransoni part per l'esilio in &vi33era! accett+ l'incarico dell'Economato di &tato
e and+ di persona a sequestrare i 2eni del suo 1rcivescovo.
In questo tempo di prima li2ert! il popolo veniva spinto anc(e con me33i impensati a
odiare i preti e i religiosi. ;omenico Bongiovanni! fratello di uno dei primi preti di
don Bosco! ricorda c(e in quei mesi accorreva con avidit ai teatri popolari della *it$
tadella,. E vedeva grandiose scene di 2anditi mescolate a quelle paurose dell'
Inquisi3ione... 0rati e sacerdoti, erano raffigurati mentre spiccavano la testa dal
2usto, della povera gente e poi! orri2ile a dirsi! si servivano dei tesc(i per giocare
alle 2occe,. E commenta# Era un'arte perversa! ma purtroppo persuasiva... Io! con la
mia agitata fantasia! mi riempiva di furore e provava un odio implaca2ile contro i
Geligiosi,.
Il li#eralismo 7 0ota
5ell 69C le radici della Givolu3ione 0rancese avevano ormai dato origine ad un nuovo sistema
78
ideologico! il "ibera"ismo. &are22e sciocco vedere nel -688 il primo tentativo dell'umanit di
raggiungere la li2ert. Tutta la storia umana $ cito da 'ietro &coppola $ storia di li2ert! di
progressiva conquista o almeno di lotta per la li2ert. "a l'aspira3ione alla li2ert c(e si riscontra nel
-688! e c(e stata ri2atte33ata "ibera"ismo, (a una sua fisionomia particolare. &i riallaccia
direttamente alla *ostitu3ione francese del -7=-! c(e nel pream2olo afferma# Gli uomini sono nati e
restano li2eri e uguali nei loro diritti... @uesti diritti sono la li2ert! la propriet! la sicure33a e la
resisten3a all'oppressione. La fonte di ogni sovranit sta essen3ialmente nella na3ione,.
La radice storica di questo li2eralismo $ afferma Guido ;e Guggero $ la nega3ione
dell'autorit ecclesiastica operata dalla riforma protestante! c(e a sua volta si evoluta! attraverso
l'illuminismo di %oltaire! nella afferma3ione dell'assoluta autonomia dell'uomo! c(e non riconosce
altra legge c(e quella del$la propria ragione. @ueste li2ert si accompagnano quindi con una totale
indifferen3a verso la religione e la rivela3ione cristiana.
Un li2eralismo cos concepito non poteva non dic(iararsi anticlericale! ed era com2attuto dalla
*(iesa! non tanto per le sue conclusioni ma per le sue premesse! le sue radici ideologic(e.
"a accanto al li2eralismo anticlericale! in Italia sorto anc(e un li2eralismo cattolico! c(e (a i suoi
maggiori esponenti in Gosmini! "an3oni! Lam2rusc(ini! *apponi. 'er essi la li2ert proclamata dalla
Givolu3ione 4nella quale sono racc(iuse le li2ert civili e politic(e! di coscien3a e di stampa/ un
valore cristiano! qualunque sia la sua radice storica contingente. La li2ert umana (a la sua vera
radice nella dignit interiore! religiosa! spirituale di ogni uomo.
5el 'iemonte del -69C erano quindi presenti due forme di li2eralismo# una anticlericale e una
cattolica. Entram2e premevano su *arlo 1l2erto per ottenere due o2iettivi# la costitu*ione c(e
garantisse le li2ert civili e politic(e dei cittadini! e la &uerra a""'Austria c(e desse l'avvio all'unit
d'Italia.
1lla testa del movimento li2erale! in questi anni! %incen3o Gio2erti! c(e con il suo li2ro ." Primato
civi"e e mora"e de&"i .ta"iani, (a tentato di dare a tutto il li2eralismo un volto moderato e cattolico!
contrassegnato con il nome neoguelfismo, 4cf '. &*<''<L1! La *(iesa e il Li2eralismo nel
secolo NIN, in $tudio e inse&namento de""a storia, 1E$U*II"! Goma -=C:/.
3%. &uerra in Lom#ardia e nei prati
3 ;orino un silenzio c!e mette paura
-6 mar3o -696. "ilano ini3ia la rivolta contro le truppe austriac(e di Gadet3WU. Il
giorno dopo! inviato dai "ilanesi! giunge a Torino il conte 1rese. *(iede l'intervento
delle truppe piemontesi prima c(e il feldmaresciallo austriaco passi al contrattacco.
*arlo 1l2erto impreparato. Gran parte dell'esercito stato inviato in &avoia! dove si
teme un attacco della 0rancia nuovamente rivolu3ionaria. Il *onsiglio dei "inistri non
sa c(e decidere! e quindi prende tempo. "a la mattina del .- giunge un messaggio
urgente da "ilano! reca c(e le cose vanno male per i cittadini, 4'I5T<! .67/.
.: mar3o. Il re rompe gli indugi e dic(iara la guerra. Una gran folla! a notte! riunita
davanti al 'ala33o reale. *arlo 1l2erto si affaccia alla loggia tra la luce ondeggiante
dei doppieri portati dai valletti,. 1lle grida della gente risponde agitando il tricolore
4c(e da questo momento sostituir la 2andiera a33urra dei &avoia/.
5ella notte tra il .9 e il .B il re e il principe ereditario partono per il confine del Ticino
alla testa di C8 mila uomini. L'6 e il = aprile l'avanguardia piemontese entra in contatto
con gli austriaci e si accende la prima 2attaglia.
I reggimenti! ric(iamati in gran fretta dalla &avoia! sostano qualc(e ora a Torino! e
proseguono impolverati per il fronte. %engono sequestrati tutti i cavalli per il trasporto
dell'artiglieria e dei carriaggi. Torino si trova di colpo con tutte le carro33e ferme. Un
silen3io c(e mette paura.
@ratoriani al "ronte
0rancesia ricorda quei giorni vissuti a %aldocco#
@uando fu dic(iarata la guerra del -696! e il nostro re *arlo 1l2erto part per
mettersi alla testa dell'esercito! molti di quei giovanotti! c(e erano stati dei primi a
frequentare l'<ratorio (sei-sette anni )rima), dovettero partire per la guerra. ;on
Bosco! come padre affettuoso! li raccolse insieme! e diede a tutti salutari consigli!
7-
assicurandoli c(e si sare22e pregato per loro. Ed essi scrivevangli sovente! e facevano
voto di tornar presto a Torino al loro caro <ratorio. 4.../
;on Bosco intanto teneva loro dietro colla carta geografica! segnava i posti delle
2attaglie! puntando degli ag(i qua e l! e poi ci spiegava le noti3ie dei compagni
lontani. 4.../I giovanetti specialmente pi) adulti! infervorati da don Bosco! quasi tutte
le domenic(e venivano a fare la santa *omunione per i compagni soldati. E con
quanto affetto ne aspettavamo le noti3ie. &e don Bosco annunciava di aver ricevuto
lettere! o direttamente o per me33o dei parenti! si faceva su2ito un gran silen3io
d'attorno per intenderle tutte, 4%B'! -9C/.
La trom#a del #ersagliere
"a le noti3ie della guerra spingevano i raga33i non soltanto a pregare. Le pia33e di
Torino! i prati di periferia si trasformavano per loro in campi di 2attaglia. 0inita la
scuola! o appena usciti dalla 2ottega o dalla fa22rica! si armavano di 2astoni! si
univano in 2ande! eleggevano un capo! si gettavano gli uni contro gli altri. 5ascevano
2attaglie paurose! con giovani feriti seriamente. &pecialmente nei giorni di festa le
pia33e! i viali! le periferie sem2ravano diventati altrettanti campi di com2attimento
4*L -6C/.
;on Bosco! mentre tanta gente si lamentava di quella nuova piaga! sfrutt+ quel clima
di guerra per inventare un nuovo gioco. Il suo amico Giuseppe Brosio era stato
2ersagliere! e di 2attaglie se ne intendeva. ;on Bosco l'invit+ a venire all'<ratorio con
la trom2a e la divisa! e a formare un piccolo reggimento con i giovani pi) vivaci e
2attaglieri. *ontemporaneamente c(iese al Governo duecento vecc(i fucili da
esercita3ione! con la canna sostituita da 2astoni.
*'era una vita indescrivi2ile $ ricorda 0rancesia $ quando al dopopran3o si aprivano le
camere dove si tenevano i vari arnesi per la ricrea3ione. Era una furia a gettarsi sopra i
fucili di legno massiccio... E con c(e aria! con c(e aspetto! con c(e maest si facevano
quei mar3iali eserci3i, 4%B'! -9-/.
La gente accorreva agli squilli della trom2a e alle urla dei com2attenti. I due
2attaglioni si sc(ieravano ai lati opposti del prato! al segnale di 2attaglia levavano il
grido urr+, poi si puntavano contro i fucili per la scarica. &i partiva quindi per la carica
alla 2aionetta! si accendeva la misc(ia! ci si aggirava sui fianc(i per sorprendersi a
vicenda. 1lla fine il generalissimo gettava nella 2attaglia, le ultime riserve. *i voleva
tutta l'autorit di Brosio e di don Bosco per dic(iarare finita la 2attaglia! con la gente
c(e 2atteva le mani e don Bosco c(e girava tra vinti e vincitori con un cartoccio di
caramelle 4*L :-8/. Il 2ersagliere riceveva le congratula3ioni degli spettatori! e!
ricorda sorridendo 0rancesia! voleva assolutamente ricontarci per la millesima volta
le sue avventure,.
In c!iesa a ridere e a imparare
'ortare in c(iesa quei raga33i dopo la 2attaglia era una fatica nera. Eppure don Borel e
don Bosco ci riuscivano! perc(A avevano rispolverato per quei giorni una maniera di
predicare c(e ai giovani piaceva moltissimo.
*ominciarono a fare la predica domenicale sotto forma di dialogo,. ;on Bosco si
mescolava ai raga33i! e attaccava don Borel 4c(e stava sul pulpitino/ con domande cos
comic(e c(e faceva ridere tutti a crepapelle. ;on Borel rispondeva sgridando il raga3$
3accio! con il tono di un vecc(io parroco infuriato. 'oi! poco a poco! la conversa3ione
scendeva al pratico# si discuteva sulla 2estemmia! sulla partecipa3ione alla "essa!
sulla gioia di c(i (a la coscien3a in pace con il &ignore. "a sempre con 2attute allegre!
fri33i vivaci. @uel metodo! adottato per i difficili giorni di guerra! non fu pi)
a22andonato dall'<ratorio. 'er i giovani fu sempre cosa desideratissima. Bastava c(e
si dicesse c(e la domenica vi sare22e stato il dialogo! perc(A la *appella si riempisse
di piccoli uditori, 4*L -=-/.
7.
Il 28 aprile cam#ia tutto
La guerra del 'iemonte contro l'1ustria era diventata quasi spontaneamente la guerra
de""'.ta"ia contro l'1ustria.
'io IN aveva mandato! al comando del generale ;urando! -7 mila uomini ai confini
dello &tato 'ontificio,. ;ovevano difendere, i confini o passarli per dar man forte a
*arlo 1l2ertoD Il 'apa non aveva dato nessun ordine in questo senso! ma ;urando i
confini li pass+! e sc(ier+ i pontifici a 2attaglia.
;ieci giorni dopo! sull'esempio del 'apa! anc(e 0erdinando di 5apoli manda -C mila
soldati! anc(e Leopoldo permette a volontari toscani di partire.
1ll'ini3io un crescendo di vittorie 4Gadet3WU frastornato#
il suo Governo quello del cancelliere "etternic( c(e fuggito all'estero o quello
degli insorti c(e (anno occupato %ienna e (anno issato sul campanile pi) alto la
2andiera nero$rosso$giallaD Gli 1ustriaci vogliono la sua vittoria o quella dei
rivolu3ionariD/.
"a giunge il .= aprile. 'io IN! messo alle strette! deve c(iarire se sta dalla parte della
guerra o della pace. Il pre33o alto# un possi2ile distacco 4E scisma/ della cattolica
1ustria dal 'apa. In pu22lico discorso! il 'apa dic(iara solennemente c(e! come padre
di tutti i popoli! non pu+ farsi promotore di guerre contro nessuno dei suoi figli.
La delusione in Italia enorme. La popolarit di 'io IN crolla. La stampa 4per c(i sa
leggere/ e il teatro 4per c(i analfa2eta/ sono gli strumenti con cui si incita la gente
contro il 'apa! c(iamato traditore e nemico d'Italia,. Le pesanti vignette dei giornali
umoristici dipingono i preti come luridi topi di sacrestia c(e rodono e divorano l'Italia.
1nc(e don Bosco riceve le sue. Gruppi di giovinastri piantano il 2allo nel prato
davanti al portone dell'<ratorio. I raga33i c(e entrano e c(e escono sono coperti di
insolen3e sporc(e. I canti della c(iesetta sono sommersi dalle risatacce. 1 volte tetto e
finestre sono 2ersaglio di ra22iose grandinate di sassi.
Le noti3ie c(e arrivano dalla 3ona di guerra sono un rotolare di sconfitte. Le truppe
regolari del 'apa! di 5apoli e di Toscana se ne vanno. Gimangono solo i volontari. 1
*usto3a! durante una 2attaglia durata tre giorni! Gadet3WU annienta i 'iemontesi. 1n$
c(e "ilano a22andonata 4"ilano c(e spara fucilate a *arlo 1l2erto traditore,/. Il =
agosto si firma l'armisti3io &alasco con gli 1ustriaci ormai ai 2ordi del 'iemonte.
Le grandi speran3e c(e in primavera erano fiorite! l'estate le sta 2ruciando. Il re di
5apoli (a ritirato la *ostitu3ione. 1 "ilano sono tornati gli 1ustriaci. 'arigi e 'raga
(anno visto tornare l'ordine sulle 2occ(e dei cannoni. L'Imperatore tornato a %ienna
portato dalle truppe del dittatore militare principe Tindisc(grt3 c(e in un giorno (a
fatto impiccare tredici generali passati agli insorti. 'io IN addirittura fuggito da
Goma dopo l'assassinio del suo 'rimo "inistro! 'ellegrino Gossi.
/sercizi Spirituali come una sorgente
;on Bosco un prete semplice! alla mano. "a sulle cose ci ragiona. &crive# In
quell'anno 4-696/ uno spirito di vertigine si lev+ contro gli <rdini religiosi e contro le
*ongrega3ioni ecclesiastic(e! di poi in generale contro al *lero...,. 5on lo spaventa
c(e ci sia gente a gridare contro i preti 4ce n' sempre stata/. *erca invece la causa per
trovare qualc(e rimedio. Gli pare di capire c(e la causa stia qui# gran parte dei preti
non del popolo,. 'roviene da famiglie no2ili e signorili! o almeno 2enestanti.
&e si vuole c(e la gente torni a sentire i preti come suoi,! occorrer andarli a cercare
non pi) tra le famiglie agiate,! ma tra quelli c(e maneggiano la 3appa o il martello,.
Gaggiunta questa convin3ione! don Bosco passa immediatamente ai fatti. 45on
sciuper mai un minuto! nella sua vita! a piangere sui tempi tristi/. *on questo
pensiero cominciai a invitare qualcuno (dei &iovani) a tenermi compagnia a pran3o o
alla sera. %enivano a leggere! a scrivere! a studiare! e intanto discutevamo le opinioni
velenose c(e circolavano in quei giorni contro la religione... Lo facevo avendo in
mente (di) osservare! conoscere! scegliere alcuni individui adatti alla vita comune! e
7:
proporre loro di rimanere con me.
'untando sempre in questa dire3ione! nel -696 (o tentato un piccolo corso di
Eserci3i &pirituali. Gaccolsi una cinquantina di raga33i. 0acevano pran3o e cena con
me! ma poic(A non c'erano letti per tutti! alcuni andavano a dormire a casa...
Giuscirono molto 2ene. ;iversi raga33i! attorno ai quali avevo lavorato inutilmente
per tanto tempo! cominciarono una seria vita cristiana, (Memorie, - 7Cs/.
;on Bosco c(e! in me33o ai terremoti politici e anticlericali del '96! c(iama agli
Eserci3i &pirituali una cinquantina di piccoli lavoratori in una casupola in riva alla
;ora! uno spettacolo sconcertante. Esattamente come 4dieci anni dopo/ la raga33ina
Bernadette c(e! nella 0rancia devastata dalla rivolu3ione e dilaniata dalle leggi
anticlericali! si metter a scavare con le mani nell'angolo fangoso di una grotta dei
'irenei.
;ue gesti insignificanti! ridicoli per i professionisti della politica e i
programmatori scientifici della societ.
Eppure da quella grotta fangosa scaturir una vena di acqua misteriosa c(e
ridoner salute e speran3a a folle di gente.
;a quella settimana di Eserci3i &pirituali scaturir una sorgente di sacerdoti nuovi!
dalla veste impolverata e dal sorriso aperto! c(e la gente sentir come suoi, preti.
5egli <ratori delle periferie li vedr volentieri giocare e pregare con i suoi figli! e
accetter da loro il %angelo condito di allegria e semplicit.
3(. Il cucc!iaio in tasca
La "atal 0ovara
L'armisti3io con l'1ustria dur+ sAtte mesi! e a Torino ci fu il tempo di rovesciare
quattro governi. 1ccuse! odio! tensione si respiravano. L'uomo pi) potente era
Gio2erti! capo dei democratici! u2riaco di vanit. Trattava il re come uno scolaro dalla
testa dura! martellava in 'arlamento la sua parola d'ordine# riprendere la guerra.
5essuno osava ri2ellarsi. &e vogliamo salvare la monarc(ia! do22iamo riprendere la
guerra,! scriveva rassegnato il ministro 'errone! c(e come generale sapeva per+ come
sare22e andata a finire.
Erano tutti d'accordo a non volere pi) *arlo 1l2erto alla testa dell'esercito. Il generale
La "armora and+ a 'arigi per ingaggiare un generalissimo,. I francesi Bugeaud!
LamoriciAre! Bedeau! *(agarnier rifiutarono. 1lla fine accett+ il polacco *(r3a$
noRsWU! contattato a ;resda. Il 'iemonte sem2rava una squadra di calcio in cerca di
un centravanti.
La guerra riprese il .8 mar3o -69=! e gli 1ustriaci passarono immediatamente il
confine! minacciando 5ovara e %ercelli. Il giorno dopo 4.-/! *(r3anoRsWU ingaggi+ la
prima 2attaglia alla &for3esca 4fra3ione di %igevano/ e mise in fuga i reggimenti
austriaci.
Il giorno .: tutte le for3e piemontesi erano concentrate a 5ovara! e gli austriaci
vennero all'attacco. 0urono cacciati due volte! ma alla ter3a sfondarono. "entre
scendeva la sera! *(r3anoRsWU mand+ al contrattacco tutti i 2attaglioni! insieme a
tutte le riserve. La 2attaglia infuri+ ancora su un fronte di quattro c(ilometri. &olo
concentrando rapidamente tutti i rinfor3i possi2ili! il generalissimo austriaco riusc a
respingere l'assalto. In tre giorni Gadet3WU aveva vinto tutto# 2attaglia e guerra. "a
lealmente disse# @uei diavoli di 'iemontesi sono sempre gli stessi e! malgrado il
minor numero loro e la stanc(e33a delle marce fatte! (o creduto pi) di una volta di
dovermi ritirare, 4'I5T<! :8=/.
1ll'una di notte! nel pala33o Bellini di 5ovara! *arlo 1l2erto a2dica. *onsegna il
trono e lo &tato al figlio %ittorio Emanuele. &u un carro33ino stretto e scomodo!
costruito per girare per i sentieri dei giardini reali! compie un lung(issimp viaggio.
5essuno sa dove va. @ualcuno parla di una trappa! dove il re intende farsi monaco.
79
Giunse invece a <porto! sfinito e distrutto! dopo .7 giorni. 'rese alloggio in una
locanda! poi in una casa privata. 'roi2 alla famiglia di seguirlo. &are22e morto tre
mesi dopo! mentre un prete 2is2igliava accanto a lui le litanie della "adonna.
Il principino Um2erto! B anni! conserver sempre un 2arlume di ricordo di quei giorni#
divise militari e cavalieri in su22uglio! l'angoscia della madre 4figlia del vicerA
austriaco della Lom2ardia e sposa del nuovo re del 'iemonte/ e il gusto degli ultimi
gianduiotti, di cioccolato c(e con la sorella *lotilde aveva ricevuto dal nonno.
Miseria per tutti
La guerra e la sconfitta (anno prostrato il piccolo regno del 'iemonte. Le finan3e
sono in rovina! i de2iti di guerra superano i 78 milioni! le casse dello &tato sono vuote
e non vi sono neppure i fondi necessari per pagare gli stipendi alla fine del mese. Il
popolo stremato dalla guerra e dalle tasse,.
La prima guerra di Indipenden3a costata in cifra tonda .=B milioni di lire! cio
quanto lo &tato spendeva in due anni e me33o di vita pacifica. In lire di oggi circa
--68 miliardi 4*loug(! p. 9:/.
La vita per i primi raga33i ospitati da don Bosco poverissima! come per tutti. 1ll'ora
di pran3o si affollano! 2randendo una scodella o un pentolino di terracotta! attorno al
paiuolo di mamma "arg(erita. *iascuno riceve un mestolone di riso e patate o! pi)
sovente! di polenta fatta 2ollire con le castagne secc(e 4formava come una poltiglia!
manicaretto g(iottissimo per i giovani,! ricorda Bonetti con ottimismo/. 5elle feste
solenni c'era anc(e il secondo# un pe33ettino di salsiccia o di merlu33o. <gnuno!
tenendo il suo pentolino tra le mani! cercava un posto per sedersi# una trave accostata
al muro! un sasso! i gradini della scala. 'er 2ere! una sorgente di acqua fresc(issima
era la loro 2otte e la loro cantina, 4*L -68/. 'oi ognuno lavava coscien3iosamente il
pentolino! lo metteva in un luogo sicuro! e si ficcava in tasca il cucc(iaio.
@uesta del cucc(iaio in tasca rimase per lungo tempo un'usan3a sacrosanta per i
raga33i di don Bosco. 'aolo *onti! un raga33one c(e andava a scuola in citt! cavando
il fa33oletto di tasca! fece cadere rumorosamente il suo cucc(iaio sul pavimento
dell'aula. &otto lo sguardo severo del professore! e per nulla tur2ato dalle risa c(e
dilagavano tra i 2anc(i! 'aolo lo raccolse e disse# F> il mio cucc(iaio. %olete mica
c(e venga a scuola sen3a cucc(iaioD, 4*L -68/.
Il pane ,uotidiano
;opo aver riposto pentolino e cucc(iaio! i raga33i consumavano i minuti c(e
rimanevano prima di rientrare a 2ottega o a scuola! sedendo attorno a don Bosco 4c(e
aveva sempre tante cose da raccontare! da domandare! da comunicare/ e masticando il
pane. Era il nutrimento 2ase non solo per quei raga33i! ma per tutti i lavoratori della
citt. *ostava 8!:7 lire il c(ilo 4-968 lire del -=6C/. Il pre33o rimase pi) o meno
invariato per vent'anni. I giovani ne consumavano suppergi) un c(ilo a testa.
*on il moltiplicarsi dei giovani! la spesa del pane rimase una delle pi) grosse e delle
pi) urgenti per don Bosco. &criver la prima lettera per avere aiuto a saldare la nota
del panettiere il B gennaio -6B9! al conte &olaro della "argarita 4eQ ministro degli
Esteri di *arlo 1l2erto/# doveva pagare -C88 lire per l'ultimo trimestre del -6B:. Un
anno dopo confider al canonico Gastaldi# &ono in gravissime difficolt per saldare la
nota del pane,. 5egli anni c(e seguono! le supplic(e perc(A lo aiutino a pagare le
pagnotte distrutte dai miei raga33i, non si conteranno pi).
I raga33i c(e andavano a lavorare in citt! per+! qualcosa guadagnavano. Il salario di
un fanciullo andava dalle 8!98 alle 8!68 lire il giorno. @uello di un lavoratore stava tra
le L.. e le .!B8. 4Tutto da moltiplicare per 9888 per avere un certo, confronto con le
lire di oggi/. ;ove finivano i soldini dei raga33iD 'ietro &tella risponde# 1ntic(e
reda3ioni del regolamento della casa annotavano# L&i usa presentemente di mettere in
cassa a favore di ciascun figlio tutto ci+ c(e eccede i sedici soldi 4L. 8! 68/ al giorno. 1
quelli c(e non guadagnano ancora tal somma sar loro dato la met del guadagno di un
7B
giorno alla settimanaL, 4&T :!:7B/. &i calcolava insomma come pensione giornaliera
68 centesimi. Tutto ci+ c(e li superava era assegnato al giovane. &e poi il raga33o non
guadagnava nemmeno 68 centesimi 4e ce n'erano tanti/! la pensione si considerava
saldata ugualmente! e don Bosco gli dava una piccola somma 4me33o stipendio
giornaliero/ come mancetta, settimanale.
*ome don Bosco riuscisse a tirare avanti con queste cifre! il vero miracolo
quotidiano dell'<ratorio. 5egli stessi anni! fa notare &tella! i 7C allievi del #onvitto
na*iona"e pagavano una retta mensile di L.BB. I C8 interni de""'.stituto )aterno di
educa*ione L.-88 mensili 4e l'Istituto si reggeva su un capitale sociale di -88 mila lire/
4&T :!:7C/.
-uello straccio di camicia
<ltre al pane! uno dei pro2lemi dei primi raga33i ospitati da don Bosco era l'igiene
personale. "amma "arg(erita impiant+ nell'<ratorio un lavatoio. Il ricam2io della
2ianc(eria avveniva pro2a2ilmente ogni quindici giorni! almeno per c(i aveva
2ianc(eria. 'er gli altri "arg(erita 4e poi altre 2rave signore della citt/ provvedevano
come potevano. *'erano dei raga33i! ricordava don Bosco! i cui cal3oni e la giu22etta
erano in 2randelli. %e ne erano di quelli c(e non potevano mai cam2iarsi quello
straccio di camicia c(e avevano indossoH erano cos luridi c(e nessun padrone li
voleva accogliere a lavorare nella propria officina,. La mamma considerava suo
compito! quando i raga33i erano andati a letto! prendere quelle giu22e! quei cal3oni
ri2uttanti! aggiustarliH prendere quelle camicie gi tutte lacere! e forse mai passate
nell'acqua! lavarle! rattopparle e consegnarle nuovamente ai poveri raga33i, 4"B
:!.B9s/.
*ome nei vestiti si annidavano frequentemente pulci e nei letti cimici! cos nei capelli
erano frequentemente annidati pidocc(i 4lo s'am)oo verr di moda pi) di cent'anni
dopoJ/. 'rovvedeva a tagliare i capelli 4c(e secondo l'uso si portavano piuttosto
lung(i/ la stessa mamma "arg(erita. Il dottor 0ederico *igna ricordava c(e il taglio
fatto con le for2ici gli aveva lasciato parecc(i scalini,! e c(e se ne lament+ con la
mamma. E lei gli rispose# %a' l! c(e questi scalini ti faranno andare in paradiso,.
;avano una mano alla mamma *arlino Gastini! c(e il mestiere lo conosceva! e lo
stesso don Bosco! c(e aveva fatto il parrucc(iere in seminario. Egli esortava cos i
giovani# 'ettinate 2ene i vostri capelli. %iene la primavera! la quale fa moltiplicare
certe 2estioline,.
La mamma dell'@ratorio
"arg(erita era c(iamata mamma, dai raga33i! e lo era davvero. "amma
dell'<ratorio e di tutti quei raga33i c(e cercavano da lei un supplemento di pane e di
affetto.
1 un raga33etto c(e venuto a sedersi accanto a lei su uno sga2ello! e piange per gli
sgar2i c(e gli fanno i compagni di lavoro! porge un grappolino d'uva e aggiunge la
senten3a# In nessun paese si sta cos male come in questo mondo,.
@uando (a sgridato un raga33o c(e (a trasformato un li2ro in una palla per giocare! e
lo vede tutto mortificato! mormora# ;opo la ferita ci vuole l'olio,. E tira fuori dalla
tasca del grem2iule una mela! porgendogliela.
1 un raga33o c(e non trova mai un prete di suo gradimento per confessarsi! dice il
vecc(io prover2io piemontese# BEa cativa "avandera treuva mai na bona )era:: Una
cattiva lavandaia non trova mai una pietra 2uona per farci sopra il 2ucato,.
Un giovanottello! in cucina! cerca di soffiare, un pe33o di formaggio per insaporire
la merenda. "amma sta pulendo la verdura per la minestra! ma con la coda dell'occ(io
(a visto tutto! e dice severa# "a 2ravoJ La coscien3a come il solletico# c(i lo sente
e c(i non lo sente,.
Un raga33o sta passando un momento difficile. F> aggressivo! indisciplinato.
"arg(erita lo c(iama in cucina! dove quando non lavora ai fornelli! rammenda
7C
giacc(e! cal3oni e camicie. Lo fa sedere accanto a sA e sen3a al3are gli occ(i mormora#
"a perc(A sei cam2iato cosD 5on ti accorgi c(e stai diventando cattivoD Io lo so
perc(A# non preg(i pi). &e ;io non ti aiuta! c(e cosa vuoi com2inare di 2uonoD Te'!
mordi in questa mela e pensaci su, 4"B :!:7-ss/.
L'orto invaso dai com#attenti
La giornata pi) difficile per "arg(erita la domenica! quando sul prato arrivano gli
oratoriani! centinaia di giovani con una gran voglia di giocare alla guerra.
"arg(erita! da 2uona massaia! erasi formato in fondo al cortile un orticello! il quale
da lei industriosamente coltivato e seminato! le somministrava insalata! aglio! cipolla!
piselli! fagiuoli! carote! rape... <r 2ene! era un giorno di gran festa! e il 0ersa&"iere,
raccolta la sua sc(iera e divisala in due parti! volle divertire i numerosi spettatori con
una finta 2attaglia... 1 difesa del caro orticello! raccomandava ai vincitori c(e arrivati
alla siepe vi si fermassero. Impartito il comando! si d il segnale della misc(ia, 4*L
:-8/.
"a gli squilli di trom2a! gli applausi degli spettatori! l'ardore della 2attaglia fecero
dimenticare ogni precau3ione. La 2attaglia fin proprio nell'orto della mamma. La
siepe rovesciata e diveltaH c(i cade e c(i sorgeH in 2reve ogni cosa fu calpestata e
guasta. Il 0ersa&"iere gridava! suonava la trom2a! ma..., (ib.). Il disastro fu completo e
la mamma avvilita.
0orse fu quella notte c(e "arg(erita si sent addosso tutto il peso dei suoi C- anni.
*ome al solito! insieme a don Bosco! cuciva giacc(e e cal3oni strappati! c(e i raga33i
andando a dormire le avevano lasciato in fondo al letto! per riaverli aggiustati al
mattino 4non avevano altro da indossare/. 1 un tratto depose l'ago accanto al lume ad
olio.
$ Giovanni! sono stanca. Lasciami tornare ai Becc(i. I raga33i mi gettano per terra la
2ianc(eria pulita stesa al sole! mi calpestano l'orto. &ono una povera vecc(ia. 5on ce
la faccio proprio pi).
;on Bosco guard+ il volto di sua madre e sent un nodo alla gola. 5on riusc a dire
nemmeno una parola. 1l3+ solo la mano! indicando il *rocifisso c(e pendeva dalla
parete. E la vecc(ia mamma cap. Tutto quello c(e avrete fatto a uno di questi piccoli
l'avrete fatto a me,! aveva detto il &ignore.
&e esiste la santit delle estasi e delle visioni! esiste anc(e quella delle pentole da
pulire e delle cal3e da rammendare. "amma "arg(erita fu una santa cos.
3.. Il primo salesiano< Mic!ele Aua
La cravatta
"ic(elino! quell'orfano di 6 anni c(e presso i "ulini aveva incontrato don Bosco! e
c(e sare22e diventato il suo successore alla testa dei &alesiani! non era stato attirato da
una voce misteriosa! ma da una cravatta.
Lo raccont+ lui stesso all'amico 0rancesia! c(e narra#
Un luned mattina "ic(elino aveva osservato un suo compagno far 2ella figura per
una cravatta nuova. Esclam+#
$ *(i te l'(a comprataD
$ "e la sono guadagnata ieri alla lotteria nell'<ratorio di don Bosco.
$ *(i don BoscoD
$ F> un 2uon prete! c(e raccoglie alla domenica tanti raga33i! li fa divertire! li istruisce!
e per di pi) regala qualc(e oggetto. Ieri mi tocc+ questa cravatta.
$ E se ci andassi anc('io! potrei guadagnare simili oggettiD
$ *ertamenteJ Basta c(e esca il tuo numero 4.../.
*(e meraviglia se la domenica seguente! col permesso della mamma! "ic(elino prese
77
la strada dell'<ratorioD
$ Io pensavo $ ci diceva poi sorridendo $ sempre e solo alla cravatta 4.../.
Il giovane "ic(ele aspett+ invano la lotteria per guadagnarsi la cravattaH ma in
compenso vide don Bosco,.
@uel raga33ino era nato il = giugno -6:7 in Borgo ;ora! presso la /ucina de""e canne.
L! in riva alla ;ora e a quattrocento metri dalla casa 'inardi! si fondevano le canne
dei fucili e dei cannoni. &uo pap! Giovanni Battista! era contro""ore, il grado pi) alto
c(e nella fa22rica potesse raggiungere un operaio. Gli era morta la prima moglie! dopo
avergli dato tre figli! e per non lasciarli orfani si era sposato una seconda volta con
Giovanna 0errero. 1nc(e da questo secondo matrimonio e22e tre figli! Giovanni!
Luigi e "ic(elino.
/ ora' c!e pensi di "areE
5ell'agosto -6B8! "ic(elino termin+ le scuole elementari presso i 0ratelli delle &cuole
*ristiane. Era gi diventato amico di don Bosco! incontrandolo ogni domenica
all'<ratorio e sovente nelle scuole. In quell'agosto! racconta 0rancesia! don Bosco!
c(e misteriosamente conosceva l'avvenire di questo suo diletto allievo! lo c(iam+ a sA
e gli disse#
$ "ic(elino! c(e pensi di fare adesso c(e (ai finito le classi elementariD
$ 'rendere il posto del 2a22o! e cos aiutare la mamma! c(e ora si sacrifica per noi.
$ E non ti fare22e piacere continuare gli studiD
$ <(J moltoJ ma per ora ne (o a22astan3a.
$ "a se si trattasse di studiare il latino! e il &ignore ti c(iamasse a farti anc(e
sacerdote... non ti piacere22eD
$ <(J mi piacere22e. "a c(i sa! se mia madre ne sar contenta...
$ 'rova a parlarne! e poi mi saprai dire se essa approva il nostro progetto.
Giunto a casa...! la 2uona donna tutta intenerita gli rispose#
$ "agariJ desidererei tanto di vederti sacerdoteJ &e il &ignore mi facesse questa gra3ia!
non avrei parole a sufficien3a per ringra3iarlo. ;i' pure a don Bosco c(e volentieri ti
lascio studiare ancora per un anno per vedere se puoi riuscire, (ivi, -Cs/.
@uell'estate! insieme ad altre reclute, c(e don Bosco fece alle scuole dei 0ratelli!
"ic(ele fece le vacan3e nell'<ratorio! studiando. Li avreste veduti raccogliersi ogni
mattina $ scrive 0rancesia $ e 4.../! dopo aver servita la &. "essa a don Bosco! ritirarsi
per la scuola. 4.../ ;on Bosco aveva fatto sentire! c(e dovevano tentare di far un corso
intero nelle vacan3e! ed i nuovi allievi corrispondevano alle sue cure sen3a darsi un
momento di riposo, (ivi, -6/.
"ic(ele! nei primi giorni! sent molto il caldo dell'agosto! e si scoraggi+ un poco. 0u
allora c(e il c(ierico, Giuseppe Bu33etti! la guida del gruppo! lo prese da parte e gli
fece un po' di paternale. "ic(ele l'ascolt+ a testa 2assa e si mise a studiare con pi)
2uona volont (ivi, -6s/.
1ulitini e aggraziati
La signora Giovanna 0errero! con la piccola pensione c(e percepiva dopo la morte del
marito! riusciva a tenere la sua casa in modesta dignit. Luigi e "ic(ele si
distinguevano all'<ratorio perc(A pulitini e aggra3iati... 1ndavano cos 2en vestiti!
come di rado suol accadere anc(e adesso a c(i umanamente (a maggior fortuna, (ivi,
--/.
5el fe22raio -6B- la morte torn+ in casa Gua. &i port+ via Luigi di -7 anni. Io non
vidi mai l'amico pi) afflitto di quella voltaJ... 'ioveva! ed era una mestissima giornata.
*i eravamo fatto un poco di scuola! ed accortomi della sua pena! non potei trattenermi
dal dirgli#
$ *(e (ai di cos grave c(e ti rende tanto tristeD
Egli disse sospirando#
$ "i morto mio fratelloJ $ *(e potevo dirgli di consolanteD &i era nella sacrestia
76
dell'<ratorio festivo! si tralasci+ la scuola! e si and+ in c(iesa a pregare! e fu un lungo
pregareJ *ome ricordo quel giornoJ, (ivi, .6s/.
La sera don Bosco ricord+ affettuosamente Luigi davanti ai giovani. ;isse c(e era un
raga33o modello! c(e conosceva personalmente la sua virt). 'regarono tutti per
l'affetto c(e avevano a Luigi e a "ic(ele.
;on Bosco volle c(e "ic(ele rimanesse in famiglia! a far compagnia alla mamma! ma
all'ini3io dell'anno scolastico -6B-$B. lo mand+ coi migliori alla scuola del professor
Bon3anino! accanto alla c(iesa di &. 0rancesco d'1ssisi. "ic(ele usciva di casa al mat$
tino presto! e si metteva alla testa del piccolo drappello 4qualcuno addentava ancora la
pagnotta di cola3ione! altri si ripetevano a vicenda la le3ione/ e lo guidava alla scuola.
1lla fine dell'anno diedero l'esame da privatisti alla scuola c(e poi divent+ -innasio
e ?iceo #avour. 0u un piccolo trionfo! ricorda 0rancesia! ma anc(e una delusione per
don Bosco! perc(A "ic(ele Gua rest+ il solo di quelli dell'<ratorio. Gli altri lascia$
rono,.
0ell'umile cappellina e nella vigna
;on Bosco! tuttavia! non si scoraggi+. Gli parl+ di vestir l'a2ito clericale fin da
quell'anno e di venire a stare con lui all'<ratono,. Il fratello Giovanni e i tre fratelli del
primo matrimonio di pap! non furono molto entusiasti. ;icevano alla mamma# *(i
don BoscoD *(e garan3ia pu+ dareD Il nostro fratellino non si sar lasciato incantareD
E se poi non riuscisseD &e un giorno ve lo vedeste comparire davanti sen3a titoli e
sen3a impiegoD, (ivi, .6/.
La signora Giovanna! tuttavia! e22e fiducia in don Bosco e nel suo "ic(elino. Gli
permise di andare in autunno ai Becc(i! a ricevere la veste nera dei c(ierici.
1lla fine di settem2re! don Bosco si portava alla casa di suo fratello Giuseppe i raga33i
migliori! perc(A si prendessero un po' di vacan3a! un po' di aria 2uona e accelerassero
gli studi. &i aspettava con ansia il tramonto! ricorda 0rancesia! perc(A allora! dopo
aver passato pi) ore nello studio! si usciva a passeggio con lui (!on 0osco) c(e ci
conduceva in una piccola vigna vicina a casa a mangiar uva! e pi) ancora a godere la
sua santa conversa3ione 4.../.
0u l! nell'umile cappellina dei 0ecc'i, c(e la domenica del Gosario! : otto2re -6B.!
prima della "essa solenne... il giovane "ic(ele Gua vest... l'a2ito c(iericale, (ivi,
:-/.
La sera stessa tutti tornarono a Torino. Il c(ierico Gua 4cos ormai lo c(iamavano i
suoi compagni/ in un momento in cui fu solo vicino a don Bosco gli disse#
$ @uando mi incontr+ la prima volta! lei mi fece un gesto strano# fece come per
tagliarsi la mano sinistra e per porgermela. *osa voleva direD
$ 5on (ai ancora capitoD $ sorrise don Bosco $. 5ella vita noi due faremo sempre a
met. ;olori! responsa2ilit! gioie! tutto sar per noi in comune.
*ominci+ a fare a met con don Bosco come scrittore,. In quel tempo! don Bosco
stava scrivendo la $toria d'.ta"ia per la giovent). ;on Bosco era incontenta2ile del
suo lavoro. *ominciava a scrivere! poi rileggeva e toglieva! e postillava! e la sua
pagina riusciva spesso come un campo di 2attaglia. @uante cancellatureJ quanti
ric(iamiJ quanti segni diversi e diffusi qua e lJ 'i) d'una volta veniva in me33o a noi
con uno o due di quei fogli di carta )rotoco""o, e ce li distendeva davanti agli occ(i...
Era 2ravo c(i ci capivaJ E il 2uon padre! tutto sorridente! si rivolgeva al c(ierico Gua e
gli diceva# Ecco un po' di lavoroJ...,. Gua prendeva i fogli sen3a scomporsi,! se li
portava al suo posto nello studio e con pa3ien3a dipanava la matassa 40G15*E&I1!
::/.
&aranzia per (: anni
5el mar3o -6B: la morte 2uss+ ancora a casa Gua. &i port+ via il fratello Giovanni! .:
anni. La desola3ione della mamma e di "ic(ele fu grande. "ic(ele diceva# La
prossima volta tocca a me,. "a don Bosco gli disse con sicure33a# @uest'anno
7=
festeggiamo il quarto centenario del miracolo del &&. &acramento a Torino. Il li2retto
c(e (o scritto sta facendo del 2ene. 0ra cinquant'anni si cele2rer il 9B8O anniversario
di questo stesso miracolo. Io allora non ci sar+ pi) da molto tempo. Tu invece ci sarai
ancora. E farai ristampare il mio li2retto,. 5el -=8: don Gua era vivo e in salute! e lo
fece ristampare 41U00G1[! -B/.
;opo la morte di Giovanni la signora Gua si ritir+ dall'alloggio alla /ucina, e venne ad
a2itare vicino all'<ratorio! per stare vicina al suo "ic(ele. *ono22e mamma
"arg(erita! le diede sovente una mano! e quando tre anni dopo la vecc(ia mamma di
don Bosco mor ! ne prese il posto lavorando dal mattino alla sera per i raga33i pi)
poveri.
;on Bosco considerava "ic(ele il suo primo c(ierico,! la pietra fondamentale della
*ongrega3ione c(e intendeva fondare per la giovent) povera e a22andonata. 'oco per
volta lo istradava alla vita religiosa! sen3a dare nell'occ(io. 0rancesia! un curiosone
c(e osservava tutto! ricorda# &i vedeva con meraviglia c(e il c(ierico Gua! arrivato un
tal momento! sospendeva ogni altra occupa3ione! prendeva un vecc(io li2ro! e dopo un
divoto segno di croce si metteva a leggere a occ(i fissi qualc(e punto e poi vi si
fermava sopra, 40G15*E&I1! :C/.
)opo la consacrazione' ad assistere in re"ettorio
La camera del c(ierico Gua era un a22aino c(e si affacciava sul tetto! gelido d'inverno!
infuocato d'estate. &ua mamma! sempre ansiosa per la sua salute! gli regal+ un
lettuccio di ferro! perc(A potesse almeno riposare come si deve. Un giorno don
Bosco condusse un signore fiorentino a visitare l'<ratorio e lo fece salire fino alla
piccola soffitta di don Gua. La cameretta aveva un lettuccio! un tavolo spoglio di tutto
fuorc(A di un calamaioH e poi! quasi rasente al suolo! sopra un assicello posto su
quattro mattoni! una scansia di li2retti e di quaderni. @uell'ordine in tanta povert
commosse quel signore... Gicordo c(e diceva# L*(e 2ell'anima deve mai avere questo
c(ierico! c(e sa conservare tanta nette33a in tanta povertJL, 4ivi, 9:/.
Il .B mar3o -6BB "ic(ele Gua divenne il primo salesiano. Io ricordo quella sera! c(e
sar famosa nella nostra umile &ociet,! scrive 0rancesia. E 1uffraU# La sera
dell'1nnuncia3ione! il .B mar3o -6BB! nella povera camera di don Bosco! il c(ierico
"ic(ele Gua! studente del secondo anno di filosofia! emetteva nelle sue mani i primi
voti annuali. *erimonia umile e dimessa# ;on Bosco in piedi c(e ascolta! in ginocc(io
davanti al crocifisso un c(ierico c(e pronuncia una formula di consacra3ione a ;io.
5essun testimonio era presente fra quelle mura! dove quasi alla c(etic(ella nasceva
uno dei grandi Istituti religiosi della storia cattolica dell'<ttocento, (o. c., .-/.
*i aspetteremmo almeno una piccola festa. Invece 0rancesia ricorda c(e! finita la
consacra3ione! "ic(ele and+ ad assistere nel refettorio,. Tempi veramente salesiani.
;on Bosco un giorno disse# &e ;io mi avesse detto# LImmagina un giovane adorno di
tutte le virt) ed a2ilit maggiori c(e potresti desiderare! c(iedimelo ed io te lo dar+! io
non mi sarei mai immaginato un don Gua, 4"B 9!966/. &em2ra una formula di
canoni33a3ione.
32. iao' don Bosco+
Mentre cercava di scappare
Giovanni Battista 0rancesia non incontr+ don Bosco. &i scontr+, letteralmente con
lui mentre cercava di scappare perc(A era il momento della preg(iera 4una delle
tradi3ioni degli oratori salesiani meglio conservate/. Gli and+ dritto! di corsa! tra le
2raccia aperte.
@uell'incontro fortunato dur+ :6 anni! fino alla morte di don Bosco. Gaga33o!
c(ieric(etto! primo giovane professore laureato, 4ci teneva tanto a dirlo/! prete
68
salesiano! qualc(e volta anc(e confessore di don Bosco! Batistin stampava nella
memoria ci+ c(e vedeva! ci+ c(e sentiva di lui! con un amore c(e nella vita aveva
avuto solo per sua madre.
&crisse decine di volte la storia dell'<ratorio! di don Bosco! dei primi salesiani. "a lui
la storia! da 2uon classico! la scriveva alla maniera di 'lutarco! con i discorsi 4c(e se
non ci sono si ricostruiscono diligentemente/! i dialog(i! i colpi di scena! i detti me$
mora2ili. 5on andava certo a consultare i registri per controllare una data. La storia di
'lutarco non forse storia e grande storiaD E lui la scriveva cos. 'eggio per noi se
oggi non la sappiamo pi) appre33are.
La sua, storia la scrisse tre volte# in una monumentale Autobio&ra(ia ancora medita!
nel volumetto !on 0osco amico de""e anime e nella ita breve e )o)o"are di !on
0osco. &altando dall'uno all'altro e condensando molte pagine! cerco di scriverla con le
sue stesse parole.
=allimento e emigrazione
Io nacqui a &. Giorgio *anavese il : otto2re -6:6. "io nonno faceva i c(iodi e
nego3iava in ferro! ed era riuscito a fare una discreta fortuna. "a venne a morire
quando appena mio padre poteva conoscerlo... @uindi cre22e sotto la madre c(e
purtroppo era de2ole e poco capace di accudire al nego3io.
"i dispiace parlare poco 2ene del mio povero padre! ma la sua educa3ione troppo
li2era gli fu funesta e port+ anc(e noi alla miseria. 5on aveva l'a2itudine del lavoro e
meno ancora quella del risparmio. "ia madre correva da un mercato all'altro
smerciando cotone! lana e stoffa! ma il padre in casa spendeva sen3a misura.
&i era nel -696! io avevo quasi dieci anni. 5on si pensava c(e a fare l'Italia e a
diventare militari. Un nostro compagno! c(e poi entr+ nell'esercito e ne usc capitano!
divenne nostra guida! e noi ci raccoglievamo a fare gli eserci3i dopo scuola e nei
giorni di vacan3a.
5el -6B8 gli affari andavano sempre peggio! si affitt+ quel poco c(e rimaneva e si
pens+ di venire a Torino. 'rima partirono i miei genitori. La povera mia mamma non
sapeva distaccarsi da me! ricordo c(e andava e veniva e non faceva c(e piangere. 1llo$
ra l'unico me33o di trasporto era il carro del conducente c(e due volte alla settimana
andava e veniva da Torino.
Io stetti a &. Giorgio ancora per alcuni giorni! ma il cuore era sempre con i miei a
Torino. 0inalmente una mattina dissi# LIo vado a trovare mia madreL.
'assai la notte sul carrettone con una mia 3ia c(e veniva a far la serva a Torino. Ella
mi seppe guidare a casa. %erso le sette ero sulla pia33etta della *onsolata... Guardavo
impa3iente di qua e di l... ed ecco c(e usciva allora dalla porta laterale del &antuario
la mia povera mamma. <(! c(i pu+ dire l'affetto con cui mi venne incontro a 2aciarmi
e a farmi mille care33eD L<(! 2ravo c(e sei venutoL. 1vrei voluto veder su2ito anc(e il
padre! ma egli era andato al lavoro. Gicordo c(e questa parola mi strinse il cuore. Era
la prima volta c(e la udivo! perc(A fino allora egli aveva lavorato in casa... %erso
me33ogiorno! sapendo c(e egli doveva giungere! mi recai sulla porta. @uando lo vidi
gli corsi incontro. Egli mi guard+! mi strinse forte la mano! e poi volse altrove la
faccia. 'iangeva. *(i sa cosa pensavaD *(e quell'esilio lo si era tirato addossoD
@ggi si danno le castagne
Io stesso avevo trovato un lavoro presso uno dei pi) reputati fonditori d'allora! e fin
dal primo o secondo mese portavo a casa due lire alla settimana. 4:: centesimi a"
&iorno, mentre i" )ane costava 3, centesimi a" c'i"o). 1llora questa somma faceva stu$
pire! perc(A i padroni non pagavano per insegnare! ma esigevano di essere pagati. 0in
dai primi giorni avevo fatto amici3ia con un vicino di casa c(e faceva il minusiere
(1(a"e&name) e c(e era! alla lontana! mio cugino.
1lla festa dei &anti (di 9ue" 1850) mi trovavo solo a casa. "ia madre era andata al
paesello! ed il padre era andato per conto suo non saprei dove. @uesto mio cuginetto!
6-
mentre giocavamo alla trottola lungo il muro dell'ospedale dei "atti in via Giulio
4allora via de""e &'iacciaie), mi disse# %uoi c(e andiamo da don BoscoD
$ 1 c(e fareD
$ <ggi si danno le castagne.
$ "a c(i don BoscoD
$ F> un 2ravo prete! c(e raccoglie molti giovani alle feste! e si divertono. <ggi danno
le castagne! vieni.
Io ci andai.
@uel tramestio di giovani! quello slancio in tutti di divertirsi! quella spensierate33a di
tutta quella gente! c(e non guardava me! ma c(e io guardavo con curiosit e
meraviglia! mi fece tenere un momento il fiato. 'oi! guadagnato dal desiderio di
divertirmi! mi slanciai con entusiasmo al passo volante! e su2ito mi addestrai su$
perando gli effetti del capogiro.
&ul pi) 2ello suona il campanello per la c(iesa! e vedo un'altra novit. &i sospendono
come per incanto i divertimenti! c(i giocava con me si distacca dalle corde e cerca di
fuggire. E non era solo! vedevo un fuggi fuggi generale... *ercai il cugino! e non lo vi$
di pi)... e quindi non sapendo c(e cosa fare! fuggo anc('io! credendo c(e 2isognasse
fare cos. "entre scappavo! caddi nelle 2raccia di un giovane prete! c(e si avan3ava a
fermare quell'onda di giovani c(e fuggiva. &orridente mi disse#
$ *ome ti c(iamiD
$ BatistinJ
$ E sai c(i sono ioD
$%eramente... Lei sar don Bosco.
$ &ono proprio io. E voglio gi tanto 2ene all'anima tuaJ
F> impossi2ile c(e quell'ora! quel giorno! quelle parole si cancellino dalla mia
memoria.
$ <ra vieni con me.
"i prese per mano e mi condusse in c(iesa in me33o a tanti altri compagni. "i
collocai sotto la finestra c(e era vicina al piccolo pulpito e vi rimasi durante i vespri! la
predica e la 2enedi3ione! sen3a neppur pensare alle castagne! c(e pi) non vidi perc(A
erano state distri2uite alla mattina. &entii per la prima volta predicare il Teologo Borel!
c(e mi fece piangere pensando alle povere anime del 'urgatorio.
L'addio al Aond?
Era la prima volta c(e io assistevo tranquillo ad una fun3ione religiosa c(e dur+ molto
a lungo. &i usc dalla cappella c(e era notte. %idi molti degli adulti! c(e diventarono
poi miei amici! c(e stavano in 2el modo d'attorno a don Bosco. Li andai anc('io. Una
for3a misteriosa mi attirava verso di lui! e sen3a sapermelo spiegare e capire ci+ c(e si
diceva! io stava li a guardare e a sentire.
Era gi comparsa la luna in cielo e la notte si faceva scura. ;on Bosco si mosse! e tutta
quella tur2a si mosse con lui verso il cancello d'uscita. *(e potevo fareD "i
accompagnai a loro. *antavano i pi) 2ei cori c(e avevo sentito al paesello! e mi
piacevano assai. "a i miei occ(i erano fissi in don Bosco! in don Bosco c(e mi aveva
parlato con tanta 2ont.
La piccola comitiva pass+ il piccolo sentiero d'allora e poi ascese per via *igna! e sali
fino al %ond8 del *orso %aldocco. *ol si fece circolo. Il canto era finito e ;on Bosco
dava i saluti e gli avvisi a tutti... Io m'ero fatto coraggio! ed avan3andomi fino a lui!
tutto confuso dissi con meraviglia universale#
$ *iao! don BoscoJ
Tutti sorrisero della mia ingenuit! alcuni mi sc(ernirono! ma don Bosco mi salut+ con
amorevole33a.
)a don Bosco si "anno i soldati+
Era il periodo pi) 2urrascoso della mia vita. Gli operai erano corrotti. &i andava
6.
manifestando l'odio contro ogni pratica di religione. ;urante l'anno -6B- ci fu poco
lavoro! ed io dovevo sostituire un uomo di fatica! solo in un ampio la2oratorio. "i
aveva preso una malinconia c(e mi faceva piangere.
1spettando l'ora di entrare nell'officina! su2ito dopo pran3o! andavo a 'orta 'ala33o
dove quasi finiva la citt e si ammucc(iava la g(iaia. *orrendo salivamo sui mucc(i
per divertirci.
1lla domenica andavo alla "essa al *armine. Gicordo c(e un sacerdote! forse il vice$
parroco! insegnava il catec(ismo a suon di scoppole c(e regalava a destra e a sinistra.
La pa3ien3a non era la sua virt) principale. &i distur2ava! e per non comparire dam$
meno distur2avo anc('io. ;opo giron3olavo qua e l con noia. Il figlio della portinaia!
mentre giocavamo vicino al monumento a &iccardi! mi dice#
$ 1ndiamo da don Bosco. &i fanno i soldatiJ
;iscesi di nuovo a %aldocco. Entrai in quella 2araonda. 0eci tanti giri e rigiri col mio
fuciletto di legno! e corsi tanto per i prati di %aldocco! tutti ancora scoperti fino alla
fa22rica delle armi! c(e alla sera mi trovai con le scarpe rotte. 'resi parte al
catec(ismo c(e mi fece il c(ierico Gastini. 1lla sera andai a casa stanco c(e non ne
potevo pi)! ma con una soddisfa3ione immensa! desideroso c(e venisse presto un'altra
domenica.
Ero tutto divertimenti ed eserci3i militari! ma avevo gi trovato qualc(e amico! tra cui
"ic(ele Gua...
Gicordo c(e in officina! avendo raccontato al primo gar3one le piccole meraviglie
dell'oratorio e dei cartelli attaccati alle pareti sul 'apa! egli mi disse# L&e sei capace di
dargli fuoco! ti do una 2ella somma di denaroL. Gestai s2alordito. ;issi# LE perc(A
volete c(e compia un simile misfattoDL.
-uand'F c!e vieni a studiareE
Tra me e don Bosco si formava quella catena di amore dalla quale sarei rimasto legato
per sempre. 1ppena seppe c(e avevo gi studiato due anni di latino! mi disse#
$ 5on potremmo continuarli e finirliD
$ "agari... $ risposi.
'i) volte in quel -6B- incontrai don Bosco per i viali. "i c(iedeva di accompagnarlo a
casa! poi mi teneva a pran3o con sA. *ontinuavo ad andare al lavoro ma la mia sorte
era decisa! volevo ritirarmi all'<ratorio e studiare il latino.
;urante la novena di 5atale andai a confessarmi da don Bosco. ;opo la confessione
mi prese in disparte.
$ @uand' c(e vieni a studiareD
$ 1nc(e su2ito! ma a22iamo difficolt in famiglia.
$ ; a tuo padre c(e (o 2isogno di parlargli.
Glielo dissi.
$ ;evi averne com2inata qualcuna $ disse mio padre.
Invece la cosa riusc 2ene! perc(A di l a poco don Bosco mi disse con aria fur2a# LTuo
padre contento c(e tu riprenda a studiare. 'uoi venire quando vuoiL.
0u cos c(e lasciai l'officina e la casa ed entrai nell'<ratorio,. Batistin si al3a presto al
mattino e con la squadretta di "ic(ele Gua raggiunge la scuola del professor
Bon3anino. "a prima c' la "essa di don Bosco! tutte le mattine. 0acevamo la
*omunione prima della "essa! poi l'ascoltavamo con tranquillit! e alla fine uscivamo
dalla c(iesa col tempo appena di prendere la pagnotta! i li2ri! e andavamo a scuola.
*(i conosceva i sacrifici c(e facevano quei poveretti c(e a passo affrettato!
s2occoncellando per la strada il pane! davano una ripassata alla le3ioneD "a tutto era
compensato dall'idea c(e avevamo fatto la santa *omunioneJ,.'
La veste da c!ierico per lo spazzacamino
5ell'otto2re -6B:! per la festa del Gosario! i raga33i di don Bosco tornano ai Becc(i.
;on Bosco (a detto a Batistin# @uest'anno la veste nera la indosserai anc(e tu,. &i
6:
era sta2ilito di fare la fun3ione al mattino! ma il parroco di *astelnuovo! c(e doveva
fargli indossare la veste! non potA venire. &i spost+ al pomeriggio! dopo i vespri! ma
anc(e allora il parroco non si fece vedere. "and+ a dire# 0accia venire 0rancesia
domani mattina a *astelnuovo,.
Intanto! nel pomeriggio si fece un po' di teatrino per la tanta gente venuta alla festa. &u
un palco tirato su alla meglio si recit+ la commedia ?o s)a**acamino, scritta da don
Bosco. Batistin 0rancesia era il protagonista con la faccia tinta di fuliggine. 0ece ride$
re e piangere! e alla fine e22e un diluvio di applausi.
;opo un 2occone di cena! c'erano i fuoc(i artificiali. Batistin non e22e nemmeno il
tempo di lavarsi la faccia. Ero andato a godermi i fuoc(i artificiali! c(e si facevano in
un 2ello spianato! dove don Bosco una volta tirava le corde e dava spettacolo per
trattenere la gente,.
"a ecco arrivare il parroco di *astelnuovo. 1vvicina don Bosco e# @uantunque tardi!
voglio accontentarti e dare la veste a quel giovane,. "a cerca e cerca! Batistin non si
trova. Intanto nella cappellina si canta il eni #reator, il parroco gi all'altare! ma il
giovane non c'. 0inalmente ecco Batistin c(e arriva... con la sua 2ella faccia nera da
spa33acamino. ;on Bosco quando lo vide con quella faccia sorrise! sorrisero gli
altri,.
@uando! finita la fun3ione! Batistin torn+ all'aperto per godersi i fuoc(i artificiali
vestito da c(ierico! fece meravigliare pi) d'uno...
$ <(J e quando fu cos vestitoD
$ <r oraJ
$ ;oveD
$ In c(iesaJ
$ E da c(iD
$ ;al signor prevostoJ ,.
"ancavano tante cose a quei tempi! ma non la semplict e l'allegna.
36. Un ragazzo nel canestro dei grissini
3ccanto al pulpito' vestito da c!ieric!etto
5el -6B- entra all'<ratorio un raga33o c(e diventer vescovo e cardinale! Giovanni
*agliero. Gaccont+ lui stesso il suo incontro con don Bosco.
Lo vidi per la prima volta nel -6B8 sulle colline di "orialdo! in quel di *astelnuovo
d'1sti! mio paese# avevo dodici anni. Era circondato dal signor 'revosto! dal mio
maestro e da altri sacerdoti dei dintorni! e mi accorsi c(e lo colmavano di atten3ioni.
La sua semplicit! il suo sorriso e la sua ama2ilit mi riuscirono cosa nuova.
Il 'revosto! don 1ntonio *in3ano! c(e mi voleva 2ene! mi present+ a don Bosco! il
quale su2ito mi rivolse la parola dicendomi#
$ Il signor 'revosto mi dice c(e tu vuoi studiareH veroD
$ &! signor don Bosco.
$ E mi dice c(e vuoi farti medico.
$ 5o! signor don Bosco. Io non voglio farmi medico.
$ &i! si $ replic+ $! medico delle anime.
5ell'autunno dell'anno seguente torn+ a *astelnuovo accompagnato da molti giovani!
c(e aveva condotto da Torino per la festa del rosario. "i avvicinai a lui! ed egli!
sorridendo#
$ <( $ mi disse $! tu sei il piccolo *agliero! e desideri venire a Torino con me! e va
2ene. *ontinua ad essere 2uono e ci rivedremoH intanto io ti do un consiglio# preparati
e vatti a confessare! affinc(A l'anima tua sia sempre pi) 2ella e amata dal &ignore.
Il giorno di tutti i &anti era stato invitato a fare il discorso dei "orti! ed io lo
accompagnai al pulpito! vestito da c(ieric(etto. ;opo la predica! giunsi in sacrestia#
$ ;unque $ mi disse $! desideri proprio venire con me a TorinoD
69
$ &i! signore.
$ "olto 2eneH allora d a tua mamma c(e stassera passi alla 'arrocc(ia per intenderci
sulla parten3a,.
Giovanni era orfano di padre! e sua mamma si c(iamava Teresa. @uando quella donna
semplice arriv+! don Bosco sc(er3+#
$ E> vero! Teresa! c(e volete vendermi vostro figlioD
$ 1( noJ $ rispose la donna $. @ui da noi si vendono i vitellini. I raga33i si regalano.
$ "eglio ancora. 'reparategli un po' di 2ianc(eria! e domani me lo porto con me 4"B
-7! .6=/.
Il "agottino e la carrozza
L'indomani! col mio fagottino! montavo sulla modesta carro33a di campagna! e mi
sedevo a suo lato! avendo davanti a noi il vetturino.
;urante il viaggio la mia curiosit spa3iava per le campagne! colline e stradali! e
manifestavo la mia meraviglia nel vedere tante cose nuove per meH e quando! giunti
alla salita di 'ino! mi si present+ la maestosa collina di &uperga con la c(iesa e il
pala33o reale#
$ <( c(e 2elloJ $ esclamai $ c(e monumentoJ c(e alte33aJ
;on Bosco mi lasci+ fare e mi lasci+ dire. &tando per cadere il giorno m'interruppe#
$ 0inora (ai parlato tuH adesso! se sei contento! parlo io e di cose pi) importanti. Ti
sei poi confessato dopo c(e ci siamo veduti sul principio dell'autunnoD
$ 5o! signore! non mi sono confessato.
$ Eppure sare22e stato 2en fatto! se in questa festa di tutti i &anti e in questo giorno
dei "orti avessi regalato una *omunione alle povere anime del 'urgatorio.
$ "a(J nessuno mi (a detto nienteJ... il maestro non me ne parl+H sono stato alla
c(iesa... si confessavano molti uomini! ma noi raga33i ci fermammo nella sacrestia e
non c'invitarono a confessarci.
$ %edi! don Bosco la pensa in altro modo riguardo a voi! poveri giovanettiH e da
questo punto ti aiuter a curare le cose dell'anima tua 2ene. Intanto vediamo un po'...
Ti sentiresti di raccontarmi tutte le tue impreseD e! s'intende! le pi) 2elleJ
Io! c(e m'ero gi formato un'idea grande della 2ont di don Bosco e sentivo per lui una
grande confiden3a! gli raccontai le mie avventure di scolaro! di c(ieric(etto di
sacrestia! di caporione dei gioc(i e anc(e di piccolo cantore! di catec(ista dei pi)
piccoli! di passeggiate... 1 don Bosco piacque la mia franc(e33a e mi disse#
$ &ono contento. "a giunti a Torino don Bosco ti insegner a dirgli non solo le cose di
(uori, ma anc(e quelle di dentro: 4B&-=-C! p. 78/.
-uanta povert9 in ,uella casetta
Era la sera ed eravamo stanc(i. ;on Bosco mi present+ a "amma "arg(erita#
$ "amma! ti (o portato un raga33etto di *astelnuovo.
La mamma rispose#
$ <(! s! tu non fai altro c(e cercare raga33i! e io non so pi) dove metterli.
$ @uesto cos piccolo $ sc(er3+ don Bosco $ c(e lo metteremo a dormire nel canestro
dei grissini. *on una corda lo tireremo su! sotto la trave! come una ga22ia di canarini.
"amma "arg(erita si mise a ridere e mi cerc+ un posto. 5on c'era davvero un angolo
li2ero! e per quella sera dovetti dormire ai piedi del letto di un mio compagno.
Il giorno dopo vidi quanta povert c' era in quella casetta. Bassa e stretta la stan3a di
don Bosco. I nostri dormitori! a pian terreno! erano stretti! e avevano per pavimento un
selciato di pietre da strada. In cucina c erano poc(e scodelle di stagno con i rispettivi
cucc(iai. 0orc(ette! coltelli! tovaglioli li vedemmo molti anni dopo. Il refettorio era
una tettoia. ;on Bosco ci serviva a pran3o! ci aiutava a tenere in ordine il dormitorio!
puliva e rappe33ava i nostri a2iti! e faceva tutti i pi) umili servi3i.
0acevamo vita comune in tutto. 'i) c(e in un collegio! ci sentivamo in una famiglia!
sotto la dire3ione di un padre c(e ci voleva 2ene... ;ei signori venivano a visitare don
6B
Bosco! e si meravigliavano di trovarlo seduto sopra un cavalletto di legno! o anc(e per
terra! come nascosto da un gruppo numeroso di raga33i! mentre raccontava o giocava
con noi, 4"B 9!.=-ss/.
1rrivata domenica! vidi il cortile pieno d'altri giovani! esterni! pi) alti di me! c(e si
confessavano da don Bosco nella cappella! poi tornavano in cortile aspettando c(e don
Bosco avesse finito per ascoltare la "essa e fare la *omunione.
Un #acio sulla guancia
&eguendo il loro esempio e tirati dalla 2enignit e dolce33a di don Bosco! anc(e noi
nuovi andavamo a confessarci. Tornavamo contenti e soddisfatti.
5egli anni seguenti! i giovani interni ed esterni erano aumentati di molti! e ogni
domenica venivano altri 2ravi sacerdoti per confessare. "a io non cam2iavo mai
confessore. ;urante le sue assen3e sentivamo enormemente la sua mancan3a.
In una di quelle assen3e mi andai a confessare alla *onsolata. Trovai un 2uon 'adre!
m'inginocc(iai alla grata e feci una confessione molto scomoda perc(A non ero
a2ituato a confessarmi a quella maniera. @uel sacerdote mi fece delle riflessioni giuste
ma secc(e.
Un'altra volta era festa grande e c'era una folla c(e voleva confessarsi da don Bosco.
0inii per confessarmi da un altro 2uon prete c(e don Bosco aveva invitato di fuori.
Tutto and+ 2ene. "a alla fine credette fare un'ottima cosa col darmi uno stretto
a22raccio e scaldarmi la guancia con un 2acioJ 5on ne feci caso! ma neppure mi
piacque! perc(A dicevo tra me# L;on Bosco mi vuol 2ene! e molto 2eneH eppure non mi
(a mai fatto questoJL, 4B& -=-C! p. 78/.
Estroverso! entusiasta! Giovanni *agliero visse la povera vita dell'<ratorio rendendola
ricca con un amore totale a don Bosco e un'esu2erante fantasia.
1l mattino! il gruppetto degli studenti a cui apparteneva! usciva in citt per
raggiungere la scuola del professor Bon3anino. "ic(ele Gua era la guida diligente!
riflessiva. "a Giovanni non ci stava a fare la strada tranquillo tranquillo. 1ppena fuori
si metteva a correre! raggiungeva di volata pia33a *astello 4tre isolati pi) in l della
scuola/ e si fermava incantato a guardare. 'oi! sempre di corsa! alla scuola! dove
arrivava magari sudato! ma insieme ai suoi compagni. "ic(ele Gua non era d'accordo!
ma non poteva dir niente perc(A Giovanni era puntuale.
Le meraviglie di piazza astello
*osa vedeva *agliero in pia33a *astelloD
;i fronte a 'ala33o "adama 4dove ora c' la statua al fante piemontese/ c'era l'uomo
della scimmia. &uonava un concertino di campanelli e distri2uiva il pianeta della
fortuna e i numeri del lotto. 1lla sua sinistra un elegante prestigiatore in marsina e tu2a
faceva trasecolare gli spettatori. 1ltrove un circolo di saltim2anc(i coll'immanca2ile
cloRn 4c(iamato Toni/ attirava altra gente! mentre il 2urattinaio! dalla parte della
2asilica di &. Loren3o! scampanellando avvertiva c(e Gianduia stava per prodursi in
un mira2olante programma.
In altre ore della giornata 4ma c(iss se *agliero riusciva ad essere presente/! pia33a
*astello offriva altri spettacoli. 1lle -B in punto squillava la trom2a del corpo di
guardia! e su2ito usciva dal 'ala33o Geale una staffetta a cavallo in a2ito rosso! e
dietro il re! rigido e serio! pure a cavallo! con una piccola scorta attraversava la pia33a!
tra i saluti rispettosi del popolo. 'er via 5avona 4ora via Goma/ andava verso 'orta
5uova! e dopo un'ora precisa di passeggiata rientrava a 'ala33o.
'er la parten3a e l'arrivo di truppe! in pia33a *astello si facevano dimostra3ioni e
s2andieramenti.
In giugno! alla vigilia della festa di &. Giovanni 4patrono della citt/ si al3ava davanti a
'ala33o "adama un'alta catasta di legna. 1l giungere della notte tutto il popolo si
radunava nella pia33a! i soldati si sc(ieravano intorno! e a un dato segnale si appiccava
il fuoco alla pira! e le legne secc(e miste a paglia levavano un'altissima fiammata fra
6C
le grida di entusiasmo della folla e gli spari a salve del presidio e della guardia
na3ionale. &pento il fuoco! i monelli si impadronivano dei mo33iconi ardenti! e
roteandoli e sc(iama33ando! se li portavano a casa.
38. I miracoli di don Bosco
La risurrezione di arlo
Uno dei fatti pi) clamorosi della vita di don Bosco quello passato sotto il nome di
risurre3ione di *arlo,. Esso (a fatto discutere violentemente gli storici! fino a farlo
annoverare da alcuni fra le pie leggende,.
La pi) antica narra3ione del fatto dovuta al medico ni33ardo *(arles d'EspineU! c(e
nel -66- pu22lic+ un li2retto! !on 0osco, con una serie di 2revi episodi tendenti al
meraviglioso. La risurre3ione di *arlo, sare22e avvenuta! secondo d'EspineU! a
Goma! e don Bosco vi sare22e accorso da 0iren3e.
;on Bosco protest+ pi) di una volta per questa pu22lica3ione! se ne lament+ con lo
stesso autore. Il li2ro di d'EspineU non e22e 2uona accoglien3a a %aldocco.
&tendendo il ter3o volume delle Memorie 0io&ra(ic'e 4edito nel -=8:/! Giovanni B.
LemoUne riprese la narra3ione del fatto! sommando insieme molte testimonian3e di
diverso valore storico! e ammucc(iando particolari! alcuni dei quali di du22io valore.
Lo storico 'ietro &tella sottopose la narra3ione a una serrata critica in .B pagine del
suo !on 0osco ne""a storia de""a %e"i&iosit+ #atto"ica, %ol. I# ita e C)ere, edito nel
-=C6. 1 pagina .6. &tella conclude# 'er un ritorno al racconto di ;on Bosco e al
fatto oggettivo sare22e auspica2ile c(e si adottassero le rela3ioni 0assati e ;ocumenti
III anc(e se di quest'ultima non conosciamo esattamente i precedenti,.
In conclusione &tella ci indica come totalmente e unicamente sicura la rela3ione
0assati,. F> la testimonian3a della marc(esa "aria 0assati! scritta in francese. "i sono
fatto aiutare dallo stesso 'ietro &tella a tradurre meticolosamente in italiano la testimo$
nian3a. Eccola.
)alla #occa stessa di don Bosco
Io sentito questo racconto dalla 2occa stessa di don Bosco! e (o cercato di scriverlo
con la massima fedelt.
Un giorno qualcuno venne a cercare don Bosco per un giovane c(e frequentava
l'<ratorio! e c(e pareva gravemente ammalato. ;on Bosco era assente! e non torn+ a
Torino c(e due giorni dopo. 'otA recarsi dal malato solo il giorno seguente! verso le
quattro del pomeriggio.
1rrivando alla casa dove a2itava! vide il drappo nero alla porta! con il nome del
giovane c(e veniva a trovare. Tuttavia sal! per vedere e consolare i poveri genitori. Li
trov+ in lacrime. Gli raccontarono c(e il loro figlio era morto nella mattinata. ;on
Bosco domand+ allora se poteva salire alla stan3a ov'era il corpo del defunto! per
rivederlo ancora una volta. Uno della famiglia lo accompagn+.
$ Entrando nella camera $ (a affermato don Bosco $! mi venne il pensiero c(e non
fosse morto! mi avvicinai al letto e lo c(iamai per nome# L*arloJL. 1llora egli apr gli
occ(i e mi salut+ con un sorriso stupito. L<(! don Bosco $ disse ad alta voce $ mi avete
svegliato da un 2rutto sognoJL
In quel momento alcune persone c(e erano nella stan3a fuggirono spaventate!
lanciando grida e rovesciando i candelieri. ;on Bosco si affrett+ a strappare il
len3uolo nel quale era avvolto il giovane! c(e continu+ a parlare cos# L"i pareva di
essere spinto in una caverna lunga! oscura! e cos stretta c(e potevo appena respirare.
1l fondo vedevo come uno spa3io pi) largo e pi) c(iaro! dove molte anime venivano
giudicate. La mia angoscia e il mio terrore crescevano sempre pi)! perc(A vedevo un
gran numero di condannati. Ed ecco c(e era arrivato il mio turno! e stavo per essere
giudicato come loro! terrori33ato perc(A avevo fatto male la mia ultima confessione!
67
quando voi mi avete svegliatoJL.
0rattanto il padre e la madre di *arlo erano accorsi alla noti3ia c(e il loro figlio era
vivo. Il giovane li salut+ cordialmente! ma disse loro di non sperare nella sua
guarigione. ;opo averli a22racciati! domand+ di essere lasciato solo con don Bosco.
Gli raccont+ c(e aveva avuto la disgra3ia di cadere in un peccato c(e aveva creduto
mortale! e c(e sentendosi molto male l'aveva mandato a cercare con la ferma
inten3ione di confessarsi. "a non l'avevano trovato. 1vevano c(iamato un altro prete
c(e non conosceva e a lui non aveva avuto il coraggio di confessare quel peccato. ;io
gli aveva appena fatto vedere c(e aveva meritato l'inferno con quella confessione
sacrilega.
&i confess+ con molto dolore! e dopo aver ricevuto la gra3ia dell'assolu3ione! c(iuse
gli occ(i e spir+ dolcemente, 4&T i !.6=s/.
Storia di un muratorino
I miracoli di don Bosco! normalmente! erano di altro genere. Ecco una testimonian3a
di Giovanni B. 0rancesia#
Un giorno ci raccontava un nostro compagno! diventato professore e ;irettore delle
scuole Tecnic(e di Ivrea# LIo ero venuto a Torino per guadagnarmi il pane come
gar3one muratore. 1vevo dieci anniJ "i era morto il padre! e la madre! poveretta! non
aveva di c(e mantenermi. "i stamp+ piangendo un 2acio in fronte e mi consegn+ ad
un padrone c(e mi doveva condurre a Torino per lavorare. @ui e22i la ventura di
trovare don Bosco! c(e mi invit+ al suo <ratorio. In lui! nella sua carit! ravvisai mia
madre. Egli non ci parlava c(e di ;io! di anima e di eternit! ma ci aiutava a
guadagnarci meglio il pane della vita. %enni qui a scuola! ed imparai a leggere! a
scrivere ed a fare i primi conti. Un d per+ me la vidi 2rutta. 1vevo portato una secc(ia
di calcina su su al secondo piano. 5on so come! inciampai! e ru33olando gi) dai ponti
mi fermai a terra. 0ui creduto morto. 1l ritorno dei sensi mi accorsi c(e avevo un
2raccio rotto. *(i sa dirmi gli spasimi soffertiJ 0ui portato all'<spedale e lasciato l
quasi sen3a c(e alcuno pensasse ancora a me. <(J *'era 2enissimo don BoscoJ Egli
venne a sapere della disgra3ia! e verso sera me lo vidi sorridente ai piedi del letto. "i
fece coraggio! mi disse di non temere di nulla e c(e egli avre22e provveduto a tutto.
;a quel giorno mi trovai quieto. 0eci sapere alla mamma la mia disgra3ia! c(e
consolatasi della carit di don Bosco! rispondevami# '0iglio! ringra3iamo il &ignore c(e
ti (a fatto trovare un padreJ '. Il 2raccio non torn+ mai pi) ro2usto come era prima! e
dovetti lasciare il faticoso mestiere. &tudiai alla sua scuola! prima! attendendo anc(e a
qualc(e lavoro! e poi! quando lo credette conveniente! mi tolse (1)rese) con sA per
avviarmi allo studio. 'er lui credo di non aver perduto tempo. E ora nella scuola e coi
li2ri! ripensando al 2ene ricevuto! ringra3io la divina 'rovviden3a d'avermi fatto
trovare don BoscoL, 4%B' -C: s/.
)on Bosco< un enigmaE
1 questo punto! forse! occorre far notare c(e il d'EspineU! cos disinvolto nel narrare la risurre3ione,
di *arlo! il primo responsa2ile di un'afferma3ione c(e! messa in 2occa a don *afasso! diventata
uno dei cavalli di 2attaglia, dei moderni denigratori di don Bosco# ;on Bosco un mistero,!
trasformata disinvoltamente in ;on Bosco un enigma,.
Ecco c(e cosa avre22e affermato don *afasso secondo due di questi moderni 2iografi,# &e non
fossi certo c(e lavora per la gloria di ;io! direi c(e un uomo pericoloso! pi) per quel c(e non lascia
trasparire! c(e per quel c(e ci d a conoscere di sA. ;on Bosco! insomma! un enigma,. E uno di
essi com$menta# &ento un 2rivido. *i sono ancora altri aspetti nella vita di don Bosco c(e lasciano
intuire a2issi difficilmente esplora2ili,. &i rimane alli2iti dal modo in cui due scrittori sapienti,
(anno tagliato e scorciato le parole 4gi di per sA di du22io valore/ riportate dal povero d'EspineU.
Ecco il testo esatto ed integrale $ scrive lo storico 0rancesco "otto $ della cita3ione del *afasso 4in
una tradu3ione del -6=8# !on 0osco pel dottore *arlo ;espineU! prima versione italiana
sull'undicesima edi3ione francese! p. --/# L&apete voi 2ene c(i don BoscoD 'er me! pi) lo studio e
meno lo capisco# lo vedo semplice e straordinarioH umile e grandeH povero e occupato da disegni
vastissimi! da progetti in apparen3a non attua2iliH e tuttavia sempre attraversato nei suoi disegni e
come incapace di far riuscire e 2ene le sue imprese. 'er me don Bosco un mistero. &e non fossi
certo c(e egli lavora per la gloria di ;io! e c(e ;io solo lo guida! c(e ;io solo lo scopo di tutti gli
sfor3i suoi! lo direi un uomo pericoloso pi) per quello c(e lascia intravedere! c(e per quello c(e
66
manifesta. %e lo ripeto# don Bosco per me un mistero. Lasciatelo fareL, (0o""ettino $a"esiano,
-luglio -=67! p. 98/. 1 questo punto! "otto espone il contesto in cui don *afasso avre22e fatto que$
sta afferma3ione# amici affe3ionatissimi, e personaggi influenti di Torino criticavano presso di lui il
giovanissimo prete, don Bosco per lo 3elo spropositato c(e dimostrava# lavoro eccessivo per folle
di giovani vaga2ondi! ministeri sacerdotali nuovi! troppe attivit. Le critic(e terminavano con un
interrogativo perplesso# "a c(e uomo questo vostro don BoscoD,. L'afferma3ione del *afasso la
risposta a questo interrogativo.
"otto aggiunge domande c(e ogni 2iografo serio dovre22e porsi# *(i ci garantisce c(e don *afasso
(a veramente detto queste paroleD E! posto c(e le a22ia dette! 9uando le disseD,. *ertamente quando
don Bosco era un giovanissimo prete,! agli ini3i della sua opera! e comunque prima del -6C8! anno
in cui don *afasso mor. <ra da quell'anno don Bosco visse ancora .6 anni! e in quegli anni egli (a
operato alla luce del sole in Italia! 0rancia e &pagna! (a scritto migliaia di pagine! (a tenuto decine e
decine di conferen3e e discorsi. 5on (a per caso offerto altri spunti c(e ad un occ(io attento permette
di meglio LcomprendereL il LmisteroL della sua vitaD, (ib.).
1nc('io sento un 2rivido. L'ignoran3a 4o la mala fedeD/ di certi 2iografi lasciano intravedere a2issi
difficilmente esplora2ili,.
%:. Il vetturino al con"essionale
5enti soldi e molte #estemmie
;on Bosco pat sempre la carro33a 4allora c(iamata diligen3a/. Il dondolamento gli
procurava nausea e mal di stomaco. 'er questo! quando doveva viaggiare in carro33a
pu22lica 4di ferrovie ce n'erano ancora poc(e/! sovente c(iedeva al vetturino la genti$
le33a di farlo sedere all'aperto! accanto a lui.
Un giorno tornava in diligen3a da Ivrea a Torino! e sentiva il cocc(iere c(e! quando
sfer3ava i cavalli! 2estemmiava. La carro33a gli dava fastidio! e le 2estemmie ancora
di pi).
$ "i lascia salire accanto a leiD @ui al c(iuso il mio stomaco non ce la fa pi).
$ %olentieri. 'eccato c(e qui c' vento forte.
$ %orrei da lei anc(e un altro piacere...
$ %uole arrivare presto a TorinoD BeneJ $ E si mise a sfer3are i cavalli! e tra una
sfer3ata e l'altra gi) 2estemmie.
$ 5on questo. %oglio c(e non 2estemmi pi).
$ <(! se solo per questo... 5on 2estemmier+ pi). &ono uomo di parola.
$ 'er questo piacere c(e mi fa! vorrei darle una piccola mancia...
$ 1ssolutamente no. 1 non 2estemmiare sono o22ligato.
;on Bosco insistette e alla fine il vetturino accett+ venti soldi (1 una "ira, circa
cin9uemi"a "ire de" 1<86).
"a alla prima sfer3ata! gi) una 2estemmia. Il 2rav>uomo si morse quasi la lingua.
$ &ono proprio un 2estione! come vede non merito nessuna mancia.
;on Bosco rispose#
$ 0acciamo un gioco. Io le do venti soldi! ma ad ogni 2estemmia ne levo quattro.
$ *i sto. &tia tranquillo c(e la lira me la guadagner+ tutta.
;opo un 2el tratto di strada $ racconta don Bosco $ i cavalli rallentano! e il
cocc(iere sfer3a e 2estemmia# $ &edici soldi! amico mio! gli dissi,.
Il pover'uomo si vergognava! 2or2ottava contro se stesso. ;opo un altro pe33o di
strada! sfer3ata e due 2estemmie# $ <tto! amico mioH siamo a otto soldi,.
$ "aledetto vi3io c(e mi (a fatto perdere dodici soldi.
$ 5on dovete rattristarvi per cos poco! ma piuttosto per il male c(e fate all'anima
vostra.
$ F> vero. "a sa2ato andr+ a confessarmi. F> di Torino leiD
$ &! sono all'<ratorio di &. 0rancesco di &ales. "i c(iamo don Bosco.
$ %a 2ene! ci rivedremo.
%iaggiando fino a Torino! pronunci+ ancora una 2estemmia. 'erci+ io gli dovevo solo
quattro soldi! ma gliene feci accettare venti! per lo sfor3o c(e aveva fatto... Lo aspettai
di sa2ato in sa2ato. 1l quarto lo vidi venire e mescolarsi ai giovani. @uando venne il
suo turno mi disse# $ 5on mi riconosceD &ono quel tal cocc(iere. &appia... c(e non (o
pi) 2estemmiato. "i sono prefisso di stare a pane ed acqua ogni volta c(e avessi detto
6=
una 2estemmiaH e ci sono stato una volta sola,.
Giovanni B. LemoUne scrive# ;on Bosco stesso ci raccont+ questo fatto,! e lo
riferisce in "B :!6:.
)opo dieci ore prese il lume
"a don Bosco non confessava solo i vetturini. Giovanni B. 0rancesia ricorda# 5on
si trovava mai stanco. 5on l'a22iamo mai sentito dire# un'a"tra vo"taF un a"tro
momentoF 1nc(e dopo dieci! dodici ore di confessionale! cosa ordinaria in tempo di
Eserci3i &pirituali! perc(A tutti volevano confessarsi da lui! se capitava c(e qualcuno lo
pregava di ascoltarlo in momento c(e sare22e parsa carit dire L%ieni domaniL! invece
egli sen3'altro diceva# L%ieni avantiJL. Gicordo c(e una sera l'accompagnavamo in
camera! dopo almeno dieci ore di questa fatica! e si vedeva c(e aveva proprio 2isogno
di riposo... 1llora comparve uno... c(e disse a don Bosco! c(e lo volesse ascoltare un
momento. 5oi ci guardammo in fronte! ci pensammo di sentirci a dire# L"a a
quest'oraD Torna domaniJL. Invece no. 'rese il lume di mano a c(i lo portava! e rivolto
a c(i l'aveva ric(iesto disse# L%ieni pure avanti ,.
&i andava a trovare in camera per fargli vedere un lavoro $ continua lo stesso
0rancesia $ per manifestargli un du22io! per interrogarlo se si poteva o no fare
qualcosa! egli lasciava dire e dire! e poi# $ E come staiD
$ Bene! caro don BoscoJ
$ E di animaD
E se qualcuno si mostrava un po' tur2ato! egli su2ito diceva#
$ E c(i ti impedisce di trovare la paceD $. &egnava un piccolo inginocc(iatoio c(e c'era
appoggiato al muro! e poi esortandolo a fermarsi un momento a fare l'esame (di
coscien*a), si disponeva su2ito a confessarlo, (ivi, 51).
5on interruppe mai questo santo ministero! al quale dedicava due o tre ore al giorno.
5elle occasioni straordinarie era pronto a confessare tutto il giorno e anc(e tutta la
notte 4"B :!7:/.
Uomini scuri in volto' a sera tardi
0rancesco ;alma33o racconta di aver visto sovente! a sera tarda! arrivare a %aldocco
uomini scuri in volto,. 1vevano sentito parlare della santit di don Bosco e venivano
a confessarsi da lui. &pesso si vedevano entrare sfiduciati! e poi uscire dalla stan3a di
don Bosco col volto raggiante di gioia, 4"B :!7:/.
'er molti c(e lo conoscevano! il nome di don Bosco si confondeva con quello di
con(essione. @uando incontrava qualcuno! era normale c(e! dopo i saluti! gli
domandasse# E di anima come staiD Iai fatto 'asquaD @uanto tempo c(e non ti
confessiD,.
Un antico allievo di don Bosco! entrato all'<ratorio gi adulto e rovinato da cattive
a2itudini! quando seppe c(e don Bosco era morto! scrisse con umilt# @uella calma
sempre serena e tranquilla di don Bosco! una certa qual indifferen3a a qualunque cosa
gli si dicesseH quel suo linguaggio di un amore santo! di una compassione viva e soave!
quel sentire! sen3a scomporsi mai! ripetutamente le stesse miserie! furono i me33i con
cui riusc a mettermi nell'anima il coraggio! la fiducia c(e avrei vinto le mie passioni...
@uante anime tornere22ero alla salve33a se nel confessore trovassero sempre
quell'ama2ilit! quella lieta e consolante accoglien3a c(e era propria di don Bosco,
4"B -6!.:/.
%1. )opo le pietre vive' anc!e le pietre morte
omprare la propria casa
=8
5egli anni -6B8$B. sono giunti all'<ratorio i giovani c(e saranno! insieme a Giuseppe
Bu33etti! le prime pietre vive dell'opera salesiana# "ic(ele Gua! Giovanni B.
0rancesia! Giovanni *agliero.
5egli stessi anni don Bosco cerca di consolidare anc(e materialmente la sede della sua
opera# diventare proprietario della casa 'inardi e costruire una c(iesa degna di questo
nome.
5ella 3ona di %aldocco non ci sono pi) soltanto sporadici cascinali semirustici! tra
prati incolti e orti. Il paesaggio ancora di campagna# a ridosso dell'<ratorio scorre un
canale di irriga3ione e nei prati intorno pascolano greggi e armenti 4un margaro forni $
sce a don Bosco ricotta e formaggio per la mensa dei raga33i/H ma case e opifici
cominciano a delinearsi. <ccorre consolidare la residen3a dell'<ratorio! comprare
campi e prati intorno per i futuri sviluppi! se non si vuole rimanere dall'oggi al domani
im2ottigliati nello sviluppo ur2ano.
'er prima cosa! pensa di comprare la casa dove l'<ratorio a2ita. Ecco il suo racconto#
@uelli c(e avevano perso l'alloggio (ne""a casa Pinardi) non riuscivano a rassegnarsi.
;icevano in giro#
$ Era una casa di sollievo e di allegria. E adesso guardaJ E finita nelle mani di un prete!
per di pi) di un prete intolleranteJ
1l 'inardi fu offerto un affitto due volte maggiore di quanto gli davo io. "a era un
2rav>uomo. non si sentiva di far denari dando la sua casa per usi equivoci. 'i) volte mi
propose di comprare tutto! per farla finita. "a il pre33o c(e proponeva era esagerato.
*(iedeva 68 mila lire per un edificio c(e ne valeva un ter3o, (Memone, -=8/.
Giunti alle strette 4anc(e per un non meglio precisato fatto di sangue, c(e persuase
'inardi a disfarsi della casa/! don Bosco fece la sua offerta#
$ L'(o fatta stimare da un amico mio e suo... 5ello stato attuale il suo valore tra le
.C e le .6 mila lire. Io! per farla finita! gliene do :8 mila,.
L'affare fu sancito con una vigorosa stretta di mano.
"a dove trovare :8 mila lire in quindici giorniD *i pens+ la 'rovviden3a. @uella sera
stessa don *afasso 4cosa insolita nei giorni di festa/ viene a farmi visita! e mi dice c(e
una pia persona! la contessa *asa33a$Giccardi! l'aveva incaricato di darmi diecimila
lire da spendersi in quello c(e avrei giudicato meglio nel &ignore. Il giorno dopo
giunse un religioso rosminiano (P. #ar"o -irardi) c(e veniva a Torino per impiegare
ventimila lire. "i domand+ consiglio su come spenderle. Gli proposi di imprestarle a
me! ad interesse (de" 9uattro )er cento) per pagare la casa 'inardi. La somma era
completa. Le tremila lire di spese accessorie furono aggiunte dal cavalier *otta! nella
cui 2anca venne stipulato l'atto! tanto sospirato, (Memorie, -=-/.
L'atto pu22lico fu steso dal notaio Turvano il -= fe22raio -6B-. Il pre33o non fu di :8
mila lire 4don Bosco con le cifre sovente incerto/ ma di L..6.B88.
I ragazzi svenivano
<ra 2isognava pensare a una c(iesa pi) decorosa per le cele2ra3ioni liturgic(e e pi)
adatta alla quantit sempre crescente di giovani.
La cappella$tettoia era stata ingrandita un poco! ma era sempre troppo piccola e troppo
2assa. *(i vi entrava doveva scendere due gradini! e cos! quando fuori pioveva!
l'acqua vi entrava e ci allagava. ;'estate eravamo invece soffocati dal caldo e
dall'odore sgradevole. In ogni festa c'era qualc(e raga33o c(e sveniva. ;ovevamo
portarlo fuori a 2raccia! come un asfissiato, (Memorie, -=:/.
1 %aldocco le lavandaie esponevano nei prati i lung(i festoni di 2ianc(eria lavata per
conto dei cittadini! ma la lavanderia non doveva essere molto frequentata da quei
giovani appartenenti alle classi pi) povere e a2itanti in catapecc(ie e soffitte.
Il discorso di Barrera e il dialogo dei ragazzi
Era quindi necessario $ continua don Bosco $ costruire un edificio arioso! salu2re e
propor3ionato al numero dei giovani. Il disegno fu fatto dal cavalier Blac(ier... 0urono
=-
scavate le fondamenta. La prima pietra fu 2enedetta il .8 luglio -6B- dal canonico
"oreno! economo generale della diocesi! e collocata dal cavalier Giuseppe *otta,.
Intervenne anc(e il sindaco di Torino! avvocato Giorgio Bellono. Il cele2re padre
Barrera! commosso dalla vista di un gran numero di gente venuta per quella
circostan3a! mont+ su un rial3o di terreno e improvvis+ uno stupendo discorso, (Me-
morie, -=:s/.
<ltre al discorso ci fu anc(e un dialogo scritto da don Bosco e recitato dai raga33i.
0rancesia lo ricorda perc(A ne fu il protagonista#
"e ne ricordo come se fosse ieri. ;on Bosco ci raccolse dopo "essa! nella piccola
saletta del pian terreno! e ci disse c(e nella sera si sare22e 2enedetta la pietra
fondamentale (de""a nuova c'iesa), e c(e il &indaco di Torino sare22e intervenuto! con
l'a2ate "oreno. L"a 2isogna pensare a ricevere 2ene questi personaggi. *(i di voi si
sente di imparare a memoria un dialogo c(e andr+ a finireDL.
5oi ci guardammo in faccia! ed io c(e scrivo e22i l'ardimento di offrirmi! sen3a sapere
c(e avrei dovuto fare. Intanto don Bosco scomparve! e noi stemmo ad attenderlo!
discorrendo in quel piccolo sa"otto, c(e tante volte fu visitato dal famoso &ri&io. Un
momento dopo! ricomparve don Bosco! tenendo in mano alcuni foglietti da lui scritti!
e tutti coperti di assai corre3ioni. Era la prima volta c(e mi esponevo in pu22licoH e
venne a esercitarci il c(ierico Bu33etti! c(e! non fo per dire! ma si trovava anc('egli
assai im2rogliato a leggere la scrittura di don Bosco.
<ltre a mille corre3ioni! c'erano postille di qua e postille di l! da mettere alla prova
l'uomo pi) pacifico,.
1nd+ tutto 2ene# il discorso! il dialogo! la festa.
@uella festa allegra e rumorosa attir+ giovani da tutte le parti. "olti venivano ormai
all'<ratorio a ogni ora del giorno! altri mi pregavano di dare loro ospitalit come
interni. Il loro numero! in quell'anno! super+ i cinquanta, (Memorie, -=9/.
;ra le "accette c!iare' un moretto
@uella folla di giovani! c(e si aggirava nei cortili e nei prati come un allegro
formicaio! era una comunit molto composita. 0igli di nullatenenti 4attingo le noti3ie
da 'ietro &tella/ stavano insieme a qualc(e spaesato giovane uscito dal corre3ionale o
raccomandato dal ministero dell'Interno. 0igli di artigiani si trovavano con figli di
contadini. *on cappotti militari scomodi e sdruciti! color ta2acco! molti giovani
potevano aggirarsi per la casa e stare in cortile o a studio accanto ad altri venuti dalla
campagna c(e vestivano pantaloni e giacc(e smessi dai fratelli maggiori. Era una co$
munit di figli del popolo,! per nulla attenti all'estetica.
<gni tanto tra le faccette c(iare spuntava un moretto. 5el -69= c'era 1lessandro
Bac(ir! c(iamato da tutti il moro,. Un anno dopo giunse il marocc(ino "oUsa! e anni
dopo l'algerino 1tnes. Un folto gruppo di svi33eri cercava di imparare velocemente il
piemontese! la lingua madre dell'<ratorio! accanto a un altro numeroso gruppo di figli
di emigranti! nati a Gic(mond! Baltimora! l'1vana! Gosario in 1rgentina.
@uanto ai raga33i usciti dalle carceri o portati dalla questura! don Bosco non li
riceveva direttamente# non voleva c(e le male$lingue scam2iassero l'<ratorio per un
corre3ionale. Li accettava purc(A fossero presentati dalle loro famiglie o da pie
persone c(e se ne rendevano garanti,.
Tutto quel miscuglio di giovani di ogni et e condi3ione $scrive &. Biffi in quegli anni
$ con un perpetuo andirivieni di gente c(e entra li2eramente nell'istituto! curioso
spettacolo,. @uesto curioso spettacolo, aveva i suoi momenti di punta durante le ri$
crea3ioni. ;opo il 1855, quando aument+ il numero dei preadolescenti ospitati giorno
e notte! don Bosco cerc+ di intensificare l'assisten3a perc(A i raga33i non corressero
pericoli fisici nA morali. Talora inviava qualc(e c(ierico 4tutto preso dal gioco perc(A
era un raga33o anc(e lui/ a snidare raga33i c(e giocavano a soldi nei sotterranei o in
angoli reconditi della casa 4cf &TELL1! :!- 6=ss/.
La prima lotteria
=.
I giovani non furono mai un pro2lema per don Bosco. Lo furono invece! sempre! i
soldi. &crive#
La costru3ione della c(iesa era ormai a livello del terreno quando mi accorsi c(e non
avevo pi) soldi. *on la vendita di case e terreni avevo messo insieme :B mila lire! ma
esse erano sparite come neve al sole. L'Economato (de""a citt+) ci assegn+ un aiuto di
= mila lire! ma ce le avre22e versate quando l'opera fosse terminata. Il vescovo di
Biella! poic(A nell'<ratorio erano ospitati e aiutati molti giovani lavoratori 2iellesi!
diram+ una circolare ai parroci! invitandoli a raccogliere offerte... La questua frutt+
mille lire. "a furono gocce d'acqua su un terreno riarso. @uindi mi misi a pensare a
una lotteria pu22lica, (Memorie, - =9s/.
;avanti alla cinquantina di pagine dedicate da LemoUne 4"B 9/ a questa lotteria!
molti (anno storto il naso. &em2ra c(e si voglia dare un'importan3a eccessiva a
un'impresa tutto sommato 2anale. Invece non cos. Le lotterie a livello cittadino! in
quel tempo! (anno una risonan3a straordinaria. *(i riesce ad avere tutti i permessi 4e
una vistosa lista di oggetti eccellenti/ per organi33arla! si mette in luce nella citt. E
l'opera aiutata dalla lotteria pu22lica acquista di colpo importan3a cittadina. &tella
annota# Le lotterie erano un momento non del tutto secondario del comportamento
collettivo torinese tra restaura3ione e unifica3ione... Tra il -6:8 e il -698 alcune
lotterie avevano fruttato somme LragguardevolissimeL# L..6.888 in favore dei sinistrati
per un incendio a &allanc(es in 1lta &avoia! L.:..B88 in favore dell'<spedale "ag$
giore di &. Giovanni Battista in Torino! L.9-.888 in favore del manicomio, 4&T :!6C/.
5el -6B. e nel -6B6 due grandiose lotterie in favore delle "issioni! organi33ate dal
canonico <rtalda! saranno appoggiate da lettere pastorali dei vescovi! da comitati
promotori dell'aristocra3ia! dalla stampa e dallo stesso governo.
1nc(e don Bosco fece le cose in grande. Gaccolse :.B- doni. Il 'apa! il Ge! la
Gegina "adre! la Gegina *onsorte e tutta la *orte &ovrana si segnalarono mandando
doni,! scrisse con legittimo compiacimento. &ia la *orte c(e il "unicipio offrirono lo$
cali adatti per l'esposi3ione dei doni.
Il regio decreto c(e autori33+ l'apertura della lotteria fu firmato il = dicem2re -6B-.
*alcolato il valore dei doni! fu autori33ata l'emissione di ==.=== 2iglietti a centesimi
B8 ciascuno. L'estra3ione fu fatta al 'ala33o "unicipale il -. e il -: luglio -6B.. Le
spese furono ingenti $ scrive don Bosco $ ma la somma netta ricavata fu di lire .C
mila, (Memorie, -=C/.
-uattordici lotterie nella vita
Tra grandi e piccole! don Bosco organi33+ nove lotterie tra il -6B: e il -678! e B tra il
-67: e il -667. &i pu+ dire c(e in questi primi anni del suo <ratorio! don Bosco (a
scoperto due me33i c(e non a22andoner pi)# gli Gserci*i $)iritua"i per oratoriani e
interni! c(e gli dnno fior di voca3ioniH e le "otterie c(e gli procurano fior di quattrini.
Tutti e due gli costano fatic(e pesantissime! ma don Bosco considera la fatica una
tassa c(e comunque 2isogna pagare. F> forse interessante notare c(e! dopo la lotteria
del -6CB c(e si trasciner per tre anni! don Bosco si dedic(er alle lotterie con meno
entusiasmo. 1gli Eserci3i &pirituali si dedic(er sempre con l'entusiasmo della prima
volta.
%2. Letture attolic!e e attentati
Io non metto la mia "irma l$ sotto
5ei primi mesi del -696! *arlo 1l2erto aveva concesso parit di diritti civili, agli
e2rei e ai protestanti! fin'allora solo tollerati,.
=:
I protestanti $ scrive don Bosco $ erano forniti di molti me33i finan3iari! ed erano
preparati a una massiccia campagna di propaganda. I cattolici! invece! confidando
nelle leggi civili c(e fino allora li avevano protetti e difesi! possedevano soltanto
qualc(e giornale! qualc(e opera di cultura. 5essun periodico! nessun li2ro da mettere
in mano alla gente semplice...
Era necessario mettere in mano alla gente! e specialmente ai giovani! qualc(e me33o di
difesa! inventare qualc(e me33o popolare con cui diffondere la conoscen3a delle verit
fondamentali della religione cattolica. 0eci quindi stampare un li2retto dal titolo A v-
visi ai #atto"ici, c(e aveva lo scopo di mettere in guardia i cattolici dalle insidie dei
protestanti. La diffusione di quel li2rettino fu straordinaria# in due anni pi) di
duecentomila copie. @uesto successo fece piacere ai 2uoni! ma infuri+ i protestanti...
"i persuasi sempre pi) c(e era urgente preparare e stampare li2ri per il popolo! ed
ela2orai il progetto delle Letture *attolic(e, (Memorie, .8Bs/.
Il programma di quella collana era condensato in poc(i punti#
li2retti semplici! popolari! mensili! di cento pagine! ogni fascicolo al pre33o di
centesimi -B (?.600 de" 1<86).
'reparati i primi fascicoli volevo pu22licarli su2ito! ma sorse una difficolt c(e non
avevo previsto. 5essun vescovo voleva 4.../ mettere il suo nome 4.../ come Lrevisore
ecclesiasticoL4.../. Il canonico Giuseppe ?appata! %icario Generale ("'Arcivescovo
/ransoni era in esi"io a ?ione) lesse e rivide met del primo fascicolo. 'oi mi restitu
il manoscritto dicendomi#
$ &i riprenda il suo lavoro. Io non metto la mia firma l sotto... Lei sfida i nemiciH li
attacca frontalmente,.
;ue giornalisti cattolici! a Goma! erano stati assassinati poco tempo prima. 1vallare i
li2retti coraggiosi di don Bosco voleva dire risc(iare la pelle! come lui stesso
sperimenter fra poco. 0inalmente! dice don Bosco! i li2retti furono approvati e
sottoscritti dal vescovo d'Ivrea! mons. "oreno.
Le ?etture #atto"ic'e furono accolte con consensi vastissimi. Il numero dei lettori fu
straordinario. "a questo suscit+ le ire dei protestanti, (Memorie, .86/. 5el -6C- ogni
fascicolo tirava -8 mila copie. ;al -678 la media per ogni fascicolo raggiunse le -B
mila 4"B 9!B:9/.
&em2rava ci fosse una congiura segreta contro di me. 4.../ &em2rano favole gli
attentati c(e racconto! ma purtroppo sono tristi verit! ed e22ero moltissimi testimoni,
(Memorie, .- lss/.
Il cane misterioso
1 quel tempo! (da 2orino) scendendo verso l'<ratorio c'era un lungo tratto di
campagna ingom2ra di cespugli e di acacie.
Una sera oscura! piuttosto sul tardi! venivo a casa solo soletto... quando mi vidi
accanto un grosso cane c(e a prima vista mi spavent+. "a non ring(i+ contro di me!
an3i mi fece le feste come se fossi il suo padrone. 122iamo fatto amici3ia e mi
accompagno fino all'<ratorio. *i+ c(e avvenne quella sera si ripetA molte altre volte.
'osso dire c(e il Grigio (cosD don 0osco c'iam8 9ue" cane) mi (a aiutato parecc(ie
volte in maniera straordinaria. Esporr+ alcuni fatti.
&ul finire del novem2re -6B9! una sera ne22iosa e piovosa! venivo solo dalla citt... 1
un tratto mi accorsi c(e due uomini camminavano a poca distan3a da me.
1cceleravano o rallentavano il passo ogni volta c(e io acceleravo o rallentavo... 'rovai
a tornare indietro! ma era troppo tardi# con due 2al3i improvvisi! in silen3io! mi
gettarono un mantello sulla testa. "i sfor3ai di non lasciarmi avviluppare dal mantello!
ma non ci riuscii. Uno tent+ di turarmi la 2occa con un fa33oletto. %olevo gridare ma
non ci riuscivo pi). In quel momento apparve il Grigio. Urlando si lanci+ con le 3ampe
contro la faccia del primo! poi a33ann+ l'altro. <ra dovevano pensare al cane prima
c(e a me.
$ *(iami questo caneJ $ gridarono tremanti.
$ Lo c(iamo se mi lasciate andare in pace.
$ Lo c(iami su2itoJ $ implorarono.
=9
Il Grigio continuava a urlare come un lupo arra22iato. 1ndarono via lesti! e il Grigio!
standomi al fianco! mi accompagn+,.
* il cane di don Bosco
Tutte le sere in cui non ero accompagnato! entrato tra gli al2eri! vedevo spuntare il
Grigio da qualc(e punto della strada. I giovani dell'<ratorio lo videro molte volte. Una
sera entr+ nel cortile e fu il protagonista di una lunga scena. @ualcuno lo voleva
allontanare con un 2astone! altri con dei sassi. Giuseppe Bu33etti intervenne#
$ 5on fategli del male. F> il cane di don Bosco.
1llora si misero ad accare33arlo e a fargli festa. Lo accompagnarono da me. Ero in
refettorio e facevo cena con alcuni preti e mia madre. Lo guardarono tutti s2igottiti#
$ 5on temete $ dissi $ il mio Grigio. Lasciatelo venire.
;ifatti! compiendo un largo giro intorno alla tavola! mi venne vicino tutto festoso. Gli
feci una care33a e gli offrii minestra! pane e companatico. Gifiut+ tutto.
$ 1llora cosa vuoiD $ mormorai. Egli mosse le orecc(ie e agit+ la coda $. &e non vuoi
mangiare! va' in pace $ dissi.
Egli! sempre festoso! appoggi+ la testa sulla mia tovaglia come volesse parlare e
augurarmi 2uona sera. 'oi si lasci+ accompagnare dai raga33i! allegri e meravigliati!
fuori della porta. "i ricordo c(e quella sera ero venuto a casa tardi! e un amico mi
aveva portato nella sua carro33a, (Memorie, .-C$.-6 passim/.
Batistin 0rancesia! c(e allora aveva -C anni! lo vide pi) volte.
&crive#
0aceva un giro attorno alla tavola! si sdraiava un poco ai piedi di don Bosco! e poi
via. "i pare ancora di vederlo! quando con le 3ampe raspava alla porta perc(A gli si
aprisse! e poi entrava nel piccolo salotto! dove don Bosco pran3ava co' suoi. Una volta
il portinaio! impaurito! al3ando il 2astone glielo diede sulla sc(iena! l'animale ricevette
il colpo! mand+ un guaito! e poi via, 4%B' -7=/.
Il pensiero di scoprire la provenien3a di quel cane venne pi) volte a don Bosco. "a
non riusc a trovare niente. 5el -67. la 2aronessa 13elia Gicci des 0erres nata 0assati
gli domand+ cosa pensasse di quel cane! e don Bosco sorridendo rispose# ;ire c(e sia
un angelo fare22e ridere. "a neppure si pu+ dire c(e sia un cane ordinario, 4"B
-8!:6C/.
Giller con coltello
5elle sue Memorie don Bosco racconta molti attentati c(e su2 in questi anni. 5e
riporto uno dei tanti.
Una sera era in me33o al cortile! circondato da tutti i giovani! quando si lev+ un grido#
$ Un assassinoJ Un assassinoJ
Un giovanottone in manic(e di camicia! di cognome 1ndreis! tenendo levato in aria un
truce coltello da macellaio! si stava avventando contro il gruppo dei giovani! e gridava
come un pa33o#
$ %oglio don BoscoJ %oglio don BoscoJ
Tutti si misero a fuggire urlando. 5el parapiglia il Willer vide il c(ierico Geviglio! c(e
portava la veste nera come don Bosco! lo scam2i+ per lui e si mise ad inseguirlo.
@uello fugg con strilli altissimi. 1ccortosi dell'errore! il delinquente si ferm+ un
attimo per vedere dov'era la sua vittima. @uell'istante di indecisione salv+ don Bosco.
Egli corse su per la scala della casa 'inardi! c(iuse a c(iave il cancello di ferro c(e
faceva da porta e si trov+ in salvo.
L'assassino giunse di corsa al cancello! lo scosse con le sue grosse mani! e si mise a
percuotere le s2arre ro2uste con il manico del coltello urlando come un pa33o. Gimase
li pi) di un'ora! finc(A vide spuntare due cara2inieri c(iamati dai giovani.
&em2ra incredi2ile $ scrive don Bosco $ eppure il giorno dopo! alla stessa ora! quel
delinquente mi aspettava di nuovo! a poca distan3a dalla mia casa.
Un mio amico (i" commendator -iuse))e !u)re), vedendo c(e le autorit non
=B
volevano difendermi! cerc+ di parlare a quel disgra3iato. Gispose#
$ Io sono pagato. ;atemi ci+ c(e mi dnno quelli c(e mi mandano! e lascer+ in pace
don Bosco.
Gli furono pagate 68 lire di fitto scaduto e altre 68 di fitto anticipato! e quella triste
commedia fin, (Memorie, .- :s/.
In lire di oggi all'1ndreis furono versate circa CB8 mila lire.
%3. Salvare i piccoli lavoratori
Una montagna di ingiustizie
<gni anno 2ussa alla porta di don Bosco un gruppo sempre pi) numeroso di piccoli
lavoratori. &ono dieci nel -6B:! saranno centoventidue nel -6CC. &ono sc(iacciati da
una montagna di ingiusti3ie. 0ino al -699 i rapporti tra apprendisti! gar3oni di 2ottega
e padroni! erano regolati in 'iemonte da norme precise c(e difendevano il giovane e
o22ligavano il padrone a insegnargli 2ene il mestiere e a non sfruttarlo.
Un editto reale del -699 4strappato al re dai li2erali, in nome del progresso/ (a
a2olito queste norme. ;a quel momento i gar3oni e i giovani operai sono rimasti soli e
indifesi nelle mani del padrone. 1 otto$nove anni vengono gettati in un lavoro este$
nuante di -.$-B ore al giorno! in me33o ad a2usi! scandali! sfruttamenti! negli am2ienti
malsani delle fa22ric(e e delle officine.
*amillo *avour! c(e pure per la li2ert assoluta dell'industria e del commercio! (a
dic(iarato nel -6B8 in 'arlamento# 0orse troppo poco ci curiamo di sapere c(e da noi!
nei nostri opifici! le donne e i fanciulli lavorano quasi un ter3o di pi)! se non il doppio
di quello c(e si lavori in Ing(ilterra ,.
;on Bosco 4come don *occ(i! don "urialdo/ difende fino al limite del possi2ile i
raga33i lavoratori. Esige dai padroni regolari contratti di lavoro su carta 2ollata. In essi
riprende le vecc(ie norme a2olite nel -699. In nome dei li2eri contratti fra gente li2e$
ra, 4come dicono i li2erali/ esige c(e quelle norme vengano osservate! adattate!
perfe3ionate secondo le nuove condi3ioni di lavoro.

In quei contratti 4conservati negli
arc(ivi salesiani/ scritto c(e i piccoli lavoratori non devono essere usati come
servitori e sguatteri! c(e deve venir loro insegnato sul serio il lavoro. F> vietato c(e
vengano picc(iati! si c(iedono garan3ie per la loro salute! il riposo festivo! le ferie
annuali! il tempo necessario per imparare a leggere e a scrivere. 5ei primi tre anni i
piccoli lavoratori non vengono pagati con la scusa c(e imparano soltanto,. 1 volte
sono i parenti a pagare il padrone perc(A li tengaJ ;on Bosco reagisce a questa forma
di sfruttamento# nel secondo e nel ter3o anno i giovani lavorano veramente e
procurano veri guadagni al padrone. 'er il secondo e ter3o anno esige quindi uno
stipendio progressivo. Il primo contratto firmato da don Bosco con il vetraio *arlo
1imino! a favore del giovane Giuseppe Bordone! porta la data del novem2re -6B-.
Un desc!etto e ,uattro ragazzi
"a don Bosco non ancora soddisfatto. 5elle officine e nelle 2otteg(e i piccoli
lavoratori sono fianco a fianco con adulti a volte disonesti! c(e parlano e agiscono
male! c(e li invitano a 2ere per tirarsi su e stare allegri,. 0iniscono cos per rovinarsi
nel corpo e nell'anima.
Un raga33o c(e a quel tempo (a -9 anni! 'ietro Enna! ricorder quella situa3ione con
una prosa candida e sgrammaticata# 1lla sera d. Bosco ci tratteneva sempre qualc(e
minuto prima di andare a letto ci racomandava di stare in guardia dai cattivi compagni
e dai perversi discorsi... a noi artigiani c(e eravamo pi) in pericolo ci diceva non
ascoltate mai quelli c(e fanno cattivi discorsi quando siete nella 2ottega c(e parlano
male se potete usite... "i ricordo io stesso quante volte o dovuto fuggire dal
la2oratorio per non sentire dei discorsi oseni io aveva solo -9 anni e gar3oni erano gi
=C
uomini fatti due poi erano veramente perfidi non avevano nessun pudure nel parlar
male della religione e costumi erano poi due 2estie, 4&T :!B8:s/.
5ell'autunno del -6B: don Bosco 4c(e (a le tasc(e vuote come sempre/ compie un atto
di audacia# fa costruire un nuovo edificio accanto alla casa 'inardi e d ini3io ai
la2oratori interni. *omincia con i cal3olai e i sarti! perc(A quei mestieri sa insegnarli
lui! sen3a 2isogno di pagare istruttori esterni. "a deciso a non fermarsi l.
Il la2oratorio dei cal3olai lo colloca in un locale stretto! vicino alla c(iesa di &.
0rancesco di &ales. &i siede davanti aS desc(etto! e sotto gli occ(i di quattro stupiti
raga33ini 2atte una suola a regola d'arte! maneggia la lesina attorno a una tomaia. 'oi
domanda se (anno capito come si fa. 1l si incerto dei raga33ini! capisce c(e (anno
capito poco! e ricomincia da capo! con pa3ien3a.
I sarti sono collocati nella stan3a della cucina! mentre pentole e fornelli sono trasferiti
nell'edificio nuovo. Il maestro ancora lui! don Bosco! c(e Giovanni Go2erto a
*astelnuovo aveva invitato a piantarla con i li2ri,! visto c(e il sarto lo sapeva fare sul
serio.
)alla parte dei piD poveri
5el -6B9 apre il ter3o la2oratorio! la legatoria dei li2ri.
5el -6BC il quarto! la falegnameria.
Il quinto il pi) desiderato! la tipografia. 1 quei tempi ci vogliono c(ili di documenti e
sfil3e di garan3ie per ottenerlo. La licen3a arriva firmata dal prefetto 'asolini il :-
dicem2re -6C.. Il la2oratorio comincia a fun3ionare con due macc(ine a ruota e un
torc(io a3ionato a mano.
Il sesto ini3ia l'anno dopo# l'officina dei fa22ri ferrai! antenata dei la2oratori di
meccanica.
I raga33i! ora! non escono pi) a lavorare in citt. Lavorano in casa! sotto la guida
amorevole di don Bosco e dei suoi aiutanti. L'<ratorio comincia a straripare di raga33i
c(e giungono da ogni parte# vogliono imparare un mestiere sotto la guida di don
Bosco! non pi) andarsi a seppellire nelle officine della citt. 1rriveranno al numero di
:88. "a don Bosco sele3iona i raga33i# sceglie i pi) poveri! i pi) miseri! quelli c(e
(anno assoluto 2isogno di una mano per non fare naufragio nella vita. 5el
regolamento di accetta3ione scrive# Il giovane artigiano c(e viene accettato deve
essere orfano di padre e di madre e totalmente povero e a22andonato. &e (a fratelli e
3ii c(e possono assumerne l'educa3ione! fuori dello scopo di questa casa, 4"B
9!7:C/.
%%. olera+
Il terrore dell' ac,uetta
L'estate del -6B9 port+ una noti3ia paurosa# il colera. L'epidemia c(e ogni poc(i anni
desolava paesi e citt investi dapprima la Liguria! facendo :888 vittime. Il :8$:-
luglio si e22ero i primi casi a Torino.
Il 2atterio responsa2ile della malattia epidemica! il vibrio c'o"era, sare22e stato
scoperto da Go2ert Voc( solo nel -669. In mancan3a di noti3ie scientific(e! come
sempre accade! si diffusero in citt le solite voci alimentate dall'ignoran3a e dalla
paura. &crive Bonetti c(e fu testimone di quei giorni# Il 2asso popolo... s'incaponiva
nell'idea! c(e i medici somministrassero ai malati una 2i2ita avvelenata! cui a Torino
davasi il nome d'ac9uetta, e ci+ allo scopo di farli pi) presto morire e per tal modo
scongiurare pi) facilmente il pericolo per sA e per gli altri,. La paura provocava il
c(iudersi delle 2otteg(e! il fuggire c(e tosto moltissimi facevano dal luogo invaso,.
4Un esempio non certo di no2ile coraggio fu dato dalla famiglia reale! c(e fuggi in
carro33e c(iuse dalla citt! e ripar+ nel castello di *aselette/. In certi luog(i! appena
=7
uno era assalito! i vicini e talora gli stessi parenti impaurivano...! lo a22andonavano...
0u talora persino mestieri c(e i 2ecc(ini passassero per le finestre o rompessero le
porte! per entrare nelle case ed estrarne i cadaveri, 4*L 9.8s/.
Le manifesta3ioni della malattia erano classic(e# vomito e diarrea profusa!
disidrata3ione! sete intensa! violenti crampi muscolari. La morte si portava via il B8
per cento dei colpiti.
La 3ona di Torino pi) colpita! com'era facile prevedere! fu la 3ona pi) inquinata e
sporca# Borgo ;ora! confinante con %aldocco. In un mese 688 colpiti! B88 morti. 5elle
case vicine all'<ratorio! ricorda Bonetti! alcune famiglie scomparvero in 2revissimo
tempo, 4*L 9../.
-uattordici piD trenta
;on Bosco prese le misure del caso. &i anticiparono gli esami $ ricorda 0rancesia $ e
prima c(e finisse luglio (cio@ con un mese di antici)o) tutte le scuole furono c(iuse,
4%B' -6:/. I raga33i c(e vollero! poterono partire per le loro case. 0urono ripulite
camere! locali! si diradarono i letti nei dormitori! miglior+ il vitto.
1ll'igiene rudimentale del tempo! don Bosco aggiunse la sua fede# Una sera! udendo
come tutti parlavano del male! c(e faceva strage in Torino e qui d'attorno a noi! ci
esort+ a sperare nella "adonna! in questa maniera# L&e voi! o miei cari! mi promettete
di non commettere volontariamente alcun peccato! credo di potervi assicurare! c(e
nessuno di voi sar colpito dal coleraL, 4%B' -69/.
;ue la33aretti furono improvvisati in Borgo &. ;onato! a ovest di %aldocco. "a poc(i
erano i coraggiosi c(e si prestavano a curare i malati. 1llora don Bosco! dopo essersi
impegnato insieme ad altri sacerdoti per molti giorni! si rivolse ai suoi giovani. ;isse
loro c(e il &indaco faceva appello ai migliori della citt perc(A si trasformassero in
infermieri e assistenti dei colerosi. &e qualcuno voleva unirsi a lui in quell'opera di
misericordia! lo ringra3iava a nome di ;io. @uattordici gli si presentarono 2entosto!
pronti a compiere i suoi desideri... e poc(i giorni dopo altri trenta ne seguirono
l'esempio, 4"B B!67/.
0urono giornate di caldo torrido! fatica! pu33a nausea2onda! pericoli.
0rancesia ricorda# @uante volte io stesso giovanetto e piccolo c(ierico! dovevo
animare i vecc(i a recarsi al la33aretto $. "a mi ucciderannoJ $ *osa dite maiD 1n3i vi
troverete meglio. E poi ci sar+ io $. &D E22ene portatemi dove volete,. E aggiunge
con una punta di ironia pesante# I cos detti li2erali si ritirarono! e rimasero i
sacerdoti...,.
Una madre e venti or"ani
"a di ironia non e22e tempo di farne molta! in quei giorni! il povero Batistin. Il
colera! infatti! colp con violen3a anc(e sua madre. 1vvisato! lasci+ tutto e corse a
casa. La trov+ gravissima. Torn+ in fretta all'<ratorio! e supplic+ don Bosco c(e
venisse a confessarla e 2enedirla. 12itava davanti alla c(iesa della *onsolata. ;on
Bosco! passando davanti alla colonna dell'Immacolata posta sulla pia33a! l'addit+ a
Batistin e gli disse# Essa guarir sen3'altro tua mamma se le prometti di consacrare la
tua vita! quando sarai prete! a farla conoscere e a farla amare,. 0rancesia accett+ il
patto. &alirono nella stan3a dell'ammalata. ;on Bosco la confess+ e la confort+. 'oi
venne il medico! e come unica cura cav+ sangue cinque o sei volte dalle vene di quella
povera donna. 5onostante la cura,! la mamma di Batistin guar e visse ancora per .-
anni.
@uando! con le piogge d'autunno! il colera fin! si poterono contare i morti# in Torino
-.96! in Italia :.8 mila. 5ella capitale del 'iemonte i soci della &. %incen3o si
aggirarono per le catapecc(ie a raccogliere sull'er2a secca e sui pagliericci sporc(i
2am2ini c(e il mor2o aveva lasciato orfani e sen3a parenti prossimi, 4&T :!-C:/. La
fine dell'emergen3a fu dic(iarata il .- novem2re.
Tra i 99 volontari dell'<ratorio! nessuno fu toccato dal colera. Un risultato ai limiti del
=6
prodigioso. "a don Bosco non si ferm+ a contemplare le 2enemeren3e. Un nuovo
dramma colpiva la citt# gli orfani. *e n'era un centinaio! ammassati nel deposito, di
&an ;omenico. *on un atto di fede e di amore pi) grande delle sue possi2ilit and+ a
prelevarne .8! e li port+ all'<ratorio.
%(. La storia povera di 1ietro /nria
5enti,uattro paginette sgrammaticate
;ei tristi giorni del colera a22iamo una testimonian3a toccante. 'ietro Enna! uno dei
raga33etti orfani c(e don Bosco incontr+ con il fratellino nel deposito,! e c(e prese
con sA insieme ad altri diciotto! (a lasciato .9 paginette sgrammaticate e 2ellissime!
piene di errori e di dolce33a. 5e riporto alcune parti rispettando gli errori! ma
aggiungendo la punteggiatura! sen3a la quale il testo quasi incomprensi2ile. *redo
sia una delle pi) alte testimonian3e sulla vita e sull'amore del prete di %aldocco per i
figli poverissimi del popolo.
pagina 1
Enna 'ietro Giuseppe! nato il .8 giugno -69- nella paroc(ia di &. Benigno *anavese!
figlio di antonio e della fu cappirone pasqualina am2idue nativi di montanaro... 1llet
di 7 anni ricevutti il sacramento della cresima... 'oc(i mesi dopo la detta festa moriva
la mia povera madre. Il giorno della asen3ione di nostro signore mio padre resto
vedovo con tre figli. Io c(e era il primo aveva appena 7 anni. il padre pas+ a seconde
no3e con un virtuosa donna c(e ci tratt+ da vera madre.
pagina 2
5el -6B. mio padre volle trasferirsi in Torino dove ava gia i suoi fratelli. 1 preso in
afitto una casa nella fa2rica di teralie detta la rivor sulla strada c(e conduce alla 2adia
distura...
pagina 3
4.../ 5el -6B9 infier il colera mor2us in tutta italia! ma in modo particolare in quella
regione! perc(e esendo quasi sulla riva della stura l'aria era malsana. 'erci+ il colera a
fatto molte vittime! e la nostra famiglia fu colpita terri2ilmente. "or il fratello magio$
re di mio padre. 'oc(i giorni in apresso fu colpito la mia matrigna. io aveva appena
compiti i -. anni. ;ovetti asistere mio padre perc(A la matrigna in poco tempo mor.
5on posso descrivere i dolori provati.
pagina %
1 quel epoca mio padre in letto noi eravamo B figli. E vero c(e veniva la nostra nonna
ad aiutarci! ma anc(essa poveretta era vec(ia e malaticcia. *(e fareD *i siamo
racomandati di cuore al signore e alla sua &&a madre. Eravamo anc(e in procinto di
cadere nella estrema miseria...
pagina (
%enne due... signori c(e non ricordo pi) il nome! ma erano mandati da un comitato
di signori c(e avevano aperto un orfanotrofio provisorio in Torino per racogliere i figli
==
dei colpiti del colera. @uesti due signori parlarono con mio padre dicendogli se era
contento avre22ero fatto ritirare tutti i suoi figli. Il padre c(iam+ a me se ero contento.
Io gli risposi su2ito di si dicendo sia ringra3iato il signore e la &&a vergine. 0u
concerto il modo e poc(i giorni dopo siamo stati condotti tutti B in quel ospi3io c(e era
situato nel convento dei domenicani in 2orino.
pagina .
Era se non s2aglio verso la fine del mese di agusto. 1ppena fumo la condotti ci
trattarono con molta carit e amorevole33a. Eravamo pi) di -88 tra raga33i e fanciulle
sen3a contare i 2am2ini latanti per cui vi era le 2alie apositamente per la cura di questi
poveri 2im2i... 5oi stavamo molto 2ene 2en asistiti e 2en nutriti! ma quella cosa non
doveva durare a lungo. &i diceva fra i raga3i c(e era pi) di tempo c(e erano entrati# un
diceva ora ci manderano o al cottolengo o da d. coc(is o da d. Bosco. Uno disse a me
dove ti piace di pi). Io non conosceva ne Torino ne ;. Bosco ne il cottolengo non
conoseva nessuno...
pagina 2
;. Bosco nel -6B9 quando inferiva il colera accett+ pi) di B8 giovani (in rea"t+
(urono 30) nella sua casa! tutti orfani c(i di padre e c(i di madre# faceva di pi) andava
lui stesso ad asistere i colerosi e mand+ anc(e tanti dei suoi giovani pi) adulti e nella
sua casa nessuno e22e il male. 5ei primi giorni della novena della nativit di maria
(nativit+ 1 8 settembre) d. 0osco venne a fare una visita a figli dei colpiti del fatale
mor2o nel orfanotrofio provisorio c(e era nel convento dei domenicani. Eravamo la
racolti di piu di -88 raga33i di am2o i sessi. Io Enna pietro giuseppe posso atestarlo
perc(e sono ancora uno di quei fortunati c(e fu aiutato da d. BoscoH era gi da
parecc(i giorni c(e mi trovava con i miei quatro fratelli in quel ospi3io provisorio
aspettando la trista noti3ia della salute del nostro padre opure la morte
pagina 6
del nostro padre! quando la providen3a venne in nostro socorso. "entre tutti i
raga33i erano radunati e messi in fila da un asistente! vediamo venire un prete
accompagnato dal direttore del orfanotrofio. @uel prete era soridente! aveva un'aria di
2ont c(e si faceva amare sen3a parlarle insieme. 'asando vicino ai raga33i a tutti
faceva un sorriso e poi le domandava con paterno amore il nome cognome e patria e se
sapevano le ora3ioni e catec(ismo e se erano gi promossi alla comunione e se si
erano confesati. Tutti rispondevano con confiden3a e dicevano come si trovavano! pas$
s+ finalmente vicino a me. Io mi sentii 2attere fortemente il cuore non per timore ma
per un afetto e amore c(e sentiva dentro di me stesso. &entiva c(e avrei sempre amato
quel sant
pagina 8
uomo. "i domand+ il nome e cognome patria. Io gli risposi con grande afetto mi
c(iamo Enna pietro Giu. "i disse voi venire con me saremo sempre 2uoni amici
finc(e saremo in )aradiso sei contentoD (o si signore risposi sono contentissimo. E
questi c(e ai vicino e tuo fratelloD si signore. Bene! verr anc(e lui. *i 2aciai la mano
con confiden3a e amore di figlio. *i salut+ con amore
di padre e pass+ a altri e a tutti faceva una care33a un saluto pieno di 2ont. Io lo
accompagnava con lo sguardo e sentiva nel mio cuore un non so c(e e diceva come e
2uono quel prete come si fa amare prima acora di conoserlo. io per+ non poteva capire
c(i fosse quel prete perc(e nesuno ci aveva detto il suo nome.
-88
pagina 1:
'er+ qualc(e giorno dopo la detta visita fummo condotti al oratorio di B. francesco
di sales era il C 72re settem2re -6B9! giorno fortunato per me. 4.../ 'arlando io qualc(e
tempo dopo c(e era acettato in casa con alcuni dei compagni c(e stavano disco$rendo
di una grande malatia c(e fece d. Bosco nel -696 (in rea"t+ ne" 18;6). ;ifatti and+ in
pericolo di vita e fu salvo per le preg(iere dei suoi giovani c(e otennero da dio la
sospirata guari
pagina 11
ione! io mi sentii il cuore gonfio di lacrime. 4.../ 5el entrare nel oratorio siamo stati
2en acolti d. Bosco e dalla sua amorosa madre 4.../
pagina 12
;. Bosco mi disse ricordati Enna c(e siamo sempre amici ma per essere tale
2isogna c(e sii sempre 2uono e virtuoso. La sua madre poi ci voleva un grande 2ene
come nostra vera madre! essa poi ci riguardava come suoi veri figli.. ;. Bosco era per
tutti noi un vero padre a lui intorno noi eravamo felici... 1lle volte parlando
confiden3ialmente ci racontava dei sogni c(e faceva alla notte. 5on erano
pagina 13
sogni quelliH erano vere visioni si vedeva c(e il signore premiava la virtu di d.
Bosco con farle vedere l'avenire della sua congraga3ione pel 2ene di tanti poveri
giovani...
pagina 1%
"i ricordo c(e d. Bosco stesso mi coloc+ presso un 2uon padrone fa2ro ferraio di
cui mi trovai molto contento. &tetti circa : anni poi dovetti smettere per motivi di
salute...
pagina 1.
Intanto d. Bosco continuava a lavorare per noi. 1l mattino era sempre il primo a
trovarsi in c(iesa! e si c(e nel -6B9 era un inverno rigidissimo! la c(iesa era talmente
fredda c(e alle volte mentre diceva messa ... aveva le mani cos gelate da non poter pi)
tenere il calice tra le mani. 'ure d. 2osco non si lagn+ mai! era sempre allegro e
contento! pensava piu per noi c(e per se stesso! quante fatic(e doveva sostenere per
noi e quante umiglia3ioni perc(e il piu delle volte andando a sonare il campanello alle
case dei ricc(i per ottenere un susidio pei suoi giovani veniva respinto con parole
umiglia
pagina 12
$nti e ingiuriose. 'ure lui non si sgoment+ per queste umiglia3ioni... ;. Bosco
continuava ad acettare nuovi giovani nel oratorio. "i ricordo c(e sua madre alle volte
gli gridava! ma tu acetti tanti
pagina 16
-8-
giovani dove li metti a dormire c(e non vi postoD e poi non a2iamo letti da
metterli a dormire! stanno sen3a coperta! e poi come si fa a mantenerli e vestirli c(e
non a2iamo nullaD 4difatti tocco a me e mio fratello dormire per un 2el tratto di tempo
in una camera c(e serviva di maga433/ino di foglie a2iamo dormito per terra sopra un
poco di quelle foglie con una sola coperta per tutte e due e nulla altro. Eppure eravamo
contenti come se si fosse dormito sul piu sofice letto. 'oco per volta tutto si provide
letti vesti$ti camere comode... Intanto alla sera quando tutti i giovani erano a dormire!
d. Bosco e la sua virtuosa madre andavano
pagina 18
nelle camere! prendevano i vestiti di quelli c(e lungo la giornata li avevano rotti! si
ritiravano in camera e lavoravano finc(e li avevano tutti agistati e rimessi nel proprio
letto. 4.../ 4Enna! autogr.! cit. in &T :!9=9s/.
5elle paginette seguenti! 'ietro Enna racconta come lavor+ in un la2oratorio e
dovette pi) volte fuggire per i discorsi 2estiali, c(e sentiva attorno a sA 4come (o
riferito nel capitolo 9:/. E afferma c(e questo fu il motivo c(e spinse don Bosco ad
impiantare la2oratori interni all'<ratorio.
Il ringraziamento della citt9
Il quotidiano L'1rmonia,! nel numero del -C settem2re -6B9! scriveva# ;on
Bosco potA presentare alla commissione sanitaria una nota di -9 dei suoi giovani! i
quali volontariamente si offrirono a rendere ogni sorta di servi3io ai colerosi tanto nei
la33aretti! quanto nelle case private 4.../ve ne (a ancora una trentina degli allievi del
2uon sacerdote parimenti istruiti ad aiutare l'anima e il corpo! pronti a correre in aiuto
dei loro compagni, 4&T :!.C:/.
Lo scrittore 5icol+ Tommaseo! c(e a2itava in quegli anni in via ;ora Grossa 4ora
via Gari2aldi/ ..! gli scrisse il : otto2re# &o della generosa carit esercitata da lei e
dai suoi nella malattia c(e minacciava specialmente i poveri della citt... Le de22o
ringra3iamenti vivissimi come *ristiano, 4"B B!--6/.
1nc(e il &indaco ringra3i+ in data 7 dicem2re per l'assisten3a prestata ai colerosi e
per l'ospitalit concessa agli orfani 4*L 999/.
%.. Il ragazzo dei giganti
/ andrai lontano' lontano' lontano...
;urante i convulsi giorni del colera! don Bosco e22e una di quelle esperien3e c(e ci
lasciano pensosi. Giovanni *agliero! diventato cardinale! nel -=-C parl+ ai sacerdoti di
Goma. E raccont+#
Infieriva il colera a Torino nel -6B9 ed io mi trovavo ammalato nell'infermeria
dell'<ratorio. 1vevo allora -C anni e i medici giuravano c(e mi trovavo in fin di vita.
5ella casa si diceva c(e io ero cos ridotto! perc(A avevo commesso "'im)ruden*a di
accompagnare don Bosco nella visita al la33aretto. ;on Bosco fu sollecitato dai
medici a visitarmi e ad amministrarmi gli ultimi sacramenti. %enne al mio letto! e lo
ricordo come se lo vedessi qui#
$ *(e meglio per te $ mi c(iese $! guarire o andare in 'aradisoD
$ F> meglio andare in 'aradiso $ gli risposi.
$ &ta 2ene $ aggiunse $ ma questa volta la "adonna ti vuole salvoH tu guarirai! vestirai
l'a2ito clericale! sarai sacerdote e prenderai il tuo Breviario e andrai lontano! lontano!
lontano...
-8.
1gli occ(i del 'adre si apriva allora una stupenda visione. 1vvicinandosi al mio
lettuccio $ doveva raccontarmelo solo trentacinque anni pi) tardi $ egli l'aveva visto
circondato da selvaggi di alta corporatura e fiero aspetto! dalla carnagione cuprea 4E
co"or rame) e dalla folta c(ioma nera! stretta da un legaccio sulla fronte. 5eanc(e
sapeva allora! a c(e ra33a appartenessero quelle figure prodigiosamente intravviste e
solo pi) tardi aveva sfogliato in segreto un manuale di geografia e aveva trovato c(e
corrispondevano al tipo dei 'atagoni e dei 0ueg(ini. &i apriva dunque! allora!
nell'animo del 'adre la stupenda visione di quell'immensa regione c(e egli profet+
ricca di minerali e di industrie! di fa22ric(e e di ferrovie! 2enedetta dal dono della fede
cristiana per le fatic(e e il sangue della sua famiglia spirituale.
*erto io guarii in quel momentoH la fe22re pass+ per incanto e neanc(e ricevetti i
&acramenti! perc(A mi parve meglio! giacc(A dovevo guarire su2ito! di farlo quando
fossi levato. ;evo per+ aggiungere c(e gli accennati particolari don Bosco li manifest+
soltanto dopo c(e io avevo ini3iato l'evangeli33a3ione della 'atagonia e ne ero gi
%icario apostolicoH poic(A egli! precisamente per timore di essere guidato dalla sua
impressione particolare! non volle mai prendere ini3iative sue circa la mia persona e i
miei uffici! ma lasci+ disporre tutto alla divina 'rovviden3a! c(e diresse esattamente le
cose come le aveva mostrate al! 'adre in un 2aleno del futuro, 4B& -=-C! -:6/.
Studenti' #am#ini' artigiani
*on l'arrivo dei .8 orfanelli del colera! la popola3ione quotidiana dell'<ratorio
aument+ in maniera sensi2ile.
Gli studenti delle superiori, partivano al mattino presto per le scuole dei professori
Bon3anino e 'icco.
Gli alunni delle elementari erano radunati in aula dal maestro Gossi. I pi) piccoli erano
affidati al maestro "iglietti! 2uono come il pane. Lungo il giorno $ scrive LemoUne $
presso la sala della portineria! "iglietti faceva loro scuola unitamente ad altri fanciulli
c(e andava cogliendo qua e l nei dintorni. 1lla sera poi accorreva a lui un gran
numero di giovani popolani! per imparare a leggere! scrivere e fare i conti, 4"B 7!B9/.
Gli artigiani c(e nel 185;-55 toccavano i settanta! erano affidati a don 1lasonatti! un
2ravo e serio sacerdote c(e era appena venuto da 1vigliana a dare una mano a don
Bosco. In quel principio $ scrive 0rancesia $ molti andavano ancora a lavorar fuori.
Egli perci+ li assisteva! perc(A dicessero le ora3ioni! avessero la santa "essa! e poi
potessero andare alle loro fa22ric(e... 5ell'estate 2isognava levarsi alle quattro! perc(A
alle cinque molti dovevano gi essere in 2ottega. ;. 1lasonatti li assisteva nelle came$
rate! li faceva levare... non li perdeva mai di vista. @uesto suo al3arsi per tempo lo
o22ligava a una vita stentata tutto il giorno. &ovente noi lo sorprendevamo
addormentato sul suo tavolino con la penna in mano. Lo si c(iamava e! destatosi!
continuava tranquillamente l'opera sua. 1veva il letto nella stessa camera d'ufficio! c(A
allora si era allo stretto! e non a22iamo mai veduto quel letto una volta disfatto,.
;utto a carico della casa
L'anno -6BB fu di miseria per il 'iemonte. La guerra di *rimea e la spedi3ione di B
mila soldati contro la Gussia $ ricorda Bonetti $! la crittogama c(e intisic( i migliori
vigneti del "onferrato e delle Lang(e! la ricomparsa del colera in &ardegna portarono
strette33e per tutti. L'<ratorio non fece ecce3ione! e22e a trovarsi in gravi 2isogni e
in dolorose necessit, 4*L 97-/. 'er mantenere i suoi 9= studenti e 78 artigiani don
Bosco dovette elemosinare tra amici e conoscenti! fino all'umilia3ione sua e all'esa$
spera3ione di qualc(e amico! nelle strette33e pure lui.
;a alcuni fogli su cui don Bosco prese rapidi appunti su entrate e uscite di quest'anno!
si viene a conoscere c(e su 78 artigiani solo 6 pagavano qualcosa! da .C a B lire al
mese. Gli altri erano tutto a carico della casa,. &u 9= studenti! solo .8 versavano una
pensione da :B a 6 lire al mese. Gli altri erano a carico dell'<ratono,. 0a
commo3ione leggere i nomi dei grandi salesiani del futuro! e accanto parole di estrema
-8:
povert#
0on&iovanni. Gratuitamente. &ua 3ia "usso lo veste.
#a&"iero. 'ag(er qualc(e poco. I parenti lo vestono.
/rancesia. 1 carico della casa. Un po' di vestito dai parenti.
%ua. &ua madre gli provvede un po' di vestimenta.
$avio !omenico. I parenti lo vestono.
0u**etti. Tutto a carico della casa.
Gnria. Tutto a carico della casa 4&T :!B6Css/.
%2. )omenico Savio
5enga con me
Un giorno don Bosco stava lavorando in camera sua! quando un raga33o entr+ in
fretta. 4F lui stesso c(e lo racconta/.
$ 'resto! venga con me.
$ ;ove vuoi condurmiD
$ 0accia presto! faccia presto $. &e si fosse trattato di un raga33o qualsiasi! don Bosco
l'avre22e creduto uno sc(er3o. "a quel quattordicenne era ;omenico &avio. E don
Bosco lasci+ il suo lavoro e lo segu.
Esce di casa! passa per una via! poi un'altra! ed un'altra ancora! ma non si arresta! nA
fa parolaH prende in fine un'altra via! io lo accompagno di porta in porta finc(A si
ferma. &ale una scala! monta al ter3o piano e suona una forte scampanellata $. F qua
c(e deve entrare $ egli dice! e tosto se ne parte, 4<' E; --!.9C/.
La porta si apre. Una donna scarmigliata vede il prete e dice con sollievo# %enga in
fretta. "io marito (a avuto la disgra3ia di farsi protestante. 1desso sta morendo e
c(iede per piet un prete c(e gli dia l'assolu3ione,.
;on Bosco si avvicina al letto del malato e gli rid la pace di ;io. 1ppena in tempo!
perc(A la morte gi l! e se lo porta via rapidamente.
;on Bosco torna a casa pensieroso. *ome (a saputo ;omenico di quel povero malatoD
Un giorno $ scrive $ (o voluto c(iedergli come avesse potuto sapere...! ed egli mi
guard+ con aria di dolore e poi si mise a piangere, (ib., .97/.
;on Bosco non gli fece pi) domande del genere. 1veva capito c(e quel raga33o
parlava con ;io.
Incontro con Minot
;omenico &avio fu il secondo giovane da lui conosciuto di cui sent il 2isogno di
scrivere la vita 4il primo era stato Luigi *omollo/. Era venuto in contatto con lui in
maniera quasi casuale. ;on Giuseppe *ugliero! suo amico! era insegnante a
"ondonio! e si era trovato in classe quella perla di raga33o. ;i salute fragile! di
intelligen3a 2uona! di 2ont ecce3ionale. Incontrando don Bosco durante l'anno del
colera! gliene parl+#
$ &i c(iama ;omenico! ma noi lo c(iamiamo tutti Min8t. La famiglia poverissima! il
padre fa mille mestieri per tirare avanti. "a Min8t un vero san Luigi. @ui
all'<ratorio puoi avere raga33i uguali! ma difficilmente ne (ai qualcuno c(e lo possa
superare.
Gimasero intesi c(e don Bosco avre22e incontrato il padre e Min8t ai Becc(i! quando
sare22e andato lass) per la festa della "adonna del Gosario. 4;urante il colera era
pericoloso far scendere qualcuno in citt/.
Il primo incontro! don Bosco lo descrive nel capo 7O della sua 2reve 2iografia. Giporto
l'essen3iale#
Era il primo luned d'otto2re (3 ottobre 185;) di 2uon mattino! allorc(A vedo un
fanciullo accompagnato da suo padre c(e si avvicina. L'aria ridente ma rispettosa!
-89
trasse verso di lui i miei sguardi.
$ *(i sei $ gli dissi $! donde vieniD
$ Io sono &avio ;omenico! di cui le (a parlato don *ugliero mio maestro! e veniamo
da "ondonio.
1llora lo c(iamai in disparte... *ono22i in quel giovane (13 anni) un animo tutto del
&ignore e rimasi non poco stupito. 'rima c(e c(iamassi il padre mi disse#
$ "i condurr a Torino per studiareD
$ E(J mi pare c(e ci sia 2uona stoffa.
$ 1 c(e pu+ servire questa stoffaD
$ 1 fare un 2ell'a2ito da regalare al &ignore.
$ ;unque io sono la stoffa# lei ne sia il sartoH dunque mi prenda con sA e far un
2ell'a2ito pel &ignore.
$ Io temo c(e la tua gracilit non regga allo studio. (!on #u&"iero doveva aver&"i detto
c'e due (rate""ini di !omenico erano morti )oc'i &iorni do)o "a nascita, e c'e a"tri tre
nati, %aimonda di , anni, Maria di 5 e -iovanni di 3 non erano (iori di sa"ute).
$ 5on tema per questo. Il &ignore mi aiuter.
$ "a quando tu a22ia terminato lo studio del latino c(e cosa vorrai diventareD
$ &e il &ignore mi conceder tanta gra3ia! desidero ardentemente a22racciare lo stato
ecclesiastico (1diventare )rete).
$ Bene! ora voglio provare se (ai sufficiente capacit per lo studioH prendi questo
li2retto! oggi studia questa pagina! domani tornerai per recitarmela.
"i posi a parlare col padre. 'assarono non pi) di otto minuti! quando ridendo si
avan3a ;omenico e mi dice# L&e vuole! recito adesso la mia paginaL. 5on solo aveva
letteralmente studiato la pagina! ma comprendeva 2enissimo il senso delle cose in essa
contenute.
$ Bravo $ gli dissi $H tu (ai anticipato lo studio della tua le3ione ed io anticipo la
risposta. Ti condurr+ a Torino. *omincia fin d'ora a pregare Iddio! affinc(A aiuti me e
te a fare la sua santa volont, 4<' E; --!-69 ss/.
i? c!e )omenico port? all'@ratorio
;omenico entr+ nell'<ratorio il .= otto2re -6B9. ;on Bosco aveva := anni! era nel
pieno delle sue for3e e stava dando forma al suo massimo progetto# la *ongrega3ione
&alesiana. ;omenico si trov+ con Bu33etti! Gua! *agliero! 0rancesia! un anno pi) tardi
con Bonetti e *erruti# i giovani c(e don Bosco preparava sen3a rumore ad essere le
pietre fondamentali del futuro edificio.
I raga33i interni erano pi) di un centinaio. I la2oratori erano tre# cal3olai! sarti!
legatori. 1lla domenica 4e anc(e nei pomeriggi dei giorni feriali/ i prati dell'<ratorio
erano invasi da centinaia di raga33i di ogni genere# venivano a giocare! a imparare
qualcosa! a stare con don Bosco! pronti magari a scappare quando era l'ora di andare in
c(iesa. Tra questi raga33i! sovente sporc(i e maleducati! ;omenico fu pi) c(e un
amico# &i prestava volentieri a fare il catec(ismo ai pi) piccoli nella c(iesa
dell'<ratorio,! ricorda Bonetti sottolineando c(e fu mio condiscepolo, 4*L 99Bss/.
*i+ c(e ;omenico port+ all'<ratorio fu una dolce e soda devo3ione alla "adonna.
Gi alla prima *omunione aveva elencato tra i suoi propositi#
I miei amici saranno Ges) e "aria,.
1 %aldocco! nella prima festa dell'Immacolata c(e trascorse! ci fu entusiasmo grande.
'io IN! a Goma! dic(iarava verit di fede l>Immacolata *once3ione di "aria 4cio c(e
essa era nata sen3a peccato originale/. ;omenico! nel pomeriggio di quel giorno! and+
all'altare della "adonna! nella c(iesa di &. 0rancesco! e si consacr+ a Lei con queste
semplici parole# "aria! vi dono il mio cuoreH fate c(e sia sempre vostro. Ges) e
"aria! siate voi sempre gli amici mieiH ma per piet fatemi morire piuttosto c(e mi
accada la disgra3ia di commettere un solo peccato,.
La ompagnia dell'Immacolata
-8B
5el -6BC ;omenico e22e l'idea di fondare la #om)a&nia de""'.mmaco"ata. *' una
certa discussione sul come e22e origine questa associa3ione giovanile! c(e fu la prova
generale della *ongrega3ione &alesiana e finc(A sopravvisse fu nelle case salesiane un
ser2atoio inesauri2ile di voca3ioni.
&en3a pretendere di risolvere il pro2lema! riporto semplicemente le parole di Giovanni
B. 0rancesia! c(e ne fece parte 4come risulta dai ver2ali/ fin dalle prime riunioni. Egli
scrisse una 2reve vita di Giuseppe Bongiovanni! prete salesiano! c(e prima di entrare
nell'<ratorio e22e vita avventurosa e scapigliata. 1veva una fantasia fervida!
manifestava doti di commediografo e di poeta dialettale. 1ll'<ratorio! dopo le prime
difficolt! divenne amico indivisi2ile di ;omenico &avio. *on sei anni pi) di lui!
seppe dare reali33a3ione concreta alle idee entusiastic(e c(e ;omenico manifestava.
0u grande fortuna per lui (-iuse))e 0on&iovanni) il trovarsi al fianco il virtuoso
;omenico &avio! e fare con lui le prime prove di scuola ginnasiale $ scrive 0rancesia $.
*on &avio ;omenico! mi pare di poter dire! c(e se questi era la mente! Bongiovanni
ne era la mano... &i pens+ all'apostolato dei piccoli 2iricc(ini nell'<ratorio. %eramente
fu &avio ;omenico c(e ne parl+ con don Bosco! e c(e introdusse la *ompagnia
dell'Immacolata c(e fece tanto 2ene tra noi. Bongiovanni ne fu l'estensore degli
articoli organici (i" re&o"amento era com)osto di 31 artico"i, )i6 , )osti""e di don
0osco) e ne fu il segretario nato e direi perpetuo,.
Una delle attivit principali della *ompagnia fu quella di curare i clienti,. I raga33i
indisciplinati! dallo sc(iaffo e dall'insulto facile! venivano assegnati ai singoli soci
perc(A fun3ionassero nei loro riguardi come angeli custodi,. In quei primi tempi
caratteri33ati dalla scarsit di assisten3a! quei raga33i fecero in silen3io del 2ene
grande all'<ratorio# non permisero c(e il disordine e la prepoten3a s'impossessassero
della situa3ione.
L'ac,ua "resca dei muratori
"a la salute di ;omenico 4come don Bosco aveva temuto fin dal primo momento/
deterior+ rapidamente. ;on Bosco lo rimand+ in famiglia una prima volta nel luglio
del -6BC! permettendogli di tornare in agosto per gli esami scolastici.
;omenico riprese l'anno scolastico regolare nell'otto2re -6BC. "a presto comparve
una fe22re ostinata! e uno sfinimento di for3e c(e gli faceva passare frequenti giornate
nel lettuccio dell'infermeria. ;on Bosco andava sovente a trovarlo! e un giorno gli
domand+# *' qualcosa c(e ti dare22e piacere adessoD,. ;omenico guardava i
muratori c(e lavoravano sul tetto di fronte e! tutto arso dalla fe22re! rispose# "i
piacere22e 2ere l'acqua fresca nella mestola dei muratori,. ;on Bosco non si mise a
ridere come davanti alla strane33a di un raga33o. &cese! sal sul tetto a prendere il
secc(io dei muratori! torn+ nell'infermeria e con la mestola sgocciolante diede da 2ere
a ;omenico.
)ieci volte sgorg? il sangue
5el fe22raio del -6B7 la tosse cominci+ a tormentare ;omenico! e don Bosco decise
di mandarlo nuovamente dai suoi# 1 casa ti siederai vicino al focolare! accanto a tua
mamma! e la tosse ti passer. 1nc(e questa 2rutta fe22re se ne dovr 2en andare,.
;omenico lo fiss+ con quegli occ(i grandi e scosse la testa# Io me ne vado e non
torner+ pi). ;on Bosco! l'ultima volta c(e possiamo parlarci. "i dica# cosa posso
ancora fare per il &ignoreD,. <ffrigli le tue sofferen3e,. E cos'altro ancoraD,. <f$
frigli anc(e la tua vita,. Il tono di don Bosco si era fatto grave#
sapeva c(e quell'offerta sare22e stata accettata.
1 "ondonio! dove mamma e pap lo avvolsero nel loro affetto! il medico diagnostic+
infiamma3ione polmonare, 4E polmonite/. Gicorse al rimedio allora universale# cavar
sangue dalle vene. 'er dieci volte! da quel fragile corpo! la lancetta del c(irurgo fece
sgorgare sangue. 0u letteralmente dissanguato.
&i spense quasi all'improvviso il = mar3o -6B7! mentre parlava col pap e tentava
-8C
invano di ricordare ci+ c(e il parroco gli aveva detto poc(e ore prima.
;on Bosco ristamp+ tante volte la vita di ;omenico! e ogni volta c(e correggeva le
2o33e non riusciva a frenare le lacrime. 'apa 'io NII lo dic(iar+ santo il -. giugno
-=B9. Il primo santo di -B anni.
%6. Le memorie di un novantenne
0on era il posto migliore per un prete
Giovanni Goda non si trova tra le 9688 persone ricordate! citate! raccontate nei -=
volumi delle Memorie 0io&ra(ic'e di don Bosco. 0u intervistato quando aveva =-
anni! ed era dritto come un fuso! camminava spedito! gesticolava svelto! era lucido!
comunicativo! simpatico,. Era il -=::. In quell'anno ;omenico &avio veniva
dic(iarato %enera2ile,! e lui era stato compagno di ;omenico.
"arco Bongioanni (a tradotto la storia di Giovanni Goda! narrata in piemontese
sc(ietto! in tre pagine saporose! e l'(a collocata nel suo 2el li2ro !on 0osco tra storia
e avventura 4pp. 7=$6-/.
@uelle tre pagine le riporto qui! perc(A sono splendide! e condensarle sare22e un
peccato.
"i trovavo in una delle stradette attorno a 'orta 'ala33o in 3ona "olassi. Eravamo in
parecc(i! c'erano gar3oni! ingaggiati dai 2ar2ieri! dai cappellieri! dai cuoiai! dai sellai!
dalle mercantesse! tutta gente c(e 2isognava c(iamare mons6 e madama (si&nore e
si&nora). 1ndavamo l ad aspettare lavoro perc(A sui -.$-: anni eravamo
ma&&iorenni e 2isognava guadagnarsi il pane. 4.../
Be' non era il posto migliore per un prete con tutto il c(iasso di 2ancarelle! di
am2ulanti! di saltim2anc(i e di giocatori c(e si faceva. "a don Bosco conosceva un
po' tutti e quando era necessario non 2adava troppo alle convenien3e. Io l'(o incontrato
l! ed stato cos c(e (o incontrato mio )adre.
4.../ @uando mi (a visto mi venuto incontro tenendo in mano una nos+"a 4nocciola/ e
fissandomi negli occ(i. 1veva quel sorriso fur2o... e le tasc(e sempre piene di
noccioline mandorle arac(idi e altro. 1ndava a rifornirsi dai mercanti poi girava tra
2anc(i e saltim2anc(i in cerca di merlotti...
F venuto da me ed (a sc(iacciato la nos6"a cos! con due dita! poi mi (a messo in
2occa il g(eriglio.
$ *osa fai quiD
$ E(! aspetto c(i mi d lavoro.
$ *osa sai fareD
$ Un po' di tutto. &o imparare.
$ Tuo padre e tua madreD
$ &ono morti da tanto tempo.
Erano morti di colera su2ito dopo la mia nascita. Io ero nato nel -69. il .7 otto2re.
@uell'anno arriv+ il colera e io sono rimasto solo. "i aveva allevato una famiglia
amica! un po' parente alla lontana... &aputa la mia situa3ione don Bosco rimase un
poco sopra pensiero masticando e masticando! poi mi agganci+ come lo avevo visto
fare con altri.
$ 5on ti piacere22e venire da meD
$ 1 fareD
$ 1 stare. Imparare qualcosa! un mestiere.
$ E( gi! c(e mi piacere22e.
$ 1llora vieni! non lontano.
Gli sono andato dietro come un cagnolino. Gicordo c(e faceva gi a22astan3a freddo!
era a met novem2re -6B9. ;on Bosco a2itava in un caseggiato! una specie di
cascinale! con una c(iesina 2ell'e nuova di fianco 4la c(iesa di san 0rancesco di
&ales/,.
-87
1oi !a c!iamato )omenico
1rrivati al cancello! prima di attraversare un cortile! (a c(iamato forteH
$ "amma! venite un po' qui. %enite a vedere c(i c'.
Ia gridato proprio cos! facendo festa come quando arriva un parente o un figlio. 'oi
(a c(iamato ;omenico. In quel preciso momento io (o conosciuto mamma "arg(erita
e ;omenico &avio c(e aveva la mia stessa et e c(e era arrivato l tre o quattro
settimane prima di me.
;a quel momento l'<ratorio diventato casa mia! e don Bosco diventato mio )adre.
La vita nell'<ratorioJ 1(! quanta felicitJ Impossi2ile dimenticarla. 1 me andata
molto 2ene! meglio c(e a tanti altri! e dico su2ito il perc(A.
;on Bosco aveva l'a2itudine di mettere qualc(e 2uon raga33o a fare da angelo custode
a qualc(e altro raga33o un po' pi) desbe"a, LvivaceL! e io dovevo essere proprio un
desbe"a coi fiocc(i se mi capit+ la fortuna di avere ;omenico a tenermi d'occ(io.
122iamo fatto tanta amici3ia c(e ero sempre io a cercarloH andavo dietro a lui! giocavo
con lui! studiavo con lui... E lui mi aiutava! mi dava consigli! a patto c(e mi
comportassi come si deve! c(e smettessi di fare il monello come a 'orta 'ala33o.
Eravamo come due fratelli.
;omenico era a2ilissimo a giocare. Giocava 2ene! molto 2ene! e sapeva vincere. Le
poc(e volte c(e perdeva non se la prendeva! ci rideva sopra! era un tipo a22astan3a
allegro. 1 ciri-me"a (1 i" &ioco de""a "i))a) sem2rava un Ercole scatenato. *on quel
2astone c(e maneggiava cos 2ene! e con quella linguetta un po' fuori dei denti!
2atteva il 2astoncino LcavigliaL con una for3a c(e lo mandava a finire lontano! (iii, c(e
era una 2elle33a...
Era piuttosto minuto di statura. 1vevamo la stessa et! poc(i mesi di differen3a.
5emmeno io ero un gigante! ma lui era un po' pi) minutino di me. "ostrava meno
degli anni c(e aveva! ma era della mia stessa classe -69..
1ll'<ratorio c'erano anc(e dei gar3oni pi) grandi e grossi di noi! erano destaca-sa"am
4spilungoni/ di -6$.8 anni c(e poi partivano anc(e militari. Grandi! grossi e ro2usti
c(e quanto a for3a ci avre22ero vinto dieci volte. Lui per+ sapeva tenere testa! faceva
valere le sue 2uone ragioni! sempre educato ma sempre molto deciso. 1(! non si
lasciava mica mettere il piede sul collo.
@ualcuno! si sa! era un po' s2occatino! conservava il gergo di 'orta 'ala33o! aveva
certi modi di fare c(e a don Bosco piacevano poco o niente. ;omenico! con 2elle
maniere# tu ti sei dimenticato dei patti! avevi promesso questo! ti eri impegnato per
quello! perc(A non (ai detto cos! era meglio se facevi cos...
5on era mai pesante! era convincente e simpatico! aveva un ascendente su tutti.
<tteneva quello c(e era giusto! sempre sen3a discussioni. Tutti gli dovevano qualcosa
di 2ene! quindi nessuno trovava da ridire quando metteva le sue piccole condi3ioniH era
anc(e fur2o! ma voleva solo il giusto. Garo c(e qualcuno lo trattasse in malo modo. &e
succedeva! quelle poc(e volte! lui filava 3itto 3itto e se ne andava in c(iesa. ;ava solo
un'occ(iata triste! e se ne andava...,.
5erso i Becc!i' avanguardia della truppa
Una volta don Bosco ci (a mandati insieme tutt'e due ai Becc(i. ;a soli! si capisce!
lui e io da soli. @uella stata una gran 2ella sgam2ata attraverso le colline e i campi.
5e facevamo altre di sgam2ate! ne facevamo molte. 5on solo ai Becc(i! ma in altre
parti. *i mettevamo il tempo c(e ci voleva! ma passando per traverso! per le
scorciatoie! neanc(e troppo! avevamo 2uona gam2a.
"amma "arg(erita quella volta era gi l! era partita prima. (!on 0osco 9uando
)ortava ai 0ecc'i i ra&a**i mi&"iori )er "a (esta de" %osario, mandava avanti sua
madre a )re)arare cucina e dormitorio).
@uel giorno dunque via. 122iamo saltato! sc(er3ato! riso come due merli. "a non
perc(A eravamo fuori# fuori andavamo sempre a volont! non eravamo mica in
collegio. ;on Bosco era una famiglia! teneva sempre le porte aperte. &i andava in citt
-86
dove si voleva. Glielo dicevamo! si capisce! ma quando faceva 2isogno andavamo
fuori come c(iunque. 1ndavamo a scuola! andavamo a comprare! andavamo per
commissioni... 1ndavamo perfino a vedere i saltim2anc(i a 'orta 'ala33o! eravamo
della masn+ 42am2ini/.
Be'! quella volta con ;omenico stata una festa. 1veva quel modo gentile di fare! di
parlare! di segnarsi e dire una preg(iera insieme davanti ai piloni! alle c(iese. 'oi
infilava su2ito la strada e via di corsa. 'rendimi se riesci...
&iamo arrivati ai Becc(i tutti sudati! rossi come d')ito 4tacc(ini/. E mamma
"arg(erita a farci lavare la faccia nel catino. 'oi andata nella stalla! (a preso una
scodella di legno! (a munto la vacca! ci (a fatto 2ere quel latte appena munto. Buono!
ma 2uono... Un po' di pane e 2urro con un pi33ic(ino di 3ucc(ero... 1(! stata una
festa quella volta.
Il giorno dopo arrivato don Bosco con il grosso della truppa. 5oi eravamo solo
l'avanguardia...,.
%8. Un ,uaderno per piangere
3lle ( del pomeriggio
&e dovessi indicare il pi) 2ravo tra ;omenico &avio e 0rancesco *erruti! non saprei
proprio c(i scegliere. &ono due angeli,. ;on Bosco disse queste parole moltissime
volte! attesta Giovanni 0rancesia. E aggiungeva# &e 0rancesco dovesse morire prima
di me! e potessi scrivere le cose 2ellissime c(e so di lui! ne verre22e fuori una vita da
mettersi in mano a tutti i giovani,.
0rancesco entr+ nella casa di don Bosco a undici anni. Gicordava lui stesso quei
giorni# @uando l'-- novem2re -6BC entrai nell'<ratorio come studente! mi trovai tra
-C= interni. ;al mio piccolo paese di &aluggia passavo alla capitale dell'antico Gegno
di &ardegnaH dalle cure di una madre tenerissima c(e guid+ per :8 anni i miei passi nel
cammino della vita e ora mi sorregge dal 'aradiso! la ;ivina 'rovviden3a mi
conduceva tra le 2raccia di un secondo padre! don Bosco. Il primo! mio pap! lo
perdetti prima di compiere : anni.
"i trovai! nei primi giorni! come smarrito. 'ur stando volentieri all'<ratorio! i miei
pensieri e il mio cuore erano sempre con mia mamma! e ci+ soprattutto alla sera!
quando cominciava a im2runire. 'erci+ alle B del pomeriggio! arrivato nella sala di
studio coi miei compagni! per prima cosa parlavo un poc(ino con mia mamma
dicendole tante cose per iscritto! sullo stesso quaderno dei compiti. %ersavo in lei!
come se fosse presente! tutto quanto il mio cuore. 'oi! asciugatemi le lacrime! mi
mettevo al lavoro sullo stesso quaderno! c(e serviva perci+ agli sfog(i del cuore e ai
compiti. E questa musica... dur+ parecc(io.
"i fece grande impressione la vista di don Bosco. "i pareva di trovare in lui
qualcosa di pi) c(e negli altri preti. La persuasione mia fu quella di moltissimi miei
compagni! cio c(e don Bosco fosse una persona straordinaria e santa 4.../. 1mmiravo
la sua umilt nello scegliere come oggetto speciale delle sue cure! fra i fanciulli
dell'<ratorio festivo! quelli pi) poveri! cenciosi! sen3a educa3ione civile! spesso luridi
e pieni d'insetti. La prima e pi) forte impressione la ricevetti quando andai a
confessarmi! e lo vidi circondato da una quantit di questi raga33i! uno dei quali
pu33ava orri2ilmente. E pareva c(e egli godesse a trovarsi in me33o a loro.
Lo vidi tener da solo intorno a sA nei giorni festivi! e talora anc(e nei giorni feriali!
centinaia di fanciulli! discoli e indisciplinati! facendoli poco per volta 2uoni e ferventi
cristiani. Egli si compiaceva di c(iamarsi capo dei 2iric(ini di Torino. Li attirava al$
l'<ratorio coi 2ei modi! dovunque si trovasse. E con le scuole serali! i divertimenti! la
musica! i teatrini! il regalo di dolci! i gioc(i di prestigio e di destre33a c(e egli
medesimo faceva! li guidava all'amici3ia con il &ignore! alla confessione e alla
*omunione. 1lle confessioni si prestava sempre. 5on si mostrava mai stanco o an$
-8=
noiato,.
Io mi c!iamo Savio )omenico
Un giorno! durante la ricrea3ione! mentre me ne stavo tutto timido e pensoso!
appoggiato a una delle colonne del porticato! mi si avvicina un compagno dal fare
modesto! dalla fronte serena! dallo sguardo dolce.
$ *(i seiD $ mi dice $ come ti c(iamiD
$ "i c(iamo *erruti 0rancesco.
$ *(e scuola faiD
$ &econda grammatica (corris)ondeva )i6 o meno a""a nostra seconda media).
$ <(! 2ene $ ripigli+ $! dunque sai il latino. &ai da c(e cosa deriva $onnambu"oH
$ ;a somno ambu"are. "a tu c(i sei c(e mi parliD $ c(iesi io guardandolo fisso in
volto.
$ Io mi c(iamo &avio ;omenico.
$ *(e scuola faiD
$ Umanit (9uarta &innasia"e) -. E sen3a attendere altre domande# $ &aremo amici! non
veroD $ mi disse.
$ %olentieri $ risposi io.
*i+ fatto! ci separammo! ma la sua fisionomia! l'atteggiamento suo! il luogo stesso in
cui avvenne quel colloquio fortunato! tutto mi rimase cos profondamente impresso
c(e l'(o presente come se fosse cosa di ieri. E22i in seguito occasione frequente di
avvicinarlo! di parlargli! di trattenermi con lui anc(e in circostan3e intime della vita!
durante quei tre mesi e me33o c(e trascorsero da quel primo colloquio alla sua
parten3a del -O mar3o -6B7.
"i pare ancora di vederlo! una sera del gennaio -6B7! raccogliere durante la cena i
frustoli di cacio 4e c(e cacioJ/ e di pane! c(e certi compagni gettavano malamente a
terra! pulirli dal sudiciume e mangiarseli tranquillamente! invece della sua por3ione a
cui rinun3iava.
L'idea c(e me ne formai e c(e mi rimase sempre c(e &avio ;omenico fosse un santo
giovane! un altro vero san Luigi, 4B& -=-7! pp. <.ss/.
)on Bosco s#aglia pillole
;on Bosco stim+ sempre moltissimo 0rancesco. ;i lui c(ierico disse# ;i 0rancesco
*erruti! purtroppo! ne a22iamo uno solo,. "a a un certo punto sem2r+ c(e non ci
tenesse proprio tanto ad averlo. 5ove anni dopo la sua entrata all'<ratorio! appena
ventenne! lo mand+ come professore di quinta ginnasiale nel piccolo &eminario c(e
don Bosco aveva aperto a "ira2ello "onferrato. 1 met anno! per l'eccessivo lavoro!
0rancesco cadde in uno stato di esaurimento. Il direttore! don "ic(ele Gua! scongiur+
don Bosco c(e gli togliesse quell'incarico troppo pesante. ;on Bosco! stranamente!
rispose solo con cinque parole# *erruti continui a far scuola,.
0rancesco *erruti o22ed! ma ad aprile allo sfinimento si aggiunse una grave malattia
polmonare. &crive#
1lla grande stanc(e33a e prostra3ione di for3e si aggiunsero sputi sanguigni e
frequentiH poi tosse persistente! catarrosa! fe22re quasi continua! respira3ione
affannosa 4.../. In quel tempo don Bosco capit+ a "ira2ello! m'interrog+ sulla malattia
e mi sugger alcune pillole c(e in verit mi fecero molto male. 'oi! prima di partire! mi
disse#
$ 5on ancora la tua ora! sta' tranquillo. Iai ancora da lavorare prima di guadagnarti il
'aradiso.
Il male cre22e a tal segno c(e il medico giudic+ disperata la guarigione. Gicordo
sempre c(e! me presente! disse#
$ 5on ci sono pi) rimedi. Il male troppo grave e le for3e troppo de2oli. 'erci+ riposo
assoluto! silen3io rigoroso! e lasciamo operare la natura,.
;on "ic(ele Gua! oltrec(A far pregare mattina e sera i raga33i per 0rancesco! and+ a
--8
Torino e ne parl+ con don Bosco. &i sent rispondere#
$ 5on ancora la sua ora. *erruti deve pensare a guarire.
Il giorno in cui don Gua mi comunic+ queste parole di don Bosco $ continua
0rancesco $ fui sorpreso da tale eccesso di tosse c(e! non potendo pi) resistere! mi
gettai sul letto! e credevo di morire da un momento all'altro. Tuttavia il giorno dopo
ripresi la mia scuola di quinta ginnasiale! e alla sera stavo meglio. Il giorno seguente
mi sentii quasi del tutto guarito! e continuai ad insegnare fino alla fine dell'anno, 4B&
-=-7! p. -89/.
E da quell'anno ne passarono ancora B.! prima c(e si fosse guadagnato il 'aradiso,.
)on Bosco non F stato a##astanza capito
0rancesco *erruti divenne direttore generale delle scuole salesiane! e come
programma e22e le parole di don Bosco c(e sent 4e registr+/ nel -66B. &ettantenne!
don Bosco era ormai logoro. 5ella casa salesiana di "arsiglia aveva appena cenato coi
suoi e con l'avvocato "ic(el. Il discorso girava sul paganesimo c(e stava penetrando a
fondo nelle nuove genera3ioni. 0rancesco *erruti a un tratto sent c(e il tono della
voce di don Bosco si faceva vi2rante. Lo sent pronunciare con energia e dolore,
queste precise parole#
<ra qual la causa principale! an3i l'unica vera causa di questo disastroD Essa sta
tutta nell'educa3ione pagana c(e si d generalmente nelle scuole. @uesta educa3ione!
formata tutta su classici pagani! im2evuta di massime e senten3e pagane! impartita con
metodo pagano! non former mai e poi mai! ai nostri giorni in cui la scuola tutto! dei
veri cristiani. Io com2attuto tutta la vita contro questa perversa educa3ione! c(e
guasta la mente e il cuore della giovent) nei suoi anni pi) 2elliH fu sempre mio ideale
riformarla su 2asi sinceramente cristiane. 4.../ @uesto lo scopo a cui (o
costantemente mirato. Ed ora vecc(io e cadente me ne muoio con dolore! rassegnato
s! ma pur sempre con dolore! di non essere stato a22astan3a compreso, 4B& -=-7! p.
-8B/.
*omunicando ai &alesiani queste parole! 0rancesco *erruti commentava# 1mare don
Bosco vuol dire comprenderne i desideri! tradurne in pratica le inten3ioni! le idee,
(ivi).
(:. Una giornata di li#ert9
La prigione dei ragazzi
&ulla strada Torino$&tupinigi c'era una casa c(e faceva venire la triste33a a don Bosco.
Era la prigione dei raga33i,! c(iamata Generala,. Un raga33o in prigione! per don
Bosco! era un controsenso. &e aveva fatto del male non 2isognava s2atterlo via! ma
stringerlo talmente a sA! volergli un 2ene cos speciale! c(e lui doveva concludere#
&ono proprio stato uno sciocco,.
;on Bosco andava sovente in quella prigione! era amico di tutti i raga33i$prigionieri.
1vre22e dato la vita per tirarli fuori di l.
0ino al -69B! a Torino! i raga33i delinquenti, finivano nelle prigioni comuni insieme
con gli adulti. L don Bosco li aveva trovati arrivando a Torino! ed era andato infinite
volte a trovarli! a consolarli! a farsi promettere c(e appena usciti sare22ero andati a
cercarlo per trovare insieme un onesto posto di lavoro.
5el -69B! sulla stradale c(e portava a &tupinigi! fu riadattato e trasformato in
prigione dei raga33i, un caseggiato mal costruito! vetusto! sdruscito e di cattiva e
malsana distri2u3ione,. In due 2racci dell'edificio! al secondo piano! furono disposte
:88 celle destinate alla segrega3ione notturna dei singoli giovani detenuti. 1
pianterreno e nei sotterranei furono disposti la2oratori capaci di contenere :8 operai
ciascuno. In quei la2oratori i giovani potevano imparare i mestieri di falegname$
e2anista! cal3olaio! sarto! tessitore! tagliatore di vetri.
---
*'era un refettorio comune. 1l primo piano stavano -. celle destinate all'isolamento
notte e giorno dei nuovi arrivati e dei giovani ri2elli. L'edificio era dominato da un
osservatorio di vedetta.
*'erano anc(e una c(iesa e aule destinate alle scuole elementari. 5elle terre attorno i
giovani c(e sceglievano l'agricoltura potevano esercitarsi nella coltiva3ione dei campi
e degli orti.
;ei -:B giovani prigionieri entrati nel primo anno! BB avevano padre e madre! gli altri
erano orfani o illegittimi. &olo -6 sapevano leggere e scrivere. "et erano affetti da
qualc(e malattia.
5el -6B9 superavano i :88! con un'et c(e andava dagli 6 ai -6 anni. In quell'anno le
cause dell'imprigionamento erano le seguenti# .78 per o3iosit e vaga2ondaggio! -::
per furti! -. per delitti! l messi li dal padre per corre3ione,.
1 dirigere la Generala, erano stati c(iamati i religiosi della $ociet+ di $. Pietro in
inco"i. "a negli anni precedenti il -6B9 i religiosi erano stati licen3iati! e la gestione
era passata in mano a laici. &otto la dire3ione laica da istituto di rieduca3ione, la
Generala, si trasformava sempre pi) in luogo di sorveglian3a e lavoro for3ato,. Il
motivo lo sottolineava il Biffi# 1lla LGeneralaL s'incontrano gli inconvenienti
dell'aver guardiani i quali! pi) c(e altro! sono custodi di carcere,. 5on educatori!
quindi! ma carcerieri. 4&T :!-C9$-7- passim/
-uante guardie le occorronoE
5ella quaresima del -6BB don Bosco aveva fatto con i piccoli prigionieri tre giorni di
Eserci3i &pirituali! cio di riflessione sulle cose serie della vita terrena e della vita c(e
viene dopo quella terrena. 0u cos contento dell'impegno dei raga33i! c(e alla fine an$
d+ dal direttore#
$ Le c(iedo di lasciare uscire tutti i raga33i! per fare una passeggiata fino a &tupinigi.
$ "a lei parla sul serio! reverendoD $ fece l'omino socc(iudendo gli occ(i e guardando
preoccupato don Bosco $. "a lo sa c(e se allarga solo la porta! quelli scappano tuttiD
$ 5on scapper nessuno.
$ Guardi $ tagli+ corto $ con me tempo perso. &i rivolga al "inistro.
"inistro dell'Interno era Ur2ano Gatta33i! un po' amico e un po' ammiratore di don
Bosco! anc(e se solenne mangiapreti. ;on Bosco c(iese udien3a e fu ricevuto.
$ %a 2ene $ disse Gatta33i dopo averlo ascoltato $. Una 2uona passeggiata fa 2ene a
tutti. @uante guardie le occorronoD
;on Bosco quasi si arra22i+#
$ Lei mi deve dare la parola d'onore c(e non ce ne sar nessuna. 5on scapperanno! stia
tranquillo. &e proprio uno scappa! metter in prigione me.
Gatta33i scoppi+ a ridere#
$ E ci stare22e proprio 2ene un prete l dentroJ %a 2ene! accetto. 5on c(e creda alle
sue parole. "a (o cinquecento guardie. *i metteranno dieci minuti a riacciuffare
quattro monelli.
;on Bosco torn+ dai raga33i#
$ Usciremo di quiJ 1ndremo per tutta una giornata a passeggio! a visitare il castello di
&tupinigi e a giocare nel &angone. 5on ci sar nessuna guardia# mi (a dato la sua
parola il "inistro. 'er+ adesso la parola dovete darmela voi# se uno scappa! io sar+
disonorato.
;iscussero insieme! in cerc(io. 'oi uno a nome di tutti disse serio#
$ Torneremo tutti. Le diamo la nostra parola.
0u una giornata favolosa! con salti! corse! grida! spru33i d'acqua! risate! pran3o!
merenda! e "essa e *omunione 4con don Bosco c'erano sempreJ/. Tornando! i raga33i
fecero salire don Bosco in groppa all'asino c(e aveva portato le provviste.
1l tramonto rientrarono. L'omino li cont+ preoccupato! come si contano le mucc(e c(e
tornano dal pascolo# c'erano proprio tutti.
Gatta33i! quando lesse il rapporto! volle parlare ancora con don Bosco#
$ 'erc(A lei riesce a fare queste cose e noi noD
$ 'erc(A io gli voglio 2ene! e voi no. 'erc(A io parlo di ;io e del 'aradiso! e voi no 4cf
--.
*L 96=ssH "B B!.-7ss/.
Il sistema di don Bosco
"olte volte c(iesero a don Bosco di spiegare la sua maniera di educare i raga33i. ;on
Bosco si stringeva nelle spalle. ;iceva#
Gli voglio 2ene. Tutto qui,. 1 una domanda esplicita del rettore del seminario
francese di "ontpellier! mormor+# Il mio sistema si vuole c(e io espongaJ "a se
neppure io lo soJ &ono sempre andato avanti sen3a sistemi! come il &ignore mi
ispirava e le circostan3e esigevanoJ, 4"B -6!-.7 e C!:6-/. 1vre22e potuto aggiun$
gere# Li tiro su come mia mamma (a tirato su me,.
"a c(i gli viveva vicino! nelle svariatissime situa3ioni di una giornata! sentiva sulle
sue la22ra espressioni semplici! folgoranti! c(e facevano capire di colpo la sua maniera
di educare#
&e noi vorremo umiliarli perc(A siamo superiori! ci renderemo ridicoli, 4"B -9!697/.
;olce33a in tutto! e c(iesa sempre aperta, 4"B -C!-C6/.
I giovani non solo devono essere amati! ma devono sentire di essere amati, 4"B
-7!---/.
&i prendono pi) mosc(e con un piatto di miele c(e con un 2arile di aceto, 4"B
-9!B-9/.
La nostra una casa. &i vive in famiglia, 4"B -C!-C6/.
Il mio sistemaD La carit e il timor di ;io, 4"B C!:6-/. E ai giovani c(ierici!
impacciati perc(A non sapevano come fare#
'assa coi giovani tutto il tempo possi2ile, 4"B -8!-89:/. 'arlare! parlareJ
1vvertire! avvertireJ, 4"B 9!BC7/.
122i l'occ(io sempre aperto! aperto e lungo, 4"B -8!-8../. *on quelli permalosi
siate ancora pi) 2enigni, 4"B =!:B7/.
I parenti ce li affidano per l'istru3ione! ma il &ignore ce li manda affinc(A noi ci
interessiamo delle loro anime, 4"B C!C6/.
0ove paginette
Un giorno! per+! vinto dalle insisten3e! don Bosco tir+ gi) nella sua pessima grafia
nove paginette. In esse c(iama la sua maniera di educare &istema 'reventivo,. 5on
sono un trattato scientifico,! ma un insieme di consigli d'oro. *os semplici c(e
ciascuno pu+ dire# 0in l potevo arrivarci anc('io,. La differen3a c(e don Bosco ci
arriv+ per tutta la vita,! con una costan3a e pa3ien3a infinite. Tanti altri educatori e
genitori ci arrivano qualc(e volta,! quando (anno i nervi calmi ed 96 ore c(e si
riposano.
Ecco le rig(e pi) 2elle di quelle paginette 4c(e i &alesiani trovano in fondo alle loro
Gegole! per un confronto quotidiano con don Bosco/#
@uesto sistema si appoggia tutto sopra la ragione! la religione e sopra l'amorevole33a.
Esclude ogni castigo violento! e cerca di tenere lontani gli stessi castig(i leggeri...
Il direttore e gli assistenti (siano) come padri amorosi# parlino! servano di guida! diano
consigli e amorevolmente correggano...
Il sistema 'reventivo rende amico l'allievo! c(e nell'assistente vede un 2enefattore
c(e... vuol farlo 2uono! li2erarlo dai dispiaceri! dai castig(i! dal disonore. L'educatore!
guadagnato il cuore del suo protetto... potr avvisarlo! consigliarlo...
La pratica di questo sistema tutta poggiata sopra le parole di san 'aolo c(e dice# LLa
carit 2enigna e pa3ienteH soffre tutto! ma spera tutto e sostiene qualunque distur2oL.
'erci+ soltanto il cristiano pu+ con successo applicarlo. Gagione e religione sono gli
strumenti di cui deve costantemente far uso l'educatore...
&i dia ampia li2ert di saltare! correre! sc(iama33are a piacimento. La ginnastica! la
musica! la declama3ione! il teatrino! le passeggiate sono me33i efficacissimi per
ottenere la disciplina! giovare alla moralit e alla sanit...
La frequente *onfessione! la frequente *omunione! la "essa quotidiana sono le
--:
colonne c(e devono reggere l'edificio educativo... "ai o22ligare i giovanetti alla
frequen3a dei santi &acramenti! ma soltanto incoraggiarli e porgere loro la comodit di
approfittarne...
La lode quando una cosa 2en fatta! la disapprova3ione quando vi trascurate33a!
sono gi un premio e un castigo...
&i usi la massima pa3ien3a perc(A l'allievo comprenda il suo torto con la ragione e la
religione. Il percuotere in qualunque modo... si deve assolutamente evitare! perc(A...
irrita i giovani e avvilisce l'educatore, (#ostitu*ioni de""a $ociet+ di $. /rancesco di
$a"es, Goma -=69! pp. .:Css/.
(1. ;ra Stato e !iesa
il valletto rosso
L'3rcivescovo imprigionato
.9 mar3o -696. L'1rcivescovo 0ransoni nel ;uomo di Torino (a pregato
solennemente per il re *arlo 1l2erto e il principe ereditario %ittorio Emanuele! c(e
nella notte partiranno per il fronte della prima guerra d'indipenden3a. Ge e principe
(anno partecipato alla sua preg(iera! nel ;uomo gremitissimo. 1ll'uscita! l'1r$
civescovo fisc(iato sonoramente. I cara2inieri si fanno largo a for3a verso le squadre
di studenti e di agitatori! ma essi si disperdono lanciando pesanti insulti verso
0ransoni.
5elle ore seguenti! sotto le finestre dell'arcivescovado! si rinnovano c(iassate e
sassaiole. Il ministro dell'Interno fa avvisare cortesemente ma fermamente 0ransoni
c(e non pu+ garantire della sua incolumit. &i sa c(e l'1rcivescovo contrario alla
guerra contro l'1ustria! e le rea3ioni sono imprevedi2ili. F invitato a fare un
viaggio,! in &vi33era.
.= mar3o. "ons. 0ransoni parte per Ginevra! dopo aver manifestato la propria
indigna3ione contro un governo c(e non sa garantire l'incolumit dei suoi cittadini.
F> l'ini3io dello scontro durissimo c(e! negli anni seguenti! contrapporr &tato e
*(iesa.
;icem2re -69=. La prima guerra d'indipenden3a definitivamente perduta. 5uovo re
%ittorio Emanuele Il. Tante cose sono cam2iate! ma il permesso all'1rcivescovo
0ransoni di rientrare nella sua citt non stato ancora concesso. "ille preti e diecimila
laici presentano una peti3ione al primo ministro d'13eglio perc(A il ritorno di 0ransoni
sia consentito. 1 denti stretti! d'13eglio accetta. 5el fe22raio -6B8! sen3a clamori!
l'1rcivescovo rientra in Torino.
5ella primavera di quell'anno discusso alla *amera il disegno di legge del ministro
&iccardi. 'ropone di a2olire la conven3ione sulle immunit, concordate nel -69- tra
il Gegno di &ardegna e la &anta &ede# i" (oro ecc"esiastico, per il quale i preti
macc(iatisi di delitti comuni venivano giudicati da tri2unali loro riservatiH "a
)ossibi"it+ di accrescere i beni de""a #'iesa mediante lasciti ed ereditH i" diritto
d'asi"o, per il quale non si poteva arrestare nessuno in una c(iesa o in un convento.
= aprile. Il re firma la legge approvata dalla *amera e dal &enato.
Il 'apa protesta vivacemente. Il 5un3io apostolico presso il Governo piemontese
lascia Torino. Gli 1rcivescovi di Torino 40ransoni/ e di *agliari 4"arongiu/ dic(iarano
la legge ingiusta e vietano ai preti di osservarla. Entram2i sono arrestati e imprigionati.
0ransoni condannato a un mese di carcere da trascorrersi nella *ittadella di Torino.
%iene internato il 9 maggio. Uscir il . giugno.
)odici anni di esilio a Lione
1gosto -6B8. Il ministro dell'1gricoltura 'ietro ;erossi di &antarosa in fin di vita.
*(iede il %iatico. L'1rcivescovo ordina al parroco di esigere pu22lica ritratta3ione per
aver approvato la legge &iccardi. Il ministro rifiuta e muore sen3a %iatico.
Le 2ande anticlericali si scatenano contro l'1rcivescovo! i preti! i religiosi. La tensione
--9
in citt gravissima. Il ministro della Guerra! 1lfonso La "armora! manda i
cara2inieri ad arrestare 0ransoni. F> il 7 agosto. %iene portato nella forte33a di
0enestrelle! presso il confine francese. ;i qui! il .= settem2re! accompagnato al con$
fine. L'1rcivescovo raggiunge Lione! dove vivr esiliato fino alla morte! nel -6C..
-6B.. Il primo ministro d'13eglio presenta in 'arlamento un progetto legge per
l'imposi3ione del matrimonio civile. I cattolici piemontesi 4sono la grande
maggioran3a anc(e se al 'arlamento! per il quale vota il . per cento della popola3ione!
non sono praticamente rappresentati/ reagiscono duramente. Il re dic(iara c(e in
coscien3a non potr mai firmare quella legge. ;'13eglio la ritira.
La legge maledetta
-6B9. &i comincia a discutere in 'arlamento un disegno di legge presentato dal
ministro Gatta33i. %iene c(iamata spregiativamente la legge dei frati,. Il nuovo
primo ministro *amillo *avour (a dic(iarato pi) volte c(e il principio c(e lo guida
nella politica verso la *(iesa li2era *(iesa in li2ero &tato,. La legge c(e Gatta33i
4mem2ro del suo governo/ presenta una flagrante viola3ione del principio. Essa
propone di sopprimere gli ordini religiosi non dediti all'istru3ione! alla predica3ione o
all'assisten3a ospedaliera,! cio met dei conventi del 'iemonte. Lo &tato incamerer
tutti i 2eni degli ordini soppressi.
Era una intromissione dello &tato nella vita della *(iesa $ scrive 0rancesco Traniello
$! specialmente grave per il fatto c(e il governo si arrogava il diritto di decidere quali
ordini religiosi potevano essere ancora utili alla societ! secondo un criterio per cos
dire produttivistico. 1n3i! *avour giunse ad affermare c(e gli ordini disciolti non
erano pi) utili neppure alla *(iesa,.
La legge! per le violente proteste da cui fu investita! fu c(iamata da *avour Bmaudite
bi:, legge maledetta,.
I sogni del valletto rosso
;on Bosco! suo malgrado! fu coinvolto in questa faccenda da un sogno scomodo,
c(e mi (a fatto star male, e lo rese addoloratissimo ,. ;a casa reale! specialmente
dalla regina madre "aria Teresa! aveva ricevuto aiuti ingenti. L'ultimo gli era arrivato
il -9 novem2re di quel -6B9.
Ed ecco c(e! sul finire di quel mese! sogna di essere in cortile! accanto alla pompa
murata contro la casa 'inardi! quando si avan3a un valletto di *orte in rossa
uniforme, c(e gli grida# 1nnun3ia# gran funerale in *orteJ gran funerale in *orteJ,.
;on Bosco si sveglia come fuori di sA,. ;opo pran3o! mentre gli sono intorno Gua!
Bu33etti! 0rancesia! Enria! 1ngelo &avio ed altri! racconta il sogno e conclude# "i (a
fatto star male e mi (a affaticato molto,. &i sente in dovere di raccontare il sogno al re!
ma non ne (a molto coraggio. Il c(ierico &avio si offre. 1llora don Bosco gli porge un
2iglietto su cui (a tracciato la 2rutta copia! e gli dice#
*opia e spedisci,.
*inque giorni dopo! il sogno si ripete. "a il valletto in rossa livrea, questa volta
entra addirittura in camera sua! e gli grida#
1nnuncia# non &ran (unera"e in #orte, ma &randi (unera"i in #orteF:. @uesta
volta! impressionatissimo! all'al2a don Bosco scrive personalmente al re. Gli racconta
il sogno e lo pregava di fare in modo di sc(ivare i minacciati castig(i! coll'impedire a
qualunque costo l'approva3ione della legge... 1l c(ierico *agliero e ad altri il &anto
disse apertamente trattarsi di vere minacce del &ignore! e! addoloratissimo! ripeteva
frequentemente# L@uesta legge attirer sulla casa del &ovrano gravi disgra3ieJL, (ivi,
pp. 9==s/.
La collera del re
&e anc(e il re non fosse religioso e supersti3ioso 4ed entram2e le cose/ ce ne sare22e
--B
a22astan3a per impressionarlo. 0a c(iamare il marc(ese 0assati! e lo manda da don
Bosco a manifestargli tutta la sua collera. Il marc(ese arriva 2uio 2uio all'<ratorio e
tira le orecc(ie, a don Bosco#
$ "a le pare questa la maniera di mettere sossopra tutta la *orteD Il Ge n' rimasto
pi) c(e impressionato e tur2ato... e montato su tutte le furie.
$ "a ci+ c(e stato scritto veritJ $ gli risponde don Bosco $. "i rincresce di aver
cagionato questo distur2o al &ovranoH ma! insomma! si tratta del 2ene suo e di quello
della *(iesa, (ivi, p. B88/.
La morte delle due regine
5onostante le furie del re e il rincrescimento di don Bosco! i sogni si avverano. &crive
1lfassio Grimaldi#
Gigidissimo l'inverno del -6BB! in cui l'undicenne Um2erto vede spopolarsi la casa.
%engono a mancare prima le donne# la nonna "aria Teresa (vedova di #ar"o A"berto),
calata da "oncalieri a Torino per assistere la nuora c(e soffre per l'imminente ma$
ternit! prende freddo in c(iesa e muore di polmonite! all'et di B: anni! il -. gennaio!
e il -C! per portarla a &uperga! s'ammalano parecc(i soldati di scorta... I funerali di
"aria Teresa sono fatti in modo da non allarmare "aria 1delaide! sen3a campane e
sen3a colpi di cannone! per vie inusitate,.
"a anc(e "aria 1delaide! la sposa di %ittorio Emanuele Il! alla fine. &finita dalle
gravidan3e! offesa dalla vita disordinata del marito! tormentata dalla solitudine in cui
la lascia per intere settimane! quando s'al3a dal letto e dalla poltrona! d l'impressione
di essere sul punto di cadere per terra.
5el pomeriggio del -6 il re fa c(iamare *lotilde# L*(ic(ina! vuoi vedere la
mammaDL. 1delaide con un filo di voce le c(iede degli studi e le fa dare un gelato di
al2icocca... Il .8 "aria 1delaide rende finalmente l'anima a ;io dopo lung(e giornate
di atroci dolori! di lamenti c(e si sentivano perfino in pia33a,. 1ll'et di :: anni lascia
questa! veramente per lei! valle di lacrime. La poveretta! c(e (a cominciato ad avere
figli a .- anni! smette solo con la morte le troppo frequenti gravidan3e. <tto nati! dei
quali gli ultimi tre sono morti prima di lei.
La marc(esa *ostan3a d'13eglio scrive al figlio c(e questa fatalit c(e pesa sulla
famiglia reale! diffonde un velo di triste33a! Lio direi persino di terroreL nel pu22lico...
E l'ala della morte continua implaca2ile a li2rarsi nelle stan3e di pala33o reale. Il -8
fe22raio il re perde il fratello 0erdinando! duca di Genova! trentatreenne! e il -C
maggio ritorna in cielo a soli quattro mesi l'ultimo nato# per la quarta volta i sotterranei
di &uperga si riaprono! Lquasi per ingoiare tutta quanta la pi) antica stirpe d'EuropaL!
scrive nel suo diario la contessa &avio... 5el giro di poc(e settimane (i" re) dimagrito
di met, 41L GG .8s/.
Uno stupido luogo comune
Uno dei pi) stupidi luog(i comuni rappresenta il profeta minaccioso,! mentre
annuncia il castigo di ;io! con il dito puntato e gli occ(i fiammeggianti! e soddisfatto
quando i fulmini divini minacciati arrivano. 'er don Bosco non fu assolutamente cos.
1veva una grande venera3ione! come tutta Torino! per le due regine. Le vedeva
regolarmente al &antuario della *onsolata confuse con le donne del popolo e da esse
aveva ricevuto gesti di grande 2ont. 1nc(e solo dal punto di vista squallidamente
materiale! la loro morte metteva a dura prova le incerte entrate della 2eneficen3a per
l'<ratorio. "a prima di tutto lui sapeva c(e cosa si prova quando la morte arriva in
casa. L'aveva provato per la prima volta a due anni. L'avre22e provato ancora! in
maniera dolorosissima! un anno e me33o pi) tardi! quando il .B novem2re -6BC
mamma "arg(erita l'avre22e lasciato. E i principini! anc(e se figli di re! erano
2am2ini c(e rimanevano sen3a mamma! e nulla al mondo faceva compassione a don
Bosco come i 2am2ini orfani.
--C
S"rattati (%(. tra preti' "rati e suore
@ualunque fosse lo stato d'animo del re! -: giorni dopo la morte del suo ultimo nato
egli firm+ la Bmaudite bi:. 0urono soppressi :B ordini religiosi! c(iuse ::9 case!
sfrattati B9BC tra preti! frati e suore. 1d essi furono negati i diritti civili di contrarre
matrimonio! di possedere! di ereditare e di fare testamento. 'ersero anc(e il diritto al
voto politico e amministrativo! perc(A non costituissero una mili3ia elettorale per il
partito rea3ionario,. 0u una grave viola3ione del diritto comune. 1 frati e suore fu
assegnata una pensione o un assegno di lire -!B8 al giorno per gli uomini! e una lira
per le donne! decurtati dell'imposta di ricc(e33a mo2ile. Lo &tato rivendic+ pure la
designa3ione dei vecovi. Tra &tato e *(iesa era guerra aperta.
%oler fondare una nuova *ongrega3ione religiosa in una situa3ione simile! era come
voler costruire case durante un terremoto. Eppure don Bosco ci prov+.
(2. La ongregazione Salesiana
*H come cacciar via gli uccelli
Un giorno! a "arsiglia! don Bosco disse sorridendo# &opprimere le *ongrega3ioni
religiose come 2attere le mani per cacciar via gli uccelli scesi a 2eccare il grano...
&cappano su2ito! ma poi uno dopo l'altro ritornano, 4"B -9!9:7/.
;on Bosco era persuaso di portare in sA non solo il sogno! ma anc(e la volont del
*ielo di fondare una *ongrega3ione religiosa. Una volont a cui non poteva ri2ellarsi.
E questo! almeno da quando aveva :. anni.
5el -697! infatti! aveva fatto il sogno del pergolato,# in esso la "adonna lo aveva
esortato a camminare sotto un pergolato di rose 2ellissime c(e nascondevano spine
crudeli. ;oveva farlo per aiutare una moltitudine di raga33i c(e correvano risc(io di
perdersi. "a nessuno voleva mettersi a camminare con lui. 0inc(A dei giovani
cresciutigli accanto si misero con decisione ad accompagnarlo. Gaccontando il sogno
ai suoi primi c(ieric(i! don Bosco aveva detto queste testuali 4e per lui insolite/ parole#
<gnuno a22ia la sicure33a essere "aria %ergine c(e vuole la nostra *ongrega3ione,
4"B :!:./.
5el -696! mentre uno spirito di vertigine, si leva contro agli ordini religiosi! e
contro le *ongrega3ioni Ecclesiastic(e,! egli pensa e ripensa alla *ongrega3ione c(e
dovr fondare. E scrive# In quel tempo ;io fece in maniera c(iara conoscere un
nuovo genere di mili3ia! c(e egli voleva scegliereH non gi tra le famiglie agiate...
@uelli c(e maneggiavano la 3appa o il martello dovevano essere scelti a prendere
posto glorioso tra quelli da avviarsi allo stato sacerdotale,.
Gli pare quindi c(e ;io stesso gli suggerisca il carattere fondamentale della futura
*ongrega3ione# (i&"i de" )o)o"o a servi*io dei (i&"i de" )o)o"o.
1er la prima volta Salesiani
5onostante i suoi progetti! nel -6B8 don Bosco un sacerdote diocesano di Torino
come tutti gli altri. &i trova a capo di tre <ratori# di %aldocco! di 'orta 5uova e di
%anc(iglia. 1ll'<ratorio di %aldocco (a aggiunto una casa per raccogliere raga33i
sen3a tetto. "a egli governa queste opere sotto l'autorit dell'1rcivescovo! mons.
0ransoni. I sacerdoti c(e l'aiutano 4da don Borel a don *arpano/ costituiscono una
societ! dai vincoli a22astan3a larg(i! ma c(e si pu+ c(iamare &ociet ;iocesana
degli <ratori, alle dipenden3e dell'1rcivescovo. &olo nel -6B. mons. 0ransoni!
dall'esilio di Lione! elegge don Bosco ;irettore degli <ratori,.
"a con tenacia e in silen3io! don Bosco conduce avanti il suo, progetto.
.C gennaio -6B9. ;on Bosco! mentre fuori c> un'aria gelida da tagliare la faccia!
raduna in camera sua quattro giovani. ;ue (anno gi indossato la veste da c(ierico!
--7
Gua e Gocc(ietti! un ter3o la indosser alla fine di quell'anno! Giovanni *agliero. ;ice
loro! dal pi) al meno! queste parole# *ome vedete! io sono solo a lavorare tra i
raga33i a22andonati! e da solo non ce la faccio quasi pi). Bisogna tirar via dalla strada
gli s2andati moltiplicando gli oratori! aprire scuole per dare la possi2ilit a c(i
intelligente di farsi una cultura! ini3iare altri la2oratori per i raga33i c(e vengono
sfruttati nelle officine. E a tutti questi raga33i dare catec(ismo e amici3ia con ;io. E
questo non solo in Torino! ma in tante citt d'Italia e del mondo. 'er far questo io (o
2isogno del vostro aiuto! e tutti quanti a22iamo 2isogno dell'aiuto del &ignore. &e ve la
sentite! vi propongo di fare una promessa# di dedicarvi come me ai giovani pi) poveri.
;omani questa promessa potr diventare un voto. Io vedo in voi i Ldon BoscoL di
domani,.
"ic(ele Gua ci (a tramandato una rela3ione a22astan3a 2urocratica di quella riunione#
*i venne proposto di fare coll'aiuto del &ignore e di &. 0rancesco di &ales una prova
di eserci3io pratico della carit verso il prossimo per venire poi ad una promessaH e
quindi se sar possi2ile e conveniente di farne un voto al &ignore. ;a tale sera fu posto
il nome di $a"esiani a coloro c(e si proposero e si proporranno tale eserci3io, 4"B
B!=/.
)ar tempo al tempo
1nc(e don *afasso! vedendo l'<ratorio crescere tumultuosamente sen3a i sacerdoti
necessari all'assisten3a e all'educa3ione cristiana dei giovani! diceva in quegli anni a
don Bosco# 'er le vostre opere indispensa2ile una *ongrega3ione religiosa, 4"B B
685). Glielo sugger addirittura un c(ierico! 1scanio &avio! c(e in quel tempo dava
una mano a don Bosco! ma c(e pensava ormai di trasferirsi in seminario# Io dissi a
don Bosco# $ 0ondi un ordine religioso $. Ed egli mi rispose# $ ;a' tempo al tempo,
(ivi).
;ar tempo al tempo. 'er don Bosco la maniera normale di agire. In quel tempo la
parola religioso, fa ri33are le orecc(ie. 5on pi) di moda. &em2ra una faccenda
tramontata per sempre! insieme alle parole frate, e monaca,. Bisogna procedere con
lente33a e pruden3a. ;'altra parte! impegnarsi per tutta la vita, non una fisc(iatina.
"a don Bosco non (a fretta. *rede nei tempi lung(i. &ono gli unici c(e danno non
solo frutti! ma al2eri.
Intanto! sen3a clamori! nel mar3o -6BB "ic(ele Gua si consacra a ;io con i voti di
povert! castit e o22edien3a. &i lega personalmente a don Bosco e alla sua missione.
1lcuni mesi dopo pronuncia la stessa consacra3ione il prete don 1lasonatti. 5el -6BC
la volta di Batistin 0rancesia. Ia -7 anni! il raga33o c(e scappando and+ a s2attere in
don Bosco! ed diventato un formida2ile professore di latino. ;all'alto della sua
cattedra! con voce armoniosa e sicura! tiene in ordine una classe di settanta allievi. &o$
no i primi tre salesiani,! anc(e se la *ongrega3ione &alesiana non ancora stata
fondata.
Lo sprazzo di luce viene da Aattazzi
-6B7. ;on Bosco nell'ufficio del ministro Gatta33i! c(e lo (a pregato di accettare
nell'<ratorio due raga33i orfani. 1d un tratto si sente dire#
;on Bosco! lei mortale come ogni altro. E se venisse a mancare! c(e ne sare22e
dell'opera suaD @uale misura intende adottare per assicurare l'esisten3a del suo
IstitutoD, 4"B B!C=C/.
;on Bosco cade dalle nuvole. Trattiene a stento un sorriso. L'anticlericale Gatta33i!
quello c(e due anni prima (a fatto approvare la legge sui frati,! c(e (a s2araccato
::9 case religiose! gli sta proponendo di fondare un nuovo Istituto religioso. Tra il
serio e il faceto risponde# 5on (o inten3ione di morire cos presto. 1d ogni modo! per
continuare l'opera degli <ratori! cosa mi consigliere22eD,.
Gatta33i gli d! stando a don LemoUne! la risposta seguente#
1 mio avviso 4.../! lei dovre22e scegliere alcuni tra laici ed ecclesiastici di sua
--6
confiden3a! formarne una &ociet sotto certe norme! im2everli del suo spirito!
ammaestrarli nel suo sistema! affinc(A fossero non solo aiutanti! ma continuatori
dell'opera sua dopo la sua dipartita,.
"a il Governo $ o2ietta don Bosco $ due anni fa soppresse parecc(ie societ
religioseH e forse si sta preparando alla estin3ione delle rimanenti. 'ermetter c(e se ne
fondi un'altraD,.
La legge di soppressione io la conosco $ ri2atte Gatta33i $ 4.../Essa non le rec(er
nessun incaglio! purc(A istituisca una &ociet... in cui ogni mem2ro conservi i diritti
civili! si assoggetti alle leggi dello &tato! pag(i le imposte e via dicendo. In una parola!
la nuova &ociet in faccia al Governo non sare22e altro c(e un'1ssocia3ione di li2eri
cittadini! i quali si uniscono e vivono insieme ad uno scopo di 2eneficen3a. 5essun
Governo... impedir lo sviluppo di tale &ociet! come non impedisce! an3i promuove
le &ociet di commercio! d'industria! di cam2io... @ualsiasi 1ssocia3ione di li2eri
cittadini permessa,.
Le parole di Gatta33i $ conclude don LemoUne $ furono uno spra33o di luce, 4"B
B!C=C ss/.
La parola del 1apa e l'allenamento
5el mar3o -6B6! accompagnato dal c(ierico Gua! don Bosco scende per la prima volta
a Goma. ;eve fare il viaggio per mare da Genova a *ivitavecc(ia. 4Gicorder# *(e
viaggio mi tocc+ fare per mareJ ;. Gua non soffr nulla! ma io non me lo dimentic(er+
mai pi),. ;ur+ tre giorni! e furono giorni di nausee e voltastomaco/.
Il = mar3o ricevuto in udien3a da 'io IN! c(e (a gi sentito parlare molto 2ene di lui
e lo tratta con molta 2ont. ;on Bosco gli parla delle sue opere! dei suoi raga33i! della
*ongrega3ione c(e vorre22e far nascere. ;omanda la sua approva3ione.
'io IN prende tempo. ;ice c(e vuol pensarci sopra. Gicevendolo nuovamente il .-
mar3o! gli dice# Io pensato al vostro progetto! e mi sono convinto c(e potr
procacciare assai del 2ene alla giovent). Bisogna attuarlo... &tudiate in modo c(e ogni
mem2ro di essa in faccia alla *(iesa sia un religioso e nella civile societ sia un
cittadino, 4"B B!668s/.
Tornato a casa! don Bosco lascia trascorrere ancora otto mesi. Intanto! quelli c(e
saranno le pietre fondamentali della *ongrega3ione! li allena alla sua maniera. Li fa
studiare regolarmente e regolarmente dare gli esami necessari per insegnare.
*ontemporaneamente affida loro la scuola! l'assisten3a nei refettori e nei cortili. Li
vuole attivi! fantasiosi! allegri! instanca2ili. Gicorda don 0rancesia# *i insegnava col
suo esempio ad aspettare e pa3ientare! a non disperare mai (di nessuno), ed anc(e a
non pigliare certe cose di fronte! a non pretendere da un momento all'altro miracoli di
conversione, 4%B'! 7/. Insegnava a giocare coi raga33i vicini! ma ad avere l'occ(io
lungo,! c(e sa guardare anc(e i lontani.
1lla domenica! per c(iudere la settimana! li manda negli <ratori di Torino. 0anno i
don Bosco, per centinaia di piccoli operai! muratorini! spa33acamini! giovani
studenti. Tornano alla sera stanc(i morti. Ingoiano un 2occone di cena lasciato al caldo
per loro! e poi si arrampicano fino agli a22aini del sottotetto! dove sono i loro letti. 0a
un caldo feroce d'estate! l dentro! e un freddo polare d'inverno. "a non soffrono
d'insonnia. "ic(ele Gua ricordava c(e si addormentava di colpo! come folgorato.
Giovanni *agliero si svegli+ un luned mattino sulla sedia! con una cal3a in mano.
5on ce l'aveva fatta a raggiungere il letto. &'era addormentato l.
5oi siete stati scelti da me
= dicem2re -6B=. 1 don Bosco pare c(e i tempi lung(i, siano durati a22astan3a. F>
ora di fare la proposta c(iara a tutti i migliori. 5e c(iama -= nella sua stan3a! e parla
pressappoco cos#
;a molto tempo meditavo di istituire una *ongrega3ione. Tale stato da parecc(i
anni l'oggetto principale delle mie cure. 'io IN lod+ il mio proposito. %eramente
--=
questa *ongrega3ione non nasce adesso... 'ossiamo dire c(e voi vi appartenete gi in
spirito. &i tratta ora di costruirla formalmente! di darne il nome e di accettarne le
regole. %i saranno ascritti soltanto coloro c(e dopo matura riflessione vorranno
emettere i voti di povert! castit e o22edien3a. %oi siete stati scelti da me! perc(A vi
giudico atti a divenire un giorno mem2ri effettivi della 'ia &ociet c(e conserver il
nome di &alesiana... %i lascio una settimana di tempo per pensarci sopra.
;opo quelle parole c(iare! lung(i silen3i! riflessione. Giorni di esita3ioni. @ualcuno
2utta l# Gimanere con don Bosco mi sempre piaciuto. "a adesso ci c(iede di
diventare dei frati,. 1ncora silen3io! poi risponde ad alta voce Giovanni *agliero! c(e
per don Bosco si 2uttere22e nel fuoco# 0rate o non frate! io rimango con don Bosco,
(ivi, :-/.
La sera del -6 dicem2re! nella stan3etta di don Bosco rientrano in diciassette. Il
ver2ale! redatto da don 1lasonatti! elenca prima quelli c(e (anno accettato di diventare
&alesiani# Il sacerdote 1lasonatti %ittorio! i c(ierici &avio 1ngelo diacono! Gua "i$
c(ele suddiacono! *agliero Giovanni! 0rancesia G. Battista! 'rovera 0rancesco!
G(ivarello *arlo! La33ero Giuseppe! Bonetti Giovanni! 1nfossi Giovanni! "arcellino
Luigi! *erruti 0rancesco! ;urando *elestino! 'ettiva &econdo! Govetto 1ntonio!
Bongiovanni *esare Giuseppe! il giovane *(ianale Luigi,. 'oi elenca le prime caric(e
assegnate# ;on Bosco superiore maggiore! don 1lasonatti prefetto! Gua direttore
spirituale! 1ngelo &avio economo! *agliero! Bonetti e G(ivarello consiglieri.
I primi ventidue
-9 maggio -6C.. Giuniti a sera nella stessa stan3etta di don Bosco! davanti al
*rocifisso! i *onfratelli della &ociet di &. 0rancesco di &ales, fecero voto di
povert! castit e o22edien3a per tre anni,. Erano ... Tra loro! i primi due salesiani
laici! 0ederico <reglia di &. &tefano! cavaliere! e Giuseppe GaM a! cuoco. "ic(ele Gua!
ordinato sacerdote da due anni! leggeva ad alta voce la formula dei voti! c(e tutti
ripetevano frase per frase.
'ronunciate le ultime parole della professione! don Bosco rivolse loro parole di
fiducia nell'avvenire! parole c(e don Bonetti si sfor3ato di ricostruire con fedelt#
"entre voi facevate a me questi voti! io li facevo pure a questo *rocifisso per tutta la
mia vitaH offrendomi in sacrificio al &ignore! pronto ad ogni cosa... per la sua maggior
gloria e la salve33a delle anime! specialmente per il 2ene della giovent)... "iei cari!
viviamo in tempi tor2idi. "a non importa. 4.../ *(i sa c(e il &ignore non voglia
servirsi di questa nostra &ociet per fare molto 2ene alla sua *(iesaJ ;a qui a .B o :8
anni! se il &ignore continua ad aiutarci! come fece finora! la nostra &ociet sparsa per
diverse parti del mondo potr anc(e ascendere al numero di mille socii, 4"B 7!-C:s/.
&i s2agliava! ma per difetto# nel -667 4dopo .B anni/ i &alesiani sare22ero stati =7.! e
nel -6=. 4dopo :8 anni/ -C:C. 5el -=C7 avre22ero toccato il tetto di ...6-8.
&u2ito dopo don Bosco! con parole semplicissime! tracci+ il programma della
*ongrega3ione neonata#
$ istruire con le predic(e il 2asso popolo!
$ educa3ione dei raga33i a22andonati!
$ far scuola!
$ scrivere e diffondere 2uoni li2ri!
$ tutti a sostenere... la dignit del Gomano 'ontefice e dei ministri della *(iesa 4"B
7!-C9/.
Il segreto dei pani e dei pesci
5elle parole scritte da don Bosco nel -696 e in quelle dette in quel -9 maggio sta la
spiega3ione dello sviluppo rapidissimo! addirittura s2alorditivo dei &alesiani! c(e
faceva ricordare a mons. 0ulton &(een la moltiplica3ione dei pani e dei pesci. ;on
Bosco aveva fondato una *ongrega3ione c(e non andava, verso il popolo! ma c(e
era, del popolo.
-.8
*on i giovani emarginati della prima rivolu3ione industriale! con i contadini cresciuti
su una terra desolata dalle guerre e dalle carestie! con quei me33i umani poverissimi
costru una *ongrega3ione e tracci+ un programma assolutamente adatti ai tempi di
crisi c(e stavano cominciando! adatti per il ceto popolare, c(e diventava il
protagonista della nuova era! per le masse! per il Ter3o "ondo.
'artendo da una stima grande! assoluta della gente comune! non cerc+ di fare dei figli
di questa gente dei raffinati! degli studiosi aristocratici! ma valori33+ gli elementi
evangelici di cui questa gente portatrice# la semplicit! la solidariet! la capacit di
sacrificio! l'allegria anc(e rumorosa! la capacit di dividere il pane con quelli ancora
pi) poveri! la capacit di trovare la gioia nelle piccole cose! di ascoltarsi e capirsi! di
considerarsi piccole persone sen3a importan3a! di sperare in un mondo pi) giusto da
reali33are con l'aiuto di ;io ma anc(e con il lavoro delle nostre mani e il sudore della
nostra fronte.
I cavallacci di don Bosco
;on Bosco dimostr+ c(e si pu+ costruire una santit eroica anc(e su elementi
poverissimi di culturaH c(e si pu+ parlare con ;io mentre si ancora sudati e
impolverati! dopo corse frenetic(e in un cortile. Il cardinale Giovanni *agliero depose
sotto giuramento# E ricordo 2ene come alcuni (cita "'abate 2ortone, ra))resentante
de""a $. $ede a 2orino, e )oteva citare "'Arcivescovo -asta"di), visitando il nostro
<ratorio! e presen3iando la ricrea3ione dei giovani! con gioc(i! corse e salti! a22iano
detto c(e don Bosco educava i suoi alla carlona# e ci fu persino c(i ci disse
cavallacci! ii cava"ass 'd dun 0osc:. E questi cava"ass erano i sacerdoti don Gua! don
0rancesia! don *agliero! don 1l2era! don Lasagna apostolo del Brasile! don 0agnano
apostolo della Terra del 0uoco... e mille altri c(e ora sono 3elantissimi missionari!
vescovi! arcivescovi! parroci! sacerdoti ,.
;on Bosco si senti della ra33a, dei poveri! e volle i suoi &alesiani di questa ra33a,.
F qui la loro genuinit e la loro grande33a.
(3. avour' 0apoleone e la guerra
Il progetto di 0apoleone e ,uello di avour
Il .C aprile -6B= ini3ia la seconda guerra d'indipenden3a,. 5apoleone III! imperatore
dei 0rancesi! (a promesso a *avour di portare in Italia un grosso esercito! c(e
sconfigger l'1ustria e dar un volto nuovo all'Italia# regno 'iemonte$Lom2ardia$
%eneto a nord sotto i &avoiaH regno dell'Italia centrale sotto la corona di un principe
franceseH regno dell'Italia meridionale sotto il comando di un discendente del generale
napoleonico "urat. Gli &tati 'ontifici verranno ridotti al La3io. Il 'apa dovr
accontentarsi! e sar proclamato presidente, della *onfedera3ione degli &tati italiani.
La 0rancia sar ricompensata con il rim2orso delle spese militari e la cessione di 5i33a
4citt natale di Gari2aldi/ e della &avoia 4terra patria dei re del 'iemonte/.
*avour accetta il progetto di 5apoleone! ma in testa ne tiene in ser2o uno diverso#
nelle regioni centrali e meridionali ci sono suoi emissari c(e in questo momento
stanno mettendo le premesse per tumulti e rivolu3ioni in favore di %ittorio Emanuele
Il. L'Italia si unific(er non in una confedera3ione sotto il 'apa! ma in un regno sotto
%ittorio.
@""ensiva7lampo di &Culai
La guerra ini3ia con un'offensiva$lampo degli 1ustriaci. Il generalissimo GUulai!
successore dell' eterno, Gadet3WU morto l'anno prima a =. anni! cerca di conquistare
Torino prima dell'arrivo dei 0rancesi. Lancia i suoi -C8 mila uomini a marce for3ate.
-.-
Giunge a .B c(ilometri dalla capitale. 1 Torino si preparano le 2arricate.
"a 5apoleone s2arca a Genova -B8 mila uomini! e con l'aiuto impaga2ile delle
ferrovie 4fatte costruire con preveggen3a da *avour/ cerca di portare il suo esercito
alle spalle del nemico! costretto a 2attere velocemente in ritirata.
La 2attaglia fu praticamente una sola! e si svolse sulle alture di &olferino e &an
"artino il .9 giugno. %i parteciparono un re! %ittorio Emanuele! e due imperatori!
5apoleone III e 0rancesco Giuseppe. La vittoria fu di 5apoleone! ma sul terreno
rimasero :8 mila uomini! mentre altre migliaia se le portava via il tifo! scoppiato in
forma epidemica tra le truppe francesi.
Gli emissari del Governo piemontese! in quei mesi! lavorarono con molto successo. 1
'arma! a "odena e nelle Lega3ioni 'ontificie 4centro Bologna/! ci furono insurre3ioni
popolari e la costitu3ione di governi provvisori filo$piemontesi. Il Gegno dell'Italia
centrale! ipoti33ato da 5apoleone per un principe francese! franava.
Le preoccupa3ioni per la vastit del moto popolare 4c(e travolgendo gli &tati 'ontifici
gli creava impopolarit in 0rancia/! la forte perdita di uomini! e le minacce della
'russia di intervenire nella guerra a favore dell'1ustria! spinsero 5apoleone a offrire
un armisti3io all'1ustria. 0u firmato! all'insaputa di *avour! l'6 luglio a %illafranca.
Minaccia di morte per l'@ratorio
1l 'iemonte veniva ceduta solo la Lom2ardia tranne "antova. Il gioco degli equivoci
tra *avour e 5apoleone arrivava cos alla resa dei conti.
*avour e22e un' arra22iatura terri2ile. 1vre22e dovuto consegnare a 5apoleone la
&avoia 4e questo adom2rava %ittorio Emanuele/ e 5i33a 4e da questo momento
Gari2aldi sare22e stato suo nemico violento e irriduci2ile/. E la guerra era costata 988
milioni 4circa -B88 miliardi del -=6C/# una somma c(e faceva tra2allare le finan3e
dello &tato.
"a nei tumultuosi mesi c(e seguirono! Toscana! 'arma! "odena e le Lega3ioni
'ontificie si dic(iararono unite al 'iemonte. Il B maggio -6C8! Gari2aldi 4a capo dei
leggendari "ille, c(e erano --B8/ part dalla Liguria per a22attere il Gegno delle
;ue &icilie.
1 questo punto don Bosco sente addensarsi la pi) seria minaccia di morte per il suo
<ratorio.
(%. Una talpa in 5aticano
16 poliziotti a picc!ettare i cortili
'omeriggio del .C maggio -6C8.
;on Bosco nel suo ufficio. &ta accettando nell'<ratorio un raga33o orfano di
padre. F> accompagnato dalla mamma! una donna povera e pallida! e da una lettera di
raccomanda3ione del "inistero dell'Interno. ;on Bosco annota in margine alla lettera
4come fa sempre/ Tenere presente,. @uella domanda gli servir per domandare a sua
volta qualc(e sussidio! e per difendersi da qualc(e attacco del governo anticlericale.
5on suppone nemmeno c(e un attacco durissimo sta arrivando proprio in quei minuti.
-6 guardie di sicure33a scendono da alcune carro33e e picc(ettano silen3iosamente
cortili e scale. Tre fun3ionari del "inistero dell'Interno entrano nell'ufficio di don
Bosco# ;o22iamo parlare con lei di cosa urgente e riservata. 122iamo mandato di
compiere un'ispe3ione domiciliare in ogni am2iente del suo <ratorio,. 4&eguo la
rela3ione di Giovanni Bonetti! testimone di quegli avvenimenti! riportata in #in9ue
"ustri di storia... pp. &C<ss./
;on Bosco leggermente scosso ma non perde il suo sangue freddo. &a c(e sui
giornali sono apparse noti3ie soffiate, da persone vicine al ministro# si parla di
rela3ioni segrete tenute da don Bosco! don *afasso! canonico <rtalda e conte *aUs con
l'1rcivescovo 0ransoni in esilio a Lione! e con il cardinale 1ntonelli segretario di
-..
&tato di 'io IN. La ro33a -a**etta de" Po)o"o (a pure rivelato, c(e a %aldocco e in
altri istituti educativi sono state ammassate armi in cantine e camere segrete,# si
prepara una guerra civile con ingenti somme inviate dal %aticano! si addestrano i
giovani alla guerriglia. Tutto questo avverre22e per rispondere ai colpi di mano con
cui il Governo piemontese (a detroni33ato i granduc(i e i principi dell'Italia centrale e
cerca di liquidare lo &tato 'ontificio. 45el giugno -6B= un ple2iscito (a proclamato
l'Emilia Gomagna annessa al regno di %ittorio Emanuele Il, Il re (a accettato. Il 'apa
(a risposto il .C mar3o -6C8 scomunicando gli occupanti. In 0rancia i cattolici sono
violentissimi contro gli usurpatori piemontesi,! e incitano 5apoleone III a s2arcare
truppe nel La3io per difendere gli ultimi domini del 'apa/.
;on Bosco sa c(e soldi! armi! addestramenti alla guerriglia esistono solo nella testa
di giornalisti sprovvedutiH ma sa anc(e c(e esistono lettere e rapporti compromettenti.
5onostante la sua assoluta pruden3a 4nessuno della casa al corrente! il solo don 1la$
sonatti (a visto una lettera indiri33ata a Goma/ sa c(e se quei documenti venissero
scoperti! per il suo <ratorio sare22e finita. Il governo non (a esitato a confinare in
Torino! a domicilio coatto! il cardinale *orsi! 1rcivescovo di 'isa. 5on avre22e
esita3ioni maggiori con lui! nonostante le sue alte amici3ie.
Un "ranco#ollo ponti"icio nel cestino della carta
*on fredde33a e a2ilit consumata! don Bosco gioca tutte le sue carte. &a di avere
qualcosa da nascondere! ma sa c(e dall'altra parte (anno da nascondere molto di pi).
Le scene c(e seguono 4viste e riportate fedelmente da don Bonetti c(e non conosce il
nocciolo della questione,/ sanno di pantomima.
*ome ini3io! don Bosco ric(iede un regolare mandato scritto di perquisi3ione,! e
minaccia in caso contrario di far suonare le campane a stormo, contro i violatori di
un domicilio privato.
Il mandato stato dimenticato nell'ufficio della @uestura! e 2isogna andare a
prenderlo.
I giovani dell'<ratorio! intanto! sono usciti dalle scuole e dai la2oratori. %edono le
guardie nei punti strategici e sono presi dalla paura. 'assano di 2occa in 2occa 4come
sempre in questi casi/ voci incontrollate# stanno per arrestare don Bosco! c(iuderanno
l'<ratorio! ci metteranno in prigione. ;on Bosco gioca pesante su questo stato emotivo
dei suoi raga33i# Bella impresaJ *on uno squadrone di guardie! venite a spaventare
centinaia di raga33iniJ,.
;on 1lasonatti! economo incaricato della posta in arrivo e in parten3a! confida a
don Bonetti con candida semplicit# 0ra tutte le lettere c(e don Bosco riceve in questi
giorni! pu+ darsi c(e qualcuna tratti di politica in senso contrario al Governo! e disap$
provi l'annessione della Gomagna. Un simile scritto... 2astere22e a dare pretesto a
costoro di usarci violen3a,.
La perquisi3ione si svolge in maniera minu3iosa. 5el cestino della carta di don Bosco
si trova una lettera con franco2ollo dello &tato 'ontificio. 5ell'ufficio della dire3ione
si trova un 2reve, autografo del 'apa 'io IN c(e loda l'opera salesiana. "a niente di
pi). ;on Bosco! con ironico umorismo! guida gli ispettori a scoprire le fatture non
pagate del panettiere e del macellaio. 1nc(e la -a**etta de" Po)o"o deve riconoscere il
fallimento dell'ispe3ione# Il fisco (a proceduto ad una perquisi3ione al noto don Bo$
sco! direttore di una nidiata di 2aciapile in %aldoccoH si dice c(e nulla siasi trovato di
compromettente, (31 ma&&io 1860).
Un grosso tino vuoto< contiene "uciliE
@uattordici giorni dopo! l'ispe3ione viene ripetuta all'improvviso. Una nuova
soffiata, deve aver fatto tornare a %aldocco con pi) decisione i tre fun3ionari. ;on
Bosco assente. ;on 1lasonatti! sottoposto a pesante interrogatorio! preso
dall'affanno e sviene. 0ortunatamente don Bosco rintracciato in citt! torna e pu+
prendere in mano la situa3ione.
-.:
Ia parole durissime per i modi usati fin l! e ottiene formali scuse. <ttiene pure c(e
vengano allontanate dalla casa le guardie c(e impauriscono i giovani.
'oi si fa elencare con precisione le accuse# deten3ione di gran quantit di denaro
inviato dal 'apa e dai principi deposti dai piemontesi! deten3ione di armi! contatti con
il 'apa per congiurare contro il Governo.
I tre ispettori visitano minu3iosamente le scuole! la cucina! le camere da letto! i
la2oratori! la cantina. @ui un grosso tino vuoto attira l'atten3ione 4potre22e contenere
fucili/. *i+ c(e per+ colpisce don Bosco l'ispe3ione scolastica# con domande
cap3iose cercano di impaurire i raga33i! di scoraggiare i maestri. ;on Bosco capisce
c(e c(i li (a mandati non crede tanto in fantomatici depositi di denaro e di armi! ma
vuole mettergli paura! vuole impartirgli una le3ione,.
I risultati sono 3ero! come nell'ispe3ione numero uno. "a don Bosco non
tranquillo.
Sette ore di anticamera
In data -. giugno indiri33a una lunga lettera al ministro degli Interni! Luigi 0armi. Tra
l'altro scrive# &ono sempre stato rigorosamente estraneo alla politicaH non mi sono
mai misc(iato nA pro nA contro alle vicende di attualit del giorno... @uesto (o stimato
di fare! nella persuasione c(e un sacerdote possa sempre esercitare il pio ministero di
carit verso il suo prossimo in qualsiasi tempo e luogo! e in me33o a ogni specie di
governo,.
"a i giornali continuano ad attaccare don Bosco. I perversi $ scrive don Bonetti $
andavano ripetendo le loro calunnie! stimolando il Governo contro di noi. Era quindi a
temersi c(e un giorno o l'altro questo ordinasse la c(iusura del nostro <spi3io e la
nostra dispersione,. ;on Bosco inquieto! e cerca ostinatamente un incontro a tu per
tu con il ministro dell'Interno.
Lo ottiene solo per il -9 luglio 4Gari2aldi e i suoi "ille, (anno conquistato 'alermo
e stanno occupando tutta la &icilia/. %i si reca accompagnato dal c(ierico Giovanni
*agliero! e gli confida# @uei signori del "inistero (anno una gran voglia di distrug$
gere l'<ratorio! ma non ci riusciranno. Ianno da fare con c(i pi) potente di loro! con
la Beata %ergine c(e disperder i loro consigli,.
0anno sette ore di anticamera. 'oi viene loro detto c(e l'udien3a rimandata al giorno
dopo. ;on Bosco torna! accompagnato questa volta dal c(ierico Giovanni Battista
0rancesia. Il ministro 0arini lo riceve. &en3a troppi giri di parole gli dice# 0ino a
quando la &ignoria %ostra si occupata di poveri fanciulli! fu sempre l'idolo delle
autorit governativeH ma da c(e lasci+ il campo della carit per entrare in quello della
politica! noi do22iamo stare all'erta! an3i tenere d'occ(io ogni suo passo,. Ed elenca
seccamente i fatti, adde2itati a don Bosco. 5on denari ammassati in cantina nA fucili
stivati in tini vuoti! ma le corrisponden3e coi nemici della patria... Le rela3ioni
politic(e coi Gesuiti! con 0ransoni e col *ardinale 1ntonelli,.
;on Bosco reagisce a muso duro. 5on nega le rela3ioni! ma le giustifica come cose
normali per un prete fedele ai suoi &uperiori#
;ei Gesuiti in Torino ignoro persino la dimora. *on mons. 0ransoni e con la &anta
&ede non (o mai avuto altre rela3ioni fuori di quelle c(e un sacerdote deve mantenere
coi suoi &uperiori ecclesiastici! per quelle cose c(e spettano al sacro "inistero,.
3 tu per tu con avour
1 questo punto! scrive don Bonetti! nell'ufficio di 0armi entra per caso, il 'residente
del *onsiglio! *amillo *avour. ;on Bosco gli stato amico per molto tempo! (a avuto
da lui prote3ione. &ignor *onte $ gli dice $ quella casa di %aldocco c(e fu da lei tante
volte visitata! lodata e 2eneficata! la vogliono distruggere,.
&i dia pace! caro don Bosco $ risponde *avour $. 5oi due siamo sempre stati amici.
Lei per+ stato ingannato! caro don Bosco! e taluni a2usando del suo 2uon cuore
l'(anno tratto a seguire una politica c(e conduce a tristi conseguen3e,.
-.9
*avour e don Bosco capiscono 2enissimo di cosa stanno parlando. <gnuno sa c(e
l'altro sa,! ma (anno interesse a sfiorare soltanto l'argomento. Il *onte non pu+ parlare
apertamente delle trame segrete c(e! mentre Gari2aldi avan3a nel &ud! sta ordendo
nell'Italia centrale a danno del 'apaH e il prete non pu+ dire apertamente c(e conosce
queste trame e c(e suo dovere di coscien3a mettere sull'avviso c(i pu+ averne
gravissimo danno.
;opo lung(i giri di parole e discussioni 2i3antine! don Bosco cala la carta pesante c(e!
presa o lasciata! signific(er vita o morte per la sua opera# *rede il signor *onte c(e
don Bosco sia un cospiratore! un nemico della patriaD,. *avour lascia! e impegnando
anc(e il suo ministro dell'Interno salva l'<ratorio# 5o. Io (o sempre visto in lei un
galantuomo. E perci+ intendo fin d'ora c(e tutti i suoi guai siano finiti! e lei sia lasciato
in pace, 4*L! p. C.B/.
Un "oglietto e tante trame
Un decisivo fascio di luce sui sottintesi di questa vicenda l'(a gettato 0rancesco "otto!
nello spoglio sistematico dei fondi dell'1rc(ivio &egreto %aticano. Egli (a potuto
ricuperare un inedito autografo di don Bosco! tanto inatteso quanto importante per la
storia... &i tratta di un semplice foglietto di sole due facciate! privo di data,! ma scritto
nel gennaio -6B=. ;on Bosco scrive al 'apa# *avour manifesta 2uona volont... "a
circondato da gente trista c(e lo trascina c(iss dove... 1pprofitto... per dire a %.
&antit una cosa c(e mi preme. ;a alcuni scritti c(e potei avere tra le mani (o
ripetutamente saputo c(e alcuni malevoli vorre22ero far centro a *ivitavecc(ia! ad
1ncona e a Goma. Lo scopo sare22e di promuovere idee rivolu3ionarie pr porle in
pratica sul finire di mar3o, 4"<TT<! vo"ume in corso di stam)a).
Tra i politici c(e a Torino si proclamano fedeli al 'apa! don Bosco (a molti amici.
Essi sono a conoscen3a delle tante trame c(e si ordiscono per strappare al 'apa lo
&tato 'ontificio. &anno per esempio 4oggi scritto sui li2ri di storia/ c(e "assimo
d'13eglio! nel fe22raio -6B=! andato a Goma per portare al 'rincipe di Galles il
collare dell'1nnun3iata a nome di %ittorio Emanuele Il. &otto questa copertura,! (a
ricevuto da *avour la missione segreta di promuovere e organi33are la solleva3ione
dell'Italia centrale contro il 'apa. &anno pure c(e La 0arina (a organi33ato una vasta
rete di comitati pronti a sollevarsi contro il 'apa al grido di %iva l'Italia e %ittorio
Emanuele,.
;on Bosco riceve molte confiden3e su questo stato di cose! ed esorta3ioni a farle
conoscere a c(i di dovere,. *ome prete fedele al 'apa si sente o22ligato in coscien3a
a informarlo attraverso persone fidate in viaggio per Goma 4canonico &ossi! marc(ese
&carampi/! o attraverso la valigia diplomatica, dell'a2ate Tortone! incaricato d'affari
della &anta &ede presso il governo di Torino.
Ia fatto cos giungere al 'apa il 2iglietto nel gennaio -6B=! una lunga lettera datata =
novem2re -6B= in cui stigmati33ava il comportamento del governo piemontese nella
Gomagna 4la lettera per cui temeva il candido don 1lasonattiD/! e un'altra lettera datata
.: aprile -6C8.
;alpe in 5aticano
&e don Bosco aveva a Torino dei politici amici e fedeli al 'apa! il Governo piemontese
aveva di certo qualc(e talpa, negli uffici romani. ;i qui! con ogni pro2a2ilit! part la
segnala3ione c(e don Bosco si intrigava di politica e faceva opera di spionaggio,.
&cattarono le perquisi3ioni.
I frequenti accenni a rela3ioni con il *ardinale 1ntonelli, spingono a credere c(e
0armi e *avour conoscessero gli scritti di don Bosco inviati a Goma.
5elle mani di un rigido come 0armi! essi potevano significare la c(iusura dell'<ratorio
4e don Bosco lo temette/. 5elle mani di *avour! no. 1l grande volpone, sem2rava
pi) opportuno c(e il velo della discre3ione coprisse opportunamente tutto# i messaggi
di don Bosco! e le sue missioni segrete affidate a d'13eglio e a La 0arina. &e si doveva
-.B
accusare qualcuno di congiura e di spionaggio! questo qualcuno, non poteva essere
solo don Bosco.
Il conte fece quindi capire al prete di %aldocco c(e sapeva tutto! ma gli riconferm+ la
fiducia. 'er lui don Bosco rimaneva un 2ravo prete# fedele ai giovani poveri e fedele al
'apa. 4&i poteva pretendere da un 2ravo prete di non esserloD/.
E poi! il *onte sapeva c(e altri avvenimenti colossali erano nell'aria. *onquistata la
&icilia! Gari2aldi sare22e passato nella 'enisola e sare22e salito velocemente a 5ord.
*on il pretesto di fermarlo! nei prossimi due mesi "arc(e e Um2ria 4la parte pi)
cospicua dello &tato 'ontificio/ sare22ero state occupate dall'esercito piemontese. E
non sare22ero 2astati i foglietti, di don Bosco ad arrestare l'armata del re.
((. ;ra politici e vescovi esiliati
Una mazzetta ad ogni parlamentare
;on Bosco conosceva i politici.
Era salito innumerevoli volte ai loro uffici! c(iedendo un sussidio e offrendo una
preg(iera e una 2enedi3ione. Tra frasi di cortesia e frettolosi congedi! aveva avuto
modo di valutarli come persone.
5el -6B7! gravato di de2iti per C8 mila lire 4.B8 milioni circa del -=6C/! aveva
inventato una nuova lotteria! e aveva mandato a tutti i deputati e i senatori 4clericali!
moderati e mangiapreti/ una ma33etta di .8 2iglietti a me33a lira l'uno. Interessante
leggere i suoi veloci appunti accanto al nome di ognuno.
Il maggiore Gaffaele *adorna 4futuro conquistatore di Goma e padre di Luigi
*adorna! generalissimo della 'rima Guerra "ondiale/ rifiuta tutti i 2iglietti. Loren3o
%alerio! un solenne mangiapreti! li accetta e li paga. *os il marc(ese di Beaugerard!
vecc(io istitutore di *arlo 1l2erto. L'avvocato 1ngelo Brofferio! altro illustre
mangiapreti! gli manda due lire e gli restituisce -7 2iglietti. I famosi Teren3io "amiani
e Loren3o 'areto accettano e pagano. Il conte Ta(on di Gevel 4al quale don Bosco! per
l'esplicito impegno cattolico! (a rifilato B8 2iglietti/ manda dieci lire e rimanda trenta
2iglietti. Il generale La "armora! ministro della Guerra c(e (a arrestato personalmente
l'1rcivescovo 0ransoni! paga quaranta 2iglietti e manda parole di elogio per c(i
promuove il vantaggio morale della giovent) a22andonata,. Il ministro dell'Interno
Gatta33i! l'estensore della legge sui frati, c(e (a soppresso :B ordini monastici in
'iemonte 4ma c(e in quello stesso anno suggerir a don Bosco la maniera sicura, per
fondare i &alesiani/! paga .88 lire per 988 2iglietti! e rimanda i 2iglietti stessi perc(A
don Bosco li possa vendere una seconda volta. E accompagna il tutto con alcune rig(e
di suo pugno# &corgendo nella lotteria c(e si sta attuando un nuovo tratto di quella
filantropica carit! c(e s eminentemente distingue il sig. don Bosco! la prego di
ricevere i 2igletti stessi e il dono c(e il ministro fa! siccome novella prova del$
l'interessamento c(e il medesimo prende all'incremento dei medesimi,. &u -.9
deputati e senatori! 7: accettano! B- respingono. 4&T :!==H 9.8s/.
-uando i ministri sc!erzarono con don Bosco
1nc(e i politici 4come gi si pu+ dedurre dalle rig(e precedenti/ conoscevano don
Bosco.
Il ministro di Gra3ia e Giusti3ia 'aolo <. %igliani! dopo la conquista di Goma 4-678/!
nel momento forse pi) aspro del contrasto tra &tato e *(iesa! gli scrive# 4.../se tutto il
*lero fosse animato dai prudenti e moderati di lei sentimenti! in tutto degni di un vir$
tuoso &acerdote e di un 2uon suddito! Ella ed io saremmo 2en presto consolati da
2uoni frutti di reciproca condiscenden3a se non di vera concilia3ione nelle cose della
*(iesa in rela3ione collo &tato. 0accia Ella adunque una savia propaganda e operi quel
miracolo c(e alcuni fin troppo diffidenti proclamano impossi2ile. Il cielo continui a
2enedire e prosperare le molte di Lei opere di carit e La conservi al 2ene della *(iesa
-.C
e anc(e dello &tato, 4cit. in "<TT<! %icerc'e $toric'e $a"esiane, gennaio$giugno
-=67! p. &s/.
;on Bosco commenta# Il ministro %igliani aveva con me una straordinaria
confiden3a... se22ene sapesse c(e io ero pi) papalino del 'apa, 4"B -.!9../.
1nc(e il ministro "ena2rea! c(e l'aveva invitato a 0iren3e per affari,! si sente
dire da lui# &appia! Eccellen3a! c(e io sono in ogni cosa col 'apa, 4"B =!96:/.
5el -67C va al governo la sinistra, di ;epretis! ?anardelli! *rispi. 5elle rela3ioni
tra &tato e *(iesa essa ancora pi) dura dei governi precedenti. "a con i "eaders della
sinistra! proprio nei primi mesi di governo! don Bosco (a un'occasione unica! straor$
dinaria per conversare e farsi conoscere# l'inaugura3ione della ferrovia Torino$*iri$
Lan3o.
L'evento! oggi! sem2ra modesto. 5on si riesce quasi a credere c(e per quell'esiguo
tronco ferroviario si spostassero da Goma il primo ministro ;epretis! il ministro degli
Interni Giovanni 5icotera! quello dei Lavori 'u22lici Giuseppe ?anardelli! molti sena$
tori! deputati e nota2ili. "a essi credevano ancora al grande progetto finan3iario
inglese$francese$italiano di fare della nostra 'enisola il percorso pi) vantaggioso per le
merci in viaggio dall'<riente# &ue3! porto di Brindisi! ferrovie italiane! galleria del 0re$
Mus! strade ferrate francesi. Torino! secondo quel progetto! doveva acquistare una
posi3ione preminente! come ultimo scalo italiano prima del 0reMus e quindi nodo
interna3ionale d'importan3a nevralgica. Le valli c(e convergevano su Torino venivano
di colpo ad acquistare importan3a come ser2atoi alimentatori della grande via
interna3ionale.
"entre tuttavia maturava questo progetto! furono varati i primi piroscafi a vapore!
c(e soppiantarono le navi a vela e resero i trasporti marittimi pi) vantaggiosi di quelli
ferroviari. E la ferrovia Torino$*iri$Lan3o divenne un tronco secondario! sen3a molta
importan3a.
"a il C agosto -67C tutto questo non ancora prevedi2ile! e a Lan3o! per
l'inaugura3ione! sale la crema della politica na3ionale. Il vicario di Lan3o! teologo
0ederico 1l2ert! spru33a d'acqua santa la locomotiva! e su2ito dopo i politici salgono
al *ollegio da dieci anni affidato ai &alesiani di don Bosco. &ulla porta! i collegiali e la
2anda di %aldocco danno un fragoroso 2envenuto. &egue il ricevimento.
1iD peccatore il ministro degli Interni o ,uello dei Lavori 1u##liciE
'er pi) di un'ora don Bosco siede in me33o ai ministri! parla e sc(er3a con loro. Il
senatore Gicotti proclama c(e don Bosco una gran 2rava persona! ma (a due punti
neri# fa troppi preti e troppi professori. 'oi il deputato Ercole mette tutti a disagio c(ie$
dendo a don Bosco se pi) peccatore 5icotera 4quel giorno straordinariamente
loquace/ o ?anardelli 4taciturno e sofferente/. 1ttorno al quesito im2ara33ante! si
accende una sc(ermaglia di 2attute spiritose. ;on Bosco se la cava dicendo c(e le
apparen3e molte volte ingannano,! e c(e io credo siano galantuomini,.
@uando la festa finita! don Bosco dice ai suoi &alesiani# 5oi a22iamo un detto
evangelico# !ate a #esare 9ue""o c'e @ di #esare. E anc(e questo va eseguito. 5on
a22iamo fatto altro c(e prestare ossequio ad autorit costituite. ;i pi)! a22iamo
ottenuto! io spero! qualc(e altro vantaggio. *redo c(e coloro non saranno pi) del tutto
nemici acerrimi dei preti. Essendosi accorti c(e li trattavo col cuore! si persuaderanno
facilmente c(e molti preti altro non desiderano se non il 2ene di tutti. Io credo c(e in
punto di morte avranno tutti il desiderio di avere un prete accanto al loro letto, 4"B
-.!9.:ssH &TELL1 in &tampa &era, =.6.-=7C! p. :/.
Il fatto c(e don Bosco conosca i politici! c(e i politici conoscano lui! e c(e il 'apa
fin dal primissimo incontro provi nei suoi riguardi una stima ecce3ionale! mette il
prete di %aldocco nelle condi3ioni ideali per diventare un mediatore privato! fidato!
silen3ioso in anni difficilissimi tra *(iesa e &tato.
0rancesco "otto! c(e (a studiato questo periodo con la pa3ien3a di uno
speleologo di arc(ivi,! scrive# Lasci+ ad altri il compito principale della lotta aperta!
4.../ della difesa ad oltran3a 4.../. <pt+ per salvare il salva2ile! al di l delle divergen3e
di principio,. E ancora# La for3a della sua )o"itica fu quella di non (are )o"itica:,
-.7
cio di cercare il 2ene della gente con umilt! lealt! sen3a sotterfugi! al di l di ogni
puntiglio, 4"<TT<! vo"ume in corso di stam)a).
arcere' deportazione' esilio per 28 vescovi
La conquista degli &tati 'ontifici spinse moltissimi vescovi e parroci a protestare nelle
lettere pastorali e dai pulpiti. L'estensione ad ogni regione conquistata o annessa al
Gegno d'Italia della legge Gatta33i, 4c(e sopprimeva gli ordini religiosi e ne inca$
merava i 2eni/ rinnov+ il coro furente delle proteste. &ui pulpiti e nelle lettere
vescovili il Governo era definito una 2anda sacrilega di ladroni,.
La rea3ione dello &tato non si fece attendere.
5el 5ord venne imprigionato il vicario capitolare di "ilano e oltraggiati i vescovi di
Bergamo e di Brescia.
5ell'Italia centrale furono sottoposti a processo e condannati al carcere o alla
deporta3ione il cardinale *orsi di 'isa e i vescovi di 'arma! 'iacen3a e Guastalla. 0u
incarcerato il vicario generale di Bologna. Il cardinale ;e 1ngelis di 0ermo fu
arrestato e condotto a Torino. 1ltri due cardinali! 1ntonucci di 1ncona e "oric(ini di
Iesi! furono confinati nelle loro ville. 1ltri otto vescovi furono molestati.
5ell'Italia meridionale furono incarcerati o allontanati dalle loro sedi 2en sessanta
vescovi 4cfr. "1&&\! ." caso di coscien*a de" %isor&imento ita"iano, pp. :9. s/.
Un vescovo in esilio all'@ratorio
5el maggio -6CC i raga33i di %aldocco videro arrivare all'<ratono il vescovo di
Guastalla! mons. 'ietro Gota. Era stato deportato a Torino in domicilio coatto per
trame politic(e contro il regno d'Italia,. ;on Bosco gli and+ incontro con la 2erretta in
mano! e non sapeva cosa fare# come ricevere un vescovoD "a mons. Gota lo tolse
d'im2ara33o dicendo# Lei non accoglie poveri e a22andonatiD Eccone qua uno. "i
consideri un povero orfano e mi dia un po' di ricovero come lo dare22e ad uno di
essi,. &i content+ di una piccola stan3a. ;estava la nostra meraviglia $ ricorda don
Bonetti $ vederlo ogni otto giorni confessarsi da don Bosco in sacrestia! mettersi in
ginocc(io in fila con i giovani! aspettando il suo turno. La prima volta tutti vollero
cedergli il posto! ma lui si mise in un angolo e stette l immo2ile aspettando finc(A
tutti si furono confessati,.
Gimase fino a otto2re! quando potA tornare alla sua diocesi. 1ll'<ratorio non stava in
o3io. &pendeva il suo tempo confessando! facendo catec(ismo! andando a dare la
*resima. Tornato a Guastalla! ringra3i+ pu22licamente don Bosco con una lettera al$
"'4nit+ #atto"ica di Torino. Eccola# 5on posso e non de22o tacere quell'uomo
incompara2ile! c(e mi accolse in casa sua! mi fu generoso e mi us+ delicati riguardi!
mi edific+ con il suo 3elo e i prodigi della sua carit! c(e opera in quel suo <ratorio.
@uei sette o ottocento giovinetti! per lo pi) levati dalla miseria! c(e vengono educati
alle lettere e alle arti! e quel c(e pi) importa al santo timor di ;io! quei sacerdoti e
c(ierici! c(e dedicati all'educa3ione di questi fanciulli! vivono una vita pi) dura di
quella dei virtuosi claustrali 4E monaci), quella *asa c(e accoglie una s sterminata
famiglia... si possono c(iamare! specialmente in questo secolo e in questi anni! prodigi
di don Giovanni Bosco, 4cfr. *L 7:8 s/.
In questi anni tristi! invitato dal 'apa e dal Governo! don Bosco ini3i+ la sua a3ione
mediatrice. 5on fu il solo nA il principale lavoratore per la pace tra &tato e *(iesa. "a
la sua parte la fece tutta. E lavor+ non come il Gari2aldi del %aticano,! come lo
defin qualc(e giornale in vena di ironia anticlericale! ma come una formica
instanca2ile c(e si d da fare per salvare il salva2ile nel formicaio terremotato dalla
2ufera.
1 questa a3ione importante di don Bosco! sconosciuta agli storici e in parte negata
finora anc(e negli am2ienti salesiani! 0rancesco "otto (a dedicato ottanta pagine di
serrata iridagine storica! dopo un lung(issimo e pa3iente lavoro all'1rc(ivio &egreto
-.6
%aticano. ;alle minu3iose e aride cita3ioni incrociate emerge la trama del lavoro
silen3ioso di don Bosco. ;opo aver letto lo studio di 0rancesco "otto ne condenso i
tratti salienti.
(.. 5escovi per l'Italia
Missione 5igezzi
*on un titolo ad effetto! ?a )assione di #risto ne""a sua #'iesa, nell 6C9- "=4nit+
#atto"ica offriva ai suoi lettori questo quadro della *(iesa italiana# vescovi processati
e riconosciuti innocenti! -:H vescovi trascinati a Torino! fra cui i cardinali di 'isa e
0ermo! BH vescovi morti di dolore! -CH vescovi in esilio! tra cui i cardinali di 5apoli e
Benevento! 9:H vescovi eletti c(e non possono prendere possesso delle loro sedi! -C.
Un giornalista della Perseveran*a, di "ilano! si domandava annoiato# In fin dei
conti! a c(i importa c(e le diocesi siano vuote di vescoviD,. ;on Bosco non avre22e
esitato a rispondere $ scrive "otto $# a me! e come me a tutti coloro cui sta a cuore la
salve33a delle anime,. ;iocesi sen3a vescovo volevano dire seminari allo s2ando!
parrocc(ie sen3a direttive! giovani preti disorientati! ini3iative cattolic(e in
progressiva disgrega3ione.
5ell'estate del -6C9! superando ogni risentimento personale! il 'apa invita
personalmente %ittorio Emanuele Il ad aprire trattative su questa questione spinosa ma
vitale.
Il primo invito a don Bosco a mettersi in contatto col governo arriva da parte del
'apa nel fe22raio -6CB. ;eve vedere se possi2ile sciogliere il nodo delle = diocesi in
'iemonte e delle 6 in &ardegna c(e sono sen3a vescovo. "ediatore ufficiale del
governo italiano &averio %ige33i. ;'accordo con lui e con don "anacorda 4altro
uomo di fiducia di 'io IN/! don Bosco (a contatti con il primo "inistro La "armora e
il ministro dell'Interno Lan3a.
;opo cinque mesi di caute trattative l'unico risultato c(e si ottenne $ scrive "otto $
fu la condiscenden3a di massima del governo italiano al ritorno in sede dei vescovi
assenti,. ;i quelli! cio! c(e non erano stati condannati. 5on fu un risultato da poco.
Missione ;onello
5el -6CC si com2attA la ter3a guerra d'indipenden3a. Il costo totale pu+ essere
avvicinato ai C88 milioni,! scrive *loug( (o. c. p. 56). *io circa -B88 miliardi del
-=6C.
Bettino Gicasoli! tornato ad essere primo "inistro! scriveva all'amico Bon
*ompagni# Io do opera al ritorno presso le loro famiglie di coloro c(e per ragioni
politic(e ne furono allontanati. &e ci+ faccio per i laici! potrei non farlo per i vescoviD
*(i potre22e giustificare una cos grande ingiusti3ia! se i vescovi! i vescovi solo
fossero tenuti lontani dalle loro diocesiD @uindi c('io (o cominciato a togliere di
me33o gli ostacoli al loro ritorno,.
*'era tuttavia un punto dolente e insupera2ile# i vescovi dovevano giurare fedelt a
uno &tato c(e la &anta &ede considerava usurpatore,.
Il 'apa! conosciute le 2uone inten3ioni di Gicasoli! fece sapere c(e era disposto a
ricevere a 2raccia aperte, qualsiasi persona gli venisse inviata per trattare.
Il -8 dicem2re il governo italiano incaric+ di questa nuova missione il prof.
"ic(elangelo Tonello.
5egli stessi giorni in cui a Goma si avviavano i colloqui 2ilaterali $ scrive "otto $
don Bosco part alla volta di 0iren3e. 4.../ Bettino Gicasoli lo invit+ a 'ala33o 'itti... F
ragionevole supporre c(e il presidente del consiglio non fosse all'oscuro sia dei passi
compiuti da don Bosco al tempo della missione %ige33i! sia dell'entratura,
dell'educatore di Torino presso gli am2ienti vaticani. 'ertanto si pu+ arguire c(e il
Gicasoli a22ia pregato don Bosco di operare affinc(A da parte della curia vaticana (ci
(osse) un'attenua3ione della rigidit degli sc(emi mentali,. Il compito affidato a don
-.=
Bosco era rimuovere tensioni! recuperare consensi! ridurre contrasti e timori,...
5iente pi) stava a cuore (a don 0osco)... 1ccett+ l'invito del Gicasoli... per la
provvista di vescovi alle sedi vacanti,.
Il viaggio a Goma di don Bosco 4durato due mesi# gennaio e fe22raio -6C7/
descritto da un pittoresco volumetto di don 0rancesia. "a "otto lo prende raramente
in considera3ione per affidarsi ad una documenta3ione pi) rigorosa.
;on Bosco giunse a Goma e prese alloggio in casa del conte %imercati. Lo
attendeva un terri2ile Ltour de forceL fatto di visite! predica3ioni! confessioni!
2enedi3ioni ad ammalati! colloqui a tutti i livelli... 1veva portato con sA numerosi
documenti in vista della sospirata approva3ione della &ociet salesiana,.
La sua 2orsa e quella del suo segretario! don 0rancesia! contenevano quegli strani
passaporti con cui don Bosco entrava dovunque# le ma33ette di 2iglietti della lotteria
in corso! per finan3iare la c(iesa di ". 1usiliatrice 4di cui parler+ nel capitolo B6/. In
quanti am2ienti politici riservati! don Bosco entr+ esi2endo quelle ma33ette! e
deviando cos i curiosissimi occ(i dei giornalistiD
Il Tonello e don Bosco fecero di tutto per nascondere i loro contatti personali al
punto di evitare di rivolgersi la parola incontrandosi in citt e fin sugli scaloni dei
pala33i vaticani,.
1ccenno agli avvenimenti principali.
;on Bosco arriva a Goma l'6 gennaio! dopo un faticoso viaggio di :8 ore in
ferrovia. Incontra su2ito Tonello! preavvertito da un telegramma di Gicasoli# %edete
di intendervi con don Bosco,. 'ro2a2ile c(e gi in questo primo a22occamento (2o-
ne""o) a22ia sottomesso al parere di don Bosco tanto la lista di nomi di eleggi2ili
all'episcopato inviatagli da 0iren3e il . gennaio! quanto la nota delle diocesi da
prendere in immediata considera3ione,.
Il giorno = don Bosco ricevuto in udien3a dal *ardinale &egretario di &tato!
1ntonelli. Il giorno -8 Tonello e 1ntonelli si incontrano. &ono d'accordo su tutto!
eccetto sui particolari c(e implicano il riconoscimento del governo italiano da parte
della &anta &ede. ;iscussioni 2i3antine a non finire.
Il giorno dopo! don 0rancesia porta in %aticano una lettera di don Bosco. 5ei giorni
successivi don Bosco incontra Tonello! il cardinale segretario di &tato ed ricevuto dal
'apa.
Il compromesso raggiunto stentatamente viene comunicato al governo di 0iren3e!
c(e il .= gennaio comunica la sua accetta3ione.
*omincia il 2alletto, delle assegna3ioni. <gni nome deve corrispondere a una
diocesi. "a l'a22inamento deve essere gradito al governo! alla &anta &ede e
all'interessato. Una specie di parole crociate a sc(ema li2ero. In questo gioco ecco
don Bosco giocare le sue carte per rimuovere reciproc(e diffiden3e! fugare sospetti!
proporre solu3ioni! ridurre le conseguen3e di errori politici,.
"a il lavoro di don Bosco non si limita a favorire l'intarsio delle assegna3ioni.
1lcuni giorni prima don Bosco aveva consegnato al card. 1ntonelli una lista di
nominativi per le sedi vacan'ti! e questa lista era poi passata nelle mani di Tonello! indi
a quelle... del Gicasoli... 'rova sicura ne c(e il Tonello scriveva# LIntanto (i" card.
Antone""i) mi comunic+ una nota c(e qui unisco... di persone a giudi3io della &. &ede
proponi2ili a &edi episcopali... Io (o ragione di ritenere! c(e la parte ditale nota
riguardante il 'iemonte sia stata suggerita dal sacerdote torinese don BoscoL,.
5ella nota consegnata dal cardinale al Tonello! al secondo posto figura il canonico
Gastaldi di Torino,.
Il .. fe22raio! in concistoro segreto! il 'apa annuncia 2en -7 nomine di %escovi in
Italia. ;on Bosco lascia Goma cinque giorni dopo. 5on potA c(e gioire di tali nomine
$ annota "otto $. &ulle sue proposte avevano convenuto sia la &anta &ede c(e il go$
verno di 0iren3e,.
Gli era di consola3ione l'affetto del santo 'adre! del card. 1ntonelli! di alti prelati
romani e dei numerosi vescovi da lui proposti c(e sentirono il dovere! una volta
consacrati e fatto il loro ingresso in diocesi! di ringra3iarlo portandosi all'<ratorio di
%aldocco. ;a 1osta! da &alu33o! da 1l2a! da "ilano vari presuli si mossero per
incontrarlo! al punto c(e $ scriveva don 1ngelo &avio al cav. <reglia il -9 giugno $ Lin
-:8
poc(i giorni a22iamo avuto nella casa dieci %escoviL,.
La #reccia di 1orta 1ia
L'ultimo contingente della guarnigione francese c(e aveva difeso Goma dagli ardori
gari2aldini e dai pretesti governativi s'im2arc+ a *ivitavecc(ia il -8 agosto -678. <ra
la citt eterna si trovava indifesa davanti alle truppe italiane c(e si addensavano sui
confini toscano$um2ri. L'ultimo difensore di Goma! 5apoleone III! era impegnato in
una guerra mortale con la 'russia! e aveva 2isogno di ogni suo soldato.
;al :8 agosto al . settem2re si com2attA la 2attaglia di &edan. I prussiani di von
"oltWe s2aragliarono il campo. Giunse la noti3ia c(e il -O settem2re lo stesso
5apoleone era caduto prigioniero! e c(e l'impero di 0rancia era stato sostituito dalla
Gepu22lica.
Il governo italiano impart l'ordine al generale *adorna di occupare Goma. Il La3io fu
occupato sen3a un colpo di fucile. 1nc(e per Goma! 'io IN voleva c(e fosse
accuratamente evitato ogni spargimento di sangue. ;esiderava soltanto c(e la violen3a
con cui gli toglievano la sua capitale fosse documenta2ile davanti a tutti i cattolici del
mondo. 'er questo fece c(iudere e interrare tutte le porte d'accesso.
Il generale *adorna attese alcuni giorni perc(A all'interno di Goma avvenissero
quelle solleva3ioni popolari, c(e avre22ero giustificato un suo intervento
pacificatore,. "a i Gomani se ne stettero tranquilli. 5essuna ri2ellione al 'apa!
nessun delirio per %ittorio Emanuele. E allora *adorna mise in a3ione i cannoni.
Il primo colpo fu sparato alle B!-B del .8 settem2re. 0u a22attuto un tratto di mura
presso 'orta 'ia! e per questa 2reccia, entrarono i 2ersaglieri. &ul cupolone di &.
'ietro 'io IN fece issare la 2andiera 2ianca di resa. ;opo pi) di mille anni la Goma pa$
pale cessava di esistere.
Il -. otto2re fu fatto il ple2iscito popolare,. 0u favorevole 4come sempre/. &ette
giorni dopo %ittorio Emanuele lo accettava! e annetteva Goma all'Italia. Il 'apa
dic(iar+ di considerarsi prigioniero,.
L'impressione nel mondo fu enorme. 'er numerosissimi nemici della *(iesa! e
anc(e per moltissimi preti! quella sem2r+ l'ultima 2attaglia. "a nella storia molte volte
i preti com2atterono l'ultima 2attaglia,! la persero! e la *(iesa continu+ a vivere. *a$
pit+ cos anc(e questa volta.
La questione dei %escovi continuava. 1lla &anta &ede ripugnava eleggere vescovi
c(e dovessero giurare fedelt al governo c(e aveva occupato Goma con la for3a. 'i)
ancora ripugnava c(e per entrare in possesso delle loro rendite! gli stessi vescovi
dovessero sottoporre la loro ele3ione al controllo del governo. "a lasciare numerose
diocesi sen3a %escovo era una tragedia.
L'ultima missione di don Bosco
5el giugno -67- il primo ministro Lan3a invit+ don Bosco a 0iren3e. 'art da
Torino il giorno .6. ;opo due colloqui! seguiti entram2i da sedute del *onsiglio dei
"inistri! don Bosco prosegu per Goma dove fu quasi immediatamente ricevuto dal
'apa.
Il 9 luglio don Bosco di ritorno a Torino. Il papa $ scrive "otto $ gli aveva dato
l'incarico di compilare una lista di sacerdoti eleggi2ili all'episcopato! o! se vogliamo!
di raccogliere informa3ioni sul conto di eventuali candidati. ;on Bosco! allora! per via
epistolare! si mise in contatto con vescovi! vicari generali e capitolari! singoli sacerdoti
del 'iemonte! della Liguria e di altre diocesi. &ul finire di agosto poi! radun+ presso la
villa della contessa Ga2riella *orsi! a 5i33a "onferrato! un certo numero di ecclesia$
stici. &i riprometteva di concordare le candidature c(e avre22e segnalato alla &anta
&ede,.
Il .- agosto 'io IN invi+ una lettera personale a %ittorio Emanuele Il! in cui lo
informava c(e avre22e nominato entro 2reve tempo nuovi vescovi per le diocesi
vacanti. Il re era a caccia in %alsavaranc(e! e il card. 1ntonelli fece giungere la lettera
del 'apa all'incaricato di affari della &anta &ede in Torino! a2ate Tortone! con l'invito
-:-
a concertare con don Bosco il modo pi) spedito e conveniente perc(A il foglio
medesimo giungesse con sicure33a nelle mani dell'alto 'ersonaggio,.
La lettera del 'apa fu nelle mani del re il :- agosto! e questi la trasmise al primo
ministro Lan3a. 'er evitare di trovarsi davanti a liste non concordate,! Lan3a
telegraf+ urgentemente al 'refetto di Torino# &e &acerdote don Bosco si trova cost!
lo c(iami a sA e lo preg(i di recarsi al pi) presto a 0iren3e per conferire con me sopra
affare a lui noto. 1ttendo risposta $ G. Lan3a,.
;on Bosco stava presiedendo gli Eserci3i &pirituali dei &alesiani a Lan3o Torinese.
;on Berto! suo segretario! depose sotto giuramento al processo di canoni33a3ione#
"i invit+... ad accompagnarlo dal 'refetto di Torino... Tornato dall'udien3a del
'refetto mi disse# $ &ai di c(e cosa si trattaD Il 'residente del ministero Lan3a mi
c(iama a 0iren3e... per trattare delle nomine dei %escovi delle diocesi vacanti d'Italia...
'io IN mi (a espressamente comandato di trattare! e di preparargli una lista di
&oggetti! c(e paressero opportuni. %eramente mi rincresce un poco partire questa sera
stessa... irientre noi do22iamo cominciare gli Eserci3i &pirituali! e i ;irettori delle
varie case ne furono gi avvisati. "a il 2ene della *(iesa va messo innan3i a tutto!
anc(e a quello della nostra *ongrega3ione. 'artir+ stasera col treno delle sette!
viagger+ tutta la notte! e domani mi trover+ a 0iren3e al ministero,.
Una riga c!e vale dieci anni di amarezze
;a quanto ci dato presumere! il presidente del consiglio dovette pregare don
Bosco perc(A facesse pressioni sugli organi vaticani onde le ele3ioni episcopali
cadessero su ecclesiastici moderati. 4.../ ;on Bosco con sA aveva sicuramente la lista
dei nomi dei sacerdoti sui quali aveva raccolto ottime referen3e.4.../ 1vuta as$
sicura3ione circa la disponi2ilit governativa! don Bosco raggiunse direttamente
Goma. 4.../0u ricevuto in udien3a dal 'ontefice e dal *ard. &egretario di &tato. Gifer
loro del risultato del suo colloquio fiorentino con il 'residente del consiglio...
1ssicurano le Memorie 0io&ra(ic'e c(e don Bosco sottopose all'atten3ione del 'apa
una lista di nomi e c(e con lui fiss+ le sedi cui inviare ciascun neo$eletto.4.../
L'arc(ivio segreto vaticano ci (a restituiti intatti 9 pre3iosi fogli autografi di don
Bosco. %i si legge# L'onderate 2ene le cose davanti al &ignore! dopo aver fatto
particolari preg(iere mi sem2ra si possano proporre come modelli di vita pastorale# -.
Bottino Gio. Battista Teologo can.co della "etropolitana... .. 0issore *elestino...
4seguono a"tri 6 nomi, )oi) "onsignor Gastaldi! vescovi di &alu33o! dai 2uoni
desiderato a Torino per la sua scien3a e piet...L, 4"otto/. 4*on quest'ultima riga don
Bosco non sapeva di c(iedere per sA dieci anni di amare33e. Eppure aveva fatto
particolari preg(iere,.../.
Il -: settem2re don Bosco era di ritorno a Torino.
Il .7 otto2re il 'apa nomin+ 9- vescovi italiani! fra i quali Loren3o Gastaldi per
Torino e *elestino 0issore per %ercelli.
5ella sua #ronaca, don Berto afferma# Tutte le ele3ioni c(e si fecero dei vescovi
del 'iemonte dal -6CC al -67. si pu+ dire c(e furono tutti individui proposti da don
Bosco a Goma appena fatta qualc(e ecce3ione,.
0rancesco "otto osserva c(e questa afferma3ione inesatta per difetto. Innan3itutto
don Bosco venne pure interpellato per sedi non piemontesi! anc(e al di l del Ticino!
oltre il 'o e al di sotto dell'1rno,. In secondo luogo! i documenti ritrovati provano c(e
don Bosco influ sulla nomina di vescovi fino al -66B! per diocesi italiane e
sudamericane.
"otto c(iude il suo studio con una punta polemico$umoristica. 1lcuni studenti
salesiani di teologia del lontano -=B: 4tra cui si distinse poi qualc(e non mediocre
storico/ contestarono a don *eria! ultimo estensore delle Memorie 0io&ra(ic'e, la
storicit dell'intervento di don Bosco sulla nomina dei vescovi.
E22ene $ conclude "otto $ alla luce dei risultati della nostra ricerca l'o2ie3ione
non (a pi) ragion d'essere... 5on si pu+ non rimanere piacevolmente sorpresi di fronte
alla sostan3iale attendi2ilit storica di quanto i compilatori 4delle Memorie 0io&ra-
(ic'e) (anno saputo ricostruire circa l'argomento oggetto della nostra indagine... 5on
-:.
solo non (anno asserito il falso... "a il vero da loro raccontato o ipoti33ato
effettivamente riduttivo della consisten3a della pagina di politica ecclesiastica c(e don
Bosco (a scritto nella concitatissima seconda met del secolo NIN,.
)ieci anni di amarezze
Intanto a Torino! tra il nuovo 1rcivescovo e don Bosco 4fino a quel momento amici
fraterni/! era scoppiata una dolorosissima e lunga incomprensione. ;al -67- al -66: si
arriv+ fino alla sospensione di don Bosco dalla facolt di confessare e a un processo
criminale intentato da Gastaldi contro di lui presso la &anta &ede. I motivi della
faccenda delicata e intricata possono essere ristretti a tre.
;on Bosco credette di avere in Gastaldi 4c(e aveva segnalato a 'io IN come
desiderato a Torino,/ un amico e protettore, della sua nascente *ongrega3ione.
L'1rcivescovo vide invece in certi suggerimenti e ric(ieste dell'amico un attentato alla
sua unica e suprema autorit,. 5on voglio fare a Torino il vicario di don BoscoJ,
disse seccamente al teologo Belasio nel -67C. 0u un eccellente organi33atore della sua
diocesi! ma nella sua marcata suscetti2ilit non volle addosso nemmeno l'om2ra di
un'eminen*a &ri&ia.
Era inoltre seriamente preoccupato della indisciplina, c(e notava nella
*ongrega3ione &alesiana nascente. %edere i c(ierici in veste nera giocare nei cortili
polverosi coi raga33i! non vedere un novi3iato regolare nA corsi di studi severi e
regolarissimi! lo riempiva di ansiet. Egli c(e aveva trasformato il suo seminario in un
quasi$monastero! era disgustato dal fervore vulcanico dell'<ratono e della &ociet
&alesiana! c('era tenuta saldamente in pugno da don Bosco! ma c(e a estranei poteva
apparire un complesso clamoroso e caotico di for3e disorgani33ate, 4'. &tella/.
La questione pi) lacerante fu poi la pu22lica3ione in Torino 4dal -677/ di alcuni
volumetti anonimi contro Gastaldi. 'er imprudenti parole di un eQ$gesuita! padre
'ellicani! don Bosco fu creduto dall'1rcivescovo autore dei li2retti e citato in processo
criminale presso la &anta &ede. Leone NIII intervenne di persona a 2loccare il
processo e a dettare una concordia,. In parole povere! don Bosco doveva domandare
perdono all'1rcivescovo! e questi concedere il perdono. Implicitamente! don Bosco
doveva riconoscersi autore dei li2retti infamanti. ;on Bosco o22ed con una ri$
pugnan3a infinita. &olo in una lettera segreta alla &anta &ede! nell'otto2re -6=B 4sette
anni dopo la morte di don Bosco/! il prete diocesano Giovanni Turc(i ricono22e se
stesso e il gesuita padre Ballerini come autori dei volumetti anonimi 4s2loccando tra
l'altro lo svolgimento della 2eatifica3ione di don Bosco! ferma davanti a quei li2retti/.
(2. )on Bosco moltiplicatore
=rancesco e le %:: pagnotte
0rancesco ;alma33o era un raga33ino di famiglia 2enestante. 1 -B anni! da *avour!
l'avevano mandato a frequentare le scuole di 'inerolo. I voti erano ottimi. 5ella scuola
lesse alcuni fascicoli delle ?etture #atto"ic'e scritte da don Bosco! e domand+ affasci$
nato c(i fosse quel prete. Gli risposero c(e aveva fondato a Torino un ospi3io per
giovanetti. 1llora decise di andarci anc(e lui.
Entrai come alunno nell'<ratorio il .. otto2re -6C8,. &ent parlare di don Bosco
come di un santo! c(e faceva cose straordinarie e miracolose,.
"a se c'era una cosa non miracolosa! all'<ratorio! era il ci2o. ;opo poc(i giorni...!
assuefatto a casa mia ad un vivere delicato! non potevo adattarmi al vitto troppo
modesto... @uindi scrissi a mia madre c(e venisse a riprendermi! perc(A volevo
assolutamente tornare a casa. Il mattino destinato per la parten3a! desideravo
confessarmi ancora una volta da don Bosco. 1ndai in coro ove egli confessava in
me33o ad una accolta di giovani! c(e lo circondavano da ogni parte... ;opo la &.
"essa a ciascuno dei giovani veniva distri2uita per cola3ione una pagnottella,.
'er tre volte! mentre attende di confessarsi e mentre si confessa! 0rancesco vede
-::
arrivare due gar3oni incaricati della distri2u3ione del pane. Interrompono don Bosco
c(e confessa! e dicono e ripetono e c(e pane non ce n'! c(e il panettiere non ne vuol
pi) dare perc(A nessuno lo paga. 1lla fine don Bosco dice ai gar3oni di mettere le
pagnotte disponi2ili in un canestro! c(e lui stesso le avre22e distri2uite alla porta.
Innan3i alla soglia stava gi il canestro $ racconta 0rancesco $. Io allora! riandando
nella mente i fatti miracolosi uditi sul conto di don Bosco! lo precedetti... Uscendo
incontrai la madre mia venuta a prendermi... Le feci cenno di aspettare un momento e
soggiunsi#
$ "amma! prima voglio vedere una cosa e poi vengo su2ito $. E la mamma si ritir+
sotto i portici $. Io presi una pagnotta per primo e intanto guardai nel cesto e vidi c(e
conteneva una quindicina di pani o una ventina al pi). @uindi mi collocai inosservato
proprio dietro a don Bosco... con tanto di occ(i aperti. ;on Bosco intanto si era
accinto a fare la distri2u3ione del pane. I giovani gli sfilavano davanti...! mentre a
ciascuno egli diceva una parola o dispensava un sorriso.
Tutti gli alunni! circa quattrocento! ricevettero il loro pane. 0inita la distri2u3ione io
volli di 2el nuovo esaminare la cesta del pane! e con mia grande ammira3ione costatai
essere rimasta nel canestro la stessa quantit di pane! quanta ne era prima! sen3a c(e
fosse stato recato altro pane o mutato il cesto. Io restai s2alordito! e corsi diffilato
presso a mia madre! la quale replicava# $ %ieniJ $. E io sen3'altro le risposi# $ 5on
vengo pi)H non voglio pi) andar viaH resto qui...$. @uindi le raccontai quello c(e avevo
veduto cogli stessi miei occ(i! dicendole# $ 5on possi2ile c(e io a22andoni una casa
cos 2enedetta ed un sant'uomo come ;on Bosco.
E fu questa la sola cagione c(e mi indusse a restare nell'<ratono e in seguito ad
aggregarmi tra i suoi figliuoli, 4"B C!77Css/.
0rancesco ;alma33o divenne salesiano! prete! fu per otto anni direttore del collegio
di %alsalice! e per sette 'rocuratore generale dei &alesiani presso la &anta &ede a
Goma.
;ai primi salesiani! ai quali raccontava s2alordito la moltiplica3ione, a cui aveva
assistito! sent raccontare altre moltiplica3ioni prodigiose, operate da don Bosco.
omunione e castagne cotte per 3:: ragazzi
Giuseppe Bu33etti gli raccont+ c(e nel -696! durante una festa solenne! al momento
di distri2uire la *omunione a trecento raga33i! don Bosco si accorse c(e nella pisside
c'erano otto o nove ostie soltanto. Giuseppe serviva "essa! e quando don Bosco co$
minci+ a distri2uire l'Eucaristia si mise a sudare! perc(A vedeva crescere le ostie sotto
le mani di don Bosco! finc(A 2astarono per tutti.
Lo stesso Bu33etti gli raccont+ c(e l'anno dopo! nel giorno dei morti! don Bosco
torn+ dalla visita al cimitero con trecento giovani affamati a cui aveva promesso le
castagne cotte. "amma "arg(erita ne aveva preparato solo una piccola pentola! ma
don Bosco si mise a distri2uirle lo stesso a grandi mestolate. 1nc(e quella volta
Giuseppe! l accanto! sudava freddo! perc(A la pentola non si svuotava mai. 1lla fine i
giovani erano cos pieni di meraviglia c(e molti stavano l! con le castagne calde in
mano! a guardare quella pentola magica, da cui don Bosco pescava allegramente.
)on Bosco moltiplicava' )io anc!e
'erc(A ;io fece di don Bosco un santo moltiplicatore,D "i provo a rispondere.
Il prete di %aldocco con un amore grande per ;io e per i suoi raga33i! anno dopo
anno moltiplicava tutto# il suo lavoro! i la2oratori! le c(iese! il numero dei raga33i e
degli orfani ospitati.
'ietro &tella! anali33ando il registro 1nagrafe, (a calcolato il numero dei giovani
accettati da don Bosco! e tra essi il numero degli orfani. Ecco i dati#
-6B9! := ospitati 46 orfani/H -6BB! 6: ospitati 4-= orfani/H -6BC! =8 ospitati 4.B
orfani/H -6B7! --C ospitati 498 orfani/H -6B6! --: ospitati 4:. orfani/H -6B=! -69
ospitati 499 orfani/H -6C8! :BB ospitati 469 orfani/H -6C-! .== ospitati 4C= orfani/H
-6C.! :.6 ospitati 478 orfani/H -6C:! :C8 ospitati 46: orfani/H -6C9! .B7 ospitati 47=
-:9
orfani/H -6CB! :B6 ospitati 4--= orfani/H -6CC! 9-8 ospitati 4-96 orfani/! -6C7! 9-.
ospitati 4-.9 orfani/H -6C6! :CC ospitati 4=6 orfani/H -6C=! :7B ospitati 4-8= orfani/ 4&T
:!99- ss/.
I raga33i ricoverati! negli ultimi anni di don Bosco! sorpasseranno gli 688! e gli
orfani tocc(eranno i .B8. *ifre aride! ma eloquenti. ;on Bosco moltiplicava! e ;io
non si lasciava vincere in generosit. Gicam2iava don Bosco della stessa moneta#
moltiplicava anc(e lui. 'oc(e volte le castagne e le pagnotte! ma sempre il denaro
4facendoglielo sudare/ e le persone pronte a dargli una mano e la vita.
I raga33i sani e puliti c(e dissero a don Bosco vogliamo restare con lei, non
furono soltanto i leggendari Bu33etti! Gua! *agliero! 0rancesia! Bonetti. 0urono anc(e
tanti altri! oggi quasi sconosciuti! dimenticatiH degni invece di essere ricordati come le
pietre vive con cui don Bosco potA costruire un pe33o non indifferente del Gegno di
;io.
3nni di crisi nera
5el -6CB! quasi all'improvviso! la capitale d'Italia fu trasportata da Torino a 0iren3e.
Torino si trov+ di colpo pi) povera. ;on Bosco fu sorpreso dall'avvenimento mentre
costruiva la *(iesa di "aria 1usiliatrice 4ne parlo nel capo seguente/! e vide diminuire
il numero dei 2enefattori.
1ltri avvenimenti aggravarono in quegli anni la crisi finan3iaria non solo di Torino
ma di tutta l'Italia! fino a renderla una crisi nera,. Il ministro delle 0inan3e! conte
Bastogi! aveva deciso nel mar3o -6C- 4e non ne poteva fare a meno/ c(e l'Italia si
accollava il de2ito pu22lico di tutti gli antic(i stati. 1 conti fatti! il de2ito pu22lico
risult+ di ..999 milioni. 5ei cinque anni -6C-$CB il deficit del nuovo &tato risult+ di
..-79 milioni 4B mila miliardi del -=6C/. La situa3ione del Tesoro era disperata 4cf
*L<UGI! &&ss/.
I 2eni degli ordini religiosi e della *(iesa confiscati in tutte le regioni d'Italia
4compreso il La3io e la citt di Goma! nonostante le garan3ie c(e mai, si sare22e
fatto un passo simile/ dovevano fruttare allo &tato -.788 milioni 49 mila miliardi del
-=6C/. 0inirono invece per ingrossare i possedimenti dei grandi proprietari e di un
gruppo di astuti speculatori. Lo denunci+ in 'arlamento &idneU &onnino 4futuro
ministro degli Esteri/ dopo un'indagine ufficiale 4*L<UGI! CB/.
'er mettere un argine al 2ilancio fallimentare! lo &tato 4dopo aver venduto i 2eni del
demanio e le ferrovie pu22lic(e/ dovette varare nel -6C6 l'iniqua legge sul
macinato,! cio sulla macina3ione di grano! granturco! cereali e castagne secc(e. ;ue
lire ogni quintale di grano macinato. Era la tassa sulla fame,! c(e colpiva i pi)
poveri! quelli c(e vivevano di pane e di polenta. 'erc(A nessuno sfuggisse, furono
applicati i contatori alle macine dei mulini. In tutta l'Italia ci furono scioperi operai!
tumulti contadini! l'esercito fu mandato a sparare sui rivoltosi,. .B7 morti! -8==
feriti! :766 arresti. La gente gridava %iva 'io INJ, %iva 0rancesco IlJ,.
5ello stesso tempo 4con pessimo gusto/ i giornali descrivevano il matrimonio 4.6
gennaio -6C6/ dei principi Um2erto e "arg(erita e i favolosi festeggiamenti.
;escrivevano l'a2ito da sposa con lo strascico lungo m. .!78! e il gioiello d'oro e
diamanti 4.B grammi di peso/ regalato dal sindaco di 0iren3e alla principessa. @ualc(e
giornale sacrilego, proponeva il pro2lema# quanti quintali di macinato occorrevano
per pagare quel gioiello e le feste della capitale 0iren3e! costate 688 mila lireD
;assa sul pane anc!e a 5aldocco
Il pane 4c(e per .8 anni era costato sui :8 centesimi al c(ilo/! in seguito alla tassa
2al3+ a 98$9- centesimi. 'er don Bosco! i raga33i del quale consumavano in media un
c(ilo di pane al giorno! fu una tegola pesante. La nota del panettiere "agra pass+ dalle
B mila lire mensili alle 6 mila 4&T :!.87/. 'i) volte don Bosco scrisse al ministro
piemontese @uintino &ella 4ideatore della famigerata tassa/ per ottenere la dispensa sul
macinato per i suoi raga33i. L'esito fu sempre negativo.
;on Bosco decise di fare qualc(e risparmio impiantando un forno all'interno
-:B
dell'<ratorio. Il : novem2re -6C6 entr+ a %aldocco Giovanni <rsello! di "ont d'1l2a
4gente onesta/# il primo panettiere. 5onostante il rientro delle spese di cottura! la tassa
sul macinato pes+ su %aldocco! su "ira2ello 4il piccolo seminario aperto nel -6C:/ e
su Lan3o 4il collegio aperto nel -6C9/ per -. mila lire l'anno 4cf &T :!696/.
Le pensioni dei raga33i! intorno al -6C6! sono fissate teoricamente ad un massimo di
L..9 mensili. "a il contemporaneo '. Baricco scrive# Tra gli studenti sono ammessi i
giovani c(e (anno compiuto le elementari e sono di 2uona condotta# essi o sono
accettati gratuitamente 4e sono i pi)/ o col pagamento di una pensione da L.B a L..9
mensili. Tra gli artigiani sono ammessi giovani a -. anni! orfani di padre e di madre e
a22andonati! e tutti gratuitamente, 4*it. &T :!.86/.
Il refettorio il grande stan3one sotterraneo scavato sotto la c(iesa di &an 0rancesco di
&ales. &tudenti e artigiani scendono a turni diversi.
Una "ontana c!e #utti mareng!i
;on Bosco (a 2isogno di soldi. 'er la c(ies di "aria 1usiliatrice! per le 2occ(e dei
raga33i di %aldocco! "ira2ello e Lan3o! per i loro li2ri e i loro vestiti! per i la2oratori
c(e ingrandisce e moderni33a sempre pi)! per moltiplicare le case e gli oratori per
raga33i poveri. ;ice a don *ostamagna indicando la fontana del cortile# 1vrei
2isogno c(e 2uttasse mareng(i,. <rgani33a lotterieH esaspera i suoi amici c(iedendo
sempre qualc(e lira in pi)! qualc(e 2iglietto da mille in pi). 1 controllare la sua
corrisponden3a! le sue carte! si dire22e un uomo assetato di soldi,. 'er c(i viveva
con lui! o soltanto lo avvicinava con impegno! questa impressione risultava invece
falsa.
&crive il Biffi! dopo aver sondato lo stato finan3iario dell'<ratorio nel -6C7# &i
dire22e c(e quel da22en uomo del sacerdote Bosco rifugga da tutto ci+ c(e la scien3a
(inan*iaria) odierna suggerisce. 1 lui pare c(e 2asti compiere il 2ene e con pia
inten3ione! incaricandosi la 'rovviden3a di far germogliare la 2uona semente! farla
crescere e portar frutto. 1llorc(A si parlava di risultati statistici! di distin3ioni da fare!
di precau3ioni! di ordinamenti! egli rispondeva con un sorriso! nel quale
lampeggiavano la sorpresa! l'incredulit e la compassione... 1l prete Bosco 2asta poter
tirare avanti con quella sua immensa famiglia, 4*it. &T :!:C=/.
L'unica parola c(e Biffi s2aglia da22en uomo,. ;on Bosco tutto! fuorc(A un
approssimativo! un ingenuo! un leggermente svanito. Lo dimostrano i fatti. In quello
stesso anno l'Istituto degli 1rtigianelli! legalmente riconosciuto! con tutti i dati in
colonna! (a sopra di sA il non grato peso di .B8 mila lire di de2ito, 4circa me33o
miliardo del -=6C/ (ib. :78/. La $ociet+ di )atronato )ei &iovani da" carcere, retta dal
consigliere di &tato e autorevole economista Ilarione 'etitti di Goreto! deve c(iudere
perc(A il 2ilancio fortemente passivo.
Il cristiano Giovanni Bosco tira avanti il suo 2arcone a pelo d'acqua! ma non va a
fondo! perc(A fa fruttificare faticosamente i talenti datigli da ;io! con tutte le cautele e
tutto il sacrificio necessari.
Le gocce di sudore nel piatto
Egli ama concretamente il prossimo tur2olento c(e ;io ammassa nelle sue case! e
lavora ogni giorno fino allo sfinimento maneggiando per questo prossimo il torturante
me33o della 2eneficien3a.
"entre la marc(esa di Barolo finan3iava le proprie istitu3ioni con le rendite
programmate delle sue tenute! don Bosco sollecita ogni giorno la li2eralit privata e
pu22lica! moltiplica scuole! la2oratori! attivit editoriali con la ricerca pa3iente!
tenace! da formica la2oriosa! di ogni sussidio possi2ile.
*onverte in pane e in edifici! in vestiti e in attre33ature le somme racimolate. $ %ende
sistematicamente i 2eni immo2ili c(e gli vengono donati. 1llarga sempre pi) la
cerc(ia del suo amore concreto ai giovani! trasforma il lavoro suo e dei suoi silen3iosi
colla2oratori in ospi3i! oratori! missioni. "isura giorno per giorno il suo amor di ;io a
metri quadri di tetti messi sulla testa degli orfani! pi) c(e a decine di rosario.
-:C
0u una fatica immane! un cilicio torturante come quello dei pi) austeri monaci
dell'antic(it. Gimettere in moto la rugginosa macc(ina di una lotteria gli costava
molto pi) c(e una quaresima a pane e acqua. Incontrare decine di amici! e tendere a
tutti la mano come un mendicante! era una via crucis a sta3ioni infinite. *(i (a visto in
tutto questo un'attivit trionfale,! a me sem2ra un presuntuoso c(iacc(ierone.
@uando l'economo don Gua! mentre lui mangiava un piatto di minestra! gli sussurr+
c(e era in protesto una cam2iale di 98 mila lire 4circa -88 milioni di oggi/ c(e
2isognava saldare con assoluta urgen3a! don *agliero li accanto lo vide sudare. Era il
mese di gennaio! il refettorio non aveva riscaldamento! e gli cadevano nel piatto gocce
di sudore, 4"B --!.-./.
Il torturante cilicio del cristiano Giovanni Bosco! portato per amore dei suoi piccoli
fratelli! fu 2enedetto da ;io! c(e gli fece crescere sotto le mani pre3iosi frutti# una
stagione di voca3ioni religiose e sacerdotali luminosissima! irripeti2ile. I pani e i pesci
moltiplicati miracolosamente! affollati su una 2arca c(e minacciava sempre di
affondare! ma non affond+ mai.
(6. La !iesa nel campo dei sogni
;eneva d'occ!io il campo seminato a granturco
5el sogno fatto nella notte del -. otto2re -699! quando l'<ratono stava
cominciando le sue migra3ioni! la &ignora gli aveva indicato un campo seminato a
granturco e patate,! e don Bosco aveva visto una c(iesa alta e stupenda,! tra un
numero di agnelli grandissimo, 4vedi pp. --8$---/.
'assarono -6 anni e don Bosco aveva sempre tenuto d'occ(io quel campo c(e si
estendeva oltre il muro di cinta del suo <ratorio.
Una sera del dicem2re -6C.! 'aolino 1l2era 4un giovane salesiano di -7 anni/ si sent
confidare da don Bosco# Io confessato tanto e... quasi non so c(e cosa a22ia detto o
fatto... "i preoccupava un'idea. 'ensavo# La nostra c(iesa troppo piccolaH i giovani
vi stanno addossati l'uno all'altro. @uindi ne fa22ric(eremo un'altra pi) 2ella! pi)
grande! c(e sia magnifica. Le daremo il titolo# *(iesa di "aria &&. 1usiliatrice. Io non
(o un soldo! non so dove prendere il denaro! ma ci+ non importa. &e ;io lo vuole si
far, 4"B 7!::: s/.
Giovanni *agliero ricordava c(e nello stesso -6C. don Bosco gli aveva confidato c(e
meditava l'ere3ione di una c(iesa grandiosa e degna della %ergine &&. &oggiungeva#
$ I tempi corrono cos tristi c(e a22iamo 2isogno c(e la %ergine &&. ci aiuti a
conservare e difendere la fede cristiana. E sai tu un altro perc(AD
$ *redo $ risposi io $ c(e sar la *(iesa "adre della nostra futura *ongrega3ione! ed il
centro dal quale emaneranno tutte le altre opere nostre a favore della giovent).
$ Iai indovinato! mi disse# "aria &&. la fondatrice e sar la sostenitrice delle nostre
opere, 4"B 7!::9/.
Un particolare sconcertante# in quel -6C. don Bosco non possedeva nemmeno il
campo seminato a granturco e patate,. "a lo compr+ nel -6C: con quattromila lire
arrivate all'improvviso. ;on Bosco lo fece su2ito cintare di assi! preg+ l'ingegnere
1ntonio &pe3ia di studiare il progetto! e con il fascio di disegni si present+ alle
autorit municipali per avere il permesso di edificare.
;opo aver esaminato a fondo il progetto! gli dissero c(e tutto andava 2ene. *i+ c(e
non piaceva era il titolo# Maria Aiuto dei #ristiani. In quel tempo faceva storcere il
naso. Il capo degli arc(itetti municipali sugger# 5on potre22e c(iamare la sua c(iesa
del *armine! del Gosario! della 'aceD... La "adonna ne (a tanti di titoliJ,. ;on Bosco
sorrise. Invocare la "adonna perc(A aiutasse tutti ad essere veri cristiani! in quel
tempo in cui i ricc(i sfruttavano tranquillamente i poveri! i li2eri pensatori,
dic(iaravano c(e il *ristianesimo era finito! lo &tato c(iudeva le case dei religiosi e
s'impossessava delle loro propriet! poteva distur2are. Gispose c(e dal collegio degli
arc(itetti aspettava l'approva3ione delle fondamenta! dei muri! del tetto. &ul titolo
magari ci avre22e ripensato. 5on ci ripens+. Lo lasci+ cos! e il progetto fu approvato
-:7
definitivamente nel -6C9 4"B 7!9CCss/.
Bisogna lasciar "are ,ualcosa alla 1rovvidenza
1vuta l'approva3ione di massima per il progetto! don Bosco c(iam+ il giovane
economo della *ongrega3ione! don 1ngelo &avio! e gli disse c(e poteva far ini3iare gli
scavi.
$ "a don Bosco! come far+D $ gli rispose preso dal panico il giovane prete $. &i tratta
di una c(iesa molto grande e molto costosa. &tamane non avevamo in casa di c(e
pagare le lettere spedite alla posta.
E don Bosco#
7 @uando mai a22iamo cominciato un'opera avendo gi i denari prontiD Bisogna 2ene
lasciar fare qualcosa alla ;ivina 'rovviden3aJ 4"B 7!978/.
*ome impresario e capomastro della grande c(iesa! don Bosco c(iam+ *arlo Bu33etti!
il raga33o accolto da don Bosco nei primi giorni dell'<ratorio! insieme a Bartolomeo
Garelli. &olo lui! c(e aveva visto crescere tutto dal nulla! poteva fidarsi di don Bosco.
@uando quello strano prete! come primo acconto! gli rovesci+ nelle mani il 2orsellino
e ne uscirono otto miseri soldi di rame (duemi"a "ire de" 1<86), solo lui potA credere
alle parole c(e accompagnarono quei centesimi# &tai tranquillo. La "adonna penser
a far arrivare il denaro conveniente per la sua c(iesa. Io non ne sar+ c(e il cassiere,
4"B 7!CB./.
La "adonna ci pens+ davvero. "a per farlo arrivare si serv di molte gra3ie e di tutto
il sudore di don Bosco.
5ell'estate e nell'autunno -6C: furono compiuti i lavori di scavo. 5ell'inverno furono
trasportati .8 mila quintali di pietre da Borgone di &usa. 'er avere il trasporto gratuito
in ferrovia! don Bosco si rivolse a Bartolomeo Bona! gi colla2oratore del conte
*avour nelle costru3ioni ferroviarie.
L'inaspettata crisi "inanziaria
5el settem2re -6C9 i muratori lavoravano gi al 2asamento dell'edificio. "a in
quell'autunno 4avvenimento assolutamente imprevisto/ l'ori33onte finan3iario del
regno d'Italia cominci+ ad oscurarsi,. &crive 'ietro &tella# La tanto decantata
a22ondan3a di giacimenti metalliferi in tutte le plag(e della penisola si rivelava pura
fantasia. Una lunga serie di decreti ministeriali annull+! per rinuncia degli
imprenditori! le numerose concessioni accordate negli anni precedenti per la ricerca e
coltiva3ione di miniere di ferro! rame! piom2o! argento... La moneta pregiata cominci+
a rarefarsi! diminu la disponi2ilit di risparmi, 4&T :!--8/.
1 distan3a di poc(i mesi arriv+ la tegola del trasferimento della capitale da Torino a
0iren3e 4aprile -6CB/. 5on solo diminuirono i 2enefattori! ma il 2arone Gicci del
0erres c(iese la restitu3ione di un prestito di L..888 fatto l'anno precedente. ;on
Bosco c(iese aiuto a don Gua! allora direttore a "ira2ello. 1 don ;omenico 'estario!
prete di "ornese! c(iese addirittura un prestito di L.B888 per far fronte alle necessit
urgentissime. <ltre alla costru3ione! le spese di 988 persone ospitate a %aldocco si
facevano sentire.
*ome nei casi di massima strette33a! don Bosco lanci+ una nuova lotteria# -C7.=.6
2iglietti a me33a lira ciascuno. "a la situa3ione economica non accennava a
migliorare! e i 2iglietti della lotteria sono diventati molto pigri,! scriveva 4"B
6!:BC/.
'er for3are al massimo la raccolta di denaro e non interrompere i lavori di
costru3ione! nella primavera del -6CC mand+ a Goma il salesiano laico 0ederico
<reglia! amico di molti no2ili romani. Gli scriveva nel maggio# Io desidererei! e! se
fosse o22ediente! le comanderei di non venire a Torino! finc(A non a22ia in saccoccia
diecimila franc(i! essendo questo il 2isogno per continuare con un po' di energia i
lavori della c(iesa, 4*it. &T :!--:/.
@gni pietra' una grazia
-:6
'ollone mand+ per ora -B8 franc(i per essere "a a 0ederico <reglia! don Bosco scrive anc(e
altre parole#
La settimana scorsa potemmo raccogliere duemila franc(i! ma tutta questua della
"adonna... Il conte li2erato! previa novena! da un malore c(e l'aveva portato sull'orlo
della tom2a.
La duc(essa "el3i di "ilano mand+ franc(i B88 perc(A sua nuora dopo una serie
d'incomodi c(e la ridussero a pessimo stato di salute! con una novena a "aria
1usiliatrice pose fine a tutti i suoi mali.
1ltre offerte per simili motivi vennero da *(ieri! da 1sti! da *uneo! da &alu33o! da
"ilano! da "on3a! da %ene3ia. *on questi me33i! in me33o alle gravi strette33e in cui
ci troviamo! possiamo andare avanti, 4-. maggio -6CCH "B 6!:BC/.
La lotteria venne c(iusa il -O aprile -6C7. "a continu+ l'onda di offerte piccole e
grandi! per le gra3ie attri2uite alla "adonna di don Bosco,. 5el giugno di quell'anno
scriveva ancora all'<reglia# 5on pu+ immaginarsi le meraviglie! c(e noi vediamo
ogni giorno operarsi da "aria &&. 1usiliatrice. La settimana scorsa in piccole offerte
fatte per gra3ie ricevute! vennero registrati tremilaottocento franc(i, 4&T :!--C/.
La fiducia della gente nella "adonna fu pi) tenace della depressione economica.
@uelle gra3ie! a volte strepitose! si verificavano ogni giorno! e lasciavano lo stesso
don Bosco sorpreso e quasi sgomento $ scrive 'ietro Brocardo $! tanto c(e sent il
2isogno di consultarsi con mons. Bertagna! il quale in una pre3iosa testimonian3a del
'rocesso <rdinario fa questa afferma3ione# L*redo c(e don Bosco avesse il dono
soprannaturale di guarire infermi. @uesto l'(o sentito da lui medesimo in occasione
c(e eravamo am2edue agli Eserci3i &pirituali nel &antuario di &. Igna3io sopra Lan3o
e me lo diceva per avere consiglio a continuare a 2enedire gli ammalati colle immagini
di "aria 1usiliatrice e del &alvatore! poic(A diceva! si levava un cotal rumore per le
molte guarigioni c(e succedevano e c(e avevano l'aria di prodigiose! in seguito a
cotali 2enedi3ioni da lui impartite. Ed io ritengo c(e don Bosco dicesse il vero. Bene o
male io (o creduto di consigliare don Bosco a proseguire le sue 2enedi3ioniL,
4BG<*1G;<! !on 0osco )ro(ondamente uomo, )ro(ondamente santo, L1& -=6B! p.
-../.
Il grandioso santuario di "aria 1iuto dei *ristiani fu consacrato il = giugno -6C6. Era
costato 6=8.888 lire 4due miliardi circa del -=6C/. @uando l'1rcivescovo sali l'altare
per la prima "essa c'erano -.88 giovani c(e l'affollavano. ;on Bosco si guard+ in$
torno e disse# <gni pietra di questa c(iesa una gra3ia della "adonna, 4"B -6!::6$
=!.8-/.
(8. La so""erenza di due #am#ine
)ue denti per la Madonna
La voce di gra3ie, piccole e grandi c(e la "adonna concedeva per le mani di don
Bosco si diffuse rapidamente durante la costru3ione del &antuario di "aria
1usiliatrice! e non si ferm+ pi).
Giporto la testimonian3a sconosciuta di una di queste gra3ie,. F> scritta da una
povera portinaia! con particolari a volte grossolani e poco gentili,. "a proprio per
questo mi sem2ra pre3iosa. F specialmente a questa povera gente c(e don Bosco
portava l'aiuto della "adonna.
'overa raga33a! ero affetta da otto anni di due grosse fistole dentarie. La 2uona
mamma fece di tutto per vedermi guarita! ma inutilmente# 2en sette dottori! c(e videro
lo stato gi cancrenoso sulla mia faccia! dissero c(e non v'era pi) nulla da fare. 5on
posso descrivere quanto soffrivoJ Una notte! per l'eccesso del male! andai sul 2alcone
per mettere la faccia sulla ring(iera! invocando un momento di sollievo.
Il pap e la cara mamma! visto il caso disperato! dissero#
$ 5on vi pi) altro scampo c(e andar a %aldocco e vedere don Bosco.
-:=
La mattina! appena giorno! la mamma e la signora ;el Bosco mi condussero al
&antuario di "aria 1usiliatrice. 'er gli eccessivi dolori c(e rispondevano al cervello!
io non feci altro c(e gridare! non solo per la strada ma anc(e nel traversare la c(iesa!
con distur2o di quanti vi erano! i quali! forse! mi avranno creduto indemoniata.
5ella prima sacrestia trovammo don Bosco c(e confessava un sacerdote. Io gridavo
sempre ed egli mi guard+ e mi fece cenno di pa3ientare. ;opo alcuni istanti si al3+!
venne da me e mi disse#
$ 'overina! (ai tanto male non veroD 1spetta un momentoH io mi confesso solamente
e poi ci aggiusteremo con la "adonna.
Io! con cuore leale come la sentiva! gli dissi#
$ "a lei gi santo e non (a pi) 2isogno di confessarsi.
Ed egli tutto sorridente mi rispose#
$ E non lo sai c(e sono ancora in questo mondoD
&i confess+H indi fece restar l la mia mamma e la signora ;el Bosco! prese me per la
mano e mi condusse nella seconda sacrestia. 0attami inginocc(iare su di un
inginocc(iatoio! mi disse#
$ Iai volont di guarireD
Io risposi di s.
$ E22ene! vuoi c(e preg(iamo insieme la "adonna con tre 1ve "ariaD
Io gli risposi# $ &i! si.
1llora trasse una reliquia c(e teneva sotto l'a2itoH poi con una mano mi fece il segno
della *roce con la reliquia! tenendomi l'altra mano distesa sul capoH questo per tre
volte! dicendo ad ogni volta con me l'1ve "aria.
1lla ter3a volta mi sentii una cosa c(e non so direH mi parve c(e mi avessero fatto
un'opera3ione. Il fatto c(e sull'istante io fui guarita perfettamente.
;opo mi disse#
$ ;a oggi 4era il .B luglio! non ricordo pi) 2ene l'anno/ fino al lO di novem2re tu dirai
tre Pate,7 Ave, -"oria al &&. &acramento e tre $a"ve a "aria 1usiliatrice c(e ti guar.
Le dir+ anc('io e le far+ dire da altri. Tu non soffrirai mai pi) di questoH e... poi mi
porterai due denti c(e ti cadranno prima della festa dei &anti.
E presami per mano! mi ricondusse alla mamma! dicendomi intanto#
$ Iai volont di fermarti un poco in c(iesaD 1desso io vado a cele2rare la &. "essa
all'altare di &. 'ietro (9ue""o c'e o&&i @ dedicato a don 0osco).
Io con grande gioia gli dissi di s! 2en volentieriH ed egli mi consegn+ alla mamma c(e
stava piangendo! come stava piangendo la suddetta signora. ;on Bosco le interrog+
perc(A piangessero tanto# esse gli risposero c(e! non avendomi d'un tratto pi) sentita
gridare! credevano fossi morta. ;on Bosco sorridendo rispose#
$ 5o! no! non morta. "aria 1usiliatrice l'(a su2ito guarita. 5ei tre mesi durante i
quali dovevo stare attenta per raccogliere e portare a don Bosco i due denti c(e egli mi
aveva detto sare22ero caduti! una sera! caso strano! mentre camminavo sotto un viale!
ove a quei tempi correvano ancora dei rigagnoli d'acqua! mi sentii un affare in 2occa e!
non pensando a nulla! sputai nell'acqua e su2ito! con mio forte dispiacere! mi accorsi
c(e era uno dei denti. 1ndai a casa e raccontai lo s2aglio alla mia mamma. Ed ecco
verso la fine di otto2re! un'altra sera! mangiando una minestra di riso e cavoli! mi
sentii cadere il secondo dente! ma non potei trattenerlo e l'ing(iottii col ci2o. Il giorno
dei "orti (3 novembre) tornai con mia madre a trovare don Bosco nella sua cameraH
gli dissi c(e mi erano caduti i denti! ma c(e non potevo darglieli per il motivo sopra
narrato! ed egli ridendo di cuore 4mi pare di vederlo/ mi tocc+ la guancia dicendo#
$ %edi! la "adonna se li (a presiJ
Indi continu+ il discorso con la mamma c(e gli fece quell'offerta c(e poteva e!
2aciandogli la mano! tornammo a casa con gioia indescrivi2ile.
4.../'oco dopo! un mattino io passavo in pia33a *astello! quando incontro il fu rev.
teol. 0ornasio! parroco alla "addalena! oltre Giaveno! c(e prima era stato vice$parroco
alla Gran "adre di ;io (in 2orino). *onoscendomi! sapeva in c(e stato versavo per il
mio male! c(e mi aveva gi aperto due 2uc(i nella faccia. <r 2ene questo sacerdote mi
venne incontro e volle palpare colle sue dita la verit del fatto. 'oi mi disse#
$ &enti! quando seppi della tua guarigione! non potevo crederciH ma ora quando sar+ di
-98
ritorno al paese! alla prima predica c(e far+! racconter+ questo miracolo! potendo dire
c(e l'(o visto coi miei occ(i e toccato con le mie mani. E tu guarda 2ene# se un'altra
raga33a fa male! fa male... "a se tu sei cattiva! farai due volte male. Gicordati c(e sei
stata gra3iata dalla "adonna &&. e da quel caro e santo don Bosco. 4.../,.
Torino! : settem2re -=-=. 1nna ?anetti 4B& -=-=! 35<s).
Se ,uesta #am#ina guarir9
Un'altra gra3ia la vide con i propri occ(i il conte *aUs il .: maggio -677.
@uesto uomo no2ile! laureato in legge! deputato al 'arlamento &u2alpino dal 185, al
-6C8! gi sposato e ora vedovo con un figlio quasi quarantenne! padrone del castello di
*aselette dove aveva ospitato il Ge e la Gegina! da tempo c(iedeva con insisten3a a
don Bosco di accettarlo tra i &alesiani.
;on Bosco esitava. Il conte aveva reso servi3i grandissimi ai &alesiani! ma don Bosco
temeva c(e non riuscisse ad adattarsi alla vita dura e poverissima di quei primi anni.
Gli diceva sorridendo 4 lo stesso conte c(e lo narra/#
$ Lei a2ita in un castello! (a domestici c(e lo servono dal mattino alla sera. &e viene
fra noi! dovr+ darle come stan3a un a22aino stretto stretto! altro c(e castelloJ ;'estate
cuocer di caldo! e d'inverno dovr avvoltolarsi 2en 2ene in una coperta verde da ca$
valli! di quelle c(e lei stesso ci (a ottenuto in regalo dal ministro della Guerra. *e la
farD
$ &e la "adonna mi aiuta! ce la far+.
$ %a 2ene. 'reg(iamo la "adonna c(e ci faccia capire ci+ c(e vuole da me e da lei.
5on a22iamo fretta.
Il .: maggio! vigilia della festa di "aria 1usiliatrice! il conte *aUs nell'anticamera di
don Bosco insieme a moltissime altre persone c(e aspettano di parlare con lui. Ia
pensato# <ggi decido. < s! o no,.
Ed ecco entrare una mamma! spingendo avanti una 2am2ina di undici anni. La
raga33ina si c(iama Giuseppina Long(i. 1ppare molto pi) piccola della sua et! perc(A
parali33ata dal lato destro. Inoltre (a cos poca capacit di respiro! c(e appena si trova
in un luogo affollato! sviene. La mamma vorre22e portarla da don Bosco! perc(A la
2enedica. "a dopo poc(i minuti! in quella stan3a affollatissima la 2am2ina comincia a
sudare e implora la mamma di portarla via.
Il conte *aUs! gentiluomo attentissimo! vede quel piccolo dramma! e si avvicina per
c(iedere alla signora se pu+ servire in qualc(e cosa#
$ F impossi2ile! impossi2ile aspettare di pi). @uesta povera figlia non resiste.
Bisogna ritornare a casa.
1llora il conte *aUs! intenerito! dice#
$ Io credo di essere fedele interprete di questi signori. 5oi tutti le cediamo il posto e lei
potr passare per prima con la sua 2am2ina.
Tutti acconsentono. E il conte *aUs pensa# &e questa 2am2ina esce guarita dalla
stan3a di don Bosco! vuol dire c(e la "adonna mi vuole &alesiano,.
1ppena esce c(i stava parlando con don Bosco! il conte accompagna di persona la
signora Long(i e la sua 2am2ina nel$
la stan3etta di don Bosco! e rimane a sorreggere la 2am2ina. La signora Long(i
racconta a don Bosco la sua povera storia!
piangendo come tutte le mamme disperate. ;on Bosco fa accomodare la piccola sul
sof! le siede accanto e le dice#
$ 1desso preg(eremo insieme la "adonna. 'oi ti dar+ la sua 2enedi3ione! e vedrai c(e
la "adonna sar 2uona con te.
;icono l'1ve "aria con raccoglimento! poi don Bosco d a Giuseppina la 2enedi3ione
di "aria 1usiliatrice. 1l momento di farsi il segno della croce! la 2im2a lo fa con la
mano sinistra. ;on Bosco la rimprovera sc(er3osamente#
$ E( no! Giuseppina. Il segno di croce si fa con la mano de$stra.
$ "a non pu+J $ protesta la mamma $. La paralisi...
$ ?itta! signora! 3itta. Lasci fare a lei. ;unque# si fa con la mano destra. 'rova un po'.
E Giuseppina lo traccia lentamente con la mano destra. "entre lo fa! capisce c(e
-9-
qualcosa sta capitando in lei. &i al3a di scatto! muove alcuni passi verso la mamma
gridando#
$ La "adonna mi (a guaritaJ
;on Bosco era cos impressionato c(e ne tremava da capo a piedi,.' Le accompagn+
sulla porta! e disse#
$ <ra scendete nella c(iesa a ringra3iare la "adonna.
Il conte *aUs pot parlare con don Bosco solo me33'ora dopo! avendo atteso
disciplinatamente il suo turno. Le sue prime parole furono#
$ La "adonna mi vuole salesiano. 1desso ne sono certissimo. Lo divenne davvero.
12it+ nello stretto a22aino c(e don Bosco gli aveva preventivato! nell'inverno gelido
si avvolse nella coperta verde da cavalli. "a fece del 2ene incalcola2ile alla giovane
*ongrega3ione. ;iceva scuotendo il capo# "i dispiace solo di dare a ;io gli ultimi
avan3i della mia vita,.
.:. =M3< gli occ!i #assi' ma la testa no
I miracoli si pagano
&ulle colline sud di 1lessandria! nella rovente estate del -6C8! scoppia il tifo. Un
manuale di medicina del tempo definisce questa malattia# complicatissima e
praticamente impossi2ile da curare,. Un almanacco c(e si vende sulle 2ancarelle delle
fiere 4e c(e la gente consulta con molta fede/ prescrive come rimedio# 2ruciare
lentamente un ragno insieme alla sua tela. 'oi far 2ere al malato la cenere ricavata in
un 2icc(iere di acqua di fonte. &i capisce c(e! con questi rimedi! il tifo fa strage
dovunque arrivi.
1nc(e sulle colline di "ornese i morti! in quel -6C8! sono tanti. In una famiglia
4cognome "a33arello/ sono colpiti tutti# padre! madre! quattro figli. ;ue sono gi in
fin di vita.
;on 'estarino! un giovane prete c(e aiuta il parroco! va a trovarli! e vede c(e in quella
casa (anno 2isogno di una donna c(e faccia puli3ia e cucina. %a a casa di parenti
4"a33arello pure loro/! c(iama "aria! .: anni e le dice#
$ *' da fare una grande opera di carit. In casa di tuo 3io sono tutti ammalati di tifo.
Ianno 2isogno di una come te per non morire. Te la sentiD
"aria (a paura. "a una cristiana sul serio.
$ %ado ad avvisare mio padre.
Il padre non d'accordo. "a dice a don 'estarino#
$ &e essa vuole andare! non mi oppongo.
"aria una raga33a forte! ro2usta. 5on (a mai contato le ore di lavoro e di fatica.
L'ordine e la puli3ia tornano rapidamente in quella casa di malati! insieme al ci2o
caldo. La salute c(e torna per tutti! anc(e per i mori2ondi! sem2ra un miracolo. "a i
miracoli spesso si pagano! e "aria 4sfinita dal gran lavoro/ colpita lei dalla malattia
in maniera violentissima.
5on (a nemmeno il tempo di tornare a casa. "entre la fe22re la scuote di 2rividi! dal
suo lettuccio mormora# 5on (o pi) 2isogno di niente. &olo c(e ;io venga a
prendermi,.
Le prime due or"ane
Invece! sen3a ceneri di ragno! il miracolo avviene anc(e per lei. "a il suo fisico esce
da quella malattia prostrato. 5on riesce pi) a maneggiare con for3a la 3appa per
lavorare nei campi.
"ortificata! si confida con la cugina 'etronilla# %ado a imparare a fare la sarta. 'oi
aprir+ un piccolo la2oratorio e insegner+ a cucire alle raga33e povere. 'erc(A non
vieni anc(e tuD Insieme vivremo come in famiglia,.
-9.
'etronilla ci sta. ;opo un anno il piccolo la2oratorio aperto. Una decina di raga33ine
4c(e non vanno a scuola! perc(A in quel tempo la scuola giudicata non conveniente,
per le raga33e/ viene ogni giorno a imparare a cucire. 'rima di cominciare! dicono
un'1ve "aria. E "aria "a33arello! quando il campanile 2atte le ore! commenta#
Un'ora di meno su questa terra! un'ora pi) vicino al 'aradisoJ,. %edendo le raga33ine
impegnate con ago e stoffa mormora# <gni punto d'ago! un atto di amor di ;io. Lui s
c(e ci pag(er 2ene! altro c(e i nostri clienti,.
1lla domenica non si lavora! ma le raga33ine tornano volentieri con "aria e
'etronilla! e giocano! cantano! saltano con loro. %anno alla "essa e pregano! poi fanno
2elle passeggiate fino al torrente Governo! tra fiori e spru33i.
"a nell'inverno -6C: capita qualcosa c(e modifica tutto. Un venditore am2ulante
perde la moglie! e rimane solo con due 2im2e di 6 e di C anni. 5on sapendo c(e fare!
va a 2ussare alla porta di "aria e di 'etronilla. 'arlando! il pover'uomo si rigira in ma$
no impacciato il cappello#
$ Io vado in giro per i mercati e le fiere. &e mi porto dietro queste due creature! mi
muoiono di polmonite! con la neve c(e c'. 5on potreste tenerle con voi di giorno e di
notteD
*ome si fa a dire di no davanti a quei quattro occ(i sgranati e spauritiD "aria va a
c(iedere in prestito due lettini! e un angolo del la2oratorio! ogni sera! si trasforma in
cameretta.
La noti3ia si diffonde# molti portano pane e polenta a "aria e 'etronilla. @ualcuno!
per+! porta altre 2am2ine a22andonate. 0inc(A ce ne stanno# sette. 'oi! sconsolate!
"aria e 'etronilla devono dire# *i dispiace. "a finc(A non avremo un posto pi)
grande...,.
3rriva don Bosco
;on 'estarino! c(e segue da vicino e incoraggia "aria e 'etronilla! amico di don
Bosco. L'(a incontrato in treno! andato a trovarlo a %aldocco! (a domandato di
diventare salesiano. ;on Bosco l'(a accettato! ma gli (a detto# Gimani a "ornese.
*(iss c(e di quel gruppetto di raga33e! ;io non voglia fare cose grandi, 4"B 7!.=7/.
;on Bosco arriva a "ornese nel -6C9! con la tur2a dei suoi raga33i in passeggiata#
2anda in testa! tam2uro 2attente! un asino c(e porta gli scenari per il teatrino c(e i
raga33i allestiscono sulle pia33e dei paesi.
F> per tutti una festa grande. "a per don Bosco qualcosa di pi). %iene a vedere il
gruppetto di "aria "a33arello,. ;a tempo sta pensando di fondare una
*ongrega3ione di suore c(e faccia del 2ene alle raga33e povere con lo stesso spirito
dei &alesiani. Entra nel la2oratorio! parla con don 'estarino. F> impressionato. @ui
sta gi di casa la "adonna,! pensa. Il gruppetto! infatti! a cui si sono unite altre 2rave
raga33e del paese! si c(iama /i&"ie de"" '.mmaco"ata.
*inque anni dopo 4don Bosco crede sempre nei tempi lung(i! non negli entusiasmi
improvvisi/ invia alle figlie, un quadernetto scritto di sua mano. ; direttive
semplicissime#
'rocurate di vivere a2itualmente alla presen3a di ;io. &iate dolci! pa3ienti! ama2ili.
%egliate sulle raga33e! tenetele occupate! crescetele a una vita semplice di amici3ia del
&ignore! sc(ietta e spontanea, 4"B -8!B=./.
0ascono le =M3
"aggio -67-. ;on Bosco raduna il *onsiglio, della *ongrega3ione &alesiana# sono i
raga33ini cresciuti accanto a lui! divenuti sacerdoti! direttori delle nuove opere
salesiane c(e si stanno diffondendo in tutta l'Italia. &i c(iamano "ic(ele Gua!
Giovanni *agliero! 'aolino 1l2era... ;ice#
"olte persone mi (anno ripetutamente esortato a fare anc(e per le giovanette quel po'
di 2ene c(e stiamo facendo per gra3ia di ;io ai giovani. &e voi approvate la mia
ini3iativa! fonderemo le /i&"ie di Maria Ausi"iatrice. Il centro sar "ornese! dove da
-9:
nove anni vive nel silen3io! nel lavoro e nella preg(iera! un gruppo di raga33e c(e d
piena garan3ia, 4"B -8!B=9$7/.
;on Bosco domanda l'approva3ione a quei raga33i, a cui (a insegnato a soffiarsi il
naso e a usare la forc(etta. F il gesto di un santo e di un grande educatore. &olo
quando ottiene l'approva3ione! considera ini3iata la *ongrega3ione delle 0"1.
1 "ornese! il gruppo di "aria "a33arello si trasporta nel *ollegio di Borgo 1lto,#
(anno pi) spa3io per le raga33e! e anc(e tanta povert in pi). 'erc(A i "ornesini! c(e
volevano il collegio per i loro raga33i! considerano quel cam2iamento un im2roglio!
un tradimento! e all'ini3io non danno nessun aiuto.
B agosto -67.. Le prime quindici 0"1 ricevono l'a2ito religioso. ;on Bosco dice#
%oi siete in pena perc(A i vostri parenti stessi vi voltano le spalle. 5on vi rincresca di
essere cos maltrattate nel mondo. &olo in questa maniera potrete fare un gran 2ene.
*omportatevi da consacrate a ;io# gli occ(i 2assi! ma la testa no, 4"B -8!C-C s/.
Il messaggio di don Bosco c(iarissimo# gli occ(i si a22assano davanti alla maest di
;i+! ma la testa si porta davanti alla gente! e non deve essere curva come quella delle
serve! ma lieta e fiera come quella delle figlie di ;io.
Tra quella povert e quei disagi cresce ro2usta la famiglia delle 0"1.
5el -67C partirono da "ornese :C suore per fondare oratori! scuole! la2oratori nel
'iemonte e nella Lom2ardia. <ra esse sono diffuse in tutto il mondo. <cc(i 2assi e
testa alta! serve di ;io e delle raga33e povere! e di nessun altro.
.1. 1renda me+
)ue pagnotte sulla coscienza
Entrai nell'<ratorio di %aldocco nel -67. ed avevo allora appena -- anni! essendo
nato a 'ecetto Torinese l'6 aprile -6C-. Ero molto 2iric(ino allora 4come si pu+ essere
2iric(ini a quell'et/. E22i qualc(e difficolt nell'adattarmi alla vita di alunno interno,.
*(i racconta 0rancesco 'iccollo. *(i registra il racconto Giorgio &eri. Tutti e due
grandi salesiani.
;on Bosco si industriava per darci l'alimento necessario. 4.../ 1l mattino per
cola3ione ci davano! all'uscita dalla c(iesa! una pagnotta! sen3a companatico. @uel
pane talvolta era cos duro c(e dovevamo ammollirlo con l'acqua c(e attingevamo alla
pompa. 1 me33ogiorno avevamo minestra a volont! in capaci scodelle di stagno#
qualc(e volta alla domenica ci aggiungevano un po' di carne e fruttaH nelle feste grandi
la 2icc(ierata. 1lla sera minestra e frutta. 5on c(e si patisse la fame! noJ *'era don
Bosco e 2astaJ %ivevamo d'affetto! si respirava in una regione di splendide idee c(e ci
riempivano di contente33a e non pensavamo ad altro.
"a alla merenda ci davano la cosiddetta pagnotta 2ell'e fresca. I forni erano sotto il
&antuario di "aria 1usiliatrice.
;urante la ricrea3ione delle 9 pomeridiane! andavamo accanto ai lucernari per
respirare il profumo del pane c(e veniva sfornato. I famigli uscivano portando i
cestoni di vimini ripieni di pagnotte! per distri2uirle ai giovani.
Un pomeriggio mi accorsi c(e alcuni miei compagni si destreggiavano per carpire di
frode qualc(e pane! e anc('io! a(imAJ mi lasciai tentare dalla golosit e! approfittando
di una distra3ione dei portatori! sottrassi due pagnotte e fuggii dietro il porticato a
mangiarle con avidit. "a poi venne il rimorso#
$ Iai ru2ato! domani dovrai fare la santa *omunioneJ ;evi confessartiJ
"a il confessore era don Bosco. Io sapevo quanto don Bosco a2orriva il furto. *ome
fareD 5on tanto per vergogna! quanto per non dare un dispiacere a don Bosco! scappai
dalla porta della c(iesa! e difilato andai alla *onsolata 4&antuario poco distante da %al$
docco/. Entrai nella c(iesa semi2uia! scelsi il confessionale pi) nascosto! con la grata
pi) fitta e incominciai la mia confessione#
$ &ono venuto a confessarmi qui! perc(A (o vergogna di confessarmi da don BoscoJ
Una voce rispose#
-99
$ ; pure! don Bosco non sapr mai nienteJ
Era la voce di don Bosco.
"isericordiaJ 5on pu+ essereJ "a se don Bosco era all'<ratorio. &udavo freddo. &ar
un miracoloD 5o! niente miracoloJ ;on Bosco era stato invitato! come al solito! a
confessare alla *onsolata! e io mi ero im2attuto precisamente in colui c(e volevo
sfuggire.
$ 'arla! parla! caro figliuoloJ *(e cosa ti successoD
Tremavo come una fogliaJ
$ Io ru2ato due paniJ
E ti (anno fatto maleD
$ 5oJ
$ E allora non affliggertiJ 1vevi fameD
$ &.
$ 0ame di pane e sete di acqua! 2uona fame e 2uona seteJ Guarda# quando avrai
2isogno di qualc(e cosa! c(iedila a don Bosco. Ti dar tutto il pane c(e vorrai! ma
ricordati 2ene# don Bosco preferisce la tua confiden3a a crederti innocente. *on la tua
confiden3a ti potr aiutare sempre! invece con la tua innocen3a potresti scivolare e
cadere e nessuno ti dare22e la mano. La ricc(e33a di don Bosco la confiden3a dei
suoi figli.
5on dimenticai mai pi) quella 2ont e quella le3ione,.
Mia mamma piangeva
L'anno seguente venne a trovarmi la mamma. Ero gi in seconda ginnasiale (1
seconda media). Essa mi parl+ durante la ricrea3ione! dopo pran3o! e tra le altre cose
mi confid+ la sua pena per aver avuto un rifiuto dal signor 'refetto 4E "'economo) di
pa3ientare per la pensione 4allora poca cosa! ma anc(e quel poco la mamma non
l'aveva/. Il 'refetto le aveva risposto#
$ &e non pagate! vostro figlio lo mander+ viaJ
Essa piangeva per questa minaccia e io dovendo andare a scuola la lasciai in pianto.
1lla ricrea3ione del pomeriggio rividi la mamma c(e mi aspettava ancora in
portineria! ma stavolta tutta allegra e trionfante e mi disse#
$ &enti! *ecc(inoH io ora non piango pi)! tu pure sta' allegro. &ono stata da don Bosco
e mi disse# &entite 2uona donna! non piangeteJ ;ite a vostro figlio c(e se don
Bologna 4E "'economo) lo manda via dalla portineria! rientri dalla c(iesa e venga da
me. ;on Bosco non lo mander mai via.
Il 'refetto mi mand+ a c(iamare! e io spaventato... 2ussai alla porta di don Bosco.
$ *(i D
$ &ono ioJ
$ 1vantiJ 1(! sei tuD Bene! 2ene. @uanti mesi deve tua mammaD
E don Bosco con delicate33a infinita scrisse la ricevuta della pensione per tutto l'anno!
apponendovi la sua firma. 5essuno si accorse! neanc(e il 'refetto! della generosit del
2uon 'adre. Gimasi cos commosso! attaccato a don Bosco da non dire,.
0rancesco non vide nel comportamento di don Bosco un 2el gesto,! il gesto di un
principe c(e pu+ disporre di molto denaro! e con animo grande condona le tasse. La
retta dei collegi di condi3ione popolare era di lire .9 mensili# il minimo necessario per
il mantenimento. *i+ c(e don Bosco! su quel rettangolino di carta! dic(iarava
ricevuto,! sare22e andato ad elemosinarlo facendosi venire le gam2e gonfie a for3a
di salire scale! 2ussando a molte porte! ing(iottendo risposte mortificanti. @uesto lo sa
0rancesco e lo sanno tanti altri raga33i! c(e nei momenti difficili don Bosco manda in
c(iesa a pregare! mentre lui salir le scale dei ricc(i. @uel 2igliettino c(e 0rancesco
porta all'economo non solo un pe33o di carta! sudore! fatic(e! umilia3ioni! c(e il
suo don Bosco andr volentieri a su2irsi per lui! perc(A gli vuol 2ene. 'er questo
0rancesco rimane commosso! attaccato da non dire, a don Bosco. E rimane con il
desiderio di ricam2iare! con uguale amore.
0rancesco 'iccollo continua a raccontare#
Ero gi in quinta ginnasiale. Un giorno mentre noi pi) grandi attorniavamo don
-9B
Bosco! passeggiando sotto i portici! mi venne in mente di manifestare al 2uon 'adre
tutto il mio affetto. ;on Bosco si accorse non so come del mio pensiero e sen3'altro mi
disse#
$ Tu vorresti dirmi qualc(e cosa! nevveroD
$ Ia indovinato! sissignoreJ
$ *(e cosa vorresti dirmiD
$ "a! non vorrei c(e gli altri sentisseroJ
E nel dire cos tirai don Bosco in disparte e gli sussurrai all'orecc(io#
$ %orrei farle un regalo. *redo c(e le far piacereJ
$ E c(e regalo vuoi farmiD
$ 'renda meJ
$ E c(e vuoi c(e ne faccia don Bosco di questo 2ell'arneseD
$ 0accia di me quello c(e vuole! mi tenga sempre con leiJ
$ %eramente $ aggiunse don Bosco $ non potresti farmi un regalo pi) graditoJ Io lo
accetto! non gi per me! ma per offrirti e consacrarti al &ignore e alla "adonna
1usiliatrice,.
Starai in compagnia degli angeli
0rancesco divenne salesiano. ;on Bosco lo mand+ in &icilia! e per :8 anni fu la copia
esatta di don Bosco nell'isola. Giorgio &eri gli domand+#
$ @ual il segreto del suo apostolato tra i giovaniD
$ &egretoD $ rispose $ nessun segretoJ In don Bosco vi erano indu22iamente doni
soprannaturali! noi c(e siamo stati al suo fianco possiamo testimoniarlo! e vi furono
doti naturali straordinarie! non alla portata di tutti. Io mi sono limitato a fare timida$
mente con gli altri quello c(e don Bosco aveva fatto con me. "isi umilmente in
pratica il consiglio ricevuto da don Bosco quando mi mand+ in &icilia# 5on 2adare
alla scuola o alla classe c(e ti daranno! se alta o 2assa! pensa solo a fare del 2ene. &e i
raga33i saranno piccoli! meglio ancora! starai in compagnia degli angeli. @uello per+
c(e ti raccomando di cercare di farli 2uoni e di raccontare ogni giorno qualc(e fatto
o della &toria &acra o della vita dei &anti o di "aria &antissima. 4.../ Il &ignore ti far
vedere quanto gli gradito questo sistema di educa3ione cristiana,.
Ero c(ierico salesiano a *atania! insegnante di seconda elementare# avevo 9C alunni.
0in dal primo giorno di scuola! praticai il consiglio c(e mi aveva dato don Bosco#
l'ultimo quarto d'ora della scuola l'avevo destinato al racconto di qualc(e fatto edifi$
cante. 'er la novena dell'Immacolata promisi agli scolari di raccontare loro un fatto
riguardante la "adonna# il racconto era atteso con ansia 4.../.
Il quinto giorno della novena 4.../ erano le quattro pomeridiane! l'aria era pesante!
nuvolo ed oscuro. 1lle insisten3e dei raga33i anticipai la narra3ione del fatto 4.../.
@uindi! per infervorare i miei fanciulli alla divo3ione alla %ergine 2enedetta! aggiunsi#
%edete questa volta c(e sta sul nostro capoD E22ene! se amiamo "aria e la volta stesse
per cadere! la "adonna la sosterre22e! finc(A non fossimo fuori pericolo. 4.../.
Intanto suon+ la fine della scuola! recitai la preg(iera e diedi l'ordine di uscire 2anco
per 2anco. Usciti gli alunni dell'ultimo 2anco li seguii anc( 'ioH non ero c(e a due metri
di distan3a dall'uscio della classe! quando sentii scuotere il fa22ricato e poi uno scro$
scio spaventoso come il terremoto. "i voltai# la scuola non esisteva pi)H il pavimento
era rovinato! trascinando seco 2anc(i! cattedra e tutto ci+ c(e l'aula sosteneva e
sc(iacciando quanto vi era nelle stan3e sottostanti.
*onfortai i miei fanciulli esterrefatti! dimostrando loro la grande 2ont della "adonna!
4.../ ripetei le parole c(e mi disse don Bosco# LIl &ignore ti far capire quanto gli
gradito questo sistema di educa3ione cristianaL,'.
.2. La "a##rica dei preti
La centesima parte
-9C
;on Bosco non sempre riusciva a destare in un 2uon raga33o il desiderio di farsi
prete. "a ci tentava. Il suo <ratorio fu sc(i33ato dai caricaturisti anticlericali del
tempo come la fa22rica dei preti,. Le statistic(e non ci (anno dato ancora le cifre
precise! ma i numeri pacificamente correnti parlano di migliaia di sacerdoti usciti da
questa fa22rica,.
Giuseppe 1llamano! nipote di don *afasso! fu alunno all'<ratorio! e don Bosco voleva
farne uno dei suoi. 'er sottrarsi alle sue insisten3e! e anc(e per non dargli dispiacere!
Giuseppe se ne and+ sen3a salutarlo! approfittando di una vacan3a domenicale
nell'agosto del -6CC.
Giuseppe 1llamano divenne prete! canonico! fondatore dei Missionari de""a
#onso"ata. E ricordava ai suoi# 5oi certo non a22iamo mai fatto! per avere un
alunno! la centesima parte di quello c(e don Bosco fece per trattenermi con lui ,.
0on sempre don Bosco l'indovinava
Il dottor Tommaso Bestente racconta#
Ero ancora un raga33o quando mio padre mi colloc+ all'<ratorio. %i passai un anno!
il -6C7. Il regime era il pi) paterno e 2onario c(e si potesse immaginare! ma io non
riuscivo a mangiare la minestra.
Un giorno l'assistente di studio! don Gacca! ci disse c(e se avevamo dei desideri! di
qualunque genere! li scrivessimo su un foglio. I superiori! nel limite del possi2ile!
avre22ero cercato di accontentarci. &crissi# .o non )osso man&iare "a minestra.
Il giorno dopo! in tempo di ricrea3ione! me ne stavo in cortile pensieroso e solitario!
sotto la camera di don Bosco! quando al3ando a caso lo sguardo! vedo venir gi)
nell'aria! adagio adagio! un piccolo foglio aperto! come se cadesse dalle nuvole. 1ttesi
con le mani al3ate c(e arrivasse fino a me e l'afferrai con curiosit. Era il mio 2iglietto
dove mi lamentavo della minestraJ
'arlai con don Bosco. 4.../ Io non ero farina da far ostie# ma il mio dovere lo facevo e
don Bosco mi voleva 2ene! an3i avendo posato lo sguardo su di me! pensava c(e
potevo riuscire un 2uon prete. &ta di fatto c(e alla fine dell'anno! presentandomi a don
Gua per avere il 2iglietto di uscita dall'<ratorio! mi sentii dire#
$ Bene! 2ene! va' pure a casa! ma io trattengo qui il tuo corredo. ;on Bosco mi (a detto
c(e vuole c(e tu ritorni all'<ratorioH egli spera c(e potrai diventare...
*apii a volo e#
$ Io non voglio farmi prete $ l'interruppi 2ruscamente $ e nemmeno voglio tornare
all'<ratorio.
$ <(J e perc(AD
$ 'erc(A non voglioJ
$ &ar! ma io scriver+ a tuo padre ci+ c(e mi (a detto don Bosco# quindi fa 2uone
vacan3e! mio caro! e arrivederciJ
'artii molto scontento per non essere riuscito a ottenere il mio corredo nA ad avere in
mano il residuo del mio deposito in denaro. "a il corredo giunse a casa! e giunsero
anc(e i denari! e io non tornai pi) all'<ratorio e non rividi pi) don Bosco per molti
anni... fino al -66-,.
)on Bosco sulle scale dell'ospedale
Gi medico e assistente all'ospedale "auri3iano! un 2el giorno! scendendo le scale!
vidi salire un prete. Era don Bosco. Lo ricono22i! e volendo! nella prima impressione!
passargli inosservato! indugiai sul pianerottolo! mi ritrassi contro il muro facendo
contemporaneamente un inc(ino molto spiccio! c(e diceva# L'assi! passi! reverendo! e
faccia presto c(e (o premura
"'ingannai. 1nc(e don Bosco! se22ene avesse gi gli occ(i stanc(i! su2ito ricono22e
in me un antico allievo dell'<ratorio! e fermandosi mi s'accost+ sorridendo ed
esclam+#
-97
$ 1(J non mi scappi... Tu sei... aspetta! aspetta... te lo dico io... tu sei... Bestente! tu!
BestenteJ $. E di 2otto! come se continuasse un discorso interrotto il giorno prima!
continu+#
$ E sei ancora inquieto con don BoscoD
$ E perc(A de22o essere inquieto con don BoscoD $ risposi.
$ 1llora perc(A non ti sei fatto pi) vedereD %edi# credevo di proporti una carriera c(e
mi pareva adatta... E tu ne (ai seguita un'altra! vero! ma vedo c(e ti sei fatto onore.
Bravo! sono contento! e mi rallegro per te.
*ercavo di a22o33are due parole di complimento e di scusa! e don Bosco accortosi del
mio im2ara33o! sen3a darmi tempo di proseguire! continu+#
$ Bene! 2ene! ora facciamo la pace. 1scolta# il giorno tale... sar festa per i giovani
dell'<ratorio e avremo con noi anc(e dei vescovi. %ieni anc(e tu a pran3o.
%olevo rifiutare! ma don Bosco non me lo consent#
$ "i offenderei io $ conc(iuse $! se non venissi. &iamo intesi. Ti aspetto sen3'altro.
%i andai. 4.../ E tanto mi affe3ionai a don Bosco e all'<ratorio c(e e22i l'onore di
assistere don Bosco nell'ultima malattia. Io ero il pi) giovane dei medici c(e lo
avvicinavanoH e a me! come a un figliuolo! faceva le sue confiden3e! quantunque
avesse tutta la fiducia nei tre altri dottori! c(iamati spesso a consulto# 1l2ertotti!
0issore e %ignolo,.
Una divisa c!e mette in im#arazzo
Gammento c(e l'ultima volta c(e fui a visitarlo! il .= gennaio -666! essendo io uscito
in quel mattino vestito da ufficiale per non so quale rivista! e non avendo pi) tempo di
tornare a casa per cam2iarmi! non sapevo se facevo 2ene a presentarmi a don Bosco in
uniforme. *on tutta confiden3a gli accennai il mio du22io ed egli! quasi stupito! mi
domand+#
$ E perc(AD
$ 'erc(A $ risposi $ don Bosco un prete e venirlo a trovare con una divisa c(e ricorda
il Ge... sa 2ene... il 'apa e il Ge... Il dominio temporale...
;on Bosco non potA trattenersi dal sorridere allegramenteH poi! fattosi serio e
scandendo quasi le parole#
$ 1scolta! mio caro Bestente $ mi disse $! siffatte questioni non riguardano nessuno
di noi! nA te nA me... 'enseranno a scioglierle quelli c(e possono scioglierle. 5oi
a22iamo altri doveri da compiere. Io! c(e sono prete! devo pensare a servire la *(iesa
e il 'apa! come meglio so e possoH e tu c(e vesti la divisa militare devi pensare a servir
2ene la 'atria e il Ge. 'rocuriamo ciascuno di compier 2ene il nostro dovereH ecco ci+
c(e deve importare a me e a te! questo e null'altro 4.../,.
La lettera di un missionario
Il 0o""ettino $a"esiano raccolse questi ricordi del dottor Tommaso Bestente nel giugno
-=-=. 1lcuni mesi dopo! da Buenos 1Ures! arriv+ al direttore del 0o""ettino la lettera di
un missionario salesiano! don Bartolomeo "olinari. Eccola.
4.../;opo aver letto il racconto riguardante il mio condiscepolo Bestente! (o sentito
un gran desiderio di scrivere queste poc(e memorie! c(e non (o mai raccontato a
nessuno 4.../.
Una mattina! verso le =! don Bosco usciva dalla *(iesa di "aria 1usiliatrice per la
porta laterale. I giovani facevano ricrea3ione! e molti corsero a dargli il 2uon giorno e
a 2aciargli la mano. "osso da curiosit! camminai anc('io verso don Bosco e per la
prima volta lo vidi a poc(i metri di distan3a! poic(A ancora non lo conoscevo. 1ppena
mi scorse! mi diresse queste parole#
$ Tu c(i sei! e di dove vieniD
$ &ono Bartolomeo "olinari! e vengo dalla Liguria.
$ In c(e cosa ti occupiD
$ &ono artigiano.
-96
$ 5on ti piacere22e studiareD
1ll'udire quelle parole! pensai su2ito c(e don Bosco volesse farmi studiar da prete! e
ricordando le cose sciocc(e c(e nel mio paese avevo udito ripetere contro i preti!
risposi prontamente e con un certo dispetto#
$ 5o! signore# io voglio imparare un mestiere! e poi ritornarmene al mio paese.
$ %a 2ene. "a se per caso ti viene un po' di volont di studiare! vieni a dirmelo. 12ito
in quella stan3a c(e vedi lass) al ter3o piano $H e ci+ dicendo al3ava il 2raccio e me la
indicavaH quindi continu+ ad attraversare il cortile. 'er qualc(e anno non pensai pi)
alle sue parole.
'er+! quasi tutti i giorni! dalle ore = alle -. del mattino! vedevo una processione di
gente di ogni et e condi3ione! la quale saliva le scale e andava a parlare a don Bosco#
finc(A un giorno! c(iesto il permesso al mio assistente! mi unii alla gente c(e saliva le
scale e salii alla stan3a di don Bosco.
&ulla soglia dell'anticamera il suo segretario! don Berto! guardandomi fisso e in tono
piuttosto 2rusco! mi domanda#
$ Tu c(e vuoiD
$ ;esidero parlare con don Bosco.
$ &iediti e aspetta il tuo turno.
%icino alla porta stava un quadretto rappresentante "amma "arg(erita. 4.../ &opra la
porta c'era un cartello scritto con inc(iostro comune! ma a grossi caratteri# LUna sola
cosa necessaria# salvare l'animaL. ;issi tra me e me# LLe (a fatte scrivere perc(A non
vadano a fargli perdere tempo coloro c(e vogliono trattare solo di cose materialiL.
Intanto era venuto il mio turno e don Berto mi fece cenno di entrare. ;on Bosco! c(e
aveva accompagnato fino all'uscio uno c(e usciva! mi ricevette in piedi e! lasci+
cadere la sua mano sopra la mia! toccandola leggermente. &entii c(e era piuttosto
fredda e alquanto rugosa. "i disse in tono paterno#
$ *(e vuoi! mio caroD
$ ;esidero c(e mi metta a studiare.
$ Gicorderai c(e te lo proposi gi io un giorno! nel cortile. Tu mi rispondesti c(e non
volevi studiare! ma imparare un mestiere. 'er ora ti dico anc('io di no! ma a questo
patto# ritorna al tuo lavoro! e se un tale desiderio persiste in te! domandamelo di nuovo
per lettera. Io ti risponder+.
Era la prima visita c(e avevo fatto al nostro 'adre! e! soddisfatto e frettoloso! me ne
tornai al mio dovere. 4.../ Un giorno prendo un foglio di carta e scrivo! pi) o meno!
quello c(e avevo detto a voce e lo mando a don Bosco. ;opo poc(i giorni! don Gua mi
manda a c(iamare in prefettura. %i andai. &en3a tralasciare di scrivere! mi accenna con
gli occ(i una 2usta e mi dice#
$ F> una lettera di don Bosco. 'rendi e leggi.
Era la mia stessa lettera! con in margine queste parole#
$ 0accia 2ene gli Eserci3i &pirituali! e vedremo di accontentarlo.
Erano vicini gli Eserci3i e io li feci. ;opo don Bosco mi mand+ a c(iamare e mi
disse#
$ ;on Bosco ti passa tra gli studenti. %a' su2ito a dirlo a don ;urando. Egli nella
sua stan3a! in fondo a questo corridoio.
*onoscevo don ;urando perc(A qualc(e volta veniva nel nostro cortile con una
macc(inetta elettrica! ci disponeva in forma di catena e ci dava la scossa per divertirci.
"i disse#
$ Bene. 'rendi questo 2iglietto e portalo al direttore delle scuole.
0eci cos! ed entrai nelle scuole ginnasiali dell'<ratorio. Io scritto queste cose per
far conoscere sempre meglio il nostro 'adre,.
Buenos 1Ures! otto2re del -=-=. ;on Bartolomeo "olinari! salesiano 4B&! gennaio
-=-=! p. -9/.
.3. ;erre lontane
La voglia di in"ilarsi in un #astimento
-9=
1 -= anni! Giovanni Bosco studente in *(ieri pens+ per la prima volta seriamente di
diventare un missionario. 1 spingerlo c'era l'incerta situa3ione economica c(e l'aveva
gi fatto pensare ad entrare tra i 0rancescani. "a c'era soprattutto un entusiasmo sin$
cero per le opere missionarie. Tra la gente si diffondeva "'C)era de""a Pro)a&a*ione
de""a /ede. Le ?ettere edi(icanti della stessa <pera! c(e descrivevano le fatic(e e i
martiri dei "issionari, erano da lui lette con avidit, 4"B -! :.6/.
L'intervento di don *afasso lo dissuase.
"a nel -6:7! mentre frequenta il secondo anno di seminario! una noti3ia rim2al3a sui
poc(i giornali del tempo! e viene annunciata dai pulpiti delle c(iese! accendendo le
fantasie# alcuni <2lati di "aria dal santuario torinese della *onsolata partono
missionari per la Birmania! a portare per primi il nome e la soave immagine della
*onsolata nelle lontane plag(e infedeli ,.
In quell'anno comincia in 'iemonte l'affascinante e ro2usta predica3ione di padre
Guglielmo di 'iov! c(e diventer il *ardinale "assaia! missionario in Etiopia. I frutti
di quella predica3ione missionaria si potranno contare dopo alcuni anni# i missionari
degli &tati &ardi nel -69- sono C6! nel -69= salgono a ..-! nel -6B: arrivano a :.9.
1nc(e le offerte per aiutare i missionari sono imponenti# dal -6:9 al '99 negli &tati
&ardi sono raccolte CB..-6- lire! mentre nel resto d'Italia solo lire C-=.9B. 4. miliardi
e C88 milioni del -=6C contro . miliardi e 977 milioni/.
5el -69- don Bosco entra nel *onvitto di don *afasso. E sente leggere in refettorio
4durante il silen3io rituale c(e accompagna i pasti/ gli Anna"i de""a Pro)a&a*ione
de""a /ede. ;on *afasso si entusiasmava a sentir raccontare le storie dei missionari e
delle conversioni tra gli infedeli. E il giovane e ardente don Bosco 4"B .!.8: ss/ per
qualc(e tempo pens+ seriamente di infilarsi su un 2astimento insieme agli <2lati di
"aria. Gipensava al sogno dei = anni! e gli pareva c(e quelle tur2e di raga33i lo
aspettassero al di l dei mari.
;on *afasso! per+! dopo averlo visto maneggiare la grammatica spagnola e quella
francese! gli disse risolutamente# %oi non dovete andare nelle missioni,. E
perc(AD,. 5on vi sentite di fare un c(ilometro! an3i di stare un minuto in vettura
c(iusa sen3a gravi distur2i di stomaco. E vorreste passare il mareD "orireste per viaJ,.
Il progetto fu accantonato per la seconda volta.
Il "azzoletto #ianco
-69C. L'<ratorio (a posto radici sta2ili a %aldocco! e l'idea delle missioni torna ad
affiorare. Il giovane Giacomo Bellia $ ricorda 1scanio &avio $ a2itava in una casa
vicina all'<ratorio! e dopo aver pran3ato portava a don Bosco gli Anna"i de""a Pro)a-
&a*ione de""a /ede. &eduto presso la mensa! Bellia faceva ad alta voce lettura di quei
fascicoli. E don Bosco! dopo aver udito le narra3ioni delle gesta dei missionari! molte
volte esclamava# &e avessi molti preti e molti c(ierici! vorrei mandarli ad
evangeli33areJ, 4"B :!:C:/.
"ic(ele Gua ricordava di averlo visto giocare con un fa33oletto 2ianco in me33o ai
raga33i c(e lo guardavano in silen3io. *ol fa33oletto faceva una palla! la faceva saltare
da una mano all'altra! e intanto diceva# &e potessi avere dodici giovani dei quali fossi
padrone di disporre come dispongo di questo fa33oletto! vorrei spargere il nome di
Ges)... nelle terre lontane lontane, 4"B 9!9.9/.
;irettore de""'C)era de""a Pro)a&a*ione de""a /ede a Torino! in quegli anni! il
canonico Giuseppe <rtalda! dai piani grandiosi ed entusiasti. 'er sostenere i missionari
piemontesi! lancia nel -6B. una grandiosa lotteria. La ripete nel -6B6 appoggiandola
con una esposi3ione di oggetti esotici inviati dalle missioni. La curiosit e l'entusiasmo
sollevati da quegli oggetti strani c(e vengono da altri mondi, sono enormi. I vescovi
appoggiano la lotteria con circolari e lettere pastorali! l'aristocra3ia forma comitati
promotori! il governo e la stampa appoggiano! le parrocc(ie fanno collette generose. Il
denaro affluito tanto! c(e <rtalda lancia un periodico intitolato Gs)osi*ione a (avore
de""e Missioni #atto"ic'e. F la prima pu22lica3ione periodica italiana esclusivamente
missionaria! e vede la luce il -B dicem2re -6B7.
-B8
Lettere dei piccoli seminaristi cinesi
;ue anni dopo! nei locali del *ottolengo! a poc(i passi dall'<ratorio! <rtalda fonda il
'iccolo &eminario delle "issioni,! con un centinaio di allievi di varie diocesi. 1
2enedirlo viene il %isitatore 1postolico delle missioni cinesi. Egli porta saluti e lettere
dei piccoli seminaristi cinesi! c(e studiano a Iu$pA. Tra i raga33i di Torino e quelli
della *ina si sta2ilisce una corrisponden3a in lingua latina! c(e certamente desta
emula3ione nell'<ratorio di %aldocco 4dove nel dicem2re di quello stesso -6B= sedici
giovani c(ierici ini3iano con don Bosco la *ongrega3ione &alesiana/.
Il can. <rtalda aveva progetti troppo grandiosi. 5on conosceva il valore del denaro,!
scriver di lui il can. ;ervoeuQ. E le sue opere! pur splendide! dovettero c(iudere. "a
l'apostolato missionario da lui tanto incrementato diede ugualmente i suoi frutti. 5el
-6C- i missionari piemontesi e sardi sparsi nel mondo erano ::C. ;i essi 2en -. erano
vescovi# sei in *ina! due in Etiopia! uno nel territorio delle "ontagne Gocciose...
F> difficile capire il fervore missionario c(e don Bosco mise nel cuore dei suoi giovani
e le grandi reali33a3ioni missionarie dei &alesiani se non si parte di qui. Giovanni
Bosco cre22e in una *(iesa missionaria! protesa a portare la sua fede a genti lontane e
meno fortunate. In questa *(iesa! Giovanni cre22e! respir+ un'atmosfera! e nutr la
voca3ione sua e quella dei suoi giovani.
5el dicem2re del -6C9 a %aldocco giunge il grande missionario della 5igri3ia! ;aniele
*om2oni. F> circondato di entusiasmo. Egli parla e i giovani sentivano nascersi in
cuore gagliardissimo desiderio di accompagnarlo,. ;urante una ricrea3ione! *om2oni
si rivolse a un prete salesiano e l'invit+ a partire con lui per l'1frica. Gli rispose#
%eda! 'adre! se il mio &uperiore me lo permette! io prendo il 2reviario e la sua
2enedi3ione! e parto su2ito,. *om2oni cont+ molte volte quell'episodio! specialmente
dopo c(e quel prete fu veramente partito! non per l'1frica ma per l'1merica del &ud!
con il permesso e la 2enedi3ione di don Bosco. E concludeva dicendo# L'opera di don
Bosco! c(e (a gente simile! non pu+ c(e fare molto del 2ene, 4"B 7!6.Bs/.
Il primo sogno missionario
5el -67. tutto il 'iemonte cattolico vive giornate di grande entusiasmo per il
cinquantesimo de""'C)era de""a Pro)a&a*ione de""a /ede. 1 Torino giungono tutti i
%escovi del 'iemonte! e il 'apa manda una sua lettera personale.
E proprio durante questo tempo! una notte di don Bosco rigata da un nuovo!
misterioso sogno. *ondenso il suo racconto! contenuto in "B 10,5;-55: "i pareva di
essere in una regione selvaggia e sconosciuta. Era un immensa pianura alla quale face$
vano da confine lontanissime montagne sca2rose. Tur2e di uomini percorrevano a
cavallo quella pianura# quasi nudi! statura straordinaria! colore tra il 2ron3o e nero.
%estivano lung(i mantelli di pelli di animali. 'er armi avevano lance e fionde.
Ed ecco spuntare all'estremit della pianura molte persone# erano missionari c(e
venivano a predicare la religione di Ges). I 2ar2ari! per+! appena li videro! si
avventarono contro e li uccisero.
"a ecco in lontanan3a un altro drappello di missionari. &i avvicinavano ai selvaggi
con volto allegro! preceduti da una sc(iera di raga33i. "i avvicinai# erano i nostri
salesianiJ L%engono a farsi uccidereJL pensai ra22rividendo. Invece i 2ar2ari
a22assarono le armi e accolsero i nostri con segni di cortesia. I &alesiani si ingi$
nocc(iarono! e anc(e i selvaggi si inginocc(iarono. 1llora uno dei salesiani inton+
?odate Maria, o &enti (ede"i... E quelle tur2e continuarono il canto! in maniera cos
fragorosa c(e mi svegliai,.
;opo il sogno don Bosco stette 3itto! e nei ritagli di tempo cerc+ sugli atlanti
l'immensa pianura alla quale facevano da confine lontanissime montagne,. &i
sofferm+ sull'Etiopia! sulle pianure della *ina! su quelle dell'India! dell'1ustralia. *'era
per+ sempre qualc(e particolare c(e non quadrava. ;ov'era la terra del sognoD
-B-
La terra del sogno F la 1atagonia
5el dicem2re -679! sulla sua scrivania! giunse una lettera di monsignor 1neUros!
arcivescovo di Buenos 1Ures. 'roponeva a don Bosco di mandare missionari in
1rgentina per dedicarsi prima di tutto ai numerosissimi emigrati italiani! c(e
mancavano di ogni assisten3a religiosa. E poi per spingersi a sud! nella 'atagonia
sconfinata! dove le tri2) degli indios 1raucani non avevano mai sentito parlare di Ges)
*risto.
;on Bosco consult+ fe22rilmente atlanti e carte geografic(e. La 'atagoniaJ Era
proprio quella la immensa pianura 2ordeggiata da lontane e sca2re montagne. Era la
terra delle tri2) li2ere e selvagge c(e usavano lancia e fionda. L si era posato il dito di
;io.
5el gennaio del -67B don Bosco diede il grande annuncio ai &alesiani e ai giovani. Io
ascolto la voce c(e viene da lontano e grida# L%eniteci a salvareJL &ono le voci di tante
anime! c(e aspettano una mano 2enefica! c(e li metta per la via della salve33a...,
@uasi tutti risposero entusiasti# ;on Bosco! sono pronto a partireJ,. ;on Bosco! per+!
non voleva mandare in 1merica le scartine,! ma il meglio della *ongrega3ione.
&are22ero state undici le spedi3ioni organi33ate da don Bosco! ma nessuna fu prepa$
rata con l'entusiasmo! la fe22re e l'impegno della prima.
&iovanni agliero alla testa dei missionari
;opo averci pensato a lungo! decise c(e alla testa dei missionari sare22e partito don
Giovanni *agliero! il raga33ino c(e tanti anni prima l'aveva accompagnato sul pulpito
a *astelnuovo! e c(e aveva fatto di don Bosco il suo idolo. 1l suo, don Bosco non
aveva mai negato niente# aveva studiato lettere! musica! teologia! aveva dato esami e
fatto scuola! aveva lavorato in oratori vicini e lontani! era diventato salesiano e prete!
tutto come gli aveva indicato don Bosco. E sempre con energia ed entusiasmo. 5ella
preg(iera c(e recitava al mattino appena sveglio! diceva# %i adoro! mio ;io. %i
ringra3io di avermi fatto cristiano e salesiano,.
1 :7 anni era diventato una delle due giovani colonne della *ongrega3ione#
"ic(ele Gua! l'om2ra silen3iosa e fedele di don Bosco! e Giovanni *agliero! la mente
entusiasta e il 2raccio forte di don Bosco. Tutto l'avvenire dei &alesiani! umanamente
parlando! gravava sulle loro spalle. *agliero! laureato in teologia e professore dei
c(ierici! insupera2ile maestro e compositore di musica! sem2rava indispensa2ile
all'<ratorio.
Eppure una sera don Bosco l'avvicin+ e gli disse#
$ %orrei mandare uno dei nostri preti pi) antic(i ad accompagnare i missionari in
1merica. Uno c(e si fermi l tre mesi! finc(A siano 2ene a posto! c(e li consigli con
sicure33a nei momenti pi) difficili.
$&e don Bosco pensa e me $ rispose calmo *agliero $! io sono pronto.
$%a 2ene. 1llora preparati 4"B --!:7./.
@uei tre mesi, si sare22ero trasformati in trent'anni. *agliero sare22e diventato! per i
suoi meriti missionari! il primo %escovo e il primo *ardinale salesiano.
Un altro prete di valore c(e partiva era don 0agnano. 1veva un cuore pieno di sogni e
una volont indoma2ile. Era stato soldato di Gari2aldi. &i affe3ioner
appassionatamente agli indios della Terra del 0uoco! distrutti dalle malattie e dalle
armi dei 2ianc(i! e dar la vita per loro.
&li emigrati' poi gli indios
Il piano di lavoro per i missionari fu tracciato con molta c(iare33a. ;apprima si
sare22ero occupati degli emigrati. 4&ei anni dopo! al re e alla regina d'Italia c(e
visitavano la *ala2ria! il presidente dell'1ssocia3ione di *osen3a avre22e detto in
pu22lico discorso# %edrete gli addo22i ufficiali...# ma voi a22assate gli occ(i! e
v'accorgerete di passare in me33o a mortifere paludi! a pestiferi stagni! ove il
-B.
contadino si ammala e muore sen3a soccorsi! ove l'agricoltura langue e le 2onific(e
sono di l da venire. La nostra *ala2ria sare22e terra immensamente ricca! ma s per la
malaria! s per le cattive amministra3ioni dei municipi e delle province! la miseria (a
invaso queste contrade un d prospere! e i" )o)o"o emi&ra in massa ne""e Americ'e...:
41L GG -6. s/. &econdo le statistic(e del *loug(! dal -67- al -668 ogni anno
emigravano =6 mila italiani. 5el decennio seguente! -CB mila ogni anno 4p. -6./. 'er
l'1rgentina partivano quasi 98 mila italiani all'anno.
"entre s'impegnavano per gli emigranti! a piccoli gruppi sare22ero partiti per la terra
degli indios! la 'atagonia.
L'addio ai missionari avvenne l'-- dicem2re -67B! nel &antuario di "aria 1usiliatrice.
Tra una folla fittissima! don Bosco parl+ con voce a tratti commossa#
%i raccomando con insisten3a particolare la posi3ione dolorosa di molte famiglie
italiane... 1ndate! cercate questi nostri fratelli! c(e la miseria e la sventura port+ in
terra straniera...
5elle regioni c(e circondano la parte civili33ata vi sono grandi tri2) selvagge... Tra
queste genti voi pianterete il regno di ;io..., 4"B --!:6Bss/.
Un "oglietto scritto da don Bosco
@uella stessa sera! don Bosco accompagn+ i missionari in parten3a al porto di Genova.
&alirono sulla nave il giorno -9! e don Bosco era tutto rosso per lo sfor3o di trattenere
la commo3ione. @uando la sirena diede il segnale della parten3a imminente! don
*agliero inton+ il pi) antico canto alla "adonna dell'<ratorio! quello c(e don Bosco
aveva sentito nel sogno delle missioni# ?odate Maria, o &enti (ede"i...
5el nome della "adonna si era ini3iato l'<ratorio. 5el suo nome si ini3iavano le
missioni salesiane! c(e lentamente si sare22ero estese a tutta l'1merica del &ud!
all'1sia! all'1frica...
<gni partente portava con sA un foglietto scritto da don Bosco# il suo testamento per i
missionari salesiani di allora e di sempre#
*ercate anime! non denari! nA onori! nA dignit.
'rendete speciale cura degli ammalati! dei fanciulli! dei vecc(i e dei poveri.
0ate c(e il mondo conosca c(e siete poveri negli a2iti! nel vitto! nelle a2ita3ioni! e voi
sarete ricc(i in faccia a ;io e diverrete padroni del cuore degli uomini.
0ra di voi amatevi! consigliatevi! correggetevi. Il 2ene di uno sia il 2ene di tutti. Le
pene e le sofferen3e di uno siano pene e sofferen3e di tutti.
5elle fatic(e e nei patimenti! non dimenticate c(e a22iamo un gran premio preparato
in *ielo. 1men, 4"B --!986/.
.%. La 1atagonia sognata
La Boca come 5aldocco
1ttraverso le lettere c(e sollecitava continuamente! don Bosco seguiva con
commo3ione affettuosa le vicende dei suoi missionari.
Gli si riempirono gli occ(i di lacrime quando lesse! nella prima lettera di don *agliero!
c(e a Buenos 1Ures venivano circondati 2enevolmente dai giovani! per lo pi) italiani!
ma c(e quei giovani! alla ric(iesta di fare il segno di croce! guardavano meravigliati!
non comprendendo cosa volesse dire. 1lla domanda se andavano a "essa alla
domenica! rispondevano di non sapere quand'era domenica. Il quartiere La Boca,!
popolato di miseri immigrati italiani! era la fotocopia della periferia di Torino quando
don Bosco vi era arrivato con il suo <ratorio. E don *agliero ripeteva esattamente ci+
c(e don Bosco aveva fatto allora# parlava! domandava! si interessava! giocava con
loro! faceva scuola di lettura e di aritmetica.
;on Bosco mand+ laggi) altri gruppi di missionari! anc(e giovanissimi! perc(A capiva
-B:
c(e l era la nuova frontiera della sua *ongrega3ione.
-C aprile -67=. ;a Buenos 1Ures parte la prima spedi3ione missionaria verso le terre
degli indios! all'estremo sud. 5el sogno! a don Bosco quelle terre erano sem2rate
vicine alla citt. *i volle invece un viaggio di -:88 c(ilometri! percorsi a cavallo e su
carri tra2allanti! in compagnia dei soldati c(e andavano laggi) a costruire una linea di
fortini.
La 1atagonia raggiunta nel giorno dell'3usiliatrice
La grande noti3ia! attesa dai &alesiani e dai loro amici! fu data dal 0o""ettino
$a"esiano di otto2re# LE '<GTE ;ELL1 '1T1G<5I1 1'EGTE 1LLE "I&&I<5I
&1LE&I15E,. La recava una lunga e pittoresca lettera di don *ostamagna! c(e fu let$
ta golosamente da giovani e adulti. Giporto i 2rani principali#
'artimmo dal *arr(ue sul finire di aprile! un po' sul carro e il pi) a cavallo!
camminando ora tra l'avanguardia! ora tra la retroguardia di un piccolo esercito...
'assammo nella forte33a di 'uan e 0orte 1rgentino# forte33e terri2ili... c(e i nostri
'iemontesi di Gianduia non penere22ero a prendere a pomi cotti. *ol 2atte33ammo
un'ottantina di pargoletti e raga33ini. &eguimmo quindi la via del deserto in compagnia
non solo dell'esercito! ma di fra3ioni di alcune tri2) di Indi...
L'undici di maggio! dopo essere passati per valli e monti! lagune e torrenti! arrivammo
finalmente al Gio *olorado. &ulla sua sponda cele2rammo la &. "essa...
In seguito 2atte33ammo una quarantina di 2am2ini e raga33ini sopraggiunti con altre
truppe! e ci disponemmo al passo del Gio. Guadammo come tutti gli altri! cio
inginocc(iati sul dorso del cavallo c(e nuotava! ed afferrandoci con am2e le mani alla
sella...
Ed ecco c(e il .: di maggio! verso le 9 di sera sento dire c(e si perduto il sentiero!
quel sentiero appunto c(e dal Gio *olorado ci doveva condurre al Gio 5egro (i"
con(ine de""a Pata&onia). 5on potei pi) resistere... Ben presto udii le voci# ]122iamo
ritrovato un sentiero^.
5on avevo sperato invano. 1l mattino! .9 maggio ((esta di Maria Ausi"iatrice, "a )i6
cara a" cuore di o&ni $a"esiano), al3atomi all'al2eggiare! e scossa la 2rina c(e era
caduta su quello c(e io dovevo c(iamare mio letto! riscaldatomi ad un 2uon fuoco!
montai a cavallo allo spuntar del sole! ed ora trottando ora galoppando per circa 98
miglia (circa 6; c'i"ometri), giungevo a *(oele$*(oelH ed alle 9 e :9! precisamente
nell'istante in cui il sole si nascondeva dietro la *ordigliera delle lontane 1nde! io
metteva pi a terraH e sulla sponda del Gio 5egro! c(e quanto dire sulle porte della
'atagonia! intonava dal fondo del mio cuore l'inno di gra3ia alla nostra cara "adre
"aria 1usiliatrice... c(e precisamente nel giorno della sua festa conduceva questo
povero &alesiano sul luogo della "issione da tanti anni sospirata..., 4B& -67=!
-8!.ss/.
La guerriglia degli 3raucani
1lla foce del Gio 5egro! un fiume immenso! si erano aggrumati due nuclei di
capanne! c(e sare22ero diventate citt# 'atag+nes e %iedma. ;on 0agnano! parroco di
'atag+nes! aiutato da quattro &alesiani e quattro 0"1! dovette pensare alla 'ampa! il
territorio a nord del Gio 5egro! vasto come l'Italia &ettentrionale. 'arroco di %iedma
fu don "ilanesio! al quale fu assegnata tutta la 'atagonia! grande come l'Italia dal 'o
alla *ala2ria. L vivevano gli indios 1raucani! visti in sogno da don Bosco! maltrattati
e perseguitati dai 2ianc(i. ;on "ilanesio e i &alesiani divennero i loro difensori! i loro
avvocati presso il Governo centrale argentino.
1 tratti si accendeva la guerriglia ra22iosa! in cui gli indios si scatenavano contro "e
(a*endas dei 2ianc(i! e su2ivano come rea3ione devasta3ioni e massacri.
@uando l'ultimo capo araucano! 5amuncur! si decise a trattare la pace 4-66:/! scelse
come mediatore don "ilanesio.
-B9
L'a##raccio del giovane vescovo
6 otto2re -669. Una lettera con i sigilli rossi del %aticano giunge a %aldocco. 'orta la
noti3ia c(e il 'apa (a nominato don Giovanni *agliero vescovo della 'atagonia,. E>
uno dei momenti pi) felici per don Bosco. L'antica visione dei giganti color di rame
attorno a un raga33o mori2ondo non era stata l'illusione di un momento di stanc(e33a.
&i avverava.
*agliero fu consacrato nel &antuario di "aria 1usiliatrice! tra una folla tra2occante di
raga33i e di gente. 1l termine! il giovane vescovo 49C anni/ si diresse verso sua madre!
vecc(ietta 2ianca di 68 anni! c(e un giorno lontano l'aveva regalato, a don Bosco.
L'a22racci+ con tenere33a. 'oi cerc+ con lo sguardo il suo, don Bosco. Era in un
angolo del pres2iterio! con la 2erretta in mano. Il vescovo non si vergogn+ di mettersi
a correre# gli gett+ le 2raccia vigorose al collo. In quell'a22raccio forte e delicato c'era
il suo gra3ie,.
L'ultimo sogno missionario
5ella notte tra il = e il -8 aprile -66C! mentre mons. *agliero era tornato in 'atagonia!
don Bosco e22e l'ultimo sogno missionario. Lo raccont+! con la voce ormai ridotta a
un'om2ra! a don Gua. Lo condenso da "B -6!7..
;a una vetta spinsi lo sguardo in fondo all'ori33onte. %idi una quantit immensa di
giovanetti! c(e corsero intorno a me e gridarono#
$ Ti a22iamo aspettato! ti a22iamo aspettato tanto.
Una pastorella ci disse#
$&pingete lo sguardo lontano. *(e cosa vedeteD
$Io leggo L%alparaisoL $ disse un fanciullo.
$Io leggo L&antiagoL $ disse un altro.
$Io leggo L'ec(inoL $ disse un altro ancora.
$<ra $ disse la pastorella c(e guidava un immenso gregge
$ tira una sola linea da 'ec(ino a &antiago! e fai centro in me33o all'1frica. *osa
vediD
$;ieci centri di sta3ioni missionarie.
$ E22ene! questi centri daranno moltitudini di missionari per provvedere a queste terre.
'oi vedi quegli altri dieci centri fino a 'ec(inoD 1nc(e quelli formeranno i missionari
per queste terre. L c' Iong$Vong! l *alcutta. 1vranno case! studi e centri di
forma3ione.
$ "a come fare tutto questoD Le distan3e sono enormi. I &alesiani poc(i.
$ 5on ti tur2are. 0aranno questo i tuoi figli! i figli dei tuoi figli e i figli loro,.
'are incredi2ile! ma se oggi si prende una carta geografica e si tirano quelle linee! quel
sogno si vede gi reali33ato al B8 per cento. E il resto sta reali33andosi proprio in
questi anni.
*ommentandolo con don LemoUne! don Bosco con voce tranquilla ma penetrante,
disse# @uando i &alesiani saranno nella *ina e si troveranno sulle due sponde del
fiume c(e passa nelle vicinan3e di 'ec(inoJ... Gli uni verranno dalla sponda sinistra...!
gli altri dalla sponda destra... <(J quando gli uni andranno incontro agli altri per
stringersi la mano... @uale gloria per la nostra *ongrega3ione... "a il tempo nelle
mani di ;ioJ, 4"B -6!79/.
.(. La morte annunciata
Io' don Berto' testimonio
La mortalit dei preadolescenti! negli ultimi decenni del -688! era ancora molto alta.
-BB
;on Gioac(ino Berto! segretario di don Bosco per pi) di vent'anni! (a testimoniato#
Egli predisse! assai prima c(e accadesse! la morte di quasi tutti i giovani (c'e
morirono ne""'Cratorio), notando il tempo e le circostan3e del loro passaggio all'altra
vita. Una volta o due ne avvert c(iaramente il giovane. &ovente lo fece custodire da
un 2uon compagnoH talora ne disse in pu22lico le ini3iali del nome. @ueste predi3ioni!
per quanto ricordo! posso assicurare c(e e22ero tutte il loro pieno compimento.
@ualc(e rarissima ecce3ione vi fu! ma tale c(e serv di conferma dello spirito profetico
di don Bosco. Io! don Berto! testimonio oculare e auricolare! scrivo queste cose, 4"B
5,38,).
'er don Bosco la morte era l'incontro con ;io. Bisognava arrivarci 2en preparati!
perc(A Egli ci avre22e giudicati.
&apere il momento della nostra morte! quindi! era per lui un favore grande# ci si poteva
preparare ed essere sicuri del 'aradiso.
"a come reagivano i raga33i a queste previsioniD *' una testimonian3a ingenua e
fresca c(e ce lo racconta. Una testimonian3a poco conosciuta! firmata da 5atale
Brusasca.
&iunse la sera del 31 dicem#re
Il giorno .9 otto2re -67C io entravo nell'<ratorio di &. 0rancesco di &ales per
compiervi gli studi. 1vevo undici anni compiuti! e attendevo il giorno del &anto 5atale
per compiere i dodici. Gimasi colpito in modo meraviglioso dalla vita c(e si faceva al$
l'<ratorio. "i incantava la 2ont di tutti i superiori e professori! l'allegria dei
compagni! la magnificen3a della c(iesa di "aria 1usiliatrice. "i pareva di essere
entrato in un paradiso terrestre.
'assarono i primi due mesi e giunse la sera del :- dicem2re -67C. Io avevo gi
conosciuto e preso grande affetto a tutti i superiori dell'<ratorio! ma non avevo ancora
imparato a conoscere don Bosco! c(e gi a quel tempo non poteva pi) trattenersi a
lungo in me33o a noi raga33i. (.n novembre era stato a -enova, i" 1I &ennaio sarebbe
)artito )er %oma).
@uella sera! dopo le ora3ioni! acclamato da tutti gli alunni dell'<ratorio! studenti e
artigiani! sal la cattedra! quel 2uon prete sorridenteH ma! dico la verit! io non capivo
perc(A si facessero a lui tante ova3ioni. 1n3i! io pensavo tra me# L'erc(A non si ap$
plaude egualmente don La33ero! don ;urando e gli altri superiori! quando ogni sera ci
vengono a parlareD 5on sono egualmente 2uoni! come quel prete c(e sorride con tanta
gra3iaDL 1vendo io fatto queste osserva3ioni ad un mio vicino! egli mi disse#
$ Tu sei nuovo! non conosci ancora don Bosco. Egli il superiore di tutti i superiori
della *asa! il fondatore e quindi il padrone di tutto l'<ratorio.
Ed io# $ 1nc(e della c(iesaD
$ 1nc(e della c(iesa... L'(a fa22ricata luiJ...
0ui su2ito convinto... e confuso.
Intanto era cessato il 2attimani e sentii la voce di don Bosco c(e diceva tra le altre
cose#
$ @uesta l'ultima sera del -67C. "entre voi dormirete comincer il -677! ed io son
venuto per darvi la strenna...
@ui tutti i compagni ricominciarono a 2attere le mani! io invece pensavo tra me# $ *(e
strenna ci darD... ;ei soldi no! perc(A il regolamento proi2isce di tenerliH dunque dei
li2riJ $ E cos pensando! guardavo se vicino alla cattedra ci fosse qualc(e catasta di
li2riH ma non vedendo nulla! conclusi tra me e me c(e ci avre22e regalato una 2ella
immagine ciascuno. &'era di nuovo fatto un silen3io religioso! e la voce c(iara!
insinuante di don Bosco! continuava#
$ 'rocurate di fare sempre santamente le vostre *onfessioni e *omunioni! perc(A di
tutti voi c(e siete qui presenti in questo momento e c(e sentite le parole di don Bosco!
alcuni passeranno all'eternit durante l'anno -677 e non si troveranno pi) qui l'ultima
sera dell'anno c(e sta per cominciare. ;i voi! otto de22ono morire nel -677... e poi
altri ancoraH e qualcuno di questi comincia con la lettera B...,
-BC
&uarda' guarda dove sono capitato+
1 questo punto io cessai di seguire il discorso di don BoscoJ... 'er me! Brusasca! ce
n'era d'avan3o. La mia povera testa si trov+ su2ito in confusione... 1vrei preferito
essere al mio paese nativo! e mi posi a fare questi ragionamenti#
LGuarda! guarda! in c(e collegio mi (a messo mio padreJ... ed io ci stavo tanto
volentieri... ed avevo fatto amici3ia con questi superiori... 'er+ 2uoniJ... ;unque io
de22o morireJ... Io mi c(iamo BrusascaJ... BastaJ... ;omani scriver+ a mio padre c(e
mi venga a prendere! perc(A.. perc(A io non voglio pi) stare all'<ratorio... s! gli
scriver+...L
"a ecco su2ito un altro pensiero#
L;on Bosco disse c(e devono morire )arecc'i dei presenti! ma non disse c(e
sare22ero morti nell'<ratorioH dunque! se22ene ritorni al mio paese! io morr+
ugualmente! perc(A egli (a detto c(e sare22e morto qualcuno della lettera B... *(e
de22o dunque fareD... ;ovr+ scrivereD... ;ovr+ fuggireD ;ovr+ restareD...L
1 questo punto del mio soliloquio si rinnovarono gli applausi e don Bosco discendeva
dalla cattedra. I giovani! parte si ordinavano per andare nei dormitori! e parte! come
una fiumana! affluivano verso don Bosco. Io domandai al mio vicino#
$ ;ove vannoD
Ed egli# $ %anno a domandare a don Bosco se sono essi c(e devono morire.
$ 1(J sJD... 1llora ci vado anc('io.
E pensava# L%oglio restar l'ultimo e aspetter+! dovessi aspettare fino a domani! perc(A
non voglio c(e gli altri sentano ci+ c(e don Bosco dir a me
"i posi in coda alla lunga fila di coloro c(e dicevano una parola a don Bosco e ne
avevano sottovoce la risposta,.
5orrei sapere se devo morire+
Intorno a don Bosco non v'erano c(e alcuni superiori... "i avvicinai anc('io e don
Bosco! sorridendo! mi domand+#
$ E tu c(e vuoiD
"i feci vicino pi) c(e potei e gli dissi#
$ %orrei sapere se io devo morire...
$ *ome ti c(iamiD
$ Io mi c(iamo Brusasca 5ataleJ...
$BeneJ... &arai amico di don BoscoD
$ &i! ma devo morireD
$ &ta' allegro! e procura di far sempre 2ene le tue *onfessioni e le tue *omunioni... &ta'
allegro e va' a dormireJ
Gli 2aciai la mano! e nA allegro! nA scontento! mi recai in dormitorio. 5on nascondo
c(e quella sera avevo un po' di paura di morire nel nuovo anno# ma in 2reve mi sentii
rassicurato pensando alle parole L&ta' allegroJL! e tornai pi) allegro e pi) felice di
prima,.
3mico di ornelio Baldomero
La vita dell'<ratorio era tanto varia! ed io cos giovane! c(e non pensavo pi) alla
strenna di don Bosco e alla lettera B...
Io vivevo nell'<ratorio i giorni pi) felici! 2enc(A non pensassi! come avevo promesso!
a farmi vero amico di don Bosco. Eppure egli pensava anc(e a me. %edeva con piacere
c(e i superiori si servivano di me! fornito di 2ella voce! per cantare le lodi della
"adonna! mi conosceva personalmente! e a quando a quando mi parlava. Insomma
aveva presa! come detta di cuore! la mia parola di essergli amico! mentre! quella sera!
io avevo detto un si solo nel desiderio di affrettare la sua risposta c(e mi togliesse
dall'incerte33a in cui ero! nel timore di dover morireJ
E mor realmente 9ua"cuno della lettera BJ Briatore Giovanni! Bagnati 1ntonio!
-B7
Boggiato Luigi! Becc(io *arlo...
0in dai primi mesi del -677 avevo avuto la fortuna di essere stato scelto per la scuola
superiore di musica! c(e doveva eseguire la gran "essa del Gossini...
Tra gli altri io guardavo con stima affettuosa un giovanetto c(e si c(iamava *ornelio
Baldomero. Era assai 2uono! ma di poco ingegno! e il "O. ;ogliani l'aveva fatto
segretario della scuola di musica! affidando a lui le c(iavi dell'armadio musicale. Io lo
stimavo assai! e quando non potevo passare la ricrea3ione col "
8
. ;ogliani o con don
La33ero! ero sempre con Baldomero.
Gicordo c(e! un giorno! udimmo le voci dei nostri compagni c(e gridavano# iva don
0oscoF iva don 0oscoF Baldomero mi disse#
$ 1ndiamo a 2aciare la mano a don Bosco.
;on Bosco veniva verso di noi! circondato e pigiato in me33o a una gran tur2a di
giovanetti. Egli era sorridente ed aveva una parola per ciascuno.
5oi due ci avvicinammo a lui! ed egli! il 2uon 'adre! ci salut+ con uno sguardo
sorridente. Baldomero 2aci+ l'a mano destra ed io la mano sinistra di don Bosco! e le
nostre dita si trovarono confuse tra le mani di don Bosco.
&i attravers+ l'estremo angolo del cortile! fino alla scala c(e guida alla camera di don
Bosco. Il tempo della ricrea3ione volgeva al suo fine! ed egli! salutati ad uno ad uno
gli altri giovani! rest+ in ultimo con noi due! Baldomero alla destra ed io alla sinistra.
&alimmo alquanto incomodamente le scale... @uando egli apparve in me33o a noi due
sul 2alcone! tutti i giovani! con la testa rivolta in su! gridarono# $ iva don 0oscoF $. E
don Bosco! fatto un saluto colla mano a tutti i giovani! si rivolse a me e disse#
$ Tu discendi e va' in cortile.
Gli 2aciai la mano. &entivo in cuore un 'invidiu33a per Baldomero. "a stimando assai
l'amico. 0ui contento c(e don Bosco gli avesse fatto quella preferen3a. Tuttavia! pieno
di curiosit di sapere perc(A don Bosco l'avesse trattenuto! mi fermai ad attenderlo.
0inalmente lo vidi discendere! gongolante di gioia! con una 2ellissima immagine di
"aria 1usiliatrice in mano! mentre suonava la campanella della scuola. Il dialogo fu
quindi 2reve e rapidissimo.
$ *(e ti (a detto don BoscoD
$ "i (a dato questa immagine...
$ <(J come 2ellaJ... ma ci voleva tanto tempo per darti unZ
$ "i (a anc(e confessato.
$ E mi (a detto tutti i peccatiJ
$ *(e cosaD... a me non li (a detti maiJ
$ *ome sono contentoJ... Basta! andiamo a scuola.
;on Bosco partiva ()artD i" 18 dicembre 18,,) per Goma e... Baldomero! c(e fino a
quel giorno era stato sanissimo! alcuni giorni dopo 4si era gi al principio del -676/ era
costretto ad andare in infermeria,.
Mentre il campanello ci c!iamava
Gicordo c(e nel momento c(e si doveva andare a scuola di musica! egli mi c(iam+!
mi diede le c(iavi dell'armadio! e mi disse di avvertire il "
8
;ogliani c(e lui non stava
troppo 2ene.
0eci la commissione! e dopo cena salii in infermeria per vedere l'amico. Egli mi disse#
$ *aro Brusasca! non sto 2ene! e l'infermiere andato a prendermi il letto in camerata
per farmi restare qui in infermeria.
Gli feci coraggio! e! venuto il momento di recitare le ora3ioni! pregai per il mio amico
e andai a letto.
La mattina seguente! verso la fine degli studi! e precisamente mentre suonava il
campanello c(e ci c(iamava alla santa "essa! entr+ nel salone il nostro catec(ista don
"os %eronesi! e con voce rotta dalla emo3ione ci disse# $ *ari giovani! in questo
momento volata al cielo l'anima di Baldomero *ornelio! dopo aver ricevuto i &anti
&acramenti... @uelli c(e possono! facciano la santa *omunione per lui! tutti gli altri
recitino 2ene il santo Gosario. Il &ignore disporr c(e la carit c(e noi usiamo agli
altri! un giorno da altri venga usata per noi...
-B6
L'effetto di quelle parole fu profondissimo in tutti. I confessionali vennero assiepati e
la *omunione fu veramente generale. La feci io pureH ma all'orecc(io mi risuonavano
sempre le parole di don Bosco# $ ;i voi! otto de22ono morire nel -677! e poi altri
ancoraH e qualcuno di questi comincia con la lettera B...
Io continuai ancora lungo tempo a suffragare l'anima dell'amico. La sua scomparsa mi
impression+ assai pi) di tutte le altre morti. "i sempre rimasta la certe33a c(e il
carissimo 'adre! illuminato dal &ignore c(e prima del suo ritorno (da %oma) il 2uon
*ornelio Baldomero sare22e passato all'eternit! lo volle egli stesso con paterna carit
preparare al gran passo.
*os egli mi assista dal *ielo... nell'ora miaJ,.
&acerdote 5atale Brusasca. *(ioggia! . novem2re -=-C! (0o"D. $a"esiano -=-C! p.
358).
... Un commerciante' un negoziante' un marc!ese< i cooperatori
1ortavo in mano un po' di merluzzo
Io (o 2isogno di tutti,! disse pi) di una volta don Bosco 4"B -6!9./. E a tutti quelli
c(e l'aiutavano dimostrava riconoscen3a.
5el -67C! mentre si trovava a *(ieri! vide Giuseppe Blanc(ard! il giovanottino c(e
tanti anni prima l'aveva sfamato con pane e frutta 4v. p. C9/. E lo stesso Blanc(ard a
raccontare! da povero contadino! quell'incontro#
;on Bosco non si dimentic+H non arross di quanto io gli voleva fare quand'era
giovane e cos a disagio. Io l'aveva perduto di vista! e se l'avessi anc(e incontrato forse
non avrei pi) osato nA salutano nA avvicinarmi! tenendo per fermo di non essere rico$
nosciuto. @uanto m'ingannavaJ Un d lo incontrai in *(ieri! mentre egli in me33o a
molti preti venuti a riverirlo! stava per entrare nella casa gi Bertinetti! dove egli era
alloggiato! ed appena mi vide! lasci+ la compagnia e mi venne a salutare. L<(
Blanc(ard! e come vaD $ Bene! 2ene! signor *avaliere...L Io intanto cercavo di
s2rigarmi perc(A mal in arnese! e con il mio pran3o tra le 2raccia! non osava discorrere
cos alla domestica con don Bosco! c(e mi pareva diventato un gran c(e. 'ortavo in
una mano un po' di merlu33o! maccaroni! e dall'altra una 2ottiglia di vino. "a don Bo$
sco mi disse# L5on vuoi pi) 2ene ai pretiD $ <( sJ c(e voglio sempre 2ene ai religiosi!
ma in questo arnese non oso fermarmiL. 1llora don Bosco mi soggiunse# L"io caro!
ricordo c(e mi (ai tolto tante volte la fame! e sei stato nelle mani della divina
'rovviden3a uno dei primi 2enefattori del povero don BoscoJL. E qui rivolto a tutti
quei preti! c(e lo accompagnavano! disse a mio riguardo#
LEcco uno de' miei primi 2enefattori ,.
=aceva militarmente il catec!ismo
;a don *alosso c(e gli regal+ l'ultimo anno della sua vita! al 2anc(iere *otta c(e gli
saldava le fatture! la sua vita e le sue opere furono nutrite dal lavoro e dal sacrificio di
moltissime persone.
'er pi) anni! nelle feste e in tutti i giorni della quaresima $ ricorda Bonetti $ don Bosco
doveva fare catec(ismo a classi affollatissime di artigiani 4il numero consueto per ogni
classe era di 78 alunni/. Era solo. "a puntualmente arrivavano il commerciante
Gagliardi! c(e c(iudeva per un paio d'ore la sua 2ottega! il conte *aUs! c(e lasciava il
'arlamento &u2alpino! alcuni nego3ianti di 'orta 'ala33o! il "arc(ese ;omenico
0assati ufficiale emerito dell'esercito. ;on Bosco assegnava ad +gnuno una classe. Il
"arc(ese $ ricorda sempre Bonetti $ assuefatto all'ordine e da 2uon soldato disponeva
i suoi giovanetti in modo di averli tutti sotto gli occ(i... @uantunque tenesse un aspetto
serio e da militare! i giovani lo amavano tanto... &oleva dire c(e niuna serata anc(e la
-B=
pi) 2rillante tornavagli di tanta soddisfa3ione! quanto una me33'ora di catec(ismo fatta
ai giovani dell'<ratorio, 4*L 9C9s/.
I rimproveri e i #iglietti da mille di don a"asso
<gni tanto nel cortile dell'<ratorio arrivava don *afasso! il prete me33o go22o e tutto
santo c(e l'aveva accompagnato nei primi! incerti anni di Torino. *amminavano in su
e in gi). ;on *afasso rimproverava don Bosco# Iai troppi monelli. 'rendine di meno
e curali di pi),. ;on Bosco allargava le 2raccia# E gli altri dove li mandoD In
prigioneD,. ;iscutevano a lungo! poi don *afasso gli porgeva una 2usta! e se ne
andava svelto coi suoi passettini storti. 5ella 2usta c'erano i 2iglietti da mille per finire
di pagare la c(iesa di &. 0rancesco di &ales! per comprare altri terreni! per le macc(ine
dei la2oratori e della stamperia 4cf "B 9!B67 ss/.
Lui! tutta questa gente c(e gli dava una mano a tirar via dalla strada e a fare del 2ene ai
raga33i! li c(iamava coo)eratori. La parola pu+ piacere o non piacere! ma ci+ c(e
(anno fatto pi) grande di un monumento.
Macc!4 con"raternita+
Li voleva unire in una grande famiglia! e nel -679 tracci+ il disegno di una 4nione di
san /rancesco di $a"es. I direttori salesiani si dimostrarono poco entusiasti. ;issero
c(e sare22e stata una confraternita in pi). ;on Bosco quasi si arra22i+# %oi non capi$
te. "a vedrete c(e questa Unione sar il sostegno della nostra &ociet, 4"B -8!-:8=/.
;on Bosco aveva lo sguardo lungo. %edeva c(e non solo la sua opera! ma tutte le
opere della *(iesa! dalle parrocc(ie alle associa3ioni per gli operai! andavano avanti
perc(A c'era gente c(e in silen3io faceva del 2ene! sen3a aspettare ricompense se non
da ;io. <ccorreva unire insieme questi veri cristiani.
Lo disse e lo scrisse# Una cordicella sola de2ole! ma unitela ad altre! e difficilmente
si rompe. *os un 2uon cattolico# se solo! facilmente vinto dai nemici del 2eneH ma
se incoraggiato e aiutato da altri! forma con loro una grande for3a e riesce a fare
tanto 2ene, 4"B --!B:C/.
;opo i &alesiani e le 0"1! i *ooperatori furono il ter3o ramo della famiglia salesiana.
;on Bosco volle per loro un programma semplice e sodo# fare del 2ene a se stessi con
una vita cristiana impegnata! aiutare le opere salesiane! mettersi a disposi3one dei par$
roci e dei %escovi per fare il 2ene insieme.
0urono moltissimi gi durante la vita di don Bosco. <ggi esistono in tutto il mondo. Il
2ene c(e (anno fatto e c(e fanno quasi invisi2ile e quasi infinito.
.2. &li eI7 allievi lo ricordavano cos$
Li portava nel cuore
Gli eQ$allievi don Bosco li portava nel cuore.
I giovani a cui aveva sorriso e parlato! a cui aveva procurato il pane e l'amici3ia con
;io! viaggiando li cercava. ;ietro volti adulti! induriti e consumati dalla vita! cercava
il volto di un antico raga33o. @uando lo trovava! era una festa.
1nc(e gli eQ$allievi portavano don Bosco nel cuore! insieme a ricordi delicati!
indimentica2ili.
"olti di quei ricordi andarono perduti. "a altri! gra3ie a ;io! sono rimasti.
5ell'otto2re -=-C il 0o""ettino $a"esiano rivolse un appello# c(i conservava ricordi di
don Bosco 4a distan3a di .6 anni dalla sua morte/ li inviasse. &are22ero stati
pu22licati.
Gisposero gente semplice! preti! suore! ma soprattutto eQ$allievi. In tanti di quei
-C8
ricordi, si delineano sfumature sconosciute! atteggiamenti dimenticati di quella
persona umanissima c(e fu don Bosco. 'er dieci anni! da quel momento! il 0o""ettino
e22e una ru2rica attesissima# /atti e detti di !on 0osco.
5e (o scelto un piccolo ventaglio. 1lcuni 4quelli del medico Bestente! del raga33ino
Brusasca/ li (o inseriti nel corso nella narra3ione. Gli altri li metto qui.
&ioca al lotto' ti do i numeri
4.../;on Bosco mi e22e nell'<ratorio per un anno e mi fu padre spirituale per parecc(i
anni.
La prima voce di voca3ione al &acerdo3io la e22i da lui. I miei 2uoni genitori mi
presentarono a lui pregandolo ad accettarmi all'<ratorio. Essi avre22ero pagato la
pensione per me! a patto c(e io fossi li2ero di compiere! in citt! studi di prepara3ione
per impieg(i governativi. Gispose#
$ ;on Bosco non accetta raga33i c(e escano di casa! per il pericolo c(e! ritornando!
non portino li2ri o giornali o idee mondane. *i+ detto fiss+ su di me il suo sguardo!
stette un po' in silen3io! e infine mi disse#
$ &e tu mettessi l'a2ito da c(ierico! ti potrei accettare.
@ueste parole e22ero un effetto magico. ;a quel punto non e22i pi) in mente altro
disegno! fuori di quello di farmi prete. E fui accettato da don Bosco. 0eci la seconda
rettorica all'<ratorio sotto la guida dei c(ierici 0rancesia e GuaH indi vestii l'a2ito cleri$
cale ed entrai in &eminario.
Gicordo c(e una domenica sera! dopo le fun3ioni! lo vidi in cortile! seduto a terra
circondato da quattro o cinque raga33i. Teneva in mano il suo fa33oletto! c(e era
sempre 2ianco. L'aveva aperto! indi raccoltolo fra le mani! lo palleggiava
delicatamente dalla destra alla sinistra. 5oi stavamo silen3iosi. Ed egli dopo qualc(e
istante#
$ &e avessi dodici giovani! dei quali potessi disporre a mio talento! e potessi
maneggiarli come faccio con questo fa33oletto! vorrei arrivare in capo al mondoJ
Gicordai i dodici apostoli del ;ivin &alvatore! e! confesso la mia temerit! mi parve
c(e don Bosco avesse detto troppo. Invece era profeta.
4.../La vigilia del mio possesso di parrocc(ia! andai a c(iedergli la 2enedi3ione. &i
raccolse! com'era solito fare sempre prima di aprir 2occa! e poi lentamente e con
un'espressione profonda mi disse queste testuali parole#
$ Ti raccomando particolarmente i poveri! i vecc(i! gl'infermi e! come 2en naturale! ti
raccomando anc(e la giovent).
E mi 2enedisse.
'oc(i mesi dopo tornai a lui. &i trovava a %alsalice. "i domand+ se le cose andavano
2ene. Gli risposi#
$ 'er gra3ia di ;io! s! ma (o un fastidio.
$ @ualeD
$ Io trovato B. mila lire di de2ito (#irca 115 mi"ioni de" 1<86).
Ed egli! sorridendo e con grande 2ont#
$ T'insegno io il metodo di pagarle. Gioca al lottoJ
&orrisi io pure. E lui#
$ 5on vuoi giocare al lottoD
$ Gioc(er+ $ risposi $ se lei mi d i numeri.
$ & c(e te li do $. "i tenne sospeso! indi insistette#
$ "a li gioc(erai davveroD
$ &! glielo prometto.
- Bene! i numeri sono questi# /ede, s)eran*a, carit+F &e vuoi un quaterno! aggiungi#
Perseveran*a.
Il consiglio! datomi da altri! mi sare22e parso una can3onatura. "a era don Bosco c(e
parlava! e l'accettai con venera3ione.
E su2ito mi sentii tranquillo! sereno! pieno della miglior volont di accendere sempre
pi) la (ede, la s)eran*a e la carit+ prima nel mio cuore! poi in quella dei miei
parrocc(iani. 0atto sta c(e )erseverando nel cercare la gloria di ;io e il 2ene delle
-C-
anime! in due anni! dico due anni! saldai tutto il de2ito.
5el darne la lieta noti3ia ai parrocc(iani! narrai loro il colloquio con don Bosco! e
consigliai a tutti i numeri di don Bosco! dicendo c(e erano infalli2ili,.
Teologo ;omenico "uriana! curato di &. Teresa! Torino 4B& -=-C! 9-/.
Lo !anno #eati"icato il ottolengoE
Era l'autunno del -6CB! io avevo compiuto 6 anni e don Bosco! con una squadra dei
suoi 2iric(ini! preceduti dalla 2anda musicale! attraversava *(ieri! diretto ai Becc(i
per la festa del &. Gosario.
Giunto col suo piccolo esercito in via "oreto -8! ordin+ un a"t ed entr+ in casa mia. Io
stavo su una panc(ettina! occupato nello scrivere i compiti di scuola sopra una sedia.
(/u) festa per i miei genitori e per mio fratello ;omenico! allora c(ierico! c(e era stato
nell'<ratorio e c(e don Bosco aveva sempre guardato con predile3ione. 5on appena
e22e salutati tutti con quel suo fare gioviale e dignitoso! fiss+ nei miei occ(i stralunati
i suoi occ(i scrutatori! e#
$ *ome ti c(iamiD K mi c(iese.
$ 1gostino $ gli risposi.
$ <(J c(e 2el nomeJ E c(e scuola faiD
$ Ter3a elementare.
$ Bene! 2ene. *ontinua a studiare! e appena avrai la promo3ione alla quarta! verrai con
me all'<ratorio! dove ti troverai con tanti amici! c(e ti vorranno 2ene... Tu potrai
continuare i tuoi studi e poi vedremo c(e cosa vuole da te il &ignore.
@uelle parole le ricordo io e le ricorda la mia sorella maggiore! tuttora vivente! la
quale domand+ a don Bosco se non avre22e aperto anc(e una casa per raga33e! )er
(are 4come diceva essa/ un re&&imento di $uore7 e don Bosco a sorridere e a
risponderle#
$ &i! s! a suo tempo! ma non per teJ
E aveva ragione. 5el -6C6 mia sorella andava a marito. 4.../
Terminata la ter3a elementare e promosso alla quarta! nell'agosto del -6CC a nove anni
d'et io entrai nell'<ratorio! dove feci gli studi ginnasiali! e donde uscii nell'agosto del
-67.! per vestir l'a2ito c(iericale.
@uando feci il mio ingresso all'<ratorio! la mamma! c(e aveva personalmente
conosciuto il canonico *ottolengo! fondatore della Picco"a #asa de""a !ivina
Provviden*a, 4.../mi affid+ l'incarico di domandare a don Bosco se sarebbe avvenuta, e
)resto, "a beati(ica*ione de" #otto"en&o.
0eati(ica*ioneF 'arola e2raica per un fanciullo di nove anniH quindi si pu+ immaginare
come la ripetei cento volte per non dimenticarla. 1rrivato all'<ratorio e presentatomi
per la prima volta a don Bosco! con tutta semplicit gli dissi#
$ La mamma m>incarica di domandarle se avverr+, e )resto, "a beati(ica*ione de"
#otto"en&o.
$ &! s $ mi rispose don Bosco $. "a nA la tua mamma nA io la vedremo. Tu la vedraiJ
@uante predi3ioni in queste poc(e paroleJ @uando la mamma venne a trovarmi! le
notificai la risposta avuta da don Bosco. 4.../ "ia mamma mor nel -678! don Bosco
nel -666.
Trovandomi a Giaveno nel gennaio del -6=.! fui colpito da risipola facciale. In poc(i
giorni! sempre con la fe22re altissima! la malattia mi ridusse in fin di vita. Il prevosto!
don Giorgio Bernero! cominci+ a prepararmi al gran passo. 1lle pie esorta3ioni del
prevosto! io non e22i c(e una sola risposta# 5Ma "''anno &i+ beati(icato i"
#otto"en&oH5 1 cos inaspettata e incomprensi2ile risposta! il prevosto rimase ancor
pi) persuaso dell'imminente mio pericolo 4.../
5on appena ricevuto Ges) in &acramento! mi addormentai! e mi risvegliai sen3a
fe22re e con tutti i segni di una cominciata convalescen3a. 5el tempo della
convalescen3a! il prevosto mi parl+ dei vaneggiamenti avuti durante la malattia! e della
domanda# L"a l'(anno gi 2eatificato il *ottolengoDL.
1 tale dic(iara3ione 4.../ raccontai al caro prevosto il fatto! ed egli cap c(e quanto
avevo detto nel delirio della fe22re non era c(e un ricordo della predi3ione di don
-C.
Bosco.
Guarii perfettamente. 4.../ 1ndai da don LemoUne per raccontargli quanto era avvenuto
tra me e don Bosco nel -6CC! e nella malattia del -6=.. &ono lieto d'aver 4.../ portato il
mio contri2uto alla documenta3ione della santa vita di don Bosco,.
*anonico 1gostino 'arigi. "oncalieri! :- gennaio -=-6 4B& -=-6! 97s/.
>o portato a spalle don Bosco
Era il giugno del -67=. "entre tornavo dalla scuola di musica! vidi in una camera un
pianoforte. Invece di recarmi nella sala di studio! sen3a 2adare al distur2o c(e avrei
arrecato ai giovani! cominciai a toccare i tasti.
'ass+ don Bosco. "i sorprese! e! sen3a c(e me ne avvedessi! mi prese per le orecc(ie!
ma in modo cos delicato c(e avrei desiderato 2en pi) a lungo quel castigo. 0u lui il
primo a parlare. Gicordo c(e tra l'altro mi disse#
$ 5on ti dico male perc(A suoni! ma perc(A suoni fuor d'ora! essendo tempo di studio.
;el resto! son 2en lieto di saperti amante della musica. I musici devono avere! secondo
me! un luogo privilegiato in cielo. 'rocura dunque di essere un 2uon musico in terra!
ma con l'inten3ione ferma e risoluta di essere poi musico anc(e in paradisoJ
5el settem2re del medesimo anno! mentre mi trovavo a &an Benigno per fare gli
Eserci3i &pirituali! incontrai don Bosco sulla scala c(e portava al corridoio del piano
superiore. Era seduto sopra un gradino! e da tutto l'insieme manifestava la grande stan$
c(e33a c(e gli aveva impedito di continuare la salita. &i era accasciato sulla scala!
aspettando rassegnato c(e qualcuno passasse per aiutarlo. La 'rovviden3a dispose c(e
passassi io. "i preg+ di aiutarlo a salire. ;e22o dire quanto volentieri mi sia prestato a
quella caritD
Essendo troppo difficile sollevarlo solo per le 2raccia! preferii caricarmelo sulle spalle.
&i rassegn+. E in quel tratto! c(e non fu per me di ia #rucis, con tutta soavit e
dolce33a mi disse#
$ Il *ireneo fu 2en pi) fortunato di te. Egli sollev+ Ges)! portandogli per un poco la
sua croce. "a tu c(e cosa portiD Un povero peccatore... 'er+ se lo fai per amore di
;io! ne avrai lo stesso un 2el premio perc(A! non devi dimenticarlo mai! Ges)
considera come fatta a se stesso qualunque cosa c(e facciamo al nostro prossimo per
suo amore,.
*anonico Giuseppe Lagu33i. *astelferro 41lessandria/ 4B& -=-7! -99/.
/ra sempre con noi
*ari! indimentica2ili anni -6CC$C7$C6$C=! passati all'<ratorio! all'om2ra del
&antuario di "aria 1usiliatrice! in continua compagnia di don Bosco. Essendo allora
poc(e le case (sa"esiane), tolte rare e 2revissime assen3e! egli era sempre con noi. *on
noi alla c(iesa! con noi alla ricrea3ioneH e com'era dolce! ogni sera! recitare le ora3ioni
davanti alla statuetta della "adonna sotto il noto porticato 4.../.
Lasciando l'<ratorio! stavo per entrare nel &eminario ;iocesano. ;opo avermi
confessato#
$ "i potresti servire la messaD $ mi disse $! potre22e forse essere l'ultima...
$ Troppo onore $ gli risposi $! ma l'ultima spero di no.
E non lo fu davvero! perc(A tante altre ancora gliene servii da seminarista e da
sacerdote. *ele2rata la "essa#
$ Ingin+cc(iati $ mi disse $! voglio anc(e darti la mia 2enedi3ione.
E dopo avermi 2enedetto! tenendo e premendo la sua santa mano sul mio capo#
$ Gicordati! Luigi! se coll'aiuto di ;io diventerai sacerdote! cerca i" bene de""e anime e
non "a ricc'e**a de" denaro.
@uelle parole! pronun3iate con soave accento e accompagnate dal suo sguardo
penetrante! mi scossero l'animo e mi si stamparono in cuore! cos c(e non le (o mai
dimenticate. Esse furono per me un programma. 4.../,.
Luigi &pandre! %escovo di 1sti 4B& -=-C! 9-/.
-C:
.6. Lo ricordavano cos$ 7 Il
Una nonna e una nipotina
"i trovavo a %ercelli con la mia nonna. 0esteggiando a Torino lo sposali3io di
Um2erto I e la regina "arg(erita (1868) ci recammo anc(e noi alle feste 4.../ La nonna
mi condusse da don Bosco! dal quale aveva gi ricevuto consigli e favori. ;opo aver$
gli parlato si c(in+ verso di me e mi disse all'orecc(io#
$ Baciagli la mano! c(e un santoJ
&orpresa a tale invito! e temendo! come era solita! c(e la nonna mi 2urlasse! dissi
francamente#
$ "a i santi non sono in paradisoD
;on Bosco! sorridendo! rispose#
$ Iai ragione. I santi sono in paradisoH e se uno vi tenesse gi un piede! coll'altro
potre22e ancora cadere e restar fuoriJ
E mi 2enedisse e mi regal+ una coroncina coi grani celesti! e disse alla mia nonna#
$ @uesta 2am2ina si far religiosa.
4.../ ;opo d'allora varie peripe3ie attraversarono la mia esisten3a e non dimenticai mai
le parole di don Bosco. 5el -67- mi trovavo con la mamma a 'alermo! e! dovendo
tornare con lei in 'iemonte! c'im2arcammo sul 2astimento L"essinaL. Ed ecco! sul
principio del viaggio! si sollev+ una furiosa 2urrasca e la macc(ina si ruppe. 'areva
tutto perduto! ma ricordando la profe3ia di don Bosco! e22i sempre la speran3a di
salve33a.
Entrai! pi) tardi! tra le 0iglie di "aria 1usiliatrice. Ero novi3ia a 5i33a "onferrato nel
-66-! quando fui lieta di poter conferire col nostro 'adre! al quale manifestai la mia
gioia di farmi religiosaH ma dissi anc(e c(e temevo molto c(e i miei cari non potessero
conseguire la vita 2eata. ;on Bosco mi rispose#
$ Il &ignore non vi (a c(iamata a farvi religiosa solo per salvare l'anima vostra! ma
anc(e quella dei vostri parenti sino alla quarta e quinta genera3ione! e tutte quelle c(e
voleteH purc(A perseveriate nella voca3ione.
E mi regal+ tre medaglie per i parenti.
Toccai con mano la verit delle parole di don Bosco! poic(A il nonno! allora di oltre =8
anni! morto poco dopo di un colpo! li2ero pensatore e vissuto lontano dalla *(iesa!
ricevette prima di morire i &acramentiH come fece anc(e la mia carissima mamma.
Un altro ricordo di don Bosco.
5el -667! trovandomi a Torino! e22i la consola3ione di recarmi con altre suore
forestiere ad augurargli 2uon onomastico. *i era stato imposto di non farlo parlare! per
ordine del medicoH e siccome non l'avevo pi) visto dal -66-! ero persuasa c(e non mi
avre22e conosciuta. Invece! rivolgendosi a me sen3a guardarmi! mi c(iam+ per
nome...,
&uor Elisa "arocc(ino! 0"1! &aronno -B otto2re -=.9 4B& -=.C! :-:/.
ome lo vide la #aronessa @limpia
La 2aronessa <limpia &avio di Berustiel Gossi era nata nello stesso anno di don
Bosco! e mori un anno dopo di lui. 1veva una splendida villa a &assi Torinese! ed era
religiosa e ospitale. 5elle sue Memorie dedica due pagine a don Bosco. Un ritratto
insolito.
Io conosciuto don Bosco! un fac$simile del teologo *ottolengo e dell'a2ate
&accarelli. ;i lui si vanno raccontando fatti meravigliosi e inesplica2ili...# muti c(e
parlano! storpi c(e si ri33ano! ciec(i c(e vedono e infermi c(e d'un tratto risanano!
appena da lui raccomandati a "aria 1usiliatrice e 2enedetti nel di Lei santo nome.
"iracolo incontesta2ile e permanente quello c('ei fa di dar ricovero e nutrimento a
-C9
un migliaio di poveri orfani! tolti dalla strada! educandoli e addestrandoli in vari
mestieri. Egli non (a il menomo reddito! non possiede! non pu+ far conto su altro c(e
non siano... i soccorsi della carit. 4.../
Lo trovai in una povera stan3etta! nuda del tutto# un piccolo letto! un grande scrittoio
affollato di carte! con sopra un grande *rocifisso d'avorio.
;on Bosco di me33a et! magro! gentile di modi! semplice di a2ito! di contegno e di
parole. 4.../ Il conte N! c(e lo ama molto e c(e ("o) vorre22e un po' pi) sostenuto onde
la di lui salute non ne decada! sapendolo in urgen3a di una somma per soddisfare gli
operai del tempio (di Maria Ausi"iatrice), gli disse! c(e se voleva pran3are in famiglia
da lui! ogni volta c(e ci andasse avre22e trovato un 2iglietto da cento 4-88/ sotto il
tovagliolo! e tanti fino al valore di lire -.88 (circa 3 mi"ioni de" 1<86). ;on Bosco se
ne dolseH ma gli operai aspettavano! e gli fu for3a cedere. 4.../
'regai don Bosco di venire un giorno tutto intiero da noi! un giorno all'aperto! alla
vista del cielo! al calore del sole! alle fragran3e dei fiori. 'romise di venire tra la
Trinit e il *orpus ;omini 4indica3ioni di tempi da par suo.../.
;on Bosco fu con noi dalle 9 (de" )omeri&&io) alle =. 'er la prima volta in quell'anno
egli sentiva la gioia di essere all'aperto! in piena campagna! onde la prima sensa3ione
c(e egli e22e! sceso di carro33a ai piedi del viale! fu quella di guardare con amore ai
grandi al2eri c(e lo fianc(eggiavano# L*(e 2elle pianteJ quanto verdeJ <( la 2uon aria
1 tavola fu gaio! semplice! e ci lasci+ fare fino a ripetere certa panna montata intorno a
una pasta di marrons glacAs! dicendo sorridendo#
$ &e mi pigliano per la gola! sono capace di tutto.
Il Benedicite ("a )re&'iera )rima de" )asto) detto da lui con voce lenta! in attitudine
fervorosa! trasform+ una prosaica necessit del corpo in una poetica eleva3ione
dell'anima. 4.../
;opo pran3o! seduti all'aperto! don Bosco ci narr+ alcuni fatti miracolosi e recenti.
%edendolo cos ad animo aperto! osai dire come egli dovesse avere rivela3ioni speciali
e sovrannaturali rapporti con ;io. Egli eluse l'inc(iesta! dicendo per+#
$ &2agliere22e di molto c(i volesse attri2uire all'uomo ci+ c(e di ;ioH e se qualcuno
si volgesse a don Bosco per la menoma delle gra3ie! sare22e cosa vana! tanto come la
c(iedesse ad una di queste piante. Loro al pari di me! creature inette! implorano
dall'alto le rugiadeH perc(A noi siamo atomi mossi da Lui e nel suo am2iente! come il
pesce nel mare, 4B& -=-6! -9./.
0on sempre una grazia F una grazia
Gicordiamo un fatto c(e udimmo dalla nostra antica &uperiora! la compianta "adre
Giovanna 0rancesca Bolognesi.
@ualc(e anno dopo il suo matrimonio col marc(ese <ra3io Gistori! dolenti di non
avere ancora un erede! si decisero i due coniugi di portarsi insieme a raccomandare
questo loro desiderio alle preg(iere di don Bosco. 0ecero il viaggio da Genova a
Torino e furono accolti da don Bosco colla solita grande 2ont. "a quando vennero al
punto c(e pi) loro premeva! grande fu lo sgomento d'entram2i! del marc(ese
soprattutto! nell'udire da don Bosco queste semplici parole#
- Eon sem)re ci8 c'e domandiamo come &ra*ia @ una &ra*ia.
La nostra compianta "adre e22e pi) tardi da costatare c(e questa risposta era stata
ispirata a don Bosco da ;io! perc(A rimasta vedova non tard+ ad a22racciare la vita
religiosa 4.../,.
&r. 'aola ;. Gamognino! &uperiora della %isita3ione in Genova. .B aprile -=-7 4B&
-=-7! .C./.
Benedizione sui #ac!i da seta
&i era nel -66. e contavo -. anni. Gicordo 2enissimo c(e in casa si era tutti in
faccende per l'allevamento dei 2ac(i (da seta). Il lavoro! straordinario e pesante! ci
pareva leggero nella speran3a di un 2uon guadagno. <rmai si pregustava la serenit
-CB
del riposo! perc(A i 2ac(i! 2elli e ro2usti! cominciavano a salire per fare il 2o33olo. "a
c(e ! c(e non D @uanti salgono! dopo 2rev'ora! cadono tramortiti e muoiono.
1llarmata! ma piena di fede! la mamma manda il fratello 'aolo! c(e aveva due anni
pi) di me! a %aldocco! per esporre a don Bosco il grave inconveniente! c(e minacciava
di mandare a vuoto tante fatic(e! e per pregarlo di mandarci una 2enedi3ione. Il
fratello corre all'<ratorio! e appena potA entrare da don Bosco#
$ 'adre $ gli dice $ la mamma la prega di 2enedire i 2ac(i! perc(A son giunti al tempo
di fare il 2o33olo! e invece cadono e muoiono tutti quanti.
1l racconto di mio fratello! don Bosco si mette a sorridere! e ammirando la nostra
fede! pone la mano sulla testa di 'aolo e gli dice prontamente#
$ &ta' tranquillo. %a' a casa! c(e non cadranno pi).
In quel medesimo istante i 2ac(i cessavano di cadere. In casa su2ito si not+ il fatto! e
su2ito si disse# LEcco! don Bosco li (a 2enedetti! perc(A non cadono pi)L. ;ifatti! poco
dopo! ritornava mio fratello e ci confermava la noti3ia. 4.../ E si fece un 2el raccolto di
2o33oli,.
"addalena *antoni $ Torino! .B giugno -=.: 4B& -=.9! 53).
5orrei la "orza su""iciente per essere missionario
Giuseppe Gaffaele *rimont! studente gesuita! a .. anni fu colpito da un gravissimo
esaurimento nervoso. 'er un mese intero pass+ le notti insonni. I medici non gli
davano pi) di tre settimane di vita. Una pia signora di Lilla! la signora ;ecosser! do$
mand+ al &uperiore di curare l'ammalato nella propria casa! come aveva curato e
guarito il proprio figlio gesuita! Luigi ;ecosser! in uguale pericolo di morte. "a tutte
le cure materne non riuscirono a restituire la salute al giovane suddiacono! di .B anni.
In quel tempo! -66:! don Bosco! quasi sfinito e par3ialmente cieco! faceva un viaggio
attraverso la 0rancia per trovare fondi per la Basilica del &acro *uore in Goma. La
signora ;ecosser decise di ricorrere a lui per la salute di Giuseppe Gaffaele.
Il mattino dopo il suo arrivo a Lilla! don Bosco cele2r+ la "essa nella c(iesa delle
;ame del Gitiro. La c(iesa era gremita! e Giuseppe *rimont assisteva don Bosco! la
cui semicecit gli rendeva necessario l'aiuto di un altro durante tutta la "essa. L*(e
"essaJ
$ disse poi Giuseppe *rimont $. Era la "essa di un santo. Il giorno dopo don Bosco
disse la "essa nella cappella dell'1dora3ione. ;opo averlo assistito! quanto rientr+ gli
parlai. Gli dissi c(e ero un giovane gesuita in cerca di salute e c(e desideravo
domandargli un favore. "i domand+ c(e cosa volessi e io risposi#
$ ;esidero la for3a sufficiente ad essere inviato nelle missioni# desidero essere
missionario.
$ 0iglio mio $ replic+ don Bosco affa2ilmente $! lei ricever questa gra3ia. 'reg(er+
;io a questo scopo! ogni giorno! nel ringra3iamento dopo la &. "essa.
Lo credetti. Gicuperai la mia saluteH e alcuni mesi dopo ero mandato 4.../a proseguire
gli studi per diventare prete. ;urante la mia permanen3a udii parecc(i particolari sulle
missioni delle "ontagne Gocciose! e dopo la mia ordina3ione! nel -666! fui mandato
dai miei &uperiori nelle "issioni presso gli Indiani. 'i) tardi! nel -6=9! fui trasferito in
1lasWaL.
'adre *rimont fu consacrato vescovo nel -=-7,.
4Gela3ione di ".&. 'ine in 0a"timore #at'o"ic %evieJ, ripresa da B& -=-=! ..:$9/.
Il novanta per cento
Gicordo c(e alla fine del -66C! essendo soldato a Torino e sentendomi c(iamato allo
stato ecclesiastico! mi feci raccomandare dal mio parroco a don Bosco. "i presentai
con una lettera del mio parroco. Il segretario mi ammise alla presen3a di don Bosco.
@uale impressione mi feceJ &eduto nella sua cameretta col volto sorridente! con la
voce affievolita! ma sempre c(iara! paterna! amorosaH
$ &iediJ $ mi disse. 4.../ 0inita la lettura! e inteso c(e si trattava della mia voca3ione! mi
-CC
guard+ con uno sguardo dolce! penetrante! poi scandendo le parole con soavit mi
disse#
$ BravoJ &ono contentoJ *ontento perc(A sei soldato! sei gi caporale! conosci la vita!
e ci+ nonostante sei deciso ad avviarti alla vita sacerdotale. 'erc(A! vedi! io ritengo c(e
dei giovani c(e a22racciano lo stato ecclesiastico! solo il venti per cento arriva alla
meta! quando cominciano nell'et ancora puerile. Invece di quelli c(e l'a22racciano ad
et avan3ata riesce! si pu+ dire! il novanta per cento. 0ar+ di tutto per aiutarti.
E mi affid+ a uno studente di teologia! perc(A nelle ore c(e avrei avute li2ere mi
ini3iasse allo studio del latino,.
4Gela3ione di don 0rancesco *ampora a don 'ietro "artinetti! parroco di *ar2ana/
4B& -=-6! .9/.
.8. Il ragazzino con le ginocc!ia nella sa##ia
)ietro un povero con l'om#rello aperto
5ell'otto2re del -66C entr+ a %aldocco un raga33ino di 'ontecurone! figlio di un
povero selciatore di strade. &i c(iamava Luigi <rione.
@uando aveva solo dieci anni! per aiutare la famiglia poverissima! aveva lasciato la
scuola e si era andato a inginocc(iare vicino al pap! nella sa22ia umida! a mettere
l'una accanto all'altra le pietre c(e selciavano le strade 4a quel tempo sostituivano l'a$
sfalto/. Bisognava ordinarle 2ene! e spingerle nel terreno con piccoli colpi di un
martello di legno.
Era un lavoro pericoloso per tutti! specialmente per i raga33i! perc(A l'umidit della
sa22ia dai ginocc(i saliva in tutto il corpo! e faceva ammalare e morire di artrite.
Eppure 2isognava farlo per tirare avanti la famiglia. 1nc(e quando pioveva! e
attraverso le pietre ruscellava l'acqua! rannicc(iato sotto un grande om2rellone! Luigi
<rione metteva le pietre nel terreno e le picc(iava delicatamente col martello di legno.
Un giorno! mentre lavorava cos sotto l'om2rello! si ferm+ vicino a lui un mendicante
smunto e tremante. "entre l'acqua gli rigava la faccia! tese la mano e disse#
$ La carit! per amor di ;io.
Luigi! -8 anni! fu come ipnoti33ato da quella miseria. &i al3+! and+ a prendere il
panino c(e aveva ravvolto nella giacca perc(A non si 2agnasse! e lo diede a quel
misera2ile. 'oi gli tenne l'om2rello aperto sulla testa! mentre il povero mangiava! e
siccome mangiando il povero aveva ripreso ad andare per la sua strada! Luigi si mise a
seguirlo sempre tenendo l'om2rello aperto. 1veva fatto cento metri! quando il padre gli
grid+#
$ LuigiJ "a dove vaiD
Il raga33ino fu come ridestato da quel ric(iamo! e c(iedendo scusa al mendicante torn+
indietro.
$ "a dove stavi andandoD $ gli domand+ il padre irritato.
Luigi non rispose. 5on sapeva. "a dietro quei sotto$poveri sare22e andato per tutta la
vita.
;ra il vecc!io prete e il ragazzo era scattata una scintilla
&iccome era molto 2uono! il parroco l'avev fatto accettare dai francescani di %og(era.
"a si era ammalato e aveva dovuto tornare a casa. 1llora il parroco si era rivolto a don
Bosco! e Luigi era stato accettato a %aldocco.
@uando Luigi arriv+! don Bosco stava ormai vivendo gli ultimi 2agliori della sua vita.
*onsumato dai viaggi e dai de2iti! scendeva raramente tra i suoi raga33i. "a ogni ora
c(e riusciva a passare con loro era un soffio di vita c(e tornava in lui. *amminando
adagio sc(er3ava! domandava! rispondeva! s'interessava di tutti. 1veva un sorriso e un
amore c(e nessuno avre22e mai dimenticato.
-C7
Luigi rimase affascinato! incantato da don Bosco. 1ppena lo vedeva da lontano! lo
salutava gridando! agitando il suo 2erretto! e gli correva vicino. Tra le centinaia c(e si
strigevano attorno a don Bosco! disputandosi i posti pi) vicini! Luigi <rione riusciva
sempre ad arrivare in prima fila. Lo fissava! gli sorrideva. Tra il vecc(io settantunenne
e il raga33ino di 'ontecurone era scattata una scintilla c(e avre22e 2ruciato nel cuore
di Luigi per tutta la vita.
;on Bosco sc(er3ava con lui. Gli domandava se la luna del suo paese era pi) grande
di quella di Torino! e vedendolo ridere gli diceva in piemontese# T'ses prope 'n fa
fioc(A, 4&ei proprio uno c(e fa nevicare,! cio un sempliciotto/.
1veva un grande desiderio! Luigi# confessarsi da don Bosco. "a don Bosco era alla
fine delle sue for3e 4mancavano -9 mesi alla sua morte/! e confessava solo i raga33i
pi) grandi c(e stavano per diventare salesiani.
*osa fece Luigi per ottenere un posto nelle file di quelli c(e avevano diritto a
confessarsi da don BoscoD 5on lo sappiamo. 0orse regal+ a qualcuno la sua merenda.
1d ogni modo e22e quel sospiratissimo posto! e decise di prepararsi seriamente.
Luigi' dammi i tuoi peccati
Entr+ nella c(iesa di "aria 1usiliatrice! prese uno dei cartelli appesi vicino ai
confessionali 4c(e allora esistevano! ed elencavano tutti i peccati possi2ili per aiutare
la gente a fare un 2uon esame di coscien3a/. 'er essere sicuro di confessarsi 2ene!
ricopi+ tutti i peccati! si accus+ di tutto. Giemp complessivamente tre quadernetti di
peccati. Tra il resto si accusava di aver negato il giusto salario agli operai, e di avere
oppresso i de2oli,. 5on capiva cosa volesse dire! ma meglio accusarsi di tutto! cos
era sicuro c(e ;io l'avre22e perdonato. 1 una sola domanda rispose recisamente di no#
Iai amma33atoD, 5o! scrisse! questo no,.
*oi quadernetti 2en stretti in tasca and+ alla stan3a di don Bosco! attese il suo turno! e
s'inginocc(i+ accanto al seggiolone. ;on Bosco lo guard+! gli sorrise con amore e con
un pi33ico di allegria#
$ Bravo! Luigi. &ono contento c(e sei venuto. E adesso dammi i tuoi peccati.
Luigi cadde dalle nuvole. *ome sapeva don Bosco c(e... 1d ogni modo tir+ fuori il
primo quadernetto. ;on Bosco lo prese! lo stracci+ in minutissimi pe33i! come
coriandoli! e lo gett+ nel cestino. 'oi sempre sorridendo#
$ E adesso dammi anc(e gli altri $. Luigi tir+ fuori anc(e gli altri due. 0ecero la stessa
fine. 1 questo punto don Bosco gli sorrise con un affetto c(e Luigi non avre22e mai
dimenticato! e disse#
$ La tua confessione fatta. 5on pensare mai pi) a quello c(e (ai scritto. E ricordati
c(e noi due saremo sempre amici. &empre amici.
@uell'amici3ia di un vecc(io prete c(e stava ormai andando verso ;io! Luigi <rione la
custod nel cuore come il pi) grande tesoro. @uando seppe c(e stava agoni33ando!
offr seriamente a ;io la sua vita in cam2io di quella del suo amico.
@uando! dopo una notte passata a pregare e a piangere sulla tom2a di don Bosco! cap
c(e lui non lo voleva salesiano! ma a capo di un'altra *ongrega3ione per i raga33i
sotto$poveri! gli o22ed con il cuore sanguinante.
E tra i raga33i poverissimi dei suoi oratori dir decine di volte#
*amminerei sui car2oni ardenti per vedere ancora una volta don Bosco e dirgli
gra3ie,.
2:. In =rancia e in Spagna a elemosinare
3 tu per tu con il 1apa
La devo3ione al *uore di Ges) stava crescendo in tutto il mondo.
<gni na3ione costruiva un tempio a questo sim2olo dell'amore! per porre una
2arriera all'odio c(e si stava scatenando in guerre violente tra na3ione e na3ione! tra
-C6
classe e classe.
La 0rancia aveva quasi terminato il 2ellissimo tempio di "ontmartre! c(e diverr
uno dei monumenti pi) ammirati di 'arigi.
&olo a Goma non si riusciva a far niente. 'apa Leone NIII si era impegnato di
persona! si era rivolto ai vescovi e ai cristiani di tutto il mondo. "a la c(iesa dedicata
al &acro *uore era ferma alle fondamenta. 5on c'erano soldi.
$ *' un solo uomo capace di portarla a termine $ gli disse il cardinale 1limonda.
$ *(iD
$ ;on Bosco 4"B 1;,5,5).
*(iamato dal 'apa! don Bosco arriv+ a Goma. 1veva CB anni e affogava nelle
spese. &tava costruendo due c(iese 4a Torino e a %allecrosia/! e tre istituti 4a La
&pe3ia! 5i33a! "arsiglia/.
Leone NIII gli confid+ il suo avvilimento nel vedere c(e la c(iesa voluta da lui
stava fallendo.
$ "i dicono c(e se l'affido a voi! vi impegnerete fino in fondo.
$ Il desiderio del 'apa per me un comando.
$ "a io non posso darvi denari.
$ Li mander il &ignore. Lei mi dia solo la sua 2enedi3ione! e mi permetta di
costruire accanto alla c(iesa un <ratorio e una casa per raga33i poveri 4"B -9!B77/.
;on Bosco non lo lascia trasparire! ma sa c(e su di lui grava l'om2ra pesante di
diffama3ione verso il suo 1rcivescovoH sa c(e la sua *ongrega3ione (a 2isogno
assoluto della stima del 'apa! e se22ene logoro di for3e! accetta.
5iaggio in =rancia
*ominci+ una nuova gara di moltiplica3ione tra don Bosco e ;io. ;on Bosco
moltiplic+ i suoi sfor3i! le sue fatic(e. @uella c(iesa c(e avre22e ingoiato un milione e
me33o di lire 4circa 9 miliardi di oggi/ lo o22lig+ negli anni del declino fisico a fatic(e
disumane. E ;io moltiplic+ i frutti tra le sue mani.
*(i lo segu in questa lunga impresa scrisse# Era una pena vederlo salire e scendere
scale per c(iedere elemosine. &ovente! invece di denaro! riceveva dure umilia3ioni.
'ati tanto c(e qualc(e volta! nell'intimit! a c(i dei suoi! vedendolo incurvato! gli c(ie$
deva come mai si piegasse cos nella persona! rispondeva sc(er3ando# LIo la c(iesa
del &acro *uore sulle spalleL. Gi avanti negli anni! malandato in salute! posso
testimoniare c(e tale opera logor+ gran parte delle sue for3e, 4"B -B!9.. $ -7!B.7/.
@uando vide c(e gli sfor3i compiuti in Italia non 2astavano! disse a don Gua#
'artiamo per la 0rancia,.
0u un viaggio c(e dur+ quattro mesi! dal :- gennaio al :- maggio -66:. @uando parti
il suo corpo era logoro. La sua vista era peggiorata assai# dall'occ(io sinistro non ci
vedeva praticamente pi). 1nd+ di citt in citt c(iedendo l'elemosina per la c(iesa del
'apa.
Entr+ in 0rancia a 5i33a! e raggiunse 'arigi con una salita lenta! c(e dur+ due mesi e
-= giorni. &i ferm+ nelle citt di Tolone! "arsiglia! 1vignone! Lione! "oulins.
5essuno! tanto meno don Bosco! aveva previsto l'emo3ione straordinaria!
l'entusiasmo! l'affollamento di gente! l'incandescen3a di fede c(e la presen3a di quel
povero prete di campagna, provocava di giorno in giorno.
in,ue settimane a 1arigi
5ella 'arigi raffinata e permalosa! a2ituata a vedere con noncuran3a le pi) cele2ri
persone del mondo! qualcuno temeva il fiasco. Tra il resto! i giornali in quei giorni
parlavano pessimamente dell'Italia! perc(A aveva rotto un'allean3a politica con la
0rancia.
I 'arigini! invece! accolsero l'apostolo dei raga33i emarginati con un fervore
incandescente. %i rimase cinque settimane! e furono cinque settimane di assedio
entusiasmante e pesantissimo. E> un santo,! dicevano. E lui sorrideva! scuotendo la
-C=
testa.
1scolta con uguale atten3ione e uguale pa3ien3a un operaio e un principe,!
scrivevano i giornali. E lui# ;avanti a ;io! c(iss c(i il pi) no2ile,.
Aicordi la strada c!e conduce a MorialdoE
I 'arigini! i ricc(i e i poveri! ricevettero molto da don Bosco! e gli diedero molto.
Gicevette 2iglietti di 2anca! monetine! monete d'oro! perfino gioielli. *i fu un
momento in cui non sapeva pi) dove metterli.
'oi il ritorno in Italia. &ul treno c(e li riportava a Torino! don Bosco e don Gua
tacevano. Gicordavano quelle giornate come un sogno! come qualcosa di impossi2ile.
1 un tratto don Bosco ruppe quel silen3io! e adagio disse a don Gua#
$ Gicordi la strada c(e conduce da Buttigliera a "orialdoD L a destra c' una collina! e
sulla collina una casetta. @uella povera casa era l'a2ita3ione mia e di mia madre. In
quei prati io raga33o portavo al pascolo due vacc(e. &e tutti quei signori sapessero c(e
(anno portato in trionfo un povero vaccaro dei Becc(i... 4"B -C! 35,).
Un re a Barcellona
5el -66C! ad appena due anni dalla sua morte! le strette33e lo spinsero ad un ultimo
viaggio# in &pagna. &crive don LemoUne#
Il suo arrivo a Barcellona fu degno di un re.
%i erano rappresentanti delle 1utorit civili! il %icario Generale per il %escovo assente!
il Gettore dell'Universit e la pi) illustre delle *ooperatrici &alesiane! ;onna ;orotea
da *(opitea... ;on Bosco! nel salutare l'insigne 2enefattrice! le disse# $ <(! signora
;oroteaJ <gni giorno io pregava Iddio c(e mi facesse la gra3ia di conoscerla prima di
morireJ
;opo si rec+ ai 2a""eres $a"esianos 4&cuola professionale salesiana/ di &arn. L'anno
prima quei giovanetti gli avevano inviato il disegno di una macc(ina a vapore con
l'iscri3ione 2orino 0arce""ona. Era un gentile invito e un ardente desiderio c(e quei
cari fanciulli avevano raccomandato a ;io con novene! digiuni! priva3ioni. E l'6 aprile
-66C finalmente! vedendosi esauditi! fecero al &anto un'accoglien3a indimentica2ile .
Il : maggio! nella villa "arti$*odolar! circondato dai suoi colla2oratori e da tanti
raga33i! don Bosco pos+ per una fotografia c(e risult+ splendida. E l'unica di cui ancor
oggi possediamo il negativo su una perfetta lastra di vetro.
1 Barcellona! don Bosco ricevette il dono pi) favoloso c(e mai gli fosse stato fatto# la
pi) alta collina tra quelle 2ellissime c(e circondano la citt! c(iamata 2ibidabo.
Gitorn+ lentamente 4il treno lo stancava moltissimo/ verso la sua Italia. L'ultimo
ritorno. 'ensava alla sua vita. ;ir# Tutto opera della "adonna. Tutto viene da
quell'1ve Maria detta con fervore e retta inten3ione insieme con un raga33o!
quarantacinque anni fa! nella c(iesa di &. 0rancesco d'1ssisi, 4"B -7!B-8/.
21. )avanti agli occ!i il primo sogno
Il 1apa c!iama ancora
5ella primavera del -667! la *(iesa del &acro *uore affidata dal 'apa a don Bosco
terminata. In quei muri ci sono sette anni di vita del prete di %aldocco# lavoro! stenti!
salute 2ruciata.
<ra il 'apa! felice c(e l'impresa sia finalmente terminata! vuole c(e don Bosco scenda
a Goma per l'inaugura3ione. Un viaggio in ferrovia! nelle sue condi3ioni di salute! sar
un massacro. "a un desiderio del 'apa sempre stato un comando! e lo anc(e ora.
I &alesiani organi33ano per il loro 'adre un viaggio a piccole tappe! con molte soste
presso le case salesiane c(e sorgono lungo il percorso. 'er la prima volta fanno
-78
violen3a alla povert di don Bosco# lo costringono a sedersi in una carro33a di prima
classe.
1lla sta3ione di 1re33o! con il 2erretto rosso in mano! gli corre incontro il
caposta3ione. Lo a22raccia#
$ ;on Bosco! non si ricorda di meD Io ero un raga33accio a Torino! per le strade! sen3a
pap nA mamma. Lei mi raccolse! mi istru! mi volle 2ene. <ra! se (o una 2ella
famiglia e questo posto! lo devo a lei.
$ Bravo! 2ravo! sono contento. E tu prega per il povero don Bosco 4"B -6!:--/.
Le scarpe grosse sui tappeti preziosi
1rriva a Goma il :8 aprile. I c(ierici del &eminario Lom2ardo vogliono sentire una
sua parola! e vanno a trovarlo. ;on Bosco guarda quei giovanottoni forti com'era lui
tanti anni fa! pronti a entrare nel campo del &ignore. 5on (a pi) il fiato per dire tante
cose. Giesce a dire una frase solaH
$ 'ensate sempre a ci+ c(e di voi potr dire il &ignore! non a quello c(e di voi! in 2ene
o in male! diranno gli uomini 4"B -6! :.=/.
Il 'apa lo invita in %aticano. "entre sale lo scalone tutto curvo! un gradino alla
volta! le guardie svi33ere scattano sull'attenti. ;on Bosco sorride#
$ &tate pur comodi. 5on sono un re. &ono un prete tutto go22o.
Leone NIII lo riceve nel suo studio! lo fa sedere accanto a sA. &iccome una giornata
frescolina! gli stende sulle ginocc(ia una pelliccia di ermellino. ;on Bosco! con le sue
scarpe grosse da contadino sui tappeti pre3iosi! un po' impacciato. 'oi mormora#
$ &ono vecc(io! 'adre &anto. @uesto il mio ultimo viaggio e la conclusione di tutto
per me... *' tanto da fare per i giovani poveri! ma (o dei 2uoni aiutanti c(e lavorano
gi al mio posto $ e ammicca verso don Gua 4"B -6!::8 ss/.
La consacra3ione della nuova c(iesa viene compiuta il -9 maggio.
Il giorno! dopo! sostenuto da don Gua e da don %iglietti! don Bosco scende nella
c(iesa per cele2rare la "essa all'altare di "aria 1iuto dei *ristiani. La folla si accalca
attorno all'altare.
Ed ecco! appena cominciata la "essa! don Bosco scoppia a piangere. Un pianto lungo!
irrefrena2ile! c(e accompagna quasi tutta la "essa. ;on Gua e don %iglietti sono
impressionati! tra la gente c' un silen3io teso! c(e quasi si tocca.
1lla fine della "essa! don Bosco dev'essere quasi portato di peso in sacrestia. Ia il
volto tutto pieno di lacrime. ;on %iglietti gli sussurra#
$ ;on Bosco! ma perc(AD
E lui#
$ 1vevo dinan3i agli occ(i! viva! la scena del mio primo sogno! a nove anni. %edevo e
udivo mia mamma e i miei fratelli discutere su ci+ c(e avevo sognato... 4"B -6!:98s/.
In quel lontano sogno! la "adonna gli aveva detto# 1 suo tempo tutto comprenderai,.
<ra! guardando indietro nella vita! gli pareva proprio di comprendere tutto. %aleva la
pena fare tanti sacrifici! tanto lavoro! per far del 2ene e salvare l'anima di tanti raga33i.
22. La luce e il #uio
Una candela c!e si andava spegnendo
5el settem2re -667 erano riuniti nella casa di %alsalice! sulla collina torinese! i
direttori delle opere salesiane. *'era anc(e don Bosco! ma improvvisamente si sent
male. 0e22re alta! violenti mali di testa. 0ece di tutto perc(A nessuno se ne accorgesse.
&alut+ ad uno ad uno quei suoi raga33i ormai fatti uomini! diventati don Bosco, in
tante citt italiane e estere! c(e ripartivano.
"a quando a22racci+ don 'aolo 1l2era! superiore delle *ase salesiane in 0rancia! il
suo 'aolino,! non potA trattenere la commo3ione#
$ 1nc(e tu te ne vai. "i a22andonate tutti. "i lasciate qui solo.
-7-
&i mise a piangere in silen3io. Era un pover'uomo stanco e ammalato! c(e dopo tanto
lavoro sentiva la solitudine fasciarlo a poco a poco. 1nc(e don 1l2era si lasci+ vincere
dalla commo3ione. 1llora don Bosco si fece for3a#
$ 5on ti rimprovero mica! sai. Tu fai il tuo dovere. "a io sono un povero vecc(io...
'reg(er+ per te! c(e ;io ti accompagni.
Gientr+ a %aldocco il . otto2re. I raga33i lo accolsero con il loro entusiasmo! Luigi
<rione agit+ da lontano il 2erretto e gli corse incontro gridando#
$ E a %alsalice! la luna era pi) grande c(e a %aldoccoD
Gisero insieme. Lo accompagnarono festosi fino alla scala c(e portava alla sua
camera. I pi) grandi lo aiutarono a salire i gradini! uno ad uno. ;alla ring(iera salut+
con la mano i raga33i. ;isse#
$ &tate allegriJ $. Gli risposero in coro#
$ %iva don BoscoJ
$ Era una candela c(e si andava spegnendo. ;on Gua! c(e non lo perdeva mai di vista!
sped un telegramma urgente a monsignor *agliero! al di l dell'1tlantico# 'ap in
stato allarmante. %ieni su2ito,.
Il vescovo si inginocc!i? e disse< Mi con"essi
5on esistevano aerei! a quel tempo! e la nave impieg+ due mese a traversare l'oceano.
Giovanni *agliero! vescovo! arriv+ a %aldocco la sera del 7 dicem2re. 1ttravers+ il
cortile! i raga33i tentarono di fargli festa! ma lui aveva il volto fisso lass)! alle finestre
dietro le quali don Bosco si stava spegnendo.
L'arrivo del suo, Giovanni fu come una 2occata d'ossigeno. Lo a22racci+. "ormor+#
$ &tai 2eneD $. Era sempre lui c(e preveniva! non per gentile33a! ma perc(A ci teneva
tanto! con amore! alla salute dei suoi figli.
$ &i! don Bosco! io sto proprio 2ene. "a lei come staD
5on attese la risposta. @uella faccia incredi2ilmente invecc(iata! consumata! parlava
da sA.
'assarono la serata insieme. Il %escovo gli raccont+ tante cose delle missioni! dei
salesiani c(e lavoravano laggi)! degli indigeni c(e avevano salvato e 2atte33ato a
migliaia. E a un tratto! come quando era raga33o gli c(iese#
$ ;on Bosco! mi confessi.
Il %escovo si inginocc(i+ davanti al vecc(io prete! e si confid+ come un 2am2ino con
sua madre.
Le ultime cin,ue "rasi
Giornate discrete si alternavano a crisi lung(e! violente! in cui la fe22re saliva a vertici
preoccupanti.
%icino a 5atale occorreva scrivere ai principali 2enefattori. *i pens+ don Gua. "a don
%iglietti! c(e faceva da segretario e da infermiere a don Bosco! gli sugger#
$ &e la sente di scrivere alcune frasi su qualc(e immaginettaD I 2enefattori ne saranno
molto contenti.
;on Bosco! appoggiando le mani su una tavoletta di legno! scrisse venti frasi. Le
ultime cinque (anno un profumo di eternit#
*(i salva l'anima! salva tutto. *(i perde l'anima perde tutto,.
*(i protegge i poveri! sar largamente ricompensato al divin Tri2unale,.
*(e grande ricompensa avremo di tutto il 2ene c(e facciamo in vitaJ,
*(i fa 2ene in vita! trova 2ene in morte,.
In 'aradiso si godono tutti i 2eni! in eterno,.
0u l'ultima frase c(e don Bosco scrisse! con grafia quasi ormai incomprensi2ile.
Bisogna imparare a vivere e a morire
Tutte le notti veniva a vegliarlo 'ietro Enria! il raga33ino rimasto orfano nel colra del
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-6B9! c(e don Bosco aveva preso con sA e aveva sempre considerato come un figlio.
'ietro doveva a volte fargli i servi3i pi) umili c(e si devono prestare a un malato. E
don Bosco#
$ 'overo 'ietro. 122i pa3ien3a.
$ <(! don Bosco! io darei la vita per la sua guarigione. E non soltanto io! saD &iamo in
molti c(e le vogliamo 2ene.
$ L'unico distacco c(e prover+ nel morire $ riusc a rispondergli don Bosco $ sar
quello di dovermi separare da voi.
La fe22re quasi sempre alta! il respiro affannoso. 5el grande cortile affollato di
raga33i si sente un silen3io insolito. 1nc(e i pi) piccoli guardano a quella finestra!
dove il loro grande amico sta morendo.
*on la fine dell'anno! sem2ra c(e arrivi inesora2ilmente anc(e la fine di don Bosco. 1l
termine di una giornata spossante! don Bosco fa c(iamare don Gua e monsignor
*agliero. Li prende per mano! come un pap stringe la mano ai figli maggiori! e dice
adagio#
$ %ogliatevi 2ene come fratelli. 1matevi! aiutatevi! sopportatevi a vicenda. L'aiuto di
;io e di "aria 1usiliatrice non vi manc(er...
5ella notte c(iede ad Enria un sorso d'acqua. 'oi gli dice#
$ Bisogna imparare a vivere e a morire.
)ite ai miei ragazzi...
L'ini3io di gennaio porta una ripresa insperata. "a sono poc(i giorni! stroncati da un
rapido peggioramento. ;on LemoUne gli suggerisce#
$ 'ensi a Ges) sulla croce. 1nc(e lui soffr sen3a potersi muovere.
$ &! quello c(e faccio sempre.
Gli ultimi giorni furono cancellati da un lungo sonno.
Le ultime parole c(e riusc a dire furono#
$ 0acciamo del 2ene a tutti! del male a nessuno. ;ite ai miei raga33i c(e li aspetto tutti
in 'aradiso
1nd+ verso ;io all'al2a del :- gennaio -666.
Ma il #uio era ancora tanto
1 quell'ora nelle grandi citt italiane! ai cancelli delle officine! migliaia di raga33ini si
mettevano in fila sotto lo sguardo dei sorveglianti! per ini3iare la loro giornata
lavorativa. Le feroci leggi economic(e continuavano a spingere i raga33i nelle
fa22ric(e e nelle miniere. I padroni potevano ingaggiare per il lavoro notturno i
raga33i di -. anni! per il lavoro in miniera fanciulli di -8 anni! per le fa22ric(e
2am2ini di =. Era stato decretato dalla legge umanitaria, del -66C! c(e permetteva
una giornata lavorativa di -.$-9 ore. 4&olo verso il -=88 la legge limiter il lavoro dei
minori di -B anni a -- ore/.
In quella stessa giornata ai porti di Genova! 5apoli e 'alermo gruppi silen3iosi di
emigranti salirono sui 2astimenti con fagotti e 2am2ini# alcuni dei -C8 mila emigranti
c(e ogni anno scappavano dall'Italia in cerca di una incerta fortuna, al di l del mare.
In quegli stessi giorni! nelle gole delle 1nde! tri2) decimate di indios 1raucani si
arrampicavano verso le regioni gelide! per salvarsi dai fucili dei 2ianc(i c(e davano
loro la caccia.
&ulla terra era passato un santo. Un lampo di luce si era acceso in un angolo del
mondo. "a il 2uio era ancora tanto.
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